Terza stella a destra

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TERZA

TERZA STELLA A DESTRA

COMMEDIA IN DUE ATTI

Prima rappresentazione: Concordia Sagittaria, 30 maggio 2003


Personaggi[1]

CANDIDO BOTTAZZI

AMELIA, cognata di Candido, vedova di Timoteo Bottazzi

REBECCA, figlia di Amelia

RIMBALDO RIMBALDI, conte, fidanzato di Rebecca

LA CAPRA GUSTAVO, notaio

SERAFINO, angelo custode di prima classe

SAMANTHA

PERSICHETTI,vecchio amico di Candido

FIDELMA PECORAZZI, vedova

PIGNORETTI, ufficiale giudiziario

FATTORINO

ROSALBA, manichino

L’azione si svolge ai giorni nostri.


ANTEFATTO

L’azione si svolge interamente nella casa di Amelia, vedova di Timoteo Bottazzi, che per disposizione testamentaria ospita il cognato, Candido Bottazzi, fratello del defunto marito. Nell’abitazione vive anche Rebecca, figlia di Amelia.

L’azione si sviluppa nel salotto di casa, un ambiente dalle pareti vivaci. A sinistra un uscio conduce all’esterno dell’abitazione, mentre un tendaggio copre la riproduzione di un dipinto di René Magritte che raffigura un cielo sereno. Sulla parete di fondo trovano posto una finestra praticabile, un ritratto di Timoteo e un grande orologio a muro. Sulla parete destra due uscite immettono nelle stanze da letto di Candido e della cognata Amelia.

Sono i giorni che precedono il Natale: un mobile basso a destra ospita un presepe, mentre a sinistra un tavolino, completo di due sedie, accoglie un vecchio telefono e una palla di vetro con paesaggio innevato. Verso il fondo vi è una poltroncina dove è seduta una figura immobile, un manichino: Rosalba.

ATTO PRIMO

È la vigilia di Natale e Candido, mentre sta spolverando la casa, si ferma ad osservare il presepe: si siede per terra e gioca con le statuine, solleva un angelo, rimane per qualche istante pensieroso e poi chiama a gran voce.

SCENA PRIMA

CANDIDO, REBECCA e PERSICHETTI

CANDIDO         Serafino… Serafino… dove sei? Ma guarda se dovevano mandarmi un angelo custode così vagabondo: scompare continuamente e con oggi sono ormai dieci giorni che manca! Chissà cosa gli sarà accaduto... Mah! (Accarezza dolcemente il manichino).

REBECCA         (Interrompe il dialogo di Candido con se stesso gridando da fuori scena) Candido! Brioches croccanti e cappuccino caldo, che siano pronti in tavola tra dieci minuti!

CANDIDO         Eccola, puntuale come sempre…(poi, in direzione di Rebecca e imitandone la voce gracchiante) cappuccino caldo, brioches croccanti pronte tra dieci minuti... (Scosta la tenda che copre il quadro che raffigura il cielo. La scena s’illumina). E pensare che un tempo questa era casa mia... poi è morto il babbo... e un anno fa improvvisamente se n'è andato anche il mio unico fratello… povero Timoteo. Però mi considero fortunato perché in questa casa non sono solo... (si rivolge verso il manichino e lo osserva con atteggiamento affettuoso) ho lei… la mia Rosalba! Ora riposa tranquillamente… è ancora un po' debole a causa di quell’ incidente capitatole un anno fa…

CANDIDO         (prende lo spolverino e si avvicina al ritratto del defunto fratello) Oh! Timoteo... Timoteo, perché sei morto… (mentre Candido spolvera il ritratto, si sente un sonoro starnuto che sembra proprio provenire dal quadro) Salute!

CANDIDO         (Si sente suonare. Candido alza il ricevitore del telefono. La scena s’illumina di una luce livida e un suono sordo ma costante suggerisce un’atmosfera misteriosa e irreale) Casa Bottazzi, desidera?

PERSICHETTI   (entra lentamente, come levitando sul pavimento: è pallido, smunto, emaciato, e si mette alle spalle di Candido)...Buongiorno signor Candido, sono io… il Persichetti, si ricorda di me?

CANDIDO         (sempre al telefono) Persichetti… Persichetti? Ma certo che mi ricordo, che sorpresa dopo più di un anno! Ma come mai è mancato per tutto questo tempo!

PERSICHETTI   Eh, mio caro signor Candido... lei ha detto bene... sono mancato proprio un anno fa... in pratica mi sono ammalato, e così, in tutta fretta mi hanno portato via!

CANDIDO         Oh! Mi spiace per lei… e adesso come va con la salute?

PERSICHETTI   Ora bene, bene... il fisico è a posto, purtroppo non posso dire la stessa cosa per lo spirito…

CANDIDO         Ma non dica così, vedrà che a tutto c’è rimedio, anzi, se capita da queste parti venga pure a trovarmi… mi farebbe piacere rivederla… venga, l'aspetto... (mentre Candido ripone il telefono si gira e vede l'amico). Persichetti... già qua? Beh, non stia lì impalato, si sieda... (guardandolo attentamente)… ma sa che la trovo veramente bene, in ottima forma… (cercando le parole, poi con enfasi) ed ha un bel colorito.... rosa fucsia! Avanti, mi racconti di lei.

PERSICHETTI   Come le dicevo prima, al telefono, proprio un anno fa mi sono ammalato molto gravemente… così il dottore non ha potuto far altro che mandarmi a prendere da quelli dell'impresa.

CANDIDO         Quelli dell'impresa? Vorrà dire quelli della Croce Rossa, con l'ambulanza...

PERSICHETTI   No, no! Non era la Croce Rossa, era un altra ditta, di cui non ricordo il nome. So solo che erano in quattro, vestiti di scuro, e con una grande macchina nera, forse una limousine, con tanto di autista, avesse visto! Pensi che mentre mi caricavano, pensavo: «vuoi vedere che hanno sbagliato persona!»

CANDIDO         E avevano sbagliato persona?

PERSICHETTI   No! No! Erano lì proprio per me!

CANDIDO         Però... una limousine! Beh, caro Persichetti, sono proprio contento per lei: un po' di fortuna nel momento del bisogno è quello che ci vuole!

PERSICHETTI   Ma, piuttosto, mi racconti di lei: se non ricordo male, proprio un anno fa, poco prima che io mancassi… cioè mi ammalassi, lei era impegnato negli ultimi preparativi per il suo matrimonio con la bella Rosalba.

CANDIDO         (sentendo il nome della fidanzata Candido s'illumina e con gioia racconta i preparativi del matrimonio) La bella Rosalba... vedo che se la ricorda... sì, è stato proprio un anno fa: avevo organizzato tutto per bene, l'elenco degli invitati... la musica per la cerimonia… i fiori... poi la festa, il banchetto nel migliore ristorante della zona!Pensi Persichetti, tutto organizzato nel migliore dei modi (parlando con crescente entusiasmo) e avesse visto la mia Rosalba... in quei giorni era più bella che mai... poi proprio la sera prima, mentre io ero impegnato con il prete per gli ultimi accordi, Rosalba è andata in città con l’auto… per prendere l'abito da sposa…(all’improvviso si fa serio, silenzioso e con lo sguardo fisso nel vuoto)… quella maledetta curva sul fiume…

PERSICHETTI   (intuisce la disgrazia e rimane in silenzio per alcuni secondi)… Povero Candido!

CANDIDO         (come sognante e quasi parlando tra sé)... Mi sono messo a cercarla ovunque: nel fiume, nei campi, nei casolari abbandonati, negli ospedali... ho speso tutto, compreso me stesso... poi (tono e atteggiamento gioioso)... mi ci son voluti dei mesi ma alla fine... (volge lo sguardo verso il manichino)… eccola… se la ricorda?

PERSICHETTI   (nella stanza per un attimo scende il gelo... poi Persichetti comprende la situazione e si dirige verso il manichino) Ma certo… è proprio lei… ! Rosalba! Come è bella!

CANDIDO         (con orgoglio) Ha visto, cosa le dicevo è in splendida forma... certo non è proprio del tutto guarita, è un po' freddina… e anche un po' palliduccia e… se la osserva bene ha ancora un po' di problemi nel movimento... parla poco!.

PERSICHETTI   Ma cosa dice... a me sembra del tutto normale... e guardi che bel colorito... rosa-fucsia... (tocca lievemente un braccio del manichino)… i movimenti poi sono in ordine... Comunque sia, caro Candido, se vuole risolvere quei piccoli problemini è sufficiente portare Rosalba dove c’è tanto sole, aria buona… e… un’acqua miracolosa…

CANDIDO         Sole, aria e… (illuminandosi)… acqua miracolosa? Ma dove trovo tutto questo?

PERSICHETTI   Di preciso non lo so… si tratta di un luogo lontano da tutti e da tutto... (si sentono rintocchi di campana)... Ora devo proprio andare, s'è fatto tardi!

CANDIDO         (cercando di trattenerlo) Persichetti... Persichetti, aspetti un momento, almeno mi dica il nome...

PERSICHETTI   (incerto, sembra esitare, poi, uscendo, pronuncia il nome del luogo misterioso) «Iperinarmònia».

Persichetti esce con la stessa andatura solenne e leggera con la quale era entrato. L’illuminazione della scena torna «solare».

SCENA SECONDA

CANDIDO e REBECCA

CANDIDO         (Rivolgendosi speranzoso verso il manichino) Ipiri… parminia... pomonia… vedrai, amore, che il tuo Candido ti porterà al più presto in questa «ippiritrimonimia» dove tu potrai guarire completamente e dove vivremo felici come un tempo.

REBECCA         (entra in scena e avendo sentito le ultime parole di Candido, gli si rivolge con sarcasmo) Spero che prima di trasferirti a iprot... permia... pprotopia... insomma, prima di andare a quel paese, tu abbia preparato la colazione per me e la mammina!

CANDIDO         La colazione? (Si accorge di essersi dimenticato e con fare servizievole, quasi spaurito)…Sì, sì, è pronta... mancano solo dei dettagli, ora esco un attimo: ci metterò pochi minuti.

REBECCA         (altera) Ti do cinque minuti... la mamma è già alzata ed in questo momento si sta rinfrescando il viso.

CANDIDO         Vado e torno!(Esce)

SCENA TERZA

REBECCA e FATTORINO

REBECCA         (Rimasta sola, si rivolge al manichino con ironia beffarda) Dunque se non ho capito male tra un po' tu e Candido andrete in vacanza a proto... monima... pipero... insomma andrete finalmente a quel paese… (risata) come vi invidio.

Suonano alla porta: un fattorino ha portato un mazzo di fiori.

FATTORINO     Buon giorno devo consegnare dei fiori per la…

REBECCA         (con gesto brusco quasi strappandoli di mano) Dia qua… sono per me…

FATTORINO     (con altrettanta rapidità riprende il mazzo) Un momento, devo essere sicuro che i fiori vadano alla persona giusta! (Si accorge di Rosalba) Ad esempio, potrebbero essere destinati alla signori…..

REBECCA         (si riprende bruscamente i fiori) Ma di quale signorina sta parlando, in questa casa ci sono solo io… legga il bigliettino così si renderà conto che i fiori sono per me!

FATTORINO     (con voce esitante legge il bigliettino) «Alla mia dolce Rebecca, il fiore più bello di casa Bottazzi! Tuo Rimbaldo» (nuovamente, ma stavolta con spavalderia, strappa i fiori a Rebecca e si avvicina a Rosalba)… avevo capito subito che i fiori erano per lei…

REBECCA         (indignata e offesa strappa in malo modo fiori e bigliettino dalle mani del fattorino) Per sua conoscenza la signorina Rebecca Botazzi sono io e non quella cosa seduta là… e il conte Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sbaruffi del casato Collina della Francesca è nientemeno che il mio fidanzato! Detto questo, esca subito da questa casa e non ci rimetta più piede!

FATTORINO     (Guarda sconsolato Rosalba, le sorride, le rivolge un cenno di saluto. Poi, uscendo, guarda Rebecca e, con una smorfia, scuote la testa) Il fiore più bello di casa Bottazzi! Mah!

REBECCA         (sdegnata) Maleducato, villano e per giunta anche fattorino! (Poi si calma e con tenerezza mette i fiori in un vaso) Che meraviglia, le margherite sono proprio la mia passione! (Si siede, ne prende una e inizia a sfogliarla) «M'ama»… «non m'ama»... «m’ama», «non m'ama».

SCENA QUARTA

REBECCA e AMELIA

AMELIA            (Parlando fuori scena) Rebecca? Hai chiamato?

REBECCA         Ma niente, mammina, sto solo sfogliando le margherite che mi ha appena mandato il mio fidanzato…

AMELIA            Chi, Toni Anguela ?

REBECCA:        Ma no mammina… ora il mio nuovo amore si chiama Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sbaruffi del casato Collina della Francesca !

AMELIA            (entra in scena vestaglia, bigodini e spazzolino in bocca)… Ti sei fidanzata con tutta 'sta gente?

REBECCA         Ma cosa hai capito… Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sbaruffi del casato Collina Della Francesca… è uno unico e se possiede più nomi è solo perché è di…

AMELIA            Beh! Un nome o più nomi per me fa lo stesso, basta che sia provvisto di sani principi morali tra i quali… un buon conto in banca (riguadagna le proprie stanze e parla da fuori scena)… È provvisto?

REBECCA         (sognante) M'ama... non m'ama... m'ama...

AMELIA            Rebecca, non ho sentito... È provvisto?

REBECCA         Ma sì, mammina... è sano, educato, un vero gentiluomo...

AMELIA        (da fuori)… Lascia stare i dettagli, volevo sapere del conto in banca... è provvisto?

REBECCA         Ma, mammina, che domande mi fai? Rimbaldo è un nobile, appartiene al celebre casato dei Collina, uno dei più blasonati d'Europa... Rimbaldo è un vero conte di sangue blu!

AMELIA            (Amelia lascia la sua stanza e raggiunge la figlia nel salotto) Conte? Sangue blu? Ho sentito bene? Il tuo nuovo fidanzato, nonché futuro sposo, e di conseguenza mio futuro genero... è un conte dal sangue blu?... Non ci posso credere.

REBECCA         E invece devi crederci! Pensa: ci conosciamo da appena due settimane ed è già follemente innamorato di me, del mio portamento, del mio modo di parlare, del mio fisico, della mia intelligenza...(mentre Rebecca, compiaciuta, elenca le proprie doti, Amelia non può far a meno di guardarla incredula).

AMELIA            (Delusa e rivolta al pubblico) Ho capito… fidanzata per telefono!

REBECCA         Ma quale telefono, ci siamo già incontrati una decina di volte, di nascosto!

AMELIA            (Tra sé) Quando si dice «l’amore è cieco»… (rivolta a Rebecca) Pensa, tesoro, da semplici casalinghe a importanti nobildonne! Dal cason in valle de Toni Anguela al... casato in collina del conte Aremengaldo.[2]

REBECCA         Rimbaldo, mammina, si chiama Rimbaldo... conte Rambaldi Sgaroni Sbaruffi, del casato Collina della Francesca.

AMELIA            O scusa Rebecca…(assume un portamento esageratamente sostenuto) ma l'idea di essere diventata contessa di un nobile casato collinare di non so quante stanze, camere e servizi mi fa dimenticare anche il nome del più adorato e preferito dei miei generi passati, presenti, nonché futuri.

REBECCA         Ma, mammina, non ti sembra di correre un po' troppo? E poi eventualmente il titolo di contessa spetterebbe solo a me come moglie del conte.

AMELIA            Alt! Vorresti dire che non sono più la contessa Bottazzi Sgaroni Sbriffi in Collina con la Francesca? Che nelle mie vene non scorre più sangue blu? Povera Amelia, contessa da appena due minuti e già decaduta... e ripudiata dall'unica figlia. E sia… tolgo il disturbo, non mi resta che auto rinchiudermi nella torre del castello...addio. (Esce diretta alle proprie stanze, con aria offesa)

REBECCA         Ma dai mammina... non fare così… vedrai che io ed il mio Rimbalduccio troveremo un attestato, un riconoscimento, un qualcosa che nobiliti un po’ il tuo nome.

AMELIA            (Parla dalle sue stanze, fuori scena) Briciole... solo briciole, per cui la fu contessa Amelia Bottazzi ha deciso di porre fine ai suoi giorni buttandosi dalla torre… anzi siccome soffro di vertigini la farò finita ingoiando un intero tubetto… addio!

REBECCA         (rivolta in direzione della madre) Per carità, mammina, ti prego non fare sciocchezze...(pausa) ora che ci penso mi viene in mente che nel casato Collina c'è un titolo vacante di marchesa e sicuramente il mio Rimbalduccio te lo concederà.

AMELIA            (rientra in salotto ostentando un farsesco portamento signorile) Buongiorno, Contessa Rebecca.

REBECCA         (s’inchina) Marchesa Bottazzi, i miei rispetti... Sai, mammina, che mi hai fatto prendere un gran bello spavento! Ma che idea ti era venuta, ingoiare un intero tubetto… e chissà poi di che cosa…

AMELIA            (estrae di tasca un tubetto e lo mostra alla figlia) Dentifricio, cara… a volte la parola giusta detta al momento giusto risolve la situazione! (Indicando con ironia il manichino) Oh guarda chi c'è: la signorina Rosalba! Contessina Rebecca, non crede che anche la nostra dama abbia diritto ad un titolo nobiliare? Potremo incoronarla... gran cortigiana ed il suo cavaliere Candido... gran buffone (risate).

REBECCA         A pensarci bene, non c'è molto da ridere: cosa mai dirà il mio Rimbaldo...

AMELIA            Il nostro Rimbaldo...

REBECCA         Vuole conoscere al più presto te ed il resto della famiglia. Come posso presentargli zio Candido e... signora? Solo al pensiero di quel giorno mi vengono i brividi.

AMELIA            Su, su tesoro, non ti preoccupare, ho già in mente un piano per toglierci dai piedi quei due... ho richiesto al notaio una rilettura del testamento e delle clausole che ci legano per altri tre anni all'obbligo di ospitarli... il notaio La Capra sarà qui a momenti... e siccome so che ha un debole per me... non mi sarà difficile cambiare le carte in tavola.

REBECCA         Mammina, sei grande, adesso però muoviti e vai a finire di prepararti: devi farti più bella che mai.

AMELIA            (atteggiandosi a nobildonna si dirige verso la propria camera) La marchesa si ritira nelle sue stanze e si prepara per il gran ricevimento.

SCENA QUINTA

REBECCA e RIMBALDO

REBECCA         (Rimasta sola in scena continua, sognante, a sfogliare margherite. Qualcuno suona alla porta) Chi è?

RIMBALDO      (da fuori) Briciolina, trottolino amoroso, sono io, il tuo Rimbalduccio....

REBECCA         (viene colta da un attimo di panico, poi si riprende, controlla che tutto sia in ordine, cerca di nascondere alla meglio il manichino sotto un velo ed infine apre) Ma amore, sei proprio tu! Che sorpresa... che improvvisata!

RIMBALDO      Scusami, patatina, se non ho annunciato la mia visita, ma stamattina ho sentito una voce forte, forte, forte dentro di me che mi diceva «vai, vai, vai dove ti porta il cuore, Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sbaruffi del casato Collina della Francesca»… e il mio cuore mi ha condotto sino a te, mio dolce pasticcino col cotechino… (si accorge della presenza di una terza persona: Rosalba, seminascosta dall’oscurità)... Ah, vedo che non siamo soli...

REBECCA         (cerca di porsi tra Rosalba e Rimbaldo) Ah... è… è... la nonna… è vecchia, inferma e anche gravemente malata... più di là che di qua!

RIMBALDO      No! Mi dispiace (si avvicina a Rosalba e non si esime da salutarla)… cara la mia nonnina, lieto di conoscerla. Mi presento: sono il conte Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sbaruffi del casato Collina della Francesca nonché fidanzato a sua nipote Rebecca...

REBECCA         Non ti può sentire... quando dorme profondamente non la sveglierebbero nemmeno le cannonate.

RIMBALDO      Ah… e mammà? Dov'è mammà?

REBECCA         (dopo un momento di smarrimento) Mammà? È... è... è appena uscita per affari e tornerà tardi... molto tardi.

Si sentono rumori provenire dall’interno della casa: è Amelia che sta ultimando la sua toeletta.

RIMBALDO      Ma di là c'è qualcuno! Ferma lì, ciliegina sciropposa, potrebbe essere pericoloso.

REBECCA         No! No! Non entrare (esita cercando una scusa)...sono solo gli operai che stanno ristrutturando i bagni... non vorrai sporcare il tuo bel vestitino! Ora però è meglio che tu vada, non vorrei che mammà rincasando ci trovasse qui soli... sai è un po’ all'antica e non capirebbe. Vieni questa sera ad ora di cena: mammà sarà molto felice di conoscerti.

RIMBALDO      Come vuoi tu, dolce omelette con panna, anch’io non vedo l’ora di conoscere mammà… i miei rispetti cara nonnina… a stasera, mio dolce panettoncino farcito… a stasera!

Rimbaldo viene spinto verso l’uscio da Rebecca che, sfinita, si accascia su una sedia.

SCENA SESTA

REBECCA e CANDIDO

REBECCA         (Ritorna Candido) Oh! Eccoti di ritorno... si può sapere dove diavolo sei stato tutto questo tempo?

CANDIDO         (mette il vassoio sul tavolo) La colazione... non ricordi? Cornetti alla crema e biscottini appena sfornati...

REBECCA         (con aria sprezzante e altezzosa butta il vassoio a terra) Da oggi niente più latte o caffè e tantomeno questi volgari cornetti unti e flosci (Candido raccoglie da terra un cornetto ed inizia a mangiarlo con gusto)… da oggi si cambia... a colazione la contessa Rebecca e la marchesa signora madre gradiranno solo caviale e champagne con abbondante paté tartufato! Cosa aspetti? Su vai… e fai presto!

CANDIDO         Ma sono appena rientrato e fuori fa un freddo cane... e poi con tutti i debiti che abbiamo non mi faranno più credito, specie per comprare quelle cose.

REBECCA         Fai quello che ti dico, non vorrai mica che informi la marchesa Amelia! Esce

CANDIDO         (stupito e ironico) La marchesa Amelia? Caviale, paté con tartufi e champagne! Esce

In scena, per qualche istante rimane solo Rosalba, il manichino.

SCENA SETTIMA

NOTAIO LA CAPRA, REBECCA e AMELIA

Il notaio bussa a lungo alla porta: non ricevendo alcuna risposta, decide ugualmente di entrare.

NOTAIO             Buongiorno signorina Rebecca, ho fatto prima possibile, sa gli impegni a fine anno sono particolarmente numerosi ed i clienti sempre più esigenti... la signora Bottazzi mi ha chiamato con molta urgenza, (il notaio si siede e con fare meccanico, senza degnare Rosalba di uno sguardo, apre la borsa ed estrae dei documenti) penso si tratti della solita questione cioè il testamento lei per caso ne sa qualcosa? (Non ricevendo risposta si gira verso Rosalba e comprende l’equivoco) Per… per… perbacco… signorina mi deve scusare ma entrando l’avevo scambiata per Rebecca (si alza e va verso Rosalba)… penso di non aver mai avuto il piacere di conoscerla prima: sono il notaio La Capra, Gustavo La Capra. Com’è possibile che fino ad ora non ci siamo mai incontrati, nemmeno giù in paese (continua a guardarla affascinato)... già,forse conduce una vita ritirata… (La Capra cerca di baciare la mano di Rosalba).

REBECCA         (Esce dalla sua stanza e si accorge dell'idillio) Notaio! Notaio La Capra! Ma cosa fa? Due secondi e la mamma è da lei!

NOTAIO             (Si rivolge a Rosalba con aria sognante e con voce dolce) La devo lasciare signorina: è stato un piacere e spero d'incontrarla ancora… ecco questo è il mio biglietto da visita… spero a presto…(Mentre sta per porgerle il bigliettino entra Amelia con un abito vedovile… molto eccentrico).

AMELIA            Carissimo Notaio La Capra, che piacere rivederla... mi scuso per averla fatta attendere.

NOTAIO             (saluta freddamente la padrona di casa) Non si preoccupi signora Botazzi, l'attesa è stata oltremodo piacevole, devo dire che la signorina ha egregiamente fatto gli onori di casa, due chiacchiere con riservatezza… una personcina veramente all'altezza… un atteggiamento così signorile... anzi non mi stupirei se la signorina avesse origini nobili.

AMELIA            (pensa che il notaio si riferisca a Rebecca) Altro che nobili... diretta discendente dal famoso casato in Collina, uno dei più vasti e «biasimati» al mondo, in comproprietà con la Francesca… e altri parenti nobili che ora non mi sovvengono...

NOTAIO             Perbacco! Beh, non perdiamo tempo e veniamo al dunque, cioè al motivo per cui sono stato chiamato. Presumo si tratti del testamento del povero Timoteo.

AMELIA            Esatto, si tratta proprio delle ultime volontà di quel... del mio povero marito. È mia intenzione chiedere ufficialmente la riesumazione...

NOTAIO             (sorpreso) Vuole la riesumazione del cadavere?

AMELIA            Ma quale cadavere! Voglio la riesumazione del testamento!

NOTAIO             Ma, benedetta signora, come parla... si dice «riesamina del testamento» e poi è già la terza volta che riesumiamo... cioè riesaminiamo tutte le carte del suo povero marito… e ogni volta tutte le clausole sono apparse chiare e precise. Comunque sia, ormai che ci sono, vediamo di fare l'ennesima lettura delle ultime volontà del de cuius. (Il notaio estrae dalla sua borsa il testamento ed inizia a leggere velocemente e con svogliata professionalità).

«… Pertanto lascio la casa paterna alla mia adirata moglie Amelia.

Lascio tutti i miei beni mobili cioè titoli al portatore per un valore di lire Dieci miliardi alla suddetta moglie e a mia figlia Rebecca.

Dispongo che il mio povero fratello Candido e compagna vengano ospitati e accuditi sotto il nostro tetto per anni 4 dal momento del mio trapasso.

Inoltre dispongo anche che la mia adorata moglie» (si ferma, avvicina il foglio e si corregge)… scusate «… che la mia adirata moglie porti il lutto per un periodo uguale, con l'assoluto divieto di incontrare in casa e fuori altri uomini a scopo di diletto.

La mancata osservanza delle mie ultime volontà escluderà i beneficianti da tutti i lasciti che andranno devoluti in parti uguali a mio fratello Candido e alla parrocchia di don Domenico.

Nel pieno delle mie facoltà... ecc... ecc... Firmato: Timoteo Bottazzi.»

Ecco fatto signora Botazzi, come vede le volontà sono molto chiare: lei entrerà in possesso della casa e dei beni (il notaio estrae dalla borsa i titoli bancari)... tra quattro anni... ora tre, naturalmente rispettando le ultime volontà.

AMELIA          (Rivolta alla figlia) Come faremo a vivere per altri tre anni... senza una lira… sarò costretta a mendicare un tozzo di pane fuori dalla chiesa...

REBECCA         Io laverò tutto il giorno i vetri delle macchine al semaforo...

NOTAIO             Suvvia... non la fate così tragica: tre anni passeranno in fretta e poi… non raccontatemi di essere senza il becco di un quattrino! Proprio un anno fa con la prima lettura del testamento vi ho consegnato come anticipo un vitalizio di cento milioni di Lire.

Amelia e Rebecca scoppiano in un pianto dirotto abbracciandosi.

NOTAIO             Cosa c'è?

AMELIA            Che tragedia... che disgrazia... che perdita...

NOTAIO             Oh, mi dispiace non sapevo... e chi è venuto a mancare?

AMELIA            (Seria e fredda) I cento milioni... mancati... finiti!

NOTAIO             Accipicchia... cento milioni in pochi mesi? E per giunta anche cambiali per altri 50 milioni… A questo punto, care signore, aspettatevi pure la visita di un ufficiale giudiziario che vi pignorerà tutto!

AMELIA            (mentre Rebecca continua a lamentarsi) Proprio tutto no! Caro notaio, non sono poi così sprovveduta… gli oggetti più preziosi li ho già messi al sicuro… nascosti nel mio caveau… ed ora sto aspettando l’antiquario per trattarne la vendita… il tutto alla faccia del pignoratore! Comunque sia il vero problema non sono i soldi del testamento: quello che più mi assilla invece è il fatto che per altri tre anni dovrò sopportare mio cognato Candido... un folle in casa mia, lui e tutte le sue stranezze. Lei forse non sa che parla con le statuine del presepe, con i pesci rossi, con il suo angelo custode, Serafino, che oramai è di casa!

REBECCA         (istintivamente) Specie di notte!

AMELIA            (lancia un’occhiata di rimprovero alla figlia ma finge di non aver sentito) E poi, come se non bastasse, tiene in casa un manichino, convinto che sia la sua fidanzata morta annegata un anno fa… pensi che ci parla, la carezza e bacia continuamente.

NOTAIO             (risata divertita) Questa poi... accarezza e bacia un manichino! Suo cognato Candido è proprio partito coi sentimenti...

AMELIA:           Come vede tra angeli, manichini e pazzi, in questa casa non si vive più. Lo sa che ho perso tutte le mie amicizie?

REBECCA         (sempre istintivamente) A parte gli angeli...

AMELIA            (sguardo di rimprovero verso Rebecca) Gli angeli li vede solo quel pazzo… (poi rivolta al notaio) la gente ha paura di questa casa: si pensi che, a causa di queste stranezze, la mia bambina ha già perso tre fidanzati... tutti fuggiti dopo aver visto...

NOTAIO             Dopo aver visto sua figlia?

AMELIA            Ma cosa dice… sono scappati  dopo aver visto il manichino! (Insinuante) E pensare, caro notaio, che per combinare le cose basterebbe una piccola modifica qui sul documento… e il gioco è fatto!

NOTAIO             E il notaio in galera! Ma cara signora, si rende conto che manipolare un testamento è un reato grave, punito dalla legge? Dunque si metta il cuore in pace e attenda il trascorrere del tempo… cosa vuole che siano altri tre anni.

AMELIA          (Amelia si fa ancora più accattivante ed affettuosa)... Ma via, caro dottore… vede... io non le chiedo di cambiare il testamento, basterebbe solo una piccola, insignificante modifica... qui. (Indica con il dito un punto del documento) Ecco, vede, basterebbe cancellare questo «4» e scrivere un «uno» qui, dopodiché sarei libera da tutti gli ostacoli, in particolare da quello che per la mia natura di donna è il più insopportabile (con fare seducente)... sa, caro Gustavo, che lei è il primo uomo che avvicino da quando è morto il mio povero marito? Pensi che potremmo stare ancora più vicini, più stretti... (di colpo Amelia si scosta)... ma non si può perché quella stupida clausola non mi permette di dare libero sfogo alla mia natura di donna. (Amelia si riaccosta suadente al notaio) Però non è facile resistere ad un uomo così... così affascinante... con uno sguardo così... così… galeotto…

NOTAIO             (dopo un istante di abbandono si riprende di scatto) Galeotto? Ecco cosa diventerei se assecondassi i suoi progetti!

AMELIA            Suvvia... Gustavo ma cosa vuole che succeda per così poco, cancelli quel «quattro» e in questa casa assaporerà….

NOTAIO             Certo che lei Amelia... mi sta mettendo alla prova... in quanto a donne sono sempre stato di gusti difficili... oggi però, entrando in questa casa, qualcosa mi ha detto che la donna della mia vita è qui, la donna per cui farei qualsiasi pazzia.

AMELIA            (Prende la mano di Gustavo) Anche una piccola cancellatura?

NOTAIO             Sì!

AMELIA            (Si abbandona languidamente)…Gustavo, quella donna farà tutto quello che più desideri, stasera a casa mia, prima di cena!

NOTAIO             Sì, stasera, stasera... ma... lei sarà disponibile?

AMELIA            Gustavo basta con il lei, dammi pure del tu, vedrai che la tua Amelia saprà essere più disponibile che mai.

NOTAIO             Ma cara signora... forse c'è stato un equivoco: io non intendevo lei... lei, ma lei… lei... (si gira e guarda amorevolmente Rosalba)

AMELIA            (rimane muta per lo sbigottimento poi balbetta indicando Rosalba) Leeei... lei...

NOTAIO             Mi deve scusare per l'equivoco, forse è colpa mia... ma se la signorina non è disponibile, pazienza vorrà dire che sospirerò ancora.(Il notaio si alza per andarsene.)

AMELIA            (Dopo un attimo di rabbiosa delusione riprende il controllo) Fermo... in qualsiasi caso la signorina è disponibile, anzi disponibilissima...  non vede come la sta guardando

NOTAIO             (sognante) È così bella, dolce, riservata, e anche fin troppo timida, proprio come piace a me… come ha detto che si chiama?

AMELIA            (con disprezzo)... Rosalba!

NOTAIO             Ah… Rosalba... che bel nome...

AMELIA            Ma allora perché non viene stasera, potrà così star solo con la… la… sua Rosalba? Mi raccomando: si ricordi di portare il testamento corretto… e i titoli... i soldi ... e due alette, dimenticavo!

NOTAIO             (con stupore) Due alette?

AMELIA            In casa c'è anche Candido e non vorrei che, vedendola, gli venisse qualche sospetto… così, per passare inosservato, si travesta da angelo custode… metta anche le ali ed entri pure dalla finestra. La lascerò aperta.

NOTAIO             Ma siamo al secondo piano!

AMELIA            Beh, è proprio per quello che le ho detto di mettere anche le ali...

NOTAIO             Bene, allora io mi vestirò da angelo, così Candido non dirà niente (sembra divertito all'idea)...povero diavolo, è fuori di testa... parla ad un manichino…e anche lo bacia! È fuori di testa… fuori di testa… arrivederci.

Il notaio saluta frettolosamente Amelia. Prima di andarsene, si rivolge dolcemente a Rosalba e con un gesto della mano le manda un bacio.

SCENA OTTAVA

AMELIA e REBECCA

Entra Rebecca che era rimasta ad origliare dietro la porta.

AMELIA            Haisentito? Roba da non credere! Quel beccamorto de La Capra ha preferito lei a me... una donna esuberante e piena di vita... cosa mai avrà trovato in quel fantoccio che io non ho?

REBECCA         (con ironia) Forse al notaio piacciono… giovani.

AMELIA            (offesa) Senti, contessa... forse col corpo sarai nel casato dei Collina, ma con il cervello sei ancora rimasta nel cason de Toni Anguela. Ma possibile che non ti rendi conto che questa sera, quando il notaio rimarrà solo con Rosalba, si accorgerà subito con che cosa ha a che fare... e a quel punto addio piano, addio soldi e addio... Rimbaldo tuo, anzi Rimbaldo nostro!

REBECCA         Povera me, addio casato, addio contessa... sarebbe una tragedia...

AMELIA            Si sarebbe proprio una tragedia a meno che… non troviamo qualcuno che si sostituisca a Rosalba… una persona che ci sappia fare, magari una vecchia fiamma del notaio, come… come (s’illumina)… ma certo… come la vedova Fidelma Pecorazzi! Se ben ricordo, dopo la morte del marito aveva tentato di accasarsi proprio con il notaio. Ecco la nostra salvatrice è proprio lei! Vai subito a casa sua e invitala qui per un the... digli che l'Amelia ha delle buone nuove riguardanti lei ed il notaio La Capra.

REBECCA         Vado subito mammina.

Rebecca esce e Amelia si ritira nella sua stanza.

SCENA NONA

PIGNORETTI e AMELIA

Bussa e non avendo ottenuto risposta entra nel soggiorno… intravvede Rosalba nell’oscurità e si rivolge a lei.

PIGNORETTI    Buongiorno signorina, sono il rag. Pignoretti ufficiale giudiziario e questo è il mandato per il pignoramento dei beni... (vedendo che Rosalba rimane muta e immobile ha un momento d'esitazione e compassione) mi dispiace... ma purtroppo devo farlo...(il Pignoretti inizia a catalogare alcuni oggetti, tutti di poco valore... ogni tanto, come per scusarsi, guarda Rosalba e allarga le braccia)...un dipinto di autore sconosciuto a firma «Candido» ... £. 5.000... un orologio da muro con igrometro, termometro, barometro fissi, artigianato Marocchino, £. 5.000…

AMELIA            (rientra in scena e, non vista, osserva l’ospite per cercare di capire chi sia... poi si rivolge sottovoce al pubblico) Che preparazione… e che sicurezza! È certamente uno dei migliori antiquari della zona!(Amelia si rivolge all’ufficiale scambiandolo per il famoso antiquario) Buongiorno, sono la neo marchesa Amelia Bottazzi Rambaldi Sgaroni Sbaruffi ecc... nonché proprietaria dei mobili, immobili e soprammobili di questa casa... la stavo aspettando.

PIGNORETTI    Oh... buongiorno signora, sono il rag. Pignoretti, e come ho già detto alla gentile signorina, ho un mandato per  prendere visione e catalogare i beni di sua appartenenza, per fare una stima del giusto valore.

AMELIA            Pignoretti... ha detto Rag. Pignoretti… mah, questo nome mi dice qualcosa... in ogni caso stimi, stimi pure con comodo: lei ha la mia piena… stima.

PIGNORETTI    (meravigliato di tanta disponibilità continua il suo lavoro) Una sfera di cristallo con all'interno vista di Venezia sotto la neve… £.5.000…

AMELIA            Ma caro Pignoretti, non vorrà mica perdere tutta la giornata a visionare oggetti senza valore! Ho io quello che può interessarla... pezzi unici… e di valore, permetta un attimo che vado a prelevarli (esce e rientra subito con in mano un vaso da notte)... Guardi  un po’ questo...

PIGNORETTI    (lo osserva attentamente con stupore) Perbacco... è come pensavo, siamo di fronte ad un pitale biologico cinese antropomorfo del XII secolo decorato in smalto imperiale giallo della dinastia dei Ming... periodo Cheng... della scuola dei Ting... della provincia del Chekiang in uso ai Sung... stima… circa 20 milioni...[3]

AMELIA            (sorpresa e soddisfatta) Miiing... 20 milioni per un vaso da notte!(Velocemente rientra nella sua stanza e, fulminea, si ripresenta con un vaso utilizzato come base per una lampada) E di questo grosso paralume di ceramica... che mi dice?

PIGNORETTI    (osserva sempre attentamente) Per la miseria, non ci posso credere... si tratta proprio di un’anfora votiva micenea modellata e dipinta a mano da vasai attici del XVIII secolo a.C. ... diciamo un valore attorno ai… 30 milioni.[4]

AMELIA            30 milioni per il paralume anforato ....(rivolta al Pignoretti che sta annotando le quotazioni su un documento)...vuole vedere qualcos'altro?

PIGNORETTI    No! No... a conti fatti può bastare (Amelia si siede mentre il ragioniere le mostra il documento)… ecco… allora abbiamo: un quadro, un orologio, una sfera, un pitale cinese, un'anfora micenea... il tutto in stima per 50.015.000 lire... se le va bene metta una firmetta qui e siamo a posto.

AMELIA            (soddisfatta per il presunto affare firma l'atto di cessione dei beni) Marchesa Amelia Botazzi Rambaldi Sgaruffo... potrei continuare...ecco fatto.

PIGNORETTI    (mette nella borsa tutto quello che ha catalogato)...Ecco fatto signora questa è una copia dell'atto di pignoramento... come vede il debito ammontava a £.50.000.000 più £.13.000 di spese di cancelleria, il debito è stato del tutto coperto tramite cessione di beni mobili... di sua proprietà... quindi a conguaglio le spettano         lire 2.000… ecco… arrivederla e scusi per il disturbo...(rivolto a Rosalba) Spero di rivederla ancora, signorina.

AMELIA            (allibita e con un filo di voce) Si figuri… è stato un piacere… (tra sé)… Pignorata da un Pignoretti…

SCENA DECIMA

CANDIDO e AMELIA

Mentre Amelia ancora si lamenta con se stessa per non aver riconosciuto l’ufficiale giudiziario, rientra candido dalla spesa.

CANDIDO         Fuori fa un freddo cane, ho girato tutte le drogherie del paese, non ho trovato nessuno disposto a farmi credito per acquistare il caviale ed i tartufi, però un po' di affettato sono riuscito a farmelo dare... ecco della mortadella, spero vada bene.

AMELIA            (Avvicinandosi minacciosa e altera a Candido)…Tagliata?

CANDIDO         (timidamente)… Fina!

AMELIA            (aggressiva) Grossa! La mortadella va tagliata grossa![5] Sei il solito incapace. Questa sera abbiamo ospiti importanti a cena, ti conviene preparare tutto per benino altrimenti tu e la tua Rosalba dovrete fare i bagagli... hai capito? (Esce addentando una fetta di salume).

CANDIDO         (Mentre Amelia si ritira nelle sue stanze Candido rassicura Rosalba) Amore non preoccuparti… il tempo di trovare quel posto... iper...itrominia...poronomia... e vedrai che tutto andrà a posto! (La bacia dolcemente poi tra sé)… inerpimania, pomerinamin… accidenti non mi ricordo più, almeno ci fosse Persichetti...

SCENA UNDICESIMA

PERSICHETTI e CANDIDO

Annunciato dal boato sordo e da una variazione di luce in scena entra, come levitando, Persichetti.

PERSICHETTI   Ho approfittato di alcuni minuti di libertà ed ho pensato bene di...

CANDIDO         Venga... venga… due secondi fa pensavo a lei e mi domandavo dove mai potevo trovare quel posto, con quel nome difficile…

PERSICHETTI   (sempre pallido e inespressivo) Ipir... Iperinarmònia... come vede il nome è difficile anche per me,  ma arrivarci è molto semplice: basta seguire i propri sogni e il posto felice comparirà d'incanto... lì...sopra....là sotto... laggiù... lassù... (rintocchi di campana richiamano il Persichetti che si allontana)… ora devo andare, arrivederci.

CANDIDO         (perplesso) Là... sotto... lassù… (rivolto a Rosalba) ...non capisco, Rosalba, forse il freddo gioca brutti scherzi al povero Persichetti... mah!

SCENA DODICESIMA

CANDIDO, AMELIA e SERAFINO

AMELIA            (Entrando in scena dalla sua stanza) Sbaglio o stavi parlando con qualcuno? Sai che non voglio che tu riceva gente a casa mia. E non dire che ragionavi da solo, perché nessuno ragiona in casa mia![6]

Amelia si siede e sfoglia una rivista. Si sentono dei rumori provenire da fuori... è Serafino, l'angelo custode di Candido, che entra tranquillamente dalla finestra.

CANDIDO         Serafino? Sei tu? Hai visto, Amelia... è tornato... Serafino è tornato! (Amelia finge di non vedere e con indifferenza continua la lettura) Ah, che stupido dimenticavo che tu non lo vedi... (rivolto a Serafino). Ma Serafino, dove sei stato in questi dieci giorni? Senza avvisare, né una lettera, né un telegramma, niente! Sai, sono stato molto in pensiero per te.

SERAFINO        Oh, mi dispiace, ma sai che non devi stare in pensiero se manco per qualche giorno: a noi angeli non può succedere niente, siamo indistruttibili, invulnerabili, immortali... la mia prolungata assenza è stata (indica il cielo) per un corso di aggiornamento sulle tecniche di custodia. A dire il vero il «Principale» mi aveva assicurato che al mio posto avrebbe momentaneamente inviato un sostituto, un certo... angelo di terza classe, Celestino... scommetto che non si è visto.

CANDIDO         Per la verità qui non è arrivato nessun Celestino.

SERAFINO        Lo sapevo, (guarda in cielo)... degli angeli di terza classe non ci si può proprio fidare!

CANDIDO         Beh, oramai non ha più importanza, quello che conta è che ora sei qui così puoi aiutarmi a scoprire dove si trova un posto che si chiama... prerinomia, itropina, ipipe... a dirlo non mi viene, forse è meglio se lo scrivo su un pezzo di carta, aspetta torno subito! (Esce)

SERAFINO        (Serafino cerca di attirare l'attenzione di Amelia che imperterrita continua a fare l'indifferente, seccato per la cosa l'angelo rivolge allora le sue attenzioni verso Rosalba) Come sei bella… in questi giorni che ero lontano non ho fatto altro che pensare a te… alle tue mani, esili lunghe e sottili, ai tuoi dolci occhi, esili, lunghe e sottili, al tuo nasino, esile, lungo e sottile, alla tua boccuccia… sapessi quanto mi sei mancata. E i tuoi capelli, esili, lunghi, e sottili… e così biondi![7]

Amelia, finora impassibile, si compiace dei complimenti che crede rivolti a lei. Ma il riferimento al colore dei capelli, diverso dal suo, la insospettisce. Si volge verso Serafino e, vedendolo corteggiare il manichino Rosalba, s’inviperisce.

AMELIA            Ti faccio vedere io! Dieci giorni fuori casa senza nemmeno farmi sapere niente, mai una telefonata, un telegramma… e poi il signorino si rifà vivo e invece di chiedere scusa, fa il cascamorto con Rosalba! Te lo do io il corso di aggiornamento! (Afferra un cuscino del divano per colpire Serafino)

SERAFINO        Ma tesoro, con Rosalba scherzavo e poi lascia che ti spieghi… ahi... ahi!

I rumori richiamano Candido: Amelia finge nuovamente di non vedere l’angelo e colpisce con il cuscino il pavimento per uccidere fantomatici… topi.

AMELIA            Topi, in questa casa ci sono dei topi enormi... bisogna eliminarli.

CANDIDO         Topi? È strano! (Tra sé) Iperitonia... paperinomia. (Esce nuovamente.)

SERAFINO        Basta Amelia, basta! È vero, mi sono assentato per dieci giorni senza avvisarti ma, credimi, non è stata colpa mia… non ho proprio potuto, sai che non potrei vivere senza di te, guarda che farsa son costretto a recitare pur di starti vicino...

AMELIA            Va bene... ma ti avviso che questa è l'ultima volta che ti perdono.

SERAFINO        Grazie amore, ti prometto che non succederà più…

CANDIDO         (rientra in scena brandendo un martello da cucina) Ameliahai ucciso il topo?

AMELIA            Beh! Per questa volta gli ho concesso la grazia, ma la prossima volta giuro... lo schiaccerò senza pietà.

CANDIDO         Bene... ecco Serafino ti ho scritto il nome di quel luogo... dovresti dirmi come posso arrivarci... magari lo puoi chiedere lassù a qualcuno che è bravo in geografia.

SERAFINO        (Serafino gira e rigira tra le mani il biglietto, lo legge attentamente) Presto fatto, è facile: basta che prendi il corso principale, al terzo semaforo giri a destra… poi avanti alla terza strada giri a destra, cento metri e sei arrivato a iperid, ipaperin… insomma al posto che cerchi... però vai subito che fra dieci minuti chiude.

CANDIDO         Vado subito! Grazie, grazie infinite Serafino.

AMELIA            Ma dove l'hai mandato?

SERAFINO:       Da Mario il robivecchi: ha un negozio con un nome strano... tra andata e ritorno ne avrà per mezz'ora! Nel frattempo possiamo riprendere il discorso lasciato in sospeso dieci giorni fa…(tenta di abbracciarla)

AMELIA            (ancora un po' imbronciata allontana Serafino) Giù le mani caro pennuto, troppo comodo tornare dopo tutti questi giorni e pretendere di trovare ancora la minestra calda... ci vuole tempo... forse tra qualche giorno.

SERAFINO        Sei proprio sicura nemmeno un assaggino?

Bussano alla porta.

AMELIA            (allarmata) Sta arrivando qualcuno, presto nasconditi! (Serafino si nasconde sotto il tavolo mentre rientra Rebecca).

SCENA TREDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

AMELIA e REBECCA

AMELIA            Come mai già di ritorno? Non mi dire che non sei riuscita a convincere la Pecorazzi!

REBECCA         È stato più facile di quanto pensassi! Alla vedova Pecorazzi è bastato sentire il nome del notaio La Capra che ha iniziato subito ad ansimare e quando poi gli ho detto che tu volevi vederla per riferirle certe confidenze del notaio nei suoi confronti... era già cotta al punto giusto, penso che massimo fra mezz'ora sia qui, il tempo di truccarsi e vestirsi.(Escono)

SCENA QUINDICESIMA

PECORAZZI e SERAFINO

La vedova, trovando la porta aperta, entra di slancio, Serafino si nasconde dietro a Rosalba, che viene scambiata dalla miope Pecorazzi per una persona in carne e ossa.

PECORAZZI      Eccomi… permesso? Permesso? Ho fatto prima possibile, dov'è... (rivolta verso Rosalba)... Buongiorno... ho trovato la porta aperta e sono entrata... ho un appuntamento con la vedova Bottazzi... è in casa, vero? Ah, mi scusi non mi sono nemmeno presentata: sono Fidelma Pecorazzi… vedova del defunto capo dei vigili urbani, il povero Clemente… ha presente Clemente?

SERAFINO        (Nascosto dietro il manichino e fingendo una voce lontana) Purtroppo sì!

PECORAZZI      Il Signore l'ha chiamato a sé troppo... troppo…

SERAFINO        (voce lontana) Troppo tardi!

PECORAZZI      (stupita) Comunque sia, la sua perdita ha lasciato in me un grande vuoto che a distanza di anni nessuno è più riuscito a colmare...

SERAFINO        (accentuando la voce lontana) Beato chi ci crede!

PECORAZZI      (stizzita) Lei è veramente impicciona ed impertinente e oltre al vocione cavernoso che si ritrova... adesso che la guardo bene ha anche un aspetto inquietante da... strega...

SERAFINO        Befana!

PECORAZZI      (Convinta che Rosalba si prenda gioco di lei, reagisce con decisione) Maleducata!

SERAFINO        Babbuina!

PECORAZZI       Beh! Ora basta, non intendo farmi offendere oltre, me ne vado immediatamente da questa casa...

SCENA SEDICESIMA

PECORAZZI, AMELIA e SERAFINO (nascosto)

AMELIA            (Entrando in soggiorno vede la Pecorazzi che se ne sta andando) Signora Pecorazzi... ma dove sta andando?

PECORAZZI      Ah, signora Bottazzi, sono offesa ed indignata per il comportamento tenuto nei miei confronti da quella specie di signora o signorina. Oltre a non avermi prestato un minimo d'attenzione mi ha anche risposto maleducatamente! Niente al mondo potrà farmi rimanere in questa casa un minuto di più, addio. (La signora Pecorazzi con passo spedito esce, inutilmente rincorsa da Amelia).

AMELIA            Si trattava del notaio La Capra che mi ha pregato...

PECORAZZI      (la vedova Pecorazzi ritorna di slancio sui suoi passi) Rimango solo per l'amicizia che ho per lei. Cara Amelia, mi diceva del notaio…

AMELIA            Le dirò che proprio questa mattina ho parlato con La Capra… cioè con Gustavo e tra un discorso e l'altro, in un momento di confidenza, mi ha confessato di avere un debole per lei… e che non sa proprio come dichiararsi.

PECORAZZI      Ma è sicura che il notaio abbia fatto proprio il mio nome... e che abbia manifestato interesse verso di me? Non capisco…

AMELIA            (con tono confidenziale) Capisca, capisca… mi ha inoltre rivelato che il suo più grande desiderio sarebbe quello di incontrarla.

PECORAZZI      (emozionata) Ha detto proprio così? Caro Gustavo... cosa pagherei perché ciò avvenisse subito.

AMELIA            Un po’ di pazienza, ho già organizzato tutto: questa sera terrò in casa mia una festa in maschera, poche persone fidate. Gustavo verrà vestito da angelo e lei si vestirà... vediamo un po’... ecco si potrebbe vestire da bambola con una bella parrucca riccia e bionda! Stia al gioco e vedrà che alla fine il suo angelo le cadrà ai piedi.

PECORAZZI      Bellissimo, un'idea brillante… non sto più nella pelle (un attimo di incertezza pensando al marito defunto)... però, che penserà di me il mio povero Clemente?

SERAFINO/CLEMENTE     (da sotto il tavolo imitando la voce di Clemente) «Io penserò di darti tante legnate!»

PECORAZZI      (dopo un attimo di gelo balbetta impaurita) Era la voce del mio Clemente... ha sentito anche lei?

AMELIA            Ha parlato qualcuno? Io non ho sentito niente!

SERAFINO/CLEMENTE     «Bada che se mi sarai infedele ti porterò all'inferno!»

La vedova Pecorazzi è spaventata e tremante. Amelia cerca di minimizzare l'accaduto.

AMELIA            Ma cosa le succede? Perché è così preoccupata?

PECORAZZI      (balbettando) L’ho riconosciuto… è lui… è lui!…

Malgrado i tentativi di Amelia di trattenerla, la Pecorazzi fugge impaurita.

SCENA DICIASSETTESIMA

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SCENA DICIOTTESIMA

AMELIA e SERAFINO

AMELIA            (Infuriata si avventa su Serafino, ancora nascosto dietro a Rosalba) Vieni fuori!

SERAFINO        (Serafino prende l’accaduto come uno scherzo ben riuscito e, mentre esce dal suo nascondiglio dietro il manichino, divertito ripete) «Ti porterò all'inferno»... l'ha proprio bevuta!

AMELIA            All'inferno ti mando io brutto delinquente... e adesso chi ci va con il notaio, ci vai forse tu, brutto pennuto della malora, questa volta l'hai fatta veramente grossa! (Amelia colpisce Serafino, che, per salvarsi, non trova altra soluzione che fuggire dalla finestra. Amelia è infuriata: il suo piano sta per sfumare. Fuori di sé, rivolge lo sguardo verso il manichino e guardandolo attentamente) Ah, bene, vedo che ti stai divertendo! E allora ce n'è anche per te!

Amelia, prima di riguadagnare la propria stanza, colpisce violentemente Rosalba, che cade a terra rovinosamente. La scena si oscura. Nel buio si ode la voce disperata di Candido che grida.

CANDIDO         Rosalba!!

FINE PRIMO ATTO


ATTO SECONDO

SCENA PRIMA

REBECCA e AMELIA

Il sipario si apre nuovamente sul soggiorno di casa Bottazzi. Amelia e Rebecca, l’una con tarocchi da cartomante, l’altra con una grossa margherita da sfogliare interrogano il destino.

REBECCA         M'ama, non m'ama...m'ama… non m'ama.... m'ama… non m'ama... chissà!

AMELIA            Il matto... l'innamorato... la giustizia... la fortuna... la stella. Strano! Alla fine mi esce sempre la stella...[8]

REBECCA     M'ama… non m'ama… m'ama… non 'ama... mamma, che succede se il notaio non modifica l'atto?

AMELIA        (agitata e seccata) Ma possibile che ancora non hai capito? Addio contessa... addio casato in Collina! (Pausa. Fissa nel vuoto per qualche istante) E pensare che sembrava quasi fatta: il notaio cotto al punto giusto, la Pecorazzi anche... e invece tutto è andato in fumo.... (Rebecca emette dei lamenti. Amelia seccata la richiama)... E non piangere!

REBECCA     Ma chi piange? Sto solo pensando al da farsi.

AMELIA        Stai… pensando? (Rivolta al pubblico con tono ironico)  Se qualcuno di voi ha impegni può uscire… qui si fa notte. Io intanto mi metto comoda, magari schiaccio anche un pisolino.

REBECCA     (Rebecca fa una smorfia che tradisce la concentrazione. Poi, finalmente, con tono trionfante) Samantha!

AMELIA        Samantha? Chi?

REBECCA     Ma sì! Samantha!

AMELIA        (tra sé) Ha pensato troppo… si è fusa il cervello. (Sta per chiedere spiegazioni quando viene anticipata da Rebecca, ancora immersa nelle proprie considerazioni.)

REBECCA     Samantha! Ma sì… come ho fatto a non pensarci prima? Stessi capelli… stesso viso, stesso portamento, stesso carattere timido e riservato... due gocce d'acqua, (con enfasi ) la vera copia di Rosalba.

AMELIA        La copia, due gocce d'acqua? E chi è?

REBECCA     A dire il vero non la conosco di persona, ma da come ne parlano in paese deve essere una molto brava… è anche molto disponibile, si dice.

AMELIA        E allora cosa aspetti, corri subito a recuperare quest'angelo salvatore! Fai presto perché a momenti il notaio sarà qui e la nostra… dovrà essere già pronta a riceverlo... (Amelia, speranzosa, si ritira nelle proprie stanze mentre Rebecca esce di casa.)

SCENA SECONDA

NOTAIO LA CAPRA/CELESTINO[9] e CANDIDO

NOTAIO/CELESTINO         (Entra con grande fatica dalla finestra vestito da angelo) Che faticaccia, meno male che c'era una scala... dicono che l'amore faccia scalare le montagne ma alla mia età... che buio in questa stanza, non si vede niente (sussurrando)... signorina... signorina Rosalba... sono io… La Capra… il notaio La Capra.

Dalla stanza di Candido provengono rumori di martello,lima, sega. La Capra, intimorito, decide di scappare nuovamente dalla finestra ma viene scoperto da Candido che lo scambia per Serafino.

CANDIDO     Oh Serafino, meno male che sei qui, ho urgente bisogno del tuo aiuto... ma tu... tu non sei Serafino!

La Capra vedendosi scoperto ha un attimo di smarrimento, poi decide di stare al gioco e di fingersi un angelo, mentre Candido gli si avvicina e l’osserva con attenzione.

NOTAIO/CELESTINO         (Temendo di essere stato scoperto, quasi piagnucolando a voce alta tra sé) Ecco! Lo sapevo che finiva così... io non volevo venire... ma hanno talmente insistito!

CANDIDO     Ah ora ho capito chi sei... (tra sé )... ma guarda chi dovevano mandarmi: il più ritardatario e galeotto della compagnia.

NOTAIO/CELESTINO         È vero signor Candido, mi sono comportato proprio come un galeotto, ma le giuro che è la prima volta e… solo per amore… lei può capirmi! In fondo anch'io sono un povero diavolo come lei.

CANDIDO     (Risata) Questa sì che è buona: un angelo che si ritiene un… diavolo? (Con tono deciso ed autoritario) Beh, adesso basta caro il mio angelo di terza classe Celestino, anche se sei in ritardo di dieci giorni ti perdono, l'importante che tu e Serafino siate qui proprio nel momento in cui ho più bisogno di voi. Su dobbiamo fare presto, Rosalba è caduta e ha bisogno di cure urgenti.

NOTAIO/CELESTINO         (allarmato) Per l'amor del cielo… la signorina Rosalba? Oh che tragedia, una ragazza così dolce e cara... così delicata...

CANDIDO     (stupito) Celestino, da come la descrivi si direbbe che la conosci molto bene!

NOTAIO/CELESTINO         Se conosco la signorina Rosalba? (Cercando in qualche modo di giustificarsi) Beh... non proprio... cioè… sì, ma solo di vista... sa noi angeli ogni tanto sbirciamo giù!

CANDIDO     Ritardatario, galeotto e anche impiccione... ecco cosa mi hanno mandato... comunque sia ora Rosalba ha assoluto bisogno di...

NOTAIO/CELESTINO:        Cerotti, garze, disinfettante!

CANDIDO     Ma quali cerotti e garze... mi servono subito spago, stucco e colla! Presto scendi e ricordati di prendere tutto, mi raccomando.

NOTAIO/CELESTINO         Spago? Stucco? Colla... (perplesso, si avvia alla porta ) volo!

CANDIDO     Ma Celestino, dove vai?

NOTAIO/CELESTINO         A prendere spago… colla e…

CANDIDO     Ho capito, ma non voli? (Gli indica la finestra)

NOTAIO/CELESTINO         Ma siamo al primo piano, potrebbe essere pericoloso, specie per uno come me alle prime armi!

CANDIDO     Ritardatario, galeotto, impiccione e ora anche codardo.

NOTAIO/CELESTINO         (Offeso e risentito) Va bene tutto ma codardo no! A me... ad un eroe del Carso... pluridecorato... su tutti i fronti! A me la finestra! (Spavaldamente varca la soglia della finestra e si lancia nel vuoto con le inevitabili conseguenze)...Ohi!

CANDIDO     Però! Che tempra e che slancio, più spavaldo dello stesso Serafino.

Esce e ritorna nella sua stanza.

SCENA TERZA

AMELIA, REBECCA e SAMANTHA

Amelia rientra in scena e nervosamente si guarda intorno.

AMELIA        Ma guarda in che situazione mi sono messa... e Rebecca ancora non si vede! A momenti il notaio sarà qui e…(Rebecca rientra con aria molto soddisfatta) oh, finalmente sei arrivata... allora dimmi... l'hai trovata?

REBECCA     Tutto come previsto mammina... Samantha tra poco sarà qui...

AMELIA        Magnifico... e dimmi, com'è?

REBECCA     È perfetta... gli occhi... l'espressione... il portamento... persino la voce, tale e quale... e, se non bastasse, ho saputo anche che è dottoressa.

AMELIA        Brava... sono proprio orgogliosa di te!

Mentre Amelia si complimenta con la figlia entra di slancio Samantha: ha un vestito simile a quello del manichino ma ha una borsetta di pessimo gusto e modi grossolani.

REBECCA     Eccola, mammina!

AMELIA        (Amelia osserva la nuova arrivata e rimane sbalordita) Samantha?

SAMANTHA Prego... dottoressa Samantha Dallavia, per servirla… (si siede in modo assai poco elegante) la sua figliuola mi ha brevemente spiegato il caso e, considerata l'urgenza, sono corsa qui immediatamente... come vede non ho nemmeno avuto il tempo di mettermi un po' in ordine e… ho anche lasciato il lavoro in sospeso ...un paio di clienti.

AMELIA        (ironica) Mi dispiace... dottoressa, non vorrei averle creato dei problemi...

SAMANTHA Ma non si preoccupi, i miei clienti sono tutti di prim'ordine: avvocati, dottori, architetti... tutta gente locata in alto! Sa, ho una clientela molto affezionata. Non per vantarmi, ma devo dire che nel ramo sono considerata la migliore.

AMELIA        Perbacco... e qual è la sua… specialità?

SAMANTHA Bottanica[10]... laureata «honoris causa» in «bottanica», devo dire che è una tradizione di famiglia: mamma, nonna, bisnonna... tutte «bottaniche», al punto che la nostra, più che un'attività, è ormai diventata una missione.

AMELIA        (Tra sé ma a voce alta) Una figlia sola e anche deficiente... comunque ormai siamo in ballo e tocca ballare (rivolta a Samantha) come le ha spiegato la mia figliola, si tratta di… diciamo… soddisfare le esigenze di  una personcina molto a modo, gentile, di una certa età... un lavoretto semplice che non le porterà via più di cinque minuti... Naturalmente, per ovvi motivi di riservatezza, questo signore si presenterà travestito da angelo, con tanto di ali.

SAMANTHA Travestito da angelo? Cara signora ho capito… sapesse come sono abituata a questi clienti un po’... egocentrici...

AMELIA        Meglio così, piuttosto mi raccomando... con l'angioletto… sia molto ma molto delicata: poche parole e pochi movimenti… come se fosse… un manichino. Si ricordi che lui adora le bambole... ha capito tutto?

SAMANTHA Certo, potete stare tranquille, siete in una botte di ferro... e poi la parte della bambola è un mio cavallo di battaglia...

Amelia e Rebecca lasciano la stanza. Samantha, dopo essersi guardata attorno, si siede di spalle alla finestra, dove solitamente è collocata Rosalba.

SCENA QUARTA

SAMANTHA e SERAFINO

SERAFINO    (Entra dalla finestra e tra sé) Bene, è tutto buio… Candido dorme… Rosalba è lì tranquilla (si avvicina alla stanza di Amelia)... ed ora, tesoruccio caro, a noi due: il tuo angioletto è qui!

SAMANTHA (si alza e con atteggiamento provocante) Ma certo angioletto mio... vieni pure qui dalla tua bambolona!

SERAFINO    (Si gira di scatto, la scambia per Rosalba) Ma... Ro... Ro... tu… tu… tu... tu parli?

SAMANTHA Certo che parlo e anche mi muovo... e so fare anche tante altre belle cosine...(ammiccante)

SERAFINO    (Serafino accende la luce, si avvicina, la guarda per bene e alla fine non può trattenersi dal ridere) Ma chi diavolo sei? E poi... così combinata!

SAMANTHA(Spazientita e offesa) Senti un po’ «batman delle nevi», sono anche disposta ad assecondare le tue strane manie, ma non intendo proprio essere presa in giro mentre lavoro, perciò se devi fare l'angelo fallo fino in fondo altrimenti me ne vado e buonanotte!

SERAFINO    Scusa... scusa... per  un momento ho pensato ad uno scherzo (Si finge nuovamente un angelo)... mi presento subito... sono Serafino, angelo di prima classe, inviato in questa casa per accudire le anime più bisognose.

SAMANTHA (con tono seducente) E io sono la dottoressa Samantha, Samantha Dallavia, chiamata in questa casa per curare i bisogni di un certo angioletto... sei forse tu quell'angioletto?

SERAFINO    (ragionando a voce alta) Amelia non c'è... le alette, anche se piccole, le ho... (rivolto a Samantha) dottoressa... sono proprio io... e ho tanto bisogno di cure… (sorride soddisfatto mentre accompagna Samantha verso la camera).

SCENA QUINTA

CANDIDO e NOTAIO/CELESTINO

Entra Candido.

CANDIDO     Serafino come al solito è nuovamente sparito e Celestino non è ancora tornato... non capisco perché tanto ritardo...(in quel momento si odono dei rumori provenire dalla finestra... è Celestino, fasciato e incerottato) oh finalmente! Celestino, ero preoccupato per il ritardo... ma cosa ti è successo?

NOTAIO/CELESTINO         Niente, niente... un piccolo incidente... di volo, cose che capitano quando si va di fretta... comunque ho preso tutto l'occorrente: ecco il sacchetto.

CANDIDO     Ottimo lavoro Celestino, grazie...(controlla il contenuto) spago, gesso da presa e... una molla... ma… Celestino, avevo chiesto la colla non la molla!

NOTAIO/CELESTINO         Per la miseria, che testa! Ho confuso colla per molla... e ora come facciamo... devo riuscire di nuovo? (Candido annuisce) Vorrà dire che farò un salto… una corsa a prenderla... vado e torno (si affretta verso la porta per uscire).

CANDIDO     Celestino, dove vai?

NOTAIO/CELESTINO         (si gira e, sconsolato, si volge verso la finestra) Prendevo un po' di rincorsa... per far più in fretta! (Esce dalla finestra ma perde l’equilibrio)... Ohii!

CANDIDO     Da come è partito, penso che stavolta ci metterà veramente poco a ritornare (bussano alla porta). Perbacco che sia Celestino già di ritorno?

SCENA SESTA

CANDIDO e PERSICHETTI

Un suono sordo costante e una luce abbassata annunciano l’arrivo di Persichetti.

PERSICHETTI           (Entra con passo lento e felpato) Povero Candido ho appena saputo dell'incidente, ma come è successo ?

CANDIDO     Non lo so nemmeno io... Rosalba è caduta... una brutta ferita... ora sto cercando di rimetterla in piedi, ma per adesso non da segni di  ripresa... povera Rosalba!

PERSICHETTI           Su Candido coraggio, non si abbatta, vedrà che si riprenderà, deve crederci e tutto si risolverà per il meglio... e poi ci sono qua io a darle una mano guardi un po' cosa le ho portato...(Persichetti estrae dalla tasca del cappotto una bottiglietta) ecco... me l'ha data un amico... si tratta dell'acqua di una fonte miracolosa che si trova a Iperinarmònia. Ricorda? Quel posto di cui le avevo parlato... ecco prenda e la dia subito a Rosalba... mi raccomando l'importante è crederci!

CANDIDO     (prende con cura la bottiglietta) Grazie caro amico, grazie di cuore, sono sicuro che Rosalba ne troverà subito beneficio e si rimetterà in forze, giusto per affrontare il viaggio per iriponia, operinia... iperinarmònia! Ho già pronte le valigie... però non so che direzione prendere... per caso quel suo amico non le ha forse detto qualcosa?

PERSICHETTI           Purtroppo l'amico mio è di poche parole... non vorrei sbagliarmi ma mi ha parlato... di... di…(riflette, poi finalmente) ora ricordo bene! Parlava di una strada diritta e poi, poi... di svoltare...ecco, svoltare dopo la terza stella a destra... così ha detto (scandendo le  parole) ... terza... stella... a destra... (rintocchi di campana richiamano il Persichetti). Ora devo scappare… arrivederci e si ricordi... (grida uscendo):terza stella a destra!

Persichetti esce. La luce in scena torna normale. Candido perplesso, poi guardando la bottiglietta si rianima

CANDIDO     Terza stella a destra? Come faccio a sapere qual è la prima, quale la seconda... (osserva la bottiglietta) ma ora devo rimettere in piedi Rosalba e con quest'acqua miracolosa sono sicuro che ci riuscirò. Esce.

SCENA SETTIMA

REBECCA, AMELIA e SAMANTHA

Amelia e Rebecca entrano per controllare l'andamento del convegno amoroso del notaio La Capra.

REBECCA     Mammina... come mai Samantha non ha ancora finito con La Capra? Avevi assicurato che il tutto si sarebbe concluso in non più di cinque minuti.

AMELIA        Sssttt! Muta e non fiatare, il tempo gioca a nostro favore: più stanno insieme e più è probabile che l'incontro vada a buon fine... sentiamo un po’ a che punto sono le «grandi manovre»...(origliano divertite alla porta).

REBECCA     Mammina... che strano, non si sente niente, nemmeno un respiro.

AMELIA        Bene... bene: questo è il segno inequivocabile che la battaglia è finita e dopo la battaglia non c'è niente di meglio che rilassarsi in silenzio.

REBECCA     Mammina... e se al notaio La Capra, data l'età, fosse venuto un colpo?

AMELIA        (Ha un improvviso soprassalto) Un colpo? Per carità... non dirlo nemmeno per scherzo, (immagina con terrore la scena) il notaio La Capra, vestito da angelo, morto stecchito in camera mia… oh povera me... se fosse vero non mi resterebbe altro da fare che ingoiare un tubetto intero!

REBECCA     Di dentifricio?

Esce sconvolta e scomposta Samantha, spaventata. Subito viene travolta dalla curiosità di Rebecca e di Amelia.

AMELIA        Finalmente! Mi stavo preoccupando... è vivo? Respira?

SAMANTHA(Agitata, zittisce le due donne) Ssstttt! Per l'amor del cielo... parlate sottovoce che se si sveglia sono guai! Altro che vivo… io piuttosto… sono più di là che di qua! In tutta la mia onorata carriera non ho mai visto una furia simile, altro che angioletto stagionato da far fuori in cinque minuti... quello... è il diavolo in persona... con quelle mani possenti che stringevano…

AMELIA        (interrompendo) Lasci perdere i particolari e venga al punto.

 

SAMANTHA È stata dura, ma alla fine sono finalmente riuscita a metterlo ko... ora dorme come un vero angioletto.

AMELIA        Bene, l'importante è che il nostro notaio abbia gradito la sua prestazione… quanto le devo per il disturbo?

SAMANTHA Ma per carità! Se non ci si aiuta tra noi donne... giusto per il disturbo... allora vediamo subito...(estrae un quaderno per appunti e una matita dalla borsa) dunque: minuti ventisette e trenta secondi a 25 mila lire il minuto, trucco, indennità di rischio, iva, irpef, irap e per finire l'imposta sulle entrate... il tutto fa... un milione tondo.

AMELIA        Per la miseria! Un milione tondo? (Amelia ha un mancamento e si siede).

REBECCA     Mammina... su... su... pensa al notaio e a quanto ti sarà grato... al casato in collina... alla marchesa e a tutta l'eredità che...

AMELIA        (Si riprende di scatto e paga Samantha) A posto, ora sto bene... ho avuto solo un piccolo mancamento, forse dovuto ad un calo di liquidi.

SAMANTHA Beh! Ora devo scappare, i clienti mi attendono... arrivederci.

REBECCA     Mammina... sto pensando al notaio, un uomo così debole ed anziano, come avrà fatto a...

AMELIA        E che ne so io come ha fatto! Anch'io non avrei scommesso una lira sulle sue doti... mah!

REBECCA     Sssttt! Mi pare d'aver sentito qualcosa...(dalla stanza proviene il rumore di una sonora russata)... senti mammina... è il notaio.

Amelia e Rebecca, divertite, origliano dietro la porta.

AMELIA        Se russa significa riposa e sta bene.

REBECCA     (sottovoce) Signor notaio, avanti, si svegli che è ora...

AMELIA        Notaio La Capra... esca subito altrimenti vengo a prenderla...

SCENA OTTAVA

REBECCA, AMALIA, NOTAIO/CELESTINO e CANDIDO

Mentre Rebecca e Amelia canzonano il notaio attraverso la porta della camera da letto, alle loro spalle appare, dopo essere faticosamente entrato dalla finestra, Gustavo La Capra vestito da angelo Celestino, la cui vista sconvolge le due donne.

NOTAIO/CELESTINO         (Pensando di incontrare subito Candido) Eccomi…

REBECCA     (indicando il notaio) Mammina... Mammina!

AMELIA        (rivolta alla figlia) Ma Rebecca cosa c'è... sei diventata pallida come tu avessi visto un fantasma! ...(Rebecca, annuendo, indica alla madre il notaio) Ah! (grido di Amelia).

NOTAIO/CELESTINO         Sono proprio conciato così male da incutere terrore?

AMELIA        Ma notaio... cosa ci fa qui e da dove è venuto?

NOTAIO/CELESTINO         Ahimé! Dalla finestra come al solito!

CANDIDO     (esultante attraversa la scena con in mano la bottiglietta) Rosalba... è guarita… guarita... Terza stella... a destra!(Esce)

AMELIA        (riprendendosi dallo sgomento) Ha sentito notaio, come le avevo detto, Rosalba è ristabilita ed in ottima forma, pronta per l'incontro d'amore... ora però vada subito a casa a cambiarsi, non vorrà mica che Rosalba la veda conciato così!

NOTAIO/CELESTINO         Ma signora Amelia, è lei che mi ha imposto questo travestimento...

AMELIA        (interrompendolo)... Per carità, niente più angeli in questa casa, questa volta tutto si svolgerà nel modo più semplice... per passare inosservato si vestirà da… fattorino e porterà un bel mazzo di rose rosse...

NOTAIO/CELESTINO         Un fattorino che porta delle rose… Niente ali, niente finestre?

AMELIA        Ma certo! E adesso vada e faccia presto… diciamo tra una mezz'oretta al massimo dovrà trovarsi in casa... le lascerò la finestra aperta... pardon, volevo dire la porta aperta, così potrà entrare indisturbato... avanti faccia presto che Rosalba non vede l'ora d'incontrarla!

Il notaio esce soddisfatto. mentre Amelia si rivolge a Rebecca, che è sempre più agitata.

REBECCA     Mammina… (confusa e inquieta) ma se il notaio è qui... nella stanza di là chi è l'angioletto che russa?

AMELIA        So io chi è! Presto corri a chiamare la... «bottanica»[11]… e dille di venire subito... si tratta di vita o di morte! (Rebecca esce. Amelia si avvicina minacciosa alla porta della camera da letto) Serafino, adesso faremo i conti!

SCENA NONA

AMELIA e SERAFINO

SERAFINO    (Entra in scena stropicciandosi… le ali) Ciao... Amelia…

AMELIA        (molto arrabbiata scandendo le parole con finta calma) Ti do dieci secondi per dirmi... da dove vieni… con chi sei stato e… cosa hai fatto.

SERAFINO    Amore... non ci crederai... qualche minuto fa c’era una dottoressa… la dottoressa Samantha che ha insistito... per farmi un check up completo… e pensa che alla fine non ha voluto nemmeno una lira, ha pagato tutto la mutua...

AMELIA        (minacciosa) Brutto vigliacco traditore, io sono la tua mutua! Il tuo check up mi è costato un milione tondo... ma questa volta l'hai fatta grossa e proprio in casa mia... (comincia a rincorrere e a colpire Serafino che fugge dalla finestra proprio mentre sta entrando Samantha).

SCENA DECIMA

AMELIA e SAMANTHA

SAMANTHA (Entra alquanto seccata assieme a Rebecca) Urgente? Un’emergenza? Ma, benedette donne, mi avete forse scambiata per la Croce Rossa? E poi cos'è questa storia dell'errore, dello scambio di persona? Sia ben chiaro che la dottoressa Samantha, errore o non errore, la propria opera l'ha espletata nel migliore dei modi e con piena soddisfazione dell'angioletto o meglio dire del diavoletto...

AMELIA        (tra sé) Quel brutto porco, un milione tondo m'è costato...(quindi rivolta a Samantha con tono ossequioso) comunque sia, dottoressa, lei non ha colpa, quel che è stato è stato... ora l'importante è non commettere più errori e se ho l'ho richiamata... è perché confido nelle capacità e nella sensibilità che solo una... come lei può avere...

SAMANTHA (rabbonita) Non dica altro signora, anche noi «botaniche» abbiamo un cuore e vista la situazione mi metto a sua disposizione per un altro tentativo.

AMELIA        Bene, andiamo al concreto, come le dicevo la volta scorsa, il tipo in questione è un signore timido, oserei dire un gentiluomo... non avrà alcuna difficoltà... tutto il contrario dell'altro, stavolta non potrà sbagliare, lo riconoscerà facilmente perché sarà vestito da fattorino ed in mano porterà un mazzo di rose rosse da consegnare. Mi raccomando, si ricordi della bambola... delicatezza… poche parole... (esce).

SCENA UNDICESIMA

SAMANTHA e RIMBALDO

Samantha, rimasta sola, si siede sulla sedia di Rosalba.

RIMBALDO  (Entra con atteggiamento molto ossequioso: è in anticipo sull’appuntamento con Rebecca. Ha in mano un bel mazzo di rose rosse) È permesso, posso entrare? (Vede Samantha che scambia per Rosalba indicata da Rebecca come nonnina) Oh cosa vedono le mie pupille, finalmente ho l'onore di conoscere la nonnina… e per giunta anche non dormiente... buongiorno nonnina le porgo i miei più cordiali ossequi... sono il conte Rimbaldo Rambaldi Sgaroni Sgaruffo, del casato Collina della Francesca... probabilmente la sua nipotina le avrà già parlato di me!

SAMANTHA (dapprima infastidita per essere stata scambiata per una nonnina, parla con tono suadente e ammiccante) Certo che mi ha parlato, venite pure avanti...

RIMBALDO  Grazie nonnina… (rivolto al pubblico) è una nonnina molto simpatica. (Le porge i fiori che Samantha gli sbatte sul viso)

SAMANTHA (con voce seccata) Senti un po’ caro il mio sedicente nobile fattorino... prova ancora a chiamarmi nonnina e giuro che ti faccio tornare nella tuo casato in collina per via aerea, a suon di calci, tu, la Francesca e tutti gli altri.

RIMBALDO  (risata divertita) Sempre più simpatica la mia cara nonnina... (Samantha lo guarda adirata)... pardon signora... le chiedo scusa se mi sono preso certe libertà nei suoi confronti... come gradisce che la chiami?

SAMANTHA Chiamami pure come vuoi: Cappuccetto rosso... Biancaneve... o bambolona… basta che non mi chiami più nonnina, perché proprio non lo sopporto.

RIMBALDO  Bene ho capito e le rinnovo le mie più sincere scuse... se l'ho fatto è stato solo per una mia segreta passione che nutro per le nonnine... è come una manìa, un trasporto che mi ha preso sin da piccolo.

SAMANTHA (fra sé) Ma guarda dove sono finita: prima l'angioletto, poi il conte travestito da fattorino ed infine salta fuori un maniaco delle nonnine... (rivolta a Rimbaldo e con tono dolce) comunque sia caro nipotino… la Samantha non ha mai deluso nessuno, quindi se ci tieni io sarò per te più cara e dolce nonnina del mondo...

RIMBALDO  Nonnina... sono commosso... lei non sa che gran regalo mi fa.

SAMANTHA (lo prende maliziosamente sotto braccio) Ma via caro nipotino, per così poco, ancora non ti ho fatto vedere il meglio di me... vieni, vieni, andiamo di là... ti mostrerò cosa sa fare la tua nonnina.

RIMBALDO  Con grande piacere, andiamo pure... cosa mai mi farà vedere la mia cara… nonnina... forse qualche bella foto di un tempo, o qualche bel ricametto, dei merletti o delle belle ceramiche di Capodimonte, che bello! (Escono)

SCENA DODICESIMA

CANDIDO e PERSICHETTI

Entrano Candido, proveniente dalla sua stanza e, contemporaneamente Persichetti, dall’esterno.

CANDIDO     Oh caro amico… è lei... come potrò mai sdebitarmi per quello che ha fatto per me e per la mia Rosalba?

PERSICHETTI           (sorpreso) Cosa ho fatto?

CANDIDO     Ma come cosa ha fatto... non ricorda? L'acqua...

PERSICHETTI           (quasi incredulo) Ha funzionato? L'acqua ha funzionato?(Poi, sicuro di sé) Ma certo, ha funzionato perché lei ci ha creduto... come le avevo detto io... e mi dica di Rosalba.

CANDIDO     Rosalba è pronta per affrontare il viaggio per... parsimonia... no ... a... a... Iperinarmònia…

PERSICHETTI           Iperinarmònia... Terza stella a sinistra...

CANDIDO     No! Terza stella a destra... non a sinistra... vado un attimo di là a vedere se Rosalba è già alzata (esce lasciando il Persichetti solo in scena).

SCENA TREDICESIMA

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SCENA QUATTORDICESIMA

PERSICHETTI, AMELIA, REBECCA e CANDIDO

Amelia e Rebecca entrano dall'esterno e sembra non si accorgersi della presenza di Persichetti. Vedono i fiori rossi sul tavolo e pensano siano quelli del notaio vestito da fattorino.

AMELIA        Ecco le rose rosse! Facciamo piano, Rebecca, non vorrei rovinare l'incontro.

REBECCA     (si avvicina alla porta della camera per ascoltare) Mammina, son già passati dieci minuti e non si sente nessun rumore, non vorrei che...

AMELIA        (seccata) Basta, non incomincerai ancora con le tue solite previsioni catastrofiche? Tutto procede bene, fidati di me, vedrai tra un po’ il notaio uscirà da quella stanza soddisfatto, ci firmerà le carte e noi diventeremo in un colpo solo ricche, nobili e, dulcis in fundo, finalmente ci sbarazzeremo di Candido e del suo… lasciamo perdere!

CANDIDO     (rientra e si rivolge al Persichetti) Èproprio un miracolo e l'artefice di tutto ciò è lei mio caro amico... (poi rivolto alle due donne indica con orgoglio l'uomo) ecco il mio amico Persichetti... colui che con la sua acqua miracolosa ha risanato Rosalba... ed è lui che mi ha svelato l'indirizzo del luogo dove tutti i sogni diventano realtà: Iperinarmònia... là (indicando il cielo stellato) dopo la terza stella a destra...

AMELIA        (rivolta a Candido ironicamente) Vuoi dire che qui, in questa casa, ora, c’è un nuovo amico? Fammi indovinare, questo Persichetti è in questa stanza, vestito di bianco e porta delle belle ali...

CANDIDO     Ma Amelia vuoi scherzare? Quali ali? Come tu puoi ben vedere il Persichetti è qui in carne ed ossa… ed è vestito di nero…[12]

AMELIA        (sempre con ironia in quanto né lei né Rebecca vedono il Persichetti) Vieni Rebecca, vieni che ti presento il signor… Persichetti.

REBECCA     (allunga la mano nel vuoto in segno di saluto) Molto piacere di conoscerla signor...

AMELIA        (rivolta a Rebecca) Ma come non ricordi più il nome del nostro ospite? (rivolta al vuoto) La scusi Persichetti... sono veramente felice di fare la sua conoscenza... la trovo molto elegante... un signore molto distinto… Che dice? Deve andare? Vada pure e torni quando vuole, per noi è sempre un piacere… rivederla...(mentre Amelia finge di accompagnare alla porta l'ospite, Candido e Persichetti si guardano perplessi. La donna si rivolge poi a Candido con disprezzo). Ecco fatto, ora che il tuo amico se n'è andato sei pregato di ritirarti subito nelle tue stanze perché aspetto gente. (Candido esce).

SCENA QUINDICESIMA

PERSICHETTI, AMELIA, REBECCA, SAMANTHA, NOTAIO/FATTORINO e RIMBALDO

SAMANTHA (Esce dalla camera da letto con una risatina maliziosa) Missione compiuta... però che strazio, potevate avvertirmi che il fattorino era ancora «signorino»... mai visto uno così imbranato e maldestro, senza poi parlare del fisico... poche doti però tanta buona volontà.

AMELIA        (con stupore) Ma come!...A sessant’anni ancora «signorino»?

SAMANTHA Beh! Avrà anche sessant’anni ma il fisico è quello di un bambino di tre anni!

Samantha si siede e compila la sua parcella. Nel frattempo madre e figlia si posizionano nuovamente dietro la porta e chiamano il notaio...

AMELIA        (divertita) Avanti notaio, non faccia il… bambino… si rivesta e venga fuori!

Mentre madre e figlia attendono l’uomo sull’uscio della camera, entra dalla porta esterna il notaio, con un’evidente fasciatura sul capo, vestito da fattorino e con il mazzo di rose in mano.

REBECCA     (ironica verso la camera da letto) Signorino La Capra... non sia timido... venga fuori... non tema, dell'accaduto non parleremo con anima viva...(ad un tratto Rebecca si accorge di avere alle spalle il notaio e comincia a balbettare parole senza senso).

AMELIA        (Si gira verso Rebecca senza vedere il notaio) Rebecca, perché fai quella faccia... sembra tu abbia visto una mummia!

REBECCA     (balbetta terrorizzata e fa dei cenni con la testa) Ma… ma…

AMELIA        Avanti, signor notaio, esca in frett... (si volge di scatto e lancia un urlo, in sincrono con la figlia).

Dalla camera da letto esce Rimbaldo, vestito in modo disordinato. Cerca di darsi un contegno, poi con un’aria trionfante si rivolge a Rebecca.

RIMBALDO  CaraRebecca, devo darti una bellissima notizia... ti ricordi la nonnina malata, moribonda, più di là che di qua? Beh... è guarita!

REBECCA     (balbettando) La non…non…nina...è guarita?

RIMBALDO  Certo e devo dire che è persino ringiovanita... (Rimbaldo vede Samantha, intenta nei conteggi: allarga le braccia e le va incontro manifestando un trasporto eccessivo… poi esce salutando solo lei) Ciao nonnina cara...(Rebecca si sente svenire e barcollando esce).

SAMANTHA (si alza, porge il conto ad Amelia che, come un automa, la paga, ed esce dopo aver salutato) Grazie e sempre a vostra disposizione, arrivederci a presto.

SCENA SEDICESIMA

PERSICHETTI, NOTAIO/FATTORINO, AMELIA, CANDIDO e ROSALBA

CANDIDO     (entra portando il manichino sotto braccio, vede il notaio e riconosce in lui uno degli «angeli» che avevano frequentato la sua casa) Oh Celestino, in borghese quasi non ti riconoscevo... ecco Rosalba, come vedi ora sta bene, cammina,  grazie anche al tuo aiuto...(saluta i presenti ed esce sempre con il manichino sotto braccio)...

NOTAIO/FATTORINO        (strabuzza gli occhi e indica col dito la porta da dove è uscito Candido) Rosalba sarebbe... quella cosa? Non è possibile! Dove mai sono capitato... (si guarda attorno)... questa è una casa di matti... devo uscire, andarmene, ho bisogno di aria... aria...

AMELIA        (cercando d’inseguire, inutilmente, il notaio) Notaio… e i titoli… e… la clausola…[13]

Non essendo stata in grado di fermare il notaio, Amelia rientra sconfitta in casa e getta in aria le carte che stavano sopra il tavolino. Candido riporta Rosalba seduta sulla propria sedia ed esce nuovamente. Il Persichetti, che ha assistito immobile e impassibile alle ultime scene, indica l’orologio alla parete che comincia a scandire con grande fragore il tempo.

SCENA DICIASSETTESIMA

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SCENA DICIOTTESIMA

CANDIDO e ROSALBA

Il ticchettìo, prima meccanico, si trasforma in un regolare battito di cuore. Appaiono nel buio della scena tre grandi stelle in cielo. Accompagnata da una musica dolcissima e da una luce via via più intensa, la ballerina-manichino si alza e, dapprima incerta, poi volteggia leggiadra. Sul fondo, vicino all’orologio Persichetti, fino a quel momento muto testimone, ammirato per il miracolo lascia in silenzio la scena. Entra Candido che, emozionato alla vista di Rosalba finalmente animata, inizia con lei una danza struggente. La coppia sparisce nel buio verso il fondo della scena. Nell’oscurità brillano solo le tre stelle.

FINE



[1]Terza stella a destra (Iperinarmònia)           personaggi ed interpreti:

Persichetti

Matteo Giro

Candido Bottazzi

Roberto Davide Valerio

Amelia

Alida Miot

Rebecca/Rosalba

Elisa Bortolusso

Conte Rimbaldo

Giulio Cesco

Samantha

Tecla Floss

Notaio La Capra/Celestino

Gabriele Scatolini

Fidelma Pecorazzi

Isabella Bucciol

Rag. Pignoretti

Laura Tonin

Serafino

Alberto Borra

Fattorino

Paolo Moni Bidin

Regia e adattamento del testo

Angelo Tabaro

scenografia

Elisa Bortolussoo,Gabriele Scatolini, Paolo Moni Bidin

Costumi e trucco

Riccarda Bianco e Paola Stefanon

Luci e audio

Leonardo Bucciol, Cristian Drigo e Gianluca Venturuzzo

Musica ed effetti

Paolo Moni Bidin

[2]Poco avvezza ai nomi altisonanti, Amelia storpia il nome del futuro genero, anche per rimarcare il tanto atteso ingresso nell’alta società grazie al matrimonio della figlia. Rebecca infatti passa da una relazione con Toni Anguela, proprietario di un casone e presumibilmente semplice pescatore, ad essere la fidanzata di un conte di antica nobiltà.

[3] I dati sul reperto e la relativa quotazione sono ovviamente frutto della fantasia dell’autore.

[4]Vedi nota precedente.

[5]Il taglio del salume ha determinato… dotte disquisizioni all’interno della compagnia teatrale che ha quindi voluto intervenire nel testo alternando, nel corso delle rappresentazioni, le preferenze di Amelia.

[6]Inserimento intervenuto in fase di messa in scena.

[7]Il ritornello «esile, lunghe e sottili» è stato aggiunto in corso d’opera dall’autore, che in scena interpretava il ruolo di Serafino.

[8] Amelia effettua un tentativo di divinazione interrogando i tarocchi. Il matto, gli innamorati, la fortuna e la stella fanno parte della serie degli arcani maggiori.

[9]Il notaio La Capra, come richiesto, si presenta vestito da angelo e finge di chiamarsi Celestino quando viene visto da Candido.

[10]La forma errata è voluta: Samantha è infatti una prostituta.

[11]Samantha. Vedi nota 9.

[12]Variazione intervenuta in fase di messa in scena. Il testo nella sua primitiva versione prevedeva un uomo anziano vestito con un pesante cappotto marrone.

[13]Le scene finali hanno subìto, durante le rappresentazioni, delle trasformazioni sostanziali. Nella versione originale del testo il notaio, confuso, apporta sul testamento la modifica richiesta da Amelia che, baldanzosa, caccia di casa Candido. Gli attori hanno preferito invece, d’accordo con l’autore, modificare la trama per rendere più cocente la sconfitta di Amelia e delle sue trame.

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