Tango

Tango

(1964)

Sławomir Mrożek


Personaggi

Il giovanotto, Ossia Arturo

Eleonora, madre di Arturo

Stomil, padre di Arturo

Personaggio Chiamato Per Ora Nonna, ossia Eugenia

Il Partner Anziano, ossia Eugenio

Il Partner Con I Baffetti, ossia Eddie

Alina, cugina e fidanzata di Arturo


Atto primo

La scena raffigura linterno di unampia camera dal soffitto alto. Non se ne vede la parete destra (tutte le indicazioni da destra e da sinistra si intendono riferite, qui e in seguito, al punto di vista della platea). A destra lo spazio interrotto dalla cornice della scena, come se al di l di questa si trovasse ancora una parte dellambiente rappresentato. La parete sinistra forma sul proscenio un angolo retto, a qualche passo dalla ribalta, prolungandosi verso sinistra parallelamente a questultima. In questa superficie rivolta alla platea, tra la cantonata e la quinta sinistra, c la porta che conduce allaltra camera. come un corridoio che dallo spazio centrale conduce alla quinta sinistra, scomparendo al suo interno. Alle due estremit della parete centrale, di fronte alla platea, si aprono due porte. Tutte le porte sono identiche, alte, scure, a due battenti, decorate, nello stile delle case signorili di una volta. Tra le due porte della parete centrale c una nicchia riparata da una tenda. Nella camera si trovano, prima di tutto, i seguenti arredi: un tavolo per otto persone con relative sedie. Delle poltrone. Una grande specchiera a muro sulle parete sinistra. Un sof. Dei tavolini. I mobili sono disposti senza alcuna simmetria, come allimmediata vigilia o allindomani di un trasloco. Regna una gran confusione. Lintera scena, inoltre, ingombra di tendaggi che, afflosciati sul pavimento, sospesi a mezzaria o ammonticchiati a caso, conferiscono allambiente una tonalit soffusa, dai contorni incerti. In un punto del pavimento i tendaggi formano un mucchio, una sorta di giaciglio. Ci sono inoltre una carrozzina nera di foggia antiquata, dalle ruote alte e sottili, un abito da sposa impolverato, una bombetta. Un panno di velluto stato tirato da un lato del tavolo, lasciando scoperto laltro. Al tavolo siedono tre persone. Il Personaggio Chiamato Per Ora Nonna una donna anziana, ma ancora arzilla e vivace, per quanto soffra, a tratti, di deliquio senile. Indossa un abito sgargiante, a fiori enormi, con lo strascico sul pavimento. Ha in testa un berretto da fantino e ai piedi un paio di scarpette da ginnastica. miope. Il signore anziano canuto, con un paio di occhiali dalla montatura sottile, dorata; molto composto, per vestito sciattamente, ha gli abiti impolverati; appare molto timido. Porta una giacchetta a coda di rondine, una camicia dal colletto alto e rigido, bianco ma sporco, e unampia cravatta-plastron, su cui appuntata una spilla con la perla; sotto, tuttavia, indossa un paio di shorts color cachi che gli arrivano al ginocchio. Calzettoni scozzesi, scarpe di vernice, alquanto logore, ginocchia nude. Il terzo individuo estremamente losco e sospetto. Ha una brutta camicia a quadri, che porta fuori dai calzoni, sbottonata in modo eccessivo sul petto, con le maniche arrotolate. Calzoni grigio chiaro, larghi, sporchi e spiegazzati, scarpe giallo vivo e calzettoni dai colori pacchiani. Si gratta in continuazione le cosce grassocce. Ha capelli lunghi e unti, ama ravviarli con un pettinino che estrae dalla tasca posteriore dei calzoni. Porta corti baffetti. Non rasato. Al polso ha un orologio col cinturino doro. I tre sembrano totalmente assorbiti dal gioco. Il lato della tavola coperto dalla tovaglia ingombro di piatti, tazzine, caraffe, fiori finti, avanzi e anche alcuni oggetti tra i quali impossibile trovare un nesso logico: una grande gabbia per uccelli, vuota e senza fondo, una scarpa da donna, dei calzoni da fantino. Il tavolo, ancor pi della camera, d unimpressione di confusione, casualit, sciatteria. Ogni piatto, ogni oggetto proviene da un servizio di epoca e stile differenti. Entra da destra un giovane che non ha pi di venticinque anni, di corporatura regolare, sano e aitante. Indossa un vestito scuro, di fattura convenzionale, che gli va a pennello, con camicia bianca e cravatta. I suoi abiti sono puliti e ben stirati. Sotto braccio ha libri e blocchi di appunti, in quanto sta tornando dalle lezioni universitarie. Si ferma a osservare la scena. Gli altri, che sono assorti nel gioco, non notano il suo arrivo (il tavolo alquanto spostato sulla sinistra, dunque abbastanza lontano dal suo punto dingresso). Il Personaggio Chiamato Per Ora Nonna volge a lui le spalle, e al pubblico il fianco, il signore anziano le siede di fronte, mentre il terzo individuo, che a capotavola, volge le spalle al pubblico e il fianco al nuovo venuto.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA (gettando con slancio eccessivo la carta sul tavolo) Quattro di picche, franfellicche!

PARTNER CON I BAFFETTI (giocando a sua volta la carta) Un razzo nel mazzo! (Beve un sorso di birra dalla bottiglia che tiene accanto alla sedia).

PARTNER ANZIANO (Balbetta timidamente, parla con evidente sforzo) Ecco qui. Cio, volevo dire, Bum! (Gioca la carta).

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA (dopo un attimo di attesa, pieno di disapprovazione) Bum, e poi? Eugenio...

PARTNER ANZIANO, ossia EUGENIO (balbetta smarrito) Bum... Bum...

PARTNER CON I BAFFETTI Anche oggi il Signore non in forma. (Tracanna un sorso di birra).

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Eugenio, se siedi con noi al tavolo di gioco, dovresti sapere come comportarti. Bum, e poi che cosa? Vorrei proprio saperlo.

EUGENIO Mah... Bum e basta.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Oddio, arrossisce ancora!

EUGENIO Pu andare: Bum Ta Pum?

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Che assurdit. Signor Eddie, gli suggerisca Lei qualcosa.

PARTNER CON I BAFFETTI, ossia EDDIE Volentieri. Ma difficile trovare una rima con Bum. Io proporrei invece: Ci ho lattrezzo e lo spezzo!

EUGENIO Perfetto! Ma, mi consenta, che significa? Chi che spezza?

EDDIE Cos si dice.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Non fare i capricci. Il Signor Eddie sa quel che fa.

EUGENIO (gioca di nuovo la carta di prima) Ci ho lattrezzo e lo spezzo.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Ecco, vedi: se vuoi, ci riesci.

EDDIE Il Signore molto timido.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Grazie, Signor Eddie carissimo. Non so proprio cosa faremmo senza di Lei.

EDDIE Ma si figuri. (Scorge il giovanotto e si affretta a nascondere la bottiglia sottoil tavolo) Beh, io devo andare.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Corne? Ma matto? Che Le salta in testa? Adesso, nel bel mezzodella partita!?

GIOVANOTTO Buongiorno.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA (si volta, contrariata) Ah, sei tu.

GIOVANOTTO Proprio io. Che succede qui?

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Che domanda! Stiamo giocando a carte.

GIOVANOTTO Lo vedo. Ma con chi?

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Come con chi? Non riconosci pi lo zio Eugenio?

GIOVANOTTO Non mi riferivo a zio Eugenio. Con lui far i conti pi tardi. Chi questindividuo? (Indica Eddie).

EDDIE (alzandosi) Beh! s fatto proprio tardi. Le bacio le mani, signora illustrissima.

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Eddie, non indartene

GIOVANOTTO Fuori di qui!

EDDIE (alla Nonna, in tono di rimprovero) Le avevo pur detto, signora, di non giocare oggi.

EUGENIO (indicando la Nonna) stata lei, tutta colpa sua! Io non volevo!

GIOVANOTTO (avanzando) Fuori, ho detto!

EDDIE E che diamine, me ne sto andando, vado. (Si avvia verso luscita, dunque in direzione del giovanotto. Passandogli accanto, si ferma a sfilargli da sotto il braccio un libro, che poi apre).

GIOVANOTTO (correndo verso il tavolo) Eppure vi avevo pregato. Quante volte vi ho implorato di non far pi cose del genere! (Gira attorno al tavolo, inseguendo la Nonna, che cerca di sfuggirgli)

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA No, no!

GIOVANOTTO Invece s! E subito!

EDDIE (guarda li libro) Interessante, interessante...

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA Che vuoi da me?!

GIOVANOTTO (inseguendola) Nonna, lo sai benissimo!

EUGENIO Arturino, abbi almeno un po di comprensione per la nonna.

GIOVANOTTO Bravo zio, difendila pure!

EUGENIO Non iniendo immischiarmi, dico solo che anche se forse Eugenia ha un po ecceduto...

GIOVANOTTO, ossia ARTURO La metto a posto io! E anche te, zio! Comprensione! Chi parla di comprensione! Avete forse comprensione per me? Possibile che la Nonna non capisca? Visto che ci siamo, per, anche tu avrai quel che meriti. Perch non sei al lavoro? Perch non sei a scrivere le tue memorie?

EUGENIO Ho scritto un po stamattina, poi sono venuti da me, in camera...

PERSONAGGIO CHIAMATO PER ORA NONNA, ossia EUGENIA Eugenio, sei un traditore!

EUGENIO (isterico) Ma lisciatemi in pace una buona volta!

ARTURO Comunque, zio, anche tu meriti una punizione. (Mette sulla testa di Eugenio la gabbia sfondata) Rimani seduto finch non ti libero!

EUGENIA Ben gli sta!

ARTURO Ma tu non la passi liscia, Nonna (Scopre la nicchia, dove ci sono un catafalco coperto da un panno nero tutto roso dai tarli e dei ceri) Sul catafalco!

EDDIE (sfogliando il libro con interesse crescente) Carino. (Va a sedersi in disparte).

EUGENIA Ancora? Mi rifiuto!

ARTURO Non fiatare!

Eugenia si avvicina, sottomessa, al catafalco, Eueriio le porge premuroso il braccio.

EUGENIA (gelida) Grazie, Giuda!

EUGENIO Tanto stavi perdendo.

EUGENIA Pagliaccio.

ARTURO Questo ti toglier una buona volta la tua mostruosa frivolezza. (Frugandosi in tasca) Fiammiferi, qualcuno ha dei fiammiferi?

EUGENIA (adagiandosi sul catafalco) Arturo, ti supplico, le candele almeno risparmiamele.

ARTURO Zitta, se no sono guai.

EDDIE (senza staccare lo sguardo dal libro, estrae di tasca una scatola di fiammiferi) Eccoli.

Arturo prende a Eddie i fiammiferi e accende i ceri. Eugenio toglie dal tavolo i fiori finti, li mette vicino al catafalco, fa alcuni passi indietro per controllare leffetto, poi si riaccosta per sistemarli meglio.

EDDIE (ridaccchiando) Figure di primordine.

EUGENIA (sollevando il capo) Che sta guardando?

ARTURO Sta gi!

EUGENIO (si acosta a Eddie e guarda da sopra le spalle) Manuale di anatomia topografica. Edizione universtraria.

EUGENIA Ma guarda che va a pescare!

EDDIE Il signor Arturo studia medicina?

EUGENIO Frequenta tre facolt, compresa filosofia.

EDDIE Anche a filosofia c roba del genere?

EUGENIO Eh, no! La filosofia senza illustrazioni.

EDDIE Peccato. Ci avrei dato volentieri uno sguardo.

EUGENIA (sollevandosi) Fa un po vedere!

ARTURO Sta gi!

EUGENIA E pensare che fra noi tu sei il pi giovane. Perch non ti chiudi in convento?

ARTURO Nonna, perch ti rifiuti di capirmi?

EUGENIO Certo, anchio me lo chiedo. Eugenia, perch ti rifiuti di capirlo?

ARTURO Io non posso vivere in un mondo simile!

Dalla porta sulla parete di fondo, a sinistra, entra Eleonora, donna nel fiore dellet matura. Indossa un pagliaccetto.

ELEONORA In quale mondo? Che state facendo?

ARTURO Buon giorno, mamma.

ELEONORA Ma come, la nonna di nuovo sul catafalco?

EUGENIA Hai fatto bene a venire. Guarda cosa ha combinato!

ARTURO Ho combinato? Dovevo pur punire la nonna.

EUGENIA Mi educa!

ARTURO Nonna, tu passi i limiti.

ELEONORA Quali limiti?

ARTURO Lei sa bene di che parlo.

ELEONORA Ma perch suito sul catafalco?

ARTURO Perch almeno per un attimo pensi alleternit. Perch giacendo abbia modo di ravvedersi.

ELEONORA (notando Eddie) Ah, Eddie!

EDDIE Ciao.

ARTURO Come, vi conoscete?

EUGENIO (tra s) Ora viene il bello!

ELEONORA E chi non conosce Eddie? Che c di strano?

ARTURO Mi sembra di impazzire. Torno a casa, vi trovo individui sospetti, dissolutezza, caos, relazioni equivoche, ed ecco che pure tu, mamma... No, no, da cosa nasce, dove ci porter tutto questo?

ELEONORA Non li va di mangiare un boccone?

ARTURO Non voglio mangiare, voglio dominare la situazione!

ELEONORA Vado a letto con Eddie di tanto in tanto. Vero, Eddie?

EDDIE (distratto) Come? Ah, s, certo! (Dispiega le tavole del libro) Ma guarda un po, tutto a colori.

ARTURO Cosa? Che hai detto, mamma?

ELEONORA Orati porto qualcosa da mangiar. (Esce dalla porta di fondo, a sinistra)

Arturo siede inebetito.

EUGENIO (fra s) A dire il vero glielha detto un po troppo bruscamente. (Ad Arturo) Posso levarmela adesso? (Pausa). Arturo! (Pausa). Arturo, ti sto chiedendo se posso levarmi la gabbia di dosso.

ARTURO Ma toglitela pure, zio. (Tra s) Ormai non me ne importa pi niente.

EUGENIO (liberando la lesta dalla gabbia) Grazie. (Si siede accanto ad Arturo) Ti sei un po rabbuiato... eh, Arturino?

EUGENIA Mamma mia, quant duro qui!

EUGENIO Io capisco che questa storia della mamma ti abbia scosso. Lo capisco bene, sono un uomo daltri tempi, io... Eddie non poi cosi malvagio. danimo buono, anche se non ha un aspetto troppo intelligente. (A bassa voce) Detto tra noi, un perfetto imbecille... (Ad a/ta voce) Vedi, mio caro, bisogna prendere la vita per quello che ... (A bassa voce) O forse no. (Ad alta voce) Allora, Arturino, su la testa. Eddie ha le sue doti e comunque, Dio mio... tua mamma non pi quella di una volta (A bassa voce) Avresti dovuto vederla da ragazza, prima che nacessi tu, ovviamente, prima che comparisse Stomil... (Rimane assorto per un attimo, poi si sposta con la sedia verso Arturo e gli dice sottovoce) Che pensi di fare con Eddie? Sar sincero: un individuo ignobile. Ha le unghie sporche, e poi fa repulsione, non ti pare? Sono sicuro che bara. A tavola disgustoso; qui, poi, si installato da padrone. Se non fosse per Eugenia non lo degnerei di uno sguardo. Sai cosaha fatto ieri? Vado da Eugenia e le dico: Senti, sorellina. Io capisco che il Signor Eddie non si lavi i denti, ma se proprio deve usare ii mio spazzolino, ci si pulisca almeno i denti e non le scarpe. E lui: I denti ce li ho sani. Quando mordo qualcosa, trituro tutto; le scarpe, invece, mi si impolverano. E mi ha messo alla porta. Ascolta, non voglio influenzarti, ma al posto tuo una lezione gliela darei. Che ne diresti di buttarlo gi dalle scale?

ARTURO Non questo il problema.

EUGENIO Un po di sganassoni, allora?

ARTURO La questione di tuttaltra natura.

EUGENIO Ma gli sganassoni non guasterebbero. Se vuoi, gli dico di prepararsi. (Nel frattempo Eugenia si siede sul catafalco e tende lorecchio. Eugenio, accortosene, si stacca da Arturo e si mette a parlare ad alta voce) Il Signor Eddie un uomo semplice e molto per bene. In vita mia non ne ho incontrato uno altrettanto semplice.

EUGENIA Che gli ha preso?

EUGENIO Non so, non reagisce.

EUGENIA E tu cosa gli vai sussurrando allorecchio?

EUGENIO Niente. Gli parlavo della vita delle api.

ELEONORA (porta un vassoio con una tazza e dei biscotti) La colazione pronta.

ARTURO (scuotendosi dal suo torpore, macchinalmente) Grazie, mamma. (Si siede al tavolo).

Eleonora gli mette davanti il vassoio, spostando alla rinfusa gli altri oggetti. Arturo inizia a mescolare con il cucchiaino, ma il vassoio inclinato; Arturo afferra la scarpa
che cera sotto e la scaraventa stizzito in un angolo.

EDDIE Me lo presta fino a marted?

ARTURO Non posso. Luned ho lesame.

EDDIE Peccato. Ci sono delle belle cosine

ELEONORA Mamma, scendi di l. Sembri un personaggio di Edgar Allan Poe.

EUGENIA Cosa?

ELEONORA Su quel catafalco. Sei molto dmod, comunque.

EUGENIA (indicando Arturo) E lui?

ELEONORA Sta mangiando, non si impiccer.

EUGENIA Arturo, posso scendere?

ARTURO Fa quel che ti pare. (Beve) amaro!

ELEONORA Non c pi zucchero. Lha finito Eugenio.

EUGENIO Se mi consentite, io ho finito solo la marmellata. Lo zucchero lo ha finito Eddie.

Eugenia scende dal catafalco.

ELEONORA E spegni le candele, mamma. Dobbiamo risparmiare. (Guardando le carte sul tavolo) Chi vince?

EUGENIA Eddie.

EUGENIO Il Signor Eduardo ha una fortuna straordinaria.

ELEONORA Eddie, stavi barando?

EDDIE Io? Ma no!

ELEONORA Strano. Mi avevi promesso di perdere, oggi. Mi servono soldi per la casa.

EDDIE (allargando le braccia) andata cos.

Assonnato, in pigima, entra Stomil, padre di Arturo, marito di Eleonora; sbadiglia e si gratta. robusto, grosso, con unimmensa criniera di capelli grigi.

STOMIL Ho sentito odore di caff. (Notando Eddie) Salve, Eddie.

Arturo mette da parte il vassoio e osserva attento la scena.

ELEONORA Dovevi dormire fino a mezzogiorno, oggi. Nel pomeriggio il letto occupato.

STOMIL Non posso, mi e venuta una nuova idea. Chi sta bevendo il caff? Ah, sei tu, Arturo... (Si avvicina al tavolo).

ARTURO (disgustato) Pap, abbottonati almeno!

STOMIL Perch?

ARTURO Come perch? Che vuol significare questo perch?

STOMIL Semplicemente perch? una domanda facilissima, mi stupisco che tu non sappia rispondere.

ARTURO Perch perch non sta bene.

STOMIL (Beve il caff di Arturo) Ecco, vedi: la tua risposta non significa niente, non regge a unanalisi razionale. una tipica risposta convenzionale.

ARTURO E non sufficiente?

STOMIL Non per me. Io sono abituato a riflettere sulle cose. Se proprio dobbiamo discutere, dobbiamo saper giungere agli imponderabili.

ARTURO Ma pap, per favore, non potresti per prima cosa abbottonarti e poi discutere?

STOMIL Ma cosi inveriremmo i processi logici: leffetto precedetebbe la causa. Luomo non dovrebbe vivere in modo sconsiderato, agendo in base a riflessi meccanici.

ARTURO Vuoi dire che non ti abbottonerai subito?

STOMIL Esatto. C poco da fare, daltronde: mancano i bottoni (Beve ancora un sorso di caff. Posa nuovamente la tazza sul tavolo).

Pian piano Eddie si porta alle spalle di Arturo.

ARTURO Ma certo. Avrei dovuto prevederlo.

STOMIL Sbagli, la materia che deriva dallo spirito, almeno in questo caso.

Eddie allunga furtivamente la mano sopra le spalle di Arturo, intento a discutere, e beve un sorso del suo caffe.

ARTURO Proprio di questo volevo parlarti, pap.

STOMIL Dopo, dopo. (Beve un sorso di caff dalla tazza, che nel frattempo Eddie ha posato. Guarda il catafalco) Nessuno leva di mezzo quella cassa?

ELEONORA E perch mai?

STOMIL Contro loggetto in s non ho niente da obiettare. Anzi mi sembra che arricchisca la realt, stimoli limmaginazione. La nicchia, per, mi farebbe comodo per gli esperimenti.

ELEONORA Hai posto a suffcenza altrove.

EUGENIA Anchio preferirei che la portaste via: Arturo smetttrebbe di tormentarmi.

ARTURO (batte il pugno sul tavolo) Ecco il punto! In questa casa regnano inerzia, entropia eanarchia! Quando morto il nonno? Dieci anni fa. E nessuno da allora ha pensato a levar di mezzo il catafalco! inconcepibile! Fortuna che almeno il nonno lo portaste via!

EUGENIO Eh! Il nonno oramai non si poteva pi tenere.

ARTURO Non contano i particolari, ma il principio.

STOMIL (sorseggia il caff, annoiato) Davvero?

ARTURO (ha uno scatto e prende ad agitarsi su e gi per la scena) E fosse solo il nonno! Sono nato venticinque anni fa e la mia carrozzina ancora qui! (D un calcio alla carrozina) Perch non in soffitta? E questo cos? Il vestito da sposa della mamma. (Solleva dal mucchio di stracci un velo polveroso) Perch non nellarmadio? I calzoni da fantino dello zio Eugenio! Per quale motivo sono ancora qui, se lultimo cavallo su cui lo zio mont mor senza progenie quarantanni fa? Non c ordine, n accordo con lepoca presente. Nessun pudore, nessuna iniziativa! Qui non si pu respirare, muoversi, vivere!

Eddie, profittando della confusione, vuota dun sorso la tazza.

ELEONORA (rivolta a Eddie) Oh, Eddie, vederti bere e vero spettacolo!

STOMIL Mio caro, della tadizione non mi importa niente, la tua rivolta e ridicola. Sai bene che non attribuiamo alcun valore a questi relitti del passato, reperti stratificati della nostra cultura familiare. Stanno l e basta. Noi viviamo liberi. (Guarda la tazza) Dov il mio caff?

ARTURO No, pap, non mi hai affatto capito. Non questo il punto, per niente!

STOMIL Spiegati meglio, allora, mio caro. (A Eleonora) Non c pi caff?

ELEONORA Ci sar solo dopodomani.

STOMIL Perch solo dopodomani?

ELEONORA E che ne so?

STOMIL Va bene, non fa niente.

ARTURO Ascoltatemi, non questa tradizione in particolare che mi sta a cuore. Qui oramai non c pi tradizione n sistema: solo frammenti, polvere! Oggetti inerti. Avete distrutto e distruggete tutto senza posa, dino a dimenticare completamente le motivazioni iniziali.

ELEONORA vero. Stomil, ricordi come infrangemmo la tradizione? Mi possedesti sotto gli occhi di mamm e pap, al debutto del Tannhauser, in una poltrona di prima fila, in segno di protesta. Ci fu uno scandalo tremendo. Bei tempi quelli, quando cose del genere facevano ancora impressione! In quel periodo aspiravi alla mia mano.

STOMIL Mi pare invece che fu al Museo Nazionale alla prima mostra dei Contemporanei. Avemmo recensioni entusiastiche.

ELEONORA No, fu allopera. Alla mostra non sarai stato tu, o forse cera unaltra al posto mio. Hai fatto una gran confusione.

STOMIL Pu essere. (Accendendosi) Lepoca della rivolta e del salto nella modernit. La liberazione dai vincoli della vecchia arte e della vecchia vita! Luomo diventa arbitro del proprio destino, abbatte i vecchi idoli, e sui loro piedestalli pone se stesso. Si squarciano gli involucri, si sciolgono le catene. Rivoluzione ed espansione!: ecco il nostro motto. Spezzare le vecchie forme! Abbasso le convenzioni, viva la dinamica! La vita in divenire, oltre ogni limite, movimento e tensione, oltre la forma, oltre la forma!

ELEONORA Come sei ringiovanito, Stomil: non ti si riconosce!

STOMIL Eh! Eravamo giovani.

ELEONORA Stomil, ma che stai dicendo! Non siamo affatto invecchiati, quegli ideali non li abbiamo mai traditi. Ancora oggi: avanti, sempre avanti!

STOMIL (senza entusiasmo) Ma s, certo.

ELEONORA Ci piegbiamo forse ai pregiudizi? Alle convenzioni che incatenano lumanit? Non continuiamo a lottare contro i relitti del passato? Non siamo liheri?

STOMIL Contro quale passato?

ELEONORA Sempre quello. Non ricordi? Hai dimenticato quanto dicevamo un attimo fa? Tutti i vincoli, le soffocanti catene della religione, della morale, della societ, dellarte? Dellarte soprattutto, Stomil, dellarte!

STOMIL S, s, certo. Ma quando stato?

ELEONORA Un attimo, faccio il conto, aspetta... ci siamo sposati nel millenovecento... un attimo, non mi distrarre... Arturo nato nel trenta, no aspetta... nel quaranta

STOMIL Eh, allora s.. (Si avvicina allo specchio, si passa una mano sul viso).

ELEONORA Non mi distrarre, ho una tal confusione in testa (Conta a bassa voce, del tutto assorta) Millenovecentoquattordici Millenovecentodiciotto Millenovecentoventidue

STOMIL (dinanzi allo specchio) Siamo giovani, sempre giovani

ARTURO Hai ragione, pap.

STOMIL Su che?

ARTURO Tutto questo non esiste pi.

Eleonora va su e gi per ia scena, senza venire a capo dei suoi calcoli. Continua a contare.

STOMIL A che ti riferisci?

ARTURO Vincoli, catene, involucri ecc. Non ci sono pi, purtroppo.

STOMIL Purtroppo? Non sai quel che dici! Se avessi vissuto a quei tempi capiresti quanto abbiamo fatto per te. Non hai idea di come si vivesse allora. Sai quanto coraggio ci voleva per ballare un tango? Lo sai che erano ben poche le donne perdute? Che ci si esaltava per il naturalisino, in pittura? O per il teatro borghese? Il teatro borghese: che schifo! Mangiando, non potevi tenere i gomiti sul tavolo. Ricordo le manifestazioni giovanili. Solo nel millenovecento e rotti i pi coraggiosi iniziarono a non cedere pi il posto agli anziani sui tram. Abbiamo conquistato a caro prezzo questi diritti e, se oggi puoi fare alla nonna quel che ti pare, lo devi a noi. Non ti rendi conto di quanto ci devi. E pensare che abbiamo lottato tanto per crearti quel libero futuro che oggi disprezzi.

ARTURO E cosa avete creato? Questo bordello, dove niente funziona, perch tutto permesso, dove non esistono pi principi, n trasgressione?

STOMIL Il principio uno solo: non farsi problemi e fare quello di cui si ha voglia. Ognuno ha diritto a essere felice.

ELEONORA Stomil, ci sono, ecco! Ho finito il conto. Fu nel millenovecentoventotto!

STOMIL Cosa?

ELEONORA (afflitta) Lho dimenticato.

ARTURO Avete avvelenato con la vostra libert le generazioni che vi precedevano e quelle che vi seguivano. Pensate alla nonna, alla confusione che ha in testa. Non vi dice niente?

EUGENIA Me lo sentivo che se la sarebbe presa di nuovo con me.

STOMIL La mamma assolutamente a posto. Cos che non va?

ARTURO Ma certo. A voi non d alcun fastidio la sua dissolutezza senile. Eppure un tempo era una nonna onorata e rispettable. E oggi, che fa? Il pokerino con Eddie.

EDDIE Guardi che a volte giochiamo anche a bridge.

ARTURO Non sto parlando a te, plebeo.

STOMIL Ciascuno ha il diritto di scegliere cosa fare e con chi. Anche gli anziani.

ARTURO Non un diritto, questo. una costrizione morale allimmoralit.

STOMIL Mi meraviglio davvero di te, hai idee da vecchio bacucco. Quando avevamo la tua et consideravamo il conformismo unonta. La rivolta! Solo la rivolta aveva valore per noi!

ARTURO Quale valore?

STOMIL Dinamico, cio sempre positivo, anche se attraverso la negazione. Pensi che fossimo solo ciechi anarchici? Incarnavamo la marcia verso il futuro, il movimento, il processo storico. La rivolta il progresso nella sua fase potenziale. Non siamo privi di meriti nei confronti della storia. La rivolta la roccia su cui il progresso costruisce la sua chiesa. Pi estesa la rivolta, pi ampia risulta la costruzione. E, credimi, di terreno ne abbiamo preparato un bel po.

ARTURO Ma allora... perch questi equivoci, se anche tu sei per la costruzione? Non meglio farla assieme?

STOMIL Ma neanche per idea. Meglio chiarirlo subito. Io ho solo presentato in modo oggettivo il nostro ruolo nella storia, indipendentemente dalle nostre intenzioni. Noi siamo sempre andati per la nostra strada. Ma negando tutto ci che cera prima apriamo la strada al futuro.

ARTURO Quale futuro?

STOMIL Questo non dipende pi da me. Il mio compito andare al di l delle forme.

ARTURO E allora rimaniamo comunque nemici.

STOMIL Perch prenderla subito tanto sul tragico? Basterebbe che smettessi di preoccuparti dei princip.

ELEONORA Anchio sono stupita: perch proprio tu, il pi giovane, vuoi per forza avere dei princip? sempre stato il contrario.

ARTURO Perch io sto entrando nella vita. In che vita devo entrare? Devo prima crearla, per avere qualcosa in cui entrare.

STOMIL Non vuoi essere moderno? Tu, alla tua et?

ARTURO Appunto, la modernit! Anche la nonna invecchiata in un mondo ormai privo di norme. In questa vostra modernit invecchiata! Voi tutti state invecchiando nella modernit.

EUGENIO Eppure, se posso intromettermi, le varie conquiste ad esempio il diritto a portare i calzoni corti si sta cos freschi

ARTURO Zio, faresti meglio a tacere. Non ti rendi conto che oramai niente pi possibile? Ah, se almeno tu violassi qualche convenzione con quei calzoni. E invece no, altri lhanno gi violata prima di te. Del resto tu non ne hai colpa, tutto era gi stato fatto. Tutto a vuoto!

STOMIL Ma insomma, cosa vuoi? La tradizione?

ARTURO Lordine del mondo.

STOMIL Solo questo?

ARTURO ... E il diritto alla rivolta.

STOMIL Ma fallo! Continuo a ripetertelo: ribellati.

ARTURO Pap, come fai a non capire che mi avete privato dellultima possibilit? Siete stati anticonformisti cos a lungo che alla fine sono cadute anche le ultime norme contro le quali ci si poteva ancora ribellare. Non mi avete lasciato niente, niente! Lassenza di norme divenuta la vostra norma. E io posso ribellarmi solo contro di voi, ossia contro la vostra dissolutezza.

STOMIL Ma fa pure. Te lo proibisco, forse?

EUGENIO Avanti, Arturino, fagliela vedere!

ELEONORA Pu darsi che cos ti calmi. Ultimamente sei diventato cos nervoso

Eugenia fa segno a Eddie. Si incontrano alle spalle di Arturo e mescolano le carte.

ARTURO (lasciandosi cadere, rassegnato) Impossibile.

ELEONORA Ma perch?

EUGENIO Tutti qui ti incoraggiamo.

ARTURO Ribellarsi a voi? E chi siete voi? Una massa indistinta, unentit amorfa, un mondo atomizzato, una folla senzaforma n struttura. Il vostro mondo oramai non lo si puo nemmeno distruggere Si decomposto da solo.

STOMIL Vuoi dire che non serviamo pi?

ARTURO Assolutamente a niente.

ELEONORA E se provassi, nonostante tuttO?

ARTURO Provare inutile, fatica sprecata. Siete mostruosamente tolleranti.

STOMIL Humm, la cosa davvero spiacevole. Mi rincresce che tu possa sentirti cos abbandonato.

ELEONORA (va alle sue spalle e prende a carezzargli la testa) Povero Arturino. Non credere che tua madre abbia un cuore di pietra.

EUGENIO Noi tutti ti vogliamo bene, Arturino, e vorremmo fare qualcosa per te.

EUGENIA (a Eddie) Passo!

ARTURO Non c niente da fare. Mi esortate a un anticonformismo che si trasforma allistante in conformismo. Daltro canto, non posso continuare a fare il conformista. Ho una certa et, ormai i colleghi mi prendono in giro.

STOMIL E larte, Arturo? Larte?

ELEONORA Appunto! quello che volevo dire anchio.

ARTURO Quale arte?

STOMIL Larte in genere. Ho consacrato tutta la mia vita allarte. Larte rivolta perenne. Non faresti un tentativo?

EDDIE Cala gi!

EUGENIA Dudud!

ARTURO Pap, lascia perdere! Io voglio fare il medico.

ELEONORA Che vergogna per la famiglia! E io che sognavo che diventasse un artista. Quando lo portavo in grembo, correvo nuda nel bosco cantando Bach. Tutto inutile.

ARTURO Stonavi, evidentemente.

STOMIL Io ti consiglio di non perdere la speranza. Sottovaluti larte. Mi appena venuta lidea per un nuovo esperimento, ora vedrai.

ELEONORA (battendo le mani) Eugenia, Eddie! Stomil ha ideato qualcosa di nuovo!

EUGENIA Ancora?

STOMIL Mi venuto in mente stamattina. Una cosa del tutto originale.

ELEONORA Stomil ora ce la ta vedere; vero, Stomil?

STOMIL Sono pronto.

EUGENIO Oh, Ges!

ELEONORA Eugenio, sposta il tavolo, fa un po di spazio.

Eugenio comincia a spostare il tavolo: frastuono e fracasso. Eugenia ed Eddie raccolgono le carte e continuano a giocare in un cantuccio. Qualcosa inizia a muoversi nel mucchio di cenci che ricorda un divanetto con delle lenzuola avvoltolate. Appare la testa della cugina Alina.

ALINA ( una formosa diciottenne, con capelli lisci e lunghi; sbatte le palpebre e sbadiglia) Dove sono capitata? Prima quelle urla, ora un trasloco Che ora ?

ARTURO Alina!

ELEONORA Mi ero dimenticata di dirvi che Alina con noi da stamane alle sei.

STOMIL Splendido. Alina, sei invitata allo spettacolo. (A Eugenio) Basta cos; il catafalco, ora!

ARTURO Perch non mi avete detto niente? Se lavessi saputo, non avrei permesso questo trambusto! (Vedendo che Eddie si avvicina interessato ad Alina) Eddie, faccia al muro! (Eddie ubbidiente fa dietrofront e si mette faccia al muro). Hai dormito bene?

ALINA Cos cos.

ARTURO Ti tratterrai a lungo con noi?

ALINA Non so.Ho detto a mamma che forse non torno pi.

ARTURO E lei?

ALINA Lei niente. Non era in casa.

ARTURO Ma allora come hai fatto a dirglielo?

ALINA Beh, forse non glielho detto. Non ricordo.

ARTURO Lhai dimenticato.

ALINA passato tanto tempo.

ARTURO Vuoi far colazione? Ah, scusa, il caff finito. Permetti che mi sieda vicino a te?

ALINA Ma certo, accomodati.

ARTURO (prende una sedia e la sposta accanto al divanetto) Sei in splendida forma, (Alia ride fragorosamente). Che hai da ridere?

ALINA (smette di ridere di colpo; con aria cupa) Io? Ti sar sembrato, forse

ARTURO Mase stavi ridendo

ALINA Non contraddirmi!

ARTURO Ho pensato molto spesso a te.

ALINA (a voce alta e in tono volgare) E poi?

ARTURO Ho immaginato spesso di incontrarti.

ALINA E poi?

ARTURO ... Che sedevano luno accanto allaltra

ALINA E poi?

ARTURO ... Che parlavamo

ALINA (scaldandosi, come per un match di boxe) E poi?

ARTURO ... Di varie questioni

ALINA E poi? Avanti!

ARTURO (alzando la voce) ... Di svariate questioni!

ALINA Ancora, ancora!

Arturo le scaglia addosso con tutte le sue forze il libro lasciato l vicino da Eddie. Alina schiva il colpo, rintanandosi sotto le coperte.

ARTURO Vieni fuori!

ALINA (facendo capolino con la testa da sotto le coperte) Che vuoi? (Arturo tace) E allora perch mi getti la roba in faccia? (Arturo tace) Cos che vuoi, in concreto?

ARTURO quello che mi chiedono tutti.

ALINA Lascia perdere. Tanto non nie ne importa niente!

STOMIL Prendete posto, prendete posto!

Nel frattempo stata preparata la scena per lesperimento di Stomil. Il tavolo stato messo di lato. Di fronte al proscenio quattro sedie allineate, con gli schienali rivolti alla platea. Vi siedono, da sinistra: Eugenia, Eleonora, Eugenio. Eddie afferra la bottiglia, dove c ancora un po di birra e, di soppiatto, cerca di sgaiattolare in punta di piedi fra le quinte. Se ne accorge Eugenio, che indica Eddie a Eleonora.

ELEONORA Eddie, dove vai?

EDDIE Io mmm giusto un attimo

ELEONORA Torna qui immediatamente! (Eddie torna indietro rassegnato e occupa lultima sedia a destra, vicino a Eugenio, al quale pesta dolorosamente il piede nel passargli accanto. Stomil entra in camera sua per la porta vicino alla quinta di sinistra, in corridoio). Arturo, Alina, che fate l? Venite da noi!

ALINA Che fanno?

ARTURO Un esperimento teatrale la mania di mio padre (Le porge la mano)

Alina balza fuori dal suo giaciglio, con indosso una camicia lunga fino a terra non trasparente, avvertenza rivolta a registi inclini ad associazioni di idee troppo facili e fitta di pieghe e volants da sembrare un vestito pi che una camicia da notte. Rimangono in piedi accanto alle sedie a destra. Eddie, senza alzarsi, allunga il braccio a cingere la vita di Alina. Arturo la fa passare al posto suo.

STOMIL (Che nel frattempo rientrato portando una grossa scatola ed scivolato dietro al catafalco, da cui emerge solo la sua testa) Signori, vi prego di concentrarvi. Ecco i protagonisti del dramma! (Con enfasi, come un direttore di circo che annuncia il prossimo numero) Adamo ed Eva in Paradiso!

Sul catafalco, che serve da scena, compaiono i due personaggi, ossia due burattini che Stomil manovra con le mani, come se fosserodue guanti: Adamo ed Eva con in mano la mela.

EUGENIO Ma questo c gi stato!

STOMIL (confuso) Quando?

EUGENIO Al principio del mondo.

STOMIL Fa niente. Allora cera la vecchia versione. Io ne ho elaborata una nuova.

EDDIE E il serpente?

ELEONORA (lo invita a frenarsi con un sussurro) Sileeenzio

STOMIL Il serpente sottinteso. Tanto la storia la conosciamo tutti. Attenzione. cominciamo! (Con voce bassa)

Son qui nellEden: ho nome Adamo

Cimi consente tutto ci che bramo

Ma gi comincia: dalla mia costa

nata Eva. Che ne verr fuori?

O sorte! D al quesito risposta!

(In falsetto)

Primo fu Adamo, ma non fu tale,

prima chio fossi. Or va orgoglioso!

Ma non comprende, lui s ingegnoso

che il sol non esser pu esser perfetto?

Se splende il sole, ove va la notte?

O sorte

Si sente un forte scoppio mentre si spegne la luce.

VOCE DI ELEONORA Stomil, che successo, sei vivo?

VOCE DI EUGENIO Pompieri, pompieri!

Balugina la luce di un fiammifero, acceso da Arturo, che se ne serve per accendere il cero. Si distingue allora la figura di Stomil, il quale ha in mano un revolver che deve essere a tamburo grande.

STOMIL E allora? riuscito?

ELEONORA Stomil, ci hai cos spaventato!

STOMIL Lesperimento deve sbalordire. il mio principio fondamntale.

EUGENIO Se era questo il tuo scopo, lhai raggiunto: ho ancora il cuore in gola.

ELEONORA Come hai fatto, Stomil?

STOMIL Ho fatto saltare le valvole e ho sparato.

ELEONORA Straordinario!

EUGENIO Che c di straordinario?

STOMIL Non capisci?

EUGENIO Proprio per niente.

ELEONORA Non farci caso, Stomil. Eugenio sempre stato un po tonto.

STOMIL E tu, Eugenia?

EUGENIA Eh?

STOMIL (pi forte) Mamma, ti ho chiesto se hai capito lesperimento.

EUGENIA (a piena voce) Cosa?

ELEONORA La mamma diventata sorda per lesperimento.

EUGENIO Non me ne stupisco affatto.

STOMIL Ti spiego: attraverso lazione diretta creiamo la coincidenza temporale di azione e percezione. Chiaro?

EUGENIO E allora?

STOMIL Come, allora?

EUGENIO Che centra tutto questo con Adamo ed Eva?

ELEONORA Eugenio, fa un piccolo sforzo!

STOMIL Si tratta di un fenomeno teatrale: la dinamica del fatto sensoriale. Su di te non ha effetto.

EUGENIO A essere sinceri, non tanto.

STOMIL (getta il revolver sul catafalco) No, io mi arrendo!

ELEONORA Non scoraggiarti, Stomil. Se tu smetti di sperimentare, chi mai lo far?

Si alzano tutti, spostano le sedie.

EUGENIO Che fiasco, signori miei!

EDDIE E meglio il cinema.

ELEONORA E ora che si fa?

ARTURO Uscite tutti! Fuori dai piedi!

STOMIL Ma che c ancora?

ARTURO Via! Non comparitemni pi dinanzi agli occhi!

STOMIL cos che tratti tuo padre?!

ARTURO Mio padre esisteva un tempo, ma ora non c pi. Sar io a far di te un padre!

STOMIL Tu? Me?

ARTURO Te e tutti voi. Vi creer daccapo. E ora fuori, andatevene tutti!

STOMIL Sta passando il segno, oramai.

ELEONORA Non prendere sul serio il ragazzo, Stomil. Siamo tutti adulti, qui.

STOMIL Dovrei uscire, allora?

ELEONORA Andiamo. C altro che ti sta a cuore, ai di l dei tuoi esperimenti?

STOMIL S, larte! Larte contemporanea. Datemi il Padreterno, e anche con lui far un esperimento!

ELEONORA Ecco, appunto

Escono dalla porta di sinistra, sulla parete di fronte.

EDDIE (a Eugenia) Nonnina, andiamo?

EUGENIA Prendi le carte.

EDDIE (raccoglie le carte. Esce assieme a Eugenia. Rivolto allindietro) Signor Arturo, se avesse bisogno di qualcosa

ARTURO (sbattendo i piedi) Via!

EDDIE (in tono concilialite) Bene, daccordo.. (Esce con Eugenia dalla quinta di sinistra).

EUGENIO (dopo essersi accertato che gli altri siano usciti) Hai ragione, Arturino. Detto tra noi, gentaglia.

ARTURO Fuori anche tu, zio.

EUGENIO Ma certo, mio caro, esco. Solo una cosa voglio dirti: puoi contare su di me.

ARTURO Coshai in mente?

EUGENIO In mente, non in mente tu fa quello che ti pare. Ma ricordati che io posso esserti utile. Non sono ancora rimbecillito come loro. (Abbassando 1a voce) Io sono un tipoallantica.

ARTURO Daccordo. Ma ora, per cortesia, lasciaci soli.

EUGENIO (va nel corridoio a sinistra. Prima di uscire si volta e ripete ancora, scandendo bene) Allantica. (Esce).

ALINA E ora?

ARTURO Ora ti spiegher tutto.


Atto secondo

La scena quella del primo atto. Notte. La luce diffusa da una lampada a stelo. Arturo siede in poltrona. Entra qualcuno.

ARTURO Chi va l?

PERSONAGGIO Sono io.

ARTURO Io chi?

PERSONAGGIO Eugenio, tuo zio.

ARTURO Parola dordine?

EUGENIO Rinnovamento. Riscossa?

ARTURO Rinascita. (Pausa). Daccordo. Puoi entrare, zio.

EUGENIO (entra nella zona illuminata. Si siede di fronte ad Arturo) Uff, sono a pezzi!

ARTURO tutto pronto?

EUGENIO Ho portato gi dalla soffitta tutto quanto ho potuto. Ci sono tarme a milioni, lass. Che pensi? Riuscireno?

ARTURO Dobbiamo riuscire.

EUGENIO Ho paura, sai. Sono gi cosi corrotti Pensaci, tutta la vita in questo bordello oh, pardon, volevo dire: in questo guazzabuglio. Vedi, persino io mi ci sono adeguato. Scusami.

ARTURO Non fa niente. Che fa mio padre?

EUGENIO in camera sua. Lavora a un nuovo allestimento. Non ti fa un po pena, Arturo? In fin dei conti lui ci crede per davvero a quella sua arte

ARTURO Allora perch tu per primo non gli dai soddisfazione, zio?

EUGENIO Per dispetto. Mi piace farlo irritare. Sono sincero, comunque: quei suoi esperimenti davvero non mi convincono. E tu ci credi?

ARTURO Ho altro per la testa. E la mamma?

EUGENIO (si alza, si accosta alla porta di sinistra, sulla parete di fondo, e guarda nel buco della serratura) Non si vede niente. O ha spento la luce, o ha messo qualcosa dietro la porta. tutto buio. (Torna al posto di prima)

ARTURO E nonna Eugenia?

EUGENIO di sicuro davanti a uno spechio a truccarsi.

ARTURO Sta bene. Puoi allontanarti, zio. Tra un attimo ho un incontro importante, qui.

EUGENIO (si alza in piedi) Ci sono altri ordini?

ARTURO Vegliare, tacere. Occhi ben aperti etenersi pronti a ogni evenienza.

EUGENIO Signors. (Uscendo) Che Dio ti assista, Arturino. Forse torneranno i bei giorni di una volta. (Esce definitivamente a destra, da dove era entrato)

Dalla quinta di sinistra, passando per i corridoio, entra Alina, che indossa sempre la stessa camicia da notte.

ALINA (sbadigliando) Che volevi?

ARTURO Piaaano

ALINA Perch?

ARTURO Voglio parlarti in privato.

ALINA Ah! Pensi che si occupino di noi? Ma nemmeno se facessimo non so cosa (Si siede con un mugolio di dolore).

ARTURO Che ti successo?

ALINA Oggi Stomil mi ha dato due pizzicotti.

ARTURO Farabutto!

ALINA tuo padre!

ARTURO (le bacia galante la mano) Ti ringrazio di avermelo ricordato.

ALINA Parli di tuo padre in un modo un po antiquato. Oggi nessuno parla cos del proprio padre.

ARTURO E come, allora?

ALINA Non gli si presta attenzione e basta.

ARTURO Allora mi sono sbagliato.

ALINA Che siate parenti un vostro problema. Stomil molto simpatico.

ARTURO (con aria di disprezzo) Un artista!

ALINA Che c di male?

ARTURO Gli artisti sono una piaga. Loro per primi hanno corrotto la nostra epoca.

ALINA (annoiata) Uuuh! E allora? (Sbadiglia) Che volevi da me? Ho freddo. Sono praticamente nuda. Te neri accorto?

ARTURO Hai gi pensato a quelllo che ti ho detto stamattina? Acconsenti?

ALINA A sposarti? Mi se ti ho gi detto che non ne vedo la necessit.

ARTURO Dunque non acconsenti?

ALINA Davvero non capisco a che scopo tu faccia tanto strepito. Non c problema: se per te importante, possiamo sposarci anche domani. Tanto siamo gi cugini.

ARTURO Ma a me non piace affatto che sposarmi o meno ti siaindifferente. Vorrei che tu capissi che si tratta di una cosa seria.

ALINA E perch mai dovrebbe essere seria? Per me possiamo farlo o non farlo. Tanto, se far un figlio sar con te e non con il prete. Dov il problema?

ARTURO Sta bene. Dunque, se la cosa in s non seria, la si pu rendere seria.

ALINA E a che pro?

ARTURO Niente serio ins. In linea generale, ogni cosa insignificante. Tutto neutro. Se nondessimo unimpronta alle cose, affonderemmo in questo nulla. Dobbiamo essere noi a creare dei valori, se questi mancano in natura.

ALINA Ma a che pro?

ARTURO Beh, se proprio lo vuoi sapere Dunque, diciamo, per nostro piacere e vantaggio.

ALINA Quale piacere?

ARTURO Il piacere ci viene dal vantaggio, e questultimo lo ricaviamo dal conseguire qualcosa che vale pi di tutto il resto, perch pi difficile, esclusivo, prezioso. Per questo dobbiamo creare un sistema di valori.

ALINA La filosolia noiosa. Tra i due mali forse preferisco Stomil. (Con gesto eloquente, da sotto la camicia, fa vedere la gamba).

ARTURO solo unimpressione. Ti prego, copri quella gamba.

ALINA Non ti piace?

ARTURO fuori tema.

ALINA (Con ostinazione) Non ti piace?

ARTURO (distogliendo a fatica lo sguardo dalla gamba)Del resto, mostrala quanto vuoi, fa pure. Proprio con quella tua gamba mi dai ragione.

ALINA Con la mia gamba? (Si guarda la gamba con aria interessata).

ARTURO Con la gamba, certo. La metti in mostra perch non ti salto addosso come il mio pap-artista e tutti gli altri. Questo ti inquieta. Gi stamattina ti sei stupita, quando siamo rimasti soli. Pensavi di sapere gi cosa volessi da te.

ALINA Non vero.

ARTURO Ah, non vero?! Credi che non mi sia accorto di come fossi a disagio, quando, invece di stenderti subito su un letto, ti ho proposto di sposarmi?

ALINA Mi faceva male la testa.

ARTURO La testa, la testa in realt non sapevi cosa pensarne. Cos, naturalmente, hai pensato che non fai su di me leffetto che vorresti. Questo ti preoccupa, ti fa dubitare del tuo fascino. Saresti felice se adesso provassi a comportarmi come mio padre. Ti tranquillizzeresti di botto, anche se, ovviamente, per punirmi, andrusti subito via.

ALINA (con dignit, alzandosi) Posso farlo anche subito.

ARTURO (le afferra la mano e la fa sedere nuovamente in poltrona) Resta qui! Non ho ancora finito. Ti preoccupavi solo del tuo fascino. Come sei superficiale! Sembri incapace di concepire altro. E brancoli nel buio pi totale.

ALINA Pensi che sia una cretina? (Tenta nuovamente di alzarsi).

ARTURO (glielo impedisce) Resta qui! Confermi la mia teoria. Mi sono comportato in modo atipico e questo ti ha confuso le idee. Leccezionalit in s un valore. Vedi? Sono io che ho dato un senso a questo nostro insignificante incontro. Io!

ALINA E allora daglielo da solo, visto che sei cosi eccezionale, cos saggio, cos migliore di me! Da solo, senza di me!

ARTURO Non offenderti, dai!

ALINA Vediamo cosa combini da solo. Magari assieme allo zio Eugenio. (Si copre quanto pi possibile con la camicia, che abbottona fino al collo. Si copre inoltre con il plaid, calcandosi in testa, fino agli occhi, la bombetta nera).

ARTURO (timidamente) Non ti arrabbiare.

ALINA Ma che vuoi?

Pausa.

ARTURO Non hai caldo cos?... Con quel plaid

ALINA No.

Pausa.

ARTURO la bombetta di zio Eugenio. Non ti sta affatto bene.

ALINA Non mimporta!

ARTURO Come vuoi. Cosa stavamo dicendo? Ah il sistema di valori (Si sposta con la sedia accanto ad Alina) Dunque, da un punto di vista generale la creazione di un sistema di valori indispensabileal funzionamento ottimale tanto del singolo quanto della collettivit (Le prende una mano) Senza adeguate norme non riusciremo mai a creare unarmonica unit e nemmeno un giusto equilibrio degli elementi comunemente definiti come Bene e Male, nel senso pi ampio possibile, naturalmente, non solo in quello morale. E pertanto, primo: occorre restituire un significato pratico a tali concetti; secondo: creare regole di comportamento, le quali (Si getta su Alina e tenta di baciarla. Alina si difnde con tutte le sue forze; ne vien fuori una zuffa).

EDDIE (entra con lasciugamano al collo e la retina in testa e con il tono affettato tipico delle mezze cartucce) Oh, chiedo scusa!

ARTURO (liberando Alina dalla stretta, finge che non sia accaduto niente. Alina si aggiusta in capo la bombetta e si massaggia con ostentazione il braccio) Che fai qui, Eddie?

EDDIE Andavo in cucina a bere un sorso dacqua. Chiedo scusa, non sapevo che stessero qui a conversare.

ARTURO Acqua? Che acqua, perch acqua?

EDDIE (con dignit) Ho sete, se permette.

ARTURO Ora? Di notte?

EDDIE (risentito) Posso anche non bere, se la cosa non Le aggrada.

ARTURO (furibondo) Bevi e levati dai piedi!

EDDIE Come desidera. (Si dirige sussiegoso verso la porta di sinistra sulla parete di fondo).

ARTURO Un momento!

EDDIE Desidera?

ARTURO La cucina a destra.

EDDIE Ma no!

ARTURO Sapr pure dove si trova la cucina in casa mia!

EDDIE Al giorno doggi non c pi niente di sicuro. (Cambia direzione ed esce dalla porta di destra sulla parete di fondo).

ARTURO Dovrei proprio farla finita con questimbecille.

ALINA (gelida) E con me hai finito?

ARTURO Tutta colpa di quello l.

ALINA Per colpa sua volevi rompermi il braccio?

ARTURO Ti fa molto male?

ALINA Che te ne importa? (Emette un gemito di dolore un po forzato).

ARTURO (preoccupato, intiste per esaminarle il braccio) Dove? In che posto? (Le tocca le braccia, senza pi le intenzioni di poco prima).

ALINA (scopre un braccio) Qui.

ARTURO Mi dispiace tanto.

ALINA (scopre anche le spalle) e qui

ARTURO (sinceramente contrito) Davvero non volevo

ALINA (solleva una gamba) e qui

ARTURO Non so come farmi perdonare

ALINA (accostando lindice a una costola) e qui !

ARTURO Scusami, non volevo

ALINA Eccoti smascherato: il tipico bruto! Hai fatto la predica, ma si sapeva bene come andava a finire. (Crolla sulla poltrona con fare tragico) Ah, noi donne che colpa sar mai lavere questo povero corpo? Se solo lo si potesse lasciare in deposito, in guardaroba saremmo al riparo dalle aggressioni del cugino di turno Ti confesso che da te non me lo sarei aspettata. Tu, col cervello che hai

ARTURO (completamente smarrito) Ma io davvero

ALINA Non cercare di scusarti! Credi forse che io non avverta la necessit di discutere di argomenti seri? Con calma, per, senza dover temere che un filosofo mi afferri per una gamba Ma lasciamo perdere. Di cosa stavamo parlando? Ti sei interrotto sui pi bello.

Dalla stanza dove scomparso Eddie giunge un suono di acqua corrente.

ARTURO Questa s che buona! Davvero credi che volessi prenderti con la forza?

ALINA (turbata) Perch, non volevi?

ARTURO Ma neanche per sogno. Era solo una lezione.

ALINA Grazie, ma sono gi pratica.

ARTURO Pensi sempre alla stessa cosa. D un po: perch ti sei difesa?

ALINA Ma che sfacciato!

ARTURO La scienza non conosce pudori. Perch?

ALINA E tu perch mi sei saltato addosso?

ARTURO Mi sono sacrificato.

ALINA Come hai detto?

ARTURO S, mi sono sacrificato. In questo modo desideravo presentarti certe questioni in forma pi chiara: una sorta di esercitazione di pragmatica del sesso.

ALINA Sei un porco! Scientifico, per giunta. Pragmatica? Mai sentita! E una nuova forma di perversione?

ARTURO Non affatto nuova. Sono certo che diverremo amici. Le donne mi seguiranno.

ALINA Quali donne?

ARTURO Tutte. Le donne di tutto il mondo diventeranno mie alleate. Bisogna mobilitare prima di tutto le donne; quando loro avranno compreso, gli uomini non avranno pi scelta.

ALINA Quali donne? Le conosco? Del resto, fa pure con loro quel che ti pare. Non me importa niente.

ARTURO Ascoltami: la storia del mondo la storia della brutale oppressione delle donne, dei bambini e degli artisti da parte degli uomini.

ALINA Ma se detesti gli artisti

ARTURO Questo non centra niente. Gli uomini non amano gli artisti perch gli artisti non sono uomini. proprio questo che li ha sempre avvicinati alle donne, purtroppo. Sono loro estranei, di fatto, concetti quali onore, logica, progresso, ossia tutto ci che stato inventato dagli uomini. Solo molto tardi, e a fatica, lumanit maschile ha iniziato a intuire vagamente che esistono anche lambiguit, la relativit, la precariet. La molteplicit del reale. Lesatto contrario di quanto luomo, con la sua dura coccia di lottatore, sia riuscito, agli inizi, a escogitare, scrivendolo poi sulle sue bandiere e cercando per secoli di imporlo alle donne, ai bambini e agli artisti: unit, assolutezza, coerenza. Aveva iminagnato il mondo a propria immagine e somiglianza. In caverna, nella masseria, in fabbrica invent la logica. Ma ritenendosi il Signore, Colui che Nutre gli altri, nella sua superbia non poteva ammettere nemmeno per ipotesi che non fossero le sue idee a dominare. Cedendo alla sua natura aggressiva, ha proclamato che i suoi concetti erano assoluti, universali e obbligatori, ed essendo il pi forte, ha sempre tentato di imporli ai pi deboli. Quando poi fu chiaro che le donne pensavano in unaltra maniera, si offeso e le ha definite stupide, o illogiche, parole che nel lessico niaschile si equivalgono.

ALINA E tu? Non sei anche tu un maschio?

ARTURO Io mi elevo al di sopradi me stesso. Sono obiettivo. Altrimenti non potrei attuare il mio piano.

ALINA Posso fidarmi di te?

ARTURO Per dare una base ideologica alla propria mancanza di immaginazione gli uomini hanno creato il concetto di onore. Hanno coniato anche quello negativo di effeminatezza. Entrambi servono loro per proteggere la comunit virile dalla diserzione, per rinsaldarne la solidariet con la minaccia di bollare qualsiasi maschio al quale per caso venissero dei dubbi. naturale che dalla parte opposta sia sia creata, per un naturale impulso di autodifesa, unalleanza tra le donne, i bambini e gli artisti. In linea generale, i maschi non allevano i bambini. Nel migliore dei casi una volta al mese stanziano a questo scopo una certa somma di danaro. Non c da stupirsi che poi il massacro sembri loro unoccupazione non solo encomiabile e amena, ma persino utile. Scusami (In cucina si sente ancora lacqua scorrere; Arturo interrompe lorazione e si accosta alla porta della cucina) Perch sta li tanto tempo?

ALINA Si star lavando?

ARTURO Lui? escluso. (Torna) Riprendiamo il discorso.

ALINA Non ti credo. So bene che cosa vuoi. Non mi inganni.

ARTURO Voglio solo che tu afferri la tua ragion dessere di donna. Voglio aprirti gli occhi.

ALINA Ah, questo significa certamente che devo subito spoghiarmi.

ARTURO Non esser noiosa. Quando ti convincerai che abbiamo interessi comuni diventerai mia alleata. Cosa sognano gli uomini? Lassenza di convenzioni nelle faccende erotiche. Che non ci si debba sforzare, incontrare ostacoli tra il desiderio e la sua realizzazione. Tutto ci che nel mezzo non fa che irritarli.

ALINA vero. Ti assalgono subito come bestie. Poco fa ne ho avuto la miglior prova.

ARTURO Non nego di esser soggetto, in quanto individuo, agli impulsi naturali. Ma ho un fine superiore. Parlo in senso generale. Approfittando di una crisi globale delle norme, gli uomini hanno fatto tutto il possibile per abolire le ultime regole in fatto derotismo. Ma io sono convinto che questo, alle donne, non convenga affatto. E su questo baso il mio piano.

ALINA Per me va benissimo.

ARTURO Menti. impossibile.

ALINA E invece no. Mi piace cos. Posso fare quel che mi pare, tutto mi permesso. Ecco: mi spoglio, per esempio, e tu che puoi farmi? (Getta via il plaid e si leva la bombetta).

ARTURO Smettila, parliaino seriamente!

ALINA (scioglie i nastrini della camicia da notte) Perch? Chi me limpedisce? Tu, forse? O mia madre? O il Padretcrno? Chi, dimmi? (Fa scivolare la camicia dalle spalle).

ARTURO Copriti immediatamente, rimettiti la camicia! (Distoglie disperatamente lo sguardo)

ALINA Non ci penso nemmeno. La camicia mia, (Sulla porta della cucina fa capolino Eddie, attirato dalle voci concitate) Ah, signor Eddie! Si accomodi, prego.

ARTURO (spingendo via Eddie) Fuori, se no tammazzo! Spogliarti dinanzi a un a un imbecille simile! Svergognata!

ALINA Magari non sar istruito, ma ha dei begli occhi.

ARTURO Quegli occhietti ripugnanti e porcini?

ALINA A me piacciono.

ARTURO Lo ammazzo!

ALINA (soave) Sei geloso?

ARTURO Non sono affatto geloso!

ALINA Prima fa il bruto, poi il geloso. Bene, bene.

ARTURO (fuori di s, le si para davanti) E allora? Perche non ti spogli? Io non ho pi nulla in contrario.

ALINA Mi passata la voglia.

ARTURO Ma no, fa pure.

ALINA (indietreggiando) Ci ho ripensato.

ARTURO (incalzandola) Non vuoi? Spiegami perche ora no e prima s?

ALINA Dio, che razza di maniaco!

ARTURO (le afferra un braccio) Perch?

ALINA Non lo so.

ARTURO Forza,sentIamo!

ALINA Che dovrei dire? Non lo so e basta! Lasciami!

ARTURO (lasciandola libera) Lo sai benissimo. Perch fai solo finta che ti piaccia questo libertinaggio, questassenza di regole, questa dissolutezza!

ALINA Finta?

ARTURO Certo. Non ti piace, perch va a tuo svantaggio. Lodierna mancanza di stile ti priva della scelta, limita le tue possibilit. Puoi solo toglierti e rimetterti i vestiti, nullaltro.

ALINA Non vero!

ARTURO E allora da dove viene la tua ritrosia?

Pausa.

ALINA Parli logicamente, eppure tu stesso hai detto che la logica una fesseria. Eh?

ARTURO Ho detto cos?

ALINA Certo che lhai detto, un attimo fa. Lho sentito benissimo.

ARTURO (scontento) Avrai sentito male.

ALINA Niente affatto. Lho sentito distintamente.

ARTURO Lasciamo perdere. In ogni caso non ti credo. Alla fin fine non ti piace per niente questa convenzione dellassenza di convenzioni. Non sei tu che lhai scelta.

ALINA E chi allora?

ARTURO Noi. Tu fingi solamente. Non ti rimane altra scelta. A nessuno piace ammettere di esser soggetto ad altri.

ALINA E perch la accetterei, dato che non mi piace?

ARTURO Per paura di non attrarre pi. Succede sempre cos con le mode. Perch non lo riconosci?

ALINA No.

ARTURO Ecco, hai gi ammesso che qualcosa da ammettere lo avresti. Ascolta, a che servono questi inganni? Ti scongiuro, qui sono in ballo cose ben pi importanti. Non posso credere che tu abbia voglia di andare con tutti gli uomini del mondo Magari sceglieresti i cento o duecento migliori, o diecimila, un milione, ma con tutti Certamente no! Piacere a tutti: s, certo, tuttaltra cosa, ma appunto per avere la possibilit di scegliere. E quale altra possibilit per selezionare pu avere una donna, se non le convenzioni? Quale, dimmi?

ALINA Sono autonoma. So quel che voglio.

ARTURO Ma sei debole per natura. Che puoi fare se allimprovviso ti trovi faccia a faccia con uno sconosciuto che pi forte di te, e non c a proteggerti nessuna convenzione? Potevi respingermi con tutte le tue forze, ma se non fosse entrato per caso Eddie, avresti dovuto cedere. Sono pi forte io.

ALINA Posso sempre iscrivermi a un corso di judo.

ARTURO Parlavo solo per metafora! mai possibile che le donne non afferrino i discorsi generali?

ALINA Ora molte donne imparano il judo. Ah, come mi piacerebbe vederti implorare piet!

ARTURO Benissimo. Pian piano, stai ammettendo tutto. Ma a che ti serve il judo? Bastano alcune convenzioni scelte e definite con precisione. Allora s che dovrei inginocchiarmi ai tuoi piedi, qui, su questo pavimento, con in mano un mazzo di fiori, implorando piet, un barlume di speranza. Mentre tu, senza il minimo sforzo, senza guastarti lacconciatura in un corpo a corpo, ti godresti la tua potenza dietro una barriera di convenzioni? Non meglio del judo?

ALINA Davvero ti inginocchieresti?

ARTURO Senza dubbio.

ALINA Fallo, allora.

ARTURO Come?

ALINA In ginocchio!

ARTURO impossibile.

ALINA (delusa) Perch?

ARTURO Perch le convenzioni di cui parlavo non ci sono. Ora puoi capire in che situazione mi trovo.

ALINA E non c via duscita?

ARTURO C.

ALINA E quale?

ARTURO Creare convenzioni nuove, oppure ripristinare le vecchie. E io ci riuscir, se solo vorrai aiutarmi. Tutto pronto, ormai, ho bisogno solo del tuo aiuto.

ALINA Magnifico! E ti inginocchierai?

ARTURO Sicuro.

ALINA Che devo fare?

ARTURO Accettare di sposarmi. Partiamo da questo: niente unioni illegali, niente vita facile. Mi serve un matrimonio, ma non uno alla carlona, un affare burocratico sbrigato tra colazione e pranzo, ma un matrimonio vero, in pompa magna, con lorgano, il corteo nuziale eccetera. Punto soprattutto sul corteo, dovr sbalordirli. Non bisogna dar loro il tempo di organizzare una resistenza e rovinare tutto. Li coglieremo alla sprovvista, e, una volta racchiusi in una forma, non ne verranno pi fuori. Li coinvolger nel matrimonio e lo organizzer in modo da non lasciare loro altra scelta che di parteciparvi alle mie condizioni. Li far sfilare in corteo nuziale e mio padre dovr finalmente abbottonarsi. Che te ne pare?

ALINA E avr il vestito bianco?

ARTURO Come la neve. Tutto secondo la tradizione. Pensa solo al fatto che in questo modo aiuterai tutte le donne del mondo. Col ristabilimento delle norme riotterranno la libert. Oggi non possono scegliere. Senza una parola, borbottandole al massimo qualche frase indistinta, oggi un uomo pu portarsi a letto una donna. E invece qual era un tempo la base di ogni incontro? La conversazione. Uno non se la cavava con suoni inarticolati, doveva parlare. E mentre lui parlava, tu pudicamente tacevi e intanto studiavi lavversario. Pi a lungo lo facevi parlare, pi lui si scopriva. Lo ascoltavi tranquilla e formulavi il tuo piano dazione. Scoprivi i suoi schemi, sceglievi le regole di gioco pi convenienti. Avevi la possibilit di valutare la situazione e manovrare. Potevi riflettere prima di prendere una decisione, ne avevi tutto il tempo. Potevi indugiare quanto ti pareva, senza timore che ti picchiasse, anche se magari digrignava i denti e in cuor suo ti malediceva. A tua discrezione potevi creare una propizia atmosfera di incertezza, di mistero, di esitazione, un sipario dietro al quale scegliere il travestimento pi adatto ad affascinare laltro, e catturarlo per sempre, o ritirarti in buon ordine, senza correre rischi, lasciandolo a piangere e disperarsi. Fino allultimo momento avanzavi vittoriosa, sicura, libera. Lo stesso fidanzamento non era ancora un impegno definitivo, anche se ti dava tutte le garanzie. Ma che stiamo qui a cianciare di conversazione! Oggi come oggi un uomo non ha neanche pi lobbligo di presentarsi. Eppure dovresti sapere almeno chi e che fa...

Dalla cucina, Eddie si dirige cauto, in punta di piedi e strisciando sulla parete di fondo, verso la porta di sinistra. Allultimo momento, quando Eddie gi quasi scomparso oltre la porta, Arturo lo nota e accenna a seguirlo,

ALINA entrato qualcuno?

ARTURO (tornando) No.

ALINA Cos mi era scnibrato

ARTURO Finiamo il nostro discorso. Allora, accetti?

ALINA Non so ancora

ARTURO Ma come, non ti ho ancora convinta?

ALINA S.

ARTURO S? Vuol dire che accetti?

ALINA No

ARTURO S o no?

ALINA Devo ancora pensarci su.

ARTURO Ma che c ancora da pensare! La questione chiara come il sole. Devo riformare il mondo e per farlo ho bisogno del matrimonio. Semplice, no? Cosaltro hai da capire?

ALINA Tutto, purtroppo.

ARTURO E allora?

ALINA Aspetta un attimo

ARTURO Ascolta, ora non posso pi aspettare. Perdiamo solo tempo. Pi tardi torni e mi dai una risposta. Sono certo che accetterai. Ormai ti ho detto proprio tutto.

ALINA E non hai altro da dirmi?

ARTURO Ora va. Ci vediamo dopo.

ALINA Mi mandi via?

ARTURO Ma no che ho ancora una questione da sbrigare in privato.

ALINA E io non posso essere presente?

ARTURO No, un affare di famiglia.

ALINA Come vuoi. Ma avr anchio i miei segreti, vedrai.

ARTURO (con impazienza) Bene, daccordo, ma ora va. Ricordati: ci rivediamo qui pi tardi.

Alina esce a destra. Arturo va immediatamente a origliare alla porta di sinistra sulla parete di fondo, poi si accosta alla porta del corridoio e bussa circospetto.

VOCE DI STOMIL Chi ?

ARTURO (sottovoce) Sono io, Arturo.

STOMIL Che vuoi?

ARTURO Vorrei parlarti, pap.

STOMIL Adesso? A questora? Ho da fare. Torna domani.

ARTURO urgente.

Pausa.

STOMIL Ti ho gi detto che non ho tempo. Ne parliamo domani. (Arturo prova a entrare, ma, verificato che la porta chiusa a chiave, le d una spallata. Stomil apre la porta e appare nel suo eterno pigiama) Masei impazzito? Cosa credi di fare?

ARTURO (bisbigliando, con tono di circostanza) Pap, non urlare cos...

STOMIL (abbassando anche lui, senza volere, la voce) Perch non dormi ancora?

ARTURO Non riesco ad addormentarni. giunta lora di agire.

STOMIL Buonanotte, allora. (Cerca di rientrare in camera. Arturo glielo impedisce).

ARTURO Volevo chiederti Pap, ma a te non dispiace?

STOMIL Cosa?

ARTURO Di quellEddie.

STOMIL Eddie? Certo, c un Eddie qui.

ARTURO Che pensi di lui, pap?

STOMIL Un tipo spassoso.

ARTURO Spassoso? un essere ripugnante.

STOMIL Esageri, esageri. una figura molto interessante, in un certo senso eccezionalmente moderna. Proprio per la sua spontaneit.

ARTURO tutto?

STOMIL Noi continuiamo a soffrire di un eccesso di consapevolezza, la dannata eredit di secoli di cultura. A dire il vero, abbiamo gi fatto molto per sbarazzarcene, ma siamo ancora lontani dal comportarci in modo naturale. Eddie stato baciato dalla fortuna: per nascita come noi tutti dovremmo diventare. Quel che per lui un dono di natura noi lo otteniarno con duri sforzi, attraverso larte. Per questo mi interesso a lui da artista, come un pittore che apprezza un bel paesaggio.

ARTURO Un paesaggio davvero singolare...

STOMIL Lestetica e la morale hanno gi vissuto la propria rivoluzione. Mi costringi sempre a ricordarti cose ovvie. Se Eddie avolte ci disturba e solo perch siamo corrotti. A volte mi sento in colpa verso di lui. Ma sconfigger questo sentimento. Dovremmo saperci liberare dai condizionamenti.

ARTURO Tutto qui?

STOMIL Sono stato sincero con te.

ARTURO Allora comincio io,dal principio. Perch lo tolleri in casa tua?

STOMIL Eche fastidio mi d? Arricchisce il nostro ambiente, d un tocco di colore, un salutare soffio di autenticit. Stimola persino la fantasia. Sai, noi artisti abbiamo bisogno di un pizzico di esotismo.

ARTURO Non sai niente, allora?

STOMIL No. Proprio niente.

ARTURO Non vero, lo sai benissimo.

STOMIL Ripeto che non so niente e non voglio sapere niente.

ARTURO Va a letto con la mamma. (Stomil passeggia su e gi). Che ne dici?

STOMIL Mio caro, ammettiamo pure che tu dica il vero. La libert sessuale e il fondamento della libert dellindividuo. Che mi rispondi?

ARTURO Ma la verit! Lei sul serio ci va a letto!

STOMIL Ammettiamolo, ripeto. Supponiamolo per un attimo. Anche se lipotesi venisse verificata, non ne conseguirebbe un bel nulla.

ARTURO Pap, ti ostini dunque a ritenerla unipotesi astratta, un gioco di parole, una semplice elaborazione intellettuale?

STOMIL Perch no? Non sono un vecchio bacucco passatista e su di un piano intellettuale possiamo accettare qualsiasi ipotesi, compresa la pi sgradevole. Altrimenti il progresso della mente umana sarebbe impossibile. Quindi ti invito caldamente a non aver alcuna forma di ritegno nei miei riguardi. Tra noi possiamo parlare senza falsi pudori. Qual dunque la tua opinione ariguardo?

ARTURO La mia opinione? Non ho nessuna opinione e non ho la minima voglia di discutere. Altro che ipotesi intellettuale, questa la verit. Lo capisci? La vita vera! Hai delle corna che arrivano alsoffitto. E stavolta non riuscirai a far finta di niente.

STOMIL Corna, corna: unespressione triviale, non un valido strumento di analisi intellettuale. (Innervosito) Non scendiamo di livello!

ARTURO Sei un comnuto, pap!

STOMIL Sta zitto! Ti proibisco di parlarmi cos!

ARTURO E invece no. Cornuto!

STOMIL Non ci credo.

ARTURO Proprio questo stavo aspettando. Vuoi la prove? Accomodati. Basta aprire quella porta. (Indica la porta sulla parete di fondo, a sinistra).

STOMIL No!

ARTURO Hai paura? Certo, pi comodo organizzare esperimenti teorici. Negli esperimenti sarai un gigante, ma nella vita sei solo un paparino fifone.

STOMIL Paparino io? Proprio io?

ARTURO Un vecchio pantofolaio, un Agamennone tascabile.

STOMIL Bene, ti faccio vedere io! Sono l?

ARTURO Va tu stesso a dare unocchiata.

STOMIL Gliela faccio vedere io a quei due E a te. E a voi tutti. (Corre verso la porta, si ferma) ... Oppure, sai cosa? Lofaccio domani. (Torna indietro).

ARTURO (gli sbarra la strada) No, pap, ci vai subito.

STOMIL Domani. Oppure per lettera. Che ne pensi?

ARTURO Maritino-burattino!

STOMIL Che hai detto? (Arturo si porta due dita alla testa a imitare le corna, sbeffeggiandolo platealmente) Vado.

ARTURO (trattenendolo) Un attimo.

STOMIL (battagliero) Lasciami andare da quei due!

ARTURO Prendi questo. (Prende dal catafalco il revolver che Stomil aveva abbandonato durante il primo atto e glielo consegna).

STOMIL E questo cos?

ARTURO Non vorrai mica andarci a mani nude...

STOMIL (calmo) Finalmente ti ho capito.

ARTURO (spingendolo verso la porta) Svelto, vacci subito, non c tempo da perdere!

STOMIL (liberandosi da Arturo) Ti ho capito, figlio. Tu vuoi la tragedia.

ARTURO (indietreggia) Ma quale tragedia?... Che vai a

STOMIL Intrigante da strapazzo, imberbe prodotto di una folle idea!

ARTURO Ma che diavolo stai...

STOMIL (getta il revolver sul tavolo) Dovrei sparargli? E magari ammazzare anche lei eme stesso, eh?

ARTURO Ma neanche per idea, io scherzavo. Solo nel caso che Eddie Da lui ci si pu aspettare di tutto

STOMIL Questo s che ti piacerebbe! Marito tradito lava nel sanve lonta. Dove sei andato a pescarla questa roba, in un vecchio romanzo? Rispondi!

ARTURO Queste sono insinuazioni!

STOMIL Sapevo che i giovani apprezzano le idee pi della vita, ma non sospettavo che mio figlio fosse pronto a sacrificare loro il proprio padre. Siediti. (Arturo ubbilzente, si siede). E ora parliamo. Vuoi ricondurre il modo alla norma. Perch? Non te lo chiedo. affar tuo. Ti ho gia ascoltato abbastanza su questo punto. E non mi sono intromesso fin quando non hai passato il limite. Ma ora basta! Ah, con che furbizia lhai ideata. Una tragedia: di questo hai bisogno! La tragedia, da secoli espressione pi compiuta del mondo dei concetti immutabili. Questo volevi, costringermi alla tragedia. Invece di tentarne una paziente ricostruzione, hai puntato subito al nocciolo del problema. E che poi qualcuno morisse, che tuo padre finisse in prigione, questo non aveva importanza, non ti interessava. Purch il tuo piano riuscisse. Ti avrebbe proprio fatto piacere una tragedia, eh? Sai che ti dico? Sei un volgare, sporco formalista. Non ti importa niente n di me n di tua madre. Muoiano pure tutti, purch si salvi la forma. E il peggio che non ti importa neanche di te stesso. Fanatico!

ARTURO E tu che ne sai? E se lo facessi non solo per la forma?

STOMIL Non ami Eddie?

ARTURO Lo odio.

STOMIL Perch? Eddie la necessit. La pura verit, che tanto a lungo avevamo cercato altrove, perch ce limmaginavamo diversa. Pazienza, Eddie un fatto. Non si pu odiare ci che necessario. Si deve imparare ad amarlo.

ARTURO Ah s? Magari dovrei abbracciarmelo? La necessit me la creo da me!

STOMIL Ahi ahi, continui a parlare come un bambino testardo. Non gli piace questo, non gli piace questaltro Ma se cos non rimane che una spiegazione. Ma certo! D un po, non hai mica lEdipo?

ARTURO Che Edipo?

STOMIL Il complesso di Edipo. Capisci? Sei stato dallo psichiatra?

ARTURO No. Certo la mamma non niente male, ma non questo il punto.

STOMIL Peccato. Almeno sarebbe stata chiara la via da seguire. Qualsiasi cosa sarebbe medio della tua follia. Se cos, sei solo un formalista.

ARTURO Non sono un formalista.

STOMIL Losei. Meschino e pericoloso.

ARTURO No, forse cos potra sembrarti, ma io davvero non ce la faccio pi. Non posso vivere come voi.

STOMIL Ammettiamolo pure. gi un passo avanti. Diciamo allora che sei un egoista.

ARTURO Pap, chiamami come ti pare, ma io devo farlo.

STOMIL E che ne avresti ricavato, dal mio sacrificio?

ARTURO Qualcosa si sarebbe compiuto in modo tragico. Hai ragione, pap. Ti chiedo sinceramente scusa. La tragedia una forma grande, possente. La realt non riuscirebbe pi a sfuggirle.

STOMIL Poverino! cos che la pensi? Non lo sai che al giorno doggi la tragedia ormai impossibile? La realt corrode qualsiasi forma, compresa questa. Sai quale sarebbe stata la conclusione, anche se lavessi ammazzato?

ARTURO Qualcosa di irreversibile, al livello degli antichi maestri...

STOMIL Ma neanche per idea. Una farsa e nulla pi. Oggi solo la farsa possibile. Persino il morto non cambierebbe nulla. Perch non vuoi accettarlo? Anche la farsa pu riuscire artisticamente.

ARTURO Ma non fa per me.

STOMIL Che razza di ostinazione!

ARTURO Non posso farci niente. Devo per forzatrovare una via duscita.

STOMIL A dispetto della realt?

ARTURO A ogni costo.

STOMIL Un gran bel problema. Vorrei aiutarti, ma davvero non so come.

ARTURO E se provassimo, nonostante tutto?

STOMIL Cosa dovremmo provare?

ARTURO (indica la porta a sinistra sulla parete di fondo) Beh, con loro...

STOMIL Hai ancora delle illusioni?

ARTURO Anche se fosse vera, quella storia della farsa... (Recuperando laggressivit iniziale) E tutto perch siete dei codardi! Tutti gemono schiavi della farsa, perch nessuno ha il coraggio di ribellarsi. Non vi sta bene? E allora perche non vi liberate con la forza? Mi hai spiegato tutto molto bene, pap, in modo analitico, logico, astratto e non so quale altro... e tutto filava a perfezione. Poi ci si separa e che tutto rimanga come prima! Ci sarai giunto dopo un lungo percorso, ma che tipo di percorso? Sedere in poltrona e chiacchierare. Qui c bisogno di azioni! Non c pi tragedia perch voi non credete pi. Tutto per questa vostra maledetta tendenza al compromesso.

STOMIL E perch mai, se lecito, dovremmo crederci? Avvicinati, che ti dico una cosa. Dunque: Eleonora mi tradisce con Eddie? Ma chi ha detto che sia un male che Eleonora mi tradisca con Eddie?

ARTURO Proprio non lo sai?

STOMIL Parola donore, pi ci rifletto e meno lo so. Tu sai spiegarmelo?

ARTURO Io non mi sono mai trovato in una situazione del genere...

STOMIL Provaci, almeno.

ARTURO Ma come, eppure un attimo, lasciami pensare...

STOMIL Pensa pure, pensa. Quasi quasi preferirei che tu mi convincessi.

ARTURO Davvero, pap?

STOMIL Perch, in tutta sincerit, la cosa non piace nemmeno a me. Ma proprio per niente. Solo che, ragionandoci su, non ne trovo il motivo.

ARTURO E dunque se ti convincessi...

STOMIL Te ne sarei grato.

ARTURO e allora tu...

STOMIL Andrei a fargli una tale scenata che se la ricorderebbero finch campano. Se solo avessi anche un imperativo logico.

ARTURO Ci andresti? E dunque, di tua iniziativa...

STOMIL Andrei con gran piacere. un pezzo che lo tengo docchio, quel farabutto. Non puoi immaginare con quale soddisfazione lo strozzerei con queste mani. Solo che la ragione non mi dice perch dovrei farlo.

ARTURO Lascia che ti abbracci! (Si abbracciano) Maledetta ragione!

STOMIL Che farci, se non ti lascia libero di muovere un solo passo?! Parlavi di compromesso? colpa sua.

ARTURO Sai che facciamo, pap? Proviamo lo stesso. Non c nessun rischio. Nel peggiore dei casi gli spari.

STOMIL Credi? la fede che mi manca.

ARTURO La fede verr dopo. La cosa fondamentale prendere la decisione.

STOMIL Chiss, forse hai ragione

ARTURO Ma certo! Poi ti convincerai. La tragedia verr di conseguenza.

STOMIL Mi restituisci le forze. Che bella cosa lentusiasmo giovanile, niente a chevedere con lo scetticismo attuale! Ah, giovent, giovent...

ARTURO Andiamo?

STOMIL Andiamo. Al tuo fianco mi sento rinascere.

Si alzano.

ARTURO Unultima cosa, pap Ti prego, lascia perdere una buona volta quei tuoi esperimenti. Non fanno che accelerare la disintegrazione.

STOMIL Che fare... Se la tragedia non e pi possibile e la farsa annoia, non rimane altro che lesperimento.

ARTURO Che peggiora solo le cose. La smetterai?

STOMIL Non so, non so...

ARTURO Dammi la tua parola.

STOMIL Dopo, dopo, ora andiamo.

ARTURO (porge nuovamente il revolver a Stomil) Rimango vicino alla porta e ti aspetto l. Se avessi bisogno di aiuto, basta che mi chiami.

STOMIL Eh, no! Sar lui a gridare, non io.

ARTURO Ho sempre creduto in te, pap.

STOMIL E a ragione. Ero il miglior tiratore del reggimento. Addio. (Si dirige verso la porta di destra sulla parete di fondo).

ARTURO Dove vai? L c la cucina!

STOMIL (esitante) Mi venuta sete...

ARTURO Dopo, quando sar tutto finito. Ora non c tempo.

STOMIL E sia. Gli sparer a gola secca. (Si dirige verso la porta di sinistra e poggia la mano sulla maniglia) Canaglia! Me la pagher una volta per tutte!

Entra cauto nella camera, chiudendosi pian piano la porta alle spalle. Arturo attende, teso. Silenzio assoluto. Arturo passeggia nervoso. Questa scena dattesa si prolunga. Arturo guarda lorologio e si muove sempre pi veloce. Infine si decide, e spalanca di slancio entrambi i battentidella porta, in modo da far apparire tutto linterno della camera. Ecco il quadro che gli si mostra: una lampada dal soffitto, molto bassa, getta una forte luce su di un tavolino rotondo, al quale siedono, giocando a carte, Eleonora, Eddie, Eugenia e Stomil. Tocca appunto a Stomil giocare.

ARTURO Che fai qui, Eddie? Perche non sei...

STOMIL Sss! Calmati, ragazzino.

ELEONORA Sei tu, Arturo? Non dormi ancora?

EUGENIA Non lavevo detto, io, che ci avrebbe trovato lo stesso? A lui non si scampa.

ARTURO Pap... tu con loro?!

STOMIL E andata cos... Non colpa mia...

ELEONORA Stomil venuto proprio a proposito. Ci mancava il quarto.

ARTURO Come hai potuto!

STOMIL Ti avevo pur detto che ne veniva fuori una farsa.

EDDIE Signor Stomil, il Suo turno. Faccia vedere le carte.

STOMIL Carte a terra! (Ad Arturo) un innocente passatempo. Lo puoi constatare tu stesso. Non c stato niente da fare.

ARTURO Mi avevi dato la tua parola!

STOMIL Non ti avevo promesso niente... Bisogna aspettare.

ELEONORA Stomil, segui il gioco e smettila di distrarti.

ARTURO Vergogna!

EUGENIA (gettando le carte su1 tavolo) No, io mi rifiuto di giocare in queste condizioni! Mandate via questo moccioso!

EDDIE Non te la prendere, nonnina!

ELEONORA Arturo, dovresti vergognarti! Spaventare cos la nonna!

EUGENIA Eppure vi avevo pregato di chiudere a chiave. Lui cerca ogni pretesto per infastidirmi. Ora mi ordiner di nuovo di montare sul catafalco!

ELEONORA Nonna, non puoi mica andare via se non finita la partita.

ARTURO (battendo il pugno sul tavolo) Basta!

ELEONORA Ma se abbiamo appena iniziato!

EDDIE Signorino Arturo, dia retta alla mamma! Ha detto la verit: il taccuino ancora intatto.

ARTURO (strappando loro di mano le carte) Statemi a sentire, ho qualcosa da dirvi. Subito, immediatamente!

STOMIL Ma Arturo, la questione riguarda noi due, perch vuoi metterla in piazza?

ARTURO Non avete voluto farlo con le buone, ma vi costringer io! Basta giocare!

ELEONORA Come sarebbe?

EDDIE Ehi, cosi cisi comporta? Se fossi io il suo paparino, avrei gi usato la cinghia.

ARTURO Come? Osi ancora fiatare? (Con calma, in modo perentorio) Dammi il revolver, pap!

EDDIE E che, non si pu pi scherzare?

ELEONORA Revolver! Santa Madre! Stomil, non dargli nessun revolver! Parlagli, fatti ubbidire! Sei suo padre, in fondo!

STOMIL (sforzandosi di assumere un tono severo) Stammi a sentire, Arturo, non sei un bambino e mi spiace di dover usare con te questo tono, ma per riguardo a tua madre

Arturo gli prende il revolver dalla tasca del pigiama. Tutti si scostano di botto dal tavolo.

EUGENIA Ma un indemoniato! Stomil, perch lhai generato? Che leggerezza!

STOMIL Eh, mamma, sai come vanno certe cose...

EDDIE Signorino Arturo, ma che...

ARTURO Silenzio! Tutti in salone! (Tutti, uno per volta, escono dalla camera diretti al centro della scena. Arturo li lascia passare. Al padre, che gli sta passando vicino) Poi facciamo i conti.

STOMIL Che vuoi? Ho fatto quel che ho potuto.

ARTURO Ora so cosa puoi.

Eugenia si mette a sedere sul sof, Eleonora in poltrona, Eddie rimane in piedi in un angolo, estrae un pettinino dalla tasca posteriore dei calzoni e si pettina nervosamente.

STOMIL (in piedi dinanzi a Eleonora, allarga le braccia) Ho provato a calmarlo. Hai sentito anche tu

ELEONORA Incapace! E questo sarebbe un padre!? Ah, se fossi uomo...!

STOMIL Parla, parla... Sai bene che e impossibile.

Giunge Eugenio.

EUGENIO (ad Arturo) Come? Di gi?

ARTURO Ancora no. Attendo una risposta.

EUGENIO Pensavo che avessi gi iniziato. Ho sentito delle grida e mi sono precipitato.

ARTURO Non fa niente, zio, hai fatto bene a venire. Rimani qui e tienili docchio. Torno subito. (Gli d il revolver).

EUGENIO Signors.

ELEONORA Sto sognando?

ARTURO (a Eugenio) ...e che nessuno si muova!

EUGENIO Signors.

ELEONORA Siete impazziti tutti e due?

ARTURO Se necessario, una pallottola in fronte e amen. Chiaro?

EUGENIO Signors.

ELEONORA Ma una congiura! Mamma, tuo fratello un gangster!

EUGENIA Eugenio, buttala via immediatamente! Si mai visto qualcuno giocare agli indiani alla tua et? (Prova ad alzarsi)

EUGENIO Alto l, non ti muovere!

EUGENIA (stupita) Ma Genio, sono io, tua sorella Eugenia!

EUGENIO Non ho sorelle quando sono in servizio...

EUGENIA Ma quale servizio, non essere ridicolo!

EUGENIO Sono al servizio dellidea.

ARTURO Benissimo. Ora so di poter contare su di te, zio. Vi lascio per un attimo.

STOMIL Arturo, e a me non dici niente? Eppure eravamo diventati amici.

ARTURO Saprete tutto a suo tempo. (Esce).

Eugenio siede al centro, sotto la parete. Tutto preso dal suo ruolo. impugna la pistola puntandola a turno su ciascuno, in modo maldestro, ma minaccioso.

ELEONORA (dopo una pausa) Ah, cos... Ci hai traditi, Eugenio.

EUGENIO Calma! (Dopo un po, giustificandosi) Non vero, non ho tradito nessuno.

ARTURO (fuori scena) Alina, Alina!

ELEONORA Hai tradito la tua generazione.

EUGENIO Voi lavete tradita. Avete tradito la nostra vecchia, cara epoca. Solo io le sono rimasto fedele.

ARTURO (fuori scena) Alina, Alina!

ELEONORA Sei diventato lo schiavetto di una giovent in preda a furori apostolici. Pensi che ti convenga? Ti useranno e poi ti scaccerannocome un cane.

EUGENIO Chi serve e chi comanda si vedr a suo tempo. Arturo stato per me come una manna dal cielo.

ELEONORA Solo ora ti fai conoscere, ipocrita! Hai sempre finto dinanzi a noi.

EUGENIO Ho finto, vero. Quanti anni ho sofferto! Vi detestavo per la vostra corruzione, il vostro precipitare sempre pi in basso, eppure tacevo. Eravate pi forti. Ora finalmente giunto il momento di potervelo dire in faccia. Che soddisfazione!

ELEONORA Che volete fare di noi?

EUGENIO Vi restituirerno la dignit. Faremo nuovamente di voi, societ decaduta, persone di sarti princip.

ELEONORA Con la forza?

EUGENIO Anche con la forza, se non possibile altrimenti.

STOMIL Ma piena controriforma!

EUGENIO redenzione.

STOMIL Redenzione? Da cosa?

EUGENIO Dalla vostra maledetta libert.

ARTURO (entra) Zio Eugenio!

EUGENIO Son qui, signore!

ARTURO introvabile.

EUGENIO Cerchiamola ancora, deve essere per forza qui.

ARTURO Lo spero bene. Sto aspettando la sua risposta.

EUGENIO Ma come? Non ha ancora accettato?

ARTURO Deve accettare per forza. Non pu abbandonarmi nel momento decisivo. Ormai tutto pronto.

EUGENIO Scusami se te lo faccio notare, Arturo, ma non hai agito in modo un po troppo azzardato? Bisognava prima esser sicuri, e solo dopo occuparsi di questi qui. (Con la canna del revolver indica il gruppo).

ARTURO Il momento era propizio. Non potevo esitare pi a lungo.

EUGENIO Succede sempre cos nei colpi di Stato: circostanze impreviste. Ormai non possiamo pi tornare indietro.

ARTURO Chi poteva prevederlo? Ero sicuro di averla convinta. (Chiama) Alina, Alina! (Stizzto) Che per colpa di una stupida cugina Non possibile! (Chiama) Alina, Alina!

EUGENIO Per copa di una donna sono crollati gli imperi.

ALINA Ma cos, ancora tutti in piedi?

ARTURO (in tono di riomprovero) Finalmente! Tho cercata per tutta la casa!

ALINA Che succede? Lo zio ha unarma... vera? E lo zio vero?

ARTURO Questo non ti riguarda. Dove ti eri cacciata?

ALINA Ho fatto una passeggiata. forse proibito?

EUGENIO Proibito? Ma se qui in gioco la causa!

ARTURO Zio, sta calmo. In riga! (Ad Alina) Allora?

ALINA Niente Magnifica notte.

ARTURO Non ti ho chiesto del tempo. Accetti?

ALINA Preferirei riflettere ancora un po.

ARTURO Rispondimi immediatamente. Di tempo ne hai gi avuto abbastanza.

Pausa.

ALINA S.

EUGENIO Brava!

ARTURO Iddio sia lodato. Mettiamoci allopera, ora! (Prende Alina per mano e la conduce verso il sof, dove seduta Eugenia) Nonna, la benedizione!

EUGENIA (spaventata, indicando il sof) Ma lasciatemi in pace, io non vi d nessun fastidio!

ARTURO Tutto cambiato, nonna! Mi sposo con Alina, vorrei che ci dessi la tua benedizione per la vita che dobbiamo affrontare.

EUGENIO (agli altri) In piedi, in piedi. Non vedete che il momento solenne?

ELEONORA Signore Iddio!Arturo si sposa?!

STOMIL Ma a che servono queste cerimonie?

EUGENIA Portatelo via, ricomincer a tormentarmi!

ARTURO (minaccioso) La benedizione, nonna!

STOMIL Che scherzo stupido. Finiamola, ora!

EUGENIO (in tono di trionfo) Non si scherza pi, cinquantanni che scherzate. Stomil, abbottonati immediatamente! il fidanzamento di tuo tiglio, il tempo della sciatteria finito. Eugenia, benedicili.

EUGENIA Eleonora, che devo fare?

ELEONORA Benedicili, mamma, visto che te lo chiedono.

EUGENIA Ma non possono farne a meno? Mi fanno sentir vecchia

EUGENIO Un fidanzamento come ai bei vecchi tempi. Benedicili o sparo Conto fino a tre. Uno

STOMIL Incredibile! Che nemmeno in casa propria si possa stare a proprio agio... (Cerca di aggiustarsi il pigiama).

EUGENIO Due...

EUGENIA (pone le mani sulla testa di Alina e di Arturo) Vi benedico, figli miei... E che il diavolo vi porti!

EUGENIO (commosso) Come una volta, come una volta

ARTURO (si alza in piedi e bacia la mano di Eugenia) Grazie, nonna.

EUGENIO Stomil si abbottonato il pigiama! Comincia una nuova vita!

STOMIL Eleonora, ma stai piangendo?

ELEONORA (farfuglia commossa) Chiedo scusa... Ma in fondo dopo tutto... sifidanza Arturo... pur sempre nostro figlio... So di sembrare poco moderna, ma cos commovente, perdonami.

STOMIL Ma fate un po quel che vi pare! (Si affretta verso camera sua, inviperito).

EDDIE Se i signori me lo consentono, vorrei far loro le congrarulanioni pi cordiali per questevento cosi felice e in generale... (Tende la mano ad Arturo)

ARTURO (senza dargli la mano) In cucina! E aspettate che vi chiami io.

EUGENIO (imitando Arturo) In cucina! (indica pomposamente la porta della cucina)

Eddie esce flemmatico.

ELEONORA (tra le lacrime) A quando le nozze?

ARTURO Domani.

EUGENIO Urraaa...! Abbiamo vinto!


Atto terzo

giorno. Lambiente lo stesso, ma non vi pi traccia del disordine precedente. Si offre alla vista del pubblico il classico salone borghese di mezzo secolo fa Sono scomparsi i toni soffusi e i contorni incerti. I tendaggi che prima, accatastati alla rinfusa, davano alla scena un che di casuale, facendola somigliare a un letto disfatto, tornati al proprio posto sono divenuti tende in piena regola. Il catafalco, per la verit, c ancora (ben in mostra dentro la nicchia), ma ricoperto da cenrtini e adorno di soprammobili, come una normale credenza. In scena c un gruppo, composto da Eleonora, Eugenia, Stomil ed Eugenio. Eugenia siede sul sof, che stato portato al centro della scena. in abito lungo, grigioscuro o bruno, abbottonato alto fino al collo, con pettorina e polsini di pizzo: in testa ha una cuffietta. In mano tiene degli occhialini, di cui si serve spesso. Alla sua destra siede Eleonora, con icapelli raccolti a crocchia e gli orecchini; indossa un abito lungo, con la vita stretta, a strisce lill e celesti o viola e bord, o qualcosa del genere. Entrambe siedono rigide e immobili, col busto eretto, le mani sulle ginocchia. Accanto a loro Stomil, in piedi, i capelli pettinati lisci, con la scriminatura al centro, impomatati, testa irrigidita e rivolta verso lalto, gli occhi fissi verso unindefinita lontananza. Daltronde non potrebbe tenere la resta in altra posizione, poich un colletto Vatermrder eccezionalmente alto gli sostiene il mento. Indossa un completo color sabbia o tabacco, con le ghette bianche, palesemente troppo stretto per lui... Poggia una mano sul tavolino rotondo, sul quale c un vaso pieno di fiori, laltra la tiene sul fianco. Una gamba diritta, laltra piegata al ginocchio leziosamente appoggiata al pavimento con la punta della scarpa. Di fronte a loro, sul proscenio, una macchina fotografica del tipo a cassetta, su di un treppiede, coperta da un panno nero. Vicino alla macchina c Eugenio, sempre in giacca nera a coda di rondine; calzoni lunghi da cerimonia hanno per preso il posto dei calzoncini color cachi. Allocchiello ha un garofano rosso. Ha lasciato sul pavimento cilindro, guanti bianchi e bastone col pomello dargento. Mentre Eugenio traffica vicino alla macchina, gli altri rimangono assorti in posa. Dopo un attimo, si sente, in crescendo, un Aaa... aaa di Eugenia, che culmina in un poderoso starnuto.

EUGENIO Non muoversi!

EUGENIA Non posso farci niente. la naftalina.

EUGENIO Attenzione! (Stomil stacca la mano dal fianco per grattarsi). La mano, Stomil!

STOMIL Ma se pizzica da morire!

ELEONORA Cos che ti pizzica?

STOMIL Le tarme.

ELEONORA Le tarme! (Si stacca dal gruppo e si muove qua e l per la scena, rincorrendo invisibili tarme e battendo le mani come a schiacciarle).

EUGENIO Cos non la faremo mai, la fotografia. Eleonora, siediti!

ELEONORA (in tono di rimprovero) mamma che ha le tarme.

EUGENIA Non io, ma questi stracci.

EUGENIO Smettetela di litigare. Le tarme vengono dalla soffitta.

EDDIE (entra vestito da servitore. Panciotto bord a strisce nere, pantaloni) La signora ha chiamato?

ELEONORA (smette di battere le mani) Cosa? No o forse s. Eduardo, mi porti i sali.

EDDIE Che sali, signora?

ELEONORA I sali... Eduardo... quelli soliti...

EDDIE Certo, signora... (Esce).

STOMIL (seguendolo con lo sguardo) Per che piacere vedere quellindividuo al posto che gli compete.

EUGENIO Vero? Aspetta ancora un po e ne vedrai delle belle. Tutto va per il meglio. Non te ne pentirai.

STOMIL (tentando di allargarsi il colletto) Se solo il colletto non stringesse tanto

EUGENIO Ma in compenso Eddie ti serve a tavola. Non si ha niente per niente.

STOMIL Che ne sar dei miei esperimenti?

EUGENIO Non so. Arturo non ha ancora dato disposizioni.

STOMIL Ma li permetter? Non ne ha proprio parlato?

EUGENIO Non ne ha avuto il tempo. uscito di prino mattino.

STOMIL Digli tu una buona parola, zio.

EUGENIO (protettivo) Prover ad accennargliene.

STOMIL Anche solo una volta a settimana, Non ce la faccio a disabituarmi di botto, dopo tanti anni. Dovreste capirlo.

EUGENIO Dipender dalla tua condotta.

STOMIL Ma se sono con voi... Che altro volete da me? Sopporto persino questo colletto. (Tenta nuovamente di allargarsi il colletto).

EUGENIO Non posso promettere niente. (Entra Eddie, portando sul vassoio uninconfondibile bottiglia di vodka). Cos?

EDDIE I sali per la signora.

EUGENIO (minaccioso) Eleonora, che significa?

ELEONORA Che ne so?! (A Eddie) Avevo chiesto i sali.

EDDIE La signora non beve pi?

ELEONORA Porti subito via questa roba!

EUGENIA Perch? Visto che lha portata... Anchio mi sento un po fiacca.

EDDIE Bene, signora. (Esce. Mentre cammina, beve un sorso dalla bottiglia, senza che nessuno se ne accorga, all infuori di Eugenia, che accompagna la sua uscita con uno sguardo colmo di malinconica invidia).

EUGENIO E che sia lultima volta!

EUGENIA Ges, che noia!

EUGENIO Ai vostri posti!

Eleonora, Stomil ed Eugenia si stirano e si impettiscono come allinizio della scena. Eugenio mette la testa sotto il panno, si sente il ronzio dellautoscatto. Eugenio raccoglie in fretta bastone, cilindro e guanti e siede sul sof accanto a Eugenia, mettendosi in posa come gli altri. Lautoscatto smette di sibilare. Il gruppo si muove, con sollievo.

STOMIL Posso sbottonarlo ora? Giusto un attimo

EUGENIO Assolutamente no. Il matrimonio a mezzogiorno.

STOMIL Sar ingrassato, forse Lavr messo lultima volta quarantanni fa.

EUGENIO Sci ingrassato con quei tuoi esperimenti. Si vede che al giorno doggi larte sperimentale rende bene.

STOMIL Mica per colpa mia.

ELEONORA Quando sar pronta questa foto? Mi sembra di aver mosso una guancia. Verr certamente malissimo.

EUGENIO Non preoccuparti. La macchina non funziona. fuori uso da un sacco di tempo.

ELEONORA Cosa? E allora perch abbiamo fatto la foto?

EUGENIO Per principio. La tradizione lo esige.

STOMIL Mi criticate per i miei innocenti esperimenti, ma in cosa meglio quella vostra macchina fuori moda, e per giunta fuori uso? Ecco il fiasco della vostra controrivoluzione. Distruggete senza alcun frutto le mie conquiste.

EUGENIO Attento a come parli.

STOMIL Non smetter di ripeterlo, anche se mi arrendo alla vostra prepotenza.

ELEONORA Voi che ne dite?

EUGENIA Siamo combinati proprio bene. E non che linizio.

EUGENIO Spiacente: per ora dobbiamo curare la forma. I contenuti verranno dopo.

STOMIL Ho come la sensazione, Eugenio, che stiate facendo una pazzia. Il formalismo non vi salver dal caos. Fareste meglio a conciliarvi con la mentalit corrente.

EUGENIO Ma taci una buona volta! Disfattismi non ne tollereremo.

STOMIL Bene, bene. Sto forse protestando? Avr diritto a una mia opinione!

EUGENIO Naturale. Se concorda con la nostra, perch no?

ELEONORA Sentite?

Si sente in lontananza un suono di campane.

STOMIL Le campane...

EUGENIO Campane nuziali

Entra Alina in abito nuziale, col velo.

STOMIL (le bacia galantemente la mano) Ah qui la nostra piccina.

ELEONORA Come sei carina con questo vestito

EUGENIA Benvenuta, binba mia.

ALINA Arturo non tornato ancora?

EUGENIO Lo stiamo aspettando, da un momento allaltro sar qui. andato a sbrigare le ultime forinalit.

ALINA Sempre formalit!

EUGENIO Il Genio della vita non pu andare in giro nudo. Bisogna vestirlo e curarne laspetto esteriore. Non te ne ha parlato Arturo? Non ha affrontato con te questargomento?

ALINA Senza posa.

EUGENIA E ha fatto bene. Un giorno lo capirai e gliene sarai grata.

ALINA Zio, smettila di dire feserie.

ELEONORA Non essere maleducata, Alina. il giorno del tuo matrirnonio. Oggi dovremno evitare qualsiasi discordia in famiglia. Avremo tempo a sufficienza dopo.

EUGENIO Non fa niente, non fa niente, non mi sono offeso. Sono un tipo comprensivo, io.

ALINA Cos vecchio e cos stupido! Di Arturo non mi meraviglio tanto. Ma tu, zio?

ELEONORA Alina!

STOMIL Beccati questo, zietto!

ELEONORA Perdonala, Eugenio. esasperata. Non sa quel che dice. In fin dei conti, per lei unesperienza difficile. Io stessa, ricordo, quando mi sposai con Stomil...

EUGENIO Mi sa che faccio meglio ad andarmene. Ma non illudetevi. Capisco che vi rallegrino, per queste invettive infantili non mutano la realt delle cose. Stomil, puoi venire con me? Devo parlarti. Ho da farti una proposta.

STOMIL Va bene, ma basta dogmatismi. Intendo precisare che ho anchio diritto di parola.

Escono.

ELEONORA Mamma, e se facessi anche tu un giretto?

EUGENIA Come volete, mi del tutto indifferente. Tanto mi annoierei a morte comunque. (Esce).

ELEONORA E ora parliamo un po tra noi. Che e successo?

ALINA Niente.

ELEONORA Ma se si vede benissimo che qualcosa ti rode.

ALINA Non mi rode proprio niente. Non mi piace questo velo. Vorrei metterlo a posto. Mi aiuti?

ELEONORA Volentieri. Ma non parlarmi in questo tono. Con loro fa pure, tanto sono stupidi.

ALINA (si siede davanti allo specchio. Le campane continuano a suonare) Perch vi disprezzate tanto lun laltro?

ELEONORA Non so che dirti. Forse perch non abbiamo ragioni per rispettare.

ALINA Se stessi o gli altri?

ELEONORA Non fa differenza, in fondo. Ti aggiusto i capelli?

ALINA Bisogna pettinarli di nuovo. (Si toglie il velo. Eleonora pettina Alina) Sei felice, mamma?

ELEONORA Che vuoi dire?

ALINA Ti ho chiesto se sei felice. Che c di strano?

ELEONORA una domanda molto indiscreta.

ALINA Perch? una vergogna essere felici?

ELEONORA No, credo di no...

ALINA Beh, questo significa che non sei felice. Perch ti vergogni. Tutti si vergognano di essere infelici. come non aver fatto i compiti o avere i foruncoli. Tutti gli infelici si vergognano come ladri.

ELEONORA Essere felici un diritto e un dovere degli uomini liberati della nostra nuova epoca. Questo mi ha insegnato Stomil.

ALINA Ah, allora per questo che adesso tutti si vergognano tanto. E tu che ne pensi?

ELEONORA Ho fatto quanto potevo.

ALINA Per lui.

ELEONORA Per me stessa. lui che me lha ordinato.

ALINA Sempre per lui, dunque.

ELEONORA Per lui, sicuro. Avresti dovuto conoscerlo da giovane...

ALINA Aggiustami un po qui di lato. E lui lo sa?

ELEONORA Sa cosa?

ALINA Non fingere, mamma, sono maggiorenne anchio. Di Eddie.

ELEONORA Certo che lo sa.

ALINA E allora?

ELEONORA Niente, purtroppo. Finge di non accorgersene.

ALINA Che disastro.

EDDIE (entra, con una tovaglia bianca) Sipu apparecchiare la tavola?

ELEONORA Come vuoi, Eddie. (Si corregge) Pu apparecchiare, Eduardo.

EDDIE Certo, signora. (Stende la tovaglia sulla tavola ed esce portando con s la macchina fotografica).

ALINA Cosa ci trovi in lui, mamma?

ELEONORA Sai, Eddie cosi semplice... Come la vita. brutale, ma proprio l il suo fascino. Non ha complessi. come una ventata di aria fresca. uno che sa desiderare per davvero, in maniera bella. Quando siede sta seduto e basta, semplicemente, ma con intensit. Se mangia o beve, il suo stomaco si trasforma in una sinfonia della natura. Mi piace guardarlo mentre sta digerendo, semplice schietto. In quei momenti provo lautentica estasi del contatto con la natura. Hai mai notato in che modo splendido si aggiusta i pantaloni? In quel gesto davvero regale. Anche Stomil apprezza lautenticit.

ALINA S, certo. A me, per la verit, non che maffascini tanto...

ELEONORA Perch sei troppo giovane. Non hai ancora scoperto il tesoro della vera semplicit. Ma imparerai, questione di esperienza.

ALINA Ci prover. Pensi che faccia bene a sposare Arturo?

ELEONORA Oh, Arturo tuttaltra cosa. Lui ha dei princip.

ALINA Anche Stomil aveva dei princip. Tu stessa ne hai parlato... Di quel dovere e diritto alla felicit.

ELEONORA No, quelle erano solo opinioni. La lotta di Stomil era proprio contro i princip. Arturo invece ha dei princip ferrei.

ALINA Solo quelli.

ELEONORA Ma cosa dici, Alina! la prima persona con dei princip da cinquantanni a questa parte. Non ti piace? Proprio per questo cos originale! E poi, gli d unaria cos interessante

ALINA Pensi che debba accontentarmi dei princip?

ELEONORA Sono un po antiquati, vero, ma cosi originali per i tempi doggi

ALINA Mamma, io voglio Arturo anche con tutti i suoi princip, se non se ne pu fare a meno. Ma non voglio i princip senza Arturo.

ELEONORA Ma non ti si dichiarato? Non si sposa con te?

ALINA Non lui a farlo.

ELEONORA E chi, di grazia.

ALINA I suoi ferrei princip.

ELEONORA Allora perch hai accettato?

ALINA Perch continuo a sperare.

ELEONORA Che disastro.

EDDIE (entra, portando una fila di piatti) Posso continuare?

ALINA Mettili gi, Eddie. (Corregge) Li inetta gi, Eduardo. Cio... Continui pure, Eduardo.

ELEONORA Eddie, ma tu non sei stanco di tutto questo? Un tale cambiamento! Non prendertela, unidea di quei pazzi.

EDDIE Eeeh... che c da essere stanchi?

ELEONORA Non te lavevo detto? In tutte le cose sempre cos spontaneo, naturale come una Farfalla. Eddie, come apparecchi bene!

EDDIE Eeh, mica mi perdo dietro queste fesserie

ALINA Eddie, vieni qui.

EDDIE Certo, signorina. (Si avvicina).

Il suono di campane si smorza lentamente.

ALINA Di un po, tu hai dei princip?

EDDIE Certo, posso averne.

ALINA E quali?

EDDIE Di prima qualit.

ALINA Me ne puoi dire uno?

EDDIE E cosa me ne viene?

ALINA Puoi o non puoi?

EDDIE Daccordo. Rimettiamoci pure. Un attimo. (Poggia a terra la pila di piatti ed estrae dalla tasca un minuscolo taccuino) Ce li ho scritti. (Sfoglia il taccuino) Ecco! (Legge) Io ti amo, ma tu dormi.

ALINA E ne hai ancora?

EDDIE Dipende dove pende.

ALINA Non perder tempo, leggi.

EDDIE Ma se stavo appunto leggendo. Questo era un principio.

ALINA Avanti, avanti! (Eddie ridacchia) Perch ridi?

EDDIE Perch ce n uno...

ALINA Leggi!

EDDIE Non posso proprio davanti a delle signore. troppo buffo.

ALINA E questi sono i tuoi princip?

EDDIE Non sono miei, signorina, li ho copiati da un collega che lavora in un cinema.

ALINA E di tuo non c proprio niente?

EDDIE (con orgoglio) No.

ALINA E perch?

EDDIE Perch io so comunque il fatto mio.

ELEONORA proprio vero, Eddie, tu sai ilfatto tuo!

Entra Stomil, dietro di lui Eugenio, che indossa un busto con le stringhe. Eddie riprende ad apparecchiare la tavola.

STOMIL No, no! Qui si esagera!

EUGENIO Ma se ti assicuro che resterai soddisfatto!

ELEONORA Cosaltro state combinando?

STOMIL (che fugge dinanzi a Eugenio) Vuole che me lo metta!

ELEONORA Cha cos?

EUGENIO Il busto del bisnonno. un accessorio indispensabile. Comprime la vita e assicura una linea impeccabile in ogni situazione.

STOMIL Per niente al mondo! Ho gi messo le ghette e questo dannato colletto! Volete ammazzarmi?

EUGENIO Coraggio. Fatto trenta

STOMIL Io non voglio fare proprio niente! Voglio vivere!

EUGENIO Questa una tua vecchia abitudine. Vieni qui, Stomil, basta con gli scherzi. Tu per primo hai ammesso che ultimamente sei ingrassato.

STOMIL E voglio rimanere grasso! Assecondare la natura!

EUGENIO Ti piace la vita comoda. meglio che accetti con le buone. Non hai scampo.

STOMIL Nora, proteggimi tu!

ELEONORA Forse davvero la tua linea ne guadagnerebbe.

STOMIL E a che scopo? Io sono un artista, libero e grasso! (Fugge in camera sua, rincorso da Eugenio).

La porta si richiude alle loro spalle.

ELEONORA Siamo alle solite E dunque tu continui a sperare?

ALINA S.

ELEONORA E se invece ti facessi delle illusioni?

ALINA E allora?

ELEONORA (tenta di abbracciarla) Mia povera Alina

ALINA (sfuggendo allabbraccio) Non compatirmi, mamma. Me la sapr cavare.

ELEONORA Ma che succeder se resti delusa?

ALINA Fatti miei.

ELEONORA Neanche a me puoi dirlo?

ALINA una sorpresa.

VOCE DI STOMIL Aiuto!

ELEONORA la voce di Stomil!

ALINA Lo zio Eugenio diventa sempre pi esigente. Pensi che abbia qualche influsso su Arturo?

VOCE DI STOMIL Lasciami!

ELEONORA Non credo. Direi il contrario.

ALINA Peccato. Speravo che fosse colpa sua.

VOCE DI STOMIL Gi le mani!

ELEONORA Vado a vedere cosa combinano di l. Mi sento inquieta. Ho cattivi presentimenti.

ALINA Io pure.

VOCE DI STOMIL Lasciami, boia!

ELEONORA Mio Dio, quando finir tutto questo...

VOCE DI STOMIL No, no, scoppio! Aiuto!

ELEONORA Eugenio sta davvero esagerando. E anche tu, Alina, fa attenzione.

ALINA Perch?

ELEONORA Finisce che anche tu tiri troppo la corda. Come lo zio Eugenio. (Entra nella camera di Stomil).

ALINA Eddie, il velo!

Eddie le porge il velo e rimane in piedi alle sue spalle. Dalla camera di Stomil, dove in corso la zuffa, giungono grida inarticolate e strepiti. Entra Arturo, senza che Alina ed Eddie se ne accorgano, in quanto lo specchio orientato in modo che chi entra dal lato destro non vi si rifletta. Arturo ha il soprabito sbottonato ed molto pallido. I suoi movimenti sono fiacchi, lenti in modo innaturale, il che indica quale sforzo faccia per dominarli. Si leva con cura il soprabito, ma poi lo getta via a casaccio. Si siede in poltrona, allungando le gambe dinanzi a s.

VOCE DI STOMIL Io vi maledico!

ARTURO (con voce bassa, stanca) Chesuccede l?

Alina si volta verso di lui, Eddie raccoglie servizievole il soprabito di Arturo e sparisce.

ALINA (in tono di rimprovero) Sei in ritardo.

ARTURO (si alza e apre la porta della camera di Stomil) Lasciatelo stare.

Entra Stomil e, dietro di lui, Eugenio ed Eleonora.

EUGENIO Perch? Era lultimo tocco.

ARTURO Lasciatelo, ripeto.

STOMIL Grazie, Arturo, hai ancora dei sentimenti umani.

EUGENIO Io protesto!

Arturo lo afferra per la cravatta e lo spinge dinanzi a s.

ELEONORA Arturo, che ti successo? Come pallido!

ARTURO Tu, sepolcro imbiancato...

EUGENIO Ma Arturo, sono io, lo zio Eugenio! Non mi riconosci! Insieme per una vita nuova, redimeremo il mondo, tu e io, insieme, ricordi? Mi soffochi... sono proprio io, noi due insieme... mi soffochi

ARTURO (spingendolo innanzi, passo dopo passo) Tu, tronfia nullit, organismo fittizio, tu, protesi bacata

ELEONORA Fate qualcosa, lo soffoca!

ARTURO Truffatore...

Risuona trionfale, ad alto volume, la Marcia nuziale di Mendelssohn in versione orchestrale. Arturo lascia Eugenio, prende dal tavolo una caraffa e la getta fra le quinte, dove si sfascia con gran frastuono. La marcia si interrompe di botto. Arturo crolla esausto in poltrona.

EDDIE (entra) Devo cambiare disco?

ELEONORA Chi ti ha detto di metterlo?

EDDIE Il signor Eugenio. Dovevo metterlo non appena entrava il signor Arturo.

EUGENIO (riprendendo fiato) vero glielo avevo ordinato io

ELEONORA Per il momento niente musica.

EDDIE Va bene, signora. (Esce).

ARTURO Un inganno, tutto un inganno (Si chiude in se stesso).

STOMIL (si china su di lui) ubriaco fradicio...

EUGENIO una calunnia, una sfacciata insinuazione! Questo giovane ben conosce la misura e il dovere!

ELEONORA Neanchio ci credo. Arturo non beve mai.

STOMIL Credete che non me ne intenda?

ELEONORA Ma perch proprio oggi?

STOMIL Laddio al celibato.

Alina versa dellacqua in un bicchiere e fa bere Arturo.

EUGENIO un equivoco, non il caso di giungere a conclusioni affrettate. Tutto si chiarir.

STOMIL Certo. Aspetta solo un po e Arturo ti spiegher tutto. Aveva gi cominciato.

ELEONORA Silenzio, si sveglia!

ARTURO (solleva la testa e indica Stomil) Che cos?

ELEONORA Non riconosce pi suo padre: che disgrazia! (Piange)

ARTURO Tacete, donne! Non sto indagando sui miei natali. Che significa questa mascherata?

STOMIL (guardandosi le gambe) Queste? Sono delle ghette

ARTURO Ah, certo, le ghette... (Cade in meditazione)

EUGENIO Arturo un po stanco, ma tutto ritorner presto alla normalit. Ai vostri posti, sullattenti! Non c nessuna variazione al programma! (Ad Arturo, in toiio conciliante) Ah, ah, Arturino, stato solo uno scherzo, eh? Volevi metterci alla prova, vero? Ah, burlone! Ma sappi che noi tutti teniamo duro. Tutti abbottonati come si deve, fino allultimo bottone, dalla testa ai piedi, una volta per tutte! Stomil voleva persino mettersi il busto. Testa alta, Arturo, riposati un po, e poi allaltare!

STOMIL E insiste! Non vedi che si preso una sbronza coi fiocchi, vecchio relitto? Il mio sangue, il mio sangue!

EUGENIO Tutte balle, silenzio! Su, Arturo, allopera! Tutto pronto. Manca solo lultimo passo...

ARTURO (si porta ginocchioni dinanzi a Stomil) Padre, perdonami!

STOMIL E questo cos, un altro trucco?

ARTURO (seguendolo, sempre ginocchioni) Sono stato un pazzo! Non si pi tornare indietro, non c presente, non c avvenire. Niente di niente!

STOMIL (sfuggendogli) Fai il nichilista, ora?

ALINA (levandosi il velo) E io? Nemmeno io esisto?

ARTURO (cambiando direzione e andando in ginocchio da Alina) Anche tu perdonami!

ALINA Bambino, vigliacco! Impotente!

ARTURO No, no, non puoi dire cos Io non ho paura, solo che non posso crederci, tutto darei, la vita stessa... ma il ritorno al passato non possibile, la vecchia forma non ricrea la realt, era solo unillusione!

ALINA Ma di che stai parlando?

ARTURO Della creazione del mondo!

ALINA E di me? Chi parler di me?

EUGENIO Tradimento!

ARTURO (cambiando nuovamente direzione e andando ginocchioni verso Eugenio) Anche tu, zio, perdonami! Ho tradito le tue speranze. Ma credimi: davvero impossibile...

EUGENIO Non voglio saperne niente! Torna in te! Alzati, sposati! Crea una famiglia, lavati i denti, mangia con forchetta e coltello! Che il mondo si rimetta a girare finalmente nel verso giusto. Vedrai che ci riusciremo. Vuoi sprecare lultima possibilit?

ARTURO Ma se non mai esistita Abbiamo preso un abbaglio, disgraziamente

EUGENIO Ha ragione Stonil. Sei ubriaco, non sai quel che dici!

ARTURO S, sono ubriaco, perch da sobrio mi ero illuso. Mi sono ubriacato per finirla con il mio errore. Bevi anche tu, zio.

EUGENIO Io? Mai!... Al massimo un bicchierino!... (Si versa un bicchierino di vodka e lo beve dun fiato).

ARTURO Mi sono ubriacato in piena lucidit, saggiamente.

STOMIL Non raccontare balle. Ti sei ubriacato per disperazione.

ARTURO S, anche per disperazione. Disperato che non sia la forma a salvare il mondo.

EUGENIO E cosa, allora?

ARTURO (si rialza in piedi, con solennit) Lidea!

EUGENIO Quale idea?

ARTURO Ah, se lo sapessi! Ma la convenzione sempre nata da unidea. Aveva ragione pap, sono solo un meschino formalista.

STOMIL Non prendertela, figlio mio. Lo sai che sono sempre stato indulgente. vero che ho sofferto parecchio per queste tue alzate dingegno. Ma per fortuna tutto finito. (Si leva la finanziera) Dov il mio pigiama?

ARTURO (Si getta su di lui e gli impeidsce di togliersi la finanziera) Fermo! Nemmeno al pigiama si pu tornare!

STOMIL Come sarebbe? Vuoi ancora redimerci? Pensavo che la voglia ti fosse passata.

ARTURO (in tono aggressivo, con la facilit, tipica di chi sbronzo, di alternare stati danimo oppost, trionfalmente) Ah, s? Davvero pensavi che mi arrendessi cos facilmente?

STOMIL Per un attimo sei stato un essere umano. Ora vuoi metterti di nuovo a far lapostolo, demonio che non sei altro?

ARTURO (liberando Stomil, con enfasi) Io vi ho cucito addosso false spalline di dignit ormai sorpassate e io ve le strappo! La mano la stessa! Se espiazione esigete, ecco che mi gettai gi ai vostri piedi! Dintelletto peccai e dastrazione, sua dissoluta figlia. Ora ho sconfitto il mio intelletto accecandolo: non in modo usuale mi ubriacai, ma pienamente consapevole, anche se avrei preferito farlo misticamente. Unebbrezza ardente mi ha purificato. Perdonatemi, perch puro ormai mi presento al vostro cospetto. Io vi diedi queste vesti e io ve le tolsi, perch erano dei sudari. Ma io non vi esporr nudi al vento della storia, anche se le vostre maledizioni dovessero giungere sino alle mie viscere. Eddie! (Entra Eddie). Chiudi tutte le porte.

ELEONORA S, Eddie, chiudi, che c corrente.

ARTURO Sta attento che nessuno esca!

EDDIE Fatto, signor Arturo.

STOMIL Qui si negano i diritti del cittadino!

ARTURO La libert volevate? Dalla vita non ci si libera. La vita sintesi. Voi preferireste analizzarv fino alla consunzione! Per fortuna ci sono qua io.

EUGENIO Arturo, sai bene che non appoggio Stomil, ma non ti sembra di esagerare? Mi sento in obbligo di metterti sullavviso. Sono pur sempre per la libert dellindividuo.

ARTURO E ora troveremo lidea.

STOMIL (allunisono con Eugenio ed Eleonora) Cos ti rivolgi atuo padre?

EUGENIO Io me ne lavo le mani.

ELEONORA Arturo, coricati, ti preparo un impacco!

ARTURO Nessuno uscir di qui, finch non avremo trovato lidea. Eddie, non fare uscire nessuno.

EDDIE Signors.

ELEONORA Trovategli qualcosa e che ci lasci in pace. Devo uscire, altrimenti mi si brucia il dolce.

EUGENIO Forse meglio non opporsi... Sono in due.

ARTURO Tu che proponi, zio?

EUGENIO Che ne so Dio va bene?

ARTURO Non funziona. Gi visto.

EUGENIO Hai ragione. Gi ai miei tempi non funzionava. Io stesso sono stato educato nello spirito dei Lumi e delle scienze esatte. Dio lho proposto solo per forma.

ARTURO Non sono pi le forme quel che ci serve, ma unidea viva.

EUGENIO Beh, che ne dite dello sport? Andavo a cavallo, un tempo...

ARTURO Oggi tutti ne praticano qualcuno, ma non ne viene fuori granch.

EUGENIO Non mi viene in mente nientaltro, Forse Stomil ha qualcosa da proporre.

STOMIL Quello che ho sempre detto: lesperimento.

ARTURO Cerchiamo di essere seri!

STOMIL Sono serissimo. Si tratta di indicare il cammino. Luomo raggiunge sempre nuove conquiste, e queste sono frutto dellesperienza. Rifiutare e sperimentare. Ambire a una vita sempre nuova.

ARTURO Nuova vita?! Io non so che farmene della vecchia e tu te ne esci con una nuova. il colmo!

STOMIL Come volete. Eppure tutto, sinora, in fase sperimentale.

EUGENIO Eleonora, lo sapresti tu?

ARTURO Alle donne inutile chiedere.

ELEONORA Lo sapevo, ma lho dimenticato. Devo pensare a tutto io? Chiedete a Eddie. Lui ha molto buon senso. Se dice qualcosa gli si pu credere.

STOMIL vero, Eddie la saggezza popolare.

ARTURO Etu, Eddie?

EDDIE Il progresso. signore.

ARTURO In che senso?

EDDIE Mah, il progresso in generale

ARTURO Ma quale progresso?

EDDIE Progressista. Verso avanti.

ARTURO In avanti, cio?

EDDIE Sissignore. Col davanti verso avanti.

ARTURO E il di dietro?

EDDIE Anche quello in avanti

ARTURO Ma cos il davanti non finisceindietro?

EDDIE Dipende da dove si guarda. Se da dietro verso avanti, allora il davanti sar davanti, anche se visto da dietro.

ARTURO un po oscuro.

EDDIE Ma progressista.

EUGENIA (entra, aiutandosi col bastone, timidamente) Avrei qualcosa da dirvi...

ELEONORA Non disturbare, mamma, non vedi che gli uomini discutono di politica?

EUGENIA Solo una parolina...

ARTURO No, non mi piace. Devo avere unidea che mi crei una forma. Un progresso cos crea solo sbandamento. amorfo.

EUGENIA Se me lo consentite, miei cari, non vi porter via molto tempo.

STOMIL Che c?

ELEONORA Non so, successo qualcosa alla mamma.

STOMIL Pi tardi. Ora siamo occupati. (Ad Arturo) E io ripeto: meglio tornare agli esperimenti. Lidea verra da s.

Eugenia leva dal catafalco soprammobili e centrini.

ELEONORA Mamma, che fai?

EUGENIA (ben decisa) Muoio.

ELEONORA Stai scherzando? (Eugenia, senza rispondere. continua a rassettare il catafalco, lo spolvera con la manica, ecc.) State a sentire, la mamma dice che muore.

EUGENIO Come sarebbe muore? Qui abbiamo problemi ben pi importanti!

ELEONORA Hai sentito, mamma?

EUGENIA Aiutami.

Eleonora, meccanicainente, le d la mano. Eugenia entra nel catafalco.

ELEONORA Mamma, non fare stravaganze! il giorno delle nozze. Perch vuoi rovinare tutto con una morte?

STOMIL Ma che morte, che significa morte? Non lho mai presa in considerazione...

ARTURO (a se stesso) La morte? Ottima idea...

EUGENIO una pazzia, Eugenia, abbi un po di giudizio, si mai visto uno che muore cos?

ALINA Ma nonna, questo non normale!

EUGENIA Non vi capisco. Siete tanto intelligenti, ma se uno decide una cosa normalissima come passare a miglior vita, eccovi tutti l a stupirvi. Che gente! (Si stende sul dorso e incrocia le braccia sul petto).

ELEONORA Vedete? Fate qualcosa Forse davvero...

EUGENIO Eugenia, smettila con queste stravaganze! Che mi significa morire! Mai visto niente di simile nella nostra famiglia!

STOMIL Ma no, questo davvero il colmo dellimpostura.

ARTURO La morte che forma splendida!

EUGENIA Le chiavi della mia camera le ho lasciate sul tavolo. Non mi serviranno pi. Tanto, quando ne avr voglia, entrer lo stesso. Le carte sono nel cassetto. Tutte segnate.

ARTURO La morte... che forma splendida!

STOMIL Poco vivibile, per...

ARTURO Perch? Se quella degli altri? (Si d un colpo sulla fronte, ispirato) Per, che furbacchiona la nonna!

ELEONORA Vergognati! Dovreste vergognarvi tutti!

EUGENIO Eugenia, almeno sdraiati diritta, non aggobbarti, tieni i gomiti stretti! O meglio ancora: alzati immediatamente! Non sono cose da farsi tra gente per bene. Morire non scientifico. uno di questi imbrogli moderni!

STOMIL Basta con le allusioni, intesi? A me le buone maniere importano poco, ma in unottica sperimentale la morte priva di senso, in quanto gesto estremo. L esperimento presuppone una ripetibilit. A meno che la mamma non stia facendo solo una prova, nel qual caso sarebbe tutto diverso. Comunque, neanche noi siamo a favore.

ALINA Smettetela, state a guardare.

EUGENIA Avvicinatevi, figli miei. (Tutti le si accostano, eccetto Eddie) Anche Eddie. (Eddie si avvicina) Chi siete voi?

EUGENIO Noi siamo noi. (Eugenia ridacchia, prima piano, poi sempre pi forte) Ci sta offendendo! Ho detto qualcosa di ridicolo?

STOMIL A essere sincero, non mi sento troppo bene. Ho un po di mal di testa. (Si apparta, si misura il polso, tira fuori dalla tasca uno specchietto e si controlla la lingua).

ARTURO Grazie, nonna, unidea che utiizzer.

STOMIL (rimettendo a posto lo specchietto) Eh, fesserie! Lessenziale non portare vestiti scomodi.

Eugenia muore.

ELEONORA Mamma, prova ancora una volta!

ARTURO morta! Che strano! Frivola comera...

ALINA Io non voglio!

EUGENIO Io non capisco.

STOMIL Io non voglio averci niente a che fare.

ELEONORA Io non sapevo... Stomil, perch non mi hai mai avvertita?

STOMIL Ma certo, la colpa sempre mia. Daltronde mi pare che niente sia cambiato. Ecco: ad esempio, il colletto continua a soffocarmi.

ARTURO (ch.iudendo la tenda dinanzi al catafalco) Eddie, vieni qui! (Eddie gli si avvicina e si mette sullattenti. Arturo gli tasta i bicpiti) Te la cavi a menar le mani?

EDDIE Mi arrangio, signore.

ARTURO Sapresti, se necessario... (Si passa un dito sotto la gola).

EDDIE (con flemma, dopo una pausa) Ha chiesto qualcosa, signor Arturo? Non ho afferrato... (Pausa. Arturo ridacchia incerto, quasi per prova, e rimane in attesa. Eddie risponde con un analogo ha, ha, Arturo riprende un ha, ha, gi pi convinto e forte, che Eddie echeggia in crescendo).

ARTURO (gli d una pacca sulla spalla) Mi piaci, Eddie. Mi sei sempre piaciuto.

EDDIE Anchio ho sempre pensato che con Lei ci si poteva intendere.

ARTURO Tu mi capisci?

EDDIE Eddie conosce la vita.

STOMIL Esco. Queste ultime vicende mi hanno spossato. Devo coricarmi.

ARTURO No, pap, tu rimani qui.

STOMIL Smettila una buona volta di darmi ordini, moccioso! Sono stanco! (Va verso la sua camera).

ARTURO Eddie!

Eddie gli sbarra il passo.

STOMIL E questo che significa? (Rabbioso, rivolgendosi a Eleonora e indicando Eddie) Hai avuto una tresca con questo lacch?

ELEONORA Dio mio! Non ora! Non qui, davanti alla mamma!

Eddie spinge Stomil su di una poltrona.

ARTURO Un po di pazienza. Ormai tutto chiaro. Io vi condurr verso un futuro felice.

EUGENIO (sedendosi, rassegnato) Non ho pi voglia di far niente... Sar let. Stomil, non siamo pi dei giovincelli, eh? Che dici?

STOMIL Parla per te, zio. Eugenia era quasi tua coetanea, vecchio ipocrita. Io mi sento benissimo! In gran forma, davvero... (Implorante) Eleonora, dove sei?

ELEONORA Sono qui, Stomil; qui, accanto a te.

STOMIL Vieni pi vicino.

ELEONORA (mettendogli una mano sulla fronte) Come ti senti?

STOMIL Un po fiacco...

ARTURO finita ogni incertezza. Si spalanca per noi un cammino chiaro e sgombro. Una sar la legge, uno lovile.

STOMIL Ma che diavolo sta dicendo... Mi fa male la testa...

EUGENIO Confonde il codice con lallevamento.

ARTURO Avete capito, allora, il verdetto finale? Ah, non potete capirlo voi, creature corporee, che badate alle vostre ghiandole e tremate per la vostra immortalit. Ma io lo capisco, io! Io sono colui che vi redime, cieca mandria. Io mi elevo al di sopra del mondo, io vi comprendo tutti in me, perch il mio cervello non pi schiavo delle viscere. Io!

EUGENIO Spiegati in modo pi chiaro, caro nipote, invece di offenderci.

ARTURO Ma ancora non capite, vegetazione putrida che non siete altro? Siete come cuccioli ciechi, che girerebbero in tondo allinfinito se il padrone non intervenisse! Senza forma n idee affondate nel caos, e il vuoto vi inghiottirebbe, se non ci fossi io a redimervi. Sapete cosa far di voi? Io creer un sistema in cui la rivolta si identifichi conlordine, e il nulla con lesistenza. Io superer ogni contraddizione!

EUGENIO Faresti meglio, invece, a superare quella soglia. Mi hai proprio deluso. Tra noi due finita. (A se stesso) Forse riprendcr a scrivere le mie memorie.

ARTURO Ditemi: se nulla esiste e persino la rivolta impossibile, che cosa si pu creare, far esistere dal nulla?

EUGENIO (guardando il suo orologio da tascbino) Si fatto tardi, converrebbe mangiare un boccone.

ARTURO Nessuno risponde?

STOMIL Eleonora, che c oggi per pranzo? Mangerei volentieri una cosina leggera. Anche lo stomaco un po sottosopra. ora di pensarci.

ELEONORA Ci penseremo, Stomil, ci penseremo. Hai ragione, bisogner fare una vita pi regolata. Dora in poi ci prenderemo cura del tuo organismo. Nel pomeriggio un riposino e una passeggiata. Al mattino lesperimento.

STOMIL E solo cibi bolliti o al burro, daccordo?

ELEONORA Ma certo. Per non avere problemi di digestione.

ARTURO Cosa? Tacete? Bene, ve lo dir io. (Mette una sedia sui tavolo, tra le stoviglie, poi, con mossa incerta, monta sul tavolo e si siede sulla sedia).

ELEONORA Arturo, fa attenzione ai piatti!

ARTURO Possibile solo il potere!

EUGENIO Ma che potere e potere... siamo in famiglia!

STOMIL Vaneggia. Non dategli retta.

ARTURO Solo il potere lo si pu creare dal nulla. Solo il potere esiste dove non c nullaltro. Oro sono in alto, sopra di voi, Vi vedo in basso, in basso!

EUGENIO Che va a inventare!

ELEONORA Arturo, scendi immediatamente; sporcherai la tovaglia!

ARTURO Vi vedo strisciare nel fango e nella polvere!

EUGENIO Permetteremo forse che ci tratti cos?

STOMIL Per ora dica pure quel che gli pare. Ce ne occuperemo dopo pranzo. Anche se davvero non capisco da chi abbia imparato questo modo di fare. Che razza di educazione!

ARTURO Occorre solo essere forti e decisi. Iosono forte. Guardatemi, sono colui che coroner le vostre aispirazioni! Zio, torner lordine! Pap, tu ti sei sempre ribellato, ma la tua rivolta ha prodotto solo il caos fino a divorare se stessa. Ma guardami! Il potere non anche ribellione? Ribellione in forma di ordine, ribellione dellalto contro il basso, del superiore contro linferiore? Il vertice ha bisogno della base, e questa di quello per non smarrire la propria ragion dessere. Ed cos che il potere annulla le contraddizioni. Non sono n sintesi n analisi, sono atto, volont, energia! Sono la forza! Sono al di sopra, al di dentro e al fianco di ogni cosa. Ringraziatemi, io ho dato compimento alla vostra giovinezza. Questo per voi. Ma anche per me stesso ho un piccolo regalo: la forma che pi mi aggrada, non una, ma mille, che posso creare e distruggere a mio piacere. Concepirle, metterle al mondo, abbandonarle! Tutto qui, dentro di me! (Si batte il petto).

Gli altri lo guardano inorriditi.

EUGENIO A questo siamo arrivati?

STOMIL Eh, non vale la pena di preoccuparsi. solo il divertimento di un moccioso. Parole, parole, parole. Che potere ha su di noi?

EUGENIO Hai ragione. Su che basa queste sue chiacchiere? Ci uniscono solo legami di sangue, non queste astrazioni. Non pu farci proprio niente.

ARTURO Quale potere? molto semplice. Posso ammazzarvi,

STOMIL (sollevandosi dalla poltrona per ricadervi subito dopo) Ti proibisco... tutto ha un limite!

ARTURO Ma i limiti li si pu superare. Non me lavete insegnato proprio voi? Il potere di vita e di morte, cosaltro mi dar un dominio pi totale? Una scoperta semplice e geniale.

EUGENIO Ma assurdo. Io campo quanto mi pare e piace. Cio, scusate, quanto piacer a chi, in fondo? Stomil, lo sai tu? A chi?

STOMIL Diciamo alla natura.

EUGENIO Ecco, appunto. Alla natura o al destino.

ARTURO A me!

EUGENIO (con uno scatto dira) Che scherzo idiota!

ARTURO Zio, e divenissi io il tuo destino?

EUGENIO Eleonora. Stomil, che significa questo? vostro figlio, fategli una bella lavata di capo!

ELEONORA Vedi, Arturino, hai messo paura allo zio, pallido come un morto, Rimani coricato, Stomil, non alzarti, ti porto un cuscino.

ARTURO Pensate forse che sarei passato allazione senza avere le spalle coperte? La morte si annida in voi come un usignolo in gabbia, farlo uscire dipende solo da me. Pensate ancora che sono un utopista, un chiacchierone, un sognatore?

EUGENIO Eh, eh, Arturino, bisogna ammettere che sei un cervellone. Ben congegnato, non c che dire! Bisogna riconoscerlo: da voi, allUniversit, vi preparano per davvero. A uno cos non riesci a fargliela. Ma noi ce ne stiamo qui a ciarlare e intanto il tempo vola. A me piace, in fondo, discorrere filosoficamente, in modo scientifico, soprattutto con i giovani. Ma abbiamo chiacchierato a lungo, largomento stato sviscerato ed ora di passare a qualcosa di pi concreto. Basta teoria, andiamocene a mangiare un boccone. Dico bene, Eleonora?

ELEONORA Cercavo di dirlo da un sacco di tempo, ma non mi facevate parlare. Arturo, finiscila, scendi dal tavolo o levati almeno le scarpe!

ARTURO Giusto, zietto, giustissimo, tempo di passare ai fatti concreti. Eddie, mio tetro angelo della divina astrazione, sei pronto?

EDDIE Pronto, capo.

ARTURO Prendilo, allora!

EUGENIO (arretrando verso luscita) Che vuoi fare?

ARTURO Per cominciare accoppiamo lo zio.

ELEONORA Accoppiamo... Pfui, che espressione triviale!

STOMIL Proprio ora che ho problemi di pressione...

EUGENIO (avvicinandosi sempre pi alluscita) Perch proprio io?!

Eddie gli sbarra il passo.

ARTURO Teoria! Eddie, dimostragli che si sbagliato! Per chi mi prendete, marmaglia?

Eddie continua a sbarrare il passo a Eugenio.

EUGENIO Ma che nuovo sistema. questa e villania!

ARTURO Eddie, vai pure!

EUGENIO (tentando di sfuggire a Eddie, che lo insegue con movimenti sicuri e felini) Che vuole da me questo servitore? Fermo, gi le mani!

ARTURO Non un servitore, ma il braccio del mio spirito, che d corpo alla mia parola.

STOMIL (slacciandosi il colletto) Eleonora, sto male, Eleonora!

ELEONORA Tuo padre svenuto!

EUGENIO (sempre sfuggendo a Eddie) Folle, criminale!

ARTURO (si alza dalla sedia e solleva uno mano) No! Solo un individuo che non arretra dinanzi alla propria unica possibilit. Sono puro come la natura. Mi sento libero! Libero!

ALINA Arturo...

ARTURO Aspetta. Prima la redenzione del mondo.

ALINA Io ti ho tradito con Eddie.

Eddie smette di inseguire Eugenio: si fermano entrambi e guardano Arturo e Alina. Eleonora intenta a rianimare Stomil dandogli schiaffetti sul volto e simili.

ARTURO (abbassando lentamente la mano, dopo un attimo) Come hai detto?

ALINA Credevo che non ti importasse. Tanto ti sposi con me solo per principio.

ARTURO (siede sulla sedia, annichilito) Quando?

ALINA Stamattina.

ARTURO (a se stesso) S. S

ALINA Non dovresti preoccuparti: stata una cosa cos... Guarda, sono pronta per il matrimonio. (Si mette il velo) Come mi sta?

ARTURO (scende goffamente dal tavolo, aggrappandosi alla cieca) Un attimo, aspetta, come tu a me? Tu, a me?

ALINA (con finta disinvoltura) Avevo dimenticato di dirtelo, eri cos occupato... Ora possiamo andare. Vuoi che mi metta i guanti? Sono un po stretti. Ti piace lacconciatura?

ARTURO (ringhia) A me?

ALINA (ostentando sopresa) Ah, ci stai ancora pensando? Non pensavo che ti interessasse tanto. Parliamo daltro.

ARTURO (si chiude di nuovo in se stesso, gira alla cieca attorno al tavolo, dando limpressione che le sue facolt mentali si siano ormai rese del tutto autonome dal corpo, dotato ancora di un moto meccanico, senza pi coordinazione. Parla in tono monotono con voce rotta e lamentosa) Come hai potuto... come hai potuto

ALINA Mi hai detto che ti servivo come alleata. Ricordi? Ho capito bene? Abbiamo parlato di tante cose, eri cos saggio che sono rimasta ammirata. Eddie non ne sarebbe capace.

ARTURO (ringhia) Eddie!

ALINA Eddie diverso.

ARTURO (piagnucoloso) Perch mi hai fatto questo?

ALINA Che c, tesoro? Te lho gi detto: ero convinta che non ti importasse. Credimi, mi meraviglio di te. Sono sciocchezze. Rimpiango quasi davertelo detto.

ARTURO Ma perch...

ALINA Ma che testardo! Insomma... avevo le mie ragioni.

ARTURO (urlando) E quali?!

ALINA Non parliamone pi. una cosa che ti fa soffrire.

ARTURO Parla!

ALINA Ma se stata solo...

ARTURO Andiamo avanti, quali ragioni?

ALINA (spaventata) Ma, cos, senza importanza, senza alcuna importanza...

ARTURO Va avanti!

ALINA Non te lo dir. Tu ti offendi subito.

ARTURO Oh, Dio!

ALINA Come vuoi, non parliamone pi. forse colpa mia...

ARTURO (andando verso Stomil ed Eleonora) Perch ce lavete tutti con me? Che cosa vi ho fatto? Mamma, mi senti?

ELEONORA Alina, tavevo avvertita.

ARTURO (aggrappandosi a Eleonora) Mamma, diglielo tuche non questo il modo di comportarsi. Fa qualcosa, aiutami, io non ce la faccio pi, diglielo. Perch mi tratta cos, perch... (Piano).

ELEONORA (scansandolo bruscamente) Va via da me, stupido!

ARTURO (respinto, barcolla al centro della scena, parlando in tono larnentoso) Io volevo salvarvi, cero quasi riuscito... Riuscite a rovinare tutto, il mondo cattivo, cattivo, cattivo!

ALINA Vieni qui da me, Arturino. (Gli si avvicina) Povero caro, mi fai tanta pena

ARTURO (la respinge) Pena? Io? Osi pure compatirmi? Non voglio compassione da nessuno! Ancora non mi conoscete, voi, ve la far vedere io, a tutti! Va bene, non avete accettate la mia idea, mavete calpestato! (Ad Alina) Hai infangato il progetto pi nobile dellintera storia umana, oca che non sei altro. Che cecit! Non sai chi hai perduto! E per chi, poi? Per quel deficiente, quello sconcio sintomo del degrado dei nostri tempi! Me ne vado, ma non vi lascio su questa terra. Tanto della vita non sapete che farvene. Dov il tuo tenero amante? Dov quel lurido pancione? Voglio sbudellarlo, quel tuo insonne compare. (Si aggira disperatamente per la stanza, cercando a tentoni sul tavolo, sui tavolini, persino sul sof) Il revolver, dove il revolver? Dopo queute dannate pulizie non si trova pi niente. Mamma, lhai visto tu, da qualche parte, il revolver?

Eddie, di soppiatto, si porta alle sue spalle, dallinterno della propria giacca estrae il revolver e con il calcio colpisce di slancio la nuca di Arturo. Arturo si piega sulle ginocchia; Eddie getta via larma egli spinge destramente il capo in avanti. Quando la testa inerme di Arturo oramai vicina al pavimento. Eddie, congiunte le mani, si solleva sulla punta dei piedi e dallalto, come una scure, colpisce la nuca indifesa, con un impeto tale che per attutire il cnntraccolpo costretto a piegare le ginocchia. Arturo cade carponi, sfiorando quasi il pavimento con la fronte. Attenzione! Questa scena deve essere rappresentata in modo estremamente realistico. Entrambi i colpi devono essere studiati in modo da non sembrare troppo palesemente leffetto della finzione teatrale. Il revolver pu essere di gomma o di piume, oppure Arturo pu avere un rinforzo sotto il colletto: ogni espediente lecito, purch la scena non risulti teatrale.

ALINA (inginocchiandosi accanto ad Arturo) Arturo!

ELEONORA (inginocchiandosi dallaltro lato) Arturo, figlio mio!

EDDIE (si fa da parte, e si guarda le mani con sorpresa) Quantera duro, per!

ARTURO (lentamente, a bassa voce, come molto stupito) Che strano tutto sparito da qualche parte

ALINA Io non volevo Non vero!

EDDIE Eh no!

ARTURO (sempre con la fronte sul pavimento) Io ti amavo, Alina

ALINA Perche non me lhai detto prima?!

EDDIE Io ti amo, e tu dormi.

ELEONORA (corre da Stomil e lo scuote) Svegliati, tuo figlio sta morendo!

STOMIL (aprendo gli occhi) Solo questo ci mancava! Proprio nulla mi risparmiate? (Si alza a fatica e, sorretto da Eleonora, si accosta ad Arturo).

Arturo al centro della scena, sempre nella stessa posizione. Eleonora, Stomil, Eugenio gli sono attorno, Alina invece in ginocchio. Eddie rimane in disparte, comodamente seduto in poltrona.

ARTURO (piombando sul pavimento, grida a piena voce) Io volevo! Io volevo!

Pausa.

ALINA (rialzandosi, constata una realt) morto.

EUGENIO Meglio per lui, forse. Per un pelo non diventava ziicida.

STOMIL Perdonatelo, era infelice.

EUGENIO (magnanimo) Non gli serbo rancore. Tanto non pu farmi pi niente.

STOMIL Voleva sconfiggere strafottenza e pressappochismo. vissuto secondo ragione, ma con un eccesso di passionalit. E cos lha ucciso il sentimento, tradito dallastrazione.

EDDIE Le sue idee erano buone, per era troppo nervoso. Uno cos non campa a lungo.

Tutti si voltano verso di lui.

STOMIL Taci, canaglia, e lascia immediatamente questa casa. E ringrazia il cielo che non ti chiediamo di rendere conto di quel che hai fatto.

EDDIE E perch ora dovrei andarmene? Ripeto: le sue idee erano buone. Io rimango qui.

STOMIL A far che?

EDDIE venuto il mio turno. Ora starete a sentire me.

STOMIL Noi te?

EDDIE E che c di strano? Avete visto di che colpi sono capace. Ma niente paura, basta sedersene tranquilli, non dar fastidio, stare a sentire quel che dico io, e con me vi troverete benissimo, vedrete. Io sono un bravo ragazzo. Allo scherzo so stare, e divertirmi mi piace. Dovete solo starmi a sentire.

EUGENIO Che bella fine

EDDIE Signor Eugenio, cos questo discorso maleducato? Vieni qua. piuttosto, levami le scarpe...

EUGENIO Cedo alla prepotenza, ma in cuor mio continuer a disprezzarlo...

EDDIE Disprezza quanto ti pare, ma toglimele. Muoversi, marsh!

Eugenio si inginocchia eleva le scarpe a Eddie.

STOMIL Avevo creduto che le esigenze collettive ci dominassero, e che lindividualit si prendesse la sua vendetta uccidendoci. Vedo invece che semplicemente Eddie.

ELEONORA Forse non sar poi cosi terribile, Stomil. Lui ti permetter certo di seguire la dieta.

EUGENIO (con le scarpe in mano) Devo pulirle?

EDDIE Puoi anche tenertele. Io tanto mi cambio. (Si alza, toglie la giacca ad Arturo, la indossa e va a guardarsi allo specchio) E un po stretta, ma pu andare.

STOMIL Vieni, Eleonora. Ormai siamo solo due poveri, vecchi genitori.

EDDIE Non allontanatevi troppo, per, e aspettate che vi si chiami.

ELEONORA Vieni con noi, Alina?

ALINA Vengo. Lui mi amava, e questo nessuno potr togliermelo.

STOMIL (tra s) Mah, chiamiamolo amore...

ALINA Hai detto qualcosa, pap?

STOMIL No, niente.

Eleonora e Stomil escono, a braccetto. Alina li segue. Eddie si rigira dinanzi allo specchio, dandosi laria prima seducente poi dignitosa, assumendo svariate pose, facendo sporgere il mento, mettendosi le mani sui fianchi, ecc...

EUGENIO (attraversa la scena con le scarpe di Eddie in mano. Si ferma accanto al corpo di Arturo) Si direbbe, Arturino, chetu non serva dasero pi a nessuno. (Si ferma meditabondo vicino al corpo di Arturo).

EDDIE (esce e rientra subito dopo con un registratore. Lo posa sul tavolo e lo accende. Si diffondono nellaria, subito a volume molto alto, le note del tango La Cumparsita: necessariamente questo e nessun altro) Signor Genio, ci facciamo un giro?

EUGENIO Io e Lei? Bah, in fondo, perch no? (Poggia le scarpe vicino ad Arturo e fa coppia con Eddie).

Si mettono in posizione, aspettano la battuta e cominciano a ballare. Eddie a condurre. Ballano. Eugenio canuto, dignitoso, in giacchetta nera, calzoni a righe, il garofano rosso allocchiello. Eddie lo cinge alla vita: indossa la giacca di Arturo, troppo stretta per lui, dalle cui maniche troppo corte sbucano le sue possenti manacce. Il ballo in perfetto stile, con tutte le figure e i passaggi del tango classico. Ballano finch non cala il sipario. Si sentono ancora per un po le note de La Cumparsita, diffuse dagli altoparlanti in tutto il teatro, anche quando le luci in platea sono ormai accese.

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