Teatrino di Montandon

TEATRINO DI MONTANDON

Talk show

In due tempi con rinfresco

di

KATIUSCIA PATRIZI

INTRODUZIONE

Benvenuti nel Teatrino di Montandon! Si tratta di un gioconemmeno cos nuovoun gioco vecchio come Pirandello (e quasi arrossisco nel citarlo), che fu tra i primi a tentare di portare in scena VITA VERA. Cos comincia il Programma si sala di questo singolare teatrino, nel quale si raccontano personaggi che, nellapparente finzione, svelano le loro verit altrimenti inconfessabili. Tema centrale del testo la diversit umana che pu essere divulgata nella paradossale irrealt (o iperrealt) del palcoscenico per superare gli ostacoli che limmaginario perbenista a costruito. Allinterno di un teatro dismesso, in pausa, in cui tuttavia coagulano i segni del tempo, di una finzione divenuta storica, il mondo del teatro si tramuta nel teatro del mondo, microcosmo rappresentativo di una realt vera che non vuole pi nascondersi. Ecco allora sfilare il gay, la lesbica, lhandicappato, il meridionale: Montandon, simbolo delluniverso consensuale che si copre di un falso anticonformismo in cui specchiare la nuova coscienza di un demagogico rinnovamento. Infatti, come nel passato, ciclicamente, il negativo viene positivizzato, o per meglio dire, nel coevo contesto di consumo culturale, strumentalizzato, monetizzato in termini di attenzione, di audience. E si svela cos il miserabile destino delloppresso, anche oggi sopraffatto da una condizione gattopardianamente inamovibile, come conferma lamaro, imprevisto, finale.

Lautrice ha individuato una strada sicura e vincente, quella di un teatro postmoderno in cui la linearit della narrazione declina e lascia emergere un testo costantemente spezzato, frammentato in brandelli di storia, in cui si dissolvono le coordinate spazio-temporali e lintegrit dei personaggi.

Le citazioni del teatro futurista e surreale, della frammentazione pirandelliana, disseminate nel testo, costituiscono un assunto di partenza, un omaggio a un teatro diverso; ma il testo attualizza le suggestioni di quel teatro superandolo e fornendo nuovi percorsi drammaturgici. Il testo si costruisce seguendo moti televisivi, mimando un talk-show disordinato, che mostra il prodotto e il processo, ci che si vede e ci che accade dietro; landamento saltellante e a tratti concitato, mosso quasi a tradurre il ritmo dello zapping che affastella immagini e parole, poesia e prosa,, urlo e lacrime. Il programma narrativo, quindi, non pu che manifestarsi come negazione della Bildung dei personaggi che, scavando nella loro interiorit, portano a galla il loro discorso. E un teatro siffatto fa ampio ricorso alla musica, ai suoni, alle luci, a un linguaggio fortemente connotativo che inquieta e turba, che confonde ritmi contemporanei e classici, gigantografie e minuti dettagli, sullo sfondo di un ambiente reso acido dalle frequenti stroboscopiche.

La giovane Katiuscia Patrizi si muove con disinvoltura, manifestando una sicura padronanza del mezzo espressivo, unita a una inedita capacit creativa. La sensibilit umana e sociale e la volont di parlare di un mondo di libert in cui siano distrutte le barriere di un opprimente Senso Comune trovano la loro pi congeniale espressione in questoperazione che anche- metalinguistica, ch indica, sul solco di una tradizione dello spettacolo, un dover essere del teatro di certa, futura diffusione.

Mario Ruotolo

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Benvenuti nel Teatrino di Montandon! Si tratta di un gioconemmeno poi cos nuovo.Un gioco veccho come Pirandello (e quasi arrossisco nel citarlo), che fu tra i primi a tentare di portare in scena Vita Vera. Questo tentativo, esperimento paradossale, in un luogo che per antonomasia la culla della finzione, diventa nel mio teatrino il pretesto per un Talk- Show dove sfileranno ospiti particolarissimi con storie raccontate come confessioni. Storie strane, segregate ai margini del perbenismo e del legittimo; o semplicemente del digerito e perfettamente inserito in una societ moderna,variegata e cosmopolita. Oggi, sfiorare argomenti di diversit, o di handicap, o di divari regionalistici (tuttora esistenti nonostante che, su pi grande scala, si ambisca a parlare di nazioni senza barriere)vuol dire tentare di rappresentare in condensato mille altre forme di diversit esistenti, ma ancora latenti. E un po come compiere un esorcismo verso il luogo comune che ghettizza e mette da parte e che spesso ancora legge imperante; o verso una cultura spicciola, annebbiata dai mass-media, che riesce, davvero raramente, a ricalcare le orme di una cultura senza barriere, ideale, ma solo astratta: lontana chilometri e chilometri da realt paesane e di piccole cittE chiaronon c altra spiegazione: nonostante lapertura delle barriere, la cultura media2 ancora ferma, circa certe forme di diversit, a trentanni faraggomitolata nellovattata omert di una cittadina di provincia. Non ho fatto la scoperta del secolo: ho soltanto esposto delle perplessitforse simili a quelle che provano i miei ospiti, che nellombra dei rotocalchi e dei divi, giorno dopo giorno convivono con piccoli malesseri che a volte diventanopiccoli drammi quotidiani! Il punto centrale del discorso del Talk-Show che, qualsiasi bizzarra storia si racconti, comunque una storia di persone pi che di categorie uname: e le persone, in quanto esseri unici ed irripetibili, hanno diritto ad una storia propria e non ad un riassunto di casta. Per questo un gay, una lesbica, un portatore di handicap o un meridionale non sono mai il Gay, la Lesbica, il Portatore di Handicap e il MeridionaleErrore, questo, commesso talvolta anche da molti (e sono sempre di pi) esempi cinematografici che propongono prototipi talmente ricorrenti da diventare copie di se stessi, sempre pi distanti dalla realt dei fatti. In quasi tutti i film il Gay una macchietta rosa-shocking; il Portatore di Handicap un buono-poetico (forse per compensazione); il Meridionale caciarone e truffatoreNel mio teatrino si racconteranno storie private come confessioni, e non come finzioni. Sul filo del rasoio della simulazione e dello sberleffo del Luogo ComuneSi ironizza sul teatro stesso (ormai disincantato. Magia di cui si svela il trucco) e si fa il veerso, nel nostro piccolo, a certi talk-show e show-man televisivi illuminaticome Montandon, il Mangiafuoco scopritore!. Nonostante gli argomenti ho cercato di stabilire, attraverso una scarna tessitura da cuiSi recita a soggettouno spettacolo disinvolto, leggero e talvolta ironico.

Buon divertimento

Mario Montandon

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Personaggi ospiti:

MONTANDON presentatore della serata

VITO venditore ambulante

GUALTIERI avvocato di provincia quarantenne

COSIMO attore disabile

DEBORH commessa trentacinquenne

SONIA trentenne divorziata

MISASI critico teatrale de Il Mondo

PROFILO DEI PERSONAGGI

MONTANDON

Fuori: In smoking. Pingue e brizzolato. Tutto sorrisi e falso ascolto del viso. Gestualit delle mani come se fosse un illusionista. Mefistofelico.

Dentro: E davvero diabolico! Sa gestire la vita degli altri ed incastrarla ai casi di altri ancora: se ne serve per fare spettacolo come un burattinaio. E diplomatico alleccesso fino a diventare ipocrita. Usa talvolta parole tipo pardon, pathos, pour-parlaer; e il nome stesso, Montandon (forse un nome darte), come fossero segno di supremazia solo perch danno un tono di internazionalit. Si estranea dal gruppo non solo perch presentatore e quindi pilota della serata, ma anche perch pulito, senza confessioni da fare, e francese! E logorroico e le sue lungaggini diventano melodie ricorrenti per il solo gusto di sentirsi parlare. La serata che organizza sotto le false spoglie di un esperimento di nuovo il pretesto per far soldi. Sostanzialmente un arricchito alle spalle degli altri, fintamente colto e profondamente annoiato: il pi bisognoso di confessione.

VITO

Fuori: Meridionale. Poveramente vestito con grembiule di lavoro e cappellino. Un po gualcito il tutto. Ha una cassettina da lavoro appesa al collo (probabilmente rimediata anche questa). Faccia scura e un po rintronata.

DENTRO: E un buono. E il popolino che Montandon deride. E linferiorit (apparente) opposta alla superiorit (apparente) di Montandon. Per questo stato chiamato, pi che per vendere noccioline: per far sentire Montandon (francese) pi forte (sul curioso meridionale) e per regalare al pubblico annoiato uno stralcio esotico-folklotisticoMa Vito non stupido; forse gioca a fare la macchietta, per compiacere il capo e per necessit: perch davvero ha una famiglia che cresce cu e mullichelle e ha bisogno di soldi. Nonostante ci mantiene una sua dignit e dimostra, talvolta, forte ironia e sensibilit. E il padre buono popolaree pi che padreaddirittura nonno: usa a volte proverbi e modi di dire con cui resuscita una cultura popolare lontana davvero chilometri e chilometri da Montandon e dal pubblico medio. Guarda tutto da fuori, dalla platea, perch ancora ha lo stupore dei bambini che guardano tragedie TVma non se ne estranea: partecipe e commosso; ride e piange con gli attori: uno di loroDiverso.

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GUALTIERI

Fuori: Avvvocato di provincia. Presenza ingombrante per alterigia e per mole. Virile, alto brizzolato, barba e baffi. Indossa un completo scuro con panciotto e orlogio a catena. Addirittura un po retr. Misurato per gesti tanto da poter, a volte, sembrare impacccaito dentro una strana esibizione di integrit. E quel che sembrerebbe un uomo tutto dun pezzo.

DENTRO: E colui che vive peggio di tutti la sua condizione di diversit (perch anche lui, oltre lapparenza integerrima, ha un piccolo neo. E combattuto tra limmagine di s che gli altri si aspettano e il suo vero ioLa sua nevrosi data dal graduale scollamento di queste due condizioni antitetiche fino ad esplodere nella finzione opposta della carnevalata tra il primo e il secondo atto (che solo uno sfott, un gioco di Ruoli, e lo sberleffo estremo del Luogo Comune). E tentato dallidea di confessarsi, ma quello che lo fa con pi titubanza, e una volta fatta, la confessione, la difende come se tenesse unarringa avanzando diritti e costatando carenze sociali della propria condizione. Uomo di cultura, non la ostenta ma la utilizza per far valere le sue ragioni. Leale, nutre un profondo disprezzo per il mellifluo Montandon e se ha accettato di partecipare alla sua esibizione, lha fatto solo per urgenza di giustizia.

COSIMO

Fuori: E un uomo maturo con i capelli pi lunghi dei comuni tagli. Indossa una camicia delle bretelle e una cravatta dai disegni stravaganti. Pantaloni rossi. Da lidea di un genio pazzo, creativo.

Dentro: Il suo, il Male Irrisolvibile di cui a volte parlare pu risultare superfluo perch rara la soluzione; poich la soluzione solo in parte nel far cadere ostacoli fisici che bloccano la sedia a ruote dove sta da quindici anniIl vero problema per Cosimo la solitudine a cui tale condizione lo ha paralizzatoSolitudine diversa da quella degli altri: pi alienante, pi crudele, perch oltre al problema fisico, ha difficolt a trovare una persona che lo ami per quello che casualmente (forse un incidente) diventatoPrima comera? Magsri un latin-lovermagari un superficialemagari un egoistaOra un ironico, un sarcastico, un orgoglioso, uno che non chiede piet e che dice di trovarsi seduto sopra una sedia di scena, una sedia fintaLui sarebbe soltanto un attore! Le sue battute pungentila sua stanchezza verso le confessioni degli altriil voler tagliar corto senza troppe complicazioni, nascondono, a volte, una certa invidia: non cattiva, linvidia di chi sa che quel male (degli altri) sarebbe risolvibile con lintelligenza degli uominiil suo, solo con un miracolo della scienza medica. Anche Cosimo si confessa ed il primo che capisce il geniale meccanismo del palcoscenico: attraverso la finzione, loro per la prima volta, parlano davvero di s stessi come se fossero personaggiE lui recita fino alla fineperch la sua vera confessione presto rinnegata da battute tipo: Un bel monologo davvero, lho imparato a memoria

DEBORAH

Fuori: Bella, sensuale, femminile. Indossa un abito di seta rosso.

DENTRO: Categorica, non ha mezzi termini. Qualcuno o le piace o non lo tollera (vedo Montandon) e se anche uno le piacesse, quando la morde sul vivodiventa nervosa, attaccabrighe, senza peli sulla lingua. Sa il fatto suo, perch gi molte volte si dovuta difendere con lo sforzo doppio che

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spetta ad una donna che comunque, per luogo comune di vecchio stampo, appartiene al sesso debole. Non cattiva: semplicemente per reazione non si lascia mai mettere sotto da nessunoper orgoglio e dignit. E forte e se fosse stata un uomo sarebbe di sicuro diventata un leader o un pugilema da donna (e donna dun certo tipo) non ha potuto scalare alte vette sociali (e forse neanche stata questa la sua preoccupazione. Essendo presa da cicliche crisi affettive). Ex insegnate elementare, ora fa la commessa guadagnando quanto basta per vivere e mantenersi. La sua ricerca volta verso traguardi amorosi e affannosamente si barcamena tra un profondo bisogno di serenit e un oasi di stabilit in tal senso: tutto il resto puramente funzionale ad esistere.

SONIA

Fuori: Bella, femminile, sensuale, maliziosa. Indossa una sottoveste lunga di seta. Attrice bugiarda.

DENTRO: E lopposto di Deborah. Debole, insicura, sottomessaE fondamentalmente una pacifica, ma se stuzzicata, ha lacume di colpire in profondit. Nei punti deboli, privati e scottanti (vedi con Deborah), diventando cinica e cattiva. Anche il suo problema irrisolto lamore, nella ricerca del quale, confusa, combatte tra il residuo di una separazione ed una storia 8sempre rifiutata) con Deborah. Scissa, indolente, stanca, spossata, psicologicamente fragile, non ha altra arma che il cinismo e la bugia con cui difendersi di fronte alle accuse di diversit. Ossessionata dalle etichette della gente, arriva a baciare pubblicamente Deborah, per subito rinnegare levidenza, di fronte alla platea che ha appena assistito. Come personaggio funzionale a mettere in evidenza quanto, nonostante gli sforzi, certe forme di amore ancora siano indietro nella non facile conquista di una dignit sociale, quando persino gli amori stessi si combattono dal di dentro della coppia.

MISASI

Fuori: Critico teatrale della rivista Il Mondo: ospite in platea.

Dentro: E il bastian contrario (quando pubblico), critico di professione, che riufiuta la stravagante messa in scenama che mano a mano, se ne lascia convincereIronico, quasi sarcastico, fondamentalmente invadente, come spettatore, pi per bisogno di protagonismo che per puro scrupolo intellettuale. Nel finale si trasforma e diventaIl colpo di scena che risolve la storia damore ingarbugliata tre le due donne come deve essere. Personaggio doppio e soggetto alla simulazione. lunico mascherato con barba e baffi finti. Quando si svela in palcoscenico, liberandosi della maschera posticcia e dichiarandosi Mario di Sonia, si fa arrogante, schietto, dal linguaggio sporco e talvolta mellifluoSa dove far leva, quali punti deboli toccare, forte della propria normalit. In poche battute finali capovolge la situazione chiusa e ghettizzata del palcoscenico come denuncia e riporta lordine immutabile e prestabilito dal Luogo Comune: dagli uomini, dalla natura e da Dio!...I suoi uomini, la sua naturail suo DioIn parte determina il fallimento del TALK-Show, contro il Luogo Comune.

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Accoglienza pubblico: Si dovr dare lillusione agli spettatori di apprestarsi ad assistere ad una vera e propria conferenza- Talk-Show con rinfresco organizzata in un teatro in pausa. Il pubblico ricever, insieme al programma di sla firmato dallo stesso Montandon, una sorta di invito-depliant con la seguente dicitura:

La S.V. invitata a partecipare al Talk-Show di Montandon

Largomento della serata :

DIVERSITA: UN MONDO A PARTE

Testimonianze e dibattito degli illustri ospiti:

Sig. Antonio Gualtieri (avvocato)

Sig. Cosimo Micheli (attore)

Sig.a Deborah Fusaroli (commessa)

E con la partecipazione di: FRANCO MISASI

Critico teatralede Il Mondo

Assistente di sala: Il Sig. VITO SPATAFORA

Direzione Artistica: KATIUSCIA PATRIZI

Presenta la serata il Sig. Mario Montandon

Si informa il gentile pubblico che tra il I e II tempo previsto un rinfresco nel foyer del teatro

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PRIMO ATTO

Tempo: i nostri giorni. Sipario chiuso. Al suo interno la scena sar cos sistemata: teatro nudo, completamente privo di un apparente, canonico allestimento scenografico precostituito: qualche sedia di diversa forma e un finto trono da dramma di Shakespeare con a fianco una sedia a ruote per paraplegici, sono lasciati con apparente noncuranza sul fondo; alcune quinte sembrano sistemate alla meglio; a vista delle corde e una catinella scesa a mezzasta con qualche proiettore appeso in attesa di puntamenti luceResidui di vecchie scenografie stanno accantonate in un angolo, mentre in proscenio allestrema sinistra, fuori sipario, c un modernissimo appendiabiti in ferro (stile quasi futurista reinventato) con appesi un abito di paillette da gran diva anni ?20, un boa e cappelli di varie epoche tra cui due pagliette e una bombetta e una tammorra. Posto a destra sempre verso proscenio, ma interno al sipario, c un portaombrelli con ombrelli e spade di scena. Un letto in ferro battuto capovolto 8la rete a vista del pubblico) e appoggiato in verticale sulla parete di fondo. Il teatro apparir come in pausa, privato di ogni allusione alla messa in scena.

Montandon, un signore di circa 50 anni, presentatore della serata, entra dalla platea e sale sul palco con il piglio di un conferenziere. Montandon ha una cartella con degli appunti scritti dalla quale di tanto in tanto sbircia per proseguire il discorso. Microfoni a terra sostengono la voce.

MONTANDON - Bellissime signore, gentilissimi signori buonasera e benvenuti nel mio splendido teatrino! La serata cui assisterete ha un carattere insolito come gi accennato dal programma di sala: non consiste nella rappresentazione di un dramma, o tantomeno di una commedia nella quale vi chiediamo di immedesimarViSi tratta piuttosto di una esibizione dal vivo di testimonianze dei nostri ospiti che seguiranno a braccio un canovaccio da me scritto sulla falsariga delle loro storie vissute. Senza offendere lillustre Pirandelloquesta sera qui si recita a soggetto!...Prendendo a prestito lidea di pi rinomati talk-show televisivi..e cos portando, grazie ai nostri ospiti, vita vera, spontanea qui!...Pur se rafferma in una sorta di vetrino da laboratorio quale la scena. Ma portare vita vera in teatro presenta sempre un rischio: quello di non essere creduti! (sorride) E proprio su questo noi faremo leva: sul dubbio della finzione che si instilla nel solcare il limite tra platea e palcoscenico! Dubbio c he useremo come scudo e alibi per proteggere la Persona dietro limmagine del Personaggio! sicuro di questo gioco assurdodal grande calderone cos genialmente creato da madre Natura ho scelto tre fra le storie meno rappresentabili nella 2vita vera: quelle sotterraneequelle un po vergognose secondo il luogo comune; o comunque quelle che gi per se stesse hanno pudore a svelarsiIn una parola oggi, qui, faremo sfoggio di Diversit! O forse soltanto di varia Umanit, signori mieidi Umanit allennesima potenza, che nel suo sfacciato eccesso di Diversit per luomo comune, cio noi spettatori taciti, trascende in anomalia. Lunica occasione di esistere di fronte a noi senza finzioni, per queste strane storie disgraziate, proprio quella di scorrerci di fronte da quass: dalle tavole dun palcoscenicocome se tutto quanto ci che qui accadr, sia una reale simulazione di episodi rari e perimetrale alla vita vera, normale! gli ospiti, attori per loccasione, interpreteranno se stessi celati dallunica attenuante dessere una maschera che qui sopra soltanto, da dietro un sipario che si spiega, pu avere diritto a uno sfogo e dignit di esistere.

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(Quasi magico) Da quass tutto possibile signori miei, e potrete dubitare perfino di me, restando impigliati nel malinconico dubbio se io sia davvero io, o soltanto il frutto in carne e ossa, duna fantasia dautoreSpetter a voi intendere quando di ci che stasera vedrete vivere appartiene alla finzione precostituita e quanto ad una delle tante bizzarre, possibili ipotesi che la Vita propone e che poi, vergognosamente, costringe a nascondere come figli malati!...Scusatemi per la lungaggine: questo prologo ci era necessarioGrazie, signori mieiBuon divertimento ed andiamo subito a presentare gli ospiti della serata. Musica maestro!

Le luci si fanno pi intime di un grigio-celeste come film in bianco e nero. Parte una musica da epoca cinematografica. Montandon accompagna laprirsi lento e solenne del sipario, con ampio gesto al ralleny del braccio ad indicarlo. Cade una pioggia sparsa di brillantini argentati dai celetti. Il sipario svela come per magia- una sagoma in penombra che ricorda la siluette di Charlot. La sagoma illuminata in controluce da un sagomature rosso posto al centro, sulla cantinella in fondo scena. E un istante surreale; dimprovviso il nastro distorce e la musica si blocca allistante. Attimo di buoio totale.

Montandon (grida) LUCEEEEEE! (si accendono le luci di platea: il sipario riappare chiuso) VOCE!

Qualcuno da dietro il sipario intona immediatamente una nota canzone napoletana O Cardillo, come a rimediare per lerrore. E Vito, venditore ambulante meridionale.

Montandon (al tecnico luci Che succede?....

Tecnico Problemi col nastro

Montando Labbiamo intuito! Proprio allapertura! Bene, bene, beneGli imprevisti della diretta! Cominciamo bene! (ride) Ohoh(appoggia lorecchio al sipario come ad ascoltare)Ma abbiamo un tenace usignolo partenopeo che canta per noi(pomposo). E allora ladies ang gentleman anche senza musicaho il piacere e lonore di presentarvi il signor Vito from Neaples! (applaude vistosamente)

Vito ( che a continuato a cantare, esce, dal sipario con un piccolo saltello a m di Pulcinella e si inchina al pubblico) E thank youE thank you very much! (anche lui applaude ancora pi vistosamente)

Montando (blocca lapplauso) Basta cos, grazie!

Vito Come volete.

E evidente la differenza dabito tra i due. Montandon in frac e Vito in abito da lavoro.

Montandon Vito come? Mi scusi ma ho dimenticato il cognome.

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Vito E che problema c? (Vito fa per dire il cognome, ma laltro lo interrompe)

Montandon Non che sia fondamentale, di fatto lei continuerebbe lo stesso a vendere ci che vende e a fare la miserabile vita che fa, ma il cognome serve a distinguerla e a riconoscerla. Un po come una numerazione, capisce, no?

Vito Miserabbile! (fa per dire il cognome, ma laltro lo interrompe ancora)

Montandon Ed inoltre il cognome, a seconda se uno ce lha buono o cattivo d prestigio e credibilit ad una persona. Il mio per esempio un cognome particolare. Mi chiamo Montandon

Vito Puveriello! (fa per dire c.s.)

Montandon Eh? E di origine francese, sa

Vito Mi dispiace! (fa per dire c.s.)

Montandon E comunque senzaltro un cognome poco conosciuto e con poche influenze storico- politichedireiun cognome comuneE non comune per intendere il largo uso che se ne fa, quanto piuttosto il fatto che di un uomo qualunquedi quegli uomini che non lasciano segni nella storia, eh, gi! Sono un po logorroico, eh?

Vito Lo..che?

Montandon Niente, niente

Vito Ahe, e che chiacchiera che tenete, eh?

Montandon Appunto, logorroico

Vito(risentito) Dice a me?

Montandon No, io sono logorroico

Vito Ges! E infettivo?

Montandon Nononostia tranquillo.

Vito (pausa: lo scruta, deduce) Ho capito tutto. Voi avete un attacco di logorrea! Uh! Maronna mia e come facite?! A me sentorzano a panza e addeventanu tamburo, tosta, tosta!...vi faccio una bella camomilla medicamentosa e vedrete che tutto si sistemaAh io in quanto logorrea sono un mago, cchi mago di un dottore universitarioche poi sarebbe avvocato, o no? (crescendo arrabbiato) Ma c st confusione e nomme e c st inciuci e leggi pu esercitare due mestiieri: o dottore e lavvocatoe se je piacesse, pure o mago, Mutandone

Montandon Montandon, mi chiamo Montandon: di origine francese, sa

Vito Ho capito! Mutandone, Mutandone.

Montandon Montandon, Montandon

Vito Perdoni, tengo o slang meridionale!

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Pausa

Montandon Di dove di preciso?

Vito Ischia mare: sempre dritto, in fondo a destra: Casamicciola. Perch?

Montandon Mi ha incuriosito il suo accento

Vito (tenta di parlare in perfetto italiano) In effetti trattasi di una lingua tutta mia; sono cosmonapolitano io: pe tagioni di lavoro aggio viaggiato assaiNel 70 ero emigrante pendolare. In America spesso andavo e venivo, ma sostavo poco. Piuttostoandavo e venivo per seervizi veloci: America-Italia, Italia-America, America-Italia, Italia-America.Appunto: pendolavo!

Montandon (pomposo) Ah, lAmerica!

Vito (sconsolato) Eh, lAmerica! Io commerciavo in sigarette, avete saputo?

Montandon No.

Vito .Senza malizia: parremmedi a jurnata

Montandon (pungente)Commerciava!

Vito Si capisce! Con regolare e sudatissima licenza di venditore ambulante di sigarette di contrabbando! (pausa)Ma la mia grossa influenza sgrammaticale data dai viaggi in Italia continentale, su e gi e qua e l, qui pro quo.e accuss oggi parlo chi linguein unatuttassieme! E chi mi capisce bravo! (pausa)

Si guardano reciprocamente e scoppiano a ridersi in faccia in un crescendo graduale e irrefrenabile come a ridere luno dellaltro. Sfumando, quasi in coro dicono:

Vito Oh Ges, Ges

Montandon Oh Dio mioDio mio

Si guardano di nuovo e ancora scoppiano a ridere; un istante, perch Montandon blocca.

Montandon Basta ridere in nome di Dio

Vito Io non rido di Lui!

Montandon Di chi?

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Vito Dio! Lo rispetto!...E un Signore!

Pausa

Montandon E cos folkloristico lei!

Vito E che so, na cartulina?

Montandon Simpatico, davvero simpatico, complimenti.

Vito E natura

Montandon Vito.cognome, scusi?

Vito Ancora?! ( scandisce esageratamente) Spataforada non confondersi con Sputae forach nata cosa! Pecch?

Montandon Pour parler

Vito Eh? Sapprofitta?! Se cominciassi io a parl dialetto stretto e fino, lei nun ce capisse na cappa!

Montandon Mi perdoni, dignor Spataforacognome di nobile famiglia meridionale o sbaglio?

Vito Nobbile sicuro: (malinconicamente ironico) io so o patre di galantuomene e patre di mariuole

Montandon Ha moglie e figli?

Vito Quattro: figli, sintendelaggio cresciuti cu i mullichelleIsaura, Marianna, Luis Antonio e Andrea Celesta! Scusateenomme: a muglierachella troppo a fissazione che tene p telenovelle brasiliane!

Montandon Ce ne vuol parlare?

Vito No! Io sto acc pe vendere e parlare e casa non mi piace: del pi del meno, delluna tantum, ne parlo anche, ma la famiglia cosa sacra e fatta in casa(perentorio) E la confidenza mamma da mala creanza!.

Montandon Benissimo! Cosha qua? (sbircai nella cassettina di Vito)

Vito Poppe-corni, a bbirra, a cocca-colasigarette

Montandon Sigarette? Non si pu!

Vito Stavo pazzianno, Mutandonepazziavo!

Montandon (affettato, al pubblico) Bene, cos ladies and gentleman, tra un dramma e laltro, potrete sgranocchiare qualcosa

Vito U,u

Montandon S?!...

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Vito Quanto dura la recita?

Montandon Dipende dagli atttoriMa lei sc enda in platea ora..da qui: gousce

Vito e ccoscee ccosce!

Montandon Vada, vada, vada.

Vito Vaco, vaco, vaco. Ma a una certora chiudiamo baracca e burattini, eh! (scendendo al pupplico) Buona sera, buona sera(a m di strillone) Camomilla medicamentosa? A disposizione! (biascicando) Perch i denari se ne vanno comma lacqua, e senza denari nun se cantano messe!

Montandon Grazie! (fa un sorriso complice al pubblico)

Vito Muntandone, ma a voi vi pagano per queste recite?

Mutandon Ma certamente: lavoro!

Vito E j vaco a travaj! Ma tenete mente questo: I denari de infinfirinfi se ne vanno c nfanferanf!

Montandon Grazie! Vi pregherei, comunque, signori e signore, di non abusare del servizio gentilissimo che vi offriamo al fine di non disturbare lo svolgimento della perfomanceSignori gentilissimi, io per ora ho terminato il mio articolato preambolo e mi andr a nascondere da qualche parte senza, lasciare la sala, per essere sempre a vostra disposizioneBuon divertimento e soprattutto: SIPARIO!

Sipario. Parte una pomposa musica di trombe con una voce registrata che annuncia: DAL TEATRINO DI MONTANDON, IL MONTANDONS WONDERFUL.SHOW!

Si apre il sipario: il teatro si presenta nudo come sopra descritto, ma nessuno entra in scena. La musica termina, il palco ancora vuoto. Dalla platea si sente il borbottio di Vito che va cantilenando la sua filastrocca pubblicitaria:

Vito Camomilla medicamentosa, patatine, noccioline e poppecorne, caff cu a machinetta, cabbala e numeri a lotto, 47 muorto che parla; pane asciutto, pane cu luoglio, pane francese, pane peruto, pane rattato e pane niro e sudatu

Montandon (solo in voce e non a vista, parla con un megafono come un regista sul set) Alllora? Su non siate timidiChi che vuole venire per primo? Forza, che non vi mangia nessuno(riappare attraversando la scena da quinta a quinta, col megafono in mano, e parla a voce nuda) Scusate, signori, mi tocca andarli a prendere con una gru(ride imbarazzato e schiocca le dita a Vito come comando; Vito intona la canzone napoletana O cardillo in platea: il palco sempre vuoto. Dalle quinte si intuiscono frammenti di discorso)

Montandon Sonia, Deborahsu, volete uscire fuori o no?

Deborah No, stiamo finenso col trucco, chiami qualcun altro.

Montandon Avvocato Gualtierisu faccia il cavaliereesca lei per cortesia che il pubblico aspetta!

Gultieri E che aspettino! Per quel che me ne importa!

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Montandon (fa capolino dalla quinra, lievemente innervosito) Scusate, pazientissimi signori, permettete un istante soltanto che vada a controllare cosa sta succedendo in quinta. Qualche problema tecnico sezaltro! Eh gi: gli imprevisti della diretta! Andremo a cominciare al pi prestoBravo Vito! Bella canzone.Ancora, ancora!

Montandon scompare di nuovo. Vito, dalla platea fa segno al tecnico luci.

Vito U, uLucifero! Se ci sei, dammi un faro!

Occhio di bue su Vito in platea che riprende a cantare la stessa canzone impostato e con pi enfasi. Dalle quinte si sentono nuovi frammenti di discorso:le battute sono veloci e accavallate, come se stesse per scoppiare una vera e propria discussione in compagnia.

Montandon Allora?! Che vogliamo fare, li vogliamo cacciare via questi signori? Avanti quanto dura questo scherzo? Forza, chi esce?

Gualtieri Ci vada lei a raccontare i fatti suoi l fuori!

Montandon Gualtieri ma lei mi stupisce!

Gualtieri E si stupisca!

Montandon Ma che dice?!...Lei non pu rifiutarsi ora! Non pi!

Gualtieri Non posso cosa?! Io la denuncio per truffa!

Sonia Parlate piano, che si sente!

Deborah Fa scena!

Gualtieri Per quel che me ne importa!

Montandon Ma siete impazzito GualtieriC un contratto: mi ha dato la sua parola

Gualtieri Bh, me la riprendo e la finiamo subito con questa buffonata. Vado l fuori e dico a tutti che siamo stati truffati.

Deborah Parli per leiio voglio farla la buffonata!

Gualtieri (andando) Testarda come sempre!

Sonia Per carit! Non litigatedobbiamo stare uniti: andiamocene tutti

Montandon Ma una sommossa?!

Gualtieri Appunto!

Esce irruente dalle quinte lavvocato Gualtieri. un uomo sui 40 anni, avvocato di provincia, robusto, barba e baffi, alto e brizzolato. Vito smette di cantare

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Gualtieri Signore e Signori(rimane per un attimo intimorito dalla platea) Gentilissime signore e illustrissimi signori sono il signor Antonio Gualtieri emi spiace rendervi noto che la

Rappresentazione di questa sera non avr luogo per malore della prima attrice e indisposizione del secondo attoreCi scusiamo tutti sentitamente per linconveniente e vi preghiamo di passare dal botteghino ove vi sar restituito tempestivamente il vostro denaroBuona notte e sogni doro! GrazieSipario!

Vito E che jurnata (al pubblico) Vi canto unaltra canzone?

Il sipario fa per chiudersiVito riattacca a cantare pi velocemente la stessa canzoneDalla platea sbotta il critico teatrale Misasi.

Misasi Ma che questa pagliacciata? Volete cominciare o no?! Buffoni!

Vito (smette intimorito di cantare) Camomilla medicamentosa

Gualtieri (riappare a vista col sipario bloccato a met) E proprio per non fare il buffone che non incomincio un bel nienteio, ha capito?

Misasi Ma se ne vada.E lasci lavorare gli altri!

Montandon Per carit un po di contegnovi pre go di avere ancora un attimo di pazienza signor Misasi e gentilissimi signori tuttiiniziamo.iniziamoGualtierivenga viavenga viala prego(fa per tirarlo per un braccio)

Gualtieri Non mi tocchiMe ne vado! La saluto Montandon! Ma non finisce qui! (fa per scendere)

Cosimo (dalle quinte. come un grido) GUALTIERIIIcomincio io!

Vito E che burdello!

Montandon Musica!

Va in sottofondo una malinconica sinfonia di archi. Entra un uomo su un a sedia a rotelle: si blocca al centro palco, scruta la platea, poi avanza in proscenio. Gualtieri si blocca a met scala tra palco e platea.

Cosimo E per salvarsi la faccia Montandon! (al pubblico) Buona sera, buona sera a tutti. Come va? Vi vedo bene

Gualtieri Lasci perdere Cosimo

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Cosimo Abbia fede GualtieriNon se ne vada, la prego! (a Montandon) Perch non ha fatto il mio nome, prima? Temeva limpatto troppo brusco con il pubblico o forse voleva salvaguardare la mia sensibilit? (sogghigna amaramente)

Montandon Ma noooo, si figuri

Cosimo Non si preoccupi, sono abituato a stare per ultimo(irrequieto si accorge della musica) E tolga questa musica patetica! (Montandon fa cenno e la musica sparisce) Ha gi iniziato male Montandon, perch se voleva far sfoggio di diversit (gli fa il verso) avrebbe dovuto presentarmi subitoNon che il problema sia il pi grave, ma certamente il pi evidente.

GUaltieri Non si rende ridicolo. Signor CosimoLo dico per il suo bene. Venga via e lasci solo questo cialtrone con le beghe che si procurato.

Cosimo Mi simpatico Montandon, tanto avvezzo alla simulazioneVoglio salvargli la serata e divertirmi un po anchio.

Gualtieri Lei deve salvare solo la sua facciae non quella di un Gran Buffone che vende le disgrazie degli altri come fenomeno da baraccone.

Montandon Sempre molto gentile!

Cosimo Non abbia paura per me, Gualtieri. In fondo siamo a teatro ed io ho sempre sognato di fare lattore.

Gualtieri Sogni!

Cosimo Solo, sa, avevo un piccolo problemaIn confidenza le dir, saalle corde vocali! Una fastidiosissima faringite cronica(ride ironico) Che aveva capito?! .(Montandon ride esageratamente) Non sia compiacente, Montandon, si rende odioso.

Gualtieri Lacch!

Montandon Grazie!

Cosimo Vorrei chiedere una cortesia soltanto allefficientissimo signor Montandon

Montandon Dica, dica, dica.

Cosimo Gradirei rifare il mio ingresso, visto che per ora servito soltanto ad interrompere il vostro pacifico scambio

Montandon Senzaltro: disposizione! Oh, pardon, sto prendendo lo slang!

Vito E sfotte.sfotte una continuazione!

Cosimo Vorrei entrare, sima con un belleffetto fumo davanti a me e un dito di blu notte che mi offuschicos per rendere pi teatrale limpatto con la mia sedia a ruoteche tra laltro, signori miei, state pur tranquilli finta!

Vito E finta? Maronna, la tecnologia! E tale e quale: sembra vera, o giuro!

Gualtieri Dipende da chi ci sta seduto!

Cosimo Gisi tratta di una sedia a ruote di scenatale e quale a quelle vere. E noi, cialtroni, truffatori, saltimbanchi, la usiamo cos per suscitare in voi, carissimo pubblico, un po di

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compassione e di lieve interesse a questa strana rappresentazione senza capo n coda, che altrimenti sarebbe solo una gran noia! Diciamolo!

Montandon Nooo, signor Cosimo!

Cosimo Mi lasci dire, e non si preoccupi che non la roviner la messa in scena, anziLa render soltanto un po pi intrigantevuol provvedere al mio effetto fumo?

Montandon Provvedo. Provvedo.

Cosimo Bravo! E scenda in platea(ironico) a giudicare se il risultato abbastanza suggestivo.

Montandon (convinto) Senzaltrovado. (al tecnico, urla) Effetto fumo, grazie!

Tecnico Pronti!

Gualtieri Buffone!

Montandon Grazie! (fa un ampio inchino al pubblico)

Cosimo (a Montandon) Vada, vada, vada(facendogli il verso)

Gualtieri Cosimo, andiamocene, la prego

Cosimo Abbia fede! Mi stia vicinoe sia gentile: spinga per me questo trabiccolo fin l. (indica con un dito il fondo scena, verso la penombra)

Gualtieri Oh, signor Cosimo noooo(fa per spingerlo fuori quinta)

Cosimo (alzando la voce) Per favore, laggi!...Signor Gualtieri. Nellombra, grazie!

Gualtieri Ma

Cosimo Niente ma, la pregoSi avvii pure. Adesso! (i due partono) Ecco bravo, arrivi gi sino alla paretye di fondo.(gridando) Montandon, spegnete tutto: voglio un bel corposo buio totale fin quando non chieder la luce!

Montandon Certo, certo, certo! Ha capito perfettamente!

Cosimo Sono disabile, mica scemo!

Montandon Pardon. (con il piglio del regista) Se non le spiace le suggerisco di arrivare allangolo destro di fondo e avanzare da l verso il centro tagliando la scena in diagonaleUna volta l fate un giro panoramico come se foste a passeggio in un giardino autunnale, con il fumo che una timida nebbia ottobrina(lirico) E voi siate terra aratasiatefoglia seccasiate zolla bagnata

Cosimo (interrompendolo) Montandonfaccio come mi pare!

Silenzio. Confusione di luci in scena come a provare i colori, su uno si bloccano.

Montandon Questa luce le piace? ( ghiaccio)

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Cosimo No. Sa dospedalebutta freddo(prendendolo in giro)

Montandon E questa le piace? ( il proiettore rosso dalla cantinella: Cosimo appare per un istante in controluce in siluette: fermo-immagine tragico. Poi lui stesso sdrammatizza)

Cosimo No! Questo rosso sa di night. Mette sessoMa il blu che le ho chiesto non ce lha? Mi piace quello: sa dinfanzia e di notti stellate

Montandon (gli mostra il blu) Questa?

Cosimo S, santo cielo! Quanto ci vuole!? Ora faccia buoio e dopo vada con il blu.

Montandon Eseguo.

E buio totale.

Vito Mo facimmo i botti e i tricche-tracche.

Misasi Ssssst! Silenzio!

Vito Una parola ho detto: una!

Misasi Ssssst!

Gualtieri (bisbigliando al buoio) Ma che diavolo vuol fare, Cosimo?

Cosimo Non pronunci quel nome invano!

Gualtieri Chi, diavolo?

Cosimo No, Cosimo. (ridacchia)

Silenzio

Cosimo (urlando) Che sia luce! (in crescendo lentissimo la scena viene invasa da un corposo blu notte e da nebbioso fumo; immagine violenta e surreale: il palcoscenico sulla sedia a ruote spinto dal fondo verso il pubblico quasi al rallenty. Inizia il monologo su un sottofondo di violino malinconico) Gi! Ottime pice di teatro, le nostre vite! (crescendo nervoso) Non ci capiter mai pi unoccasione cos senzadoverne pagare le conseguenze in societ. Diranno tutti: Era per finta! E finch per finta vogliamo fare i conservatori? Facciamo, per finta anche noi, finta di capire!... (recitando) Teatro delle mezze veritTeatro della crudelt! Grosso ventre di balena che divora storie e le risputa fuori truccate con brillanti di bigiotteria e dorate paillettese stelle filanti e colori argentei di simulati pleniluniQuesto il dispettoso scherzo di una mascherail purpureo velluto dun sipario che arroscisce di menzogne! Questa la messa in scena vera: di carta pesta e gelatine dove i segreti e le bugie, possono replicare indisturbate la loro verite fare e rifare allinfinito la scena pi bella di un dramma personaleda fare e rifare ancora per poter spigre..con una mezza verit teatralechi fosse Otellochi linfido Jagoe di quanta dolorosa passione fu nel cuore dellautore innamorato e geloso come un lacerato Otello della sua Desdemona. Delirio ed

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incubo e spossante desiderio strappalacrimeDa fare e rifare ancora per denunciare ogni volta lomicidio di un amore! (pausa) E allora Gualtieri: in nome della Verit! Parli dica il Vero e basta..che da qui dietro parr bugia!

Gualtieri Non voglio parlare. Voglio solo andar via!

Cosimo Vada l in mezzo e si persuada con coraggio a disperarsi veramente dei suoi dramminon tema

Gualtieri Non so recitare, io! Non sono un animale da sventrare

Cosimo Confessioneconfessione santIddio! E ne guadagner in salute!...Mentre in poltrona, impassibili tutti, resteranno ad ammirarla con infinita meraviglia per le sue doti di Gran Mattatore che regaleranno al pubblico rapito attimi di grande verit! e qui nessuno oser salire, qui, ad insultarla, a riderle appresso, a farle il verso scompigliato dello storpionoooda qui sopra la sua faccia imbalsamata dal dolore, le sue rughe intagliate dallo straziola sua storia confessata come scherzodaranno vita ad un pupazzo di teatro interessante! (ride un po isterico)

Gualtieri Lei sta delirandousciamo

Cosimo (gridando) Aspetti no! Non ho finito il mio monologo! (ricomponendosi al pubblico) Vado avanti, signori(sospira, chiude gli occhi come in un raccoglimento interiore) E se la commozione spinger forteforte a comprimere il cuorese la malinconia rubasse il posto dei sorrisie dovesse scapparle di mano una furtiva lacrima, davanti ad una incredula plateanon sia ingenuonon saspetti che qualcuno salga a chiederle: Si sente male, signor Gualtierile d una mano? Perch qui non sinterrompe, e la farsa dovr continuareTutti saranno ben educati. I bei signori e le signore impelliccistee tutti in coro nel vederla piangere, applaudiranno il roboante, commosso Gran Finale del grande attore, signor Gualtieri Antonio, laffabulatore! (ridacchia isterico)

Gualtieri Lei mi fa paura, Cosimo

Cosimo Non ionon deve aver paura di meio sono come lei: siamo fratelli di disgrazie, amico mioLe nostre madri sono prostitute sterili senza speranza dessere sposestacca sarcastico) Bella battuta questa(la ripete) Le nostre madri sono prostitute sterili senza speranza dessere spose(ride c.s.)

Gualtieri Non rida cos, mi fa scoppiare il cervello!

Cosimo Amico mio, ascolti, ascolti: se sapr pilotare il cinismo immobile dellassurdo meccanismo, oggi si divertir lei per primo. Si sfoghi, lo faccia e ne acquister in salute

Gualtieri (urla) Noooo!

Cosimo (incalzando) Perch gi domani, quel pubblico cinismo torner a subirlo per strada arrogante pi che mai: senza uno straccio di dignit per lei, un barlume cieco di possibilit, unoccasione di sfogo, di gioco, di riscatto! (apoteosi di fanatismo. Parte in sottofondo, crescendo, un frammento dei Carmina Burana di Carl Orff) E allora che aspettateuscite anche voi, mie povere ragazzine, usciteuscite tutti, mostriciattoli rannicchiatiavanzi marci di galereMarionette spaurite del gran ladro di anime !Signor Montandon, il Mangiafuoco scopritoreuscite, uscite, randagi bastonatistorpiati cani appesi a gonne di padroniuscite orgogliosi e mostratevi come pavoni incolori al pubblico impaziente. Compiacetelo e fatelo

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divertire. E urlate, cantate, piangete e ballate goffamente sulle punte fino a sudare sangue: e quanto pi urlerete disperando, tanto pi la sua risata sar lunga!

Acme dei Carmina Burana che poi sfumano lenta insieme alle luci. Buio.

Montandon (interrompendo da un palchetto di secondo ordine) Stoooop! Luce!

Vito Teneva i cuniglie n cuorpo!

Si riaccendono soffuse le luci di sala e anche in palcoscenico.

Montandon (dal palchetto) Bello! Era splendido quel monologo! E leffetto fantastico, almeno da quass.

Gualtieri Gi: dallalto sempre tutto pi bello.

Montandon Una bella tirata davvero! Lavr mica imparata a memoria, signor Cosimo? (ride affettato)

Cosimo Sempre avuto pessima memoria, io!

Vito Mutandone, ma le pare a manierarompere accuss e parole mmocca a uno, mentre stava sfoganno!

Montandon E da copione, Vito. Mi hanno scritto cosSpero sia stato di gradimento anche per il signor Misasi, che gentilmente ci esortava a cominciare la nostra buffonatao ha detto giullarata?!

Misasi S, era un bel fiume di parole deliranti e senza senso:

montandon Ah, non lo negodi non facile approccio, anche troppo aulico, antiquatocostruito, ridondante, direi,eccoFalsamente poetico e perfino retoricoGlielha scritto un autore romantico di quartordinetra laltro sconosciuto, proprio perch poco commercialescrive drammi noiosissimi e commedie che non fanno ridereSi figuri! Un fallito! (ride)

Miasi E comunque non mi sono ancora goduto una storia, un intreccio degno di essere chiamato tramaSe poi lei interrompe sempre

Vito Rompe e parole mmoccca, vero!

Gualtieri Andiamo in bagno. Gli presa larsura a Cosimo. Scusate. (escono senza che Montandon li ascolti)

Montandon Signor Miasi, questo mi offende! Detto da lei che cos tanto stimoNon sta forse vedendo qui ora, unidea geniale nellesibire, di fronte a lei, vive, delle maschere grottesche che lei, cos uguali a stasera potrebbe incontrare domani, per strada, senza effetto fumo, chiaramente! (ride c.s.)

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Miasi Sul grottesco sono pienamente daccordo! Ma le pare una trovata tutta questa messa in scena? VecchiumevecchiumeC di meglio in giro, Montandone Pirandello non proprio cosa vostra!...Glie lo dico da amico. Lasci perderetorni allamatoriale!

Montandon Immagino non scriver una buona critica

Misasi Bisogner accordarcima sar dura, con tutta la buona volont

Montandon Fa nientepurch se ne parli!

Montandon fa segno a Vito di offrire da bere a Misasi; dal palchetto torna in palcoscenico.

Vito (da sotto proscenio offre da bere a Misasi) Il bicchiere pulito!

Misasi Molto gentile

Montandon (inscena con piglio da padrone, prende anche lui da bere)Mi spiace, perch ci tenevo al suo giudizio. No,no,no, dico sul serio, sama pi me ne dispiaccio perch con lei forse ho gi fallitoproprio lei che mi cos necessario un vero peccato!

Misasi Criticare il mio mestierema chissforse, andando a vanti

Si sentono dei gorgheggi dalle quinte. Qualcuno scalda la voce.

Montandon La prego comunque di restare fino alla fine, se non si annoier troppo, e di intervenire quando vuolei suoi consigli ci sono preziosi

Misasi Grazie. Ma arrivi presto al dunque, altrimenti far svuotare la plateaQualcuno gi scappato, ha visto?!

Montandon (sorride) Ha gradito da bere?

Vito (ripete a ruota) Ha gradito da bere?

Misasi S, graziema non tergiversiamoquella sedia a ruote, poi! Ma chi vuole impietosireva bene, so che ci sono persone sfortunate al mondo: le rispetto e mando soldi per beneficenza

Vito Come la famosa cassa del Mezzogiorno: si fanno le due e i soldi so spariti!

Misasi Le pare onesto Montandon fare spettacolo, esibendo il Paraplegico e aizzarlo contro di noi ad uno sfogo? La gente vuole ridere a teatro, paga per questo, ha capito?! Di male ognuno ha il suo e ognuno si dovrebbe tenere il suo, possibilmente ben nascosto se vuole avere avere vita facile

Vito Parole sante!

Gualtieri entra in scena nervoso. I gorgheggi aumentano

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Gualtieri Ma se quel male sono gli altri a farcelo sentire come tale, mentre per noi stessi soltanto natura, modo desserediverso. Ma comunque modo dessere?!

Montandon (al tecnico) Luci, spegni! Vai con la musica! (esce di corsa)

Misasi Eccone un altro!

Vito (vendicandosi) Sssssst! Silenzio!

Misasi Ancora lei!

Vito (sottomesso) Pazziavo.stavo pazziando!

I gorgheggi diventano una melodia lirica come lamento da lontano. Buoio. Solo occhio di bue su Gualtieri.

Gualtieri (con crescendo continuo molto aggressivo) Se il nostro disagio, il nostro malessere esistesse solo nel momento in cui gli altri si fossero appropriati completamente della possibilit di giudicarcimettendosi di fronte a noi come specchio di imperturbabile giustizia, bene, normalit!?Togliendoci il fiato, facendoci sentire cos perversamente anomali, cos diabolicamente malsani, mentre per noi stessi, noi vorremmo soltanto essere altri da quello che per una beffa del destino c toccato dessereAllora come la metteremmo, signori miei,eh?

Gualtieri fa un gesto ampio e nervoso al tecnico ed esce dalla luce dellocchio di bue che resta vuoto, puntato al centro. Parte un sensualissimo tango di Astor Piazzolla. Entrano in luce, nellocchio di bue, due donne che ballano abbracciate. Entrambe sono molto belle e soprattutto estremamente femminili. Indossano abiti di ariosa seta chiara che lasciano intuire le forme, lunghi e scollati a mostrare la schiena. Senza apparire volgare, limmagine della loro danza dovr risultare giocosa e sensuale al tempo stesso. Va a sfumare locchio di bue e in proiezione, in gigantografia sul fondale del palcoscenico, andr componendosi limmagine in diapositiva de Il Bacio di Klimt; fermo immagine sul bacio: le due donne bloccano la danza, si avvicinano e si baciano davvero in scena. Buio. Luce. Sonia si va a nascondere, scappando di corsa in ombra, nel fondale. Si chiuder a guscio rannicchiata su se stessa in posizione fetale. Le sue risposte sono precedute da continui, ritmici No. Deborah parla.

Deborah Sissignori! Avete visto bene: si trattava di un bacio!

Sonia (da dietro) No!no! non vero! Non stato un bacio!

Deborah Certo, c stato molto di pi! Su, bambina mia, non negarehai una intera platea che ti ha vista stasera. Non puoi continuare a nasconderti!

Sonia No! No! Non era un bacio vero!

Deborah (ridendo) Perch come sono i baci veri?

Sonia No! No!...Tra un uomo e una donna!

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Deborah Gi! E questo il problema.

Sonia No! Io non volevo!

Deborah Perch, non capivi quello che si faceva?

Sonia No! Iono! Ballavo soltanto!

Deborah Allora sei una sciocca? Ammetti davanti a tutti di essere una sciocca?

Sonia No! No! Non sono una sciocca, sei tu che sei pazza!

Deborah Non ti ho mica costretta a fare certe cose!

Sonia Nooo.no, ma mi ci hai portato a poco a poco, facendo lamica

Deborah Lo ero.

Sonia No! No, che non lo eri!

Deborah E cosero, allora? Avanti, dillo!

Sonia (crescendo) No, io no!! Non voglio rispondere. Vattene, voglio andare a casa.

Deborah (avvicinandosi a lei) Avanti, amore piccolo, dimmi cosero

Sonia No! No! Non mi toccare e non chiamarmi amore! Amoreamore no!

Deborah Perch, ne hai vergogna?

Sonia 8gridando) NoooNo! Non amore, non pu esserlo, lo vuoi capire?

Deborah (incalzando) E chi pensa sia amore un pazzo malato, non vero?

Sonia (in un singhiozzo di pianto) S!!

Silenzio Sonia si nasconde il viso disperata e continua a singhiozzare.

Deborah (accende una sigaretta) Non piangerenon serve a cambiare le cosepiangere! (stacco)Vito, ha un goccio da bere per me? (ironica) Sono tutta un fuoco!

Vito Dice a me?

Deborah Cero, chi Vito qui?

Vito (avvicinandosi) Ah, avete ragionesono io Vito, qui. Vito Spataforada non confondersi con Sputa fora che unaltra cosa! (imbarazzato porge da bere)E bella la recita, eh?

Deborah Quale recita?(pausa. Beve.) Grazie vito

Vito Servo vostro, signora.

Deborah (stacco netto: formale, disinvolta e ironica) Buona sera signori e signoreBentrovati! Disgustati dal mio ingresso?...Spero di no, perch non sono cattivaGi! Anche noi ospiti del

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Mangiafuoco MontandonIo mi chiamo Deborah e faccio la forteperch brucio dentroLei Sonia e fa la vittima! Siamo amiche. Omosessuali!

Sonia (grida) Tu! Non io!

Deborah OkLei nosoltanto io!...Gi perch io potrei innamorarmi di tutto nella vita: dun romanzo, duna pice teatraledun uomo! S, dun uomo! Che ci crediate o no, sono stata l l per sposarmis! Potrei innamorarmi di tutto, s: anche di una donna, se mi va! (rivolgendosi a lei, ma guardando il pubblico) Vedi? Lamore non ha sesso, non ha et, non ha limiti mentali(ride) Lamore socialista

Silenzio. Deborah si avvicina alla compagna e labbraccia accarezzandole la testa e dandole dei teneri baci come fa una mamma col suo bambino. Rientrano, in prossimit di una quinta. Cosimo e Gualtieri che osservano la scena come pubblico.

Deborah Sssssss, piccina mia, non nientecalmati che adesso passaNon avere paura, ci sono qua ioNessuno ti far del male, nessuno

Sonia Ti prego, portami via. Non voglio farmi vedere.

Deborah Ma per finta, amore piccoloE solo un gioco. Non ricordi pi? E per finta, tesoro mioPoi con i soldi guadagnati ce ne andremo nel Mar RossoSai che bello? Lontano, lontanolontano dal caos, lontano da tutto (rivolgendosi a Gualtieri e a Cosimo) Non vero, signor Gualtieriglielo spieghi lei, signor Cosimo, che tutta una carnevalata!

Cosimo Ma certo, signorina Sonia. E per finta!

Gualtieri S, ma lei soffre per davveroma su smettetela, portatela viaAndiamocene tutti. uno spettacolo patetico!

Cosimo Si aspettava una commedia, signor Gualtieri? Visti i protagonistiE poi esistono anche drammiEd io ci vado a nozze per quelli! Mi fanno sentire meno solo

Deborah Ma forse il signor Gualtieri ha paura di confessare: per questo insiste tanto ad andarsene!

Gualtieri (avanza da solo al centro) Certo che ho paura! E non me ne vergogno

Deborah Almeno di questo!

Gualtieri Ma non lo capite che cerco di difendere anche i vostri interessi?

Deborah Avvocato delle cause perse!

Gualtieri Vi siete lasciati affascinare, tutti e due, dalle idee balzane di quel vecchio pazzo di Montandon e vi siete ridotti a essere i giullari alla sua corteMa lo volete capure che la vita vera non dura la follia di una sera?

Cosimo Sembra una canzone di Iglesias.(Cosimo e Deborh ridono)

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Gualtieri Domani tornerete tutti as essere quel che eravate prima di salire quasse con che faccia vi presenterete alla gente, dopo aver raccontato tutte le vostre pi diaboliche bruttureVi scanseranno tutti, lo capite?

Deborah (irruente in un crescendo nervoso) E che mi importa, se loro sanno accettarmi solo per quello che non sono!

Cosimo Questo Pirandello, invece(sorride)

Deborah Sono stanca di nascondere la testa sotto la sabbia ora di finirla, perch io non rubo niente a nessuno!...Io non rubo!

Gualtieri Ahh, non rubo niente, non rubo niente(facendole il verso) Bambolina, qui non si tratta di un dramma di Ibsencome diavolo parla?!

Deborah Parlo come mi viene! Mi consenta qualche mala parola, avvocato dei miei stivali! La vede quella piccina l: piange! Vede come lhanno ridotta, quelli?!

Gualtieri Quelli chi? e colpa sua se nata male

Deborah Che dice, sciocco! La vede? Ha paura di fare tutto: di scherzare, di parlare, di chiedere. Ha paura persino di respirare, povera piccola, perch teme che qualcuno un giorno o laltro la scopra

Gualtieri E non capisce che la uccider, cos, supplicandola?!

Deborah Scopra che, poi?!...Che fa di male?!

Gualtieri (quasi gridando) E lei che la fa scoprireCos!

Deborah Io?! Proprio no! La gente parlerebbe lo stessoda s! Sono gli altri intorno a me che intuiscono, scrutano e deducono e forti di un segreto penetrano il privato come aghi nelle intimit. Mi capitato, cosa credete, di essere etichettata in Societ! Mi capitato sul serio!...E sapesse quanti rospi ho ingoiato per difendermima a poco vale quando si ha a che fare con lingue di provincia biforcute piene di rancore e di stupore: morbose, maligne malelingue maliziose dalla coscienza sporca: avezze a deridere e a sporcaremeterore impazzite di noia e di routine e dinsoddisfazioneche non conoscono Amore, n Amicizian Rispetton Compassioneche hanno bisogno di riempirsi la bocca sporcando la vita degli altrie dalla sconfitta degli altri goder in Societ di rispettabilit! E visto che una parola tira laltra, e di parola in parola sinventano drammi e abnormi mostruositdalla vaga percezione di un Amore Diversoeppur degno di tutto rispettole lingue morbosee malignene fecero leggenda di un folle , e cattiveria e arroganzae stillicidioe invezione di fasulle veritA che scopo poi? Non si saForse per il gusto di dar Forma e Giudizio ad ogni costo: per distruggeretogliere credibilit e far dell Amoredi tutto il mio Amoreuna chiacchiera da bar!..E dopo la Mala-leggenda che riempie i pasti quotidiani delle mense dimpiegati nei Comunidopo aver ucciso lintimit..per loro tutto torna a posto: e si passa innocenti ad una nuova chiacchierata da bar! Questi sono Omicidi, avvocato Gualtieri! Queste sono Morti Civili , avvocato Gualtieri! Perch qualcuno va a rimetterci in tranquillit socialee qualcun altro, bersagliato e deriso e leso nellintimitavr problemi al lavoroper inaffidabilit!...S, successo cos, signori mieiHo perso il mio impiego in una scuola elementare! Sissignori: inadeguatamhanno detto! Inadeguata!...E gli amici di vecchia data mi hanno schivata, e qualche falso amico ha approfittato del momento di profonda debolezza e di sconfortoe di doloreper sfogare altro rancoree fare intorno a metabula rasa e condanna di solitudinecui sono avvezza, signori miei, per

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abitudine!...Cos nessuno pi(uno straccio di uomo interessante!)pi nessuno mi invit a ballareimbarazzato dalla Verit!::: E, sfinita, in un giorno di sibili e confuse pauredi lacrime e manie persecutorieun giorno in cui non cera pi spazio per discutere del Bene e del Maleanche lei, lultima amica, mabbandon! Piansi sola buttata come cencio in un cantonecon mia madre anziana che ascoltava dalla porta di nascosto e a cui maimai sapr spiegare il perch e il per come(indica Sonia) Lei mi lasci! (Sonia scappa di scena

Gualtieri Come deve essere

Deborah .E tutto questo perch non ha fatto come tutti gli altri si aspettavano che facesse, per chiss quale politicamadre snaturata. Sposare un uomouno qualunque sarebbe andato bene, anche leie comunque sarebbe stato meglio di me!

Gualtieri Senzaltro.

Deborah (nervosa e incattivita) E ora di finirla, amico mio, perch io non rubo niente! E poi parliamo di anime! E io che sono, eh? Solo due cosce ben fatte e un seno prorompente?! Beh, allora vorr dire che queste cosce e questo seno li hanno messi alla testa sbagliataE guai a chi si permette di dirmi che sono maaamaaamaaa.maaammaaaamaaalaaataaa! Perch io non rubo niente a nessunoa nessuno! Tutti aperti! Tutti liberi e spregiudicati quando si parla di sessoma la cultura dura a morire! E io le vedo le smorfie e i sogghigni alle spalle di chi, per mano di un Dio minore nato come me: diverso!

Silenzio. Deborah cammina nervosa qua e l in proscenio. Vito osserva come un bambino al cinema con la testa tra le mani e le braccia appoggiate sul proscenio.

Cosimo (applaude plateale come a spezzare un silenzio imbarazzante) Brava! Brava! Bis!... Grande monologo da prima donna! Complimenti vivissimi! Brava! Brava!

Gualtieri Non sia ridicolo Cosimo1 questo non un gioco

Lei riprende tranquilla come se nulla fosse accaduto.

Deborah Gi: qui non si scherza con la Vita! (accende unaltra sigaretta. Fa qualche tiro, poi si rivolge a Gualtieri) Da bambino ha mai fatto il gioco della verit?

Gualtieri Nonon potevonon ero abbastanza furbo da saper dire bugie

Deborah Ma da grande ha imparato a dirne, di bugie

Gualtieri Da grande sper quieto vivere!! Per socialit! Io sono avvocato, signora, ed una pagliacciata, per me, trovarmi qui sopradiavolo a me e quando mi sono lasciato convincere!

Deborah Si vede che ne aveva bisogno!

Gualtieri Di che, eh? Di uno scandalo?

Deborah Anche di quello, se serve a cambiare le cose!

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Gualtieri Nossignora! Io preferisco non dire, starmene al mio posto.

Deborah Quale posto? Quello che fa pi comodo agli altri?

Gualtieri Quello che fa pi comodo anche a me, signora miaperch io con la gente ci vivo! Lei stata scopertaio no! E continuer a mentire.a negarea recitareNon posso permettermi il lusso di sfogare la mia rabbia come lei fa! Lha detto lei: le chiacchiere lhanno distrutta! E me ne guardo bene dal farne fare sul mio contoIl mio un lavoro dove fondamentale la buona etichetta e la credibilitLei ha perso il suo impiego

Deborah Ne ho un altro! Commessa in un negozio di animali!

Gualtieri Bellaffare! Io sono avvocato, signora mia e non mi ci trovo a commerciare canarini! Sono avvocato io! E sa che vuol dire? Che rappresento la Legge! Il buon sensol? Educazione Civica! E non posso permettermi certe alzate dingegno come voi!

Deborah Lei come meanche se commercio cibo per cani!...Solo che lei, pur di non mettersi contro gli altri si mette contro se stessoio no! Oggi sono serena con me stessa e conservo intatta la mia dignit! E non perch ho meno da perdere

Gualtieri Io preferisco cos! Preferisco starmi contro, alle piazzate! E a lei converrebbe fare altrettanto, senza voler fare leroinao dovrei dire eroe?

Deborah(gli batte le mani a sfott) AhahahMa che bravo! Ma proprio lei, proprio lei fa delle battute cos spiritose sulla cosa ? anzich difendermi, mi si mette contro!

Gualtieri (cnclusivo ed irruente) Sissignora. Mi metto contro! Sa come si dice, no? Vizi privati e pubbliche virt! E farebbe bene a segnarselo nellagendina, quel motto, ed impararselo a memoriaSe lo stampi qui (colpendole ripetutamente la fronte col palmo della mano) bene, in questa testa matta che le frulla senza senso!

Deborah Non mi tocchi! Non sazzardi pi a toccarmi a quel modo

Cosimo Calmimanteniamo la calma

Silenzio. Le luci si fanno pi intime.

Gualtieri (smarrito) Mi perdonimi perdoni, signora. Ho perso il controllo. Forse era questo il disegno di Montandonmetterci contro! Oh, sono un vigliacco, lo sosono debole e irrisoltolo soMi confondo perch non so da che parte devo stare

Deborah Lei mi fa solo penae mi faccio pena anchio! Eppure non dovremmo essere pateticidovremmo vivere orgogliosi e strafottentii nostri amori

Gualtieri .Ma lei sa, signora mia,il tormento che cos? Quando sente premere dentro due voci, che smembrano e scindono con uneco ripetuta allinfinito: linsinuante, nascosta, unica voce della coscienzaEppure sono due, due che battibeccano tra loro e fanno a gara dentro me per adularmiE mi tormentano di giorno dicendomi ciascuna a modo suo che cosa devo fareChe devo fare il buonoche sono un disgraziato se faccio altrimentiche esistono confini tra Bene e Male che vanno rispettati Ma poi c lAltra, nascosta dietro langolo, che mi ronza in testa e dice noNo..no, che non vero nienteche il Bene e il Male sono uninvenzione della gente.. E ronza cupa e maliziosa quella voce che pi ascolto: come nenia ripetuta nel cervellocome

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rimbombo cupo dun pallone di bambino mai cresciuto, che batte ritmicamente sul muro fino allossessione

Montandon (accavallandosi) Finta! Frase finta!

Misasi Silenzio!

Si spengono le luci e Gualtieri viene isolato da un sagomature che lo inquadra di taglio. Come luce che proviene da una cella di prigione.

Gualtieri Quella voce si ribella e dice no! Dice che i miei desideri non sono male2Che anche il suo(indicando Deborah e poi se stesso, battendo il pugno sul petto come Mea culpa)sissignori! Anche il mio 腔Amore, perch mi far star beneperch mi fa star bene come non sono mai statoE che io devo difenderlo quellamore malsanoperch, perchperch s!Io quellUomo rannicchiato nel mio letto(gridando) uomo s!...Che mi dorme a fianco di nascosto, nelle nottate ingoiate dal buoio pi pesto affinch nessuno ci vedaQuelluomo che gode con me con la stessa paura di fare troppo rumore, eppure..con la stessa mia voglia di urlarlo quel godimento, quel gemito sommesso come grido di passioneio.signora miaquellamico indifeso e nudos, signora mia(bisbiglia) io lo amoOh, sapesse quanto!..E talvolta me ne vergogno anche a pensarloanche solo a sussurrarlo Tamoanche solo a dirlo. AmoreTamotamo!Perch so che sulle mie labbra suonerebbe come una bestemmia stonata che non pu pi neanche offendere, ma solo far compassioneComecomecome se a dirlo Amore fosse uno di quegli stolti giovanotti di campagna, scemi del villaggio da deridereeppure timorati di Dio fino al tremore! (Si batte ripetutamente i pugni sul cuore, mentre ormai accasciato a terra in ginocchio e ride amaramente come un bambino indifeso. Buio. Sipario)

Lievi luci di platea. Attacca immediatamente Montandon.

Montandon Vito! Vai con unaltra canzone!

Vito O giullare. disposizione!

Intona lallegro ritornello della canzone Limon Limonero: giusto un giro per spezzare il dramma. Da dietro il sipario Cosimo, Gualtieri e Deborah reclamano:

Tutti Sipario! Sipario! (Il sipario si riapre, Vito smette di cantare)

Cosimo (a Vito) Ha delle patatine?

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Vito E la mia specialit! Pronti(gli passa un pacchetto di patatine che Cosimo sgranocchia in scena mentre riprende il discorso con Gualtieri)

Gualtieri (ricomponendosi, come se nulla fosse accaduto) No, non pi onesto! E poi leiscapisce le difficolt? Tutti credono cheche quelli come me, le checche

Montandon I gay

Vito I femminielli.

Cosimo Gli omosessuali.

Deborah Diversi, solo diversi

Gualtieri se ne vadano in giro con i bigodini in testa e le sciarpine di shiffonMa non sempre cos, amico mio

Cosimo Patatina? (Gli altri ne assaggiano. Il palco invaso da un corposo color rosso, parte una stroboscopica: la scena diventa surreale. Ritmicamente i tre portano patatine alla bocca senza mangiare, con gesto ripetuto e sincronizzato, a m di teatro danza accompagnato da un ritmico battito di cuore: dicono in coro)

Coro Una checca pu anche essere alto, muscoloso e pelosoe non odiare le donnepu avere la barba ed essere di destrapu essere di buona famiglia o un disgraziato, pu avere genitori divorziati o felicemente sposatipu essere ebreo, milanese, siciliano o neropu essere un pedofilo o cercare uomini maturipu bruciare avventure da una sera o desiderare di legarsi ad un solo uomo per tutta la vita, pu prostituirsi ma pu fare anche lavvocato.pu essere sieropositivo o essere sanoSiamo diversi, siamo in tanti, siamo persone distinteE se i pi si fanno ricordare per atti osceni in luogo pubblico perch soltanto questo fa eco nei giornali dei Normali! Per questo noi saremo sempre come alieni. Sciacalli di passaggio in Terra Santa!

Stacco netto, torna latmosfera reale.

Gualtieri Gi! E proprio questo il problema: per lapparente superiorit del normale sul perverso, del lecito sullillecito, del buono sul cattivoil massimo risultato ottenibile una distaccata sopportazione penzoloni dallaltoa cui rispondere con la segretezza! E questo lo ancora ovunque, a parte sporadiche oasi di eccessi nevrotici come lOlanda, Mikonos, le estati di Ibiza o qualche sperduta discoteca e sauna privper soli uominighetti! Perch in ghetti ci riducono!

Cosimo Suvvia, ghetti! 8ironico) In fondo oggi nessuno va pi al rogo per certi viziettia parte morti indotte da malattie di casta

Gualtieri Altro luogo comune! Ci sono pi Etero che omomalati di AIDSlo sa?!

Cosimo Voglio dire che in genere oggi c pi tolleranza: pensate quando cera davvero la galera o la pena di morteOscar Wilde insegna!

Deborah (sbotta altezzosa) La sua tolleranza la forma di piet pi diplomaticae a me non mi deve tollerare nessuno, lha capito? Semmai sono io che tollero loro!

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Cosimo Beh, signora, non esageriamo

Deborah Perch non pu essere? Non potrebbe essere il contrario, eh?

Cosimo Ne dubito, signora

Deborah E perch?

Cosimo Perch voimi scusi, ehper lappunto, lavete detto voisiete una minoranza e non rappresentate la normalit!

Gualtieri Che fa ora, si dissocia?

Vito (che fraintende) Chi si sposa?

Deborah E lo sapevo che andava a parare l!

Cosimo Nei dati di fatto, signora mia!

Deborah Ma quali?

Cosimo (ironico) Quelli statistici.

Deborah Normalit? Perch la maggioranza fa cos e quindi necessariamente giusto che sia cos?

Montandon (dallalto) E natura, signora

Gualtieri Da dove sbuca?

Debora (parla verso lalto incattivita) Ma quale natura se la natura stessa ci ha creati!

Cosimo (conclusivo) Oh, insomma, che volete di pi? In certi posti potete perfino sposarvi!

Vito (che equivoca ancora) Chi si sposa?!

Gualtieri Sposarci?! Quei matrimoni sembrano riti africani! Non voglio un contratto di matrimonio posticcio! Pretendo solo quello che tutti vogliono. Vivere serenamente e amare!

Pausa

Cosimo (ironizza) Lo sa che i miei nonni avevano un cane gay? (scoppia a ridere)

Deborah Stupido!

Vito Nu cane femminiello(ride)

Cosimo Si chiamava Zagor perch gli abbiamo dato il nome prima di sapere come fosse dentro. Poi diventato di tutti: Fif! (ride sguaiatamente)

Montandon (dallalto) Io avevo un pesce rosso gay! (ride anche lui)

Vito Una sirenetta! (ridono tutti sguaiatamente, tranne Deborah e Gualtieri)

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Gualtieri (sfuma la risata) Nemmeno voi sapete resistere. Siamo solo barzellette.

Deborah (irrequieta a Cosimo) Ma proprio lei parla cosil Paraplegico! per lei il rispetto della gente amplificato dalla compassione che li muoveinvece, lo sa? Per me la gente prova soltanto schifo! Ma entrambi, compassione e schifo, sono sentimenti non propriamente adatti a un essere umano! Siamo sulla stessa barca, vede?

Cosimo (che si fatto serio) Si, lo so.

Debora 8incalza) No, no che non lo sa se fa tanto il sarcastico! Perch lei, per esempio, pu essere invalido e starmi lo stesso antipatico e non per questo io dovrei parar migli davanti con la mano protesa e sorridendo dirle Buongiorno, signor Cosimo (sfottendolo) la vedo in gran forma oggi! E dietro pensare: Crepa storpio!

Vito Chi si sposa?!

Cosimo (serio) Se io scherzo lei non deve credere che le sia contro! Se io rido le non deve pensare che sia ebete! Abbiamo un male in comune, noi, lo so! E li riconosco uno ad uno quelli come noi, cosa crede? Ho quindici anni di carriera su questa sedia e riconosco anche la gente ipocritaDi una mi ero pure innamoratoma poi chi vuole che se lo piglia uno come me, (ironico) senza neanche una buona pensione! Lei troppo incattivita, signora mia peggio dun toro ferito! Non so a me chi mi da la forza di scherzare ancora, certe volte, perch gli occhi hanno patito pi delle gambe, sa? Eppure io sono un ottimista. Eppure io sono un ironico, eppure io sono felice, e adoro vivere anche cos: da paraplegico! Perch credo che in fondo ognuno nasca con una impossibilitNoi, poi, i pi esteriorii pi additati: attori di disgrazie platealisiano solo i capri espiatori duna Normalit astratta e solo inventataTalvolta ho qualche fitta di nostalgia anchio, cosa crede?! Alle gambe, sacome un formicolio: il mio bisogno di normalit, di integrit, di osmosi col mondo un forte rimpianto per una corsa nei prati o un tutto nel mareo del fare allamoreMa capita solo nelle notti malinconiche di plenilunio: quando il vento tira forte e tuttintorno sembra una mezza morte..Nelle altre notti, mi rotolo nel letto tutto dun pezzoe corrocorro via nei prati verdi con la FantasiaE a chi mi chiama storpio, signora mia, iosbadiglio in faccia!

Montandon Sooop! Sipario! Perfetto! Pausa sigaretta!

Il sipario si chiude. Gli attori si lamentano a soggetto per limprovvisa interruzione, qualcun altro chiede luce in palcoscenico; Montandon finge di non sentire.

Montandon Prima di terminare, qualcuno ha da aggiungere qualcosa

Vito (alza la mano) Io!

Montandon Dica!

Vito (tempo) Ma chi si sposa?!

Montandon Per favore Vito, stia al suo posto!

Vito Stavo pazziandopazziavo

Montandon Ha preparato spumante e pasticcini?

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Vito S, s di l

Montandon Nel foyer?

Vito E fuimmo! Aspettavo voi per stappare

Montandon (al tecnico) Sala e servizi, grazie! Bene! Signor Misasi una riflessione?

Misasi E tutto molto interessante e si commenta da sVorrei solo raccontare una barzelletta

Montandon Dicadicadica

Misasi Beh, c un tale che dopo un amplesso chiede al travestito: Da quando anche tu porti il reggiseno? e lui: Da quando mia moglie ne ha trovato uno in macchina! Credeva la tradissi con unaltra!.

Montandon Grazie! Un triplo salto mortale! Signori: spumante e pasticcini nel foyer! Vito, faccia strada

Vito (si avvia verso il foyer, cantinelando la sua pubblicit ) Jammo, jammo: seguite me! Camomilla medicamentosa, patatine, noccioline e poppe-corne! Caf cua machinetta, cabbala e numeri a lotto, 47 muorto che parla, pane asciutto, pane cu luoglio, pane francese, pane peruto, pane rattaro, pane niro e sudatoo pane comme lonno e fatto e mille maniere e sempre pane rimanee cu tiempo se fa mulliche

Parte ancora un frammento musicale dei Carmina Burana. Fine primo atto. Montandon scende dal palcoscenico in platea e va verso Misasi col quale si dirige verso il Foyer per bere qualcosa .Resteranno tra il pubbblico, nel foyer dove davvero allestito un piccolo rinfresco, continuando a parlare dello spettacolo e della ipotetica recensione a soggetto. Misasi ha con s, sotto il braccio, una copia de Il Mondo. Vito fa da cameriere e serve spumante al pubblico.

SECONDO ATTO

Una voce registrata avverte il pubblico che sta per cominciare la seconda parte del talk-show. Sipario chiuso. Montandon avanza dalla platea in proscenio. Vito in fondo in platea. Parla disinvolto al pubblico.

Montandon Alloraben trovati, gentili signorici siete tutti? (finge di contarli) Ah, signor Vito. La intravvedo a malapena da laggiPu andare a casa, se vuole. Per oggi ha finito, grazie.

Vito Resto ancora un poco, se non vi dispiace: voglio vedere come finisce.

Montandon sbircia dal sipario nel palcoscenico e si rivolge agli attori.

Montandon Bene. Allora, come va qui dietro siete pronti?

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Gualtieri Aspettiano lei, signor Montandon.

Montandon (al pubblico) Perfetto. Andiamo a ricominciare. Ci sar il signor Cosimo con un pezzo imparato a memoria(ridacchia) E poi la signorina Deborah che vuole leggerci una certa lettera assieme allaallaalla sua

Deborah (a voce alta pungente) Compagna, amica, sorella.

Montandon Altro da aggiungere?

Deborah No! Non c altro da aggiungere. Se ci vuol lasciar soli cominciamo, grazie.

Montandon S,s,ssi figuri. (fa un buffetto alla platea e quasi bisbigliando) Buon divertimento! ( si appresta a scendere poi riprende) Ah, signori, necessitate di una luce particolare, di unatmosfera suggestiva?

Deborah (stizzita) Baster abbassarle, le luci, grazie.

Montandon Dovere, signora. Siete pronti?

Tutti (urlando) S!

Montandon (magico) Sipario!

Vito O mago Merlino!

Buio. Sipario: luce. In scena presente soltanto Cosimo, al centro, in siluette con un controluce rosso che proviene dal solito proiettore della cantinella. Inizia il suo pezzo: ha un plaid poggiato sulle gambe e un copione tra le mani, come se stesse leggendo. Gli altri sono in penombra, dietro, di spalle e non chiaramente definiti.

Cosimo Il pi grande ostacolo per questa sedia la solitudineAh, la solitudineE mia moglie da quindici anni!...La mia dama di compagnia, mia madre, la mia amantela mia barriera architettonica pi grande! Amante Solitudine deforme e abnorme grassa e sudaticciae a occhi spalancati sul cinismo della gente e ha fauci larghe, assetate di risate come adolescenti innamorateMa poi, quando mi fermo e La contemplo, -amante solitudine- La scopro maligna, rosicchiarmi lenta, come un tarlo, nutrirsi del mio corpo stancomi toglie ancora forza dalle gambe, coraggio dalle braccia, perch uno strano oracolo che non conosce n Dio n consolazioneSignora Solitudine un monologo triste, un s.o.s. gridato dal mare che fa il cuore paralitico oppure, a piacer suo, emozionato se solo rubo uno sguardoun sorriso distratto fatto da un qualsiasi Tal dei Tali incrociato per viaEd io me lincarto, quel cenno istantaneoquella poesia degli occhie la porto a casa mia, a braccettoRicurvo sulle gambe che girano estranee alla mia mente..prendo quella gioia a cavalluccio sulle spalle, pesante come un bimbo da cresceremi rimbocco le coperte nel mio letto di rimpianti, mentre lo guardo, quel sorriso, e lo immagino carezzarmiReinventandolo dal niente come in un delirione disegno bisognoso i lineamenti di un viso bianco- latteo di donna che innamora. Ohpittore immobile e perplesso, abbozzo lamore tra le righe di un sorrisoprima che il sogno si faccia sonno e tutto il mio corpo, gambe dormientiButto le ossa dentro il pigiama , come un saccoE domani un altro giorno, e domani

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un altro battere di ciglio(sospira malinconico: si estranea da quanto citato e rivolto al pubblico) Un bel pezzo, vero? (ride disperatamente)

Escono dal buio i suoi compagni eccetto Gualtieri. Deborah parla in un megafono. Anche Vito sale di corsa dalla platea sul palco. Prende in mano la tamorra dallappendiabiti.

Deborah Solitudine? Ma quale solitudine, Cosimo?! Sveglia! Ci siamo noi a farle compagniafratelli di disgrazie! Si balla!

Gualtieri (ancora in ombra chiede a Montandon, battendo due colpi di nacchere) Musica maestro!

La luce rossa si diffonde tutta sul palco sostenuta da una lieve stroboscopica. Deborah e Sonia indossano due maschere grottesche da cartone animato. Rappresentano un uomo (tipo Popeye) e una donna (tipo Olivia): hanno due enormi martelli di gommapiuma in mano, con i quali si colpiscono ripetutamente e ritmicamente. Ridono mentre Gualtieri, ancora in ombra, suona delle nacchere. Vito indossa una mascherina da Pulcinella e un cappello da Mago Merlino. Batte forte un ritmo energico di tamorra accompagnato da suoni vocali, come gridi tribali. Entra in luce Gualtieri. travestito da Carmen con una rosa rossa tra i denti. Cosimo indossa un cappellino di Carnevale e fa suoni con una trombetta: accenna un ritmo con il busto e la sua sedia diventa un cavallo. E carnevale: una festa grottesca e rumorosa. Gualtieri balla al ritmo di tamorra non bene, ma con grande convinzione. Le due litigano sul fondo prendendosi a martellate ritmicamente e quando Gualtieri passa loro davanti , colpiscono anche lui. Sono tutti fintamente sovraeccitati. La musica sfuma, tutti stanchi ancora sorridono. Mentre ognuno si priva della propria maschera e Gualtieri toglie labito di Carmen e resta per qualche istante a dorso nudo, Vito va al centro della scena ancora mascherato e dice malinconico, su un tintinnnio di campanellini come magia:

Vito Se fossi stato o veramente Mago Merlino, Maronna mia, e cose chavrei accunciateGualtiero, sarebbe diventato Debbora e poi Debbora si sarebbe trasformata come per magia, in Gualtiero. E qui stiamo a posto! E Sonia, sempre Sonia rimanema va a stare con Gualtiero, che poi sarebbe Debborae accuss stano assieme core core, senza pi pazzi! E poi a Cosimose fossi o veramente Mago Merlinoa Cosimo farei fare le Olimpiadi di corsa agli ostacoli in Americacurrenno, currennoe lo farei attivare primo alla faccia degli americani! E per me caggio dicereun desiderio avreiumo solo! Vorrei un lavoro fisso, e qualche lira in pi dint sacca..perch i figli vero s! Laggio cresciuti c e mullichelle, ma a forza di crescere a risparmio o stannno i chili sotto peso, oppure addiventano mariuoli! (sospirando) E Mutandone, Mutandone nun lo cambierei: un bellommo accuss, nu poco spiritoso, pecch francesema io cho faccio credere che cchi furbo e me: fino a che mi conviene, io faccio o scimpanz!

Fa un inchino, posa la tamorra e si toglie la maschera di Pulcinella. Comincia a canticchiare la canzone napoletana: 2Amaro bene, mentre, insieme a Gualtieri, dispongono il letto, buttato sulla parete di fondo, in mezzo alla scena, centrale. Le luci diventano pi intime, di un rosa pallido. Vito, proseguendo a cantare, riprende la sua scatola da lavoro e scende in platea. Intervengono le due donne. Sonia fa lazione di rifare il letto e Deborah, butta in terra, in proscenio, delle lettere,

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mentre gli altri, Cosimo e Gualtieri, fanno da spettatori. Vito, ormai in platea, sfuma la sua canzone. Il letto sar sfruttato come luogo dazione.

Deborah La nostra storia, tra me e lei, cominci tre anni fa. La vidi ad una cena di amici. Col marito. Mi piacque subito. Lei! Col tempo ci incontrammo ancora e diventammo amiche. Poi lei lasci il marito e venne a stare da me in un piccolo appartamento fuori citt. E tutto! N pi n meno di quanto non possa succedere ad una coppia normale.

Sonia No! Perch lei fece di tutto per farmi innamorare

Deborah Allora sei innamorata?!

Soni Ho detto che tu facesti del tutto, ma non ci riuscisti! Anzi: rettifico! Lei fece di tutto per portarmi a letto! Mi mandava fiori mi scriveva delle lettere strane. Dolci, ma profondamente ambigue. Mi copriva di attenzioni sotto finte spoglie di unamica!

Deborah Ma tu non rifiutasti le mie attenzioni

Sonia Era un periodo difficile per me: mio marito mi trascuravatra noi non era pi come prima e per di pi mero messa in testa che mi tradisse con unaltraCos una persona che mi desse un po daffetto era un appoggio per me. E imparai a volerti bene cos: da amica.

Deborah E poi, in un giorno un po pi di malinconico degli altri, finimmo a letto insiemema da amiche, vero

Sonia (telegrafica) Raggiungesti il tuo scopo! Non so che mi prese quel giorno: bevemmo del whiskifumammo marjuanaero stordita confusasolae tu certo non mi aiutavi a veder di buon occhio il mio uomoanzi, mi aizzavi contro

Deborah (tenera, lentamente) Quel giorno ricordi?...Facemmo allamore

Sonia (immediata a sfott) Ma quale amore! Eravamo ubriache, patetichedue disadattate! Io non volevo!

Deborah Gi!...Eravamo ubriachepatetiche! Drogate!...per ci venisti a vivere con me

Sonia Non volevo star sola! Seppi che lui mi tradivami sentii umiliata, ferita. Tu eri cos disponibilegenerosadolcissimami desti dei soldinon avevo niente da perdere!

Deborah Facemmo ancora lamore nei mesi a seguire..ancora e ancoracos per due anni, ricordi?!

Sonia Eri buona con meeri bella

Deborah Mi trovi bella?

Sonia Sei pazza!

Deborah Posso anche esserlo, ma tutu mo trovi bella?

(Pausa)

Sonia (sottovoce) Certo. Perch negare un dato di fatto.

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Deborah Mi basta: quando qualcuno ci stringe il cuore tra le mani, basta cos poco per farci felici

Sonia Ti accontenti di niente

Deborah La mia natura me limpose.

Sonia La tua natura deforme.

Deborah Non avrei mai voluto farti del male

Sonia Senza volere me ne hai fattoPerch poi, passata lincoscienza delle prime volte, cominciai a farmi degli scrupoli e un sacco di problemiad avere paura di tuttoche qualcuno scoprisse qualcosae fu l che cominciai a nascondermi alla gentee piano piano a negarti tuttoPerch tu mi derubavi, tu mi saccheggiavi

Deborah (ride amaramente) Come sei ingenua, piccola miacome vuoi sembrare ingenua..tu ci stavi, piccolinatu ci stavi!

Sonia Non avevo di meglio!

Deborah Non sapevi come trastullarti?!

Sonia Perch adori cos tanto farti trattar male

Deborah Perch ogni volta mi confermi del bene!

Sonia Tu mi tiri fuori la parte peggiore

Deborah E pur sempre parte di tee poi, peggiore per chi? Non ti ho mai indotta a far del male a qualcuno, o a rubare, o a bestemmiare

Sonia Amare cos come una bestemmia!

Deborah Lo credi davvero?

Sonia Mi hanno educata a crederlo.

Deborah Perch non leggi qualcosa di miovediamo se tutto lAmore cos disdicevole..(le porge delle lettere che Sonia tiene in mano con noncuranza)

Sonia Non servirebbeE passato! E noi stiamo dando uno spettacolo disdicevole!

Deborah Ti aspettavi una fars?...Sono stanca di recitareti pregonon dimenticare! Leggi qualcosa di mio, io sono l, per intero, in quelle parole damore!...E un animo disdicevole pu soltanto parlare in modo disdicevolenon saprebbe mai parlar damore

Sonia (esplode in una crisi nervosa, accartoccia le lettere e le butta in faccia a Deborah, violenta, in un gesto di rifiuto estremo) Vuoi lasciarmi in pace?! Non vero niente! Non c mai stato niente! Io non ti voglioIo non ti sopporto! Io non ti amo! Mi ripugni! Come te lo devo dire! Vattene..lesbica!

Deborah (raccoglie le lettere da terra, ad una ad una, lentamentericurva come un animale feritopoi le consegna un po a Cosimo e un po a Gualtieri mentre Sonia a terra che piange)

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Non sai fare altro che disperarticome sei debolenon sai fare altro che disprezzarmi! Cosimo, Gualtieri, conservatele almeno voi queste parole(citando) Fratelli di disgrazie, gile nostre madri sono prostitute sterili senza speranza dessere sposegi! Forse saprete leggerci qualcosa di pi di una bestemmiaforse qualcosa di buono c!..E voi non vi scorderete di me! Vado in toilette, scusatemi(Buio in palcoscenico: Cosimo e Gualtieri parlano accavallandosi)

Cosimo Crisro Santo, Montandondov la luce?!

Gualtieri Ma no, signorinanon se ne vada

Cosimo Deborahnon litigate

Deborah (da lontano, al buio) Non abbiamo affatto litigato: mi ha soltanta per lennesima volta. Ma giusto.. giusto cos. Cos devessere

Gualtieri Signorinatorni indietro

Cosimo Luce, Cristo! Luce!...

Si riaccendono lentamente le luci ambrate

Sonia Lasciatela andare. E gi abbastanza testarda di suoDomani mi telefoner undici volte e mi mander dei tulipani bianchi con undici rose rossee con altre paroleaccade sempre cos tra noi

Gualtieri Undici

Sonia Perch lundici novembre del 1993 ci baciammo per la prima voltapiovevacos che ha in mano, Cosimo? Che data?

Cosimo 21 Luglio 1994

Sonia Giricordo. Eravamo al mare insieme quel giornofacemmo il bagno a lungo, lacqua era calda e pulitae mangiammo tanto pesce: vongole, calamari, seppie e due soglioleCi baciammo quattro volte durante il pranzo, di nascosto dal cameriereBevemmo del buon vino e passeggiammo mano nella mano lungo la scoglieraCi distendemmo sulla sabbialei mi accarezzava i capelliMi addormentai come fanno i bambini sotto le carezze tenui delle madrie mentre dormivo lei scriveva poesie per me21 Luglio 1994, poesiacom che faceva? La leggano, anzi, aspetti..la conosco..la conosco a memoria

Ho balbuzie di baci

Ho singhiozzi di passione.

Tutto si fa eterno con te

mentre bocche dischiuse suggellano un patto

minuti e giorni stavo con le orbite sanguigne

a fissar pareti chiare

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di alchimie poliiche:

famiglie di padri e madri

mi scorrevano davanti

come tragici film muti.

Ed io desideravo un Amore bianco contro il Tempo:

oggi pensiero di te, un legame di mani

E il tuo bel corpo sparso nel letto

col ventre come piana

e il seno come materne dune

Contro i dogmi

convenzioni sociali

stanno come sardine compresse

passioni mai espresse.

Ed io solo oltre la mia carne

Io potrei essere.

Mi sorpasso: oltre il seno

vado oltre e vedo amore.

Non dico come, perch un nome non esprime.

Il sesso, bianco o nero,

non contiene.

E vuoto di parole, lamore.

Vado oltre: Ascensione.

Risorgo nei tuoi occhi:

nuda anima,

bianca candida

come nuvola.

Tutti applaudono

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Sonia Non dovete applaudire me. E lei che lha scritta. (tutti ammutoliscono) Che altro ha in mano? Che data?

Cosimo Scelgo a caso, ce ne sono tante

Sonia Una.

Cosimo 11 novembre 1994

Sonia Legga. Legga, per piacere. E lultima che mha scritto. Il 9 novembre io la lasciai. Perch non sopportavo pi! Leggalegga per piacere

Cosimo (leggendo) Un pupazzo! A questo mi hai ridotto: un pupazzo! Ora dicescusi ho difficolt a leggere, senza i miei occhiali

Gualtieri Leggo io, leggo ioposso signorina?

Sonia Per favore, grazie.

Gualtieri ..Ora dice dessere una donna, ora dice di essere un uomo, il pupazzosi sdoppia continuamente, perch non sa ancora bene dessere qualcosa di anormalee oscilla nel vano tentativo di convincerti a restare

Sonia (riflettendo) Parla di se stessa in terza persona.

Gualtieri Ma tu lo vedi, e ne ridi, e non crediNon credi pi ad una parola di quel che dice goffamente, come gli pi congeniale; goffamente, come meglio saddice a chi si porta dietro un fardello dillusioni strampalate, che lo fanno incedere con un impazzito, pesante, slegato rotolare in bassoDice di essere una donna, il pupazzo. E ha messo il rossetto che tu, da donna vera, gli hai prestatopoi lhai pettinato da pupazzo per ricordargli che lui non nulla: n uomo n donnamentre intanto vanamente, tentava di mettersi un abito elegante, per piacerti un po di pi

Entra Deborah irruente, orgogliosa, feritaproseguendo a memoria rivolgendosi direttamente a Sonia, guardandola negli occhi e parlando, ora, in prima persona.

Deborah Quando mi hai lasciata ho pianto, ma tu non mi hai creduta. Mi hai chiesto perch fossi cos melodrammaticain fondo, giocavamo! A buon renderegrazie di tutto: Amore e Strazio. Ora vorrei dimagrire e dei capelli cambiar coloreper poter piacere a qualcun altro che sappia voler bene ad un pupazzo magro e imbellettato da signora! Andr a piangere con qualche amico, figlio diverso di un Dio cattivo.Forse andr a piangere con qualcuno, perch da sola non posso sopportare il pesante sconforto della Disperazione. La mia tanta, grande, e bisogna dividerla con cento altre per poterle resistere e smussare tutta, fino a ridurla ad un piantosoltanto ad un pianto..esorcizzando la Malinconia ed imballandola in un pacchetto nuovo da donare a qualcun altro. Uomo-donna, un po incompiuti, offrensia disposizione!...E come un giro sulla giostra, tutto avr tempo breve, gioia effimera..per far cadere ogni articolato progetto che esce dalla mente stolta dun pupazzoTu avrai un Marito vero e una Famiglia di bambini allegri, svegliarti a colazione di mattina e vezzeggiartiio rester unombra distante, senza corpo e senza tetto, a sbirciare ogni tanto da lontano nel tuo nido. E star serena per teper le tue gioie

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Quotidiane e speranze futureE sar geniale la mia resistenza al Dolore: priva di rancore, con la forza dellAmoredavvero come un ladro, ruber sorrisi alla vita degli altri da lontanoimmaginandomi abbracci caldi e parole di amanti stesein letti fertili di prole.

Altro applauso. Anche se Montandon in scena.

Cosimo Brava! Proprio ben scritto!

Gualtieri Complimenti, signora!..Ha tutto il mio rispetto

Vito Pare a Maronna addolorata!

Cosimo (al pubblico) Beh, era un bel pezzo davvero, no? Al di l dellargomento un poco os.ApplauditeApplauditeMontandon ne sar contento.

Montandon Pu ben dirlo.Signora, ha mai pensato di fare lattrice sul serio? (ride)

Silenzio

Deborah (a Sonia) E tu? Tu non dici niente?

Sonia (sottovoce, nascondendo il viso dalla vergogna e dal rimorso) Non ti disprezzoma meglio cos. Starci lontanenon potremmo essere nulla, noiNoi siamo madri sterili. I nostri figli sono aborti come fantasmi nati gi mortiRicordi?

Deborah Scusatedevo tornare in toilette! (scappa)

Gualtieri Ma nooo, signorina, santo cieloE lei potrebbbe starci pi attenta, no? Santo cielo, ad una che le scrive certe cose, lei risponde cos?

Cosimo Arrivederci e grazie! (ride amaramente)

Montandon In effetti, signora Soniail tatto, il savoir faire la prima cosa nei rapporti, senza per apparire gelidi e cinicimi comprende?..Per certi spiriti un po fragilidirei fragili, scerte docce fredde possono essere letaliLa sensibilit di una mente vulnerabile pu restare sconvolta da un nonnullaOra star senzaltro dando di stomacovada a calmarlaSu: vada, vada, vada

Sonia esce.

Vito Mutandone, posso dire una poesia purio? Lho scritta ioparla di un mio parente alla lontana

Montandon Dica, dicase poi sua, dica, dica, dica..

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Vito E un momento! La dico!

Recita la sua poesia come una filastrocca.

Vito Antonio, fijo dellarrotino. Titolo. Mo seguono e parole.

Antonio, fijo dellarrotino

quando passa pa via

tutti jarridono appriesso

E che risate gruosse che se fanno!

Assieme a chi je tira dietro

na brecchetta e sasso

pe stuzzicallo un poco.

E lui niente:

passa zitto, va dritto e non risponde.

Ma Dio solo sa

che gruviglio di dolori

si tiene dint core

Eh, u poro Ntonio

nnammurato

E lammore, comme a tosse e a rogna

Nin se possono annasconnere!

E nnammurato di Felice

un altro ommo

cchi ommo dAdamo

e quanno passa Ntonio innanzi a Felice

issu je strilla: (urla davvero come se fosse)

Piezo e catapiezzo

ommo e sfaccimme

e passata a femminella

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Accuss je strilla

Senza cuntegno

Pe farsi vedere forte miez a piazza

E a piazza tuttintera

si riempie di risate

come quando di domenica

suonano e campane

Ma Ntunetta

cerca o male comme i medici

e u jorno appriesso

comma nu rilorgio

ripassa puntuale

Se lo guarda comme nu cane

Co ammore, a Felice

e se tiene le bestemmie

come fossero carezze.

(drammatico) Ma nfracetarse n cuorpo

p ammore non risposto a poco vale:

e comme d confiette ai puorce

Eppure u femminiello buono commo pane:

e quanno passa na mano pa cuscienza

chiede scusa pe lerrore e pensa:

Piacesse a Dio

di accogliermi ancora

quando purio

sar na purcheria de morte!

Montandon E bravo!

Vito Vi piaciuta?

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Montandon Pregevole! Le dico bravo

Vito E sanoi meridionali a poesia ce lavimmo dint core comm sole sta mieza sabbiae che malinconia de culuri ce portammo appriesso

Montandon Bene, grazie, graziePassiamo oltre. (continua rivolgendosi al pubblico) Domani sera, altra performance, sempre con me e il fedelissimo Vito!

Vito E che so, nu cane?

Montandon (sorride)E Faremo sfoggio di altri stravaganti ospiti(estrae dal taschino la lista) Vediamo un povediamo un po(inforca gli occhiali per leggere) Ah, s, sdomani il turno di Franco, un barbone di Roma; di un certo signor Il forcella, detenuto in attesa di giudizio da sette annisi parla di ergastolo

Vito U conosco, U conosco

Montandon E la signora Marianna, che da due anni attraversa una fase depressiva acuta. E ciclotimica(quasi compiaciuto) e oscilla tra fasi bulimiche e fasi anoressiche! E telefonicamentesaremo collegati con Remo, latin-lover irriducibileahim, malato terminale di AIDSun bel carnetBene! Ora io, carissimi signori e gentilissime signore, vado a concludere questa piacevole serata, non prima di certo di avere interrogato il nostro amico-critico in plateaAllora, mi dica, signor Misasi

Misasi Franco Rispoli.

Montandon Prego?

Misasi Ho detto: Franco RispoliNon che il nome sia una cosa importante, ma seerve a distinguerci, no, come in una numerazione

Si blocca per un istante interdetto.

Montandon Prego?...Come ha detto che si chiama?

Misasi (sorride) Franco Rispolilo sa bene!

Montandon Lei

Rispoli Il marito! Oh, no, anzi: non pilex marito di Sonia, per la precisione.

Montandon Finalmente. La Verit! Complimenti. un buon attore

Rispoli Se sono stato al gioco era soltanto per godermi la scena, non certo per far piacere a lei, MontandonMia moglie che rifiuta unaltra donna! E ridicolo. (Ride, si alza e va verso il palco)

Montandon Beh, via ridicolointeressante, direi, interessante!

Rispoli .Comunque, non dubiti, non sono qui per sfogarmi anchioe ne avrei, di che sfogarmiSemplicemente rivoglio mia moglie! E guarda tu dove la vado a trovare! Ma Sonia

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sempre stata inaffidabile: come una ragazzina. Sinnamora di tutto e di tutti, ma non simpegna mai con niente e con nessunoe come vedo non cambiata dun palmo!

Montandon (tentando unintervista) Che mestiere fa, Rispoli?

Rispoli Le ho detto che non voglio parlare di me! Dio, quant ridicolo, Montandon: sembra un pinguino diplomaticoComunque sono un consulente finanziario, lo sa benissimo..(cantinelando come se rispondesse a domande gi fatte) Mi vuole intervistare? Vuol sapere se sono ricco? Di solito sono io che lo chiedo agli altriS, lo sono abbastanza(sinfervora) senzaltro pi di una commessa lesbica! Ma non per soldi che lei mha lasciatoEper sete di vita (le fa il verso), perch io la schiacciavoio le parpavo le ali

Rientrando Sonia e Deborah, sorridenti, per mano: sembrano aver fatto pace. Si intuisce un residuo di discorso che Rispoli coglie al balzo.

Deborah Mi fai arrossire! Sei pazza

Rispoli (intervienne irruente) Certo che pazza, altrimenti non mi scambiava con te! (Sale sul palcoscenico e stringe la mano agli attori e a Montandon) Buonaseera, signoriBuonasera, signoreComplimenti

Sonia (realmente stupita) Tu? Che ci fai qui?

Rispoli Ti sono venuto a riprendere, tesoro miohai visto che bel travestimento? (Si toglie platealmente barba e baffi finti)

Sonia Come hai fatto a trovarmi?

Rispoli Niente di pi facileMontandon mi ha scritturato! (Ride) Io sono il colpo di scena! non te lo aspettavi, eh? (ride ancora)

Deborah (furiosa) Montandon, leilei schifosamente viscido! Come si pu giocare con la vita degli altri?

Montandon Prima o poi sarebbe successoprima o poi avreste dovuto rincontrarvimeglio qui che altrove: io vi pago per questo

Sonia (al marito) Vattene!

Rispoli Andarmene? Per niente al mondo: cho messo un anno a ritrovartinon ci speravo quasi pie guarda dove se ne sta il mio passerottino: a fare lattricetta nei teatrini

Gualtieri (a Sonia) Signora, possiamo fare qualcosa?

Rispoli Qualcosa? E che vorresti fare tu? Saresti capace, tu, a metterti contro un uomo?

Gualtieri Signore, scenda e se ne vada: lei sta interrompendo una rappresentazione dove non era prevista la sua presenza

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Rispoli Da lei, non da MontandonE lui il Produttoree a Montandon piacciono le complicazioni..E lui che comanda qui: voi siete solo marchette..

Tutti danno segno di nervosismo.

Gualtieri (prendendo in mano la situazione) Scenda e non ci saranno complicazioni

Rispoli Complicazioni? E cosa vorresti farmiun avvocato checcacosa potresti farmi? E poi mia moglie appartiene a me. Siamo solo in via di divorio, avvocatoper la Legge siamo ancora marito e moglieLei roba mia! Tss, avvocato! (cammina sicuro intorno a tutti gli attori impietriti. Poi si rivolge strafottente a Deborah ) E tu, mezzo uomo, non dici pi niente? Ti sei ammutolita e fai benefai bene ad avere paura di me..perch anchio sono matto! E quando mi prende la pazzia come un fuoco: non ci vedo pi! Io e te siamo alla pari, no? Lhai sostenuto fino ad ora. Quindi potrei anche prenderti a schiaffi! (lei non raccoglie, lui prosegue sicuro di s. Sorride) Ma in fondo mi fate solo pena(sussurrando allorecchio di Deborah) Ti do un consiglio. Lasciala! Lasciala da sola. Saggrapperebbe a chiunque riesca a darle sicurezza per un polasciala tu per prima o altrimenti sar lei a farlo(prendendola in giro)e allora ti spezzer il cuore! E per te, poi, sar ancora pi dura che per me: io di donne ne posso avere a bizzeffe e se non ce lho posso pagarmene unaMa tu? Tu dove te le vai a cercare? Nemmeno a pagamento io ti scoperei(Deborah fa per schiaffeggiarlo ma lui la blocca)

Vito U,uaccuorto a comme parli!

Rispoli (gli ride in faccia) Ancora un minuto, mi diverte questintrecciolui, lei, laltra.

Vito Ma jatevenne, v!

Sonia Mi fai schifo.

Rispoli Ti faccio schifo? Sei ripetitiva, amorema come vedo ancora non hai scelto nulla in vita tua!

Sonia Ho scelto di non stare con te!

Rispoli Ma neanche con lei. E chi ti vorr pi dopo questo scandalo. Una separazioneuna storia con una lesbica risaputa! (spalanca le braccia) Io ti perdonoTu perdonami una scappatella..che tutti fanno una volta nella vitaVieni, angelo mio(mellifluo) Torna da me: solo io ti posso dare tranquillit.

Deborah (stancamente come ultima speranza) Ce ne andremo da quicambieremo cittlavoreremo

Rispoli (aggressivo) Scappereste sempre come ladre! Pazze! Quale futuro potreste mai avere? Non un matrimonio, non una famiglianiente figlipuoi ancora salvarti. Sonia. Io non ti disprezzomi sei mancata, amore

Deborah (debole) Sai dove andare a parare!

Rispoli Ma che diavolo cerchi tu?! Non puoi uscirne vincente la natura che lo impone! E se la natura non bastassec Dio che giudica!

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Deborah Tutu parli di Dio? Tu che hai promesso davanti a lui fedelt?!

Rispoli Io possotu no! Tu: senza Dio

Sonia (titubante sullorlo di una crisi di pianto) Non litigatenon colpa vostra.. colpa mia..E solo colpa mianon ce la faccio, non ho coraggiosono stanca Deborahsono depressa..non ho la forza per resisterePerdonami, amore..perdonamiavrei voluto star con te, ma mimpediscono..(va verso Deborah e le d un leggero bacio sulla guancia) E meglio cos per tutti..tassicuro meglio cos.

Deborah (laccarezza lenta, quasi sotto shock) Addio, pulcino..non mi scordare

Silenzio. Rispoli rompe il ghiaccio: tira via Sonia per un braccio.

Misasi Via , via, lasciala perdere. E una povera pazza! Andiamocene.

Labbraccia e scendono attraversando la platea. Sintuiscono frammenti di discorso.

Andremo da un dottoreti curertornerai forte. (Escono)

Deborah (raggelata li segue con gli occhi, andar via) E giusto.. giusto: cos devessere!

Cosimo Ne troveremo unaltraunaltra che lei sappia voler bene

Deborah No. Non pi..mai pi! Lei era speciale. (Sorride amaramente) Ogni quindici novembre le mander undici garofani rossi per ricordarle un amor emorto ammazzato

Montandon (conclusivo) Dolente, signori: io devo chiudere.

Deborah Chiudachiudae inchiniamoci al nostro pubblico..

Tutti sinchinano.

Deborah Chiuda! Chiuda

Montandon E solo teatro, signori mieiE solo teatro. (Al tenico) Sipario! Musica finale!

Va per lultima volta un frammento, in crescendo, tratto dai Carmina Burana di Orff. Sonia e Rispoli non escono per i saluti finali. Passerelle degli altri che si immobilizzano in scena come marionette; cadono brillantini argentati dai celetti, sparsi in tutto il palcoscenico. Lentamente sale la cantinella in fondo scena. Buio, lucebuio.

SIPARIO

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