Studio perimetrale intorno all’incertezza

Studio perimetrale intorno allincertezza

Studio perimetrale intorno allincertezza

di Massimo Maraviglia


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Note di regia

di Massimo Maraviglia

Di un viaggio cognitivo ebbe a scrivere una volta Michel Ciment lesito pi interessante che ci si possa auspicare quello inatteso. Si parte alla ricerca di un approdo e se ne trova un altro. Quanto importa che sia quello per il quale il viaggio fu iniziato, nessuno al momento dellarrivo lo pu dire. Accade lo stesso per le idee che muovono i passi di ogni ricerca, in ogni ambito conoscitivo.

Gli esiti di ogni studio sono, per loro statuto ontologico, imperfetti, se perfetto vuol dire compiuto, condotto fino in fondo. Prima domanda: che vuol dire fino in fondo? Di quale fondo stiamo parlando? Davvero c bisogno di un fondo? E se fosse proprio lidea del fondo a svilire lesito di ogni studio?

Probabilmente proprio questidea del fino in fondo uno dei pi velenosi rizomi della nostra cos poco ricercante cultura occidentale, con le sue declinazioni sotto forma di obiettivi, conclusioni, efficacie, controlli, prevenzioni, certezze. Il campo semantico che si pu disegnare intorno allidea del fino in fondo ampio, probabilmente rassicurante, perch quello a noi pi familiare.

Nel caso di questo Studio perimetrale, lesplorazione intorno ad una delle idee pi rifiutate se non equivocate della Storia non scritta: quella dellincertezza.

Probabilmente la maggior parte delle sofferenze umane radicano qui, nella richiesta di certezza che nessuna garanzia pu colmare fino in fondo.

La certezza sembra il vestigio di una cultura positivista che gi da molti, molti lustri ha manifestato la sua inadeguatezza, la pietra angolare di ogni rapporto di malinteso potere tra chi dice di poter dare certezza e chi cerca e accetta promesse di certezza: una delle possibili forme della schiavit.

Ed una schiavit atavica, che prima ancora di regolare i rapporti tra gli uomini, regol quelli tra uomini e divinit. Scioltisi gradualmente i legami con la metafisica, altrettanto gradualmente la materica, sempre pi isterica ricerca di certezza ha corroso ogni possibile forma di felicit: se vero che ogni infelicit mancanza ed ogni mancanza si riduce a una mancanza di certezza.

Lunica possibile certezza quella generata da una fede (o fiducia?) sconsiderata che a noi, gente di questo tempo, irrimediabilmente interdetta, a meno che non tocchi in sorte (o non si scelga, ammesso che si possa scegliere) la strada della follia o dellautoesclusione, che porta al di l di ogni certezza e/o incertezza.

Ma al di qua, nello spazio dell in tempo reale e delle rapide negoziazioni economiche, pertinace permane il bisogno di certezza e la conseguente paura di non poterla guadagnare, e allora i rimedi contro la paura in un mondo regolato dalle sole leggi di mercato - divengono le merci pi vendute, surrogati subdoli e grotteschi di certezze e sicurezze, dunque della felicit.

Dopo la terra, il denaro e il lavoro, diverr merce anche la paura, e in ultimo lacqua: forse unApocalisse riscritta potrebbe tra i suoi passi recitare cos.

Ma cosa accade se a un certo punto, esperita ogni possibile catastrofe, si provasse ad abitare il vuoto lasciato dalla sparizione di ogni possibile conato di certezza?


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Lo Studio perimetrale intorno allincertezza (esplorazione di orizzonti, non di profondit) parte da questa domanda, generando un movimento irregolare che pu divenire centripeto o centrifugo a seconda del punto in cui lo si osserva o lo si intende attraversare. Si tratta dunque, su un piano possibile di discorso, di un attentato allinfelicit, pi che un tentativo di felicit (al quale varrebbe comunque la pena aspirare).

Su un altro piano di discorso, lo Studio perimetrale un segmento non necessariamente il primo e forse nemmeno lultimo di un tracciato reticolare dedicato ad un teatro dellincertezza.

Si pu immaginare un teatro della certezza, dove le aspettative siano pi o meno soddisfatte, le storie raccontate, conchiuse, comprese, esplicitate. Storie in cui gli equilibri di scambio siano pi o meno rispettati, i climax raggiunti, le agnizioni soddisfatte, i sensi svelati, perch chi assiste si senta rassicurato e possa infine dire mi piace, non mi piace, concordo, discordo nel rispetto degli equilibri cognitivi di ciascuno, senza che nulla di catastrofico o destabilizzante possa scaturire dal theaomai.

Oppure si pu immaginare un teatro dellincertezza, dove le attese si ritrovano negate, le sintassi narrative minate, incrinate e pronte a collassare, un teatro in cui non siano raccontate storie ma mondi nei quali ci si pu anche annullare e gli equilibri di scambio siano disattesi, antieconomicamente, di modo che lesperienza della visione susciti qualche forma di smarrimento che preceda il bisogno di ripensare, rivedere, ricompensare.

Una scrittura in cui nessun esito certo dato, non per il gusto del vagore o per la scontata bont del dubbio, ma per minare al fondo gli assiomi pi o meno velati sui quali si impiantano le pi negoziate rappresentazioni (di qualsiasi natura esse siano).

Una scrittura dellora in cui non c pi scandalo, n stupore, n catarsi n paura immediata (resta quella mediata dai media e mercificata) in una parola: una scrittura dellora che non c pi tragedia.

Lo Studio perimetrale intorno allincertezza, su un altro piano possibile del discorso, diviene allora lo scavo archeologico intorno ad unarea di macerie di una civilt che forse non mai esistita e che forse un giorno, liberati dal bisogno di certezza, si potr edificare, in stretta collaborazione tra uomini e di tutti, parimenti, corresponsabilmente.

Studiare lincertezza a cominciare da quella dellattore per tentare la distopica ricerca di un germe di felicit. E questo tutto.


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Dramatis personae

Saturnino

Giusconobbe

Sceln

Svenditrice


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I

Tra le macerie di un edificio da poco crollato. La luce, prima flebile, graduale aumenta. Saturnino parla

Saturnino: andata via la luce accaduto altre volte

Giusconobbe:Malintesi

Saturnino:Ci vuole prudenza come trovi la prudenza?

Giusconobbe:Malintesi

Saturnino:Intendo il suono prudenza fa venire da grattarsi. Quante ne

hai viste?

Giusconobbe:Ne ho consumate molte

Saturnino:Dodici negli ultimi due anni, credo

Giusconobbe:Malintesi

Saturnino:Comprese quelle collettive

Giusconobbe:Comprese. Come procedere

Saturnino:Dipende

Giusconobbe:Dipende

Saturnino:Non tutte sono uguali. Un po uguali, magari, lo sono diventate.

Alcune si poteva anche evitarle

Giusconobbe:Senza catastrofi, cosa rimane

Saturnino:Le trovi interessanti?

Giusconobbe:Hanno le loro ragioni

Saturnino:A trovarle, se ci fosse il tempo. Si applica il protocollo di

reazione e via catastrofe, disperazione, dolore, depressione e

contrizione, ripresa, rinascita, crisi e poi nuova catastrofe.

Sempre pi rapidi, fino al punto immobile, niente ragioni!

Giusconobbe:Tempo reale

Saturnino:Tempo reale, esatto Giunti a regime, rinascita e catastrofe si

manifesteranno simultaneamente, dei passaggi intermedi potrebbe non restare nulla.

Giusconobbe:Altra catastrofe. Malintesi.

Saturnino:Dallultima catastrofe, prima di questa intendo, quanto tempo c

stato per riprendersi? Quasi niente, direi

Giusconobbe:Per provar dolore


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Saturnino:Niente, direi. Niente. Anestetizzati.

Giusconobbe:In tempo reale

Saturnino:Chiss come sarebbe un tempo irreale. (avvicinandosi e guardando

Giusconobbe nella penombra) Ci conosciamo?

Giusconobbe:Pu darsi

Saturnino:Io ero al quarto prima del crollo, intendo

Giusconobbe:Io pi in alto

Saturnino:Ecco. Forse per questo... Sa che le dico? Mi manca il pianto.

Piangiamo un po insieme?

Giusconobbe:Proviamo

Piangono insieme, ma il loro pianto grottesco, burlesco, sordamente infelice, poi sinterrompono di botto

Giusconobbe: inadeguato

Saturnino:Proviamo col riso?

Prova a ridere, ma peggio del pianto

Saturnino:Che le sembra?

Giusconobbe:E a lei

Saturnino:Proviamo di nuovo

Riprovano, un riso sforzato, molto prossimo al tentato pianto di prima

Saturnino:Lasciamo stare, riproviamo dopo

Giusconobbe:Dopo quando.

Saturnino:Prima le cose pi urgenti

Giusconobbe:Cose urgenti

Saturnino:Potrebbero esserci

Giusconobbe:E poi

Saturnino:Le risolviamo. Dovremmo intanto inventariare. Questo lo so fare.

Ho lavorato tanto come bibliotecario

Giusconobbe:Lo so

Saturnino:(avvicinandosi e scrutandolo negli occhi) Come fa a saperlo?


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Giusconobbe:

Ha locchio attento

Saturnino:

Ed anche computante. Certo lavorare senza elenco.... Se non erro

al primo viveva una famiglia da quattro scavando forse

potremmo

Giusconobbe:

Via. Scappati via.

Saturnino:

Quando?

Giusconobbe:

Prima del primo allarme.

Saturnino:

Il vecchio della porta accanto

Giusconobbe:

Morto. Tre anni sette mesi e cinque giorni orsono dose letale di

disattenzione

Saturnino:

Al terzo, i sei studenti

Giusconobbe:

Rapiti da una setta di adoratori del Principe Pecunio

Saturnino:

E la vedova del generale?

Giusconobbe:

Suicidata, quattro mesi e due giorni orsono si lanciata in un

burraco

Saturnino:

Ah al quinto, le tre sorelle

Giusconobbe:

Dieci anni due mesi e nove giorni ad oggi. Uccise da un

commando di rappresentanti porta a porta

Saturnino:

Questo il motivo per cui non apro mai

Giusconobbe:

Calati dal camino

Saturnino:

Natalizi!

Giusconobbe:

esasperati.

Nessuno

volle

pi

acquistare

il

turbolavalavaspiratore, tampoco le sorelle, per quanto generose.

Prima massacrate e poi turboaspirate. Con copioso rumore.

Saturnino:

lingegnere con la moglie, quella bella coi capelli grandi e gli

occhi lunghi ed il cappello a pandorino

Giusconobbe:

Ascolta: non c nessuno pi.

Saturnino:

E noi?

Giusconobbe:

Nessuno

Saturnino:

Non lo avrei detto crollato tutto, vero?

Giusconobbe:

Quello che vedi.

Saturnino:

Verranno i soccorsi


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Giusconobbe:Non pi.

Saturnino:Come fai a dirlo?

Giusconobbe:Fine dei soccorsi.

Satunino:Meglio cos. Un tempo avrei gridato

Giusconobbe:Fa sentire come

Saturnino:Aiuto aiuto, siamo ancora vivi!

Giusconobbe:Non c nessuno

Saturnino:Prima gridavi e arrivava qualcuno, qualcuno aiutava perch

avrebbe dovuto? Eppure lo faceva altri per fare affari smonta

vendi compra monta Ci sar qualcuno che controlla le

catastrofi

Giusconobbe:Da me a te, tutti, inconsapevolmente quasi tutti

Saturnino:Come controllore di catastrofi, credo dessere stato un onesto

disastro

Giusconobbe:Credi di averle soltanto subte

Saturnino:Mica per questo. Non le ho vedute, per le ho sentite. Intanto che

accadevano, sentivo e immaginavo senza laconsistenza

molecolare del veduto, le cose sono chiare. E allora trovi un

tempo per considerarle, per averne

Giusconobbe:Cosa

Saturnino:Manca parola. Adesso riprovo.

Saturnino riprova il suo pianto, poi desiste, come per uno starnuto andato via

Saturnino:Vado a computare i danni. Tu non provvedi?

Giusconobbe:Incalcolabili e perfetti, a colpo docchio. Manca niente.

Saturnino:Manca niente, a quanto sembra. Verrebbe da brindare

Saturnino porge un piccolo recipiente a Giusconobbe, che lo prende e lo osserva pensieroso per poi guardarsi intorno.

Saturnino:Dimmi che vedi

Giusconobbe:Malintesi. Aver disposto di una cifra che pure ad acquistare a tutto tempo non si esaurita mai. Ho speso in ogni modo, prodotto beni dogni sorta, volutamente errato investimenti. Vedo niente, se non ricchezze duplicate a mo di pianta grassa che a dispetto dogni arsura, crebbero refrattarie ad ogni forma di respingimento. Molti beneficiari, resi obesi delle mie ricchezze,


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mi vollero colmare di raccomandazioni, richieste, spiegazioni. L a prodigarsi con ogni specie di riconoscenza o dirriconoscenza, inchini, prostrazioni. Quante storie inventate sul mio conto. Il potere, che disastro.

Saturnino:Non vedo disastro

Giusconobbe:Avevo solo dessere libero e mi trovai sepolto sotto un peso dopulenza. Ho trascorso buona parte del mio primo tempo a produrre ed erogare beni e la seconda a governarne le loro conseguenze.

Saturnino:Imprenditore?

Giusconobbe abbozza appena un sorriso

Saturnino:Credo di capire. A me la seconda catastrofe venne incontro a

ventanni.

Giusconobbe:E la prima

Saturnino:Dimenticata. Ero uscito che non erano due anni dal collegio in

cui ero cresciuto

Giusconobbe:Orfano, giusto

Saturnino: figlio di Nostra Signora

Giusconobbe:Signora

Saturnino:Figlio dignoti. Tornando da lavoro trovo una lettera di un tal

notaio

Giusconobbe:Il testamento

Saturnino:Uneredit. Il mio padre naturale

Giusconobbe:Non conoscesti

Saturnino:Naturale si ricordava del figlio abbandonato, al quale destinava

parte dei suoi averi, consistente in libri e denari. I libri a me

Giusconobbe:E i denari

Saturnino:A Barattolo. Il cane che accompagn gli ultimi tempi della sua

vita libera e perfetta. Non poteva lasciare i libri al cane. Di Barattolo, tra laltro, indicava il testamento me come tutore

Giusconobbe:Tutore di un cane analfabeta.

Saturnino:Barattolo era enorme, forse un incrocio tra razze a me ignote

irrimediabilmente avido daffetto, polpette e di un padrone, soprattutto

Giusconobbe:Anche per lui un padrone


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Saturnino:Non volevo fare da padrone

Giusconobbe:Potevi allontanarlo

Saturnino:Provai.

Giusconobbe:Con esiti

Saturnino:Umilianti. Barattolo fu resistente ad ogni formadi

allontanamento. Le ho escogitate tutte. Polpette al cianuro, gas,

vergate, abluzioni in acqua bollente e il cane l, sempre a

sorridermi e a leccarmi i piedi

Giusconobbe:Poi hai risolto

Saturnino:Da solo si risolto. Un giorno uscito e non pi tornato.

Giusconobbe:Era maturo il tempo.

Saturnino:Mi ci ero affezionato. Sento sete

Giusconobbe:Provvedi.

Saturnino tramesta tra le macerie e trova un rubinetto

Saturnino:Manca lacqua

Giusconobbe:Non da adesso

Saturnino, con un bastone recuperato, comincia a picchiettare tutto intorno

Saturnino:Mos picchi la roccia e sgorg lacqua Mos picchiava rocce e acqua sgorgava Credi ai miracoli? Ti racconto di questo sogno miracoloso. Ero davanti ad una scatoletta di sardine, ed aspettavo fiducioso che esse da un momento allaltro potessero risorgere dalla salamoia aspetto, aspetto nulla allimprovviso sento le sardine mormorare, dallinterno vedo aprirle la lattina, con un guizzo balzano fuori e mi dicono stizzite: ma la chiavetta che sulla scatoletta, non potevi usarla prima? ah benedetto benedetto Cera bisogno proprio dattendere un miracolo? Mi sono svegliato e allora ho pensato

Picchia insistentemente ovunque, prima paziente poi con maggiore veemenza, sotto gli occhi di Giusconobbe che resta immobile ad osservare. Dopo vari tentativi, poggia con garbo il bastone per terra

Saturnino:Niente acqua.

Giusconobbe raccoglie il bastone, fa come per picchiare una pietra, poi ci ripensa e desiste

Saturnino:Perch non provi?

Giusconobbe:Non provo


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II

Passa la Svenditrice, come ambulante in un deserto. Il suo carretto di merci somiglia a una piccola discarica mobile di rifiuti speciali su cui quella che dovrebbe essere la merce disposta in arditissimi mucchi precari che sembrano essere sul punto di precipitare.

Svenditrice:

Panini souvenir delizie croci cornetti

pizzette

Saturnino:

E lei da dove viene?

Svenditrice:

Dal campo di macerie accanto. Panini souvenir delizie croci

cornetti pizzette

Saturnino:

Ci sono altri sopravvissuti altrove?

Svenditrice:

Panini souvenir delizie croci cornetti

pizzette

Saturnino:

(a Giusconobbe) Vuoi qualcosa?

Giusconobbe:

Chiedi dellacqua

Saturnino:

Signora! (alla Svenditrice che sta per andare via) Dellacqua, per

favore

Svenditrice:

Panini souvenir delizie croci cornetti

pizzette

Saturnino:

Acqua, per favore!

Svenditrice:

Questa lultima (tirando fuori una piccola bottiglia). Per me

(beve).

Giusconobbe:

(suggerendo a Saturnino) Gliela pago

Saturnino:

(alla Svenditrice) Gliela paga!

Svenditrice:

Me la paga. Quanto?

Giusconobbe:

(suggerendo a Saturnino) Posseggo molto oro.

Saturnino:

(alla Svenditrice) Possiede molto oro!

Svenditrice:

Anchio. Non so come investirlo.

Saturnino:

Ci dia un panino allora

Svenditrice:

Per in cambio cosa?

Giusconobbe:

Potrei sposarla, se non ha gi un marito

Svenditrice:

Marito?

Saturnino:

Non fruttano

Giusconobbe:

Potrei difenderla, ed anche ingravidarla


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Saturnino:(a Giusconobbe) Difenderla da cosa?

Giusconobbe:Ho molto oro

Svenditrice:Gi detto. Altro da offrire?

Saturnino:Avrei delle medaglie al valore

Svenditrice:Questo pi interessante le ha guadagnate lei sul campo?

Saturnino:Magari di guerre combattute con medaglie non ce n pi da

tempo

Svenditrice:Ne girano parecchie di fasulle

Saturnino:Le ha guadagnate un mio antenato

Svenditrice:Antenato?

Giusconobbe: molto giovane, non pu ricordare

Svenditrice:Cosa?

Giusconobbe:I padri, e i padri dei padri, e i padri dei padri dei padri, e a quelli

davasi il nome di antenati

Svenditrice:Conosco il genere la storia lho sfogliata. Panini souvenir

delizie croci cornetti pizzette

Saturnino:Un panino, per favore!

Svenditrice:E se dicessi no?

Giusconobbe:Verrebbe sterminata e depredata del bottino, acqua compresa. La

ceda, ne trover dellaltra

Svenditrice:Sterminarmi? Potrebbe essere un affare

Saturnino:Cosa dice, signorina!

Svenditrice:Diventerei innocente capro della disperazione umana. Da

operatrice del mercato grigio a vittima della barbarie. Sarebbe un grande salto

Saturnino:Signora non salti, offra panino e prenda medaglie grazie

Svenditrice:Per le medaglie potrei cedervi

Saturnino: panino

Svenditrice:(pesca tra le sue merci) candele

Saturnino:Pi utili delle medaglie


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Svenditrice:Eccole qui, ultimi pezzi. Genuine. Fatte in casa da qualcuno

qualche tempo fa.

Saturnino:Puzzano un po

Svenditrice:Solo impressione

Saturnino:Sar lorigine della materia prima

Svenditrice:Umana. Candele umane un buon prodotto

Saturnino:Ogni cosa dovrebbe avere un che di umano

Giusconobbe:(risoluto) Basta. Dia quel panino.

Saturnino, profittando di un momento di distrazione della Svenditrice, afferra il panino dal carretto e lo addenta famelico

Svenditrice:Quante storie lo prenda e attento a non strozzarsi (accendendo

una candela) Com? (riferendosi al panino)

Saturnino:Eccellente

Svenditrice:Umano

Saturnino:(continuando a mangiare il panino, lo apre per vedere cosa c in

mezzo) che roba ?

Svenditrice:Wrstel! Di dita di bullo

Saturnino:(con una smorfia di dolore, tirando dalla bocca qualcosa) Ha

dimenticato di togliere gli anelli (porge lanello alla Svenditrice, chelo afferra e lo intasca, dopo averlo un momento lucidato)

Giusconobbe:Avrebbe sete. Gli passa lacqua?

Svenditrice:Non se ne parla

Giusconobbe:Lei vuole morire. Dica almeno il modo.

Saturnino:Sacchetto? (riferendosi a un contenitore dove gettare le carte del

panino)

Svenditrice:Magari (riferendosi a un modo possibile per essere uccisa)

Saturnino va verso Svenditrice per prendere il sacchetto che gli sta porgendo, per gettare i piccoli rifiuti del suo panino. Svenditrice, con gesto repentino e accompagnandosi con le mani di Saturnino, si porta il sacchetto alla testa per ausoffocarsi. Svenditrice viene meno, entrambi precipitano a terra. Saturnino recupera la bottiglia dalle mani di Svenditrice, beve.

Saturnino:Adesso che abbiamo bevuto, proviamo a piangere un po?

Ritenta il suo pianto, ma ancora pi terribile e grottesco di quello di prima. Giunge alle loro spalle Sceln


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III

Sceln:Dov vostra sorella?

Saturnino non risponde, continua il suo tentativo di pianto

Sceln:Dov vostra sorella!

Sceln scorge la figura di Svenditrice stesa al suolo

Sceln:Scellerati! Che avete fatto!

Giusconobbe:Sterminata

Sceln:E adesso, resipiscenza?

Saturnino fa di no col capo

Sceln:Perch piangete, allora

Saturnino:Cortesemente prima di altre domande, potrebbe presentarsi?

Sceln:Non mi riconosceste.

Saturnino:Ci siamo gi visti?

Sceln:Con un piccolo sforzo di fede, potreste intuirmied

autofolgorarvi!

Saturnino:Non se ne abbia a male, siamo senzacqua, dica il suo nome,

grazie.

Sceln:Impronunziabile!

Giusconobbe:Prenda respiro e dica

Sceln:(prende respiro, sembra che stia per dire il suo nome ma si smarrisce,

come se lo avesse dimenticato ) e vengo ad annunciarvi che lafine

Saturnino: il nome?

Sceln: vicina!

Saturnino:Senta, un po di tempo fa pass un suo simile cui non ricordo il

nome (a Giusconobbe) il nome?

Giusconobbe:Non ricordo

Saturnino: ricordi che annunci la fine te lo ricordi?

Giusconobbe:Non ricordo

Saturnino:ci fu molto clamore


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Giusconobbe:Non ricordo

Saturnino:Comunque sia (a Sceln) il suo consimile annunci la fine

Sceln:Un impostore

Saturnino:Questo non lo so, ma in ogni caso la fine venne (a Giusconobbe)

te la ricordi?

Giusconobbe:Non ricordo

Saturnino:Fu terribile?

Giusconobbe:Non ricordo

Saturnino:Quella successiva non fu da meno. A mia memoria, possiamo

conteggiare almeno sette fini

Sceln:Sette? Tutte annunciate? Sette? Non mi risulta

Saturnino:Ho una memoria labile e non vorrei dati inesatti ma pi di cinque

quasi certamente, tutte annunciate magari, ma chi vuoi che accolga pi le annunciazioni. Ne arrivano decine al giorno

Sceln:Comunque sia, questa la fine della fine, definitiva fine

Saturnino:Si. Dicono tutti cosi al lupo al lupo!

Giusconobbe:Ah! Al lupo!

Sceln:Ah! (leggermente irritato) Agnostici

Giusconobbe:Prego?

Sceln:Ed anche nichilisti.

Giusconobbe e Saturnino si guardano interrogativi

Sceln:La verit

Giusconobbe:Ah ah la verit!

Sceln:Vorrei rispetto, diavolo! Ah! Che diavolo disperati, schiavi di

parole ormai impotenti!

Giusconobbe:Non servono giudizi e ancor meno potere (a Saturnino) Giusto?

Saturnino:Contrari!

Sceln:Potere? Potere (ravanando tra le macerie) potere della scienza,

potere del denaro, potere della fede, potere dellamore, potere della mente, potere del potere

Giusconobbe: una storia malvenuta lei cosa rappresenta? Di quale potere

vuole renderci partecipi?


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Sceln:Celeste?

Giusconobbe:Celeste, era chiaro. Cos confezionato

Saturnino: possiamo crederla, se vuole

Sceln:Avevo solo optato per uniconografia classica rivisitata alla luce

di una sensibilit moderna, posso spogliarmi

Giusconobbe:Si spogli

Sceln si spoglia

Sceln:Sono lo stesso di prima. Non cambiato niente

Giusconobbe:Leterno ritorno del niente.

Saturnino: una frase vaga, questa

Giusconobbe:Non pi di ogni altra. O vuoi che sincominci allimprovviso ad

essere ficcanti? Anche quello un potere

Saturnino:No no

Sceln:Avrei un po di freddo. Mi rivesto?

Saturnino:Si rivesta. (a Giusconobbe) Celeste. Eppure ha freddo

Sceln:Umano in questumanit che rivelai il celeste

Saturnino:Ri-vela velarlo una seconda volta, intende? Ci riveli, per

favore

Sceln:A che pro? Siete agnostici

Saturnino:Proponga un numero!

Sceln:Potrei resuscitare questa donna un po di pneuma ancora lo

possiedo

Giusconobbe:Che aspetta?

Sceln si avvicina alla donna (Svenditrice), compie una sorta di respirazione bocca a bocca. Svenditrice si riprende

Saturnino:Molto bene, grazie. Sono certo che la donna fosse veramente morta

Svenditrice:(risollevandosi e ridendo) Ero morta, ero morta davvero

Saturnino:Non una compare?

Giusconobbe:(a Sceln) Va bene, risorta. E adesso


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Saturnino:Vivr in eterno, adesso?

Sceln:Adesso non precipitiamo. Potrebbe, prima per un cammino

Giusconobbe:(interrompendolo) di ricongiungimento signorina, lei cosa

dice

Svenditrice:Di cosa?

Saturnino:A che serve

Giusconobbe:Vivere in eterno

Svenditrice:Panini souvenir delizie croci cornetti pizzette (viene meno)

Saturnino: svenuta

Giusconobbe:Morta di nuovo.

Saturnino:Sei certo? (tastandole il polso)

Saturnino e Giusconobbe guardano Sceln con sguardo quasi di rimprovero. Sceln sorride imbarazzato

Sceln:Posso

Saturnino:Lasci stare, va bene cos.

Giusconobbe:Altro da aggiungere?

Sceln:No della fine ho detto

Saturnino:Preso nota

Sceln:Allora andrei

Sceln esce via trascinando il corpo della donna, poi rientra per riprendere il suo carretto, Saturnino lo richiama

Saturnino:Mi scusi

Sceln:Redento?

Saturnino:Per completezza dinformazione per quando prevista questa

nuova fine?

Sceln:Il giorno e lora esatta intende?

Saturnino:Indicativamente

Sceln:Sar sorpresa inaspettata! Questa la fine della fine Pentitevi,

fintanto che ne avrete il tempo. Non aspettate.

Sceln esce


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Studio perimetrale intorno allincertezza

IV

(tra s) Pentitevi, fintanto che ne avrete il tempo. Non aspettate.

Saturnino:

Pntitevi fintant cheneavr te il tmpo nonasp ttat

pnti tvi fin tantche nevre tetet il tem pop nnas

nnas pppp tth theee

Giusconobbe:

Dimmi che vedi

Saturnino:

Esploro il timbro di tante ti tutte concentrate in un solo detto

questo tutto

Giusconobbe:

Tu stai tentando

Saturnino:

No no cosa?

Giusconobbe:

(rimproverante) Anche questo potere, lo sai?

Saturnino:

Non era intenzionale

Giusconobbe:

Se vuoi ripristinare una qualsiasi specie di potere sono pronto,

possiamo incominciare anche da adesso, da me e da te, ad

esempio, pronti a polemizzare

Saturnino:

Ma no

Giusconobbe:

(incalzando) Su una qualsiasi questione a te la scelta, i motivi di

conflitto luno vale laltro

Saturnino:

Dico di no

Giusconobbe:

Chi sei tu! Potremmo cominciare a dire

Saturnino:

sono

Giusconobbe:

e io, chi sono, io!

Saturnino:

Tu chi sei?

Giusconobbe:

Lho gi detto! E questo tuo e questo mio! (raccogliendo degli

oggetti personali che inserisce in un sacco)

Saturnino:

Per favore

Giusconobbe:

O anche da vecchie gelosie per patti immantenuti

Saturnino:

Patti?

Giusconobbe:

da recriminazioni razziali

Saturnino:

Ti prego

Giusconobbe:

dai credo, dai grandi ideali

Saturnino:

Piangiamo un poco insieme?


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe:(dopo un attimo di incertezza) E sia.

Riprovano a piangere, ma il loro pianto davvero imbarazzante. Si fermano, restano per un po in silenzio. Giusconobbe gioca con le mani disegnando nel vuoto figure, Saturnino si guarda intorno, alla ricerca di un qualcosa su cui cimentarsi. Entra Sceln

V

Perch indugiate?

Sceln:

Saturnino:

Non stiamo indugiando

Sceln:

No?

Saturnino:

Facciamo.

Sceln:

Cosa?

Saturnino:

Facciamo.

Sceln:

Si pu anche finire male facendo senza un cosa, un perch o un

percome

Saturnino:

Facciamo.

Sceln:

Stirpe di canarini sarete cibo per insetti!

Saturnino:

Insomma, pu dirci come possiamo esserle utili?

Sceln:

Cerco tre giusti

Saturnino:

Giusti per cosa?

Sceln:

Per scongiurare il rischio che tutto sia distrutto

Saturnino:

gi distrutto tutto

Sceln:

(guardandosi intorno) Qualcosa ancora in piedi la si pu sempre

scovare negli angoli nascosti. E voi, quandanche foste giusti

siete soltanto in due

Saturnino:

Prima molti di pi eravamo, ma crollato lo stesso tutto.

Sceln:

Ne basterebbe anche uno solo, in verit. Di giusto.

Saturnino:

giusto, giusto (tra s) giusto per cosa?

Saturnino riprende a riassettare le macerie. Sceln, dopo un momento di silenzio, incalza di nuovo

Sceln:Nuvole nere incombono sui vostri passi. Non ci si pu fermare, andate avanti, prima che giunga il falso salvatore e gi si sente in lontananza il coro delle sue voci querule e mielose. In nome del bene vostro vi irretiranno per poi scaraventarvi in fondo alle


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Studio perimetrale intorno allincertezza

miniere loro. Non lasciatevi ghermire dalle vocine sue, vi trascineranno nel pi ottuso torpore

Giusconobbe:(raccogliendo una scarpa) Sei arrivato tardi

Sceln:(a Saturnino) gi passato?

Saturnino:Chi?

Sceln:Il falso salvatore Ne arriveranno altri e vi prometteranno

salvezza e soluzioni!

Saturnino:Siamo qui, siamo qui, ma non abbiamo bisogno di niente,

grazie ci accingevamo a un lavoretto

Sceln:Pensate davvero di non avere bisogno di niente?

Saturnino:Un po dacqua, magari

Sceln:Acqua? Avrei qui per voi la scopa messianica

Saturnino:Acqua

Sceln:Acqua, acqua, acqua presto ne avrete talmente tanta che vi ci

annegherete dentro!

Saturnino:Siamo qui, siamo qui

Sceln:Volete che vi renda edotti circa la costruzione di unarca garantita

e certificata?

Saturnino:Eravamo intenti ad altro a dire il vero. Magari una prossima

Sceln:Non ci sar una prossima

Saturnino:E allora unaltra prossima

Sceln:Sono risuonatore della voce celeste e non intendo farne unguento

per le lusinghe vostre!

Saturnino:Senta possiamo chiudere il discorso? Non se la prenda,

abbiamo da fare

Giusconobbe:Non abbiamo da fare!

Saturnino:Allora solo abbiamo

Giusconobbe:Non abbiamo!

Saturnino:Allora uhm!

Sceln:Uhm! Uhm non un buon segno troppo fiacchi per quasiasi

cosa. Mai pi sinombri la luce!

Saturnino:Che ha detto?


20


Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe:Mai pi sinombri la luce

Saturnino:Vuol dire qualcosa?

Sceln:Pensate forse di meritare parole che possano ancora significare?

Sceln esce. Saturnino prova nuovamente il suo pianto, con esiti analoghi ai precedenti tentativi.

VI

Non funziona. Magari non il momento poi torner, bisogna

Saturnino:

aspettare

Giusconobbe:

Chi

Saturnino:

Il pianto bisogna aspettare

Giusconobbe:

Non c niente da aspettare. (raccogliendo delle scarpe tra le

macerie e gettandole nel sacco) Malintesi. Persino il vuoto divenne

commedia non era questo. Non era questo.

Saturnino:

Potremmo scrivere unaltra commedia? Riscrivere, magari

Giusconobbe:

Serve a qualcosa?

Saturnino:

No.

Giusconobbe:

Procedi allora.

Saturnino:

Da dove si comincia?

VII

Entra Sceln

Sceln:

In medias res! Voglio darvi buoni esempi

Saturnino:

Gentile, ma di cosa?

Entra la Svenditrice col suo carretto ambulante, che si trasforma in un piccolo carro per spettacoli ambulanti. Rapidamente, lei e Sceln indossano nuovi costumi per iniziare la loro irrappresentabile commedia, come guitti da Commedia dellArte. I modi e i toni sembrano quelli di una scena amorosa, con tanto di litigi e riconciliazioni. Saturnino e Giusconobbe, luno accanto allaltro, prendono posto da spettatori.

Sceln:Io so che tu minganni

Svenditrice:Come?

Sceln:Lo sai

Svenditrice:Non so


21


Studio perimetrale intorno allincertezza

Sceln:Per questo lo fai, non sai

Svenditrice:Lo so

Sceln:La verit che questo mondo morto, i valori che lhanno

strascinato fino a questo luogo, attengono a un passato che non

potr mai pi tornare. Possiamo ripercorrere la strada e ricondurla

pi lontano?

Svenditrice:Accendere!

Sceln:Il fornaio accende la legna. Solo attraverso una nuova nascita.

Svenditrice:Se ne avessimo consapevolezza spenderemmo gloriosamente,

pagando di persona, invece di farlo nel modo approssimato dei nostri genitori.

Sceln:E allora vedr il cielo, e un grande telo scendere da esso, nel

quale vi saranno ogni costellazione, e ogni specie danimale, fiere, rettili, volatili; e una voce dir

Svenditrice:Inverno!

Sceln: fatto di neve!

Svenditrice:Padre!

Sceln:Una volta mi gett dalle scale!

Svenditrice:In mezzo, sfumature infinite, dalle sabbie paludose al lancio di

una freccia verso il sole, passando per la saltacavallina.

Sceln:Vogliamo il ritiro delle truppe, labolizione dellingiustizia, un

salario equo e solidale per tutti: vogliamo un uomo forte che

gestisca tutto con risolutezza! Vogliamo un re! Vogliamo

democrazia! Vogliamo la pizza!

Svenditrice:E Pietro?

Sceln:Cant tre volte! Il suffragio, come il diluvio, sar universale

Svenditrice:Fai senza sapere ci che fai e se non sai quello che fai, non puoi

decidere se fare o non

Sceln:Ofelia!

Svenditrice:Non pi!

Sceln:Ofelia tamo ancora

Svenditrice:Nel complesso i dispendi improduttivi, una volta divisi, persero

di gloria! Giulebbe sono e il lusso squilibrato.

Sceln:Posso animare rettili di bronzo, far divertire i morti, discutere coi


22


Studio perimetrale intorno allincertezza

cani e averla vinta. Posso marciare su nuvole di gas e strisce di

mercurio, forare le montagne, mostrarmi imberbe o saggio, tigre

o anoplro, rapire il tuo aspetto o conferirti il mio, montare un

dardo e correre al galoppo!

Svenditrice:Cosa resta, di una verit che si espande, si ritrae e riplasma

continuamente?

Sceln:Taci! Solo colui che sa pu amare perch se ne ha bisogno, vuol

dire che non lha dunque non lo pu dare.

Svenditrice:Ma tu lo sai, che non mi hai amato mai

Sceln:Tavrei amato se non mavessi condannato

Svenditrice:Ofelia, uccidimi!

Sceln:Perch?

Svenditrice:Sar amabile, da morto!

Sceln:Copriti, fa fresco

Svenditrice:Non spingere il nemico alla disperazione, gli accresce le forze e il

coraggio, aguzza lottuso intelletto e non c modo pi sciatto per sottrarlo allumiliazione!

Sceln:Piet certo che si! Piet per te tapino che non ami e per questo

non sei amato

Svenditrice:Dobbiamo dilapidare, risolutamente. Nel nostro accecamento,

questi eccessi ingombranti hanno dilapidato noi pi di quanto non sapemmo fare noi con essi!

Sceln:Ofelia, non hai piet!

Svenditrice:Vivere senza volere, malgrado la vita, viva la libert, direi

Sceln:Nemmeno

Svenditrice:Avrei lottato per il trionfo di verit e giustizia! Se solo mi fosse

stato chiaro di cosa si parlasse

Sceln:Grato alla legge che affligge i nostri corpi, tu meriti soltanto di

campare. Addio!

Svenditrice: evidente che la legge dei fatti, come ogni legge, non deve

spiegazioni. Non si tratta di capire. Solo obbedire, o violare

Sceln:Dichiaro fermamente sdegno e ricondanno latto di barbarie e

tppete e tppete!

Svenditrice:Misero, piet certo che si!

Sceln:Ma se questo dovesse succedere saremmo di fronte a un nuovo


23


Studio perimetrale intorno allincertezza

virus contro il quale i rimedi esistenti potrebbero non essere efficaci.

Svenditrice:Perch non vuoi cavar profitto da un branco di conigli?

Sceln:Qui si allude alla dottrina di Empedocle

Svenditrice:Perch un agglomerato troppo numeroso porta al disastro!

Sceln:Discordia delementi genera l'odio: venendo a mancare il quale

per opera dell'eros, gli elementi si aggregano tra loro generando il caos. Ofelia!

Svenditrice:Non pi!

Sceln:Distruggi i simulacri! Prega, digiuna, mortifica, piangi! Niente

scienza o conoscenza! Vuoi una mela?

Svenditrice:Ofelia tamo ancora. E il processo, dice Jacques, sempre in

negativo

Sceln:Quanti di loro si sono domandati cosa andava fatto se qualcosa

non fosse andato per il verso giusto? E tu, donna, perch non li hai fermati? Avresti dovuto occluderne la perpetrazione!

Svenditrice:Prega a bocca chiusa, a che il respiro non appanni il pensiero

Sceln:Non sono un vivente e quandanche lo fossi, non me ne cale

niente

Svenditrice:(dopo una pausa alquanto lunga) Non c pi tragedia. Labbiamo

divorata, tutta tutta

Sceln:(c.s.) Di quale bulimia noi ci appestammo?

Svenditrice:(riprendendo un ritmo sostenuto) Ognuno incatenato alla sua parte,

che il caso ha destinato, senza allegarne gloria o colpa.

Sceln:Meglio per lui. Luomo libero da ogni desiderio e paura, trae la

vita lieto e gode per quel che di natura puote!

Svenditrice:Non godo

Sceln:Vengano a me i coperti di fango e sangue

Svenditrice:Non godo!

Interrompe di botto Giusconobbe

Giusconobbe:Basta!

Sceln:(come un a parte ) Il mio padrone ha scritto strofe assai graziose che testimoniano bont e innocenza, intenti puri e senso dumorismo. Il mio padrone portaotre dacqua!


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Saturnino:Ripeti?

Sceln:Il mio padrone portatore dacqua!

Saturnino:Portaotre preferisco.

Svenditrice:Ofelia!

Sceln:Non ora!

Saturnino:Allora mai pi

Saturnino applaude, Giusconobbe no. Nel silenzio, Sceln e Svenditrice smontano la baracca ed escono di scena. Saturnino riprende a parlare.

Saturnino:Dovremmo ritornare sulla terra

Giusconobbe:Siamo gi sulla terra

Saturnino:Alla terra, alla terra

Giusconobbe:Coltivarla

Saturnino:Cosaltro?

Giusconobbe:Coltivare la terra.

Saturnino:Potremmo informarci. Non so da chi ma

IX

Sceln, vestito da vecchio gentiluomo di campagna si fa avanti

Sceln:Dunque se mi consentito, vi fornir alcuni suggerimenti circa il

trattamento del foraggio. Cominciamo subito: uno! si rivolti

lerba a terra senza sparpaglio; due! vadano i covoni concepiti a

cono; tre! si fissino i fastelli repentinamente in loco, poi

ammucchiati a dieci per volta

Saturnino:A dieci?

Sceln:A undici, ad otto trattasi di numero stocastico. Quanto al

rastrellatore inglese, su un terreno del genere non frutta.

Lalternativa sarebbe linnesto di prati artificiali (tira fuori dalla

sua bisaccia un pratino sintetico).Questo almeno mipare

incontestabile

Saturnino:Incontestabile.

Sceln:Per le coltivazioni, suggerirei dei cantalupi. Ed ora, se permettete,

vorrei mostrarvi le delizie del vivere bucolico. Cominciamo con

la mietitura. Notino lorsignori il ritmico lavoro dei dodici

mietitori, l sulla vostra destra che a dorso nudo e gambe


25


Studio perimetrale intorno allincertezza

divaricate, falciano la segale. Sentite il sibilo di lame che oscillano tracciando semicerchi deleganza rara

Giusconobbe sembra imitare i movimenti dei mietitori

Sceln:

Notate in fondo il gregge, la grazia del suo brucare e in

contrappunto lo sferruzzare del pastore intento alla sua calza con

il cammello accanto. E quel fienile, non una cattedrale? E questi

polli che beccano il granone, non sono uno splendore? E gli orci

sui graticci, gli uni di fila agli altri, turgidi di latte, la schiuma

debordante, e i buoi col ticchetto di corna puledri... conigli

pavoni, perch no poi suona il campanello della cena, e al

desco, tutti, un pasto saggio di legumi, un pezzo di formaggio e

pane, un po di vino e a letto. Doman si ricomincia

Saturnino:

Rivelante. Ma se deve arrivare la fine

Sceln:

Aspettate la fine?

Giusconobbe:

Non aspettiamo niente.

Sceln:

Come vi piace Lagghiacciamento dei cuori andr di pari passo

col surriscaldamento della terra!

Sceln esce

VIII

Quandanche volessi, da dove ricominciare?

Giusconobbe:

Saturnino:

Dovremmo procurarci degli attrezzi

Giusconobbe:

Ci sono

Saturnino:

Ci vorrebbero sementi

Giusconobbe:

Ci sono

Saturnino:

quattro cavalli

Giusconobbe:

Ci sono

Saturnino:

dodici mucche

Giusconobbe:

ci sono

Saturnino:

sei maiali, pecore centoventi

Giusconobbe:

(tirando fuori da alcune scatole oggetti che nulla hanno a che vedere

con quelli menzionati) ci sono

Saturnino:

Non fai mancare niente

Giusconobbe:

Non un merito

Saturnino:

Lacqua scavando la troviamo! E se inquinata?


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe:La purifichiamo

Saturnino:Purifichiamo! Quanto tempo ci vorr?

Giusconobbe:Cosa cambia

Saturnino:E se non bastasse?

Giusconobbe lo guarda severo

Saturnino:Va bene va bene (comincia a lavorare) Con calma e senza

bramosia di terminare.

Giusconobbe:Senza bramosia.

Di buona lena, iniziano a predisporre gli attrezzi, a fare spazio. Giusconobbe lento, quasi solenne, Saturnino di buon buzzo. A un tratto Saturnino si ferma per ascugarsi il sudore

Saturnino:Avrei sete

Giusconobbe:Se ti agiti in quel modo...

Saturnino:Piovesse almeno dovremmo forse dedicarci ad unattivit

meno defatigante(riprende a muoversi alquanto esagitatamente)

Misurare!

Giusconobbe:Non smisi mai di dirlo in ogni modo.

Saturnino:Forse non sono state prese le misure giuste

IX

Sceln entra improvviso, scompigliando le macerie che Saturnino ha iniziato a ridisporre, seguito dalla Svenditrice che ha una cesta in testa

Sceln:Badate: in qual misura misurate, sarete misurati.

Escono cos come sono entrati

Saturnino:Intendo dire le misure delle cose che vanno misurate. stato

misurato tutto? Qualcosa pu essere sfuggito?

Giusconobbe:Lo escludo (raccogliendo unaltra scarpa)

Saturnino:Allora smisuriamo. Hai un metro?

Giusconobbe:(lanciando un oggetto che non una bilancia) Bilancia. Senza pesi.

Saturnino:Meglio

Giusconobbe:(c.s.) e uno sfigmomanometro

Saturnino:Da qui


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe:(c.s.) e un gonfiatore

Saturnino:pu servire

Giusconobbe: rotto

Saturnino:Allora (inizia a prendere smisure tuttintorno e di ogni cosa gli

capiti a tiro, sotto gli occhi di Giusconobbe, che continua a raccogliere

oggetti e scarpe da inserire nel sacco) Una volta ricondotte a nuove

cifre

Giusconobbe:(lancia violento un oggetto, Saturnino cade) Stai tentando di

nuovo

Saturnino:(rialzandosi) Perch fai questo?

Giusconobbe:Non controllare.

Saturnino:Non volevo controllare. Intendevo procedere a tentoni, provare,

riuscire, fallire, cambiare, magari quello che andrebbe lasciato e

lasciare quello che andrebbe cambiato, sconclusionare. Fare

sacrifici, smisurati

Giusconobbe:Per ottenere

Saturnino:Nulla. Dilapidare, che dici?

Giusconobbe:Quello chebbi da dire lho detto. Fui malinteso. Adesso ascolto.

Saturnino:Non ho urgenza di parlare.

Saturnino riprende con pazienza a ricomporre macerie, cercando corrispondenze per possibili combinazioni tra le cose che, di volta in volta, gli capitano tra le mani. Giusconobbe lo osserva, sembra ogni tanto suggerirgli, con piccoli gesti, possibili disposizioni. Saturnino qualche volta accoglie il suggerimento, qualche altra no. Il luogo assume quasi un che di piacevole.

Saturnino:Potremmo fondare una nuova citt

Giusconobbe:E chiamarla poi?

Saturnino:Non chiamarla. Una citt priva di nomi propri dove tutti gli

uomini si chiamano uomini, le donne donne, i bambini bambini. Dove il mercato si chiama

Giusconobbe:mercato

Saturnino:e trovi strade chiamate

Giusconobbe:strade

Saturnino:proprio cos non che siano tutti uguali, anzi. Li

differenzierebbero le qualit, non certo i nomi, qualit che in

nome della gentilezza nessuno dichiara, le si riconosce, per quello

che sono. Una citt dove se vuoi destare basta dire: Ehi,

bambino oppure ehi, uomo!, ehi donna! a seconda dei casi,


28


Studio perimetrale intorno allincertezza

e tutti i bambini o gli uomini o le donne presenti in quel momento risponderebbero. Una citt dove lo scambio dindirizzi avviene per pazienti, quasi impercettibili rappresentazioni in cui ciascuno si cimenterebbe volenterosamente, sicch persino dare un indirizzo diventerebbe unarte, che richiede tempo, ma i cittadini della citt de-nominata non saprebbero cos il tempo reale, e proprio per questo, forse, il loro tempo sarebbe reale, o almeno principesco. Ho nostalgia di questa citt.

X

Entra la Svenditrice

Svenditrice:Che aria fresca c qui! Finalmente si respira. L fuori si sbranano in grasse negoziazioni. Mangiano, subriacano e poi vomitano ovunque, singroppano a vicenda, una vera festaccia dinizio millennio

Saturnino:(porgendole una scrannetta) Si riposi

Irrompe Sceln a distruggere la serenit del momento

Sceln:Al suo arrivo la terra tutta fiorir come campo di girasoli, e gli

occhi dei ciechi vedranno e le orecchie dei sordi si stureranno. I neonati condurranno i leoni per la criniera

Saturnino:Il nostro pneumatoforo dico bene? Passa di qui ogni tanto,

porta un po di voce e poi va via

Sceln: e vengo ad annunciarvi che la fine

Svenditrice:Da dov che viene?

Sceln:Dai cieli del deserto, dove mi nutro di nuvole

Svenditrice:Nel deserto non ci sono nuvole

Sceln:Poche. Mangio poco.

Svenditrice:A vederlo cos non si direbbe ma lui eh? Quante apparizioni ha

al suo attivo?

Saturnino:Adesso non saprei

Svenditrice:E cosa dice, cosa?

Saturnino:Cose spaventose dice, a volte

Sceln: e vengo ad annunciarvi

Svenditrice:(guardando le mani di Sceln che continuano ad agitarsi) Ma che

belle manine come colombelle pronte a volare farfalline farfalline


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Saturnino:E la tromba sapesse che tromba fa un po vedere, suona

suona

Sceln suona

Sceln: giunto il Figlio delluomo!

Svenditrice:Perch grida in questo modo?

Sceln:Non rallegratevi se la verga di chi vi batteva stata spezzata! Dal

suo mozzo sortir un basilisco che sbraner gli uccelli!

Svenditrice:Poveri uccelli

Sceln:Dov quello la cui coppa dabominio ormai colma? Dove

quello che un giorno morir in vesti dargento davanti a tutto il

popolo? Che giunga, affinch taccia le folle e ascolti le voci

sommesse dei virgulti

Svenditrice:Di che parla?

Saturnino:Lo domandi a lui

Sceln:(alla Svenditrice, che intanto gli si avvicinato) Indietro, figlia di

madre inattesa, ripugnante simulacro di cispa che illubric

locchio del mondo. Il clamore dei vostri sconci giunto fino alle

orecchie di colui che sorride cadranno fave lorde quanto massi

sui vostri tetti e il timbro tenace della corda divina scuoter col

suo vibrare le vostre acque salmastre e pantegane voraci

divoreranno le scorie che impunemente avete accumulato!

Svenditrice:(a Saturnino) Perch fa cos?

Sceln esce facendo ancora squillare la tromba. La Svenditrice lo segue quasi per fermarlo.

Saturnino riprende paziente il suo lavoro dimprobabile ricomposizione delle macerie.

Giusconobbe continua a raccogliere scarpe da inserire nel sacco.

XI

Si dice che ovunque sia armonia. Ma anche che tutto sia pura

Saturnino:

entropia assioma e controassioma. Si dice che ci siano schiavi

e padroni, ma anche che gli uni prima o poi si mutino negli

altri

Giusconobbe:

Malintesi (raccoglie unaltra scarpa)

Saturnino:

Oltre agli assiomi, andrebbero smontati i controassiomi. Messi

insieme fanno una bella prigione. Prima di ricostruire qualsiasi

citt, sarebbe necessario risalire allassioma degli assiomi

Giusconobbe:

Vallo a cercare.

Saturnino:

Avrei sete.

Giusconobbe non gli d corda


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Saturnino:Possibile assioma numero uno: per far fronte alla catastrofe

necessario che essa, quando giunge, non trovi nullada

catastrofare. Magari spezzeremmo la catena di catastrofi e

saremmo liberi!

Giusconobbe:Liberi. Da cosa

Saturnino:Non lo so. Dal pensare progetti, forse. Pi che progetti,

basterebbero getti

Giusconobbe:Di cosa

Saturnino:Di pietre, di dardi, di dadi, di quello che pi aggrada di sputi!

Che dici?

Giusconobbe:Non dico

Giusconobbe:Di sputi! Non dspute ma sputi (sputacchia)

Giusconobbe lo guarda e lo imita. Adesso sono entrambi a sputacchiare, prima lentamente, come in un gioco ritmico che diviene sempre pi frenetico, un gioco orgasmico e imbarazzantemente infantile, ma fatto con grande seriet.

XII

Sceln appare improvvisamente con la sua tromba

Sceln:Sputate finch sputo non vi sommerger!

Riprendono tutti a sputacchiare, Sceln compreso. Entra la Svenditrice col suo carretto

Svenditrice:(come ad annunziare le sue merci) La fonte del fallo la fonte del fallo torri, zucchine, ceri, piramidi, menhir, gambe di tavoli, travi, batacchi per campane, pennoni, campanili, penne, lampioni falli per tutti

Sceln:Fallo per me (la Svenditrice porge un pezzo di maceria a Sceln)

Svenditrice:(Avvicinandosi a Saturnino, porgendogli un altro pezzo) Fallo per te

Sceln e Saturnino giocano tra loro a scherma usando gli oggetti che la Svenditrice ha loro dato, intanto Giusconobbe continua a sputacchiare dallalto delle macerie

Svenditrice:(rivolgendosi a Saturnino e a Sceln che continuano a duellare) A cosa rassomigliano?

Saturnino/Sceln:Fallo fallo

Saturnino e Sceln giocano in un improbabile combattimento, sotto gli occhi di Saturnino, immobile. La Svenditrice rimette ordine tra le merci del suo carretto


31


Studio perimetrale intorno allincertezza

Svenditrice:Falli dogni specie! Ed anche unampia gamma di vulve, qui non si scherza Scarpe, guanti, foderi di spade, e poi canali e chitarrine, serrature, scatole! Scatole vuote perlopi, riempite a caso e senza onore

Su questultima parola la scena si congela, anche Giusconobbe smette di sputacchiare dallalto delle rovine

Svenditrice:Circonfusi tra vulve e falli in maschera!

Sceln:Ne resterete ammaliati

Svenditrice:(a Saturnino e Giusconobbe) Serve qualcosa?

Saturnino:Grazie no. Un po dacqua e gi conosco la risposta

La Svenditrice comincia a gridare, come ad emulare le voci e i pianti delle prfiche, o quelle di un corteo di protesta, rivolgendosi verso Giusconobbe

Saturnino:Cosa fa?

Svenditrice:Scarico voci pietose raccolte qui nella discarica accanto. Ce ne

son troppe altrove, bisogna bilanciare, qui si gioca, l si muore

Saturnino:Anche qui, se per questo

Svenditrice:Volete scherzare? Scherzate pure (sta per uscire, indugia un

momento ) Vi andata bene. Quello che duraturo non producescambio e rigenerazione sano il principio di ogni catastrofe.

Esce la Svenditrice, Sceln le danza con la spada intorno per un po, poi si ferma ad osservare

idue rimasti in scena. Saturnino riprende a ricomporre la scena pazientemente, con le macerie nuovamente scombussolate dal passaggio di Sceln e Svenditrice.

XIII

Mi meraviglio che passiate da un tracciato allaltro senza

Sceln:

approfondirne alcuno dicono che trascuriate un po la storia

Giusconobbe:

La storia

Sceln:

Che cosa le rimproverate, signore?

Giusconobbe:

Di quale storia parli

Saturnino:

Ciascuno racconti la sua e dufficio si dia ascolto a tutte. Anche

alle pi bislacche. Anche a quelle che sembrano non raccontare

nulla. Quanto a noi, potremmo limitarci ad ascoltare, oppure

tentare una storia universale del fallo

Sceln:

Continuate pure a vendicarvi

Saturnino:

Non abbiamo nulla da vendicarci. Intendevo una storia

concepita come graduale manifestazione di un grande fallo al

servizio di una causa o un fine, di una religione, una nazione, un


32


Studio perimetrale intorno allincertezza

partito, un sistema, di unidentit identit, ecco, mi sa che

questo lassioma degli assiomi. Quante catastrofibisogna

computare sotto la voce identit? Per se chiedi a qualcuno

cosa significa identit?

Sceln esce

Saturnino: nessuno risponde. Non in maniera chiara, intendo. Prendendo

tutti i libri sullargomento, esaurite le fonti, analizzatee

condensate in un distillato dellassioma identit non resta

niente. Una storia universale della stupidit, per contro, mi

sembra pi abbordabile.

Giusconobbe:Serve a qualcosa?

Saturnino:Direi di no

Giusconobbe:Allora procedi. Senza sudare

XIV

Entra la Svenditrice cantando una sorta di marcetta, seguita da Sceln che sembra volerla afferrare, mentre lei gira intorno al suo carretto

Svenditrice:Mangiaste, beveste, compraste, vendeste, piantaste, muraste

Sceln:Ti pentirai!

Svenditrice: poi piovve fuoco e zolfo, periste, di nuovo nasceste e allora

Sceln:Tu Gemerai!

Svenditrice:mangiaste, beveste, compraste, vendeste, piantaste, muraste

Sceln:Ti tormenterai!

Svenditrice: poi piovve fuoco e zolfo, periste, di nuovo nasceste e allora

mangi-stbev-stcompr-stvend-stpiant-stmur-st-st-st-st-st

Sceln:(in simultanea con la battuta della Svenditrice) Tipnti-ritormnte-

ritugeme-ri-ri-ri-ri-ri

Saturnino:Quante staffilate alle orecchie! Vi prego, meno volume

Svenditrice:(a Sceln, che finalmente lha raggiunta ed acciuffata) Se davvero

stato un dio a fare questo mondo, non gradirei punto somigliargli.

Un dio che lancia fave lorde come massi sulle teste della gente,

insomma a sorte per giunta

Sceln:E se non fosse a sorte?

Svenditrice:Potrei fare le cose pi orrende e fornirle tutte le argomentazioni

di questo mondo!


33


Sceln: Svenditrice: Sceln: Svenditrice: Sceln: Svenditrice: Sceln: Svenditrice: Sceln:

Sceln:

Svenditrice:

Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe:Lei non dio!

Svenditrice:Possiamo dirlo con certezza?

Giusconobbe:Direi non so!

Svenditrice:Dir di pi: si stava ventilando lipotesi di un nuovissimo manifesto. Pu dare un contributo? (A Saturnino) Lei, signore, pu dare un contributo?

Saturnino si tasta addosso, si guarda attorno per cercare un contributoche non trova.

Signori! Risulta evidente che siete nel pieno di una crisi di fiducia

(prendendo nota su un foglio, a mo di nota per la spesa) Fiducia, segniamo fiducia

dellumanit.

Umanit

(alla Svenditrice) segna in luogo della ragione

Uh uh ragione, quasi la dimenticavo

della razionalit

razionalit!

segni distintivi della dignit umana

Dignit

il panico! (urlando) Ah! Il panico! Il panico! (si agitascompostamente )

Saturnino e Giusconobbe lo guardano in silenzio, senza scomporsi

Saturnino:(alla Svenditrice) Panico? Non ne abbiamo panico

Svenditrice:Avete consumato anche quello (prendendo nota) panico. E companatico. Sarete serviti (esce)

XV

Saturnino raccoglie residui di macerie

Saturnino:Guarda che bello! Con questa frutta potremmo produrre delle compostine da qualche parte ho la ricetta (raccoglie altrioggetti) un chilo di zucchero, tre di frutta, acqua quanto basta(ad acqua si ferma, lascia da parte gli oggetti raccolti) non ho mai amato le marmellatine in particolar modo


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Entra Svenditrice

Svenditrice:Dovreste vergognarvi Continuate a far finta di nulla.

Doveravate quando ier laltro si scatenato il pandemonio?

Saturnino:Pandemonio potrebbe essere la ricetta di un dolce piccante

Svenditrice:Nessuno ha visto niente io non cero queste cose non

cinteressano la solita omert! Perch chi vive qui non vede, non sente, non parla!

Giusconobbe:Lei vive qui?

Svenditrice:Per carit pelosa! Non ci penso neanche

Giusconobbe:(raccogliendo unaltra scarpa) Ha scavalcato cadaveri di morti

ammazzati?

Svenditrice:Che barbarie. E lei, ha visto, sentito?

Giusconobbe:Non ero qui

Svenditrice:Lei di passaggio

Giusconobbe:Passaggio

Svenditrice:Lei non ha paura!

Giusconobbe:Perch dovrei

Svenditrice:Perch dovrebbe, infatti! Non di qui

Giusconobbe:Lei che di qui ha paura, invece

Svenditrice:Non ho paura, non ne ho pi motivo!

Giusconobbe:E allora parli!

Svenditrice:Per dire cosa? Quello che gi sanno tutti? Parli lei, se vuole,

esponga, denunci, intervenga!

Giusconobbe:Non questo il mio compito (raccoglie unaltra scarpa)

Svenditrice:Neanche il nostro

Saturnino:(palesemente vinto dalla disidratazione, flebile) Di chi allora?

Svenditrice:Ad ogni modo, adesso troppo tardi per parlare, non si saprebbe

neanche da dove cominciare tutto archiviato, dimenticato, persino le ragioni della paura

Giusconobbe:Allora lei ha paura!

Svenditrice:Le ho gi detto di no. Quando posso, adesso, me la vendo la

paura. E faccio affari. E non mi pento.


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Saturnino:Nessuno comprerebbe paure Ovvio che no. Ma antidoti si!

La Svenditrice esce, Saturnino riprende a ricomporre le macerie, secondo ardite e claudicanti costruzioni, con movimenti sempre meno coordinati

Saturnino:(a Giusconobbe) Venisse almeno a piovere

Giusconobbe:Cosa aspetti, che venga a piovere?

Saturnino:No no

Giusconobbe:Tu aspetti.

Saturnino:Non aspetto. Dicevo solo che con un po dacqua non

mancherebbe pi nulla. Potremmo costruire un laghetto artificiale

e indifferentemente mettervi papere e pesciolini rossi. Proviamo

con la Paparuda.

Giusconobbe:Paparuda.

Saturnino:Danza per invocare pioggia magari funziona

Saturnino prova ad emulare le figurazioni suggerite da unimmaginaria danza tribale, movimenti scomposti, guardando il cielo. Poi desiste, sconfortato. Entra Sceln

Sceln:Con la musica va meglio. Abbiate fede.

Attacca una musica ritmica sulla quale Saturnino e Sceln danzano sempre pi forsennati, fino a cedere estenuati.

Saturnino:(palesemente provato dallo sforzo) Possiamo farne a meno.

Saturnino e Sceln si accasciano al suolo per la stanchezza

Sceln:Erano due ladri e furono crocifissi insieme al Salvatore. Si dice

che uno fu salvato e laltro salvato

Giusconobbe:Salvato da cosa

Saturnino:(Dopo un momento di pausa) Dalla speranza, forse. La disperanza

un assioma poco raccontato. (Sembra riprendere le sue forze, forse

folgorato da un miraggio) Navigando disperanti, ogni cosa accade e

si rivela, come folgorazione che nulla deve dar di conto alla

speranza. Disperanza del marinaio attento, pudicamente eroico

che osserva le correnti e interpreta i venti e, senza fretta n paura,

trova i porti che sorte gli ha affidato in cui potere muovere quello

che limpida appropriatezza dacqua sa suggerire. Navigare,

corresponsabilmente. A ben pensarci, non c mai stato un

cataclisma completo del globo terrestre

Sceln:Adesso si comincia a ragionare

Giusconobbe:Condiscendenze cos ingannano i marinai


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Sceln:Vorreste negare il Piano?

Giusconobbe:Non lo conosco

Sceln:Visto che siete gli ultimi, potrei svelarvelo

Saturnino:Svelarvelo un suono molto arioso

Sceln:Lui gioca

Giusconobbe:Gioca.

Saturnino:Acqua, per favore

Sceln:Allora, lo sveliamo questo piano?

Saturnino non ha pi forza per rispondere

Sceln:Rinunci al verbo?

Saturnino visibilmente scosso dalla disidratazione, non risponde

Sceln:Temo non rimanga altro da fare che tirare un frego sulle nostre

aspettative. La nostra missione pu dirsi perfettamente fallita.

Siete inabitabili, dovete convenirne. Nessun Messa verr!

Giusconobbe:Perch dovrebbe

Sceln:Questo lo ignoro. Provate a digrignare i denti almeno? Come si fa

a profetare, come annunziare Ma porco di un dmone

rincitrullito! Ho guarito malati da lontano, ho scacciato diavoli,

ho attraversato fiumi in mezzo a coccodrilli, stuoli di adoratori si

sono malmenati per vedermi, ho sopportato il peso di mille

elefanti e le punture di altrettanti insetti, restato sveglio per cento

notti e voi neanche di uno sguardo mi onoraste!

Giusconobbe:(guardando nel sacco in cui ha raccolto scarpe ed oggetti) Avevano

sofferto troppo e poi si vendicarono e le citt rigurgitarono di

morti e ombre di morti, nelle piazze, negli androni, sui sagrati,

ammucchiati nelle stanze e n porte n finestre poterono pi

apririsi Non si don pi nulla

Sceln:(riprendendosi, come in un estremo tentativo di convincimento) Negli

ultimi tempi verranno momenti oscuri. Gli uomini saranno ottusi,

amanti del denaro, vanitosi saranno, e orgogliosi, ingrati senza

onore, sleali, maldicenti, intemperanti, traditi e traditori, sfrontati,

accecati dallorgoglio e dai piaceri, coperti da parvenza di bont!

Entreranno nelle case ed accalappieranno giovincellie

donnicciole

Giusconobbe:Continui a parlare al futuro

Sceln:Trattasi di profezia!


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Studio perimetrale intorno allincertezza

Giusconobbe svuota il sacco davanti a Sceln che guarda allibito il mucchio di scarpe riversatogli davanti. Giusconobbe, quasi a volerlo risvegliare, gli porta le mani al volto, poi i gesti si traducono in altro, quasi a rimodellare unimmaginaria creta spalmata sul viso.

Giusconobbe:La forza del verbo mut in stracci per schiavi e padroni, ne fece soldati votati al macello, senza onore n divise in crociate per santi denari, ognuno per s produsse vittorie mutate in sconfitte da quelle vittorie e a sangue perduto, venduto il tempo, lacqua, il talento nessuno, n Noi n Voi, ebbe vantaggio alcuno. Nessuno

Sceln:Malintesi malintesi

Sceln fugge via mormorando qualcosa tra s, una sorta di lamento che si trasforma in un pianto. Giusconobbe, lento, sembra andare verso di lui ma si ferma accanto a Saturnino, gli toglie gli occhiali, per poi riprendere lento il suo passo.

Saturnino, ormai del tutto estenuato, indica quasi sorridendo Sceln, come a dire bravo, era questo che cercavo. Entra la Svenditrice, con ci che resta del suo carretto, scatole vuote, si siede accanto a Saturnino, gli mostra la merce che pi non ha.

Giusconobbe, intanto, sembra avere acquisito il passo e i gesti costanti e volitivi di Saturnino, riprende a costruire, nel silenzio, una sorta di albero con vela.

Svenditrice riprende il suo passo, ormai lento, sereno. Passa accanto a Sceln, che la segue con lo sguardo, poi si siede su ci che resta di una scranna, accanto a Saturnino e allo stesso Sceln. Li raggiunge Giusconobbe, che pianta al centro del gruppo la vela pocanzi costruita coi residui delle macerie. Buio.


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