SOLE

Commedia in un atto

Di VITO M. NICOLOSI

PERSONAGGI

GIANNELLO

MARIOLA

TOTO

MARIANNA

COLICCHIO

GEMMA

UN SIGNORE

UN VIANDANTE

LA MADRE

LA FIGLIA

Stanza di una locanda in un paese della Sicilia. Porte a sinistra e a destra. Nel fondo, la comune che d sulla piazza del paese, piena di sole e di colore. E' una magnifica primavera e gli alberi che s'intravedono sono coperti di foglie e di fiori: il sole violento del pomeriggio che vi batte sopra e che di riflesso si spande ovunque abbagliante. Sono gli ultimi raggi della giornata: alla fine dell'atto gi sera. Di tanto in tanto, per la strada passano comitive di giovani. Il contrasto tra la strada e l'interno dev'essere evidente: qui tutto freddo e smorto, come in tutte le stanze delle locande. I pochi mobili - un letto a sinistra, fra la porta e il boccascena, un tavolo nel centro, un lavandino a destra - danno la sensazione dello squallore ma non della miseria. Nel momento in cui si alza la tela, Un signore completa i preparativi per la partenza. Le due valigie sono gi chiuse.

Il signore - (infilando la giacca) Padrona!(Riunisce le poche carte sparse sul tavolo) Padrona!

Gemma - (grassoccia, ballonzolante, entra dalla porta di sinistra rimboccandosi il grembiule netta cintura) Eccomi, eccomi.

Il signore - (senza nemmeno guardarla) Il ragazzo, dicevo, il ragazzo! O debbo proprio caricarmi le valigie sulle spalle, in questo paese?

Gemma - Ma poteva avvertire, signore! Colicchio andato alla stazione per vedere i nuovi arrivi.

Il signore - Si sentiva dal puzzo che qui doveva finir male. E spero che non mi vediate pi qui, voi!

Gemma - Sia buono, signore. Questa l'unica locanda che c'...

Il signore - Capisco, capisco. Dico che non mi vedrete pi in questo paese.(Tira dal taschino del panciotto pochi soldi che d alla padrona). Mi pare che il conto ve lo siate pagato col tanto di pi!

Gemma - (mettendosi una mano sul petto) In coscienza, in coscienza!(Quindi aiuta il signore a caricarsi delle due valigie) Oh! Cos!

Il signore - (furibondo) Gi... cos!(Avviandosi verso l'uscita) Padrona, me la salutate voi la vostra locanda! (Esce dalla comune).

Gemma - Buon viaggio, signore!(Rimata sola d un superficialissimo assetto alla, stanza) Dicono tutti cos e poi ci cadono!

(Si ode una voce, dalla porta di sinistra rima, sta aperta, che chiama: Padrona! Padrona!).

Gemma - (rispondendo) Oh vengo! un minuto di pace, perdio!

Il secondo signore - (entra dalla comune, cap. petto in testa, mani in saccoccia e sigaro in bocca) Buon giorno, padrona!(Si avvia verso la porta di destra).

Gemma - Buon giorno, signore.

Il secondo signore - (prima di entrare) Dico, ci avete pensato per quelle lenzuola bucate, newero?

Gemma - Non dubiti, non dubiti, signore.

Il secondo signore - Se stasera non avr tutto in ordine, non far dormire nessuno, padrona! (Entra per la destra).

Gemma - Dormir come un principe!

(Si ode la voce che insiste: Padrona! ).

Gemma - (accorrendo sul limitare della porta) Che c', Santo Dio! Anche lei con le lenzuola ?

La voce - (d. d. furibonda) Che lenzuola, porco mondo!!Non c' acqua qui!

Gemma - (pigliando un grosso boccale dal lavandino) L'acqua, l'acqua!(Si avvia per la sinistra) Ecco qua...

Colicchio - (feltrando dalla comune, sudato e stanco) Padrona, padrona! (Silenzio) O dico, padronaaa!

Gemma - (accorrendo dalla sinistra) Ma non c' tempo qua dentro.

Colicchio - Padrona, forestieri non ne son venuti!

Gemma - E ti scombiccheri cos a chiamare?

Colicchio - Per voglion venire quei due che vendon tessuto sulla piazza.

Gemma - (fa segno con le dita del denaro) Si son fatti quattrini?

Colicchio - Dice che non vogliono dormire pi sotto le tende.

Gemma - Ma hai detto che qui si paga anticipato?

Colicchio - Se gliePho detto!

Gemma - E vengono?

Colicchio - Saranno qui a momenti.

(Voce di destra: Padrona! ).

Gemma - E' la locanda del pandemonio, questa!(Rispondendo) Vengo, vengo!(A Colie, chio) Torna nell'orto tu.

(Esce dalla destra).

Colicchio - (rimasto solo, guardingo, si appressa in punta di piedi terso la porta di sinistra e chiama sottovoce) Marianna!(Poi siede su una sedia vicina, soffiandosi col fazzoletto) Oh! il sole! Semina di soffocare!

(Pausa).

(Si presentano alla comune - carichi di valigie, di bagagli e di involti - Mariola e Giannello. Sono seguiti fin sulla strada da una folla di uomini e bambini. Giannello indossa uno stranissimo costume tutto medaglie e colori vio. lenti e ha in testa un cappello di carta piumato. Suona una trombetta che gli serve da richiamo. Anche Mariola combinata alla stessa foggia).

Giannello - (ancora sulla strada, suonando la trombetta) Roba fine e a buon mercatoo!

Mariola - (idem facendo eco alla voce) E chi ne vuole venga a vedere.

Giannello - (entrando e scaricandosi della roba, mentre sulla strada rimane la folla dei curiosi) C' la padrona? (Scorgendo Colicchio) O Colicchio! E' questo l'incanto che mi hai preparato ?

Colicchio - (riscuotendosi e infilando l'uscio di destra) Padrona!

Giannello - (a Mariola) Tu, Mariola, devi preparare la roba in modo che gli avventori possano esaminare bene.

Mariola - Credi che verr molta gente a comperare?

Giannello - (con intenzione) Tutto sta a mettersi in mostra!

Mariola - Si preoccupano poco di me, quel, li che debbono spendere i quattrini!

Giannello - Mariola, non cominciare la solita storia.

Mariola - E chi s' mai ribellato, povero Giannello! Tu lo sai che ho accettato il patto.

Giannello - Non ti rimprovero; te lo ricordo. Pensa che potremo farci ricchi.

Mariola - Ti farai tu, ricco, Giannello. Io non lo spero.

Giannello - Anche tu potrai ritornare al tuo paese meglio di come sei andata via.

Mariola - Il mio paese? E chi lo sa dov' il mio paese.

Giannello - Dico, fra le tue compagne.

Mariola - Anche quella, sai, roba che passa. Oggi una domani un 'altra. Ci vedevamo per i nostri affari e poi via! Sono stata sem'pie sola, senza amiche, senza amici, senza casa.

Giannello - Ora hai me.

Mariola - E quando tu mi hai proposto di girare con te ho accettato perch non avevo nemmeno con chi scambiare una parola.

Giannello - (duro) Adesso parli troppo.

Mariola - (ha gi disposto sulle sedie, sul tavolo, sul letto, tutta la roba) Va bene cos?

Giannello - (con intenzione) Tutto dipende da te.

Mariola - (senza nessuna amarezza) Non ave. re paura: indosser la vestaglia corta e mi ravvier bene i capelli.

Giannello - Se qui le cose vanno bene, ci fermeremo qualche mese in pi. Poi scenderemo verso il mare: alla montagna ti conoscono troppo.

Mariola - Eppure quass facciamo migliori affari.

Giannello - Fino a quando ci sar da fare, non ce ne andremo certo. Adesso fila, neh!

(Colicchio e Gemma entrano dalla destra).

Gemma - Vedo, vedo che la stanza vi piace.

Giannello - Se ci porter fortuna, sar bene per voi, padrona bella!

Gemma - Preferisco il sicuro, io! Oeh! Patti chiari, newero?

Colicchio - Glieli ho fatti prima di condurli qui, padrona.

Mariola - Colicchio ci ha detto pure che siete tanto buona.

Gemma - Sono come sono; ma avrete buone intenzioni ?

Giannello - E per farvi vedere che sono ben disposto, ecco la cinquina anticipata.(Tira il portafogli) E voi ci farete una riduzione.

Gemma - (allucinata alla vista del denaro) Quello che vi ha detto Colicchio. Qui non vi manca pulizia, ci sono lenzuola di bucato e c' acqua quanta ne vorrete.

Giannello - Che me ne faccio dell'acqua, io? Voglio risparmiare.

Gemma - (a Colicchio) Colicchio, parla tu.

Colicchio - Vedrete, vedrete, signori.

Giannello - (porgendo il denaro a Gemma) Vi accontentate di questi?

Gemma - (mettendo le mani sul petto) Per quanto vero...

Giannello - (interrompendo) Ci rimettete, nevvero? (Ridendo) Ah, Ah!(Tagliando corto) Poi metterete un letto grande, perch in quello piccolo l (accennando Mariolo) si soffocherebbe.

Gemma - Ci penser Colicchio.

Mariola - Se volete, vi dar una mano.

Gemma - Meglio stasera, perch abbia il tempo di prepararlo.

Concerno - Lo porter io stesso.

(Dalla sinistra chiamano: Padrona!).

Gemma - E mi raccomando di non fare baccano.(Rispondendo alla voce) Vengo, vengo.

Giannello - S, metteremo il bavaglio.

Gemma - Non dico questo.(Via dalla sin.).

Giannello - (a Mariola) Se vien gente, tu sai il tuo dovere. Io vado in giro.

Mariola - Non ti fermerai mica troppo?

Giannello - (fulminandola) Anche questo? (Esce dalla comune, suonando la trombetta e bandezzando) La vendita aperta, signori! Roba fine!

Mariola - (facendo eco tristamente) E chi ne vuole venga a vedere!

(Pausa).

Colicchio - Voi vi divertite a girare, signora.

Mariola - Noi giriamo, giriamo e non ci fermiamo mai.

Colicchio - Vorrei anch'io essere come voi.

Mariola - Tu sei solo qui, Colicchio?

Colicchio - Non ho nessuno io di parenti. Ma... (Titubante).

Mariola - (incoraggiandolo) Ebbene?

Colicchio - Io ho Marianna.

Mariola - S?

Colicchio - Andiamo a fare l'erba insieme nella campagna.

Mariola - C' tanto sole nella campagna?

Colicchio - Oh! Tanto, tanto da soffocare.

Mariola - Ce n' quanto qui?

Colicchio - Di pi, di pi!

Mariola - E non vi vien male?

Colicchio - Oh! s. Qualche volta ci sentiamo storditi. Allora ci buttiamo sui prati e stiamo l ore e ore senza dir nulla; poi scappiamo di corsa perch temiamo che la padrona ci rim. pr veri.

Mariola - Non ho mai provato tanto caldo quanto qui. Il sole cos violento che sembra 4'impazzire.

Colicchio - Anch'io talvolta! Ma poi mi lavo la testa con l'acqua fredda.

Mariola - E tutto vi passa?

Colicchio - Tutto; poi ritorna.

(Pausa).

Mariola - (cambiando tono) Tu l'ami molto Marianna?

Colicchio - (con entusiasmo Oh molto, molto!

Mariola - E lei ti ama?

Colicchio - (c. s.) Assai. Se no...

Mariola - (incoraggiante) Se no?

Colicchio - Voi mi comprendete, signora!

Mariola - (ha compreso) Di gi?

Colicchio - Ma non ne abbiamo colpa, sapete? Fu sul prato, un giorno che c'era sole come oggi.

Mariola - Fa male il sole, lo dicevo! E lei dov'?

Colicchio - E' gi che lava la biancheria.

Mariola - La sposerai?

Colicchio - (con entusiasmo) Certo, certo.

Mariola - E poi avrete dei bambini?

Colicchio - Se Dio vuole...

Mariola - (incalzante) E una casa?

Colicchio - Marianna ha di suo.

Mariola - (resta soprappensiero, turbata; poi) Vi piace essere sempre voi due soli?

Colicchio - (c. s.) Staremo sempre insieme e non ci lasceremo mai.

Mariola - Tu la prima volta che ami?

Colicchio - (pensieroso) Non so... (Cambiando tono) Voi verrete quando ci sposeremo?

Mariola - Noi? Chiss dove saremo.

Colicchio - (c. s.) Peccato...

Mariola - Sarete felici!

Colicchio - Come voi e Giannello, signora.(Cambiando tono) Voi non avete figli, signora?

Mariola - (di scatto) Noi?

(Si ode per la strada la trombetta di Giannello e la sua voce che bandezza: Roba fine e a buon mercato! seguita dallo schiamazzo della folla dei bambini. Mariola si riscuote, si oppressa alla comune e fa eco alle parole).

Mariola - E chi ne vuole venga a vedere!

(Pausa).

Colicchio - (si appressa a Mariola, poi, titubante) Volete venire anche voi nel prato, signora?

Mariola - - Tu ci vai spesso, Colicchio?

Colicchio - Io ci vado ogni giorno, sapete... Vado per la costa del monte, poi scendo gi per le vigne e mi abbarbico sui muri, sugli alberi, come una pianta. L mi sembra d'essere a casa mia... Il prato cos bello, cos verde! Quando c' la fioritura raccolgo tutti i tralci che posso, ne faccio un gran mazzo e poi lo porto qui. Ne avrete anche voi, signora, perch ve ne far trovare nella vostra stanza.

Mariola - Come si fa per andare al prato?

Colicchio - Si va per la strada dietro la chiesa e ci si arriva in meno di mezz'ora. Ma prima, a volerlo, ci sono altre campagne e ci sono vigne che quando autunno hanno le viti cariche d'uva, cos!

Mariola - . Ci si pu andare di notte?

Colicchio - Certo. Ma di notte non bello.

Mariola - Temo che se c' sole mi faccia male. Gi da due giorni mi sento tutta strana, col sangue che gira, gira e batte nelle mie vene, con la faccia rossa, con la testa che un fuoco.

Colicchio - Vi sentite cos davvero, signora?

Mariola - S, certo...

Colicchio - Anche Marianna si sentiva cos prima che venisse al prato.

Mariola - (quasi atterrita) Prima di quella volta?

Colicchio - Lei me lo disse dopo, ma io me n'ero accorto.

Mariola - (ridendo) Marianna era cos perch era giovane.

Colicchio - Anche voi siete giovane.

Mariola - (c. s.) S, certo... Se conti i miei anni e guardi i capelli neri...

Colicchio - Vi siete offesa?

Mariola - Io? (e. s.) No!

Colicchio - Verrete quando ci sposeremo?

Mariola - Certo... e se Giannello permette, vi regaler un pezzo di roba di quella che comprano i signori.

Colicchio - Davvero? E voi vi ricorderete di noi quando andrete via?

Mariola - Certo, sempre.

Colicchio - Cos mi piace... (Con tristezza) Noi staremo sempre qui.

Mariola - Vorrei starci anch'io, con voi!

Marianna - (entra dalla sinistra, portando tavole, trespole ecc. per il letto che deve preparare) Scusate, signora.

Mariola - Anzi.(Accorrendo in aiuto) Dai qui. (Ordinano l'altro mezzo letto col primo).

Colicchio - (a Marianna) Potevi chiamarmi...

Marianna - Se ti ve desse qui la signora Gemma, ti sgriderebbe.

Colicchio - Vado a prendere le materassa?

Marianna - Ma fai presto.(A Mariola) Voi scuserete, nevvero?

Mariola - E' un cos buon ragazzo!

Marianna - Ma se sapeste... ' sempre distratto: sembra quasi intontito...

Mariola - Ti vuol bene...

Colicchio - (rientra con le materassa, le depone sul letto, poi a Marianna) Sai, la signora vena quando sposeremo!

Marianna - Oh! signora...

Mariola - Se sar qui...

Marianna - Andrete via?

Colicchio - Sai come sono. Oggi qui domani l!

Marianna - Dev'essere bello.

Colicchio - Io scappo.(Via dalla sinistra).

Marianna - (riprendendo il discorso) Girare tante citt, muoversi in tanti luoghi...

Mariola - Povera ragazza,-che ne sai tu?

Marianna - Io vi ho visti quando siete arrivati, e m' sembrato cos bello!

Mariola - S?

Marianna - Il signor Giannello sembrava venisse chiss di dove, e anche voi... eravate contenta al suo fianco, perch egli vi fa girare, mentre noi, povere contadine, siamo sempre qui, ferme, crac se il mondo non ci fosse e la vita non camminasse...

' Mariola - Tu ci hai visti quando siamo arrivati qui?

Marianna - S, e ho avuto vergogna perch credetti che vi foste accorti che vi guardavo, vi guardavo e volevo anche parlarvi...

Mariola - Perch non sei venuta a visitarci?

Marianna - Ora che siete qui mi sembra pi bello, mi pare che anche io possa fare la vostra stessa vita...

Mariola - La nostra vita?

(Si ode daccapo la voce di Giannello che ban. dezza: Roba fine e a buon mercato! ).

Mariola - (si fa alla porta, come al solito e risponde) E chi ne vuole venga a vedere!

(Passano viandanti per la strada. Qualcuno si ferma, d un'occhiata all'interno, poi prosegue. Altri rimangono a chiacchierare. Entrano per la comune il Viandante, Toto, la Madre e la Figlia).

- E chi ne vuole Ci farete il ribasso

Giannello - (d. f. Continua a bandezzare) Abbiam mussola a quattro lire e batista a cinque lire e a sei! Roba di tutti i prezzi, roba di mercato!

Mariola - (come al solito venga a vedere!

La Madre - (a Mariola) se ne compreremo molta?

Mariola - (presentando la sun roba) E' tutta roba fine. Scelga che non avr da pentirsene. Vuole questa batista? Sembra seta ed pi resistente della tela! O questa mussolina? (A To-to) Lei, signore? (Al Viandante) E lei?

Toto - (la guarda intensamente senza rispondere. E' l'atteggiamento che mantiene per tutta la scena).

La Madre - (alla Figlia) Che ne dici della batista ?

La Figlia - Mamma, fai tu.(Chiacchierano sottovoce, esaminando la roba).

Il Viandante - Prezzi troppo alti!

Mariola - Esamini, signore. Vedr che tutto bene!(Porge una stesa di roba al Viandante).

Il Viandante - (toccandole le mani e giocando sulle parole Veramente fine e delicata.(Occhiata di Toto).

Mariola - (sorridendo) E spero che ne comprerete!

La Madre - Ci d la batista a tre lire?

Mariola - Ma no, signora: com' possibile?

Marianna - Io in paese l'ho comperata a sette!

La Madre - (d un'occhiata severa a Marianna) E' troppo alto, il prezzo!

La Figlia - Andiamo, andiamo; si vede che non vuol vendere!

Marianna - Alto, signorina, quel prezzo?

La Madre - Troppo, troppo!

La Figlia - Arri vederla.(Via dalla comune con la Madre).

Marianna - Se non ha intenzione di comperare!

Il Viandante - (esaminando altra roba) E questo scampolo?

Mariola - Dodici lire, signore bello!

Il Viandante - (con sorrisi galanti) Niente di meno?

Mariola - Oh, gi abbastanza!

Il Viandante - Data da una mano cos gentile!(D il denaro).

Mariola - (conservandolo) Grazie, signore.(Involge la roba) E buona fortuna.

Il Viandante - Buona fortuna a voi, bella venditrice!

(Via).

Mariola - (a Toto) E lei non compera niente?

(Si ode dalla strada il suono della trombetta di Giannello).

Marianna - Vado via, io, signora. E se mi vuole, mi chiami.

(Via).

Mariola - S, Marianna.(A Toto) Vede che abbiamo scampoli di tutti i prezzi?

Toto - (la guarda intensamente).

Mariola - (galante) Se vuole comperare, per un giovanetto come lei c' tutto quello che si possa cercare.

Toto - (cupo) Vorrei una roba fine, che non abbia mai visto nessuno e nessuno la possa toccare.

Mariola - Vi potrei dare del broccato d'una volta.

Toto - Tenetevelo per voi.

Mariola - ... O del lam per la vostra bella.

Toro - Vorrei una stoffa coi fiori di tutti i giardini...

Mariola - Seta d'oriente?

Toto - ... con tutti i pesci del mare...

Mariola - Cercate...

Toto - Non trover!

Mariola - Siete incontentabile.

Toto - (riprendendo) Anche voi, una volta, indossavate un abito che aveva tutte le stelle del fiimamento!

Mariola - (trasognata) Io?

Toro - Ma quelle stelle scomparvero!

Mariola - (ridendo e cambiando tono) Erano di stagnola!

Toro - Ricordate? 11 vostro bambino vi giocava so|pra!

Mariola - (con grande sorpresa) Il mio bambino? Che ne sapete voi? Non ho bambini io...

Toto - Aveva i capelli tutti buccoli d'oro...

Mariola - (c. s. con uno scatto) No!...

Toto - aveva gli occhi azzurri...

Mariola - (c. s.) No!...

Toto - Cosa ne avete fatto?

Mariola - lo? (e. s.) No, no, no!(Cambiando tono) E che ne sapete voi?

Toto - Passavate per le strade come una regina e non avevate un soldo da sfamarvi!

Mariola - Dove, dove? Chi vi ha detto?

Toto - E voi rubaste alla vostra creatura l'azzurro dei suoi occhi...

Mariola - No, no!

Toto - Quando vi vidi un'altra volta, tutta sola per le strade, a provocare i passanti, a ridere nel volto a tutti, a girare sfacciata tutti i marciapiedi... se sapeste quanto vi odiai!

Mariola - Chi siete, chi siete voi che non vi ho mai visto e che non vi conosco?

Toto - Vi odiai con tutto il mio animo... Mariola - E mi avete seguita fin qua? Toto - Siete voi a perseguitarmi! Questa la mia casa e il mio paese e voi siete venuta quass.

Mariola - Oh! Ma io andr via...

Toto - E presto andate via, perch le notti non posso dormire e il giorno mi apparite come un fantasma...

Mariola - Voi siete venuto a trovarmi fin dove io dormo!

Toto - S, per dirvi tutto questo e dirvi che vi conosco, Mariola!

Mariola - E' per la prima volta che mi par-late!

Toto - E non vi parler pi, come non vi parlai allora in citt...

(Si ode ancora una volta la trombetta di Giannetto fuori nella strada).

Toto - (indicando il suono) Vi paga bene, Bevvero?

Mariola - E' la mia vita.

Toto - La vostra triste vita!

Mariola - Le vostre parole sono la tortura!(Cambiando tono) Che cosa volete da me?

Toto - Non voglio nulla perch voi nulla potete dare. E offrite tutto!

Mariola - (con uno slancio) Tutto offro! Tutta la mia vita e tutta la mia persona! Mi volete? Prendetemi, prendetemi.(Slacciandosi le vesti) Ecco, ecco, prendetemi...

Toto - (l'afferra come per baciarla o per impedirle di svestirsi. La sua voca ha un fremito. Poi la scosta da s, esasperato) Vattene, vattene!

Mariola - (cambiando tono) Ti mi ami, tu mi ami! (E' raggiante) Sar tua, prendimi!

Toto - Io ti uccider!

Mariola - (radendo) Non ne avrai il tempo. Io passo, vedi, e poi scompaio. Vedi? Sono come questa stanza d'albergo: prima uno, poi un altro. Chi c' stato qui, 'prima di me? Chi ha dormito in quel letto? Non so, non lo voglio sapere... e dopo di me, chi vi dormir? (Ridendo) Questa la mia vita... vado, vado, vado... senza casa, senza amore, senza nessuno: ho con me questa roba, vedi? che curo, che spolvero, che come cosa mia... la tocco con mani di seta per non maltrattarla, la sogno anche di notte... poi la vendo! Anche quella l va via! (Ridendo) Io sono come quella! Mi d il belletto, mi ravvio i capelli, indosso gli abiti migliori... Tutto va via!(Indica il suo abito scomposto e rifa con gesto espressivo l'azione di poco fa con Toto) In una folata di vento. Che cosa vuoi da me?

Toto - E' per questo che ti odio!

Mariola - Nemmeno odio posso avere per te! Chi sei tu?

Toro - Tu ami Giannello!

Mariola - E chi Giannello? M'hai vista con lui in citt?

Toto - Eri col tuo bambino!

Mariola - (scorata a un tratto) Il mio bambino? S!(Cambiando tono e infierendo su se stessa) Ma anche quello, lo vedi? and via una volta!

Toto - E dov' adesso?

Mariola - E' nel mondo anche lui... quando sar grande, girer anche lui!

Toto - E non senti la tristezza della tua vita?

Mariola - Sento la mia condanna e il mio destino. E non mi ci posso ribellare. Ci vorrebbe un colpo forte... ma forse non basterebbe nemmeno...

Toto - Te lo dar io, quel colpo, e ti uccider!

Mariola - Ma perch ti curi tanto di me? Nessuno ha mai pensato a me, e tutti mi hanno parlato!...

Toto - E neanch'io, vedi? Pensavo che se ti avessi parlato, tutto sarebbe finito e l'amore che ebbi per te una volta, sarebbe andato via. Quando tornai qui, nel mio paese, ero tutto preso di te e del tuo sogno... Non so, non so... ma quell'averti vista una volta, per caso, in una citt sconosciuta, con quel bambino... non so cosa mi prese...

Mariola - Fu brutto giorno...

Toto - Pensai al mio bambino, alla mia donna... Non so come, vedi? In quell'immensa strada, con tutto quel movimento, con tutti quei pericoli... il pensiero che la mia creatura, che la madre sua potessero essere in quel modo, come te, mi atterr, mi rese disperato... Ci pensai tanto, vedi? ti seguivo e ti seguivo disperalo... Volevo proteggervi, volevo custodirvi, seni-pre col pensiero dei miei, fsso nella mia testa, qui, come un chiodo!

Mariola - E non ti vidi mai!

Toto - Fu strano... Quando tornai qui, il ricordo vostro mi perseguitava ancora! Avevo amato voi nel pensiero della mia famiglia... ora che essa era accanto a me, che la potevo vedere, toccare, proteggere in tutti i momenti, mi divenne odiosa quasi... E' terribile: vedevo quella al mio fianco, tranquilla, lieta... e poi, subito, l'altro gruppo, il vostro, in mezzo ai pericoli...

Mariola - In mezzo alla miseria!

Toto - Ero tutto preso di voi! Non seppi rei sistere!

Mariola - Eri pazzo!

Toto - Pazzo fui!... Fui pazzo di abbandonarla, la mia creatura, la madre sua, per vivere di te, solamente di te...

Mariola - Non mi dicesti mai nulla!

Toto - Ora che ti ho parlato comprendo!

Mariola - Ora dovresti uccidermi!

Toro - Comprendo il male che ho fatto, l'odio che ti porto!Pazzo ero quando correvo sul prato, sotto il sole, a stendermi sull'erba, a pensarti...

Mariola - A sognare me, nuda, donna di lutti...

Toto - A sognare di prenderti!...

Mariola - E altri, invece, in quel momento era con me, a divertirsi, a baciarmi, a carezzarmi...

Toto - Io ti sognavo e tu insozzavi il mio sogno!

Mariola - Io sono la donna di tutti... e chi mi vuole, mi prenda!

(Provocantissima).

Toto - Ti cercai e non ti trovai mai!

Mariola - (gli si avvicina provocante, gli offre la bocca) Potevi avermi, se mi chiamavi!

Toto - (con un fremito) E tu saresti venuta?

Mariola - Sarei venuta a darmiti tutta!(Gli e accanto, corpo a corpo con lui) A baciarti...

Toto - (l'afferra per i capelli, accosta la propria bocca ai suoi occhi) Perfida!

Mariola - A stringerti a me!

Toto - (la stringe al petto) Perfida!

Mariola - A essere tua... (Toto la bacia, aspirandole tutto U profumo, in un fremito lun. ghissimo, assaporandole la bocca, gli occhi) Tutta tua... (Gli si completamente abbandonata).

Toto - (baciandola ancora) Ti odio, ti odio...

Mariola - (svincolandosi, ridendo) E che vuoi da me?

Toto - (con disperazione) La tua vita voglio!

(A un tratto si ode vicinissimo ancora una volta il suono della trombetta di Giannello).

Mariola - Vattene, vattene!

Toto - Strega, sei strega!(Scappa dalla comune).

Mariola - (piangendo e lasciandosi cadere su una sedia) Cattiva! cattiva! perfida!

(Marianna entra silenziosa dalla sinistra. Timida e triste guarda un poco Mariola che piange, poi le si avvicina, la scuote).

Marianna - Signora!

Mariola - (scuotendosi di soprassalto) Tu?

(Pausa).

Marianna - Non gli date retta a quello l... stregato!

Mariola - Stregato?... (Il suo sguardo sembra vagare lontano, fisso nel vuoto) Chi?

Marianna - Toto. E' stregato: sta sempre solo, ha abbandonato tutti, ha abbandonato la moglie, il bambino... e vive come un selvaggio, sui monti, senza vedere mai nessuno...

Mariola - (c. s.) Dev'essere bello, lass, dove sorge il sole, in mezzo agli alberi...

Marianna - E' sempre triste...

Mariola - Avere una casetta, tutta nostra, e levarsi all'alba, e avere un angolo che si pu chiamare nostro, e poi stare con le persone che ei amano, senza vedere nessun altro...

Marianna - Toto alle volte appare con la barba lunga, i capelli incolti... sembra un brigante!

Mariola - Un brigante!

Marianna - Giannello fatto in altro modo... (Pausa) Oh! non lo ingannate, Giannello... cos fine...

Mariola - (la guarda di scatto) Che ne sai tu?

Marianna - (timida e impacciata) Scusate, Mariola !

(Pausa).

Mariola - (guardando sulla piazza) Si fa sera, Anna Maria: egli non tarder a venire...

Marianna - Volete che apparecchi la tavola? Ho preparato, di l, la cena.

Mariola - Oh! grazie. - (Pausa) S, s, fa' pure, Anna Maria!

Marianna - (premurosa accorre nell'altra stanza e ritorna, poco dopo, recando tovaglia, piatti, bicchieri eccetera. Appressandosi poi alla tavola) Bisogna togliere la stoffa.

Mariola - (passeggia nervosa) S, s!(Prende con una sola bracciata tutti i tessuti e li depone sul letto) Ecco. (Si fa alla comune, guarda fuori come se cercasse qualcosa).

Marianna - (apparecchiando la tavola) Cos, come sanno fare i contadini: non so come apparecchiate voi in citt.

Mariola - (nervosa) Cos, come fai tu!

Marianna - (dopo una pausa) Va bene? E spero che avrete appetito... Il signor Giannello dev'essere cos stanco...

Mariola - (la fulmina con un'occhiata) Beh! va bene, grazie! Anna Maria, puoi andare.

Marianna - (resta interdetta, poi) Se avete bisogno, chiamatemi.

(Giannello che, entrato dal di fuori, aveva assistilo silenzioso alle ultime battute del dialogo, la richiama).

Giannello - No, no, potete rimanere. E, se vi fa comodo, potete anche cenare con noi: ho qui due bottiglie per festeggiare la giornata.

Mariola - Anna Maria avi da fare... (Controscena di Giannello).

Marianna - Oh! quanto a me, posso rimanere.

Giannello - Ma fa buio, di gi...

Marianna - (pronta) Volete che accenda la luce? (Corre all'interruttore posto in un lato della comune e d luce alla stanza).

Giannello - Oh! cos va bene! Sediamo: ho fame.

Marianna - (c. s.) Vado a pigliare la cena? (Esce dalla sinistra).

(Nel frattempo Giannello e Mariola si pongono a sedere attorno alla tavola).

Giannello - Hai venduto?

Mariola - Poco...

Giannello - Sempre cos, tu! E quanto? (Sopraggiunge Marianna con una scodella fu. mante) Faremo i conti dopo.

Marianna - E' buonissima questa minestra!(La depone sulla tavola) Vado a prendere l'olio? (Ritorna alla sinistra).

(Una pausa).

Mariola - (supplichevole) Torniamo in citt, Giannello?

Giannello - (con meraviglia) Che ti prende?

Mariola - Il mio bambino, Giannello!

Giannello - (beffardo) Cos, di colpo?

Mariola - Ci faremo una casa, laggi, e staremo insieme... Vedrai, andremo avanti lo stesso...

Giannello - (c. s.) Ma sei pazza?

(Rientra Marianna recando la caraffa con l'olio).

Giannello - Oh! benissimo!(Mette l'olio nella minestra e divide nei piatti. A Marianna) Voi?

Marianna - Oh! anch'io?

Giannello - Certo, certo, sedete!

Marianna - (eseguendo) Siete troppo buono!

(A questo punto entra, non visto, Toto. Ha gli occhi stralunati, tutto sconvolto, coi capelli arruffati e il vestito in disordine. Si. sofferma sulla porla, guarda il quadro, poi lentamente trae di tasca una rivoltella, la punta verso Mariola e spara; immediatamente dopo spegne la luce. La scena resta quasi al buio. Mariola si abbatte sulla tavola, ferita. Giannello, atterrito, si buMa a terra e cerca di scappare strisciando sul pavimento. Marianna lo raggiunge, gli circonda la testa con le braccia, lo bacia. Escono quindi timidi, strisciando, dalla comune).

Toto - (che ha guardato tutta la scena e ha la rivoltella fumante ancora in mano, scoppia in una risata).

Mariola - (con un fil di voce, risollevandosi) To...to!...

Toto - (continua a ridere, indi d luce alla stanza, si appressa a Mariola, scuote il suo corpo) Non far pi male! Non... far... pi... male!(Poi, cambiando tono) Era pi bella quando faceva male!

FINE

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