State buoni… se potete

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STATE BUONI…SE POTETE

STATE BUONI…SE POTETE

SCENA N.1

Entra “Spiridione” con un bagaglio da viandante (bastone e fagotto) e la custodia di un violino.

Mette a terra il bagaglio, tira fuori il suo violino e attacca:

IL VIOLINISTA DI DOONEY (Spiridione+Coro)

Appena iniziato entrano tutti in scena alcuni ballando, altri con il vestito di scena che poi useranno per la propria parte.


Come le onde del mare,- come le onde del mare
balla- la gente quando suono il mio violino.


Mio cugino è prete gesuita,
mio fratello è frate, è un eremita.

Ma io ho fatto più di mio fratello e mio cugino:


leggono nei libri di preghiere,
io leggo nel mio libro di canzoni
che- ho comperato alla fiera di Sligo.

Quando alla fine dei tempi
noi ci presenteremo a Pietro,
andremo -a lui- seduto in maestà,


allora- lui sorriderà -ai nostri tre vecchi spiriti,
ma chiamerà me per primo- oltre il cancello.

Perchè sempre allegri sono i buoni,
salvo -che per cattiva sorte,
e la gente allegra ama il violino,
e la gente allegra ama ballare.

Quando- mi vedono arrivare,
corrono da me tutti gridando:


"Ecco il violinista di Dooney!
Vengono a ballare come le onde del mare.

Quando la canzone sta per finire la scena lentamente si svuota fino a che “Spiridione” torna ad essere solo al centro della scena.

“Spiridione” raccoglie la sua roba, pone un calice per terra al centro della scena e esce. Al centro della scena resta il calice che il piccolo Cirifischio entra e ruba seguito a ruota da Don Fulgenzio

CIRIFISCHIO - Non c’è nessuno….  (si guarda intorno poi prende il calice in mano e in punta di piedi si avvia ad uscire)

DON FULGENZIO: (entra dalla parte da cui sta uscendo Cirifischio) Che fai? Fammi vedere che hai in mano...! O che c’hai? Hai rubato ?!

DON FULGENZIO: Al Ladro! Al Ladro prendetelo! Guardie!  (e Don Fulgenzio gli corre dietro continuando a chiamare aiuto una volta uscito di scena). 

Voci fuori campo: Don Fulgenzio - Cirifischio - le Guardie:

Eccolo lì! Ora lo chiappo io! Monsignore lo fermi lei quando passa! E so’ zoppo! Rincorrilo! Attento al gatto! “Miiaaaaaaooooo”! “Bau Bau Bau”! Guarda di là! E’ scappato!…… (Silenzio)

Durante le grida fuori campo entrano Don Filippo ed i ragazzi con  i “viandanti e i pellegrini" e si siedono nell’oratorio.

Entra Cirifischio e chiede aiuto a Mastro Jacomo che, senza dire niente, si mette un dito sulla bocca e indica l’oratorio. Cirifischio si avvicina entra in chiesa:

CIRIFISCHIO: Chiedo diritto d’asilo!

DON FILIPPO: E tu chi sei?! Il fante di coppe?!

CIRIFISCHIO: No, so’ Cirifischio.

DON FILIPPO: E quella pisside è tua?

CIRIFISCHIO: Beh, siccome quando mamma è morta, … ha lasciato tutto alla chiesa, … io mi sono ripreso la mia roba!

DON FILIPPO: Ah, ti sei risarcito! Uhm… bravo!

CIRIFISCHIO: Vabbè l’ho rubata.

DON FILIPPO: Ah vieni, mi vuoi aiutare? Uhm…?

CIRIFISCHIO: Ma chi sono tutti questi vecchi?

DON FILIPPO: Beh vecchi, … stranieri, … gente che viene da ogni parte del mondo, pellegrini che arrivano a Roma, vedi?! Con tutti i piedi rotti!

CIRIFISCHIO: Bleah!

DON FILIPPO: Ma che fai ti schifi?! Rubi e ti schifi di questi poveracci?!… rottami, … derelitti del grande naufragio della vita? Ma lo sai che aiutare i poveri è come accogliere Gesù?! Uhm…?! Noi siamo la “Confraternita della Trinità dei Pellegrini e dei Convalescenti”!

CIRIFISCHIO: Ma voi chi?

DON FILIPPO: Noi: io e … è una cosuccia che ho inventato io!

CIRIFISCHIO: E voi chi siete?

DON FILIPPO: Filippo Neri.

CIRIFISCHIO: Ma non siete romano!

DON FILIPPO: Perché si sente?! Sono nato a Firenze   (batte le mani e si rivolge ai ragazzi)  Voi! Andate a giocare con gli altri ragazzi!   (Escono i bimbi, poi dice rivolgendosi ad un mendicante)  Ti faranno male le piaghe ma l’appetito non ti manca eh?!

CIRIFISCHIO: Sì, … ma siccome mi stanno correndo a presso, … non si potrebbe chiude la porta?!

DON FILIPPO: Eh no! Qui la porta non si chiude mai, … sempre aperta, giorno e notte, … così se entra qualcuno non esce più! Rimane intrappolato! Prigioniero!

CIRIFISCHIO: Dalla porta aperta?!

DON FILIPPO: E’ naturale!

Voci fuori campo: Don Fulgenzio - Guardie

Entrano in scena. Nel frattempo Don Filippo veste Cirifischio da chierichetto e prepara il calice

GUARDIE : (rivolgendosi a Mastro Jacomo) Avete visto un ragazzo con una pisside in mano?

MASTRO JACOMO: Io sì, io sì che l’ho visto! E’ entrato proprio ora lì dentro, ma lo potete arrestare lo stesso, è una chiesa sconsacrata! C’è un prete, … ma ha del pazzo, … venite …

(escono Don Filippo e Cirifischio dall’oratorio: Don Filippo con il calice allestito per la comunione e Cirifischio vestito da chierichetto, si incontrano con il “gruppetto”)

DON FILIPPO: Oh! (uscendo)  Don Fulgenzio! Grazie ancora! Dovevo portare il viatico ad una vecchietta moribonda e non sapevo dove metterlo! Se non me la prestavate voi! … Perché noi qui … come dite voi a Roma …”non c’avemo manco l’occhi pe’ piagne”.

Andiamo va … ah a proposito (indicando Cirifischio) ma vi ha almeno ringraziato?

DON FULGENZIO: Ma chi?!

DON FILIPPO: No perché questo è capace che ha preso la pisside e non vi ha detto niente.

DON FULGENZIO: E proprio così ha fatto!

DON FILIPPO

(rivolgendosi a Cirifischio) Hai sentito eh! … E’ perché è ignorante, … bisogna aver pazienza, … sono ragazzi. Comunque ve la riporto io domani. Grazie ancora. Andiamo.

DON FULGENZIO: Don Filippo!…

DON FILIPPO: Sì?

DON FULGENZIO: Ma voi siete proprio sicuro che io ve l’ho prestata?!

DON FILIPPO: Certo! Ma se non ve lo ricordate non preoccupatevi! … anch’io dimentico tutto! Sarà l’età (fra i denti a Cirifischio) Cammina.

M° JACOMO: (rivolto a Don Fulgenzio)  Ha ragione, sarà l’età…!

Escono tutti tranne Don Fulgenzio che canta

Il DITO E LA LUNA (Don Fulgenzio)   (balletto)

SOLISTA                          C’è un sipario che s’alza, c’è un sipario che cala

Si consuma la corda e la tela

Se per noi vecchi attori e per voi vecchie attrici

I ricordi si fan cicatrici.

Non è il senno di poi che ci aiuta a correggere

Con il tempo ogni errore che nel tempo si fa

Mentre ancora chi guarda nel silenzio allibito

Già sussurra: “quell’uomo è impazzito,

Come i gatti di notte sotto stelle sbiadite

Crede forse di aver sette vite,

Quando invece col dito indicare la luna

Vuole dir non averne nessuna”.

Musica

CORO        Si divide d’un tratto da chi ha sempre assistito

Chi indicava la luna col dito

SOLISTA                           E ogni volta lo sciocco, che di vite ne ha una,

guarda il dito e non guarda la luna.

Esce e rientrano Don Filippo e Cirifischio

SCENA N. 2

DON FILIPPO: Tu nemmeno immagini il pericolo che hai corso! … in chiesa da me non c’è il diritto d’asilo!

CIRIFISCHIO: Allora che m’ha detto il fabbro davanti a voi?!

DON FILIPPO: Mastro Jacomo? Tu non devi mai dare retta a Mastro Jacomo, hai capito?! Perché quello se dice buongiorno, vuol dire che è notte. Anzi non ci devi neanche parlare, … è chiaro?!

Don Filippo e Cirifischio passeggiano per la scena seguiti da Spiridione  che li accompagna suonando uno strumento (chitarra, flauto, …).

DON FILIPPO: Vieni si va dagli altri ragazzi  

(E si portano nell’angolo dell’Oratorio e in mezzo a tutti i ragazzi)

DON FILIPPO: Oh, ora Buzzichetta, che conosce le storie dei Santi, ci racconta quella del santo di oggi..su

BUZZICHETTA: Oggi è il 23 aprile, nel calendario cristiano ricorre la festa di San Giorgio e il drago.

DON FILIPPO: No Buzzichetta, solo San Giorgio, il drago non ricorre!

BUZZICHETTA: Va beh, …

DON FILIPPO: Come va beh?!

BUZZICHETTA: C’era un San Giorgio che era cavaliere, che andava spesso per il mondo e andò a finire in un paese dove c’era una pozzanghera con un drago a mollo. E questo drago ammazzava la gente con le fiatate, proprio così (e dà una fiatata a una bambina).

LIVIA: O Don Filippo, Buzzichetta m’ha dato una fiatata!

DON FILIPPO: L’ha fatto per esempio!

ILARIA:  Allora se il drago scurreggiava?

LORENZO G: Ammazzava la gente proprio così (alza le gambe e scureggia [usare petofono])

BUZZICHETTA: Ammazza oh!

GIULIA B: Don Filì, Venticello ha scurreggiato!

DON FILIPPO: Abbiamo sentito!

ANNA D: Ma no, l’ho fatto per esempio!

DON FILIPPO: Zitto e ascolta!

BUZZICHETTA: Ma allora il re per tenello lontano dalle mura, gli mandava sotto uomini e donne del paese … ma il drago, … una fiatata per uno, … (dà una fiatata a Bimbo5.)

GIULIA D: Ammazza, quanto ti puzza ‘r fiato!

BUZZICHETTA: Alla fine erano rimasti solo la principessina e il re; ma per il re era uguale per tutti, gli mise un mantello di velluto e l’abbandonò in pizzo alla pozzanghera per farla mangiare dal drago.

CIRIFISCHIO (che se ne stava in disparte):  Magari!!

BUZZICHETTA (dà uno schiaffo a un ragazzo) O ma mi stai a sentì?! Quand’ecco San Giorgio a cavallo a spron battuto, …

DARIO: Don Filì, Caccoletta m’ha pisciato sulla scarpa.

GIOVANNI (Caccoletta): Non è vero mi so pisciato addosso da me per la paura! (i ragazzi ridono)

DON FILIPPO: Buoni, buoni! State buoni se potete.

JASMINE.:    Tutto il resto è vanità   (risata generale)

BUZZICHETTA: Appena il drago schizza fuori, San Giorgio gli mise una museruola e gli legò una corda intorno al collo e ritornò al paese in groppa alla principessa.

GIULIA B   Come in groppa alla principessa?

DON FILIPPO: E va beh s’è sbagliato, … ma come sei intollerante eh!

BUZZICHETTA:  Per cui il re gli dice: “O San Giorgio, mo bisogna che te la sposi, almeno vivrete felici e contenti per tutta la vita!”

GIULIA B.:  (a Don Filippo) A oh! Ma che ci sta a raccontà le favole?

DON FILIPPO   (con un dito sulla bocca):  Sch! Siediti, fammi sentire il seguito. Vai avanti Buzzichetta.

BUZZICHETTA: San Giorgio invece non poteva prendere moglie perché era un Santo e gli altri erano munsulmani. Allora andò a prendere un secchio d’acqua santa e li sbatezzò tutti nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo.

DON FILIPPO e TUTTI I RAGAZZI (in coro):  Amen.

BUZZICHETTA: Come so’ andato?

DON FILIPPO:  Bene, benissimo, l’hai raccontata con molto sentimento, sei riuscito anche a umanizzare il drago, bravo.

BUZZICHETTA:  Domani dico quella di San Fedele.

GLAUCO:  No tu domani vai a fan culo per piacere!

(GLAUCO e un altro Bimbo si azzuffano, tutti urlano restando al loro posto e facendo il tifo)

DON FILIPPO: Fermi! Ma possibile che finisce sempre così! (pausa)  State buoni, buoni se potete! Fermi,… no, va beh io me ne vado fuori a prendere un po’ d’aria.   (e si mette da una parte i bimbi si dispongono a cantare)

VANITA’ DI VANITA’ (Spiridione+Bimbi+Coro)

Vai cercando qua, vai cercando là,
ma quando la morte tri coglierà
che ti resterà delle tue voglie?
Vanità di vanità.

Sei felice, sei, dei pensieri tuoi,
godendo solo d'argento e d'oro,
alla fine che ti resterà?
Vanità di vanità.
Vai cercando qua, vai cercando là,
seguendo sempre felicità,
sano, allegro e senza affanni...
Vanità di vanità.

Solista                             Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.


Tutti                                  Tutto vanità, solo vanità,
vivete con gioia e semplicità,
state buoni se potete...
tutto il resto è vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a lui date tutto l'amore,
nulla più vi mancherà.

Musica

Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a lui date tutto l'amore,
nulla più vi mancherà.

Soliste                            Se ora guardi allo specchio il tuo volto sereno
non immagini certo quel che un giorno sarà della tua vanità.

Tutti                                  Tutto vanità, solo vanità,
vivete con gioia e semplicità,
state buoni se potete...
tutto il resto è vanità.
Tutto vanità, solo vanità,
lodate il Signore con umiltà,
a lui date tutto l'amore,
nulla più vi mancherà.

Lallalallala, lallalallala……

Durante la canzone Don Filippo gioca a “Gambazoppa”. Finita la canzone i bimbi escono

SCENA N. 3

Termina la canzone, la luce si concentra sull’angolo di Mastro Jacomo, Don Filippo si porta verso questa parte della scena

DON FILIPPO: “Sentito, sono angeli. (poi pausa e chiede)  Mastro Jacomo, com’è che voi fate sempre le pentole e mai i coperchi?!”

Mastro JACOMO “Bah, certo che è curioso! O com’è?!”            

e poi canta

LA PICCOLA CANZONE DEI CONTRARI (Mastro Jacomo+ Coro)  (Balletto)

C'e`un posto bianco e un posto nero chissà dov'è
per ogni volo di pensiero dentro di te
c'è un posto alto e un posto basso chissà dov'è
per un violino e un contrabbasso dentro di te

C’è un lepre e uno lumaca chissà dov’è

Se scappi o dormi sull’amaca dentro di te
e un posto dove ci son io….
C'è un posto uovo e uno gallina chissà dov'è
se non sai chi sia nato prima dentro di te
c'è un posto in pace e un posto in guerra chissà dov'è
in piedi o tutti giù per terra dentro di te
c’è un posto sano e uno malato chissà dov’è

E che secondo sia passato dentro di te

e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

C'è un posto vino e un posto pane chissà dov'è
per quando hai sete oppure hai fame dentro di te
c'è un posto verde e un posto rosso chissà dov'è
per quel che resta o quel che passa dentro di te
c'è un posto vero e uno bugiardo chissà dov'è
per quando va la gatta al lardo dentro di te
e un posto dove ci son io….
C'è un posto tutto e un posto nulla chissà dov'è
per una donna e una fanciulla dentro di te
c'è un posto bello e un posto brutto chissà dov'è
non sempre si può avere tutto dentro di te
c'è un posto fermo e uno animato chissà dov'è
per come il mondo è disegnato dentro di te
e un posto dove ci son io
che cerco un posto tutto mio lì di fianco a te.

SCENA N. 4

Don Filippo spiega l’Oratorio a Cirifischio

Cirifischio: O Don Filippo, ma quella di prima che liturgia è?

Don Filippo: Niente, è una cosuccia che ho inventato io. Si chiama Oratorio.... tanto per stare insieme. Ci raccontiamo la vita dei Santi, cantiamo una lauda, insomma, stiamo allegri. Così il Signore è contento anche Lui.

Cirifischio: Ah.

Don Filippo:Perchè l’uomo che non prega è un animale senza parola. Quindi te adeguati subito!

Cirifischio: Non chiedo di meglio..... A che ora si va a tavola?

Don Filippo: Eh, beh... questo non dipende da noi

Cirifischio: e da chi dipende?

Don Filippo: lo vedrai... (si apre una finestra e appare il vecchio e all’altra il compagno)

Don Filippo e Cirif  vanno a chiedere l’elemosina muovendosi dall’Oratorio al centro della scena.

CIRIFISCHIO: Sì ma se un ci danno niente che si mangia?

DON FILIPPO:  Beh niente.... Fate la carità. Qui non risponde nessuno! Fate la carità. Oh, Oh quell’omo, fate la carità, a casa ho dieci bocche fameliche....

VECCHIETTO ALLA FINESTRA:   Ma come siete prete e avete dieci figli?!

DON FILIPPO: Dieci anime abbandonate che abbisognano di tutto, … “bastardelli di casa Proietti” come dite voi a Roma. Disgraziati come me, come lui!

CIRIFISCHIO: Oh, lui chi??

DON FILIPPO (Dà uno scapellotto a Cirifischio):  Sta’ zitto! Buttate giù  (e apre la sacca)

VECCHIETTO ALLA FINESTRA: Vi posso buttare quello che ho mangiato oggi?

DON FILIPPO:  Quello che vi è avanzato per noi ci basta.

VECCHIETTO ALLA FINESTRA: Parate il sacco, eh ....

DON FILIPPO: (Rivolto a Cirifischio)Eh, hai visto, abbiamo rimediato. (rivolto al vecchio) Pronti!

VECCHIETTO ALLA FINESTRA  (Il vecchio rovescia un vaso di cacca) Ecco fatto!

DON FILIPPO: E’ quello che avete mangiato oggi?

VECCHIETTO ALLA FINESTRA:  L’ho rifatto proprio adesso! Ah, ah, ah!

DON FILIPPO:  Dio ve lo renda centuplicato....!

Arriva il capo delle guardie con i suoi uomini

GUARDIA VINCENZO:  Altolà fatevi riconoscere! 

CAPO DELLE GUARDIE:  Zitto te, il capo so’io! Altolà, fatevi riconoscere! 

GUARDIA JACOPO   Che c’avete nel sacco?

CAPO DELLE GUARDIE  Zitto te, ho detto il capo so’io!  Che c’avete nel sacco?

DON FILIPPO:  Niente   (e nasconde il sacco)

GUARDIA JACOPO  Refurtiva?!  

CAPO DELLE GUARDIE: Le domande la faccio io! Refurtiva?!

DON FILIPPO:  Noo!

GUARDIA JACOPO: Fa’ vedè!

CAPO DELLE GUARDIE:  Allora sei duro..!  Ir capo so’ io! ......Fammi vedè!

DON FILIPPO:  No, … è che …

CAPO DELLE GUARDIE: (con tono alterato)   Fammi vedè!!

DON FILIPPO: E, … e va beh   

CAPO DELLE GUARDIE:  (rivolto alle altre guardie)    Er capo so’ io e controllo io!

DON FILIPPO  (nel mentre il capo delle guardie introduce la mano)   Non è mia, me l’hanno data in elemosina.

(attimo di pausa-imbarazzo: il capo delle guardie si annusa la mano di fronte al pubblico)

CAPO DELLE GUARDIE: E vi danno la merda?

DON FILIPPO: Eh ma mica tutti! D’altra parte mica si può pretendere...! Ognuno dà quello che ha!

SCENA N. 5

Entra Cirifischio e va da Mastro Jacomo

CIRIFISCHIO:  Mi dovete finì di fa’ le carte.  Voglio sapè che mi tiene da conto il destino!

MASTRO JACOMO (ride, comincia a fargli le carte [I Tarocchi]  e canta)

VOLTA LA CARTA (Mastro Jacomo+2 Coriste)     Balletto “dei Tarocchi”

                        C'è una donna che semina il grano

                         volta la carta si vede il villano

                          il villano che zappa la terra

                         volta la carta viene la guerra

                        per la guerra non c'è più soldati

                        a piedi scalzi son tutti scappati

Da qui Controcanto              Angiolina cammina cammina sulle sue scarpette blu                      

                                            ora l'alfiere l'ha innamorata volta la carta e lui non c'è più

                                            ora l'alfiere l'ha innamorata volta la carta e lui non c'è più.

                      C'è un bambino che sale un cancello

                        ruba ciliege e piume d'uccello

                          tira sassate non ha dolori

                       volta la carta c'è il fante di cuori.

                     Il fante di cuori che è un fuoco di paglia

                         volta la carta il gallo si sveglia

          Angiolina alle sei di mattina s'intreccia i capelli con foglie d'ortica

           ha una collana di ossi di pesca la gira tre volte in mezzo alle dita

           ha una collana di ossi di pesca la conta tre volte intorno alle dita.

Madamadorè ha perso sei figlie

                      tra i moli del porto e le sue meraviglie

 CoRiste           Madamadorè sa puzza di gatto

                        volta la carta e paga il riscatto

                     paga il riscatto con le borse degli occhi

                         Piene di quadri di sogni interrotti

              Angiolina ritaglia le stoffe si veste da sposa e canta vittoria

            chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria

            chiama i ricordi col loro nome volta la carta e finisce in gloria.

SCENA N.6

Entra Don Filippo con Cirifischio  Entra anche il Cardinale o Duca di Caprarola con due o tre paggi. 

DON FILIPPO: Lustrissimo. E’ tutta la notte che giriamo. Per cortesia, … al vostro buon cuore …

CIRIFISCHIO:  Oh, ma tu così giovane già sei Cardinale?!

DON FILIPPO : Ma è il Duca di Caprarola! Se ti chiamavi Colonna, Orsini o Farnese nascevi Cardinale pure tu! Eh!

CIRIFISCHIO: Corbezzoli!

DON FILIPPO: Lustrissimo, … dateci qualcosa!

DUCA DI CAPRAROLA: Dategli quello che si merita!

DON FILIPPO: Grazie, … eccomi, … sono pronto! (passa un paggio e gli dà uno sganassone) Ohioi (di dolore e si tiene il naso)    Sì, sì, come no. Questo è per me ve ne ringrazio però adesso datemi qualcosa per il ragazzo.

CIRIFISCHIO:  No, no, io non voglio niente!

DUCA DI CAPRAROLA: Ma siete proprio ostinato!

DON FILIPPO: So’ un capoccione!

LEONETTA:  Non avete sentito il cardinale?! Sciò! pussa via! (e fanno per andarsene  tutti in gruppo)

DON FILIPPO: Lustrissimo, solo una cosa per …(e viene preso con una spallata da un paggio)

Ohi. (e si accascia)  Cirifischio! E’ quel signore che deve essere inciampato.

CIRIFISCHIO: No, no, l’ha fatto apposta. Gliel’ha detto er frocio (rincorre il gruppo)

DON FILIPPO: Chi?

CIRIFISCHIO:  Quello piccoletto! Mortacci vostri! (Jacopo, una guardia, torna indietro e con uno scappellotto lo atterra; tutto il gruppo si ferma e il frocio ride).  Ridi, ridi a’ frocio! Che tanto ti piglio da solo! Tsè... E ‘ndo vai?!  (tutto il gruppo esce di scena).                       

Entrano Cirifischio +5 ragazzi e si nascondono (in qualche modo).Entra Leonetta dalla parte opposta

CIRIFISCHIO: Ecco ‘r frocio, andiamo!

(Esce allo scoperto Cirifischio e Leonetta va al centro della scena)

CIRIFISCHIO:  Allora,… me riconosci? 

LEONETTA: Boh!  (Escono tutti i bambini e poi dice)   Ma chi siete?

CIRIFISCHIO: Siamo i vendicatori di Don Filippo

LEONETTA:  E che mi volete fa’?

CIRIFISCHIO: Ti facciamo la stira!

LEONETTA:  E che è la stira?

CIRIFISCHIO:  Ti caliamo le brache, te reggemo li piedi,…e io ti tiro le palle, …così strilli come un’aquila!

LEONETTA:  Noooo. (e scappa per la scena poi la fermano reggendola in due)

coro:  Acchiappiamolo.                     (a questo punto entrano le Popolane che canteranno)

LEONETTA:  Vi ci sapete mettere cinque contro uno!

CIRIFISCHIO:  Fermi!. Basto io! (lei si alza,  gli da uno schiaffo e lui cade a terra)

GLAUCO (andando davanti al pubblico): Non basta lui   

LA PULCE D’ACQUA (Popolane Susy Manola e Cristina)  (Balletto)

Susy                          E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
Sull'acqua del ruscello
forse tu troppo ti sei chinato,
tu chiami la tua ombra,
ma lei non ritornerà.
Cristina                       E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la serpe verde
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
E allora devi a lungo cantare
per farti perdonare
e la pulce d'acqua che lo sa
l'ombra ti renderà.

Cristina                  E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
Sull'acqua del ruscello
forse tu troppo ti sei chinato,
tu chiami la tua ombra,
ma lei non ritornerà.
Susanna                       E` la pulce d'acqua
che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la serpe verde
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
E allora devi a lungo cantare
per farti perdonare
e la pulce d'acqua che lo sa
l'ombra ti renderà.

Insieme (Cristina controcanto)                         E` la pulce d'acqua

che l'ombra ti rubò
e tu ora sei malato
e la mosca d'autunno
che hai schiacciato
non ti perdonerà.
 E allora devi a lungo cantare
per farti perdonare
e la pulce d'acqua che lo sa
l'ombra ti renderà.

(alla fine della canzone cade il fazzoletto di testa a Leonetta.  Tutti restano in scena

Escono solo le cantanti)

CIRIFISCHIO:  Non è un frocio è una femmina mascherata!

DIEGO: Che non gli si fa più la stira?

CIRIFISCHIO:  No, non gli si fa più!

ROBERTO: Perché?

CIRIFISCHIO:  Perché le femmine non c’hanno il pisello.

ROBERTO:  E che c’hanno?

CIRIFISCHIO  (non risponde)   Andiamo portiamola da Don Filippo

(si incamminano ed escono tutti)

SCENA N. 7

DON FILIPPO: E tu chi sei? Come ti chiami?

LEONETTA: Leonetta

DON FILIPPO:  Leonetta! E il Cardinale lo sa che sei una femminuccia?

LEONETTA:  Ma se è stato lui a vestirmi da maschio!

DON FILIPPO:  E perché?

LEONETTA: Io so’ la figlia di madama Lucrezia.

CIRIFISCHIO  (doppio fischio di “dindirindina”)

DON FILIPPO: Beh?

CIRIFISCHIO:  ‘na mignotta rinomata!

DON FILIPPO:  Ma stai zitto!  cosa ne sai tu!

LEONETTA : Per cui so’ cresciuta ar casino insieme all’altre figlie delle puttane, ma mò Don Ignazio di Loyola ha detto che le ragazzine non ci devono sta’ al casino sennò imparano il puttanesimo sin da piccole.

DON FILIPPO: Eh, Beh, … c’ha ragione, … non è un posto indicato.

LEONETTA : Ah perché secondo voi è indicato er convento delle vergini miserabili?! E’ là che ci chiudono.

DON FILIPPO: Beh, ma vi danno un’educazione, vi mandano a scuola, … per sette anni.

LEONETTA: E ve lo immaginate sette anni tramezzo ai gesuiti?! Neanche ’n galera!

DON FILIPPO: Va beh, … ora stai a vedere che è meglio il casino.

LEONETTA: Apposta il Cardinale mi ha portato via e m’ha vestita da maschio!

DON FILIPPO: E qui non ci capisco più niente!

LEONETTA: Don Filì, er Cardinale mi vòr bene!

DON FILIPPO: Eh, … ma è proprio perché ti vuol bene che si deve preoccupare del tuo avvenire, di mandarti a scuola come tutte le bambine, (Cirifischio ammicca a Leonetta e ride fra sé e sé).

LEONETTA: Ma questo che ci fa?

CIRIFISCHIO: E’ Santo, è senza malizia (risata generale dei ragazzi)

LEONETTA:  Don Filì, … er Cardinale mi vòr bene ma no alla maniera che pensate voi!

DON FILIPPO: Eh? Come? … ma, … voi, … tutti fuori, fuori, … cosa state a sentire, … tanto voi non capite niente, siete troppo piccoli. Tutti all’oratorio. (a Cirifischio) E tu?

CIRIFISCHIO: Io so’ grande, posso pure sentì.

DON FILIPPO:  Ma che gr… ma io, … io spero che tu ti renda conto … ma lo sai quello che stai dicendo, … tu capisci vero?

LEONETTA  (Rivolta verso Cirifischio):  Io però al Cardinale non gli voglio bene.

CIRIFISCHIO: Ma che me frega a me! Chi te conosce!? (Leonetta fugge)

DON FILIPPO (Rivolto a Cirifischio) Beh che fai? Fermala!

(la insegue e la ferma, e si danno un  bacio davanti a Mastro Jacomo).

DON FILIPPO (Arriva e dà uno scapellotto a Cirifischio. Leonetta scappa via)

CIRIFISCHIO: Oh, che ho fatto?

DON FILIPPO: Niente.

CIRIFISCHIO: Allora perché mi menate?

DON FILIPPO: Io? Quando?

CIRIFISCHIO: Adesso, m’avete dato uno schiaffo!

DON FILIPPO: Ah, … eh, … ma io mica l’ho dato a te, l’ho dato al diavolo!

CIRIFISCHIO:  Al Diavolo?       (e scappa)

DON FILIPPO: Eh si.... a lui... alla scimmia di Dio... (rivolto verso Mastro Jacomo) a quello che non s'arrende mai....

Due ragazzini corrono da Don Filippo

DARIO: Don Filippo, Don Filippo! (Don Filippo è intento a scrivere) hanno rapito Cirifischio, …abbiamo incontrato il Cardinale, …

LIVIA: e lui gl’ ha tirato un sasso qui, proprio sulla fronte,

DARIO: poi noi semo scappati ma Cirifischio l’hanno rapito le guardie del Cardinale.....(rivolgendosi all’altro bambino)  

LIVIA:  Non ha mica capito!

DON FILIPPO:  Ho inteso, … ho inteso, … (li accarezza) andate a giocare, la Madonna non ci abbandonerà.

(I bambini escono ed entra una figura che sembra  la Madonna, Don Filippo la guarda e dopo un attimo gli sputa)          T’ho beccato eh!

TENTAZIONE (Voce da fuori): Bravo! Ma come hai fatto a capire che ero io?!

DON FILIPPO: Ma ti sembra che la Madonna possa apparire a uno come me?

Don Filippo va al palazzo del Cardinale

Questo avviene con luci che si sfumano.

SCENA N. 8

Si realizza un palazzo rinascimentale: statue in marmo, enormi quadri equestri           

DON FILIPPO: Ammazza oh! (Imita il cavaliere sul quadro quando entra il Cardinale) Bella famiglia!

CARDINALE: Beh, avevate chiesto di vedermi?!

DON FILIPPO: Beh sì!

CARDINALE: Accomodatevi, … prego …

DON FILIPPO: Grazie. Ho saputo che avete sequestrato uno dei ragazzi dell’oratorio …

CARDINALE:  Ah, … è dei vostri?!

DON FILIPPO:  E di chi poteva essere!

CARDINALE: Mi rallegro assai, … siete proprio un grande educatore.

DON FILIPPO: Ahimè!

CARDINALE:  Sedetevi. Sarò costretto a dirlo al Santo Padre. Voi lo sapete che chi aggredisce un prete, … secondo il diritto canonico, compie un delitto di lesa maestà.

DON FILIPPO: Lo so ma voi non dovete attenervi ad una interpretazione così rigida.

CARDINALE: Ah bravo! … bravo, … predicate assai bene. Sarò costretto a dirlo al Santo Padre, Nostro Signore Paolo IV è uomo assai moralizzatore, intransigente.

DON FILIPPO: E’ vero, … ma che volete fare, … impiccarlo?!

CARDINALE: Provate ad impedirmelo.

DON FILIPPO: Io? E come potrei illustrissimo, voi siete padrone (entra Leonetta) E chi è questo bel zitello? Eh, … come ti chiami?

CARDINALE: Questo è Leo!

DON FILIPPO: Leo! Che è un nome un po’ accorciato?!

CARDINALE:  Infatti, viene da Leone.

DON FILIPPO:  Ah ecco Leone, .. che è sempre un po’ corto!

CARDINALE:  Infatti, viene da Leonetto, … ora ho da fare.

DON FILIPPO: Leonetto, Leonetto, … ma voi vi ricordate i tempi sciagurati dei Borgia  quando i Cardinali avevano paggetti che erano femminucce travestite?!

CARDINALE: Beh?!

DON FILIPPO: Beh? … Ah no … dicevo che all’epoca Leonetto sarebbe stato di sicuro Leonetta.

CARDINALE: Sì, … ma lui è Leonetto!

DON FILIPPO: Leonetto, Leonetto. Certo però Leonetta suona meglio, … è più carino al femminile!

CARDINALE: Va bene, ma se è maschio!

DON FILIPPO:  Appunto dico io. Perché che ho detto? (entrano le guardie con Cirifischio)

CIRIFISCHIO: Non ci voglio venì, lasciatemi perde, ..no…

GUARDIA: Illustrissimo, … è arrivata la forza, le consegno l’aggressore?

CARDINALE: Certamente!

DON FILIPPO: Attento eccellenza, … Paolo IV non ha nessuna indulgenza per le debolezze umane!

CARDINALE: Ah perché secondo voi, rompere la testa alle persone è una debolezza umana?!

DON FILIPPO: No, … ma io non parlavo delle sue debolezze ma delle vostre.

CARDINALE: Le mie? E io che debolezze ho?

DON FILIPPO: Ah, … non lo so, io non vi conosco! Bisognerebbe chiedere a lui!

CARDINALE: E perché a lui?

DON FILIPPO: Perché vi conosce meglio, … vi sta sempre vicino … e poi questi paggetti a volte sanno molto, … di più di quello che non dicono.

CARDINALE: Ah sì eh!

DON FILIPPO: E a volte, … dicono!

CIRIFISCHIO: Leonè, che aspetti, dillo!

LEONETTA: Ma io l’ho già detto!

DON FILIPPO: E io sarò costretto a dirlo al Santo Padre!

CARDINALE   (fa per parlare)

GUARDIA: Va bene ma che gli dico alla forza? Glielo do il prigioniero?

CARDINALE: Ma che gli dai, che gli dai!! Ridallo a quest’imbecille, che vadano al diavolo tutt’e due!

DON FILIPPO: Tutti e tre!

CARDINALE: Come tutti e tre?!

DON FILIPPO: Così faccio tutto un giro e porto via anche lui.

CARDINALE: E dove?

DON FILIPPO: Che importanza ha?

CARDINALE: Ma, … ve lo portate via?

DON FILIPPO: Perché pensavate che ve la lasciavo?!

Don Filippo porta via Leonetta e il Cardinale canta:

SI PUO’ FARE   (Cardinale+Coro)

               Solista                     Si può fare, si può fare

si può prendere o lasciare...................

Terminata la canzone rientrano a corsetta Leonetta e Cirifischio: Leonetta si toglie il copricapo e dà un'estremità della fusciacca a Cirifischio. Lui ci si avvolge mettendosela in vita, poi lei lascia l'estremità che teneva e gli dice:

Leonetta: Non te la levare più

Cirifischio: Non me la levo più..!

Ed escono per mano sul sottofondo di “Si Può Fare”

SCENA N. 9

Entrano le bimbe in gruppo, a passo, guidati da un Prete.  Inizia la canzone guidata da P.Ignazio

CAPITAN GESU’  (Bimbi+Coro)

Capitan Gesù, non stà lassù,
 stà quaggiù con la bandiera in mano.
Sempre quaggiù, con la bandiera in mano,
Gesù, mio capitano!
Comanda Santi e fanti
e coglie tutti quanti gli diavoli in flagrante,
Gesù, mio comandante!

Capitan Gesù, non stà lassù,
ma stà quaggiù a battagliar col male.
Sempre quaggiù a battagliar col male,
Gesù, mio generale!
Lui caccia dalla tana la feccia luterana
e il popolo giudio
Gesù è il maresciallo mio!

Lalala lala……(tutta la melodia e poi chiude).

DON FILIPPO   Padre Ignazio, … padre Ignazio, … vi riporto una pecorella che si era perduta.

PADRE IGNAZIO   Benedetto chi viene nel nome del Signore. (Padre Ignazio con un gesto  affida Leonetta a un prete dei suoi che la porta fuori dalla  scena)

CIRIFISCHIO   Leonetta! Tanto io te faccio scappà!!

LEONETTA   (uscendo)L’hai promesso!!

(padre Ignazio e don Filippo rimangono da soli)

DON FILIPPO  Che state leggendo di bello?

PADRE IGNAZIO  “Imitazioni di Cristo”

DON FILIPPO  Ah!

PADRE IGNAZIO   Tommaso da Chembis è fondamentale, è un testo che consiglio a tutti. Io l’avrò letto almeno una ventina di volte, … e sempre tutto d’un fiato!

DON FILIPPO  Io purtroppo ancora no!

PADRE IGNAZIO  Come ancora no?!

DON FILIPPO   Beh, … non … non ho avuto tempo. Ma perché quando è uscito?

PADRE IGNAZIO  Almeno da due secoli!

DON FILIPPO  Ah, ecco!

PADRE IGNAZIO  Naturalmente avrete letto l’ultimo libro di Erasmo da Rotterdam.

DON FILIPPO  Ah, quello l’ho letto tutto d’un fiato!

PADRE IGNAZIO  E avete fatto male!

DON FILIPPO  E .. lo sapevo!

PADRE IGNAZIO   Erasmo scrive troppo bene, … tanta eleganza fredda la devozione, … io ho letto appena venti pagine e l’ho buttato di sotto!

DON FILIPPO   Come?!

PADRE IGNAZIO  Dalla finestra.

DON FILIPPO  Ah, … allora adesso che me lo avete detto …

PADRE IGNAZIO   E gli “Esercizi spirituali”?!

DON FILIPPO  Eh?

PADRE IGNAZIO  Non ditemi che li avete letti?!

DON FILIPPO  Noo, per carità!! … quelli non li ho neanche aperti, … l’ho presi e li ho buttati!

PADRE IGNAZIO  E avete fatto bene.

DON FILIPPO  Ecco, … visto?!  Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia...!

PADRE IGNAZIO   Li ho scritti io!

DON FILIPPO  Eh?, … no?!

PADRE IGNAZIO  Sì, sì.

DON FILIPPO   Abbiate pazienza, voi mi dovete perdonare ma io, … io sono un prete ignorante e bugiardo.

PADRE IGNAZIO    Siete ignorante ma non siete bugiardo,  volevate solo compiacermi. Comunque vi farò omaggio di una copia degli “Esercizi spirituali” così sarete costretto a leggerli per penitenza.

DON FILIPPO   Non siete tenero padre Ignazio mio!

Escono sul sottofondo di Vanità di Vanità

SCENA N. 10

Cirifischio va da Mastro Jacomo                                                         

MASTRO JACOMO: O te? Cosa ci fai qui? Perchè non sei in chiesa come tutti quegl'altri?

CIRIFISCHIO: In chiesa ci vanno i ragazzini, io so' grande

MASTRO JACOMO: Ah già! Già, è vero! Scusa... scusa

CIRIFISCHIO: E poi fanno le quarant'ore

MASTRO JACOMO: E che è?

CIRIFISCHIO: E' una cosuccia che ha inventato Don Filippo. Tutti pregano per 40 ore di seguito senza mangià e senza dormì...

MASTRO JACOMO: E fanno bene...

CIRIFISCHIO: A proposito, ma quel paese di cuccagna che mi dicevi, esiste davvero? (inizia la musica della canzone)

MASTRO JACOMO: Gallina beccami se un'è vero! (si mette la mano sul cuore)

CIRIFISCHIO: E 'n dov'è?

MASTRO JACOMO: Eh... a Bellinzona, in terra di maschi.... in una contrada detta... del Bengodi... il vero paese della cuccagna, dove chi più dorme... più guadagna! Vieni, vieni… Il paese della cuccagna è dove io....

L'APPRENDISTA STREGONE  (Mastro Jacomo+Coro)

Solista                                              Col mio soffio di vulcano cancellerò

il gelo di questa stanza
e col volo di una freccia trafiggerò
quella pallida luna a distanza;
ci sarò e non ci sarò,
continuerò
la mia invisibile danza,
senza tracce sulla neve lieve sarò,
mi dirai di sì o mi dirai di no.
Avrà il silenzio la voce che ho,
e mani lunghe abbastanza,
sarà d'attesa e d'intesa, però
saprò quello che ancora non so,

Coro                                                    quello che ancora non so

Solista                                                  mi dirai di sì o mi dirai di no.


Col mio cuore di matita correggerò
gli errori fatti dal tempo
e con passo di guardiano controllerò
che si fermi o che avanzi più lento;
ci sarò e non ci sarò, ti parlerò
con ogni fragile accento

sarò traccia sulla neve, neve sarò,
 mi dirai di sì o mi dirai di no.
 Sul manoscritto l'inchiostro sarò
e mi avrai nero su bianco,
 saranno gli occhi o i tarocchi, però
saprò quello che ancora non so;

Coro                                                 quello che ancora non so,
   mi dirai di sì o mi dirai di no, mi dirai di sì o mi dirai di no.

Musica

solista                          mi dirai di sì o mi dirai di no,         Coro     mi dirai di sì o mi dirai di no.      
            solista                                  Sarai solo nel tuo sole o solo sarò
                                                           mi dirai di sì o mi dirai di no.

Cirifischio:  Dai, dai, quando partiamo?

(Mastro Jacomo lo avvicina a sè prendendogli il viso fra le mani)

MASTRO JACOMO: E Leonetta?  Ti sei scordto di Leonetta?

CIRIFISCHIO: No ma...

MASTRO JACOMO: (con il dito in gesto di ammonimento) Rammenta: gliel'hai promesso! Prima bisogna togliere Leonetta dalle grinfie dei gesuiti.

Escono di scena da un lato mentre dall’altro entrano prima Don Filippo e poi Padre Ignazio con i preti Gesuiti

PADRE IGNAZIO

Don Filippo, oggi è giorno di festa: Padre Francesco Saverio è in procinto di partire per l’India dove andrà a insegnare il Santo Vangelo e Fratel Caro partirà per il Congo!

DON FILIPPO:   Ah, … bene, bene, … (rivolgendosi a Fratel Caro) se però andando vi capitasse di uscire da porta S. Giovanni, fermatevi un attimo, datevi un’occhiata intorno, vi accorgerete che il Congo comincia proprio dalle mura aureliane.

PADRE IGNAZIO: Che volete dire?!

DON FILIPPO: No, … è che servirebbe qualcuno che restasse a Roma per insegnare il Vangelo ai romani!

PADRE IGNAZIO (cambiando discorso) Caro Don Filippo, a che devo il piacere?

DON FILIPPO  Beh, … dato che oggi è giorno di visita per i genitori, sono venuto a trovare Leonetta.

PADRE IGNAZIO   Ho la sensazione che non siate il primo…

DON FILIPPO  In che senso?

PADRE IGNAZIO   Se vi voltate lo vedete anche voi!

DON FILIPPO  (voltandosi) Cirifischio!

(Entrano in scena da una quinta e subito riescono dalla quinta di sotto, Leonetta e Cirifischio. Li segue Mastro Jacomo che per un attimo rimane in scena)

PADRE IGNAZIO   E non poteva mancare il diavolo! (Mastro Jacomo sparisce dietro ai ragazzi)

DON FILIPPO    Da cosa avete capito che quello è il diavolo?!

PADRE IGNAZIO  Se non lo conosco io!

DON FILIPPO  Padre Ignazio, occupatevi voi dei bambini, io vi raggiungo subito!

(Padre Ignazio esce dalla quinta dove erano usciti i ragazzi mentre Don Filippo e Mastro Jacomo entra ed escono dalle quinte)

MASTRO JACOMO  (raggiunto da Don Filippo) Ohi! (Don Filippo prende un secchio d’acqua santa)  No, per favore, quella no! Don Filippo, no, no, no va via, va via, no nell’acqua Santa no, l’acqua Santa no!

DON FILIPPO (rovesciandogli il secchio in testa) E invece sì! (urla strazianti del diavolo)... Buona notte … Mastro Jacomo!

Si attenuano le luci sulla scena.

Prete: Padre Ignazio! Padre Ignazio! Padre Ignazio!

Entra Padre Ignazio. I due bambini si inginocchiano.

Prete: Li abbiamo presi! Sono carini... sembrano due uccelletti cacanido.  (pausa) Cosa ne facciamo?

Padre Ignazio:  Se gli uccelletti volano, lasciamoli volare.

Escono Padre Ignazio e il prete.

DOMENICA E LUNEDI' (Spiridione +Padre Ignazio+Coro)

Spiridione                                  No, non perdetelo il tempo ragazzi,

non é poi tanto quanto si crede;

date anche molto a chi ve lo chiede,

dopo domenica é lunedi.

Vanno le nuvole coi giorni di ieri,

guardale bene e saprai chi eri;

lasciala andare la gioia che hai,

un giorno forse la ritroverai.

Camminano le ore,

non si fermano i minuti;

+ Coro                                                           se ne va,

Spiridione                                 é la vita che se ne va;

+ Coro                                                           se ne va,

Spiridione                                di domani nessuno lo sa.

Dopo domenica é lunedì.

Padre Ignazio                            No, non perdiamolo il tempo ragazzi,

non é poi tanto quanto pensate;

dopo l'inverno arriva l'estate

e di domani nessuno lo sa.

Musica

Camminano le ore,

non si fermano i minuti;

+ Coro                                                           se ne va,

Padre Ignazio                                           é la vita che se va;

+ Coro                                                           se ne va,

Padre Ignazio                                           dura solo il tempo di un gioco;

+ Coro                                                           se ne va,

Padre Ignazio                                           non sprecatela in sogni da poco;

+ Coro                                                           se ne va,

Padre Ignazio                                            di domani nessuno lo sa.

Non si fermano i minuti,

dopo domenica é lunedì.

Camminano le ore

ed il tempo se ne va;

non si fermano i minuti,

di domani nessuno lo sa.

Dopo domenica é lunedì.

Spiridione e  Padre Ignazio               No, non perdetelo il tempo ragazzi,

non é poi tanto quanto si crede;

non é da tutti catturare la vita,

non disprezzate chi non ce la fa.

Vanno le nuvole coi giorni di ieri,

guardale bene e saprai chi eri;

é così fragile la giovinezza,

non consumatela nella tristezza.

Solisti + Coro                                          Dopo domenica é lunedì...

Finisce la canzone, tutti si mettono a terra  restano in piedi mano nella mano solo Leonetta e Cirifischio adulti. Entra Don Filippo e abbracciandoli dice

DON FILIPPO   Andiamo piccioncini!

Si chiude il sipario sulla ripresa della musica di Domenica e Lunedì

FINE PRIMO TEMPO

Stacco  musicale iniziale 2° tempo: Vanità di Vanità

SCENA N. 11

La scena si apre con in scena Don Filippo e la Vecchia ed arrivano Cirifischio e Leonetta che si divertono insieme, Leonetta va da Don Filippo e Cirifischio si intrattiene con la Vecchia.

VECCHIA DELLE SCOPE    Ecco i colombi. Come te sei fatta bella Leonetta!

LEONETTA    Sì,   (volgendosi verso Cirifischio)   Lui è bello!

VECCHIA DELLE SCOPE    So che oggi vi fidanzate.

LEONETTA    Sì.

CIRIFISCHIO   Ci s'ha gente a cena.

LEONETTA   E’ gente di riguardo! E’ gente di chiesa. Anzi, fatemi andà a aiutà Don Filippo in cucina che è già tardi! Ciao eh!    (la vecchia e Cirifischio restano soli)        

CIRIFISCHIO   C’è qualcuno che piange in bottega vostra!

VECCHIA DELLE SCOPE   Dove?

CIRIFISCHIO   Lì dentro!

VECCHIA DELLE SCOPE   E’ il foco, …

CIRIFISCHIO   Con  questa voce?

VECCHIA DELLE SCOPE    Certo, è la voce sua, … il foco parla, c’ha una voce umana, come di tormento

CIRIFISCHIO    Sembrano voci d’anime addannate

VECCHIA DELLE SCOPE    E che brutti pensieri per un ragazzo che si sta per sposà. Piuttosto, che c’hai pensato al regalino per Leonetta?

CIRIFISCHIO    E che gli faccio se un' c’ho un soldo?

VECCHIA DELLE SCOPE   Piglia quel sacco di carbone, portalo al maniscalco di Tordinona. C’avrai una bella sorpresa!

CIRIFISCHIO   E’ questo?

VECCHIA DELLE SCOPE  

CIRIFISCHIO   Vado!

VECCHIA DELLE SCOPE   Vai, … vai

(Cirifischio va e Leonetta esce dall’Oratorio sul centro scena e si mette a fare qualcosa: così la vecchia, recitando le si avvicina)

Il tuo vestito lungo
che sfiora il prato,
e quella tua dolcezza
che si è vestita a festa
io l'ho riconosciuta,
Donna mia.
Dal sogno il passo è stato breve,
io ti ho seguito non ricordi?
senza vedermi ti ho segnato,
donna mia.

I tuoi occhi belli

ricordano i segni

e lui mi ha creduto                                                                                                

 mi ascolti ed io mi chino,
non ti ho sorriso invano,
donna mia.

Dal sogno il passo è stato breve,
io ti ho seguito non ricordi?

senza vedermi ti ho toccato,
donna mia.

Escono tutti Entrano il Duca, il maniscalco e qualche comparsa, poi entra Cirifischio

CIRIFISCHIO   Principale, v'ho portato un sacco di carbone, … ve lo manda la vecchia …

MANISCALCO Quale vecchia?

CIRIFISCHIO   La vecchia, … quella che fa le scope!

MANISCALCO  (fa una faccia stupita) Mah

DUCA DI CAPRAROLA  Guarda, guarda chi si vede! Mi riconosci? (si alza e si avvicina a Cirifischio) Mi hanno detto che ti stai per sposare con Leonetta!

CIRIFISCHIO  (rivolto al maniscalco) Va beh, io comunque ve l’ho portato!

DUCA DI CAPRAROLA  Lo vedi? Mi è rimasto il segno che mi hai fatto!

CIRIFISCHIO   Eh, … i segni restano!

DUCA DI CAPRAROLA   Eh lo so, … ma non solo quelli delle sassate! Anche a Leonetta è rimasto il segno che le ho fatto io! (e ride)

CIRIFISCHIO   (fa per scagliarsi contro il Cardinale)

MANISCALCO   Moretto, … stai calmo!

DUCA DI CAPRAROLA  Così siamo pari! (prende un bicchiere e se lo porta alla bocca)

COGLI LA PRIMA MELA (Cardinale)

Bella che così fiera vai
non ti pentire mai.

Cogli la prima mela
cogli la prima mela
cogli la prima mela - a.

Bella che così fiera vai
non aspettare mai.
Cogli la prima mela
cogli la prima mela
cogli la prima mela - a.

Danzala la vita tua
al ritmo del tempo che va
ridila la tua allegria
cogli la prima mela - a.
Stringilo forte a te
l'amico che ti sorriderà.
E fortuna a chi se ne va
Cogli la prima mela - a.

Bella che così fiera vai
non lo rimpiangerai.
Cogli la prima mela
cogli la prima mela
cogli la prima mela - a.

Terminata la canzone Cirifischio prende il coltello dal tavolo, uccide il Cardinale e il maniscalco con le comparse lo soccorrono. Cirifischio si fa in avanti sulla scena e dice

CIRIFISCHIO  E così sono sempre in vantaggio io!

Le luci si attenuano, riprende la base di Cogli la prima mela e tutti escono.

SCENA N. 12

Entra don Filippo con tutti i bambini che si dispongono a sedere in scena. Don Filippo presenta ai bambini gli ospiti che sono “i Santi”

I SANTI   (Mastro Jacomo+Padre Ignazio)    (Balletto)

E camminando e camminando

stanno arrivando, stanno arrivando.

E camminando e camminando

stanno cantando, stanno cantando.

E camminando e camminando

stanno gridando, stanno gridando

Ora le stelle stanno cadendo,

le nostre mura stanno tremando

e camminando e camminando

a piedi nudi ballano i Santi...

Musica

Ora le stelle stanno cadendo,

le nostre mura stanno tremando

e camminando e camminando

Trombe e tamburi ballano i Santi...

Musica

E camminando e camminando

stanno arrivando, stanno arrivando.

E camminando e camminando

stanno cantando, stanno cantando.

E camminando e camminando

stanno gridando, stanno gridando

Ora le stelle stanno cadendo,

le nostre mura stanno tremando

e camminando e camminando

A braccia alzate ballano i Santi...

Musica

Ora le stelle stanno cadendo,

le nostre mura stanno tremando

e camminando e camminando

Marciando lenti ballano i Santi...

Musica

E camminando e camminando

stanno gridando, stanno gridando

Ora le stelle stanno cadendo,

le nostre mura stanno tremando

e camminando e camminando

a piedi nudi ballano i Santi...

Musica

 (scena dei Santi)

CANZONE                          … a piedi nudi ballano i Santi…

DON FILIPPO: Ecco Padre Ignazio, … sempre allegro! E questo è Padre Francesco Saverio che è appena tornato dall’India. Accomodatevi.

CANZONE                        … a piedi nudi ballano i Santi…

DON FILIPPO: Questi sono Teresa d’Avila e Giovanni della Croce. Prego, accomodatevi, … sono i fondatori dei Carmelitani Scalzi.

Terminata la canzone

PADRE IGNAZIO   A proposito, avete letto gli Esercizi Spirituali?

DON FILIPPO   Beh, … datemi tempo!

PADRE IGNAZIO   Ancora?

DON FILIPPO  (ridacchia) Sta arrivando il Cardinale Carlo Borromeo …. illustrissimo! (Carlo Borromeo si inginocchia)   No, ma che fate….. è scivolato! Vi prego, non dovete fare così di fronte ad un povero prete… è anche una questione di gerarchia.

CARDINALE BORROMEO  E’ proprio una questione di gerarchia. Io sono superiore a voi in dignità, voi siete superiore a me in santità.

DON FILIPPO  (portando la mano alla fronte)   Uhm, no, no, perchè la santità consiste in tre dita di spazio... (E si guarda la mano. Poi si rivolge a tutti i presenti)   Allora, questi sono i figlioletti miei, … noi abitiamo qui, …preghiamo, cantiamo, … facciamo un po’ di bene; … tutti insieme!

DON FILIPPO  (rivolto a Padre Ignazio) A proposito, Padre Ignazio, … se voi adesso fate da testimone alle nozze di Leonetta, … noi due, .. che diventiamo?

PADRE IGNAZIO  E che diventiamo? … Non lo so!

DON FILIPPO  Diventiamo, … compari?

PADRE IGNAZIO   Perché, … voi siete il padre della ragazza?

DON FILIPPO   No… ma come? E…

PADRE IGNAZIO  E allora non diventiamo niente!

DON FILIPPO   Beh, .. non arrabbiatevi. Peccato!

PADRE IGNAZIO   Volevate diventare compare mio?

DON FILIPPO   No, .. no, .. per carità…

PADRE IGNAZIO   Peccato!

LEONETTA   (si avvicina a Don Filippo) Don Filippo, … ma Cirifischio perché tarda così?

DON FILIPPO   Non lo so, … arriverà. (si rivolge agli ospiti) Intanto volete accomodarvi?! (rivolto a Leonetta) Leonetta, stai calma, … arriverà.  Ma se nell’attesa, … lor signori, vogliono gradire una lauda, un sermoncino, la vita di qualche Santo? … Ecco sì, … oggi ricorre San Giovanni e Buzzichetta ci racconterà la vita di questo Santo

Lui sa tutto sulla leggenda aurea,… qualsiasi santo gli chiedete lui sa vita, morte e miracoli.

(JASMINE) SCIABOLETTA  In primis ci sarebbero tre San Giovanni: San Giovanni Battista, San Giovanni Evangelista e San Giovanni in Laterano, …

DON FILIPPO  Sì…. e San Giovanni a Porta Latina…(e allontana Sciaboletta). No è che loro sono molto più ferrati nel canto (si rivolge a Spiridione) suona che è meglio.

GIULIA D:  Volete che vi cantiamo Gesù che sta lassù?

PADRE IGNAZIO (scattando) Gesù non sta lassù!!!

GIULIA D:  Ah no?!

PADRE IGNAZIO Gesù non sta lassù!!! Ma perché,… pensate che Gesù sta seduto in cielo senza fare niente a irradiare gloria tra uno stuolo di Angeli e di Santi?!

BAMBINO  E 'ndo sta?

PADRE IGNAZIO  (con tono severissimo) Gesù sta quaggiù, sta nella mischia, … sulla terra!

GIOVANNI:   Veramente Don Filippo c’aveva detto che stava in cielo!

DON FILIPPO  Ma statte zitt..!!

PADRE IGNAZIO  Ah, così gli avete detto?

DON FILIPPO  Veramente io così sapevo!…anche per via del Pater Noster

PADRE IGNAZIO  Ma….

LEONETTA  Ma lo sapete almeno dove è andato?

DON FILIPPO  Non lo so, … verrà, ..verrà! (entra Cirifischio trafelato e tutti fanno silenzio)

LEONETTA  Cirifischio!!

CIRIFISCHIO  Ho ammazzato il Duca di Caprarola! Devo scappà!

LEONETTA Vengo con te!

CIRIFISCHIO  E dove? Io che ne so 'ndo vado?!, … e adesso neanche tutti voi messi assieme mi potresti salvà! Don Filì, … pensateci voi a Leonetta!

LEONETTA  Ma… e io?

CIRIFISCHIO  Devo andare..!

LEONETTA  No (e piange)

Cirifischio fa per scappare via ma Leonetta lo trattiene per un braccio e c’è come un “soffertissimo tira e molla” poi Cirifischio scappa e Leonetta fugge dalla parte opposta piangendo

SCENA N. 13

Don Filippo va verso l’angolo della Vecchia (che viene illuminato)c’è il fuoco che geme, una scopa appoggiata in un angolo.

La Vecchia non c’è ma entra in scena dopo poco, Don Filippo prende la scopa e si fa incontro alla vecchia

VECCHIA   Ehi, Don Filippo, avete bisogno di qualcosa?

DON FILIPPO Da te ho bisogno solo che tu te ne vada!

VECCHIA Ah, ma come? Una povera vecchia come me da fastidio a voi...a 'sto sant'uomo?!

DON FILIPPO Si si, aspetta un po'... (Don Filippo prende la scopa )   

VECCHIAVanità delle vanità, eh Don Filippo? Vanità delle vanità, tutto è vanità, no? Quale utilità ricava l’uomo da tutto l’affannoper cui fatica sotto il sole?  Una generazione va, una generazione viene( e indica il cammino di Cirifischio)ma la terra resta sempre la stessa.

Il sole sorge e il sole tramonta, si affretta verso il luogo da dove risorgerà.  (Gli si muove intorno)

Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana; gira e rigira e sopra i suoi giri il vento ritorna.

Tutti i fiumi vanno al mare, Don Filippo, eppure il mare non è mai pieno: raggiunta la loro mèta, i fiumi riprendono la loro marcia.

Tutte le cose sono in travaglioe nessuno potrebbe spiegarne il motivo, no? (lo abbindola con fare malizioso)  Io so' vecchia e brutta ....ma potrei essere anche bella e giovane...

DON FILIPPO  (arrabbiato) Vergognati! Citare la Bibbia a me? Ma per chi m’hai preso? Per un ragazzino? Vattene sai, Serpente antico…!   (Don Filippo la picchia con la scopa)  E vattene!

VECCHIA Oh… ma che sei diventato matto? E io che so’ matta a farmi picchià da te? Oh!...... Certo che quando du’ matti s’incontrano succede sempre qualcosa…

DON FILIPPO  E’ inutile che tu blateri, tanto me, non m’abbindoli, ti conosco bene io… ora conto fino a tre e poi se non te ne sei andata lo senti…

VECCHIA  Ah, conti fino a tre!? Eh già, lui è quello dei numeri… Ha inventato…le 7 chiese e le 40 ore…Si si, e io le 3 caravelle, i 4 cantoni, le 5 terre e i 40 ladroni, le mille e una notte…. (la picchia con la scopa ma non la prende)… e prendo le botte? Eh nooo! no eh, non fa' lo scemo! il foco no!

DON FILIPPO  E torna da dove sei venuta..! (La picchia di nuovo)

DON FILIPPO  Vattene, buttati dentro al forno, …

VECCHIA  Eh sì… ci manca solo che finisca al rogo!

DON FILIPPO  Buttati, .. dove vai? Non fare la commedia tanto il fuoco non ti fa paura.

VECCHIA  Oh, .. ma che m’hai preso per Giovanna d’Arco?! (scappa e Don Filippo la rincorre)

DON FILIPPO   Vieni qui, … fermati, … fermati…tanto ti prendo sai… fermati, fermati… (la vecchia esce di scena) ah è così?! (raccoglie il “sasso-cacca”) allora tiè (e lancia il sasso-cacca colpendo il capo delle guardie che sta entrando)

CAPO DELLE GUARDIE  Ah,… (e si annusa la mano)… allora voi,… non ve la pigliate solamente! Se potete, all’occorenza, ce la restituite!

DON FILIPPO   La vita è così figlio mio! È tutto un dare e un avere!

CAPO DELLE GUARDIE  Di merda!

DON FILIPPO  Beh, … ma in mancanza d’altro, … contentiamoci di quello che c’è.

Don Filippo va a sedere nell’Oratorio

SCENA N. 14

Entra il ricco signore cercando qualcuno, dalla parte opposta subito dopo entra il paggio che trascina per un braccio Ricciardetto, il figlio del ricco signore

Vinci: L’ho trovato

Babbo: Lo sapevo che eri qui, brutto vassallone! E’ tutto il giorno che ti si cerca! (Ricciardetto scappa)

Babbo:  Oh! Oh! ‘ndo vai?               (Ricciardetto va da una parte dove c’è Don Filippo)

Don Filippo:  Fermi, fermi. Che lo volete ammazzare?!

Babbo: Eh no!, eh no, Don Filippo! Voi la dovete far finita di andare in giro a raccogliere per strada i peggio delinquenti, attaccabrighe e sassaroli, per fargli fa’ amicizia con Ricciardetto mio. Che da quando vi frequenta va in giro tutto zozzo, incircigliato che nemmeno si riconosce!

Ma vi sembra un principe questo?

Don Filippo: E che ne so!

Babbo: E’ un principe? (dà uno schiaffo a Ricciardetto)

Don Filippo: Ma che fate? Ve la pigliate con me e picchiate lui?

Babbo: E vi pare che posso picchia’ voi?!

Don Filippo: beh, io posso capire che vi sporchereste le mani, ma se vi serve una provocazione grave io, come dite a Roma, “vi chiamo li morti”… ve li chiamo? “Mortacci tua!”

(Aspetta lo schiaffo che però non arriva, allora guarda Ricciardetto e dice)

No eh? Eh, io non so fare di meglio!

Babbo: Sentite un po’, Don Filippo: è difficile diventare pazzo come voi?

Don Filippo: Ci si nasce! Tutti si nasce pazzi. Il brutto è che poi si cresce e si sviluppa il cervello e la ragione.

Babbo: Mica tutti (indicando Ricciardetto)

Don Filippo: Ah, ah! (ride) Comunque importante è mortificare la ragione perché chi ragiona non vuol bene a nessuno.

Babbo: Allora, se ho capito bene, voi a questi ragazzi gl’insegnate a esse’ stronzi?!

Don Filippo: Eh no! Un conto è mortificare la ragione, e un conto è essere stronzi!

Babbo: Umh, fatemi un esempio

Don Filippo: Voi, per esempio, non mortificate la ragione…

Babbo: (alterato) Hai sentito come tratta babbo? Ha detto stronzo a babbo! (schiaffo al figlio)

Don Filippo: Oh! Ma come? Vi arrabbiate con me e picchiate lui?

Babbo: Ma non posso picchia’ voi, v’ho detto!

Don Filippo: Ma siete sicuro che non mi potete picchia’?

Babbo: e come!

Don Filippo: (verso la gente) Avete sentito tutti, eh! (poi si rivolge a Ricciardetto) Ma certo che il babbo ce lo poteva dire subito! (e dà uno schiaffo al babbo) Così vi meno io!. Dai facciamo quel gioco coi numeri! Com’è?

Il padre di Ricciardetto esce mentre don Filippo e i ragazzini giocano un po’ a “la cavallina” poi giocando se ne vanno fuori scena.

SCENA N. 15

La scena si svolge mentre Don Filippo sta per coricarsi e compare una suora simile alla Madonna alla quale aveva sputato. Così non riconoscendola gli sputa credendo che sia la tentazione.

LEONETTA  Don Filì! (Don Filippo gli sputa)    Ma che è un modo nuovo di salutà??

DON FILIPPO   Leonetta! Scusa! Non t’avevo riconosciuto! Fatti vedere, ... ah... ma pensa ...

LEONETTA  Caro Don Filippo!   (Si abbracciano salutandosi)                          

DON FILIPPO  E’ passato così tanto tempo che.... vieni

LEONETTA   Vi ricordate quando non volevo fa' sette anni di scuola in convento? Beh, ... mo son dodici che sono chiusa lì dentro e mi pare un giorno.....(fa una piccola pausa)  Don Filì.... pregate per Cirifischio!

DON FILIPPO   Ci pensi ancora?

LEONETTA   E come me lo posso scordà. Gli hanno messo pure una taglia sulla testa!

DON FILIPPO  Eh lo so! Ormai Cirifischio è diventato un brigante rinomato!

LEONETTA   Io prego per lui tutte le sere prima di chiudere gli occhi!

DON FILIPPO  E  io tutte le mattine quando li apro!

LEONETTA   Credete che basterà?

DON FILIPPO  Eh (sospiro di rammarico) L’uomo che non prega è un animale senza parola!......  

Vieni, ... facciamo le quarant' ore, ... preghiamo per Cirifischio quaranta ore di seguito, ... vuoi?

LEONETTA  Per me anche ottanta!

La luce sfuma quando si inginocchiano per le quarant’ore.

SCENA N. 16

Entrano in scena il ricco signore che trascina a forza  il figlio Ricciardetto.

Babbo: Eri scappato un’altra volta, eh?!  (il bambino si divincola e scappa via)  Vai vai! Che stasera a casa si fanno i conti! Ti stacco il capo a labbrate!

Ricciardetto (rientrando di corsa): E io non ci torno più a casa!

(Si ferma alla bottega del Diavolo dove ci sono i dolci...e la mora)

Mora: Principino, vieni in bottega mia… ho dei dolci buonissimi!

Ricciardetto: E voi chi siete? Come fate a sapere chi sono?

MORA  Io conoscevo la tua mamma…So tutto di te. Tieni (e gli dà un biscotto) questo è un dolce speciale: c’è dentro il miele delle api di Moreria

RICCIARDETTO   E dove rimane la Moreria?

Mora:  E’ un posto meraviglioso la Moreria…….E’ il paese da dove vengo io.

(La Mora e il bambino vanno per mano al centro della scena)

Mora: E’ là, dietro i monti e oltre il mare, dove il grande fiume Oceano incontra spiagge scintillanti  (pausa)   Mettiamoci a sedere        (si siedono per terra)

Ricciardetto: (Il bimbo guarda il medaglione al collo della Mora) Che bello questo medaglione!

Mora: Ti piace? Lo vuoi? E' un medaglione magico, fa fare sogni bellissimi  (e lo abbraccia come per cullarlo) Hai sonno?

Ricciardetto: Io non ci sono mai stato in braccio alla mia mamma.

Mora: Lo so.....

Entrambi sono seduti per terra, inizia la canzone e Ricciardetto si adagia in braccio alla mora che canta

Canzone di Cadigia (Diletta)


Vieni vieni bimbo bello
dalla dama del castello...
Fai la ninna, fai la nanna...

Volano cinque galline bianche
davanti al mio castello
e tre corvi lucidi e neri,
ma tu dormi, principe bello.

Elios, Anemos, Tanatos
ma tu dormi, figlio mio bello.
Dolce e calda la mora ti cullerà
all'inizio di un sogno bello...

Musica

                                                 Elios, Anemos, Tanatos

ma dormi, ora figlio mio bello.
Dolce e calda la mora ti cullerà
dormi in questo sogno bello...

Alle parole “Elios, Anemos,Tanatos” la II volta, quando cresce la musica, la Mora solleva il bambino, lascia per terra il medaglione e si avviano ad uscire

SCENA N. 17

Entra il padre di Ricciardetto sconvolto e raccoglie il medaglione.

Entrano intanto anche Don Filippo con i bambini e si mettono a pregare.

Babbo: (Entra in chiesa e fa un sospiro)    Don Filippo!  Che state a fa’?

Don Filippo: Facciamo le 40 ore per Ricciardetto…

Babbo: (sospira e s’asciuga le lacrime)    Eeeeh…!

Don Filippo: Com'è successo?

Babbo: E chi lo sa? Sapete come sono 'sti ragazzini... L'abbiamo trovato sulla riva del mare Pensate che la madre mòre a mettilo al mondo e lui... (sospiro e si asciuga le lacrime).  Aveva al collo 'sto medaglione, che io non so dove l'abbia trovato, o se l'ha rubato, non lo so.... guardate un po' voi, se fosse roba vostra, mah...io ve l’ho riportato     (dà il medaglione a Don Filippo che lo guarda e dice)

Don Filippo: Uhm, la Mora!

Babbo: Come?

Don Filippo: No no, non è roba mia, ma ci penso io a ridarlo a di chi è! Ora continuiamo a pregare per Ricciardetto.....(e fa per tornare in mezzo ai ragazzi a pregare)

Babbo: Grazie Don Filippo… 

(il padre di Ricciardetto esce sulla piazza, Don Filippo lo segue fin sull'uscio della chiesa e lo osserva mentre si allontana recitando la “Salve Regina”)

SCENA N. 18

Don Filippo fa alzare i bambini e li porta a spengere il fuoco della mora con la pipì. Prima però ci butta il medaglione

GLAUCO & GIOVANNI:   Vieni villanzona! Sorti villanzona!

DON FILIPPO   Bella educazione, ... chi te l’ha data?

GLAUCO:    Voi Don Filippo!

DON FILIPPO   Ah, ... ecco!

DIEGO:   Sorti fòri, o mora!

DON FILIPPO   Ma non vedete che non c'è nessuno?!   zitti, zitti, ... (un bambino sta per prendere un dolce e Don Filippo lo ferma)

DARIO:  Che è merda?!

DON FILIPPO  E’ farina del diavolo!  (pausa di ascolto)  Sono le anime in pena  (è come se vedessero la Mora nel fuoco)

TUTTI I BIMBI   La moora!

GUENDALINA:  Ma non va a fuoco?!

MORA  (voce fuori campo come se venisse dal fuoco) Vieni, vieni a prendermi ...

(Don Filppo fa cenno di NO con la mano mentre i bimbi fanno versacci e linguacce verso il fuoco)

DON FILIPPO  Spegnete il fuoco!

ROBERTO:  E come?

DON FILIPPO  Ma che devo dre il cattivo esempio?

ROBERTO:  E  che dobbiamo fa’?

GIOVANNI:  E che ne so, ..mo vediamo!

DON FILIPPO  (rivolto alle bambine) Voi tre via! (rivolto ai bambini) Aiutatemi (prende il tavolo e lo sposta davanti al forno) Saltate su adesso, su!  Issa! (prende il più piccolo e lo mette sul tavolo di spalle al pubblico) Vieni qua.

TUTTI I BIMBI   Piscia, .. piscia, ...

BAMBINE    Anche noi, anche noi, ...

DON FILIPPO   Voi non potete, perchè per voi è più difficile!

ROBERTO:   E non lo trovo!

GIOVANNI:  Oh, .. sta attento a dove la fai!

DARIO:  Mi sa che s'è affogata!

E scendono dal tavolo I bambini esultano uscendo e le luci si sfumano. Don Filippo rimane in scena, dalla parte dell'Oratorio e si mette a sedere a leggere.

SCENA N. 19

Mentre Don Filippo sta leggendo alla luce di una lanterna,  arriva un messaggio avvolto in un sasso, lo apre e legge.      Intanto nella bottega del diavolo si allestisce per lo scultore

VOCE DI CIRIFISCHIO (fuori campo!)  Caro Don Filippo,... mi so' stufato di stà alla macchia, ... mi voglio pentì e tornà a vivere tramezzo alla gente civile!

DON FILIPPO  Lo vedi che gira gira..... ti ringrazio Signore, ....ma non poteva venì lui di persona? (e continua a leggere il messaggio)

VOCE DI CIRIFISCHIO   Vi aspetto fra un’ora ai ruderi di Santa Maria della Colonna

DON FILIPPO Eh, ... proprio lì c'ho un battesimo....  (esce dall’oratorio e dalla parte della bottega del diavolo vede lo scultore. Si ferma, lo guarda e gli dice)  Soffia!

SCULTORE  Perchè?

DON FILIPPO  Così gli dai un anima!

SCULTORE   No, no...

DON FILIPPO   No eh?!.... Ma non t’arrendi mai!

(Don Filippo esce di scena e  dalla parte opposta entra un frate, gira un po’ per la scena come incerto su dove andare)          

FRATE  No, .. meglio di qua,...

(Rientra Don Filippo dalla stessa parte del frate ma senza averlo visto)

DON FILIPPO  No, .. meglio di là... (si incontrano e il frate si spaventa)

FRATE  Ah!

DON FILIPPO Chi è?  oh!

FRATE    Un religioso!... grazie a Dio! scusate assai!

DON FILIPPO  No, scusate voi ma io .... (il frate prende Don Filippo e lo tira con sè)  Ma dove mi portate?... io devo andare di là...

FRATE   Eh no! andiamo di qua e facciamoci compagnia!

DON FILIPPO  Beh, ... ma se avete tutta questa paura, ... dico io, ... perchè non state a casa?

FRATE  Mi tocca sortì, so' un frate cercatore.

DON FILIPPO  Ah sì? e che cercate?

FRATE   Eeeh! Io cerco, cerco ... e 'ndo cerco, ... cerco bene!

DON FILIPPO  Uhm..

FRATE   Ma voi perchè vi aggirate notte tempo?

DON FILIPPO   Eh, ... un battesimo.

FRATE    Col favore delle tenebre? e chi dovete battezzà,.... Belzebù?

DON FILIPPO   E’ gente timorata, ... che non va in giro di giorno perchè hanno sempre paura di fare qualche brutto incontro.

FRATE   De giorno?

DON FILIPPO    Beh, ... potrebbero incontrare Papa Sisto... quello che non perdona manco Cristo!

FRATE  Uhm...

DON FILIPPO   Beh, ... zi' frà, ... io me ne devo andare, ... cercatevi un altro appoggio e arrivederci

 (Arrivano le guardie nel giro di ronda)

GUARDIA (Vincenzo)   Altolà! Fatevi riconoscere!

CAPO DELLE GUARDIE   Zitto te! Sono io il capo! ...Altolà!  Fatevi riconoscere!....

GUARDIA JACOPO  Qua dietro c'è un uomo morto ammazzato

CAPO DELLE GUARDIE   E zittati... sono io ir capo! Qua dietro c'è un uomo morto ammazzato GUARDIA JACOPO  L’avete ammazzato voi?

CAPO DELLE GUARDIE  Allora??... Ho detto che so’ io ir capo! , L’avete ammazzato voi?

FRATE   E andiamo via, ... non ci immischiamo (e spinge Don Filippo)

CAPO DELLE GUARDIE   Un momento, però.... ma noi ci conosciamo!

DON FILIPPO   Non credo proprio!

CAPO DELLE GUARDIE    Eppure non avete una faccia nuova!

DON FILIPPO   E infatti è vecchia! Non mi guardate!

FRATE    (i due stanno riprendendo la strada, il frate si attarda, si gira verso la guardia e sottovoce gli dice)  Bargello.  Avete finito l’esame?  (si abbassa il cappuccio e mostra la papalina)

CAPO DELLE GUARDIE   (sottovoce) Santità! (alzando la voce) Sì, sì ... nulla osta! Potete andare!

FRATE   Veniteci appresso mici-mici

CAPO DELLE GUARDIE   (ai commilitoni) Andiamoci appresso mici-mici

GUARDIA (Vincenzo)   Mici mici.... (continuano a camminare)

DON FILIPPO   Vi ricordate quando qui c’era un casino?

FRATE   No.... io... non frequentavo... ma perchè,... voi ci andavate?

DON FILIPPO  Chi non va all’inferno da vivo ci va da morto.

FRATE   (dopo averci riflettuto) E mi pare giusto!

DON FILIPPO  Zi Frà, ... secondo me.... certe colpe dovrebbero esse derubricate come peccati!

FRATE   Pure!

DON FILIPPO   Beh, .. insomma... l’uomo è poco! Non ce la fa.... e per questo io dico sempre: "state buoni se potete",  perchè se non potete, io non posso farci niente!...  (continuano a camminare ed escono di scena dialogando)   L’uomo si educa da solo,... con la fiducia in se stesso.

FRATE  Ma che mi state a fa' la predica?

DON FILIPPO   No, scusate.... è che, ... a volte ....

FRATE (fuori scena)   Però, ... non avete mica detto male!

Entrano tutti per fare i briganti, con il bimbo da battezzare.

 Si forma il campo dei briganti

Poi rientrano Don Filippo e il Frate.

UNA DONNA   Ah... Don Filippo... è qua ... se tardavano ancora un po’ invece der Battesimo gli facevate la Cresima a questo bimbetto!

DON FILIPPO   (rivolto a un brigante) Ohi, niente armi in chiesa!

UN BRIGANTE  E che è un chiesa? E’ un rudero.

DON FILIPPO Oh, il Battesimo è un sacramento! via tutti questi cacafuoco!

FRATE  Ma, sono proprio briganti?

DON FILIPPO   No, .. sembrano! Prima, questi insidiavano la campagna romana e la palude pontina e per combatterli, Papa Sisto... si è alleato con Venezia, con gli spagnoli, con i Duchi di Ferrara e di Urbino

FRATE   E il Regno di Napoli

DON FILIPPO  Ecco bravo, ... anche il Regno di Napoli, .... con questo bel risultato!

FRATE  Quale?

DON FILIPPO   Che adesso sono accampati anche dentro il colosseo!

FRATE   Ma voi siete amico loro?

DON FILIPPO  (ridacchia)  A zi frà.... ma se mi chiedono di battezzare una creatura... anche se il padre è un infamone delinquente, io ho il dovere di battezzarlo! (Don filippo chiede ai briganti) La comare chi è?

UNA DONNA  Io! Ma la porchetta chi la gira?

DON FILIPPO  E non lo so! Ah, ... zi frà... voi che cercate... cercate di rendervi utile se non vi dispiace!

FRATE   E io lo sapevo.....   (il frate va più distante)

DON FILIPPO  Eh bravo! (rivolgendosi ai briganti dice) e il compare chi è! (silenzio) E’? beh? non si può sapere? Allora, ... chi è questo compare?

UN BRIGANTE   Il capo!

DON FILIPPO  E chi è il capo?

CIRIFISCHIO  Sono io!  

Entra Cirifischio, Don Filippo lo abbraccia e gli dà uno schiaffo, tutti fanno per reagire contro Don Filippo ma

CIRIFISCHIO  Fermi! Non l'ha dato a me... l'ha dato al Diavolo  (breve pausa)   Don Filippo siete sempre uguale!

DON FILIPPO   Come ti sei fatto grande eh! piuttosto te!

FRATE   Troppo grande!

DON FILIPPO  A zi frà ma che dite?

FRATE   Dico che questo è Cirifischio de li mondi, ... ladro di strada maestra e brigante di passo.... stacca Madonne... ruba crocifissi, ..... scomunicato e bruciato in effige, ..... uno dei capi storici del brigantinaggio, .... peggio dei Piccolomini e del Marco Sciacca. Più peggio dell’Omo Selvatico e del Prete di Pacino....

DON FILIPPO  Ammazza quanto siete informato!

CIRIFISCHIO  Guardate che per me sono tutti complimenti!

FRATE   Attento giovanotto!.... che non girerà sempre così!

CIRIFISCHIO  Ah no?  E come girerà?

FRATE   (cambiando verso di girare al girarrosto) Pure così!

CIRIFISCHIO   Don Filippo..... E Leonetta come sta?   (il frate esce alla svelta di scena)

DON FILIPPO  Bene, ... bene!

CIRIFISCHIO   S’è sposata?

DON FILIPPO  Eh... uhm... io... ma dove è andato il frate? chissà che fine avrà fatto? (chiedendo alla donna) scusa che hai visto il frate che stava con me?

UNA DONNA No

DON FILIPPO  Boh. Sparito!...

CIRIFISCHIO   Ma s’è sposata?

DON FILIPPO  (mesto e distratto) Sì.

uno da fuori grida: “Le guardie, le guardie, scappiamo!”

tutti scappano resta solo Cirifischio e Don Filippo

CAPO DELLE GUARDIE   Arrendetevi, siete circondati (alle guardie) prendeteli!

Cirifischio viene arrestato dalle guardie.

Don Filippo va per uscire e urta nel capo delle guardie che va in terra e si rialza lentamente annusandosi la mano

DON FILIPPO   Oh, scusate, ... vi siete fatto male?... posso aiutarvi?...

CAPO DELLE GUARDIE   Ah, ... ecco chi siete! Ora vi riconosco!... sono trent’anni che v'incontro... e ogni volta che v'ho incontrato... mi so' sporcato di merda.

DON FILIPPO Perchè?!  Quello noi siamo! Che ti credevi?!

Escono, si sfumano le luci.

SCENA 20

Scena si svolge in carcere: ci sono due guardie di picchetto ai lati della scena, e due detenuti uno dei quali è Cirifischio, stesi nei loro giacigli di paglia.         Cirifischio canta (voce da fuori) un motivo melanconico.       Arriva Don Filippo, si avvicina alla parte dove sono i detenuti e va da Cirifischio

DON FILIPPO    Gente allegra,… Dio l'aiuta…

CIRIFISCHIO    Perché, … dovrei piange secondo voi?

DON FILIPPO   No,… no, …

CIRIFISCHIO   Voi potreste campà anche trecento anni, … non farete mai tutto quello che ho fatto io fino ad oggi! Io, … mi so’ divertito come un matto!

DON FILIPPO   Sì, … però come dite voi a Roma…. “chi magna er dorce, … caca l'amaro!”

CIRIFISCHIO   Va beh,… ma io me la so’ goduta, … me la so’ spassata, … ho visto tutto il mondo, … sano, sano… dal grande fiume oceano alle montagne della luna e ogni viaggio so’ ritornato carico d’oro, d’argento, d’avorio, di pavoni, di pappagalli….

DON FILIPPO  (indicando il medaglione al collo di Cirifischio) E che c’hai lì?

CIRIFISCHIO   Eh? … niente… un ritratto…è il ritratto d’una donna … perché io  c’ho avuto pure le donne Don Filì! Le cambiavo come i pedalini… non sapevo a chi lascia’ i resti! Questa è la più bella!

DON FILIPPO   E’ la mora!

CIRIFISCHIO  Era la moglie di un Califfo di Moreria, … mica era una stracciona come Leonetta!

DON FILIPPO   E m’beh, … che centra Leonetta?!

CIRIFISCHIO  A buon bisogno si sarà sposata un poveraccio, … chi è il marito di Leonetta? Un pezzente no?! Chi è?… chi sarà?

DON FILIPPO   E’ vero, … un pezzente, … ma a te… che te ne frega?… te la sei spassata!

CIRIFISCHIO  Sì  signore! Io, .. parlando con rispetto… quella signora lì, la mora, me la so ingroppata.

DON FILIPPO  Bravo! (prende il medaglione e lo butta in terra e lo schiaccia con un piede; si sente un grido e possibilmente l’effetto “scoppio &fumata”)

CIRIFISCHIO   Che è successo?

DON FILIPPO   E’ tornata all’inferno!

CIRIFISCHIO   Chi?

DON FILIPPO  La mora!… che poi non era una donna!….

CIRIFISCHIO  E chi era?

DON FILIPPO  Era come Mastro Jacomo! Ti ricordi Mastro Jacomo?

CIRIFISCHIO  Il carderano!

DON FILIPPO  Eh, che non era un uomo!

CIRIFISCHIO  E chi era?

DON FILIPPO Era come la vecchia che ti mandò dal maniscalco a portare il sacco di carbone, … ti ricordi?

CIRIFISCHIO  Che non era una vecchia…

DON FILIPPO  Bravo, perchè era sempre lui..

CIRIFISCHIO  Ma chi lui?

DON FILIPPO  Il plagiario, la scimmia di Dio….

CIRIFISCHIO  Il diavolo?!

DON FILIPPO Eeeeh, Serpente antico!

CIRIFISCHIO  Ma… però… io quella me la so’ ingroppata…

DON FILIPPO  Beh… ‘nsomma…

CIRIFISCHIO  Oppure è il diavolo che mi s’è ngroppato a me?

DON FILIPPO  Eh… in senso figurato… eh..sì! (e gli dà due pacchette sulle spalle)

CIRIFISCHIO  Per cui, … tutta la vita mia, … i viaggi, i paesi del sogno… le terre leggendarie, le donne… è stato tutto un inganno del demonio.

DON FILIPPO  Credo di sì.

CIRIFISCHIO  Ma perché il diavolo s’è accanito tanto contro de me? C’è tanta gente che non l’incontra mai per tutta la vita… a me m’è stato addosso fin da quando ero ragazzino. Perché Don Filì? Perché proprio a me?

DON FILIPPO  Perché sicuramente tu eri il migliore di tutti noi,… eri il più bravo, … e il diavolo lo sente quando uno è pericoloso per lui… e quello attacca.

CIRIFISCHIO  E Leonetta s’è sposata un altro!

DON FILIPPO  Si, uno meglio di te!

CIRIFISCHIO  Eh…ma come, …il meglio non ero io?

DON FILIPPO  Ma questo… è meglio di tutti!

CIRIFISCHIO  Ma non m’avete detto che era un pezzente?!  (entra Leonetta)

LEONETTA    Cirifischio!

CIRIFISCHIO  Leonetta!

DON FILIPPO  Ha sposato Gesù, … che anche se è il Signore, .. non è un signore!

LEONETTA   Ti pòi ancora salvà!

CIRIFISCHIO  Sì,… e come?

LEONETTA   Non lo so ma ci dev’esse una speranza! E’ vero Don Filippo che Cirifischio non si perde?

DON FILIPPO  San Pietro rinnegò Gesù tre volte, … e San Paolo perseguitò i cristiani fin quando non cadde da cavallo,…. Se si sono salvati loro… ci salveremo tutti!

Poi si abbracciano. Don Filippo esce, Cirifischio si inginocchia a Leonetta che lo rialza.

Entrano le guardie prendono Cirifischio e tutti escono.

SCENA N. 21

Si forma il Palazzo papale.  Incontro Papa Sisto V con Don Filippo:

Don Filippo entra.

Don Filippo:  Santità… Santità… voi??

Papa: Eh eh eh! Sorpreso Don Filippo?  (Don Filippo si inginocchia)

Don Filippo: Non si fanno certi scherzi…

Papa: Su, su (lo alza)  Lo sanno tutti che vado in giro di notte… io cerco…

Don Filippo: e dove cercate, cercate bene.

Papa: Bravo! E così di persona mi rendo conto meglio: vedo, sento, capisco e mi ricordo… Io per esempio quando vi ho incontrato, già sapevo tutto di voi…

Papa: A che devo l’onore della visita?

Don Filippo: La grazia per Cirifischio, Santo Padre  (si inginocchia)

Papa: (un po’ adirato) Ma fatemela voi la grazia a stare zitto!  (lo rialza) 

Don Filippo: Io mi darei un cazzotto in testa! Se non v’avevo portato con me, quella sera, a quest’ora era salvo! E’ colpa mia.

Papa: Eh no, noi siamo solo strumenti nelle mani della Provvidenza

Don Filippo: Ma qualche volta anche del diavolo….

Papa: Ascolta me invece di preoccuparti delle anime perse!

Papa: Io mi sono impegnato con il Padre Eterno a non morire finchè San Pietro non è finito, e quando avranno messo la palla sul cupolone, io me ne vado.

Don Filippo: Ce ne andiamo tutti

Papa: Insomma io a Roma do un ordine urbano tutto mio, che è lo specchio dell’ordine morale tutto tuo. Ti piace ‘sto progettino?

Don Filippo: e Cirifischio?

Papa: Mi dispiace ma lui non rientra nel disegno. Ci si è messo fuori da solo!

Escono su un sottofondo

SCENA N. 22

Entrano Don Filippo e Leonetta.

LEONETTA: Don Filippo, ma le preghiere mie, le vostre, non son servite a niente…?!

DON FILIPPO: Eh…ti ricordi il salmo: “Chi ci separerà dall’amore di Dio?” Vai via, non stare qui.

Rullo di Tamburi, mentre Cirifischio viene portato al patibolo dalle guardie e dal paggio con la forca.

Cirifischio si gira e dice a Don Filippo:

CIRIFISCHIO  Non abbandonarmi, Don Filippo, perchéDio da me non stia lontano.

Don Filippo ferma Leonetta prendendola per un braccio mentre sta andando verso Cirifischio

CIRIFISCHIO  ( rivolto a Leonetta)   E te, Leonetta, mettici una buona parola col tu’marito!

Musica triste da Mozart “Dies Irae”

Poi tuttiEscono e le luci sfumano

SCENA N. 23

Sottofondo da “La fiera dell’est”

Entrano i bambini con Spiridione, entra il sarto che va all’Oratorio dove c’è  don Filippo

SARTO: E’ con permesso?

DON FILIPPO: Ormai siete entrati che me lo chiedete a fare?

SARTO: (rivolto ai due facchini) Forza mettete là!   Il signor San Filippo Neri?

DON FILIPPO: San Filippo??? Ma come vi permettete?

SARTO: Ma guardate che vi ci chiamano tutti! Su su…

DON FILIPPO: Ma che state facendo? Ma voi chi siete?

SARTO: Mastro Elia sartoria ecclesiastica La Minerva: abbiamo vestito papi, cardinali, vescovi…

DON FILIPPO: Sì, e a me…?

SARTO: Sì lo so che non ve ne frega niente, ma adesso ho trovato una bottega vuota proprio davanti a voi e credo che mi trasferirò qui.

DON FILIPPO: Ma non ti arrendi mai!

SARTO: Prego?

DON FILIPPO: No, niente, stavo…..ma insomma che volete?

SARTO: (ride) Nel prossimo Concistoro il Santo Padre la creerà cardinale.

DON FILIPPO: O Dio, no!

SARTO:  (ride) Ma che ci volete andà così??? No, ditemi voi???

DON FILIPPO: Ma io non ci voglio andà proprio per niente!

SARTO: E’ un ordine del papa e voi siete tenuto all’obbedienza. (pausa)

DON FILIPPO: E va beh: ditemi voi quello che….

 SARTO: Ecco bravo, spogliatevi che facciamo subito una bella prova, signor San Filippo!

DON FILIPPO: Aridai con questo San Filippo!!!……….Da dove volete cominciare?

SARTO: Dalle calzette.

DON FILIPPO: Ahio! Allora faccio da me, grazie.

SARTO: No, lasciatevi servire! Su, levategli le sue calzette, svelti, svelti, dai!! (Don Filippo si toglie una scarpa) Lustrissimo, mi sbaglio o vi si è scucito un calzino?

DON FILIPPO: (mentre si toglie anche l’altra scarpa) Pure questo!

Intanto Spiridione fa giocare  i bambini cantando

ALLA FIERA DELL’EST  (Spiridione)

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il gatto che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
E venne il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il cane che morse il gatto
che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il bastone che picchiò il cane
che morse il gatto che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est, per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il caneche morse il gattoche si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.
E venne l'acqua,che spense il fuoco
che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto che si mangiò il topo
che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il toro che bevve l'acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E venne il macellaio che uccise il toro
che bevve l'acqua che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane
che morse il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

E l'angelo della morte sul macellaio che uccise il toro che bevve l'acqua
che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due soldi un topolino mio padre comprò.
E infine il Signore
sull'angelo della morte sul macellaio che uccise il toro che bevve l'acqua
che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

E infine il Signore
sull'angelo della morte sul macellaio che uccise il toro che bevve l'acqua
che spense il fuoco che bruciò il bastone che picchiò il cane che morse il gatto
che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò.

Alla fiera dell'est,
per due sold iun topolino mio padre comprò.

La canzone si interrompe quando Don Filippo è vestito da Cardinale.

SARTO: Voilà! Che ne dite? ……Sembrate dipinto da Raffaello!

DON FILIPPO: Ma che fate? Mi tentate nella vanità? (pausa mentre si guarda allo specchio)

Meglio che vada a domandare ai ragazzini!

Don Filippo si sposta dai ragazzini; appena lo vedono, sbigottimento generale:         

BIMBI:  Ooooh!

DON FILIPPO: Aoh!!! Sono io !!!

GLAUCO: Ma che vi hanno fatto papa ?

ILARIA: Stronzo, che è rosso il papa??? (si mette una mano sulla bocca e continua) Scusate!

DON FILIPPO: Ma di che?

ILARIA: Mi è scappata una parolaccia!

DON FILIPPO: E’ la prima volta che chiedi scusa! Che stai diventando educata?

ANNA D: Insomma questo che vestito è Don Filì?

DIEGO: Non si dice Don Filippo… “Scusate mio Illustrissimo”

DON FILIPPO: Ma che è questo Illustrissimo? Mi avete sempre chiamato Don Filippo!?!

ANNA D: Quando eravate Don Filippo! Adesso siete un principe della Chiesa, eh

DON FILIPPO: Ah, è così?…..Mastro Elia!

SARTO: Si?

DON FILIPPO: Venite!

CARLOTTA: Bada che coda!!!

DON FILIPPO: (cerca di togliersi il vestito) Questo glielo ridate al papa, gli dite grazie del pensiero e gli dite anche che ci siamo sbagliati.

SARTO: Ma come ci siamo sbagliati?  Il papa non sbaglia mai!

DON FILIPPO: In materia di fede!  Ma come si toglie questo coso? Il cardinalato non è materia di fede, anche un papa può sbagliare, anzi secondo me ha sbagliato senz’altro.

Ma voi ve lo immaginate un cardinale che va in giro per Roma a chiedere l’elemosina?

SARTO: E perché dovreste chiedere l’elemosina?

DON FILIPPO: Perché questi, come dite a Roma, devono magnà! Solo che faccio: li mando a casa vostra?                                                                           Don Filippo inizia a spogliarsi.

GUENDALINA: Oh, adesso si spoglia!

DON FILIPPO: Insomma, dite a Sua Santità che mi dispiace,  sarà per un’altra volta.

SARTO: E quando?

DON FILIPPO: Magari quando rinasco!….giovanotti mi date una mano?   Scrupoli e malinconia, fuori di casa mia, caro mastro Elia!             

Don Filippo si toglie l’abito da cardinale e si rimette la toga sua

GIOVANNI: Gagliardo, Don Filippo s’è spretato!

DARIO: Don Filippo è di nuovo Don Filippo!!!

DON FILIPPO: Grazie tante! (torna a sedere dove era quando è entrato il sarto)  

Tutti i bambini sono intorno a Don Filippo festanti.

GIULIA B: Permesso, permesso! Fatemi passare! (Esce dal gruppo e dalla scena per prendere le ciabatte)    (poi rientrando va da Don Filippo)     Don Filì, vi ho portato le ciabatte!

DON FILIPPO: Grazie!   

I Bambini escono gridando     Evviva Don Filippo, E’ ancora Don Filippo!   (3 volte)

Don Filippo si mette le ciabatte, poi dice sospirando 

DON FILIPPO: Ah…..Paradiso Paradiso….!

Le luci sfumano un po’, c’è un sottofondo e Don Filippo si stende in terra come per dormire.

SCENA 24

Un ragazzo entra e trova Don Filippo che sembra dormire invece, a chiamarlo, non risponde più…

Don Filippo resta sdraiato a terra mentre davanti passano tutti cantando

 

CERCANDO L’ORO (un pezzo tutti gli interpreti)

Camminando per di qua
noi stiamo cercando l'oro
stamattina in verità ho tentato di partire solo...

Come é caldo questo sole
e ormai stamo una lunga fila
anche se in verità volevo proprio partire solo...

Ora c'è chi dice: " Andiamo avanti",
c'è chi gli risponde che è sbagliatio,
qualcuno intanto sta pensanto
che sarebbe meglio ritornare...

Sotto questo sole così caldo,
in mezzo questa confusione,
se almeno si togliessero di mezzo
quelli che vogliono dire la loro!

Camminando per di qua
no troveremo l'oro,
stamattina in verità avrei voluto partire solo...
Se ora guardo dietro me
vedo una lunga fila,
come ho fatto non lo so a pensare d partire solo...

Ora c'è chi dice: " Andiamo avanti",...

Coro            Oh, oh, oh, oh (ad libitum)

FINE
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