Totò, Peppino e la malafemmena

Stampa questo copione

PEPPINO

TOTO’, PEPPINO

e la malafemmena

versione teatrale di Antonello Avallone

(2002)

Personaggi in ordine di apparizione

1        Rita                   

2       Lucia                    

3       Nicola                

4       Peppino             

5       Antonio             

6       Mezzacapa         

7       Marisa                

8       Ornella               

9       Usciere = Nicola                  

10     Nancy =Lucia             

SCENA UNO

La casa di campagna dei fratelli Caponi

RITA                  Signora, signo’ ?

LUCIA                Ah, sei tu. Finalmente sei arrivata. Sono due ore che ti sto aspettando e senza la biancheria io non posso chiudere la valigia. Che stai cercando in giro, che stai cercando ?

RITA                  Niente, signo’.

LUCIA                Niente, eh ? Lo so io che stai cercando, ma tu a mio figlio, il signorino Gianni, te lo devi togliere  dalla testa, tu e tutte le ragazze del paese. Andiamo fammi vedere questa biancheria.

RITA                  Signo’, sono una ragazza onesta io.

LUCIA                Bah, sarai onesta…eh ma  stiri molto male…guarda qua, è camice stirato questo ? E’ stirato bene ? Eh, figlia mia, con questo camice mio figlio ci deve fare gli esami di laura davanti ai più grandi scienziati del mondo. Va be’, adesso ci metto mano io. Sbrighiamoci che è tardi e Gianni deve partire per Napoli. Ma chissa’ i miei fratelli dove stanno, tu vedrai che gli fanno perdere il treno.

RITA                  Stanno qua sotto signo’.

LUCIA                Eh, che stanno a fare qua sotto. Qua c’è da preparare tutto e quelli stanno qua sotto.(ESCONO)

SCENA DUE

PEPPINO           (entrando con Nicola) Ueh, ma io ti aspettavo ieri !

NICOLA             E lo so.

PEPPINO           E no, tu devi essere puntuale se no io come mezzadro ti cambio, sa’ ? Allora tu mi devi 60…fagioli, piselli e quaranta il vecchio conto.

NICOLA             E sono cento.

PEPPINO           E sono cento giuste giuste  peso netto, Peso netto qua ci mancano 10.000 lire.

NICOLA             Scusate stavano a quest’altro reparto

PEPPINO           Eh, hai visto ?

ANTONIO         (entra cantando) Na femmena buciarda m’ha lassato ! Buongiorno !

NICOLA             Buongiorno, don Anto’. E adesso scusate, don Peppì. voi mi dovete 12.000 lire a me.

PEPPINO           12.000 ?

NICOLA             E sì,  12.000 che io ho anticipato per il veterinario per lo sgravo della vacca.

PEPPINO           E’ morta la vacca e i due vitelli….eh….e… e ho detto tutto

NICOLA             Un momento io le 12.000 le ho sborsate, don Peppi’!

ANTONIO         Ha detto “ ho detto tutto” non le pigli più.

NICOLA             Ma come sarebbe non le piglio più.

ANTONIO         (cantando) “ Na femmena buciarda m’ha lassato !” Dimmi un po’ Nico’, a me che mi devi dare ?

NICOLA             Niente, v’ho dato tutto anticipato, che v’aggia da’ ?

ANTONIO         E lo so, ma c’abbiamo questo anno in corso, anticipa questo.

NICOLA             Don Anto’, io vi ho dato ‘56, ‘57 e ‘58.

ANTONIO         Embè, c’abbiamo il ‘59 scoperto.

NICOLA             A voi vi piace di scherzare e a me  mi girano.(esce)

SCENA TRE

RITA                   (rientrando)Buongiorno don Anto’, me l’avete comprato il regalo ?

ANTONIO         Ma certo. Girati e chiudi gli occhi .(le mette la collana) Apri gli occhi !

RITA                   Oh, che bella, grazie don Anto’….ci vediamo dopo eh ? (le da una sculacciata)

PEPPINO           Sono 27.000 lire  (Antonio ruba 10.000)…. Sono 27.000 lire…più…più…Anto’…

ANTONIO         Te li contavo.

PEPPINO           Li conto io, li conto.

        

ANTONIO         Mi sembri il cassiere della banca d’Italia. E conta conta…Ma che conti, animale ! Questi soldi spendili, divertiti, la vita è breve, si può morire da un momento all’altro. Fa come faccio io.

PEPPINO           Si può anche campare cent’anni.

ANTONIO         E con questo ?

PEPPINO           Ho detto tutto, ho detto. (soggetto pipa) A proposito, tu mi devi dare 40.000 lire della partita d’olio del mese scorso.

ANTONIO         Ah, quella partita ! Quella è partita

PEPPINO           No, no per me è restata

ANTONIO         Eh va be’.

PEPPINO           Fai presto, fai presto.

ANTONIO         Eh, che c’hai fretta. L’hai detto tu prima si può campare cent’anni.

PEPPINO           Eh va be’, ma si può pure morire subito. Vai, vai, fai presto.

ANTONIO         Fai presto…è una parola fai presto. Dipende da te.

PEPPINO           Perché ?

ANTONIO         No dico..tu questi li tieni in tasca, no ?

PEPPINO           Io li metto da parte.

ANTONIO         Al solito posto

PEPPINO           Li metto da parte.

ANTONIO         Quando uno ha trovato un posto sicuro, non vale la pena cambiarlo.

PEPPINO           E vai va’.

ANTONIO         Tu li metti al solito posto.

PEPPINO           Li metto da parte.

ANTONIO         Io te lo consiglio come amico…e come fratello.

PEPPINO           E va be’, e io ti consiglio di andare, presto presto, va’.

ANTONIO         Li metti là, eh ? (soggetto pipa)

PEPPINO           Vai va.

ANTONIO         E vado vado….Non cambiare posto, non cambiare posto.

PEPPINO           Sbrigati !

ANTONIO         Taccagno bifolco. (Soggetto mattonella)

SCENA TRE

ANTONIO         (rientrando)Caro fratello, ecco le vostre 40.000 lire.

PEPPINO           Ah, benissimo. (le pesa) Ce ne manca una.

ANTONIO         Come è possibile ?

PEPPINO           Ce ne manca una.

ANTONIO         (la trova ) Distrazione.

PEPPINO           Eh, capita.

ANTONIO         Da me non avanzi più niente.

PEPPINO           Siamo pace.

ANTONIO         Siamo pace.

PEPPINO           La partita…

ANTONIO         La partita è chiusa. Oh, adesso mi dovresti fa’ un piacere. Dobbiamo aprirne un’altra. Mi devi prestare 80.000 lire

PEPPINO           Ah ah ah…80.000 no, io ti posso prestare queste 40.000 qua. Eccole qua.

ANTONIO         (le pesa, ne manca una)

PEPPINO           (la trova) Distratto.

ANTONIO         Cose che capitano. Oh, senti un po’…

PEPPINO           Mi devi dare sempre 40.000 lire.

ANTONIO         E perché ? Scusa, te l’ho date prima, no ? T’ho dato 40.000 lire? E la partita è chiusa. Poi ti ho chiesto 80.000. tu invece me ne hai potuto prestare solo 40. Per arrivare a 80.000 lire quante mila lire ci mancano ?

PEPPINO           40.

ANTONIO         E allora mi devi dare 40.000 lire tu a me. Chiaro, no ? La matematica non e un opinione…Oh, fratello mio caro, tu pe fatti fa’ sti conti hai bisogno di un ragioniere. Sei ignorante.

PEPPINO           (Comincia ad incartare una caciotta) Io poi vorrei sapere tu che ne fai di tanto danaro: A te ti ci vuole fiumi di danaro.

ANTONIO         Peppi’, io non so’ come te, io so’ un uomo che vivo…vivo e so vivere,,,modestamente io vesto…qualche ragazza..regalini…la collanina…

PEPPINO           Ragazze…quelle quattro racchie…me le chiama ragazze. Tu un giorno finirai ( fa un segno) te lo dico io!

ANTONIO         Ma come sarebbe finirai così ?

PEPPINO           Ho detto tutto.

ANTONIO         Ma cosa hai detto, cosa hai detto. Vedi per esempio io, spilorcio che non sei altro, di queste 40.000 lire che mi hai prestato adesso, io, venti, le regalo a nostro nipote, hai capito ?

PEPPINO           E fai male. Molto male, quello è un giovanotto, tu lo vizi.

ANTONIO         Lo vizio ?

PEPPINO           Guarda me (sta incartando una caciotta) io gli regalo cose salutari. Una caciotta, e sta a posto.

ANTONIO         E già, quello sta a Napoli, in città, vuole andare con una ragazza a teatro, va al botteghino con un pezzo di caciotta compra  due poltrone, Peppì.

LUCIA                Antonio, Peppino ! E Gianni è pronto, fate presto che il treno non aspetta mica a noi. Che or’è ?

ANTONIO         Subito. Eh, ma io vado indietro. Tu ?

PEPPINO           Io vado avanti.

ANTONIO         Che ora fai ?

PEPPINO           Le 5 e un quarto. E tu ?

ANTONIO         Le cinque meno un quarto.

PEPPINO           Facciamo a metà,

ANTONIO         Allora so’ le cinque. Luci’, c’è ancora un’ora di tempo.

LUCIA                E sbrighiamoci che adesso scende il dottore.

ANTONIO         Mo già è dottore ?

PEPPINO           Lo sarà, lo sarà che…ho detto tutto

ANTONIO         Che hai detto ?

PEPPINO           Lo so io.

LUCIA                Portate le valigie sul calesse.

ANTONIO         E aspettiamo che scende Gianni.

LUCIA                No, quello deve pensare a studiare

ANTONIO         E adesso s’è messo a studiare ?

LUCIA                Forza forza che facciamo tardi

ANTONIO         Ci pensiamo noi. (soggetto valige) Il ragazzo deve studiare. Gianni, sbrigati che le valige pesano !

                            (buio)

SCENA QUATTRO

ANTONIO         (mostra un depliant)Eh, guarda che ho comprato.

PEPPINO           Hai comprato un trattore ? E dove sta ?

ANTONIO         Nel campo.

PEPPINO           (si affaccia) Uh, mamma mia, e quanto l’hai pagato ?

ANTONIO         Due milioni e mezzo.

PEPPINO           E chi t’ha dato i soldi ?

ANTONIO         Lascia perdere.

PEPPINO           Come lascio perdere ?

ANTONIO         Lascia perdere.

PEPPINO           Come sarebbe lascio perdere ?

ANTONIO         Ah, vogliamo perdere tempo ?

PEPPINO           E perdiamo tempo. Io voglio sapere chi t’ha dato i soldi.

ANTONIO         Ho venduto tre pariglie di buoi, va bene ?

PEPPINO           Quali buoi ?

ANTONIO         Sono affari che non ti riguardano.

PEPPINO           No, sono affari che mi riguardano, credo che mi riguardano. Quali buoi ?

ANTONIO         I tuoi .

PEPPINO           I miei…(soggetto lite)

ANTONIO         Stai giù con le mani…stai fermo..

PEPPINO           Stai fermo...che siamo fratelli..hai capito.

ANTONIO         Io sono il maggiore.

PEPPINO         E tu vai a  vendere i buoi per comprare quel carro armato ?

ANTONIO         E come si dice, moglie e buoi dei paesi tuoi. Carro armato quello lì me lo chiami…quello è un gioiello di meccanica. Ma ragioniamo, Mezzacapa sta antipatico solo a me o è antipatico pure a te ?

PEPPINO           E’ antipatico pure a me, ma i buoi m’erano simpatici. Ma che significa tutto questo ?

ANTONIO         Significa che quando Mezzacapa vedrà che noi abbiamo il trattore, crepa dall’invidia.

PEPPINO           Sì, questo sì, ma intanto le bestie non ci sono più.

ANTONIO         E ti avvilisci ? Ci sei rimasto te, bifolco. Già, io vado a parlare con te di civiltà. Questa è civiltà, è progresso. Guarda, guarda il  “ teplia”

PEPPINO           Che ?

ANTONIO         Il “teplia”, la fotografia.

PEPPINO           Ma cos’è qua davanti questa specie di reticolato sul muso del trattore ?

ANTONIO         Questa deve essere  la zanzariera, per non fare entrare le bestie nel cruscotto.

PEPPINO           Dove ?

ANTONIO         Nel cruscotto.

PEPPINO           Ah !

ANTONIO         E’ roba meccanica, tu che ne capisci. (mostrando il depliant) Questo è tutto l’apparato meccanico movimentale.

PEPPINO           Questo sarebbe il motore.

ANTONIO         Il motore. Qua si mette la miscela…qui ci sta il bica…il carbi….

PEPPINO           Il bicarbonato ?

ANTONIO         Il bicarbonato.

PEPPINO           Ma che cammina a bicarbonato ?

ANTONIO         Ma quale bicarbonato…

PEPPINO           A benzina !

ANTONIO         A benzina di bicar…di carburatore. Questa è la bussola. Con la bussola si può andare a sud, a nord, a nord est.

PEPPINO           Addirittura, ma che è una motovedetta ? Ma quello misura la pressione.

ANTONIO         Vedi, comodo, si risparmia pure il dottore

PEPPINO           Ma cammina, va’.  Tu lo sai guidare ?

ANTONIO         No.

PEPPINO           E allora ?

ANTONIO         Non significa.

PEPPINO           Come non significa  ?

ANTONIO         Perché c’è tutto scritto sul TEPLIA. Pagina 8. Vediamo…c’è l’iscrizione…Ah…è na parola. Questo trattore viene da Milano, è scritto in milanese.

PEPPINO           E chiamiamo a Mezzacapa.

ANTONIO         Proprio a lui.

PEPPINO           E quello dice che è stato a Milano.

ANTONIO         Ma neanche per sogno. Andiamo.

PEPPINO           Dove andiamo ?

ANTONIO         A provare il trattore. Muoviti. Fidati di me. Ti porto io. Ti faccio vedere. Lo facciamo schiattare di invidia a Mezzacapa.

PEPPINO           Ma tu lo sai guidare.

ANTONIO         Fidati. Ci sono le istruzioni, è facile, è facile.

PEPPINO           M’è andato a vendere quelle povere bestie (ESCONO)

SCENA CINQUE

RITA                  Signo’, vi ho portato la posta.

LUCIA                Dammi qua. Sarà una lettera di Gianni.

RITA                   Signo’, ho saputo che i fratelli vostri hanno rotto un’altra volta il vetro della finestra di Mezzacapa.

LUCIA                N’ata vota ?Vorrei sapere quando quei due cretini si decidono a crescere.

RITA                  Ma poi come mai  gli sta così antipatico ?

LUCIA                Ma non lo so, a me pare tanto una brava persona. Antonio invece dice sempre : Mezzacapa è un confinante e i confinanti sono sempre antipatici.Quelli ogni giorno gli passano davanti casa col calesse…Tengono il grido di guerra: “ Na femmena buciarda m’ha lassato!”…poi  si fermano, guardano se c’è qualcuno in giro,  prendono una pietra , gli rompono un vetro della finestra e via come due ragazzini cretini. Quello, Mezzacapa, prima o poi prende un fucile e gli spara a tutti e due.

RITA                   Sono divertenti i fratelli vostri.

LUCIA                No, sono due scemi i fratelli miei. Senti poi, bellella, tu  la devi piantare di fare la corte a tutti gli uomini della casa mia. E prima Peppino, poi Gianni e mo’ don Antonio. Ma che d’è, ti piacciono tutti ?

RITA                   Si vede che è uscita una bella razza.

LUCIA                La bella razza…e poi la devi smettere di far spendere i soldi ad Antonio. La collanina, il braccialetto…

RITA                   Signo’, io non faccio niente di male. Che ci posso fare se vostro fratello è gentile con me ?

LUCIA                Ci puoi fare che quello ti potrebbe essere padre.

RITA                   Ma queste cose le dovete dire a Don Antonio e non a me. I regali me li fa lui, io li accetto soltanto.

LUCIA                Ma senti questa che risposte deve dare. Che brutti tempi, come è cambiata la gioventù...ai miei tempi un uomo non ci permettevamo di guardarlo neanche con gli occhi.

RITA                   E con che cosa lo guardavate allora ?

LUCIA                Quanto sei spiritosa, meno male che mio figlio l’ho fatto venire su con sani principi pure se sono rimasta vedova a vent’anni. Ma po’ te ne vuo’ ì o no, mo ti pare che io devo perdere tempo con una sciacquetta come te ?

RITA                   Signo’, io so’ venuta solo per portarvi la lettera che ho ritirato per voi. Vuol dire che la prossima volta ve la andate a prendere da sola. Vi’ che maniere che tenite ! (esce)

LUCIA                Fammi leggere questa lettera del   figlio mio bello, sicuramente ha superato qualche esame, amore della mamma(leggendo una lettera)“Vostro figlio invece di studiare si perde con donne di malaffare. Un’amica” uh, mamma mia che guaio, che guaio,,,e come si fa ? Antonio, Antonio, Peppino…        (piangendo) Che rovina, che rovina ! Adesso come si fa… quello si doveva prendere la laura, mo chissà chi si è andato a prendere.

SCENA SEI

LUCIA                (appaiono Antonio e Peppino tutti fasciati) Ma che avete fatto ? Vi siete mascherati da Indiani ? E vi sembra il momento di scherzare ? Alla vostra età !

PEPPINO           Ma quali indiani, quali indiani, noi…noi siamo vivi per miracolo.

LUCIA                Ma perché che è successo ?

ANTONIO         Colpa sua. Ha voluto per forza guidare il trattore, st’animale.

PEPPINO           Io ?

ANTONIO         Io glielo avevo detto: “Lo sai guidare ?” “ Ci sono le istruzioni, è facile, è facile”.

PEPPINO           Io ho detto questo ?

ANTONIO         Tu non sai guidare, tu puoi guidare solamente i porci: E già tu sei un fac-simile.

LUCIA                Ma vi siete fatti male assai ?

ANTONIO         No, sciocchezze, sciocchezze. Ci hai mandato a chiamare, che è successo ?

LUCIA                Leggete, leggete questa lettera che è arrivata .

SCENA SETTE

MEZZACAPA   Un milione mi devono dare , per lo meno un milione.(entrando) Salute, donna Lucia.

LUCIA                Avanti. Calmatevi che è successo ?

MEZZACAPA   E calmatevi…e sì è una parola, con quello che mi hanno combinato…i vostri signori fratelli…dove stanno ?

LUCIA                Stanno qua ?

MEZZACAPA  Dove ?

LUCIA                Eccoli là.

MEZZACAPA  Ah, vi siete rotti la testa e vi sta bene.

LUCIA                Ma insomma che cosa è successo?

MEZZACAPA   Eh, cosa è successo ? Il terremoto, la bomba H. Questi signorini si sono messi a giocare con il trattore e mi hanno sfondato un muro.

ANTONIO         Cominciamo a mettere i punti sugli “i”. Noi siamo persone serie e non ci mettiamo a giocare con i trattori. Se è capitata questa disgrazia, è capitata perché questo disgraziato di mio fratello, non esperto della guida, ha voluto toccare una leva importante ed è successo il patatrac. Comunque noi che colpa abbiamo se il muro non ha retto all’urto ? Quello è un muro marcio.

MEZZACAPA   Il muro non era marcio, è un muro solidissimo. Comunque marcio o non marcio, me lo dovete pagare.

LUCIA                E va bene, va bene, chi ha fatto il danno pagherà.

ANTONIO         E paghiamo, paghiamo, questa che rob’è. I fratelli Caponi hanno sempre pagato, ha capito ? Oh !……….A quant’ammonta il danno (tre volte) Mi lasci parlare a me che sono il maggiore ?

PEPPINO           E parla.

ANTONIO         A quanto ammonta il danno ?

MEZZACAPA  Un milione. Mi dovete dare un milione.

ANTONIO         Un milione? Dagli un milione, nun me fa vede’ più sta mezza capa davanti agli occhi.

PEPPINO           Ma che scherziamo..io do un milione mezzacapa…e allora una…

ANTONIO         Una capa intera quanto costa un miliardo ? Ha ragione.

PEPPINO           Ma che scherziamo ?

ANTONIO         E che facciamo la borsa nera dei muri ?

MEZZACAPA   E va bene, va bene, se non è un milione quanto mi vorreste dare?

ANTONIO         Voi, voi piuttosto, fateci una richiesta che sia onesta, che sia una richiesta proba. Sentiamo.

MEZZACAPA  Beh…io direi…

ANTONIO         Ma che direi…che direi…dove siamo…ma che il muro è d’oro…ma che c’abbiamo scritto Giobbe ?

MEZZACAPA  Ma che Giobbe e Giobbe, io non ho parlato.

ANTONIO         Qui  si esagera.

PEPPINO           Avete parlato troppo.

MEZZACAPA   Ma chi esagera, io non ho detto niente. Scusate voi avete detto fate una richiesta proba …

ANTONIO         E voi l’avete fatta ?

MEZZACAPA  No, la stavo per fare.

ANTONIO         E non l’avete fatta ?

MEZZACAPA  No

ANTONIO         E perché non la fate ?

MEZZACAPA  Adesso la faccio. Dunque….facciamo…

ANTONIO         Ma che facciamo…

PEPPINO           Che facciamo… (soggetto giro del tavolo)

MEZZACAPA   Signori miei, qua bisogna metterci in testa che il muro bisogna pagarlo.

ANTONIO         Lo vogliamo pagare perché abbiamo sempre pagato, Levami st’affare da davanti agli occhi (soggetto lume)

MEZZACAPA   Se un milione non sta bene ci possiamo sempre mettere d’accordo….

ANTONIO         E va bene.

PEPPINO           E va bene.

ANTONIO         Parlo io, parlo io. Sta bene così allora ?

 MEZZACAPA Così cosa ?

ANTONIO         Sta bene così ?

MEZZACAPA  Ma non ho capito, sta bene così quanto ?

ANTONIO         Sta bene così che parlo io ?

MEZZACAPA  Ah, sentiamo.

ANTONIO         Non sia la parola vostra, né la parola mia, né di mio fratello, né di mia sorella…200.000 lire e un bacio sopra e  stop.

PEPPINO           Ma che 200, ma che scherziamo ? Ma questa è roba di 50.000 lire proprio così…(segno sudore)

MEZZACAPA  Cosa ? 50.000 lire, ma che siete pazzi ?

PEPPINO           Ma sì, è pure troppo !

ANTONIO         Andiamo, andiamo. ( fa in modo che si stringano la mano) Affare fatto. 50.000  e non se ne parla più.

LUCIA                E va bene, alla fine è stata una disgrazia.

ANTONIO         E’ stata una disgrazia.

PEPPINO           E’ stata una disgrazia.

MEZZACAPA  Ma no, la disgrazia è la mia solamente.

PEPPINO           50.000, 25 per ciascuno va bene ?

ANTONIO         Anticipa tu le 50.000

PEPPINO           Io adesso non ce li ho  spicci. Anticipali tu.

ANTONIO         Allora li anticipo io. Però tu non ti muovi da qua. Tu stai qua ?

PEPPINO           Io sto qua. Ma perché se mi muovo ?

ANTONIO         Allora anticipi tu.

PEPPINO           Va bene.

ANTONIO         Anticipo io.

(soggetto soldi nascosti)

PEPPINO           Ma io a questo fratello mio non lo capisco, questo è proprio ignorante.

MEZZACAPA  No, io non vi capisco a tutti e due.

ANTONIO         (rientra)Ecco fatto. Signor Mezzacapa, ecco le vostre 50.000 lire. Ricordati, avanzo 75.000 lire.Lo dico davanti a testimoni.

PEPPINO           Come sarebbe ?

ANTONIO         50 le ho date al signor Mezzacapa ? Venticinque me le dovevi dare tu per la parte tua…

PEPPINO           E va be’, ma tu mi devi dare quarantamila.

ANTONIO         Quella è una partita chiusa.

PEPPINO           No, che chiusa, quella è aperta.

ANTONIO         Sh, silenzio.

MEZZACAPA   Signori, intendiamoci, io questa 50.000 lire le accetto solo come anticipo. Vuol dire che quando sarà rifatto il muro se ne riparlerà.

LUCIA                E va bene tutto s’aggiusta.

MEZZACAPA  Arrivederci.(esce) Cose da pazzi…

ANTONIO         Arrivederci, arrivederci.

PEPPINO           Scusa erano prima quindicimila, poi quaranta, se adesso…

ANTONIO         Uh, Peppì, Peppì, con questi conti sei assillante, sei

mortificante, sei ‘na lagna.

LUCIA                Ha ragione si’ na lagna e si’ seccante.

ANTONIO         Ah!

LUCIA                Un momento parliamo di cose molto più serie. Sentite questa lettera che ho ricevuto da Napoli. Sentite che dice (piange): Vostro figlio, invece di studiare se la intende con donne di malaffare.

ANTONIO         Ueh !

LUCIA                Un ‘amica.

ANTONIO         Un’amica tua ?

PEPPINO           Un’amica mia ?

ANTONIO         E là c’è scritto un’amica.

PEPPINO           E’ perché è senza firma.

ANTONIO         Ah, è omonima.

PEPPINO           (legge) L’avete viziato, tu lo hai  viziato a questo qui. Adesso come si fa ?

ANTONIO         Come si fa. Povero ragazzo, gli mandiamo un po’ di soldi, così invece di farsela con una donna di malaffare, se la farà con una donna di buonaffare.

PEPPINO           No, no questo ha perduto le cervella.

LUCIA                Ma che facciamo insomma ?

PEPPINO           A questo bisogna richiamarlo.

ANTONIO         Sì, l’ho sempre detto la carriera militare è l’unica: disciplina ferrea.

PEPPINO           No, richiamarlo all’ordine, al sentimento della famiglia.

ANTONIO         Sì, bravo, questo sì.

PEPPINO           Scriviamogli, facciamogli un telegramma.

LUCIA                Sì, sì, un telegramma. E che gli scriviamo ?

ANTONIO         Pensiamoci un po’ ! (soggetto riflessione) Sto pensando.

PEPPINO           E pensa bene. (buio)

ANTONIO         Ho trovato: Caro gianni sappiamo tutto-stop. Vedi di comportarti bene, altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           Ripeti un po’

ANTONIO         Caro gianni sappiamo tutto-stop. Vedi di comportarti bene, altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           13 parole ? E’ troppo lungo, troppe parole, costa troppo.

ANTONIO         Il solito taccagno, come se il telegramma lo pagasse lui

PEPPINO           E invece chi lo paga ?

ANTONIO         E’ chiaro che lo paghi tu, sei lo zio

PEPPINO           E invece tu  non sei lo zio ?

ANTONIO         Che c’entra io mica sono bifolco

LUCIA                Insomma chi lo paga lo paga, andiamo avanti. Leva qualche parola ma fatemi capire.

ANTONIO         Ecco, dai ascolto a tua sorella.Vediamo allora di eliminare…Caro gianni…caro è inutile anche perché dopo quello che ha  fatto è pure caro ?

PEPPINO           Giusto. Lo vedi che c’è robba in più ?

LUCIA                Leva , leva “caro”, che se me lo trovo tra le mani l’ammazzo

ANTONIO         Leviamo “caro”, se no l’ammazza.Allora Gianni, sappiamo tutto..vedi di comportari bene…

PEPPINO           4 parole… vedi di comportarti bene…troppe…è sufficiente” comportati bene”.

ANTONIO         Giusto. Allora “Gianni, sappiamo tutto, comportati bene altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           ..e che finisce  bene ?

ANTONIO         E’ pleonastico.. Sei d’accordo ?

LUCIA                Eh !

PEPPINO           Com’e’?

ANTONIO         Lo sappiamo noi tu che vuoi capire...allora…”Gianni, sappiamo tutto, comportati bene, altrimenti, oh, qua…”…“qua”  è inutile, perché non è che finisce male solo qua , pure là..dappertutto finisce male…

PEPPINO           Bravo

ANTONIO         …quindi mettiamo solo “finisce male”

PEPPINO           E che finisce bene ? Quello è un rimprovero

ANTONIO         Giusto è tautologico. Sei d’accordo ?

LUCIA                Eh !

PEPPINO           Ma che dite ?

ANTONIO         Lo sappiamo noi, che vuoi capire tu, contadino bifolco… quindi dicevamo… è inutile dire che finisce male.Togliamo pure questo e          quindi: “Gianni, sappiamo tutto, comportati bene, altrimenti, oh…”

LUCIA                C’è bisogno di dire “sappiamo tutto”, la madre sa sempre tutto

ANTONIO         E allora: Gianni, comporati ben, altrimenti, oh

PEPPINO           Pure questo “ Oh”….

ANTONIO         Che c’hai da dire sull “oh” ?

PEPPINO         Niente… così,…mi pare inutile

ANTONIO         No, questo me lo lasci.” Oh” è fondamentale, rafforza,

PEPPINO           Rafforza ?

LUCIA                Eh, rafforza

ANTONIO         Casomai, a questo punto è inutile “comportati bene” perché uno che fa, gli manda un telegramma per dire di comportarsi male

PEPPINO           Anche questo è vero e allora pure “altrimenti”…non c’è il termine come si dice…il termine…

ANTONIO         Il termine….il termine

PEPPINO           Giusto, il termine

ANTONIO         Allora a questo punto abbiamo…Dunque vediamo un po’: Questo è andato via, questo pure non c’è più…ecco qua :“Gianni, oh” . Va bene, no ?

PEPPINO           (a Lucia) Per te va bene ?

LUCIA                Sì, se lo vuole capire, lo capisce.

ANTONIO         C’è il nome, l’”oh” di rimprovero…E allora andiamo alla posta, su.

SCENA  OTTO

ANTONIO         (porgendo il danaro)150, eccovi servito. Questa è la mia parte, l’altra parte spetta a mio fratello.

PEPPINO           Ecco qua, queste sono le mie 150.000 lire.

MEZZACAPA  150 e 150 fanno 300 e questa è la cambiale.

LUCIA                Che vergogna, che vergogna !

PEPPINO           Che vergogna ? Ma che ti disperi a fare adesso. L’ho sempre detto io che quello è è è …

ANTONIO         Che cosa hai detto ?

PEPPINO           ….e ho detto tutto.

LUCIA                Dice sempre tutto

ANTONIO         Quando dice ho detto tutto, mi indispone, mi indispone, perché dice dice dice e non dice mai niente.

PEPPINO           Ah non dico mai niente perché per te questo (la cambiale) è niente ?

LUCIA                Peppì, per favore basta, fammi sedere, levati .Sentite, Mezzacapa, dove l’avete visto a mio figlio ?

MEZZACAPA  Signo’, ve l’ho già detto l’ho visto a Napoli. Quella è stata

una combinazione. Io una sera camminavo per via Caracciolo, quando ad un certo momento mi sono sentito chiamare. Mi sono voltato ed era vostro figlio. Usciva da un ristorante di lusso in compagnia di una bella ragazza. Mi sono avvicinato ed allora me l’ha presentata.”Mezzaca’, permettete, vi presento la mia fidanzata”.

ANTONIO         Fidanzata ?

MEZZACAPA   Sì. Fidanzata…”vogliamo andare a prendere un caffè..” e poi quando è stato ad un certo momento mi ha chiamato in disparte e mi ha chiesto 300.000 lire. Io che potevo fare, gliele potevo rifiutare ? No. Io vi conosco da tanto tempo..naturalmente vi conosco come persone oneste… (ad Antonio che si è preso il sacchetto del tabacco di Mezzacapa)Don Anto’, il tabacco.

ANTONIO         Scusate, sopra pensiero…

MEZZACAPA   E va be’….insomma gliele ho dovute prestare..naturalmente per garanzia mi son fatto dare una cambiale

ANTONIO         Grazie per la fiducia.

LUCIA                Sentite io vado a Napoli

ANTONIO         Ma dove vuoi andare...ma cosa ti credi che Napoli stia dietro l’angolo del vicolo.

PEPPINO           Ma che vai a Napoli, che ti credi che è come…e ho detto tutto.

MEZZACAPA  E poi signo’, è inutile che c’andate a Napoli.

LUCIA                Perché ?

MEZZACAPA  Perché…perché a Napoli non c’è più nessuno.

ANTONIO         L’hanno evacuata ?

PEPPINO           E’ stata sfollata ?

MEZZACAPA   Ma no..non è questo che intendevo dire…volevo dire che vostro nipote non c’è più a Napoli…ha seguito la caravella delle donne perdute.

LUCIA                Che cosa ?

ANTONIO         A Napoli le donne hanno perduto le caramelle

MEZZACAPA   No, che avete capito…ah, ah…la caravella delle donne perdute è un’ opera di rivista.

PEPPINO           Hai capito ?Le donne perdute a Napoli passano la rivista…

ANTONIO         A Napoli le donne hanno perduto le caramelle mentre passavano la rivista

MEZZACAPA            Ma no per carità, che state dicendo ? Ma non avete capito niente!

ANTONIO         Signor Mezzacapa, lei con noi deve essere obiettivo, a noi queste frasi sotto semaforo non ci convincono, è chiaro ? Siamo chiari !

MEZZACAPA  E va be’, ma più chiari di così.

ANTONIO         Queste caramelle chi l’ha perdute ?

MEZZACAPA   Ma nessuno ha perduto le caramelle… La caravella è una rivista e la fidanzata di Gianni fa la cantante…E non faccio per dire, con licenza parlando questa fidanzata è una bella ragazza…alta bionda...formosa...tiene certe gambe…

LUCIA                E voi come gliele avete viste le gambe ?

MEZZACAPA   Ah. Ah… io ? E che gliel’ho viste io solo ? Quelle le ha viste mezza Napoli…

ANTONIO         Le gambe ?

MEZZACAPA   E’ naturale…uno va a teatro...paga il biglietto si mette in poltrona e vede le gambe.

LUCIA                Uh, mamma mia !

ANTONIO         Ma che so’ le gambe a pagamento ?

PEPPINO           Calmati, calmati…

ANTONIO         No, qui bisogna essere obiettivo..

MEZZACAPA  Calmatevi, donna Lucì, calmatevi.

LUCIA                Sentite, Mezzaca’, voi avete detto che sono partiti, e dove sono andati ?

MEZZACAPA  Stanno a Milano.

LUCIA                E allora andiamo subito a Milano

PEPPINO           Ma dove vai ?

ANTONIO         Ma che sei pazza ? Ma che vai così a Milano ! Oh… lo sai che per andare a Milano ci vogliono per lo meno 4 giorni di mare.

PEPPINO           Eh, 4 giorni di mare…se bastano..che poi…eh…

ANTONIO         Ha detto tutto.

MEZZACAPA   Ma che state dicendo, per piacere…ma che mare e mare…a Milano ci si va per terra.

ANTONIO         Strusciando?

PEPPINO           A piedi ?

MEZZACAPA  Ma che a piedi

ANTONIO         A piedi ! (ridendo)

MEZZACAPA  Voi lo sapete dove sta Milano ?

ANTONIO         Eh, in Calabria…in Sardegna, ho sbagliato.

MEZZACAPA   Ma qua’ Calabria e Sardegna, Milano è la capitale del Nord. Fate conto questo è lo stivale…qua c’è il nord e qua sotto c’è il sud

ANTONIO         E si capisce, noi siamo quelli che stanno sotto allo stivale. I suddisti.

LUCIA                O nord o sud o per terra o per mare ho detto che devo andare a Milano e ci andrò. Se mi volete accompagnare bene, se non  ci vado io sola. Mio figlio deve studiare, mio figlio deve assolutamente lasciare quella donna. (esce)

ANTONIO         Peppì, Peppì, qui ci tocca accompagnare nostra sorella a Milano. Nostra sorella non può andare sola. E’ chiaro ?

PEPPINO           Accompagnamola.

ANTONIO         Piuttosto, ci vorrebbe qualcuno che ci mettesse a giorno. Andare a Milano non è  una cosa semplice.

MEZZACAPA   Qualcuno, e allora io qua che ci sto a fare ? Tutti mi chiamano il milanese.

PEPPINO           Mezzacapa, ma parliamoci chiaro, voi ci siete stato veramente a Milano ?

MEZZACAPA   E come non ci sono stato ? Ho fatto il militare. Nel  ’31, cavalleria.

ANTONIO         Oh, ma dico io, Mezzacapa, e i milanesi quando vi vedevano che dicevano ?

MEZZACAPA  Ma dove ?

ANTONIO         No dico quando camminavate per la strada…e vedevano ….questo tipo straniero, va.

MEZZACAPA   Ma che dite, quelli si andavano ad accorgere di me ! Milano, ma voi non avete idea Milano che cosa sia!

PEPPINO           Parlano parlano ?

MEZZACAPA  Parlano ? Ma Milano è una grande città !

ANTONIO         Camminano, camminano, come noi ?

MEZZACAPA   Camminano ? Ma c’è un traffico enorme: Anzi vi dovete stare accorti, lì attraversare una strada è una cosa      pericolosa assai.

ANTONIO         E chi traversa, chi si muove, per carità .

MEZZACAPA   Certo non è una città dove il clima è come qui da noi. Lì è un clima più rigido…vento..neve…freddo…le bufere…

ANTONIO         Le bufere.

PEPPINO           Ci sono ?

MEZZACAPA  Eh!

PEPPINO           Per la strada ?

MEZZACAPA  Per la strada, dappertutto.

ANTONIO         Entrano nei palazzi, salgono per le scale…che ne so ?

MEZZACAPA  Vento…e nebbia.

ANTONIO         Questa mi preoccupa, mi impressiona, tutto, ma la nebbia no.

MEZZACAPA  A Milano quando c’è la nebbia non si vede.

ANTONIO         E chi la vede ?

MEZZACAPA  Che cosa ?

ANTONIO         Questa nebbia.

MEZZACAPA  Nessuno.

ANTONIO         No dico, se i milanesi a Milano quando ce la nebbia non vedono, come si fa a vedere che c’è la nebbia a Milano?

MEZZACAPA  Ma per carità, quella non è una cosa che si può toccare…

ANTONIO         Hai capito, non si tocca.

MEZZACAPA  E’ una cosa…

PEPPINO           No, no, io, a parte questa nebbia che io non la tocco, per carità…ma se noi adesso dobbiamo incontrare a nostro nipote...questa cantante...come li vediamo, come li troviamo ?

ANTONIO         Ah, già, non ci avevo pensato !

MEZZACAPA  E’ facile, quella la cantante c’ha il nome sul manifesto.

ANTONIO         Hai capito, a Milano quando c’è la nebbia, mettono i nomi sui manifesti…dice “ chi mi vuol trovare io sto qua !”

PEPPINO           Ah, ho capito…le segnalazioni

ANTONIO         Le segnalazioni, bravo.

MEZZACAPA  Vedete il nome della cantante ..andate a teatro

PEPPINO           Ma come si chiama questa cantante ?

MEZZACAPA  Me lo sono scritto…ha ecco Marisa Florian.

ANTONIO         Va buo’, allora grazie tra la nebbia cerchiamo il manifesto della segnalazione e troviamo questa Floriana. Arrivederci e grazie.(l’accompagna)

MEZZACAPA  Arrivederci e statevi attenti, a Milano fa freddo.

ANTONIO         Ci copriamo, ci copriamo. (torna indietro) Mezzaca’, il muro era marcio !

SCENA   NOVE

PEPPINO            ( di nascosto prende i suoi soldi) Che fai là ?

ANTONIO           (appare dalla finestra)  E che faccio ? Mi sto pigliando ‘na boccata d’aria. Oh, a proposito porta un a bella somma di denaro perché a Milano incontreremo delle spese

pazze…alberghi..viaggi…treni..taxi…hai capito ?

PEPPINO            Io porterò tutto quello che ho..ma tu porta la tua parte.

ANTONIO           Porta la tua parte…è una parola..dalla parte mia ho fatto tardi.

PEPPINO            Alla banca ?

ANTONIO           No..è  ‘na banca mia..vuol dire che anticipi tu per me.

PEPPINO             Io ? Ma io ti devo confessare una cosa…ma io non lo so, ma a me qua mi manca il danaro..mi manca, mi manca

ANTONIO           Come è possibile ? Chi vuoi  che se lo piglia… tu lo tieni…dove lo tieni ?

PEPPINO             E…e so’ io dove lo tengo, ma qua mi manca. Io c’avevo un milione….

ANTONIO           Beh ?

PEPPINO            Adesso sai quanto mi è rimasto ?

ANTONIO           700.000 lire

PEPPINO            Come lo sai ?

ANTONIO           No dico…si vedono, no ? Quello è un pacco da 700.000 lire.

PEPPINO            Insomma mi mancano 300.000 lire !

ANTONIO           E’ una cosa logica, una conseguenza logica…

PEPPINO            Perché ?

ANTONIO           Perché, perché tu non ti aggiorni, non leggi i giornali, non segui la borsa.    La moneta si svaluta, la tua s’è svalutata del 30 %, è chiaro ? Svalutazione monetaria. Inflazione.

LUCIA                 Ecco le valige, forza aiutatemi a mettere dentro la roba.

ANTONIO           (Soggetto preparazione valige) Allora…questo è il vino…

PEPPINO            …E l’olio

ANTONIO           Mutande… e pane. Peppì, passame chella caciotta. … la pasta...pasta bianca…che dici basterà per 3 giorni ?

LUCIA                 Speriamo

ANTONIO           So’ 4 chili. Peppino, la valigia della biancheria.

La valigia della biancheria l’ho già preparata io. Non vedo il ritratto della buon anima di mio marito..

PEPPINO            Sta là, sta la’. E con questo mi pare che abbiamo finito.

ANTONIO           Oh, ma appena arriviamo a Milano ce l’andiamo a vedere questo famoso Colosseo ?

LUCIA                 Ma che Colosseo e Colosseo, appena arrivati a Milano dovete pensare a sistemare la questione di mio figlio.

PEPPINO             Quella come vi ho detto la sistemo io, modestamente io vado a parlare con la ragazza…due parole…che…e ho detto tutto.

ANTONIO           Ma che ho detto tutto ! Ma che dici tu  con questo ho detto tutto che non dici mai niente ? Che ti credi che l’ha metti a posto con  due parole, che ti sei messo in testa ? Cosa credi che quella è una donna…così ,quella…quella è una donna di alto bordo. Là ci vogliono soldi, soldi assai. E per fortuna i soldi li abbiamo portati

PEPPINO            Li ho portati

ANTONIO           Li hai portati. Hai messo in valigia quel cestino dei  fichi  IRIS ?

PEPPINO            Eh !

ANTONIO           Noi facciamo così: in quel cestino ci mettiamo i soldi e una lettera di accompagnamento. Anzi, prepariamola subito così appena arriviamo a Milano, andiamo a teatro e ce la portiamo.

LUCIA                 Io voglio venire con voi dalla ragazza.

PEPPINO             Quando arriviamo a Milano vediamo, adesso vatti a riposare che fra mezz’ora partiamo.

ANTONIO           E poi insomma vuoi lasciar fare ai tuoi fratelli ! Siamo uomini o non siamo uomini.

 PEPPINO           Siamo o non siamo i fratelli Caponi ?

ANTONIO           Se non noi che ci stiamo a fare. Facci scrivere questa lettera, appena abbiamo fInito ti chiamiamo e partiamo, forza.(Lucia esce)

Allora giovanotto…carta calamaio e penna..su..avanti scriviamo (si preparano)…Dunque…hai scritto ?

PEPPINO            Perché hai detto qualcosa ?

ANTONIO           No.

PEPPINO            E allora ?

ANTONIO           E che ne so, magari qualcosa di testa tua.

PEPPINO            Di testa mia ?

ANTONIO           Già che dico..tu c’hai pure una testa? …Dunque…oh…

PEPPINO            Carta calamaio e penna….

ANTONIO           Signorina….signorina…

PEPPINO            Dove sta ?

ANTONIO           Chi è ?

PEPPINO            La signorina.

ANTONIO           Quale signorina ?

PEPPINO            Hai detto signorina

ANTONIO           E’ entrata la signorina ?

PEPPINO            E che ne so ?

ANTONIO           Signorina…animale..signorina è l’intestazione autonoma della lettera

PEPPINO            (butta la carta)

ANTONIO           Signorina…ma perché, non era buona quella signorina là ?

PEPPINO            Andiamo.

ANTONIO           Signorina…veniamo…veniamo..noi con questa mia a dirvi…

PEPPINO            …con questa mia a dirvi…

ANTONIO           …con questa mia a dirvi…”a dirvi”  una parola

PEPPINO            A dirvi una parola ? Una sola ? allora è sprecata tutta una lettera.

ANTONIO           Ma che dici ? “Addirvi”  tutta una parola…

PEPPINO            Ah !Senza staccare la penna dal foglio.

ANTONIO           Bravo senza staccare la penna dal foglio….Che !

PEPPINO            …che…

ANTONIO           Che è ?

PEPPINO            Che è ? Uno ?... quanti “che” ?

ANTONIO           Uno “che”.

PEPPINO            Uno “che”.

ANTONIO           Che scusate se sono poche...ma 700.000 lire  noi ci fanno specie che quest’anno…c’è stato una grande moria delle vacche come voi ben sapete. Punto. Due punti. Ma sì, fai vedere che abbondiamo. Abbondandis abbondandum…Questa moneta servono…questa moneta servono a che voi vi consolate…

PEPPINO            …Con l’insalata…

ANTONIO           Vi consolate…

PEPPINO            Avevo capito con l’insalata

ANTONIO           Vi consolate…non mi far perdere il filo che ce l’ho tutta qua...dai dispiacere che avreta..che avreta…che avreta…e già è femmina, femminile…che avreta perché…

PEPPINO            Perché ?

ANTONIO           Perché ?

PEPPINO            Non so…

ANTONIO           Cosa non so ?

PEPPINO            Perché che cosa ?

ANTONIO           Oh…perché, il dispiacere che avreta perché…è aggettivo qualificativo, no ?…Perché dovete lasciare nostro nipote…e gli zii che siamo noi medesimi di persona…che stai facendo ‘a sudata, si asciuga il sudore…che siamo noi medesimi di persona…vi mandano questo (indica la scatola di fichi)…perché il giovanotto è studente che studia…. Che si deve prendere una laura…

PEPPINO            Laura..maiuscolo ?

ANTONIO           Maiuscolo ? Vediamo un po’….E per forza maiuscolo...è medicina…E deve tenere la testa al solito posto, cioè… sul collo. Punto, punto e virgola…punto e punto e virgola.

PEPPINO            Troppa roba…

ANTONIO           Salutan…lascia fare che poi  dicono che noi siamo provinciali, che siamo tirati….

PEPPINO            Ma è troppo…

ANTONIO           Salutandovi indistintamente...salutandovi indistintamente…i fratelli Caponi, che siamo noi…questo apri una parente…che siamo noi…apri una parente… che siamo noi…hai aperto la parente ?

PEPPINO            Sì

ANTONIO          E chiudila….

PEPPINO            Ecco fatto.

ANTONIO           Vuoi aggiungere qualcosa ?

PEPPINO            Beh…eh…senza nulla a pretendere.

ANTONIO           In data odierna. Chiudi i lembi, andiamo. Lucia, siamo pronti.

Fine primo atto

SECONDO ATTO

SCENA UNO

I camerini del teatro.

USCIERE           (in elegante divisa e cappello)Scusi lei chi cerca ?

LUCIA                Marisa Florian

USCIERE           Oh, finalmente la sta aspettando da mezz’ora. E’ il camerino n. 1 a sinistra.

LUCIA                (si affaccia al camerino) Permesso ?

MARISA            Ah, sì, la stiratrice. Quello è il vestito, presto per favore che sono già in ritardo. Guardi che il ferro deve essere caldo.

LUCIA                Sì, sì è caldo.(comincia a stirare)

ORNELLA         Ciao Marisa. Telegramma da New York. Probabilmente stasera arrivano gli impresari. Mi raccomando a te.

MARISA            Ti ho già detto che io in Sud America non ci vengo.

ORNELLA         Va bene, va bene, poi si vedrà, però, Marisa, non vorrai rovinare tutto anche per noi. Fammi il piacere, trattali bene. Portali a concludere, poi me li cucino io.  Mi raccomando siamo nelle tue mani

MARISA            E va bene, uffa.(Esce) Mi raccomando le sottogonne di tulle devono essere molto rigide.

LUCIA             Va buò, sarete servita signori’.

MARISA            Bell’accento milanese !

LUCIA                Noi napoletani abbiamo molto orecchio… ci basta stare poche ore in un posto che subito apprendiamo

MARISA            In ogni modo io adoro i napoletani.

LUCIA                Ma io sono della campagna.

MARISA            Proprio quelli. Forse perché io ho un motivo speciale.

LUCIA                Siete fidanzata a qualche giovane napoletano ?

MARISA            (sospira)

LUCIA                Ho indovinato ? Qualche giovane simpatico..molto ricco..generoso…

MARISA            Tutto giusto, è il ragazzo migliore del mondo, solo non è ricco, è uno studente.

LUCIA                Uno studente ? Uh, Gesù, e voi che dite, signorì…scusate  io potrei essere vostra madre…chi ve lo fa fare a sposare uno studente senza quattrini ?

MARISA            Ma io ne guadagno abbastanza.

LUCIA                Eh, no, e voi adesso volete offendere quel povero giovane. Ma vi pare che quello accetta di vivere col vostro danaro ?

MARISA            E allora vivremo con  pochi soldi.

LUCIA                Ah, be’, si fa presto a dirlo….Sicchè voi sareste disposta a rinunciare a tutto ? Il teatro, il lusso…

MARISA            Ma quando si è innamorati, signora…

LUCIA                In che brutta situazione vi siete messa, signorina mia. O rovinate lui o rovinate voi stessa…scusate ma io vi parlo col cuore in mano

MARISA            Ma perché, non posso innamorarmi e sposarmi anch’io come una ragazza qualunque ?

LUCIA                Signorì, voi siete assai simpatica, ma vedete, la ragione c’è. Ecco per esempio…voi sapete fare la pasta ?

MARISA            Beh, no.

LUCIA                Se vostro marito si fa una macchia di inchiostro sopra la giacca gliela sapete togliere ?

MARISA            No.

LUCIA                Avete mai fatto un bucato ?

MARISA            No, non l’ho mai fatto il bucato, però l’imparo e imparo tante altre cose. Io  al mio ragazzo gli voglio più bene della vita mia e per amore suo potrei imparare a fare pure la serva !

LUCIA                E va bene, non v’arrabbiate io ho parlato così .perché…perché sono una madre.

USCIERE           ( con biglietto da visita )Signorina c’è questo signore, lo faccio entrare ?

MARISA            Ambrogio, ti ho detto che non devi far passare nessuno.

USCIERE           Ma questo l’è un conte !

MARISA            Ho detto nessuno. A parte il signorino Gianni che poi oggi non viene. Vai, vai.

USCIERE           Va bene.

MARISA            Voi siete sposata vero ?

LUCIA                Sono vedova.

MARISA            E quando vi siete sposata voi sapevate fare tutto ?

LUCIA                Ma noi eravamo della stessa condizione.

MARISA            E io chi credete che sia. Mio padre era un veterinario di paese e Gianni presto sarà medico.

LUCIA                Sarà medico se potrà studiare !

MARISA            E dove credete che sia in questo momento. A studiare. Se non studia non lo voglio neanche vedere.

LUCIA                Vi occorre adesso ?

MARISA            Ah, sì, il vestito (si spoglia)

LUCIA                Va bene così ?

MARISA            Sì, brava.

LUCIA                Signorì, quanto siete bella. Adesso capisco perché quello studente ha perduto la testa per voi.

MARISA            Eh, ma l’ho perduta anch’io.

LUCIA                Buonasera, signorì.

MARISA            Quanto vi devo ?

LUCIA                Niente signorì, niente. Buonasera.

MARISA            Buonasera.

SCENA TRE

PEPPINO             (entrando in  palcoscenico, vestiti con pelliccia e  colbacco) Ma si può sapere che c’avevano da ridere per strada tutta quella gente ?

ANTONIO           Per forza, tu ti sei mai visto nello specchio. Caro Peppino, tu, vestito da Milanese sei ridicolo.

PEPPINO            Perché tu no ?

ANTONIO           Che c’entra, io so evoluto io.

PEPPINO             Intanto Mezzacapa, eh… diceva che  a Milano faceva freddo, che c’era la nebbia.

ANTONIO           Embe’ ?

PEPPINO            E dove sta questa nebbia ?

ANTONIO           Ma scusa come disse Mezzacapa :”quando c’è la nebbia non si vede”.  La nebbia c’è e non si vede.

PEPPINO            E non si tocca. Intanto io sento caldo.

ANTONIO           Ma non dire sciocchezze a Milano fa freddo.

PEPPINO            Eppure io sento caldo

ANTONIO           E io no. A Milano non può fare caldo. Oh, abbiamo camminato per tre ore, questo paese è così grande che io non mi ci raccapezzo.

PEPPINO           Ma io te l’avevo detto: andiamo nella piazza principale,  ci sediamo , quella prima o poi là passa.

ANTONIO         E insiste. Ma che sei pazzo, che ti credi che stiamo al paesello. E poi ormai stiamo a teatro, vediamo se sta qua.

PEPPINO           Chiediamo a quel militare là.

ANTONIO         A quello, ma che sei pazzo, quello deve essere un generale austriaco, non lo vedi ?

PEPPINO           E va bene, siamo alleati.

ANTONIO         Siamo alleati ? Ah, già, è vero, siamo alleati. Vieni.(soggetto avvicinamento)Escuseme.. scusi..lei è di qua ?

USCIERE           Dica ?

ANTONIO         E’ di qua ?

USCIERE           Sono di qua sì, perché m’ha ciapa’ per un tedesco ?

ANTONIO         E’ tedesco ? Te lo avevo detto io che era tedesco.

PEPPINO           E allora come si fa ?

ANTONIO         E ci parlo io.

PEPPINO           Perché tu parli tedesco ?

ANTONIO         Eh, ho avuto un amico prigioniero in Germania…Non mi interrompere se no perdo il filo…Dunque..mi scusi…

USCIERE           S’è ghè.

ANTONIO         Bittescen…Noio…

USCIERE           S’è ghè ?

ANTONIO         Ha capito !

PEPPINO           Che ha detto ?

ANTONIO         Poi ti spiego. Noio vulevan,,vulevon

savoir…l’iddiriz..l’itteriz…insomma…addo’ sta’.

USCIERE           Ma…bisogna che parliate l’italiano perché io non vi capisco.

ANTONIO         Parla italiano...parla italiano(insieme)complimenti…bravo

USCIERE           Scusate..ma dove vi credete di essere? Siamo a Milano qua.

ANTONIO         Appunto. Noi vogliamo sapere ..per andare dove dobbiamo andare…per dove dobbiamo andare. Sa’, è una semplice informazione.

USCIERE           Sentite se volete andare al manicomio..

I DUE                 Signorsì

USCIERE           Vi accompagno io.

I DUE                 Sissignore

USCIERE           Ma guarda un po’ che roba…ma da dove  venite voi, dalla val Brembana ?

ANTONIO         Parlo italiano, parlo italiano..Non ha capito una parola.

USCIERE           Comunque qui non si può stare.

ANTONIO         Ah, scusi tanto (si spostano)

USCIERE           Neanche lì si può stare.

ANTONIO         Abbia pazienza…

USCIERE                    E non si può fumare…E non si può entrare(parlottano)                             E non si può parlare.

ANTONIO         Eh, caro generale, qui si esagera !

USCIERE                    Non sono generale, sono l’usciere.

ANTONIO         E va be’, signor usciere tedesco, qui si esagera lo stesso…non si può stare, non si può parlare, non si può fumare, mi pare che qui si vada oltre il consueto.

PEPPINO           Diteci voi che dobbiamo fare.

USCIERE           I signori innanzitutto, mi devono spiegare, in lingua comprensibile, chi sono, cosa vogliono e cosa cercano.

ANTONIO         Ma che è un posto di blocco, una frontiera, un fortino….al paese nostro c’è più libertà.

USCIERE                    Ma forse lor signori sono quelli che vengono…

ANTONIO         Da fuori.

PEPPINO           Dal sud.

USCIERE           Mi scusino tanto allora, la signorina Florian vi aspetta…io veramente non avevo capito.

ANTONIO         E ce ne siamo  accorti dall’inizio. Dove si trova questa signorina Florian ?

USCIERE                    Ecco, il camerino n. 1 qui a sinistra.

PEPPINO           Se poi capita che venite al paese vostro vi faccio vedere io

ANTONIO         Lascia fare, che vuoi litigare col generale ?

PEPPINO           Non è generale.

ORNELLA         (all’usciere) Ma chi sono ? Gli impresari sud americani ?

USCIERE                    Sì, credo proprio di sì !

ORNELLA         Buonasera signori, ricordate io sono quella che nel primo tempo balla sulle punte.

PEPPINO           Dove balla ?

ANTONIO         Sulle punte.

PEPPINO           Beata lei.

ORNELLA         E nel secondo tempo faccio la spaccata.

PEPPINO           Fa la spaccata ?

ANTONIO         Fa la spaccata.

NANCY             Good evening. How do you do.

ANTONIO         Prego ?

NANCY             How do you do ?

ANTONIO         Due più due ?…due più due… fanno..quattro, sì quattro

(le ragazze ridono)

NANCY             Where are you leaving ?…I said: Where are you leaving?

PEPPINO           Che ha detto ?

ANTONIO         Deve essere barese ha detto: hai set, vuoi due olive ?

PEPPINO           No, grazie, buon appetito.

NANCY             Aveste una sigaretta ?

ANTONIO         No io non fumo…se vuole fare due boccate…(ancora ridono)…fatti un’altra risata vicino alla pipa.

NANCY              Stasera purtroppo di me vedranno poco…mi hanno tagliato la parte.

ANTONIO         Cosa le hanno tagliato ?

NANCY             La parte, la parte.

ANTONIO         E quale ?

NANCY             La migliore.

PEPPINO           Così giovane…

ANTONIO         Quanto mi dispiace.

NANCY             Ci porate a cena dopo lo spettacolo ?

PEPPINO           A cena ? Magari uno spuntino…

ANTONIO         No, quale spuntino..a cena a cena.

ORNELLA         Noi andiamo sempre a mangiare al Gran Milan.

ANTONIO         Al Grande Milan ?

NANCY             Ci vediamo dopo lo spettacolo, va bene ?

ANTONIO         Certo, certo, andiamo a fare una bella cenetta.

PEPPINO           Veramente io sono disturbato di stomaco…

ANTONIO         Vuol dire che ti pigli una minestrina.

NANCY             Bene, evviva.

ORNELLA         Aspettateci alla fine dello spettacolo, ci cambiamo e siamo subito da voi.

ANTONIO         Benissimo…Ma dove sta la signorina Marisa ?

SCENA QUATTRO

ORNELLA         Adesso vi ci porto io ( va alla porta del camerino) Marisa, sono arrivati.

MARISA            Chi ?

ORNELLA         Gli impresari sudamericani. Vedessi che cafoni !

 MARISA           Va bene falli entrare.

ORNELLA         Prego si accomodino.

ANTONIO         Ecco qua.

MARISA            Prego, adelante, adelante.

ANTONIO         Adelaide, Adelaide…la signorina non risponde.

MARISA            Ah ah, ma prego accomodatevi, si accomodino…Mui incantada…Perdonate il disordine, in genere sono ordinata, ma quando si lavora sapete. Dovete scusare il mio spagnolo ma io sono stata a Barcellona solo per poco tiempo. Ma voi parlate un po’ l’italiano, vero ?

PEPPINO           Beh, qualchevolta sì e qualchevolta no.

ANTONIO         Il latino, no. Dunque signorina…

PEPPINO           Dunque…(porge il pacchetto di fichi Iris)

ANTONIO         Un momento…parlo io che sono il maggiore…Scusi..Signorina, noi siamo modestamente…senza offesa di nessuno…siamo persone serie…persone che ecco…eccoci qua.

MARISA            Lo so, mi ha tanto parlato bene di loro il vice console del Paraguay.

PEPPINO           Paraguay ?

ANTONIO         Lo conosci tu questo qua ?

PEPPINO           No.

ANTONIO         Sarà un signore che c’ha conosciuto sul treno, così…insomma di noi nessuno può parlare male…tutti parlano bene con la bocca, ecco…

MARISA            Vi aspettavamo, abbiamo ricevuto il vostro telegramma.

ANTONIO         Ah, sì

I DUE                 Hai fatto tu il telegramma ? No, no, no, dico, hai fatto tu il telegramma ?

ANTONIO         Tu hai fatto il telegramma ? Chi ha fatto il telegramma ?

PEPPINO           Io no.

ANTONIO         E nemmeno io.

MARISA            L’avrà fatto qualcuno per voi.

ANTONIO         E chi sarà stato ?…Mezzacapa.

PEPPINO           Mezzacapa !

ANTONIO         Non si fa gli affari suoi.

PEPPINO           Eh, quello là…lei non lo conosce a Mezzacapa…

MARISA            A proposito vogliamo parlare delle condizioni ?

ANTONIO         Quali condizioni ?

MARISA            Le condizioni finanziarie

ANTONIO         Ah, sì.

PEPPINO           Ecco appunto noi avevamo…

ANTONIO         Non è il momento…

PEPPINO           Volevamo…

ANTONIO         …non è il momento, dite.

MARISA            Beh, io ho molte spese, vestiti, costumi di scena…un tenore di vita…

ANTONIO         Anche il tenore ?

PEPPINO           C’è anche un tenore ?

ANTONIO         Va be’, vuol dire che penseremo anche al tenore. Tu hai portato spiccioli, sì ?

PEPPINO           E va be’, ma col tenore ci parlo io.

MARISA            Ah, volevo chiedervi, si sta tranquillli giù da voi al Sud ? Non c’è qualche rivoluzioncella in vista ?

ANTONIO         Ma dico…scherziamo ? Da noi al sud qualche rivoluzioncella…per carità !

MARISA            Perché ho letto sui giornali che laggiù ogni tanto c’è qualche movimento.

ANTONIO         Pure questo mettono sui giornali…questi giornalai.

PEPPINO           Sono sciocchezze…si tratta di cose da niente.

ANTONIO         Sì, quello si tratta di quel nostro avversario..Mezzacapa

MARISA            Ah, perchè loro due si interessano di politica ?

PEPPINO           Ogni tanto gli rompiamo i vetri…

ANTONIO         Gli rompiamo i vetri per scherzo…così…

PEPPINO           Lui ogni tanto ci tira le fucilate…

ANTONIO         Qua’ fucilate…va a caccia e tira le fucilate e poi tutte queste cose Gianni le sa.

MARISA            Gianni ? Cosa c’entra Gianni?

ANTONIO         Come cosa c’entra Gianni ? Gianni è nostro nipote.

MARISA            Ma come…allora voi sareste….

I DUE                 I nipoti di Gianni…I Gianni di nipoti… Noi sia…Gianni è….

ANTONIO         Gianni c’ha un nipote…e chi è questo nipote ?

PEPPINO           E parla !

ANTONIO         E parla! Scusate, mi fa confondere. Noi siamo gli zii di Gianni. Ecco, Gianni è nipote a noi.

PEPPINO           A me anche.

ANTONIO         Ai Caponi, insomma, che siamo noi.

MARISA            Gli zii di Gianni ! Sì, ma come ho fatto a non riconoscervi subito !

ANTONIO         E non è molto facile noi siamo travestiti..

PEPPINO           In borghese.

MARISA            Chissa’ Gianni quando vi vede che faccia farà !

PEPPINO           Lo credo.

MARISA            E tu…tu sei zio Peppino…e tu se zio Antonio…e come sta mamma Lucia ?

ANTONIO         Bene, bene.

PEPPINO           Dunque qua dentro c’è…

MARISA            Sì grazie, grazie…Sono per me…siete molto gentili…..

USCIERE           Signorina…in scena

MARISA            Sì, vengo ! Scusatemi ma adesso devo scappare, vi devo lasciare, Ma aspettatemi qui….scusate ma devo proprio scappare.

ANTONIO         Hai capito ? Deve scappare ! Chi sa che altro avrà combinato.

PEPPINO           E dove va ?

ANTONIO         E che ne so io ? Se tu non mi fossi fratello io ti piglierei a schiaffi.

PEPPINO           Ma perché ?

ANTONIO         Non mi hai fatto dire una parola.

PEPPINO           E’ stata lei che non c’ha fatto parlare, l’ha fatto apposta.

ANTONIO         E’ stata lei, è stata lei.

PEPPINO           E adesso come si fa ?

ANTONIO         Come si fa ? Ce ne andiamo…il cestino con i soldi e la lettera stanno lì…quando entra dopo la scappatella…lo scappamento che ha fatto...apre e legge …e…e… ho detto tutto.

PEPPINO           Mo dici ho detto tutto, quando lo dico io….

ANTONIO         E ma vuoi mettere come lo dico io...il mio è pieno di significato.

PEPPINO           Insomma che facciamo noi ?

ANTONIO         Che facciamo…insomma siamo venuti a Milano ci vogliamo andare a divertire, abbiamo la cenetta organizzata ?

PEPPINO           E Lucia?

ANTONIO         E Lucia… Lucia sta in albergo..che sarà mai se ci andiamo a divertire una mezz’oretta…Ho visto quella biondina che mi ha fatto l’occhietto.(ride)

PEPPINO           Fai l’uomo serio hai capito ?(gag apertura porta)C’ha chiuso dentro.

ANTONIO         Ma quanto sei cretino, quanto sei cretino, fratello mio.

                            (buio)

SCENA CINQUE

ORNELLA         (rientrando dalla scena con Marisa) Ah, che faticata, c’è stato uno in prima fila che non mi ha levato mai gli occhi di dosso.

MARISA            (comincia a vestirsi) Hai visto quei due tipi che sono venuti a trovarmi stasera ?

ORNELLA         A proposito, come è andata ?

MARISA            Non erano gli impresari, erano gli zii di Gianni…dei sempliciotti ma simpaticissimi. L’ho lasciati qui ma non li vedo più…erano così confusi. Ah,  hanno portato un cestino dalla campagna…guarda un po’ tu, dovrebbe essere lì sopra.

ORNELLA         (apre il pacco, legge la lettera)  Ah, ah

MARISA             Cosa ridi…che succede ? (legge, poi piange disperata)

Tieni, quando li vedi dagli il cestino, non ne voglio più sapere nè di loro né di Gianni (esce di corsa)

SCENA SEI

PEPPINO           Ma che fine hanno fatto queste ragazze, portano ritardo.

ANTONIO         Portano ritardo…che l’hai pigliate per l’accelerato di Battipaglia

PEPPINO           Hai visto qua fuori Il Gran Milan che dicevano le ballerine ?…quella è una trattoria di lusso, noi qui ci rimettiamo le penne…ci rimettiamo le penne…le penne.

ANTONIO         Peppì, Peppì io mi piglierei a schiaffi.

PEPPINO           E pigliati a schiaffi

ANTONIO         Taccagno…Costi quel che costi…oramai siamo in ballo e balliamo. Ma poi a conti fatti una cenetta per quaTtro cinque persone quanto può costare mai…300.000 lire e via.

PEPPINO           Ueh, ueh, trecentomilalire, che sei pazzo, e chi ce l’ha ?

ANTONIO         Come chi ce l’ha ? E quanto c’hai tu in tasca ?

PEPPINO           Io tengo 20.000 lire

ANTONIO         20.000 lire ! Disgraziato…e perché non me l’hai detto prima ?…e va be’, vorrà dire che appena arriviamo, di nascosto chiamiamo il cameriere e ci mettiamo d’accordo per una cenetta a presto di costo. Mo chiediamo all’usciere, queste tutte le sere vanno a cena al gran Milan sarà informato di tutto. Usciere !

USCIERE           Si signori.

ANTONIO         Un’informazione...voi conoscete qualche cameriere della trattoria dove vanno sempre a mangiare le ballerine

USCIERE           Un metre

PEPPINO           Che dice ?

ANTONIO         Dice che è un metro..sembra più alto però…dicevo noi abbiamo organizzato una cenetta con le ballerine, volevamo sapere se voi conoscete le abitudini della trattoria.

USCIERE           Ah, sì io conosco i prezzi…tutto…dunque vediamo una cenetta fredda o calda ?

PEPPINO           Tiepida

ANTONIO         Calda, calda, calda

PEPPINO           Tiepida

ANTONIO         Sta zitto, calda.

USCIERE                    Quante  persone avete detto che siete ?

ANTONIO         Non so..noi due  e altre due o tre..massimo quattro  ballerine.

USCIERE                    Diciamo  che ci vogliono 6 coperti.

ANTONIO         Sei coperte ?

PEPPINO           Lo vedi, se era tiepida non ci volevano le coperte.

ANTONIO         Però, diciamo la verità, a Milano non fa poi tutto questo freddo, non si potrebbe mangiare senza coperte...che uno sta libero…fresco…

USCIERE           I signori vogliono scherzare…non si può mangiare senza coperto.

ANTONIO         E’ obbligatorio ?

PEPPINO           Eh, sì, è il regolamento.

ANTONIO         A Milano usano così

USCIERE           Per cominciare  potreste prendere la zuppa di tartarughe, alle ragazze piace tanto.

PEPPINO           Eh, chi sa  quanto costa, no, no.

ANTONIO         Poi la zuppa di tartarughe…noi andiamo di fretta…

PEPPINO           E’ meglio una zuppa di fagioli.

ANTONIO         Bravo. Zuppa di fagioli per tutti.

SCENA  SETTE

NANCY              E noi che credevamo che eravate gli impresari sudamericani…zio Peppino e zio Antonio…

ORNELLA         Questi sono da parte di Marisa.

PEPPINO           Ha rimandato il vuoto…(lo apre) No, ci sono i soldi !

ORNELLA         E mi ha incaricato di dirvi che da questo momento non vuole più saperne né di voi né di vostro nipote.Prendete questo sporco denaro.(RIDE) Andiamo, al ristorante ci aspettano.

LUCIA                (entra con Marisa)Eccoli qua, eccoli qua dove stanno.Vatti a riposare che sei stanca del viaggio,eh...noi siamo uomini…la liquidiamo noi…e io come una stupida che mi ero fidata...guardate là, guardate. ..eravate a Milano per salvare vostro nipote.

ANTONIO         Lucia, Lucia non strillare, ti prego non strillare  mi fai venire le coliche apatiche…le ragazze che ti sentono chissà cosa pensano…e poi in fondo non l’abbiamo salvato nostro nipote ?

PEPPINO           Tutto il resto non conta…quella era tutta tattica

ANTONIO         Una specie di manovra stratregica…volevamo  fare una scappatella…in fondo siamo uomini e ..ho detto tutto

LUCIA                Ma vergognatevi

PEPPINO           Ma perché vergognarsi…che ne sapevo che io a Milano ero uno che incontravo…io incontro

ANTONIO         Lui incontra…

LUCIA                Ma fatemi il piacere sti duje veccchie rimbambiti.

ANTONIO         E già ha parlato la minorenne.

PEPPINO           Del resto lo scopo è stato raggiunto, la signorina qua presente  è stata liquidata.

LUCIA                Liquidata…le uniche parole che questa ragazza meritava non gliele avete sapute dire. E’ veramente una brava figlia. Fratelli miei…Gianni sposerà Marisa

(tutti applaudono e approvano)

ANTONIO         Ma come sarebbe ?

LUCIA                Adesso andiamo da Gianni e facciamo una bella festa tutti insieme.

ANTONIO         Ma allora il fatto della malafemmena ?

LUCIA                Ma quale malafemmena, Gianni non poteva trovare una ragazza migliore di Marisa.

MARISA            Grazie.

ANTONIO         E allora, signorina vi chiediamo scusa…ma toglietemi ina curiosità…io adesso  che vi vengo ad essere ?

MARISA            Come?

ANTONIO         Nel senso della parentela ?

MARISA            Beh, lo sapete siete mio zio.

ANTONIO         E allora fammi un favore a zio tuo. Voi li volete i bambini ?

MARISA            Certo, a me piacciono tanto i bambini.

ANTONIO         E allora il primogenito lo dovete lasciare un’ora al giorno a me e allo zio Peppino, perché gli dobbiamo insegnare alcune tradizioni di famiglia che non vorremmo che si perdessero, vero Peppì ?

PEPPINO           Eh per forza, perché dopo…se no…ho detto tutto.

LUCIA                Sì, le conosco io le tradizioni vostre …quello ancora lo devono far nascere e già gli vogliono insegnare a rompere i vetri delle finestre di Mezzacapa.

(tutti ridono)

ANTONIO         Lucì, tu che vuoi da noi !

I DUE                 A noi Mezzacapa ci sta antipatico.

ANTONIO         Andiamo.

Tutti cantano “Na femmina bugiarda m’ha lassato !”

SCENA TELEGRAMMA

ANTONIO         Ho trovato: Caro gianni sappiamo tutto-stop. Vedi di comportarti bene, altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           Ripeti un po’

ANTONIO         Caro gianni sappiamo tutto-stop. Vedi di comportarti bene, altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           13 parole ? E’ troppo lungo, troppe parole, costa troppo.

ANTONIO         Il solito taccagno, come se il telegramma lo pagasse lui

PEPPINO           E invece chi lo paga ?

ANTONIO         E’ chiaro che lo paghi tu, sei lo zio

PEPPINO           E invece tu  non sei lo zio ?

ANTONIO         Che c’entra io mica sono bifolco

LUCIA                Insomma chi lo paga lo paga, andiamo avanti. Leva qualche parola ma fatemi capire.

ANTONIO         Ecco, dai ascolto a tua sorella.Vediamo allora di eliminare…Caro gianni…caro è inutile anche perché dopo quello che ha  fatto è pure caro ?

PEPPINO           Giusto. Lo vedi che c’è robba in più ?

LUCIA                Leva , leva “caro”, che se me lo trovo tra le mani l’ammazzo

ANTONIO         Leviamo “caro”, se no l’ammazza.Allora Gianni, sappiamo tutto..vedi di comportari bene…

PEPPINO           Quattro parole…e che esagerazione… “vedi di comportarti bene”…troppe…è sufficiente” comportati bene”.

ANTONIO         Giusto. Allora “Gianni, sappiamo tutto, comportati bene altrimenti, oh, qua finisce male

PEPPINO           ..e che finisce  bene ?

ANTONIO         E’ pleonastico.. Sei d’accordo, Lucì ?

LUCIA                Eh !

PEPPINO           Com’e’?

ANTONIO         Lo sappiamo noi tu che vuoi capire...allora…”Gianni, sappiamo tutto, comportati bene, altrimenti, oh, qua…”…“qua”  è inutile, perché non è che finisce male solo qua , pure là…dappertutto finisce male…

PEPPINO           Bravo

ANTONIO         …quindi mettiamo solo “finisce male”

PEPPINO           E che finisce bene ? Quello è un rimprovero

ANTONIO         Giusto è tautologico. Sei d’accordo, Lucì ?

LUCIA                Eh !

PEPPINO           Ma che dite ?

ANTONIO         Lo sappiamo noi, che vuoi capire tu, contadino bifolco… quindi dicevamo… è inutile dire che finisce male.Togliamo pure questo e    quindi: “Gianni, sappiamo tutto, comportati bene, altrimenti, oh…”

LUCIA                C’è bisogno di dire “sappiamo tutto”, la madre sa sempre tutto

ANTONIO         E allora: Gianni, comporati ben, altrimenti, oh

PEPPINO           Pure questo “ Oh”….

ANTONIO         Che c’hai da dire sull “oh” ?

PEPPINO         Niente… così,…mi pare inutile

ANTONIO         No, questo me lo lasci.” Oh” è fondamentale, rafforza,

PEPPINO           Rafforza ?

LUCIA                Eh, rafforza

ANTONIO         Casomai, a questo punto è inutile “comportati bene” perché uno che fa, gli manda un telegramma per dire di comportarsi male

PEPPINO           Anche questo è vero e allora pure “altrimenti”…non c’è il termine come si dice…il termine…

ANTONIO         Il termine….il termine

PEPPINO           Giusto, il termine

ANTONIO         Allora a questo punto abbiamo…Dunque vediamo un po’: Questo è andato via, questo pure non c’è più…ecco qua :“Gianni, oh” . Va bene, no ?

PEPPINO           (a Lucia) Per te va bene ?

LUCIA                Sì, se lo vuole capire, lo capisce.

ANTONIO         C’è il nome, l’”oh” di rimprovero…E allora andiamo alla posta, su.

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 2 volte nell' ultima settimana
  • 2 volte nell' ultimo mese
  • 22 volte nell' arco di un'anno