TUTTO PER LA DONNA
Commedia in tre atti
di NICOLA MANZARI
PERSONAGGI
ELSA DUCRO', proprietaria dei Grandi Magazzini
GIANNI, commesso
CARMELO, commesso
MARIA, commessa
JULCI
Il professor PANARDI
IL DIRETTORE GENERALE
IL GIORNALISTA
UNA CLIENTE
UN FATTORINO
UN FOTOGRAFO.
Oggi, in una grande citt.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
Il reparto profumi dei Grandi Magazzini Tutto per la donna fondati nel 1851. Ambiente severo, ma non freddo. Alla parete di fondo lungo banco sul quale sono bottiglie di acqua di Colonia e alcuni spruzzatori. Alle altre pareti, scaffali con bottiglie di tutti i colori. Dietro il banco un telefono a muro. A destra del banco un grande arco che mette negli altri reparti della Ditta: s'intravedono, infatti, file di scaffali e in fondo una scala che conduce ai piani superiori. A sinistra, avanti, una grande porta a vetri molto luminosa.
E' mattina.
(Carmelo, tipo di impiegato modello, giovane, ma molto timido, su di una scaletta e volge le spalle al pubblico. Quando si volter, si vedr all'occhiello della sua giacca la placca di metallo con le iniziali T.P.L.D). (Tutto per la donna), che il distintivo dei commessi dei Grandi Magazzini. Carmelo sta frugando negli scaffali. Non s'accorge perci dellingresso di Maria. Maria indossa labito azzurro, che luniforme delle commesse, con la stessa placca di metallo di Carmelo. Maria un po' stupita nel sentire Carmelo che parla solo. Carmelo legge le etichette delle bottiglie).
Carmelo - Non dimenticarmi... Fiore di primavera...
Maria - Buongiorno, signor Carmelo.
Carmelo - (senza voltarsi) Dimmi di s... Desiderio d'amore.
Maria - (pi forte) Buon giorno.
Carmelo - (c. s.) Buon giorno Ambra dorata... (Con un grido) Sognami tutta... Eccolo. (Ridiscende) Buon giorno, signorina Maria. Sapete dirmi chi ha messo qui questa bottiglia di Sognami tutta?
Maria - Io no, certo.
Carmelo - Non alludo a voi. Ma la terza bottiglia che trovo nel mio reparto. Se la signorina Elsa viene a saperlo, ci andr di mezzo io. Sapete bene che ha ordinato di non venderne pi nemmeno una bottiglia dal giorno in cui quella cliente reclam Credete che debba redigere un rapporto o tenere la cosa sotto silenzio?
Maria - Quanti anni avete, signor Carmelo?
Carmelo - (lusingato) Trentuno. Perch, v'interessa?
Maria - Perch, per la vostra et, avete abbastanza fissazioni! (Trilla il telefono. Maria va all'apparecchio) Pronto?,.. Grandi Magazzini Tutto per la donna, reparto profumi... Si, signora... una Colonia ambrata?... Va bene, signora... Corso Garibaldi, diciotto... (A Carmelo) Perbacco!... In una settimana abbiamo venduto solo tre bottiglie... Se la signorina Elsa si ostina a non spendere nemmeno un soldo in pubblicit, andremo in rovina...
Carmelo - La signorina Elsa ha sempre ragione!
Maria - (ironica) Gi... La vera pubblicit la bont della merce! ...
Carmelo - Preferireste che la signorina Elsa invece di essere quell'integerrima industriale che , seguendo l'esempio del nonno e del padre, cominciasse a concludere affari disonestamente speculativi? Cosa accadrebbe allora dei Magazzini e di noi stessi? (Trilla il telefono. Carmelo va allapparecchio) Pronto?... S, reparto profumi. (Inchinandosi) Riverisco, signor Direttore. sta bene, signor Direttore... D subito disposizioni. I miei rispetti, signor Direttore.
Maria - Che vuole l'eminenza grigia, l'integro custode della tradizione?
Carmelo - M'ha ordinato di avvertire tutti che fra trenta secondi la signorina Elsa inizia l'ispezione dei reparti... (Guardando lorologio) Fra un minuto scender al terzo piano, fra centottanta secondi sar al reparto biancheria, fra trecentosessanta al reparto abbigliamento... e fra quattrocentoventi secondi, pari a sette minuti primi, sar quL Volete avvertire, per favore, i colleghi degli altri reparti?
Maria - (avviandosi) Subito. E' una cosa ridicola, ma la tradizione innanzi tutto. (Dal fondo gridando) La signorina Elsa e il signor Direttore hanno iniziato l'ispezione. (Di dentro si sente una voce che ripete la frase : La signorina Elsa e U signor Direttore hanno iniziato lispezione , e il grido ripetuto ancora altre due volte, di reparto in reparto, ed seguito da un bruso come se tutti i commessi ponessero in ordine della roba). Sono ottantasette anni che dura questa storia. E' commovente vedere come la stupidit umana possa cristallizzarsi fino a questo punto.
Carmelo - Signorina, senza l'ordine e la disciplina la vita sarebbe un'anarchia.
Maria - Naturalmente voi approvate perch siete un pedante. Ma io, grazie a Dio, non sono ancora mummificata e rido nel vedere la signorina Elsa che ogni mattina alle nove e otto minuti ispeziona i reparti, solo perch suo padre e suo nonno facevano cos.
Carmelo - Voi non capirete mai la forza della tradizione. (Guardando l'orologio) Ma che fa Gianni? Sono le nove e un quarto. Se la signorina Elsa s'accorge che non ancora venuto, sta fresco.
Maria - Non preoccupatevi per il vostro caro Gianni. Con la sua faccia di bronzo riuscir a cavarsela come sempre. Mentre voi vi confondete anche se dovete dare spiegazione del gesto pi innocente e tutti vi credono colpevole... Di questo passo quel pallone gonfiato diventer Caporeparto e voi... beh, meglio non parlarne perch mi fate rabbia. Ma come fate ad andar d'accordo?
Carmelo - Siamo cresciuti insieme: abbiamo rotto gli stessi vetri..., tagliuzzato gli stessi banchi..., siamo stati traditi dalla stessa donna..., no, veramente il tradito sono sempre stato io... Cos nascono le amicizie!
Maria - Infatti lui ne approfitta per sfruttarvi.
Carmelo - No, soltanto un po' egoista, ma in fondo non cattivo.
Maria - Molto in fondo, direi.
Carmelo - Vedete, sempre stato cos. Anche da piccoli, quando giocavamo ai cow boy , a me toccava fare sempre il cavallo... mentre lui era sempre il cow boy , mai che accadesse il contrario... e cos dovevo portarlo in groppa... Ma il suo carattere, questo... comandare il suo sogno!
Maria - Ma ora perch non ve ne liberate?
Carmela - Eh... no..., adesso c' qualcosa ancora che ci tiene uniti.
Maria - Che cosa, se lecito?
Carmel - Il canto. Siamo soci della stessa societ corale.
Maria - (sorpresa) Voi cantate?
Carmelo - S. Sono il terzo, nel coro, cominciando da sinistra. Gianni invece il secondo in prima fila. Le nostre voci si completano a vicenda.
Maria - Voi cantate?... E perch non mi avete mai invitata?
Carmelo - Pi in l... pi in l. Adesso sono ancora in terza fila e non mi si vede bene. (Semplice) Ma appena cala la voce a qualche collega, che innanzi a me, io prender il suo posto... Allora v'inviter.
Maria - E quant' che aspettate... quest'abbassamento di voce?
Carmelo - Due anni... ma in questo tempo ne no fatta di strada... Ero l'ultimo in fondo, pian piano sono arrivato in terza fila. Io sono paziente. Arriver il mio giorno...
- (Si odono dallinterno trillare insistentemente dei campanelli. Poi un gran silenzio).
Maria - Il cerimoniale si svolge con regolarit cronometrica... segno che tutto va bene.
Carmelo - Povero Gianni!... Silenzio: eccoli.
Appare Elsa seguita dal Direttore dei Grandi Magazzini. Elsa giovane, graziosa, ma rigida, severa. Veste un tailleur molto maschile e una camicia con collo e cravatta II Direttore ha circa settant'anni. Tipo di burocrate integerrimo. Evidentemente i due annettono grande importanza alla cerimonia mattutina dellispezione dei reparti. Infatti avanzano lentamente, seri, dignitosi come in un vero cerimoniale. E' la tradizione che continuai ottantasette anni di seriet commerciale).
Carmelo e Maria - (si sono irrigiditi dietro il banco e salutano i due con un leggero inchino. Poi insieme) Buon giorno, signorina... Buon giorno, signor Direttore.
Elsa - Buon giorno, signori. Tutto in ordine?
Maria e Carmelo - Tutto in ordine, signorina.
Elsa - Non mi sembra. Dov' il signor Gianni?
Carmelo - (confuso) E' uscito un momento.
Il Direttore - Senza permesso?
Carmelo - (c. s.) Si trattava di cosa urgente.
Elsa - Ah, s? Volete spiegarvi?...
Carmelo - (c. s.) E' andato (Colpito da un'idea). E' andato a comprare l'ossigeno per sua zia che sta tanto male!
Elsa - L'ossigeno?
Carmelo - S... E' gravissima... L'unica zia, poverino!
Gianni - (allegro, disinvolto, sicuro di s. Entra sorridendo, per nulla preoccupato dalla presenza di Elsa) Riverisco, signorina... I miei rispetti, signor Direttore.
Elsa - Buon giorno... Come sta vostra zia?
Gianni - (sorpreso) Mia zia?... Bene, grazie.
Carmelo - (gli fa dei cenni disperati) Ma no... tua zia... quella che sta tanto male...
Gianni - Ah... mia zia... zia Giuseppina... al solito, purtroppo...
Elsa - Non guarir?
Gianni - Capirete... la paralisi... pu andare avanti un anno... due... magari dieci... poi un giorno...
Elsa - Perfettamente. (Al Direttore) Multateli tutti e due... (Indicando Gianni) Dieci. (Indicando Carmelo) E venti... Buon giorno, signori - (Se ne va, seguita dal Direttore).
Carmelo - Ecco quello che mi capita per salvarti...
Venti lire.
Gianni - Lascia andare... il danaro una realt d'ordine inferiore.
Carmelo - Gi... Allora perch me ne chiedi sempre?
Gianni - Perch sei un amico... Preferiresti che mi rivolgessi ad un estraneo?... Via... Sta' allegro... Il sole splende... la vita bella e la signorina Maria ha un sorriso che un amore.
Maria - Che c'entro io?
Gianni - In tutta l'Europa non c' un sorriso pi bello del vostro. Vi par poco?...
Carmelo - (a Maria) Non gli date vetta. Dice cos a tutte.
Maria - Lo so. Non m'illudo. (A Carmelo, dura) Ma a una donna fa sempre piacere sentire certe cose. (Se ne va).
Carmelo - S' offesa... Perch?
Gianni - Perch non sai farle la corte... perch non le dici mai nulla. Eppure sono tanti anni che hai la fortuna di vivermi vicino... di vedermi in azione... Non capita tutti i giorni un maestro fuori classe come me... Ma tu... niente, non impari mai... son sicuro che ancora non hai baciato Maria...
Carmelo - Certo!... a me non piace illudere le ragazze, come fai tu. Quando sar Caporeparto chieder a Maria se vuol essere mia moglie. Prima no.
Gianni - Bravo... E se... aspetta oggi, aspetta domani... un altro te la soffia?
Carmelo - Ehi, dico... non hai mica intenzione... Bada!... Questa volta io non mi ritiro. (Cambiando) Lasciala stare, ti prego. Che te ne fai tu di una ragazza come lei? Una pi, una meno... Ma io le voglio bene.
Gianni - Ma s... figurati!... Ti piace? Te la lascio.
Carmelo - Gi, dici sempre cos... poi ime le porti via. Bell'amico!
Gianni - Sfido!... Tu parli loro dell'anima... l'annoi. Io invece vado subito al sodo... Che posso farci se preferiscono me?
Carmelo - Maria una ragazza seria.
Gianni - Meglio cos... Ho altro da pensare adesso. Caccia grossa questa volta.
Carmelo - Auguri.
Gianni - Eh s!... Magari bastassero gli auguri!... Carmelo, devi farmi un grande favore.
Carmelo - No, t'avverto, se si tratta ancora di danaro inutile.
Gianni - Ecco... vedi come sei... gli altri debbono sacrificarsi per te. Ma appena un amico ti domanda un piccolo favore... niente... Cos, oseresti abbandonarmi proprio ora che sto per acciuffare la fortuna?
Carmelo - No... le conosco le tue storie... Non m'incanti pi... Sai quanto mi devi? (Consultando un taccuino) Lire duemila: dico duemilatrecentoquarantotto e quindici. Quando li riavr?
Gianni - Prima di quanto credi. Questa volta la ragazza ricchissima.
Carmelo - Poveretta!
Gianni - No... c' poco da compiangere... Si tratta di una cosa seria... Ma mi occorre solo qualche spicciolo...
Carmelo - Sentiamo:... quanto?
Gianni - Cento.
Carmelo - Cento lire? E che devi farne?
Gianni - Fiori.
Carmelo i - Cento lire di fiori? Ma sei impazzito?... Io con cento lire ci vivo una settimana.
Gianni - Carmelino, si tratta di una donna di classe. Per lei cento lire sono niente.
Carmelo - Bravo, allora non le dar niente!
Gianni - Vuoi scherzare?... Devo assolutamente impressionarla. Rose ci vogliono. Su..
Carmelo - (cavando esitante il portafogli) Facciamo almeno cinquanta...
Gianni - No, no. Cento... Dammi. (Gli strappa U danaro) Adesso segna.
Carmelo - Gi, io continuo a segnare e... e tu a non pagare...
Gianni - . Prestissimo ti restituir tutto... La ragazza milionaria e tu lo sai.
Carmelo - Io non so niente.
Gianni - Ma s...,ti dico che la conosci... qui dentro... e la vedi tutti i giorni.
Carmelo - Una collega... milionaria?
Gianni - Chi t'ha detto che si tratta di una commessa?
Carmelo - Ma, scusa, hai detto che qui nella nostra Ditta!
Gianni - E' della Ditta, ma non un'impiegata.
Carmelo - Cos'... un indovinello? Milionaria... qui nei Magazzini, ma non una commessa... (Con un grido) Oh, Dio! Non sar la signorina Elsa?
Gianni - Bravo, hai indovinato.
Carmelo - Oh Dio! Tu sei veramente pazzo. La signorina Elsa... Ma cosa ti salta in mente!... Hai visto come ha liquidato il cav. Poletti che si fece sorprendere a baciare la segretaria... Diciotto anni di anzianit... Un impiegato modello... Via, cos, su due piedi!... E tu vuoi mandarle addirittura dei fiori.,. Con i miei soldi poi... Ridammi subito quel denaro.
Gianni - Appena sposo la signorina Elsa, ti nominer Capo dell'Ufficio vendite...
Carmelo - No... no... io sto benissimo... Non voglio altri guai per colpa tua Ti ricordi l'ultima volta da Moresi?... Poco lavoro, ottimo stipendio, un vero paradiso. E tu di chi vai ad innamorarti? Della moglie del commendatore. Anche allora ti dicevo: Gianni, sta' attento... Qui finisce male... E tu niente... Ricordi come fin?... Io tremo ancora.
Gianni - Oh, questa volta tutto andr benissimo!... Voglio dimostrare alla nostra proprietaria che c' qualche cos'altro al mondo oltre i dividendi e le azioni. Io dischiuder il suo cuore alle gioie dell'amore!
Carmelo - Ho capito... E' meglio cominciare a cercarsi un altro impiego... Tanto inutile... lo so che va a finir male. (Entra una cliente).
Gianni - Desiderate, signora?
La cliente - Un buon profumo.
Gianni - Subito, signora... Avete delle preferenze?
La Cliente - No. Purch sia buono.
Gianni - (prende dallo scaffale, fra lo stupore costernato di Carmelo, una bottiglia) In questo caso mi permetto di suggerirvi questo meraviglioso Sognami tutta .
Carmelo - (fa dei cenni disperati a Gianni).
La Cliente - Come avete detto?
Gianni - Sognami tutta. E' un profumo tenue come uno zeffiro di primavera, ma tenace come un sogno bellissimo. Bastano due gocce: perch la sua azione lenta, insensibile e duratura. E' un profumo degno del vostro fascino.
La Cliente - Davvero?
Gianni - Signora, ho forse l'aspetto d'un uomo capace di mentire?
La Cliente - Sta bene... Lo prendo.
Gianni - (incartando la bottiglia) Desiderate altro?
La Cliente - Ecco... vorrei...
Carmelo - (intervenendo) Servo io la signora. Tu non dovevi comprare quei fiori?
Gianni - E' vero. Signora, l'affido al mio amico. Permesso. (Se ne va).
Carmelo - (appena uscito Gianni, riprende l'involto dalle mani della cliente e lo disfa).
La Cliente - Ma che fate? Ho detto che lo prendo... Non avete sentito?
Carmelo - Lasciatelo.
La Cliente - Come?
Carmelo - Ho detto : lasciatelo... (Indicando un'altra bottiglia) Prendete piuttosto quest'altro... costa anche di meno.
La Cliente - Io non voglio robaccia.
Carmelo - Appunto vi consiglio quest'altro profumo.
La Cliente - Ma che storia questa? Non si pi padroni di comprare quello che ci garba?
Carmelo i - Signora, non costringetemi a parlare. Abbiate fiducia in me.
La Cliente - (alzando 'la voce) Volete prendermi in giro? Dov' il Direttore?
Carmelo - Per carit, signora, calmatevi. Se proprio ci tenete, vi d Sognami tutta ... Ho voluto solo avvertirvi...
La Cliente - Perch?... E avvelenato?
Carmelo - Ma che dite?... Solo... dentro quella bottiglia non c' niente.
La Cliente - Niente?
Carmelo - S... insomma, c' del profumo... ma dopo un'ora svanisce. Si tratta di una formula che la nostra proprietaria ha pagata molto cara ed all'analisi s' rivelata un... bluff. Tutte le bottiglie sono state rititate dalla vendita.
La Cliente - E questa?
Carmelo - Forse... qualche bottiglia che rimasta inavvertitamente in giro. Vogliate scusarci.
La Cliente - Ho capito: un bel tipo di mascalzone quel vostro collega. Gliene voglio dire quattro.
Carmelo - Signora, non lo rovinate... L'ha fatto distrattamente!
La Cliente - Ah, s?... Ha un bel sistema di truffare il pubblico la vostra Ditta.
- (Entra il Direttore).
Il Direttore - Signora, avete dei reclami da fare?
La Cliente - (tentenna un po', combattuta tra la paglia di parlare e le supplichevoli occhiate di Carmelo ; infine decide di tacere) No, grazie. Volevo un profumo... Ma non so decidermi. Torner domani.
Il Direttore - Come credete, signora. Noi siamo qui per accontentare le clienti.
La Cliente - Ho visto. (Se ne va).
Carmelo - (cerco di nascondere la bottiglia di Sognami tutta ).
Il Direttore - Possibile che non siate riuscito a venderle nemmeno un profumo? (Accorgendosi dei movimenti di Carmelo) Ma che bottiglia quella?... Date qua. (Leggendo letichetta) Sognami tutta?... Ah, siete, dunque, voi che vi divertite a rimetterlo in circolazione?
Carmelo - Signor Direttore, v'assicuro che la prima volta che io...
Il Direttore - (interrompendolo) Basta, giovanotto!... Ogni parola potrebbe aggravare la vostra posizione...: in quarantanove anni qui dentro nessuno mai riuscito a farmela. Mettetevelo bene in mente.
Carmelo - Ma...
Il Direttore - Non c' ma che tenga... Per ora vi affibbio un'altra bella multa... in attesa di riesaminare la vostra posizione che molto sospetta! - (Se ne va).
Carmelo - (si abbatte. Ed cos che lo trova Gianni che rientra allegro come sempre).
Gianni - (battendogli sulla spalla) Su... su... la vita bella! Sto lavorando anche per te.
Carmelo - (rassegnato) Bravo, continua...
Gianni - Te l'ho detto: capo Ufficio vendite... in questo momento ha inizio la nostra ascesa... I fiori stanno per arrivare.
Carmelo - Poveri noi!
Gianni - Fra qualche minuto la signorina Elsa avr un diavolo per capello.
Carmelo - Se questo ti pu rallegrare...
Gianni - Ma non capisci? E' sulla sua collera che io conto. Nessun commesso avr mai osato mandarle dei fiori. Diventer furiosa!
Carmelo - Un commesso?... Hai messo il tuo nome?
Gianni - Mi credi cos ingenuo?... Il biglietto non l'ho firmato.
Carmelo - Insomma, si pu sapere allora che cosa hai scritto?
Gianni - Ecco, ho qui la brutta copia. (Leggendo) Signorina, so che per voi i commessi sono delle macchine. Vi parr, quindi, sorprendente che una di queste macchine si sia innamorata di voi. Ma al cuore non si comanda. Se ho guardato troppo in alto, cacciatemi, prima che debba andarmene io per non soffrire pi nel vedervi cos bella e cos fredda . Bellissima, no?
Carmelo - Cacciatemi!... Glielo dici tu stesso...
Gianni - Sciocchezze. Lei sar rigida, severa; ma alla curiosit non si resiste... E poi vorr punire il colpevole, no?... Ma per punirlo deve cercarlo... dunque...
Carmelo - Scusa, i casi sono due...: o ti scopre, e allora ti caccia...; o non riesce a sapere chi stato, e allora non ottieni nulla...
Gianni - Io non mi riveler finche la sua collera non sar giunta al massimo. Ed anche allora lascer la cosa incerta, perch ripeter solo qualche frase del biglietto... una di quelle frasi che lei intanto conoscer gi a memoria per averle ripetute chiss quante volte... per poter meglio punire l'intraprendente commesso... Ma finche non sicura... non potr punirmi... E quando sar sicura, sar troppo tardi... perch sar innamorata di me...
Carmelo - (scattando) Senti, Gianni, io sono buono... sopporto tutto...: mi soffi le donne, e sto zitto....; mi rubi le cravatte, e chiudo un occhio...; mi prendi il danaro, e non ti mando gli uscieri...; ma quest' troppo... Io non voglio essere licenziato ancora per colpa tua...
Gianni - Sta' tranquillo...
Carmelo - Si fa presto a dirlo... Ma io stanotte ho fatto un brutto sogno.
- (Entra di corsa Julci, elegantissima. Ha in mano un pacchettino. Si dirige risoluta verso Carmelo).
Julci - Siete voi il commesso Carmelo?
Carmelo - Per servirvi, signora.
Julci - Benissimo. Seguitemi.
Carmelo - Dove, signora?
Julci - A casa mia. Andiamo... sbrigatevi.
Carmelo - Come?
Julci - Adesso non ho tempo di spiegarvi. Andiamo.
Carmelo - Ma... io...
Julci - Insomma, finiamola! Voi ieri mi vendeste delle calze color oro. Ricordate?
Carmelo - (spaventato) S...
Julci - Ricordate che io dubitavo che le calze andassero bene con un mio vestito da sera? E che Voi mi assicuraste che l'avreste cambiate?
Carmelo - (c. s.) S...
Julci - Ma aggiungeste che era necessario che chiedessi di voi. Del commesso Carmelo. Perch siete in tanti qui.
Carmelo - (c. s.) S
Julci - Benissimo. Ricordate tutto. Perci venite con me.
Gianni - Signora, se potessi esservi utile io.
Julci - No. Voglio lui.
Gianni - Se non siete soddisfatta delle calze, possiamo cambiarle. Io sar lietissimo di servirvi.
Julci - Al diavolo, le calze! E' per causa di queste maledette calze... Ma adesso non posso spiegare. (A Carmelo) Dunque, venite? S o no?
Gianni - Signora, il mio amico un po'... timido. Ma io capisco benissimo certe situazioni. Voi vi trovate... come dire... in una disavventura... per queste calze di cui qualcuno , che v'interessa, dubita circa la provenienza. Ho sbagliato?
Julci - A met.
Gianni - La situazione presenter delle sfumature, ma il nocciolo questo.
Julci - No. E pi grave... Ieri, quando giunsi a casa, controllai il colore delle calze con quello del mio abito,
Gianni - Ebbene?
Julci - Un pugno nell'occhio.. (A Carmelo} Decisi di riportarvele... Ma ormai era tardi! I negozi erano chiusi... Rimandai la cosa a stamattina. Ma temendo di dimenticare il vostro nome ogni tanto lo ripetevo : Carmelo Carmelo... Carmelo... . E questa notte...
Gianni - Questa notte?
Carmelo - Questa notte?
Julci - Vi ho sognato.
Gianni - Lui?
Julci - Lui. E quel che poggio che in sogno l'ho chiamato: Carmelo...Carmelo. E pare che abbia aggiunto frasi un po' equivoche: Domani torner da te vedrai che ci vuol altro per le mie gambe... . Insomma, un disastro!
Gianni - Sono scherzi del subcosciente.
Julci - Gi, ma andate a piegarglielo.
Carmelo - Vi ha sentito qualcuno?
Julci - Che domanda... Allora perch mi preoccuperei?
Carmelo - Beh!... io non ho fatto niente di male... Ho la coscienza tranquilla.
Julci - Facile a dirsi... ma a farglielo credere!
Carmelo - Ma, signora, io sono un galantuomo e non faccio di queste cose!
Gianni - (colpito da un'idea) Ne bei proprio sicuro?
Carmelo - Ehi,... per chi mi prendi?
Gianni - Sai... in materia di sogni, tutto possibile... Che cosa sappiamo, tu, io... lei., di quel che succede di noi quando dormiamo? Ci sono libri cos sui sogni.
Carmelo - Libri o non libri, nessuno pu farmi dire quello che non .
Gianni - Quello che non Ma quest' il problema : se invece fosse?
Carmelo - (che comincia a tentennare) Ma che cosa?... Spiegati
Gianni - (che segue la sua idea e che deciso ormai a sfruttare a proprio vantaggio) Si tratta d'ipotesi, bada... Ma ammettiamo per un momento che tv. abbia ieri, nel servire la signora, pensato a lei con una certa intenzione...
Carmelo - Ma se ti dico
Gianni - Oh... intendiamoci, senza che nemmeno tu te ne accorgessi Qui sta il bello. Tu servivi la signora e intanto il... tuo Sub cosciente funzionava in un'altra direzione. L per l quel che tu avevi dentro non l'hai neppure avvertito. Tu agivi, ti muovevi e quel diavoletto che avevi l (gli tocca la fronte) non poteva manifestarsi. Ma intanto lavorava sotto sotto... E questa notte... appena il campo stato libero... tac... scappato fuori. La signora intanto... lavorava per suo conto: Carmelo... Carmelo, domani torner da te... Carmelo, le mie gambe... . E cos stanotte...
Carmelo - Stanotte?
Gianni - Vi siete incontrati. (Solenne, con la soddisfazione d'un medico che ha indovinato una diagnosi) E' tutto.
Julci - Bravo! andata cos... (A Carmelo) Vi rendete conto delle conseguente?
Carmelo - Che conseguenze?
Gianni - Oh, io immagino interrogatorii scenate...
Julci - Sento ancora gli urli... (A Carmelo) Non c' altri rimedio: venite a chiarire l'equivoco.
Carmelo - Io? E che vengo a dire?
Julci - L'importante che esistete che vi chiamate Carmelo, che siete un commesso e m'avete venduto voi, le calze... Dunque, non ho mentito Tutto sar chiaro.
Gianni - E? giusto. Va' con la signora.
Carmelo - E se lui non crede a quello che dico?
Gianni - Beh, prenderai due Schiaffi. E tutto sar finito.
Carmelo - Allora vacci tu e di' che ti chiami Carmelo.
Julci - Scherzate? Io vi ho descritto come siete... un vero Carmelo... e invece si presenta lui... Volete rovinarmi?
Gianni - La signora ha ragione.
Julci - Allora siamo d'accordo. Stasera alle sette. (Dando un biglietto a Carmelo) Quest' l'indirizzo.
Carmelo - (la guarda esitante. Poi) No, non verr.
Julci - (gridando) Ah, la prendete su questo tono?
Carmelo - Per carit, signora, possono sentirvi!
Julci - Mi senta chi vuole! Ve la far vedere io con i vostri diavoletti!...
Gianni - La signora ha ragione! Tu sei uno di quegli nomini che vivono una doppia vita: di giorno, pacifici cittadini...; di notte, canaglie! (Gridando per farsi sentire di dentro) Tu sei un nuovo dottor Jekill... Il dottor Jekill dei Magazzini Tutto per la donna . (Alle grida accorre Elsa, preoccupatissima).
Elsa - Che accade? Signora, avete reclami da Sporgere?
Julci - S. (Indicando Carmelo) Quest'uomo m'ha rovinata e adesso non vuol riparare!
- (Elsa - (a Carmelo) Voi?
Carmelo - Ma no; io... ecco...
Elsa - Vergognatevi. Vi credevo una persona onesta.
Carmelo - Signorina, io
Elsa - Basta. Sapete bene che il motto della nostra Ditta uno solo : seriet. Come avete potuto dimenticarlo, scendendo cos in basso?
Carmelo - (tentando di spiegare) E stato un sogno...
Elsa - Ah, fate anche il poeta? Certe cose, per quanto rivestite di belle frasi, hanno solo un nome: bassezza... Gi da tempo vi tenevo d'occhio: troppo zelo per esser sincero...
Gianni - (con studiata leggerezza, quasi egli stesso non credesse alle proprie parole) No, signorina Elsa, non si tratta di quello che pensate. Il mio amico...
Elsa - (interrompendolo) E' inutile che lo difendiate... Voi uomini in certe cose siete sempre solidali... Ma fate meglio a tacere. (A Julci) Signorina, vi assicuro che per quanto sta in me, voi avrete soddisfazione... Comprendo il vostro stato... Il signor Carmelo far il suo dovere, altrimenti potr cercarsi un altro impiego Il motto della Ditta - lo ripeto - seriet.
Julci - Seriet o non seriet, quello che mi interessa che stasera alle sette lui venga a casa mia.
Elsa - Verr.
Julci - Benissimo... Buon giorno. (Esce).
Elsa - (a Carmelo) Innanzi tutto, stasera alle sette andrete in casa della signorina ida voi sedotta. Sono sicura che non sarete cos vile da rifiutarvi di riparare al mal fatto.
Carmelo - Ma io non ho fatto niente... E la signorina che stanotte............
Elsa - Non vi ho chiesto i particolari... Potete tenere per voi le subdole arti che avete adoperato per attrarre quella donna nella vostra rete... In un altro caso forse direi: peggio per lei che s' fidata di un uomo... Ma voi siete impiegato della mia Ditta. Questo mi d giurisdizione sul vostro caso e debbo intervenire... Ci sono, infatti, due precedenti del genere nella storia dei Magazzini Tutto per la donna .
Gianni - Due soli?
Elsa - Sono anche troppi per una Ditta seria!
Gianni - Sicuro... sicuro.
Elsa - Il primo risale al 1897.
Gianni - La guerra d'Africa.
Elsa - L'altro di poca pi recente: agosto 1914.
Gianni - La guerra mondiale...
Elsa - E in entrambi i casi i corruttori convocati da mio nonno - 1897 - e da mio padre - 1914 - ammisero il fatto.
Gianni - (a Carmelo) Vedi? Lo ammisero.
Elsa - Perch erano dei gentiluomini.
Gianni - Altri tempi!
Elsa - Lo ammisero e accettarono di riparare. Cosi dalle loro cartelle personali fu cancellata l'annotazione della grave mancanza, e mio nonno e mio padre, in segno della loro benevolenza, fecero da padrini-, alle conseguenze dell'episodio.
Gianni - Naturalmente, la signorina seguirebbe l'esempio dei suoi onorevoli predecessori per quanto riguardale conseguenze dell'episodio attuale -
Elsa - Non potrei rifiutarmi,
Gianni - Benissimo. Accettiamo.
Carmelo - (disperato) Ma che dici?... Qui non ci sono conseguenze
Gianni - Ancora?... Sei testardo
Carmelo - (ribellandosi) No... quest' troppo...; si tratta d'un sogno... forse anch'io ho sognato... posso anche ammetterlo E con questo?... Nessun regolamento vieta ad un commesso di sognare...
Elsa - Voi siete un esaltato.
Carmelo - (c. s.) Ah, s... Ebbene, sono un esaltato..., sono un pazzo..., sono quello che volete..., ma non potete anche proibirmi di sognare...; i sogni sono miei... e quando si tutto il giorno qui, inchiodati, e non te ne va bene una..., e tutti se la prendono con te per ogni cosa che succede..., un povero disgraziato potr almeno vivere con la fantasia..., potr levare gli occhi in alto... Insomma, io non sono una macchina!
Elsa - Come?... Aspettate un momento! (Esce di corsa).
Carmelo - Oh, Dio! che altro succeder adesso?
Gianni - Mah...
Elsa - (torna con un gran fascio di rose che getta ai piedi di Carmelo) A voi... macchina innamorata! Avete ventiquattr'ore per giustificarvi. Altrimenti... via! (Esce indignata).
Carmelo - (quasi piangendo si abbatte su di una sedia, ripetendo a Gianni) Mi hai rovinato... mi hai rovinato!
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
L'indomani. Pomeriggio inoltrato. L'ufficio d Elsa ai Grandi Magazzini. Arredamento tipico dell'Ottocento. Mobili massicci. Alla parete di fondo una scrivania molto ampia con quattro telefoni e una tastiera di campanelli. Alla parete, due grandi ritratti: un dignitoso vecchio con baffi e barba vestito alla moda dell'800 e un signore con baffi alla Guglielmo. Sono il nonno e il padre di Elsa che vigilano sul lavoro dell erede della loro Ditta. Su un tavolinetto una macchina da scrivere portatile. A sinistra, una porta che conduce ai piani inferiori. A destra, un'altra porta che mette negli uffici amministrativi. Nella parete di fondo si apre un'ampia porta-finestra che inette su di un balcone. Attraverso i vetri s vedranno, alla fine dellatto, sui tetti delle case circostanti accendersi e spegnersi le scritte luminose.
(Elsa seduta alla scrivania. Accanto, in piedi, il Direttore generale sta asciugando dei fogli che Elsa firma).
Il Direttore - L'Anonima Pubblicit ci ha proposto dei cartelloni murali.
Elsa - Rispondete che dal 1851 siamo fedeli ad un principio: La vera pubblicit la bont della merce.
Il Direttore - Benissimo...; ci hanno offerto il brevetto di un depilatorio ultra rapido.
Elsa - Rispondete che non abbiamo mai creduto nell'efficacia dei depilatori.
Il Direttore - (prende appunti) Sta bene...
[Elsa - (ha finito di firmare) Ce altro?
Il Direttore - Purtroppo... E' cosa che riguarda il personale
Elsa - Ebbene, informatene...
Il Direttore - Gi... ma fra uomini sarebbe pi facile...
Elsa - Signor Teodoro, vi ricordo che in questo momento voi non avete di fronte una donna, ma il vostro amministratore unico... In tale qualit vi invito a parlare...
Il Direttore - Ecco... Si tratta dello scandalo di quel tale Carmelo... Il fatto ha suscitato un fermento tale che ne sono preoccupato per la disciplina
Elsa - Avevo assolutamente proibito che quella storia fosse divulgata...
Il Direttore - Eppure le commesse non parlano d'altro!... Figuratevi che son giunte a scommettere se Carmelo veramente l'amante di quella signorina, oppure no.
Elsa - Davvero?
Il Direttore - Ma non tutto... C' anche un totalizzatore che alimenta il giuoco.
Elsa - E chi ?
Il Direttore - Gianni, l'amico di Carmelo.
Elsa - Ma allora stato lui a raccontare l'episodio... E' arrivato il momento di liberarci di questi due pessimi soggetti
Il Direttore - E' quello che penso anch'io...
Elsa - (al telefono) Mandatemi subito il signor Carmelo Bolla.
Il Direttore - Posso andare?
Elsa - S... E continuale a sorvegliare il personale...
Il Direttore - Non dubitate... (Esce).
Elsa - (passeggia nervosamente finche pi timido del consueto appare sulla soglia Carmelo. E' vestito come al primo atto).
Carmelo - Permesso?
Elsa - Venite avanti. (Lo scruta) Voi certamente immaginate perch vi ho chiamato.
Carmelo - Da ieri il mio cervello si rifiuta di immaginare. Ma se mi chiamiate, mi sar certamente macchiato di qualche altra colpa.
Elsa - Pu darsi... Dunque, ieri io feci appello al vostro sentimento dell'onore invitandovi a recarvi alle sette precise in casa della signorina da voi sedotta. Ci siete andato? Vi prego di non mentire, perch ho modo di saperlo.
Carmelo ; - Io non dico mai bugie.
Elsa - L'ossigeno per la vecchia zia mi la credere il contrario.
Carmelo - Lho detto per salvare Gianni.
Elsa - Gianni, il totalizzatore...; so tutto!... Dunque avete fatto il vostro dovere?
Carmelo - Io volevo...
Elsa - Le intenzioni non contano.
Carmelo - Forse non mi crederete... ma avevo deciso di andarci. Tanto... peggio di cos... Ma Gianni mi convinse che i pericoli non si affrontano a digiuno. Vieni a prendere un bicchierino... Ti dar forza . E cos... un bicchierino per farmi coraggio... un altro per dominare la situazione...
Elsa - Ho capito... non m'interessano le vostre orge... Con rincrescimento devo comunicarvi che, dopo quanto accaduto, la mia Ditta costretta a privarsi della vostra opera.
Carmelo - Mi licenziate?
Elsa - Non avete sentito?
Carmelo - S... s. (Si toglie il distintivo dall occhiello e lo posa sulla scrivania di Elsa. Prende la matita che aveva sull'orecchio e la posa) Ecco... Peccato!
Elsa - Dovevate pensarci prima.
Carmelo - No, non per l'impiego... Ne ho perduta tanti ormai!... Ma era bello vendere profumi!... (Andandosene) Capo ufficio!... Voglio vedere la faccia che far Gianni!
Elsa - A proposito, mandatelo su... devo dirgli due paroline...
Carmelo - Non vorrete licenziare anche lui...
Elsa - Non ho ancora un motivo sufficiente.
Carmelo - Meno male!
Elsa - La sorte del vostro amico vi preoccupa tanto?
Carmelo - No... veramente..., non solo amicizia... Ecco: se lui resta impiegato qui, forse... non mi manderanno Via dal nuovo impiego che trover... (S'inchina ad Elsa ed esce).
Elsa - (al telefono) Ufficio cassa?... S... Preparate la liquidazione del signor Carmelo Bolla... No, da oggi non fa pi parte della Ditta... (Posa il microfono e riprende a scrivere. Un fattorino apre la porta a Gianni, che entra con la sua solita aria spavalda che, tuttavia, non mai irriverente).
Gianni - Avete bisogno di me?
Elsa - Per fortuna no. Vi ho solo chiamato per comunicarvi due cose: prima, ho licenziato il vostro amico Carmelo per la sua condotta immorale.
Gianni - Poverino!
Elsa - Poi, ho saputo che avete sfruttato l'incidente di ieri fino ad accettare delle scommesse... Che avete da dire in vostra discolpa?
Gianni - Che ho perduto sulle quote: davo Carmelo a due.
Elsa - Il vostro contegno inqualificabile. Conoscete il nostro regolamento
Gianni - Lo lessi una volta e mi dispiacque lo stile: troppo arcaico.
Elsa - Basta!... Ricordate l'articolo trentuno?
Gianni - No.
Elsa - Ve lo citer io : L'impiegato sorpreso a giocare durante il servizio punibile anche col licenziamento .
Gianni - E' un articolo che andrebbe riformato.
Elsa - (ironica) Davvero?...
Gianni - Ma s...: bisogna concdre qualche svago ai propri dipendenti.
Elsa - La vostra impudenza unica.
Gianni - Me lo hanno gi detto molte donne.
Elsa - Come?... Voi dimenticate a chi parlate.
Gianni - Come si potrebbe dimenticarlo?... Voi siete Elsa Ducr, fondata nel milleottocentocinquantuno, dieci milioni interamente versati...
Elsa - (fuori di se) Come vi permettete?... Esigo immediatamente delle scuse.
Gianni - Non posso.
Elsa - Badate... non sono disposta a sopportare insolenze...
Gianni - Gi... ma quelle parole esprimevano esattamente il mio pensiero.
Elsa - Ah, s?... Allora meglio che filiate. Qui non pi aria per voi...
Gianni - Come volete...
Elsa - Immediatamente.
Gianni - Siete la padrona... (S'avvia per uscire).
Elsa - Un momento. Visto il motivo per cui vi licenzio... preferisco che prepariate una lettera di dimissioni. Spero che non solleverete difficolt.
Gianni - (cavando di tasca un foglio) Eccola.
Elsa - L'avevate gi preparata?
Gianni - Io prevedo tutto...
Elsa - (leggendo) Ma questo un contratto di assunzione a capo dell'Ufficio Pubblicit. Ed a vostro nome.
Gianni - Oh, scusate, mi sono confuso. (Cercando nellaltra tasca) La lettera di dimissioni dev'essere in quest'altra tasca... (Cavando un foglio) Eccola... Volete ridarmi quel contratto?
Elsa - Aspettate... Che significa questo scherzo?
Gianni - Non uno scherzo.
Elsa - No?... Allora che cos'?
Gianni - E' il contratto col quale mi riassumerete in servizio... Non manica che la vostra firma.
Elsa - (leggendo) Voi dunque sperate ch'io vi riassumer e vi affider anche l'Ufficio Pubblicit con una percentuale sugli utili?
Gianni - Non lo spero.
Elsa - Ah!
Gianni - Ne sono sicuro.
Elsa - La vostra presunzione rasenta l'incoscienza.
Gianni - Pu darsi.
Elsa - Ma chi credete d'essere?
Gianni - Un uomo di cui a momenti avrete molto bisogno.
Elsa - Vi credete insostituibile?
Gianni - Valuto le circostanze.
Elsa - Riuscite ad esasperarmi.
Gianni - Il ghiacciaio s'incrina.
Elsa - A chi alludete?
Gianni - A voi.
Elsa - Nessuno mi ha mai .parlato cos.
Gianni - Per vostra disgrazia.
Elsa - Uscite subito di qui.
Gianni - Ubbidisco. (S'allontana, ma sulla soglia si ferma) Avete fatto male a licenziare Carmelo. Fra poco dovrete riassumere anche lui.
Elsa - Non torno mai sulle mie decisioni.
Gianni - Questa volta ci ritornerete.
Elsa - (gridando) Via..., andate via!...
Gianni - (esce, ma subito dopo riapre la porta e si riaffaccia) Se mi volete, io sono al caff qui di fronte.
Elsa - Andate al diavolo. (Passeggia nervosissima. Poi al telefono) Pronto?... Amministrazione?... Preparate la liquidazione del signor Gianni Sorelli... S... ho licenziato anche lui... No... da oggi... (Irrompe in iscena Julci con un giornale in mano).
Julci - Siete stata voi a giocarmi questo tiro?
Elsa - (posando il ricevitore) Ah!... siete voi... C' un altro pasticcio?
Julci - Non fate l'ingenua. Leggete qui. (Leggendo il giornale) Una boccaccesca avventura ai Grandi Magazzini. Ieri i Magazzini " Tutto per la donna " furono teatro d'un grazioso episodio. Una cliente si presentava ad un commesso che il giorno prima le aveva vendute delle calze e improvvisamente gli gridava di non perseguitarla pi in sogno...
Elsa - (strappandole il giornale di mano e continuando a leggere) ... Il commesso, certo Carmelo Bolla, ebbe un bel protestare la sua innocenza, la cliente non volle sentir ragioni e si ostin nel pretendere una riparazione per essersi piantato nei suoi sogni. Nell'edizione di questa sera forniremo maggiori particolari . Dio mio!... Chi sar stato?
Julci - Ah, voi non ne sapete niente?... Beh, v'avverto che la cosa non finisce cos... Se in questa storia viene fuori il mio nome, vi far causa, vi chieder il risarcimento dei danni, far uno scandalo enorme.
Elsa - Ma, signorina, quale vantaggio avrei avuto nel diffondere quello che successo?
Julci - Non lo so... Ma aspetter l'edizione di questa sera... E se viene fuori il nome di lui, voi sarete rovinata. Non si tratta di un uomo qualunque. State in guardia!
Elsa - Vi assicuro che per me una spiacevole sorpresa... Tenteremo una rettifica... Far tutto il possibile perch la cosa sia messa a tacere... Anche nel mio interesse, credetemi... Ma, piuttosto..., volete dirmi che ' di vero in questa notizia?
Julci - Tutto.
Elsa - Qui si parla d'un sogno.
Julci - Infatti stato un sogno.
Elsa - Allora quel Carmelo non il vostro seduttore?
Julci - Seduttore?... Ma non fatemi ridere... Chi vi ha raccontato una frottola simile?
Elsa - Ma allora tutto cambia!... Aspettate. ('Formando un numero al telefono) Pronto?... L'Eco del giorno?... Datemi la cronaca... Pronto?.,. Parla Elsa Ducr, proprietaria dei Grandi Magazzini... S... Per quella notizia in cronaca... Devo smentire... Come?... C' un testimone?... Il nome, per favore... Gianni Sorelli?... Ho capito... Grazie. (Depone il ricevitore. A laici) Signorina, ora so da chi partita questa montatura... Spero di fare in tempo ad accomodare ogni cosa... abbiate fiducia...
Julci - Gi... cos mi diceste ieri.
Elsa - D'altronde non ho altra scelta... Vi richiamer pi tardi io stessa...
Julci - Questo il mio numero. (D un biglietto ad Elsa ed esce).
Elsa - (al telefono) Il signor Gianni Sorelli, per favore... No, deve essere al caff qui di fronte... (ma la porta si apre ed ecco Gianni far capolino. Elsa ammutolisce dalla sorpresa).
Gianni - M'avete chiamato?
Elsa - Si direbbe che abbiate anche l'abitudine di ascoltare alle porte.
Gianni - Ho un udito finissimo.
Elsa - Avrete allora anche sentito quanto accaduto.
Gianni - Gi...
Elsa - Siete stato voi a raccontare l'episodio al cronista di quel giornale.
Gianni - Non posso negarlo.
Elsa - Naturalmente, ora per fare una rettifica ponete come condizione di essere riassunto.
Gianni - La rettifica non risolverebbe nulla. E poi il giornale non la pubblicherebbe.
Elsa - Perch?
Gianni - Perch ha promesso nuovi particolari ai lettori.
Elsa - E allora?
Gianni - Bisogna dare questi particolari.
Elsa - Ma sar peggio...
Gianni t - No. Volgeremo tutto in nostro profitto... Pubblicit!
Elsa - Era questo che volevate?
Gianni - Anche questo.
Elsa - C' dell'altro?
Gianni - Pu darsi.
Elsa - Insomma, avete un'idea per cavarvi fuori da questo pasticcio?
Gianni - Un'idea?... Ma mille!... Sono mesi che attendo questo momento.
Elsa - Allora sbrigatevi.
Gianni - Prima una formalit. (Tira fuori il contratto) Una Annetta.
Elsa - (esitante) E se non riuscite?
Gianni - Impossibile... Comunque potrete licenziarmi di nuovo.
Elsa - (firma.) Ricattatore.
Gianni - (intascando il contratto) Adesso... possiamo cominciare... Permettete che faccia qualche telefonata? (Si avvicina alla scrivania e si pone a sfogliare l'elenco telefonico) Medici... medici... cliniche mediche... malattie nervose...
Elsa - Che c'entrano i medici?
Gianni - (non badandole) Ecco... Professore... dottor Giulio Panardi (formando il numero) 364-582... Pronto?... Desidero parlare col prof. Panardi... Grazie... Riverisco, professore, sono il cronista-capo dell' Eco del giorno ... Mi permetto telefonarvi per quel caso di cui si occupato ieri il nostro giornale... s... quel commesso dei Grandi Magazzini... Pare che si tratti di un fenomeno di alto interesse scientifico... Almeno cos dice il professor Arletti... Ma la sua spiegazione non ci convince. Per ci ci rivolgiamo a voi la cui fama di psicanalista molto maggiore... Vorremmo pubblicare nell'edizione di questa sera il vostro illuminato parere Fra mezz'ora ai Grandi Magazzini?... Verr io stesso... Riverisco, professore...
Elsa - Siete amico del professor Panardi?
Gianni - Mai visto!
Elsa - E gli parlate con quel tono?
Gianni - Beh... io son fatto cos! (Forma un numero e parla al telefono con voce diversa) Pronto? Eco del giorno?... La cronaca, per favore... Parla il professor Panardi. S, il celebre psicanalista... Vi telefono per il fenomeno di quel commesso dei Grandi Magazzini... Me ne occupo personalmente... Si tratta di un caso di alto interesse scientifico... Vi sar grato se potrete inviarmi fra poco un vostro redattore... No... ai Grandi Magazzini. Sta bene... Arrivederci...
Elsa - Vorrei sapere quanti armi vi dar la Corte d'Assise...
Gianni - Sciocchezze!... Vedete... tutto sta nel volgere a proprio vantaggio le passioni umane... Fra il dottor Arletti e il pirofessor Panardi corre da anni una sorda rivalit... Io me ne avvalgo... Fra poco Panardi dichiarer tutto quello che voglio... Si tratta d'un convinto psicanalista... Un po' tocco, del resto...
Elsa - Voi sperate d'ingannare un medico?
Gianni - Sono gli esseri pi ingenui che conosco dopo i fanciulli e i poeti. Questo poi uno psicanalista... Adesso si tratta solo di trovare un rampino al quale Panardi possa agganciare le sue teorie scientifiche... (Pensa un po', poi con un sorriso) Trovato!... Maria.
Elsa - Maria?
Gianni - S, una commessa che ha un debole per Carmelo. Ne approfitter.
Elsa - Vi proibisco di dare ordini al personale!
Gianni - Sentite, dopo potrete fare di me tutto quello che vorrete, ma adesso lasciatemi lavorare! Piuttosto dove avete i moduli per telegramma?
Elsa - Sono in quel cassetto a sinistra.
Gianni - Grazie... Ed ora, vi prego, lasciatemi solo
con Maria.
Elsa - Come, voi osate chiedermi di uscire dal mio
ufficio?
Gianni - Quello che le dir, lei deve crederlo un segreto.
Elsa - E sta bene... Rider bene chi rider l'ultimo!
- (Via).
Gianni - (al telefono) Mandate su la signorina Maria Berardi. (Gianni siede alla scrivania di Elsa e suona un campanello. Poi, preso un modulo per telegramma, scrive poche parole. Quindi prende un foglio, scrive qualche frase e lo chiude in una busta. Intanto appare il fattorino che stupito nel trovarsi di fronte a Gianni).
Gianni - (al fattorino) Spedite questo telegramma e questo espresso per citt.
Il Fattorino - (prende la busta e il modulo e non si muove, stupito).
Gianni - i Andate, andate... presto. (Il fattorino esce ed entra Maria). Maria - (sorpresa) Voi?
Gianni - (misterioso) Sssttt... Sono qui per salvare Carmelo... Sapete che stato licenziato?
Maria - Benissimo... Sono contenta.
Gianni - Non dite cos... voi gli volete bene.
Maria - Prima... Ora tutto finito...
Gianni - E se vi dicessi che quella signora non la sua amante?
Maria - Non vi crederei.
Gianni - Ascoltate... Io so tutto di Carmelo... Non la prima volta che lui va in sogno alle donne.
Maria - In sogno?... Possibile?... Ma allora...
Gianni - E cos... Che interesse avrei a mentire?... Questo fenomeno in lui si manifestato sin da piccolo... Io non l'ho mai detto per non comprometterlo... Ma ora che l'hanno scoperto!... A voi non mai capitato di sognarlo?
Maria - No.
Gianni - Strano. Perch molte volte mentre dormiva l'ho sentito io stesso pronunziare il vostro nome.
Maria - Davvero?
Gianni - Ve l'assicuro... E questo mi faceva credere che anche voi potevate sognarlo... Peccato! Se voi l'aveste sognato anche una sola volta, sarebbe confermata la sua innocenza in tutto questo affare e sarebbe anche riassunto in servizio... Cos si realizzerebbe i suo desiderio pi vivo.
Maria - Quale?
Gianni - Diamine! Sposarvi!
Maria - Ve l'ha detto lui?
Gianni - Sempre! Ma un vero peccato che voi non possiate dichiarare di averlo mai sognato... Tutto
perduto.
Marla - Gi...
Gianni - Povero Carmelo, cos timido e che vi vuol tanto bene. Beh... non pensiamoci pi!
Maria - (con malizia) No, signor Gianni... Aspettate... credo d'averlo sognato una notte... S... posso anzi dire di esserne certa. Gianni - Davvero?...
Maria - (c. s.) S... ed anche un'altra volta...
Gianni - Benissimo... Siamo a posto...
Maria - Insomma... lo sogno spesso... Va bene cos?
Gianni - Magnifico... (Gianni e Maria si stringono la mano come due complici) Ripetete fra poco questa dichiarazione e lo salverete... Vi sposerete prestissimo!
Maria - Speriamo!
Gianni - Ma s!... ed io sar testimone alle nozze... Dunque, ricordatevi, voi lo sognate spesso...
Maria - S
Gianni - E questo sogno cos preciso, nitido, dinamico che un vero piacere per Voi.
Maria - Si...
Gianni - Allora state attenta... Appena sentite che chiamiamo una commessa... entrate subito voi... D'accordo?
Maria - Lasciate fare a me... Esce. Gianni va alla porta idi dove uscita Elsa. L'apre chiamando) Signorina Elsa... potete entrare... (Entra Elsa).
Elsa - Mi permettete di rientrare nel mio ufficio?
Gianni - Tutto a posto... La bomba caricata... Adesso possiamo sederci ed aspettare tranquillamente che scoppi. (Entra di corsa il giornalista che seguito da un fotografo).
Il Giornalista - Signori, buona sera... Sono in ritardo?... No?... Bene, bene. (Presentandosi) L'Eco del giorno , la pi alta tiratura della sera... Dichiarazioni da fare?
Elsa - No.
Gianni - S... Pubblicate pure... che... saremo lieti se quanto accaduto nei nostri Magazzini servir al progresso della scienza della quale ci teniamo volentieri a disposizione.
Il Giornalista - (prendendo appunti) Volentieri a
disposizione.
Il Fattorino - (annunziando) Il professor Panardi.
' - (Entra il professore. Ha una barbetta a pizzo che ogni tanto tocca con gesto rapido. Molto nervoso. Tutti lo salutano a soggetto. Il professore fa un piccolo inchino ad
Elsa).
Il Professore - Dov' la stampa?
Il Giornalista - (presentandosi) L' Eco del giorno , la pi alta tiratura della sera.
Il Professore - Allora possiamo cominciare. (Avvicinandosi a Gianni e tastandogli subito il polso) Al mattino, svegliandovi, avvertite un senso d'angoscia?
Gianni - Angoscia?... Perch?...
Il Professore - Un momento, giovanotto... sono io che interrogo... Dunque, rispondete! Avvertite un senso d'angoscia, d'incubo?
Gianni - Ma, professore, qui c' un equivoco.
Il Professore - Che equivoco?
Gianni - Io non sono Carmelo!
Il Professore - No?... E perch non me l'avete detto subito?... Eppure... (Lo scruta un po', poi) Beh, dov' il paziente?
Gianni - Lo chiamiamo subito.
Il Professore - No, lo stesso... L'esaminer dopo. (Al giornalista) Scrivete!
Il Giornalista - Sono pronto.
Il Professore - (cattedratico) Come ho spiegato nel mio ultimo trattato, il mondo inesplorato dei sogni pu riservarci ancora delle sorprese. Il fenomeno del sogno incrociato, la mia grande scoperta, scientificamente ammissibile anche se fino a ieri sperimentalmente non dimostrabile. Dico fino a ieri perch da quanto qui accaduto mi pare che questo signor Carmelo sar la vivente prova della mia teoria.
Il Giornalista - (scrivendo) La mia teoria.
Il Professore - (c. s.) Ci sono degli uomini che per loro intensa vita interiore possono esplicare delle idee-forze che s'irradiano d'intorno sino ad influenzare tutti i soggetti femminili che incontrano nel loro raggio di azione.
Il Giornalista - (c. s.) Raggio d'azione.
Il Professore - Avete scritto?
Il Giornalista - Si.
Il Professore - Naturalmente il centro motore di questo vasto complesso sempre un'idea erotica. Perch questi individui dalla vita pura che durante il giorno per i loro rigidi princpi morali sottopongono le loro azioni ad una severa censura, la notte, non potendo pi controllare questa desideri immagazzinati , s abbandonano a veri e propri atti riflessi... Del resto, quasi tutti i nostri sogni sono erotici.
Elsa - Quest'affermazione mi sembra assurda.
Il Professore - Non amo le interruzioni... (Ad Elsa) Avete mai sognato di essere inseguita da un uomo?
Elsa - Credo di s... Perch?
Il Professore - Perch quel sogno non che la realizzazione pi frequente del desiderio erotico.
Elsa - ( confusa).
Il Professore - (al giornalista) Dov'eravamo rimasti?... Ah!... Considerando il sogno come la realizzazione d'un desiderio soffocato, io son giunto a sostenere che due esseri di sesso diverso, venuti a contatto durante il giorno, possono poi incontrarsi in sogno... Da anni cerco l'uomo che possa provare questa mia teoria... Perch l'uomo, secondo me, che d sempre la spinta iniziale a questi connubi che io ho definito sogni incrociati... (Rivolto a Gianni) A proposito, che tipo questo Carmelo?
Gianni - Apparentemente l'uomo pi innocuo di questo mondo.
Il Professore - Esattissimo. E probabilmente egli nemmeno ricorda quello che fa la notte.
Gianni - Anzi egli negher tutto.
Il Professore - Suggestione in tutto simile a quella operante nel sonno ipnotico.
Il Giornalista - (c. s.) Sonno ipnotico.
Il Professore - E s' materializzato nei sogni di molte donne?
Gianni - Materializzato?
Il Professore - Voglio dire se sono molte... le sue vittime d'amore.
Gianni - Tutte le nostre commesse. Basta vivergli un po' vicino... perch un giorno o l'altro... tac...
Il Professore - E si pu interrogarne qualcuna?
Gianni - Subito. La prima che capita. (Al telefono) Mandate su una commessa... No, una qualunque...
Il Professore - Magnifico!
Gianni - Adesso sentirete voi stesso.
- (Si bussa alla porta. S'affaccia il fattorino).
Il Fattorino - (annunziando) La signorina Maria Berardi. (Entra Maria).
Gianni - (va incontro a Maria) Signorina, di che reparto siete?
Maria - Reparto profumi.
Gianni - (a Maria) E' la prima volta che vi vedo.
Il Professore - (a Maria) Signorina, sono il professor Panardi. Certamente avrete sentito parlare di me... Dunque... Dalle vostre risposte la scienza molto attende... Perci parlate pure liberamente... Avete mai sognato questo Carmelo?
Maria - (pudica) S, professore.
Il Professore - Quante volte?
Maria - Spesso.
Il Professore - E questi sogni sono... per cos dire... dinamici o si riducono ad una semplice visione?
Maria - Non capisco.
Il Professore - Insomma, questo Carmelo, quando lo sognate, sta fermo o... agisce. Che fa?
Maria - (con gli occhi bassi) Preferirei non rispondere.
Il Professore - Capisco... e ne provate un senso d'angoscia?
Maria - (c. s.) Oh, no!...
Il Professore - Dunque al segno si accompagnano sensazioni piacevoli.
Maria - (c. s.) S.
Il Professore - Oso dire che questo sogno, al quale ormai siete abituata, il benvenuto...
Maria - S.
Il Professore - Diavolo d'un uomo! (^4 Elsa) E quante sono le vostre commesse?
Elsa - Sessantadue.
Il Professore - Accidenti!... Oh, scusate... volevo dire... ci vuole una bella resistenza!
Gianni - Gi... E non nemmeno un gigante!
Il Professore _______ - Davvero?... Beh , vorrei esaminare questo fenomeno! ...
Gianni - (al telefono) Fate salire il signor Carmelo.
Il Professore - Presenter una comunicazione all'Accademia di medicina... (Al giornalista) E voi date rilievo, colore, all'intervista.
Giornalista - In quanto a colore lasciate fare a me.
- (Il fotografo prepara la macchina e la lampada a magnesio e, pronto, attende lingresso di Carmelo. Si apre lentamente la porta e nel silenzio generale, pi timido del solito, per tutti questi occhi che lo fissano, appare Carmelo).
Gianni - Vieni, vieni Carmelo...
- (Carmelo avanza lentamente. Appena egli giunge allaltezza del professore, il fotografo accende la lampada e fa scattare la macchina. Carmelo e il professore al lampo hanno un identico sussulto).
Gianni - (a Carmelo) Ecco il professor Panardi, il celebre psicanalista che s'interessa molto al tuo caso.
Carmelo - (sbigottito) Quale caso?
Gianni - (al professore) Che vi dicevo?... Non ricorda niente!
Il Professore - (comincia a girare intorno a Carmelo e ogni tanto gli tasta un braccio e tenta di sollevargli improvvisamente le palpebre).
Carmelo - Ehi, volete accecarmi?
Il Professore - Ma no, vi rovescio solo le palpebre.
Carmelo - State fermo, vi dico.
Il Professore - Carattere impulsivo, esuberante... Un vero serbatoio di stimoli sensoriali che pu proiettare dovunque.
Carmelo - lo non proietto niente!
Il Professore - (col tono che si usa con i malati) Sicuro... Sicuro... Io vi dar la coscienza della vostra forza... Dopo un mese di soggiorno nella mia clinica, voi...
Carmelo - Ma che clinica... Io sto benissimo.
Il Professore - Sicuro... siete solo un neurotico.
Carmelo - Come?
Gianni - Carmelo, tu hai il dovere di aiutare la scienza!... Anch'io ho sempre nascosto questa tua straordinaria facolt... Ma oggi io cedo alla scienza... ai sacri diritta della scienza che trascendono i piccoli egoismi umani...
Carmelo - Ma che dici?
Il Professore - Straordinario!... Se non avessimo qui la prova vivente, ci sarebbe da dubitare...
Carmelo - Che prova?
Il Professore - (indicando Maria) La signorina.
Carmelo - (a Maria) Anche tu?
Maria - Ebbene, s, Carmelo... Io ti sogno ogni notte... Perch negarlo ormai?
Carmelo - Ogni notte?
Maria - S... e anche stanotte, non ti ricordi?... Io slavo in un prato tutto fiorito quando improvvisamente tu sei sbucato di dietro un albero e sei venuto verso di me... Sembravi una farfalla!
Il Professore - Una farfalla?
Maria - S, aveva due grandi ali dietro le spalle e le agitava... le agitava... Quando m' arrivato vicino ho sentito persino il vento... Allora s' chinato su di me, m'ha sollevata come un fuscello e m'ha portata via in aria... in alto... sempre pi in alto... Come si volava bene!
Il Professore - (urlando) Il sogno incrociato... il sogno incrociato... (Elsa, indignata, esce senza salutare nessuno).
Maria - (a Carmelo) Cattivo, perch non te ne ricordi pi?
Carmelo - (stordito) La farfalla.... ero un farfallo...
Gianni - Carmelo, ormai inutile tacere!... Tutto hai affrontato impavido, persino il licenziamento, pur di non trascinare in pubblico il nome di tante donne che ti si sono concesse fai sogno... Nobile, cavalleresco atteggiamento!... Ma perch tacere ancora se esse per prime oggi hanno il coraggio di proclamare alta e forte la verit : S, quest'uomo il nostro amante... colui che occupa i nostri sogni non appena il sonno bacia le nostre palpebre e ci lascia solo quando il carro dell'aurora appare all'orizzonte ?
Il Giornalista - Benissimo.
Gianni - Grazie... Perch tacere, se queste donne osano gridare a tutti, mariti, amanti, fidanzati : S, ogni notte siamo sue, ci abbandoniamo a lui infinite volte e voi non potete punirci perch nessun codice punisce questo reato ?
Il Giornalista - (a Carmelo) Volete dirci qualche cosa per la nostra edizione della sera?
Gianni - No, vi dico tutto io... visto che ho cominciato... (Lirico) Nacque in un bellissimo mattino di primavera...
Carmelo - (c. s.) Se sono nato in gennaio!
Il Giornalista - (a Gianni) La biografia non serve.
Gianni - No? Allora vi dir come si manifest la prima volta la sua forza... Fu una chiara e bella notte d'estate... Si dormiva insieme all'aperto presso i covoni del grano appena mietuto... Ad un tratto mi sento toccare un braccio... Mi sveglio... era lui - (indica Carmelo) tremante e spaurito che mi confida: - Sai, ho sognato Annetta... Era una contadinella di cui tutti noi, bimbi, eravamo invaghiti... Io dico: - Smettila... dormi... La mattina dopo incontro Annetta che non mi guarda pi in faccia... Le domando: - Cos'hai? E lei mi fa: - Non mi piaci pi... Stanotte ho sognato Carmelo...- . (Indicando Carmelo) Vedrete che nega anche questo...
Carmelo - Non vero... Non vero!
Il Professore - Magnifico!
Gianni - Da quel giorno, in tutti i posti in cui siamo stati... Eccolo dopo un po'... tac. piantarsi nei sogni idi qualche donna. Vedrete che nega.
Carmelo - Non vero... non vero.
Il Professore - Signor Carmelo, voi avete un grande avvenire... L'Accademia sar entusiasta di voi.
- (Entra il fattorino con una lettera).
Il Fattorino - Signor Carmelo Bolla, un espresso per citt.
Carmelo - (prendendo la lettera) Un espresso... Chi mi manda degli espressi?
Gianni - . E aprilo!
Carmelo - Gi... Permettete? (L'apre e legge. Il suo stupore enorme). Beh... questa poi!...
'Il Professore - (prendendogli la lettera dalle mani) Fate leggere. (Leggendo) Caro Carmelo, mio marito vorrebbe conoscervi, perch ha sentito tanto parlare di voi nei miei sogni. Volete venire domani sera a cena da noi? Alle otto precise. Vi raccomando la puntualit, perch niente irrita mio marito quanto l'attesa. Lilly . Eccezionale! (Intasca la lettera).
Carmelo - Vi giuro che non conosco nessuna Lilly... Dovete credermi...
Il Professore - Sicuro... sicuro...
- (Entra il fattorino con un telegramma).
Il Fattorino - Signor Bolla, un telegramma.
Il Professore - (al fattorino) Date a me. (Prende il te-legramma e lapre. Leggendo) Tre notti attendoti invano. Invitoti ultima volta venirmi in sogno. Altrimenti possibile commetta irreparabile follia. Elvira ... (A Carmelo) Naturalmente non conoscete nemmeno questa Elvira.
Carmelo - Vi giuro di no!
Gianni - Non ricordi nemmeno di aver guardato intensamente qualche cliente che avesse questo nome?
Carmelo - Io non guardo intensamente le clienti... Mi limito a servirle.
Il Professore - Allora sar qualche donna incontrata per la strada.
Il Giornalista - Per la strada?
Il Professore - (cattedratico) Il potere di quest'uomo si pu esercitare su di una donna incontrata cos... per la strada...: un incrociarsi di sguardi... un lampo di desiderio... capita a tutti, no? Ma per ognuno di noi tutto finisce l...; invece con lui la donna impressionata .... come una lastra fotografica e la notte... ecco che avviene lo sviluppo. (A Carmelo) Beh, ora meglio che veniate con me.
Carmelo - Non posso.
Gianni - Lasciati studiare!
Il Giornalista - La scienza ha i suoi diritti.
Maria - Carmelo, va' col professore.
Carmelo - (a Maria) Anche tu?
Gianni i - Se per la signorina Elsa, non ti preoccupare... Sei. riassunto nell'azienda, ma sei distaccato presso la clinica del professor Panardi finche la scienza avr bisogno di te.
Carmelo - Beh, ho capito; siete tutti d'accordo!
Il Professore - (prendendolo sotto il braccio) Andiamo.., io vi render la coscienza della vostra forza.
Carmelo - S... s..., andiamo all'ospedale... al manicomio... dove volete, purch sia finita! (Carmelo esce col professore).
Il Giornalista - (a Gianni) Corro al giornale... Sar un articolo sensazionale. Vedo gi il titolo: Il dominatore della notte... . Il giornale andr a ruba. (Via col fotografo).
Maria - (a Gianni) Povero Carmelo, siamo stati cattivi.
Gianni - No... Tutto andr benissimo.
Maria - Speriamo!... Posso andare?
Gianni - S.
- (Maria esce. Dalla porta di destra ricompare Elsa, pi accigliata che mai).
Elsa - (che ha sentito le ultime parole, a Gianni) Adesso potete andare anche voi!
Gianni - Bel modo di ringraziarmi!... Gi le rotative lavorano per voi... Tra poco, migliaia di giornali diffonderanno la notizia... Tutta la citt ne parler e i Grandi Magazzini otterranno la pi vasta pubblicit alle migliori condizioni: gratis... Che volete di pi, rara signorina?
Elsa - (risentita) Badate che la mia pazienza ha un limite... Il fatto che per un momento abbia dovuto piegarmi al vostro... ricatto non vi autorizza a dimenticare la distanza che ci separa...
Gianni - Nessuna distanza. La giornata finita... I Grandi Magazzini chiudono i battenti... Qui non c' che un donna e un uomo...
Elsa - Risparmiatemi queste frasi da romanzo d'appendice. Voi avete troppa fantasia, giovanotto!
Gianni - Ognuno ricco a suo modo... (Accostandosi alla finestra e indicandole U cielo nel quale s'accendono le prime scritte pubblicitarie) Vedete... fra poco migliaia di sogni si leveranno sulla citt addormentata... Un vero esercito sospeso fra cielo e terra, nato dai desideri espressi di tutti gli uomini... Ma in tutti quei sogni non ci sar un posticino per voi... Nessuno vi ama... nessuno vi sogna... Non avete parenti... non avete amici... Come triste non poter andare in sogno a nessuno anche se si comanda a tanti uomini!
Elsa - Io non sono suggestionabile come Carmelo.
Gianni - Non ve ne vantate... Non c' nulla di pi sciocco che andare attraverso la vita con i pugni serrati... Queste vittorie prima o poi si scontano.
Elsa - Che volete insinuare?
Gianni - Niente... Mi riferisco a quello che ha detto il professor Panardi. Sognate mai d'essere inseguita?
Elsa - Tacete!
Gianni - Vedete?... Chi non ha peccato, scagli la prima pietra.
Elsa - Basta con questi discorsi... Io sono una donna d'affari e m'interessa solo ci che si vede, si controlla, si misura... I fatti che sfuggono ad un'analisi immediata non hanno alcuna importanza per me.
Gianni - Capisco... Ma dovete ammettere che ci son cose che non possono controllarsi, che non si esprimono ne con cifre n con bilanci ne in altro modo, eppure esistono, fanno sentire il loro peso... Per esempio, se qualcuno v'avesse detto che in ventiquattr'ore tante cose sarebbero cambiate qui dentro, voi gli avreste riso in faccia... Eppure cos. E tuttavia nulla accaduto che possa formare oggetto di rapporto, di indagine, di analisi come voi dite... Sogni!
Elsa - (con un gesto d'irritazione va alla finestra e resta assorta a guardare le scritte pubblicitarie che s'accendono e si spengono sui tetti delle case. Gianni la osserva attentamente. Pausa).
Gianni - Signorina Elsa.
Elsa - (scuotendosi) Siete ancora qui?
Gianni - Conoscete la palingenia?
Elsa - No, e non la voglio conoscere.
Gianni - Oh... non che un insetto... una cosettina.
Elsa - Beh, tenetevelo!
Gianni - Voglio dirvi che la palingenia appena fecondata, muore... Se lei non muore, le sue larve non nascono... E la palingenia allora preferisce morire!... Voi siete Elsa Ducr, dieci milioni interamente versati, ma nell'armonia universale degli esseri viventi valete meno d'una palingenia.
Elsa - Fuori di qui! Uscite!
Gianni - (avviandosi) Ubbidisco... Peccato, per!... Perch ora volevo parlarvi delle rose.
Elsa - Un momento... Avete detto: rose?
Gianni - S... ma forse nemmeno i fiori v'interessano.
Elsa - Volete alludere alle rose di ieri?
Gianni - Pu darsi.
Elsa - Avanti, parlate... Ditemi tutto quello che sapete.
Gianni - E' presto detto. Carmelo non c'entra. Anzi lui si oppose ostinatamente.
Elsa - Ma come... non fu lui a scrivere quel biglietto?
Gianni - Macch! Carmelo timidissimo.
Elsa - Allora chi stato?
Gianni - (semplice) Io.
Elsa - Voi?... Ancora voi?... Il giornale... la trovata pubblicitaria... le rose... Ma avete, dunque, deciso di coprirmi di ridicolo, di rovinare l'azienda?
Gianni - (che ha continuato a fissarla) Sapete che avete dei begli occhi?
Elsa - (gridando) Basta! Uscite!... Siete l'essere pi spregevole che abbia mai conosciuto... E smettetela di guardarmi cos!
Gianni - (c. s.) Strano! Avrei giurato che i vostri occhi fossero verdi. Perch, non c' che dire, voi siete proprio il tipo d'avere gli occhi verdi... Invece no. Sono castani... Anomalie della natura.
Elsa - (c. s.) Fuori di qui.
- (Gianni sta per uscire, ma entra di corsa Carmelo, che senza fiato, sconvolto, come se fosse inseguito. Corre per la scena terrorizzato).
Gianni - Che successo?
Carmelo - Le guardie... le guardie!
Gianni - Le guardie?
Carmelo - S, vengono ad arrestarmi... vengono qui.
Gianni - Insomma vuoi star fermo un minuto? Parla, di' quello che successo...
Carmelo - Colpa tua... colpa tua... Il professore ed io camminavamo... Lui continuava a parlare... Voi qui... voi l... sogno incrociato... Ad un tratto... cento ragazze!...
Elsa - Cento ragazze?
Carmelo - S, un collegio femminile... Venivano avanti a due a due... La colonna era gi sfilata quasi tutta, quando una ragazza, pamfete... sviene!
Gianni - Come... sviene?
Carmelo - Non hai mai visto una donna svenire?... Subito s' radunata gente e il professore s' messo a gridare : Lasciatemi passare... sono un medico..., lasciatemi passare... . Io vado dietro a lui... Che posso immaginare che quel pazzo, mentre sta osservando la ragazza, ad un tratto fa: Siete stato voi! Voi l'avete guardata! . Tutti si sono rivoltati verso di me.. Io abbozzo un sorriso, ma il professore continua : Anzi, signorine, non meravigliatevi se quest'uomo stanotte vi viene in sogno... Sappiate che vi, trovate di fronte ad un uomo " anormale"!... Allora qualcuno ha cominciato a dirmi: Mascalzone... farabutto... bruto!.... Gli altri gi mi guardavano male... certe facce!... Io ho visto che arrivavano le guardie e me la sono svignata... Allora tutti dietro: Prendilo! ... Prendilo! ... .
- (In questo momento prima confuso e poi sempre pi forte il clamore d'una folla che si avvicina. Si distin-guono le grida di Prendila!.- Prendilo!... . Tutto lascia credere che si tratta di un tumulto).
Elsa - (alla finestra) E' vero, vero... vengono qui.
Carmelo - Lo sapevo che andava a finir male... Ma io non mi faccio arrestare... Sei stato tu...
Gianni - (un po' preoccupato) Zitto... calma!
Carmelo - In galera... in galera!
Gianni - Eh, smettila... ti dico! Calma, un momento, lasciate fare a me... (Riflettendo) Ah... ma io trovo... trovo...; un momento... lasciatemi pensare...
- (Ro3ta con la fronte tra le mani. Il clamore altissimo e le grida della folla sono ormai vicinissime).
Gianni - (sorridendo e appoggiandosi alla scrivania nellatteggiamento dell'uomo sicuro di se che accetta una sfida) Ho trovato!... Che vengano... vengano pure! Li aspetto!
Fine del secondo tempo
ATTO TERZO
La stessa scena dell'atto precedente. Solo i mobili sono stati sostituiti con altri modernissimi. Alle pareti son sempre i due ritratti del nonno e del padre di Elsa, per in cornici novecento .
Qualche giorno dopo. Pomeriggio inoltrato. Verso la fine dell'atto annotter e attraverso la finestra, che nel fondale, si vedr brillare una scritta luminosa: Tutto per la donna .
(Scena vuota. Si sente bussare alla porta che d ai piani inferiori e poi la voce di Carmelo che di dentro timidamente chiede:)
Carmelo - Permesso?... Si pu?... (Apre pian piano la porta e sporge il capo) Signor Direttore., - (ma vedendo che non c' nessuno, entra in punta di piedi. Uno dei telefoni sulla scrivania squilla; Carmelo si avvicina per rispondere, ma mentre sta per staccare il ricevitore, un altro telefono prende a squillare. Carmelo posa il primo ricevitore e sta per prendere il secondo, ma squilla un terzo telefono: egli spaventato di questo coro acuto di sonerie, come se avesse procurato un altro disastro. In questa atteggiamento lo sorprende Maria che entrata cautamente e gli giunta inavvertita alle spalle).
Maria - Carmelo!
Carmelo - (sussultando) Ah, sei tu?
Maria - S. Ho deciso di sorvegliarti, visto che dovr essere tua moglie. (/ telefoni riprendono a squillare). Ma rispondi al telefono!
Carmelo - A quale?
Maria - (lo scansa e risponde al primo telefono) No, il signor Gianni non c'... Prego. (Posa U ricevitore. Ad un altro telefono) No... ma fra poco sar qui il Direttore generale... potrete prendere accordi con lui... Volete trattare col signor Gianni?... Beh, allora tornate a telefonare... (Posa il ricevitore).
Carmelo - Ma come, chiedevano tutti di Gianni?
Maria - Non hai sentito?... Anche le grandi Ditte!... Tutti trovano che un genio della pubblicit.
Carmelo - Invece d'arrestarlo.
Maria - Ormai pu dirsi arrivato! Ecco quello che si guadagna ad esser sicuri di se!
Carmelo - Io la chiamerei faccia tosta...
Maria - Perch sei timido... Ma basterebbe la trovata dei buoni per far la fama d'un uomo.
Carmelo - Non dirai che approvi il discorso che ha tenuto dal balcone a tutta quella gente...
Maria - Cera poco da scegliere... Una folla in tumulto... I Magazzini minacciati... Va l che stata una bellissima idea quella di arringare la folla!
Carmelo - (ripetendo alcune frasi del discorso che Gianni ha tenuto dal balcone) Signore, signori... la prova di attaccamento che avete dato alla nostra Ditta, inseguendo fin qui un nostro commesso... .
Maria - E cos invece d'impiccarti, la folla ha lottato per raccogliere i buoni di sconto che Gianni continuava a gettare dal balcone e la signorina Elsa a firmare... Non stata una grande trovata?
Carmelo - Maria, quando ti sento parlare cos, dubito dell'armonia dei nostri futuri rapporti coniugali.
Maria - Oh, i nostri rapporti rimarranno molto futuri se ti ostini ad essere cos timido.
Carmelo - Perbacco... ma tu m'istighi a delinquere!.
Maria - Oh... m'accontento di molto meno.. Se soltanto sapessi approfittare delle occasioni, che ti presentano!
Carmelo - Quali occasioni?
Maria - Ma se tutti corrono ai nostri Magazzini, se la signorina Elsa fa ottimi affari, il merito di chi ?
Carmelo - Di Gianni...
Maria - Di Gianni?... Ma tuo... tuo!
Carmelo - Mio?... E perch?
Maria - Oh, Dio!. Chi ha sognato la signorina Julci?.....Gianni o tu?. Chi ha condotto qui tutta quella folla a rischio di essere linciato?. Chi 9' prestato docilmente a tutta questa montatura?... Tu, sempre tu... E invece chi raccoglie tutti gli onori?... Gianni.. Io domando che farebbe un altro uomo al tuo posto...
Carmelo - Un altro uomo al mio posto?
Maria - Te lo dico io!.....Andrebbe da Gianni e gli direbbe : Caro mio, o mi fai nominare Capo del personale o ti accomodo io! .
Carmelo - Un ricatto?... Mai!
Maria - (accarezzandolo, coi tono di chi parla ad un bimbo) Ma, Carmelino mio, ragiona... Che ti sei messo in mente?... In che mondo vivi?... Dammi retta... Ascolta la tua Mariolina che ti vuol bene!... Pensa ai nostri bambini!
Carmelo - Quali bambini?
Maria - Quelli che avremo.
Carmelo - (commosso) Maria!
Maria - Che c'?
Carmelo - (solenne) Mi hai convinto....; tu hai davanti un altro uomo!
Maria - Finalmente!
Carmelo - S, d'ora in poi sarai fiera di me.
Maria - Benissimo.
Carmelo - Diventer Capo del personale... S, voglio diventare Capo del personale... Vorr, sempre vorr..., fortissimamente vorr.
Maria - E alla prima occasione imponiti, pretendi!
Carmelo - Lascia fare a me. Dritto alla mta.
Maria - E se la signorina Elsa ti dicesse: Bravo, Carmelo, voglio premiarvi. Vi nomino Caporeparto?
Carmelo - Io le risponder : Signorina Elsa, vi ringrazio, ma il posto che mi spetta quello di Capo del personale! .
Maria i - Caro! (Lo bacia sulla guancia ed esce correndo).
Carmelo - (toccandosi la guancia) L'ho baciata!... (La sua gioia incontenibile. Gira per la scena ripetendo : Capo del personale... sono Capo del personale . Poi s'interrompe e risoluto va alla scrivania e si siede. Accarezza i telefoni. Poi con autorit comincia a dettare ad un'immaginaria signorina) Signorina, scrivete!... Signori azionisti, con legittima soddisfazione che oggi posso finalmente dirvi: Ho vinto!... Ma mi fermer io dopo questa prima sfolgorante vittoria?... No. (Batte il pugno sul tavolo) I nostri profumi sono ormai indispensabili... Anche i vecchi, i contadini, i soldati, gli animali...
- (Entra il Direttore. Il suo stupore enorme nel vedere Carmelo seduto alla scrivania).
Il Direttore - (a Carmelo) Che fate qui?
Carmelo - (alzandosi precipitosamente) Scusatemi, signor Direttore, ero venuto per parlarvi...
Il Direttore - E vi sedete l?
Carmelo - Ho avuto... un capogiro...
Il Direttore - Andiamo, parlate. Non ho tempo da perdere.
Carmelo - Ecco, sono stanco di essere osservato come un animale raro. Le clienti mi sorridono... mi fanno l'occhietto..., una bionda m'ha dato un pizzicotto.
Il Direttore - E vi lamentate?
Carmelo - S. Ora, che tutto chiarito, non voglio far pi la parte dell'uomo che va in sogno alle donne. Vi pregherei di passarmi in amministrazione.-
Il Direttore - (siede alla scrivania e consulta alcune carte) Va bene, ci penser. Intanto tornate al lavoro.
Carmelo - (avviandosi) Io torno al lavoro, ma rispettosamente mi permetto di avvertirvi che se mi molestano ancora (facendo l'atto di chi d un pizzicotto) io reagisco. (Esce). (Squilla il telefono).
Il Direttore - (al telefono) Pronto... S... ? esaurita anche la riserva?... Bene, fate venire dal deposito altre casse. (Posa il ricevitore. Squilla un altro telefono) Pronto... S... Direzione generale... Non ei sono pi bottiglie d'Ambra dorata? Provvedete immediatamente. (Entra Elsa. E' vestita con un chiaro abito da passeggio. Deve risultare subito il mutamento avvenuto in lei. E' allegra, sorride, come non ha mai sorriso finora. Il Direttore si alza per cederle il posto, ma Elsa gli fa cenno di rimanere seduto. Il Direttore ubbidisce).
Elsa - C' tanta folla innanzi ai nostri Magazzini che quasi impossibile circolare.
Il Direttore - In mezzo secolo che son qui ricordo d'aver visto un'altra volta tanta gente. Fu nel 1911 quando s'incendiarono i reparti calzature. Elsa - (distratta) Bene... bene...
Il Direttore - Figuratevi che abbiamo dato fondo allo stock di Sognami tutta! , quella porcheria. Elsa - (c. s.) Ah, s?
Il Direttore - (indicando della corrispondenza) La posta del pomeriggio. Volete firmarla? Elsa - Firmate per me, vi prego.
Il Direttore - Come volete. (Comincia a firmare le lettere mentre Elsa va alla finestra).
Elsa - Signor Teodoro, che ne pensate della palingenia?
Il Direttore - Cos'?... Una crema di bellezza?
Elsa - No..., un insetto... una cosettina...
Il Direttore - Ci sono degli insetti nei nostri reparti? Ma bisogna far subito disinfettare.
Elsa - No. (Con trasporto) La palingenia fecondata, prima ancora di uscire dalle sue spoglie di ninfa, muore con gli occhi ancora chiusi... L'effimera invece nasce di sera, si accoppia e maschio e femmina sono gi morti prima d'aver visto il sole!... Non bello tutto questo?
Il Direttore - Io non posso soffrire gli insetti. Uso sempre il flit .
- (Il Direttore riprende a firmare. Elsa passeggia. Pausa).
Elsa - Avete visto il signor Gianni?
Il Direttore - No. E meno lo vedo, meglio sto.
Elsa - Dovete almeno riconoscere che quanto ha fatto s' risolto in un'enorme pubblicit per noi. Se continuiamo a vendere con questo ritmo, bruceremo tutti i concorrenti.
Il Direttore - Signorina Elsa, se vostro padre v'ascoltasse, sarebbe inorridito. Che scandalo! I giornali... I pettegolezzi...
Elsa - Ma tutto questo audace, bello, nuovo.
Il Direttore - Permettetemi di farvi notare che dal 1851 i nostri princpi...
Elsa - Si stracciano i trattati e voi mi parlate di princpi! Signor Teodoro, io ho molto riflettuto in questi giorni e mi sono convinta che il signor Gianni ha portato qui dentro un soffio d'aria fresca.
Il Direttore - Non vi riconosco pi. Elsa - (quasi a se stessa) Neanche io! (Gianni su quest'ultima battuta ha fatto capolino senza che gli altri ne avvertissero la presenza).
Gianni - (al Direttore come continuando un discorso gi iniziato) Se seguiste i miei consigli, tutti i reparti raddoppierebbero le vendite. Il Direttore - (ironico) Guarda... guarda...
Gianni - Sicuro. E ve lo dimostro. Non vi siete mai chiesto in cinquant'anni che siete qui perch le nostre clienti fra la bottiglia grande e quella piccola della nostra celebre Colonia ambra dorata comprano quasi sempre la piccola?
Il Direttore - Perch costa di meno.
Gianni - No. Perch tutti i nostri commessi chiedono: Bottiglia piccola o grande, signora?.... Invece dovrebbero domandare ad alta voce: Prendete la grande, signora?... . La maggioranza non avr l'iniziativa di scegliere la piccola... Insegnate ai vostri commessi il modo di comportarsi con le clienti. Obbligate tutti a sorridere: i commessi, il cassiere, i fattorini, il portiere, il ragazzo dell'ascensore...; perch qui dentro tutti hanno un muso lungo cos (indicando il Direttore) a cominciare da voi, mentre l'uomo che non a sorridere, non dovrebbe mai aprire un negozio... (Ad Elsa che sorride) E' un proverbio cinese!... Non trascurate il valore delle frasi... Sentite questa : Tempo fa vidi un mendicante a cui nessuno osava negare l'elemosina... Sapete perch?... Era fermo sotto un albero in fiore in un mattino d'aprile... Portava un cartellino sul petto su cui stava scritto: "E' primavera e io sono cieco!". (Pausa).
Il Direttore - Signorina, l'ora dell'ispezione. Non scendete?
Elsa - Per favore, volete andar solo?
Il Direttore - Come, solo?
Elsa - Non finir il mondo se per una volta non verr.
Il Direttore - (con amarezza) Se lo volete voi... (Avviandosi) Quest' veramente la fine! - (Esce).
- (Si bussa alla porta. Fa capolino Carmelo. Gianni lo respinge, dopo avergli fatto cenno di aspettare e richiude la porta).
Gianni - (ad Elsa) Vorrei chiedervi un favore. Spero che non me lo negherete.
Elsa - Se dipende da me.
Gianni - Si tratta di Carmelo. Gli ho sempre promesso che questa avventura si sarebbe conclusa con una sua promozione. E' un bravo ragazzo, onesto, diligente... e lo abbiamo manovrato come abbiamo voluto.
Elsa - Va bene. La far Caporeparto.
Gianni - No... Vi prego, promuovetelo Capo dell'Ufficio vendite. Sono sicuro che non avrete a pentir-vene... specie con la popolarit che ha conquistato.
Elsa - Mi sembra un po' troppo per lui... Comunque possiamo provare.
Gianni - Grazie. Se permettete, gli vorrei comunicare subito la nomina... E' fidanzato.
Elsa - (gli fa cenno di s).
Gianni - (aprendo la porta a Carmelo che entra) Vieni, Carmelo, e preparati ad urlare dalla gioia.
Elsa - Signor Carmelo, su proposta del signor Gianni, e in considerazione delle vostre spiccate attitudini.... commerciali, ho il piacere di comunicarvi la vostra nomina a Capo dell'Ufficio vendite.
Carmelo - (fuori di s dalla gioia) Capo Ufficio vendite io?... Capo Ufficio?... Oh... grazie..., grazie!
Gianni - Certo, e avrai quaranta impiegati alle tue dipendenze.
Carmelo - Quaranta impiegati? (Improvvisamente il suo volto si oscura) Oh, no... Non posso accettare.
Elsa - Non potete? E perch?
Carmelo - No, grazie, non posso. E' un avanzamento troppo rapido... Se proprio volete promuovermi, fatemi Capo reparto... Cercher di mostrarmi degno della vostra fiducia e. forse... fra dieci anni..., se non avrete a lamentarvi di me..., se credete, potr diventare Capo Ufficio vendite.
Gianni - Ma tu vuoi scherzare? Vero che scherzi?
Carmelo - No, no... le promozioni bisogna meritarsele... La gerarchia deve procedere per gradi...: Commesso, Caporeparto, Caposervizio, Capo Ufficio... Capo del personale. Per ora Caporeparto gi molto... Far tutto il possibile per esserne degno.
Elsa - Beh, contento voi...
Carmelo i - S, grazie, sono contentissimo.
Gianni - Ma che dir Maria di questo tuo rifiuto?
Carmelo - Oh, le donne!... (Rivolto ad Elsa) Scusate..., volevo dire... che le donne, si sa, hanno ambizioni smisurate, eccessive sta a noi nomini... frenarle, avere il senso della responsabilit.
Elsa - Siete un vero... filosofo. Allora siete Caporeparto. Riceverete la lettera di nomina. Potete andare.
Carmelo - (inchinandosi) Non so come ringraziarvi. Di nuovo grazie Anche a te, Gianni... (con fierezza) Capo reparto Sono Capo reparto! (Esce).
Elsa - Incredibile!
Gianni - E' fatto cos.
(Pausa. Elsa va alla scrivania; fruga fra le carte. Gianni va alla finestra. Elsa vorrebbe parlare, ma non osa e osserva Gianni. Gianni guarda nella strada).
Gianni - Il Metropolitano all'angolo ha inaugurato l'impermeabile. Non c' da sbagliarsi: l'inverno si avvicina. (Voltandosi, ad Elsa) Ed ora che tutto andato a posto, devo restituirvi qualche cosa.
Elsa - A me?
Gianni - S. (Porgendole un contratto) Ecco.
Elsa - (prendendo il foglio e dandovi un'occhiata) Ma questo il contratto col quale v'ho nominato Capo dell'Ufficio Pubblicit.
Gianni - S.
Elsa - E perch me lo restituite?
Gianni - Semplicissimo. Me ne vado.
Elsa - Ve ne andate? Forse non siete soddisfatto delle condizioni scritte qui?
Gianni - Non si tratta di questo.
Elsa - Lhanno fatto proposte migliori?
Gianni - No.
Elsa - Allora non capisco... Scusate, non avete raggiunto il vostro scopo? Non avete montato tutta questa storia perch avessimo bisogno di voi? Non m'avete posto delle condizioni che ho intenzione di rispettare? Tutto, dunque, s' verificato secondo i vostri calcoli.
Gianni - Non tutto. C' qualcosa che non avevo previsto.
Elsa - Posso saperlo?
Gianni ___________ - Se v'interessa
Elsa - Certo.
Gianni - (semplice) Mi sono innamorato di voi.
Elsa - Come?... Voi?...
Gianni - (c. s.) S. (Pausa. Elsa visibilmente commossa).
Elsa - E dove andrete?
Gianni - Lontano. Dove non senta pi parlare di voi, dove non veda pi brillare nel cielo la vostra pubblicit... dove nulla mi ricordi pi Elsa Ducr.
Elsa - Ma perch?
Gianni - Perch vi amo. E quando dico di amarvi, non intendo di dire che amo la vostra intelligenza, la vostra tenacia, il vostro senso degli affari... Me ne infischio! Ma che amo la vostra pelle bianca, M vostro sorriso, questa nuova luce che vi brilla negli occhi come se ora per la prima volta si schiudessero alla vita.
Elsa - (pi a se stessa che a Gianni, con infinita tristezza) Alla vita... Anch'io ho la stessa impressione. Tutto mi sembra cos nuovo, diverso!... Anche il lavoro, che fino ieri mi appassionava, oggi lo trovo arido, vuoto... Da quella sera mi sono affacciata spesso a quel balcone. Ed stato come se la vita, tutta la vita in tanti anni non vissuta, fosse entrata di colpo... Nessuno vi ama... nessuno vi sogna... . Sotto quei platani all'angolo, invece, quanti sogni! Ogni sera gli innamorati delle mie commesse son l che aspettano... Prima d'ora non li avevo mai notati... Passeggiano e fumano... A vederli di quass tutte le loro sigarette accese sembrano tante lucciole... Si direbbe che ognuna voglia restar sola con se stessa... (Con voce mutata) Non sono buffi gli innamorati?
Gianni - S. Deliziosamente buffi.
Elsa - E pensare che in tanti, mentre io ero inchiodata a questa scrivania, sotto quei platani, tutte quelle lucciole continuavano a darsi convegno. Chiss quante ne son venute... andate... disperse!... Ed io sempre qui ferma... sola... Ed ora anche voi ve ne andate.
Gianni - (fingendo) E' necessario. Voi siete Elsa Ducr e nessuna forza al mondo potrebbe distruggere il dubbio...
Elsa - Quale dubbio?
Gianni - (c. s.) Il dubbio che io abbia agito per calcolo. Quand'anche noi non ci pensassimo, sarebbero gli altri a ricordarcelo. E basterebbe che per un attimo questo dubbio s'insinuasse fra di noi per distruggere tutto. No, ora m'accorgo che il bel sogno l'ho fatto io... Un sogno ad occhi aperti.
Elsa - Ma assurdo!
Gianni - No, umano.
- (Pausa. Si sentono squillare molti campanelli come al primo atto all'annunzio dellispezione ai reparti).
Elsa - Per la prima volta il Direttore generale ispeziona da solo i reparti ed io non sento alcun desiderio d'accompagnarlo...
Gianni - (le fa segno di zittire, poi indicandole i quadri degli antenati alle pareti) Potrebbero sentirvi.
Elsa - (con rabbia) Gi, loro hanno iniziato ed io devo continuare, costruire... e se un giorno ho l'emicrania e resto a casa, su questa scrivania la posta s'accumula, l'elenco delle telefonate s'allunga e il giorno dopo debbo sbrigare doppio lavoro. Se m'ammalassi sono sicura che le carte raggiungerebbero il soffitto... Questa Elsa Ducr. Una donna a cui non permesso nemmeno d'ammalarsi!
Gianni - Via, calmatevi!
Elsa - (con voce in cui gi trema il pianto) No, voglio sfogarmi.
Gianni - Mi dispiace che per colpa mia...
Elsa - Smettetela...
Gianni - Ma io non volevo...
Elsa - Basta con quello che volevate... Non sono padrona di piangere? Oggi voglio comportarmi proprio come una delle mie commesse. (Piange col capo poggiato sulla scrivania. Pausa. Gianni s'allontana lentamente verso la porta, come per andarsene non visto. Ma guarda Fora sul suo orologio da polso. Squilla uno dei telefoni sulla scrivania. Elsa non risponde e continua a singhiozzare. Gianni si ferma. Evidentemente egli attendeva questa telefonata. Il telefono squilla ancora. Elsa stacca il ricevitore).
Elsa - (al telefono, ancora singhiozzando) Pronto?... Chi parla?. Fabbriche riunite essenze?... Dite pure... no... per ora almeno non abbiamo intenzione di lanciare nuovi profumi.... (La sua voce va facendosi pi calma) Come?... Ah, certo l'affare sarebbe vantaggioso... s, capisco anch'io dopo il successo di Sognami tutta!Ecco, vedete... non posso pi contare sul Capo del mio Ufficio Pubblicit... E allora... A meno che egli voglia prendere in considerazione l'offerta... S, tutto dipende da lui... (Accentuando le parole come se dalla risposta di Gianni dipenda ormai tutta la sua vita) Ormai lui che decide!... Aspettate... (A Gianni tendendo il ricevitore, con un tono umile, supplichevole, che invito e promessa di donna innamorata) Vogliono... voi...
Gianni - (esita fin po', poi fingendosi vinto dall'atteggiamento di Elsa, si avvicina alla scrivania, prende dalle mani di Elsa il ricevitore e risponde. Elsa gli vicinissima) Pronto... S, sono io... Un nuovo profumo?... E' una buona idea... ma occorre un titolo nuovo... significativo... che ne esprima tutto il fascino... S. ecco, lo chiameremo... (Tende la mano ad Elsa che gliela stringe teneramente) Tutta la vita.
FINE
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