Subaffitto

SUBAFFITTO

Commedia in un atto

Di GUGLIELMO ZORZI

PERSONAGGI

IL GENERALE ANNI 70

IL PROFESSORE ANNI 30

IL COMMENDATORE ANNI 65

LA SIGNORA CANDIDA ANNI 36

LA GENERALESSA ANNI 60

LA COMMENDATRICE ANNI 60

CARLOTTA ANNI 65

MIMMA ANNI 64

ISOLINA ANNI 18

Commedia formattata da

LA SCENA. Stanza da pranzo e di soggiorno m casa del Commendatore, Nella parete di fondo a sinistra una finestra; nella parete di sinistra, verso il fondo, la comune; nella parete di destra, pure versa il fondo, una, porta. Mobilio liberty fine ottocento: in fondo, a destra, la credenza, sormontata dalla cosiddetta cristalliera, coperta da uno di quei tappeti, che un tempo erano venduti per le strade dai. Beduini, con scene di accampamenti arabi, piramidi e palmizi; seggiole intorno. A sinistra, addossata alla parete, una scrivania; presso la scrivania una poltrona di cuoio. A destra una stufa di ghisa. Alle pareti pochi quadri di nessun valore, un piccolo finto arazzo, gruppi di fotografie. Cattivo gusto, ma, in compenso, nessuna pretesa. Di pomeriggio.

(All'alzarsi della tela tono in scena il Commendatore e la Commendatrice. Si ode suonare il campanello di casa).

COMMENDATORE - Dev'essere il generale.

COMMENDATRICE - Sempre il primo.

ISOLINA - (la cameriera: diciott'anni, vestita di colore, ma col grembiulino bianco, appare alla comune e lascia passare il Generale e la Generalessa).

GENERALE - (settantanni; ma ben por tante; capelli quasi bianchi; abitudine al comando) Commendatore... signora...

COMMENDATORE - Loro sono sempre puntuali (strette di mano).

GENERALESSA - Oh,, mio marito non transige: ho dovuto infilare il golf per le scale...

COMMENDATRICE - Poverina! (saluti).

GENERALE - Tutte cos voialtre signore: quando dovete uscire non siete mai in ordine.

ISOLINA - (sulla comune) C' il professore.

COMMENDATORE - Fallo entrare, che diamine! (si alza e va verso la comune) Professore,...

PROFESSORE - (entrando) Commendatore... (stretta di mano).

GENERALE - Caro professore! (stretta di mano).

COMMENDATORE - Lei non conosce le signore.

PROFESSORE - Sono da cos poco tempo nella casa... (s'inchina alle signore).

COMMENDATORE - (prese. Mando) II nuovo condomino, professor Fogliani... mia moglie, la signora del generale. Si accomodino.

GENERALESSA - (al Professore) Come si trova nell'appartamento della sua povera zia?

PROFESSORE - Bene; e poi la zia, poverina, nellandarsene, mi ha lasciato quella brava donna di servizio...

COMMENDATRICE - Oh, una perla!

GENERALESSA - Una vera perla! Per stia attento perch un po' pettegola.

COMMENDATRICE - E poi, detto fra noi. pare che faccia un po' di cresta sulla spesa.

PROFESSORE - (leggermente sorridendo) Perbacco!

COMMENDATRICE - Me lo diceva la povera zia quattr'anni fa.

PROFESSORE - E non l'ha licenziata?

COMMENDATRICE - Macch! Le dico, un mistero!

PROFESSORE - Che cara zia!

GENERALE - Ma queste benedette Renditti che fanno?

COMMENDATORE - A mezzogiorno mia moglie scesa in persona a raccomandarsi che fossero puntuali.

COMMENDATRICE - Forse la veglia di stanotte...

PROFESSORE - Un ballo? (si ride).

COMMENDATORE - Proprio un ballo!

GENERALE - Il ballo Brhama!

GENERALESSA - Ma anch'io ho vegliato...

COMMENDATRICE - Per questo anch'io...

GENERALESSA - ...ma quando si tratta di puntualit.

GENERALE - E poi, data l'estrema gravit e l'urgenza che assume quest'adunanza del condominio...

PROFESSORE - Si tratta di cose gravi?

GENERALESSA - Oh, gravissime!

GENERALE - Sentir, sentir!

COMMENDATRICE - Roba dell'altro mondo!

COMMENDATORE - O, per essere pi esatti, dell'altro emisfero.

PROFESSORE - Perbacco! Una nuova guerra fra i due continenti?

GENERALE - No, un'alleanza, purtroppo!

PROFESSORE - Non capisco.

GENERALE - Capir, capir.

ISOLINA - (affacciandosi alla comune) Signora...

COMMENDATRICE - Cos'hanno detto?

ISOLINA - Vengono subito.

GENERALESSA - Oh, meno male!

GENERALE - Avete detto che qui si sta perdendo la pazienza?

ISOLINA - Si, signor generale; ma successo che poco fa la loro gatta ha fatto cinque gattini.

COMMENDATORE - Benone!

GENERALE - Ah! E per il parto della gatta si fa aspettare?... Ma facciano il piacere!

ISOLINA - Si figuri,, signor generale, che andata a farli nell'armadio della signorina Carlotta. La signorina Carlotta fuori di s dalla rabbia; mentre la signorina Mimma non fa che dire che il Signore che ha benedetto la loro casa...

GENERALE - Con cinque gatti? Bella benedizione!

COMMENDATORE - (al Professore) Lei, professore, non conosce le nostre sorelle Renditti.

PROFESSORE - No, ma mi sembra di averle incontrate sulle scale quando esco la mattina per andare al liceo. Una alta, magra, l'altra pi piccola...

GENERALESSA - Loro, loro.

COMMENDATRICE - Abitano al mezzanino.

GENERALE - La Renditti Senior e la Renditti Junior.

PROFESSORE - Vestite di nero, coli velo in testa...

GENERALESSA - - Vanno alla messa ogni mattina.

GENERALE - Bella fissazione anche quella!

GENERALESSA - Be', caro, questione di coscienza.

PROFESSORE - Libera chiesa in libero Stato, generale!

GENERALE - Ma che cos'abbiano da dire a Dominedio ogni mattina, io non so! Domani, scommetto, che gli racconteranno l'evento gattesco.

GENERALESSA - Armando, calmati.

GENERALE - Sono calmissimo, mia cara, ma non sopporto che s'abbia da far aspettare tanta gente. Eh! se quelle donne avessero visto, come ho visto io, i campi di battaglia, t'assicuro, Mercede, che il parto d'una gatta non le metterebbe in cos stupido orgasmo.

COMMENDATRICE - Hanno suonato.

GENERALESSA - Eccole, eccole!

ISOLINA - ( uscita).

GENERALE - Mi raccomando, signore mie, calma e chiarezza nel riferire i fatti; il nostro Professore non al corrente della situazione.

COMMENDATORE - Dobbiamo fare il Verbale? (mette le mani su un fascio di carte e fascicoli che ha davanti).

GENERALE - Non direi: l'adunanza deve avere carattere riservato. Ma siete sicuri che la signora Candida sia in casa?

COMMENDATRICE - Si, si, i'n casa: l'avevo avvertita che alle quattro e mezza ci sarebbe stata adunanza.

GENERALE - Molto bene, (guarda l'orologio) Le quattro e undici: diciannove minuti appena per informare il professore. Ma cosa fanno quelle l? (Le sorelle Renditti entrano dalla comune).

MIMMA - (E la Renditti Junior. Sessantaquattro anni, pi piccola della sorella, a la fisonomia ingenua, dolce, un po' smarrita) Ci scuseranno, ma stato cos improvviso...

CARLOTTA - (E la Renditti Senior. Sui sessantacinque, alta, ossuta, severa) Sul mio scialle! (Saluti, strette di mano).

COMENDATRICE - Sullo scialle?!

MIMMA - (al generale) Sono tutta fuori di me ,signor generale.

GENERALE - Male! sentimentalismi deleteri.

COMMENDATORE - Come Sta la puerpera?

MIMMA - Bene, bene: le ho dato del latte con un po' di zucchero...

PROFESSORE - E i neonati?

MIMMA - Vedesse! carini! o... (s'arresta) Il signore forse...?

COMMENDATORE - Il professor Fogliane del Liceo Visconti, le signorine Renditti.

MIMMA - Ah!... Pensare! eravamo tanto amiche della sua povera zia!

CARLOTTA - Una santa!

PROFESSORE - Grazie, signorine.

MIMMA - Io mi ricorder sempre, l'anno scorso durante i bombardamenti! Era la pi anziana, ma non perdeva mai la sua presenza di spirito: ci faceva un coraggio! Diceva sempre: calma, figliole, se verr la bomba, voleremo lass.

GENERALE - Be', vogliamo sederci?

CARLOTTA - Io per d'una cosa non riesco a capacitarmi.

COMMENDATORE - Di che?

CARLOTTA - Ma della nostra Puffi!

MIMMA - (sorridendo, al Professore) La nostra micetta.

CARLOTTA - Garantisco che non mai uscita dall'uscio di casa...

MIMMA - Ha una paura tale!...

CARLOTTA - ...l'appartamento non ha comunicazione, n coi tetti, n colle terrazze: esser rimasta incinta cos...

PROFESSORE - Ebbe, signorina, si tratter di una gattina piena d'astuzia.

MIMMA - Perch, vero, professore? E' raro che senza il maschio...

GENERALE - (ridendo fra i sorrisi degli altri) Oh, oh, oh! E' raro...

CARLOTTA - Mimma?!

PROFESSORE - Gi, un po' eccezionale.

COMMENDATORE - Lo dia per tema ai suoi allievi.

GENERALE - Signori, signori! Qui il tempo passa veloce: sono le quattro e quindici: bisogna far presto perch alle quattro e mezza arriva l'imputata. (Tutti si compongono per ascoltare) Lei, professore, non conosce la ragione impellente che ci ha riuniti.

PROFESSORE - Peggio della gatta?

GENERALE - (con bonariet) Professore, la prego.

CARLOTTA - Peggio, peggio!

COMMENDATORE - Qui i maschi ci entrano, e molti maschi!

GENERALE - Andiamo, andiamo, non perdiamoci in chiacchiere, (breve silenzio, dominato dall' autorit del Generale) Dunque... deve sapere, professore. che da un po' di tempo, due settimane circa, le nostre signore erano state assalite da un sospetto molto grave: grave per la seriet, per la tranquillit e sopratutto per la moralit del condominio. Qui, al secondo piano, abita una certa signora Candida.

CARLOTTA - (con rancore) Nera, la chiamerei!

GENERALE - Renditti Senior, la prego, lei mi distrae, (pausa) Dunque dicevo che da tempo si udivano di notte strani rumori: risate, voci gravi e... argentine venire dall'appartamento della suddetta signora...

MIMMA - Perfino la radio!

GENERALE - Poi c' chi ha riferito di inesplicabili tramestii notturni per le scale.

PROFESSORE - Solo di notte?

COMMENDATRICE - Nelle ore piccole, capisce?

GENERALE - Tanto che io e mia moglie, giustamente allarmati, abbiamo preso accordi col commendatore, qui presente, colla sua signora e le signorine Renditti per organizzare una specie di servizio notturno di vigilanza e arrivare a capo di questo mistero. Sappiamo tutti, purtroppo, che in questo dopoguerra la presenza sul nostro suolo di tanti militari alleati...

GENERALESSA - Ecco!

GENERALE - ...bravissimi giovani...

CARLOTTA - (ironica) Oh, bravissimi!

GENERALE - ...ma, ecco, un po' troppo... intraprendenti e con pochi scrupoli...

CARLOTTA - Pochissimi.

MIMMA - Ma tanto allegri, tanto!...

GENERALE - (severo) Renditti!

CARLOTTA - Mimma!?...

GENERALE - Be', l'altra notte... (alla moglie) D tu. Mercede, (al professore) Senta, senta...

GENERALESSA - Era la prima notte che si vegliava, io, le signorine Renditti e la signora del commendatore. La sera prima avevano vegliato solamente le sorelle Renditti...

GENERALE - Ma, prive come al solito, d'ogni spirito di disciplina, alle undici e mezza hanno tradito la consegna.

CARLOTTA - (accennando alla sorella) Colpa sua: io sarei stata su fino alle sei Idei mattino.

COMMENDATORE - Perch, vede professore, dopo la mezzanotte che! incomincia la gazzarra.

PROFESSORE - Gazzarra?!

GENERALE - Stia, stia a sentire. (M moglie) Mercede...

GENERALESSA - Ci eravamo rannicchiate tutte e quattro nel camerino abbasso, dove sono i contatori del gas..!

MIMMA - Un caldo!...

GENERALESSA - A un tratto, dopi due ore d'attesa, udiamo scendere x scale a passi circospetti... e vediamo la signora Candida in persona andare alla] porta, aprirla pian piano e... introdurr tre giovanotti in tenuta kaki, che sono! subito saliti da soli a sbalzi...

MIMMA - (come li ammirasse) Volai vano!

GENERALESSA - ...come se conoscessero bene la topografia del luogo.

GENERALE - Ci prova che la cosai deve durare da parecchio.

GENERALESSA - Dopo pochi minuti! mentre la signora Candida era rimasta di guardia presso il portone, due leggeri! colpi al battente... tac-tac Lei apre...] ed entrano tre, dico tre signorine.

COMMENDATRICE - Di quelle che.1 si capisce...

PROFESSORE - (con finto stupore) Tre!?

CARLOTTA - Si vede che l'uso: uno per uno.

COMMENDATRICE - Cose da non credere.

GENERALESSA - Dopo naturalmente rientrammo.

COMMENDATRICE - Io tuttavia volli restare alla finestra: sa a che ora sono usciti? Alle quattro e mezza del mattino!

CARLOTTA - Quattro ore e mezza di perdizione.

GENERALE - Lei ora pu comprendere.

MIMMA - Ges mio!

GENERALE - Lei ora pu comprendere che la cosa talmente grave, talmente grave, che occorre prendere energichemisure perch cessi ipso facto.

COMMENDATORE - Ah, si, subito.

COMMENDATRICE - (con precipizio) Subito.

GENERALESSA - (idem) Subito.

CARLOTTA - Una donna che ha il marito all'ospedale, che dovrebbe stare tutto il giorno in preghiera per il compagno della sua vita il padre dei suoi figli!

PROFESSORE - Ha dei figli?

GENERALE - Due! Una ragazza in collegio e il maschio i'n casa, un ragazzo di quindici anni.

CARLOTTA - Quindici anni! Quasi nell'uso dell'a ragione!

MIMMA - Poverino.

PROFESSORE - Certo una cosa alquanto grave.

GENERALE - Alquanto !

PROFESSORE - Ma non hanno avvertito la polizia?

GENERALE - E le prove, signor mio? Ci vogliono le prove! Ora le prove le abbiamo e, se questa signora.... invero poco candida non metter giudizio, certo che avvertiremo la polizia.

GENERALESSA - Se l'avvertiremo!

COMMENDATRICE - E' uno sconcio che deve finire.

GENERALE - Che diamine! si tratta di (favoreggiamento alla prostituzione clandestina! prostituzione!

MIMMA - Per, signor generale, stia attento!

GENERALE - Che cosa vuol dire?

MIMMA - Ne parlavo stamattina con la moglie dell'ovarolo di faccia...

GENERALE - Male! Non doveva parlare con la moglie dell'ovarolo: nessuno l'ha autorizzata!

MIMMA - Stava incartandomi le uova e, si sa, tra una parola e l'altra...

GENERALE - Be', dica, dica.

MIMMA - La signora dell'ovarolo mi diceva che pu trattarsi di cose molto serie, di cose superiori!

GENERALE - Ma mi faccia il piacere! Che vuol che ci sia di superiore?

MIMMA - Eh, non si sa mai! Chi ci dice, per esempio - sempre la moglie dell'ovarolo che parla - chi ci dice che questa signora Candida non sia un'affiliata a qualche setta politica?

GENERALE - Setta?

MIMMA - Non so... per esempio a un servizio di informazioni.

GENERALE - Ma non dica balle!

CARLOTTA - Ah, no, non sono balle, come dice lei! A San Giovanni c'era una che andava spesso coi militari alleati; e si poi scoperto che era al servizio dell'O.N.U.

GENERALE - Ma lei lo sa che cos' l'O.N.U.?

CARLOTTA - Non lo so; ma penso che sia qualche cosa di poco pulito e che lavora sott'acqua.

GENERALE - Ecco! vede, che non sa niente? L'O.N.U., una cosa pulitissima, perch, se non lo sa, ci vanno tutti vestiti bene! e non lavora sott'acqua perch vi si fanno dei lunghi discorsi: che...

PROFESSORE - ...si capiscono a volo.

GENERALE - Ecco! (poi subito riprendendosi a Carlotta) Vorrei sapere chi le racconta simili panzane.

CARLOTTA - (risentita) E va bene! saranno panzane.

MIMMA - Io non parlo pi.

COMMENDATORE - No, no, signorina Mimma, lei deve parlare, lei che tenta di proteggere quella signora! Ripeta, ripeta quel che confid alla mia signora due giorni fa.

GENERALE - Sentiamo.

MIMMA - Oh, ma come? Qui, davanti < a tutti?

GENERALE - Il professore ha il diritto d'esser messo al) corrente dei fatti.

TUTTI - No, no, dica, dica!

MIMMA - Ma... mi vergogno.

GENERALE - Insomma glielo ordino!

MIMMA - (implorando alla sorella) Carlotta?

CARLOTTA - Ma si, parla.

MIMMA - Be',... fu l'altra mattina... saranno state le undici...

GENERALESSA - (al professore) Capisce? Alla luce del giorno!

MIMMA - ...sento suonare alla porta... ero sola in casa, mia sorella era andata alla spesa... credevo fosse lei, vado ad aprire e vedo... (si copre il volto con le mani).

GENERALE - Avanti!

MIMMA - ...vedo uno di quelli... si di quelli in tenuta Kaki.... forse aveva bevuto... (interrompendosi) No, no, non posso!

CARLOTTA - Mimma, coraggio.

GENERALE - Avanti, dico!

MIMMA - - (Mi fa: Segnorine, segnorine ...

CARLOTTA - Al plurale: credeva che fossi in casa anch'io.

PROFESSORE - Perbacco!

COMMENDATORE - E com'era? dica.

MIMMA - E chi l'ha guardato?

COMMENDATRICE - No, no, lei l'ha guardato bene: ha detto che era piuttosto un bel ragazzo.

PROFESSORE - (con gravit) Ah... ah... ah...

GENERALE - Piuttosto?

CARLOTTA - (scandalizzata) Oh, Mimma, che apprezzamenti stravaganti!

MIMMA - Oh, Dio,, avr detto che non era brutto... uno di quei ragazzi come si vedono nei film americani... che ridono sempre.

CARLOTTA - (al professore) Capisce? Si preparava a...(coprendosi il volto) C' da perder la testa... e rideva!

PROFESSORE - La risata di Satana.

GENERALE - Professore, la prego...

MIMMA - Io chiusi subito la porta e misi la catena, (si rannicchia spaurita sulla seggiola).

GENERALE - (dopo una pausa) B.. mi sembra che con questo l'istruttoria possa dirsi chiusa. Il momento venuto per agire prontamente e con estrema energia, (guarda l'orologio) Fra un minuto la colpevole sar davanti a noi. Certo vorr difendesi, cercare delle attenuanti, mentire: ma, se lasciate a me la direttiva (tutti approvano) io, fedele agli antichi insegnamenti della scuola di guerra, mi atterr alla tattica classica: attacco frontale: o la smette o la si denuncia, (pausa) Chi approva alzi la mano) (tutti alzano la mano) Approvato all'unanimit.

COMMENDATRICE - Ah si, certo!

COMMENDATORE - Bisogna agire!

GENERALESSA - Non si pu andare avanti cos.

GENERALE - Se qui, caro professore, non si adopera la maniera forte, non se ne esce, (trillo di campanella).

COMMENDATRICE - E' lei.

GENERALE - (sottovoce) Mi raccomando: ordine, calma e soprattutto' fermezza.

CARLOTTA - (a Mimma) E tu non dire sciocchezze!

ISOLINA - (apre la comune e, restando fuori, introduce la signora Candida, poi si ritira chiudendo la porta).

CANDIDA - (sui 35-36 anni, vestita di nero: ha indosso un mantello con le maniche e sulle spalle uno scialletto. Ha un aspetto modesto, un po' triste, come di chi ha provato molte pene; una piccola voce, un po' spenta, ma chiara, tiene gli occhi a mezz'aria, che tuttavia non le impediscono di vedere gl'i astanti, seduti intorno alla tavola, immobili, con lo sguardo fisso su di lei. Dopo un breve silenzio) Buongiorno...

GENERALE - Buongiorno, signora... Venga avanti. (Candida avanza. Nessuno si muove, n le offre da sedere. Viene in mezza, alla sala, a sinistra, e si ferma come aspettando) Vede, dall'accoglienza poco amichevole che le vien fatta, lei avr gi compreso che una ragione grave determina la nostra condotta... (si alza prendendo una seggiola, la offre alla signora)

CANDIDA - (con voce spenta) Grazie.

GENERALE - E' il nuovo condomino, il professor Fogliani.

CANDIDA - (accenna un breve saluto, col capo e si siede).

GENERALE - Dunque, signora - lasciamo i preamboli che sono sempre incresciosi - ha compreso la ragione della nostra freddezza?

CANDIDA - Non... so, non...

GENERALE - Badi che a codesto modo lei mi costringe a entrare nel fatto, (breve silenzio) E va bene. Allora entreremo nel fatto. Da qualche tempo nella sua casa avvengono strani convegni notturni, convegni dei quali possediamo le prove certe, inconfutabili, convegni sulla cui natura, per non offendere le signore presenti, non voglio soffermarmi; ma tali che offendono la seriet e, diciamolo francamente, la moralit del condominio. Io non indago le ragioni che l'hanno spinta a simili traviamenti, che per noi restano incomprensibili; ma doveroso da parte mia, per il buon nome del condominio, che io esiga da lei. una spiegazione, (un silenzio) Avanti. (altro silenzio) Non risponde? debbo addentrarmi di pi ...nella materia?

CANDIDA - (ha un breve gesto, come dire, non occorre),

GENERALE - E allora parli! (Un lungo silenzio) Badi che il suo silenzio (pausa) ci autorizza a pensare che... chi tace conferma (pausa) Lei conferma? E va bene. Allora cara signora, a noi non resta che darle semplicemente uh ultimatum, un ultimatum chiarissimo: o lei tronca subito codesta attivit che. per rispetto ai presenti, non qualifico, o noi saremo costretti a denunciarla. Dico: denunciarla. Ha capito? Ecco tutto, (un silenzio) E ora se ha qualche cosa da dire, parli.

CANDIDA - (ha un leggero colpo di tosse come per farsi coraggio; poi, dopo una breve esitazione) Ma... (tace ancora).

GENERALE - (dopo una breve attesa) Noi ascoltiamo: dica.

CANDIDA - Che cosa vuol che dica, signor generale? Loro hanno ragione. (mormorio di sollievo da parte dell'uditorio, esclusi il generale e il professore) Ma, vedono, forse non sanno dopo quante pene, quanto soffrire davanti a quante contrariet che non finivano mai... ho dovuto cedere. Loro sanno le condizioni di mio marito: fu colpito da un male che non perdona e, quel che peggio, molto lento, troppo lento, soffre e nient'altro. Dovetti farlo ricoverare all'ospedale... in corsia: l almeno avrebbe avuto cure e medicine. Ma intanto perdette il suo impiego. (pausa) C'era qualche risparmio: ma loro possono immaginare quali siano i risparmi di un modesto impiegato: in pochi mesi, con quel che costa la vita, i risparmi se ne andarono. Il signor generale sa che da un anno non potevo pi soddisfare i miei impegni verso il condominio. Intanto avevo ricevuto un avviso dal collegio, dove la bambina: l'avrebbero mandata a casa perch non inviavo pi la retta. Il mio ragazzo avrebbe dovuto troncare gli studi - bravo, signor professore, tanto bravo! E', in quinto ginnasio, uno dei primi; - ma non avrei potuto pi (pagare le tasse e i libri, che oggi sono una gran spesa... Ho pregato giorno e notte il Signore che mi aiutasse, giorno' e notte!...

CARLOTTA - Non si prega mai abbastanza, signora mia.

CANDIDA - Ecco, ha ragione: non si prega mai abbastanza; tant' vero che la grazia non l'ho mai ricevuta. Ho \ fatto dei debiti; ma d debiti a un certo momento non se ne possono pi fare... E cos, come si dice... di gradino in gradino... (breve silenzio) Non ho altro.

GENERALE - (dopo un penoso silenzio) Signora mia... sono cose che turbano in certo modo; e questo turbamento lo deve vedere in tutti noi... (con forza, ma sottovoce) Ma, perdiana, mettersi anche a fare quel che fa...! Scusi la mia durezza: lei ha due figli; e il ragazzo in casa, ha quindici anni: deve capire.

CANDIDA - (subito) Il ragazzo dorme su in quella cameretta che ho in terrazza.

GENERALE - Meno male. Ma lei dovr pure, se non altro dentro di s, render conto alla sua coscienza...

CANDIDA - La mia coscienza? Ecco, la coscienza! (disperata) Ma ci sono dei fatti che l'ammazzano, la coscienza, che sono peggio delle bombe degli aeroplani! (una pausa nel silenzio di tutti) Vuol, che le dica quel che ripeto ogni momento alla mia coscienza? Quando penso che in poco pi d'un mese ho pagato trentaduemila lire di debiti, che la mia bambina rester in collegio, che il ragazzo potr continua re i suoi studi, che mio marito domani entrer in casa di salute... dico alla mia coscienza: Lasciami stare, non addolorarmi di pi; tanto non per me che lo faccio . E la coscienza in certi momenti pare che mi ascolti, (in silenzio) Del resto credo d'essermi con dotta verso il condominio con la mas sima prudenza: solo di notte, quando tutti, scusino, specie le signore (questa riflessione senza rancore, quasi umile) dovrebbero dormire.

CARLOTTA - E quel militare che giorni sono, alle undici del mattino, suon alla nostra porta?

CANDIDA - L'ho saputo, signorina, e le chiedo perdono; ma stato un caso, uno di quei casi, come si dice, sporadici.

GENERALE - Ecco, infatti oggi quando si aggredisce per la strada, si rapina, si ammazza, sono casi sporadici!

PROFESSORE - Generale, l'hanno detto anche in Parlamento.

CARLOTTA - E poi prenderci per delle segnorine noi!

CANDIDA - Forse non era in s. Del resto anche per la strada non hanno l'imprudenza di fermare le signore per bene?

GENERALESSA - Questo vero: giorni fa capit anche a me.

GENERALE - A te?!

GENERALESSA - Erano quattro.

GENERALE - Quattro? Ah, spudorati criminali!

CANDIDA - (con un leggero sorriso) Non dica cos, signor generale: sono giovani, pieni di vita, lontani dal loro paese... com'erano i suoi soldati - li ricorder pure i suoi soldati - non pratici degli usi e... di pi con le tasche piene di dollari. E se si pensa che il dollaro alla borsa nera fa quel che fa - ieri era a settecento - che se ne possono fare di tanto danaro quei figlioli? Per loro, ad esempio, due dollari per notte sono niente, (negli astanti passa un rapido, impressionante calcolo) .

COMMENDATORE - Scusi... lei, signora, quante camere ha?

CANDIDA - Disponibili due.

COMMENDATORE - Sicch alla fine dell'anno, a questo modo, si mette insieme un patrimonio.

GENERALE - (dopo un breve calcolo mentale) Un milione...

COMMENDATORE - Un milione! (impressione generale).

GENERALE - Signori!

COMMENDATRICE - E quando sono tre...

COMMENDATORE - Vai mo' a sgobbare ih ufficio tutto il giorno!

GENERALE - (interrompendolo bruscamente) Be', commendatore? (poi riprendendosi) Questi, si, questi... sono argomenti estranei, del tutto estranei al nostro assunto. I dollari! Qui si tratta di valori ben pi grandi, signora mia, infinitamente pi grandi! Valori morali! (un silenzio) Certo, e lo vedo anche nel contegno pensoso dei colleghi, davanti alle di lei condizioni difficili-penose... non dico che si debba convenire - sarebbe un bestemmiare ogni sano principio ma, certo, la cosa... (riprendendo quota) Ma lei deve persuadersi che il nostro un condominio di gente onorata, irreprensibile, specchiatissima, custode gelosissima del suo patrimonio morale, mai, mai intaccato! E... se non si salvano le pi elementari apparenze...

CANDIDA - (col rinascere di un barlume di speranza) Ma ho sempre cercato ai salvarle le apparenze: siamo in una strada che in certe ore deserta; e poi... non mai prima della mezzanotte, n dopo le quattro, quattro e mezza al massimo... E, in un mondo come quello d'oggi, dove ormai niente si salva, che ci sia ancora qualcuno che cerchi di salvare le apparenze, non le sembra gi abbastanza, signor generale?

CARLOTTA - Purtroppo.

GENERALESSA - Eh...

GENERALE - (dopo un silenzio, fatto di un substrato di comprensione) Be'... credo che sia meglio concludere, tanto pi che si fa tardi... Lei, signora, avr gi capito: io ho parlato chiaro... Posso anche aggiungere, permettendomi di interpretare il pensiero dei colleghi, che davanti a lei non stanno dei cerberi, ma persone che si rendo'no abbastanza conto di molte cose, (un silenzio. Candida piange) Che dirle?... Cerchi, cerchi insomma, si... ecco, cerchi di rimediare. Rimediare , vede, una gran parola... perch, quando si cerca di rimediare, vuol dire che ritorna in noi uni po' di fede... di speranza...

PROFESSORE - (con discrezione) Bravo generale.

GENERALE - (con semplicit) ...e, in chi vuol darci una mano, un po'... di amore cristiano. E' vero, amici?

COMMENDATORE - Certo.

CARLOTTA - Certo.

CANDIDA - (nel silenzio continua a piangere).

GENERALE - (dopo un silenzio) Credo che non vi sia altro da dire, vi sembra? (nessuna risposta nella commozione generale) Vuol lasciarci, signora?

CANDIDA - (si alza; accenna un timido saluto, cui tutti restando a loro posto rispondono con un lieve chinar del capo; poi, non potendo frenare le lagrime rapida raggiunge l'uscita; il professore l'ha sorpassata e le apre la porta. Candida esce. Nel silenzio si ode il batterei dell'uscio di casa che si richiude).

COMMENDATORE - Lei, generale, ha parlato bene.

COMMENDATRICE - Molto bene...

CARLOTTA - Quel che ha detto giusto.

MIMMA - Non avevo ragione, Carlotta, quando gi. poco fa, ti dicevo che il Signore benedice la nostra casa? Ci ha mandato una buona azione.

CARLOTTA - Si, Mimma, avevi ragione.

GENERALE - (per fugare la commozione al professore, che rimasto assorto, come assente) E a che cosa pensa il nostro caro professore?

PROFESSORE - (riscuotendosi) Ah, io? A niente.

GENERALESSA - No, no, lei pensava a qualche cosa.

PROFESSORE - (sorride, con tristezza a occhi bassi) Be'... volete che vi dica?... la guardavo mentre parlava e, cosa strana, a un tratto mi pareva avesse sulle spalle una specie di... manto.)

GENERALE - (di buonumore) Un manto? O l, l!

PROFESSORE - Si, un manto, ma... tutto lacero... fatto a brandelli... e il testa una corona... si... una specie da corona fatta di torri smozzicate... abbattute: (con angoscia come fra s) quegli aeroplani, che buttavano gi... sempre gi!...

GENERALESSA - Infatti stata molto colpita.

MIMMA - (intenerita) E poi, dica la verit, professore: lei come me; e scommetto che le vuol gi un po' di bene.

CARLOTTA - (con sufficienza) E si che l'ha vista appena oggi per la prima! volta.

PROFESSORE - (commosso, vibrante) No, signorina: l'ho vista sempre, dacch son nato. E bisogna, s, bisogna che tutti l'aiutiamo, le vogliamo bene.tutti!

GENERALE - (con un tremito nella voce) E'... cos. (Un brevissimo silenzio nel quale ognuno, con lievi cenni di consenso resta assorto in commosso generoso pensiero)

CALA LA TELA

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