Tango

Tango

di

Francesca Zanni



LUI Avete mai ballato il tango? Avete mai provato? Ballare il tango una cosa che non si pu spiegare con le parole, bisogna sentirlo dentro. Un bravo ballerino pu far ballare anche chi non ha mai studiato un passo in vita sua. Perch limportante non la tecnica, il cuore. 

LEI Certe volte faccio un gioco. Penso a una parola. E ci rimango attaccata, la inseguo, non lo so nemmeno io dove posso andare a finire. Posso starci le ore, non mi accorgo del tempo che passa. E sono felice.

LUI E strano, no? Strano

LEI A volte una parola piccola piccola che la puoi tenere sulla punta delle dita, devo stare attenta a non farla cadere gi, la devo trattare con cura. Altre volte una parola importante e ci devo dedicare pi attenzione, posso starci anche un giorno intero, mi occupa tutta la testa, non mi fa pensare ad altro. 

LUI Mi sembra proprio strano, le ho detto, c sicuramente un errore, non pu essere come dice lei forse mi ha scambiato per uno che mi somiglia 

LEI Come la parola vita o la parola libert, ecco, queste sono parole che non ti fanno pensare ad altro. Sono parole per i giorni speciali. Invece le parole piccole vanno bene per tutti gli altri giorni, per i giorni normali, per passare il tempo. Fiore, per esempio, o farfalla o strada o casano, casa una parola grande.

LUI S, questa casa mia, ma quello che dice non lei si sbaglia si sbaglia. Cos le ho detto la prima volta che lho vista.

LEI Le parole sono importanti, hanno un peso, bisogna stare attenti, bisogna usarle bene, me lo dice sempre mia madre, stai attenta, attenta a quello che dici, attenta

LUI Proprio a me , poi, che assurdit. Mi danno fastidio le persone che vogliono avere ragione per forza. Sono cresciuto in una famiglia rigida, le odio le imposizioni. Anche se mi sembra che in certe cose sto diventando tale e quale a mio padre proprio in quelle cose che mi fanno pi incazzare! Lui, per esempio, un maniaco dellordine. E anche io cio, mi piace vedere ogni cosa al suo posto, precisa, senza errori per a lui non glielo dico, non gliela voglio dare questa soddisfazione, troppo stronzo. Io faccio sempre il contrario di quello che vuole, solo per il gusto di vederlo arrabbiato. E proprio uno stronzo e mia madre troppo debole per contraddirlo, quando lui dice una cosa lei sempre daccordo, dice sempre s stronzo per gli voglio bene e anche loro b, non ce lo diciamo spesso, ma in realt non che parliamo molto ma per questioni generazionali, la pensano diversamente. Per siamo la classica famiglia molto unita. Avete presente, no?

LEI Noi siamo una famiglia normale, ci vogliamo bene proprio questo il problema: lamore ti rende vulnerabile e ti permette di essere attaccatomia madre e mio padre loro non erano pronti per tutto questo. 

LUI Anche quando pap si ritirato che anni di merda io ero troppo piccolo per ricordarmelo bene per mi ricordo laria che si respirava a casa mia densa, ma vuota, mia madre saltava sulla sedia ogni volta che squillava il telefono, le sono venuti i capelli bianchi a forza di saltare sulla sedia adesso va un po meglio, anche se qualcuno che rompe i coglioni c sempre. Mamma ci rimane male, dice che non giusto, che ora di finirla. Mio padre se ne frega, lui fatto cos. Va avanti per la sua strada. E io non ci penso, non ci penso mai. Cio, penso che in fondo non sono affari miei. Io ci sono nato in quegli anni, che centro io? Che posso fare io? Cambierebbe qualcosa, poi? Interessa a qualcuno quello che sto dicendo?

LEI Nessuno di noi era veramente pronto. Pensavamo che fosse come al solito, come le altre volte e invece era cominciata unaltra vita solo che non ce ne siamo accorti. Non subito. Ma queste sono cose che puoi dire dopo, non mentre, mentre non dici, mentre cerchi di vivere, di capire, mentre pensi soltanto a respirare. 

LUI No, siccome non glien mai fregato niente a nessuno di quello che penso se guardo la mia vita mi sembra di vedere una bella torta alla panna, con le ciliegie e le candeline e dentro, al posto della cioccolata niente.

LEI Pochi giorni prima avevo fatto un sogno: sto in mezzo al mare e nuoto, allimprovviso il cielo comincia a cambiare colore, io nuoto pi veloce per raggiungere la spiaggia, ma non c pi la spiaggia, c solo mare intorno a me e il cielo scuro e si confonde tutto, non c pi lorizzonte. Allora faccio un bel respiro, chiudo gli occhi e vado sottacqua e mentre sto l sotto ho paura e prego che tutto si aggiusti e infatti quando torno su vedo di nuovo la spiaggia e il sole e tutto come prima e io sono tranquilla ma il mentre, il mentre tremendo, quando stai nel mentre, come nel sogno e aspetti di tornare su, sperando di vedere ogni cosa al posto giusto 

LUI Mi ricordo un periodo in cui i miei avevano la paranoia dei sequestri. Avevamo una guardia del corpo. Era normale in una famiglia come la nostra. Non mi avevano detto niente, ma io me nero accorto, di quellombra, sempre dietro di me, che mi seguiva dovunque: quando andavo a scuola o alle feste, quando con mia madre uscivamo e andavamo a trovare i parenti io la sentivo quella presenza, me la sentivo addosso, sulla schiena, come una specie di coda invisibile. Credevo che fosse una presenza magica, soprannaturale mi ero inventato una storia tutta mia, sapete come fanno i bambini, no? Io ero leroe che compiva azioni incredibili e lui era il mio angelo custode, pronto a darmi una mano nel momento del pericolo. Mi sentivo invincibile.

LEI Stare qui come stare sottacqua. Ci sto da poco, ma gi mi sono abituata. E importante. Se ti abitui subito meglio. Basta non pensarci. E poi qui ho tutte le mie parole, ballano insieme sui muri della stanza, mi tengono compagnia. Non mi piace uscire, io voglio stare qui, nella mia stanza. Qui ho tutte le mie cose 

LUI E una bella sensazione invincibile non lho provata mai pi.

LEI io non voglio uscire, se esco poi sto male. Poi devo sdraiarmi per terra, come adesso. Mi fa male la schiena e anche le braccia, come se me le avessero tirate con una corda, mi sembrava che me le strappassero, che le ossa dei gomiti mi uscissero fuori, che la pelle mi si staccasse dalla carne. Poi per fortuna arrivata la parolina magica: basta. Basta basta basta Basta una parola strana, pu essere piccola e grande, buona o cattiva, oggi stata buona. Basta giocare! Cattiva. Basta pensare! Cattiva. Basta sperare! Cattivissima. Basta crederci! Buona. Basta basta basta la mia parolina preferita di oggiora balla insieme alle altre e si muove leggera e gioca con me 

LUI Invincibile e senza paura di niente, un piccolo dio, che pu fare tutto, che pu dire tutto che pu decidere poi si cresce e crollano i miti. Quando ti accorgi che si pu vivere anche in un altro modo che delusione dopo il casino che c stato, abbiamo dovuto cambiare citt. Niente pi guardie del corpo, niente pi feste, niente di niente. Come reclusi, lontano da tutti. Mio padre non si mai rassegnato allidea di avere perso, anche se in realt la sconfitta stata pi che altro formale, cambiano le facce, forse, ma gli uomini, in fondo, sono sempre gli stessi. Questa per noi stata una bella fortuna, dopo un po di purgatorio siamo tornati quasi subito alla solita vita, solo che da quel momento lui diventato pi duro, pi autoritario, non lo capisce che cos non risolve niente si come cristallizzato, crede ancora in un mondo che non esiste pi. E mia madre, che sempre stata cos dolce, quando ero piccolo mi riempiva di baci, mi abbracciava sempre anche troppo mi sentivo soffocare adesso come se si fosse spenta, passano gli anni e lei diventa sempre pi inconsistente e leggera invece mio padre rimane uno stronzo. Due persone completamente diverse, mi chiedo spesso che cosa li tiene uniti, perch si sono sposati.

LEI Anche coraggio una bella parola. A dirla cos, senza niente vicino, sembra quasi finta. Il coraggio di fare che, di dire che? Avere coraggio. Ma come una malattia che non si pu curare. Perch quando ti viene vuol dire che gi tardi, che non puoi fare niente altro, che la tua vita tutta l, in quella parola, che non ti puoi pi permettere di avere paura. Quando decidi di farti venire il coraggio ti chiudi tutte le porte alle spalle, puoi guardare soltanto avanti. Niente rimpianti, non si guarda indietro.

LUI Lui sempre stato contrario alle dimostrazioni fisiche daffetto, dice che sono un segno di debolezza. Mi ha abbracciato in totale due volte nella vita: quando a dieci anni sono caduto dalla staccionata della villa e mi sono rotto un braccio e quando gli ho detto che mi ero iscritto allUniversit. Alla fine ho fatto come voleva lui, Medicina, anche se io ho sempre sognato di fare lo scrittore. Non c stato verso di farglielo capire, ogni volta che ne parlavamo lui mi prendeva in giro, mi chiamava poeta, ma come per dire merda o spazzatura. Pronunciava questa parola con un disprezzo incredibile, io non lo potevo sopportare. Alla fine ha vinto lui, Medicina, ma per disperazione, non me ne frega niente di diventare un dottore, lo faccio solo per non farmi rompere le palle. Quando mio padre si mette in testa una cosa non c niente che pu fargli cambiare idea. Signori, mio padre: il classico stronzo. 

LEI Io non mi ricordo pi chi mia madre, non so chi mio padre. Non conosco i miei amici, non ho parenti. I nomi non li so, non li saprei dire, non riconosco nessuno, nessuna faccia mi ricorda niente. Non mia madre, non mio padre, un marito? Non ce lho. Non ho amici, niente parenti, nessuna faccia conosciuta, no, mi dispiace, i nomi non li so

LUI Una volta, per farvi capire il tipo: andavo ancora al liceo, mi ero innamorato della figlia di una nostra cameriera era bellissima, avr avuto 15 anni io laspettavo sempre in un angolo del giardino per baciarla, lei diventava tutta rossa e poi scappava. Quando mio padre lha scoperto successo il finimondo: ha licenziato la cameriera e mi ha chiuso dentro casa, uscivo soltanto per andare a scuola. Ero disperato. E stato in quel periodo che ho cominciato a scrivere, poesie damore, per lei, un quaderno intero di parole damore se ci ripenso mi vergogno pure, ma mi sentivo cos pieno, mi sembrava che non esistesse niente altro al mondo che lei e il mio amore per lei e che insieme avremmo potuto cambiare tutte le regole e le convenzioni, che niente ci avrebbe fermato, mai. Un giorno torno da scuola e trovo mio padre con il quaderno in mano. Aveva spiato nelle mie cose, aveva cercato e aveva trovato. Non lavevo mai visto cos, metteva paura. Stava in piedi, in camera mia, fermo, ma era cos violento, cos sbagliato, ma perch? Ha cominciato a strappare pagina per pagina, lentamente, le strappava in pezzi sempre pi piccoli e li buttava gi dalla finestra e intanto bestemmiava e biascicava maledizioni: le parole sono inutili, la vita si fa con i fatti, lascia perdere le parole brutto bastardo, lasciale perdere che le parole sono pericolose. Non mi aveva mai trattato cos era cattivo, aveva qualcosa che non era umano, negli occhi. Buttava le pagine strappate fuori dalla finestra, quel giorno pioveva e cera vento e i pezzetti di carta tornavano indietro e si
appiccicavano al vetro, linchiostro si allargava sulla carta bagnata sembravano coriandoli mamma piangeva e gli diceva calmati, ma lui era calmo. Era assolutamente calmo, di quella calma paralizzante che viene a chi ha paura. Non ho mai capito di che

LEI I giorni non passano mai. Da quando non ci sei mi sembra tutto pi scuro. Pi sfocato. In bianco e nero. Certi giorni il dolore talmente forte che non riesco a fare a meno di pensare a te. Penso allultima volta che ci siamo visti. Penso ai tuoi occhi. Mi manchi tanto.

LUI Che fastidio gli davano le mie poesie?! Non sopportava che suo figlio volesse fare lo scrittore, diceva che erano cose da donne o da froci, che ero la vergogna della famiglia, che prima o poi mi sarei cacciato in qualche guaio. Che fastidio gli davano le mie poesie?! Io lo so che mi vuole bene, ma sempre cos ostile. Lui non riesce a capire che non siamo identici, che io non voglio essere come lui, non posso, la mia natura unaltra. Anche da piccolo, ogni volta che facevo qualcosa che non gli andava, dava la colpa a mia madre. Sei proprio come tua madre, un ribelle buono a nulla. Veramente mia madre non mi mai sembrata tanto ribelle, forse prima che nascessi io piuttosto, me la ricordo apprensiva, sempre con la faccia preoccupata, in ansia, aveva paura che mi succedesse qualcosa. Io sono nato tardi, mi hanno avuto quando erano gi grandi, ormai non ci speravano pi. Sono sempre stato considerato una specie di miracolo e per questo mamma mi ha coccolato in maniera esagerata. Diciamo pure viziato, va bene, ma se ero considerato un ribelle non era certo per colpa sua. Chiss che fine avr fatto questa ragazza

LEI Se avessi un diario ti scriverei sempre, vorrei raccontarti di me, di come sto, di quello che mi succede, ma non ce lho e allora ti parlo, di nascosto, per non farmi accorgere che parlo da sola Amore mio, che vita bastarda che ci capitata non bestemmiare, diresti tu. Amore mio, che vita meravigliosa che ci aspetta, che destino luminoso, che futuro splendente amore mio, amore amore amore amore vero, amore di sempre, amore per sempre, amore. Non lo so se sono capace di stare senza te, non lo so se ci riesco io ti aspetto, ma tu ti ricorderai di me? Sempre, di me? Per sempre?

LUI E colpa mia se sono nato in una famiglia ricca? Ce ne sono di ipocriti, ne conosco parecchi, che fanno i finti poveri, gli alternativi, poi quando rimangono a secco chiedono i soldi a pap. Io no, non sono uno di quelli. Io lo ammetto: io mi mantengo con i soldi dello stronzo. Sono stato fortunato. E una colpa essere fortunati? Non facile essere figlio di ricchi. S, il solito luogo comune, ma non ci pensa mai nessuno che essere ricco ti toglie un sacco di pensieri e sono i pensieri che ti danno la carica per spaccare tutto. Io non ho bisogno di lavorare per vivere io i pensieri non ce li ho e allora non mi sono ancora deciso su quello che voglio fare per adesso studio e intanto continuo a sognare che un giorno diventer un poeta o uno scrittore. E non sono ancora diventato niente. Il fatto che io non ce lho una storia da raccontare, una storia che mi faccia tremare, qualcosa che faccia bollire il sangue. Come? E una scusa? Un alibi, che usano tutti quelli che in realt non hanno niente da dire pu darsi, s per adesso arrivato il momento della svolta, lo sento che devo fare qualcosa io ci sto stretto dentro la mia vita, ci sto comodo ma stretto, mi sento inadeguato, non mi piace pi essere cos, mi sembra tutto inutile, voglio avere qualcosa da pensare, qualcosa che mi prenda alle budella. La verit che mi annoio. E poi in questo paese il mondo gira lento. I tempi sono cambiati, bisogna muoversi, bisogna cambiare testa lo dice pure mio padre, che qua bisogna sbrigarsi, bisogna riciclarsi e se lo dice lui per questo sono tornato qui, nella mia citt, a casa miada solo: per sbrigarmie per cercare di combinare qualcosa di buono, da solo se ci riesco. Nessuno mi ha mai detto che sono bravo. Nessuno. Come se fosse un dovere essere un bravo figlio. Gratificazioni, mai. Mai una volta che mi avesse detto bravo, ben fatto, sono fiero di te e adesso che pretendi? Stronzo

LEI Ve lho gi detto che sono innamorata? Io sono innamorata pazza, ve lho detto? Da subito, da appena lho visto pazza di lui come se fosse la cosa pi normale del mondo. E la cosa pi normale del mondo! Farei qualunque cosa per lui mi farei tagliare una mano, ecco, se lui me lo chiedesse tutto farei, non importa se poi sto male senn, come si fa a vivere, dopo? Con i rimorsi? Con i rimpianti? No, bisogna lasciarsi andare, che la vita passa e poi ti penti. 

LUI La casa non labbiamo mai venduta, mamma non ha voluto. Pap voleva liberarsene subito, ma mamma sempre stata attaccata ai ricordi, diceva che l aveva vissuto i momenti pi belli della sua vita, che l ero arrivato io, che prima o poi tutto si sarebbe aggiustato, per l qui, non ci siamo mai tornati. Quanti anni sono passati dallultima volta che ho messo piede qua dentro? Non cambiato niente, tutto come labbiamo lasciato. Come se fossimo scappati. E questo? (tira fuori un disco e parte un tango)

LEI Che bellano questa la mia canzone preferita la ballavamo sempre ti ricordi? Che belli quei giorni ci sembrava tutto semplice non dovevamo pensare a niente, a niente qui mettono sempre la musica, forse per non farci pensare a niente, pure quiper non farci sentire niente, se non senti meglio, meno problemi, meno fastidi io non ci penso mai troppo prima di fare una cosa, se si deve fare si fa. Anche perch se pensi troppo ti si rovina il cervello secondo me cos. Bisogna lasciarsi andare (la musica si interrompe bruscamente) No 

LUI Che schifezza! Roba vecchia, di mio padre. Ma quandomai ha ballato? Mai visti ballare insieme, i miei 

LEI oggi no amore mio, oggi non si pu ballare non si balla pi

LUI Voi non vi chiedete mai che cosa scattato nella testa dei vostri genitori quando si sono conosciuti? Cio, per me loro sono mamma e pap, ma prima di me, sono stati marito e moglie e ancora prima fidanzati e prima prima due estranei ecco, quando si smette di essere estranei? Quand che cambia il punto di vista? E ci si avvicina sempre di pi e non si pu fare a meno dellaltro a me non mai successo. Non mi mai successo di voler toccare proprio lanima di una persona, no donne tante insomma, normale. Pi che altro scopate, diciamo la verit. Proprio amore amore, mai. Mi sembra. Sar pure bello innamorarsi e perdere la testa e tutta quella roba l, ma poi quando tutto finisce, perch finisce, e si torna al punto di partenza: due estranei ma perch tanta fatica? Secondo voi ne vale la pena? Io dico di no.

LEI Oggi non si pu ballare, oggi non si pu parlare 

LUI I miei si rivolgono la parola solo se necessario, non ci riesco proprio a vederli innamorati. 

LEI Oggi mi vengono a prendere

LUI Sono tornati al punto di partenza, due estranei.

LEI oggi giorno di visita 

LUI Io non vorrei proprio diventare come loro proprio no

LEI devo trovare una parola importante, fare presto, prima che arrivino

LUI Infatti niente storie serie, fino ad ora. Non lo so non riesco a farmi entrare nessuna nel cuore 

LEI una parola che mi posso portare con me, una parola che non mi far sentire niente

LUI E come se avessi un muro, proprio qui 

LEI ci sono parole piccole e parole grandi

LUI Penso a mia madre e penso che non la vorrei una donna cos.

LEI le parole grandi le uso quando il dolore troppo forte

LUI Penso a mio padre e spero di non diventare mai come lui, da vecchio.

LEI vita, libert 

LUI Alla fine sono stati dei bravi genitori, non mi posso lamentare

LEI le parole piccole inveceno, oggi solo parole grandi

LUI Infatti non mi lamento, ho tutto quello che voglio per che palle!

LEI Di solito sono in tre. Mi vengono a prendere e mi portano nella stanza con la luce gialla. Due mi tengono ferma per le spalle e uno mi sale sopra e mi violenta. Poi si danno il cambio. Mi chiamano puttana, troia schifosa, credo che questo li ecciti, si sentono superiori. Vogliono che io faccia dei gemiti o dei sospiri. Se non lo faccio mi danno calci e pugni. Se piango o mi lamento mi picchiano pi forte e ridono. Io guardo fissa la luce gialla, cos non vedo le facce. Ieri uno di loro era ubriaco, mi ha colpito con il fucile proprio qui, vicino allocchio. Il sangue mi colava, non ci vedevo, gli ho detto basta, per favore, ma loro si sono eccitati ancora di pi. Quello ubriaco mi ha messo la canna del fucile in mezzo alle gambe e mi ha chiesto se mi piaceva, ridevano forte, io sentivo il freddo dellacciaio in mezzo alle cosce e poi dentro, mi spingeva il fucile sempre pi dentro, allora un altro ha detto: fai piano che cos la sfondi. Io fino a quel momento avevo pensato alla parola estate. Guardavo la luce gialla e pensavo allestate. Calda, luminosa, estate con le sere limpide. Estate in riva al mare, nella nostra casa sulla spiaggia, a bere limonata, a guardare le costellazioni. Poi quello ha detto fai piano ecco una bella parola ho pensato io. Fai piano fai piano fai piano. Piano piano. Lento lento. Dolce dolce. Piano piano amore mio. Lento lento amore mio. Dolce dolce

LUI Mamma? Ciao, sono io. No, tutto bene eh s, la citt molto cambiata, ma i vostri amici, che fine hanno fatto? Sono sparitis, lho sentito, dice che se ne stanno tutti rintanati nei loro attici col videocitofono, come una specie di casta e le persone per strada non ti guardano mai dritto in faccia. Sembra di vivere in un tempo sospeso, s mamma, come dopo un temporale quanto durer ancora? Non lo so, non lo chiedere a me s, lo so... s mamma, tra poco uscire di nuovo allo scoperto s, senza vergognarci. S, mamma, s in fondo li capisci. Stiamo dallaltra parte, ma li capiamo, s piano piano si aggiuster tutto. Sai mamma, se fossi uno scrittore questa potrebbe essere una buona storia da raccontare. Il coraggio di uscire allo scoperto.

LEI Poi c lelettricit, i manganelli con cui ci spezzano le ossa, le pinze per strappare le unghie. Finti avvelenamenti. Finte fucilazioni. Morsi di cane. Ma la cosa che li fa veramente impazzire quando ci ficcano la testa in un barile pieno di merda e piscio. E una cosa che fa vomitare, lodore mi rimane attaccato per ore, me lo sento in bocca quello schifo, non me lo posso scordare mai bestie noi e loro, tutti bestie, animali, non siamo altro. Guarda come ci siamo ridotti, che pena la cosa che mi fa pi male non il dolore, il non sapere che cosa succede fuori di qui? C qualcuno che si ricorda di noi? Stiamo vivendo in un tempo sospeso, come se non ci fosse laria, siamo in attesa stiamo sottacqua e nessuno ci tira su. Che cosa succede fuori di qui, qualcuno ci ascolta? C qualcuno che ci ascolta? 

LUI Il coraggio, che bella cosa. Che bella parola. Per me rimane una parola. Non mi ricordo di averne mai avuto bisogno. Parlo del coraggio vero, quello che ti fa fare cose incredibili. Rispondere male a tuo padre una cosa incredibile? Rientrare a casa due ore pi tardi incredibile? Se penso alla mia vita non c mai stato un attimo in cui ho detto: ecco, ci siamo. Sono sempre stato un po in bilico tra il nulla e la torta di panna cio il niente. Eccitante, no?

LEI Era tutto cos diverso, da non crederci come pu cambiare il mondo da un giorno allaltro. Ieri stavo a casa mia, ieri era tutto possibile, non cerano freni, non cerano limiti voi lo sapete, perch voi siete come me, siamo uguali, stessi sogni, stesse facce, noi non abbiamo paura del futuro, noi pensiamo che arriver presto la vittoria, di corsa e senza avvertire, come il vento a primavera, come quel giorno che ho conosciuto Miguel. Lho conosciuto allUniversit. Ha gli occhi che incantano e quando parla ti fa tremare. Mi si avvicinato camminando dritto verso di me e io lho capito subito che lui, senza dubbi. Ti stavo aspettando, ti aspetto da sempre, portami di corsa dentro al mio futuro, spalancami la vita, io non ho paura

LUI E voi, lavete mai fatto? Vi siete mai sentiti pronti? Avete mai pensato: ecco, il momento. Oppure lasciate che la vita vi scorra addosso, senza preoccuparvi di dove va a finire? La vita strana, basta spostarsi un attimo e ti trovi proprio dentro la valanga. Se non stai attento per anni il nulla e poi io, per esempio. Quando ho deciso di tornare qui che ne sapevo? E invece dritto dentro la valanga.

LEI Io e Miguel ci siamo messi insieme quasi subito, non c tempo da perdere. Tutti e due facciamo parte del movimento degli studenti. Ribellarsi, non c un altro modo. No, vi prego, non mi dite che sono incosciente, gli ideali che ho io sono gli stessi che avete voi, noi non ci sbagliamo. Credetemi, vi prego, noi ce la faremo, noi s, non ci possiamo fermare proprio adesso. Sono sempre di pi quelli che non tornano, sparizioni forzate, le chiamano. No: arresti illegali, invece. Ma presto verr fuori tutto, qualcuno ci aiuter, non dobbiamo avere paura di dire quello che pensiamo. Le parole sono armi potentissime, me lo dice sempre mia madre, stai attenta, le parole sono importanti, attenta a come le usi, le parole ascoltatemi, vi prego, non mollate, state con me, noi siamo uguali, stesse facce, stesso cuore Quando ci hanno preso stavamo dormendo, sono entrati dentro casa sfondando la porta. Non ci hanno dato neanche il tempo di vestirci, ci hanno messo le manette e un cappuccio in testa e ci hanno portato via.

LUI Quando ero piccolo questa casa mi metteva paura. Cera un angolo in particolare, dove non andavo mai, un angolo di muro, uno stanzino, con una luce gialla ogni volta che ci passavo davanti cercavo di non guardare per paura di vederci qualcosa qualcuno quella luce gialla mi metteva unangoscia Adesso ci si respira unaria vecchia qua dentro e non solo perch i mobili sono passati di moda. E tutto cos in ordine s, come piace a me. Come piace a mio padre. In ordine. Tutto studiato nei dettagli. Troppo. E se io cambio tutto? Che ne dici pap? Sposto tutto, butto la roba vecchia, eh? Proprio mentre pensavo questa cosa me ne sono accorto. Strano, no? Una coincidenza? Forse, o forse no, forse niente succede mai per caso io pensavo ad una vita nuova e proprio mentre pensavo questa cosa me ne sono accorto, di quelle persone, sotto le mie finestre.

LEI Il posto dove ci tengono un sotterraneo. La luce del sole? Non la vedi mai, queste cose le studiano scientificamente. Non ci hanno diviso, e anche questo fa parte del piano: puoi raccontare le torture al tuo compagno, lo fanno assistere, per farci parlare, per farci confessare. Ma confessare che, alcuni di noi non sanno niente ci si trovano per caso in mezzo a questa storia non cos che doveva andare 

LUI Un gruppetto di gente, sotto casa mia, da qualche giorno apro le finestre la mattina e sono gi l. Quando le chiudo la sera sono ancora l. Mi guardano ogni volta che esco o rientro. Sembra che aspettino. 

LEI I campi sono un vero modello di efficienza: alla vostra sinistra potete ammirare la sala torture, seguita dallinfermeria. Al piano inferiore le celle. Nellaltra ala del castello i dormitori delle guardie, con annessi i servizi di refettorio e lavanderia. Vogliono sapere nomi, date, nascondigli. Io faccio cos: cerco di dimenticarmi i nomi di tutti quelli che conosco, associo alle loro facce nomi di attori famosi o di cantanti, cos quando mi interrogano io dico s, lo conosco, quello che ha nascosto le armi, quello che ha sparato ai poliziotti, si chiama Gary Cooper Gary Cooper

LUI Ho chiamato mia madre. Le ho raccontato della piccola folla che si raduna sotto le mie finestre, ho pensato di scriverci qualcosa, forse avevo proprio bisogno di tornare qui per avere lispirazione che mi manca, vedi mamma, tutto torna lei mi ha detto di venire via, naturalmente mi ha detto che mi vogliono rapire, ansiosa com che mi vogliono succhiare il sangue, sembrava impazzita. Poi mi ha detto che io vivo fuori dal mondo, che non ho ancora capito bene la situazione, che ci sono persone che ci vogliono male poi mi ha detto che mi ha sempre voluto bene, che sono stato la gioia della sua vita e si messa a piangere, dice che ha paura di morire, che sente il tempo scapparle di mano mi ha fatto una tenerezza e quelli stanno ancora l. Aspettano me? Stanno qui sotto, guardano le mie finestre mi spiano, mi indicano quando passo ma perch non mi lasciano in pace?

LEI I primi giorni nel campo sono stati assurdi, era come vivere in un altro mondo, unaltra realt non riuscivamo a farcene una ragione, non possibile, dicevamo, non vero, non sta capitando a noi. Dovevamo fare qualcosa, non si pu stare a guardare, bisogna fare, bisogna agire, non c tempo allora abbiamo deciso. Lui ha fatto finta di tradire, di passare con i militari, cos pu cercare di scappare. Ne abbiamo parlato tanto, Miguel ha paura che se succede qualcosa si vendicheranno su di me, ma giusto cos, lui si deve salvare, lui deve raccontare, importante il mondo intero deve sapere. Gli hanno detto che se cerca di fare il furbo mi ammazzano. Io gli ho detto vai. 

LUI Poi un giorno una vecchia si stacca dal gruppo e mi si avvicina. Miguel? Mi fa. Cos: Miguel? 

LEI Adesso devo fare finta di odiarti, amore mio. Adesso arriva la parte pi difficile. Adesso comincio ad avere paura ho paura di perdere la speranza, di perdere le forze, ho paura di avere paura. 

LUI No signora, si sbaglia. Forse mi ha scambiato per uno che mi somiglia, c sicuramente un errore io mi chiamo Claudio. Claudio Eduardo Miarte. Lei si copre la bocca con le mani e dice di nuovo: Miguel. Miguel, sei proprio tu.

LEI Devo trovare una parola grande, una parola infinita, una parola bella da pronunciare amore mio, una parola per noi due. Figlio. Figlio figlio figlio. Figlio non mi far sentire il dolore, figlio non mi far sentire lassenza, ti piace amore mio? Figlio che bella sorpresa, che bel regalo che mi hai fatto, un figlio figlio figlio figlio, c nostro figlio qua dentro, adesso non star pi da sola, adesso come se ci fossi anche tu con me figlio figlio figlio non lo diciamo a nessuno, troviamo una parola giusta, cos non se ne accorgono, cos mi lasceranno stare ci incontreremo presto, me lo sento, ci rivedremo presto, presto sta per finire tutto, piccolino mio, mi senti? Mi puoi sentire? Presto finir tutto, io me lo sento presto

LUI S, questa casa mia, ma quello che dice non ha senso, signora, lei si sbaglia si sbaglia. Cos le ho detto, la prima volta che lho vista.

LEI Nessuno mi pu fare niente adesso. Nessuno mi pu ferire. Nessuno mi pu colpire. Adesso comincia unaltra vita. A questo pensavo, allinizio di unaltra vita. Ma come abbiamo fatto a non capire? Ci hanno cancellato in un colpo solo, via unintera generazione e a quelli che sono venuti dopo non abbiamo lasciato ricordi, nessuna tradizione, nessuna consuetudine, nessuna frase per le occasioni speciali come un buco qui, nella pancia, qui dove sta crescendo mio figlio. Un buco che non si potr riempire, mai pi. 

LUI Adesso mi sembra tutto lontano, quei giorni, quei momenti una cosa che non si pu spiegare, nessuno la pu capire voi, voi potete capire, forse? Potete capire cosa significa vivere la vita di un altro, senza sapere, senza sospettare no, non lo sapete, non lo capite, non si pu, perch quasi ridicolo, sembra uno scherzo, una cosa che succede solo nei film.

LEI E un maschio. Mi senti amore mio? E un maschio. Lho chiamato come te. Me lo fanno tenere. Lo tengo qui con me, amore, hai capito? E cos piccolo, tu lo potresti tenere su una mano
li abbiamo fregati amore mio li abbiamo fregati unaltra volta, che stupidi che sono, credevano che ci saremmo fermati e noi li abbiamo fregati, noi tre da soli, vero piccolino? Ci manca poco, poco poco tra poco conoscerai tuo padre ti piacer, vedrai, ha le mani grandi, tanto grandi che ti potrebbe tenere su una sola mano senza farti cadere dicono che lhanno preso. Dicono che lhanno scoperto che era un traditore, dicono che lhanno ammazzato ma io non ci credo, non vero, non vero quello della stanza gialla dice che adesso prendono anche te, dice che ci pensa lui a te, che sei suo, che ti porta via No! Ridatemelo! Ridatemi il mio bambino! No! Dove lo portate? Lui deve stare con me, dove lo portate lasciatelo, lasciatelo qui, lasciatelo con me, io non lo posso perdere, non lo posso perdere, anche lui, no no non lo posso perdere, no perdere perdere perdere.

LUI La vecchia si mette a piangere, poi chiama gli altri, dice: lui, il mio Miguel, lho ritrovato arrivano altre donne, mi stanno tutte intorno, ridono, piangono io penso che sono matte, che devo cercare di arrivare subito al cancello di casa, entrare dentro e chiamare la polizia. Poi si avvicina un ragazzo, avr pi o meno la mia et Forse ha ragione mia madre, forse mi vogliono rapire porca puttana, che faccio adesso? Il ragazzo mi viene incontro, no, non armato, ha la barba lunga e mi saluta come se mi conoscesse. Ma s, certo che lo conosco il padre era un vecchio amico di pap com cambiato, sembra un ma che ci fai qui? Ma chi questa vecchia? Ma perch continua a chiamarmi Miguel? Lui mi abbraccia, commosso, non riesce a parlare. Poi mi dice: una storia lunga, lunga e dolorosa, la storia della tua vita, Miguel. E questa non ve la potete proprio perdere.

LEI Perdere perdere perdere quando finir questo gioco, non mi piace pi non lo voglio fare pi ho paura di perdere

LUI Io ho paura di perdermi non riconosco pi niente, non riconosco nessuno, neanche me stesso

LEI Perdere la vita vederla scorrere via in una stanza sotto una luce gialla, o dentro.
Perdere il ritmo
delle
parole che ballano
e rimbombano
ancora e gi
non
vado pi a
tempo.
Non vado pi
a tempo.
Non sono mai
andata

temponon
sono
mai andata a
tempo

LUI Il tempo, che bel pensiero. E un pensiero che si pu quasi toccare io sto qui e parlo e intanto il tempo passa e si consuma si pu stare cos, senza fare niente, a guardare il tempo che scorre oppure si pu riempire, il tempo, infilarci dentro tutto quanto, i sogni, le idee, quello che vuoi fare si pu perdere tempo o guadagnare tempo o sprecarlo o buttarlo via o metterlo a frutto bene poi ci sono quei momenti che ti sembra che non finiscono mai, dove il tempo si dilata e un secondo dura uneternit quello, quello stato uno di quei momenti quando quel ragazzo mi ha detto: la storia della tua vita, Miguel.

LEI Avete mai ballato il tango? Il tango una cosa che non si pu spiegare, ce lhai qui dentro. Un bravo ballerino pu far ballare anche chi non ha mai studiato un passo in vita sua. Perch limportante non la tecnica, il cuore. E quando parte la musica e il tuo uomo ti stringe e si appoggia con il viso e ti prende la mano e infila la gamba tra le tue, allora quel buco che hai dentro si riempie allimprovviso e sparisce tutto quello che c intorno, rimani solo tu e lui e il dolore dolce di sapere che quella che ti sta scorrendo in mezzo ai piedi la vita.

LUI La storia della mia vita c talmente poco da dire. Figlio unico, famiglia ricca, buone scuole, tate severe, parlo tre lingue e gioco a tennis. Mio padre un ex militare, uno dei colonnelli del golpe. Di quei fatti so poco e niente, so quello che mi ha raccontato lui: cera bisogno di ordine e qualcuno doveva pur farlo. Io ero piccolo, io ci sono nato in quegli anni, non li ho vissuti veramente, io non centro niente. Dopo la caduta della dittatura abbiamo cambiato casa e mio padre andato in pensione, io avevo sette anni. Fine. Il resto della mia vita fino a qui lho passato in una specie di nido protetto. Ora, per la prima volta, mi affaccio, voglio guardare che succede, esco dal nido e cerco di vivere, come gli altri, come una persona normale. Non ho mai pensato di essere una persona speciale. Nessuno me lha mai fatto credere. E quindi, per favore, adesso, lasciatemi perdere.

LEI Un vuoto a perdere. Una bottiglia che stata svuotata e adesso non serve pi, adesso mi buttano via. Che vita bastarda, io bestemmio amore mio, quanto dolore come far il mondo a dimenticare tutto questo dolore? Quella che stava nella stanza qui vicino non c pi, lhanno portata via per partorire e non tornata. Ci sono delle voci trasferita le hanno detto mettiti le scarpe che ti portiamo via forse lhanno riportata a casa, con il suo bambino daltronde, le hanno fatto mettere le scarpe 

LUI La vecchia che mi chiama Miguel avr circa settantanni. Dice che mia nonna, la madre di mio padre. Mio padre il colonnello Miarte, dico io, e mia nonna morta da un pezzo. Allora lei tira fuori una foto, in bianco e nero, un po sgualcita. Sono due ragazzi, lei ride, lui la sta abbracciando no, ballano. Ecco, mi fa la vecchia, questo mio figlio Miguel e lei Carla, tua madre. Quando hanno scattato questa foto era gi incinta. Nella pancia ci sei tu. Io mi sento le gambe pesanti, non riesco ad andare via siete in tanti a non sapere, fa lei noi vi stiamo cercandoe poi la sua voce si perde, diventa lontana, non la sento pi no, questa storia non la mia, lei si sbaglia, cos le ho detto, si sbaglia io no, io lo so chi sono e non riesco a muovermi, sento un ronzio nelle orecchie e poi pi niente niente, niente, niente! Niente foto di mia madre incinta, niente foto di me appena nato e io non somiglio a nessuno. 

LEI Chiunque tu sia, ricordati che questo mio figlio chiunque tu sia, ricordati che questo mio figlio cos, cos le dico quando riesco a uscire, glielo dico a quella puttana che se l preso, questo mio figlio, ha i miei occhi, i miei capelli e le mani di suo padre, glielo dico, ridammelo subito puttana, tanto lui se ne accorge che non sei tu la madre, i figli lo sanno, lo sentono, adesso me lo riprendo, hai capito? Me lo riprendo perch s, tu non lo devi neanche toccare, non lo devi guardare, mio figlio non un giocattolo, non ci provare a trattarlo male, hai capito? Non ci provare a toccarlo neanche con un dito, non ci provare a picchiarlo, mai, i figli sono sacri, non si toccano, brutta puttana, lo devi trattare bene mio figlio e non fargli mai mancare niente e ascoltarlo quando ti chiama e sorridergli se ha paura e tenerlo stretto se si sente solo e capirlo e perdonarlo e prenderlo per mano e amarlo e amarlo e amarlo, come se fosse tuo come se fosse tuo amarlo, sempre per favore

LUI Niente, niente che cosa ho pensato in quel momento? Niente. Niente. Non ci sono stati pensieri, via il cervello. In pausa. Ma la pelle di tutto il corpo come se si fosse allimprovviso assottigliata il confine tra il dentro e il fuori diventato di colpo cos sottile, o bucato e adesso passa tutto, non ho pi scudi sono diventato un mutante un altro da me 

LEI Mettiti le scarpe, lho sentito dire nella stanza accanto

LUI Non pu essere, io lo so chi sono e invece un altro, cos, semplicemente, un altro, cos mi hanno detto.

LEI Mettiti le scarpe, cos mi hanno detto

LUI C un ospedale, a Buenos Aires, dove si conserva il sangue dei famigliari delle vittime. Fino al 2050. E un sacco di tempo. Lesame del DNA lunico modo per accertare lidentit. Cercare di sapere chi sei una faccenda molto delicata tutto cos strano strano strano strano allimprovviso scopri che tutto finto, che il mondo finto, che ti hanno raccontato soltanto bugie, che ti devi mettere a testa in gi per guardare meglio, che fino ad ora sei stato dalla parte sbagliata, che la storia che ti hanno raccontato non la tua, che ti hanno rubato la vita, ti hanno aggiustato i desideri, ti hanno cambiato i sogni, ti hanno annodato le speranze, che ti hanno tolto i ricordi, che ti hanno cancellato anche il nome. Ti hanno dato un bersaglio e ti hanno detto spara! Ma quel bersaglio non il tuo, non l che devi andare, non l che devi puntare Perch mamma? Papperch? E come ve lo dico, adesso, che lo so? 
Io non sono capace di essere qualcun altro, io sono io, io sono vostro figlio pap, come come hai fatto a prendermi cos da quella donna come puoi mamma, tu no, tu non lo sapevi, vero? Tu no, tu hai detto che mi vuoi bene io voglio io voglio capire, chi era lei? Comera? Che voce aveva? Papcolonnello signore, pu dirmi per favore chi era mia madre signora, lei che si fa chiamare mamma, lha mai vista mia madre, quella vera, ci ha mai parlato? Avete parlato di me? Quando stata lultima volta che mi ha tenuto in braccio? Ditemelo, cazzo! Io lo devo sapere! Perch non mi parlate? Neanche adesso mi parlate che cosa pensate di me, che sono un bastardo figlio di puttana, che sono un ribelle buono a nulla, come mia madre come mia madre mamma

LEI Lho sognato. E grande. E triste, non sa che cosa fare chiss se gli manco, chiss se mi pensa, qualche volta se mi penser, un giorno, se sapr che cero anche io su questa terra mi hanno detto di mettermi le scarpe. Mi portano via. Io me lo sento che non torno, non torno pi. Ho scritto una lettera, loro non se ne sono accorti. Non voglio che mio figlio pensi che lho abbandonato, ditegli che sono dovuta partire, che sto lavorando lontano e che gli voglio bene, che avrei voluto che fosse andata diversamente, ma che questo era lunico modo. Trovatelo, ditegli che non lho mai dimenticato, ditegli che sto bene e che lo penso sempre. Ditegli che sono viva. 

LUI Vede? Questa mia madre. Si chiama Carla, cos mi hanno detto. Perch io non lo so, non lho mai conosciuta. In questa foto ha pi o meno la mia et. E questo mio padre. Ballano. Ballano il tango. Voi non vi chiedete mai che cosa scattato nella testa dei vostri genitori quando si sono conosciuti? Prima di essere mia madre e mio padre sono stati marito e moglie e ancora prima fidanzati e prima prima due estranei Carla e Miguel io non li ho mai conosciuti, ma sembrano fatti luno per laltra si vede, dalla foto, guardate sono perfetti. Che cosa gli sar piaciuto di lei? La bocca, i capelli? Lavr mai guardata mentre dormiva, le avr sentito il respiro e lei, che cosa amava di questuomo? E cos giovane, quasi non mi sembra possibile che mio padre un ragazzo per c qualche capello bianco in mezzo agli altri, nerissimi, vede? Ha delle belle mani sono perfettiperfetti

LEI Stare qua dentro tutto sfocato non mi ricordo che cosa successo le mie parole non mi aiutano pi mio figlio quando stata lultima volta mettiti le scarpe, mi hanno detto, che ti portiamo via Miguel? Sei tu? Arrivo vengo da te aspettami sono io, sono Carla mi chiamo Carla ti ricordi di me? Sempre, di me? Per sempre?

LUI Io sono andato via. Non ce la facevo a rimanere l, non potevo pensare di camminare per strada e incontrare lui, voi lo capite, non era possibile. 

LEI Mi chiamo Carla. Sono sparita da casa mia il 25 agosto 1976. Cera anche mio marito con me. E mio figlio, dentro.

LUI E stato lui che lha ammazzata, lui la torturava, ora lo sanno. Ora lo so. E lui libero, pu camminare, pu andare a cena nel ristorante pi bello della citt. E lei, la moglie del colonnello, laltra mia madre non posso fare a meno di volerle bene, no, non la odio, ma non la voglio vedere pi, neanche lei, non ce la faccio. Mia nonna mi ha detto che cosa successo, mi ha detto tutto. 

LEI Mi chiamo Carla. Sparita il 25 agosto 76. Incinta di tre mesi. Cera anche mio marito con me.

LUI Mia madre si chiamava Carla. E sparita insieme a mio padre nellagosto del 76. Sei mesi dopo sono nato io.

LEI Mi chiamo Carla. Desaparecida il 25 agosto 76 da casa mia, mai pi ritrovata. Mio marito e mio figlio erano con me.

LUI Mi hanno preso quasi subito, adottato illegalmente, loro non potevano avere figli me o un altro sarebbe stato uguale in fondo sono stato fortunato

LEI Me llamo Carla. Desaparecida el veinticinco de agosto mil novecientos setenta y seis 

LUI Mia nonna ha sempre saputo che esistevo, ha cominciato a cercarmi da subito per tutto questo tempo qualcuno mi cercava e io che credevo che non gliene importasse a nessuno, di me

LEI Carla, desaparecida

LUI Forse quellombra, che vedevo da bambino, forse chiss forse non mi sbagliavo 

LEI Mi chiamo Carla e sono morta nel 1977. Era quasi primavera. Credo.

LUI Non ho salutato nessuno, ho fatto una valigia e sono andato allaeroporto. Il primo aereo era per lItalia. Per me un posto vale laltro. Io non ci torno in Argentina, non ci torno pi. 

LEI Mi hanno buttato gi da un aereo. Viva. Lo facevano spesso, per eliminare le prove. Quando cadi nellOceano puoi stare sicura che non ti ritrovano. Peccato, mi ero pure messa le scarpe.

LUI Per prima cosa ho imparato a ballare il tango. Assurdo, un argentino che impara a ballare il tango in Italia. Finalmente ho trovato qualcosa che mi fa tremare le vene. La vita proprio strana 

LEI Almeno mi sono goduta una bella vista da lass e per un attimo, che mi sembrato infinito, ho volato. Libera, finalmente

LUI Trentamila. In trentamila non sono pi tornati. Dei desaparecidos di nazionalit italiana si sa poco e niente, ma ci sono. Voi lo sapevate? Sono cinquecento, quarantacinque dei quali nati in Italia ma sono passati tanti anni, la causa pu essere archiviata. Non gliene importa pi niente a nessuno, ormai importa a qualcuno? Altra polvere da mettere sotto al tappeto. Anche i mondiali di calcio del 78 furono una bella scopa per spazzare via la polvere: per paura che qualcuno scoprisse i campi clandestini, ne vennero rasi al suolo parecchi, occupanti compresi, naturalmente. Me li ricordo vagamente, i mondiali, nella tv in bianco e nero, le ho riviste dopo le partite, quando ero pi grande sar, ma a me il calcio non mai piaciuto

LEI Una cosa che mi dispiace non avere una tomba, un posto dove mia madre pu venire a parlare con me, dove mio figlio potrebbe arrivare, un giorno, e sedersi e stare l ad ascoltare. No, sto un po dappertutto: in fondo al mare e nella pancia dei pesci, nel cielo e nella terra e nei ricordi di chi mi ha conosciuta

LUI Io non sono triste, non la tristezza quella che mi prende qualcosa che non lo so spiegare della mia vita di prima ho dimenticato quasi tutto, non riesco a ricordarmi niente. Come se avessi cancellato un passato che non doveva essere mio. Certe volte mi sveglio e credo di aver sognato quella cella, vedo mia madre sdraiata per terra, vedo la porta attraverso la quale ci passano una ciotola dacqua chiss chiss se sono ricordi veri, lampi di qualcosa che ho vissuto io non riesco pi a distinguere la verit dalle bugie ormai ho la pelle trasparente passa tutto, senza distinzione, senza pi filtri ci sono andato, prima di partire, in uno di quei sotterranei dove li tenevano. In una di queste celle forse cera lei, cera Carla un posto che mette i brividi, come quellangolo di muro a casa mia quando ero piccolo, con questa luce gialla la stessa luce gialla chiss se lei stata proprio qui, e che cosa avr pensato in quei momenti. Io di lei non ho niente, a parte una lettera. 

LEI Trovatelo

LUI Trovatelo

LEI ditegli che non lho mai dimenticato

LUI ditegli che non lho mai dimenticato

LEI ditegli che sto bene e che lo penso sempre

LUI ditegli che sto bene e che lo penso sempre.

LEI ditegli che sono viva.

LUI Uno che sopravvissuto riuscito a darla a mia nonna parla di me. E ogni volta che rileggo questa lettera penso a lei mentre la scrive, me la immagino seduta per terra, sola 

LEI Ditegli che sono viva.

LUI e mi piacerebbe prenderla per mano e tirarla su e farla girare incastrata nelle mie gambe, per non perderla pi.

LEI Che sono viva.

LUI E ogni volta che stringo alla vita una ragazza e poggio il viso sul suo viso, e sento la musica che mi fa bollire il sangue, io sogno di ballare un tango con Carla.

(LUI la tira su e insieme ballano un tango)

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