Tua culpa

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TUA CULPA

Una commedia comico-grottesca

di

Daniele Falleri

Daniele Falleri

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E-mail: dfaller@tin.it

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TUA CULPA

Commedia comico-grottesca

in sei scene

Personaggi:

La Contessa Adele Fornari Decinzi

Suor Zita

Pino, il Maggiordomo della Contessa

Ambientazioni:

Convento - regno di Suor Zita

Studio Villa Fornari Decinzi - regno della Contessa


SCENA 1

Convento.

Buio.

Una leggerissima luce ambrata illumina lesile figura della Contessa che avanza a tentoni.

Contessa (Soffocando un senso di insofferenza) E permesso?... Gentilmente, c nessuno?...

Urta una specie di leggio, indistinto nella penombra.

Fruga nella borsetta.

La fiammella di un accendino rivela pi chiaramente loggetto che aveva urtato: una graticola in ferro battuto per le candele votive.

Le candele sono state sostituite da una serie di lampadine, ognuna provvista di interruttore da accendere manualmente in cambio di una piccola offerta.

La Contessa ne accende una. Poi unaltra ed unaltra ancora fino ad accenderle tutte.

La luce che gradualmente aumenta rivela i tratti della faccia tesi dallinquietudine delloscurit.

La stoffa a fiori dellabito ostentatamente elegante che indossa stride con lausterit dellambiente.

Si guarda intorno.

Contessa Ma immenso...

Il diradarsi delloscurit rivela alle sue spalle una grata ad unaltezza di circa due metri e mezzo da terra.

Da dietro la grata una figura scura sembra osservarla.

Lentamente la Contessa si volta.

Contessa Ahhhh!!!

La figura dopo un attimo rompe la sua immobilit. Con voce calda.

Suora Colei che le apparenze teme apparenza ella stessa.

Contessa (Interdetta) Amen?

Suora La discesa lunga e colma dinsidie. Non sempre giover imboccare le sue curve con cotanta partecipazione a fior di pelle, lei .

Contessa ...

Suora Lei ?

Contessa Io... Adele Fornari Decinzi. Contessa Fornari Decinzi. Mi ha dato le sue coordinate la Marchesa de Beni... disturbo?

Katia Coiffeuse, dietro langolo, ha gi lorario estivo e allora aspettando le sei... sono entrata. (A disagio)

La Marchesa la stima molto per le sue capacit di inculcare certezze a chi non ne ha.

La Suora la fissa immobile.

Contessa Perch mi scruta cos?

Io certezze ne ho sempre avute da vendere e, senza peccare di falsa modestia, la ragione principale per cui sono sempre stata adorata da tutti.

La Suora continua a fissarla.

Contessa Quindi non si agiti. Non sono venuta a chiedere niente per me.

E la cara De Beni che va salvaguardata.

(Con commiserazione) E un tipo suggestionabile. Una carissima amica, Dio me ne guardi dal criticarla...

Ma unanima in pena, sempre alla ricerca di una guida.

Ed io ho lobbligo di proteggerla. Io che so guidarmi da sola.

(Con orgoglio) Io sto contemporaneamente davanti e dietro di me.

Partendo da una lucida analisi di chi sono e da dove vengo ho piantato nella mia mente dei capisaldi legata ai quali mi muovo.

Ci a lungo andare permette una visione chiarissima della vita, come attraverso un telescopio, e raramente mi si coglie in preda ad un dubbio.

Mi segue?...

Suora Non ne ho n lintenzione, n la facolt al momento.

La sua anima e la sua mente hanno preso lun laltra distanze da tempo, se mai vicine sono state.

La fede che lei non ha in me non la porter dove vuole arrivare.

Contessa Non voglio assolutamente arrivare da nessuna parte, sono gi arrivata!

... E lei non la prenda subito storta, segno di poco profonda introspezione.

La questione va approcciata in altri termini, Madre...

Suora Sorella, prego!

Contessa Oddio, mi perdoni. Le confesso che ho titubato.

E labito che le d unet pi greve.

A guardarla bene si vede che ha una pelle liscia...

Le dicevo, non si irrigidisca nella sua posizione...

Suora Adele. Perch continua a lamentarsi del ghiaccio quando lunico nemico sono le lame male affilate dei suoi sci?

Contessa Mi scusi?...

Suora Adele.

Contessa Prego. Mi dica...

Suora (Come ispirata da lontano) Lei...

Contessa S?

Suora Lei...

Contessa "Lei" cosa?

Suora Lei...

Contessa Avanti, mi dica!

Suora Lei... bella.

Contessa (Spiazzata) Non ho ben chiaro dove vuole parare, ma la cosa mi fa estremamente piacere.

Non ha idea della lotta con mio marito per acquistare questo tailleur. E il fiorame fa cafone. E la gonna ti pialla...

Suora Adele, lei bella dentro.

La sua anima bella.

Quegli occhi da bambina che chiedono aiuto.

Contessa (Sobbalzando) Mai chiesto aiuto a nessuno!

Suora Tolga le catene a quello stambecco che si dibatte dentro di lei.

E una creatura estremamente sensibile.

Disdegnare i doni del Signore peccato.

Contessa Beh,...

Suora La sua sensibilit colma di un talento creativo ancora inespresso.

Contessa (Stupefatta) Acuta come intuizione. Come ha fatto?

Alle elementari avrei avuto dieci a disegno! Ma quellarpia della maestra, sterile, ce laveva con me perch...

Suora Lei generosa.

Il suo amore per gli altri non trova sfogo e si inaridisce dentro il suo cuore.

Nessuno comprende completamente il suo spirito.

Nessuno apprezza i tesori racchiusi dentro di lei.

Contessa E vero!

In fondo in fondo sarei anche generosa!

Ma gli altri se li meritano i miei regali? Chi mi sta vicino non lo fa forse per interesse?

Allora mi barrico dietro me stessa e non cedo neppure una lira.

Suora Non a caso lei, ora, qui.

La sua anima lha condotta su un terreno fertile dove potr gettare i suoi semi e farli sbocciare e crescere rigogliosi.

Contessa Mi hanno sempre detto che ho il pollice verde!

Suora Si abbandoni. I suoi crucci e le sue ansie svaniranno portandosi con s le rughe che segnano il suo giovane volto.

Contessa (Lusingata) Esatto!

Sono rughe di espressione, non un cedimento della pelle!

Incredibile, sono anni che cerco di convincere le mie amiche, e lei lo ha capito subito! (Cerca di toccare la Suora attraverso la grata)

Suora L'audacia premia gli audaci.

Aiutati che Dio ti aiuta.

Contessa (Incantata) Che belle le sue parole...

Suora Faccia di lei l'eroina che .

Contessa Mi ha proprio centrata.

Suora Abbracci la causa e innalzi lo stendardo.

Contessa L'ho percepito subito che io e lei abbiamo un certo feeling.

Suora Pace. Amore. E soprattutto generosit.

Contessa Oddio, mi sento girare la testa...

Suora Adele, far di lei una paladina.

Contessa Deve credermi, io sono indubbiamente raramente in preda ad un dubbio...

Solo che, ci sono certi momenti, persino nella vita di una donna priva di dubbi come me, in cui anche la certezza pi certa vacilla e si avverte come la necessit di balzare su una certezza nuova prima che la precedente sia definitivamente affondata.

Lenergia che emana la sua figura... La sua forza... Le sue sacrosante verit... (Si lascia cadere in ginocchio)

Mi iscrivo!

Aveva ragione la De Beni: lei una dinamo!

Mi sembra gi tutto pi chiaro.

E vero, sono qui e non potevo essere altrove. Katia Coiffeuse mi aveva avvertito che i parrucchieri avrebbero cambiato lorario proprio oggi, ma il mio inconscio laveva rimosso.

Sembrava per caso, e invece...

Se lei vorr essere la mia guida, io sar la sua adepta. La prima della setta!

(Apre la borsetta, estrae il portafogli e comincia a stracciare delle tessere)

Basta!

Basta con il Centro Yoga di Igiene Mentale.

Basta con la Lega Contro i Rumori al Flaminio.

Basta con lAssociazione per la Salvaguardia dello Storno Nano.

Basta con il Circolo delle Amiche del Bridge.

Basta con il Club del Golf dei Blasonati. Basta!

Da oggi sono socia del top dei clubs.

Da oggi sono cristiana!

Suora (Secca) Encomiabile entusiasmo, ma non metta il carro davanti ai buoi.

Non comprando uno ski-pass che si diventa sciatori. Come ama ricordarmi sempre il Santo Padre.

La pista cosparsa di sacrifici.

Si rilegga la lotta della giovane Maria contro lincredulit del mondo con quel figlio dello Spirito Santo in grembo prima della sua finale assunzione fra gli dei dellOlimpo.

Contessa Dell'Olimpo?

Suora Sar il coinvolgimento che riuscir a manifestare verso chi ha bisogno di un suo piccolo aiuto, anche economico, se il caso, a trasformarla in una devota, cara Adele.

Contessa Sacrosanto! Pregher. Pregher a pi non posso.

Devo rivedermi quellinginocchiatoio del 600 che mi ha proposto larredatore della mia villa di Fregene.

Suora Alla preghiera va abbinata una condotta di vita.

E qui le si para innanzi la prima opportunit per riscattarsi.

Lei sar a conoscenza che in questa parrocchia stiamo portando avanti unopera dal Santo Padre suggerita e da me promossa con estrema umanit a favore dei bambini poveri di Kismaayo nel Basso Giuba: (Estrae di tasca un depliant illustrativo) costruiremo un immenso impianto sciistico nel cuore dellAfrica cos da sottrarli alle insidie della strada e donare loro un futuro nel variopinto mondo dello sport.

Contessa Un impianto sciistico?... Nel cuore dell'Africa...

Che bello!

Anchio adoro i bambini. Anche quelli negri.

Quelli di cui parla lei sono negri, no?

(Guarda lorologio) Oddio!

(Si alza) E' strepitosamente interessante quello che dice, ma sono costretta ad interrompere per oggi. Se Katia apre e non sono l perdo il turno.

Quando la trovo?

Suora (Seccata) Sono al completo!

Ma per lei... Le ritaglio uno spazio per il santo rosario da oggi ogni giorno alle 17 e 17.

Contessa (Preparandosi ad andarsene) Mi faccia fare mente locale.

17 e 17 ha detto? Ogni giorno...

Devo solo anticipare i fanghi del Mercoled e del Venerd... Perfetto.

A domani.

Suora Ha acceso venticinque candele.

Contessa Uh, s. Devo rispegnerle?

Suora Sono candele votive, ad ognuna di loro stata abbinata una sua preghiera. Il cartello parla chiaro.

Contessa (Leggendo il cartello appeso alla graticola) Candele votive. Per ogni voto offerta minima mille lire , oppure un dollaro.

Oddio, non avevo realizzato, mi perdoni. Quindi fanno venticinquemila lire. (Inserisce il corrispettivo nellapposita fessura)

Suora Se si limita allofferta minima.

Contessa (La Contessa incerta inserisce unaltra banconota)

Dopotutto... linizio di una nuova vita...

Suora (Sarcastica) Uh, altre mille lire! Dio sia lodato per la sua generosit.

Di questo passo, ipotizzando che la sua offerta sia costante giorno dopo giorno sei giorni alla settimana, (Digita le cifre su una calcolatrice tascabile)

i bambini del Basso Giuba avranno limpianto sciistico nel duemilaventisei. Calcolando che nelle strade di Kismaayo ne scompaiono una media di tredici al mese venduti ai mercanti del sesso o stroncati dallinedia, e che da qui al duemilaventisei i mesi sono pi di trecento, si trover sulla coscienza solamente quattromilacinquecentosettantasette poveri bambini!

Contessa (Mortificata) Ma... sono uscita senza contanti, non potevo prevedere... (Estrae unaltra banconota dal portafoglio e la offre alla Suora) Tenga, prenda anche questa.

Mentre le porge la banconota la Suora le afferra il polso e osserva minuziosamente il vistoso bracciale doro della Contessa.

Contessa Ma... (Interdetta) Carino, vero? E' un regalo di mio marito.

(La Suora cerca di sfilarglielo) Ma?... E' un regalo di mio marito... Di fidanzamento... Un portafortuna...

La Contessa cerca di divincolarsi, ma la Suora non molla la presa.

Dopo vari tentativi la Suora glielo sfila e con un gesto veloce lo fa sparire tra le pieghe dell'abito.

La Contessa indietreggia di un paio di passi.

Contessa Lo prenda! Glielo cedo con lanima, per i bambini di Kismaayo.

Suora Per i bambini di Kismaayo.

Ioteabsolvoinnominepatrifiliietspiritisantiamen.

FINE SCENA 1


SCENA 2

Studio della villa Fornari Decinzi.

Fa da sfondo una libreria ricolma di libri, nascosta per due quinti da una pesante tenda scura.

La Contessa, vestita con un semplice e casto abito celeste pallido, in piedi vicino alla sua scrivania.

Seduto alla scrivania, in punta alla sedia, un ragazzo di circa diciotto anni stretto in una livrea bianca con accessori dorati. E' Pino, il Maggiordomo.

(nota d.a.: Pino, il Maggiordomo, muto. Le sue battute sono comunque riportate per iscritto fra virgolette per una pi scorrevole lettura, ma sono da intendersi comunicate a gesti)

La Contessa intenta a dettare una lettera che il Maggiordomo con tesissima cura scrive.

Contessa"Aisberg"!

Come vuoi che si scriva "aisberg"! I-c-e-b-e-r-g!

La Contessa fa un visibile sforzo per trattenere la rabbia.

Pino, a testa bassa, scrive.

Contessa (Gli sfila la lettera di sotto la penna) Fai rileggere!

Cara sua eccellenza santissima il Papa.

Tu che sei il padrone del mondo. E tutto puoi. Ed hai pi potere dei grandi politici e dei grandi stilisti.

Ti prego di piegarti a raccogliere l'umile letterina di una tua pecorella non pi smarrita.

Sono la Contessa Adele Fornari Decinzi. Primogenita di Adelmo Fornari della Fornari Motors."

Punto. (A Pino) Mettici un punto qui!

(Pino esegue)

"Mi sono affacciata sull'immensa ricchezza del tuo impero solo recentemente, ma come nel mio stile sto letteralmente bruciando le tappe.

Prego sei volte al giorno, una in pi dei musulmani.

Sono vegetariana strettissima, pi intransigente dei buddisti.

Medito su ogni passo, molto pi degli induisti.

Vedo divinit ovunque, pi animata degli animisti.

Ed essendo endemicamente modesta lascio a lei immaginare quanto tutto ci non sia altro che la punta di un immenso santo iceberg."

(Soddisfatta restituisce la lettera a Pino che riprende a scrivere sotto dettatura)

"Le aggiungo solo un piccolo dato per facilitarla ad inquadrare la pratica: completer io, grazie al mio generosissimo intervento, la quota sufficiente per costruire l'impianto sciistico di Kismaayo, a cui so che lei tiene in modo particolare.

Non si scomodi a ringraziarmi.

Poca cosa rispetto alle altissime rivelazioni spirituali che devo comunicarle.

Urge un nostro incontro a quattr'occhi prima che trapelino indiscrezioni. Una fuga di notizie avrebbe ripercussioni mondiali.

Le personalit coinvolte sono dei massimi livelli.

Le faccio un nome per tutti: Spirito Santo."

(A Pino) Esse esse maiuscole!

"Inoltre, e con questo concludo, sto finendo in questi giorni di ricamarle uno scalda-orecchie in seta di baco di Haas.

Mi sono dannata per trovarne una matassa!

Alla fine ne ho scovate ben due nei magazzini delle Sorelle Fontana."

(A Pino) Chi l'avrebbe mai detto?!

"Avr i colori dell'arcobaleno, come tutte le pelli del mondo. Ma un po' virati sull'acido, come vanno oggi.

Mi farebbe un piacere immenso poterglielo donare e, se non chiedo troppo, vederglielo calzato sulle orecchie il giorno del suo funerale."

(A Pino) "Funerale" maiuscolo.

"Bacio le mani.

Sua devotissima pecorella."

(Con un gesto secco fa alzare il Maggiordomo)

Sparisci!

(Pino fa per uscire)

Pino!

Spero sia superfluo dirti che se ti esce di bocca una sola parola su questa lettera te ne pentirai!

Pino annuisce e si precipita fuori dello studio.

La Contessa si siede alla scrivania, impugna la penna e, con intima soddisfazione, firma.

Subito dopo suona una campanella dorata che si trova sulla scrivania.

Piega meticolosamente la lettera.

Suona di nuovo spazientita la campanella.

Rientra trafelato Pino.

Contessa Allora? Sei diventato anche sordo?

Non dirmi che stavi andando di nuovo a dare da mangiare ai cani!

Pino "Volevo spazzolarli..."

Contessa Certo, ora li spazzoli, poi li porti a spasso, poi gli togli le pulci, poi gli schiacci le zecche. Sempre dietro a quei cani!

Giuro che se non la smetti li faccio disperdere nel bosco.

Pino "No!" (Intimorito)

Contessa Vedremo!

Portami una busta intestata con lo stemma in rilievo policromo e la boccetta di... per il Papa... di "Arrogance"!

Pino "Dov'?"

Contessa Dove vuoi che sia? Sulla mia toilette con gli altri profumi!

Pino esce di corsa. La Contessa butta gli occhi al cielo.

Contessa Dio mio, Dio mio. Non voglio fare nessun commento. Non ora.

Non devo farmi alterare dalle energie negative di chi non ha ancora dato un senso alla propria vita.

Dopo pochi secondi suona di nuovo impaziente la campanella.

Contessa Pino!!!

Rientra il Maggiordomo con gli oggetti richiesti. La Contessa glieli strappa di mano.

Contessa Sei lento!

(Improfuma la lettera e la imbusta) Ci sono notizie di mio marito?

Pino "Nessuna."

Contessa Che aspetti? Va'. E non mi disturbare pi.

(Pino fa per uscire)

Per chiunque chiami: la Contessa in ritiro.

A meno che non torni mio marito... (Si inginocchia sull'inginocchiatoio) In quel caso disturbami che devo metterlo quanto prima al corrente di una certa questione.

Pino esce.

La Contessa, rimasta sola, si mette un velo in testa e si concentra sulla preghiera.

Contessa Spirito Santo Spirito Santo, per piccina che io sia vieni dentro casa mia.

(Accarezzandosi con tenerezza il ventre)

Spirito Santo Spirito Santo, per piccina che io sia vieni dentro casa mia.

(Un tuono rimbomba nei saloni facendola sobbalzare) Ahh!

La pancia della Contessa si gonfia come un pallone.

Contessa (Eccitata) Lo chiamer Messia Junior!

FINE SCENA 2


SCENA 3

Convento.

La Suora, nonostante adesso si trovi davanti alla grata, mantiene la stessa altezza di due metri e mezzo come quando vi era comparsa dietro. Evidentemente in piedi sopra un piedistallo che il lungo abito copre fino a terra. Ha in mano un rosario.

La Contessa prega in ginocchio ai suoi piedi, anche lei con il rosario in mano.

Il casto abito che indossa, nonostante il taglio "leggero", stenta a nascondere la grande pancia.

Contessa ... mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perch peccando ho meritato i tuoi castighi e molto pi perch ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa nel nome del Padre del Figlio e dello Spirito Santo amen! (Riapre gli occhi)

Wow, sono riuscita a guidare tutto un rosario da sola... Che emozione!

Avevo sempre pensato di non avere il piglio della conducente.

(Guarda lorologio) Quarantacinque minuti ininterrotti. Neppure unesitazione...

Non ho fatto errori, vero Suor Zita?

Suora No, Contessa, nessun errore di rilievo.

Cerchi solo di essere pi convincente negli atti di dolore. Non sono frasi senza senso, non sono parole al vento. Sono confessioni, ammissioni di peccati e di pene meritate.

(La Contessa ascolta con la testa bassa)

Comunque encomiabile il fervore e la tenacia con cui si lanciata tra le braccia della fede.

Si nota gi una qualche indefinita trasformazione in lei.

Se continuer a seguire senza indugi la pista che nostro Signore ci indica taglier dei traguardi che neppure immagina.

Contessa Sono qui umile e devota. Fertile a qualsiasi segno lo Spirito Santo mi invii.

Suora Per riconoscere i segni che il Cielo invia dobbiamo allenare il nostro cuore.

Contessa Beh, credo che il mio training funzioni... Ho come il sentore che si stiano gi dando un gran da fare con linvio dei messaggi lass. (Si accarezza la pancia)

Lha consegnata personalmente nelle mani del Santo Padre la mia lettera, vero?

Suora Glielho gi assicurato mille volte.

Domenica scorsa, dopo la benedizione, Giovanni venuto a prendermi con la Papamobile ed abbiamo passato il pomeriggio sulle piste della parrocchia di Roccaraso. Ho avuto tutto il tempo non solo di consegnargli la lettera, ma anche di parlargli dettagliatamente di lei e del suo fervore.

La Contessa bacia i lembi dellabito della Suora.

Contessa (Eccitata) E quando pensa che mi ricever?

Non sto pi nella pelle. Devo rivelargli un segreto, ma un segreto...

Suora Di che si tratta?

Contessa (Brusca) Non posso dirglielo.

Suora Adele!

Contessa Non posso dirglielo, mi perdoni. Mi perdoni, lho promesso. (Costernata) Giuro che la prima persona dopo il Papa a cui lo dir sar lei. (Giura baciando sulle dita incrociate) Ma prima non posso. Non me lo chieda, non mi metta in difficolt.

Suora Adele, io e il Papa siamo una cosa sola!

Contessa Non posso.

Suora Testarda! Di che segno lei?

Contessa Pesci...

Suora Autocompassionevole, credulona, propensa a combattere per le cause perse, sfuggente.

Ascendente?

Contessa Capricorno...

Suora Ecco la testardaggine! Egoista, ansiosa, ipercritica, tende allinsoddisfazione.

Pesci e capricorno insieme risultano essere una combinazione che genera potenziali mostri!

Questa notte prima di coricarsi reciti sei dozzine di paternostri, sei di avemarie e sei di atti di dolore. Sei, sei e sei! Vedr che le passer la vanit di fare la preziosa.

Contessa (Trattenendo le lacrime) Sono mortificata, Suor Zita. E lebbrezza di questa nuova vita a confondermi, a volte.

Triplicher le preghiere che mi ha dato e le reciter in ginocchio sui ceci secchi. A digiuno. Me lo merito.

Apre la borsetta ed estrae un paio di grosse banconote che va ad inserire nella vaschetta delle offerte delle candele votive, con la coda dellocchio controlla che la Suora la veda.

Diligentemente accende una ad una le candele.

Contessa La prima fila per il mio piccolo Sebi...

Che queste flebili fiammelle illuminino il suo cammino nel regno dei cieli. (Si fa frettolosa il segno della croce)

E questa per Suor Zita, (Come una scolara che recita la poesia) perch il faro che indica la mia rotta qui sulla terra.

Senza di lei sarei alla deriva in un oceano di futile ed effimero.

Un oceano in cui ho navigato fin troppo a lungo.

E giunto il momento che, con il suo aiuto, io dissipi questi flutti di apparenze per perseguire mete celesti.

La ringrazio e ladoro, per il grande timone che ha piazzato su questa misera barchetta.

E dal quale in ogni momento mi sento sovrastata.

(Solenne) Qui lo dico e qui lo nego: le sar riconoscente per tutti i secoli dei secoli. Amen.

(Continuando ad accendere le candele)

Questa per il mio consorte...

Le confesso, mi manca il suo brontolio per casa.

Come mai non torna, secondo lei?...

(La Suora, ancora irritata da prima, guarda altrove)

Sono passati quasi sei mesi ormai...

Io comincio a preoccuparmi...

In questi casi sono tanto utili i telefonini.

Pensare che gliene ho comprato uno che ancora l sul suo guanciale dentro un pacchettino che sembra un fuoco di artificio. Glielo volevo regalare per SantAnselmo, il santo dei telefoni.

Lei lo sapeva che c un santo anche per i telefoni?

Suppongo che sia lo stesso anche per i cellulari, o no?

(La Suora rimane impassibile) Comunque per SantAnselmo gli ho comprato questo apparecchio cellulare. Personalizzato.

E come inequivocabile segno di devozione, sullantenna gli ho fatto applicare una crocettina in poliuretano espanso che quando si compongono i numeri lampeggia. Ho fatto bene?

Cos che, anche mentre non ci pensa ed impegnato a telefonare a chiss chi, tutti sappiano che un timorato di Dio.

Che siamo una famiglia onesta, praticante, e che della nostra dottrina andiamo fieri. E che porteremo a tutti il verbo del Signore, nel bene e nel male, con la carota e col bastone.

Il mondo sarebbe migliore se ci fosse pi gente come noi.

Il Signore ha fatto tanto ora tocca a noi discepoli divulgare la sua opera. Come tanti infiniti tentacoli di una sola e unica piovra: la chiesa.

Cara Suor Zita, non si agiti. Lei se ne stia pure tutta rattrappita lass a pregare, che fuori, finch c in giro gente come me, gli eretici hanno vita breve.

(Fruga nella borsetta ed estrae una bomboletta spray) Guardi.

Spray paralizzante antistupro. Sono riuscita a farmene arrivare clandestinamente una cassa intera dalla Germania! Come vede non sono una sprovveduta.

Mi tenta il demonio? Zzzzzzzzzzz! Secco.

Per tre ore rimane paralizzato.

(Porge la bomboletta alla Suora) Prenda, ne ho portate un paio anche per lei.

Suora La ringrazio, se le tenga!

Non con azioni violente che porteremo la pace. Sangue chiama sangue e chi semina vento raccoglie tempesta.

Si salvano pi vite con uno ski-lift che con mille guerre.

Contessa (Intimorita dal tono duro) La prego non si imbronci. Darei tutta me stessa per diventare il suo fiore allocchiello, lo sa.

Combatto una lotta intestina contro il baco del vizio , che grazie alla sua saggezza e purezza sopraffar, sono sicura...

Ma occorre tempo.

Suora Non sono io ad avere fretta, ma i bambini di Kismaayo.

Contessa Ecco, le ho portato laltra quota che mi aveva richiesto.

Le consegna una busta. La Suora la apre e conta la mazzetta di banconote.

Suora I tempi si stanno accorciando, ma non sono mai troppo brevi se conducono ad una buona azione.

Contessa Giusto!

Suora Ho notato che porta al collo una bellissima collana di perle. (La Contessa stringe a s i fili di perle che indossa)

Sta forse cercando di inviarmi un messaggio?

Contessa Che messaggio?... (La Suora la guarda muta) Ma... questa?... no, no, nessun messaggio... di famiglia... affettivo... un ricordo... mia nonna... generazioni...

Sopraffatta dallo sguardo severo della Suora abbassa gli occhi.

Rassegnata, si sfila la collana e gliela consegna.

La Suora la fa sparire insieme alle banconote tra le pieghe dellabito.

Suora Adele, intravedo nelle sue azioni ancora tracce di titubanza che non le rendono affatto onore.

E s che i bisogni dei bambini dovrebbe conoscerli meglio di me.

Contessa (Un velo di tristezza ricopre il volto della Contessa)

Magari il mio piccolo Sebi avesse ancora bisogno di me su in Paradiso.

Suora Non si fermi alla superficie della sua tragedia.

Tutto segno divino. Forse il Signore vuole darle un compito ancora pi alto: non accudire solo un figlio, ma centinaia.

Non cerchi di comprendere ci che non ci dato di comprendere, glielo spiego io.

Inoltre, se non erro, il Signore le ha anche lasciato come rifugio laltro suo figlio.

Contessa Per carit, mica figlio mio quello: muto!

Lho adottato che gi aveva pi di dieci anni.

E il frutto di una storia contorta.

Perch, vede, (In tono confidenziale) proprio non riuscivamo ad avere bambini io e mio marito... Per colpa di lui...

(Quasi bisbigliando) Soffre di nodosterosi...

In parole semplici come se il canale di fuoriuscita degli spermatozoi... (Guarda la Suora come per capire se sa di cosa sta parlando) gli spermatozoi.

Il canale di fuoriuscita degli spermatozoi allinterno del pene...

(Guarda di nuovo la Suora) Il pene.

Beh, come se si fosse annodato.

(Notando lespressione scettica della Suora. Con aria greve) Succede, raro, ma succede. In seguito ad un trauma. Forse ad unenorme paura, che lui fa risalire alla prima notte di nozze.

Il canale (Mima lannodarsi) tlac!...

E non c versi di scioglierlo. N di farne uscire un singolo spermatozoo.

O meglio, uno ogni tanto esce, ma proprio ogni tanto tanto.

Tanto che le probabilit che quel piccolo singolo serpentello arrivi in porto sono state valutate dagli esperti pari a zero. Nulle.

Cos, mi capisce, un matrimonio senza figli, lo dice anche la chiesa, immorale.

E allora un giorno abbiamo pensato di colmare la nostra lacuna con un surrogato.

Abbiamo evaso in quattro e quattrotto le pratiche e siamo andati allorfanotrofio di Montesarto. Che gestito da un ex-socio di mio padre, gentilissimo.

Quando siamo arrivati abbiamo trovato tutti gli orfanelli inquadrati in un piccolo plotone e lex-socio di mio padre ci ha detto papale papale: Scelga quello che pi le aggrada.

Ho chiuso gli occhi e ho iniziato la respirazione trifasica, in quel periodo andavo al Circolo di Yoga tutti i santi giorni, (Fa un profondo respiro) per cercare di sintonizzarmi sul flusso energetico del bambino giusto.

(Commossa) Beh, l per l mi piaciuto tutto di lui: aspetto piacevole, pulito, ubbidiente. Timorato mi guardava senza dire una parola.

Si erano ben guardati dal dirmi che era muto!... E l'ho preso.

Dopo una settimana, a casa, ero ancora dilaniata dal quesito: Lo tengo o lo riporto. Ma poi successo!

Il miracolo si avverato! Quellunico serpentello aveva dribblato il nodo ed era giunto alla meta! Ero incinta di Sebi!

E allora ho pensato: sta a vedere che questo mutino, un po come i gobbi, porta fortuna.

Mi sono commossa fino alle lacrime... e lho tenuto.

Non me ne sono affatto pentita... Per i primi tempi.

Ma tre anni fa, quando Sebi tornato in Paradiso, ho cominciato a rivederlo con un altro occhio.

Grazie alle sedute di training autogeno, mi fu chiaro in un lampo perch sempre pi persone declinavano i miei inviti: era colpa sua, infastidiva con tutti quei gesti!

Portarlo indietro era ormai improponibile.

Allora una sera che avevamo a pranzo certi clienti di mio marito, importanti, mi venne unidea: gli feci mettere una livrea. Tipo filippino.

In modo che, gi che cera, servisse a tavola e se ne stesse occupato senza dare troppo nellocchio.

Quella sera abbiamo iniziato e poi abbiamo continuato.

Per il suo bene.

Volevamo evitargli la brutta sensazione di mettere tutti a disagio.

Cos, con la livrea, tutto compunto serve in tavola, nessuno si accorge che muto, nessuno in imbarazzo, e lui contento.

Ormai se la mette anche se non glielo chiedo. Anche se in casa ci siamo solo io e lui.

La cosa mi fa piacere e lui lha capito.

E entrato cos bene nella parte del filippino che da qualche mese gli do la giornata libera il Gioved. Come atto di rispetto. Non vorrei che si insinuasse nella sua testolina la falsa idea che lo sfrutto. E bene lasciargli la catena lunga, perch i figli adottivi, si sa, ad un certo punto ti si rivoltano contro.

Chiss se riesce ad apprezzare fino in fondo tutto laffetto che gli do...

I figli, i figli... Vivi tutta una vita in funzione di loro e poi quando sei anziana ed avresti ancora pi bisogno di essere servita e riverita capace che se ne vanno...

A fare la loro vita! Capisce? La loro vita!

Come se non fossimo noi, che abbiamo passato anni ed anni di sacrifici esclusivamente per loro, la loro vita!...

Ma a Pino non glielo permetter di compiere anche questo errore.

Dovr restare tutta la vita a servizio da me!

La Suora la guarda muta.

Contessa Lho tediata?...

Preghiamo.

Suora (Dura) Il mio tempo scaduto, tocca alla prossima.

(Le fa un segno di congedo)

Contessa Ma che fa?... Mi manda via senza assoluzione?

Suora Crede di meritarla?

Contessa (Interdetta) Certo...

Suora (Perentoria) E allora ripeta con me: tua culpa, tua culpa, tua grandissima culpa.

Contessa Tua culpa, tua culpa...

Suora No, tua culpa!

Contessa Tua culpa...?

Suora No! Tua culpa! Signora Contessa, non cerchi di scaricare su di me i suoi peccati originali!

Contessa Lungi da me, mi creda. (Battendosi il petto con pi ardore) Mea culpa, mea culpa. Tutta mea, tutta mea.

Suora Peccatrice.

Contessa (Scoppia in lacrime) Sono una peccatrice, nientaltro che una peccatrice. Una nullit senza senso.

Suora Uno scarafaggio immondo.

Contessa S, immondo.

Suora Una briciola di pane muffito.

Contessa S, muffito.

Suora Una cavalletta avida.

Contessa S, avida.

Suora Pane e acqua fino a nuovo ordine e domani doppia quota per Kismaayo. Ioteabsolvoinnominepatrifiliietspiritisantiamen.

FINE SCENA 3


SCENA 4

Studio della villa Fornari Decinzi.

La Contessa china sulla scrivania dello studio scruta il contenuto di una fialetta poggiata verticalmente nell'apposito sostenitore cercando di decifrare l'esito di un'analisi.

La pancia ancora gonfia come nella scena precedente.

ContessaAncora niente?!... Ma com' possibile?... (Rilegge le istruzioni)

"BIMBOPRONT - Diagnosi gravidanze:

Affidabilit superiore al 99 per cento.

Rapidit: gi attivo a soli dieci minuti dal concepimento."

Ormai sono mesi che la pancia a questo preciso punto.

Ci giurerei che il concepimento avvenuto alla fine della

Rosario-Maratona" che feci sotto Pasqua.

Perch tanto c' poco da dire, noi donne queste cose le sentiamo.

Ti puoi anche mettere a pregare cento volte, che sembrano tutte uguali, ma la volta in cui lo Spirito Santo ti ha fiiiuuuuu! te la senti...

Da come procede ci vorranno ad occhio e croce almeno... tre anni... (Perplessa) Come gli elefanti...

(Riprende a leggere) Chiara lettura del risultato: se alla base della fialetta si forma un anello, avete fatto centro: la cicogna in arrivo."

Cercando di mantenere la calma.

ContessaQui non compare mai nessun anello.

Ma com' fatto poi di preciso questo benedetto anello?!

Che sia quel bruscolino l sul lato... (Gratta il vetro)

(Con stizza) No, di fuori.

Calmati, non fare la farisea, abbi fede.

E' ovvio: questa gravidanza non rilevabile da strumenti umani.

Mettiti in testa che qui le leggi terrene non hanno pi alcun valore. Siamo in aree oltre i confini della realt.

(Prende delicatamente la fialetta con due dita e la adagia insieme agli altri elementi nella scatola del kit fai-da-te)

Pazienza e credulit. Ecco di cosa ho bisogno. Elementi che posso attingere in quantit industriale dal pozzo senza fondo della fede. Accettare tutto facendo finta di niente. Vivere il miracolo con nonchalance.

Devo distrarmi...

(Cerca qualcosa che non trova. Spazientita.) Pino! Pino!

(Suona la campanella. Va alla porta.) Pinooo!...

Oddio no! E' Gioved, uscito.

(Isterica) Odio il Gioved! Odio il Gioved! Odio il Gioved!

Adoro santificare le feste.

Entra Pino.

Contessa Ah, ci sei? (Cerca di ricomporsi) E' il tuo giorno libero, dovresti uscire a svagarti.

Fai un salto alla stazione, pieno di filippini.

Pino "Non mi va."

Contessa Fa come credi, poi non recriminare.

Non sono arrivate le riviste di moda dal Vaticano oggi?

Pino "S"

Contessa E che aspetti a portarmele?!

Pino esce e rientra in un attimo con una pila di riviste in mano.

Contessa Sei lento!

Tutte qui?

Pino "No..."

Contessa E allora portamele tutte! Tutte!

Pino esce.

Contessa (Sfogliando le riviste) Che beeello!

Oddio, questo chicchissimo!

Che impuniti, gli stilisti. Il miraggio del Giubileo gli ha fatto sfornare una valanga di nuove proposte.

Fino a qualche tempo fa si trovavano s e no due uniformi da crocerossina e tre abiti da monachella e ora...

Pino entra con un'altra pila di riviste, ma nell'agitazione ne fa cadere un paio ai piedi della Contessa.

ContessaAhhh!

Pino mortificato si affretta a raccoglierle.

Contessa Non le toccare me le rovini! (Raccoglie le riviste da terra)

Sei malefico! Ci provi gusto ad insidiarmi.

Ma un giorno te ne pentirai! Oh, se te ne pentirai.

Tu non sai chi sono io!

Pino "Mamma."

Contessa Ecco! Vedi che lo fai apposta!

Quante volte ti ho detto di non chiamarmi mamma!... Lo sai benissimo che spalanchi la voragine che ha lasciato il mio piccolo Sebi...

Pino "Anche a me manca Sebi. (Con trasporto) Ci piaceva giocare insieme con i cani. Faceva i disegni di noi due che correvamo con i cani."

Contessa (Commossa) S, aveva anche lui questa mania per i cani...

Figurati che un anno per Natale per regalo non volle n il completino nuovo da golf, una giacchettina e un cappellino con dei volant stupendi. N la serie completa dei francobolli di tutte le monarchie d'Europa, no!

Mi chiese di ordinare al contadino di non affogare i cuccioli di Lara quando sarebbero nati a primavera!

Pino "Anubi e Ombrina."

Contessa S, Anubi e Ombrina...

(Di nuovo irata) Che sono ancora l contenti ad abbaiare, fregandosene di Sebi che non c' pi!

Pino "Mi manca Sebi." (Addolorato fino alle lacrime)

Contessa A me vieni a dire che ti manca?! Basta con queste scene!

Che c'entri tu?!

Io sono quella che soffre: io sono sua madre!

(Pino singhiozza) Noncercare di farmi credere che sotto sotto non sei contento che non ci sia pi.

Cos tu, piovuto dal cielo, erediti zitto zitto tutti i miei soldi in blocco quando sar morta!

Pino "Io spero che tu viva per altri cento anni."

Contessa Piccolo adulatore. Non sai che adulare peccato?

In ginocchio. (Gli toglie di mano il pacco postale)

Ripeti con me. Tua culpa, tua culpa, tua grandissima culpa.

Pino "Tua culpa, tua culpa..."

Contessa No, tua culpa!

Pino "Tua culpa...?"

Contessa No! Tua culpa!

Caro orfanello, non cercare di scaricare su di me i tuoi peccati originali!

FINE SCENA 4


SCENA 5

Convento.

La luce fioca.

Al centro del palco la graticola per le candele votive.

Una sola candela accesa.

Sulla sinistra la Suora, sempre in piedi sul piedistallo.

Austera guarda la Contessa inginocchiata ai suoi piedi.

La Contessa castamente vestita di grigio, ma sfoggia una nuova acconciatura molto elaborata con sopra applicate tre grandi stelle argentate.

La pancia identica alle scene precedenti.

Recita tutto dun fiato le ultime battute di un rosario.

Contessa ... mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perch peccando ho meritato i tuoi castighi e molto pi perch ho offeso te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Nelnomedelpadredelfiglioedellospiritosantoamen!

Estrae di tasca un cronometro e lo stoppa.

Contessa Ventisette minuti, quindici secondi e due decimi! E vai!

Ce lho fatta, ho battuto di dodici secondi il mio record! Sessanta avemarie, trenta paternostri e trenta atti di dolore in ventisette minuti netti, sono una forza. Gimmi five!

Protende i palmi verso la Suora che, gelida, non batte ciglio.

La Contessa, presa dalla sua euforia, sembra non notarlo.

Contessa Lo sapevo che ce lavrei fatta.

Lammetto, ho rincarato la dose di gocce antidepressive.

Ma neanche di tanto. Non se ne sarebbero accorti neppure al doping. (Si alza e si sgranchisce le gambe e la schiena come unatleta dopo la prova)

Che giornata frizzante. Mi sento tutto un friccichio dentro.

(Su di giri) Mi consenta una piccola debolezza Suor Zita.

Non le fanno un po' pena anche a lei quelle poverette al catechismo che dopo aver aspettato per mesi una convocazione

dal Santo Padre si sono viste recapitare una foto degli anni '60 del Papa in tenuta da sci?

(Trattenendo a stento le risa) Quando la vedova Filodemi me lha mostrata con cos tanta gioia mi si stretto il cuore.

Non le ho detto niente, Dio me ne scampi e liberi, mi sono limitata a donarle un gran sorriso di compassione.

Voglio vedere se riuscir ad essere altrettanto generosa con me quando le mostrer la mia convocazione in pompa magna.

Sono cos emozionata solo al pensiero... Mi dia un suggerimento, com meglio che mi pettini quando mi ricever? Che nel turbine della frenesia potrei sbagliare tutto.

Sto facendo prove di vari generi con Katia. Taglio, colore, piega, ma oggi ha esagerato. Glielho detto: Katia, oggi hai esagerato. Mi dica se sbaglio. (Fa un giro su se stessa pavoneggiando la nuova acconciatura). Non fanno un po' presepio queste stelle?

Suora Questo frangente, cara Adele, ci porge lo spunto per una riflessione che covavo da tempo riguardo alla sua vanit che non riesce a tenere a freno.

Contessa (Taglia corto) Dir trenta avemarie in pi stasera, ma non questo il punto.

Questa acconciatura, devo riconoscerlo a Katia, di unavanguardia strepitosa, ma, ha ragione lei, carente del giusto pathos. Non facile.

Devo conciliare un taglio che sia cristallino nella sua umilt, ma che allo stesso tempo mi distingua da tutto e da tutti.

Devo creare unimmagine che sia unimmagine dimpatto e lo lasci senza scampo.

Che mi veda e tac! Capisca che ha davanti una discepola speciale, e non una di quelle che si trovano su tutti i pullman per Lourdes.

Vorrei che la mia apparizione mi elevasse dalla massa.

Lideale sarebbe trovare il modo per avanzare sollevata un peletto da terra.

Non tanto. Mezzo metro?... Facciamo trenta centimetri, va'.

Galleggiare nellaria ed avvicinarmi a lui stagliata nella luce del portone centrale di S.Pietro.

(Vivendosi la scena che descrive) Senza camminare, in posizione estatica, un piede avanti e laltro leggermente indietro, scorrendo come su un invisibile tapis-roulant...

Con in testa un velo celeste tipo Fatima, perch quello gi deciso, che vibra nel vento...

E le masse dei pellegrini che si scansano pressandosi contro le navate laterali come la traversata del Mar Rosso...

Ed il Papa, a bocca aperta, che cade in ginocchio ai miei piedi con le lacrime agli occhi...

(Rimane un attimo a godersi limmagine che si creata, poi si riprende come tornando alla realt)

S, bello. Questo mi piacerebbe proprio: far piangere il Papa.

Che soddisfazione...

Sarebbe un bel colpo, eh, che ne dice?

Estrae di tasca una boccetta e succhia direttamente delle gocce.

Il suo sguardo si intreccia con quello severo della Suora.

La Contessa abbassa gli occhi.

Suora Dico che forse sarebbe meglio se scendesse dai suoi trenta centimetri e tornasse con i piedi per terra.

Contessa Lei veramente dura con me.

Gliela passo perch non in possesso di tutti i dati che ho io, per giudicare.

(La Suora borbotta qualcosa a denti stretti)

Con tutto il rispetto, non mi sembra di chiedere la luna.

Anche Michael Jackson volato durante un suo concerto.

Ed io lo farei per uno scopo ben pi nobile del suo, non certo per esibizionismo.

Suora Adele, il Signore ci insegna ad accettare i nostri limiti ad amare noi stessi e gli altri per quello che siamo.

Contessa Chiaro, chiarissimo. Il discorso di Dio non fa una piega.

Ma se io fossi qualcosa di pi di quello che sono come potrei scoprirlo se non alzando il tiro?

Questo lei che me lo ha insegnato.

Lei mi ha detto di liberare lo stambecco che scalpita dentro di me.

E se dentro di me invece che uno stambecco scalpitasse, non so...

SantAnna?

La Suora si fa il segno della croce.

Suora Adele! Non intendevo certo...

Contessa No, no, so gi cosa sta per dirmi: che pecco di falsa modestia.

Non la prima volta che mi risuona questa campana nellorecchio.

Falsa modestia?... (Dopo un attimo di indecisione)

Bene, stasera mi sparo altri trenta padrenostri, ma quello che devo dire lo dico.

La falsa modestia non forse la virt dei forti? Dei potenti?

Che Ges non se lo sentiva forse di avere dei poteri da supereroe racchiusi dentro quelle sembianze di un falegname qualunque, che a vederlo non gli avresti dato due lire?

Che forse se non avesse osato spingersi un po in l con la fantasia e lambizione avrebbe fatto tutti i miracoli che ha fatto?

E diciamocelo: se Ges non si fosse lanciato a fare i miracoli sarebbe rimasto un megalomane come ce ne sono tanti.

I manicomi sono pieni di gente che dice di essere figlio di Dio o figlio del diavolo o di Napoleone.

Ho reso lidea?

Finch non sono io la prima a crederci fino in fondo di essere la Madonna non vedo perch dovrebbero crederci gli altri. Mi dica se sbaglio.

Suora Il suo concetto di falsa modestia quanto meno bizzarro.

Interrompa questo delirio di vanit e torni ad essere quella che : una generosa devota che con le sue donazioni salva centinaia di piccole creature indifese.

Si accontenti, non mi serve altro.

Prenda esempio da me, io sono una umile suora e non vorrei essere nientaltro che quella che sono.

Non sono minimamente intaccata dalle sterili avidit che contorcono le vostre anime. E questo livello lho potuto raggiungere seguendo ciecamente chi, in quanto a spirito, ne sapeva pi di me.

Quando i miei pii genitori mi rinchiusero nel convento dove ho preso i voti non ho pensato di ribellarmi. Loro erano pii ed il Signore voleva cos!

Contessa Cerchi di comprendermi Suor Zita... Per lei diverso. Lei gi appagata. Non una qualunque: una suora.

Ha unidentit precisa che la contraddistingue.

Siete tante, s, ma siete pur sempre unlite.

Ma io? Io che sono considerata una semplice devota?!

Se ne rende conto della frustrazione?

Si mai ritrovata in piazza S.Pietro la Domenica?

Una marea brulicante. Non se ne viene a capo.

Una melma umana indistinta.

E tutti, uno per uno, che pensano di essere gli eletti!...

E come se non bastasse fra due anni avremo il Giubileo!

Guardi, (Mostra il braccio scoperto) mi si accappona la pelle solo a pronunciare la parola.

E previsto larrivo solo a Roma di ventisei milioni di pellegrini!

Se ne rende conto?

(La Suora annuisce con una malcelata soddisfazione)

No, no, ci provi sul serio ad immaginarselo. Faccia mente locale...

Si figuri limmagine biblica di questi ventisei milioni di invasati in giro per le strade della citt come orde di cavallette giganti.

E ognuna di queste cavallette pretende di tornare a casa con una foto col Papa e un souvenir di Roma.

Sar come lassalto al muro di Berlino con i picconi, i martelli, le unghie.

Solo che questa volta i muri saranno quelli delle nostre case!

Io ho gi dato disposizioni per far costruire una rete di protezione in filo spinato intorno al parco.

Non mi voglio ritrovare in giro per il mondo alla ricerca di pezzetti della mia villa racchiusi in piccole teche di plexiglas con su scritto: Roma-Giubileo: IO CERO!

Ma siamo pazzi davvero?!...

Da qui la mia necessit di distinguermi. Detesto essere confusa nellanonimato.

Sono pur sempre una cristiana con la C maiuscola. Che fa un percorso spirituale di altissimo livello!

E se la chiesa non in grado di stilare graduatorie preferenziali per i devoti allora mi arrangio da sola. Taglio la testa al toro e punto alla Madonna. Mi dica se sbaglio.

Suora Adele. Sto pensando che forse dovrebbe prendersi un periodo di riposo. Forse questi mesi di full immersion di preghiere vanno alternati con brevi pause.

Cominci col venire in convento solo una volta ogni tre giorni. La quota giornaliera me la pu far recapitare dal ragazzo muto.

Contessa Ma una guerra, Suor Zita! La mia crociata verso la santit.

Non posso allentare.

(Improvvisamente triste) E un gioco pi grande di me, non posso mollare.

Suora Venga qua, Adele. Si prostri ai miei piedi e si confessi, su. Non esistono problemi che io non possa risolverle.

La Contessa si accoccola alla base del piedistallo della Suora.

Contessa: Mi sento sola... di mio marito ancora nessuna traccia...

Il Papa che non mi risponde...

Ieri dentro lostensorio da camera ho ritrovato il telefonino che avevo regalato a mio marito con tanto amore. Un nodo di tristezza mi ha chiuso la gola.

Ho tirato su lantenna.

Ho composto il numero di Sebi: 23.03.87, la sua data di nascita. E la crocettina si messa a lampeggiare...

Lho gi fatto altre volte. Compongo il numero e aspetto...

A volte aspetto tanto, anche due, tre ore.

Perch la linea lunga, infinita.

Ed io sto l, ferma, in attesa...

E mi immagino la scintilla della mia chiamata, che corre veloce lungo il cavo.

Piccola piccola come un ago di luce su questo cavo.

Che corre corre fino in Paradiso.

E allora... a volte la voce di Sebi la sento... Anche ieri...

E mi risponde. E mi dice: Mamma... mamma... hai la parrucca storta. (Sorride commossa)

Scherzava sempre il mio Sebi.

Quandera piccolo erano tornate di gran moda le parrucche, se le ricorder anche lei, no? (Silenzio)

Quelle gran parrucche cotonate alla Milva. (Silenzio)

Almeno la Milva la conoscer, o no?

Comunque, glielo giuro, (Incrocia le dita sulla bocca e le sigilla con un bacio) andavano di moda le parrucche ed anchio mi mettevo sempre un tup.

Sebi si divertiva un mondo a strapparmelo di testa e a graffiarmi la cute con le forcine.

Era un modo come un altro per ribadirmi quanto mi amava. Lo fanno tutti i bambini. Tutti.

Me lo disse il neuropsichiatra infantile, e allora smisi di punirlo.

E io che pensavo che fosse una cattiveria verso di me.

Il cuore di mamma... a volte ti fa vedere la malizia anche dove non ce n.

Lincontro con il neuropsichiatra fu fondamentale per me come madre. Dette una sterzata decisiva alla mia formazione educativa di Sebi.

Non so cosa sarebbe successo, se prima non avessi parlato con lui, anche quella volta che poi il tup me lo bruci.

(Rianimandosi nel ricordo)

Torno a casa e sento puzza di pollo bruciato.

Sa, come quando si ripassa il pollo sul fuoco dopo averlo spennato, per bruciare tutti i peletti delle piume.

Maledetti!, dico io, Chi diavolo cucina il pollo oggi che Venerd, e di Venerd: pesce!

Sono entrata in cucina come una furia.

Se ci trovavo la cuoca era la volta buona che le davo una sprangata.

Suora Adele!

Contessa E non si scandalizzi, perch lei non lo pu sapere, ma i domestici sono una schiavit.

Polso duro con le maestranze.

Quando ci vuole ci vuole. Senn ti sbranano.

Io sono buona e cara ma la servit deve stare al suo posto.

C chi comanda e chi obbedisce.

Pensa che al nostro Signore gli sarebbe costata molta fatica farci tutti industriali? Non credo.

Se ha voluto fare questa distinzione una ragione ci devessere.

Ha creato un solco fra nobili e plebei.

Ed io, con lumilt che mi distingue, mi rimbocco le maniche, impugno la pala e scavo.

Per approfondirlo sempre pi, questo solco.

Insomma, entro in cucina e chi ci trovo? Nessuno.

La cucina: vuota!

La puzza veniva dalla camera degli ospiti!

Non ci creder, era Sebi! Che stava bruciando la mia parrucca!

Ora dico, ma ne avr avuta di inventiva quel bambino...

Mica faceva un fuoco cos, con due foglietti di carta come tutti i bambini, no!

Lui, si figuri, si era inventata tutta una storia e bruciava una specie di manichino fatto con gli stracci, tipo una strega.

E in pi laveva vestita! Con un mio tailleur rosso e la mia parrucca in testa!

Avrebbe dovuto vederla: una strega alta cos.

(Indica unaltezza pari alla sua statura) Tipo me.

Che fantasia quel bambino...

(Si ferma come se un pensiero nuovo le fosse affiorato alla mente per la prima volta)

Le aveva disegnato un neo proprio qui.

(Si tocca il suo neo sotto il naso)

Come il mio... Identico... (Perplessa) Che combinazione...

Sebi, il mio frugoletto diabolico... (Taglia corto)

Comunque, spento il rogo tutto risolto. (Rimane soprappensiero)

Suora Adele.

Contessa ...S?

Suora Vada a casa a riposarsi, segua il mio consiglio.

Mi dia la quota che le do la benedizione.

Contessa No...

Suora Come dice?...

Contessa No, dico, non gliela do la quota. Ha ragione lei, ho bisogno di distrarmi, aspetto ludienza dal Papa e poi mi faccio un bel viaggetto e li porto personalmente ai bambini i soldi.

Suora Non la reputo una buona idea. Mi consegni la quota e si riposi, s, ma a casa sua.

Contessa No, meglio che faccia un salto nel Basso Giuba. Cos do una controllata anche ai lavori.

Suora Adele, mi obbedisca, mi dia i soldi.

Contessa Ma perch, sbaglio anche in questo? Risparmiamo anche le spese postali.

Suora Adele, testarda. I soldi!

Contessa A me la testarda sembra lei, con tutto il rispetto.

Suora Continui a proiettare su di me le sue caratteristiche negative! Siete tutti uguali voi laggi, sempre pronti a scalzare quelli che con fatiche e sacrifici si sono conquistati un piedistallo. Mi dia quella benedetta busta!

Contessa Se non me la chiede per piacere non gliela do.

Suora Per piacere, Adele, la busta.

Contessa Non ci penso neppure.

Suora Ma glielho chiesto per piacere!

Contessa Quel che rimasto del mio intuito yogi mi dice che devo fare un saltino a controllare a che punto sono i lavori di questo impianto sciistico in mezzo allAfrica.

Cos dicendo ripone i soldi nella borsetta voltando le spalle alla Suora.

Suora Dia a me!

Contessa No!

La Suora in un impeto di rabbia, dal suo piedistallo, si lancia sulla schiena della Contessa avvinghiandosi come uno zaino.

Le due donne cadono a terra ed ha inizio una lotta senza esclusione di colpi.

Nella colluttazione labito della Suora si apre rivelando che sotto nascondeva una moderna tuta da sci e moon boots.

E che inoltre indossa:

Contessa Il mio bracciale doro!...

La mia collana di perle!...

La Suora vistasi persa sferra un cazzotto alla pancia della Contessa che esplode con uno sfiato sordo.

Le due si immobilizzano.

Laria di colpo appestata da un odore acre. La Suora si tappa il naso e si sventola con la mano.

La Contessa approfittando del disorientamento della Suora estrae dalla borsetta la bomboletta spray antistupro e gliela spruzza in faccia.

La Suora cade a terra paralizzata.

La Contessa, frastornata dalla furia degli eventi, osserva allibita il proprio ventre piatto.

La puzza che annusa nellaria le conferma il suo atroce dubbio.

Dopo un attimo di esitazione la Contessa recupera il suo bracciale e la sua collana.

Cos facendo nota una busta che fuoriesce dalla zip della tuta da sci della Suora.

La raccoglie e ne legge lintestazione.

Contessa Alla Gentilissima Contessa Adele Fornari Decinzi.

(La apre) Il Santo Padre oberato dai suoi mille santi impegni non ha intenzione di concederle udienza, n ora n mai.

Le assicura comunque che la ricorder nelle sue preghiere Domenica prossima con la frase fatta: Benedico tutti coloro che mi adorano.

Gradisca come gentile omaggio questa immagine degli anni '60 raffigurante il Papa in tenuta da sci.

La Contessa, gelida, ripone la lettera nella borsetta, si rimbocca le maniche dell'abito e afferra la Suora per una caviglia per trascinarla via.

Contessa Ahhhhhhhhhhhh!!!!!!!

Lurlo di furore della Contessa rimbomba nelle volte del monastero.

FINE SCENA 5


SCENA 6

Studio della villa Fornari Decinzi.

Sul fondo la libreria, nascosta per due quinti dalla tenda scura.

Sparse sul pavimento pagine di quotidiani alcune strappate altre tagliate.

Sulla scrivania una pila di giornali.

La Contessa, armata di un acuminato paio di forbici, ne sfoglia uno rabbiosamente.

Contessa Ics! Una ics. Dove la trovo una ics!?

(Si ferma su un titolo) "Pi longeve le mogli con le gambe a X."

Eccola!

Ritaglia la lettera, la bagna di colla e la applica in calce ad un foglio gi colmo di ritagli.

Tira un sospiro di soddisfazione.

Con una vigorosa bracciata sgombra la scrivania di tutti gli oggetti.

Legge.

ContessaCaro Papa, tua infinita lucentezza abbagliato te.

Te no pi possibile distinguere perle da porci.

Io tua ex-ammiratrice. Subto da te enormissimo affronto.

No passerai liscia.

Io non interessata vostri scheletri impasti economici politici nascosti in vostri immacolati armadi.

Gente gi conosce no pi scandalo.

Mio umile kalashnikov colpire pi intimo.

Mia vita incrociata con figliola amica molto speciale tua: Josephine Serpieri, in arte Suor Zita.

Mia informatrice fidata...

(Fra s) Anzi, fidatissima. Katia una parrucchiera seria, non mi mentirebbe mai.

Udito da voce Suor Zita particolari vostra celeste storia d'amore.

Caro Palladineve, non hai scampo, io sapere tutto di voi!!!

Di gaie fughe chalet appartati!

Di settimane bianche a spese devoti!

Di funivie montate e rismontate solo per sfizio fuori pista!

Questo messaggio, pi dettagli, recapitato redazioni maggiori quotidiani!

Posso permettere consiglio?

Alza tua gonna e fuggi!

Tua Madame X!

(Ci ripensa) Anzi, no. Ho qualcosa da nascondere? Non credo!

(Firma per esteso) Adele Fornari Decinzi.

Suona la campanella.

Entra Pino. Gli porge la lettera.

Contessa Infilala in una busta bianca e spediscila all'indirizzo scritto qui sopra.

Sii una scheggia. Pi veloce della luce. Va' e torna subito qui.

Pino esce di corsa.

Contessa Ed adesso torniamo a noi.

La Contessa tira da un lato la tenda che copre parte della libreria alle sue spalle.

Legata alla libreria con funi e ganci, a braccia aperte, appare crocefissa la Suora ancora priva di conoscenza.

La Contessa le passa sotto il naso la boccetta delle sue gocce antidepressive.

Lentamente la Suora comincia a riprendersi.

Contessa Su non faccia tante scene, non il momento di dormire.

Dobbiamo ammettere che questo spray un portento.

E' vero che al risveglio non lascia neppure un cerchio alla testa, come c' scritto sulla confezione?

Suora (La Suora emette un flebile ) ...No.

Contessa Beh, che depressione!

Suor Zita, non mi deluda ancora. Un po' di vitalit, di entusiasmo.

Dopotutto stiamo festeggiando la vittoria del bene sul male!

Un minimo di partecipazione d'obbligo.

(Con tono salottiero) E quindi, mi dica, che se ne faceva di tutti i soldi che le ho dato?

Non per recuperarli, mi creda, solo che questo sfizio di curiosit devo proprio togliermelo. Che se ne fa di altri soldi una che pu vivere come una papessa?

Suora Mi sleghi, sto male...

Per carit Adele, tutta una menzogna.

Io il Papa non l'ho mai toccato nemmeno con un bastone.

Quelle che le hanno riferito sono innocenti chiacchiere che non escludo, forse, di aver fatto dalla parrucchiera. Come facciamo tutte. Mentre spettavo che mi prendesse il colore.

Chi non si mai inventata una storia d'amore con uno scapolone d'oro scagli la prima pietra!

La prego...

Contessa Finalmente la vedo pregare davvero.

Preghi, preghi, che ne ha bisogno. Ma non preghi me, preghi il Dio vero. Che c'!

Nonostante lei ed i suoi compagni di merende facciate di tutto per farci passare la voglia.

Sono pazza?

Glielo leggo negli occhi che mi giudica pazza.

Ancora quello sguardo!

S, sono pazza vero, lo so. E allora?!

Le bastava questo per darle il diritto di succhiarmi?

Andremo tutte e due all'inferno, ma le assicuro, le sue fiamme bruceranno pi delle mie!

Lei sapeva, io no.

Il mio grande peccato l'aver arrancato tutta la vita nel buio scambiando ogni lucciola non per una lanterna, ma per un faro.

(Improvvisamente triste) Ma c'era un solo obiettivo a guidarmi: risparmiare a mio figlio le sofferenze che io ho subto.

Dargli tutto l'affetto che i miei hanno dato agli altri loro figli e non a me. Dopo il divorzio si sono tuffati tutti e due nelle nuove famiglie ed io sono rimasta l, in collegio col culo per terra.

Suora Ahhh.

Contessa (Sarcastica) Oddio, mi perdoni la volgarit.

Non si ricordavano neppure di venirmi a prendere per le vacanze.

Per non gli ho mai dato la soddisfazione di vedermi piangere una sola lacrima. Ce l'ho fatta anche senza di loro...

Ma il mio Sebi, no. A lui l'amore della mamma non sarebbe mai mancato.

Lo sa che fino a quando me l'hanno rapito non siamo stati un giorno, dico un solo giorno, in sette anni separati? Mai mai.

Gli stavo sempre addosso, col fiato sul collo, perch sentisse sempre la presenza della sua adorata mamma. Sempre!

E lo educavo.

Lo educavo a essere bravo, buono e devoto alla mamma.

Questa un'intera biblioteca di libri su come educare i bambini.

Lei crocefissa sulle bibliografie complete della Montessori, di Binet, di Claparde, di Croce.

Glieli ho fatti tutti gli esercizi consigliati in questi libri!

Non mi avrebbe mai potuto rinfacciare di essere stato trascurato. Mai!

(Sconvolta dal dolore) Come un naufrago in mezzo al mare mi sono gettata su una piuma che galleggiava pensando che potesse tenere a galla anche me. Ecco la mia colpa!

Suor Zita, (Sale in piedi sull'inginocchiatoio a mo' di tribunale) ho solo un modo per riscattare tutte le piume che ho fatto annegare: salvare il mondo dal germe del male. Da chi usa il suo piccolo o grande potere per manipolare per un proprio tornaconto le sofferenze degli altri.

(Solenne) E per testimoniare il mio impegno in questa lotta ho deciso di compiere un atto di grande carica simbolica: la brucer, Suor Zita.

Suora Ahhhhhh!

Contessa Zitta, Zita!

Non capisce che la sua ultima occasione per espiare tutti i suoi peccati? !

Mi dovrebbe ringraziare!

Ma pensa che per me non sia un sacrificio darle fuoco?

Come minimo per colpa del fumo dovr ridare una mano di oro a tutte le stanze del piano.

Suora Aiutoooooo!

Contessa Non mi costringa ad anticipare i tempi, Zita!

Suora Aiutooo liberatemiii!

La Contessa prende una scatola di cerini. Ogni volta che ne accende uno la Suora ci soffia e lo spegne. Fino a che una fiammella resiste.

La Contessa l'avvicina al lembo della tuta della Suora.

Suora Ahhhhhhhhh!

La Suora dimenandosi riesce a spegnerlo.

La Contessa prova ad accenderne un altro, poi spazientita afferra la bomboletta spray e gliela spruzza in faccia.

La Suora rimane appesa nuovamente paralizzata.

Contessa Fantastico. (Guarda la bomboletta) Se l'avessi scoperto prima il mio matrimonio non sarebbe naufragato.

Devo ordinarne un'altra cassa. Nel caso torni mio marito...

Entra Pino, di corsa, dando le spalle alla Suora.

Pino "Fatto tutto. Spedita."

Contessa Grazie, Pino, sei un vero tesoro.

Pino rimane sorpreso da quel tono di sincero affetto.

Contessa Ti ricordi suor Zita?

Pino "Quella del convento?"

Contessa S, quella del convento. Quella che pareva altissima.

Pino "S, s."

Contessa Secondo te una suora pia? Timorata di Dio?

Pino "... S..."

Contessa No! E' il demonio. (Infuocata dalla collera)

E' invidiosa. E' vanitosa. E' presuntuosa. E' accidiosa. E' un concentrato di tutti e sette i vizi capitali. E' un Bignami del peccato.

In pi suora! Un'insegnante di fede, capisci?

Dovrebbero commissionare alla mafia un serbatoio di acido e buttare in pasto ai leoni tutti gli insegnanti... e i medici che esercitano senza una vocazione. E anche i politici.

(Si ricompone) Ma non pecchiamo anche noi di megalomania. Cerchiamo di attenerci al concreto, senza strafare. Concentriamoci sulla nostra suora.

Sei quindi d'accordo che andrebbe punita.

Pino "... Non so..."

Contessa S!

Pino "S."

Contessa Potrebbe alleggerire la sua posizione irrimediabilmente compromessa grazie ad una morte da martire.

Come potrebbe morire un martire?

Pino incerto mima come pu le varie morti.

Contessa Lapidato? Come S.Teodorico. No.

Squartato? Come S.Ignazio. No.

Accecato e dissanguato? Come Santa Veronica. No.

Arrostito su una graticola? Come S.Lorenzo. Fuochino!

Di pi, di pi... Pi su, pi su...Come morto il martire dei martiri?

Pino ci pensa un attimo e poi mima Ges crocefisso sovrapponendosi alla Suora crocefissa alle sue spalle.

Contessa Proprio cos!

Pino "... Improbabile..."

Contessa No! Il potere divino tutto pu! Guarda...

(Indica dietro di lui. Pino non comprende) Vltati.

Pino si volta.

In preda ad una silenziosa crisi di panico spalanca la bocca in un urlo muto, prima verso la Suora poi verso la quarta parete.

La Contessa, tranquilla, lo adagia su una sedia e gli porge un bicchiere di grappa.

Contessa Su, caro, bevi. Sei un uomo ormai, non crollarmi per cos poco.

Abbiamo una missione da portare a termine.

Scendi in garage a prendermi un paio di fascine secche, vuoi?

Pino "No..."

Contessa (Stringe la testa di Pino al suo grembo) Tesoro, troppo tardi, non capisci?

Non esiste un sentiero di ritorno, posso solo andare avanti fino in fondo. Va' in garage.

Pino "No..."

La Contessa lo aiuta a sollevarsi dalla sedia e lo accompagna alla porta.

Contessa Va', ti aspetto.

Pino esce.

Contessa Che giovent bruciata...

La Contessa prende da sotto la scrivania una tanica di benzina.

Con calma ne rovescia una parte addosso alla Suora.

Contessa (Annusando) Hmmm, mi sempre piaciuto il profumo della benzina, fin da bambina. Quando mi stordivo nella caldaia del collegio.

Ora capisco perch.

Un momento prima di dare fuoco alla Suora ci ripensa.

Esita, poi bagna anche il suo vestito con la benzina.

Accende un fiammifero e...

Entra Pino puntando verso la Contessa un grosso idrante antincendio.

Pino Mamma, no!

Musica di fine spettacolo

F i n e

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