Sposerò la vedova allegra

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spacca-obiettivi

“ Sposerò la vedova allegra “    di Franco  Roberto                    GTR

Commedia in 2 atti

Personaggi :

Giovanni Fabiani, fotografo

Antonia, sua moglie

Ciro, il figlio

Bice,  la figlia

Dolores Ribottà, ex- soubrette di operetta

Luigi Binelli, amico di Giovanni

Vincenzo Gallucci, allenatore di boxe

Giorgio Ardenti, massaggiatore sportivo

Secondina, nipote di Dolores                                                                                        

Alessia

Valeria

Roberta

La scena: sala d’aspetto dello studio fotografico, nell’appartamento della famiglia Fabiani.

A destra la porta verso le altre camere dell’alloggio; a sinistra la porta che dà nell’entrata; di fronte la porta che conduce nella sala posa e alla camera oscura.

Arredamento modesto. Al centro, fronte al pubblico, un divano e un tavolino, sul quale ci sono diversi periodici. Alle pareti alcune fotografie “ campione “ : formato tessera, ritratti di bambini, di sposi, ecc.

Sopra un mobile un radio - registratore.

All’esterno un campanello (per esempio DIN – DON) che si immagina collegato all’apertura della porta dello studio fotografico, sul pianerottolo.

PRIMO  TEMPO

(entra in scena Giovanni scotendo la testa, seguito da Atonia poi Bice e Gallucci)

ANTONIA – Basta, Giovanni!

BICE  – Papà, tu non capisci!

GALLUCCI – Signor Fabiani, lei prende a calci la fortuna!

ANTONIA - … e tutti noi!.. dopo tanti anni di matrimonio, scopro che sei un perfetto cretino!

BICE – Papà non cercare di scusarti!

GALLUCCI – Lei odia lo sport!

ANTONIA – Fila in camera oscura,fotografo da strapazzo!… Via!

GALLUCCI – ( si guarda intorno )   Ma……….  e Ciro?

ANTONIA – Già. dov’è ?

BICE – E’ sparito, appena abbiamo cominciato a urlare con papà.

ANTONIA – ( preoccupata )  Signor Gallucci ………

GALLUCCI ( preoccupata ) Mi chiami “ maestro “, per favore, come mi chiamano nell’ambiente del pugilato.

ANTONIA – Sì, maestro. Volevo dire…… Ciro non sarà mica un pauroso ?

GALLUCCI – Signora, mi stupisco! … Pauroso suo figlio Ciro, che da stasera sarà campione regionale dei pesi gallo ?!? …….  Non lo pensi nemmeno. Sarà andato a farsi massaggiare.(urla verso destra)  Giorgio!(alle donne) Credetemi che è in buone mani. Nessuno saprebbe dare vita ai muscoli meglio di Giorgio, il massaggiatore che ho scoperto io.L’uomo dalle mani di velluto con i polpastrelli di carta vetrata. (urla come prima)  Giorgio!

GIORGIO – (entra da destra. Giovane simpatico, moderno, dalla parlata comicamente anticonformista )  Eccomi, maestro di suonati!………. Ma non megafonare, che fai accendere gli abbaglianti al futuro distributore automatico di carezze proibite.

ANTONIA – ( allibita, a Gallucci indicando Giorgio )  Ma, che ha detto?

BICE – Chiarissimo. Di non gridare, per non svegliare Ciro.

ANTONIA – ( stupita, a Gallucci )  Cosa?!? ……… Mio figlio dorme?

GALLUCCI – Merito mio, signora! … Certo. Questa calma, a poche ore dall’incontro, è uno dei sorprendenti risultati del mio originale metodo d’allenamento.

BICE – Sarà, ma se dovesse addormentarsi anche questa sera sul ring …..

GALLUCCI – Dice bene, signorina! … Su quel ring, stasera, “ qualcuno “ s’addormenterà. Ma quel “qualcuno” sarà l’avversario del mio …….. Cioè! Del “nostro” possente, veloce, tremendo Ciro. Ossia il Ciro Fabiani che forgiato con le mie mani.

GIORGIO – ( sarcastico) Sì, perché io, quando lo “impastavo”, usavo i fettoni. ( indica i suoi piedi)

GALLUCCI -  Giusto! Il superman Ciro Fabiani è suo, (indica Antonia) suo, (indica Bice), tuo (indica Giorgio) e …….. MIO ! ( Rivolto a destra, con l’urlo ritmato del tifoso)  CI – RO ! CI – RO !!

Tutti – ( rivolti a destra)  CI – RO!!  CI – RO! CI – RO !!

CIRO – (entra da destra insonnolito. E’ un giovane in tenuta da pugile con guantoni)  Mi avete chiamato?

ANTONIA – (si precipita ad accarezzarlo, affettuosa) Oh, caro ! … Ti senti bene?

CIRO – No.

I QUATTRO – (allarmati)  Noooo?!? ..

CIRO – Ho il naso che mi prude, ma con questi guantoni non riesco a grattarlo.

I Quattro – ( si precipitano a grattare il naso di Ciro )

CIRO – Piano, che m’accecate.

BICE - (affettuosa) Ciro,mio atletico fratello, sei in forma?
CIRO – Beuh.

GALLUCCI – Stavi facendo relax, vero?

CIRO – No no ... Dormivo. Ma quando avete urlato ho fatto nel letto ……

ANTONIA ( interrompe preoccupata) Cosa ?

CIRO – Un salto di spavento.

GALLUCCI ( a Giorgio ) – Massaggio!

GIORGIO – Alè!… Metto a fuoco il bollito.( massaggia gambe e braccia di Ciro il quale soffre il solletico e ride, ebete).

BICE -  Basta, chè soffre il solletico.

GALLUCCI – Coraggio, Ciro!…..( Indica un angolo)  Là, per il quotidiano combattimento contro l’ombra. ( Ciro svogliato si rassegna, va’ nell’angolo indicato. Agli altri). Alle vostre poltrone di ring, e silenzio. ( I tre siedono qua e là, evidentemente in posti abituali, per osservare Ciro). Dài, Ciro! …… Colpisci l’ombra.

CIRO – Dov’è?

ANTONIA – Ma caro ! …… Il maestro te l’ha già detto tante volte.

BICE – Devi immaginare di avere di fronte l’avversario.

GIORGIO – E lo devi mandare in orbita  a farsi l’aureola.

CIRO – Ho capito, ma questa sera, quello che devo mandare in orbita non sarà mica magro come un’ombra.

ANTONIA ( preoccupata) Purtroppo no. Io l’ho visto in una fotografia, e ………. ( si copre gli occhi con le mani)

BICE – E’ grande e grosso come un armadio.

CIRO – Come quello della mia camera?

ANTONIA – Quasi.

CIRO – ( riflette un attimo, quindi fa l’atto di spostarsi al centro, borbottando)  Allora me ne vado.

GALLUCCI – ( lo trattiene) Fermo e concentrato ! ….. Tu hai la forza che io, io! ho esaltato. Tu hai la forza per abbattere un toro !

CIRO – Ma non un armadio.

GIORGIO – Se quello (indica Ciro) continua a perdere i “ tic e tac “ (indica la propria fronte), stasera lo raccoglieremo sul ring con cucchiaino e microscopio.

GALLUCCI – Suvvia, Ciro! …. ( Ciro eseguirà comicamente gli ordini) . Molleggia sulle gambe a passo di danza! :……Colpisci a destra! ……Colpisci a sinistra! …….. Para!…….. Gancio! …….. Molleggia! …

ANTONIA – Poverino! … E’ tutto sudato. (Urla verso destra) Secondina ! .. Secondina, porta la spugna di Ciro.

CIRO – (Boccheggiante) Maestro ………( e tace).

GALLUCCI – Dì pure, ma non fermarti.

CIRO – Quest’ombra è forte. Non va mai al tappeto.

GALLUCCI – Tu! … Tu, Ciro, devi mettere l’ombra KO. Caricati come una molla!! … Prepara il tuo famoso balzo della tigre!

SECONDINA – ( graziosa ragazza, piuttosto sempliciotta, entra da destra, tenendo l’ampio asciugamani di spugna per Ciro disteso dinanzi agli occhi. E’ appena entrata quando )

CIRO – ( con un balzo si volta e vibra un destro contro la spugna, all’altezza del viso di Secondina).

Gli altri – ( balzano in piedi e, impauriti, si avvicinano cautamente a Secondina).

CIRO – ( avvicinandosi anch’egli) Povera ombra ….. L’avrò ammazzata?
GALLUCCI – Veramente, con la potenza che ho “creato” nel tuo destro…. (ad Antonia, indicando Secondina)  Guardi lei.

ANTONIA – Per carità! …… La vista del sangue mi toglie il respiro.

GALLUCCI – ( A Bice) Lei.

BICE – Oh no! …… Le gambe mi tremano. Svenirei.

GALLUCCI – ( a Giorgio) Tu.

GIORGIO – Prego, maestro. Io, delle donne, ammiro soltanto l’estasi d’amore, non l’estasi da sventole.

ANTONIA – Insomma, maestro! ……… Lei, quale esperto di boxe, dovrebbe essere abituato a vedere teste rotte .

GALLUCCI – Prego, signora! ….. I miei “pupilli” non si fanno mai spaccare il cranio. Lo spaccano agli altri. Ciro, guarda tu come sta la signorina ( indica Secondina).

CIRO – Iiio?!?

GALLUCCI – Sì! ….. Perché tu l’hai colpita e tu devi soccorrerla. Lo dice anche il Codice della Strada.

CIRO – Ma io  non l’ho mica investita con un autotreno. (impressionato) E se avesse la faccia a pezzi?

ANTONIA – Oh, povera Secondina! …… Me l’ha affidata sua madre. L’ho quasi “strappata” alla pace della campagna, impegnandomi a considerarla alla “pari”. Capirete che, oggigiorno, le “colf” vogliono uno stipendio da ingegnere nucleare ……..Come potrò dire a sua madre : “ Mio figlio ha ucciso sua figlia?”.

BICE – Adesso non esagerare. In fin dei conti le ha dato solo un pugno. Non le ha mica sparato una cannonata.

GIORGIO  – Siccome il mio periscopio (indica gli occhi) esplora che nessuno si muove, mi armo di fegato in pillole, e …… (solleva un po’, dalla parte opposta al pubblico, l’asciugamani e guarda il viso di Secondina. Lo lascia ricadere, impressionato)  Forse sta già chiedendo a San Pietro una nuvola con servizi e vista sul mare di lacrime.

ANTONIA – Siamo rovinati! ……. Bisogna chiamare la polizia.

CIRO – Sarebbe meglio un dottore.

BICE – Finiremo tutti in prigione.

(si sente bussare a una porta di legno. Tutti sussultano e si guardano intorno, spaventati).

ANTONIA – Chi-Chi ….. Chi è? (si sente bussare come prima)

BICE – (indicando la porta della camera oscura) Dev’essere papà.

ANTONIA – (rivolta verso il fondo) Avanti.

GIOVANNI – (entra timidamente dal fondo, tenendo in mano una sigaretta spenta..) Scusate il disturbo, ma non trovo ……….

ANTONIA – (interrompe bruscamente) Cosa?

GIOVANNI – L’accendino per …… ( fa cenno di accendere la sigaretta).

ANTONIA – Ecco! .. Lui pensa solo a fumare.

GIOVANNI – Tu … Lei….. (indica Bice) lui ……..(indica Ciro) Anche loro (indica Gallucci e Giorgio) Tutti, insomma , mi avevate detto che in camera oscura potevo ……

ANTONIA (interrompe) Basta! Trova quel tuo maledetto accendino, e torna immediatamente al lavoro.

GIOVANNI – Sì. (guarda in qualche posto e borbotta) Strano .. Ho l’impressione che mi sia uscito di tasca …. Ah! Quando stavo seduto lì. (indica la poltrona, dove sta distesa Secondina). Leggevo il giornale, e …… (solleva distrattamente l’asciugamani, e gli appare il viso terrorizzato di Secondina, la quale ha un occhio aperto, sbarrato, e l’altro chiuso da un’ammaccatura blu). Gioca a nascondino?

CIRO – (con un sospiro di sollievo) Meno male che la mia bomba atomica ha fatto cilecca. ( Si prende l’asciugamani, se lo getta sulle spalle, quindi si stende sopra il divano e si appisola).

SECONDINA – ( si alza in piedi a  fatica , barcolla, e fissa Giovanni con il solo occhio aperto).

GIOVANNI – ( la osserva stupito, poi si rivolge ad Antonia) Te l’avevo detto di accompagnarla sempre, quando scende in cantina. Adesso è ubriaca, e mi fa l’occhiolino.

ANTONIA – Vai, Secondina. Va’ a prendere l’accappatoio di Ciro.

GALLUCCI – (concitato, ad Antonia e Bice) Gli chiedano il denaro per stasera.

ANTONIA – (sottovoce) Giusto. (con esagerata dolcezza). Giovanni….mio caro , carissimo Giovannino……

BICE – (dolcissima) Papà ………. Paparino  mio……..

GIOVANNI – (s’è fermato. Ora si volta lentamente, sorpreso e piacevolmente emozionato) Dite a me?

ANTONIA – ( s’affretta a prenderlo sottobraccio da una parte, mentre Bice lo prende sottobraccio dall’altra) Ma certo, tesoro.

BICE – Paparino bello ….. Noi ti vogliamo tanto bene.

GALLUCCI – ( mentre i tre avanzano verso la ribalta, fa un gesto a Giorgio, per spronarlo a collaborare, poi si pone di fianco ad Antonia) Io pure, Signor Fabiani, le voglio bene.

GIORGIO – (ponendosi di fianco a Bice) Faccio l’eco. Anch’io.

GIOVANNI – ( li guarda tutti e quattro, poi borbotta) Curioso ………

ANTONIA – Che cosa, caro?

GIOVANNI – In un’altra occasione, … i “ladroni” erano solo due. (Pausa. Sospira) Ma tutto aumenta ……….

ANTONIA ( mordendo il freno) Tu sei un uomo più unico che raro.

GIORGIO – Fatto lei, s’è bloccata la catena di montaggio.

BICE – Sei il paparino più buono e intelligente.

GIOVANNI – Sempre peggio.

GALLUCCI – In lei ho trovato un amico, un fratello.

GIOVANNI - ….. un cretino.

ANTONIA – Guai se in questa casa non ci fossi tu con il tuo lavoro ………..

BICE - …….. con il tuo affetto…….

ANTONIA - …… con la tua pazienza …..

GIOVANNI - ……….. con il tuo portafogli. Cioè …… con il mio.

ANTONIA – Vedi, caro …… Certe colte, scusa se te lo dico, sei un pochino strambo. (indica Ciro) Lo vedi tuo figlio?

GIOVANNI – Purtroppo.

GALLUCCI – Ha un fisico armonioso, eccezionale. Suo figlio potrebbe addirittura fare il modello.

GIOVANNI – Sì, per la pubblicità della magnesia purgativa.

GIORGIO – Io ho intercettato! …. Lei vorrebbe che il suo virgulto facesse retromarcia, per rimettersi in parcheggio tra i musi spacca-obiettivo dei suoi immortalati, e la puzza acidosa di quella camera (indica la porta di fondo), dove il colore rosso si chiama “oscuro”.

GIOVANNI – Questo (indica Giorgio) ha le parole in insalata.

BICE – Io sono invidiata dalle amiche, soprattutto perché ho un fratello come Ciro.

ANTONIA – Del resto sono appena sei mesi che non ti aiuta più nello studio fotografico. Dal torneo di boxe del circolo ricreativo artigiani.

GALLUCCI – Proprio in quell’occasione io lo vidi, ne rimasi incantato, e compresi che Ciro aveva la stoffa del campione.

GIOVANNI – Guardi che quella sera ne prese tante, ma tante ……..

GIORGIO – Appunto! …… Il maestro (indica Gallucci) disse : “ Quel ragazzo sa prenderle come nessun altro.”

ANTONIA – Ma il maestro, con la sua esperienza, con le sue conoscenze, e con la collaborazione di Giorgio ……..

GIORGIO – (interviene,  orgoglioso) Strizzamuscoli a tempo pieno!

ANTONIA - …….. è riuscito a portare il nostro Ciro all’incontro di campionato.

GALLUCCI – Vedrà la fotografia di Ciro sui giornali.

GIOVANNI – Sì, in barella al “pronto soccorso”.

ANTONIA – (urla) Ciro vincerà!

CIRO – (addormentato, ha un sussulto da incubo. Balza in piedi a occhi chiusi, tira indietro la testa, come se fosse stato colpito da un pugno, urla). Ahi! ……. ( quindi ricade disteso sul divano e continua a dormire).

ANTONIA – ( a Gallucci) Perché nel sonno ha fatto “ ahi” ?

GIOVANNI – (ironico) te lo dico io : sognava che “ vinceva”.

BICE – Avrà freddo. Giorgio, per favore, fai sollecitare Secondina, perché porti subito l’accappatoio di Ciro.

GIORGIO – Se non mi slitta la frizione, torno a reazione! (esce di corsa a destra).

ANTONIA – (stringendosi a Giovanni) Noi, caro, non vogliamo farti sprecare denaro. Hai tenuto i conti di quanto ti è costata,  sinora, la preparazione atletica di Ciro?

GIOVANNI – (fa segno “purtroppo”).

ANTONIA – Tanto?

GIOVANNI – Di più.

BICE – Possibile? ….. Hai solamente pagato un paio di calzoncini, i guantoni, le scarpe , e l’affitto della palestra.

GIOVANNI – (ironico) Eh già .. infatti, da sei mesi, il “maestro” e il massaggiatore vivono d’aria e dormono sotto i ponti.

ANTONIA – Va be’ … Una camera a due letti in un alberghetto, qui in periferia. E il vitto da noi è niente. Sono due persone normali.

GIOVANNI - ……. Che mangiano per sei.

GALLUCCI – La capisco, signor Fabiani … Tuttavia dovrebbe fare un ultimo, piccolo sacrificio.

BICE – Capirai, papà, che sul luogo dell’incontro, per ragioni di prestigio, dovremo alloggiare al Grand-Hotel. Abbiamo già prenotato un intero piano.

GALLUCCI – Poi dovremo fare una conferenza stampa, con generoso cocktail-party per i giornalisti.

BICE – Non potremo risparmiare le mance.

ANTONIA – Per farla breve, devi darci un assegno di tre milioni.

GIOVANNI – (boccheggiante) Tre – tre milioni?!?….

GALLUCCI – E’ niente.

GIOVANNI – Forse per lei che non li avrà visti uno sull’altro.

BICE – Credi, paparino, che abbiamo compresso le spese al minimo.

GIOVANNI – Ma . scusate la curiosità. Dove avviene questo incontro?

GALLUCCI – A  Jesi (nomina un medio centro abitato a 30-50 km dal luogo dove viene recitata la commedia).

GIOVANNI – Accidenti! … Da quanto costa credevo che fosse New York.

ANTONIA – Dopo, caro. L’America la scopriremo dopo.

GIOVANNI – Senti, Cristoforo Colombo …. non so proprio se sul mio conto corrente ci siano ….

ANTONIA – (interrompe minacciosa) Che vuoi dire?

BICE – (minacciosa) Scherzi?

GALLUCCI – (minaccioso) Sarebbe il colmo!

ANTONIA – Se hai il coraggio, ripeti ciò che hai detto.

GIOVANNI – (inizia deciso) Non so se sul mio conto corrente ci siano ……. (intimorito dalle espressioni dei tre, cambia tono) …….. solo tre milioni.

GIORGIO – (entra da destra e annuncia) Arriva la corazza dell’eroe del quadrato.

SECONDINA – (entra da destra, tenendo disteso dinanzi a sé un vistoso accappatoio per Ciro. Quando lo abbassa, si vede che ha l’occhio che teneva chiuso coperto da un fazzoletto legato sulla nuca, come un pirata).

GALLUCCI – (indica l’accappatoio) Cosa ne dice?

GIOVANNI - Bello. Bellissimo,tre milioni, un’occasione..

ANTONIA – Insomma, basta! … Vai subito a compilare l’assegno.

GALLUCCI – (a Giorgio) E poi prepariamo il campione. ( i due vanno a scuotere Ciro, il quale fatica a svegliarsi).

GIOVANNI – ( che si è avviato, ora si ferma per osservare).

ANTONIA -  (a Giovanni) Cosa guardi?

GIOVANNI – Il risveglio del …… dinosauro.

BICE – E’ stanco per gli intensi allenamenti.

ANTONIA – Non è vero. Ciro! …… in piedi!

CIRO – (si solleva in piedi a stento).

GALLUCCI – In guardia! …. Faccia aggressiva.

CIRO - (assume la posa di guardia sinistra e ringhia).

SECONDINA – ( si spaventa ed esce a destra, urlando) Mi fa paura!…

GIORGIO – (indica Ciro) Stupendo! …. Come un monumento equestre a un pedone.

ANTONIA – Chi? ….. Chi oserebbe abbatterlo?

GIOVANNI – (s’avvicina a Ciro, lo guarda, poi gli soffia sul viso)

CIRO – ( per arretrare, urta contro una sedia, o una poltrona, e crolla a sedere).

GIOVANNI – ( si stupisce, gonfia il petto) Ma perché non ho fatto il boxeur!  …. (ed esce al fondo).

GALLUCCI – (rimette in piedi Ciro, aiutato da Giorgio) Su, che andiamo a prepararci per la partenza. ( DIN DON della porta dello studio fuori scena, a sinistra).

ANTONIA – (indica a sinistra) Clienti! ……. Via, chè ci penso io.

GALLUCCI, Giorgio, Bice e Ciro – (escono a destra).

LUIGI – (fa capolino a sinistra) E’ permesso?

ANTONIA – (seccata e sgarbata, come sarà sempre con Luigi) Ah, è solo lei. Bè, visto che c’è, entri.

LUIGI – (entra. E’ un tipo simpatico, più o meno dell’età di Giovanni. Si guarda intorno) Giovanni? …

ANTONIA – E’ di là. (indica il fondo).

LUIGI – (indica una sedia o una poltrona) Posso?

ANTONIA – (sarcastica) Solito posto, eh? ……

LUIGI – Già …… Me l’ha assegnato Giovanni. ( si avvia per sedere).

ANTONIA – Un momento! (Luigi si ferma) Considerato che siamo eccezionalmente a quattr’occhi , parliamoci chiaro, signor Binelli.

LUIGI – (imbarazzato) Se vuole, signora ……..

ANTONIA – Certo che lo voglio! … (inquisitrice). Da quanto tempo lei viene qui, regolarmente, mattino e pomeriggio?

LUIGI – Be’, mi lasci pensare. (breve pausa) Ho incontrato per caso Giovanni dopo un po’ che ero in pensione … Mah!…. Sarà circa un anno che vengo a … “trovarlo”.

ANTONIA – Altro che “trovarlo”! ..Lei ha la faccia tosta di fare il “cliente fasullo”, “lo specchietto per allodole” nello studio fotografico di mio marito.

LUIGI – (sorride, autenticamente ingenuo) Bello, vero? … Pensi che è stata un’idea di Giovanni. “ Vieni a fare il cliente finto”, mi ha detto, “così quei pochi che ormai vengono a farsi fotografare  da un professionista, non crederanno di essere i soli”.

ANTONIA – (maligna) Quindi lei arriva, legge (indica il tavolino) il quotidiano, le riviste … Ma questo sarebbe niente! …. Il guaio è che fa perdere tempo prezioso a mio marito, chiacchierando, o addirittura giocando a carte con lui.

LUIGI – Vede, signora … Siamo quasi cresciuti insieme nel medesimo cortile d’una casa popolare. Poi l’asilo, la scuola, il terzo Alpini …..

GIOVANNI – Ciao Luigi!  (entra dal fondo, facendosi aria con un assegno che tiene in mano).

LUIGI – Ciao. Hai caldo?

GIOVANNI – Scherzi degli assegni. Mentre li compilo, mi viene freddo. E quando li guardo …… (guarda l’assegno) …… mi vengono le caldane. (sospira e abbandona lungo il corpo il braccio della mano che tiene l’assegno).

ANTONIA – (con un balzo gli prende bruscamente l’assegno). Ah, bravo : l’hai fatto senza mettere nomi.

GIOVANNI – Già , avrei dovuto farlo all’ordine di ….. “Ghenga d’illusi a mie spese”.

ANTONIA – Spiritoso! … Piuttosto,  noi fra poco, partiremo verso la gloria e per gustare pienamente e totalmente il trionfo, dopo l’incontro pernotteremo al Grand Hotel. Perciò …..Primo! Lava i piatti, le posate, il bicchiere e le pentole che userai.

GIOVANNI – (quasi sull’attenti) Signora-sì!

ANTONIA – Secondo! Guai a te, se farai rimanere a cena quello. (indica Luigi, il quale si rannicchia, come se volesse dare meno nell’occhio).

GIOVANNI – (ipocrita) Figurati! ... Piuttosto lo mando a comprarsi un panino.

ANTONIA – Terzo! Ti proibisco di fumare qui, dove ti proibisco anche solo di “pensare” a fumare.

GIOVANNI – Semmai “penserò” …… col filtro.

ANTONIA – Tutto chiaro?

GIOVANNI – Abbagliante.

ANTONIA – Stai bene! ( esce impettita a destra).

LUIGI – (posa il giornale, si alza in piedi e fissa Giovanni).

GIOVANNI – Be’? …. Mi hai visto tutto? (Luigi annuisce) Allora hai visto come è fatto un cretino.

LUIGI – Già ….. Ma perché permetti che, in casa tua, ti trattino così? …. Si direbbe che hai paura.

GIOVANNI – E’ vero. Io ho paura…. Ho paura di …… di avere coraggio.

LUIGI – Capisco.

GIOVANNI – E’ semplice: se io avessi coraggio, diventerei tremendo, cattivo, addirittura crudele.

LUIGI – E allora?

GIOVANNI – Preferisco avere paura. ( DIN-DON della porta dello studio, fuori scena a sinistra). Un cliente! …. Rispondimi a tono.

ALESSIA - (entra da sinistra, timorosa. Bella ragazza).

GIOVANNI – (con aria indaffarata, a Alessia) Scusi un momento che servo questo signore. (indica Luigi).

ALESSIA – Prego.

GIOVANNI – (a Luigi) Allora, signore, se ho capito bene, lei mi ordina una riproduzione e un ingrandimento a colori 30 cm X 40 della fotografia formato tessera della sua gentile e defunta consorte.

LUIGI – (impacciato) Sì. Sì. Sì. Magari ne faccia una dozzina.

GIOVANNI – (gli fa segno di abbassare il numero).

LUIGI – Sei.

GIOVANNI -  (idem c. s.)

LUIGI – Tre.

GIOVANNI – (idem c. s.)

LUIGI – (pensa un po’, quindi) Mezza!

GIOVANNI – “ Du-e” – vorrà dire. Una per lei e una per suo figlio.

LUIGI – Giusto.

GIOVANNI – La spesa ammonterà a… (fa i conti borbottando ) .. a 400.000.

LUIGI – E’ niente.

GIOVANNI – Ora mi permette, signore, di sentire che cosa desidera la signorina? (indica Alessia)

LUIGI – Faccia pure.

GIOVANNI – Grazie ( a Alessia) Vuole un primo piano a colori, oppure una figura intera? (Alessia vorrebbe parlare, ma Giovanni prosegue) Oh, lei sta bene in tutte le pose. Di profilo, di fronte …. Dica, dica.

ALESSIA – Io vorrei ….. (esita).

GIOVANNI – Dica, dica.

ALESSIA– Vorrei ….. Ciro.

GIOVANNI – (distratto) E io le faccio Cir …… (si riprende). Che vuole?

ALESSIA – Vedere il campione. Io sono un’amica di sua figlia e … (DIN-DON alla porta dello studio, fuori scena a sinistra).

GIOVANNI – (interrompe, indicando a sinistra) Scusi. Un altro cliente.

VALERIA –  ROBERTA (entrano trafelate).

GIOVANNI – Buongiorno, signorine. ( a Luigi) Lei permette che? …..(indicale ragazze).

LUIGI – (meccanicamente) Faccia pure. ( si alza in piedi e si apparta).

ALESSIA – (ridendo a Giovanni) Guardi che anche loro non sono mica qui per farsi fotografare.

VALERIA – Per carità, una fotografia, non ci pensiamo proprio.

ROBERTA -  ( ad Alessia)  Tu l’hai già visto,  Ciro?

ALESSIA – No. Stavo proprio dicendo al signore, che forse è suo padre …

GIOVANNI – Senza “forse”, signorina.

ALESSIA – Veramente il padre di Ciro me lo immaginavo diverso…..

ROBERTA - …… alto, possente, con dei muscoli così.

VALERIA – Anch’io! Lo credevo un … un TARICONE!

GIOVANNI – Invece sono solamente un …….. “Giovannino”.

CIRO – (entra da destra, vestito elegantemente, con aria stanca, assonnata).

VALERIA ,ALESSIA  ROBERTA – (gli si precipitano incontro) Ciro! …. ( e lo abbracciano, lo baciano sulle guance; quindi lo costringono a sedere fra loro, sopra il divano, stringendosi a lui e accarezzandolo).

ALESSIA – Ti senti in forma?

CIRO – (infantilmente turbato dalle affettuosità delle ragazze, fa lo spaccone) Euh!

VALERIA – E quel bruttone tuo avversario, lo metterai al tappeto al primo round?

CIRO – (c. s.) Euh!

ALESSIA – Non avrai mica  paura di Poretti? ( Ciro tace).

GIOVANNI – ( che si è appartato a osservare, con Luigi, rifà il verso a Ciro) Euh!

ROBERTA – Ma dai, con i suoi muscoli, la sua grinta : lo farà polpette.

ALESSIA – Ah, favoloso! … Quando sarai campione del mondo, ti ricorderai ancora di me?

VALERIA – E di me ?

 ROBERTA – E di me?

CIRO – Euh!

GIOVANNI – (ironico, a Luigi) Però mio figlio ha un bel discorso, vero?

VALERIA , ROBERTA e ALESSIA – ( lo abbracciano, strillando di gioia, e spingendosi reciprocamente via, sino a quando una riesce a sedersi sulle ginocchia di Ciro, il quale è molto imbarazzato e confuso).

GALLUCCI – (entra da destra portando una valigia. Vede e urla) CIRO!

CIRO – (balza in piedi. La ragazza che ha sulle ginocchia, ovviamente, scivola a terra)

GALLUCCI – (allontana le ragazze da Ciro) Via! ….. State lontano dall’atleta.

VALERIA – Ma noi ….

GALLUCCI – Domani!

ROBERTA – Almeno un bacetto.

GALLUCCI – Nessun contatto! (le ragazze sbuffano)

BICE – (entra da destra, elegantissima) Valeria! …. Alessia! ….Roberta!

VALERIA e ALESSIA – Bice! ….. (convenevoli a soggetto)

ANTONIA – (entra da destra elegantissima)

BICE – (alle ragazze) La conoscete mia madre? (indica ANTONIA).

VALERIA – Cosa?!? ….. Lei sarebbe la madre di Ciro e di Bice ?

ANTONIA (annuisce sorridente).

VALERIA – Avrei giurato che è la sorella dei suoi figli!

ALESSIA – Di meno! …. Di meno!

GIOVANNI – ( a Luigi) Stai a vedere che mia moglie diventa mia nipote.

ANTONIA – Maestro, faccia omaggio alle signorine di una fotografia di Ciro. Naturalmente con firma autografa.

GALLUCCI – Subito, signore. (estrae di tasca una mazzetta di fotografie formato cartolina, e ne dà una a ciascuna delle ragazze).

ALESSIA – (guardando la fotografia) Superbo!….

VALERIA – (idem come Alessia) Impressionante!….

ROBERTA – Mitico…….

GIOVANNI – (fa capolino alle spalle delle ragazze, per vedere le fotografie. Si stupisce. Ad Antonia) Ma … Chi gliele ha fatte queste foto?

ANTONIA – Lo studio d’arte Farinelli.

GIOVANNI – Proprio il mio concorrente del borgo?!? …..

BICE – Niente di strano, papà. Anche i dottori non operano mai  i loro figli.

GALLUCCI – A proposito, sono ancora da pagare.

ANTONIA – Provvedi, Giovanni. Cento cartine fotocolor a mille lire cadauna

GIOVANNI – ( a Luigi) E io, stupido, le faccio pagare settecento.

CIRO – E’ stata un’idea del maestro.

GIOVANNI – (ironico) L’avrei giurato!

GALLUCCI – Ora scusatemi, signorine, ma il dovere mi impone di pregarvi di andarvene.

ALESSIA – Pazienza.

VALERIA  , ROBERTA e ALESSIA – Ciao.  ( saluti a soggetto solo con Bice e Antonia).

GIORGIO – (entra da destra, portando un vassoio sul quale ci sono cinque tazze di cioccolata e diversi pasticcini). Faccio io lo schiavo, perché la pupa sinistrata sta facendosi il pediluvio all’occhio mare-blu. (posa il vassoio sul tavolo).

GALLUCCI – (impaziente, indica le tazze) Dai, Ciro! ( si serve e divora i pasticcini)

ANTONIA, Bice, Giorgio e CIRO – (prendono la loro tazza di cioccolata e bevono).

GIOVANNI – (timido, s’avvicina a Bice, per guardare dentro la tazza) .Cos’è?

BICE – Cioccolata calda.

GIOVANNI – La mia passione. (ad Antonia) Non ce ne sarebbe ancora un po’ anche per me, e ……(indica Luigi, il quale è andato a sedere al suo posto abituale).

ANTONIA – Sei impazzito? …. In questa cioccolata ci sono le vitamine scelte dal maestro per dare lo sprint a Ciro. E poi, la cioccolata, alla tua età ….. Pensa alla pressione! …. Pensa al colesterolo!…..Dico bene, maestro?

GALLUCCI – ( a bocca piena) Benissimo. Bisogna tenersi leggeri.

GIOVANNI – (sarcastico) vedo, vedo, ….

GIORGIO – (guarda l’ora) Banda! …. Il mio campanile dice che è l’ora di pedalare.

Tutti – (posano la tazza vuota).

GALLUCCI – Signore e signori ….. partenza verso l’alloro! … (esce )

BICE – (uscendo a sinistra, dà un bacio sopra una guancia di Giovanni) Ciao!                   

ANTONIA – (s’avvia a sinistra, impettita).

GIOVANNI – Arrivederci, Antonia.

LUIGI – (balza in piedi, felice) Finalmente se ne sono andati.

GIOVANNI – Sì, ma stiamo attenti a parlare, perché Secondina potrebbe fare la spia.

LUIGI – Però …… Almeno quella ti obbedisce?

GIOVANNI – Come no? … Guarda. (chiama bruscamente, rivolto a destra). Secondina!

SECONDINA – (entra da destra, vestita per uscire, tenendosi una mano sull’occhio contuso).

GIOVANNI – Coraggio, tolga quella mano dall’occhio.

SECONDINA – Non posso.

GIOVANNI – Perché?

SECONDINA – (toglie la mano e fa vedere nel palmo una fetta di carne) Mi cade la bistecca che fa sparire il blu.

GIOVANNI – (osserva la carne) Ma … questa bistecca è cotta al burro!

SECONDINA – Sì, perché non mi piace la carne cruda.

GIOVANNI – (distratto, rivolto a Luigi) Se non le piace la carn …. ( si riprende ) Roba da matti! …..E così vestita, dove va?

SECONDINA – All’aeroporto.

GIOVANNI – (c.s.) Eh già, all’aerop……. (si riprende) Eh?!? …. Cosa va a fare all’aeroporto?

SECONDINA – Vado ad aspettare mia zia, che arriva dalla Francia stanotte. Vuole abbracciarmi subito. Poi faccio con lei il viaggio in treno sino qui. Arriveremo domattina presto. Bello, eh?…

GIOVANNI – Brutto, invece! Doveva dirmelo prima!

SECONDINA – L’ho detto a sua moglie. Tanto lei, in questa casa …..

GIOVANNI – (rassegnato) Capito. Vada pure.

SECONDINA – Grazie. (s’avvia verso sinistra, poi si ferma) Ah! Stasera lei può mangiare un uovo, la minestra di ieri e la verdura di oggi. Lasci poi tutto pulito, altrimenti …. (fa il gesto che si fa ai bambini, per minacciare sculacciate) ….”tè – tè “ (ed esce a sinistra, ridendo).

LUIGI – (sbotta) Giovanni! …. Non ti conosco più. Dov’è andato a finire il caporale degli alpini Fabiani Giovanni?… Quello che chiamavamo “il capo”
GIOVANNI – Cosa credi? ….. Anche qui in casa mia sono il capo. (avvilito) Però mia moglie è il “collo” che fa girare il “capo” dove vuole.

LUIGI – Comunque …… allegria! .. Sì, Giovanni. Stasera. Io e te, come ai bei tempi mangeremo nella gavetta.

GIOVANNI – (si entusiasma) Sì! …. La tenda sarà (indica il fondo) , in camera oscura.

LUIGI – E le munizioni?

GIOVANNI – In cantina!

LUIGI – Calibro?

GIOVANNI – Barbera, barolo, grignolino! (s’abbracciano, ridendo. Quindi, marziale) Alpino Binelli Luigi, at-tenti!  ( E, ridendo, s’avviano sottobraccio verso la porta di fondo, mentre)

Tutte le luci si spengono,

UN  ATTIMO

Tutte le luci si riaccendono,

(E’ il mattino del giorno dopo, verso le otto. In scena non c’è alcuno).

SECONDINA – (dall’esterno, a sinistra) Prego, zia. Entra.

DOLORES – (dall’esterno, a sinistra) Oh, ma questa maison è très jolì ….(entra da sinistra, seguita da Secondina. Dolores è una ex-soubrette d’operetta. Il trucco che le copre il viso, e l’abbigliamento chiassoso non consentono di stabilire con esattezza la sua età. Tuttavia, alcuni “anta” li ha superati da un pezzo. E’ rumorosa, invadente, simpatica, anche se eccentrica ed esaltata dai ricordi del suo passato artistico. Con estrema naturalezza parla un brillante italo-francese).

SECONDINA – (preoccupata) Sottovoce, per favore. Non sono neppure le otto. I signori dormiranno ancora. Scusa un momento. Vado a vedere se c’è qualcuno in cucina. (esce a destra).

DOLORES -  (guarda le fotografie, canticchiando l’aria di un qualsiasi “pezzo” d’operetta. Poi accende una sigaretta e accenna alcuni passi di danza).

SECONDINA – (rientra da destra) Strano … Non c’è nessuno. (urla) ZIA!

DOLORES – (sussulta) Mon Dieu, cherì! …. Non spaventarmi.

SECONDINA – Per carità, non fumare. Da stanotte, all’aeroporto, fumi come una locomotiva.

DOLORES – Cosa c’entro io, se le locomotive fumano?

SECONDINA – (soprappensiero) Avessi almeno comprato il giornale questa mattina. Potrei leggere come è andato l’incontro di boxe a Jesi.

DOLORES – (esaltata, romantica) Ah, per me, in Italia, esiste una sola città.

SECONDINA – Quale?

DOLORES – Pinerolo.

SECONDINA – Perché?

DOLORES – Perché a Pinerolo incontrai Beniamino Rodi, ufficiale a l’ècole de cavalerie. Un grande amour a prima vista!

SECONDINA – L’hai sposato?

DOLORES – (disperata) Oh, noo! …. Crudele destino! …Per me abbandonò la scuola di Cavalleria di Pinerolo, e diventò il mio più affascinante partner. (esaltata) Sì, sì! …Dovevi vederci nella “Vedova allegra” ! …. Lui conte Danilo, io Anna Glàvari, cioè la “vedova allegra”! …. Facevamo impazzire il pubblico. Ma una sera, dopo lo spettacolo a le Folies Bergères e tanti applausi ….. voilà…….. Beniamino, scomparve.

SECONDINA – Però avevo sentito dire  che ti eri sposata.

DOLORES – Oh, oui! … Con Gusto D’Aubriveès, il più grande gioielliere di Paris! Ma da quando Gustavo è morto, due anni fa, io faccio le tour du monde …. cercando disperatamente il mio première e unico amour: Beniamèn!…. Ho pure incaricato numerose agenzie di investigazione. Rien, è introvabile.

SECONDINA – Potrebbe essere morto.

DOLORES – (urla, angosciata) Oh, nooo! …C’est impossible. Ah, se lo ritrovassi! …. Adesso che denaro ne ho a montagne, getterei tutto ai suoi piedi. (invoca) Beniamèn!…Beniamèn! …. ( e fuma rabbiosamente).

SECONDINA – (s’affanna a disperdere il fumo) Vieni, zia. Ti preparo il caffè. (le indica a destra) .

DOLORES – Ah, le cafè d’Italie! …. (esce a destra, fumando, seguita da SECONDINA che disperde il fumo).

LUIGI – (fa capolino dalla porta di fondo. E’ assonnato, sotto l’effetto degli ultimi fumi di una solenne sbornia. Borbotta verso l’interno) Vieni, Giovanni ….. nessun nemico in vista. (entra. Ha indosso il camice di Giovanni).

GIOVANNI – Meno male…

LUIGI – Io ho la testa che mi scoppia …

GIOVANNI – Lo credo! ….. Con tutte le bottiglie che abbiamo bevuto ……. Però, a mia moglie, diremo che abbiamo cenato nella trattoria qui di fronte. Guai se sapesse che abbiamo mangiato di là. (indica il fondo, poi sussulta). Accidenti che sbornia! …. E quanti bei ricordi abbiamo ….. ricordato. Anche il campo estivo di Avellino. DOLORES – (non vista da Giovanni, entra da destra. Vede Giovanni,  quindi rientra a destra).

GIOVANNI – Adesso, andiamo a mettere in ordine di là che  oggi devo lavorare. (si avviano verso il fondo. Giovanni si ferma) Però …. Chissà se mio figlio ha vinto? (escono al fondo).

DOLORES – (entra da destra, emozionata, agitata, trascinando per un braccio Secondina. Le indica la sedia) Ma parbleu! ….. non sono mica scema! …. L’ho visto ,era lui, proprio lui!

SECONDINA – “lui” …. Chi?

DOLORES – Beniamino! … Mon Beniamèn! ….. Ah! Come sono stordita! …. Musica! Dammi della musique! (piroetta per la camera).

SECONDINA – (preme un pulsante del radio registratore) Calmati, zia. E vieni con me di là. Il caffè sarà pronto. (la trascina per un braccio a destra)

DOLORES – (uscendo) Torna dolce visione! … Beniamèn, torna dalla tua Dolores! (la radio diffonde musica).

GIOVANNI (entra dal fondo) Chi è che grida?

LUIGI – (lo segue) Forse quell’ultimo bicchiere, dentro le nostre teste.

GIOVANNI – Perché hai aperto la radio?

LUIGI – Io?!? …. Se ero con te!

GIOVANNI – Be’, andiamo a lavarci la faccia. Così ci svegliamo. (s’avvia verso il fondo, seguito da Luigi , quando la radio, che ha sfumato la musica, annuncia)

RADIO:”Notiziario Regionale” Pugilato. (Giovanni si ferma e trattiene Luigi, indicandogli l’apparecchio. In seguito Giovanni farà le mimiche di dolore, eccetera, come se i pugni li buscasse lui). Ieri sera a ….(dice il luogo dell’incontro), per il titolo regionale dei pesi gallo, si sono incontrati Mario Poretti, di …(dice qualsiasi città della regione) e Ciro Fabiani, di ….(dice il luogo dove si rappresenta la commedia). Il combattimento non ha avuto storia. Non si era ancora spenta l’eco del gong d’inizio della prima ripresa, allorché Ciro Fabiani, rifugiatosi in un angolo del ring ( Giovanni si rannicchia nei pressi di una poltrona), diventa facile preda dei tremendi colpi dell’avversario. Stretto alle corde, già nel primo minuto Ciro Fabiani veniva duramente colpito all’arco sopraccigliare destro, dal quale sgorgava un fiotto di sangue. Ma incitato dal suo manager (Luigi fa gesti di incitamento verso Giovanni), e invocato dalla madre(Luigi fa mimica d’invocazione verso Giovanni) e dalla sorella, Ciro Fabiani solleva il capo a stento, diventato facile bersaglio dei potenti ganci dell’avversario, sino al cappa-o finale. (Giovanni crolla nella poltrona. Luigi si precipita a fargli aria con un giornale preso sul tavolino). Il numeroso pubblico, indignato per l’evidente scarsa preparazione tecnico-atletica con la quale Ciro Fabiani si era presentato sul ring, ha manifestato la sua disapprovazione lanciando oggetti diversi contro il suo manager. I clamori hanno raggiunto il diapason, quando sul ring è salita come una furia la madre di Ciro Fabiani, senza dubbio in preda ad una violenta crisi isterica. Infatti, con il figlio, è stata prontamente trasportata all’ospedale. I sanitari hanno dichiarato Ciro Fabiani guaribile in otto giorni. Alla madre, che urlava frasi sconnesse, attribuendo la dura sconfitta del figlio ad uno jettatore (Luigi indica Giovanni, il quale è ormai spaventatissimo, rannicchiato sulla poltrona), sono state praticate iniezioni cardiotoniche. Assistiti dalla sorella del pugile, dal manager e dal massaggiatore, Ciro Fabiani e la madre saranno dimessi stamane. (pausa). Calcio. Il centrocampista Aldo Giardini è stato convocato nella rappresentanza regionale giovanile, e …….

GIOVANNI – (nel frattempo ha indicato il radio registratore) Spegni!… Spegni!  (Luigi ha premuto un pulsante dell’apparecchio, e Giovanni si solleva a fatica) . Sono rovinato! …. (scandisce) ro-vi-na-to.

Luigi – Ma scusa …. Non hai nessuna colpa, se tuo figlio le ha prese. Dài! … Fatti rispettare. Urla con moglie, figlia, figlio e quei due scrocconi, che è ora di finirla.

GIOVANNI – (avvilito) Non serve. Ho già provato sai …. Quando Antonia ha voluto che facessi a  Ciro la prima foto in mutande.

LUIGI – In mutande ?!?…..

GIOVANNI – Sì, da pugile, con guantoni, e in posa aggressiva. Così! (assume comicamente la posa aggressiva e la grinta del pugilatore sul ring). Figurati adesso, dopo che Ciro è andato KO! ….Altro che permettermi di fumare almeno di là (inidica il fondo). In tutta la casa mia moglie metterà il coprifuoco.

LUIGI – Be’, andiamo a darci una rinfrescatina. Dopo vedremo ogni cosa più rosea. Del resto, da un momento all’altro saranno qui, e tu …..

GIOVANNI – (prosegue con un nodo in gola) …. Me ne vado.

LUIGI – Dove?

GIOVANNI – (avvicinandosi con Luigi verso il fondo) Lontano, lontano …. In un’isola deserta...

DOLORES – (entra da destra, sempre più emozionata e agitata, sventolando un lungo foulard, che si è tolto dal collo.) L’ho visto qui…..(come se accarezzasse un’ombra sulla sedia) Cherì!……Mon amour!

GIOVANNI – (entra dalla porta di fondo, asciugandosi il viso, e rivolgendosi verso l’interno) Tu mi aiuterai, vero?

DOLORES – (non vista da Giovanni, che ha l’asciugamani sul viso, va alle sue spalle e urla) Beniamino!

GIOVANNI – (sussulta e si colta spaventato) Eh?…

DOLORES – (fa un balzo avanti, che Giovanni evita, spaventandosi) Beniamèn!….

GIOVANNI – (guarda alle sue spalle, per vedere chi è la persona che la donna chiama).

DOLORES – Beniamino, sono io! ….Sono proprio io!

GIOVANNI – (sconcertato) Lo credo che lei ….. è lei. Ma vorrei….

DOLORES – (interrompe, felice) Questa volta non sei un fantasma! …. Parli! …. Tu parli!

GIOVANNI – (annuisce) Da quando avevo un anno.

DOLORES – Ho paura di sognare!… (si volta di schiena verso Giovanni). Dammi un pizzicotto.

GIOVANNI – No.

DOLORES – (si volta di scatto e tende il viso) Allora baciami! (chiude gli occhi e batte i piedi, capricciosa). Baciami!

GIOVANNI – Senta, signora ……

DOLORES – (interrompe aprendo gli occhi e ridendo) Mi chiami “signora”!…. Sono di nuovo “signorina”, perché è morto.

GIOVANNI – Chi?

DOLORES – Gustavo, Beniamino! Gustavo.

GIOVANNI – (confuso) Ah. Gustavo – Beniamino - Gustavo è morto? (Dolores annuisce e sorride felice) E fa ridere?

DOLORES – Forse no, ma la scomparsa di Gustavo mi ha dato il “via” pour partir per cercare te. Sì, perché ti ho cercato pour tout le monde. Anche in Africa, ti ho cercato!

GIOVANNI – Non mi sono mai mosso da qui.

DOLORES – Non è vero! ….Tu, quando quella sera alle Folies Bergères hai saputo che avrei sposato Gustavo D’Aubriveès, sei fuggito pour fair le vagabond. Tu hai viaggiato in treno,  piroscafo, elicottero, aereo!

GIOVANNI – Non vado neppure in bicicletta.

DOLORES – Ho capito!

GIOVANNI – Era ora!

DOLORES – Hai indossato una divisa.

GIOVANNI – Indovinato.

DOLORES – Della Legione Straniera!

GIOVANNI – No. Del Terzo Alpini.

DOLORES – Sei un menteur!

GIOVANNI – Che cosa sono?…..

DOLORES – Un menteur. Un bugiardo!

GIOVANNI – Signora-signorina! …Le proibisco di darmi del “tu”, e tanto più del bugiardo!

DOLORES – Ma perché?…. Ti è sempre piaciuto il mio modo di dirti “bugiardo”, quando minacciavi d’abbandonare il teatro. (vezzosa) Bugiardo – bugiardo – bugiardo … Io sono Dolores. (con voce lanciata, come un lamento). Doloooooores….

GIOVANNI – E io sono Giovanni. (le rifà il verso) Giovaaannniii.

DOLORES – Bugiardone! … Tu sei Beniamino, e fingi di non riconoscermi.

GIOVANNI – E’ la prima volta che la vedo. Anzi, tenga presente che …

DOLORES – (interrompe) Destino! … E’ il mio destino essere ripudiata da chi amo….(gli getta il

foulard intorno al collo) ma non mi scappi più!

GIOVANNI – (tenta di allentare la stretta, ma si sente soffocare)

DOLORES – Tu sei …Beniamen!

GIOVANNI – (boccheggiante) Sono Giovanni, magari Giovanen ….Ma se stringe ancora un po’ non sarò più nessuno. Mi toglie il fiato.

DOLORES – (lo lascia subito) Oh, no!…Tu devi avere fiato da vendere. Altrimenti come farai a cantare.

GIOVANNI – Mi basta respirare. (si allontana).

DOLORES – (assume una posa statuaria, teatrale) Guardami! … (Giovanni scrolla le spalle, e la guarda) Sono Anna Glàvari!

GIOVANNI – (disorientato) Ma non era Dolores?

DOLORES – “sono” Dolores. Ma sono “anche” (riassume la posa) “la vedova allegra” che vuole il (indica Giovanni) conte Danilo. Capito?

GIOVANNI – No. ( e s’allontana).

DOLORES – Comunque … (lo segue minacciosa con il foulard impugnato). Dimmelo! … Dimmelo che sei Beniamino, sennò….

GIOVANNI – (impaurito, avvicinandosi alla porta di fondo) Sì! No! Mah! (rivolto alla porta implora) Luigi! … C’è una matta.

DOLORES – Canta!

GIOVANNI – (sempre rivolto alla porta di fondo) Luigi, c’è una matta.

DOLORES – (aggressiva) Ti ordino di Chanter!..

GIOVANNI – Subito, sì. (rivolto alla porta di fondo, canticchia su aria a sua fantasia). “ Qui c’è una matta / La matta è da legar / Aiuto Luigi / la matta mi vuol ammazzar”.

DOLORES – (ride) Ma no! … Voglio sentirti cantare il “pezzo” d’operetta, con cui facevi crollare i teatri d’applausi. Lo ricordi?

GIOVANNI – (evasivo) Euh! … Il pezzo ….

DOLORES – (isterica, battendo i piedi sul pavimento) Cantalo!

GIOVANNI – (pensa un attimo, poi canta) “Quel mazzolin di fiori, che vien dalla montagna”….

DOLORES – (interrompe ridendo) Ah, …..Che burlone! …..(scoppia a ridere, e lo abbraccia) Oh, cherì, cherì!….Vuoi farmi ridere a tutti i costi. (lo abbraccia, tenendolo molto stretto).

SECONDO     TEMPO

In scena ci sono : Giovanni (affondato nella poltrona in cui si era abbandonato), Dolores

DOLORES – Alors!… Prima di tutto io e te, Beniamino, andremo via da qui. Poi ci faremo costruire una villa a Pinerolo, dov’è nato il nostro amour, un’altra villa sulla Costa Azzurra; una terza villa in montagna, e una quarta villa sulla riva di un lago.

GIOVANNI – (sarcastico) Ne manca una in campagna.

DOLORES – Oh, pardon!… Naturalmente ci faremo costruire anche una villa in campagna.

GIOVANNI – “Ci faremo”, “ci faremo” …. Con i soldi di chi?.

DOLORES – (ride) Miei! …Io ho un sacco di franchi e dollari, diverse gioiellerie e molti terreni. Tutto ereditato dal mio povero marito.

GIOVANNI – (borbotta) E chiamalo “povero”.

DOLORES – Per giunta t’assicuro, Beniamen, che di tutto questo denaro non so proprio cosa farne. Per me sono solo preoccupations.

GIOVANNI -  (c.s.) E chiamale “preoccupations”.

DOLORES – Darò ordine ai miei avvocati di fare ogni cosa. Pensa, Beniamen, la nostra villa sulla Cote Azur, con tanto soleil, tanto ciel, (indica verso l’alto) e tanto mer (indica verso il basso).

GIOVANNI – (preoccupato) Tanta …. “cosa”?

DOLORES – Mer. Mare, che in francese è femminile.

GIOVANNI – Ah.

DOLORES – Prima, però …. Indovina, Beniamen! ….Partiremo per un viaggio intorno al mondo. Sì, perché voglio farti dimenticare al più presto questa casa. (sentimentale) Andremo lontano, lontano ….

GIOVANNI – Lontano, lontano … da questa casa, vero?

DOLORES – Certo. Lontano, lontano …Magari in un’isola deserta.

GIOVANNI – …. In mezzo all’Oceano.

DOLORES – Un’isola tutta per noi.

GIOVANNI – (con un gesto fa notare a Luigi che le sue idee concordano con quelle di Dolores) … in mezzo all’Oceano.

DOLORES – E tu, su quest’isola deserta sarai …

GIOVANNI – (prosegue con lo sguardo nel vuoto) …. Robinson Crosuè.

DOLORES – E io sarò …

GIOVANNI – (c.s.) ….Venerdì.

DOLORES – Vandredì, oui!… Sarò tutto ciò che vorrai.

GIOVANNI – Davvero?

DOLORES – Oui. mon cherì, sarò la tua schiava.

GIOVANNI – (trasognato) La mia schiava …

DOLORES – Toujours!

GIOVANNI – (sempre più trasognato, ripete meccanicamente ) C’est naturel. (una pausa) E poi?….E poi?..

DOLORES – Ogni sera ti canterò pezzi di operetta. E tu, Beniamen, ti addormenterai come un bimbo tra le braccia della mere. ( si pronuncia com il “mer” di mare)

GIOVANNI – (preoccupato) Tra le braccia di “cosa”?
DOLORES – Della mere. Della mamma?

GIOVANNI – Ma prima “mer” era il mare. Adesso è diventata la madre?

DOLORES – Scherzi del francese.

GIOVANNI - (ebete) Ah, che bello! …..Cullato da te, come un bimbo fra le braccia della mamma. (rimane imbambolato).

LUIGI – ( che era entrato poco prima, si guarda con Secondina e allarmato) Giovanni!.

SECONDINA –  Zia!!!!.

GIOVANNI – (infastidito, ai due) Ssst … (a Dolores) ..E poi?…. E poi?

DOLORES – Tutti i tuoi sogni, tutti i tuoi desideri, diventeranno realtà. Tu, Beniamen, sarai, …sarai… voilà! Il mio Napoleon!

GIOVANNI – (suggestionato, si alza in piedi, impettito, e assume la classica posa napoleonica) Sono Napoleone!.

SECONDINA – (impaurita) Non faccia quella faccia!.

GIOVANNI – Che faccia faccio?

LUIGI – Torna in te. Ci fai paura.

GIOVANNI – (lietamente sorpreso) Avete paura di me? (Luigi e Secondina annuiscono) E ….allora tremate!.

DOLORES – (divertita) Beniamen!…Con quell’aria, con quel tono, domineresti chiunque.

GIOVANNI – (interessato) Chiunque?.

DOLORES – Senza dubbio.

SECONDINA – La prego, signor Fabiani …Dica chiaro e tondo a mia zia che lei non è Beniamino, e tutto ritornerà come prima.

GIOVANNI – (spaventato) Co-co …co-come prima?

LUIGI – Devi pure dire alla signora (indica Dolores) che sei sposato, che hai un figlio e una figlia ….

SECONDINA – Moglie, figlio e figlia che saranno qui da un momento all’altro.

LUIGI - …con il maestro e il massaggiatore, tutt’e cinque furenti e pazzi di rabbia per la sconfitta di Ciro. (a Dolores) Comprende, signora? … Lui (indica Giovanni) è sposato e …

DOLORES – (interrompe indispettita) No, e poi no! …Beniamino (indica GIOVANNI - non si è mai sposato. Perciò non può nemmeno avere un figlio o una figlia. A me non risulta.

GIOVANNI – ( ai due) Sentito? … (rifà il tono di Dolores) “ A me non risulta”!.

LUIGI – ( a Secondina) Chiamiamo un medico.

DOLORES – No, no e poi no!…. Beniamen non ha bisogno del docteur. (si stringe sottobraccio a Giovanni) Dico bien?.

GIOVANNI – (meccanicamente) Bienissimo! … ( ai due) Voi, piuttosto, siete sicuri di stare bene ai piani superiori? (tocca la fronte ai due , che rimangono a bocca aperta, sconcertati).

DOLORES – (ride, felice) C’est magnifique! Beniamen, ho voglia di danzare! … Seconden, accendi la radio.

SECONDINA – Ma zia ….

DOLORES – (infuriata, batte i piedi per terra).Accendi la radio!

SECONDINA – (rassegnata, preme il pulsante del radioregistratore. Si sente un tango) Un tango. (costringe Giovanni ad assumere la posizione di partenza della danza. Quindi danzano, sino a quando, dopo un DIN – DON alla porta dello studio, fuori scena a sinistra, che fa sussultare LUIGI e Secondina, che si voltano a guardare, terrorizzati, verso sinistra).

ANTONIA – (entra da sinistra, seguita da Bice. Vede i due che danzano, e lancia un urlo di raccapriccio, rimanendo impietrita).

GIOVANNI – (fa fare il “caschè” a Dolores. E siccome, per poco, non cascano sul serio, smettono di danzare, ridono e si abbracciano. Quindi ignorano gli altri e si spostano a destra, dove converseranno allegramente, a soggetto, facendosi molte moine).

LUIGI e SECONDINA – (si precipitano a fermare Antonia e Bice nell’angolo di sinistra)

SECONDINA – Per carità, signora! Non urli. (preme il pulsante del radioregistratore. Stop musica).

LUIGI – Spieghiamo tutto noi.(indica se stesso e Secondina).

BICE – (fa l’atto di andare verso Giovanni).

LUIGI – (la trattiene) Aspetti, signorina! … E’ accaduto un fatto grave, gravissimo.

SECONDINA – Il signor Fabiani non sa più di essere …. Il signor Fabiani.

ANTONIA – (fa l’atto di lanciarsi verso Giovanni, minacciosa) Glielo ricordo io?

LUIGI – (la trattiene) No! … La violenza è inutile e dannosa. Mi creda che bisogna affrontare la delicata situazione con dolcezza e buonsenso.

BICE – Chi è quella donna?

SECONDINA – Mia zia Dolores, ex-soubrette d’operetta.

ANTONIA – Cosa c’entra con mio marito?

LUIGI – Crede di aver ritrovato,  in Giovanni, un amore … Un attore che lavorava con lei. Un certo Beniamino.

SECONDINA – E purtroppo il signor Fabiani, gradualmente, si è convinto di essere quel Beniamino.

LUIGI – Sarà forse la conseguenza dello “shock”, quando ha sentito alla radio che Ciro è stato battuto.

ANTONIA – Storie! Adesso lo sistemo io …..(si lancia verso Giovanni e Dolores, che continuano a chiacchierare, ridere, ed a farsi moine a soggetto. Afferra Dolores per un braccio e la allontana bruscamente da Giovanni, rimanendo così fra i due) Ehi!..

DOLORES – Che maniere! … Beniamen, dì qualcosa.

GIOVANNI – (supera il ragionevole timore, e assume il dono deciso che avrà d’ora in poi) Non si permetta di trattare in questo modo la mia collega artistica (indica Dolores) sennò …..

ANTONIA – (fra i denti) Sennooòò?!?!?!… Con te aggiusteremo i conti dopo. Prima liquido questa tipa.

DOLORES – Prego! …. “tipa”, a me non l’ha mai detto alcuno. Io sono Dolores Ribotà , soubrette delle più grandi compagnie d’operetta!

ANTONIA – Frottole!
DOLORES – Verità! … Io sono stata la più applaudita e seducente “vedova allegra”. E lui (indica Giovanni) è stato il mio più attraente e applaudito conte Danilo. (rivolta a Giovanni) Diglielo, Beniamen, che siamo stati l’attrazione di tutti i teatri.

GIOVANNI – (ad Antonia) Sì, sì . Io, e… (indica Dolores) “la Vedova Allegra” …. Sempre alla ribalta.

ANTONIA – Vergognati!.

GIOVANNI – Perché dovrei vergognarmi, signora? ( riprende a fare le moine con Dolores, la quale si è già spostata accanto a lui)

ANTONIA – (fuori di sé, agli altri) “Signora”! ….. Mi chiama “signora”!

BICE – Prova a chiamarlo “Beniamino”.

ANTONIA – Macchè Beniamino! …. Sarebbe il colmo. (rivolta a Giovanni) GIOVANNI! …. (Giovanni continua a chiacchierare con Dolores. Antonia sbuffa, lo afferra per un braccio e lo scuote) Giovanni!

GIOVANNI – Ci lasci in pace, signora.

ANTONIA – (lo costringe a stare di fronte a lei) Io sono tua moglie.

GIOVANNI (calmissimo) Chi sarebbe, lei?

ANTONIA – (scandisce) Tu-a  mo-glie.

GIOVANNI – Mia moglie!?!… (Antonia annuisce. Giovanni rimane un po’ assorto, poi scoppia a ridere) Dice che è mia moglie! (ride di cuore con Dolores. Quindi diventa serio di colpo, e dice ad Antonia) Lei è pazza.

ANTONIA – (agli altri) Chiamate la polizia!

GIOVANNI – (calmo)No, no…. Per lei occorre la Croce Rossa ….. e la camicia di forza. (ride con Dolores)

ANTONIA – (sconcertata) Oh, povera me!

LUIGI – Abbia pazienza, signora. Solo per adesso, magari solamente per qualche minuto, suo marito non la conosce più.

ANTONIA – Questo lo può credere lei. Io no! (afferra Bice per un braccio e la pone di fronte a Giovanni). Guardala! Chi è questa?

GIOVANNI – (osserva un po’ Bice, e quindi si fa galante) Una bella pupa.

DOLORES – (gelosa) Beniamen, non fare il ganimede. (e riprende a fare moine con Giovanni).

ANTONIA – ( (sbuffa e pone Secondina di fronte a Giovanni) E questa? … Lo sai che questa è Secondina, vero? (mentre Giovanni sta per rispondere qualcosa)

DOLORES – (lo precede) Ma certo che lo sappiamo! … E non vogliamo più che faccia la ragazza “alla pari”. La porteremo via con noi. E’ nostra nipote Seconden.

GIOVANNI – Capito, signora? …E’ “nostra” nipote Seconden, e ….

ANTONIA – (interrompe isterica) Basta! … Ti ripeto che io sono tua moglie, e ti …. Diciamo “ricordo” …. Che questa (indica Bice) è tua figlia.

DOLORES – Impossibile!.

GIOVANNI – Sentito? (rifà il verso a Dolores) “impossibile”!

DOLORES – Beniamino è sempre stato solo, dalla nascita.

GIOVANNI – (con tono infantile) Mi sono fatto da solo.

DOLORES – Beniamen è orfano!.

GIOVANNI – (c.s.) Sono orfano.

DOLORES – Da ragazzo cantava nei cortili.

GIOVANNI – (c.s.) Cantavo nei cortili. Poi (fa la mimica) giravo col piattino, e …..

DOLORES –(interrompe)Mai! …Tu cantavi per hobby, pour divertissement. Poi una sconosciuta e nobile madame ha provveduto al tuo mantenimento e all’ecole, sino ai tempi della Scuola di Cavalleria di Pinerolo.

GIOVANNI –(c.s.)E sono andato (fa la mimica) a cavallo.

DOLORES – Là ha incontrato me. C’è stato un colpo di fulmine.

GIOVANNI – Ed è scoppiato un temporale che ….

DOLORES – (interrompe,  ridendo) Nooo …. Il colpo di fulmine nei nostri cuori. Ah, Pinerolo! .... Nei boschi, io e te stretti sottobraccio.

GIOVANNI - ….. a cavallo.

DOLORES – (ride) Nooo…a piedi. Ci tenevamo per mano, e lui (indica GIOVANNI) cantava, cantava ….. La sua voce mi affascinò, lo strappai alla Scuola di Cavalleria, e lo lancia!

GIOVANNI – (ripete meccanicamente) E mi lanciò (preoccupato a Dolores) Dove?
DOLORES – In teatro, parbleu! … Nell’operetta. ( e riprende a chiacchierare affettuosamente, a soggetto, con Giovanni).

ANTONIA – (agli altri) Lo fa apposta, per vendicarsi di chissà che cosa.

BICE – Non credo. Papà non avrebbe mai il coraggio di comportarsi in questo modo.

SECONDINA – E’ un esaurimento nervoso.

LUIGI – E’ la stanchezza per il troppo lavoro.

ANTONIA – (maligna, a Luigi) O l’effetto del vino che avrete bevuto.

LUIGI – Scusi, signora, ma da un’ubriacatura a diventare matti c’è una bella differenza!

BICE – mamma! …. Forse, ponendo di fronte a papà  il maestro e il “massaggiatore”, che gli sono stati sempre antipatici e “costosi”, si arrabbierà e tornerà in sé.

ANTONIA – Buona idea! Dove sono?

BICE – Ancora in strada, immagino, con gli amici di Ciro che li hanno trattenuti a chiacchierare. ( DIN – DON alla porta dello studio, fuori scena a sinistra) .Eccoli!

GALLUCCI – (entra da sinistra, mogio e umiliato. Ha un cerotto sulla fronte).

ANTONIA – ( a Gallucci ) Ssst!..

GALLUCCI – E chi ha parlato?.

ANTONIA – Ciro e Giorgio?

GALLUCCI – Stanno ancora sotto, con quei tifosi seccatori.

ANTONIA – ( a Secondina e Luigi, indicando Gallucci) Spiegategli voi. ( e mentre Secondina e Luigi, sottovoce a soggetto, parlano a Gallucci, ANTONIA (si rivolge a Bice). Vai a chiamare Ciro e Giorgio. Digli tutto e torna con loro.

BICE – (annuisce ed esce a sinistra. DIN – DON della porta).

ANTONIA – ( s’avvicina a Giovanni, controllandosi a fatica)

Giovanni. ..(Questi continua a parlare con Dolores). Giovanni! (Giovanni idem).

LUIGI -Provi a chiamarlo «Beniamino».

ANTONIA -(con enorme sforzo, fra i denti) Beniamino.

GIOVANNI -(a Dolores) Scusa, tesoro. (Ad Antonia). Dica, signora.

ANTONIA -Vorrei presentarti...

GIOVANNI - (interrompe) Stop!... Lei, per caso, quando era bambina... (Maligno) Certamente ai tempi di Noè... Lei è mai stata a giocare nel giardino di Piazza Roma?

ANTONIA -lo a giocare nel giardino di Piazza Roma?!? ... Mai!.

GIOVANNI -Allora è impossibile che ci si dia del «tu».

ANTONIA -(fremente) Mi scusi.

GIOVANNI -(con sufficienza) Scusata.

ANTONIA -Grazie.

GIOVANNI - per «stavolta».

ANTONIA -Vorrei presentarle un mio ospite.

GIOVANNI -Suo ospite, come me e Dolores?

ANTONIA -(rassegnata) Già.

GIOVANNI -(con sufficienza) Me lo presenti.

ANTONIA -Maestro, venga. (Gallucci annuisce e s'avvicina ad Antonia. A Giovanni, indicandogli Gallucci) Il maestro Gallucci.

GALLUCCI -(tende la mano) Piacere.

GIOVANNI -(ignora la mano tesa) «Maestro»... elementare?

LUIGI e SECONDINA -(rimasti in disparte a osservare, sorridono).

GALLUCCI - (risentito) Pugilato!... «Maestro di pugilato».

DOLORES -Divertente.(Indica il cerotto sulla fronte di Gallucci) Quello è un infortunio in allenamento?

GALLUCCI -No, signora. Ieri sera il pubblico di... (dice il luogo dell'incontro) non ha capito l'arte pugilistica del mio pupillo... ed è volato un pomodoro.

DOLORES -Beniamèn!... Non sapevo che un pomodoro potesse fare una ferita.

GIOVANNI -(maligno) Si vede che c'era anche la cassetta. (Ride con Dolores. DIN-DON alla porta esterna).

ANTONIA -(sussulta e si volta verso sinistra) Ciro!...

BICE e GIORGIO -(entrano da sinistra. Giorgio porta la valigia).

ANTONIA -(va a sinistra e si rivolge all'esterno) Vieni, Ciro. Non avere paura.

CIRO -(entra da sinistra. Ha l'occhio sinistro pesto e un cerotto sull'arco sopraccigliare destro).

ANTONIA -(a Giro) Sai tutto?

CIRO -(annuisce) Papà non sa più chi è.

ANTONIA -(accompagna Ciro di fronte a Giovanni) Abbia pazienza, ma... (indica Ciro) ...questo pugile, allievo del maestro, lei lo riconosce?

GIOVANNI -(guarda Ciro, poi) Certo che lo riconosco!

ANTONIA -(felice) Bene!

GIOVANNI -(indica Ciro) Di lui parlano i giornali, parla la radio...

ANTONIA -Benissimo!... (Agli altri) Lo riconosce!... (A Giovanni) Chi è? (Indica Ciro).

GIOVANNI - È quel povero ragazzo che è stato investito da un treno.

CIRO -(piagnucola) Mamma! ...

DOLORES -  Secondèn!... Voglio fare il bis del caffè.

GIOVANNI - Anch'io.

ANTONIA -(fa cenno a Secondina, per dirle «Accontentali»).

SECONDINA - (indica a destra) Da questa parte, prego.

DOLORES -(si stringe sotto braccio a Giovanni, e con lui s'avvia verso destra. Sulla soglia si ferma, sentimentale). Beniamèn...

GIOVANNI -(sentimentale) Dolores...

SECONDINA -(rivolta agli altri allarga le braccia, rassegnata, quindi esce a destra, borbottando) Vado a fare il caffè.

TUTTI -(sconcertati, rimangono un momento incantati a guardare verso destra. Li scuote)

ANTONIA -(con un urlo isterico) Iiih! ...Non state tutti impalati! Bisogna fare qualcosa, bisogna!

BICE -Ho letto che in questi casi di amnesia improvvisa, l'infermo necessita di cure pazienti e affettuose.

CIRO -Specialmente «affettuose», sennò. ..diventa più scemo!

LUIGI -Dite bene. Guai a prenderlo di petto. C'è il rischio che rimanga così, nella sua illusione di essere un altro, cioè Beniamino, per l'intera esistenza.

ANTONIA -(sinceramente disperata) Oh nooo!!!

LUIGI - Assecondandolo, invece...

BICE - ….. dandogli sempre ragione...

GALLUCCI - ...prima o poi... zac! Riprenderà la sua personalità. Io me ne intendo, perché succede anche a certi pugili, dopo un brutto K.O.

CIRO – Sì, sì... Ieri sera, quando il mio avversario... Altro che ombra, mi ha sferrato quell'ultimo pugno...

GIORGIO -(che, con aria sarcastica, era stato a osservare, interviene) Veramente era il primo.

CIRO - (prosegue tranquillamente) ...beh, m'è sembrato di essere un pascià in un harem.

ANTONIA -(scandalizzata) Spero che avrai mandato via le donne!

CIRO – Io, no. Lui (indica Giorgio) le ha fatte sparire, con i suoi massaggi che somigliavano schiaffoni, e con secchi d'acqua gelata sulla faccia.

BICE - Giorgio!... Potresti usare lo stesso metodo con mio padre, e...

GIORGIO - (interrompe) Eh no! ...Qui si sta perdendo la testa alla velocità del suono. Ma come? ...Io, l'uomo d'azione, quello che polverizza gli ostacoli, che spacca i duri e schiaccia i mosci, che sale le scale senza pioli, e mangia il vetro tritato senza zucchero... io, Giorgio Ardenti dalla mano di velluto, dovrei fare la balia al cervello in vacanza di uno spacca - obiettivi? …. Mai!

SECONDINA -(entra da destra. agitata) Mia zia e il signor Fabiani hanno intenzione di uscire. (Sta sulla soglia della porta per sorvegliare l’interno).

ANTONIA -E noi li seguiremo !

LUIGI -Tutti?

ANTONIA -Certo. Io sola sarei ridicola. Eppure voglio impedire che mio marito faccia il cretino con quella. ..quella…..

SECONDINA - Prego, signora!... Mia zia non è una «quella- quella».

BICE -Il suo comportamento, però...

SECONDINA - È un'artista! Quindi... Ssst! Eccoli. (Si sposta).

GIOVANNI e DOLORES -(entrano da destra. Sottobraccio, ridendo e fumando).

DOLORES -(ride) Mattacchione!... Adesso prendiamo un taxi, e andiamo...

GIOVANNI  - nell'isoletta deserta.

DOLORES -In taxi?!? ...(Ride). Nooo, Beniamèn cherì... Nous allons in campagna. Faremo colazione in un restaurant all'aperto, poi andremo a passeggiare nei boschi, stretti sottobraccio.

ANTONIA -(fremente, a Giovanni) Se lei e la signora permettono, verremo anche noi... nei boschi.

DOLORES - (a Giovanni) lo vorrei stare sola con te.

GIOVANNI -(ad Antonia. confidenziale. indicando Dolores) Capirà. ..È la mia schiava.

DOLORES - Non c'è alcun motivo che vengano con noi.

GIOVANNI -Forse sì, tesoro. D'altronde siamo loro ospiti.Ci preceda, signora.

Tutte le luci si spengono e si riaccendono dopo breve pausa

ANTONIA -(entra da sinistra, e si rivolge verso l'esterno, con il sibilante tono di gentilezza forzata che userà d'ora in poi) Avanti, signori!... Da questa parte.

DOLORES e GIOVANNI -(entrano da sinistra, tenendosi per mano, sorridenti e sentimentali, quasi infantili. In seguito approfitteranno d'ogni momento in cui gli altri parleranno fra loro, per scambiarsi sottovoce, a soggetto, espressioni tenere e affettuose).

GIOVANNI -(si guarda intorno) Da che parte andiamo?

ANTONIA -(implora) Giovanni. ..Non la ricordi proprio più la tua casetta?

DOLORES -(indispettita) Insomma! ...Questa donna (indica Antonia) continua a chiamarti «Giovanni» e a darti del «tu».

GIOVANNI -(ad Antonia) Stia attenta, madama, che potrei offendermi. E se mi offendo...

ANTONIA -(interrompe, umilmente) Non è il caso, no. Le chiedo scusa.

GIOVANNI -Sinceramente, e  umilmente?

ANTONIA -(meccanicamente) Sincilmente. Cioè!... Come ha detto lei. (Si rivolge all'esterno). Anche voi. Entrate, diamine.

BICE, CIRO, GALLUCCI, GIORGIO, LUIGI e SECONDINA -(nell'ordine, e quasi in coppia, entrano da sinistra, tutti stanchi e mogi. Le tre coppie in fila attraversano il palcoscenico, per uscire a destra).

GIOVANNI -(osserva. e si rivolge ironico ad Antonia. indicando i sei) Passa qui la processione del Santo Patrono?

ANTONIA -(ai sei) Dove andate?

SECONDINA -In cucina, signora. Vogliono tutti la cioccolata con le vitamine.

GIOVANNI -(sbotta) Dolores, andiamo via!

ANTONIA –Perché  vuole andarsene?

GIOVANNI -Ho l'allergìa alla cioccolata. Solo a sentirla nominare... (Si gratta il petto e le braccia) ...mi viene il prurito.

ANTONIA -(ai sei) Allora niente cioccolata!... Sedetevi, e state tranquilli. (I sei siedono qua e là: Gallucci e Giorgio vicini.. Bice. Giro. Luigi e Secondina non lontani da Antonia).

DOLORES- (contrariata) Ma Beniamèn!... Si fermano tutti.

GIOVANNI - (ad Antonia) Signora!... Da stamane, lei e...(indica gli altri) ...la sua «ghenga»...  Ci seguite dappertutto: prima nei boschi, poi nel ristorante... lo e la mia compagna d'operette non abbiamo avuto un momento di. ..intimità.

DOLORES -(fa sedere Giovanni sul divano. accanto a se) Calmati, cherì. (E chiacchierano fra loro. a soggetto).

ANTONIA -(con un nodo in gola) Non ne posso più.

BICE -Eppure dobbiamo essere forti.

LUIGI -Non dimenticate che Giovanni ha acconsentito a tornare qui solo perché sono riuscito a convincerlo che lui, la soubrette e la nipote erano ospiti, come gli altri, in questo appartamento che è mio, e di... (imbarazzato. indica Antonia) ...mia moglie.

ANTONIA -(ad alta voce. indignata) Cooosaa?!? ...lo sarei sua moglie? ...Come si è permesso?

GIOVANNI -(ad Antonia) Per favore, signora. Abbassi la voce

ANTONIA -Mi scusi. C'è qualcos'altro che le dà fastidio?

GIOVANNI -Sì. Quei due. (Indica Gallucci e Giorgio. Che stanno confabulando fra loro). Dolores, andiamo via!

ANTONIA -No! (A Gallucci) Maestro...

GALLUCCI -Dica, signora.

ANTONIA -Il... «signore» (indica Giovanni) la prega di congedarsi. Lei, e ..(indica Giorgio).

GIORGIO -E per quale direzione dovremmo muovere le (indica le proprie scarpe) mazurche-fangose?

GIOVANNI -(perentorio) Fuori da qui!... In qualsiasi direzione.

GIORGIO - (rassegnato) Suvvia, maestro... Per collaborare alla pace in famiglia, facciamo gli eroi e andiamo in prima linea. (Prende per un braccio Gallucci e lo trascina a destra).

GIOVANNI -(ai due) Dove vanno?

GIORGIO -Nel regno dei surgelati e delle sofisticazioni: in cucina.

GIOVANNI -Nossignori!

GALLUCCI -(implora) Solamente a fare uno spuntino.

GIOVANNI -In questa casa ci sono troppi «ospiti», ossia «sbafatori». Dolores, andiamo via!

BICE -(a Gallucci e Giorgio) Per favore... (Indica a sinistra).

GALLUCCI - (sospira) Sta bene. Andremo nel bar qui accanto. (A Giovanni) Soddisfatto?

GIOVANNI - È ancora troppo vicino.

GALLUCCI -Uff! ...(Esce impettito a sinistra. DIN-DON alla porta esterna).

ANTONIA -(fa segno a Giorgio di seguire Gallucci).

GIORGIO- (sarcastico. rivolto a Giovanni) ...e bravo! (Agli altri. indicando Giovanni). Guardatelo!... Ammiratelo!... Le mortificazioni, le schiavitù, le torte in faccia, finisco- no col macchiare un Uomo. Ha un bel prendere il bicarbonato: non le digerisce. Ha un bel dire a se stesso che è mortale, l'uomo; che le sue miserie terrestri gli vengo- no accreditate nella partita doppia fra le stelle. ..Ma arriva il giorno che ha bisogno di sfogare la sua bile, come direbbe Buffalo Bill. Allora l'uomo si guarda. Si sputa in faccia, si rinnega, ma si supera. (Dà un buffetto sopra una guancia di Giovanni). Ti capisco, pupo!...Bài-bài. (Ed esce ridendo a sinistra. DIN-DON alla porta esterna).

CIRO -Mamma... Cosa  ha detto Giorgio?

ANTONIA -Non l' ho capito.

GIOVANNI -Io... sì.

BICE -Sul serio, pap... (Si corregge) ...«signore»?

GIOVANNI -E come!... (Gigione) Quel giovanotto ha detto TUTTO. E cos'è il TUTTO? È il NIENTE. (Arguto. a Dolores). Sarà una battuta di Pirandello?

DOLORES -(ride) Magari, mon cherì Beniamèn!... Tu sei sempre il più forte. Avresti anche potuto recitare Shakespeare. E adesso, se non ti spiace, approfitto di questo momento di calma per farti una sorpresa.

SECONDINA -Lascia perdere, zia, che sorprese ne hai già fatte tante.

DOLORES -Ho deciso di comprare tout de suite! -per me e Beniamino, la villa sulla Costa Azzurra. Voglio spedire un telegramma al mio amministratore. Secondèn!...Accompagnami! (Balza in piedi). Nous allons!

GIOVANNI -(balza in piedi. preoccupato di rimanere solo) Scusa, Doloooores... Mi abbandoni qui, solo - soletto?

DOLORES -Dieci minuti e sono di nuovo con te.

GIOVANNI -(si guarda intorno. impaurito) Ma dieci minuti, possono sembrare dieci anni.

DOLORES -Lo sentite? ...Il est un enfant.. To'!... (Sulla soglia per uscire. gli manda un bacio).

GIOVANNI -(lo ricambia).

DOLORES -(gliene manda un altro).

ANTONIA -(sconcertata. si pone fra i due. a guardarli).

GIOVANNI -(ad Antonia) Pista!... (Antonia arretra. E Giovanni manda un bacio a Dolores).

DOLORES -(manda un ultimo bacio a Giovanni) Au revoir! (Ed esce a sinistra. seguita da Secondina. DIN-DON alla porta esterna).

ANTONIA -(a Luigi. sottovoce) Li segua!

LUIGI -(annuisce ed esce a sinistra. DIN-DON alla porta esterna. E  dall’esterno) Sì, signorine. Vadano pure avanti.

VALERIA , ROBERTA e ALESSIA -(entrano da sinistra).

ALESSIA- (concitata. a Bice che va loro incontro) Giorgio, ha detto che tuo padre. ..(Fa segno «è impazzito»).

VALERIA -È vero ?

ROBERTA - ….ma allora è impazzito!

BICE -Proprio «impazzito», no. Comunque fate come se nulla fosse.

VALERIA - Ciro!... (Con Alessia, si precipita ad abbracciare Ciro).

CIRO -Ahi!

VALERIA -Ti senti male?

ALESSIA –All’ ospedale ti hanno curato bene?

CIRO -Sì sì, ma dopo quei pugni mi sembra di avere le ossa. .. (Esita a proseguire).

GIOVANNI -(tempestivo) ...tenute insieme con lo «scotch», eh? ...(Galante). Nessuno mi presenta le signorine?

BICE -Ah, sì. Le mie amiche Valeria e Alessia. (Indica Giovanni e lo presenterebbe, ma)

GIOVANNI -(la precede, facendo un inchino col capo, e dicendo) Beniamèn! ...(Bacia le mani alle ragazze).

ANTONIA -Non si bacia la mano alle signorine.

GIOVANNI -Se sono brutte!... Ma queste... (Si pone fra le ragazze, passa loro una mano sui fianchi, le stringe a se). Siete libere, stasera?

ANTONIA -(seccata) Ragazze!... Le vostre mamme potrebbero stare in pensiero .

BICE -Già. Sarebbe meglio che... (Fa segno «andare»).

VALERIA e ALESSIA -(si liberano a fatica dalla stretta di Giovanni. Confuse, salutano a soggetto ed escono. DIN-DON alla porta esterna).

GIOVANNI -Sarà per un'altra volta... (S'abbandona sul divano).

ANTONIA -(fa cenno a Bice e a Ciro di aiutarla. Siede sul divano alla destra di Giovanni,. Bice siede alla sinistra del padre, e Ciro rimane in piedi, alle spalle di Giovanni ,timorosa, con i nervi a fior di pelle) Abbia pazienza se mi permetto, ma... lei, con quella... (A fatica) ...«signora», la soubrette, che intende fare?

GIOVANNI -Una cosa semplicissima... La sposo.

ANTONIA, BICE e CIRO -(sussultano) La sposa?!? ...

GIOVANNI -Sì!... SPOSERÒ LA VEDOVA ALLEGRA. Ma loro che c'entrano?

BICE -Noi... Noi desideriamo soltanto farle buona compagnia.

GIOVANNI -Che gentilezza!... (Estrae di tasca un pacchetto di sigarette). Ovviamente, se alla signora dà fastidio il fumo, io... Doloooores... (Fa l'atto di alzarsi e di lanciarsi verso sinistra, ma le donne lo trattengono per le braccia, e Giro gli appoggia le mani sulle spalle).

ANTONIA -Per carità!... Mi piace l'odore del tabacco bruciato.

GIOVANNI -«Pro-fu-mo».

ANTONIA -Certo certo: «profumo».

GIOVANNI -E loro fumano?

CIRO - Io sì! (Gli prende al volo una sigaretta dal pacchetto).

ANTONIA - Ciro!... Lo sai che il maestro non vuole. Il fumo ti toglie il fiato! E se non avrai fiato, non potrai più fare la boxe.

CIRO -(soprappensiero) Il fumo toglie il fiato, e se non ho fiato non posso più fare... Ne prendo due! (Prende un'altra sigaretta dal pacchetto di Giovanni).

GIOVANNI -(porge il pacchetto ad Antonia) Prego...

ANTONIA -Assolutamente no.

GIOVANNI - Dolores, invece, sì. (Si alza come prima). Doloooores... (I tre lo fermano come prima).

ANTONIA -No!... Fu-fu... Fu-fumo anch'io.

GIOVANNI -(porge il pacchetto. Antonia allunga una mano tremante) Non è mica una bomba.

ANTONIA -(prende una sigaretta e la tiene lontana dal viso, guardandola con disgusto).

GIOVANNI -(a Bice) Lei, invece, immagino che non fumi.

BICE -Infatti.

GIOVANNI -E fa bene, perché  è un brutto vizio.

ANTONIA -Io la... la fumo più tardi.

GIOVANNI -Sa cosa diceva mio nonno? (Antonia scrolla il capo). «Chi non fuma in compagnia, il diavolo lo porta via». (Porge ad Antonia l'accendino acceso).

ANTONIA -Non mi sento proprio, creda.

GIOVANNI -Come vuole. (Spegne /.accendino). Doloooo- res... (Tutto come prima).

ANTONIA -Sì! Accendo. (Mette /a sigaretta fra le labbra tremanti).

GIOVANNI -(accende di nuovo l’.accendino e lo avvicina alla tremante sigaretta di Antonia) Ha freddo?

ANTONIA -(aspira per accendere la sigaretta. poi aspira e sbuffa rapidamente).

GIOVANNI- (accende la propria sigaretta e quella di Ciro. poi osserva Antonia) Lei fuma in un modo che... Che mi ricorda... (Rimane pensieroso).

ANTONIA -CO-CO... Co-cosa?

GIOVANNI -Una vaporiera! (Si guarda intorno). Però-però... Però qui si fuma male.

BICE – Perché ?

GIOVANNI - Non so... Sento una specie di magone. Un malessere, come se lei (indica Antonia) mi proibisse di fumare. Non ne posso più. (Come prima). Doloooores. ..(I tre lo fermano come prima).

ANTONIA - È solo un'impressione. Invece guardi come fumo io. (Aspira e sbuffa rapidamente. Poi strabuzza gli occhi. porta una mano sullo stomaco. balza in piedi ed esce in fretta barcollando. a destra).

BICE -Mamma!... (E /a segue di corsa).

GIOVANNI -(A Ciro) E lei?

CIRO -  Io... Cosa posso fare, io?

GIOVANNI -Tenerle la fronte.

CIRO - È vero! (Esce di corsa a destra).

GIOVANNI -(sorride ironico. si alza in piedi e fa qualche passo. fumando soddisfatto. DIN -DON alla porta).

LUIGI - (entra  sorridendo) Quella matta sta dando spettacolo d'operetta nell'ufficio postale. (Nota che c’è soltanto Giovanni). Meno male che ti trovo solo.

GIOVANNI -È un bel testone, lei!... D'accordo che sono ospite suo e di sua moglie, ma perché mi dà del «tu» ?

LUIGI - (sconcertato) Ma tu-me... Me- tu -lei... Credevo che facesse finta di... di essere un altro.

GIOVANNI -lo sono io! Piuttosto... Lei è sicuro d'essere lei?

LUIGI - (c.s.) No. Cioè! ...Sì. Comunque mi permetta di insistere. Immagini che io parli da solo, o che le racconti una favola.

GIOVANNI -Allora è proprio «imbranato»!... In ogni modo... (Siede sul divano). Dica pure.

LUIGI -Grazie. Dunque... lo e il mio amico Giovanni andavamo insieme all'asilo. (Col tono di chi parla ai bambini). «Luigi, togliti il ditino di bocca. Giovanni, soffiati il nasino». (Rideforzato, sperando che Giovanni lo imiti, ma questi continua a guardarlo con estrema freddezza). Poi a scuola. «Luigi Binelli! Presente. Giovanni Fabiani! Signora maestra, Giovanni è a casa ammalato, perché  ha mangiato troppe ciliege e adesso ha una febbre da cavallo. Strano, dice la maestra, perché  Fabiani Giovanni è un asino!». (Ride, e idem come prima). Quindi al Terzo Alpini. «Binelli e Fabiani di ramazza!». (Saluta militarmente e goffamente) «Signor sì, signor caporale». (Ride, e idem come prima). E le gite in montagna? Giovanni!... (Indica una sedia). Questo è il Dente del Gigante, la nostra memorabile scalata. (Si inginocchia per terra). Siamo quasi in cima! Forza e coraggio. (Mima un grande sforzo, appoggia il petto sulla sedia, quindi ci sale in piedi, ansante e trionfante). Il Dente!... Giovanni, abbiamo conquistato il Dente del Gigante! (Rimane immobile, in posa eroica).

GIOVANNI -(lo guarda un momento, serio, poi dice con la massima semplicità) Hai finito di fare il cretino?

LUIGI -(disorientato) Co-co. ..Co-come dice-dici?

GIOVANNI -(si alza in piedi) Ssst! ...Scendi dal Dente. ..della sedia, e parla sottovoce.

LUIGI - (scende, contento) Allora lo sai d'essere Giovanni?

GIOVANNI -Mai come adesso.

LUIGI -E la perdita della memoria?

GIOVANNI -Ho perso una cosa sola: la paura... d'avere coraggio. Mi sento un leone!

LUIGI -  E io?…

GIOVANNI - Tu sarai il mio domatore. Cioè l'unico che non «morderò».

ANTONIA, BICE e CIRO -(entrano da destra. cioè alle spalle di Luigi. e si fermano).

GIOVANNI -(li vede e assume un tono aggressivo verso Luigi) E non lo dimentichi, buon uomo! ...Sarò terribile, crudele, senza pietà con chi non mi obbedirà.

LUIGI -(che non vede i tre, sconcertato. fa il noto gesto. per chiedere: «Dai di volta al cervello?») ...di nuovo?

GIOVANNI -(per evitare complicazioni. si rivolge ai tre) Voglio un caffè.

ANTONIA -Subito. Ciro e Bice, caffè per il signore!

GIOVANNI -Sarebbe troppo comodo, signora. Tutt'e tre mi dovete servire. Dietro front…. Avanti. ..marsc !

ANTONIA, BICE e CIRO -(obbediscono ai comandi. ed escono in fila a destra).

LUIGI -Non avrai mica intenzione di continuare a trattarli in questo modo?

GIOVANNI -Chi lo sa? ...Per adesso dobbiamo liquidare la soubrette.

LUIGI -Sarà difficile.

GIOVANNI -Lo so, ma devi riuscirci.

LUIGI - Io?!? ...

GIOVANNI -Tu, sì. Vai a prendere “La vedova allegra» all'ufficio postale, la trascini in un bar e la convinci che io non sono Beniamino. Sua nipote Secondina ti aiuterà. L’importante è che non ritorni qui. A costo di usare le maniere forti.

LUIGI - (sorpreso e preoccupato) Botte?!? ...

GIOVANNI -Manicomio. Là di Baniamèn ne troverà a bizzeffe.

LUIGI -E tu cosa farai?

GIOVANNI -(assume la posa nepoleonica) ...e questo sarà il mio impero. Dài, Luigi. Fila!

LUIGI - (esita) Senti, Giovanni...

GIOVANNI -(interrompe) Vai!

LUIGI -(tenta di obiettare).

GIOVANNI - (gli indica perentoriamente a sinistra).

LUIGI -(sospira. allarga le braccia ed esce a sinistra. DIN- DON alla porta esterna).

-(ha ancora le spalle rivolte a sinistra. quando)

ANTONIA -(fa capolino da destra. e dice con tono infantile)  Cucù!

GIOVANNI -(sussulta e si guarda intorno) Che c'è?

ANTONIA -Cucù! (Entra e rimane sulla soglia della porta).

È sorpreso del mio cordiale, e direi affettuoso, «cucù»?

GIOVANNI -Sì, perché  non sapevo che le oche facessero «cucù».

ANTONIA -(sorride a denti stretti) Possiamo servirle il caffè?

GIOVANNI -Finalmente!...

ANTONIA -(rivolta verso I.esterno) Avanti. (E cede il passo a)

BICE -(che porta un vassoio. sul quale c’è una tazzina di caffè, e)

CIRO -(che porta un vassoio. sul quale c’è una zuccheriera).

ANTONIA -(indica il divano) Prego, s'accomodi.

GIOVANNI -(siede. prende la tazzina. poi la tiene a mezz’aria,  immobile).

ANTONIA -Qualcosa che non va?

GIOVANNI -Zucchero!

CIRO -(porge la zuccheriera).

GIOVANNI -Uno.

ANTONIA -(mette un cucchiaino di zucchero nella tazzina).

GIOVANNI  - e mezzo.

ANTONIA -(esegue).

GIOVANNI  - e un pochettino.

ANTONIA -(esegue. Poi, come i figli,  guarda Giovanni, il quale è rimasto immobile, con la tazzina a mezz’aria) Cosa manca?

GIOVANNI -Agitare!

ANTONIA -Ah, sì. (Mescola il caffè). Fatto.

GIOVANNI -(centellina il caffè).

CIRO -Buono?

GIOVANNI -Potrebbe essere migliore.

ANTONIA -Lo sarà. (Gli prende la tazzina e la pone sul vassoio. Quindi fa qualche passo con «disinvoltura affettata». «molleggiata». e chiede con voce suadente) Fumiamo?

GIOVANNI -(la osserva. ironico) Complimenti, signora, per il «molleggio sulle balestre». (Indica le gambe di Antonia, la quale si ferma, confusa).

BICE -(dolcemente, a Giovanni) Se lei, in questa casa, si trovasse a suo agio, potrebbe rimanerci per sempre.

ANTONIA -Naturalmente sarebbe considerato un gradito ospite.

CIRO -Vivrebbe sereno, e forse felice.

GIOVANNI -Sembrate uno «spot» tivù. Sì sì... Fate una bella pubblicità alla vostra pensione.

ANTONIA -Ma questa non è una pensione. È una famiglia. Questi (indica Bice e Giro) sarebbero i suoi figli.

GIOVANNI -E lei?

ANTONIA -(imbarazzata) Be'... lo sarei sua... moglie.

GIOVANNI -(la guarda da capo a piedi, le gira intorno) Già già... Bò bò... Come presenza è passabile. Però mi spieghi, signora. Se io accetto di rimanere qui, e di immaginare che questi sono i nostri figli, e che lei è mia moglie. .. Con quell'uomo che parlava con me cinque minuti fa, e che durante la passeggiata nel bosco mi ha detto d' essere suo marito. ..Con lui che razza di parentela avrei?

ANTONIA -(estremamente imbarazzata) Non... saprei.

GIOVANNI - Io sì! Questa. (Fa le corna). No no... (Idem come le alre volte). Doloooores. ..(I tre lo trattengono come prima).

BICE -Rimanga con noi.

ANTONIA -Non si pentirà.

CIRO -Lavorerò anch'io per i suoi capricci.

GIOVANNI -Non basta.  Io sono abituato a comandare. Vi rassegnerete a obbedire?

ANTONIA, BICE e CIRO -Sì.

GIOVANNI -(esita un momento, poi) Sta bene. Potete darmi del «tu» .

ANTONIA, BICE e CIRO -(lo abbracciano, felici e festanti) Caro! -Grazie! -Bravo.

GIOVANNI -Stop! (I tre si allontanano, rimanendo quasi sull'attenti) Potete darmi del «tu», ma... senza confidenza. (I tre annuiscono. DIN-DON alla porta esterna).

GIORGIO -(entra da sinistra) Ho innestato la retromarcia, perché  sono pronto a scommettere un caso di forza maggiore, contro un maggiore in forza per caso, che qui c'è una bimba angelica con gli oblò lacrimosi.

BICE -(preoccupata. fa dei cenni a Giorgio. per invitarlo a tacere).

GIOVANNI -(a Giorgio) Fuori, per caso, ha visto? ...

GIORGIO -(interrompe) Tutto !

GIOVANNI -(ad Antonia. Bice e Giro) Potete andare.

ANTONIA, BICE e CIRO -(con lievi inchini. e scontrandosi a vicenda camminano a ritroso. ed escono a destra).

GIORGIO -Allora! ...Mi sono dovuto catapultare come un pazzo fuori da quel bar, dove al maestro in gramaglie s'è aggregata la donna arrivata dal paese dei tre moschettieri, seguita dalla nipote «ics» -cioè «alla pari» -e raggiunta da quella specie di suo fratello di latte che si mimetizza da cliente.

GIOVANNI- Senta...

GIORGIO -(continua a valanga) Non sono nello stato d'animo adeguato per discutere i meriti del purgante firmato, con effetto telescopico. Sono stato complice del «maestro» per spennare lei, lo riconosco.

GIOVANNI -Meno male!

GIORGIO -Ma adesso l'ho piantato solo, come un albero alla festa degli alberi, deciso a pedalare controvento e in sali- ta per mio conto. Quindi, col tono di un addetto al vagone-ristorante, allorché  annuncia il «primo turno», le dichiaro: «Sono un massaggiatore. Abbandono l'ambiente cosiddetto sportivo. Mi dedicherò al restauro di rughe e pancette. Ergo, continuerò a fare il massaggiatore».

GIOVANNI -Auguri per il futuro. Ma io che c'entro?

GIORGIO -Esattamente il contrario dei cavoli a merenda. Sissignore! , per modo di dire. Perché  io, qui presente, amo sua figlia.

GIOVANNI- (sorpreso) Ah!... E vorrebbe abitare qui?

GIORGIO- (annuisce) Però non prima d'avere un cerchione giallo all 'anulare sinistro .

GIOVANNI -E i suoi figli, ossia i miei nipotini, parleranno come lei?

GIORGIO -Affare loro!... Saranno liberi di scegliere. Anzi, preciso che, appena li vedrò a testa in giù fra le mani di un uomo in camice bianco, chiederò ai miei figli come si vorranno chiamare. E la prima risposta sarà quella che conta, come nei telequiz.

GIOVANNI -(sorride) Allora si chiameranno «uè-uè».

GIORGIO- Tagliamo corto!... Considero superfluo spifferarle che il mio radar ha subito segnalato la sua idea di fare lo straniero in patria. Del resto è naturale che io, unico fra gli altri dello «ZOO», abbia intercettato la realtà-verità. D'altro canto, sul mio foglio matricolare il colonnello ha sempre scritto: «Elemento sveglio e intelligente».

GIOVANNI -(sarcastico) Non dia retta ai colonnelli. (DIN- DON alla porta esterna, a sinistra).

LUIGI- (entra da sinistra) Giovanni, devo dirti che... (Tace, perché  vede Giorgio). Posso parlare?

GIOVANNI -Certo. Qualunque cosa dirai, per il suo «radar» (indica la fronte di Giorgio) è come se tu raccontassi la trama dei «Promessi sposi» ad Alessandro Manzoni.

ANTONIA -(entra da destra, premurosa, seguita da Bice e Ciro) Oh, scusate. Abbiamo sentito il DIN-DONdella porta, e... I

GIOVANNI -(interrompe) Arrivate a proposito. Attenzione! (Col tono e i gesti usati da Antonia nel primo tempo). Primo! ...Il signor Luigi Binelli, visto che è «anche» suo marito, potrà venire qui tutte le volte che gli piacerà. Secondo!... Il giovanotto (indica Ciro) riprenderà a fare il fotografo. Terzo!... Voi due (indica Antonia e Bice) farete tutto il resto. Quarto!... Qui si giocherà a carte e si fumerà. (Maligno). C'è qualcuno che vuoI fare il Bastian Contrario?

ANTONIA, BICE e CIRO -(scrollano il capo).

GIOVANNI -(fa ai tre cenno di uscire) Sciò-sciò...

ANTONIA, BICE e CIRO -(escono a destra, come la volta prece- dente).

GIOVANNI -(col noto gesto dei prestigiatori) Voi là!

GIORGIO -(a Giovanni) Caro genitore, in pectore convoco l'angelo custode mio, il quale lucida la buona stella con pelle di camoscio, per dire all'angelo custode suo, il quale sta facendo una figuraccia, che il mio palpitante (indica il cuore) mi mette in onda che Bice, per colpa del suo (indica Giovanni) «show cervello in giostra», è più sconcertata di un concerto di cani affamati. Perciò mi dia licenza di stoccarle un po' di consolazione.

GIOVANNI -(a Luigi) Sembra incredibile, ma ho capito ciò che vuole. (A Giorgio). Sta bene. Vada pure a rasserenare mia figlia, ma guai a lei se dirà una sola parola sulla mia «guarigione» .

GIORGIO -Con la solennità di un cavaliere antico in scatola, giuro che non dirò una sola parola.

GIOVANNI -Vada.

GIORGIO -Okay! (Esce a destra).

LUIGI -Rifletti, Giovanni. Non vorrai mica continuare a fare l'estraneo in casa tua.

GIOVANNI -Visto che <d'estraneo» è più rispettato... Insomma! Non voglio perdere certe comodità. D'altronde non ho mai visto i miei tanto allegri. Stai attento. (Rivolto a destra, batte le mani e urla). Ciurma!

ANTONIA -(dall'esterno) Subito!

GIOVANNI -(sottovoce, a Luigi) «Prima», quando chiamavo qualcuno, tutti mi rispondevano: «Uff! Non ho tempo».

ANTONIA -(entra rapidamente da destra, seguita da Bice, Giro e Giorgio) Eccoci qua!

CIRO -Possiamo fare qualcosa per te, pap...papadrone?

BICE -Siamo a tua disposizione.

GIOVANNI -(siede sul divano) Questo divano «sembra» morbido. Invece non lo è. Voglio almeno un cuscino dietro la schiena.

DICE -Corro a prenderlo! (Esce a destra).

GIOVANNI -(ad Antonia) Giornale!

ANTONIA -È di là! (Si lancia a destra, e si scontra con Bice che rientra, portando un cuscino). Ahi!

GIOVANNI- (a Giro) Tu!... Visto che quell'incrocio (indica la porta di destra) è pericoloso, fa il semaforo.

CIRO -Mi piace! (Si pone sulla soglia della porta, e facendo i movimenti di un vigile urbano dà via libera ad)

ANTONIA -(la quale esce a destra, mentre)

BICE- (sistema il cuscino alle spalle di Giovanni) Va bene, così?

GIOVANNI -Quasi.

ANTONIA -(rientra affannata da destra) Non trovo il giornale di oggi.

GIOVANNI -Portami quello di domani.

ANTONIA -Sì. (Fa l'atto di uscire).

GIOVANNI -Cioè!.. Quello di ieri.

ANTONIA -(annuisce ed esce a destra).

GIOVANNI -(a Luigi e Giorgio, i quali si sono appartati a osservare) E voi? ...Non avete niente da fare?

GIORGIO -Noi siamo in poltronissima al Circo.

ANTONIA -(rientra da destra portando un giornale quotidiano, che porge a Giovanni) Trovato!

GIOVANNI -Non ho più voglia di leggere. Piuttosto... (Si rilassa e sospira, mentre gli altri si mettono intorno a lui). Sigaretta!

LUIGI -Gliela dò io. (Offre una sigaretta a Giovanni). GIOVANNI -(mette la sigaretta fra le labbra. Ad Antonia) Fuoco!

ANTONIA -(smarrita, a Giro) Fuoco!

CIRO -(idem come Antonia, a Bice.  Fuoco!

DICE -(idem come Antonia, a Giorgio) Fuoco!

GIORGIO -Bum!

LUIGI -Ecco (Avvicina un accendino acceso alla sigaretta di Giovanni).

GIOVANNI -(osservato dagli altri, fuma e sospira) Mi manca solo Giuseppina.

ANTONIA -(allarmata) Credevo che l'unica donna fra noi si chiamasse Dolores. Da dove salta fuori questa Giuseppina?

GIOVANNI -Santa ignoranza! ... Io sono Napoleone, sì o no?

ANTONIA, BICE e CIRO -(annuiscono).

GIOVANNI -Embè? ...Napoleone aveva Giuseppina. (chiude gli occhi e si rilassa, beato).

GIORGIO -(indica Giovanni) Roba da congresso psichiatrico!

GIOVANNI -(infastidito, senza aprire gli occhi) Ssst!...

BICE -Lasciamolo riposare.

CIRO -Sembra un bambino.

GIOVANNI -(c.s.) Ssst!...

ANTONIA -(a Luigi e Giorgio) Andate, andate.

GIOVANNI -(c.s.) In punta di piedi.

GIORGIO- Vorrei solamente sapere se...

ANTONIA, BICE e CIRO -(interrompono Giorgio) Ssst!...

GIOVANNI -(c.s.) Ho caldo.

ANTONIA, BICE e CIRO -(si pongono alle spalle di Giovanni, e gli fanno aria sul viso, dolcemente e affettuosamente, con le mani).

GIOVANNI -( apre gli occhi, e ne strizza uno verso il pubblico) Più di Napoleone. (Richiude gli occhi e si abbandona).

ANTONIA, BICE e CIRO -(continuano un po' a far gli aria, poi si fanno un cenno d'intesa, assumono un 'espressione minacciosa e due di loro gli danno una manata sulle spalle).

GIOVANNI -(sussulta e apre gli occhi) Come vi permettete? ... (Nota l'espressione dei tre, e comincia a perdere la baldanza). Co-co... Co-cosa volete?

ANTONIA -(brusca come era all'inizio della commedia) Caro marito, la tua «commedia» è finita!

BICE e CIRO -(duri) Sappiamo tutto!

GIOVANNI -(boccheggiante) Tu-tutto tutto?

ANTONIA, BICE e CIRO -Sì!

GIOVANNI -(tenta la fuga a sinistra) Doloooores...

BICE, ANTONIA e CIRO -(lo fanno bruscamente risedere con una manata sulle spalle).

ANTONIA -Non attacca più!

BICE -Giorgio è stato generoso di spiegazioni.

CIRO -In un attimo ci ha detto ogni cosa.

GIOVANNI -(amareggiato, a Giorgio) Ma lei mi aveva promesso...

GIORGIO- (continua, arguto) ...che non avrei detto UNA SOLA PAROLA. Infatti, a raffica, ne avrò scucite almeno CENTO.

ANTONIA -Sei in nostre mani!

LUIGI -(secco) lo non c'entro!

GIOVANNI -(deluso, triste) Anche tu m'abbandoni... (Si alza in piedi, umile, mogio). Co-cosa devo fare?

ANTONIA, DICE e CIRO -(indicano perentoriamente la porta della camera oscura) Al lavoro!

GIOVANNI -(con lo  sguardo chiede aiuto a Giorgio e a Luigi).

GIORGIO e LUIGI -(indicano, come gli altri, la porta di fondo) Al lavoro!

GIOVANNI -(s'avvia verso il fondo, prende il camice che aveva posato sopra una sedia, accanto alla porta, e indossandolo borbotta) E io che volevo andare nell'isola deserta all'aria aperta... Adesso dovrò fare Napoleone con... il camicione. (È sulla porta, si volta a guardare gli altri).

TUTTI -(indicando perentoriamente la porta di fondo) Al lavoro!

GIOVANNI -(sconsolato, spinge la porta per uscire).

TUTTI -(scoppiano in una cordiale risata).

GIOVANNI -(si ferma e si volta a guardarli, stupito).

DICE -(corre ad abbracciarlo e a baciarlo) Mio caro paparino!

CIRO -(lo abbraccia e lo bacia) Papà! ...

ANTONIA -(lo abbraccia e lo bacia) Ti voglio più bene di prima.

GIORGIO -Anch'io, antenato dei nostri (stringe a se Bice) posteri.

GIOVANNI -(a Bice) Vuoi veramente bene a questo, (indica Giorgio) che gli è andato di traverso il vocabolario?

DICE -(sorride e annuisce) È un po'... diciamo «stravagante», ma è un bravo ragazzo e ha tanta voglia di lavorare.

LUIGI -Come vedi, Giovanni, è tutto a posto.

GIORGIO- Sicuro! ...E se d'ora in poi non sarà un Napoleone intero, beh, ... mezzo Napoleone lo sarà certamente.

ANTONIA -(annuisce, affettuosamente e sincera) Però certi «scherzi», mai più, eh? ...

GIOVANNI -Mai più. A un certo momento ho persino avuto paura.

CIRO -Di che cosa?

GIOVANNI -D'avere avuto troppo... coraggio. (Sorridono tutti. e si pongono in grupPO. davanti. con Giovanni al centro). Ma finalmente è finita. Ora siamo tutti sereni, tranquilli, e... (S’interrompe  perché )

DOLORES -(dall’esterno a sinistra. urla implorando) Beniamen, Beniamino!

TUTTI -(sussultano preoccupati e guardano verso sinistra. mentre si sente il DIN-DON della porta esterna. e)

GALLUCCI- (entra a catapulta da sinistra. trafelato e ansante. E fugge. girando di corsa intorno al gruppo e al divano. e urlando) Non sono io!... Non sono io!... (Inseguito da)

DOLORES -(che urla e implora) Beniamino sei tu! ...Fermati, Beniamèn! (Inseguita da)

SECONDINA- (che urla) No, zia!... Lascialo stare! (Intanto)

GALLUCCI -(sempre inseguito da Dolores. e questa da Secondina. fa un paio di giri intorno al gruppo. poi esce a destra. inseguito da)

DOLORES -(che continua a urlare) Beniamino!... Beniamèn!... (mentre)

SECONDINA -(si ferma. ansante. davanti al gruppo) Volete sapere l'ultima? (Senza attendere risposta). Le gioiellerie e le palate di soldi, mia zia Dolores le ha solo qui. (Si batte sulla fronte). È stata una soubrette d'operetta, sì, ma adesso fa la guardarobiera in un locale di Pigalle.

GALLUCCI- (irrompe da destra. urlando) No!... No!... (E gira di nuovo intorno al gruppo. inseguito da)

DOLORES- (che urla) Sei tu!... Sei tu!... (mentre)

SECONDINA- (insegue Dolores. urlando) Zia!... Zia!...

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