Solidarietà

SOLIDARIET

Monologo

di ALDO NICOLAJ

PERSONAGGI

BRUNO

Commedia formattata da

BRUNO

(Un appartamento da scapolo. Su di un tavolo, in una cornice d'argento, una fotografia di una bella donna. Bruno un giovanotto, calmo e tranquillo, sui trent'anni. sdraiato sul letto. Ad un tratto, il suo sguardo cade sulla fotografia. La prende in mano, siede sul letto e comincia a parlare)

Poco da dire. Come donna, gran bella donna. Piacevole, elegante, simpatica. Un po' troppo possessiva, come sono, del resto, molte donne. Ma cos innamorata di me (posa la fotografia, le sistema davanti un mazzetto di fiori, si alza e rimane ancora a guardarla) diceva che se non mi avesse incontrato, chiss cosa avrebbe fatto si sarebbe suicidata perch era cos infelice (comincia a passeggiare per la stanza) Infelice, perch dopo dieci anni di matrimonio, il marito non l'amava pi. Si era stancato, non l'apprezzava e non la capiva. Per una cosa come questa le donne fanno tragedie. Noi uomini siamo pi equilibrati: soffriamo, ma cerchiamo di reagire, di distrarci col lavoro, di crearci diversivi: la partita di calcio, una gita con amici, un'avventura, qualche hobby L'abbiamo avuto tutti un amore infelice, ma non per questo il mondo, per noi, si fermato La donna, invece, forse perch un animale domestico, se si sente delusa in amore, pensa che la sua vita sia finita: fa la vittima, accusa l'altro sesso e la societ, si dispera, compra i barbiturici, ricorre allo psichiatra, usa ed abusa del telefono per raccontare a tutti fino a che punto si sente infelice, piange Poi, alla fine, logico, risolve, magari prima facendosi rifare il naso e, poi, prendendosi un amante. Ma prima di arrivarci si complica la vita. Cos era successo ad Anna. Appena mi aveva conosciuto, si era sfogata con me, raccontandomi la sua tragedia. Una donna, quando si prende un amante, lo fa prima di tutto per parlar male del marito. Io, calmo, cercavo di spiegarle che mi pareva anche logico che il marito, dopo dieci anni di matrimonio, non la desiderasse pi con l'ardore dei primi giorni. Anna non ascoltava ragioni. Si sentiva tradita, delusa. Giorgio, suo marito, era ormai, un nemico; ne parlava come di un sadico, di un criminale, che aveva cercato di distruggerle la vita. Lo odiava. Lasciarlo no. Perch Giorgio, in quei dieci anni di matrimonio, era riuscito ad ammucchiare una considerevole fortuna, e lei di quella fortuna voleva approfittare. Vendicarsi spendendo i suoi soldi e tradendolo con me. Fu un periodo piacevole, quello che trascorremmo insieme. Ci vedevamo ogni giorno, lei veniva da me, mi prendeva tra le sue braccia e non mi lasciava, fino al momento in cui doveva andarsene Era scatenata. Ma lei, l'Amore, lo intendeva cos, con l'A maiuscola, si abbandonava a me traboccante di desiderio e di passione. E io dovevo dirle che l'amavo, anche nei momenti meno opportuni, che so? Quando mi infilavo i calzini o gridarglielo mentre facevo la doccia. Lei doveva sempre sentirsi travolgere dal sentimento: baci, abbracci, promesse, giuramenti, come se ogni momento passato insieme fosse l'unico della nostra vita. Mi toglieva qualsiasi possibilit di pensare ad altro: dovevo soltanto amarla e lasciarmi amare, il resto del mondo doveva essermi estraneo. Cercavo di accontentarla come potevo, ma, anche se facevo del mio meglio, non sempre ci riuscivo. Perch anche se l'amore una gran bella cosa, non la sola cosa al mondo. Gli animali, che sono giudiziosi, all'amore dedicano una stagione all'anno. A me basta un'ora al giorno. Poi, ho bisogno della mia libert. Ad ogni modo, i nostri incontri erano piacevoli, perch a parte quel suo esclusivismo e quella sua appassionata voglia d'amore, Anna era una donna deliziosa e come amante straordinaria. E, poi, mi voleva bene. Diceva che per lei ero tutto, che se le fossi mancato sarebbe morta Anch'io ero affezionato a lei, mi sarebbe enormemente spiaciuto se mi fosse mancata. Ma ne avrei sofferto con dignit, senza farne una tragedia. Lei si attaccava a me, con ardore sempre crescente, gelosa dei miei pensieri. Non sognava che di poter vivere con me. Cos, un bel momento, mi annunci che per avere la possibilit di vivere insieme, bisognava ammazzare Giorgio. Lei, avrebbe ereditato la sua fortuna ed avremmo potuto sposarci. E io dovevo ammazzarle il marito? Sono un uomo tranquillo, le violenze e i fatti di sangue non mi sono mai piaciuti. Perch avrei dovuto ammazzare un uomo che non conoscevo nemmeno, che non mi aveva fatto del male, anzi che era cos gentile da permettermi di andare a letto con sua moglie e di spendere i soldi che lui guadagnava?!? Anna non sentiva ragioni. Morto. Il marito lo voleva morto. E mentre me ne parlava, pregustava la gioia del funerale, gli occhi scintillanti si vedeva gi vedova e legata per la vita a me. Io le volevo bene, ma pensare di vivere con lei, per sempre L'esperienza che feci di un weekend, trascorso insieme, non fu per nulla positiva. Mi era sempre accanto, gli occhi negli occhi, le mani nelle mani, non potevo distrarmi un momento, mai avere un pensiero mio. Il suo era un grande amore, ma per il mio carattere eccessivo. Anche in amore, desidero la libert. Non avrei pi potuto avere amici, pensare a lei dal mattino alla sera e dalla sera al mattino Dividere la mia vita con lei non che mi sorridesse molto, cercavo di dissuaderla dal liberarsi di suo marito. Lei, testarda, non mi ascoltava nemmeno. Si era dedicata alla lettura di romanzi polizieschi, per cercare ispirazione e per trovare il modo pi spiccio e meno pericoloso di sbarazzarsi di Giorgio. E, alla fine, cocciuta, il modo lo trov. Il solito, il pi semplice e il pi classico. Una botta in testa a Giorgio per stordirlo e quindi metterlo nudo dentro la vasca da bagno, il gas aperto, l'acqua anche, la porta chiusa e la radio a tutto volume. Tutti avrebbero certamente pensato a una disgrazia, come ne capitano ogni giorno. Si sarebbe potuto scegliere un giorno qualsiasi: quando tornava dal lavoro, Giorgio, aveva l'abitudine di farsi un bagno. Perci Io, non me la sentivo di dare una botta a Giorgio e trascinarlo in bagno perch ci morisse, senza neppure conoscerlo. Non mi pareva educato. N di buon gusto. E, allora, anche per guadagnare tempo, persuasi Anna a farmelo conoscere. Giorgio mi sembr un uomo delizioso: cordiale, simpatico, educato. Un uomo che, anche se sapeva far soldi, aveva il gusto della conversazione, delle cose belle. Sapeva parlare d'arte, di letteratura, di politica, aveva sempre dei piccoli aneddoti divertenti Ed era anche un bell'uomo, un viso aperto, un sorriso simpatico Non capivo perch Anna dovesse odiarlo tanto. E perch fosse decisa a far!o morire in un modo cos umiliante, con una botta in testa e il corpo nudo, immerso nella vasca da bagno. Giorgio ed io simpatizzammo. Tanto che cominciammo a vederci di nascosto. Ci piaceva stare insieme, scambiarci i nostri punti di vista. Scoprivamo ogni volta molti gusti in comune. Capivo anche che Anna si era innamorata di me, perch avevo lo stesso carattere e la stessa mentalit di Giorgio. Una sera, che andai a teatro, lo incontrai, tutto emozionato come me per lo spettacolo che aveva visto. Da quella sera andammo a teatro insieme. Cos, poco a poco, lui cominci a par!armi della sua vita e di Anna. Ne era stato molto innamorato, come anch'io lo ero, ma la vita con lei, cos esigente, cos possessiva, gli aveva tolto ogni libert e si era sentito infelice. Cos, aveva dovuto, per difendersi, staccarsi da lei e solo ora, che all'amore appassionato s'era sostituita una tranquilla indifferenza, cominciava a sentirsi pi sereno. Sentivo, oltre a una reciproca simpatia, una grande ammirazione per lui: in fondo la vita che aveva vissuto con Anna, sarebbe stata la vita che io avrei vissuto con lei, dopo la sua morte. Un inferno. Anna, che, naturalmente ignorava questi nostri incontri, pretendeva che ora, che avevo conosciuto Giorgio, passassi a vie di fatto e fissassi una data per ammazzar!o. Mi sentivo sempre pi a disagio. Se non avevo osato ammazzarlo prima, come potevo far!o ora, che era un amico? Non dubitavo che si sarebbe trattato di un delitto perfetto, ma oltre che a Giorgio, io pensavo egoisticamente alla mia vita futura, alla mia libert, a quelle piccole cose che Anna mi avrebbe sicuramente proibito Alle mie passeggiate solitarie, alle ore passate alla finestra, di notte, guardando il cielo alle corse al mare, d'estate, per buttarmi in acqua in una baia silenziosa, col cielo buio sopra e la musica del mare No, non potevo uccidere Giorgio, non potevo ammazzare un amico e distruggere la mia vita. Dovevo tirarmi indietro, mettermi in salvo. Anna s'inquietava vedendomi esitante. Continuava a ripetermi che si sarebbe trattato di un attimo, che il piano era studiato nei minimi particolari e non avremmo avuto nulla da temere che, poi, saremmo stati felici felici per tutta la vita. Gi. Era questo che mi preoccupava. Per tutta la vita. Non trovai altra soluzione che quella di andare a chiedere consiglio a Giorgio. Il quale fu molto comprensivo. Mi fece sentire tutta la sua amicizia, tutta la sua solidariet. Non avrei mai immaginato di sentirmelo cos vicino, in un momento tanto delicato. E quello che mi disse, mi fece capire meglio la situazione e mi diede il coraggio di agire. Tutto avvenne come Anna aveva previsto. Il suo piano d'azione risult assolutamente perfetto. E tutto avvenne con una rapidit, che Anna non fece nemmeno in tempo ad accorgersi che era lei a morire al posto di Giorgio. Ci commosse vedere il suo cadavere nella vasca da bagno. Era bellissima. Fu per tutti una disgrazia e nessuno sospett. Giorgio ed io seguimmo il funerale con gli occhi pieni di lacrime. In fondo le avevamo voluto bene entrambi; avevamo dovuto agire per legittima difesa. E, ora, il ricordo di Anna, ci unisce anche di pi, Giorgio ed io. Ci vediamo spesso, andiamo a teatro insieme, andiamo a fare una nuotata Giorgio ha ragione: l'amore una gran bella cosa, ma una buona amicizia pi riposante. Non c' nulla di pi chiaro, di pi onesto della solidariet maschile. Ora ci sentiamo liberi, padroni della nostra indipendenza (si avvicina di nuovo al ritratto, sposta il vaso di fiori che gli davanti, sistema meglio la cornice) Peccato, per. Perch, poco da dire, come donna, una gran bella donna Morta in bellezza. (apre la finestra e si affaccia guardando fuori. In fondo un uomo felice)

FINE

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