Taxi a due piazze

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“TAXI A DUE PIAZZE”

“TAXI A DUE PIAZZE”

(Run for your wife)

2 Atti di Ray Cooney
traduzione di Jaja Fiastri

PERSONAGGI IN ORDINE DI APPARIZIONE

CARLA

ROSSI: Giovane, attraente, affettuosa: un po’ mammina nei confronti del marito

BARBARA

ROSSI: Giovane, attraente, con aria più da amante che da moglie

MARIO

ROSSI: Tassista dall’aspetto comune

BRIGADIERE

PERCUOCO:Un agente che ancora crede nel suo mestiere; non molto 

                        disposto a farsi imbrogliare; ha sempre il tono sospettoso

 WALTER

 FATTORE: Allegro, gioviale, ma di una allegria e di una giovialità piuttosto

                      superficiali

FOTOREPORTER: E’ un fotoreporter

BRIGADIERE

FERRONI: E’ un agente che ormai ne ha passate tante; è tutto casa e famiglia

                     ma soprattutto è “candore ingenuo”

BOBBY: Disegnatore di moda, eccentrico e vistoso                          

NOTE SULLA SCENA

L’azione della commedia si svolge nella casa di Mario e Carla Rossi a piazza Risorgimento e nella casa di Mario e Barbara  Rossi a piazza Irnerio. In primo piano, la scena, che rappresenta il soggiorno di un moderno appartamento, “serve” per entrambe le case.

Spesso, benché l’azione si svolga contemporaneamente in ognuno dei due appartamenti, gli abitanti di ognuno sono, ovviamente, inconsapevoli degli altri.

C’è una porta sul fondo a sinistra-centro sul muro posteriore che conduce nel soggiorno di Carla e una porta sul fondo a destra-centro nel muro posteriore che dà nel soggiorno di Barbara. L’arredamento della prima zona rappresenta la casa di Carla e quello della seconda, completamente diverso, rappresenta la casa di Barbara. C’è una finestra nel muro di sinistra, fondo sinistra che ha le tende di Carla e una finestra sulla parete del muro fondo-destra che ha le tende di Barbara ( o tende veneziane). Il resto del soggiorno ( circa 2/3 dell’area totale) “serve” per entrambe le case. C’è una porta, avanti a sinistra  che porta in cucina – fuori scena si intravede una cucina moderna; e una porta avanti a destra conduce in camera da letto – fuori scena si intravede un tavolino da trucco.

Avanti al centro c’è un lungo divano (con braccioli) e ai due lati di esso un tavolino; su ognuno di questi, un telefono. Dietro il divano, un tavolo alto quasi quanto il divano. Due poltrone, una avanti a centro-sinistra e una avanti a centro-destra. Sempre nella zona “comune” ci sono due cestini, un porta-riviste, un carrello-bar e nell’area “comune” ci sono solo due oggetti non “doppiati”; due telefoni uno sul tavolino a sinistra del divano (di Carla) e uno sul tavolino a destra (di Barbara).

Nell’area”comune” vi sono quadri e altri ornamenti sulle pareti ma in nessun punto di qualsiasi area della scena vi sono foto di famiglia.

Nella produzione inglese l’area di Carla sul fondo-sinistra incluso il tappeto era “bleu”; la zona di Barbara sul fondo-destra era” giallo” e la zona comune era “verde” (eccetto il telefono di Carla bleu, e quello di Barbara, giallo).

Il divano, le poltrone, i cuscini della zona “comune”erano di diverse gradazioni di verde. Sempre nella produzione inglese, le zone sul fondo, di Carla e di Barbara, erano su un piano leggermente più alto (circa una pedana di 9 pollici) e c’era un gradino verso la zona”comune”.

I due campanelli della porta dovrebbero avere un suono diverso, anche i due telefoni. La commedia è in due atti. L’azione è continua e si svolge in una assolata mattina estiva.

ATTO PRIMO

All’alzarsi del sipario, una musica.

Il sipario si alza su una scena vuota. Le tende di entrambe le finestre sono tirate ma la luce di un sole mattutino filtra nella semi oscurità. La musica dura per tutta la sequenza successiva. Dopo un momento entra Carla dalla cucina avanti a sinistra. E’ in camicia da notte e porta una tazza di the. Guarda l’orologio, poi posa la tazza sul tavolo dietro il divano e risale verso la finestra sul fondo a sinistra. Apre le tende e il sole irrompe illuminando la zona sul fondo-sinistra e parte della zona “comune”. Carla guarda fuori dalla sua finestra (suo marito tarda a tornare). Allora esita un momento a correre avanti verso il suo telefono sul tavolo a sinistra del divano. Incomincia a formare un numero ma poi esita e rimette giù il ricevitore. Mentre Carla guarda di nuovo il proprio orologio, Barbara entra dalla stanza da letto avanti a destra. Barbara indossa una veste da camera lunga, svolazzante e porta un vassoio da colazione.

 Carla corre di nuovo alla finestra e guarda fuori, mentre Barbara chiude la porta della camera da letto e risale verso il retro del divano. Mentre Barbara posa il vassoio sul tavolo dietro il divano, Carla è ritornata dalla finestra e ha preso la tazza di the. Barbara e Carla in piedi una accanto all’altra, guardano contemporaneamente  i loro orologi.

E’ chiaro che ognuno delle due è inconsapevole dell’altra,come è giusto che sia, poiché Carla è a piazza Risorgimento e Barbara è a piazza Irnerio.

Barbara corre verso la sua finestra in fondo a destra mentre Carla va al suo telefono sul tavolo a sinistra del divano. Carla incomincia a formare di nuovo il numero ma cambia ancora idea e va di fronte al divano verso la camera da letto avanti a destra. Mentre Carla fa questo, Barbara ha aperto le sue tende (o veneziane) e il sole ha invaso l’area di fondo-destra e il resto della zona ”comune”-tutta la scena è adesso illuminata da una calda intensa luce.

Barbara ha aperto la sua finestra, ha guardato fuori, l’ ha chiusa ed è venuta avanti verso il suo telefono sul tavolino a destra del divano. Sia Carla che Barbara esitano di nuovo, all’unisono (ma sempre ignorandosi) guardano i loro orologi. Carla va in camera da letto portandosi sempre  dietro la sua tazza di the, mentre Barbara fa per formare il numero (suo marito è in ritardo). Barbara decide di rinunciare a chiamare la polizia, depone la cornetta, prende il vassoio dal tavolino sopra il divano ed esce in cucina mentre Carla rientra dalla camera da letto. Adesso indossa una camicia da notte. Carla chiude la porta della camera  e risale verso la sua finestra in fondo a sinistra mentre Barbara rientra dalla cucina portando un flacone di deodorante spray, Barbara posa il flacone sul tavolo dietro il divano, va alla sua finestra e guarda fuori. Carla e Barbara si allontanano entrambe dalla loro finestra interrogandosi sul da farsi. All’unisono vanno alle loro porte di ingresso (Carla sul fondo a sinistra-centro e Barbara sul fondo a destra-centro e si affacciano. Entrambe chiudono le loro porte e rimangono così un istante chiedendosi cosa fare. Poi decidono – all’unisono – di precipitarsi ai loro telefoni (Carla a sinistra del divano, Barbara a destra). Dopo aver formato il numero si siedono ognuna ad una estremità del divano, Carla a sinistra e Barbara a destra, aspettando che il centralino risponda. Mentre siedono, la musica dissolve.

N.B.: Tutta la scena di cui sopra è recitata con un certo ritmo, in quanto entrambe le donne sono in uno stato di tensione nervosa.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Commissariato Prati? Potrei                                                Commissariato Aurelio?

parlare con il Commissario                                                  Le dispiace passarmi il Commissario?

per favore?

CARLA                                                                               BARBARA
(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)
Grazie.                                                                                  Grazie.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Pronto, parlo con il Commissario?                                      Si? Signor Commissario? E’ per mio

Scusi se la disturbo, dottore, ma                                          marito… Sono preoccupata.

Sono molto preoccupata per mio marito.

CARLA E BARBARA (INSIEME)

(AL TELEFONO)

Si chiama Mario Rossi.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Sono la signora Carla Rossi.                                               Barbara Rossi.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Piazza Risorgimento                                                            Piazza Irnerio

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Venticinque                                                                         Cento

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                              (AL TELEFONO)

Mario Rossi, esatto. Fa il tassista.                                       Fa il tassista.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Stamattina mi sono svegliata                                               Sarebbe dovuto rientrare

E non era tornato a casa.                                                      stamattina alle sette e mezza.

Doveva rientrare verso mezzanotte.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Dal turno di notte.                                                                Dal primo di giorno.

                                                                                             E’ uscito alle otto e mezza, ed è

                                                                                             sempre così puntuale.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Non mi preoccuperei                                                           Ha degli orari così precisi,

se non fosse sempre                                                             capisce…

tanto preciso con gli orari.

CARLA

(AL TELEFONO)

Ma fa sempre molte ore di straordinario.

Sono preoccupata.

CARLA E BARBARA (INSIEME)

(AL TELEFONO)

Potrebbe essersi addormentato al volante.

                                                                                            BARBARA

                                                                                            (AL TELEFONO)

                                                                                            Ospedali?

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

No, non l’ ho fatto.                                                              Controlla lei?

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

La ringrazio… Beh…                                                         Un tipo un po’ qualunque.

Piuttosto comune, direi…

CARLA E BARBARA (INSIEME)

(AL TELEFONO)

Statura media, peso normale, occhi castani,capelli castani.

CARLA                                                                               BARBARA

(AL TELEFONO)                                                               (AL TELEFONO)

Segni particolari?                                                                 Nessuno.

CARLA E BARBARA (INSIEME)

(AL TELEFONO)

Uno come tanti altri… Grazie

BARBARA E CARLA DEPONGONO OGNUNA IL PROPRIO TELEFONO E RIFLETTONO UN ISTANTE. SI SENTE IL CAMPANELLO DELLA PORTA DI CARLA . CARLA SUSSULTA E CORRE ALL’INGRESSO. DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE, BARBARA RISALE VERSO LA SUA FINESTRA E SI AFFACCIA . POI PRENDE IL SUO SPRAY DAL TAVOLO DIETRO IL DIVANO ED ESCE AVANTI A SINISTRA IN CUCINA . FUORI SCENA SI SENTONO LE VOCI DEL BRIGADIERE PERCUOCO E DI CARLA .

CARLA              (FUORI SCENA)      Oh, mio Dio!

MARIO              (FONDO SCENA)     Ciao.

CARLA              (FUORI SCENA)      Lo sentivo che aveva avuto un incidente.

PERCUOCO      (FUORI SCENA)       Stia calma signora, niente di grave…

PERCUOCO, IN BORGHESE, E CARLA ENTRANO SOSTENENDO MARIO TUTTO INZACCHERATO, CHIARAMENTE NON DEL TUTTO “IN SENTIMENTI” .

HA LA TESTA FASCIATA, E BENCHE ’ SIA ALQUANTO MALANDATO, CERCA DI NON DARLO A VEDERE . DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE SISTEMANO MARIO SUL DIVANO . CARLA SI AGITA ATTORNO A LUI, E’ SOLLEVATA E GUARDA LA SUA TESTA FASCIATA CON APPRENSIONE .

CARLA               Povero amoruccio!

MARIO               Sto bene…

PERCUOCO       Mettiamolo sul divano.

MARIO               Sto proprio bene.

CARLA               Come sei conciato, tesoro mio.

PERCUOCO       (A CARLA) Sono il brigadiere Percuoco del Commissariato Prati.

CARLA                (MERAVIGLIATA, INDICANDO IL TELEFONO)

                             Vi ho telefonato appena un minuto fa …

PERCUOCO         Si? Non lo sapevo,signora. In queste ultime tre ore sono stato con suo marito  

                              All’ospedale di Santo Spirito.

CARLA               Mario mio, sapessi che colpo stamattina quando mi sono svegliata e non ti ho

                             Trovato! (A PERCUOCO) Non era mai successo,sa? … Ma che cosa è successo?

PERCUOCO       Ecco ci risulta che suo marito è venuto alle mani con due teppisti…

                            (A MARIO) Vero?

MARIO               (ANNUICE VIVACEMENTE) Teppisti, sì.

CARLA                Oh Signore! Tesoro vado a farti un caffè… ti farà bene.

MARIO               (ANNUISCE) Caffè, si.

CARLA                Male non gli può fare… vero brigadiere?

PERCUOCO        No, no: è solo un po’ intronato.

CARLA                 Amore mio!

BARBARA           (GUARDANDO L’OROLOGIO) Amore mio!

BARBARA DOPO LA BATTUTA, PUR STANDO VICINO A PERCUOCO (CHE OVVIAMENTE NON REAGISCE) CORRE IN CAMERA DA LETTO A CHIUDE LA PORTA .

CARLA                  Caffè anche lei, brigadiere?

PERCUOCO          No, grazie. Ah, all’ospedale hanno detto che suo marito deve prendere      

                               Queste compresse.(PERCUOCO PRENDE UN FLACONE DI COMPRESSE

                               DALLA TASCA E LE PORGE A CARLA ALLUNGANDO LA MANO

                               DAVANTI A MARIO. MARIO CERCA DI METTER E A FUOCO LE

                               COMPRESSE, CONTINUA A SORRIDERE SENZA ESPRESSIONE)

                               Per il mal di tesa, credo. Una compressa due volte al giorno.

CARLA                  (A MARIO) Povero tesoro!

MARIO                  (ANNUISCE) Sì.

CARLA                  Hai già fatto colazione?

MARIO                  (SCUOTE LA TESTA) No.

CARLA                  Vuoi un ovetto?

MARIO                 (SCUOTE LA TESTA) No, grazie.

CARLA                 (A PERCUOCO) Allora vado a fargli il caffè. E’ stato molto carino a

                               Riportarmelo a casa.

PERCUOCO         (SOGGHIGNA) Francamente, non era in condizioni di guidare. Sa che

                               Si prova un certo gusto al volante di un taxi? Una sensazione di potere:

                               fari abbaglianti e clacson continuo fregandosene della gente che attraversa

                               la strada.

CARLA                 Le sono molto grata.

PERCUOCO         Il minimo che potessimo fare. Suo marito è quasi un eroe. Vero signor Rossi?

MARIO                 (ANNUISCE VIVACEMENTE) Quasi, si…

CARLA                 Strano, non ha mai avuto un carattere eroico.

PERCUOCO         E’ stato un impulso. Vero signor Rossi?

MARIO                 (SORRIDE SENZA ESPRESSIONE) Si, un impulso…

CARLA                 Una pazzia!

CARLA ESCE IN CUCINA. PERCUOCO TIRA FUORI IL SUO TACCUINO.

PERCUOCO          Non mi tratterrò a lungo, ma vorrei chiarire alcuni punti.

MARIO                   Senz’altro.

                                (DURANTE IL DISCORSO CHE SEGUE, MARIO SI GUARDA ATTORNO,

                                CERCANDO DI METTERE A FUOCO L’INSIEME)

PERCUOCO          Dunque (CONTROLLANDO IL TACCUINO) ieri sera – intorno alle 23:00 –

                                (SORRIDE A MARIO) cioè le undici di sera – lei stava guidando il suo taxi.

                                E’ suo il taxi? Lei è il proprietario vero? Tassista - proprietario?

MARIO                   Scusi, che ora è?

PERCUOCO           (SORPRESO) Un quarto alle nove.

MARIO                    (CERCANDO DI AFFERRARE) Un quarto alle nove…

PERCUOCO            Dunque, lei è rimasto coinvolto in quello scippo, alle 11 di ieri sera…

MARIO                    Scippo,si.

PERCUOCO            (CONTROLLA GLI APPUNTI)Guidava verso casa, cioè verso Piazza

                                 Risorgimento, a vettura vuota.

MARIO                (PREOCCUPATO MA ANCORA STORDITO) Un quarto alla nove, di

                              Mattina?

PERCUOCO        Esatto.(CONTROLLA GLI APPUNTI) Nel passare davanti alla metropolitana

                             Di piazza Barberini, lei ha visto un’anziana signora lottare con due giovani.

MARIO                E’ mercoledì mattina?

PERCUOCO        Sì.

MARIO                Ma che è successo martedì notte?

PERCUOCO        Beh, metà l’ ha passato al commissariato Prati e l’altra metà all’ospedale

                             Di S. Spirito.

MARIO                (PENSANDO) L’orario?

PERCUOCO        Prego?

MARIO                (CERCANDO DI RIPRENDERSI) Ho paura di esser fuori orario.

PERCUOCO        Lo credo.

MARIO                (GUARDANOSI ATTORNO) Questa è casa mia … è Piazza Risorgimento?

PERCUOCO        (DIVERTITO) Esatto.

MARIO                (GUARDA VERSO LA CUCINA) E quella era mia moglie Carla!

PERCUOCO        Sì, e le sta preparando il caffè.(CONTROLLA GLI APPUNTI)

                              Dunque; metropolitana Barberini…due individui stanno scippando un’anziana

                              Della sua borsetta.

MARIO                 (LEGGE SULL’AGENDA) Barbara. 7, 30 del mattino.

PERCUOCO         No: Teresa Scognamiglio, 11 di sera.

CARLA ENTRA DALLA CUCINA CON UNA TAZZA DI CAFFE’. MARIO METTE VIA L’AGENDA . CARLA HA LASCIATO IL FLACONE DELLE COMPRESSE IN CUCINA .

PERCUOCO          Dunque, la Scognamiglio sta lottando con i due giovinastri. Lei ferma il

                               Taxi e corre in suo aiuto.

CARLA                  Oddio, Mario! Avrebbero potuto ammazzarti!

MARIO                  Un momento; sto cercando di capire una cosa. (CARLA POSA LA TAZZA DI  

                               MARIO SUL TAVOLO E GLI TOGLIE LA GIACCA)

                              

CARLA                   Adesso tu ti metti a letto, ecco cosa fai.

                                 (A PERCUOCO) Non è in condizioni di rispondere a della domande.

                                 Perché non ha chiarito tutto stanotte?

                                 (DURANTE LA BATTUTA CARLA POSA LA GIACCA DI MARIO

                                 SULLO SCHIENALE DEL DIVANO E GLI PORGE IL CAFFE’)

PERCUOCO           Perché non era molto ben disposto, stanotte.

                                 Tanto per cominciare non ci voleva dire chi era. E nemmeno dove abitava.

                                 E poi sia lui che quella vecchia isterica svenivano ogni cinque minuti.

CARLA                   (A MARIO) Povero pulcino mio!

PERCUOCO            E’ stata una sfacchinata di niente!

                                 (A MARIO) Solo un paio di domande, e me ne vado.

MARIO                     Senz’altro.il mio taxi è fuori, vero?

PERCUOCO            Sissignore.

MARIO                     Bene.

PERCUOCO             Dunque lei è intervenuto nella rissa…

MARIO                     Sì.

CARLA                     Che incosciente!

PERCUOCO             Signora!

CARLA                     E così sei stato aggredito anche tu da quei bruti?

MARIO                      No! E’ stata la vecchia con la borsetta.

CARLA                      La vecchia? Brutta cretina!

PERCUOCO              Signora!

MARIO                       Lei ha pensato che io fossi d’accordo con i due teppisti, capite?

PERCUOCO               Lo sappiamo, signor Rossi. Dunque, i due sono fuggiti.

MARIO                       Sì. Verso via Veneto.

PERCUOCO               Bene. Potrebbe farmene una descrizione?

MARIO                       (SI CONCENTRA) E’ una strada molto elegante, con tanti alberi,negozi…

PERCUOCO              Dei due giovani!

MARIO                       Ah. E’ stato tutto così rapido.

                                    Quella vecchia che menava, menava, io che cercavo di spiegare:

                                    “ non sono un malvivente, sono un tassista che passava per caso…”

CARLA                       E che non si fa mai gli affari suoi!!

                                    (SCAMPANELLATA ALLA PORTA DI CARLA)

                                    Mi scusi, brigadiere..

                                    (CARLA ESCE IN INGRESSO, SUL FONDO SINISTRA-CENTRO)

MARIO                       (GUARDA L’OROLOGIO) Ha finito? Perché io dovrei proprio andare.

PERCUOCO               Solo un piccolo particolare. Vede, al Commissariato tra uno svenimento

                                     E l’altro, lei ha dato l’indirizzo che ho qui.

                                    (CONTROLLA GLI APPUNTI)

                                      Piazza Risorgimento, 25 . Questo.

MARIO                        Esatto.

                                     (PERCUOCO SI SIEDE A FIANCO DI MARIO SUL DIVANO)

PERCUOCO                Ma – vede - anche all’ospedale lei ha dato il suo indirizzo – che

                                     Sarebbe invece(CONTROLLA GLI APPUNTI) Piazza Irnerio, 100 .

MARIO                        (RIFLETTE A LUNGO) Come mai?

PERCUOCO                Come mai? Lei non ha mica una seconda casa, vero?

MARIO                         No. (RIDACCHIA)

PERCUOCO                Voglio dire, non è che Piazza Irnerio si trova  sulla Costa Smeralda, vero?

MARIO                         (RIDACCHIANDO) No.

PERCUOCO                 (GENTILE) E lei mi sa spiegare questa confusione?

MARIO                          (SFORZANDOSI DI RIDACCHIARE) No…

PERCUOCO                  Allora, secondo lei al Santo Spirito hanno capito male!

MARIO                          Eh già… L’ora… La fretta… Disservizio, scarafaggi, assenteismo,

                                       conosciamo tutti l’attuale situazione ospedaliera!

                                        Il medico di guardia, poi, bravo ragazzo, non dico ci no, ma poveretto

                                        Morto di sonno!…Anch’io certo, non parlavo tanto chiaro…sa,dopo

                                        Quella borsettata in testa!

                                        Così quando ho detto (CON VOCE IMPASTATA) “Piazza Risorgimento”

                                         Lui avrà capito (CON VOCE IMPASTATA) “ Irnerio cento”

                                        (CON VOCE NORMALE) “ento,  ento”. Capisce? Forse la rima…

PERCUOCO                (PERPLESSO) Già…forse la rima…(SI ALZA)

                                      (CARLA RIENTRA DAL FONDO SINISTRA-CENTRO, CON

                                      WALTER CHE INDOSSA UNA VESTAGLIA SUI PANTALONI E

                                      PANTOFOLE)

CARLA                         (COME ANNUNCIANDO UN OSPITE NON GRADITO)

                                      E’ Walter.

WALTER                     (A MARIO) Eilà, come va, il nostro Mazinga? Stai bene?

MARIO                         (FREDDAMENTE) Benissimo.

WALTER                      (OSSERVANDOLO) E allora perché hai la testa da mummia?

                                       ( A PERCUOCO TENDENDO LA MANO)

                                       Piacere: Walter Fattore . abito al piano di sopra. Lei è il pizzardone, vero?

PERCUOCO                 (FREDDAMENTE, SENZA DARE LA MANO, ACCENNANDO AL

                                       SALUTO MILITARE) Brigadiere Percuoco del Commissariato Prati.

WALTER                      (SORRIDE A PERCUOCO)

                                       Complimenti (A MARIO)

                                       Il portiere mi ha raccontato tutto.dice che hai fatto a cazzotti con una

                                       Banda di criminali armati di catene.

MARIO                          Sono stato colpito da una borsetta che…

WALTER                      Ah, erano checche?

PERCUOCO                 (A WALTER) Lei è un amico di famiglia?

WALTER                       Amico? Fratello vorrà dire…

                                       (GUARDA AFFETTUOSAMENTE MARIO)

                                        Lui…il giustiziere della notte, mi ha prestato una bella sommetta

                                        Più di due anni fa…vero?

CARLA                           Quattro!

WALTER                        (A PERCUOCO) In ogni caso, sappia , caro brigadiere:

                                         non c’è niente che io non farei per Mario e non c’è niente che Mario

                                         non farebbe per me: e così sono anni che non facciamo niente l’uno

                                         per l’altro!

(WALTER RIDE DELLA PROPRIA BATTUTA. PERCUOCO NON E’ PER NIENTE DIVERTITO).

WALTER                       Ma, il portiere fosse un po’ megalomane?

CARLA                          Mario è stato molto coraggioso! Si è preso una botta in testa cercando

                                        Di salvare una vecchia da due scippatori.

WALTER                       Ma va !…Chissà che bozzo!

MARIO                          (TOCCANDOSI LA TESTA) Non c’è più niente adesso.

WALTER                       (RIDENDO) Perché? Prima c’era qualche cosa lì dentro?

                                        (A PERCUOCO) Mai stato un genio, però mi creda:

                                        buono come il pane.

PERCUOCO                  Non deve andare a lavorare, lei?

WALTER                       (SCUOTENDO LA TESTA) Per il momento rappresento la nazione,

                                        in qualità di unità statistica.

PERCUOCO                   Cioè?

WALTER                        Disoccupato.

PERCUOCO                   (PER PURA CONVENIENZA) Mi dispiace.

WALTER                        Non è il caso. Sto pensando di specializzarmi nel ramo.

PERCUOCO                  (A MARIO) Beh, signor Rossi, io non ho altre domande…

                                        Dia retta a sua moglie e riposi un po’…

WALTER                        (ALLEGRO) Sì! Che ne diresti di quattro salti in discoteca?

PERCUOCO                   (A CARLA, IGNORANDO WALTER)

                                         Se ci fossero più cittadini come suo marito, signora, avremmo certamente

                                         Un indice di criminalità più basso. Deve essere orgogliosa…sa?

                                         Vedrà che verranno ad intervistarlo…

CARLA                            (RAGGIANTE, AGGIUSTANDOSI I CAPELLI) Giornalisti? Oh!

MARIO                            (PREOCCUPATO) Che giornalisti?

WALTER                         E fotografi, anche, perché no?

MARIO                            (AGITATO) Perché no!

PERCUOCO                    (A MARIO) Le lascio il mio numero diretto al Commissariato,

                                          nel caso le venisse qualcosa in più su quei teppisti…

                                          (ESTRAE LA PENNA E SCRIVE)

                                          (MENTRE SCRIVE) Può chiamarmi quando vuole, o lasci detto

                                          a qualche mio collega. (DA IL FOGLIETTO A CARLA)

CARLA                            Grazie.

PERCUOCO                    Signor Rossi. Signora…

                                          (CARLA POSA IL FOGLIETTO SUL TAVOLO A SINISTRA

                                          DEL DIVANO)

CARLA                             L’accompagno.

PERCUOCO                    (A WALTER FREDDAMENTE) Buongiorno, signore.

          

WALTER                          (CORDIALE) E non si preoccupi.

                                           Io non credo a tutto quello che leggo su di voi sui giornali.

PERCUOCO                      Fattore, ha detto?

WALTER                           Mi chiami pure Walter.

PERCUOCO                      So io come chiamarla (DA UN’OCCHIATA GLACIALE A WALTER

                                           ED ESCE CON CARLA)

IN INGRESSO IN FONDO A SINISTRA-CENTRO.

WALTER                          (FREGANDOSI LE MANI) Ancora non ho fatto colazione.

                                           Grazie. (BEVE IL CAFFE’)

IL TELEFONO DI CARLA SQUILLA. WALTER SOLLEVA IL RICEVITORE.

WALTER                         (AL TELEFONO) No, non sono io… no, al momento non può…

                                          Chi?…

MARIO                             Chi è?

WALTER                         (FA CENNO A MARIO DI TACERE) Ho capito. Va bene.

                                          Piazza Risorgimento, venticinque, terzo piano, interno 9.

                                          Arrivederci. (RIMETTE GIU ’) Era l’ANSA.

MARIO                             Chi?

WALTER                          L’A.N.S.A.! L’agenzia che dà le notizie a tutti i giornali.

MARIO                             E tu hai dato il mio indirizzo?

WALTER                          Me l’ hanno chiesto!

MARIO                             Non verranno mica qui?

WALTER                         E se fosse? Già vedo la tua foto in prima pagina:

                                          “Eroico tassinaro sgomina pericolosa banda “…o anche

                                          “Il castigatore della notte”… “Il pericolo giallo”.

MARIO                            (URLANDO COME UN PAZZO) Piantala!

                                          (CARLA E’ RIENTRATA E GUARDA MARIO SPAVENTATA)

CARLA                             All’ospedale gli hanno dato delle compresse calmanti.

                                           Vado di là a prenderle…(VA IN CUCINA).

MARIO                             (URLANDOLE DIETRO) Non voglio vedere nessuno!

       

WALTER                          Ma perché ti incavoli tanto?

MARIO                             Walter…tu non capisci…io non devo finire sui giornali…

                                           Non posso… se viene quello dell’ANSA, mandalo via…

                                           Pensaci tu… dì che tu sei me,dì qualunque cosa: tranne la verità!

WALTER                          Ma perché?

MARIO                             Sarebbe la rovina per me e per Barbara.

WALTER                          (CON CALORE) Anzi! Sarebbe una soddisfazione per te e…

                                           (SI BLOCCA) Chi è “Barbara”?

                                           (ESITANTE) Una donna…(REALIZZA DI COLPO.

                                            FA LA FACCIA FURBA) Ah ah! Hai capito che marpione!

                                            Barbara, eh?

                                           (MARIO GLI FA CENNO DI ABBASSARE LA VOCE)

                                           (WALTER CONTINUANDO SOTTOVOCE)

                                            Barbara è la tua porchina segreta.

MARIO                             (SECCATO) Come ti permetti? Barbara è una signora!

WALTER                           Non la volevo mica offendere…allora è una cosa seria?

                                           (MARIO COSTRINGE WALTER A SEDERSI ACCANTO A LUI

                                           SUL DIVANO)

MARIO                              Se Barbara viene a saper di Carla… è la fine.

WALTER                           Se Bar…cioè volevi dire il rovescio: se Carla viene a sapere di…

MARIO                            Diritto o rovescio, è uguale…vedi: io vivo con Barbara a Piazza Irnerio.

WALTER                         Una garçonniere?

MARIO                            No, una vera casa.

WALTER                         Hai due case! Una qui con tua moglie e una con la tua ragazza…

MARIO                            No, tutte e due con mia moglie…

WALTER                        Carla?

MARIO                            Barbara. Barbara ed io siamo sposati.

WALTER                         Tu sei sposato con Carla!

MARIO                            Anche.

WALTER                         Insomma avresti due mogli…tu?

MARIO                            Sì.

WALTER                         E due case? Tu?!

MARIO                            Sì.

WALTER                          Tu?

MARIO                             Io, io, sì!

WALTER                          (SCUOTE LA TESTA INCREDULO)

                                           Più ci penso e più sono sbalordito…

MARIO                              Anch’io sono sbalordito, quando ci penso…

WALTER                           Ti consideravo un uomo tranquillo, normale.

          

MARIO                             (ABBASSA GLI OCCHI E SI STRINGE NELLE SPALLE COME

                                           PER SCUSARSI)

WALTER                          Perdonami, Mario. Ti ho sempre sottovalutato!

MARIO                             (LO GUARDA SORPRESO)

WALTER                          (CON CRESCENTE AMMIRAZIONE) Piazza Irnerio, Piazza

                                           Risorgimento… così tu galoppi giorno e notte sotto le mura Vaticane,

                                           come uno stallone ingrifato…

MARIO                              (CON MODESTIA) Mi barcameno

WALTER                           Ma come ce la fai?

MARIO                              Non c’è molta distanza…quattro minuti e mezzo di taxi.

WALTER                           Non mi riferivo ai chilometri…E’ che io trovo a malapena la forza

                                           Di firmare all’ufficio di collocamento… e di farmene una si e no,

                                           al sabato sera…

MARIO                             Questione di allenamento… se facessi un altro mestiere non potrei,

                                           ma il tassista, capisci…turno di mattina…turno di pomeriggio…

                                           turno di sera…turno di notte…

WALTER                          Meno male che non piloti un jet! Senti…Ma ti costerà una tombola!

MARIO                              No! Carla e Barbara lavorano tutte e due… e io non ho bisogno di molti

                                           Soldi per lo sciupo…

WALTER                           Lo credo… ti ci mancherebbe pure qualche extra!

MARIO                               Non avrei tempo. O guido il taxi per correre a letto con Barbara,

                                            o lo guido per correre a letto con Carla.

WALTER                           E che fai nel giorno libero?

MARIO                               Dormo tanto!

WALTER                           E le hai proprio sposate? Regolarmente?

MARIO                               Beh, sì… Carla è stata la prima: tre anni fa in chiesa.

                                            Poi ho conosciuto Barbara, quattro mesi dopo.

WALTER                            Quattro?

MARIO                               Sss. E’ salita sul taxi, alla stazione.

                                            Era stata a trovare i suoi, veniva da Marsiglia. E’ francese.

WALTER                            Pure francese!

MARIO                               Strada facendo abbiamo fatto due chiacchiere…poi l’ ho aiutata

                                            A portare le valigie a casa e lei mi ha offerto un caffè. Così abbiamo

                                            Continuato a chiacchierare… e quindi mi ha invitato a tornare a trovarla

                                            Ed io… beh…ho accettato.

                                            Il giorno dopo, ci siamo rivisti ed abbiamo ricominciato a chiacchierare

                                            Del più e del meno…

WALTER                           E’ stato mentre chiacchieravi del ”meno” che ti sei dimenticato

                                            Di nominare Carla?

MARIO                               Beh, ci sono cose che o le dici subito o non le dici più.

                                            Non sapevo che fare e allora…

WALTER                            Hai chiesto a Barbara di sposarti.

MARIO                               No. Lei l’ ha chiesto a me.

WALTER                           Capisco… questo cambia tutto.

MARIO                               Non ho avuto il coraggio di dirle di no…Hai mai provato a

                                            Piantare una francese?

WALTER                            Mai avuta l’occasione.

MARIO                               Così ci siamo sposati in Campidoglio.

WALTER                            E sei andato a vivere con lei pur continuando a vivere con Carla…

MARIO                               Certo la cosa richiede un sacco di precisione, un sacco di puntualità…

WALTER                            E un sacco di ormoni.

MARIO                                Senti, io devo correre da Barbara. Sarà preoccupata, non è abituata

                                             Ai ritardi…(TIRA FUORI L’AGENDA) Dovevo rientrare alle sette

                                             E mezza!

WALTER                            Da Barbara… a Piazza Irnerio?

MARIO                               Sì.

WALTER                           (GUARDA L’AGENDA) Cosa sono quelle strane parole?

                                             Una specie di codice?

MARIO                               Esatto: sa-co-ca… sabato con Carla…

WALTER                            E  se-ta-bà-ma-pre-cà…

MARIO                               Sera tardi Barbara, mattina presto Carla…

WALTER                            E ga-da-ve?

MARIO                               Ah niente: gatto dal veterinario.

CARLA RIENTRA CON LA COMPRESSE E UN BICCHIERE D’ACQUA. MARIO NASCONDE L’AGENDA.

CARLA         (PORGENDO IL TUTTO AL MARITO) Ecco amore:una o due?

WALTER       Meglio tutte.

                       (MARIO PRENDE UNA COMPRESSA E METTE IL FLACONE IN TASCA)

CARLA          E ora, a letto!

MARIO          No, Carla non posso!

CARLA          Devi! Hai avuto uno shoc, vero Walter?

WALTER       E non è il solo!

MARIO          Non voglio perdere una giornata di lavoro.

CARLA          Ma non sei in condizioni di guidare.

MARIO          Farò solamente mezza giornata…sto bene.

CARLA         (A WALTER) Sai, Mario di energia ne ha per due.

WALTER      (QUASI STROZZANDOSI) Già…sì…

MARIO          ( LO GUARDA)

CARLA          ( A MARIO)  Prima però, ti preparo qualche panino.

MARIO          Ma non farai tardi anche tu, al lavoro?

CARLA         Ho telefonato in ufficio : non ci vado.

MARIO         Come mai?

CARLA         Oggi non mi sento… Forse la pigrizia di Walter è contagiosa…eh,Walter?

                      Tu manco ci pensi a cercarti davvero un lavoro…

WALTER      Veramente, da oggi sto pensando di mettermi a fare il tassista.

CARLA         Perché no? Prendi Mario: all’inizio si lamentava:

                      “Se devo guidare un taxi a che serve il diploma di ragioniere?”.

WALTER      Serve, serve… tutto serve!

CARLA         Adesso ne è entusiasta e non potrebbe fare un mestiere diverso.

WALTER      Sono sicuro di no .

                       (CARLA VA IN CUCINA. MARIO AFFERRA IL TELEFONO)

MARIO         (MENTRE FORMA UN NUMERO – A WALTER) Smettila di fare lo spiritoso…

                       Carla non è mica scema.

WALTER      Carla è normale. Sei tu che sei super! E lo dico con sincero rispetto.

MARIO         Cerca di distrarla mentre parlo con Barbara.

WALTER      Ah… Barbara!

MARIO         Devo farle sapere che sto bene, prima che esca per andare al lavoro.

SQUILLA IL TELEFONO DI BARBARA.

MARIO         Che aspetti! Vai da Carla e fai in modo che non venga qui…

WALTER      (AVVIANDOSI, ECCITATO E DIVERTITO) Questa sì che è vita!

                      (WALTER SPARISCE IN CUCINA MENTRE BARBARA RISPONDE

                       AL TELEFONO)

BARBARA    (AL TELEFONO) Pronto?

MARIO          (AL TELEFONO) Ciao, che rie.

BARBARA    (AL TELEFONO) Amore mio, dove sei? Sei in ritardo di un’ora e mezza!

MARIO          (AL TELEFONO) Il taxi: due gomme forate.

BARBARA    (AL TELEFONO) Perché non hai chiamato prima?

MARIO          (AL TELEFONO. PIANO) Non trovavo un telefono…

                        Ho bucato tornando dall’aeroporto e sai, in aperta campagna.

BARBARA    (AL TELEFONO) Da dove stai chiamando?

MARIO          (AL TELEFONO) Da…da… una casa… una casa colonica,una specie di fattoria

                        A due chilometri dall’autostrada…

BARBARA     (AL TELEFONO) Sei senza voce?

MARIO           (AL TELEFONO) No…è che non voglio svegliare la fattoressa.

                        (WALTER RIENTRA DALLA CUCINA E RAGGIUNGE MARIO)

BARBARA     (AL TELEFONO) Stai bene? Non avrai mica avuto un incidente, vero?

MARIO           (AL TELEFONO) No, no sto benissimo…

                        (WALTER LO TOCCA SULLA SPALLA)

 MARIO          (SUSSULTANDO) Ah!

                        (BARBARA REAGISCE AL RUMORE IMPROVVISO NELL’ORECCHIO)

BARBARA     (AL TELE FONO) Che è successo?

MARIO           (AL TELEFONO) Scusa, è appena entrato il fattore della fattoria.

                        (WALTER SI GUARDA ATTORNO)

                        (A WALTER) Che cosa vuoi?

WALTER        Ho un messaggio della tua numero uno.

MARIO            Che cosa?

BARBARA      (AL TELEFONO) Sei sempre lì, Mario?

MARIO            (AL TELEFONO) Sì, il fattore mi sta chiedendo una cosa.

                         (A WALTER) Che cosa vuoi?

WALTER         Carla vuol sapere se preferisci formaggio e prosciutto o tonno e pomodoro

                          O tutti e due.

MARIO            Non mi importa.

WALTER         Vuoi sapere prima che cosa ti darà per cena la numero due?

MARIO            (GUARDA FURIOSO WALTER CHE SOGGHIGNA MALIZIOSAMENTE)

                          Uno qualsiasi!

                          (SI ACCINGE DI NUOVO A PARLARE AL TELEFONO)

WALTER          Vino o birra?

MARIO             Vino!

BARBARA       (AL TELEFONO) Vino?

MARIO             (AL TELEFONO) Scusami cara. Stavo parlando col padrone della fattoria.

                           E’ un po’ – beh, sai com’è questa gente di campagna…

WALTER          (CON ACCENTO PAESANO) Vino e pagnottelle in arrivo, Signò.

                           (VA IN CUCINA)

MARIO              (AL TELEFONO) Ah, mi sta appunto dicendo che il meccanico ha riparato le

                           Gomme. Ora è meglio che vada, cara. Volevo avvertirti prima che andassi allo

                           F.A.O.

BARBARA        (AL TELEFONO) Oggi non ci vado.

MARIO              (AL TELEFONO. SORPRESO) Ah, no?

BARBARA        (AL TELEFONO) Eh no! E’ il mio giorno di libertà!

MARIO              (AL TELEFONO) Ah, sì? (CONTROLLA IN FRETTA SULL’AGENDA)

BARBARA        (AL TELEFONO) E’ programmato da anni. Noi due soli,(CON VOCE SEXI)

                            A poltrire insieme.

MARIO              (AL TELEFONO. CONTROLLA L’AGENDA) Oh, sì, martedì Co-co –bà.

BARBARA        (AL TELEFONO) Co-co-bà?

MARIO              (AL TELEFONO) Coccole con Barbara.

BARBARA        (AL TELEFONO) Ah, non se l’è dimenticato, il mio farfallone ombroso.

                            E allora sbrigati che ho voglia di fare co-co-bà.

MARIO              (AL TELEFONO) Arrivo. Tra dieci minuti sarò lì.

BARBARA        (AL TELEFONO, SORPRESA)  Dieci minuti?

MARIO              (AL TELE FONO, REALIZZANDO) Sì. Taglio per i campi e arrivo in un

                            Batter d’occhio.

BARBARA         (AL TELEFONO) Vai piano. Ti voglio tutto intero.

MARIO               (AL TELEFONO) Sì.

BARBARA          (AL TELEFONO) Non hai fretta di abbracciarmi?

                             Dimmi che sei eccitato almeno un po’?

MARIO               (AL TELEFONO PREOCCUPATO) Un po’.

(SCAMPANELLATA ALLA PORTA DI CARLA)

MARIO           (AL TELEFONO) Oh, niente. Che c’entro io.

                        (GRIDA VERSO LA CUCINA) Resta dove sei, vado io!

                         (AL TELEFONO) Okay,che rie, arrivo subito. Tieni tutto in caldo. Ciao.

BARBARA      (AL TELEFONO) Oh, Mario prima chiama il commissariato Aurelio.

MARIO            (AL TELEFONO) Il commissariato?

BARBARA      (AL TELEFONO) O vuoi che lo faccia io?

MARIO            (AL TELEFONO) Perché uno di noi dovrebbe chiamare il commissario?

BARBARA      (AL TELEFONO) Perché ho denunciato la tua scomparsa, stamattina.

MARIO            (AL TELEFONO) Scomparsa?

(IL CAMPANELLO DELLA PORTA DI INGRESSO DI CARLA SUONA DI NUOVO)

MARIO           (AL TELEFONO)Non fare niente, ti richiamo subito.

                        (NELLA CONFUSIONE, LASCIA IL TELEFONO APERTO, INVECE

                         DI RIMETTERLO SULLA PORCELLANA)

                        (CHIAMA IN CUCINA) Vado io!

                        ( SI PRECIPITA IN INGRESSO. CARLA ENTRA ASCIUGANDOSI LE MANI

                        CON UN PANNO)

BARBARA     (AL TELEFONO) Tesoro!

CARLA           Che c’è, caro?

                        (WALTER APPARE SULLA PORTA DI CUCINA)

WALTER       (SCHERZOSO) Torna in cucina, donna!

CARLA           Mi sembrava di aver sentito dire”tesoro”

                        (CARLA VEDE IL TELEFONO FUORI POSTO)

                         Oh! (CON DISAGIO DI WALTER SOLLEVA IL RICEVITORE)

                        (AL TELEFONO) Pronto?

BARBARA     (AL TELEFONO) Pronto?

CARLA           (AL TELEFONO) Stava parlando?

BARBARA     (AL TELEFONO) Si, stavo parlando.

CARLA           (AL TELEFONO) Con chi?

WALTER         Con me!  (WALTER LE PRENDE IL TELEFONO DALLE MANI)

BARBARA      (AL TELEFONO)  Mio marito.

WALTER        (A CARLA) Certo è una seccatura non avere un telefono mio.

                         Mario mi ha detto di approfittare del vostro. E’ per un lavoro.

CARLA          (IRONICA) Oh, bene. Ho sentito!

WALTER       (AL TELEFONO) Pronto?

BARBARA     (AL TELEFONO) Pronto?

WALTER        (AL  TELEFONO) (SBIRCIANDO CARLA CHE LO STA GUARDANDO)

                         Sono Walter Fattore.

BARBARA     (AL TELEFONO) Oh, lei è il fattore!

WALTER        (AL TELEFONO, ALLEGRAMENTE) Sì. Come ha fatto ad indovinare?

                        (WALTER SORRIDE A CARLA)

                         (AL TELEFONO) Voleva parlare con me?

BARBARA      (AL TELEFONO) Veramente no .

WALTER         (AL TELEFONO) Beh, dica pure. Sono pronto ad accettare qualsiasi offerta.

BARBARA      (AL TELEFONO) Prego?

WALTER         (A CARLA) Attenta che il caffè non vada fuori.

CARLA             Oh, no .

                          (CARLA UN PO’ CONFUSA VA VERSO LA CUCINA)

BARBARA       (AL TELEFONO) Signor fattore, pronto?

                          (WALTER GUARDA CARLA E LE SORRIDE)

WALTER          (AL TELEFONO) Sì – la cosa mi interessa – sì mi interessa – sì –

                           Mi interessa assai!

BARBARA       (AL TELEFONO) Che cosa le interessa?

WALTER          La – casa!

                          (CARLA E’ ANDATA)

                         

WALTER          (AL TELEFONO) Mi scusi, madame. Il signor Rossi può richiamarla?

BARBARA       (AL TELEFONO) Preferirei aspettare, se non le dispiace.

                          Mio marito sta bene, vero?

WALTER          (AL TELEFONO) Sì. Un po’ stordito, ecco tutto.

BARBARA        (AL TELEFONO) Stordito?

WALTER          (AL TELEFONO) Sì ma la ferita è una cosa da niente…e poi l’aria di

                           Campagna gli fa bene. 

BARBARA        (AL TELEFONO) Che cosa è successo? Mario non ha detto che era ferito.

WALTER           (AL TELEFONO) Ah, non l’ ha detto?

BARBARA         (AL TELEFONO) Beh, è vero. Se non sono almeno due lui non buca nemmeno.

                             Ma, come si è fatto male?

WALTER            (AL TELEFONO) Ha battuto la testa.

BARBARA         (AL TELEFONO) La testa?

WALTER            (AL TELEFONO) Contro una trave bassa.

BARBARA         (AL TELEFONO) No!

WALTER            (AL TELEFONO) Si. Purtroppo sono querce robuste , del sedicesimo secolo.

                            (MARIO ARRIVA CORRENDO DALL’INGRESSO)

MARIO                E’ quel maledetto giornalista.

WALTER            (GLI PORGE IL TELEFONO) Veditela un po’ tu!

                             (MARIO PRENDE IL TELEFONO E SPINGE WALTER VERSO

                             L’INGRESSO)

BARBARA          (AL TELEFONO) Pronto?

MARIO                (A WALTER) E’ dell’ANSA. Mandalo a quel paese, ti supplico!

BARBARA          (AL TELEFONO) Pronto?

                             (WALTER CORRE IN INGRESSO)

BARBARA          (AL TELEFONO) Pronto?

MARIO                 (AL TELEFONO, PIANO) Ciao, cherie. Credevo che avessi messo giù.

BARBARA           (AL TELEFONO) Sei ferito?

MARIO                 (AL TELEFONO) Ferito?

BARBARA           (AL TELEFONO) La testa.

MARIO                 (AL TELEFONO) Ah, sì .

BARBARA         (AL TELEFONO) Il fattore ha detto che hai battuto contro una trave.

MARIO               (AL TELEFONO, A DENTI STRETTI) Il fattore avrebbe dovuto tagliarsi

                             La linguaccia:

BARBARA         (AL TELEFONO)  Vuoi che venga a prenderti alla fattoria?

MARIO               (AL TELEFONO) No, no sto bene. Che cosa dicevi della polizia?

                            (CARLA ENTRA DALLA CUCINA CON LA CARAFFA DEL CAFFE’)

CARLA                Ecco qua!

BARBARA          (AL TELEFONO) Ho parlato con il commissariato Aurelio.

MARIO                (AL TELEFONO RAPIDAMENTE) Un momento: ripasso il fattore.

BARBARA          (AL TELEFONO) Ma non voglio il fattore!

MARIO                (AL TELEFONO) Bene, bene, il signor fattore arriva subito.

                             (SORRIDE A CARLA)

BARBARA          (AL TELEFONO) Ma, insomma!

CARLA                 E’ la telefonata per Walter?

MARIO                 Ehm, si.

CARLA                 Per un lavoro?

MARIO                 Ehm, si.

CARLA                 Ma perché parlavi di un fattore?

MARIO                 Ehm – si. E’ una signora che possiede una fattoria.

                              Ha saputo che Walter cerca lavoro come fattore.

CARLA                (INCREDULA) Fattore lui?

MARIO                 Sì.

CARLA                 E perché?

MARIO                 Beh, lui si chiama fattore, no? E lei crede nel destino

                              (NON SA COME CAVARSELA) del nome.

BARBARA           (AL TELEFONO)  Sei lì?

MARIO                     (AL TELEFONO) Per il momento non può venire. Secondo me la proposta lo

                                   Interessa molto… a meno che non si debba alzare all’alba-

BARBARA               (AL TELEFONO) Ma che dice?

                                  (WALTER E UN GIORNALISTA CON MACCHINA FOTOGRAFICA

                                  ENTRANO DALL’INGRESSO. WALTER SI SFORZA DI TENERLO      

                                  FUORI)

WALTER                 Questa è violazione di domicilio.

GIORNALISTA       Sto facendo il mio lavoro. Voglio solo una foto.

BARBARA               (AL TELEFONO) Mario!

MARIO                     (AL GIORNALISTA) Fuori!

BARBARA               (AL TELEFONO) Fuori?

MARIO                     (AL TELEFONO) E’andato fuori un momento.

WALTER                  (AL GIORNALISTA) Non vuole pubblicità. Gliel’ ho detto!

GIORNALISTA        Mi dispiace: la notizia, avanti tutto… E poi, non è il caso di fare i

                                   Modesti…(A CARLA) Lei è la signora Rossi?

CARLA                     Sì.

BARBARA               (AL TELEFONO) Mario!

MARIO                     (AL TELEFONO) Il fattore sta arrivando.

GIORNALISTA        Si metta vicino a suo marito, per favore.

MARIO                     No!

                                  (IL GIORNALISTA SPINGE CARLA A FIANCO DI MARIO)

MARIO IMMEDIATAMENTE AFFONDA LA TESTA NEL DIVANO PER NASCONDERE LA FACCIA. AL TEMPO STESSO FA VOLARE IN ARIA IL TELEFONO, CHE WALTER AFFERRA IN VOLO. MARIO SBATTE SUL TAVOLO.

MARIO                    (GRIDA) Ohi, la mia testa!

                                 ( SI SIEDE PER TERRA TENENDOSI LA TESTA. CARLA CORRE

                                  DA LUI E LO PRENDE TRA LE BRACCIA)

CARLA                    Caro!

BARBARA              (AL TELEFONO) Ma che succede?

GIORNALISTA       Ehi! (MARIO E CARLA ALZANO LO SGUARDO. FLASH) Perfetto!

MARIO                     Ehi!

GIORNALISTA        Scappo, così esce sulla prima edizione di “Roma Sera”.

MARIO                     Giuro che non uscirà!

                                  (SALTA SU E IL GIORNALISTA FUGGE VIA. MARIO SI PRECIPITA

                                   FUORI E LO INSEGUE)

CARLA                     Mario!

(CARLA CORRE DIETRO MARIO. DOPO UN MOMENTO WALTER PARLA AL TELEFONO)

WALTER             (AL TELEFONO) Parla il fattore.

BARBARA           (AL TELEFONO) Dov’è mio marito?

WALTER              (AL TELEFONO) Al gabinetto.

BARBARA           (AL TELEFONO . TONO DECISO) Gli è successo qualche guaio?

WALTER              (AL TELEFONO) No, sono certo che ha fatto in tempo. Senta adesso devo

                               Andare, devo mungere la vacca.

BARBARA           (AL TELEFONO) Senta, la prego, voglio parlare con mio marito, subito!

WALTER              (AL TELEFONO) Devo urlare. Il nostro gabinetto e dall’altra parte  del

                               Campo di grano.

BARBARA           (AL TELEFONO, ARRABBIATA) Bene, gli dica di richiamarmi

                               Immediatamente.

WALTER              (AL TELEFONO) Prendo qualcosa su cui scrivere.

                               (PRENDE IL PEZZO DI CARTA SUL QUALE PRIMA CARLA AVEVA

                               ANNOTATO IL NUMERO DI PERCUOCO)

BARBARA            (AL TELEFONO) Lui lo sa il numero!

WALTER               (AL TELEFONO) Certo ma …per qualunque evenienza…

BARBARA             (AL TELEFONO PERPLESSA) 06 67 43 105

                                (WALTER ANNOTA IL NUMERO SUL LATO OPPOSTO DEL

                                 PEZZO DI CARTA SUL QUALE E’ IL NUMERO DI PERCUOCO)

WALTER               (AL TELEFONO) 06 67 43 105

BARBARA             (AL TELEFONO) Forse là dove sta lei c’è il prefisso.

WALTER                (AL TELEFONO) No, non c’è.

BARBARA             (AL TELEFONO) Se è fuori Roma.

WALTER                (AL TELEFONO) Sì. C’è.

                                 (LASCIA IL FOGLIO SUL TAVOLO, A SINISTRA DEL DIVANO)

BARBARA             (AL TEELFONO) Mi faccia richiamare subito.

WALTER               (AL TELEFONO) Beh, a quest’ora avrà finito e starà tornando indietro più

                                Sollevato.

BARBARA            (AL TELEFONO) Sa, voglio sapere cosa devo fare con la polizia.

WALTER               (AL TELEFONO) Polizia?

BARBARA            (AL TELEFONO) Forse è meglio che la chiami e dica che è tutto a posto.

WALTER               (AL TELEFONO) No, non chiami nessuno.

                                (SUONA IL CAMPANELLO ALLA PORTA DI BARBARA)

BARBARA            (AL TELEFONO) Devo andare.

WALTER               (AL TELEFONO. AGITATISSIMO) Dove?

BARBARA            (AL TELEFONO) Ma dove mi pare!

(CARLA ARRIVA CORRENDO DALL’INGRESSO)

CARLA                Walter!

WALTER            (AL TELEFONO) Beh, più che giusto! Ora la lascio, la vacca mi chiama!

                             (WALTER RIMETTE GIU ’ IL RICEVITORE.

                             DURANTE LE SUCCESSIVE BATTUTE BARBARA ESITA E POI

                             ESCE IN INGRESSO PER APRIRE LA PORTA)

CARLA               L’ ha preso a pugni.

WALTER           Cosa? Ha colpito Mario?

CARLA            No, Mario ha colpito lui.

WALTER        Dov’è ora Mario?

CARLA           Non lo so. E’ saltato sul taxi ed è partito in quarta.

WALTER        Accidentaccio!

CARLA           Spero che non stia inseguendo quel povero giornalista!

WALTER        No, sono sicuro che sta correndo…(WALTER STAVA PER DIRE

                        “DA BARBARA” MA SI FERMA IN TEMPO)

CARLA          Correndo dove?

WALTER       Intorno al palazzo.

CARLA          Ora mi vesto, e poi cercherò di raggiungerlo…

CARLA CORRE IN CAMERA DA LETTO. WALTER RAPIDAMENETE CERCA IL NUMERO DI BARBARA , ANNOTATO POCO PRIMA. POI FORMA IL NUMERO MENTRE BARBARA RIENTRA DALL’INGRESSO CON L’AGENTE FERRONI. FERRONI E’ IN BORGHESE.

N . B.: CARLA HA UN CAMBIO D’ABITO VELOCE.

FERRONI       Mi scusi se sono capitato in un momento poco opportuno, signora Rossi.

BARBARA     Non importa. E’ per mio marito?

FERRONI       Sì, infatti. Poco fa lei ha telefonato al commissariato Aurelio. Sono il brigadiere

                        Ferroni. (SQUILLA IL TELEFONO DI BARBARA)

BARBARA     Permette?

FERRONI       Si figuri. (BARBARA PRENDE IL RICEVITORE)

BARBARA     (A FERRONI) Si accomodi, prego.

                        (BARBARA INDICA LA SEDIA AVANTI A DESTRA)

FERRONI       Grazie:

BARBARA     (AL TELEFONO) Pronto?

WALTER        (AL TELEFONO) Sono ancora io, il fattore.

BARBARA     (AL TELEFONO. FREDDA) Ah?

WALTER       (AL TELEFONO) Devo far presto perché la cavalla sta partorendo.

BARBARA    (AL TELEFONO) Mi passi il signor Rossi.

WALTER       (AL TELEFONO) Sarà da lei da un momento all’altro, perciò faccia quello

                        Che vuole, ma non chiami la polizia.

BARBARA    (AL TELEFONO) C’è proprio qui il brigadiere.

FERRONI       Ferroni.

WALTER       (AL TELEFONO) Cosa?

                       (CARLA, CHE ADESSO INDOSSA UN ABITO ESTIVO, ENTRA DALLA

                       CAMERA DA LETTO SENZA CHE WALTER LA VEDA)

WALTER       (AL TELEFONO) Dica alla polizia che è tutto a posto.

CARLA          Polizia?

                       (WALTER SI VOLTA FOLGORATO)

WALTER      (AL TELEFONO) La ringrazio tanto, ma per il momento non ho intenzione

                       Di arruolarmi nella polizia.

BARBARA    (AL TELEFONO) La polizia?

WALTER       (AL TELEFONO) No, se il posto alla fattoria è ancora libero, preferisco quello.

                        (METTE GIU ‘ IL RICEVITORE)

                        Maledetto ufficio di collocamento! Ho la faccia del poliziotto, io?

BARBARA     (AL TELEFONO) Pronto?

CARLA           Bene, esco a cercare Mario. I colpi in testa sono pericolosi.

                        (CARLA CORRE FUORI IN INGRESSO SUL FONDO SINISTRA-CENTRO)

WALTER       (GRIDANDO) Carla! (LA INSEGUE)

FERRONI       (A BARBARA) Niente di grave, signora Rossi?

BARBARA RIMETTE GIU ‘ IL TELEFONO. MARIO ENTRA DAL FONDO DESTRA-CENTRO DALL’INGRESSO DI BARBARA, OVVIAMENTE, E’ CORSO LA ’ . RIMANE SULLA PORTA DI CASA, MUOVENDO QUALCHE PASSO.

BARBARA      No, grazie.

FERRONI        Dunque, lei poco fa mi ha parlato di suo marito, e poi abbiamo fatto un controllo

                         In tutti gli ospedali dei dintorni…

BARBARA     E’ tutto a posto. Mi ha telefonato.

FERRONI       Meno male, ma ci sono ancora un paio di cose che vorrei chiarire…

                       (MARIO AVANZA CON FALSA NONCURANZA)

MARIO           Ciao, cara!

BARBARA     (STUPITA) Tesoro!

MARIO           Scusa se sono in ritardo.

BARBARA     Ritardo? Come hai fatto ad arrivare così in fretta, piuttosto?

MARIO           Non c’era traffico.

BARBARA     Caro, come va la testa?

MARIO           Non è nulla.

BARBARA      Mario, questo signore è del nostro commissariato.

                         (MARIO SMETTE DI RIDACCHIARE)

MARIO            Commissariato?

FERRONI        Brigadiere  Ferroni.

MARIO            Bene… come vede sono tornato sano e salvo. In ottima forma.

                         Grazie per essere venuto.

FERRONI        Vorrei solo chiarire un paio di cose.

MARIO            Beh, veramente non mi sento troppo bene…la testa, guardi…

                        (CHINA LA TESTA PER FARLA VEDERE A FERRONI)

FERRONI       Già, la borsetta, vero?

                        (MARIO ESITA)

BARBARA     Borsetta?

MARIO           Borsetta?

FERRONI       (CONTROLLA GLI APPUNTI) E’ scritto qui: Rossi Mario,

                        Pronto Soccorso dell’ospedale di Santo Spirito. Contusioni ed escoriazioni.

                        Causa della lesione: una borsetta da donna.

BARBARA     Mario!

(MARIO GUARDA BARBARA SENZA ESPRESSIONE. POI GUARDA DA VICINO GLI APPUNTI DI FERRONI)

MARIO            (ALLA FINE) Che coincidenza!

FERRONI         Coincidenza?

MARIO             Due Rossi Mario. Tutti e due feriti alla testa. Nello stesso giorno.

BARBARA       Non sei tu allora?

MARIO             No. Pensa tu Mario Rossi – un nome comunissimo.

                          (CONTROLLA GLI APPUNTI DI FERRONI) Ecco, come vede, non sono io.

                          Questo a avuto a che fare con un’anziana signora, due teppisti e una borsetta

                          Da donna. Io invece ho battuto la testa contro il ramo di una vecchia quercia.

FERRONI         Dunque lei non era a Piazza Barberini nelle prime ore di questa mattina…

MARIO             No.

FERRONI         …Guidando il suo taxi?

MARIO            (STA PER DIRE NO, MA SI FERMA) Taxi?

                          (controlla gli appunti) Qui dice che l’uomo fa il tassista.

BARBARA       No!

                          (MARIO GUARDA SENZA ESPRESSIONE BARBARA. POI GUARDA

                          GLI APPUNTI E DI NUOVO LI ESAMINA)

MARIO            (CON STUPORE) Che coincidenza!

BARBARA       E’ la seconda! (A FERRONI) E mi dica, che aspetto ha questo Rossi?

FERRONI         (CONSULTANDO GLI APPUNTI) Qua dice: tipo anonimo…

                          Qualunque…comune…

MARIO            (TRIONFANTE, ERGENDOSI IN TUTTA LA SUA STATURA

                          E DANDOSI “TONO”).

                          Vede? Meno male! Almeno fisicamente siamo differenti.

FERRONI        Dice?

MARIO            Stando ai suoi appunti “quel” Rossi è stato dimesso dal S. Spirito alle otto e mezzo

                         Di stamattina… giusto?

FERRONI        Giusto.

MARIO           Quindi non posso esser io.

                         Io ero in campagna a quell’ora. Ti ho telefonato, vero cara, dalla fattoria!

BARBARA      Sì, una fattoria un po’ strana…

MARIO            Si sa, tutte le fattorie sono un po’ strane…

                         (A FERRONI) Bene, grazie per essere venuto, brigadiere.

FERRONI        Non ho finito, signor Rossi.

MARIO            No?

FERRONI        Un collega del commissariato Prati ha accompagnato l’altro signor Rossi

                         A casa a Piazza Risorgimento.

MARIO           Si vede che abita là.

FERRONI        Sì, ma non si sa come, al Santo Spirito, nella cartella clinica, l’indirizzo dato

                        Dall’altro signor Rossi è Piazza Irnerio, 100.

MARIO           (ASSUME UN’ARIA STUPITA)

BARBARA     Ma è il nostro indirizzo, tesoro!

                        (MARIO STUDIA GLI APPUNTI DI FERRONI)

                        ( STUPITO) Questa sì che è una coincidenza!

FERRONI       E’ quello che pensavo anch’io.

BARBARA     La terza!

MARIO           Sei bravissima a tenere i conti, amore. Ah, ma certo!

FERRONI        Che c’è?

MARIO            Il motivo per cui l’ospedale di Santo spirito crede che l’indirizzo di quest’altro

                         Mario Rossi sia il mio, è perché… io sono stato all’ospedale un paio di giorni

                         Fa e si vede che hanno confuso le cartelle.

                        (FERRONI INCASSA)

BARBARA     Non me l’avevi detto,caro.

MARIO           Beh, non aveva importanza, cara. Ero solo passato al Pronto Soccorso.

                       (A FERRONI) Avevo battuto la testa contro il cofano del taxi,

                        controllando le candele.

FERRONI       Ha una testa iellata lei!

MARIO          Sì. Sono entrato e uscito in cinque minuti. Non era niente.

                       Ma naturalmente, hanno annotato tutti i miei dati. Questo spiega tutto, vero?

FERRONI      Lei dice?

DURANTE QUEL CHE SEGUE, MARIO CONTROLLA GLI APPUNTI DI FERRONI COME SE L’INFORMAZIONE FOSSE OVVIA.

MARIO         (CONVINCENTE) Sì, l’ospedale ha sia il mio indirizzo dell’altro giorno, sia

                       L’indirizzo dell’altro Rossi di stamattina.

                       Naturalmente, l’altro Rossi chiede alla polizia di portarlo all’indirizzo

                       Dove abita, ma quando chiedono all’ospedale l’indirizzo dell’altro Rossi,

                       loro guardano la pagina sbagliata del registro del pronto soccorso e vedono

                       Rossi Mario, tassista, referto: abrasione al cranio, e danno il mio indirizzo senza

                       Accorgersi che alla pagina immediatamente successiva c’è l’indirizzo

                       Dell’altro tassista …

                       Referto: abrasione al cranio – il quale è appena tornato a casa sua…a

                       Piazza Risorgimento…

FERRONI RIMANE UN ISTANTE DEL TUTTO PRIVO DI ESPRESSIONE.

FERRONI       (FINALMENTE) Beh, questo spiega tutto.

MARIO           Certo! Può archiviare il caso.

                        (MARIO ACCOMPAGNA FERRONI ALLA PORTA ,

                         IN FONDO A DESTRA-CENTRO)

BARBARA      Mi dispiace averle dato tanto disturbo, brigadiere!

FERRONI        Non c’è di che signora.

BARBARA      L’accompagno.

FERRONI        Grazie . (A MARIO) Oh, a proposito. La testa…

MARIO            Sì?

FERRONI         Dove s’è fatto medicare la ferita?

MARIO            Ah, vuol dire la botta contro il cofano o quella contro il ramo della quercia?

FERRONI        La quercia. L’infortunio più recente. Quale ospedale l’ ha medicata?

MARIO            Nessuno. No. La  moglie del fattore è un ex – infermiera

                         e così me l’ ha medicata lei.

FERRONI        Ex – infermiera, eh?

MARIO           Sì. A quanto pare casco sempre in piedi.

FERRONI       Bene. Per quanto le converrebbe cadere sulla testa. Deve essere resistentissima…

                        Signora…

FERRONI SORRIDE GENTILMENTE ED ESCE NELL’INGRESSO DI BARBARA, SEGUITO DA BARBARA.

MARIOA SOSPIRA SOLLEVATO A SI SIEDE SULLA SEDIA AVANTI A DESTRA.

INTANTO CARLA E WALTER ENTRANO DAL FONDO SINISTRA-CENTRO DALL’INGRESSO DI CARLA.

WALTER E’ ANCORA IN VESTE DA CAMERA.

CARLA           Non dovevo farlo uscire dal taxi… Dovevo impormi.

WALTER        Andrà tutto bene.

CARLA           Adesso chiamo il brigadiere Percuoco

WALTER        Secondo me sbagli.

CARLA           Ha scritto il suo numero da qualche parte.

                        Eccolo.

                        (PRENDE IL FOGLIO DI CARTA DAL TAVOLO A SINISTRA DEL DIVANO)

                        Ha detto che potevo chiedere di lui o di uno dei suoi.

                        (CARLA FORMA IL NUMERO CHE E’ QUELLO DI BARBARA ,

                        INVECE CHE DI PERCUOCO)

WALTER        Mario si seccherà.

CARLA           Sono preoccupata. All’ospedale dovevano tenerlo in osservazione!

WALTER        Su questo sono d’accordo con te

                        (IL TELEFONO DI BARBARA SQUILLA.

                         MARIO SI ALZA E PRENDE IL RICEVITORE)

MARIO          (AL TELEFONO) Sì?

CARLA          (AL TELEFONO) Pronto? Parla Carla Rossi.

PER UN MOMENTO LA MENTE DI MARIO SI OFFUSCA TOTALMENTE. POI REALIZZA, PRENDE IL TELEFONO, LO ALLONTANA DALL’ORECCHIO E LO GUARDA  . POI SI RIPORTA IL TELEFONO ALL’ORECCHIO.

CARLA          (AL TELEFONO) Pronto, parlo con il commissariato Prati?

                        (MARIO E’ DEL TUTTO SMARRITO).

CARLA          (AL TELEFONO) Pronto?

WALTER       (A CARLA) Che c’è?

CARLA           Non lo so. Sento solo un respiro pesante.

WALTER       Sarà il solito maniaco sessuale.

CARLA           Ma se ho chiamato io ! pronto!

WALTER        (PRENDE IL TELEFONO DALLE MANI DI CARLA)

                         Pronto, parla Walter Fattore .

                        (MARIO E’ SEMPRE PIU ‘ STUPITO)

WALTER         Pronto? (AL TELEFONO) Pronto! Respirano ancora.

                         (RIDA ’ IL TELEFONO A CARLA)

CARLA           (AL TELEFONO) Pronto … rispondete…

WALTER        (DOPO AVER GUARDATO IL FOGLIETTO. A CARLA)

                         Dì, quale numero hai fatto?

CARLA           (TENENDO IL FOGLIETTO CHE HA IN MANO) Questo. 06 67 43 105.

WALTER         Dai a me… (PRENDE IL RICEVITORE E PARLA AL TELEFONO)

                         Parla Walter Fattore. Prati rispondi. Fattore a Prati: Prati rispondi,

                         esse o esse… esse o esse…

MARIO            (AL TELEFONO. SCONCERTATO)

                          Che cavolo succede, Walter?

WALTER         (AL TELEFONO) Ah,ci siete, Prati…

                          (A CARLA ) Problemi di centralino!

                          (AL TELEFONO) Posso parlare con uno degli agenti?

MARIO            (AL TELEFONO) Agenti?

WALTER         (AL TELEFONO) O col brigadiere, se c’è?

MARIO            (AL TELEFONO) Ma stai dando i numeri?

WALTER         (AL TELEFONO) No, no, niente di tutto questo.

                         (A CARLA) Mi stanno passando qualcuno.

                         (AL TELEFONO) Salve, commissario.

MARIO         (AL TELEFONO) Commissario? Ma, Walter, si può sapere che stai combinando?

WALTER      (AL TELEFONO) Parlo a nome della signora Rossi, “Carla” Rossi…

                       E’ molto preoccupata, suo marito si è comportato in modo strano, dice.

MARIO         (AL TELEFONO) Ma come hai fatto ad avere questo numero?

CARLA        (STRAPPANDO IL TELEFONO DALLE MANI DI WALTER)

                      Ci parlo io!

                      (AL TELEFONO) Pronto, commissario?

                      (MARIO RESTA DI NUOVO IMPIETRITO)

CARLA        (AL TELEFONO) Vorrei parlare col brigadiere Percuoco.

DIETRO DI LORO IL BRIGADIERE PERCUOCO ENTRA DALLA PORTA DI INGRESSO DI CARLA IN FONDO SINISTRA-CENTRO.

AVANZA NEL SALOTTO.

WALTER VEDE PERCUOCO. PER UN ISTANTE RIMANE SENZA FIATO.

POI FA CENNO A PERCUOCO DI TACERE E CON CALMA LO ACCOMPAGNA IN CUCINA AVANTI A SINISTRA.

CARLA          (NON SI E’ ACCORTA DI NULLA. SI VOLTA PER VEDERE DOVE

                        E’ WALTER)

                        Ma è proprio ridicolo…(SI FERMA NEL VEDERE CHE WALTER NON E’

                        PIU ‘ LI ‘. CHIAMA) Walter?

                        (TORNA AL TELEFONO) Pronto!

MARIO           (DEPONE IL RICEVITORE)

CARLA          Uffa!

                       (REAGISCE E FORMA DI NUOVO IL NUMERO.

                        MARIO POSA IL TELEFONO CON CALMA SUL TAVOLO A DESTRA

                        DEL DIVANO MENTRE BARBARA ENTRA ALLE SUE SPALLE)

BARBARA     (ALLEGRAMENTE) Ciao, caro!

MARIO           Ah! (PER LA PAURA SBATTE IL TELEFONO SUL TAVOLO)

BARBARA     (SORPRESA) come sei nervoso, tesoro!

MARIO           Io, nervoso? E perché? Comunque non posso rimanere qui.

                        (MARIO GUARDA IL TELEFONO, POI RIFLETTE)

BARBARA     Non puoi?

MARIO         No, devo tornare al lavoro. (FA PER ANDARE)

BARBARA   Non fare lo sciocco! E’ il nostro giorno.

MARIO         Sì, ma…

BARBARA    (LO ABBRACCIA E LO BACIA SUL COLLO

                        Sciocchino …ricorda co-co-bà

MARIO           Lo so co-co-bà.

BARBARA     Coccole con Barbara.

MARIO           No. Costretto contrariare Barbara.

SQUILLA IL TELEFONO DI BARBARA. MARIO PRENDE IL TELEFONO, EMETTE QUALCHE PROFONDO E RAPIDO SOSPIRO NEL RICEVITORE E LO RIPONE

GIU ’.  CARLA REAGISCE POI SBATTE GIU ‘ IL TELEFONO ED ESCE IN INGRESSO. BARBARA HA L’ARIA SCONVOLTA.

BARBARA       Perché hai fatto così?

MARIO             Non voglio che ci disturbino.

BARBARA       (TONO SEXI) Oh, ma allora ci hai ripensato?

MARIO              No…credimi! Non posso restare.

BARBARA        (ABBRACCIANDOLO) Si, che puoi.

MARIO               No. Sai, che non ho fatto una lira ieri notte? Devo assolutamente

                            Rimediare qualche corsa.

BARBARA        Dopo.

                           (GLI TOGLIE LA GIACCA E DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE

                            GLI SBOTTONA LA CAMICIA)

MARIO              E poi, ho un gran mal di testa.

BARBARA        Ragione di più per andare a letto.

MARIO              Non credo che mi farebbe bene.

BARBARA         Hai sempre detto che cura tutto.

MARIO               L’ ho detto?

BARBARA         Specialmente i mal di testa.

MARIO               Si, ma i tuoi, non i miei.

BARBARA         Andiamo ( LO GUIDA VERSO LA CAMERA DA LETTO A DESTRA

                            AVANTI)

                            Vedrai che ti passa subito…

MARIO               Sì, appena mi lasci uscire.

                            (LEI LO ATTIRA IN CAMERA DA LETTO )

                            (WALTER E PERCUOCO ESCONO DALLA CUCINA DI CARLA)

WALTER            (SI GUARDA ATTORNO) Ecco, brigadiere, ora sa tutto!

PERCUOCO        Brutta notizia, davvero! Quando lo ha saputo la povera signora?

WALTER             Prima…quando lei è entrato…si ricorda che stava al telefono?

                              La signora Rossi era come distrutta.

PERCUOCO        L’ ho notato. Ha fatto bene a mettermi al corrente.

WALTER             E’ orribile, venire a sapere all’improvviso uns cosa simile!

PERCUOCO        Già. Tutti e due i nonni, vero?

WALTER              Sì, tutti e due.

PERCUOCO         In vacanza in montagna, ha detto. Ma che età avevano?

WALTER              Ottanta. A testa.

PERCUOCO         Una bella età per una scalata!

WALTER              E’ stata una cosa rapida, comunque.

PERCUOCO         Una valanga, eh?

WALTER              Sì. (SI RIPRENDE) Beh, allora voleva vedere di nuovo il Signor Rossi, vero?

PERCUOCO         Infatti. C’è qualcosa di poco chiaro circa l’indirizzo del signor Rossi.

WALTER              In che senso?

PERCUOCO         Nel senso se era ai Prati o all’Aurelio?

WALTER              Pra – ti… o

PERCUOCO         Aurelio, signore. Perché il signor Rossi dice che si tratta di uno stupido

                              Errore da parte del Pronto soccorso ma…

WALTER             Avrà ragione.

PERCUOCO         Invece no . Quando sono tornato in ufficio, ho trovato un messaggio del

                              Commissariato Aurelio che segnalava la scomparsa di un altro Mario Rossi

                              Proprio in quella zona.

WALTER              (STUPITO) Ma va…

PERCUOCO         Piazza Irnerio, 100.

WALTER              Oddio!

PERCUOCO         Ed era lo stesso indirizzo che avevano all’ospedale.

WALTER              E’ un rebus, vero?

PERCUOCO         Lei sa, dove si trovi attualmente il nostro signor Rossi?

WALTER              Al lavoro.

PERCUOCO         Cioè, col taxi?

WALTER              Sì.

PERCUOCO         Bene, credo che andrò a fare una visita a quell’altro signor Rossi.

WALTER              (PREOCCUPATO) Come una visita?

PERCUOCO         Sì, a Piazza Irnerio.

WALTER              (PREOCCUPATO)  Ma perché si vuole disturbare?

PERCUOCO         Tanto non è lontano…

WALTER              Quattro minuti e mezzo di taxi; però non è la sua zona.

PERCUOCO         Solo una visita di circostanza, signor Fattore. Solo una visita.

PERCUOCO ESCE NELL’INGRESSO DI CARALA. WALTER SI PRECIPITA AL TELEFONO DI CARLA E COMINCIA AFORMARE IL NUMERO. PERCUOCO TORNA INDIETRO.

PERCUOCO       Ah, signor Fattore?

                            (WALTER RICADE SUL DIVANO SORPRESO, MA CERCA DI

                             APPARIRE INDIFFERENTE)

WALTER            Si?

PERCUOCO       Sa che cosa è un manutengolo?

WALTER           (SPERANZOSO) Una specie di ringhiera…di corrimano…

PERCUOCO      (SCUOTE LA TESTA)

WALTER            Ah, un manutengolo…si, lo so.

PERCUOCO       Bene. (ESCE)

WALTER            Se continua così mi verrà un colpo.

WALTER, MENTRE FORMA IL NUMERO, VA ALLA PORTA DI INGRESSO DI A CONTROLLARE CHE PERCUOCO SIA USCITO VERAMENTE. SQUILLA IL TELEFONO DI BARBARA. DOPO UN MOMENTO MARIO ARRIVA CORRENDO DALLA CAMERA DA LETTO E PRENDE IL RICEVITORE.

MARIO            (AL TELEFONO) Pronto?

WALTER         (AL TELEFONO) Sono ancora io…

MARIO            (AL TELEFONO) La vuoi smettere di rompere le scatole?

WALTER         (AL TELEFONO) Ah. Ti incavoli pure?

MARIO            (AL TELEFONO) Stavamo andando a letto.

WALTER         (AL TELEFONO) In un momento simile! Figlio mio, fatti visitare.

MARIO            (AL TELEFONO) Avanti, che c’è?

WALTER         (AL TELEFONO) Percuoco sta venendo li da te.

MARIO            (AL TELEFONO) Percuoco chi?

WALTER         (AL TELEFONO) Il brigadiere che è stato qui stamattina.

MARIO            (AL TELEFONO, ATTERRITO) Sta venendo qui? E perché?

WALTER         (AL TELEFONO) Per conoscere Mario Rossi.

MARIO             (AL TELEFONO) Mi salvi chi può!

WALTER          (AL TELEFONO) E per giunta Carla è uscita per cercarti.

                           (BARBARA SI AFFACCIA SULLA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO.

                           E’ ANCORA IN VESTAGLIA)

BARBARA        Miciolone!

MARIO             (AL TELEFONO. SVELTO) Bene, grazie per avermelo detto.

                           Se sento di qualcuno che cerca barbabietole  lo metterò in contatto con lei.

                          (METTE GIU ‘ IL TELEFONO. WALTER HA L’ARIA PERPLESSA)

                           Dico io. Due ettari e mezzo di barbabietole.

BARBARA        Ancora quel fattore pazzo?

MARIO              Non preoccuparti. Non ci disturberà più.

WALTER          (AL TELEFONO) Pronto? Mario?

                           (WALTER COMPONE DI NUOVO IL NUMERO)

BARBARA        Andiamo a cuccia.

MARIO             (DECISO) No, ho deciso. Ti porto fuori!

BARBARA       Fuori?

MARIO             Si… ti offrirò un pranzetto speciale…

                          Con quel vinello frizzante che ti piace tanto..

                          Per finire un bel tiramisù. Poi torniamo a casa… e a letto.

BARBARA       Andiamoci adesso, invece. La bomba è già in fresco “Azzurra”, lo spumante

                          Che fa tornare il sereno.

MARIO             No, prima voglio nutrirti… ma tanto eh.

                          (CORRE IN CAMERA DA LETTO)

BARBARA       Mario!

                          (FA PER SEGUIRLO, MA SQUILLA IL TELEFONO

                           E BARBARA RISPONDE)

BARBARA       Sì.

WALTER         (AL TELEFONO) Mi dispiace ma sono ancora io… il fattore.

BARBARA      (AL TELEFONO) Senta mio marito non può aiutarla. Le barbabietole non

                          Gli interessano.

WALTER         (AL TELEFONO) Stavolta si tratta di mele!

BARBARA      (AL TELEFONO) Neanche le mele lo interessano.

WALTER         (AL TELEFONO) Ma sono le “deliziose”.

BARBARA      (AL TELEFONO) Neanche se fossero squisite!

                         Vede, lui non si intende di agricoltura…

                          La ringrazia per l’aiuto di stamattina ma adesso ha molto da fare.

WALTER         (AL TELEFONO) Si: sono sicuro che non sa a chi dare i resti…

                          Ma è questione di un attimo.

MARIO ESCE DALLA CAMERA INFILANDOSI LA CAMICIA NEI PANTALONI. PORTA UN VESTITO E UN PAIO DI SCARPE A BARBARA.

MARIO            Fai presto!

BARBARA      E ’quel rompi di un fattore.

WALTER E MARIO  (INSIEME) Pronto?

MARIO           (A BARBARA) Ci penso io. Tu sbrigati a vestirti. (LE DA ‘ IL VESTITO)

MARIO           (AL TELEFONO) Ma vuole smetterla di telefonarmi?

WALTER        (AL TELEFONO) E’  a proposito di Carla…

MARIO           (AL TELEFONO) Ah, si, la vacca maremmana…, ricordo.

BARBARA      (SBALORDITA) Che vacca?

                         (MARIO SPINGE BARBARA IN CAMERA DA LETTO E CHIUDE LA PORTA)

MARIO            (AL TELEFONO) Senti, sto cercando di squagliarmela prima che arrivi Percuoco.

WALTER         (AL TELEFONO) Ho paura di Carla.

MARIO            (AL TELEFONO) Io ho paura di tutto.

WALTER         (AL TELEFONO) Metti che sia andata al commissariato Prati…

                          Dal brigadiere Percuoco. (BARBARA ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO

                          NON DEL TUTTO VESTITA. HA LE SCARPE IN MANO.

                          LE CALZA DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE)

MARIO         (AL TELEFONO. PIU ‘ LENTO) Beh… certo la vacche sono imprevedibili…

WALTER      (AL TELEFONO) Eh?

BARBARA   (A MARIO) Con chi ce l’ ha adesso?

MARIO         (AL TELEFONO) Va bene.

WALTER      (AL TELEFONO) Il commissariato di Prati potrebbe dire a Carla che Percuoco

                       Sta venendo a cercarti a Piazza Irnerio!

MARIO         (AL TELEFONO, CALMO) Sì, certo questo potrebbe mettere il toro in serie

                       Difficoltà. Ma adesso ho troppa fretta e non posso proprio parlarne.

                       Tutto quello che può fare è tenere separati toro e vacche, perciò si regoli!

WALTER      (AL TELEFONO) Adesso mi vesto  e vedrò se riuscirò a trovare Carla.

MARIO         (AL TELEFONO) Grazie. Bravo, ma mi raccomando, tenga bene d’occhio il

                       Vaccame. (ENTRAMBI METTONO GIU ‘ IL TELEFONO.

                       WALTER CORRE ALL’INGRESSO)

BARBARA    (A MARIO) Che altro voleva?

MARIO           Ha ragione, poveretto; tutti i tori del Lazio se la fanno con la sua vacca.

                        (IN FRETTA) Su, andiamo.

                        (DURANTE QUELLO CHE SEGUE, INDOSSA LA GIACCA, CHE

                        BARBARA GLI AVEVA SFILATO PRIMA, E GETTATO SUL DIVANO)

                        Sai dove andiamo? Al Matriciano,

                        poi torniamo qui e passiamo tutto il pomeriggio a letto.

                        (ACCOMPAGNA BARBARA ALLA PORTA DI INGRESSO SUL FONDO

                        DESTRA-CENTRO)

                        (MARIO APRE LA PORTA E NELLO STESSO TEMPO SI SENTE SUONARE

                        IL CAMPANELLO DELL APORTA DI BARBARA.

                        MARIO IMMEDIATAMENTE SBATTE LA PORTA E ALLONTANA DA

                        ESSA BARBARA)

BARBAR        Che succede?

MARIO           Ecco – potrebbe essere di nuovo la polizia.

BARBARA     Beh, e con questo?

MARIO           Un poliziotto diverso, voglio dire.

                        Pensa: dover ricominciare… (NUOVA SCAMPANELLATA)

                        Parlaci tu. Io esco dalla porta di servizio e ti aspetto al Matriciano.

                        (MARIO VA IN CUCINA)

BARBARA        Caro!

MARIO              Se è la polizia, conferma semplicemente quello che mi è successo – ehm –

                            Alla fattoria e se vogliono vedermi, che mi fissino un appuntamento.

BARBARA        Sei sicuro di sentirti bene?

MARIO              Al momento non sono sicuro di niente.

                           Ci vediamo al ristorante. Mi riconoscerai. Indosserò esattamente quello che

                           Indosso ora.

MARIO CORRE IN CUCINA.

BARBARA HA UN BRIVIDO ED ESCE IN INGRESSO MENTRE WALTER RIENTRA DALL’INGRESSO DI CARLA TUTTO VESTITO E CON UN GIORNALE “ROMA SERA”

WALTER          (CHIAMA) Carla? Carla?

                           (WALTER GUARDA IN CUCINA, MENTRE VA VERSO L’INGRESSO)

                           Carla, Carla, se ci sei parla.   (ESCE)

                           (BARBARA RITORNA DALL’INGRESSO CON BOBBY FRANCHETTI.

                            BOBBY E’ AGITATO.

                            INDOSSA UNA TUTA ED E’ EVIDENTE CHE STAVA DIPINGENDO)

BARBARA        Mi ha trovato per miracolo.

BOBBY              Mi spiace disturbarla, adorabile.

BARBARA         Non importa, se non ci si aiuta tra vicini.

BOBBY              Abbiamo traslocato soltanto ieri, io e Gianluca, e non ha comprato niente da    

                            Mangiare, quello stupidello.

BARBARA         Non c’è problema.

BOBBY               (SI GUARDA ATTORNO) Oh, ma qui è un sogno!

BARBARA          Cosa le manca, allora?

BOBBY                Più che altro i pittori, cara. Siamo pieni di vernice fino alle ascelle.

BARBARA          (SORRIDENDO) Beh, io non so dipingere!

BOBBY                Nemmeno io e nemmeno Gianluca. Pigro poi…più della principessa

                              Sul pisello.

BARBARA          (DANDOGLI LA MANO) Sono Barbara Rossi.

BOBBY               Roberto Franchetti, Bobby per gli amici.

                             Vorrei poterle dire che non la disturberò più, ma siccome mi conosco:

                             non ci conti.

BARBARA          Questa è casa sua.

BOBBY                Per carità, non mi incoraggi. Mi offrono un dito, mi prendo tutto il braccio.

BARBARA          Beh, se possiamo aiutare: volentieri. Mio marito ha le mani d’oro.

BOBBY                Davvero?

BARBARA           E’ un tipo tuttofare.

BOBBY                 Beh, se è anche giovane e piacente, per l’amor del cielo, non permetta che

                               Gianluca gli si avvicini.

WALTER RIENTRA DALL’INGRESSO E CHIUDE LA PORTA.

BARBARA            (RIDENDO) Aspetti un momento. (BARBARA ESCE)

WALTER               (GUARDA IL GIRNALE) Tassista aggredito da due teppisti.

BARBARA ESCE IN CUCINA. BOBBY SI GUARDA ATTORNO, NEL SALOTTO DI BARBARA.

WALTER              (GUARDA IL GIORNALE) E’ la rovina! Devo avvertire Mario

                               (VA AL TELEFONO)

                               

BARBARA SI AFFACCIA DALLA PORTA DI CUCINA MENTRE WALTER FORMA IL NUMERO.

BARBARA          (A BOBBY) A lei e Gianluca piacciono i salumi?

BOBBY                Tutti tranne la finocchiona

BARBARA           Le va bene pure, burro e prosciutto?

BOBBY                Si. Al diavolo la linea!

                             (SI PALPEGGIA LO STOMACO.

                              BARBARA ESCE IN CUCINA. SQUILLA IL TELEFONO.

                              BOBBY ESITA E POI SOLLEVA IL RICEVITORE VIVACEMENTE)

                              Pronto?

WALTER             (AL TELEFONO) Parlo con la signora Rossi?

BOBBY                (AL TELEFONO REAGISCE ACIDO) No:

WALTER              (AL TELEFONO) Chi è al telefono?

BOBBY                 (AL TELEFONO) L’ inquilino del piano di sopra.

WALTER              (AL TELEFONO) Beh, spero che se la passi meglio di me.

BOBBY                 (AL TELEFONO) Ci può scommettere: io sto divinamente!

                               Vado a chiamarle la signora Rossi.

WALTER              (AL TELEFONO) E’ il signor Rossi che vorrei.

BOBBY                 (AL TELEFONO) Non c’è.

WALTER              (AL TELEFONO) Meglio così. Almeno credo che sia meglio.

                               E’ uscito di corsa? Tutto agitato?

BOBBY                 (AL TELEFONO) Non lo so come è uscito.

WALTER               (AL TELEFONO) Non c’è mica la polizia lì, vero?

BOBBY                  (AL TELEFONO) Cos’è un sondaggio RAI?

WALTER               (AL TELEFONO) No.

BOBBY                  (AL TELEFONO) Le chiamo la signora Rossi.

WALTER               (AL TELEFONO) Meglio no . Credo che non ne possa più di me, e

                                Delle mie mele deliziose.

BOBBY                  (REAGISCE AL TELEFONO, POI) Vuol lasciar detto qualche cosa?

WALTER               (AL TELEFONO) Eh, no . Scusi, non c’è mica una copia di “Roma Sera”

                                In giro per la casa?

BOBBY                  (AL TELEFONO) Veramente non saprei. Io leggo solo Mani di Fata.

WALTER               (AL TELEFONO) Fa bene a non comprarlo!

                                (RAPIDO) E’ un giornalaccio!

BOBBY                   (AL TELEFONO) Sicuro che non stia facendo una indagine di opinione?

                                 O una ricerca di mercato?

WALTER                (AL TELEFONO) No. Se vede il signor Rossi dica che ha chiamato il fattore

                                 Lui capirà.

BOBBY              (AL TELEFONO) Il fattore.

WALTER            (AL TELEFONO) E gli dica che qui alla fattoria le cose non vanno tanto bene.

BARBARA RIENTRA DALLA CUCINA MENTRE WALTER CHIUDE IL RICEVITORE E , DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE, PRENDE PENNA E BLOCCO DAL CASSETTO DEL TAVOLO E SCRIVE UN BIGLIETTO.

BARBARA PORTA UN VASSOIO SUL QUALE CI SONO BICCHIERI DI VINO, UN PIATTO DI PROSCIUTTO E DUE ROSETTE.

BOBBY STA ANCORA GUARDANDO IL RICEVITORE.

BARBARA          Ecco qua.

BOBBY               Oh, a proposito! Ho risposto al telefono.

                            (BOBBY POSA IL RICEVITORE E PRENDE IL VASSOIO)

BARBARA         Grazie. Chi era?

BOBBY              Avete delle proprietà in campagna?

 

BARBARA          No.

BOBBY               Ecco non sono riuscito a capire che voleva, ma ha detto che era il fattore.

BARBARA          Oh, ancora lui. Che noioso!

BOBBY                Riceve molte telefonate strane?

BARBARA           Solo da quel tipo. Sta cercando di rifarsi di due ettari e mezzo di barbabietole.

BOBBY                 Che schifo! Ha detto di dire a suo marito che le cose vanno male alla fattoria.

BARBARA           Con lui che la dirige, la cosa non mi meraviglia.

BOBBY                 Suo marito si occupa di ortaggi?

BARBARA            No, fa il tassista.

BOBBY                  Oh, magnifico. Sconto per i vicini di casa?

BARBARA            (RIDENDO) Perché no?

BOBBY                 Gianluca ed io siamo nell’alta moda.

BARBARA            Oh! Sconto per le vicine di casa?

BOBBY                Naturalmente mia cara. Abbiamo certi abitini da sera di chiffon…

                              Il guaio è che Gianluca non riesce a separarsene. (RIDE)

BARBARA           Esco con lei.

BOBBY                 Bene. La strana coppia.

RIDONO ENTRAMBI ED ECONO NELL’INGRESSO DI BARBARA.

WALTER HA FINITO DI SCRIVERE LA SUA NOTA E LA STA RILEGGENDO, QUANDO IL BRIGADIERE FERRONI ENTRA ALLE SUE SPALLE.

FERRONI TOSSISCE. WALTER SI VOLTA.

WALTER           Oh.

FERRONI           Mi scusi, le porte erano aperte.

WALTER            Ah, si?

FERRONI            Brigadiere Ferroni.

WALTER            (PREOCCUPATO) Del Commissariato Prati?

FERRONI            No, Aurelio.

WALTER            (PRESO IN CONTROPIEDE) Aurelio?

FERRONI            Lo so, questa non è l a mia zona… sto facendo un piccolo controllo,

                             nient’altro una visita non ufficiale…

WALTER            (IN GUARDIA) Ah,si?

FERRONI            Riguardante un suo omonimo.

WALTER            (SORPRESO) Ah, c’è un altro che si chiama come me?

FERRONI             Beh, non è poi tanto strano, Signor Rossi!

WALTER             (FA PER PARLARE MA SI FERMA NELL’AFFERRARE LA SITUAZIONE;

                              CON UN FILO DI VOCE)

                              Beh, chiaramente no .

FERRONI            (SODDISFATTO) Ma sa qual è la vera coincidenza?

                              Che anche l’altro signor Rossi è un tassista.

WALTER             (FINTA SORPRESA) Ma va!

FERRONI            Solo che abita nel quartiere Aurelio.

WALTER            Ma va!

FERRONI           Piazza Irnerio, 100 .

WALTER             Ma va!

FERRONI            Ho appena parlato con lui.

WALTER            (STA PER DIRE “MA VA”) Accidentaccio!

FERRONI           (RIDACCHIANDO) Lo sapevo che sarebbe stato sorpreso!

WALTER           (VIVACEMENTE) Scioccato!

FERRONI           Ed ora si chiederà che cosa voglio da lei?

WALTER           Beh,sì.

FERRONI           Sapere esattamente come si è ferito. Alla testa

                           (FERRONI GUARDA LA TESTA DI WALTER)

WALTER           Oh, non si vede quasi più. Però è ancora fresca, faccia attenzione.

FERRONI           Già rimarginata! Eppure deve essere stato un bel colpo.

WALTER           Eh sì! Dura come il ferro. Capirà era antichissima: sedicesimo secolo.

FERRONI          (ACCIGLIATO) Una borsetta del ‘500? Già usavano?

WALTER          (DOPO UNA PAUSA) Sì, uno dei poliziotti ha detto, mi pare, un pezzo

                           D’antiquariato…

FERRONI          Un pezzo d’antiquariato?

WALTER          (DOPO UNA PAUSA) Ah, certo: il poliziotto si riferiva alla vecchia che

                           Mi ha colpito.

                          (FERRONI INCASSA)

FERRONI         Quello che lei dice sembrerebbe spiegare tutto

WALTER          Ah, si? Bene, allora adesso voglia scusarmi, ma stavo appunto per andare a letto.

FERRONI         (SORPRESO) A quest’ora?

WALTER          Si, ecco vede – mercoledì mattina. Io ca-co-mo.

FERRONI         Prego?

WALTER          Carino con moglie.

WALTER FA PER ACCOMPAGNARE FERRONI ALLA PORTA QUANDO RIENTRA DALL’INGRESSO E SI FERMA NEL VEDERE CARLA.

PER UN MOMENTO WALTER E’ FOLGORATO.

POI RAPIDAMENTE VA DA LEI E LA BACIA.

WALTER        Ah! Bentornata Carletta.

                        (CARLA E’ VERAMENTE SORPRESA)

                        Non è successo niente, da quando te ne sei andata. Proprio niente.

                        Stavo appunto per lasciarti questo biglietto, tesoro.

                        Ecco qua, (CARLA PRENDE IL BIGLIETTO)

CARLA          (LO LEGGE) “Cara Carla, tutto a posto.

                        Ti consiglio di metterti a letto per il resto della giornata.

                        Ci vediamo presto. Abbracci. Walter” (NON FA A TEMPO A DIRE WALTER)

WALTER       (AFFERRANDO IL BIGLIETTO.

                         A FERRONI RAPIDAMENTE, RIDACCHIA)

                         V-a-l… vado a letto…

                         Eh… ca-co-mo

                        (APPALLOTTOLA IL BIGLIETTO E CON UN GESTO SPETTACOLARE LO

                        GETTA NEL CESTINO)

                        (A CARLA) Posso presentarti il brigadiere…

FERRONI       Ferroni.

CARLA          (A FERRONI) Molto piacere. E’ venuto per Mario?

WALTER       (SVELTO) Sì.

CARLA          (A FERRONI) Mio marito sta bene?

FERRONI       (UN’OCCHIATA A WALTER) Beh, pare di si.

WALTER       Si, benissimo. (CARLA GUARDA WALTER)

CARLA         (A FERRONI) Allora vi siete parlati?

FERRONI      (A WALTER) Sì,certo.

WALTER       Sì, certo.

                       (CARLA GUARDA WALTER)

CARLA          Quando?

FERRONI      Quando cosa?

CARLA         (A FERRONI) Quando vi siete parlati lei e mio marito?

FERRONI     (SORPRESO) Beh, adesso.

CARLA         Proprio adesso?

WALTER      (SVELTO) Sì, certo. (A FERRONI) Fino adesso, no?

FERRONI      (VA CONFONDENDOSI) Sì.

WALTER       Che ti dicevo?

CARLA          (A FERRONI) Dov’è?

WALTER        Dove cosa, cara?

                        (CARLA GUARDA WALTER, POI GUARDA FERRONI)

CARLA           Dove vi siete parlati?

FERRONI        Ecco, io stavo qui e lui era…

WALTER         In piedi, circa qui.

CARLA            E io che l’ ho cercato dappertutto!

FERRONI        (SORPRESO, GUARDANDO WALTER) Ah, si?

CARLA            Beh, dov’è ora?

FERRONI        Chi?

WALTER         Qualcuno vuole un caffeino?

                         (CARLA GUARDA WALTER)

CARLA           Che ne è di mio marito?

WALTER        Sì, che ne è? Qual è la sua posizione? A che punto esattamente sta con la polizia?

CARLA           Walter!

WALTER       Walter è andato a scuola.

CARLA          Cosa?

WALTER       Si, stai tranquilla: gli ho dato pane, burro e marmellata e l’ ho messo

                        Sull’autobus.

CARLA           Stai dando i numeri?

WALTER        No, sto bene ora, cara.

                        (A FERRONI) E per lei è tutto apposto?

FERRONI        Sì, sono soddisfatto, signora Rossi.

                         Adesso che gli ho parlato (INDICA WALTER)

CARLA           (SORPRESA) A lui?

WALTER        (A CARLA) A me. Sì. Che c’è di strano?

                        ( AFERRONI) Voleva parlare con me, vero?

                         Due chiacchiere. Tutto sistemato, adesso.

CARLA           (STA PER ESPLODERE)

                        (A WALTER) Vuoi levarti dai piedi un momento…

WALTER        Sto cercando solo di aiutare.

CARLA           Beh, non ci riesci.

                        (CARLA DI COLPO NOTA IL GIORNALE CHE WALTER TIENE IN MANO)

                        E’ “Roma Sera”?

WALTER        No! Sì.

CARLA           C’è  niente sulla storia di stanotte?

                        (CARLA PRENDE IL GIORNALE)

WALTER        Sì. In prima pagina.

FERRONI       Contenta? Suo marito è un eroe.

                        (FERRONI VA VERSO CARLA PER GUARDARE IL GIORNALE)

CARLA           (GUARDANDO IL GIORNALE) Che foto spaventosa!

                         Sono orribile. Neanche Mario è riuscito troppo bene:

WALTER         (RIDACCHIANDO) No.

                          (WALTER D I COLPO REALIZZA CHE LA FOTO MASTRA IL VERO

                          MARIO E AFFERRA IL GIORNALE PROPRIO MENTRE FERRONI

                          STA PER GETTARCI UN’ OCCHIATA.

                          WALTER SI IMPADRONISCE DELLA PAGINA CON LA FOTO.

                          DA’ UN PEZZO  DEL GIORNALE A CARLA)

                          Uno per te

                          (POI UN PEZZO A FERRONI) Uno a lei

                          (UN’ ULTIMO A CARLA) Un altro a te.

                          (CARLA E FERRONI GUARDANO SENZA ESPRESSIONE WALTER

                          CHE SI DA’ UN GRAN DA FARE PER RIDURRE IN MINUTI FRAMMENTI

                          IL GIORNALE. STRAPPA PIU ‘ VOLTE LA PAGINA POI VI FE NUMEROSI

                          BUCHI. POI APRE IL GIORNALE MOSTRANDO UNA SERIE DI PICCOLI

                          “OMINI” . ACCORGENDOSI CHE CARLA E FERRONI LO GUARDANO

                          CONFUSI, GETTA IL SUO CAPOLAVORO NEL CESTINO.

                          Dunque, stava dicendo, brigadiere?

CARLA             Tu hai bevuto?

WALTER         Non mi pare che abbia detto questo, vero?

                         (FERRONI SQUOTE LA TESTA PERPLESSO)

                         Ma è una buona idea.

                         Che ne diresti di un goccetto, cara?

CARLA           Non mi chiamare “cara”.

                      

WALTER        (A FERRONI) La scusi. Ne abbiamo passate troppe stamattina.

CARLA           Walter!

WALTER        Walter tornerà a casa dopo la scuola, cara.

CARLA           Chi?

WALTER        Walterino. A meno che non abbia ripetizione.

CARLA           (NERVOSAMENTE) Ma di chi diavolo stai parlando?

WALTER        (A FERRONI) Vino?

FERRONI        (NERVOSAMENTE) Grazie. Niente vino per me. Sono astemio.

CARLA           (NON MOLTO CALMA) Devo rimanere calma.

WALTER         Brava. La calma è la virtù dei forti.

CARLA           (GUARDA WALTER; POI AFERRONI, ANSIOSA)  

                         C’è qualcosa che mi sta nascondendo su Mario?

FERRONI       (SCONCERTATO) Io? Assolutamente no .

WALTER        No .

CARLA           Vuoi chiudere il becco!

WALTER        Non dovresti parlarmi con questo tono, cara.

CARLA           Senti, te ne vuoi andare di sopra o all’ufficio di collocamento.

FERRONI      (GENTILMENTE) Se dovete bisticciare, sono io che me ne vado.

WALTER       Sarà meglio.

CARLA          Lei resti qui, brigadiere, per favore.

                       (A WALTER) Tu, di sopra!

WALTER       Sto solo cercando di…

CARLA          Fuori1

WALTER       Non potrei fare una telefonata?

CARLA          Fuori!

WALTER       Solo una, rapidissima.

CARLA          Se non te ne vai, ti prendo a calci!

                       (FERRONI E’ SMARRITO)

WALTER      Si, beh, ho fatto di tutto. Ricordatelo: di tutto.

                      (A FERRONI) Da stamattina è un fascio di nervi.

                      (QUESTO E’ VERAMENTE TROPPO PER CARLA CHE LANCIA

                       UN URLO SELVAGGIO)

CARLA         Ahhh! (LANCIA IL GIORNALE IN ARIA)

                      (WALTER CORRE FUORI IN INGRESSO IN FONDO A SINISTRA-CENTRO.

                       FERRONI SI APPIATTISCE CONTRO IL MURO, IMPAURITO.

                       FERRONI PRENDE IL GIORNALE)

FERRONI     (CERCANDO DI ESSERE CORDIALE)

                      Signora Rossi, non credo che avrebbe dovuto mandarlo via in quel modo!

CARLA        E’ un rompiscatole!

FERRONI     Nessuno è perfetto.

                      Oggi è stata una giornata dura.

                      Però, vedrà: dopo un bacio e qualche coccola, farete sicuramente la pace.

                      (CARLA E’ ATTONITA)

CARLA         Io baciarlo e coccolarlo?

FERRONI      Ma si, ma si.

                       Cosa c’è di meglio che passare la mattinata a letto insieme?

CARLA          (OLTRAGGIATA) Non lo farei per tutto l’oro del mondo.

FERRONI       Lui si.

CARLA          Glielo ha detto lui?

FERRONI       (SORRIDENDO ANNUISCE)

CARLA          Ma come si permette. Io non faccio cose simili!

FERRONI      Mi dispiace per lei…

CARLA         (OLTRAGGIATA) Ma per chi mi ha preso?

FERRONI       Beh, per una donna normale!

CARLA           Se si comincia con queste cose, addio matrimonio.

FERRONI       (SORPRESO) Beh, conosco molti che lo fanno!

CARLA           Io no .

FERRONI       Allora a lei non piacerebbe un altro Walterino?

                        (CARLA ADESSO E’ CONFUSA)

CARLA           Per carità…io non sopporto neanche questo.

FERRONI       No, non dica così: il ragazzo ha bisogno di amore e tanto.

CARLA           Che?

FERRONI       Sa, signora, mia moglie potrebbe insegnarle parecchie cose su questo argomento.

MARIO APPARE CAUTO DALLA CUCINA AVANTI A SINISTRA;

SI GUARDA ATTORNO, POI VA AL TELEFONO E FORMA UN NUMERO.

CARLA       (A FERRONI) Senta mi spieghi almeno cosa è successo a mio marito!

FERRONI    Per quanto mi riguarda la situazione è chiarita.

CARLA        Si, ma dov’è?

FERRONI    Beh, di sopra, no?

CARLA        Di sopra a trovare Walter?

FERRONI    Credevo che Walterino fosse a scuola.

                     (SI PRENDE LA TESTA TRA  LE MANI ,CONFUSO)

                     (SQUILLA IL TELEFONO DI CARLA.

                      CARLA LO PRENDE)

CARLA        (AL TELEFONO) Pronto?

MARIO        (AL TELEFONO. SOLLEVATO) Oh, grazie al cielo!

CARLA        (AL TELEFONO) Mario! Dove sei?

                     (FERRONI ALZA LO SGUARDO IN DIREZIONE “ DI SOPRA”)

MARIO        (AL TELEFONO) Non ti preoccupare. Tutto a posto?

CARLA        (AL TELEFONO) Beh…si.

MARIO        (AL TELEFONO) Nessuna catastrofe?

CARLA        (AL TELEFONO) No. Qui c’è uno della polizia, ma ha risolto tutto.

MARIO        (AL TELEFONO) Che polizia?

CARLA        (AL TELEFONO) Del commissariato Aurelio!

MARIO        (AL TELEFONO)  Ah, si?

CARLA        (A FERRONI) Vuole parlargli?

FERRONI    (CON UN’OCCHIATA INTRIGATA VERSO L’ALTO) No, grazie.

CARLA        (AL TELEFONO) No, il brigadiere è soddisfatto.

MARIO        (AL TELEFONO) Oh, bene. E Walter è –è in giro?

CARLA       (AL TELEFONO) Credo che oggi Walter sia ubriaco.

                     (SORPRESA DI FERRONI)

                     (AL TELEFONO) O addirittura drogato.

                     (FERRONI REAGISCE SCONCERTATO)

MARIO       (AL TELEFONO) Ha avuto una giornataccia, poveretto.

CARLA      (AL TELEFONO) Sarebbe ora che se ne andasse a vivere con quella sua ragazza!

                    (FERRONI REAGISCE INORRIDITO)

MARIO      (AL TELEFONO) Beh, senti io sto arrivando a casa.

CARLA      (AL TELEFONO) Sì, sbrigati, tesoro. E poi dritti a letto.

MARIO       (AL TELEFONO) Perfetto. Tra cinque minuti.

CARLA       (AL TELEFONO) Bene. Cinque minuti.

MARIO E CARLA SI MANDANO UN BACIO E DEPONGONO I RICEVITORI.

MARIO CORRE FUORI NELL’INGRESSO DI BARBARA.

FERRONI     Sono contento che lei e suo marito abbiate fatto la pace.

CARLA         Fatto che?

FERRONI     Mai serbare rancore! Ecco che cosa ci tiene insieme da vent’anni, a me e mia moglie.

                      Bene, adesso me ne vado, gentile signora.

                      Non si disturbi ad accompagnarmi.

CARLA         Mi dispiace di essere stata così nervosa.

FERRONI      Capita, a volte. E, permette un consiglio a proposito di Walterino.

                       Giù i pantaloni e gli dia quello di cui ha urgente bisogno.

FERRONI ESCE NELL’INGRESSO DI CARLA, CHE SCUOTE LA TESTA CONFUSA, ED ESCE AVANTI A SINISTRA IN CUCINA, MENTRE MARIO E BARBARA ENTRANO DAL LORO INGRESSO.

BARBARA HA IN MANO “ROMA SERA”

BARBARA       Mi hai lasciato lì come una stupida.

MARIO             Mi dispiace, cherie.

BARBARA       Davanti al Matriciano per dieci minuti.

                          (MARIO LA CINGE CON LE BRACCIA)

MARIO            Ho detto che mi dispiace. Lì non ti ho vista. Sono tornato qui a cercarti.

BARBARA      Pensa tu!

MARIO            Hai – ehm –E’ venuto un poliziotto?

BARBARA      Che poliziotto?

MARIO            Poco fa.

BARBARA       No, non era la polizia.

MARIO            (PREOCCUPATO) Ah, no?

BARBARA       I nuovi inquilini di sopra. Volevano qualcosa da mangiare.

MARIO            (PENSANDO) Allora la polizia non è ancora venuta.

BARBARA       No! A parte la visita del brigadiere di stamattina.

MARIO             Poveri noi!

BARBARA       Beh, io vado in cucina, tu siediti calmo e leggiti il giornale.

MARIO             Ma no, andiamo a pranzo fuori poi, ci mettiamo a letto e leggiamo il giornale.

                         (VEDE IL GIORNALE. URLA) Ahhhh!

BARBARA       Che c’è?

MARIO             Del Falcao passa all’Inter!

BARBARA       E urli per questo?

MARIO             Ma ti pare niente, oh, all’Inter!

BARBARA       E per questo? Un altro po’ e ti prende un colpo!

MARIO             E Liedholm va alla Sampdoria: la Roma è finita!

BARBARA        Ma da quando sei diventato tifoso?

MARIO             Da adesso.

BARBARA       Fai vedere (FA PER PRENDERE IL GIORNALE)

MARIO             No!

BARBARA       Non fare il cretino!

MARIO             (PETULANTE) No, è mio.

BARBARA       Veramente è mio.

MARIO             No. No, lo voglio io. Serve a me!

                          (MARIO STRAPPA LA TERZA PAGINA E,

                          CON MERAVIGLIA DI BARBARA COMINCIA A MANGIARLA)

MARIO             (MASTICANDO) Oh, ottimo.

BARBARA        Ma cosa fai?

MARIO              Mangio il giornale.

BARBARA        Per l’amor del cielo

                           (FA PER PRENDERE IL GIORNALE ME MARIO NE STACCA E MANGIA

                           UN ALTRO PEZZO)

                           Mario, amore, non sarà per quella botta che hai preso sulla testa?

                           (BOBBY DALL’INGRESSO CON IL VASSOIO , IL PIATTO E I

                           BICCHIERI PULITI)

BOBBY             Salve, gente! La porta era aperta. Che le avevo detto?

                           Sono di casa ormai

BARBARA        Va bene.

BOBBY            (A MARIO) E lei deve essere il marito di questa…

                          (LE PAROLE GLI SI SPENGONO NELLE LABBRA NEL VEDERE

                          CHE MARIO HA UN PEZZO DI GIORNALE CHE GLI PENDE DALLA

                          BOCCA. MARIO RAPIDAMENTE MANDA GIU ‘ IL BOCCONE.

                          BOBBY GUARDA IL GIORNALE STRAPPATO NELLA MANO DI MARIO)

                          Interrompo la sua merenda?

                         (MARIO SCUOTE LA TESTA E SORRIDE EDUCATAMENTE PERCHE ‘

                          NON PUO ‘ PARLARE CON LA BOCCA PIENA)

                          No? Bene. Non abbia fretta.

                          Bobby Franchetti del piano di sopra. Piacere.

                         (BOBBY AVANZA E STENDE LA MANO MA MARIO STARPPA UN

                          ALTRO PEZZO DI GIORNALE E SE LO CACCIA IN BOCCA.

                          BOBBY OSSERVA STUPITO.

                          MARIO OFFRE A BOBBY UN PEZZO DA MANGIARE E BOBBY

                          SCUOTE IL CAPO PERPLESSO).

                         (RIPRENDENDOSI) Grazie, sua moglie ci ha già sfamati.

BARBARA      (CERCANDO DI SEMBRARE DISINVOLTA) Mi dispiace…

BOBBY           No, io sono favorevole alle nuove esperienze.

                        (DA IL VASSOIO A BARBARA) Ecco e grazie.

                        (MA CONTINUA A FISSARE MARIO)

                         Già. Non ho – ecco – mai visto nessuno mangiare – ehm – è un giornale, vero?

MARIO          (ANNUISCE FELICE) sì.

BOBBY          (A BARBARA) Beh, devo tornare da Gianluca.

                        Povero cocco, è immerso fino agli occhi nella vernice rossa.

                       (A MARIO) Tanti auguri per la sua dieta.

                       (ALLA PORTA) Ah, per finire cosa prende? “L’Espresso”?

                       (BOBBY ESCE IN INGRESSO SUL FONDO A DESTRO-CENTRO)

BARBARA    (A MARIO) Ma si può sapere che cosa fai?

MARIO          (INDICA CHE NON PUO ‘ PARLARE PERCHE ‘, HA LA BOCCA

                       PIENA DI GIORNALE MASTICATO)

BARBARA    Ti darò un po’ di caffè per mandarlo giù!

                       (BARBARA VA VERSO LA CUCINA, POI SI FERMA)

                       Chissà che cosa penserà di noi il signor Fianchetti!

MARIO         (INCOMPRENSIBILE) E’ un tipo eccentrico.

BARBARA    Senti chi parla!

BARBARA ESCE IN CUCINA E MARIO TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO. POI STRAPPA QUELO CHE RESTA DELLA PAGINA IN PICCOLI PEZZETTI.

ALLE SUE SPALLE PERCUOCO ENTRA DALL’INGRESSO DI BARBARA SUL FONDO DESTRA-CENTRO, CHIUDENDOSI LA PORTA ALLE SPALLE.

MARIO SENZA ACCORGERSI DELLA PRESENZA DI PERCUOCO, METTE INSIEME I PEZZI DELLA PRIMA PAGINA, NE FA UNA PALLA E POI PRENDE UNO DEI CESTINI E VI GETTA DENTRO QUEL CHE RESTA DEL GIORNALE.

NON VISTO DA MARIO, PERCUOCO SORRIDENDO, AVANZA ALLE SUE SPALLE.

QUANDO MARIO STA PER SPUTARE I FRAMMENTI DI GIORNALE CHE HA IN BOCCA, NEL CESTINO, PERCUOCO GLI DA’  UNA PACCA SULLA SPALLA.

PERCUOCO     Signor Rossi!

LA PACCA SULLA SPALLA FA SI ‘ CHE MARIO INGHIOTTA IL GIORNALE CHE HA IN BOCCA.

MARIO POI ALZA LO SGUARDO E NEL VEDERE PERCUOCO, SI RIPRENDE EGLI SORRIDE E, NON SAPENDO COSA FARE, GLI PORGE IL CESTINO, COME SE SI TRATTASSE DI UNA COPPA PREMIO.

                                                                                     SIPARIO

ATTO SECONDO

L’AZIONE E’ CONTINUA – PERCUOCO SORRIDE A MARIO CHE HA UN’ESPRESSIONE STRAVOLTA.

PERCUOCO       A quanto pare neanche lei ha resistito alla curiosità!

                            E’ venuto a conoscere il suo omonimo, eh?

                            (MARIO FA SEGNO CHE NON PUO ‘ PARLARE.

                            SI MASSAGGIA LO STOMACO)

PERCUOCO      (MELLIFLUO) Le è rimasto qualcosa sullo stomaco, signor Rossi?

                            Faccia con calma…non ho fretta, io.

MARIO             (MARIO CHE STA PENSANDO INTENSAMENTE, ANNUISCE,

                           ALZA UNA MANO PER FAR CAPIRE CHE E’ QUESTIONE DI POCO.

                           VA ALLA PORTA DELLA CUCINA E , PIANO PIANO , GIRA LA

                           CHIAVE NELLA SERRATURA.)

MARIO             Brigadiere, è arrivato il momento di confessare.

PERCUOCO     Sono tutto orecchi.

MARIO             Questo appartamento..

PERCUOCO     Sì?

MARIO             E’ mio.

PERCUOCO     Suo?

MARIO             Mio.

PERCUOCO     E stamattina, quando ci siamo incontrati nell’altra sua casa di Piazza Risorgimento

                          Perché non ha fiatato?

                          (MARIO ALLARGA LE BRACCIA E ALZA LE SPALLE IN SEGNO

                          DI SCUSA)

                          Nemmeno quando le ho detto che c’era un altro Mario Rossi domiciliato a

                          Piazza Irnerio?

MARIO             Non esiste altro Rossi fuori che me.

PERCUOCO    Cioè: il Rossi di Piazza Risorgimento e il Rossi di Piazza Irnerio sarebbero

                          La stessa persona?

MARIO            Sì, io. E gli appartamenti sono i miei, tutti e due.

PERCUOCO              Rende benino fare il tassista.

MARIO                      Mia moglie, Carla, non sa niente di questa casa.

 

PERCUOCO              L’avrei scommesso, sa?

MARIO                      E’ un posto dove vengo ogni tanto per stare…

PERCUOCO              In compagnia.

MARIO                      Di me stesso! Si, solo.un uomo ha bisogno di un suo spazio, un

                                   Rifugio per trovare un po’ di pace, per distendersi…

PERCUOCO             Con chi?

MARIO                     (CON IL TONO DELLA VIRTU ‘ OFFESA) Ma che cosa sta pensando?

PERCUOCO             Che lei abbia una doppia vita, caro signor Rossi – Rossi.

MARIO                      Brigadiere, sa che la sua mentalità è un filo contorto?

                                   (LA MANIGLIA DELLA PORTA E’ SCOSSA VIOLENTEMENTE)

VOCE BARBARA   (F.S.) Ehi!…La porta è chiusa a chiave!

MARIO                      (SORRIDE A PERCUOCO) E’ la cameriera, una brava donna.

                                   (GRIDA VERSO LA CUCINA) Continua a fare quello che stai facendo,

                                   Barbara!

VOCE BARBARA    (F.S.) Che dici?

MARIO                       Sarò da te fra un minuto.

VOCE BARBARA     (F.S) Apri! Non fare l’imbecille!

MARIO                       (A  PERCUOCO) La servitù non è più rispettosa come una volta.

                                    (LA MANIGLIA SI MUOVE FRENETICAMENTE)

                                    Debbo chiuderla a chiave, altrimenti gironzola da una stanza all’altra.

PERCUOCO              Io non posso permettermi una cameriera.

MARIO                      Beh, non costa molto…viene solo una volta alla settimana.

                                   (SUONA IL CAMPANELLO ALLA PORTA DI BARBARA)

MARIO                     (GRIDA VERSO LA CUCINA) Vado io.

PERCUOCO               No, io. Lei resti qui. Non vorrei che mi sparisse di nuovo.

                                    (SI AVVIA) E attento alla testa, eh?

                                    (PERCUOCO ESCE NELL’INGRESSO DI BARBARA

                                    SUL FONDO DESTRA-CENTRO)

VOCE BARBARA    (F.S.) Allora, apri!

MARIO                       Subito, cara.

                                    (MARIO SI PRECIPITA AD APRIRE LA PORTA DELLA CUCINA)

BARBARA                 (STUPEFATTA, APPARE CON UNA TAZZA E IL CAFFE’)

                                    Ma che ti è preso?

MARIO                       (ALLUCINATO) Uno scherzo!…

                                     Non si può scherzare?

                                    (GUARDA NERVOSAMENTE VERSO LA PORTA)

BARBARA                 Tesoro, che cos’ hai?

MARIO                       (AFFERRANDOLA PER LA MANO)

                                    Voglia! Ecco che cos’ ho.

                                    Voglia di andare a letto con te…Subito…

                                    Dai, sono eccitatissimo…

BARBARA                (ESTEREFATTA) Non sarà il giornale che hai mangiato?

                                    Forse l’inchiostro è afrodisiaco…

MARIO                       Forse. Comunque spogliati prima che finisca l’effetto.

BARBARA                 Ma non avevano suonato alla porta?

MARIO                      Sì…vado a vedere io. Tu intanto mettiti a letto, bellona!!!

                                   (LA SPINGE DENTRO LA CAMERA DA LETTO.

                                   CHIUDE LA PORTA. LA RIAPRE)

                                   Ma non cominciare senza di me.

                                   (RICHIUDE LA PORTA A CHIAVE, E VA SU E GIU ‘ PER

                                   LA STANZA DISINVOLTO)

PERCUOCO             Una sorpresa per lei; il signor Fattore!

                                  (ENTRA WALTER CON OCCHI DA PAZZO)

WALTER                  Mi dispiace, Mario.

MARIO                     Tu qui! Oh no!

                                  (SI APPOGGIA CON LA TESTA CONTRO IL MURO)

PERCUOCO            (A MARIO) Questa casa funge anche da ufficio di collocamento?

MARIO                    Lei ha vinto. Il gioco è finito.

WALTER                 Oh, Dio!

MARIO                    Lascia stare, Walter. Non potevo pretendere che durasse in eterno.

                                 ( A PERCUOCO) Le dirò tutto. Mi salvi chi può.

PERCUOCO           Se c’è sotto qualcosa di illegale, signor Rossi, può telefonare ad un avvocato.

WALTER                Addirittura!

MARIO                   Non aver paura. Andrà tutto bene.

WALTER                E’ di te che mi preoccupo.

MARIO                   E’ nobile da parte tua, caro, dato che la faccenda riguarda te quanto me.

WALTER                Me? Quanto te?

MARIO                   (A PERCUOCO) E non ci serve un avvocato!oggi, non è più illegale.

WALTER GUARDA SENZA ESPRESSIONE.

MARIO GUARDA PRIMA WALTER, POI PERCUOCO, POI DI NUOVO WALTER.

WALTER E’ ANCORA INESPRESSIVO, NON AVENDO AFFERRATO L’IMPLICAZIONE.

WALTER          (ALLA FINE) Che cosa non è più illegale?

MARIO             (A WALTER) Glielo dico io o glielo dici tu?

PERCUOCO      Dirmi cosa?

MARIO              Credevo che l’avesse capito, brigadiere.

WALTER          Capito che?

MARIO             La ragione per cui ho due appartamenti.

                          Walter ed io siamo…

                          (WALTER E’ SEMPRE INESPRESSIVO)

PERCUOCO    Siete?

MARIO            Un filino dell’altra sponda.

MARIO INCHINA LATESTA IN DIREZIONE DI WALTER CHE SI METTE LE MANI SUI FIANCHI, PERPLESSO.

MARIO METTE UNA MANO SUL FIANCO CON ATTEGGIAMENTO EFFEMMINATO.

PERCUOCO       (A MARIO – SBALORDITO) Lei, vuole dire che…?

MARIO VEDE CHE WALTER HA LO STESSO ATTEGGIAMENTO E LO FA NOTARE A PERCUOCO .

L’ACCUSA COLPISCE IMPROVVISAMENTE WALTER CHE RIMANE DI SASSO.

WALTER SI PORTA LE MANI SULLA BOCCA E PUNTA UN DITO ACCUSATORE VERSO MARIO.

MARIO             Già, misteri della natura!

                          (WALTER SI PRENDE LA TESTA FRA LE MANI E SI ALLONTANA VERSO

                          LA SEDIA AVANTI  A DESTRA.

                          (SINCERO) Vede, quando quest’uomo delizioso ha affittato l’appartamento sopra

                          di noi, è … è stato come un colpo di fulmine! Vero Walter?

WALTER         (WALTER SIEDE, SEMPRE TENENDOSI LA TESTA FRA LE MANI)

                         Un colpo, sì.

MARIO             Beh, io ho lottato – capisce – Dio sa se ho lottato… sono sempre stato

                          Normale, io; Walter, invece, è nato così.

                         (WALTER NELLA SUA FURIA, SI VOLTA E SBATTE COL GINOCCHIO

                          CONTRO LA SEDIA)

                          Ma alla fine – beh – ho dovuto cedere.

                          Poi mi sono reso conto che non potevo continuare a tradire mia moglie sotto il

                          Tetto coniugale e così Walter ed io abbiamo scovato questo posticino.

                          Il nostro “ nido”

PERCUOCO     (SENZA FIATO) Beh, non so che cosa dire.

                          (WALTER SI ALZA PALLIDO DI RABBIA)

WALTER         (SI GUARDA ATTORNO) Beh, io sì!

                          (A MARIO) Mi dispiace, Mario.

                          (WALTER AVANZA VERSO MARIO, MA MRIO FA UN PASSO AVANTI

                          E LO FERMA)

MARIO            Mai quanto me, caro.

WALTER         Ma come… io cerco di aiutarti… e tu…

MARIO            Lo so, e ti sono grato per ogni momento, tesoro.

WALTER         Io non sono una checca!

MARIO                    Beh, neanche io sopporto questo termine

                                 (A PERCUOCO) E’ una situazione molto delicata, brigadiere, lo capisce, vero?

                                 Se la mia Carla scoprisse che sono da punta e da bicchiere.

WALTER                 Da che?

MARIO                      (GLI DA UNA GOMITATA) Non agitarti, Walter.

 

VOCE BARBARA     (F.S.) Ehi!

                                    (LA MANIGLIA DELLA CAMERA DA LETTO E’ GIRATA,

                                    POI SCOSSA, POI SI SENTE BUSSARE.

                                    GLI UOMINI GUARDANO DA QUELLA PARTE)

MARIO                      E’ di nuovo Barbara.

                                   Adesso sta facendo il letto.

                                   Ho dovuto chiuderla dentro, come al solito.

VOCE BARBARA    (F.S.) Apri!

                                   (BATTE DI NUOVO ALLA PORTA)

MARIO                     (GRIDA) Smettila e pulisci il bagno:

VOCE BARBARA   (F.S.) Va all’inferno!

                                  (GLI UOMINI SUSSULTANO)

MARIO                     ( A WALTER) Dovrai dirle due parole, Walter.

                                  Ascolta solo te.

                                  (GRIDA) Qui c’è il signor Fattore. Sai?

                                  (CON ACCENTO PAESANO) Il signor Fattore.

VOCE BARBARA    (F.S.) Il signor Fattore?

MARIO                     (GRIDA) Sì! Perciò stai attenta a come parli!

VOCE BARBARA    (F.S.) Quel tipo “strano”?

MARIO                      (RAPIDO) Proprio lui.

                                   (PERCUOCO GUARDA WALTER CHE HA L’ARIA MISERABILE)

VOCE BARBARA    (F.S.) Che è venuto a fare?

MARIO                      (GRIDA) Non ti riguarda!

VOCE BARBARA    (F.S.) Non avrà mica portato qui le sue schifosissime “deliziose”?

                                   ( I  TRE UOMINI SUSSULTANO)

MARIO                      (A PERCUOCO) Barbara non approva questa storia di Walter…

PERCUOCO              Oh, no .

MARIO                       E’ molto puritana…

                                    (ALZA LE SPALLE. GRIDA) Non ha portato nessuno, Barbara.

                                    Abbi pazienza un minuto.

VOCE BARBARA     (F.S.) Va bene.

WALTER                    Vorrei dire una volta per tutte…

MARIO                       (INTERROMPENDOLO) L’ hai detto, caro, e così bene che

                                    Mi hai fatto commuovere.

PERCUOCO              (CAUTO) Ora devo andare, signor Rossi.

MARIO                      Oh, deve proprio…

PERCUOCO              Ormai è tutto regolare… cioè insomma…volevo dire risolto.

                                    Due più due… cinque…

MARIO                       Capita a tutti di sbagliarsi: guardi noi!

                                    Non ne parliamo più…

PERCUOCO               No, no .

MARIO                       Walter ed io le siamo molto grati, vero, tesoro?

                                    (MARIO PONE IL BRACCIO INTORNO ALLE SPALLE DI WALTER.

                                    WALTER LO GUARDA)

PERCUOCO              Credo, però, che ora dovrebbe tornare da sua moglie, signor Rossi.

MARIO                      Carla?

PERCUOCO              Eh, certo. Avrà bisogno di lei dopo quella brutta notizia.

MARIO                      Che notizia?

PERCUOCO              I  nonni.

MARIO                      (SENZA ESPRESSIONE) I nonni?

PERCUOCO              Il signor Fattore sa tutto. Era presente quando la signora ha avuto il triste

                                   Annuncio.

 

MARIO                     Quale – ehm –triste annuncio?

PERCUOCO             (A WALTER) Glielo dico io o glielo dice lei?

WALTER                  Che importanza ha chi glielo dice.

PERCUOCO             (A WALTER) Via, non è giusto…

                                   Solo perché lei e la signora Rossi siete rivali.

MARIO                     Un momento! Si può saper che cosa è successo ai nonni di Carla?

PERCUOCO             Sono precipitati dal costone di una montagna.

                                  (MARIO INCASSA)

MARIO                     Come è possibile?

PERCUOCO             Una valanga.

MARIO                     Valanga?

PERCUOCO             Purtroppo.

MARIO                     Non sapevo nemmeno che fossero rientrati da Anticoli Corrado.

PERCUOCO             Anticoli?

WALTER                 (ATONO) Stavano dal fratello di Carla: Corrado, Anticoli Corrado.

                                  (MARIO LO GUARDA INESPRESSIVO)

                                  (ATONO) che vive a Latina.

MARIO                    (DOPO UNA PAUSA) Vi dispiacerebbe cominciare dal principio?

PERCUOCO            Sia forte, signor Rossi…vede… sono morti.

MARIO                    I nonni di Carla?

PERCUOCO            Sì!

MARIO                    Tutte e due?

PERCUOCO            Destino! Durante una escursione. Per lei deve essere uno shock!..

MARIO                    Lo credo. Il nonno di Carla sta su una sedia a rotelle da 25 anni.

WALTER                (ATONO) Ma sua moglie se lo tira dietro dappertutto.

CARLA ENTRA DALLA CUCINA AVANTI A SINISTRA .

ESITA, GUARDA L’OROLOGIO E POI DECIDE DI FARE UNA TELEFONATA.

CONTROLLA IL FOGLIETTO VICINO AL TELEFONO E COMPONE IL NUMERO.

PERCUOCO      In un momento come questo, lei vorrà stare vicino a sua moglie…

MARIO              Sì, certo. Carla sarà sconvolta – io: di sicuro.

                           Porto con me il signor Fattore – così mi racconta i particolari strada facendo.

PERCUOCO      (CON INTENZIONE) Sì, vada da sua moglie e mi dia retta:

                            resti con lei.

                            (SQUILLA IL TELEFONO DI BARBARA.

                            MARIO NON SA SE RISPONDERE O MENO.

                            GUARDA WALTER CHE RIMANE INESPRESSIVO.

                            DOPO UN MOMENTO PERCUOCO, CHE E’ ACCANTO AL TELEFONO,

                            RISPONDE)

PERCUOCO      (AL TELEFONO)  Pronto?

CARLA              (AL TELEFONO, CAUTA) E’ lo 06 67 43 105 ?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Si parla il brigadiere Percuoco.

CARLA              (AL TELEFONO) Oh, meno male: questa volta ci sono riuscita.

                            (PERCUOCO CORRUGA LE SOPRACCIGLIA)

                            Sono la signora Rossi.

PERCUOCO      (AL TELEFONO, SORPRESO) La signora Rossi?

                            (MARIO E WALTER SUSSULTANO)

CARLA              (AL TELEFONO) La moglie di Mario Rossi.

                            Lei è venuto da noi stamattina presto, si ricorda? A Piazza Risorgimento.

PERCUOCO      (AL TELEFONO, CONFUSO) Sì, ricordo.

                            (A MARIO) Credevo che sua moglie non sapesse niente di questo posto.

MARIO               Infatti non…

WALTER           Posso spiega…

PERCUOCO      (INTERROMPENDO) Silenzio!

CARLA              (AL TELEFONO) Pronto?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Scusi. Qualcuno ci ha interrotto.

CARLA             (AL TELEFONO) I soliti disturbi?

PERCUOCO     (AL TELEFONO) Prego?

CARLA             (AL TELEFONO) L’ultima volta che ho fatto questo numero ho sentito

                           Solo respiri affannosi.

PERCUOCO     (AL TELEFONO) Respiri affannosi? Capisco.

                           (GUARDA MARIO E WALTER)

WALTER          Si è sbagliata…

PERCUOCO     (A WALTER) Seduto e zitto!

                           (SPINGE DA PARTE WALTER CHE SI SIEDE SUL DIVANO)

CARLA             (AL TELEFONO) Sono preoccupata per mio marito… per come si comporta…

PERCUOCO     (AL TELEFONO) Come si comporta il signor Rossi?

MARIO             Che sta dicendo?

PERCUOCO     Zitto anche lei!

                          ( SCANSA DA PARTE MARIO CHE SI SIEDE ACCANTO A WALTER SUL

                           DIVANO)

CARLA            (AL TELEFONO) Sì, da qualche tempo è cambiato… ha un modo di fare così

                           Diverso…

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Diverso… Certo!

                           (MARIO E WALTER SI SCAMBIANO UN’OCCHIATA)

PERCUOCO     (A MARIO) Ho paura che abbia mangiato la foglia…

 

CARLA             (AL TELEFONO) Mi ha telefonato per dirmi che sarebbe tornato a casa

                           Entro cinque minuti, ma ne sono passati più di venti.

                           Io sono in agitazione…

                           Con tutto quello che è successo…

PERCUOCO     (AL TELEFONO) Già. Però ha chiamato questo numero?

WALTER          Se mi fa parlare…

                          (WALTER FA PER ALZARSI)

PERCUOCO      Giù!

                           (WALTER SI SIEDE)

CARLA              (AL TELEFONO, COMINCIA AD ESSERE ESASPERATA)

                            Sto cercando mio marito!!

PERCUOCO      (AL TELEFONO, SORPRESO) Sta cercando qui suo marito?

                            (A MARIO E WALTER) Il vostro nascondiglio è stato scoperto, belli miei.

                            (MARIO E WALTER HANNO L’ARIA PREOCCUPATA)

CARLA              (AL TELEFONO) Pronto?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Mi scusi se insisto: ma come mai ha chiamato qui?

CARLA              (AL TELEFONO, IRRITANDOSI) Cercavo lei.

PERCUOCO      (AL TELEFONO, SCONCERTATO) E  mi cerca qui?

CARLA              (AL TELEFONO) E non è il posto giusto?

PERCUOCO      (AL TELEFONO, OFFESO) Cosa! Io qui?

                            (WALTER E MARIO SONO PERPLESSI)

CARLA              (AL TELEFONO) Sì, lei e i suoi uomini.

PERCUOCO      (AL TELEFONO, SEMPRE PIU ‘ OLTRAGGIATO)

                            Quali uomini?

                            (WALTER E MARIO SI SCAMBIANO UN’ ALTRA OCCHIATA

                            PREOCCUPATA MENTRE TENTANO DI CAPIRE CHE COSA POSSA

                            DIRE CARLA DALL’ALTRO CAPO DEL FILO)

CARLA              (AL TELEFONO) Quelli che stanno sotto di lei.

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Signora! Non tenti di coinvolgermi nelle vicende di

                            Suo marito!

CARLA              (AL TELEFONO) Ma non la pagano per questo?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Lei si sbaglia proprio.

CARLA              (AL TELEFONO) Senta, io capisco che prima di Mario, lei debba occuparsi

                            Di tanti altri…ma arriverà anche il turno di mio marito, spero…

                            O lui proprio non le interessa?

PERCUOCO       (AL TELEFONO, DISGUSTATO) Questo è il colmo!

                            (A MARIO) Non voglio sentire una parola di più.

MARIO               (FA PER PARLARE A WALTER)

PERCUOCO       Silenzio!

                            (AL TELEFONO ARRABBIATO SEMPRE PIU ‘)

                            Mi dispiace, signora io sono un uomo assolutamente normale, e non è

                            Colpa mia se suo marito e il signor Fattore sono due checche.

                            (MARIO E WALTER SI SIEDONO DI NUOVO INORRIDITI)

CARLA               (AL TELEFONO, SCIOCCATA) Checche?

PERCUOCO       (AL TELEFONO) Sì, checche! I suoi sospetti erano fondati.

                             Il signor Fattore da sempre e suo marito lo è diventato da poco.

                             (MARIO E WALTER NASCONDONO LE TESTE)

CARLA               (AL TELEFONO) Ma se Mario fuma il toscano!!

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Anche se ne fuma tre per volta sempre checca resta.

                            (MARIO E WALTER ALZANO LO SGUARDO)

CARLA              (AL TELEFONO) Ma è impossibile!

PERCUOCO      (AL TELEFONO) Sono qui, davanti a me: lo hanno ammesso.

CARLA              (AL TELEFONO) Che fa? Li vuole arrestare?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) No. Non è più illegale, oggi, purtroppo.

CARLA              (AL TELEFONO) E allora perché l’ ha portato al commissariato?

PERCUOCO      (AL TELEFONO) No, no . Sono qui nel loro appartamento, numero cento di

                            Piazza Irnerio.

                           (ANNICHILITI MARIO E WALTER SI ALZANO E LENTAMENTE SI

                           AVVIANO VERSO LA PORTA DI INGRESO.

                           DALL’ALTRO CAPO DEL FILO CARLA DECIDE DI ACCORRERE)

PERCUOCO     (AL TELEFONO) Signora! Pronto!

                          (CARLA METTE GIU ‘ IL TELEFONO E CORRE SVELTA ALLA PORTA

                           D’INGRESSO IN FONDO SINISTRA-CENTRO)

PERCUOCO    (SI VOLTA VERSO IL PUNTO IN CUI WALTER E MARIO ERANO SEDUTI.

                           Pare che sua moglie…

                          (VEDE CHE SI STANNO AVVIANDO VERSO LA PORTA DI INGRESSO

                           DI BARBARA IN FONDO A DESTRA-CENTRO)

                          (GRIDA) Ehi!

                          (MARIO E WALTER SI FERMANO)

                          Dove andate, bambole?

MARIO            A casa, a consolare mia moglie.

WALTER         E io a cercare qualcuno che consoli me.

PERCUOCO    (A WALTER) Vuole un consiglio? Emigri!

WALTER         Non è una brutta idea.

PERCUOCO    Bene, io torno in ufficio a stendere il rapporto.

WALTER        (A MARIO) Credo che dovremmo dirgli che c’è un equivoco.

PERCUOCO    Sì, lei! Il signor Rossi aveva un matrimonio perfettamente normale finchè lei

                          Non è entrato nella sua vita.

                         (PERCUOCO ESCE NELL’INGRESSO DI BARBARA)

WALTER         (A MARIO) Mi hai rovinato!

MARIO            E io? Ha appena detto a mia moglie che sono una checca.

WALTER         Ha detto che lo sono anche io.

MARIO            Sì, ma tu hai avuto il buon gusto di restare scapolo!

WALTER        Non bastava essere disoccupato. Sarò anche schedato come omosessuale!

MARIO            Almeno non potranno licenziarti.

WALTER        Maledetto il giorno che ti ho incontrato!

MARIO            Smettila di pensare a te. Bisogna fermare Carla. Lui le ha dato questo indirizzo!

                         Ora la chiamo e le dico che sto tornando a casa per spiegarle tutto.

                         (MARIO PRENDE IL TELEFONO DI BARBARA E FORMA IL NUMERO

                         DI CARLA)

WALTER         Io con gli uomini! Roba da matti.

                         Ho già tante difficoltà con le donne.

MARIO            Se non fossi piombato qui, tutto questo non sarebbe successo.

WALTER         Sono venuto soltanto per dirti che sul giornale c’è la tua fotografia.

MARIO            Lo so.

WALTER         E io l’ ho strappata.

MARIO            E capirai… io l’ ho mangiata

                         (IL TELEFONO SQUILLA RIPETUTAMENTE NELL’APPARTAMENTO

                         DI CARLA)

MARIO                        Andava tutto così bene quando non mi aiutavi…

                                     Non risponde! Forse è svenuta.

                                     (SI SENTE SCUOTERE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO)

VOCE BARBARA     (F.S.) Mario, sono stufa!

WALTER                    Il tuo personale da segni di impazienza

                                    (MARIO APRE LA PORTA)

MARIO                      (CHIAMA, INTANTO) Vieni, che rie!

                                    (BARBARA ESCE DALLA CAMERA DA LETTO)

BARBARA                 Ma che succede qui?

MARIO                      (DISINVOLTO) Tu non conosci il mio amico Fattore, cara?

BARBARA                 No.

MARIO                       Stava andando via. E’ stato gentile a venire, vero?

BARBARA                 (FREDDAMENTE) Squisito!

MARIO                       Abbiamo fatto due chiacchiere. Pensa: la sua vacca maremmana non

                                    Ha ancora trovato il compagno giusto.

BARBARA                 (FREDDA) Ma davvero, e come mai?

MARIO                       Pare che i tori siano tutti finocchi. Pensa… che fama usurpata…

                                    (A WALTER) Beh, mi dispiace ma non so cosa consigliare.

BARBARA                 (A WALTER) E le sarò grata se smetterà di seccarlo.

                                    La vita di campagna, ci fa schifo.

WALTER                    A chi lo dice.

MARIO                       Mia moglie non voleva essere sgarbata.

BARBARA                 Invece si. Questo era il nostro giorno di libertà e tu lo passi a

                                    Discutere i problemi amorosi delle vacche.

                                    (DECISA) Bene: io vado di là (A MARIO)

                                    Tu puoi venire a letto con me oppure tornare alla fattoria e andarci con lui.

                            

BARBARA VA ARRABBIATA VERSO LA CAMERA DA LETTO QUANDO SUONA IL CAMPANELLO ALLA PORTA D’INGRESSO.

BARBARA SI FERMA.

(A WALTER) Sarà la sua vacca? (BARBARA SI PRECIPITA IN INGRESSO)

MARIO           (A WALTER) Guarda che hai combinato adesso!

WALTER        Io?

MARIO           Sì. Hai rovinato tutti e due i miei matrimoni.

                        (WALTER SI SIEDE AVVILITO SULLA SEDIA AVANTI A SINISTRA)

                        (BOBBY AGITATISSIMO ENTRA DALL’INGRESSO

                        SEGUITO DA BARBARA)

BOBBY          (ENTRANDO) Oh, mia cara, ha guardato il soffitto?

BARBARA    (A BOBBY) Non ho notato nessuna perdita.

BOBBY          E’ andata tutta di fuori.

                        Due litri di vernice rossa.

                        (A MARIO) Scusi l’intrusione, carino, ma l’avevo detto che sarei diventato di

                        casa. Finito il giornale, eh?

MARIO          Sì.

BOBBY         (RIDACCHIANDO) Da bambino casa prendeva: il “Corriere dei Piccoli”?

                       (MARIO RISALE LA SCENA ARRABBIATO E BOBBY VEDE WALTER

                       SEDUTO)

                       (VEZZOSO) Ciao.

                       (WALTER REAGISCE AI MODI EFFEMINATI DI BOBBY E LENTAMENTE

                       ACCAVALLA LE GAMBE)

WALTER      (INFINE, CON PROFONDA VOCE MASCHILE) Ciao.

BARBARA    Il signore è un fattore, amico di mio marito.

BOBBY         Ah, si! Lei è quello che ha le mele deliziose!

                       (SERIO, A MARIO) Guardi che non scherzo, mio caro, la vernice rossa ha inondato

                       il pavimento del bagno.

                       Fra poco colerà giù dal vostro soffitto.

MARIO         (IMPAZIENTE) Ma no . No figuriamoci! E’ vernice, mica vetriolo.

                      (BOBBY GIRA INTORNO ALLA STANZA CERCANDO DI CAPIRE SOPRA

                      QUALE PUNTO POSSA TROVARSI IL SUO BAGNO)

MARIO        (SEGUENDO BOBBY) Non lo so e non m’ importa!

BOBBY         Senta! Io torno su e batto sul pavimento del nostro bagno.

                      Lei vada nel suo e ascolti..

MARIO         (SBRIGATIVO) Va bene. Va bene.

BOBBY           Non vorrei che le piovesse in testa, magari proprio mentre sta seduto sul trono!

                        (BOBBY VA VERSO L’INGRESSO DI BARBARA.

                        SULLA PORTA SI VOLTA)

                        Ci pensa il vostro Bobby. (ESCE)

WALTER        Bene, io posso anche andarmene.

BARBARA     (SARCASTICA) Oh, deve proprio?

MARIO           Salve! Gradirei un colpo di telefono, più tardi.

                        ( CON INTENZIONE) Per sapere come vanno le cose in fattoria.

BARBARA      Sì, legga un bollettino alla TV dell’agricoltore!

                         (DALL’INGRESSO IN FONDO DESTRA-CENTRO

                         ENTRA IL BRIGADIERE FERRONI)

FERRONI        Il signore che ho incontrato ha detto “ entri pure”.

                         (NON NOTATO DAGLI ALTRI, WALTER IMMEDIATAMENTE

                         SI SIEDE SUL DIVANO E NASCONDE LA TESTA IN UN ANGOLO)

                         (A MARIO) Sono sempre io… il brigadiere Ferroni.

                         Mi dispiace disturbarvi di nuovo…

MARIO            (GIOVIALE) Per carità! Vederla è una gioia!

BARBARA      Già e di gioia si può morire!

                          Se ha bisogno di me, brigadiere io sono a letto.

                          (ESCE IN CAMERA DA LETTO)

FERRONI         (MENTRE LEI ESCE) Non credo che sarà necessario.

                          (BARBARA E’ USCITA E HA CHIUSO LA PORTA.

                           WALTER STRISCIA VERSO LA CUCINA)

                          (A MARIO) Sembra un po’ irritata, eh?

MARIO             Niente di serio. Che cosa posso fare per lei?

FERRONI         Ho pensato che le avrebbe fatto piacere che io…

                         (IMPROVVISAMENTE NOTA WALTER) Oh!

                         (MARIO GUARDA E REAGISCE VERSO WALTER CHE STA CAMMINANDO

                          A QUATTRO ZAMPE VERSO LA CUCINA E ARRIVATO LA ‘ CERCA

                          DI APRIERE LA MANIGLIA DELLA PORTA)

MARIO            (A WALTER) Ehi!

                         (WALTER CHIUDE LA PORTA DELLA CUCINA MA

                          RIMANE INGINOCCHIATO VOLTANDO LORO LE SPALLE)

                          Abbiamo una visita!

                         (WALTER ESITA E POI SI VOLTA, MA RIMANE CARPONI)

WALTER         Ci siamo già conosciuti.

FERRONI        (SORPRESO) Signor Rossi.

MARIO            (VOLTANDOSI) Sì?

FERRONI         (A MARIO RIDENDO) No, no . L’altro signor Rossi.

                          (FERRONI INDICA WALTER. MARIO RECEPISCE E GUARDA WALTER)

MARIO            L’altro signor Rossi?

WALTER         Il suo omonimo di Piazza Risorgimento.

                         (MARIO AFFERRA POI SORRIDE)

MARIO            Sì. (A FERRONI) E’ passato di qui per conoscermi…

WALTER         Sì, sono passato.

MARIO            (A FERRONI) Legittima curiosità.

FERRONI         (RIDENDO A MARIO) Chissà che sorpresa ,quando se l’è visto davanti!

MARIO             Beh, in effetti si.

FERRONI         (DIVERTITO) Mario Rossi, tassista. Abrasione al cranio.

                          Una probabilità su un milione.

WALTER          Quasi incredibile.

FERRONI          Già! (A MARIO) Comunque, tutto a posto, il signor Rossi qui ha chiarito lo

                           Scambio degli indirizzi all’ospedale.

WALTER           (A MARIO) Grazie, Mario.

MARIO              (A WALTER) Non c’è di che, Mario.

FERRONI          Dunque, tutto a posto.

MARIO              Tutto! Grazie della visita.

FERRONI          (A WALTER) E mi scusi se stamattina sono arrivato in un momento

                           poco opportuno.

WALTER           (RIDENDO) Oh, non si preoccupi…

FERRONI          (A MARIO) Sa, stava per andare a letto con sua moglie.

MARIO              (INTONTITO) Che?

WALTER           (A MARIO CON INTENZIONE) Sono sicuro che si rende conto che la situazione

                            Non era facile…

FERRONI          (A WALTER) Ci occupiamo spesso di problemi familiari.

                           Ma come ho detto alla signora Rossi, dopo che lei se ne è andato, non date tutte

                           Le colpe a Walter.

                           (MARIO RIFLETTE UN MOMENTO)

MARIO              Un momento…

WALTER          Walter è il mio bambino…

MARIO              Ah, ecco.

WALTER           Mio e di Carla

MARIO              Ah. Lui!

WALTER           Sì, Walterino.

MARIO              Ah, certo: Walterino.

                           (BARBARA ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO AVANTI A DESTRA.

                            INDOSSA LA VESTE DA CAMERA SVOLAZZANTE.

                            IGNORA TUTTI, TRANNE MARIO)

BARBARA        (A MARIO) Hai cinque minuti di tempo per venire a letto?!

MARIO              Cara, abbiamo ospiti.

FERRONI          Non badi a me, sono un tipo comprensivo.

                          (A WALTER) Va capito al volo.

WALTER           Cosa?

FERRONI          Mercoledì mattina ca-co-mò. (RIDACCHIA)

BARBARA        (EDUCATA) Si trattiene molto, brigadiere?

FERRONI          Me ne stavo andando, signora.

                           (ALLUDENDO A WALTER) Chissà che sorpresa per lei, quando è arrivato

                           questo signore.

BARBARA         Niente di lui potrebbe più sorprendermi.

FERRONI          (RIDACCHIANDO) Certo che hanno parecchie cose in comune.

BARBARA        Allude alle mele, alle barbabietole o ai bovini?

FERRONI          Prego?

MARIO             (IN FRETTA) Vengo di là tra un secondo, che rie. Meno di cinque minuti.

BARBARA        E fammi sapere se hai intenzione di invitare Walter a stabilirsi da noi.

                           (L’OSSERVAZIONE LASCIA FERRONI CONFUSO,

                           MENTRE BARBARA ESCE IN CAMERA DA LETTO.

                           FERRONI GUARDA MARIO IN ATTESA DI SPIEGAZIONI)

FERRONI          (A WALTER) Walter qui?

WALTER           Beh…sa…

MARIO              (A FERRONI) Mia moglie ed io abbiamo proposto al signor Rossi

                           (INDICA WALTER)  di affidare per un po’ Walterino a noi.

                           (WALTER CHIUDE GLI OCCHI ANGOSCIATO, POI SIEDE)

 

FERRONI          Affidarvelo?

MARIO              Cambiare ambiente gli farebbe bene.

FERRONI          (A WALTER) Le cose vanno proprio così male a casa sua?

WALTER           E tendono a peggiorare.

FERRONI          (A MARIO) Caro Rossi, il suo è un gesto nobile e generoso.

MARIO              (A FERRONI) Io sono fatto così. L’accompagno.

FERRONI          (MUOVENDOSI) Beh, gentile.

MARIO              Grazie e addio.

                           (IL CAMPANELLO DI BARBARA SUONA.

                           MARIO FERMA FERRONI)

MARIO              Gradisce una tazzina di caffè, brigadiere?

FERRONI          Un caffè?

                           (MARIO VA ALLA PORTA DI FONDO - DESTRA-CENTRO

                           MENTRE PARLA)

MARIO              Wal… signor Rossi, perché non accompagna il brigadiere in cucina e mette

                           Su la moka mentre io apro la porta e (DIVENTANDO QUASI ISTERICO)

                           Liquido chiunque sia?

                           (MARIO ESCE IN INGRESSO)

FERRONI       (A WALTER) Un caffè mi andrebbe proprio…

                        (WALTER APRE LA PORTA DELLA CUCINA)

WALTER        Dopo di lei.

FERRONI        Bene. (A WALTER) Facciamo due chiacchiere…eh?

                         Mi racconti tutto di Walterino.

                        (FERRONI ESCE IN CUCINA)

WALTER       (PENSANDO A MARIO, A SE STESSO) Se continua così,

                        Walterino finirà in galera per omicidio!

                       (WALTER ESCE IN CUCINA.

                        MARIO RITORNA IN INGRESSO IN STATO DI SHOCK.

                        PENSA UN MOMENTO E POI SI PRECIPITA IN CUCINA E APRE LA PORTA)

MARIO          (GRIDANDO) Walter!

                       (WALTER APPARE SULLA PORTA DELLA CUCINA)

WALTER       E’ a scuola ,Walter.(WALTER SCOMPARE)

MARIO          (GRIDA) Padre di Walter! Signor Mario Rossi!

                       (WALTER APPARE)

WALTER       (DECISO) Che c’è?

MARIO          (MELLIFLUO) Due parole, per favore.

                       (ATTIRA A SE ‘ WALTER, SI AFFACCIA IN CUCINA)

                       Un secondo solo. Intanto si serva pure, brigadiere!

                       ( MARIO CHIUDE LA PORTA E CORRE DA WALTER)

                       Un disastro!

WALTER       Che altro è successo?

MARIO          Carla!

WALTER       Beh?

MARIO          Sono andato alla porta…

WALTER       Si…

MARIO          Ho aperto…

WALTER       Si…

MARIO          Carla!

WALTER       No!

                       Che hai fatto?

MARIO          Sono morto.

WALTER       E che cosa ha fatto lei?

MARIO          Non ha avuto il tempo di far niente. Le ho sbattuto la porta in faccia.

                       Mi salvi chi può!

                       ( DI NUOVO IL CAMPANELLO DELLA PORTA DI BARBARA.)

WALTER      Non si è arresa, eh?

MARIO         Non lo farà mai.

WALTER      Era sconvolta?

MARIO         Come tutte le donne che hanno appena saputo che il marito è una checca.

WALTER      Si. Vedo l’espressione.

MARIO         Parlaci tu!

WALTER      Lei mi crede il tuo corruttore, come faccio?

MARIO         E come faccio io, se scopre Barbara!

                      (IL CAMPANELLO DI BARBARA CONTINUA A SUONARE)

                      (MUOVENDOSI) Forse posso scappare dalla finestra.

WALTER      No. (LO AFFERRA) E’ il sesto piano.

MARIO         (LO RESPINGE) Non mi viene in mente altro.

                      (WALTER LO AFFERRA)

WALTER      E poi ti ha già visto.

MARIO         (TENTA DI ALLONTANARSI) Sbrigatela tu.

                      (BARBARA SEMPRE IN VESTE DA CAMERA, ENTRA DALLA CAMERA

                       DA LETTO AVANTI A DESTRA E SI FERMA NEL VEDERE LOTTARE

                       MARIO E WALTER. DOPO UN ISTANTE I DUE SI ACCORGONO DI

                       BARBARA E PIANO PIANO FANNO PASSARE  LA LORO LOTTA

                       PER UNA SCARAMUCCIA AMICHEVOLE, QUASI UN BALLO).

BARBARA    Posso interrompere questo tango?

MARIO          Oh, cherie, Walter mi stava mostrando come funziona la macchina per mungere.

                       Affascinante.

BARBARA    Non so se tu o il vaccaro ve ne siete accorti, ma qualcuno suona il campanello.

MARIO          Già liquidati.

                       (IL CAMPANELLO SUONA ANCORA)

BARBARA    Pare che non l’abbiano capito.

MARIO          Ci sono andato già due volte.

                       (A WALTER) Che rompiscatole, vero?

WALTER       (DEBOLMENTE) Si, si.

BARBARA    ( A WALTER) Lei se ne intende!

                       ( A MARIO) Chi è?

MARIO          Indovina?

BARBARA    Non mi va . Rispondi.

MARIO          E’una monaca.

                      (WALTER DEVE ANDARE AD APPOGGIARSI AL MURO AVANTI-DESTRA.)

BARBARA    Una monaca?

MARIO          Una “specie” di monaca…

BARBARA     Che cosa vuole?

MARIO           Sta raccogliendo fondi per gli orfani.

                       (IL CAMPANELLO SUONA ANCORA INSISTENTEMENTE)

MARIO          (A WALTER) Ho un’idea.

Walter            Ne ho una migliore. Io faccio il caffè, lei si fa la monaca.

                       (CORRE IN CUCINA)

BARBARA    (A MARIO) Magari la monaca vorrà fare una merendina con noi, e anche gli orfani!

MARIO          Ora me ne libero.

BARBARA    Non hai fortuna con i seccatori.

                       (AVVIANDOSI)

                       Vado io.

                       (MARIO LA FERMA RAPIDAMENTE)

MARIO          No! Se ti vede è peggio. Con mille lire la mando via.

BARBARA     Cerca di essere altrettanto deciso col fattore.

MARIO           Sì, sì.

BARBARA     Perché se non vieni a letto, bello mio, e subito, vado in albergo da sola.

                       (BARBARA SI PRECIPITA IN CAMERA DA LETTO)

MARIO          Che idea! Però esci dalla porta di servizio!

                       (MARIO CHIUDE A CHIAVE LA CAMERA DA LETTO E SI PRECIPITA

                        IN INGRESSO. LA PORTA DELLA CUCINA SI APRE E WALTER

                        IRROMPE SEGUITO DA CARLA)

WALTER      (DISCOLPANDOSI) Le ha aperto Ferroni!

CARLA         Ho suonato per un secolo!

WALTER      Finché Ferroni le ha aperto la porta di servizio.

CARLA          Dunque, che sta succedendo qui? Che cosa ci fate?

                       E che cos’è questa storia che sareste checche?

WALTER      Una domanda alla volta, per favore.

                      (FERRONI NERVOSAMENTE GUARDA DALLA CUCINA)

FERRONI      Si sente bene, signora Rossi?

CARLA         No. Voglio sapere che fa mio marito in questa casa!

FERRONI     (GUARDANDO WALTER) Sono certo che sarà un piacere per lui dirglielo!

WALTER      Si, sicuramente.

CARLA         Ma se mi ha sbattuto la porta in faccia!

FERRONI      (A WALTER) Perché?

CARLA         (URLANDO) Non lui. Mario!

FERRONI      Ho sentito!

WALTER      Il caffè è pronto!

FERRONI     Bene. Un momento. (A CARLA) Ma mi dia retta, signora Rossi.

                      Credo proprio che la proposta risolverebbe tutti i vostri problemi.

CARLA        Che proposta?

FERRONI                Che Walter venga a vivere qui con il signor Rossi.

                                 (CARLA HA L’ARIA FURIOSA)

WALTER                 (A FERRONI) Andiamo a prendere il caffè che è meglio!

                                  (SPINGE FERRONI IN CUCINA)

CARLA                    (A WALTER, FURIBONDA) Brutta checca!

                                  ( AVANZA VERSO WALTER CHE SI RITRAE)

WALTER                  Ma andiamo, Carla!

CARLA                     Io pensavo a Mario,

                                  la notte…solo nel suo taxi…

                                  e invece stava qui a sbattersi con te!

                                  (MARIO ENTRA DALL’INGRESSO E NON VEDE CARLA)

 

MARIO                     Tutto bene, se n’è andata!

                                  (VEDE CARLA) Ahhh, ciao, cara.

                                  (LE LANCIA UN’OCCHIATA)

CARLA                     (FREDDAMENTE) Avanti, parliamo di Walter.

WALTER                   E’ un po’ agitata.

MARIO                     (CONSOLANDOLA) Oh, cara.

                                   Mi racconti tutto mentre torniamo a casa.

                                   (L’ABBRACCIA MA LEI LO RESPINGE)

CARLA                      Tu qui sei già a casa.

MARIO                      Non gridare, Carletta.

                                   (SI SENTE SCUOTERE LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO.

                                   TUTTI GUARDANO IN QUELLA DIREZIONE)

VOCE BARBARA    (F.S.) Ehi! (BATTE TRE VOLTE ALLA PORTA)

CARLA                      Chi è?

MARIO                      Una specie di persona, ecco. (GRIDA)

                                   Un momento. Sto parlando con la signora che ha suonato!

VOCE BARBARA    (F.S.) Non mi interessa cosa fai.

                                   Apri la porta, subito!

MARIO                     (GRIDA) Non trovo più la chiave.

VOCE BARBARA   (F.S.) Non è vero – mi hai richiuso dentro!

MARIO                    (A CARLA ALLEGRAMENTE) Andiamo, cara!

VOCE BARBARA  (F.S.) O apri o butto giù la porta!

CARLA                    Ma che diavolo succede?

                                 (SI SENTONO TRE COLPI PESANTI SOPRA LA CAMERA DA LETTO)

MARIO                   (A CARLA) Niente!

UN FRACASSO IMPROVVISO E LA PORTA DELLA CAMERA DA LETTO SI SPALANCA DI COLPO; BARBARA ENTRA A PRECIPIZIO NELLA STANZA.

ORA E’ VESTITA ED HA UNA VALIGIA  CON LA QUALE HA COLPITO LA PORTA.

BARBARA SI RICOMPONE MENTRE GLI ALTRI TRE LA GUARDANO SENZA ESPRESSIONE.

FERRONI SI AFFACCIA DALLA CUICNA; INDOSSA UN GREMBIULE.

FERRONI         Lo prendete tutti con lo zucchero?

                          ( AFFERRA LA SITUAZIONE)

                          Beh, porterò la zuccheriera!

                          ( SI RITIRA IN CUCINA)

BARBARA       (A MARIO) Poi ti chiamo dall’albergo.

                          ( AWALTER) Adesso lei può anche passare la notte qui, se vuole.

                          ( A CARLA) Spero che ottenga più di me, sorella…

                          (BARBARA SI AVVIA, POI SI FERMA E TORNA INDIETRO DA CARLA)

BARBARA       ( A CARLA) Lei si presenta sempre così?

CARLA             (DOPO UNA PAUSA) Oh, mi scusi. Piacere.

                          (CARLA STRINGE LA MANO DI BARBARA PENSANDO CHE BARBARA

                           SI RIFERISSE ALLA PRESENTAZIONE.

                           BARBARA RIMANE INESPRESSIVA PER UN MOMENT, POI GUARDA

                           I DUE UOMINI, POI FUGGE IN INGRESSO CON LA VALIGIA)

CARLA             Ma che voleva (PAUSA) E chi era?

MARIO             Era Ricciolo.

CARLA             Ricciolo?

MARIO             Ricciolo,sì. E’un travestito.

                          (WALTER SI ALLONTANA  E VA A SEDERSI SULLA SEDIA AVANTI

                          A SINISTRA)

CARLA           (COLPITA) Travestito?

MARIO            Uno che si veste in abiti da donna.

CARLA          So benissimo che cos’è un travestito.

MARIO          Bene.

CARLA         (INCREDULA) Quella era un uomo?

MARIO          Sì, Ricciolo è davvero straordinario quando si agghinda.

CARLA          (STUPITA) E va in giro per la strada in quel modo?  

MARIO          Sì.

CARLA          E’ disgustoso!

 

MARIO          (ANNUISCE) Sì.

                       (SOTTOVOCE) Ricciolo è un amico di Walter.

                       (CARLA GUARDA WALTER CHE SI ALZA)  

WALTER       Ricciolo non è amico mio.

MARIO          E’ stato solo una cosa passeggera.

WALTER      (A CARLA) Ricciolo è un amico di tuo marito.

CARLA         (TURBATA) Mraio!

MARIO         Diciamo che lo è di tutti e due.

CARLA         Cosa?

WALTER      Di tutti e due un corno!  

MARIO         D’accordo è tutto tuo! Non litighiamo per questo.

                       Povera Carla, ha già avuto abbastanza emozioni oggi, vero Carletta?

CARLA         A casa non ti eri mai tradito!

MARIO         No. Non ho avuto il tempo.

CARLA        (A WALTER) Quanto a te invece, la cosa non mi sorprende per niente.

                      (BOBBY ENTRA DALL’INGRESSO DI BARBARA.

                      HA L’ARIA ESAUSTA)

BOBBY       (ENTRANDO) Siete tutti sordi?

                     (MARIO E WALTER SI SEPARANO DISPERATI)

MARIO       Perché?

BOBBY         Non mi avete sentito battere?

MARIO         In che senso?

 

BOBBY         Con i piedi. E’ mezz’ora che salto qua e là come Eather Parisi!

MARIO         Complimenti!

BOBBY        Ma la vernice, è filtrata o no?

                     (BOBBY VEDE CARLA PER LA PRIMA VOLTA)

                     (UN CENNO GRAZIOSO CON LA MANO)

                     Salve!

                     (CARLA SUSSULTA)

                     Lei è nuova di qui, vero?

CARLA       (FREDDAMENTE) Sì.

BOBBY       Abito di sopra.

CARLA       L’ ho intuito subito.

BOBBY       Che bel tailleur! Sobrio ma chic.

CARLA      (CON INTENZIONE) Sì è mio. Da sempre!

                    (BOBBY SEMBRA SORPRESO)

MARIO       (A BOBBY) Torni più tardi.

BOBBY      Più tardi potrebbe essere troppo tardi, amico.

                    La vernice rossa avanza inesorabile…

MARIO       Si fermerà.

BOBBY       No, invece! Visto quello che sta facendo sopra Gianluca.

                     Sta cercando di asciugarla con la sua spugnetta da trucco.

                     Il nostro bagno è proprio sopra il vostro.

                     (INDICA LA CAMERA DA LETTO)

                     Il vostro è di là, vero?

MARIO        Le dico che non filtrerà.

                     (FERRONI ENTRA DALLA CUCINA CON L’APPARECCHIATURA DEL

                     CAFFE’ SU UN VASSOIO)

FERRONI    (ALLEGRO) Ecco il caffè! Chi fa gli onori di casa?

                     (CHIUDE LA PORTA DELLA CUCINA ALLE SUE SPALLE)

                     (CARLA GUARDA WALTER, MARIO E  BOBBY)

                     

CARLA       (A FERRONI) Si può sapere che ci fa, qui?

FERRONI    Non si preoccupi! Sono fuori servizio e mi diverto a fare la vivandiera.

BOBBY       (A FERRONI) Scusate, per questo giro non sarò dei vostri.

                     (A MARIO) Vado in bagno. Voglio levarmi questa soddisfazione.

                     (BOBBY ESCE IN CAMERA DA LETTO AVANTI A DESTRA)

MARIO        Pazienza, stavolta non è dei nostri…

                     (FERRONI TORNA AL DIVANO E APPOGGIA IL VASSOIO

                     SUL TAVOLO DIETRO IL DIVANO)

FERRONI    (AVVIANDOSI) Chi ne vuole, allora?

MARIO       Ottima idea. E’ buono?

FERRONI    Beh, è il suo.

MARIO        Ah, allora è buono.

                     (CON ARIA STUPITA) Perché il caffè è un piacere.

                     E se non è buono che piacere è?

                     (SIEDE SFINITO A DESTRA)

CARLA        (DURA) Per me no . Grazie.

      

FERRONI     Oh. E per la signora Rossi?

CARLA        Ho detto di no .

FERRONI     (RIDACCHIA) Parlavo dell’altra signora Rossi!

                      (WALTER E MARIO REAGISCONO)

CARLA         Quale altra signora Rossi?

FERRONI      Quella che abita qui, evidentemente.

MARIO         (RAPIDO) Allude a Ricciolo.

                       (DURANTE LA SCENA CHE SEGUE FERRONI VERSA

                       UNA TAZZA DI CAFFE’ A WALTER A MARIO E A SE STESSO)

                       (L’ATTORE CHE INTERPRETA FERRONI AVRA’ TUTTO IL TEMPO

                       PER QUESTA OPERAZIONE)

CARLA         Oh, è ridicolo che quella …persona si faccia chiamare così!

FERRONI    (RIDACCHIA) Perché? Ricciolo è carino, mi piace. (LO GUARDANO)

CARLA       (A MARIO) Anche lui conosce Ricciolo?

MARIO       Sì.

CARLA       Tutto agghindato da donna?

MARIO       Sì.

                    (FERRONI PORGE A WALTER IL CAFFE’)

FERRONI   (RIDACCHIANDO) Ricciolo.

                    (MARIO E WALTER GUARDANO DI NUOVO)

                     Sapete come chiamo io la mia?

                    (MARIO SI PRENDE LA TESTA FRA LE MANI E CARLA GUARDA STUPITA)

CARLA       Anche lei ne ha una?

FERRONI   Come no… e siamo insieme sa da quanto? Altro che lui…

                   (GUARDA MARIO) e Ricciolo…

                   (RIDACCHIA MENTRE CARLA AFFERRA LENTAMENTE IL SIGNIFICATO.

                    MARIO E WALTER REAGISCONO L’UNO CONTRO L’ALTRO.

                    FERRONI PORGE LO ZUCCHERO A WALTER)

                   (A CARLA) Da vent’anni.

WALTER   (GENTILMENTE) Niente zucchero per me, grazie.

FERRONI  (RIDENDO) Io la chiamo “Sorcetto”

                   (MARIO ALZA GLI  OCCHI AL CIELO)

CARLA      L’avete sentito?

                   (FERRONI VERSA IL CAFFE’ A MARIO)

FERRONI   E’ un vezzeggiativo…

CARLA      Un vezzeggiativo…

MARIO      Sì, simpatico!

                   (CAMBIA ARGOMENTO) Due zollette per me. Per favore.

FERRONI   Comunque credo che a mia moglie piaccia.

                   (MARIO SI VERSA ADDOSSO IL CAFFE’ E MARIO CORRE AD AIUTARLO.

                   CARLA E’ SCONCERTATA)

CARLA      A sua moglie piace Sorcetto.

FERRONI   Beh, si dopo tanto tempo si è abituata. E sapete mia moglie come mi chiama?

MARIO         (VOLENTEROSO) Cinzia?

FERRONI     No, no “Milione”

                      (MARIO E WALTER ESPLODONO IN RISA ISTERICHE A BENEFICIO

                      DI CARLA)

MARIO        (FINALMENTE) E perché “Milione”?

FERRONI     Perché dice che faccio sempre le fusa.

CARLA         E forse perché le piacciono i Sorcetti.

FERRONI     Certo, soprattutto per quello!

CARLA        Scusi, il Sorcetto si veste come Ricciolo?

FERRONI    Solo quando andiamo a ballare.

CARLA        Ballare?

                     (MARIO E WALTER SI ALZANO RAPIDAMENTE.

                      DURANTE LE BATTUTE CHE SEGUONO MARIO DA A WALTER

                      LA SUA TAZZA E QUELLA DI FERRONI E WALTER LE POSA ENTRAMBE

                      SUL VASSOIO)

MARIO        (FRETTOLOSO) Un caffè squisito!

WALTER     Molto buono.

MARIO        Ottima anche la conversazione e tutti i suoi consigli.

                     (FERRONI E’ SORPRESO DALLA LORO FRETTA)

FERRONI    Beh. Ho più esperienza di voi sul matrimonio, e so com’è difficile sapersi adattare,

                     uno ai gusti dell’altro, specie i primi tempi.

MARIO        (A WALTER) Visto?

WALTER    (A CARLA) Visto?

CARLA       (A MARIO) Beh, io non credo di sapermi adattare come la moglie di “Mcione”

FERRONI    (A CARLA) Cara signora, mi dia retta, io potrei anche essere suo padre

-si fa per dire, vero?

CARLA        Certo!

FERRONI     Il matrimonio è dare e avere.

                      E adesso sa che cosa mi farebbe felice?

                      Vedere il signor Rossi (INDICA MARIO) correre tra le braccia della sua Ricciolo,

                      e lei (INDICANDOLA)  dritta a letto con lui (INDICA WALTER)

CARLA       (GUARDA WALTER CHE CERCA DI SORRIDERE) Che cosa?

                     (TRASECOLATA) E lei pensa che così saremmo tutti contenti?

FERRONI    Nel modo più assoluto

CARLA GUARDA MARIO CHE LE MANDA UN BACINO DI NASCOSTO.

GUARDA FERRONI TUTT ’ORA PATERNAMENTE CORDIALE

CARLA      E vuole sapere quello che penso io?

FERRONI  Mi dica.

CARLA      Lei è il peggiore di tutti : vecchia checca pervertita!

WALTER E MARIO SONO IMPIETRITI.

A FERRONI E’ RIMASTO UN SORRISO CONGELATO SULLE LABBRA.

MARIO      La scusi… è sconvolta, sa per via dei nonni… (UNA PAUSA)

WALTER   Quello era l’altro brigadiere.

MARIO      (RIFLETTE) Sei sicuro?

CARLA       I miei nonni?

MARIO       E’ tutto ok.

CARLA       E’ successo qualcosa a nonno e nonna?

MARIO       No .

CARLA       E allora perché li hai nominati?

MARIO       Perché pensavo che lui (FERRONI) li ricordasse e invece no,

                    perché lui (INDICA WALTER) l’aveva detto a quell’altro.

FERRONI   (A WALTER) Perché la signora mi ha chiamato “vecchia checca pervertita”?

WALTER    (A PARTE) Perché è sconvolta perché i suoi nonni vivono ad Anticoli con suo

                     Fratello Corrado.

FERRONI    E’ gelosa anche di suo fratello?

CARLA       Che fratello!

WALTER    Sì , è gelosa di tutti ,lei!

CARLA      ( A MARIO) Walter va internato in un manicomio!

FERRONI   E’ lei che va rieducata, signora.

                    (CARLA CERCA DI CAPIRE, MA E’ TROPPO TARDI PER LEI.

                    INFINE ESPLODE SOTTO LOSTRESS)

CARLA      (GRIDA) Ahhhh!

                   (FERRONI E GLI ALTRI SONO COLTI DI SORPRESA)

                   (GRIDANDO) Ahhhhh!

                   (CARLA INCOMINCIA A PESTARE I PIEDI)

FERRONI   Oh, Mio Dio! (A WALTER) Presto faccia qualcosa, lei!

CARLA       Ahhhhh!

MARIO      Controllo! “ Signora Rossi” Controllo!

CARLA      Ahhhh! (GRIDA E PESTA I PIEDI .

                    MARIO E WALTER TENTANO DI CALMARLA)

FERRONI   Mi dispiace… però ha cominciato lei a offendere!

                   (CARLA GRIDA ANCORA POI COMINCIA APIANGERE.

                   BOBBY ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO)

BOBBY      Sta colando tutto il soffitto del bagno!

                   (VEDE CARLA) Che le è successo?

MARIO      Una crisi isterica.

BOBBY      E’ peggio di Gianluca.

MARIO      Lei pensi alla sua vernice.

BOBBY      Vado a prendere un secchio in cucina.

                   (A FERRONI) Scusami, tesoro.

                   (FA UNA CAREZZA A FERRONI E ESCE IN CUCINA)

FERRONI   Chi diavolo è quello?

WALTER   Uno che di solito sta di sopra.

CARLA      (GRIDA FOLLEMENTE) Di sopra!

FERRONI   E’ meglio chiamare un dottore!

 

MARIO       No! Credo che il nostro amico qui (INDICA WALTER) dovrebbe portarla a casa.

FERRONI   Non è in condizioni di uscire.

MARIO       Un momento, ho quelle pillole che mi hanno dato in ospedale.

                    (PRENDE LA BOCCETTA DALLA TASCA)

FERRONI    Crede che le faranno bene?

 

MARIO        Male no di certo. Sono calmanti.

                     ( A FERRONI) Un po’ d’acqua, per favore.

                     (FERRONI VA IN CUCINA MENTRE BOBBY ESCE DALLA CUCINA CON UN

                     GRANDE SECCHIO DI PLASTICA, STRACCIO E SPAZZOLONE)

BOBBY        (SI FA DA PARTE) Dopo di te, tesoro.

                     (FERRONI GLI LANCIA UN’OCCHIATA ED ESCE IN CUCINA)

                     (A MARIO) Chi è?

MARIO        La polizia!

BOBBY        San Sebastiano, aiutaci tu.

                     (MARIO E WALTER CERCANO DI SOSTENERE CARLA

                     CHE SALTA E BRONTOLA)

MARIO        (A WALTER) Mi hai messo in un altro bell’impiccio!

                     (FERRONI RIENTRA CON UN BICCHIER D’ACQUA)

FERRONI    Acqua.

                     (MARIO TIRA FUORI UN PAIO DI COMPRESSE DAL FLACONCINO)

MARIO         Due dovrebbero bastare (A CARLA) Bevi questo e manda giù queste.

CARLA        (ANCORA ISTERICAMENTE)

                      Mando giù questa

                      (BEVE UN RAPIDO SORSO D’ACQUA)

                      e bevo queste.

                      (STRAPPA DALLE MENI DI MARIO IL FLACONCINO INVECE DI

                      PRENDERE LE COMPRESSE CHE EGLI LE PORGE E “BEVE” TUTTE LE

                      COMPRESSE DAL FLACONCINO)

 

MARIO E  WALTER  (INSIEME) No! No! No!

(MA CARLA HA GIA ’ INGHIOTTITO TUTTO. STA SALTELLANDO QUA E LA ‘ E BORBOTTA)

MARIO         Mamma mia. Mi salvi chi può…

WALTER      Quante ne ha prese?

MARIO         (CONTROLLANDO IL FLACONCINO)

                      Circa una dozzina.

FERRONI      Facciamola vomitare. Dov’è il bagno?

MARIO          Da questa parte. (A WALTER) Solleviamola.

                       (MARIO E WALTER SOLLEVANO CARLA

                        MA LE GAMBE DI LEI CEDONO)

FERRONI      Andiamo!

                       (VA DIETRO CARLA E IN TRE CERCANO DI SOSTENERLA MA LEI

                       ORA HA PERSO COMPLETAMENTE IL CONTROLLO DELLE GAMBE.

                       FERRONI CADE INDIETRO SUL DIVANO CON CARLA IN BRACCIO.

                       MARIO E WALTER SI INGINOCCHIANO AI DUE LATI A CERCANO DI

                       ASSISTERLA MENTRE BOBBY ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO .

                       HA LE MANICHE RIMBOCCATE E LE BRACCIA ROSSE FINO A I GOMITI.

                       HA SCHIZZI ROSSI SULLA CAMICIA E SUI PANTALONI.

                       OSSERVA LA SCENA)

BOBBY         Oh, un Tinto Brass!

FERRONI      Ma che dice! Ha ingoiato tutte le pillole.

BOBBY         L’unica è un dito in gola.

FERRONI      Acqua salata, signor Rossi.

MARIO          Acqua salata, bene!

                       (MARIO CORRE IN CUCINA)

FERRONI      (A WALTER) E un po’ di bicarbonato di soda e aceto.

BOBBY          Ma esploderà!

FERRONI      (A WALTER) Presto! Signor Rossi.

WALTER      Bene.

BOBBY        (A WALTER, LIEVEMENTE) Anche lei si chiama Rossi?

WALTER     Fatti i cavoli tuoi!

                     (WALTER ESCE IN CUCINA)

BOBBY ESCE IN CAMERA DA LETTO, LASCIANDO LA PORTA APERTA.

MENTRE FERRONI RIESCE A RIMETTERE CARLA IN PIEDI, BARBARA ENTRA DIETRO DI LUI DALL’INGRESSO.

HA ANCARA LA VALIGIA CHE, POSA MENTRE OSSERVA, DIVERTITA , FERRONI CHE TRAFFICA CON CARLA.

FINALMENTE FERRONI VA DIETRO CARLA E LA RIMETTE IN PIEDI.

POI LA FA CAMMINARE VERSO LA CAMERA DA  LETTO CINGENDOLE IL BUSTO CON LE BRACCIA.

ESCONO CON CARLA CHE INCIAMPA SU E GIU ‘ MA CANTANDO QUASI FELICE.

MARIO ACCORRE DALLA CUCINA CON UN BICCHIERE DI ACQUA SALATA E CORRE IN CAMERA DA LETTO SENZA ACCORGERSI DI BARBARA.

PRIMA CHE BARBARA POSSA FARE UNA MOSSA, WALTER ESCE DALLA CUCINA COL BICARBONATO DI SODA, L’ACETO E UNA BOTTIGLIA DI SALSA KETCHUP.

CORRE IN CAMERA DA LETTO MENTRE BOBBY NE ESCE PORTANDO UN SECCHIO DI PLASTICA PIENO DI TINTA ROSSA; POI VA IN CUCINA.

BARBARA AVANZA, SCONVOLTA MENTRE MARIO ESCE A PRECIPIZIO DALLA CAMERA DA LETTO.

MARIO            (CORRE VERSO AL CUCINA, VEDE BARBARA E SI FERMA)

                         (A BARBARA) Ricciolo!

BARBARA      Ricciolo?

MARIO            Barbara! Non eri andata in albergo?

BARBARA      Sì, ma poi, mi è sembrata un’idea stupida.

MARIO            No. Era geniale. Anzi, tornaci che ti raggiungo subito.

BARBARA      Che succede qui?

                         (DI COLPO MARIO SI ATTEGGIA COMPLETAMENTE RILASSATO)

MARIO            Niente, niente di niente.

BARBARA      In camera da letto?

MARIO            Camera da letto?

BARBARA      Quel poliziotto ha caricato dentro la monaca!

MARIO            Ah,sì. La poveretta si è sentita male.

BARBARA       Come mai?

MARIO            Nessuno le ha voluto fare un’offerta per gli orfanelli, così ha avuto una crisi isterica.

BARBARA      Dio mio!

MARIO            Sì. Una specie di collasso mistico.

BARBARA      E quel fattore , che sta facendo?

MARIO            Ah, eh! Fortuna che c’era. E’ quasi veterinario.

BARBARA      E Bobby del piano di sopra? Che le ha fatto una trasfusione di sangue?

MARIO            No! Sta asciugando la vernice rossa che viene giù dal soffitto.

                         Dammi retta: torna in albergo…

                         (BOBBY ESCE DALLA CUCINA COL SECCHIO DI PLASTICA VUOTO)

BOBBY            Il lavoro della casalinga non finisce mai.

                         ( A BARBARA) Che fine ha fatto? Qua tutti sembrano impazziti!

BARBARA       Vedo!

BOBBY             Sono mortificatissimo per la vernice, cara.

 

BARBARA       Non si preoccupi.

BOBBY             Si preoccuperà lei quando vedrà il bagno.

                          Sembra la tana di Jack lo Squartatore.

                          (BOBBY ESCE IN CAMERA DA LETTO MENTRE

                          WALTER ENTRA DALLA STESSA PORTA)

 

WALTER          Mario è meglio che vieni tu…

                          (VEDE BARBARA) Ricciolo!

                          (BARBARA SUSSULTA) Non doveva essere in albergo? 

 

MARIO             Si è sentita stupida ed è tornata.

BARBARA       (A WALTER) Come va la sua monaca?

WALTER          La che?

MARIO             Come va “Suor Carla”?

WALTER         (AFFERRANDO) Oh! (RISPETTOSO) Suor Carla!

MARIO             Si sente meglio?

WALTER          Ho paura di sì

BARBARA       Vi ha detto come mai non indossava l’abito?

MARIO             Ma se era vestitissima!

                          (REALIZZA) Ah… Perché non è ortodossa. E poi l’abito non fa la monaca.

                          (RIDE PIETOSAMENTE)

FERRONI         Quella bestemmia come un turco.

                          (BARBARA SUSSULTA)

FERRONI         (VEDENDO BARBARA) Oh, salve, signora Rossi…

BARBARA       Come sta?

FERRONI         Beh, maluccio. Permette che si riposi ancora un po’ nel suo letto?

BARBARA       Certo.

                          (BARBARA ESCE IN CAMERA DA LETTO. MARIO CORRE DA FERRONI).

                          (FERRONI ALZA LO SGUARDO, SORPRESO)

MARIO             Non è stata una buona idea sa!

FERRONI         Perché no?

MARIO             Beh, non vorrei che la sua signora Rossi prendesse a schiaffi la mia signora Rossi,

                          o che la signora Rossi mia prendesse a schiaffi la signora Rossi sua!

FERRONI         Perché tutte queste signore Rossi dovrebbero prendersi a schiaffi?

CARLA            (URLA DALLA STANZA DI BARBARA – GLI UOMINI

                          RESTANO IMPIETRITI.

                          CARLA ESCE CORRENDO DALLA CAMERA DA LETTO.

                          E’ SVESTITA ED E’ IN “COMBINAZIONE”.

                          E’ ANCORA SEMI – COSCIENTE MA MOLTO ARRABBIATA.

                          SI VOLTA VERSO LA PORTA APERTA DELLA CAMERA DA LETTO.

                          GRIDA)

                          Questi trucchetti con me non funzionano, Ricciolo!

                          (BARBARA APPARE SULLA PORTA, E’ PERPLESSA)

BARBARA       Ma che ho fatto?

BARBARA       Perché m’ ha levato i vestiti?

BARBARA       Per farla andare a letto.

CARLA            (A MARIO) Maledetti ambidestri!

MARIO             E’ tutto un malinteso.

WALTER          Sarebbe meglio metterlo per iscritto?

FERRONI          Vado a prenderle il suo vestito.

                           (ESCE IN CAMERA DA LETTO)

CARLA             (GLI GRIDA DIETRO) Non è la tua taglia, “micione”!

MARIO             (A CARLA) Calma, calma.

BARBARA       (A CARLA) Si rilassi, sorella.

CARLA             (A BARBARA) Non chiamarmi sorella!

MARIO             (A BARBARA) Deve essere ancora novizia.

CARLA              In confronto a voi sono una verginella!

BARBARA        Ma come parla? Va be che non è ortodossa!

                           (FERRONI RIENTRA CON L’ABITO DI CARLA)

FERRONI          Ecco qua.

                           (CARLA STRAPPA L’ABITO DALLE MANI DI FERRONI)

CARLA              Dio, se la mia povera madre mi vedesse!

                            (CARLA INCOMINCIA A RIVESTIRSI)

MARIO              Carla si preoccupa della superiora.

FERRONI          (ALLUDENDO A CARLA) Tutto dipende dai suoi difficili rapporti con Walter.

CARLA              Non si preoccupi, può tenerselo, il caro Walter!

FERRONI          Un momento. Lei deve pensarci bene prima di affidarlo ad altri.

MARIO             (A CARLA) Ti riporto in convento.

CARLA             Che diavolo devo andarci a fare in convento? Vacci tu!

WALTER           Sarebbe una soluzione per tutti.

                           (SI SDRAIA SUL DIVANO E SI SUCCHIA IL POLLICE

                           COME UN BAMBINO)

FERRONI          Insisto che Walter è la causa di tutto.

CARLA             Parole sante,”  micione”!

BARBARA       E questo perché ti sei rifiutato di darle qualche cosa…

CARLA           Oh, qualche cosa me l’ ha data,si, ma è niente in confronto a quello che dà…

MARIO           (INTERVIENE SVELTO) Cara sorella, per favore!

FERRONI       Sorella? (A CARLA, ALLUDENDO A MARIO) Il signor Rossi è suo fratello?

                       (CARLA ESITA POI CACCIA UN ALTRO URLO COME PRIMA)

CARLA          Ahhhh!

                       (FERRONI SPINGE WALTER A FIANCO DI CARLA)

FERRONI      Si dimostri un po’ più affettuoso!

WALTER       Cara… va bene?

CARLA         (URLA) Aaahh…

BARBARA    Anche prima si comportava così?

MARIO          Sì. (FA CENNO CHA CARLA E’ MATTA)

BARBARA    Forse è pentita delle sue scelte, poveretta…

FERRONI      Lo credo anch’io .(A WALTER) In fondo, è contro natura questo rifiuto del sesso.

CARLA         Aahhh (GRIDA, PESTA I PIEDI E SI PRECIPITA IN CAMERA DA LETTO)

MARIO         (EDUCATAMENTE) Quasi, quasi provo io.

                      (MARIO VA IN CAMERA DA LETTO DA CARLA)

BARBARA    Anche lei ,però, brigadiere. E’ stato un tantino indelicato!

FERRONI       Mi scuso. (A WALTER) Ma io dico sempre quello che penso. L’astinenza fa male!

BARBARA    Lei non si lamenta di questo! Lei è sposata con “Lui”

                       (ALZA GLI OCCHI AL CIELO.

                       FERRONI GUARDA IN ALTO E POI WALTER)

WALTER      (DOPO UNA PAUSA) Sì, ma adesso sono divorziati.

                       (SUONA IL CAMPANELLO)

BARBARA    Scusate.

                       (BARBARA CORRE IN INGRESSO)

FERRONI      (A WALTER) Sua moglie è stata sposata col tipo che abita di sopra?

WALTER       Sì.

FERRONI        Vuol dire – (IMITA BOBBY)- Quello?

WALTER         Incredibile, eh?

 

FERRONI        Direi! E Walter è figlio di lui o suo?

 

WALTER        Suo.

FERRONI        Allora lei è il patrigno di Walter?

WALTER        In un certo senso.

FERRONI        Beh, questo spiega i problemi di quella povera creatura.

                         (BARBARA RIENTRA CON PERCUOCO)

BARBARA      (A PERCUOCO) Vado a dire al signor Rossi che lei vuole vederlo.

PERCUOCO     Grazie. Non vi farò perdere troppo tempo.

                          (BARBARA ESITA  E POI VA IN CAMERA DA LETTO)

                          (A WALTER FREDDAMENTE) Ancora qui, eh?

WALTER          E’ diventata un’abitudine.

PERCUOCO     (A FERRONI) Posso sapere chi è lei?

FERRONI         (A PERCUOCO) Posso saperlo io chi è lei?

WALTER         ( A FERRONI) Quello che è giusto è giusto: l’ ha chiesto prima lui.

FERRONI E PERCUOCO (INSIEME) Si qualifichi!

UNA PAUSA

FERRONI E PERCUOCO (INSIEME) Sono un agente di polizia!

UNA PAUSA

FERRONI          Ricominciamo da capo: io sono il brigadiere Ferroni.

PERCUOCO      Bene. E io sono il brigadiere Percuoco.

FERRONI          Oh. (DUBBIOSO) E’ qui in veste ufficiale?

PERCUOCO      Quasi. E lei?

FERRONI          Quasi.

PERCUOCO      Documenti!

FERRONI          (FREDDAMENTE) Subito.

                           (CERCA NELLA GIACCA) Oh, non ce li ho.

                           Come ho detto, sono in veste semi – ufficiale.

PERCUOCO     (DUBBIOSO) Guarda, guarda…

FERRONI          Posso vedere i suoi documenti?

PERCUOCO     Certo! (TRIONFANTE ESIBISCE LA SUA CARTA DI IDENTITA’ E LA

                           MOSTRA A FERRONI)

VOCE CARLA (F.S.) Aaahh…

TUTTI SI FERMANO E SI VOLTANO.

CARLA ESCE DALLA CAMERA DA LETTO.

E’ DI NUOVO IN “COMBINAZIONE”, ED HA IL VESTITO IN MANO.

CARLA              (GRIDANDO VERSO LA CAMERA DA LETTO)

                            Non farò mai una cosa a tre, Ricciolo!

                            (DURANTE IL DIALOGO CHE SEGUE RICOMINCIA AVESTIRSI)

                            (A PERCUOCO) Per fortuna che è qui lei!

PERCUOCO      Beh, ero venuto per dire al signor Rossi che il caso era chiuso.

CARLA              Ne apra un altro: questo è un posto “porno”, ecco.

PERCUOCO      Posto “porno”’

FERRONI          (INTERVIENE) Brigadiere, conosco un po’ la situazione della signora Rossi.

CARLA              (A PERCUOCO, ALLUDENDO A FERRONI) E Micione è la più grande

                            Checca della compagnia.

                            (PERCUOCO GUARDA FERRONI)

FERRONI           (A PERCUOCO) Questa povera donna è ossessionata dal sesso.

CARLA              Senti chi parla!

FERRONI          Si è votata all’astinenza, capisce?

 

CARLA              Peccato che non l’abbia fatto lei.

FERRONI          E’ un caso molto triste, ma chiaro.

PERCUOCO       (A FERRONI) Davvero? Beh, adesso si sieda li e stia zitto finché non ho fatto

                             Le mie indagini.

FERRONI            Lei vuole indagare su di me?

PERCUOCO       Sì.

CARLA               Già! Gli chieda di quando va a ballare con “Sorcetto”!

                            (MARIO ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO ATTERRITO)

 MARIO              Oddio, Dio Dio che casino!

                            (VEDE PERCUOCO)

                            Salve ,brigadiere.

PERCUOCO      (FREDDAMENTE) Nuovamente, signor Rossi.

                            (BARBARA ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO)

BARBARA         Sorella, tu sei matta!

                           (AGLI ALTRI) Mi ha dato un cazzotto!

CARLA              Tu prova ancora a toccarmi e vedrai “Ricciolo”

PERCUOCO      (A CARLA) Questa signora è sua sorella?

CARLA               Signora lei?!!

                            (A BARBARA) Andiamo, facci vedere le tette, coraggio!

PERCUOCO       Un momento, un momento!

BARBARA         Chiamiamo la Madre Badessa che se la porti via.

PERCUOCO       Madre chi?

CARLA               Io non mi muovo di qui!

FERRONI           E’ fuori di sé per colpa del suo ex marito e del piccolo Walter…

PERCUOCO       Le ho ordinato di tacere.

BARBARA         (A PERCUOCO) Lei è un poliziotto?

PERCUOCO       Sissignora.

WALTER            Posso dire una cosa io?

PERCUOCO       No, non può signor Fattore!

WALTER           (INDICANDO MARIO) Allora Rossi può dire qualcosa?

MARIO              No, non può signor Fattore!

FERRONI          (A MARIO ALLUDENDO A WALTER) Perché chiama il signor Rossi, signor

                           Fattore?

PERCUOCO     ( A FERRONI) Silenzio!

BARBARA       (A FERRONI) Ma perché lei ha chiamato lui (INDICANDO WALTER)

                           Signor Rossi?

FERRONI          Esatto… fa il tassista.

PERCUOCO      Tassista?

BARBARA        Ma è vaccaro!

PERCUOCO      Vaccaro?

CARLA              Ma è una checca di vecchia data!!!

PERCUOCO      Ora ci siamo!

WALTER           Posso dire una cosa?

PERCUOCO E MARIO (INSIEME) No!

FERRONI          E no! Checca il padre, checca il patrigno… ma povero Walterino

                           (TUTTI REAGISCONO)

PERCUOCO      Andiamo per ordine, c’è qualcosa che mi sfugge,

                           (A MARIO) signor Rossi.

MARIO              Sono io.

FERRONI          (INDICANDO WALTER) E Anche lui.

PERCUOCO      Silenzio!

FERRONI          Sono due!

PERCUOCO      Lo vedo.

FERRONI           Due “Rossi” voglio dire.

PERCUOCO       (ARRABBIATO) Così crede lei!

                             Ma è solo la copertura per le attività omosessuali che si svolgono qui.

BARBARA          Quali attività omosessuali?

CARLA                Non fare l’innocente, “Ricciolo”.

PERCUOCO       Tra lui e lui (INDICA MARIO E WALTER)

BARBARA         Cosa?

PERCUOCO       L ’hanno confessato.

BARBARA         (INCREDULA) Ma se si sono appena conosciuti.

FERRONI           Sì, è vero! Li ho presentati io.

                            (PERCUOCO SI VOLTA LENTAMENTE A GUARDARE FERRONI)

PERCUOCO       (A FERRONI) Comincio a capire quale è il suo ruolo, Micione.

BARBARA         (A MARIO) Ma perché non dici niente?

WALTER            Sì, dì qualcosa.

MARIO               Sto cercando di pensare qualcosa e non mi viene niente.

BARBARA         Secondo me voi due vi siete conosciuti in quella fattoria anni fa!

CARLA              (A BARBARA) Avanti, vuota il sacco!!

WALTER            Voglio confessare.

MARIO               Hai già confessato, sta zitto!

WALTER            Una confessione vera.

MARIO               (INDICA PERCUOCO) Deciderà lui che cosa è vero!

WALTER            Mario, ormai è finita, riposati. Tutti sanno tutto.

BARBARA         (IMPROVVISAMENTE LANCIA UN URLO)

                            Ahhh!

                            (TUTTI SUSSULTANO)

PERCUOCO      (A BARBARA) Cos’è che non le va bene, adesso?

BARBARA        (AFFERRA MARIO) Mario! Tesoro mio!

PERCUOCO      (CONFUSO) Tesoro suo, lui?

                            (A MARIO) Non mi dica che se la faceva anche con la donna di servizio!

CARLA              Donna? Quell’assurdo coso tuttofare?

BARBARA        (URLA) Ahhhh!!

CARLA              Ah,così volevi soffiarmi Mario, eh?

                           (BARBARA SMETTE DI PIANGERE E GUARDA CARLA)

BARBARA        (SEMPRE PIANGENDO) Come si può soffiare un uomo ad una monaca?

                           (MARIO CERCA AIUTO)

CARLA              Una monaca?

                           (A MARIO) Così mi chiamavate voi due. Sarei una monaca!

                           Solo perché ho un rapporto normale con il sesso?

MARIO              Carla!

BARBARA        Sesso?

                           (CARLA CORRE URLANDO VERSO L’INGRESSO)

                           (A MARIO) Sei un mostro. Passi il fattore, ma pure la monaca!

                           (BARBARA SI PRECIPITA IN CAMERA DA LETTO, URLANDO)

MARIO             Barbara!

                          (BOBBY ENTRA DALLA CAMERA DA LETTO E PASSA DAVANTI A

                          BARBARA URLANTE)

BOBBY            (A MARIO) Beh, non è stato facile! Ma per lo meno almeno il soffitto del bagno

                          È di nuovo rosso uniforme!

                          (PERCUOCO LENTAMENTE SI AVVICINA A BOBBY)

PERCUOCO     E lei chi sarebbe?

BOBBY             Chi vuole saperlo, raggio di sole?

PERCUOCO     (IMPASSIBILE) Polizia, raggio di luna.

BOBBY             (FRIVOLO) Ma va!

PERCUOCO      Dunque, lei da dove spunta?

BOBBY             Praticamente vivo qui.

 

PERCUOCO       (GUARDA MARIO E WALTER CHE SONO DISTRUTTI) Capisco.

BOBBY               Occupo l’appartamento di sopra, normalmente.

                            (RIDENDO) Se così posso dire.

PERCUOCO       (A BOBBY) Ah, lei abita di sopra?

BOBBY               Con Gianluca.

PERCUOCO       Con Gianluca, certo.

FERRONI           (A WALTER) Questo Gianluca è il fratello di Walter?

                            Beh, adesso di una cosa sono sicuro: anche se è un disadattato, il piccolo

                            Walter è il migliore della famiglia.

PERCUOCO      (GRIDANDO) Silenzio micione!

                           (A BOBBY) Di che cosa vi occupate, lei e Gianluca?

BOBBY             Siamo tutti e due nei vestiti da donna.

PERCUOCO      Tutti e due…

                           ( A MARIO) Proprio un bel posticino.

                           (A BOBBY) Lei se ne torni in bagno.

BOBBY              Non credo di poter fare altro.

PERCUOCO     (GRIDANDO) Non discuta!

                           (BOBBY TORNA DI FILATO IN CAMERA DA LETTO.

                           SILENZIO)

MARIO              (INFINE) E’ arrivato il momento.

                           (SI ALZA)

WALTER          (ALZANDOSI) Il momento è arrivato da parecchie ore.

MARIO             Dovevo ascoltarti prima ,Walter. Avrei evitato molti infarti.

WALTER          (DUBBIOSO) Già. Beh, te l’avevo detto…

MARIO             E’ vero . ( A PERCUOCO) Me l’aveva detto…

WALTER          Coraggio!

MARIO             Vado?

WALTER          Vai.

MARIO       Ed ecco a voi, tutta la verità e niente altro che la verità nuda e cruda.

                   (MARIO FA CENNO A TUTTI DI SEDERSI.

                    TUTTI SI SIEDONO.

                    MARIO INSPIRA PROFONDAMENTE E ATTACCA, CON CORAGGIO)

                    Prima di tutto tengo a chiarire che la giovane signora bionda, or ora fuggita

                    In lacrime da questa casa, non è mai stata una monaca.

                    E non è neppure la moglie del qui presente Walter Fattore…

                    Pertanto dalla coppia – che coppia non è – mai fu generato alcun figlio

                    né buono e sano, né cattivo e disadattato.    

                    Dichiaro, inoltre, che il mio amico Walter, nonostante le apparenze, non è

                    Omosessuale, non è un vaccaro, né tanto meno un vaccaro omosessuale.

                    Al contrario: è addirittura disoccupato.

                    Quanto alla misteriosa rossa attualmente barricata in camera da letto, potete mettere

                    A verbale che non è un travestito e nemmeno una donna di servizio, bensì una

                    Creatura dotata di fascino e di femminilità non comuni, seppure un filino isterica.

                    Per concludere, le bugie che ho inutilmente inventate dovevano servire a  nascondere

                    Il segreto della mia vita: io sono sposato col la rossa  che sta di là e vivo qua…

                    Contemporaneamente sono sposato con la biondina che è andata a casa sua…

                    Anzi, nostra perché io vivo anche là.

                    Ho dimenticato niente, Walter?

WALTER   (ALZANDOSI TRISTEMENTE) Niente e nessuno.

WALTER PASSA IL BRACCIO ATTORNO ALLE SPALLE DI MARIO, CHE GLI BATTE SULLA MANO IN SEGNO DI AFFETTUOSA GRATITUDINE.

GUARDANO RASSEGNATI I DUE POLIZIOTTI.

PERCUOCO     (ALZANDOSI DI SCATTO)

                           Rossi, lei è una checca bugiarda!

                          (Rossi, ho conosciuto tante checche, ma nessuna così bugiarda!)

FA CENNO A FERRONI DI SEGUIRLO, E SI AVVIA A LUNGHI PASSI RABBIOSI VERSO LA PORTA DI FONDO DESTRA-CENTRO MENTRE ENTRA LA MUSICA.

MARIO E WALTER SI VOLTANO L’UNO VERSO L’ALTRO SENZA ESPRESSIONE.

POI MARIO COMINCIA A SORRIDERE.

BACIA WALTER SULLA GUANCIA.

WALTER ACCETTA IL BACIO E SCOPPIA A PIANGERE MENTRE MARIO SCOPPIA A RIDERE E I DUE POLIZIOTTI SPARISCONO ALLA VISTA.

         

FINE DELLA COMMEDIA
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