Studio medico Max Haller aperto anche a ferragosto

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Studio Medico MAX HALLER aperto anche a ferragosto

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Titolo

Studio Medico MAX HALLER aperto anche a ferragosto

Autore ed aventi diritto

Giuliano Angeletti  (poetangeletti@gmail.com

tel. 3317115597

Genere

Commedia brillante

Atti

1

Durata (min)

60

Lingua

italiano

Personaggi maschili

3

Personaggi femminili

1

Minimo attori maschili

3

Minimo attrici femminili

1

Premi e riconoscimenti

Depositato S.i.a.e.

Sezione DOR numero posizione SIAE 198563

Reparto proventi : concordato tra gli Aventi Diritto

Da effettuarsi dalla SIAE

100%

100%

Studio Medico MAX HALLER aperto anche a ferragosto

COMMEDIA BRILLANTE

Atto Unico

di Giuliano Angeletti 

(numero posizione SIAE 198563)

PERSONAGGI:

GEPPINA SPICA (paziente)

DANILO BERTUCCI (paziente)

IL DOTTOR MAX HALLER ( dentista)

LEONARDO ABATUCCI (odontotecnico)

1 SCENA

( GEPPINA SPICA – DANILO BERTUCCI)

( sala d’aspetto dello studio medico dentistico Max Haller: Danilo entra prende il numero, siede, entra Geppina con il sacchetto della spesa)

(Geppina si siede ma non prende nessun numero)

GEPPINA SPICA: buona sera

DANILO BERTUCCI:  buona sera

GEPPINA SPICA: perché si tiene la guancia

DANILO BERTUCCI: perché mi fa male un dente

GEPPINA SPICA: e allora è per questo che è venuto dal dentista?

DANILO BERTUCCI: e dove dovevo andare dal fornaio

(Geppina si alza dalla sedia si avvicina alla finestra ed indica dove si trova il forno)

GEPPINA SPICA: il forno è dietro l’angolo di fronte al negozio di scarpe a lato dell’edicola: ha capito dove si trova il fornaio? Certo che lei ha una bella testa!

DANILO BERTUCCI: e perché dovrei avere una bella testa

GEPPINA SPICA: (ride) ha mal di denti e pensa al fornaio, cosa si vuole comprare una pizzetta

DANILO BERTUCCI: ma guardi che io ho detto fornaio in senso lato

GEPPINA SPICA: il fornaio in effetti  è nell’altro lato della strada

DANILO BERTUCCI: per favore può fare silenzio ho mal di denti

GEPPINA SPICA: certo che il mal di denti è brutto

DANILO BERTUCCI: non me lo dica … non me lo dica

GEPPINA SPICA: il dente pulsa … e il dolore si propaga … arriva fino alla testa

DANILO BERTUCCI: basta per favore

GEPPINA SPICA: va bene …  ma anche lei moderi i termini …

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: mi scusi …

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: lei è entrato in questa sala d’aspetto e ha preso il numero

DANILO BERTUCCI: si ho preso il numero

GEPPINA SPICA: come nella macelleria del supermercato

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: certo che è una bella invenzione quella dei numeri, si accende la luce e tac esce il numero 20 e il 20 entra prima del 21, perché se entra per primo il 21 gli altri pazienti dicono … dove va lei

DANILO BERTUCCI: lei è un’ esperta in numerologia

GEPPINA SPICA: no sono una donna di esperienza

DANILO BERTUCCI: era meglio che l’esperienza se la faceva in un altro campo

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: (prende il sacchetto della spesa se lo mette sulle ginocchia e tira fuori dei cioccolatini, ne prende uno e lo passa a Danilo) Vuole un cioccolatino … lo prenda sono buoni

DANILO BERTUCCI: ma non lo vede che ho mal di denti

GEPPINA SPICA: (ne apre uno e lo mangia) peccato sono buoni … non sa cosa si perde … ne prenda uno …

DANILO BERTUCCI: ma la vuole finire

GEPPINA SPICA: ho capito … lei è a dieta … vuole una noce (la tira fuori dal sacchetto) però non ho la schiaccianoci

(Danilo non risponde, Geppina lo guarda … breve pausa)

Se vuole può schiacciarla con i denti … (Danilo fa un gestaccio)

GEPPINA SPICA: no ho capito non le piacciono le noci

DANILO BERTUCCI: mi lasci perdere per favore

GEPPINA SPICA: va bene … va bene … basta dirlo

(rivolta verso il pubblico) ma questo è proprio un tipo strano

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: mi scusi … c’era qualcuno prima di lei

DANILO BERTUCCI: prima di me , si due persone

GEPPINA SPICA: un uomo e una donna

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: un uomo sulla sessantina magro, con una giacca verde

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: e una donna vestita di nero con i capelli lunghi

DANILO BERTUCCI: una bella donna

GEPPINA SPICA: e come si chiama

DANILO BERTUCCI: io non posso sapere come si chiama, ma scherziamo

GEPPINA SPICA: visto che eravate in sala d’attesa assieme, e lei è una bella donna: come minimo avete fatto conoscenza

DANILO BERTUCCI: se io voglio fare conoscenza con una donna non vado in uno studio dentistico

GEPPINA SPICA: questo non si può dire … (ride) a volte lo studio è galeotto

DANILO BERTUCCI: in galera mi ci mettono a vita … se lei non la smette di parlare

GEPPINA SPICA: ma lei è veramente nervoso

DANILO BERTUCCI: ho un dente che mi fa impazzire

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: è un molare o un canino

DANILO BERTUCCI: un molare

GEPPINA SPICA: doloroso ehh!

DANILO BERTUCCI: mi fa talmente male che

GEPPINA SPICA: non ci pensi e vedrà che le passa: anzi canti e vedrà che le passa. Provi (canticchia “ quant’ è bella lei mamma tu non lo sai “) lei sarei io (ride)

DANILO BERTUCCI: io preferisco cantare (canticchia “ Vincenzo io ti ammazzerò sei troppo stupido per vivere”)

GEPPINA SPICA: ma è una canzone triste

DANILO BERTUCCI: sarà triste per lei, il momento in cui perderò la pazienza!

GEPPINA SPICA: la pazienza … certo che la pazienza è una grande virtù … un proverbio dice: la pazienza è la virtù dei forti

DANILO BERTUCCI: nei forti ci fanno la cacca i soldati

GEPPINA SPICA: ne conosce lei di soldati

DANILO BERTUCCI: se ne conoscessi mi farei dare una bomba a mano

GEPPINA SPICA: e cosa ne farebbe di una bomba a mano

DANILO BERTUCCI: la tirerei sotto la sedia di una persona

GEPPINA SPICA: ma lei è pazzo, farebbe una strage

(sorridendo)  

Certo che questa persona deve averle fatto tanto male

DANILO BERTUCCI: non ancora ma potrebbe farmelo

GEPPINA SPICA: ma allora lei è un massimalista

(breve pausa) un massimalista che fa processi alle intenzioni

DANILO BERTUCCI: ho mal di denti … per favore mi lasci in pace

GEPPINA SPICA: va bene … basta dirlo!

(breve pausa)

( Danilo tra se geme per il dolore)

GEPPINA SPICA: certo che lei … ha la soglia del dolore molto bassa (sorride) io resisto molto più di lei

DANILO BERTUCCI: se non la smette ci penso io alla soglia del suo dolore

GEPPINA SPICA: (alterata)  ho capito, devo stare zitta

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: mi scusi

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: ma lei è l’ultimo?

DANILO BERTUCCI: (si alza di scatto) vede forse qualcuno oltre me in questa stanza

GEPPINA SPICA:  meno male che lei è l’ultimo

DANILO BERTUCCI: sono proprio l’ultimo

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: allora lei viene dopo di me!

DANILO BERTUCCI: (sbigottito) come sarebbe a dire! Lei viene prima di me

GEPPINA SPICA: se lei è l’ultimo … io sono il penultimo per cui …. Lei viene dopo di me

DANILO BERTUCCI: (alterato si alza) ma vogliamo scherzare … io sono l’ultimo

GEPPINA SPICA: se lei è l’ultimo, io vengo prima di lei

DANILO BERTUCCI: no vado prima io!

GEPPINA SPICA: perché deve entrare prima lei

DANILO BERTUCCI: perché sono l’ultimo

GEPPINA SPICA: ma lei, lo è o lo fa

DANILO BERTUCCI: io non faccio niente per ora … ma in futuro

GEPPINA SPICA: sa che lei è un tipo strano

DANILO BERTUCCI:  non credo di essere un tipo strano, io rivendico un mio diritto

GEPPINA SPICA: dovrebbe essere contento

DANILO BERTUCCI: Perché!

GEPPINA SPICA: quello lassù ha detto … beati gli ultimi

DANILO BERTUCCI: (euforico) allora entro prima di lei

GEPPINA SPICA: no … io sono atea

DANILO BERTUCCI: (alterato si alza dalla sedia) atea o non atea io entro prima di lei

GEPPINA SPICA: perché?

DANILO BERTUCCI: (sventola il numero) io ho il numero 12 … ed entro prima io … perché ho mal di denti e sono due ore che aspetto, altrimenti io chiamo … i carabinieri, la polizia, la forestale … e tutto il palazzo

GEPPINA SPICA: (rimasta calma) si calmi … si calmi … lei entra quando tocca il suo turno

DANILO BERTUCCI: (tornato a sedersi) allora tocca a me

GEPPINA SPICA: No!

DANILO BERTUCCI: come sarebbe a dire!

GEPPINA SPICA: lei ha il numero 12

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: allora viene dopo di me!

DANILO BERTUCCI: e ci risiamo

GEPPINA SPICA: (tira fuori il numero e lo sventola) 11

DANILO BERTUCCI: ma io sono entrato … lei non c’era …  ed io ho preso il numero 12

GEPPINA SPICA: io sono entrata, ho preso il numero …. Dopo sono andata a fare la spesa, ho dato da mangiare al cane … ho fatto due chiacchiere ..  e dopo con calma sono venuta qua …

DANILO BERTUCCI: non è possibile … lei è una persona molto scorretta

GEPPINA SPICA: no! Io seguo le regole

DANILO BERTUCCI: ma io ho mal di denti

GEPPINA SPICA: poverino … il mal di denti è terribile

DANILO BERTUCCI: ma lei

GEPPINA SPICA: io non ho mal di denti

DANILO BERTUCCI:(alterato) ma allora cosa viene a fare dal dentista!

GEPPINA SPICA: così insomma per passare il tempo, dopo la spesa (alterata) e poi cosa importa a lei … di cosa faccio dal dentista … e la privaty dove la mette e la professionalità dove la mette

DANILO BERTUCCI: non volevo dire così

GEPPINA SPICA: allora silenzio … e mi lasci stare, lei se ne approfitta perché sono una donna sola … timida ed indifesa

(DANILO BERTUCCI si alza e va a scusarsi)

DANILO BERTUCCI: mi scusi non volevo offenderla

GEPPINA SPICA: voi uomini siete tutti così … le sue scuse io non le accetto … si sieda e aspetti il suo turno

(Danilo si siede)

2 SCENA

( GEPPINA SPICA – DANILO BERTUCCI  - LEONARDO ABATUCCI)

(musica)

(entra Leonardo l’odontotecnico con una ventiquattrore, si dirige verso la porta, torna indietro, torna verso la porta, si asciuga il sudore, si apre la valigetta dalla quale escono denti di tutti i tipi e dentiere, Danilo vedendo il fatto si alza di scatto, mentre Leonardo in ginocchio cerca di recuperare il campionario)

GEPPINA SPICA: (rimasta impassibile)

DANILO BERTUCCI: ( esterrefatto ) ma chi è questo!

GEPPINA SPICA: ma non lo vede è Leonardo l’odontotecnico

DANILO BERTUCCI: il meccanico

GEPPINA SPICA: l’odontotecnico

DANILO BERTUCCI: ma non si chiama anche meccanico

(si alza di scatto Leonardo)

LEONARDO ABATUCCI: io sono odontotecnico … anche meccanico … lei ha dei problemi all’auto: io prima di fare questo lavoro facevo il meccanico da Bertoni (con enfasi) io cambiavo i freni, non so quante frizioni ho fatto … ma poi

(Geppina e Danilo in unisono)

Ma poi!

LEONARDO ABATUCCI: ha chiuso ed io sono rimasto disoccupato, ma avevo l’esperienza, e così ho trovato subito questo lavoro

DANILO BERTUCCI: così lei prima era meccanico

LEONARDO ABATUCCI: (alterato) meccanico lo sono sempre, la sua auto ha dei problemi

DANILO BERTUCCI: è nuova!

LEONARDO ABATUCCI: e allora! Non capisco … magari … una controllata, non fa mai male

DANILO BERTUCCI: ho detto che la mia auto è nuova e non ha bisogno di controlli

GEPPINA SPICA: (rivolta a Leonardo)la sua auto è stata tamponata

DANILO BERTUCCI: no non è stata tamponata

LEONARDO ABATUCCI: se è stata tamponata, io sono qua!

DANILO BERTUCCI: non è stata tamponata

GEPPINA SPICA: a me sembra di si

DANILO BERTUCCI: io dico di no!

LEONARDO ABATUCCI: non si preoccupi … io sono meccanico e carrozziere, e sono bravo

DANILO BERTUCCI: io non voglio mettere in dubbio la sua bravura, ma ora basta … ho mal di denti e la mia macchina … non è stata tamponata

GEPPINA SPICA: la sua macchina è?

DANILO BERTUCCI:una FORD nera

GEPPINA SPICA: targata MIMA6257MA

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: ed era parcheggiata proprio qua dietro in

LEONARDO ABATUCCI: Piazza Libertà

DANILO BERTUCCI: io ho parcheggiato proprio li !

GEPPINA SPICA: visto la sua macchina è stata tamponata

LEONARDO ABATUCCI: visto lei ha bisogno di un meccanico e di un carrozziere … ed è fortunato che ci sono io …. Che sono anche a buon mercato

DANILO BERTUCCI: allora io vado a vedere

LEONARDO ABATUCCI: io sarei già partito

GEPPINA SPICA: ma se lei rimane qua, vuol dire che della sua auto non gli e ne importa nulla

LEONARDO ABATUCCI: dimenticavo! Vorrei mordermi la lingua ma

DANILO BERTUCCI: mi sembra che la stavano trainando con il carro attrezzi

DANILO BERTUCCI: No … questo no

(esce di corsa)

3 SCENA

( GEPPINA SPICA – LEONARDO ABATUCCI)

GEPPINA SPICA: certo che c’è proprio della gente strana

LEONARDO ABATUCCI: come quel tipo (ride)

GEPPINA SPICA: io non capisco, uno mette la macchina in divieto di sosta

LEONADO: e poi si lamenta se la tamponano

GEPPINA SPICA: e se la portano via con il carro attrezzi

LEONARDO ABATUCCI: c’è proprio di quella gente in giro

GEPPINA SPICA: ma in che mondo viviamo! Leonardo come vanno gli affari

LEONARDO ABATUCCI: non mi posso lamentare

GEPPINA SPICA: ho visto che hai il campionario nuovo

LEONARDO ABATUCCI: (euforico) aumentano gli impegni …  e aumentano i fornitori

4  SCENA

( GEPPINA SPICA – LEONARDO ABATUCCI - DANILO BERTUCCI)

(entra di corsa ansimando Danilo)

DANILO BERTUCCI: (euforico) non era la mia auto … meno male non era la mia auto

GEPPINA SPICA: in effetti … a me non la sembrava

LEONARDO ABATUCCI: anche il colore era diverso

DANILO BERTUCCI: ma cosa dite

GEPPINA SPICA: mi può ripetere il numero di targa della sua macchina

DANILO BERTUCCI: MIMA6257MA

GEPPINA SPICA: ora che ci penso il numero di targa della macchina tamponata era MIMA6257MH ( ride) a c’era un H al posto di A finale (ride) quella che ho visto non era la sua macchina (ride)

DANILO BERTUCCI: (alterato) non vedo cosa ci sia da ridere

LEONARDO ABATUCCI: (scusandosi) sa cosa devo dirle

DANILO BERTUCCI: cosa!

LEONARDO ABATUCCI: la macchina che ho visto sul carro attrezzi era nera

DANILO BERTUCCI: ma la mia auto … era bianca

LEONARDO ABATUCCI: anche quella era bianca … ma

DANILO BERTUCCI: ma!

LEONARDO ABATUCCI: non era una Ford ma una Fiat

GEPPINA SPICA: certo che scambiare una Ford per una Fiat … e poi la macchina sul carro attrezzi  non era nera ma verde, no forse mi  sbaglio era rossa

DANILO BERTUCCI: si adesso facciamo la bandiera italiana

LEONARDO ABATUCCI: no non c’erano bandiere in giro

GEPPINA SPICA: quest’anno ce ne sono meno in giro

LEONARDO ABATUCCI: a Sant’Isidoro c’era pieno di bandiere

GEPPINA SPICA: no le bandiere c’erano il 25 aprile

DANILO BERTUCCI: si festeggiavano il giorno che lei se ne è andata

GEPPINA SPICA: ( apre il sacchetto della spesa e prende un cioccolatino)  ne volete

DANILO BERTUCCI: e ci risiamo!

LEONARDO ABATUCCI: io ne prendo uno, grazie! Lei non sa cosa si perde

DANILO BERTUCCI: ho mal di denti!

GEPPINA SPICA: certo che lei è una lagna

LEONARDO ABATUCCI: (fissando Danilo) lei mi  sembra di aver capito che ha un fastidioso dolore ad un dente

GEPPINA SPICA: lascialo stare Leonardo, questo è una lagna

LEONARDO ABATUCCI: silenzio Geppina , lasciami lavorare

GEPPINA SPICA: io ti ho solo dato un consiglio

(Leonardo risponde con un gesto di stizza)

LEONARDO ABATUCCI: lei è il signor … signor … non ho capito il suo nome

DANILO BERTUCCI: io non ve lo ho detto

(Leonardo si alza e da la mano a Danilo)

LEONARDO ABATUCCI: permette il mio nome è Leonardo Abatucci della Ditta Abatucci sempre al vostro servizio

( Danilo si alza e stringe la mano a Leonardo)

DANILO BERTUCCI: Piacere io sono il Dottor Danilo Bertucci)

LEONARDO ABATUCCI: io mi chiamo Abatucci e lei Bertucci i nomi sono simili,  che combinazione.

DANILO BERTUCCI: proprio guarda che combinazione

(si siedono)

LEONARDO ABATUCCI: signor Danilo, si vede lontano un chilometro che lei ha dei problemi

DANILO BERTUCCI: ho mal di denti e si vede lontano un chilometro

GEPPINA SPICA: Leonardo, io lascio la mia spesa … vado in bagno

LEONARDO ABATUCCI: si  non preoccuparti

(Geppina esce di scena)

DANILO BERTUCCI: la conosce

LEONARDO ABATUCCI: è una mia cliente

DANILO BERTUCCI: capisco

LEONARDO ABATUCCI: lei è un uomo fortunato

DANILO BERTUCCI: non si direbbe

LEONARDO ABATUCCI: lei è fortunato perché ha trovato me!

DANILO BERTUCCI: non capisco!

LEONARDO ABATUCCI: io mio caro paziente, sono la sua unica ancora di salvezza,  io sono la sua gallina dalle uova d’oro

DANILO BERTUCCI: capisco ancora meno

LEONARDO ABATUCCI: (si avvicina a Danilo) posso

(apre la bocca al paziente)

Si vede benissimo, lei ha un molare ridotto malissimo

DANILO BERTUCCI: fa malissimo

LEONARDO ABATUCCI: io le posso proporre un affare

DANILO BERTUCCI: che affare?

LEONARDO ABATUCCI: sicuramente il dottore … quel dentaccio lo estrarrà, e quindi

(breve pausa)

Io le posso, anzi vi propongo un affare

DANILO BERTUCCI: vediamo

LEONARDO ABATUCCI: ( si guarda intorno per vedere se qualcuno ascolta) Danilo posso darti del tu

DANILO BERTUCCI: certamente

LEONARDO ABATUCCI: io sono un rappresentante di denti e protesi dentarie

DANILO BERTUCCI: si questo lo ho capito

LEONARDO ABATUCCI: ripeto, il dottore quando entrerà nel suo studio ed avrà fatto l’estrazione … ti proporrà un dente provvisorio, uno dei suoi …. Robaccia che naturalmente ti farà pagare il doppio di quanto posso offrirtelo io

DANILO BERTUCCI: ma i tuoi sono buoni

LEONARDO ABATUCCI: buonissimi, tutta merce di prima qualità

DANILO BERTUCCI: sono prodotti italiani

LEONARDO ABATUCCI: (a voce alta) prodotti italiani, ma dove vive, ma lo sai che ormai viviamo in un mercato globale, io ho ditte che lavorano per me … in Asia, in Africa in Sud America, la mia è una Ditta rinomata …  famosa in tutto il mondo, lo sai che sono pieno di richieste

DANILO BERTUCCI:  non dubito

LEONARDO ABATUCCI: io adesso ti faccio vedere il campionario, aspetta

(apre la valigetta e la mette sulla sedia e tira fuori il campionario, denti di tutti i tipi perfino denti di cinghiale )

No questo … no …  questo può andare

(misura il dente a Danilo)

Questo è troppo grande

(trova il dente)

Questo potrebbe andare, basta dargli una limatina

(prende la lima e adatta il dente)

DANILO BERTUCCI:ma non mi hai ancora detto il prezzo

LEONARDO ABATUCCI: non preoccuparti del prezzo, a pagare e a morire c’è sempre tempo

(entrambi ridono)

LEONARDO ABATUCCI: (passa il dente a Danilo) ecco è perfetto, quando il dottore lo chiederà tu dici …  al dente ho provveduto io, mi è stato fornito dalla Premiata Ditta Leonardo Abatucci

DANILO BERTUCCI: (prende il dente e lo mette in tasca) grazie quanto ti devo

LEONARDO ABATUCCI: Danilo,  mi sei simpatico quindi a te, ma solo a te voglio ti voglio fare un prezzo di favore

DANILO BERTUCCI: quanto

LEONARDO ABATUCCI: (fa il segno con le mani 5)

DANILO BERTUCCI: (prende 5 Euro e li da a Leonardo)

LEONARDO ABATUCCI: (fa segno con le dita ) di più

DANILO BERTUCCI: (prende 50 Euro e le da a Leonardo)

LEONARDO ABATUCCI: (fa segno con le dita ) di più

DANILO BERTUCCI: (prende 500 Euro e le da a Leonardo)

LEONARDO ABATUCCI: (fa segno con le dita ) di più

DANILO BERTUCCI: (alterato) ma quanto costa?

LEONARDO ABATUCCI: purtroppo c’è l’importazione

DANILO BERTUCCI: ma quanto viene!

LEONARDO ABATUCCI: prezzo di favore 5000 Euro

DANILO BERTUCCI: 5000 Euro ma è più caro che quello dei dentisti

LEONARDO ABATUCCI: ma i miei sono prodotti di prima qualità

DANILO BERTUCCI: non lo compro

LEONARDO ABATUCCI: ormai lo ho ritoccato … quindi lo compri

DANILO BERTUCCI: e’ una truffa

LEONARDO ABATUCCI: se vuoi puoi prendere il finanziamento

DANILO BERTUCCI: per un dente

LEONARDO ABATUCCI: allora paga in contanti!

DANILO BERTUCCI: e se non pago

LEONARDO ABATUCCI: io ti denuncio

DANILO BERTUCCI: pago ma fammi lo sconto

LEONARDO ABATUCCI: non posso! Non posso i miei sono  prezzi scontati

DANILO BERTUCCI: (inferocito prepara un assegno) un assegno va bene

LEONARDO ABATUCCI: (lo esamina) bene … bene … adesso devo andare, ciao Danilo

(nessuna risposta)

DANILO BERTUCCI: (tra se e se) spero che quei soldi te li spendi tutti in medicine

(entra Geppina)

GEPPINA SPICA: (incontra Leonardo mentre esce) Leonardo vai  via non aspetti il dottore

LEONARDO ABATUCCI: per oggi la giornata l’ho guadagnata

5 SCENA

( GEPPINA SPICA – DANILO BERTUCCI )

(musica)

GEPPINA SPICA: sono tornata

DANILO BERTUCCI: era meglio che rimaneva in bagno

GEPPINA SPICA: prendo la diuretica

DANILO BERTUCCI: è un peccato che non si sia diluita anche lei

GEPPINA SPICA: non le rispondo solo perché ha mai di denti!

DANILO BERTUCCI:meno male, non tutti i mali vengono per nuocere

GEPPINA SPICA: io ho la pressione alta, lei?

DANILO BERTUCCI: io no!

GEPPINA SPICA: no: strano, io ci avrei giurato … mi sembra un tipo nervoso

DANILO BERTUCCI: per favore, ho mal di denti!

GEPPINA SPICA: (continua a parlare di pressione) io ho problemi con la massima, la minima va bene

(nessuna risposta)

Ma lo sa che lei ha un brutto carattere!

(nessuna risposta)

Le piacciono i miei denti

DANILO BERTUCCI: si devo ammettere che ha una bella bocc

GEPPINA SPICA: non ho una carie, faccio sempre pulizia e quelli sostituiti non si notano

(si alza e mostra la bocca a Danilo)

(Danilo si alza interessato)

DANILO BERTUCCI: sono effettivamente belli

GEPPINA SPICA: il dottore è bravo, ma anche Leonardo

DANILO BERTUCCI: Leonardo il meccanico

GEPPINA SPICA: Leonardo, è bravo ed onesto, lei ha fatto un’ affare a comprare quel dente, vede questo canino, e perfetto, noti se si vede la differenza

DANILO BERTUCCI: sembra vero!

GEPPINA SPICA: viene dall’africa

DANILO BERTUCCI: infatti Leonardo mi ha detto che ha contatti con ditte fornitrici in più continenti (guarda il dente) non si nota la differenza,  sembra uno dei suoi

GEPPINA SPICA: no, non è mio!

DANILO BERTUCCI: lo so che non è suo!

GEPPINA SPICA: vede non è per niente usurato

DANILO BERTUCCI: grazie è nuovo

GEPPINA SPICA: no è quello di un morto!

DANILO BERTUCCI: non capisco!

GEPPINA SPICA: si è quello di un morto, ma vede questo dente carne ha masticato poco, sa in Africa ci sono zone che soffrono la fame

DANILO BERTUCCI: (infuriato) ma allora le ditte fornitrici

GEPPINA SPICA: sono le Pompe Funebri

DANILO BERTUCCI: (infuriato prende il dente appena acquistato  e lo getta via) basta! Non ne voglio più sapere, preferisco spendere di più ma comprarlo dal dentista … e adesso me ne vado

(si avvicina alla posta d’ingresso)

GEPPINA SPICA: (lo ferma) dove va!

DANILO BERTUCCI: da un altro dentista

GEPPINA SPICA: sono tutti chiusi per ferie, le conviene rimanere

(Danilo si siede)

DANILO BERTUCCI: rimango! Ma per favore

GEPPINA SPICA: va bene … basta dirlo!

(breve pausa)

GEPPINA SPICA: che giornata oggi,  fa proprio caldo

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: meno male che c’è l’aria condizionata, però non le sembra troppo forte

DANILO BERTUCCI: basta!

GEPPINA SPICA: capisce, pensavo di abbassarlo un pochino perché sa i cervicali

DANILO BERTUCCI: ma faccia quello che vuole!

( Geppina si alza e regola il condizionatore)

GEPPINA SPICA: così va bene?

DANILO BERTUCCI: si!

GEPPINA SPICA: lo vuole più basso

DANILO BERTUCCI: no!

GEPPINA SPICA: se lo vuole basta dirlo

(silenzio)

Va bene ho capito!

(silenzio)

GEPPINA SPICA: mi dica

DANILO BERTUCCI: si!

GEPPINA SPICA: lei è in pensione

DANILO BERTUCCI: no! Lavoro

GEPPINA SPICA: io sono in pensione

DANILO BERTUCCI: io ne ho ancora per anni

GEPPINA SPICA: io prendo poco, sapete quanto

DANILO BERTUCCI: quanto?

GEPPINA SPICA: meno di mille Euro

DANILO BERTUCCI: e quanto tempo ha lavorato?

GEPPINA SPICA: ne tanto e ne poco

DANILO BERTUCCI: ma che risposta è!

GEPPINA SPICA: una risposta

DANILO BERTUCCI: come era a tempo determinato o indeterminato

GEPPINA SPICA: io determinata non la sono mai stata

DANILO BERTUCCI: questo lo avevo capito

GEPPINA SPICA: sa è duro arrivare alla fine del mese, e lei

DANILO BERTUCCI: io lavoro, e lavoro in proprio: guadagno bene

GEPPINA SPICA: lei si che è un uomo fortunato

DANILO BERTUCCI: modestamente

GEPPINA SPICA: allora lei ha preso un permesso per venire dal dentista

DANILO BERTUCCI: ma lo sa che per me il tempo è denaro

GEPPINA SPICA: allora tutto il tempo che sta perdendo seduto su questa sedia

DANILO BERTUCCI: io signora, stando qua seduto a girare i pollici mi sta costando a dir poco quasi trecento Euro!

GEPPINA SPICA: trecento Euro!

DANILO BERTUCCI: signora la prego, lei è in pensione e non ha problemi di tempo mi lasci passare

GEPPINA SPICA: se veramente lo desidera

DANILO BERTUCCI: si che lo desidero, mi venga incontro

GEPPINA SPICA: va bene ( fa l’atto di dare il numero a Danilo, poi ritira la mano)

DANILO BERTUCCI: come ci ha ripensato

GEPPINA SPICA: no, ma non sarebbe giusto, nei confronti degli altri

DANILO BERTUCCI: (si guarda attorno) ma non c’è nessuno!

GEPPINA SPICA: che ci sia o non ci sia gente, non è corretto

DANILO BERTUCCI: come non è corretto!

GEPPINA SPICA: capisce, io la lascio passare … e lei va a guadagnare trecento Euro, mentre io … capisce … io sono contento, anzi vorrei ne guadagnasse anche il doppio, per il male che le voglio … ma io … capisce

DANILO BERTUCCI: cosa dovrei capire

GEPPINA SPICA: io guadagno poco e ho le bollette da pagare  … insomma

DANILO BERTUCCI: capisco io le do venti Euro se mi lascia passare

GEPPINA SPICA: no … sembra che mi faccio corrompere

DANILO BERTUCCI: facciamo trenta

GEPPINA SPICA: no … non posso, sa anch’io ho una coscienza

DANILO BERTUCCI: come posso fare per mettere a tacere la sua coscienza

GEPPINA SPICA: dunque  lei venendo qui ha perso trecento Euro

DANILO BERTUCCI: si

GEPPINA SPICA: allora me ne da centocinquanta ed io me ne vado

DANILO BERTUCCI: ma questo è strozzinaggio

GEPPINA SPICA: no gli affari sono affari, anzi dovrebbe ringraziarmi, perché se io entro ci rimango come minimo  due ore

DANILO BERTUCCI: ma lei è pazza, io centocinquanta Euro non gliele do!

GEPPINA SPICA: ed io rimango qua!

(silenzio)

DANILO BERTUCCI: cento

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: centodieci

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: centoventi

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: centoventicinque

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: centotrenta

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: centoquaranta

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: va bene centocinquanta ma è un furto

GEPPINA SPICA: ( fa segno di diniego con il dito indice )

DANILO BERTUCCI: ma come eravamo d’accordo!

GEPPINA SPICA: calcolando l’inflazione siamo a centocinquantacinque Euro

DANILO BERTUCCI: ma è  matta ci devo pensare

GEPPINA SPICA: si prenda tutto il tempo che vuole

(breve pausa)

DANILO BERTUCCI: accetto …

GEPPINA SPICA: ha fatto un’ affare

DANILO BERTUCCI: va bene un assegno

GEPPINA SPICA: potrebbe essere scoperto, sa non la conosco …

DANILO BERTUCCI: (tira fuori i soldi) mi dia il numero

GEPPINA SPICA: (tira fuori il numero ) scambio alla pari

( i due si salutano e Geppina sorridente esce di scena)

6 SCENA

( IL DOTTOR MAX HALLER - DANILO BERTUCCI)

(studio dentistico)

IL DOTTOR MAX HALLER: (grida) Signorina! Signorina … faccia entrare il prossimo paziente

(silenzio)

Signorina … ho detto … il prossimo paziente

(entra Danilo molto titubante)

DANILO BERTUCCI: posso …

IL DOTTOR MAX HALLER: entri cosa aspetta

(squilla il cellulare al medico, il paziente si lamenta per il mal di denti)

IL DOTTOR MAX HALLER: (parla con l’amante) Si topina, Patty , patatina  per te ho sempre tempo mia bella gattina , e come stai … cosa ti sei messa stasera?

(il paziente si lamenta)

(dall’altro capo del filo – voce sensuale di donna)

Amore, chi c’è con te

IL DOTTOR MAX HALLER:  amore … nessuno  … e la biancheria intima, stasera mettiti quella con il  pizzetto, si il balconcino

(il paziente si Lamenta)

IL DOTTOR MAX HALLER: ( fa cenno al paziente di fare silenzio)

(il paziente si lamenta)

IL DOTTOR MAX HALLER: e le mutandine,  tesoro mettiti il completino nero, questa sera voglio che tu sia sempre più  sexy …

(il paziente si lamenta)

(dall’altro capo del filo – voce sensuale di donna)

Ma amore, chi c’è vicino a te, sembra un mugolio di un cane

IL DOTTOR MAX HALLER: no …. passerottina , c’è un paziente ma può attendere … ciao topina a a stasera … baci …  baci

(dall’altro capo del filo – voce sensuale di donna)

baci … tesorino … baci

IL DOTTOR MAX HALLER: questa sera, non vedo l’ora di fare le capriole con te amore

(dall’altro capo del filo – voce sensuale di donna)

si …  questa sera faremo i salti mortali … tesoro … baci … baci

 (il medico riattacca il telefono e guarda minaccioso il paziente che si tiene il volto sconvolto dal dolore)

IL DOTTOR MAX HALLER: così … ascoltava la telefonata … lei stava origliando come una comare

DANILO BERTUCCI: (parla male perché si tiene la guancia con la mano) io no … io no  

IL DOTTOR MAX HALLER: magari lei è uno che sente cosa io dico al telefonino e poi va in dire a raccontare … il dottore di qua .. il  dottore di là

DANILO BERTUCCI: no! io ho solo mal di denti

IL DOTTOR MAX HALLER: ma come parla, io non la capisco … ma lei non è italiano

DANILO BERTUCCI: dottore mi fa male

IL DOTTOR MAX HALLER:  ma lei è cittadino della Comunità Europea, devo chiamare un traduttore, parli perché è venuto da me! Io sono un medico dentista

DANILO BERTUCCI: io …

IL DOTTOR MAX HALLER: lei cosa vuole da me!

DANILO BERTUCCI: io ho mal di denti

IL DOTTOR MAX HALLER: ecco! Allora lei è venuto da me perché ha mal di denti! E mi raccomando: parli in modo chiaro ! io non la capisco

DANILO BERTUCCI: non riesco a parlare

IL DOTTOR MAX HALLER: ed io non riesco a capire: lei ha un appuntamento!

DANILO BERTUCCI: io sono venuto !

IL DOTTOR MAX HALLER: nome adesso controllo! (sfoglia l’agenda)

(silenzio)

IL DOTTOR MAX HALLER: nome e cognome

DANILO BERTUCCI: Danilo Bertucci

IL DOTTOR MAX HALLER: non capisco ripeta e scandisca bene le parole

DANILO BERTUCCI: D A N I L O B E R T U C C I

IL DOTTOR MAX HALLER: Bertucci come Bari

DANILO BERTUCCI: si

IL DOTTOR MAX HALLER: non è in nota …  per cui io non la visito

(si toglie il camice e lo attacca all’appendi abito)

DANILO BERTUCCI: ma io ho la prenotazione

IL DOTTOR MAX HALLER: (prende il numero e lo esamina) sembra vero! Si è vero … come lo ha avuto?

DANILO BERTUCCI: me lo ha dato una signora!

IL DOTTOR MAX HALLER: una signora?

DANILO BERTUCCI: una certa Geppina, una sua paziente

IL DOTTOR MAX HALLER: no non è una mia paziente, lei viene in sala d’aspetto a farsi due chiacchiere

DANILO BERTUCCI: ma allora !

IL DOTTOR MAX HALLER: allora, la prenotazione c’è … la visito!

( si rimette il camice )

(rivolto a Danilo) si segga

(Danilo si siede)

IL DOTTOR MAX HALLER: (indossa i guanti di lattice) adesso esegua alla lettera tutto quello che le dico

DANILO BERTUCCI: si

IL DOTTOR MAX HALLER: adesso mi giri la bocca verso destra e mi apra la bocca

(Danilo si alza dalla sedia e gira la testa al dottore e gli apre la bocca)

IL DOTTOR MAX HALLER: ma è matto! Cosa fa!

(Danilo si rimette a sedere)

IL DOTTOR MAX HALLER: adesso gli e lo ripeto … mi raccomando ! mi giri la bocca verso destra e mi apra la bocca

(Danilo si alza dalla sedia e gira la testa al dottore e gli apre la bocca)

IL DOTTOR MAX HALLER: insomma, ma cosa le ha preso!

(il dottore si alza visibilmente alterato, gira la testa a Danilo e gli apre la bocca)

IL DOTTOR MAX HALLER: brutto … brutto … brutto

DANILO BERTUCCI: ma lei si è guardato allo specchio

IL DOTTOR MAX HALLER: chi è il dottore, io o lei

(esamina la bocca al paziente)

IL DOTTOR MAX HALLER: bene … bene anzi  … 28 … 21 … 10 … 42 … 1 .. 28

DANILO BERTUCCI:  già detto!

IL DOTTOR MAX HALLER: 19 mi scusi

DANILO BERTUCCI: numero  Jolli …

IL DOTTOR MAX HALLER : 30

DANILO BERTUCCI: Basta cosi

IL DOTTOR MAX HALLER:  qui c’è da fare un’ estrazione

DANILO BERTUCCI: al lotto fisso o su tutte le ruote

IL DOTTOR MAX HALLER: ho detto un’estrazione

DANILO BERTUCCI: al superenalotto

(si alza di scatto)

IL DOTTOR MAX HALLER: (sorpreso) dove và!

DANILO BERTUCCI: vado a giocare, chiudono le ricevitorie: facciano metà per uno … ci giochiamo dieci Euro a testa

IL DOTTOR MAX HALLER: ma cosa dice!

DANILO BERTUCCI: sono troppo pochi, facciamo cinquanta a testa

IL DOTTOR MAX HALLER: (alterato) si sieda, non si tratta di gioco: ma di denti da estrarre!

(Danilo si siede, il dottore si alza per esaminare il paziente)

DANILO BERTUCCI: però a volte escono!

IL DOTTOR MAX HALLER: mi faccia vedere … mi faccia vedere … apra la bocca

(grida) apra la bocca … ho detto!

(Danilo apre la bocca)

IL DOTTOR MAX HALLER: ( esamina la bocca dopo gira nervoso per la stanza ripetendo) il colletto, il colletto

DANILO BERTUCCI:  (quasi spaventato si guarda la camicia)

IL DOTTOR MAX HALLER: (torna dal paziente, visibilmente alterato)

DANILO BERTUCCI: c’è qualcosa che non va!

IL DOTTOR MAX HALLER: (feroce) lei ha i! colletto sporco

DANILO BERTUCCI: no non è possibile

IL DOTTOR MAX HALLER: lei ha il colletto sporco

DANILO BERTUCCI: (annussandosi il colletto della camicia) no, non è sporco! Lo senta! Lo senta

IL DOTTOR MAX HALLER: cosa fa dell’ironia: se le ho detto che ha il colletto sporco è sporco

DANILO BERTUCCI: (alterato si alza dalla sedia) no! Questo è troppo … la vede dottore questa camicia è nuova, appena tolta dalla scatola, ha perfino ancora le pieghe, e questo colletto lo guardi bene, lo esamini e lo annusi, non solo non è sporco ma ha anche un delicato profumo di lavanda

(si risiede)

IL DOTTOR MAX HALLER: (calmo) si segga e non si agiti, io non parlavo del colletto della camicia ma ( alza la voce) del colletto dentario, io parlavo del colletto dentario chiaro! (calmo) e adesso rimanga seduto, non ho finito con la visita.

IL DOTTOR MAX HALLER: ( esamina la bocca dopo gira nervoso per la stanza ripetendo) il tartaro, il tartaro, il tartaro …

(Danilo si spaventa si alza dalla sedia e cerca di scappare, ma il dentista lo blocca e lo rimette a sedere)

IL DOTTOR MAX HALLER: cosa fa scappa!

DANILO BERTUCCI: ho paura del tartaro

IL DOTTOR MAX HALLER: il tartaro è nella sua bocca animale

DANILO BERTUCCI: e cosa ci fa nella mia bocca

IL DOTTOR MAX HALLER: ha messo su famiglia

DANILO BERTUCCI: deve essere proprio piccolo questo tartaro, per stare nella mia bocca

IL DOTTOR MAX HALLER: lei fuma

DANILO BERTUCCI: si

IL DOTTOR MAX HALLER: perché fuma!

DANILO BERTUCCI: perché lei

IL DOTTOR MAX HALLER: cosa insinua!

DANILO BERTUCCI:  niente!

IL DOTTOR MAX HALLER: il tartaro fumava con lei

DANILO BERTUCCI: (grida) allora ha sempre fumato  gratis, questo scroccone!

IL DOTTOR MAX HALLER: tiri fuori le sigarette

DANILO BERTUCCI: perché!

IL DOTTOR MAX HALLER: tiri fuori le sigarette, ho detto

DANILO BERTUCCI: va bene … va bene, ma non si alteri

(tira fuori le sigarette)

IL DOTTOR MAX HALLER: sono Marlboro, e il pacchetto è ancora intero, si tratta bene lei!

DANILO BERTUCCI:  mi piacciono

IL DOTTOR MAX HALLER:(alterato) così le piace fumare questo veleno! Si vergogni ! Da questo momento, lei non solo smette, ma si deve dimenticare di avere fumato

DANILO BERTUCCI: ma io!

IL DOTTOR MAX HALLER: silenzio, sono o non sono il medico!

DANILO BERTUCCI: io

IL DOTTOR MAX HALLER: non voglio obiezioni, perché altrimenti

(si toglie il camice verde e lo passa al paziente)  questo  se lo mette lei!

DANILO BERTUCCI: no ! Ma scherziamo ! Smetto di fumare

IL DOTTOR MAX HALLER:  (allunga la mano) me le dia!

DANILO BERTUCCI: ( riprende le sigarette) ma il pacchetto è nuovo

IL DOTTOR MAX HALLER: me lo dia!

(Danilo da le sigarette al dottor Haller)

IL DOTTOR MAX HALLER: (le mette in tasca) queste le prendo io, tanto lei ha smesso di fumare

DANILO BERTUCCI: e lei!

IL DOTTOR MAX HALLER: io non ho la sua forza di volontà, io ne fumo un pacchetto al giorno

DANILO BERTUCCI: ma allora!

IL DOTTOR MAX HALLER: non mi ringrazi! Non mi ringrazi! Adesso guardiamo la sua bocca, apra … apra

(Danilo apre la bocca)

IL DOTTOR MAX HALLER: ahi ! Ahi ! Ahi ! qui c’è da lavorare, e parecchio

DANILO BERTUCCI: mi dica

IL DOTTOR MAX HALLER: lei ha bisogno di essere visitato a fondo

(lo abbraccia) lei deve venire con me nel mio gabinetto

DANILO BERTUCCI: io non ci vengo nel suo gabinetto

IL DOTTOR MAX HALLER: ho detto che lei deve venire con me nel mio gabinetto perché gli devo mettere il macchinario in bocca

DANILO BERTUCCI: cosa mi deve mettere in bocca, e poi io nel suo gabinetto non ci vengo

IL DOTTOR MAX HALLER: come sarebbe a dire, non ci vengo: guardi che è pulitissimo

DANILO BERTUCCI: e allora potrebbe essere anche igienicamente perfetto, ma io oggi non vengo

IL DOTTOR MAX HALLER: sono io che decido quando farla venire non il contrario

DANILO BERTUCCI: e allora!

IL DOTTOR MAX HALLER: io devo esaminarla bene! Lei è disposto a venire una volta alla settimana per la pulizia

DANILO BERTUCCI: ma allora è vero che non guadagnate niente! Lei ha una ditta di pulizie, e ha bisogno di personale

IL DOTTOR MAX HALLER: io le pulizie me le faccio fare da un altro dentista 

DANILO BERTUCCI: capito che furbone, ma non può farsele da solo

IL DOTTOR MAX HALLER: questi sono problemi miei, adesso parliamo della parcellina

DANILO BERTUCCI: la porcellina, bastava dirlo!

(euforico) ma chi l’avrebbe mai detto che voi una persona così rispettabile avesse nello studio una porcellina, ma mi dica: cos’è italiana!

IL DOTTOR MAX HALLER: e come dovrebbe essere straniera!

DANILO BERTUCCI: no italiana è meglio, ma è discreta!

IL DOTTOR MAX HALLER: onesta

DANILO BERTUCCI: e quanto vorrebbe

IL DOTTOR MAX HALLER: il servizio comprende:  otturazione, pulizia, penetrazione e tutto per

DANILO BERTUCCI: per

IL DOTTOR MAX HALLER: 1000 Euro

DANILO BERTUCCI: 1000 Euro, ma deve avercela d’oro

IL DOTTOR MAX HALLER: se vuole una otturazione in oro spende di più

DANILO BERTUCCI: potrei avere uno sconto

IL DOTTOR MAX HALLER: sono già prezzi scontati: ma

(gli parla piano in un’ orecchio ) ho capito tutto,  allora mi dica: lei preferisce il nero

DANILO BERTUCCI: no! Il nero no!

IL DOTTOR MAX HALLER: io signore ho cercato di venirle incontro, il mio nero è veramente nero, vedrà che io la tratto bene: così ci guadagniamo entrambi

DANILO BERTUCCI: entrambi

IL DOTTOR MAX HALLER: lei ci guadagna perché vede ( fa il gestro con le mani ) la prestazione dovrà essere superba, eretta e di grande profilo, mentre da un canale preferenziale oltre all’oggetto con discrezione paga e : capisce ! Rimane tutto fra noi … e poi il nero piace a tutti

DANILO BERTUCCI: a tutti! Proprio  a tutti … no

IL DOTTOR MAX HALLER: ( fa il gesto ) a tutti piace fottere … e vedrà che con il nero lei ci guadagna

DANILO BERTUCCI: ci guadagno!

IL DOTTOR MAX HALLER: si io le posso far fare un grosso affare

DANILO BERTUCCI: appunto il grosso che mi preoccupa

IL DOTTOR MAX HALLER: nessuno si è mai lamentato del mio nero

DANILO BERTUCCI: sono perplesso

IL DOTTOR MAX HALLER: perplesso, ma lo sa che anche i politici sono entusiasti del mio nero; l’onorevole Stanguellini mi ha detto che il mio nero ha la forza di un penetratore per gallerie

DANILO BERTUCCI: un penetratore per gallerie! Ma scherziamo

IL DOTTOR MAX HALLER: io non scherzo, lei con me ci guadagna

DANILO BERTUCCI: Cosa ci guadagno io ! Ma scherziamo … per chi mi ha preso io non voglio né pali ne pentratori

IL DOTTOR MAX HALLER: abbassi la voce! Potrebbero sentirci

DANILO BERTUCCI: io ho mal di denti !

IL DOTTOR MAX HALLER: e allora!

DANILO BERTUCCI: ( alterato) allora io me ne vado chiaro! Me ne vado e lei si tenga pure il suo nero, anzi se lo prenda lei

IL DOTTOR MAX HALLER: moderi i termini e cerchi di calmarsi, altrimenti chiamo le guardie e la faccio buttare fuori

DANILO BERTUCCI: ( si avvicina alla scrivania) buttare fuori! Sono io che me ne vado!  ecco cosa faccio dei suoi preventivi ( prende le carte con disprezzo le sparge sul pavimento) e riguardo al mal di denti, me lo tengo … ma lei e il suo nero non mi sfiorerete neppure con un dito!

(esce di corsa)

IL DOTTOR MAX HALLER:  si ! se ne vada … e non si faccia più vedere in questo studio

(rimasto solo, grida … rivolto verso il pubblico)

ma è proprio vero! …  Viviamo in un mondo di matti !

SIPARIO

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