Su non sunnu pazzi

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ATTO PRIMO


  SU NON SUNNU   

       PAZZI

2 ATTI di Nuccio Vassallo

da Il medico dei pazzi di E.Scarpetta

                  

           PERSONAGGI

FELICE                                                      

CICCINO, suo nipote                                  

MICHELINO                                               

RAFFAELE                                                 

DON CARLO                                               

ENRICO 

luigi

IL MAGGIORE                                              

PEPPINO                                                     

CONCETTA                                                  

AMALIA                                                        

ROSINA                                                       

CARMELA                                                    

                ATTO PRIMO

Interno del "Caffè al Giardino". Tavolini e sedie, qualche pianta e del verde.

Sulla destra l'ingresso interno del bar.

Catania anni cinquanta.

                                 Scena prima

 Michelino solo ad un tavolo, Raffaele seduto all'altro tavolino. Il Maggiore e Luigi ad altri tavolini. Peppino gira per la scena. Luigi scrive. Raffaele legge. Altri avventori.

Luigi          - Cameriere

Peppino       - Comandi

Luigi            - Un' altra tazza di caffè

Peppino       - Subito (andando via) E su' tri!Chissu s’abbuffa di cafè!

Maggiore      - Cameriere

Peppino      - Comandi  sig. Maggiore

Maggiore      -Riposo! Portatemi il D’ Artagnan

Peppino    -   Lo stanno leggendo dall’altra parte

 Maggiore   – Ancora!Ancora! E' un ora che lo leggono! Dammi un altro giornale, uno  qualunque!

Peppino       - Vi pozzu dari la Tribuna

Maggiore      - E dammi la Tribuna!

Poppino        - Ecco servito (gli da il giornale)

Maggiore       - (a Luigi) scusate signor...

Luigi            - Luigi De Vita... scrittore

Maggiore       - Scrittore! Seh!..

Luigi – Scrittore di novelle.

MAggiore - Non potreste scrivere in un altro tavolino?

Luigi         - Perché?

Maggiore       - Perché voglio stare solo, ho i nervi e... u muvimentu do tavulinu mi innervosisce di  più.

Luigi            - Volete stare solo, vi servo subito (si alza e va ad un altro tavolino)-  Mancu scriviri si  po’!

Peppino – (con caffè) Ecco servito

Maggiore      - Mettere in ritiro a me! Dopo 30 anni di servizio... di onorato servizio... mettermi in ritiro solo perché sono caduto 3 volte da cavallo... e che è colpa mia?... Mi hanno dato cavalli deboli! Ma io vado a Roma, metto il Ministro sotto e sopra! O Roma o morte!

Luigi   - Bello argomento ppi ‘na novella. Un maggiore in ritiro (scrive)

Raffaele  - (ripassando una parte teatrale, declamando) " Quel fazzoletto al quale tenevo tanto tu lo hai donato a Cassio.Guardati dallo spergiuro, sei sul tuo letto di morte… Iago mi ha riferito tutto. Hai dato il fazzoletto a Cassio.Muori sgualdrina, così come è già morto il tuo caro Cassio " 

Michelino       - Scusate, che opera è questa?

Raffaele        - Otello. Lo reciterò duminica ca veni al teatro , da dilettante s’intende, e si cci vaju bonu mi  dugnu anima e corpo al teatro! Picchì iù vogghiu fare l’artista ,picchì iù sugnui appassionatu del teatro, teatro tragico.

Michelino   - Bravo! Complimenti,

 Raffaele – - lo ho l'arte incorporata. Sugnu teatrante nato... Il mio forte sono le tragedie... E bellu ca m’u dicinnu tutti... cu mi vidi vidi dici subbito: Vadda cch"è tragicu chiddu!

Michelino  - E si vidi ca siti tragicu! Aviti macari ‘na bella vuci.

Raffaele Averu? Me cucinu, che è proprietario della Pensione Stella, cca vicinu, proprio ppi sta vuci mi vulissi comu so segretario, ma io mi vogghiu dedicari all'arte! alla tragedia 

Michelino- Giusto! L’importanti ca i tragedii i faciti sulu o tiatru, masannunca inveci di soldi vuscati pugna e carcagnati!

Maggiore- (alzandosi) In riposo a me! Sangue di una cannonata. Voglio mettere sotto sopra Roma! (fa per andare)

Luigi- (sempre prendendo appunti) Maggiore, vi pozzu accompagnare? Così mi date qualche spunto per la mia nuova novella?

Maggiore – Con piacere così tutti sapranno quello che mi è successo! Voi cadete a proposito.

Luigi – Veramenti chiddu ca cascau fustuvu vui!

Maggiore- Ma io sono caduto da cavallo, mentre voi siete caduto a bella posta.

Luigi- Cu cascau cascau, l’importante è ca mi cuntati gli eventi!

Maggiore – Scrivete, scrivete (mentre escono) Cadete a formaggio.

Peppino – E comu pottunu cascari tutti ‘nti mia?

Raffaele – “se sei figlio dell’abisso sfido la morte” “ e chi non beve con me peste lo colga” (beve)

Peppino – Scusate ma chistu è u 4° bicchierinu di cognac ca vi viviti.

Raffaele- Già è u quartu?

Peppino- U quartu, u quartu.

Raffaele – Si nni cala ca è ‘na meravigghia!

Peppino- Occhiu! Picchì chissu si nni cala, però appoi acchiana ‘nta testa! (porta via la bottiglia)

Raffaele- (ride) Buona questa.

Michelino-  (chiamailcameriere) Peppino!

Peppino- Comandi!

Michelino-  Peppino, s’à vistu il mio amico?…. u conosci, no? 

Peppino- Certu ca  u canusciu… Chiddu ca pigghia sempri acqua frisca! no, non s’à vistu !

Michelino- E chiddu è sempri spasulatu! Si non fussi ppi so' ziu ca ci manna soddi... Ddu puvureddu ci manna soddi pirchì pensa ca so' niputi studia medicina... e chi ni po' sapiri... iddu sta a Rannazzu, so' niputi e' ccà ca fa  a bella vita! ...Comunque, ju vaju 'nto tabacchinu ppi sigaretti...si veni ' u fa aspettari! (via)

Peppino- Ai comandi!

                                         Entra in scena Enrico

Enrico         - (con astuccio di violino e sacco di notte) Cameriere

Peppino       - Comandi

Enrico         - Portami 'na tazza di caffè bollente

Peppino- Zuccherato?

Enrico  - Si

Peppino – Basta ‘ncucchiarinu?

Enrico  - U zuccuru si pava?

Peppino – No, è compresu ‘nto prezzu.

Enrico  -  allura u cafè amaru e menzu chilu di zuccuru a parti.

Peppino – (gridando) Un caffè amaru e menzu chilu di zuccuru. E chi semu ‘nta drogheria?

Raffaele -  (andando verso Enrico) Enrico, si tu… proprio tu... avi du anni ca non ti videva

Enrico  -- Oh, Raffaele... quali piaceri. Sono proprio due anni che non ci vedevamo... eh, caro mio ho fatto carriera... sono stato a Milano

Raffaele -  -A Milano?!... Bravo! Bravo!

Enrico  -- - Direttore d'orchestra alla Scala...

Raffaele - -Alla Scala!! Bravo! Bravo!

Enrico  -- La Scala di Milano è importante, no ccà!

Raffaele – E cca chi avemu scali? Al massimu potemu aviri ‘mpisolu.

Enrico  -Al teatro. Ho suonato per un bel po’ al Teatro.

Raffaele – E ti grapenu o ti lassanu fora? (ride)

Enrico  - Ho diretto l’orchestra, io dirigevo.

Raffaele – Il traffico… bella chista… m’à scrivu!

Enrico  - Ma no, dirigeva l’orchestra. - Ahu, dui tri coppa di bacchetta...ppa,ppa

Raffaele – E chi iucava a zicchinetta? Bella! Chista m’a scrivu.

Enrico  -…e cchi era... una piuma ! Una colomba...

Raffaele –- Bravo! Bravo!

Enrico  --Appena attaccai l'andante...e chi successi!... Prima 'npinnacchiu, appoi coppa, cauci, spintuni... tutti l'orchestrali contra di mia...

Raffaele –- E pirchì?

Enrico  --- Pirchì in cuntinenti non nni capisciunu nenti di arti sopraffina

Raffaele – A ccu cci lu dici! A chissu pazzu u lassai e pazzu u truvai

Peppino- Ecco il caffè .

Raffaele -  E ora cchi sta facennu?

Enrico  -Fazzu cuncerti…….

Raffaele -  - Bravu! Bravu! E unni? Unni?

Enrico  --'Nta qualche matrimoniu...qualchi vattiu... e macari 'nta qualchi  funerali.  Cci haiu ‘nRequiem ca fa risuscitari i morti di quantu è bellu! Però e parenti do mortu non ci piaci.

Raffaele – E certu, su fa risuscitari i morti appoi comu s’a spartunu l’eredità (ride)

Enrico  -Ora, avi chinnici jornà ca non si marita nuddu, non mori nuddu e su continua accussì l'unico ca mori sugnu ju'. Avi ca non manciu, m’arridducivi a mità . U patroni di casa  avanza tri misi e mi jttau i robbi 'mmenzu a sfrata!

Raffaele –- E unni su' i robbi?

Enrico  -- Ecco tutto il mio avere: un frac! du' cammisi! e un violino!

Raffaele –-- E stasera unni dormi?

Enrico  -Sutta l’archi da marina…

Raffaele –‘N’ albergu  comodu?

Enrico  -- Si non chiovi, si... Ahu, non l'ha caputo ca sugnu mmenzu 'na-strada?

Raffaele – Comu, comu comu! L'arte non può 'stare strata strata!

Enrico  -Sutta l’archi.

Raffaele –E mancu sutta l’archi. 0ra ci pensu ju. Me' frati è proprietario di una pensione, pensione Stella...ccà vicinu. Ora ti fazzu un biglietto di presentazione e ti fazzu dari 'na bella cammira singola…. doppia…. tripla!

•f-

Enrico  - - Grazii, grazii tanti... ma solo per un paio di giorni... poi me ne vado all'estero in cerca di fortuna... uno come me deve diventare un grande.

Raffaele - Hai ragione! L'atti è atti, c'è poco da fare! Ecco a te .(gli consegna un biglietto che ha scritto nel frattempo) A proposito, siccome devo andare alle prove dello spettacolo, nel frattempo  vi accompagno sutta a pensione di mio fratello e  stasera ci vedremo a teatro. V’abbasta ‘na pultruna?

Enrico  -Si pava?

Raffaele –Offru iù.

Enrico  -E allura facemu ‘ndivanu!

Raffaele –(ride mentre vanno via)

                                    Michelino, Ciccino

Michelino      - (seguendo Ciccino) Allura, si po' sapiri cchi ti successi?

Ciccinu   - Una rovina, amico mio, una rovina, un guaio, addio divertimento, addio donne, addio gioco... addio tutto

Michelino      - Perché?

Ciccino        - Perché?... m'addumanni perché?.. .Me zio Felice scende in città! ecco perché! E' arrivato alle 9 con moglie e figliastra. Non haiu cchiù sangu ‘nte vini.

Michelino      - Come lu sapisti?

Ciccino        - Stamatina alle sei ju stava ancora jucannu...

Michelino      - Comu 'o solitu!

Ciccino         - Stava pirdennu...

Michelino      - Comu 'o solitu!

 Ciccino        - Aumentava il mio debito nei confronti di don Nicolino

Michelino      - Comu 'o solitu!

Ciccino        - Quand'ecco arrivare ddu beccamortu d"u fattorino del telegrafo e mi ha consegnato questo telegramma: (lo trae dalla tasca e legge) " Arriviamo ore 9, ju, e zia Concetta. Vieni alla stazione." Felice.

Michelino      - M"u mmagginu comu ci isti felici!

Ciccino        - (sputo)PPU! Felice è 'u nomu di me ziu, bestia!

Michelino       - E allura?

Ciccino         - Allura... sono andato alla stazione, sono andato a prendere lo zio,'u purtai o villino De Rosa, ci dissi di ripusarisi e ju scappai cca per chiederti consiglio... per essere salvato...

Michelino      - Salvato? ...E comu ti pozzu salvari ju?

Ciccino        -(c.s.)Ppu! Me' ziu sapi che sono laureato, che sono un ottimo dottore. 'Avi tri anni ca sugnu in città e 'avi tri anni ca mi mannunu soldi! L'ultimi 10.000 lire ci' addummannai 3 misi fa dicennuci ca mi sirvevunu per pagare un'annata anticipata per affittare e arredare la clinica per pazzi e c'aveva già 15 pazzi in cura.

Michelino      - Cosi da pazzi!

Ciccino        - E tuttu chistu pirchì me' ziu si misi 'ntesta ca voli apriri 'o paisi una clinica per pazzi

Michelino - E tu ti iucasti tutto in una sola settimana! II vero pazzo sei tu!

Ciccino   - Hai ragione! E' la gioventù... Vogghiu godere un po' la vita prima di turnari 'o paisi. E poi cchi puteva pinsari ca vinevunu accussì prestu in città? Appena scinneru do trenu me'ziu m'addumannanu subito come va la clinica.

Michelino - - E tu cchi ci arispunnisti?

Ciccino- -- Tutto bene!

Michelino- Tutto perfetto! (scoppia a ridere)      

Ciccino-  Non ridere, ti prego non ridere. Me' ziu e dd'antipatica...di so' mugghieri si  appurano come in effetti stanno le cose m' abbannununu ammenzu 'na strada...

Michelino – Non ti dispirari. Qualche rimediu u truvamu.

Ciccino- (si accorge dell'ingresso della padrona di casa con la figlia) c'è, c’è…..

Michelino -  Vidi ca già u truvasti?

Ciccino- c’è  a patrona di casa ccu so figghia…...sulu iddi ci mancavunu!

Amalia-.  (alla figlia) Trasi, Rosinella, pigghiamuni qualche cosa.

Rosina -   Mama, ju m'affruntu!

Amalia-.  Assettiti ddocu, non c'è affruntu . Tutti i signore e signorine doppu a passiata trasunu ‘nto cafè ppi arripusarisi. Annunca chi facemu? Caminamu sempri? (chiama) Cammarero!

Peppino –  Comandi

Amalia-. Cammareru, siccomu non semu abituati a veniri o cafè, chi nni cunsigghia?

Peppino – Tuttu dipenni si siti di stomucu forti o no. Si siti forti ‘nbellu ponciu.

Amalia-. No, non semu di stomucu forti

Peppino –Allura cacau.

Amalia-. (insorgendo)Chi dicistuvu? cacau? malu accrianzatu.

Rosina – mamà calmatevi.

Peppino – Chi capistuvu? Cacau.. Ciucculatti, mancu?

Amalia – E spiegativi pezzu d’armali.

Peppino – Allura ddu tazzi di cioccolata vannu boni?

Amalia-. Va beni, va beni. Ddu tazzi di cioccolata, senza cacau, e ddu brioches

Rosina – Chi mala cumparsa. Sugnu tutta russa da vergogna.

Amalia-.  Figghia mia, mi pari ca tu t'affrunti spesso e volentieri. Appena vidi unmascolo, appuzzi l'occhi 'nterra... accussì non ti mariti mai.

Rosina     - (guardando a terra) E cchi m'interessa a mia!

Amalia         - Ahu, si non ti interessa a tia, mi interessa a mia ca aristai viduva... ancora m’a sentu e mi vulissi sistemari! Non vogghiu cchiù fare a suttanina di me' frati e fari a serva, comu haju fattu finora, nt"a pensione... Quannu tu ti mariti, intantu ju minni vegnu ccu tia, appoi si vidi...

Rosina        - Si, mamà, ma si non si presenta nuddu...

Amalia         - Tu, figghia mia, hai 'na facci ca pari ca passasti un guaio... pari ca hai un funerali friscu, 'rnpiccicatu 'nt"a facci... Animo figghia mia, animo! Allegria! Quannu vidi ‘nmasculu, inveci di calari l’occhi ‘nterra, arriri!

Peppino       - Cioccolata e brioches cauri cauri.                      

Rosina         - (sciocca risata) A mia accussì mi piacciunu!

Peppino       - Scusate, signora, e chi è vostra figghia?

Amalia       - Sissignore, mia figlia Rosina.

Peppino       - Ah, si chiama Rosina? Comu a me' mugghieri!

Amalia         -Ah... siti maritatu?...Rosina non ridiri cchiù! Non è articulu ca n’interessa.Quantu pagu?

Peppino -  70 centesimi.

Amalia-.  Ecco qua, 2 soldi a voi (paga)

Peppino -  Grazie

Peppino- Con permesso ( va via)

Rosina -  (Scorge Ciccino) Mamà c'è ddu medico ca sta 'nta nostra pensione

Amalia-.  Bih Vero!

Rosina -  'U sai mamà iddu quannu mi vidi, mi parrà. Ajeri mi dissi: signurina, quanto siete simpatica, quantu siti bedda.

Amalia-.  E tu cchi ci' arrispunnisti?

Rosina -  Ju ci dissi: vui siti simpaticu.

Amalia-.  Brava! Bedda da mamma! Chiddu fussi 'n bellu partitu ppi tia!... Avi 'n ziu 'o paisi ricchissimu!...Ma comu mai non ci ha vistu (Cerca di attirare l'attenzione, allorché vede che Ciccino non si accorge di lei, lo chiama ad alta voce) Don Ciccino!... Dottore!

Ciccino- Mi visti! Ora  voli pavati i misati

Michelino Non ci dari cuntu. Non ci dari cuntu.

Amalia-.-Don Ciccinu, don Ciccinu!

Rosina – U chiamu iù mamà, videmu su mi senti ?

Amalia- si figghia chiamulu tu co la tua gentilezza.

Rosina – Dutturiiiiii… ahuuuu e chi siti suddu?

Ciccino-  Buongiorno, signora:Signorina!  Scusate, ero distratto... parlavo con un mio amico.

Amalia-.  Come state? State bene?

Ciccino-  Eh, così, non c'è male

Amalia-.  Come vi trovate nella nostra pensione?

Ciccino-  Bene... molto bene.

Amalia-.  Ah, una pensione comu 'a nostra non s'attrova in tutta 'a città. C'è una buona cucina, biancheria pulita... tuttu è pulitu, averu?

Ciccino- Sicuro...

Amalia-.  Ah, ppi ssi cosi c'è me fìgghia ca è terribili... controlla sempri la servitù e voli tuttu a postu, tuttu in ordine... Eh, a so' età s'avissi a pinsari a autri cosi, ma 'a carusa è troppu precisa... cchi dicu troppu, truppuni .Appoi, però quannu si marita sarà tutta nautra cosa. Averu, Rosina?

Rosina -  (ridendo) Si, mamà'. (soggetto tazza cioccolata)

Ciccino   - Signora, signorina scusatemi, ma ho una discussioni di lavoru col mio amico.

Amalia-.  Ora è megghiu ca ninni jemu! Cameriere!

Peppino – comandi.

Amalia-. Arrivederci, dottore... ni videmu prestu!

Ciccino- Si a prestu signurina.

Amalia-.-Saluta il dottori Rosina.

Rosina –Dottore( ride. Vanno via con Resina che si volta spesso a ridere)

Ciccino -   Menu mali ca a pigghiau a ririri e menu mali ca si nni jenu. Unu 'avi i so' pinseri e avi a sentiri a iddi... 'a carusa non è mali, ma haju pinseri pp"a testa!... Ora staju pinsannu su mè ziu voli vidiri a clinica dè pazzi, chi cci fazzu vidiri? E poi unni  i trovu i pazzi ca m'e' ziu vulivi attruvari nella clinica?

Michelino      - 'Na parola è!

Ciccino        - (ha un pensiero) Ci sono!... Magnifico! Sulu ju sugnu capaci di fari certi pinsati!

Michelino      - Lo so, quannu si tratta di imbrogliare, tu sei maestro!

Ciccino        - Nella pensione dove sono alloggiato ci sono tutti genti strana, curiosa... Se mio zio vuole vedere i pazzi, ju 'u portu dda'.

Michelino      - E tuo zio non è capace di accorgersi che non sono pazzi?

Ciccino        - Ju ci staju sempri dappresso e non ci dugnu u tempu di pensari. Poi l'avviso che non deve dire niente, che a chiunque vede non ci' ha fari capiri ca è pazzu, hai capito?

Michelino       - Ciccino, e chi voi ca ti dicu... a ca Dio t"a manna bona!  

Ciccino        - Aspetta, n'autra pinsata! Tu ora vieni ccu mia e ci facemu vidimi ca sì unu di pazzi... e che sei sotto la mia cura.

Michelino       - Ju?!

Ciccino         - Tu, tu... ma un pazzo calmo... la follia... la follia musicale...tu si fissato che sei il primo soprano del mondo... e che l'opera che ti ha fatto perdere la testa... che ti ha portato alla follia è la Norma

Michelino       - Ciccino, ma cchi sta dicennu?

Ciccino         - Fammi stu piaceri... po' essiri che vidennu a tia ca fai 'u pazzu si scanta e non voli vidimi all'autri pazzi. Forza Michelino, non pirdemu tempu.

Michelino      - No aspetta, Ciccino, in che imbroglio mi vo' mettiri?

Ciccino        - Ma che imbroglio...'na cosa di nenti. Dammi prova della tua amicizia. Isiti il bavero, fai l'occhi stralunati  di ‘npazzu appiddaveru.

Michelino       - Sia fatta la volontà del Signore!

                            Entrano Felice e Concetta.

     (Inveiscono verso probabili persone dietro la scenacon cui hanno litigato).

Concetta    - Imbecille! Vastasu!

Felice- - Vi faccio arristari! (pernacchia fuori scena) A to' soru!

Ciccino-- (a Michelino) Iddi su'! Michelino vattinni... torna ccu 'n'autru tanticchia ...comu comu si fussi scappatu d"a cllnica... pp"u restu ci pinsuju. (Michelino via)

Felice- - Ah, si non avissi a mè muggheri d'appressu!

Concetta- - Felice, lassili iri

Ciccino- - (avvicinandosi) Zio, che è successo?

Felice- - Niente, una cosa da niente

Concetta- - Vagabondi, maleducati!

Ciccino- - Ma si po' sapiri cchi successi?

Felice- - Nuatri stavumu vinennu cca' ppi diriti ca 'a casa unni ni purtasti tu, non è cosa, quannu du' vastasunazzi ni vinnunu d'appressu 'nsurtannini, facennu pirnacchi...

Concetta- - Si ci' avissi statu 'a buonanima di me maritu ast' ura...

Felice- - Astura ci nni faceva quattro sbattuti ccu l'ova! Il tuo defunto marito era 'n commercianti di porci, io sono un galantuomo

Concetta- - Il mio defunto Totò era un commerciante di porci e si faceva rispettari, tu inveci...

Felice- - Ju non m'a vuleva pur tari in città... (guardandola). Ora ca ci pensu, ddi vastasunazzi ni pigghianu a pirnacchi comu vistunu a tia vistuta accussì!

Concetta- - Chista è l'ultima moda cchi nni po' capiri tu.

Felice- - Bellu cappeddu!

Concetta- - Alla moda... cappello alla Scisca.

Ciccino - Alla Geisha, semmai zia.

Concetta- -E iù chi dissi? Alla scecca

Felice- - A mia mi pari ca 'nta testa haj du' mazze di lattuchi...(Soggetto. poi a Ciccino) Comunque, passiamo alle cose più importanti,… o paisi u  terrenu unni fabbricari u manicomio è pronto!

Ciccino- -Ah, è pronto...

Felice- - Prontissimo. Abbiamo avuto la concessione ppi trent'annL.è stato un ottimo affare...

Ciccino- - Comu no!

Felice- - Tu poi controllerai tutto..  disegni, costruzioni, come s’hanna fari i stanzi. A propositu ‘nta clinica ca hai cca quanti stanzi havi?

Ciccino- Una……..

Felice – Una?

Ciccino-  Una vintina. Ma non è clinica!... Qui in città si usa chiamarla “ pensione"... per non impressionare nessuno, lo l'ho chiamata pensione Stella...

Felice- - Bravu,bravu...mi piaci 'u nomu...

Concetta – Bellu, Stella comu a mia………

Felice – Ca statti muta! Comu a idda. E su ssi stella nesci sulu a notti (Cappello a terra) E i pazzi quantu su?

Ciccino- - Una quindicina... ma tutti signori, persone distinte.

Felice-  Ma...ci su pazzi furiosi?

Ciccino- - No... questo no. Qualcuno macari è cchiù pericoloso, ma l'antri su' calmi... Certu, non si debbono stuzzicare, perché poi sempre pazzi su'!

Felice- Chistu è certu! Oggi stissu i vogghiu veniri a vidiri, ci vogghiu parrari, vogghiu sentiri chiddu ca diciunu.

Ciccino- - Ah, li vuoi vedere, zio?

Felice- - Sicuro. M’haia livari stu sfìziu!

Concetta – Macari iù cci vegnu!

Felice –Unni veni tu? Iddi ca nun ragiununu, cci manca ca vidunu a tia!Vegnu sulu ju, i fimmini i lassù a casa.

Ciccino- Ma chi piaciri ni putissi aviri?

Felice-  Accussì mi vogghiu fari n’idea!

Ciccino-  E va beni... ju ti cci portu zio, ma non dovete dire che siete venuto per vedere loro.

Felice- - Si capisce.

Ciccino- - Ad esempio 'avi 'n misi che ho sotto cura un giovane di buonissima famiglia. Quannu 'u purtaru a pensione era in uno stato eccitatissimo, nuddu 'u puteva teniri, sbatteva, si stricava 'nterra, rumpeva unu di tuttu, faceva veramente paura. Ora sta molto meglio, si è calmato... si è dato alla musica, dice di essere di un grandissimo soprano e che nientemeno Verdi la Traviata la scrisse per lui.

Felice- - (ridendo) Ah, oh! Povero giovane. 

Concetta- - Povero disgraziato. Suddu u veni a sapiri Verdi cci la leva sta Traviata

Ciccino- - All'improvviso si metti a cantari... Certu se riesco a guarirlo perfettamente la famiglia mi darà una grossa somma. A tal proposito zio devi fare un altro sacrificio, mi devi dare 500 lire per comprarmi una macchina

Felice- Ti vò accattari a machina Ciccino? Non po’ usari u trammi?

Ciccino- No ‘na machina! ‘N’ apparecchiu…

Felice-  E chi na fari? Ppi veniri di Rannazzu a Catania? A rannazzu mancu l’aeroportu avemu

Ciccino- Ziu, è ‘n’encefalogramma…

Felice- Ah,‘ncefulu… s’accattari….

Concetta – Ppi ‘ncefulu cci volunu 500 liri?

Felice - Ma a quantu costa u pisci a Catania?

Ciccino- n’apparecchiatura ppi studiari il cranio, il cervello… u sai chi è il cervello?

Felice – Certu il cervello. (a Concetta)  tu non c’entri.. unni l’hai stu cervello.. hai sulu a scoccia di fora…

Ciccino-  Una nuova invenzione e che invenzione! Opera di ingegno!

Felice- - (guardando Concetta) Cchi nni dici?

Concetta- - Certu.-.si è 'na cosa nicissaria... si 'o carusu ci 'aggiuva... e chi si po' fari!

Ciccino- - Capisco che costa molto, ma è 'na spisa ca si fa 'na volta e arresta ppi sempri.

Felice- - Resta 'ntisu c'appoi t"a porti 'o paisi.

Ciccino- - Si capisci.

Felice-  E va beni. Oggi ti dugnu i 500 liri. Dimmi 'na cosa, 'a clinica è luntanu?

Ciccino- Pensioni ziu.Pensione Stella.

Felice- ‘Nsomma unni teni i pazzi. E’ luntana?

Ciccino- No, è cca vicinu, du' traversi a scinniri... (entra Michelino) Cchi staiu  vidennu! Chiddu è quel giovane pazzo per la musica... E cchi fìci scappau?...Lo dobbiamo fermare. Zio Felice, afferriamolo... Non ti  scantari, chiddu comu vidi a mia, che sono il suo medico curante, non si muove più.

Concetta- - State attenti.

Felice- -Ma comu 'u fìciru scappari?

Ciccino- - Forsi lassaru 'a porta aperta. Assecondiamolo.

Michelino - - (con bavero alzato, occhi stralunati, capelli in disordine). Chi è stato che mi ha fatto venire questo caffè? Questa certamente non è casa mia... ho camminato tanto senza sapere dove andavo...

Ciccino- - Fermatevi! (l'afferra)

Felice- - Non vi muovete (l'afferra)

Ciccino- - Mi riconoscete?

Michelino - Sicuro... Voi siete il medico... (piagnucolando) Ma non mi sgridate... non lo faccio più!

Ciccino- - Andiamo a casa.

Michelino - - Andiamo a casa. (guardando Felice) E voi chi siete?

Ciccino- - E' un nuovo custode...

Felice- - (spaventato) Già,... sono il nuovo custode... che custodiscel

Michelino - - (fissandolo) No, voi siete mio padre... siete venuto in queste feste per farmi comprendere tutto il male che ho fatto, ma io non sono colpevole, è stata la gran passione che mi ha spinto a questo. (canta)

Or testimon vi chiamo - Or testimon vi chiamo - Che qui pagata io l'ho.

 (Felice spaventato a Ciccino che gli fa segno di secondarlo, con la voce attaccano la musica della Traviata che segue il suddetto pezzo. Concetta resta tremando da un lato del caffè. Peppino, avventori e venditori ambulanti guardano meravigliati).

                    FINE I ATTO

           

                                                                                

                                                  Atto II

Salotto. In fondo a destra porta comune. A sinistra porta con su scritto: Sala da pranzo. Nel mezzo alcova con portiere. 2 porte a 1° e 2° a destra. Tavolino nel mezzo. Sedie, ecc. All'alzarsi della tela, si sente suonare forte un campanello. Entra in scena prima don Carlo, poi Carmela. Si sentono alcune note di violino.

Carlo - - (chiamando). Carmela. Vo' attrova unn’è. L’Haia mannari a casa, l’haia licenziari a sta fimmina.

Carmela  - (Entrando in scena) E 'n mumentu, scusate, du' jammi e du' razza haju!

Carlo - - Non avete sentito il campanello?

Carmela _ - Lo hajo sentito il campanello, cchi vi paru surda? Chissu sarà dd'u cammuriusu del maggiore ca chiama centu voti 'o jornu! Stamatina mi fici scantari ppi daveru!

Carlo - - Cchi è ca fici, sintemu?

Carmela _ -A prima matina passannu pp'u corridoio, 'ntisi ca gridava: Ajuto ajuto! Rapii a porta e u trovai longu longu 'nterra... dici e' avia cascatu d' o lettu.

Carlo - - Puvureddu!Chistu o casca do cavaddu o casca do lettu.

Carmela _ - Puvureddu! Iddu? E ju ca mi stava spizzannu 'a carina ppi susillu?

Carlo - - Ma comu cascau?

Carmela _ - E cchi nni saccìu! Dici ca 'a notti casca sempri d' o lettu.-.si ci 'avissi a fari 'n lettu cch'e spondi...

Carlo - - ...Oppuri 'na naca! (Suonano di nuovo) Vo' vidi cchi voli.

Carmela _ - Potti cascari 'n' autra vota (Via prima a destra)

Carlo - - Stu maggiore ora... sta rumpennu! Dici ca si nni va... si nni va e non si nni va mai! S'acchiappa ccu tutti, s'attenni subito ppi 'na cosa di nenti, sfida tutti a duello... secunnu mia è pazzu!Suddu sfidassi a mia cci lu facissi vidiri jù! (il violino...) Ma cu è ccu stu viulino?

Amalia- - (entrando dalla 2° a sinistra) 'U sai cchi ti dicu? Si to' cucinu arresta ancora cca-...mi nni va ju …ju cca n’autra iurnata nun ci resistu cchiù

Carlo - - Ppi favori, non ti cci mettiri macari tu... 'Avi a so' casa, non c'è bisogno e' arresta ccà. Ha accompagnato un suo amico, maestro di musica, ca partirà 'nta 'sti jorna.    

Amalia-. - Si nn'ana a ghiri tutti e dui! Annunca ccà clienti non nni venunu cchiù. (violino...) Ascuta cchi bella musica! Ogni 5 minuti si pigghia u viulinu e sona. E dicci a to' cucinu di nun fari chiddu ca fici oggi!                             

Carlo -- Cchi fici st'autru pazzu?                           

Amalia-. - 'n tuttuna nu vistumu spuntari 'nta nostra stanza, cc 'u vistiti... cchi sacciu...di guerriero... chiddu ca s'avi a mettiri duminica pp'a recita... e chi ni vulistì, nuatri non l’avuma riconosciutu…  dda povira Rusina accuminciau a strillari d'u scantu, si misi a ghittari vuci e stripitannu stripitannu svinemu una ‘ncoddu a ll’autra

Carlo - - N"o dissi ju ca è pazzu?

Amalia-. - Quannu visti ca era iddu, n"o sacciu cu mi tinnì a darici 'n coppu dì seggia in testa!

Carlo – Ci  voli pazienza a soru! Chiddu è stravaganti... Dici ca voli fari l'artista... E’ pazzu per l’arte… cci piaci l’arte

Amalia-  Iù cci dessi latti e cafè ‘nta facci!

Ciccino- Unn'è ora?

Amalia-. - E' na cucina, ca va' circannu stuppagghi di sughero.

Carlo -  Stuppagghi? E cchi nn'ha fari?Cchi a ‘ntuppari?

Amalia-. - E cu ni capisci nenti! Iù cci ‘ntuppassi a vucca!

Carmela  - (uscendo dalla stanza del maggiore) Sia fatta 'a vulunta d' u Signuri! Cca intra si cummatti cch'e pazzi!

Carlo - - Cchi fu?

Carmela  - Il maggiore è con un giornalista ca ci ivu a fari visita, e dici ca si sìddiau a parrarici, mi chiamau a parti e mi dissi: Dicci 'o patruni di chiamari a chissu 'e ccu 'na scusa qualsiasi di mannallu s'annunca 'ujettu d'o balcuni!  

Carlo - - sulu chissu cci mancassi! Chiddu è capaci di fallu...Ci vaju iu' un momento, (avviandosi) Quanta responsibiltà! Quantu pinseri! Paremu 'o manicomiu! (Va via)Sulu ca u pazzu iù addiventu!Pazzu!Pazzu!

Campanello

Carmela  - (vedendo l'apparecchio elettrico dei campanelli) 24. 2°piano...  jemucci. Acchianu e scinnu, Acchianu e scinnu!  (via fondo a destra)

Amalia-. - Mi pari mill'anni ca mi nni vaju di sta pensionel Havi raggiuni dda povera figghia mia ca è sempri di malumore... e ccu ci po' dari tortu. Ma su m'amnesci ca 'a pozzu maritari... cussi ca facemu ,ma cussi , non mi vidunu mancu cco binoculu (Suono di violino) E non ci la finisci ccu 'ssu viulinu! N"o pozzu sentiri cchiù! Mi fa smoviri a nervatura

Ciccino-  (entrando dal fondo a destra) Trasi, ziu, non ti'cantari….Trasi tranquillo non si ccu mia.? (signuri mannatammilla bona)                 

Felice - -(timoroso) Non... c'è piriculu? Non... c'è piriculu averu?

Ciccino-  Ma no, chistu è 'u primo piano e cca' ci su' pazzi cchiù quieti... chiddi cchiù piriculusi sunu o secunnu pianu.

Felice - E cu ci va' 'o secunnu piano... manca si m'ammazzunu! Ccà m’arrestu o primu!

Ciccino- Stamu ‘na menzuredda e poi ni nni iemu.

Felice – Mezz’ura, n’ura cu è ca n’ammutta?

Ciccino- Cu n’ammutta? Iù haiu autru cchi fari.

Amalia-. - Buongiorno (sorride)

Ciccino- - (salutando) Signora...

Felice - - (sottovoce) Cu è chissà?

Ciccino- - (sottovoce) E' una povera malata, 'avi quattr'anni ca è ca' intra... ci mossi 'u maritu ca 'a vuleva tantu beni... e idda nisciu pazza. Ora dici a tutti ca chista è 'a so' casa... e idda è 'a patrona d"a pensione.

Felice - Mischina! Certu dopo 4 anni, si senti a proprietaria.

Ciccino- - Ziu, dacci sempri ragiuni, m'arriccumannu

Felice – Sicuru! Iù u sacciu comu si trattunu i pazzi. Cummattennu ccu tò zia…

Ciccino- Sta parola cca non l’ha muntuvari picchì e pazzi cci po’ diri tuttu tranni ca sunnu pazzi!

Felice – Hai ragiuni!

Ciccino-(ad Amalia)..E così?... Come state?

Amalia-.  - Bene... Grazie... e voi?

Ciccino- - Non c' è male.

Amalia-. Il signore e amico vostro?    

Ciccino- - No, è mio zio... Possidente di Randazzo.

Amalia-. -Ah, tanto piacere. Amalia De Lana, ai vostri comandi.

Felice - - Preghiere, per carità!

Amalia-.  Vostro nipote è un bravissimo giovane, simpatico, allegro, spiritoso, quando sta qua tiene tutti in allegria... quannu non c'è, tutti mi chiedono di lui...e io subito ci dico.: verrà più tardi, verrà stasera, non dubitate...  picchì dovete sapiri  che io sono la padrona di questa pensione.     

Ciccino- (piano) Chi t’hava dittu!                                                

Felice - -Ah, Brava... brava, mi fa tantu piaciri. ( comu ci stai iennu?)

Ciccino- Perfetto, continua accussì!

Amalia-. Però non vidu l'ura di jramminni, è una vita ca non si po' sopportare, troppe seccature, troppi pinseri.-.Ju vogghiu essiri libera, indipendente, vogghiu godere la vita... alla fin fini sugnu ancora giovane... non è veru?

Ciccino-  Certamente.

Felice - Giovanissima, ancora a mettiri i pinni!

Amalia-. Appena  me' fìgghia  si marita... u iornu dopu  mi nni scappu.

Felice – Si sta frisca!  Ma picchi?... Cca non v'attruvati beni?

Amalia-. - Francamente no, caro signore, ci staju pirchì ci' haju a stari. Ma ci soffru... s'apissunu comu ci soffru!... Stari sempri ccu genti ca non sannu mancu iddi stissi cu sunu, tutti stravaganti... tutti pazzi!... Tutti ca cumannunu, volunu essiri sirvuti a bacchetta! Cchi vita! Cchi vita! Paremu ‘nta manicomiu!

Felice - - (fra se) E' pazza idda e dici ca sunu pazzi lìautri

Ciccino – U sai ziu, a signora Amalia De Lana 'avi 'na bedda fìgghia... ca si chiama…….

Felice – Canuttera?

Ciccino- No Rosina.

Amalia –Sì Rosina.

Felice  -Ah, Brava! Brava!  mi nni compiacciu, minni!

Amalia - Sissignore...figghia unica, 'na perla...'na cosa rara. Me' maritu nisceva pazzu ppi idda.

Felice – Malatia di famigghia è.

Amalia-. N’ omu di cchiddu non s'attrova cchiù! (piange)

Felice – Sarà ‘nta nautru manicomiu.

Amalia-. E’ morto... e, comu si dici, u mortu è mortu, non ci pinsimu cchiù…. La vita continua, bisogna stari allegri (scoppia a ridere)

Felice - - Ah, questo è certo (ride)

Amalia-. - E voi vi trattenete molto in città?

Felice - Si.

Ciccino-  No, pochi giorni, è venuto a vedere me e per vedere... questa pensione.

Amalia-. -Ah! Bravissimo. E prendete alloggio qui?

Felice – Si!

Ciccino- - No!

Felice - No, per carità... vorrei ma ho già un alloggio, non è bellu comu a chistu, ma accomodante.

Ciccino- - Si, sta poco lontano... Al Villino De Rosa.

Amalia-. - Bravo'...Permettete un momento, vado a prendere mia figlia Rosina ve la voglio far conoscere::. Non vide mai a nuddu è 'na carusa riservativa.E poi sta matina o cafè cci facistuvu pigghiari ‘na colira. Ora la porto. Con permesso (Si fa ma non si diceeeee……)(via a sinistra)

Felice – Puvuredda comu mi fa pena. E so figghia è macari pazza?

Ciccino-  Si.

Felice- Già ‘na famigghia di pazzi.

Ciccino- 'A fìgghia era bona, ma praticannu cc"a matri...  

Felice – Niscivu pazza macari idda.Megghiu, accussì si sannu sentiri, no?

Entra in scena Luigi dalla I a sinistra

Luigi     -(parla da solo, ride) Cchi tipu! Cchi tipu! Ccu tutti l'appunti ca haju pigghiatu scrivu minimu minimu 3 novelle... Cci nni fussunu Maggiuri di sta fatta..

Ciccino    - Minchiuni... don Luigino. (a Felice) Ziu, cca' c'è n'autu pazzu, m'arracumannu assecondiamolo, (a Luigi) Buongiorno

Luigi   - Oh, caro don Ciccino, cca' siti?

Ciccino   - Si, sono arrivato poco fa, come state?

Luigi    - Non c'è male. Ho fatto un po' di compagnia a ddu stravaganti... o megghiu a 'ddu pazzu del Maggiore... Cu cchiddu ca mi cuntau pozzu fari tre puntati novelle minimo minimo... E ju spertu sugnu! Trovo un tipo eccentrico, mi ci mettu d'appressu e fazzu novelle.... conoscete le mie novelle?

Felice- Novelle?

Luigi – Le puntate.Sei puntati!

Felice – Chi havi patati novelli?

Ciccino- Chistu prima era patataru, poi vincivu ‘nternu e ppà gioia niscivu pazzu!

Felice – A facci di patataru l’havi!

Luigi    -(a Felice) Se mi date il vostro indirizzo, ve le mando a casa!

Felice – Sì, patati novelli, pipi e mulinciani, accussì mi fazzu a capunatina.

Luigi – Ecco, dovete fare ‘na capatina alle pagine 6, 14 e 23.

Felice - - E chissu è u ternu ca pigghiamu!

Luigi – Mi raccumannu 6, 14 e 23.

Felice - - E ‘nsisti!

Entra don Carlo

Carlo -  (da fuori scena)Va bene, va bene, vi servo subito... (E' già in scena) Ah, non m"a fidu cchiù di suppurtarlu! (si accorge di Ciccino) Oh carissimo dottore

Ciccino- - Caro don Carlo...Il proprietario della pensione. Mio zio Felice...

Carlo - - Carlo Zappala, a servirvi.

Felice - - Favorirmi sempre (stretta di mano)

Carlo - - Ah, questo signore è vostro zio?

Ciccino- -Si! L'ho portato a vedere ...la pensione

Carlo - - Bravo! Bravo!... e che ve ne pare?

Felice - - Bellissima... un bel palazzo, belle scale,... stanze tutte ariose.

Carlo - - Ma dovreste girare, dovete girare tutto. Ccà ci nni su' spisi assai dinari!

Felice - -A ccu ci'u dici!

Carlo   - Non ho badato a spese. Ho pensato solo alla comodità delle persone che vengono. Ora si trova  di tutto, ...c'è sala da bagno... gabinetto... gabinetto massaggi, camera per la ginnastica.

Ciccino    - Lui fa tutto, bada a tutto, fa pure da direttore.

Felice       - Ah, Bravo! Bravo!

Carlo    - Eh, già, senza di me, caro signore, non si po' fari nenti... e vostro nipote lo sa.Cca' unu 'avi a cchi fari ccu certi pazzi!

Felice      - E pirchì mi talia? Cchi voli di mia?  Sciò.. Sciò…

Carlo      - Vi voglio far vedere una cosa bella!

Felice- A mia?

Carlo – Certu! la sala da bagno. Prego, da questa parte.

Felice      - Ma... non cc’è nuddu intra?

Carlo        - Nessuno. E dopo vi faccio vedere la camera della ginnastica.. ca è 'o secunnu piano.

Felice         - 'O secunnu piano?... Mancu mortu! ...Ju mi affatico a salire le scale...

Carlo          - Come volete voi... Favorite

Felice         - Ciccino, seguimi sempre,'o ziu.Non mi lassari sulu, non si sa mai!

Ciccino-      Non ti lassu ziu- (sugnu ‘nta mari di suduri. Signuruzzu mannatammilla bona)

Carlo- Venitemi dietro, prego!

Felice- Va bene, ma caminati avanti…. Cchiù avanti!

                    Carlo li precede, Felice sta vicinissimo a  Ciccino. Entra in scena Michelino.

Michelino      - (dal fondo a destra) Ciccino, tu cca' sì? ...e to ziu unn'è?

Ciccino        - Don Carlo s"u purtau a farici vidiri la sala da bagno.

Michelino      - Devi scendere subbitu, sutta ti sta aspettannu Don Nicolino, arraggiatu comu 'n cani, e voli i 500 liri ca ti vinciu l'autra sira e dici ca non voli aspittari cchiù.

Ciccino        - E comu fazzu? Me' ziu ancora non mi l'ha datu.

Michelino      - Intannu scinni e cerca di calmari a don Nicolino... Sappi c'amvau to' ziu e voli acchianari cca'... a stentu l'haju trattinutu. Tu u sai quant’è malacarni. Scinni, firmici 'na cambiali ccu l'interessi...chiddu ca voli iddu, abbasta ca si nni va!

Ciccino    - E 'u ziu? Chi fazzu u lassu sulu?

Michelino      - E cchi ci fa si 'u lassi sulu ppi deci minuti? U tempu ca scinni e acchiani.

Ciccino        - E va beni! (via con Michelino)Signuri aiutatimi!

              Ritornano in scena Carlo a braccetto con Felice

Carlo          - Che ve ne pare, dite la verità.

Felice         - Una casa troppo bella. Ma mio nipote, dove sta, scusate?

Carlo          - Non lo so... era appressu a nuatri.

Felice         - e comu... mi lassa sulu cca'?

Carlo          - E cchi ci fa..Non ci sugnu iù?

Felice- E chissu è u fattu!

Carlo  -Ora torna, no?. Accomodatevi intanto.

Felice          - (siede) Grazie... e voi non vi sedete?

Carlo          - lo? M'assettu? E comu m'assettu? Macari Diu! lo debbo andare ora qui, ora là... Non posso stare fermo mancu 'n mumentu. ...Vi voglio offrire ‘na bella cosa caura caura!

Felice-   No! No! Non vi disturbati.

Carlo  - Un caffè, vi farò un caffè ca non si nu' attrova in nessuna parte. (Chiama forte) Carmela, Carmela.        

Carmela       - (entra dal fondo a destra) Comandate               

Carlo          - Fai una tazza di caffè di quello speciale e portala qui al signore.Lo volete lungo? Iù u pigghiu sempre longu!

Felice – Iù normali!

Carmela   - E va beni! (va via borbottando)

Felice – Chista è cammarera, cammarera vera?

Carlo – Certu e chi avissa essiri?

Felice – M’hava parsu una di ccà intra.

Carlo – No, chista è stipendiata.

Felice – Menu mali, almenu idda è fora do giru.

            Suona il campanello

Carlo      - 'U campanellu! U stati vidennu? Pozzu stari mai assittatu? Permettete, scusate, (via fondo a destra)

Felice      - (alzandosi) E chi mi lassaru sulu? Ddu malanova di me niputi unni si nni jiu?

Amalia        - (entrando in scena con la figlia) Camina, trasi….non t'affruntari... Non ti fari tirari come ‘na scecca (prende per mano la figlia) Ecco qua mia figlia.

Felice    - Tanto piacere (scostandosi)

Amalia   - Questo signore è lo zio di don Ciccino...il medico.  Accomodatevi vi prego.

Felice -  - Grazie, ma  iù vaju di primura….mi capite...

Amalia-. E un momento! Cchi è 'ssa primura! Non possiamo avere l'onore di fare quattro chiacchere con voi... noi due donne povere e indifese? ...Vi dispiace forse?

Felice - - No, anzi, mi fa tanto piacere, (lo siede Amalia di forza)

Amalia-. – Vostro nipote dove è andato?

Felice - - Si è allontanato un momentino...pensu ca  sta per arrivare subitu…. Speru!

Amalia-. - Che volete noi quando vediamo delle persone simpatiche ci fa piacere parlare... Qua, in questa pensione, caro signore, non si può parlare cu nuddu.-.su' tutti pazzi!Genti intrattabile!  Mia figlia, povera e sola, passa la sua vita a leggere, legge sempre... E' vero 'a mamma? (sottovoce alla figlia) Parrà, dì qualcosa.

Rosina- Parrati sempri vui, cchi parru a fari ju?

Amalia-. - (C.S.) Ah parru sempri ju?!

Rosina- (C.S.) lo ve l'ho detto ca m'affruntu!

Amalia-. - (C.S.) Si non parri ti pigghiunu ppi muta, ppi scema... 'u capisci o no! (le da un pizzicotto)

Rosina - (gridando) Ahi! Bhi! Stativi ferma! (piange)

Amalia-.  (Vedendo che Felice si alza)" Dove andate?

Felice - -Vuleva chiamari a me' niputi...

Amalia-. - Ora veni. Assittativi.U dicistuvu vui stissu. (lo fa risedere) Accussì bedda,giniusa...e poi 'avi 'ssu malidittu viziu ca s'affrunta! Cchi c'è d' affruntarisi, dicu ju? (alla figlia che piange) Ahu, ora zitta e basta!

Rosina- (piagnucolando) Ora quannu mi mettu 'a vistina scultata si si vidi 'a mulinciana 'nto vrazzu non pari bruttu? (Felice si alza piano e fa per uscire ma si scontra con…)

Carmela     -(portando il caffè) Ecco servito.

Felice      - Ah, il caffè... brava, brava. (Carmela versa il caffè)

Carmela       - (vicina a Felice) Signuri non ci dassi cuntu 'a chissà, non ci pirditi tempu.

Felice         - Pirchì?

Carmela       - (C.S.) Pirchì dici sempri i stessi cosi. Su' du' pazzi, ..matri e figghia (via)

Felice         -(C.S.)'Usacciu

Amalia         - (alla figlia) Chistu è ricchissimu... Fussi bellu partitu ppi tia...

Felice          - Posso offrire?

Amalia        - Grazie, me lo sono preso adesso appena.

Felice          - (a Rosina) E voi?

Rosina        - Grazie... non ne voglio.

Amalia         - (alla figlia). Non si dici non nni vogghiu, se ne accetta un moccone, Pigghiatillu (spinge la figlia su Felice.Scena finchè si versa il caffè sui pantaloni di Felice ) Vadda chi cumminasti! Pulizziulu!

Felice – Noooo! Non fa nenti, ora s’asciuga sulu.(Rosina lo insegue finchè davanti al divano trova Amalia che lo blocca e siedono)

Amalia    - A voi, scusate, come vi piacciono le donne, serie, positive o... allegre e spiritose? Dite la verità.

Felice      - Veramente, preferisco... le donne tranquille e quiete.

Amalia      - Bravo... Proprio come mia figlia. E unni l'attruvati una più tranquilla e quieta d'idda!... No pirchi è me' figghia... ma non ci nn'è comu a idda. Beato l'uomo che se la sposa, si mette vicino un angelo di bontà. Ah, poi c'è 'n'autra cosa... a idda non ci piaciunu 'ssi giovanotti d'oggi. Idda dici sempri: Marna, io se mi debbo maritari, vogghiu un uomo maturo.,

Rosina -  Si, maturu, maturu..

Felice      - Comu a mia.

Amalia        -Comu a vui  iù cci la dassi ccu centu manu!   

Felice         - Oh, sarebbe troppo onore per me.

Amalia         - Ppi carità, l'onore sarebbe nostro. (Alla figlia Rosinella) bedda d"a mamma, ti piacissi a tia un marito come questo signore?

Rosina     - Si, mammà. E’ tantu simpaticu.

Amalia        - Cch'e bedda!         

Felice –        Che bedda…. chi sugnu cuntentu.

Amalia-   (a Felice) Altura lei è cuntentu, idda è cuntenta... Ju 'sugnu contenta macari... 'Stu matrimoniu si po' fari! non c'è nessuna difficoltà.

Felice     - Certu, cchi difficoltà c'è! Semu tutti cuntenti.

Amalia        - Acconsentite?

Felice     -Ju?... certu, ccu tantu piaciri. Putemu fari i pubblicazioni.

Enrico      - (dall’interno) Cameriere, un bicchiere d'acqua! (gridando) cameriera

Amalia        - (a Felice) Noi ce ne andiamo perché ora non possiamo parlare più...

Amalia         - (sorridendo) A ri vi derci!

Rosìna        - (sorridendo) A ri vi derci! (Via a sinistra)

Felice –     A rri cu  gghi   ti   vi…..( Amalia uscendo canta “Si fa ma non si dice) !Ma uddi ivu a finiri ddu scapistratu di mè niputi? Unni ivu?

Enrico         - (Entra gridando) Cameriera! lo non capisco cchi razza di casa è chista! I cammareri mancu ti dununu cuntu! ...Fussi megghiu ca 'a chiudissuru 'sta pensione... perché la tengono aperta?!... Ma già, chiddi fannu accussì ccu mia... perché non sono ricco... pirchì non ci' hannu nenti cchi scippari! Ma ju, si non sugnu riccu, sono un artista e mi devono rispettare! (Gridando verso il fondo) Avete capito? Perché se non mi rispettate, mi faccio rispettare io, vi metto a dovere a tutti quanti! (a Felice)... E vi dovete far rispettare anche voi, ci dobbiamo far rispettare tutti! (Via)Dico bene?

Felice- Certo!

Enrico –Chi siete ? Da dove venite?

Felice- Sugnu Felice e vegnu di Rannazzu.

Enrico –Randazzo? La patria del mio fraterno amico, esimio maestro d’organo Gioacchino di Paternò.

Felice- Di Rannazzu.

Enrico – Gioacchino Di paternò.

Felice- Di paternò di Rannazzu… E’ morto!

Enrico – Il maestro Paternò? Non me lo dite, non me lo dite..

Felice- E non vi lu dicu.

Enrico – Ed ora chi lo suona l’organo della matrice?

Felice- -A matri Badissa

Enrico – A matri Badissa?

Felice- Iù.

Enrico – Voi?

Felice- Iù. U sonu iù.

Enrico – Siete anche voi musicista?

Felice- Pe servirvi. Sunaturi di famigghia… me nannu sunava a ciaramedda.

Enrico – E allora è il destino che ci ha fatto incontrare. Voi sarete mio compagno nella tournè che mi accingo a cominciare.

Felice- Certamente.

Enrico – E visto che mi siete simpatico vi offro l’occasione di diventare mio socio.Voi vi assumerete tutte le spese del viaggio. Io l’ho capito subito, appena vi ho visto, che eravate l’uomo che faceva per me.

Felice- L’haiu scrittu ‘nta facci.

Enrico – Pensate Londra, Liverpool, Ginevra, Losanna..

Felice- U sannu? E cu u sapi?

Enrico – Losanna in Svizzera.

Felice- Ah, u sannu ‘nta Svizzera.

Enrico – La gloria ci bacerà. Io adesso vado a prepararmi per la tournè. Vado a prendere mio figlio. E voi che fate?

Felice- Vaiu a pigghiari a mè niputi.

Enrico – Ci aspettano trionfi con il mio meraviglioso Requiem PAPAPAPAM…..

Felice è sgomento, cerca di andare per il fondo a sinistra, mentre  entra Raffaele, in maniche di camicia, ha un grosso involto fra le mani. In testa ha una parrucca nera riccia, messa al contrario, nella mano destra un elmo, indossa pantaloni da guerriero.

Raffaele        - Buongiorno, signore... scusate se mi presento in abiti di Otello... Sapete, debutto come artista... Ebbene si, l'arte mi ha fatto uscire pazzo! Che soddisfazione! Quando si interpreta una scena bella, forte, vibrata, un finale d'effetto... quattro, cinque chiamate... dalla gioia si potrebbe anche morire. Ma voi chi siete, scusate?

Felice   - Felice...di Rannazzu e suono l’organo!

Enrico    -Noooo, sei Desdemona… Dammi il fazzoletto!

Felice – (confuso si cerca nelle tasche) Ecco!

Enrico –Noooo, non questo dammi il fazzoletto che ti ha dato Cassio.

Felice – Ma di chi Cassio parra? Chistu mu purtai do paisi.

Enrico – Me lo ha detto Iago… non mentire!

Felice – Ma cu è stu Iago chi vuliti?

Enrico- Ahahahaha, E comu cci vaiu? A vuliti ‘na pultruna?

Felice – Grazie ma iù vinni ca  corriera.. comu ma portu?

Enrico – Venite a teatro e lì farete la claque!

Felice – O tiatru?

Enrico –Ma no! C’è tanta gente ca fa la claque o tiatru..

Felice – E ppi chissu dicu… chi fila haia aspittari?

Enrico –(mentre va via) M’a raccumannu (batte le mani come un applauso)  Cameriere, cameriere! (Via)

Maggiore      - (entra in scena gridando) Cameriere! Cameriere! Servitore, guattero, facchino! Arriva questo giornale?... dov'è quella bestia del direttore? Cameriere!

Carmela       - (entra in scena con un giornale) Ecco servito!

Maggiore      - Finalmene... Le cannonate, ecco cosa ci vorrebbero con voi... le cannonate!

Carmela       - Dovete scusare... io stavo...

Maggiore      - Zitta! Basta! Non voglio sentire altro!... Mi sembrano mille anni che me ne vado da questa pensione indegna di ospitare un cotanto  personaggio qual io sono! Mi avete stancato! (Beve)... Ditelo al vostro direttore da quattro soldi che stasera me ne vado... Me ne vado, avete capito?

Carmela       - Ho capito, ho capito... e quannu torna?

Maggiore      -Va via, va via...

Carmela       - 'U capii, va via! (Via)

Maggiore      - (a Felice) Avete visto? Tutti pazzi! Anche la cameriera pazza!...... Ho ragione io? Che ne dite voi? Voi chi siete?

Felice      - (confuso) Felice di Rannazzu, suono l’organo e haiu ‘nfazzulettu….

Maggiore      - Che dite? Non è pazza la cameriera?

Felice         -Ecco... io... veramente tanta pazza non mi pari.

Maggiore      - Allora sono io il pazzo?! Ah allora sono io il pazzo! Questo è un grande insulto, chi mai ha avuto l'ardire di chiamarmi pazzo! Me ne dovete dare soddisfazione e subito! Noi ci batteremo alla pistola, vi piace la pistola’ avete la pistola?

Felice – (cerca in tasca) Haiu sulu ‘nfazzulettu!

Maggiore – Un fazzoletto? Ma siete pazzo? E’ vero che siete pazzo?

Felice- Sì è veru.

Maggiore  -Cci penso io! In camera ne tengo due belle e cariche... Andremo nel parco qua vicino al cimitero ,faremo presto presto.. Pumm..Pumm..  Non vi muovete di qua! E dopo di voi sfiderò a duello il direttore di questa lurida pensione! Pum, Pum (Via)

Felice vorrebbe fuggire, ma viene quasi investito dall'ingresso di Michelino. 

Felice         - II soprano!... il pazzo per la musica! (vorrebbe gridare, ma emette dei suoni strozzati incomprensibili)            

Mchelino      - (fissa Felice con occhi da pazzo, poi canta la Traviata, finale del III atto)  Amami Alfredo amami -(vuole abbracciare Felice)

Felice    -(terrorizzato) Non sugnu Alfredo… sugnu Desdemona… noooo.. Cassio… Iago… ma cu schifiu sugnu?  (C.S.) Direttore... Ciccino... c'è qualcuno... 

Enrico     - (esce con involto e di violino) Che cos'è, ch'è successo? Chi siete voi?

Michelino      - Chi sono? Non posso dirlo... Perché lo volete sapere? (a Felice) Alfredo usciamo di qua!

Enrico         - (a Felice) Nessuna paura, vi difenderò io!

Maggiore      - (entra in scena con due pistole) Eccomi qua! Signore, io sono pronto! Andiamo al parco vicino al cimitero.

Felice          - Direttore... Direttore! (Fugge inseguito dal Maggiore, da Enrico e da Michelino )

Amalia        - (entra in scena seguita da Rosina) Cca cc’è mè figghia pronta!

Rosina        - Cchi sugnu bedda  mammà?

Amalia  - Genero, genero…….

Rosina- Maritinu miu….

Luigi           - (entrando in scena) Cchi su sti vuoi? Cu è ca fa vuci? (via)

Carmela       - E cchi stu schifiu? I vuci si sentunu d"o secunnu piano!

Felice         - (entra in scena ansante) Si scatinaru tutti i pazzi! Facitili attaccari! (Fugge)

Carmela       - Ci su i pazzi?! Unni su i pazzi? (fugge)

Raffaele       - (entra in scena vestito da Otello, parrucca nera riccia, volto annerito con il sughero, sciabola sguainata. Con voce bassa) Essa è là che dorme. Non vorrei versare il suo sangue. Ma pur... deve. morire! Un bacio, ancora un bacio e sia l'ultimo! (entra in una stanza)

Felice         - (rientra in scena ansante, non sa dove fuggire) E unni m'ammucciu? ...Malidittu 'u mumentu ca vinni cca' intra!

Raffaele       - (esce dalla stanza) Chi disturba il mio meditare?

Felice          - Matruzza mia... ... Aiuto! (scappa in fondo.Dopo un momento di scena vuota entra Concetta. Si guarda intorno)

Concetta   -Ma unni ivu a finiri Felice? Dici ca vuleva vidiri a clinica. E unni ivu? (entra Carmela)

Concetta       - A mia non m'imbrogghia! Si cridi ca vinni d"o paisi ppi fari 'u jadduzzu e va currennu di dda e cca... Ma ju 'u lassù e mi nni vaju! (a Carmela che entra) Sintiti u sapiti unn’è mè maritu?

Carmela-  E cu è vostru maritu?

Concetta- E’ u ziu do dutturi.

Carmela- Ah, ho capito. U ziu del dottori Ciccinu. Aspittati ca ora arriva. Sta furianni tunnu.

Amalia        - (entrando con Rosina. Rivolta a Carmela)Carmela dov’è don Felice? Era ccà antura.

Carmela. Aspittatulo macari vui. Ora passa. Sta furiannu. C’è macari ddà signura ca u spetta.(indica Concetta)

Amalia – ( si avvicina a Concetta)  Buongiorno signora.

Concetta      - Buongiorno

Rosina       -Buongiorno          

Concetta       -Ca  bongiornu! Ni canuscemu?

Amalia        -No. Ancora no. Ma ci conosceremo presto. Mè figgghia è la promessa sposa di don Felice..

Concetta      - Chi è so figghia?

Amalia       -Voi siete la madre?  

Concetta       -(fra sé) Ma unni l’havi l’occhi chissa? Sugnu accussì vecchia? Videmu unni voli arrivari chissa. (forte) La sorella, prego!...La sorella….

Amalia        -Ah, brava! Brava!(Seggono) Ecco qua, signora mia, si tratta di un matrimonio, un matrimonio combinato cosi, come si dice: arrusti e mangia. Ieri abbiamo avuto l'onore di conoscere don Felice, lui ha visto mia figlia, l'ha trovata simpatica e ci siamo subito intesi...lo, come madre figuratevi, ho un gran dolore a staccarmi da lei, ma trattandosi di un uomo serio non vorrei perdere tempo, e sono venuta per combinare tutto presto presto.

Concetta      - Eh certo! Prestu prestu. Perché si deve perdere tempo... una volta che vostra figlia piace a mio fratello e che mio fratello piace a vostra figlia; datu ca c’è tuttu ssu piaciri, si deve fare tutto con la massima sollecitudine e allura cchi piaciri cc’è?

Amalia – A vui non vi fa piaciri?

Concetta- A mia? ‘mpiaciruni, e poi come si dici piaci ciò ca piaci e su non ti piaci ci cunti chidda di Iaci!Non potiti capiri quantu sugnu cuntenta!

Amalia – Per essiri sicuri, vostro fratello minore…..

Concetta- Maggiore, lui è mi fratello maggiore! Su chista sbagghia n’autra vota a parrari a iettu da finestra.

Amalia – Vostro fratello maggiore è quel bell’uomo, con un po’ di pancetta…Con un viso giocondo pulito, e la risata a 32 denti?

Concetta- 32 ppi ora… cchiù tardu chi lo sa…

Amalia – E si chiama Felice, giusto?

Concetta- Giusto è proprio iddu, è mio fratello Felice.

Ciccino        - (porta Felice a braccetto, il quale è molto pallido)... Ora comu ti senti,ziu?

Felice         - (con voce lamentosa) 'N pocu megghiu, ma 'a testa... 'a testa, figghiu, pari ca di intra haju 'na campana. Non sacciu mancu comu sugnu ancora vivu...

Concetta       - (Felice non aveva notato la sua presenza.Interviene sostenuta) Avete detto bene... Non potiti sapiri suddu arristati vivu.... Vi sta aspettando stà signura e la di lei figlia… la vostra futura sposa… E non vuole perdere nemmeno un minuto di tempo, vuole fare tutto presto presto.

Felice         - Ma chi?

Ciccino-   Ziu mentri ca c’è a zia ti lasuu ‘nmumentu. Ci l’hai i soldi ca m’ha dari?

Felice-   Chiddi ppo cefulu? Si! (esce una carta da 1000) Ecco qua cangili e mi porti u restu.

Ciccinu-   Vegnu subitu! (Via per la comune)

Concetta       - Facci di bronzu!... Svergognato! E mi dumanna macari chi?!... Assassino della mia vita! Debbosciato. Ccà non fazzu vuci pirchì, pirchi.-.ma appena arrivi 'o paisi. Ora mi pigghiu a me' robba e mi nni vaju, appena arriva 'o paisi vaju 'nta l'avvucatu e mi vogghiu spartiri, non ti vogghiu vidiri cchiù.

Amalia – Ma non staiu capennu cchiù nenti. Ma signura suddu proprio ora mi dicistuvo ca eruvu cuntentu ca vostru frati si maritava. Chi vi successi?

Carlo       (entrando)   - Don Felice... ma cchi fu? chi sta succidennu?

 Felice         - E me lo domandate? Voi, mio caro direttore il direttore non lo sapete fare... Potete cercare la scacione che non sapete niente ca i pazzi erunu senza custoditi, ma scacione  è... perché dovete sapere.. e un direttore ca non sa, che direttore è?! Non è ca è uno, ccà cincu su! (gridando verso il corridoio) Ccà cc’è u  diretturi! (a Carlo) facitivi sentiri.

Carlo           - E pirchì m'haju a fari sentiri?                                      ,, .,

Felice         - Ma vui veramenti non sapiti nenti?...  5 pazzi d’a clinica mi stavunu assalennu.

Carlo          - Ma quali pazzi?    

Felice            - Chiddi che tenete alla Pensione... Amalia De Lana, insieme con la figlia canottiera,  il Maggiore, chiddu ca fa Otello e don Enrico, il maestro di musica...

Carlo          - E sunu tutti ccà?

Felice         - Sissignore!

Carlo          - Ma chiddi non sunu pazzi, 'u vuliti capiri si o no? Chiddi stannu megghiu di vui.

Felice          - Possìbile?

Carlo          - Possibilissimo. Voi non siete venuto in una clinica di pazzi. Questa è una pensione, pensione Stella.

Maggiore      -(compare) Perché siete scappato?

Enrico         - (uscendo) Don Felice, cchi significa chiddu ca facistuvu?

Raffaele       - (uscendo) Ccà siti?

Felice         - Signori miei scusate, ju mi crideva ca ieruvu tutti pazzi.

Tutti            - Nuatri... pazzi? Ah! Ah! Chista è bella!  

Carlo    - E com’è ca cridistuvu ca erunu pazzi?

Felice          - A mia m’ u dissi me' niputi Ciccino.

Carlo           - Vostru niputi?

Felice         - Sissignore, m'ava dittu a chista era 'na pensione unni iddu tineva 15 pazzi chiusi. (Tutti ridono)     

Concetta       - Che imbroglione! 

Felice-         E pagava 10 mila liri d’affittu l’annu.

Concetta-       E nuatri cci pagamu già i primi 10 mila liri.

Carlo          - (Ridendo) Ora incomincio a capire tutto.

Concetta       - Tuttu chistu va beni, ma tu pirchì ti vulevi maritari 'a figghia d"a signora?

Felice         - M'addumannau idda e ju, cridennu ca era pazza, ho acconsentito.

Amalia        - (acida) Grazie tante. E mi facistum perdiri tuttu 'ssu tempu!

Felice         - lo sono già felicemente ammogliato, signora mia, ecco qua mia moglie.

Concetta       - A servirvi

Amalia         - Favorirmi sempre.

Felice-        Viditi ddu pezzu d’assassinu di mè niputi chi mi cumminau.

Ciccino        - (entrando) Zio Felice ccà sì?... E cchi su' tutti ccà! 

Felice         - Imbroglione, svergognato! Abbiamo scoperto tutto, sappiamo tutto! Come vedi... ccà ci sunu i pazzi!

Concetta      - Imbroglione!                           .

Felice          - (vedendo Michelino) Oh! Oh!... C'è pure il tenore!... E cchi è non cantati cchiù?

Michelino       - A mia iddu mi dissi di cantari, (indica Ciccino)

Ciccino        - Zio Felice, ebbene ecco qua la verità... lo ero pieno di debbiti, non   potevo camminare in città...  e vi addumannai i 10 mila liri cca scusa dà clinica dè pazzi…Quando siete venuto per vedere la clinica che io vi avevo detto che gestivo, non sapennu chi fari,  vi ho portato alla pensione.( Tutti ridono).

Ciccino        - Perdonatemi, sono pazzie di gioventù.

Amalia         - Alla fine non è ca fici un gran male, eh!

Altri    - Perdonatelo.

Concetta       - Va beni, non nni parramu cchiù. Ma iddu ora si nni veni 'o paisi e di dda non si  movi cchiù.

Felice         - Chissu è certu. (a Ciccino) Ti nni veni o paisi e ti trovi ‘na bedda picciotta… ti mariti e metti a testa a postu.. Va beni?

Amalia-  Certu si marita! Rosina! Rosina u sintisti? U ditturi ca ti faceva a corti .. si marita…

Rosina – (ride)Dutturiiii! Iù sugnu pronta! Subbitu ni putemu maritari!

Ciccino- (scappa) Nooooo! Aspittati… prima ‘n’ama canusciri i carattuli… (scappa inseguito da Rosina )

          FINE

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