Teatrando

Quella degli struffoli

TEATRANDO

commedia in due atti

di

Anna Mauro

Sinossi
L'esaltante esperienza di un'autrice all'interno di una compagnia amatoriale

Durata 90'

Donne : 6 Uomini : 4

Ai miei straordinari compagni di viaggio: Sonia Reina (mia figlia), Gino Bonanno, Marilia Chiovaro, Maurizio Tusa, Simonetta Genova (che mi ha dato la spinta per la stesura di quest'opera), Marisa Capone, Salvo Rubino, Silvana Sardina, Irene Ponte, Maria Teresa Ricotta, Filippo Minneci e a tutti i componenti dell'Associazione culturale Il carrozzone di Palermo, per l'incommensurabile fiducia che mi hanno dimostrato.

Personaggi

Irene - regista

Lilli, Gloria, Alice, Mariuccia-attrici amatoriali

Fulvio, Marcello, Michele, Salvino-attori amatoriali

Silvana-aspirante attrice amatoriale


Primo atto

Il sipario si apre su una sala prove. Sulla scena la regista e un gruppo di attori di et eterogenea.

Fulvio

Come mi devo mettere? Le mani dove le tengo?

Irene

Scommetto che a casa non hai provato nemmeno una volta.

Fulvio

Non ho avuto tempo.

Irene

(amareggiata) Ma che vi piglia, stasera, a tutti quanti? Quante volte ve lo devo dire che un lavoro efficace devessere nascosto, meditatodovete chiudervi a chiave in una stanza. Dovete provare, riprovare, truccarvi. Tutto devessere unesplorazione dellio. Cercate di essere ricettivi, ragazzi. Spesse volte quando parlo ho limpressione di far prendere una boccata daria alle mie tonsille. Fulvio, dai, tocca a te.

Fulvio

Agghiacciante il momento in cui

Gloria

(suggerisce)toccai quella mano

Fulvio

(secco) Toccai quella mano.

Irene

Gloria, perch suggerisci?

Gloria

Per dargli una mano.

Irene

(ride) Toccai quella mano per dargli una mano.

Gloria

Non posso?

Irene

Lo sai che non puoi.

Gloria

E perch?

Irene

Te lho spiegato duemila volte il perch. Il suggeritore devia la concentrazione, accentra lattenzione e lattore non riesce ad entrare completamente nel personaggio.

Gloria

Io non capisco perch tutte le altre compagnie hanno il suggeritore e noi no. Noi che siamospeciali?

Irene

Speciali, speciali. Se non altro non siete le mie vittime sacrificali.

Gloria

Esagerata!

Irene

Un minuto di prove e trenta di discussioni perse. Ve lo ripeto per l'ennesima volta. Io ritengo che il suggeritore sia una vittima sacrificale, simbolo della totale incapacit del regista di fornire agli attori i mezzi e gli strumenti idonei per il raggiungimento della padronanza dei ruoli da interpretare.

Mariuccia

(agli altri) Comunqueha ragione. Io vieto ai miei alunni di farsi interrogare con il libro davanti. Passer per cattiva, ma ho notato che assimilano meglio e riescono a districarsi in maniera molto pi disinvolta.

Alice

(entra di corsa trafelata) Scusate il ritardo, ma vengo da una visita di condoglianze.

Lilli

Chi morto...lo conosco?

Alice

Forse...la mia estetista. Poi ti racconto.

Irene

Fulvio, ricomincia, per favore.

Fulvio

Agghiacciante il momento in cui toccai quella mano

Lilli

No, non cos. (ripete la frase con una particolare intonazione) Agghiacciante il momento in cui toccai quella mano.

Fulvio

(la imita) Agghiacciante il momento in cui toccai quella mano

Irene

Mi sto incacchiando di brutto. Lilli, perch lo correggi?

Lilli

Cos.

Irene

E tu, Fulvio, perch la imiti?

Fulvio

Perchcos!

Irene

Ma lo sai che chi imita gli altri falso, manca dintelligenza, artefatto e innaturale? Questo delperchcos!... lo stile del mediocre.

Fulvio

Mediocre a me? Me ne vado, non resisto pi.

Irene

Non mi dire che ti sei offesoIl sangue me lo stai facendo diventare acqua.

Fulvio

S, mi sono offeso. Non hai modi. Io sono qui per divertirmi. Per me il teatro divertimento.

Irene

Ma per favore co sta storia del divertimento. Scambiate il divertimento che viene da divertere, mutare, con la risata da sacco coi pupi nello stomaco. Riprendi il tuo posto, dai!

Fulvio

No, me ne vado.

Irene

(rassegnata) Vattene. Lo so, tu preferiresti un regista che ti segua passo passo, che ti dica esattamente quello che devi fare e come lo devi fare. Ma quello il regista che tende a fare dellattore una fotocopia di quella che la sua idea, senza rispettare la personalit dellattore e quindi senza stimolare le potenzialit che potrebbero saltarne fuori. Quello un regista che non rende indipendenti. E tu vuoi dipendere da qualcuno.

Fulvio

Non vero!

Irene

E vero s, sacrosanto. E sai perch? Per fare ricadere tutta la responsabilit sulle spalle di qualcun altro.

Fulvio

Dai!

Irene

E pi si getta la responsabilit sugli altri, mio caro, pi diminuisce la possibilit di far lavorare il proprio cervello. (Fulvio, offeso, esce di scena).

Gloria

Dai Fulvio!

Irene

(profondamente amareggiata) Sapete qual il grande difetto di questo metodo? Cambia la gente, cambia la sua vita, cambia i suoi automatismi. Ed l che nasce lantagonismo con il regista. Gli attori lo temono, gli sono nemiciVi dir di pigli stessi attori saranno pronti a lodare e a venerare un qualunque altro regista che parla e filosofeggia. Ma il regista del metodo otterr un grande risultato: la fiducia di ogni attore nei propri mezzi. Tutti penseranno di avere fatto le cose da soli, perch non sono stati imboccati, ma abituati a cacciare da soli. Adesso cinque minuti di pausa. Grazie. Ah! Unultima cosa. Ricordatevi che quando avrete la consapevolezza di avere fatto bene, non sentirete neanche il bisogno degli applausi.

Lilli

Secondo me la gente applaude quando si fa due palle cos.

Mariuccia

Applaude per rimanere sveglia.

Salvino

Basta sentirla quando inizia uno spettacolo in ritardo.

Irene

Concordo. Il problema non far fare ginnastica alle braccia e alle mani. Il punto riuscire a trascinare tutti dentro la trama.

Lilli

Mi piacerebbe tanto recitare un monologo su questo tema. Cos, se nessuno applaude, penso che per il testo e non mi scoraggio. Ciao, vado in pausa.

Entrano Silvana e Michele.

Michele

Irene, ti presento una mia amica, Silvana. Vorrebbe entrare a far parte del nostro gruppo.

Silvana

(le stringe la mano) Michele mi ha tanto parlato di voi e ha insistito al punto tale che non ho pi potuto rifiutare.

Irene

Piacere, Silvana, accomodati. Michele, fai tu gli onori di casa. Arrivo subito.

Michele

Ricordatinon deve sapere il vero motivo per il quale sei venuta qui. Mi sbatterebbe fuori dalla compagnia senza farmi dire Bi, senza remissione di peccati. E anche se sono innamorato di te, non me la sento di farle questo.

Silvana

Ok, tranquillo.

Irene

(entra in scena) Scusatemi, ogni tanto la fisiologia si fa strada e ci ricorda di non essere macchine(a Silvana) Silvana...vero?

Silvana

S.

Irene

Sei pronta per entrare nella fossa dei leoni?

Silvana

S, sappi per che io non ho mai recitato.

Irene

(a Michele) Dicono tutti cos.

(a Silvana) E se ti dicessi invece che tu invece hai sempre recitato mi crederesti?

Silvana

No, non potrei.

Irene

S, nella vita, in ogni attimo, ogni giorno, a casa, a scuola, in ufficioSediamoci un attimo insieme. (si siedono)

Non per incoraggiartima gli eventi che hai vissuto finora ti hanno costretto a indossare delle maschere che non ti appartenevano.

Silvana

S, forse hai ragione.

Irene

Il pubblico e il privato, i vizi e le virt, la madre di famiglia, la dipendente bistrattata. Non c un personaggio, fra quelli che hai interpretato, uguale allaltro. Un po come una firma. Riconosci subito una contraffazione se due firme, una sovrapposta allaltra, sono identiche.

Di pi.

In ogni situazione che hai vissuto i personaggi si sono comportati in maniera diversa.

Silvana

S, tutto vero, ma ho paura e nello stesso tempo tanta voglia di cimentarmi. Pensi che potr farcela?

Irene

La paura difesa ed giusto che ci sia. Ma qui state tutti sulla stessa barca. Nessuno di loro (indica il gruppo dietro le quinte) un professionista. E gli attori amatoriali hanno le stesse reazioni dei malati. Quello che fa bene a uno, veleno per laltro.

Silvana

Spero di non assumere veleno (ride, pi rilassata)

Irene

Giuro! Cercher di non ucciderti.

Silvana

Come fai a saperlo? Mi stai mettendo ancora pi paura.

Irene

Come? Perch se la stessa cosa pu essere giusta o sbagliata, non pu esistere una prescrizione capace di soddisfare chiunque.

Silvana

Meno male.

Irene

Nel mio lavoro il regista pu essere paragonato ad uno chef.

Deve sapersi avvalere delle sue ricette nel modo giusto.

Gli attori, anche tu di conseguenza, devono solo procurarsi gli ingredienti che servono.

Silvana

(divertita) Per esempio?

Irene

Una manciata di costanza, una spolverata di diligenza ed un pizzico di ambizione. Abbondante buonumore, entusiasmo in dosi massicce e un grande spirito di cooperazione.

Silvana

(ride) Allora potr farcela senzaltro.

Irene

Ah! Dimenticavo la cosa pi importante. Ci vuole fegato. Ne hai?

Silvana

Da vendere.

Irene

Allora fatta, ma ti avviso! Tante volte ti verr di gettare tutto alle ortiche. Ricordati per che in un momento di crisi il debole muore e il forte diventa ancora pi forte.

Silvana

Tutto quello che hai detto segue una logica spietata.

Irene

Assolutamente no. Il teatro non logica perch non pu seguire n la mia, n la tua, n la logica di altri. E un insieme di fiori ed erbacce, ma non puoi scegliere. Non puoi raccogliere quello che vuoi e non puoi escludere quello che non vuoi.

Silvana

Fiori e malerba.

Irene

Insieme. Tanto sai che la malerba non muore mai.

Scoprirai unalternanza di carezze e bruciori, di coccole e dolori e soprattutto non saprai mai cosa troverai girando langolo.

Silvana

In fondo, come la vita.

Irene

Brava. Il teatro come la vita. E sorpresa. Non pu essere vissuto secondo preconcetti e bisogna agire sempre, in qualunque momento, come se non si conoscesse niente.

Silvana

E veramente affascinante. Michele mi ha detto che scrivi per loro.

Irene

Per la verit scrivo per me, passando per loro.

Silvana

Che significa?

Irene

E' difficile da spiegare...Una volta delineata la trama, sono gli stessi personaggi a chiedermi di accompagnarli dove vogliono andare. Mi prendono per mano. Avverto il loro contatto fisico. Talvolta cerco di dissuaderli dai loro propositi, ma inutile. La scelta loro, non mia. La vita loro, non mia. Forse perch anche nel teatro, come nella vita, tutto destino.

Silvana

E gli interpreti?

Irene

Loro contribuiscono quando entrano in maniera violenta dentro il mio personaggio e pensano come lui, agiscono come lui. L hanno tutto il diritto anche loro di condurmi dover vogliono, sempre che la situazione che sono riusciti a creare riesca a coinvolgermi profondamente. (perplessa) Ehi, Silvana! Non crederai mica che ti conceda unintervista.

Silvana

(si tradisce) So benissimo che sei refrattaria a questo tipo di cose (Irene si allerta, mentre Michele sgomita Silvana)

Irene

(riprendendosi dalla sorpresa) Allora, cosa aspetti? Ti invito a provare stasera stessa. Almeno saprai di che morte morirai. (ridono tutti insieme)

Il gruppo di attori amatoriali, di et compresa fra i venti e i cinquanta anni di et parlotta animatamente.

Gloria

Prima o poi andr a fare quel provino, che vi piaccia o no.

Gli altri

Ma dove devi andare...

Irene

Silenzio, chiacchieroni. (il gruppo si zittisce) Che pace, ragazzi! Chiacchierare fa benissimo e permette di apprezzare il silenzio che segue. Alternanze di parole e di silenzi. Ecco lutilit della pausa.

Mariuccia

Noi veramente non stavamo chiacchierando.

Irene

Ah, no? E cosa stavate facendo?

Mariuccia

Gossip. Sul giornale di oggi cera scritto che sette minuti di gossip migliorano la vita.

Irene

(divertita) Non potreste cercare di migliorarla in altro modo? No, vero?

Marcello

(secco) No.

Irene

Ma che avete stasera tutti quantiSiete stati morsi dalla tarantola? Boh, chi ci capisce bravo! Ok. Intanto vi presento Silvana.

Salvino

Piacere.

Lilli

Benvenuta.

Irene

Fatti i convenevoli di rito iniziamo la lezione.

Gloria

(a Silvana) Sei arrivata al punto giusto.

Irene

Per cosa?

BUIO-Dalla platea entrano Fulvio e Alice reggendo una torta con le candele accese e intonando tanti auguri. Tutti gli altri si uniscono al coro.

Irene

Vi siete ricordati del mio compleannoGrazie bellissima.

Fulvio

Dai, spegni le candeline ed esprimi un desiderio.

Irene

(soffia sulle candeline) Fatto. (guarda Fulvio stupita) Ma tu non eri andato via?

Fulvio

In realt volevo farti incazzare per non farti sospettare niente.

Irene

Fa 'nculo! (si toglie una scarpa e gliela tira, poi lo rincorre per la sala lanciandogli tutto quello che le capita a tiro: copioni, penne, borse. Ridono) Mi hai fatto stare male. Disgraziato! Ci sono caduta in pieno.

Gloria

(cantilenando stizzosa e divertita) Eravamo tutti daccordo per farti venire il nervoso.

Irene

Pernulla da dire. Sono fiera di voi. Avete recitato alla perfezione.

Tutti

Discorso! Discorso!

Irene

(commossa) Che vi devo dire, ragazzi? Grazie, con tutto il cuore. Cosa farei senza di voi...Riuscite a fare uscire il meglio di me facendomi fissare obiettivi impensabili.

Gloria

Quali, per esempio?

Irene

Riuscire a mettere il giudizio da parte e riuscire ad amare la gaffe, lerrore. Fare viaggiare la gente in mondi non suoi, in mondi sconosciuti. Far chiedere in continuazione...E se fossi al posto dellaltro?

Michele

A cosa devi il tuo successo?

Irene

Io devo il mio successo a quello degli altri. Ti dir di pi. Io vivo il successo delle persone che conosco come se fosse mio.

Michele

Senza invidia?

Irene

E che sono scema? Perderei tante gioie se invidiassi qualcuno. Piuttosto li ammiro.

Michele

E il tuo obiettivo pi difficile, quello che consideri un'utopia,

qual ?

Irene

Ma stasera sei veramente curioso, Michele. Eppoi, se lo dico, mi prendete per pazza. Non che ci voglia molto...

Lilli

Dai, dai , diccelo. Lo vogliamo sapere.

Irene

Neanche per sogno, quello non ve lo dir mai. Adesso non mi fate commuovere e facciamo onore alla torta. A propositochi lartefice di questa meraviglia?

Mariuccia

Io.

Irene

Che profumino di fragole e rhum!

Fulvio

Ti stai dopando?

Irene

E come no? Quando risentir questo profumo, ripenser a questo momento. Dovreste farlo anche voi. Fisserete un fotogramma della nostra vita nella vostra memoria. Ecco un modo per stimolarla. (odora la fetta di torta) Odorare e doparsi. Gli aromi sono come la musica. Non a caso si parla di note.

Mariuccia

E' vero! Io quando sento profumi e balocchi piango sempre.

Tutti ridono

Irene

Vorr dire che quando dovrai piangere, per aiutarti, utilizzeremo questa canzone. Quando si in scena, chiunque deve metterci tutto quello che possiede, tutto quello che ha raccolto dalla sua vita.

Alice

S, ma come si fa a ricordare tutto?

Irene

Lolfatto, lolfatto, ve lo ripeto. Purtroppo la nostra ignoranza olfattiva sconfortante. Dobbiamo solo esercitarla. Ricordatevi che lolfatto il trampolino della memoria. E la memoria semplicemente un muscolo che ha necessit di allenarsi. Ci vuole un esercizio costante.

Gloria

Per esempio?

Irene

Chiudete gli occhi (gli attori chiudono gli occhi). Odorate la torta (gli attori odorano la fetta di torta). Se vi rilassate, prima o poi affiorer qualcosa alla vostra memoria.

Fulvio

Ehi! E' vero! Il matrimonio di mia zia.

Irene

Prova a chiederti il perch.

Fulvio

Ha il profumo delle torte marriage, classiche dei ricevimenti nuziali.

Salvino

Il suo odore di rhum mi ricorda una delle prime merendine confezionate.

Irene

Bene. E la stessa cosa vale se provate a rievocare, per esempio, il profumo del rag che si spandeva per le scale nelle domeniche di tanti anni fa.

Marcello

A me capita quando lo risento... mi rivedo a casa di mia nonna...Che nostalgia, ragazzi!

Alice

Perch a me riesce quasi impossibile?

Irene

Possono essere due i motivi. Uno, perch sei abbastanza giovane. Due, perch magari le tue abitudini igieniche, la diffusione dei deodoranti e lassuefazione allinquinamento non riescono a stimolarti. Ultimo, ma non ultimo, un fattore di stress che impedisce ai polmoni di aprirsi e assimilare gli odori.

Odori e profumi sono anche legati a fatti culturali e periodi storici e, quando questi passano, cessa anche il loro potenziale evocativo. Prendiamo il patchoulj per esempio. (Prende un flaconcino di patchoulj e lo svita) Silvana, vieni qui.

Silvana

Io?

Irene

S, tu. Chiudi gli occhi (Silvana chiude gli occhi), respira profondamente (Silvana esegue) e rilassati(con voce suadente) Dove sei?

Silvana

In una stanza.

Irene

Sei sola?

Silvana

No.

Irene

Chi c' con te?

Silvana

Una donna (inizia a tremare)

Irene

Cosa avverti?

Silvana

Freddo, c' freddo.

Irene

Cosa fa la donna?

Silvana

Sistema degli strumenti sul tavolo.

Irene

Hai paura?

Silvana

S, s....(comincia ad ansimare e a tremare)

Irene

(categorica) Ok, basta. (Silvana, in silenzio, va a sedersi in mezzo agli altri). (A tutti, come se niente fosse accaduto) Adesso vi spiego una cosina. Accendo lo stereo e voi, via via che io parler, eseguirete una serie di esercizi.

Salvino

Per cosa?

Irene

Scegli tu.

Salvino

Cos un grande attore, secondo te?

Irene

Bella domanda, complimenti (accende lo stereo)Vediamo un poUn grande attore come una pianta floreale odorosa. Interessante conoscere la metamorfosi che deve avvenire, la trasformazione che la pianta, cos come la persona che si avvicina al teatro, deve subire partendo da seme. Tengo a precisare che un percorso molto difficile e doloroso. Il seme quellaspirante attore che ha un desiderio vivo di cimentarsi sulla scena, ma che se non riesce a relazionarsi con lambiente e con gli altri, resta seme, isolato e incapsulato, e incapace di rapportarsi con la terra, con laria, con luniverso. Adesso chiudete gli occhi, visualizzate la situazione e provate la sensazione di essere dei semi, chiusi nella vostra corazza, luno lontano dallaltro (il gruppo di attori esegue, richiudendosi in posizione fetale). Bene. Con la voglia di fare inizia la metamorfosi. Il seme affonda nel terreno, fuoriesce dalla scorza ruvida e diventa un tuttuno con la terra. Provate. Ok. Adesso pu seguire due vie: o muore per il suo egocentrismo(eseguono) oppure si diffonde nel terreno e germoglia(eseguono). Adesso fermatevi un attimo. (si fermano)

Luomo, come seme che si dissolve nel terreno, perde ego e personalit e lascia germogliare lattore che in lui. Ma sa benissimo di correre un rischio. Una piantina appena nata ha una grande fragilit rispetto ad un seme racchiuso nella propria armatura. La pioggia, il sole infuocato, le bufere possono distruggerla. Provate, coraggio! (eseguono secondo direttive)Vento sole infuocato Pioggia Bufera

Stop! (si fermano)

Lo stesso per il neo attore saranno le critiche, i fischi, i successi precoci. Ma se laspirante attore riesce a sopravvivere, si fortificher e, se riuscir ad aprire e a spalancare il suo cuore come fosse un corollario di petali, diventer un fiore bello da vedere.

Raggiunger questa fase soltanto se prover amore e volont per il ruolo che interpreter sulla scena. Tutto in lui, a quel punto diventer forza della natura. Il punto darrivo sar la fragranza, il profumo che, in quanto energia, una volta emanata, scomparir nelluniverso, diventandone parte integrante. Questa fase, che chiameremo dellespansione, penetrer negli animi degli spettatori, produrr un processo didentificazione e li condurr alla riflessione.

Lilli

Posso fare una domanda?

Irene

Certo.

Lilli

Quando ci si accorge di avere raggiunto lespansione?

Irene

Ve ne accorgerete da soli. Quando avrete la consapevolezza di avere fatto un buon lavoro, non avvertirete il bisogno del riconoscimento di nessun altro. La consapevolezza una sensazione meravigliosa, libert. Lattore capace di comprendere, agisce totalmente, ma agisce nel momento. Questa sar la sua grandezza. Si sentir una massa denergia. E lenergia conta molto, molto di pi delle parole, perch rappresenta luomo nella sua interezza.

Salvino

E dello spettatore che ne facciamo?

Irene

Altra bella domanda. Due sono in realt i protagonisti del teatro: lattore e lo spettatore. Questi la nostra ragione dessere, il re, il giudice dei nostri sforzi, chi, con i suoi consensi o con i suoi fischi, determina il successo di unopera. E come un elettore che designa lascesa di un uomo politico, un turista che pubblicizza un paese sperduto. Attore e spettatore sono come due parti della stessa cellula e lattore quello che deve riuscire a modificare s stesso. Deve vivere il teatro con passione. E una sfida!

Il teatro natura, magia, vita, non divertimento. E un fiume, non una palude. E un fluire e non un ristagnare. Cos come ogni esistenza. (agli altri) Voi dovete immaginare di essere il tracciato elettrocardiografico di un cuore che palpita. Alti e bassi, sistoli, diastolisembrano montagne russe. Questa la vita, questo il teatro. Senza questi picchi, sareste il tracciato di un cuore morto.

S, proprio cos. Elettrocardiogramma piatto uguale morte.

Evocate il passato. Lattore pi bravo quello che ha sofferto di pi, quello che ha un patrimonio di eventi.

Marcello

Allora, se per questo...Eccomi qui. Piacere, Gasmann Vittorio. (scoppiano tutti a ridere).

Irene

La bravura nel ricreare in noi unemozione, non nel cercare di suscitarla. Si suscita da s, naturalmente, se i presupposti sono giusti.

Alice

L'ultima domanda. Io, quando faccio bene, divento talmente orgogliosa di me tanto da rasentare la superbia. Quanto gioca l'umilt in tutto questo?

Irene

Tantissimo. Per me, per esempio, lumilt non la qualit che reprime superbia e orgoglio. E ben altro. E molto di pi. E la capacit di rivedere sempre le proprie posizioni, di fare marcia indietro quando non si vuol far male a qualcuno, del non vergognarsi nel chiedere aiuto. E allora diventa assolutamente indispensabile, una qualit fondamentale.

Gloria

(ridendo, a Fulvio) Prenditi questa, pallone gonfiato. (agli altri) Morirebbe lui piuttosto che fare marcia indietro o chiedere aiuto agli altri.

Irene

Dai ragazzi, preparatevi, tardissimo e domani dovremo andare tutti a lavorare. Grazie a tutti. (tutti escono allegramente dalla porta, mentre Silvana si avvicina a Irene)

Silvana

Non capisco cosa mi abbia preso.. Ho perso il controllo. Sono mortificata, scusami.

Irene

Tu non devi scusarti di niente. Piuttostocome stai?

Silvana

Sei riuscita a farmi rivivere un episodio in modo coscossono ripiombata nella disperazione e nellangoscia. O forse non ne ero mai uscita. Eppure, sar l'impressione, ma in questo momento sto molto, molto meglio di prima.

Irene

Tante cose bisogna provarle sulla pelle prima di metterle su carta.

Silvana

Come hai fatto a capire che avrei voluto fare un'intervista?

Irene

Non ci voleva poi tanto...Posso dirti una cosa? Tu e Michele avete recitato malissimo. Comunque, se ti va, possiamo sempre fare un gioco.

Silvana

Un gioco?

Irene

S, ma soltanto se ti va. Io e te da sole, per.

Silvana

Ok, accetto. Solamente vorrei avvisare Michele di non aspettarmi. Sai? Mi ha dato un passaggio e non vorrei che si attardasse troppo per causa mia.

Irene

Michelino! (Michele entra in scena) Smamma!

Michele

(a Silvana) Mi lasci andare da solo?

Irene

Non ti mangiano mica...Sei talmente duro, ma duro! Cos come hai la testa, hai tutto il resto. Duro e indigesto.

Michele

Gentile! Ma Silvana come torna?

Irene

Tranquillo, la lascio io.

Michele

Tu? (a Silvana) Silvana, senti a me, meglio se te la fai a piedi. Irene guida a dieci all'ora.

Silvana

Meglio. Chi va piano, va sano...

Michele

...e fa fare gli incidenti agli altri. Una volta hai fatto sbattere pure me.

Irene

Te ne vai, s o no?

Michele

Ma voi cosa dovete fare?

Irene

Dobbiamo giocare.

Michele

Ma come non vi scoccia giocare a quest'ora? No, scusa, guarda...senti...questo lo so a memoria (imita Irene) Dovete giocare, fantasticare, sognare. Sognare gratis. E dovete riuscire a fare quello che non vuole pi nessuno: vivere nelle favole. Hai visto che so tutto a memoria?

Silvana

A cosa si riferisce quello che hai detto?

Michele

E' la filosofia del suo gioco: si chiama teatrando. Per Irene conversare con una persona pu far darle degli spunti per una storia che inizia a vivere contemporaneamente alla conversazione. Alla fine ti ritroverai con qualcosa da recitare per la prossima opera.

Irene

Mich! Ti spieghi come un libro chiuso. Tu sei come l'uovo. Pi cuoci e pi duro diventi. Ed meglio che ti togli dai piedi perch ho capito perch l'hai accompagnata qui.

Michele

Ma...

Irene

Fuori!

Irene

Comunque, Silvana, adesso che hai provato...vuoi scrivere ancora?

Silvana

No, non mi va pi. Voglio soltanto recitare.

Irene

Non avevo dubbi. (l'abbraccia) Ok Silvana, benvenuta fra gli amatoriali.

Sipario

Fine primo atto

Secondo atto

Teatro- Sipario aperto

Si avvertono nell'aria i preparativi per lo spettacolo.

Mariuccia entra in scena

Gli attori

(cantano) Mamma! Mormora la bambina...

Mariuccia

Dai, ragazzi!Mi viene da piangere...(si accascia su una sedia)

Gli attori in coro

Mentre pieni di pianto ha gli occhi.

Irene

Basta! Vi prego. Lo sapete, per me ogni rappresentazione un parto. E a me sono iniziate le doglie, va bene? Fra meno di un'ora andremo in scena.

Michele

In scena? In scema!

Alice

Il trucco. Non ci arrivo se qualcuno non mi trucca. Chi mi trucca?

Mariuccia

Chi ha preso il mio mascara?

Irene

Mollate tutto per un attimo. Stiamo per aprire il botteghino.

Un'ultima cosa. Ho cambiato il finale.

Fulvio

Non ce lo dire.

Mariuccia

Non possibile che cambi sempre all'ultimo minuto.

Irene

E invece s. Ci ho pensato stanotte.

Fulvio

Ti dovresti intavorare tu, la sera prima dello spettacolo, cos non ci disorienti l'indomani.

Irene

Ok, ok. Presentazione finale. Tutti sul fondo. Alla fine del monologo che concluder il tutto, voi, in coro, chiuderete definitivamente con questo brano (porge a Fulvio una serie di fogli). Qualche minuto per impararlo a memoria.

Mariuccia

E' pazzesco quello che ci chiedi!

Irene

Nulla pazzesco. Pronti?

Lilli

Le mani, le mani!

Marcello

Fatemi spazio.

Fulvio

Anche a me.

(Tutti formano un cerchio con una mano su quella dei compagni).

Irene

Uno...due...tre...

Tutti insieme

Merda! Merda! Merda!

Il sipario si chiude per riaprirsi subito dopo uno stacco musicale.

Sipario

Mariuccia di fronte al pubblico, a destra, illuminata da una lucerossa. Marcello al buio, seduto, a sinistra. Nel dialogo o, meglio ancora, nellinterpretazione dei monologhi che sintersecano, la luce si sposter una volta su uno, una volta sullaltra. I colori delle luci cambieranno assecondando lo stato danimo del momento dei personaggi.

Mariuccia

Un uomo, forse come tanti. Ma per te unico, adorabile, tenero, interessante, appassionato: il migliore fra tutti.

Marcello

Una donna. Non una come tante. Unica, come tutte le donne sanno essere. Una donna positiva, solare, come poche donne sanno essere.

Mariuccia

Una storia, forse come tante. Ma tu la vivi, ne sei la protagonista e, giorno dopo giorno, ora dopo ora, attimo dopo attimo, pensi che sia lunica, la pi bella, la pi esaltante, la pi squallida, la pi tenera, la pi disperata storia mai vissuta prima..

Marcello

Una storia, unaltra storia, unaltra storia da collezionare. Diversa perch con una donna diversa. O forse una storia come tante. Ma lhai voluta, ti ci sei buttato a capofitto e pensinon pensi, non vuoi pensare.

Mariuccia

Linizio e la rivelazione

Marcello

Quando ebbe inizio? Non ricordo

Mariuccia

Gioia e paura allunisono il cuore che batteva per i fatti suoi e i polmoni che respiravano aria frizzante e che si chiudevano quando ti fermavi a riflettere.

Marcello

La volevi, la desideravi

Mariuccia

Perch quella paura? Ma perch fingi con te stessa? Quando ami vivi, ma pur vero che ogni tua storia damore ti ha travolto, squartato, fatto soffrire.

Marcello

Non volevi che soffrisse. Infatti lavevi avvisata. Glielavevi detto..pensa ai patemi danimo, ai casini che potrebbero nascere

Mariuccia

Eppure ti aveva avvisataPerch non gli hai dato retta?

Marcello

Perch non ti ha dato retta?

Mariuccia

Forse perch gi lo amavi e non lo sapevi. Forse per correre di nuovo incontro alla vita.

Marcello

Perch tenta di farmi venire complessi di colpa? Cosa pretendeva da me? Ma cosa voleva?

Mariuccia

Hai voluto sfidarti per lennesima volta....per la dolcezza dei suoi baci, per il tuo annullarsi nei suoi abbracci, per la gioia di accarezzargli le mani, per quella strana luce dei suoi occhi, per la felicit di stargli vicino...

Marcello

Ha cominciato a spaventarti. Si annullava nei tuoi abbracci, ha iniziato a perdere la sua autonomia, ad essere assolutamente dipendente da te. Per questo sei partito con la scusa di quella gara.

Mariuccia

Sparito! Una scusa, una partenza e un cambiamento radicale al suo ritorno. Non era pi lui. Ripensamentio rimorsi, chiss! Non lhai saputo e forse non lo saprai mai. Non una parola, n un gesto affettuoso, solo la telefonata con cui ti avvisava che non poteva venirti a prendere. E tu, sconvolta da questo silenzio e da questa indifferenza, hai sentito il bisogno della spalla sulla quale tante volte avevi pianto, dellunico uomo che ti aveva veramente amata, della tua prima casa, della camera che tu stessa avevi arredato e che rimasta intatta. Come sempre. I posters scelti da te, la tua bambola sulla sedia, i tuoi disegni sul muro e con loro la parola fine scritta col pennello da imbianchino. Nove anni sono passati ed come se non te ne fossi mai andata, come se non lavessi mai lasciato. La tua presenza l, anche quando non ci sei. Anche lui l, lui che finalmente ha trovato unaltra che gli ha fatto dimenticare te, che sereno e che solo per questo ti pu aiutare. Come sempre ti apre le braccia e tu, soffocata dalle lacrime, gli racconti la tua storia, tutta dun fiato. Con lui hai parlato sempre di tutto: delle tue speranze, dei tuoi sogni, delle tue angosce, delle tue sensazioni. Stavolta gli chiedi cosa gli farebbe piacere se si trovasse al posto dellaltro, cosa gli darebbe fastidio. Chi pu capire un uomo meglio di un uomo? Ti parla, ti rassicura...la sua spalla sempre l e tu conosci la pericolosit di quella spalla. Ma a poco a poco te ne allontani. Non piangi pi. La sua voce interrotta dagli ultimi tuoi singhiozzi. Esci dalla casa pi serena, liberata dal peso che ti opprimeva. Adesso sei pronta ad aspettarlo.

Marcello

Quanto ti manca la sua voglia di vivere! Il lavoro ti stritola, la famiglia ti opprime, le responsabilit ti attanagliano. Hai voglia di vederla. Subito! Hai voglia di possederla, di farti riscaldare dal suo sorriso, di sentirti avvinghiare dalle sue braccia.

Mariuccia

E quando torna, quando lo vedi, freni limpulso irresistibile di corrergli incontro e gettargli le braccia al collo. Sai che non lo apprezzerebbe.

Marcello

E diversa, pi bella, pi donna. Ha sofferto per me. Lo sento, la sento tremare, nasconde le sue lacrime di commozione. Ma tutta unesplosione di gioia che minveste e mi addolcisce. Vorrei tenerla ancora stretta a me, ma lei si riveste, saluta e va via. Proprio come un uomo che non vuole vincoli. Hai paura di perderla, ma non vuoi illuderla.

Mariuccia

Ma ormai la vita ti appare costellata di punti interrogativi. Verr? Telefoner? Mi penser? Unattesa che ti svuota sempre pi e che ti rende quasi inanimata se il punto interrogativo si trasforma in no. Certe domande a lui non le farai mai. Hai paura, perch se gettassi la maschera e rivelassi i tuoi veri sentimenti, anche lui avrebbe paura e, stavolta, non tornerebbe pi. Te lha detto anche allinizio di non prenderla troppo calda. Ma tu non sai usare il contagocce: o dai tutta te stessa o nulla. Vorresti dargli tutto ci che nessuna donna gli ha mai dato. Ma tu, cosa effettivamente non hai mai dato a un uomo che potresti dare a lui? Forse la tua completa sincerit, anche se l antica saggezza femminile te lo sconsiglia. Non vergognarti di dimostrargli anche la tua vulnerabilit, la tua fragilit. Ti accorgi di essere gelosa del suo passato, che ignori. Ti addolora il non averlo visto crescere, il non averlo conosciuto bambino o adolescente. Chiss comera ti chiedi e scruti i volti dei tuoi alunni per carpire qualche cosa che assomigli nei gesti, nello sguardo, nella bocca. E ti rendi conto che ormai dentro di te. E parte inscindibile dai tuoi pensieri e tu non vuoi. O forse s. Te lo senti dentro, vive con te. A volte pensi che sarebbe bello avere un figlio da lui, un figlio che gli assomigli e che abbia per occhi gli stessi due pezzi di cielo che ha lui, per ricordartelo quando lui non ci sar pi...a costo di qualsiasi prezzo e sacrificio...

Marcello

Devi assolutamente vederla. Quando finir la scuola, per lei, non sar pi cos facile disporre del suo tempo.

Mariuccia

Il penultimo giorno di scuola...quella sua risposta alla tua frase Chiss quando ci rivedremo..-.

Marcello

Forse fra un mese, o fra un anno, forse mai pi....

Mariuccia

La sensazione di gelo che ti paralizzava le gambe perch pensavi che non lavresti pi rivisto...E le margherite tutte appassite; quelle margherite che sfogliavi interrogandole giorno dopo giorno. E lultimo giorno di scuola e non ci sono pi margherite: lultima lhai sfogliata il giorno prima. La tua storia ha seguito la sorte del cespuglio.

Marcello

Non posso perderla. Al diavolo tutto! La famiglia, il lavorodevo dirglielo. Lei mi fa sentire importante, mi sento un uomo vero.

Mariuccia

E quando ritorna tu benedici le lacrime, langoscia, lo sgomento e fai lamore con lui come se fosse lultima volta.

Marcello

Perch si comporta cos? Sembra quasi che sia lultima volta che facciamo lamore.

Mariuccia

Ami tutto di questuomo, cos diverso da te: il suo silenzio, la sua riservatezza. Non cambieresti niente di lui. E ti rendi conto che ti d i suoi momenti pi belli, che non liceberg che vuole far credere. Non pu esserlo un uomo capace di risvegliare tali emozioni. Quando sei con lui non ci sono ma, se,perch. Vivi quellintimit per essere quello che con altri non sei, per rivelare a lui solo aspetti che tutti coloro che ti circondano ignorano. E accetti tutto come un regalo, pensando che se ci sar una prossima volta sar ancora pi bella di questattimo che stai vivendo. Non gli chiederai mai niente. In fondo sei come lui: hai bisogno di un amore libero, libero da responsabilit, da doveri, che sfugge al mondo intero, a tutti gli altri, anche alla tua pi cara amica. E nel rifugiarti fra le sue braccia, ti viene voglia di piangere. Di gioia. Non sai come finir questa storia. Sicuramente stavolta tu non scriverai la parola FINE. Metterai un punto e aspetterai. Se lui vorr potr tornare a capo.

A coppie e individualmente gli attori si avvicenderanno sul palco. Nei loro monologhi si riconoscer lo spunto che nato nel primo atto.

(Gloria si rosicchia nervosamente le unghie. Ha appena finito di leggere la lettera di convocazione ai provini).

Gloria

Ma chi lavrebbe mai detto che mi avrebbero rispostoa me non mi calcola mai nessuno.

E ora? Gi, ora che caspita faccio? Io che so fare? (ride) Niente, non so fare niente!

Io so soltanto che voglio fare lattrice e che questo il mio sogno da sempre.

(D uno sguardo alla lettera) Ma qui si presentano i bravi, quelli che hanno le basi.

(Con infinita tristezza) Io, di basi, ho solo i miei piedi.

E per giunta un equilibrio niente di che.

Cosa potrei fare con i miei piedi?

Potrei ballare, certo!...

S, ma che gli faccio? (rosicchia le unghie)

Latino, s, gli faccio latino. (canticchia un motivetto di musica latino americana e comincia a muovere qualche passo) Spalline, bacino

Dai, si vede lontano un miglio che sono una cosa inutile. Ma che mi presento a fare? Vogliono che canti. Io? Che cantistonata come una campana(accenna una canzone e, sul finire, prende deliberatamente una stecca)

E se iniziano a sghignazzare e io scoppio a piangere?

Io ho la lacrima facile.

Per la verit anche la risata facile (sghignazza) Sono agli opposti. Non sono una equilibrata. Se ne accorgeranno subito. Mi sbatteranno fuori.

(Imita la voce rude di un uomo)Signorina, lei crede forse di poterci prendere per i fondelli? Eh, no! Siamo dei professionisti, noi. La prego, si accomodi fuori.

(Continua a martoriarsi le unghie) E se vogliono sapere che cosa ho fatto fino a oggi, che gli diconiente?

In fondo non importante il da dove si viene, ma il dove si vuole arrivare.

Ma io non voglio neanche arrivare.

Io voglio andare.

Lontano. (canticchia Andare lontano tratto da Poster di Claudio Baglioni ed esce di scena inseguendo il suo sogno)

Una luce tenue illumina Lilli.

Lilli

A che servono gli applausi? A dare consenso a chi?

Meglio il serpeggiare di emozioni, lo scambio emozionale attore-spettatore, la lacrima, il sorriso, il nodo in gola, la risata sbracata che contagia, il silenzio che unisce platea e scena e che d vita a grande commozione.

Giungere a chiedersiChi sul palco? E chi in poltrona? Attore o spettatore? Interprete o personaggio?

Tutti allunisono incatenati allopera. Lo spettatore inchiodato uno spettatore in volo.

Salvino

Mi incazzo quando dicono di un artista Ha avuto fortuna.

Ma che ne sa la gente di quello che sta dietro al successo...

C un duro lavoro, c linseguire un desiderio a testa bassa, con caparbiet. Per caritpotrebbe anche esserci il trovarsi nel posto giusto al momento giusto (Sfumano voce e luce)

L'occhio di bue inquadra Alice .

Alice

Ti vuoi fare truccare, si o no? Perch no, perch tutti questi capricci? Ma che significa non importante e no, che non va bene! Il trucco dobbligo. Che tu lo voglia o no, una prima teatrale, alla fine sarai chiamata sul palco e non potrai presentarti con questa faccia di pesce lesso. Basta! Mi hai scocciato. Siediti, non mangiarti le unghie e stai tranquilla che tutto andr bene. (buio e poi nuovamente luce di colore diversa).
Estroversa, geniale, creativa, con il suo make-up riesce a trasformarti in ci che vorresti essere in quellattimo. Inizia, con la sua vitalit, ad allontanare dalla mente i pensieri, la tristezza, la malinconia, la paura e linsoddisfazione del momento. E, a poco a poco, piano piano, al tocco delle sue sapienti mani, il magone si scioglie, i lineamenti si distendono ed il viso si illumina. Alla fine della sua opera ti guardi allo specchio e quasi non ti riconosci: le sfumature ed i giochi di luce che riuscita a creare, ti fanno sentire bella, in forma smagliante, sicura, capace di affascinare e perch no? Anche di sedurre. Un miracolo? Sicuramente unarte. E lei artista lo per davvero. Non a caso ama dipingere. Una full-immersion, dunque, in un mondo di colori e di trasformazioni che la trascina via dal grigiore e dal bianco e nero della quotidianit per catapultarla nei sogni e nelle favole che ogni donna come me vorrebbe vivere. (Buio-Luce di colore diverso)
Sono venuta di corsa, quando lho saputo, pensavo si trattasse di uno scherzo, invece tutto vero.
Quanta gentesei elegantissima. Bello sto vestito, non lo conoscevo. Quando lhai comprato? Anche le scarpe sono scicchissime.
Per, sei sempre la solita, predichi bene e razzoli male. Perch giusto oggi, hai questa faccia di pesce lesso Tu, tu che dicevi sempre che un filo di trucco doveva farci trovare preparate pure dalla morte.

Fulvio siede sulla scaletta che permette il passaggio dalla platea al palcoscenico.

Fulvio

La domenica, quando quel profumo di rag che proviene dalla casa del portiere invade l'androne del mio palazzo, torno indietro nel tempo. Mi ritrovo a casa di mia nonna...insieme ai miei cugini, quando continuavamo a giocare, malgrado tutti fossero gi pronti per mangiare, lasciando i posti vuoti attorno al tavolo . I nostri genitori allora ci rincorrevano per prenderci a schiaffi e costringerci a prendere posto...

Occhio di bue su Silvana

Silvana

La odiai! Malgrado sapessi che in quel momento mi stava aiutando ero colta dai sensi di colpa e mortificavo me stessa e chi mi stava aiutando.

Lei divent brusca, fredda, sbrigativa.

Mi disseti piaciuto? Potevi pensarci prima.

Ero unassassina?

Quanto ho pensato al bambino che mi negavo, a quella vita che avevo interrotto.

Il dolore e il senso di colpa non mi hanno mai abbandonato.

Non passa giorno che non pensi a ci che ho fatto.

Ricordo quando gli parlavo e gli dicevo non nascerai perch sarebbe un disastro, perch tuo padre non ha il coraggio di prendersi le sue responsabilit.

Mi chiedo spessochiss come sarebbe statoSe avesse potuto parlareche cosa avrebbe detto?

Che avrei potuto crescerlo anche senza il padrecon enormi sacrifici

Dentro di me si scaten linferno.

Questo bambino rimasto nella mia mente e nel mio cuore per sempre.

Non riuscivo a dormire, mi sentivo vuota, come se mi avessero tolto qualcosa di mio.

Sono una persona razionale, ma il mio lato emotivo mi strazia, mi fa male.

Dopo, la prima fitta straziante la provai per strada quando incrociai una donna che spingeva una carrozzina.

Fui assalita dallangoscia. Vidi negli occhietti di quel bimbo lo sguardo di mio figlio non voluto, uno sguardo che non mi ha pi abbandonato.

Ancora oggi calcolo let che avrebbe. Lo immagino fisicamentelaltezza, il colore degli occhi, dei capelli.

Gli parlo e piangendo gli chiedo perdono.

E unossessione. Ansia e rimorso. Se solo potessi tornare indietrooggi avrei la possibilit di stringere quel figlio fra le braccia. Invece mi rimane solo un forte senso di colpa per averlo rinnegato.

In seguito, quando decisi di avere il figlio, diedi per scontato che il mese dopo il bambino si annunciasse. Ma non fu cos. Mese dopo mese, anno dopo anno, la speranza si tramut in angoscia. Per ventanni, mese dopo mese, la tortura di vedere arrivare il ciclo e di sentirmi un essere inutile... il senso di fallimento che mi faceva sentire donna a met per limpotenza nel raggiungere la realizzazione completa di una donna. Trafila di esami, di indagini, dolorose e inutili. Lui si sentiva usato. Un giorno mi disse che si riteneva soltanto oggetto, strumento utile affinch arrivassi alla fecondazione. Mi lasci.

Tutta questa sofferenza ha segnato la mia vita. Pensavo a quella mutilazione come la giusta punizione per non essere riuscita a portare a termine quella gravidanza. Ho trattato ogni uomo che ho avuto come fosse mio figlio. Esplodeva in me ogni volta quel sentimento materno per quellessere mai nato che ritrovavo in ogni atto damore.

Buio. Salvino sul proscenio

Salvino

Il mio lavoro di agente di commercio mi costringeva a spingere, sempre di pi, in salita e in discesa, indipendentemente dal fatto che il traguardo fosse vicino o lontano. Da quando sono andato in pensione, per tre anni, ho praticato lo sport da salotto, dedicandomi a questattivit con passione e impegno. Guardavo la televisione, leggevo il mio livello era talmente alto che potevo entrare nel guinness dei primati come campione di pigrizia. Poi ho conosciuto il teatro amatoriale e l cambiata la mia vita. Qui, su questo palco, vibro, soffro, vivo. E una passione che mi divora. Sono un attore amatoriale, un attore di serie B, dicono. Io non mi sento tale. Non ho la tecnica giusta, vero, ma ho amore per quello che faccio, per i personaggi che interpreto. E un fare teatro che non quotidianit. Ogni quotidianit schiavit! Per questo il teatro amatoriale non mi rende schiavo, ma uomo libero. Mi sento come un amante pieno di passione. Devo reinventarmi, piacere. Io vedo tutti quei professionisti che ci snobbano, come delle coppie che vivono allinterno di un matrimonio, danno tutto per scontato, avvertono il peso delle loro responsabilit, ma sono come cristallizzati allinterno di un testo. E pur vero che dagli amatoriali ci si pu aspettare di tutto. Che abbandonino dalloggi al domani. Quando tornano non pi la stessa cosa. E comecome se ritornassero al paese natio senza riconoscerlo pi. Non sanno quello che si sono persi in quel lasso di tempo.

(Buio. La luce illumina tutta la compagnia schierata).

Gli attori in coro

Quella del teatro amatoriale una lotta contro i mulini a vento, ma prima o poi i mulini si sfasceranno e noi vinceremo non la battaglia, ma la guerra.

Irene

(a sorpresa entra in scena; la luce illumina gli attori stupiti che hanno preso parte allo spettacolo) Tante volte mi hanno chiesto qual il mio obiettivo...Il mio obiettivo lorizzonte. Fisso quel punto che unisce due azzurri e cammino. Ogni tanto una pietra mi sfiora, altre mi colpiscono e mi feriscono. Talvolta una gragnola di sassate mi investeE l che comincio a correre, per non fermarmi, per non soccombere. Cado, certamente, ma la forza di rialzarmi non mia, (guarda con riconoscenza la sua compagnia) di tutti loro che mi incitano. Io scriver finch loro saranno con me. Solo cos potr raggiungere il mio obiettivo. Perch... (stringe tutti in un abbraccio)...sono loro le mie muse, sono loro i miei pensieri, sono loro il mio cuore, sono loro tutto ci che io sono.

Sipario

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