Tutti al macello

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PADRE - Scorticatore

TUTTI AL MACELLO

di Boris Vian

PERSONAGGI

INTERPRETI

IN ORDINE DI APPARIZIONE

1

PADRE - SCORTICATORE

2

ANDRÈ

3

VICINO

4

1° TEDESCO

5

Americano con accento francese

6

MARIE

7

MADRE

8

2° TEDESCO

9

VLADIMIR KROWSKI

10

IMPIEGATA DELLE POSTE

11

1° AMERICANO

12

2° AMERICANO

13

HEINZ

14

CYPRIENNE

15

JACQUES

16

PARACADUTISTA GIAPPONESE

17

CATHERINE

18

1a SUORA

19

1a SUORA

20

CAPITANO TEDESCO

21

PASTORE

22

BOBY LO SCOUT


L’azione si svolge il mattino del 6 giugno 1944 nella casa di uno scorticatore molto cortese.

La scena rappresenta, con tutti gli ingressi necessari, la stanza centrale della casa dello scorticatore ad Arromanches.

Un banco e un armadio per gli attrezzi da lavoro in un angolo. Tavolo e sedie. Ritratto di un cavallo. Una fossa per cavalli con una botola azionata da una leva.

Odore particolare.

L’insieme ha un’aria campagnola e più precisamente un’aria tipica di Arromanches.


SCENA PRIMA

Il padre (Scorticatore), Andrè

Stanno lavorando sul banco a rimettere in sesto una pialla enorme.

Scorticatore: È uno schifo. L’ultimo cavallo ha completamente scassato questa pialla

Andrè:             Non si può aggiustarla

Scorticatore: Dai un’occhiata alla lama. È diventata un merletto

Andrè:             Forse andrebbe lo stesso

Scorticatore: Per forza deve andare

Afferra la lama, la osserva e ci sputa sopra con un’aria disgustata. Andrè gli allunga uno straccio. Lo Scorticatore asciuga la lama. Da fuori giungono rumori di vario tipo: Esplosioni, raffiche di mitra, ecc grida di tonalità militare.

Scorticatore: Cominciano a rompere con il loro sbarco. Bella pensata venire ad abitare ad Arromanches!

Andrè:             Già, mica tanto furba

Scorticatore: Senti un po’ tu!... Un po’ di rispetto per il mio bis bisnonno. L’ha avuta lui quell’idea

Andrè:             Scusa non lo farò più

Scorticatore: Dov’è mia figlia

Andrè:             Quale

Scorticatore: Marie

Andrè:             Si chiamano Marie tutte e due

Scorticatore: Già è vero. Bene, fai conto che non abbia detto niente

Andrè:             Vado a cercarla

Esce. Il padre resta solo.

SCENA SECONDA

Lo Scorticatore, il Vicino

Scorticatore: (solo)quando si è soli, bisogna saperne approfittare…. (Si avvicina con passi felpati alla scansia dell’acquavite. Nel momento in cui sta per afferrare la bottiglia, rimbomba una tremenda esplosione. Alcuni oggetti cadono. Sobbalza) Per dio questi porci! (Bussano violentemente alla porta) Avanti

Vicino:             (entrando)salve

Scorticatore: salve. Sempre vivo?

Vicino:             anche tu?

Scorticatore: per me è normale. Faccio lo Scorticatore, fin qui non ci verranno mai. Puzza troppo

Vicino:             per puzzare puzza. Ma come fai a far puzzare così

Scorticatore: è un segreto di famiglia. Te lo dico in un orecchio

Vicino:             me l’hai già detto cento volte

Scorticatore: (offeso)me l’avevi chiesto tu

Vicino:             perché sono una persona educata, ma mica mi devi prendere per cretino!

Scorticatore: allora, questo sbarco, a che punto è?

Vicino:             non la smettono di pestarsi


Scorticatore: peccato che usino carri armati. In altri tempi avrei raccattato un bel po’ di lavoro. Pensa quanti cavalli!...

Vicino:             sono arrivati sulla parte alta della spiaggia. Di qui si dovrebbero vedere.

Scorticatore: figurati se mi disturbo per questo. Vacca! (Va alla finestra) Ce n’è un bel po’?! Incredibile

Vicino:             sono sicuro che sono più di cinquanta

Scorticatore: e gli altri che dicono?

Vicino:             i crucchi? Non sono contenti per niente. Pensa un po’ essere svegliati ad un’ora simile

Scorticatore: il fatto è che non hanno la stessa ora in america. C’entra una storia di meridiani

Vicino:             lascia stare. Si sa che hai fatto anche il meccanico. E  Marie?

Scorticatore: a proposito. Questo si che è importante. Volevo giusto chiederti un consiglio.

SCENA TERZA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè

Andrè:             non ho trovato Marie

Scorticatore: te l’avevo detto di lasciar stare

Andrè:             allora, evidentemente non potevo trovarla. Bastava dirlo (Alza le spalle esasperato)

Vicino:             chiedo scusa, ma non volevi chiedermi un consiglio?

Scorticatore: certo. La faccenda è’ questa. Marie è cotta di Heinz

Vicino:             il suo crucchino?

Scorticatore: si. Quello che è alloggiato qui

Vicino:             ah!, ci va a letto?

Scorticatore: (imbarazzato)non lo so. Ci va a letto Andrè?

Andrè:             (imbarazzato)non lo so.

Scorticatore: lo vedi, non si sa. Però lei è cotta, vero Andrè?

Andrè:             certo. È cotta

Scorticatore: allora è cotto anche lui

Vicino:             bisogna sposarli. Due che sono cotti, bisogna sposarli

Scorticatore: che scoperta, sei furbo! Credi che non ci si avesse pensato?

Vicino:             allora perché non l’avete fatto? Se non l’avete fatto è segno che non ci avete pensato. (Un rumore tremendo. Tutti incassano la testa nelle spalle)

Scorticatore: è andata

Vicino:             che cosa è andata

Scorticatore: non lo so, ma dal rumore, questa l’anno azzeccata. Dunque, torniamo alle nostre faccende. Che cosa mi consigli?

Vicino:             te l’ho detto. Bisogna sposarli. Mi sembra che salti agli occhi. E a prima vista!

Scorticatore: è una metafora

Vicino:             (esasperato)tu e le tue citazioni

Andrè:             sono cotti, non c’è niente da dire

Scorticatore: non credo che Heinz possa diventare un buon Scorticatore. È troppo magro. Ma gli si potrebbe far affilare le lame della pialla

Andrè:             (incantato)è un’idea che è una cannonata. In ogni modo, bisognerebbe sapere se lui ci va a letto.

Scorticatore: hai ragione. Ma come si fa a saperlo? (ad Andrè) va a cercare mia figlia!

Andrè:             subito


SCENA QUARTA

Lo Scorticatore, il Vicino

Scorticatore: mi scoccia dover pensare a tutte queste storie. Come si fa a dormire tranquilli con preoccupazioni simili?

Scariche più forti di mitraglia

Vicino:             per prima cosa non è ora di dormire

Scorticatore: lo so, lo so. Ma questa storia mi rende nervoso. Ci si potesse occupare tranquillamente del proprio lavoro e basta!

Bussano alla porta

Scorticatore: avanti!

Entra un tedesco ha un fucile e  un bazooka e trascina un cannone

1° Tedesco:   (con accento tedesco)pozzo lasciare qvi? Mi da fastidio per correre

Scorticatore: ma certo. Lasci pure. Non lo toccherà nessuno.

1° Tedesco:   crazie. Lo riprendo al ritorno

Scorticatore: buonasera (Il tedesco richiude la porta, lo Scorticat. si gira al Vicino)

Scorticatore: speriamo almeno che quell’idiota di Andrè trovi Marie

Vicino:             quale?

Scorticatore: quella che deve sposare Heinz

Vicino:             ah, giusto. Però non è pratico che tutte e due abbiano lo stesso nome

Scorticatore: Lo credo bene. Pensa poi che anche la loro madre si chiama Marie

Vicino:             come fai a raccapezzarti?

Scorticatore: se la sbrogliano loro. Non ho mai capito come ci riescono

Andrè rientra

SCENA QUINTA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè

Andrè:             non so proprio dove si sia cacciata

Scorticatore: sei stato in camera su?

Andrè:             non posso. C’è già Heinz

Scorticatore: allora evidentemente non c’è niente da fare. Insomma  è proprio una scocciatura

Andrè:             proprio una scocciatura

Vicino:             non ti occorre mica saperlo subito

Scorticatore: avrei preferito. In ogni modo, una cosa è certa, bisognerà riunire il consiglio di famiglia. E non sarà una cosa facile.

Vicino:             ma è una cosa normalissima.

Scorticatore: con tutti questi cretini di figlioli che combattono di qua e di là sparsi per il mondo, invece di imparare a scorticare decorosamente…

Vicino:             bisogna che ci siano, e poi, non si deve parlar male dei propri figli!

Scorticatore: capisci, il guaio è che uno è americano, Jacques, e l’altra , Catherine è a casa del diavolo

Vicino:             credevo che fossero maschi tutti e due

Scorticatore: vedi, Catherine è paracadutista nell’esercito rosso, allora è come fosse un uomo

Vicino:             certo, in questo caso, capisco

Scorticatore: d’altra parte, sono paracadutisti tutti e due

Andrè:             ma come mai sono di un mucchio di nazioni diverse?


Scorticatore: sei proprio idiota con le tue domande. Che ne so? Se è così è così. Non si discute sui figli che il buon dio ci dona

Andrè:             perché? Lei si stava facendo un pisolino nel frattempo

Scorticatore:   nel frattempo? Quale frattempo?

Andrè:             mentre il buon dio le donava dei figli

Scorticatore: stavo scorticando, naturalmente. Oppure aggiustavo i miei ferri. Non ci sono alternative

Andrè:             ma per avvertirli come  facciamo?

Scorticatore: troveremo un modo. Senti, a proposito, non potresti andare a cercare… (bussano alla porta). Avanti!

Entra un soldato Americano)

SCENA SESTA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè, il soldato americano

Americano:    (entrando saltando con la corda)buongiorno. Si potrebbe bere un goccio?

Scorticatore: ma certo. Tutto bene?

Americano:    tutto bene. A parte la sete

Andrè prende un bicchiere, lo riempie e lo da al soldato

Scorticatore: (con una punta di orgoglio) vi danno del filo da torcere eh!

Americano:    neanche moltissimo. Ma quei maiali tirano con pallottole vere… (beve)

Scorticatore: vacca! Questa poi! Hanno una bella faccia tosta! Sparano pallottole vere?

Americano:    guardi. (Gli mostra l’elmetto col foro)

Scorticatore: (con ammirazione) ma ti rendi conto

Vicino:             e lei non è morto?

Americano:    è di un mio camerata. In cambio gli ho dato il mio. Questo è più leggero ora! (Silenzio. Si stiracchia. Si sente un fischio) Forza. Si ricomincia. Hanno appena fischiato l’inizio della ripresa

Andrè:             ci rivediamo?

Americano:    ma certo.   (Cava un pacchetto dalla tasca e glielo da) Prenda questa roba. Scaccia gli odori

Andrè:             grazie… molte grazie. Arrivederci (L’americano esce)

SCENA SETTIMA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè

Scorticatore: che cos’è?

Andrè:             chewing gum c’è scritto sopra

Scorticatore: figuriamoci, chewing gum. Buttalo nella fossa. Senti un po’ hai notato?

Andrè:             (buttando in chewing gum nella fossa) che cosa?

Scorticatore: parlava francese

Vicino:             ma è vero. Accidenti. Allora è una spia.

Lo Scorticatorestacca dal muro la balestra va alla porta mira a lungo pi tira rumore di vetri rotti

Andrè:             è il suo elmetto o la serra dei meloni?

Scorticatore: è il suo elmetto

Vicino:             (con disprezzo) è proprio il rumore che fa la ferraglia americana

Scorticatore: (riflettendo) ma allora non sarebbe una spia

Andrè:             forse no

Scorticatore: allora meno male che era la serra dei meloni. (riappende la sua balestra)… Avrei dovuto domandargli se conosceva Jacques

Vicino:             tuo figlio maggiore? Quello che è paracadutista americano anche lui?

Scorticatore: si


Andrè:             sembra che siano in parecchi a sbarcare

Scorticatore: allora ne troveremo certamente uno che conosca Jacques

SCENA OTTAVA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè, Marie

Scorticatore: oh eccoti qui Marie.

Vicino:             buongiorno Marie, allora, vuoi sposare un crucco, a quanto pare. Ti sei innamorata alla svelta

Marie:              non sono io. È mia sorella

Scorticatore: ma certo è  sua sorella Marie. E poi alla svelta! Ora esageri. Sono quattro anni che vanno a letto insieme. Heinz era in camera tua?

Marie:              ma no babbo, era in camera di mia sorella

Scorticatore: è vero, è tutto questo rumore che mi turba. Mi confondevo

Vicino:             io non riesco a capire come fai a raccapezzarti con queste due figlie che hanno lo steso nome

Scorticatore: lo vedi. Non mi ci raccapezzo

Andrè:             allora vado a cercarla?

Scorticatore: no la chiamo io (Va alla porta e chiama si sente rispondere dalla quinta)

Scorticatore: ora viene

Vicino:             bene. Tutta la faccenda sarà sistemata in quattro e quattr’otto.

Marie:              devo restare anch’io?

Scorticatore: naturalmente. In fondo, si tratta del matrimonio di tua sorella

Marie:              io Heinz lo trovo orrendo

Andrè:             per questo anch’io

Scorticatore: sta a sentire Marie non sta affatto bene parlar male del fidanzato di tua sorella. Non è stato lui a scegliersi la faccia

Marie:              ha fatto male a lasciar scegliere qualcun altro. Qualcuno di pessimo gusto, non lo puoi negare. È piccolo, magro, porta gli occhiali e gli puzzano i piedi

Vicino:             non capisco come uno possa farci caso proprio in una casa come questa

Scorticatore: sei sempre lo stesso. Non si può fare lo Scorticatore e vivere tra rose e gelsomini

Vicino:             non ti sto rinfacciando niente. Il puzzo non è peggiore del solito, ma il fatto è che io non riesco a farci l’abitudine

Marie:              in ogni modo Heinz ha i piedi che puzzano

Andrè:             sono i loro stivali e poi non portano la camicia

Marie:              ha una carnagione orribile e non sa ballare

Scorticatore: ma dato che vuol bene a tua sorella

Marie:              d’accordo non ho niente contro di lui. Semplicemente io non potrei sposarlo ed anche trovarselo come cognato non è affatto attraente

SCENA NONA

Lo Scorticatore, il Vicino, Andrè, Marie, la madre

Madre:             mi hai chiamato?

Scorticatore: ma no ho chiamato Marie

Madre:             ed infatti eccomi qua!

Andrè:             vado a cercarla (Esce; il Vicino si asciuga la fronte)

Scorticatore: vedi, stiamo discutendo per decidere se è il caso di riunire il consiglio di famiglia. Per il matrimonio di Heinz e di Marie

Madre:             stanno per sposarsi? I miei ragazzi!... (Si scioglie in lacrime)

Scorticatore: andiamo, andiamo, non emozionarti così. Sei andata a mungere le vacche?

Madre:             perché mi domandi questo?


Scorticatore: per farti pensare ad altro

Madre:             ebbene no, me l’ero completamente dimenticato. Ci vado subito. A proposito, dove hai messo il ferro da stiro? Se non ho il ferro da stiro, non riesco a mungerle in modo decente

Scorticatore: è con lo sgabello sullo scaffale

Madre:             allora lo troverò… (Esce)

SCENA DECIMA

Lo Scorticatore, il Vicino, Marie

Vicino:             hai una moglie molto attiva

Scorticatore: anche tu

Vicino:             abbiamo delle mogli molto attive

Varie esplosioni, poi si sente bussare alla porta. Entra un tedesco

1° Tedesco:   (miope con gli occhiali fucile a tracolla) scuzate foi ch’ ziete de posto, qvei racazzi che stanno sparcando lacciù zono proprio americani?

Scorticatore: dove?

1° Tedesco:   lacciù (indica con la mano)

Scorticatore: naturalmente sono americani. Cosa pensava che fossero? Italiani?

1° Tedesco:   crazie infinite (richiude la porta)

Marie:              quello si che era mica male

Vicino:             l’hai appena visto e poi portava gli occhiali anche lui

Marie:              si ma questo era ben messo

Scorticatore: insomma, vuoi che te lo dica? Tu sei gelosa di tua sorella. La vedi felice, quasi fidanzata, sul punto di sposarsi e sei gelosa. Non è un bel sentimento… ma in un certo senso in un giorno come questo, si può anche capire

Vicino:             perché un giorno come questo?

Scorticatore: senti, non capita certo tutti i giorni di decidere di sposare la propria figlia, o la sorella della propria figlia, o di fare un matrimonio in generale. Lo vedi, mi dimentico persino del mio lavoro! Sarebbe anche ora che andassi giù a scorticare un po’. Mi sono rimaste indietro quattro bestie; ho appena fatto in tempo a drizzarle un po’

Vicino:             ah, le raddrizzi adesso?

Scorticatore: ma sei noioso! Bisogna spiegarti tutti i termini tecnici. Drizzare vuol dire sbozzare, sgrossare e via dicendo. È come quando uno fa il meccanico e si prepara dei pezzi da lavorare sul bancone. Allora si dice: ho drizzato un pezzo sul banco

Vicino:             (rabbrividendo)sei macabro, sai

Scorticatore: e tu sei idiota. No, sei come gli altri, hai dei pregiudizi. Sono sicuro che sei sorpreso di vedermi qui

Vicino:             con la carrozzeria che ti ritrovi, ti vedrei piuttosto in procinto di batterti

Scorticatore: è quello che pensano tutti. Lo so bene. Ma la verità è che mi hanno dimenticato.

Vicino:             non hai ricevuto la cartolina? Non ti hanno mandato una lettera? Una convocazione? Insomma qualcosa?

Scorticatore: si, ma io non l’ho aperta, la lettera. E allora, mi sono detto, si sono dimenticati di me. E difatti, mi  avevano dimenticato.

Vicino:             ma non sono venuti a cercarti?

Scorticatore: (evasivo)è venuto un tipo una volta, ma per disgrazia è caduto nella fossa. Dopo, non si è più visto nessuno.

Vicino:             e di quello, cosa ne hai fatto?

Scorticatore: (distaccato)di quel tipo? Cosa vuoi che ne facessi? L’ho scorticato, ecco tutto. Uno più, uno meno

Vicino:             però è sempre uno scandalo. Specialmente se si guardano quei crucchi così mingherlini. Mentre tu con il tuo quintale e passa e la tua salute


Scorticatore: oh, ho meno salute di quanto sembri (tossisce). Senti, senti qua che tosse!

Vicino:             anch’io (tossisce)

Scorticatore: la tua non ha niente di speciale. Tutti tossiscono qui al paese.

Vicino:             è colpa della tua maledetta fossa. Credi che si possano conservare in buono stato i polmoni, respirando  un’aria puzzolente come questa ogni giorno che dio manda in terra?

Scorticatore: non fai passare cinque minuti senza ricordarmelo. Non sei affatto gentile. Non riesco a ricordarmi un giorno in cui tu non abbia rotto con questa cosa.

Vicino:             si domenica scorsa

Scorticatore: non fare il furbo… domenica non sei venuto

Vicino:             non sono venuto, ma ho tossito lo stesso (tossisce)

Scorticatore: ma insomma, che cavolo fa Andrè? Avrebbe dovuto trovarla a quest’ora

Durante questa scema Marie va e viene mettendo a posto gli oggetti più strani

Marie:              non è mica facile spiare nella camera di Marie… starà cercando di allargare il buco

Scorticatore: un bel guaio. Sostituisco l’asse ogni giorno, e ogni giorno ci trovo un buco fresco

Marie:              dovresti toglierla definitivamente

Silenzio, poi bussano alla porta, si sentono raffiche e imprecazioni

Scorticatore: avanti!

SCENA UNDICESIMA

Lo Scorticatore, il Vicino, Marie, un soldato americano

Scorticatore: buongiorno

Americano:    buongiorno, scusate, c’è qualche madrina di guerra da queste parti?

Scorticatore: cosa?

Americano:    madrina di guerra. Sto cercando una madrina di guerra

Scorticatore: per cosa?

Americano:    beh… insomma…

Marie:              lo fai arrossire babbo. Non sei gentile

Scorticatore: come non sono gentile? Non posso dire una parola che tutti mi saltano addosso

Americano:    ma ne avete?

Scorticatore: cosa? Lei è incredibile. Si vede proprio che siete appena sbarcati. Si rende conto che i crucchi sono qui da quattro anni? O lei è completamente idiota?

Americano:    ho diciannove anni, e mi chiamo Vladimir krowski

Marie:              e vuole una madrina di guerra? Come?

Americano:    come lei

Marie:              ma senti senti. Mi regala queste?

Americano:    cosa?(Marie gli si avvicina e gli indica le mostrine)

Marie:              i suoi distintivi

Americano:    non posso. Verrei punito

Marie:              (strofinandosi) via, me li regali sia gentile

Scorticatore: se disturbiamo, possiamo anche andarcene

Marie:              ecco. Andatevene per un po’. Mi bastano cinque minuti

Scorticatore e vicino escono

SCENA DODICESIMA

Marie, l’americano

Marie:              e così lei è senza una madrina di guerra?

Americano:    ne ho una in america, ma è lontano


Marie:              lei è molto elegante. Allora se li toglie?

Americano:    (arretrando sino alla tavola)cosa?

Marie:              (con tono carezzevole) i suoi distintivi… se me li regala, io diventerò la sua madrina di guerra. Ma, a proposito, perché desidera una madrina di guerra?

Americano:    per mandarle dei pacchi. Abbiamo tanta di quella roba che non sappiamo cosa farne

Marie:              ma non la usate?

Americano:    Oh no, è di pessima qualità. Mucchi di conserva, cioccolata. Ce n’è tanta che non riusciamo più ad avanzare. Ci passiamo sopra con i carri armati, ma così perdiamo tempo

Marie:              buttatela

Americano:    pensavo che a lei avrebbe fatto piacere averne

Marie:              cosa vuole che me ne faccia? Da noi si mangia solo cavallo

Americano:    potreste venderla ai tedeschi

Marie:              mica sono scemi. Arrafferanno senza pagare

Americano:    allora credo che saremo costretti a regalargliela

Marie:              certo, è l’unica soluzione. E questo è tutto quello che lei voleva fare con la sua madrina di guerra?

Americano:    ecco… si… che cosa vuole che ci facciamo con tutti quei barattoli?

Marie:              (lo spinge, l’americano si arrampica sulla tavola, lei lo segue)non parlo dei barattoli, parlo delle madrine. Mi trova carina?

Americano:    sa, non posso regalarle quelle mostrine

Marie:              non importa. E in america, con la sua madrina, cosa ci fa?

Americano:    usciamo insieme. Andiamo al cinema

Marie:              la bacia?

Americano:    lei è una svergognata

Marie:              allora, la bacia o non la bacia?

Americano:    (scende dall’altra parte del tavolo)non le posso rispondere. Questa non è una conversazione come si deve. A chi le posso dare queste conserve?

Marie:              (scontenta)le può mettere qui, se le danno tanta noia

Americano:    (sollevato)lei è molto gentile. Vado a prenderle

Marie:              (sta per uscire, Marie lo trattiene per un braccio)insomma, la bacia?

Americano:    non avrei mai creduto che le ragazze di qui fossero così svergognate

Marie:              lei è un ipocrita. Lo so benissimo che la bacia e che ci va anche a letto

Americano:    (scandalizzato) cosa? Questo no! Tutto, ma non questo

Marie:              vada, vada a cercare i suoi barattoli. E le sue sporche mostrine, se le può tenere!… (l’americano esce e Marie chiama il padre) babbo, babbo! Puoi rientrare

SCENA TREDICESIMA

Marie, lo Scorticatore, il Vicino

Scorticatore: allora, le hai avute queste mostrine?

Marie:              mi sono fidanzata con lui

Vicino:             meno male. Una preoccupazione di meno. Ne rimane da sposare solo una

Scorticatore: chi?

Vicino:             ma Catherine, perbacco

Scorticatore: ah, è vero. Dimentico sempre che non è un uomo. È a posto il tuo americano?

Marie:              è molto carino. Ha voluto che ci fidanzassimo subito

Scorticatore: perfetto. Almeno tu non ci hai messo quattro anni a trovarti un marito. Ma dove è andato?

Marie:              è andato a cercare le sue cose


Scorticatore: bene. Allora: anche Marie si sposa. Sarà una cerimonia stupenda. Si potrà fare tutto nello stesso giorno. (rumori di esplosioni passi di corsa bussano alla porta) avanti! (la porta si apre e si affaccia la testa di un tedesco)

2° Tedesco:   oh, chiedo scusa (La porta si richiude urla di dolore in tedesco)

Marie:              sono molto nervosi oggi.

SCENA QUATTORDICESIMA

Marie, lo Scorticatore, il Vicino, Andrè

Vicino:             allora, Andrè, cosa c’è di nuovo?

Andrè:             non so cosa stia combinando. Heinz è sempre in camera sua

Scorticatore: non ha importanza. Ci faremo dire tutto tra un po’. (accende la radio e traffica con le manopole)

Marie:              non è l’ora giusta

Vicino:             si invece. È l’ora giusta (guarda l’orologio e dalla radio escono dei rumori)

Scorticatore: è difficile prendere radio Londra in questi giorni

Vicino:             è colpa del loro maledetto sbarco. Disturbano tutte le trasmissioni. (Si sente il motivo del “Terzo uomo”) Ci siamo. L’hai presa. Lo dicevo che è l’ora giusta

Scorticatore: meno male. Non riesco a lavorare senza un po’ di musica

Vicino:             perbacco. (dandosi una manata sulla fronte) Ecco la soluzione. Telefoniamo all’impiegata delle poste

Scorticatore: perché?

Vicino:             come perché, per far avvertire i tuoi ragazzi. (musica sottofondo) Chiedile di fare un salto qui

Scorticatore: certo! È un’ottima idea

Il vicino va a telefonare. Nel frattempo entra la madre dalla porta sinistra

SCENA QUINDICESIMA

Marie, il Vicino, Andrè, La Madre

Scorticatore: ah, Marie, eccoti qua. Lo sai che tua figlia sposa un americano?

Madre:             (sciogliendosi in lacrime)la mia bambina! Vieni qua tra le mie braccia! (Marie si getta tra le braccia della madre)

Vicino:             questa poi! Formidabile! Non ha sbagliato figlia

Scorticatore: via, via non piangere così. Hai munto le vacche?

Madre:             ma certo! Ma dove ho la testa? ho lasciato il ferro da stiro attaccato. Vado a staccare la spina. Ma lo sai che occupano molto meno posto quando sono state stirate?

Scorticatore: cosa?

Madre:             le vacche. (si dirige verso la porta) Non capisco perché non ci ho pensato prima (esce)

SCENA SEDICESIMA

Il Vicino, Marie, lo Scorticatore, Andrè,

Vicino:             l’impiegata delle poste viene subito

Scorticatore: che cosa ci scriviamo nel messaggio? Bisogna prepararlo prima che arrivi

Vicino:             non abbiamo molto tempo. La posta è dall’altra parte della strada (si siedono)

Scorticatore: appunto spicciamoci. (Tutti riflettono) Rifletti più in fretta Andrè

SCENA DICIASSETTESIMA

Gli stessi, l’impiegata delle poste

Imp. Poste:     (entrando dalla porta di sinistra)sono passata dal cortile

Scorticatore: lo vedo bene che è passata dal cortile. Come va dalle vostre parti?

Imp. Poste:     calcinacci da tutte le parti

Vicino:             senti! Anche da voi?

Imp. Poste:     è un vero manicomio


Scorticatore: non capisco che cavolo combinate. Per quanto mi riguarda trovo che più tranquillo di così… si muore

Da fuori rumori violentissimi due americani entrano e richiudono la porta

SCENA DICIOTTESIMA

Gli stessi, due americani

1°Americano:  ti devo 10 dollari

2°Americano:  dai qua

Scorticatore: buongiorno signori (in collera)

1°Americanohappy birthday to you … forse disturbiamo?

Scorticatore: sentite, è già la quinta volta che venite a bussare. Qui ci stiamo occupando di affari importanti. Cos’altro volete?

2°Americanoci deve scusare.. certo non è una cosa molto educata.. ma avevamo voglia… noi e i compagni.. di vedere una vera fattoria francese… così ci siamo permessi di..

Scorticatore: e non potevate trovarne un’altra?

1°Americano:  questa è l’unica rimasta in piedi

Vicino:             per dio! Volete dire che la mia me l’avete ridotta a un mucchio di calcinacci? (Esce)

SCENA DICIANNOVESIMA

Gli stessi, meno il Vicino

Scorticatore: bene, allora vi facciamo visitare la casa. Comunque è una bella rottura se ogni volta che c’è uno sbarco ad Arromanches tutti vogliono passare di qui

Imp. Poste:     non avrei mai creduto che a questi ragazzi amerindi piacessero tanto le vecchie bicocche

Marie:              non sono mica male quei due ragazzi (si avvicina agli americani)

1° Americano: non vorrebbe per caso un po’ di conserve?

Americano:o cioccolato?

Marie:              mi piacerebbe avere le vostre clips.

1° Americano: le nostre cosa?

Marie:              le vostre clips… è una parola inglese no?

1° Americano:(riflettendo)non mi sembra…

Scorticatore: allora la volete visitare questa casa o no?

Marie:              (Marie indica le mostrine)questi cosetti qui

2° Americano:non possiamo. Verremmo puniti. Andiamo Jerry, visitiamo la casa

Scorticatore: ecco qua. Salendo la scala vi troverete al primo piano. bene, al piano di spora c’è il granaio. Salite, visitate e ridiscendete. A sinistra  c’è il cortile, a destra ancora il cortile e nel seminterrato c’è l’altra estremità della fossa per scorticare. C’è una botola, come qui. A proposito, che ve ne pare?

1° Americano:di chi?

Scorticatore: ma dei crucchi! Dei tedeschi, insomma.. sono dei tipi strani no? Non trovate io li trovo un po’ bizzarri

1° Americano:come? Ce ne sono da queste parti?

Scorticatore: ma certo, ne è pieno qui

2° Americano:(cadendo dalle nuvole)accidenti! Ora capisco perché ci hanno fatto sbarcare. Per farci combattere contro i tedeschi. Potevano ben dircelo…!

1° Americano: ora tutto è chiaro. Capisco anche perché ci sparavano addosso. Lei capisce, le operazioni sono state condotte con estrema discrezione

2° Americano:è questa la democrazia

Si mettono sull’attenti e cantano happy birthday


Scorticatore: e da buoni risultati, la democrazia?

1° Americano:non si può sapere, è un segreto. Allora, si comincia la visita?

Marie:              siate gentili… datemi i vostri piccoli cosetti dorati…

2° Americano:le abbiamo già detto che non possiamo. O forse lei è completamente idiota?

Marie:              vi accompagno

Imp. Poste:     giusto, va con loro, così ti calmi un po’

Andrè:             posso andarci anch’io?

Scorticatore: tu resti qui. Non abbiamo ancora deciso il messaggio da inviare ai ragazzi

Gli americani e Marie si dirigono verso la scala e lo Scorticatoreli richiama

Scorticatore: hei, sentite un po’ (gli americani si girano. Uno di loro palpa il sedere di Marie)

2° Americano:cosa?

Scorticatore: per caso conoscete mio figlio jacques?

2° Americano:che arma?

Scorticatore: è paracadutista

2° Americano:(riflettendo)Jacques … J… J… no non mi sembra. Di che colore è il suo paracadute?

Scorticatore: blu, blu acceso

2° Americano:no, niente da fare. I nostri sono gialli

Scorticatore: pazienza (Marie e gli americani escono. Lo Scorticat. torna verso l’impiegata)

SCENA VENTESIMA

Lo Scorticatore, l’impiegata, Andrè

Scorticatore: allora a noi tre

Andrè:             sto pensando. Se si mandasse un messaggio così: “tornate subito per consiglio di famiglia. Marie si sposa”…

Imp. Poste:     per niente originale sembra un telegramma

Scorticatore: a radio Londra non l’accetteranno mai. bisogna inviare un messaggio ben chiaro. Niente riassunti. (Riflette)

Andrè:             non mi viene niente

Scorticatore: aspetta… ecco: “lo Scorticatore aspetta i suoi due figli per il matrimonio della sorella”. Te l’ho detto, bisogna essere chiari, altrimenti la gente capisce di traverso e ne approfitta per saccheggiare, sgraffignare delle citroen e dipingerle di bianco

Imp. Poste:     bene. Allora io vado a telefonare a Londra. Ma niente illusioni, ci vorrà più di un’ora. Ci sono almeno cinque o sei ufficiali che fanno la coda. Ho tre richieste di comunicazione per Berlino e cinque per Londra, e così non sarà una faccenda veloce…

Bussano alla porta ed entrano due tedeschi

SCENA VENTUNESIMA

Gli stessi, due tedeschi in uniforme

Imp. Poste:     buongiorno

Due tedes:      buongiorno.. tutto bene?

Scorticatore: non bisogna esagerare. Potrebbe andare meglio. Siamo scocciati da questa storia del matrimonio di Marie…

Andrè:             ce la passiamo così e così

1° Tedesco:   possiamo sederci? Siamo proprio distrutti

Scorticatore: certo, sedetevi


I tedeschi si siedono ad un tavolo il secondo comincia a togliersi gli stivali il primo va a prendere dell’acqua con il suo elmetto poi torna a sedersi e ci immerge i piedi con gli stivali e tutto l’altro piazza i suoi stivali sul tavolo e dagli stivali si alza un fumo denso.

Scorticatore: Allora ci vuole andare si o no a spedire questo messaggio?

Imp. Poste:     come? Non mi offre neanche un goccio?

Scorticatore: ma certo.. dove ho la testa oggi? E il mio lavoro che rimane indietro..: (va all’armadio)

Imp. Poste:     un minuto solo. Un goccio di fretta e via

I due tedeschi si alzano contano fino a quattro e attaccano una marcia (Wenn dei soldaten)

Si sentono i passi sulla scala. I due americani rientrano dalla porta di destra sono semivestiti in completo disordine….

SCENA VENTIDUESIMA

Gli stessi, due americani

Scorticatore: allora, vi è piaciuta la casa?

1° Americano:(abbottonandosi)c’è cattivo odore. Una puzza orrenda…

2° Americano:ecco cos’è che puzza (indica gli stivali del tedesco che fumano)

Scorticatore: posso offrirvi un goccetto?

1° Americano:però sono carini quegli stivali

2° Americano:ma lo sai vecchio mio che quei tipi sono equipaggiati mica male, guarda le loro pistole, altro che le nostre colts

1° Tedesco:   (con tono condiscendente) oh, neanche le vostre sono da buttar via

I due americani si accostano al tavolo uno si appoggia allo schienale di una sedia

2° Americano:guardate che elmetti ci passano!

2° Tedesco:   devo riconoscere che la forma è veramente orribile. Sfuggente brutta…

I due americani si siedono al tavolo dei tedeschi

1° Americano:giocate a poker?

Scorticatore: sentite un po’, dovete aver sete tutti e quattro. Che ne direste di un goccio di calvados?

1° Tedesco:   con piacere

2° Tedesco:   ma certo grazie

2° Americano:molto volentieri

1° Americano:troppo gentile

Scorticatore: Andrè i bicchieri

1° Tedesco    avete le carte?

1° Americano:ne ho io

Imp. Poste:     (avvicinandosi a poco a poco al tavolo mentre vuota il suo bicchiere)allora un altro goccio anche a me. Voglio bere un sorso con questi ragazzi

1° Americano:(al 2° tedesco)giochiamoci i vostri stivali

2° Tedesco    d’accordo. Contro il vostro giubbotto

1° Americano: ok

Durante la partita si spogliano progressivamente tutti e quattro alla fine ognuno si ritrova un equipaggiamento del tutto diverso

Scorticatore: un bicchierino ogni tanto fa proprio piacere

Va al banco da lavoro e comincia a martellare

1° Tedesco    full di assi!

2° Americano:vedo!

1° Tedesco    bel piatto!


2° Tedesco    Apro di 10

2° Americano:più 20

Scorticatore: allora a presto (accompagna l’impiegata alla porta)

Si sentono esplosioni e rumore colpi  violenti alla porta e tutti guardano vs. il fondo

Scorticatore: avanti!

1° Tedesco    colore!

2° Tedesco    scala reale!

2° Americano:poker d’assi!

1° Americano:ho cinque re! (arraffa tutto)

SCENA VENTITREESIMA

Gli stessi, Heinz, Marie

Heinz  entra dalla porta di sinistra lo Scorticatoree gli altri sobbalzano

Scorticatore: come mai Heinz non sta combattendo con i suoi camerati?

Heinz:              la sveglia non ha suonato

Un’esplosione tutti abbassano la testa silenzio di tomba si sentono passi sulla scala.

Entra Marie

Marie:              ho fatto cadere un vaso

Scorticatore: (sollevato) ah, era questo… (si gira verso Heinz, incrocia le braccia) lei sta esagerando..

1° Americano:doppio tris di regine! (arraffa il piatto)

1° Tedesco    io ho di meglio scala di sette carte… (arraffa la presa del primo)

2° Americano:piano, scala reale dall’asso al due. (arraffa)

2° Tedesco    io ho una vera coppia di re

Si accinge a spogliarli tutti con molto metodo nel frattempo Heinz si sta torcendo le mani

Heinz:              (timido) sarebbe così gentile da scrivermi una giustificazione per il mio capitano?

Marie si avvicina ai giocatori. Due mani, uno per parte, si infilano sotto la sua sottana

Scorticatore: ma guarda un po’ che cosa mi tocca fare  (si mette a scrivere)

2° Tedesco    200 dollari

1° Americano:più 10 marchi

2° Americano:sono stufo, ce ne andiamo…..

1° Americano:va bene

Si alza è vestito di tutto punto da tedesco e così il suo compagno, escono cantando in tedesco

1° Tedesco    ok

2° Tedesco    ok. basta così

I due tedeschi completamente vestiti da americani si girano verso lo Scorticatorecantano happy birthday ed escono

SCENA VENTIQUATTRESIMA

Tutti meno i soldati

Scorticatore: sono bravi ragazzi

Imp. Poste:     si, mi dia un altro goccio

Scorticatore: adesso lei esagera

Bussano la porta si apre entra soldato barcollante tenendosi il ventre

Soldato:          (ansimando) scusa dove sono i cessi?

Scorticatore: li hanno giusto beccati


Soldato:          ah.. ahaaaaah.. cade morto stecchito

Scorticatore: nella fossa… con tutti gli onori militari.

L’impiegata delle poste fa rotolare il soldato nella fossa. Entra la madre

Madre:             Dì, i gabinetti sono scomparsi

Scorticatore: non mi dici niente di nuovo

Madre:             allora me ne vado. Non hai più bisogno di me?

Scorticatore: io ho sempre bisogno di te, mia diletta. Vieni tra le mie braccia. Ed ora, discutiamo un po’ il problema da vicino. (all’impiegata) Ecco, si prenda su il calvados e porti via i bambini perché tra un po’ sarò costretto ad un comportamento non molto corretto

Imp. Poste:     forza figlioli, andiamo a farci un cicchetto. Mica è festa tutti i giorni

L’impiegata delle Poste esce con Andrè e Marie tenendoli per mano, come due bambini.

SCENA VENTICINQUESIMA

Lo Scorticatore, la madre

Scorticatore: (con tono da moine ai bimbi)ghillighilighillighilli

Madre:             senti, Joachin, ora proprio non…

Scorticatore: non mi chiamo Joachin. Mi confondi con il tuo primo marito. Lo sai bene, il guardiacaccia

Madre:             scusami mi era proprio uscito di mente

Scorticatore: finalmente rivedremo i nostri ragazzi. Non sei contenta?

Madre:             sono proprio commossa. Non so che cosa mi prende oggi, ma questo matrimonio mi turba moltissimo.

Scorticatore: Ah! Ah! Ti ricorda il tuo, ecco cos’è bambolotta

Madre:             ma no, non mi ricorda il mio. È un bel po’ che l’ho dimenticato il mio

Scorticatore: per quanto, via , un pochino…

Madre:             (guardandolo fisso) non mi sembra che tu faccia granché per ricordarmelo!

Scorticatore: (imbarazzato) beh… le circostanze non sono poi così adatte… ho quarantadue anni

Madre:             io no (Silenzio)

Scorticatore: in fondo, non ti sembra che dovremo dare un altro nome a Marie?

Madre:             a quale?

Scorticatore: non importa a quale. Purché una delle due si chiami diversamente è questo l’essenziale

Madre:             non voglio

Scorticatore: ma sarebbe molto più comodo

Madre:             ho capito, non ti piace il mio nome

Scorticatore: ma si… appunto… così vorrei lasciartelo tutto per te. E penso che bisognerà comunque cambiarle nome, perché quell’Heinz ha una strana tendenza a sbagliarsi, e a Marie la cosa non va giù. Lei lo trova bruttissimo.

Madre:             se a Marie Heinz non piace, nessuno la costringe a sposarlo

Scorticatore: ma io parlavo dell’altra Marie. Lo vedi bene che non è per niente comodo

Madre:             perché tu sei stupido. (Egli alza le braccia al cielo) Ma roba da matti. Sono già quindici anni che si chiama Marie, e tu le vuoi cambiare nome. Fantastico! Ti vengono sempre idee balorde. Ma non potresti scorticare e startene tranquillo? No?

Scorticatore: senti, comincio ad averne abbastanza del mio lavoro. Anzitutto non ho più la mano di una volta, e poi la mia pialla è ridotta uno schifo

Madre:             (scuotendo la testa)stai invecchiando. D’altra parte non posso impedirti di fare quello che ti pare. Chiamala come vuoi

Scorticatore: (felice) ora si che ti riconosco

Madre:             (sciogliendosi in lacrime) la mia bambina!!


SCENA VENTISEIESIMA

Gli stessi, Marie (quella fidanzata con Heinz)

Scorticatore: guarda, eccola qua. Andiamo, non pianger, Marie. È una sciocchezza: un cambiamento di nome…

Madre:             come una sciocchezza? Deve già cambiare il cognome sposando quell’imbecille con gli occhiali ed ora tu le vuoi cambiare anche il nome… che cosa le resta?

Cyprienne:     si può sapere perché litigate?

Scorticatore: d’ora in poi ti chiamerai Cyprienne

Madre:             (rialza la testa stupita e felice)Cyprienne? Ma è stupendo

Scorticatore: (con falsa modestia)beh… sai… non l’ho inventato io…

Cyprienne:     Cyprienne? Per me fa lo stesso, tutto sommato. Sono d’accordo per chiamarmi Cyprienne. Ma che differenza fa?

Scorticatore: Marie è un po’ monotono

Cyprienne:     senza dubbio ce ne sono molte in giro. Ma ti suona bene Cyprienne Schnittermach

Scorticatore: è perfetto

Madre:             comunque sia ha un sapore esotico, e poi, puoi dire quello che vuoi, Cyprienne è stupendo

Scorticatore: devo riconoscere che è abbastanza originale. (Silenzio)

Cyprienne:     non lavori oggi babbo?

Scorticatore: no di certo. È un gran giorno oggi

Cyprienne:     cosa succede?

Scorticatore: tuo fratello e tua sorella vengono per il consiglio di famiglia

Cyprienne:     consiglio di famiglia?

Scorticatore: è per il tuo matrimonio insomma

Cyprienne:     ed io che credevo che succedesse qualcosa di nuovo!

Scorticatore: perché, non è qualcosa di nuovo il tuo matrimonio?

Cyprienne:     vado a letto con Heinz da quattro anni

Scorticatore: ti ha già rifilato un figlio?

Cyprienne:     non credo… me ne sarei accorta…

Scorticatore: insomma, sei incinta o no?

Cyprienne:     cosa te ne importa? (passeggia per la stanza canticchiando)

Madre:             devi rispondere Cyprienne. (con tono sognante) Cyprienne…. Avrei voluto chiamarmi così..

Cyprienne:     mi avete scocciato tutti e due con le vostre domande. Avete spiato attraverso il buco del muro a sufficienza per sapere se c’è o no il rischio di avere un figlio, dopo quello che ho fatto con Heinz…

Scorticatore: come vuoi che si sappia? Spegni sempre la luce, e hai oliato le molle del materasso. Del resto è sempre Andrè che guarda. Io addirittura tappo il buco ogni giorno. Lo sai benissimo

Cyprienne:     vieni a tapparlo ogni giorno esattamente alle dieci di sera, proprio quando andiamo a letto…

Scorticatore: queste sono insinuazioni rivoltanti. Dio sa quanto io sono lontano da quelle cose…!

Madre:             lo sa dio e lo so anch’io

Scorticatore: comunque, ci devi dire se sei incinta

Cyprienne:     oh! Accidenti…

Rumore dal granaio piomba giù un paracadutista


SCENA VENTISETTESIMA

Gli stessi, Jacques

Madre:             ma è il mio piccolo Jacques

Jacques:        signore e signori, buongiorno! (si abbracciano)

Madre:             il mio piccolo Jacques quanto tempo era che non venivi a trovare il tuo vecchio babbo e la tua mamma?

Scorticatore: di un po’! Perché il tuo “vecchio babbo”?

Jacques:        non è cambiata affatto la mamma. Scherza sempre…(L’abbraccia) e tu Marie?

Cyprienne:     ciao jacques hai un giubbotto formidabile. (L’abbraccia)

Jacques:        si è fatta niente male la nostra Marie

Scorticatore: puoi chiamarla Cyprienne, perché sta per sposarsi

Jacques:        ma va… questa poi è da non credersi. Ma sentite un po’… (annusa) comunque il profumo di casa non è cambiato. Molto lavoro babbo?

Scorticatore: la fossa è piena

Jacques:        (si frega le mani)formidabile

Entra un paracadute giapponese

Giapponese:  hikra arma buil cuichiloc mic arru?

Scorticatore: (contando con le dita)non è Jacques, non è Catherine e non è neanche Marie. Non è uno dei miei figli

Jacques:        lei ha sbagliato luogo

Giapponese:  huc ano magho truc musce

Madre:             ma per carità

Il giapponese si fa carachiri dicendo   cuic

Jacques:        non c’è da sbagliarsi è proprio un giapponese che ne facciamo?

Scorticatore: basta buttarlo nella fossa. Me lo lavorerò insieme agli altri

Lo gettano nella fossa

Madre:             Cyprienne pulisci per terra. È disgustoso!

Bussano alla porta di destra. Entra Chatherine

SCENA VENTOTTESIMA

Lo Scorticatore, la madre Cyprienne, Jacques, Catherine

Jacques è in divisa americana, Catherine  ha un costume da paracadutista cover girl: stivaletti rossi, sottanino cortissimo a pieghe, giubbotto kaki, berretto dell’armata rossa

Scorticatore: questa volta è lei

Madre:             ciao, tesoro (si abbracciano, e bacia alla russa il padre e Jacques che restano senza fiato)

Catherine       fa piacere sentirsi a casa. (annusa)

Madre:             hai avuto difficoltà per venire bambina mia?

Catherine       certo, da lassù non si riconosce granché. C’è stato un po’ di casino da queste parti no?

Scorticatore: accidenti se c’è stato. L’anno scorso, il vecchio Durosier ha fatto abbattere i suoi tre olmi

Madre:             (riflettendo)la signorina Lecoin ha fatto costruire una conigliera lunga sei metri

Jacques:        ce ne sono stati di cambiamenti ma abbiamo trovato lo stesso (annusa forte)

Catherine       allora Marie sei tu che ti sei fidanzata

Cyprienne:     mi puoi chiamare Cyprienne

Catherine       era ora, si sono decisi a cambiarti il nome


Jacques:        e Marie dov’è?

Madre:             ma eccola qui piccolo mio. Ti stiamo dicendo che ora si chiama Cyprienne

Scorticatore: ma no! Intendeva l’altra … si è appena fidanzata con un americanoun tuo compatriota questa mattina…. Ora che ci penso quel tipo non  è ancora tornato. Che cosa starà combinando? Tua sorella starà facendosi bella per il vostro arrivo. La troverai in camera sua

Entra Marie.

Scorticatore: toh, eccola qua

Jacques le si precipita addosso e la bacia sul collo

Jacques:        buongiorno piccioncino

Scorticatore: insomma Jacques vuoi lasciare in pace tua sorella? Non ha più dodici anni… mica vorrai andarci a letto?

Jacques:        perché? Tu non l’hai mai fatto?

Scorticatore: (indignato) no di certo, ma senti questo porco

Jacques:        e allora, un solo cretino in famiglia basta. (ride)

Catherine       dunque Cyprienne il tuo fidanzato è qui?

Cyprienne:     no, a quest’ora sta combattendo… era anche in ritardo e il babbo ha dovuto fargli una giustificazione per il suo capitano… sono molto severi con lui…

Scorticatore: allora, branco di farabutti, venite a bere qualcosa, sedetevi e state un po’ tranquilli.

Si siedono tutti intorno al tavolo in modo tale che Cyprienne resta sola isolata come accusata. Dopo aver bevuto che scaglia il suo bicchiere contro il muro. Nessuno ci fa caso

Scorticatore: (alzandosi) ed ora veniamo al fatto Cyprienne!

Cyprienne:     si babbo

Scorticatore: ti sei fidanzata con Heinz. Hai l’intenzione di sposarlo. Tu stessa capisci che non è neppure lontanamente pensabile che tu ti sposi senza avere il consenso della tua famiglia. Di conseguenza, la logica stessa ce lo dimostra, tu devi rispondere ad ogni domanda che noi ti porremo, fornendo dettagli precisi, per metterci nella condizione di poter formulare in tutta oggettività un giudizio sulla a se del quale tu ti sposerai o non ti sposerai, attendendoti alla decisione che sarà stata presa tutto considerato. (Si accascia sfinito)

Jacques:        (alzandosi) devi renderti conto che non abbiamo fatto tutto questo viaggio per niente. Cosicché sembra assolutamente necessario che tu ci fornisca tutti quei dati circostanziati che soli ci consentiranno di illuminarci. (si risiede)

Catherine       (alzandosi) io non so cosa dire perché mi sembra che gli altri abbiano già detto tutto. (si risiede)

Silenzio. Tutti fissano Cyprienne. Lo scorticatore si raddrizza a poco a poco

Scorticatore: per l’ultima volta… rispondi alla mia domanda: Sei incinta per opera del suddetto Heinz Schnittermach?

Jacques:        (alzandosi) è un nome orribile.

La madre si scioglie in lacrime. Marie cerca di calmarla.

Scorticatore: Marie ti sei ricordata di portar dentro la scala grande?

Madre:             dio mio!… me n’ero completamente dimenticata! (Esce a precipizio)

Scorticatore: Cyprienne!… rispondi!...

Cyprienne:     non risponderò

Scorticatore: sarà dunque necessario fare ricorso a misure draconiane così chiamate dal nome del loro inventore


Jacques:        la situazione lo impone

Scorticatore: Marie, sali in camera tua

Marie va verso porta e Jacques la segue

Scorticatore: Jacques resta qui!

Jacques:        siete già abbastanza numerosi anche senza di me. (si risiede)

Cyprienne:     capisco perché mi hai fatto cambiare nome. Se mi chiamassi ancora Marie anch’io rientrerei in camera mia e tu non potresti dire niente. (Marie esce)

SCENA VENTINOVESIMA

Gli stessi meno Marie

Scorticatore: stendetela sul bancone

Catherine e Jacques  afferrano Cyprienne

Jacques:        con che cosa ce la vogliamo lavorare? (risata diabolica)

Catherine       ho dei sigari

Scorticatore: non riesco a sopportare l’odore del sigaro. (intanto Catherine e Jacques legano Cyprienne sul bancone)

Cyprienne:     neanch’io, ma non voglio che una mia opinione personale vi possa influenzare in checchessia

Scorticatore: se dico che non posso sopportare l’odore del sigaro non è una espressione retorica. In effetti ci sono due cose che non posso sopportare. Una pialla male affilata e i piedi bagnati

Jacques:        e come la metti con l’odore dei sigari?

Scorticatore: col tempo si disperde. E poi, qui, non si sentirebbe. Io credo che sia meglio farle il solletico.

Finiscono di legare Cyprienne che non oppone resistenza. Lo Scorticat. cerca il necessario

Jacques:        ascolta Cyprienne, può sembrare che noi siamo tornati solo per romperti le scatole, ma in fondo quello che ti si chiede è una sciocchezza. Se tu rispondessi subito, ci risparmieresti una scena, certo spettacolare, ma anche penosa

Cyprienne:     cosa vuoi che ti dica, Jacques, mi state tutti addosso come pidocchi su un cranio. Suppongo che siate imbarazzati quanto lo sono io. D’altra parte al vostro posto mi comporterei allo stesso modo, perché so che è il solo modo per farmi parlare. Sono cocciuta come un mulo e non voglio rispondervi

Jacques:        in questo caso, vecchia mia, non resta che procedere

Le si avvicina e le fa il solletico. Cyprienne si contorce.

Scorticatore: non andarci con delicatezza, è forte come un cavallo e me ne intendo. Eccoti una piuma di faraona, non c’è niente di meglio

Jacques:        dammi un filo di paglia (Cyprienne urla di gioia) no, Cyprienne ti prego mi fai venire il mal di testa! (Lei ancora più forte)

Scorticatore: non sciuparmi quella piuma Jacques.. ci tengo molto. Che testarda… vuoi rispondere stupida ochetta?

Cyprienne ricomincia

Catherine       (rifacendosi il trucco)lo sai, Cyprienne  che mi deludi? Non credevo che tu avessi un carattere così chiuso. Avrei pensato che con i tuoi fratelli e la tua sorella, avresti dimostrato più confidenza, più affetto.


Jacques:        insomma, è un’idiozia. Ma perché poi non vuoi rispondere? Insomma, vai a letto da quattro anni con questo tizio, tutti lo sanno, tutti vi hanno visto, d’altra parte non c’è niente di male, lungi da me il pensarlo. Solo, stupidamente, per cattiva volontà, per non si sa bene quale ragione, ti rifiuti di dirci se sei incinta oppure no. Tutto ciò supera ogni senso comune. C’è da chiedersi che cosa combineresti se ti capitasse qualcosa di veramente serio.

Catherine       torniamo a casa. Siamo tutti contenti di rivederti e di conoscere il tuo fidanzato. Eccoci qua tutti pronti a gustare un po’ di gioia serena, in famiglia, con il babbo, la mamma. (si asciuga una lacrima) E tu non ci vuoi dire niente. Sei più estranea che se non facessi parte della famiglia.

Jacques:        (con la voce rotta anche lui)era nostro diritto aspettarci un’accoglienza diversa.

Scorticatore: (singhiozzando)Cyprienne… piccola mia!… non avrei mai creduto  che tu potessi trattarci così

Catherine       (Si asciuga gli occhi di nascosto e va a sedersi) Cyprienne, siamo tutti addolorati a causa tua, e tu te ne stai lì senza dire niente.

Cyprienne si torce dal ridere

Scorticatore: toh, vi darò dei chiodi. Così la fissiamo un po’ più solidamente. Ci si ostina sempre a tener ferma la gente con le corde, quando è talmente più comodo inchiodarla.

Jacques:        si sciuperà il bancone

Scorticatore:non fa niente. Non si può tener conto di simili sciocchezze in una circostanza come questa. È in gioco il matrimonio di tua sorella. Prendi il martello, Jacques.

Jacques:        no, in fin dei conti è meglio usare del nastro isolante

Scorticatore: vai a prenderlo , Catherine.. È nell’armadio degli attrezzi.

Catherine       vado subito

Ci va e mentre sta tornando si impiglia nel nastro isolante

Jacques:        sono a terra, babbo… on ho mai potuto sopportare il solletico, è come se lo facessero  a me… dammi il cambio!

Scorticatore: su, su! Tu, un eroe! Ai miei tempi, nel 1890, non si sarebbe ammesso che un paracadutista se la facesse sotto

La voce di Cyprienne si fa roca e tossisce

Jacques:        vi davano un’educazione da selvaggi, ai tuoi tempi.

Scorticatore: (con severità) Jacques,  non far tossire tua sorella. Non sei tu che le paghi lezioni di canto a 200 franchi al mese

Jacques:        neanche tu

Scorticatore: no, ma avevo l’intenzione di farlo… su, Catherine, vuoi smetterla di far l’idiota? Oh, questi ragazzi

Catherine       (avvolta nel nastro isolante) aiutami babbo, taglia un po’ di questa roba

Il padre l’aiuta

Catherine       rispondi, Heinz ti ha rifilato un pupo, si o no?

Cyprienne:     non parlerò, non parlerò, accidenti! Lasciami…. (poi vinta) Fermatevi! Ve lo dirò!

Scorticatore: ci sa fare, Catherine, conosce i punti giusti. È proprio un uomo mancato. Allora, Cyprienne, aspetti un bambino

Cyprienne:     no…

Jacques:        proprio vero?

Cyprienne:     si…

Catherine       non ci racconti balle?

Cyprienne:     è la verità

Scorticatore: non sei proprio chiacchierona (si lascia cadere stremato su una sedia)


Jacques:        (con voce spezzata) dammi da bere babbo…(tutti si fanno intorno con premura)

Cyprienne, furibonda, all’improvviso li schiaffeggia tutti. Tutti si mettono una mano sulla guancia

Cyprienne:     perché mi avete fatto questo?…perché me l’avete fatto? Non volevo dirlo… toh

Bussano alla porta

Scorticatore: per sapere se era proprio necessario che tu sposassi Heinz. Ora lo sappiamo: non t’ha rifilato un bambino. Perciò è tutto da rifare. Bisogna correre subito ai ripari. Lo sposerai oggi stesso. Sei contenta eh? Imbecille!

SCENA TRENTESIMA

Gli stessi, Vincent, Loriot

Entrano un enorme soldato semplice dell FFI (Vicent) con grande barba nera, intorno ai 50’. Un piccolissimo Colonnello (Loriot) di 14 anni. Entrambi portano bracciali

Scorticatore: avanti

Vincent:          faccio le presentazioni: vincent, detto Barbabianca delle Ffi: il colonnello Loriot.

Col.Loriot:      riposo!

Scorticatore: desiderate?

Vincent:          sembra che qui da voi ci sia uno di questi stelle-strisce

Col.Loriot:      ecco… alcune voci… sembra sia stato visto…

Scorticatore: ah! Si tratterà di mio figlio Jacques! Ma accomodatevi. Fate come a casa vostra!

Vincent:          (a Jacques con tono mondano) e così, siete sbarcati?

Jacques:        oh… io sono venuto per il matrimonio di mia sorella, tutto qui

Col.Loriot:      e com’è l’America?

Jacques:        non saprei proprio, io sono di queste parti

Vincent:          (deluso) ah!… ci deve scusare. Credevamo che fosse l’uniforme americana.

Col.Loriot:      lei deve capire, non siamo ancora abituati. Siamo nelle ffi da questa mattina.

Scorticatore: avrete mica fregato la mia macchina?

Vincent:          che marca è?

Scorticatore: una Delage

Col.Loriot:      Delage trazione anteriore?

Vincent:          Ma non dire fesserie, colonnello, non esistono Delage a trazione anteriore

Col.Loriot:      ah… se è così

Vincent:          vede, sono quelle a trazione anteriore che ci interessano

Scorticatore: allora dovreste prendere quella del mio vicino. È proprio nuova di zecca

Col.Loriot:      che targa ha?

Scorticatore: cinquemiliardiqutattrocentoventisettemilioni seicentomila zero due

Vincent:          esatto è quella del colonnello. Ma se ne cercava una per me

Scorticatore: sono proprio desolato

Col.Loriot:      non fa niente

Vincent:          (a Jacques) te ne freghi tu.. ne hai una. Le jeep, come le chiamano loro gippe vanno forte?

Jacques:        non saprei, io viaggio in paracadute

Vincent:          (a Catherine) e lei signorina ne sa qualcosa

Catherine       sono paracadutista anch’io

Vincent e Co. Loriot:        beh… allora… ce ne andiamo. Signore, signori… buonasera

Scorticatore: buonasera, a presto

Vincent:          oh no… una Delage, non ci tenta proprio. È troppo vistosa…

Scorticatore: sono spiacente…

Li accompagna alla porta. Catherine ha terminato di slegare Cyprienne e la trascina verso la scala


SCENA TRENTUNESIMA

Lo scorticatore, Jacques

Scorticatore: (a Catherine) riporta giù Marie

Jacques:        (affranto) bisogna chiamare la mamma

Catherine       insomma, Jacques, fatti un po’ forza. Che cosa farai quando dovrai sposarti tu, se ti riduci in questo stato per tua sorella… (esce)

Jacques:        mamma… mamma!

Rumori dalla fossa, barcollando emerge il vicino coperto di terra e di sudiciume

Scorticatore: chi è che esce dalla mia fossa?.. (guarda attentamente) ma è il nostro vicino

Vicino:             erano tutte balle, vecchio mio, tutte balle…

Scorticatore: balle? Che balle?

Vicino:             la casa non era per niente distrutta. Dunque, arrivo là, la vedo tutta intera, capirai, ci sono rimasto di sasso. Allora ho fatto un giro dalla cantina al solaio per vedere se tutto era a posto. Dal solaio alla cantina, per essere esatti. Ora sono tranquillo.

Scorticatore: e perché te ne esci fuori dalla mia fossa?

Vicino:             ecco, proprio quando stavo per risalire, ho sentito un rumore, e il soffitto della cantina mi è caduto sulla zucca. Allora mi sono messo a scavare verso casa tua… così a fiuto. (annusa) Però sono proprio contento che alla mia casa non sia successo niente

Scorticatore: ah.. ora ho capito

Vicino:             bisogna che tu mi dia una mano a rimettere su il soffitto della cantina,

Scorticatore: lo faremo domani. Oggi dobbiamo occuparci della bambina. Ogni pensiero deve essere per lei, oggi

Jacques:        babbo, vai a chiamare la mamma…

Scorticatore: ma certo, piccolo mio, la chiamo subito. Stavo proprio per farlo.

Vicino:             mah.. se gli soddisfi tutti i capricci

Scorticatore: Jacques è sempre stato il più affettuoso di tutti. E poi non è un capriccio, ti sembra possibile sposare Cyprienne senza sua madre?

Va alla porta e chiama Marie che entra dal fondo

Madre:             eccomi! (sconvolta) Che è successo? Perché Jacques se ne sta lì sdraiato? (si scioglie in lacrime) Una disgrazia? Il mio bambino

Scorticatore: senti un po’ Marie, hai mica controllato se il terzo maiale ha avuto la sua sbobba?

Madre:             il terzo maiale? C’è un terzo maiale e tu non me l’hai detto? Vado subito a vedere (corre)

Scorticatore: ma no, ma no, resta qui. Era uno scherzo!

Madre:             (offesa) mi fai sempre gli scherzi

Questa volta non piange ma da un diretto nello stomaco dello Scorticatore

Scorticatore: (senza fiato, saltellando qua e là) ahi!! Ma insomma Marie… sei diventata pazza?

Madre:             (sciogliendosi in lacrime) ma perché mi fai sempre degli scherzi?

Jacques:        mamma!… vieni a consolarmi!

Madre:             (con slancio verso il figlio) eccomi tesoro! Non hai niente di grave vero?

Jacques:        volevo vederti… (la madre lo coccola, mentre il vicino ride in silenzio).

Scorticatore: beh cosa c’è da ridere, vecchio rudere?

Vicino:             (offeso) vecchio rudere? Sono nato il tuo stesso giorno

Scorticatore: sei nato tre ore prima di me


Vicino:             (sconfitto) lo riconosco. Mi puoi prestare un attrezzo? Vorrei raschiarmi via questa terra

Scorticatore: sei proprio un rompiscatole. Me lo farai arrugginire!

Vicino:             la peste colga gli avari e gli spilorci

Bussano. Entrano due tedeschi e due americani canterini con le uniformi mescolate

Americano:ascoltate! Abbiamo fatto le prove… eins, zwei (Cantano un coro)

1° Tedesco    vi ringraziamo della vostra cortese attenzione

Fanno la riverenza ed escono

SCENA TRENTADUESIMA

Lo scorticatore, la madre, Jacques, il vicino

Madre:             ora basta, piccolino mio, ti ho coccolato abbastanza

Jacques:        oh, no,… ancora

Madre:             insomma, Jacques, non hai più l’età…

Vicino:             ecco fatto! Sono quasi pulito

Madre:             si potrebbe far ballare un po’ i ragazzi!

Vicino:             (alzandosi) giusto, vado a prendere il mio violino (esce)

Scorticatore: andiamo Jacques… ti hanno coccolato abbastanza. Alzati e aiuta tuo padre a preparare la stanza per il ballo

Madre:             mettete la tavola là a sinistra e poi la metterò a posto per mangiare

Spostano la tavola, Il vicino rientra

Vicino:             (ha in mano un violino nuovo) fortuna che l’ho trovato di primo acchito. Era sotto l’acquaio, proprio nel mezzo del salotto. Senti, per il soffitto della cantina ci converrà cominciare col togliere quello che resta della casa. Così si vedrà meglio quello che c’è da fare

Scorticatore: va bene.. va bene.. vedremo domani. Ma, senti un po’ (ha un’idea)

Vicino:             cosa?

Scorticatore: ti beccherai i danni di guerra..

Si torcono dal ridere. Entrano Catherine e Marie

SCENA TRENTATREESIMA

Gli stessi, Catherine e Marie

Marie:              (nuovo abito, molto puttana) ma che cosa avete combinato? (batte le mani) Si balla?

Madre:             ti sei messa il vestito nuovo?

Marie:              l’altro era tutto strappato…

Vicino:             i ballerini al loro posto

Afferra il violino e comincia a suonare uno swing

Scorticatore: forza Catherine, il primo ballo con me…

Il Vicino smette di suonare

Vicino:             veramente sarebbe meglio che fossero i fidanzati ad aprire le danze

Madre:             vado a cercarli

Scorticatore: telefono ad Heinz. (alla madre) A quest’ora dove combatte?

Madre:             è a cinquecento metri a qui. Chiedi del capitano, si chiama kunsterlich

Scorticatore: va bene. (telefona)

La madre esce, il vicino accorda il violino. Catherine si guarda intorno, Jacques si stiracchia, Marie abbozza qualche passo di danza, sola, al centro della stanza


Scorticatore:  (al vicino, coprendo la cornetta) sta zitto, vecchio rimbecillito. Non capisco una parola di quello che dice. (violenta esplosione, mitra, lo Scorticat. ascolta poi riattacca. Il rumore diminuisce) Viene subito. Il capitano me lo manda tra un minuto. Hanno ancora tre metri da fare e basta. Finiscono lo straordinario. Da quello che ha detto, non va male.

Jacques:        per chi?

Scorticatore: oh, per tutti e due. Per gli americani e per i tedeschi. Il capitano non è un fanatico… ma è ottimista

Entrano la madre e Cyprienne con cerotto

Scorticatore: finalmente. Ecco qua la mia figliolona. Ora si che va bene. Ti senti in forma?

Cyprienne:     ma certo

Madre:             ti abbiamo preparato una sorpresa. Tra cinque minuti sarà qui il tuo fidanzato e tu aprirai le danze con lui

Scorticatore: vedi che facciamo di tutto perché tu sia felice

Cyprienne:     dato che ci siete, non potreste trovarmi un altro fidanzato?

Scorticatore: (scoppiano a ridere) ah, ah! benedetta Cyprienne. Andiamo sei contenta, e come, di sposarlo il tuo Heinz!... (Cyprienne approva con aria disgustata)

Vicino:             non capisco cos’ha questo violino, non riesco a cambiare marcia: (manovra una levetta si sente uno scoppio) ah!... ora funziona

Scorticatore: ci hai fatto paura

Jacques:        perché non ci suona “Ci piace il vino e i fiori”?

Vicino:             non la conosco. Mi piace solo la musica americana

Jacques:        allora suoni Sweet Adeline

Vicino:             no, roba come Sweet Sue o Swanee River

Madre:             ma come? Tutte le canzoni americane cominciano con la “S”?

Jacques:        via mamma non dire stupidaggini

Madre:             (con distacco) va bene, va bene?

Vicino:             che cavolo sta combinando questo fidanzato? Se non arriva finché il mio violino funziona ancora…

Bussano alla porta

Tutti:                ah!.. oh.. eccolo!

Entrano due suore di carità

1a Suora:        per i poveri della parrocchia..

Tutti:                buh… buh…

Le buttano fuori

Scorticatore: in un giorno come questo... hanno una bella faccia tosta!

Bussano alla porta. Silenzio mortale

SCENA TRENTAQUATTRESIMA

Gli stessi, (meno le due suore) Heinz e il capitano

Entrano Heinz ed il capitano con aria timida. Fanno il saluto militare

Heinz:              buongiorno, Marie

Cyprienne:     buongiorno, Heinz… mi devi chiamare Cyprienne d’ora in poi

Heinz:              va bene… sei ferita?

Cyprienne:     non è niente. M’è successo aprendo delle scatolette

Heinz:              delle scatolette americane naturalmente

Cyprienne:     ma no, tesoro, scatolette autarchiche (va verso di lui e lo bacia, distensione generale)


Catherine:      così è lei il fidanzato di Cyprienne?

Capitano ted:          potrei dire qualche parola?

Scorticatore: ma siamo noi a pregarla, capitano. Figli miei, vi presento il capitano kunsterlich. (sorrisie cenni di testa) Allora capitano tutto bene laggiù?

Capitano ted:          è proprio quello… a dire il vero va così e così

Scorticatore: ma poco fa al telefono andava tutto bene, sembravate contento

Capitano ted:          appunto, ma la situazione poi si è modificata. In quel momento ne avevo ancora centonove su centoventi nel mio battaglione, ed ora, d’un tratto, siamo rimasti solo Heinz ed io

Madre:             ho, ma allora gli amici di Heinz non potranno assistere al suo matrinomio?

Capitano ted:          sono profondamente desolato, signora, ma ho proprio paura che Heinz al momento non si possa sposare. Heinz, mio caro vecchio Heinz

Heinz si rannicchia nelle braccia di Cyprienne

Scorticatore: ma perché?

Catherine:      non è poi così importante se i suoi camerati non possono venire.

Capitano ted:          non è questo, è perché se non mi rimane neanche un soldato, non sono più capitano

Madre:             e ci tiene così tanto ad essere capitano?

Capitano ted:          lei capisce, si è tenuti in considerazione. Su Heinz, saluta i signori ed andiamo a prendere il nostro telefono. È tutto quello che ci resta. Questi americani fracassano proprio tutti. (a Jacques) non se ne abbia a male, non dicevo certo per lei: (Jacques fa un gesto ) voi dovete capire la delicatezza della mia posizione. Signora, non mi guardi in quel modo… non è colpa mia se gli altri centodiciotto sono morti. Che cosa ci posso fare? Almeno un soldato mi occorre no? Datemi almeno un segno di comprensione

Nel frattempo Catherine prende un martello da bancone e l’accoppa e cade nella fossa

Catherine       forza. Faremo un matrimonio lampo. Tu, mamma, datti subito da fare per preparare il banchetto. (Guarda l’orologio) Se ci diamo da fare tutti quanti, saremo pronti in tempo e tutto sarà terminato

Jacques:        torno subito (esce)

Madre:             Heinz, Cyprienne, aiutatemi a cercare le uova. Voi intanto apparecchiate

Entra Andrè

Catherine       Andrè, mancano donne. Tu ti vestirai da ragazza

Andrè:             ma lei è matta! Neanche per sogno. Non voglio

Catherine       ma si… si che vuoi (lo guarda con una certa ammirazione)

Andrè esce. lo Scorticatore si stiracchia e guarda Catherine con ammirazione

Scorticatore: (a Catherine) tu si che ce l’hai un bel paio di….

Vicino:             è vero. Hai proprio un bel paio di tette…

Scorticatore: (seccamente) non è affatto quello che intendevo dire, sinistro vegliardo. Aiutami a preparare per il pranzo. Catherine, la metti tu la tovaglia?

Catherine       ma babbo, il tavolo è ingombro di roba

Scorticatore: non è niente, lo liberiamo subito. (al vicino) togli la roba dal tavolo, invece di startene lì a far girare i pollici

Vicino:             (brontolando) non mi è mai riuscito di far girare i pollici e tu me lo vieni proprio a rimproverare. (di nascosto tenta di far girare i pollici)

Scorticatore: non l’hai ancora fatto?. (botta sulle mani) Libera la tavola, t’ho detto

Vicino:             vai a farti…. Vai a farti la barba, per il matrimonio di tua figlia…

Il vicino sbatte per terra tutta la roba con un grosso bastone


Scorticatore: finalmente ti dai un po’ da fare… (Catherine porta una tovaglia) diamoci dentro ragazzi

Andrè rientra vestito da donna

Andrè:             (piagnucolando) perché mi avete fato vestire così? Mi sento proprio un idiota

Catherine       ma no, sei molto carino

Apparecchiano la tavola

Andrè:             Catherine  mi posso almeno rimettere le mie scarpe basse? Come mi muovo sbatto la faccia per terra

Vicino:             ma fai un po’ di esercizio maledizione. Non è certo più difficile che fare esercizi al trapezio!

Andrè:             non so neanche fare esercizi al trapezio

Catherine fa spallucce. Andrè si alza e tenta di camminare e capitombola per terra

Andrè:             ecco!… porca miseria!

Scorticatore: dammi le scarpe che te le sistemo io

Lo Scorticatoreavvita sotto ogni tacco una tavoletta di legno e gliele ridà

Andrè:             così andrà sicuramente meglio

Prova a camminare e ricade per terra

Vicino:             vado a far pipì (esce)

Scorticatore: fai un po’ attenzione Jacqueline. Hai capito? (Andrè non si muove)

Andrè:             dice a me?

Scorticatore: certo. Mica posso chiamarti Andrè, conciato come sei. Mi sembrerebbe di parlare ad un finocchio. E i finocchi mi fanno schifo!

Andrè:             (disperato) anche a me (si rialza)

Bussano alla porta. Entra il tedesco che aveva portato il cannone ecc.

2° Tedesco:   buongiorno signore. Buongiorno signorina. Mi riconoscete si?

Scorticatore: no

2° Tedesco:   questa mattina ho lasciato qui un fucile, un cannone e altre armi. Potrei riprenderle si?

Scorticatore: se riesce a trovarle. Forse le abbiamo sistemate da qualche parte

2° Tedesco:   vedo che state preparando la tavola. È per celebrare l’evento? Si?

Scorticatore: quando si sposa la figlia, è il caso di far le cose in grande!

2° Tedesco:   certo, si si, tanto capita una volta sola

Scorticatore: a proposito vorrebbe partecipare anche lei? Ho paura però che non ci sia più molto posto…. (guarda la fossa)

2° Tedesco:   non voglio certo disturbare (guarda Andrè) ma resterei volentieri

Scorticatore: allora si vesta anche lei da ragazza. Così può dare una mano a Jacqueline ad apparecchiare

2° Tedesco:   (deluso) ah!… è un maschio

Scorticatore: ma certo!.. non mi crede capace di far lavorare dei maschi?

2° Tedesco:   mi deve scusare, ma devo assolutamente raggiungere la mia unità, si. Siamo rimasti una decina da cento che eravamo

Scorticatore: mi spiace. Ma torni poi se vuole, lei conosce Heinz?

2° Tedesco:   naturalmente

Scorticatore: allora venga a dargli una stretta di mano, gli farà piacere (guarda la fossa)

2° Tedesco:   e le mie cose? Sono ancora qui? Si?

Scorticatore: dia un’occhiata in cortile

Il tedesco esce


SCENA TRENTASEIESIMA

Lo Scorticatore, Andrè, Catherine, Heinz

Andrè:             ce ne mettono a ritornare

Scorticatore: non sei mai contenta. Così c’è tutto il tempo di apparecchiare

Andrè:             mi cadono le calze

Scorticatore: attaccale con qualche cosa. Non sai ancora vestirti alla tua età?

Andrè:             so benissimo vestirmi, ma anche i seni continuano a cadermi

Scorticatore: legati uno spago intorno al collo, così… è quello che fa tua madre

Scorticatore: allora queste uova?

Heinz:              (con tono risentito)non vale certo la pena di chinarsi per raccattar uova, soprattutto quando non ce n’è più. Io non mi occupo più di niente. Ci sono gli americani, se la sbrighino loro.

Cyprienne:     Heinz, non vorrai fare il broncio proprio oggi?

Heinz:              no, ma insomma è incredibile… uno è qui da quattro anni ormai, ma basta che arrivino degli stranieri e tutte le attenzioni sono solo più per loro…

Scorticatore: cosa c’è? Non ha più voglia di sposarsi?

Cyprienne:     Heinz, ti prego, non fare il muso…

Heinz:              e quella là chi è? (Indica Andrè)

Andrè:             via Heinz, non dire che non mi riconosci! (Heinz fa spallucce)

Scorticatore: potete chiamarlo Jacqueline gli sta meglio

Heinz:              non pensate altro che a travestirvi voi francesi. Non potreste mettervi un’uniforme come fanno tutti?

Cyprienne:     Heinz tesoro.. sii gentile con il babbo ti prego

Heinz:              senti, me ne lavo le mani, io… non merita sfiancarsi per anni a tirar su un paese, proteggere gli abitanti, aiutarli, e tutto quanto, per ottenere poi questo risultato… da questo momento è il mio turno di farmi mantenere. E adesso, quando si mangia?

Scorticatore: bisogna aspettare che torni Jacques. Se è andato a cercare un pastore, gli ci vorrà un bel po’. Non ce n’è uno per dieci chilometri qui intorno.

Heinz:              (amaro) oh.. per questo sono sicuro che gli americani non sono certo sbarcati senza qualche pastore. (si stira)

Andrè:             mi posso rimettere i pantaloni?

Entra il Vicino

Scorticatore: senti, Jacqueline, non rompere le scatole

Catherine       possibile che tu proprio non possa tenere una sottana per far piacere a tuo padre?

Scorticatore: anche il curato porta la sottana, cretino… e protesta forse?

Vicino:             in ogni modo proprio ieri mi ha detto che per arrampicarsi sugli alberi è una gran rottura… sentite, se suonassi un po’ il violino, per far passare il tempo?

Jacques entra sudato facendo cenno di dargli una mano

Jacques:        Andrè

Andrè:             cosa?

Jacques:        vieni ad aiutarmi

Andrè:             non è un lavoro da donne. Non sono vestito giusto…

Vicino:             le do una mano io, se vuole

Jacques:        (lo guarda)se vuole…

Escono e tornano con due grosse scatole pesanti


Vicino:             vacca… pesano…

Sistemano le casse in un angolo non visibile dalla platea.

Jacques:        grazie. Vado a prendere la terza

Scorticatore: che cosa c’è là dentro?

Jacques:        un pastore. Smontato. Vado a prendere gli abiti. Puoi cominciare ad aprire le casse.

Lo Scorticatore e Andrè prendono degli attrezzi, mentre Jacques esce e rientra con la terza cassa, più piccola delle altre.

Madre:             (Si avvicina seguita dal Vicino che traffica col violino) dove l’hai trovato, Jacques?

Jacques:        sulla spiaggia. Ce n’era una montagna di queste casse. Basta chiedere e te le danno.

Heinz:              (beffardo) un’organizzazione perfetta la vostra.. ho l’impressione che ormai c’è solo da lasciarsi vivere  (fissa Jacques che si pavoneggia)

Jacques:        ho preso un modello grande

Catherine       pastori, coca cola ed automobili… non sa inventare altro la democrazia occidentale. E questi imbecilli vanno a farsi spaccare la faccia per questa roba. Puoi anche lasciarlo smontato, il tuo pastore, per quello che ce ne possiamo fare

Jacques:        non ti preoccupare. Servirà. Ha anche un radar incorporato

Catherine       bel guadagno. (sghignazza con disprezzo) Vuoi mettere l’artiglieria russa

Madre:             insomma Jacques . E tu Catherine  smettila di punzecchiare tuo fratello. Senti un po’ (allo Scorticatore)potreste anche smettere di montare quella roba e venire a mangiare… credo sia meglio pranzare prima di sposarsi… prima della cerimonia, voglio dire

Scorticatore: Cyprienne chiama tua sorella

Cyprienne:     si papà. (va verso la porta) Marie a tavola (ritorna)

Madre:             allora sedetevi. Jacques tu ti metterai alla mia sinistra. Cyprienne alla mia sinistra.

Jacques si muove, Catherine gli fa lo sgambetto ed egli precipita a terra rumorosamente; si rialza, si toglie una scarpa prende la mira e la scaglia verso Catherine, manca il bersaglio. La madre continua a sistemare gli invitati

Madre:             Heinz alla mia sinistra, gli altri alla mia sinistra

Tutti si sistemano a tavola

Scorticatore: (si rialza) sentimi bene, Marie, dato che Marie non è ancora venuta, io vado a finire di montare  il pastore. Non è gentile lasciarlo là in quel modo, con le trippe all’aria e le gambe staccate. Mi dà fastidio

Vicino:             non ci sarebbe del porto? Mi piace bere un bicchiere di porto prima di cominciare a mangiare

Madre:             c’è solo Martini

Vicino:             no! il Martini no! Il direttore della casa è protestante

Jacques:        (minaccioso) lei ha qualcosa contro i protestanti?

Vicino:             si il dente avvelenato

Jacques:        potrei conoscere il motivo?

Vicino:             non portano la cravatta

Jacques:        se le dà fastidio, non ha che da farsi protestante lei stesso

Vicino:             (pensandoci su) Perbacco… ma è vero….

Jacques:        e poi basta, lei mi sta rompendo i coglioni

Vicino:             Jacques  questo è troppo (da il violino in testa a Jacques) accidenti tutto il mio lavoro è da rifare

Scorticatore: (al pastore) ho il piacere di presentarvi il reverendo…


Il pastore prende un foglietto dalla tasca

PASTORE:     Taylor.. Robert Taylor

Cyprienne:     oh.. è Robert Taylor. (si precipita verso di lui) Venga a sedersi accanto a me

Jacques:        cosa? Devo aver preso la cassa sbagliata…(al Reverendo) lei è proprio un pastore?

PASTORE:     ma certamente

Jacques:        mi scusi, ma questo nome… non capisco

Catherine       eccola qua la civiltà americana. Sempre e soltanto propaganda. A un prete bisogna che gli appiccichino subito un nome da star cinematografica. E voi tutti quanti come delle pecore..

Vicino:             via. È un’idea mica male. (al pastore)mi dica, lei riceve le stesse razioni dei soldati?

PASTORE:     no, noi siamo assimilati al grado di tenente o di capitano, secondo l’età. Sei bottiglie di whiskey al mese. (a Jacques) Guardi dentro la cassa. Ce ne dovrebbe essere una

Vicino:             (precipitandosi) ma guarda un po’ questo figlio di puttana

Cyprienne:     mi farebbe un autografo? Lei è sempre sposato con Barbara Stanwyck?

Heinz               è ebrea no? (sospiro di nostalgia) Ah, Sarah, mi hanno dato mille marchi quando l’ho denunciata… li ho spesi tutti

Jacques:        reverendo padre, non crede che sarebbe meglio unirli in matrimonio subito, prima di mangiare?

Madre:             ma insomma, che fretta c’è? Ci sarà tutto il tempo, dopo…

Entra Marie con abito provocante

Catherine       eccoti finalmente

Marie:              quante storie, mica ero scomparsa, lo sapete che ci sono tre americani di sopra

Catherine       che scoperta, ce n’è dappertutto

Heinz               si riproducono come cavallette, quelli! (ride)

Scorticatore: (servendo da bere) ecco, signor Taylor, la servo per primo

Catherine       oh, oh quante smancerie per questo bel tipo

Cyprienne:     insomma Catherine lascia stare. Tutto questo è molto divertente e poi sono io che mi sposo no?

Vicino:             (col violino rotto) non riesco a rimetterlo insieme

Catherine fa cadere bicchiere, che stanno passando, addosso a Jacques. Rumore, tutti si alzano in piedi.

Catherine       cercati un altro bicchiere nelle tue casse, questo non era molto solido. (Jacques le versa il contenuto del suo bicchiere nel collo) Maiale! Sporco stelle strisce! Figlio di una scimmia! Tua nonna era una bertuccia trotzkista!...

Scorticatore: Catherine, non so se è al Cremlino che ti hanno insegnato un linguaggio simile, ma…

Catherine si getta su Jacques  e rotolano a terra

Madre:             Catherine, Jacques, smettetela (rovescia una caraffa sui due e si rialzano)

Catherine       è tutta colpa di Jacques!

Madre:             Catherine lascia in pace tuo fratello!

Catherine       che bisogno c’era di Jacques  per sposare Cyprienne ed Heinz(colpisce Jacques)

Jacques:        mamma!…

Madre:             oh! e poi picchiatevi pure, non me ne frega niente! Torniamo a tavola. (al pastore) la prego, si sieda. Cyprienne fai accomodare gli invitati

Jacques e Catherine  si siedono

Vicino:             dopo di lei

PASTORE      non sia mai

Scorticatore: chi dirà il benedicite? Non che ci tenga molto ma penso che vi farà piacere


Vicino:             (col violino) è fatta, ora funziona! (si rompe il manico) Merda!. Se volete lo posso dire io il benedicite

PASTORE      aspetta… facciamo la conta. Anghingo tre galline sul comò….. tocca a lei

Vicino:             va bè, per una volta se ne può anche fare a meno. Mi farei volentieri un goccio di Martini!

PASTORE      finalmente! ora si che ci siamo!

Marie:              mamma posso baciare il reverendo padre? Dato che il mio fidanzato non ritorna

Madre:             Marie! (si scioglie in lacrime)  Non ho più figli!

Scorticatore: andiamo, andiamo. Marie calmati

PASTORE      delizioso questo martini

Scorticatore: lo faccio io stesso con le ossa di cavallo che trovo quando pulisco le fosse

PASTORE      davvero? (beve) Me ne darebbe un po’ di più?

Vicino:             (sghignazzando) ah, ah, non l’hai fregato! Ti credi furbo eh! (porge il suo bicchiere)

Scorticatore: e tu? (si versa tutto il contenuto e il vicino rimane di stucco)

Madre:             gradisce un po’ di sgombri signor Taylor?

Vicino:             attento! ora vi dirà di averli pescati con le sue mani

Scorticatore: certo li ho pescati io stesso. Naturalmente. Ma non mi ricordo più quando

Vicino:             e come fai a riconoscerli quando sono in scatola?

Scorticatore: da un marchio che gli no fatto sotto la coda

PASTORE      gradirei un po’ di sale

Catherine       io la mandarei a cercarselo nelle miniere il sale!

La madre passa il sale al pastore che lo fa volare in aria. Jacques  le salta addosso

Scorticatore: vi sembra ragionevole picchiarvi così?

Catherine       (tornano a posto) passami un po’ di sgombri (si rituffa nella mischia)

Marie:              (molto sexy, con tono distaccato) mamma posso picchiarmi un po’ anch’io?

Durante la lotta i contendenti si scambiano parolacce: “Porco, cannibale, ecc.”

Scorticatore: Marie! Offri il pollo al signor pastore

PASTORE      ha un aspetto eccellente, mi tagli una coscia. La prego è la parte che preferisco

Madre:             Andrè adesso puoi venire a mangiare con noi

I lottatori rovesciano il tavolo di lavoro

Vicino:             (alzandosi da tavola) porca miseria il mio violino (caduto nella baruffa)

Catherine       ah è così, io mi sto scannando per causa sua, e lei si ingozza di pollo, razza di reazionario. Ma che cosa crede? Che finisca tutto così?

PASTORE      ma veramente io non le ho chiesto di battersi, ed infine, per essere precisi, lei si sta picchiando a causa mia certo, ma non per la mia causa. Non confondiamo

Catherine       forza, al lavoro! (lo solleva e lo getta nella mischia)

Jacques:        molla, Robert! è il mio piede

PASTORE      me ne sbatto. Non conosco più nessuno. (si rialza) Il mio fondotinta è a posto?

Catherine lo colpisce, il reverendo crolla, Catherine  salta e ricade sul mucchio

Marie:              (impaziente) oh, mamma, lasciami andare!

Cyprienne:     lasciala fare, mamma, te ne prego. È il giorno del mio matrimonio… se la diverte…

Madre:             (al padre) credi che lo possa fare?

Scorticatore: se sapessi quanto me ne frego. Di un po’, vecchio lavandino, me ne lascerai almeno un goccio? (al Vicino)

Heinz:              mia dolce Cyprienne, (con tenerezza) allungami un po’ di pollo (Cyprienne lo serve)

Vicino:             (esamina il violino) mi hanno fracassato il violino… il mio violino dall’anima francese


Si getta nella mischia. Nello steso momento il prete emerge per un attimo dal mucchio e il vicino gli schianta il violino in testa. Il reverendo si tocca e si rituffa nella lotta.  Il vicino arretra e manca il mucchio schiantandosi per terra

Scorticatore: il capitano kunsterlich è tutt’ora nella fossa, se non sbaglio?

Heinz:              si, non l’ho più rivisto

Esplosione all’esterno

Madre:             di nuovo? Ricominciano a fare rumore. Una madre non può far sposare in serenità la propria figlia figuratevi se avessimo invitato un po’ di amici…

Vicino:             ed io? Non sono un amico io?

Scorticatore: si, ma non sei stato invitato

PASTORE      insomma, vuol mollare la mia gamba. Oh, ah… cento giorni di indulgenza se lei molla la mia gamba. Ahi razza di serpente a sonagli, vuoi mollarmi la gamba?

Con un colpo di judo colpisce Jacques, rotola e cade nella fossa con rumore metallico

Heinz:              che strano rumore… avevate lasciato tutte le sue medaglie al capitano kunsterlich?

Scorticatore: ah già. Vado a dare un’occhiata (va verso la fossa)

I lottatori rovesciano la tavola , Marie si alza e si unisce al mucchio

Marie:              non posso più trattenermi

Madre:             Jacqueline, aiutami a rimettere in piedi la tavola

Andrè lo aiuta. Il padre ritorna prende un piatto e si mette a mangiare per terra

PASTORE      dio misericordia! Aiuto, mi lasci, pazza che non è altro!

Si libera corre nella fossa inseguito da Marie, esce, entra definitamene sempre inseguito

Heinz:              è la giusta punizione del cielo. Bastava che non rompesse tanto le scatole alla gente

Andrè:             posso andare a rimettermi i pantaloni adesso?

Scorticatore: ma non ti trovi bene così Jacqueline? Avrai più successo con gli americani se resti così

Andrè:             preferisco rimettermi i pantaloni e non aver alcun successo. E poi, ho freddo al sedere così!

Si apre la porta entrano i due Ufficiali Francesi

Col.Loriot:      rieccoci qua!...

Scorticatore: salve avete fame?

Vincent:          no. Abbiamo riflettuto. Ci prendiamo la delage. Non bisogna avere troppe pretese

Scorticatore: ma certo, non bisogna aver troppe pretese, da quella parte

Catherine si solleva e si abbatte nella fossa

Scorticatore: Marie è rimasto un po’ di patè di fegato?

Madre:             ma certo. Ecco qua.

La madre prende il piatto si avvicina allo Scorticatore: e glie lo rompe in testa poi arriva alla fossa e vi precipita premendosi una mano sul cuore

ANDRÈ:          credo di aver voglia di vomitare (esce con discrezione)

Restano il vicino a terra, lo Scorticatore che mangia, Heinz e Cyprienne che pomiciano. Dopo un po’ entrano i quattro soldati che cantano happy birthday tutti in uniforme dell’esercito della salvezza. Fanno corona ad Heinz e Cyprienne e cantano i love you truly.


SCENA TRENTASETTESIMA

Lo Scorticatore, il Vicino, Cyprienne, Heinz e i quattro soldati cantori

Scorticatore: (al vicino) ehi tu! Ti senti meglio?

Vicino:             (toccandosi la mascella) abbastanza. (sputa) È andato bene?

Scorticatore: cosa?

Vicino:             questo matrimonio?c’eri anche tu no? Non hai visto? (pausa). Dov’è il mio violino?

Scorticatore: oh.. non si balla mica adesso… mi sento un po’ stanco.. se facessimo un po’ d’ordine qui? Bisognerà che pensi al mio lavoro. Dov’è finita la pialla?

Vicino:             credo che andrò ad occuparmi della mia casetta!

Heinz, Cyprienne e i 4 soldati scompaiono su per la scala

Bussano

Vicino e Scorticatore:      (in coro)avanti!

Entrano due ufficiali francesi

SCENA TRENTOTTESIMA

Lo Scorticatore, il Vicino, due ufficiali francesi

Vicino e Scorticatore:      (in coro)salve ufficiali

1° Uffic. Francese:             (con tono gaio) la casa è vostra? Però ve la siete cavata con pochi danni voi

Vicino e scorticatore:       (in coro)ah?

2° Uffic. Francese:             se vedeste il resto del villaggio…

Vicino e Scorticatore:      (in coro)tutto raso al suolo?

1° Uffic. Francese:             ho una cattiva notizia da darvi. Ma anche una buona subito dopo

Vicino e Scorticatore:      (in coro)preferirei prima quella buona

1° Uffic. Francese:             benissimo. Per prima cosa, siete stati liberati

Vicino:                                  Si? (si mette sull’attenti, ma siccome lo Scorticat. non lo imita torna nella posizione normale)

1° Uffic. Francese:             in secondo luogo…

Scorticatore:                      coraggio, prosegua

1° Uffic. Francese:             in secondo luogo… prima di tutto sappiate che io rappresento qui il ministero della ricostruzione. In questa veste… dunque… mi occupo dei futuri assetti….. (all’altro Franc.) continui lei tenente, io l’ho avvisato con sufficiente riguardo

2° Uffic. Francese:             (allo Scorticatore) la sua casa non si inserisce nell’allineamento

Scorticatore:                      è la prima volta che me lo dicono

1° Uffic. Francese:             ci sarà qui, in avvenire, un vasto viale, fiancheggiato da pioppi resinosi del Giappone. Vasche e fontane completeranno il quadro. Agresti fiori profumeranno l’aria

2° Uffic. Francese:             (si affaccia all’esterno e chiama) Boby?

Entra uno scout sull’attenti

BOBY LO SCOUT:                        Scout di francia

Pronto ognor

Sulla mano

Ecco il suo cuor

2° Uffic. Francese:             può portare la cosa


Rientra con dinamite, accende la miccia e se ne va  – esplosione –  detriti -  1° Uffic. Francese e 2°Uffic. Francese seduti accanto allol Scorticatore a terra morto  - il Vicino gli tiene la testa e la fa ricadere

1° Uffic. Francese:             beh, non si può far la frittata senza rompere le uova…

Vicino:                                  (prende la pistola e gli spara) è quello che penso anch’io (spara al 2° Uffic. Francese che gli spara a sua volta)

2° Uffic. Francese:             vive la France!...

SIPARIO

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