TRAGEDIA SENZA L'EROE
Commedia in tre atti
di GINO ROCCA
PERSONAGGI
BIANCA SPINO
ELENA
GABRIELLA
MABEL
LA MARCHESA GRADO
ROVERSI
WLADIMIRO TROBOSKINE
NENY
TELESPI
TRAPPOLA
GIGI CAPITALI
UN DELEGATO
UN AGENTE DI P. S.
UN DIRETTORE D'ALBERGO
UN COPPIERE
UN CAMERIERE
UN RAGAZZO
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
La scena rappresenta il bar di un grande albergo veneziano: sulla riva degli Schiavoni.
Sera di maggio
Due finestre basse, quadrate, dai vetri rossi ed azzurri, sono nel fondo: una finestra semiaperta e si vedono i lumicini del porto, si sente lo scalpiccio della folla sul selciato della riva, il tamburellare degli zoccoletti su le gi per i gradini del ponte, l'ululo lontanissimo delle sirene dei bastimenti.
A sinistra il banco: un lucido spalto con una vasca frusciante nel mezzo, pieno di tazze e di bicchieri, dinanzi alla porticina del ripostiglio dove il coppiere in giacca bianca s'annida, e donde esce ad ogni richiamo. Intorno al banco, quelle seggiole strane, altissime, sulle quali gli uomini e le donne stanno appollaiati e, quando succhiano con la pagliuzza nei calici, sembrano cicogne.
Sulle pareti una decorazione chiara, frivola, fastosa. La luce del lampadario rossa: rossa la luce di certe lampadine incappucciate sparse sui vari tavolinetti del fondo, dove si legge e si giuoca.
Due porte: a sinistra ed a destra, in primo piano. La porta di destra pi ampia e conduce nell'atrio sfolgorante dell'albergo.
L'agente di P. S. ritto stilla soglia della porta di sinistra, accigliato, con il cappello di paglia in mano, il bastoncino di bamb sotto l'ascella, uno stuzzicadenti inbocca. - vestito tutto di nero; ha il colletto diritto e le scarpe gialle: ha una buffa aria, distratta e vigile insieme, che gli fa muovere il capo di qua e di l, di su e di gi, fischiettando e corrugando la fronte, senza mai distogliere gli occhi da Bianca Spino che sprofondata in una poltrona nel mezzo della sala, e fuma vorticosamente e gli volge le spalle.
Bianca vestita da viaggio, in grigio: ha un cappellino grigio sugli occhi, un velo grigio sulle spalle, i guanti lunghi. - nervosissima: ad un tratto si alza, e va a prendere il giornale che sulla tavola accanto; e guarda il commendatore. Roversi che sta sfogliando una rivista in fondo alla scena, sotto la piccola finestra aperta. Roversi un po' grigio sulle tempie sdegnoso, tarchiato, rude: eleganza da uomo ricco che vuole, sopra tutto, parere tale, - Guarda curiosamente la donna al di sopra degli occhiali.
Il coppiere ritto dietro il banco e sta frullando disperatamente una certa miscela di ova e di acquavite dentro un barattolo. Pausa lunga.
Sulla riva degli Schiavoni passa la folla. Un giornalaio si affaccia alla finestra della Riva ed offrendo un foglio urla, con un marcatissimo e volgare accento veneziano - Ultime notizie! Il Gazzettino della sera! Importanti notizie!
Roversi a quell'urlo si tappa le orecchie e sobbalza irritato. - Il giornalaio si ritrae: si sente la sua cantilena lontana gi per la Riva: Importanti notizie!... Poi, un monello s'arrampica, s'affaccia: Scoppia in una risata sguaiatissima vedendo l'armeggio delcoppiere: lo indica a certi suoi compagni che sono rimasti a terra: - A ramengo! Varda el cogo come che el sbate i vovi de gusto! Bianca si volge, e, sorride - Roversi balza in piedi irritatissimo, e butta il giornale.
Roversi - (al coppiere) Ma chiudete quella finestra. Giovanni! O fra poco la gente entrer addirittura a ballare qua dentro.
Il coppiere esce dal banco e s'avvia frettolosamente a chiudere, mentre il monello s'allontana, ridendo e scalpitando, con i suoi compagni.
Bianca - (contrariata, fra s, alzandosi e sbuffando) Ed ora potremo soffocare in pace!
Il coppiere - (a Roversi) Questa l'ora in cui escono gli operai dall' Arsenale, commendatore! La Riva degli Schiavoni s'affolla cos ogni sera per pochi minuti...
Roversi - Ma voi che ora fate?
Il coppiere - (consultando l'orologio) Le sette in punto commendatore.
Roversi - (accostandosi al banco) Il vermouth.
(Il coppiere mesce il vermouth: Roversi sbircia cautamente Bianca che passeggia inquieta su e gi per la Scena, sforzandosi di non guardare quell'agente immobile, implacabile, irritante che, dalla soglia la sorveglia).
Roversi - (tracanna il vermouth.) (Al coppiere, pagando) Bisogna andarsi a cambiare per il pranzo.
Il coppiere - Il pranzo alle sette e mezza, commendatore.
Roversi - (si avvia) Presto, troppo presto! Non vi par tempo di adottare l'orario estivo? (giunto all'altezza di Bianca, guardando intensamente la donna ma rivolgendo la parola al coppiere) Avete veduto mia moglie oggi?
Il coppiere - Alle due, con lei.
Roversi - Lo so. Ma dopo?
Il coppiere - Nossignore. Dopo no. (Roversi esce da destra).
Bianca - (avvicinandosi al banco per bere la bibita che il coppiere stava preparando per lei) Trovate che io assomiglio molto alla moglie di quel signore?
Il coppiere - Affatto? Perch?
Bianca - Mi pareva che la cercasse dentro i miei abiti.... Chi ?
Il coppiere - Il commendatore Roversi.
Bianca - (impallidendo, colpita) Ah?! (depone il bicchiere sul banco e guarda la porta per la quale Roversi u-scito).
Il coppiere - Lo conosce?
Bianca - (dopo un attimo) No.
(Un ragazzo tutto vestito di verde, con il giubbetto a cuore, il tamburello in testa, il soggolo sotto il naso, appare sull'uscio di destra e si accinge svogliatamente a riordinare i giornali sulle tavole vuote).
Il coppiere - (vedendolo, con un tratto d'impazienza, agguantando una bottiglia di acqua minerale) Polpetta perdio! hai dimenticato la soda per gli americani del numero sette. (Il ragazzo si precipita a prendere la bottiglia).
Il coppiere - Poi succedono le storie di ieri! Va, corri. (li ragazzo esce a rotta di collo d'onde entrato, dopo di aver piluccato una mandorla abbrustolita d'in sul banco).
Il coppiere - (a Bianca distratta) Due americani: all'ora del t, wisky, invece del vermouth wisky.... Adesso vengono in Italia a fare la cura del wisky. (Si rintana nel suo ripostiglio).
(Appena sparito, Bianca impetuosamente investe il poliziotto, il di cui sguardo non ha cessato di seguirla e di infastidirla).
Bianca - Senta: non scappo. Si convinca pure che non ho alcuna voglia di scappare!
L'agente - (toccandosi l'ala del cappello con due dita, con un cerimoniale un poco ironico e molto meridionale), Signora mia, voi non volete allontanarvi, lo so.. E io non devo. Questo lo sapete. Fin tanto che non torna il signor delegato e mi dice che posso andarmene...
Bianca - M'a voi potete fare il vostro dovere anche guardando l, per esempio.
L'agente - Non il mio dovere quello di guardare l!' (roteando gli occhi furbescamente) 'Il mio dovere quello di guardare un po' da per tutto.
Bianca - Ma questi bauli sono due, in fondo.
L'agente - Il signor delegato cura le minuzie. Dice che sono le minuzie quelle che contano!
Bianca - un'ora!
L'agente - (accingendosi a darle dette spiegazioni) Vedete....
(Ma, poi che riappare il coppiere, Bianca si allontana dall'Agente, troncando il dialogo e va di nuovo a riaccoccolarsi nella sua poltrona).
(Il ragazzo vestito d verde riappare ridendo).
Il coppiere - (al ragazzo) Andava bene?
Ragazzo - Siccome sono giunto in ritardo, lo avevano bevuto puro. Bisogna mandarne dell'altro.... (E pilucca un'altra mandorla)
Il coppiere - (scacciandolo come una mosca importuna) Bada alla porta piuttosto, pagliaccio! Se ti vede il direttore...
(Il ragazzo si avvia rosicchiando, svogliatamente; e spia dentro tutte le ceneriere sparse per vedere se trova qualche mozzicone di sigaretta, badando a non farsi scorgere dal coppiere e da Bianca. Entrano da sinistra il Delegato d P. S. e il direttore dell'albergo. Quando passa il delegato, l'agente, che sulla soglia saluta. Il delegato ha un mazzetto di chiavi in mano, il cappello sotto il braccio: un giovanottone bene educato e sor ridente .Il Direttore dell'albergo vestito come tutti i direttori d'albergo, pronti per le nozze e pronti per il funerale.
Il delegato - (a Bianca) Ecco le chiavi dei due bauli, signorina. Non si lamenti per il ritardo. Ho fatto del mio meglio per ricollocare tutto in ordine come era prima. Ordine civettuolo... Non trover spostato neppure un nastro!
Bianca - (freddamente, prendendo le chiavi) Lo sapevo.
Il delegato - Grazie per la fiducia.
Bianca - Come vede io le 'avevo gi accordata tuta la mia fiducia.
Il delegato - Ma il dovere, talvolta, Signorina...
Bianca - (guardandolo) Avrei voluto trovare in lei... Non so.
Il delegato - Mi pare di essere stato gentile... .
Bianca - (con una lieve incrinatura di rabbia e di pianto nella voce) Oh, loro son0 sempre molto gentili! Per io penso che ci sia in me, sul mio volto, qualche cosa di equivoco, di fatalmente inquietante... Eh, no! scusi: l'idea di frugare nei miei bauli, di farmi piantonare qui come una ladra colta in fallo, per il solo fatto che ho conosciuto.... Conosciuto? Incontrato, visto in treno il signore, dal quale non avevo alcuna ragione per rifiutare una cortesia...
Il delegato - (fissandola, fermamente) Lei l'avv. Sturai non l'ha conosciuto in treno, signorina. Forse non ricorda.
Bianca - E dove l'avrei dovuto conoscere? Io a Venezia non ci vengo pi da tanto tempo...
Il delegato - A Roma.
Bianca - Alla stazione di Roma, forse... Non so.
Il delegato - Ricordi il piccolo hotel Ruy- Blas?
Bianca - (dominandosi) Ruy- Blas.
Il delegato - Fuori Porta Nomentana.
Bianca - Ma badi che io abitavo all'Excelsior.
Il delegato - I primi tre giorni. Lo so (cambiando tono). Ma questo non ha importanza. Io mi rendo conto, ed ho dovuto compiere un penoso dovere. Sono lieto che la mia inchiesta sia finita cos, come una formalit. Le domando scusa.
Bianca - Ma di che cosa accusato quel tizio, quel signore... questo avvocato?
Il delegato - (la scruta sorridendo) Sturrn. Le interessa?
Bianca - Affatto! (Si smarrisce un poco fissando il delegato) Non m'interessa affatto (al direttore) Spero che lei non si rifiuter di darmi alloggio. Oh, per poche ore soltanto!
Il direttore - Ma lei pu fermarsi quanto vuole, signorina!
Bianca - Partir domani.
Il direttore - Soltanto deve avere la bont di aspettare qualche minuto. L'albergo pieno. La stanza che le voglio dare stata sgombrata soltanto adesso da un viaggiatore. La stanno riordinando. Intanto, ho fatto portare su i suoi ' bauli.
Bianca - Numero?
Il direttore - Nove.
Bianca - Sulla laguna, mi pare.
Il direttore - Appunto.
Bianca - Grazie. Vede che imi ricordo?
(Il delegato, che ha detto intanto qualche cosa sotto voce all'Agente, inchinandosi e prendendo congedo: Signorina....
Bianca risponde con un cenno, freddamente, a quel saluto.
Il delegato esce di destra seguito dall'Agente. Anche il direttore esce, dopo di aver buttata in giro la solita inutile occhiata per vedere se tutto in ordine, come fanno tutti i direttori d albergo.
Bianca nervosissima, inquieta. E rimane contrariata nel vedere, Mabel e Gigi che entrano correndo. Mabel la solita signorina che non pu essere adultera soltanto perch non ancora sposata e che morde intanto rabbiosamente a certi bocchini d'avorio lunghi come la bacchetta di un direttore d'orchestra; Gigi un giovanotto che vuole divertirsi per parere furbo ma che finir per sposare una signorina come Mabel. Li segue, a poca distanza, taciturno, spettrale, Wladimiro Troboskyne in smoking.
Bianca va a schiudere una finestra del fondo per guardare le stelle e respirare la fresca brezza del mare.
Mabel - (a Gigi:) Le dico che si pu giocare a poker anche con i dadi.
Gigi - Con due?
Mabel - Con cinque: come le carte. facilissimo, (al Coppiere:) Giovanni, i dadi. Giochiamo l'americano a poker. (Balza su di una seggiola).
Mabel - (a Wladimiro). Vero che si pu giocare anche con i dadi?
Wladimiro - Credo.
Mabel - Lei sa? Guardi, Gigi: ora le spiego. Lei non molto intelligente.
Gigi - Di notte si.
Mabel - B, ora quasi notte: possiamo intenderci. Guardi...
(Giocano. - A Wladimiro:) Lei ha ancora una di quelle terribili sigarette greche che pizzicano? (Wladimiro porge l'astuccio).
Mabel - (facendo ruzzolare i dadi) Grazie.
Gigi - Ma questo cos'?
Mabel - Coppia d'assi: che tengo. E butto gli altri tre dadi. Ecco: Tress. Adesso provi lei. (Accende). (Wladimiro ha un movimento di sorpresa, che lo fa impallidire e traballare, vedendo Bianca: ma si ricompone subito. Finge di badare al gioco e la guarda di sottecchi).
Mabee - (a Wladimiro:) Anche lei vuole giocare?
Wladimiro - No.
Mabel - (c. s.) Dio! Ma lei ha sempre quella faccia da congiurato?
Wladimiro - Mi cambio d'abiti, soltanto.
Mabel - Cambi anche d'umore, se le riesce.... Conosce? (presentando:)
Gigi Capitali - Wladimiro Troboskyne, Principe?... Mi pare che lei sia principe al suo paese.
Wladimiro - Lo sono anche in Italia, signorina.
Mabel - So che molto pi facile, per, lass essere principi.
Wladimiro - Ce ne sono molti, infatti... Di solito i principi sono persone educate bene. E da voi non ce n' che pochi.... (S allontana ghignando).
Mabel - (punta, torcendosi sulla sedia:) Resta a dimostrare se sia meglio educato un principe russo o un contadino italiano! (Ma Wladimiro non sente, o finge di non sentire).
Gigi - (a Mabel) Vuole che glielo vada a dire sul muso?
Mabel - (riprendendo i dadi:) No: lasci stare, Gigi! (A Gigi, che fissa insistentemente Bianca:) Ma cosa guarda lei? Ah! chi ?
Gigi - (guardando:) Non lo so: Strana!
Mabel - (d.) Trova? Deve essere arrivata oggi. Non l'ho mai veduta.
Gigi - (al Coppiere:) Chi ?
l, coppiere - (sottovoce:) arrivata: mezz'ora fa con l'avvocato Sturm.
Gigi - (incredulo:) Amanite di Sturm? Ma va!
Mabel - E Sturm dov'?
li, coppiere - (c. s.) L'hanno arrestato.
Gigi - (sobbalzando:) Qui?
Il coppiere - Mentre sbarcava.
Mabel - (dolorosamente colpita, incredula, sorpresa:) Arre stato Sturm! Oh! Perch?
Le coppiere - (stringendosi nelle spalle:) Mah!
Gigi - (raggiante, con un guizzo, a Mabel:) Che cosa le avevo detto io, proprio l'altro giorno... anzi ieri. Ricorda?
Mabe - (che non s' ancora riavuta dalla sorpresa 🙂 Arrestato Sturm!
(Tutti e due, istintivamente, guardano Bianca; che qualche cosa ha sentito, ed ha reagito con uno scatto nervoso d collera).
Bianca - (avvicinandosi al banco, al coppiere:) Vi prego di dare tutte le notizie che volete su quanto successo mezz'ora fa, se proprio non ne potete fare a meno e sa credete che questo sia il vostro preciso dovere... Ma non immischiatemi nella faccenda. Probabilmente questi signori conoscono l'avvocato Sturm, che ha dimorato per oltre due mesi nell'albergo, pi di quanto lo conosco io. Non vorrei che mi si cominciasse a guardare, per le poche ore che star qui dentro, come la complice misteriosa, come la donna fatale...
Le coppiere - (confuso 🙂 Ma io, signorina...
Bianca - (tagliando corto 🙂 Datemi delle sigarette... delle sigarette!
Le coppiere - (porgendo la scatola:) Creda che io non ho affatto parlato di lei...
Bianca - E allora, vi ho avvertito soltanto. Pu darsi che ne abbia sentito il bisogno irresistibilmente. Scusate. (Si allontana).
(Rimangono tutti molto male, molto perplessi, molto impauriti. Soltanto Wladimiro ha ascoltato impassibile accendendo la sigaretta).
Mabee - Che caldo!
Gigi - Gi! qualche doccia ogni tanto comincia a far bene. Dunque, tocca a me di pagare.
Mabee - Tocca a lei. (al coppiere:) E c' musica anche stasera?
Le coppiere - Sissignora.
Gigi - Ma non baller alcuno! Vuole che usciamo in gondola stasera, signorina? (Si avvia con Mabel verso il fondo, poi, escono sempre spiando di sottecchi Bianca)
Mabee - E la mamma che soffre il mal di mare?
Gigi - Ah, gi! c' la mamma.
(Wladimiro si avvicina a Bianca cautamente).
Wladimiro - Io conosco motto questo giovane avvocato Sturm che hanno arrestato.
Bianca - (squadrandolo:) Ma io non conosco voi, scusate....
Wladimiro - Voi non mi riconoscete, Bianca Spino. Pensate a Montecatini, due anni fa, ed a Teresa d'Amico.
Bianca - (con un movimento di sorpresa:) Il russo!
Wladimiro - (con un lieve sorriso 🙂 Gi il mio nome russo, infatti; ma io sono nato in Italia, da madre italiana.
Bianca - Il russo che tent di uccidersi!
Wladimiro - (c. s.) Questo ve lo hai detto Teresa d'Amico.
Bianca - Pu darsi.
Wladimiro - E, dunque non vero. Un mio cugino, che portava il mio nome, tent di uccidersi a Roma, in quel tempo. Ma non certo per i miei dispiaceri amorosi. Io fui molto contento di sapere che Teresa d'Amico mi tradiva, e andai a Parigi.
Bianca - Avevate la barba.
Wladimiro - Si.
Bianca - Mi avete fatto la corte anche, mi pare.
Wladimiro - (fissandola:) Pare anche a me. Molto anche, mi pare, una sera, mentre gli altri giocavano.
Bianca - Che strano! E poi, non ci siamo pi visti!
Wladimiro - Voi no: io si. Due volte: voi cantavate. Mi siete piaciuta lo stesso. Ma non ho voluto rivedervi: accompagnavo mia madre che era molto ammalata. Adesso siete qui: vi fermerete qui?
Bianca - Sono giunta oggi, senza progetti: non so.
Wladimiro - Io conoscevo molto questo giovane avvocato Sturm, che hanno arrestato per truffa.
Bianca - (con un movimento represso:) Per truffa?.... Come lo sapete?
Wladimiro - Non avr ucciso qualcuno, penso. Non ci sono le spie, oggi. Non c' da arrestare che i ladri. Ma Sturm non pu essere un ladro: io. non mi sbaglio. Penso che sia sfortunato. Voi no.
Bianca - (evasiva:) Io non posso dire: non lo conosco.
Wladimiro - (con un sorriso furbo e sottile:) Voi ve ne infischiate?
Bianca - L'ho incontrato in treno... Sapeva chiacchierare molto bene: a me piacciono gli uomini che sanno chiacchierare, stordire, carezzare con la voce... Questi uomini sono deliziosi in treno, perch coprono con la loro voce la cadenza noiosa delle molle, e mettono come un velluto sotto le rotaie.. Si scivola via mollemente e si guarda fuori del finestrino... (ridendo). Io vivo sempre un po' come se fossi in treno, con il naso schiacciato contro i vetri di un finestrino, mentre qualcuno parla?
Wladimiro - Non siete cambiata affatto, Bianca!
Bianca - Cambio treno, mai sono sempre la stessa. Vi piaccio? No, voi siete molto malinconico. Ricordo che Teresa d'Amico si lagnava molto del vostro carattere. (Di destra entra Neny, ossequiato dal ragazzetto che sprofonda un inchino aprendogli, la porta del bar piccolo, grassoccio, dolciastro, ameno, 40 anni, cortesissimo, miope: osserva le persone attraverso un occhialino d'oro che gli ciondola sul petto. Venezianissimo goldoniano quasi; ma uno di quei personaggi goldoniani che tornano da Parigi dopo di aver girato quasi tutto il mondo. (Scruta intorno attraverso l'occhialino; fissa Bianca; la riconosce con una grande esplosione di gioia:) Oh, chi vedo! Coccola, come va? Stai bene?
Bianca - (felice, volandogli incontro:) Neny!.... Come mi fa piacere, Neny, vederti!
Neny - Un baso?
Bianca - Ma si: fraterno. Due, anzi: prendi. (Si baciano).
Neny - Come mai a Venezia? Mi avevano detto che eri a Roma, che ti fermavi a Roma... Aspetta: chi che me l'ha detto?.... Non importa. Tanto meglio se sei qui, tanto di guadagnato per noi (la guarda). Sei sempre un tesoro! (Scorgendo Wladimiro 🙂 Principe! (saluta con un inchino).(A Bianca, giocondamente:) Voglio godermi la mia coccola; la mia forza furiosa. Contime: sei sempre pazza?
Bianca - Sempre.
Neny - Brava! Sono contento. (Indicando Wladimiro:) Eri con lui?
Bianca - No no; sono sola.
Neny - (incredulo:) Proprio? Sola tu? Sarebbe la prima volta.
Bianca - Fin che posso!
Neny - Sei arrivata oggi?
Bianca - Un'ora fa.
Neny - Da Roma?
Bianca - Da Roma.
Neny - Dunque, vero che eri a Roma.
Bianca - Pochi giorni.... Ma non sai che cosa m' capitato?
Neny - Ti hanno scambiata per una signora per bene?
Bianca - Eh forse! Mi volevano metter dentro.
Neny - (ridendo:) Dentro dove? In gattabuia? Ah, comicissima questa! .... E perch?
Bianca - Mah! Ho conosciuto un signore in treno...
Wladimiro - (a Neny, rapidamente:) Hanno arrestato Sturm!
Neny - (molto sorpreso:) Sturm? Caspita!.... E perch?
Wladimiro - Mah!
Neny - L'avvocato Sturm, quel giovanotto che era qui, che abitava qui, insomma? Il moroso!...
Wladimiro - Si.
Neny - (c. s.) Questo davvero non me lo aspettavo! (Pausa).
Bianca - Tu lo conoscevi, Neny?
Neny - E coin!
Bianca - (circospetta:) Molto lo conoscevi?
Neny - Ma tutti lo conoscevano qui! Era qui da tre mesi.
Bianca - (un po' nervosa:) Non me ne importa degli altri! Tu . lo conosci bene, insomma.
Neny - Certo: era un simpaticissimo amico. Del resto anche il principe...
Bianca - (energicamente:) No, non chiamare quell'uomo! (gli stringe un braccio per trascinarlo in disparte:) Senti che cosa ti voglio dire!
Neny - Ahi! mi hai fatto male! Che cosa c'? Che cosa c'entri tu? arrivato con te?
(Poich Wladimiro si avvicinato e potrebbe sentire, Bianca cambia di tono).
Bianca - L'ho incontrato in treno; non sapevo chi fosse. Abbiamo viaggiato tutto il giorno: una noia! Si offerto di accompagnarmi con la lancia fin qua; e, quando siamo sbarcati....
Neny - (ridendo:) Anche te?... (Incrocia i polsi, celiando).
Bianca - No. Hanno frugato nei miei bauli, mi hanno fatto un mondo di domande. Ecco tutto.
Neny - Oh, povera piccola.
Bianca - Hanno capito ch'io non c'entravo: mi hanno lasciata in pace. (Il direttore dell'albergo, entrando, a Bianca:) Se crede, signorina, la camera numero nove libera. Il suo bagaglio gi a posto. ( entrato anche Roversi che nel frattempo ha indossato lo smoking.)
Bianca - Grazie, (a Neny). Tu abiti qui, tu vivi qui, vero? (Il direttore esce).
Neny - Sono sempre qui, lo sai. Qui si balla alla sera, si gioca. Stasera ceno qui con certi amici.... (Si sente ri-suonare un cembalo). Ah, ecco il primo segnale!
Bianca - (indicando Roversi:) Conosci quel Signore?
Neny - Roversi?
Bianca - (nervosamente:) Presentami.
Roversi - (scorgendo Neny, cordialmente:) Oh, Neny! non ti si vede da tre giorni.
Neny - Sono stato a Milano.
Roversi - (sorpreso:) A Milano? (tentando di trarlo in disparte:) Senti...
Neny - (reagendo:) No lascia stare. Se vuoi chiedermi qualche cosa, confabuleremo dopo. (Indicando Bianca: ) Qui c' una bella figliola che vuole conoscerti.
Roversi - Conoscere me?
Bianca - (fissandolo:) Conoscere lei.
Neny - (presentando 🙂 Bianca Spino, la celebrata. Roversi: un pescecane.
Roversi - (contrariato:) Non fare ilo stupido Neny! Che modo di parlare.
Bianca - (senza togliere gli occhi di dosso a Roversi:) Non devo dirvi niente. Ylev0 soltanto guardarvi bene in faccia... Cos: da vicino. Ecco fatto! (Si sente risuonare ancora il cembalo:) Viado a ripulirmi un poco. Ciao Neny. Ti ritrovo qui? Un minuto.
Neny - Mi troverai. Ah, troverai anche... Indovina!.... Gabriella.
Bianca - (con un guizzo:) a Venezia? e sei sicure che viene qui?
Neny - Abita qui.
Bianca - Come sono contenta! Volo. Arrivederci! (esce correndo di destra).
Roversi - (a Neny:) Mi sai dire perch ha voluto conoscermi?
Neny - Le piaci.
Roversi - Lo dici con l'aria di dire una cosa impossibile.
Neny - Ma niente affatto!
Roversi - Ebbene, a me non piace.
Neny - Poco male.
Roversi - (dopo un attimo:) Senti... a Milano chi hai veduto?
Neny - Molta gente.
Roversi - I soliti.
Neny - Qualcuno dei soliti gi partito per la campagna....
Roversi - (c. s.) Hai sentito parlare di me?
Neny - (lo guarda:) Si. (Brevissima pausa).
Roversi - Sai che ho venduto anche lo stabilimento di Gadda....
Neny - (c. s.). Da parecchi mesi. Lo so.
Roversi - Questo fa dire a molti che io sono sul punto di crollare.
Neny - Infatti...
Roversi - (scattando:) Lo dicono?.. Miserie. Chi lo dice?
Neny - Caro! questi sono dispiaceri tuoi. Non capisco perch dovrebbero diventare dispiaceri anche per me.
.Roversi - (nervosissimo, irritato:) Ma devi convenire, per, che si vive veramente in allegria), fra amici! Ti diffamano, ti scavano il terreno sotto i piedi, ti tagliano tutte le strade... Se io avessi bisogno, per esempio, di un largo credito per iniziare una nuova speculazione...
Neny - Lo troveresti difficilmente.
Roversi - (prorompendo 🙂 Me ne infischio. Far da me. Oh, c' ancora tanta forza nei miei pugni e nella mia audacia....
Neny - Senti: ma tu parli di una nuova speculazione. I filati di Gadda e di Como non...
Roversi - Lente: cose lente!
Neny - Ma solide.
Roversi - Non come si crede. E poi, le maestranze di quei paesi....
Neny - Ottime. Le conosco.
Roversi - (piccato:) No, non le conosci.
Neny - (sorridendo:) Eh!! caspita!
Roversi - (c. s.) Non le conosci! non le conosci! Ho liquidato per questo: anche per questo.
Neny - (dopo un attimo:) E... tua moglie sa quello che si dice?
Roversi - Mah!
Neny - Infatti, se lo sapesse, non ti chiederebbe di vivere cos capricciosamente!
Roversi - Non lei che me lo chiede.
Neny - (scattando:) M'a, allora, il pazzo sei tu!
Roversi - Taci. Non vero: posso.
Neny - (dolorosamente, fissandolo:) Perch menti?
Roversi - (serrando le palpebre:) Bisogna.
Neny - Anche con me?
Roversi - Anche con me stesso. Taci! Bisogna. Ma vedrai: questione di un mese. Dopodomani vado a Milano.
Neny - (con una lieve ironia:) Lasci tua moglie?
Roversi - Se non vorr seguirmi, mi tratterr a Milano soltanto un giorno....
Neny - Caspita!
Roversi - S, l'amo. Forse non lo merita. Eh, lo so quello che vuoi dire! Se domani crollassi, la prima ad abbandonarmi- guarda: la prima! - sarebbe lei. Ma questo il solo fallimento irreparabile, quello che devo, ad ogni costo evitare?
Neny - E lei non sa con quali sforzi tenti di evitarlo?...
Roversi - Porse. Ma non ne parliamo mai. C' questa trasparente menzogna; fra noi due. E non so se sono pi vile io a tacere o lei a non chiedere.
Neny - E, intanto....
Roversi - (fermamente:) No. Vedrai.
(Entra Gabriella. Giunge d fuori, carica di pacchetti; molto elegante; un po' troppo dipinta forse; molto cortese, ma con certi tratti di energia e d volont. Trentacinque anni ben dissimulati. Roversi esce lentamente).
Neny - (gaiamente:) T, Gabriella! Cara, dove sei stata? Tutta piena di pacchi, di pacchetti... Quante spese! Quante spese! Aspettavo proprio te: per dirti che c' a Venezia Bianca Spino.
Gabriella - (sorpresa:) Tu sogni!
Neny - Proprio no!
Gabriella - Ma se a Roma! se non pu muoversi da Roma! L'avrai certo scambiata con un altra!
Neny - Le ho parlato: qui, abita qui. Ora scender....
Gabriella - Sola?
Neny - Credo.
(Rimane pensierosa).
Gabriella - Dammi una sigaretta, Neny.
Neny - Ma che cosa hai?
Gabriella - Bianca qui.... una cosa che non mi par chiara. Sai: Bianca mi fa sempre paura: ' pazza.
Neny - Ma padrona di andare dove vuole, no?
Gabriella - No. In questo momento no.
(Entra Bianca: vestita da sera, pallida, molto nuda, sema gioielli. Si fa incontro a Gabriella con una festosit eccitata, strana, nervosa; l'abbraccia la bacia.
Bianca - Gabriella! Che cosa hai? sei stupita? Eccomi qua (sentendosi guardata, si guarda) Che cosa ho? Mi sono vestita in fretta perch morivo dalla voglia di vederti... Ho qualche cosa fuori di posto? (a Neny) Sono troppo nuda? Non si pu in questo albergo? Ma, tanto, comincia a far caldo! ...
Gabriella - Sei sola?
Bianca - Sola.
Gabriella - (fissandola) Non ti capisco.
Bianca - semplice: sono qua. Ho bisogno d'amore; cerco un po' d'amore. Venezia ne ha tanto!... ho lasciato anche molti ricordi belli, a Venezia... Sono qua.
Neny - (a Gabriella, che fissa ancora perplessa Bianca) Cara mia, che cosa vuoi indagare? che cosa, vuoi capire? Aveva voglia di venir qua; ecco tutto.
Gabriella - (con rimprovero) Tu sei pazza! continui a fare la pazzia come a Torino, come sempre, Bianca! Fai male.
Bianca - (ridendo:) Neny mi d ragione. Vero, Neny?
Neny - Cara, se ti dessi torto, non cambieresti di opinione che sul conto mio. Sono perfettamente convinto che morirai di fame e di freddo sui gradini di una chiesa
Bianca - (guizzando e ridendo) Ah, vile iettatore.
Neny - E credo che anche questo modo di morire non sia di tuo gusto. Ma tu dici che per vivere bene bisogna pur rassegnarsi a morire male. E chi sa se hai torto? Io non lo so. Non venite a, pranzo?
Gabriella - (raccogliendo i pacchetti) Devo ancora cambiarmi. ora?
Wladimiro - gi passata l'ora (a Bianca) Voi pranzate con me, Signorina?
Bianca - (fissandolo) Con voi? perch? No; non pranzo con voi. Non mi avete l'aria di essere allegro... Nemmeno io, forse, sono allegra... No. E poi, non pranzo stasera non ho fame. (A Gabriella che s'avvia) Tu a-spetta, Gabriella... Aspetta un momento: lasciali andare (a Neny) Ci rivedremo dopo... Dopo. Neny dovr offrirci lo champagne e ci ritroveremo qui nel bar. E, se far caldo, usciremo; andremo in gondola, a cantare, come due anni fa... (ridendo nuovamente) Neny, ti ricordi?
(Appena essi sono usciti, Bianca si guarda intorno: il bar e deserto; sono rimaste le due donne sole. Bianca afferra le mani di Gabriella, se le porta alle tempia, scoppia in un pianto convulso, improvviso, disperato. Gabriella sorpresa trae Bianca verso una poltrona, siede. Bianca cade di schianto in ginocchio con la fronte sulle ginocchia dell'amica).
Bianca - Gabriella!... Con te, Gabriella! Con te... Un minuto con te per piangere. Non ti dir niente, non ti annoier, non ti irriter con le cose pazze che tu non vuoi sentire da me. Piangere solo... cos - Grazie piccola! grazie (Si asciuga gli occhi) Non ne potevo pi
Gabriella - (carezzandola) Si, piangi: guarirai. Mi facevi pi compassione quando ti vedevo ridere, ridere sempre, ridere di tutto: ridere anche di quelli che piangevano per te. Ora se qualche cosa o qualcuno sono riusciti a farti del male veramente, guarirai. Passer. Non credere, passer anche questa. Diventerai come sono diventata io che sono pi vecchia e pi saggia di te. Capirai che non si deve ridere e che non vale la pena di piangere mai! Imparerai a difenderti contro la gioia e contro il dolore, farai giudizio e guarirai. Adesso alzati. Non sei sola qui, vero? Non devi avere paura di essere sola.
Bianca - Gabriella, c' uno smarrimento in me che non avevo mai provato. Sola, tu dici? vero, (guarda intorno) Non mi ero mai sentita, sola nella vita!
Gabriella - (rincuorandola, sorridendo) Dio! forse perun uomo che ti manca...
Bianca - Sono giunta con lui qui., un'ora) fa.
Gabriella - (sorpresa) Qui?
Bianca - (con un nodo di pianto) Lo hanno arrestato mentre sbarcava dalla lancia sulla riva... l. Come un... (rabbrividisce) Capisci?
Gabriella - (c. s.) Ma che cosa dici? Con chi ti sei imbattuta, disgraziata?
Bianca - (eccitandosi) Lo hanno fatto arrestare! Ora so chi lo ha fatto arrestare, e perch anche. Ora lo so. L'ho intuito subito. Poi ho raccolto certe voci vaghe qui... Di sopra ho trovato una cameriera che era questo inverno a San Remo, che mi conosce molto. Ah! l'ha fatto arrestare lei, la gentildonna, dopo di averlo rovinato!! .... Adesso vedremo, per, come andr a finire. Lo vedrai anche tu. Gabriella. Guarir, tu dici. E imparer a difendermi. vero: sopra tutto devo imparare a difendermi.
Gabriella - Ma chi hanno arrestato?
Bianca - Il mio amante.
Gabriella - (tentando d raccapezzarsi) Ma, scusa, Bianca: tu sei partita venti giorni fa da Torino.... ti abbiamo, anzi, costretta a partire per raggiungere quel Castelcormi...
Bianca - (con scherno) Il re dei barrocciai del mezzogiorno, che per farsi perdonare tutti i bitorzoli del naso regala altrettante perle grosse il doppio!
Gabriella - (seccata) Non dire sciocchezze!
Bianca - Lo diceva lui stesso.
Gabriella - Lo hai veduto, dunque?
Bianca - Si era alla stazione... Figurati: con l'impermeabile giallo in pieno sole!
Gabriella - (c. s.) Tu, a Torino quando sei partita, non ne hai lasciati di amanti. Non ne avevi, ch'io sappia, n a Torino n a Roma.
Bianca - (socchiudendo le palpebre) Poi, s'incontra un uomo...
Gabriella - Magari un ladro.
Bianca - (rivoltandosi, acre) Gabriella!
Gabriella - Un disgraziato allora.
Bianca - No. Uno di quegli uomini che non guardano indietro quando vanno, come faccio io... ed un giorno cadono colpiti alla schiena.
Gabriella - Come cadrai tu.
Bianca - Pu darsi. Ma, questa volta, no. Questa volta ho traballato, ho traballato sul serio, Gabriella! pensa: come una stupida collegiale che sta per svenire! Mia sono rimasta in piedi.
Gabriella - L'hai conosciuto a Roma?
Bianca - In treno, verso Roma!
Gabriella - (scattando) Ah, inaudito!
Bianca - (con un sorriso sottile) Si, so che fa un certo effetto buffo sentir dire che si conosciuta una persona in treno...
Gabriella - (severa) No, non del tutto buffo; penoso forse. Bianca, nel caso tuo.
Bianca - Nel caso mio?
Gabriella - Ma senti: Ti si fa, partire da Torino perch non puoi pi vivere. Quel disgraziato, da Roma, scrive, telegrafa: scrive a me, a Luciana, promette milioni e tu non hai un soldo. Tu sai come sei partita, a che punto ti avevano ridotto le tue pazzie, che cosa . abbiamo fatto... Anche all'ultimo momento, per comperare il biglietto di prima classe, va!
Bianca - (sorridendo con malinconia) Pur di cacciarmi via! anche la colletta, ricordo.
Gabriella - E non volevi sapere di Caetani, che pure....
Bianca - (con un brivido) Ah, che schifo!
Gabriella - (c. s.) A ballare con gli studenti c'era da farsi una posizione, c'era da provare meno schifo. Ma poi, una sera hai capito tu stessa che non bisognava fare, dopo quella famosa scenata al Maffei.
Bianca - Ah... A chi le ha regalate poi?
Gabriella - Non so.
Bianca - Le avr vendute... Le avr riportate, anzi, al gioielliere, dal quale le aveva acquistate.
Gabriella - Dicono: settantamila lire.
Bianca - Come gliele ho buttate sulla faccia! Ricordi?
Gabriella - (con un sospiro) Le tue belle perle-
Bianca - E che cosa vuoi che me ne importi adesso. Gabriella?
Gabriella - Ma con Castelcormi quanto ci sei stata?
Bianca - Due giorni. E... ti assicuro: due giorni purificati dalle fiamme dell'inferno. Poveretto! non era cattivo, in fondo quell'omaccione. Ma...
Gabriella - Tu ti eri innamorata! in treno!
Bianca - Si.
Gabriella - Ha fatto il viaggio con te?
Bianca - Da Firenze. salito a Firenze.
Gabriella - Prima non l'avevi mai veduto?
Bianca - Chi sa?... Non mai capitato a te di vedere u-na persona per la prima volta e pure sentire che non si tratta di un estraneo? Sentire che, se si muove vicino a te turba qualche cosa di tuo, cancella la tua ombra, scompiglia il tuo profumo, distrugge il tuo pensiero? Io, forse, non avevo ancora osato di guardarlo in faccia, se pure si fosse seduto di fronte a me e sentissi il suo sguardo, uno sguardo pensoso, uno di quegli sguardi che pesano qui! .. (socchiude gli occhi e si tocca la nuca). Dopo qualche tempo, quando si alz ed usc nel corridoio per fumare, senza dire una parola, io provai uno strano dolore, un senso di delusione e di rabbia.... Non sorridere! Bada: la verit ch'io colgo. La verit che passi, dentro certi attimi e sembra infinitamente piccola e ridicola soltanto per le enormi cose che derivano da lei. Io avevo veduto i suoi guanti: il guanto della mano destra un po' ingiallito e bruciacchiato fra l'indice e il medio dalle sigarette. Pensavo che prima di accendere avrebbe dovuto chiedere il permesso a, me, magari con un cenno. Quando usc senza parlare, rimasi male.
Gabriella - Poi siete diventati amici.
Bianca - Guardavamo la campagna al tramonto. Io avevo l'ombra del cappello sugli occhi, la luce della lampadina tremolante che mi bruciava le labbra arse; lui i due occhi neri, un po' stanchi, fissi sulle mie labbra. Sapevo che andava a Roma anche lui. Io ebbi modo di dirgli che scendevo allExcelsior. Ma se egli mi avesse proposto di seguirlo, di andare, invece, con lui...
Gabriella - Non ti aveva! nemmeno detto il suo nome?
Bianca - No. Lo seppi tanti giorni dopo il suo nome. E non venne a cercarmi, sai? Ci salutammo alla stazione con un saluto cortese, cos come fanno tutti. Io scendevo alla mattina nell'aula dell'albergo, e speravo di incontrarlo. Alla sera trascinavo Castelcormi, poveretto, che protestava soltanto ansimando come un mantice, in quattro, cinque o sei teatri... in tutti i teatri di Soma. Lo incontrammo tre giorni dopo, in un salone dove si balla. In quel momento, vedendolo solcare una folla di tante donne, pensai una cosa alla quale non avevo mai pensato - pensai che l'avessi veduto con un'altra donna.... Se avessi pensato a questo forse non l'avrei cercato, Gabriella! Ci salut: disse a Castelcormi il suo nome, ch'io non capii; si ferm a chiacchierare un poco con noi. Ballammo. Il giorno dopo mi port via, in un piccolo albergo quasi di campagna, fuori Porta Nomentana, tutto pieno di sole, pieno di rose, pieno di trilli al mattino! Sono trascorsi cos venti giorni...
Gabriella - E chi ?
Bianca - Abitava qui. Non doveva tornare qui: si doveva andare al Lido. Egli volle fermarsi per ritirare la posta che doveva essere giunta durante la sua assenza. Non sospettava, come vedi: non si sarebbe fatto pi vedere, sarebbe fuggito se si fosse sentito colpevole... Quando scese, un delegato si fece riconoscere; e lo ferm. Forse tu lo conosci, certo nei hai sentito parlare in questo albergo. Sturm!
Gabriella - L'amante?...
Bianca - (torvamente) Si: della moglie di quel grossolano filibustiere che era qui anche pochi minuti fa: Mario Sturm..
Gabriella - Ma dicono che quella relazione fosse finita.
Bianca - (c. s.) Appunto: finita. E lei s' vendicata. Lei, tu la devi conoscere.
Gabriella - La vedo sempre.
Bianca - (ansiosamente) bella?
Gabriella - S, bella.
Bianca - Molto, vero? Pi di me?... Ma lui deve avere capito subito d'onde partiva il colpo, perch ha avuto un gesto ed una smorfia di scherno guardando l.... Domani sar informato di tutto: domani sapr tutto.
Gabriella - Ma la ragione dell'arresto, la sai?
Bianca - Lui aveva delle gravi preoccupazioni: si era recato a Roma per parlare con suo fratello ed anche per non vedere pi questa donna, che lo aveva rovinato costringendolo ad abbandonare gli affari a Milano, a rincorrerla attraverso tutti gli alberghi d'Europa, a tentare di rifarsi nel gioco... Qui hanno giocato molto, quest'inverno. E lei gioca come una pazza, lo so. Lei ha gi rovinato il suo primo marito, che dovette dimettersi dalla marina, e si fece richiamare per la guerra, e mor dinanzi a Pola. Ora Roversi non si sa come si regga in piedi con tutti i suoi milioni... i milioni di una volta! Sturm era l'avvocato di una vecchia signora, un'amica intimissima di lei...
Gabriella - La marchesa Grado: una francese.
Bianca - Appunto. La quale quella che lo ha denunziato forse per un equivoco che sar posto in chiaro domani, certo per una miseria, istigata da lei.
Gabriella - Ma, scusa Bianca....
Bianca - Lei, i primi giorni, telegrafava a Roma, scriveva, minacciava anche... Io ho letto una di queste lettere: l'ho trovata dietro un armadio dove era scivolata Non ho detto, non ho chiesto nulla a lui; ma ho sentito un brivido... perch ho capito che era la minaccia di una donna feroce, decisa...
Gabriella - Per, qualche cosa di vero la Questura deve aver riscontrato nella denunzia, per agire cos. Bianca, tu sei ingenua qualche volta... e per giunta sei innamorata, questa volta, e sei cieca come tutti gli innamorati.
Bianca - (con impeto) Ah, che il mio amore lucido se pu vedere tutto l'avvenire come lo vedo io, fino in fondo, Gabriella, passo passo, per tutta la vita!
Gabriella - E se fosse un ladro veramente?
Bianca - (con fermezza) No! .. No. Tu non sai come serravo la sua testa fra le mie mani talvolta, premendo leggermente i pollici sulle palpebre perch le pupille si allargassero: per scrutare dentro, per vedere un'anima di bambino, limpida, sincera, dolorosa...
Gabriella - Non lo conosco.
Bianca - Alto... Pallido, pallido... un po' calvo, un po' stanco ormai, con la bocca amara... Zoppica un poco, perch una pallottola, in guerra, gli ha fratturato un piede. Ha la mamma a Milano, adora la sua mamma, che non deve sapere. Che non sapr. Perch - vedi - io non so come le mie forze, cos scarse, potranno bastare, ma sento che mi sapr moltiplicare con tanto amore e con tanto odio... (Ha gli occhi lucidi: commossa e tremante. Di colpo muta di maschera quando Gabriella le sussurra rapidamente: C' Neny. Entra Neny con Gigi e con un altro giovanotto in smoking; hanno cenato e fumano. Bianca va a sedere d'un balzo su una di quelle seggiole alte che sono intorno al banco del bar. Leva il braccio e grida allegramente a Neny.) Neny ci hai promesso lo champagne!
Neny - Ma voi non andate a mangiare?
Bianca - Tante cose da dirci!
Gabriella - Sai bene che . con questa pazza non si pi padroni di fare quello che si vuole... Io non ho potuto nemmeno cambiarmi. Ma lo champagne a digiuno, Bianca!
Bianca - Ho sete.
Neny - E dissetatevi! (al coppiere) Giovanni dissetale.
(Il coppiere dispone le coppe e dissugella una bottiglia).
Neny - (a Gigi che gli tira la giacca) Tu vuoi essere presentato? (scherzoso) Bada che un momento solenne, un momento grave, ragazzo; dal quale pu dipendere tutta la tua vita.... Bianca, ti presento Gigi Capitali, di Milano.
Bianca - (ridendo) Capitali milanesi? Siamo ricchi allora
Gigi - Non c' male.
Bianca - (canzonando) Beato voi che siete contento della vostra fortuna, (beve).
Gigi - Fortunato, prima di tutto di conoscervi.
Gabriella - (offrendo la propria coppa a Gigi) Volete? Io non bevo.
Gigi - Grazie. (Entra Roversi con sua moglie e con altri due signori. Giovanni si precipita a preparare il tavolinetto di gioco, verso il quale il gruppo si avvia lentamente, nel fondo. La signora Roversi bella, severa, sdegnosa: sguardo tagliente, malvagio. Molti gioielli di buon gusto e di gran valore: un vestito severo, da gran dama.
Bianca - (che l'ha veduta entrare impallidisce. Stringe nervosamente il polso dell'amica e, le domanda in soffio:) lei Gabriella? lei?
Gabriella - S.
Bianca - Senti come tremo? Non paura, sai? Cos.... forse gioia.
Gabriella - Non fare la sciocca. Sta tranquilla.
(Anche la signora Roversi ha osservato la nuova ospite: Corruga lievemente, la fronte, s'irrigidisce: forse indovina. Le due donne si fissano con forza, si misurano con sfida).
Bianca - (a Gabriella:) Mi ha riconosciuta. Ha capito che sono io: ma non sa, ancora, chi sono. Ha la bocca crudele, per, si vede che cattiva. Ed pi vecchia di me: per questo forse, cattiva.... Neny, senti.... (Ma Gigi, Neny e l'altro giovanotto si sono avvicinati al gruppo di Roversi, in fondo; hanno baciato devotamente la mano della signora, si sono disposti intorno ai giocatori, volgendo le spalle a Bianca ed a Gabriella). (Entra trafelata, saltellante, tonda, ingioiellata, fruscian-te e grigia, la marchesa Grado e si avvia verso il gruppo del fondo).
Roversi - (alla marchesa:) Voila vtre place madame la marquise!....
(E le indica un sedia dove la marchesa siede disponendosi a giocare).
La marchesa - Vous n'avez pas encore commenc j'espre!
Roversi - On attende les fiches!
(Il gruppo si rinserra intorno alla signora Roversi).
Bianca - (a Gabriella:) molto pi vecchia di me!
Gabriela - Per bada che io ho sentito dire che anche Sturm l'ha amata molto. Lei ha il fascino della, signora per bene, cara mia!
Bianca - (scattando:) Oh! fammi il piacere!
Gabriella - Si! saranno magari peggiori di noi, pi cattive, pi venali anche.... Ma gli uomini... Hai visto? sorrisi, inchini, baciamano... Erano qui prima, e ridevano con te. Ora... (Indica il gruppo degli uomini intorno alla signora Roversi).
Bianca - (eccitandosi, afferra una coppa di champagne:) Ah, gli uomini, dici? E che cosa credi che ci voglia per far voltare gli uomini che corrono dietro al fruscio dell'ultima gonnella che giunge? Basta un cenno, basta un movimento, un sorriso diverso.... Basta una spavalderia da saltimbanco, una pazzia, da ubriachi... Gli uomini che erano qui prima, che ci volgono le spalle adesso in contemplazione della dama che entrata, li puoi riprendere tutti con i cocci di questo bicchiere - soltanto con i cocci di questo bicchiere - che valgono e luccicano molto meno dei cocci preziosi, appesi, dal sacrificio di chiss quanta gente, al collo di quella sgualdrina per bene!
(Lascia cadere la coppa, che si frange con rumore. Tutti naturalmente si volgono a guardare, sorpresi. Gigi si precipita a raccattare i cocci ai piedi di Bianca).
Bianca - (trionfalmente). Eccoli, gli uomini! (Al coppiere:) Un altro bicchiere: colmo! (E ride disperatamente).
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La scena del primo atto. Mattino sereno.
(Il banco deserto. Telespi seduto: giovane, sbarbato, cortese con qualche tratto grifagno, elegantissimo in abito chiaro, una busta di cuoio sulle ginocchia. (Roversi entra spiegazzando un telegramma che il ragazzino gli ha consegnato pochi istanti prima: legge, rilegge.... Il ragazzino lo segue con il berretto in mano).
Roversi - (al ragazzino:) Quando l'hanno portato?
Il ragazzino - Mezz'ora fa, signor commendatore.
Roversi - Mezz'ora (consulta l'orologio). Portami l'orario delle ferrovie.
(Rilegge ancora il telegramma, un po' nervoso. Il ragazzino, esce, rientra con l'orario, lo porge a Roversi che s'accinge a consultarlo).
Il ragazzino - (a Telespi:) Scende subito.
Telespi risponde con un cenno del capo come per dire che va bene).
Roversi - (al ragazzino che sta per andarsene 🙂 Aspetta... La lancia per la stazione parte quando si vuole?
Il ragazzino - Basta ordinarla.
Roversi - (sfogliando ancora l'orario:) C' un treno alle quattro... Il direttissimo non c' pi? Ah, alle due. Troppo presto: si pu anche morire dal caldo.... (Si avvia). (Entra Bianca: abito chiaro da mattina, semplice, molto elegante. S'incontra con Roversi che esce. Roversi saluta con un cenno:) Signorina!
Bianca - Buongiorno. (Roversi esce)
Bianca - (al ragazzo 🙂 Questo signore che domanda di me?....
Il ragazzino - (indicando Telespi:) Eccolo.
Telespi - (alzandosi:) Io. (Il ragazzino esce).
Bianca - (fissando Telespi esageratamente sorpresa un poco ironica:) Non credevo.
Telespi - Che cosa?
Bianca - Lei giovane.
Telespi - (con un lieve sorriso 🙂 Quasi.
Bianca - (con un lieve tono di scherno 🙂 Quali scherzi, alle volte, pu giocare la fantasia! Io ho pensato, per forza, a lei in questi giorni...
Telespi - E mi ha immaginato diverso?
Bianca - Molto.
Telespi - Ma le posso assicurare e dimostrare che io sono proprio io... (Fa l'atto di aprire la busta).
Bianca - (pungente, spietata:) Oh, non insista! Non credo che converrebbe ad alcuno nascondersi dietro il suo nome. Potrei sospettare, se mai, il contrario.
(Telespi rimasto un po' male; ma non batte ciglio).
Telespi - Vorrei che ella fosse meno severa.
Bianca - Ho chiesto io di parlare con lei. Devo cominciare ringraziando.
Telespi - Se vuole.
Bianca - Devo.
Telespi - Molto buona.
Bianca - S'accomodi. Neny le avr parlato di tutto. D'altra parte lei era gi al corrente....
Telespi - Ne hanno parlato un po' tutti la, Venezia.
Bianca - (scandendo, fissandolo:) E lei non s' mosso?
Telespi - Era una cosa che non mi riguardava.
Bianca - (cominciando a perdere il dominio di se stessa:) Ah no? Infatti lei va a spasso liberamente, col sole!...
Telespi - (alzandosi seccato:) Posso andarci anche subito, signora.
Bianca - Ed convinto che io, adesso, non lo seguirei?
Telespi - (tentando di sorridere:) Sarebbe lusinghiero.
Bianca - Implacabilmente.
Telespi - E pure lei sa che io ho una lettera di Sturm il quale mi ha consegnato tutte quelle azioni a garanzia del prestito che io gli ho fatto.
Bianca - In deposito.
Telespi - Fino ad una data fissa: dopo di che, se il debito non fosse stato pagato, quelle azioni diventavano di mia propriet.
Bianca - Sturm affogava.
Telespi - Io ho tentato di salvarlo!...
Bianca - Oh, lo so bene! Lei gli ha buttato il laccio al collo per tenerlo a riva.
Telespi - Ho pensato di concludere un affare anche nell'interesse suo. Egli poteva benissimo dire di averlo fatto per conto della sua cliente. Il rialzo forzesco ed improvviso di quelle azioni non poteva avere che una breve durata. Infatti oggi...
Bianca - Oggi crollano: vero?
Telespi - Tentennano. Profittare di quel momento voleva dire realizzare un forte guadagno.
Bianca - Lasci correre... Neny le ha detto che queste azioni devono essere rintracciate, che io sono pronta a comperarle a qualunque prezzo.
Telespi - Me lo ha detto. Costano care.
Bianca - Non importa. Quanto?
Telespi - Lei ha il denaro?
Bianca - (nervosamente:) Ho chiesto: quanto?
Telespi - Ne mancano sei.
Bianca - (colpita:) Non si trovano?
Telespi - Passano di mano in mano: seguire il filo non facile. Sono, un poco, come i biglietti di banca.
Bianca - Ma allora?
Telespi - Crede che se anche si potessero consegnare tutte alla proprietaria, con una mia dichiarazione, s'intende, di averle avute in deposito, di non averle commerciate mai, di non aver ricevuto le sollecitazioni di Sturm, la marchesa Grado ritirerebbe la denuncia?
Bianca - Certamente.
Telespi - Non solo; ma dichiarerebbe - perch ci vuole anche questa dichiarazione - di essersi sbagliata, di non aver compreso, di aver frainteso... e farebbe le scuse?
Bianca - Certamente.
Telespi - Infatti, non sarebbe un gesto di generosit tanto rara.... Ma non pensa lei che ci sia in gioco qualche altro risentimento dietro questa denuncia precipitata?
Bianca - (inflessibile, decisa:) Si smonta.
Telespi - (dopo un attimo, consultando un taccuino) Centoventiseimila lire.
Bianca - (impallidendo, ma dominandosi) Tanto?
Telespi - Non sono tutte in mano di una sola persona,: non ho potuto nascondere l'urgenza e la necessit assoluta del compratore. Oggi in borsa avrebbero una quotazione certamente minore.
Bianca - Chi le possiede?
Telespi - Non posso dirlo.
Bianca - (fissandolo) Le possiede lei!
Telespi - (alzandosi perch ha veduto entrare Neny e Gabriella parlando, con un sorriso) Oh, questo!...
Bianca - (saluta Neny balzando in piedi:) Neny!... Ah, c' anche Gabriella?!!
Gabriella - Buongiorno. (Neny, Bianca e Gabriella si stringono la mano).
Telespi - (salutando Neny) Commendatore...
Neny - (a Telespi) Sono state trovate tutte?
Telespi - No: mancano sempre quelle sei di cui le ho parlato ieri sera. Lo stavo dicendo anche alla signora.
Bianca - Ma non proprio possibile rintracciarle?
Telespi - Forse: certamente, per, non subito.
Neny - (o Bianca) E allora, cara, capisci che inutile.
Bianca - (rivoltandosi) No non inutile. Prendo quelle che ci sono.
Telespi - (a Bianca) Io vede, posso darle un modesto consiglio e credo che questa volta sia anche contro il mio interesse: aspettiamo.
Bianca - (fermamente) Prendo quelle che ci sono. Me le porti stasera, (e lo ferisce con un'occhiata balenante).
Telespi - (dopo di aver guardato furtivamente Neny 🙂 Va bene: stasera.
Bianca - L'aspetto prima di cena... se per.
Telespi - possibile.
Bianca - Arrivederci.
Telespi - (a Neny) Arrivederci, commendatore. (Saluta lei due donne con un cenno ed esce. Bianca siede ed accende una sigaretta)..
Gabriella - Bianca tu impazzisci! Quanto devi dai'gli?
Bianca - Centoventisei mila lire.
Gabriella - E come le hai?
Bianca - (rudemente) Le avr. Non le ho chieste a te.... (indicando Neny) non le ho chieste a lui. Siete dispensati, per ci, dal farmi dei sermoni come ieri sera, come questa notte. Le avr. Quanto mi danno della mia collana?
Neny - Niente.
Bianca - (sorpresa) Niente?
Neny - (traendo di tasca un astuccio di pelle nera e porgendoglielo) Vendilo tu, eccolo.
Bianca - ( rimasta molto male) Non sei gentile Neny... (Prende, l'astuccio e lo depone sul tavolino dinanzi a se)
Neny - Non voglio avere dei rimorsi.
Gabriella - Hai ragione.
Bianca - (alzandosi, fissandoli, con un moto di rabbia e di pianto in gola, dopo un attimo) Come siete cattivi anche voi due! Neny (tentando di prenderle una mano) Ma senti; piccola; Telespi ieri sera mi diceva che rintracciare queste sei azioni che mancano, che sono andate a finire chiss dove, pu essere, pu essere anche impossibile. A te aveva tutto l'interesse di dire che la cosa era fattibile per cederti - ad un prezzo, poi, che mi pare una rovina! - le altre. E, pure, ha dovuto metterti in guardia.
Bianca - Ha detto: non dubito.
Neny - Forse fra un anno. E con le altre tu che cosa fai? Manchino tutte o ne manchino sei soltanto... La denunzia per appropriazione indebita, ed precisa. Avrai buttato una somma enorme per nulla.
Gabriella - Una somma che non hai. Vuoi vendere la collana: va bene. Non hai che quella, e l'hai per caso. - Non so perch abbia sentito il dovere di rimandartela quell'altro citrullo, da Torino, dopo che gliel'hai scaraventata sul viso con quelle gentili parole. Venderai i tuoi stracci tutto quello che possibile vendere: farai dei debiti, riuscirai ad avere tutte le azioni, a persuadere quella vecchia a ritirare la denunzia, a liberarlo... E poi? Lui non ha un soldo.
Bianca - Lavorer.
Neny - (torcendo le labbra) Senti, cara, diventa un mestiere un po' difficile quello dell'avvocato, quello di far andare in prigione gli altri quando ci si stati anche per sbaglio, anche per mezz'ora.... Ma, scusa, e sua madre?
Bianca - Non deve sapere. Lui ha detto che se sua madre venisse a saperlo si ucciderebbe.
Gabriella - Avr letto sui giornali.
Bianca - Non le hanno letto nulla. cieca, sua madre. E vive a Milano, sola.
Gabriella - Suo fratello?
Bianca - Non era a Roma. La tragedia questa: soltanto questa. Perch molto ricco suo fratello. Lui and a cercarlo, e non lo trov. Lo attese invano: allora torn per accomodare le cose qui. Ieri suo fratello ha telegrafato da Valona: aveva appreso dai giornali. Sar qui fra otto giorni.
Neny - E allora lascia fare a lui
Bianca - Voglio essere io quella che lo salva.
Gabriella - Ma perch?
Bianca - Perch? Ah! Gabriella! Come capisco ora che tu non hai amato mai! Ma ora lasciatemi stare, non tormentatemi pi.... Lasciatemi agire. Io so dove voglio giungere! (Esce di destra. Pausa).
Gabriella - Non l'ho mai veduta cosi, Neny! ... lei che rideva di tutto....
Neny - Bisognava lasciarle anche questo giocattolo fino tanto che fosse giunto il momento di buttarlo via. Glielo hanno invece strappato con la forza quando era ancora quasi nuovo... Se non tornasse mai pi, quella donna frivola sarebbe capace di amarlo per sempre! Qui, poi, l'aria tutta malata di lui: di gelosie, di ricordi, di odii, di piet... Uno strano uomo, per: uno di quegli uomini che non si dimenticano. Tu lo conoscevi?
Gabriella - Io no, Neny. Speravo in ogni modo che il principe....
Neny - Con quella pipa in bocca che morde sempre per avere il pretesto di digrignare o di tossire? con quel colore da impiccato? No, povero Wladimiro!
Gabriella - Bianca per gli piace.
Neny - Ma non credo che si strugga. Un uomo quando fuma la pipa, si mette come una specie di morso in bocca, s'imbriglia insomma, si vigila, si arresta facilmente sull'orlo di tutti i pericoli. (Entra Wladimiro, pallidissimo, spettrale. Gabriella, alzandosi, rapidamente a Neny) Eccolo, (e si avvia).
Wladimiro - (salutando Gabriella) Ve ne andate? Vi metto in fuga io... Con questa faccia? Sono stato in giro tutta la notte. All'alba sono andato a veder lavorare certi pescatori in mezzo alla laguna. Ho offerto loro dell'acquavita. Sono cos poveri che hanno la pelle, ormai sdruscita come un vecchio abito lucido sui gomiti, unto sul collo. Rincaso ora. Forse per questo penso di avere una faccia che fa paura.
Gabriella - (sorridendo) Ma non a me. Io dovevo uscire lo stesso, principe!
Wladimiro - Piazza S. Marco affollata: belle donne, tanti coloni... Escono tutti dalla messa. Vi divertirete. Addio. (Gabriella esce). (Wladimiro al coppiere:) Un wisky Giovanni. Di corsa!
Neny - Avete sempre una gran sete, voi...
Wladimiro - No... Sono le due sole cose che distinguono l'uomo dagli animali: bere anche quando non si ha sete (tracanna) e fare all'amore tutto il tempo dell'anno!
Neny - Ma quel liquore cos forte alla mattina... brrr!...
Wladimiro - Per me sera non mattino: la sera che si prolunga.
(Neny apre un giornale. Bianca entra. Ha un cappello fiorito ed il parasole. Cerca qualche cosa).
Bianca - (ritirando l'astuccio dimenticato sul tavolino): Ah, ecco! (a Neny) Avevo dimenticato tutta la mia ricchezza qua sul tavolino. Potevano rubarmela. Me ne sono accorta adesso che stavo per uscire. Buongiorno, Wladimiro!
Wladimiro - Buongiorno, Bianca. Uscite anche voi, come la vostra amica, per divertirvi?
Bianca - No, io esco per un'altra ragione (ironica a Neny) Sconto la bont del prossimo.
Neny - Ma ci vai tu?
Bianca - (rudemente) Io, sicuro. Io.
(Neny alza le spalle e si ritira verso il fondo: si sdraia e legge il giornale).
Wladimiro - Prendete, prima, un vermouth?
Bianca - Grazie, accetto.
(Ad un cenno di Wladimiro il coppiere mesce).
Wladimiro - (indicando l'astuccio che Bianca si gira nervosamente fra le mani) Che cosa avete qui dentro? Si pu vedere? Mi trovate un poco stravolto, eh (sorride) Sono stato in giro tutta la notte.
Bianca - (sorpresa) Tutta la notte?
Wladimiro - A veder pescane... Come brucia la salsedine di certe notti ventose!... Non avete mai provato?... (aprendo l'astuccio) Si pu vedere? Oh, bella! L'avete comperata in questi giorni?
Bianca - La vendo.
Wladimiro - Non vi piace pi?
Bianca - La vendo insomma.
(Chiude l'astuccio lasciandolo sul banco. Wladimiro la tenta; ed ella si ritrae sotto quell'indagine fastidiosa).
Wladimiro - Quanto?
Bianca - (vivacemente) No! a voi, no! (E vuole ghermire l'astuccio che l'altro trattiene).
Wladimiro - Perch?
Bianca - Che cosa ne volete fare voi?
Wladimiro - Forse, un giorno, avr un'amante anch'io: una di quelle amanti alle quali bisogna regalare la collana di perle... Quanto?
Bianca - (senza guardarlo) Non so quanto costi. Andavo appunto a farla stimare.
Wladimiro - Vi chiedo: quanto vi serve? Sono tre giorni che voi cercate questo denaro disperatamente. inutile far stimare la collana; voi ve ne private perch vi serve meglio, ora, una somma... Io tengo conto anche del sacrificio: un negoziante questo non lo fa mai. Ditemi quanto vi occorre: poich so che vi occorre subito, io vado a prenderlo subito...
Bianca - (dopo un attimo con uno sforzo) No.
Wladimiro - Mi dispiace. Vi siete accorta che ho capito? (con una smorfia) Ma io me ne infischio, sapete?
Bianca - No: voi siete strano, pazzo.... ma siete buono, Wladimiro.
Wladimiro - Permettetemi di esserlo anche questa volta... (Cava di tasca un piccolo lapis; scrive una cifra sul bordo del banco) Cos?
Bianca - (sorpresa) Come fate a sapere?
Wladimiro - (sorridendo) A caso, (prende l'astuccio) Questa mia; per. Voi non l'avete portata mai?
Bianca - Si una volta.
Wladimiro - E allora li vale. Mi aspettate?
- (Senza attendere la risposta se ne, va frettolosamente. - Bianca rimasta male> oppressa da un dubbio, curvata da un rimorso).
Bianca - (angosciosamente a Neny) Neny!...
Neny - (levando il capo dal giornale) Che cosa hai? Dove andato il principe?
Bianca - Non so: ritorner.
(Entra Roversi, s avvicina deciso a Neny, che si alza).
Roversi - (a Neny) Mi devi fare... Signorina! (saluta con un cenno Bianca che si allontana, ma spier dal fondo, dalla soglia di sinistra, con un atteggiamento distratto, fumando) Mi devi , fare due righe per Wild: Paolo.
Neny - Il banchiere?
Roversi - So che tu lo conosci molto.
Neny - Ma....
Roversi - Due righe di presentazione tanto -per non fare anticamera. Spero non ti dispiacer.
Neny - A me no.
Roversi - E nemmeno a lui: non dubitare. Non vado a seccarlo.
Neny - Non ho mai pensato questo.
Roversi - Ecco, (gli porge lo stilo);
Neny - (estrae a malincuore un biglietto dal portafogli e comincia a scrivere:) Parti?
Roversi - Fra un'ora.
Neny - Solo?
Roversi - Non so?... (intasca il biglietto) Grazie. Non so. (Entra, di destra, Elena con Gigi. Entrano lietamente, accalorati, ridendo: Gigi vestito da tennis ed ha le racchette in mano).
Roversi - (contrariato) Mia moglie si diverte con quei citrulli! Io non so capire...
Gigi - (salutando) Buongiorno commendatore! Caro Neny
Neny - Gente?
Elena - Il vaporetto colmo.
Gigi - (tracannando un bicchiere d'acqua fresca) un caldo! Bisogna decidersi a cominciare i bagni! (salutando Elena) Signora! Domattina si ritorna, vero?
Roversi - (torvo) Tornare dove?
Elena - Chiss!
Gigi - Arrivederci, signora! Commendatore... (a Neny) Ciao.
Elena - Grazie.
Gigi - Prego (e via di corsa).
Roversi - (ad Elena) Tu non ti sei accorta che quello un cretino?
Elena - No. Sai che ne conosco tanti! Non li distinguo pi.
Roversi - Ti sei procurata una felicit.
Elena - In mezzo a tante disgrazie, (sorride) Vero Neny?
Neny - Una piccola felicit: saper essere indulgenti. Ma non facile.
Roversi - (dopo un attimo ad Elena) Ti ho cercata.
Elena - Ecco che mi trovi.
Roversi - Avrei desiderato trovarti prima, (trattenendola) No, aspetta... Perch ho bisogno di parlarti urgentemente.
Elena - A me?
Roversi - Ti pare un'enormit?
Neny - (che si accorto di essere di troppo congedandosi:) Signora!
Elena - (contrariata) Buon giorno, Neny.
Neny - Addio Roversi.
Roversi - Addio e grazie.
Neny - Figurati! Buona fortuna. (Esce).
Roversi - (ad Elena dopo un attimo fissandola) Parto.
Elena - Oggi?
Roversi - Ho ricevuto un telegramma che aspettavo da Sinigaglia... (ironico) Ah, ma tu non sai! Bene. Devo partire insomma. Tu parti con me?
Elena - (sorpresa, contrariata) Io? Ma dico...
Roversi - Avrai anche tu qualche cosa da fare a Milano. Il nostro appartamento di Foro Bonaparte chiuso da sette mesi.
Elena - E tu vai ad aprirlo?
Roversi - Io no, vado all'albergo.
Elena - Ci dovrei venire anch'io. Tanto vale che rimanga qui.
Roversi - Perfettamente logico (ironico) Qui hai anche modo di divertirti... di distrarti... ti sei creato un ambiente.
Elena - Ed a Milano non avrei nemmeno la tua compagnia. Perch tu, se non sbaglio, ci vai per i tuoi affari.
Roversi - (fremendo) Che naturalmente, non t'interessano.
Elena - Ah, non eccessivamente!
Roversi - (c. s.) Devono interessare soltanto che me - perdio! - questi sudici affari; deve essere soltanto che mia questa disperata fatica di contendere il denaro a chi me lo ruba, di rubarlo a chi me lo contende... per avere sempre pronto quel pugno d scudi che necessario la comperar tutti... (fissando Eletta) a comperare tutti!
Elena - (impassibile) A comperare quasi tutti!
Roversi - Io ho comperato sempre, nella vita: ed ho ottenuto quello che ho voluto!
Elena - (c. s.) Allora bisogna che io ti smentisca: e che rimanga.
Roversi - Con quei quattro ragazzi in fronzoli che ti fanno la corte?
Elena - (provocandolo con gioia) Sei geloso?
Roversi - Oh, non di quelli!
Elena - (sottile, perfida) Di Sturm ancora?
Roversi - (scattando) Elena!
Elena - (c. s.) Se potesse uscire, non verrebbe da me per farmi la corte: lo sai.
Roversi - (mordendosi le labbra) Elena, taci! Sei cos torta, talvolta, nella tua perfidia, che mi fai tremare. Ed difficile, sai, far tremare me! Ed difficile anche farmi confessare che ho bisogno di qualcuno... che ho disperatamente bisogno di qualcuno. Vieni via con me!
Elena - Ma non possibile, caro!
Roversi - Forse dovr trattenermi a Milano a lungo.
Elena - Se il tuo soggiorno si prolungher di molto, ti raggiunger.
Roversi - Non vero! Ti conosco: non mi raggiungerai - Dovr venire a prenderti io.
Elena - Benissimo.
Roversi - Io ti do noia.
Elena - S.
Roversi - (preoccupato) S? Molto?
Elena - In questo momento, molto.
Roversi - (disperatamente) Io ho bisogno di sentire che tu non mi manchi. Affogo, Elena.
Elena - Non affogherai.
Roversi - Come puoi dirlo?
Elena - Ne sono certa. Anch'io ti conosco. So che t'abbrancherai a qualcuno. Un anno fa eri nelle stesse condizioni e, con un colpo d'audacia, ti sei abbrancato al collo di Salimberti...
Roversi - (molto sorpreso) Come lo sai tu questo?
Elena - Credi che io non sappia tutto? Va', offrimi il vermouth! (Si avvicina al banco).
Roversi - Devo fare la valigia, a precipizio.
Elena - Me lo offro da me.
Roversi - Stefania di sopra?
Elena - Credo.
Roversi - Tu mi aspetti?... almeno mi aspetti?
Elena - Qui... od a table, d'hote. Ma a che ora parti?
Roversi - Fra mezz'ora sar pronta la, lancia.
Elena - Allora sbrigati caro! (richiamandolo) Senti: portami su questa roba, (gli porga la borsetta e il parasole). (Roversi esce a precipizio. Elena al coppiere) Un vermouth, Giovanni. (Il coppiere le, porge il liquore che ella sorseggia) La marchesa Grado non s' fatta ancora vedere stamattina?
Il coppiere - No signora.
Elena - Fino a che ora sono rimasti a giocare stanotte?
Il coppiere - Fino alle sei, circa. Era gi chiaro.
(Elena si allontana dal banco, s'avvia, e si trova d fronte a Bianca, pallidissima, decisa, tremante, che spiava).
Bianca - Devo chiederle una cosa, Signora.
Elena - (ritraendosi, sdegnosa) Forse si sbaglia... A me, veramente?
Bianca - A lei.
Elena - C' qualche cosa che lei pu chiedermi e che io posso darle?
Bianca - Forse: ma bisogna discutere.
Elena - lo l'avverto, per, che non ho l'abitudine di trattenermi con chi non conosco.
Bianca - Lei, signora, non mi conosce?
Elena - No.
Bianca - No?
Elena - Preferisco dire' che non la conosco.
Bianca - Ebbene... io, invece, conosco lei; e le taglio la strada. (Ad un movimento di Elena:) Non abbia paura: siamo sole. Quando due donne sono sole, non sono molto diverse. Noi non siamo nulla per noi stesse. I nostri valori morali e materiali esistono per il giudizio degli uomini come i colori per la luce del sole... che in fondo non si sa bene se li sveli soltanto, o li crei addirittura.... Ho studiato anch'io, signora: e qualche cosa so. Non abbia paura. La presenza di un uomo soltanto potrebbe creare fra noi due quell'abisso che lei crede che esista.... o colmarlo. Quando due donne amano lo stesso uomo, sono irrimediabilmente eguali, signora: non s'illuda. E non mi umilii troppo.
Elena - (dopo un attimo, tentando di dominarsi:) U-milia lei me, signorina! Pur parlando con una certa enfasi, che istintivamente ammiro... Mi pare che lei, sia un'attrice...
Bianca - Meno di lei.
Elena - Allora non c' da sorprendersi ch'io non abbia capito.
Bianca - Parliamo, dunque, di Mario Sturm.
Elena - (impassibile:) Lo conosco.
Bianca - Non ne dubito.
Elena - Ebbene?... crede che mi possano interessare molto i suoi amori con Mario Sturm?
Bianca - Per quello che la riguardano.
Elena - (c. s.:) Sturm mi riguarda?
Bianca - (dopo un attimo:) Perch lo ha rovinato?
Elena - Io? Non ho di queste abitudini. Mario Sturai stato per molto tempo un buon amico nostro: mio e di mio marito. Tutto quello che conoscevamo di lui pareva lodevole, pareva simpatico. La sua fuga precipitosa ed il suo silenzio ci hanno un poco sorpresi in principio: egli aveva l'abitudine di scrivere sempre, quando era lontano. Poi, abbiamo saputo che egli ci aveva tenute nascoste molte vicende meno simpatiche della sua vita, che stavano per affiorare pubblicamente, che minacciavano di travolgerlo, come, infatti, lo hanno travolto. Se egli avesse 'avuto un po' pi di fiducia in noi, chiss che insieme non si fosse trovata la via della salvezza.
Bianca - (prorompendo:) Ma non sente che c' qualche cosa di cos disperatamente lucido, teso e affilato fra noi due, signora, che ogni parola cade come sul taglio di un coltello? E pu parlare con tanta serenit! Non ha sentito che, parlando, non possiamo schiudere i denti perch ci teniamo cos, come due dannate, per un lembo della veste?
Elena - Tanto odio, dunque, perch mi teme?
Bianca - Perch la temiamo ancora, signora: io e Sturm?
Elena - Si rassereni: non lo amo pi.
Bianca - Oh, se fossi sicura di questo!
Elena - Non l'ho amato mai, forse.... L'ho lasciato andare per la sua strada senza un cenno di richiamo, senza un attimo di rimpianto. Ho veduto, finalmente, con chi avevo a che fare.
Bianca - Ma gli scriveva.
Elena - No!
Bianca - S! Sempre, ogni giorno, fino a poco tempo fa, supplicando e minacciando: sopra tutto minacciando. Ma una di quelle sue lettere io l'ho travata per caso. Non l'ho detto a lui. Egli non mi aveva parlato che vagamente di lei. Ma io ho sentito che quelle erano le minacce di una donna innamorata: per ci capace di tutto, decisa a tutto.
Elena - (con un lieve sorriso:) Non mi sono mossa.
Bianca - Ha permesso che la marchesa Grado lo denunziasse.
Elena - La marchesa Grado bada ai propri interessi e li difende come crede.
Bianca - una sua intima amica.
Elena - Come pu essere amica una vecchia, che sempre un po' avara, guardinga ed invidiosa, di una giovane....
Bianca - Alla marchesa, Sturm lo ha presentato e raccomandato lei...
Elena - Volevo fargli del bene.
Bianca - Ah?!
Elena - Aiutarlo, procurargli una cliente facoltosa, del lavoro
Bianca - (con sarcasmo:) Ah, del lavoro? dopo di averlo tolto al suo vero lavoro che ricominciava, per trascinarlo un po' dovunque, ma sempre pi in basso, attraverso gli hotels e le bische!...
Elena - Lei sa benissimo che il gioco e le donne sono stati sempre i due pretesti creati per giustificare la rovina degli uomini deboli... Se Sturm non mi avesse incontrata probabilmente oggi sarebbe dove si trova.
Bianca - Ah, non credo!
Elena - Incontrando lei, per esempio...
Bianca - Io lo salvo.
Elena - Pensa che sia facile? Forse l'hanno informata male...
Bianca - Le sue minacce erano gravi. Lei ha scritto: Tu sai che io ho il tuo onore nel pugno e me ne posso servire. Sai anche che, se io voglio, tu torni....
Elena - Pu darsi.
Bianca - Non ricorda?
Elena - Quasi.
Bianca - Io non so che cosa sia accaduto fra voi due....
Elena - Probabilmente nessuno lo sapr mai!
Bianca - fuggito
Elena - (con un lievissimo sorriso:) Forse la parola esatta. Ma la parola che lei dovrebbe temere di pi. Si fugge perch si ama ancora...
Bianca - Ma non cos!
Elena - Cos: con un'altra: con la prima che capita.
Bianca - Che pu essere l'ultima, signora.
FlEna - Questo non m'interessa pi. Lei lo ama. Conosce tutta la sua vita?
Bianca - Gioco la mia.
Elena - Comincio a persuadermene. Conosce lui dunque?
Bianca - Come me stessa.
Elena - (incredula, ironica:) In venti soli giorni? Mi pare difficile. E si fida?
Bianca - Ho, sopra tutto, fede in me, signora.
Elena - Ma non troppa in lui se ha bisogno di creare il grande gesto. F se lo conoscesse come lo conosco io, saprebbe che i grandi gesti non hanno molta importanza per lui. Forse vale di pi....
Bianca - (d'istinto, smascherandosi per un attimo:) Che cosa?
Elena - (con un sorriso sottile:) Vorrebbe che proprio io glielo dicessi? Mi pare una pretesa esagerata.
Bianca - Non ne ho bisogno.
Elena - Lo spero... Dunque s compia il bel gesto: lo salvi. Badi per che quelle azioni sono state tutte vendute.
Bianca - Lo so.
Elena - Disperse, perci. Ed esiste una denunzia precisa. La marchesa Grado si trovata compromessa in malo modo per colpa di Sturm; credendo che le azioni esistessero ancora, le ha commerciate come era suo diritto. Quella denunzia in certo qual modo si rendeva necessaria per giustificare la marchesa. Ora difficile che le azioni si possano trovare...
Bianca - Sono state trovate.
Elena - Tutte?
Bianca - Quasi.
Elena - Ah, quasi!?
Bianca - Ne mancano poche - cinque o sei - una parte quasi trascurabile, come vede. La marchesa Grado pu benissimo dichiarare che quelle poche sono state incluse nella denunzia per errore. Naturalmente le verranno rimborsate.
Elena - E le altre restituite?
Bianca - S. Vuole parlare lei con la marchesa? Lei la conosce bene, in confidenza... Ha avuto le prime confidenze di tutto questo volgare pasticcio...
Elena - (fissandola tra le palpebre socchiuse, guardinga, ambigua:) Non le hanno detto che sono una cattiva donna?
Bianca - Non ho chiesto. Mi basta il mio intuito.
Elena - (c. s.:) E le dice?
Bianca - Le parla con il mio tono.
Elena - Chiaramente.
Bianca - La marchesa Grado pu ritirare la denunzia senza compromettersi: lei la pu facilmente persuadere a stendere l'altra dichiarazione, che semplicissima, che non richiede alcun sacrificio e che salva un uomo. Di fronte a coloro con i quali aveva commerciato le azioni, compromettendosi - come dice lei - in certo qual modo, si riabiliter cedendole nella massima par te
Elena - Lei mi sembra esperta di affari.
Bianca - Bisogna parlarle subito.
Elena - (sorpresa:) Subito?
Bianca - Io avr le azioni stasera.
Elena - (c. s.:) Ma come?
Bianca - Non si preoccupi. Non tenga conto che delle mie parole, le quali sono ferme e precise.
Elena - Ma bisogner aspettare il ritorno del fratello di Sturm.... Ha telegrafato annunziando il suo prossimo arrivo... Lei sa che ricco.
Bianca - (fissandola, energicamente) Ma non sar lui che lo salver.
Elena - Lei?
Bianca - Io.
Elena - Lei ha una somma?...
Bianca - Forse non ho che quella: ma l'ho.
(Breve pausa, durante la quale le due donne si 'Misurano come prima della fase finale di una lotta disperata.)
Elena - Ora dovrei essere io quella che salva Sturm
Bianca - Da che cosa?
Elena - (con, impeto finalmente:) Ma da questa miseria ultima di dovere la propria salvezza - o la propria definitiva rovina - al danaro di una donna che se l' procurato chiss come!
Bianca - Come se lo procurano, per i propri gioielli, per le proprie pellicce, ed anche per i propri tradimenti, tante altre donne che hanno sposato senza a-more degli uomini ricchi!
Elena - Pu darsi. Ma non sar, io ogni modo, quel suo denaro che salver Sturm!
Bianca - Ah, no?
Elena - Glielo assicuro.
Bianca - (con un grido:) Ah, lo ama, dunque! Non vuole: lo ama. Lo sapevo. Lo ha rovinato per rabbia, per gelosia; per gelosia di me. E forse senza nemmeno rendersi conto delle conseguenze che poteva avere il suo gesto. Lo sapevo. Ma non ho paura. Il mio amore di un'altra tempra, e pu vincere facilmente: ha vinto, anzi, ormai. Il mio l'amore di una donna che ha sete di bont, che ha bisogno di quiete, che ha bisogno di fedelt....
Elena - (ironica:) Il migliore.
Bianca - Il pi forte!
Elena - Ed il pi disgraziato, sempre. Si calmi: io ho pena di lei.
Bianca - (con uno scatto:) Di me? (Appare Wladimiro).
(Elena si scosta, riassume d'un tratto l'atteggiamento sdegnoso, lontano, impenetrabile di prima).
Elena - (a fior di labbro 🙂 Si calmi anche poi che non siamo pi sole, signorina. Secondo quanto lei ha detto prima c' qualcuno il quale pu stabilire che noi siamo cos lontane che impossibile intenderci.... e per ci sconveniente parlarci.
Bianca - (seccamente:) Ecco trovato il modo di troncare senza un saluto.
(Sfoglia un giornale che sopra un tavolino: finge di interessarsene, lo piega, lo raccoglie).
Elena - (c. s.) Naturalmente.
Bianca - Ma lei sa che due persone che si conoscono e non si salutano si riconoscono meglio...
Elena - (levando il capo con uno scatto, fissando Bianca: ) Lei crede di avermi conosciuta?
Bianca - Fino in fondo.
Elena - Se avr un po' di tempo, le far sapere che non vero! (esce d destra.)
(Wladimiro rimasto molto seccato nel vedere le due donne assieme. andato a sedere dinanzi al banco vuoto del bar. Si alzato accigliatissimo, sovreccitato inquieto):
Wladimiro - (a Bianca:) Avete parlato di lui? (Ride). Ecco qua... (consegna a Bianca una busta). Non bisogna essermi grato di questo che vi d... Dopo tutto ve lo d mal volentieri.
Bianca - (un po' mortificata:) Allora, scusate, Wladimiro....
Wladimiro - No, dovete tenerlo lo stesso. Vi serve. Non vi serve? tenetelo. Ma se un giorno vi dir che mi piacete, non dovete pensare che vi ho dato quella busta e che bisogna tenerne conto. Questo sarebbe volgare-imbarazzante per me. Per, badate: potrei dirvi che mi piacete soltanto. Non di pi.
Bianca - Questo veramente volgare. Wladimiro!
Wladimiro - (con una risata nervosa, da esaltato:) Preferite sentirmi dire che vi amo? Per rispondermi che ne amate un altro? (fissandola:) Baciarvi!.... Riuscire, magari, a baciarvi per sentire le vostre labbra, che tremano di ribrezzo, che non sanno schiudersi.... o si dischiudono troppo come le labbra morte che si comprano.... (Allunga istintivamente una mano verso il volto di lei, che un poco smarrita :. ella afferra quella mano, e Wladimiro trasale: ) Non toccatemi con le vostre mani! ... O, pure, si: toccatemi. Tremo? Sono anche molto stanco, molto logoro, per non saper fuggire da voi... per non sapervi dire, con la prepotenza del mio denaro: fuggiamo insieme! Forse finireste con l'amarmi, un giorno... forse mi salvereste ed io vi salverei. Invece adesso... Ma che cosa che odiate voi in me?
Bianca - (con infinita,, sincera, semplice, piet:) No, Wladimiro: voi sapete che io vi voglio anche bene.
Bianca - (ritraendosi, disgustata:) No! Ma non dite questa dichiarazione!
Bianca - (ritraendosi, disgustata:) No! Ma non dite questo!....
Wladimiro - S. Guardavate lontano: l. Non guardavate dentro i miei occhi pazzi; ma' lontano, vedendo quello che torner. (Incalzando: ) vero? Ebbene, ho comperato anche le labbra che l'hanno pronunziata quella frase... Datemi le labbra! (Le stringe i polsi).
Bianca - Ma dove siete stato, Wladimiro, tutta la notte? A bere, come il solito!
Wladimiro - (ansando:) Ed ho sete ancora: datemi le labbra! Cos, per gioco: datemi le labbra! (La bacia: ella si torce, si divincola, s'allontana).
Bianca - C' gente!
( entrata Elena: ha visto: sorride. Wladimiro s'allontana, confuso, pentito, barcollante, picchiando la pipa spenta sul palmo della mano. Esce).
Elena - (ironica, perfida, a Bianca:) Non mi pare che fosse lo stesso uomo di cui abbiamo parlato contanto calore pochi minuti fa....
Bianca - (levando il capo, duramente 🙂 Io faccio il mio mestiere, signora.
Elena - (c. s.) Ah? !
(Roversi entra affaccendato, con un pastrano sul braccio, il berretto da viaggio in capo, preceduto dal ragazzetto che porta la valigia).
Roversi - (al ragazzetto:) La lancia pronta?
Ragazzo - Sissignore: sta per partire. (Esce da sinistra).
Roversi - (ad Elena:) Ti telegrafer stasera. E tu fammi avere notizie sempre... sempre...
Elena - (gli porge la mano:) Buon viaggio.
Roversi - (trattenendo quella mano:) Cos soltanto?... Sei ancora imbronciata? No. Cos! (E la bacia sulla bocca). Addio! (Esce).
Bianca - (che s' avvicinata insensibilmente ad Elena, ed ha sorriso con ironia di quel bacio 🙂 Anche lei del resto, signora, fa il suo!
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La veranda di un piccolo e modesto albergo Sul mare. Si vede il mare, nero e minaccioso, attraverso certi ciuffi di alberi.
Le tende, fuori .dei vetri, sono agitate dal vento.
La veranda chiusa: il temporale che incombe dona al meriggio il colore di un crepuscolo tetro e freddo.
Tre grandi finestre sono nel fondo ed occupano tutta la parete, separate fra di loro soltanto da due esili colonnine di legno.
A sinistra, una portiera di vetro che si schiude su di una specie di terrazza: dalla quale una gradinata conduce al giardino.
Un lampadario semplice, con i bracciali coperti da un velo rosa, nel mezzo; un divano di stoffa contro la parete di sinistra; qualche tavola dove, d'estate, si pranza all'aperto; una tavola pi grande nel mezzo, coperta da un tappeto verde, con sopra un'anfora da pochi soldi ed alcuni vecchi giornali.
L'alberghetto quasi disabitato.
A sinistra ed a destra, in primo piano, due porte. Di destra si sale al piano superiore. Di sinistra si entra nell'ufficio e nelle cucine.
(Trappola un povero vecchio cencioso, venditore ambulante di conchigline colorate, di cavallini e di stelle marine, di pipe, di lenze, di barchette di legno e animalucci di celluloide da far galleggiare stille onde. vestito da pescatore. Ha un, bisunto berretto da marivaio, i capelli bianchi, l'occhio stanco, il sorriso buono, le mani rugose che tremano.
Ha deposto la sua botteguccia portatile sopra una tavola e sta chiacchierando con il cameriere - un trasandato cameriere da taverna - che seduto a cavalcioni di una sedia s' ficcato un capo del tovagliolo in tasca e fuma ingordamente un mozzicone di sigaro.
Roversi entra di sinistra: pastrano con il bavero alzato faccia bilia, pi buia del solito).
Roversi - (al cameriere, frettolosamente:) Un the! possibile avere un buon the?
Il cameriere - (alzandosi, pigramente:) Sissignore.
Roversi - Portatemelo qui. Io salgo un momento in camera mia.... c' da aspettare molto?
Il cameriere, - Nossignore. Si fa bollire l'acqua...
Roversi - Va bene. (Esce frettolosamente di destra).
Il cameriere - (a Trappola:) A te piace il the?
Trappola - Io l'acqua la voglio fresca e pulita.
Il cameriere - Hai ragione. (Esce di sinistra, rientra, e si rimette a cavalcioni sulla seggiola).
Il cameriere - Quanto c'impieghi Trappola, per arrivare con le tue gambe fino a Trieste?
Trappola - Un'ora circa. Con le mie gambe di adesso un'ora circa.
Il cameriere - E se ti coglie il temporale a mezza strada?
Trappola - Mi fermo a Barcola. Posso anche dormire a Barcola, se voglio. C' un mio compare che ha bottega di salumiere; e la sua moglie ed anche i suoi figliuoli mi voglion tanto bene!.... ,
Il cameriere - Poi ti dar il prosciutto!
Trappola - No: un pezzo di pane... che io, s'intende pago.
Il cameriere - (ironico:) Sei ricco, eh!?
Trappola - (seriamente:) No.
Il cameriere - Scusa, quest'estate devi aver guadagnato molto....
Trappola - C' tempo.... Verso la fine di ottobre Ma che vivo con poco; e, allora, pare ch'io guadagni molto. M'intendi? Ma adesso, per esempio, non faccio un soldo - la stagione brutta. - Troppo tardi per i cavallucci marini, per le barche, per i ricordi da far comperare ai bagnanti forestieri. Troppo presto per le pere cotte. Se non ci fossero le cartoline e le pipe da vendere ai forestieri ed ai marinai...
Il cameriere - E quando lo tiri fuori il tuo pentolone fumante delle pere cotte?
Trappola - C' tempo... Verso la fine di ottobre. Ma anche qui, voi non avete pi anima viva...
Il cameriere - Qualcuno che passa che si ferma qui a far colazione: qualche coppia di innamorati...
Trappola - Ah, qui bello per gli innamorati!
Il cameriere - Ma, adesso, oltre al solito vecchio pittore che viene quando gli altri se ne vanno - il tuo amico, Trappola! - e pochi altri, miserie!
Trappola - Pensare che durante la stagione dei bagni era cos pieno! Eh, il tuo padrone!... quello s - vedi - che ne deve aver fatto dei soldi! Lo conosco bene io il tuo padrone: non mi piace. (Entra Bianca dalla terrazza. scarmigliata un poco dal vento ed senza cappello; indossa un lungo impermeabile stretto alla cintura ed ha una sciarpa di seta intorno al collo.
Il cameriere si allontana: va a prendere il vassoio con la tazza del th, che disporr sopra una tavola per Roversi. Trappola la saluta timidamente. ,. Bianca getta uno sguardo distratto sulla mercanzia del vecchio che sta per andarsene, ma poi il suo sguardo ed il suo volto cupo si illuminano di una gioia quasi infantile).
Bianca - Oh, belli! Li vendete?
Trappola - Sissignora.
Bianca - Li fate voi? (Accosta all'orecchio una grossa conchiglia e socchiude le palpebre). Dentro queste conchiglie c' l'Oceano in burrasca, che ulula.... Fate questo mestiere voi?
Trappola - D'inverno vendo le pere cotte e non scendo lungo la riva, che sarebbe inutile. Rimango in citt. E fabbrico queste mie barchette. Ne vendo tante di queste barchette, perch io le faccio bene. Le rifinisco, le vernicio, le scavo, mi assicuro che galleggiano alla perfezione dentro un catino d'acqua... se no, non le vendo sa? Nessuno ha mai protestato.
Bianca - E nessuno vi aiuta?
Trappola - Sono solo.
Bianca - (Lo guarda:) Siete vecchio anche...
Trappola - Forse pi di quello che pare, signora perch non sono stato mai ammalato.
Bianca - Non avete famiglia?
Trappola - Ho due figlioli.. Ma chi sa dove sono! Uno ha preso moglie ed meccanico in Styria, credo. L'altro marinaio. Non so pi niente di loro da tanti anni!
Bianca - Non vi scrivono?
Trappola - No. Sono andati per la loro strada.
Bianca - (pensierosa:) Non sono dei buoni figlioli.
Trappola - No veramente, non sono dei buoni figlioli. Perch io non potrei pi guadagnarmi il pane, ed essi non lo saprebbero nemmeno. Ma io spero che il Signore dia a loro fortuna lo stesso. Vuol comperare qualche cosa?
Bianca - (scuotendosi:) Si si! Il cavallino marino... le stelle.... Queste valve le dipingete voi?
Trappola - Mi riesce facile, adesso che ci ho fatto la mano. Abita qui un vecchio pittore mio amico che mi regala certe croste di colore. Io le inumidisco; e poi, . con un pennello... Prenda questo per i suoi bimbi.
Bianca - (sorridendo appena:) Non ne ho.
Trappola - Bisogna fabbricarne almeno uno!
Bianca - Perch poi vada per la sua strada, e non si ricordi pi di me?
Trappola - Oh, a lei questo non succeder, signora: perch lei buona.
Bianca - lo?... Io sono come i vostri figlioli, vecchietto. Come il vostro figlio marinaio che non sapete pi dove sia!
Trappola - Vostro padre non sa pi nulla di voi?... Non bisogna, Signora! Forse vi aspetta.
Bianca - (socchiudendo gli occhi) In fondo alla sua botteguccia nera...
Trappola - Ha una bottega? Oh, allora, sta bene.
Bianca - Deve essere bianco, come voi... ed rimasto solo, come voi. Una volta, do era piccola piccola, mi port sulla spiaggia di una citt di mare, mi comper tante di queste conchiglie colorate, ed una palletta di legno per la sabbia... Voi non ne avete?
Trappola - No, Signora.
Bianca - Forse a casa mia tutte quelle piccole cose ci saranno ancora....
(Si scuote; il suo volto acquista un'altra espressione entrato Roversi che s'avvia preoccupato ed assorta verso la tavola del the. Riempie una tazza, siede, rimesta, sorseggia.
Bianca - (rapidamente a Trappola) Quanto fa?
Trappola - Sei lire.
Bianca - (gli d del denaro) Prendete.
Trappola - (conta, intasca) Grazie.
(Butta la cinghia attraverso la spalla; solleva la sua botteguccia; piano piano se ne va. Bianca si avvicina a Roversi, esitando.
Bianca - Commendatore!
(Roversi frustato, leva gli occhi e il capo di colpo; non riconosce subito la donna).
Bianca - Non mi riconoscete?
Roversi - (riconoscendola, rude, concitato) Che cosa fate voi qui?
Bianca - (con un lieve sorriso) Quasi nulla.
Roversi - Abitate qui? Da quando?
Bianca - Da ieri.
Roversi - Sola?
Bianca - (c. s.) No: con una folla di pensieri, con molti rimorsi, con molte preoccupazioni.
Roversi - (scrutandola) Per dimenticare, dunque?
Bianca - Credete che si possa dimenticare in questa solitudine? Con questa prima terribile malinconia dell'autunno in riva al mare? (serrando i denti) Per non dimenticare mai, per raggiungere la saziet, la nausea anzi... o il suicidio o la guarigione completa! Una liberazione in ogni modo!
Roversi - Siete innamorata?
Bianca - Un poco.
Roversi - Un poco? Ma se avete persino i capelli arsi dalla passione...
Bianca - Sapete: il vento.
Roversi - Un poco?... Ma che idea venire a seppellirvi qui? Come ci avete pensato?
Bianca - Mi sono fermata girovagando, a caso (fissandolo) E voi?
Roversi - (un po' smarrito) Io? ... Oh, io non ho intenzione di fermarmi pi di un'ora. Sono giunto da Trieste soltanto: ritorner a Trieste stasera.
Bianca - (siede) Aspettate qualcuno?
Roversi - S. (Sono seduti di fronte allo stesso tavolino; i gomiti fra i pugni. E si spiano, e si scrutano torvamente).
Bianca - So che amate molto vostra moglie e le siete fedele. Ma penso che aspettiate una donna.
Roversi - (dopo un attimo) Vi ricordate di mia moglie?
Bianca - Certo.
Roversi - L'avete incontrata pi dopo Venezia.
Bianca - No, non l'ho veduta pi.
Roversi - Vi piaceva?
Bianca - Era bella.
Roversi - Si era bella. Piaceva a tutti.... Ma ora, forse, ci separeremo. Io vivo molto a Vienna per certi affari, e dovr forse stabilirmi lass. Lei non vuole lasciare l'Italia. Si sta meglio in Italia, (ride nervosamente). Quei nostri amici di Venezia non li avete veduti pi?
Bianca - Neny, qualche volta...
Roversi - (con uno scatto) Ah, Neny! Non un amico.
Bianca - Non mi pareva....
Roversi - Non un amico mio. uno di quelli che tendo-la mano soltanto a chi sale, per avere, se mai, un aiuto.. Ma non lo dimenticher. (Torvamente) Non ho pi a-mici io: lo sapete? Sono solo. Mi hanno tradito tutti, perch mi temevano. Anche mia moglie mi temeva, e mi teme. Sturm lo conoscevate? Mi pare che voi siete arrivata quando egli era gi in prigione... Ma, poi, riuscito a cavarsela. Era un ladro: piaceva alle donne. E-ra uno di quei farabutti timidi, sentimentali, pallidi, che si fanno compatire per i loro stessi difetti. Piagnucolando trovano il modo di trasformare quei loro difetti in virt... Ne avrete conosciuti degli altri. Sono intelligenti anche, e sono pigri e vili. Perch mi guardate?
Bianca - Per nulla: vi ascolto.
Roversi - Vi interessa quello che dico?
Bianca - Un poco.
Roversi - (rifacendola) Ah, un poco? Dite un poco con uno strano tono voi! Anche prima l'avete detto cos. E pure i vostri capelli sono arsi... anche gli occhi, anche la gola, forse, arsa. Volete bere? Pensate di vendicarvi?
Bianca - Di chi?
Roversi - Non so. Non conosco niente della vostra vita. Sono partito due o tre giorni dopo il vostro arrivo a Venezia. Quando sono tornato non c'eravate pi. Ricordate? Ma ora siete qui per guarire di un male terribile... forse perch un uomo vi ha abbandonata, (socchiudendo le palpebre) Avete pensato di ucciderlo?
Bianca - Ho anche pensato questo.
Roversi - No. Di punirlo forse. Di ucciderlo no. Di riprenderlo con un gesto violento quando tutti gli altri mezzi vi sono apparsi vani, non di perderlo per sempre. Pensateci bene. Potete pensare che egli morto e che voi siete ancora viva? No, non si pu pensare questo se si ama. In fondo una prova pazza d'amore quella che si tenta, per dimostrare fino a che punto giunta la nostra follia, danneggiando prima di tutti e pi di tuttinoi stessi. Si pu pensare di punire, di ferire, di far del male... di sfregiare! Questo si che umano, che logico, che pu anche essere santo: di sfregiare! Non di uccidere se... se si ama. Non ci pu essere meditazione in un delitto d'amore. Se si arriva fino all'omicidio, non si pensava a quello. Se si pensava a quello, non delitto d'amore... L'altro s si pu meditare di ucciderlo.
Bianca - (con un brivido:) l'altro?
Roversi - Quello che ci ruba l'amore.
Bianca - Forse non sapeva.
Roversi - (Non importa: quello il nemico.
Bianca - E pure pu essere il meno colpevole.
Roversi - Non importa: ma lo si odia. Odio vero, quello che pu pensare di distruggere! Non amore offeso, non amore esasperato che in fondo sempre amore: odio! (sorride livido) Voi non avete riflettuto intorno a queste cose: non siete giunta dunque fino a quel punto di pazzia che dite. Vuol dire che serbate qualche altra speranza di riprenderlo., o pure che non l'amate. (Balza in piedi pallidissimo, con il volto contratto, Tende l'orecchio. Un rumore indistinto giunto dalcortile).
Bianca - (che pure scattata in piedi, e si appoggia al tavolino, sema fiato) Che cosa fate?
Roversi - il vento?
Bianca - S s: il vento.
(Giunge, pi distinto, un rumore di ruote sulla ghiaia del cortile).
Roversi - (concitato) C' qualcuno che arriva....
Bianca - (tentando di trattenerlo, istintivamente) Ma chi volete che arrivi fin qua?
Roversi - I pazzi come noi.... vengon fin qua. (Si precipita fuori).
(Bianca vorrebbe andar a vedere ma non osa. Un tremito convulso la fa vibrare tutta dalla nuca ai talloni. Si appoggia al tavolino per non, cadere nascondendo il volto fra le braccia. Gabriella appare dalla vetriata: cinta di veli, coperta di polvere).
Gabriella - Bianca! Ti cerchiamo da quattro giorni!
Bianca - (ha un sussulto, leva il capo, si ritrae di fronte a Gabriella che tenta di ghermirla, l'arresta con uno sguardo freddo, caparbio, ostile) Chi mi cerca?
Gabriella - Wladimiro rimasto fuori nell'auto...
Bianca - E che diritto ha lui di .cercarmi? Digli che torni dove era, che non ha niente da chiedermi. Il nostro patto era preciso e deve rimanere fermo: nessun vincolo, nessun obbligo... Se non ubriaco, ricorder.
Gabriella - Bianca!
Bianca - E nessuna spiegazione, mai!
Gabriella - La spiegazione chiara,: tu sei stata a Trieste due giorni.
Bianca - Non l'ho veduto.
Gabriella - a Trieste, lo sai.
Bianca - Non l'ho veduto.
Gabriella - Lo aspetti qui?
Bianca - Lui? Pu darsi che venga qui, ma non pensa certo di trovarmi... E non verr solo.
Gabriella - (preoccupatissima) Viene qui?
Bianca - Pu darsi, ho detto.
Gabriella - Tu sei all'agguato Ma se non ti ama, se non ti vuole, se te lo ha dimostrato chiaramente, che cosa vuoi implorare, che cosa vuoi pretendere? Lascialo al suo destino.
Bianca - E credi che si possa?
Gabriella - Non c' pi niente da fare.
Bianca - C' sempre un'ultima cosa da fare quando si giunti dove sono giunta io: uccidersi.
Gabriella - (spaventata, sgomenta, implorando, le afferra le mani che tremano) Ma piccola, piccola!...
Bianca - (ritraendo le mani) E, se non l'ho fatto, vuol dire che c' un'altra cosa da tentare prima di quella... Lasciatemi, lasciatemi! Non sono in agguato che contro me stessa: non ho saputo far del male che a me stessa, sempre. Se non fossi un a piccola donna che trema, potresti temere lo scandalo, il delitto... Ah, io non so che spiare! tutto quello che pu fare una donna come me: la spia dall'ombra, tremando, per soffrire di pi! Non ho saputo affrontare nemmeno lei, che pure una donna, una donna vile come me, cos decisamente da indurla a desistere: l'ho invogliata anzi, l'ho invogliata a contendermelo. Non era difficile del resto: egli non stato che suo, sempre.
Gabriella - E tu lo ami ancora?
Bianca - Si ama perch si ama: non perch si ricevono dei benefici.
Gabriella - I benefici li ha ricevuti lui.
Bianca - Non me li ha chiesti.
Gabriella - Ed ora tu che cosa gli vuoi chiedere?
Bianca - Posso chiedergli qualche cosa? pu darmi ancona qualche cosa? Non lo so.
Gabriella - Dicono che la voglia sposare.
Bianca - (con un guizzo) Ah, questo no!
Gabriella - Roversi fallito, finito: Neny ha detto che non capisce come non lo abbiano ancora arrestato, come non si sia ancora fatto saltare le cervella. Si stabilisce a Vienna: non pu pi vivere in Italia... E lei non lo seguir.
Bianca - Forse. Ma non per sposare Sturm. Anche Sturm fra due mesi non avr pi un soldo. L'eredit di sua madre, pagati i debiti, .non rappresenta che il lucro di una breve avventura. I0 ho parlato con suo fratello. (Roversi rientra dalla terrazza, Gabriella, vedendolo, ha un moto di sorpresa e di terrore. Roversi non s'avvede di lei, non la riconosce, si avvicina a Bianca).
Roversi - Non era il vento! Gente che arriva. Vedete? anche qui arriva qualcuno, ogni tanto. Voi avete l'ora precisa?
Bianca - (consultando l'orologio sul polso) Le quattro.
Roversi - Soltanto le quattro? (Si allontana. Esce rientra, gironzola inquieto; lo si vedr anche ritto, immobile, oltre la vetriata, con il bavero del pastrano rialzato sulla nuca, le mani in tasca, i capelli al vento).
Gabriella - (inquieta, con la voce strangolata) Roversi? qui con te?
Bianca - (dominandosi) Con me?
Gabriella - Bianca, spiegami...
Bianca - (c. s.) Non qui con me. Ti pare? L'ho veduto prima. Credo sia arrivato mezz'ora fa.
Gabriella - Bianca! Tu l'hai chiamato qui; tu l'hai avvertito che oggi sua maglie sarebbe venuta qui con Sturm.
Bianca - E credi che gliene importi? Tu stessa e Neny dicevate a Venezia che Roversi era certo al corrente della tresca di sua moglie, e che fingeva di andarsene perch gli conveniva...
Gabriella - Si credeva.
Bianca - E perch non lo credi pi adesso?
Gabriella - Adesso rovinato, non pu pi sperare di trattenere quella donna con la forza del suo denaro con il fascino del lusso...
Bianca - Io non l'ho creduto mai!
Gabriella - Adesso un uomo che gioca continuamente con la morte!
Bianca - Ed io lo spio! .
Gabriella - (angosciosamente) L'hai avvertito tu? Verranno qui, dunque?
Bianca - Vengono spesso. Sturm ha dovuto vivere nascosto come un ladro in questo tempo, per non farsi vedere da lui. Roversi sospettava. Scappavano qui...
(Gabriella rimasta senza respiro: fissa Bianca e trema).
Bianca - (alzandosi, cambiando tono, con una disinvoltura forzata, nervosa) Mi hanno offerta una scrittura per Roma. Finalmente una scrittura, Gabriella! Ritorno all'arte: sar la mia salvezza, la gloria mi ubriacher, la ribalta mi accecher!.... (Ride) Sono stata da un a-gente teatrale in piazza della Posta, che tu devi conoscere, che deve aver combinato qualche affare anche con te, quando anche tu cantavi... Cantavi o quasi. Era a Milano, una volta: Gennaro di Lorenzo... Gennariello! Volevo chiedere delle informazioni. Tu conosci anche le miserie di queste piccole luride agenzie, su per certe scalette buie.... Una porticina paurosa... Si bussa: nessuno. Si entra: nessuno. Don Gennaro andato un momento a comperare un sigaro. Manca da due ore. Le pareti sono tappezzate di annunzi, di pupazzetti, di fotografie eroiche: Amleto, Otello, Salame... (Ride) C' u-na macchina da scrivere in un angolo. Allora si tocca, cosi, su qualche tasto, con un dito, per ingannare l'attesa... Si raccatta un pezzo di carta qualunque, un pezzo di carta sudicia anzi... E, per firma, una croce.
Gabriella - (balzando in piedi, nell'atto di muovere verso Roversi che fuori, oltre la vetriata, immobile) Ah ma...
Bianca - Che cosa vuoi fare? Avvertirlo? Fargli comprendere meglio che quanto gli stato scritto la verit? Non lo puoi fare. Devi rimanere, invece. Ed attendere.
Gabriella - Uccider.
Bianca - (protesa, ansiosa) Chi?
Gabriella - Lui.
Bianca - Perch? Se l'ha perduta ormai. Se deciso a perdersi, perch uccidere lui?
Gabriella - Tu speri?
Bianca - Chiss! Ti ho messo a nudo l'anima mia. Vedi che canaglia sono? Io spero. Io non ho altro rischio da tentare: voglio che tutto crolli; e spero. Un legame si spezzer in ogni modo: quel legame che lo avrebbe imprigionato pi tardi: egli un uomo che si avvia verso il furto un'altra volta. E, se deve finire, meglio che finisca cos.
Gabriella - (ansante, agitatissima) Correre sulla strada...
Bianca - Quale? ce ne sono tre.
Gabriella - Tu stessa ci avevi pensato... Ora vuoi ridere, ma sei pallida. Telefonare! Eni, in che albergo era?
Bianca - Non si sa.
Gabriella - Lei era all'Hotel de la Ville. (Mentre si avvia verso l'apparecchio telefonico, che e in un angolo, Roversi rientra).
Gabriella - (al cameriere che viene a riprendere la tazza ed il vassoio del the) C' un altro apparecchio in questo albergo?
Cameriere - Bisogna attraversare il cortile, signora. Nel negozio c' un altro apparecchio. (Esce di sinistra). (Appare Wladimiro, pallidissimo, spettrale, con gli occhi cerchiati, con quel tremolio strano del capo che non sa dominare e che gli caratteristico).
Gabriella - (indicarlo Bianca) Wladimiro, eccola qua. Portatela via. Ditele che venga via con voi.
Wladimiro - (a Gabriella) Voi ci lasciate?
Gabriella - Torno subito. (Esce di sinistra. Breve pausa).
Wladimiro - (a Bianca) Sono venuto soltanto per vedere se hai bisogno di qualche cosa. Mi ha dato una grande pena la tua fuga. Eravamo amici e non dovevi lasciarmi cos. Non sono venuto per portarti via. So che sei tenace ed io non ho alcuna intenzione di diventare grottesco. Non sono venuto nemmeno per tentare di commuoverti; tanto vero che io credevo gi che tu fossi ritornata con lui.
Bianca - (senza guardarlo, non perdendo mai di vista Roversi:) Non l'ho visto.
Wladimiro - Era a Trieste.
Bianca - Non per aspettarmi.
Wladimiro - Questo non lo so.
Bianca - Te lo dico io.
Wladimiro - Non ho diritto a questa confessione, lo sai. Io penso sempre che tu potresti, se mai, tradire lui con me; e non me con lui. O pure tradire te stessa come adesso che vuoi mentire. (Bianca, trasale, vedendo Roversi che tende l'orecchio. Giunge infatti lontanissimo il bruso di un'auto che si avvicina. Bianca, levando il capo, fissando Wladimiro:) Mi ami sempre?
Wladimiro - Forse solo perch mi sfuggi caparbiamente: sono un po' come te io!
Bianca - Allora giungerai al punto di non poter vivere senza di me!
Wladimiro - Ti farebbe piacere convincertene? Giunger ad odiarti invece.
Bianca - (con un grido folle, esaltata, pazza, vedendo che Roversi si precipita fuori:) Ma se ti dicessi: Portami via! lo faresti (Gli porge i polsi).
Wladimiro - (stringendo quei polsi:) Sei salda!
Bianca - (c. s. 🙂 Sono attaccata con i piedi sulla proda dell'abisso! la vertigine che mi trattiene, che mi attrae. Prova se pi forte di te! S: cos. (Impetuosamente, selvaggiamente egli tenta di attrarle a s: ella traballa, resiste, ride convulsa e poi gli si abbatte di schianto sul petto 🙂 Wladimiro! Serrami le tempie fra le tue mani, cos: coprimi le orecchie e le tempie.... Stringi! Stringi! Ah! (Si ode un colpo di rivoltella secco, lontano. Il cameriere, ansante, entra di sinistra, attraversa la scena, esce dal fondo verso il cortile, con cenni di terrore.)
Wladimiro - Che cosa succede?
(Altri due colpi rapidissima e un urlo di donna. Un signore entra di destra, attraversa la scena, esce correndo. Anche Wladimiro esce impetuosamente. Lascia Bianca estenuata, appoggiata ad una sedia).
Bianca - (con una strana espressione di gioia, timida e selvaggia insieme:) Lei!... lei!...
(Le vetriate si schiudono improvvisamente: entra Elena scarmigliata, spaurita, seguita dal cameriere).
Elena - Chiudete quella porta!.... Chiudete quella porta!.. (cerca una via di scampo). pazzo... impazzito!... C' un rifugio, di sopra? una camera che si possa sbarrare? (Esce correndo di destra. Un'angoscia mortale si dipinge sul volto di Bianca. Barcollando ella si avvia verso il divano: siede pesantemente. L'occhio vitreo sbarrato, sull'abisso senza fondo che si schiude).
Bianca - Lui! (Un signore entra, cerca qualche cosa; vede il divano. Fa cenno a Bianca di alzarsi. Bianca si alza a stento. Il Signore dispone i cuscini del divano in modo che il moribondo possa esservi adagiato sopra. Bianca fissa come ipnotizzata quella manovra. Si sente un parlottare di gente che sale dal cortile verso la scena trasportando qualcuno. Bianca si avvicina alla vetriata per vedere - istintivamente. Ma si copre subito il volto con le mani, trasalendo 🙂 Dio! .... (Il parlottare si avvicina).
FINE
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