Tiny dinamite

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TINY DINAMITE

TINY DINAMITE

(Minuscole dinamiti)

Scritto da ABI MORGAN

Tradotto da SALIMA BALZERANI

PERSONAGGI

ANTHONY

Circa 33 anni

LUCIEN

Circa 33 anni

MADELEINE

Ventenne

L’azione si svolge durante un’estate

“Ritengo che ogni cosa ha il potenziale per essere letale in un determinato contesto.

C’era un mio amico che viveva in una roulotte a Darwin durante il gravissimo uragano.

Lui e sua moglie dovettero abbandonare la loro roulotte e correre al riparo nell’albergo

più vicino. Mentre erano bloccati in albergo insieme a molta altra gente, sentirono un

rumore sordo alla porta e non sapevano se si trattava di altre persone che provavano ad

entrare – non potevano aprire la porta perché il vento era troppo violento – e quando la

mattina dopo aprirono, la porta era incastrata con schegge e pezzi di vetro, pezzi di

paglia. Queste cose in genere innocue, fragili, sarebbero state letali se avessero

aperto la porta il giorno prima. Questa cosa mi è rimasta ficcata in testa, come la storia

del panino gettato dall’alto dell’Empire State Building che spacca il marciapiede –

quest’idea di poter essere uccisi da un panino. Questi sono i pensieri che mi hanno

condotto a quei pezzi in cui si sparano cose che non sono pallottole ma si usano

perle e monete come munizioni.”

Cornelia Parker

Un’Area di Sosta

LUCIEN è seduto in macchina.

LUCIEN       Un giorno, un ragazzo timido sta attraversando la città dove è cresciuto per tornare a casa quando all’improvviso è colto da un terribile temporale. Avendo paura dei fulmini, dei rumori fragorosi e di tutte le cose spaventose, il ragazzo timido cerca di ripararsi come meglio può, mentre i fulmini cadono a terra tutt’intorno a lui, incendiando i lampioni in strada e facendo scintillare la pioggia sull’asfalto. Il suo miglior amico, un ragazzo basso, il piccoletto, si fa beffe della sua paura perché niente lo spaventa.

ANTHONY entra di corsa portando un sacchetto con due caffè. Piove e lui cerca di
coprirsi mentre corre.

Il piccoletto, un bambino strano, una peste, già mostra i primi segni di squilibrio mentale. Tutt’intorno a lui, la furia degli elementi si abbatte sugli edifici e mette i negozianti in fuga ma il piccoletto è impavido e schernisce il cielo. Il suo miglior amico, il ragazzo timido e dai nervi deboli, lo supplica di venire a ripararsi. Lo ammonisce di stare attento altrimenti finirà per morire.

LUCIEN alza gli occhi e vede ANTHONY che sta in piedi di fuori.

LUCIEN tira giù il finestrino –

Rendendosi subito conto che questa è la cosa peggiore che possa accadergli, il piccoletto vuole vedere se morirà. Il ragazzo timido gli dice di smetterla di fare lo stupido. Mettendosi in mezzo alla strada, il piccoletto fa finta di non sentirlo, spalanca le braccia ed aspetta il fulmine che lo abbatterà.

ANTHONY sta in piedi sotto la pioggia ed alza gli occhi. Vede LUCIEN che lo fissa e si precipita dentro la macchina.

Ma non succede niente. Allora il piccoletto, stupito della sua fortuna, si avvia verso casa deridendo il ragazzo timido per la sua codardia.

Mentre ANTHONY sta per montare in macchina, nota:

Sta ancora ridendo quando arriva di fronte alla porta di casa. Il piccoletto si allunga verso la maniglia.

ANTHONY scivola dentro accanto a LUCIEN, gli porge il caffè, LUCIEN lo prende e legge soprapensiero il giornale.

Un fulmine improvviso rimbalza sulla cassetta delle lettere, colpendo il piccoletto dritto in mezzo al petto.

ANTHONY brinda col suo bicchierino di caffè con LUCIEN.

ANTHONY             Kapow!    (BUM!)

LUCIEN non alza gli occhi dal giornale.

LUCIEN                   Kapow!    (BUM!)

Brindano entrambi soprapensiero.

           

Il piccoletto cade a terra. Ha sei anni. Sul suo petto è visibile una bruciatura.

LUCIEN alza gli occhi dal giornale.

ANTHONY             Che stai leggendo?

LUCIEN                   Il retro-pagina.

ANTHONY             Ancora quegli strani incidenti del cazzo.

LUCIEN                   Non esistono strani incidenti del cazzo.

LUCIEN beve il suo caffè. Una giovane ragazza, MADELEINE, sta facendo l’autostop sull’altro lato della strada. ANTHONY la fissa come se per un attimo la riconoscesse. E’ come se lei fosse lì ed un attimo dopo fosse sparita. Pausa.

ANTHONY             Insomma, andiamo?

LUCIEN                   Sì, andiamo.

Pausa.

ANTHONY             Allora andiamo.

Lo sbattere di una portiera. Un crepitio d’elettricità.

Una Casa

Una casa, entra LUCIEN con una scatola; ronzio d’api, oche da qualche parte, lontano.

ANTHONY lo segue con in mano una mappa stradale ed un bagaglio.

LUCIEN                   Non dovevi portarla –

ANTHONY             Posso anche portarla una cazzo di valigia.

LUCIEN                   …Li posso portare io i bagagli.

ANTHONY cammina per la stanza.

ANTHONY             E’ carina.

LUCIEN                   Sì.

ANTHONY             C’è un lago.

LUCIEN                   Sì.

ANTHONY             Dove?

LUCIEN                   E’ lontano.  Pausa. Prendi la stanza che vuoi.

ANTHONY             Sicuro?

LUCIEN                   Sì, prendi quella che vuoi.

ANTHONY             E’ grandiosa. C’è una veranda. L’anno scorso non ce l’avevamo.

LUCIEN                   Sono contento che ti piaccia.

ANTHONY             L’affitto sarà…

LUCIEN                   Nessun problema.

ANTHONY             Grandioso. Grandioso. C’è luce, c’è una bella luce, sembra di stare all’aperto, però stai dentro.

LUCIEN                   Anthony.

ANTHONY             Pausa. Parlo… parlo sempre troppo.

Silenzio.

LUCIEN                   Vado a prendere…

ANTHONY annuisce. LUCIEN esce a prendere il resto dei bagagli in macchina.

ANTHONY             Grazie per –

LUCIEN                   …C’è un bagno. Perché non ci vai e –

ANTHONY annuisce.

ANTHONY             Puzzo?

LUCIEN annuisce. LUCIEN esce.

ANTHONY cammina per la stanza. Un’ape gli ronza attorno. Lui non si muove.  Lascia
l’ape svolazzargli attorno, la segue con gli occhi ed aspetta che gli si posi sul palmo

della mano.

Quando LUCIEN rientra, vede ANTHONY che ancora non si è mosso.

LUCIEN                   Dovrebbero esserci degli asciugamani

ANTHONY             Sì.

LUCIEN                   Il bagno dev’essere laggiù. Dovrebbe esserci una doccia…una doccia ed una vasca.

ANTHONY             Tutt’e due? Ma quanto mi vuoi pulito? Lucien, questo è…

LUCIEN                   Bene. Va’ a lavarti, ora.

ANTHONY annuisce, ed esce. LUCIEN aspetta, poi va a frugare nella borsa di

ANTHONY. La apre e scopre che è vuota quando ANTHONY rientra mezzo nudo.

LUCIEN si arresta. ANTHONY non dice niente. Va alla finestra ed apre la sua mano.

S’ode il ronzio di un’ape che vola via.

ANTHONY             Avevo ancora l’ape in mano.

LUCIEN annuisce. ANTHONY annuisce.

LUCIEN                   Non è perché non mi fido di te.

ANTHONY             Non fa niente. Non m’importa.

LUCIEN                   Pensavo che –

ANTHONY             Non fa niente.

LUCIEN                   Dopo possiamo andare a cena fuori, se ti va.

ANTHONY alza le spalle. ANTHONY esce. Ritorna il ronzio dell’ape. LUCIEN la scaccia via. Il ronzio continua.

Un Ristorante

 

LUCIEN e ANTHONY sono seduti e consultano il menu. Cattiva musica registrata. Il
locale è semi- vuoto.

LUCIEN                   Questo è fantastico.

ANTHONY             Che prendi?

LUCIEN                   Non so. Tu hai già deciso?

ANTHONY             Potrei prendere il polpettone.

LUCIEN                   Tu in genere –

ANTHONY             Sì, prendo il polpettone.

LUCIEN                   …I crostacei sono la loro specialità. Tu in genere prendi il pesce.

ANTHONY             Una bistecca, prendo una bistecca.

LUCIEN                   “ Mari e monti “. Pausa. C’è anche il pesce dentro.

ANTHONY             Carne e pesce?

LUCIEN                   Si usa così qui.

ANTHONY             No, non lo voglio. Pausa. E’ quasi vuoto.

LUCIEN                   Non è ancora cominciata la stagione, aspetta un paio di settimane e –

ANTHONY             So quando l’estate comincia. Insomma, come ti va il lavoro?

LUCIEN                   Bene. Indaffarato.

ANTHONY             Bene! Sei già stato promosso?

LUCIEN                   Sì, a febbraio.

ANTHONY             Fantastico, Luce. Pausa. Fico.

LUCIEN                   Siedi composto sulla sedia, Anthony.

ANTHONY             Scusa…Scusa…La spalliera è un po’ bassa. Bel ristorante.

LUCIEN                   Era consigliato. Sul giornale, ci sono delle pagine dove ti consigliano dei ristoranti.

ANTHONY             Sì.

LUCIEN                   Riviste e roba così.

ANTHONY             Sì, leggo spesso i giornali. Cerco di leggere almeno un giornale alla settimana.

LUCIEN                   Bene. Ottimo.

ANTHONY             Non mi assegnerai mica un Oscar.

LUCIEN                   Non intendevo –

ANTHONY             Pausa. Lo leggo principalmente per le vignette.

LUCIEN                   Sono divertenti.

ANTHONY             Mi piacciono.

LUCIEN                   Lo leggi il cane grasso e la sua –

ANTHONY             …La Signora…Sì, sì. Mi piace un sacco quella.

LUCIEN                   Non lo sapevo che lo leggevi. Non l’ho mai saputo. Ne compreremo uno anche per te, un giornale tutto tuo.

ANTHONY             Un giornale tutto mio?

LUCIEN                   Mentre siamo in vacanza.

ANTHONY             Fantastico.

LUCIEN                   Non intendevo –

ANTHONY             Pausa. So come fare a trasportare le mie valigie. Posso anche andarmene fuori da qui.

LUCIEN                   Non volevo.

ANTHONY             Non trattarmi come un cretino. Non mi stare addosso. Non cercare d’essere tutto sorrisi con me. Non sono stupido, lo sai che non sono uno

stupido.

LUCIEN                   Anthony.

ANTHONY             So cosa sono quelle cazzo di “ mari e monti”.

LUCIEN                   Scusami.

ANTHONY             Pausa. Scusami. Pausa. Cerchiamo di trascorrere bene le vacanze.

ANTHONY annuisce. LUCIEN solleva il suo bicchiere. Brindano.

            Kapow.  (BUM)

ANTHONY brinda ancora con lui.

ANTHONY             Kapow, kapow.  (BUM, BUM)

La Veranda

ANTHONY siede di fuori sugli scalini, legge il giornale e mangia il suo panino mattutino.

ANTHONY             Un uomo è sul tetto dell’Empire State Building. E’ il suo primo viaggio in America, un viaggio di lavoro per conto di una piccola ditta farmaceutica per la quale lavora in Inghilterra.L’uomo sta mangiando un panino, contentissimo di essere in cima al monumento nazionale di New York e di contemplare la vista del cielo tardo mattutino. Ha calcolato che finirà il suo panino, passerà con comodo dieci minuti nei negozi a scegliere il regalo adatto per sua moglie e suo figlio, andrà con l’ascensore all’undicesimo piano, scenderà gli ultimi dieci piani a piedi, avrà ancora quindici minuti buoni per spulciare tra gli scaffali di libri dei magazzini vicini down town e sarà in perfetto orario per il suo primo appuntamento della giornata. E’ orgoglioso di usare già la parola magazzino invece di negozio. Si sente quasi uno del posto. Dà un’occhiata all’ora e si accorge che farebbe meglio a spicciarsi con quel panino, poi si accorge di essersi dimenticato di rimettere l’orologio per ovviare alla considerevole differenza d’orario tra i due paesi: il suo e quello americano. Infastidito, l’uomo getta il resto del panino di sotto e torna al suo albergo per dormire qualche ora in più.

ANTHONY getta via la parte finale del suo panino; un lancio lungo che catapulta il

panino lontano.

            Una donna che si dirige in un albergo uptown per il suo turno di pulizia delle camere e cammina nella strada sottostante, non vede il panino che cade.  Il panino, che aumenta di peso con la velocità, colpisce la donna a 238 Km orari e spacca il marciapiede.

Sbattere della portiera di un furgone. Entra MADELEINE.

Il responso ufficiale è stato di morte accidentale. Il panino era alle uova e prosciutto.

Ronzio d’api, sembra elettricità.

La ragazza prende al volo una cassa di verdura che le passano dall’alto e la trasporta attraverso il palco.

MADELEINE        Scusa. Ti ho portato la verdura.

Si ode una scarica elettrica, ANTHONY solleva gli occhi dal giornale e come la vede si paralizza.

           

            E’ il traliccio.

ANTHONY la fissa.

            E’ il rumore dell’elettricità. Fa vibrare i fili. Crea molta corrente elettrostatica nell’aria. La si avverte.

ANTHONY la fissa. Silenzio.

            Ti ha già fatto sognare?

ANTHONY la fissa.

            Non da noia mica a tutti. Pausa. Mele. Hai ordinato delle mele - (Tira fuori la lista e la legge) …delle banane. I fagiolini non ci sono. Non è stagione. Al loro posto abbiamo portato dei broccoli.

ANTHONY             E’ stato il mio amico a fare l’ordine.

MADELEINE        E’ la prima volta che vi faccio la consegna. Siete qui da…

ANTHONY             Due settimane.

MADELEINE        In vacanza?

ANTHONY             Ti ho vista –

MADELEINE        Siete qui in vacanza?

ANTHONY             … facevi l’autostop. Stavi chiedendo un passaggio.

MADELEINE        Si. Pausa. Può essere.

ANTHONY             Ti ho vista. Pausa. Ti ho già vista.

Silenzio. ANTHONY la fissa mentre MADELEINE posa la cassa sugli scalini.

MADELEINE        Devo essere saldata. Pausa. Mi puoi pagare?

ANTHONY             Non ho denaro.

MADELEINE        O.k., va bene. Pagherai la prossima settimana.

ANTHONY             Lavori al ristorante. Fanno delle buone bistecche. Non ho preso il

“ mare”. Il mio amico ha preso le aragoste. La maionese era buona.

MADELEINE        Grazie.

ANTHONY             E’ difficile farla. Pausa. L’ho sentito dire. La maionese.

MADELEINE        L’acquistano in grandi contenitori.

ANTHONY             Imbroglioni.

MADELEINE        Io non ci mangio mai.

ANTHONY             Adesso che so che imbrogliano non ci mangerò più neanch’io. Ma veramente? Veramente? Che delusione. Siamo in campagna. La terra dei prodotti fatti in casa.

MADELEINE ci pensa un attimo su, poi si avvia.

ANTHONY             Il mio amico è lui di noi due che guadagna.

MADELEINE        Digli che mi deve –

ANTHONY             (Offrendole una mela)Ne vuoi una?

MADELEINE        No, posso averle tutte le volte che voglio. Una specie di guadagno extra.

ANTHONY             Quanti lavori fai?

MADELEINE        Quattro.

ANTHONY             Sono troppi.

MADELEINE        E’ per ammazzare il tempo. Ho bisogno di soldi.

ANTHONY             Quattro lavori sono troppi.

MADELEINE lo saluta con un cenno del capo e fa per andarsene.

            Non dovresti fare l’autostop. (Continua a fissarla.) Una ragazza non dovrebbe farlo. E’ pericoloso.

MADELEINE        Lo faccio sempre.

ANTHONY             Non dovresti. Potrebbe succedere qualunque cosa. Potrebbero passare dei tipi strani, vederti e nel loro aspetto di turisti gentili e negozianti del posto, rapirti e farti a pezzi.

MADELEINE ride.

MADELEINE        I turisti non sono mai gentili. E i negozianti non sono mai del posto. Vengono dalla città per vendere deliziose schifezze –

ANTHONY             Pausa. Non vuoi riprenderti la cassa? Pausa. Come ti chiami?

MADELEINE riprende da lui la cassa e le loro mani si sfiorano. Un lungo e profondo

ronzio, come una scarica elettrica, vibra.

            Elettrostatica.

MADELEINE        Sì. Pausa. Dev’essere il traliccio.

ANTHONY si alza, sta per dire qualcosa.

MADELEINE        Madeleine.

Entra LUCIEN ed osserva la scena:

ANTHONY             Anthony.

MADELEINE        Ed il tuo amico?

ANTHONY             Pausa. L’aragosta.  

MADELEINE ride, e si avvia. ANTHONY le lancia una mela, lei alza un braccio e la prende al volo senza neanche guardarla.

(Richiamandola) Madeleine. Pausa. Bello. Pausa. Prendine una comunque.

MADELEINE da un morso alla mela ed esce. ANTHONY la guarda uscire.

La Casa

Lucien entra portando la cassa di frutta rimasta in veranda.

LUCIEN                   Chiudere a chiave la porta è facile da fare. L’avevo lasciata qui appesa quella maledetta chiave.

ANTHONY             Devo non essermene accorto –

LUCIEN                   Già.

ANTHONY             …Ho fatto un giro e mi sono perso.

LUCIEN                   Devi assumerti delle responsabilità. Devi imparare ad importi.

ANTHONY             Sì.

LUCIEN                   E’ un casino. Lasci la porta aperta, il cibo fuori dal frigo e ci finisce della roba dentro. Si rovina. Qui siamo all’aperto, non è come in città –

ANTHONY             …già. Ci avrebbero svaligiato il frigo in città.

LUCIEN                   Fai lo spiritoso. Cerchi di fare spiritoso?

ANTHONY lo fissa. Non farlo….No. Non lo fissare.

ANTHONY             Qualcuno è entrato e ha spostato tutto.

LUCIEN                   No, Anthony.

ANTHONY             Le formiche non spostano mica le sedie.

LUCIEN                   Sono cadute e basta.

ANTHONY             I mobili si muovono per la stanza. I tavolini si muovono per la stanza. Quelle cazzo di formiche giganti sono state loro –

LUCIEN                   Io credo sia stato tu. L’hai fatto durante il sonno.

ANTHONY             E mica solo oggi.  Non è mica solo se lascio la porta aperta.

LUCIEN                   Ci sono dei gatti selvatici, probabilmente sono entrati –

ANTHONY             No –

LUCIEN                   Le sedie non si spostano da sole. C’è del cibo che manca. Qualcuno lo mangia di notte.

ANTHONY             Giusto.

LUCIEN                   Sei tu che lo mangi la notte.

ANTHONY             Io mangio di giorno.

LUCIEN                   Ho trovato dei contenitori aperti e le scatole di corn-flakes strappate.

ANTHONY             Non sono stato io. Io no.

Silenzio.

LUCIEN                   Non m’importa se sei stato tu. E’ come vivi, la maniera in cui… Non stai attento. Non mi meraviglia che ti dimentichi delle cose. Lascio la chiave sulla porta.

ANTHONY             Queste cose le so fare.

LUCIEN                   Quand’è stata l’ultima volta che hai chiuso a chiave la porta? Quand’è stata l’ultima volta che hai almeno avuto una porta di casa, Anthony?

ANTHONY             Ti sono grato.

LUCIEN                   Non essermi grato. Trova un sistema. Trova nella tua testa una serie di parole che ti aiutino a mettere un po’ d’ordine nelle tue giornate. Esco. Chiudo la porta. Chiave. Nella toppa. Chiudo. Esco. Mi diverto.

ANTHONY             Mi sei venuto a prendere. Mi sei venuto a prendere e mi hai portato qui, lo so, e lo apprezzo.

LUCIEN                   Non serve che lo apprezzi. Pausa. Devi soltanto rimetterti.

Silenzio.

ANTHONY             Che c’è là fuori, Lucien?

LUCIEN                   Alberi. Gatti selvatici. Non ti faranno alcun male. Il rumore dell’acqua, il lago. Quel ronzio. Insetti, tantissimi insetti.

ANTHONY             Io vedo delle ombre.

LUCIEN                   E’ solo l’albero.

ANTHONY             La notte mi attraversano, mi svegliano.

LUCIEN                   C’è un albero proprio qui fuori la finestra.

ANTHONY             Ombre che mi trovano in ogni angolo.

LUCIEN                   Dormi sul divano. Possiamo anche fare a cambio di stanza, se vuoi.

ANTHONY             Le sedie non si muovono da sole, Lucien.

LUCIEN                   Non si stanno muovendo.

ANTHONY             I tavoli non si ribaltano.

LUCIEN                   Di mattina sono a posto.

ANTHONY             Li ritiri su, tu. La mattina ti svegli presto e li ritiri sù. Ho ragione? Pausa. Ho ragione. (Silenzio.) Dimmi una cosa, Lucien, da quanto tempo lo facciamo?

LUCIEN                   Cosa?

ANTHONY             Questo.

LUCIEN                   Da un po’. Da un bel po’.

Silenzio.

ANTHONY             E non abbiamo mai parlato di lei…

LUCIEN                   Pausa. Cerca solo di rimetterti, Anthony.

ANTHONY             Parli come se non t’importasse rivederla. Come se non è –

LUCIEN                   Non è.

ANTHONY             Non lo sappiamo.

LUCIEN                   Se è viva, Anthony, come fa’ ad apparirti come un fantasma?

ANTHONY             Le persone possono ossessionarti sia da vive, che da morte.

Entra MADELEINE con un mazzo di fiori.

                        Abbiamo un ospite a cena.

LUCIEN non osa voltarsi a guardare. ANTHONY fissa MADELEINE.

LUCIEN                   Me lo dici ora.

ANTHONY             Luce.

LUCIEN                   Sì.

ANTHONY             Pausa. Credo che ti piacerà.

MADELEINE porge i fiori.  LUCIEN li prende ed è come se la vedesse per la prima volta.

La Casa

ANTHONY apparecchia la tavola per la cena e mette le forchette. LUCIEN versa un aperitivo a MADELEINE. MADELEINE mette i fiori in un vaso.

ANTHONY             Ho corso velocissimo e alla fine mi ha preso - Kapow! (BUM) Proprio qui in mezzo al – Qui …rimbalzando da lì a qui - Kapow! Kapow! (BUM, BUM) Come una forchetta, una forchetta che cade dal cielo.

Cade dall’alto una forchetta. ANTHONY l’acchiappa senza neanche guardarla.

MADELEINE        Dovevi aver avuto…

LUCIEN                   Avevamo sei anni –

ANTHONY             Quasi sette. Sono là in piedi e piove. (a LUCIEN) No? Avevo gli stivali tutti bagnati. (a LUCIEN) No?

LUCIEN                   … Erano zuppi –

ANTHONY             …zuppi d’acqua. E’ pericoloso. L’acqua e l’elettricità, lo sai –

MADELEINE        Pancetta affumicata.Puoi diventare come pancetta affumicata.

ANTHONY             Proprio così. Hai colto il senso. Vedi che ha capito? Sto lì in piedi come a dire: Dai, colpiscimi. E niente di niente, non mi prende, così il ragazzo timido mi dice –

LUCIEN                   Io volevo, volevo tornare a casa.

ANTHONY             Il ragazzo timido è di cattivo umore ed io rido e corro davanti a lui, non mi succederà niente, così arriviamo di fronte alla mia porta di casa e –

MADELEINE        So cosa stai per dire. So cosa stai per dire.

ANTHONY             E’ il peggior –

LUCIEN                   E’ il peggior posto –

ANTHONY             E’ il peggior posto dove potessi capitare. Il fulmine, bam! Davanti alla porta e poi, Kapow  (BUM) - Avevo sei anni e mi colpì, Kapow, (BUM)  nel petto, così –

MADELEINE        Cristo!

Silenzio.

ANTHONY             E’ divertente.

Silenzio.

MADELEINE        Fenomenale.

ANTHONY             Avevo il segno della bruciatura –

LUCIEN                   Era un cazzo di segno enorme.

ANTHONY             Proprio in mezzo, vero?

LUCIEN                   Sì.

ANTHONY             Proprio in mezzo al petto.

Silenzio. MADELEINE non mostra alcuna reazione.

MADELEINE        Stupefacente.

ANTHONY             Vuoi, prendi ancora un po’ di vino? (prendendo il bicchiere di lei) Lui crede sia colpa della gomma.

MADELEINE        No, grazie.

ANTHONY             Ti verso l’ultimo. Era convinto che c’era della gomma nei miei stivali. (a LUCIEN) Abbiamo un’altra bottiglia?

LUCIEN annuisce.

MADELEINE        Si è trattato di…

ANTHONY             Un miracolo. (a LUCIEN) No?

LUCIEN                   Sono commosso.

ANTHONY             Lui è un cinico.

MADELEINE        Per me è un miracolo.

ANTHONY             (fa un inchino a MADELEINE) Grazie…Grazie…

ANTHONY va in cucina. Silenzio. Si sente il crepitio e il ronzio che viene da fuori. E’ quasi notte.

LUCIEN                   Anthony mi ha detto che tu –

MADELEINE        Sono solo di passaggio. Ci lavoro d’estate.

LUCIEN                   E d’inverno –

MADELEINE        Mi sposto. Dovunque. Mi piace cambiare posto. Vado ovunque posso far soldi.

Silenzio.

LUCIEN                   Non voglio neanche immaginare cosa stia combinando –

MADELEINE        Tu lavori? Vedo che ti sei portato del lavoro –

Silenzio. LUCIEN e MADELEINE si guardano.

LUCIEN                   E’ noioso.

MADELEINE alza le spalle.

            Previsione dei rischi. Prevedo i rischi per piccole società. Principalmente per quelle nuove. Calcolo quello a cui devono stare attenti, le potenziali trappole professionali e finanziarie.

MADELEINE lo guarda. Silenzio.

           

E’ noioso. Un lavoro d’ufficio. Pausa. Tu fai sempre –

MADELEINE        Cosa?

LUCIEN                   …così tante domande?

MADELEINE        Te ne ho fatta solo una.

Silenzio.

LUCIEN                   Lui parla molto. C’è chi lo trova difficile. E’ sempre stata una persona energica. Io non ci faccio caso. Ti ci abitui. E’ ciò che lo rende così com’è.

Si sente uno schianto nella cucina. Silenzio. LUCIEN si alza per andare a vedere.

MADELEINE        Perché l’hai lasciato raccontare quella storia –

LUCIEN si ferma a metà strada.

            …se non ci credi?

LUCIEN                  Non è che non ci credo. Solo, non è fenomenale. C’è una logica. Se la prendi in considerazione, la logica. Una logica c’è sempre, scopri che c’é sempre una logica negli eventi accidentali.

MADELEINE        Non credo sia vero.

LUCIEN                   Tutti noi siamo una specie di semi-conduttori. Il posto migliore dove trovarti durante un’intensa attività meteorologica, chiamata lampo, è un vasto spazio aperto. E’ il posto più sicuro. Andando dentro una veranda di metallo, Anthony si è messo dentro un circuito perfetto - Lampo. Cassetta delle lettere. Petto. Kapow. (BUM) La gomma ha fatto da semplice interruzione all’interno del circuito.

MADELEINE        E allora dov’è il miracolo? I miracoli non seguono nessuna logica, per questo sono dei miracoli.

Silenzio.

LUCIEN                   Avevamo sei anni, avevamo solo sei anni.

MADELEINE        Un miracolo -

LUCIEN                   No.

MADELEINE        …un miracolo può accadere.

LUCIEN                   No.

Silenzio.

MADELEINE        E’ una bella storia.

LUCIEN                   E’ una bella storia. Gli piace raccontarla. Mi piace ascoltarla. E’ questa la sola cosa che conta. Pausa. Tu lì non c’eri.

MADELEINE alza le spalle e sorride.   

            Ha perso una persona. Sono buono con lui. Una persona che amava tanto. Forse sono buono con lui, più buono di quanto potrei essere –

Un altro schianto in cucina. LUCIEN si volta, teso –

MADELEINE        Avevo capito male.

Silenzio.

            Mi dispiace.

LUCIEN la fissa. Troppo a lungo.

LUCIEN                   Lui è un incidente che aspetta di succedere.     

MADELEINE inumidisce l’orlo del bicchiere. Un lungo e profondo ronzio.

                                   Tu somigli…Somigli ad una persona che conoscevamo.

Un crepitio d’elettricità. Entra ANTHONY.

E’ avanzata la sera - Più rilassamento e risate. La scena riprende vita.

Un’ape ronza attorno ad ANTHONY. Si alza e spalanca la bocca -  La chiude. Il ronzio

si ammutolisce.

MADELEINE        Se ti punge –

LUCIEN                   Già.

MADELEINE        Se ti punge, ti si gonfierà la lingua.

LUCIEN                   Pausa. Anthony. Pausa. Anthony, per favore.

Silenzio sospeso finché - ANTHONY apre la bocca. Il ronzio riprende e si allontana.

ANTHONY             Non sopporta che lo faccio.

MADELEINE        E’ magia.

LUCIEN                   E’ stupidità.

ANTHONY             Fa sempre così.

LUCIEN                   Se ti pungeva –

MADELEINE        Metti qualcosa sulla lingua?

ANTHONY da una scompigliata ai capelli di LUCIEN.

ANTHONY             Non è successo, perciò è tutto a posto.

LUCIEN                   Sto solo dicendo.

MADELEINE        (a LUCIEN) Facciamoci un altro bicchiere, dai. Siete in vacanza, no?

LUCIEN alza il suo bicchiere.

ANTHONY             Vedi, vedi, lei ci fa bene.

Un crepitio d’elettricità. E’ passato ancora del tempo - Ancora più rilassamento e risate.

MADELEINE è nel bel mezzo di un gioco di bevute. LUCIEN è visibilmente giù di tono.

MADELEINE        Adesso devi dirci chi è Harry.

ANTHONY             E’ ubriaco. Non ti ho mai visto ridotto così.

LUCIEN                   Ciao, Harry. E’ Harry. Non ci riesco a fare questo gioco.

MADELEINE        (ridendo) Non importa.

ANTHONY             Ciao, Harry. E’ Harry. Puoi dire a Harry  che Harry  vuole parlare con Harry? (ha bevuto diversi bicchieri con una certa padronanza di sé.)

LUCIEN                   Non lo capisco. Continuo a non capirlo.

MADELEINE continua a riempire i bicchieri per un altro giro. Crepitio d’elettricità. E’

trascorso ancora del tempo -  Ancora più rilassati e più brilli. Sono sdraiati supini come a

guardare le stelle.

ANTHONY             ‘Fanculo, figlio di puttana.

MADELEINE        Dov’è?

ANTHONY             (indicando le stelle) Unisci quelle tre streghe con quel pezzo di carro.

MADELEINE        Non le vedo.

LUCIEN                   E’ dislessico.

ANTHONY             (indicando le stelle) E’ stupenda e noi la amiamo.

MADELEINE        Ma dov’è?

ANTHONY si mette a sedere e guarda MADELEINE.

MADELEINE        Non riesco a vederla.

ANTHONY             Non ho ragione, Lucien?

MADELEINE        Mi state prendendo in giro, voi due.

LUCIEN                   Abbiamo bevuto troppo.

ANTHONY             Sei tu che hai bevuto troppo.

LUCIEN                   Attento a quello che dici, Anthony.

ANTONY                 Ma lo senti? Non abbiamo neanche bevuto abbastanza.

Crepitio d’elettricità. E’ passato ancora del tempo - Divertimento e follia. ANTHONY piomba su MADELEINE, con una bottiglia d’acqua in mano, mandando dei grandi schizzi dalla bottiglia e degli zampilli dalla sua bocca.

MADELEINE        Mi hai inzuppata. Mi hai inzuppata.

MADEILEINE cade ma subito si rialza mentre - LUCIEN si avvicina schizzandola.

                        Credevo stessi con me. Cristo. Cristo.

MADELEINE trangugia dalla sua bottiglia d’acqua ed inzuppa tutti e due mentre scappano urlando. Crepitio d’elettricità. Trascorre ancora del tempo -  Divertimento e ancora più follia. MADELEINE e LUCIEN fissano ANTHONY che sta cercando di arrampicarsi sul traliccio.

LUCIEN                   Vieni giù, scemo.

MADELEINE        Anthony, dai, scendi.

ANTHONY             Proverò la mia teoria. Che un uomo non può volare senza aiuto.

ANTHONY salta e si schianta a terra. Giace sdraiato. LUCIEN e MADELEINE accorrono per sollevarlo. ANTHONY giace immobile. Cresce il panico fino a quando ANTHONY si mette a sedere e schiocchia due baci ad entrambi.

                        Ho verificato la mia teoria.

Crepitio d’elettricità. E’ trascorso ancora del tempo - Sono le prime ore del mattino.

MADELEINE        Qualche volta penso che sarà questo il posto.  Sarà questo il posto dove mi fermerò e rimarrò.

Crepitio d’elettricità. E’ trascorso ancora del tempo - E’ l’alba. Allegria. Qualche pericolo.

MADELEINE, LUCIEN ed ANTHONY giacciono distesi guardando il sorgere del sole.

Come sopravviene la luce del giorno, una musica che viene da lontano si acquieta.

MADELEINE        E’ lo schermo del cinema, hanno messo lo schermo che esaurisce tutta l’elettricità. Stai cucinando e sei a metà cottura ed ecco che ti va via la corrente per tutta la sera. E’ come se non ci fosse abbastanza corrente, non avesse abbastanza potenza ed ecco che all’improvviso arriva quella scossa.

Silenzio.

            (indicando le stelle) E’ ora di andare a dormire.

ANTHONY             (indicando le stelle) Non ancora.

Silenzio.

LUCIEN                   (indicando le stelle) Se vuoi, puoi rimanere qui.

MADELEINE fa per alzarsi.

MADELEINE        Dov’è che sta scritto?

ANTHONY             Già,dov’è che sta scritto?

LUCIEN                   Scusate, credevo fosse una stella. E’ un aereoplano.

ANTHONY             E questo manda a monte quello che hai appena detto. Pausa. Se vuoi, puoi rimanere qui.

Silenzio.

MADELEINE        E con chi dormo dei due?

Silenzio. MADELEINE ride.

LUCIEN e ANTHONY si alzano. Se ne stanno in piedi goffamente.

Notte. MADELEINE, esce ridendo.

ANTHONY             Notte.

Silenzio. Indugiano.

                        (a LUCIEN) E’ una grande!

LUCIEN                   E’ una grande!

LUCIEN fa un cenno col capo. Raccoglie i bicchieri e va dentro.

LUCIEN                   Porta?

ANTHONY             Chiusa.

LUCIEN                   Progresso.

Luce di fari, MADELEINE chiede un passaggio. ANTHONY la fissa come se la vedesse.

Il Lago

MADELEINE giace supina su una chiatta leggendo il giornale. LUCIEN si asciuga dopo

una nuotata. ANTHONY poltrisce in mezzo a loro prendendo il sole.

MADELEINE        Una donna è uscita a cena fuori con suo marito per festeggiare le loro nozze d’argento, indossando felicissima il filo di perle che lui le ha appena regalato. (a LUCIEN e ANTHONY) Sì, giusto.

LUCIEN                   E che c’é di divertente?

ANTHONY             E’ così ingenuo.

MADELEINE        Non sai che cos’é un filo di perle?

ANTHONY                         E’ come farti pisciare addosso da una ragazza, senza la pipì.

Silenzio.

LUCIEN                   Continuo a non capire.

ANTHONY             (a MADELEINE) Continuo?

MADELEINE        Risparmiamoglielo.

ANTHONY             Risparmiamoglielo.

LUCIEN                   Ditemelo.

ANTHONY             Meglio di no.

LUCIEN                   Tuttavia man mano che la cena va avanti, si capisce che non è tempo di festeggiamenti, il marito sta chiedendo a sua moglie il divorzio. L’uomo si è infatti innamorato ed intende sposare il suo capo, una donna elegante, nello stesso momento in cui la sua bisbetica moglie acconsenta alla separazione. Ne consegue un’animata discussione all’esterno del ristorante, la donna è furiosa per essere venuta a conoscenza del tradimento del marito. In un attimo di rabbia, la moglie afferra le perle e sta per scagliarle in faccia al marito.  Le lancia ad una tale velocità che attraversano l’aria come proiettili. Dio, ho capito. E’ disgustoso. E’ questo, vero, quello che un filo di perle è?

ANTHONY             Potrebbe essere divertente.

LUCIEN                   Non lo voglio sapere.

ANTHONY             Un uomo che sta andando al lavoro ed è al cellulare col suo analista, si distrae per un momento come vede volargli una perla addosso. Finisce contro un albero e si spezza il collo.

Rumore di alberi e rami spezzati nel bosco.

            (a LUCIEN) E’ nauseante.

ANTHONY             E’ la sua pornografia.

LUCIEN                   Non è la mia pornografia.

ANTHONY             I pervertiti. A lui piace decifrarli. Si annoia. Si annoia facilmente.

LUCIEN                   E’ il mio lavoro. Alcuni di questi sono dei classici.

ANTHONY ripiomba sulla chiatta. Come fai a non vedere che sono dei classici?

ANTHONY             Dei ragazzininoiosi che non hanno un cazzo da fare tutto il giorno. Pausa. La sua filosofia del cazzo.

MADELEINE        Il medico continua a parlare per almeno 32 secondi prima di accorgersi che la sua cliente é ammutolita. Suo marito ha incassato 39 delle 47 perle. Delle altre 8 non si hanno ancora notizie.

ANTHONY             Mostruoso. (a MADELEINE.) Ascolta e impara, ecco come si dibatte -

LUCIEN                   Non ho intenzione di fare nessun dibattito.

ANTHONY             (a MADELEINE) Sei pronta? Perché arriva.

MADELEINE        Che cosa?

ANTHONY             Una donna matura –

LUCIEN                   Ecco che si ricomincia.

ANTHONY             …non può essere uccisa da un panino.

LUCIEN                   Se si trova –

ANTHONY             Nenche se si trova –

LUCIEN                   …nel posto sbagliato al momento giusto. Un panino la può colpire. Provocarle un infarto.

ANTHONY             Forse una moneta. Se cadesse una moneta ti potrebbe uccidere.

LUCIEN                   Il tempo più la velocità danno la massa…Non importa la grandezza, se cade da molto in alto, acquista velocità, attraversa il tempo, produce la quantità di moto, aumenta la massa e – E’ causa-effetto.

MADELEINE        Un panino è piccolo, è una cosa morbida –

LUCIEN                   Il tempo più la velocità, la quantità di moto aumenta. Anche la cosa più soffice può –

MADELEINE        Una cosa soffice non ti può uccidere.

LUCIEN                   ‘Se cade dall’altezza giusta può produrre un effetto’.  Pausa.

ANTHONY             Va bene, potresti morire ma cazzo, sarebbe strano. Per passare proprio in quel preciso istante…

LUCIEN                   E’ scientifico, è una cosa puramente scientifica. Non c’è niente di strano.

MADELEINE        Venire ucciso da un panino che cade lo trovo abbastanza strano.

LUCIEN                   E’ la causa che fa sì che non sia strano, finché c’è una causa, si può sempre attraverso la scienza trovarne l’effetto.  Un uomo è infedele – causa. Sua moglie arrabbiandosi rompe la collana di perle – effetto. Vola una perla – causa, distrae un uomo che si rompe il collo – effetto.

ANTHONY             Una donna con il naso storto…

Silenzio. LUCIEN non si muove.

            Una donna col naso storto e dei buffi capelli salta da un ponte.

Silenzio.

LUCIEN                   Che ponte?

Silenzio.

            L’altezza è importante.

ANTHONY             (inserendosi) L’altezza non importa.

MADELEINE        Era scritto sul giornale?

ANTHONY             C’è dell’acqua sotto.

LUCIEN                   Non mi piace questo gioco.

ANTHONY             Qual è la causa? Pausa. Dov’è la causa, Lucien?

Silenzio.

LUCIEN                   Il salto.

ANTHONY             Quello è l’effetto.

LUCIEN sostiene lo sguardo di ANTHONY.

LUCIEN                   E’ caduta.

ANTHONY             Ma la causa ci deve essere. Se non c’è, dico che si è trattato di un cazzo di strano incidente.

LUCIEN                   Non è saltata.

ANTHONY             Se fosse saltata sarebbe stata una cazzo di tragedia.

Silenzio.

MADELEINE        Sta su un giornale vecchio?

MADELEINE cerca nel giornale –

ANTHONY             No.

MADELEINE        E’ una storia vera?

Silenzio. LUCIEN è visibilmente agitato. ANTHONY lo tocca.

ANTHONY             E’ un miracolo.

MADELEINE        Dov’è il miracolo?

LUCIEN                   Già, Anthony, dov’è il miracolo?

ANTHONY             Il miracolo è… che lei è ancora viva.

LUCIEN si alza di scatto, MADELEINE smette di cercare nel giornale.

LUCIEN                   Forse è meglio che faccio una nuotata.

ANTHONY             Una barca. Una barca che naviga là sotto arresta la sua caduta. Vengo con te.

LUCIEN       No, perché non rimani? Perché non rimani a parlare con Madeleine?

ANTHONY si alza per fermarlo, cerca di toccarlo in qualche modo.

            Ci metto un attimo.

ANTHONY tenta di sbarrargli il passo.

ANTHONY             Resta. Voglio solo farmi una nuotata, o.k.?

LUCIEN sguscia via.

Silenzio.

            Ho dimenticato qualcosa?

Silenzio.

ANTHONY             Lo sapevi che il Golden Gate di S. Francisco non è il ponte più grande?

ANTHONY guarda LUCIEN nuotare lontano.

            E’ un ponte cinese.

MADELEINE        Non lo sapevo.

ANTHONY             Già, la gente spesso si sbaglia.

Silenzio.

            Il secondo è uno in Asia, in uno degli stati arabi. Hanno un sacco di soldi. Possono permettersi i mattoni.

Silenzio.

MADELEINE        Che è successo?

ANTHONY             Lucien? Questo è Lucien. Non parla di certe cose.

MADELEINE        Non parlare –

ANTHONY             E’ quello che gli dico –

MADELEINE        Non parlare, non fa bene.

Silenzio.

            Lo fate spesso, partite spesso insieme voi due?

ANTHONY alza le spalle continuando a fissare LUCIEN che nuota.

ANTHONY             Questa vacanza. Questo viaggetto. E’ parte di una routine. Viene a prendermi, mi fa lavare, mi fa tagliare i capelli, mi compra dei vestiti nuovi. Io glielo dico sempre. Non mi importa di quello che mi metto. Mi da dei soldi. Mi dice di non spenderli tutti subito. Io gli rispondo di no. Ma lo faccio sempre.  Non voglio deluderlo. Credo si senta deluso da me. L’ultima volta, mi ha trovato che leccavo il marciapiede. Avrà pensato che ero disperato. A me piaceva semplicemente il sapore.

ANTHONY vede MADELEINE che lo guarda.

            Ci passiamo attraverso. Normalmente. Lui si sente meglio. Io sembro nuovo.  Pausa. Non essere dispiaciuta per me.

ANTHONY si sporge a cercare LUCIEN.

            La cosa buffa è che sono felice. Non credo di essermi mai sentito tanto felice in tutta la mia vita.

Silenzio.

MADELEINE        La che conoscevi.

ANTHONY sostiene il suo sguardo. MADELEINE lo tocca.

            C’è qualcosa che posso fare? Posso aiutarti in qualche modo?

Elettrostatica. Ritira la sua mano –

ANTHONY             Non lo so ancora. Non ne sono ancora sicuro. I miracoli non funzionano così.

All’improvviso, da sotto la chiatta, LUCIEN emerge da sott’acqua, boccheggiando.

LUCIEN                   Mi avete visto? Waw, mi avete visto?

MADELEINE continua a fissare ANTHONY.

ANTHONY             Pausa. No. Eri sparito.

MADELEINE continua a fissare ANTHONY.

            Eri scomparso.

La Veranda

ANTHONY siede nell’ultima luce del giorno, ignorando le api che gli ronzano attorno

mentre legge il giornale. LUCIEN è seduto a lavorare.

Crepitio dal traliccio dell’elettricità.

ANTHONY             Un agricoltore e suo fratello più giovane, decidono di sbarazzarsi di un nido d’api che si trova in una baracca all’interno della loro proprietà, con un fuoco artificiale illegale usato in genere in grandi manifestazioni, che ha una carica di esplosivo equivalente a mezzo candelotto di dinamite. Danno fuoco alla miccia e si allontanano per guardare dalla finestra della casa a 3 metri di distanza. In seguito all’esplosione, si spacca il vetro della finestra che ferisce lievemente il fratello giovane, e l’agricoltore decide di portarlo al pronto soccorso. Mentre aspetta il fratello, l’agricoltore, che è molto arrabbiato, va ad un vicino negozio di frutta. Compra una pesca e decide di ritornare all’ospedale, camminando nel sole di mezzogiorno. Il contadino dà un morso alla pesca su cui è posata un’ape mezza addormentata. L’ape lo punge e lui sviene. Accorre un’ambulanza. Entrambi i fratelli ignorano d’essere allergici al morso delle api. Al pronto soccorso l’agricoltore muore. Afflitto, il giovane chiede che gli vengano restituiti i guanti che appartenevano a suo fratello. Va verso casa per dire a sua moglie della morte del fratello, inconsapevole che c’è un’ape addormentata all’interno di un guanto. Mentre cerca di farsi coraggio per annunciare la triste notizia, il giovane s’infila i guanti in omaggio al tempo passato.

ANTHONY si ferma, e strappa lentamente la pagina. LUCIEN fa finta d’ignorarlo.

Per fortuna, il guanto ha un buco nell’indice, un buco che il giovane è sicuro non esserci mai stato prima d’allora. Come s’infila il guanto, l’ape vola via. Il fratello giovane è stupefatto ed inizia a vedere la vita con occhi nuovi. Comincia a fare feste, invitare i vicini, regala loro bistecche e flirta con la moglie come non faceva da anni, una donna che aveva dimenticato cosa fosse una bella scopata.

L’insistente rumore di un clacson distante, fa sobbalzare ANTHONY che si volta di scatto.

LUCIEN                   Fanno troppo baccano con quelle macchine.

ANTHONY             Festeggiano. E’ estate e la gente si diverte.

LUCIEN                   Tu non guidi. Le macchine sono fatte per essere guidate, non per farci delle feste.

ANTHONY             Sono felice di non guidare.

LUCIEN                   Ma una volta lo facevi.

ANTHONY             Infatti.

LUCIEN                   Rende più facile la vita. Puoi andartene quando vuoi.

ANTHONY             Tu non parti mai.

LUCIEN                   Non fai che ripeterlo.

ANTHONY             …qualche settimana in estate? Sì, certo. Lucien, dai, lasciati andare…

LUCIEN                   Se tu guidassi, non dovrei fare tutto io.

ANTHONY             Tipo?

LUCIEN                   La spesa, per esempio.

ANTHONY             Ma se ce la portano.

LUCIEN                   Era per dire.

ANTHONY             Cosa?

LUCIEN                   Che faccio tutto io.

LUCIEN torna al suo lavoro. Controlla la cassa di frutta.

LUCIEN                   Madeleine…?

ANTHONY             (scuote la testa) E’ il suo giorno libero. E’ un bel tipo, eh?

LUCIEN                   Chi?

ANTHONY             Madeleine.

LUCIEN                   Ti sei innamorato –

ANTHONY             No.

LUCIEN                   …delle donne della pubblicità. Quelle che abbiamo incrociato venendo qui.

ANTHONY             No. Lei è…

LUCIEN                   Molto affascinante. Te la vuoi scopare?

ANTHONY             No. Pausa. Cioè sì, ma –

LUCIEN                   Te la vuoi scopare.

ANTHONY             Non ci trovo…Bhé, non ci trovo niente di male.

LUCIEN                   Non lo farai.

ANTHONY             Dove vuoi arrivare?

Silenzio.

            Dove vuoi arrivare?

Silenzio.

Passa MADELEINE lasciando un cestino di fragole in mano a LUCIEN. Alza lo sguardo,

trasognato.

LUCIEN                   Hai ordinato delle fragole?

ANTHONY scuote la testa. Clacson distanti, rumori di una festa…

ANTHONY             Penso. Credo che stasera uscirò.

Crepitio d’elettricità che si trasforma in un lungo e profondo ronzio.

Il Bosco

Riflessi da uno schermo cinematografico –

LUCIEN, ANTHONY e MADELEINE siedono a guardarlo. ANTHONY continua ad alzarsi

perché vuole avvicinarsi di più allo schermo.

LUCIEN                   Smettila di fare così –

ANTHONY             La qualità –

LUCIEN                   …La gente dietro non vede niente.

ANTHONY             …fa schifo.

LUCIEN                   Lui è un’autorità in materia.

MADELEINE ride.

            Sì, è un vero esperto di schermi cinematografici.

MADELEINE        Li prendono in affitto. In genere li usano per il Karaoke.

LUCIEN                   Non siamo mica in città.

ANTHONY             (grida) Avete mai sentito parlare del DVD?

Silenzio. Il suono smorzato della colonna sonora. ANTHONY si alza di nuovo.

LUCIEN                   Sei impossibile –

ANTHONY             Vedere è impossibile.

LUCIEN                   E’ normale che sia un po’ offuscato. E’ una vista sott’acqua.

ANTHONY             Questo film è vecchio.

MADELEINE        Anthony, siediti. A me piace.

ANTHONY             (siede) Scusa. O.K. Va bene.

Silenzio. Il suono smorzato della colonna sonora.

            (a MADELEINE) Ma ho ragione o no?

MADELEINE si trattiene dal ridere.

LUCIEN                   Anthony –

ANTHONY             Scusa. O.K. Scusa.

Silenzio. Il suono smorzato della colonna sonora.

            Pausa.E’ bellissimo. Questo film è un piacere assoluto.

LUCIEN                   Sto per darti una botta in testa.

ANTHONY             (a MADELEINE) E’ questo il momento che stavo aspettando.

LUCIEN                   Vuoi stare zitto? Sei un rompicoglioni. La gente comincia a scassarsi le palle.

MADELEINE        La volete smettere?

Smettono di litigare.

Silenzio. Il suono smorzato della colonna sonora.

ANTHONY emette una lunga scoreggia.

Ricominciano a litigare.

            Non fate i ragazzini! Smettetela.

LUCIEN smette ma ANTHONY continua. Comincia a ballare ed imitare gli attori del film facendo il buffone.

            Anthony… Anthony . Che stai facendo?

LUCIEN                   Anthony.

ANTHONY la smette. Silenzio. LUCIEN si allunga per guardare il film.

ANTHONY             Che c’è?

LUCIEN                   Superi sempre ogni limite.

ANTHONY             Non ti ha chiesto nessuno di venire.

ANTHONY si allunga per guardare il film. MADELEINE si sposta per fargli posto.

            Cristo! Chi te la chiesto, eh?

Scambio di occhiate tra LUCIEN e MADELEINE, ANTHONY lo coglie e capisce –

Silenzio.

ANTHONY si piega all’indietro e colpisce LUCIEN nel braccio, forte. LUCIEN accusa il colpo senza staccare gli occhi dallo schermo.

Silenzio.

LUCIEN                   Vado a prendere qualcosa da bere.

Lungo e profondo ronzio, grilli ed altri suoni notturni –

Un’Area di Sosta

LUCIEN ha appena comprato delle bottiglie di birra. Si volta e vede MADELEINE in piedi di fronte a lui. Raggi di luci d’auto, come passano sulla strada.

MADELEINE        Ho pensato che forse avevi bisogno di una mano.

LUCIEN alza le spalle –

            Tra un po’ c’è l’intervallo.

MADELEINE prende la sua birra. Bevono in piedi.

LUCIEN                   Gli capita a volte di fare un po’ lo strano. La gente spesso non lo capisce. E’ innocuo. Anche se lo so che qualcuno potrebbe spaventarsi.

MADELEINE        Non io.

LUCIEN                   Bene.

Silenzio.

MADELEINE        Tu non parli molto.

LUCIEN                   Quanto basta. Pausa. Anthony mi ha detto. Ti sarai accorta… Gli piaci. Non è sua intenzione fare il cretino. Sii prudente con lui.

MADELEINE        Non preoccuparti, mica si rompe. Silenzio. E’ un uomo adulto.

LUCIEN                   Con difficoltà. Qualche volta può incutere paura.

MADELEINE        Non sono impaurita.

LUCIEN                   Bene…bene…

LUCIEN fa per andare.

MADELEINE        Lucien –

LUCIEN si ferma –


            Ho fatto un sogno la notte scorsa –

Luce di fari di macchine che passano.

LUCIEN                   Ah sì?

MADELEINE        Sì. Pausa. C’eri anche tu. Tu ed Anthony. Credo che avessimo bevuto. Avevamo bevuto, ma no, non io, non mi sentivo ubriaca.

LUCIEN                   Sogni da astemio. Non si avverano mai.

MADELEINE fa una risatina. Silenzio.

           

MADELEINE        E’ notte. Cammino sulla strada, è molto trafficata. Le macchine mi schivano. E’ come se cercassero di evitarmi –

LUCIEN                   Sì.

MADELEINE        Sì… E’ come un andirivieni confuso di bianco e di rosso. Sono scalza e rido - Non so cosa ci trovassi di tanto divertente. Le macchine sbandano come ubriache. Sento molto freddo.

LUCIEN                   Veramente non si può sentire la temperatura in sogno, non si può.

MADELEINE        Non avevo niente addosso. Dormo nuda –

Silenzio.

LUCIEN                   Sì. Silenzio. Sarà stato per quello.

MADELEINE        Avevo freddo. Comincio a correre. Corro con il cuore in gola, lo sento pulsare forte in bocca. Ho paura che possa saltare via. Chiudo subito la bocca e ingoio, così almeno il vento non entra dentro, continuo a correre e a schivare le macchine e all’improvviso, è stupendo, è una magia, arrivo all’orizzonte, alla fine di tutto ciò, sono su un ponte. C’è un ponte, e quindi adesso è il momento del panino che cade, no?

LUCIEN                   Sì.

MADELEINE        Ed è a questo punto che mi volto e ci sei tu. Che mi guardi. Ed io non rido più. Piango. Mi sveglio piangendo. Mi hai detto qualcosa nel sogno che - quando mi sveglio sto piangendo. Non so cosa mi hai detto ma - credo che sono saltata giù. Credo di essere saltata giù.

LUCIEN allunga la sua mano per afferrarla. Lei lo guarda mentre le stringe le braccia.

La musica dell’intervallo arriva da lontano –

            Non sono io quella che ha paura, vero? Vero?

Silenzio.

Il Lago

Oscurità. Risate lontane. Riflessi dello schermo del cinema sul lago… ANTHONY e LUCIEN sono in piedi gocciolanti. Rumore lontano del tuffo di MADELEINE. ANTHONY e LUCIEN restano col fiato sospeso finché non la vedono riemergere. Fischiano ed applaudono. Le arriva gocciolante.

ANTHONY             Sta a te.

LUCIEN                   Non sono bravo a –

ANTHONY gli da una spinta. LUCIEN cade nell’acqua, attesa silenziosa finché –

Si sente LUCIEN che torna a galla.

MADELEINE        (gridando) Devi nuotare fino a qui.

ANTHONY             (gridando) Fino a qui, capito? Guarda che ti controlliamo.

Silenzio. MADELEINE e ANTHONY crollano a terra.

ANTHONY             E’ troppo lento. Mi piace qui.

MADELEINE        Io lo trovo rilassante. Sarà per l’oscurità, la quiete.

Si mettono in ascolto.

E’ bello d’estate ma - presto arriveranno i più grandi temporali che queste zone - In ogni modo. Sarà bagnato dappertutto. L’estate finisce. Non ci si deve abituare. Ti ci abitui e poi vedi come ti senti. Se mi ci abituassi, morirei.

ANTHONY             Isterica.

Stanno in ascolto.

            Mi piace. Mi piace molto.

Stanno in ascolto.

Ci sono dei gatti selvatici. Non si è mai tranquilli se ci sono gatti selvatici nelle vicinanze.

MADELEINE        Chi te l’ha detto?

ANTHONY             Lucien dice che –

MADELEINE        Gatti…Ci sarà qualche gatto nel bosco. E delle volpi che entrano nelle case e rubano il cibo dai ripostigli.

Puntini luminosi sopra di loro. ANTHONY si curva all’indietro.

Lucciole.

ANTHONY e MADELEINE le guardano sfiorare l’acqua. ANTHONY annuisce.

ANTHONY             Lucciole.

Guardano il lago. Rumori lontani del cinema, dell’acqua e degli alberi.

MADELEINE        Dove ti piacerebbe essere?

ANTHONY             Ora?

MADELEINE        Da qui a cinque anni.

Una lucciola quasi li sfiora. MADELEINE si muove guardandola.

ANTHONY             Non so. Dovunque.

MADELEINE        Da qualche parte. Dev’essere da qualche parte.

Silenzio.

ANTHONY             Mi piacerebbe amare qualcuno. Sì, penso che mi piacerebbe amare qualcuno. Mi piacerebbe viverci - Non so se avremo una casa. Forse dalle parti del…mare della Cina del Sud. Avremo dei bambini. Ed avrò anche un lavoro a quel punto.

MADELEINE        E una valigetta?

ANTHONY             Nessuna valigetta.

Silenzio.

            Delle pinne ed una tuta subacquea.

Silenzio.

            E mi sentirò…Allora starò meglio.

Un’altra lucciola si avvicina.

            Cristo, guarda questa!

MADELEINE continua a guardare lui. La lucciola comincia pian piano a posarglisi sopra

MADELEINE        E Lucien dove sarà?

ANTHONY             Inscatolato, molto in alto, scopando la sua segretaria.

MADELEINE        Spero di no.

ANTHONY             Con problemi di peso ed un’ernia che a volte lo tormenta, dovuti allo stress.

Silenzio.

MADELEINE        Forse dovrei tornare con lui in città al posto tuo.

Silenzio.

ANTHONY             Certo. Io farò le consegne.  Mi sembra ottimo. Ci sto. Solo che Lucien non me lo permetterebbe.

Silenzio.

MADELEINE        Sicuro che non c’è nessun altro che gli gira intorno?

Silenzio.

            Lucien ha qualcuno, non ha nessuno che vive con lui?

Silenzio.

ANTHONY             In città?

MADELEINE annuisce.

ANTHONY             No. No. E chi se lo piglia?

Silenzio.

            Ha perso una persona.

MADELEINE        Davvero?

ANTHONY             Pensa che io non possa capire. E invece sì. So quanto sia stata importante per lui.

Silenzio.

            Sai che ha un appartamento pulitissimo e ordinatissimo?

MADELEINE        Stai brillando.

ANTHONY             E’ paranoico. Veramente, è paranoico.

ANTHONY diviene a mano a mano sempre più lucente.

Ci sono delle finestre incassate, libri e un divano troppo comodo. Arriva a casa la sera sempre alla stessa ora. Ha dei quadri appesi alle pareti. Ha un prodotto specifico per il water ed anche una spazzola del cesso.

MADELEINE        Anthony –

ANTHONY             Certe volte quando scopre che mi sono cacato addosso! Ho vissuto di soli liquidi. Ero finito in una fogna.    

Silenzio.

            Ci sto bene. Faccio bene.

Si sente LUCIEN che chiama da lontano…

            E’ di lui che mi preoccupo.

 LUCIEN che chiama da più vicino…

LUCIEN                   (gridando) Sono qui.

MADELEINE si alza sbalordita mentre ANTHONY è tutto rilucente di lucciole. Fa come per toccarla quando -

ANTHONY             Volevo solo dirti che –

LUCIEN tirandosi su dal ponticello, s’immobilizza nel vederlo.

            E’ lui lo strano.

La testa di ANTHONY brilla - LUCIEN lo guarda stupefatto mentre l’ultima lucciola gli volteggia sulla testa. ANTHONY fissa LUCIEN.

La Casa

Un raggio di luce di una macchina attraversa LUCIEN che è solo.

LUCIEN                   Una donna…Pausa. Una donna con il naso storto…Pausa. Una donna con il naso storto ed una voce, profonda, e spasmodica, incontra due suoi amici su un ponte; due ragazzi che, adesso ormai cresciuti, conosce da anni. I tre amici, i tre vertici di uno stesso triangolo, trascorrono la giornata a ricordare i giorni passati insieme ed un’amicizia che ha consumato la maggior parte delle cose accadute nelle loro brevi vite. I due uomini ridono ripensando alla vita passata della loro amica, non sapendo che lei ha per loro in serbo una sorpresa. Tornando quella stessa sera sul ponte, la donna dice loro che intende togliersi la vita. La donna, che non è affatto ubriaca e ha tenuto testa ai suoi amici nel bere parecchio senza perdere la lucidità, sa quello che vuole. Andando sulla strada, si muove in mezzo al traffico veloce, non curandosi del riso infantile dei due suoi amici ubriachi che cercano di afferrarla e che avrebbero dovuto saperlo. Pausa. Avrebbero dovuto saperlo. Mentre se ne sta con le braccia spalancate in attesa della furia devastatrice, i due amici tornano immediatamente sobri ricordando che lei è una donna di parola. La scaraventano via dalla strada. Si sentono come due eroi ma commettono l’errore di non rendersi conto che la donna è più determinata di quanto pensino. Dopo essersi arrampicato sul ponte di ferro, il più tranquillo dei due, il ragazzo timido fa per fermarla. Ed è allora che lei pone la domanda fatidica: Chi mi ama? Chi di voi due mi ama di più? Il ragazzo timido sa cosa prova per lei e che è anche quello che lei ha bisogno di sentirsi dire. Ma sa anche che la verità ferirebbe il piccoletto – Kapow – Kapow. (BUM, BUM) Lei cade…Lei cade.

Lo sbattere di una porta – Arriva ANTHONY, ha in mano il costume bagnato che getta da una parte.

ANTHONY             Dei gatti selvatici hanno preso la tua birra.

LUCIEN prende il costume e va ad appenderlo…

LUCIEN                   Pausa. Hai ricominciato a bere troppo.

ANTHONY             Hanno anche finito i corn-flakes. Pensavi che avessero dei gusti più raffinati.

LUCIEN                   Perché eri strano stasera?

ANTHONY             Non intendeva…

LUCIEN                   Vuoi il tuo asciugamano che è appeso fuori?

ANTHONY             Quanti anni ho, Lucien? Pausa. Non trattarmi come se ne avessi 10.

Silenzio.

LUCIEN                   Sto cercando di aiutarti. Provo ad aiutarti ad essere pulito.

ANTHONY             Che male c’è ad essere sporco, Lucien? Che c’è che non va in me?

Silenzio.

LUCIEN                   Dormi in una fogna.

ANTHONY             Mi piace.  Mi sento così. Vivo come mi sento.

LUCIEN                   Potrebbe succederti qualcosa. E’ pericoloso.

ANTHONY             Più pericoloso di come vivi tu? Chiave. Porta. Progresso. Quand’è stata l’ultima volta che ti sei fatto una scopata, Lucien?

Silenzio.

La mia è stata in piedi nel retro di un bar, con una che avevo incontrato la mattina. E’ stato bello. Eravamo ubriachi. E’ già qualcosa.

LUCIEN                   Che schifo.

LUCIEN fa per entrare.

ANTHONY             E’ vita. C’è la vita in tutto ciò, Lucien.

Silenzio.

Luce –

LUCIEN                   Non t’incazzare con me se non sei riuscito a scopartela.

Silenzio.

ANTHONY             Ci sto lavorando.

LUCIEN                   Sei qui solo per l’estate.

ANTHONY             E allora?

LUCIEN                   E’ una brava ragazza.

ANTHONY             E allora?

LUCIEN                   Pensi di farle passare delle belle giornate? Di portarla in posti carini?

ANTHONY             Sì.

LUCIEN                   Tanto alla fine pago io.

ANTHONY             Non ti sto mica impedendo nulla.

Silenzio.

            Ciascuno pensa per sè, no?

Silenzio.

            Cristo, Lucien, non si tratta che di correre un rischio.

Silenzio. Un’ape ronza attorno a LUCIEN.

LUCIEN       Rischio. E tu che tipo di rischi corri? Un’ape, afferri un’ape, la chiudi dentro il pugno e pensi di impressionarci. Quando mai ti ha punto?

Un’ape ronza attorno a LUCIEN.

Mai. Non c’è mai stato nessun pericolo.

LUCIEN lascia che l’ape gli si posi sulla mano. Cerca di schiacciarla battendo le mani ma…

E’ solo questione di metterlo in conto il rischio.

…subito LUCIEN ritrae la sua mano. E’ stato punto.

            In ogni momento.

LUCIEN si succhia la mano. ANTHONY fa per aiutarlo. LUCIEN si ritrae.

ANTHONY             Non hai pensato che forse, quando rischio, non te ne parlo?

LUCIEN                   Tu? Tu che non riesci mai a tener chiusa la bocca…?

ANTHONY             Non è vero.

LUCIEN                   Sì.

Silenzio.

E’ facile essere pazzi.

LUCIEN fa per rientrare.

ANTHONY             Voglio integrarmi, Lucien, voglio essere normale. Solo che non so come fare. Non mi piace essere così. Vorrei essere calmo, tranquillo. Non mi piace darti delle noie. Voglio andare a tagliarmi i capelli da solo. Voglio andare a dormire senza pensare più a lei. Lucien – se potessi integrarmi. Lo farei. Ce la metterei tutta e ci riuscirei. Metterei i miei soldi in banca. Sul marciapiede ci camminerei e non mi metterei più carponi. Ma io sono così, questo è quello che sono, Lucien. Ci vorrebbe un miracolo…

LUCIEN vacilla, vorrebbe toccarlo. 

LUCIEN                   Non lasciare quella roba stesa lì per tutta la notte.

LUCIEN esce. ANTHONY se ne sta seduto tra sé e sé. All’improvviso afferra la lampadina

sopra di lui, la stringe forte, si brucia e… la lampadina gli si rompe in mano, sangue.

Il Bosco

Riflessi dello schermo cinematografico… Anthony é seduto come se lo stesse  guardando.

ANTHONY             Questa vecchia signora cieca viveva, credo fosse Miami – sai, uno di questi posti con la piscina, dove ci sono tutti vecchi e tantissime palme e quelle carrozzine su cui te ne vai in giro se giochi a golf. L’ha messa lì la sua famiglia, lei era cresciuta a Vancouver. Adora i cambi di stagione, ma lì a Miami fa sempre caldo. Ogni anno la sua famiglia la chiama, proprio prima di Natale, per dirle che stanno per prendere l’aereo e portarla a casa per il fine settimana cosicché può di nuovo vedere la neve e sentire il vento freddo, che è quello che le manca di più, vivendo sempre in mezzo alle palme – le fanno questa promessa ogni anno.

            “A presto, nonna.”

            Lei aspetta, aspetta ma non sono mai arrivati. Suo nipote si chiamava… non importa, ma era il suo prediletto, il suo ragazzo preferito.

            Le manda sempre una cartolina d’auguri.

            “Perdonami, non posso.”

            C’era un ragazzo che tutti i giorni portava la posta alla vecchia signora cieca e dopo un po’ si rese conto che lei era in attesa di una lettera che non sarebbe mai giunta ed un giorno speciale che non sarebbe mai arrivato. Le dispiaceva molto per lei. Le era affezionato. La passava sempre a salutare e facevano giusto due chiacchiere, niente di più. Arrivò Natale e fece ancora più caldo. Il ragazzo delle lettere decise di ripulire il suo appartamento. Un buchetto – una stanza. Non aspettava nessuna telefonata. Non aveva molti amici. Mangiava quasi sempre cibi precotti o take-away. Nessuno sentiva la sua nostalgia. I vicini non ricordavano nemmeno il suo nome. Fu allora che trovò la lettera, una cartolina d’auguri per la vecchia signora. Era finita in una cucitura della sua borsa e mentre la stava scrollando, era caduta.

            Una cartolina di Natale, luccicante, e tastando la busta si accorse che era l’immagine di una montagna: Vancouver o qualcosa di simile. Volle andare da lei a portargliela. Il suo lavoro era importante per lui. E non era perché non avesse nient’altro da fare. Bussò alla porta.

            “Berni.” Il nipote si chiamava Berni. “Berni, sei tu, caro?”

            “Signora Adams, ho una lettera per lei…”

            “Berni, entra, dai.”

Lei lo fissò dritto negli occhi. C’erano dei fiori sul tavolo ed un tacchino arrosto. Aveva messo un disco, un vecchio disco, la casa sembrava un’altra.

“Dove sei?” gli chiede piangendo la vecchia signora, toccandogli il viso.

“Sono qui” disse il ragazzo della posta.

“Siediti, Berni.”

Si sedette e mangiarono insieme. Lanciarono i petardi e la portò con la macchina della posta alla sede centrale, dove c’era una cella frigorifero in cui si conservavano i tacchini e altra roba fredda che la gente si mandava per Natale.

“Qui fa ancora più freddo che a Vancouver, Berni.”

“Sì nonna e c’è anche la neve, senti.”

Poi ballarono al suono dei suoi dischi e lui la ringraziò per i calzettoni. E quando la salutò lei gli disse:

“Non sparire adesso” in un modo che il ragazzo della posta stava per piangere. Era infatti il primo Natale, che da anni non trascorreva solo.

“Faremo lo stesso il prossimo anno.”

“Faremo lo stesso il prossimo anno,” ripeté il ragazzo.

Mentre stava per uscire, la vecchia signora cieca gli disse:

“Dimentichi la tua lettera, Berni, prendila, è sulla mensola.”

“E’ per te” rispose il ragazzo.

“Non mi serve più.”

Miracolo. Accadde un miracolo.

Tremolio della luce dello schermo. Si alza la musica. ANTHONY prende una grande

manciata di pop-corn e se ne riempie la bocca –

La Veranda

Giorno; MADELEINE è in piedi con un cestino da pic-nic. ANTHONY è in piedi che si lava

i denti. LUCIEN legge il giornale , bevendo il suo caffè. Piove.

MADELEINE        Così ho pensato –

LUCIEN                   Ho molto lavoro da sbrigare.

MADELEINE        Prendiamo una barca, ci sono solo dei piccoli gruppi di grotte, ma sono bellissime. Ci vanno tutti… ci vanno tutti in questo periodo.

ANTHONY             Sembra bello. Silenzio. Hai portato da mangiare?

MADELEINE        Degli avanzi dal ristorante.

ANTHONY             Mangiamo degli avanzi.

MADELEINE        Ho pensato che dopo –

ANTHONY strappa via il giornale a LUCIEN.

            Potevo cucinarvi qualcosa per cena.

ANTHONY             Fantastico. (a LUCIEN). Non è fantastico?

LUCIEN                   Non c’è rimasto nulla.

ANTHONY             Bhé, possiamo andare a comprare qualcosa. (a MADELEINE) Grazie.

Silenzio.

LUCIEN                   Quanto dista?

MADELEINE        E’ vicino. Vicino al lago.

ANTHONY             Che fine a fatto il tuo spirito d’avventura? Gli piacerebbe venirci. A tutti e due piacerebbe venirci.

MADELEINE guarda LUCIEN.

            Gli si legge scritto in faccia.

Una Grotta

           

MADELEINE, ANTHONY e LUCIEN sono in piedi su una barca dentro una grotta.

ANTHONY             (gridando) Madeleine.

MADELEINE        (gridando) Anthony.

ANTHONY             (gridando) Lucien. Silenzio. Nessun eco.

LUCIEN                   Ti ingoiotte.

Silenzio.

MADELEINE        Il suono, il suono scompare, guardate, guardate la luce.

LUCIEN e ANTHONY guardano in alto.

LUCIEN                   E’ sorprendente.

ANTHONY             E’ una via di fuga.

MADELEINE        Per dove?

ANTHONY             Per qualunque posto.

            Perché non torni in città al posto mio?

LUCIEN ride.

LUCIEN                   Non essere stupido.

ANTHONY             Dico sul serio. Ci ho pensato. Qui è tranquillo. La gente è simpatica. Avranno bisogno di qualcuno tra un paio di settimane per smontare lo schermo cinematografico. I turisti lasciano sporco. Potrei trovare un lavoro, per fare pulizie.

LUCIEN                   Ti vuoi trovare un lavoro?

ANTHONY             Sì. Forse. E’ già successo.

LUCIEN                   Non faresti niente qui.

ANTHONY             Certe volte, Lucien, la tua fiducia in me –

LUCIEN                   Non hai fatto che oziare tutto il tempo per settimane –

ANTHONY             La tua fiducia in me è commovente.

Silenzio.

            (gridando) Commovente.

Silenzio.

Ho fame.

Silenzio. Lucien non lo guarda.

Era solo un’idea.

Crepitio d’elettricità; gorgoglio d’acqua. Passa del tempo. Fine del pic-nic; cercano riparo

sulla riva –

Il Lago

MADELEINE, LUCIEN e ANTHONY guardano in alto, le nuvole di pioggia.

ANTHONY             (indicando le nuvole) Hitler. Senza baffi.

LUCIEN                   Hitler non sarebbe Hitler senza i baffi.

ANTHONY             Che si trasforma in…

MADELEINE        Roger rabbit.

ANTHONY             Giusto, sempre un coniglietto.

LUCIEN                   Tua madre.

ANTHONY             Con la gobba? Vuoi dire che mia madre ha la gobba?

MADELEINE        Volete ancora qualcosa? (da mangiare)

ANTHONY             Sono pieno.

LUCIEN                   Idem.

Siedono in silenzio.

MADELEINE        Vuoi –

LUCIEN                   No.

ANTHONY             Io sì.

LUCIEN                   Sarebbe meglio rientrare.

ANTHONY             E’ troppo presto.

MADELEINE        Troppo presto.

Silenzio. Imbarazzo.

            O.k. allora, nuotiamo.

Silenzio. Imbarazzo. Crepitio d’elettricità, gorgoglio d’acqua; il tempo passa sul…lago.

Schizzo d’acqua mentre MADELEINE emerge da sotto la chiatta.

Gocce di pioggia. Scricchiolio di alberi.

LUCIEN sta seduto con un impermeabile addosso.

Silenzio.

MADELEINE scivola al suo fianco. Lui legge. Lei guarda al di sopra della sua spalla.

MADELEINE        Perché leggi?

LUCIEN continua a leggere.

LUCIEN                   Non so.

MADELEINE        E’ deprimente.

LUCIEN getta il libro in acqua.

MADELEINE ride incredula.

LUCIEN ride.

Silenzio.

MADELEINE        Dovresti farti una nuotata, riconoscere la sconfitta. E’ tiepida.

LUCIEN                   Maledetta, maledetta pioggia.

Silenzio.

MADELEINE        Perché hai detto ad Anthony che ci sono dei gatti selvatici? (Silenzio)

Non è mica un bambino.

LUCIEN                   Si perderebbe.

MADELEINE        Tu lo ritroveresti.

LUCIEN                   Non è questione di ritrovarlo. E’ che combina guai in giro.

MADELEINE        A chi?

ANTHONY si tira su accanto a MADELEINE, confuso, si accorge delle loro risa.

Silenzio. Siedono.

           

            Che hai sentito?

ANTHONY             Gli uccelli.  Lo scricchiolio degli alberi.

MADELEINE        Gatti selvatici?

MADELEINE coglie lo sguardo di LUCIEN.

ANTHONY             Forse.Di tanto in tanto.

Scricchiolio di alberi, rumori del bosco.

LUCIEN                   Sembrano delle voci.

MADELEINE        A volte.

LUCIEN                   Come stralci di conversazione. A volte come intere frasi.

ANTHONY             Non li sento. Che dicono?

LUCIEN                   Cose. Prenditi un’altra birra, Madeleine.

ANTHONY             Non la forzare.

MADELEINE        Fa freddo.

ANTHONY e LUCIEN annuiscono.

            Forse dovremmo…

ANTHONY                         Sì.

LUCIEN                   Sì.

MADELEINE        Metterci all’asciutto.

ANTHONY             Sì.

LUCIEN                   Sì.

MADELEINE        Va tutto bene? Lungo silenzio. Dite qualcosa.  Silenzio. Sapete che da quando vi ho incontrato non mi sono mai sentita così felice e sola in tutta la mia vita? Non so cosa sia ma qualche volta è come se… Mi fate ricordare che sono sola. E all’improvviso non mi piace. Non mi è familiare. E non so dove andare. Non so dove andare dopo.

Crepitio d’elettricità, gorgoglio d’acqua; il tempo passa.

La Casa

Più tardi; ANTHONY, LUCIEN e MADELEINE siedono nel buio. LUCIEN legge loro dal

giornale. ANTHONY avanza con una bottiglia di whisky.

LUCIEN                   Un dentista di mezz’età, era profondamente innamorato della sua bellissima fidanzata. La sua unica preoccupazione era lo stato dei suoi denti. Venendo da una famiglia di dentisti, sapeva che la madre sarebbe stata molto critica nei confronti della nuora. Così lui decise di giungere ad un accordo pre-matrimoniale. Un nuovissimo apparecchio ortodontico in lattice. Le avrebbe rimesso a posto i denti in pochissimo tempo. Mentre sono diretti a casa della sua famiglia, la fidanzata decide di fare una sorpresa al fidanzato. A metà della performance, diciamo, di soddisfazione orale, un piccolo fermaglio dell’apparecchio s’impiglia nella chiusura lampo di lui. La ragazza comincia a soffocare mentre il dentista tenta di sganciarla. Purtroppo l’uomo stava in quel momento ancora guidando. La macchina si schianta. Kapow! (BUM) Li hanno ritrovati morti tra i rottami.

MADELEINE        Una battuta, una battuta. Devi fare una battuta.

LUCIEN                   L’apparecchio di lattice fu ritrovato appeso al cavallo dei pantaloni del morto.

ANTHONY             E’ patetico.

LUCIEN                   Con attaccati, i denti della fidanzata.

ANTHONY             Non regge.

ANTHONY versa loro del whisky, LUCIEN scuote la testa.

LUCIEN                   Sono passati anche al whisky adesso. I gatti selvatici.

ANTHONY             Tirchio rompiballe. A loro piace l’whisky. Si sono anche intrufolati nella tua collezione di calzini. Ne ho una! Ne ho una! Rothenburg. Due uomini in vacanza. Sono nudi, come si dice?

LUCIEN                   Pervertiti.

ANTHONY             Naturisti. Grazie. Un cinquantatreenne naturista…

LUCIEN                   Perché cinquantatreenne?

ANTHONY             Un dettaglio irrilevante. E’ in posa davanti alla sua macchina fotografica nella pittoresca Rothenburg. Il suo compagno, un frocetto che indossa un paio di pantaloncini, sta cercando di fotografare il suo amante nudo, e si crede di essere…

LUCIEN                   Russ Mayer.

MADELEINE        Chi è?

ANTHONY             Incoraggia il compagno a sperimentare un po’ con la macchina fotografica e si mette in equilibrio su un muro.

LUCIEN                   (da un’occhiata alla bottiglia) Abbiamo bevuto così tanto?

ANTHONY             Il muro era parte di un set che era stato lasciato lì da una recente produzione televisiva, un film d’azione tedesco. L’uomo si appoggia al muro e - Kaput! (BUM) Durante l’inchiesta si è scoperto che, malgrado l’incidente, la foto del compagno era venuta perfetta.

MADELEINE        Il compagno era un cieco.

ANTHONY             Il compagno era un cieco.

MADELEINE applaude. ANTHONY s’inchina.

MADELEINE        Tengo io i punti? Otto a sette. La storia del dentista era più divertente.

ANTHONY             Forse. O.k. allora, ma…

Ridono finché…

            … Però nella sua è morto qualcuno.

Le risate si spengono.

Silenzio.

LUCIEN                   Non sono che delle storie, Anthony.

ANTHONY             Se non sono che delle storie, Lucien, le racconto come mi pare allora.

MADELEINE        Credo che sia meglio smetterla.

ANTHONY             Una donna con il naso storto e dei buffi capelli salta da un ponte.

LUCIEN                   Devo portarti… Ti porto a casa.

MADELEINE        Avete bevuto troppo.

ANTHONY             La donna, una cara amica –

LUCIEN                   Va bene. Non c’è bisogno di raccontarla. Sappiamo come va a finire.

ANTHONY             - La loro amata ha trascorso la giornata a ricordare i tempi passati, e un’amicizia che aveva consumato la maggior parte delle cose accadute nelle loro brevi vite. I due uomini ridono della sua vita, non immaginando che lei ha per loro in serbo una sorpresa. Tornata sul ponte quella sera, la donna li informa che ha deciso di togliersi la vita.

LUCIEN                   Era ubriaca.

ANTHONY             Per tutta la sera aveva bevuto solo acqua.

LUCIEN                   Non voglio parlare di questo adesso.

ANTHONY             La donna era una di quelle persone che sanno quello che vogliono. I due amici ridevano. Non le credevano.

LUCIEN                   Perché fai così?

ANTHONY             In piedi a braccia spalancate, in attesa della furia devastatrice –

LUCIEN                   Anthony, ti prego. Andiamo a casa, torniamo subito a casa.

ANTHONY             I due amici tornano immediatamente sobri ricordando che lei è una donna di parola. Quello che la donna voleva sapere era – Chi mi ama? Chi di voi due mi ama di più? Non esistono dei cazzo di strani incidenti. C’è una causa ed un effetto, Luce. Conosco l’effetto. Uno dei due amici, il ragazzo timido, che era più sobrio del suo amico ubriaco, le si avvicinò un po’ di più e rispose alla sua domanda – Chi mi ama? Chi dei due mi ama di più? Devi averle risposto qualcosa –

LUCIEN                   Il vento. Il vento trascinò via le mie parole.

ANTHONY             Che le hai detto? Luce, lo so che hai detto uno di noi due –

ANTHONY solleva la sedia e la lancia attraverso la stanza. Una violenta crisi di nervi,

sedie, vestiti, bottiglie di birra volano in aria finché –

LUCIEN                   Anthony. Le ho detto…Anthony…

LUCIEN crolla a terra, addolorato, a pezzi.

Silenzio. MADELEINE si avvicina per toccare LUCIEN.

Silenzio. Anthony li guarda.

ANTHONY             Stupido coglione.

Scricchiolio d’alberi. Pioggia.

                        Stupido, stupido coglione.

Silenzio.

            Dovevi solo dire, Lucien.

LUCIEN                   Torniamo a casa.

ANTHONY             Cosa senti, Lucien?

LUCIEN                   Smettiamola.

ANTHONY             Hai detto di sentire delle voci.

LUCIEN                   Non sento niente.

ANTHONY             Tu senti qualcosa. Non è difficile. Chiudi gli occhi. Senti qualcosa. Cristo santo, senti qualcosa. Non posso farlo da solo. Stupido coglione. Non costa molto. Devi solo sentire. Luce, ti prego. Dimmi cosa senti, ti prego: “Voi due – voi due siete terribili. Ma ci ami. Vi amo.”

MADELEINE bacia lentamente LUCIEN, prima la sua mano, la sua schiena, il suo viso

mentre LUCIEN crolla. ANTHONY li guarda. E’ quasi intollerabile.

LUCIEN                   “Mi mancate…Vi amo…Entrambi…Ci ami entrambi…Che è successo ai capelli di Anthony? Ha bisogno di un taglio. Assicurati che lo faccia. Tu non ti prendi cura di lui. Non riesci a prenderti cura di lui…Luce…Luce…Non ti sei mai preso cura di me.”

ANTHONY si avvicina per toccare LUCIEN, per provare a calmarlo ma qualcosa lo

ferma…

            “Sì, mi hai detto che mi amate entrambi, ma guardati…”

MADELEINE e LUCIEN si baciano e finiscono per fare l’amore.

MADELEINE        (sussurrando) Ssh…

ANTHONY esce.

            Ssh…

Scricchiolio di alberi.

La Veranda

La pioggia scende sempre più intensa mentre - Musica improvvisa, luci, ogni cosa

Elettrica che è dentro la casa ronza finché –

ANTHONY, avviluppato in tutti i fili metallici e le lampadine della casa, è una cosa che

brilla e rifulge di rabbia. Ha le braccia spalancate nella pioggia come stesse sfidando i

fulmini ad abbatterlo.

Un abbassamento di corrente e – interruzione.

La Casa

Alba; LUCIEN, MADELEINE e ANTHONY siedono, sfiniti, zuppi. La casa è un caos,

sedie e tavoli ovunque.

Silenzio tranne lo sgocciolio dell’acqua dopo il temporale.

ANTHONY             Una donna, un tempo una ragazza, ora una donna con…

LUCIEN                   …un naso storto.

ANTHONY             …Con il naso storto e i capelli –

LUCIEN                   …buffi capelli –

ANTHONY             …con il naso storto e buffi capelli… come una gallina, incontra i suoi amici su un ponte per un giorno di libera uscita.

LUCIEN                   Due ragazzi, ormai cresciuti, che conosce da anni. Il piccoletto e il ragazzo timido, li chiamava così. I tre amici, i tre vertici di uno stesso triangolo –

ANTHONY             …trascorsero tutto il giorno insieme, ricordando i vecchi tempi ed un’amicizia che aveva consumato la maggior parte delle cose accadute  nelle loro brevi vite.

LUCIEN                   Tornata sul ponte quella sera, la donna li informa che ha deciso di togliersi la vita.

ANTHONY             Il piccoletto e il ragazzo timido sapevano che entrambi l’amavano ma nel momento in cui lei avrebbe dovuto saperlo…

LUCIEN                   Kapow – (BUM)

ANTHONY             Kapow  (BUM)– Lei ugualmente si buttò.

Silenzio. MADELEINE mette ordine in giro per la casa. Pausa.

            …Ma tuttavia – Una barca che trasportava un carico in –

LUCIEN                   Cina.

ANTHONY             …in Cina? Una barca che trasportava un carico di farina pregiatissima-

LUCIEN                   Per una somma oscura.

ANTHONY             Per una somma oscura, stava navigando là sotto, quando il capitano, il capitano –

LUCIEN                   Il capitano Li –

ANTHONY             O.k., il capitano Li stava guardando in su pensieroso, quando vide cadere una giovane donna dal cielo. Il capitano, che era un uomo intelligente –

LUCIEN                   Ed un esperto di calligrafia.

ANTHONY             Calligrafia? Calligrafia – Era un esperto mondiale di – O.k, può sempre essere utile. Il capitano Li, proprio nel momento in cui vide la giovane donna che cadeva, spinse la sua barca sotto appena in tempo –

LUCIEN                   Per finire nella farina?

ANTHONY             Per finire dentro un grande sacco di farina e diventare tutta bianca.

MADELEINE lentamente solleva sedie e tavolini da terra, prende le bottiglie sparse

in giro e mette ordine nel caos.

LUCIEN                   Il capitano Li – Aveva alcuni amici

ANTHONY             …che avevano una casa al mare, nel Sud della Cina –

LUCIEN e ANTHONY osservano MADELEINE che mette a posto intorno a loro.

LUCIEN                   Un mare giallo… Giallo per il sole e per i pesci che ci brillavano. Il capitano aveva amici, dei buoni amici, che ascoltarono la stupefacente storia della ragazza che si era buttata -

ANTHONY             Ed aveva avuto un miracoloso salvataggio ad opera del capitano Li –

LUCIEN                   Cominciarono ad amarsi –

ANTHONY             Ed ebbero numerosi figli. Chiamati tutti Confucio.

MADELEINE        Si suppone che lei stia imparando a fare dei tuffi tra la Cina e il Golfo del Bengala.

LUCIEN                   Il capitano Li dice che sta bene, è contenta e – che ha trovato una sorta di felicità.

LUCIEN vede un vaso di fiori che sembra galleggiare dinanzi a lui, MADELEINE lo

appoggia sul tavolo.

ANTHONY             Chi mi ama? Chi mi ama di più?

Gli alberi all’esterno si flettono e cigolano, un lontano scricchiolio.

LUCIEN                   Lucien.

ANTHONY alza una mano. LUCIEN l’afferra e la stringe, e sta per fermarlo quando si

blocca vedendo – una bruciatura visibile sulla maglietta di ANTHONY. MADELEINE si

avvicina per toccarlo.

ANTHONY             Kapow. (BUM)

ANTHONY mette due dita come per fare una pistola e spara nel cuore a se stesso,

LUCIEN e MADELEINE.

            Kapow. Kapow.  (BUM, BUM)

Un lungo e profondo ronzio, come un crepitio d’elettricità, vibra mentre le luci

sfumano.

Un’Area di Sosta

LUCIEN è seduto in macchina.

Arriva di corsa MADELEINE con due caffè. Scivola accanto a lui. Siedono e bevono.

Una brutale scarica elettrica lo ha colpito dritto in mezzo al petto. Il ragazzo è caduto a terra. Aveva solo sei anni.

Macchine che passano –

Anni dopo dissero che possedesse poteri magici. E stando a certe dicerie, nelle ore più buie della notte il ragazzo brillava.

Guidano.

Un Lago

ANTHONY nuota. Il bagliore delle lucciole.

Un Motel

LUCIEN siede dritto come un fuso, cade un panino dall’alto.

LUCIEN l’acchiappa. Si volta e vede – La ragazza addormentata accanto a lui.

LUCIEN è pensieroso. Mangia il panino.

Passa una macchina, le luci dei fari attraversano il palcoscenico.

Fine.

           

           

 

 

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