Tecnica del colpo di stato

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TECNICA DEL COLPO DI STATO

TECNICA DEL COLPO DI STATO

COMMEDIA IN DUE ATTI

DI

ALDO CIRRI

PERSONAGGI :

VOCE FUORI CAMPO                   - Narratore

SCIPIONE DE BERNARDIS         - Generale di divisione dell’esercito in pensione       - anni 85

GALEAZZO DE CRISTOFORI     - Contrammiraglio della regia marina in pensione     - anni 85

TELEMACO ARGANTI                 - Tenente di vascello in pensione ex capitano della

                                                              milizia fascista                                                        - anni 90

ACHILLE BRUSTOLON                - Maggiore dell’esercito in pensione

   ex capo partigiano                                                  - anni 80

ORESTE SAVELLI                         - Aiutante in campo dello stato maggiore                 - anni 35

MARIETTA                                      - Infermiera                                                               - anni 23

L’azione si svolge nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970


PRIMO ATTO

SCENA

Una soffitta. Parete di sinistra : una piccola libreria stracolma di libri e di vecchie riviste, di seguito la porta di ingresso. Parete di fondo : sulla sinistra una vecchia scrivania piena di vecchi ricordi di guerra, sulla destra una rastrelliera da parete con alcuni moschetti ’91 arrugginiti, sopra la scrivania, attaccati alla parete : un grande poster di Mussolini, sul viso del quale è stato disegnato, in rosso con una bomboletta a spruzzo, l’emblema della falce e martello. Accanto un poster di Stalin, sul viso del quale è stato disegnato, in nero con una bomboletta a spruzzo, l’emblema del fascio littorio. Fra i due poster uno più piccolo di Ilona Staller seminuda. Intorno altri fogli dattiloscritti, vecchi proclami e altri documenti. Parete di destra : una porta finestra che da su un balcone, davanti ad essa una tenda militare aperta dentro la quale si intravedono oggetti da campo, davanti alla tenda un fornelletto da campo accesso con sopra una caffettiera. Al centro un tavolo pieno di libri, carte geografiche, una vecchia lampada da tavolo e una vecchia ricetrasmittente da campo. Dal soffitto, legati a dei fili, pendono quattro o cinque modelli di aerei da caccia e da bombardamento della seconda guerra mondiale.

A sipario chiuso inizia una musica drammatica, un po’ lugubre mentre la voce fuori campo inizia il suo racconto. Contemporaneamente all’inizio della narrazione si accendono gradatamente due fari alti ad illuminare il sipario.

                VOCE FUORI CAMPO - (solenne) Ciò che intendiamo narrarvi questa sera è la ricostruzione storica precisa dei gravi fatti accaduti nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970. Per fare questo, non abbiamo tenuto conto né dei documenti segreti custoditi negli archivi della magistratura, né dei tentativi di scavare nelle cronache partorite da generazioni di storici e giornalisti. La presente ricostruzione si basa sul racconto cronologico stesso sulle pagine di un diario ritrovato recentemente tra le carte di un personaggio di cui è opportuno, per motivi di sicurezza, tacerne il nome e che, per comodità di narrazione, chiameremo “Il Principe”. Tralasciando le cronache degli avvenimenti  che precedettero quella notte, cominciamo a seguire la narrazione del famigerato diario dell’altrettanto famigerato “Principe”.

SIPARIO

SCENA PRIMA

Scipione De Bernardis, con indosso una vecchia e logora divisa dell’esercito, sta consultando alcuni libri, scrive appunti e traccia delle misure su una carta geografica. Uno stereo portatile (unico tocco di modernità all’intera scena) manda le note di una marcia militare.

                VOCE FUORI CAMPO - Diario “7 dicembre 1970” ore 18,15, in questo momento il generale De Bernardis, sta dando gli ultimi ritocchi al piano di azione, tra qualche minuto il contrammiraglio Galeazzo De Cristofori, lo raggiungerà per consegnargli gli ultimi ordini e procedere quindi alla fase “A” del piano.

Bussano alla porta, De Bernardis, allarmato, scatta sul “chi va là”, spegne lo stereo, afferra un pugnale dal tavolo e si mette in guardia verso la porta.

                DE BERNARDIS - (perentorio) Chi è ?

                DE CRISTOFORI - (da fuori) Sono De Cristofori, generale, aprite ?

                DE BERNARDIS - Parola d’ordine !

                DE CRISTOFORI - (c.s.) ... Hem... “Via col vento”.

                DE BERNARDIS - No, quella era di ieri sera.

                DE CRISTOFORI - “Il cavaliere della valle solitaria”.

                DE BERNARDIS - Nemmeno.

                DE CRISTOFORI - (scocciato) Qui si cambia la parola d’ordine senza avvertirmi ! Lo fate apposta !

                DE BERNARDIS - Ammiraglio, sbrigatevi che il caffè sta per venire su (voltandosi a dare un’occhiata alla caffettiera)

                DE CRISTOFORI - (ritrovando improvvisamente la memoria) ”La calda notte dell’ispettore Tip” !

                DE BERNARDIS - Tibbs !

                DE CRISTOFORI - Ah Già.

                DE BERNARDIS - Va bene apro.

De Bernardis si avvia alla porta.

                DE CRISTOFORI - E no !

                DE BERNARDIS - Cosa ?

                DE CRISTOFORI - La controparola d’ordine !

                DE BERNARDIS - (con un occhio alla caffettiera) Hem... “I cannoni di Navarone”

                DE CRISTOFORI - No.

                DE BERNARDIS - “Franco e Ciccio nel Texas”

                DE CRISTOFORI - Non esiste.

                DE BERNARDIS - Ah ! “Silvestro gatto maldestro “ !

                DE CRISTOFORI - Aprite !

SCENA SECONDA

De Bernardis, sempre circospetto, raggiunge la porta e l’apre, entra De Cristofori, un vecchio ammiraglio con addosso una logora divisa della marina, ha in mano una vecchia cartella di cuoio, si guarda intorno sospettoso.

                DE CRISTOFORI - (sussurrando) Presto, generale, chiudete la porta !

De Bernardis chiude in fretta la porta e poi accorre alla caffettiera che comincia a fumare. De Cristofori, un po’ stupito, segue con lo sguardo De Bernardis che va ad abbassare la fiamma del fornelletto.

                DE CRISTOFORI - Generale, lasciate perdere il caffè, porto ordini da parte del “Principe”

                DE BERNARDIS - No ! (guardandolo stupito)

                DE CRISTOFORI - Sì, generale, è per stanotte !

                DE BERNARDIS -  (alzando la voce) Finalmente !

                DE CRISTOFORI - Shhh, generale, fate piano, i muri hanno orecchie !

                DE BERNARDIS - (sottovoce e circospetto) Bene, avete con voi i documenti ?

                DE CRISTOFORI - Sì, eccoli qui al sicuro.

De Cristofori mostra la cartella di cuoio, i due si avvicinano al tavolo, De Bernardis fa un po’ di posto e De Cristofori apre la cartella, tira fuori i fogli e insieme cominciano a leggerli.

NOTA - Sia il racconto del diario del principe, sia i comunicati segreti dello stesso, saranno recitati dalla voce             fuori   campo e i personaggi mimeranno la lettura e le reazioni ai medesimi.

                VOCE FUORI CAMPO - Itaremac !

I due guardano il foglio senza capire, aguzzano la vista, si guardano storcendo la bocca, girano sottosopra il foglio e rileggono.

                VOCE FUORI CAMPO - Camerati !

I due si scambiano un’occhiata di approvazione soddisfatta e riprendono a leggere.

                VOCE FUORI CAMPO - L’ora è giunta ! L’ora in cui le sorti della nazione si risolleveranno ! L’ora in cui lo spirito dell’Italia risorgerà dalle ceneri dei grandi eroi del Risorgimento ! L’ora, ma soprattutto, la notte in cui una nuova fiamma arderà nel cielo della nostra patria !

I due scattano sull’attenti, poi si rimettono a leggere.

                VOCE FUORI CAMPO - Per questo, miei fedeli, dovrete seguire alla lettera gli ordini, perché il nostro piano d’azione ha un unico scopo, categorico e impegnativo per tutti : vincere !

I due scattano di nuovo sull’attenti.

                DE BERNARDIS e DE CRISTOFORI - (gridando all’unisono) E vinceremo !

I due riprendono la lettura.

                VOCE FUORI CAMPO - Il presente piano d’azione è esposto cronologicamente e i tempi devono essere rispettati al secondo, senza interruzioni, ripensamenti o esitazioni. La vostra preparazione è stata lunga e accurata, i dettagli della nostra missione li conoscete tutti, la loro sequenza è stata studiata nei minimi particolari, tutte le forze coinvolte sono state avvertite e, nel momento in cui leggerete questa missiva, saranno già allertate e pronte per l’azione. Non verrà tollerata alcuna defezione. Al termine di tutta la nostra azione ci ritroveremo al punto convenuto e all’ora stabilita...

I due girano il foglio.

                VOCE FUORI CAMPO - ... prima di passare all’esposizione del piano, è necessario che tutti i reparti verifichino l’assoluta efficienza dell’equipaggiamento...

I due guardano la tenda da campo.

                VOCE FUORI CAMPO - ... dell’armamento...

I due si guardano perplessi, De Bernardis si avvicina alla rastrelliera dei ’91, ne prende uno lo soppesa e guarda De Cristofori facendo spallucce. De Cristofori gli fa cenno di riavvicinarsi per proseguire nella lettura. De Bernardis rimette a posto il fucile nella rastrelliera e si avvicina al tavolo. I due continuano a leggere.

                VOCE FUORI CAMPO - ... che deve essere in perfetta efficienza, accuratamente controllato e pronto per l’uso...

Nello stesso momento la rastrelliera con i vecchi fucili si stacca dalla parete e cade con un gran fracasso, i due sobbalzano, poi si guardano e De Bernardis allarga le braccia.

                VOCE FUORI CAMPO - ... l’equipaggiamento deve comprendere : viveri...

I due annuiscono.

                VOCE FUORI CAMPO - ... indumenti...

I due annuiscono.

                VOCE FUORI CAMPO - ... coperte...

I due annuiscono.

                VOCE FUORI CAMPO - ... medicinali...

I due annuiscono.

                VOCE FUORI CAMPO - ... generi di conforto, sigarette, cognac, caffè...

I due annuiscono, ma De Bernardis si ferma a metà gesto con gli occhi spalancati.

                DE BERNARDIS - Il caffè !

De Bernardis corre al fornelletto dove la caffettiera de un bel po’ gorgoglia. Mentre De Bernardis spegne il fornelletto, De Cristofoi sfoglia alcune pagine del piano appoggiandole sul tavolo alla sua destra. De Bernardis, con uno straccio, prende la caffettiera, due bicchieri di metallo da campo e si avvicina a De Cristofori appoggiando tutto sul tavolo, senza accorgersi di aver posato la caffettiera bollente sui fogli del piano di azione che De Cristofori stava sfogliando. Poi, mentre De Cristofori fa per riunire i fogli per leggere dal punto in cui aveva lasciato la lettura, De Bernardis solleva la caffettiera per versare il caffè così, i fogli su cui era stata appoggiata, rientrano nel mucchio. I due sollevano i bicchieri del caffè.

                DE BERNARDIS - Alla nuova alba !

                DE CRISTOFORI - Al principe, nostra mente e condottiero !

                DE BERNARDIS - (solenne, accennando al ritratto di Mussolini sulla parete) A lui !

I due scattano di nuovo sull’attenti rovesciando il caffè sui pantaloni, poi cominciano a saltellare per la stanza dal dolore.

                VOCE FUORI CAMPO - Diario : ore 18,45, in questo momento il generale De Bernardis e il contrammiraglio De Cristofori si stanno preparando all’azione. Nulla può fermarli, esternamente sono due brillanti ufficiali, ma il loro animo racchiude lo spirito dei grandi guerrieri pronti a sacrificare se stessi e a invocare il nemico e la lotta come in un’antica danza di guerra !

I due continuano a saltellare finché De Cristofori non afferra una borraccia e raffredda, con una spruzzata d’acqua, il caffè bollente sui pantaloni di entrambi. I due tirano un sospiro di sollievo e si siedono al tavolo ansimando.

                DE CRISTOFORI - Mamma mia che bruciore !

                DE BERNARDIS - Ammiraglio, bando agli indugi, dobbiamo procedere all’applicazione del piano.

                DE CRISTOFORI - Procediamo !

I due riprendono la lettura dei fogli.

                VOCE FUORI CAMPO - Una volta verificato tutto l’equipaggiamento, è necessario distribuire alle forze di attacco gli ordini che alle 19 in punto...

I due guardano gli orologi.

                DE BERNARDIS - Sono le 19 meno tre minuti.

                DE CRISTOFORI - Io faccio le 19 e un quarto.

                DE BERNARDIS - (guardando l’orologio di De Cristofori) Bello questo orologio, è nuovo ?

                DE CRISTOFORI - Sì, l’ho preso con i punti di “Attaccadent”.

                DE BERNARDIS - Attaccadent ?

                DE CRISTOFORI - Sì, l’adesivo per dentiere.

                DE BERNARDIS - Io adopero il “Dentifort”

                DE CRISTOFORI - No, generale, dovete assolutamente provare “Attaccadent” e poi con i punti sulle confezioni danno in regalo...

                VOCE FUORI CAMPO - Hem... (schiarita di voce per richiamare l’attenzione)

I due si fermano per un attimo perplessi, poi si rituffano nella lettura.

                VOCE FUORI CAMPO - ... che alle 19 in punto, vi verranno recapitati dal tenente di vascello Telemaco Arganti...

                DE CRISTOFORI - (stupito) Il capitano Arganti !

                DE BERNARDIS - (c.s.) Nientepopodimeno che un capitano della milizia !

                VOCE FUORI CAMPO - Proprio !

                DE CRISTOFORI - Per Giove !

                DE BERNARDIS - Caspita !

Poi si rimettono a leggere.

                VOCE FUORI CAMPO - ... quindi, utilizzando dei portaordini assolutamente fidati, dovete provvedere all’inoltro dei suddetti ordini ai reparti. Fatto questo lasciate trascorrere un’ora poi...

I due, finito il foglio, lo girano e iniziano la lettura di un altro.

                VOCE FUORI CAMPO - (che diventa femminile e graziosa) ... fate riposare il tutto per un quarto d’ora, tagliate a fette, aggiungete la salsa, guarnite con prezzemolo e menta e servite possibilmente con un vino rosso giovane di non oltre dieci gradi...

I due leggono stupiti, poi guardano il foglio successivo.

                VOCE FUORI CAMPO - (maschile) ... accertatevi, sempre nella massima sicurezza...

I due confrontano il foglio di prima.

                VOCE FUORI CAMPO - (femminile) ... fate riposare il tutto per un quarto d’ora...

I due ripassano all’altro foglio.

                VOCE FUORI CAMPO - (maschile) ... accertatevi, sempre nella massima sicurezza...

I due si guardano e De Cristofori fa a De Bernardis il gesto di buttare via il foglio. De Bernardis repentinamente appallottola il foglio e contemporaneamente si sente il grido soffocato della voce fuori campo femminile. I due riprendono la lettura.

                VOCE FUORI CAMPO - (maschile) Accertatevi, sempre nella massima sicurezza, che i reparti abbiano ricevuto gli ordini e siano pronti all’azione. Quindi procedete a informarmi direttamente con un dettagliato rapporto della situazione morale e materiale degli uomini. Attenzione, nessun ordine, ripeto, nessun ordine deve essere impartito senza la mia suprema autorizzazione ! Nessuno deve prendere iniziative personali in quanto l’ora “X” sarà stabilita all’ultimo momento e cadrà nel periodo di tempo che va dalle ore...

I due girano il foglio, poi, con una smorfia di disapprovazione De Cristofori solleva il foglio e lo mostra a De Bernardis. Su di esso troneggia una grande macchia scura e rotonda causata dal calore della caffettiera che vi era stata inavvertitamente appoggiata sopra da De Bernardis. De Bernardis guarda scoraggiato il foglio.

                DE CRISTOFORI - (irritato) Maledizione, generale, ora come facciamo ?

                DE BERNARDIS - (imbarazzato) Be’... tanto arriveranno gli ordini per i singoli reparti, lì ci sarà scritto l’arco di tempo in cui si prevede che scoccherà l’ora “X” e poi...

                DE CRISTOFORI - E poi come ci regoleremo ?

                DE BERNARDIS - Ammiraglio, ve lo devo dire io come regolarvi ? Cinquant’anni di marina non vi hanno insegnato niente ?

                DE CRISTOFORI - (alzando la voce) Generale, è dalla campagna d’Africa che non ne combinate una giusta ! Da quando, in Etiopia, avete ordinato ai vostri uomini di mungere una mandria di cammelli maschi !

                DE BERNARDIS - (ormai scocciato anche lui) Ammiraglio, cosa ne dite allora di quella squadra di guastatori inglesi che vi hanno affondato l’incrociatore sotto il naso togliendo semplicemente il tappo !

I due cominciano a litigare a soggetto cercando di prevalere l’uno sull’altro. Improvvisamente qualcuno bussa alla porta. I due si zittiscono all’istante.

                DE BERNARDIS - Questo deve essere il capitano Arganti !

Entrambi guardano l’orologio.

                DE BERNARDIS - Sono le 19 meno un minuto.

                DE CRISTOFORI - Sono le 19 e venti.

Entrambi portano gli orologi all’orecchio e poi si mettono a caricarli. Si sente bussare di nuovo alla porta, De Cristofori fa cenno di nascondere i fogli, De Bernardis li riunisce e li mette dentro un cassetto.

                DE CRISTOFORI - ... Hem... chi è ?

Silenzio.

                DE BERNARDIS - Altolà, chi va là !

Da dietro la porta si sentono alcuni colpi di tosse.

                DE CRISTOFORI - Se è Arganti non ci sentirà mai, è sordo come una campana.

                DE BERNARDIS - Ma siamo sicuri che non sia troppo vecchio per questa impresa ?

                DE CRISTOFORI - Vecchio ? E’ una roccia !

                DE BERNARDIS - Quando l’avete visto l’ultima volta ?

                DE CRISTOFORI - Circa tre anni fa, aveva passato... credo gli ottanta, ma aveva ancora una tempra d’eccezione. L’ho visto con i miei occhi cavalcare per due ore filate e staccare, con la carabina i bargigli ad un gallo da venti metri senza toccargli una piuma e poi si dice ancora...

De Cristofori parla nell’orecchio a De Bernardis facendo un gesto che fa intendere che Arganti va ancora a donne.

                DE BERNARDIS - No ?

                DE CRISTOFORI - Mi hanno detto anche due per volta !

                DE BERNARDIS - Caspita !

Bussano alla porta.

                DE CRISTOFORI - Chi è ?

De Bernardis fa cenno a De Cristofori di alzare la voce.

                DE CRISTOFORI - (più forte) Insomma chi è ?

Da dietro la porta si sentono altri colpi di tosse con forte scatarramento.

                DE CRISTOFORI - Parola d’ordine !

Da dietro la porta si sentono altri colpi di tosse con parole confuse.

                DE BERNARDIS - E’ lui, aprite !

De Cristofori apre e, insieme a De Bernardis si mette sull’attenti a fianco della porta spalancata, entrambi in fila sull’attenti rivolti verso il pubblico per rendere omaggio ad Arganti.

SCENA TERZA

I due restano per un attimo sull’attenti, poi si sente un tonfo fuori della porta accompagnato da un lamento.

                ARGANTI - (da fuori) Haaaa !

De Bernardis e De Cristofori accorrono fuori.

                VOCE FUORI CAMPO - Diario : ore 19, in questo momento il tenente di vascello, nonché capitano della milizia, sua eccellenza Telemaco Arganti, raggiunge il generale De Bernardis e il contrammiraglio De Cristofori per portare gli ordini da recapitare ai reparti e per coordinare lo stato maggiore delle operazioni. Il carisma e la tempra del capitano saranno l’esempio e la costante da seguire per tutte le forze impegnate nell’azione.

                ARGANTI - (da fuori piagnucolando) Hai, hai che dolore !

                DE BERNARDIS - (da fuori) Per Giove !

                DE CRISTOFORI - (c.s.) Venite capitano, vi aiutiamo noi.

Dalla porta rientrano De Cristofori e De Bernardis che sostengono il capitano Arganti. Arganti è un vecchietto striminzito, curvo e con le gambe arcuate che si regge su di un bastone e procede a piccoli passi, ha in mano una cartella e indossa una logoratissima divisa da ufficiale della milizia fascista.

                ARGANTI - Oh, povero me ! Che dolore !

                DE BERNARDIS - Venga capitano, vi aiutiamo noi.

                DE CRISTOFORI - Così, piano, piano.

Il gruppetto si avvicina lentamente al centro della stanza e alla fine Arganti, che continua a lamentarsi, viene depositato su di una sedie. Arganti tira il fiato, con una mano regge la cartella e tiene l’altra appoggiata ancora al bastone.

                DE BERNARDIS - Capitano, come vi sentite ? Che è successo ?

                ARGANTI - (con una vocetta stridula da “vecchietto del west”) No, grazie, non devo ancora andare al cesso.

De Bernardis e De Cristofori si guardano tristemente.

                DE CRISTOFORI - (forte) Capitano, siete caduto ? Vi siete fatto male ?

                ARGANTI - No, non mi serve l’orinale, ve l’ho detto che non mi scappa !

De Bernardis e De Cristofori si guardano sconsolati.

                DE BERNARDIS - Capitano vi aspettavamo per le 19 (guarda l’orologio) ... sono le 19,47, siete in ritardo, come mai ? Che vi è successo ? Gli ordini erano precisi !

                DE CRISTOFORI - Capitano, lo sapete che il principe non tollera ritardi ?

Arganti lentamente guarda De Cristofori e poi De Bernardis, poi guarda verso il pubblico perplesso, poi guarda ancora verso De Cristofori.

                ARGANTI - Ma voi chi siete ?

De Bernardis si trova a destra di Arganti.

                DE BERNARDIS - De Bernardis Scipione, generale di divisione del regio esercito, al servizio di sua maestà il principe !

Poi scatta sull’attenti sbattendo i tacchi e facendo sobbalzare Arganti. De Cristofori si trova a sinistra di Arganti.

                DE CRISTOFORI - De Cristofori Galeazzo, contrammiraglio della regia marina, al servizio di sua eccellenza il principe !

Poi scatta sull’attenti, ma sbattendo i tacchi dà un calcio al bastone di Arganti che, perso il punto di appoggio, crolla in avanti.

                DE BERNARDIS - Oddio, il capitano !

De Bernardis si precipita a sostenerlo e a rimetterlo seduto. Arganti li guarda di nuovo

                ARGANTI - Voi ce l’avete con me !

                DE BERNARDIS - Ma no, capitano, cosa dite, aspettavamo con ansia gli ordini del principe che ci dovevate portare.

                ARGANTI - Come ?

                DE CRISTOFORI - Gli ordini del principe !

                ARGANTI - Le rondini del forcipe ?

                DE BERNARDIS - Le disposizioni per i reparti

                ARGANTI - Le apparizioni per gli scomparti ?

                DE BERNARDIS - (esasperato) Capitano, il colpo di stato !

                ARGANTI - (che capisce) Shhhh, è matto ? Vuol farsi sentire da tutti ?

                DE BERNARDIS - (a parte) No, bastavate voi.

                ARGANTI - Il principe... hem... il principe mi ha dato questi.

Arganti comincia a frugarsi la giacca in cerca dei fogli con gli ordini.

                ARGANTI - Ma dove...

Arganti continua a frugarsi addosso, poi per essere più libero nei movimenti, senza rendersene conto, porge il bastone a De Cristofori e la cartella a De Bernardis.

                ARGANTI - Tenete questi.

Arganti continua a frugarsi ancora per qualche minuto in tutte le tasche, poi, voltandosi verso De Bernardis, si accorge che il generale ha in mano la cartella. Lo fulmina con uno sguardo e gliela strappa di mano.

                ARGANTI - Perché è in possesso di questa cartella ? Dove l’ha presa ? Lo sa che ci sono documenti segreti ?

De Bernardis guarda De Cristofori e sospira. Arganti apre la cartella e i fogli scivolano tutti per terra. De Bernardis e De Cristofori si precipitano a raccoglierli, ma Arganti, preso al volo il bastone lasciato da De Cristofori, pesta una bacchettata sulla testa di entrambi. I due si rialzano massaggiandosi la testa.

                ARGANTI - (fulminandoli) Il principe ha detto di dividere gli ordini per reparti e di affidare la loro distribuzione ad un portaordini fidatissimo

                DE BERNARDIS e DE CRISTOFORI - (all’unisono) Sì !

                ARGANTI - Gli ordini devono essere controllati dallo stato maggiore nella loro attuabilità

                DE BERNARDI e DE CRISTOFORI - (c.s.) Sì

                ARGANTI - Dove sono finiti gli ordini ?

                DE BERNARDIS e DE CRISTOFORI - (c.s.) Per terra !

                ARGANTI - E allora raccoglieteli, cosa aspettate !

De Cristofori e De Bernardis si guardano, allargano le braccia sconsolati, raccolgono tutti i fogli e si avvicinano al tavolo per dividerli e controllarli. Arganti tenta di alzarsi in piedi, ma non ci riesce, allora sbatte la punta del bastone sul pavimento per richiamare l’attenzione.

                ARGANTI - Voi due qui ! A darmi una mano !

De Bernardis e De Cristofori si avvicinano alla sedia e uno per parte, prendono per le braccia Arganti.

                DE BERNARDIS e DE CRISTOFORI - (all’unisono) Uno... due... e, tre !

I due sollevano Arganti che, nello sforzo emette una scoreggia, i due si allontanano facendosi vento davanti al viso, oppressi dalla puzza e Arganti ricade sulla sedia. I due si guardano per intendersi.

                DE CRISTOFORI - Voi restate seduto .

I due prendono Arganti con tutta la sedia e la trascinano davanti al tavolo.

                DE BERNARDIS - Bene, così abbiamo evitato la guerra chimica !

Il gruppetto, riunito al tavolo, sprofonda nello studio degli ordini.

                VOCE FUORI CAMPO - Diario : ore 19,35. In questo momento il nucleo principale dello stato maggiore si è già riunito e ha provveduto a rendere operativo il piano. Alle 19,45 gli ordini saranno inviati ai reparti operativi, alle 20 i reparti daranno il loro “pronti” per l’inizio delle operazioni.

SCENA QUARTA

Bussano alla porta, i tre si mettono sul chi va là.

                DE CRISTOFORI - Chi può essere ?

                DE BERNARDIS - (guardando l’ora) Sono le 18,55 è ancora presto perché il tenente Savelli venga a ritirare gli ordini.

                DE CRISTOFORI - (anche lui guarda l’orologio) Ma se sono le 20,15

                DEBERNARDIS - (c.s.) Dannati orologi ! Allora è in ritardo !

                DE CRISTOFORI - Capitano, sapete l’ora esatta ?

                ARGANTI - Cosa c’entra la ciabatta ?

                DE BERNARDIS - (urlando spazientito) Avete l’orologio ?

                ARGANTI - Ma cosa urlate, non sono mica sordo ! Sì che ce l’ho !

De Bernardis si sbatte le dita sul polso sperando che Arganti capisca il gesto.

                ARGANTI - Sono... le 15,40...

                DE BERNARDIS - Sì, del 1943... buonanotte !

                ARGANTI - ... no, del pomeriggio !

Bussano ancora alla porta, tutti si rimettono sul chi va là.

                DE CRISTOFORI - Altolà chi va là !

                ORESTE - (da fuori) Oreste !... Hem, il tenente Savelli !

                DE CRISTOFORI - Parola d’ordine !

                ORESTE - “La carica dei 101 !”

De Cristofori guarda De Bernardis che fa le spallucce cercando di ricordare la parola d’ordine, ma non ci riesce.

                DE BERNARDIS - De Cristofori, aprite.

De Cristofori apre. Entra Oreste vestito da tenente dell’esercito della prima guerra mondiale, con elmetto e fasce ai polpacci. Basso, con una certa pancia, rubicondo e con un bel paio di baffi.

                ORESTE - (scattando sull’attenti) Eccellenza comandi !

                DE CRISTOFORI - Savelli, che ore sono ?

                ORESTE - Le 20.30 ammiraglio !

                DE CRISTOFORI - Le 20,30 !?

I tre si affrettano a rimettere gli orologi.

                DE BERNARDIS - Siamo in forte ritardo, presto... lei Savelli resti in attesa, noi dobbiamo finire di smistare gli ordini e poi lei provvederà a consegnarli !

                ORESTE - Signorsì !

I tre si rimettono a trafficare con i fogli, ma ben presto cadono nel marasma più completo e non riescono più a raccapezzarsi. A questo punto De Bernardis guarda gli altri, improvvisamente raccatta tutti i fogli alla rinfusa e li dà a Oreste.

                DE BERNARDIS - Savelli ! Proceda alla consegna immediata

                ORESTE - Signorsì !

Oreste prende il mucchio dei fogli ed esce perdendone qualcuno per la strada.

SCENA QUARTA

                VOCE FUORI CAMPO - Diario : ore 20,15. In questo momento tutti gli uomini sono pronti per l’inizio delle operazioni. La tensione è altissima, le mani fremono impugnando le armi, ora tutti aspettano l’ultimo ritocco al piano strategico : il rapporto del maggiore Achille Brustolon, uomo di idee diverse, ma di provata fedeltà e con scopi ed obbiettivi legati alla vittoria finale !

Bussano alla porta, il gruppetto si rimette in agitazione. De Bernardis riporta la calma, poi, con voce profonda si rivolge al nuovo venuto.

                DE BERNARDIS - Chi è ?

                BRUSTOLON - (da fuori) Il maggiore Brustolon !

                ARGANTI - (a De Cristofori) Chi è ?

                DE CRISTOFORI - Brustolon.

                ARGANTI - Chi ?

                DE CRISTOFORI - Il maggiore Brustolon, il coordinatore delle truppe corazzate !

                ARGANTI - Il commendatore delle zuppe di patate ?

                DE CRISTOFORI - Sì... ma no ! E’ il nostro ufficiale di collegamento !

                ARGANTI - Il funerale di saltellamento ?

De Cristofori fa un sospiro.

                DE BERNARDIS - Parola d’ordine !

                BRUSTOLON - (Brustolon parla con forte accento veneto) Mi go’ scorda’ !

                DE BERNARDIS - Maledizione, bisogna trovare un altro sistema !

De Bernardis apre la porta.

SCENA SESTA

Entra Brustolon, è la fotocopia di Fidel Castro, compreso barba e baffi, solo che è molto alto e molto grasso, una figura imponente a cui una vocetta delicata con accento veneto fa da contrasto.

                BRUSTOLON - (a De Bernardis) General, vegno a dir che tutte le truppe son..

Brustolon si interrompe perché si accorge della presenza di Arganti e lo fulmina con lo sguardo, Arganti fa altrettanto, i due sono rivali di vecchia data.

                ARGANTI - (alzandosi dalla sedia) Il comunista !

                BRUSTOLON - Lo squadrista !

Arganti, nonostante la vecchiaia e gli acciacchi balza in piedi e si avventa su Brustolon. De Cristofori blocca Brustolon e De Bernardis blocca Arganti. Solo che De Bernardis si limita a trattenere, senza alcuna fatica per la cinta Arganti che scalcia e tira pugni all’aria in direzione di Brustolon. Mentre, De Cristofori fa una fatica del diavolo a bloccare la mole di Brustolon,  si aggrappa e punta i piedi dappertutto per non farlo arrivare a tiro di Arganti.

                ARGANTI - (urlando) Anche i comunisti ora ! Brutto rosso che non sei altro, ma verrà anche la vostra ora ! Lascia che finisca questa storia e ti spezzo con le mie mani !

                BRUSTOLON - Fiòl d’un can d’un fascista. Si vegno lì mi te rompo tutte le ossa, te faccio stiupà le budela, orco can !

La litigata continua per un po’  a soggetto, poi Arganti, divincolandosi da De Bernardis, si avvicina minaccioso al poster di Stalin.

                ARGANTI - La rivoluzione voleva fare lui ! Te la do’ io la rivoluzione ! Guarda che cosa ne faccio del tuo baffo !

Detto questo, con mossa improvvisa, strappa il poster di Stalin dalla parete, lo appallottola e lo getta via, poi, con le mani sui fianchi guarda Brustolon sfidandolo.

                BRUSTOLON - Vecia cariatide ammuffita, cosa ti ga’ fato ? Ora te faccio veder mi cosa che succede al tuo pelato !

Brustolon si avvicina al poster di Mussolini e lo sottopone allo stesso trattamento subìto da quello di Stalin. I due si fronteggiano, poi, a soggetto, cominciano ad urlare e a litigare forte senza osare toccarsi. De Bernardis e De Cristofori restano a guardarli ipnotizzati. Durante la furibonda litigata i due continuano a staccare dalle pareti, uno per uno, tutti gli altri fogli dattiloscritti, proclami, documenti vari ecc. finché, contemporaneamente, ma senza rendersene conto, presi ormai dalla foga della litigata, posano le mani sul poster di Ilona Staller.

                DE BERNARDIS e DE CRISTOFORI - (allarmati e all’unisono) NOOO ! !

Arganti e Brustolon si bloccano, ammutoliscono e lentamente guardano verso il poster accorgendosi di quello che, inavvertitamente, stavano facendo. Allontanano le mani dal poster, poi, con cura, si mettono a lisciare le sgualciture provocate dal tentativo di strapparlo. Bussano alla porta.

                DE BERNARDIS - Shhhh...

Tutti tacciono bloccandosi.

                DE BERNARDIS - Chi è ?

                ORESTE - (da fuori) Oreste, hem... il tenente Savelli !

                DE BERNARDIS - Parola d’ordine !

                ORESTE - “La mazurka del barone, della santa e del fico fiorone “ !

Tutti si guardano perplessi, nessuno sa se è quella giusta, qualcuno alza le braccia, o fa le spallucce, De Bernardis guarda Brustolon.

                BRUSTOLON - Mi non so.

De Bernardis si decide e apre la porta !

SCENA SETTIMA

Entra Oreste e scatta sull’attenti.

                DE BERNARDIS - Riposo, Savelli, che notizie ci portate ?

                ORESTE - E’ tutto a posto, gli uomini sono allertati, questi sono gli ordini del principe.

Tutti si precipitano attorno ad Oreste, De Bernardis gli strappa il foglio dalle mani per leggerlo, tutti si fanno intorno e scrutano il documento. De Bernardis prima lo allontana, poi lo avvicina senza riuscire a leggere, alla fine tutti compatti, si spostano al tavolo. De Bernardis inforca gli occhiali imitato da tutti gli altri eccetto da Arganti che, tirata fuori un’enorme lente di ingrandimento, tenta di leggere anche lui. Dopo qualche attimo De Bernardis si alza in piedi.

                DE BERNARDIS - (solenne) Signori, l’ora è scoccata, il principe ci avverte di tenerci all’erta poiché nell’arco di un’ora sarà dato l’ordine definitivo !

                TUTTI - (meno Oreste che si tiene in disparte) Hurrà !

                DE BERNARDIS - Calma signori, sincronizziamo gli orologi... ammiraglio de Cristofori ?

                DE CRISTOFORI - 9,10.

                DE BERNARDI - Maggiore Brustolon ?

                BRUSTOLON - 8,50.

                DE BERNARDIS - Capitano Arganti ?

                ARGANTI - (dopo aver cercato affannosamente il cipollone) Le due meno dieci.

                DE BERNARDIS - Le due meno dieci ?

                ARGANTI - No... un momento... (gira il cipollone) ... le 7,25.

                DE BERNARDIS - Tenente Savelli ?

                ORESTE - Le 20,35.

                DE BERNARDIS - (arrabbiandosi) Possibile che non ci sia un orologio esatto ! Dobbiamo fare un colpo di stato e non sappiamo...

                TUTTI - (rivolti a De Bernardis) Shhhhh...

De Bernardis si zittisce e si calma.

                DE BERNARDIS - Va bene, ricarichiamo gli orologi sulle 8,30.

                ORESTE - Ma...

                DE BERNARDIS - Tenente, niente discussioni ! Vada a prepararsi !

SCENA OTTAVA

                DE BERNARDIS - Ora, signori, dobbiamo studiare i dettagli dell’ora “X” !

                TUTTI - Sì... sì... bene !

Il gruppo si rimette a studiare e commentare in silenzio il documento inviato dal principe.

                VOCE FUORI CAMPO - (diario) Ore 20, 45. Tutto è pronto, gli uomini sono al loro posto, l’equipaggiamento è stato messo a punto, tutto lo stato maggiore sta dando gli ultimi ritocchi al piano d’azione. L’alba di domani sorgerà su una nuova terra, su nuovi uomini si di una nuova grande nazione !

SIPARIO

FINE DEL PRIMO ATTO

SECONDO ATTO

SCENA

La scena è la stessa del primo atto.

SCENA PRIMA

A sipario chiuso inizia la stessa musica del primo atto, con la stessa progressione di luce e la stessa atmosfera.

                VOCE FUORI CAMPO - (solenne) Quando la storia ricorda momenti come questi, scrive pagine epiche e gloriose di gesta che resteranno scolpite nelle menti degli uomini a caratteri di pietra. E chi rileggerà quelle pagine, sentirà sulla terra il rombo dei cavalli delle armate di Alessandro, sentirà il grido di battaglia delle legioni di Cesare, vedrà sorgere il sole di Austerliz sopra le truppe di Napoleone. E come i grandi guerrieri, che in quei momenti scrissero il futuro della storia...

SIPARIO

Comincia ad aprirsi il sipario  e si vede il gruppetto dei generali nelle stesse posizioni del primo atto, profondamente addormentati.

                VOCE FUORI CAMPO - ... un pugno di uomini, di alti ufficiali, erano pronti a scrivere la pagina più leggendaria della storia del loro paese !

Per qualche attimo la scena non cambia, i quattro continuano a russare sonoramente. Ogni tanto qualcuno si muove nel sonno e biascica parole incomprensibili. Per una situazione più comica, Arganti potrebbe dormire in braccio a Brustolon mentre si succhia il pollice.

                VOCE FUORI CAMPO - (cambiando tono) Diario : ore 21,40. Ci siano ! E’ scoccata l’ora “X” ! Il mio stato maggiore ha già impugnato le armi e già guida gli uomini all’azione. Il parlamento, la presidenza, le emittenti televisive e radiofoniche, alcuni ministeri sono già stati occupati, appena la situazione si sarà stabilizzata, prevedo intorno alle 22,30, sarà dato il primo annuncio del rovesciamento del governo, un colpo di cannone annuncerà lo scoccare dell’ora della riscossa !

Si sente una lontana esplosione, i quattro si svegliano di soprassalto, si guardano tra loro imbambolati ancora mezzi addormentati.

                DE CRISTOFORI - Che succede ?

               

Da lontano si sente un’altra esplosione, poi di seguito tutta una serie di esplosioni continue a ad intervalli variabili. Ai quattro ufficiali si illumina il viso.

                DE BERNARDIS - Zitti !

Ancora scoppi ed esplosioni.

                DE BERNARDIS - Ci siamo ! E’ l’ora “X” !

Improvvisamente nella stanza scoppia un pandemonio, tutti cominciano ad agitarsi e a correre per la stanza, chi a prendere i fucili, chi ad infilarsi elmetti, chi a raccogliere carte e documenti. Nella confusione si rovesciano sedie libri, qualche modello di aereo cade per terra.

                DE BERNARDIS - Fermi tutti !

Tutti si bloccano.

                DE BERNARDIS - Che ore sono ?

                DE CRISTOFORI - Le 21,05.

                BRUSTOLON - Le 20, 15.

                ARGANTI - Le 20,45.

                DE BERNARDIS - Corpo di mille bombarde ! Io faccio le 21,30, ma non avevamo ricaricato gli orologi ?

Tutti si guardano e allargano le braccia.

                DE BERNARDIS - Va bene, non importa, l’ora “X” È scoccata, signori, dobbiamo raggiungere i nostri uomini e prendere il comando !

                BRUSTOLON - Mi vorrei saper come g’han fatto a cominciar la battaglia sanza nianca un ordine !

                ARGANTI - Io vorrei sapere quando l’inferno ti inghiottirà !

Arganti e Brustolon ricominciano a litigare a soggetto.

                DE CRISTOFORI - Basta !

I due si fermano.

                DE BERNARDIS - Signori, dobbiamo mettere da parte i nostri diverbi e pensare all’azione. Prima prendiamo il potere, poi discutiamo.

                ARGANTI - Giusto ! Prima divento ministro degli interni, poi ti sbatto in galera !

                BRUSTOLON - Quando divento ministro delle poste, mi te metto in un pacco e te spedisco in Manciuria !

                ARGANTI - Se gradisco un’anguria ? Ma se siamo fuori stagione ?

                BRUSTOLON - Poero me, questo se’ tuto sordo ?

                ARGANTI - Brutto tonto a chi ?

Arganti fa per scagliarsi di nuovo su Brustolon.

                DE BERNARDIS - Basta ! Signori, inquadrati sull’attenti e pronti !

Arganti, Brustolon e De Cristofori cominciano ad agghindarsi da guerrieri, alla fine si ritrovano in fila, rivolti verso il pubblico, sull’attenti, con elmetto e armati fino ai denti. De Cristofori comincia l’ispezione. Arganti è il più armato di tutti, oltre ad avere file di nastri per mitragliatrice a tracolla e cinture di bombe a mano alla vita, ha uno o due fucili per braccio, un bazooka a tracolla e perfino un coltello tra i denti. De Bernardis lo guarda e, improvvisamente gli sfila il coltello dalla bocca. Arganti fa una smorfia di dolore, si tappa la bocca con entrambe le mani lasciando i fucili che vanno a cadere sui piedi degli altri tre che, cacciato un urlo, cominciano a saltellare per il dolore. Arganti si volta con le spalle al pubblico cominciando ad armeggiare con la bocca.

                DE CRISTOFORI - (sempre dolorante) Capitano, ma siete diventato matto ?

Arganti non risponde.

                DE BERNARDIS - Capitano Arganti ?

Niente. Arganti dà sempre le spalle al pubblico.

                DE CRISTOFORI - Generale, non gli avrete tagliato la bocca sfilandogli il coltello ?

                DE BERNARDIS - Ma... veramente...

                BRUSTOLON - Poareto !

                DE BERNARDIS - Capitano, siete ferito ?

Arganti si volta lentamente guardando arrabbiato  De Bernardis e scuote la testa.

                DE BERNARDIS - Vi siete fatto male ?

Arganti mostra, uno in una mano e uno nell’altra, i due pezzi della dentiera spaccata dal coltello.

                DE CRISTOFORI - Fiuuu... ci avete fatto prendere uno spavento !

                ARGANTI - Pforco cane ! Fcome cafolo faccio a mangiafre ora ?

                DE CRISTOFORI - Non è il caso di fare una tragedia per una dentiera !

                ARGANTI - Una commedia per una spalliera ?

                BRUSOLON - (a parte) Sì, un armadio, un comò e due comodini.

                ARGANTI - Due pannolini ?

                DE BERNARDIS - (forte) Capitano, appena sarà tutto finito chiederò al principe di nominarvi ministro della sanità, così potrete farvi tutte le dentiere che vorrete !

                ARGANTI - Calistro della santità ?

                DE BERNARDIS - (urlando) Ministro della sanità !

                ARGANTI - Ministr...

Ad Arganti, che finalmente ha capito, gli si illumina il viso e comincia a pensare a tutti gli acciacchi che potrebbe curarsi come ministro.

                DE BERNARDIS - Bene, signori, pronti ?

                DE CRISTOFORI e  BRUSTOLON - (all’unisono) Pronti !

                DE BERNARDIS - Capitano Arganti ?

Arganti è ancora occupato a sognare. Brustolon gli dà una gomitata e Arganti si scuote.

                DE BERNARDIS - Capitano Arganti siete pronto ?

                ARGANTI - No, non sono sordo !

                DE BERNARDIS - (paziente) Capitano vogliamo andare a fare questo colpo di stato ?

                ARGANTI - Un colto di lato ? Ma che dite ? Cosa volete ? Un laureato di profilo ?

De Bernardis, spazientito, mima come se sparasse con il fucile e Arganti capisce.

                ARGANTI - Sì, sì... andiamo !

                DE BERNARDIS - Squadra... a.. tenti !

Brustolon, De Cristofori e Arganti eseguono.

                DE BERNARDIS - Fianco dest... destr !

I tre si voltano verso la porta.

                DE BERNARDIS - Avanti... march !

I tre cominciano a marciare fischiettando un’aria militare, ma stonando maledettamente, quando qualcuno bussa alla porta.

                DE BERNARDIS - Squadra alt !

Tutti si fermano.

                DE BERNARDIS - Presto ! Tutti ai ripari !

Esplode il solito pandemonio. Tutti si appostano dietro tavoli, sedie, qualcuno dietro la tenda con i fucili spianati. De Bernardis guarda tutti per un attimo intimando il silenzio.

                DE BERNARDIS - Chi è ?

                ORESTE - (da fuori) Orest... hem, il tenente Savelli !

Tutti si guardano tra loro.

                DE BERNARDIS - Hem... parola d’ordine !

                ORESTE - “Zorro contro maciste” !

De Bernardis guarda interrogativamente gli altri che rispondo con un’alzata di spalle e allargando le braccia.

                DE BERNARDIS - Entrate, tenente.

SCENA SECONDA

Entra Oreste portando un foglio e scattando sull’attenti. Lo porge a De Bernardis.

                ORESTE - Ordini del principe.

Tutti escono dai propri nascondigli. De Bernardis si precipita a prendere il foglio. Il gruppetto si riunisce per leggere.

                VOCE FUORI CAMPO - Miei fidi generali, la situazione sta precipitando, alcuni reparti si trovano asserragliati nei pressi del parlamento ed altri nei comandi della polizia e nelle sedi televisive, temo che non riusciranno a tenere ancora per molto gli obbiettivi finora conquistati, molti reparti dell’esercito, purtroppo, non  si sono schierati dalla nostra parte, pertanto assumo sulle mie spalle tutta la responsabilità del fallimento dell’azione...

De Bernardis comincia a leggere il foglio successivo.

                VOCE FUORI CAMPO - (cambiando tono) Primo : verificare le infiltrazioni del tetto. Secondo : sturare i lavandini delle camere 37, 42 e 75. Terzo : mettere le trappole per topi...

                DE BERNARDIS - Ma che cosa...

                ORESTE - (imbarazzato) Hem... no, generale queste sono... sono le riparazioni da fare alle... hem camerate l’ordine prosegue con il foglio successivo.

Dicendo così, Oreste si impossessa del foglio intruso e De Bernardis seguita la lettura.

                VOCE FUORI CAMPO - ... che ognuno di voi si assuma le proprie responsabilità sulle proprie spalle. Signori, la storia ci ha voltato la faccia, ma l’alba della riscossa è solo rinviata. Io non voglio obbligarvi al sacrificio supremo, ma gli uomini hanno bisogno di qualcuno che dia l’esempio e rimanga con loro fino alla fine...

Il gruppetto dei generali si tocca la patta dei pantaloni per scongiuro.

                VOCE FUORI CAMPO - ... Pertanto vi chiedo di andare, a testa alta, al fianco dei vostri uomini a verniciare di gloria questa, seppur amara, sconfitta. Ognuno per se, Dio per tutti !

Tutti si guardano imbarazzati.

                DE BERNARDIS - Hem... tenente Savelli, il principe aspetta una risposta ?

                ORESTE - No, generale, il principe a quest’ora è in volo per l’Argentina con il suo aereo privato.

                BRUSTOLON - Fiol d’un can...

                DE BERNARDIS - Maggiore ! Si vergogni !

Nella stanza c’è qualche attimo di imbarazzo.

                DE BERNARDIS - Signori, la storia ci chiede il supremo sacrificio ! Io, come il principe, non voglio obbligare nessuno di voi ad un passo simile, perciò vi chiedo la stessa cosa : Chi di voi è disposto a dare l’estremo esempio alla truppe ?

                DE CRISTOFORI - Un momento, come “voi” ? Vi ritirate dall’impegno ?

                DE BERNARDIS - Io ? Mai !

                DE BERNARDIS - E allora perché dite a noi tre ?

                DE BERNARDIS - Hem... perché io devo restare qui... a fare le veci del principe !

                ARGANTI - Le feci del principe ? Lo sapevo, se ne andato e ci ha lasciato nella me...

                DE BERNARDIS - Capitano Arganti !... Comunque, signori, non possiamo tirarci indietro di fronte alle nostre responsabilità, quindi è necessario decidere !

Sul gruppo scende un silenzio imbarazzante.

                DE CRISTOFORI - ... Io il mese prossimo devo andare dallo specialista... la prostata mi dà fastidio e, sapete com’è... per avere un appuntamento dallo specialista...

                BRUSTOLON - ... Mi non posso, go’ al vigneto da potar...

                ARGANTI - Io senza dentiera non posso far nulla.

                BRUSTOLON - (ad Arganti) Ah ! Quando ve interessa qualcosa, g’avete l’orecio bon !

                ARGANTI - Brutto anatrone ti faccio...

Arganti, per l’ennesima volta, fa per gettarsi su Brustolon.

                DE BERNARDIS - Signori, ci stiamo comportando da vigliacchi, questa non è la dignità che un ufficiale di sua maestà deve...

Bussano alla porta. Tutti si zittiscono guardandosi reciprocamente.

                DE CRISTOFORI - (piano) Chi sarà ?

                BRUSTOLON - (c.s.) Secondo me sono i carabinieri, il colpo de stato s’è fallito e qualcuno g’ha fatto i nomi de capi !

I quattro si guardano per un attimo fra loro, poi, come fulmini, cominciano a liberarsi delle divise. Oreste li guarda stupito. I quattro, una volta tolte le divise, rimangono in mutande. Bussano ancora alla porta.

                DE CRISTOFORI - Parola d’ordine !

                DE BERNARDIS - (piano) Zitto ! Ma che siete diventato matto ? Ci volete fa riconoscere subito ?

De Cristofori si tappa la bocca impaurito per essersi lasciato sfuggire la frase.

                DE BERNARDIS - (prendendo coraggio) Chi è ?

                MARIETTA - (da fuori) Sono Marietta.

Tutti tirano un sospiro di sollievo.

                ARGANTI - Quella femmina ! Mandatela via, non la voglio vedere !

Arganti si volta dando le spalle alla porta.

                DE BERNARDIS - Avanti !

SCENA TERZA

Entra Marietta, una bella ragazza vestita da infermiera. Si ferma sulla porta e, con una smorfia, guarda tutto il gruppetto in mutande.

                MARIETTA - Ma bravi ! E’ un’ora che vi cerco, ora mi spiegherete cosa ci fate qui in soffitta tutti e quattro in mutande ? Vi ha forse fatto effetto ritardato la purga di ieri sera ?

                DE BERNARDIS - (imbarazzato) Hem... non sono cose che ti riguardano !

                MARIETTA - Certo, il problema è che se vi prende una polmonite, poi mi riguarderanno di sicuro !

                DE CRISTOFORI - Non sono cose da donne !

                MARIETTA - Ah, perché in questo momento, voi sembrate degli uomini ? Ma vi siete guardati ?

                BRUSTOLON - (c.s.) No.... s’è solamente un travestimento... non possiamo farci riconoscere !

                MARIETTA - (seria) Ho capito, questo sarebbe il famoso travestimento  del 5° assaltatori in mutande ?

                BRUSTOLON - (che non capisce subito la battuta) Sì, appunto !

                MARIETTA - E da che cosa siete mimetizzati, da barbagianni ?

                BRUSTOLON - Sì appu...

Poi si ferma rimanendo male per non aver colto al volo la battuta.

                MARIETTA - Bene, forza ragazzi, a lavarvi le mani, la cena è in tavola !

Tutti meno Arganti, che dà sempre le spalle a Marietta, si guardano e mestamente cominciano ad uscire per andare a mangiare.

SCENA QUARTA

I tre sono usciti, ma Arganti sta sempre di spalle con il broncio.

                MARIETTA - (dolce) Telemaco.

Nessuna reazione.

                MARIETTA - (prendendo fiato e alzando la voce) Tenente di vascello Arganti !

Arganti sobbalza e, per un riflesso condizionato, si volta e scatta sull’attenti.

                ARGANTI - Comandi !

                MARIETTA - Il rancio !

Quando Arganti si rende conto della gaffe si rimette con il broncio.

                MARIETTA - (di nuovo dolce) Vogliamo andare a cena ?

                ARGANTI - No !

                MARIETTA - Sicuro ?

                ARGANTI - Non ho fame !

                MARIETTA - (insinuante) Peccato, perché stasera c’è un polpettone che dice “mangiami, mangiami” !

Arganti comincia a reagire alla notizia.

                ARGANTI - Hem... il polpettone ?

                MARIETTA - Con olive e carciofini !

                ARGANTI - No ! E poi... mi si è rotta la dentiera !

                MARIETTA - E’ un burro, si scioglie in bocca.

Arganti nicchia ancora un po’,  poi si decide mostrando sempre riluttanza.

                ARGANTI - (uscendo con aria di superiorità) Hum... ne assaggerò un po’

                MARIETTA - (seguendo con lo sguardo Arganti che esce) Ecco, bravo !

SCENA QUINTA

Una volta uscito lo “Stato maggiore” Marietta guarda Oreste ancora seduto sulla sedia.

                MARIETTA - Be’ ?

                ORESTE - Senti, io mi sono stufato di fare l’ufficiale attendente, ho un sacco di cose da fare qui dentro !

                MARIETTA - E vuoi che l’ufficiale attendente lo faccia suor Fiammetta ?

                ORESTE - (sorridendo) Al massimo suor Fiammetta può fare la parte del carro armato, così la chiameremo “suor incendio” !

                MARIETTA - Oreste !

                ORESTE - Oreste un corno ! Io qui dentro faccio il manutentore, non il tenente !

                MARIETTA - Conoscevo un tenente che sapeva fare i lavori di manutenzione meglio di te !

                ORESTE - (insinuante) Sicuramente si è sposato con un’altra ragazza.

                MARIETTA - ... che certamente è la stessa che ti ha piantato.

                ORESTE - Insomma ! Mi sono stufato di fare il colpo di stato !

                MARIETTA - Qui dentro bisogna saper fare di tutto... a proposito ce l’hai la lista dei lavori per domani ?

                ORESTE - (rassegnato) Sì, era finita tra gli ordini di movimenti truppe.

                MARIETTA - Bene, allora datti da fare !

               

Marietta esce.

SCENA SESTA

Oreste per un attimo resta seduto a guardare il foglio.

                ORESTE - (rassegnato) Verificare le infiltrazioni del tetto, sturare i lavandini delle camere 37, 42 e 75, mettere le trappole per topi in cantina, sostituire il tubo di scarico della lavatrice... (poi forte) Questo non è una clinica, questo è un museo !

                MARIETTA - (da fuori mentre si allontana) E’ una clinica geriatrica, praticamente la stessa cosa !

                ORESTE - Quasi, quasi è meglio fare il colpo di stato !

                MARIETTA - (c.s.) Bravo, così ricoveriamo anche te !

Oreste si alza e mentre esce continua a leggere l’elenco dei lavori.

                ORESTE - Cambiare la guarnizione al rubinetto della 52, controllare la presa a muro della 25, eliminare infiltrazioni sotto il lavandino della mensa.

Oreste sospira, poi si ferma un attimo a pensare, sorride, tira fuori una penna di tasca e comincia a scrivere sul foglio.

                ORESTE - (scrivendo) Radunare la quinta e la sesta armata sulla riva destra del Reno. Spostare sette divisioni sul fronte francese e cinque su quello tedesco. Utilizzare le portaerei dello scacchiere occidentale per le operazioni in nord Atlantico... (sghignazzando)... per il prossimo colpo di stato ci sarà da ridere !... (poi continua)... Armare i cacciabombardieri con siluri e pattugliare il Shaara algerino. Vagliare la possibilità di ricognizione sottomarina da parte di undici unità nucleari. Far togliere le punte delle alabarde alle guardie svizzere papali... (sghignazza di nuovo)... obbligare il presidente della repubblica ad assumere i corazzieri non al di sopra del metro e venti...

Continuando a soggetto Oreste esce da sinistra. Si sente la voce sfumare in lontananza.

SIPARIO

FINE DELLA COMMEDIA

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