Sulle soglie della storia

 


Commedia in tre atti

di Anna Bonacci

VINCITRICE DEL *PREMIO ACQUA PANNA* 1950

(da IL DRAMMA 27 Anno - n. 131 - 15 aprile 1951)

Rappresentata al Teatro Excelsior di Milano, il 25 febbraio 1951,

dalla Compagnia diretta da Ernesto Sabbatini

LE PERSONE:

IL PR0FESSOR WRANSKY

WANIA WRANSKY

SERGIO

GRATILIANO SABENTJ

IL CONTE POLAWA

DANIELA

VIDOR

GAUDAR

VALISCH

RUBEN

NATALI A SABENTJ

ILEANA OREB

HERNA IPSA L'AVVOCATO STANIS

IL PB0FESS0R TRODJ

FRIDA

SPEKY

IL FOTOGRAFO

ATTO PRIMO

Studio in casa del professor Wransky, insegnante di storia al ginnasio. Wransky un uomo di cinquantadue anni. Porta gli occhiali. alto, magro, un po' curvo. Egli siede dinanzi al suo scrittoio con un libro aperto davanti a s.

(Entra la serva Frida portando un quadro incorniciato, di notevoli dimensioni).

Frida (getta un piccolo grido di sorpresa) Ah!

Wransky (alza il capo) Che c'?

Frida Il professore ancora in casa?... Sono quasi le cinque.

Wransky Aspetto il professor Trodj.

Frida (diffidente) Il professor Trodj? E che viene a fare proprio oggi?

Wransky (guardandola) Come, proprio oggi? (La osserva meglio) Che hai l?

Frida (cercando di nascondere la figura del ritratto) Un quadro che... Vuol dire che la signora... (Si confonde) Cos, lei non esce?

Wransky Pi tardi. Riaccompagner Trodj. Anzi volevo... (Timido come chi attende un rifiuto) Dovresti dire alla signora di preparare...

Frida (sulla difesa) Che cosa?

Wransky No... dicevo... un piccolo rinfresco...

Frida (sprezzante) Ne ha delle belle, sa? Un rinfresco per il professor Trodj... Non se ne far niente. La signora occupata.

Wransky (subito rassegnato) Va bene. Lo inviter al caff.

Frida Al caff?... Uh!

Wransky (irritato) Tenetevi i vostri rimproveri.

Frida Quali rimproveri? Io ho fatto: uh!

Wransky (amaro) Conosco il significato delle vostre interiezioni. Volevate dire: il signor professore si d allo spreco... Ebbene, s. Mi d allo spreco. Una volta all'anno all'epoca degli esami ho il diritto di offrire una bevanda ad un collega. L'anno scorso, all'epoca degli esami, stato Trodj a offrirmi un'aranciata. Non bisogna dimenticarlo.

Frida E allora perch non ci va subito? Al caff potr parlare con pi libert con il suo professor Trodj.

Wransky (osservandola al di sopra degli occhiali) Sembra che la mia presenza dia fastidio oggi in casa, non vero?

Frida (asciutta) Io non so niente. (Fa per uscire).

Wransky (un po' vibrato) Vieni qui. Dove vai?

Frida Dalla signora. Vado a dirle che lei non ancora uscito come credeva... E... (Alza le spalle e si avvia).

Wransky E, che cosa?

Frida Niente. (Seguita a camminare).

Wransky (si alza irritato) Ferma l. Che cos' quel ritratto?

Frida (si ferma, risoluta) Oh! alla fine. Avevo l'ordine dalla signora di appendere questo quadro qui nello studio.

Wransky Fa' vedere. (Irritatissimo si impadronisce del quadro e lo volge verso di s. Trasecolato) Gratiliano Sabentj! Questo il ritratto di Gratiliano Sabentj.

Frida (sfidandolo) Proprio lui. Non mi verr a dire, adesso, che non sia un grand'uomo.

Wransky E cos'ha a che fare in casa mia il ritratto di Gratiliano Sabentj? Sai tu, disgraziata, chi costui? il capo dei sovversivi del nostro paese, quegli che fece aggredire il mio vecchio amico Bulasch, quel mite professore di botanica, il pi gentile, il pi soave dei miei colleghi, soltanto perch in una delle sue mirabili lezioni os paragonare il nostro piccolo e felice regno di Anciuria a un bel giardino minacciato dalle male piante.

Frida Ebbene? Non sono cos stupida. Le male piante, nell'idea del vecchio Bulasch, saranno stati Gratiliano Sabentj e i suoi compagni...

Wransky Non loro personalmente. Bulasch non se la prende con gli uomini. Bulasch attacca le idee che sono al disopra degli uomini.

Frida Storie!... Il vecchio Bulasch con i suoi bei discorsi avr voluto...

Wransky Oh, infine, basta. Non star a discutere con voi. Via quel ritratto.

Frida (insolente) Io ho avuto l'ordine di appenderlo e non se la deve prendere con me. Guarda un po': che colpa ho io? (Canzonatoria) La signora mi aveva ordinato di togliere quello, e sostituirlo con questo. (Indica il ritratto appeso alla parete) Vuoi dire che se la spiccer con la signora...

Wransky (folgorato) Come?!... Dovevate togliere il ritratto di Stanislao Wransky, del mio prozio, il lustro della famiglia, Stanislao Wransky, l'elemosiniere di Corte, il consigliere del Re, Stanislao Wransky soprannominato il Mazarino dell'Anchina, per sostituirlo con quello del... di...

(Entra la signora Wransky).

Wania (sui quarantacinque anni,sfiorita, trasandata nel vestire) Che succede?... Ma non sei ancora uscito?

Wransky (con coraggio) No. Non sono ancora uscito. E non uscir.

Frida Attende il professor Trodj. (Canzonatoria) E voleva pure passargli un rinfresco.

Wransky Non uscir. E chiedo, chiedo che cosa succede in casa mia. Chiedo perch si vuole appendere il ritratto di Gratiliano Sabentj, il sovversivo, l'aggressore di quel soave, mite, adorabile professor Bulasch, al posto dell'immagine del mio illustre prozio, Stanislao Wransky.

Wania (lo guarda un po' stupita. Con ironia) Ehi! Ehi! Ehi! Non ti ho mai visto cos accalorato... Che ti succede oggi? Ti occupi sempre cos poco della tua famiglia... Quello che accade qui dentro sembra sempre che non ti riguardi... Le tue lezioni e i tuoi colleghi. Per te non c' altro. Tua moglie e tuo figlio hanno sempre contato meno, per te, di Francesco I e di Caterina di Russia... Ed oggi...

Wransky Oggi si fa del sovversivismo in casa mia.

Wania Andiamo. Non cascare da un quinto piano. Sai benissimo che nostro figlio da un anno iscritto all' Upada .

Wransky Non ho mai preso sul serio quell'accolta di scalmanati.

Wania Fai molto male. Vuoi sapere che cosa mi ha detto Natalia Sabentj in persona quando la incontrai in casa Sequinine la sera di Natale? Signora essa ha esclamato - suo marito insegna la storia, ma suo figlio ne far un giorno!... . Ella ha detto proprio cos, se vuoi saperlo.

Frida Oh, in quanto a questo... Anche al mercato, la mattina, si dice molto bene del signorino Sergio. L'erbivendola dice che egli ha tutto il fisico del capo-partito.

Wania (al marito) Senti? Quella gente l se ne intende... E tu, proprio tu, vorrai intralciare la sua carriera?

Wransky Ma quale carriera?

Wania Caro mio, parliamoci chiaro: da una settimana morto Cristiano VII.

Frida (gridando) Morte al re!

Wania (a Frida, irritata) Taci, tu.

Wransky Ebbene?

Wania L'Anciuria non ha pi il suo capo monarchico.

Wransky C' una reggenza.

Wania Il popolo stanco di tirannia.

Frida Puff!... Non se ne pu pi. Sa che cosa dicono al mercato?

Wania L' Upada si impadronir del governo. Questione di giorni. E Gratiliano Sabentj salir al potere.

Frida E le cose marceranno, allora. Oh, se marceranno!

Wania Tu capisci che quando Sabentj sar al potere, con la stima che egli ha di Sergio...

Wransky (alza le spalle) L'Anciuria un paese essenzialmente monarchico.

Wania Il re morto senza discendenti. I monarchici anciuriani erano attaccati alla famiglia reale e particolarmente alla persona di Cristiano VII. Morto lui...

Wransky Ci sono i cugini di Danimarca.

Wania (seccata) Oh, infine!... Sembra che tu lo faccia apposta. Tu vuoi ad ogni costo intralciare la carriera di Sergio. (Mutando tono) Wransky, ascoltami bene. Occorre che Frida appenda il ritratto di Gratiliano Sabentj al posto di quello del tuo prozio, consigliere del re. Gratiliano Sabentj si degna di venire oggi in casa nostra.

Wransky L'aggressore di quel celestiale, angelico Bulasch, in casa mia?

Wania (irritandosi) Wransky, fammi il piacere. Non fare dell'opposizione. Io, oggi, contavo sulla tua assenza: so che dalle cinque alle otto tu vai sempre al circolo Pitagora a giocare a domino con i tuoi colleghi. In queste ore sarebbe avvenuta la sostituzione del quadro, la seduta con i compagni dell' Upada presieduta da Sabentj e tu non ne avresti saputo niente. Al ritorno avresti ritrovato il tuo prozio lass... Dove sarebbe rimasto fino al giorno che... (lo guarda con dolce commiserazione) Quel giorno ti inchinerai anche tu, Wransky. Quel giorno comincerai anche tu a prendere Sergio sul serio... (Wransky ha un gesto di mite scoraggiamento. Wania continua incalzante e suadente) Sii saggio, Wransky. Chiudi gli occhi e le orecchie e ricevi il tuo amico Trodj nella stanza da pranzo. Nessuno verr a disturbarvi, vi potrete mettere d'accordo sul programma d'esame. Tu parlerai delle tue guerre puniche ed egli del corso dei suoi fiumi e dell'altezza delle sue montagne. E avrete anche il vostro rinfresco: del t, delle tartine e dei liquori. Capisci che non potevo lasciare i compagni dell' Upada a bocca asciutta. Sarai contento.

Wransky (amareggiato) Ma questo un tradimento al mio povero, mite e celestiale Bulasch, che nella scorsa estate venne aggredito per incarico di Sabentj e ne riport delle contusioni guaribili in quindici giorni.

Wania Quindici giorni, vedi?... Se avessero avuto delle cattive intenzioni non si sarebbero accontentati di quelle miserabili contusioni...

Wransky Ma egli stato salvato dal sopraggiungere di una pattuglia.

Wania Chiacchiere. Quando gli aggressori hanno delle mire sanguinarie, le pattuglie non sopraggiungono. (Altro tono) E poi, infine, Wransky, che vuoi ancora?... Che soddisfazioni mi hai dato tu nella vita?

Wransky (la guarda un po' stupito) Io?...

Wania Tu, s. Lasciamelo dire. In ventisei anni di matrimonio sei rimasto quello che eri... Ho il diritto, mi sembra, di sperare in mio figlio!

Wransky (c. s.) Che cosa aspettavi da me?

Wania Oh, mi sarei contentata. Un professore di ginnasio, giovane... Avevi il liceo dinanzi a te, e perfino l'Universit. Mia madre diceva che avevi l'aria intelligente.

Frida (con disprezzo) Per gli occhiali, ci scommetto. Traggono sempre in inganno.

Wransky (snervato) Voi siete pregata di tacere.

Frida Oh, io sono stanca, infine. Devo appendere il quadro o no?

Wania (a Frida) Aspetta. (A Wransky) Io ero un'ambiziosa.

Wransky la prima volta che me lo dici.

Wania A che sarebbe servito? Ho capito subito, appena ci siamo sposati, che tu non avevi delle aspirazioni. Le tue lezioni per l'indomani, i programmi d'esame...

Wransky (amaro) Potevi sposare Polianin. Ti amava anche lui. diventato Consigliere di stato.

Wania Mia madre diceva che aveva l'aria frivola. Ballava il charleston. Le madri non capiscono niente quando si tratta della felicit delle loro figlie. A quest'ora sarei vedova con una grossa pensione.

Frida (a Wransky, con rimprovero) Veda un po'.

Wania (sospira) Beh! Io non ti rimprovero niente, non credere... Non ti rimprovero questi ventisei anni di matrimonio vuoti ed interminabili in cui non mi sono occupata che di stirare le tue camicie e smacchiare i tuoi pantaloni. Non ti rimprovero di aver tratto in inganno mia madre con le tue arie d ragazzo che ha un grosso avvenire, mentre non sei stato capace che a diventare celebre al circolo Pitagora come campione di domino...

Frida Oh, in quanto al domino non c' niente da dire. La signora del droghiere Koy pretende che...

Wransky (infuriandosi) Tacete voi, almeno.

Wania Non ti rimprovero niente, Wransky. Eppure... eppure ero una delle pi belle ragazze di Bruda e tutti dicevano che avrei sposato chi sa chi. Ho sposato te, invece... E adesso sembra perfino che tu abbia dimenticato tante cose... Il ricevimento in casa del preside Alaj, quando scrissero sul giornale: ...e bella tra le belle la bionda signora Wransky . E quell'estate alla spiaggia di Lidoreale, l'anno prima della nascita di Sergio, che tutti mi chiamavano la bella moglie del professorino ...Ah! (Sospira) E ora sono vecchia e sfiorita... Ma non me ne importa niente. Tutte le mie ambizioni le ho riversate su Sergio, e ti assicuro che quando la signora Sabentj mi dice che mio figlio far della storia ... ebbene, Wransky, devi capirmi... Se hai un poco di cuore, lascia che, per due ore, Frida appenda quel ritratto lass...

Wransky (rassegnato e amaro) E sia. Che si appenda quel ritratto... Ma perch poi togliere quello del prozio? Una volta eravamo fieri di lui e lo mostravamo ai visitatori.

Wania (mettendogli unamano sulla spalla) Sii ragionevole, Wransky. Quell'aristocratico lass nuocerebbe tremendamente alla carriera di Sergio. Egli farebbe una pessima impressione a Sabentj. Sergio gli ha fatto credere che tu vieni da una famiglia di contadini e gli ha inventato una nonna che vendeva le castagne agli angoli delle strade. Sono cose che fanno una magnifica impressione.

(Wransky si incammina rassegnato verso l'uscita).

Frida (a Wransky) E se poi riaccompagner il suo Trodj, non torni prima delle otto, eh!

(Wransky esce umiliato)

Auf! Ce l'abbiamo fatta.

(Monta sopra una sedia dopo aver appoggiato in terra il ritratto d Sabentj. Toglie dalla parete il ritratto di Stanislao Wransky. Wania le porge il ritratto di Sabentj)

Cominciamo che questo molto pi bello. Se si togliesse quei baffi...

Wania (aiutandola nel suo lavoro) Stupida. Sono quelli che fanno colore.

Frida Gi. Ma se gli si dovesse dare un bacio... (Rimirando il quadro che ha appeso) Eccolo qua. (Scende dalla sedia e lo guarda di lontano) Fa un effetto...

(Dal fondo entra Sergio).

Sergio (ventitre anni, vivace, sicuro di s) Cosa state facendo?

Wania (indicando il ritratto di Sabentj) Guarda l.

Sergio Magnifico. Sembra che ci sia stato sempre. Ha quasi le stesse dimensioni... Pap?

Wania Proprio oggi niente circolo Pitagora, pensa. Aspetta Trodj per il programma d'esami. Lo ricever in sala da pranzo. Ma ho dovuto dirgli tutto.

Sergio (sorridendo) Come l'ha presa?

Wania (con compatimento) Oh, sai, tuo padre... finisce sempre con l'accettare le cose. Bisogna saperlo prendere.

Sergio un brav'uomo, pap.

Frida Non capisce subito... Ma alla fine ci arriva.

Wania Un giorno vedr con i suoi occhi... Eh! Quando tu sarai commissario del popolo...

Sergio (con distacco) Oh, io non ambisco a nessuna carica, mamma. Io non chiedo che di servire la societ, apportandole il mio piccolo contributo di idee...

Wania Ti scongiuro, Sergio... Non cominciare con la modestia. quella che ha rovinato tuo padre. Se ti credono finita.

Sergio (vano) Il male che non mi credono. Hanno un'indiavolata fiducia in me.

Frida Eh! Anche l'erbivendola ha detto che il signorino ha tutto il fisico del capo-partito. E la signora Komel, quella che vende i pettini e le saponette al mercato, mi ha chiesto l'altro ieri: Di' Frida, vero che ci penser il figlio dei tuoi signori ad abolire tutte le distanze? .

Wania Vedi, tesoro? Sono i tuoi futuri elettori che parlano.

Sergio (oratorio, patetico) Ebbene, Frida, dirai alla signora Komel che la fiducia che ella ha riposto in me giusta. Dirai alla signora Komel che Sergio Wransky e i suoi compagni stanno preparando per lei un nuovo mondo dove tutte le distanze, s, saranno abolite. Un mondo libero e felice dove gli umili saranno esaltati e i potenti avviliti.

Frida Sicuro che glielo dir, caspita. Proprio ieri mi ha regalato una grossa saponetta e devo pure ricambiargliela in qualche modo.

Sergio (c.s.) E le dirai, s, che le sue saponette agli occhi dei difensori dei miseri e degli oppressi, prendono un profondo e poetico significato coi loro colori violenti e i loro disgustosi profumi, perch serviranno a detergere le mani callose dei lavoratori, le mani screpolate delle lavandaie, le mani...

Wania Lascia perdere, Sergio... Frida ha da fare, adesso. (A Frida) Vai a prendere le sedie in sala da pranzo.

(Frida esce. A Sergio)

Sono cos agitata, tesoro... Il pensiero che essi abbiano desiderato riunirsi in casa nostra...

Sergio Vogliono conoscere te. E poi stasera dovremo prendere degli accordi importanti. Sar una seduta, oserei dire, storica.

Wania (estasiata) Qui? In casa nostra!... Ah!

Sergio S. Grandi eventi si preparano. Cristiano VII morto senza lasciare discendenti. Il partito monarchico costernato. C' una reggenza provvisoria, ansiosa e perplessa che si affrettata a proporre il trono di Anciuria al principe Casimiro Jakel, cugino in quarto grado di Cristiano VII, che risiede in Danimarca. Si prevede che Casimiro Jakel, sessantenne, gottoso, miope e maniaco, rifiuter. Si sa in Europa che il partito del popolo, capitanato da Gratiliano Sabentj, formidabile in Anciuria. I principi Jakel non si prenderanno questi gatti da pelare. Uomini fidati del partito stanno all'erta. Appena si sapr del rifiuto dei danesi, patatan...

Wania Cosa?

Sergio Patatan, dico. Piomberemo come falchi sul governo.

Wania E tu avrai un posto di comando.

Sergio Sicuro. (Pentito) Cio no... Non so. Non so niente. Io sono un servo del popolo. Io sono una ruota del formidabile carro... (Si fruga in tasca e ne trae alcuni fogli) Ho qui il discorso pronto per la prima seduta del grande consiglio. Comincia proprio con la felice immagine delle ruote. Senti. (In tono oratorio, legge) Il destino dell'Anciuria compiuto. La tirannia morta. Nel nostro firmamento splende il sole della libert. Mi avete voluto a un posto di comando... .

Wania (con gioia) Ah vedi!...

Sergio (un po' mortificato) Questo... questo nell'eventualit... bisogna pensarle tutte... (Riprende a leggere un po' smontato) ...posto di comando, ma come un fratello che sono qui, oggi, tra voi. Io non sono che una ruota del formidabile carro che percorre il rischiarato cammino del nostro paese.... (Smette di leggere) Fila, no!

Wania meraviglioso.

Sergio (intasca il manoscritto) Sentirai il seguito. Adesso non ho tempo. Saranno qui tra poco ed io devo ancora cambiarmi.

Wania Saranno in molti?

Sergio Una diecina. Le figure pi rappresentative del partito. Ci sar Gaudar.

Wania Chi Gaudar?

Sergio Gaudar dell'amore libero. Il propugnatore delle unioni per elezione fsica. Ha con s la figlia di un prefetto che l'attuale sua compagna. Una coppia magnifica. Poi ci sar Valisch, quello che sput in testa al consigliere Prebendi. Ci sar Euben, quello che disse porco al ministro della giustizia Jubel. E Vidor che al teatro Reale rest seduto quando entr il re, e pronunci la storica frase il re mi fa un baffo! .

Wania (con adorazione) Quali tempre! Quali caratteri!

Sergio E poi, mamma, verr anche una cara, piccola persona che forse non disdegner un giorno di diventare la compagna del tuo Sergio...

Wania Una fidanzata!

Sergio Nel vecchio linguaggio. Puoi chiamarla la promessa compagna della fisica unione .

Wania Non ti sembra un po' lungo? E chi sarebbe costei?

Sergio Ileana Oreb. La figlia di quel frenatore Oreb che fece deviare l'Orient-Express nello scorso autunno... Un uomo in gamba...

Wania (un po' impressionata) Vi furono dei morti?

Sergio No. Ventiquattro contusi.

Wania (rallegrata) Guaribili in quindici giorni, ci scommetto. un'abitudine. Lo dicevo con tuo padre. Le loro intenzioni non sono cattive.

(Rientra Frida portando delle sedie).

Frida Come le devo mettere?

Wania Come ti pare. Purch ti sbrighi.

Sergio E mi raccomando, Frida, se i compagni ti interrogheranno ti guarderai bene dal dire che servi in casa nostra. Non esstono servi.

Frida Alla buon'ora. E che cosa dovr dire!

Sergio Che sei un'associata della famiglia e non prendi salario..

Frida Oh, per quello che mi danno non dir neanche una bugia...

Wania (snervata) Ti prego, Sergio, non toccare tasti inutili.

Sergio Siederai anche tu, qui, con noi.

Frida (con gioia) Qui?! Con Gratiliano Sabentj?... Io! Santo cielo. L'erbivendola schiatter.

Wania Mio Dio, Sergio, non ti sembra un po' esagerato?

Sergio Niente affatto. Frida avr il diritto di dire la sua parola.

Frida (esaltata) Sicuro. Morte al re!

Wania Finiscila. morto da sette giorni.

Frida Morte al tiranno, allora, all'oppressore, agli affamatori del popolo!

Wania (irritatissima) Metti a posto le sedie.

Frida (senza badarle, a Sergio) Dovr togliermi il grembiule?

Sergio Niente affatto. Sar bene, anzi, mamma, che ne metta uno anche tu; di quelli a scacchi che porti la mattina. La compagna Ileana veste in tuta e fuma dei grossi sigari. un amore, mamma. La vedrai. Vado a cambiarmi.

(Esce).

Wania (un po' seccata) Non vorrei che Sergio esagerasse.

Frida (finisce di allineare le sedie) Oh, in queste cose... o si esagera o non se ne fa niente.

(Dal fondo entra furtiva Daniela)

Daniela ( il tipo della mondanella giovanissima, molto elegante) Signora Wransky...

Wania Oh!... Mi ha fatto paura, signorina Daniela. Da dove entrata?

Daniela Mi ha aperto suo marito. Entrava con me un piccolo uomo con un grande cappello.

Frida (con disprezzo) Trodj... Conta quanto uno zero, quello.

Wania Taci e vai in cucina a preparare per il t.

Frida Il signorino ha detto che potr sempre dire la mia parola.

Wania (snervata) Bene. Ma vai.

Frida (se ne va brontolando) Vado. Vado. (Poi sulla porta si ferma e grida) Morte all'oppressore!

(Esce).

Daniela (stupita) Che ha?

Wania (mortificata) Non le badi, signorina Daniela. E sieda. Non posso dedicarle che pochi minuti perch devo andare a vestirmi, cio a svestirmi, voglio dire, a mettermi un grembiule... Insomma...

Daniela (siede. Con un sorriso grazioso) Venivo per un piacere, signora Wransky...

Wania (sorride anche lei) Ho capito.

Daniela Il conte verr su da me verso le sette... Lei le dir come le altre volte... che ho passato la giornata con lei e che...

Wania Alle sette?... Impossibile. Sono desolata... Oggi... oggi aspetto qualcuno... E non posso farmi trovare sulla porta di casa a quell'ora, sul pianerottolo, come le altre volte...

Daniela (sgomenta) E come si fa? Oggi ha telefonato tre volte nella mia assenza e la padrona di casa stata costretta a dirgli che ero fuori.

Wania Dica che era dal parrucchiere.

Daniela (con amabile compatimento) Il parrucchiere. La sarta. La manicure!... Come si vede, cara signora Wransky, che lei non ha mai tradito suo marito.

Wania (con un sospiro profondo) Oh no!

Daniela La sarta, il parrucchiere... Sono le scuse delle novelline. Bisogna adoperarle con la pi grande parsimonia. Il conte Polawa vecchio del tradimento. Non per fargli un vanto, ma stato tradito dalle pi belle donne d'Europa.

Wania Sono proprio dispiacente. Ma nell'ora in cui il conte sale abitualmente in casa sua, io non potr allontanarmi da questa stanza. Ho... una importante riunione, qui, in casa mia...

Daniela un bel guaio, perch Ivan ha una tale fiducia in lei... La sera in cui gli disse, per la scala, che avevo passato la giornata in casa sua e che mi aveva insegnato il punto ombra , egli si rallegr con me. Coltiva l'amicizia di quella brava signora, mi ha detto. E la volta della torta Angelica... (Con un piccolo riso equivoco) E lei sa dove andavo in quei giorni...

Wania Con Riccardo, quello della storia dei guanti profumati.

Daniela No! Con Piero, quello degli sci.

Wania Beh!... Io mi confondo... Con tanti nomi che mi dice...

Daniela Anch'io qualche volta... terribile, vero!... Dicevo che... Ah, s: che Ivan ha una grande stima di lei. Nel palazzo la conoscono come una signora virtuosa.

Wania Oh, in quanto a questo...

Daniela Deve fare uno strano effetto.

Wania Che cosa?

Daniela Essere considerata una donna virtuosa.

Wania Non fa nessun effetto. come portare la camicia. Lei pensa mai alla sua camicia?

Daniela Mai. Porto il reggipetto e le mutandine.

Wania No. Volevo dire che la virt come un indumento che si porta abitualmente.

Daniela Mi piacerebbe qualche volta.

Wania Cosa?

Daniela Essere considerata una donna virtuosa.

Wania Non si pu. O sempre o mai.

Daniela Sempre no. Deve essere seccante alla fine.

Wania (vaga) Beh!...

Daniela Ci pensi bene.

Wania (eludendo) Adesso sono vecchia.

Daniela Peggio. Non ha neanche dei ricordi.

Wania No. Non ne ho.

Daniela Strano, per!

Wania Cos' strano?

Daniela Che lei... abbia dell'amicizia per me che... E che abbia accettato cos... questa specie di complicit per salvarmi dalla gelosia del mio amante. La signora Pleg, del primo piano, non ne ha voluto sapere. E mi ero rivolta a lei... perch dicono che abbia un passato...

Wania Forse per questo che ha rifiutato. Per me invece come una piccola avventura senza impegno... Non so spiegarmi... E poi, lei mi simpatica.

Daniela Grazie. reciproco. (Si avvia per uscire) Cos, per oggi, niente da fare?

Wania Eh! (Riflette) Ma no. Aspetti. Ho un'idea... Potrei telefonare a casa sua sul tardi... con una scusa, e le parlerei di una torta al riso che le avrei insegnata oggi... Direi che la torta si bruciata e abbiamo dovuto rifarla. Questo per spiegare la sua assenza... una mia specialit la torta di riso al cioccolato. (Ride della sua trovata) Ah! Ah!... Le va?

Daniela (con entusiasmo) Se mi va?... Oh, signora Wransky! Chic l'idea della sua telefonata. Non mi era venuta in mente. E la torta bruciata... magnifico... Grazie, grazie... (Si avvia correndo) Telefoni verso le otto. A rivederla, signora Wransky.

Wania A rivederla, signorina Daniela.

Daniela (sulla porta si ferma) Peccato, per.

Wania Cosa?

Daniela Che lei non abbia mai tradito suo marito.

Wania (interdetta) Io...?

Daniela (furbesca) Ne aveva la stoffa, sa?

Wania (si finge offesa, ma lusingata) Signorina Daniela!

Daniela (le manda un bacio sulla punta delle dita) A rivederci.

(Esce)

Wania (resta un momento perplessa. Poi chiama) Frida!

Frida (entra con in mano un grembiule) Ecco.

Wania Che cos' quello straccio?

Frida Straccio? il suo grembiule della mattina. Dice il signorino che deve metterlo.

Wania (con ripugnanza) Proprio quello?... Se mai uno dei verdi che...

Frida (l'aiuta ad indossarlo) Questo fa pi colore, dice.

Wania (seccatissima) L'ho sempre tolto per le visite, ed ora...

Frida (mirandola soddisfatta) Vede?... Cos non ci distinguono pi. Qual la serva e quale la padrona?...

Wania (infuriandosi) Questo poi!... Sergio va troppo oltre... Non ti montare la testa, tu.

Frida Eh, in queste cose bisogna slanciarsi, cara la mia signora, se no si resta a mezza strada.

(Entra Sergio sbarbato e ben pettinato).

Sergio Tutto pronto? (Si guarda intorno) Bene: un ambiente modesto, ordinato, dignitoso, dove si sente l'abitudine al lavoro e l'odio allo sfarzo. (Annusa l'aria. A Frida) Apri un momento la finestra, c' mi terribile profumo.

Frida Sfido io, c' stata la signorina Daniela.

Sergio La signorina Daniela, qui? L'amante del conte Polawa?

Wania (con finta noncuranza) Eh via! Una vicina di casa. Passa qualche volta a salutarmi... Non credo che tu, con le tue idee sulle unioni per elezione fisica possa condannare quella ragazza...

Sergio Elezione fisica?... Ma il suo amante un vecchio, e per di pi appartiene al partito monarchico. (A Frida) Spalanca, spalanca bene, puah!... Che quella donna non entri pi qui.

Frida (spalancando la finestra) Morte ai nemici del popolo!

(Suonano alla porta)

Wania Hanno suonato. Corri ad aprire. Sono loro.

Frida (correndo via) Dio, mi batte il cuore.

(Torna introducendo Gratiliano Sabentj, sua moglie Natalia, Gaudar, Herna Ipsa, Valisch, Ruben, Vidor, Ileana Oreb)

Sergio Mamma, ti presento Gratiliano Sabentj.

Wania (mondana e cerimoniosa) Benvenuto in casa mia con la sua amabile signora che gi ebbi l'onore di conoscere in casa Sequinine la sera di Natale.

(Avanza verso di essi con la mano protesa, ma tutti rispondono col rigido saluto dell' Upada , toccandosi la fronte).

Gratiliano Ti saluto, Wania Wransky.

Wania (mutando tono imita il loro saluto) Salute a tutti.

Tutti Salute. Viva e trionfi l' Upada .

Sergio (indicando rapidamente gli altri) Gaudar, Herna Ipsa, Valisch, Vidor, Ruben, Ileana Oreb. Mia madre.

Frida (avanza di qualche passo) Ed io, Frida Kalp. Associata alla famiglia, non percepisco salario.

Wania (la fulmina con un'occhiata) Frida!

Frida (sfidandola) Perch?... Il signorino mi ha detto che potr sempre mettere la mia parola.

Ileana (a Sergio beffandolo) Il signorino saresti tu?

Sergio (mortificato) Serviva in casa di aristocratici.

Frida Che il diavolo se li porti. Sono stata tre anni sguattera in casa dei conti Sulaja. Morte ai signori!

Gratiliano (divertito a Sergio) Rallegramenti. Non sempre vero, dunque, che non si profeti in patria. Vedo che i pi ardenti proseliti li raccogli tra i pi vicini.

Wania (sviando) Mio figlio pieno di ardore e di fede, Gratiliano Sabentj.

Gratiliano Tuo figlio una delle nostre reclute migliori, Wania Wransky, e non senza significato che alla vigilia di grandi avvenimenti noi ci siamo riuniti in casa sua e gli abbiamo chiesto di conoscere sua madre.

Wania Io sono commossa, Gratiliano Sabentj.

Gaudar Come avrai notato, Wania Wransky, noi non ci siamo interessati di conoscere suo padre. Nella nuova societ, dove si terr conto soltanto della fisica elezione che spinge la donna tra le braccia del maschio che preferisce, l'uomo, come padre, perde tutta la goffa importanza che le vecchie societ gli conferivano. Il padre, di fronte al figlio, quasi sempre un personaggio ipotetico e presunto e, se vogliamo, leggermente ridicolo.

Herna (gridando) Io non sono figlia del prefetto Ipsa di cui porto il nome!

Valisch Ho conosciuto in giovent tua madre, Herna Ipsa, era una donna romantica.

Ruben E intelligente se non ha voluto perpetuare la razza degli Ipsa, che guardano tutti losco e sono calvi.

Herna Ipsa anche crudele e fa bastonare i suoi contadini. Una mattina, venti anni fa, un giovane mezzadro, che era stato fustigato per ordine di Ipsa, and a chiedere giustizia a mia madre. Ella si commosse, e da quella piet io nacqui.

Frida Alla buon'ora! E io che da trentasette anni mi vergogno di far sapere che non ho conosciuto mio padre.

Ileana (sputa in terra dopo essersi tolta il sigaro di bocca) Io sono fiera di mio padre.

Vidor Diavolo! Tu sei la figlia del frenatore Oreb. Tutti vorremmo essere figli del frenatore Oreb che con uno scarto del suo braccio potente fece precipitare l'Orient-Express, il treno dei ricchi, in una scarpata.

Wania (conciliante) Non ci furono che dei contusi, per, ricordiamocelo.

Ileana Compagno Vidor, tu mostrasti altrettanto coraggio, quando, al teatro Reale, tu solo, seduto tra una folla di acclamanti venduti, gridasti la storica frase il re mi fa un baffo .

Vidor Fu un fiero momento quello. Lo stesso carcere che dovetti subire non mi fece rimpiangere il mio gesto. Ora sto scrivendo Le mie prigioni .

Gaudar Ma se passasti una sola notte in guardina.

Vidor (risentito) E con questo? In una notte non si pu vivere tutta una vita? Stando al tuo ragionamento la notte di San Bartolomeo non sarebbe mai passata alla storia.

Ruben Io sto scrivendo la storia del mio confino politico.

Valisch Ed io pubblicher il diario che scrissi durante le persecuzioni subite all'epoca della tiran-nide che sta per tramontare.

Frida Tramonter. Oh, se tramonter!

Gratiliano L'Anciuria sar grata a coloro che stanno preparando una ricca letteratura politica al nuovo regime.

Wania (a Ruben) Fosti a lungo confinato?

Natalia (interviene spiegando) Per una settimana. Sua moglie dopo che Ruben diede eroicamente del porco al ministro della giustizia per una disputa a causa dell'ascensore, gli proib di uscire di casa per ben sette giorni.

Ruben (drammatico) Fu quella una settimana di passione, Wania Wransky. difficile darne un'idea. Immagina che il portiere dello stabile fu interrogato da un agente.

Wania (compresa) Oh!

Ruben (incalzando) Ed un misterioso individuo vestito di grigio, sedette in permanenza ad un tavolo del caff di fronte a casa mia.

Wania Uh!

Natalia Una storia drammatica.

Wania (a Valisch che si avvicinato) E tu subisti delle persecuzioni?

Valisch (modesto) Io non amo vantarmi. Ma tu potrai leggere il mio diario quando lo dar alla stampa. Vi troverai la clamorosa storia del mio sputo sulla testa del consigliere Prebendj e le tremende persecuzioni che per me ne seguirono.

Natalia (spiegando a Wania) Pensa: il consigliere Prebendj un giorno baciava una sua giovane amica per le scale del suo palazzo. Valisch, che scendeva da un piano superiore, affacciatosi alla ringhiera, sput sulla testa del consigliere. Chi avrebbe osato tanto?

Valisch (esaltato) Sapete come succedono queste cose. Sono momenti di esaltazione. C' un eroe che dorme in noi. Quell'eroe si destato in quell'attimo e mi ha detto: Tu sputerai sulla testa del consigliere del re . (Grandioso) Sputai.

Wania (ammirata) Oh!

Natalia Non stato magnifico?

Valisch Da quel giorno ebbero inizio le persecuzioni.

Wania Immagino. Il consigliere...

Natalia No. La ragazza.

Wania La ragazza?

Valisch Sicuro. Quella diavola era la capofila delle girls che ballavano in quei giorni all'Odeon. Ogni volta che mi incontravano, lei e le sue compagne, erano insulti e sberleffi...

(Natalia Sabentj si avvicina a Sergio e Ileana)

Natalia (a Ileana) Sei splendida, oggi, Ileana.

Ileana Ti piace il mio nuovo vestito? un modello.

Natalia Un amore. Ti calza come un guanto.

Sergio (di cattivo umore) Voialtre donne tirate fuori modelli da tutto. Anche dalle tute degli aiuto-meccanici. Siete straordinarie in questo.

Natalia Bisogna saper portare la roba.

Sergio (brontolone) S... nuda. E gli uomini la guardano in un certo modo...

Natalia Geloso? di un arretrato...

Ileana (ride anche lei) un fossile. Pensa a sposarmi. Io, per conto mio, ho ben altri mezzi per tenerlo legato a me.

Natalia La tua bellezza...

Ileana Nemmeno per sogno... Ci sono cinque bombe nascoste alla sede del partito... (A Sergio, con amore) Se tu pensassi a lasciarmi... una sarebbe per te, tesoro.

Gratiliano (in piedi in mezzo alla stanza, rivolto a tutti) Dunque, compagni... Ho piacere di trovare qui, oggi, riunite tutte le pi significative figure del nostro partito, alla vigilia degli strepitosi eventi che si stanno preparando per il nostro paese. Cristiano VII morto...

Frida (gridando) Morte al re!

Wania (esasperata) Finiscila, tu.

Gratiliano (indulgente) Lasciala dire. Essa ci rivela anzi, con la sua ingenua esclamazione, il vero pensiero del popolo. La morte fisica del Cristiano VII non stato che un dettaglio. Per il popolo egli era gi morto. La sua scomparsa materiale non servir che a spazzare gli ultimi rimasugli della vecchia utopia monarchica.

Frida (arrogante, alla padrona) Sente?...

Wania (piano a Frida, in fretta, ma con violenza) Vai a prendere i rinfreschi.

Frida Auf, proprio adesso?

Wania (sempre piano, ma esasperata) Vai, ho detto... Ce la vedremo dopo!...

Frida (si avvia brontolando) Spazzeremo! Oh se spazzeremo!

(Esce).

Gratiliano Cristiano VII dunque morto e una sparuta schiera di barbogi adoratori della polverosa istituzione, tenta di conservare un trono all'Anciuria, facendo pratiche perch il settantenne, obeso, principe Casimiro Jakel, cugino del defunto re, accetti di governare il nostro paese. Ma l'Anciuria...

Gaudar Un momento, Sabentj. Casimiro Jakel, se non erro, un piccolo vecchio rinsecchito.

Gratiliano Che conta? Cristiano VII era grasso e da trent'anni il popolo di Anciuria abituato a scagliarsi contro un re obeso.

Valisch giusto. Non si pu cambiare a un tratto senza essere accusati di leggerezza. Noi abbiamo sempre detto l'obesa monarchia anciuriana .

Gaudar Si potrebbe mutare in itterica e rachitica . Sono sempre parole di effetto.

Gratiliano Nemmeno per sogno. L'obesit quella che fornisce pi agevolmente l'idea dell'opulenza e del sopruso. Non bisogna dimenticare che gran parte del successo della rivoluzione francese fu dovuto all'obesit di Luigi XVI.

Vidor Questo incontestato.

Gratiliano (riprendendo il filo del discorso) In luogo, dunque, dell'obeso, polisarcico, esuberante Casimiro Jakel che si vuole imporre all'Anciuria, col suo molle seguito di efebi e di cortigiane...

Gaudar (sorpreso) Dove hai preso questo?

Gratiliano In nessun posto. Non so niente della vita privata di Casimiro Jakel, ma gli efebi e le cortigiane tu sai bene che sono di sicura presa sul popolo e non possono assolutamente mancare intorno ad una monarchia in fallimento. (Riprendendo) In luogo dunque di questo re voluttuoso...

Gaudar E paranoico...

Gratiliano (interdetto) E perch paranoico...?

Gaudar Io sono per le malattie. Hanno un loro carattere sacro di maledizione divina che pu avere il suo peso.

Gratiliano (ha un attimo di perplessit, poi) Giusto. (E riprendendo) Al posto dunque di questo re voluttuoso e paranoico alla cui intelligenza menomata dall'orgia ininterrotta e da oscure malattie ataviche si vorrebbe affidare il formidabile compito di stabilire l'ordine, la giustizia e la libert nel nostro paese, noi porremmo l'agile e progredita accolta degli uomini del nostro partito che da anni, compatti e disciplinati, attendono di assumersi le responsabilit che il popolo unanime intende loro affidare.

(Consensi discreti. Una pausa)

E ciascuno gi pronto al suo posto.

(Atmosfera di attesa fra i presenti)

E noi vedremo certamente un Ruben ministro della Giustizia...

(Ruben china il capo sorridendo, commosso)

al posto di quello Jubel, a cui, in piena tirannide, egli os dare del porco. Un Valisch, io penso, all'Educazione...

(stessa mimica di Valisch)

... per lo spirito, l'opportunit e, oserei dire, la grazia che egli dimostr sputando sulla testa del consigliere del re. E un Gaudar al Tesoro

(mimica di Gaudar)

un Vidor alla Propaganda...

(mimica di Vidor)

(A questo punto Sabentj si guarda intorno come in cerca di altre persone da nominare. Il suo sguardo, accompagnato da un caldo sorriso, si ferma su Sergio. Wania con gli occhi fissi su Sabentj febbrile, attende)

...e Wransky, il nostro prediletto Wransky, il giovanissimo, quello che chiamammo un giorno il fanciullo viziato del partito, il nostro Sergio, io gi lo vedo...

(Dalla porta di fondo entra a precipizio Frida, gridando)

Frida Presto! Presto! Non c' tempo da perdere!

Wania (esasperata si slancia contro Frida) Che successo?... Cosa vuoi?... Maledetta servaccia! Esci di qui. Proprio mentre...

Frida (senza badarle fa un cenno a qualcuno che dietro di lei) Venga... Venga... (Agli altri) l'avvocato Stanis. Dice che non c' da perdere un minuto...

(Si precipita nella stanza Stanis tergendosi il sudore con un fazzoletto).

Voci (concitate) Stanis... Elvio Stanis... Che successo?

Stanis (pu appena parlare) Desarj... Desarj del servizio segreto... L'ho incontrato adesso... Una notizia tremenda...

(Tutti gli si sono affollati intorno)

Voci Gli Jakel?... Casimiro Jakel?...

Stanis (asciugandosi il sudore) Auf!... Lasciatemi parlare... I monarchici... hanno trovato un successore al trono...

Gratiliano Casimiro Jakel ha accettato?

Gaudar Il vecchio gorilla!

Stanis Non si tratta di lui. Si tratta di un figlio... Di un figlio di Cristiano VII.

Voci (indignate, confuse) Cosa?... Ma va! Un figlio...

Vidor (gridando) Ma Cristiano VII non aveva moglie.

Voci Non si mai saputo che... Una successione...

Stanis (gridando) Lasciatemi dire. Il partito monarchico ha scovato un figlio naturale del defunto re.

Gaudar Un figlio naturale! Che conta!

Vidor Ci fa un baffo come suo padre.

Valisch Non ha la minima importanza.

Ruben Che diritto pu avere a succedere?

Wania (furiosa) Avvocato Stanis, proprio adesso dovevate arrivare con questa stupida notizia!... Proprio mentre Sabentj stava per...

Stanis (gridando) Silenzio! Lasciatemi parlare. Purtroppo esiste una legge che risale al 1740, emanata da Stanislao IV d'Anciuria, per la quale i figli naturali del re, in mancanza di eredi legittimi, possono succedere al trono. Questa legge non stata mai revocata.

Vidor (gridando) Ma inammissibile!

Valisch Ridicola.

Sergio Una legge immorale.

Ileana Iniqua.

Herna Un falso.

Ruben Una losca manovra della reazione.

Gaudar E chi sarebbe questo ignobile bastardo?

Herna (offesa) Gaudar, non usare linguaggi sorpassati. Non come bastardo che dobbiamo attaccarlo, ma come figlio del tiranno.

Gaudar Rettifico. E chi sarebbe, allora, questo invertebrato discendente dell'oppressore?

Stanis Sembra che per ora il suo nome sia noto a due sole persone. Ma presto lo sapremo.

Gratiliano Compagni, gli avvenimenti incalzano. Non c' veramente un minuto da perdere. Occorre riunirci tutti alla sede del partito.

Stanis La sede gi piena. Ralf li ha avvertiti. Non si attende che te.

(Tutti si avviano)

Sergio Noi sventeremo la losca manovra.

Ileana Con qualsiasi mezzo.

Vidor Occorre dare degli esempi salutari.

(Mentre tutti escono alla spicciolata si odono delle frasi)

Voci Proclamare la dittatura popolare... Non si lotta contro l'evoluzione dei tempi... Oppressori... Partito... Losche manovre. Ce la vedremo...

Frida (seguendoli, animatissima) Ce la vedremo. Oh, se ce la vedremo!

(Esce dietro gli altri).

Wania (si abbandona avvilita su di una poltrona) Era troppo bello... Troppo bello...

(Un lungo silenzio durante il quale essa rimane immobile. Dopo un po' ritorna Frida con agitazione)

Frida Signora, signora!

Wania (senza voltarsi) Che c'?

Frida C' il conte Polawa.

Wania (un po' sorpresa si volge) Il conte Polawa? Qui?... Cosa vuole?

Frida Desidera parlarle subito.

Wania (un po' confusa si alza) Fallo passare.

(Frida esce. In fretta Wania si toglie il grembiule a scacchi e lo getta dietro la poltrona. Frida ritorna introducendo il conte Polawa e mentr'egli si avvicina alla signora Wransky, lo osserva con curiosit poi richiude la porta ed esce).

Il conte Polawa (vecchio, elegantissimo, vieux jeu) Est-ce-que je peux presenter mes hommages la trs aimable madame Wransky[1]?

Wania (un po' confusa) Oh, conte... (Gli porge la mano che il conte bacia cerimoniosamente).

Il conte Polawa Non precisamente questa l'ora adatta per una visita...

Wania Oh, la prego...

Racconta Polawa. S. Mais faute de mieux...[2] Era per me della massima importanza, stasera, avere un colloquio con la pi gentile abitante di questo palazzo.

Wania (sempre imbarazzata) Credo di comprendere, conte... Anzi volevo telefonarle... appunto per testimoniarle che la signorina Daniela...

Il conte Polawa (con grazia) Tengo a dichiararle subito, gentile signora, che non nella mia veste di cocu che io mi trovo qui stasera...

Wania (interdetta) Ma conte...

Il conte Polawa S, s... non nella veste del vecchio signore pi clamorosamente tradito della capitale, chre madame...

Wania (sempre pi imbarazzata) Ma che cosa dice, conte?... Io non... Si accomodi.

Il conte Polawa Grazie. (Siede e cos pure Wania).

Wania (a disagio) Lei pensa forse che... la signorina Daniela...

Il conte Polawa Lasciamo da parte, se questo non le dispiace, le cher enfant1 che ha accettato di regalarmi quelle ultime illusioni cos necessarie ad un vecchio che non pi capace di fornirsele da solo. Non forse La Rochefoucauld che ha detto che la vecchiaia l'incapacit di illudersi?

Wania (c.s.) Non so... Io non...

Il conte Polawa Non importa. La cara piccola si d molto da fare affinch tutti vengano a favoleggiare con me di una sua irreprensibile regola di condotta, ignorando che il suo pi formidabile alleato proprio questo suo vecchio amico, che, ahim, non sa rinunciare a quella douceur2 de vivre di cui ancora sognava l'ottantenne Talleyrand...

Wania (sempre pi a disagio) Ma io...

Il conte Polawa La prego, signora, non creda di intravedere in queste mie parole il pi lontano rimprovero per quelle poche volte in cui, per la scala, ella mi parl di torte e di punti di ricamo. La mia stima e la mia devozione per lei hanno basi cos solide che non sarebbe possibile scuoterle in alcuna maniera...

Wania (un po' sorpresa) Oh, conte... Io non credo di meritare...

Il conte Polawa Lei merita tutto, signora Wransky.

Wania (colpita dal suo tono) Io...?

Il conte Polawa (con grazia) Vorrei che non ne dubitasse.

Wania Ma... se ci conosciamo cos poco e...

Il conte Polawa Forse. Ma lei ignora certamente una circostanza della pi grande importanza, signora Wransky.

Wania (sorpresa) Quale?

Il conte Polawa (con solennit) Signora Wransky, lei non sa che io ebbi l'onore inestimabile di essere chiamato amico dal nostro amatissimo e compianto sovrano, Cristiano VII di Anciuria. (Si alza mandando un ideale saluto al ricordo del re e risiede subito).

Wania (sempre pi sorpresa) Ebbene?

Il conte Polawa (la guarda con un sorriso pieno di sottintesi, non scevro per di rispetto) Ebbene, signora Wransky?

Wania Non capisco...

Il conte Polawa (fissandola) No?

Wania No.

Il conte Polawa (amaro e solenne) Signora Wransky, ho compreso.

Wania Che cosa?

Il conte Polawa (facendosele pi vicino, con rispettosa intimit) Signora Wransky, con il pi grande dolore io comprendo come ella abbia deciso di cancellare per sempre dalla sua memoria quello che, mi permetta di insinuare, forse il pi adorabile ricordo della sua vita.

Wania (sbalordita) Un adorabile ricordo?... Nella mia vita?...

Il conte Polawa (con tristezza) Non credo di dover proseguire oltre, signora Wransky. Ella non ha a dire che una parola, e il duca Bolodj ed io, unici depositari del grande segreto, porteremo questo segreto con noi nella tomba.

Wania (sempre pi sbalordita) Ma conte Polawa... Io non so a che cosa lei voglia alludere...

Il conte Polawa (con grande amarezza, ma pieno di rispetto) Capisco, signora. Capisco tutto.

Wania (c.s.)... capisce?...

Il conte Polawa Ella nel suo pieno diritto di non permettere a nessuno, sia pure nel pi nobile degli intenti, di voler risuscitare un passato che ella ha voluto cancellare dalla sua vita. Ella ha una famiglia, un marito che stima certamente, un giovane figlio al quale intende risparmiare delle delusioni sentimentali. La comprendo, mi creda, e non posso biasimarla. Ma ho il cuore spezzato. (Si alza) L'Anciuria monarchica dovr rinunciare all'ultima delle sue speranze. (Con voce rotta) Ritengo inutile proseguire questo colloquio. Le porgo i miei omaggi.

Wania (si alza anche lei, agitata) Ma conte... Io non capisco pi niente. Qui c' un equivoco. Un formidabile equivoco che...

Il conte Polawa (triste ma risoluto) Basta cos, signora Wransky. Dopo che io avr riferito al duca Bolodj la triste issue[3] di questo nostro colloquio, ella riavr le sue lettere.

Wania (ripiomba sulla poltrona) Le mie lettere?

Il conte Polawa (interpretando a suo modo l'emozione di Wania) S, signora. Cristiano VII non ha distrutto le sue lettere. Sono state esse a fornirci il filo che ci ha condotto fin qui. Sono state esse a rivelarci l'esistenza di quel figlio di Cristiano VII che oggi si chiama ancora Sergio Wransky, ma che domani l'Anciuria avrebbe salutato come il suo giovane re!

Wania (si alza, con un grido) Mio figlio!... Mio figlio sul trono d'Anciuria?...

Il conte Polawa (prendendole le mani) Madame Wransky...

Wania (in preda a una formidabile emozione) Sergio... Il mio Sergio re?...

Il conte Polawa (facendola sedere con dolcezza) Forse non ci eravamo capiti, signora Wransky. (Trae di tasca un pacco di lettere legate con un nastro) Ella non ha che a riconoscere per sue queste lettere di cui il contenuto, del resto, parla con la pi grande chiarezza.

(Wania si impadronisce quasi con violenza delle lettere ed incomincia ad esaminarle con disordine, emozionatissima)

Sono tutte firmate Wania. Soltanto le prime Wania W. C' tutta la storia del tenero idillio di quell'estate del millenovecentoventisei a Lidoreale...

Wania (seguitando a percorrere le lettere) Lidoreale, s. Nel millenovecentoventisei...

Il conte Polawa Un felice destino ci ha indicato la strada da seguire. Cristiano VII nel suo testamento ha conferito al duca Bolodj l'inestimabile incarico di riguardare la sua corrispondenza privata. Conoscendo una legge emanata da Stanislao IV d'Anciuria nel 1740, per la quale i figli naturali del re, in mancanza di eredi legittimi, possono succedere al trono, il duca Bolodj, la cui famiglia devota da secoli alla casa regnante di Anciuria, ha frugato febbrilmente tra le carte del re, nella speranza di rinvenire la prova dell'esistenza di qualche suo figlio che avrebbe salvato la pericolante monarchia. Egli fu fortunato, in un certo senso, ma purtroppo le lettere che provavano l'esistenza di un figlio di Cristiano VII, non erano firmate che Wania seguito da una W, e parlavano di un amore nato sulla spiaggia di Lidoreale nel millenovecentoventisei continuato poi per qualche tempo... Nulla di pi.

(Wania ha lasciato cadere le lettere ed ascolta ipnotizzata)

Bolodj mi volle in suo aiuto. Ci recammo a Lidoreale, e dopo tre giorni di ricerche, soltanto ieri la famiglia di un vecchio impiegato di banca in pensione, la famiglia Goard, ci ha parlato di lei...

Wania (con un filo di voce) Goard, s... erano i miei padroni di casa...

Il conte Polawa (con galanteria non scevra di emozione) Ci hanno parlato di una Wania Wransky assai bella, moglie di un professore di storia, che in quell'anno aveva dimorato in casa loro.

Wania (sempre con voce appena intelligibile) Ero io...

Il conte Polawa Ritornati a Bruda non ci stato difficile rintracciarla.

(La guarda come in attesa che ella dica qualcosa, ma Wania lo guarda incantata senza rispondere, con dolcezza)

Signora Wransky... Da quelle lettere ho potuto ricostruire l'amabile storia... Una giovane sposa un po' spersa, un po' delusa da un marito distratto e troppo raccolto in s... Due sguardi che si incontrano una sera al suono di una canzone in voga in quegli anni... Jalousie...

Wania (trasognata ripete) ... Jalousie...

Il conte Polawa I primi baci. I primi incontri nel piccolo chalet della tenuta reale... Un amore breve, s, ma cos intenso da credersi eterno... E la piccola vita che ne nacque... (Quasi con tenerezza, chinandosi su di lei) Signora Wransky...

Wania (trasognata) Conte Polawa...

Il conte Polawa (suadente) Mi dica: oserebbe cancellare con un tratto dalla sua memoria quello che certamente il pi caldo, il pi geloso ricordo della sua vita?... (Incalzando ma sempre con dolcezza) E soprattutto, mi dica, soprattutto oserebbe sottrarre suo figlio Sergio, il suo Sergio, al suo meraviglioso destino?... (La guarda, Wania non risponde) Signora Wransky...

(Wania lo guarda come ipnotizzata. Il conte la fissa un momento in silenzio con un sorriso pieno di dolce malizia)

... Io... me ne vado... La lascio per un poco ai suoi pensieri...

(Si inchina. Ed ella che viene inconsciamente assumendo un aspetto nobile ed altero, allunga verso di lui il braccio offrendo la mano al suo bacio pieno di venerazione)...

Torner tra breve...

(Esce guardandola)

Wania (Si alza e si avvia a passi lenti verso lo specchio respingendo col piede uno strascico immagi-nario. Si guarda, si alliscia i capelli. Poi torna verso il fondo. Ma i suoi occhi cadono ad un tratto sul ritratto di Sabentj. Repentinamente corre in direzione della poltrona sottostante al ritratto, vi salta su, e stacca con violenza dal muro il ritratto del capo-popolo).


ATTO SECONDO

Stesso ambiente.

(Nella stanza c' un grande disordine, due vecchie valigie quasi ricolme poggiano aperte sulla scrivania, della modesta biancheria da uomo su di una sedia; file di libri, a terra un baule dove Wransky, scegliendo tra i diversi volumi, viene riponendo quelli che crede di portare con s. Dal fondo arriva Frida portando altra poca biancheria stirata ed altri indumenti da uomo).

Frida Di camicie non gliene sono rimaste che cinque. (Appoggia la roba su di una sedia e si d da fare per sistemarla nelle valigie) Di calze, ci crede, non ce n' un paio che sia sano. Io mi domando cosa ci fa lei alle sue calze... I fazzoletti di tela, poi, se li presi tutti il si... (Si ferma pentita) Il pigiama a rigoni se lo porta?

Wransky (occupato dai suoi libri risponde con voce lontana) Il pigiama a rigoni... s...

Frida Di quello marrone, da inverno, buona solo la giacca. Metto anche quello, no?...

(Wransky non risponde e seguita a scegliere i suoi libri. Frida sempre occupata intorno alle valigie lo guarda di traverso, poi si fa coraggio ed esplode)

Guarda un po'! Sembra che sia lui il colpevole... Invece dovrebbe essere proprio lei che...

Wransky (con amarezza ma senza forza) Ti prego, Frida...

Frida (incoraggiata) Sicuro... Lei il padrone di casa, infine. Chi ha sgobbato per ventisei anni per mandare avanti la baracca?... Chi tirava fuori i quattrini?... Se ne va, adesso. Abbandona la casa, i mobili, la roba che, volere o no, tutta sua. E va ad abitare in una stanzaccia mobiliata col vecchio Trodj.

(Sempre pi incoraggiata dal passivo contegno di Wransky)

E che dice poi il vecchio Trodj? Lo vuole? Perch gli amici, sa, finch tutto va liscio... Capace che non vuole seccature, quello; magari tirer fuori la scusa della scuola...

(Attende una risposta guardando verso di lui, ma poich Wransky non risponde, ella, stizzita, getta la roba dentro la valigia con malagrazia)

Non c' da giurare su nessuno. Gi da ieri sera gli ho portato la sua lettera, e non s' ancora fatto vivo. Verr?... Uhm! Di nessuno c' da fidarsi. (Si ferma) Di nessuno. (Abbassando la voce) Per esempio chi avrebbe detto di quella l... (Ad un motto di Wransky) Ma s. S. inutile non volerne parlare. Quando stato annunciato perfino dalla radio. Mi fa ridere, lei. Mi dice che cosa ci guadagna col suo silenzio quando tutta l'Anciuria, l'Europa, il mondo, sanno che lei un... Andiamo! Crede che andando a nascondersi in casa di Trodj con i suoi quattro libri, cambier qualche cosa?... Ebbene no. Io non andrei in casa di Trodj. No e no. Me ne resterei qua a dettar legge. (Con ferocia) Qua!

Wransky (esplodendo con furia angosciata) Insomma, Frida, finiscila! Finiscila!... Io far quello che mi pare. Io me ne andr con Trodj e se Trodj non mi vorr me ne andr solo... Me ne andr al diavolo, me ne andr all'inferno! Basta, basta! Basta!... Lascia quelle valigie e quella biancheria, far da me. Ma vattene, vattene, vattene, ti dico!

Frida (getta dentro una valigia un ultimo mucchio di biancheria, offesa) Me ne vado, s... guarda... Va a dare dei buoni consigli... (Si avvia. Sulla porta si ferma) Andarsene proprio adesso che poteva cominciare a star bene, che poteva godersela... Puah!

Wransky (fuori di s) Esci... Esci di l!...

(Frida sparisce. Una pila di libri urtata da Wransky precipita a terra con fracasso, egli li guarda come trasognato, poi si abbandona sulla poltrona come se avesse esaurito ad un tratto tutte le sue forze. Da sinistra giunge Wania)

Wania (indossa una vestaglia di velluto di un colore vistoso. Si rialzata i capelli a diadema alla sommit del capo, truccata, sembra pi alta. altera e disinvolta) Oh tu?... Sei ancora qui?

Wransky (si alza e si mette a raccogliere ad uno ad uno i libri caduti leggendo i titoli) Sto scegliendo i libri.

Wania Mi sembrava strano che te ne fossi andato senza un saluto. (Una pausa) Resteremo grandi amici, Wransky.

Wransky (sempre occupato coi libri risponde con voce incolore) Ma s. L'abbiamo gi detto ieri sera. (Scegliendo un libro) Kurden, La riforma della scuola .

Wania Sei stato magnifico, Wransky. Hai capito qual era il tuo dovere. Sei il vero nipote di quello lass che...

(Si volge a guardare la parete da cui era stato tolto il ritratto di Stanislao Wransky per sostituirlo con quello di Sabentj, ma si ricorda che non vi pi alcun ritratto. Sesta un momento interdetta. Poi riprende)

S. Sei stato magnifico, i monarchici ne terranno conto.

Wransky (senza colore) Non tengo alla riconoscenza di nessuno.

Wania Ci non impedisce loro di ammirarti. E anch'io ti ammiro, Wransky. Sono fiera di te.

Wransky Ti ringrazio.

Wania Non mi hai detto una parola di biasimo. Non mi hai rimproverato i miei lunghi anni di silenzio. Non mi hai chiesto la mia difesa.

Wransky (leggendo sul dorso di un libro) Le guerre puniche .

Wania Tu sei grande nel tuo silenzio, Wransky. Ma io mi sento in dovere di spiegarti tutte le circostanze che...

Wransky Non voglio saperle.

Wania Questo ti fa onore, ma mi mette, permettimi di dirtelo, in un serio imbarazzo.

Wransky (posando il libro nel baule) Perch?

Wania Occorre che io conosca il tuo punto di vista in tutta questa faccenda.

Wransky Che interesse pu avere?

Wania Vedi, Wransky... Mi stato chiesto di... L'editore Gubes mi ha telefonato questa mattina: sar costretta a scrivere le mie memorie.

Wransky Ah!

Wania (con falso distacco) Un'indiavolata seccatura... Ma che vuoi? Ora sono purtroppo una figura di primo piano... Ma ci che pi mi preme, te lo dico subito, di comportarmi con delicatezza verso di te. E non intendo parlare di te nel mio libro, senza prima averti consultato... Dimmi liberamente: che cosa preferisci? Passare per uno sciocco o per un mascalzone?

Wransky (con un'amara ironia che ella non avverte) Mah!... Non mi sono ancora interrogato su questo punto. stato tutto cos improvviso che...

Wania Occorre che tu lo faccia al pi presto, amico mio. Io vengo a te, come vedi, animata dalle migliori intenzioni e vorrei darti nel mio libro il risultato che meriti, appunto perch non vengano poi fuori i tuoi nemici a dire...

Wransky (candido) Ho dei nemici, io?

Wania Chi non ne ha? Specie quando ci si mette in vista.

Wransky Ah!

Wania Temi di non essere in vista anche tu?... Tutta l'Anciuria tiene gli occhi puntati su di te.

Wransky (un po' allarmato) Credi?

Wania Te ne accorgerai. Ti chiederanno delle interviste, vedrai il tuo ritratto sui giornali. Credo che riceverai anche dei fiori e delle lettere d'amore.

Wransky (costernato) Io?... Io ricever delle lettere d'amore?

Wania Puoi aspettartele. Sei divenuto di punto in bianco una figura romantica, un grande tradito. Certe donne vanno pazze per questo genere di disavventure.

Wransky (sgomento) ... Dici?

Wania Certo non dovrai montarti la testa. Dovrai essere cauto nella scelta delle tue nuove relazioni. Ma per questo ci sar io. Ah, Wransky, io potr darti dei buoni consigli, io sar sempre la tua grande amica, diavolo!... E ti difender, sai? Guai a chi, invece di ammirarti, si permetter di criticare il tuo contegno, sicuro... Perch, parliamoci chiaro, potr ben esserci chi interpreter senza benevolenza la tua condotta. Ci potr essere qualcuno, per esempio, che potr insinuare che tu non mi abbia mai amata...

Wransky ...

Wania Eh, caro mio, perch se si ama una donna, anche un briciolo cos, se si serbano almeno i ricordi di un amore lontano, se... Ah, Wransky, qualcuno potr ben dire che ieri sera tu non sei stato folgorato, non sei svenuto, non ti sei scagliato contro di me per strozzarmi, che non mi hai neanche dato uno schiaffo, un miserabile schiaffo, quando hai avuto la tremenda rivelazione...

Wransky ... Ma io...

Wania In fin dei conti tu non hai reagito in nessuna maniera. Dopo ventisei, dico ventisei, anni di matrimonio sei venuto a scoprire... quello che sei venuto a scoprire... Ti disperi? Ti suicidi? Niente di tutto questo... Prendi il cappello e te ne vai.

Wransky Cosa volevi che facessi?

Wania Bravo. Dovrei essere io, adesso, a insegnarti quello che dovevi fare.

Wransky Mi rimproveri di non essermi suicidato?

Wania Dal lato del sentimento, s.

Wransky Ti chiedo scusa. Ma i gesti estremi non sono nel mio carattere.

Wania Ebbene, Wransky, se io avessi capito in tempo che l'avresti presa cos... Se l'avessi capito... Ah!

Wransky (la guarda senza capire) Cosa...?

Wania Oh niente... Niente... (Con sconfinato rimpianto) Ma mai... mai come da ieri sera ho capito di avere veramente, veramente, mancata la mia vita!

(Da sinistra entra Frida)

Frida C' il giornalista Dover dello Scudo d'Anciuria .

Wania (rientrando nella sua parte, animata) Per un'intervista? (A Wransky) Vedi?

Frida L'ho fatto passare in sala da pranzo. La manicure ha telefonato che verr alle quattro e la sartoria Bodjk che ha pronti i modelli.

Wania Vengo, vengo.

(Frida esce)

(Animata a Wransky) M'interrogher su di te. una loro fissazione. Per ora mi terr sulle generali. Passa a salutarmi prima di andartene. Far presto col giornalista... Quante seccature!...

(Esce a sinistra).

Frida (ritorna subito dal fondo) C' Trodj.

Wransky (gli si illumina il volto) Fallo passare.

(Frida esce)

Trodj (entra dal fondo e va difilato verso Wransky, gli stringe la mano in silenzio. Una lunga pausa in cui i due amici restano con la mano nella mano) Amico mio.

Wransky (pianissimo) Grazie di essere venuto.

(Parlano piano, specie in principio, e con commozione)

Trodj Ho avuto solo stamane la tua lettera.

Wransky Sapevo che non mi saresti mancato.

Trodj Mi conosci... Ma... ma come stato?

Wransky (allargando le braccia) Mah!...

Trodj Mai un sospetto?

Wransky Il pi lontano.

Trodj Guarda!...

Wransky Neanche... allora, capisci!

Trodj Quando?

Wransky ... Quell'anno a Lidoreale... Non sai che fu l che...

Trodj Ma s, purtroppo. Ho sentito la radio delle otto.

Wransky Ah!... Dico, quell'anno... Per quanto abbia cercato di ricordare, mi sembra che non si sia mai allontanata di casa, sola.

Trodj Mio povero Wransky, non ho molta pratica delle donne, ma per quel poco che ne ho sentito parlare, sembra che esse siano straordinarie per crearsi degli alibi.

Wransky Deve essere cos.

Trodj Anche il mio portiere ha avuto una storia del genere. Meno brillante, naturalmente, perch non si tratta del re.

Wransky (perplesso) Credi che sia un attenuante?

Trodj Cosa?

Wransky Che sia stato il re a...

Trodj Beh!... Ti rende un cornuto di classe... E poi in armonia con le tue idee. Non sei stato sempre un monarchico, tu?

Wransky Questo s.

Trodj E mi dicevi appunto, tante volte, che eri in contrasto con le vedute di tuo fi... voglio dire...

Wransky (amaro) Con Sergio, s... Ed questo che non posso capire. Come mio fi... Sergio, dico, s... con il sangue che gli scorre nelle vene, a quel che sembra... rappresentasse una delle migliori speranze del partito pi avanzato di sinistra.

Trodj Misteri dell'ereditariet... E come l'ha presa?

Wransky Chi?

Trodj Il ragazzo.

Wransky Non ci siamo pi visti. per lui soprattutto che... (La commozione sta per vincerlo) Gli volevo bene.

Trodj (commosso anche lui) Ti scongiuro, Wransky... Mi rincorava di averti trovato calmo.

Wransky (riprendendosi) Lo sono. E sai?... Il pensiero della tua amicizia mi ha molto sostenuto.

Trodj (con le lacrime agli occhi) Oh, Wransky...

Wransky Verr ad abitare nella piccola camera di cui mi parlasti una volta.

Trodj S. Ho gi preso gli accordi con la mia padrona di casa.

Wransky La finestra d sul giardino, mi hai detto...

Trodj Sul giardino, s. Da un lato c' un bel tavolo grande e di fronte una scansia dove potrai mettere i tuoi libri.

Wransky E un glicine che si arrampica fino al davanzale.

Trodj S. Di primavera c' un grande profumo.

Wransky Sar bello.

Trodj La tua camera accanto alla mia. La mia pi grande. La sera dopo cena verrai da me.

Wransky (con un sorriso infantile) S. Parleremo dei tuoi viaggi.

Teodj (sorride anche lui) Te li ricordi?

Wransky Ma s. Sul mondo piano ed accogliente delle tue carte geografiche. (Infantile) Viaggeremo in quel mondo, Trodj. Esso colorato in giallo, in rosa, in verde... E le montagne sono piatte.

Trodj E il corso dei fiumi si presenta completo allo sguardo.

Wransky (sognando) E i mari sono azzurri, immensi, lucidi...

Trodj E circondano i continenti...

Wransky S. I continenti che hanno forme di animali e di mostri... Andiamo, Trodj.

Trodj Andiamo. (Rientra nel mondo della realt e si guarda intorno) Hai tutto pronto?

Wransky S. Due valigie e l i libri.

Trodj (va a prendere una delle valigie) Le portiamo noi. Il baule dei libri lo manderemo a prendere dopo.

Wransky (va a prendere l'altra valigia) S.

(I due vecchi professori prendono una valigia per uno, a fatica, ed escono quieti dal fondo. Dopo un po' da sinistra entra Sergio: un po' pallido, forse nervoso, ma riesce a dominarsi. Viene avanti lentamente, siede sulla poltrona dove era seduto Wransky. Accende una sigaretta e fuma con il capo appoggiato indietro)

Frida (viene dal fondo con il vassoio della prima colazione preparata con insolita abbondanza. Da un lato del vassoio s'innalza una pila di giornali e di lettere) Vuol far colazione qui?

Sergio S.

Frida (appoggia il vassoio su di un piccolo tavolo che avvicina a Sergio) C' la posta e i giornali.

Sergio (con studiata indifferenza) Metti l.

Frida (gli versa il caff-latte) Telegrammi, lettere. In dodici anni che sono in questa casa non mai arrivata tanta posta come in questa sola mattina. E il campanello della porta di casa... Non ha mai smesso di suonare.

Sergio (comincia a mangiare) Chi venuto?

Frida Un sacco di gente. Con l'annuncio della radio di ieri sera... e ripetuto stamattina alle otto, pu capire. Ma io mando via tutti.

Sergio Fai bene.

Frida E i giornali... (Prendendo un giornale dal mucchio) Sul Corriere d'Anciuria c' il suo ritratto.

Sergio (vivace ma contenuto) Il mio ritratto? Quale?

Frida (mostrandogli il giornale aperto) Quello della tessera tranviaria, ingrandito. Sotto c' scritto: Sergio I. Fa un effetto...

Sergio (guardando senza smettere di mangiare) Dove l'hanno pescato? Non mi somiglia.

Frida Non male. L'erbivendola quando l'ha visto ha esclamato: Io l'ho sempre detto che aveva il fisico di un capo .

Sergio (con la bocca piena) Non diceva, mi sembra, del capo-partito?

Frida Beh?!... Non la stessa cosa? Si tratta sempre di comandare.

Sergio Questo s.

Frida (sempre frugando tra i giornali. Abbassando un po' il tono) Il tabaccaio Fodor ha notato che i loro giornali fingono ancora di ignorare la notizia.

Sergio ... Cio!...

Frida Dice che forse vorranno prima vedere... quali sono le sue intenzioni... (Sergio beve il suo caff-latte) Ma, dice il tabaccaio Fodor, cosa pu fare il povero giovane? un uomo sopraffatto dagli eventi.

Sergio (con una certa forza) Il tabaccaio non uno stupido.

Frida E la signora Romei, quella delle saponette... dice: meglio lui che un altro, perch prima se la faceva col popolo.

Sergio La signora Romei una donna di giudizio. Essa mostra uno spirito altamente patriottico. (Posa la tazza, poi con finta indifferenza, ma con timidezza) Cos che... dovendo considerarmi sotto... sotto questa nuova veste, dico...

Frida Gode tutte le simpatie, pu star sicuro. (Sparecchiando) Non certo da parte della signora Romei e del tabaccaio Fodor che gli potranno venire grattacapi. (Spazzando le briciole) Se tornano cosa gli devo dire?

Sergio Se torna chi?

Frida Sabentj e gli altri. Sono gi venuti due volte.

Sergio (angosciato) Due volte?... E tu li hai mandati via?

Frida Lei dormiva e la signora mi ha detto di lasciarlo tranquillo.

Sergio (alzandosi con agitazione) Ma crederanno che io abbia paura di loro... Crederanno che...

Frida Io l'ho detto alla signora. Tanto dovr affrontarli una buona volta.

Sergio (infuriandosi) Affrontarli?... Ne hai delle buone tu. Credi che io abbia paura di... Che cosa pretendono da me? Io sono un uomo sopraffatto dagli eventi, l'ha detto il tabaccaio Fodor. uno di loro che parla. E la signora Romei... Essi si esprimano con il buon senso del popolo. E quando una signora Romei e un tabaccaio Fodor sono capaci di chiarire con tanta intelligenza una situazione, non vorranno, loro che si dichiarano capaci di mettersi alla testa di un governo, capire che...

(Dal fondo giunge Wania)

Wania Che cosa ti succede, adesso?

Sergio (calmandosi un po') Cosa vuoi che mi succeda?... ... la situazione in cui mi hai cacciato tu, con la tua imprevidenza.

Wania La mia imprevidenza? (A Frida) Vattene, tu.

Frida (irritata) Me ne vado, s... Me ne vado. (Giunta sotto la porta si ferma e grida) Viva il re!

(Esce)

Wania Che stupida. Bisogner liberarsi di lei. Dicevi dunque che... quale sarebbe la mia imprevidenza?

Sergio Quella di avermi fatto impegolare fino alla gola nel partito di estrema sinistra, quando sapevi... quello che sapevi...

Wania Sergio! Non mi aspettavo da te un simile rimprovero. Dovresti ammirare la nobilt dell'animo di tua madre.

Sergio Per che cosa?

Wania Non capisci?

Sergio No.

Wania Io avevo dei rimorsi. Quel povero Wransky... Permettendoti di militare a fianco dei nemici del re, mi sembrava in un certo modo di riscattare le mie colpe verso tuo padre.

Sergio Quale padre?

Wania Verso il povero Wransky, voglio dire.

Sergio E lasciavi che io mi scagliassi contro mio padre?

Wania Quale padre?

Sergio Il... il re, voglio dire... Che congiurassi contro di lui. Che stringessi la mano a quel mascalzone di Vidor che in pieno teatro dell'Opera, os gridare: Il re mi fa un baffo .

Wania Ma io non potevo prevedere che... Se non fosse esistita quella legge per la quale anche i figli naturali del re in Anciuria possono succedere al trono, io avrei portato con me il mio pesante segreto nella tomba.

Sergio Gi... ma sapendo di chi... di chi sono figlio... ti piaceva vedermi alla conquista di una carica, in quel partito che... adesso possiamo dirlo... insomma...?

Wania Oh, le cose sarebbero andate pi o meno lo stesso. In fondo tu avevi l'animo di un capo. questo che conta. 0 in un modo o nell'altro...

Sergio (pensoso) Questo lo dice anche il popolo.

Wania Vedi?... Ma adesso avrai lo stesso tutte le soddisfazioni del potere senza il continuo batticuore di dover perdere il posto. Si re per tutta la vita.

Sergio Anche un trono pu essere rovesciato.

Wania Non un giuoco. Esso ha basi sempre pi solide di un traballante seggio di governo.

Sergio Questo s... ma... ci sono altre cose che impensieriscono.

Wania Le tue idee, vuoi dire.

Sergio Oh quelle!... Posso ben rinunciare a delle idee che non erano in fondo che allo stato di programma.

Wania Hai fatto benissimo a lasciarle in quello stato. Soltanto gli ingenui mettono in pratica le teorie che enunciano... Che cosa ti turba, allora?

Sergio Gli affetti.

Wania Quali?

Sergio .... Ileana...

Wania Quella volgarissima ragazza in tuta che fuma dei sigari? Oh, Sergio...

Sergio Mi piace.

Wania Ieri non ho osato dirti che la trovavo repellente. Ma se hai di questi gusti puoi sempre farne la tua favorita.

Sergio Non vorrei venire accusato di essere un Luigi XIV!

Wania Non fare il difficile. stato un gran re.

Sergio (con ritegno) Poi c'... lui...

Wania Lui chi?

Sergio ... Wransky...

Wania Tuo padre?

Sergio S... insomma. Chiamalo come vuoi, gli volevo bene.

Wania Nessuno ti impedir di continuare a volergliene.

Sergio No, dico... mi fa pena. L'ho visto prima, dalla finestra, quando se ne andava con Trodj e le sue due valigie.

Wania Gli passeremo una grossa pensione.

Sergio Non vorr saperne... E poi non questo... Penso che egli debba soffrire.

Wania Oh, Sergio! Del sentimento... Ma nefasto nella tua situazione. Quando si giunge in alto, fatale, ma bisogna sempre sacrificare qualcuno... Noi sacrificheremo Wransky. (Sergio fa un gesto di triste acquiescenza. Wania in fretta) Piuttosto cerca di non perdere il tuo tempo. Alle undici verr il conte Polawa. Egli ammirato di te.

Sergio Se non abbiamo scambiato insieme che dieci parole.

Wania Credi che per un cortigiano della forza di Polawa ci sia bisogno di pi? Egli ha detto che tu sarai un Enrico IV che abbia fatto un bagno di Carlo Marx.

Sergio (lusingato) Diavolo!... I miei trascorsi non lo impensieriscono, dunque?

Wania Niente affatto. Sembra che essi ti rafforzino, invece.

Sergio (perplesso) l'idea della signora Romei, in fondo...

Wania Ho detto a Polawa che tu stamane avresti preparato il tuo discorso.

Sergio Quale discorso?

Wania Ma dove hai la testa? Dovrai ben parlare al tuo popolo. Ed essi, non intendono perdere tempo. Temano qualche colpo di mano da quegli scamiciati dell' Upada . Domenica avverr la tua proclamazione...

Sergio (grattandosi istintivamente la testa) Non sar uno scherzo... In quanto al discorso... (Si cerca nelle tasche) Devo avere ancora quello che avevo preparato per... (Trae di tasca alcuni fogli) Eccolo. Sarebbe un peccato sacrificarlo. C' la formidabile immagine della ruota. Penso che con qualche ritocco...

Wania Fai sentire.

Sergio (legge declamando) Il destino dell'Anciuria compiuto . (Parlato) Qui ci sarebbe: La tirannia morta . Via. (Cancella con una matita. Prosegue) Mi avete voluto a un posto di comando . Via. Metto invece: Eccomi vostro re . (Cancella e scrive).

Wania Bene.

Sergio (declama patetico) Ma come un amico, un compagno, un fratello che sono qui, oggi, tra voi .

Wania (scuote il capo) No... No... No...

Sergio Perch?

Wania (scontenta) Non dar loro troppa confidenza... Sai come sono... Se gli di un dito...

Sergio (cancella e riprende) Allora: Eccomi vostro re . (Con enfasi) Sar la ruota del formidabile carro che percorre... .

Frida (affacciandosi dalla porta di fondo) Ci sono i signori Sabentj, Gaudar, Vidor e...

Wania (con violenza a Sergio) Non li riceverai, credo bene!

Sergio (ricaccia precipitosamente i fogli in tasca. Con agitazione) Come possibile?... Diranno che ho paura... Diranno che...

Wania (con precipitazione) Lascia che dicano. Il silenzio dei loro giornali sintomatico e sinistro. Essi sono animati dalle peggiori intenzioni, sono venuti per sopprimerti.

Sergio (un po' impressionato) Credi?

Wania Non fare il temerario. Un colpo di pugnale presto dato. Enrico IV... (A Frida) Sono armati?

Frida Pugnali non ne ho visti.

Wania Stupida. Voglio dire se hanno rigonfi nelle tasche, pastrani sospetti...?

Sergio (trascinato dalla madre, a Frida) ... dei pacchi... Alla sede del partito avevamo cinque bombe a mano...

Wania (con un grido) Vedi? (A Frida) Digli che occupatissimo, che dorme, che ammalato... Digli quello che ti pare, purch se ne vadano...

Sergio (deciso) Impossibile. Devo affrontarli. Wania (melodrammatica) Sergio. Figlio mio... Pensa al tuo popolo. Esso non permetterebbe che tu gettassi cos la tua vita. Tu gli appartieni..

Sergio Saranno ragionevoli, vedrai. In fondo sono tutta brava gente. Incapace di... Si gonfiava, si gonfiava per la propaganda... Ma infine se andavi a stringere...

Wania (un po' calmata) Tu dici?...

Sergio Ma s. Tutte le nostre gesta alla fine...

Wania Tutto finiva con delle contusioni. vero... ma non vorrei neanche che...

Sergio Lasciami fare, mamma. Io li accoglier con le sagge parole del tabaccaio Fodor: Io sono un uomo sopraffatto dagli eventi... .

Frida Il tabaccaio Fodor sa quello che dice.

Sergio (a Frida) Falli passare. (A Wania) E tu vai di l, vedrai che...

(Frida esce)

Wania Me ne vado. (Si avvia maestosamente verso sinistra. Sotto l'arco della porta si ferma ed indica il cielo) Guardalo lass.

Sergio Chi?

Wania Tuo padre.

Sergio Quale padre?

Wania Che domande! Il re... Egli ti contempla dall'alto.

(Esce da sinistra)

(Sergio attende a pie' fermo. Dal fondo entra Gratiliano Sabentj).

Sergio (a gran voce, declamatorio) Miei antichi compagni di fede... (Sorpreso di vedere Gratiliano solo, chiede un po' smontato) Gli altri dove sono?

Gratiliano Li ho rimandati. Preferivo essere solo.

Sergio (con tono pi dimesso) Mio caro Sabentj... Ho piacere che tu li abbia preceduti. Mi pi facile spiegarmi con te. (Allargando le braccia) Io sono un uomo sopraffatto dagli eventi!

Gratiliano (con un lieve sorriso) Felici eventi.

Sergio (lo guarda sbalordito nell'incertezza di aver capito bene) ... Cosa?...

Gratiliano Felici eventi, dico...

Sergio (smarrito) Sabentj...

Gratiliano (con dolcezza, quasi con umilt) ... che permettono al capo di quel partito che non era in fondo che un piccolo gruppo di sognatori ed utopisti che aveva per scopo il bene dell'Anciuria, di offrire al giovane re la sua modesta collaborazione e...

Sergio (commosso l'interrompe) No, Sabentj... No, per carit, non su questo tono... Tu sei sempre il vecchio compagno dell' Upada . Io non posso sopportare che tu...

Gratiliano Sergio!

Sergio Sabentj! (Lo abbraccia)

(Dalla porta di sinistra si affaccia timorosa Frida. Scorgendo i due abbracciati si volge vivamente indietro per far cenno a qualcuno che le cose vanno bene. Si ritira).

Gratiliano (commosso) Ti porto il saluto del popolo. Esso ha l'animo fluttuante come quello di una donna. Ma dietro le sue ritrosie e le sue diffidenze non forse celato, in fondo, che un immenso desiderio d'amore... bastata una notte perch tutte le vecchie scritte sui muri abbiano capovolta la loro sigla di morte... Ora si legge dovunque: Viva il re .

Sergio Ebbene, Sabentj, il tuo popolo, il nostro popolo, non sar deluso. Sergio I non dimenticher le tumultuose sedute dell' Upada , dove il suo maestro Sabentj gli insegnava a compitare le prime parole di un'arte di governo basata sulla giustizia sociale.

Gratiliano (con un gesto di moderazione, sorride con grazia) Piano, piano, mio giovane amico...

Sergio (interdetto) Perch?

Gratiliano (con affettuosa ironia) Non gettarti, o mio Sergio, a capofitto nelle promesse. Se esse erano buone per un Commissario del popolo che ha bisogno, ahim, di conquistarsi della fiducia, sono inutili per un re. Ad un re, pi che azioni di giustizia, si chiedono soprattutto degli atti di bont che forse la pi clamorosamente ingiusta di tutte le virt.

Sergio (perplesso) Non la giustizia... Ma io non potr non permettere almeno al mio popolo la libert che ad esso sempre apparsa come la pi ambita delle conquiste.

Gratiliano La libert, o mio amico, la pi dolce illusione che la divinit abbia concesso agli uomini. Ed appunto nel saper delimitare questa illusione che consiste la pi sottile arte di governare.

Sergio (con un principio di amarezza) Ma allora, che cosa dovr promettere al mio popolo?

Gratiliano Tu prometterai delle riforme. su di esse che ti getterai. La parola non impegnativa e racchiude in s il germe di tutte le possibilit.

Sergio Ma verr ben un giorno in cui dovr applicarle queste riforme.

Gratiliano Ebbene, tu le applicherai. Ma con mano leggera. In realt il mondo cammina a meraviglia sotto le vecchie leggi, e le lievi modifiche che tu apporterai ti offriranno il vantaggio di essere chiamato un innovatore, senza aver scosso le basi della vecchia societ, la cui struttura pu benissimo accontentare gli uomini per molti secoli ancora.

Sergio (un po' accorato) Ma se noi studiavamo insieme il modo di dare la felicit al popolo, Sabentj.

Gratiliano Non esiste una felicit generale, mio piccolo Sergio. Esiste una felicit individuale. E il bene pubblico quasi sempre formato da un complesso di mali particolari. Il giorno in cui gli uomini avranno capito questo non si faranno pi le rivoluzioni.

Sergio (accorato) Ma tu, tu, non ti stai battendo da vent'anni per far nascere una rivoluzione?

Gratiliano (con un dolce sorrso) Mio amato Sergio, non ho mai mosso un passo perch essa avvenisse realmente.

Sergio ... Come?...

Gratiliano Era il mio modo quello, e non ne avevo altri, di servire il popolo che tanto amavo. Gli fornivo questa illusione. Il popolo pi felice, Sergio, quello che ai crede alla vigilia di una rivoluzione. Essa per lui come un'amante che non si ancora concessa, e gli permette tutti i sogni senza avergli ancora dato delle delusioni. La rivoluzione deve essere un miraggio che permette agli uomini meno felici di dormire in pace nei loro scomodi letti, in attesa di giorni migliori. Ma guai a coloro che sono cos maldestri da realizzarla!

Sergio (stupito, ammirato) S che tu...

Gratiliano (con un affettuoso sorriso) Io rester il tuo avversario, mio grande amico. Io seguiter ad offrire al popolo la dolcezza di una lunga vigilia... Era questo che volevo dirti, cos ho congedato con astuzia i miei ingombranti compagni. Essi credono che io sia venuto a rimproverarti. Io sono venuto invece a offrirti la mia collaborazione. Ora dobbiamo lasciarci. Addio, Sergio. (Si stringono la mano) Tu non mi mancherai.

Sergio No.

Gratiliano E non hai che un modo per farlo.

Sergio Quale!

Gratiliano (con un ampio sorriso) Facendo in modo che le critiche che io sar costretto a muoverti... non trovino riscontro nella realt.

Sergio (sorride anche lui) Te lo prometto.

Gratiliano Addio, Sergio.

Sergio Addio, Sabentj.

(Gratiliano esce)

(Sergio resta pensoso in mezzo alla stanza. Dalla porta di fondo appare Ileana. Sergio scorgendola a un tratto getta un piccolo grido di piacere)

Sergio Ileana! (Le va incontro).

Ileana (ferma sotto la porta, fredda) Aspetta.

Sergio Che cosa devo aspettare! Sono cos felice di vederti che...

Ileana Aspetta, dico. (Lentamente) Desidero sapere quali sono le tue intenzioni.

Sergio (muovendo qualche passo verso di lei) Le mie intenzioni verso di te?... Oh, Ileana...

Ileana (lenta, sprezzante) Non sono le tue intenzioni verso di me che ti chiedo. Non mi interessano. al patto che tu hai stretto col popolo che io penso. Che cosa intendi fare?

Sergio (un po' confuso) Io?... Eh... (Allargando le braccia) Io sono un uomo sopraffatto dagli eventi.

Ileana (sprezzante) Ah!

Sergio E per... Devi credermi... Io... io sono un uomo sopraffatto dagli eventi.

Ileana vero dunque! (Con feroce sarcasmo verso se stessa) Ed io, illusa, che ancora speravo... un tuo rifiuto... Ah!...

Sergio (discolpandosi, confuso, agitato) Un rifiuto, s... Cio no... Io non... Cio s... Gli eventi, sono stati gli eventi... Anche il tabaccaio Fodor... per la sua bocca che il popolo, il vero popolo...

Ileana (seguitando a scrutarlo, fredda) Non rifiuterai?

Sergio (sfuggente) Ileana... Io... Devi capire come...

Ileana (con supremo disgusto) Mi fai schifo.

Sergio (sempre pi agitato) Ileana... Io... Tu sola tra tutti... Quando il tabaccaio Fodor... Anche il tabaccaio Fodor... e la signora Romei... Perfino la signora Romei, quella dei pettini... al mercato, figurati...

Ileana Guardami in faccia. Lo sai chi sono io?

Sergio (cercando di sorridere e di trascinarla alla tenerezza) Ileana... La mia Ileana...

Ileana (feroce) S. Ileana Oreb. La figlia di quel frenatore Oreb che fece precipitare l'Orient-Express...

Sergio (macchinalmente) ... Il treno dei ricchi...

Ileana Con uno scarto...

Sergio (c.s.) Del suo braccio potente...

Ileana In una scarpata!

Sergio In una scarpata, s. un bellissimo squarcio che veniamo ripetendo da anni, ma che adesso...

Ileana Domani, quando il tuo putrido trono sar crollato come un vecchio castello in rovina, il frenatore Oreb sar salutato come un eroe nazionale.

Sergio (conciliante) Ma s, tesoro. Nessuno te lo contesta. Il frenatore Oreb, diavolo, chi non lo sa...? Ma adesso di noi che parliamo, di noi che... (Fa un passo verso di lei).

Ileana (gridando) Indietro!

Sergio (si ferma subito. Di lontano) Ileana, io ti amo... Anche oggi parlavo di te con mia madre e le dicevo che non potevo rinunciare a te.

Ileana Ebbene, allora abdica.

Sergio Ma se non sono ancora re. Che cosa devo abdicare? (Fa di nuovo qualche passo verso di lei) Ileana, senti... Se tu... se tu fossi una donna ragionevole... Se tu... Tu potrai avere tutto quello che una donna pu desiderare...

Ileana (getta un grido altissimo) Ah!

Sergio (spaventato) Zitta, per l'amor di Dio! Che cosa sono quelle grida?

Ileana (senza fiato per l'indignazione) Tu mi offri... mi offri... Oh... alla figlia del frenatore Oreb... oh... che fece precipitare...

Sergio Ma s, tesoro, l'Orient-Express...

Ileana Io... io dovr dunque ricorrere a... Sarai tu che l'avrai voluto... Ah!

Sergio (guardando con diffidenza il suo mantello) ... Che cosa?...

Ileana (apre il suo mantello ed appare armata di pistole) Guarda.

Sergio (spaventato si mette fuori tiro) Piano, ehi!... Dove hai trovato quelle armi?... Ehi! (E sconsideratamente chiama forte) Frida!

Ileana (con supremo dileggio) Frida!... Ah! Ah!...

Sergio Dove hai trovato quelle armi?

Ileana Al partito. Mi sono impadronita anche delle bombe a mano.

Sergio (allarmatissimo) Tutte e cinque!!... Le hai qui?

Ileana (con disprezzo) No. Non le ho qui... E non credere che abbia intenzione di ucciderti oggi. (Sergio trae un involontario sospiro) Non sei stato ancora proclamato. Direbbero che ho ucciso l'amante e non il re.

Frida (affacciandosi alla porta di fondo) Il signore ha chiamato?

Sergio (confuso, vergognoso) S... No... Cio...

Ileana (con freddezza a Frida) S. Aveva chiamato. Ma... (Con supremo disprezzo a Sergio) Per oggi non temere. Ci rivedremo il giorno dell'incoronazione!

(Richiude il mantello e si avvia).

Frida (equivocando su questa ultima frase, grida con aria di intesa verso Ileana) Viva il re!...

(Ma Sergio seminascosto dalla pila dei libri dietro la quale si era rifugiato fa disperatamente segno a Frida di tacere. Ileana esce).


ATTO TERZO

Stesso ambiente, ma sono stati aggiunti dei mobili che conferiscono al modesto studio un aspetto assai pi elegante. Un grande specchio, un radiogrammofono, dei mazzi di fiori. C' una grande animazione nella casa: la vigilia della proclamazione al trono di Sergio I di Anciuria. La finestra aperta, a ondate entra nella stanza il suono delle fanfare che percorrono le vie della citt.

(Wania dinanzi allo specchio si sta contemplando in una suntuosa ed eccentrica toeletta da cerimonia. Entra Frida portando un cesto di fiori)

Frida ( vestita di nero con grembiulino bianco e crestina) Altri fiori.

Wania (seguitando a guardarsi allo specchio) Chi li manda?

Frida (leggendo il biglietto che accompagna i fiori, compita a sproposito) De Bratillon.

Wania Bratillon, sciagurata. La contessa de Bratillon: l'ambasciatrice di Francia. (Guarda i fiori) Bellissimi. Metti l.

Frida (appoggia i fiori su di un tavolo. Indicando la finestra aperta) Sente?... La Marcia reale.

Wania Ma che Marcia reale, la senti dappertutto. Sono fanfare. La citt in festa.

Frida E la Marcia reale quando la suoneranno?

Wania Domani mattina. Quando, alle undici precise, Sergio si affaccer al balcone del palazzo d'inverno. Ah! (Resta un momento a guardare in aria, estatica, come a figurarsi la scena. Poi torna al suo vestito) Guarda qui, pende a destra?

Frida (osservando) Sicuro. Fa un grosso becco.

Wania Che somari. Queste grandi sartorie... Tutto fumo.

Frida Eh, tanto lei non dovr mica comparire al palazzo reale.

Wania (infuriata) Sembra che tu ne goda. Certo che non andr al palazzo reale. Il cerimoniale non lo permette, ma la principessa Godow, se vuoi sapere, mi attende per l'ora della proclamazione in casa sua. Il palazzo Godow di fronte a quello reale e avr anch'io il mio balcone. Un balcone tutto per me. (Siede) Dio come sono stanca... Sua Maest ha telefonato?

Frida ... Chi?

Wania (indispettita) Sua Maest. Bisogner che tu ti abitui a chiamarlo cos.

Frida No. Non ha telefonato.

Wania (con un sospiro) Gi dimentica sua madre. (Quasi tra s) E pensare che se io non avessi... Puah! Sarebbe ancora figlio di suo padre...

Frida Cosa sarebbe!

Wania (irritata) Non ti impicciare. Apri la radio.

(Frida apre la radio)

La Radio ... i giornali di sinistra commentano aspramente... .

Wania (gridando) Chiudi, chiudi. Sembra che tu lo faccia apposta. Sempre le sinistre...

(Frida chiude la radio)

Quegli scamiciati dell' Upada . Ah! Ah! mi fanno un baffo, come diceva quel villanzone di Vidor, del mio povero...

(Alza gli occhi verso la parete dove al posto del ritratto di Sabentj, troneggia ora un'oleografia colorata che rappresenta Cristiano VII)...

Sei stata tu?

Frida (fiera) Proprio io.

Wania E dove l'hai scovato?

Frida Me l'ha prestato il portiere.

Wania Ma orribile. E la cornice fa schifo.

(Si odono delle grida che provengono da fuori)

Oh Dio! Che sono queste grida?

Frida (corre alla finestra e si mette in ascolto. Grida confuse) Gridano: viva l'Anciuria monarchica.

Wania Meno male. Ho avuto una paura...

Frida Di che?

Wania Non fare la stupida. Sai benissimo quello che voglio dire. Quella orribile ragazza...

Frida Ma se l'abbiamo fatta mettere in prigione da quattro giorni.

Wania Pu essere scappata. Quella gente l... Poi c' suo padre.

Frida sorvegliato.

Wania Ma s... Una bomba presto tirata.

Frida Ci penser due volte. stato in prigione per lo scherzo del treno.

Wania Chi sa che cosa si erano messi in testa quei galeotti. Come se mio figlio avesse potuto... Sergio sposer sua cugina Wladimira Jakel.

Frida Quella col naso a caffettiera? Se come nel ritratto...

Wania Idiota. il naso dei re di Francia. Anche Luigi XIV aveva quel naso. Questo non gli ha impedito di essere chiamato il Re Sole.

(Squillo di campanello)

Vai ad aprire. Non ci sono per nessuno. (Frida si avvia) Cio, soltanto per i giornalisti, per l'aristocrazia e per il clero.

(Frida esce. Subito dopo entra Daniela correndo)

Daniela (ridendo) E per me... Mi ha detto Frida che in casa soltanto per...

Wania Quella sciagurata. Per lei ci sono sempre, signorina Daniela.

Daniela Le ho portato il disco.

Wania Quale disco?

Daniela Jalousie . Non aveva detto ieri che...

Wania Oh, che pensiero gentile.

Daniela (osservandola) Caspita, che toilette!

Wania Della sartoria Bodjk.

Daniela Un modello.

Wania Di Christian Dior. Ma copiato. Non ho la figura per potermi infilare un modello alla prima... L'avevo allora...

Daniela Quando?

Wania ... ai tempi di Jalousie ...

Daniela (va a mettere il disco sul grammofono) Ma io sono una bella stupida, sa?

Wania Perch?

Daniela Non aver mai capito che lei... E venivo a raccontarle le mie piccole, idiote avventure, quando...

Wania ... Gi...

Daniela Per leggevo qualche cosa nei suoi occhi.

Wania Ah...

Daniela Quando le parlavo d'amore...

Wania (vaga) ... S?...

Daniela C'era qualche cosa nel suo sguardo che... non so dire. Ma io non potevo immaginare che fosse per... per quel passato...

Wania ... No.

Daniela Pensavo che fosse come un rimpianto... Un desiderio di cose non vissute...

(Il grammofono messo in moto da Daniela comincia a suonare Jalousie )

Invece...

Wania (getta il capo indietro appoggialo alla poltrona e chiude gli occhi) Invece?

Daniela (piano) Erano ricordi.

Wania Ricordi... s... (Al suono della musica ella crede di rivivere il suo romanzo non vissuto).

Daniela (sempre piano) Doveva essere bello Lidoreale in quegli anni.

Wania Oh s... Coi suoi grandi alberghi. Le donne eleganti... la residenza estiva del re... (Il suo sogno ad occhi chiusi si intensifica) E lei... lei era giovane... con un grande... grande desiderio di vivere...

Daniela Lei, chi...?

Wania Wania... Wania W.

Daniela (piano) Wania Wransky...

Wania ... Io, s... Alta, bionda, vestita sempre di bianco. A lui piaceva cos. Ti voglio rivedere nel tuo abito bianco , le scriveva... L'aveva veduta la prima volta seduta a lavorare. Lo dice in tante lettere... C'era un piccolo giardino che dava sulla strada, lui passava a cavallo, le prime volte guardava lontano, lei non sapeva... io non sapevo che fosse il re. Ma una sera lo rivide. Si ballava sulla piattaforma sul mare. Ballarono... abbiamo ballato insieme... Jalousie . S. Egli la stringeva a s... ed io sentivo il suo alito sulla faccia...

(Canticchia a bocca chiusa seguendo la musica. Poi dice lentamente, pianissimo)

... C' un passaggio cos lieve tra le cose reali ed irreali...

(Entra rumorosamente Frida dal fondo)

Frida (con un biglietto in mano) C' questo signore.

Wania (apre gli occhi, si scuote come chi si sveglia) Che c'?...

Frida Questo signore chiede di essere ricevuto un giornalista.

(Rivolta a Daniela che ascolta le ultime battute di Jalousie )

Che cos'? La Marcia reale?

Daniela (arresta il grammofono, ridendo) Ma no..

Wania (leggendo il biglietto) Speky del Pensiero , per un'intervista. (Vivamente a Frida) Fai passare. Fai passare subito. (Frida esce).

Daniela (con un piccolo grido) Joseph Speky!

Wania Lo conosce?

Daniela Sicuro. in gambissima. Il pi bel ragazzo di Bruda. Ivan ne geloso pazzo

(Entra Speky)

Speky (avanzando) La signora Wransky?

Daniela Speky!

Speky Toh!... Daniela... Daniela del conte Polawa... Cosa diavolo fai qui?

Daxiela E tu?... Sei arrivato ai giornali di grossa tiratura. Complimenti.

Speky (gaio) Ti ricordi quella sera al Padiglione bla... Ah! Ah!... Caterinetta era completamente ubriaca; e Tietella, c'era anche Tietella di Bluai... Dove diavolo finita?

Daniela Ha lasciato Bluai. Che volevi che ne facesse pi. Completamente spremuto, ora con Tedek.

Speky Tedek della fabbrica di turaccioli?... Un bell'idiota, ma un pozzo di soldi... E tu, sempre in gamba, eh?

Daniela Che vuoi, tesoro?... Si vive...

Wania (che ha seguito con crescente impazienza il dialogo) Ma insomma!... Io sono qui.

Speky Giusto, gentile signora, mi perdoni... (A Daniela) Telefonami. Ci vediamo.

Daniela Al giornale?

Speky O a casa: 3778.

Daniela Aspetta, lo segno.

Wania (sbuffando) Oh, ma insomma...

Speky Giustissimo, amabile signora. (Si avvicina a Wania).

Wania (con aria regale) Si accomodi.

Speky (siede vicino a Wania. A Daniela) Al giornale, la sera dopo le sette.

Daniela S, tesoro.

Wania (sbuffa) Auff!

Speky (tira fuori il taccuino e la stilografica) Dunque, signora Wransky... (A Daniela) La mattina per sempre a casa, sto scrivendo un romanzo.

Wania Oh, ma dico...

Speky Troppo giusto. Dunque... gentile signora Wransky... Questa intervista verr pubblicata tra un'ora sul numero straordinario del Pensiero e stasera su Avvenimenti del giorno . Verr quindi ampliata e inviata a Partout , la rivista parigina, specializzata nella pubblicazione degli scandali del genere...

Wania (disorientata) ... Scandali?...

Speky Spero che nessun'altro mi abbia preceduto. Tengo ad essere il primo a fornire le pi dettagliate e ghiotte notizie sulla piccantissima storia che...

Wania (offesa) Piccantissima?... Mi scusi, ma non in questo senso che...

Speky (senza badarle) Ho gi le pi ampie notizie su suo marito. Egli in fondo diventato il vero protagonista della vicenda. Il grande sacrificato che... Si presta a un pezzo magnifico. Malvestito, occhiali, collo lungo. Non stava scrivendo qualche cosa su Francesco I?

Wania S. Da vent'anni sta preparando una monografia sulla battaglia di Pavia. Non l'ha mai terminata... Se questo che vuol dire... S... (Con un sospiro ampio) Non era allegra la vita accanto a lui.

Speky Capisco. Ed forse questo che... S. suo marito che spiega tutto. Noi tireremo in ballo anche Freud... Sicuro. La sua vita scialba accanto a un uomo simile. Del romanticismo rientrato che esplode alla fine...

Wania (ribellandosi) Ma insomma, non soltanto di lui, spero, che vorrete parlare...

Speky No. Ma egli sar la chiave che servir a spiegare tutta la strepitosa mistificazione.

Wania (colpita) Quale mistificazione?

Speky Ma di che stiamo parlando, signora Wransky?... Non una mistificazione, mi dica, quella di aver lasciato credere che suo figlio fosse il figlio del re quando venuta fuori la vera Wania W., nella persona della contessa Wolowa, che ha reso di pubblica ragione il suo romanzo d'amore con il re a Lidoreale nel millenovecentoventisei?

Wania (folgorata) Ma che cosa dice?

Daniela (stordita) Come? Come? Come?

Speky (a Daniela) Non hai sentito la radio?... La contessa Wania Wolowa, vedova del conte Pietro Wolowa, ha preferito sacrificarsi perch non ascendesse al trono un intruso... ed ha svelato la sua antica storia d'amore...

Daniela Formidabile!... Ma... e il figlio?

Speky Sergio Wolowa morto a tre anni.

(Wania caduta annientata sopra una poltrona).

Speky Tutto questo magnifico. Ne verr fuori la pi ghiotta corrispondenza che Partout abbia mai ricevuto da tutta Europa... Mi occorre un ritratto del vecchio Wransky, il pi brutto, se possibile. (A Daniela) Puoi procurarmelo tu?... Ed uno della signora...

(Dal fondo entra il fotografo)

Il Fotografo Si pu?

Speky (gridando) Oh Blas, proprio tu!... Bravo... Una fotografia della signora Wransky. Subito. Cos, diavolo!... La signora Wransky apprende che la sua menzogna stata scoperta .

(Il fotografo si appresta a fotografare Wania al lampo di magnesio. Wania non reagisce, annientata)

Di faccia e di profilo... Bene, l. Con lo sfondo del ritratto del re. Magnifico!

(Allo scoppio del magnesio si precipita nella stanza Frida).

Frida (terrorizzata) Una bomba... Hanno tirato una bomba...

Speky Ma no. il lampo del magnesio.

(Frida osserva la scena ma non capisce. Il fotografo fa di nuovo scattare l'obiettivo alla luce del magnesio e Frida fugge gridando. Dal fondo entra il conte Polawa)

Speky (con entusiasmo) Il conte Polawa! (Al fotografo) Forza Blas... Un servizio colossale!

Il conte Polawa (mentre il fotografo lo ritrae, rivolto a Daniela) Ah, sei qui, tu?...

(Verso la signora Wransky, sempre immobile sulla sua poltrona)

Cette fois c'est comme cocu que je viens!1

(A Daniela, guardando lei e il giornalista) Che cosa facevi qui con questo signore?

Daniela Ero qui ad assistere questa povera signora Wransky che...

Speky (al fotografo) Andiamo... C' tutto per la pi strepitosa corrispondenza del secolo... Ah! Ah! anche il conte Polawa... (Andandosene) Il pi celebre collezionista di... (Esce seguito dal fotografo).

Il conte Polawa (a Daniela) Collezionista di che?... Che ha detto?

Daniela (irritata) Cosa vuoi che ne sappia?... Bisogna occuparsi di questa povera donna... (Si avvicina a Wania) Signora Wransky... (Wania non risponde).

Il conte Polawa (seccato) Lascia perdere quella sciagurata. Ti ha dato un appuntamento?

Daniela Chi?

Il conte Polawa Il giornalista.

Daniela Sei di una leggerezza! Se questa donna muore la colpa tua.

Il conte Polawa Lasciala morire... Cosa serve adesso pi? Tu piuttosto: cosa facevi col giornalista?

Daniela Povera donna! Andarle a mettere in testa che poteva...

Il conte Polawa (alza le spalle) C'era una coincidenza di nomi e di luoghi... Wania W.... Il figlio che si chiamava Sergio. Le stesse date... la colpa stata di quegli insensati di Lidoreale. Nessuno si ricordava della contessa Wolowa... E neanche io, idiota, sono andato a pensare...

Daniela La conoscevi?

Il conte Polawa Eh... s... Proprio in quell'anno...

Daniela ... era la tua amante. C'era da scommetterlo.

Il conte Polawa (seccato) Andiamo, adesso. Non ti credere per questo di essere in diritto anche tu di... Vieni a casa. (La prende per un braccio).

Daniela Ma quella povera signora Wransky... (Seguendolo) Era cos felice di avere finalmente anche lei una storia da raccontare... Lidoreale... Millenovecentoventisei... Jalousie . (Sta per uscire con lui. Ma sotto la porta si ferma) La contessa Wolowa era la tua amante quell'anno in cui il re... (Scoppia a ridere) Ha ragione Speky, per, ne hai messa insieme una bella collezione...

(Escono)

(Wania rimasta nella stessa posizione. Dopo un po' dalla porta di fondo entra silenziosamente Sergio, cammina un po' come un sonnambulo, volge appena uno sguardo a sua madre e si va a sedere molto lontano da lei su di una sedia. Wania apre gli occhi, lo vede, segue i suoi movimenti, dopo un attimo i loro sguardi si incontrano)

Sergio (a bassa voce, con immensa amarezza, ma senza risentimento) ... E adesso? (Wania fa un gesto vago) Adesso... dico? Che si fa...?

Wania (piano) Mah... (Un momento, poi) Possiamo ben dire: noi siamo stati sopraffatti dagli eventi...

(Sergio fa un gesto di stanchezza. Wania con un fil di voce)

Non credo che tu abbia il coraggio di rimproverarmi...

Sergio (amaro) Ah no, eh?...

Wania (lentamente ritrova se stessa) Ti ho portato sulle soglie della storia...

Sergio Mi hai coperto di ridicolo.

Wania Meno di quel che credi. Il popolo gi ti amava.

Sergio Il popolo?... Adesso capir quanto l'avevo tradito.

Wania Ma nemmeno per sogno. Domani ti paragoner a Casimiro Jakel, e ti rimpianger.

Sergio Come potr rimpiangermi sapendo che mai avrei avuto il diritto...

Wania Il popolo non guarda a queste sottigliezze, va per simpatie. Tu eri il vero re.

Sergio ... Tu dici?

Wania Sicuro. Non ne troveranno pi uno simile.

Sergio (un po' trascinato) Certo che... stato un plebiscito. In una notte tutte le scritte sui muri... avevano capovolte le loro sigle. Dovunque si leggeva: Viva il re .

Wania (ripete, piano) Viva il re.

Sergio E perfino Sabentj... Sabentj sognava di collaborare con me per la felicit del popolo...

Wania Sabentj... il pi fiero oppositore della monarchia... solo davanti a te si inchinava...

Sergio (eccitandosi) Io avrei fatto delle riforme. Ma con mano leggera. Le lente riforme che conducono i popoli al benessere... Egli avrebbe mantenuto negli animi il sogno della rivoluzione, ma non la avrebbe compiuta. Era facile e bello... Domani quando salir invece al trono il vecchio Jakel...

Wania Obeso e paralitico... Il popolo non vorr saperne di lui.

Sergio Non potr amarlo.

Wania Come potr amarlo quando il vero re eri tu!... Un Enrico IV che abbia fatto un bagno di Marx. Erano le parole del conte Polawa.

Sergio Forse sarebbe stato cos...

Wania Certo che sarebbe stato cos. L'Anciuria avrebbe conosciuto dei bei giorni sotto di te.

Sergio (sognante) Avevo riletto tutta la storia dell'Anciuria in un vecchio libro di mio padre.

Wania Quale padre?

Sergio ... di Wransky...

Wania (con un sospiro) S... Ormai... Non ti rimasto che lui...

Sergio E pensavo di portare il paese al rifiorire delle arti e dei commerci. Come ai tempi di Casimiro III che fu chiamato il padre dell'Anciuria... Delle strade ampie, dei colonnati, un grande teatro di stato e dei giardini pensili...

Wania (viva) Anche dei giardini pensili?

Sergio S.

Wania Vedi!... Sono stati di una leggerezza...

Sergio Chi?

Wania I monarchici. A lasciarsi sfuggire un re del tuo genere.

Sergio (amaro) Questo s.

Wania Quando erano riusciti a mettere la mano... Sono bastate le chiacchiere di un'avventuriera...

Sergio (la guarda) ... Come?

Wania Ma s. Quella contessa Wolowa...

Sergio (scrutandola) Chiacchiere, dici?... Ma allora...

Wania (con amarezza) Eh no, caro... No. Ci che ella ha detto, purtroppo, vero.

Sergio E allora?

Wania (con forza) Ma essi non avrebbero dovuto crederci.

Sergio Tu dici?

Wania Sicuro. Se fossero stati dei veri patrioti, se avessero amato veramente il loro paese... Il piccolo Sergio Wolowa morto a tre anni. Che cosa aveva pi da offrire quella donna? Una vecchia storia d'amore. Mentre io... io... c'eri tu, l, gi bello e fatto, con la tua anima di Enrico IV foderata di Marx, tu il vero re, quello per cui il popolo, in una notte, aveva capovolto le sigle, quello dinanzi al quale il rivoluzionario Sabentj si era inchinato... Che volevano di pi quegli ingordi?

Sergio Quando poi non avevano neanche delle prove.

Wania Cosa?

Sergio Ma s. Io ho appreso la notizia delle dichiarazioni della contessa Wolowa dal mio grande scudiere, voglio dire dallo scudiero del re... S, insomma... Ebbene, egli ha commentato: ... e dire che quella donna non ha una pezza d'appoggio, non ha una lettera del re... niente... .

Wania (gridando) Questo ti ha detto il duca Bolodj?... E allora perch l'hanno creduto quei cretini?

Sergio Mah!...

Wania (rieccitandosi) Ma allora... allora... forse si potrebbe ancora...

Sergio (perplesso) Credi che essi accetterebbero di...

Wania Ma sicuro.

Sergio Si potrebbe tentare di...

Wania (balzando in piedi con nuova esaltazione) S... si far credere a una manovra dei partiti di sinistra... Sergio! Sergio... Io parler con quella canaglia di Polawa.

Sergio Come...!

Wania Ma s. Anche lui stato molto carino con me. Ma infine egli ama l'Anciuria e dovr capire che se si era riusciti a mettere le mani su di un Enrico IV da pazzi lasciarselo sfuggire... Ah, ce la vedremo con quell'avventuriera della Wolowa... Soffiarci il trono cos... Cos... Vado a telefonare al conte Polawa.

(Esce eccitatissima da sinistra)

(Sergio rimane perplesso in mezzo alla stanza. Dalla porta di fondo appare Wransky; resta un momento fermo sulla soglia a guardare suo figlio che non s'accorge subito di lui, ma poi si volta, lo vede e resta pietrificato)

Wransky (con Umida tenerezza) Sergio!

Sergio ... Pap!

Wransky (avanzando) ... Sono... sono contento di essermi incontrato prima con te...

Sergio ... Pap...

Wransky (siede sulla poltrona, continuando a tenere lo sguardo emozionato sul figlio) per te, sai... per te che... sono tornato...

Sergio (non sa che dire perch l'emozione lo viene sempre pi conquistando) Per me... s...

Wransky Per te... (Con disgusto e amarezza) Perch per lei... Una povera donna... Per le sue pazze ambizioni... ha gettato il nostro nome nel ridicolo...

Sergio Oh... S...

Wransky E ti dir anche... non l'ho mai ritenuta capace di... di quello di cui si era accusata. Mai.

Sergio No...?

Wransky Com'era possibile! Ho riesaminato tutta la nostra vita, ora per ora... Una brava donna, in fondo, incapace di... Ma che ha rischiato di renderci infelici per tutta la vita! (Sergio fa un gesto come di chi sta per dire qualche cosa. Wransky con tenerezza) Te e me, Sergio. Te e me. Perch io sono certo che tu... anche se avessi accettato quelle folle... Ti ho visto quel giorno, sai?

Sergio Quale giorno?

Wransky Quando me ne andavo con Trodj portando via le valigie. Tu eri dietro i vetri della finestra.

Sergio S.

Wransky Ci siamo appena guardati. Ma io ho sentito che tu eri terribilmente infelice.

Sergio (con grande emozione) Lo ero, pap. (8i guardano).

Wransky (con le lacrime agli occhi) Ti sembrava possibile di... Ti sembrava possibile!...

Sergio ... Cosa?

Wransky Che io... io non fossi il tuo... il tuo vero padre...? Bastava che tu guardassi un po' dietro a te. Nella tua infanzia...

Sergio Oh, s, pap.

Wransky Quando ti prendevo sulle ginocchia per... Non sapevi ancora leggere, ed io ti mostravo le figure dei libri... Come ti piacevano!

Sergio Tanto mi piacevano.

Wransky Ti ricordi la grande Odissea? .

Sergio S. Con le figure colorate...

Wransky Gli di e gli eroi...

Sergio E le dee svolazzanti...

Wransky Poi c'era la grande storia dell'An-ciuria...

Sergio (con ritegno) Oh quella...

Wransky (con un sorriso buono) Forse l che hai cominciato a sognare.

Sergio ... Cosa!

Wransky Quello che... (Con malizia e tenerezza) Ma s... prima capo-popolo, e poi... poi addirittura...

Sergio (ride, conquistato) ... re! Ah s, pap... Re!...

Wransky (ridendo di cuore) Qualche cosa come Cristiano IV.

Sergio (ridendo pi forte) No. Era a Casimiro III che avevo pensato.

Wransky (divertito) Il padre dell'Anciuria... Quello delle strade romane. Eri un bell'ambizioso.

Sergio Era per i giardini pensili, pap... Come mi piacevano! Forse... forse perch sei stato tu a mostrarmeli allora... Ah! Ah!

Wransky (ridendo pi forte) I giardini pensili... Ah! Ah!

(Essi sono felici e ridono forte per la gioia di essersi ritrovati, ma li interrompe la voce di Wania).

Wania (entrando) Sergio... Non era in casa il conte Polawa... E neanche presso la signorina Da-nela... Pu darsi che si sia fatto negare. Ma io non intendo... (Vedendo suo marito resta interdetta) Oh...

Sergio (un po' imbarazzato avanza verso sua madre) Pap... tornato. E sar lui che ti dir... (Fa qualche passo verso l'uscita poi si ferma un attimo sotto la porta a guardarli ed esce).

Wania Wransky!

Wransky (cordiale) Ti sorprende che io sia corso subito a... Non mi volevi vedere mai pi?

Wania Ma s... Certo...

Wransky Credi che io... No, Wania. Non ti serbo rancore.

Wania E perch dovresti serbarmi rancore?

Wransky (intimidito) Perch, mio Dio... inutile entrare in particolari...

Wania Non era convenuto che la grande, la vera vittima di tutta questa vicenda, in qualunque modo si fosse svolta, ero sempre io?

Wransky Beh!... dipende da quale lato si guardano gli avvenimenti, perch...

Wania (amareggiata) Da qualsiasi lato. Ho tutti contro di me. Quell'infame conte Polawa credo che or ora si sia fatto negare al telefono... Canaglia! Si godano il loro Casimiro IV. Io non muover pi un passo per loro.

Wransky Ma s, mia cara. Noi dovremo dimenticare tutta questa storia.

Wania Ti assicuro che essa disgustosa. Si sono comportati tutti con una tale leggerezza... (Enumerando) Il duca Bolodj, il conte Polawa, quella losca avventuriera della Wolowa. Gentaglia! Puah!... Aveva ragione Valisch quando sputava in testa al consigliere del re. Del resto Sergio ha fatto malissimo ad allontanare i suoi vecchi amici...

(Wransky la guarda un po' stupito ma non osa fare commenti)

Quella piccina delle bombe, per esempio... Sergio ha avuto l'indelicatezza di proporle di diventare la sua favorita. Se adesso volesse servirsene per qualche atto vivace contro Casimiro IV, quella sarebbe capace di rifiutare.

Wransky (timidamente) Ma perch vuoi ancora...

Wania Non parliamo di suo padre che era un preziosissimo elemento ferroviario.

Wransky S. Ma non c' ragione di volersi impicciare ancora di quella gente, quando...

Wania Oh, me ne infischio di loro. Faccio cos per dire... Ti assicuro, Wransky, che sono cos stanca... Penso di ritirarmi per sempre dalla politica. disgustosa.

Wransky Ma appunto, cara... potremmo vivere benissimo tra noi, dimenticando l'incresciosa parentesi.

Wania Oh, puoi dirlo. Un'incresciosa parentesi, che mi ha fatto correre il rischio, mio povero Wransky, di perdere per sempre la tua stima, alla quale tenevo, in fondo.

Wransky Io ti ringrazio.

Wania Ma s. Credi che si siano vissuti tanti anni insieme inutilmente, per poi... Devi aver passato dei brutti momenti, povero Wransky!

Wransky Beh! Ormai...

Wania Ti sarai torturato, dilaniato... Sarai tornato col ricordo ai nostri primi anni d'amore... Perch...

(Con un'ultima disperata civetteria si attacca alla sola tavola di salvezza che ormai si offre alla sua vanit)

Wransky, ci amavamo allora, di'... Quando tornavi dalla scuola... Che io ti aspettavo in cima alla scala... Se mi amavi allora, eh! Una passione era la tua... Poche donne possono vantarsi di aver destato un amore come il tuo per me, non vero?

Wransky (eludendo) Ma s. S. Ed ora che...

Wania Una passione. Possiamo ben dirlo, ora. Oh capisco, capisco tutto quello che devi aver sofferto in questi giorni... dilaniato dalla gelosia. Trodj ha dovuto assisterti... Povero Trodj... Doveva essere tremendo per te, credermi un'avventuriera, una specie di contessa Wolowa... Io, io, la tua Wania.

Wransky Ma io non ho mai pensato niente di simile.

Wania (lo guarda) No...?

Wransky (con timidezza) In fondo, vedi Wania... Io non ho mai creduto...

Wania (scrutandolo) A che cosa!

Wransky A tutta questa stupida storia... Lo dicevo sempre con Trodj. Ed egli era del mio parere. Era cos inverosimile che tu...

Wania (ergendosi) Inverosimile?... E perch?

Wransky Ma s... andiamo, Wania... Tu l'amante di un re? (Divertito all'idea) Come si poteva prestar fede a una simile storia? Tu con quei grembiuli a scacchi... eh via! Con quei turbanti di vecchia stoffa, cos spesso issata sui davanzali delle finestre ad aiutar le domestiche a pulire i vetri?... Wania, Wania tutti potevi ingannare, ma non il tuo vecchio marito che ti ha seguita passo passo per tanti anni e che ti conosce per la brava donna che sei, incapace di ogni...

Wania (che ha seguito con crescente indignazione il discorso del marito) Tu... tu non hai mai creduto...?

Wransky No, mia povera, vecchia Wania. Te lo giuro. Tu non hai mai corso il rischio di perdere la mia stima, perch io...

Wania ...Perch tu, cosa...? (Esplodendo) Non mi credevi capace? E come osi affermarlo? Che ne sai tu di me?... Una storia stupida hai detto?... E perch stupida? Perch mi vedevi issata sui davanzali coi turbanti di vecchia stoffa a pulire i vetri... (Scoppia a ridere, convulsa) Ah! Ah! Ah!... Non potevo ingannare il mio vecchio marito... E non ho corso il rischio di perdere la tua stima, eh?... Ah! Ah! Ah!

(Dalla porta di fondo appare Trodj)

Oh ecco Trodj. Bene. Ho piacere che sia qui il vecchio Trodj... Non mi credevi capace di... Ed egli era del tuo parere. Ah! Ah!... Bene. Allora sappilo, mio povero Wransky, sappilo che io ti ho sempre ingannato...

Wransky (con comica, incredula tristezza) Wania!...

(Trodj ha un moto verso Wransky)

Wania (isterica) S. S. Ti ho sempre ingannato. E la storia vera. Tutta vera... La contessa Wolowa, se vuoi sapere, stata pagata da Sabentj. Da Sabentj, s. Domanda al duca Bolodj, domanda, ella non ha una pezza d'appoggio. Non ha una lettera, niente. (A Trodj) E voi, voi vi eravate lasciato convincere da lui, povero semplice candido Trodj? I grembiuli a scacchi, i vecchi turbanti... Ma era una grandiosa messa in scena, quella. Ah! Ah! Ah!... Che cosa potevate capire voi due?... Voi, con le vostre montagne e i vostri fiumi... Lui con le sue guerre puniche. Ah! Ah! Ah!... Lidoreale millenovecentoventisei. S. S. Alta, bionda, vestita di bianco: quella ero io, ero io. Dovevate vedermi Trodj... Jalousie ... L'orchestra suonava Jalousie . Quella ero io... Ah! Ah! Ah!... Una brava donna? No. Non sono una brava donna. Ho avuto anch'io le mie storie d'amore, come Daniela, come le altre, come tutte... E lui, niente... niente... non ha mai capito niente, il mio povero, vecchio Wransky... Una brava donna... Mi credeva una brava donna... Ah, gli uomini, gli nomini, gli uomini... Ah! Ah! Ah!

(Esce a sinistra ridendo convulsamente).

Trodj (imbarazzato, perplesso, avanza di qualche passo, poi guarda interrogativamente l'amico) Ma... allora?

Wransky (alza il capo e lo guarda un momento in silenzio. Poi con comica amarezza) No, Trodj... non quello che credi. Essa non ha mai...

Trodj ...

Wransky Ma... (Allarga le braccia) la stessa cosa. Perch quello, Trodj, adesso ho capito... quello stato il sogno di tutta la sua vita...

Trodj (gli batte con dolcezza la mano sulla spalla).

Wransky (a capo chino) ... Si pu vivere tanti anni vicini... e non capire che...

Trodj Beh!... Adesso tutto finito... Tu te ne tornerai ogni sera al circolo Pitagora...

Wransky (con gioia) Oh s...

Trodj E lei... lei si dar pace... di non averti tradito...

(Provenienti da fuori si odono delle grida)

Voci Evviva Casimiro IV!

(Erompono festosi gli squilli di una fanfara)

Wransky (con dolcezza) Senti il popolo l fuori?... Abbasso il re... Viva il governo del popolo... Viva il re!... Romanzo... Vogliono tutti il romanzo...

(Forte le fanfare)

FINE DELLA COMMEDIA

* Alla prima rappresentazione di questa commedia, le parti furono cos distribuite: Il professor Wransky (Ermesto Calindri); Wania Wransky (Lina Volonghi); Sergio (Franco Volpi); Gratiliano Sabentj (Ernesto Sabbatini); Il conte Polawa (Aldo Pierantoni); Daniela (Olga Villi); Vidor (Paolo Leocci); Gaudar (Adriano Pelso); Valisch (Pierangelo Priaro); Ruben (Diego Parravicini); Natalia Sabentj (Lena Sabbatini); Ileana Oreb (Anny Ninchi); Herna Ipsa (Roberta Mari); L'avvocato Stanis (Sandro Tolomei); Il professor Trodj (Piero Pandolfini); Frida (Isabella, Riva); Speky (Tullio Valli).

* Tutti i diritti riservati all'autrice.


[1] Posso presentare i miei omaggi alla gentilissima Signora Wransky?

[2] Errore rimediabile.

1 Il caro ragazzo.

2 Dolcezza.

[3] Uscita.

1 Questa volta come cornuto che vengo!

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