Sottobanco

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ATTO I

SOTTOBANCO

di

Domenico Starnone

Prof. VERA BACCALAURO, insegnante di ragioneria

Padre MATTOZZI, insegnante di religione               

Prof. COZZOLINO, insegnante di lettere         

Prof. ALINOVI, insegnante di storia dell'arte   

Ing. Prof. CIRROTTA, doppiolavorista                     

Il PRESIDE, insegnante di matematica                      

Prof. MORTILLARO, insegnante di francese                              


ATTO I

Pomeriggio. Una palestra che funge anche da sala professori. Vera Baccalauro libera un banco da una borsa nuova di zecca gettandola in un angolo, poi si avvicina con disagio ai cassetti. Deve prendere il registro. E’ in ansia per il cassetto aperto della defunta collega Serino, situato proprio sopra il suo. Si fa coraggio: spalanca il suo cassetto, prende il registro e chiude quello della Serino. Contemporaneamente si apre, la porta della palestra. Vera e’ gelata dallo spavento. Entra Mattozzi.

MATTOZZI     Baccalauro, lo senti questo cattivo odore? (Vera non gli dà retta. Va disponendo le sue cose. il registro, le penne, il diario di classe, un panino, una lattina di birra e, desolata, un biberon) Non se ne può più di stare qua dentro. Dove s’è visto mai? La sala professori in palestra! “Solo quindici giorni e poi tornate in sala professori” ci aveva giurato il preside. Altro che quindici giorni! Oggi fanno esattamente tre mesi da quando siamo stati deportati in questo posto. Intanto cos’è cambiato? Niente. In sala professori continua a piovere acqua gialla dal soffitto…e noi, costretti a metterci le scarpe da ginnastica ogni volta, perché altrimenti, dice il preside, si rovina il linoleum… (Vera adesso è visibilmente infastidita dal cattivo odore. Si tappa il naso. E’ chiaro che è Mattozzi a puzzare) Non lo senti anche tu questo cattivo odore? Pensa, l’altra volta ho scansato una pallonata per miracolo. Stavo finendo al creatore come la collega Serino. (Vera si interrompe di colpo) Pace all’anima sua. (Mattozzi comincia a frugare nel cassetto della collega morta. Vera inorridisce) Ma che venga di qua questo cattivo odore? E’ morta da cinque mesi e nessuno è passato ancora a ritirare le sue cose. (Estrae oggetti) Caramelle. Una spazzola. E c’è pure un suo capello. E il suo registratore. (Il registratore è difettoso: si sente la voce della defunta Serino. Vera urla)

VOCE DI SERINO  Attenzione, ragazzi. Oggi impariamo i nomi delle Prealpi. Ripetete con me: “ma con gran pena le reca giù”. Marittime, Cozie, Graie, Pennine...

MATTOZZI (spegne il registratore)  E’ difettoso: come lo tocchi parte. Serino non era più la donna energica di una volta. Fin da quando insegnava alle medie, aveva preso l’abitudine di registrare tutte le sue lezioni. Negli ultimi tempi, quando non si sentiva bene, avviava il registratore e pensava ai fatti suoi. Riposi in pace.

BACCALAURO   Zitto, Mattozzi, e chiudi il loculo! Non si può lavorare! (Mattozzi fa cenni di scusa e si siede accanto alla cassettiera. Estrae dal suo cassetto un panino ben farcito e comincia a mangiare con buon appetito)

BACCALAURO   Cardini Marco:  te lo raccomando, questo. Uno due tre quattro cinque sei sette otto nove dieci undici dodici tredici quattordici quindici sedici. Bravo Cardini: sedici assenze nel secondo quadrimestre. Più dieci nel primo. Totale assenze: ventisei. Ventisei assenze su quarantadue lezioni effettive. (Dà un altro morso al suo panino) Mattozzi, ce l’hai presente questo Cardini?

MATTOZZI    Sicuro che ce l’ho presente. L’anno scorso, proprio di questi tempi, fu lui a scrivere sul muro della scuola “Mattozzi verme”. Che altro ha combinato?

BACCALAURO   Ha una sola interrogazione, a marzo, con tre. (Entra Cozzolino con una borsa in pessimo stato)

COZZOLINO (si avvicina al banco dove sta lavorando Vera, lascia la borsa accanto a lei)  Buongiorno e buonappetito. Bella schifezza, qua dentro. Come fate a mangiare, con questa puzza di sudore e di calzini sporchi? (Allude visibilmente a Mattozzi)Avete uno stomaco di ferro. Era meglio la pioggia di piscia in sala professori. (Tira un calcio a un pallone in direzione di Mattozzi) Scatta, Mattozzi! (Mattozzi restituisce) Gliel’ho detto e ridetto, al preside: non ci poteva sistemare nel laboratorio linguistico, che è sempre vuoto?

MATTOZZI    Il laboratorio è pieno di topi.

COZZOLINO   E qui no? Alinovi dice che ne ha trovato uno nel suo cassetto, grosso così. Un topaccio da loculo.

BACCALAURO   Te la raccomando Alinovi: è più bugiarda di Pinocchio. (Torna al suo lavoro) Cardini... Cardini ha (controlla sul registro) un compito solo: però con sette. Avrà copiato. (Va al cassetto. Cozzolino la segue passo passo. Vera apre il suo cassetto facendo attenzione a non toccare quello della Serino. Prende un pacco di compiti)

MATTOZZI (a Cozzolino tendendogli il panino)   Un boccone?

COZZOLINO   Che c’è dentro?

MATTOZZI     Mozzarella, pomodori e prosciutto crudo.

COZZOLINO (annusa l’aria con una smorfia)    Solo un morsetto. (Gli stacca con un morso mezzo panino) Ho già mangiato: un tramezzino ai funghi. Grazie. (Rivolgendosi a Vera) A che ora c’è lo scrutinio?

MATTOZZI   Alle tre e mezza.

BACCALAURO (con gli occhi sul compito di Cardini) Sette. E’ fatto bene. Se ho messo sette, vuol dire che non potevo dimostrare che aveva copiato. Ci sono solo tre errori. E questo non è neanche grave.

COZZOLINO (impedendo a Vera di passare)      Ciao.

BACCALAURO (gelida)    Scusa mi fai passare? (Cozzolino si fa da parte) Grazie. Su Cardini deciderò in consiglio. Per ora gli metto tre all’orale e sei allo scritto.

COZZOLINO   Cardini ha molti problemi.

BACCALAURO   Tutti abbiamo dei problemi.

MATTOZZI (a Cozzolino)    Non cominciamo coi problemi! Ti ricordi che fu lui a scrivere sul muro qui fuori: “Mattozzi verme”?

COZZOLINO   Questo l’hai sostenuto tu ma non è stato mai dimostrato. Comunque lo bocciammo anche per quella scritta. Ed era già ripetente. Quest’anno volete bocciarlo per la terza volta? Non studia molto ma ha qualche qualità.

BACCALAURO (astiosamente)    Per te non c’è studente che non abbia qualche qualità. Se rispettano le regole della grammatica sono bravi. Se infilano un errore dietro l’altro, sono creativi. Un deficiente, nella tua carriera, l’hai mai incontrato?

COZZOLINO (disorientato)    Sei arrabbiata con me?    

MATTOZZI   La collega vuole dire che un po’ di grammatica non farebbe male a questi ragazzi. E poi, se noi incoraggiamo la mancanza di rispetto, per forza che poi si arriva a scrivere sotto scuola: “Mattozzi verme”. E non è bello. Questo Cardini, ogni volta che io leggo in classe “L’arte di amare” di Fromm, si mette a gemere in modo imbarazzante. Non si può e non si deve lasciar correre.

COZZOLINO   Sì, sì. Ma non mi va di prendermela con quelli più svantaggiati.

BACCALAURO (aggressiva)   Vuoi dire che noi ce la prendiamo con quelli più svantaggiati?

MATTOZZI   Adesso non ricominciamo con questi discorsi.

COZZOLINO   Mattozzi, io per questi discorsi nel 1977 mi sono beccato un lacrimogeno qui in petto e sono finito in ospedale per versamento pleurico! (Si sbottona la camicia e mostra il petto a Vera) Li vedi i segni?

BACCALAURO   Che fai? Copri tutti quei peli.

MATTOZZI    Sì, per favore. Colleghi, vi volevo avvisare, siate più prudenti. Io non sono puritano,  lo sapete. Mi sono lamentato mai durante la gita a Verona? Ho piantato grane? Mi sono detto: ma  sì, che male c’è? Ai ragazzi ci bado io e amen. Però adesso vorrei consigliarvi (pausa) prudenza.  (Tossisce)

BACCALAURO   A parte il fatto che ai ragazzi ci abbiamo badato soprattutto io e lui, ma Mattozzi, anche tu! Continuate con i pettegolezzi? Sei peggio di Cirrotta e Alinovi.

MATTOZZI    Basta così. Quello che dovevo dire l’ho detto. (Fa per uscire)

COZZOLINO   Vieni qua che devi parlare chiaro.

MATTOZZI    Non ho niente da spiegare. (Tossisce) A buon intenditor poche parole. Mi raccomando, fate i bravi. Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino. Io vado al bar. Volete che vi porti qualcosa? Un caffè? Un’aranciata amara? (Tossisce) Mi si è fermato il panino qua. (Esce)

COZZOLINO   Va’, Mattozzi, va’, la madonna ti accompagni. (A Vera) Ma non si lava mai questo?  Si deodora soltanto. Possibile che uno parla tanto di anime e di santi, e poi puzza così? (Pausa) Ma non stai bene? Che c’è?

BACCALAURO (ad alta voce)   Deragliato Roberto. Tre assenze al primo quadrimestre, cinque al secondo. Merda! Ecco fatto: una macchia d’olio da tramezzino al tonno, fresca fresca sul registro!

COZZOLINO (accorre)   Aspetta. Con un po’ di mollica. Ecco.

BACCALAURO     Che combini? Ci hai passato sopra la mollica unta e mi si è allargata tutta la macchia. Spostati, non mi stare addosso.

COZZOLINO     Mi metto qui. Che è tutta questa agitazione?

BACCALAURO     Non lo sai eh? Allora te lo dico io, guarda..

COZZOLINO     Anch’io ho molte cose da dirti. Innanzitutto scusami per ieri. Se venivi a pranzo con me, potevamo parlare con comodo.

BACCALAURO     Con te non vado più da nessuna parte. Basta, colpa mia: me lo merito. Se mi viene un infarto come alla Serino, mi porti sulla coscienza.

COZZOLINO     Ma io...

BACCALAURO     Zitto, ecco il preside. Fatti più in là. (Scatta in piedi abbandonando il tramezzino)

COZZOLINO     Insomma. Che hai? Guai con tuo marito? (Entra Alinovi con due borse della spesa stracolme)

BACCALAURO     Io con Alinovi non ci parlo! (Torna a contare assenze a mezza voce)

ALINOVI    Disturbo? Poggio solo le borse qui nell’angolo e vi lascio soli. L’automobile è un forno: mi si guasta tutto. (Deposita le due borse della spesa in un angolo. A Cozzolino che. sta calzando scarpe da ginnastica) Bello panzottone! Vuoi venire a cena stasera?

COZZOLINO     Non posso. Devo badare a mia figlia.

ALINOVI    Peccato! Ho invitato il presidente della Fondazione Simone Martini, che è un caro amico di mio cognato. L’anno prossimo mi faccio assegnare lì. Ogni tanto uno deve pensare un po’ a sé, se ha i titoli.

COZZOLINO   E tu i titoli ce li hai.

ALINOVI   Figurati! Ho studiato per anni il Ludovico da Tolosa di Simone Martini. Ci siamo solo io e una studiosa ungherese a sapere tutto sull’iconografia di questo santo. Hai presente il San Ludovico? Sotto il manto da vescovo ha il saio francescano e il cordone gli si incrocia proprio qui sul pastorale.

BACCALAURO   Silenzio!

ALINOVI   Scusa, ce l’hai con me?

BACCALAURO   No, parlo col muro.

COZZOLINO   Ora non vi mettete a litigare!

ALINOVI   Hai sentito come mi tratta?

BACCALAURO   E tu? Hai consegnato al preside la relazione sulla gita a Verona senza nemmeno farcela leggere. (A Cozzolino) E sai cosa ha scritto? Ha scritto che io e te gli abbiamo scaricato sulle spalle tutto il peso dei ragazzi - a lei, a Cirrotta e a Mattozzi - e ce ne siamo andati a spasso per Verona.

ALINOVI    Chi te l’ha detto?

BACCALAURO    Sono andata in segreteria e me la sono letta.

COZZOLINO    Veramente hai scritto così?

ALINOVI    Ho scritto la verità.

COZZOLINO    Scusa, ma sei pazza? Da quando in qua si mettono dei pettegolezzi in una relazione ufficiale?                             

ALINOVI    Pettegolezzi? Solo perché ti voglio bene  e sei un caro amico non ci ho messo tutto il resto. Com’è che a Verona alle tre di notte non eri in camera tua, eh?    

BACCALAURO    E a te che t’importa se c’era o non c’era?

COZZOLINO    Ma che gli importa al preside!

ALINOVI    Guardate che è stato Cirrotta a dirmi...

BACCALAURO    Naturalmente!  Cirrotta! (Entra Cirrotta telefonando col cellulare, Vera, a vederlo, dà segni visibili di fastidio)

CIRROTTA (al telefono)   Sì. Spero di sbrigarmi presto. Se qui non fanno troppe chiacchiere. Aspetta, controllo sulla pianta. Un attimo, prendo la borsa e ti ritelefono. Ciao. Avete visto la mia borsa?

COZZOLINO    Scusa Cirrotta: sei stato tu a dire ad Alinovi che faceva bene a mettere nella relazione...

CIRROTTA    Dopo, dopo.

BACCALAURO    Dopo, dopo! Quando si tratta di spaccare le palle alla gente sei sempre disponibile.

CIRROTTA    Ma che ha questa bella collega? E’ un  po’ nervosa?

BACCALAURO    Voi due la dovete finire di...

COZZOLINO    No, scusa Vera. Cirrotta, non è bella questa cosa che avete fatto. Almeno ci dovevate far leggere quello che avevate scritto.

CIRROTTA   Non abbiamo scritto niente. Uno scherzo. Ti piace tanto ridere a te. Dov’è la mia borsa?

BACCALAURO    Bene, allora oggi lo dite al preside che è uno scherzo.

CIRROTTA   Lo diciamo, lo diciamo. Adesso non fatemi perdere tempo! Lo sapete a che ora è cominciata la mia giornata? Alle sei!

BACCALAURO    E noi no? La differenza è che per noi la scuola è un lavoro e per te è una pensioncina anticipata. Tu fai l’ingegnere, non l’insegnante.

CIRROTTA   Per l’esattezza io faccio impianti di riscaldamento. Nel pomeriggio. E con questo? Così so cosa insegnare il giorno dopo. Il doppio lavoro è l’unica forma di aggiornamento che la  scuola conosca.

COZZOLINO    Allora vorrei aggiornarmi anch’io. Ce l’hai un posticino nella tua azienda?

CIRROTTA   Ti intendi di termosifoni?

COZZOLINO    Disgraziatamente no. Ma mi intendo delle Termopili, dei Termidoriani e del complemento di termine.

CIRROTTA   Con quelli ci riscaldi solo le colleghe in gita scolastica. (Ride vistosamente)

ALINOVI (ridendo)   Che vai dicendo, Cirrotta!

BACCALAURO    Ridete voi, ridete. Ora vediamo in consiglio se avete il coraggio di ridere davanti al preside.

CIRROTTA   Che paura! (Aprendo il cassetto della Serino) Serino, ce l’hai tu la mia borsa?

BACCALAURO    Almeno i morti lasciali in pace!

CIRROTTA (indicando il succo di frutta che sta bevendo Cozzolino) E’ dolce? Dagliene un po’ alla collega Baccalauro, può essere che si addolcisce. (Prende anche lui un succo dalle borse di Alinovi)

ALINOVI    Io non parlo a vanvera. Certe cose non le direi se non ne vedrei la necessità. (Cerca un posto più sicuro per le sue borse)

BACCALAURO    Se non ne vedrei?

COZZOLINO (ad Alinovi)   Se non ne vedessi.

ALINOVI    M’avete fatta confondere. Colpa di quella…

BACCALAURO    Analfabeta!

COZZOLINO    Be’, adesso cerchiamo di non esagerare...

CIRROTTA (vede la sua borsa per terra)  Ah eccola qua la mia borsa. (A Vera) Me l’hai gettata tu qua sotto? Mi fai i dispetti come all’asilo?

COZZOLINO    La borsa dell’ingegnere. Guarda che differenza con la mia!

ALINOVI    Cirrotta, lasciali perdere: piuttosto, vieni a cena da me? Invito anche il presidente della Fondazione Martini! (si avvia verso l’uscita)

CIRROTTA Mah, quasi quasi… (a Cozzolino e Baccalauro) Piccioncini, attenti a voi! (Esce insieme ad Alinovi componendo un numero sul telefonino)

COZZOLINO   Attenti a cosa?

BACCALAURO   Non lo so. Oggi è più scemo del solito.

COZZOLINO   Che ha fatto?

BACCALAURO   Cosa non ha fatto! E’ un anno che se lo incrocio per i corridoi mi viene quasi addosso, e poi si scansa all’ultimo momento facendo “olé”, così, come un torero con il toro. Poi mi dice: “Ci prendiamo un gelato? Uno in due: facciamo una leccata a testa”. Con le alunne fa anche   peggio. Tormenta Sbilenchi Catia. Ogni giorno gliene dice una. Il meno che le ha detto è: “Sei una silfide”. Sbilenchi s’è messa a piangere ed è andata dal preside. Il preside ha chiamato Cirrotta e gli ha detto: professore, capisco le sue buone intenzioni educative ma eviti di parlare di malattie veneree con le ragazze. E si sono messi a sghignazzare insieme. Sono dovuta intervenire io, ma senza risultato: fiato sprecato. Cirrotta fa quello che gli pare. Stamattina m’è venuto incontro, sembrava serissimo: “Ho da comunicarti una cosa urgente”. “Va bene. Sentiamo” gli ho detto. Si china e mi dice all’orecchio: “Fatti leccare le ascelle!”.

COZZOLINO   No! E’... è inconcepibile. E tu che gli hai detto?

BACCALAURO   Stronzo, gli ho detto! E s’è pure arrabbiato. “Perché da quello te le fai leccare e da me no?”.

COZZOLINO  Quello? Chi è “quello”?

BACCALAURO   Tu.

COZZOLINO     Ma è pazzo? Mi vergogno anche a ripeterla quella frase. Le ascelle! Uno come Cirrotta, dodici ore di lavoro al giorno, tre figli, è capace anche di dire: “Ti leccherei le ascelle”?

BACCALAURO    Dice questo e altro. I pochi insegnanti maschi che sono rimasti nella scuola o sono deficienti o sono maniaci o sono tutt’e due le cose.

COZZOLINO    Che c’entro io con lui? Sono maniaco?

BACCALAURO    No, sei deficiente. Ma non è finita. Gli ho detto: “Primo: le ascelle me le faccio leccare da chi mi pare; e secondo: che ne sai che Cozzolino me le lecca?”. Ha risposto: “Me l’ha detto il preside”.

COZZOLINO    Il preside?

BACCALAURO    Proprio così: lo sai che il preside e Cirrotta sono pappa e ciccia. Mai un controllo sulle assenze, mai una visita fiscale. Il preside si è fatto rinnovare gratis l’impianto di riscaldamento, tre anni fa; sicché gli lascia fare quello che vuole. A me invece, stamattina, il preside ha controllato il registro.

COZZOLINO     E che ti ha detto?

BACCALAURO   “Signora, non facciamo poesia. Andiamo al sodo. Più interrogazioni. Lei è una persona così seria, così educata;  dovrebbe stare un po’ più attenta”. E poi mi ha detto che doveva farmi vedere una lettera, ma è arrivata una telefonata e mi ha mandata via.

COZZOLINO     Va be’. Si sarà svegliato male stamattina. Anche da me è venuto il bidello e mi ha detto: “Il preside vuole il registro”. Ho sentito una cosa qui (indica la pancia). A me basta dire “preside” e mi viene il mal di pancia. Hanno cominciato da piccoli a minacciarci: ti mando dal preside! E ora da grandi ci mette in soggezione anche solo la parola. Io sono corso a portargli il registro. (Entra il preside)

PRESIDE   Ah bene, sempre insieme. Così posso dire a entrambi di questa noia di fine anno che c’è capitata. Innanzitutto qui c’è il suo registro, professor Cozzolino.

COZZOLINO   Mi scusi, preside. Il registro era un po’  inguacchiato.

PRESIDE   Sì, cancellature su cancellature, professore. Lei è un po’ pasticcione; lei fa poesia, invece di fare attenzione; e vede che combina? Ad ogni modo veniamo al sodo: qui c’è una lettera anonima contro di voi. (Estrae dalla tasca una lettera)

COZZOLINO   Una lettera anonima?                      

BACCALAURO   Come anonima?                                   

PRESIDE   Sono calunnie naturalmente. Ecco, ve la leggo, così chiudiamo questa incresciosa questione. La lettera non è arrivata per posta. Qualche interno l’ha messa sul mio tavolo. (Inforca gli occhiali e legge) “La professoressa Baccalauro si assenta spesso e volentieri da scuola per andare a fare porcherie a casa del professore Cozzolino, che si assenta anche lui spesso e volentieri. Poi portano il certificato medico; mal di gola, sciatalgia, cefalea, gastrite, emorroidi. Mentono. Sono certificati di medici complici. Quelli della Baccalauro sono tutti firmati dal marito che è otorino. Preside, controlli. Assenteismo. Ore nove del 4 giugno: sono saliti a casa di Cozzolino; ore undici: ne sono usciti. Alle undici e un quarto sono andati a far colazione al bar. In orario di lavoro”.

BACCALAURO   E’ falso. E’ assolutamente falso. Sono rimasta a casa, avevo un’otite terribile.                     

COZZOLINO   Preside, mi meraviglio! Lei sa che doveva fare? Non ce ne doveva nemmeno parlare. Questa lettera ignobile la doveva strappare e basta. Invece s’è messo subito a controllare i registri.

PRESIDE   Colleghi, non facciamo poesia. E’ vero che, in quanto preside, da tempo non ho più il dovere di vigilare sulla moralità dei miei insegnanti. Però...

COZZOLINO   Però che?

PRESIDE    Qui ci sono accuse precise. (Seguita a leggere) “La professoressa Baccalauro, da quando è andata in gita scolastica, sta con la testa tra le nuvole: pensa solo a Cozzolino, non spiega, non interroga, si inventa i voti”.

BACCALAURO   Ah, io mi inventerei i voti e penserei solo a questo qui?

COZZOLINO   Me la fa vedere. questa schifezza, preside?

PRESIDE   Ecco. (Cozzolino legge con segni crescenti di disappunto) Signora, lei è un’integerrima madre di famiglia e un’ottima insegnante, questo si sa. Non se a deve prendere. Non deve neanche lontanamente pensare che il preside possa dare credito a queste squallide accuse. Le dico     col cuore in mano che sono dalla vostra parte.

COZZOLINO   Lei allora questa la cestina, seduta stante.

PRESIDE   La metterò nel mio archivio. Non ci dimentichiamo che c’è anche la relazione della signorina Alinovi su quel benedetto viaggio di istruzione.

BACCALAURO   Preside, la professoressa Alinovi è una vipera.

PRESIDE       Signora, non sia così animosa. Comunque il documento è al sicuro, non si preoccupi.    Il preside non fa pettegolezzi inutili... Il linoleum. (Controlla le condizioni del pavimento: è l’unico, insieme a Cirrotta, a non avere scarpe da ginnastica)

BACCALAURO    Scusi, preside: lei della lettera ha parlato col professor Cirrotta?

PRESIDE    Be’, veramente ne ho parlato…anche con padre Mattozzi.

BACCALAURO    Anche con Mattozzi!                      

PRESIDE   Per un consiglio. E’ un religioso. Ma adesso basta, il preside sa. Ci vediamo nel pomeriggio, per lo scrutinio. (esce)

COZZOLINO   Oltre che spie sono anche bugiardi. Quale assenteismo? Ci siamo assentati insieme solo ieri. E’ stata l’unica volta. (Si gira e vede Vera con una mano sul cuore) Ma che hai?

BACCALAURO   Non lo so. Ho una cosa qui, alla bocca dello stomaco.

COZZOLINO   E’ fame, devi mangiare qualcosa. (Prende dalla busta di Alinovi un cartoccio con delle paste e le offre a Vera)

BACCALAURO (stravolta)  Io non ne posso più. Lo vedi come sono ridotta? Una si ammazza a far quadrare casa e lavoro, lavoro e casa, e finisce in archivio come assenteista, adultera e pasticciona. Lo sai cosa succede se queste chiacchiere arrivano fino a Donato?

COZZOLINO   Calma.  Cosa vuoi che succeda? Me l’hai detto tu che tuo marito nemmeno ti parla. Intrallazza in clinica con una cardiologa. Non vi scambiate neanche buongiorno e buonasera. Se gli dici ciao, risponde sgrunf. Perché ti preoccupi tanto?

BACCALAURO   Perché è geloso.

COZZOLINO    Bella faccia tosta.

BACCALAURO    Se gli viene il sospetto che c’è un altro uomo, prima ammazza me e poi prende il bambino e vanno a buttarsi nell’Oglio.

COZZOLINO     Perché proprio nell’Oglio?

BACCALAURO    Abitiamo a quattro passi, è comodo. (Si preme il petto) Devo mangiare! (Prende un pasticcino) Ma mi farà bene?

COZZOLINO    Quando mia moglie se n’è andata, anche io volevo ammazzarla. Le ho detto: Matilde non la vedrai mai più. Ha risposto: va bene. Mi ha lasciato la bambina e s’è portata via tutto il resto.

BACCALAURO    Basta, mi devo calmare. (Tende la mano verso la lattina di birra e prende distrattamente il biberon. Lo porta alla bocca e si rende conto di quello che sta facendo proprio mentre Cozzolino grida)

COZZOLINO    C’è la tettarella! Togli almeno la tettarella!

BACCALAURO (con disappunto)   Stamattina ho lasciato Andrea al nido e mi sono portata via la sua sacchetta e il biberon.

COZZOLINO    Io l’altra volta ho lasciato alla maestra il biberon e mi sono riportato via Matilde. La  maestra strillava:  “La bambina!”. Io dicevo: “Grazie, grazie, non si preoccupi, sta bene, a domani”. La bambina si vergogna di me. Si consola pensando che è stata trasformata momentaneamente in mia figlia da una strega cattiva.         

BACCALAURO    Invece la maestra di Andrea mi convoca un giorno sì e uno no perché col pongo plasma solo omini col pisello più lungo delle gambe. (Entra Mattozzi con due caffè e vede sul tavolo i pasticcini di Alinovi)

MATTOZZI     Cosa si festeggia? Ne posso prendere uno? Vi ho portato il caffè.

BACCALAURO    Se prendo il caffè, mi dovete accompagnare alla neuro.

MATTOZZI     E’ successo qualcosa?

COZZOLINO    Caschi dalle nuvole, Mattozzi? Lo sai benissimo della lettera!

MATTOZZI   (fingendo platealmente di non sapere) Quale lettera?

BACCALAURO    Lascialo perdere. Fa il finto tonto.

COZZOLINO    Mattozzi, il preside ce l’ha detto che sai tutto!                                

MATTOZZI     Ah! Il preside, è vero, me ne ha parlato. Ma vi posso assicurare che per me è come in confessione: lo so io, lo sapete voi e lo sa Dio.

COZZOLINO         Poi lo sa il preside e lo sa Cirrotta.

MATTOZZI      Prendetevi il caffè. (Cozzolino beve allontanandosi da Mattozzi che non ha un buon odore) Posso prendere un pasticcino? Grazie. Lo dice anche il preside: sono calunnie e basta. Gli studenti ci godono a gettar fango sugli insegnanti. Vi volevo dire: la scritta fatta da Cardini sotto scuola l’anno scorso...

COZZOLINO       “Mattozzi verme”, sì. E’ indelebile.

MATTOZZI   Esatto. Non vi viene in mente niente?

COZZOLINO   No.

MATTOZZI     Secondo me anche questa brutta lettera l’ha scritta Cardini.

COZZOLINO  Beviti il caffè, Mattozzi. Come al solito, vuoi dare a Cardini anche la colpa di aver crocifisso Nostro Signore Gesù Cristo?

COZZOLINO  (imbarazzato)    Lo dicevo per amore della verità. Anche la grafia: c’è sicuramente qualche  affinità.

COZZOLINO      Ti si fredda il caffè.

MATTOZZI       Io l’ho già preso. Però, secondo me Cardini... (Alludendo al caffè) Lo do al preside se non lo volete. Gli porto anche qualche pasticcino.

BACCALAURO      Bravo, portaglieli tutti al preside. (Mattozzi esce con il caffè e i pasticcini)

MATTOZZI (sulla soglia)   Però su questo Cardini...

COZZOLINO (imbarazzato)    Prometti di non arrabbiarti. Forse Mattozzi ha ragione.

BACCALAURO      E’ stato Cardini?

COZZOLINO      Non ne sono sicuro. Però, appena ho visto la lettera, mi sono venuti in mente i suoi sgorbi. Correggo i compiti di Cardini da tre anni.

BACCALAURO   Lo boccio. Se avevo qualche dubbio ora non ne ho più. Hai presente che Cardini va in giro con una benda su un occhio anche se l’occhio ce l’ha? Hai presente che in orario di lezione, mentre spieghi,. lui suona una batteria immaginaria così, con bacchette immaginarie, torcendosi tutto e facendo con la bocca tum tum ciaf tum tum ciaf? Vuoi aiutare uno che la testa non l’aiuta?

COZZOLINO   E’ alla ricerca della sua identità.

BACCALAURO   Ripassi quando l’ha trovata.

COZZOLINO   Cardini non è valutabile con lo stesso metro con cui valuti - che so - Solofra Sonia.

BACCALAURO   Lo credo bene. Solofra studia, lui no.

COZZOLINO   Solofra non studia, Solofra è una prima della classe.. Non ha tic. Non parla traducendo dal dialetto in un italiano da troglodita. Non ha i capelli alla mohicana. Non si veste come la figlia di uno spacciatore. Non ascolta la lezione col walkman. Non porta scarpe vecchie di sua sorella che puzzano. Solofra è pulita. Interrogata, si dispone di lato alla cattedra, senza libro, senza appunti, senza imbrogli Ripete la lezione senza pause, tutto quello che c’è sui libro, tutto quello che m’è uscito di bocca. Alla fine di questo fedele rispecchiamento del mio lavoro le metto nove e vorrei tagliarmi la gola. Solofra è la prova che la scuola funziona solo con chi non ne ha bisogno. E’ nata per fare bene sempre, che io sia o non sia il suo insegnante. Cardini invece no. E’ lui la prova di quanto valgo. Da lui si ricava se servo a qualcosa oppure no.. Eppure che faccio io per Cardini?

BACCALAURO  E Cardini cosa fa per te? Lettere anonime.

COZZOLINO     Ti posso dire come vive? La mamma lava le scale in un condominio. Ha otto fratelli, tra cui uno drogato e uno col soffio al cuore. Il padre è morto l’anno scorso. Lui passa la giornata ai semafori a vendere kleenex, accendini, o a pulire vetri. Arriva a scuola spesso pestato da concorrenti d’ogni colore. Visto com’è tozzo, che mani che ha? Per pulire i vetri ha una tecnica sua “Pulitina?” dice e fa vedere che mastica liquirizia. Se l’automobilista dice no o cerca di ripartire senza pagare, gli spiattella una sputazzata di saliva e liquirizia sul vetro. (Compiaciuto) E’ uno sveglio, Cardini.

BACCALAURO     E tu lo incoraggi? Lo boccio sicuramente. Io dico: Cardini vuoi essere interrogato?  E lui sai come risponde?  “Impreparato. Ma, se vuole, profe, io le posso fare… la mosca”.

COZZOLINO   Ah, con me fa di tutto. Abbiamo un buon  rapporto.

BACCALAURO   Veramente io l’ho sentito dire ai suoi compari: se Cozzolino mi rompe ancora le palle gli sparo in bocca.

COZZOLINO   Impossibile. Confondi  Lombelli con Cardini. Hanno la stessa struttura da riassunto dell’età della pietra.

BACCALAURO   Guarda, i miei alunni li conosco. Cardini ha detto: se Cozzolino mi rompe le palle, gli sparo in bocca. Non ci posso credere che vuoi promuovere uno che fa…la mosca, sputa la liquirizia sui vetri delle auto, ti minaccia e scrive lettere anonime contro gli unici insegnanti che potrebbero aiutarlo.

COZZOLINO   La scuola ha fatto di peggio in passato: ha promosso Cirrotta, il preside, Alinovi.

BACCALAURO   Questo è vero. Ma non è una buona ragione...

COZZOLINO   Una buona ragione c’è sempre per fare quello che ci sembra giusto. Se ieri tu ti fossi lasciata un po’ andare...

BACCALAURO   Zitto. Non ne devi nemmeno parlare.

COZZOLINO   Poteva essere bello.

BACCALAURO   Come no. “Vieni, sali, un minuto solo”. Siamo stati due ore a morire di noia. “Sono due mesi che aspetto questo momento. Mi posso sedere vicino a te? Ti prego. Almeno la mano! Fatti accarezzare la mano, oh che begli ossicini, che belle lunette viola”. Una cosa... Guarda, quando sei a scuola hai una conversazione brillante e varia. Ma in privato! Se ci ripenso...

COZZOLINO     Le mani sono importanti, Specialmente gli ossicini. Si capiscono un sacco di cose.

BACCALAURO       Ma vattene, va’. Sei riuscito solo a farmi vergognare perché avevo le unghie tutte mangiate. Pareva che capissi e invece niente. Mi hai fatto venire un sacco di dubbi. Sei peggio dei miei alunni. Arrivo in classe nera, nerissima. Però dico: non è giusto che mi sfoghi con loro, ora faccio l’allegra. E mi sforzo di scherzare: come va, che fate di bello, la fidanzata, il fidanzato, che avete visto in tv? Loro si rilassano, cominciano a entrare in confidenza: Baccalauro, come va, che è quella faccia, abbiamo fatto le ore piccole, eh? A questo punto mi spavento. Che è tutta questa confidenza? Ho paura che non riuscirò a controllarli più e ml metto a strillare: silenzio! a posto! Tenca vieni qua, interrogato, basta così, ti spedisco dal preside. E intanto penso: che sto facendo, perché mi comporto così? Li vedo lì davanti a me, disorientati, e mi viene da piangere. Con te è successa proprio la stessa cosa.

COZZOLINO   Ma io non mi sono preso nessuna confidenza. Io capisco.

BACCALAURO   Non puoi capire. Lasciami in pace che mi capisco da sola Io ho la testa fatta a cassettini: un cassetto per il marito, un cassetto per il figlio; uno per il lavoro. A Verona ne ho aperto uno e c’eri tu dentro...

COZZOLINO    Non è stata colpa mia se non ce l’ho fatta a venire in camera tua. C’era...

BACCALAURO    Tanto non sarebbe - successo nulla lo stesso. Ieri mattina ci ho provato, ho chiuso tutti i cassetti e ho lasciato aperto il tuo. Però poi all’improvviso mi si sono riaperti tutti e mi è venuto il panico. Ho chiuso quello in cui c’eri tu

COZZOLINO (con la voce strozzata)   Fammi uscire. Mi sento soffocare.

BACCALAURO  Fai lo spiritoso? (Decisa) Chiariamoci una volta per tutte: lo sai perché sono venuta su da te ieri mattina? (Pausa) Non lo so.

COZZOLINO (afferrando una mano di Vera)  Che begli ossicini. (Entra Mortillaro)                 

MORTILLARO (è brillo. Vera si allontana di scatto) Vi ho visti!

BACCALAURO (aggressiva)  C’è poco da vedere, Mortillaro. (Si mette seduta a lavorare al suo registro)

MORTILLARO   Continuate, continuate. Tanto la scuola oggi è un casino.

BACCALAURO (a bassa voce)  Stronzo.

COZZOLINO    Mortillaro, quante birre ti sei bevuto? (A Vera) S’è bevuto anche il cervello.

MORTILLARO    Due birre. Tre. Colpa tua! “Bevi, offro io!”. Come no! Mi hai mollato solo ai bar a litigare con quello li. E te ne sei andato senza nemmeno pagare. Bell’amico. Avevi fretta? Avevi da fare?

BACCALAURO   Scusa, che significa questo tono?

COZZOLINO    Guarda che ho pagato! Ti hanno imbrogliato, ci hanno fatto pagare due volte. E poi non ti ho lasciato solo. Avevi dalla parte tua i colleghi della scuola media e del liceo. Tutti contro il bancario. Me ne sono andato perché quel poveraccio mi faceva pena.

MORTILLARO Pena? Sì, bravo. Non era solo, il bancario.Bancario, barista, bottegai; camionisti di passaggio. A un certo punto mi hanno dovuto tenere, sennò... Il bancario diceva. che rubiamo lo stipendio, il barista diceva che la figlia prima di venire a scuola ne sapeva più di dopo, quel tizio che ha il negozio di fiori e piante a un certo punto s’è messo a ripetere: “Chi sa fa, chi non sa insegna. Chi sa fa, chi non sa insegna” che non ho nemmeno capito che voleva dire. Gli ho tirato un cazzotto e fine. Siamo disprezzati da tutti, signori miei. Siamo la categoria più disprezzata di questo pianeta. C’era un camionista col dente avvelenato perché il figlio è stato bocciato l’anno scorso e sarà bocciato anche quest’anno. Mi strillava qui nell’orecchio: “Lo sai il cervello che ha mio figlio? Lo sai il cervello che ha mio figlio?” E lo so il cervello che ha tuo figlio! Nessuno che ammetta: c’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare. Nessuno che dica: mio figlio è una cucuzza. Nessuno che dica: “Professori, grazie”. Mi hai lasciato a combattere contro quei lanzichenecchi.

COZZOLINO  Ma se facevano tutti il tifo per te. Hai visto come si sono messi a gridare, i colleghi della “Maria Goretti”, quando il bancario ha detto che tra scioperi, assemblee, gite scolastiche non lavoriamo più di due mesi all’anno? “Bugiardo, vergogna!”. Chi strillava di qua, chi di là. E’ stato un vero successo, Mortillaro.

MORTILLARO   Successo, successo. (Si sposta a fatica cercando il suo cassetto: non si ricorda più dov’è) Guardate che porcile. Costretti in palestra! Dov’è il mio cassetto? Tutti a scuola! Beduini che vogliono diventare medici, beduini che vogliono diventare architetti, beduini che vogliono diventare professori. E chi farà il beduino? Vogliamo un mondo senza beduini?

BACCALAURO   Fallo tu il beduino.

MORTILLARO   Collega, noi siamo pagati per stabilire chi vale e chi non vale.

BACCALAURO   No, noi siamo pagati per istruire. (Pausa. Poi continua incerta) Il metodo è partire dalle cose che gli alunni sanno fare bene. (Uno sguardo a Cozzolino in cerca di appoggio)

MORTILLARO   E se uno sa fare solo il beduino?

BACCALAURO (a Cozzolino, interrogativa)  Già, è se uno sa fare solo il beduino?

COZZOLINO   I beduini sono ottime persone.

MORTILLARO   No, ditemi: volete far finta che i beduini leggano Racine? Benissimo. E vedete dove siamo arrivati.. Siamo arrivati al punto che mi vergogno di dire: sono il professor Mortillaro. Il professor Mortillaro? E chi è il professor Mortillaro? Cos’è diventato il professor Mortillaro? Dov’è il cazzo del cassetto?

COZZOLINO    Ecco. Calmati, Mortillaro. E’ qui, il  tuo cassetto. Dammi la chiave che te lo apro io. (Prende la chiave, apre)

MORTILLARO (estrae il registro e si sposta lentamente, disorientato, in cerca di una sedia. Intanto, in un crescendo di interrogativi e mentre Cozzolino e Vera fanno cenni di disappunto)  Qualcuno mi avrebbe dovuto avvisare: non ci sarei andato proprio a scuola, avrei lasciato perdere. Invece nessuno mi ha detto niente. E così mi hanno fatto prigioniero a sei anni e non mi hanno più rilasciato. A che pro? In trentacinque anni d’insegnamento avrò avuto tre-quattromila alunni. Nessuno che abbia fatto carriera. Nemmeno uno che oggi possa farmi un favore, possa darmi una mano da vecchio. Dove studiano quelli che poi diventano ministri, scienziati, scrittori, registi, banchieri? Perché in trentacinque anni non ho incontrato nemmeno un membro della futura classe dirigente? Non ve le fate voi queste domande? Perché la classe dirigente non viene a studiare il francese da me? Che gli ho fatto io alla classe dirigente? E non parliamo poi di quei pezzenti di genitori! Una volta erano così deferenti; ora gli leggi scritto in faccia: che futuro può avere nostro figlio con uno come questo qui? E io? Che futuro posso avere io con i loro figli? Qui arrivano solo giovani brufolosi, che già in italiano si esprimono da far schifo. Figuriamoci in francese. A questi dovrei leggere Mallarmé? Prendiamo Cardini: è un beduino, puzza come una bestia. Che faccio? A questo “vomissement impur de la Betise”, a questo vomito impuro della stupidità, io dovrei leggere: “Ces nymphes, je les veur perpétuer”?

BACCALAURO (sarcastica)   Bella pronuncia, però.

MORTILLARO  Lo boccio. Tre. Voi che fate?

BACCALAURO  Lo boccio anch’io, ma non perché è un beduino. I beduini sono persone simpatiche, a modo. Lo boccio perché non studia.

COZZOLINO     Attenzione. Cardini il talento ce l’ha. Certo ha molti problemi.

MORTILLARO    Ecco qua. “Ha molti problemi” La mamma, la sorella, il fratello, che altro? Valutiamo a partire dai problemi? Se faceste il vostro lavoro con più serietà, non ve le scriverebbero le lettere anonime. (Silenzio. Mortillaro dà segni di imbarazzo)

BACCALAURO     Chi ti ha parlato della lettera anonima?

MORTILLARO     Su, ragazzi, mi è scappato.

COZZOLINO     Ora vado dal preside. Mi deve spiegare.

MORTILLARO     No, che preside, vieni qua. Scusatemi, non volevo...

BACCALAURO     Adesso persino i banchi sanno della lettera anonima!                                      

COZZOLINO    Chi te ne ha parlato?                     

MORTILLARO     Nessuno. M’è scappato, ma io sono solidale con voi. Sentite: vi chiedo perdono.          

BACCALAURO     Chi è stato? Il preside o Cirrotta?      

MORTILLARO     Padre Mattozzi.                           

BACCALAURO     Mattozzi? Come in confessione! Lo so io e lo sa Dio!

MORTILLARO     Però io mi faccio i fatti miei. Ognuno fa quello che gli pare. Del resto nell’autobus, già durante la gita, tutti c’eravamo accorti...

COZZOLINO     Basta. La dovete smettere con questa storia della gita! Adesso vado dal preside e la finiamo con queste chiacchiere!

MORTILLARO    E va’, chi se ne frega, va’! Non ho paura di nessuno.

BACCALAURO     Sei pettegolo e razzista.

MORTILLARO         (mette una sigaretta in un bocchino, l’accende, gesti sempre più rallentati) Cardini lo boccio… C’è chi è nato per zappare e chi è nato per studiare… Cardini è un beduino… e lo boccio.          

COZZOLINO   Che fa, s’addormenta?           

BACCALAURO (a bassa voce, mentre Mortillaro lotta col sonno) Sta male. Fa sempre. così: si addormenta all’improvviso. Lo sai perché ce l’ha tanto con Cardini?                                         

COZZOLINO     E chi non ce l’ha con Cardini?          

BACCALAURO    Me l’ha raccontato Solofra. Quando in classe c’è Mortillaro, Cardini dall’ultimo banco attacca in sordina una nenia che s’è inventato. Titolo: Ninnananna per Mortillaro. E’ una cosa che fa così: guarda. (Pesta i piedi per svegliare Mortillaro, poi canta a mezzabocca. Mortillaro al canto si addormenta) Visto? A questo punto la classe si alza ed esce in punta di piedi per andare a fumare in corridoio.

COZZOLINO (aprendo il proprio cassetto) Te l’ho detto che Cardini è un creativo.

BACCALAURO   E’ solo ferocemente allegro, come tutti i ragazzi.

COZZOLINO (tira fuori un pacchetto dal cassetto)  Ce l`hai messo tu, questo? Cos’è, un regalino? (Scartoccia ed estrae una pistola e un foglio).

BACCALAURO    Attento. Non sparare! (Mortillaro sussulta e gli casca il bocchino. Poi riprende discretamente a russare)

COZZOLINO     Figurati. Non so nemmeno dov’è il grilletto. Che pazzia è questa? Chi me l’ha messa nel cassetto? (Spiega il foglio. Legge) “Lascia stare Vera e sparati in bocca”. (Sospira) Ecco: è la calligrafia di Cardini. Calligrafia si fa per dire. Sono gli sgorbi inconfondibili di quella bestia.

BACCALAURO Sei sicuro?

COZZOLINO   Mi pare proprio di sì.

BACCALAURO   Te l’avevo detto che giurava di spararti `in bocca. (Legge) “Lascia stare Vera e sparati in bocca”. Come si permette di chiamarmi Vera? Chi gliel’ha data mai tutta questa confidenza?

COZZOLINO  E’ un segno di affetto. E’ chiaro. Ha una cotta per te. Questo ci svela le ragioni della lettera anonima. Ci ha visti salire a casa mia e si è ingelosito. Non c’è altra spiegazione.

BACCALAURO   Non dire sciocchezze e andiamo dai carabinieri. (Cozzolino annusa la pistola) Bravo, sparati nel naso, adesso!

COZZOLINO   Sa di liquirizia. E’ un giocattolo. Non vedi? Ho ragione io: Cardini non mi farebbe mai del male. E’ solo un atto simbolico: un modo per dirmi: attento, siamo rivali.

BACCALAURO   Come no, rivali! Andiamo subito a parlarne col preside.

COZZOLINO    Il preside sai che mi dice? Professore, non facciamo poesia. Questo è un problema che va risolto in totem.

BACCALAURO   In toto.

COZZOLINO  No. Il preside dice in totem.

BACCALAURO   Allora? Che vuoi fare?

COZZOLINO    Non lo so. E’ la prima volta che un mio alunno mi minaccia. Anche se simbolicamente.

BACCALAURO    E quando ti sparerà in bocca sul serio?

COZZOLINO    Adesso abbiamo un motivo in più per aiutarlo. Ti ama. (Si interrompe) Ma non senti puzza di bruciato? (Entra Alinovi con i pasticcini. Cozzolino nasconde la pistola)

ALINOVI    Il preside vi ringrazia per le paste.

COZZOLINO    Non c’è di che.

BACCALAURO   Merda! La strega. Alinovi, sei tu che bruci?

ALINOVI    Io no. Forse siete voi che ardete.

BACCALAURO   Pettegolezzo per pettegolezzo; in gita eri tu che stavi a pomiciare continuamente con Cirrotta!

ALINOVI      Guarda, le lettere anonime le mandano a te, non a me.

BACCALAURO (a Cozzolino, sconfortata)   Bene, era meglio fotocopiarla, quella lettera, e distribuirla a tutto il corpo docente.

COZZOLINO    Chi te ne ha parlato, Mattozzi?

ALINOVI    E’ un segreto, non lo posso dire. (Poi senza pause) Me l’ha detto il preside e mi ha fatto anche i complimenti per la relazione sulla gita. (Va alle sue borse)

BACCALAURO   Quest’anno chiedo il trasferimento.

ALINOVI  Ma che è successo qua? E le paste che avevo comprato dove sono?

COZZOLINO (controllando nel cartoccio che Alinovi ha appena poggiato sul tavolo) Ne sono rimaste tre. Le ho conservate per te.

ALINOVI  Grazie. Tu almeno sei pieno di cortesie. Che bel giovanottone! Che bei pettorali (A Vera) Posso toccarlo anch’io?

BACCALAURO  Se non ti fa schifo. (Annusa l’aria. Intanto si leva un filo di fumo dai pantaloni di  Mortillaro)

COZZOLINO (sottraendosi ad Alinovi) Mi fai ti solletico. Oh, mi fai il solletico!

ALINOVI    Fa’ sentire la pancia. La panciotta bella grassotta.

COZZOLINO    No. E no! Oh! Ferma. Hai presente Cardini? Ferma!

ALINOVI (a Vera che seguita a fiutare l’aria) E’ timido. (A Cozzolino) Cardini hai detto? Aspetta: vieni qua. (Va al suo cassetto. Si ferma incerta) Lo apri tu e mi prendi il registro?

COZZOLINO    Perché io?

ALINOVI     Guarda prima se c’è il topo. Te l’ho raccontato: l’anno scorso a fine anno mi misero un topo nel cassetto.

COZZOLINO    I topi fanno ribrezzo pure a me, ci credi? (Apre con circospezione) Niente topo. Ecco il registro.

ALINOVI    Cardini. Scusa ma ho dieci classi, duecentocinquanta alunni. Non è facile ricordarsi. Il mio registro è una sintesi del telefono. Meno male che mi so organizzare. A inizio anno scolastico obbligo tutti a portarmi una foto formato tessera. Vedi? Le foto poi le incollo qui. Sotto ogni foto scrivo nome e cognome dell’alunno e via. Capito come sono intelligente?

COZZOLINO    Sei sprecata, qua dentro. Dovresti lavorare per l’FBI.

ALINOVI    E’ un sistema infallibile. Tu dici IV D, Cardini? Ecco la foto. Poi - un attimo - guardo la pagina delle annotazioni...

BACCALAURO  Mettiamolo sotto vetro, questo registro. Premio «registro d’oro”.                         

ALINOVI    Ecco. Cardini. Sì. Un mascalzoncello. Ecco qua: gli ho messo tre in media. (Baccalauro avanza incredula verso Mortillaro)

COZZOLINO     Non lo puoi aiutare? Alzagli un po’ il voto. Portalo a sei.

ALINOVI    Ma sei matto?

BACCALAURO     Mortillaro va a fuoco!

COZZOLINO (accorre e gli spruzza l’acqua della pistola giocattolo) Guarda, ti sei rovinato i pantaloni. Non devi fumare!

MORTILLARO     Porca madosca! (Saltella scrollando si i pantaloni)

ALINOVI    Fa’ vedere. Ti brucia? Mettiamo un po’ d’acqua, vieni. Guarda che buco!

MORTILLARO   I morti di tutti i santi del paradiso, i morti della madosca. (Esce aiutato da Alinovi e Cozzolino)

BACCALAURO   Se lo racconto, nessuno mi crede. Mortillaro che brucia. (Entra Cirrotta. Le si avvicina in punta di piedi)

CIRROTTA (insinuante)   Ti posso leccare le ascelle?

BACCALAURO (sobbalza).    Deficiente. Possibile che una deve essere esposta a deficienti così? Sul luogo di lavoro?

CIRROTTA    Era un complimento.

BACCALAURO   Complimentati con tua sorella, stronzo. E guarda: è la prima e l’ultima volta che te lo dico. Finiscila di rompermi le palle!

CIRROTTA     Che modi. Non si può nemmeno scherzare?

BACCALAURO   No, se fai scherzi da maiale.

CIRROTTA    Cerco solo di rendere un po’ meno pesante la nostra giornata di lavoro.

BACCALAURO   La nostra? Il tuo lavoro consiste nel passare una mancia al bidello per sorvegliarti gli alunni e squagliartela.. Le rare volte che sei costretto a stare a scuola, fai il viscido con le colleghe e dici porcherie alle ragazze.

CIRROTTA    Mi spii, eh? Non riesci a staccarmi gli occhi di dosso. E poi chi sei tu che mi sorvegli? Fatti i fatti tuoi. Chiediamo agli studenti e vediamo chi lavora bene e chi lavora male. Lo sai che dicono.. di te? Che sei un’isterica e non capisci niente della tua materia.

BACCALAURO   Senti, Cirrotta: io una di queste volte ti spacco le gengive e non se ne parla più. Ma ti avviso: lascia stare Sbilenchi Catia!

CIRROTTA E’ Sbilenchi che mi provoca continuamente.

BACCALAURO     Te? Provoca te? Ma ti sei visto?

CIRROTTA    Sì, e non mi trovo tanto male.

BACCALAURO  Hai tre figli: ce l’hai un po’ di sensibilità? Sbilenchi già deve fare i conti con un fidanzato deficiente che la mette continuamente incinta. A ogni scadenza mensile sta lì nel banco   che non le si può rivolgere la parola. Non riesco nemmeno a fare lezione. Tutte le sue amiche del  cuore intorno, che fanno ciuciù e ciuciù. Lei pallida, si alza dal banco ogni dieci minuti, viene alla cattedra col pacchetto dei kleenex in bella mostra e: “Posso uscire?”. Fa pena solo a vederla. Lo dice come se stesse per spirare. Subito saltano su le amiche: “Sta male, ci vuole una camomilla, la possiamo accompagnare?” Escono tutte insieme senza aspettare il permesso, sorreggendo Sbilenchi che strascica il passo come una degente in ospedale. Spesso non arriva nemmeno in bagno ma vomita o sviene in corridoio. La cosa va avanti così per giorni fino a che, se si mette bene, tutte si rischiarano e Sbilenchi rifiorisce. Altrimenti sparisce e torna quindici giorni dopo magra e depressa. In entrambi i casi le sue amiche mi dicono: Baccalauro, per questo mese Sbilenchi non è mamma.

CIRROTTA    Vedi che ho ragione io? E’ arrivato il momento che qualcuno le insegni cos’è un preservativo.

BACCALAURO  Va be’, Cirrotta: è chiaro che ti devi far curare! Se vuoi la guerra, facciamo la guerra: ho qui la poesia che hai scritto per la calza sfilata di Sbilenchi Catia. (Prende dal suo cassetto un foglietto, schivando quello della Serino)

CIRROTTA    No, bella mia, ora stai esagerando. (Cerca di strapparglielo)

BACCALAURO  (sottraendosi)  Sentimi bene. Continua a tormentare Sbilenchi e io la metto in bacheca e la faccio leggere a tutti. (Comincia a leggere ad alta voce) “La saetta, Sbilenchi, abbaglio del lampo, che ti guizzava nel cielo del collant, fino alla gonna, fino alle mutande”.

CIRROTTA (si entusiasma per la sua composizione) “... fino alla gonna, fino alle mutande, m’arroventava come un tubo al neon, mi caricava di elettricità”.

BACCALAURO   Che poeta! Oh, che poeta!

CIRROTTA    Be’, non mi è venuta male. Sei gelosa? Ne faccio una anche per te.

BACCALAURO   Gelosa? Senti, Cirrotta. Bada che io vado da tua moglie. Ti sputtano davanti ai tuoi figli. Distribuisco la poesia sotto scuola, ai loro compagni. La faccio leggere al loro insegnante di religione. Ma è possibile che Sbilenchi si debba sorbire anche le cazzate sul lampo nel collant, sulla saetta fino alle mutande?

CIRROTTA    Va be’, basta, tagliamo corto. Che fai, minacci? Sbilenchi mica pianta grane come te. Te invece è un anno che ti sto dietro. Mi comincio a stufare. Questo è il mio numero di telefono. (Le ficca in una tasca un bigliettino) Mi puoi pescare in qualsiasi momento. (Le indica il cellulare che porta appeso alla cintola) Notte, giorno: io corro. Quando ci penso poi. Ma che ci trovi in quello? Perché da lui ti fai leccare le ascelle e da me no?

BACCALAURO  Quello? Quello chi? Chi sarebbe quello? Sei pazzo?

CIRROTTA   Sono pazzo sì. Sono pazzo di te. Fatti succhiare le dita dei piedi.

BACCALAURO    Ma succhiati le gambe del tavolino! Comprati le caramelle! (Entra Cozzolino che vede Cirrotta, estrae la pistola trovata nel cassetto e gli si avvicina in punta di piedi alle spalle)

CIRROTTA Fatti mettere la lingua nelle orecchie.

COZZOLINO (gli piazza la pistola alla nuca)  Colto sul fatto, Cirrotta. Te la faccio ingoiare la lingua. Sei finito. Un solo movimento e sei finito.

CIRROTTA   Eh? Fermo che mi fai male. Dai i numeri?

COZZOLINO  Ora le paghi tutte. Primo: spettegoli troppo. Secondo: perché, se i soldi ti escono da tutte le parti, continui a rubare lo stipendio a scuola? Terzo: perché non le lecchi a padre Mattozzi le ascelle, se hai il coraggio? Quarto: quanto metti  a Cardini?

CIRROTTA  Cardini? Lo boccio! E levami questa cosa! Mi fai male. Un’ora fa, ai semaforo di Casal de’ Pazzi m’ha sputato la liquirizia sui vetro. Giuro che gliela faccio pagare. A lui, a lei; a te. (Si divincola e indietreggia: intanto comincia il bip del telefono) Impiegatucci. Siete morti viventi. Non valete niente.

COZZOLINO  Peggio per te, l’hai voluto. (Punta la pistola e spara) Bang bang.’

CIRROTTA  Smettila di giocare. Sei rincretinito? (Risponde al telefono con tono molto gelido e professionale) E no. No, non posso venire. Sono bloccato in questa fogna. Non posso, ho gli scrutini. Appena posso... Cerco di fare in fretta, sì. Digli che paghiamo. Paghiamo ho detto! Appena mi libero corro.

BACCALAURO   L’hai mancato. Non è morto. Sparagli un’altra volta. Bisogna salvare Sbilenchi.

COZZOLINO (prende la mira con cura)    Cirrotta! Bang, bang.

CIRROTTA (facendo energicamente cenno per avere silenzio e allontanandosi verso la porta)   No, c’è un cretino che gioca. Scusa. Pagheremo. Ho detto che domani mattina...

BACCALAURO (entusiasta)    Spara! Per Sbilenchi! (Si affaccia il preside)

PRESIDE   Tra cinque minuti cominciamo. Che si fa, ci si diverte?

COZZOLINO (imbarazzato)    Preside, quella lettera... 

PRESIDE   E’ al sicuro, non vi preoccupate. Tra poco affronteremo la questione in totem.                   

COZZOLINO (mira con cura al preside che sta uscendo)  Per Cardini! Bang, bang, bang.

 

                                                 

                    

                        

ATTO II

Palestra-sala professori. Cirrotta, solo, sta scrivendo sul cassetto della collega Serino.

CIRROTTA   Qui giace la collega Serino morta di noia. (Intanto entrano tutti parlottando. Si dividono in due gruppi: uno formato da padre Mattozzi, Cirrotta, Alinovi e Mortillaro che si accaniscono contro Cardini; l'altro dal preside, Baccalauro e Cozzolino che discutono sulla lettera anonima. Le voci si accavallano)

MATTOZZI   Non ho il minimo dubbio. E' stato Cardini.

ALINOVI       Siamo sicuri?

CIRROTTA   Sicurissimi. Te l'ha detto, no? La prova è "Mattozzi verme".

MATTOZZI   Infatti. Mi ricordo con precisione la M di "verme". Identica a come compare nella lettera.

MORTILLARO         Che beduino!

CIRROTTA     Bocciamolo senza tante chiacchiere.

COZZOLINO (al preside)     Preside, lei non può permettere queste cose. Bisogna chiarire la faccenda della lettera anonima.

CIRROTTA   Ma non sentite una puzza…

MORTILLARO         La sento sì!

MATTOZZI   Ah, la sentite anche voi! Anch'io sento continuamente un cattivo odore.

MORTILLARO         Per forza.

MATTOZZI   Cardini mi ha regalato questo. (Mostra un deodorante spray) Ne spruzzo un po'?

CIRROTTA   Da' a me, faccio io. (Spruzza il deodorante su Mattozzi)

MATTOZZI   I ragazzi giocano a pallavolo, sudano. L'odore di umanità è quello che è. I santi, invece, da morti, emanano un bel profumo.

CIRROTTA   Ecco, ora sei quasi santo (Gli spruzza ancora deodorante)

COZZOLINO (sollecitando) Preside, allora?

PRESIDE       Allora: siamo già in ritardo, ma mi corre l'obbligo, prima di aprire la seduta, di affrontare in modo informale una questione delicata. Ricordatevi che siete tutti vincolati al segreto d'ufficio.

COZZOLINO            Preside, che dice? Di quella lettera tutti parlano con tutti, a cominciare da lei! Mattozzi? Lo sappiamo solo io e il padreterno! Il segreto di Pulcinella!

MATTOZZI   Come in confessione: giuro che non ho detto niente a nessuno.

BACCALAURO        Ma sta' zitto, va'!

PRESIDE       Professore, che c'entra Pulcinella? Qui è come se fossimo una grande famiglia.

COZZOLINO            Sì, i Borgia!

PRESIDE       Dunque, colleghi, due parole soltanto: i professori Baccalauro e Cozzolino sono stato oggetto di ignobili pettegolezzi. Mi è stata indirizzata una lettera anonima piena di accuse infondate sul loro conto. Vorrei quindi che il consiglio, prima di dare inizio ai lavori, esprimesse la piena solidarietà a questi due colleghi per la volgare montatura…

CIRROTTA   (sghignazzando, rivolto ad Alinovi) La montatura è cominciata a Verona, preside, nella città di Giulietta e Romeo.

ALINOVI       (sganassandosi) Mi fai morire, Cirrotta! Uh, mi fai morire! Scusi preside! Cirrotta, che figura mi fai fare?

COZZOLINO            Preside, o lei interviene oppure…

BACCALAURO        Preside, lei vuole divertirsi? No, lo dica! le piacciono le volgarità? Se non vuole divertirsi, metta un po' d'ordine e chiariamo questa storia. La collega Alinovi le ha consegnato una relazione piena di falsità sulla gita a Verona.

ALINOVI       Le falsità le raccontate voi due, cara mia. Io dico la verità. Qui ci sono i colleghi che possono testimoniare…Preside, lei mi deve tutelare, non posso essere insultato così.

PRESIDE       Colleghi, non facciamo poesia. Mi corre l'obbligo di chiarire innanzitutto che non si è trattato di una gita ma di un viaggio di istruzione.

CIRROTTA   Preside, la collega Baccaluro la chiama gita perché lei e il professor Cozzolino si sono divertiti molto. Noi lo chiamiamo viaggio d'istruzione perché ci siamo fatti il fegato grosso così e ci siamo ammazzati di lavoro. Io ho preparato una memoria scritta, in cui le dico che non parteciperò più a sconci di questo genere.(Va alla cassettiera e dal suo cassetto prende un foglio) Io sono un professionista, preside, non una guida turistica per scampagnate di infima categoria. Ho qui il documento: vuole che legga?

MORTILLARO         Bravo! Non c'è bisogno che leggi. Sottoscrivo anch'io.

MATTOZZI   Se è per questo anch'io. (Tutti danno cenni di assenso e s'accalcano per firmare, anche Baccalauro e Cozzolino)

PRESIDE       Colleghi, il viaggio d'istruzione rientra nei vostri doveri.

MORTILLARO         Va bene, preside, ma gli studenti sono beduini. Non si fanno istruire in classe, figuriamoci in viaggio. Il pullman era una vera chiavica. Una puzza di salumi, mortadelle, provoloni, scoregge. Cibo dappertutto. Da vomitare.

BACCALAURO        Preside, i ragazzi sono ragazzi. per loro è una festa, un'esperienza positiva. E' per noi che la gita è un massacro.

ALINOVI       Preside, la collega è cosi comprensiva con i ragazzi perché ha viaggiato comoda andata e ritorno. E' stata seduta tutto il tempo incollata a Cozzolino, con la testa sulla sua spalla! Così! (Si appoggia a Mattozzi e subito si ritrae disgustata)

CIRROTTA   Mentre io, preside, dovevo correre da un capo all'altro dell'autobus a tener buoni i ragazzi!

BACCALAURO        Ah sì? Sei di un'impudenza senza limiti! Chi si è occupata di risolvere tutte le risse per la distribuzione dei posti? Io, preside. Ha presente un pullman? le coppie già costituite vogliono i posti in fondo per baciarsi e pomiciare in pace. Le coppie che si vogliono costituire litigano con le coppie già costituite per avere a loro volta l'uso dei posti in fondo. E di Cardini, che si calava i pantaloni tutte le volte che il pullman sorpassava un altro pullman in gita scolastica, per mostrare ora il culo ora il suo gioiellino a classi di altri istituti? Te ne sei occupato tu?

COZZOLINO            Ma no, che dici? Non si è mai calato i pantaloni.

BACCALAURO        Il tutto, preside, mentre questo cardini cantava a squarciagola: "Voglio una vita spericolata, voglio una vita esagerata, voglio una vita come Steve Mc Quenn". Ha presente? Guarda, Cirrotta, non mi ricordo nemmeno se c'eri, in gita!

CIRROTTA   Di lui ti ricordi, però.

PRESIDE       Davvero questo Cardini mostrava il coso, lì, dal finestrino?

COZZOLINO (allarmato)     Ma no preside, questo Cardini…

MORTILLARO         Un beduino, preside. (esce disgustato)

ALINOVI       Preside non è vero niente. ero io che dovevo urlare continuamente…

PRESIDE       In queste circostanze l'insegnante deve intervenire per persuàdere i più scalmanati…

COZZOLINO (con tatto) Persuadére, preside.

ALINOVI       Non si dice persuàdere?

PRESIDE (che non ha sentito la correzione di Cozzolino) Persuàdere, signora, persuàdere.

BACCALAURO        E chi s'è dovuta occupare di persuàdere il fidanzato di Sbilenchi? (Indica Cozzolino) Noi due. Quando ci siamo accorti che si era nascosto in mezzo ai ragazzi, l'avete fatto scendere voi?

CIRROTTA   Ora, secondo voi, per due milioni al mese debbo fare anche il buttafuori?

COZZOLINO            Sì, preside. Questo fidanzato di Sbilenchi è uno sui trent'anni, tutto in pelle con borchie di metallo, capelli rasati a zero, ceffo cupo. Voleva venire a mettere incinta Sbilenchi anche a Verona, nascosto tra i ragazzini. L'ho visto e gli ho detto di scendere. Lui ha minacciato di riempirmi di botte, mazzate, coltellate. S'è messo a strillare: "Macchiccazzosei? Maccheccazzovuoi?". Sbilenchi piangeva, i compagni e le compagne di Sbilenchi ci accusavano di essere senza cuore. Quando il teppista è sceso, Sbilenchi è diventata muta e per tre giorni non ci ha più rivolto la parola. Poi, siamo arrivati all'autogrill: Cirrotta, Alinovi, Mortillaro e Mattozzi se ne sono andati a mangiare al self-service, ed è toccato a me e a lei stare dietro a cardini e tutta la banda.

MATTOZZI   Non è vero, c'ero anch'io.

COZZOLINO            Sì scusa, è vero: tu c'eri.

CIRROTTA   Non ho capito: dovevamo anche digiunare?

PRESIDE       Insomma, che è successo?

MORTILLARO         (rientrando con una bottiglia di birra) Io ero al cesso, preside, non a mangiare: sono giustificato. cercavo di calmare i guardiacessi dell'autogrill. I ragazzi avevano pisciato dappertutto e fatto disegni di genitali enormi.

MATTOZZI   E' successo che noi tre, preside, siamo stati costretti a correre dietro a Germani Ursula che aveva familiarizzato con un giovanotto in Honda e faceva con lui qualche giro di prova sul piazzale.

COZZOLINO            Stavo morendo di paura, preside. C'era questo delinquente in tuta, con la moto, così, che faceva: bron bron. Appena mi avvicinavo partiva di colpo con Germani incollata addosso: broooon. Correvo dietro al motociclista e gridavo: "Fermati. Se Germani Ursula casca e muore io finisco in galera, lo vuoi capire?". Ma Germani e il teppista se ne fregavano e curvavano a U, a 8. Bisogna andarci, in gita, preside. Lei non ci va mai e non può capire.

PRESIDE       I viaggi d'istruzione, però, sono anche momenti di vita comune, di discussione, di crescita culturale. orse non avete saputo…

ALINOVI       Colpa loro! Che ne sanno questi due della vita comune? Se ne stavano sempre per i fatti loro. legga la mia relazione.

BACCALAURO        E voi due chi vi ha visti? Dove eravate quando Cardini…

COZZOLINO            Lascia perdere Cardini…

BACCALAURO (allontanando Cozzolino con foga) Preside, io ero sul piazzale in un bagno di sudore. Mattozzi era vicino all'infarto. Lui (indica Cozzolino) tossiva paonazzo che non ce la faceva più a forza di correre strillando: "Germaniii". A un certo punto è venuto Cardini.

COZZOLINO (al preside, strattonando Vera) Ma no, preside, non cardini…

BACCALAURO        E lasciami! E' venuto Cardini e si è detto convinto di avere fatto colpo su un'altra studentessa appartenente a un'altra gita d'istruzione diretta ad Aosta. Capito? "Posso andare ad Aosta con lei e poi vi raggiungo a Verona?" "Non rompere le scatole" ho risposto. "Sei matto? Aiutaci a far scendere Germani dalla moto del teppista". Da allora Cardini non l'abbiamo più visto, preside.

PRESIDE       Come? Questo non c'è nella relazione.

CIRROTTA   E' una novità anche per noi, preside.

ALINOVI       Ci hanno tenuto all'oscuro anche di questo!

COZZOLINO            Niente di grave, preside, una ragazzata. Cardini è ricomparso quarantotto ore dopo in albergo a Verona, la mattina in cui ce ne siamo ripartiti.

CIRROTTA   (a bassa voce, ad Alinovi) Mi dai una caramella?

ALINOVI       Non ne ho.

COZZOLINO            Era andato ad Aosta con un'altra gita scolastica di studenti sconosciuti, napoletani, e aveva dormito in albergo con la sua conquista. Sono giovani: una notte di fuoco! M'ha raccontato tutto, preside.

PRESIDE       E non avete preso provvedimenti? Questo ragazzo poteva lasciarci la pelle!

CIRROTTA   Adesso ha capito com'è andata questa gita? (Va al cassetto della Serino, estrae un sacchetto di caramelle e comincia a mangiarne. Vera non se ne accorge, è troppo presa dalla discussione)

COZZOLINO            Cardini è abituato a ben altro, preside. e poi, che gli potevo fare? Da dove le prendevo le energie? ero un uomo finito. Diteglielo anche voi: ve la ricordate l'ultima notte in albergo?

CIRROTTA   (a Vera, mangiucchiando caramelle) Che notte, eh, che notte!

BACCALAURO        Fanculo, Cirrotta.

MORTILLARO         Preside, c'era una comitiva di anziani tedeschi che tempestavano di telefonate il portiere di notte. "Troppo casino, troppo casino!". E il portiere telefonava a me. "faccia qualcosa, professore. Perché vi mandano in gita, se non siete in grado di tenere a freno i ragazzi?". "E voi perché accettate in questa topaia gite scolastiche, se lo sapete che i ragazzi per loro natura fanno casino?". Poi sono uscito di camera a vedere di mettere un po' d'ordine. Alcuni si inseguivano gettandosi addosso secchi d'acqua. E Cozzolino inseguiva loro con un pigiama a strisce da Sing Sing.

ALINOVI       Vero, un bel pigiamino a righe viola.

BACCALAURO        Tu invece avevi una vestaglia da soubrette.

CIRROTTA   Mi ricordo. Come se mi ricordo!

BACCALAURO        Tu invece avevi una vestaglia da soubrette.

CIRROTTA   Mi ricordo. Come mi ricordo!

BACCALAURO        Non ti ricordi niente. Come potresti? T'ho pescato nella camera di Colella Michela, Finto Simona, Tenca Barbara, Sobrino Samantha a organizzare un pigiama party.

CIRROTTA   Non è vero, preside. Stavo sorvegliando…Oh, ma hai il veleno, in corpo!

ALINOVI       Diciamo allora che lui (indica Cozzolino) non ha passato la notte in camera!

PRESIDE       E' vero?

COZZOLINO (in imbarazzo) Io? Come non ho passato la notte in camera? Ce l'ho passata. Non tutta però…

ALINOVI       E alle tre? Dov'eri alle tre? Ho bussato e non c'eri.

COZZOLINO (decisamente imbarazzato) Eh, alle tre, alle tre…

MORTILLARO  Eri ancora in giro alle tre?

MATTOZZI   (ad Alinovi, interessato) E tu perché alle tre sei andata in camera sua?

ALINOVI       Mi serviva un tranquillante.

MATTOZZI   Lo potevi chiedere a me. ne avevo una scorta.

PRESIDE       Insomma, che è successo alle tre?

MORTILLARO         Preside, alle tre dormivamo tutti, ne sono certo. Perché alle due il portiere ha lanciato un ultimatum. testo: "O i ragazzi si chiudono nelle camere e fanno silenzio o io libero il mio mastino napoletano". Non ci potevo credere. "Lei ha un mastino napoletano? E che aspetta, lo liberi!".

COZZOLINO (indignato)Ah, sei stato tu? Così gli hai detto?

MORTILLARO         Sì. perché?

COZZOLINO            Stavo in corridoio.

CIRROTTA   E che facevi in corridoio? Spiegacelo!

COZZOLINO            Stavo in corridoio quando ho sentito grrr. Mi sono girato e ho visto una cosa nera, un essere terribile, con certe palle di fuoco al posto degli occhi e zanne fosforescenti. Era il mastino. Mi sono salvato solo perché mi sono chiuso in un cesso. Lì dentro ho passato tutto il resto della notte, preside. Appena provavo ad uscire, sentivo: grrrr!

BACCALAURO        (a bassa voce) Ecco dov'eri finito. Perché non me l'hai detto?

COZZOLINO (a bassa voce) Me ne vergognavo.

CIRROTTA (colpisce entusiasta a palma aperte la cassettiera) Sentito preside? Hanno ammesso!

ALINOVI  (a Cozzolino) Stavi andando in camera sua, è vero? E t'ha fermato il mastino!

BACCALAURO        (in imbarazzo tossisce) Macché, io…

CIRROTTA   Toh. (le tende il sacchetto della Serino) Ti è andato il veleno di traverso…Prenditi una caramella. (Vera, confusa, accetta il sacchetto)

COZZOLINO            Preside…ma quale camera, Alinovi! La mattina dopo ero così scimunito che non mi ricordavo il mio indirizzo. Mi è venuto addosso il direttore. Voleva sapere chi pagava i danni: stanze allagate, letti zuppi di gavettoni, impronte di scarpe sul soffitto. Strillava: "Mi spieghi come hanno fatto a camminare sul soffitto!"

PRESIDE       Come avevano fatto?

COZZOLINO            Che ne so, preside. La grandezze dei nostri ragazzi è che fanno l'impossibile. Alla fine, bene o male, eravamo tutti pronti per tornare a casa. Bagagli fatti, souvenir, gente che vomitava per eccesso notturno di superalcolici. Solo allora Sbilenchi s'è riscossa dal torpore in cui era caduta perché avevamo impedito al fidanzato teppista di venire a metterla incinta a Verona e ha detto: "Vi faccio una foto ricordo". Io me ne sono fatta una così, preside. Dieci minuti in posa. Poi, io, Mortillaro, padre Mattozzi e Cirrotta ci siamo intrecciati in un abbraccio a catena e abbiamo sorriso all'obiettivo, così (Si mettono in posa. Cozzolino abbraccia Mattozzi. Ci ripensa) No, non così. (allontana Mattozzi) Poi ce ne siamo fatti una, di foto, con Baccalauro al centro e io che le baciavo una guancia, Mortillaro l'altra. Così (fa per baciare Vera)

BACCALAURO Lasciami stare.

COZZOLINO            Poi ci siamo fatti fotografare io e Mortillaro che fingevamo di ridere: ah, come ci siamo divertiti. E Sbilenchi pareva finalmente contenta. Rideva, si sbellicava, preside. Noi lì in posa: chi si pettinava, chi si aggiustava, chi stava sempre a guardare l'orizzonte col profilo buono. A un certo punto mi sono fatto una foto anche con Alinovi, così.

ALINOVI       E' vero, di quella foto vorrei una copia.

MORTILLARO         Sì. Com'è che Sbilenchi non ce le ha mai fatte vedere quelle foto?

COZZOLINO            Ve lo dico io. A un certo punto le ho messo un braccio sulle spalle: "Basta, Sbilenchi, stai consumando tutto il rullino per noi. Fa' un po' di foto anche ai tuoi compagni, su". Lei: "Quale rullino?". La macchinetta era vuota.

ALINOVI       Che perfidia. I ragazzi, preside, sono perfidi.

BACCALAURO        Senti chi parla.

PRESIDE       Va bene, colleghi, però adesso cerchiamo di chiudere quest'anno scolastico. Questo Cardini - questo ragazzo così indisciplinato - è nella classe che ci accingiamo a scrutinare?

MORTILLARO Ancora per poco, preside.

COZZOLINO            E' un bravo ragazzo.

BACCALAURO        Ma sì, preside. (a Cozzolino, depressa) Ho combinato un guaio?

COZZOLINO            No, Forse. (al preside) Ha molte qualità.

CIRROTTA   Ha molte qualità. E' lui che ha scritto la lettera anonima, preside. Diglielo, Mattozzi.

PRESIDE       Anche la lettera anonima!

COZZOLINO            E' solo un sospetto, preside.

MATTOZZI   Più che un sospetto!

PRESIDE       Colleghi, con ordine una cosa per volta: chi stende il verbale?

TUTTI (tranne Baccalauro) Lui. (indicando Cozzolino)

COZZOLINO            Io? Perché sempre io?

ALINOVI (ironica) Sei l'insegnante di lettere. Ti intendi di poesia. Chi meglio di te?

PRESIDE       Tocca a lei, professore. Lei è di lettere. lei è una bella penna, lo sappiamo.

BACCALAURO        Preside, non è giusto che lo debba fare sempre lui…

CIRROTTA   Oh, che affiatamento!

COZZOLINO            Dove sta scritto che solo quelli di lettere sanno tenere la penna in mano?

CIRROTTA   Sta scritto, sta scritto…

COZZOLINO            Preside, questa volta il verbale lo fa Cirrotta o Mattozzi. (Mattozzi esce senza dare nell'occhio)

CIRROTTA   Neanche morto.

COZZOLINO            Sei analfabeta.

CIRROTTA   Sì.

PRESIDE (a Cozzolino, passandogli il verbale) Professore, non faccia poesia. Il verbale all'insegnante di lettere. E' la prassi.

COZZOLINO            Va bene, ma è l'ultima volta, preside. (Mattozzi rientra in punta di piedi)

PRESIDE       Bene. Il professore di lettere, che ha il dono della sintesi, ci parli della classe. (Pausa, formula di rito) Professore, come va la classe?

COZZOLINO            Preside, la classe per andare, va. Certo volendo, potrebbe anche andar meglio…ma in fondo abbiamo avuto solo tre abbandoni: Sabbatici Michela, che è scappata di casa; Agnellini Selvaggia, che si è sposata perché incinta; Bilancini Ernesto, ricoverato per sospetto tumore al ginocchio. Malgrado gli orari provvisori che non diventavano mai definitivi, il viavai di titolari di cattedre e supplenti, le uscite quasi sempre anticipate e le uscite quasi sempre posticipate, in genere la scolaresca è disciplinata, assidua, costante, di rendimento sufficiente, tranne qualcuno, come Solfora Sonia, che supera di gran lunga, noi malgrado la sufficienza.

PRESIDE       Gli altri colleghi condividono il giudizio dell'insegnante di lettere?

ALINOVI       Sì, condivido. Cioè quasi. Io ho una sola ora a settimana in questa classe. Nel corso di quest'ora succede di tutto. Gente che entra, gente che esce, gente che si alza e va alla finestra e insulta i passanti, gente che resta a posto ma da lì sputa la gomma che ha in bocca cercando di centrare il cestino, gente che lancia il cancellino dalla finestra, gente che durante la lezione si sistema in modo da abbronzarsi. In un anno ho messo, come può controllare sul diario di classe, sei note disciplinari. Non parliamo del rendimento. Tra il quattro e il cinque. Naturalmente se si tratta di aiutarli li aiuto: però…Preside, se c'è una cosa che non mi manca è l'intelligenza. Io capisco quando una cosa va o non va. Qui persino quelli che studiano sono un po' scolastici.

COZZOLINO            E come vuoi che siano? Vengono a scuola, sono scolastici. Se poi li costringi a studiare solo Ludovico da Tolosa, li rimbambisci e basta.

MATTOZZI   San Ludovico da Tolosa.

COZZOLINO            San Ludovico da Tolosa.

MATTOZZI   (ad Alinovi, che si sventola) Questo santo da morto era profumato. I devoti andavano apposta per adorarlo ed odorarlo.

MORTILLARO         Anch'io condivido a grandi linee il giudizio del collega di lettere. Però, preside, in questa classe i più sono nati per zappare. Possono essi imparare il francese? E' gente capace di apprezzare Racine, Molière? "Le tartuffe", "Le bourgeois gentilhomme". Questi apprezzano solo Gaspare e Zuzzurro. Se li mettessi a vangare in cortile, sarebbero contenti loro e sarei contento io.

PRESIDE       Quindi, globalmente, la classe non è una brutta classe, mi pare di capire.

CIRROTTA   No, preside, è una bella classe. Come no! Nella mia materia ci sono sedici insufficienze… (Mortillaro esce)

MATTOZZI   Preside, non posso lagnarmi: gli studenti mi seguono. Pochissimi hanno scelto di non fare religione. Preferiscono leggere con me "L'arte di amare" di Fromm.

PRESIDE       Non è un libro un po' audace?

MATTOZZI (consentendo) Un po' sì, preside, ma io sono per innovare. Anche l'insegnamento di religione ha bisogno di cambiare aria.(Alinovi si sventola consentendo. Consentono vistosamente tutti)

PRESIDE       Sentiamo ragioneria, adesso.

BACCALAURO        Io ho molti dubbi, preside. Sono stata ore a fare le medie, ma non sono convinta…

PRESIDE       Lei ha dubbi perché e coscienziosa, signora. la conosco bene. ora però non cominciamo coi dubbi…

CIRROTTA   Guarda che ho da fare.

BACCALAURO        Scusi preside, gli dica di non rompere…

PRESIDE       Su, colleghi, non ricominciamo: guardiamo i numeri, senza far poesia. Dal tabellone emerge che i risultati sono accettabile, proprio come diceva Lettere. Vedo questa Solofra Sonia che ha tutti otto. Belle media, magnifica pagella. Poi questo Benelli, ha due materie; quest'altra, Coretti, ne ha una. Questo D'Anna si fa tre materie, non c'è dubbio. E anche di Marco…

BACCALAURO        Preside, io ho qualche dubbio…

CIRROTTA   Preside, Baccalauro i dubbi se li poteva far venire a casa.

PRESIDE       Colleghi, su! Un momento, signora. Allora: Milazzo si fa una materia,. Fillossera uno. Ogni bene tre. Sabatini una. Orlacchi due. Sbilenchi tre.

BACCALAURO        Preside, io su Sbilenchi ho moltissimi dubbi. (Smanie di tutti tranne Cozzolino e il preside)

PRESIDE       (rassegnato) Sentiamo, signora. che problemi ha con Sbilenchi?

CIRROTTA   Io la boccio!

BACCALAURO (a Cirrotta) Tu non le avevi messo sei, all'ultima interrogazione? Guarda che me l'ha detto Sbilenchi!

CIRROTTA   Sì, ma poi ho avuto un dubbio. Li puoi avere solo tu i dubbi? In effetti si meritava cinque. E perciò va a settembre…

BACCALAURO        Preside, Cirrotta può fare e disfare come gli pare? Questa ragazza non se le merita tre materie a settembre. (Va a prendere pacchi di compiti dal cassetto, tenendosi a distanza dal loculo di Serino) Sbilenchi… Sbilenchi…Quanto ho dato a Sbilenchi, preside?

COZZOLINO            Qui c'è scritto cinque e cinque.

BACCALAURO        Ci posso ripensare?

PRESIDE       Ci vuole ripensare?

ALINOVI       Ma non è possibile, preside! Ho una cena da preparare!

COZZOLINO            Scusa, se ci vuole ripensare…

BACCALAURO        Ecco: in effetti Sbilenchi allo scritto ha cinque e mezzo. Che potrebbe essere sei. Addirittura sei e mezzo. Il compito sulle società per azioni è fatto bene…

PRESIDE       Signora, non facciamo notte, però.

COZZOLINO            Preside, il tempo che ci vuole ci vuole…

BACCALAURO        Le metta sei in media, preside. (A Cirrotta) Va bene a tutti?

CIRROTTA   Per me! L'essenziale è che ci sbrighiamo. Tanto la mia materia se la fa comunque.

MATTOZZI   Con me Sbilenchi ha "sufficiente", preside.

PRESIDE       Allora. Sbilenchi si fa due materie. Tarantini invece se ne fa tre. Ma ha cinque in francese. Non lo si potrebbe aiutare e gli diamo solo due materie? E' il figlio del professor Tarantini. Un peccato. Mortillaro? (Cozzolino va a chiamare Mortillaro)

CIRROTTA   Se la gente va e viene, perdiamo solo tempo.

COZZOLINO (dall'esterno) Mortillaro! (Cozzolino e Mortillaro rientrano: Mortillaro sta bevendo un'altra birra)

MORTILLARO         Preside, quel cinque di Tarantini è un quattro e mezzo. Se tocco quel cinque, debbo toccare anche quello di Sbilenchi e quello di Coretti.

COZZOLINO            Un momento, non mi state facendo capire più niente. Chi ha cinque? Chi ha quattro? Io ho già verbalizzato.

MORTILLARO         Cozzolino, mi fa specie: ci sono quattro e mezzo che possono essere cinque e quattro e mezzo che possono essere quattro.

PRESIDE       Coretti cos'è?

MORTILLARO         E' quattro.

PRESIDE       Tarantini?

MORTILLARO         Quattro.

PRESIDE       Sbilenchi?

MORTILLARO         Cinque.

PRESIDE (seccatissimo)        Va bene così. Coretti ripara due materie. Tarantini tre. Mi dispiace solo per il professor Tarantini.

BACCALAURO        Almeno Sbilenchi può passare a sei?

PRESIDE       Professor Mortillaro?

MORTILLARO         Sia chiaro che è il Consiglio a passare il cinque di Sbilenchi a sei. E voglio che sia verbalizzato.

COZZOLINO            Certo. Metto a verbale.

PRESIDE       Ora veniamo al sodo. Gli altri sono tutti promossi. (A Cirrotta che sta rientrando) Lei è d'accordo professore? I suoi sei meno meno li passiamo a sei?

CIRROTTA (distratto)          Va bene, va bene. Però una cosa è sei meno meno e una cosa è sei. Voglio che sia messo a verbale.

COZZOLINO            Sbilenchi mi pare che avesse sei meno meno. Io segno che Sbilenchi è stata promossa. (Cozzolino e Vera si scambiano cenni di esultanza)

PRESIDE       Ora veniamo a Cardini. Cardini è l'unico caso disperato. O mi sbaglio? Sì, solo lui: tutte gravissime insufficienze.

COZZOLINO            Non è gravissimo. Ha qualche insufficienza, questo sì.

PRESIDE  Qualche insufficienza? Professore, ha tutti tre tranne che nelle sue materie dove, stranamente, ha sei-sette in italiano e sette in storia. E' un umanista?

CIRROTTA   Umanista? Cardini, preside, è disumano.

COZZOLINO            Be', preside, Cardini non va benissimo, ma è una personalità complessa. fa cose da fanciullo, questo sì, pur avendo vent'anni: per esempio, fa la pistola con le dita, così, e poi si spara nella mano. Quindi mostra la mano colpita alle compagne e dice: questa è la mano morta. Ma per il resto…

MORTILLARO         Preside, tagliamo corto. Cardini vivrebbe tutta la vita felice nei campi, all'aperto, con la zappa sulla spalle, se non avessimo inventato la scuola di massa. (Squilla il telefonino di Cirrotta)

CIRROTTA (al telefono)       No, si va per le lunghe. E tu digli di aspettare. Io arrivo subito. Appena posso.

COZZOLINO                        E' aperto l'ufficio termosifoni. (Si alza) Un momento, scusatemi…Qui si tratta di vedere le cose in prospettiva, valutando le qualità del ragazzo a prescindere dalle nozioni scolastiche. (Fa cenno a Vera di intervenire, alle spalle del preside

BACCALAURO (incerta)     Il metodo, preside, è partire dalle cose che questi ragazzi sanno fare bene. Mortillaro…secondo te, Cardini…

MORTILLARO (sempre più nervoso)          Ho capito: mi volete fare alzare il voto anche a Cardini! No, non insistete, mi dispiace. Non alzo più nemmeno un dito per nessuno! Mi considerate rimbambito? (Rivolto a Cirrotta, che ridacchia consentendo) E lo sono! (Cirrotta ed Alinovi ridacchiano) Eh, ridete voi1 Aspettate un poco e vedrete. Toccherà anche a voi! Ma lo sapete chi l'ha tradotta la "Fedrà" per le edizioni Caprifoglio? Io. 1959. Avevo un futuro che era una freccia. E invece il tempo m'è tornato addosso come un boomerang. Guardi, preside, mi sono pure bruciato i pantaloni!

PRESIDE       Lo ha detto alla bidella Maria? E' bravissima. Non sa cos'ha fatto alla mia gonna!

MORTILLARO         Preside, i bidelli sono maleducati e basta. A lei Maria rammenda la gonna? A me mi chiama "Mortillà". Non mi dice nemmeno "professore". A lei i bidelli fanno lavoretti di idraulica in casa, le lavano la macchina? A me non spolverano nemmeno la cattedra. Rispettano solo chi gli può fare dei favori! Conta solo la forza. Come dappertutto.

PRESIDE (A Cozzolino, a bassa voce)          Che gli prende? Sta male?

COZZOLINO                        La birra, preside…

BACCALAURO        Tutti hanno la loro croce, preside. Cardini anche. La sua croce è la scuola. Non abbiamo saputo prenderlo per il verso giusto. Forse su questo ragazzo dovevamo programmare meglio il nostro intervento…

MORTILLARO         (va al cassetto della Serino, estrae la spazzola e si dà una ravviata ai capelli. Orrore di Vera che mette una considerevole distanza tra sé e Mortillaro) Programmare? No, io non ce la faccio proprio più. Specie con voi attivisti, che programmate questo, vi inventate quest'altro, volete la consulenza psicopedagogica, volete l'assistenza sociale, volete le campagne contro la droga, volete l'educazione sessuale, volete combattere l'Aids. Tutto a carico della scuola! I guai degli altri li devo risolvere io?

CIRROTTA   Bravo Mortillaro! Questa volta sono proprio d'accordo!

MORTILLARO         Il 113 vi darei. Le cinghiate. Le bacchettate sulle nocche. Scusi, preside. Ma una volta si perdeva il tempo così? Cardini? Tre, tre, tre, tre. Bocciato. tanto più che ripete per la terza volta.

COZZOLINO                        Mortillaro, mettiti qui buono. Ragioniamo. Questo ragazzo non è che non studia. Ma tu non puoi staccarlo dal suo background…

MORTILLARO         Io stacco tutto, altro che il background. Lo odio, l'inglese. Io gli stacco anche la testa, a Cardini.

COZZOLINO                        E' facile apprezzare Racine, caro collega, quando non si hanno problemi. Cardini ha la mamma che… (Cenno pressante a Vera perché intervenga in favore di Cardini)

MORTILLARO         No, scusate. Voi mi dovete spiegare perché lo stato mi paga. Mi paga per sapere se Cardini ha la mamma sguattera, il padre morto, il fratello malato di cuore, il cugino spacciatore? No. Per queste incombenze sono pagati gli uffici di collocamento, i becchini, i medici della mutua e i poliziotti. Io sono pagato per insegnare francese e valutare se gli studenti lo imparano. Ho insegnato io francese? Sì. cardini lo sa il francese? No. Punto e basta. Perché discutiamo.

BACCALAURO (poco convinta)      Preside, posso dire una cosa? Se della situazione di Cardini ci fossimo fatti carico in questi anni, non staremmo a questo punto. Una scuola che si rispetti deve avere: a) un'équipe medicopsicopedagogica a disposizione; b) un collegamento stabile con strutture efficienti dislocate sul territorio; c)…

MORTILLARO (Trionfante, un urlo)           Visto? L'équipe! Il territorio! Le cinghiate vi darei, le bacchettate sulle nocche!

CIRROTTA   Sì, non è possibile! Io sto perdendo un affare da centottanta milioni e qui cominciamo a discutere dell'équipe medicopsicopedagogica! Questo Cardini, preside, mi ha sputato la liquirizia sul vetro poco fa al semaforo di Casal de' Pazzi! Non le basta?

PRESIDE       Questo è grave.

BACCALAURO        Ha fatto benissimo.

MATTOZZI   Ed è l'autore di quella ignobile lettera…

ALINOVI       E in gita ci ha lasciati senza autorizzazione e se ne è andato ad Aosta. Se non bocciamo lui, chi bocciamo?

BACCALAURO        Preside, posso dire una cosa?

PRESIDE       Dica, signora…

BACCALAURO        Io ho molti dubbi.

CIRROTTA   Lo sappiamo, lo sappiamo.

ALINOVI       Altri dubbi? Io ho gente a cena. preside, non si potrebbe…

PRESIDE       Signorina, se c'è da discutere anche fino a mezzanotte si discute.

BACCALAURO        Allora, preside. Nella mia materia Cardini all'orale ha tre. Ma ha un buon compito. Ecco qua (Prende il compito di Cardini che ha nel registro) Se vede qui, questa è una soluzione originale.

CIRROTTA   Mi immagino come sarà originale la soluzione di Cardini!

BACCALAURO        Guardate anche voi. (Disinteresse generale. L'unico a prendere il compito e a esaminarlo è Cozzolino. Si alza, estrae di tasca la lettera che accompagnava la pistola) Io gli ho messo sette. Ma a pensarci si meriterebbe otto. In effetti, preside, non sappiamo mai cosa hanno imparato davvero, questi ragazzi. Se uno guarda bene…Io metto otto. Sommando lo scritto all'orale gli verrebbe cinque e mezzo in media. Ma sono pronta a portarlo a sei, se verbalizziamo che il voto è voluto dal consiglio.

MATTOZZI   Il consiglio però non vuole proprio niente.

PRESIDE       E poi che cambia, signora? Resta un bel mucchio di tre.

COZZOLINO              Mi fa dare uno sguardo alla lettera anonima, preside?

PRESIDE (gliela dà meccanicamente) Ma mi raccomando, me la restituisca subito.

BACCALAURO        Preside, mi sta a sentire? Cardini ha buone capacità anche in Lettere.

CIRROTTA (ammiccando ad Alinovi, ma rivolgendosi a Cozzolino) Scusa, la sufficienza in italiano a Cardini si spiega con questa vocazione del ragazzo alle lettere? No, ci dica il professore di Lettere, se sono le lettere anonime che l'hanno spinto a valutare Cardini positivamente.

COZZOLINO (entusiasta) Preside, c'è stato un errore. Direi un pregiudizio. Ho sbagliato io per primo. Guardate anche voi, confrontate la grafia del compito di Cardini con quella della lettera anonima. Non è la grafia di Cardini! Quindi chiariamo. Non è stato lui. Almeno di questo non lo possiamo accusare. Guarda Mattozzi, colpa tua…

MATTOZZI   Che colpa, collega? E' vero. Non c'è somiglianza. Ma io non ho mai detto che era stato Cardini. Ho detto…

PRESIDE       Mi faccia vedere. Sì, è vero, non c'è nessuna somiglianza.

CIRROTTA (si avvicina, prende i fogli) Preside, le grafie sono identiche.

PRESIDE       Sono identiche? Ma no!

BACCALAURO        Sei cieco, Cirrotta? Sono grafie totalmente diverse. (A Cozzolino) Oh, anche tu però! "Correggo i suoi compiti da anni…". Guarda, sei inaffidabile in tutto.

COZZOLINO (stringendosi nelle spalle) Il pregiudizio di Mattozzi mi ha influenzato.

MORTILLARO (si avvicina ed esamina i testi oltre la spalla di Baccalauro) E' vero. Resta sempre un delinquente, ma…

ALINOVI       Sì, sono grafie diversissime. Ma che cambia?

CIRROTTA (molto corrucciato) Mah, se lo dite voi. Preside, sbrighiamoci…

BACCALAURO        Se non l'ha scritta Cardini, allora chi è stato? (Baccalauro e Cozzolino guardano intensamente e minacciosamente Cirrotta, che si gira infastidito dall'altro lato. Allora fissano Alinovi, Mattozzi, Mortillaro e tutti guardano altrove)

PRESIDE (prontamente) Sentite, basta con la poesia. professori, mettiamoci seduti… (Nessuno obbedisce) Andiamo al sodo. Visto che questo ragazzo non ha scritto nemmeno questa lettera, c'è qualcosa che sa fare bene, qualcosa in cui brilla, una vocazione, una competenza a cui ci possiamo appigliare per aiutarlo?

CIRROTTA   Preside, l'unica cosa che questa bestia sa fare…è la mosca.

PRESIDE       La mosca?

MORTILLARO         Preside, agita le braccia e corre per la classe facendo zzzz. Quest'è tutto.

CIRROTTA   No. Fa anche la mosca tse-tse. Vola e poi si appiccica addosso a Solofra Sonia passeggiandoci sopra con le zampe e succhiandole il collo con la proboscide, che sarebbe la bocca. Succhiotti, preside.

BACCALAURO        No, preside, questo è quello che vorrebbe fare Cirrotta con le studentesse. Cardini fa tutt'altro.

CIRROTTA   Mortillaro, di' tu, li fa o non li fa i succhiotti?

MORTILLARO         Nella mia ora, no.

MATTOZZI (si alza anche lui. Resta seduto solo il preside) Preside, quello che è giusto è giusto: il ragazzo esprime attraverso l'imitazione della mosca una realtà spirituale nient'affatto lineare ma ricca di significato. Almeno nella mia ora, il ragazzo fa così. Agita le braccia, no?, che sarebbero le ali. Poi corre un po' qua un po' là, e fa: zzzz. quindi comincia a lanciare commoventi lamenti: ah, ah. E pare che dica: no, professore, mi aiuti; sono Cardini; ahi, ahi; perché debbo regredire così, che sono queste uova che mi escono dal corpo, che è questo corpo molle, ahi, aiuto, non sopporto di essere così bestia, aiuto!, che cattivo odore, che cattivo odore!

ALINOVI       Mattozzi, io capisco, è il tuo mestiere. Ma tu vuoi vedere l'anima dove l'anima non c'è. Cirrotta ha ragione: uno che fa così è un cretino e basta. (il bip del telefonino di Cirrotta)

CIRROTTA (al telefono, mentre Vera parla) Sì, sto ancora qui. Non mi posso muovere, come te lo debbo dire? Chiacchiere. facciamo chiacchiere. Tra poco. Spero presto.

BACCALAURO (stufa) Preside, finiamola. Il ragazzo fa così. (Va in fondo alla palestra) Fa: zzzz, zzzz. Poi dice: che schifo, che schifo. Ed è leggero. (Corre agitando le braccia) Quasi vola. Poi è come se impazzisse. Non è più contento. Corre. Zzzz. Non è più contento. Ha presente un moscone prigioniero in una stanza, quando cerca un'uscita e sbatte contro i vetri? Così fa lui. Quindi mi salta sulla cattedra urlando: "Aiuto, salvami, che schifo, soffro, liberami. L'insetticida, il flit. Dammi una spruzzata". Io gli do una spruzzata e lui casca giù così strillando: "Eutanasia". (Si accascia per mostrare come fa Cardini. Poi si rialza.)

CIRROTTA (applaude)        Brava, bis.

COZZOLINO            Io ho avuto modo di conoscere a fondo questo ragazzo. E' molto intelligente. Certo, ha canali tutti suoi per mostrarlo. La mosca è uno di questi canali. Baccalauro, scusa, mettiti qua e fai Solofra Sonia. (Vera accetta perplessa) Ecco. cardini si sottopone a una metamorfosi, preside. Come nel film "La mosca". L'ha visto?            

PRESIDE       No.

COZZOLINO            Non l'ha visto. Ovidio allora: "Le Metamorfosi". Non conosce?

PRESIDE       No.

COZZOLINO            Niente. e Kafka?

PRESIDE       Non l'ho visto.

COZZOLINO            Nemmeno Kafka, lasciamo perdere. Il punto è questo, comunque. Padre Mattozzi semplifica il dramma del ragazzo e tira acqua al suo mulino. Padre Mattozzi vuol vedere l'anima prigioniera della bestia. Nient'affatto, quale anima prigioniera nella bestia? Cardini sperimenta una tragedia ben più grande. Più cupa, preside. Lui sta così, no? nel banco. A un certo punto ha un fremito. (Fa il fremito) Poi agita le braccia e le gambe, così, come se fossero zampe. Quindi agita solo le braccia e vola. Preside, vola così, lieve e veloci, mi scusi: non come volava padre Mattozzi. Più leggero, come se fosse una vera mosca.

MATTOZZI   Be'? Come dicevo io!

COZZOLINO            No! Si agita, casca giù, così, sul primo banco che trova - sbang, ha una specie di crisi epilettica: che è questo che mi sento dentro? chi mi rompe le uova in grembo, chi mi spacca la pancia, chi mi spezza le zampe, chi? Oh, aaargh! Cardini! E' lui che ho dentro! Cardini! Oh che orrore! Mi sento questo coso, Cardini! aaargh! no! che orrore, le vene, il sangue, il sudore, le caccole, le scoregge, che orrore! Voglio tornare mosca! Voglio tornare mosca!

MATTOZZI   Falso, preside, falso: non fa così. Non c'è questa avversione per il genere umano.

BACCALAURO        Verissimo, fa proprio così. Il ragazzo è avvilito. E poi si rivolge a Solofra, che è qui, e muove appena le ali. Così. E' una bella scena, preside, sono bravi. Lui è come se fosse agonizzante. Dove sei? dice. salvami. Ho un mostro dentro che mi rompe l'addome, puzza, salvami. E poi le poggia la proboscide sul collo. Ma non come possono pensare gli adulti, preside, che scambiano l'amore per mescolanza di umori. Dolce dolce, preside. Ecco. E le dice, ancora: salvami. Salvami da Cardini!

CIRROTTA   Bene, bravi. Anche in sede di scrutinio. Senza pudore. (Batte le mani)

ALINOVI       Bravissimi! Bravissimi! Mi siete proprio piaciuti!

MORTILLARO (a Cozzolino)          Quando hai finito di fare il pagliaccio, metti a verbale che mi sono alzato e me ne sono andato?

BACCALAURO (interrompe)           Io l'ho detto: sommo il tre di Cardini all'orale e l'otto allo scritto: così fa cinque in media. Il cinque lo posso portare a sei.

CIRROTTA   Io ho qui un due…un tre…impreparato: facciamo tre in media. E per uno che fa la mosca e sputa liquirizia sui vetri basta e avanza.

MORTILLARO         C'è chi è nato per studiare e chi è nato per fare la mosca. Tre è e tre resta. Tra l'altro, secondo me questo Cardini non sa fare nemmeno la mosca.

ALINOVI       Il mio è un tre risicato, preside, né più né meno. Se vuole controllare il registro: è scritto tutto qui.

PRESIDE       Allora Cardini è respinto. (A Cozzolino che sbuffa) Mi dispiace, professore. Verbalizzi con cura. Riassuma come sa fare lei tutta la discussione. Le raccomando. Lei è una bella penna. Deve risultare a verbale che abbiamo fatto tutto il possibile. Però, colleghi, mi dispiace davvero. So cosa significa per le famiglie. E' un dolore. Oggi avrei preferito risultati più lieti. Ero già triste per i fatti miei. Ecco, facciamo una pausa prima di passare alla dettatura e alla trascrizione dei voti.

ALINOVI       Triste, preside? Che è successo? Qualcosa di grave?

PRESIDE       Ma no, ma no…una sciocchezza.

COZZOLINO            Preside. Siamo una grande famiglia. Ci dica.

PRESIDE       Un puro sfogo. Una memoria. Il preside, colleghi, proprio poco fa, mentre era solo in presidenza, s'è ricordato un brutto episodio della sua infanzia.

ALINOVI       Ce lo doveva dire subito. La vedevo un po' giù…

PRESIDE       Niente, niente. Però l'emozione…Mi sono venuti pochi versi.

COZZOLINO            Mamma del Carmine. Ma come, le piaceva così tanto la matematica!

ALINOVI       Ce la legga, ce la legga, preside.

PRESIDE       Ma no.

ALINOVI       Sì, sì.

CIRROTTA   Non ci può privare…

COZZOLINO (ironico) Per le cose belle c'è sempre tempo.

MORTILLARO (schifato) Sbrighiamoci, sentiamo questo Baudelaire e andiamocene a casa.

PRESIDE       Va bene. però è una cosetta, non vi aspettate chissacché…

COZZOLINO (depresso, a Vera) Io non mi aspetto più niente da parecchio.

PRESIDE (estrae un foglietto) Allora leggo. Scusatemi, non mi prendete in giro, è una cosetta. Da bambina avevo un cane. Si chiamava Bubù. Un giorno mi scappò e finì sotto un'auto, davanti ai miei occhi. Oggi me ne sono ricordata, dopo decenni. E mi sono venuti questi versi…

CIRROTTA   No, un momento, si metta qui al centro. Ecco, qui. Così la vediamo bene. (il bip del telefono) Pronto! (pausa) Adesso no!

PRESIDE       Avevo da piccola / un orologio a cucù / e un cane gentile / di nome Bubù. / Correva e saltava / col muso all'insù / gridavo Bubù / gridavo Bubù. / Ma un bolide mortale / lontano ti portò / nel mondo delle tenebre / un dì ti trascinò (Un singhiozzo spezza la voce del preside. Si rivolge a Cozzolino) Non ce la faccio. E' troppo. Per favore, legga lei che è di Lettere.

COZZOLINO            Ma no. era commovente come la recitava lei. Continui, preside…

ALINOVI       Legga, legga…Era bellissima.

PRESIDE (a Cozzolino) La prego, lei che legge così bene la Carmen dei Sepolcri. Non ce la faccio proprio…

COZZOLINO            Il carme, preside. (Prende il foglio) Daccapo?

BACCALAURO (ironica) Sì, ti prego, daccapo.

COZZOLINO Avevo da piccola / un orologio a cucù / e un cane gentile / di nome Bubù. / Correva e saltava / col muso all'insù / gridavo Bubù / gridavo Bubù. / Ma un bolide mortale / lontano ti portò / nel mondo delle tenebre / un dì ti trascinò / E ora che son preside / e bambina non son più / piango e invoco ancora: /  Bubù, Bubù.

MATTOZZI   Complimenti, preside. Ne dovrebbe scrivere altre. E' delicatissima.

MORTILLARO         Un vero crepuscolare!

TUTTI (applausi esagerati) Bravo. Di nuovo. Bravo, preside.

PRESIDE (commosso) Grazie. mi dispiace di avere approfittato della vostra gentilezza. Era per chiarire che il dolore non risparmia nessuno. Peccato per questo povero ragazzo, questo Ciardini. Del resto che si poteva fare?

COZZOLINO            Cardini, preside. Si chiama Cardini.

MORTILLARO         Meglio Bubù che lui, preside. Dia retta a me!

PRESIDE       Professore, non dica queste cose neanche per scherzo. Adesso torniamo al lavoro. Chi scrive le pagelle? Alinovi? E lei si occupa del registro generale (passa il volume a Mortillaro) E il tabellone chi lo scrive? Il professor Cirrotta? Bravo. Io vado nell'altra classe. Ora mi tocca lo scrutinio della sezione…Quale sezione?

ALINOVI       La E, preside.

PRESIDE       Non era questa la E?

ALINOVI       E' la D.

PRESIDE       Grazie, signorina, grazie. Buon lavoro e attenti a non sbagliare. (Comincia il rituale della dettatura delle medie e delle assenze)

MORTILLARO         Astarita, religione.

MATTOZZI               Molto, con tre assenze.

MORTILLARO         Italiano.

COZZOLINO                        Sei con nove assenze.

PRESIDE (sulla soglia) Attenzione: ricordatevi di scrivere sulle pagelle "sex" e non sei. Anche sul registro, Cirrotta.

CIRROTTA (ammiccante) Non si preoccupi, preside, non ho mai dimenticato il "sex".

PRESIDE       "Sex", professor Cirrotta. Infatti, come saprà, se scrive "sei" un alunno malintenzionato potrebbe tirar su la "i" del "sei" e trasformarla in "t", aggiungere un'altra "t", completare con una "e", e come si leggerebbe?

ALINOVI       Sette.

PRESIDE       Brava! E attenzione, colleghi: ricordatevi di firmare il registro. Altrimenti, dovunque voi siate, ai monti, al mare, dovrò richiamarvi in servizio. Buone vacanze a tutti. (Il preside esce)

MORTILLARO         Storia.

COZZOLINO                        Sei con sette assenze.

MORTILLLARO      Ragioneria.

BACCALAURO        Sei con nove assenze.

MORTILLARO         Impianti.

CIRROTTA               Sei con dieci assenze. (Si sente sempre più insistente il ronzio di una mosca).

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