Stato di quiete
STATO DI QUIETE
Commedia in un atto
di ALDO NICOLAJ
PERSONAGGI
PAOLO
MARCO
DAFNE
PALOMA
Commedia formattata da
Nel buio, un intenso suono di flauto. Poi si illumina una specie di anticamera asettica, piena di luce e di verde. In fondo una vetrata con una porta. Dietro ad alcuni vasi di piante, lingresso. Arredamento freddo ed impersonale, non ci sono soprammobili, n portacenere, n quadri, n riviste. Paolo sui 55 anni, mal portati, vestito di scuro, ma senza eleganza, suona il flauto in mezzo alla scena. Dopo qualche secondo entra Marco: ha pi o meno la stessa et di Paolo, ma portata meglio. vestito sportivamente, con una certa eleganza, anche se il giubbotto di daino strappato e cos i pantaloni. Vorrebbe tornare indietro scorgendo Paolo, ma questi, vedendolo, gli fa un cenno di saluto. Contrariato, risponde con un altro cenno e va a sedere su di una poltrona. Si sfila i guanti ed osserva lambiente. Poi fissa Paolo con uninsistenza quasi offensiva. Dopo un lungo silenzio.
Paolo - (sentendo lo sguardo ostile di Marco, smette di suonare) Le d noia?
Marco - Che cosa?
Paolo - ... la musica.
Marco - Che musica?
Paolo - La mia. (indica il flauto)
Marco - Cos che suona? Il clarino?
Paolo - ... il flauto.
Marco - Pi o meno la stessa cosa.
Paolo - No, il clarino il clarino. Questo un flauto da concerto.
Marco - Sempre strumento a fiato .
Paolo - Daccordo, ma il suono diverso. (pausa) Non ama la musica?
Marco - ... non quella seria. (cambia poltrona) Da quanto suona?
Paolo - Da un po. Per passare il tempo.
Marco - Intendevo... da quanto tempo lo suona.
Paolo - Da ragazzo.
Marco - (cercando di ferirlo) Lavrei detto un principiante. Continui, se la diverte.
Paolo - (ironico) Grazie per la concessione. (continua a suonare)
Marco - (va alla porta centrale, cerca di aprirla, non ci riesce) Ci hanno chiusi dentro. (Paolo non commenta) Ho detto che siamo chiusi dentro.
Paolo - Pare. (e continua imperterrito a suonare)
Marco - Perch? Non siamo pericolosi. (Paolo non risponde. Passeggia avanti ed indietro nervoso, poi) arrivato da molto?
Paolo - (posa il flauto) Non so, ho perso la nozione del tempo.
Marco - Controlli lorologio.
Paolo - Si fermato. (fa qualche accordo)
Marco - E se lo porta sempre dietro, quel coso?
Paolo - Il flauto? Normale per un musicista. Sono del complesso i Giovani Musici.
Marco - Ah!
Paolo - Un complesso molto conosciuto.
Marco - Mai sentito nominare.
Paolo - I Giovani Musici?
Marco - Giovani? Alla sua et?
Paolo - Lo eravamo, quando abbiamo formato il nostro complesso di musica da camera.
Marco - Musica da camera? Solo lidea mi fa morire di noia.
Paolo - Questione di sensibilit.
Marco - Non riesco a concepire come un uomo possa passare la vita soffiando in un tubo di legno. Per me come la catena di montaggio.
Paolo - ... forse, ma con infinite variazioni. (riprende a suonare)
Marco - Ci vorr ancora molto prima che si degnino di farci entrare?
Paolo - Io non ho fretta. La stanza fresca, arieggiata, piena di piante...
Marco - di unimpersonalit paurosa...
Paolo - Cosa pretende da una sala daspetto?
Marco - (dopo un silenzio) Una folla allingresso. Come alluscita da uno stadio...
Paolo - Ma tutti ordinati e disciplinati...
Marco - Avrei voluto fare dietro-front ed avanti-march.
Paolo - A cosa le sarebbe servito?
Marco - Chi sostiene che la gente non ha soldi e non viaggia dovrebbe venire qui e dare uno sguardo... (un tempo) Brutta gente, per.
Paolo - In che senso?
Marco - Gentucola. Detesto il turismo di massa.
Paolo - (sorride) Non che si venga qui per turismo.
Marco - Ma qui non si vede anima viva.
Paolo - (sorridendo) A parte lei.
Marco - Non sono abituato a fare anticamera... Di solito sono gli altri ad aspettare me.
Paolo - Prima di smistare tutta la folla che arrivata... Dovranno pur fare dei controlli.
Marco - Controlli? Che controlli?
Paolo - ... verificare lidentit... tirare fuori le schede... controllarle...
Marco - Con i computers si fa in fretta. Mi domando piuttosto dove la metteranno, tanta gente...
Paolo - Qui non hanno problemi di spazio...
Marco - ... di tempo, s. Non capiscono che per noi uomini daffari il tempo danaro.
Paolo - Qui, non ne tengono conto.
Marco - Male. Dovrebbero dare la precedenza a chi ha impegni. Io, per esempio, ho in agenda un sacco di appuntamenti... riunioni fissate da tempo... unassemblea... devo risolvere una grana sindacale... Le mie segretarie avranno le mani nei capelli. E, come se non bastasse, ho dovuto rinunciare anche ad un incontro sentimentale. Le pare logico convocarmi allultimo momento, senza il tempo di avvertire?...
Paolo - Fanno cos con tutti.
Marco - ... per la massa, capisco. Ma per persone come noi usare questo autoritarismo.
Paolo - la loro forza.
Marco - Hanno chiamato allultimo momento anche lei?
Paolo - S, ma lo prevedevo...
Marco - Perch?
Paolo - ... me lo sentivo.
Marco - Io nemmeno ci pensavo. Quando manco io, nella mia azienda, crolla tutto.
Paolo - E poi unavventura andata in fumo...
Marco - ... rimandata, soltanto rimandata. Mi spiace non avere avuto il tempo di avvertire...
Paolo - La signora capir.
Marco - Una donnina adorabile. Il sesso importante, per chi passa le giornate mandando avanti unindustria. La natura ha le sue esigenze. Bisogna accontentarla, anche per evitare gli stress. Non pu immaginare cosa sia dirigere unazienda. (passeggia avanti ed indietro) Anche lei qui per la prima volta?
Paolo - S.
Marco - Mi avevano gi chiamato qualche anno fa, poi, hanno annullato la convocazione. Mi secca aspettare...
Paolo - Hanno gi avuto riguardo, mandandoci qui...
Marco - Sapevano che non sopporto la confusione. Ma aspettare mi innervosisce.
Paolo - Cerchi di star calmo.
Marco - Anche il medico dice che agitarmi, mi fa male.
Paolo - Ha qualche disturbo?
Marco - Cinque anni fa, a New York ho avuto un infarto. Ma mi sono ripreso ed ora... sono sano come un pesce... Avevo il terrore di essere costretto a una vita di rinunce. A me piace mangiare, bere, fare lamore. Delle donne non so fare a meno. Mi hanno curato benissimo. Uscito dalla clinica ero di nuovo un fringuello. Posso dar dei punti ad un giovanotto. Lei come sta a cuore?
Paolo - ... qualche disturbo, ma niente di serio.
Marco - Ho avuto fortuna ad ammalarmi in America, dove la medicina ad alto livello. Ho un fisico di ferro e in poco tempo, me lo sono dimenticato, linfarto. (si guarda) Ho i pantaloni... il giubbotto strappati. Non capisco come abbia fatto. E guardi in che stato le scarpe... Scusi, me le tolgo, ho i piedi gonfi. (esegue)
Paolo - A me gonfiano, quando viaggio in aereo.
Marco - Disturbi di circolazione. Ma io non ne ho mai sofferto. E viaggio molto.
Paolo - Anchio. Col nostro complesso da una citt allaltra: Lisbona... Buenos Aires... Parigi... Praga... New York...
Marco - A New York vado sovente. Quasi ogni settimana.
Paolo - Detesto i voli intercontinentali. Il cambiamento di fuso mi rimbambisce.
Marco - Io dormo. Laereo mi concilia il sonno. E, poi, pu capitare una hostess carina. Gioved scorso ce nera una che aveva un culo... un culo... un culo che era la fine del mondo. Non c niente che mi esalti di pi. Non che non mi piacciano i seni... le gambe... il bacino... Ma il culo mi d lestasi.
Paolo - E come la mette con linfarto?
Marco - Chi se lo ricorda pi? A letto, come avessi ventanni. Anche lei va forte con le donne?
Paolo - Io sto bene con mia moglie.
Marco - Beato lei. Io ne ho sposate tre, ogni volta un disastro. E, poi, ho bisogno di avere sempre nuove emozioni... La signora che avrei dovuto incontrare oggi ha un fisico... E specialmente...
Paolo - ... un culo!
Marco - ... un vero poema. Il corpo di una donna tutto...
Paolo - E lanima?
Marco - A letto non serve. Complica. Io, poi, sono uno che non si lascia invischiare dal sentimento. Nella vita conta pi di tutto il sesso. Niente di pi sano di una bella scopata: tira su il fisico ed il morale. Oggi ne sentivo proprio il bisogno. (si alza di scatto e va a picchiare contro la porta a vetri urlando) Vi decidete o no ad aprire?
Paolo - (va a calmarlo) Non si agiti, stia tranquillo, vedr che presto...
Marco - Presto un cazzo! Presto pu essere anche tra un mese od un anno. Subito, voglio...
Paolo - Si rilassi. Ci vogliono rilassati.
Marco - Chi glielo ha detto?
Paolo - Nessuno. Mi pare logico.
Marco - Logico un cazzo. Ci ricevano, allora.
Paolo - (fa alcuni accordi col flauto) Le piace Mozart?
Marco - Quello del Don Giovanni?
Paolo - Esatto.
Marco - il mio idolo.
Paolo - Mozart.
Marco - Che centra Mozart? Don Giovanni! Con tutte quelle donne "Vhan fra queste contadine, cameriere, cittadine, vhan contesse e...
Paolo - ... baronesse, marchesine e principesse, e vhan donne dogni grado, dogni forma, dogni et"...
Marco - Se n fatte di femmine, beato lui. Ma io, nel mio piccolo, non mi sono privato... Una volta sono stato a letto con tre donne. Sa cosa vuol dire avere tre meravigliosi corpi tra le lenzuola? Ci sarebbero voluti i tentacoli di un polipo. (ride compiaciuto)
Paolo - Parlare di donne la distende.
Marco - A me le donne, a lei la musica.
Paolo - Anche suonare un atto damore.
Marco - Sar, ma non si pu andare a letto con un flauto. (un silenzio) Perch mi guarda cos?
Paolo - Mi pare averla gi conosciuta.
Marco - Non credo... mi avr visto in televisione. Mi chiamano spesso. A lei non capita?
Paolo - Qualche volta, coi Musici. Non come solista. Era lambizione della mia vita. Ma al momento decisivo ho rinunciato. Per una crisi sentimentale...
Marco - Come solista chiss quanto avrebbe guadagnato. Pare impossibile che soffiando in quellarnese l, si possa fare un sacco di soldi...
Paolo - Mia moglie mi aveva lasciato per un altro uomo.
Marco - Cos la vita. Le corna o si fanno o si subiscono.
Paolo - Se n andata alla vigilia del mio debutto come solista. Quando ritornata, ormai, avevo rinunciato e suonavo coi Giovani Musici.
Marco - Le donne si scatenano ed sempre luomo a pagare. Puttane come sono, non ci rimettono mai. Non immagina quanto mi costino le mie tre mogli.
Paolo - Lho ripresa per me e per i bambini: ne avevano bisogno.
Marco - Il matrimonio unistituzione nefasta, bisognerebbe abolirla... Ed i figli nascono per complicarci lesistenza. Le mie mogli me ne hanno scodellato uno ciascuno, a tradimento. Io non ho mai sentito la paternit.
Paolo - Io adoro i miei figli. (pausa) Forse con le mie confidenze... lho annoiata.
Marco - Non si preoccupi. Anche le confidenze di un suonatore di flauto servono a far passare il tempo.
Paolo - (non raccoglie) Quando si fa il bilancio della propria vita...
Marco - Io faccio solo quello della mia azienda.
Paolo - Non si guarda mai indietro?
Marco - Come la moglie di Lot? (ride) la sola cosa che ricordo della Bibbia: si volt indietro e rest di sale.
Paolo - Non ha n rimpianti n rimorsi?
Marco - Non sono come lei che fa confidenze al primo venuto. Lho ascoltata per passare il tempo. Ma se devo essere sincero la preferisco quando suona il flauto.
Paolo - Ha ragione, meglio suonare che parlare con lei. (riprende a suonare. Marco lo guarda, contento di averlo ferito e cammina avanti ed indietro nervoso)
Dafne - (entra affannata: magrolina, scalza, vestita di bianco, sedici anni forse meno. Si guarda attorno spaesata)
Marco - Benvenuta, bella bambina. Non aver paura, non ci sono lupi mannari, qui. Solo gattoni pronti a farti le fusa.
Paolo - (che non laveva vista entrare, smette di suonare)
Dafne - Per favore, continui. La musica mi piace. Suono anchio, il flauto.
Paolo - Vuoi? (le porge lo strumento)
Dafne - (rifiutandolo) No, suono poche note sul flauto dolce... Lei musicista, direi...
Paolo - (riprende a suonare)
Marco - (invita Dafne a sedere) Sei carina.
Dafne - Grazie.
Marco - Sai di esserlo e ti piace sentirtelo dire.
Dafne - Dipende da chi.
Marco - Se te lo dico io?...
Dafne - ... mi lascia indifferente.
Marco - Sei troppo giovane per apprezzare un uomo come me.
Paolo - (posa il flauto) Com andato il viaggio?
Dafne - (sorride) Sono qui.
Marco - Sola?
Dafne - Con chi dovrei essere?
Marco - Fatti guardare...
Dafne - Non ho fatto nemmeno in tempo a pettinarmi. Devo essere in disordine.
Marco - Alla tua et si carina anche spettinata.
Dafne - successo tutto cos in fretta...
Paolo - Non pensavi ti convocassero?
Dafne - (scuote la testa)
Marco - E per venire hai marinato la scuola?
Dafne - La scuola. Gi. (si sdraia su di un divano)
Marco - Belle gambe. Dritte e tornite. Ti dispiace se te le guardo? (a Paolo) Mi distende i nervi. Come guardare il mare.
Paolo - Quanti anni?
Dafne - Quasi sedici.
Paolo - (a Marco) Potrebbe essere mia figlia.
Marco - Anchio ho un figlio di sedici anni. O tredici. Non so.
Dafne - Mio padre non ricorda mai la mia et. Non glielo perdono. Ci mettete al mondo, poi...
Marco - Brava! Facciamoci anche una bella polemica generazionale per rallegrare lattesa.
Dafne - vero, noi...
Marco - Buona, buona. Ai miei figli... ci penso. Materialmente voglio dire. Ma per loro non rinuncio alla mia vita.
Paolo - Lei vuol dire che con la famiglia...
Marco - La famiglia solo una ipocrisia borghese.
Paolo - Punti di vista. Per me importante.
Marco - Perch un piccolo borghese anche lei... Ormai la famiglia solo un fatto anagrafico.
Dafne - A scuola siamo tutti figli di genitori separati.
Marco - Appunto. E non vi manca niente.
Dafne - ... lamore.
Marco - Non dirmi che non ne hai trovato da qualche parte.
Dafne - Ho sofferto per mancanza damore. Sono sempre stata fragile. Per questo sono qui.
Paolo - Qui, prima o poi, ci si deve arrivare tutti.
Dafne - Speriamo che, dopo, sia diverso.
Marco - Diverso perch? Tutto continuer come prima.
Dafne - (preoccupata a Paolo) Mi dica che non vero...!?!
Paolo - Dora in poi sar tutto diverso. Riposati. (la fa sdraiare e si allontana da lei, prendendo per il braccio Marco)
Marco - Sembra un uccellino senza piume. Ma ha un bel culetto.
Paolo - Non ha ancora sedici anni.
Marco - Let migliore, ladolescenza. Deve essere di quelle che a letto gemono ed urlano. Non mi guardi cos, chiss quanti maschietti se la saranno gi fatta.
Paolo - Possibile che non pensi che al sesso?
Marco - Ed a che altro dovrei pensare? Ai genocidi? Agli stermini? Ai pericoli nucleari? Alle guerre? Creda a me, se lumanit si dedicasse con pi impegno al sesso, il mondo andrebbe meglio.
Paolo - Col sesso non si risolvono i problemi.
Marco - Si risolvono quelli sessuali. (scoppia a ridere, poi) Non capisco il suo disagio, quando parlo di donne. Forse un omosessuale latente. Da quanto mi ha detto della sua vita, ci sono tutti i presupposti.
Paolo - Ed anche se fosse?
Marco - Detesto i diversi. Latenti o no. Tutto quello che non normale, mi d fastidio.
Paolo - Secondo lei, normale concupire una ragazzina?
Marco - Sempre meglio che concupire un ragazzino.
Paolo - La sola cosa che conta nel mondo il sentimento damore, come dice Dante.
Marco - Ai sentimenti, preferisco gli istinti. Sono pi schietti. (con improvvisa collera) Non c un giornale... una rivista... un portacenere... un bar... un telefono... Ci hanno lasciati qui come in un deposito e si sono dimenticati di noi.
Paolo - (si avvicina a Dafne) Cosa pensi?
Dafne - ... alla mamma. Perch, ora, si rende conto... Ed ai miei amici che non mi troveranno al solito posto. Sono sempre la prima ad arrivare. Ci sediamo attorno alla fontana e parliamo, parliamo, parliamo...
Marco - Non credo vi limitiate a parlare. Mi sa tanto che scopate come conigli...
Paolo - La prego!
Marco - So quello che fanno gli adolescenti di oggi. Vivono a branchi, come pesci, e pensano che tutto loro permesso. Quando noi avevamo la loro et, era ben altra la musica.
Dafne - Non credo siate mai stati soli come noi...
Marco - ... vittime, dovete sempre fare le vittime. Intanto non si fa vedere nessuno. Basta, mi sono rotto. Voglio parlare con qualcuno! (va alla porta dingresso, cerca di aprire, ma la trova chiusa) Aprite! Aprite! Cos? Hanno paura che scappiamo? Ci hanno chiusi dentro come ladri di galline!?!
Dafne - (con dolcezza) Bisogna avere pazienza. Con tutta la gente che c...
Marco - Se lavessi saputo mi sarei portato il cane...
Dafne - Un cane?
Marco - Certo, un cane. Lunico che mi sa tener compagnia. Un bel lupacchiotto di pelo chiaro...
Paolo - Qui non sono ammessi.
Marco - Il flauto s, un cane no?
Paolo - Se tutti si portassero dietro un animale, sarebbe larca di No.
Marco - Perch se tutti venissero con uno strumento... (alza le spalle) Meglio lasciar perdere.
Dafne - La mamma a casa non ha mai voluto animali. Io ho fatto amicizia con un randagio. Un bel bastardino dal pelo rossiccio. Vado matta per gli animali. Una volta con Sergio, un mio amico, ci siamo fatti chiudere nello zoo. stato eccezionale. Era una notte serena, con una grande luna. Gli animali sono diversi, quando sono soli. Una grande pantera la guardava stirandosi... Proprio cos, guardava la luna...
Paolo - E tua madre ti lascia fuori la notte?
Dafne - Per lei avere una figlia significa soltanto comprarle magliette colorate e darle laspirina quando sta male.
Marco - E tu te ne approfitti...
Dafne - Dopo che pap se n andato, dimentica persino che io esista. Vive con un uomo pi giovane di lei. Se, per caso, posa gli occhi su di me, ne soffre talmente... Come se io potessi portarglielo via. Perci cerco di vederli poco. E mio padre non so nemmeno dove sia. Se non avessi i miei compagni...
Paolo - Io credo di avere un buon rapporto coi miei figli...
Marco - Su, esibisca le loro fotografie, da buon padre modello. Ne avr certamente nel portafogli.
Paolo - (senza batter ciglio tira fuori dal portafogli le foto dei figli e le fa vedere a Dafne) Questo il maggiore... questo il piccolo... Al mare, lestate scorsa...
Dafne - Sua moglie? Bella donna... (e mette le foto davanti agli occhi di Marco)
Marco - (le guarda e subito la respinge) Preferisco andare in giro col cane, che coi figli. Per lo meno, gli dico "cuccia" e si mette gi tranquillo senza rompere i coglioni. I figli, invece... La societ dovrebbe avere strutture adeguate per farli crescere collettivamente. Loro starebbero meglio e noi vivremmo in pace. La famiglia micidiale. Le bambine concupiscono il padre, i maschietti non sognano che la madre, le saltano in grembo, la toccano, la baciano dappertutto con le loro bocche vischiose...
Dafne - Lo avr fatto anche lei!?!
Marco - Mia madre ha avuto il buongusto di morire di parto.
Paolo - Forse lei nella donna cerca la madre, che non ha avuto.
Marco - (volutamente volgare) Gi, per scoparmela. (con cattiveria) Lei deve avere avuto la vita di un pidocchio.
Paolo - vero, hanno cercato tutti di schiacciarmi.
Marco - (mentre Paolo rimette le foto nel portafogli) Ma che cazzo di controlli devono fare? Non ho nulla da nascondere. La mia vita chiara e trasparente come lacqua di sorgente. Non ho segreti sui quali indagare...
Dafne - Tutti abbiamo qualcosa da chiarire.
Marco - Mi lascino andare per la mia strada, ho ancora tante cose da fare ed anni importanti da vivere.
Dafne - Si sente cos giovane?
Marco - Lo sono. Sentiamo... Quanti anni mi dai? Su, coraggio, di che cosa hai paura? Vuoi che te lo dica io? Ne ho 52, ma ne dichiaro 45. Le donne dicono che li porto da dio. Specie a letto. (ride divertito)
Dafne - E perch si tinge?
Marco - (toccato) Mi tingo? Ebbene s, mi tingo. Che male c? Le donne allora? Invecchiare non mi piace, il deterioramento fisico mi fa orrore. Perci cerco di conservarmi meglio che posso. Pi della mia anima, di cui non so nulla, amo il mio corpo. Ne conosco le voglie, le debolezze, le esigenze, quello che gli piace, quello che detesta... Lo amo asciutto... scattante... i muscoli elastici... il viso fresco... la pelle tirata... Non dovrei respingere lusura del tempo, anche se costa fatica?
Dafne - Parla come mia madre...
Marco - Dobbiamo difenderci dalle fiumane di giovani che vorrebbero metterci da parte. Perch mi guardi cos? Pensi anche tu che il mondo non ci appartenga pi e sia gi vostro?
Dafne - Ad ogni frutto, la sua stagione.
Marco - un male avere cura del proprio corpo?!?
Paolo - Ma oltre al corpo c lanima...
Marco - Parla come un prete.
Paolo - "Animula vagula blandula..."
Marco - Bravo, ci manca anche il latino. Detesto gli intellettuali.
Dafne - Perch?
Marco - Pensano troppo e vivono poco. (guarda con tenerezza Dafne) Era tutto meraviglioso, quando avevo la tua et. Luniverso era mio... pensavo di poter cogliere il mondo, come un frutto dallalbero. Poi, poco a poco, il tempo si portato via sogni, speranze, illusioni. Gli anni se ne sono andati veloci, sfrecciandomi davanti, come i chilometri in autostrada... Ma non importa. Vivere mi piace, ne sento sempre di pi il sapore.
Paolo - Io mi curo poco di me, mi lascio andare. Me lo dice anche mia moglie.
Marco - Quanti anni?
Paolo - Abbiamo la stessa et.
Marco - La porta male. Non bisogna rassegnarsi. Io riesco ancora ogni giorno a strappare qualcosa alla vita. Con labilit di un ladro e la voracit di un piranha. Ma io sono fatto di una pasta diversa dalla sua. Lei suonando il flauto non fa che rimasticare le sue frustrazioni. Unesistenza squallida, grigia, senza follie, senza passioni, chiusa nel suo bozzolo. Per questo sembra un vecchio.
Paolo - Volevo solo che Claudia ritornasse. Ed tornata.
Marco - ... diventando lalibi del suo fallimento. Invece era lei a non avere talento ed ha trovato compensazione rifugiandosi nel Complesso dei Musici. Ed ha sbagliato, amico mio. Bisogna battersi, lottare, affrontare la vita come in guerra il nemico.
Dafne - E lei che lo ha fatto, contento del risultato?
Marco - Tu la pensi in modo diverso, lo so... Il tuo guru spiegandoti il tuo karma, ti avr insegnato chiss quale altra chiave per penetrare i misteri dellesistenza. Ormai voi giovani guardate alloriente per trovare un equilibrio.
Dafne - Guardi che io...
Marco - Non cercare di spiegarmi lo zen, sarei capace di mordere.
Paolo - Al liceo avevo un insegnante che diceva sempre: i frutti della conoscenza sono alla portata di tutti, basta entrare nel giardino...
Marco - ... e scegliere tra i tanti quelli giusti...
Paolo - (non raccoglie) Era un uomo aperto, magro e nervoso, con una grande testa di ricci grigi...
Marco - ... e per tre anni ci ha rotto i coglioni con questa cazzata. (guarda Paolo che lo fissa con insistenza) Gi, sono Marco.
Paolo - Tavevo riconosciuto. Subito.
Marco - Anchio, ma non mi andava di fartelo capire...
Paolo - Non sei cambiato.
Marco - Tu s. Eri asciutto, scattante, avevi un bel ciuffo biondo che ti illuminava il viso. Della tua bellezza e di tutto il resto non rimasto che il flauto, col quale, gi allora, cercavi di incantare le ragazze.
Paolo - Ma eri tu a conquistarle.
Marco - Gi, ero io. (un silenzio) Non mi aspettavo questo incontro.
Paolo - Bella sorpresa, no?
Marco - Sorpresa... lo . Bella... non direi...
Paolo - Sai chi mi ha domandato giorni fa tue notizie? Anna Cinci, la ricordi?
Marco - Uno schianto. Bionda... alta... snella come un giunco...
Paolo - Ora grossa, sfatta. Ha sei figli, gi grandi. Ricordi Gabriella? Rideva sempre. Ora vedova e depressa... Marilena convive con un medico molto pi vecchio e Lauretta...
Marco - Me le sono fatte tutte. Aspettavo uscissero dalla palestra... a turno le distendevo sullerba, dietro la siepe... A primavera, mentre facevamo lamore ci piovevano addosso i petali dei biancospini... E tu continuavi imperterrito a masturbarti.
Paolo - Mi avevi insegnato tu.
Marco - Ti ho portato io da una puttana. Era bionda, grassa, la pelle bianca. Abbracciarla era come annegare nella panna. stata la prima donna che hai avuto. Quanti anni sono passati, maledizione!
Paolo - Una vita.
Dafne - I ragazzi, oggi, non hanno pi bisogno delle puttane...
Marco - Oramai hanno voi come navi scuola. E noi apparteniamo alla preistoria.
Dafne - Fare lamore ci viene naturale.
Marco - Merito e colpa nostra, che vi abbiamo permesso tutto...
Paolo - Danaro, successo, donne. Hai avuto quello che volevi.
Marco - Avresti potuto sfondare anche tu. Eri persino pi bello e pi intelligente di me. Ma il tuo destino stato sempre quello di farti fregare dagli altri.
Paolo - Anche e soprattutto da te. (lunga pausa) Perch mi hai portato via Claudia? (Marco non risponde) Quando pi ne sentivo il bisogno.
Marco - Avevi la musica.
Paolo - Non mi bastata.
Paloma - (una zitella sulla settantina) Scusino se disturbo. Mi hanno mandata qui...
Marco - (non senza ironia) Prego, si accomodi. Le do il benvenuto...
Paloma - Grazie. Mi chiamo Paloma. Fortunatissima. E come mai qui anche questa ragazzina?...
Dafne - ... convocata, come gli altri. Sono in buona compagnia. I signori si sono ritrovati per caso, erano compagni di scuola.
Paloma - Infinite sono le vie del Signore.
Marco - (con sarcasmo) Gi, non si pu dire altro...
Paloma - Sono arrivata in un fulmine. Non ho fatto nemmeno in tempo a vedere il paesaggio. Servizio inappuntabile ed ottima organizzazione.
Paolo - Ci sanno fare.
Paloma - carino qui, con tutte queste piante. Adoro il verde. Nel mio giardino... grande quanto un fazzoletto, ci sono tutti i tipi di piante. Ho dei gerani, che sembrano alberi e... (si interrompe) Oh, il mio anello...
Dafne - Lha perduto?
Paloma - Che stupida, lho regalato ad Ines, prima di partire. Potevo portarmelo dietro? A lei piaceva tanto quellametista. Me laveva regalata mammina dicendomi "Un giorno, il tuo fidanzato ti regaler un anello molto pi bello". Mai avuto un fidanzato. Un ragazzo che mi faceva la corte non piaceva a mammina perch era di una diversa estrazione. Potevo darle un dispiacere?
Marco - A mammina? Mai.
Paloma - Sono vissuta con lei. Ho perduto pap piccolina. Ricordo poco di lui, soltanto gli occhi, erano come i miei... grandi... neri... (una pausa) Chiameranno loro?
Paolo - Quando sar il momento.
Marco - Se si decidessero una buona volta, cazzo! (a Paloma) Pardon.
Dafne - Non possono chiamarci. Non siamo ancora pronti.
Marco - E cosa diavolo ne sai, tu?
Paolo - Ha ragione Dafne. Non siamo ancora pronti.
Marco - In che senso?
Dafne - Dobbiamo essere calmi... distaccati... i nervi distesi...
Marco - Se fanno aspettare ancora, i nervi me li fanno saltare. Aspettare mi rompe le palle. (a Paloma) Pardon!
Paloma - Credevo che qui non si usassero certe espressioni...
Paolo - (dopo una pausa, a Marco) Quando ti ho rivisto, tho invitato a casa per farti conoscere mia moglie. Tavevo confidato che con lei, mi sentivo realizzato, felice. Perch me lhai portata via?
Paloma - Non mi immaginavo un posto come questo. Tutto ordinato, bianco... pulito... piante bellissime, che non conosco... Le foglie sono lucide... di un verde smagliante... Chiss come si chiamano...
Paolo - (a Marco) Non mi rispondi, perch ti vergogni? (riprende a suonare il flauto)
Paloma - (non si rende conto che Paolo che suona) La musica?!? Anche la musica. Abbiamo tutto per essere felici.
Marco - (con sarcasmo) Per forza, questo il paradiso...
Paloma - vero, il paradiso, proprio il paradiso...
Marco - (ha uno scatto improvviso e va a battere i pugni contro la vetrata) Ora basta! Aprite! Fateci entrare!
Paolo - Calmati, Marco, devi saper aspettare come noi.
Marco - Spacco i vetri, ecco quello che faccio... (ma ha un improvviso cedimento)
Paolo - (lo sostiene) Hai visto che non dovevi?
Marco - Mi gira la testa... sto per perdere i sensi...
Paolo - (lo aiuta a stendersi sul divano)
Dafne - (a Paolo, piano) il momento?
Paolo - Non ancora. Ma non manca molto.
Marco - ... il cuore... sento che il cuore... Dio, un infarto... sar un altro infarto. Un medico. Un medico... voglio qualcuno che si occupi di me...
Paloma - Un infarto?
Paolo - Un infarto, ma non solo quello... Lui non lo sa ancora.
Marco - Stammi vicino, Paolo, non mi lasciare... Ho una sensazione strana... Come se stesse per mancarmi il respiro...
Dafne - Se il cuore...
Paloma - Si rende conto ora dellinfarto? Ah, ho capito. (scoppia in una risata comunicativa e liberatoria con uno sguardo dintesa a Paolo)
Marco - Io sto male e lei ride?
Paloma - Mi scusi, stato pi forte di me. Mi venuta la risata e non sono stata capace di trattenerla.
Marco - Dovrebbe vergognarsi. (a Paolo) Ho paura. Qui non c n un usciere... n un telefono... n un campanello...
Paolo - Calmati, Marco, gi tutto risolto...
Marco - Forse stata una suggestione: le porte sbarrate... laria condizionata...
Dafne - Laria non condizionata.
Marco - Peggio ancora. Unaria morta.
Paloma - Proprio cos. Unaria morta. (e riprende a ridere)
Marco - Ricomincia? Le manca proprio qualche venerd.
Paloma - Cosa posso farci? Sono allegra perch, qui, mi sento bene, libera... leggera...
Marco - E perch io, invece, tanta angoscia?
Dafne - Non ha ancora avuto il tempo di ambientarsi.
Marco - (a Paolo) Ma se sono arrivato prima di lei...
Paolo - Ognuno ha i suoi tempi. Tra poco ti sentirai meglio anche tu.
Marco - Tra quanto?
Paolo - Presto.
Marco - Sempre quel cazzo davverbio che non vuol dire niente.
Paloma - Ha ragione, non vuole dire niente. Domandavo a mammina, quando mi sarei sposata e lei rispondeva "Presto". Invece...
Dafne - Nessun marito??
Paloma - Nessuno.
Marco - E lei rimasta vergine?
Paloma - Come Dio mha fatta.
Marco - Mai avuto un uomo? Non sa come sia fatto?
Paloma - Guardando le statue, vedendo i quadri, lanatomia, la conosco. Lamore, no. Ne ho sofferto per anni, poi ho risolto. A tutto c rimedio.
Marco - Ora capisco le sue assurde risate. Mancanza di equilibrio sessuale.
Paloma - Cosa vuol dire?
Marco - Ha represso i suoi desideri, li ha respinti...
Paloma - E che ne sa lei?
Marco - Non ha mai avuto un contatto sessuale...
Paloma - Se ne avessi avuto, cosa mi resterebbe? Ricordi. Soltanto ricordi.
Paolo - Una vita senza ricordi, non ha senso.
Paloma - Ma io ne ho tantissimi. Perch, la mia vita, anche se non lho vissuta come intendono loro, me la sono immaginata...
Marco - Tra immaginare e vivere c una bella differenza...
Paloma - Anche immaginando si hanno ricordi. Non di innamorati veri, ma di quelli immaginati.
Paolo - ... in sogno.
Paloma - No, ad occhi aperti... Bellissimi giovanotti che si innamoravano di me appena mi vedevano. Dovunque entrassi, le altre donne sparivano e gli occhi di tutti si puntavano su di me.
Marco - Nella sua fantasia.
Paloma - Certo, nella mia fantasia.
Marco - Uomini che nemmeno esistevano...
Paloma - ... non esistevano per gli altri, ma per me... s. Mi venivano attorno, mi parlavano damore...
Dafne - Nella vita... o si vive o si sogna.
Paloma - Le storie, soltanto sognate, sono rimaste nel mio ricordo, come fossero vere. Ora, che differenza c che siano vere o no, dal momento che me ne resta il ricordo?
Marco - Masturbazione mentale.
Paloma - (non raccoglie, forse non ha capito) Non ero bella, avevo solo dei grandi occhi, gli occhi di pap. Ma un uomo non si innamora perch si hanno dei begli occhi. E, poi, mammina era severa... prima non mi lasciava uscire sola, poi si ammalata ed ho passato anni a curarla. Se n andata portandosi via la mia giovinezza. Ho trovato lavoro in un istituto di suore, ma la sera, rientrando, mi rendevo conto di essere sola.
Dafne - stata brava a resistere. A me la solitudine ha sempre fatto paura. Ecco perch avevo tanti amici...
Paloma - Le altre si erano sposate, avevano figli, problemi col marito, ma anche il suo amore... Anchio avrei voluto le braccia calde di un uomo che mi stringessero... ma nessuno si mai occupato di me. Uscivo, andavo al cinema, mi mettevo accanto ad un uomo, solo cos, per sentire il suo respiro, il suo calore... Ma non mi dava gioia. Era meglio stare nella mia stanza a sognare...
Marco - (a Paolo) Cosa ne dici? Ci meritavamo la compagnia di questa matta?
Paolo - Ti senti meglio?
Marco - Non so. Mi sento strano.
Paloma - A tutti, ho preferito un ufficiale di marina. Si chiamava Antonio. Biondo, alto, con degli occhi che avevano visto tutti gli oceani, e di quei mari conservavano il colore. Di notte mi ha fatta salire sulla nave, nascondendomi nella sua cabina. E la nave, al mattino, partita verso i mari del sud... Dallobl vedevo il cielo azzurro... i pesci volanti... i delfini... i gabbiani... Le onde lunghe del mare, azzurro col sole, dinchiostro la notte... ed il solco scintillante della prua che fendeva il mare...
Marco - (col solito sarcasmo) Chiss cosa sar successo in quelle calde notti stellate sui mari del sud?
Paloma - stata la felicit pi completa. Poi, tutto precipitato.
Marco - Un tradimento?
Paloma - Fucilato.
Paolo - Lufficiale?
Paloma - La marina ha una disciplina di ferro. Era una nave da guerra, capiscono?
Marco - Non ce laveva detto.
Paloma - Lho saputo dopo. Quando stata scoperta la mia presenza a bordo, il capitano non ha avuto piet. Lo hanno fucilato davanti ai miei occhi. Ed il suo corpo, cucito in un sacco, lo hanno affidato al mare.
Dafne - Avrebbe dovuto scriverle, le sue storie.
Paolo - Doveva proprio scegliere un finale cos tragico?
Paloma - E la vita non lo ? Una notte, guardando il cielo, dalla finestra della mia stanza, mi parso di vedere il mio ufficiale trasformato in una stella. Allora ho deciso di farlo fucilare. una morte rapida, non si soffre. E da quel giorno, mi sono vestita di nero.
Marco - (con sarcasmo) Una vera eroina.
Paolo - (la guarda esterrefatto) E la sua vita stata tutta cos?
Paloma - Ognuno fa le sue scelte.
Marco - Non discuto, ma il sapore di un bacio... un brivido di passione...
Paloma - Io ho avuto questo ed altro nei miei sogni damore...
Dafne - Quasi mi vergogno a sedici anni di aver provato quello che a lei mancato.
Paloma - Ho avuto tutto. Cosa mi mancato?
Marco - I suoi sono stati solitari orgasmi.
Paloma - ... che hanno dato un senso alla mia esistenza. (come una bambina) Ho avuto anche un ladro. Ma aveva rubato perch aveva fame...
Marco - Una storia da fumetto.
Paloma - Era carino. Una testa di ricci neri. Ogni riccio, un capriccio, gli dicevo io.
Marco - stato fucilato anche lui?
Paloma - ... morto di crepacuore in carcere, pensando a me. Non che tutte le mie avventure finiscano con una tragedia. Ma un po di dramma ci vuole, fa parte della vita.
Paolo - Questo vero. Ognuno ha avuto il suo.
Dafne - Lei non ha vissuto la sua vita ed io lho bruciata in fretta. Ho voluto avere tutto, subito. Ma nemmeno per curiosit. Solo per bisogno damore.
Paolo - Se dovessi ritornare indietro, farei esattamente tutto quello che ho fatto.
Paloma - Gli ultimi tempi ero meno sola... I mariti erano morti... i figli se ne erano andati... le mie amiche avevano bisogno di compagnia: ci vedevamo per chiacchierare... per uscire... Mi erano tutte attorno, quando sono partita...
Paolo - Claudia voleva seguirmi, per fortuna glielo hanno impedito.
Dafne - La mamma non prevedeva questa mia partenza improvvisa...
Paloma - Neanchio. Mi sentivo stanca... senza energia... indebolita...
Paolo - Ed ora?
Paloma - Ora mi sento tranquilla, come non sono mai stata.
Dafne - Non ha pi bisogno di sognare.
Paloma - vero, non ho pi bisogno di sognare. (ride)
Marco - Non posso far altro che ammirare la vostra serenit. Il solo ad essere angosciato, sono io.
Paolo - Fra poco andr meglio e proverai la nostra stessa serenit.
Paloma - Cosa vuole? Hanno i loro metodi. Bisogna aver fiducia considerando la loro grande esperienza ed il loro senso di responsabilit.
Marco - Speriamolo. Ma mi sento pieno di inquietudine...
Paloma - Mi ricorda il mio ufficiale. Anche lui non era tranquillo perch non distingueva il bene dal male. Non era a posto con la sua coscienza.
Marco - Cosa vuol dire? Che fucileranno anche me?
Paloma - Antonio aveva trasgredito ad ordini superiori stabiliti. Di lei non so nulla... Se ha trasgredito anche lei...
Marco - La trasgressione sempre stata la base della mia esistenza. Per penso di essere fondamentalmente onesto. Diciamo che sono onesto con qualche riserva.
Dafne - Il mio sbaglio di aver avuto troppa fretta di vivere. Anche per questo sono qui.
Marco - Droga?
Dafne - Gi...
Marco - (urlando) Hai sedici anni e vuoi distruggerti la vita?
Paolo - Non urlare. Si rende conto che ha sbagliato...
Paloma - Tutti abbiamo qualcosa di cui pentirci.
Marco - Ma ti rendi conto dove porta la droga?
Dafne - ... mi ha portata qui.
Marco - Non capisco come...
Paolo - Tra poco capirai anche tu.
Marco - Non vi seguo... non riesco a seguirvi... Non avete ribellioni, non reagite. Mi sembrate dei morti. Proprio dei morti.
Paloma - (scoppia a ridere)
Marco - E ride, la pazza. Non voglio stare con voi, voglio ritornare a casa... ritrovare le cose che amo... Ho una struggente nostalgia per tutto quello che ho lasciato. Questo posto non mi piace, mi opprime. Me ne devo andare. Vi prego, aiutatemi ad andarmene...
Dafne - Dove?
Paloma - Da qui non si pu uscire. Le porte sono chiuse. Non tocca a noi decidere di aprirle.
Paolo - Devi aspettare anche tu la conclusione...
Marco - Quale? Non capisco...
Paloma - Pu succedere ad un corpo di sopravvivere alla propria coscienza. Come gi esiste nel ventre materno, prima che questa si formi...
Marco - Ed allora? Si spieghi, per favore...
Dafne - Non ha ancora capito che in anticipo?
Marco - Sono venuto quando mi hanno chiamato.
Paolo - Ma hai ancora un legame...
Marco - Con chi?
Dafne - ... con la vita, col corpo.
Marco - Certo. Sono vivo.
Paloma - Vivo?
Dafne - Ancora per poco.
Marco - (li guarda atterrito) Cosa volete dire? Che sto per morire?
Paolo - Non ti domandi perch ti hanno convocato?
Marco - Per un controllo... per un semplice controllo... Per una comunicazione, poi ritorno...
Dafne - Tornare?!?
Paloma - ... a vivere? (scoppia a ridere)
Paolo - Quella porta si apre per entrare, non per uscire.
Marco - Cosa vuoi dire?
Dafne - Possibile che non se ne renda ancora conto?...
Paolo - Tu sei arrivato un po prima. Ma se il tuo corpo ancora in vita, non ci sono pi speranze. Sei in coma irreversibile.
Marco - (cerca di ridere, nervoso) Non vero... cosa dici? Ho avuto un malessere, ma passato. Stavo male perch mi ero suggestionato e per la mia stanchezza... il viaggio... la tensione... Ma mi sono ripreso. Ora sto bene come prima... Sto benissimo...
Paloma - No, si convinca, lei vivo ancora per poco... La sua esistenza, come la nostra, si conclusa. Si viene qui quando la vita finita. Finita per chi lha vissuta, per chi lha sognata, per chi se l distrutta, per chi lha bruciata. Labbiamo abbandonata e stiamo aspettando di entrare nellaldil.
Marco - Non vero. Ho ricevuto la convocazione soltanto perch...
Paolo - ... perch ti hanno chiamato. Cerca di ricordare quello che successo.
Marco - Ricordo benissimo. Avevo avuto una magnifica giornata... avevo fissato tutti gli appuntamenti per la settimana e confermato le riunioni per il giorno dopo. Poi mi sono seduto sulla mia scrivania, ho ordinato un caff.
Paolo - ... bollente... doppio... amaro...
Marco - Esatto. Sono tornato a casa, mi sono fatto un bel bagno, e dopo essermi abbondantemente frizionato di colonia, mi sono vestito e sono salito in macchina...
Paolo - ... per andare allappuntamento con lultima conquista...
Marco - Allimprovviso mi arrivata la convocazione, ma non ricordo quello che successo...
Paolo - ... mentre guidavi hai sentito prima un dolore al braccio, poi una fitta al petto... Hai perso il controllo del volante, la macchina uscita di strada, precipitata in una scarpata. Forse anche da questo infarto avresti potuto salvarti, ma c stato lincidente...
Marco - ... lincidente?
Dafne - Appunto, lincidente.
Paloma - Lhanno estratta dalla macchina in condizioni disperate.
Marco - Non ho una ferita. Solo gli abiti strappati.
Dafne - Contusioni interne. Dappertutto. Guardi in che stato sono i suoi abiti...
Paolo - Sei in coma profondo.
Marco - Mi salveranno. Ho fiducia nei medici. Ah, se fosse successo in America...
Paloma - Non si salvava neanche in America, se questo era il suo destino.
Dafne - Ora qui. E da qui non si esce pi...
Paolo - Il tuo corpo sta lottando invano contro la morte. Tu... lo hai gi abbandonato.
Paloma - Capisce, ora? Capisce?
Marco - ... qualcosa ricordo: avevo imboccato lautostrada... tenevo il piede sullacceleratore... Mi sentivo contento, soddisfatto della mia vita... lautoradio trasmetteva una canzone damore... ad un tratto... s, hai ragione, Paolo, successo qualcosa... ma che cosa non so.
Dafne - Il suo amico glielha spiegato...
Marco - No, no. Volete farmi paura... Io sono vivo, vivo. Ho ancora davanti a me anni meravigliosi... Non ho che 52 anni... Alla mia et un uomo nel pieno della vita...
Paolo - Andiamo, Marco. Non capisci che tutto finito?
Marco - Ho fiducia nei medici... Mi salveranno. Ritorner... ritorner...
Dafne - Non si ritorna. Siamo gi fuori del tempo e dello spazio...
Marco - Non sono morto... Non sono morto. Se lo fossi me ne accorgerei.
Paolo - Guarda, sei nella camera di una clinica, i medici attorno... scuotono la testa...
Marco - Non voglio vedere. Io sono vivo e voi siete morti... Mi hanno mandato qui, tra i morti, ma io... io...
Paolo - Tua moglie nel corridoio, angosciata... stanno per arrivare i tuoi figli per vederti per lultima volta...
Paloma - Coraggio, il momento arrivato.
Paolo - Sente il suo cuore? Gli ultimi battiti... (ingigantiti i battiti di un cuore)
Marco - (si mette le mani sulle orecchie) No... no...
Paolo - Ti hanno infilato nel corpo aghi e tubi che non servono pi, ormai.
Marco - Soffrir?
Paloma - Nessun dolore fisico.
Dafne - I medici si consultano.
Marco - (ha unemozione intensissima e singhiozza, senza lacrime)
Paolo - Non aver paura, sei gi con noi.
Paloma - Non si disperi per un corpo. Cos un corpo?
Marco - (con rabbia) Niente per lei, che non lha saputo usare. Ma io ne ho fatto luso migliore.
Dafne - ... ma ora altro non che un corpo scosso dai brividi della morte.
Marco - Per lo meno fosse successo mentre facevo lamore. Sarei morto sul campo. Com possibile? Gi non ricordo pi chi fosse la donna che mi aspettava... lei si confonde con le altre... si confonde tutto.
Paolo - (cantando i versi del Don Giovanni) Vhan tra queste contadine, cameriere, cittadine, vhan contesse e baronesse, marchesine e principesse...
Marco - La vita si allontana... le feste... le crociere... le corse in macchina... le notti damore... Avevo tutto, cosa mi mancava? Eppure nessuno si mai sentito solo come me.
Dafne - Ecco, stanno staccando il tubo dellossigeno...
Marco - No?
Paolo - II tuo cuore ha smesso di battere.
Marco - (ha come un lungo brivido, abbraccia con forza il suo corpo come per non staccarsene. Gli altri lo guardano. Poi, dopo un lungo silenzio, con una nuova serenit) fatta. Ora sono qui anchio di diritto ed in piena coscienza. (come se fosse entrato in questo momento) Buongiorno a tutti.
Paloma - Benvenuto.
Dafne - ... benvenuto nel nostro stato di quiete.
Marco - arrivata anche per me la fine.
Paolo - La fine? Diciamo linizio.
Marco - Morto senza soffrire.
Dafne - Anchio non me ne sono accorta, distesa su quella panchina del parco... Ora sono allobitorio, su di una lastra di marmo. Il vecchio medico intenerito dice che sembro una bambina.
Paloma - Le mie amiche mi portano dei fiori. una sera serena, laria dellAndalusia non mai stata cos dolce...
Paolo - Il medico fa prendere un sedativo a mia moglie perch stanotte possa dormire.
Paloma - ... sono i suoi figli?
Paolo - Sono arrivati di furia. Erano in giro in vacanza.
Dafne - Infatti sono abbronzati.
Paolo - La camera mortuaria di un ospedale di uno squallore... E lodore dei fiori d alla testa...
Paloma - Da te non c ancora nessuno.
Dafne - Sta arrivando mia madre. Povera donna, un grave colpo per lei.
Paolo - Perch... la droga?
Dafne - ... mi sentivo sola, abbandonata da tutti... Un ragazzo mi ha consigliato il rimedio per tirarmi su. Cos ho cominciato. Oggi la droga era tagliata male. Quello che me lha venduta mi ha augurato "Buon viaggio". Forse sapeva che sarebbe stato senza ritorno.
Marco - Mi fa male vedere mia moglie piangere. Non vero che non lamassi pi. La tradivo, era pi forte di me. Chi non resiste allalcool, io non resistevo alle donne.
Paolo - E il bambino?
Marco - Gioca tranquillo nel giardino della villa. Vorrei che qualcuno, quando sar il momento, gli dicesse con dolcezza che io me ne sono andato e che lui continuasse a giocare. Avr nove anni a giugno. Ho mentito quando ho detto di non sapere la sua et... Non vero che non amassi i miei figli, ma le madri, una dopo laltra me li hanno portati via... Cos ho cercato di resistere alla tenerezza dellultimo, che arrivato restando indifferente alla sua grazia. (un tempo) Non pensavo di morire...
Paolo - Hai vissuto, col piede sullacceleratore come correndo in autostrada.
Marco - Era il mio modo di vivere. E di guidare. Ed allimprovviso...
Paolo - ... leternit. E ti sei ritrovato proprio con me, lultima persona che avresti voluto incontrare. (riprende a suonare il flauto)
Paloma - Qui non si portano dietro n odi n rancori...
Dafne - Qui esiste soltanto lamore.
Marco - stato facile portarti via Claudia. Le ho offerto limprevisto di unavventura... la follia... brividi nuovi... Quando ho capito il male che ti avevo fatto, era tardi. tornata da te perch da me non avrebbe avuto quella continuit damore che tu le davi.
Paolo - Tutto lontano, ormai.
Paloma - Stiamo staccandoci dai ricordi, come mi sono staccata dai miei sogni.
Marco - I sogni, non lasciano tracce, n rimorsi, mentre la vita... Vedi, Paolo, non potevo immaginare che ti avrei stroncato la carriera. Claudia mi diceva che era la musica a dare un senso alla tua esistenza.
Paolo - (finisce laccordo, posa il flauto) Non sapevo lottare e per questo non ho potuto vincere. Credo che, in fondo, in fondo, Claudia abbia continuato ad amare te.
Marco - Tu hai avuto la musica.
Paolo - Per questo mi hanno messo tra le mani... il flauto.
Dafne - Con tutta lesistenza davanti a me, non ho avuto la forza di viverla.
Paloma - Ognuno di noi avrebbe potuto fare meglio. Ma a che vale parlarne? Tutto ormai lontano. (a Paolo) Non si rassegnano i suoi figli. Il pi piccolo il suo ritratto...
Paolo - Ha preso da me. (come parlasse ai figli) Coraggio, ragazzi, acchiappatela, la fortuna. Non lasciatevela scappare.
Marco - Ricordi quando eravamo ragazzi noi, Paolo? Uscivamo di corsa da scuola... tutto era un giuoco... la gioia di vivere che avevamo... Ho sempre rimpianto quegli anni... Ora, mi stanno vestendo. Un abito blu tagliato da un grande sarto. Mi stava perfetto. Cominciano le visite degli amici. Amici? Ne ho mai avuti?
Dafne - Coraggio, mamma. Questione di un attimo. Alzeranno il lenzuolo e tu dovrai dire che sono tua figlia. Vedrai, la vita, senza di me, ti sar pi facile... non avrai pi responsabilit... Mi accorgo ora di come era bello il mondo: le rondini... i fiori... le stelle... lamore. Al primo impatto con la realt ho ceduto.
Paloma - Ed io che ho passato il tempo a sognare... Hai ragione, Dafne, era bello il mondo... le albe... i tramonti... le nuvole...
Paolo - Unestate in una caletta dove lacqua era chiara... io ed i ragazzi ci siamo tuffati con la maschera per vedere il fondale. Loro, in acqua, si muovevano come pesci, io nuotavo con quella esitazione che mi sono sempre portata dietro in tutto quello che facevo... Ad un tratto i miei figli, uno da una parte, laltro dallaltra, mi hanno preso la mano ed abbiamo continuato a nuotare cos nellacqua illuminata dal sole, su quel fondale di cose vive. stato come riscoprire la felicit del grembo materno.
Paloma - Da un pinolo, piantato in giardino da ragazza nata una pianticina, che, piano, piano, diventata un albero. Un enorme pino nato da un piccolissimo seme. Questi miracoli fa la natura.
Dafne - Avrei voluto un seme nel mio corpo per far germogliare una vita. Ho avuto dei semi, ma non sono germogliati.
Marco - Di tante cose, ricordo una passeggiata col mio cane, in un bosco dautunno. Sdraiato a terra sullerba ho scoperto il cielo tra le foglie dorate.
Dafne - Non abbiamo capito che il senso della vita era lamore.
Paloma - (a Marco) Ecco, i suoi figli...
Marco - Mi guardano con dolore: forse rimpiangono il padre che avrei voluto essere e non sono stato.
Paolo - I musicisti del mio complesso sono venuti a portarmi dei fiori.
Paloma - Perch il pi piccolo ha un sorriso soddisfatto?
Paolo - il professore di clarino. Suo figlio, flautista, prender il mio posto nel complesso.
Dafne - Mio padre... venuto mio padre...
Paloma - Un bellissimo uomo.
Dafne - ... mi sfiora con le labbra la fronte e resta pensoso, senza degnare di uno sguardo mia madre.
Paolo - Domani, alla mia cerimonia funebre, suoner il nostro complesso. Sar il debutto del nuovo flautista, il figlio del suonatore di clarino. E subito mi dimenticheranno. Per te Marco, sar diverso, sei un personaggio importante.
Marco - Avr intere colonne sui giornali, ne parleranno anche alla televisione... Ma anche se parteciperanno... si assoceranno... esprimeranno il loro cordoglio, di me, ormai, tutti se ne fregano. Sul letto di morte, Paolo, siamo uguali.
Paolo - ... cadaveri da seppellire.
Dafne - ... le primule. Pap si ricordato dei miei fiori preferiti. Da piccola, a primavera, mi portava nei boschi a raccoglierle...
Paolo - Il prete viene a dare la benedizione alla mia salma.
Marco - Serve a qualcosa?
Paolo - A consolare chi resta.
Marco - Se serve soltanto a far parte di questa ultima rappresentazione, perch la religione?
Paloma - Lumanit ne sente il bisogno. Per un sollievo della coscienza.
Marco - Povero il mio Newton. (tutti lo guardano sorpresi) Cos si chiama il mio cane. fermo davanti al cancello e non fa che guaire. Ha capito che non mi vedr pi.
Paolo - Si prender cura di lui il pi piccolo dei tuoi figli. Cos sia luno che laltro conserveranno qualcosa di tuo.
Marco - Lho salvato da un canile dove lo avrebbero eliminato. Lo ha capito e me ne grato.
Dafne - Spero che qualcuno porti da mangiare al mio randagio...
Marco - Cosa succeder, ora?
Paloma - ... al nostro corpo? Lo seppelliranno e buonanotte ai suonatori...
Marco - Ha ragione, Paloma, vivere la vita o averla soltanto sognata che differenza fa? Se penso al mio passato, non mi sembra nemmeno di averlo vissuto. Di noi non resta nulla...
Dafne - ... soltanto quello che abbiamo saputo dare.
Marco - Ed io che cosa ho saputo dare? Il mio seme, sparso in tanti corpi diversi. Per questo sar giudicato?
Paolo - No, Marco, ci giudichiamo da soli. Per questo ci hanno mandati qui, prima di farci entrare...
Marco - Chi?
Paloma - Quelli pi forti di noi.
Marco - C chi decide, allora?
Paolo - Pare di s.
Marco - Dio?
Paloma - La presenza di Dio in ognuno di noi. Un poco di Dio lo possediamo tutti.
Dafne - Credo che sia cos.
Marco - Allora Dio c?
Paloma - Se non ci fosse, perch luomo avrebbe pensato la sua esistenza?
Marco - E che Dio ? Quello cristiano, quello buddista, quello maomettano?
Paloma - Lei quale vorrebbe?
Marco - Per me vanno bene tutti. Li conosco poco. Ma se quello del Padre Nostro...
Paloma - Quanti ne ho recitati in silenzio nella mia chiesetta in Andalusia.
Dafne - ... rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori...
Marco - Il Dio dei comandamenti mi fa un po paura "Non commettere atti impuri"... "Non desiderare la donna daltri"...
Paolo - Dio lassoluto e lassoluto non proibisce.
Marco - E cosa se ne pu fare lassoluto di uno come me?
Paolo - Dellassoluto facciamo parte.
Marco - Anchio?
Paolo - Facciamo parte della coscienza universale. (e riprende a suonare)
Marco - Non ho fatto nulla che possa giustificare lesistenza della mia coscienza.
Paloma - Ha creduto nella vita.
Marco - Questo s.
Dafne - Lha amata.
Marco - Pochi possono averla amata come me. Ora la mia coscienza sparir insieme alla mia immagine?
Paloma - ... limmagine s, quando pi nessuno la ricorder. Sbiadir sempre pi fino a cancellarsi del tutto...
Paolo - (dopo unultima nota acuta e straziante, posa il flauto su di un mobile e lo saluta con un dolce) Addio.
Marco - Tu sei il pi sereno.
Paloma - Ha amato la musica. E nulla pi della musica avvicina alleternit.
Marco - Tra poco la mia immagine scomparir?
Paloma - Cosa le importa della sua immagine? Rester quella parte della coscienza che le avr permesso di entrare nellinfinito.
Marco - Linfinito?
Paolo - Si chiama cos perch composto da tutti noi che non possiamo finire.
Paloma - Quando la coscienza dellumanit diventer coscienza universale, tutto avr finalmente un senso.
Dafne - Forse rivivremo. In un altro corpo.
Paloma - Pu darsi. Sicuramente potremo aiutare altri a vivere meglio di noi.
Marco - Vorrei reincarnarmi.
Paolo - Te la sentiresti?
Marco - S, nonostante le angosce...
Paolo - Nascere... crescere... scoprire il mondo con occhi innocenti...
Paloma - quel poco di innocenza che in noi a salvarci...
Marco - Ma... tutti uguali? Voglio dire... niente beati... niente dannati? Senza un castigo?
Paloma - Un castigo c: scomparir di noi tutto quello che non aveva un vero valore...
Paolo - Resta quello che di positivo dovremo trasmettere agli altri.
Marco - Ho dato parte della mia vita ad una fabbrica di pneumatici... Capite che grande coglione sono stato?
Dafne - (mentre poco a poco la porta a vetri si illumina) Il momento arrivato...
Paloma - (voltandosi anche lei) La porta si sta per aprire...
Paolo - Leternit ci aspetta.
Marco - Cosa pensi, Paolo? Che per salvarmi sia bastato quel poco damore che ho saputo dare al mio cane?
(Paolo non fa pi in tempo a rispondere. I quattro si trovano ora spalle al pubblico mentre la porta a vetri si apre ed una luce accecante colpisce in pieno il pubblico, abbagliandolo. un attimo. Quando la luce scompare rimane il palcoscenico vuoto)
FINE
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