Tavole separate
Commedia in due episodi e cinque quadri
di TERENCERATTIGAN
TITOLO ORIGINALE DELL'OPERA: "SEPARATE TABLES"
TRADUZIONE DI LAURA DEL BONO *
PERSONAGGI1
LA TAVOLA ACCANTO ALLA FINESTRA
MABEL
LADY MATHESON
MRS. RAILTON-BELL
MISS MEACHAM
DOREEN
PROF. FOWLER
MRS. SHANKLAND
MISS COOPER
MR. ROBERT (John Malcom)
CHARLES STRATTON
JEAN TANNER
LA TAVOLA NUMERO SETTE
JEAN STRATTON
CHARLES STRATTON
MAGGIORE POLLOCK
MISS MEACHAM
PROF. FOWLER
MISS COOPER
MRS. RAILTON-BELL
SIBYL
LADY MATHESON
MABEL
DOREEN
I primi tre quadri hanno titolo La tavola accanto alla finestra; gli altri due quadri hanno titolo La tavola numero sette. L'azione avviene nello stesso luogo, a diciotto mesi di distanza tra il primo episodio e il secondo.
* Tutti i diritti riservati.
LA TAVOLA ACCANTO ALLA FINESTRA
SCENA PRIMA: La sala da pranzo dell'hotel Beauregard vicino a Bournemouth. La stanza piccola, disadorna e senza pretese. In fondo a destra una porta che si chiude da s va in cucina. Un'altra porta avanti a destra conduce nella hall e nelle altre parti dell'hotel. A sinistra finestre con le tende chiuse perch una sera d'inverno. Sono circa le sette e un quarto e i pensionanti sono a tavola.
Ognuno ha la sua tavola separata, eccetto Charles Stratton e Jean Tanner, giovane coppia di passaggio, che occupano la stessa tavola. La tavola in un angoletto e non guarnita, come le altre, di bottiglie, bottigliette di medicine, salse ed altri simili accessori.
Con nostra grande sorpresa, perch sono una coppia attraente, Jean e Charles non si occupano uno dell'altra, assorti ognuno nel libro che sta leggendo, aperto contro il vaso di fiori in mezzo alla tavola.
Ad una tavola, in evidenza, anche lei molto evidente, siede Mrs. Railton. Le signore, eccetto Jean che in pantaloni, si cambiano sempre per pranzo, ma Mrs. Railton vuol essere pi elegante delle altre. Le signore, eccetto Jean, indossano modeste stole di pelliccia, ma quella di Mrs. Railton una stola di volpi argentate. Le signore, eccetto Jean, portano gioielli di scarso valore, ma quelli di Mrs. Railton sono di valore meno scarso.
Miss Meacham occupa la tavola vicino a Mrs. Railton e sta leggendo, tenendolo molto vicino agli occhi senza occhiali, una copia dell'Annuario delle corse. Sebbene della stessa et di Mrs. Railton (circa 65 anni) vestita pi giovanilmente di lei senza per sembrare pi giovane.
Lady Matheson occupa la tavola vicino a Miss Meacham. Vedova di un alto funzionario governativo vive della sola pensione ed quindi la pi povera delle residenti dell'hotel. Ha un viso pallido, l'espressione timorosa ed impeccabilmente vestita. E' pi giovane delle altre due.
Prof. Fowler ex insegnante sui settanta anni. Questo vecchio dall'espressione impassibile occupa un'altra tavola.
La tavola vicino alla finestra apparecchiata ma non occupata, come pure quella al centro della stanza accanto a Mrs. Railton. Due cameriere, una di mezza et, Mabel, l'altra giovane, Doreen, servono le varie tavole. Mabel taciturna e cupa e su di lei si pu contare. Doreen civettuola e loquace e su di lei non si pu contare. In questo momento solo Mabel in sala. Sta servendo Lady Matheson.
Mabel Lei medillon o goulash?
Lady Matheson (correggendole la pronuncia) Medaillon.
Mabel Scusi, credevo che fosse goulash. (Si avvia verso la cucina col respinto goulash).
Lady Matheson Probabilmente colpa mia.
Mabel (seria) Pu darsi. (avvicinandosi alla tavola di Miss Meacham) Ma lei goulash.
Miss Meacham (assorta nella lettura) Come? S, s, Mabel. Grazie.
Mabel (servendole il goulash) E come dolce? Mousse angelica o crostata?
Miss Meacham Quale consigliate?
Mabel Crostata.
Miss Meacham Allora crostata. (Mabel esce con grazia).
Mrs. Railton Da qualche giorno la cuoca ha la mano pi leggera con i dolci, non vi sembra?
Miss Meacham Non a giudicare dalle maddalene che ci ha dato ieri al t. Sembravano di marmo.
Mrs. Railton Davvero? A me sono piaciute. Sempre preferibili a quei dolcetti rosa di gioved.
Miss Meacham I dolcetti rosa non erano cattivi ma le maddalene di ieri mi hanno fatto venire i crampi allo stomaco. Ho fatto dei sogni terribili, stanotte.
Mrs. Railton Credevo che sognaste tutte le notti.
Miss Meacham S, ma stanotte non sono stati i soliti sogni... i sogni che mi impongo io di sognare. Sono stati incubi orribili senza capo n coda. Minorenni delinquenti e roba del genere. (pausa breve) Gioved notte ho parlato con Luigi XV.
Mrs. Railton (pretendendo di prenderla sul serio) Davvero, mia cara?
Miss Meacham Questo goulash piuttosto buono... avete sbagliato a non prenderlo. (torna al suo libro)
Silenzio generale per alcuni minuti durante i quali Miss Meacham perlustra il suo libro con una concentrazione da miope.
Mrs. Railton Avete trovato un cavallo vincente per domani, Miss Meacham?
Miss Meacham Secondo questo libro Meteor vale qualche scellino vincente e piazzato.
Mrs. Railton Io oramai non scommetto pi. (dopo pausa meditativa) Mio marito quando vinceva era capace di scommettere per me anche fino a cinque sterline su un solo cavallo.
Miss Meacham (alzando gli occhi) Quando viveva mio padre scommettevo solo cento sterline alla volta. (torna al suo libro).
Mrs. Railton (di colpo irritata) Perch non portate gli occhiali?
Miss Meacham (allontanando il libro) Perch non ne ho bisogno. (torna alla lettura)
Doreen, l'altra cameriera, entra ed atterra sul prof. Fowler.
Doreen Mi dispiace, professore, il goulash terminato.
Prof. Fowler (alzando gli occhi distratto) Che cosa? Ah. E il pat freddo?
Doreen Non lo prenderei. Ho visto quello che ci hanno messo dentro. Se fossi lei prenderei la lingua.
Prof. Fowler Va bene, come vuoi tu.
Doreen sparisce in cucina.
Mrs. Railton (a lady Matheson indicando Doreen) Non durer.
Lady Matheson Temo di no.
Mrs. Railton E' una vergogna che il goulash sia finito quando due persone devono ancora mangiare.
Lady Matheson Lo so.
Mrs. Railton Naturalmente Malcolm non mai puntuale. (indica la tavola vicino alla finestra) Se lo merita. (sottovoce come dicesse un segreto) Comunque, dopo le sue lunghe soste al bar, credete che sapr mai quello che si mette in bocca? Ma la signora nuova arrivata... (indica la tavola non occupata accanto alla sua) Voglio dire... che cosa penser, mia cara!
Lady Matheson L'ho vista arrivare.
Mrs. Railton Davvero?
Lady Matheson Anche voi?
Mrs. Railton (leggermente seccata) Io ero nel soggiorno e non mi sembrato bello... scusatemi... curiosare dalla finestra.
Lady Matheson (decisa) Io mi trovavo nella hall.
Miss Meacham Io l'ho incontrata per le scale.
Mrs. Railton Davvero?
Miss Meacham (di nuovo assorta nel suo libro) Si chiama Mrs. Shankland. E' arrivata da Londra, in treno. Ha quattro valige ed una cappelliera e si ferma due settimane.
Mrs. Railton Quattro valige?
Miss Meacham Ed una cappelliera.
Lady Matheson E' molto elegante. Nulla di vistoso, ma di un estremo buon gusto. Molto Rue de la Paix, se capite quello che voglio dire.
Mrs. Railton Davvero? (cambiando un argomento che non le va) Come si stava bene oggi fuori, non vi sembra? Per essere in dicembre, voglio dire.
Lady Matheson Oggi non sono uscita. C'era un concerto di Sibelius nel programma nazionale.
Mrs. Railton Voi e la vostra musica! E voi professore, siete uscito?
Prof. Fowler Come? No, non sono uscito. Aspettavo una telefonata.
Mrs. Railton Ma guarda! Sono stata io l'unica coraggiosa...
Si interrotta bruscamente perch la porta della hall si aperta ed entrata Mrs. Shankland. Ha circa quarant'anni. Resta in piedi sulla porta guardandosi intorno timidamente e sembra fuori luogo in simile consesso e luogo. Non che vesta con troppa eleganza sebbene sia elegante, non che la sua pettinatura sia troppo stilizzata, sebbene abbia stile, ma essa porta seco un'aria di capitale e di ristoranti di moda, un anacronismo in quell'ambiente. Resta l in piedi quasi ad aspettare che un maitre l'accompagni alla sua tavola. Nessuno dei clienti dell'hotel la guarda. Mabel che sta servendo la crostata a Miss Meacham la vede.
Mabel La nuova arrivata, vero?
Anne S.
Mabel Allora qui. (indica la tavola al centro).
Anne Oh, grazie!
Anne va alla tavola e si mette a sedere. Regna un silenzio di tomba. Mabel le porge il menu e mentre Anne lo studia occhiate furtive sono dirette alla sua tavola.
Mabel Vellutata di rape o petite marmite?
Anne Credo che salter la minestra, grazie. Prover il goulash.
Mabel Benissimo, ce n' ancora una porzione.
Fowler, a sentire che c' ancora goulash, guarda Mabel con un'espressione di collera mal contenuta mentre questa gli passa davanti per recarsi in cucina. Poi decide di lasciar perdere e non fare una scenata. Tutti gli occhi si abbassano quando Anne alza la testa e guarda la stanza con curiosit. Il silenzio continua finch viene interrotto da Mrs. Railton che ora parla in tono pi alto e pi ricercato di prima.
Mrs. Railton Vi stavo dicendo che per essere in dicembre...
Lady Matheson Oh s?
Mrs. Railton Sebbene in dicembre il tempo pu essere molto traditore specialmente sulla costa meridionale. Oggi, per esempio, anche col sole forte mi sono messa la pelliccia - la pi pesante - quella di astrakan.
Lady Matheson Molto prudente.
La giovane coppia si alza bruscamente e va nella stanza di soggiorno, ognuno col suo libro. Non si sono detta una parola durante tutto il pranzo almeno per quello che abbiamo potuto osservare noi. Mrs. Railton li guarda uscire indignata.
Mrs. Railton A pranzo in pantaloni!
Lady Matheson Purtroppo!
Mrs. Railton Anche lui non si cambia mai. Mi sorprende che Miss Cooper non dica niente. Credevo che a Oxford si insegnassero migliori maniere.
Lady Matheson Lo credevo anch'io. (Pausa) Mio marito studi a Oxford.
Mrs. Railton (tranquilla) S, mia cara, me lo avete detto gi. Il mio invece studi a Birmingham per via del ramoso corso di ingegneria. Odiava Birmingham, naturalmente.
E' entrata Miss Cooper dirigendosi verso Anne. E' una donna piuttosto giovane, dall'aspetto mascolino e dal modo quieto.
Miss Cooper Buona sera, Mrs. Railton.
Mrs. Railton Buona sera, Miss Cooper.
Lady Matheson Buona sera.
Miss Meacham non alza gli occhi dal libro. Miss Cooper prosegue verso la tavola di Anne.
Miss Cooper Tutto bene, Mrs. Shankland?
Anne S, grazie.
Miss Cooper Mi dispiace di non essere stata qui per mostrarvi la vostra tavola. Avevo una chiamata da Londra. Vi stanno servendo?
Anne S, grazie.
Mabel arriva col piatto che Anne ha ordinato.
Miss Cooper Niente minestra?
Anne No, preferisco di no, ingrassa.
Miss Cooper Non mi sembra che abbiate motivo per preoccuparvene, Mrs. Shankland!
Anne Al contrario. Lavoro come indossatrice, sapete.
Miss Cooper Ed ora siete qui per un po' di riposo?
Anne Esattamente.
Miss Cooper Spero che la vostra stanza vi piaccia.
Anne Sono certa che andr benissimo.
Miss Cooper Qualunque cosa vi occorresse, non esitate a chiedermela.
Anne Grazie.
Miss Cooper improvvisa un cordialissimo sorriso che si spegne appena si volta da un'altra parte. D uno sguardo alla tavola vuota vicino alla finestra e chiama Mabel con un gesto.
Miss Cooper Mabel, va' in camera di Mr. Malcolm e digli...
Mabel Ci sono gi stata; non c'.
Miss Cooper Ah. Gli hai conservato qualcosa di caldo?
Mabel S, ma la cuoca ha detto che se tra cinque minuti non qui dovr mangiare tutto freddo.
Miss Cooper Oh, credo che non tarder.
Mabel non sembra della stessa opinione. Miss Cooper va verso la porta della stanza di soggiorno. Fowler si alza e la ferma.
Prof. Fowler Vi ho sentito parlare di una telefonata...
Miss Cooper S, ma non era il vostro ex-alunno, professore. Era il maggiore Pollock. Vuole che gli respinga la posta ad un altro indirizzo.
Mrs. Railton Ha telefonato da Londra? Non bada a spese per essere un maggiore a riposo!
Miss Cooper (con un lieto sorriso) Credo che telefonasse dalla casa di un amico. Ha detto che torna marted.
Miss Meachan Quel vecchio pedante e noioso, poveri noi!
Prof. Fowler Non capisco perch Filippo non mi telefona. Come posso andargli incontro alla stazione se non mi dice con che treno...
Miss Cooper Avete provato a telefonargli voi?
Prof. Fowler S, ho provato due volte. Nessuna risposta. Forse meglio che provi ancora. (cerca nella tasca gli spiccioli per il telefono)
Miss Cooper E' un po' tardi, professore, ormai da Londra c' un altro treno e basta.
Prof. Fowler Per la stanza non vi preoccupate. Se non arriva - cosa che non credo - ve la pago ugualmente, state tranquilla.
Miss Cooper Questo mai, professore, ma preferirei saperlo al pi presto possibile...
Esce Fowler. Miss Cooper prende il vaso di fiori dalla tavola di Fowler.
Mrs. Railton (a Miss Cooper, con apprensione) Poveretto. E' la terza volta che telefona. Miss Cooper Credo che arriver; si sar dimenticato di telefonare, ecco tutto. Sapete com' questa giovent bohmienne! (esce)
Mrs. Railton Non lo so. I bohmiens non io interessano... (sottovoce, come in segreto) Mi sembra che ne abbiamo gi uno di troppo qui. (con la testa indica la tavola vicino alla finestra) Comincio perfino a dubitare dell'esistenza di questo giovane pittore ed ex-alunno.
Lady Matheson Per esistere esiste. Il professore mi ha fatto leggere un lungo articolo su di lui, sui Picture Post. Era uno dei suoi migliori allievi, credo. E' cos orgoglioso di lui, povero vecchio! E' commovente sentirlo raccontare e raccontare...
Mrs. Railton Per mio conto una vergogna che quel pivello lo tratti in questo modo.
Miss Meacham (chiude di colpo il libro) Sciocchezze!
Mrs. Railton Come dite, mia cara?
Miss Meacham Non una vergogna affatto! Perch, perch noi vecchi trapassati dobbiamo aspettarci dai giovani amore e devozione? La nostra presenza ricorda loro gli acciacchi della vecchiaia e la morte: basta. Io ho due nipoti che sono due creature meravigliose. Avete visto le fotografie in camera mia. Non le vedo mai e se venissero a trovarmi non mi farebbero piacere. Poverine, non voglio, con la mia presenza, ricordare loro come diventeranno un giorno. (va nel soggiorno col libro)
Mrs. Railton (sempre con la sua aria di segreto) Miss Meacham mi comincia a preoccupare.
Lady Matheson Sta diventando ogni giorno pi strana, questo certo.
Mrs. Railton Questa sua mania dei sogni.. Sono innocui, immagino, ma non so che cosa ne penserebbe uno psichiatra. Il cervello umano una macchina delicatissima, diceva mio marito e non si pu mai dire. Bene... (alzandosi maestosamente) Ci vediamo di l o avete appuntamento col terzo programma?
Lady Matheson No, stasera non c' nulla d'interessante.
Mrs. Railton Bene... tout l'heure.
Esce come una regina. Lady Matheson al dessert. Anne ha finito di trastullarsi col goulash. Regna un profondo silenzio. Entra Mabel.
Mabel (ad Anne) Le ho portato la crostata: migliore della mousse angelica.
Anne Grazie.
Mabel cambia piatto ed esce. Di nuovo profondo silenzio. Poi la porta viene spinta in dentro con violenza ed entra John Malcolm. E' un uomo sui quarantatre anni di aspetto rozzo, vestito sciattamente e coi capelli arruffati. Guarda in fretta l'orologio e poi la porta di cucina. Poi va verso la tavola vicino alla finestra ma per raggiungerla deve passare davanti ad Anne. Anne lo ha veduto prima che lui abbia veduto lei ed ora lo guarda fissamente, remota, senza mutare espressione. Conscio di questo sguardo John guarda in quella direzione e si ferma di colpo con la schiena rivolta al pubblico. Dopo un istante raggiunge la sua tavola e si siede al suo posto da dove domina la sala. I suoi occhi restano fissi sulla tovaglia.
Entra Doreen.
Doreen Ah, arrivato se Dio vuole! Credevo che non saremmo pi andate a casa. Dov' stato, alla birreria?
John S.
Doreen Lo immaginavo. Il goulash terminato. Dovr prendere medallon.
John (sempre fissando la tovaglia) Va bene.
Doreen Bovril in tazza, come al solito?
John S.
Doreen esce. I tre restano in silenzio. Lady Matheson, che finalmente ha terminato, si alza e va nella stanza di soggiorno mentre Doreen rientra col brodo per John.
Doreen Ecco qua - butti gi - sebbene di liquido ne avr gi trangugiato abbastanza.
Esce. John spezza un pezzo di pane e lentamente alza gli occhi per guardare la nuova arrivata.
John (finalmente) E' una coincidenza?
Anne Ma certo.
John Che cosa sei venuta a fare qui?
Anne Una cura di riposo.
John Perch qui, con tanti posti al mondo?
Anne Mi stato raccomandato.
John Da chi?
Anne Da uno incontrato ad un ricevimento. Non ricordo dove.
John Uno che ti ha detto che ero qui.
Anne No, mi ha parlato di un giornalista, di un certo John Malcolm. Sei forse tu?
John S.
Anne John Malcolm... Non ci avevo pensato... I tuoi due nomi di battesimo.
John (selvaggiamente) Perch, in nome di Dio, non sei andata al Royal od al Palace o a qualunque altro di questi grandi alberghi, perch? (si interrompe perch entra Doreen)
Doreen E come dolce? La cuoca se ne sta andando. Le consiglio la crostata.
John Va bene.
Doreen Ha finito?
John S, grazie.
Doreen Non l'ha nemmeno assaggiato. Troppo liquido. Lo avevo detto. (porta il brodo in cucina)
Anne L'albergo di luss non me lo posso permettere.
John Ma lui ti passa una mensilit, no?
Anne Settecentocinquanta all'anno. Non ce la faccio. Ecco... ultimamente non ho avuto lavoro.
John Credevo che fosse un uomo ricco.
Anne Michael? Oh, no. Col suo negozio di antiquario ha perso molto danaro.
John Leggo spesso il suo nome sui giornali.
Anne E' cos mondano! Premires, cocktails, matrimoni: tutte quelle cose l.
John Quanto tempo siete rimasti sposati?
Anne Tre anni e sei mesi.
John Mi ha battuto di tre mesi. Ho letto del processo sui giornali. Che titoli scabrosi! Per mai scabrosi come per il nostro, lo ammetterai. Crudelt, anche questa volta?
Anne S.
John Anche lui ha tentato di ammazzarti?
Anne (sommessamente) No.
Entra Doreen col secondo piatto per John.
Doreen Ecco qua. Legumi, i soliti? (John fa cenno d s. Doreen serve i legumi) La vedo molto gi; successo qualcosa?
John No.
Doreen Meno male. Allora faccia presto, ho un'amica che mi aspetta.
Doreen esce. John non tenta nemmeno di toccar cibo.
John Come ha manifestato la sua crudelt?
Anne In molti modi, in piccole cose. Cose che si possono riassumere dicendo che non prediligeva le donne.
John Perch ti ha sposata?
Anne Voleva una moglie.
John E tu volevi un marito? (Anne fa segno di s col capo) Un marito che fosse il pi possibile l'opposto del primo, immagino. Non potevi far meglio?
Anne Penso di s, ma era gentile e buono; mi teneva allegra e gli volevo bene. L'ho sposato con gli occhi bene aperti. Credevo che il matrimonio sarebbe riuscito. Mi sono sbagliata. (di colpo John ride) Che cosa c' da ridere?
John Sembra un quesito da giornaletto illustrato: Signorina, il marito come lo preferite? Che vi ami troppo o che vi ami troppo poco?. (pausa) La prossima volta sar la buona, forse.
Anne Forse. (pausa)
John Quanto tempo rimani qui?
Anne Ho la camera per due settimane.
John Allora io me ne vado a Londra.
Anne No, no... Se cos cambier albergo.
John Semplificherebbe. (pausa)
Anne John, non capisco perch...
John Credi che queste vecchie non si accorgano di niente? Passano le loro giornate a pettegolare. Ci metterebbero poche ore a scoprire tutto e come se la godrebbero, mi sembra vederle! Di me sono gi abbastanza sospettose cos. Sanno che sono io quello che scrive su Nuovi orizzonti con lo pseudonimo di Cato.. Non so come sono venute a saperlo perch nessuna di loro si sporcherebbe le manine delicate toccando un giornale sinistroide.
Anne Io lo leggo tutte le settimane.
John Ah! Piegando a sinistra con l'et?
Anne (sommessamente) Con l'et?
John Adesso quanti anni hai?
Anne Ecco... Diciamo che ne ho otto di pi di quando ci siamo visti l'ultima volta.
John Non li dimostri.
Anne Grazie, John. Per me li sento. (pausa)
John Perch non sei mai venuta a trovarmi in prigione?
Anne Volevo. Me lo hanno impedito.
John Chi?
Anne Mio padre e mia madre.
John Dicendoti che avrei tentato di strangolarti in presenza del secondino? Ebbi la tentazione di strangolare il tuo avvocato.
Anne Ritennero che era meglio per te starti lontana.
John Che pensiero cristiano! Cari suoceri, come stanno?
Anne Pap morto e mia madre vive in un hotel come questo a Londra. (Pausa. John la guarda intensamente)
John (finalmente) Allora te ne vai domani?
Anne S.
John Grazie. (secco) Mi dispiace causarti questo disturbo, questo inconveniente.
Anne Non importa.
John si alza di scatto e va alla tavola di Anne. Anne si alza in fretta.
John Beh, non ci si d la mano?
Anne Sono contenta di rivederti, John. (gli sfiora la guancia con un bacio)
John Ti sembrer villano da parte mia che non riesca a dirti altrettanto. Ma sono villano, lo sai ed a confermarlo avrai ancora la cicatrice tra i capelli.
Anne Non c' pi.
John Pi? Con sette punti ed una settimana di ospedale?
Anne Otto anni curano ben molte cicatrici.
John Molte, suppongo, ma non tutte. Bene, buonanotte.
John va verso la porta, ma prima che ci arrivi entra Miss Cooper.
Miss Cooper Mrs. Shankland... (vedendo John) Oh, buona sera, Mr. Malcolm...
John Buona sera. (sta per uscire passandole davanti)
Miss Cooper Non avete mangiato. Volete che vi faccia fare qualcosa...
John Ho finito, grazie. Devo uscire.
Miss Cooper Oh! ( palese la sua ansiet) E' una notte orribile, sapete. Sta diluviando.
John Non importa. (esce nella hall)
Miss Cooper (andandogli dietro) Vi devo aprire... Avevo gi dato il catenaccio. Con permesso, Mrs. Shankland.
Esce dietro di lui. Anne, rimasta sola, si rimette a sedere. Si guarda a lungo nello specchietto della borsa, pensierosa. Rientra Miss Cooper.
Miss CooperIl caff viene servito nel soggiorno, Mrs. Shankland. Quando avete finito se vi fa piacere vi accompagno di l e vi presento. I vecchi residenti sono cos strani a volte con l'ospite nuovo da non rivolgergli nemmeno la parola... non so perch... e detesterei che un cliente mio si sentisse isolato. (per far conversazione) L'isolamento una cosa terribile, non trovate?
Anne Terribile. (si alza)
Miss Cooper Oh. Avete finito? Allora vogliamo andare di l? Da quella porta. (le fa strada)
Anne Grazie.
SCENA SECONDA:La stanza di soggiorno, circa due ore dopo.
La porta della sala da pranzo verso il fondo a destra e la porta che nella hall in fondo. A sinistra porta a vetri. Le tende sono chiuse e si sente la pioggia battere contro i vetri. Avanti a destra il camino con una stufetta elettrica accesa davanti invece del fuoco. Charles e Jean sono le uniche persone nella stanza. Sono seduti nello stesso divano ancora immersi nella lettura e di tanto in tanto prendono appunti.
Charles (interrompendo un lungo silenzio) Ci sar tempesta.
Jean Uh! Detesto il mare agitato!
Charles Dove sono gli altri?
Jean La nuova arrivata salita in camera sua. Idem la sognatrice. La Bella di Bournemouth e Minnie Mouse stanno guardando la televisione. Carlo Marx si sta ubriacando alla birreria. Mr. Chips sta telefonando per la centesima volta al suo ex-allievo...
Charles Che non verr.
Jean Certo che non verr. (chiude il libro e si stira) Ho finito il mio Bertrand Russel. E tu... come va la tua anatomia?
Charles Vuoi star zitta?
Jean Chi ha cominciato? Tu. Tuo padre sa di me?
Charles (prendendo appunti) S.
Jean Che cosa gli hai detto?
Charles Come?
Jean gli tira gi il libro impedendogli di leggere.
Jean Che cosa gli hai detto?
Charles Jean! Non fare cos! Sono nel mezzo dell'organo pi complicato del corpo umano!
Jean Che cosa gli hai detto?
Charles (arrabbiato) Dio mio! Che eravamo innamorati e che ci saremmo sposati. (tira su il libro e si immerge nella lettura)
Jean Gli hai detto una bugia colossale, dicendogli che ci saremmo sposati, voglio dire.
Charles Come? Ah, s. Ho dovuto girarla cos, altrimenti non avrebbe capito. E adesso, per Dio, taci.
Jean Faresti meglio a smettere. Quando leggi troppo ti viene l'insonnia, lo sai, e se non dormi diventerai vecchio prima del tempo. (le permette di ritirargli il libro).
Charles Forse hai ragione, ma non mi perdere il segno. (si stira) Che sciagura, Dio mio, invecchiare! Chiss se tutti i vecchi saranno infelici come questi!
Jean Questi non sono affatto infelici. Guarda la sognatrice, per esempio. E' felice come una Pasqua in compagnia delle sue voci aspettando l'esito delle corse. La Bella di Bournemouth anch'essa abbastanza felice di fare la reginetta madre con la sua stola di volpi argentate e con una figlia ai suoi piedi.
Charles Ha una figlia?
Jean Ma mio Dio, Charles, non ascolti? Non si stanca mai di decantare la sua cara Sibyl, di come sono pi due amiche che non madre e figlia, di come Sibyl non pu vivere senza di lei.
Charles Vuoi dire che ha una figlia che vive qui... con lei? Che sciagura poverina! Non l'ho mai veduta.
Jean Si rifugiata da' una zia per due settimane... pare. Ad ogni modo la Bella troppo concentrata in s stessa per non essere felice. Minnie Mouse un po' grigetta e avvilita, ma ha la sua musica. Mr. Chips ha i suoi allievi... anche se non li vede mai. In quanto a Carlo Marx...
Charles Ecco... non dirai che Carlo Marx sia un uomo felice. Non ho mai visto un uomo dall'aspetto cos infelice.
Jean Non so... Ha la sua birreria e i suoi articoli su Nuovi Orizzonti. Ha l'aria di vivere tuttora di un passato fosco e glorioso. (seriamente) No, Charles, vuoi sapere chi qui l'unica persona veramente infelice?
Charles Miss Cooper?
Jean Miss Cooper? No! Quella felice di organizzare e comandare. No, la nuova arrivata.
Charles Mrs. Shankland? Se l'hai veduta per un minuto solo mezz'ora fa!
Jean Una donna non pu darla da bere a un'altra donna con un bel vestito ed un bel sorriso. Dev'essere passata dall'inferno quella donna, te lo dico io! Comunque cosa ci fa qui vestita come se fosse al Grand Hotel? (seria) Eppoi non porta la fede.
Charles Jean, stai diventando pi conformista delle vecchie. L'avr rotta, perduta, che so io.
Jean E' divorziata, ne sono sicura.
Charles Sar divorziata, va bene! Eppoi? E' per questo una figura tragica? Non credevo, con le tue idee sul matrimonio, che uno dev'essere infelice per questo.
Jean Le mie idee sul matrimonio valgono soltanto per noi due perch io avr una carriera e tu diventerai un grande chirurgo e non vogliamo essere afflitti da orde di bambini. Scorrazzerebbero per il tuo ambulatorio sempre tra i piedi. Ma non tutti sono saggi come noi. La gente si sposa e quando il matrimonio va male piange ed infelice. Grazie a Dio a noi questo non pu succedere... Noi siamo troppo integrati... Io, almeno, lo sono... e spero che anche tu...
Charles Vieni, dammi un bacio, e ti faccio vedere come sono integrato.
Jean Ti lascerei il rosso sul colletto e le vecchie se ne accorgerebbero.
Charles A volte, mia cara Jean, credo che mi piaceresti leggermente disintegrata. (Va da lei e la bacia. Jean ha l'aria di gradire il bacio. Voci nella hall) Maledizione!
Jean (calma) Pulisciti la bocca.
Charles Uhm. Che cosa credi, povere piccole! Anche loro, sai, conoscono i fatti della vita.
Jean Forse li conoscono; ma certo che non li apprezzano.
Entrano Mrs. Railton e Lady Matheson.
Mrs. Railton S, ha fatto un discorso magnifico. Ha messo a terra completamente quell'odioso socialista... (secca) Avete finito di studiare?
Charles e
Jean (insieme) S, s... abbiamo finito; stavamo per andarcene.
Mrs. Railton Buonanotte.
Charles e
Jean Buonanotte, Mrs. Railton. Buonanotte, Lady Matheson.
(escono)
Mrs. Railton Si stavano baciando.
Lady Matheson Come lo sapete?
Mrs. Railton Dall'espressione dei loro occhi. Quando sono entrata lui si messo in tasca il fazzoletto sporco di rossetto.
Lady Matheson Forse sono innamorati. Ho sempre sospettato che ci fosse qualcosa.
Mrs. Railton Dovrebbero essere qui solo per studiare. Buoni amici, compagni di universit, questo mi ha detto Miss Cooper. Se sono innamorati perch non lo dicono? Detesto i sotterfugi. Di che cosa stavamo parlando?
Siedono, come evidentemente loro abitudine, al solito posto davanti al camino.
Lady Matheson Dell'oratore alla televisione; di come ha parlato bene.
Mrs. Railton Ah, gi! Che cosa ha detto che era cos vero...
(La porta a vetri si apre e le tende volano dentro la stanza con violenza) Misericordia!
Dopo un momento di lotta con le tende gonfie d'aria appare John. Ha indosso un impermeabile tutto bagnato.
Mrs. Railton Chiudete, chiudete, per piacere! C' una corrente d'aria terribile!
John Corrente d'aria? Gi.
Sparisce di nuovo dietro le tende. Mrs. Railton scambia occhiate eloquenti con Lady Matheson. Le fa segno con la mano che ha bevuto.
Lady Matheson S... Che cosa ha detto che era cos vero, e anche cos caustico... Qualcosa sul livello del cittadino britannico.
La lotta di John con le tende terminata ed egli riemerge, sempre con l'impermeabile addosso. Si avvicina ad una poltrona vicino al camino e si scalda le mani davanti alla stufetta elettrica. Le due signore lo guardano e Mrs. Railton decide di ignorare la sua presenza.
Mrs. Railton S, s... ora me ne ricordo: una risposta meravigliosa. Ha detto che bisogna alzare il livello di vita del povero invece che abbassare quello del ricco. Ha detto, se ve ne ricordate, che mentre i socialisti si preoccupano di tagliare la torta nazionale in piccolefette perfettamente uguali i conservatori si preoccupano di aumentare la grandezza della torta.
(Guarda John sperando che abbia sentito. John, sempre con le mani davanti alla stufetta, sembra non aver sentito)
Poi ha aggiunto che ogni aumento di salario significa un graduale rimpicciolimento della torta da tagliare a fette.
John (di colpo) Chi lo ha detto?
Mrs.Railton Sir Roger Williamson, alla televisione.
John Avrei dovuto indovinarlo.
Mrs. Railton(irrigidendosi) Voi non sarete d'accordo,immagino, Mr. Malcolm.
John Certo che non sono d'accordo. Lo sapete maledettamente bene che non posso essere d'accordo. Ma non si tratta di questo, anche i conservatori hanno gente in gambissima. Perchpresentare alla televisione un cretino come quello, con la voce in falsetto ed una faccia da macaco arrabbiato e il cervello da bambino retrogrado?
Mrs. Railton Sir Roger a noi non ha fatto questa impressione.
John non risponde.Per un momento sembra assorto nei suoi pensieri.
John Povero Roger... In qualche modo deve pur arrangiarsi per guadagnare e rifarsi dei soldi che spende con le donne!
Le signore, scandalizzate,restano mute. Poi
Mrs. Railton Volete dire che conoscete SirRoger personalmente...
John (si volta e la guarda come se per un attimo si fosse scordato della sua presenza) No, non lo conosco.
Mrs. Railton Allora posso chiedervi conqualediritto...
John Con nessun diritto; cose che ho sentito dire.
Mrs. Railton Libelli, ve lo dico io.
John S, pi grande la verit e pi grosso il libello: conoscete il detto, no? E che altro ha detto Sir Roger? Ha parlato degli scioperi nei docks?
Mrs. Railton S, ne ha parlato. Ha detto che i portuali non hanno alcun senso di responsabilit nazionale e...
John Non c' classe in Inghilterra che ne abbia di pi.
Mrs. Railton Altra cosa che avete sentito dire, immagino.
John No, una cosa che so: Anch'io ho lavorato nei docks.
Pausa.
Mrs. Railton Devo dirvelo? La cosa non mi sorprende.
John Ed io non mi sorprendo che voi non vi sorprendiate, Mrs. Railton. (un impercettibile rutto) Scusate, troppo whisky. (siede tenendo sempre l'impermeabile addosso)
Mrs. Railton e Lady Matheson si scambiano un'occhiata che John intercetta.
JohnBevo per scaldarmi, sapete... con questo freddo. Leggete Nuovi orizzonti forse...
Mrs. Railton Io me ne guardo bene. Non mi voglio sporcare le mani toccando...
John Esattamente quello che pensavo. E voi, Lady Matheson?
Lady Matheson Vi d un'occhiata di tanto in tanto. (si affretta ad aggiungere) Non alla parte politica, ma la critica musicale che ottima.
John Cos siete stata voi a scoprire che Calo sono io? Brava. Come avete fatto ad indovinare?
Lady Matheson (confusa) Se volete saperlo un giorno dimenticaste un dattiloscritto su quel tavolo e non sapendo che cosa fosse lo presi in manoe lessi il primo paragrafo - solo il primo - e mi bast per riconoscerlo la settimana dopo stampato su Nuovi orizzonti.
John Ah, colpa mia allora. Nessun rancore, per carit, da parte mia per lo meno. (altro impercettibile rutto) Chiedo scusa. Su che cosa era l'articolo?
Lady Matheson Dividendi e salari.
John Lo avete letto tutto?
Lady Matheson Tutto.
John Come vi sembrato?
Lady Matheson (con spirito insolito) Visto che me lo chiedete, ecco: mi sembrato mostruoso, assolutamente mostruoso. Sono stata l l per scrivervi una lettera aperta.
John Peccato che non lo abbiate fatto, adoro le controversie, le discussioni. Forse avete preso l'articolo troppo oggettivamente; ne avete fatto una questione personale...
Lady Matheson Potevo fare altrimenti? Vi rendete conto che io vivo di una pensione che meno della met di quello che guadagna uno scaricatore nei docks? Mio marito era un alto funzionario governativo e mor prima che la nuova legge sulle pensioni fosse approvata. Quando mor quello che mi lasci bastava, ma ora...
John Lo so. Non avete i soldi per farvi riparare la radio e la radio la vostra vita. Siete passata in una cameretta sul cortile perch l'anno scorso hanno aumentato i prezzi. Nuovi orizzonti non lo potete comperare, scommetto che dovete chiederlo in prestito. In poche parole, per quanto basso sia il livello medio della povert, voi siete certo al disotto di esso e siccome per il povero ho sempre avuto comprensione, voi avete la mia, Lady Matheson.
Lady Matheson Vi ringrazio, ma posso farne benissimo a meno.
John Non ne sono certo. Voi siete una delle sfortunate vittime della nostra rivoluzione: voi e Miss Meacham e il professore e tanti altri. Dovreste appellarvi ai nostri istinti umani, Lady Matheson.
Lady Matheson Votando per voi, immagino.
John Sarebbe la via pi pratica, d'accordo.
Lady Matheson (con fermezza) Mai. Mai finch vivo.
Mrs. Railton Parlando di vittime della vostra rivoluzione, ditemi, perch non avete nominato anche me?
John Perch voi non siete una vittima. Lo sarete solo quando le nostre imposte sul capitale raggiungeranno i vostri ben custoditi tesori.
Mrs. Railton (molto offesa) Ci conviene ritirarci, Gladys, e lasciare che Mr. Malcolm dormendo smaltisca la sbornia.
Le due signore si alzano.
John Ve ne andate? Non devo scordare le buone maniere... (si alza con difficolt) Mi piaciuta la nostra chiacchierata. Non lo dimenticate; alle prossime elezioni votate laburista.
Mrs. Railton E' tutta colpa vostra, Gladys, non dovevamo metterci a tu per tu con un comunista ubriacone.
Mrs. Railton vuole uscire su queste parole, ma trattenuta da Lady Matheson che sta febbrilmente cercando qualcosa, impaziente.
Mrs. Railton Gladys, andiamo.
Lady Matheson Non trovo i miei occhiali.
Entra, gaia, Miss Cooper con un vassoio con caffettiera e tazzina.
Miss Cooper Ecco il vostro caff, Mrs. Railton, spero che non sia troppo tardi.
Mrs. Railton (con intenzione) Grazie, Miss Cooper, ma stasera preferisco non prendere caff. (impaziente a Lady Matheson) Non riuscite a trovarli, mia cara?
Lady Matheson Aspettate, guardo ancora nella poltrona.
Lady Matheson guarda nella poltrona. Nel frattempo Miss Cooper si rende conto della situazione. Posa il vassoio e guarda John con severit.
Miss Cooper (assumendo un tono di autorit che si addice alla sua posizione) Mr. Malcolm, siete entrato da quella porta?
John (umilmente) S.
Miss Cooper Sapete che proibito.
John Me ne sono scordato, mi dispiace.
Miss Cooper Avete portato il fango in casa... (avvicinandosi alla sua poltrona) E vi siete seduto con l'impermeabile bagnato, Mr. Malcolm!
John Mi dispiace.
Miss Cooper Devo pregarvi di togliervi l'impermeabile e di appenderlo al suo posto. E di pulirvi le scarpe sullo zerbino messo fuori appositamente per questo.
John S. Mi dispiace.
John passa davanti a Mrs. Railton e va nella hall. Lady Matheson sta ancora cercando nella poltrona.
Miss Cooper (con ansiet) E' stato noioso?
Mrs. Railton Noioso una sottovalutazione.
Miss Cooper Dio mio, che cosa successo?
Mrs. Railton Preferirei non discuterne in questo momento. (con impazienza) Per amor del cielo, Gladys, andiamo. Quel mostro potrebbe rientrare da un minuto all'altro.
Lady Matheson (trionfante) Eccoli! Erano sotto la poltrona.
Mrs. Railton Perch non ci avete guardato subito?
Lady Matheson Ecco, dopo pranzo mi sono seduta nella poltrona del professore perch la nuova signora si era seduta nella mia, senza volere, ne sono sicura, e credevo...
Mrs. Railton Non importa, cara. Andiamocene subito. (l'affretta via e si volta verso Miss Cooper) Miss Cooper, domattina vorrei parlarvi, dopo il breakfast. Buonanotte.
Miss Cooper Buonanotte, Mrs. Railton.
Mrs. Railton esce. Miss Cooper sospira e si avvicina alla poltrona dove era seduto John. Prende il cuscino e lo mette davanti alla stufa. Entra Fowler e va alla scrivania.
Prof. Fowler Ah, siete qui, Miss Cooper... cercavo un po' di carta da lettera.
Miss Cooper Siete riuscito a telefonare, professore?
Prof. Fowler No, ma prover di nuovo. Sono certo che c' stato un errore. Forse un telegramma con l'indirizzo sbagliato o qualcosa di simile.
Miss Cooper Dev'essere cos.
Prof. Fowler Oh, non vorrei che qualcuno stesse alzato... Il campanello della porta lo sento dalla mia camera benissimo e se stanotte suonano posso alzarmi io ad aprire...
Miss Cooper Come volete, professore, ma credete ancora che verr... a quest'ora?
Prof. Fowler Avr affittato una macchina. E' un ragazzo spendaccione. Questi artisti, sapete come sono. Allora, buonanotte.
Miss Cooper Buonanotte, professore.
Esce Fowler. Miss Cooper ispeziona le impronte di fango sul tappeto. E' in ginocchio quando entra John. Egli si siede in silenzio, di umore nero. Miss Cooper, metodicamente, finisce di grattare dal tappeto i pezzetti di fango che va buttando nel cestino della carta; poi versa nella tazzina il caff che Mrs. Railton non ha voluto, ci mette due zolle di zucchero e senza parlare la porge a John. John prende la tazzina, la guarda e beve a sorsi. Miss Cooper siede sul bracciolo della poltrona e gli appoggia affettuosamente la testa sulla spalla; con dolcezza.
Miss Cooper Siete molto ubriaco?
John No.
Miss Cooper Quanti?
John Finch mi rimasto denaro. Non molti. (Pausa. Miss Cooper gli prende la mano)
Miss Cooper C' qualcosa, John?
John Uhm.
Miss Cooper Non me lo volete dire?
John Non posso.
Miss Cooper (con forzata allegria) Non importa. Che cosa avete detto alle vecchie signore?
John Troppo, ho detto troppo, per Dio! (Posa la tazzina del caff, si alza e si allontana. Miss Cooper l'osserva con ansiet) Forse dovr andarmene di qui.
Miss Cooper (secca) Non potete andarvene.
John Forse sar costretto.
Miss Cooper Non sarete costretto. Ci penso io. Ma che cosa avete detto?
John Non pi del consueto - il mio solito esibizionismo - la mia solita sordida mania di ubriacone di imporre il proprio io prendendomela con due povere vecchie e obbligandole a sentirmi decantare le mie qualit di pensatore politico con accenni al mio grande passato! Mi sono perfino lasciato scappare che ho lavorato nei docks.
Miss Cooper Dio mio!
John E che conosco Roger Williamson. Ma questa l'ho aggiustata bene, almeno spero.
Miss Cooper Anch'io lo spero, altrimenti Mrs. Railton ci vorr andare in fondo. Eppoi che altro?
John Non so. In questo momento non ricordo. Mi torner tutto in mente domattina. (mortificato) Oh, Pat, mi dispiace. (le passa il braccio sulla spalla con affetto)
Miss Cooper Va bene, va bene, metto tutto a posto io. Finite di bere il caff.
Obbediente John riprende la tazzina.
John Perch faccio cos? Un tempo sapevo comportarmi.
Miss Cooper (sfiorandogli la guancia con un bacio) Al vostro posto anch'io avrei parlato cos.
John Non mi drammatizzate troppo: gi lo faccio abbastanza da me. Probabilmente sarei stato un fallito lo stesso.
Miss Cooper E quel ritaglio di giornale che mi mostraste che parlava di voi, che profetizzava...
John Un profeta politico che prediceva il trionfo di un uomo qualunque. Se la sua profezia non si avvera nessuno se ne ricorda; se invece per un miracolo questa si avvera pi tardi, dir: Come sono stato perspicace!.
Miss Cooper Ma prima di trent'anni non eravate gi sottosegretario?
John S, s, s... Ma non vuol dir niente. Il mondo pieno di giovani promesse che nell'et matura vengono meno alle loro promesse. Non vuol dir niente, assolutamente niente. (si volta da un'altra parte e fissa il pavimento)
Miss Cooper (calma) Vorrei che mi diceste che cosa successo.
John Non posso. Vi ho detto che non posso. Ma non importante.
Miss Cooper Abbastanza importante per farvi bere parecchi whiskies.
John Molte cose sono importanti per questo. Il giorno che Willy Barker fu fatto ministro ne bevvi una bottiglia.
Pausa.
Miss Cooper Non potreste ripresentarvi?
John (con un sorriso ironico) Dio, che giornata di giubilo per la stampa conservatrice! Malcolm Ramsen ha deciso di presentarsi come candidato del partito laburista indipendente per il suo vecchio collegio. Si ricorder ai lettori che Ramsen, gi sottosegretario nell'amministrazione nel 1945 e nel 1946 fu condannato a sei mesi di prigione per tre accuse diverse: per essersi ribellato ad un ufficiale di polizia nell'esercizio delle sue funzioni, per ubriachezza molesta e per avere gravemente percosso la moglie. Vedo gi i titoli sui giornali: Ex-carcerato tenta di farsi rieleggere. No, grazie, rimango John Malcolm giornalista, ubriacone e uomo finito, terrore delle vecchie signore in ritiro nell'hotel Beauregard a Bournemouth. Preferibile, ve lo garantisco.
Di nuovo volta lo sguardo da un'altra parte. Silenziosa, Miss Cooper gli va davanti e gli mette le braccia sulle spalle.
Miss Cooper John, caro, non voglio saper nulla, ma vorrei aiutarvi... se posso.
John (si volta e la guarda; poi con semplicit) Pat, lo sapete che vi voglio bene?
Miss Cooper (con un sorriso) Bene? E' ci che si dice ad una sorella.
John (con un sorriso che una risposta) Avete motivi sufficienti per sapere che il mio sentimento per voi trascende l'amore fraterno.
Miss Cooper Non crediate che non ve ne sia grata... Non motivi sufficienti.
Si stanno avvicinando uno all'altra quando un rumore nella hall li separa, non per allarme, ma per lunga abitudine. Entra Anne.
Miss Cooper (con forzata allegria) Oh, hallo, Mrs. Shankland. Mi avevano detto che vi eravate gi ritirata in camera.
Anne S, ma senza andare a letto. Leggevo.
Miss Cooper La poltrona comoda, vero?
Anne Molto comoda.
Anne resta in piedi, incerta, accanto alla porta, guardando John che dopo averle lanciato una breve occhiata si voltato leggermente da un'altra parte.
Miss Cooper Vi occorre qualcosa, Mrs. Shankland?
Anne (diffidente) No. Desidero soltanto dire due parole a... Mr. Malcolm.
Miss Cooper (con forzata allegria, come prima) Vi siete conosciuti?
Anne S, molti anni fa.
Miss Cooper Ah. (d uno sguardo a John evidentemente turbata dal pericolo che Anne riveli la vera identit di John, ma questi rimane impassibile) Allora vi lascio soli; se desiderate qualcosa... rimango alzata ancora un po'.
Esce chiudendo la porta. Anne guarda fissamente il suo ex-marito, ma lo sguardo di John ancora rivolto altrove.
Anne John, non volevo andarmene senza prima esserci detti qualcosa. Spero che non ti dispiaccia.
John Dispiacermi? perch mi dovrebbe dispiacere?
Anne Dalla tua fuga senza neanche mangiare mi sembra capire che tu di me odii perfino la vista.
John (lentamente, guardandola per la prima volta in pieno viso) La vista di te, Anne? ecco, l'unica cosa di te che non odio.
Anne (con un sorrisetto nervoso) Caro... non piacevole sentirsi dire queste cose.
John Come, non ci tieni pi a sentir lodare la tua bellezza? E' svanito il tuo narcisismo?
Anne No, credo di no, ma non mi piace essere odiata da te.
John Davvero? Un tempo ti piaceva.
Anne Non mi capisci, John, non mi hai mai capita.
John Ti sbagli, se non ti avessi capita non ti avrei ritenuta capace di tutto.
Anne Mi dicevi sempre cos, me ne ricordo, ed era una delle cose che mi facevano pi rabbia. E' facile affermarlo, ma difficile provare il contrario!
John S, s, s, non lo metto in dubbio, ma ora vattene a letto, te ne piego, e domani sparisci senza far chiasso. E' meglio per tutti e due, te lo assicuro.
Anne No, John... lasciami restare ancora un momento. Mi posso sedere?
John Me lo chiedi per ricordarmi le mie cattive maniere? Lo so, non dovrei restar seduto quando tu sei in piedi,..
Anne (abbozzando un sorriso) Come sei permaloso! Pi permaloso di un tempo. (si siede) Hai sempre avuto ottime maniere.
John Eppure mi correggevi sempre...
Anne Nooo... solo qualche volta... quando avevamo ospiti stupidi e convenzionali che non ti avrebbero capito come ti capivo io.
John (con un leggero sorriso) Avrei preveduto questa risposta se me ne avessi dato il tempo.
Anne (anche con un sorrisetto di risposta) Oh, tesoro, dimmi... mi hai sempre ritenuta capace di tutto... fin dal principio?
John S.
Anne Perch mi hai sposata?
John Se la tua vanit si compiace di sentire ancora una volta la mia risposta, te lo dir. Perch in quel momento il mio amore era cos disperato, il desiderio di te cos violento che non potevo rifiutarti nulla di quello che mi chiedevi, nemmeno il matrimonio che la logica pi elementare mi diceva sarebbe stato disastroso.
Anne Perch necessariamente disastroso?
John Per la nostra differenza sociale, soprattutto.
Anne Sociale? che sciocchezza, John. E' uno snobismo invertito il tuo!
John Non credo. La distanza tra Kensington e i docks ancora enorme. Noi eravamo otto figli, come ti ho detto pi di una volta e per me i doveri della moglie erano altri; forse prendevo ad esempio mia madre che sacrific energia e salute e tutta se stessa per allevare tanti figli e sorvegliare il marito. Non credo che le mie esigenze volessero arrivare a quel punto, no, speravo che mia moglie si sarebbe occupata della casa e mi avrebbe fatto dei bambini.
Anne (scaldandosi) In quanto ai bambini, avevo detto ben chiaro prima di sposarci...
John S, pi che chiaro. Una mannequin famosa non pu giocarsi la silhouette per amore della posterit. Accettai le condizioni, Anne, tutte le condizioni. Non una lagnanza.
Anne (con rancore) Invece lo , lo sai benissimo. E la cantilena sempre la stessa: non ti amavo quando ti sposai.
John Dio! Dobbiamo tornare anche su questo?
Anne S, dobbiamo. Sono cose da mettere in chiaro. Hai dichiarato un minuto fa che fui io a volere il matrimonio. Sta bene. Ma se questo vero - ed vero - quale altro pot essere il motivo se non l'amore. S, lo so, in quel momento eri gi sottosegretario, ma... diciamolo pure, c'erano personalit molto pi in vista che avrei potuto...
John (interrompendola) Lo so, me lo ricordo benissimoun baronetto, un miliardario australiano e quel produttore cinematografico.
Anne Lo vedi?
John Sposasti me perch avevi fretta. Avevi quasi trent'anni e di colpo realizzasti che non potevi continuare per tutta la vita ad estasiarti davanti ad uno specchio, perch il giorno sarebbe presto giunto in cui ci che vedevi nello specchio non ti avrebbe estasiato pi. E non avresti potuto continuare per molto a menar per il naso i tuoi adoratori perch sarebbe presto arrivato il giorno in cui non ci sarebbero stati pi adoratori da menar per il naso.
Anne Eloquente, John, ma non convincente. Se era cos perch non un baronetto od un miliardario ma soltanto la signora Ramsen?
John Perch gli altri non erano pronti a pagare l'intero prezzo; il prezzo chiesto da te quando decidesti di darti in sposa al miglior offerente.
Anne Vuoi dire che un titolo non mi bastava?
John Uhm.
Anne E nemmeno un miliardo?
John (sempre assentendo col capo) Uhm.
Anne Qual era il mio prezzo?
John La schiavit.
Anne John, sei ridicolo! Mi sembra ricordare questa stessa accusa appena sposati.
John Non lo metto in dubbio.
Anne Se volevo fare di mio marito uno schiavo potevo scegliere uno degli altri e non te.
John Dove sarebbe andato a finire il tuo divertimento? Ridurre in schiavit un uomo che si lasciava influenzare perfino dal suo domestico? No! Tu volevi un giuoco pi difficile. I tuoi baronetti ammaestrati ed i tuoi miliardari australiani erano troppo per bene per reagire se negavi loro i diritti coniugali e troppo educati per non prender sul serio le tue emicranie al momento di andare a letto! Poverina!; Povera Anne, speriamo che domattina ti passi. In fondo anch'io mi sento un po' stanco. No, cara Anne, non sarebbe stato un vero divertimento usare le tue armi con simili mariti. Ma usarle con un selvaggio e ribelle come me? Questo s era vivere! Soggiogarlo con l'incerta promessa di quei piaceri coniugali che erano ad ogni modo il suo sacrosanto diritto, oppure torturarlo sino a ridurlo furioso ed urlante davanti a una porta chiusa a chiave finch la buttava gi a calci e ti faceva cadere battendo la testa contro il muro perdendo i sensi. Questo s, valeva la pena.
Anne (piccola pausa) John, Dio mio... Parli... parli...
John S, parlo, parlo. Mi devi perdonare. Forse una mania dei politicanti delusi. Inoltre stasera sono pi amaro del solito.
Anne Per avermi rivista?
John S.
Anne Mi dispiace.
John Non credo.
Anne (ridendo, adesso con allegria e sentendosi pi sicura di s) Non sei cambiato.
John Non sono cambiato?
Anne Sempre lo stesso vecchio John, con le solite valanghe di verit, mezze verit e distorsioni tutte arruffate insieme per creare una storia consistente, ma la tuastoria. Le cose come le vedi tu. La natura umana non cos semplice, caro mio, hai omesso il fatto pi importante.
John Quale?
Anne Tu sei l'unico essere al mondo a cui io abbia voluto bene. Osserva come ho lasciato da parte, con tatto, la parola amore. Dammi una sigaretta. (John tira fuori un pacchetto di sigarette dalla tasca) Oh, ancora quegli schifosi bocchini di sughero? Preferisco una delle mie. Dammi la borsetta. (Una nota leggera di autorit tornata nella sua voce. John obbediente le porge la borsetta ed Anne ne tira fuori un portasigarette d'oro) Anche a questo non credi?
John Potrei rispondere che il tuo bene lo dimostravi in un modo strano.
Anne Beh, non ero preparata ad essere la tua schiava; qualche volta dovevo pur reagire, no?
John Penso di s, ma le armi che usavi erano sleali.
Anne Non ne avevo altre. Tu avevi il cervello, l'eloquenza, l'abilit di farmi sentire meschina, come stai facendo anche ora, d'altronde.
John Davvero? Mi dispiace.
Anne Comunque... non una regola di guerra giocare sulla debolezza del nemico?
John Una regola di guerra, non del matrimonio, non necessariamente.
Anne Il matrimonio una specie di guerra.
John Lo per te.
Anne (con un sorriso) Anche per te, John... sii sincero.
John La debolezza sulla quale hai giocato tu il mio immenso amore per te.
Anne Descrivilo cos se ti fa piacere. Ci sono altri modi di descriverlo che suonano meno graziosi. (John in silenzio guarda Anne fumare la sigaretta infilata in un lungo bocchino. Anne ormai in possesso della sua vecchia sicurezza) Comunque, su quel lato del matrimonio, tu ed io non saremmo mai potuti andare d'accordo.
John No.
Anne Perch mi guardi cos?
John Lo sai benissimo perch.
Anne (soddisfatta) Non lo so, mi fai diventar rossa.
John Scusa.
Anne Mi trovi davvero poco cambiata fisicamente?
John (senza guardarla) Affatto cambiata.
Anne Forse perch mi trucco con sapienza.
John Non credo.
Anne Se volevi una brava donna di casa docile ed ubbidiente perch non hai sposato una donna come... ecco, una donna come la direttrice con la quale ti ho sorpreso in... flirt un momento fa. Eri in flirt, no?
John Se vuoi chiamalo flirt, chiamalo cos.
Anne Perch non la sposi?
John Perch non l'amo.
Anne Importa?
John Sono troppo antiquato perch non me ne importi.
Anne Non potresti... ecco, potresti imparare ad amarla. Dopotutto il tuo tipo.
John Per me ancor oggi c' al mondo un solo tipo di donna e Dio sa se giova al mio orgoglio confessarlo a te, ma non sono mai stato capace di mentire su me stesso. (la guarda di nuovo) Un solo tipo e un solo esemplare di quel tipo.
Anne (tranquilla) Sono contenta.
John Non lo metto in dubbio. Dimmi, i complimenti ti fanno ancora sentire quella piccola fitta al plesso solare, come la descrivevi tu?
Anne Ora pi che mai, ora che ho quarant'anni. Ecco, l'ho detto.
John Avrei fatto i conti da me. (Tutti e due ridono quietamente. John prende in mano il portasigarette d'oro) E' un affarino grazioso. Chi te lo ha dato, il tuo secondo?
Anne S.
John Ha buon gusto.
Anne Per i gioielli.
John Avresti dovuto far di tutto per andarci d'accordo. Era un uomo pi adatto di me...
Anne Non era un uomo: era un topo.
John Non ti faceva abbastanza complimenti?
Anne Troppi, ma nessuno spontaneo.
John Niente fitta al plesso solare?
Anne Niente. (gli prende di colpo la mano con gesto intimo ed affettuoso) John, I'm in a bad way, you know. Sono disperata, John.
John Mi dispiace.
Anne Molte delle cose che dicesti mi sarebbero accadute... Mi stanno accadendo.
John Per esempio?
Anne Solitudine, per nominarne una.
John Non hai amici?
Anne Pochi, non ho quell'arte.
John Quella non un'arte. Farsi amare un'arte e tu ce l'hai...
Anne (amara) L'avevo.
John L'hai.
Anne Detesto vivere sola. Dio, come lo detesto. Quest'hotel, per esempio; Dio, mi fa venire i brividi!
John (innocente) Perch sei venuta qui, allora?
Per un istante brevissimo Anne titubante, ma si riprende subito.
Anne Forse me lo immaginavo diverso. Mi vedo gi, tra pochi anni, ad una di quelle tavole separate...
John Nessun uomo all'orizzonte?
Anne Nessuno che io desideri. E il tempo vola. Dio, come vola!
John A me non volato in questi otto anni.
Anne Povero John, mi dispiace. (stringendogli ancora pi affettuosamente la mano) Ma stata una fortuna cos meravigliosa incontrarsi che non dobbiamo sciuparla. Ora ci dobbiamo vedere di pi. Dopotutto se il destino ci gioca uno scherzo cos sbalorditivo una ragione ci deve essere! Non mandarmi via domani, lasciami restare ancora un po'. (John non risponde e fissa Anne) Non ti dar noia. (John non risponde e continua a fissarla) Te lo giuro, John, non ti dar noia.
John (finalmente, con voce spessa) Non mi darai noia.
Di colpo e con violenza la prende tra le braccia e la bacia. Anne risponde all'amplesso, ma dopo un momento vorrebbe dire qualcosa. Selvaggiamente.
John Non parlare! Per l'amor di Dio, non parlare, uccideresti questo istante.
Anne John, tesoro, anche a rischio di rovinare tutto devo parlare, ti devo ricordare che siamo in pubblico... Ma Miss Cooper ha avuto la cortesia di darmi una camera molto isolata... numero... (tira fuori di tasca la chiave) diciannove. Dammi una delle tue orrende sigarette, sono rimasta senza. (John prende il pacchetto e glielo butta. Lei prende una sigaretta. John gliela accende con l'accendisigaro, ma la mano gli trema) Che mano tremante! (Anne gliela tiene ferma con la sua ed accende. John si mette l'accendisigaro in tasca e rimane con la mano in tasca. Anne si alza, prende la borsetta, si liscia il vestito, si aggiusta i capelli e si volta verso di lui) Come sono? In ordine?
John In ordine.
Anne (felice gli manda un bacio con la mano) John, tesoro!
John (senza guardarla) Anne, tesoro.
Anne Tra mezz'ora? (Si avvia per uscire)
Prima che Anne arrivi sulla porta si sente Miss Cooper che chiama Mrs. Shankland dalla hall. Anne si ferma e sorride a John.
Anne Lo vedi?
Si apre la porta ed entra Miss Cooper.
Miss Cooper Mrs. Shankland, vi desiderano al telefono. Siete chiamata da Londra.
Anne Oh. Dov' il telefono?
Miss Cooper Di l. Vi indico la strada.
Tutte e due escono. John, rimasto solo, si siede bruscamente come se le ginocchia non lo reggessero. Appoggia la testa nelle mani. E' in questo atteggiamento quando rientra Miss Cooper.
Miss Cooper (lo guarda un momento prima di parlare) E' lei non vero?
John Come?
Miss Cooper Mrs. Shankland. Quella donna lei.
John S.
Miss Cooper E' identica alla vostra descrizione. Scolpita nel ghiaccio, diceste una volta, me lo ricordo.
John Dissi cos?
Miss Cooper Ed ora, John? (John alza gli occhi e la guarda senza rispondere. Pausa. Calma finalmente) Ho capito. Ecco, sapevo che l'amavate ancora e che l'avreste amata sempre. Non ne facevate un segreto del resto.
John (supplichevole) Pat... mia cara...
Miss Cooper No, non avete bisogno di dirmi altro; ho capito tutto. Immagino che ve ne andrete...
John Non lo so. Oh Dio, non so niente.
Miss Cooper Ve ne andrete, lo so. Quella donna sa quello che vuole. Se si presa la briga di corrervi dietro fin qui non vi moller cos facilmente...
John Non mi corsa dietro. E' stata pura coincidenza.
Miss Cooper Coincidenza? Lo credete davvero?
John S.
Miss Cooper Allora non parlo pi.
John Parlate!
Miss Cooper No, John.
John salta in piedi e l'afferra per le braccia.
John (selvaggiamente) Parlate! Parlate, disgraziata!
Miss Cooper A posto le mani, John. Io non sono lei, avete capito? (John la lascia andare) Va bene, parler. Se fosse stata pura coincidenza perch ora starebbe parlando per telefono con l'editore del New Outlook?
John Come!?
Miss Cooper Non si chiama Wilder?
John Wilder, s.
Miss Cooper Dalle parti del British Museum?
John S.
Miss Cooper E conosce la vostra vera identit e sa dove vivete?
John S.
Miss Cooper Mondano, credo: cocktails, ricevimenti... (John si rimesso a sedere questa volta senza rispondere) Potrebbe essere un altro Wilder. Se c' stata una coincidenza non ce ne potrebbe essere un'altra?
Anne ritorna. Ha l'aria felice e serena.
Anne (a Miss Cooper) Mille grazie, Miss Cooper. Ora me ne vado a letto. Ho pregato che mi sveglino alle otto e mezzo con un bicchiere d'acqua calda e una fettina di limone.
Miss Cooper Sta bene.
Anne Allora, buonanotte. Buonanotte, Mr. Malcolm.
John si alza di scatto.
John Anne, resta qui. Pat, voi andate via.
Miss Cooper (in fretta) Non ora, John. Rimandate a domattina.
John No, adesso. (le apre la porta) Andatevene, per piacere.
Miss Cooper esce in silenzio. John chiude la porta e si volta verso Anne.
John Quando il destino ci fa uno scherzo cos sbalorditivo una ragione ci deve essere, non vero?
Anne S, quello che ti ho detto io.
John (rauco) Che cosa hai detto a Wilder? (Anne apre la bocca per parlare) No, non hai pi bisogno di mentire. Vuoi che ti ripeta le tue parole? Caro Wilder, il nostro piccolo stratagemma andato a meraviglia. Mio caro, grazie per l'aiuto. Dieci minuti sola con lui era quanto occorreva per averlo ai miei piedi. Troppo buffo: dopo un bacio, la mano gli tremava gi tanto che non riuscito ad accendermi la sigaretta. Dovevi vederlo! Saresti morto dal ridere! L'ho in mano di nuovo e far di lui quello che voglio.
Le si avvicina lentamente e la guarda. Lei resta immobile dov' ma un po' spaventata.
Anne (con sincerit) John, te ne supplico, non me ne volere in questo modo. Che cosa ho fatto di tanto orribile? Ero disperata per vederti e non ho saputo escogitare altro...
John Non hai saputo escogitare altro! Come poteva saltarti in mente di scrivermi una lettera o di telefonarmi, e di dirmi la verit quando eravamo... (Indica la sala da pranzo) E no! Volevi il trionfo completo, la resa incondizionata, e se ci riuscivi con menzogne ed imbrogli tanto meglio. Maggiore il trionfo.
Anne Non vero, non cos. Hai ragione, avrei dovuto dirtelo - di l - certo che te lo avrei dovuto dire, ma vedi... anche adesso, mi rimasto quell'orgoglio...
John E' rimasto anche a me, grazie a Dio. Ne rimasto un po' anche a me. (le mette le mani sulle braccia fissandola e tirandola a s) S, adesso lo vedo bene il trucco. S, ora le vedo le piccole rughe che prima non vedevo, e presto di questo bel viso non rester nulla per fare impazzire un uomo. (le sue mani sono ora intorno al collo di Anne)
Anne (calma) Avanti, perch non lo fai?
John la guarda dal sopra in gi per un momento, eppoi la spinge via con violenza. Dalla sedia dove era seduta casca e nella caduta batte contro il tavolino. John va alla porta a vetri in fretta, la spalanca e corre fuori. Il vento fa volare le tende dentro la stanza. Anne si alza, dal pavimento e resta immobile, senza espressione. C' uno specchio sul camino e lei ci si guarda, a lungo. Poi si volta da un'altra parte e di scatto si mette a singhiozzare, prima in silenzio, poi con violenza finch, mentre si dirige come una cieca verso la porta della hall, il pianto diventa incontrollabile. Miss Cooper entra mentre Anne sta raggiungendo la porta. Anne, vedendo che Miss Cooper le sbarra la via, corre di nuovo dentro la stanza, singhiozzando. Miss Cooper, deliberatamente, chiude la porta a vetri prima di voltarsi verso Anne. Poi le si avvicina e le mette una mano sulla spalla.
Miss Cooper Venite in camera mia, Mrs. Shankland. C' un bel fuoco ed una bella poltrona ed anche un po' di cognac, credo. Staremo comode e nessuno ci potr disturbare. (comincia ad avviarla verso la porta) Ecco, qui potrebbe entrare qualcuno ed a noi questo seccherebbe, non vero? Venite da me, Mrs. Shankland, venite da me...
Mentre escono, Mrs. Shankland per prima, le luci si abbassano.
SCENA TERZA: la sala da pranzo la mattina dopo.
Miss Meacham alla sua tavola immersa nella pagina sportiva del giornale del mattino. I due studenti, alla loro tavola, stanno leggendo. Le altre tavole sono gi state occupate, meno quella vicino alla finestra e quella di Anne. Entra Miss Cooper dalla stanza di soggiorno.
Miss Cooper (fuori) S, s, Mrs. Railton, ve lo prometto. (si sente il mormorio della risposta di Mrs. Railton) S, una vergogna, sono d'accordo... gli parler molto severamente. ( sulla porta, la chiude con un lieve sospiro di sollievo, poi ai due studenti, di buon umore) Buon giorno, Miss Tanner. Buon giorno, Mr. Stratton. (questi rispondono con un mormorio inarticolato e si risprofondano nella lettura) Buon giorno, Miss Meacham. Si annuncia una bella giornata... senza umidit, finalmente.
Miss Meacham Ma a Newbury piover? Questo il punto. Su terreno pesante Walled Garden non vale niente.
Miss Cooper Come faccio a indovinare?
Entra Mabel.
Mabel Miss Cooper, Mr. Malcolm non era in camera sua stamattina quando gli ho portato su la tazza di t... Il letto era intatto.
Miss Cooper (con un sorriso rassicurante) Lo so, Mabel.
Mabel Lo sa?
Miss Cooper Volevo avvertirti, ma me ne sono completamente dimenticata. E' dovuto partire per Londra ieri sera... all'improvviso.
Mabel Allora non torna per il breakfast.
Miss Cooper Credo di no.
I due studenti si alzano e vanno nella stanza di soggiorno.
Mabel Meno male. Sono quasi le dieci. E la nuova signora? Ancora non scesa.
Miss Cooper E' scesa, ma non credo che voglia il breakfast.
Mabel Niente niente?
Miss Cooper Deve stare attenta alla linea.
Mabel (con l'espressione confusa di chi non ha capito) Non capisco che vantaggio ne abbia la linea se dalla fame uno poi muore. (va in cucina)
Miss Meacham La nuova se ne va, eh?
Miss Cooper S, come lo sapete?
Miss Meacham Ho sentito quando ha chiesto che le portassero gi le valige. Lo sapevo che non avrebbe resistito.
Miss Cooper Resistito!?
Miss Meacham Non parlo dell'hotel. Per il prezzo che si paga il migliore di Bournemouth, lo dico a tutti. Ma questa vita, voglio dire... Tutte queste. (indica le tavole vuote) Quella non un tipo solitario.
Miss Cooper Credete che esistano tipi solitari?
Miss Meacham Sono rari, ma esistono. Voi, per esempio, direi che forse siete uno.
Miss Cooper Io?
Miss Meacham Oh! Con questo non voglio dire che un giorno non vi innamorerete e sposerete, o qualche corbelleria del genere. Voglio dire che se rimarrete sola sarete felice lo stesso. Voi sapete bastare a voi stessa.
Miss Cooper (con espressione stanca, ma garbata) Mi fa piacere che pensiate questo. Forse pi piacere di quanto non immaginiate.
Miss Meacham Non vi capisco. Che cosa volete dire?
Miss Cooper Non lo so, sono un po' stanca, stanotte non ho chiuso occhio.
Miss Meacham Ecco, piacere proprio non pu farvi. La solitudine voi non l'avete ancora affrontata. Io l'affrontai molti anni fa quando ero giovane e bellina e avevo posizione e denaro per scegliere tra molti candidati. (Ricordando) Parecchi. Beh, non ne ho mai scelto nessuno e non me ne sono mai pentita. Nemmeno per un minuto. Gli uomini mi hanno sempre fatto orrore, vedete. Sono cos complicati! Forse per questo che preferisco i defunti e i cavalli. Non danno seccature, quando vogliamo levarceli dai nostri pensieri, via! Come chiudere un televisore. (si alza) L'ho detto e lo sostengo - vivere soli ecco la vera beatitudine, se ci si tagliati. Non come Madame Rue de la Paix, per esempio. Basta guardarla. Due settimane in questo albergo e finirebbe con la testa nel forno a gas. Maiale per colazione?
Miss Cooper S, maiale.
Miss Meacham Detesto il maiale. Non importa. Giocherei su Walled Garden se fossi voi. Su terreno duro straordinario. (esce)
Miss Cooper rimane sola. Si accascia sulla sedia che Miss Meacham ha lasciato vacante. Sciacqua la tazza di Miss Meacham con acqua calda e si serve un po' di caff. Lo beve a sorsi, poi abbandona il capo sul petto in attitudine d completo abbandono. Dopo un momento entra John, lentamente, dalla hall. Dopo uno sguardo attorno in silenzio si avvicina a Miss Cooper.
John (sottovoce) Pat, devo parlarvi un momento.
Miss Cooper apre gli occhi e guarda in su. Salta in piedi quando vede in che stato John.
Miss Cooper Non vi successo nulla?
John No, sto bene.
Miss Cooper Dove siete stato?
John Non lo so. Ho camminato molto.
Miss Cooper Siete stato fuori tutta la notte?
John No, mi sono riparato in una cabina, Pat, ho bisogno di soldi. Ieri sera, al bar, ho speso quello che doveva servirmi per una settimana.
Miss Cooper Quanto volete?
John Quanto basta per prendere un biglietto per Londra e pagarmi qualche giorno di alloggio. Tre o quattro sterline, immagino. Pat, me le potete prestare?
Miss Cooper Non occorre; se ne va.
John Ne siete sicura?
Miss Cooper S.
John Dov' adesso?
Miss Cooper Nel mio ufficio. State tranquillo, qui non verr. (gli tocca il vestito) Avete preso molta pioggia?
John S, credo di s, ma ora sono quasi asciutto.
Miss Cooper Mettetevi a sedere e prendete il vostro breakfast. Vi far bene; avete le mani gelate. (suona il campanello)
John Non voglio niente da mangiare: solo un po' di t.
Miss Cooper Va bene. Mettetevi a sedere. Raddrizzatevi la cravatta e tiratevi gi il bavero. Oh, cos va meglio, avete un'aria pi presentabile. (scosta la sedia dalla tavola perch si sieda)
Entra Doreen.
Doreen Comanda? (vedendolo) Ah, di ritorno? E crede di poter avere il breakfast a quest'ora?
John Un po' di t mi basta, Doreen.
Doreen Okay-y-y! (esce)
Miss Cooper Dovr mandarla via quella ragazza. (voltandosi verso John) Bravo, belle cose da fare. Sparire cos e tenerci tutti in pensiero.
John Tutti?
Miss Cooper Oh, s, anche lei: non ha chiuso occhio tutta la notte. Le ho impedito io di telefonare alla polizia.
John Allora... ne avete parlato?
Miss Cooper Quasi tutta la notte. Ha avuto forti crisi di pianto e dovevo calmarla in qualche modo. Volevo evitare di chiamare il medico.
John L'ho... ditemi la verit, Pat, l'ho ferita?
Miss Cooper Alla gola? No.
John Eppure caduta per terra. L'ho spinta, mi sembra, e deve aver sbattuto la testa contro... Oppure sto facendo confusione con...
Miss Cooper (decisa) Sta benissimo; non ha il minimo segno.
John (mormora) Dio, ti ringrazio.
Entra Doreen con teiera e vassoio.
Doreen Le ho portato anche i craks; so che le piacciono.
John Grazie, Doreen, mille grazie.
Doreen Un capitombolo? Ha la manica sporca di fango.
John Come? Ah, s, ora me ne ricordo. Sono caduto nell'oscurit.
Doreen Se si leva la giacca gliela spazzolo via. (esce)
Miss Cooper Dovevo accorgermene io. Mi dispiace.
John Non importa. Diranno che ero ubriaco. Pazienza. E... lei stamattina come si sente?
Miss Cooper Ancora scossa, ma pi calma. Sapevate che fa uso di stupefacenti?
John Stupefacenti? Di che sorta?
Miss Cooper Oh, semplicemente sonniferi, ma ne prende quattro volte la dose normale, eri anche durante la giornata.
John Da quanto tempo?
Miss Cooper Da circa un anno.
John Che stupida, santo Dio! E perch lo fa?
Miss Cooper E voi perch entrate nei bar a bere? (stringendosi nelle spalle) Tra i due non so chi sia peggio. Quando siete insieme vi distruggete l'un l'altro e quando siete soli ognuno si distrugge da s.
Pausa.
John Ieri sera perch non mi ha detto del sonnifero?
Miss Cooper Perch fatta cos. Ecco perch. Se vi avesse fatto capire che infelice avrebbe dovuto ammettere che ha bisogno di voi e questo non lo far mai. Non lei, non per tutto l'oro del mondo. E per questo ha mentito quando vi ha detto di essere venuta qui per caso. A proposito di questo ho un po' la coscienza sporca, sapete. Non dovevo dirvi nulla. Un colpo di gelosia, penso. Mi dispiace.
John A che ora parte?
Miss Cooper Aspetta solo di avere notizie vostre. Stavo per telefonare agli ospedali per suo ordine.
John Ah. Finisco di bere il t e me ne vado. Potete dirle che sto bene e dopo che se ne andata se mi poteste dare un colpo di telefono...
Miss Cooper Non meglio che le parliate voi stesso?
Pausa.
John No.
Miss Cooper Come credete. Sono affari vostri, ma io al vostro posto le parlerei.
John (selvaggiamente) Non ve lo immaginate nemmeno che cosa sia essere al mio posto.
Miss Cooper Me lo immagino. Dio, sono stanca. Non dovrei perdermi in chiacchiere con il da fare che ho! Lasciate che le dica che siete qua.
John No, Pat, no. Per quale motivo dovrei rivederla? ditemi un motivo.
Miss Cooper Va bene, e Dio sa se toccherebbe a me parlare. Perch voi l'amate e lei ha bisogno del vostro aiuto.
Pausa.
John (sospettoso) Che cosa vi siete detto voi due stanotte? Come ha fatto a conquistarvi?
Miss Cooper Non mi ha conquistata, John. Con quello che sto provando credete che ci riuscirebbe? Per essere giusti non ci ha nemmeno provato, non ha fatto la commedia con me e l'ho veduta come veramente. Tutto quello che mi avevate detto di lei probabilmente vero. E' vana ed egoista, viziata ed insincera, e voi, essendo innamorato di lei, vedete questi difetti attraverso uno specchio deformante. Li vedete come peccati mostruosi e vi spingono a... ecco... a cose come quelle di ieri sera. Io li vedo come difetti umani e nulla pi - difetti comuni a tanta gente - specie alle donne, senza per escludere gli uomini. Non li approvo, intendiamoci, ma non mi impediscono di aver piet per una donna che infelice e disperata e malata... Non conosco donna che abbia pi di lei bisogno di aiuto. Allora? la chiamo?
John No, Pat, no. Non vi intromettete. Lasciatela ritornare a Londra ed alla sua vita e che mi lasci vivere il resto della mia in pace.
Miss Cooper Ve lo augurerei, John, ma ditemi una cosa. Che genere di pace quella che voi avete qui?
John Non lo so, ma... ma sempre una pace.
Miss Cooper Davvero? questo vivere? (non risponde) E' vivere questo? Avanti, siate onesto. Lo so, avete il vostro lavoro - i vostri colleghi - il bar, e... avete anche me. Ma questo lo chiamate vivere?
Pausa.
John (secco, dopo un po') Mi basta.
Miss Cooper (con un sorriso impercettibile) Grazie. Sono contenta che non mi abbiate risposto con pietose bugie. Provai, sapete, quando cominciammo voi ed io - quanto tempo fa, Dio mio - provai a farvi ritrovare voi stesso. Feci di tutto...
John Lo so.
Miss Cooper Ma non ci volle molto a capire che non ci sarei riuscita.
John Non me ne fate una colpa, Pat. Avvenimenti fuori del mio controllo...
Miss Cooper S, vero. (abbastanza gaia) Se ci si pensa quasi un peccato che voi due vi siate mai incontrati.
John Un grande peccato.
Miss Cooper (gaia) Se voi due non vi foste mai incontrati a quest'ora lei sarebbe miliardaria e voi primo ministro. Ed io avrei sposato il cassiere della banca e saremmo tutti quanti felici. Vado a dirle che siete qua, ma prima devo parlare un minuto col professore per la camera che ha disdetto, quindi se voi volete proprio squagliarvela fate in tempo. Quella la porta, poi c' la strada e in fondo c' il bar. E' di buon'ora, ma sono certa che a voi apriranno. (va nella stanza d soggiorno, mentre esce) Oh, professore - scusate se vi disturbo - solo due parole...
La porta si chiude. Solo, John rimane in piedi irresoluto e dubbioso, poi si siede alla sua tavola. Entra Doreen.
Doreen Ha finito?
John Non ancora Doreen.
Doreen Allora si decida.
Doreen comincia a sparecchiare le altre tavole. Anne entra dalla stanza di soggiorno. John non la guarda.
Doreen Oh, hallo, Mrs. Shankland. E' un po' in ritardo per il breakfast; forse non lo sapeva? E' rimasto un po' di caff o t, se preferisce. Corro a prendere, i biscotti, vuole?
Anne Un po' di caff, grazie.
Doreen Okay-y-y! (va in cucina)
Anne (alla tavola di John, supplichevole) John. (John non alza il capo) John...
John (tranquillo) E' meglio che tu ti sieda alla tua tavola. Tra un minuto rientra.
Anne S, s, come vuoi. (i siede alla sua tavola. John resta dov') Ero disperatamente in pensiero.
John Non era il caso. Sto benissimo. E tu come stai?
Anne Benissimo, anch'io. (pausa) Me ne vado stamattina, sai.
John Cos ho sentito.
Anne Non ti dar pi noia. Mai pi. Voglio solo chiederti scusa per aver mentito.
John Te ne prego.
Anne Non so perch l'ho fatto. Non per le ragioni che hai detto tu, sebbene anche quelle potevano essere delle ragioni. Credo di non capirmi pi. Scusami, John.
John Te ne prego...
Anne Sono una grande bugiarda. Lo sono sempre stata, fin da bambina. Non so perch preferisco la menzogna alla verit... anche per le cose pi banali. (un triste sorriso) Era quasi sempre per le mie bugie che litigavamo, te ne ricordi?
John Me ne ricordo.
Anne abbassa in fretta la testa perch le lacrime le cominciano a sgorgare.
Anne Oh, John, non so che cosa ne sar di me...
Entra Doreen con un vassoio. Anne in fretta nasconde la testa da una parte. Doreen va alla tavola di John e posa il piatto con altri craks.
Doreen (ora alla tavola di Anne, con altri biscotti) Ecco per lei, Mrs. Shankland.
Anne ( riuscita ad asciugarsi le lacrime senza farsene accorgere) Grazie.
Doreen Il caff si sta scaldando.
Doreen esce senza essersi accorta di nulla.
Anne (sorridendo di nuovo) Per fortuna non si accorta di nulla. Scusami, John... stamattina non sono molto coraggiosa.
John Quanto ti passa esattamente tuo marito?
Anne Te l'ho detto: settecentocinquanta. (I loro occhi si incontrano. Alla fine mormora piena di vergogna) Millecinquecento.
John Non ti bastano per vivere bene?
Anne Posso vivere bene ormai?
John Ma a Londra non hai bisogno di vivere sola. Avrai pochi amici ma centinaia di conoscenze e la sera puoi sempre uscire e divertirti.
Anne Si pu essere pi soli a Londra che qui, John. Qui almeno puoi parlare da una tavola all'altra. A Londra c' il telefono, ma generalmente senza risposta.
Pausa.
John Devi buttar via quei sonniferi.
Anne Te lo ha detto lei?
John Non servono a nulla.
Anne Lo so.
John Fanno male, buttali via.
Anne No, quello non posso, non ne ho la forza. Ma prover a diminuire la dose.
John Prova.
Anne Prover, te lo prometto.
Pausa.
John Anne, dimmi... quando dici di aver bisogno di me... di me che hai bisogno o solo del mio amore? Perch se del mio amore che hai bisogno questo lo hai. Lo avrai sempre.
Anne Ho bisogno di te, John.
John Ma perch, perch, in nome del cielo?
Anne Forse perch tu sei tutto quello che io non sono. Sei onesto e sincero e su di te si pu contare. (si interrompe e sorride) Dio mio, sto facendo un noioso elenco delle tue virt. Mi vien da piangere e quella cameriera sciocchina entrer e si accorger che ho gli occhi rossi.
John (lentamente) Forse l'ho avuta qualcuna di queste virt, ma ora... uhm... non pi. Non credo che potrei soddisfare i tuoi bisogni, colmare il tuo vuoto. So che tu non potresti colmare il mio.
Anne Come fai a saperlo?
John Per esperienza.
Anne E se avessi imparato qualcosa in questi otto anni?
John Sono cose che non si imparano.
Anne Potrei sempre provare.
John Anch'io potrei, Anne... Anch'io potrei e faremmo tutti e due un bel fiasco.
Anne Come fai ad essere cos sicuro?
John Perch questo bisogno che tu hai di me e che io ho di te sono come due sostanze chimiche che sono innocue se sono separate, ma esplosive come la dinamite se messe insieme.
Anne (stringendosi nelle spalle) Io tenterei... Dopotutto ci sono morti peggiori di questa, no? (guarda la stanza e le tavole vuote) Pi lente, pi penose. Pi terrificanti. Terrificanti, John, terrificanti. (abbassa la testa e riaffiorano le lacrime) Sono una grande vigliacca, lo sai. Non sono mai stata capace di affrontare nulla da sola... bombardamenti, malattie, tutto il resto... Ed ora la vecchiaia.
John si alza in silenzio, va alla tavola di Anne. Anne ha ancora la testa abbassata e il fazzoletto sugli occhi e quando si riprende un po' lo trova seduto accanto a lei. Lo guarda senza dir nulla. Lui le prende la mano.
John (con dolcezza) Ti rendi conto, no, che insieme non abbiamo molta speranza?
Anne fa segno di s col capo e gli stringe forte la mano con la sua.
Anne E separati?
Entra Doreen col caff per Anne. Le loro mani si separano.
Doreen (accorgendosene) Oh. (a John) Vuole il suo t?
John S, grazie.
Doreen Vogliono mangiare alla stessa tavola d'ora in poi? Se vogliono, possono.
John S... grazie.
Doreen Oh. Apparecchier per due per colazione. Basta saperlo. (va in cucina)
John di nuovo prende la mano di Anne.
F I N E
LA TAVOLA NUMERO SETTE
SCENA PRIMA: La stanza di soggiorno dell'hotel Beauregard. Sono passati circa diciotto mesi dagli eventi precedenti, ma a parte le poltrone, distribuite diversamente perch ora siamo in estate, e le fodere delle medesime, tutto pressoch immutato. Charles Stratton, in pantaloni di flanella e camicia sportiva, sta leggendo un trattato di medicina disteso sul divano. Dalla porta a vetri che aperta entra Jean Stratton (nata Tanner) spingendo un carrozzino.
Jean (parlando al beb che non si vede) Eccoci qua - eccoci qua - veni - veni - ecco il suo paparino. Ora paparino ti dar un bacino prima di andare a lettino.
Charles Gi ora?
Jean Sono le sei e un quarto. Tu a che punto sei?
Charles Indietro. Indietrissimo. Continuamente interrotto. E' stata un'idiozia tornare qui. Dovevo ricordarmi com'era! E pensare che David ci aveva offerto il suo cottage...
Jean La valle del Tamigi umida, fa male al beb. Questa l'aria che ci vuole per lui, non vero marmocchietto? Ha risposto - s, mamma - un'aria buona, buona, un sole bello, bello, marmocchio dorme bene, bene.
Charles Se non ha detto niente! Non sa dire che ghu-ghu-ghu. Comincio ad essere preoccupato.
Jean Tesoro, non essere sciocco! Che cosa ti aspetti? Che a cinque mesi reciti Shakespeare?
Charles Per me. tutto quel soffocarlo con bacini-paparini-lettini finir col rimbambirlo. Ed pericoloso, sai. Ne pu arrestare lo sviluppo pi tardi.
Jean (compiaciuta) Quante sciocchezze dici. (Ora seduta accanto al divano e lo bacia con tenerezza. Charles si separa un po' bruscamente e s volta da un'altra parte). Dammi un bacio come si deve.
Charles (borbotta) Un bacio serio, non un bacino, paparino... (La bacia con pi calore, poi si separa).
Jean Ancora.
Charles No.
Jean Perch?
Charles La notte ancora giovane.
Jean A volte sei cos scorbutico che mi chiedo perch ti amo tanto. Ma ti amo, questo il disastro. E' tutto il pomeriggio che ci medito su. Buffo... mi sono innamorata di te senza accorgermene. Anche tu, ti sei innamorato senza accorgertene o mi hai detto una solenne bugia ed eri innamorato di me prima di sposarmi?
Charles Ti ho detto una solenne bugia. Ed ora porta il pupino a lettino, bravino, e lascia il paparino al suo libricino. Se no non diventer mai un dottore.
Dal giardino si sente il suono di una voce gioviale.
Pollock (fuori) Hallo Hallo, Miss Meacham. Sempre al lavoro, uhm! Studiando il vincente?
Miss Meacham (fuori) Un momento, lasciatemi concentrare.
Charles Addio! Il maggiore! Scappa, tesoro, scappa, se vede il marmocchio siamo fritti. E' capace di attaccarci un bottone su come si allevano i bambini in Polinesia... o qualcosa del genere.
Jean Va bene. Veni, veni, tesorino di mamm. (si incontra con lo sguardo severo di Charles) Andiamo, Vincenzo, Michele, Carlo. E' ora del bagno e del letto. Cos va meglio?
Miss Meacham (fuori) Giocate Red Robin nella corsa delle 15,30.
Charles Molto meglio.
Le manda un bacio con la mano mentre Jean esce nella hall spingendo il carrozzino dal quale giunge un fievole gemito.
Jean (mentre se ne va) Oh, mammina cattiva che dal giardino bello bello ti ha portato in una stanza nera nera. Brutta mammina.
La voce si perde. Charles torna al suo libro.
Pollock (fuori) Red Robin nella corsa delle 15,30? Grazie. Ora non posso pi giocare molto, non come ai bei tempi quando si puntavano per telefono duecento sterline alla volta. Bella giornata, uhm?
Miss Meacham (fuori) Non c' male.
Entra Pollock. E' sui 55 anni, coi baffi tagliati alla militare ed estremamente accurato nel vestire. Infatti sia nel vestire che nei modi Pollock una replica troppo esatta del maggiore a riposo per essere genuina.
Pollock Hallo, Stratton! Ancora su quel trattato?
Charles (alzando appena la testa dal libro, con evidente noncuranza) S, maggiore.
Pollock Non so come fate, proprio non so. Uno sforzo degno di lode, davvero.
Charles Grazie, maggiore.
Pausa. Pollock si siede.
Pollock Davvero! Quando ero al collegio militare di Sandhurst... Oh, scusate... Non vi debbo disturbare.
Charles (per educazione abbassa il libro) Prego, prego... Quando eravate a Sandhurst...
Pollock Ecco... Stavo per dire che ero un po' come voi... Nelle ore libere, quando gli altri se ne andavano in citt a divertirsi io me ne restavo in camera mia a studiare come un pazzo. La storia militare... le battaglie celebri... Clausewitz e tutta quella roba l. Sul generale Clausewitz da giovane ero un cannone.
Charles Ah. Ed ora no?
Pollock Temo di no. Si perde la memoria... si dimentica. Si dimentica, sapete. Eppure non le rimpiango tutte quelle ore di studio. Riuscii uno dei migliori del corso.
Charles Meritando la sciabola d'onore?
Pollock Uhm? No. Ci sono andato molto vicino, per. Passai con ottimi voti. Ottimi. Non che mi sia servito a molto, pi tardi, a parte l'incarico di aiutante di battaglione perch ero bravo a tavolino. Sarei potuto diventare maggiore di brigata, uhm. Rifiutai perch mi dissi: Ecco, scoppia una guerra e mi trovo lontano dal fronte, lontano dai miei soldati. Forse ho fatto male. A quest'ora sarei generale e non a riposo. Le promozioni non sono facili in un reggimento come i Royal Scots. Avrei dovuto scegliere un reggimento meno importante.
Charles (chiaramente mostrando di voler por fine alla conversazione) S.
Pollock Continuate, ragazzo mio, continuate a studiare. Scusatemi. Parlo troppo. E' il difetto dei vecchi maggiori a riposo, uhm.
Charles Ma niente affatto... Ora, per, se permettete vado avanti... Mi manca ancora molto.
Pausa. Charles riprende a leggere. Pollock s alza e sforzandosi di non far rumore va in punta di piedi al tavolo e prende una rivista. In punta di piedi torna dov'era e si siede. Charles si reso conto dei movimenti silenziosi del maggiore. Entra Fowler dalla porta a vetri ed ha in mano una lettera.
Prof. Fowler Oh hallo, maggiore. Ho ricevuto in questo momento una lettera che un tesoro...
Pollock (portandosi le dita alle labbra e indicando Charles) Sssssh!
(Charles si alza e rassegnato si avvia per uscire) Oh! Spero di non essere io a mandarvi via!
Charles No, no. Ma in camera mia mi concentro di pi.
Pollock In camera vostra non avete il... beb?
Charles S, ma non un beb rumoroso. Non ha ancora imparato a parlare. (esce)
Pollock Beh, professore, chi vi ha scritto, una vecchia fiamma?
Prof. Fowler (ridendo tra s, contento) Una vecchia fiamma? Non ho vecchie fiamme, io! Queste le lascio a voi maggiori galanti!
Pollock Beh, da giovane me la cavavo, lo ammetto. Al reggimento mi avevano soprannominato Dandy Pollock. Ma quei giorni sono andati. Heu fugaces, Postume, Postume.
Prof. Fowler (correggendogli la pronuncia) Heu fugaces, Postume, Postume. Al collegio di Wellington non vi hanno insegnato la nuova pronuncia?
Pollock No, solo la vecchia.
Prof. Fowler In che anno siete stato a Wellington?
Pollock Un momento... fatemi pensare... entrai, mi pare, nel 1918.
Prof. Fowler Nel diciotto insegnavano gi la nuova pronuncia, lo so. Ne! collegio dove insegnavo io il maestro di greco e latino era stato educato a Wellington e ricordo benissimo che mi diceva...
Pollock Beh, forse ce l'hanno insegnata ed io l'ho dimenticata. Non sono mai stato forte in greco.
Prof. Fowler Latino. Orazio.
Pollock Orazio, s'intende. Che stupido. (cambiando apertamente discorso) Beh, chi vi ha scritto?
Prof. Fowler Un mio ex-allievo del quale da anni non avevo notizia. Uno scolaro brillantissimo che ha fatto molto bene anche dopo. Come ha fatto a sapere che vivo qui Dio solo lo sa. Che caro!
Pollock Che cosa ne successo di quell'altro ex-allievo... il pittore?
Prof. Fowler Oh, ogni tanto i giornali ne parlano, ma notizie dirette non ne ho. Ci siamo persi di vista... ultimamente.
Entra Miss Cooper con un giornale sotto il braccio.
Miss Cooper Buonasera, maggiore. Siamo riusciti a trovarvi una copia del Hampshire Weekly News.
Pollock (premuroso) Buona sera, Miss Cooper.
Miss Cooper (porgendogli il giornale) Joe ha girato quattro edicole prima di trovarlo.
Pollock Mille, mille grazie.
Miss Cooper Ma perch tutta questa fretta?
Pollock Cos, per darci un'occhiata, uhm. E' la prima volta che lo leggo. Strano perch ormai sono qui da... da quanto... da quattro anni?
Miss Cooper Non mi sorprende. E' un giornale che parla solo di bestiame e di multe per eccesso di velocit.
Pollock apre il giornale appartandosi e voltandosi da un'altra parte.
Pollock Ad ogni modo, grazie.
Prof. Fowler Ho avuto una bellissima lettera, Miss Cooper. Da un ex-allievo che da dieci anni non si faceva vivo.
Miss Cooper (con umore) Bene. Sono contenta per voi.
Prof. Fowler Gli risponder e lo inviter qui per due o tre giorni. Probabilmente non potr... ma se per caso potesse... quella camera sarebbe libera?
Miss Cooper Non in questo momento, professore. Ci sono troppi turisti. Ma verso la fine di settembre...
Prof. Fowler Perfetto. Lo inviter per la fine di settembre.
Pollock durante questa conversazione non osservato da loro ha sfogliato in fretta il giornale cercando qualcosa. Ha trovato di colpo ci che l'interessa. Poi richiude il giornale con un rumore secco. Fowler lo guarda.
Prof. Fowler Eravate ad Alamein con la divisione Highland, non vero maggiore?
La risposta non immediata. Quando Pollock alza gli occhi questi sono vitrei e fissi.
Pollock Uhm? No, non c'ero, non con quella divisione.
Prof. Fowler Credevo che ci foste con la divisione Highland.
Pollock (quasi aggressivo) Non ho mai detto questo.
Prof. Fowler Me lo chiedevo soltanto perch nella lettera questo ex-allievo ... MacLeod il suo cognome e di nome James, mi pare, o John, non importa, a scuola lo chiamavano Curly... Nella lettera mi dice che era con la divisione Highland. Non vi siete mai imbattuto in lui?
Pollock MacLeod? Non mi sembra.
Prof. Fowler Certo... E' molto improbabile, ma possibile. (va alla porta)
Miss Cooper nel frattempo ha messo in ordine i cuscini. Pollock si siede senza abbandonare il giornale e con lo sguardo fisso nel vuoto.
Prof. Fowler (parla tra s) Curly MacLeod... Una volta in un giambo greco salt in pieno una parola... (ride da solo ed esce)
Pollock abbassa di nuovo gli occhi per leggere e mentre Miss Cooper si assesta il vestito dopo aver finito di metter in ordine finge di leggere con interesse.
Pollock S, piuttosto insulso.
Miss Cooper Che cosa?
Pollock Questo settimanale. Immagino che avr pochi lettori.
Miss Cooper Lettori locali, suppongo. Agricoltori, amministratori; quei lettori l.
Pollock Io non conosco nessuno che lo legga e voi?
Miss Cooper Mrs. Railton lo prende tutte le settimane.
Pollock Davvero? Per fame che cosa?
Miss Cooper Questo non lo so. Mrs. Railton vuole essere informata su tutto quello che accade nel mondo, perfino su quel che accade nel Hampshire e siccome pu pagare i quattro pennies che costa il giornale.
Pollock (ridendo gioviale) Gi. Buffo, per... Non l'ho mai veduta leggerlo.
Miss Cooper Oh, per questo riceve tanti giornali che non legge! Quasi tutti i giornali su quel tavolo sono suoi...
Pollock Lo so, lo so. Allora ne avr ricevuto anche lei una copia.
Miss Cooper Immagino di s.
Pollock Accidenti, potevo risparmiare quattro pennies. Voglio dire... potevo farmelo prestare da lei. (ride con sforzo)
Miss Cooper ride per educazione ed avendo finito di riordinare la stanza si avvia per uscire.
Miss Cooper So che la selvaggina non vi piace. Domattina per colazione vi far fare una braciola. Soltanto, per piacere, non lo dite a nessuno.
Pollock A nessuno, s'intende. E mille grazie, Miss Cooper.
Esce Miss Cooper. In fretta Pollock riapre il giornale e legge avidamente. Poi, di scatto, strappa un'intera pagina, l'accartoccia e se la mette in tasca. Poi corre al tavolo e dopo una ricerca affannosa trova l'altra copia del Hampshire Weekly News. Lo apre, cerca avidamente la pagina che lo interessa quando dalla hall entra Mrs. Railton seguita da Sibyl sua figlia. Sibyl una creatura timida e appassita. E' sui trentanni e porta gli occhiali. E' goffa, fuori moda e senza trucco.
Mrs. Railton (entrando) Se questo che intendevi dire dovevi spiegarti. Dovresti imparare ad esprimerti meglio, tesoro. Buona sera, maggiore.
Pollock Buona sera. Mrs. Railton. (a Sibyl, gioviale) Buona sera, Mrs. Railton. (Ha in mano il giornale, incapace di nasconderlo o di rimetterlo sul tavolo. Si accorge che questo stato notato da Mrs. Railton) Chiedo scusa... stavo dando un'occhiata al vostro giornale. Me lo prestate per due minuti? C' una notizia che m'interessa.
Mrs. Railton S, ma poi restituitemelo.
Pollock Come no! (si avvia alla porta)
Mrs. Railton si dirige verso la sua solita poltrona e vede per terra l'altra copia del settimanale e la raccoglie.
Mrs. Railton Questa che cos'? Un'altra copia?
Pollock (fingendo sorpresa) Del Hampshire Weekly News?
Mrs. Railton S.
Pollock Che distratto!
Mrs. Railton Era per terra... l.
Pollock Forse appartiene a qualcuno di passaggio.
Mrs. Railton Prendete questo e lasciatemi il mio.
Pollock (incerto) Non credete che forse il proprietario... Non so di chi sia, ma...
Mrs. Railton Se lo hanno buttato per terra chiaro che lo hanno gi letto. Vorrei indietro il mio se non vi dispiace.
Pollock (ammettendo la sconfitta) Come volete. Lo rimetto dov'era. (Eseguisce e prende la copia dalle mani di Mrs. Railton) Esco a tare due passi.
Sibyl (timidamente) Volete compagnia... maggiore? Devo ancora tare la mia passeggiatina.
Pollock (imbarazzato) Ecco... la vostra un'idea fantastica. Uhm. Ma devo recarmi da un amico e...
Sibyl (ancora pi imbarazzata di lui) Oh, s, s. Peccato.
Pollock No, no, peccato per me. Allora, ciao, ciao, fino all'ora di pranzo. (esce).
Mrs. Railton Se smettesse di usare quell'espressione volgare! Del resto cos volgare lui!
Sibyl Oh, no, mammi! Appartiene ad un buonissimo reggimento.
Mrs. Railton Cara! Si pu appartenere alla guardia del re ed essere volgare lo stesso. Sibyl, tesoro, ti dispiace se la tua vecchia mamma senza tatto ti dice una cosina nell'orecchio?
Sibyl (rassegnata) No.
Mrs. Railton Non dovevi esporti ad un simile affronto.
Sibyl Non stato un affronto, mammi. E' dovuto andare da un amico, ne sono sicura. (Mrs. Railton sorride con comprensione e piet scuotendo il capo) Io esco spesso a passeggiare col maggiore.
Mrs. Railton Lo so, tesoro. Parecchia gente lo ha notato.
Pausa. Sibyl fissa la madre.
Sibyl (finalmente) Non penserai, mammi, non puoi pensare... (salta in piedi e si prende le guance tra le mani con gesto improvviso) Oh no! Come pu essere cos cattiva la gente!
Mrs. Railton Non essere particolarmente cattivi notare che una ragazza da marito costantemente in compagnia di un uomo avvenente e molto pi anziano d lei.
Sibyl (sempre tenendosi le guance) Credono forse che gli corra dietro? Credono che lo cerchi, che voglia... Credono... No! orribile! Lo , lo , lo !
Mrs. Railton (dura) Calmati, tesoro. E non ti far venire una delle tue crisi.
Sibyl No, mammi, sta' tranquilla, non mi faccio venire una crisi. Soltanto ecco... orribile che la gente possa solamente pensare una cosa simile. Io lo odio quel lato della vita. Lo odio.
Mrs. Railton Lo so, cara, ma quel lato esiste ugualmente ed a questo mondo bisogna curare le apparenze. Ti senti pi tranquilla?
Sibyl S, mammi.
Mrs. Railton Brava. E non ti devi agitare cos per queste cose, tesoro.
Sibyl Esco col maggiore soltanto perch mi piace ascoltarlo. M'interessa quello che mi racconta di Londra, della guerra e del suo reggimento. Ed tanto... ecco, ha tanto vissuto mentre io...
Mrs. Railton Tesoro, non so che cosa tu voglia dire...
Sibyl Volevo dire... (Si controlla) Scusa.
Mrs. Railton (non molla la sua preda) Mi rendo conto benissimo che a te mancano distrazioni, balli, cocktails e via discorrendo; cose che non mancano a ragazze pi fortunate di te. Ti assicuro, tesoro, che se fossi ricca ti darei tutto questo. Faccio quello che posso, lo sai.
Sibyl Lo so, mammi.
Mrs. Railton L'anno scorso ti ho portato a Roma; l'anno prima la crociera in Scandinavia...
Sibyl Lo so mammi, lo so. Non credere che non sia riconoscente. Ecco, se soltanto... (si ferma)
Mrs. Railton (aiutandola a continuare) Se soltanto...
Sibyl Se soltanto potessi lavorare. Ho gi trentatre anni.
Mrs. Railton Tesoro! Ne abbiamo parlato mille volte. Bambina cara, non resisteresti pi di qualche settimana. Ti ricordi da Jones and Jones?
Sibyl L lavoravo in un seminterrato e mi sentivo soffocare. Ma ci saranno altri posti.
Mrs. Railton (battendole pianino sulla mano con la sua mano) Non sei robustissima, tesoro. Te lo devi mettere in testa. Il tuo sistema nervoso non forte come dovrebbe essere.
Sibyl Vuoi dire le mie... le mie crisi? Ma molto tempo che non ne ho pi.
Mrs. Railton E' vero, sei stata brava, molto brava davvero. Ma una cosa non avere crisi isteriche ed un'altra avere la robustezza necessaria per lavorare. (chiude l'argomento con decisione) Dammi il giornale, tesoro.
Sibyl Quale?
Mrs. Railton Il Hampshire Weekly News. Voglio vedere che cos' che il maggiore leggeva con tanto interesse. (Sibyl le porge il giornale. Mrs. Railton si fruga nella tasca del vestito) Na-na-na-na che testa! Ho dimenticato libro ed occhiali sulla panchina in fondo alla passeggiata sul mare. Oh, Dio, me li avranno rubati. Lo vedi? Questa la prova lampante che non posso fare senza di te. Se tu non avessi avuto l'emicrania saresti uscita con me e mi avresti impedito di...
Sibyl Li vado a cercare.
Mrs. Railton Ci vuoi andare davvero? Sei un angelo. Detesto farti correre come un facchino, ma le mie povere gambe sono sfinite... Sulla ultima panchina, dalla parte del mare.
Sibyl Dove ti siedi sempre, lo so.
Sibyl esce. Mrs. Railton apre il giornale e lo esamina allontanandolo molto dagli occhi. Volta le pagine finch trova la pagina che sa benissimo, per passata esperienza, essere quella della cronaca pi interessante. Di colpo smette di oscillare il giornale e si concentra su quello che evidentemente la interessa. Non vediamo il suo viso, ma mentre legge comincia leggermente a tremare. Entra Lady Matheson.
Lady Matheson Oh, hallo, mia cara. A momenti c' il telegiornale.
Mrs. Railton (con voce preoccupata) Gladys, avete i vostri occhiali?
Lady Matheson S, credo di s. (cerca in tasca) S, eccoli qui.
Mrs. Railton Allora leggete qui. (le passa il giornale tenendo il dito sul punto che vuole che legga)
Lady Matheson (senza sospettare nulla) Dove, mia cara? (leggendo) Ritiro della patente ad un camionista.
Mrs. Railton No, no, Ex ufficiale ammonito.
Lady Matheson (allegra) Ah, s! (leggendo) Ex ufficiale ammonito per offesa al buon costume in un cinematografo. (alza gli occhi) In un cinematografo? Povera me, devo leggere questa roba?
Mrs. Railton (cupa) S, continuate.
Lady Matheson (rassegnata legge) Gioved scorso, davanti al magistrato di Bournemouth, David Angus Pollock, di anni cinquantacinque, abitante in Morgan Street nell'albergo Beauregard, imputato di offesa al buon costume, ha confessato. Querelato da Edith Osborn, di anni quarantatre, abitante al numero quattro di Studland Road. Essa ha deposto che il Pollock, seduto accanto a lei, aveva strisciato con insistenza il suo braccio contro quello di lei dandole anche dei pizzicotti; che di conseguenza aveva dovuto cambiar posto ed avvertire la maschera. L'ispettore Franklin, che era stato avvertito per telefono dal direttore del cinematografo, ha deposto che il Pollock era stato sorvegliato dalle 15,30 alle 19,10. In questo periodo era stato sorpreso a cambiar posto cinque o sei volte; sedendo sempre accanto a giovani donne. Non c'erano state altre querele, ammise l'ispettore Franklin, ma questo non era insolito in simili casi. Il Pollock stato arrestato mentre usciva dal cinematografo. Sottoposto all'accusa ed avvertito che ci che diceva sarebbe stato usato in testimonianza contro di lui, il Pollock ha dichiarato: "Avete commesso un errore madornale. Mi avete preso per un altro. Sono rimasto nel cinematografo solo mezz'ora. Io sono colonnello delle Scots Guards". Pi tardi ha fatto una deposizione. L'avvocato William Crother, per la difesa, ha dichiarato che il suo cliente aveva avuto un momento di aberrazione ed era sinceramente pentito ed umiliato dell'accaduto e prometteva di non condursi pi in futuro in maniera cos stupida e scorretta. Ed ha chiesto che il passato integerrimo del suo cliente fosse tenuto in considerazione. Nel 1925 era entrato a far parte dell'esercito e nel 1939, all'inizio delle ostilit, era stato nominato sottotenente nel Royal Army Service Corps. Durante la guerra aveva occupato un posto di responsabilit al comando di un deposito di truppe supply depot nelle isole Orcadi, al nord della Scozia. Nel 1946 passava nella riserva col grado di tenente. Pollock non comparso. Il presidente della Corte, nel pronunciare la sentenza, ha detto : " Vi siete condotto in maniera disgustosa, ma considerando che questa appare essere la vostra prima mancanza decidiamo di usarvi clemenza". L'imputato stato sottoposto ad ammonimento e relativa sorveglianza per dodici mesi. (abbassando il giornale profondamente scossa e turbata) Dio, Dio, Dio!
Mrs. Railton (compostissima ma eccitata) Gioved. Dev'essere accaduto mercoled. Vi ricordate che non pranz qui quella sera?
Lady Matheson Non pranz qui? No, avete ragione. Dio, Dio! E' orribile. Stento a crederlo. (ripensando all'accaduto) E' spaventoso!
Mrs. Railton Era molto nervoso il giorno dopo e molto... gi. Ora. me ne rammento. E il venerd, di colpo, vispo come un grillo. Aveva certamente letto i giornali ed era sicuro di farla franca. E' una fortuna che io sia abbonata a questo giornale.
Lady Matheson Fortuna, mia cara? la chiamate fortuna?
Mrs. Railton Certo, altrimenti non saremmo mai venute a saperlo.
Lady Matheson E non sarebbe stato meglio?
Mrs. Railton Gladys... che cosa dite!
Lady Matheson Non lo so, povera me. Sono cos agitata e confusa! No, certo... Non sarebbe stato meglio. Queste cose si devono sapere, immagino, sebbene a volte mi chiedo perch.
Mrs. Railton Perch quando un bugiardo ed un ladro imbroglione ed un... un... non voglio pronunciare la parola, ci gironzola intorno insospettato, le conseguenze possono essere terribili.
Lady Matheson Ecco... sono pi di quattro anni che Pollock ci gironzola intorno e conseguenze ancora non ce ne sono state. (con un sospiro impercettibile) Forse siamo troppo vecchie.
Mrs. Railton Io ho una figlia, non lo dimenticate.
Lady Matheson Oh, povera Sibyl. E' vero. E sono grandi amici. Povera me.
Mrs. Railton Esattamente.
Lady Matheson (dopo un momento di agitata riflessione) Cara Maud, sono affari che non mi riguardano... Lo so... e il vostro dovere di madre, naturalmente, di proteggere la vostra creatura la quale, naturalmente, lo so, eppure, ecco... E' una ragazza cos strana, cos timida, eccitabile, ma cos adulta in certe manifestazioni...
Mrs. Railton Gladys, venite al punto.
Lady Matheson S, perch no? Trovo che dovreste non dirle nulla.
Mrs. Railton Non dirle nulla?
Lady Matheson Almeno non tutto. Non i dettagli. Potete dirle che il maggiore un bugiardo, ma non... ve ne supplico, Maud, non le dite del cinematografo. (lei stessa afflitta all'improvviso ripensando alla cosa) Povera me! Non so come far a guardarlo in viso.
Mrs. Railton Mia cara, non sar necessario. (si alza dalla poltrona con intenzione) Vado ora da Miss Cooper e insister perch lo mandi via oggi stesso, prima di pranzo.
Lady Matheson Oh povera me. Proprio dovete?
Mrs. Railton Gladys, che cosa vi succede? Certo che devo.
Lady Matheson Ma sapete com' Miss Cooper a volte. Ha le sue idee e potrebbe non trovarsi d'accordo.
Mrs. Railton Si trover d'accordo. Dovr per forza trovarsi d'accordo, se tutti insistiamo.
Lady Matheson Tutti? Voglio dire... siamo solo noi due. Non sarebbe meglio consultare prima gli altri? (accorgendosi di quello che ha detto) Dio, Dio, che stupida. Ci significherebbe raccontare a tutti...
Mrs. Railton (raggiante) E' un'idea eccellente, Gladys. Dov' il professore?
Lady Matheson In camera sua, credo.
Mrs. Railton E gli sposini? Dobbiamo interpellare anche loro? Ormai sono anch'essi residenti come noi. S, dobbiamo.
Lady Matheson Dio, Dio, detesto i pettegolezzi.
Mrs. Railton Pettegolezzi? (indicando col dito il settimanale) Il pettegolezzo gi fatto, mia cara. La storia a conoscenza di tutti.
Lady Matheson Ecco, strettamente parlando, a conoscenza di chi legge questo giornale e basta.
Mrs. Railton Non sofisticate, Gladys. (guarda fuori dalla porta a vetri) Miss Meacham in giardino, ma in fondo Miss Meacham possiamo anche lasciarla stare. E' cos stramba e volubile... Ogni giorno pi stramba e pi volubile. Ecco Sibyl! Andate di sopra a chiamare gli altri, mia cara. A Sibyl ci penso io.
Lady Matheson Maud, promettetemi di non...
(Entra Sibyl) Vi ricordate di quello che vi ho detto?
Mrs. Railton Ma certo. Andate, fate presto, mia cara. (Lady Matheson esce. A Sibyl) Bravissima, li hai trovati subito! (Prende libro e occhiali dalle mani di Sibyl. Pausa) Sibyl, tesoro, sarebbe meglio che tu ora andassi nella tua camera...
Sibyl Perch?
Mrs. Railton Perch tra poco tutti noi residenti dell'hotel ci riuniamo per deliberare su una cosa molto importante e di massima urgenza.
Sibyl E' divertente! Posso rimanere? Dopotutto anch'io sono residente.
Mrs. Railton Lo so, tesoro, ma temo che l'argomento che dobbiamo discutere non sia per le tue orecchie.
Sibyl Perch mammi? Che cosa successo?
Mrs. Railton Che ragazza curiosa! Allora, come vuoi tu. Ma ti dir questo soltanto: nulla di pi. Ci riuniamo per decidere se sia o no del caso di chiedere a Miss Cooper di mandar via di qui il maggiore... per sempre.
Sibyl (sbalordita) Perch!? Non capisco, mammi. Dimmi perch. (Mrs. Railton non risponde) Mammi, perch, rispondi...
Mrs. Railton Non posso rispondere, tesoro. Ne saresti troppo sconvolta.
Sibyl Ma devo saperlo, mammi, devo. Che cosa ha fatto?
Mrs. Railton (dopo impercettibile esitazione) Insisti, davvero?
Sibyl Insisto, insisto.
Mrs. Railton Anche se ti metto in guardia?
Sibyl S.
Mrs. Railton (con un sospiro) Come vuoi tu, forse non ho altra scelta. (con un gesto svelto porge a Sibyl il settimanale) Leggi. Nella colonna di mezzo... in fondo. Ex ufficiale ammonito.
Sibyl legge. Mrs. Railton la osserva. Ad un tratto Sibyl si siede con gli occhi spalancati e col viso, che si scolora. Entra Lady Matheson e si accorge della presenza di Sibyl.
Lady Matheson Maud! Non le avete per caso...
Mrs. Railton Ho fatto il possibile, mia cara, ma ha tanto insistito... Non avete idea di come ha insistito! (si china su Sibyl con sollecitudine) Mi dispiace, tesoro. Dev'essere un colpo terribile, ma lo stato anche per noi, terribile. Non ti senti bene? (Sibyl si toglie gli occhiali, piega meticolosamente il giornale e lo posa sulla poltrona senza rispondere) Sibyl, non ti senti bene?
Sibyl (quasi inudibile) Mi sento bene.
Entra Jean. Ha l'aria contrariata.
Jean Di che cosa si tratta, Mrs. Railton? Posso restare solo pochi minuti: ho il beb.
Mrs. Railton Non vi tratterr, ve lo prometto. Sedetevi. (voltandosi verso Sibyl, dura) Sibyl, che cosa hai fatto?
Entra Charles. Prende di mano gli occhiali a Sibyl.
Mrs. RailtonGuarda, hai rotto gli occhiali.
Sibyl (con un fil di voce) Uh! Che stupida!
Charles Hallo! Brava, vi sarete ferita la mano!
Sibyl No.
Charles S che vi siete ferita. Vediamo. (con fare professionale le prende la mano e gliela esamina) Cose da poco. Corpi estranei, nessuno. Ecco, fasciamo con questo, pulito. (prende dalla tasca un fazzoletto e le fascia la mano) Pi tardi tintura di iodio ed un bel cerotto.
Entra Fowler.
Mrs. Railton Oh, professore! Mettetevi a sedere cos posso cominciare. I due giovani hanno fretta. Ho una grave notizia da comunicarvi.
Charles La caldaia si rotta di nuovo.
Mrs. Railton Dio volesse che si trattasse di una sciocchezza simile!
Charles Non considero affatto una sciocchezza farsi la barba con l'acqua fredda.
Mrs. Railton Mr. Stratton, ve ne prego.
Prof. Fowler (preoccupato) Aumentano di nuovo la retta?
Mrs. Railton No, si tratta di una notizia molto pi grave.
Prof. Fowler Non so quale notizia potrebbe essere pi grave di questa.
Mrs. Railton Quella che sto per darvi.
Charles Scusate, Mrs. Railton, un quiz? Non ci potete dire subito di che cosa si tratta?
Mrs. Railton (contrariata) La mia esitazione dovuta al fatto che trattandosi di un argomento penoso ed imbarazzante trovo difficile la scelta delle parole. Comunque, se siete tanto impazienti di sapere, saprete. (dopo pausa drammatica) Il maggiore Pollock non affatto maggiore ma semplicemente tenente, un tenente che viene dai sottufficiali, promosso al principio della guerra.
Charles (divertito) Ha, ha, ha! Lo avevo subo dorato: avevo sempre avuto il sospetto che Sandhurst e i Royal Scots fossero inventati. Jean, ricordi che te lo dissi?
Jean Me ne ricordo. Ma io lo avevo detto per prima quella sera in cui pul la forchetta del pesce col tovagliolo.
Prof. Fowler (interrompendo in fretta) Devo ammettere che anch'io avevo messo in dubbio la sua educazione a Wellington. Voglio dire, anche oggi citando Orazio ha fatto un errore imperdonabile. Imperdonabile.
Mrs. Railton (alzando il tono della voce) Per piacere, per piacere, signori e signore, non si tratta di questo. La rivelazione terribile, spaventosa deve ancora venire. (ottiene il silenzio ed ancora una volta fa una pausa drammatica) Pollock stato dichiarato colpevole di...
Lady Matheson (correggendo) Si dichiarato colpevole.
Mrs. Railton Gladys, per piacere! Dichiarato o confessato non fa lo stesso? Colpevole di offesa al buon costume, conducendosi in maniera sconcia con cinque o sei donne in un cinematografo di Bournemouth.
Silenzio, sono tutti sbigottiti, pietrificati.
Charles (finalmente) Corbezzoli, che record!
Lady Matheson Ecco, Maud... Devo rettificare... Devo. L'unica cosa che sappiamo che una delle donne in questione era per bene... quella che ha esposto la querela, sebbene anche lei abbia agito in modo piuttosto... strano. Perch non lo ha messo subito a posto come avremmo fatto noi e non gli ha detto di smetterla e di vergognarsi? Io mi sarei regolata cos. E delle altre cinque non sappiamo nulla di nulla. Non sappiamo nemmeno se le ha sfiorate col gomito.
Mrs. Railton Sfiorate col gomito! Era in quel cinematografo per scopi immorali, lo ha confessato. Ed stato visto cambiar posto cinque volte sempre sedendo accanto a giovani donne.
Charles (contando mentalmente) Cinque e cinque... allora dieci pizzicotti e cinque sederi... se riuscito ad usare due mani alla volta.
Jean Undici, contando la prima volta... anzi, dodici, supponendo...
Mrs. Railton Dico... mi sembra che stiamo uscendo dal seminato e perdendo in un monte di sciocchezze. Il punto che il maggiore... il sedicente maggiore, si confessato colpevole di un atto criminale di natura disgustosa ed io desidero conoscere la linea di condotta che noi residenti proponiamo di seguire.
Prof. Fowler Quale linea proponete, Mrs. Railton?
Mrs. Railton Io propongo di parlare con Miss Cooper per convincerla a pregare Pollock di andarsene... subito.
Charles No.
Mrs. Railton Non siete d'accordo, Mr. Stratton?
Charles Per carit, Mrs. Railton, non crediate che prenda la cosa alla leggera! Quello che ha fatto il maggiore, se vero che lo ha fatto, ripugnante. Ho sempre ho avuto una spiccata avversione per tutte le forme segrete di espressione sessuale. Quindi, emotivamente parlando, sono con voi. Ma logicamente parlando non posso esserlo.
Mrs. Railton (tagliando corto) E' un sermone, Mr. Stratton? Perch se lo forse preferite salire su quella sedia ed arringarci.
Charles Sto bene dove sono, grazie, e non voglio far nessun sermone. Dicevo soltanto che la mia avversione verso la condotta del maggiore puramente emotiva e non logica. La mia incapacit di capire quello che ha fatto il maggiore forse una deficienza da parte mia. Il maggiore, presumibilmente, capisce la mia maniera di amare, io dunque dovrei capire la sua. Ma non la capisco e quindi non sono sereno nel giudicarlo. Devo perci andare cauto nell'esprimere giudizi morali a suo riguardo. E' pi giusto che applichi la logica dell'etica cristiana e mi chieda: " Che male ha fatto quest'uomo". Ecco... a parte qualche blu al sedere della signora in questione, i cui motivi di querela, sono d'accordo con Lady Matheson, non sono perfettamente chiari, a parte questo ed a parte l'averci raccontato qualche frottola patetica sul suo passato, cosa che pi o meno tutti facciamo di tanto in tanto, io non vedo che abbia fatto nulla che giustifichi che lo si scaraventi in mezzo ad una strada.
Jean (con veemenza) Non sono d'accordo! Anch'io sono ripugnata per quello che ha fatto, ma ho tutto il diritto di esserlo. Il mio giudizio sereno, per me chi si conduce cos una minaccia sociale e si merita tutto quello che gli tocca.
Charles La tua veemenza mi preoccupa. Ti far psicanalizzare.
Jean (continuando) Anch'io sono logica. Supponiamo che nostra figlia domani...
Charles (un po' stufo delle stesse frasi) Lo so, lo so, supponiamo che tra venti o trent'anni una nostra figlia vada al cinematografo e che le si sieda accanto un maggiore Pollock qualunque...
Jean Precisamente. (lui ride) Non c' da ridere, Charles. Che cosa proveresti se...
Charles Mi vergognerei di mia figlia se non sapesse rispondere con un pugno forte e ben centrato.
Jean Charles, semplicemente mostruoso che un padre...
Mrs. Railton Prego, prego, prego. Questa non una discussione privata. Mi sembra di capire, Mr. Stratton, che voi siete contrario a qualsiasi genere di azione. (Charles acconsente col capo) Anche ad una semplice protesta?
Charles Quando saremo tutti a tavola potr lanciargli un'occhiata di biasimo.
Mrs. Railton (voltandosi da un'altra parte con disgusto) Voi, Mrs. Stratton, siete d'accordo con me? dovrei parlare a Miss Cooper?
Jean (decisa) S.
Charles (le mormora) Fanatica!
Jean (furibonda) Che cosa c'entra il fanatismo con questo?
Charles C'entra molto.
Mrs. Railton Calma, vi prego... (a Fowler) E voi, professore, che cosa dite?
Prof. Fowler (imbarazzato) Ecco, non facile. Non affatto facile. E' la teoria moderna, lo so. Nulla veramente condannabile wrong quando non arreca danno tangibile ad un altro essere umano. Ma sbaglia chiamandolo cristianesimo. Il cristianesimo non pu essere solo questo. Certi atti sono condannabili perch in se stessi e per se stessi impuri ed immorali ed a me pare che questa ondata di vizio e di eccessi sessuali che sembra aver invaso il nostro paese in questo dopoguerra debba attribuirsi in gran parte all'abbassamento dei vecchi livelli morali... per quanto sentimentali ed illogici questi possano apparire alla nuova generazione. La tolleranza non sempre una buona cosa, vedete. La tolleranza del male pu essere in se stessa un male. Dopotutto fu Aristotile, no, che disse...
Compare sulla soglia Miss Meacham.
Miss Meacham Che diavolo... non la finite pi! Ora ci mancava Aristotile. Io me ne vado in camera mia.
Mrs. Railton Avete ascoltato?
Miss Meacham Non ho potuto fare a meno di sentire. Non volevo, perch stavo studiando il mio sistema e mi occorre molto silenzio... ma avevo messo la sedia contro il muro per prendere il sole e non potevo rinunciare al sole per non sentire.
Mrs. Railton Bene... ora che sapete tutto possiamo chiedere la vostra opinione?
Miss MeachamNon ne ho.
Mrs. Railton Non potete non avere un'opinione.
Miss Meacham Perch no? Vivo lontana dal mondo da pi tempo di tutti voi messi insieme e che cosa volete che ne sappia di morale e di etica? Quello che leggo nei libri, e non molto perch leggo esclusivamente libri polizieschi. Peter Cheney, per esempio, fa con le sue eroine cose assai peggiori di quelle che ha fatto il maggiore e nessuno dice niente.
Mrs. Railton Non mi sembra che ci che Peter Cheney fa con le sue eroine c'entri in... Noi vogliamo sapere quello che pensate del maggiore.
Miss Meacham Ecco... l'ho sempre ritenuto un terribile seccatore ed un solenne impostore. Adesso mi dite che anche uno sporcaccione e non me ne sorprendo affatto... anzi! Ma, resti tra queste pareti, non me ne importa un fico secco. (esce)
Pausa.
Mrs. Railton Voi, professore, siete per agire, mi pare.
Pausa.
Prof. Fowler Una volta fui costretto a consigliare l'espulsione di un allievo. Una volta sola in tutta la mia carriera eppur ancor oggi ne sono turbato. Profondamente turbato anche se gli avvenimenti mi hanno dato ragione. Era un poco di buono, divent ladro e ricattatore e... Oh! Le cose che gli sono capitate! Cose orribili! Orribili. (breve pausa) Povero figliolo, era simpatico...
Mrs. Railton (impaziente) Professore... siete per agire?
Prof. Fowler (poco convinto) S... ritengo di s... S, lo sono.
Mrs. Railton E voi, Gladys? (Lady Matheson esita) Mia cara, non occorre che facciate un lungo discorso come gli altri. Dite s o no.
Pausa.
Lady Matheson Povera me!
Mrs. Railton Avanti, Gladys, perch siete cos incerta? Sapete benissimo quello che pensate di questo terribile vizio che mina la nostra Inghilterra. Avete spesso detto che gente cos dovrebbe essere rinchiusa...
Lady Matheson Oh, povera me!
Mrs. Railton (ora veramente impaziente) Gladys, per l'amor di Dio, decidetevi. Siete con Stratton, paladino del vizio, o siete per le virt cristiane col professore, con Mrs. Stratton e con me?
Charles Giuro che non ho mai visto estorcere una risposta con tanta malafede. Date dei punti al senatore McCarthy, Mrs. Railton.
Mrs. Railton Volete tacere? Presto, Gladys, per chi siete?
Lady Matheson Sono dalla parte vostra, naturalmente. Soltanto che...
Mrs. Railton Allora, Mr. Stratton... escludendo Miss Meacham che possiamo considerare neutrale, i risultati, mi pare, sono cinque contro uno.
Charles Cinque.
Mrs. Railton Mia figlia, naturalmente, d'accordo con me.
Charles Come fate a saperlo?
Mrs. Railton So come Sibyl la pensa su queste cose.
Charles Lo possiamo sentire direttamente dalla bocca di Miss Sibyl?
Durante questa discussione Sibyl rimasta immobile nella poltrona, le mani, delle quali una fasciata, inerti in grembo, e lo sguardo fisso contro la parete davanti a lei.
Charles Miss Sibyl, possiamo sentire il vostro parere?
Non c' risposta.
Mrs. Railton Tesoro, Mr. Stratton ti ha fatto una domanda.
Sibyl S, mammi?
Charles Possiamo sentire il vostro parere?
Sibyl Il mio parere?
Mrs. Railton (scandendo le parole come se parlasse ad una bambinetta che non capisce) S - sul - maggiore - Pol-lock, tesoro. Come dobbiamo comportarci? (Sibyl sembra non capire e non risponde. Mrs. Railton agli altri) E' stato lo shock. (A Sibyl di nuovo) A proposito di quello che hai letto sul giornale, tesoro, che cosa ne pensi?
Sibyl (in un sussurro) Sto male.
Mrs. Railton E' pi che naturale, mia cara. Siamo tutti sconvolti.
Sibyl (la voce le aumenta di volume in crescendo) Sto male, sto male, sto male.
Mrs. Railton (le si avvicina subito e l'abbraccia) Tesoro, lo so. Non ti agitare. Non niente.
Sibyl (nascondendo la faccia tra le braccia di Mrs. Railton) Mammi, sto male, posso andare a coricarmi?
Mrs. Railton Ma certo, tesoro, andiamo in sala di scrittura... c' un magnifico divano e non c' mai anima viva. (La conduce verso la porta che va nella hall) E calmati... cerca di dimenticare questa spiacevole storia. Fai finta che non sia mai successo... fai finta che non sia mai esistita una persona come il maggiore Pollock. Di qui, tesoro. (escono nella hall)
Lady Matheson Non doveva, non doveva darle la notizia in quel modo. E' stato un grave errore.
Charles (seccato) Sono d'accordo. Se quella ragazza non finisce in un manicomio non sar certamente per merito della madre.
Lady Matheson (che ama la giustizia) Mr. Stratton, questo vostro modo di svisare quello che dico scandaloso. Ho usato la parola errore e voi non avete nessun diritto di...
Charles Avete ragione, vi chiedo scusa. E' stato un commento mio personale.
Jean E' successo tutto per colpa tua. Che bisogno c'era di chiedere il suo parere...
Charles Era seduta l, buona buona, ed aveva l'aria di seguire quello che stavamo dicendo. Come potevo indovinare che si trovava in uno stato acuto di isterismo represso? Forse dovevo immaginarlo. Comunque nutrivo la speranza idiota, anche se bene intenzionata, la speranza idiota di farla essere almeno una volta pubblicamente in disaccordo con sua madre. Solo questo potrebbe salvarle l'anima.
Prof. Fowler Non sapevo che la psichiatria moderna riconoscesse un vocabolo sentimentale ed antiquato come anima.
Charles Va bene! Per anima leggete spirito e un giorno... quando avrete cinque minuti liberi vi pregher di spiegarmi la differenza.
Prof. Fowler Volentieri.
Charles (alzandosi) Ma non ora. Potrebbe far confusione nei miei studi di anatomia. (a Jean) Tu vieni? (Jean si alza riluttante).
Jean Non so che cosa tu abbia stasera. Ti stai conducendo come uno zoticone arrogante e pomposo.
Charles Mi devi perdonare. Forse mi andato alla testa di trovarmi, in una semplice questione di umanit, solo contro tutti. Peccato di orgoglio spirituale, lo chiamano cos, no professore?
Charles esce. Jean torna al centro.
Jean (agli altri due) Ha studiato troppo oggi. Domani vedr le cose con uno spirito diverso. (fiduciosa) Lasciate fare a me.
Rientra Mrs. Railton.
Mrs. Railton Tutto passato. Sta meglio. Piccole crisi che le durano poco. E' in sala di scrittura e riposa.
Lady Matheson Meno male.
Jean Mi stavo scusando per il comportamento di mio marito...
Mrs. Railton Mia cara... tutti abbiamo diritto di esprimere la nostra opinione per quanto questa possa essere sgradevole, strana ed a volte pericolosa. (vivace) Dunque. Dobbiamo recarci da Miss Cooper in gruppo o preferite che le parli io a nome di tutti?
Ci che preferisce chiaro. Dopo una pausa gli altri mormorano diffidenti.
Lady Matheson Ecco... se ci volete andar voi, mia cara...
Prof. Fowler Recarci tutti in gruppo non mi sembra...
Jean Siate la nostra delegata.
Mrs. Railton Come volete voi. (prende una copia del fantoso settimanale e quando sulla porta) Avrete tutti indovinato, spero, che non si tratta di un dovere che mi alletta. (esce)
Prof. Fowler (a Lady Matheson) Questa non la chiamerei un'autovalutazione eccessivamente accurata. E voi?
Lady Matheson (incerta) Ecco... per certa gente compiere il proprio dovere fonte di gioia... non per me. Ma io... ecco, io non servo a nulla per queste cose.
Jean (sulla porta) In questo caso per me sarebbe un dovere molto piacevole! Vecchiaccio schifoso! (tra s uscendo) Speriamo che non si sia svegliato! (esce)
Prof. Fowler Una donnina spietata.
Lady Matheson La giovent non lo tutta oggigiorno?
Prof. Fowler (con intenzione) Non soltanto la giovent.
Lady Matheson (infelice, con un sospiro) Oh, povera me! Che storia spaventosa; non riesco a riavermi.
Prof. Fowler Anch'io ci sono rimasto male. (sospira e si alza) Vedete, a volte il brutto di essere dalla parte della ragione di trovarsi spesso in compagnia di alleati poco desiderabili. Andiamo a distrarci con un po' di televisione. Il telegiornale sta per finire e subito dopo c' Filip Harben con le sue ricette culinarie. Purtroppo devo contentarmi di guardarle alla televisione. (mentre escono) Sono le torture di Tantalo, eppure il godimento intenso. Non ci che oggigiorno chiamano masochismo?
Escono. La stanza per un momento rimane vuota, poi Pollock appare sulla porta a vetri. Sbircia dentro nella stanza ed assicuratosi che non c' nessuno entra. Si affretta al tavolo dove sono i giornali di Mrs. Railton e si accorge che il Hampshire Weekly News sparito dal posto dove lui lo aveva lasciato. Guarda affannosamente nella pila di giornali eppoi si mette a cercare anche nella stanza. Resta in piedi incerto, davanti al camino quando si apre piano la porta ed entra Sibyl. Al veder Pollock resta pietrificata. Anche Pollock rimane immobile.
Pollock (finalmente con allegria patetica) Buona sera, Miss Railton, come va la vita, uhm?
Sibyl Cercate il giornale di mammi?
Pollock Come? No, no, ne ho una copia anch'io.
Sibyl Smettete di fingere, ve ne prego. Mammi lo ha letto.
Pollock Oh. (Lunga pausa. Le spalle di Pollock si accasciano e si aggrappa al tavolo per non cadere) E... e lo ha fatto leggere anche a voi?
Sibyl S.
Pollock Oh.
Sibyl Ed anche agli altri.
Pollock Anche a Miss Cooper?
Sibyl Mammi andata in ufficio a dirglielo.
Pollock (scuote il capo; capisce che la situazione irreparabile) Allora... non c' pi niente da fare? (Pausa. Sibyl fa no con la testa) Dio, Dio! (si siede con lo sguardo fisso sul pavimento. Sibyl lo guarda con coraggio).
Sibyl (con passione) Perch vi siete condotto cos? Perch avete fatto quelle cose?
Pollock Non lo so. Vorrei potervi rispondere. Perch mai si fanno le cose che non si dovrebbero fare? Perch certa gente beve troppo ed altra gente fuma ottanta sigarette al giorno? Perch non pu farne a meno, immagino.
Sibyl Allora... allora non la prima volta...
Pollock (sottovoce) No.
Sibyl E' orribile.
Pollock S, lo so. Non sto cercando di difendermi. Non lo avreste immaginato, lo so... Fin da bambino ho avuto una soggezione terribile delle donne. Di tutti, ma specialmente delle donne. A scuola ho sofferto come soffrono i timidi. Non nel collegio di Wellington (sorriso amaro) naturalmente, ma in una scuola comunale qualunque. I maschi sono implacabili con i compagni timidi ed a me non mi hanno risparmiato, ve lo giuro. Anche mio padre mi disprezzava. Era sergente maggiore nei Royal Scots e mi obblig ad entrare nell'esercito, ma non gli detti mai una soddisfazione... mor prima che io diventassi sottotenente. Lo divenni con un po' di camorra. Al principio della guerra non era difficile; comunque per me fu una gran cosa anche cos. I soldati sull'attenti, rispettato, riverito: signor s; signor no... Mi sentii qualcuno... uno come tutti gli altri.. Forse ora a qualche donna avrei anche potuto... (si ferma) Macch! Non serv a niente. Son fatto in un modo strano e non mi posso cambiare. Deve succedere al buio e con donne che non conosco perch...
Sibyl (turandosi le orecchie con le mani) Basta, basta, non voglio sentire. Sto male.
Pollock (a mezza voce) Lo so. Certo. Dovevo immaginarlo. Ma voi mi avete chiesto perch faccio queste cose ed avevo bisogno di sfogarmi con qualcuno. E' la prima volta in vita mia che ne parlo. Mi dispiace di avere sconvolto voi. (va al tavolo e prende due libri).
Sibyl Perch proprio me e non gli altri?
Pollock Oh, degli altri me ne infischio! Ognuno prender la cosa a modo suo, ma per nessuno significher pi di un pettegolezzo sul quale ridere e scherzare. Per voi un'altra cosa, Sibyl.
Sibyl E' la prima volta che mi chiamate Sibyl.
Pollock Ah, s? Ecco... non vedo perch debba chiamarvi Miss Railton... non vedo perch.
Sibyl Perch sono diversa dagli altri?
Pollock in un altro angolo della stanza ha raccolto un libro ed una pipa da un tavolo od altro.
Pollock(si volta verso Sibyl)Perch siete terrorizzata dal... ecco... dalla vita, per usare una bella parola. Mi sembra un vocabolo pi adatto per le vostre orecchie, dell'altro, che so odiate. Noi due ci assomigliamo, sapete, e proprio per questo ci siamo fatti tanta buona compagnia.
Sibyl Come potete dire che ci assomigliamo? Io non... (si ferma incapace di continuare)
Pollock Non siete del mio parere, lo so. Voi siete pi fortunata di me... non conoscete la tentazione e non la conoscerete mai. O mi sbaglio? Come faccio a giudicare un altro? Volevo dire soltanto che ambedue abbiamo un terrore maledetto della gente, ma... ma quando siamo insieme riusciamo... riusciamo a dimenticare questo terrore. Parlando di me io vi sono grato di questo e sempre lo sar. Non posso aspettarmi altrettanto da voi, uhm.
Sibyl Che cosa state facendo?
Pollock Riunendo le mie cose. Non avete per caso visto la borsa del tabacco?
Sibyl Eccola qua. (prende la borsa del tabacco sultavolino e Pollock la prende dalle sue mani)
Pollock (con un sorriso amaro) I colori del collegio dove non sonostato educato.
Sibyl Perch avete raccontato tante bugie?
Pollock Forse perch non mi piaccio come sono e mi voglio illudere di essere un altro. In fondo non faccio male a nessuno. Tutti sognano ad occhi aperti. Io ho esagerato, ecco tutto. Qualche volta perfino io ho creduto nel maggiore Pollock. (ha un soprassalto) C' qualcuno di l?
Sibyl (in ascolto) No, non mi sembra. Dove andrete?
Pollock Non so. Conosco uno a Londra sempre pronto a darmi un letto per due o tre notti. Ma ecco... da lui non ci vado volentieri.
Sibyl Perch no?
Pollock (dopo una leggera pausa) Ecco... si tratta di pollame dello stesso pollaio.
Sibyl Non ci andate. Non ci andate.
Pollock Dove allora?
Sibyl In un albergo.
Pollock A Bourmouth non pu essere... e nemmeno qui nelle vicinanze. Deve essere Londra e gli alberghi sono pi cari di qui.
Sibyl Vi presto io il denaro.
Pollock Assolutamente no.
Sibyl S, s, s. Ho dei buoni postali, vi dar quelli. E posso darvene dell'altro se vi occorre.
Pollock (prendendole la mano, con dolcezza) No, Sibyl, no. Grazie, ma... no.
Sibyl Allora andrete da quell'uomo?
Pollock No. Trover un'altra sistemazione.
Sibyl Quale?
Pollock Non vi preoccupate. Andr tutto bene.
Entra Miss Cooper e chiude la porta dietro di s.
Miss Cooper (con vena) Ah, eccovi qui, maggiore. Potrei parlarvi un momento nel mio ufficio?
Pollock E' inutile, Miss Cooper. So quello che volete dirmi. Parto subito.
Miss Cooper Ah. Una decisione che avete preso da solo?
Pollock Certamente.
Miss Cooper Perch voglio metter bene in chiaro che io non vi chiedo affatto di lasciare questo albergo. Se volete rimanere siete libero di farlo. Tocca a voi decidere.
Pausa.
Pollock Uhm. Vi ringrazio, ma non posso restare.
Miss Cooper Capisco benissimo che preferiate andarvene. Se partite senza preavviso non vi far pagare nulla in pi. Quando partireste, dopo pranzo?
Pollock Subito.
Miss Cooper Volete che vi aiuti a cercare una sistemazione provvisoria mentre ne trovate una pi definitiva?
Pollock Uhm, mi sembra troppo chiedere...
Miss Cooper Troppo? Dio mio! A Londra ci sono due alberghi che appartengono a questa stessa Societ: uno a St. John's Wood e l'altro a South Kensington. I prezzi sono pi o meno gli stessi. Quale dei due preferite?
Pollock (pausa) Direi... South Kensington.
Miss Cooper Ci devono essere gli opuscoli da qualche... (Guarda sul camino e prende gli opuscoli da un porta-buste. Glieli porge) Eccoli qua. Volete che telefoni io?
Pollock Grazie. Forse meglio che lo faccia io. In caso di complicazioni non vorrei coinvolgervi pi del necessario. Posso telefonare dal vostro ufficio?
Miss Cooper Certamente.
Pollock Poi vi rimborso. (va alla porta e guarda se non c' nessuno nella hall) Sibyl, se non avr modo di rivedervi vi scriver per dirvi addio.
Pollock esce. Miss Cooper si volta verso Sibyl.
Miss Cooper Vostra madre salita a cambiarsi per pranzo. Mi ha pregato di dirvi che potete pranzare in camera vostra se lo preferite.
Sibyl Non importa.
Miss Cooper (con comprensione) Come vi sentite ora?
Sibyl (brusca) Bene. (Miss Cooper le si avvicina).
Miss Cooper Non posso far nulla per aiutarvi?
Sibyl (con rabbia) No. Nulla. E non mi dite queste cose, per farmi star male di nuovo e farmi compatire. Ora mi sento bene. Lui se ne va ed io sono contenta. Lo disprezzo.
Miss Cooper Davvero? Siete sicura che lo merita?
Sibyl E' un uomo vile ed immorale ed ha fatto una cosa mostruosa. E non la prima volta, lo ha ammesso lui.
Miss Cooper Lo avevo immaginato.
Sibyl E gli avete detto che pu restare se vuole? Anche questo immorale.
Miss Cooper Forse sono immorale anch'io. (le mette una mano sul braccio) Cara Sibyl...
Sibyl Perch tutti mi chiamano Sibyl stasera? Non voglio. Serve solo a farmi piangere.
Miss Cooper Non voglio farvi piangere; voglio aiutarvi.
Sibyl all'improvviso cede e piange. Ma un pianto sommesso, senza l'isterismo di poc'anzi. Miss Cooper la tiene stretta contro di s.
Miss CooperCos va meglio, cos va meglio.
Sibyl E' orribile.
Miss Cooper Lo so. Vi capisco, Sibyl, lo sapete?
Sibyl Dice che ci assomigliamo... lui ed io.
Miss Cooper Ah s?
Sibyl Dice che siamo tutti e due terrorizzati dalla vita, dalla gente, dal... sesso! Ecco! Ho pronunciato la parola. Ha detto che ho perfino paura di pronunciarla questa parola, vero. Che cos'ho? Perch sono cos?
Miss Cooper Niente, nulla... Mettiamoci a sedere. (con dolcezza la spinge verso il divano e le siede accanto)
Sibyl Sono anormale, non vero?
Miss Cooper (cerca, parlando, di dare pocaimportanza a quello che dice) Non ho mai capito il vero significato di questa parola. Se per anormale intendete dire diversa dagli altri allora s, siete anormale. Ma non lo siamo un poco tutti? Che monotonia se fossimo tutti uguali! Sibyl Meglio essere monotona.
Miss Cooper Non so rispondervi. Ecco... io non ho ancora incontrato una persona veramente normale. Ognuno di noi diverso. In questo mio lavoro avvicino gente di ogni specie ed in questi cinque anni ho imparato che la parola monotonia, se applicata ad un essere umano, completamente priva di significato. Ed un insulto a chi ci ha creati, non vi sembra? Dire che siamo uguali e monotoni?
Sibyl Mammi non sarebbe d'accordo con voi.
Miss Cooper Non lo sarebbe, ne sono certa. Ma ditemi... E' molto che avete perso vostro padre?
Sibyl Quando avevo sette anni.
Miss Cooper Vi misero in collegio?
Sibyl No, mammi dice che ero troppo delicata. Per un po' ebbi una governante, poi mammi decise di farmi continuare gli studi lei.
Miss Cooper Gi, capisco, E non avete mai vissuto lontana da lei?
Sibyl Solo per un periodo... quando lavoravo. (con orgoglio) Ero impiegata a Londra in un grande magazzino: Jones and Jones. Ma mi ammalai e dovetti lasciare il posto.
Miss Cooper (con vena) Che peccato! Beh, un giorno riproverete, va bene?
Sibyl Mammi non vuole.
Miss Cooper Non vuole? Dovete provarvi a farla volere. Inteso?
Sibyl ... non so come fare.
Miss Cooper Ve lo insegno io. Scappando di qua e trovandovi un lavoro che vi renda indipendente. Allora vorr per amore o per forza. (le accarezza il ginocchio, comprensiva, e si alza in piedi) Devo preparare i menus... (si avvia alla porta)
Sibyl (con ansiet) Non gli succeder nulla?
Miss Cooper Al maggiore? Non lo so, spero di no.
Sibyl Nonostante quello che ha fatto non voglio che gli succeda nulla di male. Voglio che sia felice. E' un albergo buono quello... di South Kensington?
Miss Cooper Molto buono.
Sibyl Credete che si far degli amici? Mi ha detto che mi sar sempre riconoscente per averlo aiutato a dimenticare il suo terrore della gente.
Miss Cooper Anche lui ha aiutato voi, no?
Sibyl S.
Miss Cooper Spero che nel nuovo albergo trovi una vera amicizia...
Sibyl Oh, Dio, s! Lo spero anch'io.
Entra Pollock.
Pollock (in fretta a Miss Cooper) Fatto. Ho telefonato e combinato. Vi far piacere sentire che mi sono annunciato come Mr. Pollock e non stato necessario fare il vostro nome o quello di quest'albergo. Ora devo correre a far le valige. (si volta verso Sibyl e le stende la mano) Addio, Sibyl. (Sibyl, dopo un momento di esitazione prende la mano)
Sibyl Addio. (Lascia la mano di lui e corre verso la porta. Sulla porta) Iddio vi benedica. (esce)
Pollock Very upset? Molto sconvolta? (Miss Cooper fa cenno di s) E' questo quello che non perdono, sapete. E' curioso... quella ragazza non una persona normale, direi quasi un caso patologico... la mentalit di una bambina e spesso le cose che dice non hanno senso. Eppure sar difficile per me far senza di lei.
Miss Cooper Credo che anche voi contiate molto per lei.
Pollock Contavo, credo. Ora no, naturale. Era al soldato prode, all'uomo tutto d'un pezzo che si era affezionata, non al ma... (si ferma) Le ho raccontato tutta la mia storia. Mi sembrato mio dovere. Spero che un giorno possa capire pi di adesso. Credo per che non si riavr mai da questo colpo.
Miss Cooper Anch'io lo credo.
Pollock Spesso vogliamo discolparci dicendo: Ebbene? dopotutto non faccio male a nessuno. Ma si fa quasi sempre del male a qualcuno e questo pensiero non mi piace. Volete dare un'occhiata per vedere se non c' nessuno...
Miss Cooper apre a met la porta della hall.
Miss Cooper Miss Meacham, al telefono.
Pollock Maledizione.
Miss Cooper Quale treno prendete?
Pollock Quello delle 19,45.
Miss Cooper Avete tutto il tempo.
Pollock Sono valige complicate... tanta roba da metter via... quattro anni, sapete, triste. Penso gi con terrore ai primi giorni in un posto nuovo... uhm, al pensiero di conoscere gente nuova... il guaio che per terrore sar costretto a rimettere in ballo il maggiore.
Miss Cooper Provate a non farlo.
Pollock Oh, per provare prover. Prover. Spero di riuscire. (va cauto alla porta e si volta) Ancora l, maledizione. (torna indietro) Grazie per essere stata cos buona. Dio solo sa perch lo siete stata tanto. Non me lo merito, ma ve ne sono grato. Molto grato. (Miss Cooper sorride) Siete una creatura strana, sapete, se non vi secca che mi esprima cos. C', dietro quella vostra freddezza esteriore, un calore che nessuno immaginerebbe. Non vi accaduto mai nulla di brutto nella vita?
Miss Cooper S.
Pollock Di molto brutto?
Miss Cooper Sono riuscita a riprendermi.
Pollock Che cos' stato?
Miss Cooper Ho amato un uomo che invece ne amava un'altra.
Pollock Lo amate ancora?
Miss Cooper Oh, s. Lo amer sempre.
Pollock Speranze?
Miss Cooper (serena) No, nessuna.
Pollock E siete cos serena.
Miss Cooper Avrei vantaggio ad essere altrimenti? Mi sono rassegnata ed sorprendente la serenit che ci viene quando si abbandonata la speranza. Ho il ricordo, un ricordo piacevole, tutto sommato.
Pollock (assente col capo) Capisco. Saggezza, uhm. (tra s) Devo smettere con questo uhm. Beh, Miss Meacham o non Miss Meacham, non voglio perdere il treno. Mi devo sbrigare. (si volta per uscire)
Miss Cooper Perch non restate?
Pollock (incredulo) Restare? In questo albergo, volete dire?
Miss Cooper Avete detto che un albergo nuovo vi fa terrore.
Pollock Ma questo me ne fa ancora di pi.
Miss Cooper Lo capisco. Ma qui non sareste costretto a rimettere in ballo il maggiore.
Pausa.
Pollock Potrei esser costretto a cose pi drastiche... pi conclusive, come pulire la mia vecchia rivoltella di ufficiale. Conoscete la sola soluzione dignitosa, forse rovinando uno dei vostri tappeti e facendo uno scandalo di cattivo gusto.
Miss Cooper (non volendo dargli importanza appositamente) Io ci sto a rischiare se ci state voi.
Pollock Cara Miss Cooper... sono troppo, troppo vigliacco per restare. Troppo vigliacco.
Miss Cooper Peccato. Sarebbe stato bello provare a voi stesso che non lo siete.
Pausa.
Pollock (finalmente) Vi preoccupate anche per... lei?
Miss Cooper S.
Pollock E di far rivivere il prode soldato?
Miss Cooper S.
Pollock E di farle credere che anch'essa ha contribuito a farmi ritrovare il rispetto di me stesso? (pausa) Impossibile. Maledettamente impossibile. Mi conosco troppo, vedete.
Miss Cooper Mah! Me lo chiedo!
Pollock (triste) Oh, mi conosco... purtroppo. Ad ogni modo grazie per aver cercato di aiutarmi. (guarda nella hall) La via libera. (Si volta e la guarda a lungo. Lei sostiene lo sguardo. Pausa) C' un altro treno alle 21 e qualche cosa mi pare.
Miss Cooper Alle 21,32. (altra pausa)
Pollock (la guarda, incerto, poi sorride con vergogna) Ma spero di riuscire a prendere quello delle 19,45.
SCENA SECONDA: la sala da pranzo.
Come al principio della commedia. Siamo in pieno pranzo. La tavola vicino alla finestra ora occupata da una giovane coppia d passaggio. 1 due giovani sono tanto assorti uno nell'altra che non sembrano Tendersi conto della presenza degli altri. Una tavola vuota e non apparecchiata. Le altre tavole sono occupate dai soliti clienti.
Quando si alza il sipario la conversazione generale e per essere pi precisi: i due innamorati si mormorano paroline dolci sottovoce; gli Stratton discutono come sempre; Lady Matheson e Fowler si parlano dalle due tavole e Mrs. Railton parla con Sibyl. Miss Meacham assorta nel solito libro.
Mabel (alla tavola di Miss Meacham) Lei fricasse o bistecca tritata?
Miss Meacham Come? Oh, fa lo stesso. Saranno ambedue immangiabili.
Mabel Allora un po' di gallina fredda?
Miss Meacham Fredda!? Se non l'abbiamo ancora mangiata calda!
Mabel Se fossi in voi sceglierei fricasse. E' mangiabile... di coniglio.
Miss Meacham Vada per il fricasse.
Prof. Fowler Un pezzetto di formaggio, Mabel?
Mabel E' finito, professore.
Prof. Fowler Non c' mai un pezzetto di formaggio.
Mabel serve Miss Meacham ed a passi pesanti va in cucina.
Mrs. Railton (sporgendosi verso la tavola di Lady Matheson) Mi sembra che stasera alla televisione cominci una rubrica nuova. Si chiama Lascia o raddoppia.
Lady Matheson S, lo so. Ho letto tutto sul Radio Times. Dev'essere divertente e la settimana prossima la guarder certamente.
Mrs. Railton Perch non stasera?
Lady Matheson Sono stanca... finisco di pranzare e vado subito a letto.
Mrs. Railton (abbassando la voce) Che giornata per i nostri poveri nervi. Non la dimenticheremo facilmente. Non facilmente. Anch'io non ne posso pi. (a Sibyl) Passami la salsa, tesoro.
Lady Matheson assente con la testa. Mrs. Railton beve un sorso di vino. Pollock entrato senza far rumore e Mrs. Railton si volta e lo segue con gli occhi, incredula, mentre lui lentamente va alla sua tavola e si siede. La conversazione si interrompe e di colpo regna il pi profondo silenzio perch anche i due innamorati intimiditi, sebbene ignari del motivo dell'atmosfera tesa, hanno smesso di parlare. Il silenzio interrotto da Doreen che entrando lo vede.
Doreen (parlando fuori sulla porta di cucina) Mabel...! Il numero sette arrivato. Avevi detto che non veniva!
Mabel (fuori) A me Joe ha detto cos. Che sarebbe partito prima di pranzo.
Doreen Scusi, maggiore, c' stata un po' di confusione. Apparecchio subito.
Va in cucina. Il silenzio viene interrotto soltanto dal ritorno di Doreen che arriva con un vassoio e in fretta comincia ad apparecchiare la tavola di Pollock.
Doreen Che cosa preferisce? Il fricasse non c' male.
Pollock Allora quello, grazie.
Doreen Bovril in tazza, prima?
Pollock No, grazie.
Doreen (ha finito di apparecchiare) Ecco fatto. Cos va meglio. Fricasse ha detto?
Pollock Fricasse.
Doreen va in cucina. Sibyl fissa Pollock, ma lui non la guarda. Tiene gli occhi bassi, sulla tavola, come tutti gli altri, del resto, perch consci della sua presenza; tutti, meno Sibyl e meno Mrs. Railton che guarda con apprensione lui e gli altri, alternativamente. Questa volta il silenzio rotto di colpo dalla voce stridula e nervosa di Charles.
Charles (a Pollock) Salve!
Pollock (mormora) Salve.
Charles Si rannuvolato. Forse vuol piovere...
Jean guarda il marito con occhi feroci. Mrs. Railton si completamente voltata sulla sedia in un tentativo di far tacere Charles.
Pollock S, forse.
Miss Meacham Speriamo. Con questa siccit impossibile fare pronostici. E' un massacro. (a Pollock) Conoscete la pista Newmarket, no?
Pollock No... no.
Miss Meacham Ma se mi avevate detto... (si ricorda) Non importa. Ecco, su terreno duro non si pu mai dire. Se domani piove potr darvi un vincente sicuro per la corsa di gioved.
Pollock Grazie, grazie. Soltanto che gioved, forse, non sar qui.
Miss Meacham Davvero? Se mi lasciate il vostro indirizzo vi telegrafo. Per lasciatemi tre scellini per il telegramma.
Pollock Grazie, E' gentile da parte vostra.
Miss Meacham Non vi sembrer cos gentile se il cavallo non vince. (si butta di nuovo sul libro)
Entra Miss Cooper.
Miss Cooper (con tono allegro) Buonasera, Mrs. Railton. Buonasera, Lady Matheson. Buonasera, Mr. Pollock. (ha biascicato Mr. con il solito tono col quale diceva Maggiore) Sento che la vostra tavola non era apparecchiata. Vi chiedo scusa.
Pollock Oh, non niente.
Miss Cooper Prenderei fricasse se fossi voi. E' squisito.
Pollock L'ho gi ordinato.
Miss Cooper Avete scelto benissimo. (prosegue nel suo giro delle tavole) Buonasera, Mrs. Stratton, buonasera, Mr. Stratton, tutto bene? (fan segno di s con la testa) Grazie. (fa un inchino di saluto alla nuova coppia, ma meno cordiale ed esce).
Mrs. Railton (Immagina di sentire una corrente d'aria. A Lady Matheson) Fa freddo - di colpo - voi non lo sentite? (Lady Matheson, nervosa, fa cenno di s) Provo a spostare la sedia per togliermi dalla corrente d'aria.
Eseguisce voltando completamente la schiena a Pollock. Il professor Fowler ha finito, si avvia verso la porta, ma per far questo deve passare vicino a Pollock. Due o tre passi dopo che lo ha sorpassato esita, si volta e gli sorride.
Prof. Fowler Buonasera.
Pollock Buonasera.
Mrs. Railton ha dovuto girare il collo per permettere ai suoi occhi di testimoniare il vergognoso tradimento di Fowler.
Prof. Fowler Oggi la partita di cricket stata interessante. Hampshire ha fatto trecento ottanta punti.
Pollock Oh. Bravi.
Prof. Fowler Bravi, bravi. Allora... (sorride distratto e va nella stanza di soggiorno)
Si sente distintamente un'esclamazione stupefatta di Mrs. Railton, poi di nuovo silenzio. Di colpo, e per caso, gli occhi di Lady Matheson e di Pollock si incontrano. Automaticamente Lady Matheson gli sorride chinando la testa. Pollock risponde al suo saluto.
Lady Matheson (a Pollock) Buonasera.
Mrs. Railton (in un sussurro) Gladys!
Lady Matheson, che ha sinceramente agito per istinto, ha un soprassalto. Poi, ovviamente decisa ad andare fino in fondo.
Lady Matheson (con voce ardita e sicura, forte) Vi consiglio la charlotte di mele. E' buonissima.
Pollock Grazie, prender quella.
Lady Matheson di colpo ha coscienza di quello che ha fatto e china la testa sulla sua porzione di charlotte, mangiando febbrilmente, rifiutandosi di guardare Mrs. Railton che la sta fulminando con occhi furibondi e increduli. Mrs. Railton, non ottenendo soddisfazione da Lady Matheson, piega decisa il tovagliolo e si alza.
Mrs. Railton (calma) Sibyl, andiamo.
Sibyl (altrettanto calma) Non ho ancora finito, mammi.
Mrs. Railton (la guarda stupefatta non avvezza a risposte cos insolite) Non importa, tesoro, andiamo di l.
Sibyl non si muove e guarda sua madre. Pausa.
Sibyl No, mammi.
Pausa.
Mrs. Railton (dura) Sibyl... ho detto andiamo.
Sibyl (calma, ma decisa) No, mammi, prima finisco.
Mrs. Railton esita, chiaramente meditando sulle varie vie da prendere. Alla fine decide per l'unica alternativa: un'uscita dignitosa; prima che arrivi sulla porta, Sibyl ha gi rivolto la parola a Pollock.
Sibyl C' la luna nuova stasera, sapete? Dobbiamo uscire a salutarla.
Pollock Uhm, dobbiamo.
Arriva Doreen tutta indaffarata col piatto per Pollock, mentre Mrs. Railton esce e va nella stanza di soggiorno. Doreen serve Pollock.
Doreen (mentre lo serve) Scusi se l'ho fatta aspettare. Stasera molto in ritardo, lo sa?
Pollock S, colpa mia.
Doreen Che cosa le succede? In genere dice sempre mea culpa! (e cos dicendo si batte il petto imitando un gesto abituale di Pollock).
Pollock Ah s? Fa lo stesso: voglion dire la stessa cosa.
Doreen Suppongo di s. (finendo di servire) Ecco qua. E per il breakfast domattina?
Pollock Breakfast?
Doreen S. (poi aggiunge) Joe aveva capito male.
Pausa. Sibyl guarda a lungo Pollock il quale ha alzato gli occhi dal piatto e si incontra coi suoi.
Pollock (calmo, a Doreen) S, aveva capito male.
Doreen Meno male, sono contenta! Allora breakfast alla solita ora?
Pollock S, Doreen, alla solita ora.
Doreen va in cucina. Pollock comincia a mangiare il fricasse. Sibyl prosegue col suo dessert. Un nobile silenzio, interrotto soltanto dal mormorio di qualche parola che si sussurrano i due innamorati, regna di nuovo e la sala da pranzo dell'hotel Beauregard non da pi l'idea della battaglia poc'anzi combattuta e vinta tra le sue quattro nude pareti.
F I N E
1 Non e' necessario che gli attori protagonisti del primo episodio lo siano anche del secondo, ma fin dalla prima rappresentazione a Londra e poi a New York e quindi in Italia ed altrove, ovunque la commedia si rappresenti, gli interpreti sono gli stessi.
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