Torno subbitu

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ITALO CONTI

COMMEDIA BRILLANTE IN DUE ATTI

ITALO CONTI POSIZIONE SIAE 135763 TEL. 393.92.71.150

E’ GRADITA COMUNICAZIONE IN CASO DI RAPPRESENTAZIONE


Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

Angelo di Dio                                      Fratello di Gabriele

Erzilia Tritarotelle                          La moglie di Angelo e sorella di Gervasia

Gervasia Tritarotelle                    Moglie di Gabriele e sorella di Erzilia

Armida Guerra                                    La suocera di Angelo e Gabriele

Diletta Cavalli                                     La donna di servizio

Gabriele di Dio                                   Lo scomparso fratello di Angelo

Michele                                                       Commissario di polizia

Raffaele                                                       Il medico

I tre personaggi Gabriele, Michele e Raffaele sono in realtà i tre arcangeli. Devono indossare sopra agli abiti una mantellina sia nel primo che nel secondo atto. Nel secondo atto, sotto la mantellina che sarà tolta alla fine devono indossare due piccole ali che coperte dalla mantella non devono essere viste fino alla fine. La scena si svolge nell’appartamento condominiale della famiglia Tritarotelle. E’ una famiglia benestante e la sala è ben arredata. Occorre un’ampia entrata principale centrale realizzata ad arco e sul fondo in profondità al posto di un pannello di legno una quinta elastica bianca tagliata in modo che che tre persone in fila possano passarci in mezzo. Occorre anche al di la della quinta bianca una luce che si accenda e tre sagome leggere legate ad un filo. L’effetto finale dovrà essere quello ci ombre cinesi. Tirando il filo le sagome devono poter creare l’effetto di volare via. Oltre a questa entrate e uscite si evincono dal testo e la scena di svolge ai giorni nostri. La scena si apre con Erzilia che entra parlando ad altavoce.


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Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    (Entrando in scena e parlando con il marito) Tu bisogna

che te dai una regolata hai capitu? Non poli fa sempre

come te pare a te! Dentro a testa casa solu tu devi ji al

contrariu  de  tutti…  tu  devi  esse  quillu  che  roppe…

l’equilibbri.

Che po’ se jemo a strigne Angelo, si propiu ordinariu:

ordinariu    e    prevedibile    come    pochi!    Sempre    co’

quell’ironia stupida, quelle battutelle de quarta serie che te

fonno argirà lu sangue. Tu non capisci qual è lu momentu

de parlà e quale quellu pe’ sta zitti.  Fai lu simpaticu pe’

forza e a la fine rumpi Angelo… hai capitu: scassi!

Se non te ne fussi accorto, non stai a casa tia eh! E no no:

qui stai a casa nostra, e quanno dico nostra intenno de mi

madre, mia ….  e de mi sorella. Quindi non fosse andru

che pe’ rispetto non te poli mette a ride su le disgrazie dell’andri!

ANGELO                  (Entrando in scena) Io rido? Che rido che no’ jaco dittu

gnente. E po’ non aco capitu: se staco a casa loro non se pole ride?

ERZILIA                    Tuttu se pole fa, sci, ma con ritegno!

ANGELO                  Che significa co’ ritegno?

ERZILIA                    Che te devi contenè Angelo!

ANGELO                  Ce vorrebbe che quanno tu madre scivola e sbatte lu culu

per terra lo facesse contenennose e invece lu terremotu l’ha sinditu Terni, Narni e mezza Amelia.

ERZILIA                    Tu esaggeri tuttu! ‘sta battuta non potei fa a meno de dilla

davanti a Mamma?

ANGELO                  Veramente io je steo de dietro e po’ la battuta l’ha fatta

essa: se che frappa che ha datu!


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Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    E era propiu necessariu che je dicessi che lu Terremotu

l’ha ‘ntesu Terni, Narni e Amelia?

ANGELO                  Non esagerassi: Amelia solu mezza

ERZILIA                    Sci va beh insomma c’era bisogno de puntualizzallu?

ANGELO                  Ma perché ago dittu una bucia? Tu aspetta li giornali

domani e po’ vidi se non è vero!

ERZILIA                    E gnente non ce sta gnente da fa, tu si natu pe’ fa incazzà

la ggente!

ANGELO                  Allora sindimo: che avrebbe dovuto fa?

ERZILIA                    Ciavresti dovutu da avè più ritegnooooooooo…

ANGELO                  E daje: praticamente invece de nominaje lu terremotu che

avrebbe dovutu di’: scossa tellurica?

ERZILIA                    Ritegno, rispettu! Non se ride su la faccia a una che je

capita un’incidente…

ANGELO                  Famme indovinà: tantu più se quell’una è tu madre!

ERZILIA                    Esattamente!

ANGELO                  E come te sbaji!

ERZILIA                    E fosse finita li’… non jai datu mancu una mano pe’

arzasse su

ANGELO                  Ma ce stea a penzà tu sorella!

ERZILIA                    E infatti s’è vistu: pe’ provà a arzala su jè cascata addossu

anche essa!


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ANGELO

E’ vero oh… se so intrecciate come la carta muschicida:

ahahahahahahaha!

ERZILIA

E ridi ridi: chiccà che ciai da ride!

ANGELO

Ma daje su, ma che devo fa?

ERZILIA

Rispettu ce vole: rispettu e ritegno…

ANGELO

E va beh ma qui dentro se te vene da ride te devi castrà!…

E’ propiu cominciata male sta giornata!

ERZILIA

Perché che t’è successu a te?

ANGELO

Oggi è unu de quilli giorni ‘ndo lu dentifriciu è finitu e lu

spazzolinu da denti te casca dentro lu cesso, tantu pe’

capicce…

ERZILIA

Ah ecco: E tantu pe’ capicce in questa bella metafora chi

sarebbe lu detrificiu, lu spazzolino e lu cessu?

ANGELO

Tu, tu sorella e tu madre. Non se pole di gnete, fa gnente o

penzà gnente de diverzu de quello che vole tu madre!

ERZILIA

E seppure fosse? Mamma cià un certa età…

ANGELO

Una certa? Non s’è ancora saputu quanti co’ precisione?

ERZILIA

Una certa età sci e…

ERZILIA e ANGELO

Rispettu ce vole: rispettu e ritegno…

ANGELO

Cambia discu Erzì aco capitu!

ERZILIA

Speramo! Perche quelle vivono un momentacciu.


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ANGELO                  Lu momentacciu lu vivono esse?  Io non pozzo ne parlà

ne ride e lu momentacciu lu vivono esse: Bellu lungu stu momentacciu so’ 10 anni!

ERZILIA                    Uhhhhhhh mamma mia quantu si insofferente!

ANGELO                  E invece tu e tu sorella sete ddu tritarotelleeeeeeee!

ERZILIA                    Aooooo… modera è: nui semo fiere de esse tritarotelle!

ANGELO                  Ehhhh! Più che fiere me parete una “convension” de trita

rotelle.

ERZILIA                    E su de mamma ciai da di chiccosa pure su de essa?

ANGELO                  Tra lu nome e lu cognome da bardascia è un carrarmatu!

ERZILIA                    Ma come sarebbe?

ANGELO                  Tu madre se jama Armida Guerra? E li carrarmati che so’:

Armi da Guerra!

ERZILIA                    Io ciago da fa che t’ago sempre rispettatu troppu…

ANGELO                  Ecco fattu!

ERZILIA                    … e t’ago datu li mejio anni de la giovineza mia

ANGELO                  Ah behhh: mo’ ha pijatu lu slanciu arriva lu mejiu!

ERZILIA                    Io… che ceo appressu fior de giovanotti e non l’ago

mancu visti!

ANGELO                  Ma un par d’occhiali no è?

ERZILIA                    Io… che t’ago volutu contro tuttu e tutti

ANGELO                  Capitu? M’honno accettatu all’unanimita!


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Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Io, che dopo mi madre e mi sorella si statu quillu che ago

amatu de più!

ANGELO                  E beh via: medaja de bronzo: mancu male m’è jita…

ERZILIA                    Beh che centra: quelle so sange de lu sangue mia!

ANGELO                  E sci infatti: un’emorraggia interna!

ERZILIA                    Non te permetto hai capito?      Solu pe’ tutte le vorte che

aco provatu a aspettatte arzata quanno artornavi da lavoru la sera.

ANGELO                  Ciai provatu ma non ce ce si riuscita!

ERZILIA                    Beh Mamma c’ea bisognu de compagnia!

ANGELO                  Eh beh!      Quanno entranno dentro casa e trovavo una

femmina che me dea un po' d'amore, un po' d'affetto e un po' di tenerezza… lo sai che penzavo?

ERZILIA                    Che penzavi?

ANGELO                  De esse entratu ne la casa sbagliata.

ERZILIA                    Allora potei pià pijà la porta e annattene no?

ANGELO                  E no… no… no porza zozza no: perché stu pezzu de

critinu era innamoratu cottu penza un po’ tu?         Ma emo

bullitu su ddu pentole diverse Erzi? Ciaco missu 20 anni a

rendeme conto che tu si armasta cruda!

ERZILIA                    Si come tu fratellu: tale e quale!

ANGELO                  Se ero come mi fratello me n’ero annatu… e invece staco

ancora qui a sopportavve a vui e testa manfrina dell’anniversariu che non se ne pole più!


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ERZILIA                    Oh: l’unicu modu che cià de scaricasse non te sta bene?

Ma che te costa assecondalla?

ANGELO                  Mi fratellu a furia d’assecondalla è dovutu scappa via!

ERZILIA                    Bellu lavoru? Dopo avecce fattu l’amore pe tuttu testu

tembu!

ANGELO                  Beh ma io penso che fa l’amore co tu sorella o con un

registratore a cassette dovrebbe esse stata la stessa cosa:

avanti, indietro, avanti, indietro: stop, eject.

ERZILIA                    Ma tu pensa si che razza bacata. Tu si insignificante e tu

fratellu un extraterrestre!

ANGELO                  No no che extraterreste: E.T. ce voleva artornà a casa:

essu mancu pe’ gnente!

ERZILIA                    Ma    quann’è   ccucì    scusa    non    era    mejio    che    non

s’accoppiavano?

ANGELO                  Che voli fa Erzì: “Tutti pozzono sbajà" come disse lu

ricciu scennnenno da la spazzola.

ERZILIA                    Ma è mai possibile che non se pole fa un discorzu seriu?

ANGELO                  Volemo fa un discorzu serio? E famo un discorzu seriu.

Partimo da tu sorella e da quantu è pignola presembiu?

Che quella è talmente pignola che secondo me anche

quanno faceva l’amore se lu facea mette… per iscritto!

ERZILIA                    Si propiu indisponente: fai vinì l’orticaria!

ANGELO                  E invece la cirimonia dell’anniversariu è una finezza…

una delicatezza…

ERZILIA                    Beh, porella, almeno se scarica!


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ANGELO                  Io direbbe che se prosciuga: ogni anno da 10 anni de sfojà

l’arbumme de lu matrimoniu e scaracchià su le foto de mi fratellu!

ERZILIA                    Quella  butta  via  l’adrenalina  che  ji  monta  in  testa

giornata!

ANGELO                  Sci! e l’arbumme è 20  centimetri più ardu, le foto se so

gonfiate!

ERZILIA                    Ma io vorrebbe vedè a te che faristi se te lasciassi sopra lu

tavolinu un bijittinu co’ scritto “torno subbitu” e po’ sparissi pe’ diec’anni!

ANGELO                  Uhhhhhhhh te l’immaggini li pianti?

ERZILIA                    Senza una notizzia, senza un’ indizziu…

ANGELO                  Robba da strapasse li capilli!

ERZILIA                    Tu no lo capisci che quella soffre per amore?

ANGELO                  Erzi: Chi soffre per amore e' perche' non c’ha mai avuto li

calcoli renali.

ERZILIA                    Ma senti si che discurzi… quindi vorresti di che se de

puntu in biancu io… mi madre e mi sorella sparissimo senza lascià traccia…?

Angelo resta come ipnotizzato e sognante

ERZILIA                    Ao ce l’ago co te è?

ANGELO                  (Riprendendosi) E ferma… famme sognà un andru

tantinellu!


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ERZILIA                    Mejiu che te lascio perde sennò ce rimponnemo anche

testo de anniversariu!

ANGELO                  Erzì, tu sorella è un Rotvailer! ji regali una majia de lana:

per carità, essa su la pelle mette solo cotone! una scatola

de cioccolatini: sta a dieta! li fiori, è allergica! Tu sorella è

tarmente fatta all’incontrariu che se fosse stata stitica

sarebbe nata a Chicago!

ERZILIA                    Andru?

ANGELO                  Gabbriele  ha  rettu  ha  rettu  e  po’  se  ‘n’è  annatu…

bastardu!

ERZILIA                    Ahhhhhhhh allora lo vidi che pure tu non approvi quello

che ha fatto!

ANGELO                  E no l’approvo no… ne doveva parlà co me prima: ce

n’annavamo assieme!

Entrano Gervasia Armida e Diletta che sorregge Armida

DILETTA                 Venga venga signora se metta seduta qui

GERVASIA           T’aiuto anche io ma’!

ARMIDA                  Piano sa… fate pianu che ciaco l’impressione che me s’è

rottu…

ANGELO                  Lu cannone?

ARMIDA                  Lu cudarizzu!

ERZILIA                    (Al marito) Arcuminci, non te basta ancora no?

ARMIDA                  Lascialu lascialu zurlà… tantu lu tordu ‘ndo magna more!

ANGELO                  (Facendo le corna) Tie uccellacci de lu malauguriu


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ARMIDA                  No je la faccio a metteme a sede ccucì… mettetemece la

ciammella!

ERZILIA                    Jamamo lu medicu no, abbita sopra a nui?

GERVASIA           Già fattu! Steo a spettà te!

ERZILIA                    Ma si ccucì de tuuu o hai pranzatu col yogurth magru?

ARMIDA                  Mo non ricominciate è: porteme la ciammella!

DILETTA                 Subbito signo’… je la vado a pijà (ed esce)

ANGELO                  Portateje pure un guccittu de vinsantu ccuci ce fa la

zuppetta!

ARMIDA                  (Ad Erzilia) Ma tu propiu un essere insignificante come

quistu te dovevi sposà?

ERZILIA                    Perché infatti mi sorella se n’è pijatu unu bbonu!

GERVASIA           Tu penza pe’ lu garofalu tia!

ERZILIA                    E tu non arzassi tantu le penne!

GERVASIA           A bella: se ciai un maritu deficiente non è corpa mia!

ERZILIA                    Se pure mi maritu è deficiente almeno non ha tajatu la

corda come lu tia.

ANGELO                  Oh comunque su lu fattu che so deficiente me pare che

sete daccordu no?

GERVASIA           Sci me pare propiu de sci!

ANGELO                  Bene bene almeno un puntu d’incontru da cui parti!


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ARMIDA

Ma io non ago capitu: tu si un omo o … un cosu…

ANGELO

Un cosu!

ARMIDA

Non ci mancu gustu a offente non capisci

ANGELO

Sendi da che purpitu!

ARMIDA

Erzilia: tu maritu me sta offennendo

ERZILIA

Vidi de moderatte!

ANGELO

Per carità dovessimo disturbà la reggina madre… e pe’

moderamme se sa…

ERZILIA e ANGELO

Rispettu ce vole: rispettu e ritegno…

ANGELO

Chissà  com’è  ciavrebbe  giuratu:  Ma  lu  rispettu  non

dovrebbe esse reciproco?

ARMIDA

Perché quarcuno t’ha mancatu mai de rispetto dentro

questa casa?

ANGELO

Me pare che eravate daccordu nel di’ che ero deficiente!

GERVASIA

Guarda che quella non è un offesa!

ANGELO

E che un complimentu?

ERZILIA

No: e un datu de fattu: tu si’ deficente!

Rientra Diletta

DILETTA

Ecco la ciammella signò: je la metto qui s’accomodi!

ARMIDA

E m’accomodo, magari… so tutta indolita!

DILETTA

Capirai sbatte lu codarizzu fa un dolore!


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ARMIDA                  Non me ne parlassi guarda me fa male pure quanno

respiro! (E si siede)

ANGELO                  Allora  che  l’ete  jamatu  a  fa  Raffaele?  Questa  tocca

portalla subbitu dall’otorino!

GERVASIA           Questa? Chi sarebbe questa?

ANGELO                  (Indicando Armida) Essa!

ERZILIA                    Essa?

ANGELO                  (Indicando sempre Armida) Essa, questa, quella… come

la voli jama’…

ERZILIA                    Lu medicu de famija va benissimo… andru che

l’otorino… me pari otorino!

ANGELO                  L’ha dittu Tutankamon che je fa male quanno rispira…

ERZILIA                    (Sottovoce irata) Sci ma ji dole lu codarizzu no lu nasu…

ANGELO                  (Sottovoce ironico) E aco capitu ma penzavo che fosse la

stessa cosa… visto che cià ‘na bella faccia da culu!

Erzilia fa per parlare

ANGELO                  Rispettu   ce    vole:   rispettu   e   ritegno…(Alzandosi     per

uscire) sendi sai che faccio: Torno subbitu!

Gervasia scoppia in lacrime

ERZILIA                    Ecco! Lo vidi se che hai fattu?

ANGELO                  Che aco fattu? Aco dittu torno subbitu!

Gervasia aumenta il volume del pianto


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ARMIDA                  E ce rifà… quistu ce rifà…

ERZILIA                    Ma allora si stupitu per davero!

ANGELO                  (Torna indireto dall’intento di uscire) Ma porca puttana

eva mo me fate incazzà… ma che aco dittu se pole sapè?

DILETTA                 Credo se tratti della frase incriminata sor Angelo

ARMIDA                  Lo vidi… l’ha capitu anche Diletta

ANGELO                  La frase incriminata? Ah quindi da sta casa non se pole ne

partì ne artornà!

Gervasia aumenta il volume del pianto

ERZILIA                    Ma allora lo fai apposta?

ARMIDA                  E certo che lo fa apposta… se diverte a stuzzicà no’ lo

vedi? Ma prima o poi ci metterò mano e allora…

ANGELO                  Non se scomodì maestà ce penzo da solu!

DILETTA                 (A Gervasia) Si calmi signo’ si calmi

GERVASIA           Mi calmo? Mi calmo? Mi calmo?... Che mi si porti

l’album

ANGELO                  Ohhhhhhh mo sci che raggionamo!

ARMIDA                  Gervà non me pare testu lu momentu

GERVASIA           L’album… vojio l’album…

ERZILIA                    Ma tra pocu arriva lu medicu… lascia corre su

DILETTA                 La signora Erzilia cià raggione meglio dopo


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ANGELO                  Te da raggione anche la serva!

ERZILIA                    Me da raggione perché capisce chiccosa: non è come te…

DILETTA                 Grazie signo’

GERVASIA           Portateme l’album, portatemelu qui

ARMIDA                  Dile’ portateje st’album sennò mica se la smette

DILETTA                 Subbito signora: vado e torno! (ed esce)

ANGELO                  Ohhhh! Mo che la regina madre ha cambiatu idea la serva

è ‘ntiliggente come prima?

ERZILIA                    E’ intiliggente e servizievole.

GERVASIA           Arriva ‘stalbum… sci o no?

ERZILIA                    E daje lu tembu de pijallu a Diletta no?

ANGELO                  E me pare… je ce vorrà un minutu pe’ ripijasse da lu

schifu de li sputazzi?

Rientra Diletta

DILETTA                 Ecco l’album signora

ANGELO                  Gnenteeeeeee… a testa non je fa schifu gnente…

DILETTA                 Come dice prego?

ERZILIA                    Lascialu perde non lu considerassi!

GERVASIA           Damme qua l’album serva!

DILETTA                 (Allungandeglielo) Eccolo signora prego!


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ANGELO                  Ma ‘ndo l’ete arcapezzata una schiava ccucì? Senza

gnicun penziero: la perfetta esecutrice!

ERZILIA                    Solu la bontà de mamma, anche contro lu parere nostru, e

po’ non più!

DILETTA                 (Leggermente risentita) E’ vero… solo la bontà de la

signora Armida!

GERVASIA           Se capisce… solu bontà: che ji fai tu a mamma che non

potressimo fa nui?

ERZILIA                    Tantu più che qui dentro me pare che bastamo e

avanzamo!

ARMIDA                  Diletta è la mia serva personale che ve sta bene o no

chiaro?

DILETTA                 Grazie signora

ANGELO                  Non ciai speranza fija mia si completamente sottomessa!

ARMIDA                  Non è sottomessa: è riconoscente. Quello che non si tu!

DILETTA                 E’ vero: Sora Armida m’ha sarvatu la vita! Vengo da una

famija povera e numerosa: capirà 12 fratelli!

ANGELO                  12 fratelli… e come fai de cognome?

DILETTA                 Cavalli

ANGELO                  12 fratelli? Se fussi in te, conoscenno l’ambiente, me

informerebbe bene su la retribuzione!

ARMIDA                  Guarda caro mio che noi gli versiamo tutto quello che gli

spetta!


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ANGELO                  E chi lo mette in dubbio? Ma je lo versate all’imps o alla

motorizzazione?

DILETTA                 Ma che dice sor Angelo?

ANGELO                  Guardate bene addossu che 12 cavalli t’honno attaccatu lu

superbollu!

Suona il Campanello di casa

ERZILIA                    Non te ce risponno neanche: va a opri Dile’ che dovrebbe

esse lu medicu! (Diletta si dirige ad aprire)

GERVASIA           Raffaele sicuru… (a Diletta) Tiè Dilè’ appoggià l’album

da che parte che ce penzo più tardi! (Diletta torna indietro

prende l’album e fa per aprire)

ERZILIA                    (alla madre) come te sendi?

ARMIDA                  Tutta sfasciata

ANGELO                  Finalmente ha preso atto della sua condizione!

ERZILIA                    Dile’: prima posa l’abum e po’ va a oprì Dile’ (Diletta

appoggia l’album)

ANGELO                  Ma no’ lo vedete che la rincojionite: 12 cavalli la mannate

come un Ferrari… sta bona vado io a oprì. (Va all’appendiabito e si mette il soprabito)

DILETTA                 Allora io se permettete vado a finire di rifare le stanze (ed

esce)

ARMIDA                  Va va… tanto qui non servi!

ERZILIA                    Ma scusa è? Tu arriva lu medicu e scappi?

ANGELO                  Perché devo da fa l’infermiere?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

Risuona il campanello

ARMIDA                  Per carità ci mancherebbe altro!

GERVASIA           Allora sbrighete forza apri armeno

ANGELO                  Apro apro non t’aggitassi che la reggina non sta in puntu

de morte e seppure ce stesse non abdica!

ARMIDA                  Non abdico no… a favore de chi dovrebbe adbica?

ANGELO                  Delle figlie: me sembrano grandicelle!

ARMIDA                  E certo… così tutto lu patrimonio va anche nelle mani tue

e di tuo fratello? Piuttosto lascio tutto a lu comune!

GERVASIA           (Preoccupata) Ma che dici ma’? Per colpa de quistu

indisponente ce devo rimette io?

ERZILIA                    E io allora oh? Come sarebbe a lu comune?

ANGELO                  Li senti l’angiulitti come cinguettano? Toccheje l’eredità

toccheje!

GERVASIA           Maaaaaaaaaa: lu sendi come me tratta?

ARMIDA                  Lascia fa fija mia che tutti i nodi vengono al pettine

ERZILIA                    Movite scappa che fai meno danni se non ci stai

Risuona il campanello

ANGELO                  Ecomme eccome apro: un attimo de pazienza!

GERVASIA           Hai capito Angelo: tutti i nodi vengono al pettine


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Torno Subbitu

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ANGELO                  (Uscendo) Scii? E tu allora allisciate co sta spazzola:

Torno Subbitu!

Gervasia scoppia a piangere mentre Erzilia va contro al marito che esce

ERZILIA                    Ma tu guarda che deficiente ce c’emo dentro sta casa

ARMIDA                  Se diverte a stuzzicà… su su Gervà’ non ce facissi casu!

GERVASIA           (Nervosa) Quello uno di questi giorni me le toglie da le

mani!

ARMIDA                  Bisogna che ji dai una regolata Erzi’!

ERZILIA                    Ma non ci sta verzu de fajelo capì… che regolo che è più

forte de lui!

ARMIDA                  (Accusando una fitta) Ohi ohi ohi quantu me dole… mo

me sta a pijà pure su la cianca… speramo che non se sia rottu gnente!

GERVASIA           (Respirando per calmarsi) E speramo guarda ce manca

solu questa e po’ emo svordatu!

Entra Michele il commissario porta in mano una bilancia di quelle con asta e peso

MICHELE                E’ permesso… posso?

ARMIDA                  Ohhhhhh Prego prego commissa’… venga pure!

MICHELE                Disturbo? Non è il momento?

ARMIDA                  Ma che dice testa è casa sua! Aspettavo lu medico ma si

accomodi: Erzilia, Gervasia… offrite chiccosa a lu commissariu!

MICHELE                Grazie signora solu un bicchiere d’acqua!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ARMIDA                  Ma come? Un caffè almeno?

MICHELE                No No Non posso seppure mi piacerebbe: me lo ha vietato

propio il medico

GERVASIA           E quello Raffaele è ferreo

MICHELE                E si… ferreo e intransigente… però il suo lavoro lo sa fare

è! (Rifacendosi ad un fatto biblico) Avete saputo della guarigione di Sara?

ERZILIA                    Sara chi?

MICHELE                La moglie di Tobia?

GERVASIA           E ne sapemo quant’e prima!

MICHELE                Ma come ne hanno parlato a lungo di questa guarigione.

Ha curato anche il padre di Tobia evitandogli la cecità.

ARMIDA                  E buon per lui… ce ne vojio medici bravi su stu monnu….

(vedendo la bilancia e calando di tono)… come ce vojiobravi commissari!

ERZILIA                    (Intuendo) Se ji pesa la bilancia l’appoggi pure!

MICHELE                E no… non posso questa e la mia arma d’ordinanza!

GERVASIA           Una bilancia?

MICHELE                Si… si si… potevo scegliere tra una spada e una bilancia e

ho scelto…

ERZILIA                    La bilancia?

MICHELE                Già


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ARMIDA                  E certo tra una spada e una bilancia unu che scejie?

MICHELE                La bilancia

ARMIDA                  E se vede che co tutte le riforme che honno fattu a postu

de le pistole mo in dotazione cionno le bilance e spade!

ERZILIA                    E beh: sempre mejio de coppe e bastuni!

MICHELE                Che    simpatiche!    Vedete    si    tratta   di   un   particolare

protocollo: In pratica si sono accorti che le pistole non risolvono i problemi esistenziali!

GERVASIA           E invece le bilance?

MICHELE                Eh si le bilance si… almeno questo tipo.

ARMIDA                  Perché quella è una bilancia particolare?

MICHELE                Certo: questa pesa le anime.

GERVASIA           (Alla madre) Ma quistu è lu commissariu o un sosia

scappatu da lu manicomiu?

ARMIDA                  (Alla figlia) E’ lui è lui… un po’ stonatu ma è lui!

MICHELE                Si risolvono più problemi esistenziali pesando un anima…

che sparando a un malvivente!

GERVASIA           Sci è?

MICHELE                Hai voglia! Solo chè è più complicato. Le spiego: nessuno

si  lamentò  quando  Nixon  bombardò  illegalmente  la

Cambogia, ma se lo avessero sorpreso con una donna che

non fosse stata la moglie lo avrebbero cacciato in due

giorni.


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ARMIDA                  Si va beh! Lu monnu non è mo che non segue le cose

giuste ma solo quelle che fanno comodo.

MICHELE                E  allora  capisce  da  sola  signora  il  perché  di  questa

bilancia!

ARMIDA                  (Pausa) Okey commissà: vada pe lu bicchiere d’acqua…

Erzilia, Gervasia…

GERVASIA e ERZILIA      Dilettaaaaaaaaa!

ARMIDA                    No Diletta. Aco dittu Erzilia e Gervasia forza portate un

bicchiere d’aqua a lu commissariu!

GERVASIA           Ce dovemo ji in due per un bicchiere?

ARMIDA                  Ah ah! Una porta lu bicchiere una porta la bottija

forzaaaaaa!

MICHELE                Ma se crea tuttu stu disturbo lasci correre…

ARMIDA                  No no… nessun disturbo: forza

ERZILIA E GERVASIA        (Facendo un inchino) Con permesso (escono)

MICHELE                Prego prego fate pure con comodo… ma che belle

figliole madama dorè…

ARMIDA                  Come dite commissà?

MICHELE                Dicevo che avete proprio due brave figliole!

ARMIDA                  Per carita non me ne parli: due serpi. Tutte sorrisetti

nell’attesa della mia dipartita.

MICHELE                Ma che dice: le sue figlie?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ARMIDA                  Lasciamo stare commissà: piuttosto ci sono novità sulle

ricerche?

MICHELE                Qualcuna si.. diciamo che c’è una chiave di voltà!

ARMIDA                  E la chiave di questa volta ce l’ha lei Commissà!

MICHELE                E certo: (Rifacendosi a un fatto biblico) nell'Apocalisse

siriaca di Baruch a me sono date le chiavi del Paradiso equindi è ovvio che ogni chiave sia in mio possesso.

ARMIDA                  (Disorientata) Si va beh… che Baruch sia lu commissariu

de  la  Siria  ciago  tantu  piacere  però  venimo  a  nui:

Gabbriele l’ete troatu sci o no?

MICHELE                L’abbiamo trovato si…!

ARMIDA                  Finarmente    dopo   dieci’anni:   e    diteme    diteme,    l’ete

arrestatu, estradatu, fucilatu impiccatu che ete fattu?

MICHELE                Ma che dice: niente di tutto questo!

ARMIDA                  Come gnende… e’ vivu? Allora lu vojo in ginocchiu che

deve chiede pietà

MICHELE                Vede signora: Gabriele non è scappato nel vero senso

della parola…

ARMIDA                  A no? e allora ‘Ndo è statu tuttu stu tembu?

MICHELE                America Latina, Africa. Sembra addirittura che abbia

avuto un incidente e sia caduto in un fiume!

ARMIDA                  Ah bene è mortu affogatu allora… che soddisfazione!

MICHELE                Ma no…no! è stato salvato dalle acque!

ARMIDA                  Pure testa de furtuna cià avutu


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Beh oddio se se pole jamà furtuna!?

ARMIDA                  Perchè lei come lo jama quanno stai pe’ affogatte e non

t’affoghi?

MICHELE                Provvidenza?

ARMIDA                  Sci sci va beh provvidenza, ma insomma l’avvistamentu

do è avvenutu?

MICHELE                Ai confini del mondo, da tutta la fame, da tutte le guerre e

da tutto il fango!

ARMIDA                  Quistu s’è impaciutu: ma com’è jitu a nasconnese laggiù?

MICHELE                Gabriele  è  sempre  stato  davanti  agli  occhi  di  tutti,

correndo e scappando si, ma non s’è mai nascosto.

ARMIDA                  Correnno e scappanno da mi fija è? Ago capitu, ma tantu

do va: lu devo trità come una polpetta!

MICHELE                Non è scappato da sua figlia: Gabriele ha scelto.

ARMIDA                  Troppo comodo commissà… E come no.. quanno le cose

non ce vanno bene scejemo...

MICHELE                Cara Signora… lei spara… non pesa!

ARMIDA                  Ma  che  fa  lu  difende?  ‘ndo  semo  arrivati  oh!  Unu

abbandona la famiglia e è protetto pure dalla legge? Io vojio sapè se se pole pija e arportallo qui.

MICHELE                Se il mio intuito non mi tradisce… non ci sarà bisogno di

portarlo qui! Tornerà da solo!

ARMIDA                  Sci e quanno so già diec’anni che è latitante!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE

Tornerà mi creda: molto prima che lei immagini!

Entra Erzilia

ERZILIA

Ecco l’acqua pe’ lu commissiariu

Suonano alla porta

MICHELE

Grazie tanto… ne avevo proprio bisogno… dar da bere

agli assetati!

ERZILIA

Ehhh Per ccucì pocu ce mancherebbe! Vado ad aprire! (Si

avvia)

MICHELE

Poco… lei lo chiama poco? (e beve)

ARMIDA

Va va che quistu è lu medicu: e tu sorella?

ERZILIA

Ehhhhh…  Gervasia…

sta…  sfogliando  l’album  di

famiglia…

ARMIDA

Come sfojanno?

ERZILIA

(Imbarazzata sputandosi su un dito e facendo l’atto)

Sfojanno ma’… Capito? (Ed esce ad aprire)

ARMIDA

Ahhhhhhhh sci sci… e quella ogni tantu sfoja l’arbum del

matrimonio sci!

MICHELE

E’ attaccata ai ricordi?

ARMIDA

Ehhhhhh… attaccata co’ lu sputu guarda!

MICHELE

Sbaglio o noto un velo di ironia?

ARMIDA

Noooooooo! Se Gervasia

l’inontra, pe’ ricordasse come

se jama Gabbriele deve da fa li corsi de recupero!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Io non capisco il perché di tutta questa rabbia!

ARMIDA                  Se trovi qui quanno arvene Gabbriele te je lo spiega

issu… anzi lu traduttore!

MICHELE                Se lo dice lei? Io non ho altro da comunicarle se non ha

più bisogno de me andrei!

ARMIDA                  A como suo commissà…

MICHELE                Allora vado… sci vado! (e si dirige all’uscita)

Rientra Erzilia e il medico Raffaele

ERZILIA                    E’ il dottore ma’!

RAFFAELE           Signora buon giorno

ARMIDA                  Buon giorno dottò!

MICHELE                Ciao raffaè!

RAFFAELE           Oh Michele anche tu qui?

MICHELE                E che vuoi fare ti chiamano… e si arriva!

RAFFAELE           E già questa è la strada che abbiamo scelto… la signora ha

chiamato ed eccomi qua!

MICHELE                Io però stavo uscendo saluto tutti arrivederci (ed esce)

ARMIDA                  (Salutando)     Buona   giornata    commissà…       (accusando

dolore al braccio) Ohi Ohi Ohi pure lu bracciu me cce famale.

RAFFAELE           che le è successo?

ARMIDA                  Un dolore dottore mia un dolore


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

RAFFAELE           Dolore di che genere?

ARMIDA                  Eh… Maschile singolare dotto!

RAFFAELE           Intendevo fisico… psicologico o che altro…

ARMIDA                  Fisico fisico… ho data una culata per terrà…

Rientra Angelo

ANGELO                  Che lu terremotu s’è sinditu a Terni, Narni e mezza

Amelia

ERZILIA                    Ohhhhhhh mo semo tutti

ANGELO                  Aco incontratu lu commissariu

ERZILIA                    E’ statu qui fino a mo?

ANGELO                  E beh l’ete mannatu via sul più bello? Se non je la fa lu

dottore, lu dolore lu arrestava issu!

RAFFAELE           Sor Angelo è sempre in vena umoristica è?

ARMIDA                  Sor Angelo è un po’ che non se trova in un cespujiu de

sganassoni...

RAFFAELE           Insomma lei è caduta ed ha battutu…

ARMIDA                  Lu codarizzu dotto… un dolore… che je lo dico a fa?

RAFFAELE           Allora  il  braccio  è  un  dolore  riflesso:  Va  bene  dai

vediamo se possiamo fare qualcosa… (E gli impone le

mani chiudento gli occhi)

ARMIDA                  Ma che fa dottò s’addorme?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Oh quistu s’addorme per davero!

ARMIDA                  Dotto’… lu dolore… m’ha pijatu tutta la coscia e parte de

lu piede… sarà il caso de facce una lastra… me…. Se…..

irradia…. Da la chiappa sinistra…. Oh… dicevo.. da la

chiappa sinistra….

ERZILIA                    Che hai fattu ma?

ARMIDA                  Ma che ne so… lu dolore…me partiva lungo la coscia

fino ggiu a lu piede… e mo…

RAFFAELE           (Togliendo le mani) Ecco fatto signo’… tutto risolto!

ANGELO                  Come tuttu risoltu?

ARMIDA                  Lu dolore non ci sta più…

ERZILIA                    Ma come ha fatto senca neache sfiorarla?

ANGELO                  Dotto’… je metta ddu minuti le mani su la capoccia!

RAFFAELE           Via via non scherziamo

ERZILIA                    Davero! Come ha fatto senza una medicina, senza un

massaggio?

RAFFAELE           Se tutto si potesse spiegare con le parole a cosa servirebbe

il nostro intervento?

ARMIDA                  E testo è pure giustu!

ERZILIA                    Le parole non servono servono li fatti!

ANGELO                  Gnente di più vero! Oh: io un fatto ce l’avrebbe (Pausa)

Entra Gabbrie!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

Parte il brano di chiusura del secondo atto e nei prossimi 27 secondi entra Gabbriele in panni laceri in silenzio, allarga le braccia verso le donne si ferma a metà palco. La scena si blocca come in una foto Raffaele e Angelo in espressione felice mentre Armida e Erzilia stupefatte e quasi terrorizzate. L’espessionme di Gabbiele è tranquilla e pacata. E quando il brano dice “Togli i piedi di quest’uomo dall’inferno: ora!” si chiude il sipario ed il brano continua fino alla fine.

FINE PRIMO ATTO


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

SECONDO ATTO

In scena c’è il commissario Michele che ha sempre la bilancia, Angelo, Erzillia, Gervasia e Armida

MICHELE                Cara signora lei è stata molto fortunata

GERVASIA           Io commissà? Lu fortunato è stato issu!

ERZILIA                    E se capisce ja dittu propiu bbene guarda

ARMIDA                  A behhhhhhh se lu coji ji donno 20 punti

ANGELO                  In omaggio pure la mucca carolina!

ERZILIA                    Che si ‘nvidiusu? Voli la parte tia?

ANGELO                  Io proprio no llo saccio come raggionate

GERVASIA           Du punti per annu raggionamo che voli che sia?

ANGELO                  Ma insomma unu artorna a casa doppo 10 anni e tu la

prima cosa che fai ji tiri l’albumme drittu tra occhi e nasu?

Io non so come ha fattu a non fasse gnente… un miraculu!

ERZILIA                    Mo non facissi l’esaggeratu senno pare che pesa chissà

quantu!

ANGELO                  Beh una vintina de chili no li fa?

ARMIDA                  Come no? Vinti chili! Un libbru vinti chili!

ANGELO                  E beh… co tutti li scaracchi?

GERVASIA           Ma che pretendeva che l’accojessi a braccia aperte?

ANGELO                  Pretenne forze no ma magari ce sperava


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

GERVASIA           E beh l’aco fattu. Issu stea a braccia aperte e io l’aco accordu… (indicanto la fronte) qui… l’aco accortu!

ERZILIA                    Troppu pocu jai fattu

ARMIDA                  Lu dovevi lascià li stecchitu

ANGELO                  Commissà ce parli lei co queste che me sa che ancora non

honno capitu… (vedendo la bilancia) e la pusi sta bilancia… ma non ji da fastidiu?

MICHELE                Ma che fastidiu? Testa pe’ me è come pe’ te li carzuni… a

te danno fastidio?

ANGELO                  I carzuni? No… ma se penzo de indossà ‘na bilancia tantu

commodu non starebbe…

MICHELE                Ma va bene era un presempio…

ANGELO                  No, sa che c’è… e che la parte più preoccupante sarebbe

…come calzà l’asta!

MICHELE                Ma era solu un presempio che diamine!

ERZILIA                    Je lo ripeta commissà che è de durazzo

ANGELO                  (Alla moglie) Ohhh pe’ me la bilancia la pole portà come

ji pare… (al commissario) prego prego dica dica pure…

MICHELE                Grazie… allora in effetti la fortuna…

ANGELO                  (Interrompendo) … e se è per questo anche l’asta la pole

mette ‘ndo ji pare… prego prego dica…

MICHELE                Si grazie… dunque diceo: in effetti la fortuna…


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ANGELO                  (Interrompendo) Oh ovviamente ‘ndo te pare tranne che

qui da me… no no era solu pe’ capicce… prego prego!

MICHELE                Pozzo di’ la mia? Grazie! La fortuna in realtà

ANGELO                  (Interrompendo) Ma lu batocchiu ‘ndo se infilerà bohhh!

ERZILIA                    Ma te cce voli sta zittu o no?… ‘ndo se mmette ‘ndo se

‘nfila… che te frega?

ANGELO                  Come che me frega? Se la devo carzà io me frega e

come…

ARMIDA                  Tu faristi perde la pazienza a un santu… te ce stai zittu!

Prego Commissà!

MICHELE                Stavo solo dicenno che in effetti la furtuna è stata della

signora Gervasia. Se l’ esse copito su un punto vitale… che ne so una tempia e l’esse ammazzatu oh: avrebbe commesso un peccatu mortale!

ANGELO                  (Tutti lo fissano) Tuttu qui? A tuttu lu problema era lu

peccatu mortale?

MICHELE                Non tutto… ma lu più grossu sci!

ANGELO                  Io proprio non me capacito… ma lei commissà ha mai

sinditu parlà de galera nella sua carriera?

GERVASIA           E come no? mo giustu la galera!

ERZILIA                    E se danno la galera a essa a Gabbriele?

ANGELO                  Ma ringraziate Ddio che Gabbriele è quello che è e non ha

sportu denuncia sennò vedrai che stava fresca!

MICHELE                E’ vero… ringraziamo Dio!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

GERVASIA           Sci e magari damojece andri 10 anni de vacanza premiu

MICHELE                Guardi che riguardo a testo ce deve esse stato un equivoco

de fondo!

GERVASIA           Equivoco? Ohhhhhhh: quillu ha lasciatu un bijettu co’

scritto torno subbitu e s’è arpresentatu doppo

diec’anniiiiiiii!

MICHELE                E infatti l’equivoco è temporale! Per Gabriele 10 anni

equivalgono praticamente… a subbito!

GERVASIA           A sci? Allora se me dicea aspetteme un minutu passava un

era geologica!

ANGELO                  Ma insomma lu volemo trovà un puntu d’incontro sci o

no?

GERVASIA           Guarda che lu puntu d’incontro l’essimo già trovatu eh?

ANGELO                  De che puntu d’incontro stai parlanno !

GERVASIA           Quillu tra l’abumme e la fronte… se so incontrati ccucì

bene…

ANGELO                  Va beh allora io che parlo a fa?

ARMIDA                  Era quello che ce stessimo chiedendo!

MICHELE                Angelo cia ragione!

ERZILIA                    Come dice Commissà?

MICHELE                Angelo cia ragione… un punto d’incontro dovete trovallu!

GERVASIA           (Stizzita uscendo di scena piangendo) Io quillu non lu

fojio vedè più!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Più non cià senso… quantifica lu tempo!

GERVASIA           (Ferma sull’uscita nervosa) Finchè campo! (ed esce)

MICHELE                (Pausa) Me pare accettabile come punto d’incontro

ARMIDA                  (Ad Erzilia) Cammina va da tu sorella!

ERZILIA                    E che devo ji a fa?

ARMIDA                  Vaje a da ‘na mano….

ERZILIA                    Come no? Co lu rischiu de pijacce ddu paraculate?

MICHELE                Per amore è un rischio che si pole correre

ANGELO                  Ah beh! Quelle ddue se masticherebbero per amore!

ARMIDA                  (Ad Angelo) Se è ccucì vacci tu allora no?

ANGELO                  Io? Ma sai quantu me ne frega a me de quello che passa su

la capoccia a tu fijia! Perché non ce va lei piuttosto… o la regina madre non se pole spostà?

ARMIDA                  (Piccata alla figlia) Erzilia… autame ad arzamme e

portame da tu sorella forza

ERZILIA                    (Alzandosi e andando verso la madre rivolta al marito)

Ecco fattu… ccucì me tocca jicci anche a me!

ANGELO                  Regina Madre e dama de cumpagnia!

ARMIDA                  (Si alza aiutata e si dirigono all’uscita) Erzilia: da’ ‘na

regolata a tu marito! Quanno se rivolge a me dicenno Regina Madre me pare che lo fa con velata ironia!

ANGELO                  E no? Pare quasi una presa per culu vero?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    (Ormai sulla porta girandosi al marito) Ancora continui?

Te manca propiu lu bonsenzu de capì che dentro a testa casa…

ANGELO                  (Anticipandola) Rispettu ce vole: rispettu e ritegno…

(Erzilia scuote le spalle si gira inviperita ed esce con la madre sottobraccio… Poi a Michele) In che covo metrovo è Michele? Ai vistu che angiulitti maco in paradisu ce ne stonno tanti!

MICHELE                E mica serve passa’ la porta de lu Paradiso per incontrare

un angelo.

ANGELO                  Guarda che era un modo de dì che sto all’inferno!

MICHELE                E non dovresti: il tuo posto in questo momento sarebbe

vicino a tuo fratello!

ANGELO                  Eccerto come no! E lu postu de Gabbriele in questi urdimi

10 anni non era sta vicino a me? Invece m’ha lasciatu solo co’ ste tre vipere e quell’ insignificante de la serva!

MICHELE                Ma Gabriele…

ANGELO                  Oh senti è commissà non cercamo giustificazioni a tuttu.

La realtà è che è sparitu e quanno serviva una mano a me issu non ci stea: mo s’arrangiasse!

MICHELE                Allora secondo te cià ragione Gervasia quando dice che

no lu vuole più vede?

ANGELO                  Eh beh tutti i torti non ce l’ha!

MICHELE                Ma no noooooooo… lu puntu d’incontro tocca sempre

trovarlo…

ANGELO                  (Ridendo) E infatti tu commissà je l’hai datu propiu ‘na

mano!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Me pare de sci

ANGELO                  (Sempre ridendo) Ehhhhhhhh… sicuru! Ma che non te ce

fanno le recchie? Ha dittu che no’ lu vole vedè più finchè campa!

MICHELE                Beh? Mi sembra accettabile come punto di incontro!

ANGELO                  Sci è?… si fattu apposta pe’ rappacià…! Come fa un

cumplimentu a un palistenese dicennoje: “Frate’: si’ una bomba”!

MICHELE                E invece io èenzo che sia accettabbile

ANGELO                  (Ironico) E beh certu… in fonnu che voli che sia non

vedellu finchè campa rispetto a lu tembu infinitu dell’ardilà!

MICHELE                Non è propriamente infinito ma lo vedi che cominci a

capi’!

ANGELO                  Sci sci! Comincio a capi che quanno te sento parlà a te,

Amida, Erzilia e Gervasia non me parono ccucì tanto

male! Tocca trovà lu modu de fai fa paceeeeeee… se

stanno scornati, la regina madre, quanno abdica… la

robba no la spartisce la lascia tutta a lu comune.

MICHELE                (Deluso) Ah ecco!

ANGELO                  E io che ago sopportatu per anni che m’artrovo su le

mani?

MICHELE                Ma scusa: se spartisce donerà alla figlia mica a te?

ANGELO                  Sci si ma la fija senza la madre la gestisco: è co essa che

non ci sta gnente da fa! Pare lu cerberu da le tre capocce:

so tutti parte de lu stessu animale!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                E’ allora come potemo fa pe faji fa pace?

ANGELO                  Intantu tu potessi chiude un occhio su quello che è

successu… vojio di: in fondo Gabbriele non s’è fattu gnente, non ha sportu denuncia ...

MICHELE                Beh ma non so’ se è possibile… non dipende solo da

me…

ANGELO                  E da chi?

Michele indica in alto con il dito e con lo sguardo e Angelo segue anche lui lo sguardo

ANGELO                  Da lu medicu de lu piano de sopra?

MICHELE                Piu’ su più su!

ERZILIA                    (Fuoricampo) Angeloooooooooo… venime a da una

mano sbrighete!

ANGELO                  Aco capitu! Anche tu, come me, ciai li superiori…

ERZILIA                    (Fuoricampo) Angelooooooooo m’hai sinditu?

ANGELO                  E t’ho sinditu sci che voli?

ERZILIA                    Una mano!

ANGELO                  Fattela da da Diletta

Entra Diletta cambiata per uscire

ERZILIA                    Non pozzo… Diletta cia lu pomeriggiu libberu sta

uscenno


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ANGELO                  E la vedo… oh essa al contrariu de me un pomeriggiu

libberu ce l’ha

ERZILIA                    Te movi invece de sta a sparà minchiate?

ANGELO                  Con permesso Commissà la mia gentile e forbita signora

mi reclama

MICHELE                Prego prego… fa pure con comodo!

ANGELO                  (Uscendo alla cameriera) Se aspettavi du minuti a scappà

te pijava unu sturbu pure a te? (Ed esce)

DILETTA                 (Scotendo la testa e raggruppando le spalle stizzita) In

questa casa ce l’hanno tutti con me?

MICHELE                Ma che dici Dile’…

DILETTA                 Dico che non me sopporta gniciunu

MICHELE                Ma via su… Erzilia e Gervasia…

DILETTA                 (Sottovoce) Due vipere Commisà… Se solo potessero mi

caccerebbero da casa! Ma se mozzicheranno qui quanno la signora me la lascerà! M’ha fattu vede lu testamentu… ce staco nominata pure io sa!

MICHELE                Buon per te… almeno la Signora Armida te ama!

DILETTA                 Amore? In tutti quest’anni che l’aco accudita e riverita

ago dovuto morde lu frenu, inghiotti li rospi andru che amore…

MICHELE                Ma allora scusa perché te lascia casa?

DILETTA                 Perché je l’ago impostu: se me voi me nomini su lu

testamentu… sinno li lavori che te faccio io fatteli fa da tu fije…


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Oh… ete creato un giro tutto basato sull’affeto reciproco!

DILETTA                 E beh… se aspetta de esse sirvita e riverita da loro allora

magna… quelle ji stonno vicino solu per interesse!

MICHELE                E tu invece eh?

DILETTA                 Ma me l’arpijio lu pane! Appena li signora chiuderà

l’occhio le sbatto fori da casa mia!

MICHELE                Chi l’avrebbe dettu che eri ccucì decisa!

Entra Erzilia affaciandosi appena dalla quinta!

ERZILIA                    (A Diletta) Ah stai qui ancora… bene… bussa a Raffaele

a lu pianu de sopra che non me risponne al telefono e dije de calà che a mamma jardole lu codarizzu!

DILETTA                 Va bene signora

ERZILIA                    Veloce però è… che mamma non se sente bene!

DILETTA                 Vado subito… subito subito signora!

ERZILIA                    Movete allora… ancora li stai? (ed esce)

DILETTA                 (A Michele) Io vado… (indicando il gomito) Ma qui se

mozzicheranno… qui (ed esce)

MICHELE                Mamma mia si che famija! E come potemo pretenne che

vada bene lu monnu se anche dentro a le case tuttu se move sull’interesse, la farzità? Ma dico io: va bene che ne la vita non te poli scejie lo postu ‘ndo nasce, ma Gabbriele propriu de quisti se dovea interessà… co tuttu quello che ci starebbe da fa propriu qui.


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Oh … è propiù vero: la scerda è un misteru. Non ce starà

mai risposta a perché propiu qui… fattu sta che qui me trovo… ma ne farebbe molto volentieri a meno!

Entra Gabriele

GABRIELE            Allora Michè tuttu a postu?

MICHELE                E come no? Tuttu a postu e gnente in ordine!

GABRIELE            Che vurristi di?

MICHELE                E che vojio di… che vojio di! Tu la fai facile Gabbrie’…

GABRIELE            Ma che faccio facile quellu è lu compitu mia!

MICHELE                Hai capito si compitu sci… portà la posta!

GABRIELE            E allora? Ciò da fa io se sono il Messaggero?

MICHELE                Bellu tritticu emo fattu: Tu lu Messaggero io e Raffaele

Lu corriere de lu sport

GABRIELE            Ma come sarebbe scusa?

MICHELE                Sarebbe che tu appari ccuci all’improvviso: “Tuttu a

postu?” E’ Facile fa le cose ccucì Gabbriè tu piji e annunci che te frega: dopo non te lamentassi se quarcunu te risponne a verzu?

GABRIELE            Veramente non me ce risponne mai gniciunu a verzu

come dici tu!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Ah no? Ciai la memoria corta è? Quanno hai dittu a

Giuseppe “Va in Eggitto” e Giuseppe è jiutu in Eggitto. Po’ je si riaparzu: “Va in Israele” e Giuseppe è jitu in Israele… Po’ te si riappalancatu davanti “Va in Galilea” e Giuseppe t’ha dittu “Ohhhhhhhh lu prossim’anno però no Alpitour”

GABRIELE            Ma de che te lamenti vorrebbe sapè!

MICHELE                Me lamento che lu laoru zozzu lu dovressimo fa io e

quill’andru porettacciu de Raffaele!

GABRIELE            Mamma mia e che sarà mai ddu sbilanciate e quattro

midicine!

MICHELE                No no… non minimizzassi che testa è una cosa seria! Non

so ddu sbilanciate e quattro midicine… prima de tuttu perché tu non è che porti una lettera l’anno e po’ perché statisticamente ogni vorda che respiro, su la terra, more un omu!

GABRIELE            Hai provatu a fa chiccosa pe’ l’alitu?

MICHELE                E daji gabbrie’…

GABRIELE            Guarda che magari basta solu cambià dentifriciu

MICHELE                Allora… la fai finita sci o no?

GABRIELE            Ma suuuuuu faceo ccucì per dì’

MICHELE                E beh non di’… se tocca da a Cesare quello che è de

Cesare toccherà anche da a Michele quello che è de Michele?

GABRIELE            Oh! Fossi diventatu un po’ permalosu?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

MICHELE                Ma che permalosu… e che qui le cose non me pare che

vanno come essimo speratu qui ci sta un brancu de cannibali indisciplinati!

GABRIELE            Tranquillu che li mettemo a dieta!

MICHELE                Sci come no? Lu venerdi ji facemo magnà solu pescatori!

GABRIELE            Su su non esse pessimista

MICHELE                Non so’ pessimista Gabbrie’: solu che in vita mia ago

vistu ago visto troppi pescatori murì de fame pe’ non sape’ che pesci pijà.

GABRIELE            E lo so… me ne sto accorgendo anche io!

MICHELE                Bisogna che parlamo anche co’ Raffaele!

Entra Raffaele

RAFFAELE           Che ji devi di a Raffaele?

MICHELE                Oh dotto’… che te si messu a recchià?

RAFFAELE           Ma no… m’ha chiamato Diletta che la signora dice se

risente male, so sceso, la porta era aperta e ccome qua?

GABRIELE            Che se sente armida?

RAFFAELE           Dice che jardole lu codarizzu!

MICHELE                In che senzu jardole?

RAFFAELE           So’ già vinutu a curalla, parea ji fosse passatu e invece

jarpijatu lu dolore!

MICHELE                Ahhhhhhhhhhhhh beh! Annamo bene sci! Se mo non ci

fanno più mancu le medicine de Raffaele stemo a postu!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

GABRIELE            Ma non è possibile: Raffaele non sbaja mai!

MICHELE                Eppure ecculu: l’hai sinditu l’ha già curata una vorda e

mo tocca arcuralla? E no è… tu pensa se doppo che io avessi pesatu me toccasse arpesà… doppiu lavoru propiu no… non è la prassi!

RAFFAELE           Non sarebbe la prassi, ma mo m’hanno jamatu che faccio

la lascio suffri?

MICHELE                Ho capitu Raffaè ma se facemo ccucì per unu doppo tocca

fa ccucì per tutti e chi ce lu da lu tembu?

RAFFAELE           Che ve devo di’… decidete voi!

MICHELE                Io la mia l’aco detta. La regola è: te peso una vorda… te

do la medicina una vorda… sennò do jemo a parà?

GABRIELE            (Pensando) In effetti è ccucì… però non capisco se la

medicina ha funzionato perché je rifà male lu codarizzu?

RAFFAELE           Beh questo da un punto di vista medico è spiegabile con

un esempio!

GABRIELE            Sentiamo

RAFFAELE           Se si ingerisce un veleno si sta male!

GABRIELE            Ovvio

RAFFAELE           L’antitodo salva la vita in quel momento… ma se la

settimana successiva ingeriamo una nuova dose di

veleno…

MICHELE                Ahhhhhhhhhhh ma allora è la signora che è recidiva?

GABRIELE            Dici è?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

RAFFAELE           Dev’esse ccucì… non è la medicina che non funziona: è

lu paziente!

GABRIELE            E quindi che dite di fare!

MICHELE                Oh oh Gabbrie’… frena è! Qurche dicisione pijala pure tu,

non sarà che ce voli mette anche questa de responsabilità su le spalle. Io come tutore dell’ordine t’ago ricordatu quello che dice la prassi… mo fa tu!

GABRIELE            Va bene okkey rispettamo le regole è giusto! (Li prende e

li porta con se)

RAFFAELE           Do annamo… che dovemo fa?

GABRIELE            Niente medicina per ora, ma propongo una riunione: noi tre e il capo! (E li Porta verso l’uscita)

MICHELE                E andiamo a disturbare il capo per questa sciocchezza?

GABRIELE            No no… non per questa sciocchezza… per molto di più…

ve lo spiego strada facendo! (ed escono tutti e tre)

Entra Erzilia

ERZILIA                    Ma che sta ancora qui Diletta?... Ah non ci sta gniciunu!

Entra Angelo

ANGELO                  Io so gniciunu?

ERZILIA                    Diletta c’è jita a jama lu medicu?

ANGELO                  Aspetta: prima de testa ce ne stea un andra de domanda:

Io so’ gniciunu?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Non teo vistu vabbeh… ma se voli propiu che te risponno

sci: si gniciunu!

ANGELO                  Grazzie de la stima e de la considerazione è!

ERZILIA                    Mo ci sta la seconda de domanda: Diletta ce jita da lu

medicu? (Pausa) Oh… dico a te è!

ANGELO                  Tu parli co’ gniciunu e t’aspetti una risposta? Te devi fa

curà fijetta mia!

ERZILIA                    Senti io non ciaco voja d’arcumincià la solita storia:

dimme se jita da lu medico sci o no!

ANGELO                  Ma che ne so io de quello che doveva da fa Diletta…

ERZILIA                    E’ proprio vero: chi vuole vada e chi non vuole mandi e

soprattuttu chi fa da se… fa per tre!

ANGELO                  Sci… e crea ddu disoccupati!

ERZILIA                    Quella non ce jita e l’ha fattu apposta! come se l’essi

vista! Pe fa un dispettu a me e a mi madre!

ANGELO                  Ma si sicura?

ERZILIA                    Ce metterebbe la manu su lu focu!

ANGELO                  Azzo allora me tocca regalaje una medaja!

ERZILIA                    Tu non cambi mai è?

ANGELO                  E rilassete Erzi’che quanno fai ccui diventi brutta!... E

invece se te rilassi…

ERZILIA                    Continua… caricace da undici!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ANGELO

Se no la butto sull’ironia me dovrebbe spara’… e io testa

soddisfazione non ve la dò!

ERZILIA

Ma tu senti un po’ si che discursi deficenti

ANGELO

So pe’ veni in contro a le tue capacità mentali!

ERZILIA

Eccertu perché nui saressimo tutti stupidi?

ANGELO

Oh! Finarmente una presa de coscienza!

ERZILIA

Se sa: l’unicu inteliggente dentro testa casa si tu!

ANGELO

Non dicessi troppe verità tutte assieme che te sendi male!

ERZILIA

Ma quantu me fai ride: propiu me sbellico da le risate

guarda: a te t’è sempre piaciutu falle ride le femmine…

anche prima… che te vedano in mutanne!

ANGELO

Si tu che si morta Erzì… damme retta… si morta! Si

morta tu tu madre e tu sorella!

ERZILIA

Continua a zurlà felice e contentu… continua! che te lu

preparamo un bellu canistrinu a te e tu fratellu!

ANGELO

Te manca propiu l’umorismo

ERZILIA

E tu finchè ce l’hai ridi… che vedrai che prima o poi

smetti!

ANGELO

Sempre co li ricatti jete avanti… solu e sempre co li

ricatti!

ERZILIA

Non so io che ricatto… si tu che ancora non hai capitu che

dentro a testa casa…

ANGELO E ERZILIA

Rispettu ce vole… rispetto e ritegno


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Esatto… tu dovresti da fa come fa lu papa!

ANGELO                  Perché come fa lu papa sindimo?

ERZILIA                    Bacia la terra ‘ndo cammina quanno scenne

dall’aereplano!

ANGELO                  Mh! E tu te lo si mai chiesta perché?... (Pausa) Noo?...

(Pausa) Allora vole di’ che non hai mai viaggiatu co’l’Alitalia!

ERZILIA                    E ma quanno arvene pure diletta ce pija la sua!

ANGELO                  Ma senti un po’: ‘lla femmina qui fa la serva o lu cane da

riportu?

ERZILIA                    Che vorresti di co’ questo?

ANGELO                  Parli sempre de rispettu e ritegno e po’ come la trattate

quella bardascia?

ERZILIA                    La trattamo per quello che è… una serva.. o je dovessimo

fa l’inchini e li salamelecchi?

ANGELO                  Ma la dignità… cazzarola la dignità… ma come se fa a

pistalla ccucì… allora tu perché a me non me cce tratti pe’ quello che so’?

ERZILIA                    Perché chi si tu scusa?

ANGELO                  Tu maritu!

ERZILIA                    (Scoppiando a ridere) Tu!... Ma famme lu piacere: un

maritu dovrebbe avecce un minimu de porzu… un minimu carisma… un minumu de decisione…

ANGELO                  Aco capitu non me funziona lu minimu!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Non t’è mai funzionatu gnente ne la vita. Non ciai avutu

mancu un minimu de inventiva!

ANGELO                  E ggiustu l’inventiva sci! Chissà che me dovevo inventà?

ERZILIA                    Ma penza un po’ quantu si picculu su sta terra che

differenza tra te e li grandi omini che honno fattu la storia: prova un po’ a paragonatte a Leonardo da Vinci… lu più grande inventore de tutti li tempi…!

ANGELO                  Non te vorrebbe fa crollà un mitu, ma lu più grossu

inventore de tutti li tempi non è stato Leonardo!

ERZILIA                    No è? E chi sarebbe statu?

ANGELO                  Franz Scarthz!

ERZILIA                    E chi sarebbe mo quistu?

ANGELO                  Ah ahhhhhhhhhhh… e qui te volevo… com’è com’è?

Quantu si picculu su sta terra…. che differenza ci sta tra te

e li grandi omini… e po’ si più ignorante de un ossu de perzicu quanno te va pe’ traverzu!

ERZILIA                    Chi era testu Scaz… smaz… straz…

ANGELO                  Sciiiiii mejio: Franz Scartz!

ERZILIA                    Beh va beh chi era?

ANGELO                  L’inventore de le supposte!

ERZILIA                    E ce lo sapeo io… potei di una cosa seria tu?

ANGELO                  Guarda che è vero: Franz Scartz è l’inventore de le

supposte!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    E me sta pure bbene… ma perché sarebbe lu più grossu

inventore de la storia?

ANGELO                  Perché co l’invenzione che ha fattu… l’ha messa al culo a

tutti!

ERZILIA                    Bravu complimenti… non ciaco parole!

ANGELO                  E non ce l’hai no non ce l’hai! Ma che te voli mette a

compete co la mia de cultura?

ERZILIA                    A no guarda propiu non ce tengo!

Entra Gervasia

GERVASIA           Ma inzomma stu medicu arriva o no?

ERZILIA                    Pare de no!

GERVASIA           Quella mamma se sta a lamentà… perchè no lu jite a

jama?

ANGELO                  E ce manca un’andra che comanna qua dentro!

GERVASIA           (Ad Angelo) Oh… vidi de non rompe è… (ad Erzilia)

Erzì… tocca chiamallu!

ERZILIA                    Sci tocca chiamallu sci l’ago dittu a Diletta… l’avrà

jamatu essa!

GERVASIA           Beh ma ancora non se vede!

ERZILIA                    Gervà che voli da me? Se non se vede sarà occupatu no?

Quillu mica sta a disposizione nostra ogni minutu!

GERVASIA           Ah beh certo testu è vero… vabbeh e po’ se cià penzatu

Diletta!


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Eh apposta!

GERVASIA           Va bene allora staco più tranquilla!

ERZILIA                    Ecco brava tranquillizzate che è mejiu pe’ tutti!

GERVASIA           (Sospirando) Va bene… ahhhhhhhhhhhhhhhhh

ERZILIA                    (Sospirando) Ecco brava tranquillizamoce tutti…

ohhhhhhhhhhhhhhhhhh

ANGELO                  (In pausa… guardando in silenzio le due ce sospirano)

Oh! quanti discurzi pe’ non fa un pianu de scale!

Entra Armida

ARMIDA                  Dateme una mano… aiutateme a assettamme!

GERVASIA           Ma che si venuta de qua ma? Da sola?

ANGELO                  Eccertu la reggina doveva pijà l’AIR ONE

ERZILIA                    No lu stessi a sindi ma’ che non sa quello che dice

ARMIDA                  Ma chi lu considera… chi lu penza… aiutateme a

metteme a sede

(Erzilia e Gervasia la prendono per le ascelle)

GERVASIA           Forza ma piano piano

ARMIDA                  E piano piano sci… uhhhhhhhhhhh…. Lu codarizzu me fa

vedè le stelle

ERZILIA                    Fa pianu ma vedrai che trovi la posizione

(Armita tocca sulla seggiola o poltrona ma si rialza)


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ARMIDA                  Per carità appena ce tocco me sento da impazzì…

pijateme la ciammella!

GERVASIA           (Interdetta) La ciam-mella?

ERZILIA                    Sci lu cuscinu bucatu pe mettese a sede

GERVASIA           Guarda che eo capitu è? Mica so deficiente!

ERZILIA                    E beh allora che domande fai?

GERVASIA           Beh… mamma ha chiesto la ciammella…

ERZILIA                    Aco capitu Gervà e allora?

GERVASIA           E allora… che ce dovemo ji nui a pijalla?

ERZILIA                    Già… lu compitu sarebbe quillu de Diletta…

ANGELO                  E ma Diletta mo non ci sta… chissà come farete eh?

Entra Diletta con una busta di un negozio dove ha comprato un capo di abbigliamento

DILETTA                 Salve a tutti: scusate l’intrusione poggio questa busta e

riesco!

GERVASIA           (Concitata) Currì curri Dile’… la ciammella (Diletta

comincia ad agitarsi)

ERZILIA                    (Concitata) Pijala che mamma se deve mette a sede

(Diletta si agita di più)

GERVASIA           (Concitata) Movete che se me sse scappa da le mani

sbatte lu codaruizzu (Diletta è quasi nel panico e

corricchia sul posto)


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    (Concitata) Veloce Dileeeeeeeeeeeeeeè! (Diletta è

completamente nel panico)

ARMIDA                  (Concitata) Sbrighete che staco scivolannooooooooo!

DILETTA                 (Correndo e attraversando il palco) Subbito… subbito

signora…

ANGELO                  (Abbajando dietro a concetta) Bau!

Uauuuuuuuuuuuuuuu… Bau Bau… Mrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr

ARMIDA                  Che sarebbero tuttu st’attacci?

ANGELO                  Lu cane da riportu ve sete fatti…

Entra Raffaele in silenzio

ARMIDA                  Oh bongiorno dottooooooooooo… finalmente è arrivatu…

(poi alle figlie) Suuuu tirateme un po’ più su’ senno cascoper davero…

ERZILIA                    Tira Gerva che lu pesu sta tuttu qui da me!

ARMIDA                  Che dolore… no je la faccio più… me faccia chiccosa

come l’andra vorda dottò, allunghi qua le mani e me lu faccià sparì per carità!

Da questo momento Gabriele, Michele e Raffaele parleranno solo italiano.

RAFFAELE           (Alzando la testa) Non posso fare più nulla per lei

signora. Non posso fare più nulla per nessuno!

ERZILIA                    Come sarebbe lei è lu medicu de famija!

RAFFAELE           Mi dispiace!

Entra Michele in silenzio


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

GERVASIA           Ma che je dispiace e je dispiace questo è omesso

soccurzu… ohhhhhhhh ecco mo ce sta anche lu

commissariu vedemo subbitu se un medicu se pole

comportà ccucì!

ARMIDA                  Giustu.. vedemo subbitu ce aiuti lei commissà!

MICHELE                (Alzando la testa) Non posso fare più nulla per lei signora.

Non posso fare più nulla per nessuno!

ANGELO                  Anche lei?

MICHELE                Mi dispiace

Entra Gabbriele

GERVASIA           Tu vattene… dentro testa casa non te ce voijio

ARMIDA                  Non t’è bastatu fa suffri mi fija? Te ce riprensi pure?

GABRIELE            Me ne andrò… al momento giusto me ne andrò!

ANGELO                  Oh… mi fratellu è come crema e gustu… se ne va solu al

momentu giustu!

ERZILIA                    Ciai un cervello cuccì piccolo che pe’ cambia’ idea devi

fa’ manovra!

ANGELO                  E tu si morta Erzi’… morta… so 20 anni che si morta hai

capuitu?

ARMIDA                  Ha parlatu Hailander…

ANGELO                  E pure tu si morta…

Si abbassano le luci sul palco come un calo di tensione e gli attori parlano al rallentatore.


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ERZILIA                    Che è successu se n’è jita la corrente?

GERVASIA           No! un abbassamento de tenzione…

ARMIDA                  Però che starnu… me pare tuttu rallentatu

DILETTA                 Vado a vede se è staccatu lu salvavita?

Ritorna la luce sul palco e tutto torna normale

ANGELO                  Lu sarva vita? Ma che vita voli sarvà: sete tutti morti qua

dentro… morti che camminano ecco… mo ve l’aco dittu!

MICHELE                E lei Angelo?

ANGELO                  Io che Commissà...

MICHELE                Lei è vivo o morto?

ANGELO                    So’ biancu e rusciu come una mela! Lei piuttosto, senza

offesa è, ma chiccosetta ce dovrebbe avè se all’età sua ancora va giocanno ancora co le bilance! Je pare che io ciabbia quarche malatia?

GABRIELE            Mi senbra di si… la rabbia!

ANGELO                  No no.. ve l’assicuru non m’ha muzzicato gniciun cane!

MICHELE                Eppure la mia bilancia dice che è morto anche lei!

ANGELO                  Se te daco raggione si più contentu? Va bene commissà

so’ mortu anch’io! Semo morti tutti!

Rientra Diletta con la ciambella in mano

DILETTA                 Me scusi se m’ entrometto sor Angelo, ma vale anche per

me?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

ANGELO                  Aco dittu tutti me pare

DILETTA                 Ma io no… perché anche io?

ANGELO                  E perché perché: Ce deve esse stata un epidemia e te si

contaggiata!

ARMIDA                  Sci come no? Un epidemia!

RAFFAELE           Ho l’impressione che Angelo abbia ragione! Io ho fatto il

possibile per salvarvi e anche una parte dell’impossibile…

ANGELO                  E già… e pe’ li miracoli ancora non ce semo specializzati!

GABRIELE            No.. per quelli no… ma di solito intercediamo!

ANGELO                  Gabbriè… te fossi montatu un tantinellu la capoccia tu è?

GERVASIA           Ma scusate è: ma come facemo a esse morti se stemo qui

a fa le stesse cose de sempre?

ARMIDA                  Dilè: ma ancora sta a crede a quello che dice Angelo? Non

je mai scappatu chiccosa de inteliggente da la bocca

che se pure ji scappasse lu cervellu penserebbe che l’abbia

dettu quarcunandru.

ERZILIA                    Ma infatti, se fossimo morti non staressimo qui?

MICHELE                Signori signori… voi sparate… non pesate!

ANGELO                  Ma che significa commissà?

MICHELE                Che non necessariamente si muore perchè muore il corpo

ANGELO                  Testà m’è nova! Che ne dice lu medicu?


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

RAFFAELE           Il medico conferma e sottoscrive!    Se a morie è l’anima

siamo tutti zombi su questa terra! Io ho cercato di salvarvi

credetemi!

ARMIDA                  Ancora? E zittu un po’ raffaè… hai cercatu de sarvacce…

semo morti ma fatela finita co sta manfrina!

GERVASIA           Eh! che certi discurzi me fanno pure impressione…

ANGELO                  Impressione Gervà… cavuli te spaventi pe quattro

chiacchere? E allora che avristi dovutu fa ogni vorda che te specchiavi?

GERVASIA           Oh ma… lu sendi quistu?

ANGELO                  Chiama mamma sa.. all’età tia ancora va zinnanno… ma

te pare davero che potemo esse morti… e svejete… guarda: se fussimo morti io potevo abbraccià Diletta? (Fa per abbracciarla e lei lo corrisponde ma si lisciano… come se si attraversassero)

Angelo si Blocca… Diletta si Blocca… Tutti prendono coscienza… Pausa e silenzio parte il brano finale ! A turno mentre parlano i tre si tolgono la mantellina mostrando le piccole ali!

MICHELE                Il vostro astio, la vostra intolleranza ha appesantito

così tanto l’ anima al punto di uccidere l’amore! Io, Michele, commissario, perché Arcangelo comandante dell'esercito celeste ho cercato di proteggervi in ogni modo.

RAFFAELE           Ed io ho provato a guarirvi dalla peggiore delle

malattie con la migliore cura. Ma una cura è tale se

la si fa fino in fondo diversamente non da beneficio.

Io Raffaele, medico, perché Arcangelo il cui nome

significa "medicina di Dio".


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Torno Subbitu

Commedia brillante in due atti di Italo Conti

GABRIELE            Ed io sono sempre stato qui, in mezzo a tutti voi in

ogni momento della vostra vita per protavi ogni

messaggio che potesse rappresentare una svolta!

ANGELO                  Ma come qui… qui dove?

GABRIELE            In questo mondo… per anni non mi avete visto avete

pensato che vi avessi abbandonato senza capire che vi

sarebbe solo bastato aprire gli occhi. Io, Gabriele,

Arcangelo portatore del messaggio che la morte si

sconfigge solo con l’amore universale!

I tre si girano verso l’uscita centrale fatta da una quinta tagliata dove possono passarci in mezzo. Si accende la luce che mostra in ombra cinese le tre sagome che sembrano i tre Arcangeli

ANGELO                  (Toccandosi) Semo morti? Ma io non me riesco acapacità… (Rivolto agli altri) o madre santissima morti capite: tutti morti (Poi rivolto agli angeli) e mo?

GABRIELE            (Fuoricampo mentre una luce inquadra come ombre cinesi tre manichini) Ora siamo tutti a un bivio: è ilmomento di scegliere (Le tre sagome tirate in alto da fili volano via e si chiude il sipario)

FINE


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