Sotto il balcone di Giulietta

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Sotto il balcone di Giulietta

(Due atti di Giorgio Barlotti)

Personaggi:

Sansone

Gregorio

Abram

Benvolio

Giulietta

La Nutrice

Romeo

Paride

Frate Lorenzo

Attori:

Maurizio                       attore tuttofare

Gianni              attore tuttofare

Michele                        attore e direttore di scena

Ilario                             attore e segretario

Cristina            sarta,cassiera e trovarobe

Sonia                           segretaria del regista

CriCri                            aspirante attrice

La Contessa    ricca commerciante

Lucia                            prima attrice

Giorgio             capocomico

Carlo, Hìlèna   ... di passaggio.

PRIMO ATTO

SCENA PRIMA

A sipario aperto la scena si presenterà totalmente vuota. Solo le quinte nere ai lati ed il fondale del palcoscenico. Musica dell'epoca adeguata, luci scarse. Da un lato entra una villanella con un cesto da panni, ma i panni saranno solo mimati, ed inizia a stendere il bucato ad un immaginario filo parallelo alla ribalta. Dallo stesso lato compare Sansone che le si avvicina con plateali intenzioni di molestarla. Dal lato opposto entra in scena Gregorio. Si ferma cerca Sansone con gesti esagerati, lo vede e lo chiama.

GREGORIO # Sansone! Sansone! Oilà Sansone!

SANSONE # Oilà Gregorio! (Si avvicina. Ascolta ci che Gregorio gli dice in un orecchio) Gregorio! Questa per Giuda, noi non la beviamo!

GREGORIO # No, perché mica siamo degli acquai, noi.

SANSONE # Intendo dire che se vado in bestia, sfodero, io.

GREGORIO # Bravo, e finché ci hai vita sfodera pure, che in bestia ci sei sempre.

SANSONE # Io, se mi scaldo, faccio presto a menare le mani.

GREGORIO # Ma è che a scaldarti non fai tanto presto.

SANSONE # Un cane di casa Montecchi mi muove la bile.

GREGORIO # Far moto vuol dire muoversi, ma il coraggio è stare fermi. Laonde se ti muovi, scappi.

SANSONE # Un cane di casa Montecchi mi muove a star fermo!

GREGORIO # Allora snuda il ferro: c'è qui uno di casa Montecchi!

SANSONE # Pronti. Spada alla mano. Attacca, io ti guardo le spalle.

GREGORIO # Già, per voltar le tue e tagliare la corda.

SANSONE # Non aver paura di me.

GREGORIO # Paura di te, io? Ma và!

SANSONE # Mettiamo la legge dalla nostra. Che cominci lui.

GREGORIO # Io, passando, gli dò un'occhiata traversa: la prenda come vuole.

SANSONE # No, come può. Ora provo a mordermi il pollice: vediamo se l'incassa.

ABRAM # L'avete con me a mordervi il pollice, signore?

SANSONE # Io mi mordo il pollice, signore.

ABRAM # L'avete con me, a mordervi il pollice, signore?

SANSONE # (A Gregorio) La legge è dalla nostra se dico: si?

GREGORIO # No.

SANSONE # No! Signore, non ce l'ho con voi a mordermi il pollice, signore. Ma mi mordo il pollice, signore!

GREGORIO # Avreste delle idee, signore?

ABRAM # Idee? Io? Mai, signore.

SANSONE # Perchè, qualorquando, signore, siamo quà, signore. Il mio padrone vale il vostro, signore!

ABRAM # Non di più!

SANSONE # Io ho detto, signore, che vale...

GREGORIO # Dì di più, dì di più! C'è un parente del padrone.

SANSONE # ...Di più! Signore.

ABRAM # Tu menti!

SANSONE # Mano alla spada, chi è uomo! Gregorio, ricorda la tua botta a spaccacocomero! (Iniziano a battersi. Entra Benvolio. Tuta da sportiva all'ultima moda, scarpe da ginnastica ed al posto di una spada ha in mano un grossolano e povero bastone da passeggio)

BENVOLIO # Fermi, là, pazzi, giù le spade. (Si butta nella mischia lottando come può. Tutti si battono in proprio e contro tutti. Grande caos. Dalla platea, prima fila, un urlo)

REGISTA # Fermi! Fermi! Basta, ho detto. (Classica immagine del Regista impegnato e convinto che ciò che fà sia Arte Superiore, ma altrettanto convinto che chi lo circonda non sia all'altezza della situazione, se non, addirittura, sabotatori volontari delle sue opere. Sale sul palcoscenico seguito strettamente da presso dalla segretaria di regia. Costei è piena di convinzione del proprio ruolo e del potere riflesso che pensa di avere vivendo come un eco del Regista! Ha perennemente in mano taccuino e matita per annotare ciò che le dice il regista, ma anche, è pensabile, le sue citazioni ed i vari avvenimenti importanti della sua vita, quasi ad essersi nominata biografa dell'uomo di cui è ombra) Cosa fai ancora così? Eh? cosa ci fai in quello stato? Eh dai, su, rispondi! Lo fai apposta, vero? Lo fai apposta?

ILARIO # Ma no, è che...

REGISTA # E' che cosa?

ILARIO # Ho fatto tardi.

REGISTA # Hai fatto tardi? (Agli altri) Ha fatto tardi. E noi, quà. Ad aspettare i comodi.

ILARIO # Beh, insomma... mica solo per me...

GIANNI # No, gli abbiamo detto noi...

REGISTA # Zitto tu.

SONIA # (A Ilario) Zitto tu.

REGISTA # Lui no.

SONIA # (Dopo un attimo, a Ilario) No tu. Zitto lui.

REGISTA # (A Ilario) Allora? Mica solo ...cosa?

ILARIO # I panini.

REGISTA # Panini?

ILARIO # Si, anche per gli altri.

MAURIZIO:Si, anche per noi. Già che c'era.

REGISTA # Ma andiamo! Abbiamo le ore contate...

SONIA # Contate!

REGISTA # ...Ma che ore! minuti, minuti. E tu pensi ai panini.

GIANNI # E' da ieri che non si mangia.

MAURIZIO # Prima di iniziare la prova...

GIANNI # Pensavamo ci fosse tempo. Lui ha la cassiera del droghiere...

REGISTA # Cassiera?

GIANNI # ...Del droghiere, che ci stà.

SONIA # Il droghiere?

MAURIZIO # La cassiera.

ILARIO # Del droghiere.

REGISTA # Che ci stà.

ILARIO # (Puntualizzando) Ci stà ...ci stà: mi vuole bene.

SONIA # Il droghiere?

GIANNI # No, quello, il droghiere, fà i panini...

MAURIZIO # ...E la cassiera non li fà pagare.

GIANNI # Li hai ?

ILARIO # Sono sul tavolo. (Durante la scena seguente usciranno sia Gianni che Maurizio, prima uno poi l'altro, rientrando con un panino famelicamente azzannato)

REGISTA # E la spada.

ILARIO # Le avevano loro.

REGISTA # Si, ma la tua? Almeno la spada. Per rendere più vera la prova. Insomma, non la volete proprio capire... che... che... Sonia!

SONIA # (Frenetica consultazione di appunti, poi) Che... (Trova una citazione)...Ecco: La vita è un sogno! Calderon della Barca!

REGISTA # Nooo... no...

SONIA # (C.s.)...Ecco: Un personaggio è più vero di una persona vera. Pirandello.

REGISTA # No! ...no!

SONIA # (C.s.) ...Questo: chi non lavora non mangia! (Pausa. Silenzio perchè tutti attendono il nome dell'autore della frase citata. Sonia dopo un attimo di angelica perplessità, indica il regista) L'ha detto lui.

REGISTA # Esatto. Le prove vanno fatte seriamente. Altrimenti, poi, al pubblico...! Eh, che gli racconti al pubblico? Che stavi pomiciando con il droghiere per i panini?

ILARIO # Cassiera! Con la cassiera!

REGISTA # Per me, voi tutti siete gente che per un panino anche col droghiere ...allora, la spada?

ILARIO # Non c'è.

REGISTA # Come non c'è.

ILARIO # Non c'è, non c'è. Oh insomma. Che c'entro io?

REGISTA # Dici che non c'è?

GIANNI # Mica è colpa sua.

SONIA # Zitto tu.

MAURIZIO # Ne hanno affittate tre.

GIANNI # Anche per quelle ...finiti i soldi.

MAURIZIO # Come per i panini.

SONIA # Per i panini li avete.

REGISTA # (E' evidente che non sà dominare la scena, e per trarsi d'impaccio interrompe le prove) Pausa. Cinque minuti di pausa. Fate aria. Il fondale. Qui si soffoca.

GIANNI # Ci penso io. (Va a raccogliere il fondale nero del palcoscenico traendolo da una parte di quinta. Si apre al pubblico l'intero "viscere" del palcoscenico, con spezzoni di legno, finestre, mobili di vecchie scenografie e quant'altro è nel fondo di un palcoscenico. Intanto Ilario e Maurizio sono alle prese con il loro panino, ma sono anche intenti fra di loro nel confabulare sottovoce sul metodo di come tirare di scherma con le spadacce raccimolate dal trovarobe. Il regista si avvia verso la porta del palcoscenico. Dalla prima fila una voce)

LUCIA # E io ?

REGISTA # Tu cosa?

LUCIA # No dico... io che faccio? Stò qui come un salame ad aspettare che sua maestà decida cosa devo fare? (E' evidente sia l'indipendenza che l'attrice esibisce come una medaglia al valore davanti agli altri attori, sia l'imbarazzo del regista ed il divertimento che tutti gli attori hanno ormai delle scene familiari, evidentemente non più controllate dal regista)

REGISTA # (Con un tentativo di recupero della propria autorità) Ti prego! Ti prego! Non complicarmi anche tu la...

LUCIA # Allora che faccio? Aspetto?

REGISTA # Ti ho detto che deve arrivare da un momento all'altro. Mi aveva detto alle nove... e sono passate. Arriverà.

SONIA # (Consulta il taccuino) Alle nove. Arriverà.

LUCIA # E io intanto quà, ad aspettare.

MAURIZIO # Vieni a mangiare un panino. Ce ne sono...

LUCIA # Non mangio a panini, io.

MAURIZIO # ...Con la mortadella, oppure con burro e alici... ce ne è uno con mozzarella, una fetta di pomodoro ed una foglia di lattuga...

LUCIA # Grazie. No! (Viene interrotta da Cristina.Costei è la vera schiava di questa compagnia di guitti. Fà da sarta, truccatrice, guardarobiera, tiene puliti i camerini. E' spettinata, cialtrona anche se da sotto la patina di trascuratezza emerge un tentativo di cercare un modo raffinato di proporsi, non sempre coadiuvato dal temperamento popolaresco che la pervade)

CRISTINA # C'è "una".

REGISTA # Dove è!

CRISTINA # Di là, nei camerini.

REGISTA # Da sola.

CRISTINA # Si

REGISTA # (A Lucia) Visto? Te l'avevo detto che stava arrivando.

SONIA # Eh! L 'aveva detto.

LUCIA # Resto quà, allora ?

SONIA # (Al regista) Resta là allora?

REGISTA # Si.

SONIA # (a Lucia) Si.

REGISTA # (A Cristina) Falla venire, accompagnala tu. Una sedia. Gianni, via i panini. Presto...se ci riuscite fate finta di essere degli attori! Allora , la sedia?

GIANNI # Eccola! (Rientra contemporaneamente ad Ilario e Maurizio. Ognuno reca una sedia .)

REGISTA # Svelti, svelti... fate finta di provare..

GIANNI # Io, io... voi mettetevi qui. Quasi in quinta...

MAURIZIO ed ILARIO # Così?

REGISTA # Si, si... così... ma fate presto... siete voltati di spalle perchè parlottate in attesa di Romeo che deve arrivare... così non vedete entrare... coso, come si chiama..

TUTTI # Paride.

REGISTA # ...Ecco...si, Paride. Via. Via! (Si dispongono scenicamente come previsto. Gianni esce a destra. Il regista si guarda intorno e nota la mancanza del direttore di scena) Dov'è il direttore di scena?

GIANNI # Non è tornato.E' andato a telefonare a Franceschi per la parte di Romeo.

REGISTA # E non è ancora tornato ?

GIANNI # Può darsi non lo abbia trovato a casa.

MAURIZIO # Guarda che se Vittorio Franceschi non accetta la posso fare io la parte di Romeo.

REGISTA # Io, e solo io, è chiaro?. Decido chi deve fare Romeo. E mi serve un vero attore, un professionista. Gli altri non erano professionisti...

MAURIZIO # Ma, veramente lo erano.

REGISTA # Non nella mentalità. Non lo erano perchè non avevano spirito di sacrificio. Un professionista sa di dover seguire le regole che la regia gli impone.

MAURIZIO # E loro se ne sono andati. Tutti.

GIANNI # E siamo senza Romeo.

REGISTA # Romeo ci sarà.Vittorio Franceschi è un mio compagno d'Accademia. Non mi dirà di no. (Esce seguito da Sonia).

SCENA SECONDA

GIANNI # (Entra con fare circospetto, capo chino, pensieroso.Vaga per la scena ed è evidente la sua intenzione di occupare più spazio di esibizione possibile. La gestualità è esasperata fino al filodrammatico più melenso. Poi finalmente si decide, ed avvicinatosi alla sedia..) Essere, o non essere, è questo il dilemma: se sia...

REGISTA # (Esce di quinta furente.Ma non fà a tempo a proferire parola che entra Cristina seguita da CriCri. Questi è timidissima all'apparenza.Vuole proporre una sua immagine accattivante. E' ricercata nel vestire, ma la ricerca si scontra con la sua carenza      economica e quindi ne esce una persona poveramente elegante, pulita ed ordinata. Si avanza dietro a Cristina. Il Regista le và incontro esageratamente gentile) Ben arrivata... Ben arrivata! Ragazzi... un applauso... (Applausi da tutti meno che da Lucia) ...Basta. Cara signora, ci ha fatto stare in pensiero...

CRICRI # Grazie, ma...

REGISTA # Si accomodi... sà, stavamo provando...

ILARIO # Si, noi si prova sempre.

MAURIZIO # Insomma, sempre...

GIANNI # Si si, sempre.

ILARIO #  Siamo attori seri noi.

MAURIZIO # Impegnati!

CRISTINA # Anch'io sono impegnata. Ho il ferro da stiro attaccato e se mi fate perdere tempo brucio il culo di Romeo!

CRICRI # Come dice ?

CRISTINA # (Andandosene) I pantaloni. Il didietro dei pantaloni di Romeo... chiaro?

REGISTA # E' comoda? Vuole qualcosa prima di..

LUCIA # Caro? (Dolcissima)

REGISTA # Immagino che prima di tutto lei voglia...

LUCIA # Caro? (Un pò meno dolce)

REGISTA # (Tenta di finire il proprio momento di gloria. Sà che dopo, l'invadenza di Lucia gli toglierà ogni spazio) ...Lei voglia rendersi conto di come lavoriamo.

LUCIA # (Uno sparo a bruciapelo) CARO!

REGISTA # Si, si... certo... come ho potuto dimenticare... vieni Lucia. Signora...

CRICRI # Signorina.

REGISTA # Signorina... le presento la grande, grande grande Lucia Ricc... come ha detto? signorina?

CRICRI # Si, signorina. Altrimenti non avrei certo potuto dedicare la mia vita a questa missione.

REGISTA # Che missione ?

CRICRI # Il teatro. Il teatro è una missione. Ma via, lei mi prende in giro. Lei lo sa meglio di me.

REGISTA # Lasci perdere. Cioè, insomma ho capito male io: signora, vero?

CRICRI # No no: signorina. Ma perchè, c'è qualche problema?

LUCIA # (Che intanto è salita sul palcoscenico) Eh si, certo che c'è il problema...

CRICRI # ...Ma...

LUCIA # Il problema... sà dove è ?

CRICRI # No.

REGISTA # Che io ieri...

LUCIA #  Zitto tu. Che lui ieri ha parlato con suo marito per l'appuntamento di questa sera!Capito dove è il problema ?

CRICRI # Marito! Ma io non ho marito... altrimenti la mia missione...

REGISTA # Lasci stare la...

LUCIA #  Zitto. Lasci stare la sua missione. Chi è lei?

CRICRI # Maria Cristina Elisabetta D'Appiano Gentile.

MAURIZIO # Piacere, Maurizio... di Imola

GIANNI #  Gianni... di Imola

ILARIO # Salve... Ilario... di Bologna.

CRICRI # Ma no, d'Appiano Gentile è il mio cognome. Però non lo uso in arte.

REGISTA # A no ?

CRICRI # No, troppo lungo. Il pubblico non lo ricorderebbe.

LUCIA # Che ci fà qui.

CRICRI # Sono attrice. Cerco lavoro.

REGISTA # Da noi?

CRICRI # Si

LUCIA # Lei non è... dico: non è, Antonia Ruspanti detta La Contessa?

CRICRI # Mai sentita. Chi è, una attrice?

REGISTA # (Chiarito l'equivoco cerca di riprendere il filo della serata) Sonia!

SONIA # Eccomi.

REGISTA # Accompagna la signora... pardon... la signorina, all'uscita.

ILARIO # Scusa, hai pensato che...

LUCIA # Zitto tu.

ILARIO # No, davvero, ascoltate. Se è una attrice, noi...

REGISTA # Per favore!

MAURIZIO # E' vero. A pensarci bene... ci può servire.

GIANNI # Eh si, può servire, può servire. Ma scusa... loro hanno ragione. Hai pensato che siamo senza Giulietta?

LUCIA # Niente facce nuove. Sopratutto niente bocche nuove da sfamare. Se c'è bisogno... al limite, al limite... Giulietta la faccio io.

REGISTA # Ecco, si... proprio al limite però!

CRISTINA # (Entra in scena) Ce n 'è un'altra.

REGISTA # Questa è quella buona... presto via tutti. Signorina se ne vada..

CRICRI # Ma io, per favore..

LUCIA # Io giù in platea, vero?

REGISTA # Si, svelta.

LUCIA # Svelta... svelta... non posso mica rischiare di cadere per la scaletta (Intanto stà scendendo) ...và bene dare la vita al teatro, ma senza esagerare però.

REGISTA # (A Gianni) Torna fuori.

SONIA # E se rifai l'Amleto ti sbatto fuori dalla compagnia.

GIANNI # Ma è tanto per fare scena...che c'entra... Io l'Amleto lo so fare, mi viene meglio...

SONIA # Fuori. E non fare l'Amleto. Questa è Giulietta e Romeo, chiaro?

GIANNI # Va bene, però... (Esce. CriCri si mette alle spalle del regista cercando di annullarsi alla attenzione di tutti. Il regista prende la solita posizione e così gli attori.)

GIANNI # (Da fuori) Siete pronti ?

ILARIO # Si

MAURIZIO # Si

GIANNI # (Entra come la volta precedente.) Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia meglio...

CRISTINA # (Seguita dalla Contessa:sfacciatamente esibizionista di una ricchezza acquisita velocemente e che non ha, a fianco, una educazione neppure semplicemente scolastica. E' pretenziosa nel vestire, sfacciata nel gestire. E' in una evidente rivalsa, nella vita, di una posizione sociale una volta per lei umiliante, ma che ora può mascherare con una agiatezza economica superiore allo sperato. Tutto sommato è da apprezzare il suo tentativo di comprare una "signorilità") Ecco, quello là è il regista.

REGISTA # (Come nella scena precedente) Ben arrivata... ben arrivata! Ragazzi... un applauso... (Applausi) ...Basta! Cara, cara, ci ha fatto stare in pensiero...

CONTESSA # Davvero ?

REGISTA # Davvero? Ma sentite, sentite che genuinità? Davvero! Chiede se siamo stati in pensiero davvero!

CRISTINA # Le assicuro. Stavano tutti a pensarci. Arriva, non arriva, ...dicevano ...ma dove si è infilata quella là... (Prima che possa continuare il regista interviene)

REGISTA # Si accomodi.

LUCIA # Caro!

REGISTA # Oh santo cielo, ma dove ho la testa... permette signora che le presenti la grande, grande, grande Lucia Ric... scusi: lei è signora o signorina?

CONTESSA # (E' rimasta a bocca aperta a guardarsi intorno stupefatta. Senza smettere di guardare la vastità del palcoscenico mette sotto il naso del regista la mano con l'anulare carico di anelli) Signora. C'è anche la fede.

LUCIA # (Salita sul palco) Bene, allora possiamo parlare d'affari.

REGISTA # Lei signora diceva... cioè, ieri suo marito diceva...

LUCIA # Stà zitto. Allora, signora bella, lei è..

CONTESSA # Antonia Ruspanti. Sissignora.

SONIA # Antonia Ruspanti.

CONTESSA # Detta Contessa.

SONIA # Detta Contessa.

CONTESSA # Per la mia classe. A Bagnacavallo sono puntata a dito: la domenica mattina in chiesa... guarda, guarda, è la contessa... vedi...? Insomma sono sotto gli occhi di tutti.

GIANNI # E' la classe.

MAURIZIO # Sono i soldi.

CONTESSA # Non c'ero mai stata!

REGISTA # Come dice?

CONTESSA # Sopra un palcoscenico. Mai. Neppure da bambina per Natale. Tutte le mie amiche si, a dire la poesia di Natale per i genitori. Tutte. Io no. Ero figlia di poveri. Vedesse... il teatro della scuola come era pieno! E gli applausi! E le mie amiche tutte vestite bene, con cappellini larghi e così eleganti che la luce ci si rifletteva tanto da far sembrare che avessero una aureola intorno alla testa. Io ero giù, nella sala. Seduta vicino alle maestre. Un pò di lato, da non notarmi troppo. Ero vestita di panno scuro. Vestiti fatti dagli avanzi dei vestiti di mamma. Ci sono cresciuta con questo ricordo. Quante volte ci piangevo con la testa affondata nel cuscino, prima di addormentarmi. Poi sono cresciuta. Anche le mie amiche. Loro, le mie amiche, hanno fatto tutte dei bei matrimoni. Eleganti, con tavolate enormi di gente a mangiare. Quanta gente! Ma per quanta gente ci fosse non ne mancava mai in tavola... Io invece dovevo lavorare, non avevo tempo per i salamelecchi con i ragazzi, dovevo dare una mano alla baracca... Prima ero solo una commessa. Poi mi sono fatta apprezzare. Avevo delle doti, diceva il mio vecchio padrone... che Dio lo abbia in gloria che se lo merita! Era proprio generoso con me. Dopo la chiusura del negozio, facevamo tardi.. e lui mi insegnava tante cose... del mestiere. Mi diceva: Gallinella mia, così mi chiamava, Gallinella mia...

SONIA # Ruspanti di cognome, vero?

CONTESSA # Si.

SONIA # Da ragazza.

CONTESSA # Si.

LUCIA # Il suo padrone aveva delle buone associazioni di idee. Era del mestiere.

CONTESSA # Oh si, e lo faceva proprio bene.Così, insomma per farla breve...

CRISTINA # (A CriCri) Sarà meglio altrimenti si brucia il culo anche qualcunaltro.

CONTESSA # ...Si, ecco, quando è morto ha lasciato la ditta a me. Non aveva nessuno, e quindi l'ha lasciata a me. Lui si chiamava Pelosi, Aristide Pelosi. E sa, la ditta andava bene, ma con quell'insegna non è che fosse proprio proprio il meglio... Polli Pelosi. Si, chi lo conosceva sapeva che era roba genuina, ma quelli di passaggio...

CRISTINA # Lei invece... Polli Ruspanti... vero?

CONTESSA # Era un segno del destino. Quando nacqui il mio angelo custode si disse...

LUCIA # Possiamo immaginare cosa disse. Torniamo agli affari.

REGISTA # Lei ha detto che intende finanziarci, giusto?

CONTESSA # Si,certo. Quando ho fatto i soldi mi sono comprata un marito ed una enciclopedia. Tre cani. Mi ricordava la campagna.

CRISTINA # E' una intellettuale.

CRICRI # E' una sentimentale.

CONTESSA # Così sono andata a leggere qualcosa... mica tutto... devo stare in negozio e non ho tempo. Alla R, alla parola "ricchezza" ho trovato qualcosa che diceva, si insomma, spiegava che i grandi signori del passato, quelli veri mica gli industriali di oggi, mantenevano gli artisti. Facevano... facevano... i mercenari.

REGISTA # Mecenati. Si dice mecenati.

CONTESSA # Dice che i papi, i re, i principi... ed anche i conti facevano così. E' vero?

LUCIA # Vero (Tutti gli altri, escluso il regista, fanno coro nel confermare)

CONTESSA # Allora, mi sono detta, lo faccio anch'io. Avevo appena finito di farmi spiegare dal prete cosa voleva dire quella faccenda dei macinati..

REGISTA # Mecenati

CONTESSA # ...Che capitate voi a chiedere se volevo mettere la pubblicità nei programmi. (E' felice, entusista del momento che stà vivendo) Allora? Si fà?

LUCIA # Cosa?

CONTESSA # La commedia.

REGISTA # Certo che si fà. Siamo già avanti, molto avanti con le prove.

ILARIO # E' quasi a punto.

SONIA # Zitto tu. (Alla contessa) E' quasi a punto.

MAURIZIO # Siamo praticamente a posto.

GIANNI # Manca un nulla.

CRISTINA # Manca solo Giulietta..

MICHELE # (E' il direttore di scena. E' arrivato da poco ed ha inutilmente cercato di parlare con il regista. La scena si deve essere svolta con leggerezza tale da passare quasi inosservata, senza togliere nulla dell'attenzione dovuta al racconto della Contessa) Manca Romeo!

CONTESSA # Come?

REGISTA # Nulla, nulla. Sono ruoli che ancora non abbiamo affidato, ma è cosa da nulla. Una quisquilia.

CRISTINA # Hai detto cotica! Giulietta una quisquilia..

REGISTA # E chi insiste nel piantare grane sentirà il mio fuoco sacro...

MICHELE # Il fuoco no, ma, scusate, non vi sembra che almeno l'odore del fumo ci sia ?

CRISTINA # Le mutande della balia! (Scappa correndo nei camerini dove ha lasciato il ferro da stiro attaccato)

CONTESSA # Chi c'è c' è! A me basta vedere qualcosa.

REGISTA # Certo, certo. Maurizio, Gianni, Ilario, pensate alla scenografia... si prova! Michele, tu vieni con me.

MAURIZIO # Che scena?

REGISTA # Ma direi quella più affascinante: la scena del balcone.

GIANNI # Per quella non ci sono ancora le scenografie.

REGISTA # Allora facciamo la scena...

ILARIO # Eh no, neppure per quella ci sono.

REGISTA # Ma se non ho detto ancora quale.

ILARIO # Non ci sono scenografie per nessuna scena! Sono ancora da cominciare.

REGISTA # Vedete di arrangiarvi. Insomma, sistemate qualcosa alla meglio. Tanto per provare (In disparte con Michele) Perchè "manca Romeo"? E Franceschi?

MICHELE # Ha rifiutato.

REGISTA # Non è possibile. Hai capito male. Riprovaci.

MICHELE # Ho capito benissimo. E anche lui ha capito, ma ha detto "no". Ha detto di no! Capito?

REGISTA # Gli hai detto come ti ho insegnato? Che ero io a chiamarlo?

MICHELE # Si.

REGISTA # Gli hai detto il mio nome?

MICHELE # Fino a quel momento non aveva detto di no. E' quando gli ho detto il tuo nome che...

REGISTA # (Incassando il colpo, e guardando Michele con una mimica da cui traspare la battuta silenziosa: "Colpa tua, e rimedierai tu!") Venga, venga Contessa. Scendiamo in platea a vedere la prova.

CONTESSA # Prima però dobbiamo firmare il contratto.

REGISTA # Il contratto?

CONTESSA # Il mio commercialista ha detto: tutto fatturato, tutto nero su bianco. E mi ha dato un contratto da farvi firmare. Ecco qua. C'è una copia per voi.

REGISTA # Ma si, certamente. Venga nei camerini. (Agli attori, con eccessiva affettazione, per far colpo sulla mecenate) Ragazzi, mi raccomando: non troppa roba in scena. Poca. Appena appena quel tanto da sintetizzare l'ambiente. Un quid appena. Niente roba barocca, capito? Nulla di rococò (Esce)

MAURIZIO # Nulla di rococò?! (Fintamente urlandogli dietro) Và bene il Chicchirichì?

REGISTA # (Rispuntando istantaneamente) Hai detto?

MAURIZIO # Niente. Proprio niente.

REGISTA # Mi pareva (Esce)

GIANNI # Scemo! Và bene il Chicchirichì?

ILARIO # Poi lo fai incazzare e siamo tutti nei guai.

MAURIZIO # Schiavi. Non siete degli artisti. Io sono l'unico animo libero di questa compagnia.

ILARIO # Senti, animo libero, che facciamo ora per le scene.

GIANNI # Io stavo pensando...

MAURIZIO # Fuori l'idea.

GIANNI # Dove sono finiti i panini?

MAURIZIO # Poi sono io lo scemo, vero?

ILARIO #  (A CriCri che nel frattempo li ha sempre seguiti, ben intenzionata a non mollare il gruppo che ormai si è abituato alla sua presenza) Li scusi signorina. Hanno un linguaggio pesante.Ma lei ci si deve abituare se vuole fare teatro.

CRICRI # Oh ma io non mi scandalizzo. Fa parte della missione artistica.

GIANNI # E dalli con la missione. Ma lei proprio proprio ce l'ha il pallino della recitazione.

CRICRI # Certo. Ho la vocazione.

MAURIZIO # Per me ha sbagliato. Doveva entrare in monastero.

CRICRI # Mi piacete. Siete spiritosi ed intelligenti come... come... come attori veri.

GIANNI # Signorina Maria Cristina Elisabetta...

CRICRI # Chiamatemi CriCri. Nome d'arte.

GIANNI # Si, è un pò più corto.Volevo dire, lei, si, insomma ha studiato per fare la missionaria... cioè, l'attrice?

CRICRI # Si. Certo. Ho fatto la scuola di teatro, ho fatto degli stages, e poi, voi non ci crederete, ma vi assicuro che non è una balla, ho studiato con...

ILARIO # Con..?

CRICRI # (Con sussiego e sprizzante fierezza) Con Giorgio Barlotti.

GIANNI # No!?

CRICRI # Si.

MAURIZIO # Con Giorgio Barlotti?

CRICRI # Eh già.Proprio lui!

ILARIO #  Ma proprio Giorgio Barlotti in persona?

CRICRI # In persona. Siamo rimasti anche amici.

GIANNI # Ma ti rendi conto?

MAURIZIO # Che fortuna!

ILARIO # Incredibile! Ho sempre sognato di poter conoscere, un giorno, un allievo di Giorgio Barlotti.

MAURIZIO # Giorgio Barlotti!!

GIANNI # Si, ma chi è?

ILARIO # E chi lo conosce. Pensavo lo sapessi tu.

MAURIZIO # Ma dai su, se si vede il suo nome in ogni angolo di strada. Anche al supermercato. (Notando l'incapacità degli altri a capire, precisa...) sulle scatole di fagioli!

ILARIO # Quello è Borlotti... Bo... Bo... non Ba

GIANNI # L'altro è Bartolotti.

ILARIO # Poi c'è Bartolazzi...

GIANNI # Ho conosciuto anche un Barlozzi...

ILARIO # ...Ma Barlotti ...mai sentito.

GIANNI # Mai conosciuto.

MAURIZIO # Per me è un poco di buono.

CRICRI # Oh insomma, lasciate stare che tanto siete ignoranti. Poveri attori di provincia. Pensate alle scenografie, che è meglio.

MAURIZIO # Sei fortunata a capitare quì proprio quando ci manca Giulietta.

CRICRI # E' vero.Ma lui mi ha detto di no.

MAURIZIO # E la missione? Già arenata al primo rifiuto?

CRICRI # Hai ragione. Vado a farmi sentire. (Fermandosi sul limite del palcoscenico e voltandosi indietro) D'altronde chiedo solo di lavorare, no? (Uscendo con grinta truce) Ho studiato con Bartoletti, io... (Si ferma) cioè... con... ooh, avete confuso anche me. (Fuori)

GIANNI # Dunque, le scenografie. Allora.. il balcone... il balcone...

MAURIZIO # Chiama Michele. Lui ha studiato in Grecia. Forse ha delle idee. (Gianni sta per uscire.Incontra Michele) Lascia stare. Eccolo quà.

MICHELE # Ragazzi, siamo... nella... nella... come si dice in italiano?

ILARIO # Lascia stare, abbiamo capito. Cosa è successo?

MICHELE # Non bastava che ci mancasse l'attrice per fare Giulietta, ora c'è di peggio.

MAURIZIO # Ma insomma, cosa è successo?

MICHELE # Vittorio...

GIANNI # L'attore?

MICHELE # Lui. L'attore che doveva venire ad interpretare Romeo.

GIANNI # Che ha fatto?

MICHELE # Ce lo ha messo nel... nel... come si dice in italiano..?

ILARIO # Glielo insegnamo o lo lasciamo nel dubbio?

MICHELE # Vittorio Franceschi ha ottenuto un contratto a Parigi e non ha potuto... insomma roba del genere.

MAURIZIO # Senza Romeo e senza Giulietta, è difficile mettere in scena...

GIANNI # Finalmente... l'Amleto. Faremo l'Amleto...Essere o non essere, questo è il dilemma... se sia meglio...

ILARIO # Il dilemma per ora è come fare un balcone...

MAURIZIO # La scala.

ILARIO # La scala?

MAURIZIO # Si, ecco, aspettate (Parlando esce di quinta e rientra con una scala metallica a libretto) Aspettate. Voi non avete idee. Bisogna arrangiarsi. Ecco, questi sono i vantaggi di aver fatto teatro di ricerca. Uno ha idee nuove, libere dai vincoli del materialistico incombente, e può più liberamente sviscerare il soggetto...soggetto inteso come argomento ...sviscerarlo nel suo intrinseco per restituirgli quella dignità cui l'artista deve sempre aspirare.

GIANNI # Bravo.

MICHELE # Io credo che tu ci stia prendendo per il... per il... come si dice in italiano?

GIANNI # Dove la mettiamo. La scala dico.

ILARIO # Qui, in centro scena. Che domini tutto.

MAURIZIO # No, no. Errore. Deve essere solo una presenza simbolica. Quasi non si deve vedere. Ecco, mettiamola laggiù, in quinta.

GIANNI # O fuori quinta.

MAURIZIO # Meglio! Bravo, impari alla svelta. Fuori quinta..

ILARIO # E Giulietta ?

GIANNI # Eh già. Dove mettiamo Giulietta.

MAURIZIO # Ma quì è il bello! C'è Giulietta? No! Allora niente balcone. Tutto simbolico.

GIANNI # E Romeo che parla ad una Giulietta simbolica, e dà la scalata ad un balcone simbolico, vero?

ILARIO # No, no. Niente da fare.Il balcone deve stare in centro. (Entra il regista con Cristina. Li segue trotterellando dietro CriCri, che evidentemente non ha ottenuto attenzione dal regista.)

CRISTINA # Io? Io? Ma che c'entro io? Io sono una sarta, una parrucchiera, no... io non ci stò

CRICRI # Scusi, mi ascolti. Insomma mi ascolti, io ho studiato Seakespeare ...sono pronta...

REGISTA # (Non la ascolta neppure) Tu farai Giulietta. Una volta l'hai già fatto.

CRISTINA # Ma era solo per burla, ad una festa in costume. Io non sono una attrice.

REGISTA # Da adesso lo sei. E non ti provare a far capire alla Contessa che non sei tu l'attrice vera. Guai.

CRISTINA # Ma come faccio? Mi manca anche la erre! Senti: Romeo... Romeo... Sentito?

REGISTA # Bellissimo!

CRISTINA # Posso almeno chiamarlo, invece che Romeo, che so... Giuseppe?

MICHELE # Ma scusi, e per Romeo che si fà.

REGISTA # Michele!

MICHELE # Comandi!

REGISTA # Ma tu, non volevi far l'attore una volta?

MICHELE # Ho studiato all'Accademia di Stato Greca, ad Atene.

REGISTA # Sei pronto per la parte di Romeo?

MICHELE # Prontissimo!

REGISTA # E' tua! (Michele esce di scena con un urlo di esaltazione )

GIANNI # E noi?

REGISTA # Continuate a mettere a posto la scena. Ma piano, senza disturbare le prove. (Alla Contessa che entra scortata da Lucia) Cara... carissima... venga, si accomodi. Tutto è pronto per la magia del palcoscenico.

CONTESSA # Confesso che tremo tutta.

LUCIA # Anch'io. Tremo tutta al pensiero di ciò che stà per succedere.

CONTESSA # Oh, anche lei è emozionata? (Prima che Lucia risponda, interviene il regista)

REGISTA # E' tutto pronto? Michele? Cristina? (Tutti danno la loro risposta). Ecco, ora mi siedo anch'io. (A Sonia) Procedi.

SONIA # (Incredula dell'occasione) Io? Guido io? Davvero?

REGISTA # Si. (Sonia và al centro del palcoscenico)

SONIA # Luci! (Si spenge tutto. Pausa. Poi sibilante per non far notare l'intoppo) ...luci ...LUCI ...datemi le LUCI!! (Si accendono le luci adeguate) Musica! (Silenzio) Musica!

BOBO # (Cercando di non farsi nè vedere nè sentire) Non c'è musica.

SONIA # Come , non c'è ....

BOBO # Non c'è ! Non si trova il ...coso ..il...

SONIA # Il nastro? Ma se l'ho dato io a ....

BOBO # Non si trova! Non c'è! Cosa faccio, metto la vedova allegra o metto Areta Franklin?

SONIA # (Tentando un disperato recupero del controllo e della dignità) Azione! (Fuori)

ROMEO # ... Irride alle cicatrici chi non conobbe mai ferita! (Tutta questa parte viene recitata in greco da Michele) Piano che luce rompe lassù da quella finestra! Là è l'oriente, e Giulietta il sole! Oh, levati o sole bello, e cancella la gelosa luna, sbiancata e livida di randore perchè tu ....

CONTESSA # (Improvvisa rivelazione che la fà sobbalzare sulla sedia) Ah, ma allora è una commedia in dialetto!

REGISTA # Ferma, ferma tutto. Michele, vieni qui.

MICHELE # Qualcosa che non và?

REGISTA # Eh si. Non ho capito nulla di quel che hai detto. Per me è arabo.

MICHELE # No. E' greco. Te l'ho detto che ho studiato all'Accademia di Atene.

REGISTA # E lo sai solo in greco?

MICHELE # Si. Tutto il copione.

LUCIA # Ehi, genio (Al regista), ora come la mettiamo?

REGISTA # Niente panico. (Alla parola panico tutti i componenti giovani della compagniza , comparse ed attori alle prime armi, si lanciano turbinando per il palcoscenico con urla isteriche. Il Regista richiama l'attenzione di tutti, a fatica, poi con aria pacata come spiegasse ad un gruppo di bambini ) Ho detto: niente..! (Sottolinea sottolinea la parola niente) Capito? ...Niente panico. Si rimedia tutto.

LUCIA # Anche al greco ?

REGISTA # A mali estremi estremi rimedi.

CRICRI # Io ho studiato anche la parte di Romeo, se lei vuole...

REGISTA # Lo faccio io. (Alla Contessa) Un disguido, un piccolo disguido. Ricominciamo. (Nel frattempo Maurizio, Ilario e Gianni hanno proseguita la loro opera silenziosa, ma molto dibattuta, del rappezzare una scenografia. E' stata posta vicino alla scala una sedia dipinta di bianco, che Maurizio continua per un attimo a ritoccare, lasciando, poi, il secchio della vernice vicino alla scala stessa.Ha nuovamente inizio la prova con il regista che impersona Romeo.)

ROMEO # (Esce dal suo nascondiglio) Irride alle cicatrici chi non conobbe mai ferita. Piano! che luce rompe da quella finestra lassù? Là è l'oriente. E Giulietta il sole. Levati o sole bello e cancella la gelosa luna sbiancata e livida di rancore perchè tu, vestale sua, sei bella, molto più bella di lei. Non farle più da ancella se è così invidiosa di te: che tanto il suo manto di vestale si è fatto livido e consunto, e non lo portano più che le pazze. Buttalo via. E' la mia donna, il mio amore! Oh potesse saperlo lei che è così. Ecco, parla... ma senza parole. I suoi occhi parlano. Le risponderò. Eh, come corro. Non parla con me... Vedi, vedi come appoggia la guancia sulla mano! Oh, foss'io il guanto su quella mano, e sentire la sua guancia!

GIULIETTA # Ahimè!

ROMEO # Ecco, parla. Oh parla ancora angelo di splendore.

GIULIETTA # Oh Romeo, Romeo perchè sei tu Romeo? Rinnega tuo padre, rifiuta il suo nome, o se vuoi, legati a me di un giuramento ed io non sarò più una Capuleti.

ROMEO # Devo ascoltare ancora o devo risponderle.

GIULIETTA # Solo il tuo nome è mio nemico, ma tu sei tu, non un Montecchi. Che è un Montecchi? Non è una mano, nè un piede, e nessuna parte di un uomo. Oh sii tu qualche altro nome. E che è un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche con un altro nome avrebbe il suo profumo. Così Romeo, anche se non si chiamasse Romeo, conserverebbe un fascino che possiede anche senza quel nome. Romeo, poichè il tuo nome non ti è nulla, buttalo via, e prenditi, in cambio, tutta me stessa. (Nel frattempo molto discretamente, anche se alacremente, Ilario, Maurizio e Gianni hanno sistemata la scena ed ora stanno tentando di afferrare una fune che è stata calata dalla graticciata ai limiti del palcoscenico, salendo, uno di loro, su di una sedia alle spalle di Romeo.)

ROMEO # (Girandosi di impeto verso il balcone di Giulietta) Ti prendo in parola. (Così facendo ha violentemente urtato chi è sulla sedia, che perdendo l'equilibrio si ritrova dondolante per la scena attaccato alla fune come un novello Tarzan con la liana. Gli altri cercano, e ci riescono a fatica, di toglierlo dalla situazione. Il regista prosegue imperterrito senza nulla avvedersi. Anzi, nonostante tutto ciò che d'ora in poi avverrà, la recitazione del testo di Giulietta e di Romeo sarà la più classica e convinta possibile. Romeo prosegue) Chiamami soltanto amore, e così ribattezzato d'ora in poi non sarò più Romeo. (In quest'ultimo slancio finisce con un piede dentro il secchio di plastica della vernice. Nelle battute successive cercherà con discrezione e disperazione, sempre nel tentativo di tenere intatta la sua dignità di interprete "serio", di liberarsi dal secchio scuotendo il piede. Se ne libererà solo dopo aver vagabondato per la scena.)

GIULIETTA # Il mio orecchio non ha ancora bevuto cento parole di quella voce che già ne riconosce il suono. Non sei Romeo, un Montecchi, tu ?

ROMEO # No, bella bambina. Nè l'uno nè l'altro, se l'uno e l'altro ti sono sgraditi.

GIULIETTA # Come, dimmi, e perchè sei entrato in questo giardino?

ROMEO # Sulle ali leggere dell' amore ho scavalcato questi muri. Non temo i tuoi parenti.

GIULIETTA # Ti uccideranno se ti trovano quì.

ROMEO # Ahimè, c'è più pericolo nei tuoi occhi che in cento loro spade.

CRISTINA/GIULIETTA # (Uscendo dal personaggio, sottovoce) Quante spade?

REGISTA/ROMEO # (Sibilante) ...Cento... Cento... Continua a recitare!

CRISTINA # Ma io ne ho ordinate solo tre!

REGISTA # ...La battuta ...La battuta!

CRISTINA # Me ne hanno date solo due... dove prendo tutte le altre novantotto!

REGISTA # (Scuotendo con rabbia la scala/balcone) ...La battuta... la battuta!

GIULIETTA # Chi ti ha guidato fin quì?

ROMEO # Amore, mi ha spinto a cercarti, per dirti quanto sei bella!

GIULIETTA # Oh, dolce Romeo, allora dimmelo!

ROMEO # Quanto sei bella!

GIULIETTA # Quanto?

ROMEO # Sei stata creata per essere un capolavoro della natura!

GIULIETTA # Oh si! Mi piace. Continua.

ROMEO # Tua madre...

GIULIETTA # Si...!!

ROMEO # (Cercando ansiosamente le parole, ma in difficoltà per l'impresa assunta) ...Tua madre...

GIULIETTA # (Incalza senza pietà) ...Si? ...Mia madre...?

ROMEO # (Totalmente privo di idee) ...è stata proprio brava!

GIULIETTA # (Delusa ed indispettita) Tutto qui? Tutto qui? E non sai dire altro? Ma chi lo ha scritto questo testo, Shakespeare o Barlotti?

ROMEO # Aspetta... aspetta! Ecco, ora, ora ho capito!

GIULIETTA # Ma cosa hai capito?

ROMEO # Come ti ha fatto mammeta! (Prima che sia finita la parola "mammeta" parte a tutto volume la musica della nota canzone -Come mamma te facette - e contemporaneamente fino alla fine della canzone, che dovrà essere l'edizione di Arbore, entrano in scena scatenate ballerine. Sono le attrici che inizialmente hanno interpretate le "villanelle". Ne compariranno due da fondo sala con tamburello e procederanno fino a sotto il proscenio. Si fermeranno in sala mentre ne sbucano altre dai lati di quinta . Romeo verrà coinvolto nel ballo che dovrà essere un tourbillon intorno alla scala su cui Giulietta rimarrà inperturbabile, anzi limandosi le unghie in attesa che la situazione, che non la vede parte attiva, finisca. Il ballo coinvolgerà sia Romeo, contro la sua volontà, sia Lucia e la contessa .Le ballerine spariranno insieme all'ultima nota della musica e Romeo si ritroverà in ginocchio sotto il balcone. Ci si riallaccia al testo)

GIULIETTA # Sai bene che una maschera di buio mi copre la faccia, altrimenti mi vedresti arrossire... (Cristina esce dal personaggio, disperata) ma sono tutte erre in questa commedia! Basta, fammi scendere!

REGISTA # (Soffocando ciò che dice nel tentativo di non far crollare la prova) Zitta, zitta! continua. Vai benissimo!

CRISTINA # (Quasi piagnucolante) Io non lo volevo fare, non lo volevo... (Riprende il personaggio) ...altrimenti mi vedresti arrossire per le parole che mi hai sentito dire questa notte. Vorrei tanto salvare le apparenze. Vorrei, vorrei.. non aver detto ciò che ho detto, ma oramai. Mi ami? So bene che mi risponderai di si, e ti credo. Ma non giurare.

CONTESSA # Che ha detto?

GIULIETTA # Non giurare!

CONTESSA # E perchè?

GIULIETTA # Agli spergiuri degli amanti ride Giove!

CONTESSA # Ma che ti frega di Giove!

GIULIETTA # Oh, gentile... (Tentenna, poi) ...Giuseppe!

REGISTA # (Quasi al pianto soffocato) ...Romeo ...Romeo...

CRISTINA # (Soffiato con rabbia) ...lo ha detto anche Giulietta che se "lui" non si chiamasse come si chiama...

REGISTA # (Anche lui soffiato con rabbia) ...Romeo ...ROMEO!

GIULIETTA # Oh, gentile... ROMEO! ...Se mi ami dimmelo francamente.

ROMEO # Bambina, per la sacra luna lassù, io ti giuro...

GIULIETTA # Oh non giurare sulla incostante luna che muta corso ogni mese...

ROMEO # (Prendendo una posizione plateale con un piede sulla sedia davanti al balcone, come sul cadavere di un mostro ucciso) Su cosa...

MAURIZIO # Non sulla sedia! L'ho appena verniciata!

ROMEO # Su cosa devo giurare?

GIULIETTA # Non giurare!

GIANNI # (Quasi cercando di essere invisibile e silenzioso passa velocemente, rannicchiato sulle ginocchia, davanti a Romeo/regista, portandosi via la sedia appena verniciata) Quando avete finito, abbiamo bisogno della scala.

GIULIETTA # ...O se ti piace giura sulla tua persona che mi è tanto cara, ed io ti crederò.

ROMEO # Sul mio amore ardente...

GIULIETTA # Non giurare!

CONTESSA # E ma che rompiballe! Non le va bene nulla!

GIULIETTA # Sei tutta la mia gioia. Ma un incontro così inatteso è troppo veloce. Troppo simile al lampo, già svanito prima che uno possa dire "lampeggia" (Ilario, Gianni e Maurizio stanno discutendo fra loro, a gesti ampiamente esplicativi, sulla posizione da dare al "balcone". Chi lo vuole dove è, che lo vuole decentrato, chi lo vuole fuori scena.Infine, quatti quatti, prenderanno la scala con Cristina sopra e la sposteranno verso la quinta di destra, un tratto per volta.)

GIULIETTA # ...che si possa dire... LAMPEGGIA! (Forza la voce sulla parola come ricordare a qualcuno un attacco di batuta mancato. Lucia afferra il messaggio, si alza ed attraversa velocemente la scena fino alla quinta di destra, in proscenio, facendo finta di essere fuori scena.)

LUCIA/BALIA # Giulietta!

GIULIETTA # Eccomi balia! Dolce Montecchi, restami fedele!

BALIA # Giulietta!

GIULIETTA # Eccomi...eccomi..! Se la tua offerta d'amore è onesta e vorrai sposarmi, allora ti seguirà in capo al mondo...

BALIA # Giulietta!

GIULIETTA # Eccomi...eccomi! Ma se le tue intenzioni non fossero oneste...

BALIA # Giulietta!

CONTESSA # (Alzandosi con violenza) E basta! Li vuol lasciare in pace un attimo? Voglio proprio vedere come và a finire.

GIULIETTA # (Ormai quasi fuori di scena) Eccomi, eccomi, Allora ti supplico, lasciami al mio dolore.

ROMEO # Io ti giuro...

CONTESSA # Non giurare!

GIULIETTA # Non giurare!

CONTESSA # L'ho già detto io!

ROMEO # ...Sulla salvezza dell'anima mia!

GIULIETTA # Buonanotte, mille volte buonanotte.

ROMEO # Mille volte pessima notte, per me, se mi manca la tua luce (Girandosi si accorge che in scena non c'è più nè il balcone nè Giulietta. Tenta egualmente di non dar da vedere alla Contessa che qualcosa non funziona nella sua compagnia)

GIULIETTA # (Da fuori, urlando) Buonanotte, buonanotte! Salutarti è così dolce pena che vorrei... che vorrei... (Un urlo angosciato) ...vorrei scendere! ...attenti ...attentiii... (Un fracasso infernale ed urla di dolore ci dicono che cosa è successo).

CRICRI # (Scatta attraversando il palcoscenico anticipando il regista che è rimasto annichilito al centro della scena, esce un attimo in quinta, poi rientra e con voce esultante di trionfo) Giulietta si è rotta! Ora, la posso fare io la parte?

REGISTA # E' la fine! (Riprendendosi) Pausa! Ricominciamo più tardi. (Lucia esce con la Contessa, CriCri la segue gongolante.Il regista lascia il palcoscenico).

SONIA # Spegni le luci di prova. Dammi i servizi. (In proscenio) Accendi la sala. (Come se si accorgesse in quel momento che c'è pubblico) Si ricomincia fra dieci minuti. (Esce verso sinistra. Il sipario rimane aperto.)

FINE PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

(I classici tre segnali richiamano il pubblico. Dopo il terzo segnale calano le luci in sala. Il sipario è rimasto aperto. La scena è vuota come prima. Sono accese le sole luci di servizio del palcoscenico. Il fondale è stato richiuso a metà, lasciando, come nel primo atto, vedere il materiale, quinte vecchie, mobili ed altro: scale, piantane, cavi ecc..)

CRICRI # (Entra in scena. E' persa nella beatitudine del suo stato d'animo pienamente soddisfatto dal "vivere" in palcoscenico, e dalla prospettiva che se una Giulietta deve di nuovo esserci non potrà che essere lei. O almeno lo spera. Nella penombra si guarda intorno. Guarda la platea, la galleria, sospira di felicità, credendo di essere totalmente sola) O che nobil mente è qui distrutta... (Si accende un faro su di lei)

CRICRI # (Sussultando) Oh! Chi è?

GIANNI # (Da fuori) Io. Gianni. Vuoi un altro faro?

CRICRI # No. Scusa. Vado via subito.

GIANNI # Altro faro! (Accende un secondo faro. Si spengono le luci di servizio) Continua (Entra in scena)

CRICRI # Credevo non ci fosse nessuno.

GIANNI # Ci sono solo io. Per ora. Continua.

CRICRI # No.

GIANNI # Amleto

CRICRI # Cosa ?

GIANNI # Amleto. Stavi recitando Amleto. Atto secondo, scena prima.

CRICRI # Si, è vero.

GIANNI # E' la scena mia: Essere o non essere, qui stà il dilemma. Se sia meglio...

CRICRI # Mi pare tutto un sogno. Ho paura di svegliarmi.

GIANNI # Ti piace il teatro, vero?

CRICRI # E' una missione per me. E per te? Non ti pare sia una missione?

GIANNI # No. Per me è un innamoramento. Io adoro tutto del teatro. Senti, senti (La invita ad inginocchiarsi come lui, che poi si sdraia pancia in sotto, testa verso il proscenio. Lei farà lo stesso) Vieni qui. Ecco, così. Non senti nulla, nessun profumo?

CRICRI # Odore di legno. Sono le assi.

GIANNI # No, non sono assi. E' palcoscenico. Senti la poesia della parola: pal-co-sce-ni-co! (Sillabando la parola si rialza e come lui farà CriCri) Senti il profumo. Non è profumo qualsiasi. E' atmosfera magica! Ecco, qui è passato Otello, qui ha uccisa Desdemona, qui è passato Enrico Quarto, e qui... qui si sono soffermati stupefatti tutti e sei i personaggi che cercavano il loro autore. Capisci? Qui, proprio dove noi ora siamo sono passati, hanno respirato la stessa aria nostra, i personaggi di tutto il teatro! Vivi!

CRICRI # Vivi?

MAURIZIO # (Che è entrato non visto e si è accostato a loro) Vivi, vivi! Vivi attraverso la vita, il fiato, il palpitare del cuore che sono stati prestati loro dagli interpreti...

CRICRI # Come prestati?

MAURIZIO # Un personaggio è quanto di più reale ci possa essere nella vita degli uomini. Un personaggio è... è... non la persona fisica, ma il carattere, il modo di fare, di pensare, di amare o di odiare che ha in sè la persona fisica. Qualunque essa sia. Allora, dimmi, cosa c'è di più reale di un personaggio immaginato e fissato nella carta da un autore? Lui non cambierà mai, avrà sempre gli stessi modi di pensare, la stessa incrollabile coerenza con se stesso nonostante il trascorrere dei secoli...

CRICRI # Stai spudoratamente copiando Pirandello!

GIANNI # E che! Perchè Pirandello è stato il primo a dar corpo a queste idee nessuno le può più...

MAURIZIO # Non avrà l'esclusiva! Gianni, pensi che abbia l'esclusiva?

GIANNI # Solo sui testi che ha già scritto lui.

MAURIZIO # (A CriCri) Ecco, vedi? Possiamo avere anche noi le idee...

CRICRI # Ma dai! Stavo scherzando. Pirandello sarebbe felice a sapere che c'è chi condivide...

GIANNI # Ecco. Allora ascolta. Non li senti qui i personaggi che sono passati su queste tavole?

CRICRI # Si, è vero. Mi pare di sentirli nell'aria! Oreste, la Medea..

GIANNI # La vedova allegra...

CRICRI # Il Natale in casa Cupiello...

MAURIZIO # Cecè, di Pirandello..

CRICRI # E... questa... indovinate: Queste espressioni mi saran care, nei limiti della convenienza e della onestà. Cambiando stato voglio cambiar costume; e lor signori ancora profittino di quanto hanno veduto, in vantaggio e sicurezza del loro cuore; e quando mai si trovassero a dover cedere, a dover cadere pensino alle malizie imparate e si ricordino de...

MAURIZIO # ...La locandiera. Mirandolina.

GIANNI # Goldoni.

MAURIZIO # E questo?: Cos'è questa faccenda? Dove se ne è andata mia moglie? Sta per sorgere l'alba e ancora non appare ed io sono qui con addosso una gran voglia di farla e vado annaspando nel buio per trovare scarpe e mantello. Ma per quanto brancoli, ancora non mi è riuscito di trovarli, e intanto il signor bisogno continua a picchiare alla porta. Allora prendo questa mantelletta di mia moglie e m'infilo le sue scarpine persiane. Ma dove trovo un posto per alleggerirmi? Già, di notte si può farla dovunque; nesuno mi vedrà mentre la faccio.

GIANNI # Aristofane!

CRICRI # Le donne al Parlamento!

MAURIZIO # Vecchio e nuovo...

GIANNI # ...Antico e moderno...

CRICRI # Si. Tutto è teatro.

GIANNI # Machiavelli e la Mandragola...

MAURIZIO # Miller e lo zoo di vetro...

GIANNI # Amleto...

MAURIZIO # ...Il mago di Oz...

CRICRI # Giulietta e Romeo...

MAURIZIO # (Fermando il gioco) Ecco, quelli no. Almeno non i nostri Giulietta e Romeo.

CRICRI # Già. Siamo un pò a terra, vero?

GIANNI # Ci mancano i soldi...

MAURIZIO # Speriamo che la Contessa...

GIANNI # Zitto, stanno arrivando gli altri.

CONTESSA # (Seguita dal regista) ...Si fà soffriggere tutto a fuoco lento...

REGISTA # (Esageratamente interessato e compiacente) Perfetto, perfetto!

CONTESSA # Poi si aggiunge il vino e si tira fino ad asciugare...

REGISTA # Rosso?

CONTESSA # Come?

REGISTA # Il vino. Rosso, vero?

CONTESSA # No. Bianco. Secco.

REGISTA # ...Esatto, bianco. Secco. Come dicevo io.

CONTESSA # E dopo è pronto. Si cala la pasta.

REGISTA # Spaghetti?

CONTESSA # Meglio corta.

REGISTA # Rigatoni.

CONTESSA # Rigatoni.

REGISTA # ...Un pò di formaggio...

CONTESSA # ...Ed in tavola. Ecco.Io li faccio così.

REGISTA # Stupendo, stupendo! Ecco, ma... non per cambiare discorso... ma...tornando a noi.

CONTESSA # Ah, si.Il contratto.

REGISTA # Si, il contratto. Lo facciamo?

CONTESSA # Ho appuntamento proprio ora... (Consulta l'orologio) ...Oh cazzo! Cioè, scusi...volevo dire... oh mio Dio! sono in ritardo! Il mio commercialista mi stà aspettando. Ne riparliamo dopo, appena torno.

REGISTA # La faccio accompagnare.

CONTESSA # No, no. Non interrompete le prove. Trovo da me...

REGISTA # Sonia!

SONIA # (Si precipita in scena) Pronto!

REGISTA # Accompagna la Contessa all'uscita... (Alla Contessa) ...Non vorrei che .... Si, insomma , che si perdesse nei corridoi...

CONTESSA # Grazie. Allora, arrivederci. Provate, provate pure! (Esce con Sonia mentre entra Cristina vistosamente fasciata).

REGISTA # Cristina, chiama tutti qui (Cristina esce)

MAURIZIO # Allora?

GIANNI # Allora?

REGISTA # (Tentando di frenare l'entusiasmo) Siamo a cavallo! A cavallo!

GIANNI # Ci finanzia?

REGISTA # (Dopo un attimo di pausa per lasciare sui carboni ardenti) Si!

LUCIA # (Entra con Michele, Ilario e Cristina) Allora?

REGISTA # (C.s.) Siamo a cavallo! Siamo a cavallo!

LUCIA # Non ci serve una scuderia!

REGISTA # Ma devi sempre essere acida?

LUCIA # Ti ho fatto una domanda. Allora?

REGISTA # Si. Allora... Si! Ci finanzia. Tutta la stagione...

CRISTINA # Quindi possiamo avere anche le nostre paghe arretrate?

REGISTA # Si.

MAURIZIO # Basta panini!

CRISTINA # Si mangia. Finalmente una trattoria. Non sò più neppure come è fatta una trattoria.

MICHELE # Conosco un ristorante greco... magnifico... suvlaki, mussaka...

CRISTINA # Aspetta, aspetta: ve le ricordate le fettuccine di Mamma Rosa?

GIANNI # Mhhhh... al ragù...

MAURIZIO # Grondanti ragù.

CRISTINA # E dopo, finite le fettuccine... la scarpetta...

GIANNI # Con il ragù rimasto sul fondo...

MAURIZIO # Rosso! Profumato! Gocciolante olio...

CRISTINA # No, troppo olio no! Ci sono ancora, sai, i trigliceridi... e il colesterolo, e...

GIANNI # Quelli come secondo. Dopo le fettuccine e dopo l'olio!

CRISTINA # Ma come fate? Io ci resterei...

REGISTA # Un momento, un momento. Basta. Smettete di ingozzarvi e fate attenzione! (Calmata la frenesia degli altri) C'è una condizione. (Silenzio ansioso di tutti)

CRISTINA # (Riprendendosi) Quale?

REGISTA # Il debutto dovrà avvenire... a...

CRISTINA # Bologna?

REGISTA # No.

GIANNI # Firenze?

REGISTA # No...

MAURIZIO # Milano?

REGISTA # ...No...no..

CRISTINA # Roma! Roma! Ho sempre saputo che o prima o poi...

REGISTA # ...No, no..

GIANNI # Non sarà Parigi?

MAURIZIO # O Londra?

MICHELE # Atene! Si... (Esaltandosi) si! Al teatro Dionisos del Partenone... la folla... esultante che mi riconosce... è gente mia... il sindaco... il pope... il droghiere sotto casa...

CRISTINA # (Urlando in preda ad esaltazione) No! E' Broadway... lo sento...BROADWAY!

REGISTA # (Un urlo) GODO!

CRISTINA # (C.s.) Siii! Anch'io!!

REGISTA # (C.s.) Silenzio! (Pausa nel silenzio più assoluto) ...Il debutto averrà a Godo, provincia di Ravenna, vicino a Bagnacavallo. Sala del dopolavoro.

TUTTI # Ohhhh! (La delusione cade pesantemente fra di loro)

LUCIA # Perchè?

REGISTA # La mamma della contessa abita là.

LUCIA # Sala dopolavoro?

REGISTA # Si.

MICHELE # Lattine di aranciata che rotolano in terra mentre siamo in scena...

GIANNI # ...Bambini che corrono da tutte le parti...

MAURIZIO # ...Rumore di caramelle scartate...

CRISTINA # ...Niente palcoscenico...

REGISTA # ...E per sipario un lenzuolo appeso ad una fune.

LUCIA # Non è certo il massimo delle aspettative.

CRISTINA # Beh! Un teatro vale l'altro. Se ci permette di mangiare.

CRICRI # Chi farà Giulietta?

REGISTA # Con lei in queste condizioni... non mi resta che...

CRICRI # Evviva! (Lo abbraccia)  Grazie, Grazie. Non se ne pentirà. Io ho studiato con...

LUCIA # Si calmi signorina.

CRICRI # Non resterete delusi. Vedrete.

LUCIA # Si calmi ho detto. (Al regista) Perchè lei?

REGISTA # E chi altrimenti? Tu? (Risata generale. Solo CriCri non partecipa. E' preoccupata)

LUCIA # Perchè no. Credi che non ne sia all'altezza?

REGISTA # Oh si, si! L'altezza va bene! E' la larghezza che... (Si ferma frenato dal gelido sguardo di Lucia. Da fuori scena, lato camerini, si ode un telefono che suona e la voce di Sonia che risponde. Contemporaneamente in scena va avanti il dialogo)

CRICRI # Beh, signora, io credo

SONIA # Palcoscenico. che lui voglia dire... Come? Chi vuole?

CRISTINA # Ma stia zitta, lei! Viene No no! Stanno qui a seminare zizzania... provando. Guardi che

CRICRI # Zizzania? Io zizzania? Io si è sbagliata. No. cerco... cerco solo lavoro? Non è qui. Le dico

CRISTINA # No, lei cerca grane! Lei che... Va bene, viene qui e... e... sento...

LUCIA # Smetti, smetti Cristina. Lei non c'entra. Non è lei...

SONIA # Scusi, scusi maestro, c'è "una" in portineria...

REGISTA # Un'altra?

SONIA # No, no. Questa... il portiere dice che questa... si insomma, è venuta per il provino della pubblicità.

REGISTA # Pubblicità?

SONIA # Appunto. Glielo ho detto che si sbagliava, che non è quà, ma... insomma, quella insiste, allora ho pensato...

REGISTA # Cosa hai pensato?

SONIA # Non è, vero?, Che lei ha messo la pubblicità in mezzo al Giulietta e Romeo?

REGISTA # Dille che si è sbagliata e sbattila fuori...

UNA # (Entra con decisione. E' vestita in modo da richiamare l'immagine di una persona che venga dai paesi oltr'alpe. Ha i capelli raccolti in due trecce dall'attaccatura alta. Parla con marcato accento tedesco) Sbatte fuori? Tu sbatte fuori me? Mio agente detto me: tu vai li. Tu fare provino Dietikon. Io qui e fare provino. Tu non sbatte fuori nessuno. Prima di provino. Dopo... dopo vedere. Io non avere affrontato rischio di multa per... come dire arzinkwerrunghetrass... ecco sosta vietata... io non avere affrontato perchè tu sbatte fuori. Dopo sbatte fuori. (La giovane và in proscenio, mostra al pubblico una bottiglietta totalmente anonima, e con sorriso eccessivamente adeguato al caso fà il suo provino. La battuta, che viene qui scritta nella nostra amata e dolce lingua, dovrà essere abbaiata nel tedesco pi¨ aspro, ma con tentativo di essere dolce e suadente. Mimerà tutto ciò che dirà) Sei grassa? Hai problemi quotidiani  perchè non entri nei vestiti? Non entri nelle scarpe? Non entri neppure in ascensore? Dietikon è l'elisir per te. Dietikon. Un sorso al giorno e con Dietikon tutti i tuoi problemi svaniscono. Dietikon. (Cerca di mettere la bottiglia su di un tavolino che non c'è. Si guarda intorno, poi a Gianni..) Ehi tu, tu tiene questa, ecco, così. (Poi di nuovo in tedesco a pubblico, mimando esageratamente ciò che dice, tanto da renderlo comprensibile) Dietikon ti ridà la linea, fà brillare i denti, pulisce le unghie, e risolve tutti i problemi di cuore. Ricorda. Dietikon. (Finita la sua recitazione, la ragazza riprende la bottiglia. Si rivolge al gruppo...) Mio agente detto: tu fare anche in dolce lingua italiana. Io fare. (Riprende l'espressione da reclam) Tu crassa? Tu fare te schifo? Tu non entra in vestita? Non entra in scarpa? Non entra neanche dentro asiensore? Dietikon è elisire per te. Dietikon. Ein sorso tutti giorni e Dietikon fare sterminio totale tuoi problema. Dietikon. (Di nuovo a Gianni) Tu, tiene questa. Dietikon stringe linea. Dietikon imbianca... imbianca... erziverunghentrssen... imbianca denti, fa cadere unghie e pulisce problemi tuo cuore... no, non così: pulisce unghie e fa cadere problemi tuo cuore! (Riprende di nuovo la sua bottiglia) Ecco, io fatto provolino, adesso tu decide: io brava o io tu me sbatte fuori? (Silenzio. Dall'entrata della ragazza nessuno si è più mosso nè è stata profferita sillaba. Il Regista è a bocca aperta quasi incredulo che tutto ciò avvenga sul serio nel suo teatro e continua a fissare imbambolato la ragazza) Io capito. Io sbatte fuori me da me. Tu non capire arte. (Si avvia) Tu non capire Dietikon. E chiude bocca che entra mosche. (Ora sono tutti a bocca aperta e seguono l'uscita della ragazza. Costei si rigira verso di loro e con tono di ordine degno delle migliori tradizioni hitleriane...) Chiude bocca! Tutti! (Esce. Pausa. Silenzio annichilito di tutti)

SONIA # (Riprendendosi) Ma chi era quella?

REGISTA # (Cercando di annullare il ricordo di ciò che è appena avvenuto) Chi?

SONIA # Come chi? Quella valchiria pazza!

REGISTA # Valchiria? Quà non c'è stata nessuna valchiria.

SONIA # Ma si. Quella ragazza che è appena...

REGISTA # Ragazza? Io non ho visto nessuna ragazza. Io non ho visto nessuno. Quà non c'è stato nessuno! Avete visto qualcuno voi?

TUTTI # No, no... nessuno...

REGISTA # Allora andate nei camerini a prepararvi. Appena arriva la contessa continuiamo le prove.

MICHELE # Chi fà Romeo?

REGISTA # Già, Romeo... Romeo... (A Gianni) Tocca a te.

GIANNI # Io? Ma io...

REGISTA # Lo farai!

GIANNI # No. Non lo farò. Nè ora nè mai!

REGISTA # Sonia! Cancellalo dall'elenco delle paghe arretrate.

GIANNI # Bene! Ho deciso. Romeo lo farò io. Mi piace l'dea di fare Romeo. Ho sempre recitato Amleto... era ora che cambiassi ruolo... si, mi piace... sarò un Romeo enigmatico, crepuscolare...  (Uscendo con gli altri) Oh, Giulietta! Essere o non essere Romeo. Questo è il problema. Se sia meglio... (Fuori)

REGISTA # (A Lucia che è rimasta in palcoscenico) Guarda che devi andare anche tu...

LUCIA # No.

REGISTA # No?

LUCIA # No! Eh no! Prima dobbiamo chiarire...

REGISTA # Dai, non vorrai tornare a discutere...

LUCIA # Cos'era quella... si... l'altezza và bene la larghezza no?

REGISTA # Ma che, te la sei presa?

LUCIA # Allora?

REGISTA # Allora cosa?

LUCIA # (Alterandosi) Allora?

REGISTA # (In notevole difficoltà) Ma era solo una battuta... Smettila, cerca di essere di spirito!

LUCIA # Una battuta? Una battuta dici?

REGISTA # Si, tanto per ridere...

LUCIA # Tanto per ridere su chi? Eh? Su me? Ma falle su tua sorella le battute..

REGISTA # Non urlare così. Ci sentono tutti..

LUCIA # E allora che sentano. Ma si, che sentano tutti. Te ne vergogni. Io no. No! Io proprio no! Ma chi credi di essere? Eh? Streheler? Squarzina? Zeffirelli? Ma ti sei già dimenticato cosa eri quando mi hai conosciuta? E cosa ero io. Una stella. Io ero già una stella. Giovane, bella...Eh si. A quell'epoca lo ero. Giovane... bella... brava.. una stella... io ero già un nome. Tu, tu non eri nessuno. Eri un morto di fame che cercava di entrare in teatro per la porta di servizio. Eh, ti ricordi? Ti ricordi fuori della porta degli artisti... ricordati come eri allora! E ricorda che io, io ti ho fatto entrare. Mi piacesti. Mi facevi tenerezza con quegli occhioni spalancati sul palcoscenico che vedevi per la prima volta da dietro il sipario e non dal loggione... tenerezza mi facesti. Quanto mi piaceva la tua aria ingenua, pulita, sognante. "E' un artista "mi dissi" con quei sogni negli occhi non può che essere un artista" E ti aiutai. Eh, tu che adesso mi ridicolizzi per fare il galletto davanti a quelle attricette, eh? Ti ricordi! Eh già, adesso io non sono più come allora. La gente mi applaudiva appena entravo in scena. Agli uomini piacevo. Non avevo la figura di adesso. Un figurino. E che voce avevo. Ti ricordi?

REGISTA # Si.

LUCIA # Quando facevo Ninì Tirabusciò... Dio quanta gente... e poi... "la mossa!" e io... si spellavano le mani dagli applausi, gli uomini! E fiori, fiori... quanti fiori... (In preda ai più struggenti ricordi Lucia, quasi sottovoce, intona la canzone suo cavallo di battaglia di allora) "Ho preso un nome eccentrico - Ninì Tirabusciò - Oh Oh Oh  - Oh Oh Oh -Addio mia bella Napoli... (La commozione le tronca in gola la canzone. Finisce il ritornello recitandolo) ...mai più ti rivedrò... (Si avvicina al regista che è rimasto immobile) Voi uomini avete fortuna. Prima.. attori giovani, poi invecchiando ...no! no. Voi non invecchiate. Voi maturate. Un attore in tarda età ha ancora molto da dire. I ruoli ci sono. Ha ancora fascino da esprimere. Ma noi... Noi si, che invecchiamo. Quando il fascino del nostro personaggio è legato alla gioventù, o, peggio, alla bellezza, dopo... dopo non abbiamo più nulla da dire. Peggio, non abbiamo più nulla da dare. E l'indifferenza, dopo, oh l'indifferenza che mi circonda è uno schiaffo... E se non ti sei costruita qualcosa negli anni migliori... Ma tanto, lo sai... che ti costruisci? Pensi sempre che c'è tempo, che lo farai, domani. Poi un giorno ti accorgi che il tuo domani... era ieri. Ed è tardi. Ma io no. Io mi sono costruita qualcosa... Io ho costruito te! E contavo su di te. Eri... no, no, scusami, sono ingiusta... sei il mio futuro."Sarò un grande regista "mi dicevo" e io non dovrò mai preoccuparmi, perchè saremo insieme" Non siamo più due ragazzini, siamo... tu hai ancora gli occhi pieni di sogni... e forse io ho troppo i piedi in terra. Tutti gli altri intorno a noi sono giovani... noi due... noi... Stammi vicino! (Il regista la avvolge in un caldo abbraccio).

CONTESSA # (Entra seguita da Bobo e dagli altri) - Eh Ehm! Se disturbiamo possiamo...

REGISTA # (Porgendo un fazzoletto a Lucia) Tieni...gli altri non ti devono vedere... (Verso la Contessa) Cara, cara, cara contessa! Lei non disturba mai! (Agli altri) Ci siamo tutti?

MICHELE # (Controlla) Manca Gianni.

REGISTA # Michele...

MICHELE # Vado a chiamarlo. (Esce)

CONTESSA # Fatto.

LUCIA # Fatto?

CONTESSA # Fatto!

SONIA # Tutto?

CONTESSA # Finanziamento completo. Per tutta la stagione. Però...

SONIA # Si, ci è stato detto. Accettiamo. Debutteremo a Godo!

CONTESSA # La mia mammina sarà contenta. Lei adora i classici: Novella Duemila... Grand Hotel... e poi, le storie d'amore. Oh, per le storie d'amore ci và matta. Aspetta con ansia il lieto fine con bacio, abbraccio e... e piange, piange! Cazzo quanto piange!

LUCIA # Ecco, veramente per il lieto fine ci sarebbe una difficoltà.

CONTESSA # Non si sposano ?

CRICRI # Si si, per sposarsi si sposano, ma...

CONTESSA # Divorziano. Beh, oggi come oggi, per certi matrimoni anche quello è un lieto fine!

CRICRI # Non è proprio così...

CRISTINA # Ma lei non la conosce per nulla la storia ?

CONTESSA # Ecco, è proprio questo che volevo dire. Posso stare qui, mentre provate?

CRISTINA # Chieda al maestro.

REGISTA # Ma si, ma si! Però ormai siamo al finale della commedia.

LUCIA # Venga, mettiamoci qua... (Vanno a due sedie al lato sinistro del palcoscenico)

REGISTA # Si prova! Giulietta e Romeo! Finalmente! Finalmente andremo in scena!

CRICRI # Faccio io Giulietta, vero? Mi preparo?

REGISTA # Ma certo, ma certo mia cara. I problemi sono finiti... finiti!

MICHELE # (Entra con Gianni) Scusi, scusi... ci sarebbe un problema!

GIANNI # Potrei parlarti? Un attimo, solo un attimo.

REGISTA # E chi altri poteva portarmi un problema se non Amleto! Va bene, sentiamo.

LUCIA # Intanto io racconto alla Contessa...

REGISTA # Ecco, brava. Pensaci tu alla Contessa. (Si apparta con Gianni. Cristina esce, Michele con Maurizio escono a destra per preparare Maurizio al costume di Frate Lorenzo, CriCri si pone al centro del palcoscenico in attesa)

LUCIA # (Seduta con la Contessa) Dunque. I due ragazzi...

CONTESSA # Giulietta...

LUCIA # Si, e Romeo. I due ragazzi con la complicità della Balia di Giulietta riescono a sposarsi in segreto, ma non hanno tempo di stare insieme che una notte. Intanto il padre di Giulietta organizza le sue nozze con il conte Paride.

CONTESSA # E Romeo ?

LUCIA # Romeo è stato mandato in esilio a Mantova dal Principe di Verona, per punirlo di aver ucciso in duello Tebaldo, un parente del Principe. Quando a Giulietta viene detto che deve sposare Paride...

REGISTA # (A Gianni, agitato) Và bene, và bene! Farai Paride.

GIANNI # Cerca di capire, non è nel mio temperamento. Romeo non è nelle mie corde...

REGISTA # Ho detto che và bene! Sonia!... prendi nota: telefonare a Vittorio Franceschi. Invitarlo a cena. Accettare le sue condizioni. E ora proviamo.

CARLO # (Entra deciso) Scusate, c'è il regista ?

SONIA # E' lui.

CARLO # Telegramma. Ecco. Firmi qui (Eseguono). Grazie. Scusate il disturbo. (Si avvia, poi prima della quinta si ferma) State provando Amleto, vero? Bravi, bravi. Mi piace Amleto. Lo recitavo a scuola. Essere o non essere, questo è il problema. Se sia meglio... (Esce)

REGISTA # (Apre il telegramma) Bene, bene.

LUCIA # Buone o cattive ?

SONIA # (Che alle spalle del regista stà leggendo il telegramma) Buone, ottime. E' Franceschi. Accetta la parte e da domani sarà qui con noi.

REGISTA # Accidenti che velocità. Mah!

CONTESSA # (A Lucia) Allora? Continua.

LUCIA # Dove ero rimasta ?

CONTESSA # Dicono a Giulietta che deve sposare Paride.

LUCIA # Ah, si. Giulietta corre da Frate Lorenzo, il suo confessore, per chiedergli aiuto... (D'ora in poi la luce generale sarà abbassata e rimarrà un fascio sulle sedie su cui si trovano la Contessa e Lucia e, a seconda della scena che avviene in palcoscenico, alternatamente un fascio sul lato destro, dove avviene il colloquio di Giulietta con Frate Lorenzo, ed al centro dove avviene la scena della tomba. Questa luce rimarrà fino alla scena finale,poi si spegnerà per rimanere solo luce sul proscenio)

GIULIETTA # (Verso destra, ove entra Frate Lorenzo) Allora?

FRA LORENZO # Ho sentito che giovedi prossimo dovrai sposare il Conte Paride, e che nulla potrà prorogare questa data.

GIULIETTA # Non dirmi, padre, che l'hai sentito, se non puoi anche dirmi come io possa trovare un mezzo per impedirlo. Se nella tua saggezza non riesci a darmi soccorso, dì almeno che la mia decisione è  giusta. E tra la mia disperazione e me stessa io porrò arbitro questo cruente pugnale.

FRATE LORENZO # Riprendi la tua calma, e ascoltami: và a casa e mostrati lieta in viso. Prendi questa fiala e quando sei a letto bevine una misura. E subito... (La voce scema di volune fino a zero)

LUCIA # Secondo il piano del frate, Giulietta cadrÓ in catalessi, come morta. Ma il veleno farà effetto solo per poco tempo, poi Giulietta si dovrà risvegliare...

CONTESSA # E allora ?

LUCIA # ...Si dovrà risvegliare, ma solo dopo che i suoi l'avranno portata nella tomba di famiglia. Capito?

CONTESSA # Come ne "La sepolta viva"

SONIA # Beh, insomma, non proprio. Fatto stà che secondo i calcoli di frate Lorenzo prima del risveglio di Giulietta c'è tutto il tempo di mandare una lettera a Romeo a Mantova per spiegare cosa stà succedendo e per fare arrivare Romeo, tomo tomo...

CONTESSA # to-chè ?

SONIA # Tomo tomo! Quatto quatto! Pianè pianè!

CONTESSA # Ah, ho capito.

LUCIA # Insomma Romeo dovrebbe arrivare alla tomba giusto in tempo perchè Giulietta si risvegli fra le sue braccia.

CONTESSA # Hai detto "dovrebbe"

SONIA # Eh si.

CONTESSA # Allora non succede...

SONIA # Eh no.La lettera a Romeo non arriva mai. E Romeo viene a sapere da estranei che la sua Giulietta è morta. Disperato compra un potente veleno e torna a Verona per uccidersi vicino a lei.

CONTESSA # Pure lui!

LUCIA # Si, ma...

CONTESSA # Ma...?!

LUCIA # (E mentre Lucia parla, sulla parte centrale del palcoscenico, in un cerchio di luce, avverrà realmente il fatto) Ecco... Romeo scende nella tomba dei Capuleti... vuol rivedere la sua Giulietta, prima di uccidersi. Ma mentre è abbracciato al cadavere di Giulietta... sente un rumore... è il conte Paride che, insospettito dall'aver visto qualcuno scendere nella tomba... ...ecco i due si affrontano... e Romeo uccide Paride...

ROMEO # (In ginocchio accanto al corpo di Giulietta) Oh, quanto spesso hanno gli uomini in punto di morte un fugace sorriso che i familiari chiamano, appunto, il lampo della morte. Ma come posso io chiamarlo lampo? Oh, sposa mia, mio amore. La morte che ha succhiato il miele del tuo respiro, nulla ha ancora potuto contro la tua bellezza. Tu resti inespugnata. Il colore della rosa viva si spande ancora sulle tue guance. Oh, Giulietta mia, perchè sei così bella? (Prende la bottiglietta di veleno) Bevo al mio amore! (Beve) Così, in un bacio io muoio. (Muore)

LUCIA # Povera Giulietta! Che triste risveglio (Stà avvenendo la scena mimica di Giulietta che risvegliatasi trova i cadaveri di Paride, prima, e di Romeo) Intorno a lei è solo il silenzio. E la sua compagnia sono le salme del nobile Paride e dell'adorato Romeo!

GIULIETTA # Cos'è questa? Una ampolla stretta nella mano del mio amore? E' veleno! (Porta alle labbra la fialetta). Non ne hai lasciata neppure una goccia amica, perchè io possa seguirti. Sento venire gente. Presto amico pugnale (Si colpisce) qui resta... e lasciami morire (Muore).

CONTESSA # (Quasi singhiozzante) Poveri ragazzi!

LUCIA # Coraggio, Contessa. Ormai è tutto finito.

CONTESSA # ...Ma questi due ragazzi...

LUCIA # Non ci sono più. Questo è... teatro. Ahimè, appena finita la rappresentazione, quei personaggi così vivi, così... veri, svaniscono.

CONTESSA # Non riesco a capire...

LUCIA # Tornano fra le pagine del libro da cui erano usciti. Escono dalle persone fisiche degli attori e... come se fossero risucchiati dal pennino dell'autore, e posti di nuovo là, nel libro... In attesa.

CONTESSA # In attesa? Di cosa?

LUCIA # Non "di cosa", ma "di chi".

CONTESSA # Allora, di chi?

LUCIA # In attesa di... te!

CONTESSA # Di me ?

LUCIA # Si.

SONIA # In attesa di Antonia Ruspanti?

LUCIA # Si. O di chiunque altro sia che è disposto a dare loro la vita.Un pò come la fata Turchina e Pinocchio.

CONTESSA # Ti prego: io voglio capire davvero...

LUCIA # Geppetto costruì un bel burattino, ma servì il miracolo della fata Turchina per dargli vita. Altrimenti Pinocchio sarebbe solo un pezzo di legno. Ecco, è la stessa cosa. A che serve che Shakespeare abbia genialmente messo i suoi personaggi nelle pagine di un libro se non interviene qualcuno a farli vivere per mezzo degli attori? Ed ecco la figura dell' impresario... del mecenate...

CONTESSA # Il finanziatore!

LUCIA # Esatto. Senza mecenate, chiunque esso sia, gli attori non potrebbero prestare la loro vita, la loro voce, le loro emozioni, il loro corpo, per muoversi ed agire, al personaggio... E così, tramite tuo, i personaggi tornano in vita...

CONTESSA # Come se fossi una fata Turchina... (Si rialza la luce al centro ove in terra giacciono i corpi di Paride, Romeo e Giulietta. Nel fascio di Luce entrano Michele e Maurizio)

MAURIZIO # Togliamo la scena ?

MICHELE # Si, portiamo via la scala e tutti gli oggetti di scena...

MAURIZIO # E loro? (Indica i corpi stesi)

MICHELE # Loro sono i personaggi. Restano sempre in scena.

MAURIZIO # Poveri ragazzi. (Escono. La luce non cambia)

GIULIETTA: (Alzandosi lentamente, quasi incorporea, insieme a Paride e Romeo) Là fuori i Montecchi abbracciano i Capuleti...

PARIDE: ...Il dramma ha colpito entrambe le casate...

ROMEO: I Capuleti giurano pace eterna ai Montecchi...

GIULIETTA: Qualcuno sarà condannato...

ROMEO: E qualcuno sarà perdonato...

PARIDE: Gli attori, dopo la morte dei personaggi...

GIULIETTA: ...La nostra morte!

PARIDE: ...Si, dopo la nostra morte, il sipario si chiude e gli attori si rialzano...

ROMEO: ...e se ne andranno...

PARIDE: ...fra gli applausi del pubblico.

GIULIETTA: Si, ma noi ?

PARIDE: E domani il sipario si alzerà di nuovo, per raccontare ancora la nostra storia!

GIULIETTA: Si, ma noi ?

PARIDE: Il mondo parlerà per millenni della dolorosa vicenda di Romeo e Giulietta...

GIULIETTA: Si, ma noi? Che ne è di noi? Di Giulietta, e di te, Romeo? A noi, che ne è venuto, oltre il morire? Gli attori muoiono ma rinascono. Il pubblico si commuove e si arricchisce dentro... ma noi? (Insieme tutti e tre uniti in un abbraccio doloroso si girano e spariscono nel buio dietro le quinte)

CONTESSA # Ho capito (Alzandosi) Senza di me non vivrebbero!

LUCIA # Esatto.

CONTESSA # E' bello saperlo... (Si avvia verso destra in proscenio)

LUCIA # Dove vai ?

CONTESSA # (Sognante) vado a dirglielo, alle mie amiche. Vado proprio a dirglielo.

LUCIA # Aspettami, Contessa!

CONTESSA # (Girandosi) No, non mi chiamare più Contessa. D'ora in poi io sarò... la Fata Turchina! (Si avvia mentre cala il sipario

FINE

Imola, 28 Ottobre 1994

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