Soltanto il rogo

SOLTANTO IL ROGO

Dramma in tre atti

di ELISABETH MANN BORGESE

Traduzione di ALFREDO RIZZARDI

PERSONAGGI

SIG.RA MARGA CALDER, FORSE UNA STREGA

GIUDICE

SACERDOTE

PSICHIATRA

USCIERE

SIG. BREWSTER

SIG.RA BREWSTER

DUE BAMBINI DEI BREWSTER

BAMBINI IN COSTUMI DA HALLOWEEN

PASSANTE

UOMO CON CARRETTO DI FIORI

DONNA

AMICI

TELEFONISTE

VENDITRICE

SACERDOTE SU SCHERMO E CHIERICHETTI

CORO DI UOMINI IN PREGHIERA

CORO DI DONNE IN PREGHIERA CORO DI BIMBI IN PREGHIERA GATTINO

STEWARD HOSTESS

PASSEGGERI:

COPPIA ANZIANA UOMO D'AFFARI

COPPIA MODESTA CON TRE BAMBINI MADRE CON RAGAZZO DI DODICI ANNI

SIGNORA ELEGANTE CON RAGAZZA

COPPIA CON RAGAZZINO CHE RECA IN BRACCIO CESTINO CONTENENTE UN GATTO VECCHIA SIGNORA SU GRUCCE INFERMIERA

ATTRICE CINEMATOGRAFICA

DONNA DI SERVIZIO

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Suono di campanello, come quello di un Presidente che tolga la seduta, o di un sagrestano che annunci la Messa. Suono di campane, campane di chiesa, campane di temporale. Un grido acuto, una sirena. Il ritmo di onde e onde che s'infrangono con ampio respiro e pioggia scrosciante. Sipario. Il palcoscenico al buio. Una macchina da proiezione proietta sul fondale una folla che ondeggia e sparisce dall'aula di giustizia, diventando grigia e poi dileguandosi in onde mentre luci tenui vengono proiettate sul banco del Giudice, a sinistra del palcoscenico. Porta nella parete di sinistra, fondale, porta a destra, fondale. Il Giudice s'alza, in tocco e toga. Il viso bianco e senza lineamenti da rilievo ad un grosso paio di occhiali e ad un apparecchio acustico. Dietro il banco del Giudice e sulla parete opposta vi sono quadri che rappresentano delle figure identiche, in pose varie, in tocco e toga, con visi bianchi e senza lineamenti che si confondono con lo sfondo, con occhiali pesantemente cerchiati e apparecchi acustici di vario genere. Sulle pompose cornici d'oro sono segnate delle date (1882-1909; 1902-1908; 1914-1927, eoa). I quadri sono abbondantemente decorati di bandiere e fiori. Il centro della sala occupato da una fila di seggi con dei tavoli. La strega, sola, seduta al centro della fila. I gomiti piantati sul tavolo, il viso nascosto nelle mani. Lunghi capelli color canapa ondeggiano gi per il viso e le mani, e sul tavolo formano chiazze morbide; la strega indossa un elegante abito da viaggio, una camicetta con scollatura a V. La strega s'alza, scuote

indietro capelli e scopre gli occhi arrossati dal pianto. Muove qualche passo avanti.

Strega - (con un tono forzatamente formale) Eccellenza, mi perdoni se rubo un po' del suo tempo prezioso. Ma ho alcune informazioni concernenti il disastro aereo del 17 giugno sulla NewYork-Parigi e quello del 3 settembre sulla Jdannon-Shwannon.

Giudice - Uno alla volta per favore. Stiamo facendo indagini sul disastro del 3 settembre.

Strega - Sono responsabile di entrambi.

Giudice - Signora, lei oggi la sesta. Tutti si dichiarano responsabili quando accade una cosa come questa. Tutti vogliono avere le fotografie sui giornali. Vogliono le civette. Vogliono essere impiccati.

Strega - Ho il diritto di essere ascoltata, giudicata, e punita.

Giudice - E punita. Per cosa?

Strega - Io li faccio precipitare, fracassare, incendiare, scoperchiar case, disperdere in mare. Interrompo legami invisibili. Recido i fili della vita. Semino strage e raccolgo tragedia.

Giudice - Suvvia, signora, signora.

Strega - Vuole starmi a sentire? Mi vuole giudicare e punire?

Giudice - Mi pare che lei sia venuta nel luogo sbagliato.

Strega - Ho il diritto di essere ascoltata, giudicata, punita. (Da sinistra entra un usciere)

Usciere - Altri due. Eccellenza, un uomo e una donna. Serrati in soffitta. Dicono di avere la prova. Dicono di avere la chiave. (Esce dalla porta a destra)

Giudice - Dunque signora, il suo nome?

Strega - II mio nome. (Si china appena. Apre te braccia come per presentarsi)

Giudice - La sua et?

Strega - La mia et. (Ride)

Giudice - Nata a?

Strega - Sono nata a. (Fa un leggero inchino, aprele braccia)

Giudice -Il suo stato civile.

Strega - Il mio stato civile. (Si dimena oscenamente)

Giudice - Professione.

Strega - La mia professione. (Annuisce pensosamente)

Giudice - Per quanto tempo ha fatto parte della Banda del Terrore?

Strega - Parte di che? Che cosa intende dire?

Giudice - (impaziente) Hanno messo li la bomba che ha schiantato l'aereo, quelli della Banda del Terrore, no?

Strega - (consapevolmente) Forse si, forse no. Sarebbe comunque una semplice coincidenza.

Giudice - Fanno esplodere i suoi aerei, mettono il veleno nelle sue vivande. Una volta o l'altra uccideranno il nostro GranCompagno: fanno sul serio.

Strega - (con tono sdegnoso) Ma non c'era neanche sull'aereo il GranCompagno.

Giudice - Ma lei lo sapeva che non sarebbe stato sull'aereo?

Strega - Non sapevo che avrebbe dovuto esserci. Non sapevo che non ci fosse. Non sapevo...

Giudice - (impaziente) E allora, cosa vuole qui?

Strega - L'ho gi detto che sono responsabile del disastro e voglio essere ascoltata, giudicata, punita.

Giudice - Tutti sono responsabili quando accade un fatto come questo. Vogliono le fotografie sui giornali. Vogliono le civette. (Entra l'usciere dalla porta di sinistra)

Usciere - Ce ne sono altri tre, Eccellenza, altri tre. Un ragazzo e due ragazze. Li ho ammucchiati nell'aula. Dicono di essere dei Figli dell'Orrore. Ammucchiati nell'aula. Hanno fatto loro la bomba, dicono... (Esce dalla porta di destra)

Giudice - Se dicono di aver scritto la Divina Commedia nessuno li sta a sentire. Se dicono di aver commesso un omicidio, allora la cosa riesce. Vogliono portare i peccati del mondo. Sono sazi fino alla nausea. Sono falsi.

Strega - Oh, Eccellenza, sul mio onore.

Giudice - , una vecchia triste storia, signora. L'aereo doveva partire da Jdannon col nostro GranCompagno a bordo. Era un segreto di Stato, ma quelli della Banda del Terrore lo scoprirono, e forse anche i Figli dell'Orrore, e riuscirono a introdurre la bomba con i bagagli. Il nostro GranCompagno disdisse il suo posto - nessuno lo sapeva - e viaggi tranquillamente in incognito su di un altro aeroplano. Il volo numero 17 salt in aria come stabilito. quarantatr disgraziati viaggiatori se ne andarono all'altro mondo.

Strega - (a parte, agitata) II nostro GranCompagno. Signore aiutami. II nostro GranCompagno, devo parlare al nostro GranCompagno. Lui solo... Insieme... Forse gi si diffonde... Forse troppo tardi. Oh, aiuto. Voglio... essere... ascoltata... e giudicata... e punita,

Giudice - Si decida, signora. Dice che non sapeva i progetti del nostro GranCompagno. Non sapeva che i progetti erano stati cambiati. Non sapeva niente del complotto, e che falli. E tuttavia...

Strega - (serenamente) Eccellenza, sul mio onore. Ascolti, giudichi, e punisca. (Pausa. Arioso) Dovevo prendere l'aereo da New York. La prenotazione era stata fatta settimane in anticipo... sa come succede in quel periodo dell'anno... Avevo fatto i bagagli e mandato un cablogramma ai Brewster a Parigi, chiedendo loro di venirmi per cortesia a prendere all'aeroporto... Ho ancora il cablogramma, me l'hanno conservato. Ma poi accadde qualcosa. Sbagliai non so dove. Imprevisti confusi dell'ultimo minuto. In citt gli acquisti: troppo tentanti. Il traffico: impenetrabile. Quando infine arrivai all'aeroporto, l'ufficio era vuoto, i cancelli chiusi. "Siamo spiacenti," dissero, "l'abbiamo chiamata, abbiamo fatto gridare il suo nome, l'abbiamo aspettata, ma l'aereo doveva partire in orario. Lei sa che si dovrebbe essere qui almeno trenta minuti prima della partenza. Ecco il suo passaporto, il biglietto e un messaggio per lei. Ha dimenticato la pelliccia all'albergo. Ci dispiace. Cercheremo di farla passare su un altro aeroplano, con un'altra linea che parte stasera." Maledissi e risi. (Si alza. Cammina lentamente verso il fondo del palcoscenico. Le luci della ribalta si attenuano, l'aula di giustizia scompare) E quando arrivai a Parigi seppi che l'aereo - il mio aereo - era precipitato e che i passeggeri e il personale eran morti tutti.

Le luci si concentrano su un tavolo rotondo da pranzo nella casa dei Brewster. La famiglia Brewster: il signor Brewster, di mezza et, convenzionale; la graziosa signora Brewster, convenzionate; e due figli convenzionali: un ragazzo di circa dieci anni e una bambina di quattro circa, su un seggiolone, siedono intorno al tavolo. La strega ha in una mano una borsa da aereo azzurra per la notte, con l'altra si sorregge il capo dolente, pallida, esausta, si dirige barcollando verso una sedia vuota a destra del signor Brewster e vi si accascia. Un silenzio triste.

Sig. Brewster - Dio mio, Dio mio.

Sig.ra Brewster - L'hai scampata bella.

Strega - Sono stordita. Mi sento come se avessi attraversato a piedi l'oceano su una crosta sottile di ghiaccio.

Sig.ra Brewster - Non posso credere che tu sia con noi, cara. Non abbiamo avuto il tuo secondo cablogramma fino a tardi...

Sig. Brewster - E c'era il tuo nome nella lista dei passeggeri, naturalmente c'era.

Sig. e Sig.ra. Brewster - Cosi eravamo assolutamente certi che tu fossi in quell'aereo.

Sig.ra Brewster - (porta un vassoio con un bicchiere da cocktail) Tieni cara, prendi un altro bicchiere, qualcosa di forte; ne hai bisogno.

Strega - Quando mi dissero che l'aereo era partito, provai in un primo momento una stranissima sensazione in fondo allo stomaco. E pensai: quell'aereo precipiter. "Ecco perch l'ho perso.

Sig. Brewster - Succede sempre cosi. Non si sa mai quando si pensata una cosa dapprima, se la si pensasse quando poi anche accaduta.

Strega - No, no. Ho pensato realmente: quell'aereo precipiter. Lo dissi anche agli Smith, quando telefonai loro dall'aeroporto per informarli che avevo perso l'aereo. Dissi loro: "Vogliamo scommettere che quell'aeroplano precipita? Scommettiamo." Naturalmente stavamo scherzando. "Come sei carina," disse Harry. "Che pensiero gentile..." Mi domando che cosa avranno detto leggendo la notizia.

Sig. Brewster - Una ragazza fortunata, ecco quello che hanno detto.

Sig.ra Brewster - L'hai scampata bella. Dio mio, Dio mio.

Sig. Brewster - Gli dei devono prediligerti.

Sig.ra Brewster - Oh, questo viaggiare in aereo. Continuano a dirti che le possibilit di incidenti sono minime, trascurabili e poi, ecco l, quaranta alla volta.

Sig. Brewster - Ora siamo tutti sotto l'impressione di questo colpo, ma veramente inutile pensare a tali cose. Quando suona la vostra ora, pu essere un aeroplano che esegue l'ordine del destino, o una malattia che nessuno immagina, o la famosa tegola che ti cade in testa da un tetto; quando suona la vostra ora. Ma quando ancora non suonata... Potete viaggiare su qualunque aeroplano, attraversare qualunque tempesta; sentire le pallottole che vi sibilano intorno sul campo di battaglia (come accadde a me) e vi sentite tranquilli come in grembo ad Abramo. Se la vostra ora non suonata...

Sig.ra Brewster - Hai ancora tante cose da fare, Marga, e tante persone hanno bisogno di te. Sarebbe stato un tiro malvagio, partire, cosi, e precipitare. ( Volgendosi alla bimba pi piccola) Mangia i tuoi spinaci, Wally.

Bimba pi piccola - Non voglio gli spinaci, e poi non sono miei.

Sig.ra Brewster - ( prende una cucchiaiata di spinaci, la porta per Varia, come un aeroplano, fino alla bocca della bambina, accompagnando il gesto con un ronzio) Ssssssssssss ecco che viene l'aeroplano con sopra la zia Marga Mmmm, apri la bocca, Wally, cosi l'aeroplano pu entrare nell'aviorimessa. Brava.

Bambina - Ugh, ugh.

Sicra Brewster - Non vogliamo che l'aeroplano della zia precipiti, non vero?

Bambina - (scuote il capo con gli occhi spalancati)

-Gli aeroplani della zietta Marga non cadono, vero?

-

Altro bimbo - Forse, se non avesse perso l'aereo, probabilmente non sarebbe caduto.

Bimba pi piccola - Perch Dio le vuole tanto bene.

Sig.ra Brewster - Finisci gli spinaci, Wally.

Sic Brewster - (offre whisky e soda in ghiaccio)

- Bene, bene, questo un gran giorno, Marga. Versiamoci sopra del buon whisky. Il destino non di mostra tutti i giorni che sei la sua figlia prediletta.

Bimba pi piccola - E vero, babbo, che l'aeroplano non sarebbe caduto se la zia Marga non l'avesse perso? (La luce diventa pi verde, i visi diventano pi esangui e pallidi)

Sic e Sig.ra Brewster - Grazie al cielo l'ha perso!

Strega - (alzandosi) male perdere un aereo. Si pu perdere un tram, un autobus, perfino un treno. Ma perdere il proprio aereo immorale.

Sic e Sig.ra Brewster - Ah, ah, ah. Se avessi fatto qualcosa di immorale gli dei avrebbero punito te, non la povera gente innocente che viaggiava su quellaereo.

Strega - Ci sono punizioni e punizioni.

Sig. Brewster - Ci sono atti immorali e atti immorali, e mi domando se gli dei abbiano il tempo di punire ognuno di essi... (Le tre persone adulte bevono. La conversazione diventa pi eccitata, pi confusa. Il pubblico afferra dei frammenti come questi)

Voci confuse - Non mi sono mai sentita cosi male in vita mia. stato un colpo terribile per tutti noi. Perch assolutamente impossibile capire una cosa simile. Perch te la prendi, tutto quello che importa che tu. Bevi il latte Wally. Sei viva. Sii riconoscente. Bambini, non fate tanto chiasso. Sento di essere stata risparmiata. Ma perch proprio io. Potrebbe essere accaduto a chiunque. Smetti di mettere le dita nel naso, tesoro, sei troppo grande. proprio un caso, un caso fortunato. No, ero io, non chiunque. Ma una grazia o una punizione. Marga, sei straordinaria. Non credevo di meritarlo in modo speciale. Bambini siete un disastro. Non posso accettare l'idea che una cosa simile non abbia un significato... (Anche i bambini si eccitano sempre pi. Mandano per aria forchette e cucchiai. Ronzano come aeroplani. Fanno urtare le forchette e le lasciano cadere insieme. Le lasciano capitombolare. Chiasso e risate)

Bimba pi piccola - (strillando con gioia) La zia Maga ha fatto qualcosa di cattivo! Ha perso l'aro-plano! Non si pu perdere l'aroplano! Brutta cattiva zia Maga! Zuuuum. Non sarebbe caduto crasc crasc crasc se non l'avesse perso, cattiva zia Maga! (Ridono a crepapelle. Il rumore si attenua, le luci si abbassano, la casa dei Brewster scompare nel buio. La strega, con le luci concentrate sul viso mortalmente pallido, ritorna nell'aula del tribunale)

Giudice - Non sono che dei bambini. Scherzavano. Lei era esausta e non pi padrona di s.

Strega - Continuava a rodermi dentro. Se non avessi perso l'aereo, non sarebbe precipitato. (Entra l'usciere)

Usciere - Altri due. Eccellenza; un vecchietto e un ragazzo. Dicono di essere i Figli dell'Orrore. Dicono di essere quelli della Banda del Terrore. Le prigioni son piene. Eccellenza, H ho tradotti nella torre. Tradotti nella torre. Dicono... (L'usciere esce)

Strega - Dopo ci, sopraggiunto in me un cambiamento. Mi hanno detto, "Sembri malata, Marga, dovresti riposarti." "Come diventata vecchia e sinistra" mi sussurravano dietro. Indagai le cause del disastro. Un sovraccarico di bagagli, mi dissero, dopo la Groenlandia. Il ghiaccio sulle ali. L'aereo era troppo pesante per decollare. Mi ha fatto ridere. Mi rodevo dentro: mi consumavo e poi una serie di incidenti cominci ad accadere. E accadrebbero dovunque, con uno intorno dall'aspetto sinistro come il mio. (Avanza verso la ribalta. Il fondo si oscura. Un gruppo di bambini mascherati le trotta dietro. Tumulto giocoso)

Bambini - O la borsa o la vita, zia Marga, dacci le caramelle, dacci i soldi! (La strega, di buon umore, getta in terra una borsa di monete tintinnanti. I ragazzi vi si gettano sopra. Gridi di tumulto) Ahi, ahi, cosa succede. Freddy, cosa ti succede, smetti di fare tanto chiasso, ma ferito, Freddy si rotto qualcosa, va' a chiamare la mamma, va' a chiamare qualcuno... (Le voci si allontanano. I bambini scompaiono nel buio. Un pezzo di costume di Halloween rimane per terra e manda un chiarore fosforescente. La strega attraversa la scena. Incontra un passante)

Strega - Scusi, sa dirmi che ora ?

Passante - (s ferma, guarda l'orologio, lo ascolta, lo scuote) Mi dispiace, signora, di non poterla accontentare. L'orologio mi si fermato. Strano, non l'aveva mai fatto prima... (La strega attraversa la scena. Incontra un uomo che spinge un carretto di fiori e vasi. Egli va quasi a cozzarle addosso, volta il carretto bruscamente, batte contro una pietra, il carretto perde l'equilibrio, si capovolge. Fiori, vasi e vasetti si rovesciano a terra)

Strega - Oh! Mi dispiace amico mio. Si faccia aiutare a rimetterlo in piedi.

Uomo - (trattenendo l'ira) Amico un corno. Guardi dove sta camminando, signora. Accidenti ai vasi. E guardi i fiori. Ma guardi che macello. (Li calpesta disgustato)

Strega - Mi dispiace, signore, mi dispiace. Mi venda una dozzina di rose. Guardi i garofani. Sono come intatti. Non andata tanto male, dopo tutto. Mi venda un bel mazzo di garofani. Ecco... (Gli da del denaro. L'uomo sta ancora borbottando imprecazioni, ma comincia a raddrizzare il carretto, a raccogliere i fiori rimasti e a scopare vasi e vasetti rotti. Alcune schegge rimangono sul pavimento del palcoscenico ed emanano un chiarore fosforescente. La strega continua a camminare attraverso la scena. Nell'angolo di destra, sul davanti, una macchina da proiezione proietta la facciata di un'abitazione vecchio stile, d'aspetto piuttosto tetro, con le imposte chiuse. La strega si avvicina al portone, tira il campanello. Pausa. La porta si apre, ne esce una donna scarmigliata dall'aspetto stanco, vestita di nero) Scusi, forse disturbo. Ma poich stavo proprio passando di qui... lei la cuoca? La cameriera? Io sono la signora Calder. Mi scusi, la signora Winter in casa?

Donna - (in tono tetro) La signora Winter morta questa mattina.

Strega - (molto imbarazzata) Come? Oh, quanto mi dispiace. Davvero tanto. (Si volta, se ne va. La donna ritorna in casa, inciampando sulla soglia, rompendo qualcosa. Strepito, lamenti all'interno. La stre-ga torna indietro un'altra volta, attacca i fiori sul battente del portone. Si volta verso il fondo della scena. La facciata proiettata scompare. La porta e il battente coi fiori restano visibili in un alone fosforescente. La strega entra in una macchina, raggiunge un gruppo d amici che chiacchierano allegramente)

Amici - Allegri! il tempo bello Vedrai, ce la faremo lo dico che ci riesce, ma si, s'arriva in tempo La colazione a sbafo, una bella nuotata tardi, nel pomeriggio, si, si, per la mangiata vedrai ce la faremo...

Strega - Starebbero in pensiero se facessimo tardi, pare anche a voi, nevvero? Il traffico di festa proprio maledetto per, per...

(La macchina comincia a sobbalzare, a produrre rumori stridenti e fumo; si ferma)

Conducente - Accidenti! Doveva capitarci! E un bel pasticcio questo: L'acqua va gi in bollore, scommetto, manca l'olio, bruciate le bronzine.

Amici - Dovevi ben guardare se cresceva il calore o l'olio controllare

Conducente - Da secoli il termometro non segna un accidente

Amici - II macinino vecchio lo sai; ma questo accade anche a macchine nuove, in qualunque momento. E un caso sfortunato

Conducente - La sfortuna della mia macchina la mia sfortuna; se la mia macchina non sta bene, significa che neanche io sto bene. C' qualcosa che non va da qualche parte. Sono preoccupato.

Amici - C' proprio uno iettatore, qui intorno.

Strega - Suvvia, ragazzi, non poi un gran male. Una piccola disgrazia, non lo sapete? ne risparmia una grande. Ora usciamo. Tu, John, da una occhiata al motore... Suppongo, si, che proprio il bronzino. Quando la cinghia del ventilatore rovinata, l'auto si comporta diversamente, e le candele sembrano in ordine, e anche il generatore.

Conducente - Sei un vero meccanico, Marga.

Strega - C'era un telefono a mezzo chilometro da qui. L'ho visto. Andr a chiamare l'Automobile Club e mander un messaggio ai Weber, per dire che siamo in ritardo. Non poi un gran male. Aspettate alcuni minuti. Torner subito.

Amici - Quanto cara, e quanto brava. Noi non avremmo notato il telefono. Non avremmo saputo far altro che imprecare.

Uno degli amici - (seguendola con gli occhi) E strana. Sa benissimo che cosa fare in tali casi. Ha una grande esperienza. La cinghia del ventilatore. Il generatore. Il bronzino. Le auto si guastano sempre quando c' lei dintorno. (La strega arrivata al telefono pubblico. Forma il numero, attraverso il ricevitore si sente il telefono suonare dall'altro capo del filo)

Telefonista - (voce di donna entusiasticamente allegra) Pronto! Qui il 27 9 81.

Strega - Buongiorno, posso parlare con il signor Rossi, per favore?

Telefonista - (allegramente) II signor Rossi non in ufficio. E gravemente malato. Vuoi parlare con la sua segretaria?

Strega - Va bene, me la passi.

Telefonista - Chi parla, per favore?

Strega - Parla la signora Marga Calder.

Telefonista - Un momento, prego. (Si rivolge all'altra persona, all'altro capo del filo)

Altra voce attraverso il ricevitore - (distante, eccitata) Per l'amor del cielo, non dir cosi. Tocca ferro. Qui. Essa riesce a... Porta sfortuna... Mena gramo perfino pronunciare il suo nome. (Rumore confuso. Risata impaurita. Poi chiara voce femminile attraverso il ricevitore)

Segretaria - Qui parla la segretaria del signor Rossi. Posso aiutarla?

Strega - (stanca, con voce debole) Signor Rossi, vede. La nostra auto si guastata. Lei a nome del signor Rossi... (Le luci si attenuano. La strega esce dalla cabina. Va verso il centro della scena. Il palcoscenico quasi buio. Solo H brandello del costume da Halloween, i frantumi dei vasi, i fiori sul battente e una ruota di ricambio lasciata in terra dagli amici emanano un pallido chiarore fosforescente. Si odono gridi di bimbi)

Voci di bimbi - (acute) La zietta Maga ha fatto qualcosa di male. Ha perso l'aereo.

Voce della strega - (da un luogo impreciso, attraverso l'altoparlante) Non so. Proprio non capisco.

Voci di bimbi - (argentine) Non si pu perdere l'aroplano.

Voce della

Strega - Dopo tutto: fanno d'una paglia un pagliaio.

Voci di bimbi - La zia Maga brutta cattiva. (Risa)

Voce della

Strega - Lo so, colpa mia.

Voci di bimbi - (strillando allegramente) Non sarebbe caduto se la zia non l'avesse perso

Voce della

Strega - Deve essere colpa mia.

Voci di bimbi - (ridendo a crepapelle) La brutta cattiva zia Maga ha perso l'aroplano.

Voce della

Strega - E stata sempre colpa mia.

Strega - (guardando fissamente nel vuoto) Potremmo anche provare. Se posso fare del male, proviamo a farlo dove farebbe del bene. (Pensosa) Quell'ubriacone, quel bruto, quel buono a niente che ha rovinato tutta la mia esistenza...

Venditrice - (appare dal fondo del palcoscenico portando una grande figura in cera di un uomo, vestito di flanella grigia con cravatta rossa, capelli biondi e grandissimi occhi azzurri. Tutta la figura, compresi i capelli e i vestiti, di cera. Solo gli occhi sono di celluloide) Ecco la bambola che ha ordinato. Ed ecco le fotografie. (Porge una busta) Ne ho adoperate quattro. Non ben riuscito questo bamboccio? I bimbi saranno elettrizzati. Se questa non l'immagine vivente del signor Calder. Guardi. Confronti. (Estrae le fotografie) Ogni minimo particolare.

Strega - Un bel lavoro. Veramente. Un bel lavoro. Ne vende molte di queste bambole?

Venditrice - Sotto Natale. Quelle piccole. Con i loro visi e la riproduzione degli abiti da festa. A loro piace molto...

Strega - Bene. Grazie. Ecco. (La paga) E buona fortuna. (La strega trascina il grosso bamboccio nel centro della scena. Poi si trascina dietro una grande caldaia di vetro, piena d'acqua bollente. Il palcoscenico buio, eccetto per il fuoco fiammeggiante sotto la caldaia. Strano fumo. Strani effetti di colore. Ombre balzano attraverso la scena. Leggera musica penetrante. La strega gira dietro la caldaia che comincia a gorgogliare e a bollire. Tiene il bamboccio fra le braccia teneramente. Parlando al bamboccio) Ebbene, Ralphie, l'hai voluto. Sei stato un marito brutale e infedele. Mi hai picchiata e fatta impazzire. Mi hai rovinato tutta la vita. Ora tocca a me. (Immerge i piedi del bamboccio nellacqua bollente. Si dissolvono. Lentamente lo immerge sempre pi) Se funziona. In ogni modo una scemenza. Ma tentare non nuoce. Oh come diventa viva la cera con questo calore. Si contorce. Suda. Ora piange davvero. Poveretto. (Tira fuori il bamboccio dalla caldaia, se lo pone sulle ginocchia, gli asciuga il viso, affettuosamente, con un fazzoletto) Santo cielo, che pasticcio. meglio finirla. (Si alza, immerge il bamboccio nella caldaia tenendolo prima per le spalle, lasciando che le gambe e la parte inferiore del busto si dissolvano, poi lo abbandona lasciandolo galleggiare) La morte stessa rimarr incantata. La morte se ne stupir. (Guardando terrorizzata il liquido gorgogliante) Oh, Signore, che zuppa schifosa. Guardate, sono rimasti solo gli occhi, e galleggiano, rotolano, girano, fanno smorfie... Che orribile spettacolo. (Urlando) Non guardarmi cosi, Ralph. (Spinge la caldaia verso il fondo del palcoscenico dove scompare; si accendono fredde luci. La strega si ritrova nell'aula di giustizia di fronte al giudice, come nella prima scena) Credo di essermi trovata in uno stato di sovreccitazione. Comunque, non ho mai saputo che a Ralph sia successo qualcosa. Non glien' venuto nulla.

Giudice - Certamente. Cosa s'aspettava?

Strega - No, non era quello il mio stratagemma. (Afflitta) Io so qual era il mio stratagemma. Lo sapevo con certezza. Si era maturato dentro di me durante tutto quel tempo. E terribile, una cosa simile, sa. Credevo di impazzire. Ma continuava a rodermi, a rodermi. Ero stanca e indifferente e intorpidita. E infine mi arresi. Mi dissi che era il solo modo per provare a me stessa che tutto non era che un incubo. (Narra uniformemente, automaticamente) Mi recai alla Compagnia Aerea nella Settima Strada per la prenotazione. Volo numero 17, del 3 settembre. Poi dormii. Presi del t e sale. Avevo voglia di leccare il sale. E amari. E una sigaretta. E ho fatto un buco nelle lenzuola con la brace. Fossi morta bruciata all'istante. Il 3 settembre andai a fare acquisti. Comprai all'impazzata, comprai tutta beata. Poi presi un tassi. Tardi. Quando arrivai all'aeroporto l'aereo era partito. E precipit. (Pausa) Vede, Vede? Io sono responsabile di tutti e due i disastri. E voglio essere processata. E punita. E punita.

Giudice - Ma guardi, ascolti (Entra l'usciere dalla sinistra)

Usciere - Ce n' un altro, Eccellenza, una zoppa zazzerona.

Giudice - Ma cosa vuole.

Usciere - II carcere carico.

Giudice - Che cosa posso farci?

Usciere - L'ho ficcata nella fogna. (Esce dalla destra)

Strega - Ho il diritto di essere processata e giudicata e punita.

Giudice - Non c' nessuna legge che punisca chi compera un biglietto e chi prenoti un posto.

Strega - II primo disastro pu sembrare un semplice omicidio colposo, si pu attribuire a negligenza.

Giudice - Non c' nessuna legge che punisca chi perde un areo.

Strega - Ma il secondo incidente, quello era assassinio premeditato.

Giudice - Nessuna legge punisce chi perde un aereo, per caso o di proposito.

Strega - Ho ucciso ottanta persone e ho diritto di essere processata e giudicata e punita. (Le luci si attenuano, il viso della strega s fa pi pallido)

Giudice - Tutti sono sempre responsabili, vogliono portare i peccati del mondo.

Strega - (si alza, si inginocchia di fronte al giudice) La supplico, Eccellenza ascolti per piet tutto dipender sol dalla Sua sentenza

Giudice - (guardando al di l della donna) Ma non posso mettere le mani su di loro. I loro delitti non sono di mia competenza.

Strega - Son piena di terrore mi prende lo spavento che non vi sia sentenza per il mio malefizio nel giorno del giudizio

Giudice - I tempi sono cambiati, mia cara signora. E al di l del mio potere. AI di l.

Strega - (alzandosi) Anche lei talvolta viaggia, Giudice, e con l'aereo, non vero?

Giudice - Certamente, signora, certamente.

Strega - E nonostante i Figli dell'Orrore, Eccellenza, nonostante la Banda del Terrore?

Giudice - Penso a loro nell'aula di giustizia, penso a loro nel giorno del giudizio, non penso a loro mentre volo, signora.

Strega - Nonostante... me?

Giudice - Penso a lei con piet, signora; penso a lei con desiderio, forse. Non mi sento spaventato quando penso a lei. Non mi tocca, signora.

Strega - Forse comprer un biglietto, prender un posto quando lei viagger in aereo.

Giudice - Non posso impedirle di farlo, signora, non io.

Strega - Forse andr a fare acquisti e perder il mio aereo, il suo aereo.

Giudice - Non posso impedirglielo, non vede; non posso. Neanche per salvarmi la vita.

Strega - (afflitta) Cosa debbo fare? Dove rivolgermi? Ho assassinato e il giudice non mi ritiene degna di essere ascoltata. Lei freddo. Eccellenza, non umano. Sono venuta a confessare per essere giudicata e lei non se ne preoccupa. Sono venuta per salvarmi l'anima e lei non se ne cura. Sono venuta per liberare la societ dal mio potere malefico, e lei non vuoi capire.

Giudice - la legge, signora. Non c' legge.

Strega - Contro un assassinio multiplo premeditato. Contro il genocidio. Ho sovvertito le leggi della natura e lei sordo alle mie implorazioni.

Giudice - al di l del mio potere, signora, al di qua.

Strega - Esercito dei poteri illeciti. Ho sguinzagliato forze proibite, ed ora che sono venuta a cercare una forza al di sopra delle mie, un potere al d sopra del mio, una legge contro la mia illegalit, lei mi tradisce, mi abbandona. Mi lascia completamente sola sul sentiero dell'ulteriore distruzione, inevitabile, orribile.

Giudice - Debbo attenermi alla legge del luogo e del tempo. Devo far fronte alla Banda del Terrore e ai Figli dell'Orrore. La sua storia non ci sta, cara Signora. Lei venuta nel luogo sbagliato, al tempo sbagliato. (Suona il campanello, entra l'usciere)

Strega - (con trionfante disperazione) Le carceri sono cariche! Ammucchiatemi nel soffitto, serratemi nell'aula! Traducetemi nella fogna, ficcatemi nella torre! Ho diritto di essere giudicata e punita!

Giudice - Accompagni la signora alla porta, per favore. Non le trovo nessuna colpa. Non ho facolt di trattenerla.

Strega - (piangendo) Oh, se sapessi la formula!

Giudice - Mi fa perder tempo. Accompagni la signora alla porta. Avanti, un altro, per favore.

ATTO SECONDO

(Adagio)

Una chiesa che non rassomiglia a nessuna d una particolare religione. Nella parete d fondo un grande schermo televisivo sul quale proiettata una funzione simile alla Messa, con chierichetti che vanno e vengono portando oggetti sacri. Fiori e candele sono posti ai lati e sotto lo schermo. Il centro del palcoscenico occupato da tre file di banchi con uomini in preghiera (nella fila di sinistra), donne (nella -fila, di destra) e bambini dai cinque ai quindici anni (fila centrale). Davanti, al centro, un confessionale di linea slanciata e scintillante, simile a una teleferica. La parte sinistra della cabina occupata dalla strega che indossa lo stesso abito del primo atto, eccetto un velo di pizzo nero che le copre i capelli accuratamente pettinati. Il lato destro del confessionale occupato da un sacerdote. Il viso bianco, senza lineamenti, da rilievo ad un paio di vistosi occhiali e a un apparecchio acustico collegato a un interruttore fissato sul vetro che divide la cabina. Nella cabina ha anche un telefono a sua disposizione, come pure un registratore ed altri strumenti indistinti ma dall'aspetto chiaramente moderno. Ritratti di preti simili con bianchi volti senza lineamenti, occhiali e apparecchi acustici di vari tipi, sono posti alle pareti laterali. Le cornici d'oro di stile barocco portano le iscrizioni 1346-72; 1419-78; 1512-18, ecc. Fiori e nastri sono esposti a profusione sotto i ritratti.

Strega - Comprai all'impazzata comprai tutta beata...

Coro di uomini in preghiera - (sullo schermo) -

Con sei gambe

su sei giorni

la domenica

s'innalza

verso il cielo

come al circo

su sei cavalli...

Strega - ... Poi presi un tassi.

Tardi.

Uomini in preghiera - ... E conquista

passo a passo...

Strega - Quando arrivai all'aeroporto...

Uomini in preghiera - ... la distanza

separando

uomini e dei

Strega - ... l'aereo era partito...

Uomini in preghiera - Per sei giorni di lavoro

siamo pi vicini a te

Strega - ... e precipit.

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

In nome del Signore

Sacerdote - Le vie del Signore

sono insondabili

Strega - Mi aiuti, Padre, ho

fatto precipitare due aerei.

Sono responsabile della perdita

di ottanta vite. Domino poteri

illeciti. Mi liberi da questo

male.

Coro di bimbi in preghiera -

Come fu bella la nostra settimana

crescemmo senza dolori

studiammo senza fatica

e se peccammo, non lo sapevamo.

Sacerdote - Una strana storia, figliola,

uno strano racconto.

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Trema o Satana.

Sacerdote - Ma la tua anima, figliola,

non colpevole d'assassinio.

Il tuo peccato, gli dei mi

illuminino, presunzione:

presunzione di colpa che non ha

nessuno: poich senza il volere

degli dei nessun passero cade

dall'albero o nessun aereo dal

cielo. Coro delle donne in preghiera -

Verde questa loro valle

come giungla lussureggia

Paradiso della Terra :

I serpenti mansuefatti

e le mele disinfette

impotente Satana

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Duro nemico della fede

Strega - Ero io, era tutto,

ma ero io

conosco il mio potere

sento la mia colpa e

temo la tentazione senza nome

Coro di uomini in preghiera - (forte) ~

Abbiamo sconvolto i pianeti

in cenere gli astri ridotto

Sacerdote - Nei tempi antichi, figliola,

il potere era debole

il potere era spaventoso Uomini in preghiera -

Fu il tempo da noi cancellato

E folgore fu la materia

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Tu nemico dell'umanit

Sacerdote - Ma oggi

i poteri soprannaturali

sono semplicemente naturali...

Coro di donne in preghiera - Le pile ridestano i cuori

sono morte le malattie

Sacerdote - ...voluti da Dio

se diretti verso il bene

Donne in preghiera - ...ricordo dei tempi passati

abbiam trasformato il dolore

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Chi ha portato la morte

in questo mondo

Strega - Ma i miei poteri sono maligni

Ne ho abusato e temo

che ne abuser ancora

Coro di donne in preghiera - L'ossigeno spinto

nei petti impietriti

il sangue rappreso

riprende la corsa

rivivono i morti

Sacerdote - Figliola, mi sono stati

portati qui uomini, donne

e bambini, col diavolo in

corpo, e l'ho esorcizzato.

Ma il loro racconto non era

come il tuo, non erano

come te. Erano persone

molto semplici

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Che hai privato gli uomini della vita

Sacerdote - Hai mai visto il Demonio

sotto qualsias forma Coro degli uomini in preghiera -

Abbiamo sconvolto i pianeti

in cenere gli astri ridotto

Sacerdote - Un gatto che ti saltava

sulla schiena

e faceva le fusa

n modo strano

e ti impediva di respirare

Uomini in preghiera -

Fu il tempo da noi cancellato

E folgore fu la materia

Sacerdote - Qualche uomo, donna o bambino

che conosci, ti ha fatto

un incantesimo Coro di bimbi in preghiera -

Come fu bella la nostra settimana

Abbiamo - (primo gruppo)

rubato automobili

giocato all'amore - (secondo gruppo)

spogliato negozi - (terzo gruppo)

Strega - Non lo so

so di essere cattiva

so di essere in colpa

e non posso resistere

Bimbi in preghiera - (tutti ritardando) -

E quelli che disser

Non fatelo

(fartissimo) _

erano proprio buffi

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

E ti sei ribellato

contro la giustizia

Sacerdote - Posso importi

dieci preghiere

preghiere di umilt

e un giorno di digiuno

e chiederti di tornare

tra una settimana

e cantare nel coro

ecco tutto Coro di donne in preghiera -

Ai nervi daremo calmanti

il sonno lo inietteremo

condizionati i riflessi

e innestati i cervelli

con lobi di vitelli

Strega - Un tempo - (pausa) CI BRUCIAVANO

Soltanto il rogo

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Tu seduttore dell'umanit

Sacerdote - Altri tempi, figliola,

erano altri tempi.

Non potrei bruciarti,

figliola, anche se lo volessi Coro di donne in preghiera -

Come fu bella la loro settimana

Strega - Ho il diritto di...

La mia anima ha il diritto di...

mi aiuti. Padre, mi aiuti

Donne in preghiera - Abbiamo prescelto filmi

fumetti registrazioni

organizzato campeggi

per allontanarli dall'ozio

Sacerdote sullo schermo - (cantus firmus) -

Tu radice del male

Sacerdote - II tuo racconto, figliola,

diverso da quello degli altri

gente semplice

e malata

con manie schiuma alla bocca e tremiti

Coro di donne in preghiera -

Le pile ridestano i cuori

sono morte le malattie

ricordo dei tempi passati

abbiam trasformato il dolore

Sacerdote - Posso imporre su loro

le mie mani

e liberarli dal demonio

Ma tu Coro di uomini in preghiera -

Traiamo dal sudicio l'oro

dal vizio facciamo denaro

ricchezza dall'aria,

dal sole, dall'acqua

Sacerdote sullo schermo - (cantus -fi.rm.us) -

Tu sorgente d'avarizia

di discordia e d'invidia

Strega - Faccia quello che pu, Padre,

mi aiuti. Sono tormentata e

confusa, Padre. Il potere non

conosce limiti e la legge

non c'. Se non pu bruciarmi,

Padre, posi le sue mani su di

me e scacci il demonio

Sacerdote - (scuote tristemente il capo, respira profondamente) Far del mio meglio. (Esce dal con-fessionale: fa segno alla strega di seguirlo; sta dritto dietro d lei, muovendo avanti e indietro le braccia sulle spalle di lei; borbotta rapidamente. Contemporaneamente disturbi sullo schermo televisivo. Immagini spezzate, immagini raddoppiate e triplicate. Immagini rovesciate. Scricchiolii, sibili, rumori di tuono. Il coro si alza)

Io ti esorcizzo, spirito immondo;

in nome del Signore

Trema o Satana

Duro nemico della fede

tu rovina dell'umanit

che hai portato la morte

in questo mondo

che hai privato gli uomini della vita

e ti sei ribellato

contro la giustizia

tu seduttore dell'umanit

tu radice del male

tu sorgente d'avarizia,

di discordia e d'invidia

(Posa le mani sulle spalle della strega che comincia a contorcersi, come ipnotizzata, poi a saltare e a danzare sfrenatamente. Il prete cerca di seguirla, di porle le mani sulle spalle, mormorando la sua formula. Sullo schermo disturbi come sopra) Strga - I gradini, le scale, non guardarmi cosi, Ralphie,

tutti uguali,

spingi spingi spingi

vola vola per le scale

volo Coro di bimbi in preghiera -

Come fu bella la nostra settimana

crescemmo senza dolori

studiammo senza fatica

e se peccammo, non lo sapevamo

Strega - Con la tonaca

vien gi

tutta aperta

uh, uh, uh

tutti uguali

quando volano

cosi duri

e io li faccio precipitare

tutti Bambini - (escono, cantando) -

Crescemmo senza dolore

studiammo senza fatica

Strega - Spingi spingi, spingi

ooooooooooooooooooooh,

si, Ralphie, vieni, oh

Ralphie, ancora, si si

Sacerdote - E Satanassa, oh, il dissoluto lo conosco. (Scuote il capo con aria incredula) Ti esorcizzer.

Strega - (si accascia, poi siede eretta in terra, con le gambe incrociate, composta) Dove sono? Che cosa? Oh!

Uomini e donne - (escono, cantando) -

E conquista

passo a passo

la distanza

separando

uomini e dei Sacerdote - (senza molta convinzione) -

Ritorna, figliola,

ritorna presto,

scaccer il demonio

ti liberer

Uomini e donne - Per sei giorni di lavoro

siamo pi vicini a te.

ATTO TERZO

QUADRO I

Studio di uno psicanalista. Alle pareti sono allineati libri, ritratti dei grandi psicanalisti del mondo: Freud e Leid, Jung e Alt, Adler e Lamm, ecc. con sotto scritti i nomi e l'anno di nascita. Il centro della stanza occupato dalla scrivania, con sopra ogni specie di lampade. Comode poltrone. Divano. In un angolo un cesto con una gatta e dei gattini. Lo psichiatra siede dietro la scrivania. La strega, in una poltrona, a destra della scrivania.

Strega - Dopo ci, due volte finsi d essere ipnotizzata: ogni volta pi debolmente e con meno convinzione. La terza volta la smisi e rimasi calma. Il buon prete disse che il demonio ora mi aveva lasciata. Mi dette la sua benedizione e mi mand a casa.

Psichiatra - E il demonio era ancora in lei, ancora in lei.

Strega - Non era cambiato assolutamente niente. Mi sentivo pi infelice che mai per le ottanta vite che avevo distrutto... presi informazione su ognuno... fra essi c'erano dei bambini, piccoli bimbi che andavano a trovare una nuova patria, in Israele, e una fanciulla che doveva vedere Parigi, per la prima volta... E mi sono sentita, mi sento tentata come non. mai di farlo ancora...

Psichiatra - E vuole davvero che io l'aiuti?

Streg - La legge mi ha abbandonata. Vorrei che mi avessero impiccata. La chiesa mi ha abbandonata. Vorrei che mi avessero bruciata. (Piange).

Psichiatra - Io non l'abbandoner. Sar crudele con lei. Le far male.

Strega - Non posso continuare a vivere cosi, non posso.

Psichiatra - Ma si che lo pu: e come no. Ci mancherebbe altro. Sar subito crudele; gi le far male: lei vive col dubbio, l'incertezza, il timore. Perch non lo dovrebbe? Non c' verit, n certezza n sicurezza. Noi tutti dobbiamo vivere coi dubbi, le incertezze, i timori. (S alza, apre una porta, ritorna alla sedia) Lei ha un fucile in mano. Capisce, se prende la mira su qualcuno e preme il grilletto, quel qualcuno morir. Non prema il grilletto. Impari a vivere col suo fucile.

Strega - Se fosse solo un fucile. un potere che non capisco, non vede? ci che mi spaventa tanto.

Psichiatra - Ci sono tanti poteri che non comprendiamo, o forse cominciamo appena a capire, o forse non capiremo mai. Impari a vivere col suo potere. Tutti noi dobbiamo imparare a vivere coi nostri poteri.

Strega - Cosi lei mi dice... Lei non mi dice: " tutto frutto della sua fantasia malata," lei non mi dice: " soltanto un caso," lei non mi dice... (Piange)

Psichiatra - (prendendole la mano) Lei non lo crederebbe se glielo dicessi, non vero?

Strega - Non so.

Psichiatra - E veramente non importa gran che. Quello che vero nella sua immaginazione, vero per lei: questa la realt che dobbiamo affrontare. Questa la realt che deve capire e con cui deve vivere.

Strega - Ma se ho ucciso perfidamente, dovrei essere punita. Vorrei che mi avessero impiccata. Vorrei che mi avessero bruciata. Solamente il rogo... (Pi dolce, incredula) Ma se non l'ho fatto, veramente, dovrei essere curata...

Psichiatra - Tutte le persone malvagie_ sono pazze e dovrebbero essere curate. Tutti i pazzi sono malvagi e dovrebbero essere puniti. Venga qui. (La strega si stende sul divano, rilassandosi)

Strega - Ho sognato di dover traversare un immenso mare per arrivare l in una barca piccola come un guscio d noce sola e senza bussola.

Psichiatra - Me lo immaginavo forse non stiamo tutti traversando immensi mari ognuno di noi in un guscio di noce soli

Strega - Senza comprensione

Psichiatra - Da nessuno

Strega - Ho sognato di aver perduto la strada per qualche posto e quando volli chiedere a un uomo il nome, mi fugg dalla mente non sapevo cosa chiedere non sapevo dove andassi non sapevo dove volessi andare

Psichiatra - Me lo immaginavo non stiamo tutti camminando per una strada solo perch ci troviamo in essa e non sappiamo dove andiamo e non sappiamo dove vogliamo andare

Strega - Ho sognato di volare gi per le scale della scuola rampa per rampa era divino, era pauroso ma non potevo scendere in nessun altro modo ed era contro il regolamento della scuola

Psichiatra - Me lo immaginavo i voli proibiti son divini e paurosi e il regolamento della scuola per bambini e lei non pi una bambina

Strega - Ho sognato di arrampicarmi nell'aria a salterelli assurdi sollevata da terra sgambettavo nel vento come in acqua senza emergerne mai per respirare

Psichiatra - Me lo immaginavo le piace volare, non vero e sarebbe disposta a pagarne il prezzo, qualunque prezzo boccheggiando, soffocando, senza terra al di sotto

(Lo psichiatra si alza, apre una finestra. Accende una lampada da tavolo. Ne piega il fusto cosi da dirigere la luce sul pallido volto della strega. Inserisce davanti alta luce uno schermo policromo)

Psichiatra - Prima di-Quando and a fare acquisti, come fece?

Come si sentiva?

Strega - Ho girato per i negozi come una sposa. Ho girato per i negozi come una madre. (La luce diventa gradualmente rossa. La strega emana una luce pi calda) Un cavallo a dondolo col manto vero, e una tenda da indiano con un fornello da campo. Un teatro d burattini con un palcoscenico profondo e degli scenari per una dozzina d commedie favorite, e dei plastici per il trenino elettrico. E una bambola che si fa addosso la pipi, e uno zoo. Tutte le cose che avevo sempre desiderato. E questo abito, e un reggiseno senza bretelle. Ho speso un mucchio di soldi. Tutto il denaro che sapevo non mi sarebbe occorso per il viaggio che non avrei fatto.

Psichiatra - Era invidiosa della gente che volava perch lei... aveva perso l'aereo? (La luce diventa blu)

Strega - E gente volgare. gente fredda. Ti rovinano il volo. Lo prendono come una cosa gi scontata. Non conoscono n la paura n la gioia.

Psichiatra - Anche i bambini?

Strega - Sono nati vecchi. Sono viziati, non vorrei essere seccata da loro. (Lo psichiatra spagne la lampada, si alza, siede sul divano, prende la mano della strega, ne esamina il polso)

Psichiatra - Sono tutti cosi? Perch dice questo? (Pausa)

Strega - Ho sognato di aspettare un bambino ed erano cominciati i dolori e il bambino stava per nascere e poi i dolori cessarono e me ne andai in giro per la citt a fare commissioni. E mi domandavo cosa ne era del piccolo che forse era morto.

Psichiatra - (carezzandole i capelli) Lei ha sognato me, non vero?

Strega - (scuote il capo, sorpresa) No.

Psichiatra - Non l'aiutai io col bimbo? Non avevo un orologio, una bussola, un'elica, una luce?

Strega - Lei non mi mai stato di nessun aiuto.

Psichiatra - Lei non ricorda. Cerchi di ricordare. Strega - (s alza) Ho tentato, ho provato. Volevo davvero che lei m'aiutasse. Ma comincio a scoraggiarmi. I psichiatri, d'altronde, non sono pi di moda. Il nostro GranCompagno...

Psichiatra - Le importa molto del nostro Gran Compagno, non vero?

Strega - Sogno di lui quando mi addormento. Potrebbe aiutarmi. Solo lui potrebbe aiutarmi. Ma dopo il crepuscolo del dormiveglia scompare, e i miei sogni sono amari e vuoti come le mie giornate e non posso mai andargli vicina perch c' una infinit di poliziotti e burocrati. E proprio nel momento di addormentarmi... (Con entusiasmo) Ci far tutti grandi e felici. (Con aria misteriosa, avvicinandosi all'orecchio dello psichiatra, velando la voce con la mano) Egli ha lo STESSO potere... il disastro del 3 settembre lo compimmo INSIEME... IL GIUDICE me l'ha DETTO... ha perso l'aereo VOLUTAMENTE... proprio come ho fatto io...

Psichiatra - (addolorato) Signora Calder, il nostro GranCompagno non l'aiuter. (Guardandosi intorno con circospezione) Egli non di grande aiuto a nessuno. Sar assassinato alla fine. (Con voce pi alta) E proprio una sua proiezione, una costruzione, un'altra evasione. (La bacia) T'amo, Marga. Tu hai bisogno d'amore.

Strega - La smetta. Non si fa. La smetta. (Statica) Morirei per il nostro GranCompagno. Con lui vorrei... Per lui farei...

Psichiatra - (affettuosamente) I GranCompagni saranno fuori di moda... Non t'abbandoner a te stessa come il giudice. Non t'abbandoner a te stessa, come il sacerdote. T'amer di un amore risanatore.

Strega - La smetta, la prego, la smetta.

Psichiatra - II tuo benessere sar la mia felicit.

Strega - Non si fa, questo.

Psichiatra - Ti mostrer, t'insegner: Voglio sentirti fare le fusa come una gattina e sar la tua dichiarazione d'amore. (Si alza, prende un gattino dal cesto, lo mette tra te braccia della strega) Capisci quello che voglio dire? Io l'aspetto di notte finch balza su leggermente con quel suo modo felino e mi si accomoda sul petto, e fa le fusa fa le fusa in modo sproporzionato alla sua grandezza fa le fusa... come un aeroplano, e mi dice, nel suo linguaggio gattesco, che sta bene, sta bene con me. E tutto. Il resto non conta Capisci cosa voglio dire?

Strega - (accarezza il gattino, poi si ritrae turbata) Il prete ha detto... forse era la radice di ogni... faceva le fusa in modo cosi strano... la colpa... il delitto... il demonio...

Psichiatra - Non credo, Marga. Non lo credo davvero. Ascolta. Il Giudice. Il Prete. Il GranCompagno. Io ti guarir. Ti porter verso un'era nuova. Per te. Per me. Per tutti. Ti aiuter. Ti guarir. T'amer.

Strega - La smetta. Non bello. (Ritraendosi in un angolo, siede con le gambe incrociate. Dura) Dovremo imparare, invece, a vivere nella nostra era. Le mostrer. Le insegner. Io vivo e muoio per il nostro Gran Compagno... (Lo psichiatra si alza. Il gattino fugge. Lo psichiatra apre un'altra porta. Ritorna alla scrivania, accende la lampada, dirige la luce sulla strega, le luci cambiano dal rosso al blu, al verde al giallo. Poi inonda tutta la stanza con la fredda luce del giorno)

Psichiatra - (in tono professionale) II caso perfettamente chiaro adesso. Un esempio di completo disorientamento e d'incertezza. Non siamo tutti completamente disorientati e incerti? Lei ha cercato un'ancora di salvezza nel matrimonio - chi non tenterebbe? - e ha fallito. Tutti noi abbiamo fallito. Di qui un senso di colpa, di desiderio frustrato, di invidia. Tutti l'abbiamo. tornata all'infanzia. Ha confuso pensiero e azione. Ha creato avidamente con la fantasia dei poteri per ingigantire la colpa. E, ancora, ha cercato una legge che la condannasse e di conseguenza l'assolvesse dalla sua responsabilit. Ha cercato una legge umana ; ha cercato una legge divina, e non ha trovato n l'una n l'altra. Nessuno la trova mai. La vita sarebbe molto pi facile se la trovassimo. Non vero?

Strega - Ma gli aerei... sono precipitati.

Psichiatra - Naturalmente, una pura coincidenza. Ora Io sa. Su 20.000 aerei, uno precipita. Evidentemente non c' nessuna relazione col fatto che lei Io ha perso. stato molto fortunata. Ecco tutto.

Strega - Ma anche il secondo aereo... precipit.

Psichiatra - II secondo, proprio come il primo, aveva una probabilit su 20.000 di precipitare. Che il disastro dovesse coincidere, come il primo, con lo stesso complesso di circostanze da parte di lei , debbo ammetterlo, piuttosto strano. Le probabilit che ci dovesse accadere erano, credo, qualcosa come una su quattrocento milioni. Ha giocato su una roulette molto grande! la vita un roulette molto grande; ma il suo numero venuto ugualmente. Ecco tutto.

Strega - Ma posso farlo di nuovo...

Psichiatra - Non dica assurdit, Marga. Le probabilit, la terza volta, sarebbero qualcosa come... (Scrive dei numeri) come una contro otto trilioni. Ecco un rischio da correre. (Si alza, animandosi) Al contrario. Ascolta, amore: questo fa parte della cura che il dottore ti prescrive. Domani prendi un biglietto per qualunque destinazione e poi ripeti la tua strana routine...

Strega - Ma dottore, non sa quello che fa. Io so che lo far precipitare. Accumuler disastro su disastro... precipiter. Ma che milioni, bilioni, trilioni. Io influisco sulla roulette della morte. La pallina truccata.

Psichiatra - Vuoi obbedire al mio ordine? Chi da ordini qui, io o tu? Questo un passo... un passo importante verso la guarigione. Io, tuo dottore, me ne prendo la responsabilit... (Assicurando se stesso) La probabilit una contro otto trilioni. Posso assumermi questa responsabilit. Lo farebbe chiunque.

Strega - Mi spezza il cuore. Mi rallegra il cuore.

Psichiatra - E per dimostrarti come io sia assolutamente certo che il mio consiglio buono - (con voce molto incerta) e che la mia posizione giusta, io sar sull'aereo. Voler per te.

Strega - Non la rivedr mai pi. (Pensosamente) Mi dispiace per lei. stato molto pi gentile di tutti gli altri.

Psichiatra - (incoraggiato) Marga, se compio questo estremo sacrificio per te, per mostrarti quanto ti amo...

Strega - Ma, dottore mio, non vede, ho gettato su di lei la mia malia. Quello che lei crede amore che risana in verit malia che uccide... L'amore malia.

Psichiatra - ... Se volo per te... per dirti quanto...

Strega - (con durezza) Io vivo e muoio per il nostro GranCompagno. Egli ci dar ci che non abbiamo; egli ci che noi non siamo.

Psichiatra - Non ho mai guardato nell'intimo di una paziente come ho guardato in te; non ho mai amato una paziente come amo te. Marga, non mandarmi nel freddo spazio senza un tiepido raggio di speranza... Se compio questo supremo sacrificio, Marga, se ritorno, mi amerai?

QUADRO II

La scena occupata da mezzo aeroplano a gran-dezza naturale, la coda a sinistra, l'elica a destra, l'ala sinistra verso il fondo del palcoscenico. L'aeroplano diviso a met nel senso della lunghezza, la sezione coincide con la rampa del palcoscenico. Il pubblico vede il corridoio che attraversa la parte centrale dell'aereo. La fila sinistra di sedili, la porta (aperta), e, attraverso la porta, ponte e scale che conducono all'aeroporto. L'aereo vuoto, eccetto una hostess e uno steward che stanno in piedi accanto alla porta aperta per ricevere i passeggeri. Andirivieni d passeggeri, carretti portabagagli sotto l'ala. scuro. Le luci della cabina sono accese. Il lato, il fondo e il soffitto del palcoscenico sono coperti con uno schermo a volta, che forma un quarto di sfera concava, su cui si vedono proiettati i contorni scuri degli edifici dell'aeroporto, ecc, e, pi tardi, il cielo. Entra una coppia anziana.

Hostess - Le carte d'imbarco, per favore. Ecco. Mi diano i soprabiti. Occupino i numeri 3 e 5. E buon viaggio.

Vecchia signora - Che piacere sedersi. Siamo stanchi. La partenza stata terribilmente faticosa.

Vecchio signore - Ora avremo tempo di riposarci. (Vanno ai loro posti. Entra un uomo d'affari con una cartella gonfia, macchina da scrivere portatile e un dittafono portatile)

Steward - Buona sera, signore. La carta d'imbarco. Vuoi darmi il suo...

Uomo d'affari - (di malumore) Noooo. Questa roba mi occorre subito. Credete che abbia tempo da perdere sul vostro lurido aeroplano. Mezz'ora di ritardo. un lurido aeroplano, un lurido servizio.

Steward - Numero 7, avanti, prego. E buon viaggio. (Entra una coppia dall'aspetto modesto, con tre bambini)

Hostess - Buona sera, buona sera. Le carte d'imbarco, per favore. Oh mimma, la prima volta che sali su un aereo?

Ragazzina - Si, come bello.

Ragazzino - Sembra un pesce. Sembra un sottomarino. Ha degli obl come una nave.

Ragazzina - C' una cucina? Dov' il gabinetto? (Entra lo psichiatra, con l'impermeabile sul braccio)

Psichiatra - Grazie, grazie.

Hostess - Buona sera. La carta d'imbarco, per favore. Vuoi darmi l'impermeabile? Non ne avr pi bisogno.

Psichiatra - Ci mancherebbe altro. Mamma dall'aspetto modesto - (allo psichiatra) Andiamo in Israele. Mio cugino ha della terra l. Andiamo a lavorare.

Padre dall'aspetto modesto - Che cambiamento. come ricominciare una nuova vita. un taglio netto, da un mondo a un altro. (Entra una madre con un ragazzo di dodici anni)

Hostess - Le carte d'imbarco, per favore. (Vanno a occupare posti vicino allo psichiatra. Entrano una signora elegante con una cappelliera e una ragazza sotto i ventanni)

Hostess - Buona sera. Le carte d'imbarco, prego. Vuoi darmi la scatola? I loro posti ai numeri 13 e 15.

Signora elegante - (accennando alla ragazza) Va a Parigi per la prima volta. Non fortunata? (Entra una coppia con un ragazzino, che porta una gabbia con un gattino)

Steward - Dammelo, caro. Dovr stare nel bagagliaio.

Ragazzino - No, voglio che stia con me.

Steward - Mi dispiace, non puoi portarlo con te nella cabina. Dovr stare nel bagagliaio. Ma lo tratteremo proprio bene, bene, non preoccuparti.

Ragazzino - No, no, no, me lo tengo io, qua, lasciami andare.

Steward - No, non si pu portarlo dentro. Va nel bagagliaio... Adesso tu dormi bene e domattina lo riavrai. Avremo cura di lui. (Lo steward afferra la gabbia. Il ragazzino, strillando, viene condotto al suo posto. Entra una vecchia signora con le stampelle, accompagnata da un'infermiera)

Hostess - Buona sera. La carta d'imbarco. Grazie. Le procurer un altro guanciale e una coperta. Sono sicura che star comoda.

Vecchia signora - Com' gentile. Veramente non importa. Spero di poter dormire. Voglio dormire tanto. Desidero tanto dormire. (Entra una diva del cinema, con occhiali scuri e un fazzoletto sulla testa. B accompagnata da una cameriera che porta tre pellicce)

Hostess - Eccola dunque. Siamo felici di averla a bordo. Le ho riservato un bel posticino tranquillo nell'angolo. (L'attrice si affretta al suo posto. Si nasconde dietro un grande giornale aperto, che mostra il titolo "IL NOSTRO GRANCOMPAGNO INAVGVRA.. Lo steward sbatte la porta. La scaletta viene portata via. I motori vengono azionati. Il rumore dei motori accompagner l'azione per tutto il resto della scena)

Voce della hostess - (dall'altoparlante) Buona sera, signore e signori, la signorina White che vi parla, la vostra hostess che vi da il benvenuto a bordo. Vogliate allacciarvi le cinture di sicurezza. Prima di tutto desidero spiegarvi il ritardo della partenza: dovuto a uno sfavorevole rapporto dell'ufficio meteorologico aeronautico. Ci sono state basse pressioni e forti venti e per evitarli il pi possibile la partenza stata rimandata e la rotta stata cambiata. Voliamo ora a 360O metri d'altezza. Il capitano il signor Boatman. Speriamo che avrete buon viaggio a bordo del "Gigante". Il pranzo sar servito appena avremo preso quota. Se desiderate qualcosa, vogliate dirlo alla vostra hostess. Grazie.

Uomo d'affari - (sul davanti dell'aereo) E un lurido aeroplano, un lurido servizio.

Psichiatra - meraviglioso come siano bene organizzati oggigiorno, come facciano accuratamente le previsioni meteorologiche e le rotte. Se si pensa a quanti incidenti d'auto avvengono a causa della nebbia, delle strade scivolose, e dell'inesperienza di guida. Ma qui, le probabilit d cadere sono una contro ventimila. A dire il vero, ho studiato le combinazioni di questo particolare volo, secondo la legge delle probabilit, il caso che questo aereo precipiti in questo volo uno su otto trilioni...

Signora nel posto accanto - (un po' stupita) Si, si, lo so, un rischio trascurabile.

Ragazzino - (seduto tra lo psichiatra e la signora) A che cosa serve quel sacchetto, mammina, posso farlo scoppiare?

Signora - Nemmeno per sogno. Rimettilo subito dov'era. Ce n' uno dietro a ogni posto... in caso che qualcuno debba rimettere. (Descrive la funzione della borsa con gesti esplicativi. Lo psichiatra cerca di vincere la nausea. Si asciuga la fronte con un fazzoletto)

Voce della hostess - (dall'altoparlante) Le giacche di salvataggio sono sotto ogni sedile. In caso d emergenza, rompete il vetro che copre la porta d'emergenza. Apritevi un'uscita a forza di pugni, in caso di emergenza...

Uomo d'affari - (dal suo posto) un lurido aereo, un lurido servizio. Mezz'ora di ritardo, e ancora niente da bere.

Un altro bambino - Posso aprire il finestrino, babbo?

Padre - Non si possono aprire i finestrini degli aerei, caro. Devono essere chiusi forte forte forte. Fuori c' un vento terribile: la pressione dell'aria conta qualcosa. Se uno d questi finestrini si rompesse per disgrazia, saresti aspirato fuori dall'aeroplano dal risucchio. (Lo psichiatra boccheggia. La hostess comincia a servire i vassoi del pranzo, nella parte anteriore dell'aereo)

La signora vicino allo psichiatra - (al ragazzino) Farai il compito di casa prima d arrivare, caro, (allo psichiatra) Devo approfittare dell'occasione, capisce. Non riesco mai a trattenerlo. Fuggirebbe da qualunque posto. Suppongo che se prendessimo una nave, salterebbe nell'acqua per liberarsi dal compito di casa. Ma qui non pu fuggire! Completamente chiuso dentro! Chiuso ermeticamente! (Lo psichiatra boccheggia)

Signora - (al ragazzino) Dimmi un po', come sta quella faccenda: un punto... da quanti punti determinata una retta... da quanti punti definito un piano...

Ragazzino - E chi lo sa.

Psichiatra - (cercando di riprendersi) Forse posso aiutarti. Prendi un punto. (Segna un punto su di un pezzo di carta) Per questo punto puoi far passare un numero infinito di rette, un numero infinito di piani. Da tutte le direzioni. Liberi, infiniti, - (disegna) Vedi cosa intendo dire? Ora ecco due punti. Per questi due punti puoi tirare solo una retta, La linea fissata. Inchiodata in questa posizione. Non si sfugge. Ora, naturalmente, puoi far girare la retta sul punto, attorno a se stessa, e in questo modo puoi far passare un numero infinito di piani per due punti... tutti gli infiniti piani che formano... un cilindro. I piani che puoi far passare per due punti sono meno infiniti di quelli che puoi far passare per un punto - tutti i piani del mondo - ma sono pur sempre infiniti. Ora prendi tre punti. Ecco. Il piano fissato. Non pu muoversi pi. Un piano, e uno solo, pu passare per questi tre punti. Inamovibile. Fisso. Incollato. Incastrato sul posto. (Boccheggia) Ora temo che, se il piano fisso, il volume fisso perch consiste in un numero infinito di piani paralleli. E se il volume fisso, il tempo fisso (Fuori di s) Tre volte bastano! (Infiggendo tre volte la matita nella carta, facendo tre buchi) Non si sfugge. (Si copre la bocca con un fazzoletto) Penso che farei meglio a passeggiare un po'. (Si alza, cammina verso la parte anteriore dell'aereo)

Ragazzino - Mammina, quell'uomo strano.

Signora - Sembra molto nervoso, quel povero signore; forse la prima volta che viaggia in aereo e non gli piace.

Ragazzina - (nella parte anteriore dell'aereo) Perch quell'uomo ha il fegato d'oca, e noi no?

Madre - Perch un passeggero di prima classe, e noi no.

Ragazzina - Cos' un passeggero di prima classe? Non viaggiamo tutti sullo stesso aeroplano?

Padre - Egli ha il fegato d'oca e noi no.

Ragazzina - Questo tutto?

Padre - Credo che possano portare pi bagagli, un carico pi pesante.

Ragazzina - Come, un carico pi pesante?

Padre - (ridendo) La gente di prima classe va in cielo con un bagaglio pi pesante. Noi viaggiamo pi leggeri. (Lo psichiatra, con la bocca coperta da un fazzoletto, ritorna al suo posto)

Voce della hostess - (dall'altoparlante) Stiamo sorvolando adesso il fiume Stige.

Psichiatra - (alla signora) Che cosa ha detto?

Signora - Ha detto che voliamo ora sul fiume Mige. (Guardando attraverso il finestrino) Guarda, tesoro, che bel nastro azzurro. E laggi la gente aspetta, come formiche. Aspettano il traghettatore. Aspettano il battello. E noi ci passiamo, cosi. Non siamo fortunati?

Uomo d'affari - (dal suo posto, infilzando con la forchetta il fegato d'oca) un cibo lurido. Un aereo lurido.

Voce della strega - (dall'altoparlante) Stiamo volando sopra le montagne. Stiamo sorvolando il crepaccio aperto dal terremoto. Stiamo passando il limite. Stiamo per lasciare questo mondo.

Psichiatra - (alla signora) Che cosa ha detto?

Signora - Ha detto che abbiamo passato il confine, che abbiamo lasciato il Paese.

Ragazzino - Parlano un'altra lingua laggi, non vero? L nessuno pu capirci.

Voce della strega - (dall'altoparlante) Voli proibiti son divini e paurosi.

Psichiatra - (alla signora) Che cosa ha detto?

Signora - (un po' preoccupata) Nessuno ha detto nulla. Forse lei non si sente troppo bene? (Lo psichiatra si asciuga il viso con un fazzoletto, boccheggia)

Ragazzino - (trotterellando lungo il corridoio) Voglio il gattino, dov' il mio gattino? (La madre lo riporta a sedere al suo posto)

Voce dello steward - (dall'altoparlante) Stiamo attraversando una zona di forti depressioni e di vuoti d'aria. Per favore, allacciatevi le cinture di sicurezza. Allacciatevi le cinture di sicurezza, per favore. (Sul davanti dell'aereo, un segnale luminoso: ALLACCIATEVI LE CINTURE DI SICUREZZA. Tutti i passeggeri sono occupati ad allacciarsi le cinture di sicurezza)

Psichiatra - (si alza) Oh, no! Questo troppo, non posso, non posso.

Hostess - (con capelli, il volto, la voce della strega, si dirige vicino al posto dello psichiatra) Signore, per favore, si allacci la cintura di sicurezza.

Psichiatra - No, non posso.

Hostess - il regolamento, signore, per favore si allacci la cintura di sicurezza.

Psichiatra - (siede, si divincola sul sedile, balza nuovamente in piedi) No! Per favore! Non posso! (Lo steward va dietro il posto dello psichiatra)

Hostess - (allo steward) II signore si rifiuta di allacciare la cintura di sicurezza.

Steward - Andr incontro a delle noie con la legge, signore. Dobbiamo denunciarla alla autorit dell'aeroporto. Dovremo legarla. (Continua a stare in piedi dietro di lui, nascondendo goffamente dietro la schiena una camicia di forza)

Hostess - Le dar qualcosa per calmarla. Non niente.

Steward - Sa, il nostro GranCompagno da moltissima importanza alle questioni disciplinari e di ordine pubblico. Si allacci la cintura di sicurezza, ora; il regolamento.

Hostess - Sa che il nostro GranCompagno orgoglioso del buon funzionamento della sua linea.

Steward - Vuole allacciarsi la cintura di sicurezza ora, altrimenti...

Hostess - ... Il nostro GranCompagno... (Lo psichiatra urla, afferra improvvisamente da un vassoio un coltello da pane, ferisce lo steward e la hostess, corre lungo l'aereo colpendo e ferendo a casaccio, gridando. Taglia alcuni fili, le luci si spengono. Apre la porta della carlinga. Gridi, confusione. I motori rombano e tossiscono. Il cielo sullo schermo comincia a ondeggiare e a girare)

Voce - (dall'altoparlante) Attenzione, attenzione. Un pazzo ha tagliato i fili della corrente. Le vostre giacche di salvataggio sono sotto i sedili. Stiamo tentando un atterraggio di fortuna. (La confusione aumenta. Rumori, vetri rotti, gridi. I motori rombano. Il cielo gira. Bagliori d'incendio)

FINE

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