TeRicordiToti

TERICORDITOTI

TERICORDITOTI

Ovvero:

truppe AL FRONTE

Testo e Regia Nicola Pegoraro

Personaggi ed interpreti

Tenente Fumagalli

Biagio figlio di Giobata e Narcisa, fratello di Teresina e fidanzato di Almerina

Beneto marito di Elvira

Giobata padre di Biagio

Narcisa madre di Biagio

Teresina sorella di Biagio

Albino amico di Biagio

Almerina fidanzata di Biagio

Armido nonno di Biagio

Elvira moglie di Beneto

Carlotta cugina di Narcisa

Mistica invita alle scelte

La scena si presenta divisa in due parti. A sinistra il prospetto di una corte contadina, a destra un campo militare, cio una tenda con sacchi di sabbia ecc.

Scena 1 musica 1 Campo militare fuori dalla tenda il soldato semplice Biagio di origine veneta sta scrivendo e dentro la tenda dorme Beneto anche lui veneto, si sente russare forte. Arriva il tenente Fumagalli (milanese di origine).

Fumagalli- Soldati, in piedi subito; attenti!!

Biagio- Subito signor caporale Fumagalli.

Fumagalli- Tenente, recluta, tenente!! Attenti, pancia in fuori, petto in dentro, mi dica, movimenti sospetti durante la notte? Lei stato vigile, pronto, furtivo e rapace durante la notte?

Biagio- S sior capitano, su sta p vigile de un urbano, pronto p del telefono, furtivo p de on ladro e rapace p de na soeta, sior capitano.

Fumagalli- Tenente, sono il tenente Fumagalli

Beneto- (in canottiera e tutto sconvolto) Scuseme voialtri du ma qua ghe x gente che dorme par piasere.

Fumagalli- Soldato in piedi, attenti, veloce, correre, saltellare, veloce, veloce

Beneto- Sta chieto milanese ciucia nebia, che gnanca la to madonina i la gh fata so un giorno.

Fumagalli- Silenzio, attenti.

Biagio- Agli ordini, sergente Fumagalli

Fumagalli- Tenente, tenente, quante volte devo dirglielo, io vi mando in cella di rigore.

Beneto- S e m faso gol, (prendendo sottobraccio il tenente) tenente, nol staga mia incasarse, cosa volo sigare che semo chi nialtri tre, el serca de calmarse, vardemo el paesaggio, i monti snasemo laria, senteo lodore della natura, laria pura e vedeo l in fondo dove che core chea brentea de acqua dove che la fa la curva e dopo la sparisse, vedeo?

Fumagalli- Gi le mani dalle spalle, rispetto per i superiori, attenti!

Biagio e Beneto si mettono nellattenti

Biagio- Lo gheto fato incasare, te sar contento deso.

Beneto- Sta chieto e speta.

Fumagalli- Guardo e vedo, vedo lItalia e noi siamo qui per difendere la patria, ma la patria Italia fatta di italiani, e noi milanesi o veneti siamo italiani, noi abbiamo fatto lItalia.

Beneto- Se la fusse fata de tedeschi la saria la Germania.

Fumagalli- E gli italiani per conoscere lItalia devono conoscere gli italiani.

Biagio- El taca fare discorsi complicati.

Fumagalli- E allora io voglio conoscere gli italiani, soldato cosa c dopo la brentea finita la curva?

Beneto- E tutto sto casoto par domandare sta roba ch.

Biagio- Gheo disito o zughemo a indovineo?

Beneto- Dopo la curva lacqua la sparise soto tera ma la continua a caminare, a corare, a rosegare la pria, finch dopo averse net in meso ai sassi la salta fora e la scava na riva che se uno la vardasse dalalto sta riva la podaria essare na ruga che segna la facia de na tera vecia e stufa, sta riva la podaria essare na vena che ghe porta el sangue al pr par far frumento da farina o sorgo da poenta. Sta acqua fresca e ciara che vedemo l infondo la x el sangue de la me tera dove che tornaremo finia sta guera che non la me intaresa e che speremo la finissa in presa.

Biagio- Che bea strada che fa chel foso, se podese farme na barcheta me butaria dentro, sararia i oci e me faria portare dallacqua fin in meso al sorgo, e coi v simarlo come se usa, spetaria sconto la me morosa, la butaria par tera e ghe daria on baso par dismentegare sta guera.

Fumagalli- E invecie siete al fronte, e nellattenti. E ora riposo e sempre allerta.

Biagio- Allertast.

Beneto- Allertast.

Fumagalli- Allertastate .

Scena 2 esce Fumagalli e rimangono soli Biagio e Beneto.

Biagio- Xeo and via?

Beneto- S, me pare.

Biagio- Che beo parlare de casa, me x vegn nostalgia.

Beneto- Ma t ghe pensito a casa tua, ghe scrivito ogni tanto?

Biagio- Varda chi, le x le brute copie dele letare che go spedio, quando che jero ancora in caserma.

Beneto- Ma me le lesito?

Biagio- E t me lesito le tue?

Beneto- Ma certo varda chi, queste x le copie de quele mie.

Biagio- Allora taco. Caro Albino Zappal

Beneto- Zappal ma da dove vierlo?

Biagio- non le mia nostran ma l on bonomo. Comunque scolta:

La mia letera per dirte che devi vendere la mia Carolina.

Beneto- Ma la carolina cosa xea?

Biagio- La me machina, lautomobile, caro mio m me trato de lusso. Ci qualche pacheta dapartuto il sentaro davanti che non funsiona, una portela di dietro che non si apre e una marcia che va drento male gratando. Anca il motore sbolsega un poco e non tira in salita che l'aqua si scalda. Ma tu no dire i suoi difeti che uno gnanca li vede se non si inacorge.

Beneto- Se l orbo.

Biagio- Tu devi batare sule qualit che puoi inventarte. Ti saluto aspetando co ansia quelo che ti sopradeto.

Il tuo amico Biagio

Beneto- Ma te galo risposto?

Biagio- S ma nol g trova nesuni che la compra comunque m speto, chiss che el cata on tananai e speremo che nol gai altri pensieri in testa.

Beneto- E che pensieri gavariseo in testa?

Biagio- L sensa morosa, e gho paura che nol se preocupa mia de vendare la carolina.

Beneto- Altro che la to carolina, me sa che el to amico Zappal le drio sercare qualche vaneseta da sapare.

Biagio- Ma val cosa vuto che el sia drio fare casa.

Scena 3 musica 2 Entra Mistica

Mistica- E voialtri pens che la commedia sia scumisi, ma non x cus, non solo, chi che so mi? M fo parte de sta storia, ma sto al de sora e nel steso tempo dentro, m s la storia che passa e cammina, che poe cambiare, girare in tondo e tornare indrio, m so na stria, na maga, na fantasia, se questa x la storia m poso cambiarla, poso farve vedare o sentire, se decidi pod cambiare sta commedia come che la ve pare, vedarghine on toco, o vedarghine naltro, dovar decidare e decidar. Par deso ve aso al racconto de fantasia, a vardare sta specie de fotografia de come che jerimo e semo st, ma dopo torno. E deso, via tornemo in corte, i contadini gha da simare.

Scena 4 musica 2 Cambio luci si passa alla scena di campagna. Scorcio di vita contadina. La famiglia di Biagio si sta preparando per andare nei campi.

Giobata- Femene, dai che x ora de ndare simare el sorgo, se no stano la poenta la femo coi scataroni.

Narcisa- Sinti sti omeni sempre drio sigare, tasi e va taiare le sime che dopo noialtri le tiremo su. Se ghe penso a tuta la polvare che ne tocar respirare. A me vien le anfe.

Teresina- Dime t x on caldo boia e deso ne toca vestirse come inverno sen le foie del sorgo le ne taia tuti i brasi.

Giobata- Magari na foia ve taiase la lengua, cusi par on poco ste chiete, dove xeo to nono, o vorlo stare casa?

Narcisa- A non te vor mia far vagnere anca el nono poro can, ormai le vecio incanario.

Giobata- Gho capio m ma co x ora de magnare la poenta onta, nol se tira mia indrio.

Narcisa- intanto movate che ormai x ora che non te pensi che le sime le peta so da sole.

Scena 5 entra Albino amico di Biagio.

Albino- Buongiorno, a sentito gridare, ci sono problemi? Perch dovrei domandare una cosa alla Teresina.

Giobata- o el sior Zappal, basta che non te la importuni, che non la g tempo pai morosi.

Albino- Non si preoccupi che gho na morosa e se va tutto bene mi sposo.

Giobata- Bon noialtri ndemo, visto che el pericolo x pas, e t serca da movarte.

Narcisa- Movate a m el me dise che l ancora drio paciolare.

Scena 6 - Escono Giobata e Narcisa ed entra Teresina che ha una passione segreta per Albino ma non ricambiata.

Teresina- Alora Albino, gheto vend la carolina de me fradeo?

Albino- Ma chi vuoi che la compri, quel catorcio l, sono venuto per un consiglio, da femmina.

Teresina- Gheto intension de cambiare sponda?

Albino- Ma no, ho scritto una lettera ad una donna e volevo sentire che ne pensi.

Teresina- Ah cuss te te cati na morosa? (un po arrabbiata)

Albino- Beh, te ti conoso da una vita e non mi pareva el caso, cos ho visto una femmina che mi piaceva e le ho scritto.

Teresina- Cuss x parch te me conosi da na vita, che te piase le foreste. Va ben dai, basta parlare, lesi, non teo se mia che le done x curiose?

Albino - Gentile signorina Maria Trivella

Scusasse se mi permetto di ferrare con la mano una penna per dirigere verso di lei due frasi condite con il sentimento del mio cuore ma devo svuotare il mio cuore perch ci paura che mi schioppi.

Teresina- Parcarit che non te mori de infarto

Albino- Io ci faccio a lei delle proposizioni serie parch in casa ci abbiamo bisogno di una femmina, io, mio padre invalido e tuti i miei sette fratelli pi piccoli

Teresina- Non i gaveva gnancora invent la television a chei tempi

Albino- dopo che morta la buona donna di mia mamma. Quando vi ho vista ho pensato ecco una femmina bella e piacevole. La femmina che cercavo da una vita perch i miei gusti sono troppo raffinati e ho pensato a lei. Con i suoi ventiquattro anni ed un occhio pi piccolo di quell' altro, con le gambe pelose come piaciono a me, anche se una dieci centimetri pi corta dell'altra ma uno non ci fa caso perch zoppica coss bene che ormai ci abituata.

Teresina- Mama mia che gusti delicati che te gh

Albino- Anche il suo naso un po lungo e a becco daquila e quelle orecchie un poco grandine con le sopracilie a bruschetta. Lei che ha qualche peleto sopra la boca

Teresina- Madona la gh i bafi!

Albino- e come sa donna baffuta sempre piaciuta. Quando mi sposer inviter anche il mio amico Biagio, che stato il suo masculo per due anni e vi siete lasciati perch non vi faceva neanche un complimento alla sua bellezza, ma vi ha lasciata illibata come natura vi ha fatta

Teresina- Cuss la jera st morosa anca de me fradeo, insoma tra machine e femene, sempre roba usata te tratti.

Albino- Ma Teresina cosa dici, tuo fratello neanche con un dito la tocc.

Teresina- E t credaghe oco, anca la carolina la vende par nova e la se tuta batu.

Albino- se diverrete mia moglie sarete la regina della nostra casa. E dopo che ha fatto da mangiare per me, mio padre ed i miei sette fratelli; Gennaro, Calogero, Pasquale, Mimmo, Girolamo, Salvatore, Achille e dopo che ha lavato e stirato i vestiti della famiglia, ha anche due campi di polenta e verze coss che lei nel tempo libero pu anche godersi a zappare che tutta salute.

Teresina- che bravo che te si te ghe risolvi anca el problema del tempo libero

Albino- Spero di averci fatto una buona impressione nel mio discorso. Poso la penna e chiudo la busta con tanti sospiri e speranze. Albino Zappal Cosa dici?

Teresina- Ci la x na letera coretta, giusta, certo che la g da volerte tanto ben par sposarte, con tuta la fameja che te gh, ma ela te ghala risposto?

Albino- ancora no, ma spero che acconsenti alle nozze, che mi sento un cuore naufrago in balia delle onde.

Teresina- Chiss che te te neghi e po asame ndare che gho da simare el sorgo.

Albino- Aspettami che vengo anchio.

Scena 7 musica 3 Si torna al campo militare Beneto si sta vestendo e Biagio commenta la lettera di Albino.

Biagio- Sentio cosa che me gha scrito Albino?

Beneto- Cusi te gavevi la Maria Trivella come morosa.

Biagio- Morosa, se on poco masa, disemo amica.

Beneto- Certo che te s de gusti rafinati.

Biagio- Cosa vuto, col secco, va ben anca la tempesta.

Beneto- El to amico el ga da essare arso visto chi che el serca!

Biagio- Chel sucon de Albino, el ga me sorea che la x cota de l e el va sercare la Maria Trivella.

Beneto- Intanto Albino l casa e noialtri al fronte par difendare la patria, pensa che beo se no ghe fusse p i tedeschi, se fussimo tuti soto la stesa nasion.

Biagio- Se fussimo tuti italiani, se vinsisimo la guera?

Beneto- Ma no se i fasese na nasion unica, tuti europei, la grande europa.

Biagio- Vala mato, e come femo tuti parlare la stesa lingua, leuropeo, e come se parlea po.

Beneto- E tuti avere i stesi schei, basta la lira, ma la moneta unica, leuropo.

Biagio- S leuropo, sara mia beo no, leuropo.

Beneto- Alora ciamalo euro.

Biagio- Euro va meio, leuropo te impiena masa la boca.

Beneto- E leuro magari el te svoda le scasee.

Biagio- Tuti europei, basta guere, basta tedeschi contro italiani, finalmente in pace.

Beneto- A go pensiero che finch ghe x sold guere ghin sar sempre, on modo par barufare el se cata sempre. E po i eserciti bisogna pure mantegnerli par qualcosa.

Biagio- El dentista cura i denti, el lataro toe su el late, el sold fa le guere.

Beneto- E noialtri femo i sold e difendemo gli interessi nazionali

Biagio- E quai sei?

Beneto- A ghin so qualcosa m. I me ga dito to el sciopo va al fronte e sta allerta.

Biagio- Allertast.

Beneto- E m sto tento che non riva nesun, e spero de tornare casa presto.

Biagio- Beh casa la ghe x nd peso ad Albino, el se sposa la Maria Trive, pitosto a sto al fronte.

Beneto- Ma se te s st so moroso.

Biagio- Appunto, a so de cosa che parlo. Ma t contame de to morosa, ghe scrivito, ghe disito gnente?

Beneto- Morosi, morosi, la letera da moroso ghea go x scrita, t speta che la me risponda e dopo tea lesi.

Biagio- E te scrivela ogni tanto?

Beneto- A so chi che speto.

Scena 8 musica 4 Cambio scena, si torna alla cascina ed entra Almerina amica di Teresina e fidanzata di Biagio.

Almerina- Narcisa dove sito, Narcisa a volevo parlarte.

Narcisa- So chi cara, fin che chealtri i sima m a ghe scrivo na letera a me fiolo che l to moroso e el x al fronte.

Almerina- Non sta ricordarmelo che co ghe penso me bate el cuore che el pare on piston del landini che ghemo casa.

Narcisa- Quelo che se impisa con el fogheto soto?

Almerina- Proprio quelo. Avere el moroso al fronte a difendare la frontiera dallinvasore. Ma se tuti stese casa sua non saria mia meio. Comunque a ghe go scrito e volevo lesarte la letera. Ma la Teresina dove xela?

Scena 9 - Entra Teresina

Teresina- A son chi anca m, go as i omeni simare, a go parl col drugo de Albino a ghe scrivo a me fradeo Biagio che alora metemo le letare tute insieme e sparagnemo sui boli.

Almerina- Bon cos ghe mandemo anca quela mia che cus le lese tute insieme. Ma t cosa ghe contito a to fradelo, che te ghe trov moroso?

Narcisa- Ma qualo moroso che la gavea punt Albino ma l el se gha insingan con la Maria Trivella.

Almerina- Non pensavo mia che el fuse onomo cus coragioso.

Teresina- O cus orbo. Comunque lesime ste letare.

Narcisa- M ghe conto dela tempesta che ghemo vudo eco qua. Caro filio Biagio

Ieri piovuto che jerimo contenti parche el sorgo el jera arso, ma, dopo, tuto di colpo, sono scominciate a rivare dele sasate che era come se dal celo venivano gi dele piere. Pensati che ho pesato un grano da oto eti che se ti ciappa in testa ti lassia bagnato e seco alo stesso tempo.

Teresina- Parvia oto eti.

Narcisa- Anca masa el pareva on melon Coss si sono roti tuti i copi dele case, i pomidori del' orto con la salata e i xucoi. I grani ano centrato le galine che erano in corte che raspavano senza pensieri e le ano coppate.

Teresina- ma la Trivell se g salv

Narcisa- Nono Tano che ha la gota

Teresina- La gota el g, i dise che x parch el magna male.

Narcisa- O el beve puito. Ci cascato un grano propio preciso sul piede adolorato e l'ano portato al pronto socorso coss lo ano ingesato che desso pare una sopressa ma senza i spaghi.

Ciao dala tua mama che ti pensa tanto

Almerina- X proprio sta na gran tempesta, a me la ricordo ancora deso, e t Teresina cosa ghe contito?

Teresina- Te ghe da savere che m tegno on diario e ogni tanto ghe spediso robe che gho scrito magari anca prima.

Narcisa- Cosa vuto la se na tosa con la testa salbega.

Almerina- Ma no Narcisa se beo cus la ghe conta le robe che ghe se piasude, e deso cosa ghe contito?

Teresina- A ghe scrivevo del Natale.

Almerina- Parvia, semo un fi distanti con la stagion, ma a lu ghe piase?

Teresina- Mi penso de s, l el jera via, a Natale cus almanco el sa cosa che se successo.

Caro fratello Biagio

Fra una setimana Natale e anche quest'ano volio fare il presepio, con la capana e sopra l'angelo e con la stela cometa, che ormai non slucica pi perch senza slusiarini che si sono distacati con un tocco di coda. San Giusepe si roto il bastone e non sta in piedi par via che ci la gamba di gesso che si scavezzata e pare un reduce de la guera che ci devono dare la pensione di invalidit. La Madona ha il manto tuto sgrostato e anche i piedi che ce ne manca uno coss che devo impontelarla alla cuna del bambinelo che ci manca un braccio e fa come impressione perch pare mutilato.

Almerina- Parfin el puteo monco te gh!

Le pecore ci manca la testa e le zampe davanti e didietro e coss le impianto dentro il mus-cio.

Almerina- Coss le pare tutte petolette bianche.

I pastori non ti dico che sono solo quatro validi e i altri parono tuti una ritirata coi suoi feriti e i moribondi. Sono senza gambe senza testa coi bracci assenti per non parlarti dele casete tute rosicate dai topi.

Almerina- Ci Teresina, a te gh on presepio che fa impression, parsin le case roseg dai sorsi.

Narcisa- Varda che ges bambino el x contento anca del nostro presepio, infondo el jera poareto.

Almerina- X vero par queo nel to presepe a te gh on poro cristo.

Teresina- Alora poso dare vanti?

Almerina- Scusa cara scusa.

Teresina- Le palme sono tute sgrostate, coi fildeferri che vengono fuori dal pano. Insoma di sano c solo il mus-cio, le segadure per fare le stradele, l'edara che si rampica sul balcone dela nostra casa e il giarino. Anche l'albaro sono andata al cimitero e ho cavato una rama ad un pino. O indrizzato la rama e ne ho tacata un'altra col fildeferro per fare venire fuori l'albaro.

Almerina- Lalbaro del cimitero te ghe tolto?

Teresina- L queo che costa manco. Una balla di vetro frangibile cascata e si spacata in tinello con mile tocchi che il nono che si era alzato di note per andare a bere un sgorlone di vino di scondone ci ha pestato sopra e si messo a saltare e balare cainando dal male e dicendo tute insieme in processione le brute parole che ha imparato da marinaio volontario.

Narcisa- Cus limpara, vuto vedare che ghe mancava proprio chel gioso l?

Teresina-Dopo ci taco via i mandarini col filo da imbastire e vado alla messa di mezanote spetando il pranzo del mezogiomo.

Almerina- Te gh da spetare on toco.

Teresina- Questo stato il natale che ho pasato, spero che il prosimo natale torni a casa cos mi aiuti a pontelare le statuine del presepio.

Ciao da tua sorella Teresina

Almerina- Se poso dir na roba, tote dele statuete nove pal presepio. Beate voialtre che gav solo chele rogne l. Sent cosa che me se suceso al lavoro, robe delaltro mondo e ghe le conto anca al me moroso Biagio. Adesso ve digo: sav vero che mi lavoro dal sior Guido? Che pi che diventa vechio e pi si slongano le mani

Narcisa- E come che dixe el proverbio: x p facile par un vecio diventar porco che par un porco diventare vecio

Almerina- E che devi starci distante perch ci ha il bruto vizzio di pizzigare le operaie soto di lui ma con la sotoscrita non fa tanto il galo perch si ricorda ancora il s-ciafone che ci dato che dopo mi chiamato nel suo uficio e mi dato i oto giorni.

Teresina- Sto mascio de on porco la man morta el te ga fato.

Almerina- Altro che morta, la jera na man viva e in bona salute anca.

Narcisa- Se el me fasesse a m na roba del genere, altro che el drugo de me mario, che me tocca a m smisiarghe i ossi.

Teresina- Cus el voeva darte i oto giorni.

Narcisa- A ghei davo m i oto giorni, de ospedae per.

Almerina- Sicuro comunque se me as, ve conto tuto.

Teresina- Contane alora.

Almerina- E alora m ghe go dito: I oto giorni a io Almerina? Ci risposto che andavo dala sua signora molie che ci ha lei i schei e che i oto giorni ce li dava lei a lui no lui a io. Alora ha cominciato a lustrarmi a dire che va l no sucesso gnente... dismenticati i oto giorni sai come sono i omeni. E intanto fin che parlava dai co le mani che io ci preso le misure per un altro s-ciafone di queli che se lo beco giusto losganasso tutto. Eco cosa che me x capit.

Teresina- E ghe contito solo questo al to moroso?

Almerina- No dopo ghe x robe mie.

Teresina- Gheto paura che se vergognemo se te le lesi?

Almerina- Ma non vuio.

Teresina- Dai damea che la leso solo che m. (Almerina e Teresina si rincorrono fino a che Teresina toglie la lettera ad Almerina e la legge ad alta voce) Ma tu sei il mio amore unico e solo che ti speto con l'ansia di ussire con te. Intanto ti mando una montagna di bacci che rivino fino sopra ai monti indove sei con tuti i miei pensieri e ti prego che se strabucchi dosso a una stela alpina me la porti a casa. Ti bacio di scondone di tuti che se no mi invergogno tanto.

La tua Almerina

Almerina- Eco sito contenta deso. Che te me ghe svergogn.

Teresina- Ma dai, m che non gho el moroso bisogna che impara.

Narcisa- Care femenete, f ben a asere inamor, ogni stagion gha le so passioni, da sovani se ga passione damore, da veci la passione de cristo.

Almerina- Intanto el mio l sempre al fronte e chiss col riva.

Scena 10 musica 5 Si torna al fronte, i due soldati stanno mangiando dalle gamelle

Biagio- Brava me morosa col so paron, on bel carattere.

Beneto- A te poi dirlo, ma to sorea, te scrivea sempre fora data le novit?

Biagio- Ea la x fata cus.

Scena 11 - Entra il tenente Fumagalli

Fumagalli- Attenti, allora com il rancio, di vostro gradimento?

Biagio- P che rancio le ranso e se podese parlare a ghe diria che el fa schifo ai sasi, ma visto che me toca tasere.

Beneto- E mi diria che sta minestra la sa solo de patate e basta e che da quando che so al fronte a faso la dieta delle tre P, patate, pan e pur.

Fumagalli- Facciamo gli spiritosi, volete forse un fagiano allo spiedo con contorno di patate novelle?

Biagio- Santa patata novella, co on fagianeto al speo a magnaria anca le patate.

Beneto- Ancha solo on tocheto de fagian, che bon.

Fumagalli- Purtoppo signori siamo al fronte, i fagiani sono finiti e non vi resta che mangiare le patate, qualcosa da dire?

Biagio- Bone.

Beneto- Finalmente patate.

Fumagalli- Allora signori buon appetito, attenti.riposo.attenti..riposo.attenti

Biagio- Xeo nda via?

Beneto- S, me pare.

Biagio- Allora riposo, deso che el Fumagalli l spario toca t lesarme na letera.

Beneto- Tin leso una che ghe gho scrita a me moiere quando che jero ancora in caserma, scolta.

Cara Elvira

Come sai nel zaino ci avevo messo la tua fotografia insieme cola cioca di capeli che mi ai mandato.

Nel mentre che tiravo fuori i calzetoni mi sono inaccorto che non trovo pi la cioca. Alora mi sono messo a cercarla soto il leto e fin che ero l passato il mio caporale che mi domandato cossa ci facevo soto il leto. Io ci deto che cercavo la cioca e alora lui mi jutato a vardare che lui non so perch montato sula carega per vardare sopra l'armadio.

Biagio- Per te gh i camerati che te juta.

Beneto- Dopo un'ora tuto il mio reparto cercava la tua cioca. Uno mi domandato se ci aveva anche i pulcini io ci risposto che la cioca era pulita e che non ciaveva i peocini. Ma ti conto che tuto in un momento un mio compagno ci fato il verso che fa mia nona quando chiama su le galine per darci da mangiare

Beneto: ane, ane, pai, pai, pio, pio

Biagio- qua qua qua

Beneto- e alora capito che loro cercavano la ciocca no la cioca, e che io ci avevo capito male perch non usano bene le dopie.

Biagio- Sti citadini, i vogliono parlare in italiano e non sono gnanche buoni.

Beneto- Cosa vuoi, loro parlano in italiano solo che si intrabuccano sulle doppie.

Beneto- Pensati che uno mi aveva anche domandato di che colore era e io ci risposto che era nera perch era giovane di ventani che lui alora restato muto del tutto senza parole. E mi guardato come si guarda uno che non tute le sue fassine al coperto poi quando ce l deto di che cioca si tratava tuti mi ano deto dele parole che non ti ripeto gnanche.

Ti saluto con tuto il mio afeto lontano di marito e aspeto una nuova cioca, ma con una c sola.

Il tuo che non puoi far di manco Beneto na ciocca, che se ghin fuse una deso s che farisimo el contorno con le patate. Ma robe de casa tua non tin contei mai, too p nol te scrive mai?

Biagio- Cosa vuto lu el lavora i campi, el fa fadiga scrivarme, nol gha mia tuto el tempo che ghemo noialtri chi al fronte sempre allerta.

Beneto- Allertastai?

Biagio- Allertast!

Scena 12 musica 6 Si torna alla cascina. Narcisa da fuori scena mentre Giobata entra.

Narcisa- A te go dito de scrivarghe a chel poro toso, o vuto che el se dismentega anca de avere on popa?

Giobata- Ghe scrivo s, gnanca che non fuse bon. La femena la voe che ghe scriva al fiolo al fronte, a vangaria na vanesa pitosto.

Narcisa- Poareto to fiolo, che non te ghe pensi mai.

Giobata- Poro tato varda che nol l p on bocia, nol vede lora de stare al fronte senza de noialtri con tutte le libere uscite che el g, non come m che so sempre controllato a vista quando che non s punio.

Narcisa- Tasi e scrivi.

Giobata- To qu, x scrita, teo se che co te comandi m obediso, come se fose al fronte anca m.

Narcisa- O finalmente che te ghe gh scrito e cosa ghe gheto cont a chel poro can de to fiolo?

Giobatta- A ghe go cont del dentarolo che me gh visit.

Narcisa- Dai lesamea che la femo compia.

Giobata- Speremo che la te comoda.

Caro filio Biagio

Ieri sono andato dal dentologo che mi ha fato sentare su una poltrona e diceva incariato incariato e in soma ciavevo tuti i denti incariati. Dopo il dentologo seitava a dire molare molare che io non sapevo cossa dovevo molare che non tiravo gnente, anca se mi veniva da tirare quatro oche per il male che mi faceva. Per tuti i denti che non ci perch mi mancano mi fato un preinventivo che devo vendare due mas-ci, tre vedele da late e il toro da monta.

Narcisa- Beh caro x meio se te magni pan par resto dei so giorni.

Giobata- ma quando che verso la boca che se vede che la so senza denti?

Narcisa- Motivo in p par tegnere la boca sar.

Giobata- asame che lesa. Mi ha parlato di fare un ponte che non so in che posto ma che pi caro di quelo sula Canaleta che ci costato tanto di manco. Ci ho due denti decisivi davanti da metare su e un cagnino che scorla. Coss fra denti incariati, ponti, incapussolamenti mi toca vendare met stala. Ciao da me che sono anche tuo padre (credo) Giobata

Narcisa- Varda che letera de poco sentimento che te ghe scrivi.

Giobata- La sar bea la tua che te ghe parli dea tempesta.

Narcisa- Sicuro che la jera bea.

Giobatta- Alora a te podevi picarla fora e cus la lesevimo anca noialtri. E sta tenta non farme inrabiare seno ghe spediso la to epigrafe. Questa la x la letara e deso rangiate a spedirla che m a so tuto su a furia de pensare a cosa dirghe al fiolo.

Narcisa- Eco i omeni i gha tuto on afare de robe importanti da dire, e co x ora de fare, i tase. Siapi e molegati.

Giovata- No come voialtre femene, non te conosi mia el proverbio mangia quello che hai e taci quello che sai?

Narcisa- Ma m non g gnente da magnare.

Giobata- Alora tasi e basta.

Narcisa- cio siapo, m vo raposarme dandoghe da magnare ale gaine.

Giobata- Bon e m deso vo raposarme vangando lorto.

Scena 13 - Giobatta e Narcisa escono, entrano Teresina ed Armido.

Teresina- Nono, alora viento fora o steto drento anca onco.

Armido- Rivo, rivo s, che na scianta de aria la respiro pulito anca se non so mia a piombo.

Tesera- Dai nono animo che con tute le medisine che te toi a te ghe da stare ben anca se non te voi.

Armido- Fasie par t che te s sovane. M ormai a so vecio incanario, t te s fresca come na rosa che spande el profumo par la contr, chissa quanti morosi che te ghe deso.

Teresina- Tea conti ti nono, chis t quante morose che te ghe vudo ai to tempi.

Armido- Cosa vuto co jero sovane bastava che na tosa me metese na man sui cavei che m me indrisavo nelorgolio, deso invese basta che na femena me meta na man nelorgolio che me indriso i cavei, quei che me resta.

Teresina- Non sta lamentarte nono, pensa che to nevodo al fronte col se varda in giro el ga solo montagne, altro che done.

Armido- Infati a pensavo proprio a l, fa conto che ghe gho scrito anca na latera, e se te vui tea leso.

Teresina- Basta che dopo te me asi lesarte la mia

Armido- Sta pur certa. Caro nevodo Biagio

Ti scrivo per via dele medicine che mi ordinato il dotor Laudano. Disopra una scatola cera scrito suposte che alora vardato bene rento e erano come le palotole dela pistola e io non sapevo se ciucciarle o pararle so intiere con l'aqua.

Teresina- Saria sta meio pararle x con un poco de clinto vero nono?

Armido- Quelo che digo anca m ma cosa vuto i dotori i x contro la medicina tradisionale.

Scena 14 musica 7 Entra Mistica

Mistica- Veo gho dito che tornavo, la commedia va vanti, la so storia la cap, se trata de lettare, scrite da na parte verso chealtra, da na parte le vola, le riva e le parla, ma deso se vo, se si attenti podj decidare, ghe x na storia da contare, se poe vedarla o sentirghine parlare, gavio presa, la contemo, gavio tempo la vardemo, ma non so mia m che decido ma voialtri, chi p forte siga pi speranze el gha, alora scumisiemo. Questa la x la storia che mai la se distriga, vojo che i vea recita o che i vea diga? Disime recita e la ved, disime conta e la scolt, alora cosa decidio, recita o conta, s le man e dire recita chi voe vedarla, s le man e dire conta chi voe sentirla, le man che ga vinto x. Ma ricordeve ghe x sempre naltro modo par vedere sta storia.

Se il pubblico sceglie recita si prosegue altrimenti si va ad appendice A

Teresina- Na bea parada a te ghe ciap.

Armido- Ben varda a meo ricordo come se fuse ieri, t te jeri in casa e m spetavo la Carlotta che la me portase le medisine.

Scena 15 - Teresina rientra in casa ed arriva Carlotta in bicicletta, si torna indietro nel tempo.

Carlotta- Ecome che rivo, eco le to medisine.

Armido- Oh, finalmente che me poso curare.

Scena 16 - Entra Narcisa

Narcisa- Ciao Carlotta come vala?

Carlotta- Ah, gnente so vegn portarghe le medisine al nono qua, so pas in farmacia dal dotore Laudano, te savesi el g na commessa nova, la gha da esare imparent con Bepi ocioni, quelo che sta in via dei fasolari

Narcisa- Varda che te te sbagli, che mi sai ociona nol gha mia parenti femene da ste parti, che non la sia invese dea contr dei amolari, de Bepi ganasa, queo s che el ga parenti da ste parti.

Carlotta- Non vuria sbagliarme ma la gaveva du bei ocioni grosi con i cavei neri che la pareva tuta dea rasa de Bepi ocioni

Scena 17 - entra Giobata

Giobata- Femene co gav finio con lanagrafe a ghe saria da darghe le medisine al nono.

Carlotta- Eco caro, ciapa le medisine e lesi le istrusion prima, me raccomando.

Armido- E serchemo de far puito stavolta.

Giobata- Dame ch, alora x scrito principio attivo morfolinoetilico dellacido niflumico

Narcisa- Orcocan, la gha da esare na roba forte ci.

Carlotta- Ma semo sicuri che la fasa ben?

Giobata- Madona par sta roba ch, el morfolinometribilicito insomma chea roba l, el fa ben.

Armido- Speremo e dopo cosa disei?

Giobata- Effetti collaterali pirosi gastrica, epigastrite, leucopenia, ematuria..

Narcisa- Per anca la ematuria, non lo gavaria mai dito.

Giobata- nausea, vomito, diarrea

Armido- Ci ma voio farme vegnere el cagoto?

Carlotta- Non sta preocuparte, x pal to ben.

Giobata- posologia, per via anale. Ci ma dove xea sta via?

Carlotta- Ma seto che la go x sentia, ma non so mia dove che la x.

Narcisa- Par m non la x mia na via del nostro paese.

Giobata- Ma sti dotori, cosa te dai le medisine che dopo te toca andarle tore da naltra parte.

Armido- Se vede che queste le x le medisine pai foresti, el gar sbagli scatola, noialtri a stemo in via Brentea.

Giobata- Sta tenta Carlotta. Dopo te pasi dal dotore Laudano e te ghe disi che el vaga l in via anale che noialtri a non gnemo mia tempo da perdare.

Carlotta- E alora feto de manco de darghele?

Armido- Sta tento Giobata, male non credo che le me fasa anca se non abitemo in chea via l.

Giobata- Te sar t el dotore alora. Vedemo queste posologia, due perle per via orale eco che semo da capo no, ma salo dove che abitemo noialtri o tolo in giro. Non te vor mia che deso a perdemo tempo a portare in giro el nono, via anale, via orale, ghin sar una che podemo tore no.

Narcisa- Eco, eco questa, lesi, lesi puito cosa che x scrito.

Giobata- per uso esterno o questa va ben, p fora de cus che semo allaria aperta. Dai nono che questa la toemo.

Armido- Ste tenti che non sbagli.

Giobata- T versi la boca e tira fora la lengua, eco.

Armido- E se sbagliemo, a so m che le magno.

Giobata- Sta fermo che non te femo gnente no, femene tegnighe ferme i brasi e ti versi la boca e fora la lengua.

(Carlotta e Narcisa tirano le braccia ad Armido, Giobatta da dietro gli svuota in bocca delle goccie)

Armido- Ahhhh, che schifo, deme da bere, deme da bere.

Narcisa- Ma dime t far tuto sto casin par bere on gioso.

Armido- Che schifo de medisine, Carlotta va dal dotore Laudano e dighe che el se le beva l sta porcheria chi, e ndemo dentro bere on gioso.

Carlotta- Mi vago de corsa.

Giobata- Vegno anca mi.

Armido- Senti cosa che me gavi fato bere, pregh el signore che non me vegna el cagoto parch ve conso m pae feste.

Narcisa- Sta chieto e ndemo dentro bere on gioso, ndemo bere on gioso.

Armido- no, m resto qua che la storia la va vanti.

Scena 18 - Carlotta va via in bicicletta, Narcisa e Giobatta entrano in casa rimane solo Armido ed arriva Teresina.

Armido- E cuss me so cur.

Teresina- E con chealtre medisine come xea finia?

Armido- El dotore el ga dito che podevimo torle anca casa nostra e cuss le gho magn.

Teresina- Ma se le jera supposte?

Armido- E cosa ghin soi m, ghi no scart una e roseg puito mandandola x con on toco de pan.

Teresina- E jerea bona?

Aggancio da appendice A

Armido- A go fato finta che la fuse bona e dopo ghela gho fata magnare anca a Giobata, cus limpara.

Teresina- Fato ben ma la prosima volta che te ghe da tore le medisine x meio che te me ciami m che magari dopo le fa p efeto. Deso te leso queo che ghe go scrito m, poro fradeo, nesuni gha el coraio de dirghe queo che sucede in sta casa fin che l x in guera e cus gho deciso de informarlo m. Caro Biagio Ti scrivo per avisarti che la vaca de la nona Bieta morta.

Armido- pora bestia

Teresina- Il vitrinario che lha visitata doperando i suoi angagni ha deto che non cera pi gnente da fare e che era melio mazzarla del tuto.

Armido- Amen

Teresina- Non ti conto gnanche i urli de la nona quando l'ano strapegata sul caro del becaro.

Armido- oioioioi

Teresina- Morta la vaca de la nona Bieta gnanche a farlo aposta abiamo dovuto copare anche il porco del zio Nani. Lui non voleva ma lo ano tirato in corte a tradimento e lo ano mazzato.

Armido- sassini

Teresina- E coss anche il porco del zio Nani si dipartito come la vaca de la nona Bieta. Ma dopo tuto le disgrazie non vengono mica tute per nuocere perch abiamo coto la vaca de la nona e il porco del zio lo abiamo insacato perch lo mangiamo a rate. Tua sorella Teresina e chiss che nol piansa quando la lese che l el jera tanto afesion al porco del sio Nani e ala vaca de la nona Bieta.

Armido- Varda, co ghe penso me vien da piansare anca m, le jera cosi bone ste pore bestie, ma cos bone che x on pec che deso non ghin sia p, tanto le jera bone vive quanto che le jera bone cote.

Teresina- Chiss al fronte, cosa che i magna

Armido- De sicuro i sea sogna la sparagagna.

Scena 19 musica 8 Torniamo al fronte dove entra il tenente Fumagalli

Fumagalli- Attenti, reclute quando arrivano i superiori si deve stare sullattenti, attenti, riposo, attenti, riposo.

Beneto- Ci ciucianebia sito drio divertirte, riposate anca t on poco.

Fumagalli- Soldato attenti e silenzio, cos tutta questa confidenza con un superiore, non sono mica un suo parente, e lei Biagio, che cosha da stare l impalato?

Biagio- Gnente, gnente, i me g scrito che x morto el porco de me zio

Fumagalli- E morto suo zio, le mie condoglianze pi sentite.

Biagio- Grazie colonnello, grazie.

Fumagalli- Tenente Biagio, Tenente. Anche a me quando morto mio zio, avevo un peso sullo stomaco.

Beneto- M invese on slanguorio.

Biagio- Te poi dirlo forte, a me lo vedo messo in gradea sora le bronse.

Fumagalli- Ah, lo avete fatto cremare, forse la cosa migliore, piuttosto che seppellirlo nella nuda terra.

Beneto- E no sepeirlo, saria sta un disprisio, tuta che carne ai bai.

Biagio- El sar sta almanco 2 quintai, el gavea na schina, el jera sempre drio magnare.

Fumagalli- Per bella stazza, aveva sicuramente un grande cuore.

Biagio- El gar vudo on baloco cuss.

Beneto- I gha da averse fato na magnada col tastasae.

Fumagalli- Cos da voi si usa festeggiare la disgrazia con un pranzo in onore del morto.

Biagio- E s x tradision pena morto, l quando che lo ghemo lav e semo drio spetare che el se suga, se buta on poca de roba insima le bronse.

Fumagalli- Ma come, appena morto?

Beneto- Sicuro, se speta on poco che el diventa fredo, intanto se magna on poco de fegato.

Fumagalli- Ma con il morto l, mi sembra che manchiate di rispetto, si potrebbe aspettare un paio di giorni.

Beneto- Macch, spetare du giorni, suito pena morto, sito mato.

Biagio- A non vedevimo lora, col ga finio de trare le gambe, pronta la gradea e x quatro fete de poenta. (Beneto fa tre fischi, Biagio ripete quattro, Beneto fa il quarto fischio).

Fumagalli- Ma voi siete proprio senza rispetto, una cosa vergognosa.

Biagio- Ma de cosa goi da vergognarme, x colpa mia se el porco de me sio l morto?

Fumagalli- Siete due persone schifose senza rispetto neanche per i morti, vado via e voi due state attenti, (fraintendendo i soldati si mettono sullattenti) riposo, no, intendevo dire fate attenzione che vi controllo.incivili, peggio delle bestie.

Biagio- Ma cosa galo da incasarse?

Beneto- E par fortuna che non ghe ghemo conta dea vaca de to nona Bieta.

Biagio- Te ghe la mancansa de casa tua vero, te sento col magon.

Beneto- Altro che magon, fa conto che a furia de pensare a casa a gho scrito anca na poesia.

Biagio- Anca on poeta me toca.

Beneto- M tea leso ma no ridare, sta ch la parla del me paese, scolta: un gnaro

Biagio- dove?

Beneto- l el titolo, un gnaro

Biagio- de cosa?

Beneto- ghea moito?

Musica 9

Un gnaro

Casete a brazzocollo longo la strada

orti e giardini struc su fra de lori

rosari che se smissia a la salata.

Done in traversa a sciapi su la porta

a sprotar poco prima de mezod

spetando l'omo suo par el magnare.

L'era sto chi par m el me paese

no quel de desso che me roba i sogni

che tuto sera s in gran scatoloni.

No ga mai vudo un'anima el cemento.

Me lo ccolo in te 'l cor el me paese.

Lo vedo soto el soe, co saro i oci...

La botegheta del sarte-barbier

el banco co le stracaganase e i peri coti

la frasca su 'l porton de l'ostaria

le tose verso cesa pal fioreto

un sgorlar de colombi al campanie.

L'era un gnaro de piera e de poesia el me paese.

Biagio- ci ma jereo on gnaro de colombi alora?

Scena 20 musica 10 Cambio luci, si torna nei campi. Narcisa e Giobata ( che sta lavorando) sono preoccupati per la salute del nonno.

Narcisa- A poro nono, pareva na stupidada invese l st anca alospedale ma el continua sopegare.

Giobata- Ma dai desso tea conti anca massa longa, la x solo onongia incarn.

Narcisa- Sara anca onongia ma bisognar che ghelo diga al toso al fronte, caso mai el more, x meio dirgheo.

Giobatta- Beh val, spetemo sepeirlo, spetemo che el mora, vero cosa ghin disito?

Scena 21 - Entra nonno Armido vestito con camicia da notte e zoppo.

Armido- Chi x che gh da morire?

Narcisa- Nesuni, non sta preocuparte. Lerba cattiva no more mai.

Giobatta- Che busiara, paciolavimo, ma t come te sentito?

Armido- Ciompo me sento, ma t dime se par na ongia incarn a gho da finire in ospedae, e nesuni che me varda el pi.

Giobatta- Savar i dotori cosa fare no?

Armido- Anca t non te capisi gnente, deso ciapo e gheo conto ala me nevoda.Cara nipote Carlotta

Ti scrivo da questo mio leto de l'ospedale civile

Giobatta- Ma se deso te si casa. L p busiaro de na lapide al cimitero.

Armido- Lospedae non i me asava, e po tasi e scolta. e ti conto che in fondo al leto ci una cartela che pare la tapa di montagna del giro d'Italia. Qua vado vanti a digiuni e minestrine, dopo mi ficcano una guccia nel bracio e la tacano a una bozza in alto e mi fano le punture che sono coss sbusato nel didietro che non c' pi posto par altri sbusoni. E dopo il cardiogama i ragi la visita culistica il torinoiatra. Insoma una tortura!

Giobatta- Ma cosa disito na tortura, prova stare insieme a ea na giornata, dopo te vedi.

Narcisa- Sar beo stare con t che te s na lagna.

Armido- E la note fin che sei l che dormi tranquilo ti alsano le coperture e zachete un sbusone a tradimento. Qui mi ano guardato anca dentro il didietro co la luce ma non si sono inacorti del deolone grosso del piede, che sono due mesi che mi guardano dapertutto e che scorlano la testa

Giobatta- Ma come du mesi, se te si st via tri d.

Armido- M lo so, t teo se ma ea non lo sa mia, e cuss x tuto p tragico, so drio scrivare na letera drammatica.

Giobatta- Insoma te voi farghe vegnere el magon.

Armido- Sicuro, m go sofferto e deso sofre ea. Se vengo fuori vivo vado a Lurdes da la Madona par grassia ricevuta. Ti saluta uno sano che si sente moribondo Tuo nono Armido Varda chi come che i te cura, me sa che i voe farghe sparagnare schei allimps, cos se tiro on scioco i sparagna i schei dea pension, oioioioi che male al deolone.oioioioi

Giobatta- Demo in casa s prima che te te scapusi el deolon.

Armido- Cus tiro na litania ai santi che ve la ricord par on toco.

Narcisa- Prega invese de porchesare cuss te guarisi prima.

Scena 22 - Entra Teresina con un fazzoletto in mano.

Teresina- A poro nono, te me fe cavare el core vedarte cus.

Giobatta- Chiss che i ghe cava longia cus la femo finia.

Armido- Porteme s che me buto x.

Narcisa- Semo drio ndare.

Scena 23 - Escono Giobatta, Armido e Narcisa

Teresina- Poareto, a vedarlo cus me vien le lagrime (si soffia il naso con irruenza)

Scena 24 - Entra Albino.

Albino- Teresina cosa mi dici che ti vedo rattristata?

Teresina- Cosa te intaresa t.

Albino- Beh, me dispiace vedarti cos triste.

Teresina- Se non te comoda vedarme cus, sega el palo e torna dala to Maria Trivella.

Albino- Lascia perdere la Trivella, una femmina spudorata , a ditto che una donna di classe come lei merita di meglio.

Teresina- De clase, ma se non la g gnanca finio la tersa elementare.

Albino- Cos andata, e non so trovarne una.

Teresina- Forse bisognaria che te vardasi in giro. Te se quea del tipo che girava el mondo par sercare on tesoro? E seto dove che lo g trova?

Albino- Dove?

Teresina- Dentro lorto de casa bastava vangare na vanesa.

Albino- Alora a vado a casa a cercarlo.

Teresina- Ma dove veto?

Albino- A vangare lorto.

Teresina- L furbo come na ciupinara.

Albino- E che ista ciuppinara?

Teresina- Un sorse sotto terra.

Scena 25 musica 11 Entra Mistica

Mistica- Deso riva naltro incrocio, ghe x lamore che nasse, le terra se coltiva el seme germoglia e lamore sboccia, Teresina ed Albino, de sicuro i se sposar, ma come, questo lo decid voialtri, le strade le se do da na parte la ved e da naltra la scolte. Come prima nela stessa maniera, ghe se na storia da contare, al tempo passa e nol poe spetare. Questa la se la storia che mai la se distriga vojo che ve la recita o che ve la diga? Disime recita e la ved, disime conta e la scolt, allora cosa decidio, recita o conta, su le man chi voe conta, su le man chi voe recita, la storia da vedare x.Ma ricordeve ghe x sempre naltro modo par vedare sta storia.

Se il pubblico sceglie recita si prosegue altrimenti si va ad appendice B e poi si ritorna in questo punto.

Teresina- Ci Albino Zappal, dove sito drio andare?

Albino- Casa a vangare lorto.

Teresina- A pensare che te gavarisi na vaneseta tuta per t da coltivare.

Albino- E dove ?

Teresina- Davanti ai to oci, insiminio o x parch non ghe someio alla Trivella che non te me vardi?

Albino- Ma cosa centra la Trivella, ti ho detto che non mi vuole.

Teresina- Cuss se mi fuse ciompa de na gamba, forse te piasaria (e comincia a zoppicare vistosamente.)

Albino- perch cammini cos?

Teresina- E se m gavese el fasoeto frac in testa, a te piasaria.

Albino- ma se il fazzoletto in testa non lo porti mai.

Teresina- (sempre zoppicando) E se m gavese un pietto da meso metro (si imbottisce il seno con degli stracci) forse te piasaria.

Albino- Ma tu non hai mai avuto il portamento cosi maestoso.

Scena 26 - entra Giobatta

Giobatta- Ci ma cosa fala cheal? Varda che ciompa, e varda che pietto, ma chi xea signorina?

Teresina- So m papa, so drio farme bea par Albino.

Giobatta- Certo che el g gusti difisili.

Teresina- Ma non ghe basta mia, parch la Trivella la g i baffi e anca el peleto morbido sulle gambe, no come m che so tuta lisia, vero Albino?

Albino- Ma cosa dici stai perdendo la ragione?

Teresina- Toca qua e senti se ghe x el peletto sole me gambete, toca qua (alza un po le gonne e rincorre zoppicando Albino che fugge)

Albino- Ma sei impazzita, ma che cosa fai spudorata, nu me pigli, nu me pigli.

Giobatta- Mama mia che giovent, le femene che ghe core drio a cotoe alte e i omeni che i scapa, me toca vedarghine altre. (Albino scappa rincorso dalla Teresina, Giobatta li guarda) ecolo che el scapa, Narcisa, Albino el ga ciap la Teresina!

Scena 27 - entra Narcisa

Narcisa- A x da on toco che te la gh ciap anca t

Giobatta- Ma no, la Teresina la ghe x corsa drio ad Albino con le cotoe alte e chealtro el scapava, ai me tempi le scapava lore con le cotoe alte altro che corarme drio.

Narcisa- Cos se m me alzo le cotoe t te me curi drio vero.

Giobatta- No scherzavo, non sta mia alsartee par carit.

Narcisa- Deso me le alzo.

Giobatta- E m scapo. Non mi piglia, non mi piglia.

(Narcisa si alza un po le gonne e rincorre Giobatta )

Scena 28 - Entra Elvira

Elvira- Cosa ghai da sigare in sta maniera.

Passano di corsa Narcisa a gonne alte che rincorre Giobatta e poi Albino rincorso da Teresina a gonne alte.

Elvira- Non i ga mia le fasine al querto sti ch. Femo finta de gnente e spetemo che i se sora. Cara Teresina bongiono.

Teresina- Mama mia che bea sorpresa, come mai da ste parti?

Elvira- A go sentio del nono, e dopo i me ga dito de fare quatro pasi par far nasare sto campion ch.

Teresina- Cus ghin nase naltro.

Elvira- Sicuro ma dopo de questo se sara botega.

Teresina- E to mario cosa ghin diseo?

Elvira- Cosa ghin soi, a ghe gh scrito par dirgheo, cus vedemo cosa che el me conta, senti cosa che ghe digo. Caro Beneto Ti scrivo per dirte che sono sempre in atesa del nostro sesto filio ma che dopo questo si sera botega perch ci un prolascio del' utero che si sbassato tropo. Alora ci domandato al dotore come si fa con tu a casa che mi cerchi tute le note per fare quelo che mi invergogno perfino di scriverte.

Teresina- Tute le noti, non garia mai pens, chiss che contenta che te s.

Elvira- P che contenta a so fru.

Teresina- Beata t.

Elvira- E ma la cambia, scolta. Il dotore mi ha mandato dal farmacista che mi ha dato una scatoleta e mi ha deto di legere con Comodo le istruzioni. A casa ho chiamato subito tuo cugino Comodo e insieme abiamo leto ma non ci abiamo capito un' aca e coss abiamo verto una bustina che dentro cera come un budelo tuto fato su che dopo si disrotolava e diventava lungo.

Teresina- Come un bueo? Coss lungo?

Elvira- Beh cara, gheto presente na vianea par impastare le luganeghe, compagno.

Teresina- Ma cosa centra le luganeghe.

Elvira- Cosa ghin soi m, x luri i dotori. Io subito ci deto a Comodo che per me era un paradito. Ma la goma era massa fina e l'afare massa largo anche per il deolone grosso. Alora sono ritornata in farmacia dal dotor Purga con l'afare nela sporta e quando l ho tirato fuori davanti ala gente il farmacista mi ha roversato doso gli ochi e mi ha portata nel dietrobotega tuto rabiato.

Teresina- Come nel dietro botega, che intension gaveveo?

Elvira- Speta che te lesa e dopo te capisi. Io sono croata gi dale nuvole perch non credevo che un paradeo fusse coss vergognoso da mostrare. Lui alora mi ha deto che quelo non andava messo sora il deo ma sora una roba che gnanche ci credi che ci deto io al farmacista che doveva invergognarsi a dire certe robe a una che fra un mese diventa mama per la sesta volta. Il dotor Assesso mi ha ordinato alora una pirola da tore quando che vieni a casa. Dopo lui seitava a parlare del ciclo e io ci deto che in casa cera solo la tua bicicleta come ciclo e che se voleva ce l' imprestavo. Lui si messo come a sganassare e mi ha deto che lui parlava del ciclo dela dona e ci risposto che non ho mai avuto una bicicleta da dona. Con questi dotori non si capisse pi gnente che tu parli di una roba e invece un' altra.

Tuti i tuoi fili ti salutano anche quelo che deve rivare, ma ricordate che dopo o se sara botega o faso caponi. Baci Elvira

Teresina- Beata t che te ghe na fameia, m cara non so bona de farmela.

Elvira- Ma se te jeri drio parlare con Albino, nol te piase mia?

Teresina- Anca masa che el me piase ma nol capise gnente, nol me parla mai.

Elvira- Cara mia, sti omeni i x pericolosi, varda chi (mostra il pancione) che scherseti che i te combina. Chis cosa che el pensa el me omo co ghe riva la letera.

Scena 29 musica 12 Al fronte Beneto tutto agitato con la lettera in mano che cammina avanti ed indietro

Beneto- A so nero p de un scarbonasso che in confronto el pare na strassa da liscia. Varda cosa che la me scrive, t dime no se x colpa mia se come omo funziono. A no son mia on capon.

Biagio- Cosa gheto da dire su, serca de capirla la ghin si da tirare su.

Beneto- E cosa centra. Cosa goi da farme capon?

Scena 30 - Entra il tenente Fumagalli

Fumagalli- Attent, inspezione dordinanza.

Beneto- Ecolo che riva el capon.

Fumagalli- Soldato semplice Beneto, che cosa stava farfugliando, su lo dica forte e chiaro.

Biagio- Sta volta s che te serchi rogne, darghe del capon ai capi.

Beneto- (stile marziale) Sior tenente, il suddetto me medesimo stava ciaccolando con il commilitone Biagio e si parlava dei meriti di guera, e noi si diceva che lei non un semplice tenente.

Fumagalli- Cos non sarei un tenente, e cosa sarei?

Beneto- Col suo spresare del pericolo, ed il suo continuo urtarci verso la gloria militare

Beneto- Ella sior tenente dimostra di essare un vero capo.

Fumagalli- Bravo Beneto, grazie, mi riempi dorgolio.

Beneto- Ma non un capo da poco, ma un vero grande capo, lei sior Tenente un vero capone.

Fumagalli- Grazie Beneto, tu mi capisci Beneto, io nellanimo sono un vero capo, e come dici tu un vero capone, grazie soldato, sono fiero di te, riposo, (esce) sono un capone

Biagio- Varda come che teo ghe insingan. Teo gh fato capon e contento.

Beneto- Ci e to nono come stalo che el stava male, gheto p sentio novit?

Biagio- A so ch che speto che el me scriva qualcosa.

Scena 31 musica 13 Siamo in cascina Teresina ed Almerina in scena.

Almerina- Varda t el me moroso x da na vita che non lo sento.

Teresina- So st robe m non so cosa dire, x da na vita che non lo go.

Scena 32 - Entra Carlotta in bicicletta.

Carlotta- Finalmente che so riv da me cugina, a jera ani che non vegnevo ch. Oh varda chi che se vede Teresina, m so to zia Carlotta, te ricordito?

Teresina- Sicuro zia come steto?

Carlotta- M ben cara, apena che go leto la lettera del nono che stava male a son corsa in cesa ad informare don Abbondio chel stava lesendo el breviario. non el staga aver paura a ghe go dito, a go trova la Pia Bocatasi che la vegna sbrigare le mansion. La conosito Teresina?

Teresina- Mai sentia.

Carlotta- La x na dona discreta, pia e affidabile, a semo dela stessa pasta. Don Abbondio el poe stare tranquillo. Subito dopo a gho inforc la bicicleta. A gho as perdare la strada pal riscio de trovarme davanti Palma con le piegore e so vegn de traverson pai campi.

Almerina- E la x riv.

Carlotta- E no cara a so pena partia, asa che te conta. A gho infil la cavesagna e g seguit par el stroso a fianco dea siesa e riv alla bassa. Con le rue in spala a gho salt el foso dove che el jera streto.

Almerina- La podaria andare a fare le olimpiadi.

Carlotta- La poe dirlo, ma ela chi xea?

Teresina- Na me amica.

Carlotta- Dopo, dopo te me conti che go ancora da rivare. A go salt el foso ma gho fato na fadiga boia parch la schina la se incucia e i senoci i se incrosa e alora a so sbrisi. Gh perso on sopeo e me so lav na gamba col riscio de ciapare el mal del sorse. E la topospira la te porta alla morte.

Almerina- L sta on viagio rischioso, par fortuna che la x riv.

Carlotta- No cara, non so gnanca a met strada.

Almerina- La va par le longhe qua.

Teresina- A go pensiero.

Carlotta- Dopo me so trov so spiaso de on luamaro che sora el gavea on sciapo de polastri nostrani che i faseva voia. Gho pens sti chi s che i ciapa un franco col polastraro.

Teresina- Ma dove jerito finia?

Carlotta- Nea corte del Sensaro Batipiase, quelo che l sta costretto sposarse sbarbateo col lassunta la fiola de Pina Cicola, quattro la ghin fati ciacolando, parch nol jera sta bon de stare al so posto.

Almerina- Sti omeni i pensa solo na roba.

Teresina- A cosa?

Almerina- A bevare!

Carlotta- A x par questo che so rimasta da maridare e faso la perpetua, volontaria e rassegnata.

Teresina- Se la continua cosi me tocar jutarte.

Carlotta- Dopo so pas in meso al boscheto de albare e gho cat Nane Pestapian el fiolo de Cencio Fortuna, ciamea fortuna avere on nane in fameja. El jera nel boscheto a far su legna. A so tempo l sta un me spasimante, el me ronsava intorno come on moscon (zzzz). Pestapian ma svelto de man. Lo gha as perdare parch m sercavo uno che tegnese le man al so posto. Beh! A non lo gho mai cat.

Teresina- Vuto vedare che lo gho cat m.

Carlotta- Dopo so pass par la contr dei Repele e s par le rotaie dove pasava la vacamora. Me ricordo che portavo me fradelo in stasion a Campiglia col faseva la naja. M non ghe so mai mont sora, ma na volta la gho toc. Ben val robe pas, importante x esare riv da me cugina.

Almerina- On bel gireto la g fato.

Carlotta- Ma chi sarisea ea signorina?

Teresina- La x la morosa de Biagio, queo che x al fronte con Beneto.

Carlotta- Beneto chi?

Almerina- Beneto Scalin da le Bianche.

Carlotta- So fiolo de la Togna Caciona?

Teresina- S proprio quelo.

Carlotta- Che so mama le x la fiola de Bepo Capele chel sta in Preolina.

Almerina- La varda che la se sbaglia. So nono Bepo el stava in via Pranda, in via Preolina ghe sta so zio Tito.

Carlotta- Ah s, quelo che gha spos la Maria Tabaca fiola de Nano Sospiri. E ea chi sarisea?

Teresina- Ea la x Almerina Mandolina.

Carlotta- La fiola de Bondio Mandolin de la mota?

Almerina- No de Nane Mandolin queo dei maseti.

Carlotta- Queo che el gaveva na man finta e onocio de vero?

Almerina- No queo che el gaveva na gamba p curta e la goba.

Carlotta- A non me cato, ma ela gala parenti?

Teresina- Sicuro, ghe x Gino Scapari, Marieto Maistraco..

Almerina- Madeo Tiraca, Tilio Ciucianespoe, Toni Pegola

Carlotta- Tilio Ciucianespole, queo che sonava la spineta?

Almerina- No queo che jutava el bechin.

Carlotta- Ma ela gala on fradeo?

Almerina- S me fradeo Berto Mandolina.

Carlotta- E chi galo spos?

Almerina- El ga spos la Carolina Scalin, so fiola de Ambrogio Magnapomi

Carlotta- (trionfante) Eco che li conoso m i magnapomi, Meno, Tano, Gino, Silvio, Angelo, Varisto e Berto.

Almerina- S Ambrogio l so fradeo de Tano e Cugin de Oreste Ciuciaperi.

Carlotta- Alora gho indovin, Oreste Ciuciaperi el g spos la Ernesta Becafighi, la fiola de Menego Ociona. Voevo ben dire m che li conosevo. A proposito, chi gala dito che la x ea?

Scena 33 - Entra Narcisa

Narcisa- O varda chi che se vede me cugina. Ma sito mata fare tuta chea strada?

Carlotta- Non sta preocuparte, so vegnu de traverson par la cavesagna incodeg, che te parti e te s suito riv.

Almerina- Non la tacar mia contarghe tuta la strada.

Teresina- speremo de no, se no vien matina.

Carlotta- Dopo el troso go salt el foso, so pasa pal luamaro del Sensaro Batipiase dopo dentro el boscheto dele albare, su par la contr Repele, so and drio la ferovia e subito, in gnanca 4 ore a so riv.

Narcisa- Ben val cara, posa la bici e ndemo in casa.

Scena 34 - Teresina e Almerina

Almerina- Ci Teresina ma to zia lavorea con la ghestapo?

Teresina- La x una on poco curiosa, comunque par fortuna che la x nda in casa, me dispiase par lElvira che la x dentro.

Scena 35 - Elvira esce dalla casa.

Elvira- No cara. A so corsa fora, la g tac domandarme tuti i me parenti a partire dallarca de no.

Almerina- La x un tipo curioso. Varda che bea che te s, e che bel panson che te gh. El to omo come stalo, lo gheto p sentio?

Elvira- Varda chi a go giusto sta letera da mandarghe, e deso vea leso. Caro Beneto Ho sintito per l'aradio che ano scoperto una pirola che fa ressusitare anca i morti anche in quele robe delicate indove prima si faceva fatica.

Teresina- Ma de che robe delicate parlito?

Almerina- De quee che se fa tra mario e moiere.

Elvira- E che dopo asa i fruti, (accarezzandosi il pancione) comunque aseme ndare vanti. La Gina Botegara che ci suo marito un poco sbarlotto pervia che quele robe non ci vengono bene da quando che toe ste pirole si invia deciso per fare quelo che deve che come un miracolo. Desso Ferucio non si ingripa pi perch la pirola dura un bel tocco coss che non solo fa quelo che scominciato ma ci dura anca per altro ancora che la Rosina contenta come una Pasqua, e non come prima quando si incantava tuto nel pi belo restando a boca sutta. Pensa che fortunata che sono io che ho tu che ci vorebe la pirola roversa, che non fai mai cileca.

Alemrina- Se vien saverlo to nono Armido el va torse tute le scatole.

Elvira- E pensare che la nona la diseva che el jera peso del toro de Bieto, pensa che el g anca roto la testiera del leto La Bice Gnocolara mi ha contato che sbaliato dose con Toni Lecaveri per la quale lui pareva come mato e suppiava per i buchi del naso raspando per tera coi piedi che lei andat a scondersi didietro l'armaro che lui voleva butarlo gi. Ci dito che basta pirole per Toni che melio caricarlo con qualche goto di clinto. Ti speto con el baiardelo del mio cuore che tu solo hai la chiave, basta che non toi la pirola di cui ti ho contato sula letera parch seno dormi in tel punaro, e ti devi incontentare dele galine che mi pare che di fili ne abiamo una pasua. Tua Elvira

Almerina- Sentio Teresina che rasa de mario che la gh, on vaporetto.

Elvira- Ci ma a proposito de barchete, gheto trov gnanca un rimorchiatore fin deso?

Teresina- Gnente da fare, cara so chi che speto ma non vedo nisuni.

Scena 36 musica 14 Al fronte Biagio e Beneto discutono.

Beneto- Caro el me Biagio, cus te erediti, a te sar contento.

Biagio- Insoma, bisognar spetare che el nono el mora, intanto l ancora vivo. Ci Beneto seto che gho scrito anca m na poesia?

Beneto- Un artista anca t, ben ci speta che ciamo anca el ciucianebia parch bisogna che la senta anca l.

Biagio- Forse x meio de no.

Scena 37 - Entra Fumagalli

Fumagalli- Soldati attenti, state allerta?

Beneto- Allertasto!

Biagio- Allertasto!

Fumagalli- Allora niente da raccontare, visto niente otre questermo colle?

Biagio- Niente signor ammiraglio.

Fumagalli- Tenente, sono un tenente, e lei signor Beneto, cosa ha colto il suo sguardo oltre la siepe ed i sovrumani silenzi?

Beneto- Niente mio capone, ma come che el parla stampato onc.

Fumagalli- Poesia, soldati, poesia, una passione che coltivo da molti anni, e in questa solitudine il mio cuore sabbandona.

Biagio- Non sta mia contarghe dea me poesia.

Beneto- Sicuro, bisogna farghe savere che semo coltivati anca noialtri. Caro capone, anca noialtri contadini scrivemo le poesie, qua al fronte ghemo on artista, on poeta ruspante.

Fumagalli- Qui tra noi un Pascoli, un Leopardi?

Beneto- Lasa stare i pascoli de leopardi, noialtri ghemo de p, ghemo i pascoli dee vache, dai Biagio coraio e lesegha la to poesia.

Biagio- On poco me vergogno parch la gaveo scrita pensando a me morosa, ma se insist m vea leso. La x na poesia contadina.

Fumagalli- Lamore sempre un nobile sentimento, bucolico, aristocratico o accademico lamore sempre amore, lamore lhumus della vita.

Beneto- Lhumus, per e chi x che lo gavaria dito, ma cosa xeo sto humus?

Fumagalli- Lhumus, Beneto il concime della terra.

Beneto- Per non lo gavaria mai dito, lamore x el luame della vita.

Biagio- el luame vien dalle vacche e la me poesia se intitola

Musica 15

La vacca pezzata

Nella valle la nel prato

Un toro passeggiava beato

Accanto una vacca distesa ruminava

mentre lui tranquillo pascolava

Con languidi occhi la mucca pezzata

Guardava il maschio come seducente fata

Travolto dal destino e dalla passione

Il toro si infiamm e le salt sul groppone

Inizio una danza antica e quella visione

Sbocci alla mia mente la tua apparizione

Con quellimpeto e quella energia

Vorrei essere il tuo toro e tu la vacca mia

E allinfinito disperdere nella valle

Il mio muggir damore alle tue spalle

E muggire al mondo intero il nostro amoremuuu, muuu, muuu!

Biagio- Alora cosa ghi disio?

Beneto ed il Tenente si guardano perplessi.

Beneto- mmmmmmah!

Fumagalli- Mmmmmi raccomando con la guardia attenti, notte, vado via. C chi nasce per studiare e chi nasce per zappare.

Scena 38 - Fumagalli esce borbottando.

Biagio- Che la ghe sia piasuda?

Beneto- Vergognate, poesia, questa la x poesia, (escono di scena mentre Beneto prende a calci Biagio) vacca pezzata, muuuuuri val.

Scena 39 musica 16 Si ritorna alla fattoria, Giobata seduto con una lettera in mano, Narcisa le vicina.

Narcisa- Ah, Giobata semo rest soli, el toso al fronte e la tosa che se g marid.

Giobata- Cosa vuto, te te ghe spos anca t chea volta. E Albino l uno de casa, non l mia on foresto. Varda chi, a so drio scrivargheo a Biagio. El sar contento de savere che so sorea la se gh combin. Caro filio Biagio ti scrivo che Albino tuo amico ma anche tuo cognato perch tua sorella Teresina si combinata. Sapessi i schei che abiamo speso per la dota tra nizzuoli, forette, sciugamani, tovalie, coverte, strapunte i sciugapiati e altri afari.

Narcisa- Non i jera mia affari ma robe de casa utili e necessarie

Giobata- M so solo che i costava on fraco de schei. In pi ci abiamo sbianchezzato tute le camere dela casa fato il cesso nuovo, pensare che una volta ce l'avevimo in corte e si faceva una bucca fonda e tuto torno si mevano le frasche che ogni tanto si cambiavano se no da seche si vedeva atraverso. Ci fato metare anca una machina che fa la lissia piena di botoni che si struccano e che fa un bacano che tua mama invece non mai fato con l'asse da lavare.

Narcisa- Vito che deso te vegno bona parch te faso sparagnare?

Giobata- Varda che anca i dotori i dise de fare movimento.

Narcisa- Ma non i dise mia de fare la lissia a man.

Giobata- Poi la ho compagnata sul' altare abiamo fato le fotografie e ci pagato io tuto l'albo. Il pranzo lo ha pagato il suocero di tua sorela ma, il polame sapeva da freschino perch non era alevato in corte. Dopo ci ano portato i pissacani messi su tropo sechi e i bisi erano tuti in papa.

Narcisa- Altro che i bisi de Lumignan.

Giobata- Cara mia non tuti x intenditori. Il risoto era coss lungo che pareva come malta. Ci bevuto didietro tanti di quei goti per disgossarmi che ciavevo le gambe che facevano cheo. Anca se il vino sapeva da bisolfito ma tuti ano mangiato e bevuto di gusto che ala fine erano tuti insaccati

Narcisa- Parch ti n vero?

Giobata- Cosa vol dire, a gh bev par dismentegare el conto che gh pag. Intanto ciao che dopo ti conto tuto anca dei mobili che mi sono restati sul gropone che io ci credevo che ci tocavano a quel' altro missiere. Tuo Padre che sono sempre io Giobata

Narcisa- Eco qua che semo rest soli, du vecioti.

Giobata- T parla per t.

Scena 40 musica 11 Entra Mistica

Mistica- Semo riva alla fine de sta storia, come trovare deo foto vece, ingialie dal tempo e smarie sui cantoni; i nostri ricordi, on tocheto de come che semo st, ma par finire in gloria bisogna andare vanti con sta storia, le porte le x do, se vardemo dentro sta porta ghe x i vecioti che nea conta, versendoghine naltra ghe x i soldati che ritorna. Du modi diversi par finire la stessa storia, e uno solo podar vedare. Questa la x la storia che mai la se distriga voio che ve la conta o che ve la diga? Forsa e coraio che semo riv, disime noni e ndemo de qua, dai noni che se cata a sarar sta storia mata, disime truppe e ndemo de qua le truppe che dal fronte i x torn. Alora vose e su le man disime noni e s le man, disime truppe e s le man. Stasera gav scelto.

Se il pubblico scegli truppe si prosegue altrimenti si va ad appendice C

Biagio- Non si da soli no, so torn in licenza, E ghemo anca el ciucianebie.

Fumagalli- Buonasera sono il tenente Fumagalli.

Giobata- noaltri i gai li cusinemo.

Almerina- deso poso solo saludarte, ma dopo te struco anca m caro el me moroso.

Giobata- Aseo stare se no el torna suito al fronte.

Almerina- Ghe fasso passare m la nostalgia dele montagne.

Beneto- e no deso stemo casa un toco, vero Fumagalli?

Fumagalli- Tenente, tenente.

Giobata- co sta pansa chi pi che on fumagalli te me pari on magnagaine.

Scena 41 - entra Albino

Albino- che bella compagnia! Fimmina, trasite

Giobata- eh?

Albino- vien afora!

Scena 42 entra Teresina

Biagio- Albino gheto vend la carolina?

Albino- no ma ho sposato la Teresina

Teresina- Beneto come steto, dame on strucon.

Narcisa- sta tenta Teresina, te se che ogni strucon de Beneto le on vivo.

Beneto- e be ma deso gho le me precausion, gho el zaino pien de paradei.

Scena 43 - Entra Elvira

Elvira- spero ben parche sta volta lo taio, e no el deo.

Beneto- o cara moiere, come stala la to panseta?

Elvira- e oramai non manca mia tanto.

Giobata- e come lo ciameo sto bocia?

Elvira- so questo non go dubbi, lo ciamemo Ultimo.

Beneto- e se la se na femena?

Elvira- Sara.

Beneto- be le bein Sara.

Elvira- varda che mi intendevo sar, basta chiuso, la botega e anca el boteghin.

Scena 44 - Entrano Armido e Carlotta

Armido- caro nevodo a so contento de vedarte.

Biagio- anca mi, anca se me dispiase par leredit.

Armido- scusame se non so gnoncora morto.

Carlotta- be dai non sta ciapartea te fe ancora ora se te voi.

Armido- mae che la vaga te ndar torme delle medisine.

Carlotta- se ocore mi so pronta, go anca loio dei santi sempre a portata de bicicletta.

Albino- caro cognato, hai visto che siamo diventati parenti?

Biagio- ci e la Maria Trivella come che la staga?

Teresina- cosa vuto poareta, la se nd da a Lourdes par farse bea e non la se p torn.

Giobata- e deso fora i goti che femo festa ai militar soldati.

Brindisi finale

Mistica- Anche questa storia finisce in brindisi, se siamo riusciti a divertirvi ne siamo lieti, di ogni vostra risata porteremo il ricordo, i vostri applausi sono il nostro sostegno per continuare a costruire storie da raccontare. Lo scopo era divertirvi con battute a lazzi, chiediamo scusa se non ci siamo riusciti ma se il nostro intento stato gradito a nome di tutti vi invito allapplauso e vi saluto.

Musica 17

Appendice A

Armido- Alora Giobata che sa legere leto che andavano per Via Anale che io non sapevo propio che Via. Alora ci lassiato tuto in sospeso perch aldisopra di un'antra scatola cera scrito "perle" che Giobata deto che queste erano difarenti e andavano per Via Orale che non so propio indove questa Via ma che deve essare bastanza distante da casa proprio come Via Anale. Io ci provato a ficcarmi una suposta prima nella reccia, e dopo nel buso del naso, ma non era proprio il posto giusto parch non ci passava. Dopo nei stessi loghi precisi ci messo una perla ma gnanche per insogno istesso non ci passava.

Teresina- Ma nono, cosa te sito invent a fare, ciamame m che te spiego, no.

Armido- Ci te jeri via e m me so fid de Giobata, ma non la x mia finia. Dopo ho preso il colirio che quelo era pi facile parch ocoreva solo tirare fora la lengua e metere sora contando le goce anca se erano coss amare e cative che mi sgociolavano parfino i ochi. Per la tintura sul talio fato con la menara Giobata mi h mandato a metermela fora in corte parch sula scattola cera scrito USO ESTERNO. A tua zia Balsemina col suo male ale tonsilie il dotore ordinato un consultorio Tantu Verde che lei alora si lavata con esso bene il colo tuto atorno e un poco c anca passato e per le suposte lei ci preso il coragio cole sue mani e ne discartata una masticandola bene e parandola gi che era coss cativa che ci rimesso anca l'anima. Ma c passato di colpo il male di gola.

Desso provo a ciucciare anca io una suposta e dopo ti scrivo se mi fato bene come ala Balsemina.

Ciao da tuo nono Armido

Teresina- E jera bona la suposta?

Aggancio con restante copione (pagina 18)

Appendice B - esce Albino ed entra Elvira moglie di Biagio con vistoso pancione.

Aggancio con restante copione. (pagina 28)

Apppendice C - Entra Carlotta accompagnando nonno Armido zoppicante.

Carlotta- Val, che ghe semo anca noialtri.

Armido- De cosa ve lamenteo che podemo fare anca na briscola.

Giobata- S e de boto fasevimo la briscola col morto.

Narcisa- Ci la x na rua che gira.

Giobata- S ma ormai a ghemo finio el batistrada.

Carlotta- Ognuno g el so tempo. Comunque spetemo sepeirse che ghinemo ancora da fare.

Giobata- Ste chieti on poco, gho chi na bosa vans dae nose, e anca quatro goti. Femo on brindisi cosa ghin disio?

Armido- Co se beve a so sempre dacordo.

Narcisa- Alora femo on brindisi ae stagion che pasa.

Armido- Ai giovani de deso, sperando che i diventa i veci de doman.

Giobata- Ae cioche bone da brodo.

Carlotta- E a quei come t che i se crede gai da semensa.

Insieme- Salute e speremo che la dura.

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