Tris al femminile

TRIS AL FEMMINILE di Ombretta De Biase

TRIS AL FEMMINILE di Ombretta De Biase

Tre brevi atti unici

Genere: commedia brillante

LOLA

ATTORI 2

ATTRICI 2

I tre brevi atti unici: Lola, Pamela e Lili, presentati unitamente, hanno. ricevuto ilPremio citt di Roma, Centro Letterario del Lazio, 1991

LOLA

Cosa accade quando si ritiene che al mondo nessuno meriti il vostro amore perch, prima o poi, si verr traditi? Che farne di quellamore che si vorrebbe dare ma non si sa a chi? La protagonista della pice, Giorgia, brillante giornalista, ha risolto il problema, o cos le sembra

PERSONAGGI

Giorgia una giornalista

Carlo medico e padre della piccola Alice, la figlia di Giorgia

Milroy un amico dello Zaire

Daniela unamica

Nota di regia

In scena un soggiorno caotico che denota il tipico ambiente piccolo-borghese, abitato da una donna che vive da sola con un bambino.

SCENA I

Un soggiorno caotico con un tavolo, un telefono, due poltroncine, fogli sparsi ovunque insieme ad indumenti di una bambina. Giorgia entra in scena in preda allagitazione. Corre al telefono. L agitazione tale che sulle prime non riesce a farsi capire

GiorgiaAndrea? Passami immediatamente Andrea. Come chi parla? Sono io, Giorgia Airoldi! E' urgentissimo, un' emergenza! Non me ne importa che in riunione, passamelo, adesso! Andrea?,una cosa terribile, una tragedia! Mi calmo, s adesso mi calmo e ti racconto, non riesco, divento pazza! Morir, sento che morir. E stata rapita! Hanno rapito il mio tesoro!! Andrea, rispondimi! S, s non dobbiamo perdere la testa. S, s, in prima pagina!. Se non la trovo.. io...io(piange) Maledetta citt di fascisti, rapitori, assassini! Ma me la pagheranno. La odio. S, s sto calma, metti in stampa, subito, vai

Non appena mette gi ecco di nuovo lo squillo del telefono.

Andrea?...ah, s, scusa. Non ce la faccio a ragionare. La foto, a colori. Quella pi recente, s, quella del compleanno, s. Che compleanno? Ne ho tante sue ma del compleanno non mi pare. Ah, la festa, ceri anche tu. Che festa? Andrea, di che parli? Sei sconvolto, lo capisco. Ah, la festa del compleanno di Alice. Che centra Alice? Ma noooo, figurati se vanno a rapire mia figlia! Come sarebbe chi hanno rapito? Lola, hanno rapito Lolaaa! Andrea? Andrea?, rispondimi (clicca pi volte). Ci si mettono anche le linee adesso. Ci sei? Ah, non eri mai svenuto in vita tua. Puoi immaginare cosa provo io, allora. So bene quanto le sei affezionato. Ma non dico ad Alice, a Lolaaa! Andrea? Andrea che fai? (guarda sorpresa la cornetta) Piange. Calmati, adesso. Andrea? Andrea? Ma tu, tu stairidendo. Io non sono pazza, come ti permetti! No, non vero. Lo sanno tutti. Si rapiscono eccome. Non sei informato. Ma la vuoi smettere di ridere. Ti proibisco di parlare cos della mia Lola. Certo, vecchia, malata, orba e bastarda. E tu sei un mostro. Altro che compagno! Un nazista, sei diventato. E non provare a non pubblicare la sua biografia e la foto a colori, in prima pagina. La biografia, certo. Che ne sai tu di cosa ha patito la mia Lola? Lho raccolta malata, ferita, con un occhio penzoloni. Ma quale reputazione del giornale! E smettila di ridere. Sembri un pazzo, oltre che stronzo. Andrea, (il tono minaccioso) la foto di Lola va a colori, in prima pagina e con la sua biografia, altrimenti pianto linchiesta e distruggo i documenti. Certo che ti sto ricattando, ma come sei diventato intelligente!

Giorgiasbatte gi la cornetta, offesa. Entra Milroy, un giovane dello Zaire, con un manifesto molto grande a colori di un volpino. E ben visibile la taglia di cinquemila euro.

Milroy Ti va bene, cos?

GiorgiaSar abbastanza grande?

Milroy Lo vedranno anche a Timbuct

GiorgiaMaledetta citt di fascisti, assassini, torturatori

Milroy esce di scena e Giorgia comincia a fumare una sigaretta dopo laltra, passeggia nervosamente su e gi. Di nuovo lo squillo del telefono. Giorgia alza la cornetta e investe la sorella, Luisa, con un fiume di parole sulla scomparsa di Lola

Giorgia Milroy? Ah, Luisa sei tu. No, che credevo, sono disperata. Tu non sai, cos successo. Sto diventando pazza. In stazione, mi giro e non la trovo pi. Sparita, capisci Luisa? Me lhanno rapita! Ma non urlare cos, non capisco cosa stai dicendo. La polizia? Certo, ma ho pensato prima al giornale. Esce fra qualche ora con la foto in prima pagina. Ho scelto quella fatta a Venezia. Come sarebbe che centra Venezia? Lo so che Alice non mai stata a Venezia. Ma no che non hanno rapito Alice! Perch poi a qualcuno dovrebbe venire in mente di rapire una bambina povera di sei anni me lo dovete spiegare tutti. Come chi hanno rapito? Lolaaa! Hanno rapito Lolaaa! Luisa? Luisa, ci sei? Uffa!, questi telefoni. Ah, eccoti, ora ti sento. Luisa, ti sei calmata adesso? Lo so che sei sconvolta. Certo con Lola non vi siete mai prese tanto. Ah, chissenefrega di Lola, Luisa, come ti permetti? Non dire cos! Ah, non per questo. Perch che altro successo? La mamma? Cos successo alla mamma, parla. E in ospedale per un attacco di cuore, in rianimazione. Che guaio! Luisa, devo venire gi?, c bisogno di me? Ah, non serve, per ora, almeno. Bene. No, era solo per dire che se mi telefonano per Lola... (guarda la cornetta), ha riattaccato, era sconvolta. Se non la ritrovo subito, significa che... La mia Lola, me lhanno uccisa. No, non devo pensarci

Entra in scena Carlo. Il padre della bambina.

CarloCiao, mi dici che cosa sta succedendo?

Giorgia Che ci fai tu qui? Non dovevi sapere che eravamo da Daniela?

CarloGiorgia, haitappezzato la citt di manifesti con la foto di Lola e una ricompensa di ben cinquemila euro per chi te la ritrova (si guarda intorno) Alice? Dov mia figlia?

GiorgiaAlice nella sua stanza, guarda i cartoni

CarloE figurati se Alice non se ne sta davanti alla tv a guardare i cartoni

GiorgiaChe cosa vorresti insinuare? E lei che vuole, non certo io. Devo persino sgridarla per staccarla dalla tele. E poi tu di che timpicci? Intanto mi pare che nemmeno questo fine settimana puoi tenerla con te

Carlo Te lho detto, il congresso. Il mio primario mi ha chiesto di accompagnarlo, ieri mi ha fatto capire che sar io il suo succ.

Giorgia (lo schernisce)Sei patetico con il tuo primario! Ecco com finito il nemico giurato dei baroni!, appiccicato come una cozza al culo del suo favoloso primario. Sai che ti dico? Se scomparissi del tutto dalla nostra vita ci faresti solo un piacere. Cos mi dai solo noia, ci dai solo noia, a me e a mia figlia

Carlo Piantala con le tue solite cazzate da ex-sessantottina sfigata, e dimmi di questa storia di Lola. Cos successo?

Giorgia In stazione, stato un attimo. Mi giro e non cera pi. Io e Milroy abbiamo setacciato binari, piazzale, tutto. (sta per piangere) Me lhanno rapita, capisci!

Carlo si siede in poltrona e scoppia a ridere

CarloGiorgia, sei eccezionale, fantastica. Ma come cazzo fai? Non possibile che tu riesca a partorire certe assurdit

GiorgiaEccolo, lo stronzo! Sei tu invece che straparli, come sempre del resto

Carlo Va bene. Esaminiamo i fatti.Chi pu aver rapito Lola? Lo ammetto, Lola certamente una signorina, ehm scusa, una cagnetta, fuori dal comune, la sua carica sexy per veri amatori perch ormai non pi nel fiore degli anni, orba da un occhio, ha lartrosi e poi perde i peli, ehm, i capelli

Giorgia( torva)Peli, si chiamano peli

Carlo(insiste) E vero che quando la vedi sculettare con quella sua zampetta sifolina... ti prende un raptus di libidine cheNo!, ferma, che fai?, (Giorgia afferra un pesante portacenere e sta per tirarglielo dietro) Va bene, va bene. Sto scherzando. Non parlo pi. Metti gi quel coso

Carlo si protegge il viso con il braccio e Giorgia mette gi loggetto

Giorgia Adesso te ne vai, subito

Carlo S s, ma scusa, sul serio, come pu essere che a qualcuno venga in mente di rapire Lola? Ci sarebbe solo una probabilit

Giorgia Che stai pensando? Dimmi

Carlo E colpa tua

Giorgia Come sarebbe, colpa mia?

Carlo Ma s, chiaro

Giorgia Che cosa chiaro?

Carlo Non ti stai occupando di terroristi neri e delle loro connivenze?

Giorgia E allora?

Carlo Vogliono intimidirti, ricattarti. Cagnetta di nota giornalista, rapita a causa delle scottanti rivelazioni della sua mam..

Giorgia afferra nuovamente il pesante portacenere e stavolta glielo scaglia dietro mentre Carlo riesce a schivarlo

Giorgia Esci immediatamente!

Carlo Basta, scusa, scusa, scusa, sdrammatizziamo. Vedrai che Lola sar qui a momenti, non ho dubbi. Lola si semplicemente persa. Non la prima volta. Ma ti rendi conto? Hai offerto cinquemila euro di ricompensa! Fra poco ti porteranno volpini bianchi e marr anche dallAlaska!

Giorgia No. Me lhanno rapita. Lo so, le altre volte, ma allora era diverso. Maledetta citt di fascisti, assassini, torturatori

Carlo Vedrai. Questione di ore e Lola sar qui. Intanto porto via Alice. Stanotte la tengo con me

Giorgia S, questa una buona idea. E poi con la mamma in ospedale

Carlo Che? Tua mamma in ospedale? E una cosa grave?

Giorgia Non lo so.E stato tutto cos improvviso!Pare il cuore, in rianimazione. Ha chiamato mia sorella, poco fa

Carlo Mi dispiace, se posso fare qualcosa

Giorgia No, no, grazie. Io non mi posso muovere, ora devo stare attaccata al telefono, per Lola..

Carlo Mi dispiace, tua madre una donna eccezionale, fammi sapere

Carlo esce di scena. Giorgia si lascia cadere in poltrona. esausta. Squilla il telefono, sobbalza.

Giorgia Milroy!? Ah, Daniela, sei tu. E successa una cosa terribile, no, non ce la faccio a raccontare per telefono. Per se tu potessi venire sarebbe un aiuto enorme. Mi pare di impazzire, qui da sola, attaccata a questo maledetto telefono. Grazie. Ti aspetto

Giorgia appare rincuorata dalla notizia dellarrivo dell amica. Le luci si attenuano il tempo necessario.

SCENA II

Entra in scena Daniela, una donna sui quaranta, vestita in modo sportivo, da viaggio.

DanielaEccomi, adesso mi racconti tutto. In treno mi sono venute le idee pi orribili

Giorgia Sono disperata. Ora ti racconto ma prima ti preparo un caff, sarai stanca dal viaggio

Daniela No, siedi, il caff lo preparo io, intanto mi racconti tutto, con calma per

Giorgia S, con calma.Dunque eravamo in stazione, io Milroy, Alice, e Lola. Stavamo venendo da te quando mi giro per ritirare i biglietti e, non cera pi. Svanita. Sparita nel nulla! Me lhanno rapita, capisci?

Daniela Oddio, mi sento male. La polizia? Le ricerche saranno gi iniziate, immagino. E lincubo peggiore che possa capitare

GiorgiaLa polizia? No, ho pensato prima al riscatto

Daniela I rapitori ti hanno gi telefonato, sai gi..

Giorgia Ma no! Fosse il cielo avessero gi telefonato

Daniela Ah, non si sono ancora fatti vivi e, scusa, che riscatto?

GiorgiaHo pensato prima al giornale, la foto a colori in prima pagina, i manifesti con i cinquemila euro di ricompensa

Daniela Giorgia, fammi capire, cinquemila euro, cinquemila euro?

GiorgiaS, perch, ti sembra poco? Posso aumentare, hai ragione, troppo poco

Daniela Madonna, aiutami!, Riepiloghiamo. Per ora niente polizia, non sono daccordo ma, vanno bene i giornali ma, la ricompensa, cinquemila euro, non capisco

GiorgiaCosa c da capire?

Daniela Ma Giorgia, per favore, niente polizia, cinquemila euro per chi d notizie sui rapitori di Alice

Giorgia (scatta in piedi) Eh, no, adesso basta! Tutti con Alice! Sembrate diventati tutti matti!, Andrea, mia sorella, quello stronzo di Carlo, e adesso anche tu! Perch mai avrebbero dovuto rapire Alice? Ditemelo

Daniela (si lascia andare sulla sedia, mormora fra s facendosi il segno della croce)Ges mio, ges mio, ti ringrazio, mille volte ti ringrazio.Ho bisogno urgente di un bicchiere dacqua.Ma allora, chi? Chi che avrebbero rapito?, Alice qui, tu e Milroy anche

Giorgia la guarda meravigliata e poi le porge un bicchiere dacqua che le ha versato da una brocca appoggiata sul tavolo
Giorgia(tragica) Lola, hanno rapito Lola
Daniela sputa lacqua per la sorpresa, sta per scoppiare a ridere m, fa uno sforzo, si trattiene

Daniela (ritorna seria) B, ecco, io, scusa, ehm, Lola, appunto. S. Rapita. Qualcuno lha vista eNo, perch, prima, deve averla vista

GiorgiaCerto che lha vista, che discorsi!Ma mi capisci ora? Capisci la mia angoscia, la mia disperazione

Daniela ( evidente che, conoscendola, non vuole contraddire lamica)Lola rapita, ehm, s, potrebbe essere che uno, no dico, che uno, a un certo punto della sua vita...

GiorgiaQuesta citt marcia fino al midollo, tutti fascisti, torturatori e assassini

Daniela E pazzi dementi. No, dico, rapireLola, ehm, , , terribile

Giorgia S, terribile, atroce, lo so che mi capisci, tu sei lunica. Adesso dobbiamo trovarla a ogni costo

Daniela Stiamo calme, vedrai che ci riusciamo

Giorgia Meno male che sei qui. Tu e lei avete sempre avuto un bel rapporto. Quando vi siete conosciute non c stato subito un gran feeling, poi per, pian piano. Veniva in braccio solo a te, a nessun altro (sta per piangere)

Daniela Forse ho ancora qualche suo pelo sul vestito, ah, eccolo! Faccio fatica a levarli, si attaccano

Giorgia Daniela, ho paura

Daniela Cerchiamo di mantenerci fredde. Questa faccenda del rapimento, Sei sicura? Lola molto simpatica, ma solo se la conosci a fondo, perch gi vecchietta e poi abbaia come una matta. Gi, se qualcuno l avesse presa, avrebbe abbaiato come sempre, no?

GiorgiaFigurati! Lei non ci sta pi con la testa e non detto che se uno sconosciuto le fa una carezza che in quel momento le piace..

Daniela Ah, cos

GiorgiaMa non finita, il destino si accanisce contro di me

Daniela Che c ancora?

Stella La mamma. E in ospedale. In rianimazione. Un attacco di cuore

Daniela Mi dispiace davvero,e tu? Che vuoi fare? Vuoi partire? Ti tengo Alice. Dimmi come ti posso aiutare

GiorgiaGrazie ma per ora non serve. Alice con Carlo, e poi come farei a partire?, devo stare attaccata a questo maledetto telefono. Milroy in giro per la citt. La mia Lola! Chiss che cosa le stanno facendo in questo momento! Come star soffrendo

Daniela Cerchiamo di raccogliere le idee. Insomma, esaminiamo lipotesi del rapimento perch? So che a volte i cani vengono rapiti, ma si tratta di cani costosi, quelli con il pedigre, oppure di mastini, alani, lupi, boxer.. li rapiscono per farli combattere clandestinamente, fanno le scommesse

GiorgiaLi rapiscono anche per ucciderli

Daniela Rapiscono i cani per.. ucciderli?

GiorgiaCi fannogli esperimenti per le creme di bellezza, sono come i nazisti

Daniela Gli esperimenti, le creme di bellezza, i nazisti, Lola rapita per le creme, le creme di bellezza, Lola...

GiorgiaLo sanno in pochi ma vero.Tu hai ragione. Lola abbaia sempre come una matta ma lei non molto intelligente, non come Black

Daniela Black? Chi Black?

Giorgia Era. Lui morto, molti anni fa

Daniela Racconta

GiorgiaE una lunga storia. Era un pomeriggio destate e faceva molto caldo. In giro non cera nessuno. Ero sola. Con i compagni avevamo appena finito un sit-in di protesta davanti al carcere perch non volevano darci il permesso di visitare i carcerati ma alla fine lavevamo spuntata. Io mi sentivo depressa, senza pi forze, senza pi motivazioni. Ero in piazza quando, vicino alla fontana, vedo un po di gente che guarda schifata una massa nera stesa in terra. Mi avvicino. Era un cane coperto di sangue e fango, sembrava morto, respirava appena. Mi avvicino e lo prendo su. La gente mi scansa, mi guarda come se fossi matta. Trovo un tassista, gli dico che lo pago il doppio se mi porta subito dal primo veterinario, quello mi fa salire ma devo tenerlo in braccio per non sporcargli i sedili. Il veterinario dice che non c pi niente da fare e sta per fargli liniezione, ma io me lo porto via, ancora vivo, a casa. Lo lavo, lo medico. Black ridotto troppo male, le ferite sono profonde e infette, non ce la pu fare, ma voglio tentare lo stesso. Per giorni e giorni lui rimane disteso sulla coperta senza mangiare, con gli occhi chiusi, ma almeno respira. Io non esco pi di casa. Pu morire da un momento allaltro. Finalmente una mattina mi accorgo che ha bevuto un po di latte nella ciotola. Lui forte, robusto e vuole vivere. Ogni giorno un piccolo passo avanti, dopo circa un mese finalmente guarito. Un miracolo!

Daniela E poi?

GiorgiaComincia la nostra storia. Lui ha un carattere difficile, fiero, se cerco di accarezzarlo si scosta, non gli picciono le smancerie. Quando usciamo, del guinzaglio nemmeno a parlarne. Certi strattoni che devo levarglielo per forza. Quando ce ne andiamo sullargine a passeggiare si mette a caccia di pantegane, le scova, le uccide spezzandogli il collo con un colpo secco, e poi se le mette in bocca, corre da me e me le butta sui piedi come un regalo

Daniela Che schifo!

Giorgia Lui era un combattente, un guerriero. Non l ho mai visto tirarsi indietro, nemmeno quando aveva contro due, tre randagi di quelli cattivi, pi grossi di lui. Li affrontava comunque. Aveva riflessi fulminei, una muscolatura potente, il pelo folto, nero, lucidissimo..

Daniela E con le cagnette? Black sar stato un conquistatore

GiorgiaNo, per quello non era molto interessato al sesso

Daniela Blackti cambia la vita

Giorgia S, con lui accanto mi sentivo pi forte, pi serena. Tutto mi scivolava addosso con facilit. Carlo mi tradiva? E io e Black uscivamo a passeggio sullargine. Carlo voleva fare il solito giochino della coppia aperta? Guardavo Black e prendevo le distanze. Clemente mi tormentava con la sua gelosia? Tanto cera Black accanto a me

Daniela Clemente chi?

Giorgia Ma s, te lho gi raccontato, era quel famoso professore

Daniela Quello matto come un cavallo che ti metteva lo smalto alle unghie dei piedi, ti faceva il bagno, quello del taxi ?

Giorgia (sorride)Questa storia del taxi ti rimasta impressa, vedo... S. Con lui ho scopato persino in taxi

Daniela E poi, com finita?

Giorgia Non lo sopportavo pi. Era fuori di testa, e poi cera sempre Carlo che mi girava intorno

Daniela No, con Black

Giorgia(esita)Black,vedi, lui ogni tanto mi lasciava, voleva sentirsi libero. Io non potevo fare niente per trattenerlo. Dopo un po mi ero abituata a questo rito, stava via anche qualche settimana ma poi ritornava sempre a casa

Daniela E una volta non pi tornato

Giorgia No, no. Questo non sarebbe mai potuto succedere. E successo che una sera stavo cenando con Carlo. Pioveva a dirotto, era buio pesto. Black va alla porta. Era il solito segnale. Dovevo aprirgli e lasciarlo andare. Io non volevo, avevo un brutto presentimento. Cerco di resistere. Niente da fare, devo aprirgli la porta. Lui si precipita in strada. Sento lo stridio dei freni di unautomobile e vedo Black steso a terra. Lo prendo in braccio. Lui mi guarda e..

Le due amiche rimangono in silenzio, commosse da quel ricordo. Le luci si abbassano.

SCENA III

Luci. Lo squillo del telefono. Giorgia fa cenno a Daniela di rispondere. E ancora scossa dal ricordo di Black.

Daniela Carlo, che c? Come?! Giorgia, ascolta! Carlo sta dicendo che Milroy ha trovato Lola e sta arrivando qui con lei

Entra in scena Milroy, ha in braccio una cagnetta con un cappellino, un cappottino e persino un paio di scarpine. Urla di gioia di Giorgia.

Giorgia Lola, tesoro mio, volevi farmi morire di paura, eh?

Daniela Milroy, racconta

Milroy Unragazzo ha riconosciuto Lola dai manifesti e mi ha telefonato. Siamo andati insieme a quellindirizzo. Lola mi ha riconosciuto subito e mi saltata addosso

Daniela Che indirizzo?

Milroy Di quella donna

Daniela Quale donna?

Milroy La donna della stazione

Daniela Ah, quella che ha trovato Lola, in stazione

Milroy Quella che lha rapita

Daniela Che?

Milroy Quella che se l portata via, che lha rapita

Daniela Rapita?, rapita

Giorgia Ma s, una pazza! Ma guardate come me lha conciata! Le scarpine, il cappellino, il cappottino, poteva farmela ammalare, povero tesoro mio!

Daniela Rapita

Giorgia Daniela, che ti prende? Calmati adesso, tutto finito. Ragazzi, ci andata bene, Lola qui con noi e adesso ci possiamo rilassare. Qui ci vuole subito un bel caff e poi tutti insieme a festeggiare il ritorno di Lola. Poverina, chiss come deve aver sofferto! Alt. Prima devo telefonare alla mamma. Sar stata in pensiero per Lola e poi, con quello che le capitato

FINE

Atto unico di Ombretta De Biase

Commedia brillante

Attori -1

Attrici -2

PAMELA

Di Ombretta De Biase

Pamela una donna matrioska in quanto, nellarco di una giornata, passa dall'involucro di Pamela-mamma in conflitto con una mostruosa torta ai mirtilli, a quello di Pamela-manager, arrogante e senza scrupoli, in conflitto con i colleghi, e infine a quello di Pamela-donna-di-mondo, sensuale e spregiudicata in conflitto con le befane in Dior. Pamela, riesce a ritrovare se stessa, almeno in parte, rinchiudendosi, di tanto in tanto, in una stanzina angusta e caotica che la salva ma anche la imprigiona. Il gioco potr reggere solo fino a quando tale piccolo spazio rimarr inviolato. Pu un piccolo spazio tutto per s essere lantidoto alla follia?

Rappresentazioni: Milano 1991, Teatro Ascanio Sforza ; Padova 1993, teatro Laterale con Maria Teresa Raina, regia di Francesca Bonelli; Milano 2003, Spazio Celebrity , con Lavinia Del Roio, Marina Pillinini, Paola Ronchetti, regia dellautrice

PERSONAGGI :

Pamela una donna in carriera
Andrea il figlio sedicenne

Carla la figlia quattordicenne

Sergio il marito, una voce che arriva dalle quinte

Nota di regia

Lo spazio scenico diviso in due parti. A destra c una cucina con una dispensa e un tavolo, a sinistra, diviso da una parete garzata, uno stanzino pieno di cianfrusaglie, una poltroncina sfilacciata, stoffe coloratissime e un pupazzo di stoffa molto grande

SCENA I

Pamela sta dormendo, rannicchiata nella poltroncina del suo stanzino pieno di cianfrusaglie, stoffe coloratissime, un gran cesto pieno di abiti e un pupazzo con le treccine gialle seduto accanto a lei che sembra guardarla. Indossa una corta sottoveste. Si sveglia, si stiracchia, si stropiccia gli occhi, guarda la bambolona che chiama cicetta

Pamela Buongiorno, cicetta, dormito bene? Oggi mi sento piena di energia. (butta locchio su uno scialle di pizzo) ma dimmi tu se non sono brava. Due metri di pizzo con tre euro. E questo (un golfino striminzito)? Puro cachemire, dieci euro. La mia bancarella preferita. Stai tranquilla. Occhialoni e foulard e non mi riconosce nessuna, nemmeno tu, e poi lo sai, a ravanare sul banco s e no che vedi le mani, nessuna si sogna di guardarti in faccia per paura farsi fregare sotto il naso lo scampolo che ha puntato. Eh s, tesoro, ha fiuto la tua Pamela! Me lo dicono anche in ditta. Sei fiera di me?(fruga nel cestone) Lo so che me lo dici sempre, che prima o poi dovrei mettere ordine qua dentro, ma non c mai tempo. (Tira fuori una gonnellona molto colorata) E guarda questa! Da dove salta fuori? Dieci, macch di pi, anni fa, preistoria. Che tempi! Te li ricordi, ciccia? Io e te in corteo, con gli striscioni, a urlare lutero mio e me lo gestisco io. Allinizio mi sembrava una cazzata, ovvio, mi dicevo, di chi devessere il mio utero? E invece no, avevate ragione voi, non era cos ovvio. Dici bene, allora ci sentivamo unite, potenti, io col padre notaio mangiapreti e tu col padre fruttivendolo devoto a santAntonio. (sospira) E adesso eccoci qua, io e te, sole. Finito, stop. Ma no che non sono triste!, solo che. Certo che non colpa nostra, la vita, si cambia. Ma basta con i ricordi (butta la gonnellona in un angolo), via questo straccio, pensiamo a stasera. D, cosa mi metto? Vediamo (raccoglie un po di vestiti che scarta man mano, infine sceglie un vestito rosso di seta) Eccolo, il mio preferito. Guardami. Non fare la bacchettona. S, mi mi fascia un po. Troppo? Dai, ma le vedi le altre come si conciano? (si guarda nella specchio, e si denuda rimanendo in slip). Questo (il seno) intanto tutto d.o.c., genuino al cento per cento e sta ancora su che una meraviglia, altro che quelle palle di silicone appiccicate agli sterni carenati delle sbarbine anoressiche. E le dame in Dior, ricucite dalla punta dei capelli alle unghie dei piedi? S, cara, vedrai. Stasera le straccio tutte, sbarbine e carampane (imita il birignao delle dame) amore, a Parigi l'ultima collezione di Saint Germain era a dir poco di-vi-na!.. Altro che Parigi, a Lourdes che dovete andare a vestirvi, con quei culoni rasoterra, il triplo mento e la cellulite che esce fuori pure dagli occhi. E i gioielli? Di, ma glieli hai mai visti i gioielli? Oro, perle, diamanti, rubini, smeraldi. Sembrano tanti alberi di Natale, pure sbilenchi. Poverette, mi fanno anche pena, in fondo, molto in fondo. Ma come sei seria stamattina! Non fare la solita bacchettona, ridi ogni tanto! Ironia, te lo dico sempre, a te manca solo lironia, per il resto sei perfetta. Ssssss! Taci. (guarda allarmata verso la parete garzata, sporge lorecchio si stringe nella vestaglia) Che sar stato? Dobbiamo stare molto attente. Basta un niente e siamo fritte. Falso allarme. E non dire che sono paranoica. Lo sai meglio di me quello che pu succedere. Dai, non litighiamo, ci restano solo pochi minuti. Dicevamo? Ah, le carampane cucite e ricucite. Quelle parlano solo di diete e poi non appena avvistano un vassoio di tartine o pasticcini, si avventano sopra come iene. Si spintonano, si danno calci negli stinchi, strizzano i poveri bign con quegli artigli rosso sangue che gli esce la crema da ogni parte, come le lacrime. Noi no, stiamo attente noi alle calorie. Se cominciamo ad andare fuori taglia finita e alla nostra et finisce che ti si fila solo se hai soldi. A proposito, quel Paolo, ma s, il nuovo di quella superstronza della Barani. Al Voglia Pazza laltra sera mi guardava in un certo modo che E vorrei vedere! Con quel cesso che si ritrova a dover sollazzare. Ma che vai a ricordare?, Quale grande amore? Mi ha fregato una volta, adesso basta.. (Come se si vedesse in uno specchio immaginario, osserva le rughe nasolabiali) Queste per sono maledette. Mi fanno sembrare un basset-hound in crisi depressiva. Cos (con i capelli che porta sciolti e vaporosi) per ora rimedio, poi si vedr. Le punture no, ci fanno la faccia che poi, se ti scappa una risata, bozzi di qua, bozzi di l. No, per ora niente lavori di sartoria, poi si vedr. Oddio, eccoli. Zitta!

Un rumore, entra in scena Andrea, il figlio, e va verso la parete garzata.

Andrea Mamma, sei l dentro? Dai, apri

Pamela Arrivo, tesoro, un secondo

Andrea Apri, dai! Che strazio tu e quel cesso di stanza

Andrea va verso il tavolo. La luce fioca che illuminava lo stanzino a sinistra si spegne. Pamela ora nello spazio a destra, indossa una lunga vestaglia di seta, sembra unaltra donna. Non pi la donna svagata, e allegra della piccola stanza, ma una donna impaurita, nevrotica. Si avvicina al figlio e lo abbraccia, poi comincia a trafficare con la colazione.
Pamela Tesoro, gi in piedi? Di solito ti ci vogliono le cannonate
Andrea Mamma, perch ti chiudi sempre l dentro?
Pamela Amore, non cominciare. Piuttosto, cosa ti preparo per colazione? (Pamela tira fuori dalla madia ogni tipo di cibo, come per una colazione pantagruelica, e comincia a trafficare con unenorme terrina in cui versa: uova, farina)

Allora vediamo, burro, marmellata, biscotti, formaggio, prosciutto, uova, pancetta, toasts.. oddio, perdonami tesoro, non trovo i mirtilli eppure ero certa

Andrea Che ci fai l dentro? I riti satanici?

Pamela guarda freneticamente dappertutto, sotto il tavolo, nella madia

Pamela I mirtilli per la tua torta dove sono andati a finire? Dove siete maledetti? Venite subito fuori. Eccovi. Credevate di farmela, eh! Andrea, ti prego, quando arriva tua sorella niente liti, mi raccomando. Sai com fatta quella

Andrea E una rompiscatole

Pamela E tu che sei diverso, devi pazientare, non devi stuzzicarla

Andrea Ma se comincia sempre lei!

Pamela Amore, lo so, ma tu che capisci devi sopportarla (passa la mano fra i capelli del figlio) Andrea, sono unti!, chiamami quando esci dalla doccia, ti faccio lo shampoo in un attimo

Andrea Quella non la sopporto

Pamela E tardi. Tua sorella dorme ancora

Andrea Dorme sempre quella

Entra in scena Carla, assonnata e ancora in pigiama

Carla Chi che dorme sempre?

Pamela Buongiorno, Carla. Nemmeno si saluta la mamma adesso?

Carla Che c per colazione?

Pamela La torta ai mirtilli quasi pronta

Carla Puah! Mi fa schifo, dagliela al tuo cocchino, a me cioccolata con panna, due toast burro e pancetta e due brioches al miele, calde, mi raccomando

Pamela Carla!

AndreaSe no muore di fame, il culo a mongolfiera

Carla E a te che ti frega, (alla mamma) vabb cioccolata senza panna, uffa!

Pamela (si innervosisce, i suoi gesti diventano frenetici, evidente che i figli la intimoriscono) Carla, sei volgare. Per favore ragazzi, non litigate

Andrea Cozza lardosa, non ti si fila nessuno

Carla E a te ti mandano tutte in bianco, pure quella cessa della Ricucci ti ha mandato a stendere

Andrea Non vero. Stronza!

Carla Uno e settanta di merda
Pamela Smettetela! Basta!
Pamela sempre pi agitata e continua a lottare con tazze, cibi etc...

Carla Mamma, quella puttana della prof di scienze mi odia

Andrea Mamma, lei che non capisce niente, non sa nemmeno copiare

Carla Mamma, quellanon americana, inglese

Pamela Inglese? Che storia questa? Con quello che ci costa la vostra scuola

Andrea Ma va, la prof bravissima

Pamela Andrea, se non americana non va bene. Dovete imparare lamericano, non linglese

Carla Te lo giuro

Pamela Va bene, ti voglio credere. Parler con il direttore

Andrea ( a Carla) Brutta palla di lardo, adesso la farai licenziare

Pamela Tesoro, cerca di capire, se quella inglese non pu lavorare nella vostra scuola, sapete bene quanto ci costa

Carla Quella inglese

Andrea le d pugno sul braccio e Carla gli d un calcio sotto il tavolo. I due cominciano a lanciarsi pezzi di pane, posatePamela non in grado di separarli

Pamela Basta smettetela, non ne posso pi di voi due, state sempre a litigare

Andrea E colpa sua

CarlaLasciatemi in pace voi due!, ce lavete sempre con me

PamelaAdesso basta e filate a vestirvi. Andrea, tesoro, avvisami quando esci dalla doccia, vengo a farti lo shampoo

Andrea esce di scena

Voce di SergioPamela, smettila con questa storia dello shampoo. A sedici anni il cocchino sar pure capace di farselo da s, lo shampoo

Pamela (alle quinte) Sergio, per favore, non ti ci mettere anche tu stamattina e poi bada a tua figlia, un disastro a scuola, ha avuto una pagella orribile

Carla (alle quinte) Pap non le credere, non vero

Voce di SergioVa bene, tesoro, sta tranquilla, ci pensa pap.Pamela, ne parliamo poi

Pamela Al solito, ne parliamo poi, ma poi quando? Non c mai e quando c o troppo stanco o deve lavorare o non ha tempo (Carla va verso la stanzina) Carla, dove stai andando?

Carla I miei jeans, sono l dentro?

Pamela No che non sono l dentro. Non potrebbero mai essere l dentro e lo sai. Va a prepararti, svelta, tardissimo

Carla (rinuncia) Che stress tu e quel buco di stanza! Ha ragione pap quando dice che sei solo una povera pazza (esce di scena)

Pamela sola nello spazio caotico della cucina, cibo e sporco dappertutto, anche la sua faccia sporca di farina, continua a mescolare meccanicamente la torta nella gigantesca terrina. Dalle quinte arriva la voce di Sergio

Voce di Sergio Pamela, domani abbiamo a cena quelli della Soveco, mi raccomado

Si sente il rumore di una porta che si chiude. Pamela, sempre continuando a mescolare la torta nella terrina, comincia a parlare fra s come se recitasse una giaculatoria

Pamela Pamela le cene, Pamela il giro giusto, Pamela gli affari, Pamela i soldi, Pamela mamma, Pamela la scuola, Pamela i calzini, (isterica) Pamela, Pamela, Pamela (si calma) Adesso sono diventata unincapace, una rompiballe, in societ o parlo di cazzate o dei cazzi miei, se mi va di andare in chiesa perch voglio farmi il bid, allanima... invece lui ne ha una a ogni angolo! Noi siamo una coppia aperta, dice, siamo liberi, dice, abbiamo superato la gretta mentalit borghese, dice, abbiamo fatto la rivoluzione, dice. Gi, la rivoluzione (sorride fra s con scherno)! E adesso che fa il mio caro rivoluzionario? Le sue squinzie le invita a cena nei migliori ristoranti, con tanto di fiori e regalino giusto, mentre io le sue cene devo preparargliele in casa, al riparo da occhi e orecchi indiscreti.Fosse per lui, non vorrebbe nemmeno il cameriere filippino a servire a tavola Certo che bravo devo riconoscerlo, non si mai fatto fregare, rimasto a galla quando gli altri vedevano il sole a scacchi, al tempo di tangentopoli. Il mio Sergio in gamba. Me lo invidiano tutte. Be, se lo confronto con i loro mariti c poco da discutere, il mio meglio. Quelli sono pesci lessi pronti solo a fregarsi, a farsi a pezzi, a sbranarsi fra loro. Oddio la cena!, Che gli preparo?, le foglie di alloro fritte vanno sempre alla grande, poi gamberi in salsa di mandarino, arancini di riso con uvetta di Tunisi, filetto di manzo flamb con petali di rose allo champagne. Bene. Gi, ma il dessert? Che gli preparo per il dessert? Unidea, mai che mi venga unidea per il dessert

Pamela accende una sigaretta, tira un paio di boccate e poi mette le mani fra i capelli.

Pamela Ah, come sono stanca!

Buio il tempo necessario

SCENA II

Pamela ora in un cono di luce, in proscenio. Indossa una giacca dal taglio maschile e una calzamaglia. E raggomitolata in terra con la testa appoggiata alle ginocchia, sembra che dorma. Accanto a lei c una sedia su cui appoggiato un fascicolo dufficio. Rialza lentamente la testa. La sua espressione ora dura, decisa. Chiama la sua segretaria, Manuela, quella non risponde e Pamela si alza e comincia a passeggiare nervosamente

Pamela Manuela?!.. Ti pareva. Quella non ancora arrivata e io sono in ufficio da unora. Queste sbarbine vogliono fare solo i loro comodi. Ai miei tempi ci davamo da fare. Abbiamo fatto la rivoluzione, noi! Ci facevamo rispettare, altro che sgomitare a forza di dimenare qua e l culo e tette. Noi il cervello lo usavamo, non lo buttavamo nel cesso. E lo usiamo ancora. Ed ecco qua la prova (apre il fascicolo che ha in mano). Se non stai allerta, c sempre qualcuno che ci prova a infilarti un coltello fra le scapole. Io me lo aspettavo. Troppo leccaculo quel Sabelli. (imita) cara Pamela di qua, cara Pamela di l sei eccezionale, fantastica, una manager purosangue.., ha provato pure a fare il cascamorto. Quello non ha capito con chi ha a che fare. Fregare me, Pamela Conti, la colonna portante dellazienda. Ma gliela faccio pagare. Ma come? Umm, trovato! Stavolta mi diverto davvero. Due piccioni con una fava. Mi libero di quella scansafatiche e contemporaneamente gliela piazzo nel suo ufficio, come se gli facessi un favore, una cortesia. Lui sempre a corto di segretarie perch ci prova con tutte e quelle finisce che prima o poi se ne vanno. Quel gallinaccio spennacchiato si crede un adone e mica va a pensare che.. Molestie sessuali. B, in questo caso il molestato sarebbe lui ma non stiamo a sottilizzare. (alle quinte, con voce suadente) Manu, tesoro, ci sei? Dobbiamo parlare, forse ho una gran bella notizia per te..

Pamela, soddisfatta, accende una sigaretta, tira un paio di boccate e poi mette le mani fra i capelli.

Pamela Ah, come sono stanca!

Buio il tempo necessario

SCENA III

E notte. Musica-disco ad alto volume. La piccola stanza illuminata. Pamela entra in scena da sinistra. Indossa il minivestito rosso, appena rientrata da una festa, sembra euforica, entra nella sua stanzina. Si toglie le scarpe e poi lentamente le calze e comincia a ballare in modo sensuale e grottesco finch crolla, stanca sulla dormeuse. Guarda la bambolona con dispetto.

Pamela Cicetta,che c? Perch mi fissi cos? Sono contenta, va bene? Stasera ho fatto un figurone al cocktail dei Girondi.. Gli uomini mi puntavano in un modo! Certo, proprio in quel modo, che c di male? Smettila di fare la bacchettona. Le dame in Dior sprizzavano invidia da tutti i pori. Una goduria. Uffa! Ormai sono diventata unaltra, non mi riconosci pi e bla-bla-bla.., ma, tesoro mio, alla nostra et non si pu mica continuare a fare le barricate! Per cosa, poi? Dobbiamo adattarci, pensare ai figli, al loro di futuro, ormai il nostro ce lo siamo giocato mia cara, e se cabbiamo un marito del cavolo ci conviene tenercelo, tanto, pi o meno, luno vale laltro. Per gli uomini valgono solo le due S, sesso e soldi, il resto non conta. Limportante che qui noi due, insieme, siamo felici. Non sei daccordo? Devi dirmi la verit. Fra noi non ci sono segreti. Noi ci diciamo sempre la verit. Dai, vieni, facciamo pace

Pamela prende in braccio la bambolona e si stende con lei sulla dormeuse. La luce nello stanzino si spegne di colpo.

Voce di Pamela Ah, come sono stanca!

FINE

Atto unico - Commedia brillante

Attrici 2

LILI

Claudia e Lili sono due sorelle unite da un profondo legame affettivo che rende Lili dipendente da Claudia in una sorta di costante gioco delle parti. Accade per che un atto imprevedibile di Lili arrivi a sparigliare il gioco. La domanda : nei rapporti del tipo: leader-gregario chi che schiavizza chi?

Rappresentazione: Milano 2003, Spazio Celebrity con Lavinia del Roio e Paola Ronchetti regia dellautrice

PERSONAGGI:

Claudiapsicologa

Lili insegnante

Note di regia

Le due sorelle occupano ciascuna met della scena. Ogni met caratterizzata da pochi oggetti che debbono denotare personalit opposte. I due personaggi possono essere interpretati da due attrici diverse oppure dalla stessa attrice, se se la sente. In questo caso uno dei due spazi sar alternativamente al buio.

SCENA I

La scena divisa in due ambienti da un separ di vimini o altro. A sinistra c il territorio di Claudia, formato da un piccolo tavolo con un computer, fogli sparsi e un telefono, a destra c il territorio di Lili con una poltroncina rosa e un telefono appoggiato a terra. Claudia in sottoveste di seta sta lavorando su degli appunti, a destra Lili, con indosso un camicione rosa rannicchiata nella poltroncina e guarda torva il telefono.

Lili (piagnucola) Lo sapevo, non telefona. E io che sto male. Dio che fitte! Eppure lo sa che sto male, ho vomitato lanima stanotte, non ho chiuso occhio, ma lei se ne frega, ha troppo da fare lei, la donna super, lintelligentona, la sessantottina. Stavolta non la chiamo. No, non devo chiamarla

Lo squillo del telefono. Lili lo guarda rabbiosa per qualche istante

Ah, eccoti, ti sei decisa, e io non ti rispondo. Io sono morta, ho avuto unemorragia e sono stesa in un lago, un lago di sangue

Gli squilli continuano finch Lili afferra la cornetta e investe lascoltatore

Dovevi telefonare due ore fa, te ne freghi tu, io sto per morire e tu te ne freghi. Potevo essere gi morta, affogata in un lago di sangue Antonio, sei tu? Scusa, scusa. No, no, tranquillo, niente sangue, dicevo cos, non sto poi cos male, insomma dicevo per dire, solo che lei doveva telefonare e io sono incollata a questo maledetto telefono gi da due ore. Come chi? Mia sorella, Claudia. Lei mi controlla, deve sapere sempre tutto, minuto per minuto, mi ossessiona. E una parola! Prova tu a liberartene se ci riesci. S, ci ho provato ma quella poi d di matto. Mi sta col fiato sul collo, dice che nelle mie condizioni sono fragile, umorale, instabile pi del solito, pi del solito, capito? Se ne approfitta perch fa la psicologa. Sai com fatta, e s che lo sai! Le hai fatto anche il filo. Certo, era prima di conoscermi, non voleva essere un rimprovero, cucciolone mio. Caro, tu sei il mio tesoro, lo so che mi ami tanto. Come, scusa? Ah, se anchio ti amo? Certo che s, come puoi dubitare? Un avviso di chiamata, scusa, ti richiamo poi

Lili riattacca e fissa ostile il telefono che rimane muto, gli parla come se fosse la sorella Claudia.

E allora? Era occupato e richiama, no? Era solo Antonio, chi vuoi che fosse, non te la sarai mica presa e adesso non mi richiami? Uffa! (Imita il tono deciso, perentorio della sorella) Antonio un complessato, un depresso cronico. Non ne caverai niente. Tu non puoi capire, non sei in grado di gestire i problemi(riprende il suo solito tono) Dio quanto mi fa incazzare quando dice cos. Io non ho gli strumenti, non posso capire, lei invece s, lei capisce tutto, lei la donna-super, lei ha fatto le barricate a Parigi, la sua vita girata tutta al massimo, non se lo scorda nemmeno al cesso. Per con gli uomini ti andata sempre buca, eh, sorellina! Nemmeno una settimana ci resistono con te, li fai scappare tutti

Luce sullo spazio di Claudia. Sta mangiando una mela e sistemando i suoi appunti in una cartella

Claudia E anche questa andata, mi sono tolta la soddisfazione di cantargliene quattro a quelle mummie della societ psicanalitica. Trecento euro a seduta e, mentre il povero cristo racconta le sue angosce, loro che fanno? Si concedono quarantacinque minuti di sonno ristoratore. Secondo me si mettono anche a russare, ma tanto che importa, quale paziente oserebbe dirglielo? Anzi, quei disgraziati si rifiutano persino di pensarlo. Si autocensurano. Quelli sono gli dei, ti guardano e hanno gi capito tutto, per non te lo dicono, se no che gusto ci sarebbe? Certo che adesso devo pararmi il culo. Sono vendicativi, sono capaci di farmi licenziare dallistituto. Meno male che ho quel progetto con Silvano, lui uno in gamba, ha fatto le barricate, quelle serie, quelle di Parigi. Mettiamo su uno studio in un piccolo centro tranquillo e al diavolo i baroni della psicanalisi! Mi sistemo per la vita. Uffa! Ma non si potrebbe vivere in pace? Se mi gira finisce che mi faccio anche un figlio. Non con Silvano per. Lui un buon compagno ma troppo appiccicoso, sottosotto rimasto un piccolo borghese con limprinting genetico del cattolico. Boh, qualcuno lo trovo, purch non rompa. Pu bastare anche un souffl insipido come Antonio, morbido e che si ammoscia subitoOddio Lili! Chi se la sente ora. Dovevo telefonare. Da quando rimasta incinta diventata ancora pi insopportabile. (imita la sorella Lili) Claudia, sto male! Mi viene da vomitare, non ho chiuso occhio tutta la notte, ho la febbre, ho mal di testa, ho la schiena spaccata, le pulsazioni a mille(riprende il suo solito tono). Adesso di moda il lago, il lago di sangue (imita ancora la sorella) Claudia, sono svenuta! Un giorno mi troverai in un lago di sangue Scema, da bambine abbiamo fatto corsi di nuoto a go-go!, e nuotaci nel tuo lago di sangue, io non sono il tuo salvagente. Dio, Lili, sei mia sorella, ti ho fatto da mamma, ti voglio un bene immenso ma sei una tale rompiscatole, sei troppo indecente.. (Lo squillo del telefono la fa sobbalzare). Eccola, ti pareva!

Claudia tira su la cornetta con due dita come se scottasse e subito la allontana dallorecchio

Claudia Non urlare, non sono sorda. Stavo per telefonarti, mi hai solo preceduta. Non potevo prima, una riunione improvvisa. Lo sai com il mio lavoro. Insomma, che gli dicevo ai colleghi? Scusate ma devo telefonare alla mia povera sorellina che non che sta male ma solo un po incinta? Va bene, se vuoi dire che me ne sono dimenticata, me ne sono dimenticata. Per piacere Lili, non successo niente. S, s, un giorno o laltro ti trover in un lago di sangue, (fra s) affogata, spero. Ma no che non ti prendo in giro. Senti, sono stanca e.. ah, hai mal di stomaco, hai anche vomitato. O.k., dammi mezzora, faccio una doccia e arrivo. (butta gi la cornetta) Uffa, finir mai questo tormento!

Luce su Lili che, raggomitolata in poltrona, si alza, si stiracchia e comincia a muoversi nel suo spazio. Il suo pensiero fisso sempre rivolto alla sorella.

Lili Bene, sta arrivando, la stronza. Io la scoccio sempre, anche al lavoro, tutti i miei uomini o sono delinquenti o sono coglioni. Lei non ammetter mai che tutti quelli che fanno il filo a lei, poi, appena mi vedono, la mollano e mi si appiccano addosso. E che ci posso fare? Mica colpa mia se lei li fa scappare con quellaria da so tutto io e tu sei solo un bel maschio ignorante. E invidiosa, appena vede che mi avvicino a qualcuno che le piace mi guarda di traverso, per se ne sta zitta, non protesta. E certo! Dovrebbe ammettere che io sono meglio, sono pi bella, pi femminile, pi donna. Anche con Antonio. Lui le faceva il filo prima di conoscermi. E stato lui a confessarmelo, lei figuriamoci! Antonio, il mio Antonio. Anche lui, per, che strazio! (imita Antonio) Lili amore, sta attenta, non bere, non fumare, e mangia, e dormi eUn martello pneumatico, unossessione, e poi adesso, (si guarda il ventre) con la storia di questo bambino qui dentro, un bambino! Non lo sento. Nemmeno mi pare di essere incinta, a volte me ne dimentico. Certo, potevo abortire ma perch poi? Non me la sono sentita e tutto sommato lei l ha presa bene. Sembra che diventare zia le faccia piacere. (imita la sorella) Lili, se vuoi tenerlo tienilo, possiamo tirarlo su senza problemi. La figura paterna? Tutte balle, so quello che dico. E ti pareva? Secondo lei il padre importante s, ma dopo, quando il pupo cresce, ma a quel punto, dice, basta un amico giusto, un insegnante, un partner azzeccato, insomma per lei un padre non indispensabile. B, certo lei queste cose le ha studiate e, se lo dice, sar cos. Per, sar poi vero che un padre serve ma solo di rimessa?

Le luci si accendono nella spazio di Claudia. Si sta vestendo per andare ad una festa. In sottofondo una musica rock.

Claudia Stasera da Marcello dovrebbe esserci anche quel Roberto, bel tipo, merita la mia attenzione.Meno male che Lili fuori gioco adesso. Appena vede che uno mi fa il filo, comincia a fare la svenevole, la gattina in calore e quelli finisce che le sbavano addosso, ovvio, sempre maschi sono. In questo brava, lo riconosco, ma io non me la prendo e poi sempre la mia sorellina isterica e bisognosa, come faccio a mettermi in competizione con lei? (lo sguardo cade sul telefono). Se adesso mi telefona comincia con le fitte, il mal di stomaco, il bambino, il lago di sangue (stacca la cornetta). Eccoti sistemata. Lili, ti voglio bene ma non puoi starmi sempre appiccicata alle costole. Ho bisogno di aria, di libert. Con tutti i casini che mi combini, poi. Non posso mai lasciarti sola. Tutta una vita a badare a te. Mamma se ne fregava, lei era come le dive dei telefoni bianchi, seduttiva e sempre appiccicata a pap. Vabb non era colpa sua, erano i suoi tempi! E adesso ci mancava anche il bambino. Te lo vuoi tenere e va bene, ma poi non affibbiarmelo! Gi, come dirlo. Tanto lo so che dovr occuparmene io. Figurati se quel rimbambito del padre se ne potr mai fare carico, con quello che guadagna, poi! Lili, se non ti volessi cos bene.. (riattacca la cornetta) Daccordo, ti attacco, non si pu mai sapere

Appena riattacca ecco lo squillo del telefono. Claudia sobbalza

Lo sapevo! (al solito, tira su la cornetta con due dita)Lili, intanto non urlare, non sono sorda. Come sarebbe con chi stavo parlando? Con ness... ah, s, ehm, con un collega. Che c ancora? Per favore Lili, sto uscendo. Come sarebbe dove devo andare? A cena da.. da Elena, sei soddisfatta? S, lo so che stai male ma se succede qualcosa mi chiami al cellulare, no? Potr avere anchio una vita sociale, privata, mia. E poi con te c Antonio. Non dovevate cenare assieme? Ah, mi pareva. Bene, sta arrivando, di che ti preoccupi allora!, c lui. Non la stessa cosa, daccordo, ma non sei sola stasera. Va bene. Ti chiamo appena rientro. Tranquilla e mangia qualcosa, stai dimagrendo troppo e nelle tue condizioni... a pi tardi, baci

Luci su Lili. Ha appena messo gi. E chiaro che la telefonata con la sorella l ha irritata.

Lili (fra s)A cena, da Elena, non ci credo. Si odiano. Anzi Elena che la odia per quella vecchia storia con un suo ex. (Riflette) Per, chiss perch non mi ha voluto dire dove andava. Si vede che gli piace qualcuno e non vuole che lo conosca. E talmente gelosa! E adesso ce lha su con Antonio. (Imita il tono della sorella) Tu non lo ami, lascialo, se per il bambino non hai bisogno di lui. Come sarebbe? Lui il padre, mio figlio ha diritto a suo padre, anche se uno sfigato come Antonio. E poi non ho mica detto che voglio sposarmelo. Non ci penso nemmeno. (Imita ancora il tono della sorella) Il matrimonio unistituzione vetero-borghese, ma ti ci vedi con un uomo in casa che ti sta sul collo dalla mattina alla sera? E se poi, a un certo punto, ti viene voglia di farti passare un capriccio, di avere una storia con uno che in quel momento ti piace?, non puoi perch devi fare tutto di nascosto e poi ti vengono pure i rimorsi. Sposarsi unistituzione superata dalla storia, se due si amano vanno a convivere, ma non il tuo caso. Tu non vuoi convivere perch poi ti toccherebbe fargli da mangiare, lavargli le mutande, e bla-bla-bla.. (riprende il tono usuale) Sei una fondamentalista, sorellina, ti auguro di innamorarti alla follia di uno che poi ti costringer ad andare in giro con il burka. E poi io amo Antonio! Il mio Antonio buono, premuroso, gentile, gli piace covarmi, lui la mia gallina e io sono sono il suo uovo, e poi sono sicura che le mutande me le laverebbe lui. Mi fa sentire protetta. Adora gi il nostro pupo. Oddio, ne ho avuti di meglio. Alex, e chi se lo scorda!, che scopate magnifiche! Bastava guardarci negli occhi e scattava la libidine. Bruno, occhi azzurri, bello come un dio graco. Lei ha dato di matto. Ammetto che aveva una qualche ragione. Era un fascistone che si faceva di coca. Lei se nera accorta. Mi ha costretto a lasciarlo. Lo so che mia sorella e mi vuole bene, per mi stressa

Va verso un mobiletto e tira fuori una bottiglia di cognac, la apre e se ne versa un po in un bicchiere

Cin cin, alla nostra, cara sorella!

Buio il tempo necessario

SCENA II

E passato qualche tempo. Claudia ora occupa tutta la scena. La poltroncina rosa di Lili vuota, il suo camicione appoggiato alla spalliera. Claudia passeggia nervosamente su e gi e guarda il telefono con apprensione.

Claudia Ma dove sar finita? Vuoi vedere che, no, impossibile, mancano ancora un paio di mesi. E tutta la mattina che non risponde. Antonio no, quello non lo chiamo. Quellidiota capace di mettere su un casino per niente. Ma dove si sar cacciata? E poi dice che sta male, le fitte, lo stomaco ma mi sente. Stavolta gliene dico quattro e non mi vede per una settimana, almeno. Incosciente, farmi preoccupare cos

Finalmente squilla il telefono. Claudia afferra la cornetta con ansia

Si pu sapere dove ti sei cacciata? Antonio!? Scusa ma dovresti lasciarmi il telefono libero, sto aspettando una telefonata di Lili. Ah, Lili con te. Bene bene. Dimmi. Mi vuoi, mi volete chiedere scusa? Per cosa? Certo che non ti incolpo di nulla ma di che dovrei incolparti poi? Ah, me lo dir Lili. Lili, sei tu? Tutto bene? No ma mi sono preoccupata, stavo per telefonare agli ospedali, alla polizia, mi venuto in mente di tutto, un malore, un incidente con lauto... certo, adesso sono tranquilla, ma perch mi vuole, ehm, mi volete, chiedere scusa? Prometto. No che non mi arrabbio. Ma Lili, vuoi dirmi che sta succedendo, s o no? Va bene, ripassami Antonio. Dico, volete farmi diventare matta? Antonio, tu che sei normale mi racconti cos che ha combinato mia sorella? Tu eri contrario ma lei, ho capito, stata Lili. La colpa di Lili. La colpa di che? Sono calmissima e poi se non so nemmeno per cosa dovrei arrabbiarmi? Uffa. Sai bene che non esiste nessuna pi tollerante di me. Quando si tratta poi delle mattane di mia sorella sono molto, ma molto di pi che tollerante, diversamente, dopo trentanni che mi sta appiccicata sul groppone, sfido chiunque a restare sano di mente. Per caso un problema di soldi? Ha fatto un debito? No, allora per il bambino. E successo qualcosa al bambino. Nemmeno. Allora Lili vuole farlo adottare. Ehi, scusa, non ti offendere! Io avevo solo pensato, poteva essere unipotesi vista la sua condizione psichica, s psichica, ma no, non sto dicendo che mia sorella matta, non sempre stabile, mai stata. Va bene ripassamela. Lili, qualsiasi cosa, tranquilla, ce la caveremo anche stavolta, io e te insieme, come sempre. Ah, io non centro. Che cosa intendi? (Alza la voce) Ho capito, io non centro, ma non balbettare, non capisco niente, ripassami Antonio, (fra s) ma non finir mai questa storia? Ce n sempre una. Antonio, allora? ( Claudia resta qualche attimo in silenzio, poi ripete come in trance) Ah vi siete sposati, in chiesa, solo i testimoni.. (Il ricevitore le cade di mano)

Claudia comincia a spogliarsi e poi lentamente indossa il camicione rosa della sorella, si siede e fissa il telefono che penzola dal filo. Con gesti da automa lo prende e lo riaggancia. Il telefono comincia a suonare ossessivo. Lei lo fissa attonita

Ah, eccoti, ti sei decisa finalmente! E io non ti rispondo, ho avuto un ictus e sono crollata a terra in un lago, un lago di sangue.

FINE

    Questo copione è stato visto: