Tu non vidi cu’ l’occhi mei

Tu non vidi

Cu

Locchi mei

Commedia in 2 atti di :

Angelo Scammacca


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 2


PersonaggiNome di origine

Zu' ZennuVincenzo

SenziaInnocenza

MaraMaria

CiccinoFrancesco

JachinoGioacchino

TidduSalvatore

CiccaFrancesca

NittoBenedetto

NatinaFortunata

ColaNicola

TofaluCristoforo


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 3

CARATTERE

Zennu :Et 70 circa il vecchio. Supportato dall'esperienza sar colui che esprimer sempre i giudizi pi pacati e riflessivi e quasi sempre pi vicini alla realt. Accomodante in ogni situazione. Dimostrer in qualche caso delle incertezze che sono tipiche dei vecchi.

Senzia :Et intorno ai 60 anni. Vedova e madre di Mara e di Ciccino che ha avuto in tarda et (intorno ai 48 anni). Le sue riflessioni ed i suoi giudizi saranno spesso sostenuti da quello spirito di maliziosit che

delle donne, ma che non sempre saranno lo specchio della realt in cui vive, creando cos quei contrasti di valutazioni che sono un tema preponderante della vicenda.

Jachino:Uomo maturo di circa 50 anni det. Serio, ed infastidito, non tollera la normale rumorosit del cortile. E' sempre alla ricerca di uno stato di quiete difficile da trovare in quell'ambiente. Solo il silenzio della notte sembra appagarlo. Sar un finto malvagio, che sapr sempre mascherare ci che lo corrode.

Tiddu :Et circa 40 anni. Vive con il suo mestiere di saldatore, legato alla famiglia ed anche alla vita del cortile, disponibile all'aiuto, pronto ad affrontare situazioni particolari, anche se, il lavoro e il buonsenso della moglie non gli permetteranno di comprendere a fondo gli avvenimenti del cortile.

Cicca :Moglie di Tiddu, 36/38 anni, apprensiva con il marito ed i figli Natina e Nitto. Come una buona madre spesso fa, per amor di pace evita di informare il marito di quei piccoli dissapori che nascono nel cortile, in modo da non far nascere litigi con gli altri. Amica di Mara.

Mara :Brava ragazza, 23/25 anni un po ingenua, dimostrer sempre quel doveroso rispetto soprattutto nei confronti della madre, tanto da evitare di affrontare discorsi che la riguardano direttamente; cosciente della vacillante situazione economica. Sorella di Ciccino.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 4

Cola :Uomo ormai fatto, det intorno ai 30 anni, fidanzato segreto di Mara, dumore comico, sar un caratterista della commedia. Che non esita al momento in cui avverte il nascere di situazioni di un certo peso, ad esternare la propria disponibilit ad intervenire.

Ciccino :Ragazzino 12/13 anni, educato ed intelligente, dar dimostrazione del profitto che gli deriva dagli studi, ma come tutti gli adolescenti ha la necessit di giocare con gli altri ragazzi. Dimostrer in maniera inequivocabile che sente la mancanza del padre.

Nitto :Bambino di 8 anni, giocherellone anche con quelli pi grandi, unico compagno di Ciccino.

Natina :Bambina di 6 anni, giocher assieme al fratello ed a Ciccino, far le normali cose che fanno le bambine.

Tofalo :Garzone di bottega, qualunque et, semideficiente caratterizzato da un modo di parlare particolare, o da una gobba o perch claudicante. Indosser sempre un basco calcato interamente.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 5

PRESENTAZIONE :

In questo lavoro ho voluto riscoprire vecchi nomi, tanti dei quali ormai in disuso e di alcuni di essi, ne ho riportato le trasformazioni che un tempo erano fatte ed anche se oggi nomi come "Momma" (Girolama) o Cunciuzza (Concetta) ci sembrerebbero incomprensibili, all'ascolto ci fanno nascere sempre la curiosit di scoprire il misterioso fascino che li ha originati.

Cos come, gli antichi giochi che i ragazzini facevano, rievocano alla nostra mente la nostra infanzia, quando bastava un pezzo di gesso, o un'asse di legno per farci sentire felici. Queste cose assieme a tante altre, sono ormai conservate nel cassetto dei vecchi ricordi.

Forse ancora c' qualcosa che nei tempi ci trasciniamo e che non siamo stati capaci di sradicare, "la nostra spontaneit nel giudicare"

L'uomo vive dopinioni, pareri e giudizi, che nel confronto con i suoi simili sono spesso divergenti, se non addirittura opposti.

Questo diverso modo di valutare le cose, i valori, l'et o quant'altro ci circonda, non solo fenomeno di diverbio con gli altri, ma con il passare del tempo finir con il creare un contrasto in noi stessi.

Infatti, quante volte accade che in un'aula, in un gruppo o anche in uno sparuto numero di persone, essere concordi su una stessa valutazione diventi veramente difficile.

Vero che l'uomo si porta dietro dei criteri di formazione che solo in apparenza diventeranno il carattere dell'individuo.

Dico in apparenza perch, avviene inconsciamente anche in noi che crescendo, trasformiamo se non addirittura ribaltiamo i nostri principi.

Mi ricordo che quand'ero bambino, per me un giovane di 25 anni era ormai "Grande", di 50 anni addirittura "Vecchio".

Oggi, la penso ancora allo stesso modo?E voi?

Forse dovremmo riconoscere quanto non ci spetti sederci nella sedia del giudice ed esprimere con leggerezza il nostro "Giudizio".


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 6

TRAMA :

All'interno di un antico cortile siciliano degli anni 50, vivono i vari personaggi che fra loro si differiscono nelle fasce det, dai 6 anni di Natina, ai 25 di Mara o ai 40 di Tiddu, fino ad arrivare ai 70 do "Z Zennu ".

Nel cortile in cui le giornate trascorrono di solito sereno, si svolge la vita delle donne e dei vecchi, che spesso esprimendo valutazioni differenti in merito all'et di un personaggio, o alla disponibilit economica dell'altro creeranno notevoli contrasti dopinione. Mentre i bambini alternano la scuola ai giochi del cortile e che spesso magari involontariamente infastidiscono "Don Jachino".

Questi un uomo misterioso e truce, che attira le attenzioni di tutti, i quali pur conoscendolo da poco, sono molto lesti nell'esprimere nei suoi confronti i pi disparati giudizi ed affibiandogli ruoli inverosimili che poi saranno totalmente lontani dalla realt.

Nel contesto, sar presente la briosa figura di Cola il "Siggiaro", che essendo innamorato di Mara trover tutte le scuse per frequentare il luogo e che sapr ben intercalare la sua vivacit e comicit nell'insieme.

SCENA :

Un antico cortile siciliano con l'ingresso ad arco lievemente spostato sul lato sinistro guardando il palco. Sulla destra dell'arco ci sar una porta con finestra che sar la casa di Senzia e Mara, mentre sulla parete del lato destro che va verso il proscenio ci sar un vecchio gradino in pietra e dopo la porta dove vive Zennu. Mentre sulla sinistra dell'arco ci sar un altarino (icona di S.Giovanni) quindi una scala esterna con ringhiera che porter al piano rialzato dove vive don Jachino. Ad angolo una fontanella. E nella parete di sinistra verso il proscenio una porta che sar labitazione di Tiddu e Cicca.


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ATTO I

ScenaIa

Zennu - Nitto - Ciccino - Natina - Don Jachino

Sono le prime ore di un pomeriggio di inzio estate. I bimbi giocano a salterello e come tutti i bambini fanno il solito schiamazzo, mentre u Z Zennu sonnecchia seduto un angolo del cortile.


Nitto


: (getta la pietriccola nella casella e comincia a saltellare) Uno, due, tre ... quattro e

cinque stanno a me (salto) se mi dici cosa sei (salto sul sei) sette e otto tu avrai

(salto e mette il piede sulla linea).


Ciccino Natina Nitto Ciccino Jachino


: Mih! 'nsinga, tuccasti. Si! mittisti u peri 'nta linia.

: (canzonandolo) Sbagghiasti, sbagghiasti. Nittu sbagghiau sbagghiau

: Ciccinu, pp sta'vota non ci fa nenti, su toccu n'autra vota...

: No! Mih! si 'mbrugghiuni, non ghiocu cchi cc 'ttia. (gridando)

: (affacciandosi dal balconcino o finestra, semivestito sgrida i ragazzi) Ahu! Carusi,

ma allura ci l'aviti cc 'mmia e quantu voti vi l'haju a diri di non fari schifiu

'nto filu do vespiru. Z Zennuoh Z Zennu....


Zennu


: (destandosi) Chi c', cu ca mi chiama?


Jachino


: Z Zennu, ma chi 'ff vui ne sintiti? No viriti chi gran manicomiu ca cumminunu. Oh! camurria, cu stu gran cauru mi st'ava appinnicannu ...


Zennu


: Ah! Vui siti Don Jachinu ...ci l'aviti chi picciriddi averu? E chiddi ci'anu a testa o jocu e non si curunu di nenti...chi ci vuliti fari, ana'crisciri .


Jachino


: Ma i so patri e i so matri sunu beddi crisciuti, chi ci'anu aricchi 'ntuppati? O s'annunca 'nta stu curtigghiu m'haja 'ffari canusciri appiddaveru.


Dopo il rimprovero, i ragazzi continueranno a litigare sottovoce incuranti della discussione.


Zennu


: E va beni dopu tuttu non successi nenti....macari vui ci fusturu picciriddu.


Tu non vidi cu' l'occhi mei

- 2 attidiAngelo Scammacca

pag 8

Jachino

: Ma a testa non ci stunava a nuddu, pirch me patri aveva u nerbu d'arreri a

porta. E j fici na scelta "ascutari pp non vuscari" oh! Chi camurria ogne

ghiornu.

( R I E N T R A

)

Scena IIa

Nitto - Ciccino - Natina - Zennu - Mara - Cicca

Mara

: (uscendo da casa chiama il fratello) Ciccinu, Ciccinu trasi intra e vo'laviti ca a

pila china e staj fitennu, mi sintisti?!

Ciccino

: No! J aja'ghiucari, ca ora tocca a 'mmia, pirch Nittu sbagghiau .

Mara

: (a denti stretti) Ti dissi di trasiri, ca a genti a dormiri. Cosa fitusa..

Zennu

: Avanti Ciccineddu, non fari siddiari a to soru..

Cicca

: (da dentro) Nittu, Natina, ma chi sunu sti vuci si p sapiri?

Zennu

: Nenti Cicca, i picciriddi stanu jucannu e ogne tantu ci scappa qualche

vuciata.

Nitto

: Ca quali, nuatri staumu jucannu alleggiu.... ca dd pezzu di vicchiazzu

rivugghiusu.....(indica la casa di Don Jachino)

Zennu

: Scc...non si parra d'accuss di chiddi cchi granni.

Mara

: Mutu statti, non ti fari sentiri, jddu ca pari ca v circannu a scaciuni

(sottovoce) .

Cicca

: (entrando come se si abbottonasse una vestaglietta, si rivolger a Nitto e Natina)

Forza tu e tu, intra cosi fitusi, ca n'ata'ffari sciarriari pp forza che cristiani.

Natina

: No, j non trasu

(e scappa per il cortile) .

Cicca

: Natina, cc veni! Viri ca comu ti pigghiu ti sonu!

Mara

: (acchiappa per i capelli Ciccino, che si era sottratto alla sorella) Ah! cosa tinta

t'acchiappai, 'nficchiti intra, intra di cursa.

( E N T R A N O

a casa)


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 9

Scena IIIa

Nitto - Natina - Cicca - Zennu - Senzia

Zennu

: Oh! Binirittu Diu quantu semu 'nsofferenti.

Cicca

: E ca Z Zennu, a genti taliamu sempri u jmmu di l'autri e nu scurdamu ca

fomu picciriddi macari nuatri. (ai bambini) Forza ora 'nviccativi intra. Di oggi

in poi siddu o pomeriggiu non vi curcati...(i ragazzi scappano schiamazzando in

casa).

Senzia

: (con in mano un vecchio ventaglio, prender uno scanno e siede vicino a Zenno) Chi

cauru signuri mei, non si p chiudiri occhiu, almenu cc pari ca circula

t'annicchia d'aria.

Cicca

: Ca damuci a curpa o cauru o e picciriddi. Na scaciuni l'ama 'attruvari

sempri. Mi piacissi sapiri, quann' ca 'nta stu curtigghiu, sti carusi ponu

juacari senza ca ci'adduppa a nuddu!

Zennu

: Ma lassa stari figghia, ca ognunu si porta a propria cruci.

Senzia

: Chiddu a cruci ci fa purtari all'autri, pirch n'omu ca musca 'nto nasu

non si ni sumporta. Chi ni pinsati Z Zennu?

Zennu

: Sccc.... alleggiu donna Senzia, non vi faciti sentiri, quannu na cosa si p

evitari?!...Certu, ancora avi picca ca sta 'nta stu curtigghiu, e j pp mia

natura non amu dari giudizi su non sacciu, quindi evitu...

Senzia

: Evitamu... e nuatri ni l'ama 'ffari sempri evitannu.

Cicca

: Cu pecura si f u lupu sa mangia.

Senzia

: Pp 'mmia chiddu n 'malacarni. ( a denti stretti )

Cicca

: Fin'ora me maritu non ci fattu casu, pirch j discussioni n'casa non ni

fazzu nasciri. Anzi pp dirivi a virit, comu purtamentu (riferita a Jachino) a

Tiddu ci fa simpatia, dici ca ci fa a'mprissioni di n'omu capaci d'affruntari

qualunqui situazioni.

Zennu

: U viriti ca n'masculu a viri differentementi ?!

Cicca

: Ma certu per, ca su qualche vota si ci'attrova presenti mentri sa pigghia

ch picciriddi, non ci pensa du voti a cangiari opinioni e va finisci ca ci jetta

manu.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

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Senzia

: Pp l'amuri di Diu spiriamu ca non succeri mai.

Cicca

: Ma chi si senti u patruni do curtigghiu, di quant'avi ca s'affittau sta casa

ama 'stari tutti cc dui peri 'nta na scarpa.

Zennu

: Ca chi ci voi fari figghia. Vuatri siti carusi, aviti u sangu cauru e ogni pilu

vi pari n'travi. Don Jachinu avr i so difetti, ma a 'mmia non mi pari

d'accuss malvaggiu, certu ama cunsidirari ca macari grannuzzu.

Cicca

: Grannuzzu?! A mia mi pari 'n'pezzu di vicchiazzu cc l'arterii.

Senzia

:Vicchiazzu Don Jachinu? Ah, ah, ah (ride) chista grossa, sintitila Z

Zennu, vicchiazzu ci dici... allura nuatri non cuntamu cchi, semu decrepiti.

Su mi dici ca n'omu maturu! Ca chinu di boria, allura ci criru! A cosa

cchi propabili ca c'iavi a 'cchi'ffari cc genti do giru! (sottovoce) perci a

testa l'avi sempri.....

Zennu

: Mi staju cunvincennu ca 'nta stu curtigghiu...o forsi 'nta tuttu u munnu,

essiri d'accordu pp stissa cosa d'averu 'mpossibili. Ognunu a viremu a

modu nostru veni cc Cicca, assettiti cc vicinu a nuatri quantu ti dicu na

cosa.

Cicca

: Non pozzu...ddi carusi suli s chi cumminanu.

Senzia

: Ca statti cc, muminteddu.

Cicca

: (siede) N'minutu sulu per!

Zennu

: Tu m'ha prumettiri na cosa sula, ossia, ca qualunqui cosa succeri a t

maritu non u pruinchi, pirch j u sacciu ca Tiddu caurulinu e su s'accorgi

di qualche cosa o tu ti lassi scappari tantu, capaci ca ci duna qualche malu

corpu di stagnaturi e finisci a tragedia. Su Don Jachinu avissa sbagghiari,

non ti preoccupari ca intervegnu j.

Senzia

: O Matri Santissima, sulu chissu ci vulissi.

Zennu

: J non haju di cch preoccuparimi. Inveci tu e Tiddu, pinsatici ca siti ancora

carusi e ponu nasciri conseguenzi .

Cicca

: S! carusi semu! Quarantanni non l'ama'ffari cchi.


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11

Senzia

: Ah...certu, allura siti vicchiuni. Quasi comu a 'mmia e o Z Zennu. Ma chi

vai dicennu babba, ancora siti 'nto ciuri da giovent; l'avissi j a vostra

picciuttanza, oh Santu Diu.

Cicca

: N'somma, picca ci manca, ca semu comu e me figghi, ancora cc ciuccettu

e a sucalora.

Zennu

: Chi c'entra babbasunazza, chiddi sunu picciriddi, vuatri 'nveci siti

t'annicchia cchi crisciuteddi, cc na famigghia supra e spaddi e chistu non

si p niari, ma cc na vita davanti e tanti cosi d'imparari.

Cicca

: Allura siccomu semu carusi e ama 'mparari....ama sumpurtari?!

Zennu

: Sapiri sumpurtari non v'ddiri essiri carusi, ma essiri granni. Pirch i carusi

ci'anu l'impetu, mentri i granni avemu a pacienza.

Cicca

: E allura avemu pacienza macari nuatri. (sottovoce, rivolta a Jachino) Ma

dicu...quannu voli dormiri tutti ama dormiri! Su voli arririri, tutti

ridemu

(indicando la finestra di D.Jachino) cchi tempu passa e cchi mi cunvinciu ca

chissu n'dilinquintazzu e voli supraniari.

Senzia

: Ata vistu Z Zennu ca macari Cicca senti stu fetu d'abbruciatu.

Zennu

: Bah! Sar ca a vicchiania mi fici calari i cataratti, ma in compensu mi

grapiu i naschi....e j stu rastu ca sintiti vuatri no sentu. Mi n'addunu ca

qualche cosa...non cuma comu avissa'ncumari, per sta brutta 'mprissioni non ci ll'aju.

Scena IVa

Zennu - Senzia - Cicca - Cola

Da dietro il cortile e mentre accede allo stesso si sentir il grido del "Siggiaro" il quale avr una borsa con degli attrezzi, della corda "zammara" e altro materiale occorrente per riparare sedie.


Cola


: Siggiarooo! U siggiaru ca passa, cu sa'gghinchiri i seggi.


Senzia


: Oh! Cc c' Cola, n'ama spicciatu di dormiri.


Cicca


: Ora o sintitulu


( indica la casa di D.Jachino)


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 atti

di Angelo Scammacca

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12

Cola

: (entra, e guarda dal lato opposto a dove sono gli altri)

Siggiaroooo!

Zennu

: Scccc! Cola, alleggiu ca non semu 'ntuppati. Sar ca sugnu orbu, ma ci

sentu.

Cola

: ( come se si accorgesse solo adesso della presenza degli altri )

Sa'bbenarica, eh

scusatimi non v'aveva vistu.

Cicca

: Ca ni n'aumu addunatu. (alludendo) Tu, sulu 'nta na dirizioni hai l'occhi .

Cola

: Chi aspittauru a 'mmia?

Senzia

: ( con leggero sarcasmo )

jautru erumu preoccupati... a jeri non passasti.

Cicca

: Mah, quantu mi ni vaju ca 'astura ddi carusi s chi stanu cumminannu...cc

pirmissu. (si avvia)

Cola

: Donna Cicca : appoi quannu siti a comudu mi nisciti qualche seggia, pirch

aju a 'mprissioni ca va finisci ca quantu prima vi ni calati, (con ilarit) si non

mi sbagghiu javi assai ca non v'arrimagghiu u sularu.

Cicca

: (capisce lallusione) Arrimagghiaccillu a t soru.

(

V I A )

Scena Va

Cola - Zennu Senzia

Cola

: Z Zennu comu v, vi viru sempri cchi tisu.

Zennu

: Comu n'biscottu abbagnatu 'nta na tazza d'orzu.

Cola

: Z Senzia, stati accura ca su i giovanotti vi ncontrunu sula 'nta strata...

v'anzuttunu.

Senzia

: Ca cc sti jammi a cucciddatu non ponu fari a menu d'anzuttarimi.

Cola

: ( altro grido ) " U siggiaru ca passa ", forza Z Zennu pigghiatimi dda

seggia, viremu su vinni l'ura d'abbissarla.

Zennu

: (si alza va a casa a prendere la sedia) Ca comu voli Diu, siddu dissi ca mi l'ha

'mpagghiari, mi l'ha 'mpagghiari...cu cci p livari da testa

( V I A

)


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 13

Scena VIa

Cola Senzia

Senzia

: Ma sta seggia o Z Zennu non ci riparasti na pocu di jorna f ?

Cola

: Ci desi na sistimatazza d'accuss alla menu peggiu pirch aveva picca

zammarra, ora vinni pp sistimariccilla definitivamenti. (grido) "Cu

s'agghinchiri i seggi "

Senzia

: Ma chi ci vannii, siddu tutti chiddi ca stamu 'nta stu curtigghiu ama statu

cc?!

Cola

: Tutti tutti...non propriu, ci manca qualche pezzu grossu.

Senzia

: (che non capisce) Cui don Jachinu? Non ti fari sentiri pp opira di Diu ca

finu a cincu minuti fa ci l'ava a sunari e picciriddi. Chiddu n'dilinquintazzu

(sottovoce).

Cola

: J travagghiu, a cuscenza l'haju a 'postu e non mi scantu di nuddu. (grido)

"U siggiaru c' cc "... (al pubblico) e ancora non spunta, sar 'ntuppata.

Senzia

: (non avendo capito bene) Chi ca spunnata?

Cola

: (trova una scusa) A... seggia, l'ultima ca v'accattasturu, mi passi di capiri

d'accuss....

Senzia

: Ca quannu mai?! Cu t'ha dissi sta scunchiurutaggini, a seggia bona ...

Cola

: (la fa alzare, la fa girare, la controlla ovunque, anche il sedere)

Scusatimi viniti

cc, mittemuni cchi o lustru, pirmittitimi di farivi una pirizia sedentaria,

eccu...girati...caminati...facitimi cuntrullari, ca datici na sguazzariatedda.

Senzia

: Ma chi mi fai fari scimunitazzu?!

Cola

: Girati v'aja dittu e facitimi cuntrullari...ata vistu ca comu diceva j! Eh!

non mi puteva sbagghiari, dopu tanti anni ca fazzu l'analisi del posteriore, ci

ho l'occhio abbituato.

Senzia

: (preoccupata) Ma pirch chi vidisti?

Cola

: Ca a'ffuria d'assittarivi 'nta dda siggiazza mala fatta (indicandole il sedere)

aviti...u...spaddaseggi strafurmatu. A bella reclami ca mi faciti

Senzia

: Pirch chi c'iaju stampatu d'arreri ?


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 atti

di Angelo Scammacca

pag 14

Cola

: Nenti, per si viri subitu, basta ca caminati t'annicchedda, ca non siti stata

assittata in una seggia, 'mpagghiata dal meglio specialista siggiaro

aricanusciuto na tutta la citt, " Cola Maugeri, ti ci assetti davanti e t'rriposi

u d'arreri.

Senzia

: (toccandosi il sedere ) Quantu o'vviru sta seggia...ma appiddaveru ci l'haju

strafurmatu? Bih!ca taliati cc, sta latata mi pari d'averu cchi calata, cosi,

cosi di non cridirici.

( V I A

)

Scena VIIa

Cola - Zennu - Nitto - Mara

Cola

: (altro grido, guardando in direzione della casa di Mara) "E u siggiaru sempri

cc "

Zennu

: (esce portando una vecchia sedia) Ahu! E l'ama caputu ca si cc! T cc, avanti

attacchici n'filu di zammarra ca ancora tisa .

Cola

: (alludendo ad altro) Sicuru siti? Tisa ? Ma siddu cosa di ittariccilla e cani!

Zennu

: E pirch c'iaju 'a'gghittari a seggia e cani...

Cola

: Ah...da seggia parravuru?...e...accanuvoti armaleddi sunu stanchi e si ci

assettunu. Viniti, datimi sta seggia facitimi vidiri.

Zennu

: (si risiede al suo posto) Ah! stancu sugnu!

Cola

: Certo! Pp forza ata ghessiri stancu, pirch a seggia unni siti assittatu non

ha avuto la mia manutenzioni.

Zennu

: ( che non ha capito) Pirch ora chi ci voli a malantenzioni macari 'nte seggi.

Cola

: Eccomu! Bene bene, intantu pinsamu a...st'alcova, a questo trono regale

(guarda la sedia, la ribalta, poggiando l'orecchio dar qualche colpetto di martello )

Uhmm! Gravi, gravissima, e comu sona ciaccata. Stabbeni ora ci pensa Cola,

(prende un filo di zammarra e canta sulla melodia de" O surdatu 'namuratu")

Abbissari u me misteri, cc c' Cola Maugeri, ca v'addizza u spaddaseggi e

macari li vostri spadderi. Zum Zum!

Nitto

: (entrando pi ordinato, con un'altra camicia, i capelli pettinati, con la riga.

Canzonandolo e saltellando)

Cola Cola si n'sceccu senza scola.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidi

Angelo Scammacca

pag

15

Cola

: Ah! Comu ti pigghiu tu fazzu avvidiri j .... (bonariamente e continua il lavoro)

Nitto

: (invece gli va dietro e gli butta le braccia al collo)

Cola! S u megghiu Cola ca

canusciu.

Cola

: Vinisti ah?!... Ma pirch quantu Cola canusci?

Nitto

: A'ttia sulu canusciu! Cola

mi voi a giuvini? U pap mi dici sempri ca

aja'gghiri o mastru.

Cola

: Ca su cc metti testa, ti pozzu macari assumiri e ti scrivu 'nta tabella " Cola

e Nittu, comu vi ci'assittati vi veni l'appitittu". Veni assetti e talia .

Nitto

: ( siede per terra accantoa Cola, prende il martello e comincer a date martellate alla

sedia di Zennu)) Chi fazzu ? Dammi n'marteddu ca chiantu.

Zennu

: Ohu! a segghia mi sguaddarii ?!

Cola

: Chi chianti, chianti...cominciamo dalla prima lezioni: chissa na seggia!

La seggia ha questa compostazioni: quattru

peri, na

spaddera,

quattru

stanghetti poggia peri e un funno, che si distingue, in funno di cumminsato,

imbottito coi molli e 'mpagghiato con la zammara ....

Mara

: ( entrando in scena con una sedia un p malridotta)

Sintiti, me matri mi mannau

cc sta seggia.

Cola

: (alzandosi improvvisamente gliela leva dalle mani) Chi faciti v'affaticati,

datimmilla ci pensu j.

Nitto

: E j chi fazzu? Non travagghiu?

Cola

: Ripassiti a lizioni e cc 'npezzu di carta vitrata dacci na squatriata, e p

essiri ca fra n'annu ti dugnu a prima pava (rivolto a Mara) Viniti facitimi taliari

bona sta seggia, ca mi st parennu mala cumminata...mittemuni cchi o

lustru (si allontaneranno appartandosi, mentre Nitto con della carta vetrata eseguir

quanto detto e dar l'impressione di ripetere la lezione a Zennu)

Ma p'gghessiri

mai, javi menzura ca vanniu, ma unn'eri 'nficcata ca non mi sintevi ?!

Mara

: Stava lavannu a me fratuzzu. J avissa vinutu a prima vuci, ma non ca

puteva lassari a Ciccinu 'ammoddu 'nta pila comu n'pisci stoccu. E cc sta

scusa ci 'pruvai i causi pp festa


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 16

Cola

: Ahu! Prumettimi ca pp festa di San Giuvanni ama'stari tuttu u jornu

'nsemi appressu a prucissioni. E j ti prumettu ca ddu jornu ti fazzu na

surprisa!

Mara

: Ca viremu?! Ci dicu a me matri ca mi portu o picciriddu a vidiri a festa.

Cola

: Certu ama aviri sempri a cura d'appressu. N'muminteddu suli non ci

putemu stari mai.

Mara

: Ringrazia o Signuri siddu mi fa nesciri cc Ciccinu, chidda non si fida

mancu de s vuredda, mi dici ca non voli fari parrari a genti, ca c'iaju a testa

'nte nuvuli e sugnu troppu carusidda.

Cola

: Certu pp t matri s sempri nica, non crisci mai, c'jai quasi vinticincanni

fatti, fussi ura ca ti facissi na famigghia. J non haju di chi lamintarimi,

c'jaiu 'n'bellu misteri, n'avveniri davanti a'mmia, sugnu n'omu fattu...

Nitto

: (accenna ad alzarsi per andare da Cola) Cola Cola, chi aja stricari

assai ancora,

cc si st cunsumannu .

Cola

: E chi'ff gi ti stancasti? Strica, strica...

Zennu

: Nittu cc statti! Veni dimmi...quantu peri ci sunu 'nta na seggia? (da un

occhiata ai due)

Mara

: U sacciu, chi ff non u viru ca u travagghiu non ti manca e ca u misteri

bonu, ma v finisci... ca su me matri non si cunvinci...saremu custritti a fari

n'passu......

Cola

: Non diri sti cosi, pirch sugnu sicuru ca chiddi ca dici, sunu sulu paroli ca ti

nesciunu da vucca, ma ca u t cori non a pensa d'accuss. Su ni putemu

maritari comu Diu cumanna, pirch ni n'ama a fuiri?!

Mara

: Me matri fin'ora non sapi nenti e j pensu ca cchi avanti non fussi

cuntraria, ma 'nta stu mumentu preoccupata...pirch si viri viduva, cu na

pinsioni di morta di fami, dui figghi supra e spaddi e s'angustia.

Cola

: Anzi ca so figghia s'accasa e si sistema, avissa'gghessiri cuntenta.

Mara

: Ma nta lanimu so, idda vulissi fari a so parti. Ma chi t'aja 'ddiri ca

mangiamu forza di 'nzalati pp evitari di cucinari vistu ca a bummula quasi

finiu


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 17

Cola

: Ora comu mi nni vaiu, ci dicu a Don Arasmu di fari avvicinari a Tofulu

pp cuntrullari stu gas. Comunqui su t matri non c'iavi nenti contru di mia, e

u problema chistu, 'nta modu o 'nta nautru u superamu!

Mara

: Pp idda fussi, mi vulissi maritata comu na regina. E u me sognu chiddu

di maritarimi cc n'bellu velu longu deci metri tinutu di dui damigelli.

Cola

: (sdrammatizzando) E allura ammitamu macari o Z Zennu, ca 'nveci de

damigelli veni cc dui damigiani (ride), facemu veniri u carrettu cc calia e i

nuciddi e 'nta st curtigghiu facemu na festa di spusaliziu ca n'ha parrari

tuttu u quarteri, e ci sparamu macari, tricchi tracchi e bummi bajocchi.

Scena VIIIa

Zennu - Nitto - Cola - Mara - Ciccino

Ciccino

: (esce ripulito, correndo come fanno di solito i bambini, vede Nitto e gli si siede

accanto) Chi stai facennu cc sta seggia sutta e supra?

Nitto

: T'insignu n'gnrandi misteri. Dimmi...comu si chiamunu chisti? (indica i

piedi)

Ciccino

: Peri! Si chiamunu peri.

Nitto

: E quantu sunu i peri ?

Ciccino

: Quattru!

Zennu

: Bravu, hai vistu ca a scola sirali servi?!

Nitto

: Tu m'ambrogghi. Pirch forsi quann'eri cchi nicu

travagghiasti a giuvini

di siggiaru.

Cola

: (che li sente) Ahu cc u misteri m'arrobbunu. Maridda, allura j mi ni vaju

( le piglia la mano e tenta di baciargliela di nascosto)

Mara

: (scostandolo rapidamente) Fermu chi'ffai! Prima ca nesci me matri e finisci a

manicomiu.

Cola

: (ridendo) E n'casu mai sinnadduna, na vota ca semu cumprumisi....voddiri

ca o matrimoniu ammitamu macari a idda .


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 18

Mara

: E a surpresa ca mi prumittisti qual?

Cola

: T'ha prumisi, ma n pp ora.

(Si avvicina ai ragazzi) Nittu

bonu bonu, non

stricari cchi ca a spaddasti. Z Zennu j mi ni vaju ca c'iaju n'serviziu.

Zennu

: Tinni vai? E a seggia?! Comu finiu non m'abbissasti?

Cola

: A prossima vota?! Chi 'ff non aja a'veniri cchi? Pp'accamora ci ho fatto

la perizia, l'esami occulto e la tuppuliata ascutatoria. Comi ritorno dal nord

v'abbessu sta seggia in modo indistruttibile...

Zennu

: Pirch chi stai jennu n'cuntinenti?

Cola

: Haju agghiri a'ffari na riparazioni 'nta na signura vicinu a Barrera

(quartiere a Nord di Catania)

Mara

: E chidda di me matri chi m'ha riportu intra? Chi ci 'ncucchiu?

Cola

: E a lassamu fora, ci dici ca attruvai u lignu umiduliddu

e quindi a stari

allaria pp'asciugari, (sottovoce)

accuss aju a scaciuni pp vinilla a cuntrullari

o spissu. Ciau, e accumpagnimi n'punta a vanedda... (mentre si avviano)

Nitto

: E a simanata quannu ma duni ?

Cola

: Ancora t'haju a scriviri 'nta tabella! E appoi quali simanata. Saddivintamu

soci...a fini l'annu spattemu! "U siggiaru si ni va, stari additta mali fa,

siggiaroooo " (va via, mentre Mara lo saluta con la mano) ( V I A )

Mara

: ( sistema la sedia ) Ciccinu non t'alluddari e non faciti vuci cc Nittu, ci dassi

n'occhiu Z Zennu.

( V I A )

I ragazzi si preparano al gioco del legno, metteranno un'assicella inclinata

poggiata al muro vicino la porta di Ciccino e quindi con un legno pi lungo

daranno un colpo ad un altra assicella scagliandola lontano.

Zennu

: (rivolto a Mara e Cola) Eh!...ci'anu u munnu 'nte s manu, na bella coppia di

carusi.

Ciccino

: (che lo sente) Cu sunu carusi chiddi ?! Chiddi sunu du pezzi di vecchi .

Zennu

: Vecchi sunu averu ? Ragiuni ci'hai.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 19

Ciccino

: (tira il legnetto dandogli un colpo con il legno pi grande scagliandolo in direzione di

Zennu) N'haju centu e portu a mamma ( il legnetto poggiato inclinato al muro

veniva chiamato "mamma")

Zennu

: Carusi accura siddu 'ncagghiati a grasta dd basilicu, eh! n'pocu di virdi ci

voli ?!

Ciccino

: Infatti u maestru dici ca megghiu vivere nel verde, ca vivere al verde.

Scena IXa

Zennu - Ciccino - Nitto - Natina - D. Jachino

Natina

: (entrando rapidamente prende il legnetto lanciato da Nitto e comincia a correre)

Vogghiu jucari macari j !

Ciccino

: Ferma cretina posa u lignu.

Zennu

: Carusi sori, non v'acchiappati .

Nitto

: Mih ! Bestia strammasti tuttu cosi ! (i ragazzi s'inseguono, Natina per non farsi

prendere il legnetto lo butta in direzione di D. Jachino con il sigaro acceso, proprio

mentre esce di casa e quasi lo colpisce)

Jachino

: E sbagghiava chista j, ma 'nsomma carusi chi ama'ffari si p sapiri?

M'haja'ffari canusciri tuttu 'nta na vota?! Viremu siddu m'ata'ffari abbruciari.

( i ragazzi impauriti scapperanno dall'ingresso del cortile

)

Scena Xa

Zennu - D. Jachino

Jachino

: Mi stavunu stuppannu n'occhiu. E j ca circai apposta na casa 'nta

n'curtigghiu, pp livarimi do sgrusciu da strata passanti, e ggh a capitari

propriu cc! oh chi camurria!


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 20


Zennu


: Eh! Caru Don Jachinu 'nta nostra vita sumpurtari i picciriddi forsi u mali minori almenu chiddu ca fanu fattu cc sincirit. Sti carusi fora do curtigghiu non nesciunu, e cc fanu casa e putia, jocunu, sturiunu, arrirunu...


Jachino


: Iddi arrirunu e nuatri suffremu. Pirch sumpurtarisi na pinitenza di chista na vera suffirenza, a qualunqui ura, comu su non n'abbastassunu i nostri pinseri ...Forsi sar pirch staju addivintannu vecchiu e mi sentu u pisu di sti cinquant'anni.


Zennu


: (sarcastico) Allura ragiuni aviti, cc tutti st'anni supra e spaddiaccura ca vi veni u immuancora n'ata 'ffari strata. A chi aja'ddiri j, ca puvireddu di mia sugnu 'nta squagghiata da cira.


Jachino


: Difatti prima di nesciri, m'addunai 'nta lampa, visti ca ancora t'annicchedda

di ogghiu c'era (far il gesto di qualche centimetro di olio nella fantasiosa lampada

della vita) e dissi....ora mi ni vaju a passiari ammeri o straduni, piccamora non


moru.


Zennu


: Oh! Santu cristianu, vui 'nta lampa ci'aviti n'litru di ogghiu javutru ca n'ghitu, ma chi ghiti pinsannu, unu ca c'iavi a saluti e a disponibilit non avi pinseri. Mancu j ca javi na pocu di jorna ca c'jaiu n'pinseri granni e non sacciu comu mi l'haja sgravari.


Jachino


: (disponibile) Senza offisa, su vi pozzu essiri utili pp livari ...sta castagna do focu, cc piaciri.


Zennu


: (imbarazzato)....Mi pari macari mali, soprattuttu pp ddu mischineddu di Don Arasmu, ca mi duna a spisa a cridenza. Ata sapiri ca finu ad oggi, all'ufficiu postali a me pinsioni non ci'arrivatu e Don Arasmu avanza decimila liri e siccomu sacciu ca dda puviredda di so muggheri malacumminata...


Jachino


: ( tirer fuori il portafogli e gli dar ventimila lire ) Aja caputu...su non v'affinniti vi prestu j, d'accuss intantu vi livati stu'mpicciu, appoi nuatri ni parramu, non semu cc ?!


Zennu


:


(guarda le banconote )


Grazii...ma chisti assai sunu .


Jachino


: E p essiri ca sta pinsioni ritarda, chi'ff digiunati tuttu stu tempu?! Accanuoti poddarisi ca aviti qualche autra pinnenza... chi'ssacciu cc siggiaru?!


Zennu


: Cc Cola ? Ca quannu mai ! Chiddu avi dui anni ca veni pp'bbissarimi sta seggia, ma seggia ca non si voli abbissari, ma i cosi giusti...non ha vulutu mai na lira.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag

21

Jachino

: Ca forsi, sa 'nveci di vanniari d'accuss arraggiatu, comu a unu ca s'ha

mangiatu na cartata di pipi spezzi travagghiassi, astura a seggia fussi pronta.

(fra s, rivolto a Cola) Qualche vota a chissu comu u pozzu pizzicari, du paroli

ci l'haja'ddiri a sulu a sulu.

Scena XIa

Zennu - Jachino - Tofalu

Tofalu

: (entrer dall'ingresso del cortile con una bombola sulle spalle)

C'

pirmissobongionno a tutta a cumpagnia.

Jachino

: Cumpagnia averu? Javutru ca cumpagnia, 'n'battaglioni semu.

Zennu

: OhuTofulu chi c'iaj a bummula?

Tofalu

: Non da mia!

Zennu

: E chistu u sapeumu (fa segno a Jachino che Tofalu un povero scemo)

Tofalu

: (rivolto a Jachino in quanto non lo conosce, come se volesse chiedergli se la bombola

fosse per lui) Cu .lei?!

Jachino

: Mi pari ca j sugnu j!

Tofalu

: Noci vuleva diri lei chi cc??

Jachino

: Certu, per'ora sugnu cc, su mi spostu sugnu dd.

Zennu

: J certi matini sugnu cchi dd ca cc.

Tofalu

: No vuleva sapiri su lei sapi cc st bummula chi c'iaju a'ffari?

Jachino

: Ca su stancasti cangia spadda.

Zennu

: Ca appoggila ddocu.

Tofalu

🙁 scarica la bombola) Appoggiu? J vogghiu sapiri a c ci 'llaja 'ntrummari ?

Zennu

: Ca 'ntrummaccilla a tbih! chi mi stava scappannu.

Tofalu

: Bih!..Vadda che bella apprima m'inzurtati


Tu non vidi cu' l'occhi mei

- 2 attidi

Angelo Scammacca

pag

22

Jachino

: Ma c schifiu t'ha chiamatu?!

Zennu

: Veramenti Tofulu ha detto 'nzurtati e n chiamati.

Tofalu

: J dissi m'inzurtati, ma era comu su vuleva diri mi chiamati, macari ca 'nta

stu casu a 'mmia non mi chiamasturu.

Jachino

: Allura tu macari ca unu non ti chiama, ti presenti a morti subitania cu na

bummula, cu tu fa pinsari ca a bummula da mia?

Tofalu

: Na pocu di jorna fa, quannu vi firmasturu 'nta bottega do Z Arasmu

p'accattarivi i sucarri, chi vi pari ca non vi visti comu taliasturu i bummuli?

Jachino

: (stralunato) J taliai i bummuli?e comui si taliunu i bummuli?

Tofalu

: (mimer come se Don Jachino avesse osservato le bombole con uno sguardo libidinoso)

Cc l'occhiu torvu, i naschi allargati.

Jachino

: J che naschi allargati?!

Zennu

: Ca su vu dici Tofulu.

Tofalu

: Non ci livavuru l'occhi di 'ncoddu. Facevuru n'coppu a nica, n'coppu a

granniappoi vi ci'avvicinasturu e ci facisturu a manu morta.

Jachino

: Z Zennu ma chi sta dannu i nummira chistu, ma quannu mai, j ci faceva

a manu morta a bummula? J stava taliannu i prezzi e diceva ma taliati

quantu costunu.comu a'ffari 'npoviru pinsiunatu.

Tofalu

: E allura pirch accarizzasturu?

Jachino

: J accarizai? J ci tuppuliai! Pirch do sonu si senti ca sunu menzi leggi e

menzi chini.

Tofalu

: Comunqui signuri mei sicuru ca j bummula annarreri non mi ni portu.

Perci 'nficcati a manu 'nto portafogghiu

Zennu

: (rapido) E ci

livamu

u

pruvulazzuaspetta aspetta

non

aviri

primura...(chiama)

Z SenziaZ Senzia.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 23

Scena X IIa

Zennu - Senzia - Jachino - Tofalu


Senzia


: ( uscendo di casa con ago e filo per rattoppare dei pantaloni di Ciccino) Zennu mi chiamasturu?...Sa'bbenarica Don Jachinu.


Chi c' Z


Jachino


: Sa'bbenarica a vossia donna Senzia.


Zennu


: Cc c' Tofulu, pircasu chi ci'ata urdinatu a bummula?


Senzia


: J nforsi fu me figghia Mara pirch mi pari ca n'ava parratu .


Zennu


: A vistu Tofulu ca s'attruvau a patruna da bummula. Avanti forza o munticcilla.


Tofalu


: (ricaricandosi la bombola sulle spalle) Ora ragiunamu, ci'ava parsu scemu j? J sugnu spirtuni, javutru si sugnu spirtuni. (entra a casa di Mara)


Senzia


: M'assettu t'annicchia cc quantu ci cusu sti causi o picciriddu.


(siede vicino a


Zennu)


Jachino


: (riflesione)


U sapiti ca taliannuvi 'nzemi, siti boni....


Zennu


: Pp fari u pani cottu.....


Senzia


: Ehgi! U Z Zennu ca cchi tisu fa a patti sugnu cchi modda fazzu chidda do pumaroru.


do pani duru, mentri j ca


Jachino


: Chi c'entra, j stava dicennu ca 'nsemi putissuru essiri na bella coppia.


Senzia


:


(per stuzicarlo)


E vui non siti maritatu?


Jachino


: Non u viriti ca staiu sulu!


Zennu


: Beh! stari sulu non significa non essiri maritatu.


Jachino


: Di quant'avi ca fici na certa scelta, decisi di non farici curriri rischi a chidda

ca avissa statu me muggheri. J non sugnu fattu pp matrimoniu. ( il discorso

lo infastidisce) MahAvanti...giovent vi salutu ca a vita mi chiama....su

n'gnornu ci pinsati sugnu sempri prontu a farivi u testimoniu (mentre si avvia,


esce Tofalu)


Tofalu


: (Entrando)


A bummula muntata, pp soddi comu facemu ?


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 24

Senzia

: Pp soddi.??

Jachino

: Amuninni ca ci dicu j a Don Arasmu ca po stari tranquillu, camina

Tofulu camina

( Jachino e Tofalu V I A dall'ingresso del cortile)

Scena XIIIa

Zennu - Senzia - Mara - Cicca

Senzia

: U viditi ca j non mi sbagghiu! Ca Don Jachinu sempri sfuttenti. Cc

chissu c' di stari attenti...Aumu a'ffari a coppia signuri mei.

Zennu

: Pp 'mmia siti troppu esagirata, forsi vuleva fari na battuta di scherzu, j

non ci viru fari nenti di mali.... oramai siti grannuzza comu a 'mmia. Chi 'ff

vi l'haja 'nsignari j certi cosi?!

Senzia

: Ca 'nta vita non si finisci mai d'imparari...sintemu chi mi vulissiru diri ?!

Zennu

: U sapiti comu si dici " cani c'abbaia ... non muzzica " ( si alza per entrare )

Senzia

: Su fussi sgangulatu?! Siccomu chiddu javi certi scagghiuni..."Tanti " c' di

stari attenti. L'ata vistu macari vui comu s'impuni ogni situazioniora ci

parru j c Don ArasmuMa j n'piaciri mi l'haja passari.

Zennu

: E quali fussi stu piaciri?

Senzia

: Ogne annu c l'occasioni da festa di S. Giuvanni, veni n'licenza u figghiu di

me cummari, e siccomu carabbineri ci fazzu pigghiari n'formazioni e appoi

ci sacciu diri siddu mi sbagghiu o no!

Zennu

: I fimmini! Amara unni vi fissati... Comunqui pirmittitici n'muminteddu

(

V I A )

Mara

: ( entrando in scena spazzer il cortile.Riferendosi ad Jachino ) Chi fici si ni jvu?

Viremu su finalmenti avemu cincu minuti di libirt.

Senzia

: Ca chi ti pari figghia, na'rriducemu comu e cazzarati, l'aria ni l'ama

'pigghiari comu e jalioti a muccuni a muccuni.

Cicca

: (entra subito dopo Mara, per prendere una brocca d'acqua alla fontana o per stendere

dei panni, sentir i discorsi)


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 25

Mara

: Nesciunu i picciriddi e s'affaccia jddu, i carusi scappunu e niscemu nuatri,

iddu si ni trasi e i carusi tornunu.. Quannu iddu si ni v

niscemu tutti! Stamu

parennu tanti tistunii.

Cicca

: Mi pari ca sta finennu comu a cuperta, a tiri di na banna e scummogghi di

nautra banna. Aju l'imprissioni ca a Don Jachinu ci 'mpinciunu tuttu cosi.

Mara

: Spiriamu ca non si facissi pigghiari di raggia chi picciriddi e ci duna

qualche timpuluni...

Senzia

: Comu s'arrisica! Ma basta l'ammu di scipparici i cannarini.

Cicca

: Pp carit di Diu! Mai sia! Finu a quannu f vuci...ca pacienza, sempricch

no senti me maritu, ma siddu sbagghia ca sbagghia...

Mara

: E gi! Ca Tiddu viri a n'cristianazzu ca ci isassi i manu e picciriddi e non su

mittissi sutta e peri.

Scena XIVa

Zennu-Senzia-Mara-Cicca-Tiddu-Ciccino-Nitto -Natina

( Da fuori si sente la voce di Tiddu che saluta don Erasmo )

Tiddu

: (stanco ma allegrotto) Sa'bbenarica don Arasmu, comu st vostra muggheri.

Cicca

: Bih! Tiddu c', cangiamu discursu prima ca si n'accorgi.

Senzia

: S, si pp opira di Diu!

Tiddu

: ( entrando poser in un angolo la borsa o la cassa che porta a tracolla contenente i

ferri del mestiere ) Benarica Z Senzia, ciau Maridda (abbraccia la moglie) bedda

Cicca di t maritu, comu haj statu n'ghiornu senza di mia...?

Cicca

: 'Nta paci!

Mara

: E tu comu si dopu n'ghiornu senza Cicca ?

Tiddu

: Stancu mortu! Avviluto! Ma siccomu sa'travagghiari, pirch l'aria non f

passari a fami ma f veniri di varagghiari e j e me figghi c'iaja purtari u

mangiari...e allura ...travagghiu!


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag

26

Senzia

: Pp furtuna ca s spicialista e u travagghiu non ti manca.

Tiddu

: (declamando) Io ariparo, stagno uno di tutto! Menu mali che alle parelle e

alle cazzalorelle ogni tantu o spissu ci cascunu i manici, e siccomu i genti

non i pono pigghiari pirch si ci abbruciunu i ita. C'ianu bisognu di mia!

Comunqui si qu ci sunu riparazioni da fari?! Di chiddi do curtigghiu non

mi fazzu pavari.

Natina

: (entrando nel cortile assieme a gli altri ragazzi corre incontro a Tiddu, mentre le donne

chiacchereranno) U pap, u pap c' .

Tiddu

: Paparedda di t patri

( l'abbraccia)

Nitto

: ( entrando gli si aggrappa alle spalle ) Pap vinisti, chi mi purtasti?

Tiddu

: Accura ca mi fai cascari ( giocheller con i bambini )

Ciccino

: (si aggrega ai ragazzi, aggrappandosi al collo di Tiddu, dimostrando la mancanza di

un padre) Tiddu, Tiddu...

Mara

: Ciccinu!

Senzia

: Ciccinu, ma chi modu chi t frati ?!

Tiddu

: (dividendo il gioco anche con Ciccino) E chi ci f Z Senzia, Ciccinu su p

permettiri, l'unicu giovanottu di cc intra, sta ghennu a scola e poi mio

nuoro in quanto zito cc mia figlia Natina. (tutti ridono, ed i ragazzi

giochelleranno in un angolo del cortile)

Cicca

: S abbagnici u pani!

Tiddu

: A virit ...ca 'nta

stu curtigghiu siti addivintati troppu serii,

na vota

sa'rrireva cchi assai. Ci voli n'pocu di svagu, di allegria. Basta, ama'ffari

n'fistinu!

Senzia

: Propriu, ci mancassi n'bellu fistinu e fussimu a postu ( fra s ) e a frittata

fussi fatta.

Mara

: (notando che Tiddu d

l'impressione d'aver capito qualcosa,

cerca in Cicca una

complice per evitare che lo stesso faccia domande) Pp ferraustu!

Bella mi piaci a

pinsata. Chi dici Cicca? Ci damu na bella puliziata o curtigghiu, facemu na

bella cona all'altarinu....


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 27

Cicca

: Chiamamu a chiddi ca sonunu a nuvena, ammitamu a Cola, qualche autru

amicu. Brava...ora a organizamu. Tiddu tu t'antirissari pp sparari

u focu..

Tiddu

: Ddocu ci pensu j. A chiddi ci fazzu tanti travagghi, ci'arriparu i murtari e

chi pinsati ca mi fannu niativa pp veniri a sparari quattru bummi?! Avanti

intantu ora o jemuni a lavari e pinsamu a mangiari.

Cicca

: Forza carusi trasemu ca si fici tardu, (chiamandola) Natina cc 'ttia parru ,

'nficchiti intra.

Senzia

: Ciccinu veni cc, ca scurau . (Ciccino si saluta con Nitto)

E mentre le famiglie rientrano nelle proprie abitazioni, le luci si

affievoliscono, si accende un lampioncino quale luce notturna del cortile,

echegger fr i presenti " bonanotti " " bonanotti ".( Tutti

V I A )

Scena XVa

Zennu - Jachino

Zennu

: (esce e siede, si sistema un tovagliolo sulle gambe, pogger il fiasco col vino taglier

dei bocconi di pane com'era in uso un tempo ed accompagnadoseli con qualche olivo

consumer la magra cena)

Gudemuni n'pocu di aria, almenu cc sira cala

n'pocu di friscu....e s'arrifriddunu i fumi da jurnata. ( poi con la calma che

caratterizza i vecchi, con il tovagliolo avvolger il pane ed il coltello, li appogger e

guardando le stelle si addormenter. Si fatta sera le luci ancora pi basse si udr il

"cri-cri " di un grillo notturno).

Jachino

: (entra nel cortile, e guarder Zennu che dorme

ed anche le altre abitazioni )

Non veni jornu ca non veni sira...e j vulissi l'impossibili...."ca fussi sempri

sira" .

(

V I A

verso casa

)

Fine I atto


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 28

ATTO II

Scena Ia

Senzia - Cicca - Natina - Ciccino

Dopo qualche settimana, striscione al muro con scritto" W S.Giovanni", l'altarino addobbato, bandierine di carta, aria di festa. Anche i vestiti saranno adattati all'occasione. Natina gi vestita, Ciccino quasi pronto, Cicca non del tutto.


Senzia


: Forza Ciccineddu a mamma, finisciti sti compiti ca t soru ti cumpleta di vestiri e vi ni jti a festa di S. Giuvanni.


Ciccino


: Non mi pozzu fari cchi 'ttardu?


Senzia


: Nonsignuri, su m'ascutavi e 'nveci di jucari ti facevi ajeri, ast'ura non avevi stu problema.


Cicca


: (intenta a pettinare la figlia)

putennu fari.


Natina ferma statti, ca sti capiddi non ti staju


Natina


: Ahi, ajaji, tu mi tiri e m'astruppii.


Cicca


: Ma su ci l'hai tutti 'mpurugghiati.


Ciccino


: (legge da un quaderno) Mamma senti cc; problema...un contadino ha 10 ettari di terreno e lo vuole dividere ai suoi nove figli, e siccome i figli si differiscono di due anni ciascuno, decide che partendo dal pi grande ogni figlio minore deve avere 100 metri di terreno in pi per ogni anno di differenza rispetto al fratello pi grande. (domanda) E figghi chi ci attocca ?


Senzia


: (serafica) Di irasinni a zappari! Ma chi mi cunti a 'mmia, non m'abbastunu i me pinseri?!


Cicca


: Fussi megghiu ca si vinnissi a terra e ci spatti i soddi e so figghi, daccuss si leva di sti 'mburugghi.


Ciccino


: Ma dicu j...stu cuntadinu non puteva aviri 'nfigghiu sulu, almenu j non m'attruvava 'nta sta cunfusioni .


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 29

Senzia

: O granni Diu, sti maestri non ci'anu cchi unni arrivari...ma chiss

problemi ca si ci dununu e carusi?!

Cicca

: Ca certu Z Senzia, 'n'casu mai su u maestru ni l'avissa datu a

nuatri ca

semu cchi granni, stu prublema l'avissumu saputu fari. Ti dissi statti ferma!

Natina

: Ciccinu ora comu a mamma speddi di farimi i capiddi t'aiutu j.

Senzia

: A vistu, ora veni Natina, unni manca Diu pruvviri. Chisti sunu prublemi

difficilissimi.

Cicca

: Difficilissimi?! Impossibili! Sacciu di genti ca ana nisciutu macari pazzi

pp risolviri problemi di sta purtata.

Senzia

: Tu'mmagini a ddu mischinu do nutaru quannu a'ffari n'attu di chistu?! Di

sicuru ca s'arifiuta.

Cicca

: Ca quannu mori u cuntadinu metti u tirrenu all'asta e si ni nesci.

Ciccino

: (che nel frattempo ha risolto il problema) Fattu, semplicissimu, chi ci vuleva.

Partennu do secunnu figghiu ca ci'attoccunu 200 metri, finu o cchi nicu ca

ci ni toccunu 1600, ci volunu 7200 metri di spartiri. Quindi o cuntadinu

ci'arristanu 9 ettari e 2800 metri, ca divisu i novi figghi fa 11.300 metri a

figghiu. Appoi a ognunu si ci junciunu 200,400,600 finu ad arrivari a 1600.

Mi pareva chi era.

Scena IIa

Ciccino - Senzia - Cicca - Natina - Tiddo

Mentre i bambini giochelleranno in un angolo del cortile

Tiddu

: (uscendo di casa) Bongionno, allura su aja 'ntisu bonu pp sta'vota u putemu

fari campari a ddu poviru cuntadinu, accuss non c' bisognu di vinniri u

tirrenu. Eh! l'haja dittu j, Ciccinu javi n'avviniri d'avanti.

Senzia

: (evidenziando la difficolt economica) Ca spiriamu. Pp'mmia n'sacrificiu

troppu granni mantinillu a scola. Forza a mammuzza, abbessiti st libra.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 30

Cicca

: Oramai 'ndispinsabili ca i carusi di oggi ana aviri i scoli, e su ci'anu

macari n'misteri ancora megghiu.

Tiddu

: Certu...l'artigianu va a diminuiri, ma ci sar sempri. Di nautru latu,

l'industrii vanu avanti e ci'anu bisognu di genti istruita.Tant' veru ca nuatri

u stamu pirdennu na pocu di travagghiu, difatti j chi fazzu?? M'arrabbattu.

Pruverbiu anticu non sbagghia mai: "fai l'arti ca sai, si non arricchisci

campirai "

Senzia

: Chiddu ca dici veru, ma non vali pp tutti i misteri. Ta'rricordu ca si dici:

"Arti lorda fa dinari" e siccomu non tutti sunu disposti comu fai tu, a

'nficcarisi intra e buttacci a dd tubulaturi e jautri posti cc saddaturi pp

stagnarici i cosi, non chianciri lamenti ca ta passi bonu.

Cicca

: (canzonando) Allura voddiri ca semu ricchi, parenti di Roccu. Bih! che bellu.

Tiddu dumani torna ancora cchi 'ngrasciatu almenu i robbi ti lavu cchi

cuntenta. Pirch secunnu chiddu ca dici a Z Senzia, cchi lurdia cchi

varagnu. Natina o pigghiti a giacchitta.

( Natina

V I A )

Senzia

: Ciccinu finiscila di jucari, v vestiti e vi ni iti a festa. ( Ciccino V I A )

Tiddu

: Macari fussi comu diciti vui Z Senzia, cc campamu a ghiurnata, basta ca

ci garantemu u mangiari e picciriddi e pp restu pensa Diu. Ma quantu a

ricchizza...zeru!

Senzia

: L'aviti na ricchizza! E comu su l'aviti! Aviti a picciuttanza, ancora siti

carusiddi.

Cicca

: Ahu! Signuri mei e c cci p livari da testa, si cunvinciu d'accuss, non c'

putenza.

Tiddu

: Ca i scagghiuni ancora chi n'ana spuntatu? Certu ca pp l'anzianu nuatri

aristamu sempri carusi.

Senzia

: Ma chi vulissuru fari u parauni cc mmia?! Vuatri aviti na peddi liscia e

tisa comu n'tamburu, a mia 'nveci pari chidda do cucutrigghiu.

Tiddu

: Z Senzia chisti sunu discursi vecchi quantu o munnu, perci e inutili ca

c'impazzemu pirch non saremu mai d'accordu, quannu gi si ni trovunu dui

ca a pensunu a stissa manera n'miraculu.

Cicca

: Ca certu, non ca tu na cosa a viri cu locchi mei, ognunu a vidi a modu

s,...quantu voti maritu e muggheri, pp'muri

da paci su

custritti a

trasfurmarisi macari i carattiri pp gghiri d'accordu.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 31

Senzia

: No! no! Ca tanti voti mancu fra maritu e muggheri c' tantu accordu.

Tiddu

: Difatti, quannu non vanu d'accordu si spartunu e bonanotti e sunaturi.

Cicca

: Bonanotti su non ci fussunu figghi a'menzu e peri.

Tiddu

: E macari ca ci fussunu figghi chi cumporta?

Senzia

: Comu chi cumporta! Ca u masculu si ni v a fari a bella vita e dda povira

carusa passa i pinitenzi.

Tiddu

: E pirch passa i pinitenzi?! Ca su cjavi a necessit si ni v a travagghiari...

macari comu cammarera e ci finisciunu i vaj.

Cicca

: Certu, ca chi ci voli?! Si porta i picciriddi 'nta casa da patruna, ci fa u pani

cottu, ci duna a...u latti, ci cangia u pannizzu, accuss scura u tempu si fa dari

i soddi e leva manu. A menu mali ca non su pinseri nostri.(bacia il marito)

Beddu! Quantu o'vviru chi st facennu a picciridda ( V I A in casa )

Senzia

: Santi paroli figghia mia...santi paroli. Nuddu ti pigghia si non

t'assumigghia.

Scena IIIa

Tiddu - Zennu - Senzia - Don Jachino

Jachino

: (uscendo di casa con aria seria e con il sigaro acceso)

Bongiorno a tutti!

Tiddu

: Voscenza benarica Don Jachinu.

Zennu

: (Esce contemporaneamente a D.Jachino. Saluter)

Bongiornu a vui! Oggi na

bella jurnata avemu Don Jachinu

Jachino

: Pp 'mmia i jorna sunu tutti i stissi e oggi non ci viru nenti pp 'gghessiri

n'ghiornu bonu...(si accorge degli addobbi) aria di festa a quanto vedo.

Zennu

: Eh...San Giuvannuzzu u nostru patruni.

Tiddu

: (pensando ai propri interessi) E menu mali ca ogni paisi n'avi unu diversu e u

comitatu organizzaturi ci spara u jochi focu.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 32

Jachino

: Pirch vui chi sparati i bummi? Allura va passati bonu. Pirch pp quantu mi

risulta, bummari morti di fami non ni canusciu.

Senzia

: Hai vistu Tiddu ca fai a 'mprissioni di unu ca sa passa bonu.

Tiddu

: Ca 'n'verit mi viditi ogne ghiornu cc frac, ca sbrizziu sordi a usu

n'cuntadinu ca simina frumentu. Ma unni a viditi tutta sta ricchizza j non u

sacciu! M'ata taliatu bonu?

Zennu

: Effettivamenti, a facci di unu riccu propriu non ci l'havi, forsi pirch

canuscennuci u misteri, e a vita ca fa...sta cunvinzioni non m'appatta.

Jachino

: Beh! pp quantu ni sacciu j essennu ca u bummaru n'misteri piriculusu a

pagnotta sa varagna, anzi a pagnotta u cumpanaggiu e macari a frutta.

Tiddu

: (sarcastico) Certu su j non mi mangiu a frutta, u cumpanaggiu non

m'adduppa?! Sempri su j sparava bummi per?!

Siccomu fazzu

u

stagnataru, u sardaturi 'nsomma, ca quannu ci'anu bisognu ci saddu qualche

murtaru. Addiri ca c' di bonu ca murtari ni usunu assai....e n'coppu unu,

n'coppu n'autru...

Senzia

: Iddu spunticunia e si fa tutti i chiazzi...e vui chi misteri faciti Don Jachinu?

Jachino

: (non volendo di proposito rispondere) Ca nenti, chi misteri pozzu fari?!

Sa

'ttravagghiari pp forza pp campari? Dicemu ca campu ...di rennita. Passiu,

m'assettu unni c' n'pocu di paci e non m'anzuttunu, mi leggiu u giurnali, mi

fumu u sucarru....comu m'agghiorna mi scura.

Zennu

: Voddiri ca chistu vi suddisfa.

Jachino

: (con celata ironia) Ah! V'assicuru ca na meravigghia. Mi sentu libero,

libero...comu n'aceddu 'nta jaggia. Non ci auguru a nuddu na bella vita

comu a chista.

Tiddu

: Ma'nsomma su ci l'avissi j na furtuna di chista, passiari mangiari e non

aviri problemi senza travagghiari, non ci'avissi certu a facci accuss niura.

Senzia

: Addiri ca ognunu non semu mai cuntenti di chiddu ca facemu.

Tiddu

: Ma j pozzu essiri mai cuntentu ca m'arricogghiu 'ngrasciatu comu

n'carbunaru. E cc quattru sordi di varagnu, mentri tanta genti 'nveci spenni

e spanni.

Zennu

: Ah...caru miu, l'erba do vicinu sempri cchi virdi .


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 33

Jachino

: Giustu dici u Z Zennu, taliamu sempri u immu di l'autri.

Tiddu

: Ca di chi munnu munnu, a virit ca l'omini non semu mai cuntenti di

chiddu ca semu o di chiddu ca facemu.

Zennu

: Non l'aviri o u fari figghiu miu, u cridiri. E ca semu cunvinti ca chiddu

ca ni sta bonu a nuatri, l'autri si l'ana sumpurtari, ca zoccu pinsamu nuatri

l'autri l'ana pinsari....a virit ca l'omu voli sempri supraniari.

Jachino

: (con fare imponente) D'altrondi sa pinsassimu tutti cc stissa testa, o su

ci'avissimu rispettu l'unu di l'autru....non ci fussunu guerri, latri, dilinquenti,

bancari e morti di fami...fussumu tutti cuntenti e 'nta paci.

Senzia

: Sognu catarina.

Jachino

: Appuntu sognu. E sognu sar finch campa u munnu. Comunqui ora mi ni

vaiu prima ca s'accucchia a cunfusioni.

Zennu

: Si stassi cc, ca ora passa a prucissioni, a banna e ni sintemu quattru

bummi.

Tiddu

: Ora? I bummi chi sunu ora?! U focu si spara o pomeriggiu e a sta'notti,

quannu s'arricogghi u Santu, allura j chi era ancora cc?!

Jachino

: (rammaricato) A i sparassi j quattru bummi, ma a cc dicu j per.

Si udr dalla strada il rullo di un tamburello e lo schiamazzo di ragazzi e

dei passanti

Tiddu

: Ma chi stu tamburinu? Po'gghessiri ca accuss prestu a carrozza do

guvernu gi cc, possibili mai ?

Senzia

: A 'mmia mi parsi di sentiri macari a banna. Affacciamuni n'punta a

vanedda.

Tiddu

: ( si affacciano all'angolo del cortile facendo un p di controscena) Ca quali,

Tofulu cc n'tambureddu. (lo chiama)Tofulu, ahuTofulu, appoi c'iavi na

'ntisa?


Tu non vidi cu' l'occhi mei

- 2 attidiAngelo Scammacca

pag

34

Zennu

: (rimasto solo con D. Jachino prende un rotolo di

soldi fa per

restituirglieli) A

propositu Don Jachinu, macari mu stava scurdannu, eccu cc chisti sunu

vostri e ancora tanti grazii, a pinsioni javi 'nbellu pezzu ca a pigghiai, ma

non v'aja vistu e quindi...

Jachino

: Quindi chi?!

(non prendendo il denaro)

Zennu

: (si sente imbarazzato e confuso dalla reazione) Comu quindi chi? Chi sunu picca?

Si vuliti qualche lira d'interessi non c' problema...

Jachino

: Interessi?...Quali interessi! Chi mi faciti omu di chissu?

Zennu

: No! Pp carit.

Jachino

: E allura?! Quantu voti mi vulissuru turnari sti sordi, na vota non

v'abbastau?!

Zennu

: (confuso) Pirch...vi turnai ? e quannu ca non mu staju aricurdannu?!

Jachino

: E su non mi l'avissuru turnatu, j chi faceva vi rifiutava?!...Mi turnasturu,

mi turnasturu subbutu dopu ca pigghiasturu a pinsioni. Comunqui grazii u

stissu. (verso il pubblico far un gesto non molto comprensibile, ranniccher le spalle

come se dicesse poverino non c' con la testa o come

pazienza facciamo un'opera di

bene)

Zennu

: Mah! Ogne tantu perdu qualche coppu...ma non mu ricordu propriu.

Senzia

: (rientra assieme a Tiddu) Ca quali era Tofulu e dui carusazzicu nfriscalettu

Tiddu

: Stu carusu c'iavi u ciriveddu di n'picciriddu di deci anni, ca pacienza.

Jachino

: Comunqui signori buon divertimentu, j mi ni vaiu a c'iaju n'appuntamentu

ammeri a villa. Vi vogghiu cc saluti.

(

V I A

)

Tutti

: S'abbenarica Don Jachinu.

Scena IVa

Zennu - Senzia - Tiddu - Tofalu

Senzia

: Chi omu stranu e chi aria di fumu ca si duna, chistu non mi l'ha cuntatu mai

giusta.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 35

Zennu

: Eh...donna Senzia quistioni di puntu di vista. A vui vi fa sta'mprissioni,

pp'mmia non ci vidu nenti di mali.

Tiddu

: Certu ca i discursi ca fa sunu tannicchia tragici. Cu ca u teni, ca u frena,

ca si senti n'aceddu 'nta jaggia. Per ci non togli ca n'cristianu pusedda,

non u sacciu discriviri ma javi n'bellu purtamentu.

Senzia

: Ma non u sintisti ca si voli mettiri a ghittari bummi!

Zennu

: Accuss capisturu vui. J capii ca sar vunchiatu cc qualchedunu e ci

vulissi cangiari a testa.

Tofalu

: (vestito pacchianamente a festa ma con il solito basco, si presenter con una bombola

sulle spalle). Avanti e semu sempri cc! J sugnu prontu. Allura Tiddu chi

facemu?!

Tiddu

: E chi ni sacciu j! tu chi voi fari?

Zennu

: Comu cangianu i tempi signuri mei, na vota Tofulu ci purtava a torcia a S.

Giuvanni ora ci porta a bummula.

Tofalu

: Quali bummula a S. Giuvanni?! Chi s'ava friiri l'ova?

Senzia

: E allura di cu sta bummula? Ahu viri ca a'mmia avi picca ca ma purtasti!

Tofalu

: Ca di Tiddu! Non mi chiamavu jddu?!

Tiddu

: J ti urdinai a bummula ?! E quannu siddu lecitu?

Tofalu

: Anturidda, mi chiamasti ..Tofulu, Tofulue j vinni subbutu.

Zennu

: Veru ! U carusu c'iavi ragiuni, u 'ntisi macari j ca u chiamasti.

Senzia

: Ma quannu pocu fa? Quannu jucavi cc tambureddu?

Tofalu

: Eh!

Tiddu

: Ah... ama caputu, allura basta ca unu ti chiama e tu ti prisenti c na

bummula?!

Tofalu

: E a'mmia pirch mi ponu chiamari?


Tu non vidi cu' l'occhi mei

- 2 attidiAngelo Scammacca

pag 36

Senzia

: E c'jai ragiunisbagghiamu non ci ficimu casu, Tiddu non ti chiamava pp

chistu. Comunqui cc ci sunu centu liri di mancia pp bummula di l'autru

jornu, ci dici a to Z Arasmu ca comu scinnu ci pagu.

Tofalu

: Non c' bisognu, gi pavata.

Senzia

: Pavata ? e cu a pag ?!

Zennu

: Ca forsi Mara,

c a puteva pagari.

Tiddu

: Comunqui chiacchiri persi sunu, amuninni Tofulu e m'ha scusari siddu ti

distrurbai. Z Zennu j staju avvicinannu o chianu a cuntrullari i murtari, a

cchi'ttardu.

( Tiddu e Tofalu V I A

)

Scena Va

Zennu - Senzia - Mara - Nitto

Mara

: (entrer non del tutto pronta per la festa) Chi era ddu sgrusciu di tamburu ca

'ntisi ?

Senzia

: Tofulu ca st'ava jucannu .

Zennu

: Oh...hai vistu quantu si bedda Maridda, ora comu ti ni vai a prucissioni s

quantu occhi ci'avrai di 'ncoddu.

Mara

: Vi lassu 'mmaginari quantu m'interessa.

Zennu

: U sacciu, u sacciu ca sti cosi...non t'interessunu.

Senzia

: Per'ora me figghia non si p dedicari a certi pinseri, tempu non n'avi.

Zenno

: A ora..non ci'avi tempu?! Chi veru Maridda?

Mara

: U tempu ci l'avissi e comu siddu ci l'avissi.

Zennu

: A chi m'ha 'ddiri a 'mmia.

Mara

: I sustanzi ci volunu caru Z Zennu. Mah! Spiriamu beni.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 37

Senzia

: Non ti preoccupari a matruzza, j ti vogghiu vidiri filici e sistimata e di

certu non ti ostaculu 'nte t scelti. Bisogna aviri pacienza e fede 'nto

Patreternu, e vedrai ca iddu pianu pianu abbessa ogne cosa.

Zennu

: Veru donna Senzia! Difatti j aju a 'mprissioni, ca gi ci apparrivari

ocche telegramma e sinteressau, e criru ca a cosa apparigghiata pp non

diri... assittata.

Senzia

: Appiddaveru mu diciti? Ma pp 'fari na parigghia sa'gghessiri n'dui e fin'ora

j non aju avutu nutizia.

Mara

: (con dolcezza) Mamma ti stai facennu vecchia...ma lassamu perdiri.

Zennu

: E p 'gghessiri macari, ca oggi San Giuvannuzzu, sempri cc

l'autorizzazioni do principali sta nutizia va cumunica. Avanti forza e chi

ancora cc siti, quannu vi ni jti?!

Nitto

: (entrando ben pulito) Maridda ni 'nni jemu a festa?!

J sugnu prontu.

Senzia

: Bih...che beddu Nittu, pari n'angileddu. Senti ora mentri siti n'menzu a tutta

dda genti, non ci lassati a manu a Mara, tu t soru e Ciccinu, prima ca vi

pirditi.

Zennu

: E quantu manu ci'avi Mara?

Nitto

: J ci dugnu a Cola!

Senzia

: A Cola?

Zennu

: Ca...poddarisi ca u 'ncontrunu no?! Macari sarannu stanchi e cianu

bisognu di qualche seggia

Mara

: Tuttu possibili .

Zennu

: (rassicurandola) Donna Senzia...'nta prucissioni non ci vanu suli...ma...'nzemi

a Cola ca i 'ccumpagna e i teni accura, putiti stari tranquilla.

Senzia

: M'ahju livatu n'pisu, sugnu cuntenta ca i sacciu in boni manu. Veramenti,

non lhaja vulutu diri, ma aja statu preoccupata ca erunu suli.

Zennu

: Z Senzia, ata vistu quantu fu rapidu San Giuvanni? Gi a nutizia da prima

pagina va cumunicau, viremu cchi avanti chi c' scrittu 'nta l'autri pagini.

Accuntu mannamu sti carusi a festa prima ca scura.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag

38

Senzia

: Ca comu voli u Signuri! Ma Ciccinu chi ca fici non niscivu cchi?!

Quantu o'vviru

(

V I A

)

Nitto

: Ci vegnu macari j Z Senzia

(

V I A

)

Scena VIa

Zennu - Mara - Natina - Cola - Cicca

Zennu

: (con soddisfazione) U primu passu fattu, ah...Maridda?!

Mara

: (abbracciandoselo) Grazii, grazii. Com' ca certi voti unu cchi granni cc

dui paroli rinesci a sistimari na cosa cc simplicit. Mi parsi ca na pigghiau

tantu mali averu?!

Zennu

: Ca cc l'et ni stancamu a fari discursi logni comu siddu fussunu scali, ddu

tannicchia di ciatu ca avemu nu sparagnamu

e ni 'nni emu subutu a testa di

l'acqua...A propositu di acqua quantu vaju a vidiri su si jnchivu a giara, ca

c u galleggianti ca non chiuri bonu.

( V I A

)

Cicca

: (entra assieme a Natina) Finalmenti e nichi i sistimai, m'arriposu dui minuti e

poi viremu su mi pozzu iri a'ddari n'abbissata.

Mara

: (raggiante) Natina vai a chiamari a Ciccinu e Nittu. ( Natina V I A )

Allura Cicca ristamu 'ntisi, cc 'ttia e Tiddu n 'incuntramu prima da missa di

minziornu propriu davanti o purticateddu da sagristia e ni emu a mettiri

vicinu o cunfessionili.

Cicca

: Non ti preoccupari, comu veni Tiddu ca ivu a cuntrullari i murtari, u fazzu

lavari e vinemu di cursa. Ni l'ama godiri tannicchia di festa

o no?

Mara

: Non aviri paura ca i picciriddi cc 'mmia su in boni manu, e Cola ne fa

alluntanari mancu di n'passu.

Cicca

: (abbassando il tono) Muta statti...su senti t matri ca c' Cola comu finisci?

Mara

: Ma no viri ca non staju 'nte robbi.Voddiri, San Giuvanni ancora mancu ha

nisciutu e pp vucca di l'apostulu Zennu fici gi u primu miraculu.

Cicca

: L'apostulu Zennu?! E chi n'evangelista novu ?


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 39

Mara

: (confidenzialmente) U Z Zennu ci dissi a me matri ca a festa mi ci

accumpagna Cola. Per ora sulu chistu, ma j pensu ca oramai idda

su'mmaggina u scopu.

Cicca

: E idda comu a pigghiau ?

Mara

: Ca j mi crideva ca avissa fattu schifiu, e 'nveci f cuntenta, ca sapennumi

n'cumpagnia di n'carusu pusatu, javi menu preoccupazioni.

Cicca

: E tu t'ha scantatu a farini parola cc t matri, quantu voti ti l'aja dittu j...

ah...babbasunazza.

Cola

: (si udr la voce di Cola che saluta Don Erasmo)

Ronn'Arasmu comu v? Ata

vistu ca San Giuvannuzzu vi fici u miraculu, aviti a vostra muggheri assittata

o latu, menu mali ca v'abbissai a seggia. Vi vogghiu sempri cc saluti donna

Momma.

Mara

: (gli corre incontro e mentre entra lo abbraccia

e lo bacia) Cola finalmenti

arrivasti?!

Cola

: (sbigottito) E chi 'mpazzisti? Ohuu...ca spichiti (allontanandola) non ca

a'mmia mi dispiaci, ma l'autru jornu quannu ti tuccai a manu passi ca

pigghiasti a scossa e ora t'allippasti comu n'stuppapila.

Mara

: Ma chi hai fattu tuttu stu tempu? J aja statu n'pinseri. E quannu spunta, sa

chi cci successi?!

Cola

: Tu non mi fai aspittari? E ora ti fici aspittari j! Ca m'aja cunnuciutu.

Puteva spuntari e quattru quannu cantavu ddu jaddazzu d Z Cunciuzza, v

finisci ca qualche ghiornu 'nta stu curtigghiu mangiamu pollu.

Cicca

: Ca mischina anzianedda e s'addeva n'gnadduzzu cc quattru jaddineddi.

Cola

: N'gnadduzzu? Voddiri; j aveva i causi a curta e dd jaddu era dd, ora mi

pari ca i causi m'allunganu e dd jaddu sempri dd. A'mmia mi pari ca u

jaddu cchi vecchiu di idda.

Mara

: Beh! a Z Cunciuzza va cunsidirata, vicchiareddaammaccatedda.

Cola

: S ma idda si senti tisa. Difatti a novantasettanni e sgangulata com' non

s'ha misu a cascia pirch dici ca ancora a'ffari a muta. (cambiando discorso)

Allura chi ama 'ffari pronti semu? Donna Cicca e dov' il signor Tillo?!


Tu non vidi cu' l'occhi mei

- 2 attidiAngelo Scammacca

pag 40

Cicca

: E ntel tornare. E comu si vesti vinemu di cursa e lassamu suli o Z Zennu

e a Z Senzia. Ca mischini stannu n'pocu 'nta paci e si ci'arrifriscunu i

sintimenti senza nuddu ammenzu e peri.

Cola

: E non c' macari Don Jachinu?!

Mara

: Pp favureddu non mi ni parrari. Chiddu l'omu cchi stranu ca canusciu.

Cicca

: Guai su i picciriddi s'arrisicanu a fari qualche vuciata, ci fa veniri i vermi di

quantu fa lariu: "carusi e chi m'aja'ffari canusciri", ma c schifiu u voli

canusciri!

Cola

Va beni ca non avi tantu tempu ca si ni vinni a stari cc, ma voddiri non

m'accapitatu mai di 'ncuntrarlu, accuss tantu pp darici n'ucchiata.

Almenucch non st sempri additta, qualche seggia l'aviri su si voli assittari

e ci pozzu cridiri ca j non ci l'haju abbissatu?!

Mara

: Ca forsi u Signuri non ha vulutu ca tu u 'ncuntrassi pp evitari conseguenzi.

Cicca

: J criru ca avr qualcosa d'ammucciari, pirch raru ca nesci di jornu. St

'nficcatu intra pritinnennu di tutti silenziu e rispettu.

Mara

: Veru ! Nesci

quasi sempri di sira. Sar amanti da notti comu e zazzamiti

e i taddariti. Scanzatini cch beddu!

Cicca

: Non u sentu arricogghiri mai e a 'ddiri ca stamu o cantu.

Cola

: Mah! Chiacchiri persi sunu...ohu annunca pronti semu, sunamu l'adunata

da truppa ca gi scurau . Mara forza v pigghiti a giacchitta e ni ni jemu di

cursa.

Mara

: (chiamer) Ciccinu, Nittu viniti c' Cola. Aspetta dui secunni e sugnu

pronta.

( V I A in casa

)

Scena VIIa

Cola - Ciccino - Nitto Natina - Cicca

Ciccino

: (uscir assieme ai ragazzi prima che Mara entri e faranno festa a Cola) Pronti

semu.... Cola n'accattari a calia....

Nitto

: (prontamente) E i castagni napulitani....


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag

41

Natina

: E i palluncini

Cicca

: S! ...E u zuccuru filatu, i nuciddi, e a niculizia ne vuliti?! Non ci'accattari

nenti, appoi comu vegnu cc Tiddu ci pinsamu . ( V I A

in casa

)

Cola

: I compiti vi facisturu veru? Sturiasturu tuttu cosi? (i bambini risponderanno di

"si, certu",quindi li far sedere a semicerchio) Viremu chi sapiti, una domanda di

giografia...viremu cu mi sapi rispunniri.....dunchi: "comu si chiama il

figlio del Mar Motto?"

Nitto

: Vivu!

Ciccino

: (a Nitto) Ma chi dici bestia. E appoi u mari Mortu chi avi u figghiu ?!

Cola

: Certu ca ci l'avi e si chiama.... " Vietatu" infatti o cunsorziu 'nta n'cartellu

c' scrittu : "Vietato F Mare " ah!ah!ah! (ride).

Natina

: J u sapeva, ma non u vosi diri.

Cola

: E allura facemu na dumanna di storia....vetiamo un po: "come si chiamava

il patre di Garibaddi?"

Nitto

: 'Nto libru di storia non c' scrittu ca Garibbaddi ci'aveva u pap!

Ciccino

: Ma allura si appiddaveru bestia?! Ma unu comu fa a nasciri senza patri,

unni nasci...unni?!

Natina

: J u sacciu! J u sacciu...

Nitto

: Certu tu si fimmina, avanti sperta dillu tu...

Natina

: Quannu unu non ci'avi u pap, nasci n'campagna sutta o cavulu.

Ciccino

: (assieme a Nitto) Che scema, sutta o cavulu...

Cola

: Allura vu dicu j! Il patre di Garibbaddi si chiamava "Ferito" infatti 'nto

libru c' scrittu "Garibbaddi F ferito" o no? ah!ah!ah! (ride)

Ciccino

: Ma chi ci 'ncucchi, j 'nta storia pigghiai novi:

Cola

: Bih!...e annunca vetiamo chi sapiti di nummiri, "sopra un filo ci sono 10

palomme, un cacciatori spara una scupittata e ni'ncagghia tri, quantu

n'arristanu?"


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 42

Ciccino

: (dopo aver fatto capannello con i razazzi per consultarsi) Viniti viniti...tu non ni

freghi, pirch tu vulissi ca nuatri t'arrispunnissimu ca n'arristanu setti, ma j

sugnu spertu e ti dicu ca non n'arristau mancu una pirch si n'abbulanu.

Cola

: Risposta sbagghiata! Ni ha aristata una...ca era sudda e non 'ntisi u coppu di

fucili...ah!ah! ah! (ride).

Natina

: Ancora Cola ancora, facemu n'autru jocu ca mi piaci.

Cola

: E va beni, facciamo il gioco del fazzoletto.

Nitto

: E com'? J non u canusciu.

Ciccino

: Ora Cola nu spiega. Forza Cola comu si joca ?

Cola

: Allura, Ciccinu si metti cc 'nto menzu e teni u fazzulettu ca penni ( e

posiziona Ciccino con un fazzoletto in mano) di stu latu si

metti Natina, e di

st'autru latu si metti Nittu a stissa distanza va beni?! Appoi Ciccinu chiama

n'nummuru a secunnu su i jucaturi sunu dui, tri eccetra eccetra e i jucaturi

chiamati currunu, cu cchi sveltu s'arrobba u fazzulettu e torna a postu

senza farisi pigghiari. U capisturu ?

Tutti

: U capemu!

Ciccino

: (alza il fazzoletto) E chi haja'ffari? A cui aja chiamari a Nittu o a Natina?

Cola

: A chiamari n'nummuru!

Ciccino

: Ah... mu staju arrivurdannu! Pronti..."nummuru...tri!

Nitto

: (guardandosi in giro e gesticolando con il capo e con la mano come per dire "chi " )

Natina

: (fa per correre, mezzo passo e si ferma) Ma cu stu nummuru tri si p sapiri?

Cola

: ( ridendo, si rivolge a ciccino) Ah..ah..ah forza sciamunitu ne pigghiari pp

fissa e picciriddi.

Ciccino

: Va beni....chiamu "Nummuru....unu!"

I bambini scappano per andare a prendere il fazzoletto, quando si fermeranno nella linea

di separazione, pronti per afferrarlo, faranno un balzo, ma Ciccino lo sollever ed i

bambini finiranno con l'abbracciarsi, quindi tutti rideranno e finir con un girotondo collettivo.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 43

Cola

: Ma Mara chi ca fici, quantu ci voli pp pigghiarisi na giacchitta, e su

era n'capottu mu mmagginu?! Mara, Mara. ( i bambini si uniranno al coro )

Scena VIIIa

Cola - Ciccino - Nitto - Natina - Mara - Cicca

All'entrata di Mara si creer una normale agitazione che precede l'andata alla festa.

Mara

: Cc sugnu, pronta, ni ni putemu iri. Avanti picciriddi datini a manu prima

ca vi pirditi. Mamma nuatri ni ni stamu jennu.

Cicca

: (venendo fuori quasi pronta) Natina, Nittu m'arraccumannu non faciti i tosti,

viriti ca Cola comu viri ca non u scutati v'accumpagna a casa.

Cola

: Non vi preoccupati ca i fazzu stari cc dui peri 'nta na scarpa. Forza ora alla

festaaa... ( si avviano verso l'uscita del cortile)

Scena IXa

Cicca - Senzia - Zennu

Senzia

: (uscir di casa mentre stanno per andar via) Maridda accura e picciriddi, Cola

accura a Maridda.

Zennu

: (uscendo contemporaneamente) Ciccinu accura a Cola, ohh...ancora cc siti?

Ma chi vi pari ca aspettunu a vuatri, prima ca accumincia a missa c' a banna

ca ci sona quattru canzuni indimenticabili o itavinni.

( andranno V I A )

Cicca

: (salutandoli con la mano)Ciau ciau cchi tardu ni viremu.

Senzia

: Ogne tantu ci voli macari n'gniornu di festa. Mah...sugnu tranquilla ca non

sunu suli.

Zennu

: J oltri ca tranquillu fussi macari cuntentu, vistu ca Cola avi 'ntinzioni serii.

Senzia

: Ca chi ci putemu fari, quannu dui si volunu tri non si sciarriunu. Voddiri ca

stanu ziti na bella pocu di anni, no frattempu

Zennu

: (al pubblico) Ci crisciunu i fulinii.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 44

Senzia

: Accucchiu qualche lira e si maritunu.

Cicca

: Mara non sapeva comu vi l'ava a'ddiri e j ci'aja dittu, ogne cosa c so,

tempu, vedrai ca tuttu si sistema.

Senzia

: Ma com' ca non mi n'aju addunatu di nenti.

Zennu

: A vicchiania cara donna Senzia. Oramai semu vecchi e ci semu pp tri

motivi. Primu, pirch i picciriddi ca ni taliunu ni diciunu ca semu vecchi.

Secunnu ca l'anni ca avemu supra e spaddi ni volunu diri ca semu vecchi.

Terzu quannu non ni rindemu cuntu di n'fattu evidenti, voddiri ca semu

appiddaveru vecchi.

Si affacciano all'angolo del cortile attratti dal rumoreggiare dei passanti e da un suono

di banda un po in lontananza.

Cicca

: Bih...sta passannu a rappresentazioni, allura ora passunu i durici cavaleri ca

rapprisentunu i cumuni e a carrozza cc prefettu.

Senzia

: Ma taliati quanta genti, j tutta sta fudda non l'haja vistu mai, sarannu

almenu milli cristiani.

Zennu

: Milli? Ma unni l'aviti l'occhi, chiddi almenu sunu tri mila.

Cicca

: Z Zennu, 'nte carti 'mpiccicati 'nte mura c' scrittu ca u sinnicu

raccomanda alla popolazioni la massima disciplina... ( rientreranno)

Zennu

: E mi pari na cosa giusta...

Cicca

: Soprattuttu pirch 'nta manifestazioni di oggi, ogni cavaleri, ca mannatu

di n'paisi vicinu, javi d'appressu milli suddati legionari vistuti all'epoca

romana. Quindi facitivi u cuntu di quanti sunu.

Senzia

: Mih, assajuni. E pirch tuttu stu esercitu?

Zennu

: Ca pp rapprisintari a storia di quannu attaccanu a San Giuvanni.

Senzia

: E p'attaccari a unu ci mannanu decimila suddati?

Cicca

: Quannu S. Giuvanni f misu 'ngalera do Re Erodi, ava gi vattiatu non

sacciu quantu mila e mila cristiani.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca

pag 45

Senzia

: Bih..ranni Diu, allura sa quantu figghiozzi ava ccucchiatu?!

Cicca

: Difatti u Re ci mannau ddu esercitu, pp fari stari saggi e so figghiozzi.

Zennu

: Ma a'ttia tutta sta storia cu t'ha cunt?

Cicca

: Ca non ci fazzu arripetiri u catechismu e picciriddi? E d'accuss a furia di

sentiri sempri sti paroli mi l'haju 'mparatu e n'haja fattu suppa.

Senzia

: Piccatu a qualcun'autru sti paroli non ci'ana fattu suppa!

Zennu

: Chi vi rifiriti a'mmia?

Senzia

: A vui? E pirch, chi siti malvaggiu vui?!

Cicca

: Forsi j u capii a cui si rifirisci, ma chi ci putemu fari?!...A Don Jachinu ci

ficiunu suppa i soddi, u fumu e u vinu.

Zennu

: Certu ca u munnu stranu. Effettivamenti

non avi assai ca Don Jachinu

vinni a stari cc, ma macari veru ca senza canuscirlu ci n'ama dittu di tutti i

culuri, lestofanti, malviventi, malacarni e jautru.

Senzia

: Ma non u viditi comu si vavia quannu sbraita. Quant' fumusu, a tutti ca ci

fa'vvidiri iddu, ma cu ?? Per a vuci grossa a f cch vecchi e che picciriddi,

pirch cu chiddi cchi granni sa musura...

Zennu

: Cu'mmia s'ha mantinutu intra e limiti e v'arripetu ancora na vota ca

sta'mprissioni non ci l'haju. Poddarisi ca mi sbagghiu, ma chi vi pozzu diri...

mala genti ca u veni a circari n'ata vistu ?

Senzia

:Veramenti no!

Zennu

: E tu Cicca, cosi trubuli ci n'hai vistu fari?

Cicca

: Beh...no!

Zennu

: N'ama 'mparari tutti a'gghessiri tannicchia cchi pazienti e a musurari i

paroli prima di dari grapiri a vucca.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 46

Scena Xa

Zennu - Senzia - Cicca - Tiddu

Tiddu

: (entrer veloce nel cortile, e sar stravolto) Cicca, Cicca....veni cc...senti...

Cicca

: (cambiandosi in viso) Chi ff, chi successi? Comu mai turnasti accuss prestu?

Senzia

: Chi ti successi figghiu, c'jai na facci?!

Tiddu

: (come una frecciata che far gelare) Don...Jachinu....Mossi!!

Zennu

: (stupito come tutti) Comu morsi! E.. comu morsi ?!

Tiddu

: U'mmazzanu... cc na cutiddata 'nta panza.

Senzia

: (un attimo di silenzio) Mi dispiaci, pirch a morti non si disidira a nuddu...

Cicca

: (al marito) Ma cch mi stai dicennu, m'aggilau u sangu. E unni successi?!.

Tiddu

: A villa. Pirch j era 'nto spiazzu arreri a chiesa ca stava finennu u m

travagghiu, quannu visti curriri genti ca ittavunu vuci; minutu prima ava

'ntisu a sirena da camiunetta de carabbineri, allura dissi: appa 'succediri

qualche cosa, arrancai e visti a Don Jachinu mortu 'nterra.

Senzia

: (facendosi il segno della croce) Paci all'anima s! (pacatamente) Per j non mi

sbagghiava, ata vistu Z Zennu, chistu era n'omu ca i cosi i risulveva a

cutiddati.

Zennu

: (rammaricato) E voddiri ca chista non a sappi risolviri.

Cicca

: Mi passau macari a vulunt di iri a prucissioni...

Tiddu

: E chi ci putemu fari, nuatri ama pinsari ca avemu e picciriddi, ca ana

crisciri e anu bisognu magari di svagu.

Senzia

: E pacienzia chi voi fari, oramai i picciriddi v'aspettunu, Mara macari e non

virennuvi arrivari si ponu preoccupari. Ca ora vi sistimati e vi ni jti.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 47

Scena XIa

Zennu - Senzia - Cicca- Tiddu - Cola - Mara - Ciccino - Nitto - Natina

Mara

: (entra assieme a Cola ed ai bambini, con in mano un palloncino o qualcosa che ricordi

la festa. L'espressione lascia immaginare che sanno gi dell'accaduto)

Forza carusi,

pir'ora itavinni intra e non nisciti ( i bambini a casa di Ciccino

V I A )

Senzia

: Mara...macari vuatri turnasturu ?

Cola

: E chi avevumu ristari a'ffari.

Zennu

: Allura u sapisturu chi successi ?!

Mara

: E a'stura chi erumu cc.

Cicca

: Ma certu ca stu cristianu non eppi cchi unni arrivari.

Tiddu

: (rivolto a Cola) Dimmi na cosa Cola, tu unn'eri di precisu?

Cola

: Quasi vicinu all'edicola, e quannu 'ntisi u fattu ci dissi a Mara d'aspittarimi

davanti o chioscu e ci 'avvicinai.

Mara

: E chi f lestu agghirisi a'nficcari 'mmenzu a dda fudda. Ma comu turnau,

mi cuntau ca visti ca i'ttaccanu a dd dilinquenti!

Zennu

: Pirch chi fu cchi di unu? Allura voddiri ca su misunu 'nto menzu,

farabutti! Non c' cchi anuri. E propriu oggi c'aveva st'appuntamentu com'

ca non s'addun 'nta lumeraaveva n'appuntamentu cc morti.

Cola

: (esprime una propria considerazione) Mischinu, chistu voddiri essiri cristianu

bonu!

Senzia

: Don Jachinu? N'cristianu bonu? Ma tu u sai ca cc ni faceva stari a tutti

comu 'angiovi 'nto cugnettu!

Cola

: Don Jachinu?

Cicca

: E allura cui?! Mi dispiaci pp iddu, ma ava'gghessiri n'pezzu di briganti.

Cola

: Ma quali...chi 'ff fari parrari e non canusciri e genti. E mi dispiaci ca i

circustanzi non mi permisunu mai di putirlu 'ncuntrari, o forsi

riflittennuci

bonu iddu fici di tuttu pp non m'incuntrari.

Tiddu

: E si seppi comu si svulgenu i fatti?


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 48


Cola


: A villa...pp na storia di fimmini si tiranu di cuteddu, Janu coppu di fumu e Caloriu nasu di cani, Don Jachinu sattruvava dd, e purtatu dill'impitu circau di fimmarli e si ci misi 'nto menzu. E si vuscau na cutiddata 'nta panza e una 'nto ciancu e cascau mortu 'nterra.


Zennu


: Allura non era dilinquenti?! Ata vistu ca j non m'ava sbagghiatu .


Cola


: (dispiaciuto) Dilinquenti? Ma chi stati schirzannu? J u canusceva, eccomu! Voddiri, Don Jachinu f l'unicu ca si misi contru a dda massa di pulitici corrotti, pp farimi aviri l'autorizzazioni di ambulanti siggiaru. Ata sapiri ca era ncummissariu da polizia, e riciviu na telefonata di ncufirenti, ca cera na riunioni di mafiusi. Senza pinzarici dui voti pigghiau na squadra e ghivu a fari na retata di sti mafiusi...senza suspittari ca ddi dilinquenti erunu ammucciati e i spittavunu. E n'ammazzanu a cincu.


Cicca


: E iddu chi ci traseva? Non era 'nto menzu macai iddu mentri sparavunu?


Cola


: Gi, ma non potti mai dimustrari su era veru o no u fattu da telefonata. E tantu fu u so risentimentu, ca non si ritenni cchi degnu ddi dd postu e si dimisi. Eccu pirch si vinni a 'ntanari 'nta stu curtigghiu, pparrusicarisi di intra.


Senzia


: L'antichi dicevunu "Megghiu vivu e sbriugnatu ca mortu e dicantatu"


Zennu


: E cari mei, pensu ca non finiremu mai d'imparari, ma di na cosa ni putemu fari tutti prufittu e di non scurdarinnillu mai, chiddu di non dari mai sintenzi pirch "Giudicari senza sapiri comu natari senza lu mari".


Scena XIIa

Tutti

Da fuori si sentir piano una tarantella eseguita dai suonatori che andr in crescendo.


Cola


: Avissa preferitu ca 'nta sta jurnata non ci'avissa statu sta nutizia. Tantu ca j cull'occasioni da festa vuleva addichiararimi e ava prenotatu macari e sunaturi.


Tu non vidi cu' l'occhi mei -2 attidiAngelo Scammacca pag 49


Senzia


: E va beni figghiu, vistu ca u Patreternu u patruni di tutti i cosi, non mi resta ca augurarivi tanta felicit dicennuvi "Viva gli sposi"


Tutti


: Viva gli sposi


FINE DELLA COMMEDIA

Rielab.06/2004

Angelo Scammacca

Via Fra Liberato 19 Catania

095/455324

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