TERESA

DRAMMA IN TRE ATTI

di

Kramer Moggia

Liberamente tratto dal romanzo

TERESA di NEERA(Anna Radius Zuccari)

Socio S.I.A.E.: autori n 88397 31/12/ 89 qualit D.O.R. autore parte letteraria

26041 CASALMAGGIORE ( Cremona) Via Cairoli, 93 tel, 0375 41110 cell. 3396821681

kramer33@alice.it

Anna Radius Zuccari, in arte NEERA, figlia delling. Zuccari Fermo progettista del duomo di Casalmaggiore, per anni abitante in questa citt, ha localizzato il suo racconto in questa stessa citt. Salvo i nomi fantastici dei personaggi, tutto il resto reale. La precisione del racconto fa supporre che la vita di Teresa sia per buona parte biografica, almeno per ci che concerne il modo di vivere di quel tempo. Fino alla prima guerra mondiale quel modo di vivere, in ambiente provinciale si mantenuto.

CONSIGLI ALLA REGIA

Il teatro ha lo scopo di suscitare sentimenti e pensieri cui dare unattenta risposta.

Questo testo non ha una trama se non il racconto della vita triste e scialba, condotta da Teresa, succube della mentalit retrograda del tempo in cui si svolge.

Per tutto lo svolgimento del dramma latmosfera deve essere depressa proprio per trasmettere allo spettatore lo stato, in cui vivevano le donne in quel tempo, dovuto alla stupida presunzione delluomo che della famiglia non era il capo ma il dittatore.

Uscendo dal teatro lo spettatore, facendo un ampio respiro,possa dire: Meno male che vivo in un tempo pi giusto e pi sereno in cui la donna ha raggiunto la sua giusta e meritata posizione sociale.a dispetto degli uomini che stanno perdendo dignit.

EPOCA:

Fine 800, primi 900

SCENOGRAFIA: unica

Parete di fondo: camino centrale con ai lati finestre con grate e sedili scavati nel muro

Parete di destra: porta rivolta alla parte notte e buffet

Parete di sinistra: porta verso lentrata.

Quadri alle pareti: in cui spicca, naturalmente, il ritratto del nonno , e sottostante la sua famiglia.

Arredamento: Tavolino con sedie e divano in stile 800 modestamente arredato.

PERSONAGGI: nel III atto avanzeranno negli anni

TERESA anni: 19

Caccia suo padre 50

Soave sua madre 45

Carlo suo fratello 20

Dafne amica di famiglia 45

Orlandi Paolo 25

ATTO PRIMO

(Novembre, pomeriggio)

SCENA PRIMA: Soave, Dafne.

SOAVE ( inferma per cui costantemente sdraiata sul divano) Che notte cara la mia amica che notte!

DAFNE ( seduta accanto allamica ed ogni tanto si alza a va alla finestra) E perch?

SOAVE E mio marito che voluto andare sullargine

DAFNE Che vuole? Un uomo un uomo; ci sono tutti laggi; il sottoprefetto, il sindaco, il tenente...

SOAVE E la campana, mio Dio, se suonasse la campana d'allarme... come farei a fuggire?

DAFNE Poi c Teresa che la pu aiutare. E lei sa che lo farebbe con piacere. Sappiamo tutti quanto Teresa voglia bene alla propria famiglia.

SOAVE E vero.

DAFNE Si dia pace. Gi, questa della campana una precauzione, ma non succeder. Nel caso,suo marito che si trova sul posto, avr tempo di provvedere. Braccia e persone di buona volont non ne mancano. Si figuri che perfino i cantanti, quei poveri cantanti che erano venuti qui nella speranza di poter fare una buona stagione nel nostro teatro, ebbene; anche quelli furono requisiti.

SOAVE Poveri ragazzi anche loro. Visto che mi ha ricordato il teatro, mi viene in mente quella volta che sono andata al Sociale con mio marito, che per dire la verit non impazzisce ad uscire con me, a vedere la Cavalleria rusticana Mi vien da ridere. Giulia, una mia cara amica che per dire la verit di una vera bellezza, stata assunta, come comparsa, per formare la processione delle donne che entravano in chiesa. Il gradino era formato da un pezzo di legno appoggiato su due pietre, non so come; la mia amica inciampata ed caduta. Si pu immaginare le risate del pubblico, ed il rimprovero di mio marito perch anchio ho riso, e la vergogna della mia amica. Mio marito, in pubblico, ama comportarsi con un certo tono, proprio come gli aristocratici.

DAFNE (continuando il discorso) L'impresario li ha minacciati di non pagarli, se non avessero prestata la loro opera. Il tenore ha preferito fuggire, rinunciando al compenso, ma tutti gli altri si sono rimboccate le maniche, e fin da questa mattina lavorano sull'argine. ( continuando il discorso ) Carlino in casa, non vero?

SOAVE Veramente suo padre gli ha imposto di rimanere in casa ma lui ha voluto a tutti i costi raggiungere gli amici che sono sullargine. Gi per dare una mano in caso di bisogno, ma anche perch, se lo immagina lei stare con i suoi amici, magari corteggiando le ragazze?

DAFNE Sar difficile che i padri lascino le figlie libere sullargine. ( cambiando tono) E Teresina?

SOAVE Teresina di l. Le due gemelle si sono coricate belle e vestite... nel caso ci sia bisogno ... Ma che notte, che notte! Ah, signora Dafne, sono proprio sfortunata.

DANFE Io credo che non dovrebbe preoccuparsi in questa maniera. Non le fa certo bene. Lei non pensi al Po; pensi ai fatti suoi.

SOAVE Certo che dei figli ne ho.

DAFNE Chi va al mulino si infarina. Daltra parte se ci guardiamo attorno nelle nostre famiglie i figli non mancano. Credo proprio che anche la chiesa ne sia un po la cagione.

SOAVE Mi vergogno a dirlo: ma i preti questa preoccupazione non lhanno. I figli bisogna mantenerli. Ai maschi si deve dare una posizione, visto che saranno i capi famiglia, e sar compito loro mantenere famiglia che si sono create, e alle figlie procurare un marito

DAFNE Che non le accettano se non hanno una cospicua dote.

SOAVE Come vero ci che dice! ( pensando) Si ricorda quante ore abbiamo dedicato alla nostra dote? Quante ore di ago e filo E quante creste han dovuto fare le nostre mamme sulla spesa allinsaputa del loro padre?

DAFNE Io ricordo quello che diceva sempre mio nonno; Ai maschi si deve lasciare una maggiore eredit, proprio per il dovere verso la loro nuova famiglia.

SOAVE E intanto noi donne tiriamo la carretta! Per, per dire la verit, se lo facciamo per i nostri figli non ci costa nessuna fatica anzi lo facciamo con piacere. Vorrei tanto vivere a lungo, ma purtroppo la mia salute non mi da una gran fiducia.

DAFNE Non tiri fuori i panni per gli annegatiQuesto un problema che abbiamo tutti. A proposito ha sentito ieri? Il fratello del sindaco, quel pezzo di uomo che pareva il ritratto della salute?... In un jesus, nemmeno il tempo di dire amen, stava leggendo una lettera; paf, era morto. Non si deve pensare alla morte. Quando viene, perch deve venire; del resto noi donne abbiamo sette anime e un animino... allegra dunque. E non detto che verso la Fontana, al camposanto si stia male. ( spiritosa) Magari monotona ma stabile.

SOAVE Vorrei tanto avere il suo stesso ottimismo.

TERESA ( da fuori scena) Mamma!

SOAVE Che vuoi Teresina? Non ti sei coricata un poco?

TERESA Oh! Com possibile? Sto alla finestra ad aspettare Carlino ed il pap. Caramella, mi ha detto di stare tranquilli, che pericolo per il momento non c'. Pap verr presto.

SOAVE Dio sia lodato! Va' a letto Teresa, va' a letto.

TERESA E tu mamma?

SOAVE Ora ci vado.

DAFNE ( osservando il ritratto del nonno e quelli sotto) Non ricordo mai se il ritratto di quel signore suo padre o suo suocero.

SOAVE Secondo lei ? Potrebbe essere di mio padre? Mio marito d sempre la precedenza alla sua famiglia. Se ci fa caso si assomigliano anche. Ha fatto caso alla disposizione dei quadri?

DAFNE Come, no. Ancora una volta il capo famiglia deve sovrastare su tutti gli altri della famiglia.

TERESA Sai mamma? Carlino mi ha detto, con il suo particolare sorriso mellifluo, quando insieme eravamo alla finestra del piano su, che la Tisbe era in piedi da due ore, con le sue posate dargento nel grembiule ed il cagnolino sotto il braccio. Mi ha anche detto: Se potessi farei una scappate per vedere meglio. Credi che non sarei capace di scendere dalla finestra?

TERESA Mio fratello quelle spiritosaggini le saprebbe fare sicuramente. Vado di l a vedere se le gemelle hanno bisogno di qualche cosa. (esce)

SCENA SECONDA: dette Cuccia, Carlo.

(entrano in scena Cuccia e Carlo)

SOAVE ( preoccupata) Sono ansiosa di sentire le ultime notizie.

CARLO Le case vicine a San Rocco sono gi state tutte demolite.

CACCIA Toni, il barcaiolo, che di piene se ne intende perch ne ha vedute parecchie, diceva al sindaco che la faccenda era brutta un bel po. Comunque il sindaco gli ha risposto: Noi facciamo il nostro dovere, Toni, e il resto alla provvidenza.

CARLO Tutti i barcaioli e operai si stanno dando da fare per trasportare fascine, sacchi di terra, cocci, mattoni, ciottoli per fare un muro di difesa contro lacqua. Certo che il sindaco preoccupato.

CACCIA Alcuni barcaioli sono andati in barca sulla sponda parmigiana, perch sembra che largine abbia rotto, per dare una mano a quei poveri disgraziati. Il cielo continua ad essere molto nuvoloso. Ormai sono trentaquattro giorni che piove.

CARLO La pietra sulla quale sono segnati i gradi d'altezza delle precedenti inondazioni, gi tutta coperta.

CACCIA Lacqua continua a salire con lentezza ma implacabile. Ha gi invaso il bancone e gi sta toccando largine superiore.

CARLO I boscaioli segano gli alberi, i muratori demoliscono le vecchie case vicine al fiume, quelle che sono di maggior pericolo.

SOAVE Immagino quella povera gente che abbandonando le case fuggono con quella poca roba che riescono a portare.

DANFE Ora cosa faranno quelle povere persone che hanno perduta la casa?

CARLO Una vecchia ottuagenaria, alla quale avevano tolto il letto per trasportarlo in posto pi sicuro, si avvicin agli uomini che sorreggevano quel povero mobile tarlato, e disse loro piangendo: Gettatelo dentro anch'esso, tanto domani io non vi potr pi dormire.

S, gettatelo, aggiunse il sindaco ne far dare un altro a questa povera donna.

CACCIA Dopo un po giunto il sottoprefetto ed il tenente dei carabinieri che erano andati ad ispezionare la sicurezza delle rive. Meno male che hanno assicurato il sindaco che il pericolo non cera.

CARLO Ha messo un po' di sgomento l'ordine di poco fa, di non coricarsi per tutta la durata della notte, e star pronti al suono della campana.

CACCIA Ho sentito quando il sottoprefetto rivolgendosi, in disparte al tenente gli ha detto: Ma ditemi un poco, se c' stato senso comune a fabbricare un paese in queste condizioni, collacqua sul capo! Dietro all'argine il suolo digrada con un pendio spaventoso, e laggi, quella buca, dove hanno fabbricato il loro maledetto paese, par proprio la coppa destinata al brindisi.

DAFNE Ho sentito dire che se si dovesse rompere largine lacqua andrebbe a finire fino a Mantova.

CACCIA Pur troppo questa una pura verit. Sembra che la punta della torre campanaria di Mantova sia alla stessa altezza della nostra piazza Grande.

SOAVE In che brutta situazione ci troviamo. Perch non fanno una processione in onore di San Giovanni Nepomuceno, che protettore delle acque, e che ha fatto miracoli?

CARLO Il sottoprefetto rivolgendosi al sindaco : Che fanno qui le donne? Via le donne. Andate a casa. E i bambini? Anche i bambini? Via i bambini. Via, via, via. Andate a casa.

DAFNE Aveva proprio ragione quel signore

CACCIA Il sindaco rispose al sottoprefetto: Che mai vuole che facciano nelle loro case? se non possono nemmeno coricarsi in questa notte sciagurata! Ed il sottoprefetto: vero; vero; ma le donne non le posso soffrire, mi urtano i nervi.

DAFNE (con disprezzo) Per, non che sia molto simpatico quelluomo! (umiliandosi, verso gli uomini) Scusatemi! Per dire la verit abbiamo anche noi un esempio in casa.

CACCIA Hanno gi telegrafato al Ministero per farsi dare delle sovvenzioni dato lingente danno che stiamo subendo.

SOAVE Mi meraviglio come mai Monsignore non si sia ancora fatto vedere.

CACCIA Lui indisposto, ma ha mandato il suo servo a chiedere informazioni e se il caso andare a Po. Mio cognato mi ha anche avvertito di cosa sta succedendo a Cremona. Uno spavento. In una cascina presso Bosco, mor annegata una famiglia intera; padre, madre e cinque figli, colla moglie di uno dei figli. Non si pot salvare nessuno.

DAFNE Madonna!

CACCIA I fondi del marchese d'Arco sono tutti allagati; il frumento rovinato; dell'uva non se parla nemmeno. Cinquanta famiglie di contadini ,che non sapranno che cosa mangiare quest'inverno!

SOAVE Pazienza ancora. Quegli altri della cascina sarebbero contenti a non saper che cosa mangiare quest'inverno.

TERESA ( entrando) Le gemelle stanno studiando.

CARLO Ad un certo punto uno degli uomini vedendo galleggiare una massa nera la indica dicendo che la solita legna che scende sul pelo dellacqua specialmente quando il Po ingrossato. Un altro invece lo corregge dicendo che una tavola.

CACCIA Altro che tavola! Era una barca. Si vedeva muovere qualcuno, forse poveri naufraghi cacciati dalle loro case; che andavano verso una morte certa. Tutti si meravigliarono, perch sembrava impossibile che qualcuno la potesse guidare. Invece era vero.

DAFNE Quante brutte cose mi tocca sentire!

CARLO Gli ingegneri mandati dal magistrato del Po presa una torcia a vento, si avanzarono, risalendo l'argine. Il sottoprefetto e il sindaco li seguirono, e cos man mano tutti; paurosi, curiosi, trepidanti.

Alcune donne recitavano sommessamente il rosario, stringendosi sotto il mento la pezzuola che avevano in capo, non osando avanzarsi troppo. proprio una barca. disse qualcuno. Tutti si sono messi a chiamare.

CACCIA Si distingueva una forma d'uomo, ritta in piedi in mezzo alla barca, lottando fortemente coi remi per allontanare l'urto dei tronchi d'albero che la corrente trascinava nei suoi vortici; e tutto intorno il fiume mugghiava sollevando una grossa spuma giallastra, torbida, alla superficie della quale galleggiavano cenci, pezzi di legna, mobili infranti, cadaveri d'animali.

CARLO Ad un certo punto uno dei barcaioli grida: E lOrlandi lOrlandi! Naturalmente il sindaco conoscendo lOrlandi non si meravigliato. Orlandi uno di Parma ma che tutti qui conoscono. Figuratevi il popolo quando ha capito che la barca era al sicuro quanto entusiasmo hanno espresso. Orlandi sceso ,bagnato, coi panni in disordine, colle mani lacerate, eppure baldanzoso ancora come avesse fatto una gita di piacere, tutti quei barcaioli lo circondarono, ubriacandolo di domande.

CACCIA Prima di rispondere a qualcuno , Orlandi prese dal fondo della barca un fardello, ravvolto in una coperta di lana, e lo gett nelle braccia della prima donna che si trov accanto. Ecco! ha detto,: un bambino che vi arriva senza fatica vostra.

TERESA ( fa un gran gesto di terrore, poi seguendo i discorsi pone molto interesse) ( fra s) Quel signore deve essere proprio un eroe, ha messo la sua vita in pericolo per salvare un bambino. Quanto vorrei conoscerlo e ringraziarlo.

DAFNE ( addolorata) Santa Vergine! Figuriamoci le donne; vedendo qual corpicino lo avranno preso cercando di scaldarlo.

CACCIA Orlandi disse d'averlo salvato per miracolo, in un misero casolare, dal quale erano fuggiti tutti, resi pazzi e crudeli dal terrore.

CARLO Ma lei, caro Orlandi gli disse: Tiene la sua vita in cos poco conto da esporla sul fiume con una notte simile? Orlandi rispose che erano tre giorni che andava in giro, in barca, fra le cascine a portare soccorso. Ha raccontato che era in Arese quando il Po ha invaso le acque dei boschi, ha presa una barca vi ha messo su il bambino e poi si abbandonato nelle mani della Provvidenza.

CACCIA Finalmente la crescita del Po si fermata e quindi a poco a poco anche la gente ritornata a casa. E anche noi eccoci qua. Ed ora sar meglio che vada a sbrigare le mie cose. Se trascuro lesattoria delle tasse, molta gente ne approfitta.

CARLO Ed io vado a studiare.

(Teresa deve apparire molto colpita da questo avvenimento)

SCENA TERZA: Teresa, Soave, Dafne.

(mentre Soave sempre sdraiata sul divano, Dafne le seduta accanto, Teresa va a sedersi sulla seggiola accanto alla finestra e guarda incuriosita sulla strada)

TERESA Non riesco a scordarmi limpresa eroica di quel signore, Orlandi, hanno detto che si chiama. Non tutti saprebbero sacrificarsi per altri esseri umani.

SOAVE Non dire cos. Tu non lo avresti fatto?

TERESA Caramella, il venditore di pere cotte, con la sua carriola piena di pere cotte fumanti che lasciano un dolce e caldo profumo sta vendendo la sua mercanzia. Si fermato davanti alla tabaccheria ed entrato.

DAFNE Sicuramente andato a farsi un bicchierino di grappa.

SOAVE Un bicchierino di grappa non ci sta nemmeno male per gli uomini. Purtroppo sta giungendo anche troppo presto linverno.

TERESA Le sta offrendo pere per le sue bambine. Ma sembra che non ne voglia. Infatti, si mosso un po indispettito. Si fermato per vendere le pere a Tisbe, la cameriera dei Portalupi.

DAFNE Quelli si che sono ricchi. Ora dovranno pensare di sistemare le loro tre figlie da marito.

SOAVE Per la dote non penso che abbiano preoccupazioni.

TERESA Ora lo zoppo sta passando davanti alla casa di don Giovanni Boccabadati.

DAFNE Quello e don Giovanni di nome e di fatto.

SOAVE Sembra che abbia una vita un po misteriosa ed equivoca.

DAFNE In quella casa sembra che entrino ed escano belle donne. Infatti, le ragazze della Portalupi le guardano sdegnosamente, e si mordono le labbra.

TERESA ( sempre guardando dalla finestra) Certo che c un bel frescolino

SOAVE E tu togliti dalla finestra.

TERESA Il portalettere si fermato davanti alla porta della Calliope che sempre chiusa. ( fra s) Per, quanto importante questa nostra strada San Francesco E la via dove ci sono i pi ricchi e nobili palazzi.

SOAVE ( rivolta a Teresa) Visto che c Caramella, va a comperare qualche pera per le gemelle.

TERESA Va bene mamma. ( esce)

SOAVE Certo che Calliope un tipo ben strano. Non passa uomo davanti alla sua finestra senza che dica loro qualche improperio. Infatti, la considerano una pazzoide.

DAFNE ( maliziosa) Ha allontanato Teresina per parlare pi liberamente di Calliope?

SOAVE S. Non vorrei che la prendesse per esempio .

DAFNE Non penso. Teresina ha gi unet ed unintelligenza che le permette di scernere il bello dal brutto.

SOAVE Certo che il mistero rimane. Si dice che sia stata accolta da una contessa, altri addirittura dicono che sia sua figlia. Sta di fatto che la contessa le ha dato lamore di una madre e lha fatta studiare presso un vecchio prete.

DAFNE Hanno vissuto, sole, per un po in una cascina sperduta nei boschi del Po. Ecco perch cresciuta come un maschio. Va in giro per i boschi di pioppi zufolando ed imitando il canto degli uccelli imbracciando un fucile da caccia.

SOAVE E stata una gran bella donna, magari con lineamenti mascolini. Il dottor Tavecchia che laveva curata quella volta che era caduta da un albero ha sempre detto che stata la pi bella donna che abbia conosciuto.

DAFNE Infatti, andava in giro vestita da uomo con un cappellaccio in testa che sembrava una amazzone. Anzi, direi meglio un maschione

SOAVE Prima raccontavano che si era accompagnata con un ufficiale francese, disertore in fuga e poi si sia ritirata in un convento per due anni. Quando giunto il momento di prendere i voti scappata dal convento.

DAFNE Certo che stiamo parlando di una quindicina di anni fa. Dove finalmente lhanno lasciata in pace.

TERESA (entrando) Mamma non appena ho portato alle gemelle le pere li hanno divorate e poi si sono lamentate perch avrebbero voluto mangiarle con il formaggio. ( mentre le due donne parlano Teresa, ascoltandole, con molto interesse, si sposta qua e l appoggiandosi ai mobili)

DAFNA ( intervenendo) Allora il detto ancora valido Quanto buono il formaggio con le pere

SOAVE Le mie gemelle hanno unet che il pane lo divorano. Guardandole mangiare mi viene in mente quando, alla loro et, andando in piazza a comperare il pane, durante il tragitto lo mangiavo quasi met. Quanti rimproveri mi faceva mia madre. Mi diceva: Se hai sempre tanta fame perch non mi dici di comperarne di pi. Fortunatamente in casa dei miei genitori si viveva con una certa tranquillit economica.

DAFNE Domenica scorsa penso che i Portalupi siano andati alla festa da ballo che si teneva in casa Arese.

SOAVE E unabitudine che la famiglia Arese ha assunto ogni quindici giorni. Che sfoggio, per, eh?

DAFNE Vogliono proprio maritarli i loro tre scorpioncini.

SOAVE della seconda che si parlava, credo.

DAFNE Per il sottoprefetto? Ma essi tentano di gabellargli la prima. La mia opinione che non ne prende nessuna. Andare a fidarsi di questi meridionali! Io ci sono stata quattro anni laggi, e li conosco.

SOAVE Hanno una bella dote.

DAFNE Almeno si dice; noi per, cara signora, non ci siamo maritate per la nostra dote, nevvero?

SOAVE ( incrociando il suo scialino sul petto, quasi per nascondere i rimpianti che essa solo conosceva) Si fa quel che si pu.

DAFNE ( guardando Teresa) Sicuro, capisco, quando si hanno delle figlie da maritare... le mie, per fortuna, sono ancora piccine. Lei no, che ha qui una ragazza grande, fatta...

(Teresa mostra di vergognarsi)

SOAVE Teresina ancora giovane.

DAFNE S, ma se le capitasse un buon partito?...

SOAVE ( rassegnata) Tutto destino

DAFNE Vi auguro tanta fortuna. ( cambiando tono) Bene! Ora sar meglio che tolga il disturbo come si suol dire.

SOAVE Questo un disturbo che vorrei si ripetesse ancor pi spesso. Veda di tornare che mi far felice.

TERESA ( rivolta a Dafne) A presto signora !

(Dafne esce di scena)

SCENA QUARTA: Soave, Teresa.

SOAVE (con un gran respiro) Dafne una vera amica. Quando sei andata a Marcaria in casa della zia, lei mi ha fatto una gran compagnia. Pensa che ha anche accudito le gemelle.

TERESA ( sedendosi accanto alla mamma) Che bei giorni ho passato con la zia Rosa.

SOAVE Il pap non voleva darti il permesso di andare. Io con un coraggio insolito, quasi supplicandolo, lho persuaso dicendo che un po di distrazione ti avrebbe fatto bene.

TERESA Lo puoi dire. Per dire il vero ero, per, un po preoccupata. Doverti lasciare sola con le gemelle abituate, come sono, a farsi servire. Ed i pap, nella sua superba arroganza non certo si abbassa ad accudire delle semplici femmine.

SOAVE ( atterrita) Per lamor dIddio non dire cos! Pensa se ti sentisse.( cambiando tono) Per ce lho fatta.

TERESA Quando ho dovuto salutarti mi venuto un groppo alla gola

SOAVE Mi sono accorta. Tu per non ti sei accorta del mio.

TERESA Per, lo sai mamma, quanto ti voglio bene. Mi ricordo che Carlino mi disse: Sembri la maggiore delle Portalupi, quando saluta il sottoprefetto.

SOAVE Tuo fratello ha sempre una gran fantasia.

TERESA Che piacere ho provato quando allontanandomi in carrozza con la zia e guardando dal finestrino, vedevo il signor Luzzi, fumando il toscano, davanti al caff mi salutava. Perfino Giovanni Boccabadati mi ha salutato. Due signore e la moglie del sindaco e la sorella del dottor Tavecchia che erano davanti alla chiesa mi sorrisero. Mamma mi sentivo una regina. Durante il tragitto, abituata in casa nostra ad essere sempre occupata, vedermi in carrozza in un momento di ozio mi sentivo una signora.

Durante il viaggio pensavo quanto avrebbe voluto essere al mio posto Carlino. ( cambiando tono) Non te lho mai detto. Quando in carrozza, con la zia Rosa, stavamo andando a casa sua, un calesse ha urtato la ruota della nostra carrozza, tanto che i raggi volarono via.

SOAVE Santo Cielo!

TERESA Io presi un bello spavento ma la zia mi tranquillizz. Il giovanotto che conduceva il calesse sai chi era?

SOAVE ( spiritosa) Secondo te?

TERESA La zia disse. Giovani spensierati! Ed il vetturino. Quello il pi spensierato di tutti. La zia gli chiese chi fosse e lui: E come non conoscerlo? Lo si incontra dappertutto; oggi qui, domani a Mantova; la mattina in calesse per le campagne, la sera a Parma o a Cremona. l'Orlandi.

SOAVE ( corrucciando la fronte pensando) E chi era?

TERESA Era quellOrlandi di cui ci ha parlato il pap.

SOAVE E cio?

TERESA QuellOrlandi che poi salver quel bambino durante lalluvione.

SOAVE Per! Non mi hai ancora detto se ti sei divertita.

TERESA ( si alza a va ad appoggiare il gomito sul camino)S. Tanto.

SOAVE Gli zii erano buoni?

TERESA Tanto buoni; specie la zia Rosa, che non va mai in collera, n mai si lagna di nulla. felice, non vero?

SOAVE Chi mai felice a questo mondo!... Teresina, tu non lo conosci ancora, no, non lo conosci.

TERESA E tanto che te lo volevo dire ma non ho mai avuto il coraggio.

SOAVE I figli debbono dire tutto ai genitori. Loro capiscono molto di pi dei figli perch la giovinezza lhanno vissuta prima e quindi hanno provato tutte le sensazioni.

TERESA ( allega aggiungendo le mani) Ho ballato.

SOAVE Hai ballato? A Marcaria? Non in casa dello zio, suppongo.

TERESA No, in casa dell'impiegato postale.

SOAVE E chi c'era?

TERESA Il dottore, sua moglie, il figlio dell'oste, due ragazze Cacciamali... Ora ti racconto, anche se mi vergogno un po.

SOAVE ( incoraggiandola) Non ti preoccupare. Sono la tua mamma.

TERESA ( ritorna a sedersi vicino alla mamma) Tutte le mattine un giovanotto lungo e magro passava sotto le finestre della zia Rosa, proprio quando schiudeva le griglie. Non so cosabbia Cecchino, che lo vedo passare di qui cinque o sei volte al giorno, Cecchino del maestro delle poste. Mi diceva la zia. Era un divertimento vederlo passare tutte le mattine, ed era comodo per l'ora: Cecchino significava che erano sette e mezzo in punto.

SOAVE ( sorridendo) Mi sbaglier, ma mi sembra di immaginare il resto.

TERESA La zia Rosa, non seppe dire di no quando il mastro delle Poste venne a chiederle se lasciava che io andassi a casa loro a fare quattro salti al suono dellorganetto. Ti puoi immaginare, io che non avevo mai ballato, mi sono sentita un tuffo al cuore. Il mio terrore era quello di sentirmi goffa e screanzata. Quando siamo entrati in quella stanza, come ho visto una fila di sedie alle pareti sono andata a sedermi su quella pi appartata, tant che la zia dallaltro lato della stanza mi ha invitato ad uscire da quellangolo.

SOAVE Conoscendoti immagino quanto tu fossi a disagio.

TERESA Ho sentito una voce che mi diceva: Posso? La prego favorisca. Solamente un confetto. Mi stava offrendo un confetto, dentro ad un cartoccino. Io temevo che fossero sassolini o mollica di pane. Sai che mio fratello pi di una volta mi ha fatto quello scherzo

SOAVE Data la festa in cui ti trovavi, non poteva essere uno scherzo.

TERESA Balla? mi disse quella voce. Non ho mai ballato.. Non sa ballare? disse. Oh, a scuola oppure con le mie sorelline. Risposi. Ma la stessa cosa. Mi favorisca un giro; sono persuaso che lei balla divinamente. Mi disse. Mettendomi il grosso confetto in tasca e alzandomi dissi: Temo che mi girer la testa... Niente paura; ho il braccio saldo, con me non pu cadere. Mi disse.

SOAVE ( sorridendo) Si vede che non ti ha fatto molto effetto mi stai dicendo parola per parola

TERESA Dopo qualche ballo la soggezione mi passata. Come mi dispiace che passino queste ore! disse Cecchino. Perch ? chiesi. Per dovermi separare da una persona tanto simpatica. rispose.

SOAVE Conoscendoti, penso che avrai passata una notte insonne.

TERESA ( vergognandosi) Lo puoi dire. Sono stati giorni felici quelli che ho passati dalla zia. Poi il pap mi venuto a prendere e la vacanza finita. Luccello andato sulla vite e la favola gi finita (detta in dialetto: Lusl l and in sla vida e la fola l bla fnida.)(fa un gran sospiro con espressione innamorata)

SOAVE Speriamo che zia Rosa venga ad invitarti per la prossima estate.

TERESA Speriamo. Ti ricordi che Cecchino mi aveva offerto un grosso confetto? Me lo sono tenuto per ricordo. Eccolo qui.( dalla tasca prende il confetto e lo fa vedere alla mamma.)

SOAVE ( cambiando tono) Tuo padre di cattivo umore; non te ne sei accorta? Gli interessi vanno male.

TERESA Quali interessi?

SOAVE Il lavoro, naturalmente.

SCENA QUINTA: dette Carlino.

(Mentre Teresa fa vedere alla mamma il confetto, entra Carlino che come vede il confetto nella mano della sorella glielo prende)

CARLO Questo me lo mangio io!.

TERESA ( stizzita) Rendimi il mio confetto!

CARLO Proprio no!

TERESA ( con le lacrime agli occhi) Voglio il mio confetto!

SOAVE Teresina? E solo in confetto?

TERESA Per me un ricordo! (constatando la decisione del fratello, con dolore, lascia che il fratello lo spacchi in due con i denti)

CARLO ( si accorge nello spaccare il confetto che nel confetto c un biglietto. Se lo toglie dalla bocca) Ma questo un confetto parlante

TERESA Almeno quello dammelo!

CARLO Prima lo leggo.

TERESA No. E mio!

CARLO Non pi tuo.

TERESA S!

CARLO No! ( legge il biglietto) Ricorda, tiranna dal cuore crudele, l'amante fedele che muore per te.

TERESA Dammelo! ( nel prendere il biglietto dalle mani del fratello, il biglietto si straccia) Perch violare i sentimenti altrui? (piangendo esce di scena)

SOAVE ( al figlio) Tu sai quanto sensibile tua sorella Era proprio necessario offendere nei ricordi i suoi sentimenti? Spero che tua le chieda scusa.

CARLO Lo far.

BUIO

( qualche giorno dopo, al mattino)

SCENA SESTA: Carlo, Teresa.

TERESA ( mentre mette in ordine la stanza, al fratello) Perch voi maschi dovete avere tutti i diritti e noi ragazze subire sempre le vostra prepotenza.

CARLO Perch lo dici?

TERESA Quante volte avrei voluto andare, almeno una volta, ad assistere ad unopera al Teatro Sociale. Il pap non me lo ha mai permesso. Non fa altro che dire: Le donne debbono stare in casa. Gli uomini, per costruirsi un avvenire, debbono frequentare la societ. Non abbiamo anche noi i nostri desideri?

CARLO Sai quanto il pap allantica. Per noi la donna non altro che una semplice costola delluomo.

TERESA ( cambiando discorso) Ieri sera tu hai avuto la fortuna di andare ad assistere in teatro il Rigoletto di Verdi.

CARLO S. E una storia in po strana. Rigoletto, il buffone di corte del duca, fa tenere dalla serva, come in clausura, la figlia.

TERESA ( ironica, riferendosi al padre) Non mi sembra che sia una cosa nuova Quello mi sembra un aguzzino. Anzi, direi che un esempio labbiamo anche noi in casa.

CARLO ( la rassicura) In ultimo si rivela un vero padre che ama la figlia. Gilda conosce in chiesa uno studente del quale si innamora. Quello studente era il duca di Mantova. Infatti, ricordando, canta il famoso pezzo Tutte le feste al tempio

TERESA ( sedendosi) Di Mantova? Ma allora successo quasi da noi.( in estasi) Immagino quanto si sia innamorata.

CARLO Inizialmente doveva svolgersi in una citt diversa, che non ricordo, ma che politicamente, al tempo di Verdi non era opportuno. Cos, Verdi a fatto svolgere la vicenda in Italia.

TERESA Quanti tappi deve stoppare la nostra patria!

CARLO ( sedendosi) I cortigani rapinano Gilda e la portano al duca.

TERESA Volevo ben dire che le cose non potevano andar lisce. ( decisa) I soliti uomini che imperversano sulle giovani donne.

CARLO Cosa vuoi che interessasse a loro. Limportante prendere in giro il buffone di corte.

TERESA ( con disprezzo) Che bella soddisfazione!

CARLO Per servita per far cantare a Rigoletto Cortigiani vil razza dannata E l, capisci tutto il disprezzo di Rigoletto per i cortigiani del duca.

TERESA ( delusa) Perch certi uomini debbono comportarsi sempre in quella maniera.

CARLO E il nostro divertimento.

TERESA ( risentita) E tu dagli ragione. Dovreste vergognarvi trattare noi ragazze come pezze da piedi. Noi che vi mettiamo al mondo, vi culliamo, come madri vi assistiamo finch mettete su casa e magari anche oltre.

CARLO Rigoletto, per, poi si vendica e chiede a Sparafucile, che uno che ammazza la gente per denaro, di uccidere il duca. Sparafucile si fa aiutare da sua sorella.

TERESA Anche allora cerano delle donnacce.

CARLO Solo che anche lei si innamorata del duca, che poi salver da morte certa.

TERESA Meno male. Mi stava diventando antipatica.

CARLO Solo che ci rimetter le penne Gilda.

TERESA ( preoccupata) Perch cose succede?

CARLO Che Sparafucile uccide Gilda, la mette in un sacco e poi da il sacco a Rigoletto da buttare nel fiume. Naturalmente Rigoletto crede che sia il duca.

TERESA Come faceva Gilda a essere l?

CARLO Innamorata come era, e direi anche gelosa, lo ha seguito fino alla casa dellamante.

TERESA E proprio un dramma!

CARLO Rigoletto scopre che nel sacco non c il duca perch sente da lontano la famosa aria che il tenore canta: La donna mobile

TERESA Immagino il terrore di Rigoletto.

CARLO Il baritono apre il sacco e vede che il morto il tenore. E proprio vero il detto Chi la fa laspetti Rigoletto andato per suonare ed rimasto suonato.

TERESA Non mi sembra il caso di fare lo spiritoso.

CARLO Infatti. Quella ultima scena stata cos commovente. Ha commosso cos tanto il pubblico che molti di loro hanno pianto. Per dirti la verit un pezzo che non riuscirei pi a reggere nemmeno io.

TERESA Lo credo bene trovarsi fra le braccia la figlia morta, della cui morte ne ha colpa (sentenziando) Ancora una volta le giovani donne debbono sopportare larroganza degli uomini. ( triste) Che desolazione!

CARLO ( spiritoso) Dovresti essere riconoscente al pap che ti evita di soffrire andando a teatro.

TERESA S, fai anche lo spiritoso! ( decisa) Perch non sono nata un uomo!?

SCENA SETTIMA: Dafne, Teresa, Carlo (che poi esce di scena)

DAFNE ( da fuori) Non c nessuno di casa? ( entra) Oh: siete voi ragazzi. ( rivolta a Teresa) Proprio te cercavo.

CARLO Bene! Io ne approfitto per lasciarvi sole e andare a studiare. ( spiritoso) Quei maledetti libri che non vogliono studiarsi da soli! (esce)

TERESA ( compiaciuta) Che piacere rivederla!

DAFNE Sei sola?

TERESA S, sono sola. La mamma di sopra... ha lemicrania. Le gemelle , combinazione, sono uscite col babbo... Dio sa quanto lo faranno ammattire!

DAFNE Oh! non troppo. Tuo padre ha per quelle bambine una predilezione; ne sopporta tutti i capricci... e non dir poco, davvero. ( sedendosi) Giornata discreta, nevvero?

(Teresa accenna di s, con il capo)

TERESA ( chiede, strizzando l'occhio) poi vero?...

DAFNE Eh, s, che vero. andato stamattina a fare la domanda formale; l'ho saputo dal cancelliere;

che amico intimo di Luzzi.

Che cosa voglion dire i denari, eh? Perch nessuno mi far credere che Luzzi la sposi per la sua bella faccia! Quando mai, senza andare a cercar lontano una faccia un po pi simpatica...

TERESA ( interrompendo in fretta, divorando le parole) Si diceva che l'avrebbe sposata il prefetto.

DAFNE S... il prefetto; quello un furbo! Finch vi sono le lenzuola degli altri non vuol sciupare le sue.

TERESA Per

DAFNE Dimmi il vero, qui tra noi... non hai mai pensato che Luzzi potesse venire per te in questa via San Francesco?

TERESA ( turbata) Egli non me lo ha mai fatto capire, certamente; n io avrei osato immaginarlo. Chi vuol mai che pensi a me?

DAFNE To. Perch non si potrebbe pensare a te? Non sei una ragazza come le altre? E a parte i complimenti: le Portalupi te le mangi tutte in un boccone.

TERESA Ma sono povera.

DAFNE Ah!... questo...

TERESA A casa nostra, ora ci sono delle ristrettezze. Da quando mio fratello sta frequentando il liceo a Parma e c da pagare la pensione Si figuri che sono tre mesi che mi occorrerebbero un paio di stivaletti nuovi. S, campa cavallo che lerba cresce.

DAFNE Sei giovane. Per senti: conosci il professor Luminelli, quello che fa la quarta e la quinta?

Che dOstiano? Che porta gli occhiali?... No?... che va attorno cos, dimenando le braccia?

TERESA Aah!

DAFNE Ti ricordi adesso?

TERESA Che ha una bambina?

( si siedono una accanto allaltra)

DAFNE Giusto. Ha una bambina, ma non ha moglie; e la cerca. (guardando Teresa intensamente)

Cerca una brava ragazza, sana, senza pretese, senza lusso Tu non lo prenderesti? ( vedendo Teresa molto preoccupata) Rispondi!

TERESA Ma se non lo conosco...

DAFNE Non una ragione.

TERESA tanto pi vecchio di me.

DAFNE vero, ma...

TERESA vedovo.

DAFNE Peuh!, Per questo, mia cara, gli uomini sono sempre pi o meno vedovi.

TERESA Ma ha una bambina

DAFNE Infine non ti piace?

TERESA Proprio no.

DAFNE Fa come vuoi. un buon partito per. Un uomo posato, senza vizi, che lavora, che ha gi la casa piantata; io lho vista. Fior di mobili di noce, e il letto con baldacchino.

TERESA E poi; questo signore non lha mica la voglia di sposarmi!

DAFNE Glie la si fa venire. Passa sempre la sera con mio marito, al caff, ed stato parecchie volte anche in casa nostra... E facile mettersi d'accordo. Purch tuo padre si disposto a fissarti un piccolo assegno...

TERESA ( con una gran voglia di piangere) Proprio ora Si figuri se mio padre sarebbe disposto a spendere una sola lira per me. E pi facile che il prete prenda moglie. ( vergognandosi) Mi scusi.

DAFNE ( con un fondo di indulgenza canzonatrice ) Capisco. Tu aspetti il principe Camaralzaman, quello delle Mille ed una notte, lo sogni, e ti figuri che i mariti si taglino su quel modello l. Povera delusa.

TERESA Non ...

DAFNE Lascia dire. Siete tutte cos, benedette ragazze, e non volete mai approfittare dell'esperienza di quelle che ne sanno pi di voi. Si ha un bel dirvi: non cercate la bellezza del marito, non cercate l'aria sentimentale, non cercate l'eleganza, non cercate la poesia... sono corbellerie, razzi, fuochi fatui. Ma che! Finch non ci sbattete contro il naso...

TERESA Per, la mamma, spos il babbo perch ne era innamorata. I miei nonni sono stati ben felici di dare alla figlia unonorevole dote.

DAFNE ( ironica) Domanda a tua madre se stata contenta. Ha mangiate pi... Basta, mi faresti dire uno sproposito.

TERESA E lei?

DAFNE Io? Oh! Le ho avute anchio le mie disillusioni; ma quando vidi che gli anni passavano,sposai il pretore, che era allora cancelliere, che di illusioni me ne poteva dar ben poche e che per compenso, mi diede un figlio tutti gli anni.

(Teresa mostra di essere turbata)

DAFNE Ebbene, grullina, che pensi? Vuoi il compendio della saviezza in poche parole? Un Luminelli che sposa sempre superiore ad un Luzzi che non sposa... o sposa unaltra.

TERESA ( triste) Non so cosa dire.

DAFNE Dunque: niente Luminelli. Peccato. Avrei combinato questo affare volentieri; senza dire che egli uomo influente in materia di studi, ha molte relazioni e potrebbe giovare anche a tuo fratello...

(Teresa piange)

DAFNE Via, via, non ne parliamo pi; sei tanto giovane... Capiter di meglio... Speriamolo. Oh!Dio, vedete qui questa bella ragazza che piange, priva d'amore, e tanti uomini invece... (stringe i pugni in alto contro ipotetici uomini) Guarda, se tu sapessi... Se potessi solamente dirti come non valgono niente... Infine verr un giorno che capirai ogni cosa e allora dirai: La Dafne aveva ragione. ( si alza con lintento di andarsene)

TERESA Se n va?

DAFNE S. lora che tornano a casa i monelli dalla scuola. Se non mi trovano presente, succede un finimoldo. Io, lo sai, ho un sistema spiccio per farli star cheti...

TERESA Lo credo.

DAFNE S, s, hai la tua bella croce. E le gemelle, eh? Quelle furbacchione... pelano la gallina senza farla gridare, tutte due d'accordo, che quel che dice luna dice laltra; sono due corpi in unanima sola.

(mentre dopo essersi alzate vanno verso la porta di sinistra)

TERESA Mi dispiace che se ne vada

DAFNE Fai la mamma innanzi tempo, tu... Cara Teresina, vero come c Dio, se non ti voglio un bene di sorella! Magari la mia Giulia e la Bice e l'Estella e la Norina ti assomigliassero; sarei una madre fortunata.

( si abbracciano)

DAFNE ( accarezzando i capelli di Teresa) Cos, stai meglio.

TERESA Non ho mai tempo di pettinarmi a modo.

DAFNE Povera ragazza!

TERESA ( alla porta) Arrivederci.

DAFNE Saluta la mamma.

TERESA Senta.( vorrebbe dire qualche cosa ma si trattiene. Dafne capisce)

DAFNE Presto i confetti, dall'altra parte della strada; e, chi sa, forse presto anche da questa parte...

(Teresina croll il capo, ridendo, per mostrarsi forte.)

TERESA Oh! se lei dice che gli uomini non valgono nulla, che sono egoisti, brutali, avidi, calcolatori...

DAFNE E sono pronta a ripeterlo. Ma, che vuoi, un po come le cipolle; vi cosa pi volgare, che ammorba dove tocca, che fa piangere solamente a maneggiarla, doppia da non riuscire mai a contarle le pelli, comune che si trova dappertutto, disgustosa al punto che nessun animale la mangia? Eppure si pretende che senza cipolla impossibile fare un manicaretto gustoso. Addio. (esce)

FINE DEL PRIMO ATTO

ATTO SECONDO

( sono passati alcuni mesi. Estate, mattino.)

SCENA PRIMA: Caccia, Carlo, (poi) Teresa.

CACCIA ( rivolto a Carlo rimproverandolo) Certo che in questi dieci mesi che son passati da che studi a Parma al liceo, dei cambiamenti ne hai fatti. Ti trovo molto elegante, mi sembri un damerino di citt. Mi sembra che tu ti sia lasciato andare a laute spese.

CARLO (, con un principio di baffi sul labbro, vestito con una certa eleganza) Pap, studio a Parma. Parma una citt. La gente l e pi emancipata che da noi. Io debbo seguire le loro abitudini. Se mi presentassi un pomalvestito, i miei amici avrebbero da ridire anche sui miei genitori, E questo penso che neanche tu lo voglia.

CACCIA Ti rendi conto dei sacrifici che la tua famiglia fa per mantenerti agli studi? Persino per le tue sorelle, certe spese utili non ce le possiamo permettere. Non ti parlo del mio lavoro perch, tanto non ne sai e non ti interessa, ma anche quello procede a stento.

CARLO Pap, questo mi dispiace molto. Per ti assicuro che le spese che ho fatto erano solo e proprio indispensabili.

CACCIA Va bene. Lasciamo perdere questi problemi. Piuttosto dimmi della scuola. Come ti sei comportato. Dato i sacrifici dei tuoi genitori penso e spero che tu ce labbia messa tutta.

CARLO ( molto a disagio) Purtroppo debbo darti una brutta notizia. Per, guarda non tutta colpa mia, io ho cercato ma insomma: in due materie non sono riuscito. Abbiamo un professore che non si preoccupa troppo dei suoi allievi. Al luned quando viene a far lezione, sembra che sia ancora preso dai fumi dellalcool de giorno prima.

CACCIA Per favore non dare la colpa al professore. Se c una cosa che mi indispone sentire che la colpa sempre degli altri. I sacrifici per acquistare i libri li facciamo, perci su quelli che devi studiare. (cambiando tono) In quali materie non sei riuscito?

CARLO In Latino e greco.

CACCIA ( deciso) Bravo! Proprio le materie pi importanti.

CARLO E vero che debbo studiare sui libri, ma se il professore non ci spiega bene largomento anche difficile studiare.

CACCIA Ti rendi conto che non abbiamo le possibilit di mandarti a lezione da qualcuno di qui?

CARLO Pap. Non ti preoccupare; durante lestate ce la metter tutta e vedrai che agli esami di riparazione tuo figlio far bella figura.

CACCIA Te lo auguro, me lo auguro.

TERESA ( entra. Non si aspettava che ci fosse anche il padre) Oh, pap. Scusami. Ero convinta che Carlo fosse solo. E tornato ieri sera, ci siamo solo salutati, ed ora volevo sentire come sta come andata la scuola

CACCIA ( ancora nervoso) Perch non avevi altro da fare? Sai che tua mamma certi lavori non li pu fare. Le gemelle hanno sempre bisogno di qualcosa, anche se loro hanno gi unet che qualche cosa potrebbero fare.

TERESA ( amareggiata) Vengo ora dalla mamma. Sta bene. Le gemelle stanno studiando. Era tanto che non vedevo mio fratello e sentivo il bisogno di sentire come sta Ho gi sistemato i vestiti delle mie sorelle

CACCIA Voi femmine non pensate altro che al lusso.

TERESA Proprio lusso direi di no. Avrei bisogno anche di un paio di scarpe

CACCIA Quante volte debbo ripetervi che la vostra virt principale deve essere la modestia, lumilt. Se vi dovete sentirvi importanti lo dovete sentire fra le mura domestiche. Questo il vostro regno! Quando capirete che alluomo che dovete sottomettervi. E luomo che si preoccupa e che ha il dovere di pensare alla famiglia.

CARLO ( timidamente) Pap: mia sorella si sempre preoccupata, e anche molto della famiglia. Se le gemelle sono sempre in ordine e se sono seguite nella scuola mi sembra che lo si debba a Teresa.

CACCIA Dalle ragione anche tu. Cosa ti scorre nelle vene, sangue donnesco? Luomo deve essere uomo,. e la donna stare al suo posto.

TERESA Pap: io cerco di fare del mio meglio. Sai quanto voglio bene alla mia famiglia

CACCIA ( con arroganza) Brava! Continua cos. ( cambiando tono) Sar meglio che vada a preoccuparmi del mio lavoro, se vogliamo che la famiglia prosegua con una certa dignit.

TERESA ( timida) Pap se hai bisogno di

CARLO ( c.s.) Io pap

CACCIA Cercate di mettervi in riga voi due! (esce)

SCENA SECONDA: Carlo, Teresa.

(Teresa prende la valigia del fratello la mette sulla sedia e toglie gli indumenti che dispone sul tavolino)

( Il comportarsi di Teresa deve essere mesto e lei deve stupirsi di tutto ci che non conosce, umiliandosi per la sua ignoranza della conoscenza del mondo esterno)

TERESA Quante volte mi sono rimproverata di non essere nata un uomo, ma se un uomo ha le idee e si comporta come il babbo, forse, credo, che lessere nata donna sia un vantaggio se non altro umano.

CARLO Non hai tutti i torti. Dobbiamo, per, pensare che sulle spalle del pap c una famiglia piuttosto pesante da sostenere. E lunico che porta a casa un po di denaro.(sorridendo,cambiando tono) Non facciamocene un cruccio.

TERESA (si avvicina toccando col rovescio della mano la gota) Come morbida la tua novella barba. (gli da un bacio sulla guancia. Poich Carlo stava fumando il sigaro, gli sta vicino aspirandone il fumo)

CARLO ( curioso) Hai lamante tu?

TERESA ( vergognandosi) Nono.

CARLO ( dubbioso) Mah

TERESA ( togliendo dalla valigia una camicia) Io non la so stirare cos..

CARLO Purtroppo.

TERESA Qui per manca un bottone, e i colletti sono sfilacciati. Chi ha cura della tua biancheria?

CARLO La mia padrona di casa.

TERESA Veh, i polsini di lana che ti ho fatto io! Sono ancora nuovi. Non li hai portati?

CARLO No, di sicuro.

TERESA ( mortificata ) L'anno passato li portavi...

CARLO Prova, tu, a mettere dei calzerotti di filugello, tutto a nodi, grosso come lo spago; prova tu a metterli, dentro a un paio di scarpe strette...

TERESA Ah! se porti le scarpe strette...lo credo.

CARLO Sta a vedere che porter i ciabattoni come Caramella.

TERESA Lanno passato li portavi

CARLO Oh! l'anno passato, l'anno passato...

TERESA Soffrivi tanto il freddo alle mani.

CARLO Non lo soffro pi. ...

TERESA E i calzerotti di filugello... intatti anche questi...

CARLO Non li ho messi.

TERESA ( prendendo un fazzoletto) Che fazzoletto elegante! E Carlo ricamato a mano... non te l'ho fatto io questo.

CARLO un dono della mia padrona di casa. Gentile, nevvero?

TERESA Oh! Gentilissima...

CARLO ( andando a sedersi accanto alla sorella) Fa adagio, non sciuparmi le cravatte.

(nel levare un farsetto scappa dalla tasca un ritrattino; una fotografia di donna)

TERESA Che questo?

CARLO ( strappando dalla mano della sorella la foto) Non nienteE lamante di Orlandi.

TERESA Conosci Orlandi tu?

CARLO Come no? Stando a Parma e facendo la vita dello studente impossibile non conoscerlo.

TERESA Ma Orlandi dell'universit.

CARLO Che importa? Egli il decano di tutti gli studenti, il capo della giovent parmigiana; senza di lui non si mette in piedi nessun divertimento.

(pausa)

TERESA ( pregandolo) Fammi veder quel ritratto.

CARLO Curiosa.

TERESA ( insiste) Dai: fammelo vedere.

(Carlo con il capo nega)

TERESA Fammelo vedere.

CARLO Tutte uguali, voi donne. Guardalo. (glielo fa vedere per un attimo, ma Teresa glielo strappa di mano)

TERESA (osserva la foto e vedendo una bella ragazza quasi nuda, vergognandosi) Sar anche bella, ma questa qui nuda! (getta la voto che Carlo raccoglie)

CARLO Bella, vero?

TERESA Sar anche bella ma antipatica. Oserei dire anche: scostumata.

CARLO Ma no... tutt'altro. Si direbbe che sei invidiosa.

TERESA Io?...(esprime una certa gelosia, che scarica arrabattando nella valigia. Trova una fettuccia di raso rosso, in mezzo alla quale appuntato un cagnolino di carta argentata. Con il gesto chiede al fratello cos)

CARLO Sai che cos'?

TERESA No.

CARLO una figura di cotillon.

TERESA Una figura di cotillon?

CARLO Non capisci?

TERESA No

CARLO Il cotillon un ballo. Ci si mette in tanti giovani e in tante ragazze; si distribuiscono dei gingilli, come questo, e in cento altre fogge; poi ogni uomo balla con quella donna a cui corrisponde il dono ricevuto. Io per esempio ebbi questo cagnolino, e andai a cercare una signora che aveva la cagnolina. Capisci adesso?

TERESA ( con il capo accenna di:s) Hai ballato a Parma?

CARLO Per tutto il carnevale.

TERESA Oh! Raccontami... (gli prende la mano con amore)

CARLO Che vuoi che ti racconti?... .( Il mezzo sigaro non tirava pi; lo gett via)

TERESA ( raccoglie il sigaro gli da una tirata ) Peuh! (lo getta via) Dove hai ballato?

CARLO Dappertutto. In teatro, al Circolo, in famiglie particolari...

TERESA E c'erano delle ragazze?

CARLO Sicuro.

TERESA ... Belle?

CARLO Belle e brutte.

(Teresa sospira )

CARLO All'ultima festa del Circolo studentesco ho veduto le Portalupi.

TERESA S? Come erano vestite?

CARLO Figurati se lo ricordo! Non le ho nemmeno guardate.

TERESA Perch?

CARLO Perch non mi piacciono; e poi l, in mezzo a tante altre, avevano proprio l'aspetto dei pifferai di montagna; goffe, mal vestite... non so come, ma male certo.

TERESA Eppure sono sempre cos eleganti!

CARLO Fammi il piacere! Come vuoi giudicare tu dell'eleganza? Che non hai mai messo l naso fuori casa

TERESA BehLa colpa non mia. Debbo accudire la casa E poi come pensi che la prenderebbe il babbo?

CARLO Non per farti torto sai? Ma bisogna uscire da questo paese, e sopratutto da questa casa per sapere come vestono le signore eleganti. Tu vedi la mamma, la pretora, la moglie del sindaco, la sorella del dottor Tavecchia, la cuoca di Monsignore, alla domenica, quando mette l'abito di gros, e,in mezzo a tutte queste, le Portalupi ti sembrano uno splendore. ( cambiando tono) Avessi veduto la marchesina Varisi...

TERESA Come? I Varisi non stanno a Cremona?

CARLO ( dondolandosi sulla sedia) S; ma la marchesina si trovava questo carnevale a Parma, in casa di una parente. Una figurina da silfide vaporosa, eterea; una grazia da sirena, una distinzione da gran dama. Vestiva sempre di velo bianco, e portava un fiore sul petto; il fiore solo cambiava, ora bianco come l'abito,ora roseo, ora vermiglio cupo, ora del pi pallido azzurro; una volta lo mise nero, di velluto... e si disse che era un segno di lutto per una persona a lei cara.

TERESA Ed tanto bella, dici?

CARLO Un angelo.

TERESA Bionda o nera?

CARLO Castana.

TERESA Era la pi bella di tutte?

CARLO Di tutte... non saprei. C'era la moglie dell'avvocato Neri che le contendeva discretamente .la palma, in ricchezza e di corteggiatori..

TERESA ( balbettando) Ma se questa signora maritata?

CARLO Ebbene?...

TERSA Nulla, nulla (pausa) Ed vero che alle feste da ballo le signore vanno scollate?

CARLO Certamente.

TERESA ( esit ancora, ma la curiosit la vinse. Con vergogna) ... Fin dove?

CARLO Fin dove vogliono.

TERESA E tu non hai ballato mai?

CARLO Mai.

( Pausa. In modo diverso i fratelli con lo sguardo verso lalto pensano. Carlo ricordando, Teresa sognando )

SCENA TERZA: Detti, Soave.

SOAVE ( entra camminando a fatica, sofferente. Va a sedersi aiutata dalla figlia. E preoccupata) Ditemi cosa successo?

CARLO Cosa deve essere successo?

SOAVE Vostro padre mi ha raggiunto in cucina mentre stavo preparando qualche cosa

TERESA Mamma. Lo sai che non devi affaticarti. Lo sai benissimo che le faccende di casa le sbrigo io. A parte il fatto che qualche cosa potrebbero fare anche le gemelle

SOAVE Lo sai che le tue sorelle si sono abituate farsi servire da te. E se vogliamo, la colpa anche tua. Ma lasciamo stare. Vostro padre era alquanto inquieto.

CARLO Non capisco perch.

SOAVE ( rivolto a Teresa) Tu sai come fatto tuo padre. Sai benissimo che non vuole che tu parli devi solo rispondere alle sue domande. Poi, con tutte le preoccupazioni che ha gli hai fatto notare che hai bisogno delle scarpe.

TERESA Ma quella stata una cosa cos

SOAVE Che naturalmente non dovevi fare.

TERESA Scusami.

SOAVE ( rivolta a Carlo) Non solo era arrabbiato ma soprattutto impensierito. Gli hai detto che hai due materie da riparare a settembre Questo non lo sapevo nemmeno io.

CARLO Mamma sono tornato solo ieri sera. Non mi sembrato che fosse il caso di darvi un dispiacere. Era tanta la gioia che avevo di vedervi.

SOAVE ( implorando) Figlio mio mi raccomando fa in modo di non dare altre preoccupazioni a tuo padre che gi ne ha tante.

CARLO Glielho promesso che mi dar da fare. Vedrai che studier.

SOAVE Meno male. Mi raccomando. ( cambiando tono) prendiamola su un po pi dolce. Dimmi come sono andati quei mesi passati a Parma.

CARLO A parte la scuola: bene. Ho passato dei bei giorni. Mi sono fatto degli amici muovi

TERESA Ecco. Raccontaci.

CARLO Beh: uno Edmondo che ci fa passare belle ore suonando la chitarra e laltro e Franceschino abbastanza normale, solo che suo padre ha in citt una pasticceria non so se mi spiego.

TERESA ( spiritosa), Una amicizia dolce insomma.

CARLO Lamico pi intimo direi che lOrlandi.

TERESA ( meravigliata) Non sar mica quellOrlandi della bambina salvata dal Po?

CARLO Certo. E proprio quello. C una certa differenza det: lui da qualche anno che frequenta luniversit. E iscritto alla facolt di diritto, ma non diventa matto nel frequentarla.. Tu puoi cercare lOrlandi dove vuoi meno che alluniversit.

SOAVE ( curiosa) dunque un cattivo giovane?

CARLO Un cattivo studente s, ma un cattivo giovane no. Ha moltissimo ingegno, moltissimo cuore, ma gli piace divertirsi. naturale.

TERESA Lo credo bene. Guarda come si comportato durante lalluvione Ci sarebbe da farci un monumento.

CARLO Con lui si riesce a passare delle belle ore. E molto intelligente. Sa parlare molto bene e con la gioia di vivere fa delle conoscenze femminili che procurano ai suoi amici delle notevoli invidie.

TERESA ( molto curiosa) Raccontaci qualche cosa di suo interessante.

SOAVE Immagino che i suoi genitori ne siano orgogliosi. Magari per le sue conquiste femminili un po meno, penso.

CARLO Direi che molto corretto. Al ballo di carnevale al Regio, con il suo fare simpatico, ha conosciuta una ragazza che, in assoluto, era la pi bella della festa.

TERESA ( un po invidiosa) Oh adesso non esagerare

CARLO Era molto bella e poi, se pensi che la figlia dellambasciatore francese, venuto a Parma ospite della nobilt Figurati quanta invidia ha suscitato nei giovanotti presenti in sala.

TERESA E altrettanto nelle ragazze.

CARLO Avevano il naso tutti rivolti a qual palco di primordine.

SOAVE Immagino quanto fosse lusingato suo padre.

CARLO Beh data la sua posizione penso che sia abituato.

TERESA ( compiaciuta) Sai Parli tanto bene dei tuoi amici che quasi quasi mi sembra di conoscerli anchio.

CARLO D pure che vorresti conoscere lOrlandi.

TERESA ( vergognandosi) Per piacere non farmi arrossire.

CARLO Sono appena tornato a casa e gi ho un invito.

TERESA Cio?

CARLO Sorellina, oggi vado a mangiare languria.

TERESA Oggi, quando?

CARLO Dopo pranzo.

TERESA Dove?

CARLO Dalla signora Letizia, la zia dellOrlandi, che ha una bella cocomeraia poco lontana da qui, sulla strada della Fontana. Vuoi venire anche tu?

TERESA Oh! ... Ma io non conosco la signora Letizia.

CARLO S che la conosci. La vedi in chiesa le domeniche, nel terzo banco a destra; distratta tutto il tempo della messa per osservare se suo nipote si trova in chiesa. Lei ti conosce; mi ha detto che le sembri una buona ragazza e se volevo condurti qualche volta a trovarla.

TERESA No, no,..io non la conosco.

SOAVE Cari i miei ragazzi: sentite un po. Che ne direste di andare dalle vostre sorelle? Anche loro han voglia di vedere il loro fratello.

CARLO ( spiritoso) Bene prendiamo su i nostri stracci e andiamo. ( va ad aiutare la mamma, sofferente)

TERESA ( al fratello) Prevedo: abbracci a te e lamentele per me. Che non sono una novit.

( Orlandi da fuori, attraverso la finestra chiama Calo)

CARLO ( rispondendo a Orlandi.) Oh, Paolo ti vengo ad aprire. /rivolto a Teresa) Teresa aiuta tu la mamma ( esce)

SCENA QUARTA: Detti, Orlandi..

TERESA ( preoccupata) Proprio ora deve venire lamico di Carlo? Guarda come sono in disordine.

SOAVE Perch ti preoccupi? Sei in casa tua, stai facendo i lavori di casa, non credo che lOrlandi si stupisca. Mica sei in una sala da ballo, da essere in abito da sera.

TERESA Mamma, non fare la spiritosa, ti prego, che labito da sera non so nemmeno com fatto.

SOAVE Scusami figlia mia. Non era proprio il caso che uscissi con una tale battuta. Conoscendo tuo padre, penso, che rimarr un sogno.

( entra Carlo seguito da Orlandi) Ti faccio strada. (in forma ufficiale) Signore: vi presento il mio migliore amico, un futuro avvocato con i fiocchi.

ORLANDI ( a Carlo) Si, fai lo spiritoso. Campa cavallo che lerba la cresce. Lo diventer anche, ma debbo decidermi a studiare.( rivolto alla donne) Non ci fate caso, signore al mio amico. Per noi scherzare un modus vivendi (Orlandi osservando Teresa ne rimane colpito. Teresa, vergognandosi, gli allunga la mano incerta che Orlandi prende e trattiene dolcemente, aumentando la vergogna di Teresa)

CARLO ( rivolto alla mamma) Siediti, mamma, un momento; che ci tengo che tu conosca il mio amico.(rivolto a Orlandi, riferendosi alla sorella) Questa Teresa, mia sorella.

ORLANDI ( a Carlo) Pensi che abbia dei dubbi? ( rivolto a Teresa) Sa quante volte ho sentito parlare di lei? Magari non direttamente, ma attraverso i discorsi ed i ricordi di suo fratello ho imparato a conoscerla, e direi che ne sono stupito, perch

TERESA ( vergognandosi) Lo credo bene. E ne sar anche deluso.

ORLANDI Proprio: no. Anzi (rivolto a Soave) Mi scusi signora se sono stato tanto maleducato. Costume usa porgere gli ossequi alla signora che della casa regina.

SOAVE ( sorridendo) Io non mi meraviglio. Lei proprio come me lo sono immaginato sentendo parlare di lei da mio figlio.

ORLANDI Carlo mi diceva che era indisposta Io la trovo un fiore.

SOAVE ( rassegnata) Alquanto appassito.

CARLO ( spiritoso a Orlandi ) Ora che i salamelecchi sono giunti alla fine, mi dici qual il morivo che ti ha spinto a raggiungere questa nostra modesta dimora?

ORLANDI (vedendo che Teresa non sapeva se sederi o meno) La prego signorina. ( con il gesto la invita a sedersi)

CARLO ( rivolto a Teresa) Non stupirti dei suoi modi cortigiani E nellambiente che frequenta che ha assunto questa sua eleganza.

TERESA ( rivolta al fratello) Ti prego Carlo. Non farmi vergognare pi di tanto.

ORLANDI ( tornando alla realt, rivolto a Carlo) Mia zia Letizia mi ha pregato di venirti a prendere per andare alla poponaia. Mi diceva appunto che ti aveva rivolto un ufficial invito.

CARLO S, infatti.

ORLANDI Mia zia mi ha pregato di invitare la signorina Teresa.

TERESA Oh! ... Ma io non conosco la signora Letizia.

CARLO S che la conosci; la vedi in chiesa le domeniche, nel terzo banco a destra; distratta tutto il tempo della messa per osservare se suo nipote si trova in chiesa. Lei ti conosce; mi ha detto che le sembri una buona ragazza. Anzi; mi ha detto se volevo condurti qualche volta a trovarla. Non ti accorgi che mi fai dire le stesse cose?

TERESA No, no. Non mi sono accorta che mi osservasse. Sar anche perch se il prete vede noi ragazze girare lo sguardo , ci mette un attimo a redarguirci di fronte a tutti. Abbiamo il terrore che succeda.

CARLO Quello, sarebbe meglio che procurasse di preparare meglio i suoi sermoni, visto che quando ci si metti dimpegno riesce a non disturbare gli astanti nel loro disteso sonno.

SOAVE ( al figlio) Ti prego, Carlo. ( rivolto a Orlandi) Per mio figlio dice il vero.

ORLANDI Ci credo bene. Mia zia mi dice che non la sola a dover tenere gli occhi aperti, anzi mi ha anche raccontato che molte signore quando capiscono che lora della penitenza, mi scusi volevo dire della predica, si dispongono comode per poter fare un sonnellino indisturbato. Alcune signore addirittura allargano le braccia per aver pi spazi, altre allontanano il predellino davanti loro per essere pi distese nel dormire.

CARLO ( a Orlandi) Lo puoi dire. Per, c anche da dire che lo stesso sacerdote, non si preoccupa pi di tanto; tanto che anche lui si mette comodo.

TERESA ( rivolta a Carlo) Carlo? Stai parlando del nostro parroco, non di Caramella

CARLO Che nel suo lavoro mette una certa professionalit.

ORLANDI ( rivolto a Carlo) E tanto che siamo amici e da anni che studiamo a Parma. Non hai mani pensato di portare tua sorella con te per qualche giorno in citt.

TERESA Mi scusi signore, ma forse non ha la minima idea delle regole di questa nostra famiglia. Per me gi unavventura arrivare fino al Santuario della Fontana. In piazza riesco ad andarci poche volte in un anno. Andare in piazza per la fiera di novembre gi un avvenimento.

CARLO (a Orlandi) Non meravigliarti ma mia sorella sta dicendo la pura verit.

SOAVE Io che non sto bene, le mie gemelle che debbono essere aiutate nello studio, la casa da tenere in ordine il tempo per uscire rimane poco. Comunque non siamo i soli a non allontanarci da casa. Probabilmente costume dei piccoli centri.

ORLANDI Beh, certo che in citt tutto un altro vivere

CARLO A Parma poi evoluta per una regale mentalit francese anche le persone sono pi emancipate.

ORLANDI In citt si cura molto la parte esteriore, quella pi appariscente. Io, per, apprezzo pi la sincerit. Mi piace scoprire nelle persone, nei loro comportamenti, i veri sentimenti, (rivolto a Teresa) che mi pare di capire respirando latmosfera di questa casa.

TERESA Forse perch non abbiamo altro da offrire. Direi quasi che lei stesso ha espresso questi sentimenti il giorno in cui ha salvato, non curandosi della propria incolumit, quella bambina dalle acque del Po. Mio fratello ci ha raccontato con dovizia di particolari come stato quel salvataggio.

CARLO E vero.

ORLANDI Non ho fatto niente di pi di ci che avrebbe fatto qualsiasi persona in quelle condizioni.

TERESA Per, lei che lha fatto, suscitando lammirazione di tutti i presenti. Noi stessi ne siamo stati colpiti.

SOAVE Quante volte mi venuto alla mente quel dramma. Pu immaginare quanto io ne sia stata colpita, essendo mamma.

ORLANDI ( cambiando tono) Lasciamo quelle angosce. ( rivolto a Teresa) Suo fratello mi diceva di essere stata colpita dal racconto di Rigoletto. Quellopera io lho vista al Regio, e per dire la verit, ha colpito anche me.

CARLO E, s. Avrei tanto voluto portare con me mia sorella. E dico: non nel palco reale del nostro teatro, ma in loggione.

TERESA Figuriamoci se nostro padre mi permette di uscire di sera anche se insieme a mio fratello.

SOAVE Per dire la verit anchio ho pregato mio marito perch la lasciasse andare; ma figuriamoci. TERESA Quello un racconto molto avvincente. Mi ha colpito molto perch mi sono sentita nei panni di Gilda, non gi perch oppressa dal padre, ma perch si innamorata di uno studente che sembrava del par suo

ORLANDI Anzich essere il duca di Mantova.

TERESA Credo che Gilda sia stata colpita dal desiderio di avere una speranza, un motivo di vita valido, come dire, di sperare in un avvenire la cui possibilit sembrava troppo remota. Si affidata a quel sogno tanto profondo che lha portata alla morte.

ORLANDI Un sogno che si rivelato tanto misero. Si innamorata di un libertino che aveva lunico scopo di soddisfare le sue ambizioni perverse. Era certo un nobile, ma non nei sentimenti.

CARLO E cosa dire dei cortigiani. Sembravano nullit fatte persone.

ORLANDI ( rivolto a Teresa) Mi scusi se ho scelto quellargomento, ma avendola conosciuta attraverso suo fratello, ci tenevo a capire i suoi sentimenti. E di ci son pago.

TERESA Non mi illudo di avere troppe qualit, ma di una vado fiera, ed la sincerit. Daltra parte cosa mi resterebbe

CARLO ( cambiando discorso) Paolo: ci stiamo scordando linvito di tua zia.

ORLANDI Ah, gi.

CARLO Vado di l a prendere la giacca. (esce)

(come Carlo uscito, Orlandi si avvicina a Teresa e,non visto da Soave, nello stringerle la mano le lascia un biglietto nelle sue mani . Teresa, attonita non sa come nascondere il biglietto. Lo infila nella camiciola coprendo il gesto con il ravvivarsi dei capelli.)

CARLO ( entrando) Son pronto. Se vogliamo andare

ORLANDI ( rivolto a Teresa) Lei non viene?

TERESA ( molto a disagio) La ringrazio ( con il capo nega)

ORLANDI ( rivolto a Soave e stringendole la mano ) Ho provato un gran piacere nel conoscerla. (guardando Teresa) Spero di rivederla presto.

TERESA ( timida) Divertitevi.

( i due giovanotti escono)

SOAVE ( compiaciuta) Ha proprio laria di essere una bravo ragazzo. Sono molto contenta che sia amico di Carlo.

( Teresa emette un gran sospiro)

SOAVE Chiss cosa staranno facendo le bambine.

TERESA ( sempre con aria pensierosa) Starando facendo i compiti. Se li fanno senza di me , domani piove!

SCENA QUINTA: Teresa, Dafne, Soave ( che poi esce)

DAFNE ( dalla strada attraverso la finestra) Donne siete in casa?

TERESA C Dafne. (andando alla finestra) Dafne, entri, siamo qui. (esce. E poi rientrano insieme)

SOAVE ( sorridendo, rivolta a Dafne) Lei ha fatto una domanda impropria. Non ricordo il tempo di essere uscita.

DAFNE Eh, lo so.

SOAVE Che bella sorpresa. Era tanto che non si faceva vedere. Lo sa che lei il nostro gazzettino padano per le notizie sullandazzo del paese.

DAFNE Tutte robe vecchie. Niente di nuovo. Mentre credo che voi ne abbiate. Ho incontrato Carlo con il suo amico.

SOAVE Orlandi venuto ad invitare Carlo per andare a mangiare languria da sua zia Letizia. Ora vi lascio libero il confessionale, perch immagino che mia figlia senta il bisogno di scaricare ad unamica tutte le sue apprensioni.

TERESA ( con dolce rimprovero) Cosa dici mamma?

SOAVE Basta vederti in faccia. ( a fatica si alza e sta per uscire.)

TERESA Mamma ti aiuto.

SOAVE Lascia ce la faccio. Raggiungo le gemelle. ( esce)

TERESA Che voglia avevo di vederla.

DAFNE Immagino che ci siano novit.

TERESA Tante. Ho visto Orlandi per la prima volta. E esattamente come lo immaginavo. Ha presente una cascata di acque? Beh, quando lui parlava io ero sotto a bere quelle limpide acque.

DAFNE ( stupita) Ma che cotta! Stai diventando una poetessa.

TERESA Chiss che impressione gli avr fatto. Mi sento tanto sciocca.

DAFNE Non dire sciocchezze.

TERESA Prima di uscire Orlandi, nel dami la mano ( intanto prende il biglietto dalla camiciola) mi lascia nella mano questo biglietto. Se mi crede non ho nemmeno il coraggio di leggerlo. Se sapesse; da quel momento ad ora quanti pensieri mi son venuti. Che patema danimo. Ho cercato di immaginare cosa poteva comunicarmi. Una persona che ha avuto cos tante avventure, che lascia fotografie di belle donne addirittura discinte in giro. Mio fratello me ne ha fatto vedere una. Che ora mi crea un dubbio. Se c quella fotografia che, come mi ha detto mio fratello quella della sua morosa, come posso interessarlo.

DAFNE Beh, se quella fotografia ce lha tuo fratello, vuol dire che al tuo innamorato non gli fa molta ombra.

TERESA Veramente ci che ho pensato pure io. Ma forse mi serviva solo per calmare la mia gelosia. S, perch di gelosia che si tratta.

DAFNE Scusa tesoro: ma non fai prima a leggerla?

TERESA Non ne ho il coraggio. Se non una lettera che esprime il suo amore, ma un semplice insignificante saluto, come posso vivere ancora io?

DAFNE Fatti coraggio. Anzi, se permetti te la leggo io. Tu intanto siediti, perch non vorrei che ti venisse una sincope.

( Teresa d la lettera a Dafne. Dafne la prende ed anche lei presa da una certa apprensione. Legge)

Ho bisogno di parlarle da solo a sola; non mi neghi questo favore. Stasera, dalle dieci alle undici, passegger finch ella abbia la bont di aprire la finestra terrena.

Aspetto e spero.

TERESA Come pu pensare Paolo che possa andare a quellappuntamento? No! Non posso. Gli rimando questa lettera.

DAFNE ( incredula) S: e io ci credo.

TERESA Mi sento invasa da una soavit damore. Per le vene mi sento scorrere un giubilo nuovo, come se mi attendesse una felicit nuova. La mia vita, chiusa fino ad ora, sento che si sta aprendo a orizzonti sconfinati.

DAFNE Come puoi sperare in queste gioie se non lo incontri? Ti rimarrebbe un dubbio indicibile.

TERESA Ho il terrore che mio padre possa scoprire qualche cosa. Ora dove nascondo questa lettera?

DAFNE ( scherzosa) I posti sono tanti. Puoi bruciarla. ( da a Teresa la lettera)

TERESA Come pu pensare ad una cosa simile? Questa lettera oramai fa parte della mia vita. Solo sul cuore la posso tenere ( infatti, infilando la lettera nella camicetta la mette sul cuore) E se dovessi svenire e i miei mi aprissero la camicetta?

DAFNE Semplice: vedi di non svenire.

TERESA Io sono presa dal terrore, e lei si prende gioco di me.

DAFNE Mia cara bambina. Io gioisco per te. Le tue preoccupazioni non sono altro che contrasto alla tua felicit. E non sai quanto riesci a trasmetterla a questa povera vecchia. Nella tua gioia rivivo la mia ormai lontana giovent.

TERESA Mi vengono alla mente certi discorsi uditi, che per perdere una donna, basta un minuto. Che lonore di una donna si appanna, come un cristallo ad un soffio. Mi sento tremare.

DAFNE Calmati. E pensa ad un avvenire di felicit. Una felicit che ti meriti.

TERESA Quanto le sono grata per essere venuta. Come avrei potuto scaricare le mia ansie altrimenti?

DAFNE Ora calmati. Lasciati andare. ( cambiando discorso) Mi sembra che sia opportuno raggiungere tua mamma. Non vorrei alimentare le sue preoccupazioni. Quando sono venuta avevi unespressione

TERESA Ha ragione forse meglio.

DAFNE Come dice la tua mamma: abbandoniamo il confessionale.

(escono)

( scena vuota. Il variare dellilluminazione indica che sera. Sono circa le 10. Teresa entra in scena preoccupata.)

SCENA SESTA: Teresa, Orlandi

(lazione si svolge alla finestra)

TERESA ( entra in scena, e camminando per la stanza. Fra s) Non so cosa fare. Come comportarmi. Il biglietto indicava che sarebbe venuto tra le dieci e le undici. Sono le dieci. Fortunatamente mio padre gi rientrato ed gi a letto. In casa tutto tranquillo. Che momenti ho passato. Le gemelle non volevano lasciarmi libera. Volevano che dormissi con loro. Mio fratello non mi da nessuna preoccupazione. E uscito per incontrare i suoi amici e chiss a che ora torner.

( Va alla finestra. Fra s) Non gli parlo, faccio solamente per vedere se c.

ORLANDI Grazie. ( afferra le mani di Teresa e gliele stringe con passione)

(Teresa non risponde n alla stretta n alle grazie, ma trema cos straordinariamente, che)

ORLANDI ( sorridendo un poco) Sono stato ardito, le chiedo scusa... se mi fossi immaginato di darle dispiacere...

(Teresa scuote il capo)

ORLANDI No?... Non dispiacere forse, ma certamente un disturbo. Oh! Mi assicuri. Mi dica che questa sua bont per me non le procurer delle noie in famiglia...

(Teresa anzich rispondere stringe le mani di Orlandi che imprigionano le sue.)

ORLANDI ( con un slancio di gioia) Siamo soli?

TERESA S.

(pausa. Entrambi sono commossi)

ORLANDI Sa cosa volevo dirle?

(Teresa trema)

ORLANDI Non lo indovina?

(Teresa tanta di ritirare le mani)

ORLANDI la prima volta che un uomo le parla cos?

TERESA Oh! S

ORLANDI Lamo, Lamo!

(cade un po di pioggia che bagna Orlandi)

ORLANDI Mi dica qualche cosa... l'ho offesa?

TERESA No, signore...

(quel signore fa sorridere Orlandi)

ORLANDI Una parola ancora... Mi permette di amarla?

TERESA Oh Dio...

ORLANDI Mi permette? Il mio sar un amore nobile e puro.

TERESA Ho paura.

(Orlandi torna a sorridere)

ORLANDI Cara... non si fida di me? ( le accarezza le mani dolcemente, incrociandole le dita)

( I due amanti si guardano intensamente)

ORLANDI Domani dovr partire per Parma, sarei felice di portare con me una parola di speranza. Le scriver. Mi risponder?

TERESA Come potr ricevere le sue lettere?

ORLANDI Perch?

TERESA Se mio padre lo sapesse!

ORLANDI Non lo sapr.

TERESA Io non esco sola.

ORLANDI Basta parlare col postino. un buon uomo, ci aiuter. Ella stia pronta quando passa, nientaltro... qui a questa finestra. Non difficile. Non mi lasci in apprensione.

(Teresa con il capo risponde: s)

(si sentono sopraggiungere dei passi zoppicanti)

TERESA Per lamor de cielo. ( sta per chiudere la finestra)

ORLANDI No, aspetti mi lasci vedere

TERESA Si allontani, per carit

ORLANDI Aspetti un momento: E Caramella.( fa finta di togliersi lacqua daddosso ) Non si accorto. Ho fatto finta di togliermi lacqua daddosso. Unultima parola

TERESA ( che aveva chiuso un po i vetri li riapre) Buona notte.

ORLANDI Buona notte. Pensi a me

TERESA Addio.

ORLANDI Addio. Verr presto ( si ritira)

TERESA ( allontanandosi dalla finestra, barcollando ) Chiss che notte passer! ( esultando) Mi ama mi ama! ( rivolgendo lo sguardo verso lalto) Ges: ti ringrazio di avermi dato una felicit insperata. ( a se stessa) Quanto sei sciocca Teresina. Avresti potute chiedergli tante cose, ed invece ammaliata dal suo fascino non hai detto niente. Come ha potuto scegliere fra mille ragazze emancipate e belle che ha conosciuto proprio me che della vita, della societ non conosco nulla.

(la luce in penombra che era piano raggiunge il buio)

(pausa)

(il palco ritorna ad essere ( illuminato)

(sono passati diversi mesi per cui la stanza ha qualche mobile spostato giusto per dare la sensazione del tempo passato) ( estate. Mattino avanzato)

SCENA SETTIMA: Teresa, Caccia, Soave, Carlo, (poi) Dafne.

(Teresa seduta sulla seggiola alla finestra. Soave e Carlo seduti Caccia in piedi)

CACCIA ( a Carlo, continuando un precedente discorso) Cosa mi dicevi per gli esami alluniversit?

CARLO Che stanno andando bene. Per ogni giusta scadenza mi presento e fino ad ora sono andati bene. Non arrivo a 30 e lode, per li passo.

CACCIA Cerca di darti da fare perch sai quanti sacrifici fa la tua famiglia per mantenerti agli studi.

SOAVE ( a Carlo) Lo sai come mi rendi felice quando torni a casa e mi dai queste belle notizie.

TERESA ( a Carlo) Ed i tuoi amici che avevi al liceo ti hanno seguito alluniversit?

CARLO Franceschino ha pensato bene di andare ad aiutare il padre in pasticceria, daltra parte non nato per lo studio. Penso che seguendo il padre abbia fatto bene. Edmondo ha scelto farmacia. Di veri amici che frequento anche alluniversit mi rimasto Orlandi.

CACCIA Orlandi? E una persona che non mi piace molto e penso che (rivolto a Carlo) non ti sia di buon esempio.

CARLO Perch dici cos?

CACCIA Mi sembra di aver sentito che si mangiato parecchie volte i denari per la laurea, e che non riesca a far nulla di buono.

CARLO Rimane per un caro amico.

CACCIA Sar

CARLO Orlandi sta mettendo giudizio e penso proprio che entro la fine dellanno si laurei sicuramente.

CACCIA Molto probabilmente la sua famiglia non ha probblemi finanziari, ma non una buona ragione per approfittarne.

TERESA Io da casa non esco mai e quindi delle amiche non ne ho, per penso che avere un amico al quale chiedere aiuto in caso di bisogno e magari anche confidarsi, specie alluniversit se poi pi avanti negli studi , ha una maggior esperienza

CACCIA Senti, senti lavvocato delle cause perse

TERESA Se me lo lasci dire, pap, mi sembra che il comportamento dellamico di mio fratello abbia dato prova di essere una brava persona al tempo dellalluvione.

CACCIA ( alla figlia) Non credi che se tu invece di stare incollata a quella finestra tutto il girono, sarebbe meglio che tu curassi un po di pi le tue incombenze di casa?

TERESA ( con molta timidezza, togliendosi dalla finestra) Credo di fare il mio dovere. Sto alla finestra perch non potendo uscire vedo passare le persone. Mi sembra quasi di essere fra loro.

CACCIA Non mi sembra che la cura che avevi nel tenere in ordine il mio ufficio, un tempo, sia pari ad ora. Laltro giorno ho notato una ragnatela proprio attorno al quadro del re.

SOAVE Teodoro, hai ragione. Solo che non potendo curare io la cucina come prima, Teresa occupa pi tempo l.

CACCIA Andiamo bene. Sei andata a toccare il punto giusto. Ieri sera, per esempio il brodo non aveva nessun sapore. Vi ho detto tante volte di metterci un sedano a bollire. Mi sembra che non labbiate messo.

SOAVE ( a Teresa) Non lo hai messo che lo avevo preparato sul tavolo?

TERESA Scusatemi. Ero distratta. Stavo preparando il tavolo.

CARLO Certo che se le gemelle aiutassero un po di pi Teresina non sarebbe una brutta cosa.

SOAVE Loro sono molto impegnate nello studiare.

CACCIA Non che eri presa dal pensiero perch pensavi ad addobbarti. E un po di tempo che ti vedo alquanto in ordine.

TERESA Tenendomi in ordine mi sento pi nella mia et.

SOAVE Teresina ha gi unet per cui pensare allavvenire

CACCIA Se pensi ad un marito, direi che non il caso. E unincombenza che spetta al padre. Non potendo dare alle figlie una dote il padre deve cercare un marito per le figlie che dia loro una certa sicurezza economica.

SOAVE Quando ci siamo sposati avevo circa let di mia figlia. Ci siamo sposati per amore. Non credo che tu labbia fatto per la mia dote.

CACCIA Quella dote servita per la famiglia, non certo per i miei intrallazzi. (seccato) Oh, sentite: sar meglio che diamo un taglio a questa discussione. Ho tante cose da fare in ufficio. Me ne vado. Comunque vi ricordo che il capo famiglia sempre il sottoscritto. (esce)

CARLO ( rivolto a Teresa) Sai sorellina che mi hai stupito non poco? E la prima volta che ti sento rispondere a nostro padre senza essere interrogata.

TERESA ( stupita) Non so come ho fatto. Per, mi sembrava giusto difendere il tuo amico.

SOAVE E un po che non lo vedo il tuo amico.

CARLO Ora impegnato nella preparazione della tesi di laurea. Per, ogni settimana o due viene a trovare sua zia Letizia. Anzi, a proposito: lultima volta che ci siam visti mi ha pregato di salutarvi. Direi che lo ha fatto con un certo piacere. Comunque non c da meravigliarsi, lui la gentilezza lha innata.

TERESA Mi fa piacere che siate amici. (torna alla finestra)

SOAVE Ora ragazzi vi lascio. Vado in cucina a vedere se riesco a fare qualche cosa. (sorridendo) Cercher di mettere il sedano nel brodo, per la felicit di vostro padre: ( a fatica si alza ed esce)

TERESA (con gelosa curiosit) Mi ha fatto impressione quella volta che mi hai raccontato che al Regio di Parma il tuo amico aveva fatto la corte niente meno che alla figlia dellambasciatore francese Non si pi saputo nulla?

CARLO Quella stata unavventura di una sera, senza coda.

TERESA Ti ricordi una certa fotografia che mi hai mostrata questautunno, una donna... cos, col braccio stretto alla vita... vestita di bianco?

CARLO Uhm!

TERESA Lavevi nella valigia... ti sembrava molto bella...

CARLO Ebbene?

TEREA Dovresti mostrarmela ancora.

CARLO Adesso?

TERESA No, non adesso, quando vuoi.

CARLO Non l'ho pi. Devo averla resa all'Orlandi.

TERESA A Orlandi?

CARLO S, era sua.

TERESA ( guardando fuori dalla finestra) Veh, sta arrivando la nostra amica Dafne.

CARLO Bene, bene. Cos vi lascio.

TERESA Aspetta un attimo. Se la saluti anche

TERESA (a Dafne) Entri. Siamo qui.

DAFNE ( entrando) Oh, guarda chi c! Il vice-capo famiglia.

CARLO Buon giorno Signora.

DAFNE Ho sentito delluniversit. Avremo lonore di avere un avvocato in famiglia. Ci sar da preparare il trono, almeno per lorgoglio di vostro padre.

TERESA Direi anche di nostra madre.

CARLO Ora, per, vi lascio. Prima di andare a tavola vorrei andare a dare unocchiata in centro. Vorrei vedere se sul giornale LIgnorante nella pagina della storia c qualche cosa sulla nostra citt nei primi dell800. Un mio amico vorrebbe fare la tesi di storia dellarte su Giuseppe Diotti. ( con linchino) I miei ossequi signore: (esce)

SCENA OTTAVA: Dafne, Teresa.

TERESA ( felice) Quanto tempo che laspetto. Se non mi sfogo scoppio. Ho appena preso un cicchetto da mio padre perch mi sono permessa di parlare senza essere interrogata. Ma stato pi forte di me. Dovevo difendere il mio amore. Mi sembrato, quasi, di sentirmelo vicino.

DAFNE ( compiaciuta) Ma come sei decisa.

TERESA Per un momento ho avuto il terrore che mio padre subodorasse qualche cosa. Se lo immagina cosa succederebbe?

DAFNE Fai senza dirmelo.

TERESA Finalmente sotto la finestra passato il portalettere che mi ha consegnata la lettera del mio amore.

DAFNE Siete sicuri che non vi tradisca.

TERESA Certo. Ho ricevuto, questa volta, una vera lettera damore, con parole brucianti e con frasi da darti le vertigini. Sono andata in cortile, e nella piena solitudine me la sono letta. Ma che letta! Ho respirato il profumo di quelle parole.

DAFNE S, insomma, ti sei ossigenata.

TERESA Purtroppo lo vedo troppo poco. Il terrore che mio padre possa avere qualche dubbio mi terrorizza. Per Natale, con la scusa di portare gli auguri di sua zia, Paolo venuto a casa. Me lo sono mangiato con gli occhi. Ero cos presa dal suo fascino che non ricordo nemmeno cosa ci siam detti.

DAFNE Mi sbaglio o questa espressione lho gi sentita.

TERESA Non impossibile. (estasiata guarda il cielo verso lalto attraverso la finestra)

DAFNE Questo tuo ragazzo, lo veni o non lo vedi?

TERESA S, che lo vedo. Per solo attraverso la finestra. Quando in strada non c nessuno si ferma. Io azzardo a mettere le labbra fuori dellinfuriata.

DAFNE Bimba: non che stai esagerando?

TERESA ( vergognandosi e scusandosi) Solo per stargli pi vicina.

DAFNE ( cambiando discorso) Tu guardi verso la finestra, ma in realt verso Parma dove c lOrlandi. E smettila di arrossire.

TERESA Ci provo.

DAFNE Non negare sai, inutile. Il tuo il segreto di Pulcinella.

TERESA Come?...

DAFNE Come avviene sempre di questa sorta di segreti. A proposito: apriamo una parentesi. Non ti sembra il caso che dora in poi tu mi dia del tu? Lamicizia annulla la differenza di et. E poi credo che ti venga meglio il confessarti. E pi intimo.

TERESA Grazie. ( felice) Che amica che sei.

DAFNE Per dire la verit la sono dal primo momento che ti ho conosciuta. Ho capito subito che, data la tua particolare famiglia, avevi bisogno di unamica.

TERESA Vedi se lho trovato l'amore ardente e puro? Esiste!

(Dafne guarda Teresa senza parlare)

TERESA Ebbene, non credi?

DAFNE Che cosa?

TERESA Che Paolo mi ami.

DAFNE Oh! S... lo credo.

TERESA E allora perch fai quella faccia scura?

DAFNE Perch... non saprei, ma non sono dopinione chegli possa renderti felice.

TERESA Non un buon giovane?

DAFNE Te lo accordo.

TERESA Hai visto, quando ci fu linondazione, come si prest senza compenso alcuno, con rischio della vita? Tutti allora parlavano di lui come di un eroe.

DAFNE vero

TERESA Ha ingegno.

DAFNE Senza discussione.

TERESA simpatico, bello...

DAFNE E questi sono, non vha dubbio, i suoi meriti pi evidenti.

TERESA Se poi lo conoscessi, nellintimit, quant caro...

DAFNE Anche di ci sono persuasa. Ma una testa calda, capisci? Piena di grilli, con poca tenacia di propositi, con nessuna voglia di lavorare.

TERESA Sembri mio padre! ( esclama con dispetto. ) Come se tutti al mondo dovessero essere posati, seri e noiosi per riuscire a far qualche cosa di buono.

DAFNE ( continuando) un fatto che da tre anni si mangia regolarmente i denari della laurea.

TERESA Ma quest'anno no. Me lo ha promesso.

DAFNE Voglio ammettere. E dopo?

TERESA Dopo ci sposiamo.

DAFNE Cos?

(Teresa mostra di non comprendere.)

DAFNE Non pu esercitare l'avvocatura prima di averne fatta la pratica.

TERESA La far.

DAFNE Altri due anni.

TERESA Pazienza.

DAFNE Egli di casa sua non ricco...

TERESA Insomma finiscila. Io l'amo.

DAFNE Infine, posso ingannarmi. Orlandi non cattivo; se ti ama veramente, sapr compiere il miracolo.

TERESA Mi ama!

DAFNE Quando fa conto di sposarti?

TERESA Appena finita la pratica.

DAFNE Dove pratica?

TERESA Dal primo avvocato di Parma, il Sandri.

DAFNE Tua madre non s accorta di nulla?

TERESA Non credo.

DAFNEDiglielo

TERESA Ho cercato di dirglielo, ma poi mi sono trattenuta perch non ero convinta di far bene. Sai che la mamma un po apprensiva, e non vorrei che con il pap si imbrogliasse.

DAFNE Mah Forse hai ragione.

TERESA Sai una cosa che mi da pensiero?Quando esco dalla chiesa, noto che tante persone mi squadrano; specialmente le ragazze. Con lo sguardo mi esaminano dalla testa in gi. Ci che non era mai capitato prima.

DAFNE Io credo di saperne il motivo.

TERESA E quale sarebbe?

DAFNE Ho sentito che si sussurra, fra le pettegole, che vedono spesso Orlandi passare per questa via che abbiano indovinato il motivo. Sembra che le ragazze non se ne diano pace, perch, come mai il pi bel giovane dei dintorni si possa innamorare di quella l. Che poi saresti tu.

TERESA Speriamo che tutti questi pettegolezzi non arrivino allorecchio di mio padre.

BUIO

SCENA NONA: Orlandi, Caccia.

(Caccia seduto al tavolino che sta consultando dei documenti. Ha sempre la sua solita aria superiore. Ad un certo punto entra Orlandi. Caccia vedendo Orlandi si fa cupo. )

CACCIA ( alzandosi da seduto per met a mo di saluto) A che posso attribuire?...

ORLANDI Le porto anzitutto i saluti di suo figlio.

CACCIA Mio figlio!... Non ha altro da fare che mandarmi dei saluti. Tuttavia saccomodi. Spero non avr altri incarichi da parte di mio figlio?...

(Orlandi notando la freddezza di Caccia sta per uscire. Caccia si avvede di aver esagerato nella battuta)

ORLANDI Scusi, vedo che la incomodo. Se vorr ricevermi un altro momento, la prego di farmi conoscere lora in cui posso trovarla libera.

CACCIA No, prego, s'accomodi. Deve compatire se ho risposto un po irritato alludire il nome di mio figlio. Quando si dedica tutta la vita ad unidea, quando del dovere di padre di famiglia si fatta una religione, quando per spese e sacrifici, tutto si affronta per il bene dei propri figli, assai duro il vedersi cos male corrisposti, come lo dimostra un giovane che non ha n puntiglio, n delicatezza, n cuore.

ORLANDI Dubito che un istante di collera, certamente giustissima, ma forse un po eccessiva, le faccia giudicare a torto...

CACCIA Giudicare a torto? Osservi questa lettera, e lei, che amico di mio figlio, mi sappia dire, se lo sa, dove, come e quando si possa fare un debito di cento lire. E noti che non gli manca nulla! Alloggio, vitto, vestiario, tutto pagato.

(Orlandi fa unespressione come per dire : Non mi sembra una gran cifra.)

ORLANDI Beh, sa Let, loccasione.. lesempio i compagni

CACCIA ( con uno sguardo fulminante) Appunto i compagni!

ORLANDI E un po di tempo che non frequento assiduamente Carlo.(cambiando tono) Il motivo che qui mi conduce, di natura cos opposta alle preoccupazioni in cui la vedo assorto, che temo...

CACCIA Parli pure liberamente; sono avvezzo a far tacere i miei sentimenti particolari. Quando si occupa un posto di pubblica fiducia... Dica, insomma, dica.

ORLANDI Lei sapr che ho terminato la pratica davvocato nello studio di Sandri.

CACCIA Mi pare, infatti, di averlo sentito dire. Gliene faccio i miei complimenti.

ORLANDI Grazie! Ma, come pu credere; non per questo che son venuto. Ho premesso il fatto demiei studi compiuti per ispirarle la fiducia della quale ho bisogno...

CACCIA Dica.

ORLANDI Nel momento in cui vengo a chiederle la mano di sua figlia Teresa.

( Pausa. Caccia rimane pietrificato)

CACCIA Obbligatissimo dell'onore... ma... la sua posizione...

ORLANDI Non assicurata, vero; tuttavia quellamore che mi fece superare i primi ostacoli, mi aiuter a vincere gli altri. Solo chella voglia darmi appoggio.

CACCIA E quale appoggio?

ORLANDI Quando avessi una piccola somma per l'avviamento...

CACCIA Ah! Ed ella conta su di me per questo? Mia figlia non ha dote. Ho tre ragazze, signore, e se dovessi dare una dote a tutte tre, non resterebbe altra risorsa a mio figlio che quella di andare a fare il contadino.

CACCIA ( alzandosi deciso ad interrompere allistante il colloquio) No. Mia figlia non per lei.

ORLANDI ( sconvolto) Signor Caccia, amo sua figlia, e le mostrer che non ho bisogno della dote. Se ella avesse avuto un po di fiducia in me, un po d'affetto per Teresina, noi saremmo pi prontamente felici.

Cos una questione di tempo, e per parte mia avr il piacere di non doverle nulla. A rivederla! (esce bruscamente)

Pausa

SCENA DECIMA: Soave, Caccia.

(Caccia si alza alquanto inquieto. Pensando passeggia un momento e poi va alla porta a chiama la moglie)

CACCIA Soave, vieni qui un attimo!

(pausa)

SOAVE ( entra claudicante) Che hai Prospero?

(Caccia va a chiudere a chiave la porta)

SOAVE Ebbene?

CACCIA ( con la solita presunzione) Non ti sei mai accorta che Teresina amoreggi con qualcuno?

SOAVE ( presa alla sprovvista abbassando gli occhi) Sai bene, le ragazze...

CACCIA Come? di mia figlia che debbo udire queste cose? Sono questi i principii da me inculcati? Sono questi gli esempi dati?

SOAVE Volevo dire... Non c' niente di male in ci. Teresina ha quasi ventitre anni ; sarebbe tempo che si mettesse a posto.

CACCIA E per mettersi a posto fa la civetta cogli scapestrati!

SOAVE Come puoi dire cos di una ragazza tanto buona?

CACCIA Era una buona ragazza, o almeno la credevo tale, il che certamente pi esatto; perch una figlia rispettosa non si sarebbe mai arrischiata a incoraggiare, senza il consiglio dei genitori, l'amore di un giovane ozioso e vagabondo.

SOAVE ( si copre in viso con le mani) Forse lho anche intuito dal comportamento diverso di mia figlia che adoro, ( pausa. Con un certa curiosit) Infine cosa avvenne?

CACCIA Quello spiantato di Orlandi venuto a chiedermi la sua mano.

SOAVE ( felice) Dunque l'ama davvero?

CACCIA Che ne sanno dell'amore questi giovinastri senza legge n parte, dediti al piacere; che passano la vita gozzovigliando, immemori dei pi sacri doveri!

SOAVE ( timida) Lamore amore Pare che egli metta giudizio. Ha terminato gli studi, ha fatto la pratica...

CACCIA E poi... e poi non ha un soldo. Non ha una professione. Aspettando che gli capitino i clienti vorrebbe mangiarsi la dote della moglie. Bel partito!

SOAVE E per, se egli mostrasse di far bene veramente, se ottenesse un impiego, che so io? Un mezzo per crearsi una posizione onorevole, non saresti disposto ad anticipare qualche cosa a quella povera ragazza?

CACCIA Si vede proprio che non hai unidea pratica della vita, che sei una donnicciola, non capace che di cianciare.

SOAVE ( timida) La mia dote...

CACCIA La tua dote, divisa in quattro , non darebbe a ciascuno il pane. E abbiamo il maschio, il sostegno della famiglia! per lui che dobbiamo fare dei sacrifici. Quando saremo vecchi non dalle ragazze che potremo sperare aiuto. Il maschio porta il nome e lonore dei Caccia. Non posso trascurare il suo avvenire per dare alle femmine una dote, che andrebbero a portare in casa altrui.

( Soave assume un atteggiamento come per ritenere ragionevole ci che ha detto il marito)

SCENA UNDICESIMA: Soave, Teresa.

(Teresa, convinta che non ci fosse il padre entra decisa)

TERESA Mamma! ( sorpresa) Pap

(Caccia sgarbatamente esce)

SOAVE Perch non mi hai mai detto niente?

TERESA ( confusa) Ho cercato diverse volte, ma poi mi bloccavo. Non volevo crearti altre preoccupazioni o addirittura gravi dispiaceri. Ero sicura che il pap, da come si espresso tempo fa,, mi avrebbe disapprovato. ( piange) Mamma: io amo Paolo. Non riuscirei a vivere senza di lui. Gli ho confessato il mio amore che sar finch vivr. E penso di essere corrisposta.

SOAVE Come vedo in te il carattere risoluto di tuo padre. Trovo in te lenergia e la fermezza di lui.

TERESA Mi data dallamore di Paolo.

SOAVE Che giorni terribili mi vedo dover affrontare. Sei decisa a resistere con coraggio contro tuo padre?

TERESA S

SOAVE Di disobbedirgli?

TERESA ( affermando con il capo) Disobbedirgli veramentenon credo ma nemmeno rassegnarmi.

SOAVE Figlia mia! Non vorrai dare a me e a tuo padre il dolore di maritarti, senza la nostra benedizione!?

TERESA Ti assicuro, mamma, che non far nulla che porti disonore o dispiacere alla nostra famiglia.

SOAVE E allora?

TERESA Aspetter. Orlandi mi ama ed io ho fede in lui. Fra un anno egli avr una posizione cos brillante che mio padre non potr pi rifiutarlo come genero.

SOAVE Mi sembra di vedere in te un raggio di luce. Che Dio ti ascolti e ti benedica!

(Soave contempla la figlia, la tira a s, labbraccia, ravvivandole i capelli sulla fronte)

FINE DEL SECONDO ATTO


ATTO TERZO

( Orlandi si gi laureato e sta facendo pratica presso lavv, Sandri)

SCENAPRIMA: Teresa, Dafne.

(sempre scena unica: il solito soggiorno. Considerando il tempo passato bene che lambiente lo dimostri con qualche variazione di mobilio, e gli stessi personaggi adeguatamente invecchiati)

DAFNE Dopo che Orlandi si laureato sono passati gi diversi mesi. Com il vostro rapporto, se mi permetti di chiedertelo?

TERESA Non dirlo nemmeno per scherzo. Sai bene che tu sei lunica e sola amica in cui io confido. Se non ci fossi tu non saprei come sfogare le mie apprensioni e raccontare, gioendo, il mio, anzi il nostro amore fra Paolo e me. Lui mi dice costantemente che mi vuol bene. Quelle poche volte che si siamo visti, purtroppo attraverso quella grata, me lo ha confermato con quei gesti sinceri di innamorato

DAFNE Che tu naturalmente hai corrisposto.

TERESA Le stesse sue lettere me lo confermano.

DAFNE Sono felice per te.

TERESA Presa la laurea sta facendo pratica presso lavv. Sandri ma credo di avertelo gi detto.

DAFNE Infatti.

TERESA E da un po di tempo che cambiando losteria dove andava a mangiare, ora frequentandone unaltra, credo che si chiami lAquila, ha conosciuto alcuni giornalisti con i quali ne nata una buona amicizia.

Sembra che da quelle frequentazioni sia nato, in Paolo, un nuovo interesse, che purtroppo non conosco ancora.

DAFNE E che naturalmente ti mette a disagio.

TERESA ( prende la lettera dal seno) Mi ha spedita questa lettera. (gliela da)

DAFNE ( la prende e a voce alta la legge)

Ho abbandonato lo studio di Sandri e la carriera legale. Ho un progetto grandioso; te lo comunicher a voce. Sta di buon animo. Tutto va bene ed io ti adoro come sempre.

TERESA La settimana scorsa ho avuto la gioia di poterlo abbracciare, l: infondo al giardino. Fra un abbraccio e laltro, mentre io gli accarezzavo il suo bel volto mi ha riferite tutte le novit, che mi sembrano molto importanti.

DAFNE Cio?

TERESA Il progetto era la fondazione di un giornale politico-letterario; indipendente da qualsiasi partito, non soggetto a scuole od a chiesuole.

DAFNE Da quello spirito che ha, almeno da quello che ho capito, conoscendo la sua indole - vedi il gesto dellalluvione - vorr proclamare la verit sempre, a qualunque costo. Immagino che vorr aiutare i deboli e disprezzare i prepotenti, smascherando i birboni.

TERESA E proprio quello che mi ha detto. Come fai?...

DAFNE Quando arriverai ad avere la mia et ti saranno chiari questi concetti che sono universali per le brave persone.

TERESA Quanto vorrei avere la tua et

DAFNE Intanto non dire sciocchezze.

TERESA Una cosa che mi ha preoccupato molto; stata quando mi ha detto che avrebbe intenzione di manifestare a mio padre, chiedendogli per la seconda volta la mia mano, quasi a titolo di sfida, il titolo di direttore di giornale.

DAFNE ( compiaciuta) Mi sembra un lavoro molto importante.

TERESA (prendendo dal seno una seconda lettera) S, ma( le da la lettera)

DAFNE ( la prende e legge a voce alta)

Devo andare a Milano. Speravo di venire prima a salutarti, ma non posso. Gli affari vanno a gonfie vele; almeno quanto a promesse. Al mio ritorno sapr dirti qualche cosa di positivo. Star assente otto, dieci giorni, secondo le circostanze. Scrivimi fermo posta. Ti amo e penso a te continuamente.

(restituisce la lettera)

TERESA ( affranta)Saranno giorni interminabili?

DAFNE Per piacere Teresina. Vediamo di non farne un dramma.

TERESA Sai della Calliope?

DAFNE La mattoide morta improvvisamente e misteriosamente come vissuta.

TERESA Nella mattina dellEpifania lhanno trovata distesa sul letto, vestita, col suo fazzoletto giallo intorno al capo e la fisionomia calma. Era agghiacciata. Il dottor Tavecchia ha dichiarato che una sincope ha determinata la morte, ma gi la povera donna soffriva di mal di cuore.

DAFNE Ne abbiamo gi parlato, mi pare, che sembra essere stata la figlia della contessa, quella che lha cresciuta. Ma rimasto un mistero. Sembra che abbia avuto un innamorato ufficiale francese.

TERESA Evidentemente quellamore finito in niente Mah!

DAFNE Il dottor Tavecchia ha sempre detto che a ventanni era la pi bella in assoluto del paese.

TERESA Una bellezza che non le servita a nienteMah.

DAFNE E un po che hai ricevuta questa ultima lettera?

TERESA Dieci giorni. Sono molti vero?

DAFNE Molti? Non saprei tutto relativo.

TERESA E andato a Milano.

DAFNE Allora si capisce!

TERESA Ma no, non una ragione. Tanto pu scrivermi da Milano come da Parma.

DAFNE Se andato per affari

TERESA Sicuro. Ha tutti quei progetti in mente

DAFNE Tuo padre non s mai accorto che continui la corrispondenza?

TERESA Se lo sapesse, povera me.

DAFNE La mamma per...

TERESA Oh! La mamma... le dico tutto.

DAFNE Fai bene. E sai perch la mamma ti compatisce? Perch donna. Non c che le donne per comprendere l'amore.

TERESA Amano anche gli uomini per.

DAFNE Sii... alla loro maniera; ma non mai come le donne. (cambiando tono) Ora per ti debbo lasciare. Le mie figlie mi staranno aspettano a casa. ( sta per uscire)

TERESA Ti vengo a salutare dalla finestra.

(mentre Dafne esce Teresa va alla finestra)

(pausa)

TERESA ( facendo cenno con la mano) Ciao. Torna presto.

(pausa)

TERESA ( sola, guardando fuori dalla finestra con gli occhi rivolti al cielo) Cosa star facendo il mio Paolo? Quanto vorrei che fosse qui. Questi giorni passati sono stati interminabili.

(pausa)

TERESA (continuando a guardar fuori vede sopraggiungere il postino) Ges fa che mi porti buone notizie. IL postino mi ha visto. Sembra dal suo sguardo solito quando ha qualche cosa per me, che abbia qualche cosa. (al postino) Sono qua. Sono qua. ( allunga la mano fuori dalla finestra ed il postino le consegna una lettera) Grazie. Dio la benedica! Signore fa che siano buone notizie. Mi sembra che il cuore si stia fermando. (prende la lettera e quasi tremando la apre con particolare riguardo. Alza gli occhi al cielo e poi legge)

Non ti ho scritto prima, ma credi senza colpa. Appena giunto mi trovai ingolfato in un ginepraio daffari e di divertimenti, di piaceri e di seccature che non mi lasciarono un momento libero. Non hai idea della vita giornalistica, come non puoi averla di Milano. Ho gi fatto una quantit di conoscenze; ho trovato dei compatrioti, degli amici, dei compagni duniversit. Tutte le sere vado a teatro. Alla Scala c uno spettacolo stupendo; la Wrozlinger la pi bella prima donna che io abbia mai vista;( Si ferma ed ha una fitta al cuore. Pausa. Si riprende e legge) anche il ballo spettacoloso. Insomma mi vedi in estasi come un vero provinciale.

Invece di una settimana prolungher il mio soggiorno a tutto gennaio. Avvennero dei cambiamenti che non posso spiegarti per lettera; modifico i miei progetti relativi alla fondazione di un giornale. Persone competenti me lo hanno sconsigliato, almeno per ora. Non rinuncio per alla carriera di pubblicista; il mio avvenire qui. Vorrei dirti mille tenerezze, ma sono interrotto. Domani, quando riceverai questa lettera sar a pranzo della contessa Bernini, una parente degli Arese.

(ha letto la lettera da seduta. Ora si alza e particolarmente pensierosa, con il gesto del volto sembra che rilegga la lettera. Sente sopraggiungere la madre. Nasconde la lettera in seno)

SCENA SECONDA: Soave, Teresa.

(Soave entra in scena dalla porta di destra sempre claudicante. Osserva sua figlia e la vede alquanto preoccupata)

SOAVE Coshai figlia mia? Hai unespressione che non mi piace.

TERESA ( cercando di darsi un contegno) E appena andata via la nostra amica Dafne. Si parlava dei funerali di Calliope. La conoscevamo da sempre Stavamo parlando di lei.

SOAVE ( dubbiosa) Sar Figlia mia: credi proprio che una madre non capisca le preoccupazioni e direi anche, il dolore delle figlie?

TERESA Perch dici cos mamma?

SOAVE Basta osservarti per capire il tuo stato danimo.

TERESA Hai ragione mamma. Nella mia vita lunico amore che ho avuto stato per la mia famiglia. Ora per, il mio cuore, i miei sentimenti sono rivolti ad unaltra persona. In lei ho riposto tutti i miei sentimenti. Sentimenti che sono tormentati da una continua assenza di Paolo. Il tempo passa ed io non vedo una felice conclusione ai miei tormenti.

SOAVE Ti capisco figlia mia. Questi tuoi nuovi sentimenti fanno parte dellevolversi della vita. Ormai sei una donna e questi tuoi sentimenti sono naturali. Le sofferenze che stai provando tu, in giovent le abbiamo provate tutte. Il tempo e lambiente in cui si vive; le prepotenze degli uomini, che impongono la loro arroganza a noi povere donne, ne fanno del nostro vivere un calvario. Chiss se, con il passar del tempo, anche questa nostra illogica sottomissione avr una fine.

TERESA Della vita non ho una gran esperienza, per confido nella nostra intelligenza nella nostra sensibilit. Sar un sogno: ma a volte penso che noi stesse primeggeremo sugli uomini. Penso quasi, che sia una cosa naturale.

SOAVE ( sospirando) Hai detto bene figlia mia: quello un sogno.

TERESA Tu dici? Quando, purtroppo, quelle poche volte che Paolo mi parla, noto che nei confronti di noi donne abbia una concetto molto diverso da quello cos lugubre del pap.

SOAVE Pu darsi. Linfluenza del vivere cittadino che naturalmente, gi pi evoluto, potr giungere anche nel retrogrado paese, che per, comunque, amiamo.

TERESA Hai detto bene mamma. E ci mi preoccupa. Paolo a Milano frequenta teatri, salotti di un certo prestigio, e, purtroppo, incontra signore con un stile di vita, una tale emancipazione che mi terrorizzano, perch potrebbero allontanare da me il mio Paolo.

SOAVE Figlia mia. Lamore quando ben riposto in persone degne, destinato a rimanere. Raffrontata a quel esuberante modo di vivere la tua semplicit pu essere unoasi di felicit.

TERESA ( seduta ai piedi della mamma e appoggiando il capo sulle sue ginocchia) Ti ringrazio mamma. Sento che mi sei vicina, che comprendi le mie ansie.

(in silenzio, Soave accarezza i capelli della figlia. Il suo sguardo dolce e pieno damore. Dopo una lunga pausa)

SOAVE ( cambiando tono) Figlia mia dobbiamo tornare alla realt. Le ragazze sono di l e temo che abbiano bisogno che tu dia loro un aiuto per i loro studi.

TERESA Va bene ,mamma. Ora vado. Il pap, dov?

SOAVE E fuori per il suo lavoro. Credo che fra poco torner.

TERESA Vorrei non incontrarlo. Ogni volta un tormentoso rimprovero. Come vorrei che mi comprendesse

SOAVE Non illudiamoci figlia mia.

( Teresa esce dalla porta di destra)

SOAVE (con lo sguardo verso lalto molto tenero) Quanto amo le mie figlie! (pausa)

SCENA TERZA: Caccia, Soave.

(Soave stesa sul divano sempre sofferente.)

CACCIA ( entrando arrabbiato) Sei qui!.

SOAVE Coshai che ti vedo adirato?

CACCIA Cho una collera addosso che non mi so trattenere.

SOAVE Perch mai?

CACCIA Girando langolo in piazza del duomo mi imbatto in Monsignore. Lo saluto con un certo riguardo e lui mi prende il braccio e mi trattiene. Mi sono meravigliato alquanto, perch quel gesto mi sembrava del tipo famigliare. In un primo momento mi ha anche fatto piacere, ma poi quando ne ho compreso il motivo, mi sono sentito subito a disagio.

SOAVE ( stupita) Proprio tu che sei sempre cos accorto.

CACCIA Naturalmente ha cominciato con i soliti preamboli tipo: Come sta la sua famiglia, sua moglie in particolare che ho sentito essere indisposta. Anzi ti manda i suoi saluti che mi sono anche sembrati sinceri.

SOAVE Che sia una persona gentile non c dubbio.

CACCIA E suo figlio? Sta facendo lultimo anno di legge. Spero che entro lanno si laurei. E sua figlia maggiore quando la maritiamo? Mi sono sentito gelare, e anche molto imbarazzato. Sembra una indiscrezione ma non lo . E continua: Noi siamo nella stessa sfera. Lei nella sua famiglia, io nella grande famiglia della chiesa, e lonore e la felicit delle nostre figliole in Cristo ci premono pi della vita.

SOAVE Ma che belle parole. ( spiritosa) Te le ha dette dal pulpito?

CACCIA ( nervoso) Per favore! La felicit di mia figlia ben collocata fra sua madre e me. dico io: quanto lonore della mia famiglia

SOAVE Hai detto bene.

CACCIA Lui poi continua: Tutto il paese sa di sua figlia con lavvocato Orlandi e che lei ne ha rifiutato la mano.

SOAVE Beh,? Ma come fa ad essere nota cos questa situazione.

CACCIA Chiedilo a lui!... Poi mi rimprovera di non acconsentire, visto che ormai let Teresa lha gi e che sciupare gli anni migliori della sua vita non certo giusto.

SOAVE Scusami Prospero, ma fin qui direi che ha anche ragione.

CACCIA Finiscila per favore! E di come me lo ha detto non mi ha convinto. Mi scusi ma non capisco. dico io. Poi mi dice queste esatte parole: Perch ella permette che la sua buona, la sua brava figliuola sciupi gli anni migliori, il cuore, la riputazione, ogni affetto gentile dellanimo in un amorazzo vuoto, senza fondamento per l'avvenire? Se vuole continuare questo scandalo lasci che si sposino e che sia finita.

SOAVE Beh Ma cosa stava dicendo?

CACCIA Stava dicendo che quellOrlandi uno sbrigliatello; si immischia ora di politica e giornalismo cose che no si sa mai dove vanno a finire.

SOAVE Ha cominciato con un pero ed finito in una mela.

CACCIA Se un prelato di tal sorte la pensa a quel modo, credo che aver proibito a mia figlia di avere quella relazione sia stata una cosa giusta.

SOAVE ( chiedendosi) Per, come fa a sapere della nuova attivit di Orlandi?

CACCIA E una domanda che gli ho anche fatta. E lui mi ha risposto: Caro signor Caccia, guardi che la chiesa anche a Milano A noi gli informatori non mancano Poi: il giornale edito a Milano giunge naturalmente anche qui, e gli articoli a firma del giornalista Orlandi non mancano. Articoli che non si fanno tanto riguardo n scrupolo ad attaccare anche la chiesa. La chiesa non combatte, la si onora.

SOAVE ( irritata, fra s) Se poi pensasse agli affari suoi sarebbe anche meglio.

CACCIA Cosa dici?

SOAVE Nienteniente.

CACCIA Sta a vedere che non sar padrone in casa mia! Una sciocca ragazza si permette di resistermi ed io lascer che il nostro nome serva di zimbello agli sfaccendati? ( arrabbiato) E una cosa che non si pu tollerare. Ora mi sente! Dov tua figlia?

SOAVE ( timida) E di l dalle ragazze. ( implorando) Prospero: ti prego

CACCIA Ed io prego te di non intervenire! ( va alla porta di destra a chiama) Teresa!... TeresaVieni qui subito!

SCENA QUARTA: detti Teresa.

(Teresa intimorita entra. Rimane in piedi con il capo reclinato)

CACCIA ( anche lui in piedi parlando con disprezzo) Tu sei lobbrobrio della famiglia, Il disonore dei miei capelli bianchi. Ostinandoti in quellobbrobrioso amorazzo mi accorci la vita. Per causa tua le tue sorelle, innocenti, perdono la loro reputazione.

(Teresa si sente talmente colpevole che non riesce nemmeno a piangere. Si avvolge nelle sue vesti quasi a voler coprire la sua nudit morale)

SOAVE ( implorante) Prospero

CACCIA ( deciso) Ti prego!

CACCIA ( a Teresa) Ora, tu, qui davanti ai tuoi genitori, che con il tuo comportamento hai umiliato di fronte alla gente e a Monsignore stesso, devi giurare di non pensare pi a quellOrlandi!

(Teresa si reclina su se stessa, e come risposta si perde nei singhiozzi)

CACCIA (indicando la finestra) E sia ben chiaro che tu a quella non ti sporgi pi. (fra s) Avrei dovuto accorgermi di quanto interesse mettevi sedendoti a quella finestra. (rivolto a Soave) Ora vado in ufficio. Vedi di aprire un po gli occhi anche tu. Non voglio pi ritornare su questo increscioso argomento. (esce)

TERESA Come il pap mi pu proibire di affacciarmi alla finestra che lunico punto di contatto con il mondo estremo? Mi sento relegata come in prigione. Perch non devo avere anchio il diritto di vivere la mia vita. La mia giovent che si sta allontanando.

SOAVE Calmati Teresina. Devi capire anche tuo padre. Lui ha una dignit da mantenere e sai quanto ci tiene. Mi sentir segnata a dito come una svergognata.

TERESA Ti rendi conto mamma, in quanti lunghissimi mesi sto trascinando questa mia vita?

SOAVE Figlia mia, per il bene della famiglia abbandona questo tuo sogno. Cerchiamo di confidare in un futuro migliore.

TERESA Mamma: non sono pi una bambina; gli anni sono passati anche per me. Come posso sperare in un futuro? Ma mai possibile che lunico tempo non tormentato sia il sonno?

Una fanciulla non mai libera. Non le si concede nemmeno la libert di mostrare le sue sofferenze.

SOAVE Bimba mia, non ti accorgi di quanto fai soffrire la tua mamma?

TERESA Come posso fare? Ribellarmi al padre? Far soffrire te mamma? Come posso rompere tutte le tradizioni della famiglia, mancare ai doveri di figlia ubbidiente e sottomessa?

SOAVE Capisci anche tu che comprendi i disagi che questo mondo meschino ci impone.

TERESA Immagino gi, quando uscir per strada, quelle pettegole che invidiose del mio amore mi odiavano, ora come si faranno gioco di me.

SOAVE Non ti curar di loro, ben altri problemi dobbiamo risolvere.

BUIO

SCENA QUINTA: Orlandi, Teresa.

(mentre la scena buia, una panchina vien illuminata da un unico faro, in modo da apparire una scena diversa. Enotte)

( Orlandi entra nel fascio luminoso e allunga le braccia vedendo giungere Teresa. I due amanti si abbracciano, senza parlare, quasi temendo di perdere tempo. Teresa si avvinghia al collo di Orlandi lo bacia sulle guance, sulle orecchie, sul collo. Ella lo abbraccia e della sua espressione si nota la sua grande felicit. Orlandi ne lusingato)

TERESA Quanto ho desiderato sognato questo momento! E che paura ho preso quando al ballo di carnevale al Teatro Sociale mi hai chiesto di ballare. Non avevo capito subito che eri tu con quel bel costume, Quando lo capii mi prese un colpo pensando che mio padre avrebbe potuto conoscerti.

ORLANDI ( spiritoso) Sono sempre stato un buon attore. Quanto mi sei mancata, amor mio. (la bacia sulle labbra) Vieni con me, fuggiamo.

(Teresa si stacca da lui e lo guarda )

ORLANDI Vieni con me. Tuo padre non acconsentir mai alle nozze finch non vi sia costretto. Ti condurr a Parma, dalle mie sorelle: vuoi?

TERESA Paolo? E questo il tuo progetto? Come comprendo di quanto mi ami. Quanto lo vorrei quanti sogni ho fatto su questa tua idea No no non posso. Ho promesso a mia madre.

ORLANDI Che hai promesso?

TERESA Di non darle dispiaceri

ORLANDI E di rinunciare a me?

TERESA Oh! Questo no.

( Un lieve imbarazzo appare sulla fronte di Orlandi. Circondandole col braccio la vita, se la tira accanto)

ORLANDI Ragioniamo. Posso io presentarmi a tuo padre?

TERESA S... quando hai un impiego sicuro e conveniente.

ORLANDI Ecco appunto quello che non ho.

TERESA Ma mi avevi scritto

ORLANDI Il progetto non and bene. Io vivo ora alla macchia, scrivendo per luno o per l'altro giornale.

TERESA Ma perch ti sei dato al giornalismo?

ORLANDI Chi lo sa! Una passione come unaltra, e che non esclude le altre...

TERESA Intendi continuare con il giornalismo?

ORLANDI Non so.

(La stringe dolcemente, cercando di nuovo la sua bocca, con un sorriso duomo felice.)

Pausa lunga

ORLANDI Ma tu hai freddo...

(Orlandi si leva il mantello e ne avvolge Teresa con una sollecitudine quasi materna, osservandone le guance pallide, che portano le tracce della notte perduta)

TERESA Adesso avrai freddo tu!...

ORLANDI Io?... Il mio amore per te mi infonde calore.Se mi permetti di stare qui non avr pi freddo.

TERESA ( stringendo a s Orlandi) In attesa di questo momento, non ho dormito, non ho mangiato, e ci nonostante questo freddo mi da una certa volutt. Mi fa sentire quanto sono libera dai tormenti che la mia famiglia mi impone. Sento un certo tepore col nostro abbraccio.

ORLANDI Dunque vieni?

TERESA Sai, non posso!

ORLANDI E allora che vuoi che facciamo?

TERESA Aspetto. Non so perch e come aspettare. Forse lincerto, lignoto, un miracolo forse.

ORLANDI Cara; la giovent passa presto sono ormai anni che ci amiamo inutilmente.

TERESA Perch dici inutilmente? Lamore sempre amore, quando si ama si spera. Io di questa speranza, vivo. Nelle lunghe ore in cui ti penso, mi assale il terrore di perderti, ma nello steso tempo, forse per corregge quellincubo penso al nostro amore ed allora mi pervade un senso di felicit.

ORLANDI Essere io loggetto del tuo amore mi lusinga.

TERESA Che brutta parola oggetto. Tu sei un angelo che il buon Dio mi ha mandato per sorreggermi dalla monotonia di questa mia vita.

ORLANDI Probabilmente mi trasferisco a Milano.

(Un subitaneo sgomento appare negli occhi di Teresa)

TERESA Milano pi lontana di Parma. Ci che mi terrorizza che la differenza fra la mia meschinit dovr essere raffrontata con la vita intensa ed esuberante delle persone che incontrerai. Mi sentirei di dirti: portami via con te. Ma come posso infrangere il giuramento fatto ai miei genitori(nasconde la faccia nel petto di lui)

ORLANDI Vedi, vedi? Te lo dissi che questa vita impossibile. Ho rimorso di veder sciupare la tua giovinezza; Teresa, mia povera Teresa...

TERESA Oh! S chiamami tua perch lo sono! (gli si abbandona sul petto con tale impeto disperato poi rallenta la stretta e si accascia tenendo il viso fra le mani)

(Orlandi contempla quella testolina di vergine prostrata davanti a lui.)

ORLANDI Cosa intendi fare?

TERESA Amarti, sempre, qualunque cosa accada, qualunque sia il mio destino.(Orlandi le prende la mano e la bacia. Esce dal fascio di luce, si allontana. Teresa fa un gesto come se volesse seguirlo, ma poi, rassegnata sofferente, abbassando il viso, fra s) Ho uno strano presentimento. Chiss quando rivedr il mio Paolo? Prevedo il mio futuro assai triste. (esce dal fascio di luce e si allontana )

BUIO

SCENA SESTA: Carlo, Caccia, Soave, Teresa.

(E passato molto tempo. Perci bene che la scenografia lo dimostri. Appeso ad una parete vi il diploma di laurea di Carlo. Lo stesso trucco degli attori deve indicare il tempo che passato.)

( Mattino)

(Soave, sofferente, sdraiata sul divano. Carlo le seduto accanto. Caccia in piedi. Teresa seduta un po in disparte.)

SOAVE (a Carlo) Sei qui da pochi giorni e gi te ne vai.

CARLO Mamma, ora che sono laureato debbo pensare al futuro.

CACCIA (a Soave) Gli uomini hanno i loro impegni

CARLO I miei amici, che gi hanno pi esperienza di me mi hanno consigliato di percorrere la carriera giudiziaria, la pi pronta, la pi sicura, che mi permetter di aiutare prima la mia famiglia. Spero di avervi data quella soddisfazione che avete sempre agognata durante i miei studi.

CACCIA Tuo padre ne va orgoglioso.

CARLO Pap, questo mi fa piacere. Fa inorgoglire pure me. Certo che sta dura la preparazione della tesi. Quante ore ho perso su quei libri. Mi sono stati utili anche i consigli datomi dal mio amico Orlandi.

(Teresa lo guarda e ha una fitta al cuore)

CACCIA ( irritato) Bada di non dimenticare i buoni esempi avuti dalla tua famiglia.

TERESA ( a Carlo) Il pensiero che dora in poi ti vedr molto poco mi rattrista. Pur non di meno pensando alla tua carriera, sono lusingata di avere un fratello avvocato. E per te ne sono felice. Lunica con la quale potr compiacermi Dafne, lunica mi amica.

CARLO Lo dici in un modo triste.

TERESA Le mie sorelle sono gi grandi con gi let da marito, tu te ne vai, il mio cuore non ha pi lo slancio della prima giovinezza, incomincia ad essere stanco, e a misurare il dolore.

CACCIA ( deciso a Teresa) Ti rimangono i tuoi genitori. Poterti dedicare a tua mamma inferma dovrebbe essere per te, non dico un sollievo, ma una certa gratificazione.

TERESA Certo.

Il sollievo che mi davano i racconti di Carlo quando tornava da Parma non li avr pi. Quelli mi davano tanta gioia.

SOAVE (a Teresa) Figlia mia, la vecchiaia non porta certo gaiezza in una famiglia, ma certamente porta tanta riconoscenza da parte mia per tutto ci che fai per me.

TERESA (a Soave) Sai quanto ti voglio bene mamma.

CARLO ( cercando di rallegrare lambiente) Questa mattina non ho ancora visto le altre due mie sorelle

SOAVE Le gemelle hanno stretto una relazione con gli inquilini della casa di Calliope. I Ridolfi: hanno due figlie simpatiche; sono andate da loro.

CACCIA (a Carlo) Sai che il minore dei Luminelli ha chiesto la mano di Maria la gemella pi anziana

TERESA ( inspiegabilmente decisa) Perch lha accettata senza dote!

(Caccia guarda serio Teresa )

CARLO ( sorpreso) Questa poi non la capisco. Se sono gemelle, le mie sorelle, hanno la stessa et. E ovvio.

SOAVE Qui intervengo io perch esperta in questo campo. Qui lunica mamma sono io. Si dice che la prima a vedere la luce sia la pi vecchia, giusto per avere un riferimento delle conversazioni. Maria nata prima.

TERESA Eppure alcune affermano che c gi una certa diversit.

CARLO Maria, infatti, sembra che abbia i lineamenti pi definiti.

TERESA A proposito di carattere Maria sembra pi matura.

CARLO Di pure pi prepotente.

TERESA E Giuseppina la succube.

CARLO ( spiritoso) La prima ha preso dal pap e la seconda dalla mamma.

TERESA ( dolcemente curiosa) E la prima in assoluto?

CARLO La prima un angelo!

TERESA Dopo la tua partenza prevedo la mia vita ancor pi solitaria..

CACCIA (a Teresa) Forse perch lo vuoi. Forse tuo padre non burbero come sembra. Ti ricordo la festa di carnevale.

CARLO Io non cero, ma mi ricordo che ha partecipato a quella festa al Teatro Sociale il mio amico Orlandi. Anzi, mi rimasto impressa la gioia che ha provato raccontandomi la serata.

(Teresa si sente terrorizzata)

(Caccia corruga la fronte pensando)

CACCIA Ho permesso alle gemelle di partecipare a quella festa, le quali certo non potevano andar sole. Infatti, la mi idea era quella di fare in modo che tu Teresina, con il compito di accompagnatrice, andassi a divertirti e magari inserirti un po nella societ.

TERESA Io non mi sentivo proprio.

CACCIA Rimanendo tu a casa avresti privato le tue sorelle del divertimento, ecco perch ho insistito che tu le accompagnassi, lidea era favorire te.

TERESA Per le mie sorelle, acconsentii. ( pensando come in un sogno) Entrata il quel teatro per la prima volta mi sono ricordata, del racconto che ( rivolta a Carlo) tu Carlo mi hai fatto quando sei andato ad assistere al Rigoletto In solitudine mi capita spesso di canticchiare Tutte le feste al tempio quel pezzo che sento pi mio.

SOAVE Non stata, forse, quella sera che Maria ha incontrato il suo futuro fidanzato?

CACCIA Direi di: s. Prova evidente che la mia intenzione nei riguardi di Teresina era giusta.

TERESA Mi guardavo attorno riconoscendo molte persone della nostra via, ma tutto quel lusso, quello sfarzo, quei costumi insoliti , mi stornavano la mente.

CACCIA ( a Teresa) Ti ricordi quanto ho insistito perch tu facessi un giro di danza con quella bella maschera che doveva essere il professore? Quello che aveva prima ballato con tua sorella?

(Teresa ha una fitta al cuore. Si mette la mano alla bocca per trattenersi. Era lOrlandi che le chiedeva lappuntamento che sar tanto importante)

TERESA ( ora con eccessiva non curanza) E chi se lo ricorda quello. Non faceva altro che parlare

CACCIA Non ti sembra di aver persa unoccasione per fare una conoscenza?

CARLO (cambiando tono) Ora, miei cari vi debbo proprio lasciare. Salutate le mie sorelle. Vado a prendere la valigia gi pronta poi vi lascio. Spero tanto che il mio destino sia felice. ( bacia la mamma, va a baciare Teresa che gli va incontro, d la mano al padre. Va alla porta, si rigira, saluta di nuovo e poi esce da sinistra)

TERESA Ecco, egli va a formarsi il suo avvenire come vuole, dove vuole!

CACCIA Con la nostra benedizione.

SOAVE Quanto mi mancher il mio bambino.( triste) Chiss se lo rivedr.

CACCIA Penso che accompagner Carlo per un tratto di strada verso la stazione. (esce da sinistra)

SCENA SETTIMA: Soave, Teresa.

SOAVE Come stai Teresina? Mi hai spaventato quando ti sei sentita male in camera tua. Abbiamo chiamato subito il dottor Tavecchia. Eri pallida ed avevi le convulsioni. Il dottore ci ha detto che poteva essere un isterismo o nervoso. Cos che ti preoccupa figlia mia? Il medico ci ha detto che poteva venire per una particolare tensione.

TERESA Mamma lo sai o comunque lhai capito che il mio cuore rimarr sempre accanto al cuore di Paolo. Ora Maria si sposa. La sua felicit si nota ogni qual volta il suo fidanzato viene da noi. Basta osservarli nel momento in cui lui se ne torna a casa. Linvidia che provo ci che procura le mie convulsioni.

SOAVE Il dottore ti ha ordinato di prendere il ferro.

TERESA S: il ferro. Ci vorrebbe ben altro. Laltro giorno mentre ricamavo i festoncini alle camice della futura moglie felice, dopo quattro ore che lavoravo mi sono sentita mancare. Sai qual stata la considerazione di Maria? Se fosse il tuo corredo disse crudelmente la sposina non ti stancheresti La battuta era di per se stessa insignificante, anche se in quel momento lavrei schiaffeggiata, ma servita a suscitare in me la gioia che avrei provato se quei festoncini li avessi ricamati sulla mia camicia da sposa, e la delusione, invece, che quel desiderio solo una chimera.

SOAVE E tu credi, figlia mia che non me ne sia accorta?

TERESA Forse per la continua assenza, il babbo si convinto che la mia relazione con Paolo sia finita. Ma come pu lunica ancora di salvezza che sostiene la mia vita non trovare un punto dove aggrapparsi ? Eppure preferirei scomparire nella profondit della terra anzich essere scoperta per la terza volta dal babbo.

SOAVE Ti imploro, figlia mia, cerca di non pensare pi a Paolo. Tutto il tuo essere prova dolore inutilmente. Vedi che anche la tua salute ne soffre. Hai una mamma che a fatica si aggrappa a questa terra per poter vedere realizzato il sogno di almeno una sua figlia, non procurarle altro dolore.

TERESA ( rimproverando) Mamma, non ti rendi conto che cos mi escludi? Perch non devo avere anchio il diritto di avere una avvenire normale? Lascia almeno che con te io mi sfoghi. ( andandosi a sedere sul divano a fianco della mamma) Dafne, che riceve le lettere che Paolo mi manda, lei stessa insiste che questa corrispondenza termini, poich non ha nessun avvenire.

SOAVE Quante volte anchio ti pregai di interrompere quella relazione.

TERESA Anzi, una volta, si decise a scrivergli lei stessa, esortandolo a non trattenermi con vane speranze.

SOAVE Dafne una donna giudiziosa e quel consiglio stato pi che giusto.

TERESA Paolo ha risposto in modo evasivo. Le ha anche scritto che ha gi tentata questa separazione, visto che troppo lontana la possibilit di un matrimonio. Ma come potete pensare che io possa acconsentire, , avere il coraggio di spezzare il mio cuore?

SOAVE Come inutile il tuo tormento.

TERESA ( fra s) Un giorno mi capit fra le mani il giornale che le amiche delle gemelle hanno avuto dalle sorelle Ridolfi. Portava un articolo che mi fece gelare il sangue. Si diceva che una giovane dalle forme giunoniche artisticamente esposte in elegante costume di Diana cacciatrice era accompagnata da un noto giornalista la cui lettera iniziale del cognome era una O (sempre fra s) Puoi immaginarti il mio tormento. Quellincontro si svolgeva in un giardino con fiori stupendi e con musica inebriante. Pensa? Quelle signore lo possono stringere sul loro cuore. Ma perch egli andava ai balli? Poteva divertirsi? Poteva sorridere ad altre, stringere altre?... Mentre io sono mesi che nemmeno lo vedo.

SOAVE Sai qual il mio tormento? Quando io non ci sar pi, chi ti amer figlia mia?

TERESA ( gettandosi fra le braccia della madre) Paolo mi ama.

SOAVE ( con dolcezza) Dio ti ispiri, e ti guidi, figlia mia. Non ti lascio altro consiglio che questo: Segui il tuo cuore.

TERESA Quanto sei di conforto, mamma. Quanto ci comprendiamo noi

BUIO

SCENA OTTAVA: Teresa, Dafne.

TERESA ( continuando un discorso) Quando il Luminelli minore viene da Maria spesso la segue il fratello maggiore.

DAFNE Se tu lo avessi sposato suo padre saresti gi maritata da dieci anni, pi bella, pi fresca, senza che egli poi abbia peggiorato in bruttezza; poich la specialit dei brutti quella di conservarsi inalterabili. Aggiungi che la figlia gli morta... non era proprio un cattivo partito.

TERESA Ti confesso che ho pensato a lui, a tutte le buone qualit che tutti gli riconoscono, ma ammetterai che in quanto a bellezza con Paolo c una bella differenza.

DAFNE Dopo tutto, anche per Orlandi gli anni passano. Luzzi, che stato a Milano uno di questi giorni, lo ha veduto, e dice che non pi quel bel giovane duna volta. Anche lui si trova a mezzo cammino con la giovent alle spalle. Mi sa che abbia perduti anche lui i suoi begli anni, Le sue forti illusioni non avendo ricavato nessun partito n dal suo ingegno, n dalla sua bellezza, n dalla sua salute sono svanite. Sai che le notizie volano.

TERESA Lo so, e non sempre sono un vantaggio per alcuni.

DAFNE I suoi amici si chiedono: Come mai Orlandi non si ancora creata una posizione? Uno che lo conosceva bene, lo defin con due parole: Orlandi non ha la costanza del lavoratore e non ha la furberia dello scroccone; un uomo mancato.

TERESA Per, conserva in fondo al cuore un affetto sincero, misto di riconoscenza e di piet, per la fanciulla che lo ama con tanta abnegazione.

DAFNE Ho capito. Egli ha rimesso dellolio nella lampada.

TERESA ( cambiando discorso) Cambiando discorso. Il maggiore dei Luminelli ha chiesto la mano dellaltra gemella, la Giuseppina, che naturalmente ha accettato. Pare che i due matrimoni si facciano contemporaneamente.

DAFNE Vedi? Tua sorella ha otto anni meno di te, eppure si adatta a sposarlo.

TERESA A parte il fatto che le mie sorelle per certi versi sono sempre state un enigma, queste nozze senza amore provocano in me una certa repulsione. . Quale infame ingiustizia pesa dunque ancora sulla nostra societ, che si chiama incivilita, se una fanciulla deve scegliere tra il ridicolo della verginit e la vergogna del matrimonio di convenienza?

DAFNE Hai ragione. Il nostro tempo e proprio retrogrado. Chiss come sar negli anni futuri?

TERESA Si sempre parlato di mio fratello come di una certa risorsa, che, per, sembra inconsistente. Mi chiedo se dopo che le gemelle saranno sposate, sia il caso di raggiungerlo, formando una casa sola. A meno che egli riesca a farsi trasferire qui. Sar un pochino difficile.

DAFNE E tuo padre cosa dice?

TERESA Nel suo studiolo non fa altro che pensare alle spese dei matrimoni e al figlio lontano che non promette le risorse tanto sperate.

DAFNE Ne passa delle ore nel suo studiolo tuo padre. Ora dov.

TERESA E andato in citt per commissioni. Torner questa sera con lultimo treno.

DAFNE ( spiritosa) Ti sentirai sola

TERESA Proprio no.

( si sente bussare al portone. Teresa va alla finestra e vede Orlandi. Ha un tonfo al cuore)

TERESA ( volgendosi verso Dafne) E Paolo!

DAFNE Noooo.

(Teresa uscendo dalla porta sinistra va incontro a Orlandi e poi insieme rientrano)

TERESA ( molto preoccupata) Ma se ci fosse stato mio padre?

ORLANDI Lo so che di lui hai terrore. Ma sta tranquilla. Mentre io scendevo dal treno da Parma, lui saliva verso il senso opposto.

TERESA Dal terrore passo alla felicit nel vederti. ( a Dafne) Te lo saresti mai immaginato di vederti comparire il mio Paolo?

DAFNE Proprio no. ( dubbiosa) Ma mi fa piacere.

TERESA ( a Orlandi) Come mai?

ORLANDI Un telegramma di mia zia... per affari. Riparto stanotte.

TERESA E se non mi vedevi?

ORLANDI Ti vedo (col suo bel sorriso) Non ho avuto il tempo di avvertirti, ma ero deciso di vederti a qualunque costo. Non ci vuole una gran fantasia nel credere che tu sia sempre in casa.

(Teresa prende il braccio di Orlandi e trascina a sedere sul divano)

DAFNE A questo punto Dafne toglie le tende. ( nelluscire, un po preoccupata) Mi raccomando. (esce da sinistra)

ORLANDI Mi trovi cambiato? ( e con un sorriso triste le mostr i capelli radi sulle tempie)

TERESA ( gli si stringe contro, fino a posargli la bocca sul petto, mormorando) Ed io, dunque?

( tacciono, quasi abbracciati, ascoltando i loro respiri, potendo baciarsi, eppure non baciandosi)

TERESA Mi scrivi cos di rado...

( gli dice ci a bassa voce, guardandolo dolcemente per attenuare il rimprovero)

( lui si passa una mano sulla fronte)

ORLANDI Sono occupato tutto il giorno e gran parte della sera.

TERESA Dove vai alla sera?

ORLANDI Nei teatri prima, poi alla redazione del giornale. Faccio la cronaca. Non mi piace questo mestiere, io vagheggio la critica d'arte...

( Gli trapela nella voce unamarezza, come uno scoramento di persona avvilita).

TERESA E non puoi farla?

ORLANDI No... no... sono cose che tu non capisci.

TERESA ( standogli accanto immobile, cogli occhi fissi) Ti aspetteranno a casa...

ORLANDI Oh! Ancora un minuto...

TERESA Non avrei voluto parlartene, ma su un giornale ho letto che: e cosi tante volte che sono in grado di dirtelo a memoria: La signora A. dalle forme giunoniche, artisticamente esposte in un elegante costume di Diana cacciatrice, era accompagnata da uno de nostri pi brillanti giornalisti, il signor O.. Quella O mi tormenta ancora: Sei tu?

ORLANDI Mia cara, il mio lavoro si svolge in quellambiente. E logico che debba frequentare certe persone.

TERESA Larticolo poi continuava: Le coppie trovarono dolci e voluttuosi riposi. Lo immagini questa frase come mi ha e ancora mi tormenta?

ORLANDI Larticolo generalizzava, non si riferiva strettamente a me. Se anche frequento certe persone con le quali posso avere anche una certa confidenza, nel mio cuore ci sei solo tu. E sempre rimarrai.

TERESA Le tue parole mi danno sollievo.

ORLANDI Perch sincere.

TERESA ( sono abbracciati) Come vorrei rimanere per sempre cos fino alla fine.

ORLANDI Quando mi sentir morire, verr a morire presso a te. Ora ti debbo lasciare.

TERESA Cos poco rimani con me?

ORLANDI Mia zia mi sta aspettando. Poi ci sono le tue sorelle, penso?

TERESA Purtroppo s. Sono nella loro stanza.

(insieme escono dalla porta di sinistra)

BUIO

( passato tanto tempo. Soave morta)

SCENA NONA: Teresa, Caccia.

( Steso sul divano, molto sofferente sta Caccia. Teresa sta preparando la medicina per il padre)

TERESA Da quando la mamma ci ha lasciato per andare a vivere in un mondo pi sereno, che a volte invidio; di lei mi manca laffetto suo illimitato che tanto mi ha confortato, nella mia solitudine.

CACCIA Tua mamma stata per anni sofferente. Ora dove si trova sta meglio. Mentre per me le preoccupazioni rimangono. Ora per quel che posso, debbo procurare a mio figlio la possibilit di diventare lui il capo famiglia. Mi sono tanto sacrificato per procurargli un avvenire. Vorrei procurargli una bella moglie con una pingue dote.

TERESA Pap, queste sono preoccupazioni che solo mio fratello pu risolvere. Purtroppo tu non hai pi la vitalit di un tempo.

CACCIA Lo so. Tu mi devi vestire , svestire, coricarmi e darmi da mangiare, e ci mette a disagio il mio orgoglio.

TERESA Questo il dovere di una figlia.

(pausa) (Teresa da la medicina al padre)

CACCIA Ho notato che il giovane medico che il dottor Tavecchia ci ha mandato ha una particolare attenzione verso di te.

TERESA Penso che sia una persona molto a modo.

CACCIA Credo che linteresse che lo spinge a venire a trovarmi con la scusa di far quattro chiacchiere, non sia per linteresse alla politica, ma il desiderio di vederti. Daltronde non mi sembri neppure tu indifferente alle sue attenzioni.

TERESA Il suo eloquio piacevole. Ha un certo modo di guardare, di sentire, di esporre le sue idee che indiscutibilmente affascinano. A volte persin poeta. ( declamando) ... L'amore lo sguardo che vola ratto come il dardo, la parola che il labbro balbetta appena, il desiderio che lemozione paralizza... Cos recit un giorno in giardino.

CACCIA Non riesco a capir bene quale sia la sua et. Credo che ti superi di pochi anni. Sarebbe per te un buon partito. Se dovesse chiedermi la tua mano penso che gliela concederei.

TERESA ( tristemente spiritosa) Magari chiedendomi prima se lo amo.

CACCIA Un padre deve, soprattutto, pensare alla sistemazione delle figlie. Lamore una conseguenza.

TERESA ( con una punta di nervosismo) Non ti sei chiesto se in grado di mantenermi?

CACCIA Da ci che ho capito mi sembra che la sua famiglia sia abbiente. Daltra parte ha gi un lavoro che mi sembra dia i suoi frutti.

TERSA ( c.s.) Anche colui che mi ti chiese in moglie aveva un avvenire certo. E un avvocato. La stessa laurea di mio fratello. Quando venne a chiederti la mai mano stava gi svolgendo la sua professione presso un illustre avvocato di Parma. Tant che lo stesso avvocato approfittando della sua presenza, del suo modo di fare, gli incarichi pi importanti li passava a lui.

CACCIA Il suo successo non mi sembra cos brillante. Comunque quando venne a chiedermi la tua mano, forse avr sbagliato a chiedergli se sarebbe stato in grado di mantenerti, ma certo , che al contrario mi chiese una aiuto economico per lavvio del suo lavoro.

TERESA (c.s.)) Mi sembra che tu sia stato drastico nel negargli la mia mano. Ricordo bene quel giorno che dopo aver parlato, se mi permetti, sfogato con la mamma, mi chiamasti e le tue esternazioni furono abbastanza esplicite.( Andando alla finestra e osservando il cielo azzurro) Osservando questo cielo, inspiegabilmente mi venuto alla memoria quando giovane, cos lieta, partii per Marcaria su quello stradone lungo, tutto soleggiato, che non finiva mai, dove il sediolo di un tale correva in mezzo ad un nuvolo di polvere. Pensandoci mi sembra una profezia. Quel tale mi passato accanto, fuggendo. Ah! Come vorrei ricominciare la vita ora che la conosco meglio.

CACCIA Come potete voi donne, ed in specifico, tu; non capire che per un padre di famiglia i doveri sono tanti. I miei introiti non sono mai stati tali da non ponderare il loro impiego. Il mantenere tuo fratello agli studi stato un continuo sacrificio. Pensa solo quanto ho dovuto spendere per il matrimonio delle tue sorelle.

TERESA (c.s.) Mi consola il fatto che il mio matrimonio non pesato alcunch alla mia famiglia. (afflitta) Avrei potuto avere una vita felice che tanto ho desiderato. Quante notti ho sognato una vita raggiante, e come ho invidiato le mie sorelle. Ora lunica invidia che ho, la stessa sorte della mamma.

CACCIA Essendo tu la figlia maggiore, era tuo dovere aiutare tua madre e le tue sorelle.

TERESA Hai fatto tanto affidamento nellavvenire di tuo figlio Ti sei illuso di poter provvedere mio fratello di una moglie degna della sua laurea di avvocato. E poi, confinato nel meridione si sposato con la figlia di un panettiere. Nemmeno il tuo consenso ti chiese Sia ben chiaro che; se Carlo ama ed corrisposto da sua moglie io ne son ben felice. E lamore che ragion di vita.

CACCIA Se cos che la pensi, vedi di assecondare i desideri del dottore. Io sento che la mia vita sta raggiungendo il culmine: ti chiedo solo di attendere la mia morte. Vorrei che questi miei ultimi giorni siano assistiti da una delle mie figlie.

TERESA D pure, che di questo sei sicuro, pap.

BUIO

SCENA ULTIMA: Teresa, Dafne.

( Per la stanza vi sono abiti. Oggetti di biancheria gettati alla rinfusa sui mobili- Una valigia a terra aperta. )

(Teresa appare invecchiata, vestita a lutto E sola. Sta sistemando i vestiti.)

DAFNE Che cosa vedo? Ti decidi finalmente ad andare dai Luminelli?

( Teresa non risponde subito. E molto preoccupata, ma poi, prese le mani dellamica)

TERESA Egli mi ha scritto. Paolo molto ammalato, povero, senza aiuto alcuno. Ho avuto limpressione che parlasse come un figlio alla mamma, con la stessa fede.

DAFNE Ti ha scritto ancora? Che vuole?

TERESA Nulla.

(Dafne crolla il capo.)

TERESA ammalato.

DAFNE Ah!

TERESA Solo

(pausa)

TERESA (sta piegando un vestito, dando le spalle allamica. ) Vado via domattina.Raggiungo Paolo

( si volta, collabito sul braccia.)( Gli sguardi delle due donne si incrociano. Dafne comprende. Tace un momento, intanto che Teresa assesta la valigia. Ad un certo punto le due amiche si abbracciano.

DAFNE Hai riflettuto?

TERESA S.

DAFNE E sei decisa?

TERESA Decisa.

DAFNE ( tenta la via del sarcasmo, dicendo con un sorriso freddo) Vai a fare linfermiera!

TERESA Quel che Dio vuole

DAFNE Che cosa penseranno le tue sorelle, tuo fratello? La gente?

TERESA ( stringendosi nelle spalle) La gente

DAFNE Oh! la gente poi... Tuttavia... se mi facessero delle osservazioni, a me, tua amica?

TERESA Ebbene dirai agli zelanti che ho pagato con tutta la mia vita questo momento di libert. abbastanza caro nevvero? (torna a sorridere e si liscia le mani)

DAFNE Ci rivedremo ancora?

TERESA Lo spero.

DAFNE Hai una brutta giornata.

TERESA ( quasi sognando) Ti ricordi quel primo giorno in cui sentimmo per la prima volta il nome di Orlandi?

DAFNE Era apparso come un eroe.

TERESA Chi avrebbe mai detto che sarebbe diventato il mio eroe?

DAFNE Un eroe apprezzato da tutti.

TERESA Sulla strada per Marcaria, egli ci attravers la strada. Sentii un tonfo al cuore.

DAFNE C chi dice che sia un presentimento.

TERESA Quante volte Paolo mi apparso nelle vesti del duca di Mantova del Rigoletto. Quante volte ho sussurrato Tutte le feste al tempio.

DAFNE ( sorridendo) E quante volte me lo hai detto.

TERESA Signore: vi presento il mio migliore amico, un futuro avvocato con i fiocchi. Cos ci present mio fratello, Paolo. Ed io mi vergognai per come ero discinta?

DAFNE Pur essendo uno splendore.

TERESA Come mi sentivo appagata quando mio fratello, suo intimo amico, mi parlava di Paolo. Gli attribuivo sovrumane doti.

DAFNE In realt, molti lo apprezzavano.

TERESA Ed il primo appuntamento? ( ripensandoci)Ho bisogno di parlarle da solo a sola; non mi neghi questo favore. Stasera, dalle dieci alle undici, passegger finch ella abbia la bont di aprire la finestra terrena.

DAFNE E stata quella volta al Santuario della Fontana, mi sembra.

TERESA Come a stento passarono quelle ore. La grata della finestra per diverse volte tenne lontani le nostre labbra. I nostri sguardi, per, erano intensi che gi ci davano lebbrezza degli innamorati.

DAFNE Conoscendo la tua sensibilit non mi difficile vedere quella scena.

TERESA Non sempre te ne parlavo perch mi vergognavo di come i sentissi dentro. Sempre temendo che il mio amore fosse impuro.

DAFNE Dal tuo sguardo capivo che vi incontravate. Hai scordato forse che corrispondevi con il tuo Paolo tramite mio, e con la complicit del portalettere?

TERESA Ricordo ancora, perch stampato nel cuore, quellalba in cui ci vedemmo in giardino. Quanto terrore di essere scoperti da mio padre, ma quanta gioia, quanta felicit in quei momenti. Momenti puri, ecco perch intensi.

DAFNE Pi lamore puro e pi intenso. Forse, anzi, solo per noi donne. Luomo pi esigente, pi terreno.

TERESA (sorridendo) Quella volta che al teatro Sociale, per carnevale, una maschera mi chiese un giro di danza, e mio padre, mi rimprover perch persi unoccasione di fare una nuova amicizia e magari mettere le basi per un eventuale matrimonio bene: quella maschera era Paolo!

TERESA Lultimo giorno di mio padre, lo vidi abbattuto, vinto nelle sue forze maggiori, ridotto cos gramo da dover implorare laltrui compassione, spoglio di ogni potere, in balia dellunica figlia che gli era rimasta accanto.

DAFNE Certo quella figlia non era la prediletta. Anzi, troppe volte ti aveva disconosciuta, rendendoti vittima del suo assolutismo.

TERSA Mio padre fu causa dei miei dolori e delle mie sofferenze. La mia vita nelle sue mani fu stritolata, eppure quando lo composi nella sua bara, non seppi trattenere le lacrime. Ora lo vedo accanto alla mamma distesa serena, nelleternit.

DAFNE Mi vien da piangere pensando alla tua sensibilit. Non vero che ebbi unamica. No: ho una figlia in pi.

( si abbracciano)

(Teresa prende la valigia che durante il dialogo aveva preparato )

DAFNE Ti accompagno in stazione. ( escono di scena)

FINE DEL DRAMMA.

Casalmaggiore, mercoled 8 febbraio 2012, ore 20,37 Sereno. Freddo. Questa notte, forse, nevicher.


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