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Dramma in un atto di Giorgio Solieri

opera teatrale tutelata ‚Äď per ogni richiesta di utilizzo rivolgersi alla siae ovvero all‚Äôautore

Personaggi

rag. De Rossi

Napoli

Il Professore

un maresciallo

un poliziotto

Scena: un vicolo pieno di bidoni e di immondizia ai giorni nostri

Entra in scena De Rossi. √ą un uomo di mezza et√†, vestito in modo dignitoso (giacchetta, cravatta, cappello) ma lo stato dei suoi abiti denuncia un certo degrado. Stringe al petto una cartellina di pelle alquanto consunta. Si muove con circospezione: pare preoccupato che qualcuno lo veda. Dopo essersi guardato intorno, si avvicina timoroso ai bidoni e comincia a frugarvi dentro, dapprima con cautela, poi con crescente frenesia sinch√© ne trae qualcosa. All‚Äôimprovviso, da sotto un cumulo di cartoni dove era nascosto, emerge gridando il barbone Napoli. Definirlo lercio √® poco. (nota: Napoli parla con pesante accento partenopeo, scivolando talvolta nel dialetto vero e proprio. Anche quando, soprattutto con il Professore, Napoli si esprime in italiano, comunque la cadenza deve rimanere molto marcata. Qualora questo particolare non potesse essere rispettato, il personaggio dovrebbe comunque avere una qualsiasi pesante cadenza vernacolare assumendo, come nome, il nome della relativa citt√† o regione)

napoli¬† O√¨ ll√≤co, ‚Äėo mariuolo!

De Rossi, spaventato, lasca cadere il rifiuto.

de rossi  Oddìo, chi c’è?

napoli¬† Ci sta ‚Äėo patrone d‚Äôo vico, latrone ‚Äėe mmerda!

de rossi  Il.... il padrone del vicolo? Ma io.... non capisco.....

napoli¬† S√¨, va‚Äô bbuo‚Äô! ¬ęMa io... non capisco...¬Ľ....t‚Äôentenno buono io, ‚Äėmmece! Ti credevi di poter ravanare in pace nei bidoni miei, eh? E ‚Äėmmece no, t‚Äôaggio pigliato, chista v√≤ta, e mo‚Äô ti arrangio io!

de rossi  Ma guardi che si sbaglia... io non volevo affatto... e poi non sapevo nemmeno che fosse qui!

napoli¬† ‚ÄėO credo che nu ‚Äėo sapevi, se no mica ci venivi arrubb√†, int‚Äôo vico ‚Äėe Napule!

de rossi  (completamente nel pallone e terrorizzato) Nel vicolo di Napoli? Ma se siamo a Roma!

napoli¬† (furibondo) Aah! E mo‚Äô sfotti pure! ¬ęMa se siamo a Roma¬Ľ.... stai int‚Äôo vico ‚Äėe Napule pecch√© io sono Napule e tutti sanno che int‚Äôo vico ‚Äėe Napule ci viene a ravanare solamente chi dice Napule, se no so‚Äô mazziate!

(Nota: qualora Napoli si chiamasse Roma il giochetto di parole andrebbe invertito)

de rossi  (impallidendo) Vuol dire… Botte?

napoli  Sì, le botte per chi viene a ravanare nei bidoni miei.... Mazziate! Le mazziate che mo’ ti pigli tu!

de rossi  Ma guardi.. le ripeto... ci dev’essere un errore... io... io stavo solo....

napoli  Tu stavi a ravanare!

de rossi  Ma, no... io...

napoli  Tu stavi a ravanare!

de rossi  ..io.. stavo...

napoli  Tu stavi a ravanare!

de rossi  Per carità, no! Non stavo...

napoli  Tu stavi a ravanare!

de rossi  No, no, no... le dico che stavo...solamente...

napoli  Tu stavi a ravanare!

de rossi  Oh, madonnina mia, no! Non so nemmeno cosa voglia dire, ravanare!

Da dietro un bidone emerge flemmatica la figura del Professore, vestito semplicemente ma con molta pulizia e quasi con un’aria di distinzione.

professore  Ravanare, mio caro signore, è un verbo di origine chiaramente vernacolare ormai entrato a far parte del vocabolario corrente. Indica un’azione di manipolazione di elementi alla rinfusa in ricerca di qualcosa. Anche onomatopeicamente, lei noterà un’allitterazione che rende l’idea degli ostacoli alla ricerca trascinati via. Nella questione sorta poc’anzi, il termine è stato utilizzato dal buon Napoli per accusarla... come potrei dire... di razzolare nella sua aia.

de rossi  E lei chi è?

napoli¬† Professo‚Äô,¬† nun te mettere pure tu! Io ‚Äėa chisto lo...

professore  Napoli, tu non farai proprio niente. O meglio, non farai altro che ascoltare quello che il signor...?

de rossi  (istintivamente) De Rossi... ragionier De Rossi...

professore  Piacere...quello che il ragioniere cercava di dirti.

de rossi¬† Professo‚Äô, e mo‚Äô mi hai scassato! Qua stiamo in mezzo ad una strada: ognuno pienza pe‚Äô se‚Äô e se ci sta ‚Äėn figghio‚Äėn‚Äėdrocchia che mi frega da mangiare io lo scasso!

professore  (paziente) Napoli, Napoli... ma io che parlo a fare? Quante volte, dimmi, quante volte ti ho ripetuto che l’Uomo, se perde la dignità del dialogo, sia pure vivendo in mezzo alla strada, diventa una bestia?

napoli¬† (ormai smontato) Auffa! Meglio bestia ma a panza piena! 

professore¬† (prendendo sottobraccio De Rossi) Non ci faccia troppo caso, ragioniere. Sono tre mesi, ormai che lo curo e lo seguo: certo, la sua psiche √® quella che √® e quindici anni di vita in strada sono difficili da cancellare. Non credo di poterlo rendere completamente un uomo civile, ma insomma non √® pericoloso pi√Ļ di tanto.. soprattutto in mia presenza...

napoli¬† A Professo‚Äô, e mo‚Äô esaggeri! Civile nun sar√† quella zoccola ‚Äėe soreta!

professore  Capisce cosa intendo? Non ci mette proprio buona volontà... (a Napoli) Dai, Napoli, lo sai che non voglio offenderti... così come il ragioniere, qui, non voleva certo.... ravanare nei tuoi bidoni. Vero, ragioniere, che lei non stava affatto ravanando?

de rossi  Ecco... io...

napoli  Ravanava, sì che ravanava! L’aggio visto io!

de rossi¬† (pi√Ļ imbarazzato che spaventato) S√¨, effettivamente stavo rovistando tra l‚Äôimmondizia...

napoli  (trionfante) Ah-ha!

professore  Ssst! Napoli!

de rossi  (molto incerto)..ma solo perché... perché... perché stamattina in ufficio ho accidentalmente gettato una carta... ecco, sì, una carta importante e cercavo... cercavo di ritrovarla...

professore  Ecco, vedi: basta un po’ di calma e tutto si chiarisce!

Napoli si allontana sbuffando poco convinto e comincia a frugare nei bidoni.

de rossi  Meno male che è arrivato lei... le giuro che avevo veramente paura di finire male... ero lì a cercare quando è scattato su quell’energumeno, urlando, agitandosi.... e poi con quell’aspetto!

professore  Effettivamente non si presenta molto bene, povero Napoli! D’altra parte anche lei, caro ragioniere, dovrebbe sapere che l’abito non fa il monaco!

de rossi  Sono storie! Lei, forse, che è abituato a soccorrere questi mentecatti, la può anche vedere così, ma le garantisco che a trovarselo di colpo davanti fa veramente paura... così lacero, così sporco... così....(con sommo disprezzo)...barbone!

professore¬† Ragioniere, ragioniere, ma allora √® anche un po‚Äô lei a provocare! Via, perch√© mettere quella nota di disprezzo nel dire ¬ębarbone¬Ľ? Andiamo, √® offensivo!

de rossi  (guardando Napoli) Oddìo, mi ha sentito?

professore¬† No, ma che vuol dire? √ą offensivo per tutta la categoria!

de rossi  Mi scusi, sa... va bene la solidarietà, ma ora mi pare che lei esageri: un barbone è pur sempre un barbone!

professore  E vuole che non lo sappia? Son barbone anch’io, sa?

napoli¬† (chiamando) Professo‚Äô, ‚Äėa cena!

Il Professore si avvicina a Napoli e comincia a dividere con lui un’innominabile cena tratta dalle immondizie. De Rossi si avvicina ai due.

de rossi  Lei è un...?

professore  (interrompendo con uno sguardo significativo a Napoli)...un coinquilino del buon Napoli, gliel’ho detto.

de rossi  Ma io pensavo che lei fosse della Caritas o...

professore  No, no: io vivo per strada.

napoli¬† (seccato) Professo‚Äô, ‚Äėa cena!

de rossi  Ma non ci posso credere! Lei è così...

napoli  (minacciosamente) Accussì...?

professore  Bene accetto, questo intendeva, vero ragioniere? Il ragioniere, caro Napoli, si sorprende della cortesia con cui mi fai dividere la tua tavola... sorpresa quanto mai giustificata, dato il poco garbato trattamento cui lo hai sottoposto prima!

napoli¬† Sorpreso? E pecch√©? Da Napule pu√≤ stare chiunque, se a Napule va. ‚ÄėO Professore va, tu no! Vattenne, va!

professore  Napoli!

napoli  Napule nu’ cazzo, professo’! A mme chisto ccà nun me piace, va bbuò?

professore¬† Ragioniere, abbia pazienza: cerchi pure le sue carte e poi si allontani. √ą fatto cos√¨, ma non √® cattivo.

De Rossi comincia a rovistare nei rifiuti. Durante il dialogo seguente la sua attenzione si sposta gradatamente di nuovo verso i due barboni finché, abbandonati i rifiuti, si ritroverà di nuovo alle loro spalle.

napoli  (tra se’) Vattenne, va!

professore  E piantala, Napoli, pensa a mangiare, piuttosto!

napoli  Va bbuo’... stasera si va di lusso, professo’!

professore  Davvero? Cos’hai trovato?

napoli  (aprendo un lercio pacchetto) Cannelloni, vitello arrosto e pure torta di panna!

professore  Ma no! E guarda in che magnifiche condizioni!

napoli¬† E ‚Äėna butteglia di moscato nuova nuova da stappare!

professore  Anche! Ma come hai fatto?

napoli¬† Eeeh, professo‚Äô, tu parlerai pure bbuono, ma chisto mestiere come lo faccio io nu ‚Äėo ff√† nisciuno!

professore  (cominciando a mangiare) E allora? come hai rimediato questo ben di Dio?

napoli¬† Abbasta saperci fare, professo‚Äô... Diciamo che sono andato in chiesa e San Gennaro mi ha fatto la grazia dal cielo!

professore  Non prendermi in giro, Napoli. Lo sai che sono agnostico.

napoli  Oh, Madonna, professo’, è grave? Ti senti bene?

professore  Piantala: t’ho già spiegato cosa vuol dire agnostico! Allora, mi dici come hai fatto?

napoli¬† Te l‚Äôaggio ditto, professo‚Äô: sono andato in chiesa.... aj√©re sera stavo in fila abbascio in parrucchia pecch√© davano ‚Äėa menesta calla e aggio sentito ‚Äėo prevete che si lamentava che ogge teneva una jurnata piena assai. Add√≤ ci sta ggente ci sta sempe ‚Äėa rimedi√† e accuss√¨ ogge ‚Äėa matina ‚Äėampressa‚Ķ ‚Äėa le sette‚Ķ song‚Äôito in chiesa. Ci stava un funerale. Aviva esse morto quaccheruno molto ‚Äėmpurtante oppure un giovane pecch√© chiagnevano forte, tutte quante, tanto forte che non m‚Äôhanno nemmeno visto quanno gli ho fottuto tre corone.

professore  Gli hai rubato che cosa?

napoli  Tre corone. Da morto.

professore  Ma cosa...?

napoli¬† Ci azzecca? Ci azzecca, ci azzecca.... Mentre ferniva ‚Äėo funerale e po‚Äô ‚Äėo spusalizzio delle dieci, ho disfatto le tre corone e coi fiori ci ho fatto tanti bei mazzettini.

professore  Ma che, hai venduto i fiori al matrimonio?

napoli  A professo’! I matremmoni sono pieni di fiori! No, aggio aspettato le prime comunioni delle undici!

professore  Ma anche alle prime comunioni ci sono fiori in chiesa...

napoli¬† Ma non al ristorante! Di tutte le famiglie dei guaglioncelli sono juto appresso a chilli che se n‚Äôivano a piedi... fin‚Äôo‚Äôristorante qua dietro. Poi aggi‚Äôaspettato che fernissero ‚Äėo secunno e con la scusa di vennere i fiori s√≤ entrato int‚Äôo ristorante. I guaglioni erano gi√† fuori a giocare, i grandi erano ‚Äėmbriachi e i cammerieri erano strutti, accus√¨ mi s√≤ fregato tutti gli avanzi ch‚Äôaggio truvato.

professore  E il moscato?

napoli  A professo’, e qualche mille lire coi fiori l’ho pure rimediata!

professore  Napoli, sei impagabile! Certo, rubare i fiori ad un funerale...

napoli¬† Ma che gliene fotte, a ‚Äėo morto! Noi siamo vivi e magnamme, no?

professore  E come mangiamo! Questa roba è eccellente!

de rossi  (giunto alle spalle dei due) Effettivamente si presenta bene...

napoli  Ancora? E mo’ che vuò?

de rossi  Io?... Niente, volevo...

professore  Ha trovato le sue carte?

de rossi  Le carte..? Ah, sì, le carte... no, non c’erano... non ci sono...

napoli  E allora vattenne, va!

professore  Aspetta, Napoli... ragioniere, mi dica, se non ha trovato le carte, allora...?

de rossi  No... è che si è fatto tardi... sa com’è, non ci si rende conto... abito lontano... sa, la giornata è stata lunga e non ho nemmeno pranzato...

professore  Vorrebbe favorire qualcosa?

de rossi  Ma... non so... magari un assaggino...

Napoli salta in piedi e afferra De Rossi per il bavero urlando.

napoli¬† AAAh! Allora tenevo raggione, figghio ‚Äėn‚Äô drocchia! Stavi ravanando!

professore  Napoli!

de rossi  Aiuto! Vi prego!

napoli¬† (sbatacchiando De Rossi) Dillo, avanti! Dillo che stavi cercando di fregare da mangiare nei miei bidoni! Dillo che s√¨ n√Ļ mariuolo! Dillo che tengo raggione a mazziarti! Dillo! Dillo! Dillo! E parla, maleditto!

de rossi¬† (crollando) E va bene, s√¨ √® vero, ho fame. Sono tre giorni che non mangio e quasi non dormo! Ho perso tutto: da sei mesi non lavoro pi√Ļ, ho dato fondo a tutto quello che avevo, mi sono venduto tutto e i quattro stracci che mi erano rimasti se li √® tenuti la padrona della pensione per gli arretrati quando mi ha buttato fuori tre giorni fa. Sono rimasto in mezzo alla strada senza sapere cosa fare... Ho girato, ho cercato... non so nemmeno io che cosa, finch√© mi sono ridotto a frugare nell‚Äôimmondizia.... nell‚Äôimmondizia... che vergogna, che vergogna! (inizia a piangere) Vi prego, fatemi mangiare, fatemi mangiare... non ne posso pi√Ļ!

De Rossi si accascia completamente distrutto ed in lacrime.

professore  (preoccupato) Napoli, ti prego...

napoli¬† Professo‚Äô, piantala! ‚ÄėO vedi pure tu che specie ‚Äėe strunzo....

professore  Napoli, andiamo! Ha fame, come spesso abbiamo fame noi, anzi peggio. Noi abbiamo mangiato - e bene - questa sera... ci sono persino degli avanzi e se non mi sbaglio il frigo da cento litri, di là in cucina, disgraziatamente proprio oggi non funziona!

napoli  (Mollando a malincuore De Rossi) E va bbuo’... (porgendo a De Rossi i resti del pasto)...to’ mangia!

De Rossi osserva preoccupato Napoli, poi, quando questi si allontana stizzito, comincia timidamente a mangiare. Il Professore si avvicina a Napoli.

professore  Napoli....

napoli¬† Professo‚Äô, niente prediche, se no chista √® ‚Äėa vota che meno pure a te!

professore  Niente prediche, Napoli: solo una domanda…..

napoli¬† Non c‚Äô√® bisogno, professo‚Äô, ti rispondo subito: no, nun me sento meglio mo‚Äô che non gli ho scassato ‚Äėa faccia e che ho fatto pure la mia brava buona azione! So‚Äôincazzato, con lui che si mangia la roba mia, con me che jel‚Äôaggio data e con te che mi guardi con la faccia che teneva ‚Äėo prevete ‚Äėa matina mentre faceva la predica! Vattenne va‚Äô, professo‚Äô, che √® meglio!

professore  O Napoli! Ti fai le domande da te e poi ti rispondi? Un bel modo per avere la prima e l’ultima parola in una discussione….. ti dovresti buttare in politica!

napoli  A professo’, che fai, sfotti?

professore  Ma no che non ti sfotto, Napoli mio… e nemmeno voglio farti la predica… una semplice domanda: perché?

napoli  Pecché… cosa?

professore  Perché gli hai dato da mangiare… L’hai detto tu stesso che la cosa ti fa rabbia e se avessi voluto cacciarlo via certamente né lui né io avremmo potuto fermarti. Perché, allora, il ragioniere, là dietro, sta mangiando i nostri avanzi? In fondo in fondo, forse ti ha fatto un po’ pena… Ammettilo!

Napoli scoppia a ridere.

napoli¬† Professo‚Äô, tu mi farai morire! Songo cchi√Ļ ‚Äėe sei mesi che campi in miezz‚Äôa‚Äôvia comm‚Äôa mme e ancora raggioni come un siggnore! Professo‚Äô, sti ccose le devi lassa‚Äô a chi tiene ‚Äėe munete int‚Äôa‚Äôsacca! So‚Äôi siggnori che tengono a sent√¨ pena perch√© so‚Äôi siggnori che tengono munete e robba a da‚Äô via! A ciascuno il mestiere suo: loro chiagnono e regalano, io accatto e rido! (ride) E quanno accatto, la robba √® mia e basta!

professore¬† √ą logico, Napoli, ne convengo‚Ķ Per√≤ il ragioniere mangia ed anche io, sono tre mesi che mangio esattamente quello che mangi tu e non ¬ęaccatto¬Ľ nemmeno la met√† di quello che trovi tu. Come me lo spieghi?

napoli¬† Hai poco ‚Äėa f√†, Professo‚Äô, nun me freghi! Te stai acc√† pecch√© tu ss√¨ diverso: tu ss√¨ sempre accuss√¨ pulito, rispettoso, educato, parli bene‚Ķ O‚Äôsiggnore d‚Äôo‚Äôvico! ‚ÄėA ggente passa, te vede, te sente parla‚Äô e ammolla pi√Ļ volentieri, anche a me, se pare che sto‚Äô cu‚Äôtte! Nun √® o‚Äôvero che non accatti, Professo‚Äô: tu accatti molto pi√Ļ di me pecch√® o‚Äôsiggnore che passa te guarda e pienza: ¬ęO Maronna mia, e se qui ce sta un professore addimane ce pozzo fern√¨ pur‚Äôio!¬Ľ E ammolla di pi√Ļ!

professore¬† (ironico) Vorresti farmi credere che se domani io non ¬ęaccattassi¬Ľ pi√Ļ, mi cacceresti via?

napoli  (molto serio) A calci in culo, Professo’, a calci in culo!

professore  Certo, certo… E il ragioniere? Sentiamo: lui perché?

napoli  Professo’, e tu lo hai visto, chillo là. Anche se stava a ravanare nei bidoni miei e mo’ si mangia la monnezza della monnezza nostra, chillo tiene ancora la cravatta!

professore  E che c’entra, anche alcuni di noialtri conservano ancora…

napoli¬† No, professo‚Äô, tu non hai capito: chillo tiene ancora la cravatta dintro! Chillo √® ancora nu‚Äô borghese che passa annanze o‚Äô vico e tira via. Adesso sta male e la fame ce l‚Äôha fatto entr√†, int‚Äôo‚Äôvico, ma con la capa √® fuori e tira via! Se io a quello lo mazziavo davvero ‚Äď e grazie Professo‚Äô che m‚Äôhai fermato! ‚Äď acca‚Äô arrivavano subbito subbito i carabbinieri e siccome lui tiene la cravatta pure fuori, anche se il ladro era lui, in galera ci fernivo io!

professore¬† Insomma, ¬ęognun per s√© e Dio per tutti¬Ľ, √® cos√¨, Napoli?

napoli¬† No, Professo‚Äô. ¬ęOgnun per s√© e Dio per me!¬Ľ ‚Ķse pure tiene voglia ancora di sporcarsi le mani con noialtri!

professore  (sarcastico) E il resto del mondo, l’Umanità, la Natura… come rientrerebbe in questo disegno?

napoli  Finché po’ servì è tutto bbuono, poi…

professore  Poi…?

napoli  A calci in culo, Professo’!

De Rossi scatta in piedi urlando.

de rossi¬† Schifo! Schifo! Schifo! √ą pieno di topi, qui!

napoli¬† Aie! Tiene pure lamentele, ‚Äėo signurino?

De Rossi si aggrappa istintivamente a Napoli

de rossi  Vi prego, cacciateli via, non li sopporto!

napoli¬† (scostandolo bruscamente) Non scassare o‚Äôcazzo, raggioniere, altrimenti qualcos‚Äôaltro te lo scasso io ‚Äėo veramente!

De Rossi si avvicina al Professore quasi cercando riparo mentre Napoli comincia a dar la caccia ai topi (parteciperà al dialogo che segue continuando a farlo)

professore¬† Ma perch√© l‚Äôha tanto su con i topi, ragioniere? Perch√© tanto schifo? Vivono tra l‚Äôimmondizia? S√¨, forse √® vero, ma questo non dimostra come siano loro ad essere pi√Ļ saggi di noi, sopravvivendo e prosperando su quello che per noi √® lo scarto da gettare via, buono ormai soltanto per riempire il mondo di scorie dannose?

de rossi  Professore, andiamo: sono bestie schifose… pensi alle malattie…

professore¬† √ą vero possono trasmettere diverse malattie, ma √® un ben misero prezzo che paghiamo per il servizio sanitario che ci hanno reso. Lo sapeva che √® stato per merito dei ratti grigi da fogna se la peste scomparve dall‚ÄôEuropa?

de rossi  Cosa?

professore¬† Il loro arrivo dall‚Äôoriente, nel Seicento, fece scomparire i topi neri europei, ed era un parassita di questi che aveva provocato tutte le epidemie che in pi√Ļ riprese hanno decimato l‚ÄôEuropa!

napoli¬† (sollevando un cadavere di ratto e guardandolo con interesse) √ą o‚Äôvero, Professo‚Äô?

professore  Certamente. A Vienna c’è persino una chiesa votiva a ricordarlo.

napoli  (gettando via il ratto) A Professo’, e quante cose sai!

de rossi  Tutto quello che vuole, Professore, però ammetterà che i topi non possono essere certamente considerati animali utili…

professore¬† Utili? Utili a chi? All‚Äôumanit√†? Ma qualcuno mi vuole spiegare dove sta scritto che ogni cosa a questo mondo debba per forza essere utile all‚Äôumanit√†? I topi sono utili a se stessi ed √® una cosa che fanno molto bene! Io ammiro la loro societ√†! √ą una democrazia assoluta: non c‚Äô√® capo branco, non ci sono gregari eppure l‚Äôorganizzazione del gruppo √® perfetta. Ogni individuo √® a disposizione di tutti. Si arriva al punto di modificare il codice genetico, attraverso il sacrificio di alcuni eroi, per annullare gli effetti dei nuovi veleni inventati dall‚Äôuomo!

de rossi¬† √ą tutto molto interessante, Professore, per√≤, permetta, un conto √® studiare il comportamento dei topi, un conto √® trovarseli di colpo fra i piedi! Dica quello che vuole, ma a me fanno solo schifo!

napoli¬† (ammazzando un paio di ratti) Dillo a me, raggioniere! ‚ÄėSte zoccole schifose! Riescono sempre a fottersi met√† della robba che rimedio! E poi puzzano! Senti, senti che robba, raggioniere!

Napoli si avvicina a De Rossi sventagliandogli un ratto sotto il naso. De Rossi fa un balzo indietro spazzolandosi quasi con isteria.

de rossi  E per favore!

professore  Dai, Napoli, non scherzare! Il ragioniere non è abituato…

napoli  E ggià! Avimmo o’siggnore! (riflette un attimo) E ggià… O’ siggnore!

Napoli si avvicina con fare vagamente minaccioso a De Rossi, che si rifugia dietro al Professore.

de rossi  (spaventato) Professore!

professore  Napoli, ma che, ricominciamo?

napoli  Senti nu’ poco, raggioniè…

de rossi¬† (sempre pi√Ļ spaventato) Professore!

professore  Napoli, ma che ti prende? Non ti ha fatto niente, adesso!

de rossi  Glielo dica lei… Per favore!

professore  Napoli, cerca di calmarti!

napoli¬† All‚Äôanima ‚Äėe chi v‚Äô√® muorto! Ecch√®, muzzeco? Sono calmissimo! Voglio solo parlare!

de rossi  Professore, non mi fido!

napoli  Statte calmo, raggionie’: voglio solo parlare! Bene o male t’aggio dato da mangiare, o no?… E manco mi hai ringraziato!

de rossi¬† (precipitosamente) Grazie! Volevo proprio dirlo, prima! grazie tantissimo‚Ķ √ą stato veramente gentile da parte sua! Capisco che sono di troppo, me ne vado immediatamente!

napoli  Eh, no! E dove vuoi andare? Si sta facienno notte, fa freddo… Non sarà o’ Grand Hotel, ma accà nu cartone per stare callo lo trovi!

de rossi  (disorientato) Come? Qui?

professore  (sottovoce a Napoli) Napoli, ma cos’hai in mente?

napoli  (sottovoce al Professore) Statte bbuono, Professo’, che pure o’ raggioniere po’ servì… (ad alta voce a De Rossi) Ma sì, raggioniere, puoi restare… però hai mangiato, hai bevuto… eeeh, hai da pagà!

de rossi¬† E con che? Ve l‚Äôho detto: non mi √® rimasto pi√Ļ nulla!

napoli¬† Non ti preoccupare. Tu adesso te fai ‚Äėna bella addurmita, e poi addimane vieni cu‚Äô mme ch‚Äôaimmo a faticare nu‚Äô poco!

de rossi  (al Professore) Ma che vuol dire?

professore  Vorrei capirlo anch’io, Napoli.

napoli  E va bbuo’, parlamme chiaro! Tu, raggionie’, sembri ancora nu’ borghesuccio qualsiasi, un impiegato nu’ poco male in arnese ma ancora con la sua dignità! Tu ssì perfetto per l’entrata delle banche!

de rossi  Non capisco…

napoli¬† Vedi, raggionie‚Äô: o‚Äô professore, qui, va benissimo per i cafoni rifatti. Dice tre parole e si sente l‚Äôommo ‚Äėe cultura, loro la cultura nun ce l‚Äôhanno e sono tutti contenti di potersi sentire meglio ‚Äėe lui‚Ķ E ammollano! Alle signore che fanno ‚Äėa spesa, ai guagioni di scuola e ai vecchierelli posso pensarci io, ma tu‚Ķ Tu ss√¨ perfetto per gli impiegati!

de rossi  Continuo a non capire…

professore  Io invece ho capito! E la cosa è molto interessante… Napoli, qui, la vuole assoldare nella nostra piccola compagnia di mendicanti!

de rossi  L’elemosina? Io? Mai!

napoli  (offeso) Ecchè, ancora tieni la cresta? Accussì non va bene, raggionie’!

de rossi  No, no… volevo dire che io… non so… non l’ho mai fatto… non so se ne sarei capace…

professore  Andiamo, ragioniere, per uno come lei non sarà poi questa gran difficoltà…

napoli¬† Eh, no, Professo‚Äô: accuss√¨ mi offendi! Accattare nun √® cosa da tutti! √ą nu‚Äô mestiere difficile, ‚Äėna vera professione‚Ķ Un‚Äôarte!

de rossi  (a sottolineare)Ecco…

napoli¬† Ma nun ti preoccup√†, raggionie‚Äô: tu qui tieni ‚Äėo maestro! Napule: nu‚Äô vero artista! Aspettate nu‚Äô momento‚Ķ

Napoli si allontana e rovista nell’immondizia. Il Professore prende da parte De Rossi.

professore  Io l’ho capita, ragioniere. Lei si sente a disagio all’idea dell’accattonaggio: è troppo poco tempo che sta sulla strada…

de rossi  (piccato) E francamente vorrei non restarci!

professore  (sarcastico) Poco fa, con la fame addosso, non era così sulle sue… Lo stomaco pieno cambia d’umore, eh? Come che sia: sono affari suoi, però adesso non è il caso di irritare di nuovo il buon Napoli. Gli dia corda… oltretutto credo che avremo uno spettacolo piuttosto divertente… e molto istruttivo!

Napoli torna con una bracciata di stracci.

napoli¬† (Molto rapidamente e mimando vivacemente) Allora, raggionie‚Äô, stamm‚Äô a‚Äô senti‚Äô: la prima cosa, per gli impiegati √® l‚Äôaspetto: ha da esse n‚Äôimpiegato pure tu, con la tua dignit√†, ma disoccupato. Ha da mette fifa, se vuoi arrivare al grosso, se no puoi sempre andare tranquillo a mano tesa e bbasta‚Ķ ma allora a quel punto basto pure io e allora che stamm‚Äôa fare acca‚Äô? √ą tutto chiaro?

de rossi  (sottovoce) Professore… aiuto!

napoli  Allora, è chiaro?

professore  Napoli, credo tu debba ricominciare e spiegare un po’ meglio… al ragioniere, qui, mancano, come dire… i fondamentali.

napoli  Checchè?

professore¬† Le basi, i principii‚Ķ Napoli, qua si parte da zero. Tanto per dire‚Ķ ragioniere, lei ha idea di cosa voglia dire ‚Äúandare tranquillo a mano tesa‚ÄĚ?

de rossi  No, assolutamente.

napoli  Aie! Cominciamo bene assaie!

de rossi  Mi dispiace… io…

professore¬† Non si preoccupi, ragioniere, non √® pi√Ļ complicato della partita doppia‚Ķ

napoli  E che, giuchiamo a futbòl?

professore¬† Zitto, Napoli! √ą solo questione di capirsi‚Ķ ‚Äúandare¬† a mano tesa‚ÄĚ vuol dire limitarsi a chiedere l‚Äôelemosina, appunto, tendendo la mano e aspettando l‚Äôiniziativa del passante.

napoli  Ecco, sì, proprio accussì! Però non s’accatta molto… se vuoi arrivare al grosso hai a trova’ la strada, e per tutti è diversa!

de rossi  Professore, abbiate pazienza, però io proprio non…

professore  Napoli, forse qualche esempio…?

napoli  E va bbuo’… Una cosa facile facile… O’ pensionato! Professo’, volete favorire?

Il professore, molto impettito, comincia a camminare su e gi√Ļ

napoli¬† Ecco, raggionie‚Äô: chillo e nu‚Äô pensionato che passeggia‚Ķ Nu‚Äô vecchierello tranquillo‚Ķ Attento raggionie‚Äô: ha da essere vestito bene, co‚Äô la giacchetta e la cravatta‚Ķ Uno che si sistema dignitosamente pure p‚Äôaccatta‚Äô o‚Äô jurnale. √ą chiaro?

de rossi  (esitante) Ssssì…

napoli¬† Va bbuo‚Äô‚Ķ Attenzione, mo‚Äô! (Napoli pesca dagli stracci un vecchio cappotto, lo indossa alzando il bavero, si ficca in testa un vecchio cappello, cava dalla tasca un piattino di stagno e lo tende verso il Professore) ‚ÄúSignuri‚Äô: ‚Äėa carit√†!‚ÄĚ ‚ĶSemplice, no?

De Rossi tace imbarazzato.

napoli  No, dico, hai visto, si o no?

de rossi  Ha… chiesto l’elemosina…

napoli  E basta? (guarda De Rossi) O maronna mia! Professo’!

professore  Via, ragioniere, possibile che non abbia notato nulla? Andiamo… i particolari!

napoli  O’ paltò, il piattino, o’ cappiello… hai da fare l’accattone vecchio stile… Sono vecchierelli, debbono pensare a quando erano giovani! Si commuovono ed è fatta! Però abbada: attenzione ai particolari… ne’, professo’?

professore¬† Il bavero alzato, ragioniere: √® fondamentale. E poi assolutamente un vecchio cappotto scuro, mai un soprabito o un impermeabile. Ed il cappello! Il cappotto col bavero ed il cappello ‚Äúfanno‚ÄĚ molto Umberto D ‚Äď lo ricorda il film?- e il pensionato si commuove!

napoli  O’ piattino, Professo’, non te lo scordare! Niente mani, e o’ piattino ha da esse antico, di stagno! Di quelli che o’ vecchierello vedeva da guaglione! Mo’ è chiaro?

de rossi  (affascinato) Adesso sì…

napoli  Accussì mi piaci!

professore  Qualcos’altro, Napoli?

napoli  Va bbuo’… vediamo… per i cafoni, lo sappiamo, c’è o’ Professore… Abbasta che mette o’ cappiello a terra e si mette a leggere. O prima o poi qualcuno si ferma e chiede, lui parla e o’ finale lo sappiamo… I gradini della chiesa… banale…

de rossi  Piuttosto facile, anche, no?

napoli¬† Aggio detto banale, no facile! Chi va in chiesa gi√† si sente bbuono e non ammolla: hai da fargli pena! Hai da esse malato, sciancato, cieco‚Ķ ‚Äėna chiavica! Ma nun ave a par√® che ‚Äėo fai apposta! Se arriva o‚Äô prevete hai a pot√® d√¨ che non fai finta, che hanno capito male loro, che tu niente hai fatto!

professore  Napoli, che ne dici delle signore?

napoli  Eh, perché no? Allora, raggionie’, stamm’a parla’ delle siggnore che vanno a fa’ la spesa la mattina. Mo’, raggionie’, attenzione che è importante: le siggnore tengono i soldi contati per la spesa e sono nervose assai. Non devi mai fermarle per la strada! Mai! Hai da vestirti con… com’aggio a dicere… nu’ poco come l’impiegato… Professo’!

professore¬† ‚ÄúDignitosa povert√†‚ÄĚ

napoli¬† Ecco, s√¨: ‚ÄúDignitosa povert√†‚ÄĚ. Tu ti miette ‚Äėa fora d‚Äôo negozzio, mentre entrano le guardi, ma statte zitto! Non una parola! le guardi a lungo e te fai ved√®. Poi, quanno sortono a borsa piena‚Ķ Nu‚Äô filo e' voce: ‚Äútengo guaglioni!‚Ä̂Ķ male che va, nu‚Äô salame ‚Äėo rimedi siempre! E poi, se tieni faccia, puoi tentare il colpo grosso.

de rossi  Cioè?

napoli¬† Se ‚Äėo negozzio √® pieno e il giorno ispira ‚Äď Natale √® perfetto!- tu entri e chiedi o‚Äô negoziante per i guaglioni. Di fronte alle clienti di no nun ti dice‚Ķ Per√≤ poi hai da cambia‚Äô zona che se t‚Äôagguanta so‚Äô mazzate! Attenzione, raggionie‚Äô: dignit√† e guaglioni‚Ķ con le siggnore dignit√† e guaglioni!

de rossi  Affascinante…

professore  Vero, ragioniere? Un sottile studio psicologico… non l’avrebbe detto, in Napoli, eh?

de rossi  Davvero…

professore  Perché non prova anche lei?

de rossi  Ma chi, io?

napoli  Eh, raggionie’… Facciamo un esamino!

de rossi  Ma no, io non posso…

professore  (sottovoce) Lo faccia contento, ragioniere! (ad alta voce) Dai, Napoli, detta il tema!

napoli  Vedimmo…  guaglioni fuori di scuola… Te la voglio fare facile facile, raggionie’: quelli nu’ poco fricchettoni! Forza, professo’!

Napoli ed il professore si mettono a scimmiottare due ragazzi. De Rossi rimane un attimo interdetto, poi si avvicina slacciandosi la cravatta ed ondeggiando un po’ sui fianchi.

de rossi  A rega’, che ciàvete du’ spicci? (si ferma e li guarda) No, eh?

professore  Mica male… asciutto, secco, diretto… buona anche la scelta gergale… che ne dici, Napoli?

napoli  E bravo il raggioniere! Domani facciamo faville! Festeggiamo!

professore  E con che?

napoli  Ne’, Professo’… abbiamo sempre la dispensa e la cantina!

de rossi  Come?

napoli  Non sarà o’ friggidèr da cento litri, ma insomma… Dammi una mano raggionie’!

Napoli, seguito da De Rossi, si avvicina ad un tombino e lo solleva

de rossi  Ma che, tenete le provviste nella fogna?

professore  Una temperatura costante meglio di una grotta naturale. Una meraviglia!

de rossi  Ma la  puzza, i topi…?

napoli  La puzza passa, e quanto ai topi… Ho messo la robba in modo tale…(guarda nel tombino e perde la calma) Maleditte zoccole! M’hanno fottuto di nuovo! Raggionie’, piglia quei selci che mo’ le aggiustiamo noi!

Napoli e De Rossi cominciano a lanciare sassi nel tombino imprecando.

professore  Ancora l’avete con quelle povere bestie! Ma lasciatele in pace!

napoli  Professo’, che fai? Ricominci con l’ammuìna dei topi? Maledette zoccole… latrone!

de rossi  Luride bestie schifose!

professore¬† Allora non volete capire: persistete a restare, tutti e due, nel chiuso delle vostre piccole realt√†. Tu, Napoli, dei topi vedi solo le bestie che ti saccheggiano le provviste, lei, ragioniere, rimane ancorato alle immagini negative maturate da anni ed anni di vita regolata, pulita, da piccolo borghese. Non riuscite a percepire l‚Äôinsegnamento che i topi ci possono dare! La vita condotta senza competizione se non quella, legittima, alla sopravvivenza; la forza preponderante del gruppo sull‚Äôindividuo ma pur sempre per l‚Äôindividuo‚Ķ √ą l‚Äôutopia anarchica che si fa realt√†!

de rossi  Mi perdoni, Professore, ma mi sembra che sia un ragionamento un po’ fuori delle righe…

napoli  Se vuol dire che o’ Professore è nu’ poco pazzo, sono d’accordo!

de rossi  No, no… voglio dire: è tutto molto bello, in teoria, ma mi sembra che lei non stia abbastanza a considerare la realtà: può essere anche che i topi siano tutto quello che lei dice, ma se restiamo con i piedi per terra, i topi, dal nostro punto di vista, sono solo bestie sgradevoli, che campano nell’immondizia, creando immondizia. Dove si installano, là arrivano sporcizia e malattie. Non possiamo non considerarli nostri nemici, nemici da distruggere, senza pietà! E se pure volessimo rimanere, come lei, sul piano teorico, beh, secondo me i topi sono il simbolo stesso del disordine, del caos… la negazione di una società civile!

professore  (infervorandosi) Di una società civile umana! Umana, ragioniere! Di quella società che è arrivata a far prevalere l’immagine sulla sostanza; di quella società dove tutto è competizione per il potere, dove la sopravvivenza stessa dell’individuo viene basata solo ed esclusivamente sulla ricerca del potere! Magari solo di piccolissime nicchie di potere, ma sufficienti per pugnalare il prossimo alle spalle!

napoli¬† Oh, Maronna mia, e che d‚Äô√®? ‚ÄėA terza guerra mondiale!

de rossi  Effettivamente mi sembra che lei esageri…

napoli¬† √ą uscito pazzo, altroch√®!

professore¬† (sorridendo) S√¨, forse mi sono lasciato prendere un po‚Äô la mano‚Ķ Per√≤ lasciate che vi dica una cosa: lo sapete perch√© ho scelto di vivere per la strada rinunciando alla mia vita ¬ęnormale¬Ľ? Perch√© √® questo che ho fatto, ragioniere.

de rossi  Che cosa? Lei ha…?

napoli¬† Te l‚Äôavevo detto ch‚Äôera nu‚Äô poco pazzo‚Ķ E tu che tenevi paura ‚Äėe me!

de rossi  Ma perché?

napoli  Eh sì, professo’: è da mo’ che l’addimando pure io!

professore¬† Perch√©‚Ķ Perch√© non ne potevo pi√Ļ di essere costretto a combattere battaglie in cui non credevo. Perch√© ero stufo di dover cercare di fregare il mio prossimo prima che lui fregasse me‚Ķ Dovevo essere pi√Ļ ambizioso dei colleghi pi√Ļ giovani perch√© la loro ambizione non mi levasse la cattedra; dovevo essere avido del denaro di cui nulla mi importava per poter mantenere la mia immagine di integerrimo studioso, dato che i miei studi e le mie pubblicazioni ben poco servivano allo scopo; dovevo essere un ipocrita sorridente verso i potenti cui avrei voluto sputare in faccia tutta la loro profondissima ignoranza‚Ķ No, no, basta: meglio vivere con i topi‚Ķ meglio vivere da topi: almeno si lotta per qualcosa di veramente importante, la sopravvivenza. E guardi, ragioniere: qui, nei vicoli, nell‚Äôimmondizia, sar√† forse proprio la familiarit√† con i topi, ho trovato di nuovo solidariet√†, aiuto, un modus vivendi pi√Ļ umano‚Ķ

napoli¬† N√©, Professo‚Äô, tu non ss√¨ solo pazzo: tu ss√¨ proprio scemo! Ma cosa ti credi, che int‚Äôa via non stammo tutti a combattere peggio degli altri? Ah, chist‚Äô√® bbuona! Sc√©tate, Professo‚Äô: qua cane mangia cane, altro che topi! E chi non muzzeca per primo muore, ma muore veramente! Tu pecch√© hai trovato a me ti credi che si divide il pane tra tutti, ma nun e o‚Äôvero! E pure io, te l‚Äôaggio ditto, ti tengo acc√† perch√© mi fai comodo, nient‚Äôaltro. I topi‚Ķ Professo‚Äô, tiene raggione o‚Äô raggioniere: i topi so‚Äô soltanto bestie che pi√Ļ muoiono e meglio stiamo tutti quanti!

professore¬† (come rendendosi conto dell‚Äôimpeto oratorio di Napoli e mettendosi a ridere) Oh, mio Dio, ci sono ricascato! Scusatemi, ragioniere, ed anche tu, Napoli, scusami tanto! Mi capita, alle volte, di ritornare ad essere il professor Donato Guerra, docente in filosofia, e di cominciare a pontificare! Dai, Napoli, pensiamo a cose pi√Ļ serie e prepariamoci per la notte!

Il professore e Napoli si mettono a lavorare per preparare un giaciglio mentre De Rossi rimane sovrappensiero.

de rossi  Il professor Donato Guerra… Guerra… Donato… Io questo nome lo conosco…

professore  Via, ragioniere… ma se non ci siamo mai visti, prima di oggi!

de rossi  Visti forse no… però il nome… il nome…

professore  E che vuole che sia un nome? Il nome… un’altra delle balorde esagerazioni della cosiddetta civiltà! Il nome! Ha mai letto con attenzione un dizionario, ragioniere? Il nome non è altro che una definizione atta a identificare un elemento rispetto agli altri. A questo serve ed a nient’altro… e finché questa funzione è assolta, un nome vale l’altro…

de rossi  (senza ascoltarlo, tra sé) Donato Guerra… Donato Guerra…

professore¬† Ma a che serve, ragioniere? Donato Guerra‚Ķ professor Donato Guerra‚Ķ mi dica a che mi serve sprecare tanto fiato: con la mia famiglia, con gli altri Guerra, non ho pi√Ļ rapporti e dunque Donato non mi serve pi√Ļ per distinguermi da loro‚Ķ con la cosiddetta societ√† civile ho rotto da tanto tempo e dunque a che mi serve attaccarmi al Guerra per evitare di confondermi con il signor Bianchi, Rossi, Verdi o Cannavacciuolo‚Ķ oramai in questa piccola comunit√† ho un solo tratto distintivo: sono ¬ę‚ÄôO Professore¬Ľ e tanto basta! Non ci attacchiamo ai nomi, non facciamone dei feticci. Giungeremmo presto a dire ¬ęi Guerra sono meglio degli altri, solo perch√© sono dei Guerra ed in nome dei Guerra facciamo la guerra!¬Ľ

napoli¬† (ridendo) I Guerra‚Ķ ‚Äėa guerra‚Ķ Carina, professo‚Äô, carina assai!

de rossi  Guerra… Guerra… Guerra… Guerra! Professor Donato Guerra! Ma certo! Il deposito fiduciario!

napoli¬† E che so‚Äô ‚Äėste parolacce!

de rossi  Il Deposito Guerra, ora ricordo! I cinquanta milioni!

(NOTA: finch√© l‚Äôeuro e le sue cifre non saranno entrati completamente nell‚Äôimmaginario collettivo, sar√† bene mantenere la cifra, poi potr√† essere ¬ęconvertita¬Ľ in valore volta per volta analogo [grosso modo il corrente prezzo di acquisto di una berlina di medio-alta cilindrata])

napoli  Che è? Che è? Cinquanta miliune?

professore  (cercando di sviare il discorso) Napoli, pensiamo a dormire, ché è tardi!

napoli  Statte bbuono, Professo’, che qua si parla di cinquanta miliune! Addo’ stanno?

de rossi¬† Ma s√¨‚Ķ il Fondo Guerra‚Ķ Nello studio del commercialista dove lavoravo venivano gestiti anche fondi e patrimoni privati. Uno di questi era il Fondo Guerra‚Ķ Ogni mese veniva versata dalla famiglia Guerra una somma a favore di un familiare che si era staccato da loro, che non voleva pi√Ļ aver contatti‚Ķ a favore del professor Donato!

napoli¬† Professo‚Äô, e mo‚Äô che √® ‚Äėsta storia? Ma che, niente niente, ‚Äėsto Donato sei te per davvero?

de rossi  I soldi, però, non venivano mai ritirati… sembra che il Professore non ne volesse assolutamente sentir parlare, pareva quasi che gli facessero schifo!

napoli¬† E allora si‚Äô proprio tu! Uh madonna mia, tutti ‚Äėsti soldi a disposizione e lui? Niente! Mi gira la capa! E quanti¬† erano? Cinquanta‚Ķ?

de rossi  Ma, sì, ve l’ho già detto: erano arrivati a cinquanta milioni.

napoli¬† Maronna d‚Äôo Carmine, allora √® vero! Cinquanta miliune‚Ķ cinquanta miliune! Professo‚Äô, tu si‚Äô pazzo, cchi√Ļ pazzo ‚Äėe chillo ‚Äėe credevo!

professore  Napoli! Lo sai come la penso, no?

napoli¬† Eh, s√¨, professo‚Äô‚Ķ Come la pensiamo! Accuss√¨ √® facile! Finch√® si pensa, finch√® si parla √® tutto bbuono. Ma accuss√¨ no! Accuss√¨ non si pensa pi√Ļ, accuss√¨ si p√†zzia! Ma come: noi stammo ‚Äėcc√† a mangia‚Äô pane e mmerda tutti i giorni e tu tieni cinquanta milioni in un cassetto, a marcire! Ah, no‚Ķ io esco pazzo!

de rossi  Mica tanto in un cassetto: circa… quando è stato?… sì, poco prima che mi cacciassero… circa sei mesi fa, d’improvviso, sono stati ritirati tutti.

napoli¬† Ammazza, che figghi ‚Äėn‚Äô drocchia!

de rossi  Chi?

napoli  I Guerra: prima gli danno i soldi e poi se li ripigliano!

de rossi  Macchè! Il fondo era vincolato!

napoli¬† L‚Äôanimaccia vostra e delle parolone! E mo‚Äô che cazzo vuol dire ¬ęvincolato¬Ľ?

de rossi¬† In un fondo vincolato il denaro versato ‚Äď da chiunque versato ‚Äď pu√≤ essere ritirato solo dal titolare del vincolo, anche se il vincolo √® stato messo da terzi‚Ķ

napoli  Aiee! E io a cchisto ccà mo’ l’accido veramente! Professo’, faciteme la grazia, spiegamelo tu!

professore  Vuol dire che quel denaro poteva ritirarlo soltanto Donato Guerra… Grazie, ragioniere!

napoli  E tanto ci voleva!?! …Nu momento… Donato Guerra? Professo’, ma non sì tu, Donato Guerra?

de rossi  Certo che è lui, Professore, vero?

napoli  Professo’, non facciamo scherzi! Quei soldi... ma che li hai presi tu per davvero?

de rossi  Lui, per forza! Nessun altro poteva: il fondo era vincolato!

napoli¬† Non me ne frega niente del vostro fondo! Io voglio sap√® se i soldi li ha lui... Io voglio sap√® se la fregatura me l‚Äôha data pure lui! Se in chisto mondo ‚Äėe‚Äô merda puzzano proprio tutti di fogna come topi, pure lui! ...Dimmelo, Professo‚Äô!

de rossi  (ripetitivamente) Lui, per forza! Nessun altro poteva, l’ho già detto. Li ha ritirati tutti tre mesi fa.

napoli  Me l’aggi’a dicere lui! E allora, Professo’?

professore  Lo hai sentito, il ragioniere, no? Dagli retta: (a De Rossi con astio e sarcasmo) è persona competente, lui! Uno scrupoloso impiegato! Affidabile: una persona per bene!

napoli¬† Alla fine meglio ‚Äėe te, Professo‚Äô! Allora... allora... V√≤ d√¨ che quanno s√¨ arrivato acc√† int‚Äôo vico, a rincoglionirmi con le tue belle parole, quanno ti ho dato da mangi√† perch√© dicevi di averci fame, avevi gi√† cinquanta miliune int‚Äôa‚Äôsacca? E mo‚Äô capisco tutto!

professore  Napoli, ascolta...

napoli¬† No, Professo‚Äô, mo‚Äô basta con le parole! Tu ss√¨ uno strunzo, ma o‚Äôveramente! Aggio sempre pensato che eri pazzo, che chill‚Äôe dicevi erano tutte cazzate, ma mi piaceva statte a sent√¨ perch√© ci credevi, perch√© le dicevi che ci avevi fame cumm‚Äôa mme, e ‚Äėmmece... D√¨ la verit√†: quanno dormivo, quanno me n‚Äôandavo in giro a fa‚Äô quattro lire anche pe‚Äô tte, tu te n‚Äôannavi a ‚Äėo ristorante, a ‚Äėmbriacarte, magari puro a zoccole alla facciaccia mia, √® o‚Äôvero? Alla faccia di chillo strunzo e‚Äô Napule!

professore  Davvero, Napoli, stammi a sentire...

Napoli, alle parole del Professore, perde completamente la calma. Lo afferra per il bavero e comincia a sbatacchiarlo violentemente.

napoli  T’aggio detto che non sento niente! Mo’ tu mi sputi fuori i soldi che ti so’ rimasti... In pochi mesi non poi avè mangiato cinquanta milioni, e mo’ tocca pure a me! Avanti, Professo’, caccia i soldi... Forza!... Guarda che te li tiro fuori anche a legnate!... Fuori i soldi, se no chista è la volta che t’accido!

Preso dalla rabbia, Napoli scaglia il Professore contro una pila di scatoloni e rifiuti. La pila crolla e lo seppellisce completamente. Napoli si calma di botto e rimane un attimo inebetito insieme con De Rossi.

napoli  Madonna d’o’ Carmine! L’aggio acciso! Professo’! Professo’! (comincia freneticamente a cercare il Professore sotto la catasta)(a De Rossi) E tu che cazzo guardi? Aiutami!

De Rossi aiuta Napoli finché traggono fuori il corpo esanime del Professore. Si mettono al suo capezzale.

napoli  Professo’!... Professo’!... Madonna mia, e mo’ come faccio?

de rossi  Difficile farsi dar il denaro, ora, vero?

napoli  Grandissimo figghi’e’zoccola! Che me ne fotte a mme dei soldi, adesso? Che se li fosse pure mangiati tutti! ...Aggio acciso un amico... l’unico che avevo... (piangendo) Professo’... Professo’...

de rossi¬† Un momento! (si china sul Professore) aspetta, aspetta... √ą vivo!

napoli  Eh? Ch’ha ditto?

de rossi  Respira ancora... Sembra conciato molto male, ma è ancora vivo!

napoli  Vulisse o’ cielo! Ragionie’, tu hai studiato: fai qualche cosa!

de rossi  E che, sono un medico? Qua bisogna chiamare qualcuno... Un’ambulanza... oppure la polizia!

napoli  Vado io! Qua vicino ci sta sempre una volante!

Napoli esce precipitosamente. De Rossi resta accanto al Professore che dopo qualche istante comincia a riprendersi.

professore  Cosa è successo? (prova a muoversi) Ah, la mia testa... e pure la schiena! Ma che cosa è successo?

de rossi¬† √ą caduto malamente, Professor Guerra.

professore  Caduto? Ah, sì, ora ricordo... Napoli! Dov’è?

de rossi¬† √ą andato via.

professore¬† (deluso) √ą scappato...

de rossi  Per la verità è andato a cercare aiuto.

professore  (rischiarandosi) ...lo sapevo. Lo sapevo, lo sapevo che sotto quella pellaccia c’era ancora tanta umanità! Gli è bastato vedermi in difficoltà e si è scordato subito tutti i soldi... e sì che per lui cinquanta milioni sono veramente un patrimonio inimmaginabile!

de rossi  Soprattutto quando sono tutti e cinquanta! Perché sono intatti, non è vero, professor Guerra?

professore  E bravo il nostro ragionier De Rossi! Non la facevo così perspicace.

de rossi  Non era così difficile... Solo non capisco perché li abbia ritirati dallo studio.

professore  La società cosiddetta civile è un mostro che si autoalimenta. Lasciare quei cinquanta milioni in amministrazione a quello studio avrebbe voluto dire portare nuova linfa nel circuito perverso del profitto! Creare ancora nuova ricchezza fasulla, cibo solo per i pescecani, fonte soltanto di contrasti, di invide, di violenza, di guerra!

de rossi  Non le sembra di esagerare, Professore?

professore¬† Mai pi√Ļ! (tira fuori una borsa) Eccoli, i cinquanta milioni! Non sono poi questo gran che, non √® vero? Eppure quanti ¬ęuomini¬Ľ sarebbero disposti ad uccidere per averla? Glielo dico io, ragioniere: tutti!

de rossi  Eppure Napoli...

professore¬† Ma noi non siamo pi√Ļ uomini: la strada ed il disprezzo ipocrita della ¬ęgente comune¬Ľ, delle persone, scusi ragioniere, come lei ci hanno privato della nostra umanit√†, ci hanno trasformato in animali di ben altro genere.

de rossi  Topi?

professore  Sì, ragioniere, perché no? Topi. E sa cosa le dico? Ne sono orgoglioso! Del resto lo ha visto anche lei: pure in piena crisi, non appena il compagno è stato in pericolo, il buon topo Napoli, con tutto il suo millantato cinismo, è accorso in suo aiuto. Uno per tutti e tutti per uno, come i tre moschettieri: questa è la società dei topi.

Durante la battuta De Rossi si è portato alle spalle del Professore ed ha raccolto una delle cassette.

de rossi  Forse ha ragione lei, Professor Guerra, però noi non siamo topi, ma uomini!

De Rossi colpisce violentemente il Professore alle spalle, poi lo finisce con la cassetta. Quando √® certo che non si muove pi√Ļ, gli leva cautamente la borsa. Fa per aprirla, quando sente (da fuori scena) la voce di Napoli. In fretta nasconde la borsa e si riporta al capezzale del Professore.

napoli¬† (fuori scena) √ą qua, marescia‚Äô. Venite, venite!

Entrano Napoli e due poliziotti.

napoli  Eccolo là! Raggionie’… come sta?

de rossi  (alzandosi) Mi dispiace, Napoli… credo che sia morto.

napoli  (crollando in ginocchio accanto al Professore) No, no, no! Professo’, rispondimi! Non puoi farmi questo! Professo’, Professo’!

I due poliziotti spostano di forza Napoli e si chinano sul Professore.

maresciallo¬† √ą andato‚Ķ Giannetti, torna alla macchina e chiama la questura: che mandino il medico legale e il furgone‚Ķ E che avvisino il giudice!

Il poliziotto esce. Napoli scoppia a piangere.

napoli  Professore… Nooo! (crolla accanto al corpo) Ch’aggio fatto… ch’aggio fatto… Professo’… Aggio acciso o’Professore… (continua questa litania anche oltre)

maresciallo  Lei chi è?

de rossi  (mostrando i documenti, molto compunto) Ragionier Adalberto De Rossi.

maresciallo  Era presente al fatto?

de rossi  Sì, ero qui… per portare… assistenza. Sa, un po’ di volontariato.

maresciallo  Fa parte di qualche organizzazione?

de rossi  NO! …Voglio dire… Sono iniziative che prendo da solo… Piccole cose, per carità, ma insomma…

maresciallo  Cosa è successo, di preciso?

de rossi¬† Beh, lo sente quello l√¨, no? Si sono messi a litigare per‚Ķ per il pacco di viveri che avevo portato io‚Ķ Sono venuti alle mani e quello pi√Ļ grosso si √® lasciato trascinare fino ad ammazzare l‚Äôaltro‚Ķ Non credo ne avesse l‚Äôintenzione, ma purtroppo √® andata cos√¨‚Ķ Mi sento un po‚Äô in colpa: se avessi portato pi√Ļ roba, forse‚Ķ

maresciallo  Non dica sciocchezze! Se non era per la sua roba, sarebbe stato per qualcos’altro, prima o poi… Questi non sono uomini come noi… sono quasi degli animali!

de rossi  ..Topi!

maresciallo  Come?

de rossi  No, niente.

Rientra il poliziotto.

maresciallo  Giannetti! (a De Rossi, accennando a Napoli) Come si chiama, lo sa?

de rossi  Lo chiamano Napoli, credo.

I due poliziotti si avvicinano a Napoli

maresciallo  Napoli, tu adesso devi venire con noi, lo sai, vero? Vuoi fare resistenza oppure evitiamo altri guai?

napoli  (distrutto, psicologicamente prostrato) No… no… professore…

Ad un cenno del maresciallo, il poliziotto ammanetta Napoli

maresciallo  Giannetti, non è che hai chiamato anche il cellulare, vero?

poliziotto  Sì, maresciallo.

maresciallo  Bravo. Allora tu resta qui. Io porto l’amico e aspetto il giudice.

Escono il maresciallo e Napoli. Il poliziotto resta di piantone. Mostra chiaramente disagio e schifo. De Rossi gli si avvicina.

de rossi  Brutta morte, eh?

poliziotto  Già.

de rossi  E brutta vita, anche.

poliziotto  Già.

de rossi  Sapesse le schifezze che si mangiano! E poi l’odore… terribile, vero?

poliziotto  Già.

de rossi  E non ha ancora sentito niente! Senta cosa può venir fuori da questo tombino!

De Rossi apre il tombino. Il poliziotto ha un moto di disgusto.

de rossi  E pensi che lo usavano come dispensa! Ecco, guardi, guardi: ci sono ancora i resti della loro cena! Se li stanno mangiando i topi!

Il poliziotto è molto evidentemente preso da un attacco violento di nausea. Sta per vomitare.

poliziotto  Lei non si muova e soprattutto non tocchi nulla. Io… devo chiamare la questura!

Il poliziotto esce.

de rossi¬† Fuori due! Sei in gamba, De Rossi! Com‚Äôera, Professore? L‚Äôabito non fa il monaco, vero? E invece eccoci qui: √® bastato tornare a sembrare il ragionier De Rossi e tutti mi hanno creduto subito, senza fare domande. Si fidano di me, caro Professore, non del nostro caro Napoli! Com‚Äôera, Professore? La societ√† dei topi? La solidariet√†, ¬ętutti per uno eccetera¬Ľ? Eppure tu sei l√¨, io sono qui e Napoli sta andando dove va! (ride) Certo, forse in teoria avevi ragione tu, forse saremmo davvero tutti migliori se vivessimo come vivono i topi‚Ķ per√≤ noi non siamo topi. Non √® la nostra natura e con tutte le tue belle parole non puoi farci proprio niente‚Ķ soprattutto adesso! (ride) Siamo uomini, caro Professore, e da noi la legge √® quella del pi√Ļ forte, l‚Äôho imparato sulla mia pelle, perch√© sono stato sempre il pi√Ļ debole! √ą cos√¨ e rester√† sempre cos√¨, anche se ogni tanto gente come te si inventa filosofie o leggi per cambiare le cose. Ma √® tutto inutile: alla fine √® il forte a vincere ed il debole a soccombere. Stavolta √® toccata a te‚Ķ un po‚Äô mi dispiace: dopotutto eri un vecchietto simpatico ed in fondo se ora il pi√Ļ forte sono io lo devo proprio a te (prende la borsa e l‚Äôaccarezza) e a loro! (ride a lungo) Povero Professore: tifavi tanto per i topi ed alla fine proprio tu hai fatto il pi√Ļ clamoroso degli autogol! Hai perso, Professore: ho vinto io! Uomini battono topi cinquanta milioni a zero! (apre al borsa ed improvviso sbianca in viso. Infila la mano e trae dalla borsa brandelli informi di carta) Ma‚Ķ ma‚Ķ cos‚Äô√® questa roba? Dove sono i soldi? Dove sono i miei soldi? Cinquanta milioni‚Ķ ma che scherzi sono, questi? Qui ci sono cartacce smozzicate‚Ķ (le guarda meglio) I soldi? I soldi? I soldi, sono questi i soldi! NOOOOO! (pausa) Se li sono mangiati i topi!

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