Tre donne per un diavolo

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Tre donne per un diavolo

Tre donne

per un diavolo

                              

                                            

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Commedia in due atti

di

Mimmo Titubante

SIAE   N° posizione 197365 (titubantedomenico@hotmail.it)

Trama

In un piccolo paese vivono tre giovani donne piene di vitalità molto amiche tra loro: Giada  vedova senza figli che si mantiene scolpendo statuine, Vera giornalista del quotidiano locale e Luna coreografa di una tv privata. Le tre donne deluse dall’amore, desiderano ardentemente avere accanto un uomo che le ami, le protegga e che dia un senso alla loro esistenza. Come per incanto in paese arriva uno sconosciuto, Lucius Cifer, uomo molto ricco che si stabilisce nella splendida “Villa dei rododendri”, temuta da tutti gli abitanti del paese per le leggende di stregoneria che le gravitano intorno. In realtà Lucius (Lucifero), che è un demone giunto sulla terra per corrompere le tre donne e avere un figlio da loro, fa in modo di avvicinare le tre amiche e, con atteggiamenti ambigui e raffinati, le seduce una ad una. Per le tre donne è la metamorfosi: diventano belle, affascinanti e felici. I paesani intanto chiacchierano, immaginando che nella misteriosa villa si svolgano orge e altre stranezze. Le tre donne sono allontanate da tutti,  specialmente dalla devotissima Clara che le accusa delle colpe più inconfessabili. Per una strana coincidenza, però, la donna ha un incidente in cui si frattura una gamba e la sua ragione comincia a vacillare. Ogni giorno di più nutre odio per le tre donne e per il loro diabolico seduttore, ma ecco che la situazione precipita: dopo un'ultima drammatica crisi di Clara, Lucius  decide di toglierla di mezzo. L'episodio sconvolge Giada, Luna e Vera, che capiscono bene chi è il loro uomo e decidono di lasciarlo, ma Lucius non accetta l'abbandono e si vendica delle tre amanti colpendole attraverso le loro fobie: fa invecchiare di colpo Vera che ha il terrore della vecchiaia, paralizza le mani di Giada  che ha la fobia di non riuscire più a scolpire e fa venire una inarrestabile emorragia a Luna che viene meno al solo pensiero del dolore fisico. Giada, per salvare se stessa e le amiche, decide di tornare da Lucius e lo rabbonisce promettendogli che tutte e tre faranno ritorno da lui. L'armonia è ristabilita, ma le donne meditano di toglierlo definitivamente di mezzo. Un giorno, mentre lui è fuori, con formule e riti di magia nera, infliggono all'uomo una terribile lezione. Lucius  riesce tuttavia a tornare alla villa deciso a punire le tre streghe che hanno osato tenergli testa. Ma la lotta è ad armi pari: Luna, Giada e Vera sanno ormai usare i loro poteri demoniaci meglio di lui e Lucifero è costretto a sparire per sempre.

Personaggi

Giada:              Scultrice

Vera:                Giornalista

Luna:                Danzatrice

Lucius:             Diavolo

Clara:               Devota

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                    

Primo atto

Tre donne per un diavolo

Scena  prima

Casa di Giada . Scroscio di pioggia torrenziale, rumore di tuoni e luce di lampi da una finestra sul fondo. Luce. Entrano in fretta tre donne.

Giada               Per favore ragazze, potete asciugarvi  i piedi prima di entrare?

Vera:                Cavolo quanta ne sta venendo giù!

Entra Luna. Si tocca i capelli, si toglie l’impermeabile e si guarda in uno specchio.

Luna:                Io non lo so cosa gli è preso a sto’ tempo! Mi ci è voluta mezza giornata di parrucchiere per assicurarmi un look ultra sofisticato, farmi la ceretta e aggiustarmi le unghie e….e tutto questo casino per partecipare a…a un ridicolo matrimonio!

Giada:              Gelosa per caso?

Luna:                Spudoratamente sì! Sonia non se lo meritava un ragazzo come Andrea.

Giada:              Allora potevi accaparrartelo quand’era libero, invece di perdere tempo con gli uomini sposati ?

Luna:                Ma se quella iena se l’è marcato stretto sin dal primo giorno che le ha rivolto la parola…!!

Giada:              Bello, ricco e pure un po’ tonto….meglio di così!

Vera:                Per un uomo del genere è difficile stabilire la connessione fra cervello, intelligenza e amore.

Giada:              E poi guardati attorno Luna, di scapoli accettabili in giro ce ne sono e tu, se vogliamo, non sei proprio da buttare via.

Luna:                Cos’è, lo devo considerare un complimento?

Giada:              Certo che lo è! (Pausa) Ti ricordi di Gianni Guidi?

Luna:                Che fine ha fatto?

Giada:              E’ morto l’altro ieri….. un infarto.

Luna:                No!!!

Giada:              C’era il suo nome sul necrologio del giornale!

Luna:                Cavolo….. quanto mi dispiace!

Giada:              Lui sì che era un ottimo partito, ma te lo sei lasciato scappare. A quest’ora saresti stata un’ appetibile vedova!

Luna:                Ma a me non interessano i soldi, ne   voglio uno speciale.

Giada:              Allora smettila di spettegolare sui matrimoni degli altri e comincia a lavorare sulla tua crescita interiore!

Luna:                Senti….se Andrea è stato tanto cretino da sposarsi con quella iena, ho il diritto di farlo ….e perlomeno si poteva metterlo in guardia.

Vera:                Hai ragione, è stato come vedere un cieco cadere in un tombino !

Luna:                E ci è toccato pure farle il regalo! Una coppa di vetro di Murano antica, che sul mio trumeau dell’800’ ci sarebbe stata un amore.

Vera:                E ce l’hanno fatta pagare quanto il Santo Graal! Mica scema….quella….

Giada:              Lo so, ma era l’unico regalo abbordabile sulla loro lista di nozze.

Vera:                E poi l’avete vista ? Sembrava uno scarafaggio.

Giada:              Uh…. che cosa orribile da dire ad una sposa!

Vera:                Perché no? Avrà pure sfoggiato un velo lungo tre metri  ed un anello al dito, ma aveva  una faccia tirata e due occhietti piccoli e lucenti come le perline attaccate al vestito.

Luna:                Un vero scarafaggio vestita a nozze! E come se lo guardava il suo Andrea!

Vera:                Sì, come il gatto che sta per mangiarsi il topo. Che spasso quando è cominciato a piovere a raffica e lei li, imperterrita, col testimone che cercava di ripararle l’acconciatura con  un ridicolo ombrellino!

Giada:              (Sorride) Siete proprio senza vergogna!

Luna:                Mia madre dice che la vergogna è come quel dolore che hai provato! Te lo ricordi solo la prima volta.

Vera:                Ho sempre ammirato tua madre…

Giada:              Ma se ha l’Alzheimer!

Vera:                E poi che senso aveva sposarsi in un agriturismo all’aperto  nel mese di maggio?

Luna:                Perché Sonia è una snob e solo a una di snob poteva venire un’ idea così insana!

Giada:              Sposa bagnata…..

Luna:                Sposa fortunata….

Vera:                Ah..lei sì, lui non credo proprio!

Giada:              Che carognette!

Luna:                Che poi vi siete perse un finale! Quando il prete, sotto tutta quell’acqua  è riuscito a dichiararli marito e moglie, loro si sono messi a litigare per la situazione , lei lo ha minacciato con un pugno ed  è scappata via e lui le è corsa dietro.

Vera:                Idiota!

Giada:              No…no …semplicemente innamorato.

Vera:                Ma per favore!

Giada:              Dai, alla fine non è andato tutto storto. Per lo meno quelli del catering  sono riusciti a salvare una parte di buffet.

Luna:                Mentre l’orchestrina continuava a  suonare, che sembrava di stare sul set del Titanic ! Che spasso!

Vera:                La scena più divertente è stata quando un vecchietto rincoglionito che gridava “Viva gli sposi”, mi ha chiesto di ballare con lui ed alla fine è riuscito a palparmi il sedere.

Giada:              Beh, io dopo qualche spintone sono riuscita a mettere le mani su delle tartine al salmone, certo un po’ bagnate, ma ugualmente deliziose.

Luna:                Ed io invece non sono riuscita ad afferrare un cavolo di niente ed ora ho un gran buco nello stomaco!.

Giada:              Chissà perché la gente adora i matrimoni, io li trovo decisamente noiosi! E quei sermoni che non finiscono mai!

Luna:                Ed io ero lì che mi dicevo…..andrà avanti in eterno questo prete? E continuavo a pensare : “Sarebbe un sogno andarcene via di qui “! Allora ho guardato il cielo ed ho desiderato ardentemente che piovesse.

Vera:                Anch’io ho  desiderato la stessa cosa ! 

Giada:              Sul serio? Beh, anch’io……..

Vera:                Allora ha diluviato! Che strano!

Giada:              E che c’è di strano?

Vera:                Che tutte e tre stavamo pensando la stessa cosa e nello stesso momento.

Tuono fortissimo.

Giada:              Questo non ci porterà a  pensare di essere dei fenomeni paranormali! Su…su beviamoci una cosa sopra. Vi va un Martini?

Luna:                Buona idea! Ed anche questa pensata insieme.

Giada serve. Al momento del brindisi, rumore di fulmini e  lampi dalla finestra.

Giada:              Chissà quante calorie ci sono in un Martini!       

Vera:                            Fa niente, al Martini non potrei mai rinunciare!

Luna:                A cosa si brinda?

Giada:              Ai nostri amori perduti.

Vera:                Dagli e dagli, finiamo sempre a parlare di uomini.

Giada:              E’ l’unico argomento interessante dei nostri incontri.

Luna:                A me in fondo piacciono , è l’unico momento in cui riesco a rilassarmi!

Giada:              Ah certo! Cucina, partite a carte. E che cosa abbiamo fatto l’ultima volta?

Luna:                Involtini di primavera e riso alla cantonese!

Giada:              Favoloso e  stimolante per la linea!

Luna:                Questo non è un distendersi, è un nascondersi!

Vera:                Da cosa?

Luna:                Dai nostri problemi!

Vera:                Io sogno qualcosa di più dalla vita.

Giada:              Ho un’idea , preparo un bel piatto di spaghetti, ci scoliamo due bottiglie di rosso e, quando siamo ubriache, ce ne andiamo per strada a suonare i citofoni.

Vera:                Smettila, siamo troppo vecchie per stupidaggini del genere!

Luna:                Allora brindiamo di nuovo.

Giada riempie i bicchieri e bevono

Vera:                (Canta) Voglio un piccolo grande amore….solo un piccolo grande amore….

Ridono.

Giada:              La verità è che siamo ubriache!

Vera:                Io non sono ubriaca!

Giada:              Smettila, che se ti metto uno stoppino in bocca, ci brucia per due settimane.

Luna:                Che scema che sei ….e poi  non credo che l’uomo sia la risposta a tutto.

Vera:                Ah….che cosa non darei per  quello giusto!       

Giada:              Hai detto la stessa cosa l’altro giorno a proposito di un paio di scarpe di Fendi.

Vera:                Scema! Certo, ci vuole fortuna a trovarlo……cioè parlo di uno che sappia camminare, parlare, e vestirsi da solo…

Luna:                E che non si infili le dita nel naso mentre sta seduto in macchina al semaforo.

Giada:              Mi avete stancato! Allora vediamo…..per prima cosa deve essere bello….

Vera:                Uno forestiero potrebbe essere interessante!

Luna:                Alto, bruno e sotto un incantesimo.

Giada:              Romantico, un principe straniero su un bella Limousine!

Ridono di nuovo

Giada:              No….no scusate….visto che stiamo chiedendo…allora chiediamo tutto!

Tuono con effetto luce e musica suspense di sottofondo.

Giada:              Bello,anzi bellissimo…e che non se la tiri troppo.

Vera:                Begli occhi….e che mi sappia corteggiare!

Luna:                (Decisa) Bel culetto….

Ridono. Musica. Tuono.

Luna:                Ed un bel coso.

Vera:                Ah no, io lo preferisco piccolo…..ma efficiente!

Giada:              Brava sei!

Vera:                Per l’estetica io lo preferisco piccolo. Claudio l’aveva enorme e c’erano delle volte che mi spaventava solo l’idea!

Giada:              Bah, io sarei per una via di mezzo….

Vera:                Poetico….ma che funzioni….

Brindisi. Tuono

Luna:                Beh….dolci sogni, ma sognare le cose, non basta farle succedere!

Rumore di frenata  e risata agghiacciante.

Scena  seconda

Suonano alla porta. Giada va ad aprire, entra la signora Clara proprietaria dell’emporio del posto.

Giada:              Salve signora Clara!

Clara:               Salve Giada!

Giada:              Si accomodi. Posso offrirle una tazza di the?    

Clara:               No grazie! Sono passata solamente per portarle  i soldi delle bomboniere che ho venduto. C’è solo da scalare la percentuale per l’ospizio.

Giada:              Bene…. cominciavo a pensare che non piacessero alla gente!

Clara:               Ma che dice? Sono graziosissime!

Giada:              Sul serio!

Clara:               Ma sì cara, sa quanto mi piacciono quei puttini che lei fa così belli, così curati nei particolari, ma con la crisi che c’è si vendevano poco. Stamattina invece passa un tipo mai visto prima d’ora…..

Giada:              Ossia?

Clara:               Lucius Cifer…così ha detto di chiamarsi!

Giada:              E che razza di nome è?

Clara:                           Che ne posso sapere? E’ entrato nel negozio, ha cominciato a guardare in giro e poi si è fermato davanti all’espositore con le sue statuette colorate! Ha cominciato a guardarle con interesse….a toccarle….

Giada:              Allora? (Sorride) Che ha fatto, ne ha comprata qualcuna?          

Clara:               Tutte le ha comprate, dalla prima all’ultima …..

Giada:              Cosa? Non ci posso credere…

Clara:               L’ intero espositore.

Giada:              Ma va?

Clara:               Strano no?

Giada:              Beh….un po’….e comunque sia , l’importante è che se le sia comprate…

Clara:               Sì, ma non è normale! Che cosa se ne farà di più di duecento pezzi?

Giada:              Non lo so!

Clara:               Poi ha cominciato a farmi un sacco di domande! Sul paese…sulla gente! So solamente che mi sono sentita subito a disagio con lui….non so….io lo guardavo negli occhi, quegli occhi di ghiaccio, quasi diabolici. (Si fa il segno della croce)

Giada:              Poco male….tanto com’è venuto, se ne andrà!

Clara:               E’ questo il problema! Non se ne andrà! Mi ha detto che ha comprato “Villa dei rododendri” e si stabilirà qui.

Pausa. Giada si gira di spalle.

Clara:               Ma mi sta a sentire? Ho detto che quel tale ha comprato “Villa dei rododendri!”

Giada:              Ho sentito!

Clara:               Uno viene a stare in un  paesino sperduto di provincia per comprare una villa abbandonata da  secoli….e  per farci cosa?

Giada:              E deve avere pure un sacco di soldi! Quella villa casca a pezzi!

Clara:               Non vorrà mica farci un club strano, di quelli co…come li chiamano?

Giada:              Per scambisti?

Clara:               Sì, proprio quelli.

Giada:              Cosa va a pensare!

Clara:               Tutto può essere, considerata  la storia della villa e la maledizione che c’è sopra!

Giada:              Magari sono solo un mucchio di fesserie!

Clara:               No, non sono fesserie ed io ho come un presentimento. E’ come se stesse accadendo qualcosa, qualcosa di malefico (segno della croce) e proprio in quel posto maledetto!

Giada:              Cosa va a pensare!

Clara si mette seduta e compila un assegno.

Clara:               Hai ragione cara! Ecco qua, ho sottratto la percentuale…per lo meno quell’uomo non ha badato a spese e non  ha chiesto sconti.

Giada:              Meglio di così!

Clara:               Ha pagato e basta e…e nell’ospizio avranno qualcosa in più da mangiare! Anzi ora che mi ricordo, mi ha chiesto il nome di chi aveva fatto le statuine, ma non gli ho detto niente….

Giada:              Tanto c’è scritto sulla targhetta !

Clara:                           Dio mio, non ci avevo pensato! Oh…..adesso la devo salutare, c’è la messa di mezzogiorno.

Clara si alza, saluta Giada e poi esce. Giada si riempie una tazza e si mette seduta sul divano. Buio. Musica di stacco. Suonano alla porta! Va ad aprire. Compare un uomo,  Lucius Cifer. Giada lo guarda per un attimo stupita.

Giada:              Dica?

Lucius:             (Entra e si presenta) Permette? Lucius…..Lucius Cifer.

Giada:              Giada…

Lucius:             Giada Serra ! Lo so….lo so…la  era scritto sulle targhette. Mi trovavo qui di passaggio e mi è venuta la voglia di conoscere l’artefice di quelle deliziose statuine che ho acquistato questa mattina.

Giada:              So…..sono io ….!

Lucius:             (Le prende le mani e le bacia) Piccole! Piccole….ma possenti, piene di impeto! (Le tiene la mano) Vigorose, te ne accorgi quando le tieni tra le mani!

Giada:              Vuole accomodarsi?

Entra e si accomoda sul divano.

Lucius:             Bella casa…calda e accogliente…. si vede che c’è il tocco dell’artista.

Vera:                Sto molto bene qui.

Lucius:             Sì! (Guarda una foto) Chi è questo tipo….suo padre?

Vera:                E’ il mio ex marito e…

Lucius:             Divorziata?

Vera:                Vedova.

Lucius:             Che dispiacere! (Prende una statuina poggiata sul tavolo). E’ opera sua anche questa? Cosa rappresenta?

Giada:              Il dio della fertilità!

Lucius:             (La guarda) Per essere quello che è…….direi che gli scarseggiano gli attributi!

Giada:              Lei trova?

Lucius:             Certo, le misure sono sballate, ma si può migliorare!

Giada:              Lei dice?

Lucius:             Ma certo! Alcune delle sue statuine le ho spedite già a Milano, sa ho un amico laggiù, ragazzo fantastico, gentile, sereno….gran brava persona. Ha un bel negozio in centro, voglio sentire cosa ne pensa!

Giada:              Beh….la ringrazio molto!

Lucius:             (Come se non l’avesse sentita) Rododendri da queste parti ne ha visti?

Giada:              No…

Lucius:             Beh…neanche io, non ne riconoscerei uno, manco se ci pisciassi sopra. Posso invitarla a pranzo?

Giada:              No! E’ un po’ presto!

Lucius:             Per mangiare?

Giada:              Per pisciare sui rododendri……non sono ancora fioriti!

Pausa. Lucius la guarda con ammirazione.

Lucius:             Che grinta….!

Giada:              Senta, la ringrazio per l’invito, ma non posso assentarmi. Sto aspettando un pacco!

Lucius:             Un pacco dice? Speriamo sia della dimensione giusta! Ecco vede, ancora dimensioni, misure. Forse chissà è una fissa mascolina, si dice che alle donne non importa, io ….beh sono  una via di mezzo…lei che ne dice?

Giada:              Che ne dico di che?

Lucius:             Le donne si preoccupano di cose del tutto diverse.

Giada:              Cosa dovremmo fare?

Lucius:             Perlomeno dovreste soffermarvi sui particolari! Questa è una mia opinione.

Giada:              Appunto…la sua…

Lucius:             Lo so che non è un opinione che va di moda adesso, ma “fan culo” (batte un pugno sul tavolo)…..io so quello che vedo!  Vedo uomini che corrono in giro a cercando di infilarlo  in qualsiasi buco che trovano e sperando in una risposta emotiva, ma è solo nelle donne la vera sorgente, la sola grande forza. Natura…generare..rigenerarsi. Luoghi comuni? Luoghi comuni…. certo…certo, ma veri!

Giada:              Ma perché mi sta dicendo  questo?

Lucius:             Perché tu sei una donna onesta ed io voglio essere  onesto con te! Le donne mi piacciono….le ammiro… e tu  mi sei piaciuta subito . Ho un certo fiuto per queste faccende!

Giada:              Quali faccende?

Lucius:             Queste…naturalmente….ma se vuoi che io ti tratti come una stupida lo faccio! Ma a quale scopo? Tu hai cervello Giada, più che cervello, ma non te ne rendi conto vero? Come troppe donne!

Giada:              Grazie per la considerazione. Lei è sposato?

Lui la guarda con un’aria da marpione

Lucius:             Ottima domanda! Vedi? Cervello ! E la risposta è NO!

Giada:              Naturalmente!

Lucius:             Non credo nel matrimonio….buono per l’uomo, schifoso per la donna. Lei ne muore, ne è soffocata! Io l’ho costatato. E allora il marito corre in giro e va lamentandosi con tutti che ormai sta scopando con una defunta ed è lui….lui… (sghignazza) quella che l’ha uccisa. E dov’è tuo marito Giada?

Giada:              Gliel’ ho già detto……sono vedova!

Lucius:             Ah….già, che sbadato che sono e mi dispiace, ma sino ad un certo punto!

Giada:              Ma davvero?

Lucius:             Perché sei una delle fortunate……cioè quando una donna scarica il marito o il marito scarica la moglie, comunque si verifichi: decesso,distacco o divorzio: “LE TRE D”! Quando questo si verifica, la donna rifiorisce, torna in boccio come i fiori, come i frutti. E’ matura, esplode! QUELLA è la donna per me!

Giada:              (Si alza) Mi rincresce….. ma ora dobbiamo proprio salutarci…

Si allunga sul divano.

Lucius:             Comodo…soffice e spazioso…..in caso  tu  avessi bisogno di dormire davanti alla TV, oppure di fare del  sano sesso …..

Giada:              Cosa? Non ci penso proprio!

Lucius:             (La guarda dal basso verso l’alto) Peccato ! Sa…..anch’io ho comprato un divano comodo come questo…. per la mia villa.

Giada:              Perfetto,  abbiamo almeno qualcosa che ci accomuna.

Lucius:             Te lo farò provare! E’ appartenuto ai Borgia.

Giada:              Io non voglio provare un bel niente.

Fa finta di non sentirla.

Lucius:             Naturalmente sono oggetti che  costano un’anima, ma cazzo, un povero diavolo se lo merita un po’ di lusso ogni tanto! Sa, bisogna usarsi qualche riguardo e non puoi certo aspettarti che te li usano gli altri. Nel frattempo c’è questo divano accogliente!

Giada:              (Ride) E ora , che avrebbe intenzione di fare?

Lucius:             Gliel’ho già  detto!

Giada:              Senti coso….come ti chiami …..Ciferi.

Lucius:             Cifer….Cifer… senza la “i” finale.

Giada:              Ok..ok…. ci siamo conosciuti, sei molto spassoso, ma ora te ne devi proprio andare….

Lucius:             Ho toccato con te il mio record di franchezza, ma ho pensato che sapessi apprezzarlo.

Giada:              Sbaglio o  stai cercando di sedurmi?

Lucius:             No io non mi sognerei mai  di sedurre te Giada, non insulterei mai la tua intelligenza mediante qualcosa di triviale come la seduzione, ma onestamente mi piacerebbe……fotterti!

Giada:              Senti stronzo, perché non ti fai clonare, così puoi fotterti da solo?

Lucius:             (Lui la guarda lascivo) A te piace stare sopra o sotto? Insomma, in certe situazioni, preferisci dominare o essere dominata?

Giada:              Beh sai,  devo ammetterlo, apprezzo la tua sincerità, l’apprezzo molto e mi sforzerò di essere altrettanto diretta e sincera come te, per quanto mi è possibile.

Lucius:             (Compiaciuto) Bene….bene….

Giada:              Io…io credo…anzi sono più che convinta che tu sei il più disgustoso uomo che abbia incontrata da quando sono nata. Nel breve tempo che siamo stati insieme tu hai messo in luce tutte le ignobili caratteristiche della personalità maschile, anche  scoprendone alcune davvero nuove.

Lui la guarda estasiato , sbracato sul divano.

Lucius:             Meravigliosa creatura!

Giada:              E se tu non parlassi a sproposito , saresti un normale cretino!

Lucius:             Porco diavolo…. starò zitto!

Giada:              E invece  strafai!

Lui fa’ la faccia dispiaciuta, per poi sorriderle di nuovo.

Giada:              Se….sei….fisicamente ripugnante, intellettualmente ritardato, moralmente riprovevole, volgare, insensibile, egoista, stupido, sei privo di gusto, hai un osceno senso umoristico... e per di più puzzi come un maiale. Non sei neanche abbastanza stimolante da farmi vomitare.

Faccia spavalda.

Lucius:             Allora….sotto o sopra?

Giada:              Da nessuna parte egregio Cifer, perché io non ti vedo proprio, sei, come dire, insignificante….trasparente. Sarebbe come fare sesso con l’uomo invisibile!

Lucius:             Davvero?

Giada:              Sì proprio così! E…e…sparisci dalla mia vista prima che comincio a chiamare aiuto.

Lucius si alza.

Lucius:             Brrrr…che paura! Ok….ok…ma se è veramente quello che senti….quello che senti…senti! (Pausa)  Ma è veramente quello che senti?

Giada:              (Ad alta voce) Vattene….ti ho detto di andartene.

Giada gli gira le spalle. Lui le se avvicina e le parla all’orecchio.

Lucius:             E cosa farai tutta sola in questa casa? Starai sola vero? E per le faccende? Beh….togli lo sporco e ci sarà altro sporco da togliere domani, rifai i letti che dovranno essere rifatti domani, lavi i patti altri ce ne saranno domani. Il tuo meglio l’hai già fatto Giada! Hai fatto la tua parte di moglie tradita, di vedova affranta! Il giardino, la cucina, una partita a carte con le tue amiche, qualche Martini, un paio di pillole per il mal di testa, un po’ di psicanalisi e dove sei ora Giada?

Giada:              Esattamente dove voglio essere e ci sto benone!

Lucius:             E chi te lo fa fare a fingere? Fingere di essere qualcun’altra, di essere la metà di quello che sei?

Giada:              Ma chi sei , uno psicologo?

Lucius:             Più o meno!

Giada:              Beh qui non c’è pane per i tuoi denti….cambia indirizzo…

Lucius:             Quando potete andare avanti così, voi donne? Il mondo continua a crescere e voi lo nutrite. Non è lui che nutre voi, vero? Lui vi passa attraverso come una purga, lui vi spreca. La donna non è che un buco, non dicono cosi? Tutta la futilità del mondo si riversa su di voi! Tu quanta ne puoi sopportare Giada? Quanta ne puoi accettare prima di esplodere? Giacendo nel tuo letto, guardando il soffitto, aspettando sempre che succeda qualcosa e sempre con la consapevolezza che tu eri fatta per qualcosa di meglio, sentendolo……volendolo!

Giada:              Come fai a sapere quello che voglio?

Lucius:             Io so tutto di te! Usami Giada, usa me, sfogati, ho le spalle larghe io! Abbandonati, non aspettare, il tempo è assassino! Abbandonati Giada, fallo….fallo……..ma adesso!

Giada si gira e si baciano con violenza. Musica. Buio.

Scena  terza

Luna canta e danza sulle note di un “blues”. Lucius la guarda  seduto ad un tavolo. Alla fine del  numero Luna si avvicina a Lucius.

Luna:                Il signor Cifer suppongo!

Lucius si alza, le bacia la mano e le offre la sedia.

Lucius:             Luna….Luna Morelli.

Luna:                Bando ai convenevoli, mi chiami Luna….. se le fa piacere.

Lucius:                         Ah bene, anch’io Lucius, preferisco! Luna , bianca Luna:  “ Nascono  promesse  sul calar della sera di amanti abbracciati  tra volte stellate dove s’affaccia la luna ”.

Luna:                Bei versi ! Di chi sono?

Lucius:             Miei…

Luna:                Non mi dire!

Lucius:             Mi escono spontanei, quando ho davanti ad una  donna affascinante!

Luna:                Come sei galante! Grazie delle bellissime rose che mi hai fatto trovare in camerino.

Lucius:             Un piccolo omaggio alla tua bravura! Sai ti ho seguita molto su quella TV privata dove lavori! Cara mia…. credimi, tu regali perle ai porci!

Luna:                Erano solo delle televendite!

Lucius:             E allora? Anche in quelle ci vuole classe ed io so riconoscere il talento! Hai solo bisogno di qualcuno che creda in te! (La guarda negli occhi) Ho molti amici nell’ambiente! Ordino qualcosa per te? Champagne… scotch……

Luna:                No…sul lavoro no….solo dell’ acqua!

Lucius:             (Riempie un bicchiere e lo porge a Luna) Salutista?

Luna:                Quel tanto che basta!

Lucius:             (Sorriso) Davvero? Ti dispiace se bevo il  caffè prima che si freddi?

Luna:                Affatto!

Lucius:             Puoi passarmi lo zucchero….. per piacere?

Luna:                (Luna guarda il vassoio che ha davanti)Una zolletta o due?

Lucius:             Quattro

Luna:                Goloso….

Lucius:             Goloso di tutto, io mi faccio di zucchero! Di zucchero, cioccolato, coca cola, alcolici. Un appetito incontrollabile ….e in qualsiasi reparto!

Luna:                Non ti fa bene! 

Lucius:             E chi lo dice? Sai, anche l'amore, biologicamente, non è diverso da una grande scorpacciata di cioccolato?

Luna:                Peccato che  non ne sono ghiotta ……

Lucius:             Peccato davvero! Io invece non mi preoccupo, ho una costituzione soprannaturale, eccedo in tutto….dono genetico.

Luna:                Uhhh, quanta modestia …

Lucius:             Vanità, decisamente il mio peccato preferito! Comunque cosa sono tutte queste menate sulla coscienza sanitaria, perdona il linguaggio, ma che diavolo, vedo gente di sessanta, settant’anni che si fa il culo per stare bene. A che scopo? Quando muoio voglio essere malato, mica sano!

Luna:                Beh….sono punti di vista…

Lucius:             Credimi, solo i buoni vanno in paradiso, ma quelli ormai sono una specie in via d’ estinzione! I cattivi, mia cara, si divertono di più. Mi permetti un suggerimento?

Luna:                Si?!

Lucius:             Niente di che,  una cosa che riguarda la tua pettinatura….. puoi anche ignorarlo...

Vera:                Non ti piace?

Lucius:             No, mi piace molto: è bellissima! È che non ti appartiene, tu sei troppo viva per nasconderti. Non ti dona. Tirateli un po' su...dietro la nuca.

Vera:                Cosa?

Lucius:             Fallo! Vediamo che succede!

Vera:                (Ride) Adesso, qui?

Lucius:             Perché no? Ti prego...

Si alza i capelli con l'aiuto delle mani; li trattiene con la mano destra e rende visibili le spalle e il collo. Lui la guarda soddisfatto.

Lucius:             È bello aver ragione! Le spalle di una donna sono gli avamposti della sua esaltazione, il suo collo, se è vivo, ha tutto il fascino di una terra di conquista.

Pausa. Lei lo guarda.

Luna:                Mi sto chiedendo cosa ci viene a fare una persona  come te in questo buco di paese.

Lucius:             Allora sarà una conversazione da salotto.

Luna:                Scusami!

Lucius:             No…no mi sta bene! Questo paese mi attira e  volevo un posto dove sistemarmi. Mii piace la villa che ho comprato.

Luna:                Ha una storia quella villa. Dicono che ci bruciavano la gente….le streghe!

Lucius:             Abracadabra! Sai che il terrore della stregoneria sino al quattordicesimo secolo fu scatenato dalla classe medica? E’ vero cavolo, nel tentativo di scalzare le levatrici dal ricco business delle nascite e queste erano la maggior parte di quelle che bruciavano. Erano levatrici!

Luna:                Dici davvero?

Lucius:             Fai meglio a crederci! Parola di Lucius, quello è solo un altro esempio di un mondo dominato dal maschio in ogni settore e della repressione delle donne per i suoi egoistici propositi!

Luna:                E per questo che le impiccavano?

Lucius:             Beh, anche per il fatto che erano donne che non si facevano problemi di niente, come è vero il fatto che le mogli di quelli con cui andavano facevano parte del comitato d’impiccagione.

Luna:                Un classico!

Lucius:             Però che paraculi che sono questi uomini! Non trovi? Prima ti usano e poi ti gettano, ma possono essere un’alternativa nell’ attesa di trovare quello giusto! Sto dicendo stronzate o profonde verità? (Pausa)

Luna:                Invece tu ?

Lucius:             Certo…certo, di sicuro non sono uno stinco di santo, (ride) …al contrario, ma non sono  mai sceso a queste bassezze.

Luna:                Davvero?

Lucius:             E’ che non sono il tipo….non mi riesce proprio.

Luna:                E come sei….dimmi….

Lucius:             Con te voglio essere veramente me stesso!

Luna:                Io non ti sto chiedendo niente!

Lucius:             E sarebbe  uno spreco! Vivi cavolo ! La vita e' un banchetto e solo gli idioti muoiono di fame.

Luna:                E tu saresti  pronto a soddisfare ogni tipo di appetito!

Lucius:             Senza ombra di dubbio! Giada, con me le donne sorridono…sorridono prima e dopo . Alla fine è solo questione di misure….di temperamento!

Luna:                Ancora vanità!

Lucius:             Il mio oppiaceo naturale!! Io sono la tua sorpresa Luna….apri il pacco e non te ne pentirai.

Lucius la prende per mano e lei lo segue. Buio.

Scena  quinta

Casa di Giada. Entrano Vera e Luna che ha cambiato pettinatura. Dopo i saluti si mettono sedute.

Giada:              (Guarda Luna) Cos’hai fatto ai capelli?

Luna:                Li ho solo legati.

Giada:              Stanno benissimo, ti danno più luce al viso.

Luna:                Anche tu hai un aspetto meraviglioso….. davvero!

Vera:                Sei pure dimagrita! Centro benessere?

Giada:              Macché… diciamo che sto passando un periodo davvero spensierato. La vedova sconsolata è sparita e ho provato a sostituirla con un clone più carino.

Si mettono sedute. Giada serve da bere .

Giada:              A te come va Vera?

Vera:                Bene! Indovinate chi ha chiamato in ufficio ieri!

Giada:              Chi?

Vera:                Lucius Cifer….quello della villa!

Giada&Luna:     NO!

Giada e Luna si guardano. Vera guarda loro.

Vera:                Che c’è… ho detto qualcosa di male?  Dal giornale mi hanno chiamato chiedendomi di fare un’intervista a quell’uomo, riguardo alla villa ed a eventuali restauri e lui ha acconsentito, ma ha preteso di essere intervistato solo da me.

Giada:              Chi, Lucius?

Vera:                Proprio lui….. lo conosci?

Giada:              Sì….l’ho conosciuto!

Luna:                Ah…. se è per questo anch’io! E’ venuto nel cabaret dove lavoro! Che uomo affascinante!

Giada:              Quanto affascinante?

Luna:                Beh….sì insomma….abbastanza. (Gira le spalle)

Giada:              Ho capito, hai approfondito il discorso.

Luna:                E anche se fosse?

Giada:              Che strano!

Luna:                E perché? Non so se alla fine sono riuscita a scambiare la mia vita con quella di Jennifer Lopez, ma penso che lei non si sia offesa se per una notte ho preso in prestito la sua.

Giada:              Il conto torna! Gli manca solo Vera ed ha fatto l’ en plein!

Vera:                Ma….ma cosa….

Luna:                Non dirmi che anche tu…

Giada:              Invece sì! E’ stato qui, ci ha provato subito ed io, anche se detesto i corteggiamenti beceri, non sono riuscita ad impedirglielo.

Vera:                (Incavolata) Ragazze? Mi spiegate qualcosa?

Giada:              C’è poco da spiegare! A quanto pare è interessato anche a te.

Vera:                Solo perché  mi ha  chiesto un’intervista?

Giada:              No, non è questo. Domandati perché ha chiesto proprio di te alla redazione!

Vera:                            Forse perché sono brava, ma chissà come, ho la strana sensazione  che  mi considerate un’idiota.

Giada:              E chi te l’ha detto! Ti sto solo facendo capire che l’intervista è solo una scusa per conoscerti. La stessa cosa l’ha fatta con me, fingendosi interessato alle mie statuine.

Luna:                A me ha fatto  trovare il camerino pieno di rose rosse…

Giada:              Ma la cosa strana è che sono contenta ugualmente! Capisci, niente gelosie!

Vera:                Ma cos’ha di tanto speciale?

Giada:              Certo non ha gli occhi verdi, il naso perfetto , ma a letto, credimi, è un vero demonio.

Luna:                Hai ragione,  è una forza della natura! Ti giuro che ho camminato a fatica per almeno due giorni, ha un coso sbalorditivo, curvato  alla rovescia.

Vera:                Come sarebbe curvato alla rovescia?!

Luna:                E’ vero, ce l’ha proprio così! A me è bastata una notte d’amore con lui, per dimenticare tre anni d’insignificante relazione.

Giada:              Si ti dico curvato….curvato……insomma sono in estasi….

Vera:                Non starete un attimino esagerando?

Giada:              No…no….non è solo quello, è per come mi conosce e non soltanto me, lui conosce tutto, abbiamo parlato, abbiamo parlato per ore ed io non parlavo con nessuno in quel modo……da tanto…troppo tempo.

Luna:                E’ come quando arriva un nuovo vicino e tu non ci pensi due volte a dargli le chiavi di casa.

Vera:                Ma chi è…..Brad Pitt?

Giada:              Meglio! Non puoi capire, lui è così sensibile, vive tutto in modo così intenso….cioè già parla della nostra relazione in termini di secoli. E a questo punto non vedo l’ora che anche  tu lo conosca,  com’è stato per noi e te ne innamorerai…..

Vera:                E non vi scoccia per niente!

Luna:                Sembra strano, ma è così!

Giada:              Per una che volta ci capita l’occasione di fare un salto quantico fuori dal ghetto, perché non approfittare?

Vera:                Ma stiamo parlando dello stesso uomo!

Giada:              Io non so dove ci porterà tutto questo, non siamo donne complicate, forse solo un po' paranoiche ed insicure, ma una cosa è certa: vale la pena di approfondire il discorso.

Suonano alla porta. Giada va aprire. Appare la signora Clara che cammina con l’aiuto di un bastone. Vera e Luna la salutano con gentilezza e poi la fanno accomodare.

Giada:              Che le è successo Clara?

Clara:               Una brutta caduta . Credo di essermi lussata il ginocchio e mi fa un male tremendo.

Giada:              Quando è successo?

Clara:               All’uscita dalla chiesa!

Giada:              Dovrebbe stare un po’ più attenta a dove mette i piedi!

Clara:               Non è stato un fatto fortuito, sa?

Luna:                Che dice?        

Clara:               La chiesa era vuota , ma indovinate chi sedeva all’ultimo banco?

Giada:              Chi?

Clara:               Cifer, quello di “Villa dei rododendri”! Si stava sciacquando le mani nell’acqua benedetta. Mi ha guardata con un sorriso beffardo…..che…. che quasi vengo  meno, ma ho tirato dritto sino al primo banco.

Giada:              Ma non sta un po’ esagerando con quell’uomo?

Clara:               Affatto! Mi sono sentita il suo sguardo addosso per tutto il tempo delle mie preghiere, anzi mi sono trovato ad invocare Dio più intensamente del solito e  chiedergli di preservare la nostra comunità dal male.

Giada:              Signora Clara, si metta seduta, si riposi!

Clara:               Vi siete chieste chi è costui? Luis Cifer, che razza di nome è questo? E quella villa che si è preso è maledetta e doveva rimanere vuota.

Vera:                E’ solo una villa perché si agita in questo modo!

Clara:               So per certo che succederà qualcosa….qualcosa di malefico in quel posto e voi tre intanto ve ne state sedute in questa patetica parvenza di quotidianità, tra i vostri pettegolezzi ed ignorando che proprio sotto il vostro naso il male sta invadendo il mondo! Cristo benedetto…..chiudete gli  occhi per non vedere! Olocausto nucleare, omicidio, stupro, apartheid, ma queste parole non significano niente per voi?  “ Larghi sono i cancelli e comode le strade che conducono alla tentazione”…questo dice la Bibbia.

Vera:                La Bibbia?

Clara:               E’ un utile conforto a cui bisognerebbe ricorrere spesso.

Vera:                Che fortuna ha lei a  potersi aggrappare a qualcosa.

Clara:               La vita è disseminata di prove che, qualche volta, ci paralizzano, ma se non ci sforziamo di superarle gli facciamo un gran bel regalo.

Vera:                A chi? A Dio?

Clara:               Ma no, al diavolo! Il diavolo adora vedere che ci arrendiamo.

Vera:                E Dio ci punisce.

Clara:               Sì certo, ma più tardi arriva il perdono.

Luna:                Davvero? Quando?

Clara:               Nel Nuovo Testamento. Alla fine saremo tutti giudicati…..e perdonati

Luna:                Vedi che fortuna!

Clara:               Fai pure la spiritosa, ma ricordati che nostro Signore ci ha avvertiti che la tentazione è ovunque e che dobbiamo stare in guardia, giorno e notte,  se vogliamo respingerla.

Luna:                Mi sembra tutto così eccessivo….voglio dire è anche giusto vivere, godere di quello che abbiamo davanti…

Clara:               No è quello che il diavolo ci mette davanti. Cifer lo farà…. quell’uomo è satana.

Giada:              Signora Clara, è solo un uomo come ce ne sono tanti a questo mondo…

Clara:               Lui no….non è come gli altri ! Lui è il figlio di un’ insana meretrice  che mi ha fatto cadere all’uscita della chiesa…..ne sono più che sicura.

Vera:                (Sorride) Ah….ah….non è da lei usare certe espressioni….sta scherzando?

Clara:               Vedi? Non me ne accorgo, ma mi vengono in bocca le  cose più strane, parole che non ho mai pronunciato! Lui  mi ha guardata ed io sono inciampata! Vuole togliermi di mezzo e prima o poi ci riuscirà….vedrete….

Luna:                Va là ….perché dovrebbe avercela così tanto con lei?

Clara:               Perché sono una fedele devota della chiesa e farei  di tutto per proteggere le anime di questo paese!

Vera:                Ma no…ma no, non deve preoccuparsi, il paese se la cava benissimo anche senza la sua intercessione. Provi a rilassarsi!         

Clara:               Non posso! Io sto soffrendo, c’è qualcosa dentro di me, qualcosa che sta strisciando, lo sento….è qualcosa di malefico.

Luna:                Sarà solo un po’ di gastrite! Qualche pasticca di zirtax e torna tutto a posto!

Clara:               No….no, so quello che dico e voi dovete stare in guardia….lui è qui per qualche motivo e vi farà del male!

Si alza e va verso la porta.

Clara:               “Entrate creature del Signore, stretta è la porta del cielo che conduce alla redenzione e spaziosa la via che conduce al peccato.”

Clara le guarda ed esce zoppicando.

Luna:                           Quella donna è sconvolta!

Vera:                E’ solo una bigotta?

Giada:              Mah….io direi piuttosto riservata e comunque credente, molto.

Vera:                Una bibbia vivente.

Giada:              Però, in tanti anni che la conosco, non si è mai comportata in questo modo! C’è qualcosa che non va, ma non so…

Luna:                Qualcosa?! A me sembra  completamente esaltata!

Giada:              Forse perché  ne sta tutto il santo giorno rintanata in quella sottospecie d’emporio.

Luna:                Che puzza di colonia mista a pipì di gatto.

Giada:              Non essere cattiva, è  solo un povera donna sola. Le  passerà vedrai.

Luna:                Lo spero per lei

Scena  sesta

“Villa dei rododendri” . Entra Vera, Lucius le va incontro.

Lucius:             Vera, Vera Righetti, finalmente, solo noi due a menti pari….. a darci dentro!

Vera:                Lucius Cifer?

Lucius:             Solo Lucius….preferisco

Vera:                Perfetto….io Vera!  Che bello qui dentro! Non c’ero mai entrata!

Lucius:             Sto cercando di rinnovare solo le parti essenziali, il resto preferisco conservarlo come l’originale…..ma accomodati!

Vera:                (Si accomoda, pausa) Allora vogliamo cominciare la nostra intervista?

Lucius:             Io adoro le interviste, sono così intime. Senti, onestamente ho provato a leggere quello straccio di giornale dove lavori, credimi, sei un genio sprecato!

Vera:                E’ l’unico giornale che mi  ha offerto lavoro!

Lucius:             Tu meriti molto di più Vera, sei meglio di quello che loro ti valutano ed io ti aiuterò . Ora lascia che guardi queste stelle di occhi.

Vera:                Cos’ hanno i miei occhi?

Lucius:             Tutto il potere del mondo è contenuto negli occhi…..il resto….culo…. tette….  è solo carne messa lì per soddisfare la vista…

Vera:                Mi avevano avvertito le mie amiche che sei un tipo imprevedibile!

Lucius:             Ah sì? E cos’altro ti hanno detto?

Vera:                Segreti tra donne (sorride maliziosa).

Lucius:             Non mi piacciono i segreti: sanno di mutande sporche. Bevi qualcosa?

Vera:                Volentieri!

Lucius prende due bicchieri e li riempie. Bevono.

Vera:                Forte questo drink, cos’è

Lucius:             Rhum vodka, brandy ed “LSD”………no, sto scherzando!

Vera:                Non importa, le droghe non mi fanno nessun effetto.

Lucius:             Sì?

Vera:                Per l’alcool è lo stesso, davvero, è seccante ma vero! (Beve) Ora sedurrai anche me come hai fatto con le mie amiche? Loro sono entusiaste di te! Cosa le hai fatto?

Lucius:             Beh... Su una scala da uno a dieci... nella quale “dieci” è l'azione più depravata del teatro sessuale conosciuta dall'uomo e “uno” la media normale, io direi senza peccare di modestia, che siamo arrivati più o meno... a sette volte… naturalmente a testa !

Vera:                Che esagerazione!

Lucius:             Ma con te sarò più delicato, tu non ami le cose eclatanti, sei per la precisione e la precisione non è pignoleria, ma il fondamento delle passioni! Tu non lasceresti mai una cosa a metà. Passione senza precisione….caos.  

Vera:                Come fai a sapere tutte queste cose di me?

Lucius:             Ci sono delle persone che appartengono a categorie riconoscibilissime e tu sei una di quelle. Te lo si legge in faccia! Cavolo di una donna….sembri uno zombi e poi dai tuoi occhi trasuda  tanta di quell’ angoscia ….

Vera:                Filtra così tanto?

Lucius:             Un libro aperto! Il tuo uomo ti ha lasciata per un’altra e tu non riesci a fartene una ragione, perché c'è un altro tipo d'amore, il più crudele, quello che quasi uccide le sue vittime, si chiama... amore non corrisposto.

Vera:                E nella tua sfera di cristallo hai anche letto che il fedifrago con cui dividevo il mio letto se l’è spassata con un’altra!

Lucius:             E’ la vita….fattene una ragione…

Vera:                Io non ci riesco.

Lucius:                         Guardati un attimo, sei ancora un bella ragazza, va bene, al momento sei un po’ depressa e con l’autostima sotto i tacchi, ma io so che  potresti far felice qualunque uomo al mondo…. se solo lo volessi!

Vera:                Infatti! La  mia insegnante di aerobica dice che sono una e unica.

Lucius:             Cosa sei?

Vera:                Una e unica….

Lucius:             Una e unica? Sei sicuro che non ci stia provando? Almeno è una bel figo?

Vera:                E’ una donna!

Lucius:             Allora è lesbica!

Vera:                Macché….

Lucius:             E comunque non importa quante volte cambi il tuo look o in quante palestre ti iscrivi….è dentro che devi cambiare…

Vera:                Come se non ci provassi……

Lucius:             Vera…….le donne dovrebbero comportarsi come gli uomini, cioè scappare dalle relazioni che ci rendono infelici.

Vera:                Che ne sai tu di cosa si prova a dormire ogni sera riesaminando ogni dettaglio della tua vita e chiederti perché continui a sbagliare.

Lucius:             La colpa è tutta vostra!  Voi  vi innamorate da sole! Siete le vittime dell'amore unilaterale che a lungo andare uccide anche il sesso.

Vera:                E tu invece con quello pensi di aggiustare tutto!

Lucius:             Credo di considerare il sesso più di quanto si dovrebbe; resto sempre sbalordito dal potere assoluto che ha di alterare e definire le nostre vite.

Vera:                Io non credo che sia così predominante!

Lucius:             C’è una grande passione in te Vera! Falla esplodere e non dar retta a tipi come il tuo ex, che passano la prima metà della propria vita cercando di capire le femmine, e la seconda metà cercando di dimenticare quello che hanno imparato.

Vera:                (Singhiozza) Lui fingeva che tutto fosse normale, sempre raziocinante, aveva una spiegazione per tutto. Alla fine ha  perso il  controllo e mi ha lasciata a macerare nei sensi di colpa!

Lucius:             I sensi di colpa sono come un sacco pieno di mattoni.  Perché te li accolli tutti questi mattoni? Tu non devi fare altro che essere te stessa…una donna. Ah quanto vorrei essere donna!

Vera:                Davvero?

Lucius:             Si!

Vera:                E la ragione?

Lucius:             Solo quello che fate con i vostri corpi, insomma fare bambini e fabbricare voi il latte per nutrirli e, voglio dire, se ci riuscissi!

Vera:                Straordinario stare a sentirti.

Lucius:             Ed io a sentire te! Sono pazzo di te, Vera! Perdona la brutale dichiarazione, ma io con te voglio farmi delle grandi scopate.

Vera:                Cavolo, non badi a spese!

Lucius:             Credimi,sono talmente in forma, che riesco ad indovinare le misure di una donna con al massimo un centimetro di scarto.

Vera:                Parli troppo!

Lucius:             Sì, hai ragione, forse..forse parlo troppo, porco diavolo, ma so quello dico! Pensa pure di me quello che vuoi, ma io..io mi piaccio..e piaccio anche alle tue amiche, perché sono genuino e quello che vedi è quello che sono.           

Vera:                E chi sei veramente?

Lucius:             Chi sono? Sono l'uragano che urla nella notte, sono lo zeffiro mattutino che ti carezza il volto...sono chiunque tu vuoi che io sia, sono  il tuo futuro!

Si baciano. Si sente bussare. Lucius va ad aprire ed entrano Luna e Giada.

Giada:              Ciao  Vera, ciao Lucius.  Avete finito la vostra intervista?

Luna:                O abbiamo fatto troppo presto?

Lucius:             Dobbiamo solo approfondire gli ultimi particolari, ma per quelli c’è tempo! Accomodatevi, questa è casa vostra! Gradite qualcosa da bere?

Giada:              Un  Martini grazie!

Luna:                Anche per me! 

Lucius prende una bottiglia e riempie i bicchieri.

Lucius:             Alla nostra futura…..vogliamo chiamarla socializzazione?

Brindano.

Lucius:             Shakespeare ha detto: “Il viaggio termina quando gli innamorati si incontrano” Ah…che pensiero straordinario!

Luna:                Non ti facevo così profondo.

Vera:                Tu pensi veramente all’amore?

Lucius:             Non mi credete?  E’ questo il mio grosso problema: sottovalutato dal giorno della nascita.

Mentre le ragazze bevono Lucius prende da un ripiano una piccola telecamera.

Giada:              Ora cosa fai?

Lucius:             Niente, voglio immortalare i vostri pensieri. Dopotutto la telecamera è uno dei vantaggi della modernità. Si ricorda una volta si restava incollati davanti alla tv per non perdere i programmi migliori, mentre desso infiliamo nell’apparecchio un cd mettiamo il timer, premiamo il il tasto play ed il gioco è fatto. Spingiamo e tutto riparte dal principio. Va….e viene. Immortale, per così dire. Che invenzione

Lucius filma

Lucius:             Mi stavo chiedendo cosa chiedete alla vita quando aprite gli occhi.

Vera:                Beh….io penso che la vita è troppo breve. E’ vero, a volte io mi guardo nello specchio e mi accorgo che tutto si disintegra con moto accelerato e allora penso che è la vecchiaia che mi fa paura, il fatto che le mie cellule cerebrali  degenerino talmente tanto, da non poter ricordare nulla.

Giada:              Io invece chiedo di avere delle mani sempre attive. E’ bello creare arte con le mie mani. A volte sogno di non riuscire più a muoverle, allora mi sveglio in preda al panico.

Luna:                Beh…. a me non importa se la vita è breve o d’invecchiare o di sparire. E’ il dolore a spaventarmi. Non so perché debba esserci tanto dolore.

Lucius poggia la telecamera sul tavolo

Lucius:             Cos’è il dolore? Il dolore è solo paura e la paura ti rende prigioniero! La carne è debole, ragazze, solo l’anima è immortale!

Vera:                Quindi bisogna augurarsi di morire, per essere veramente felici?

Lucius:             No, ma nel frattempo sperare che qui tutto funzioni al meglio! Dipende da che lato si guardi la faccenda!

Giada:              E tu, da che lato la guardi?

Lucius:             C’è morte dovunque di questi tempi, ma che cos’è che da valore alla vita umana, forse perché  qualcuno la ama o la odia?

Giada:              Però non hai risposto alla mia domanda….

Lucius:             Io non mi schiero, io osservo….mi piace osservare!

Vera:                Cosa?

Lucius:             Il mondo!

Giada:              Sei un uomo dalle larghe vedute…

Lucius:             Vedo gente che si sbatte da un affare all'altro e chi è che tiene d'occhio questo pianeta del cavolo? L'aria si inquina, l'acqua sa di marcio, perfino il miele delle api ha il gusto metallico della radioattività e tutto si degrada ad un ritmo vertiginoso.

Giada:              Quanto ottimismo!

Lucius:             Non c'è modo di riflettere né di prepararsi. Allora si comprano futuri e si vendono futuri dove non c'è nessun futuro. Siamo su un treno impazzito figliole e il biglietto te lo devi pagare da solo. Il gioco è cominciato, è tardi per ritirarsi adesso, ormai abbiamo la pancia troppo piena e l'inferno è sempre aperto... è aperto anche di Natale. Forse  Dio ha lanciato i dadi una volta di troppo e cosi ci ha fregati tutti quanti.

Le tre ragazze lo guardano ammirate.

Vera:                Tu pensi questo?

Lucius:             Ciò che uccide il mondo mi rende più forte, quello che il mondo brucia mi nutre!

Lucius dicendo questa frase è come se si estraniasse dal mondo terreno.

Vera:                Ma cosa stai dicendo?

Lucius:             Ah…certo…cioè….si faceva per dire, tanto per fare un po’ di sana conversazione. Ora bando alle chiacchiere….beviamo…

Lucius riempie i bicchieri e bevono.

Giada:              Cosa hai organizzato per questa serata, Lucius?

Lucius:             Gran bella domanda! Intanto per cominciare una bella partitina a carte, il resto verrà da se. Vi va l’idea?

Luna:                Perché no?

Giada:              Anche a me va bene!

Vera:                Mi associo!

Lucius:             Perfetto! Mi piacciono le  sfide a carte, mi danno il gusto della lotta!

Luna:                A cosa si gioca?

Lucius:             Stasera è per il poker, un gioco in cui il rischio la fa da padrone. 

Luna:                Ci sto!

Giada:              Anch’io…

Lucius:             Divideremo le fiches in parti uguali e vince chi prende l’intera posta.

Vera:                Cosa c’è in palio?

Lucius:             Qualsiasi cosa, a sorpresa e senza limiti! Che giornata….che giornata ragazzi….

Si mettono seduti. Lucius si accende un sigaro, dà le carte e  cominciano a giocare.

Luna:                Apro di cento!

Giada:              Vedo!

Vera:                Segue!

Lucius:             Anch’io!           

Vera scarta.

Luna:                Due carte.

Giada:              Servita!

Vera:                Tre carte.

Lucius le guarda ed indugia.

Giada:              Se invece di tenere in mano quel sigaro puzzolente chiedessi quello che ti serve, saremmo tutte e tre  molto più felici.   

Lucius:             Una carta! (Prende la carta) Calma Giada, stiamo solo giocando…che diavolo! Sono sigari di ottima fattura, me li faccio portare a domicilio da Cuba. Grande città! Lussuria….depravazione…fucina di anime perdute! Comunque parola al servito!

Giada:              Cinquecento per vedere!

Lucius butta le carte davanti. Anche le altre passano. Giada prende il piatto e guarda Lucius con un sorriso beffardo.

Lucius:             Un bluff….un semplice e scontato bluff!

Giada:              Se eri tanto sicuro potevi vedere…

Lucius:             Ma no! Sto giocando correttamente e la cosa mi diverte e mi stupisce. Fa niente! Quando voglio,  vinco sempre e comunque…. ed in qualsiasi campo.

Luna:                Non è detto.

Lucius:             Alla fine è sempre il potere che vince su tutto, il potere ti permette di controllare le situazioni, la storia insegna.

Giada:                          Sì, ma anche Napoleone ha conosciuto la sua Waterloo.

Luna:                Ed i manicomi sono pieni di gente che crede di essere Dio o Napoleone.

Lucius:             Ma io in ogni caso rimarrò sempre il vostro diavoletto prediletto!

Giada:              Ok….ok …. gioca!

Luna da le carte

Vera:                Apro di duecento!

Giada:              Le tue più trecento!

Lucius:             Un piatto molto interessante! Ragazze alziamo un po’ la posta! Facciamo mille per vedere?

Luna lo guarda

Giada:              Non fatevi mandare nel pallone ragazze, cerca soltanto di confonderci! Io vedo!

Luna:                Anch’io.

Vera:                Segue.

Mettono le fiches e Luna serve per gli scarti.

Vera:                Due carte.

Giada:              Una.

Lucius:             Quattro carte.

Giada:              Mille, per cambiare quattro carte!

Lucius:             Ve l’ho detto, vado matto per il  rischio.

Luna:                Due carte.

Luna prende le sue carte poi scarta da l’ultima carta a Lucius che le mette insieme alle altre senza guardarle.

Vera:                Non le guardi?

Lucius:             Non serve! Parola all’apertura!

Le tre ragazze si guardano e lo guardano.

Vera:                Cinquecento.

Giada:              Mille

Lucius:             Tutta la posta.

Luna:                Assurdo…senza guardare le carte.

Lucius:             Paura?

Luna:                Vedo!

Lucius:             Le carte….le carte (sghignazza)…..farina del diavolo.

Vera:                Vedo anch’io

Giada:              Anche per me va bene!

Le ragazze aprono le carte davanti a loro.

Lucius:             Belle carte  ragazze! Vera un bel poker di otto, Luna poker di nove, tu Giada? Per il demonio, colore.

Giada:              Anche stavolta hai perso! (Fa per prendere tutto)

Lucius:             Calma Giada! Non abbiamo ancora visto le mie carte! Aprile tu!

Giada le gira e le guarda sbalordite.

Giada:              Co…come hai fatto? Scala reale!

Lucius:             Mai sottovalutare l’avversario, non si sa mai chi diavolo hai davanti!

Luna:                Non è possibile!

Lucius:             Basta….basta….ci siamo divertiti un sacco ed è ciò che volevamo. Ora è il momento di riscuotere il premio.

Giada:              Cosa vuoi?

Lucius:             Voglio che voi tre rimaniate qui, con me….per sempre….

Fa un cenno con la mano.Musica da “Nessun dorma” di Puccini.

Giada:              Fantastico!

Lucius:             La musica…è l’unica cosa che mi rende umile. Adoro scoprire quale musica piace alla gente, che cosa ascolta! Sono affascinanti le passioni degli altri. Alcuni amano la classica altri la musica sacra e gli oratori. C’è qualcuno addirittura che ama il rap. Io amo Puccini

Lucius balla con loro una danza avvolgente. Al culmine della musica si stacca e loro ballano da sole. La musica si attenua per un attimo.

Lucius: Belle, guarda che riescono a fare…… e sono solo esseri umani.

Musica.

Buio.

                                  

                                            

Secondo atto

Scena  settima

“Villa dei rododendri”. Giada e Luna Stanno leggendo una rivista. Lucius è seduto da una parte e mangia della frutta.

Giada:              Chissà dov’è finita Vera!

Luna:                Non è tornata a casa stanotte e non ha nemmeno telefonato! Non è strano?

Lucius:             Smettetela di preoccuparvi, sembrate due genitori adottivi in apprensione per la loro figlia di quarant’ anni .

Giada:              Non dovremmo preoccuparci secondo te? E’ la prima volta che non si fa sentire per un’intera giornata!

Luna:                Se togli quella volta che l’hanno operata di appendicite! Sicuramente le è successo qualcosa!

Lucius:             Allora chiamiamo quelli di “C.S.I” che ritrovano qualcuno solo analizzando lo spostamento d’aria che ha provocato sparendo.

Giada:              Che spiritoso!

Lucius:             (Fiuta nell’aria) Sento che sta arrivando!

Giada:              Che sei, un cane da caccia?

Lucius:             Io fiuto il profumo di una donna a due chilometri di distanza.

Luna:                Bum!

Entra Vera.

Lucius:             Che vi dicevo?  ( Ricomincia a piluccare frutta)

Vera:                Ciao ragazze!

Giada:              Dove sei stata sino ad ora? Ci hai fatto stare in pensiero!

Vera:                Al giornale….ed è stata l’ultima volta che ci ho messo piede.

Giada:              Che vuol dire?

Vera:                Sarebbe a dire che mi hanno licenziata senza un motivo. Poi sono andata al supermercato e la gente mi evitava come fossi un’appestata ed una donna per strada mi ha dato della puttana in mezzo a tutti che ci ho fatto una colossale ed oceanica figura di merda. Cos’ho sulla testa, una freccia visibile solo agli stronzi?

Giada:              E perché ti avrebbe dato della puttana?

Vera:                Perché viviamo qui! In paese non si  parla d’altro che di noi e di questa villa come di una casa di piacere….insomma per loro siamo…...

Luna:                Delle puttane…

Vera:                Già!

Luna:                Certe cose capitano quando meno te l’ aspetti. Ah, ora capisco perché  il  padrone del locale mi ha sbattuto fuori da un giorno all’altro! Il conto torna….

Giada:              Ed io non vendo più mezza statuetta, ma in fondo non mi frega niente!

Vera:                            Per la gente noi siamo la causa di ogni fatto negativo che accade nel paese.

Luna:                E’ per questo che ci odiano tanto?

Giada:              No, non credo che ci odiano, ma  è solo che usciamo fuori dai loro schemi usuali.

Vera:                Poi ho visto Clara che faceva una scenata dal giornalaio.

Luna:                Ah….quella vecchia  è totalmente impazzita!

Vera:                Strappava le riviste dalle mani dei ragazzi, li  inseguiva  per la strada e diceva che nella villa c’era il male ed erano tornate le streghe. Ti rendi conto?

Luna:                E questo avvalora la mia tesi!

Giada:              Io credo che soffra!

Luna:                Ma è mostruoso che ci colpisca in questo modo.

Vera:                Perché ce l’ha tanto con noi? Che colpa abbiamo noi, se i ragazzi guardano le foto di donne nude dal giornalaio?

Lucius:             E l’hanno sempre fatto! Io credo che sia invidiosa perché voi ve la spassate qui,  mentre lei non ha mai avuto uno straccio d’uomo in vita sua.

Vera:                Io dico che dovremmo smettere di venire qui. In questa situazione non mi sento più a mio agio

Lucius:             Oh via, Vera, non esagerare!

Vera:                Solo per qualche giorno Lucius, giusto il tempo di far calmare le acque!

Luna:                Non mi frega niente di quello che pensa la gente!

Vera:                Beh, a me si!   

Lucius:             Tutto questo casino per colpa delle allucinazioni di una catechista bigotta e paranoica?

Luna:                E che ha delle visioni catastrofiche. Perché sono sempre delle donne ad averne?           

Vera:                Lei dice che vede il diavolo in questo paese.

Luna:                Tutte quelle tremende cose che va dicendo quella vecchia, non saranno mica vere, Lucius?  No io dico, se tu fossi il diavolo verresti qui in questo buco di paese?

Lucius:             Beh…non lo so! Povera Clara!

Luna:                Ma quale povera Clara! Per colpa sua siamo additate come puttane , Vera ha perso il posto, Giada non riesce a vendere niente ed io non troverò più una scrittura in tutta la provincia.

Vera:                E il comune ha ti ha citato per non so quanti milioni di euro. Clara  è andata dall’assessore e lo ha convinto che hai danneggiato l’habitat del paese.

Lucius:             Ah….questa sì che è una cosa fastidiosa!

Luna:                Quella non scherza con quella sua moralità medioevale. Sta facendo un casino!

Giada:              Io credo che Vera abbia ragione, forse sarebbe più sensato smettere.

Luna:                Dovrebbe smettere lei! Sentite ragazze, io dico, se non facciamo niente di male perché dovremo smettere di vederci? E poi non mi sono mai piaciute le imposizioni!

Lucius:             Questo sì che è parlare! Forse non vi rendete conto di quanto è impressionante la nostra trasformazione! Voi siete entrate nella mia vita ed io nella vostra. Dopotutto siamo una famiglia!

Luna:                Ha ragione lui, io qui mi sento veramente me stessa. E’ questa casa nostra ed è qui che vivremo per sempre. Non ci tornerò mai in quel buco di paese.

Lucius:             E poi,  con tutti i soldi che ho, potete campare senza lavorare  per altri mille anni! Oramai mi conoscete, il denaro non significa molto per me. E’ una semplice merce di scambio che non ha un valore intrinseco!

Vera:                Beh, userò questa risposta col mio padrone di casa quando verrà a  chiedermi l’affitto: “Non ha alcun valore intrinseco!”

Giada:              Cerca di capire la situazione, sarà solo per un po’ Lucius, finché non si calmano le acque….mi sembra la cosa più sensata da fare…. al momento!

Lucius:             No, non se ne parla nemmeno. State  dando troppo peso alle chiacchiere! Io sto dalla vostra parte, non c’è niente la fuori, andiamo, non fate fesserie! Vi sto offrendo una vita perfetta che si inchini riverente ai vostri piedi.

Vera:                Lo so! Però c’è qualcosa che non quadra.

Luna:                O ti prego! Tutto questo belare. Siamo già fortunate a stare insieme in questo frangente. Se alcuni paesani ottusi non apprezzano il nostro comportamento, non mi frega niente e  non mi fanno alcuna compassione.

Giada:              E’ facile dirlo per te, tu fai l’artista e non hai famiglia.

Luna:                Siete voi la mia famiglia, e non voglio perderla. Ragazze non possiamo darla vinta a della gente bigotta che alle nove di sera è già chiusa in casa .

Lucius:             E poi magari, le donne vanno a letto insoddisfatte, i mariti rimangono davanti al computer a guardare siti porno e i figli a chattare di nascosto! La stessa gente che la domenica  la trovi in prima fila a messa. Il male è ovunque, è intorno a noi. È quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore.  È il mondo che avete davanti agli occhi.

Luna:                Ed è il loro mondo, anche se fanno finta di nascondersi dietro ad un perbenismo di merda.

Lucius:             Io di vedervi così angosciate non lo sopporto, non immaginate che effetto mi fa . Cosa devo fare  per un po’ di sana tranquillità? Quella maledetta vecchia vi sta danneggiando!

Luna:                Vorrei che se ne andasse.

Lucius:             Se ne andrà….se ne andrà e torneremo ad essere felici e contenti.

Giada lo guarda.  Buio

Scena  ottava

Entra Clara, tutta vestita di nero  con gli abiti strappati e con i capelli arruffati. Si rivolge al pubblico.

Clara:               Cagne…cagne…cagne maledette, avete portato il demonio dentro il vostro letto. Dio ha teso la sua mano verso di me, si è rivelato e mi ha parlato. Guardatevi intorno, non vedete che sta succedendo? Nella nostra città, dentro le nostre case….amici? Lo sapete….lo sapete di che cosa sto parlando! Di quello che succede in quella villa? C’è il viscido e c’è la perversione, l’inverecondia, oscene capriole con quel demonio! No….no….no! Droga….la droga, l’assassinio, lo stupro, l’incesto, vibratori, rapporti promiscui e oscenità di ogni genere. Ah…vi prego, ascoltatemi,vi prego,  questo ci riguarda tutti. Lo sapete una volta la  terra  era un vero paradiso, fino a quando quel serpente non arrivò . (Pausa. Guarda il pubblico)  Cosa vi succede? Siete privi di spina dorsale? Non avete in voi nemmeno un’oncia di moralità? Lui…lui  vuole usarci tutti. Ora sta cercando di entrarmi dentro ed usarmi e sta entrando anche in quelle povere donne , sta usando anche loro…..vuole entrarci dentro e sottrarci la nostra bontà. (Si dimena alzando la gonna sulle gambe) Vuole entrare dentro di me come un uomo! Leva,metti, leva e metti! Dio ci creò a sua immagine e somiglianza e che siamo diventati? Ah, siamo dei topi impazziti che rodono la terra e simili. Rodi…rodi….rodi…rodi…! Lo so chi è lui! Dio quelle povere donne, io devo avvertirle! Lui si propagherà, vuole aumentare di numero!. Quelle donne dovranno portare in grembo i figli del demonio. Si prenderà il loro amore e con quello continuerà a distruggere la terra. Dobbiamo fare qualcosa per fermarlo, perché noi non possiamo uccidere quel Dio che è dentro di noi, perché Dio deve continuare a vivere  nonostante lui lo  maledica e  cerchi di strapparcelo dal cuore.

Lucius entra dal fondo della sala tra il pubblico e applaude sguaiatamente .

Lucius:             Brava….brava….. ottima performance……

Lucius sale lentamente sul palcoscenico.

Lucius:             Ci incontriamo di nuovo…. e questa volta in campo neutro….

Clara:               Non ho paura di te!

Lucius:             Bene….bene…amo la battaglia, anche se non mi piace combattere con dei semplici comprimari!

Clara:               Chi sei tu….?

Lucius:             Oh, io ho tanti di quei nomi: Satana, Mefistofele, Belzebù! Ma  sono nomi troppo roboanti, si presentano male! Lucius….Cifer invece….

Clara:               Lucius…. Cifer! Lucifero!

Lucius:             Che ingegno donna, è  un vero peccato che noi due si viaggi su due strade opposte.

Clara:               Un vero peccato!

Lucius:             Non hai paura? No, tu non hai paura di questo povero diavoletto indifeso!

Clara:               Infatti! Non potresti mai usarmi come  hai fatto con quelle donne!

Lucius:             Non dire stronzate ! Sai che posso farlo ugualmente! Che ci vuole, donna di poca fede? Leva e metti,metti e leva ! Conosci ?

Clara:               Non m’interessa!

Lucius:             La virtù del diavolo è nei suoi lombi. “Diavoli virtus in lumbis est” . Rilassati ! Che gusto c’è a vivere in astinenza, quando il mondo ti offre piaceri a prezzi di saldo? In fondo chi sei se non una povera donna risucchiata nel vortice della castità forzata!

Clara:               E cosa offri?

Lucius:             C’è qualcosa che vuoi chiedermi? Stiamo trattando? (Sghignazza) Chiedi….chiedi pure io posso darti tutto quanto….. qualsiasi cosa. Giovinezza? Vuoi la giovinezza? Giovinezza a prezzi di saldo!

Clara:               Non m’interessa,  ti dovrai sforzare ancora un po’ di più.

Lucius:             Tu vuoi di più? Senti di meritare di più? Ti va la beatitudine tanto per cominciare? Beatitudine istantanea a basso costo. Puoi averla a comando, (ride) la beatitudine, come la preferisci. Conosci qualcuno più beato di me? (Pausa)

Giada:              Sì! Dio…..Lui è il mio unico signore e padrone…

Lucius:             Allora è  fiato sprecato! Ti voglio dare una piccola informazione confidenziale a proposito di Dio. A Dio piace giocare con l’uomo, gli piace bleffare, usarlo per i suoi affari ed in questo momento sta usando te. Vi costruisce un ego grande quanto un grattacielo e ingrassa  i vostri sogni più ottusi con fantasie a base d’amore e misericordia, perché ogni essere umano diventi un aspirante beato. E mentre voi ve la battete da un affare all’altro, chi è che tiene d’occhio il pianeta?

Clara:               Lui c’è sempre ….basta cercarlo!

Lucius:             E dove? No ti sbagli, Lui è solo un padrone assenteista. Lui se ne sta beatamente  seduto nel suo Paradiso psichedelico, magari con le cuffie attaccate all’orecchio a sentire musica underground, tanto c’è gente come te che si sbatte  sulla terra dalla mattina alla sera a fargli la sua bella pubblicità cosmica, perché tutti possano pensare che lui sia il migliore.

Clara:               Invece tu?

Lucius:             Io sto qui con i piedi ben piantati nella terra e ci sto sin dall’inizio dei tempi e non ho mai giudicato l’uomo, anzi continuo a prenderlo nonostante le sue maledette imperfezioni….perché  sono e sarò sempre un fanatico dell’uomo!

Clara:               I soliti discorsi da dissidente!

Lucius:             Sì, hai ragione, sono un dissidente e in fondo la cosa mi  garba, io soffro di vertigini, lassù ci starei molto male…c’è troppa luce….troppa grazia….

Clara:               Troppa per una bestia immonda.

Lucius:             Sì..sì..fai pure la spiritosa donna, ma perché non guardi in faccia la realtà?

Clara:               E’ quello che sto facendo!

Lucius:             Voi avete bisogno di gente come me, vi serve la gente come me, così potete puntarmi il vostro dito addosso e dire: "Quello è il lupo cattivo." Beh? E dopo come vi sentite, buoni? Voi non siete buoni. Sapete solo nascondervi, ma io non ho questo problema,  posso disporre dell’uomo a mio piacimento perché, diciamoci la verità, sono l’unico che può soddisfare ogni sua più piccola sensazione, anche la più bassa. Da dove deriva il mio potere? Dal destino, dall'astuzia o dal diritto divino? Fai tu?

Clara:               Nella Bibbia tu perdi, sei destinato a perdere.

Lucius:             La Bibbia è una fonte sospetta e poi me lo scrivo da solo il mio bel testo.

Clara:               Non ne saresti mai capace, non hai  regole e non potresti dettarne nessuna.

Lucius:             Credi? Questa è la più grande stronzata universale. Dio dispone dell’uomo e fissa le sue regole, ma le sue regole sono perfettamente incoerenti! Guarda, ma non toccare, tocca, ma non gustare, gusta, ma non inghiottire e mentre tu saltelli da un piede all’altro lui che cosa fa? Se ne sta li a sbellicarsi dalle matte risate, perché è un moralista, è un gran sadico, ecco che cos’è!

Clara:               Ne sei proprio sicuro?

Lucius:             E come potrebbe essere altrimenti? Il problema vero è che il mondo é stato fatto per l' uomo e non l' uomo per il mondo , ma nel frattempo l’uomo è diventato come  un incosciente che va in moto a tutta velocità e senza casco. Non capisci? Io sono all’apice donna! E’ il mio tempo questo….è il nostro tempo. Chi, sano di mente,  potrebbe mai negare che questo secolo è  interamente mio, tutto quanto, ogni cosa, tutto mio.

Clara:               Ma perché hai scelto proprio questo paese?

Lucius:             Cercavo un posto tranquillo dove mettere su famiglia! La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Sono nato per essere solo.

Clara:               Cosa vuoi da quelle povere ragazze?

Lucius:             Un po’ di compagnia, di affetto e dei figli…. come tutti!

Clara:               Tu vuoi dei figli!

Lucius:             Sì! Figli miei da mandare per il mondo a spargere la mia dottrina. Basta saper aspettare…. perché oramai Dio perde campo ogni giorno e molto presto verrà fatto fuori dalla realtà quotidiana ed io avrò abbastanza anime da poterlo eliminare anche dalla mia. Il migliore di loro siederà a capo di tutte le tavole un giorno e sarà il simbolo della nostra libertà.

Giada:              L’anticristo.

Lucius              Ride. Chiamalo come ti pare!

Giada:              E quelle povere donne dovranno farti da incubatrici.

Lucius:             Beh….non solo loro, dopo ce ne saranno altre da….come dire…impollinare.

Clara:               Non te lo permetterò mai.

Lucius:             Stai facendo la guerra a me? Stai facendo la guerra al numero uno. Io non potrei mai perdere.

Clara:               Perderai…hai perso una volta e perderai ancora. Tu sei nato perdente.

Lucius:             Chiacchiere, solo chiacchiere! Nel frattempo mi  godo la vita giorno per giorno e davvero non so dove mi porterà tutto questo giro frenetico sulle montagne russe. Un fatto è sicuro, è da un bel po’ di tempo che mi diverto come un pazzo e tu mi stai rompendo le palle. La festa è finita…vecchia!

Risata agghiacciante. Buio

Scena  nona

Casa di Giada. Le tre amiche sono sedute su un divano.

Giada:                          Non riesco a crederci.

Vera:                Dicono che è stata sbranata da una muta di  cani randagi che si aggiravano per la campagna. L’hanno trovata in un fosso!

Luna:                Che fine orrenda!

Vera:                            Povera Clara, forse non è riuscita a scappare con quel dolore al bacino! Ma lo strano in tutta questa faccenda è che lei aveva avvertito innanzi tempo il pericolo.

Giada:                          Lo so tesoro! Ed è stata la prima cosa che ho pensato quando ho saputo.

Luna:                Però noi non c’entriamo niente con la sua morte….. è stata una casualità!

Giada:              Allora? Vogliamo continuare come se non significasse nulla? Te lo ricordi quello che ci disse prima di morire?

Vera:                Lei ci aveva messo in guardia!

Luna:                E da cosa? Non essere così melodrammatica! Calmati….respira….

Giada:              E’ che questa faccenda mi ha messo addosso un’ ansia tremenda!

Vera:                Anche a me! Ho continui attacchi di panico!

Luna:                Beh, questa non una grossa novità! Io non dico che questa cosa che è successa non significhi niente, ma mi domando perché debba significare tutto! Forse dovremmo parlarne con Lucius.

Vera:                E per quale ragione? Io non so il perché, ma da quando lui è arrivato, stanno succedendo delle cose strane. Anche la gente del paese non è più la stessa di prima ed anche noi siamo cambiate. Oggi è il primo giorno che siamo fuori da quella villa e mi sento…strana….come libera…

Giada:                          E’ vero hai ragione. E’ come se lui ci  avesse fatto un incantesimo.

Luna:                Smettetela di dire scemenze! Non è bello dare la colpa ad un uomo, certo un po’ stravagante, ma da lì a pensare che è stato lui a farci chissà quale sortilegio, ce ne passa e parecchio!  

Vera:                Sei la solita! Ti si presenta davanti un uomo e il resto non conta nulla.

Giada:              Ha ragione, la devi ….smettere di difenderlo!

Luna:                           Difendo quell’uomo perché non c’è mai stato nessun altro nella nostra vita che ci ha fatto sentire  così importanti.

Giada:                          Tutto questo non riguarda Lucius, al momento riguarda noi….. solo noi.

Luna:                           Io dicevo solo di telefonargli!

Vera:                            La fai finita di pensare solo col basso ventre , almeno per un minuto?

Luna:                Cosa?  Che puttana!

Vera:                Sentitela la santarellina!

Giada:                          Sai zitta Luna….. ok?

Vera:                            Non me lo sarei sognata di andare a vivere in quella villa , se voi non mi aveste istigato.

Luna:                           Se non aspettavi altro!

Vera:                            Ma la vuoi piantare?

Giada:                          State zitte tutte e due per favore.

Luna:                No, sta zitta tu,  non c’è bisogno che urli, non sono sorda!

Giada:              Io, a casa mia, urlo quanto mi pare!

Cominciano a inveire una contro l’altra. Tuono violentissimo. In controluce appare la sagoma di Clara. Tuono  accompagnato da lampo. Clara scompare.

Vera:                Mio Dio……che spavento! Sembrava….Clara….

Giada:              No….non sembrava….era proprio lei….

Luna:                Smettetela! Ci stiamo facendo prendere dalla  suggestione !

Vera:                Ah sì? E come mai abbiamo avuto tutte  e tre la stessa visione?

Giada:              Qualcosa deve pur voler dire….cavolo…

Tuono

Vera:                Non lo so! So solamente che l’ultima sera che abbiamo passato insieme , era brutto tempo come oggi e c’erano questi tuoni così violenti.

Luna:                E questo cosa c’entra con Clara?

Giada:              Ci deve essere un nesso! C’è qualcosa che abbiamo fatto o pensato nello stesso momento ed era brutto tempo…come adesso…..e  c’erano tuoni…

Vera:                L’unica cosa che abbiamo pensato insieme è stato quello di evocare la pioggia durante il sermone del prete al matrimonio di Andrea…

Giada:              Ed è piovuto!

Vera:                Poi abbiamo chiesto un uomo ed è arrivato lui!

Luna:                           Non vorrai dire che…. tutto quel parlare…ma era solo parlare….. non erano che  parole.

Giada:              No..no, ben di  più! Penso che nostre parole fanno accadere le cose!

Luna:                Ma….. avevamo bevuto un Martini di troppo!

Vera:                Il martini non c’entra un tubo…..noi volevamo un uomo particolare…

Vera:                E lui è esattamente ciò che noi abbiamo sempre desiderato!

Giada:              Poi la storia di Clara, tutte e tre insieme con la stessa idea di non volerla più attorno. Eravamo d’accordo che ci dava fastidio….ed è…  

Pausa. Tuono

Luna:                No…no , noi non volevamo che qualcuno le facesse del male!

Giada:              Io ho guardato quell’uomo negli occhi e ciò che ho visto mi ha spaventato. C’era una luce, qualcosa di crudele, di disumano! Ho pessimi presentimenti e da sempre i miei presentimenti si trasformano in tristissime realtà.

Tuono.

Vera:                Ho tanta paura! il mio cellulare vibra ogni dieci minuti per avvertirmi dell’arrivo di un nuovo messaggio che non ho il coraggio di leggere.

Giada:              Il mio….dopo il dodicesimo l’ho spento.

Luna:                Ma se lo facciamo tutte e tre , temo che lui si possa innervosire.

Si sente un campanello.

Vera:                Questo è lui.

Luna corre verso lo specchio

Vera:                Cosa stai facendo?

Luna:                           Beh, sono un artista no?

Giada:              E allora?

Luna:                Mi sto immedesimando nel personaggio “faccia da culo”: grandi sorrisi e disponibilità totale e, mentre faccio credere di essere addomesticata, medito vendetta.

Giada:                          Smettila di dire stronzate! Converrà parlarci…. invece!

Vera:                Pensi che sia una cosa sensata!

Giada:              Lui sa che siamo qui e se non rispondiamo sarà peggio. Gli parlerò e cercherò di prendere tempo!

Suona di nuovo il campanello

Vera:                            Ok, ma fa attenzione…

Le ragazze escono in fretta , Giada si aggiusta il vestito e va incontro a  Lucius che entra dalle scale del proscenio . Ha in mano un mazzo di fiori.

Lucius:             Buon compleanno!

Giada:              Non è il mio compleanno!

Lucius:             Ah no? Ne sei sicura? Beh, che diavolo, allora auguri per un giorno qualsiasi.

Giada:              Non li posso accettare.

Lucius:             Su fammi entrare un attimino dentro….che mi si stanno gelando le palle! Ero solo soletto in quella villa troppo grande per me e mi chiedevo dov’erano finite le mie piccole streghe…quando un uccellino mi ha detto che forse eravate qui. Volevo,volevo assicurarmi che state bene…

Giada:              Sono sola e non ti posso far entrare….mi dispiace ma non posso.

Lucius:             Neanche solo per un minuto?

Giada:              Non insistere….ti prego…

Lucius:             Il tempo di asciugarmi….una carezza…. insomma che cazzo succede qui? Nessuno mi chiama più, nessuno che è venuto a trovarmi.

Giada:              Potevi aspettare domani ….è notte fonda!

Lucius:             Ah….sì! Beh, non me n’ero accorto, ma è di notte che mi vengono le idee migliori. Allora ho pensato che casomai potevo esservi mancato, però eravate in imbarazzo per chiamarmi, così ho detto vado io, potranno continuare a sentirsi superiori e vedermi allo stesso tempo.

Giada:              Io non mi sento…non mi sento superiore….sto’ malissimo e non credo di sentirmi al mio agio come una volta.

Lucius:             Sento un odore particolare…..l’odore delle stronzate pesanti.

Giada:              Lo sai! Qualcuno è morto Lucius, Clara è morta e ci sono un sacco di cose che non quadrano in tutta questa faccenda .

Lucius:             Cosa c’è che non quadra? La gente muore continuamente, era in gran brutte condizioni sai , ma che c’entra questo con noi?

Giada:              Lo sai che c’entra!

Lucius:             Ogni essere umano ha una scadenza…. muore e basta!

Giada:              Ma non siamo state noi che abbiamo voluto la sua morte!          

Lucius:             E chi l’ha detta questa cosa? Su, non ci pensate più….e…e  in fondo che cos’era per voi, se non un ostacolo? Volevate che sparisse, bene  è sparita! Meglio di così! Era una vita che ci sputtanava!

Giada:              Ma noi non facciamo malefici…no… non giochiamo con la vita degli altri!

Lucius:             Ma tutte e tre insieme mettete in moto meccanismi fuori del comune!

Giada:              Noi non avevamo idea che potesse succedere qualcosa a Clara, quando abbiamo pensato la stessa cosa.

Lucius:             Senti….chissenefrega di una vecchia pazza che sputava solo veleno? Oramai è successo! Cazzo Giada, perché devo perdermi in chiacchiere e…e va bene ho fatto in modo che sparisse! Perché non possiamo superare questa stronzata?

Giada:              Non è una stronzata, qui stiamo parlando di persone, anime e corpi! E’ un omicidio cazzo. Che brutta fine le hai fatto fare!

Lucius:             E allora?  Vogliamo andare avanti così per sempre?Io non campo più bene! Se penso a tutte le belle cose che abbiamo fatto insieme, le cene, le chiacchierate, l’amore, mi viene una tale fitta al cuore.

Giada:              Noi non potevamo rimanere per sempre nella tua villa! Ora più che meno!

Lucius:             Cos’è, all’improvviso sono cambiate le carte in tavola? Non scherzare Giada! Se avete intenzione di farmi una carognata del tipo mollarmi a metà, dopo il mazzo gigantesco che ho fatto per voi, la cosa mi farà incazzare di brutto e voi non sapete cosa può succedere quando m’ incazzo veramente….

Giada:              Allora dacci un po’ di tempo….ci vorrà solo un po’ di tempo….va bene?

Lucius:             No…no che non va bene. Non ho mai messo in conto l’idea di vedervi a singhiozzo, io non voglio le briciole, voglio delle storie d’amore con voi ed ho usato tutti i mezzi che conosco! E….e poi, porco demonio… cioè porco me,  che gusto c’ è a chiudervi in casa  fingendo di stare bene?

Giada:              Se vuoi che ti prendiamo in giro verremo, ma sarà solo perché ci hai costretto.

Lucius:             E questa sarebbe la condanna peggiore per un povero diavolo! Cosa devo fare per attirare di nuovo la vostra attenzione, gettarmi nel fiume?

Giada:              Se ti fa piacere fallo!

Lucius:             Ho sempre apprezzato il tuo carattere, ma adesso mi stai facendo incazzare di brutto….

Giada:              Cosa vuoi, manipolarci come hai fatto sino adesso?

Lucius:             Io non sono un burattinaio, io non faccio succedere le cose… non è così che funziona. Siete voi che mi avete cercato ed  io sono venuto! Io ho solo preparato la scena, i fili ve li tirate da sole.

Giada:              Mi chiedo chi sei veramente…. Lucius?

Lucius:             Sono il vostro diavoletto prediletto….ciò che voi avete sempre desiderato!

Giada:              Chiunque tu sia,  vogliamo che ci lasci in pace……almeno per un po’.

Lucius:             E’ troppo tardi per i ripensamenti.

Giada:              Oppure?

Lucius:             Oppure, è  questo che stai domandando? Tu stai dicendo oppure a me? Ma porco di un diavolo.

Giada gira le spalle e rientra in casa. Si sente il rumore di una porta che sbatte.

Lucius:             (Grida) Non puoi fare così questo, non è giusto Giada, voi non potete….

Lucius guarda il pubblico, si stira gli abiti addosso, come per darsi un contegno.

Lucius:             Una piccola domanda. Nel nostro caotico universo, le donne sono un errore di natura o un’azione fatta di proposito? Vorrei proprio saperlo perché, se c’è stato un qualsiasi maledetto sbaglio, forse in qualche modo noi potremmo cercare una soluzione. Che so… inventare una medicina che  rafforzi le nostre difese immunitarie?

 Lucius esce. Luce in casa. Vera, Giada e Luna sono di nuovo sedute.

Giada:              E’ stato lui, non so come ha fatto, ma è stato lui.

Vera:                Te lo immaginavi, vero?

Giada:              Non esattamente, ma ora ne ho la certezza!

Vera:                E perché non ce l’hai detto?

Giada:              Perché era solo una sensazione, ma Clara con quell’apparizione, ci ha aperto gli occhi e lui si è rivelato per ciò che è:  “ IL DEMONIO ”

Luna:                Fino a qualche giorno fa eravamo convinte di aver conosciuto l’uomo della nostra vita invece lui è la versione maschile di “Non aprire quella porta”

Vera:                Hai ragione,adesso quella villa mi sembra la casa degli orrori. Il solo pensiero di tornarci mi fa rabbrividire. Io credo che ci converrebbe scappare lontano….da qualche parte!

Giada:              E dove? Non abbiamo tempo per tingerci i capelli, ne prendere parte ad un programma di protezione.

Luna:                Forse potremmo trattarlo con indifferenza e costringerlo a lasciarci!

Giada:              No….non credo che funzionerà! La faccenda è un po’ più complicata.

Vera:                Sono d’accordo, Lucius non mi sembra il tipo che s’arrende facilmente!

Giada:              E noi, tutte e tre insieme, l’abbiamo chiamato.

Buio.

Scena  decima

“Villa dei rododendri” . Lucius sta davanti ad un  asse da stiro che stira con rabbia una camicia. Ha i capelli completamente spettinati, la faccia sfigurata come se fosse in preda alla pazzia.

Voce off Vera:   Beh….io penso che la vita è troppo breve. E’ vero, a volte io mi guardo nello specchio e mi accorgo che tutto si disintegra con moto accelerato e allora penso che è la vecchiaia che mi fa paura.

Lucius posa la camicia e prende una maglietta.

Voce off Giada: Io chiedo di avere delle mani sempre attive. E’ bello creare arte con le tue mani. A volte sogno di non riuscire più a muoverle.

Lucius posa la maglietta e prende un altro indumento.

Voce off Luna:  Beh…. a me non importa se la vita è breve o d’invecchiare o di sparire, no non mi preoccupo. E’ il dolore a spaventarmi.

Lucius si rivolge al pubblico mentre stira.

Lucius:             Porca ladra….io sono il diavolo e sono qui per compiere il lavoro del diavolo. Come posso essere nato  un leader ribelle se poi  mi faccio fregare da delle stupide donne? Ed ora la loro ottusità, sospinta da chissà quale forza sismica, è eruttata proprio sulla mia faccia tanto da farmi incazzare di brutto.

Lucius prende un altro indumento e stira.

Lucius:             Non so dove siete in questo momento, ragazze, ma sicuramente non ve la state passando bene. Volete sconfiggermi? Vi ci vuole un esercito! Volete fare la guerra a me? Allora state facendo la guerra al migliore e ve lo dimostrerò! Ah….ragazze….ragazze….non dovevate sfidarmi!

Entra Giada. Lucius la guarda e poi ricomincia a stirare con veemenza.

Lucius:             Ecco perché stanotte la luna aveva un cerchio intorno, segno di guai in arrivo. Ciao gioia della mia vita!

Giada:              Lascia stare la gioia!

Lucius:             Come mai da queste parti, all’improvviso ti sei ricordata di me?

Giada:              Che cavolo credi di fare?

Lucius continua a stirare.

Giada:              Mi senti?

Lucius:             Lo vedi? Stiro!

Giada:              Non fare lo sprovveduto!

Lucius:             Le mandavo fuori queste camicie, ma Cristo mi ritornavano in pezzi! In questo paese non esiste una lavanderia decente e poi ci sono camere da pulire, lavatrici da fare, cucinare! Ho passato giornate intere a fare pulizie del cazzo e da solo in questa casa così grande e spaziosa.

Giada:              Non intendevo questo! Non sto parlando del tuo maledetto bucato, sto parlando di Luna di Vera e di me.

Lucius:             Cosa vi è successo?

Giada:              Non girarci intorno Lucius, lo sai bene, siamo tutte e tre incinta!

Lucius:             Questa sì che è una gran bella notizia. Allora auguri di cuore! Godetevi questi momenti, perché è il meglio che ogni donna possa desiderare!

Lucius continua a stirare.

Giada:              Questa faccenda sta prendendo una piega sgradevole! Io ho le mani intorpidite e non riesco nemmeno a pettinarmi, Luna è in overdose di antispastici e non si tratta di sindrome premestruale, Vera non riesce ad alzarsi dal letto e sembra invecchiata di cent’ anni, sta morendo di dolore e tu sei un gran figlio di puttana!

Lucius:             Lo prendo come un complimento.

Giada:              Cosa ci stai facendo?

Lucius:             Niente, assolutamente niente! Non sono il vostro ginecologo ed i vostri problemi oramai  non hanno più niente a che fare con me.

Giada:              Sì invece, nessuno lo sa meglio di te! Vedi subito di fare qualcosa!

Lucius:             No….non so niente, mi dispiace davvero! Cosa ci posso fare?  Io so soltanto che eravamo amici e che  da un giorno all’altro sono stato escluso. Questo solo so! Per un minuto ero la risposta alle vostre preghiere e un minuto dopo nessuno aveva più un minuto da dedicarmi!

Giada:              Lucius. Vera sta morendo….non ha il fisico….non lo capisci questo?

Lucius:             Non posso aiutarla!

Giada:              Sì che puoi …..non mentire con me!

Lucius:             Voi mi avete abbandonato e fra noi c’era un accordo….

Giada:              Questo non è un buon motivo per…

Lucius:             Sì che lo è! Io sono incazzato con voi. Che avrei dovuto fare? Prendermela come un uomo qualsiasi di questa terra ? Vi avevo dato tutto quello che ho, vi  avevo dato di più di quanto vi avesse dato qualunque altro e che ricevo in cambio? Lo stato di grazia….un filo di gratitudine? Ti dico che ho avuto: l’ho avuto in culo….l’ho avuto…

Giada:              Ah lascia perdere queste stronzate…..

Lucius prende  l’asse da stiro e lo scaglia di lato.

Lucius:             Stronzate? Non sono stronzate! Io voglio che qualcuno mi stiri queste maledette camicie….ecco cosa voglio, qualcuno che abbia un minimo di attenzione per me….porco di un diavolo,  porco me,  voglio un po’ di rispetto….

Giada:              Nessuno ti ha mancato di rispetto!

Lucius:             Ah sì? Allora perché mi sto stirando le camicie da solo? Io voglio,  per cambiare, che ad aver cura di me siano gli altri. Eh…che ne dite? Che cosa voglio (grida)? Cristo! (Sbattendo i piedi a cadenza) Voglio-ciò-che-ogni-uomo-vuole! (Singhiozza) Un poco di affetto, un po’ di fiducia! Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per voi, cazzo! Beh…ho sbagliato. Coraggio, tornate alla vostra piccola misera vita, non me ne fotte niente di voi. Se è quello che volete è quello che avrete.

Giada:              Sei veramente il diavolo….Lucius?

Lucius:             Se avessi i piedi caprini e la coda a punta saresti più convinta? Il più grande inganno che ho  fatto all'umanità, è stato fargli credere di non esistere.

Giada:              Ma tu fai del male alla gente Lucius. Quello che hai fatto per noi è stato grande, ma  non puoi usare tutto il tuo potere per fare del male! Non lo capisci questo?

Lucius:             No! Io rivoglio la mia famiglia unita e basta, tu e Vera e Luna! Io non potrei far soffrire Vera e ne far soffrire nessuna di voi! Come potrei? Io vi amo!

Giada:              Tu l’amore non sai nemmeno cos’è….

Lucius:             Ma imparerei…. voi potreste insegnarmelo! Quant’ è difficile mai?

Giada:              Che cosa vuoi?

Lucius:             Voglio che  torniate a casa da me.

Giada:              Potresti  avere altre mille donne, perché proprio noi?

Lucius:             Il libero arbitrio è una gran fregatura. Io ho avute tante di quelle donne ed altrettante delusioni, ho commesso sbaglio dopo sbaglio e poi siete arrivate voi che mi avete chiamato. Ho bisogno di una famiglia vera ed ho bisogno d’aiuto. Oh… Giada non lottiamo tra noi, non potete vincere, non esiste al mondo, non c’è niente da fare! Anche se fosse, voi tre non potreste tornare indietro comunque. Non potremmo invece metterci una pietra sopra e tornare amici?

Lucius attira Giada e la bacia con delicatezza.

Lucius:             Ecco, vedi, non è più dolce…non è meglio? Di la verità…insomma ti sono mancato un pochino?

Giada:              Sì è vero!

Lucius:             Visto che abbiamo fatto la pace , sigilliamola per bene! Eh….che ne dici?

Si abbracciano.

Giada:              Ma come faremo con te?          

Musica. Buio.

Scena  undicesima

“Villa dei rododendri” . Entrano man mano le tre donne. Lucius le accoglie col baciamano.

Lucius:             Giada sei uno splendore, Luna sei un incanto …

Vera:                Ciao Lucius

Lucius:             Vera… Vera astro dei miei occhi.

Vera:                Grazie.

Lucius:             Va meglio ora?

Vera:                Molto meglio….vedrai che andrà tutto molto meglio!

Lucius:             Non stavo più nella pelle all’idea di rivedervi!

Giada:              Rimani sempre un grosso bastardo! A momenti ci ammazzi!

Lucius:             Mi fa un male tremendo, lo ammetto, ma sento che ho agito nel modo giusto, nell’unico modo che salvaguardasse i miei sentimenti.

Giada:              Lo so…lo so…

Lucius:             Ho sottovalutato il potere dell’amore! Voi siete le persone con cui ho passato i più bei momenti della mia vita ed in assoluto quelle a cui voglio più bene sulla faccia della terra. E’ da quando ci siamo lasciati che sto uno schifo!

Luna:                Beh,non ci pensiamo più, è tutto passato! Un brindisi come ai vecchi tempi?

Lucius:             Naturalmente E’  il primo giorno del vostro ritorno e dobbiamo assolutamente festeggiare.  Champagne ragazze…

Riempie dei bicchieri. Brindano.

Lucius:             Ora che siete qui mi sento più tranquillo! Se sapeste che casini ho combinato senza di voi e non ne sono fiero, ma una cosa è certa: sono felice. E’ come riavere la patente, dopo che te l’hanno ritirata.

Giada:              Certo…certo…

Lucius:             Non sarà facile, anzi piuttosto difficile e dovremo lavorarci sopra, ogni giorno, ma io voglio farlo perché lo voglio veramente, voglio tutto di voi e chiedo a voi di invecchiare insieme a me (sghignazza).

Vera:                Che tesoro!

Lucius:             Sì come  vecchie tartarughe che ridono contandosi le rughe. Invecchierete con me ragazze, ma molto piano ve lo prometto. Il meglio deve ancora venire. Alla vostra salute!

Lucius alza il bicchiere. Bevono di nuovo

Lucius:             Farò preparare un pranzo con i fiocchi! Ostriche e champagne, ci ubriacheremo e faremo l’amore per giorni e giorni.

Luna:                (Guarda le altre) Al momento ho una voglia matta di gelato!

Vera:                Sì, magari al pistacchio?

Giada:              Cioccolato, crema e  una montagna di panna!

Luna:                E anche dei cornetti!

Giada:              Ti prego Lucius portaci un bel gelato e poi…saremo tutte quante per te…

Lucius:             Avete voglia di gelato? Va bene ragazze, adesso vado giù in paese e ve ne compro una montagna! Le mie donne che hanno le voglie…stupendo….vado….

Lucius le guarda con faccia estasiata, loro ricambiano maliziose.

Lucius:             Ci metterò un niente! A bientot!

Tutte e tre:        A bientot!

Salutano all’unisono con la manina. Lucius esce dalla stanza. Pausa. Le tre ragazze si guardano negli occhi, Giada controlla da una finestra.

Giada:              Andato!

Le altre scattano in piedi.

Giada:              Forza ragazze, non c’è tempo da perdere, voi rimediate gli ingredienti, io vado a prendere il feticcio  di cera che ho preparato.

Luna:                Hai seguito bene le istruzioni ?

Giada:              Perfettamente. 

Musica. Le tre ragazze  escono.  Giada rientra con in mano una statuina e la poggia sul tavolo. Vera ha in mano una pentola ci butta dentro degli indumenti , delle foto e  del liquido e la mette sul camino. Guarda Giada.

Vera:                Non gli somiglia quella  statuetta.

Giada:              Non importa che gli somigli cara, basta che sappiamo chi è.

Luna:                (Entra) Ecco qua i  capelli che ho preso dalla sua spazzola.

Giada:              Perfetto, mettiamoci al lavoro! Basta un po’ di colla e ce li appiccichiamo sopra.

Vera:                La pozione è pronta!

Giada:              Ci hai messo tutto?

Vera:                Sì, olio  d’ iperico , incenso,  i suoi indumenti sporchi e qualche fotografia!

Giada:              Perfetto! Portala qui!

Vera lo prende dal camino e lo poggia con cura sul tavolo.

Giada:              Basterà immergere la statuetta in quest’intruglio e soffiarci sopra.

Le tre immergono il feticcio nella pentola, poi lo tirano fuori e ci soffiano sopra.

Giada:              Ora chiudiamo gli occhi e concentriamoci! Ricordiamoci che soltanto facendo battere i nostri cuori all’unisono, possiamo dar vita a questo feticcio.

Musica di sottofondo. Pausa.

Giada:              Ecco l’altare, ecco il momento! Che le nostre menti tornino indietro al momento della sua evocazione!

Vera:                E noi dicemmo:  romantico, un principe straniero su un bella macchina!

Luna:                           Alto, bruno e sotto un incantesimo.

Giada:              Qualcuno di carino.

Luna:                Qualcuno da poterci parlare.

Musica tenebrosa. Tuono

Giada:              Ci siamo! Adesso prendiamo gli spilloni.

Tutte e tre insieme pungono il feticcio con degli spilloni lunghi. Tuono.

Vera:                Questo lo farà  soffrire?

Luna:                Ma noi non vogliamo farlo soffrire, vogliamo solo dargli una lezione e mandarlo via.

Vera:                Su avanti.

Giada:              Adesso sulle gambe e sul petto (bucano di nuovo). Ora prendiamo gli accendini e bruciamo il feticcio con la fiamma.

Luna:                Da tutte le parti?

Giada:              Sì….

Luna:                Anche…lì….

Giada:              Dove vuoi….non ha importanza…         

Continuano ad armeggiare sul feticcio. Tuono. Tolgono gli spilloni.

Giada:              Va bene…basta!

Luna:                Ma avrà funzionato?

Vera:                Beh….non c’è che aspettare e vedere e comunque se questa cosa ha funzionato, con uno spillone conficcato tra i testioli non andrà molto lontano.

Giada:              Ora conviene rimettere a posto tutto, nel caso….

Musica. Le donne mettono a posto la stanza. Rumore di frenata e di vetri infranti.

Giada:              Ecco è lui e mi sembra che….

Vera:                Ora?

Luna:                Nascondi il feticcio sotto la poltrona.

Vera compie il gesto. Le tre ragazze si mettono sedute vicine

Voce Lucius:     Ragazze…. tesorucci della mia vita? Ragazze…ragazze…dove siete..

Entra Lucius completamente trasfigurato e con la faccia sconvolta ed i vestiti strappati. Le tre ragazze appena lo vedono capiscono e si vanno a riparare dietro il divano.

Vera:                Che….che hai?

Lucius:             Nulla….un piccolo incidente. C’entrate niente voi?

Luna:                C’entriamo cosa?         

Lucius:             Ragazze….ragazze…è un trucco dozzinale, chiunque lo può fare.

Giada:              Stai calmo Lucius, era solo uno scherzo!

Lucius:             Scherzo dite? Ragazze….ragazze….mi state sottovalutando. Vi conviene prendere quella cosa che avete costruito, disfarla  e rimettere tutto  a posto adesso, in questo istante….IMMMEDIATAMENTE!

Luna:                Non abbiamo costruito nulla.

Lucius:             Allora perché sono ridotto in questo stato? Dunque, esaminiamo la situazione: sto letteralmente a pezzi, non ho più un osso al posto giusto e mi ci vorrà uno sforzo enorme per rimettere tutto in ordine. Diciamo che in normale scatto d’ira per una situazione del genere, le vostre budella si ritroverebbero sparpagliate per casa, ma per caso mi avete trovato in un periodo di transizione, perciò non voglio uccidervi. Soltanto, quella testolina ve la spaccherò in due, immediatamente!( Prende un oggetto in mano e fa uno scatto verso il divano) 

Giada:              Vera….il feticcio….

Vera si inchina e prende il feticcio. Lucius fa un grido sovrumano e si mette le mani in mezzo alle gambe.

Lucius:             No….non stringerlo li…( Fa uno scatto verso Vera per prendere il feticcio)

Giada:              Lanciamelo Vera!

Vera lo lancia a Giada che lo prende al volo e di conseguenza Lucius compie lo stesso tracciato del feticcio. Giada lo lancia a Luna ed il rituale si ripete. L’idea è quella di dar vita ad una scena divertente e surreale  in cui Lucius (feticcio) viene usato come una palla dalle ragazze e sballottato per la stanza. Ad un certo punto Lucius riesce ad afferrare Giada  tenta di strozzarla. Giada getta il feticcio tra le fiamme. Lucius lancia un grido bestiale.

Tutte e tre:        Va all’inferno!

Lucius:             No….no il fuoco…..no….brucio…brucio….

Scena  dodicesima

“Villa dei rododendri” . Luna, Giada e vera armeggiano attorno a tre passeggini.

Luna:                Fai il ruttino alla mamma su.. (da dei colpetti nel passeggino)  Ecco così…bravo…

Vera:                Che tesori, non piangono quasi mai…

Giada:              Sì, dei bei  giovanottoni (prende un ciucciotto  lo infila nella carrozzina). Ecco metti il ciuccio e fai la ninna.

Luna:                Sono talmente belli che te li mangeresti a morsi!

Lasciano le carrozzine e si mettono sedute.

Vera:                Perfetto, tutti e tre i nostri bei maschietti a nanna.

Giada:              Allora approfittiamone! Ci facciamo un bel Martini?

Luna:                E che aspetti a riempire quei bicchieri?

Giada prende una bottiglia e riempie dei bicchieri.

Vera:                            Al Martini non potrei mai rinunciare, anche se ultimamente ho messo su qualche chilo di troppo.

Giada:              Non mettere il coltello nella piaga…che con questa gravidanza sono andata abbondantemente  sovrappeso!

Luna:                A cosa si brinda?

Giada:              Alla nostra tranquillità in questa splendida villa, ai nostri tesorucci che crescono sani e belli ed alla nostra lenta e sana  ripresa (si tocca la pancia).

Brindano e bevono. Ad un certo punto Luna alza lo sguardo con un’aria sognante

Giada:              Luna smettila!

Luna:                Cosa?

Giada:              (Le sorride) Smettila e basta! Si vede perfettamente che la tua mente sta da un’altra parte!

Luna:                La mia mente è esattamente qui Giada! Cos’è, vuoi farmi una Tac?

Giada:              Non sono il tuo dottore, ma se ti conosco bene, so a cosa stai pensando in questo momento.

Luna:                Se voglio potrò almeno pensare a lui ogni tanto!

Giada:              No quando siamo tutte e tre insieme!

Luna:                Beh, lo so ma è più forte di me….mi manca…

Giada:              Sì…lo so…

Luna:                Mi manca tanto e anche a voi, ammettetelo!

Vera:                Va bene…va bene…lo ammettiamo.

Giada:              Tu lo rivorresti?

Luna:                (Fa una smorfia) Beh…

Vera:                Lo sai che non si può…ora concentriamoci su altre cose per favore!

Luna:                Non ti preoccupare, non è così importante, anche se ogni tanto mi mancano le cose divertenti che abbiamo fatto insieme e la sua grande capacità di essere divertente e romantico.

Vera:                Le cose buone del passato non possono cancellare quello che ci ha combinato dopo.

Luna:                Beh…..a voler guardare la faccenda da un punto di vista romantico, lo ha fatto perché ci voleva bene davvero, nonostante tutto.

Giada:              Ma a voler essere ciniche, lo ha fatto perché gli servivamo. La sorpresa sta proprio lì, in quei passeggini, ma dopotutto è una dolce sorpresa.

Luna:                Va bene, ti giuro che  non sentirai più una parola su di lui da me. Adesso vado di là a fare la mia solita ginnastica e lascerò scaricare ogni attacco di estrogeni e progesteroni.

Vera:                Ma va la che stai benissimo! Non hai messo un filo di pancia dopo il parto. Guarda noi invece!

Luna:                Hai ragione mi sento sciolta ed in forma stupenda per ricominciare. Anche tu Vera, che ti ci vuole? Non hai mai avuto problemi a perdere peso!

Vera:                Hai ragione, lo stimolo a diventare magri rimane nel sistema come la nicotina. Anni dopo aver smesso non sei mai completamente sicuri della guarigione, al massimo sei in convalescenza.

Giada:              E rispetto a me, perlomeno non hai una faccia su cui sederti.

Vera:                Esagerata.

Giada:              Dici?  Guarda cosa sono diventata dopo nove mesi? Un cesso! Ho messo su dieci chili esatti e non riesco a buttarli giù,  altro che dieta a zona, qui dovrò imbarcarmi in un serio regime dietetico solo a base di verdure e acqua diuretica per mesi, prima che riesca  a riemergere  la mia sorella gemella magra.  

Luna:                Dai non ti buttare giù, al momento potresti essere la versione un po’ esagerata di Carla Bruni.

Giada:              No, al massimo posso rientrare nella categoria numero tre.

Luna:                Ossia?

Giada:              Quelle per cui non c’è speranza!

Luna:                Che scema!

Giada:              Non è facile sai, io non ho il tuo metabolismo! Tu sei l’unica donna a cui entrano quegli stupidi pantaloni taglia XS che mi hanno sempre fatto incazzare. L’ultimo negozio in cui sono entrata a momenti picchio quello scemo di commesso.

Vera:                Poverino, perché?

Giada:              Te lo dico io perché! Quell’audioleso, quando gli ho chiesto di portarmi un pantalone che avevo visto in vetrina è entrato nel retro del negozio ed a voce alta , tanto per farsi sentire da tutti,  fa’: Quale taglia le porto? Ricordo ancora la mia voce afflitta: la large! E lui: le porto anche la extra, che non si sa mai! Una merdaccia mi sono sentita! E lui più merda di me!

Vera:                Dai Giada, non c’è niente di male!

Giada:              Forse è così che si sentono i ragazzi quando comprano la prima scatola di preservativi: “ Ehi, ragazzo, vuoi quelli extrastimolanti? Che dimensione? Piccola, media o grande?

Vera:                Amen! (Si alza) Scusate amiche mie, ma approfitto che i bimbi dormono, per andare di là a finire un lavoretto.

Luna:                Sono contenta che hai ripreso a scrivere articoli.

Vera:                E’ una rivista femminile, è il primo contatto che ho e non voglio sputtanarmelo.

Giada:              Beh, anch’io devo finire la mia nuova scultura e almeno quando lavoro riesco a non pensare al cibo!

Le tre amiche escono. Musica di sottofondo. La luce si abbassa. Un occhio di bue inquadra i tre passeggini. Entra Lucius.

Lucius:             Che bei puponi….guardali ….guardali come dormono i miei piccoli diavoletti. (Si sente un vagito). No no, fai piano, non vogliamo tutta la famiglia attorno,  vero? Oh….bravi….bravi coraggio…andiamo a meraviglia…bravi coraggio, fatevi vedere da papà quanto siete belli! Cucci cucci cucci….

Lucius guarda il pubblico e poi sorride.

Lucius:             E vabbè, che ci posso fare, m’affeziono! E’ starno vero? Ma che ci posso fare, alla fine sono un “ POVERO DIAVOLO”

Fine

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