State buoni se potete

STATE BUONISE POTETE

SCENA N. 1 - (della pisside)

Entra Spiridione con un bagaglio da viandante (bastone e fagotto) e una chitarra. Mette a terra il bagaglio, tira fuori la sua chitarra e attacca:

01-STATE BUONI SE POTETE (canta Spiridione)

Finita la canzone Spiridione raccoglie la sua roba, pone un calice per terra in platea e esce. In scena resta il calice che il piccolo A entra e ruba seguito a ruota da Don Fulgenzio. Non c nessuno si guarda intorno poi prende il calice in mano e in punta di piedi si avvia ad uscire).

DON FULGENZIO: (entra dalla parte da cui sta uscendo GIANMARCO Ehi, chi sei ? Cosa fai qui ? Beh ma cosa nascondi ? Fa un po vedere ? Fammi vedere ! Eh ma la pisside ! Lhai rubata ! Sei un ladro ! Vieni qui ! Ti prendo eh ! Guarda che ti prendo ! Al Ladro! Al Ladro ! Hanno rubato in chiesa ! Al ladro ! Prendetelo ! Accorrete ! Al ladro ! Al ladro ! (e Don Fulgenzio gli corre dietro continuando a chiamare aiuto una volta uscito di scena). Ah giusto voi guardate un ragazzo ha rubato la pisside cercatelo ! Lo vedete dov ?

GUARDIA: Eccolo, eccolo l !

DON FULGENZIO Ah s s prendetelo lui acchiappatelo acchiappatelo !

Entra nella bottega di Mastro Jacomo e A chiede aiuto.

MASTRO JACOMO: Ehi che c ?

GIANMARCO: Per carit nascondetemi me corrono appresso !

MASTRO JACOMO: Vai in chiesa e chiedi asilo !

GIANMARCO: Ve bene.

MASTRO JACOMO: Vai. Io sono una fanciulla cos bella (cantando)

A entra in chiesa.

GIANMARCO: Chiedo diritto dasilo !

DON FILIPPO: E tu chi sei?! Il fante di coppe ?

GIANMARCO No, so GIANMARCO.

DON FILIPPO: E quella pisside tua ?

GIANMARCO: Beh, siccome quando mamma morta ha lasciato tutto alla chiesa io mi sono ripreso la mia roba !

DON FILIPPO: Ah, ti sei risarcito! Uhm bravo !

GIANMARCO: Vabb lho rubata.

DON FILIPPO: Ah vieni, mi vuoi aiutare? Uhm ?

GIANMARCO: Ma chi sono tutti sti vecchi ?

DON FILIPPO: Beh vecchi stranieri gente che viene da ogni parte del mondo, pellegrini che arrivano a Roma, vedi?! Con tutti i piedi rotti !

GIANMARCO: Bleah !

DON FILIPPO: Ma che fai ti schifi ? Rubi e ti schifi di questi poveracci ? rottami detriti del grande naufragio della vita ! Ma lo sai che aiutare i poveri come accogliere Ges ? Uhm? Noi siamo la Confraternita della Trinit dei Pellegrini e dei Convalescenti !

GIANMARCO: Ma voi chi ?

DON FILIPPO: Beh noi: io e una cosuccia che ho inventato io !

GIANMARCO: E voi chi siete ?

DON FILIPPO: Filippo Neri.

GIANMARCO: Ma non siete romano !

DON FILIPPO: Perch si sente ? Voi tutti a letto ! (i ragazzi fanno rumore)

GIANMARCO: Oh, ma dormite dentro i loculi ?

ISABEL: Emb callenamo per quando dovemo mor !

DON FILIPPO: Ti faranno male le piaghe ma lappetito non ti manca eh ?

MENDICANTE: Questa minestra non buona !

DON FILIPPO: Ah pure esigente ! Beh sai che la prossima volta che vieni a Roma scendi allosteria dellorso !

GIANMARCO: S ma siccome mi stanno correndo appresso non si potrebbe chiude la porta ?

DON FILIPPO: Eh no ! Qui la porta non si chiude mai rimane sempre aperta, giorno e notte cos se entra qualcuno non esce pi ! Rimane intrappolato ! Prigioniero !

GIANMARCO Dalla porta aperta ?

DON FILIPPO: E naturale !

GIANMARCO: Boh !

Entrano in scena Don Fulgenzio e due guardie. Nel frattempo Don Filippo veste A da chierichetto e prepara il calice.

GUARDIA: (rivolgendosi a Mastro Jacomo) Avete visto un ragazzo con una pisside in mano ?

MASTRO JACOMO: Io s, io s che lho visto ! E entrato proprio ora l dentro, ma lo potete arrestare l stesso, una chiesa sconsacrata ! C un prete ma ha del pazzo venite

(escono Don Filippo e A dalloratorio: Don Filippo con il calice allestito per la comunione e A vestito da chierichetto, si incontrano con il gruppetto)

DON FILIPPO: Oh! (uscendo) Don Fulgenzio ! Grazie ancora ! Dovevo portare il viatico ad una vecchietta moribonda e non sapevo dove metterlo ! Se non me la prestavate voi ! Perch noi qui come dite voi a Roma non cavemo manco locchi pe piagne. Andiamo va ah a proposito (indicando GIANMARCO) ma vi ha almeno ringraziato ?

DON FULGENZIO: Ma chi ?

DON FILIPPO: No perch questo capace che ha preso la pisside e non vi ha detto niente.

DON FULGENZIO: E proprio cos ha fatto !

DON FILIPPO: (rivolgendosi a GIANMARCO) Hai sentito eh ! E perch ignorante bisogna aver pazienza sono ragazzi. Comunque ve la riporto io domani. Grazie ancora. Andiamo.

DON FULGENZIO: Don Fili ?

DON FILIPPO: Ahio, S ?

DON FULGENZIO: Ma voi siete proprio sicuro che io ve lho prestata ?

DON FILIPPO: Certo ! Ma se non ve lo ricordate non preoccupatevi ! anchio dimentico tutto ! Sar let (fra i denti a GIANMARCO) Cammina.

Escono tutti.

DON FILIPPO: Tu nemmeno immagini il pericolo che hai corso ! in chiesa da me non c il diritto dasilo !

GIANMARCO: E perch ?

DON FILIPPO: Perch ci abito io che sono un prete indegno, pieno di vizi e di peccati; io faccio la vita del beato porco, e sono stato la causa di tutte le pene patite da Ges; sono io che lho mandato al calvario, io non ho fatto del bene a nessuno ma se anche avessi fatto tutto il bene del mondo ti avrei mai fatto Ges mio

GIANMARCO: Va beh ma non ve la piate cos !

DON FILIPPO: Andiamo va !

GIANMARCO: Allora che mha detto il calderaro davanti a voi ?

DON FILIPPO: Mastro Jacomo ?

GIANMARCO: S

DON FILIPPO: Vieni, vieni subito con me ! Tu non devi mai dare retta a Mastro Jacomo, hai capito ? Perch quello se dice buongiorno, segno che notte. Anzi non ci devi neanche parlare chiaro ? Guarda !

GIANMARCO: Ah, e chi ?

DON FILIPPO: Lo vedi ? E cos che a Roma si punisce il furto sacrilego con lesposizione dei pezzi a edificazione dei passanti. Quello adesso potevi essere tu !

SCENA N. 2 - (delloratorio)

ISABEL: Oggi il 23 aprile, nel calendario cristiano ricorre la festa di San Giorgio e il drago.

DON FILIPPO: No ISABEL, solo San Giorgio, il drago non ricorre !

ISABEL: Va beh

DON FILIPPO: Come va beh ?

ISABEL: Cera un San Giorgio che era un cavaliere, che andava sperso per il mondo e and a finire in un paese dove cera una pozzanghera con un drago a mollo. E questo drago ammazzava la gente con le fiatate, proprio cos (e d una fiatata a una bambina).

ALY: Ah Don Filippo, ISABEL mha dato una fiatata !

DON FILIPPO: Lha fatto per esempio !

DAVIDE: Allora se il drago scurreggiava ?

GEORGE: Ammazzava la gente proprio cos (alza le gambe e scureggia)

ISABEL: Ammazza oh !

GIULIA: Don Fil, GEORGE ha scurreggiato!

DON FILIPPO: Abbiamo sentito!

SARA: Ma no, lha fatto per esempio!

DON FILIPPO: Zitta e ascolta!

ISABEL: Ma allora il re per tenello lontano dalle mura, gli mandava sotto uomini e donne nel paese ma il drago una fiatata per uno (d una fiatata a TOMMY)

TOMMY: Ammazza, quanto ti puzza r fiato ! Ma che hai magnato la merda ?

ISABEL: No ho magnato i gatti morti ! Alla fine erano rimasti solo la principessina e il re; ma per il re era uguale per tutti, gli mise un mantello di velluto e labbandon in pizzo alla pozzanghera per farla mangiare dal drago.

GIANMARCO: (che se ne stava in disparte): Magari !

ISABEL (d uno schiaffo a un ragazzo) Oh ma mi stai a sent ? Quandecco San Giorgio a cavallo a spron battuto

GIUSEPPE: Don Fil, GEORGE mha pisciato sulla scarpa.

GEORGE: Non vero mi s pisciato addosso da me per la paura ! (i ragazzi ridono)

DON FILIPPO: Buoni, buoni ! State buoni se potete.

MICHELE: Tutto il resto vanit (risata generale)

ISABEL: Appena il drago schizza fuori, San Giorgio gli mise una museruola e gli leg una corda intorno al collo e ritorn al paese in groppa alla principessa.

ALY: Come in groppa alla principessa?

DON FILIPPO: E va beh s sbagliata, ma come sei intollerante eh !

ISABEL: Per cui il re gli dice: O San Giorgio, mo bisogna che te la sposi, almeno vivrete felici e contenti per tutta la vita!

DAVIDE: (a Don Filippo) Ah oh ! Ma che ci sta a raccont le favole ?

DON FILIPPO (con un dito sulla bocca): Sch ! Siediti, fammi sentire il seguito. Vai avanti ISABEL.

ISABEL: San Giorgio invece non poteva prendere moglie perch era un Santo e gli altri erano munsulmani. Allora and a prendere un secchio dacqua santa e li sbatezz tutti nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.

DON FILIPPO e TUTTI I RAGAZZI (in coro): - Amen.

ISABEL Come so andata?

DON FILIPPO: Bene, benissimo, lhai raccontata con molto sentimento, sei riuscita anche a umanizzare il drago, brava.

ISABEL: Domani dico quella di San Fedele.

GEORGE: No tu domani non vieni per piacere ! (GEORGE e GIULIA si azzuffano, tutti urlano restando al loro posto e facendo il tifo)

DON FILIPPO: Fermi! Ma possibile che finisce sempre cos ! (pausa) State buoni, buoni se potete ! Fermi , no, va beh io me ne vado fuori a prendere un po daria. (e si mette da una parte i bimbi si dispongono a cantare)

02-VANITA DI VANITA (canta Spiridione e tutti i ragazzi + coreografia)

Durante la canzone Don Filippo gioca a Gambazoppa. Finita la canzone i bimbi escono.

SCENA N. 3 - (del vecchietto alla finestra)

Don Filippo spiega lOratorio ai ragazzi.

GIANMARCO: O Don Filippo, ma quella di prima che liturgia ?

DON FILIPPO: Niente, una cosuccia che ho inventato io. Si chiama Oratorio ... tanto per stare insieme. Ci raccontiamo la vita dei Santi, cantiamo una lauda, insomma, stiamo allegri. Cos il Signore contento anche Lui.

GIANMARCO: Ah.

DON FILIPPO: Perch luomo che non prega un animale senza parola. Quindi te adeguati subito !

GIANMARCO: Non chiedo di meglio A che ora si va a tavola ?

DON FILIPPO: Eh, beh ... questo non dipende da noi !

GIANMARCO: E da chi dipende ?

DON FILIPPO: Lo vedrai ... (si apre una finestra e appare il vecchio e allaltra il compagno)

Don Filippo e i ragazzi vanno a chiedere lelemosina muovendosi dallOratorio al centro della scena.

ALENA: S ma se un ci danno niente che si mangia?

DON FILIPPO: Beh niente ... Fate la carit. Qui non risponde nessuno ! Fate la carit. Oh, Oh quellomo, fate la carit, a casa ho dodicii bocche fameliche ...

VECCHIETTO: Ma come siete prete e avete dodici figli ?

DON FILIPPO: Dodici anime abbandonate che abbisognano di tutto bastardelli di casa Proietti come dite voi a Roma. Disgraziati come me come loro !

ALENA: Oh loro chi ?

DON FILIPPO (D uno scapellotto a SARA): Sta zitta ! Buttate gi (e apre la sacca)

VECCHIETTO: Vi posso buttare quello che ho mangiato oggi ?

DON FILIPPO: Quello che vi avanzato per noi ci basta.

VECCHIETTO: Parate il sacco, eh ....

DON FILIPPO: (Rivolto a TOMMY) Eh, hai visto, abbiamo rimediato. (rivolto al vecchio) Pronti !

VECCHIETTO: (Il vecchio rovescia un vaso di cacca) Ecco fatto !

DON FILIPPO: E quello che avete mangiato oggi?

VECCHIETTO: Lho rifatto proprio adesso ! Ah, ah, ah !

DON FILIPPO: Dio ve lo renda centuplicato ... !

SCENA N. 4 (del cardinale)

Entra Don Filippo con i ragazzi Entra anche il Cardinale con due o tre paggi.

DON FILIPPO: Lustrissimo. E tutta la notte che giriamo. Per cortesia al vostro buon cuore

ALY: Oh, ma tu cos giovane gi sei Cardinale ?

DON FILIPPO : Se ti chiamavi Colonna, Orsini o Farnese nascevi Cardinale pure tu ! Eh !

DAVIDE: Corbezzoli!

DON FILIPPO: Lustrissimo dateci qualcosa !

CARDINALE: Dategli quello che si merita !

DON FILIPPO: Grazie eccomi, sono pronto ! (passa un paggio e gli d uno sganassone) Ohio (di dolore e si tiene il naso) S, s, come no. Questo per me ve ne ringrazio per adesso datemi qualcosa per i ragazzI.

GEORGE: No, no, io non voglio niente !

CARDINALE: Ma siete proprio ostinato !

DON FILIPPO: So un capoccione! Lustrissimo, solo una cosa per (e viene preso con una spallata da un paggio) Ohi. (e si accascia) GIANMARCO! E quel signore che deve essere inciampato.

GIULIA: No, no, lha fatto apposta.

DON FILIPPO: Chi?

SARA: La guardia! Mortacci vostri! (una guardia, torna indietro e con uno scappellotto lo atterra; tutto il gruppo si ferma) !

Tutto il gruppo esce di scena.

03-E LA PULCE DACQUA (canta Spiridione)

SCENA N. 5 (delle carte)

I ragazzi vanno da Mastro Jacomo.

TOMMY: Mi dovete fin di fa le carte. Voglio sap che mi tiene da conto il destino.

MASTRO JACOMO: O te ? Cosa ci fai qui ? Perch non sei in chiesa come tutti quegl'altri ?

GIUSEPPE: In chiesa ci vanno i ragazzini, io so' grande

MASTRO JACOMO: Ah gi! Gi, vero ! Scusa ... scusa

GEORGE: E poi fanno le quarant'ore

MASTRO JACOMO: E che ?

MICHELE: E' una cosuccia che ha inventato Don Filippo. Tutti pregano per 40 ore di seguito senza magn e senza dorm ...

MASTRO JACOMO: E fanno bene ...

ALENA: A proposito, ma quel paese di cuccagna che mi dicevi, esiste davvero? (inizia la musica della canzone)

MASTRO JACOMO: Gallina beccami se un' vero ! (si mette la mano sul cuore)

ALY: E 'n dov' ?

MASTRO JACOMO: Eh... a Bellinzona, in terra di maschi .... in una contrada detta ... del Bengodi ... il vero paese della cuccagna, dove chi pi dorme ... pi guadagna ! Vieni, vieni Il paese della cuccagna dove io .

04-VOLTA LA CARTA (canta Mastro Jacomo e tutti i ragazzi + coreografia)

DAVIDE: Dai, dai, quando partiamo ?

Mastro Jacomo lo avvicina a s prendendogli il viso fra le mani.

MASTRO JACOMO: E ALENA ? Ti sei scordato di GEORGE e di GIULIA?

GEORGE: No ma...

MASTRO JACOMO: (con il dito in gesto di ammonimento) Rammenta: me l hai promesso ! Prima bisogna togliere tutti i ragazzi dalle grinfie dei gesuiti.

Escono di scena da un lato mentre dallaltro entrano prima Don Filippo e poi Padre Ignazio con i preti Gesuiti

SCENA N. 6 (dellacquasanta)

DON FULGENZIO: Don Filippo, oggi giorno di festa: Padre Francesco Saverio in procinto di partire per lIndia dove andr a insegnare il Santo Vangelo e Fratel Caro partir per il Congo !

DON FILIPPO: Ah, bene, bene, se per andando vi capitasse di uscire da porta S. Giovanni, fermatevi un attimo, datevi unocchiata intorno, vi accorgerete che il Congo comincia proprio dalle mura aureliane.

DON FULGENZIO: Che volete dire ?

DON FILIPPO: No che servirebbe qualcuno che restasse a Roma per insegnare il Vangelo ai romani !

DON FULGENZIO: (cambiando discorso) Caro Don Filippo, a che devo il piacere ?

DON FILIPPO: Beh dato che oggi giorno di visita per i genitori, sono venuto a trovare alcuni ragazzi

DON FULGENZIO: Ho la sensazione che non siate il primo

DON FILIPPO In che senso?

DON FULGENZIO: Se vi voltate lo vedete anche voi !

DON FILIPPO: (voltandosi) Ragazzi !

(Entrano in scena da una quinta e subito riescono dalla quinta di sotto, Li segue Mastro Jacomo che per un attimo rimane in scena)

DON FULGENZIO: E non poteva mancare il diavolo ! (Mastro Jacomo sparisce dietro la quinta)

DON FILIPPO: Da cosa avete capito che quello il diavolo ?

DON FULGENZIO Se non lo conosco io !

DON FILIPPO Don Fulgenzio, occupatevi voi dei bambini, io vi raggiungo subito !

Don Fulgenzio esce dalla quinta dove erano usciti i ragazzi mentre Don Filippo aspetta Mastro Jacomo che entra dalle quinta.

MASTRO JACOMO (raggiunto da Don Filippo) Ohi ! (Don Filippo prende un secchio dacqua santa) No, per favore, quella no ! Don Filippo, no, no, no va via, va via, no nellacqua Santa no, lacqua Santa no !

DON FILIPPO (rovesciandogli il secchio in testa) E invece s ! (urla strazianti del diavolo) ... Buona notte Mastro Jacomo ! Andiamo piccioncini !

05-CAPITAN GESU- (canta Spiridione e tutti i ragazzi)

SCENA N. 7 (del papa)

Si forma il Palazzo papale. Incontro Papa Sisto V con Don Filippo. Don Filippo entra.

DON FILIPPO: Santit Santit voi ?

PAPA: Eh eh eh! Sorpreso Don Filippo ? (Don Filippo si inginocchia)

DON FILIPPO: Non si fanno certi scherzi

PAPA: Su, su (lo alza) Lo sanno tutti che vado in giro di notte io cerco

DON FILIPPO: E dove cercate, cercate bene.

PAPA: Bravo! E cos di persona mi rendo conto meglio: vedo, sento, capisco e mi ricordo Io per esempio anche se nonvi ho incontrato, gi sapevo tutto di voi A che devo lonore della visita?

DON FILIPPO: La grazia per me e per i miei ragazzi, Santo Padre (si inginocchia)

PAPA: (un po adirato) Ma fatemela voi la grazia a stare zitto ! (lo rialza)

DON FILIPPO: Io mi darei un cazzotto in testa ! Se non vavevo portato con me, quella sera, a questora era salvo ! E colpa mia.

PAPA: Eh no, noi siamo solo strumenti nelle mani della Provvidenza

DON FILIPPO: Ma qualche volta anche del diavolo.

PAPA: Ascolta me invece di preoccuparti delle anime perse ! Io mi sono impegnato con il Padre Eterno a non morire finch San Pietro non finito, e quando avranno messo la palla sul cupolone, io me ne vado.

DON FILIPPO: Ce ne andiamo tutti !

PAPA: Insomma io a Roma d un ordine urbano tutto mio, che lo specchio dellordine morale tutto tuo. Ti piace sto progettino ?

DON FILIPPO: E i miei ragazzi ?

PAPA: Ma i nostri ragazzi sono gi santi !

Escono su un sottofondo.

06-COGLI LA PRIMA MELA (canta Spiridione e tutti i ragazzi + coreografia)

(il brano sar eseguito alla chitarra da tre ragazzi)

SCENA N. 8 (del sarto)

Entrano i bambini con Spiridione, entra il sarto che va allOratorio dove c don Filippo.

SARTO: E con permesso?

DON FILIPPO: Ormai siete entrati che me lo chiedete a fare ?

SARTO: (rivolto ai due facchini) Forza mettete l! Il signor San Filippo Neri ?

DON FILIPPO: San Filippo ? Ma come vi permettete ?

SARTO: Ma guardate che vi ci chiamano tutti ! Su su

DON FILIPPO: Ma che state facendo ? Ma voi chi siete ?

SARTO: Mastro Elia sartoria ecclesiastica La Minerva: abbiamo vestito papi, cardinali, vescovi

DON FILIPPO: S, e a me ?

SARTO: S lo so che non ve ne frega niente, ma adesso ho trovato una bottega vuota proprio davanti a voi e credo che mi trasferir qui.

DON FILIPPO: Ma non ti arrendi mai !

SARTO: Prego ?

DON FILIPPO: No, niente, stavo ... ma insomma che volete ?

SARTO: (ride) Nel prossimo Concistoro il Santo Padre la creer cardinale.

DON FILIPPO: O Dio, no !

SARTO: (ride) Ma che ci volete and cos ? No, ditemi voi ?

DON FILIPPO: Ma io non ci voglio and proprio per niente !

SARTO: E un ordine del papa e voi siete tenuto allobbedienza. (pausa)

DON FILIPPO: E va beh: ditemi voi quello che

SARTO: Ecco bravo, spogliatevi che facciamo subito una bella prova, signor San Filippo !

DON FILIPPO: Aridai con questo San Filippo ! Da dove volete cominciare ?

SARTO: Dalle calzette.

DON FILIPPO: Ahio! Allora faccio da me, grazie.

SARTO: No, lasciatevi servire! Su, levategli le sue calzette, svelti, svelti, dai!! (Don Filippo si toglie una scarpa) Lustrissimo, mi sbaglio o vi si scucito un calzino?

DON FILIPPO: (mentre si toglie anche laltra scarpa) Pure questo !

07-ALLA FIERA DELLEST (canta Spiridione)

La canzone si interrompe quando Don Filippo vestito da Cardinale.

SARTO: Voil! Che ne dite ? Sembrate dipinto da Raffaello !

DON FILIPPO: Ma che fate ? Mi tentate nella vanit ? (pausa mentre si guarda allo specchio)

Meglio che vada a domandare ai ragazzini !

Don Filippo si sposta dai ragazzini; appena lo vedono, sbigottimento generale.

RAGAZZI: Ooooh!

DON FILIPPO: Aoh!!! Sono io !!!

GIULIA: Ma che vi hanno fatto papa ?

SARA: Scema, che rosso il papa ? (si mette una mano sulla bocca e continua) Scusate !

DON FILIPPO: Ma di che?

TOMMY: Le scappata una parolaccia!

DON FILIPPO: E la prima volta che chiedi scusa ! Che stai diventando educata ?

GIUSEPPE: Insomma questo che vestito Don Fil ?

GEORGE: Non si dice Don Filippo Scusate mio Illustrissimo

DON FILIPPO: Ma che questo Illustrissimo ? Mi avete sempre chiamato Don Filippo ?

MICHELE: Quando eravate Don Filippo! Adesso siete un principe della Chiesa, eh

DON FILIPPO: Ah, cos ? Mastro Elia !

SARTO: Si ?

DON FILIPPO: Venite !

ALENA: Bada che coda !

DON FILIPPO: (cerca di togliersi il vestito) Questo glielo ridate al papa, gli dite grazie del pensiero e gli dite anche che ci siamo sbagliati.

SARTO: Ma come ci siamo sbagliati ? Il papa non sbaglia mai !

DON FILIPPO: In materia di fede ! Ma come si toglie questo coso ? Il cardinalato non materia di fede, anche un papa pu sbagliare, anzi secondo me ha sbagliato senzaltro. Ma voi ve lo immaginate un cardinale che va in giro per Roma a chiedere lelemosina ?

SARTO: E perch dovreste chiedere lelemosina ?

DON FILIPPO: Perch questi, come dite a Roma, devono magn ! Solo che faccio: li mando a casa vostra?

Don Filippo inizia a spogliarsi.

GIANMARCO: Oh, adesso si spoglia !

DON FILIPPO: Insomma, dite a Sua Santit che mi dispiace, sar per unaltra volta.

SARTO: E quando?

DON FILIPPO: Magari quando rinasco! . giovanotti mi date una mano ? Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia, caro maestro Elia!

Don Filippo si toglie labito da cardinale e si rimette la toga sua.

ISABEL: Gagliardo, Don Filippo s spretato ! Don Filippo di nuovo Don Filippo !

DON FILIPPO: Grazie tante ! (torna a sedere dove era quando entrato il sarto)

Tutti i bambini sono intorno a Don Filippo festanti.

GIANMARCO: Permesso, permesso ! Fatemi passare ! (Esce dal gruppo e dalla scena per prendere le ciabatte poi rientrando va da Don Filippo) Don Fil ?

ISABEL: Vi abbiamo portato le ciabatte !

DON FILIPPO: Grazie !

RAGAZZI: Evviva Don Filippo, E ancora Don Filippo! (3 volte)

Don Filippo si mette le ciabatte, poi dice sospirando.

DON FILIPPO: Ah ... Paradiso Paradiso !!!

Le luci sfumano un po, c un sottofondo e Don Filippo si stende in terra come per dormire.

08-PREFERISCO IL PARADISO (originale per applausi)

Testo State Buoni Se Potete

State calmi adesso bambini, 
facciamo un po' silenzio, 
Se cercate di essere buoni 
vi canter una storia. 
Sar una di quelle serene 

che vanno a finire bene, 
non ci saranno gli uomini neri 
che turbano i pensieri. 
State buoni adesso bambini, 
venite pi vicini. 
La storia di questa sera 
la canto sottovoce 
per non svegliare le cose strane 
che dormono nel buio... 
Cos anche la notte nera 
non ci fa pi paura. 

Testo Vanit Di Vanit

Vai cercando qua, vai cercando l, 
ma quando la morte tri coglier 
che ti rester delle tue voglie? 
Vanit di vanit. 
Sei felice, sei, dei pensieri tuoi, 

godendo solo d'argento e d'oro, 
alla fine che ti rester? 
Vanit di vanit. 

Vai cercando qua, vai cercando l, 
seguendo sempre felicit, 
sano, allegro e senza affanni... 
Vanit di vanit. 

Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno 
non immagini certo quel che un giorno sar della tua vanit. 

Tutto vanit, solo vanit, 
vivete con gioia e semplicit, 
state buoni se potete... 
tutto il resto vanit. 

Tutto vanit, solo vanit, 
lodate il Signore con umilt, 
a lui date tutto l'amore, 
nulla pi vi mancher. 

Testo E' La Pulce D'acqua

E' la pulce d'acqua 
che l'ombra ti rub 
e tu ora sei malato 
e la mosca d'autunno 
che hai schiacciato 

non ti perdoner. 
Sull'acqua del ruscello 
forse tu troppo ti sei chinato, 
tu chiami la tua ombra, 
ma lei non ritorner. 
E' la pulce d'acqua 
che l'ombra ti rub 
e tu ora sei malato 
e la serpe verde 
che hai schiacciato 
non ti perdoner. 
E allora devi a lungo cantare 
per farti perdonare 
e la pulce d'acqua che lo sa 
l'ombra ti render

Testo Volta La Carta

C' una donna che semina il grano 
volta la carta si vede il villano 
il villano che zappa la terra 
volta la carta viene la guerra 
per la guerra non c' pi soldati 

a piedi scalzi son tutti scappati 

Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu 
carabiniere l'ha innamorata volta la carta e lui non c' pi 
carabiniere l'ha innamorata volta la carta e lui non c' pi. 

C' un bambino che sale un cancello 
ruba ciliege e piume d'uccello 
tira sassate non ha dolori 
volta la carta c' il fante di cuori. 

Il fante di cuori che un fuoco di paglia 
volta la carta il gallo ti sveglia 

Angiolina alle sei di mattina s'intreccia i capelli con foglie d'ortica 
ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte intorno alle dita 
ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte in mezzo alle dita. 

Mia madre ha un mulino e un figlio infedele 
gli inzucchera il naso di torta di mele 

Mia madre e il mulino son nati ridendo 
volta la carta c' un pilota biondo 

Pilota biondo camicie di seta 
cappello di volpe sorriso da atleta 

Angiolina seduta in cucina che piange, che mangia insalata di more. 
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira veloce che parla d'amore 
Ragazzo straniero ha un disco d'orchestra che gira che gira che parla d'amore. 

Madamador ha perso sei figlie 
tra i bar del porto e le sue meraviglie 
Madamador sa puzza di gatto 
volta la carta e paga il riscatto 
paga il riscatto con le borse degli occhi 

Piene di foto di sogni interrotti 
Angiolina ritaglia giornali si veste da sposa canta vittoria 
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria 
chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria. 

Testo Capitan Ges

Capitan Ges, non st lass, 
lui st quaggi con la bandiera in mano. 
Sempre quaggi, con la bandiera in mano, 
Ges, mio capitano! 
Comanda Santi e fanti 

e coglie tutti quanti gli diavoli in flagrante, 
Ges, mio comandante! 

Capitan Ges, non st lass, 
st quaggi a battagliar col male. 
Sempre quaggi a battagliar col male, 
Ges, mio generale! 

Lui caccia dalla tana la feccia lutrerana 
e il popolo giudio 
Ges il maresciallo mio! 

Testo Cogli La Prima Mela

Bella che cos fiera vai 
non lo rimpiangerai 
cogli la prima mela... 
Bella che cos fiera vai 
non ti pentire mai 

cogli la prima mela... 
Danzala la vita tua 
al ritmo del tempo che va 
ridila la tua allegria 
cogli la prima melL.. 
Bella che cos fiera vai 
non lo rimpiangerai 
cogli la prima mela... 
Bella che cos fiera vai 
non aspettare mai 
cogli la prima mela... 
Stringilo forte a te 
l'amico che ti sorrider 
e fortuna a chi se ne va 
cogli la prima mela... 

Testo Alla Fiera Dell'Est

Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 

Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
E venne il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne l'acqua 
che spense il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il toro 
che bevve l'acqua 
che spense il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E venne il macellaio 
che uccise il toro 
che bevve l'acqua 
che spense il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E l'Angelo della Morte 
sul macellaio 
che uccise il toro 
che bevve l'acqua 
che spense il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr. 
E infine il Signore 
sull'Angelo della Morte 
sul macellaio 
che uccise il toro 
che bevve l'acqua 
che spense il fuoco 
che bruci il bastone 
che picchi il cane 
che morse il gatto 
che si mangi il topo 
che al mercato mio padre compr. 
Alla Fiera dell'Est 
per due soldi 
un topolino mio padre compr.

Preferisco il Paradiso

C chi ama la ricchezza

e vestirsi come un re

c chi non vuol fare niente

non gli va di faticar.

C chi parla sempre troppo,

non sa dir la verit

e poi critica ogni cosa

non c nulla che va ben.

Ma per me

no, non va

non quel che piace a me.

Paradiso,

Paradiso,

preferisco il Paradiso,

Paradiso, Paradiso

Paradiso.

Paradiso,

Paradiso,

preferisco il Paradiso,

Paradiso, Paradiso,

Paradiso.

C chi crede desser grande

Vuol salire fino al ciel

fanatico e superbo,

crede desser chiss che.

C chi sogna gran carriere

grandi inchini ed i lacch,

vuole sempre aver successo

ed onori in quantit.

Ma per me

no, non va

non quel che piace a me.

Paradiso,

Paradiso,

preferisco il Paradiso,

Paradiso, Paradiso,

Paradiso.

Paradiso,

Paradiso,

preferisco il Paradiso,

Paradiso, Paradiso,

Paradiso.