Sole sulla collina

SOLE SULLA COLLINA
Una storia di donne


Scene di vita agreste 
di 

MASSIMO STINCO


MILLA
GELSA
ANNA
DOMENICA




SCENA 1
Un mattino di primavera. In campagna. 1941

Tuoni e fulmini.
Pioggia.
Dal pubblico entrano correndo con ombrelli e valige Gelsa e Milla.

Tuono forte.

MILLA Oddio!

GELSA Ma che hai paura dei tuoni?

MILLA S, mi hanno sempre spaventato.
Tuono.
MILLA Oddio!

GELSA Stai attenta che si scivola.

MILLA Oddio, mi si infangano tutte le scarpe!

GELSA E ci credoguarda che scarpine ti sei messaScarponi! Ci vogliono! Altro che scarpine

Tuono.

MILLA Oddio!

GELSA Mannaggia che fifona che sei! Dai dai che siamo quasi arrivate. Da noi ci sar il sole vedrai. E vedrai che bellaccoglienzanon si vede mai nessuno su in collina. Saranno gi tutte in ansia, pensa che oggi non siamo neppure andate nei campi, un miracolo! E dobbiamo raccogliere tutto il pagliate. Quando son venuta via erano nella stalla che cera una mucca a partorire.

MILLA Una mucca? E fanno tutto da sole?

GELSA E certo! Sole! Chi vuoi che caiuti! Aiutati che Dio taiuta!

MILLA Oddio che imbarazzoSono anni. Che dico?

GELSA E che vuoi dire? Ciao, eccomi qua, sono arrivata sana e salva.

MILLA Come hai detto che ti chiami?

GELSA Gelsa. Un nome pi strano non me lo potevano appioppare

Tuono.

MILLA Oddio!!!

Gelsa e Milla salgono in scena. Luce del sole. Non piove pi.

GELSA Ecco guarda uscito anche il sole. (chiama) Anna? Domenica?

MILLA Milla al centro della stanza, bagnatissima. Vederla in tali condizioni deve fare sorridere.

GELSA Ma dove siete? Anna? Ti staranno preparando una bella sorpresaDomenica?(esce)

Milla resta sola e si guarda intorno. Starnutisce.

GELSA (rientrando) Anna? C nessuno in casa? (grida) ANNA????

ANNA (entrando) Arrivo Gelsa arrivoChe urli? Eccomi (entra in scena e si blocca. Vede Milla di spalle) Milla

MILLA (si volta di scatto e la vede) Anna

Si guardano. Commosse. Tanto tempo che non si vedono.

ANNA (avvicinandosi) Quant fatti vedere Non ci credo..sei di nuovo con noi, Milla

Milla starnutisce.

ANNA Ma sei tutta bagnata! Siediti, Milla Son temporali di primavera durano un attimo..Hai visto? E gi finito. Arriveranno delle belle giornate. Ti faccio portare un asciugamano. E qualcosa di caldo, eh? Mammina, non ci posso credereGelsa??? Porta un asciugamano per Milla. E una tazza di latte caldo, sbrigati.

MILLA Dici ancora mammina

ANNA Gi. Non sono mica cos cambiata sai

MILLA Ma non preoccuparti per me, lho portato io lasciugamano. (si alza e va alla valigia) Guarda E un regalo di nozze

ANNA Mammina che bello! Ma scherzi? Questo lo metti da parte cos com E troppo bello per qui. Te lo diamo noi. (silenzio. Imbarazzo.) Oggi nato un piccolo alla mucca, c stato un bel po da fare E faticoso sai..scusaci (chiama) Mamma? Gelsa? Ma quanto ci mettono?

MILLA Sei sempre cos premurosa. Davvero, non ti preoccupare, stai tranquilla

ANNA Sono emozionata, Milla, non vedevamo lora che arrivassiE guarda che brutta accoglienza

MILLA State facendo anche troppo

ANNA Anche la mamma tanto contenta Non la fermava pi nessunoNon faceva altro che dire La Milla viene ad noiLa Milla viene a stare quass Finalmente qualcuno entrato da quella porta. (chiama) Mamma? Gelsa?

GELSA (correndo, col latte e lasciugamano) Eccomi. Ecco qui, Milla. Scusami, mi ero fermata a vedere la mucchina. Tieni

ANNA Vado a chiamare la mamma Chi la ferma mai quella. (esce)

Effetto natura. Uccellini ecc
Milla beve il latte e Gelsa la osserva. Questa scena deve fare sorridere.

GELSA Buono?

MILLA S. Buono.

GELSA Ne vuoi ancora?

MILLA No, nograzie Gelsa. 

GELSA Noi lo beviamo tutte le mattine. E le mattine per noi sono molto spesso notti. Le trele due.

MILLA (piano, fra s) Oddio

GELSA E cos tu sei la famosa Milla. Domenica non fa che ripeterci che sei stata tanto coraggiosa. Piantare tutto e tutti e (sospira) seguire il cuore.

MILLA (sorridendo) Gi.

GELSA Son brutti tempi. Ma quila guerra non ci arriva. Non sappiamo niente, nessuna notizia, nessuno si avvicina mai. Ci chiamano le donne della collina e pare che quando lo dicono storcono la bocca..cosa buchino di culo.

Milla sorride.

GELSA Non ci vogliono granch bene, da queste parti. Ma chi se ne frega! Ogni tanto viene quel rompiscatole dello Scardigli, il padrone, ma parla solo con la Domenica. Io e Anna si va abbastanza daccordo ormai, dopo tanti anni. Si lavora, si mangia poco e si va a letto distrutte. La Domenica per me come la Madonna.

MILLA La Madonna?

GELSA Mannaggia la dovevi vederequando piombata allistituto a prendermi Mi sono vista arrivare questa donna piccoletta, gracilina, con una massa di capelli arruffatisembrava una matta. Invece meravigliosa. Mi ha portato qui e da allora non mha pi lasciato. Anna era un po stranina allinizio Sempre zittapoi piano pianosi apertama secondo me (sottovoce) non sta mica tanto bene A volte mi fa tristezza, si isola.non parla povera Anna. Parlo troppo vero? Me lo dicono anche lAnna e la Domenica. Forse perch abituata allistituto a non parlare mai se non per pregare ora non mi riesce pi di stare zitta.

MILLA Balmeno ravvivi latmosfera, no? 

GELSA Mannaggia, ci puoi giurare. Dicono che parlo anche la notte.

Ridono.

GELSA Ma che fanno? Anna? Domenica? Taspettano taspettano e poi ti lasciano qui con me, che non ti conosco nemmeno a rintronarti le orecchie. (grida come una matta) ANNA????

Entrano Anna e Domenica. Musica. Scena molto commovente. Milla e Domenica si rivedono dopo molti anni.

MILLA (si alza di scatto) Zia

DOMENICA (fa cenno a Milla di restare ferma l. E commossa. La guarda in silenzio) Che nipote coraggiosa che ho. Hai preso proprio da me.

MILLA Zia, siete tutte cos gentili

DOMENICA Sssst.Rilassati, Milla, fai un bel respiro e siediti.

Si siedono entrambe al tavolo.

DOMENICA Alloracome stai?

MILLA Meglio. Ora che son qui va meglio.

DOMENICA (indicando la stanza) Questo il nostro castello. (sorride). Non possiamo permetterci di pi. Quanto tempo passato, Milla (vede le valige) Ma quanta roba ti sei portata?

MILLA E tutto quello che ho, zia.

DOMENICA Qui non ti servir. Oggi ti riposi ma da domanisi lavora. Tutte quante!

GELSA Eccome se si lavora!

DOMENICA Chi sta qui aiuta a mandare avanti la cascina. Ci si alza che ancora buio e si va a letto che c ancora luce. Si mangia quel che c. Un piatto di minestra e pochi grilli per il capo.

GELSA (sottovoce) Pi che minestra direi fagioli.

DOMENICA Verranno tempi migliori. Per ora ci dobbiamo accontentare di questo. Tu non sei pi abituata a questa vita, Milla.

MILLA Lo so, zia. Ma non ti preoccupare per me. Pi c da fare e meno si pensa.

DOMENICA Ragazze datele qualcosa della vostra roba. Qui non si fanno sfilate, Milla. Ci vogliono scarponi, calosce, qui ci si sporca ogni giorno.

GELSA Guarda che scarpine

ANNA Ti do tutto io Milla, non ti preoccupare.

GELSA I fagioli ti piacciono? Perch quelli non mancano mai

DOMENICA Ogginiente fagioli.

GELSA No, non ci credo, un miracolo! Niente fagioli!

Le donne si immobilizzano. 
Musica e cambio scena.
Sulla musica assistiamo alla vestizione di Milla. Le ragazze corrono da una parte allaltra a prendere le cose mentre Domenica osserva sorridendo. Milla ferma e si fa vestire.


SCENA 2
Una tarda mattinata dellestate del 1941


Stessa scena. Sole. Cicale e uccellini. E una bella giornata. Fa caldo. Milla sta preparando i fagioli.
Ha un mestolo in mano ed molto sudata.

MILLA oddio i fagioli! Gelsa? Gelsa? Corri, subito! Oddio la cipolla, non lho presa sar gi tardissimo. Oddio son proprio negataGelsa? Anna? Ma dove siete? Oddio che caldo!

Entra Gelsa da destra affaticata con due mezzane piene dacqua.

GELSA Mannaggia, dico io Ma quando ce lavremo anche noi due cannelle attaccate al muro?

MILLA Oddio Gelsaper fortuna sei arrivata. Non mi riesce di far niente stamani

GELSA Stamani?

MILLA Son tutta sudata tardissimo e sono indietro. E poi la cappa non tira pi, c un fumo che non si respira.

GELSA Mannaggia Milla, stai calma eh? Che mi metti lagitazione anche a me. Vedrai che ci sar un nido. Succede spesso, che vuoi che sia.

MILLA La zia?

GELSA Ora viene. S fermata con Anna nella stalla.

MILLA Oddio com tardi..ora la senti.

GELSA Va gi ridendo e torna su piangendo. Che cos?

MILLA Il secchio nel pozzo, Gelsa. Lo sanno tutti, vecchia.

GELSA Ancora fagioli eh? Sai che aria anche oggi!

MILLA La cipolla non ho messo la cipolla 

GELSA siamo nel 1941 e ancora bisogna andare a prendere lacqua al pozzo. Ogni giorno certe scarpinate. Uff!!!

MILLA Dammi una mano Gelsa, per favore, tardi

GELSA Mannaggia che caldo anche oggi!

MILLA (gridando, guardando lacqua nelle mezzane) Oddio! Oddio che schifoGelsacos quella roba nellacqua? Un topo morto? Un rospo?

GELSA E una cipolla. Lo sapevo che ti saresti dimenticata della cipolla. (tira fuori dallacqua la cipolla).

MILLA Oddio che spavento. Grazie Gelsa.se non ci fossi tu

GELSA E un anno che sei qui e non hai ancora imparato a fare i fagioli. 

MILLA Sono negata Gelsa. Non mi piace stare in cucina. E poi mi metto a pensare a Saverio e mincanto. Non ho ancora nessuna notizia.

GELSA Pensaci poco al tuo Saverio. La guerra una gran brutta cosa cara Milla. Guarda che te lo dico per il tuo bene.

MILLA Lo so Gelsa, ma io sono sicura che Saverio torner presto.

GELSA (poco convinta) s s torna. Fammi un po vedere questi fagioli. (si allontana verso la pentola canticchiando)

MILLA (si siede al tavolo, pensierosa)

GELSA Milla

MILLA (piano) Eh?

GELSA Gli Scarmigli hanno un fornello nuovo. Hanno messo su due muretti e sopra ci hanno messo un ripiano con due buchi di ferro, coi cerchi uno dentro laltro.

MILLA I cerchi?

GELSA S, i cerchi. E sotto due sportelli per la legna.

MILLA (incominciando ad apparecchiare) In casa nostra io e Saverio avevamo un fornello in ghisa.

GELSA No! Mannaggia, davvero?

MILLA S, era in ghisa e funzionava con la legna e il carbone. 

GELSA Beati voi! Ma davvero a Rigutino avete il gabinetto in casa?

MILLA Non tutti. Noi s.

GELSA (smette di cucinare e si avvicina a Milla, senza parole) Nosul serio? MannaggiaIl gabinetto in casaDimmi dimmi.Cheeffetto fa?

MILLA Effetto? Bfa un po meno puzza ma fa molto rumore.

GELSA (assorta) Il gabinetto in casa il fornello in ghisa

MILLA Gelsai fagioli?

GELSA Mannaggia i fagioli! (corre alla pentola) Mannaggia Milla ma quanti ce ne hai messi?

Milla assorta e guarda avanti come da una finestra o sulla porta. Gelsa canta.

MILLA Gelsa?

GELSA Eh?

MILLA Che si sa di questa guerra?

GELSA quale guerra Milla qui non c mica la guerra, la guerra lontana, qui non ci arriva, lo dice sempre anche la Domenica. Mannaggia quanti fagioli..me li sogno anche la notte (ricomincia a cantare)

Milla riprende a preparare la tavola cantando con Gelsa.

Entrano Domenica e Anna.

DOMENICA A che punto siamo qui ragazze?

GELSA E quasi pronto Domenica. Mettetevi a tavola.

DOMENICA Sbaglio o qualcuno ha ancora esagerato coi fagioli?

MILLA Colpa mia zia. Non ho il senso della misura, me lo diceva sempre anche Saverio.

ANNA Non preoccuparti Milla.

DOMENICA Giudizio ragazze. In paese non si trova pi roba da mangiare.

MILLA Sei stata in paese zia? C posta per me?

DOMENICA No, Milla non ci sono andata. Me lo ha detto lo Scarmigli.

GELSA Hai visto che fornello che si son fatti?

ANNA Gelsa non andare a mettere il naso dappertutto.

DOMENICA Non pensare alla posta Milla. Son tempi brutti, meglio non arrivare gi al paese Oggi dobbiamo nascondere il fieno.

GELSA Per la guerra? Qui la guerra non ci arriva Domenica.

DOMENICA Gi. Sulla nostra collina la guerra non ci viene.

ANNA Splende sempre il sole sulla nostra collina.

GELSA (canta una canzone sulle donne della collina)

Mentre si mettono a tavola cantano tutte la medesima canzone.

GELSA Mannaggia, mentre ero a prendere lacqua ho incrociato Bestemmino. Manca poco..ci prova!

MILLA Bestemmino?

DOMENICA S, il figlio del padrone. Noi lo chiamiamo cos. Quattro parolecinque bestemmie.

GELSA Borsaronero, approfittatore e porco!

ANNA Ti ha messo le mani addosso?

GELSA Ci provi! E vede che gli fa la Gelsa

DOMENICA Gelsa stai attenta. Non lo provocare, quello strano, lo sai. Per ora ci rispettama basta poco

ANNA Mangiamo, che tra poco dobbiamo tornare al campo

MILLA Con questo caldo?

DOMENICA Con questo caldo.

GELSA (con la pentola) E in arrivo una carovana di fagioli!

Le donne si immobilizzano. Musica e cambio scena. Le donne si alzano e raggiungono il proscenio.


SCENA 3
Al lavoro.

Le donne mimano il faticoso lavoro nel campo. Sono sudate. Stanche. Il tutto con un sottofondo musicale.


SCENA 4
Una sera destate del 1942


Sempre sullo stesso sottofondo musicale le donne smettono di lavorare e tornano a casa, stanche. Apparecchiano, accedono la lampada a petrolio. Si siedono, mangiano senza troppa voglia. Poi Milla si alza dalla tavola e va fuori, in proscenio.
Grilli. Sera estiva. Atmosfera tranquilla. Dolce. Poetica. Si siede a terra. Si avvicina anche Anna.

MILLA Mi manca. Soprattutto la sera. Mi ricordo quando tornava a casa..ed io lo aspettavo

ANNA Non ti piace stare qui?

MILLA Mi piace stare qui. Non questo. Solo un po di malinconia, la seranostalgia di serate insieme a luiE ancora tutto molto forteeravamo appena sposati, Anna Capisci? Appena sposati.

ANNA Sono due anni che non hai notizie. Tanti uomini sono

MILLA Morti? E allora? Come puoi essere sicura che anche Saverio sia fra quelli?

ANNA Non ne sono sicura per.

MILLA Per cosa?

Silenzio.

MILLA Lo so Anna. Ne muoiono tanti lo so bene. Ma ti pregolasciami sperare che Saverio tornerChe non sia fra quei mortiTi prego

Silenzio.

ANNA Sembra sembra di essere su una piccola isola. Quando il cielo cos stellatoe tutto intorno cos scura Le piccole luci di Rigutinolaggi.E questo silenzioi grilli

MILLA Ti piace questo posto?

ANNA Moltissimo. Nonostante tutto. Io sento che non potrei fare a meno di stare qui. Quasi ogni sera mi siedo qui e mi metto a sognare a occhi aperti. Anche io sogno, Milla, non sei la sola a farlo.

MILLA E cosa sogni?

ANNA Il mare.

MILLA Il mare?

ANNA S. Unimmensa distesa dacqua che ti rende calma. Ed io sono a una finestra, forse di un farochiss e vedovedo un marinaioche si avvicinaUn bellissimo marinaio.

MILLA Un angelo?

ANNA Forse. Questo marinaio venuto per me. E venuto a prendermi. Un marinaio che ha perso la sua patria, che non la trova pie se nera costruita una in sogno, per non dimenticarla..e non smetteva mai di sognarlaFinch un giorno la sua vera patria tornata ad accoglierloed io sono l ad aspettarlo. Son scema vero? Non lho inventato io. Lho letto in un libro, di uno scrittore portoghese. Me lo leggeva mio padre.a lui piaceva leggere. E anche a me piace leggere. Ma non c mai il tempo. Mi ci addormento subito. Con i libri puoi andare ovunque Questo libro parla di alcune donne isolate dal mondo che si raccontano i propri sogni in una sola lunga nottein attesa del giorno

MILLA Mi piacerebbe leggerlo. Io non ho mai visto il mare.

ANNA Neppure io.

Si avvicinano Gelsa e Domenica.

DOMENICA Io me lo ricordo bene, il mare. Quando ero bambinaabitavamo proprio a due passi dal mare. In Sicilia Correvo sulla spiaggiagiocavoMamma mi raccontava tante storie, e io mi rannicchiavo accanto a lei e chiudevo gli occhi. E sentivo le onde, sulla riva mi sembra ancora di sentirne lodoreAprivo gli occhi e vedevo questa distesa dacqua azzurra. Illuminata dal sole Mi calmava Sentivo le mani di mia madre che mi sfioravano i capelli. A volte vedevo Antonio, tuo padre Milla che giocava sulla sabbia era pi grande di me e mi faceva i dispetti.

























SCENA 5
Una mattina dautunno del 1943


Venticello leggero. Anna, Gelsa e Milla sono sedute in proscenio, su una tovaglia stesa a terra.

MILLA Oddio quante formiche. Ma nemmeno col freddo se ne rimangono a casa!

GELSA Macch freddo, si sta proprio bene.

ANNA Avrai di nuovo lasciato il cesto per terra.

MILLA Solo perch me ne sono dimenticata una volta o due. Lo avevo appeso allalbero, e guardate qui quante ce ne sono.

GELSA E ci mangeremo anche quelle, almeno qualcosa di diverso.

MILLA Oddio, ma che schifo!

GELSA Ha parlato la contessa.

MILLA Se ti pizzica una formica devi stare attenta a non diventare laboriosa come lei.

ANNA Pi laboriose di cos Sbrighiamoci prima che torni la mamma.

GELSA Mannaggia, vorrei starmene tutto il giorno cos.

ANNA E vento dacqua. Ci aspetta un bel periodino.

GELSA Non vento dacqua, la ventarola sul tetto indicava tramontano.

ANNA Questo scirocco.

MILLA Oddio dobbiamo ancora riparare i recinti delle bestie.

ANNA Ci penser la nostra architetta.

GELSA Non ci penso nemmeno. Oggi sono in sciopero. Non ho voglia di far niente.

MILLA E il focolare nuovo?

GELSA Prima o poi lo far, vedrete. Aspettiamo finisca questa guerra e rifaccio tutta la casa! Mi aiuter Bartolo, gli ho promesso di rimettergli a posto il capanno.

ANNA Lascialo stare Bartolo. Con tutto quello che c da fare qui ti metti anche a lavorare per gli altri.

GELSA E tanto bravo Bartolo, lunico che almeno non sparla di noi. Ieri mi ha detto questa, sentiteC una vecchiaccia in una finestraccia, le dondola un dente e chiama tutta la gente.

MILLA Una vecchiaccia

ANNA E vecchia come Bartolo, ormai lo sanno anche i campi.

GELSA Dai Milla, indovina.

ANNA Mammina, Milla, non ci stare troppo a pensare. Non lo vedi come suonata la Gelsa?

GELSA Gi, sono molto suonata!!!

MILLA Suonata?

GELSA C una vecchiaccia a una finestraccia, le dondola un dente e chiama tutta la gente.

ANNA Din don, sveglia Milla, te lho detto, la Gelsa suonata come una campana!

MILLA Ah, s, la campana!

GELSA Alleluia!

MILLA Alla finestraccia?

ANNA Del campanile. (si alza allimprovviso gridando) B? Che avete da guardare? Via! Andate via!

MILLA Chi c?

ANNA Gentaglia Stanno l a guardarci come fossimo bestie rare. Ma che cosa vogliono. Stupidi!

GELSA Sono ragazzi, ogni tanto ci vedono da lontano e se ne stanno l a guardarci ridacchiando.

MILLA Lasciali perdere, Anna. Che ce ne importa.

ANNA Non li sopporto.

Entra Domenica, correndo.

DOMENICA Il mondo sta impazzendo, ragazze!

ANNA La guerra?

DOMENICA Il Falugi.ha preso il fucileha ammazzato mezza famiglia.

GELSA Mannaggia

DOMENICA Io lo dicevo che prima o poi la disperazione gli avrebbe sconvolto il cervello. Da quando gli partito il figlio, e non ha sue notizie

MILLA Il Falugi.Quello strano che ogni volta che si scende

GELSA Ci chiama puttane, s lui!

DOMENICA E impazzito. Ha dato fuoco alla casinaNon mi ci fate pensare.

GELSA Mannaggia, ma perch?

ANNA Mammina

DOMENICA Una tragedia, ragazze. Lo hanno trovato sullaia, col fucile in bocca. Aveva tutte le bestie intorno, morte. La cascina bruciata

ANNA Non si salvato nessuno?

DOMENICA La moglie riuscita a scappare. Ma il padree il fratello

ANNA Mamminano!

Restano in silenzio, sconvolte.

DOMENICA (seria) Ma non finita qui, ragazze. I tedeschi sono a Rigutino. Dappertutto si corre e si portano via fagotti. Hanno preso non so quanti uomini e donne. I fascisti e i tedeschi. Ci sono parecchi feriti, hanno bruciato case

ANNA I tedeschi a Rigutino?

DOMENICA S, Anna. Ci siamo. La guerra si sta avvicinando.

GELSA Macch guerraqui la guerra non ci arriva.

DOMENICA Non ce la dobbiamo fare arrivare qui la guerra. Non sulla nostra collina. Non qui.

ANNA La guerra reale, mamma. Esiste. Non possiamo far finta di niente.

DOMENICA Lo so, Anna. Lo so. Dobbiamo stare attenteNon possiamo uscire pi come prima. Resisteremocon coraggio. Che non ci mai mancato. Vero, ragazze?

Le donne si guardano e formano un piccolo cerchio stringendosi forte le mani.

DOMENICA Adesso andiamo. Torniamo a casa. E meglio.

ANNA S, andiamo. Milla, Gelsa, aiutatemi.

Rimettono a posto e scappano. Mentre corrono si sente una raffica di spari. Le donne si voltano terrorizzate. Si immobilizzano e la luce si abbassa. Musica.


SCENA 6
Una notte dinverno del 1943


In cascina. Vento forte. Anna, Milla, Gelsa sono sedute a terra, sotto al tavolo. Appena illuminate da una lampada a petrolio.

MILLA (mentre le ragazze guardano le fotografie del matrimonio) Eravamo in pochi. La sua famiglia..qualche amico comune. Una cerimonia semplice.

GELSA Che carino questo Saverio. Sembra Clarke Gable.

MILLA - Quando ero piccola sognavo sempre una grande festa per il mio sposalizio. E invece

ANNA Sei sempre stata fissata con lo sposalizio.

MILLA Gi. Ed durato solo 28 giorni.

GELSA E partito dopo soli 28 giorni che vi siete sposati? Cos presto?

MILLA Non dirlo a me. 28 giorni, s. 28 giorni bellissimi.

ANNA Non consolante ma parecchie ragazze hanno avuto la stessa sorte.

MILLA Lo so. Mi sono sposata nel momento sbagliato.

GELSA Io non mi voglio sposare. Sto cos bene qui con voi. Chi me lo fa fare? E poima chi mi prende?

ANNA Perch dici cos, Gelsa? Non si pu mai dire.

MILLA Io ho conosciuto Saverio per caso. Non avrei mai pensato di sposarlo.

GELSA Mannaggia ragazze ma mi avete visto bene?

MILLA Non devi buttarti cos giu. Sei proprio carina, invece. E soprattutto sei simpatica, una gran dote.

GELSA Grazie. Almeno quella

ANNA Sei solare Gelsa. E proprio una gran dote.

GELSA Sar il sole di questa collina.

ANNA E se poi una mattina apri la porta della cascina e ti trovi davanti un bellissimo uomo che ti cerca?

GELSA S, Clarke Gable!

ANNA Perch no? Clarke Gablemagari viene a girare un bel film da queste partVedrai quando la guerra sar finitaquanti film ci gireranno gli americano o gli inglesi, da queste parti. Ci scommetto.

MILLA (imita la voce di Clarke Gable) Buonaserasto cercando la Gelsa? E in casa?

ANNA (imita la voce di Clarke Gable) Mi hanno detto che abita qui. Chiamatela per favore, dite che Clarke la sta cercando

GELSA Ditegli che la Gelsa allospedale perch svenuta dallemozione e la stanno rianimando!

MILLA Ma dove lo hanno trovato questo nome, Gelsa? 

GELSA Non mettiamo il coltello sulla piaga. E un nome orribile lo so.

MILLA Io lo trovo carinissimo.

GELSA Bugiarda.

ANNA Ti si addice alla perfezione. E poi se non altro unico. Di ragazze che si chiamano Anna ne trovi tante

GELSA Anna un nome bellissimo. E anche Milla.

MILLA Io non mi chiamo Milla. Milla un diminutivo. 

GELSA E come ti chiami?

MILLA Mariaemilia.

GELSA (scoppia a ridere e sbatte la testa sul tavolo) Mariaemilia? Ohi!!!

ANNA Ma ti abbiamo sempre chiamata Milla.

MILLA Per fortuna. Mariaemilia un nome lunghissimo. Non finisce pi. E poi non adatto a me. Troppo serio.

Entra Domenica.

DOMENICA Ragazze

Le ragazze si ammutoliscono, restando nascoste sotto al tavolo.

DOMENICA Ancora sveglie? Mache ci fate sotto al tavolo?

GELSA Dai Domenica, vieni anche tu, ci stringiamo.

MILLA E il nostro piccolo rifugio.Stai un po con noi.

Domenica si siede accanto a loro.

ANNA Parlavamo dei nostri nomi.

GELSA Perch ti hanno chiamato Domenica?

DOMENICA Perch sono nata di domenica. E perch la fantasia scarseggiava.

MILLA Ma mi sembra che di domeniche ce ne siano state poche nella tua vita.

DOMENICA Molto poche, Milla. C chi dice che se uno nasce in giorno di festa non ha voglia di fare niente Io non mi sono mai fermata.

GELSA Ma da dove ti viene tutta questa energia?

DOMENICA Chi lo sa. Ce lho e basta. La devo avere. Altrimenti

ANNA Anche questa collina ha un nome.

GELSA La collina?

DOMENICA S, vero.

MILLA E come si chiama?

DOMENICA Lappeggi.

GELSA Lappeggi?

DOMENICA S, Lappeggi. E il nome di un posticino dove andavo da piccola. Me lo ricordo bene. E qui ho provato, inizialmente, le stesse sensazioni.

GELSA (ridendo) Lappeggi

MILLA B carino.

GELSA Carino come Gelsa.

Ridono.

Sentono improvvisamente un rumore.

DOMENICA Ssst

GELSA Cos?

ANNA Zitta, Gelsa.

MILLA Oddio

DOMENICA C qualcuno. Zitte.

Domenica si alza e si avvicina a una finestra immaginaria. Le ragazze fanno altrettanto. Si deve capire che c qualcuno intorno alla casa. Si deve avvertire la loro paura. E la sensazione di essere spiate. Dobbiamo sentire la presenza di un pericolo molto vicino alla casa.

DOMENICA Domani non andremo al campo. Dobbiamo restare qui. Dobbiamo uscire il meno possibile. La guerra sta arrivando anche a Lappeggi.


Buio.


SCENA 7
Un pomeriggio invernale del 1943


DOMENICA (molto tesa) Tutta quella roba gi in cantina, Gelsa, dietro alle vecchie botti. I sacchi di fagioli, farina, grano su in soffitta. Mi raccomando, cerca di appenderli in alto, in qualche modo, e mettici la pece contro i topi. E che non ci piova sopra. Fatti aiutare da Anna.

GELSA Mannaggia Domenica, stai calma. Vedrai che qui non verr nessuno.

DOMENICA (gridando) Zitta, Gelsa, zitta! Chiunque pu piombarci in casa da un momento allaltro. Siamo solesole su questa collina.

Entrano Anna e Milla.

ANNA La roba labbiamo sotterrata.

Rumore di bombardamenti.

DOMENICA Stanno bombardando Rigutino.

MILLA Oddio!

GELSA Dai Livi sono sfollate due famiglie.

ANNA Arriveranno tutti parentacci da Rigutino quando c bisogno

DOMENICA No, Anna. Quelli non si fanno vedere nemmeno in un momento come questo. E sai quante altre cascine trovano prima di questa. Se volevano a questora seran gi fatti vivi.

GELSA Va a finire che qui ci verranno i tedeschi, ci butano fuori e ci fanno il quartier generale! E il posto idealeben nascosto, bella posizione, aria buona

ANNA (gridando) Gelsa!

Bombardamenti.

MILLA Oddio!

DOMENICA Non possiamo pi uscire ragazze. Abbiamo abbastanza per qualche giorno. Di acqua ce n poca

Bombardamenti.

GELSA E se non basta?

DOMENICA Ce la faremo bastare!

ANNA Venite qui datemi la mano.

Le donne formano un cerchio stringendo forte le mani.

Silenzio.

MILLA (staccandosi) Ieri mentre tornavo sune ho visto uno.

ANNA Cosa stai dicendo?

MILLA Un tedesco. Mi sono subito nascosta. Avevo paura.

DOMENICA Ti ha vista?

MILLA Credo di s.

GELSA Mannaggia.

MILLA Non lo so, non ne sono sicuraAppena mi sono nascosta ho visto che si voltava verso di me. Ma lui non poteva vedermi, davvero. E neppure sentirmi. Ero lontana, rannicchiata a terra, immobile, fra le frasche

DOMENICA Si avvicinato?

MILLA Ha sorriso. Uno strano sorriso. Non riesco a dimenticarlo. Ho avuto la sensazione che si fosse accorto della mia presenza E quel sorriso

ANNA Ne sei certa?

MILLA No, Anna. Non sono sicura, ero confusa, avevo paura.

DOMENICA Era solo?

MILLA No. A un tratto ha chiamato qualcuno che doveva trovarsi nei paraggi E se ne sono andati insieme. Ma mentre camminavano e mi voltavano le spallelui si voltato di nuovoe ancora quello strano sorriso

DOMENICA Perch non ce lo hai detto?

MILLA Non lo soNon volevo spaventarviNon volevo pensaste che non ero stata abbastanza attenta. E poi tutto cos confuso Ma ho ancora quellespressione davanti agli occhi. E solo una sensazioneForse non mi ha vista OddioSaverioho paura.

Bombardamenti.

Musica. Ogni personaggio sfoga le proprie tensioni. Scena simbolica.

Buio.


SCENA 8
Una giornata di guerra


Le donne sono chiuse in casa. Si sentono bombardamenti. Paura. Assistiamo a una giornata qualsiasi attraverso piccoli e semplici gesti e azioni quotidiane. Il pranzo, poco cibo, alcuni lavori in casa, tutto con un sottofondo musicale.


SCENA 9
Un tragico mattino del 1944


Sottofondo di bombardamenti molto forti.

ANNA Mammaaa? Millaaaa? Correte

DOMENICA Che successo?

ANNA La Gelsa. Aiutatemi, veloci!

MILLA Oddio!

DOMENICA Anna, perdi sangue?

MILLA Sei ferita?

ANNA Niente. Non niente. Una scheggia mi preso di striscio. La Gelsa andata a prendere lacqua senza dirci niente Non la vedevo tornare e ho capito subito, sono andata a cercarla. Quando lho vista a terra piovuta una granata

MILLA GelsaGelsa come stai?

DOMENICA Gelsarispondimi ti prego Milla aiutami, vai a prendere una coperta, uno straccio bagnato Portami qualcosa per fasciare la gamba di Anna Sbrigati!

Escono di corsa Milla e Anna.

DOMENICA Amore mio, piccola miache thanno fatto? Anna, ti fa male? Milla? Veloce!

Entra Milla con un secchio una coperta e un panno.

ANNA Va bene, mamma, non ti agitare. A me ci pensa la Milla.

MILLA Eccomi. Un panno, un po dacqua

DOMENICA Aiuta Anna a fasciare la ferita.

MILLA s, ci penso io.

DOMENICA Disgraziati Gelsa, parlami ti prego.

Rumore di aerei e bombardamenti.

ANNA Gelsacome sta?

DOMENICA Ora si riprende. Vedrete. Stai calma, Gelsa E tutto passato Ci sono qua io ci siamo qua noi.

MILLA Come stai Anna?

ANNA Meglio. Non nulla. Pensiamo alla Gelsa piuttosto.

GELSA Ho freddo freddo (gridando) No! No! Andate via! Aiuto Domenica

DOMENICA Sono qua tesoro mio, sono qua. Non c nessuno, sono io Domenica, non agitarti, tutto passato. Ora sei al sicuro.

GELSA DueErano due addosso.

DOMENICA Lo sapevo che prima o poi sarebbe successo. Lo dicevo io. Ma io li ammazzo. Li ammazzo!

MILLA I tedeschi.

GELSA Nono non erano tedeschi. Erano italiani Li sentivo parlare Ho freddo.Domenica

Bombardamenti pi forti.

MILLA Oddio!

DOMENICA Riparatevi! 

GELSA Non erano tedeschiErano dueAddosso.

DOMENICA Calmati, Gelsa. Calmati.

GELSA Era come delle bestie vestiti di nero, ridevano

DOMENICA Basta Gelsa, basta. Stai tranquilla, adesso Ci siamo noi. E tutto finito. Buona.

ANNA (come per alzarsi) Io li ammazzo! Li ammazzo!!!!

MILLA Annastai ferma. Ma cosa fai?

DOMENICA Anna per favore. Calmati. Stai ferma! Milla. Stalle accanto. 

ANNA Non ce la faremo. Non ce la faremo. Non possiamo pi stare qui da sole, cos Io ho paura.

MILLA Anche io ho paura, Anna. Ma vedrai che ce la faremo. Ne sono sicura. Ce la faremo, vedrai.

DOMENICA Zitte, ragazze, zitte. Vi prego

GELSA Uno mi teneva fermamentre laltro(come se rivivesse la scena) NoNo!!!

DOMENICA Ssst! Non parlare Gelsa. Non c niente da dire. Buona Ci sono qua io. Tutto passato.

ANNA Potrebbero essere ancora qui intorno. Son giorni che girano qui intorno Ma io gli fracasso il cervello

MILLA Anna, per favore.

Bombardamenti, aerei, fucilate.

MILLA (molto impaurita) Medicina medicina, un po di cacca di gallina. Un po di cane un po di gatto domattina tutto fatto. (continua sottovoce a ripetere la filastrocca)

ANNA Pioggia pioggia corri corri fammi andare via i porri. Marmocchio mardocchiati San Giobbe aveva i bachi. (continua a ripetere sottovoce)

DOMENICA Singhiozzo singhiozzo albero mozzo. Medicina medicina un po di cacca di gallina (continua sottovoce)

MILLA Medicina medicina

ANNA Pioggia pioggia

DOMENICA Singhiozzo singhiozzo

Bombardamenti sempre pi forti e filastrocche sempre pi forti e veloci.
Poi, improvvisamente, silenzio.

DOMENICA Non stata colpa mia. Io non ho colpa, Anna. Io non volevo che accadesse. E stata una disgrazia. O succedeva a lui o succedeva a me. Ci sono momenti in cui la rabbia ti acceca. Momenti in cui perdi il controllo. Non ci vedi pi, non sai neppure cosa stai facendo

ANNA Lo so, mamma. Lo so. Non voglio sentire altro.

DOMENICA Renzo era diventato i possibile. Lho sposato che ero una bambina, volevo darti un padre. Ma tu lo sai, Anna, lo sai quante volte era ubriaco, tornava a casa nervoso, manesco.

ANNA Lo so mamma, ti ho gi detto che lo so. Basta. Stai zitta.

DOMENICA No, Anna, no. Non ci sto zitta. Io lo so che tu ancora pensi che lo abbia fatto apposta. Io lo so che mi ritieni colpevole. Anche tu. Come tutti. Nessuno me lha mai perdonato. Ma ti prego, credimi. Non lho fatto apposta. Non volevo Non andata come dice la gente. Si parla sempre troppo, si esagera, si confonde la verit, si incolpa E si macchia una persona. Come hanno fatto con me. Una macchia che mi porto dietro da tanti anni.

ANNA Lo so che non sei colpevole.

DOMENICA No, Anna, sii sincera. Ma lavessi visto era furioso, rompeva i piatti, gridava Mi faceva paura Mi picchiava, era violento Non lo riconoscevo pi Dovera finito quel Renzo che avevo conosciuto, e sposatoe che allinizio mi amavae mi rispettavadovera? 

ANNA Smettila, mamma. Smettila.

DOMENICA No, Anna, non smetto. Devi ascoltarmi. Devi sapere. Tutti devono sapere. La Domenica non ha ucciso nessuno! Quella sera..caveva il diavolo addosso Avrebbe fatto del male anche a te

ANNA Non voglio sentire, non voglio sentire!

DOMENICa DEVI, sentire! Non lo abbiamo mai fatto in tanti anni. Devi sapere. Devi credermi. Cosa potevo fare? Milla dimmelo, cosa potevo fare Non ce la facevo piAvrei voluto fuggire con Anna, ma per dove? Con quali soldi? Anna era sulla porta stava a guardarci immobile, piangeva Renzo mi venne addosso, mi butt sul tavolo con tutta la forza che aveva, mi tir su la sottana Ed io non ci ho visto pi Con tutta la forza e la rabbia che avevo in corpo lho spinto via da me In quel momento, accecata dalla rabbia e dalla paura comero, averi voluto vederlo morto, sma io non ragionavo pinon ero neppure pi ioNon avevo pi la testa Avrei voluto vederlo morto, morto, s, morto!E lo spinsi a terra, e gli andai addosso, e lo presi a calci, gli sputai, non mi fermava pi nessunoscalciai, sputai, lo presi a pugniEsplose in me tutto quello che per troppo tempo avevo trattenuto Quando mi ripresi, quando tornai alla realt Come se mi fossi svegliata in quel momento Vidi Renzo, a terrache non si muoveva Non parlava, stava l, immobile, sanguinava Cera un terribile silenzio.Tu eri dietro di mesulla porta E capii capii cosa era successo. Quel sangue che gli colavache non abbiamo pi dimenticato. Fu un incidente, Anna. Renzo batt la testa Io volevo solo difendermifu una reazione violenta, lo so, ma istintiva Ma nessuno ci ha creduto. Tutti mi hanno accusato, ingiustamente, mi hanno chiuso la porta in faccia. Mi hanno cancellato. Mi hanno ritenuto responsabile. E forse, anche tu, Annacon loro. Ma le cose, vi giuro, sono andate realmente cos. Vi giuro. Cos.

Silenzio.

MILLA Hanno smesso

DOMENICA Gelsa si addormentata.

ANNA C il sole

DOMENICA ( con un filo di voce, le lacrime agli occhi) Il sole

Musica e buio.

SCENA 10
Il giorno di Pasqua del 1946

Luce. Gelsa in piedi su una sedia con un libro in mano. Anna e Milla trascinano un baule al centro della stanza. Domenica lo apre e prende della roba per apparecchiare una bella tavola.

GELSA (legge a voce alta, con qualche difficolt) Oggi, domenica di Pasqua, 19 aprile 1946 : schiacciata Pasqualina. Queste schiacciate usansi per Pasqua forse perch il tepore della stagione viene in aiuto a farle lievitare bene, e le uova in quel tempo abbondano. Richiedono una lavorazione lunga, forse di quattro giorni, perch vanno rimaneggiate parecchie volte.

DOMENICA Vai a dare unocchiata piuttosto prima che si bruci.

MILLA Ci penso io zia.

GELSA (continua a leggere) Forse perch Pasqua, forse perch limpegno grosso, la massaia con un dito traccia un segno di croce, sul primo impasto

ANNA Sentite che bellaria primaverile.

GELSA Vado a prendere lacqua.

ANNA, DOMENICA, MILLA NO!

DOMENICA Ci vado io, tu stai qui. Anzioggi festa e si beve il vino

GELSA Il vino?

DOMENICA Certo, il vino. Ho una bottiglia che ho messo da parte per le occasioni speciali.

MILLA Stai attenta Domenica, se si ubriaca la Gelsa non la tiene pi nessuno.

GELSA Guardate che le suore ci facevano bere il vinsanto.

ANNA Ecco perch sei sempre cos arzilla.

DOMENICA (con la bottiglia di vino) Eccolo qui Sono anni che sta nascosto nel baule. Deve essere buono. Sedetevi ragazze.

Si siedono e cantano una canzone dellepoca.

ANNA Gelsa ma quanto stoni! A cantare non te lhanno insegnato le suore.

GELSA Ma chi se ne importa non voglio mica fare la cantante io. E poi cantare allegria e a me piace, anche se stono.

DOMENICA Brava Gelsa!

MILLA Canta che ti passa la paura.

DOMENICA Ragazze, brindiamo.

MILLA Un brindisi alla Domenica, padrona, mamma e ammiraglia la vita bella finche si travaglia!

DOMENICA Grazie Milla. Un brindisi alle donne della collina. Buona Pasqua.

GELSA Una cosa lucente e bella. Luomo la mette e la donna lo prende.

MILLA Gelsa, ma che dici?

GELSA Ma che avete capito! Porcelle che non siete altro! E lanello.

Le ragazze ridono.

ANNA La torta Pasqualina.

GELSA Mannaggia la torta! (corre in cucina)

DOMENICA Lo dicevo io che la faceva bruciare.

ANNA Poi si fa anche il caff.

MILLA Domenica, rimasto un pezzo di cioccolata?

ANNA Gi la cioccolata.

DOMENICA (va a prenderla) Ce n rimasta una sola, lultima.

MILLA Meglio cos, senno si ingrassa.

ANNA Ha parlato la cicciona. (ridono)

GELSA (rientrando) Ecco qua la torta.

MILLA Che buon profumino.

Le donne si mettono a mangiare scherzando allegramente.

GELSA Ma quellamericanino che ci ha portato la cioccolata mica male eh? Sembrava

ANNA e MILLA Clarke Gable!

GELSA S, Clarke Gable, proprio un bel tipo.

DOMENICA In America ho dei parenti, un giorno andiamo a trovarli.

GELSA In America? Magari!

ANNA Quando avremo un po di soldi si parte.

DOMENICA- C qualcuno.

Le donne guardano tutte in quarta parete.

DOMENICA (si alza e va verso lesterno) Buongiorno

MILLA Saverio

DOMENICA Buongiorno Saverio, entri entri pure Io sono Domenica lei Anna, mia figlia, e lei Gelsala mia la mia seconda figlia.

MILLA Saveriocom possibile? Tu qui. Come stai?

GELSA Milla ci ha parlato tanto di lei.

DOMENICA Ma non stia l sulla porta, entri la prego, mangi qualcosa con noi.

GELSA Abbiamo fatto la torta Pasqualina.

MILLA Come dici? S, s Saverio, subitoci metto un attimo (va in camera)

DOMENICA Deve essere stata molto dura, vero? Ma per fortuna adesso tutto finito.

ANNA Gi tutto finito.

DOMENICA Perch non ha mai scritto a Milla? Mai una riga

MILLA (con le valigie) Eccomi Saverio, sono pronta, le valigie non le avevo mai disfatte.

DOMENICA Milla

MILLA Zia io (labbraccia)

DOMENICA Vaivai MillaSono sei anni che aspetti questo momento.

GELSA La vuoi un pezzo di schiacciata Pasqualina?

Milla saluta tutte.

ANNA Lo hai preso il libro?

MILLA Quale libro?

ANNA Il libro del..marinaio.

MILLA S, Anna, grazie. (a Saverio) Vengo, vengo subito (guarda la casa per lultima volta e scappa via verso il pubblico).

Le donne restano ammutolite a guardarla andare via. 

ANNA Addio Milla.

Musica.


EPILOGO
Una nuova vita, un giorno qualsiasi del 1950.

Gelsa e Anna sedute al tavolo sfogliano una rivista. Non hanno pi le pezzine in testa e hanno i capelli sciolti. Domenica cammina avanti e indietro riordinando delle cose nel semicerchio.

DOMENICA Ragazze, non avete ancora fatto niente?

ANNA Sei stata in paese?

DOMENICA S, Anna. Rigutino non pi la stessa. Forse Antonio ci ha trovato qualcosa, una casa piccola, ma accogliente, e in tre ci stiamo bene. Domani andiamo tutte a vederla.

GELSA Io voglio restare qui.

DOMENICA Smettila Gelsa. Questa casa la dobbiamo lasciare. E venuto il momento. Vedrai che a Rigutino ci staremo bene. (pausa) Ho visto la Milla.

Anna e Gelsa smettono di sfogliare le riviste.

DOMENICA Vi manda tanti baci. Vuole che passiamo a trovarla. Ha insistito tanto perch salissi da lei ma era tardi. Magari unaltra volta andiamo tutte quante, insieme, prima che si spostino a Firenze.

GELSA Con Saverio come va?

DOMENICA Lei dice che va bene.

ANNA Ma tu non ci credi, vero?

DOMENICA Io non credo pi a niente, ragazze. La vita sua. Non sono affari nostri.

GELSA (guardando il giornale) ma com bello Clarke GableQuand che andiamo in America?

ANNA Clarke Gable sta l ad aspettare Gelsa. (a Domenica) A che ora vengono?

DOMENICA Tra poco. Ragazze, aiutatemi a dare una sistemata alla casa, che poi Bestemmino se la prende con noi.

ANNA Non si pi fatta vedere. In cinque anni. Una volta sola

DOMENICA Ha avuto molte cose da fare, ricominciare tutto

ANNA s, s, lasciamo stare. Gelsa, aiutami, diamo una pulita.

DOMENICA Sono stranieriinglesi, o americani, si sono innamorati di questa collina. Hanno detto che un posto cos non lo avevano mai visto. E ci credo! Ma dove lo trovano un posticino come il nostro Lappeggi? Ma cambiare ci far bene, una nuova vita ragazze, e anche Rigutino un bel paesetto. La gente sta dimenticando.

ANNA Gi, sta proprio dimenticando

DOMENICA ( a rimprovero) Anna!

ANNA Scusami.

DOMENICA E poi la collina non scappa. Vedrai, Gelsa, quanti Clarke Gable troverai a Rigutino. Magari vi sposate e vi trovate una bella cascina in collina. Anche Bestemmino si fatto un bel ragazzo

GELSA Mannaggia Domenica ma sei impazzita? Ma lhai visto bene?

ANNA ha ragione la mamma. Il tempo passa Le cose cambiano Dobbiamo accettarlo.

GELSA Io non mi muovo da qui.

DOMENICA Non dire scemenze. Alzati e fai qualcosa!

Gelsa si alza sbuffando e si mette ad aiutare Anna.

ANNA (mentre spazza trova un libro. Lo prende e lo apre) Il libro Ormai giorno, e ci siamo svegliate. Quando qualcuno entrer da quella porta tutto questo finir. Fino ad allora proviamo a credere che tutto questo sia stato solo un lungo sonno che abbiamo dormito. Ormai giorno. Tutto sta per finire. Di tutto questo resta, sorella mia, che voi sola siete felice, perch voi sola credete nel sogno.

DOMENICA Ragazze venite fuori.

Si mettono tutte in proscenio. Allesterno.

DOMENICA Guardate che sole.

GELSA Splende sempre il sole

ANNA - Sulla nostra collina.

DOMENICA Sole sulla collina.

Si sentono come in lontananza le voci di Milla, Anna, Gelsa, Domenica che cantano Voglio vivere cos: le voci del ricordo. Le voci del passato.

Sipario


FINE

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