TURISTI NEL PAESE DI UTOPIA
di
Vincenzo
Biscardi
ATTO I
SCENA I (ENTRATA SILENZIOSA)
Sale lentamente la luce fino a creare un clima serale. si presenta una scena
piena di oggetti di vario genere (lavatrici, pali, bidoni sedie) che
rappresentano Utopia.
Il paesaggio trasandato
Entra Silenziosa cantando una melodia. Durante la sua passeggiata continua ad
addormentarsi su ogni superficie e ad ogni risveglio riprende a cantare. la sua
passeggiata viene interrotta dal profumo di cibo, che riesce a scovare sul
tetto di unabitazione grazie al suo infallibile fiuto.
Parte la musica che accennava Silenziosa allentrata.
Silenziosa scarta subito la confezione e cerca di consumare il cibo,
ritrovandosi invece a duellare con un pezzo di carta che non vuole staccarsi
dalle sue mani. La lotta dura per un po finch, stanca per la fatica fatta,
Silenziosa va a riposarsi nella propria abitazione (una valigia).
Scende la luce creando un quasi buio
SCENA II (RIUNIONE)
Dopo che Silenziosa si accomodata, il Sindaco, con fare inutilmente
misterioso, entra e sistema la propria sedia. Il tutto fatto in penombra
Appena il Sindaco sistema la propria sedia un fascio i luce centrale, ad
angolo, si apre come a mostrare la posizione da prendere per la riunione
Dopo aver sistemato la propria sedia da disposizioni ai suoi abitanti per poter
prepararsi alla riunione.
SINDACO: Allora vi volete muovere o no? Tu qui, tu li, no tu qui, insomma
sbrigate-
vi non facciamoci riconoscere come al solito
Tutti entrano stralunati e, facendosi guidare dalle indicazioni del Sindaco, si
sistemano al proprio posto
ORESTE: Etc
TUTTI: Shiii !!!
SINDACO: Ho detto di fare silenzio... Adesso bisogna solo aspettare
Il Sindaco raggiunge il proprio posto dicendo la battuta.
Le sedie formano una piramide. In prima linea si trova il Sindaco, subito dopo
ci sono i Gendarmi, dietro ancora Oreste tra Leo e Arturo e dopo questi una
sedia vuota per Silenziosa.
Una volta posizionatisi cala un freddo silenzio ed una leggera tensione
Il Sindaco continua imperterrito a guardare avanti senza distrarsi, anche
quando qualcuno fa per chiamarlo, dietro di lui intanto si vocifera e ci si
agita un po.
Una voce fuori scena si schiarisce la voce con dei piccoli colpi di tosse.
VOCE: Buona sera signor sindaco...
Tutti fanno un sobbalzo e si sistemano mentre il Sindaco si alza per poter
ascoltare meglio la voce
SINDACO: Buona sera
VOCE: Vi ho riuniti questa sera per parlarvi di un problema serio che riguarda
il
paese e tutti i suoi abitanti, spero quindi che siate tutti presenti,
procediamo dunque con lappello.
Il sindaco si sposta verso lesterno della scena estraendo un foglio dal quale
legger i nomi per poter eseguire lappello
SINDACO: Si lappello, subito! Allora Gendarmi
I Gendarmi Saltando sul posto e mettendosi sugli attenti
GENDARMI: Si signor si signor Sindaco
SINDACO: Leo
LEO: Ci sono
SINDACO: Arturo
ARTURO: Ci sono anchio
SINDACO: Oreste
ORESTE: Presente
SINDACO: Silenziosa
Nessuno risponde e dopo un attimo di silenzio...
SINDACO: Silenziosa
Il Sindaco guarda i cittadini cercando conferma, ma, mentre i cittadini si
guardano dubbiosi ma consci del fatto, egli vede la valigia e, comprendendo la
situazione si avvicina ad essa. In seguito guarda i gendarmi che, ad un suo
schiocco di dita, corrono alla valigia e in modo goffo afferrano Silenziosa per
portarla al suo posto.
SINDACO: Silenziosa
SILENZIOSA: Aaaahhh
SINDACO: Bene siamo tutti presenti, Utopia al completo ed io come primo
cittadi-
no e rappresentante di essi sono pronto
La Voce con tono leggermente scocciato per la lunga attesa.
VOCE: Bene signor Sindaco non perdiamoci in inutili chiacchiere o in assurdi
giochi di parole, salto quindi i convenevoli e vado subito al dunque. Come
potr constatare anche lei guardandosi attorno, Utopia sta attraversando un
brutto periodo. Ci ritroviamo purtroppo nel bel mezzo di una grossa crisi e ci
non un bene per il paese. Io certo capisco le difficolt nel gestire una cos
grande citt e comprendo anche le responsabilit di cui si fa carico, ma
dopotutto o non lei il primo cittadino di Utopia? Certo che lo ! Ed per
questo che a cominciare da adesso, avete esattamente 15 minuti per trovare una
soluzione e porre fine a questa crisi. Sono stato chiaro?
SINDACO: Ma...
VOCE: N un minuto di pi n un minuto di meno... Chiaro?
SINDACO: Si va bene
Il Sindaco tra limbarazzato e lamareggiato manda gi il boccone amaro; fa un
sospiro per riprendere fiato e si volta verso i cittadini per spiegare la
drastica situazione.
SINDACO: Avete sentito? E no! Cos non va! Ma guardatevi attorno, ci troviamo
in
una situazione disastrosa, non possiamo andare avanti cos! Ci vogliono delle
idee, dobbiamo risolvere subito questo problema... Abbiamo solo 15 minuti
Oreste si alza in piedi
ORESTE: Non abbiamo 15 minuti, bens 12 visto che ne sono passati 3
dallannun-
cio
SINDACO: Soltanto 12 ? Allora non bisogna perder tempo su tirate fuori delle
idee.
Il Sindaco si gira verso il pubblico ancora pensando al poco tempo rimastogli.
SINDACO: Su sbrigatevi, ho detto che non bisogna perder tempo.
LEO: Ho trovato, potremmo chiamare un impresa di pulizie per poter riordi-
nare il paese, poi costruiremo strade e case nuove, tutti andremo in giro con
vestiti lavati e stirati... Insomma fingeremo di non essere in crisi e cos
saremo salvi
SINDACO: Si, salvi e indebitati fino al collo, con quali soldi compriamo tutte
queste
cose. No, ci vuole qualche cosa di pi coinvolgente!
ARTURO: Ho io la soluzione! Inventiamo un gioco televisivo straordinario, con
pre-
mi milionari e fantastici regali
SINDACO: Ma se non abbiamo neanche la televisione e poi con quali soldi
compria-
mo i premi? Ci vogliono i soldi
APPUNTATO: Ma allora compriamoli
LEO E ARTURO: Con quali soldi? Si guardano un momento pensierosi Potremmo
fab-
bricarli
Tutti (tranne Oreste) allidea di poter fabbricare soldi iniziano a gioire
(rimanendo seduti) come se avessero trovato la soluzione al problema
Ma, mentre tutti festeggiano dicendo cosa farebbero con i soldi fabbricati,
Oreste si alza in piedi sulla sedia e prende parola.
ORESTE: Mi dispiace interrompere la vostra inutile euforia, ma fabbricare
soldi
un reato, a meno che non volessimo avventurarci in inutili, costose e
lunghissime pratiche burocratiche per rendere il tutto, a nostro svantaggio,
legale
TUTTI: Sindaco
SINDACO: Purtroppo ha ragione... Ci vuole un idea che ci permetta di
guadagnare
soldi senza dover spenderne troppi si gira verso il pubblico Qualcosa che
coinvolga un sacco di gente disposta a spendere i propri soldi. Ma cosa?
Inizia a camminare avanti e indietro leggermente innervosito
Silenziosa alza la mano come per prendere parola
SINDACO: Silenziosa, vuoi dire qualcosa? Qualcuno vocifera Silenziosa su,
cosa
vuoi dire? Hai la soluzione del problema? Dai fatti capire
Silenziosa in ansia per la situazione inizia ad agitarsi e ricomincia a lottare
con il pezzo di carta, unico vero motivo che laveva spinta ad alzarsi.
qualcuno lafferra e ritorna immediatamente lordine.
SINDACO: No, insomma non ci siamo, ci vuole unidea straordinaria, bisogna
escogitare un piano che attiri gente, che la faccia divertire per poi spillarle
qualche spicciolo; ci vorrebbe innanzi tutto il sole ogni giorno e limpide
notti fresche e stellate...
Sospiro collettivo per limmersione nellimmagine descritta
SINDACO: ...Un clima temperato caldo di giorno e fresco di sera, ci vorrebbero
col-
line sempre verdi e piene di fiori, voleranno gli aquiloni e i bambini
giocheranno ad ogni possibile gioco, ci sar il mare: con le onde, i pesci, i
castelli di sabbia, i fal e gelati a non finire; ma ci sar anche la montagna:
escursioni, aria fresca, scalate e racconti paurosi davanti al fuoco...
Tutti dietro mimano delle azioni riguardanti le parole del Sindaco.
SINDACO: ...Profumi di ogni tipo, mille colori, piazze addobbate, feste ad
ogni ango
lo, mangiate a non finire, ma si ci sono, ho trovato: il TURISMO!!! Attiveremo
un piano turistico ad Utopia
TUTTI: Siiii! Evviva il turismo evviva!!!
SINDACO: Sar il turismo a salvare Utopia
TUTTI: Evviva il turismo evviva!!!
SINDACO: Costruiremo impianti sciistici e lidi balneari
TUTTI: Evviva il turismo evviva!!!
SINDACO: Mettiamoci subito al lavoro, siete pronti?
TUTTI: Evviva il turismo evviva!!!
SINDACO: Ma mi state ascoltando o no?
TUTTI: Evviva il turismo evviva!!!
SINDACO: OOOOOOHHHH!!!
Tutti si siedono tranne Silenziosa, che rimane in piedi su una sedia a mimare
con energia, finch non si accorge della situazione e si siede.
Il Sindaco arrabbiato va verso la sua sedia si alza in piedi su di essa e
inizia ad urlare.
SINDACO: Ma che cosa vi siete messi in testa? Cosa credete che il turismo lo
si
inventi cos da un momento allaltro? Girandosi verso il pubblico. Prima di
tutto ordine... scende dalla sedia ...Disciplina e lavoro! Ramazzare per
terra, raccogliere le cartacce, mettere in ordine le case, voglio vedere
brillare anche i sassi
ORESTE: Vorrei informarla signor Sindaco che i sassi non brill...
SINDACO: Senza Girarsi Muoversi
Parte una lenta musica di Braccio di Ferro e seguendo il ritmo si iniziano le
pulizie, il Sindaco (che intanto era tornato sulla sedia per coordinare i
lavori) si gira di verso il pubblico ed inizia a parlare come se fossero loro i
turisti.
SINDACO: Spero di non avervi spaventato, sapete ogni tanto ci vuole un po di
pol-
so, Dopotutto io lavoro anche per voi e se voi sarete miei ospiti, devo farvi
trovare la citt in ordine come non lo mai stata! Che idea che ho avuto, sig.
Sindaco, i miei complimenti! Il turismo porter feste ed allegria nel nostro
paese, Utopia sar sommersa da gente e da quattrini. Finalmente potremo
diventare una grande citt, prima di tutto allargheremo i nostri confini,
creeremo una bandiera e inventeremo un inno fantastico.
La musica si interrompe gradatamente e tutti si fermano per oziare
SINDACO: Utopia sar una delle pi importanti metropoli del mondo, anzi sar
co-
s grande ed importante che la chiameranno chilometropoli, avremo monumenti,
palazzi, chiese e piazze, ci sar il Duomo con unenorme statua al centro, la
Utopia Club giocher nello stadio pi grande del mondo, costruiremo stazioni ed
aeroporti, avremo la torre di Utopia, il ponte di Utopia, la statua della
libert Utopistica, ed io diverr il sindaco pi importante del mondo, ma che
dico, mi candider alle elezioni e diventer presidente di Utopia, vincer tre
nobel per la pace, far un film, anzi due, tutti mi conosceranno sar luomo
pi famoso del mondo e tutto questo accadr in un attimo... Pi veloce, PI
veloce, PI VELOCEEE!!!
Parte la musica di Braccio di Ferro ad una velocit elevata e tutti inizieranno
a fare le pulizie ad un ritmo vertiginoso (in questa fase escono i gendarmi)
finch, finita la musica, tutti, stanchi per la fatica fatta, cadono dalla
stanchezza nelle proprie case.
SCENA III (DIALOGO GENDARMI)
Buio in scena. E notte. Parte musica e i gendarmi entrano con la
triciclomobile per il solito giro dispezione.
CAPO: Alt!
Si abbassa il volume della musica
CAPO: Iniziamo il giro dispezione.
APPUNTATO: S signor s!
CAPO: Avanti...
Riparte la musica e i due avanzano percorrendo un paio di metri
CAPO: Alt!
Fa un giro a piedi
CAPO: Finito il giro dispezione... Su vieni!
APPUNTATO: S signor s.
Lappuntato scende e va dal capo.
CAPO: Bene, sembra che sia tutto a posto, tutti dormono, tutto tace, insomma
anche questa notte niente di strano. A volte mi chiedo a cosa serviamo noi
gendarmi, qui ad Utopia non succede mai niente, nessuno che ruba, nessuno che
rapina, nessuno che faccia qualcosa per essere punito dalla legge...
APPUNTATO: Capo, sembra quasi che lei lo dica dispiaciuto, ma in fondo
meglio che
sia cos! No?
CAPO: Certo che meglio, ma a volte...
APPUNTATO: Qualcosa non va capo?
CAPO: Ma a te non viene mai voglia di una vita pi movimentata? Sai, a volte
io
avrei voglia di lanciarmi in un inseguimento con la nostra triciclomobile,
vorrei poter sparare un colpo che ne so, magari acciuffare un Killer serio
APPUNTATO: Serial Killer!
CAPO: Si, proprio lui! Vorrei poter...
APPUNTATO: Ma capo...
CAPO: Si hai ragione, non dovrei parlare cos, ma qui non succede mai niente
APPUNTATO: Non vero che non succede mai niente, si ricorda quella volta che
per
salvarmi dal fiume ci scivol dentro lei?
CAPO: Era un lago; presi un maledettissimo raffreddore che mi tenne a letto
per
tre giorni interi... Si, lo ricordo
APPUNTATO: E quella volta che sbandai con la triciclomobile e lei fin nel
letame?
CAPO: Come potrei scordarlo, la citt rise di me per giorni e giorni
APPUNTATO: Si e vero, puzzava cos tanto che iniziarono a farci le
barzellette, e poi
quella volta che...
CAPO: Senti se volevi tirarmi su di morale ti avviso questo non il metodo
migliore
APPUNTATO: Ma capo io non volevo...
CAPO: Lo so che non volevi, scusami... ma sai da quando Utopia in crisi, mi
sento male anchio, poi questo fatto dei turisti che verranno a visitare il
nostro paese un po mi mette in agitazione
APPUNTATO: Anchio sono agitata, anzi a dir la verit sono anche un po
eccitata, sen-
tendo il nostro Sindaco sembra tutto cos semplice, ma chiss come saranno
realmente questi turisti?
CAPO: Ma come vuoi che siano, saranno delle persone normali che vengono qui
per farsi una piccola e modesta vacanza; vedrai, porteranno gioia, allegria e
un sacco di quattrini, potremo finalmente diventare una grande citt e
realizzare i nostri sogni... Io diventer Generale maggiore!
APPUNTATO: E io?
CAPO: Tu diventerai Appuntato
APPUNTATO: Ma io sono gi appuntato
CAPO: Poi vedrai faremo subito amicizia e magari qualcuno torner anche lan-
no prossimo; non dobbiamo aver paura di loro, in fondo sono essere umani come
noi!
APPUNTATO: Come fa ad esserne cos sicuro
Il Gendarme 1 si gira verso il pubblico fa un sorriso diabolico e coglie
loccasione per fare uno scherzo al compagno
CAPO: vero, adesso che mi ci fai pensare, come faccio a sapere che sono come
noi, magari sono degli esseri malvagi venuti da un altro pianeta, forse so-
no viscidi e sbavosi, probabilmente vorranno conquistare Utopia, e allora ci
prenderanno tutti e poi...
APPUNTATO: AAAAAHHH!!!
CAPO: Ma dai che sto scherzando, vedrai che ci divertiremo un mondo... Su
andiamo, facciamo un altro giro dispezione
APPUNTATO: S signor s
Risalgono sulla bici ed escono
CAPO: E vedrai, ci divertiremo tanto, tanto...
SCENA IV (ARRIVO DEI TURISTI)
Entra in scena lamico dellimpresario, collegandosi consecutivamente alla
battuta del gendarme nella scena precedente.
ERNESTO: Tanto per cominciare questo non mi sembra assolutamente un luogo
adatto per farci una vacanza
Entra limpresario. carico di bagaglio con passo goffo ma spedito
MARIO: Ma no Ernesto, non dire cos, che siamo appena arrivati e poi
buio,
non si vede ancora niente
ERNESTO: No Mario, guarda che qui non che non si vede niente, che non c
niente da vedere! Io non capisco come ho fatto ad accettare questo tuo invito,
mi avevi promesso mare, relax e divertimento e invece guarda in che posto siamo
capitati, ah ma questa lultima volta...
Entra la ocheggiante moglie dellImpresario.
RITA: Caro, caro ma dove eri finito?
ERNESTO: Ci mancava solo questa. Addio relax
Limpresario le corre incontro
MARIO: Dai smettila... Vedi cara, che sono andato avanti per vedere la
strada
RITA: Non c la faccio pi, saranno giorni che camminiamo io sono stanchis-
sima
MARIO: Su cara stai calma e poi stiamo camminando solo da pochi minuti. aspet-
ta che ti aiuto
RITA: Non mi toccare che sei tutto sudato, blear che schifo e senti come
puzzi,
allontanati ti ho detto
ERNESTO: Non riesco ancora a crederci, invece di essere su unisola esotica in
dolce
compagnia, eccomi qui tra erbacce e bestie
Mario ritorna dallamico
MARIO: Dai non dire cos, vedrai che le cose si sistemeranno
ERNESTO: Quando mi hai chiesto di venire non mi avevi detto che sarebbe venuta
con noi
MARIO: Ma di chi stai parlando?
RITA: Caaarooo!!!
ERNESTO: Appunto!
MARIO: Che c cara?
RITA: Come cosa c, io non c la faccio pi, quand che andiamo al mare, o
Dio mio il trucco... Mi si sta rovinando il trucco insomma vuoi fare qualcosa o
no?
Entra la figlia
SONIA: Mamma, e lascialo libero un po, non vedi che teso come una salma?
ERNESTO: Ci mancava solo lei
SONIA: Per, niente male questo posto, cio potrei fluttuare nel mio io e
tirarci
fuori qualche poesia da sballo
MARIO: Certo, ma perch prima non aiuti tua madre?
SONIA: Ma come siete negativi, mi sembrate due mummie... Guardati pap, sei
sfuocato sei sbiadito, cio sembri un pachiderma da circo fai come faccio io:
lasciati andare
Va a sedersi per comporre
MARIO: Come ti permetti? Ricordati che io sono tuo padre e che mi devi portare
rispetto. Capito! Mi ascolti o no! Ma guarda questa insolente
RITA: Non te la prendere con la bambina e poi vero che sei un po sbiadito
MARIO: Si cara, ma...
RITA: Devo rifarmi il trucco! E poi ti ho detto mille volte di non sgridarla
davanti agli altri
MARIO: Si cara, ma vedi...
RITA: Possibile che tu non sappia fare altro che farci fare brutte figure! Ma
dov Marta che devo sistemare il trucco?
MARIO: Ma io cara...
RITA: A volte mi chiedo proprio come faccio a sopportarti
MARIO: Non che io...
RITA: Allora! Smettila di stare l impalato a guardarmi e fai qualcosa, io
sono
stanca... Dov Marta?
MARIO: Si cara
RITA: Su muoviti
MARIO: Ma dove andata Marta?
SONIA: Lultima volta che lho vista era impigliata a quel cespuglio... Ah,
eccola:
Marta
RITA: Marta, Marta!!!
Marta Entra scivolando e ribaltandosi tutto quanto addosso
RITA: Marta, ma cosa combini stai attenta, insomma alzati
Limpresario corre ad aiutare Marta
MARIO: Sei la solita svampita Marta, ti sei fatta male?
MARTA: No signore, non mi sono fatta niente
MARIO: Aspetta che ti aiuto
Mentre limpresario cerca di aiutare Marta i due incespicano luno sullaltra,
ad un certo punto limpresario si ritrover con tutta la roba della domestica
addosso
RITA: Caro, la vuoi smettere di importunare la nostra povera Marta, non vedi
che non si fatta niente. Su Marta vieni qui che devi rifarmi il trucco
MARTA: Si signora Rita
Mentre limpresario fa da tavolo Marta porge lo specchio alla signora
RITA: AAHHhhh! Il trucco si completamente rovinato. Marta fa qualcosa
MARTA: Va bene signora Rita
Marta inizia a tirar fuori dai propri bagagli (ancora tenuti goffamente
dallimpresario) ogni sorta di macchinario. Partono dei rumori strani tipo
fabbrica.
ERNESTO: Neanche in unimpresa edile c tanto lavoro
MARTA: Ecco fatto adesso ... ....
ERNESTO: Uguale a prima!
RITA: Ma come...!?!
SONIA: Ma si mamma, ma cosa ti importa di come sei fuori, limportante come
ti senti dentro, a me questo posto mi ispira, volete sentire cosa ho creato?
Tutti stanno per dire di no, ma la figlia inizia subito a leggere la poesia
SONIA: notte, io e il mio io siamo insieme nel mio io e anchio con io sto
nel
mio io, ma fluttuando nellio degli altri io anche io e il mio io con gli altri
io mi faccio trasportare dentro me stessa... Cio io! Il mio viaggio nellio mi
mostra il mare che ho io, il cielo che ho io, i monti che ho io i suoni, i
colori e i profumi del mio essere io... Sempre e solo io.... Ma se ci non
bastasse allora io...
Entra in scena il Gendarme 1
CAPO: Basta per lamor del cielo
Entra lappuntato
APPUNTATO: Fermi dove siete nel nome del padre
CAPO: Si amen!?! Si dice nel nome della legge
APPUNTATO: A gi vero
CAPO: Zitto va... Siete tutti in arresto
ERNESTO: S vero che era brutta, ma arrestarci per una poesia mi sembra
esagera-
to, non le pare
CAPO: Poesia? Ma di che poesia sta parlando? Cosa fa lo spiritoso ? Su
collega,
proceda con la perquisizione, cos gli facciamo passare la voglia di scherzare
APPUNTATO: Si signor s
Non succede niente
CAPO:. Allora vogliamo procedere
APPUNTATO: Ehm, si certo
Il Gendarme 2 non si muove
CAPO: Sbrigati! Bisogna PER-QUI-SI-RE
APPUNTATO: Perqui... che?
CAPO: Perquisire, controllare, ispezionare, indagare, sondare, ricercare. Su
sbri-
gati ti ho detto
APPUNTATO: Si capo, la perciquisco... La periquesco... La pequirisco... la
perq....isco
subito
Lappuntato inizia a perquisire il capo
CAPO: Ma che cosa stai facendo, no fermo... Dai smettila... Insomma mi fai
il
solletico...
APPUNTATO: Ma capo, me lha detto lei di perqui... Perci... Perceque... Di
fare quella
roba la
CAPO: Si, ma non a me, a loro, a loro
APPUNTATO: Ah, s... Procedo
Lappuntato esegue una goffa perquisizione, che sfocia in un buffo treno
ballerino
APPUNTATO: Ecco si, ho capito... Un, due, tre, ci, ci, ci
CAPO: Appuntato, ma che combina?!?
APPUNTATO: Eseguo gli ordini capo... Perquisisco!
CAPO: Ma, ehi attenti...!
Il capo non ha nemmeno il tempo di parlare, che viene travolto dal treno
CAPO: Appuntato, appuntato... Che fa? Torni subito qui, un ordine...
No
aspetti, non cos... Insomma, ma che fai, stai attento a te... Attento...
Attento... ATTENTI... AAA-TTENTI!!!
Tutti si fermano e si mettono sugli attenti
CAPO: Quando troppo troppo... Siete tutti in arresto!!!
APPUNTATO: No, la prego capo, io ho famiglia non mi rovini cos, sono troppo
giovane
per finire in gattabuia
CAPO: Non stavo parlando con te, idiota
APPUNTATO: Ah... Meno male, che paura ho avuto, Capo ma allora con chi
parlava?
CAPO: Con loro. Con... Con... Si pu sapere chi diavolo siete voi altri?!?
Iniziano a parlare tutti insieme e in modo confuso
CAPO: BASTA!!! Ma che ho fatto di male... allora, c una persona tra di voi
che
pu parlare a nome di tutti?
Entra laccompagnatrice
FLORA: IN-CRE-DI-BI-LE
Esce
TURISTI: Oh nooo!!!
CAPO: E questa chi ?
ERNESTO: lo scoprir subito!
Rientra laccompagnatrice che inizia a parlare velocemente cambiando
continuamente discorso e atteggiamento.
FLORA: Ooohh, ma questo posto ha dellincredibile, fantastico, classico,
como-
do, moderno, caldo, spazioso, ventilato, intimo, piccolo, socievole, colorato,
vivo, vivente, sognato, sognante, splendido, splendente, vittorioso,
vincente... Vincer... Vincer... Vinceeeeroooo!!! Applausi
No, grazie, su dai non esagerate, grazie... Che fate tutti li? Su muoversi, in
fila, non spingete e non fate i furbi. Allora su voi qui... Ehi, che c
piccino perch piangi, ti sei perso? Che carino... No, non essere triste ti
aiuto io... Attenzione si perso un bambino alto cos, largo cos, profondo
cos, che risponde al nome di Sandro...
TUTTI: Cercandolo Sandro, Sandrino, Sandro.
FLORA: Ecco alla vostra sinistra uno scorcio da pelle doca, da urlo,
veramente
toccante. Percepitene la passione e il suo mieloso romanticismo... Pensate fu
proprio qui che Amstrong disse: un piccolo passo per un uomo, ma un grande
passo per lumanit! Eh, che momenti fantastici... Ed proprio qui, in
questangolo di beata pace, che Cristoforo Colombo si ripos prima di scoprire
come far rimanere in piedi un uovo... Che mente, che uomo. Oh, ma guardate che
vista si gode da qui, osservate che panorama, che tranquillit, ora capisco
perch Giacomo era solito soffermarsi qui durante la creazione dei suoi
scritti...
CAPO: Giacomo?!?
FLORA: Ma si, il poeta
APPUNTATO: Ah!
FLORA: Con enfasi struggente Ma guardate che imperiosi monumenti, sentite
che soavi suoni, respirate a pieni polmoni questaria fresca e frizzante,
toccate con mano la calda terra lavorata con cura ed esperienza, gustatene i
sapori dei suoi frutti e assaporate il gusto della natura... Sempre con enfasi
E con questo ho terminato tutti e cinque i sensi
Flora si blocca fissando un punto
ERNESTO: Si bloccata ancora, da quando siamo partiti che fa cos
CAPO: Cosa sta guardando?
FLORA: Attaccandosi alle ultime parole di ogni frase Guardando lorizzonte ve-
do solo monti e colline in fiore
MARIO: Ecco lei la nostra acc...
CAPO: Ma avete sentito?
FLORA: Sentito questo piacere nullaltro posto vorrei visitare
RITA: Io non la sopporto pi, ah ma mi sentir lagenzia quando torniamo
CAPO: Insomma, la vogliamo finire
FLORA: Finire non posso di adorarti o terra beata
MARTA: Se mi permette vorrei informarla che lei la nostra accomp...
CAPO: Ma si pu sapere da dove uscita?!?
Senza pi enfasi, ma detto tecnicamente come una frase fatta
FLORA: Luscita di sicurezza la potete trovare infondo al corridoio
SONIA: Sai che ti dico sagoma, simpatica per essere una accom...
CAPO: Basta!!! Esigo spiegazioni, voglio assolutamente sapere chi siete!
FLORA: Chi siete voi per interrompere le mie illustrazioni?
TURISTI: la nostra accompa...
CAPO: Zitti! Senta signora...
FLORA: Signorina
CAPO: Senta signorina
FLORA: Cos va meglio
CAPO: Bene, sono contento
FLORA: Piacere Flora
CAPO: No, sono contento nel senso che sono felice
FLORA: Anche mio zio si chiamava Felice
CAPO: Si, ma lei ha frainteso, io non mi chiamo Felice
FLORA: Per le piacerebbe
CAPO: No!
FLORA: Ma allora perch si fa chiamare cos?
CAPO: No guardi che lei non ha ancora capito
FLORA: Certo che ho capito! Che cosa crede Sig. Felice, voi uomini Siete tutti
uguali, ma se crede che io sia una donna di quelle che si concedono al primo
che passa...
CAPO: No, non mi permetterei mai... Insomma, gentilissima signorina Flora av-
rebbe la cortesia di dirmi chi cavolo lei prima che io le scagli addosso il
mio collega?
FLORA: E lei pensa di poter conquistare una donna con questi modi burberi,
ts
CAPO: APPUNTATO!!!
APPUNTATO: Si capo mi scaglichi pure dove vuole lei
FLORA: Che modi. E va beh, sono Flora laccompagnatrice turistica di questa
dol-
ce famigliola pronta a servirli e seguirli ovunque
CAPO: E ci voleva tanto?
FLORA: Anchio a volte penso di essere troppo brava per loro, ma dopotutto mi
hanno scelta e siccome sono loro i turisti...
CAPO: Come ha detto?
FLORA: Che siccome loro sono i turisti...
I Gendarmi, una volta chiarito il malinteso, iniziano a sistemare i turisti
pulendoli e porgendogli i bagagli
CAPO: Ah! ma voi siete i Turisti... Certo che sciocchi siamo stati... Vi
aspettava-
mo con ansia
I turisti si guardano stupefatti
CAPO: Dovete sapere che abbiamo lavorato molto perch tutto fosse in
ordine
per il vostro arrivo
ERNESTO: Perch ci stavate aspettando?
CAPO: Certo
ERNESTO: AH!
CAPO: Anzi scusate per lorrenda accoglienza, ma sapete capita di rado che
ven-
ga qualcuno a trovarci e cos vi avevamo scambiati per dei ladri o delle spie,
sapete con i tempi che corrono
ERNESTO: E gi, con i tempi che corrono
CAPO: Oh ma che sciocchi, andiamo subito a chiamare il nostro Sindaco cos
che
possa darvi il benvenuto di persona. Appuntato, andiamo
APPUNTATO: Si signor si!
I Gendarmi escono di scena e si recano dietro le case
ERNESTO: Se penso che questo solo il primo giorno di vacanza
MARIO: Su dai, sei il solito esagerato, hai visto che carini ci aspettavano
ERNESTO: Ti ricordo che noi siamo finiti qui per sbaglio, e per essere pi
precisi per
colpa di quella stramaledettissima accompagnatrice
FLORA: Ho come limpressione che qualcuno qui c labbia con me
MARIO: Sentite...
RITA: Caro io non capisco
ERNESTO: Sai che novit
RITA: Caro, ma lo senti?!? Marta spiegami cosa sta succedendo!
MARTA: Vede signora quando noi...
SONIA: Shhh, stanno tornando
Entrano i cittadini al completo e assonnati. Si mettono tutti in fila. Il Capo
si reca vicino ai turisti e si piazza sugli attenti
CAPO: Signori turisti sono lieto di presentarvi il Sindaco e i cittadini di
Utopia
Tra i turisti qualcuno ridacchia
SINDACO: Ben arrivati, sono contento di fare la vostra conoscenza e spero che
il
vostro soggiorno ad Utopia sia dei pi gradevoli. Vedete la nostra prima
esperienza turistica, ma noi ci siamo preparati per offrirvi una grande
vacanza... Verso i suoi cittadini VACANZA!!!.
TUTTI: In coro AAA... AAA... AAA
ERNESTO: Lei quindi sarebbe il Sindaco di Utopia
Ernesto avanza verso il Sindaco, dietro i cittadini fanno conoscenza con i
turisti mimando della azioni e creando un unico gruppo che vede in prima fila
il Sindaco ed Ernesto
SINDACO: Si, vede signor... Signor
ERNESTO: Mi chiamo Ernesto
SINDACO: Piacere, vede signor Ernesto, io vorrei portare Utopia a dei grandi
livelli,
voglio che il mio paese sia conosciuto in tutto il mondo
ERNESTO: Certo capisco
SINDACO: Bene. Ecco, adesso lei vede Utopia cos in tutto il suo splendore, ma
in
realt deve sapere che noi stiamo attraversando un periodo di crisi e che purtroppo
abbiamo bisogno di molti quattrini per poter diventare una citt di alto
livello.
ERNESTO: Certo capisco
SINDACO: Sa, io vorrei vedere Utopia al centro del mondo, vorrei che la gente
po-
tesse parlare di noi come di una grande citt
ERNESTO: Certo capisco
SINDACO: Ed per questo che mi sono deciso ad attuare un piano turistico ad
Uto-
pia. Vorrei in questo modo poter fare abbastanza quattrini per rendere il mio
paese il paese per eccellenza, vorrei far sorgere su di esso palazzi e monumenti,
renderlo attivo nel commercio e nel lavoro, importare ed esportare, comprare,
vendere, affittare, prestare, barattare, insomma tutto!
ERNESTO: Certo capisco
Ernesto si discosta dal Sindaco e inizia a pensare tra se e se, senza dar pi
retta ai discorsi di questultimo
SINDACO: Devo dire che proprio bello parlare con una persona che ti capisce,
per-
ch vede, per me la prima volta ed io mi sento molto pronto e preparato, ma
ho anche molta paura di fallire e quindi avrei bisogno di qualche consiglio da
qualcuno che di queste cose ne capisce... Ad esempio, lei cosa ne pensa del mio
piano? Sig. Ernesto? Dico a lei! Ernesto!
SCENA V (COMPLOTTO)
Ernesto finge di aver sonno per poter rimanere solo con Mario
ERNESTO: Adesso capisco e s, adesso capisco proprio bene... Ma certo il
turismo, i
quattrini, Utopia al centro del mondo, insomma Signor Sindaco la gente inizier
a parlare di lei, dopotutto lei carico di responsabilit e non pu deludere i
suoi cittadini, che ne dice se adesso andassimo tutti a riposarci per poter
domani ripartire pieni di energia, in fondo tardi AAAAhhhhh io inizio ad
essere stanco e sento anche un po di sonno
SINDACO: Ma...
ERNESTO: No nessun ma, non vorr mica che domani Utopia sia popolata da
turisti
addormentati e cittadini spenti...
SINDACO: Certo che no, io...
ERNESTO: E poi anche lei dovr essere pronto per poter affrontare quei grandi
per-
sonaggi e quelle famose autorit che fanno parte della vita di un uomo della
sua portata, insomma anche lei ha bisogno di riposarsi...
Pausa
ERNESTO: AAAHHhhhh
SINDACO: S, mi ha convinto, presto, tutti a dormire, domani sar un gran
giorno
Tutti si salutano dandosi la buona notte. Il sindaco si gira verso lamico che
improvvisamente sbadiglia, iniziando cos un gioco di sguardi per il quale il
sindaco vede lamico come un personaggio decisamente strano, mentre questi
cerca di confabulare con limpresario per fargli capire che non deve andare a
dormire.
Il tutto accompagnato da una melodia e ci si veste da notte. Alla fine
rimangono solamente i due turisti. Silenziosa confusa si ritrova tra i due, ma
non appena si rende conto di essere di troppo si finge statua.
ERNESTO: Mario, hai sentito?
MARIO: Certo che ho sentito Ernesto, non sono mica sordo... Su andiamo a
dormire
ERNESTO: Allora non hai capito nulla, ma hai sentito che razza di discorsi che
face-
vano?
MARIO: Senti Ernesto, io non ti capisco
ERNESTO: Questi qua non sono altro che una massa ignoranti
MARIO: Dai smettila, potrebbero sentirci
Si girano verso Silenziosa che, spaventata, finge di essere una statua
ERNESTO: Insomma, Mario, vuoi capire che questa la nostra occasione
per
arricchirci!
MARIO: Ma cosa stai farneticando
ERNESTO: Questa sottospecie di cavernicoli sa a malapena leggere e scrivere e
sono
ingenui come dei bambini, insomma gente con tanta buona volont che noi potremo
sfruttare per far soldi!
MARIO: Ma come?
ERNESTO: Uffa, ma allora sei proprio tarato, adesso capisco perch hai
accettato di
sposare mia sorella; hai sentito il sindaco quando parlava di turismo, di
vacanze, di deficit pubblico, ts scommetto che quel manichino non sa neanche
che cosa sia il denaro
MARIO: Bene allora?
ERNESTO: Come allora?!? Ma ti sei guardato attorno? Il massimo del turismo che
si
pu ricavare da questo postaccio il raduno dei barboni di quartiere... Gi me
lo immagino lido del pattume, la vetta del riciclato, venite signore e
signori a visitare la fiera del vetro, della carta e dellumido... Che te ne
pare?
MARIO: Mi viene da vomitare
ERNESTO: Vedi che sei daccordo con me! Immagina invece che tutto questo
terren-
no possa venire asfaltato e che improvvisamente nascano, come dal nulla, un
centinaio di box e posti macchina a pagamento... Naturalmente allinizio ci
vorranno un po di soldi
MARIO: Che dovrei mettere io... Vero?
ERNESTO: Sai una cosa? Ha ragione tua figlia sei proprio negativo... Insomma
se la
cosa non ti interessa, poco male! Vorr dire che chieder un prestito e porter
avanti questa mia idea da solo, peccato per ci tenevo che potessimo diventare
soci...
MARIO: Soci... ts. E va bene Ernesto, ci sto... Ma ad un patto a me tocca
l80% del guadagno
ERNESTO: Facciamo il 50%
MARIO: 70
ERNESTO: 50
MARIO: 60
ERNESTO: 50
MARIO: 50
ERNESTO: 50
MARIO: 40
ERNESTO: Socio!!!
MARIO: Che strano, sto provando la stessa sensazione di quando sposai tua so-
rella...
ERNESTO: Vedrai che non te ne pentirai
MARIO: Su questo ho qualche dubbio, ma non fa niente; adesso dimmi il piano
ERNESTO: Si va bene, ma non parliamone qui, ho paura che qualcuno ci possa
sen-
tire
Si girano verso Silenziosa e questa, che per tutto il dialogo ha continuato a
cambiare posizione, si blocca di colpo
ERNESTO: Domani dovremo svegliarci prima degli altri su andiamo a riposare
e
prepariamoci al gran giorno
I due escono e finalmente cala la notte ad Utopia.
SCENA VI (PASSAPAROLA)
Silenziosa ancora in scena agitata e spaventata, il suo esprimere
preoccupazione e terrore interrotto dallentrata dei gendarmi; Silenziosa
finge ancora di essere statua
CAPO: Non riesco ancora a crederci, per poco non rovinavamo tutto
APPUNTATO: Capo, ma noi stavamo facendo soltanto il nostro dovere
CAPO: Si hai ragione, come facevamo a sapere noi che quelli li erano i
turisti. E
poi la legge o non uguale per tutti?
Il Capo si appoggia a Silenziosa
APPUNTATO: Capo, ma quella statua sempre stata li, io non la ricordo
CAPO: Certo, che cosa credi che adesso si mettano a spostare le statue di
notte?
Questa la famosissima statua che ritrae il grande... Il grande... Rendendosi
conto che la statua in realt Silenziosa Silenziosa! Ma che cosa stai
combinando?
Silenziosa ancora spaventata scappa
CAPO: Appuntato acciuffiamola
I due si dividono e bloccano Silenziosa che inizia a dimenarsi
CAPO: Ehi Silenziosa calmati. Ecco cos brava, respira
APPUNTATO: Capo, forse meglio se la facciamo sedere
CAPO: Si, forse meglio, vieni Silenziosa siediti e raccontaci cosa ti
successo
I tre vanno a sedersi sulla panchina
CAPO: Ecco, adesso su racconta
Silenziosa inizia ad agitarsi per provare a parlare
CAPO: No senti Silenziosa devi spiegarti meglio
Silenziosa prova ancora
CAPO: Insomma Silenziosa, io non capisco niente, ma scusa non puoi
parlare
come tutte le persone?
APPUNTATO: Ma Capo, come pu Silenziosa dirle cosa le successo?
CAPO: Ah gi, dimenticavo come possiamo fare adesso?
APPUNTATO: Beh, io ho uno zio che veterinario
CAPO: E che centra tuo zio adesso
APPUNTATO: Come che centra scusi, esistono che lei sappia animali che
parlano?
CAPO: No
APPUNTATO: Vede, allora mi lasci provare
Silenziosa con calma spiega allAppuntato cosa le successo
APPUNTATO: Si, a si certo, capisco, come? No, ma... Non possibile... Sei
sicura
CAPO: Cosa c, cosa ti ha detto?
APPUNTATO: Un attimo Capo, la lasci finire. Su dimmi... Ah, certo, si quindi
loro, e gi
ho capito, ma e terribile! Silenziosa, sei sicura che tutto quello che mi hai
detto sia vero?
Silenziosa annuisce e fa un cenno di giuramento
APPUNTATO: No, non c bisogno che giuri, ci fidiamo di te. Adesso non
preoccuparti
tu va pure a farti una passeggiata per distrarti e poi vai dormire tranquilla
al resto penseremo tutto noi
Silenziosa esce di scena tranquilla
CAPO: Allora che cosa ti ha detto?
APPUNTATO: Capo terribile quello che ho saputo
CAPO: Si, questo lho capito anchio, ma cosa successo, dimmi!
APPUNTATO: Dobbiamo assolutamente fare qualcosa, utopia sta per correre un
grosso
pericolo
CAPO: Come un grosso pericolo?!? Su spiegati meglio
APPUNTATO: Vede Capo, Silenziosa prima mi ha confidato di aver sorpreso due
turisti
tramare qualcosa di malvagio alle nostre spalle
CAPO: Due turisti? Voglio sapere subito chi e che cosa stavano tramando!
APPUNTATO: Silenziosa ha detto che il marito della signora e il suo amico si
sono fer-
mati a parlare quando tutti stavano andando a dormire e, fingendosi statua, ha
scoperto che i turisti vogliono... Vogliono...
CAPO: Insomma, vogliono cosa?
APPUNTATO: Vogliono conquistare Utopia per poterci fabbricare parcheggi a
paga-
mento
CAPO: Ma terribile, sei sicuro di aver capito bene?
APPUNTATO: Certo, sicuro come vero che io sono un gendarme!
CAPO: Accidenti, ma allora bisogna fare assolutamente qualcosa... Ma cosa?
APPUNTATO: Non lo so
CAPO: Sediamoci e riflettiamo
Mentre i Gendarmi pensano al da farsi entra Oreste con un libro in mano
ripetendolo a memoria ad alta voce
ORESTE: Termine derivato dal nome di un paese immaginario creato da
Tommaso
Moro, che rappresentava una societ ideale ed irraggiungibile, nel linguaggio
comune ci che non si pu ottenere, un sogno irrealizzabile
CAPO: Oreste, ma cosa stai facendo?
ORESTE: Come cosa sto facendo, mi sto preparando
CAPO: Preparando per cosa?
ORESTE: Ma al gran giorno, domani quando i turisti si sveglieranno deve
essere
tutto perfetto ed io mi offrir volontario per raccontare, nel modo pi preciso
la storia di Utopia. Dopotutto i turisti
GENDARMI: Shhhh!
CAPO: Smettila di nominarli e stai attento invece, se no qui finisce male
ORESTE: O bella e perch? Cosa successo?
CAPO: Silenziosa ha scoperto che i turisti in realt sono delle spie segrete e
vo-
gliono conquistare Utopia per farne una base segreta
ORESTE: Non possibile, ma ne siete sicuri?
CAPO: Certo che ne siamo sicuri, e sappiamo anche che per far questo hanno
un
piano e sono provvisti di armi invincibili
ORESTE: Ma allora bisogna fare qualcosa e subito!
CAPO: Certo, noi andiamo a pensare a qualche cosa tu per adesso tieni gli
occhi
bene aperti
ORESTE: Certo, star attentissimo!
APPUNTATO: Mentre stanno uscendo Andiamo a far che?
CAPO: A pensare... Su muoviti
APPUNTATO: Ah!
I Gendarmi escono ed entra Leonardo con un telescopio e si piazza vicino alla
panchina per poter ammirare le stelle
ORESTE: Pss, ehi pss, Leo
LEONARDO: Ah, sei tu Oreste, mi hai fatto spaventare, cosa c
ORESTE: Come cosa c, ma allora non sai niente
LEONARDO: No perch, che cosa dovrei sapere?
ORESTE: No no niente, non sar certo la mia bocca a parlare, io non voglio
mica ri-
schiare la vita
LEONARDO: Addirittura la vita. Va beh, se proprio non me lo vuoi dire non fa
niente
Breve silenzio mentre Leo continua a guardare le stelle
ORESTE: Ma possibile che non ti interessi cosa stia accadendo?
LEONARDO: Certo che mi interessa, ma se hai detto che non puoi dir...
ORESTE: E va bene, non sopporto le torture. Siediti che ti racconto tutto
Leonardo si siede vicino ad Oreste
ORESTE: Sembra che i turisti non siano buoni come sembra
LEONARDO: Cosa vuoi dire?
ORESTE: Pare che in realt siano degli esseri, venuti da un altro mondo, per
con-
quistare Utopia.
LEONARDO: Vuoi dire degli Extraterrestri?
ORESTE: Si proprio cos, e sembra, anzi proprio certo che per farlo siano
armati
fino ai denti
LEONARDO: Armati???
ORESTE: Si, con delle armi potentissime, molto pi devastanti della bomba
atomi-
ca e dei miei calzini bucati messi insieme. terribile sembra che ci siano gi
decine di astronavi giganti pronte a far fuoco
LEONARDO: Sembra tutto cos assurdo, ma ne sei sicuro
ORESTE: Certo che ne sono sicuro anzi, sai che ti dico, tu rimani pure a
guardare
le stelle cos se vedi qualcosa di strano mi avverti, io intanto... Bhe, ho da
fare... Ciao
Oreste esce
LEONARDO: Ciao... Ha ragione Oreste, bisogna tenere gli occhi aperti.
Presto, al cannocchiale
Mentre Leonardo guarda le stelle entra Marta e si siede sulla panca
Dopo un attimo di silenzio Marta tossisce pi volte per farsi notare
LEONARDO: Ecco, questa mi sembra una posizione ottimale per tenere sottocchio
la
situazione, non c spillo che possa entrare in Utopia senza che io labbia
visto prima... Ma guarda come si vede bene Andromeda questa notte, li c
lOrsa, questa la Luna
Leonardo gira il telescopio finch non punta Marta
LEONARDO: Aaaaahhh!!!
MARTA: Aaaaahhh!!! Cos successo, cosa successo?
LEONARDO: Ho visto un essere orrendo, gigante, spaventoso
MARTA: Dove, dove?
LEONARDO: Non lo so di preciso. Allora, dopo aver visto la Luna mi sono girato
di
qua e ho puntato dritto verso... Rendendosi conto della situazione. La panchina
e visto che lei era seduta li allora io avevo creduto, insomma, che sciocco che
sono, mi spiace di averla spaventata
MARTA: No si figuri non fa niente
LEONARDO: Ma lei una dei nuovi turisti?!?
MARTA: Si, e devo dire che ci avete fatto una splendida accoglienza, dopotutto
ci
siamo presentati cos, di notte
LEONARDO: Quindi lei fa parte di quella famiglia...
MARTA: No, no, io non sono un parente, sono solo la donna delle pulizie...
Anche
se mi trattano come una serva
LEONARDO: Perci lei non un turista?
MARTA: Purtroppo no, sono qui per lavoro
LEONARDO: Ah!
Leonardo tira un sospiro di sollievo
MARTA: Ma adesso che sapete che non sono turista, non mi tratterete pi
bene
come prima?
LEONARDO: Contento e tranquillo Certo che ti tratteremo bene, anzi meglio
Leo torna a guardare le stelle. Piccola pausa di silenzio
MARTA: Deve essere proprio bello sapere tutte quelle cose sulle stelle
LEONARDO: Sai, le stelle mi hanno sempre affascinato, se penso che la loro
luce contie
ne la storia di migliaia di anni...
MARTA: Ma come possibile?
Leo si avvicina a Marta
LEONARDO: Vedi, quello che vediamo noi in realt, non un oggetto, ma la sua
luce
e, vista lincredibile distanza, essa ci arriva con migliaia di anni di
ritardo
MARTA: Com affascinante
LEONARDO: Chi?
MARTA: Le stelle!
LEONARDO: Ah si certo
I due si allontanano un po. Pausa
LEONARDO: Quanto rimarrete qui?
MARTA: Finch i padroni non si stancheranno di voi... Vedi loro sono fatti
cos
LEONARDO: Si, lo so come sono fatti i turisti!
MARTA: Cosa vuoi dire?
LEONARDO: Non so se posso... Senti io mi fido di te, mi sembri una persona
cos in
gamba e anche molto carina...
MARTA: Dici davvero, non mi ritieni imbranata e maldestra come gli altri?
LEONARDO: Assolutamente no, io sai, ti ho notata prima e penso che ci sai
fare... Dav-
vero!
MARTA: Grazie... Su dimmi allora, cosa hai scoperto?
LEONARDO: I tuoi amici turisti in realt sono degli esseri venuti da altri
mondi, che
possono prendere qualsiasi forma e che sono in grado di moltiplicarsi a vista
docchio.
MARTA: Strano io non lo avevo mai notato
LEONARDO: Sembra che Utopia sia lunico paese che ancora non stato
conquistato e
adesso con milioni di armi invisibili e potentissime vogliono appropriarsene
MARTA: Non riesco a crederci. Sai anche chi il capo?
LEONARDO: No, per a quanto pare il piano stato ideato dallimpresario e dal
suo
amico
MARTA: Il signor Mario e il suo amico Ernesto?!?
LEONARDO: Si proprio loro
MARTA: Ma incredibile!!!
LEONARDO: Si, ma tu non ti devi preoccupare, tu non sei turista... Vero?
MARTA: Io penso di no... Insomma io sono qui per lavoro e poi a me quella
fami-
glia di strampalati non mai piaciuta... Penso di no...
LEONARDO: Bhe, se sei venuta qui per lavorare... Allora non sei una turista!
I due si alzano, si abbracciano e gioiscono
MARTA: Al non sono una turista!
LEONARDO: Al non sei una turista!
Marta e Leonardo continuano a gioire dopo un po si rendono conto di essere
abbracciati e si fermano guardandosi
LEONARDO: Sono contento che tu non sia una turista
MARTA: Anchio sono contenta che tu non lo sia
Si stanno per baciare
RITA: Marta, Marta... Ma dove sei finita... Marta
I due si allontanano poi si prendono per mano
MARTA: Devo andare adesso...
LEONARDO: Rimani ancora un po
MARTA: No, non posso... Se un giorno io volessi imparare a riconoscere le
stelle
LEONARDO: Io vengo qui ogni notte, potrei insegnarti tutto quello che so
MARTA: Ne sarei felicissima... Come vorrei poter rimanere qui con voi sempre
LEONARDO: Ehi, ma vero perch non rimani con noi!
MARTA: No io non...
Leonardo inizia a spostarsi a destra e a sinistra e trascinandosi dietro Marta
LEONARDO: Se tu rimanessi con noi potresti venire tutte le sere qui a vedere
con me
le stelle...
MARTA: Ma...
LEONARDO: Vedi li, tra quei monti, ogni sera il sole tramonta e dipinge tutto
il nostro
paese di rosso...
MARTA: Si ma...
LEONARDO: E la, oltre quelle colline, da li che si pu vedere lalba pi
bella di ogni alba...
MARTA: Senti...
Mentre Marta rimane ferma in centro Leo continua a muoversi felicemente e con
allegria
LEONARDO: Senti che profumi, che freschezza, che suoni leggiadri e che pace
Leonardo sbatte contro Marta, i due sono ancora abbracciati
LEONARDO: Se tu restassi qui tutto questo sarebbe molto pi bello
Si stanno per baciare
RITA: Martaaaaa!!!
MARTA: Devo andare, devo andare...
Sta per uscire, ma si ferma poco prima
MARTA: Leonardo
LEONARDO: Si?
MARTA: Io sono con voi!
I due si sorridono. Marta esce mentre Leo la saluta
Entra Silenziosa che, fatta una passeggiata per tranquillizzarsi, va verso la
sua abitazione per dormire.
LEONARDO: Ehi Silenziosa aspetta un attimo... Si lo so che stavi andando a
dormire,
ma ho bisogno di parlare con una persona discreta, che sappia tenere la bocca
chiusa e chi meglio di te... Vieni, siediti un attimo qui con me.
Sai Silenziosa, io penso di... Insomma ho il batticuore, lei cos bella ed io
sento gi la sua mancanza, sono felice, pieno di energia insomma, io penso di
essermi innamorato... Come di chi, ma di Marta, si Marta una dei turisti... No,
non ti devi preoccupare in realt lei non un turista, venuta qui per lavoro,
si fa la domestica per quella famiglia che venuta qui questa notte... Si lo
so, loro si che sono pericolosi, sai che cosa ho saputo? Ho scoperto che in
realt i turisti sono dei demoni maligni che vogliono impossessarsi di Utopia
per renderla una degli infiniti inferni... Pensa, sembra che per farlo siano in
possesso di armi demoniache ed incantesimi maligni e spaventosissimi... No
Silenziosa, non ti allarmare, io vado via tu rimani di guardia... Mi
raccomando, non ti addormentare!!!
Leonardo esce di scena molto allegramente pensando a Marta Silenziosa ancora
spaventata dalle parole di Leo cerca di andare a dormire, ma si imbatte nel
sipario che si sta chiudendo, col quale comincia una lotta che la far rimanere
infine in proscenio verso il pubblico. Resasi conto della gaffe guarda
imbarazzata il pubblico, saluta e raggiunge gli altri dietro il sipario.
INTERVALLO
ATTO II
SCENA I (ARRIVO MATTINIERO DEI TURISTI)
Si apre il sipario con il quale Silenziosa sta ancora litigando.
La lotta trova fine solo allapertura completa delle tende permettendole cos
di riprendere fiato, ma non appena ci avviene, entrano Mario ed Ernesto.
Silenziosa spaventata si finge nuovamente statua
ERNESTO: Entrando Allora Mario, hai capito adesso?
MARIO: Io sinceramente non ho ancora neanche capito perch ci siamo sve-
gliati cos presto?!?
ERNESTO: Come??? Va bene, te lo spiego per lennesima volta, ma tu cerca di
seguirmi...
MARIO: Senti Ernesto, saranno venti minuti che ti seguo, ti vuoi fermare o no?
ERNESTO: Beh, questo mi sembra un posto tranquillo, possiamo fermarci, cosi ti
spiego il piano
MARIO: Ah, Meno male
Mario si appoggia a Silenziosa per riposare
ERNESTO: Allora, se non ho capito male, sembra che questo paese stia pun-
tando tutto il suo futuro su questa attivit turistica giusto?
MARIO: Si
ERNESTO: Oh! Quindi se noi riuscissimo in qualsiasi modo, e quando dico
qualsiasi tu sai cosa intendo...
Silenziosa su questa frase si agita per il terrore
MARIO: Si dai, vai avanti
ERNESTO: Dicevo, se noi riuscissimo ad umiliarli, a rendere tutto questo loro
lavoro uno sforzo inutile, un fallimento; si creerebbe un clima terribile, una
demoralizzazione totale una delusione generale
MARIO: E allora?
ERNESTO: Come: e allora??? Allora, come se niente fosse, cos dal nulla, si
fa-
ranno avanti due distinti individui, disponibili e gentili, molto preparati e
capaci nel far soldi, che proporranno allormai finito sindaco, una soluzione
rapida e sicura... Vendere!!!
MARIO: E questi due distinti personaggi...
Fa un cenno come per dire noi due
ERNESTO: Oh, finalmente inizi a capire. Cos, quando li avremo convinti
a
vendere, noi ci proporremo come disponibili acquirenti
MARIO: Ma perch
ERNESTO: Ma perch questo paese inutile e senza senso, ed per questo che
noi lo trasformeremo nel pi grande parcheggio di tutti i tempi
MARIO: Si, va bene, ma perch ci siamo svegliati cos presto?
ERNESTO: Semplice caro mio, per poter prepararci al meglio per il pi
grande
fallimento del secolo... IL TURISMO AD UTOPIA...
Ernesto porta fuori scena Mario, dicendo le sue ultime battute con lamico
sottobraccio
SCENA II (GIORNATA TURISTICA)
Si sente un gallo. La scena vuota e c silenzio.
Dopo un po entra in scena il Sindaco con energia
SINDACO: Siete pronti?
Parte musica di Rino Gaetano e come soldati entrano tutti con in mano oggetti
estivi. Si vedono sdraio, palette e secchielli, amache, salvagenti, etc.
TUTTI: Ma vede signore e che Signor Sindaco Insomma senta
Tutti cercano di far capire al Sindaco che i turisti in realt sono degli
esseri malvagi
SINDACO: Non vi sento convinti Non vorrete mica rovinare un giorno cos
importante per il nostro paese
Il Sindaco si volta verso il pubblico sognante pensando alla sua nuova Utopia
ORESTE: Ma vede signor Sindaco che in realt i turisti non son altro che
LEONARDO: Zitto, non vedi com orgoglioso di se stesso, non possiamo
rovinargli questo giorno Glielo diremo in unaltra occasione
ORESTE: Si, quando ci avranno gi fatto fuori
SINDACO: Dicevate???
LEONARDO: Che Siamo pronti!!!
SINDACO: Allora forza...
ORESTE: Ma Signor Sindaco
SINDACO: TURISMO!!!
La musica aumenta ed entrano i turisti a scaglioni che mettono in moto delle dinamiche
con i cittadini spaventati, ad ogni aumentare e diminuire della musica.
ERNESTO: Come, non c la televisione, io devo assolutamente vedere la
partita
Silenziosa rimedia in qualche modo
ERNESTO: Ecco cos Ma no Insomma
Entrano Mario, Rita e Marta
RITA: Come sono stanca adesso mi prendo un po di sole Ma dov la sdraio???
Leonardo corre per servirla, ma appena vede Marta si sofferma sorridendole
RITA: La sdraioooo!
LEONARDO: Subito Signora
MARIO: Mi serve un telefono
LEONARDO: Subito Signore
RITA: Marta, girami verso il sole
MARTA: Subito Signora Rita
MARIO: Potete portar via il telefono
LEONARDO: Subito Signore
RITA: MARTA!!!
La scena sfuma ed entra Flora
FLORA: Ma che vacanza indimenticabile, peccato per che non ci sia nessuno con
cui chiacchierare
Entrano subito i Gendarmi
FLORA: Oh, ma fantastico, da dove volete che inizi Allora, vi racconter di
quella volta che incontrai quellattore famosissimo, come si chiamava? Era
biondo quasi come me
Flora continua a parlare mentre i gendarmi mimano la loro noia, dopo di che
iniziano a giocare a carte. La scena sfuma ed entra Sonia
SONIA: Tutto questo mio creare mi ha messo stanchezza, ma qui non c niente
per sdraiarsi?
Entrano Arturo ed Oreste con unamaca per sorreggere Sonia
La musica aumenta di ritmo e di volume, le dinamiche a scena muta aumentano di
velocit. Ci si inizia a scontrare cambiandosi le mansioni involontariamente,
finch la confusione non sfocia in un ballo da balera contadina
SCENA III (DISCOTECA)
La musica e le danze vengono interrotte da Ernesto
ERNESTO: Basta! Non sar mica divertimento questo, vero Mario!
MARIO: Cosa? Ah si! vero, non mica una vacanza seria questa!
ERNESTO: Io da turista esperto ritengo questa organizzazione alla portata di
un paese non ancora pronto ad un evento di tale importanza
SINDACO: Ma, come?
ERNESTO: Penso che dobbiate affidarvi a persone pi indicate, pi preparate
nel settore insomma, bisogna VENDERE! Vero ingegner Mario?
MARIO: Ingegner?!? Ah si certo collega
SINDACO: Mi dica signor Ernesto che cosa c che non va?
ERNESTO: Vede, e che qui manca Manca
SINDACO: Che cosa manca, la prego me lo dica
ERNESTO: Che cosa manca Ecco manca Innanzitutto non c diglielo Mario, che
cosa manca?
MARIO: Beh, chiaro, manca Manca
SONIA: La discoteca! Cio, non che io ci vada pazza, ma cio lo sfogo delle
emozioni ci vuole, se io ed il mio io non ci fondiamo in altri io con movimenti
ritmici regolari Tam, tam Tam, tam
SINDACO: Come?
Imitando il movimento di Sonia che continua a ballare e a simulare la musica
SINDACO: Ah, ma bastava dirlo!
Sale su una sedia per dirigere i cittadini che intanto si stanno mettendo in
fila
SINDACO: Avete capito? Tam, tam Tam, tam Su, discoteca
I cittadini simulano un pezzo da discoteca con degli strumenti. Si sovrappone
la musica che mentre inizialmente porta allegria, dopo un po obbliga i
cittadini a ballare. La situazione degenera su un assolo di Silenziosa che,
mentre i turisti continuano a deriderli, porta tutti ad un ballo straziante!
Le risate aumentano mentre cala il buio. A buio completo la musica si
interrompe malamente come se si fosse inceppata.
Escono tutti prima che la musica si blocchi completamente
SCENA IV (LA GUERRA)
Sale la luce
Entra Arturo con aria minacciosa, va verso il pubblico e lo fissa scrutandolo
con attenzione
ARTURO: Siete degli sciocchi Si, voi, degli sciocchi, dal primo allultimo,
ma vi siete visti? Fate ridere e se devo dirla tutta, mi fate anche un po
schifo
Parte musica da guerra.
Entrano in fila, come un esercito, tutti i cittadini (tranne Leo) trascinandosi
dietro anche il Sindaco. Si fermano sul fondo della scena armati di posate e
altre armi di poco conto
ARTURO: Unumiliazione cos non lho mai subita e se pensate che io ora mi
tiri indietro, siete proprio degli sciocchi!!!
Qualcuno inizia a staccarsi dalla fila per vestire Arturo da soldato
ARTURO: Il nemico avanza, ma io ho un piano La situazione drastica e
comporta una manovra dura e decisa, ci vuole fermezza e coraggio. E venuto il
momento di reagire ed per questo che io, con voi o senza di voi, sferrer il
mio primo attacco Io sono pronto! Che abbia inizio la GUERRA!!!
La musica sale improvvisamente e Arturo tramuta la lavatrice in nave mettendosi
alla guida di questa. Qualcuno simula il mare con un telo azzurro ed altri
entrano creando delle dinamiche con Arturo.
ARTURO: Ed ecco a voi la flotta navale pi potente del mondo la storia ci
insegna che fin dal 1576 Utopia sempre stata considerata una potenza
invincibile negli attacchi marini E sar cos che una volta per tutte ci
libereremo dei turisti Tre gradi a Nord, cinque ad Est Molla la prua, ammaina
le vele, vira la poppa, pronti allattacco
ORESTE: Capitano, vorrei informarla che ci dirigiamo verso un iceberg
ARTURO: Un iceberg?!? Mozzo, vira a babordo, sei gradi a Sud e sette a Ovest,
inverti la rotta, motori a tutta birra
Appare Silenziosa che nuota in mare
ARTURO: Silenziosa che diavolo fai in mare scansati Scansati!!! Mozzo mi
faccia un resoconto della situazione Dove si trova il nemico?
ORESTE: Dalla parte opposta capitano
ARTURO: Non importa Fuoco!!!
ORESTE: Ma capitano
ARTURO: Ho detto che non importa Non vorr mica finire in pasto agli squali
per ammutinamento
ORESTE: No
ARTURO: Allora su, caricare il cannone, mirare, FUOCO FUOCO FUOCO FUOCO!!!
ARTURO: Allora mozzo, com andata?
ORESTE: Bersaglio mancato, capitano
ARTURO: NOOOoooo!!!
La musica si stoppa improvvisamente, il mare si ritira e tutti, tranne Arturo,
escono di scena velocemente
ARTURO: Accidenti, in che cosa ho sbagliato?
Entra Leonardo
LEONARDO: Hai sbagliato dal principio trascurando un piccolo particolare, ad
Utopia non c il mare
ARTURO: Bhe, fammi capire, tu hai per caso unidea migliore?
LEONARDO: Forse si
ARTURO: Cosa vuol dire forse si?
LEONARDO: Senti, se guerra vogliono, guerra avranno. Io sono pronto a
qualsiasi cosa pur di salvare Utopia
ARTURO: Su, dimmi qual il piano
Parte musica di guerra e anche Leo viene vestito
LEONARDO: La storia ci insegna che Utopia ha sempre vantato una delle pi
potenti flotte aeree di ogni tempo e cos, come falchi neri, attaccheremo il
nemico dallalto
La musica sale supportata dal rumore dellaereo prodotto da Leonardo.
LEONARDO: Barone a base, Barone a base, motori accesi e vento a favore,
tutto in regola io sono pronto per il decollo, si parte VIAAA!!!
Entrano in scena delle nuvole, il sole e un uccello
LEONARDO: La situazione sotto controllo, sto salendo ad unaltezza di mille
piedi, spanna pi spanna meno, mi dirigo verso il bersaglio pronto a far
fuoco!
Entrano i Gendarmi e due Astronauti
APPUNTATO. Due oggetti non identificati in avvicinamento Signore
LEONARDO: Voglio informazioni pi dettagliate a riguardo!
CAPO: Trattasi di due astronauti che si trovano sulla nostra traiettoria
signore, le consiglio di scendere di quota per evitare la collisione
LEONARDO: Non accetto consigli, schiviamoli e puntiamo il nemico
GENDARMI: Si signore!
I Gendarmi spostano gentilmente gli astronauti
CAPO: Oggetto schivato Signore, attendo ordini
LEONARDO: Bene, ci troviamo in una buona posizione. Tu, sei pronto a far
fuoco?
APPUNTATO: Si Signore
LAppuntato prende 2 taniche di benzina, una bomba e le butta gi
APPUNTATO: Signore ho sparato tutte e tre le bombe
LEONARDO: TRE?!? Come tre? Noi avevamo solo una bomba
CAPO: Appuntato, che cosa ha buttato gi?
APPUNTATO: Le tre bombe che cerano l vicino al serbatoio
Il Capo e Leonardo si guardano
ENTRAMBI: La riserva di benzina
CAPO: Accidenti a te imbranato
LEONARDO: Stiamo per precipitare!!! May day, may day, help me, aiuto, calmo
Leo, stai calmo, devi stare calmo e pensare
CAPO: Signore?
LEONARDO: Dobbiamo tentare un atterraggio di fortuna , bisogna planare su una
superficie abbastanza grande Eccone li una! Presto, fuori il carrello
Entra Silenziosa con un carrello della spesa
LEONARDO: Silenziosa, ma che diavolo quello
Silenziosa esce offesa
CAPO: Ma Signore, senza carrello siamo spacciati!
LEONARDO: SILENZIOSA!!!
Silenziosa rientra e fa un ghigno a Leo
LEONARDO: Ma come?
CAPO: Signore la informo che stiamo Scappando PRECIPITANDO!!!
LEONARDO: NOOOOO!!!
La musica smette, le nuvole si ritirano e il rumore dellaereo si blocca
Entra Arturo
ARTURO: Bhe, devo dire che stiamo portando avanti proprio una bella guerra,
complimenti!
LEONARDO: Che disastro, Utopia peggio di prima
SCENA V (SECONDA RIUNIONE)
Entra il Sindaco, unico assente nella guerra
SINDACO: Che cosa successo qui? Leo, Arturo ma che cosa avete combina-
to?!?
I due rispondono insieme e confusamente
SINDACO: Come faccio a capire se parlate insieme? Uno alla volta, su, raccon-
tate
ARTURO: Vede signor Sindaco ci stiamo preparando per la guerra che...
SINDACO: GUERRA?!? E contro di chi?
LEONARDO: Ma come contro chi? Ma contro i turisti!!!
SINDACO: Ma dico, siete per caso impazziti? I turisti sono la nostra unica
fon- te di denaro e voi volete dichiarargli guerra e oltretutto senza il mio
permesso?
ARTURO: Ma signor Sindaco lei deve sapere che in realt i turisti non sono
cos come sembrano essere
LEONARDO: Si vero, Arturo ha ragione, ed per questo motivo che abbiamo
indetto una nova riunione!
SINDACO: Ma... Ma... Mentre gli altri iniziano ad entrare Cos, senza ne-
anche il mio consenso?
ARTURO e LEO: Motivi durgenza irrimandabili signore
Si siedono anche loro con il resto del gruppo, il Sindaco per ultimo
VOCE: Signor Sindaco, buona sera
SINDACO: Buona sera
VOCE: Sar breve... Lei licenziato
SINDACO: Ma come???
VOCE: Sto scherzando, non si preoccupi
SINDACO: Ah!
VOCE: Ma il rischio che corre visto che il tempo a sua disposizione sta per
terminare e la situazione invece di migliorare sembra sia peggio- rata... Mi
auguro che lei abbia un piano
SINDACO: Certo che c lho!
VOCE: ALLORA SI ASSICURI CHE SIA UN BUON PIANO!!! Perch la prossima volta non
sar cos buono... Salve
SINDACO: Salve... Ai cittadini Ecco, adesso mi volete spiegare
ARTURO: Vede sig. Sindaco, senza volerlo abbiamo scoperto la verit sui turi-
sti!
SINDACO: E sarebbe, di grazia
ORESTE: I turisti non sono quello che vogliono far credere di essere!
SINDACO: Ma se non sono i turisti, chi sono allora?
LEONARDO: Chi sono??? Vuol dire cosa sono... I turisti in realt sono degli
alie- ni mutevoli
SINDACO: Alieni? E che cosa vorrebbero da noi gli alieni?
CAPO: Vogliono conquistare Utopia
APPUNTATO: Si, per farne un parcheggio a pagamento
SINDACO: Io non posso credere a quel che sento. Ma siete sicuri di ci che di-
te?
TUTTI: SI
SINDACO: Ma chi ve lo ha detto?
LEONARDO: Ad Oreste A me lui!
ORESTE: Ai gendarmi A me loro!
GENDARMI: A Silenziosa A noi lei!
SINDACO: SILENZIOSA?!? Quindi tutte queste idee sui turisti ve le ha dette
Silenziosa... Ed io dovrei crederci? Ma per chi mi avete preso?
LEONARDO: Senta signor Sindaco
SINDACO: Dimmi Leo!
LEONARDO: Io avrei preferito non farlo, ma vedo che necessario!
SINDACO: Cosa?
LEONARDO: Io conosco una persona che pu testimoniare a nostro favore
SINDACO: Si? E allora cosa aspetti, su chiamala, falla venire qui
LEONARDO: Ma...
SINDACO: Subito!!!
Leonardo esce di corsa e rientra con Marta
LEONARDO: Vi presento Marta!
APPUNTATO: Ma un turista!
Tutti iniziano ad agitarsi
MARTA: No, no, calmi, io non sono una turista...Io sono qui per lavoro
Tutti si calmano e sistemandosi commentano il fatto che Marta la- vorando non
pu essere una turista
APPUNTATO: Ma venuta qui insieme ai turisti!!!
Tutti si agitano nuovamente
MARTA: Si, ma solo perch lavoro per loro... Davvero
LEONARDO: E si, Siccome lei lavora per loro
Tutti si sistemano
APPUNTATO: Ma... Ma... Ma...
Tutti si agitano, ma poi non sentendo dir niente si bloccano
APPUNTATO: Ma allora pu restare con noi!
MARTA: Io veramente...
LEONARDO: Ma si
TUTTI: Evviva Marta, evviva
LEONARDO: Diventer la spazzina di Utopia
TUTTI: Evviva Marta, evviva
LEONARDO: Far brillare Utopia come un diamante
TUTTI: Evviva Marta, evviva
SINDACO: La vogliamo finire adesso?
TUTTI: Evviva Marta, evviva
SINDACO: OOOOOOOH!!!
Tutti si bloccano tranne la solita Silenziosa
SINDACO: E va bene, Marta rimarr con noi
TUTTI: SIIII!!!
Leo e Marta si abbracciano, ma poi, resesi conto della situazione, si staccano
imbarazzati
SINDACO: Ma ora posso sentire che cosa ha da dire la nostra nuova amica? Vieni
Marta, parla, dimmi...
MARTA: Vede Sig. Sindaco, io conosco molto bene il Sig. Mario e la sua fa-
miglia visto che ho prestato dieci anni di servizio per loro
SINDACO: Benissimo, potrai quindi tranquillizzare i miei cittadini,
spiegando
loro che i turisti non sono altro che una tenera e dolce famiglia...
MARTA: Di pazzi!!! Una famiglia di pazzi le dico! La signora un
continuo
stramazzare, la figlia una poetica lagna adolescenziale, il marito una povera
vittima degli eventi
SINDACO: Ma come? Allora... Ma vero che vogliono conquistare Utopia?
MARTA: Ma no! Si, sono assillanti e un po, come dire, strani, ma non fareb-
bero del male neanche ad una mosca
SINDACO: Quindi ho ragione io! I turisti non vogliono conquistare utopia!
MARTA: Mi dispiace contraddirla Sig. Sindaco, ma si sbaglia ancora. Si, ve-
ro la famiglia non cattiva, ma il Sig. Ernesto, lamico del Sig. Mario, un
demonio
LEONARDO: Che cosa vi dicevo!
MARTA: Ha praticamente organizzato tutto lui mettendosi poi daccordo
con il Sig. Mario. I due vorrebbero umiliarvi a tal punto da costringervi a
cedergli il paese, per poterci costruire cos un parcheggio a pagamento
SINDACO: Ma tu hai sentito tutto questo con le tue orecchie?
MARTA: Certo. Questa mattina, vedendoli svegliarsi molto presto, cosa in-
solita per le loro abitudini, mi sono insospettita e li ho seguiti... Cos ho
potuto sentire tutto quello che vi ho raccontato!
SINDACO: Accidenti, mi sono fatto proprio abbindolare, mi hanno beffato co-
me un allocco, ah, ma adesso la pagheranno. Bisogna escogitare immediatamente
un piano per cacciare queste zecche dal nostro paese
ARTURO: per questo che io e Leonardo ci stavamo preparando per la guer-
ra
SINDACO: Bene!
LEONARDO: E adesso siamo pronti per un attacco aereo
ARTURO: In realt Utopia pronta a colpire con la sua armata navale
LEONARDO: No, bisogna attaccare dal cielo
ARTURO: Ma non siamo ancora pronti per volare, ci vuole un attacco navale
LEONARDO: No, Sig. Sindaco spero che lei possa comprendere limportanza e
la
necessit di un attacco aereo
ARTURO: Navale
LEONARDO: Aereo
ARTURO: Navale
LEONARDO: Aereo:
I cittadini continuano a spostarsi ad ogni annuncio
MARTA: Fermi, fermi! Ma che fate, non litigate, la guerra non pu essere
lunica soluzione...
SINDACO: E come possiamo allora scacciare i turisti?
MARTA: Io un piano lavrei...
SINDACO: Su Marta, dicci!
MARTA: Insomma, se i turisti sono venuti qui per godersi una vacanza,
noi
per cacciarli, potremmo porre fine alla stagione estiva
SINDACO: vero, cos facendo i turisti se ne andranno di loro iniziativa...
Ma
come si fa a cambiare una stagione?
MARTA: Semplice...
Marta esce di scena e rientra con un sacco pieno di neve e, mentre continua
parlare, inizia a svuotarlo
MARTA: ...Un mio amico mi ha insegnato che le cose non sono sempre come
si credono, come le stelle, noi le vediamo cos, ma in realt sono cos e se
noi vogliamo veramente che lestate sia finita, da domani ad Utopia sar
inverno!!!
SINDACO: Ma unidea fantastica
TUTTI: Si, evviva linverno evviva
Ad ogni inno si iniziano a prendere sacchi di neve e a svuotarli
SINDACO: E da domani per Utopia freddo e pioggia
TUTTI: Evviva linverno evviva
SINDACO: Cos i turisti se ne andranno via da soli
TUTTI: Evviva linverno evviva
SINDACO: Finalmente ad Utopia si torner alla serenit di una volta
TUTTI: Evviva linverno evviva
SINDACO: OOOOOOOH!
Come al solito tutti si siedono e Silenziosa in dopo gli altri
SINDACO: Cosa fate li seduti? Su pelandroni, voglio vedere Utopia pi bianca
del Polo Nord, presto!
La luce scende mentre qualcuno calcia i fiocchi di neve, altri por-
tano dentro un pupazzo di neve e le case si addobbano come a Na- tale
SCENA VI (LINVERNO)
Si apre il sipario, sale la luce e si sente un gallo cantare seguito dal rumore
di qualcosa che gli viene lanciato.
ERNESTO: Ah, vedrai che prima o poi lo becco quelluccellaccio della malora!
MARIO: Si, si...
RITA: Marta, ma dove sei Martaaaa!!!
SONIA: Io lultima volta che lho vista stato ieri sera
RITA: MARTAAAA!!!
MARIO: strano, di solito sempre ubbidiente e servizievole... Non capisco
cosa possa...
ERNESTO: Ma sar andata a divertirsi un po, siamo o non siamo in vacanza?
MARIO: Ernesto ha ragione, in fondo questo paese inizia a piacermi, su go-
diamoci le nostre meritate ferie!
RITA: MARTAAAA!!!
ERNESTO: Che cornacchia...
MARIO: Su cara, non insistere, Marta si star riposando... Di a me, di
cosa
hai bisogno
RITA: Portami un golfino prima che la pelle mi si sgretoli completamen- te
MARIO: Per il sole?
RITA: Ma no, per il freddo, con tutta questa neve mi si stanno gelando
le gambe...
Di colpo i turisti guardano prima per terra e poi verso il pubblico
TUTTI: NEVE?!?
MARIO: Senti Sonia, nel tea di ieri hai messo per caso una di quelle tue so-
stanze strane...
SONIA: No pap
ERNESTO: Scusate, qualcuno sa dirmi che giorno oggi???
RITA: Oggi il 15 Agosto
SONIA: Ah, ecco perch nevica
MARIO: Ma come ecco, ad Agosto non dovrebbe nevicare
ERNESTO: In un paese normale forse, non qui... Ad Utopia!!!
MARIO: Ma siamo sicuri che oggi il 15 Agosto?
RITA: Certo, allora, ieri era il quattordici...
SONIA: Settimana scorsa il sette...
MARIO: Allora, 30 giorni a Novembre, con Aprile, Marzo...
ERNESTO: No, Marzo ne ha 31!
RITA: 30 giorni a Settembre, con Maggio, Giugno e Novembre...
ERNESTO: Si, va beh... Maggio come Marzo
SONIA: Di 28 c ne uno, cio tutti gli altri fan 21
ERNESTO: Ma, non che a stare in questo paese si diventa imbecilli?
MARIO: Ma Ernesto...
ERNESTO: No, Ernesto un cavolo... Certo che Agosto, ma visto che questo
un paese di matti, anche il tempo matto... Ah, ma io mi sono stufato, anzi,
sai che ti dico Mario, rubami pure lidea e fanne ci che vuoi, io ti cedo
tutti i diritti e me la batto... Uscendo Ts, roba da pazzi la neve ad Agosto
RITA: Caro, di che idea parlava Ernesto?
Entra Flora che riporta in scena Ernesto tirandolo per un orecchio
FLORA: Ma che idee vi frullano per la testa, andarsene via solo perch fa
un
po freddo
ERNESTO: Un po?!? Liberandosi Ma qui nevica ad Agosto
FLORA: E allora? Non sar mica un po di freddo a porre fine alle vostre va-
canze... Se voi ve ne andate che sar di me? Mi affideranno ad unaltra
famiglia ed io non voglio che ci accada, ormai mi sono affezionata a voi
ERNESTO: Che fortu...
Gli arriva uno schiaffo da flora
FLORA: E poi verrei trattata come un pacco postale, sbattuta di qua lancia-
ta di la... Sempre in ritardo... Mai una volta che le lettere arrivino in tempo
mai! E poi su non si possono interrompere le vacanze cos come se niente fosse,
dopotutto avete appena iniziato a divertirvi pensate a quanti giorni ancora
potrete passare prendendo il sole, andando al mare, facendo passeggiate...
ERNESTO: Si, solo che qui non c il mare, non c il sole e NEVICA!!!
FLORA: NEVICA??? Ma potevate dirlo subito! Io sono prontissima!
TUTTI: A far che?
FLORA: Beh, sciare, pattinare, rotolarsi sulla neve, scendere col bob,
scalare
montagne, mangiare nei rifugi, salire sulla seggiovia, volare sullo slittino,
fare un pupazzo di neve!!!
TUTTI: vero!
FORA: La Floraviaggi vi augura buon divertimento e un felice anno nuovo
anche questa estate
TUTTI: Siiii!!!
Tutti si rotolano per terra nella neve ed iniziano a divertirsi tirandosi palle
di neve.
SONIA: Fermi tutti... Sto per creare... Io e il mio io...
Tutti le saltano addosso ridendo per zittirla
RITA: Marta, Marta! Ma chiss dov finita
SONIA: Ma si mamma Lasciala stare la vita bella perch libera ed io...
Il mio io...
Tutti le saltano nuovamente addosso per zittirla. Si continua a giocare nella
neve ridendo finch entrano i cittadini vestiti in modo invernale (Marta
coperta per non farsi riconoscere) e si avvicinano
SINDACO: Ehm, scusate... Tossisce pi volte per attirare lattenzione Scu-
sate... SCUSATE!!!
I turisti si accorgono dei cittadini e si alzano mettendosi in ordine
SINDACO: Scusate se vi interrompiamo, ma volevamo comunicarvi che com-
prendiamo la vostra decisione
MARIO: Quale decisione?
SINDACO: Beh, visto il disagio creato da questo inverno improvviso ed inatte-
so, possiamo comprendere la vostra voglia di andarvene via, magari in un paese
esotico dove fa pi caldo
RITA: Andarcene??? Ma noi non c ne andiamo
SINDACO: Come? Non ve ne andate?
ERNESTO: Una volta tanto che ci divertiamo
SINDACO: Ma...
RITA: Certo che lei non sa proprio trattare con i turisti
SINDACO: Senta...
ERNESTO: No, senta lei, noi non abbiamo assolutamente intenzione di andar via
di qui, qui tutto cos buffo!
SCENA VII (INSEGUIMENTO)
SINDACO: Buffo?!? Bene, io non so pi che dire, ma so benissimo che cosa
fare...
Il sindaco fa per scagliarsi contro i turisti ma i cittadini lo bloccano e lo
fanno calmare. Si avvicina Arturo e tenta di parlare con i turisti
diplomaticamente
ARTURO: Scusatelo, che un po nervoso lui in realt voleva essere gentile
RITA: Gentile un corno quel beduino mi ha spaventato
ARTURO: Si ma...
RITA: Nessun ma io esigo delle spiegazioni e delle scuse
ARTURO: Si, ha perfettamente ragione, sa che le dico? Anzi, sa che le faccio?
Io le spacco...
Anche Arturo si avventa sui turisti, ma viene fermato dai cittadini.
Avanza Silenziosa con lintento di sistemare la situazione
ERNESTO: E adesso che vuole questa sottospecie di pesce ambulante?
Silenziosa fa per attaccare, ma viene tenuta dai cittadini. Dopo un po di
agitazione si ferma finge di essersi calmata per allontanare i suoi amici e si
butta allinseguimento dei turisti. Inizia un inseguimento in cerchio attorno
la citt che poi si tramuta in una corsa da fermi con Can-can interrotta dalla
voce.
VOCE: Insomma, ma che state combinando... Sindaco, ma le sembra il modo di
comportarsi?
Il sindaco avanza per parlare con la voce
SINDACO: Mi spiace, si, lo so che non si fa cos, ma deve sapere che abbiamo
scoperto le vere intenzioni di questi... Di questi...Di questi qua!
MARIO: Scoperto? Ma che dice?
SINDACO: Si certo abbiamo scoperto il vostro losco piano per
impossessarvi
di Utopia.......
Avanza anche Ernesto
ERNESTO: Ma non vero! Noi cercavamo solo di goderci la vacanza
VOCE: Insomma sig. Sindaco sicuro di quello che dice?
SINDACO: Certo che ne sono sicuro
VOCE: Me lo provi allora, chi le ha detto queste cose?
SINDACO: Ai cittadini...Loro!
LEONARDO: Ad Oreste A me lui!
ORESTE: Ai gendarmi A me loro!
GENDARMI: A Silenziosa A noi lei!
Silenziosa avanza intimorita ritrovandosi tra Sindaco ed Ernesto
VOCE: Silenziosa?!? Ma come possibile?
Silenziosa, intimorita dalle tre presenze, sorride spaventata
VOCE: Insomma Sig. Sindaco come pretende che io creda che tutta questa storia
ve labbia raccontata Silenziosa?
SINDACO: Neanchio potevo crederci ed per questo che ho un altro testimone
ERNESTO: Chi sar adesso? Luomo invisibile?
VOCE: Su allora, che aspetta lo faccia parlare
SINDACO: Su vieni
Marta avanza incappucciata e raggiunto il centro svela la sua identit
TURISTI: MARTA?!?
MARTA: Si, io!
ERNESTO: Ma come, tu?Ma ti sei ammattita?
MARTA: Non sono matta, ho sentito benissimo con queste mie orecchie quando lei
e il Sig. Mario parlavate di parcheggi, di vendere ecc.
ERNESTO: Ma non potete crederle e solo una cameriera oca che...
VOCE: BASTA! Quello che ho sentito sufficiente. Sig. Sindaco io sono
stufo di dover ogni volta intervenire per risolvere i suoi problemi! Per tanto
ho deciso che non ho pi intenzione di occuparmi di voi!
SINDACO: E cosa vuol dire questo?
VOCE: Cosa vuol dire? Ma vuol dire che da adesso potete far quello che volete
di Utopia. Potete dipingerla, distruggerla, ingrandirla... Insomma, ve la
REGALO! Addio!!!
SINDACO: Avete sentito? Possiamo fare quello che vogliamo? Bene, allora...
Parte Can-can e continua linseguimento. Inizialmente sul posto poi per la
citt fino ad arrivare tra il pubblico e scomparire dietro le quinte.
SCENA VIII (MORTE SILENZIOSA)
Silenziosa rientra con il fiatone per la stanchezza e barcollando si va a
sedere su una sedia, tira gli ultimi sospiri e, sorridendo, cade in un lungo e
profondo sonno.
Rientra Marta
MARTA: Da Fuori mentre sta entrando Fantastico
Verso il pubblico Non mi sono mai divertita cos tanto
Si accorge di Silenziosa Hei Silenziosa, ma che fai qui? Su non fare la pigra,
vieni, torniamo dagli altri... Silenziosa!
LEONARDO: Da fuori Marta! Marta! Dove sei?
Entra in scena Ah, eccoti!
MARTA: Shhhh!
Fa un cenno indicandogli Silenziosa che dorme
LEONARDO: Non lavevo vista! Lasciamola dormire, noi andiamo, li abbiamo
quasi acciuffati!
Leonardo tira per una mano Marta che si blocca per salutare Silenziosa
MARTA: Ma si! Ciao Silenziosa riposa bene, te lo meriti... Su, andiamo
Mentre escono parlano con gli altri fuori
Le voci sfumano in scena rimane solo Silenziosa e si alza una dolce e triste
melodia.
FINE
POSSIBILE TESTO SULLA MELODIA FINALE:
A volte nelle vita ci si ritrova a dover affrontare strade sconosciute e
difficili che portano il nostro animo ad un incredibile desiderio di fuga verso
la pace, verso il sole, verso tutto ci che serenamente vivo! Ma quando il
tratto in salita e il corpo fatica ad andare avanti se sentite una leggera
brezza calda che vi da sollievo, lasciatevi trasportare da essa e abbandonatevi
al soffice respiro di Utopia.
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