Spacca il centesimo

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SPACCA IL CENTESIMO

Commedia in un atto

di P. De Filippo

Personaggi

Camillo                          cinquantenne

Elena                              sua giovane moglie

Armando                       sulla quarantina

Gontrano                       sulla quarantina, gelosissimo

Giovanni                        cameriere

In Italia, oggi

Un elegante salottino da scapolo.

All'alzarsi del sipario, Armando è seduto sfogliando distrattamente alcune riviste illustrate. Si sente un campanello.

      

      

      

Giovanni        (dal fondo) Signor avvocato, è arrivata la signora.

Armando         Falla entrare.

Giovanni        E’ tutta profumata: un bouché di fiori, una rosa di maggio.

Armando         Falla entrare.

               (Giovanni esce e poi fa entrare la signora)

Elena               (entrando dal fondo) Caro, caro !

Armando         (andandole premurosamente incontro ed abbracciandola) Cara, cara!... (a Giovanni)  A te... fila!... (ad Elena) Cara. cara... ti aspettavo con ansia. (seggono)

Elena               Ho atteso che mio marito fosse uscito, e sono subito corsa da te. (con un sospiro) Dio! Perché tanta infelicità? Tu, solamente tu, Armando, saresti stato capace di darmi la vera felicità... invece !

Armando         Invece hai sposato Camillo, perché?

Elena               Cosi volle il destino.

Armando         Non dovevi sposare un tipo come lui... è un perfetto imbecille !

Elena               Lu sposai per abbandonare una buona volta il teatro. Quella vita mi era diventata insopportabile. Tu non sai quanto sia faticosa, amara la vita del teatro. E non ho tradito mio marito che per te, Armando. Per te, a cui voglio tanto bene. Ci pensavo stamattina, quanto bene gli voglio !

Armando         Ma guarda che combinazione... anch'io ci pensavo poc'anzi: quanto bene le voglio! Sei contenta?

Elena               Tanto, tanto contenta.... come quando mi regalerai quel renard bianco che mi hai promesso !

Armando         T'ho promesso un renard bianco ?

Elena¬†¬†¬†¬†¬† Non ricordi pi√Ļ? (con tono di rimprovero) Armando ? ! ...

Armando         Già... sicuro... ricordo ! Cara, non te l'ho regalato ancora perché temo che tuo marito possa sospettare.

Elena      Cosa vai pensando !... Camillo non sospetterebbe mai, poiché ha cieca fiducia in me, ed io ne faccio quello che voglio. Non preoccuparti... giustifico tutto io. Camillo mi lascia i soldi per le spese giornaliere... io fingo di risparmiare e gli faccio credere che con l'economia di casa compero tutto da me. Quando mi regalasti quel magnifico ombrellino, non gli feci credere lo stesso ?

Armando         Quale ombrellino?

Elena      Quello col manico d'avorio ? !

Armando         Non ricordo affatto !

Elena      (con falso tono) Stupida... mi sono sbagliata. L'ombrellino lo comprai davvero con le mie economie! Volevo dire invece, quando mi regalasti quella bella sciarpa di ermellino... quante benedizioni ti ho mandato!

Armando         Io? T'ho regalato una sciarpa d'ermellino?

Elena      Sicuro, tu !

Armando         Sbagli, cara...

Elena     Come ?... L’inverno scorso!...

Armando         Ma se ci conosciamo da appena due mesi e siamo in setrembre.

Elena      Quando avesti la nomina a maggiore?!...

Armando         Io sono stato riformato!...

Elena      Allora... (cercando di ricordare) Hai ragione caro ! (come finta giustificazione) Anche la sciarpa la comprai con le mie economie ! (poi con tono risoluto) Ma tu, cosa mi hai regalato ?

Arnaando        (franco) Niente! Finora niente, perché questa maledetta mia professione di avvocato, non mi dà il tempo neanche di respirare.

Elena¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E non vorrai neppure regalarmi quel meraviglioso ‚Äúnecessario‚ÄĚ di argento e tartaruga che vedemmo insieme l'altro giorno ? Rammenti ?

Armando         Ti piace ?

Elena          Molto !

Armando         Bene, te lo comprerb.

Elena          Caro!

Armando         Sei contenta ?

Elena          Tanto, tanto contenta come quando mi regalerai quel graziosissimo vestito da sera che vedemmo insieme in quel negozio di mode, al Corso.

Armando         Quando ?

Elena          L'altra sera !

Armafido        Ma che cosa dirai a tuo marito ?

Elena          Stai tranquillo... dirò.,. dirò... ecco, dirò che ho vinto al lotto.

Armando         (divertendosi) E lui lo crederà ?

Elena          Certamente ! vorrei vedere che non lo credesse.

Armando         Allora riepilogando: il renard...

Elena          ... il necessario di argento e tartaruga.:.

Armando         ...e l'abito da sera ! Sei contenta ?

Elena          Tanto... tanto contenta... come quando...

Armando         (subito interrompendola) Vuoi prendete un te? (campanello interno)

Armando                    (alludenalo al campanello) Chi sarà ? (si mostra agitato)

Elena          (calma) Mah !

Armando         Se fosse tuo marito ?

Elena          (calma) E’ impossibile !

Armando                   Avevo raccomandato al portiere di non far salire nessuno..

Elena      (calma) Ebbene ?

Armando         Ebbene... è qualcuno che ha insistito per salire... chi poteva insistere, se non una persona interessata ?... Tuo marito ? !

Elena      (calma si alza) Mio Dio... come ti agiti !

Armando         (Si alza) Ho paura per te, capisci ?

Elena      Niente paura, invece... in questi casi ci vuole molta calma. Ci penso io: procediamo con ordine: dove posso nascondermi ?... (indica la porta a destra) Mi nasconderò nel tuo studio! (avviandosi) Calma, caro... calma! (entra)

Giovanni         (dal fondo) Signor avvocato, stia tranquillo; fuori c'è il marito della signora Elena.

Armando         Camillo?

Giovanni         Sissignore !

Armando         E lo hai fatto entrare ?

Giovanni         Ma signor Avvocato... ha insistito tanto, ha minacciato... voleva fare uno scandalo...

Armando         Tu sei un mascalzone ! Lo hai fatto apposta ! Alla fine del mese ti licenzio... (si avvia per il fondo) E ricordamelo! (esce per il fondo rientrando subito seguito da Camillo) Ti prego, Camillo... entra pure !

Camillo    (entra) Grazie !

Armando         Scusa l'attesa...

Camillo    Ti pare ?... ormai sei diventato un celebre avvocato (ride) In verità, volevo farti una sorpresa.,. entrare all'improvviso,.. ma lui... (indica Giovanni) ha voluto per forza annunziarmi !

Armando         Peccato !

Camillo    (indicando Giovanni) E’ da poco al tuo servizio ?

Armanndo       Sicuro, ma tra poco se ne andrà, (a Giovanni) Comincia intanto ! (Giovanni esce)

Camillo    Bella questa casa.

Armando         Si, bella

Camillo            Caro il mio Armando!... (siede) Da circa un mese non avevo il piacere di rivederti !

Armando         (siede) Gii... un mese !

Camillo            Dovevo recarmi ad una conferenza...

Armando         (con intenzione) Come mai non ci sei andato ?

Camillo            E’ stata rimandata... ed avendo un'oretta disponibile, ho pensato di venirti a fare una visita...

Armando         Un'ora ?

Camillo           Già. Come va la tua professione ?

Armando         Abbastanza bene ! E tua moglie ? Sta bene ?

Camillo            Bene... bene. grazie ! L'ho lasciata a casa un po' dispiaciuta ... nervosa ...

Armando         Come mai ?

Camillo            E’ gelosa !

Armando         Gelosa ? !

Camillo            Gelosa come una gatta !

Armando         Ti vuole bene !

Camillo            Appunto per questo la considero... e la perdono. In fondo è tanto una cara ragazza !... Sapessi la storia della sua vita... un vero dramma ! La poveretta, due anni fa. fu sedotta da un ricco commerciante americano... che poi se ne parti, abbandonandola nel suo dolore !

Armando         Sicché... non fosti tu che... ?

Camillo            (con tono serio) No... no... no... Mascalzone ! Lei in quell'epoca era scritturata come soubrette in una compagnia di riviste ed io come primo violino nell'orchestra del teatro. Una sera mi recai nel suo camerino per chiederle la partitura di una nuova canzone; nell'entrare, la trovai piangente a lacrime dirotte e quando le chiesi il perché... fini per confessarmi tutto ! Mi sentii preso da una tale commozione, che dovetti andar via. Da quella sera, lei dal palcoscenico, io dall'orche­stra... cominciò l'idillio, c'intendemmo... e... per fartela breve, la sposai !

Armando         Bene !

Camillo            E ne sono rimasto contento !

Armando         A dirtelo francamente, tutti gli amici tuoi sono rimasti contenti del tuo matrimonio !

Camillo       Perché mi volete bene...

Armando           Infatti, tutti abbiamo detto: Camillo è sistemato.

Camillo       Precisamente ! Credimi, Armando, quella donna ha cambiato la mia vita da cosi a cosi !

Armando           Come sarebbe ?

Camillo       Sai bene qual era la mia vita di scapolo... in quell'epoca guadagnavo abbastanza bene, eppure, quando volevo farmi un abito nuovo, dovevo pensarci bene. Adesso guadagno la terza parte di quello che guadagnavo allora... lo crederesti ? In casa mia c'è l'abbondanza !

Armando    E come si spiega ?

Camillo       Con l'economia che lei sa fare !... Ha saputo talmente regolare la mia vita... Sai che le do per le spese giornaliere ?... Le do 1000 lire al giorno e 1.500 alla domenica... Credimi, con quelle 1200-1500. lire di me­dia al giorno, lei si volta, si gira, si rivolta... in casa mia, c'è l'abbondanza ! Alla mattina comincio col latte, caffè, burro e marmellata. A mezzogiorno un bel filetto ai ferri, con contornino di verdura, patate, piselli, poi frutta e un bel bicchiere di vino generoso, perché abbiamo anche una discreta riserva di vini buonissimi ! Alla sera poi, pranzo completo, compreso il dolce.

Armando           Perbacco ! Ma come riesce a fare tutto questo!

Camillo       Economia caro ! Lei risparmia un soldo qua, uno li... un soldo sulla frutta, un soldo sul burro... e riesce ad aiutarmi senza farmi sentire il peso della famiglia che di questi tempi è gravoso. Ha comprato una scatola vuota di latta e li mette da parte le sue economie... con una puntualità una fermezza ammirevole. Ad un soldo al giorno, un soldo al giorno... quando riesce ad accumulare una sommetta, la spende per i suoi capricci... non so... la scatola di cipria... il rossetto._

Armando           Lo smalto per le unghie...

Camillo       ...il paio di calze... le scarpe... il vestitino... il visone.

Armando           Il visone ?...

Camillo            Già, il mese scorso, per esempio, si i comprata un bellissimo ombrellino col manico d'avorio. Sapessi poi la fortuna di quella ragazza !... Vince sempre al lotto !

Armando         Veramente ? !

Camillo            Sicuro ! E le 50.000 e le 80.000... e le 100.000...

Armando         Non ha mai vinto meno di 50.000 ?

Camillo¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† Non lo so... il biglietto non me lo lascia mai vedere, altrimenti, dice: ‚Äú I numeri non escono!‚ÄĚ E una bambinona !... II mese scorso le volli fare un regalo... e le comprai una bella borsa... pagai 30 mila lire... io poi non posso spendere di pi√Ļ... comprenderai l'economia che fa lei io non la posso fare...

Armando         E chiaro !

Camillo            Io veramente, mi procurai pure io una scatola.

Armando         Pure tu ?

Camillo            E già... volevo imitare mia moglie... e puntualmente cominciai col mettervi dentro un soldo al giorno... un soldo al giorno... ma alla fine del mese, trovavo una lira e cinquanta... e allora...

Armando         Logico... non ti conveniva... specie a febbraio... trovavi una e quaranta !

Camillo            Perfettamente. Dunque ti dicevo... le regalai... una borsa. Avessi visto la gioia di quella donna. Gome se le avessi regalato un brillante, un solitario!... Credimi... ha il dono di saper accettare... qualunque cosa.

Armando         Capisco, accetta tutto !... Arraffa tutto!

Camillo            Bene !

       (campanello interno)

Giovanni         (sotto l'uscio di fondo) Avvocato? L'ingresso! (è preoccupato)

Armando         E vuoi che ci vada io ? Vai ad aprire e non fare il buffone ! (Giovanni va via, poi torna) Imbecille !...

Camillo            (alzandosi) Tu forse hai da parlare di affari... vado via. (internamefite vocio)

Armando         Cosa succede ?

Gondrano        (a Giovanni che lo segue) Lasciami entrare, ti ho detto! (E’ agitatissimo)

Armando         (andandogli incontro) Caro Gondrano... come mai qui?

Gondrano        (deciso) Dimmi dove hai nascosto mia moglie ?

Armando         (meravigliato) Ma cosa dici ?

Gondrano        (C.s,) Dove hai nascosto mia moglie ?

Armando         Gondrano ? ! Non ti capisco. Vorresti fotse intendere che la tua signora...

Gondrano        ...E’ la tua amante ! Da un pezzo sospettavo, ed ora ne ho avuto la prova ! Una donna mezz'ora fa è venuta qui da te.

Armando         Ma cosa dici ?

Gondrano        Silenzio! Una persona da me pagata mi ha riferito che una donna i salita qui da te... e questa donna è mia moglie !

Armando         Ti sbagli...

Gondrano        Non mi sbaglio affatto ! Visiterò L’appartamento ! Comincio da quella stanza (indica la porta per la quale è uscita Elena)

Armando         Un momento ! Li no !

Gondrano        Lo sapevo... ne ero sicuro... è la ! Armando, voglio passare !

Armando         No, tu non passi.

Camillo¬†¬†¬† Un momento. Quando si va da un amico, il ‚Äúvoglio‚ÄĚ lo si lascia a casa. (ad Armando) Tu permetti che io intervenga ?

Armando         Prego, prego.

Gondrano        Ma chi è?

Camillo    Tu permetti ?

Gondrano        Ma che vuole ?

Camillo    Tu permetti ?

Gondrano        (forte) Ma costui chi è?

Camillo    Un momento ! Se sto parlando con lui, come posso rispondere a voi ? Dunque: voi siete scostumato e non avete educazione !

Gondrano Io non ho educazione ?

Camillo    La dovete avere per forza ? L'educazione nasce con l'individuo. O si ha o non si ha. Lei, per esempio, è una persona per bene; magari I'hanno mandato a scuola. Ma scostumato era e scostumato è rimasto.

Gondrano Egregio signore da me sconosciuto.:.

Camillo    ... e perché le sono sconosciuto? perchi lei è scostumato.

Gondrano E insiste !

Camillo    Si capisce che insisto ! Perché se entrando qui si fosse presentato, io avrei fatto altrettanto e lei ,adesso saprebbe chi sono. Non l'ha fatto, ed ecco perché le sono sconosciuto.

Gondrano Eh già ! Io entrando qui, dovevo presentarmi e adesso saprei lui chi è !... Avanti, sentiamo chi siete...

Camillo    (ad Armando) Ecco vedi...

Gondrano (forte) Chi siete ?

Camillo    Non te lo voglio dire !... (si allontana)

Armando  (piano a Gondranoo) Ascoltami, Gondrano, in quella camera. è vero, c'è una donna...

Gondrano.       Lo vedi ?

Armando  Ma non è tua moglie ! Come puoi tu credere ad una simile infamia da parte mia ?

Gondrano Voglio vederla...

Armando  Non posso... perché  è la moglie di...

Gondrano Di chi ?

Armando  Di quello li. (indica Camillo, il quale passeggia per la scena, tranquillo) Siccome vuole separarsi dal marito, è venuta da me per un consiglio legale. Il caso ha voluto che il marito, trovandosi a passare per questa strada... e siccome era tanto che non ci vedevamo...

Gondrano Non credo niente... voglio vederla!... (con rivoltella alla mano) Lasciami passare, altrimenti ti ammazz) come un cane !

Armando  E va bene. E’ un abuso, però. (e passa dall’ altra parte)

Gondrano (a Giovanni) Lasciami passare!...

Giovanni         (che è davanti all'uscio) Lei non passerà !

Gondrano        Lasciami passare!

Giovanni         Lei passerà sul mio cadavere.

Gondrano        Lasciami passare ! (lo minaccia con la rivoltella)

Giovanni         Subito! (passa)

Gondrano¬†¬†¬†¬†¬†¬†¬† E quell'altro dov ‚Äė√®? (ripete forte) Quell'altro dov'√® ?

Camillo       Io sono passato prima !

Gondrano        (a tutti e tre) Mani in alto !

Armando         Gondrano, sei impazzito ?

Gondrano        Su le mani o sparo !

 Camillo           (abbassando le mani) Senti...

Gondrano        Su le maai !

Camillo¬†¬†¬†¬†¬†¬† (con le mani gi√Ļ) No, ecco...

Gondrano        (minacciosissimo) Su le mani, ti dico !

Camillo       Volevo domandare: (indica la rivoltella) E’ carica ?

Gondrano        Certamente !

Camillo       (alza le braccia) No, perché, a volte, ti minacciano con un’arma scarica, in tal caso è umiliante.

Gondrano        Ma questa è carica e vi ammazzerb tutti: tutti. Su le mani ! Restate cosi !

(i tre tengono le mani s√Ļ, mentre Gondrano esce ritornando poco dopo tranquillizzazo, calmo. Gaarda subito affettuosamenze Armando, il quale lo guarda ma scrollando leggernmente la testa come per dire: ~ Sei contento ora ? Camillo, senza comprendere, assiste con stupore ma tranquillo alla scena muta dei due amici. Infine, sempre senza parlare, Gondrano porge la destra ad Armando come per chiedergli scusa e perdono e i due si stringono forte la mano, abbracciandosi e baciandosi fraternamente. Dopo ci√≤, riappacificati, si avviano verso l‚Äôuscio di fondo dove si trover√† Giovanni al quale Gondrano stringe la mano, lo abbraccia e tutti e tre escono per il fondo)

Camillo       (al colmo dello stupore, incuriosito, si dirige verso l’uscio di destra ed esce mentre Armado e Giovanni entrano dal fondo)

Armando  E’ fatta !...

Camillo    (entrando seguito da Elena) E tu, cosa fai qui ?... (poi ad Armando) Mia moglie?!...

Elena   (calma, ma con tono sereno) Benissimo.

Camillo    Un momento !... Come ti trovi qui ?

Elena   Non lo sai, è vero ? Adesso, non lo sai ? Come mi trovo qua ?... Non lo so !... Scandendo le parole) Non lo so !

Camillo    Ma io lo devo sapere !

Elena   La moglie è capace di tutto! Perché sono qua in casa dell'avvocato ? Ti ho seguito, capisci ? Cosa sei venuto a fare qui ? Qualche incontro amoroso... certamente... parla !

Camillo    (sincero) No ?!.:. Cosa dici ?

Elena   Silenzio !

Armando  Posso assicurarle, signora...

Elena   (con forza) Silenzio anche lei, avvocato !

Camillo    (piano ad Armando) Zitto, per carità !...

Elena   (con falso tono di gelosia) Bada che se mi accorgo di qualche cosa... io sarei capace di tutto. (lo abbraccia) Tu sei mio, capisci ? ! Mio... e non devi essere di nessun'altra !... Per te ho sacrificato una carriera artistica, perciò rifletti bene e bada a quello che fai !... Mi avevi detto che saresti andato ad una conferenza... e invece, ti trovo qua... in casa dell'avvocato... un dongiovanni...

Armando (fingendosi offeso) Signora...

Elena  (continuando senza badargli) ...poi vuol sapere come mi trova qua ?... Non lo so: non lo so!

Camillo    Io mi trovo qua, perché la conferenza è stata rimandata.- e siccome non vedevo Armando da circa un mese, ho pensato di venirgli a fare una visita; ecco tuno ! Io sono un marito fedele- E se vuoi che te lo dica sinceramente una buona volta, smettila con questa ma ma-ledetta gelosia... altrimenti ti lascio e me ne vado...

Elena   Tu ?...

Camillo    Io... si !

Elena   Ah!... Dio!... Dio!... il fegato!... (cade affranta sul divano)

Camillo¬†¬†¬† (ad Armando) Guardala !... Che ti dicevo poc'anzi ? Continuando cosi... finir√† per ammalarsi ! Ma questa volta sono deciso, perch√© sono stufo, stanco ! Non voglio pi√Ļ sospetti sulla mia persona ! (ad Armando) Non voglio essere pi√Ļ pedinato ! Ti pare possibile che in ogni casa di amico che vado, la trovo ? !

Armando      Allora è giusto il suo risentimento, signora !

Camillo¬†¬†¬† Giusto ? Giustissimo ! Non sopporto pi√Ļ ! Se vuoi credere a ci√≤ che ti ho detto, bene... se no... separiamoci.

Elena        (fingendo di calmarsi) E’ vero allora quello che mi hai detto ?

Armando      Sul mio onore, signora !

Camillo    Te lo giuro !

Elena   Bene..: ci credo ! (si alza decisa) Ed ora a casa, Camillo!

Camillo    Sei convinta ?

Elena   Si. (ad Armando) Buongiorno, avvocato !

Armando      I miei riguardi, signora.

Elena   (piano ad Armando) Ci vedremo domani alla stessa ora ! (a Camillo, forte) Andiamo subito a casa !

Camillo         Eccomi. (non convinto) Ma dimmi un po'... mi hai seguito, va bene... ma come hai fatto ad entrare qui ?... io conosco bene l’ambiente.

Armando      Anch'io non riesco n spiegarmelo...

Camillo    (a Elena) Come hai fatto ? Per entrare in quella camera, occorre assolutamente passare da questa... ora, noi eravamo seduti in quel posto... (indica un lato della scena)

Elena ¬†¬†¬†¬†¬†¬† (seria) Camillo, io sono moglie... comprendi ? Moglie ! (volgendo in gi√Ļ la mano destra, piegando il pollice e stendendo le altre diza) Moglie ! ! !

Camillo    (indicando la mano) Cosa vuol significare ?

Elena   Con la ~ emme ~ maiuscola ! La moglie può entrare dappertutto: dai tetti, dalla finestra, dapperrutto ! Diventa piccola piccola ed entra per la finestra; sottile sottile e passa per sotto l'uscio. Non posso metterti in guardia, non posso svelarti il mio segreto. Troppo comodo, sarebbe per te ! Quindi, se mi domandi come sono enrrata qui, io ti rispondo:  Non lo so. A casa, Camillo. (ed esce)

Camillo       (ad Armando) Hai visto ? Cose da pazzi... (a Giovanni) Senti... a me lo puoi dire... sei stato tu a farla entrare ? Ti ha dato una mancia...

Giovanni     Cosa dice, signore... giuro di no !

Camillo       E’ come ha potuto entrare ?...

Giovanni     Non lo so. (via)

Camillo       Ciao allora e ci rivedremo ! (scorge sul divano la borsa di Elena) Guarda che distratta... ha dimenticato qui la borsa che le regalai... ti piace ?

Armando    Carina !...

Camillo       Vedessi internamente che bella che è!... (l'apre) Guarda... c'è tutto... (guarda con stupore l'interno della borsa)

Armando    Cos'è ? (e guarda anche lui nella borsa. Ne resta meravigliato, poi guarda Camillo)

Camillo       (ha un'espressione di stordimenzo da far credere che si sente male) Ma...

Armando    Camillo ? Cos'hai ?... Sei gelato... vuoi sedere ?...

Camillo       (c. s.) No... grazie... comprenderai... un marito che trova nella borsa della moglie... quattro fogli da diccimila, cento dollari... (mostra un bigliezzo) cinquecento franchi. svizzeri... è un po' troppo... Tu capisci ? C'è poco da dire e da pensare ! Tutto è chiaro !

Armando    Capisco, capisco !

Camillo       C'è da rimanere di stucco! Che donna! Che donna!

Armando    Perchè ?

Camillo       Con un soldo al giorno... un soldo al giorno !...

Armando    (con esasperazione e spingendolo sgarbatamenze verso l’uscio di fondo) Vai.-. Camillo... Vai ! Vai via..- via ! (e cala la tela)

FINE

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