TV 1, TV 2, TV… trash!

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TV 1, TV 2, TV… trash!

Commedia brillante in due atti

di Paolo Quattrocchi

Personaggi:

SPARTACO SAPUTELLI, il professore

ARIANNA, la compagna di danza latino-americana

VIOLETA ORCHIDEA PEREZ SANCHEZ VILLALOBOS DE VEGA , la

figlia di tre padri

MANOLO DE VEGA, il marito di Orchidea

SPOTTINA, la ragazza della pubblicità

CASSANDRA, l’annunciatrice

FELIX , il presentatore del quiz

LE CARAMELLINE, le vallette del quiz

LA SIGNORA TOZZETTI, concorrente del quiz

IL SIGNOR DI PANE, concorrente del quiz

IL COMMISSARIO MOSTACCI, il commissario

L’AGENTE MORMORA, la donna poliziotto

LA SIGNORA MOSTACCI, mamma del commissario

IL COLONNELLO TEMPESTA, speaker delle previsioni del tempo

STINCO LUPARA, il figlio del boss mafioso

STELLA MOSTACCI, la figlia del commissario

SANTINO LUPARA, detto “Lo Scorfano”, il boss mafioso

MIGUEL SANCHEZ, detto Miguelito, il narcotrafficante

CONSUELO, la cameriera

IL PRESIDENTE, il Presidente

SUOR CARMELITA, la suora carmelitana

IL MARCHESE PEDRO VILLALOBOS, il vero padre

Scena:

L’azione si svolge su due piani: quello della realtà, rappresentato dal salotto della

casa di Spartaco Saputelli e quello della televisione, costituito da un maxitelevisore

all’interno del quale si svolgono i programmi televisivi (la telenovela, il

quiz, lo sceneggiato). Ogni programma ha una propria ambientazione: le scene della

telenovela si svolgono sempre nella camera da letto di Violeta Orchidea.

PRIMO ATTO

SCENA 1

SPARTACO, poi ARIANNA

Luce sull’ ambiente “salotto di Spartaco”. Spartaco cammina su e giù per la stanza e

guarda nervosamente l’orologio. Ogni tanto si guarda in giro e ritocca l’ordine della

stanza, spostando leggermente qualche soprammobile. Si guarda ripetutamente allo

specchio, aggiustandosi i capelli e controllando qualche ruga ai lati degli occhi.

SPARTACO (guardandosi in giro) – Mi sembra tutto a posto. Ah, dimenticavo la cosa

più importante: i libri ! Vediamo un po’… Arianna è giovane, tipo molto alternativo…

Buttiamola sul “no global”. (prende alcuni libri, ne legge il titolo e li dispone qua e là,

con calcolata casualità) “Quel mostro chiamato globalizzazione”. Con questa la

impressiono di sicuro. “Global ci sarai!” Be’, questo è un testo sacro. E poi, allusivo…

“Il kamasutra”. Cavolo, lo devo ancora restituire a Carmen. Se non glielo ridò, quella

mi ammazza ! E per finire, naturalmente, il “mio.” (spolvera amorosamente un libro,

poi lo mostra con orgoglio al pubblico) “TV 1, TV 2, TV…trash ! La TV-spazzatura,

discarica del pensiero”. Mi è costato un occhio farlo pubblicare. (Spartaco mette in

bella evidenza il libro).

Si ode una lunghissima scampanellata. Spartaco sospira profondamente e fa una

serie di movimenti col corpo, come fanno gli atleti per sciogliere i muscoli e trovare

la concentrazione prima di una gara. Si ode un’altra lunghissima scampanellata.

Spartaco corre ad aprire la porta.

Entra in scena Arianna. E’ giovane, carina e indossa un vestitino corto e scollato

sotto una pelliccetta sintetica. Posa l’ombrellino che ha in mano e si asciuga con le

mani i vestiti leggermente bagnati per la pioggia.

ARIANNA – Brr , che pioggia ! Meno male che ho trovato parcheggio proprio

davanti al tuo portone.

SPARTACO – Veramente quello è il posto riservato per un handicappato ! Non hai

visto il cartello e le strisce gialle ?

ARIANNA – Boh, c’era una tale pioggia che non si vedeva niente. Tanto dove vuoi

che vada in giro un handicappato la notte di Capodanno con questo tempo ?

SPARTACO – Giusto ! A casa ! Se no, che handicappato è ? (aiuta Arianna a sfilarsi

la pelliccia) Che bella pelliccia !

ARIANNA – Sintetica. Sono contro il massacro degli animali. (estrae dalla tasca un

pacchettino e lo porge a Spartaco) Un regalino per te. Buon Capodanno !

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SPARTACO – Grazie, Arianna, non dovevi disturbarti. (scarta il pacchetto ed estrae

un orribile foulard multicolore)

ARIANNA – L’ho fatto io ! Ho iniziato un corso di pittura su stoffa con la tecnica

degli antichi Incas. C’è un maestro peruviano bravissimo. Mi piace da morire.

SPARTACO – Il maestro ?

ARIANNA – Ma no, dipingere. Però mi sa che non potrò più venire al corso di danze

latino-americane. Anche pittura Inca è il martedì.

SPARTACO – Se cambiassimo il nostro turno con un altro giorno ?

ARIANNA – Impossibile ! Lunedì ho il corso di astrologia karmica, mercoledì taichi-

chuan, giovedì cucina bioenergetica, venerdì cartomanzia esoterica, sabato yoga

di gruppo, domenica le partite…

SPARTACO – Bevi un aperitivo ?

ARIANNA – No, grazie, sto facendo una cura omeopatica. L’altra sera ho bevuto un

whisky e sono stata malissimo. Ero andata a cena da Manolo, il mio professore di

spagnolo.

SPARTACO – Chi, Manolo Siento ? E’ un porco ! L’ho cacciato dalla mia scuola

perché insidiava le studentesse.

ARIANNA – E’ un vero squallidone ! Pensa, aveva riempito il salotto di libri barbosi

per darsi arie da intellettuale, e poi aveva messo in bella mostra il “Kamasutra” per

far capire l’antifona…

SPARTACO (cercando rapidamente di far scomparire dalla stanza, senza farsi

accorgere da Arianna, i libri che aveva disposto prima) Il “Kamasutra”… (fa una

risatina sforzata) Ah ! Ah ! Che squallido !

ARIANNA (si siede sul divano e estrae da sotto il sedere il libro di Spartaco) –

“TV 1, TV 2… TV trash”. Che razza di libro è ?

SPARTACO (riprende il libretto, cercando di ridare forma alla copertina sgualcita)

– Boh, sarà avanzato da quelli che ho usato ieri per accendere il caminetto… (si

avvicina ad Arianna e prende in mano la medaglietta che la ragazza porta al collo)

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Carina questa medaglietta a forma di violetta !

ARIANNA – La davano in omaggio con il Radiocorriere questa settimana. E’ quella

della telenovela “La figlia dei tre padri”. (guarda l’orologio) Accidenti, sono le nove,

accendi, accendi !

SPARTACO – Il caminetto ?

ARIANNA – Ma no, la televisione ! (prende il telecomando e lo preme)

SPARTACO – Mica vorrai vedere la televisione !(scuote la testa deluso) Io vado a

cucinare.

Spartaco esce.

SCENA 2

ARIANNA, VIOLETA, poi MANOLO, poi SPARTACO

Luce sull’ambiente “telenovela”. Nella camera da letto, Violeta Orchidea, in

vestaglia, passeggia nervosamente per la stanza.

Entra in scena Manolo, vestito elegantemente e con una valigetta in mano.

VIOLETA – Sono le quattro del mattino. Dove sei stato finora ?

MANOLO – Il solito interrogatorio, Violeta Orchidea ? Mi hai aspettato per

questo?

VIOLETA – Quanto hai perso stasera al Casino ? Cosa ti sei venduto stavolta ?

MANOLO – Non è affar tuo.

VIOLETA – E invece sì. Sono soldi miei, Manolo.

MANOLO – Sono stanco di sentirmi rinfacciare le tue ricchezze.

VIOLETA – Ed io sono stanca di soffrire per causa tua, Manolo.

MANOLO – Ti tolgo il disturbo. Me ne vado a dormire.

VIOLETA – Con quello che hai sulla coscienza riesci pure a dormire ? (gridando) Ma

come fai ?

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MANOLO – Sei un’isterica.

VIOLETA (dà uno schiaffo a Manolo) – Traditore !

MANOLO (afferra i polsi di Violeta) – Non farlo mai più. Nessuno può alzare le mani

su Manolo de Vega !

VIOLETA – Traditore ! Ti sei preso gioco di me !

MANOLO (lasciando libere le braccia di Violeta) – E’ meglio che anche tu vada a

dormire, ora.

VIOLETA – Non ce la faccio più a vivere così. Il nostro matrimonio sta andando a

pezzi.

MANOLO – Ne parliamo domattina con calma, Violeta Orchidea.

VIOLETA – No, domani potrebbe essere troppo tardi. Adesso devi ascoltarmi.

MANOLO (con aria rassegnata) – Sentiamo.

VIOLETA – Tu sai quanto ti ho amato e quanti ostacoli ho dovuto superare per

sposarti. Adesso ho capito le ragioni che spingevano mio padre ad opporsi alle

nostre nozze. Tu non volevi il mio amore, volevi i miei soldi !

MANOLO – Ancora la storia dei soldi !

VIOLETA – Ti sei dimenticato chi eri prima di sposarmi ? Non avevi nulla e io ti ho

dato tutto.

MANOLO – Basta, Violeta Orchidea !

VIOLETA - Finiscila con le menzogne ! (estrae una fotografia dalla tasca della

vestaglia) La vedi questa ? (mostra la foto a Manolo)

MANOLO (osservando compiaciuto la foto) – Sto bene in costume da bagno. Guarda

che fisico !

VIOLETA (strappandogli la foto di mano) - E che dedica ! (legge sul retro della

foto) “Ad Ambra, che mi ha inebriato il cuore !”

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MANOLO – Chi ti ha dato quella foto ?

VIOLETA - Stava nel libro che Ambra mi ha prestato ieri. Bel segnalibro !

Manolo alza le spalle.

VIOLETA - Come hai potuto fingere così ? Eravamo sposati solo da due mesi !

MANOLO – Quella con Ambra è una storia senza importanza.

VIOLETA - Che stupida ! Credere alle tue assurde bugie… Andavi a pescare tutte

le notti e non riportavi mai niente. E io ti dicevo: “Coraggio, Manolo. Domani andrà

meglio.” Con la scusa della dermatite solare restavi ogni mattina in albergo. Adesso

so che cosa facevi. Ambra mi ha raccontato tutti i particolari.

MANOLO – Che pettegola quell’Ambra !

VIOLETA - E che mi dici di Mercedes ?

Entra in scena Spartaco, con un vassoio in mano.

SPARTACO – Mercedes ? Gran bella macchina ! Che stai vedendo ?

ARIANNA (senza staccare lo sguardo dal televisore, come ipnotizzata) – La

telenovela. “La figlia dei tre padri”.

MANOLO – Perché me lo chiedi ?

VIOLETA - Non fingere, Manolo. So tutto.

MANOLO – Non è possibile. Chi te l’ha detto ?

VIOLETA - Ambra ! E pensare che ho trattato Mercedes come una sorella. Da più

di un anno vive in questa casa, dividendo con noi tutto, proprio tutto. La mia migliore

amica, quella a cui confidavo ogni segreto, a cui chiedevo consiglio e conforto.

Ecco,con quale moneta mi ripaga !

MANOLO – Sempre ai soldi pensi !

SPARTACO (avvicinandosi ad Arianna) – Ti piacciono le telenovelas, eh ?

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ARIANNA – Si imparano tante cose.

VIOLETA - Da quanto tempo siete amanti ?

MANOLO – Dal giorno delle nostre nozze. Me l’hai presentata tu, ricordi ?

VIOLETA - Vigliacco ! Ecco perché alla fine del pranzo non c’eri a distribuire i

confetti e nessuno sapeva dov’eri finito… Porco !

ARIANNA (ritraendosi bruscamente da Spartaco che le si era fatto vicinissimo) –

Tutti uguali gli uomini…

SPARTACO – Non generalizziamo.

VIOLETA – Tu non sei il Manolo che credevo.

MANOLO – E neanche tu sei la Violeta Orchidea che credevi di essere.

VIOLETA – Perché ? Che dici ?

MANOLO – Tu non sei la figlia di Armando Perez.

ARIANNA (mangiandosi le unghie per la tensione nervosa) – Questo l’avevo capito.

Ma chi sono gli altri due padri ?

SPARTACO – Per scoprirlo ci vorranno duecento puntate a padre. Ci sediamo a

tavola?

VIOLETA – Cosa hai detto?

SPARTACO (nuovamente ad Arianna che non ha dato cenni di risposta) – Ci sediamo

a tavola ?

ARIANNA (senza voltarsi) – Non è il momento.

VIOLETA – Parla, dunque. Chi è il mio vero padre ?

MANOLO – Tu sei la figlia di….

SCENA 3

SPARTACO, ARIANNA poi SPOTTINA

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Si ode uno stacco musicale di intermezzo pubblicitario.

Buio sulla scena di Violeta e Manolo. Entra in scena Spottina, l’annunciatrice della

pubblicità.

SPOTTINA – Problemi di stitichezza ? Da oggi c’è “Boato”, il lassativo prepotente.

“Boato” non perde tempo: agisce subito. Si raccomanda di non usare in ambienti

affollati.

ARIANNA – Questa maledetta pubblicità capita sempre sul più bello !

SPARTACO (ironico) – “Più bello” ?

SPOTTINA (ammiccante, con voce sensuale) – Eau de toilette “Carogne”, il profumo

forte per l’uomo forte. “Carogne” : ti lascia senza fiato !

SPARTACO – Ma guarda tu che facce da cretina fa quella della pubblicità !

SPOTTINA (ad alta voce, con veemenza, come se stesse insultando Spartaco) –

“Burino” ! (abbassa repentinamente il tono di voce, rendendolo suadente) La

caciotta per veri intenditori. Caciotta “Burino”, la “tua” caciotta.

Spottina esce.

SPARTACO – Non vuoi assaggiare la splendida cenetta che ti ho preparato ?

ARIANNA – Aspetta un attimo, voglio sentire i programmi di stasera.

SCENA 4

SPARTACO, ARIANNA poi CASSANDRA

Entra in scena Cassandra, l’annunciatrice. Ha i capelli scarmigliati, indossa un peplo

greco e ha in mano una sfera di cristallo.

CASSANDRA (con voce funerea) Signore e signori, buonasera ! Anche se per

qualcuno di voi non sarà così buona…

SPARTACO – E questa matta chi è ?

ARIANNA – E’ Cassandra, la nuova annunciatrice.

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CASSANDRA (con lo sguardo fisso e l’espressione spiritata) – Sul Canale 1 andrà in

onda tra poco…(guardando la sfera) l’ultima puntata dello sceneggiato “Lo

Scorfano”, liberamente tratto dall’autobiografia del boss mafioso Santino Lupara.

Sul Canale 2 stiamo trasmettendo “Amore sì, amore no, amore boh !”, gioco a coppie

presentato da Felix. Sul Canale 3, fra poco avrà inizio… avrà inizio… (guarda

intensamente la sfera)

SPARTACO - Che, si è incantata ? Perché non legge ? Sa i programmi a memoria ?

CASSANDRA – Li indovina. E’ una sensitiva…

CASSANDRA – … avrà inizio la rubrica di parapsicologia “Al di là dell’umano”,

condotta dal mago Azimut Makì Malè. Sul Canale 4 è in onda la

settecentoventottesima puntata della telenovela “La figlia dei tre padri”… Buon

divertimento ! Ah ! Ah ! Ah ! (fa una risata isterica)

SPARTACO – Che roba ! Faccio bene a non vederla mai, la televisione !

ARIANNA – Perché ?

Si ode lo stacco musicale sigla del gioco “Amore sì, amore no, amore boh !”.

SCENA 5

ARIANNA, SPARTACO, FELIX, LE CARAMELLINE, poi SIGNORA

TOZZETTI e SIGNOR DI PANE

Entra in scena con un saltello Felix, il conduttore del quiz. Indossa una vistosa

giacca colorata a “paillettes ed è accompagnato dalle vallette della trasmissione, Le

Caramelline, che gli sgambettano giulive intorno.

FELIX (parlando a raffica, con tono esageratamente carico di entusiasmo) – Cari

Cioccolini, mi tremano le gambe, mi scoppia la testa, mi sudano le ascelle, mi si

accappona la pelle, mi si drizzano i capelli, mi si arrossano le tonsille, il mio cuore fa

scintille e sapete perché ?

SPARTACO – Perché sei scemo !

FELIX – Perché siamo giunti al gran finale del nostro gioco a coppie “Amore sì,

amore no, amore boh !” Ma prima salutiamo ancora le nostre belle vallette, “le

Caramelline” ! Un bell’applauso ! (applaude, mentre le Caramelline salutano il

pubblico) Care Caramelline, voglio farvi una domanda : com’è l’amore ?

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LE CARAMELLINE (gridando in coro) – Dolce !!!

FELIX – Giusto ! Dolce come il “Cioccolato Cioccolone”, lo sponsor della nostra

trasmissione. Bambini, non dimenticate che “La merenda è un emozione, se ti ciocchi

Cioccolone !” E adesso facciamo entrare la supercoppia campione. Fiato alle trombe

per l’ingresso della coppia (in un crescendo di voce come i presentatori degli show

americani) … Tozzetti Di Pane !!!!!

Entrano in scena, spintonati dalle Caramelline, la Signora Tozzetti, una corpulenta

signora di mezza età dall’abbigliamento pacchiano e i modi energici, e il Signor Di

Pane, un omino grigio e trasandato dall’espressione spaurita.

FELIX – Cari biscottini, come vi sentite ? Siete pronti per il grande test psicoconiugale

?

SIGNORA TOZZETTI – Prontissimi !

SIGNOR DI PANE (con un sospiro) – Eh !

SIGNORA TOZZETTI (dando una botta sulla schiena a Di Pane, come a stimolarlo

a rispondere con maggior entusiasmo) – Dài, rispondi bene !

SIGNOR DI PANE (con un filo di voce) – Prontissimo….

FELIX – Dite la verità, ve l’aspettavate di arrivare in finale ?

SIGNORA TOZZETTI – Che emozione, signor Felix ! Ancora non ci credo ! Io sono

così timida !

Signor Di Pane fa un gesto con la mano come a dire “Figuriamoci !” e si blocca di

colpo quando la Signora Tozzetti si volta di scatto e lo fulmina con gli occhi.

FELIX – Siete stati bravissimi in tutte le prove. Ma soprattutto nella gara di

insulti, signora, lei è andata veramente forte ! Un vero talento naturale !

SIGNORA TOZZETTI (schermendosi) – E’ solo questione di allenamento…

SIGNOR DI PANE (alza l’indice della mano) – Posso dire una cosa ?

FELIX (ignorando Signor Di Pane) – Bene, partiamo subito col test. E’ una prova

basata sulle associazioni mentali. Io vi dirò una parola e voi dovrete rispondere di

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volta in volta con la prima cosa che vi viene in mente. Ma senza pensarci su, eh ?

Avete capito tutto ?

SIGNORA TOZZETTI – E’una prova difficile, speriamo…

SIGNOR DI PANE – Posso dire una cosa ?

FELIX – Pronti ? Via ! Casa.

SIGNORA TOZZETTI – Nido !

SIGNOR DI PANE – Prigione.

FELIX – Notte.

SIGNORA TOZZETTI – Sesso.

SIGNOR DI PANE – Incubi.

FELIX – Soldi.

SIGNORA TOZZETTI – Miei.

SIGNOR DI PANE – Suoi.

FELIX – Mamma.

SIGNORA TOZZETTI – Mia.

SIGNOR DI PANE – Sua.

FELIX – Felicità.

SIGNORA TOZZETTI – Amore.

SIGNOR DI PANE – Divorzio.

FELIX – Bene, mentre le vostre risposte vengono ora elaborate dal nostro

CyberCiock, il grande computer esperto di matrimoni, le Caramelline vi

intratterranno con un loro balletto.

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ARIANNA – Io queste sgallettate non le sopporto. Vediamo se è cominciato lo

sceneggiato”lo Scorfano”… (preme il telecomando,. mentre Spartaco guarda molto

interessato le Caramelline).

Buio sull’ambiente del quiz. Luce su quello dello sceneggiato.

SCENA 6

ARIANNA, SPARTACO, COMMISSARIO MOSTACCI, AGENTE

MORMORA, poi SIGNORA MOSTACCI

Il Commissario Mostacci è seduto alla scrivania.

COMMISSARIO MOSTACCI – Agente Mormora !

Entra in scena l’Agente Mormora, una bella ragazza dal look provocante. Indossa

una divisa da poliziotto sbottonata sul seno.

AGENTE MORMORA (con andatura e voce sexy) – Mi voleva… signor Commissario ?

COMMISSARIO MOSTACCI (in tono severo) - Agente Mormora ! Mi porti la

pratica del boss mafioso Santino Lupara !

AGENTE MORMORA (avvicinandosi a Commissario Mostacci con fare provocante e

con voce suadente) Con grande…(sottolineando ambiguamente la parola) piacere,

signor Commissario !

COMMISSARIO MOSTACCI – Un momento, Agente Mormora ! Venga qua vicino !

AGENTE MORMORA (provocante) – Sììì…

COMMISSARIO MOSTACCI (squadra con sguardo severo Agente Mormora dalla

testa ai piedi) – La sua uniforme non è a posto ! Mancano tre bottoni…

AGENTE MORMORA (coprendosi con le mani il petto) – Ops, che sbadata ! Saranno

saltati durante qualche colluttazione. (con voce sexy) Ha l’occhio lungo ! Non le

sfugge niente…

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COMMISSARIO MOSTACCI (con voce alterata) Si metta subito in ordine ! E si

ricordi che se vuole diventare appuntato, deve essere sempre inappuntabile !

AGENTE MORMORA – Sì, signore !

Agente Mormora esce.

ARIANNA – Due anni fa avevo fatto domanda per entrare in polizia, poi ci ho

rinunciato. Troppo pericoloso. Peccato perché la divisa mi stava bene.

SPARTACO – Ma tu non hai bisogno del fascino della divisa ! Stai benissimo così, in

borghese.

Entra in scena la Signora Mostacci, una signora anziana, vestita in modo pacchiano.

Trascina un carrello della spesa.

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio ! Guarda che ti ho portato oggi ! (gli porge un

paio di mutande colorate)

COMMISSARIO MOSTACCI – Mamma, ti prego ! (cerca di respingere le effusioni

della donna) Metti via quella roba !

SIGNORA MOSTACCI – Che c’è di male ? E’ un modello francese ! Dài, provale !

COMMISSARIO MOSTACCI (cercando di allontanare la madre) – Mamma !

SIGNORA MOSTACCI (cercando di provargli addosso la misura delle mutande) _

Alzati, è un attimo ! Se non vanno bene, te le cambio.

Entra in scena Agente Mormora, con andatura provocante. Porta sottobraccio una

cartellina. Si ferma davanti a Commissario Mostacci e dà un’occhiata a Signora

Mostacci.

AGENTE MORMORA – Scusi, signor Commissario. Torno più tardi…

COMMISSARIO MOSTACCI – Venga, venga… qui! (prende la cartellina che Agente

Mormora gli porge e comincia a sfogliarla).

AGENTE MORMORA – Non volevo disturbare…

COMMISSARIO MOSTACCI – Nessun disturbo. La signora è mia madre.

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SIGNORA MOSTACCI (squadrando bene Agente Mormora) – Come si chiama

questa bella ragazza ?

AGENTE MORMORA – Agente Mormora, signora.

SPARTACO – Arianna è un bellissimo nome.

ARIANNA – Lo ha scelto mia madre: era abbonata alla rivista. Io avrei preferito

Jessica o Samantha.

SIGNORA MOSTACCI – Questo figlio mio lavora troppo ! Da quando è morta la

moglie, pensa solo all’ufficio.

SPARTACO (sottovoce) – E “Spartaco”, ti piace ?

ARIANNA – Mmmh… Un nome un po’ da coatto.. da carrozziere.

SIGNORA MOSTACCI – Mai un divertimento, che so, una distrazione. Se non ci

pensassi io, non mangerebbe nemmeno. (rivolta a Commissario Mostacci) Vituccio,

oggi al mercato ho trovato una zuppa di pesce… Ti leccherai le dita. C’è di tutto,

pure lo scorfano…

COMMISSARIO MOSTACCI (urla e si porta le mani alle orecchie) – Ahh ! Non

pronunciare mai quel nome !

SIGNORA MOSTACCI – Perché ?

AGENTE MORMORA – “Lo Scorfano” …

COMMISSARIO MOSTACCI – Ahh !

AGENTE MORMORA -… è il soprannome del boss Santino Lupara., il suo acerrimo

nemico.

COMMISSARIO MOSTACCI – E’ un anno che gli sto dando la caccia ! Ma giuro che

quando lo pesco, lo lesso io !

ARIANNA (premendo il telecomando) - Mi sa che sta ricominciando la telenovela.

Vediamo !

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Buio sull’ambiente dello sceneggiato. Si illumina l’ambiente “telenovela”.

SCENA 7

SPARTACO, ARIANNA, MANOLO, VIOLETA

VIOLETA (in lacrime) – Che tragedia ! E’ terribile !

MANOLO – Armando Perez me lo ha confessato un anno fa, all’inizio della malattia.

Era divorato dal rimorso per aver fatto uccidere il tuo vero padre, Pancho

Sanchez…

VIOLETA – Ma perché ? Perché lo voleva morto ?

MANOLO – Armando Perez si era invaghito di tua madre, la bella Teresita, e aveva

deciso di averla ad ogni costo. Per questo, una notte mandò degli uomini a rapirla.

Pancho Sanchez pagò con la vita il tentativo di difendere l’onore di sua moglie…

VIOLETA – Mia madre ?

MANOLO – Esatto !

SPARTACO – Me ne vado. Ho una crisi di rigetto…

ARIANNA – Hai mangiato qualcosa che ti ha fatto male ?

SPARTACO – No, ho fatto indigestione di canali ! Bleah !

VIOLETA (presa da conati di vomito) – Mi sento male ! povera me ! ho amato come

una vera figlia un falso padre, assassino di mio padre… Ho donato il fiore della mia

giovinezza a un uomo che mi ha sempre tradito. Ho aperto la mia casa ad amiche che

mi hanno ripagato umiliandomi ! (scoppia a piangere)

ARIANNA – Povera Violeta Orchidea !

VIOLETA – Povera me !

SPARTACO – Poveri noi !

MANOLO – Devi sapere un’altra cosa, Violeta Orchidea !

ARIANNA – Che succederà adesso ? Che puntata !

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VIOLETA – Cosa può succedermi ancora ? Che serata !

SPARTACO – A chi lo dici !

MANOLO – Ho intenzione di chiedere il divorzio. Io e Mercedes abbiamo deciso di

sposarci.

VIOLETA – E a questa creatura non ci pensi ? Sei un mostro ! Ma sì, vattene pure !

ma non sperare di avere un soldo da me. Morirete di fame, tu e quella spiantata !

MANOLO – Ti sbagli. Mercedes è ricca, adesso. Ah ! Ah ! (fa una risata beffarda)

VIOLETA rimane con la bocca aperta e lo sguardo sbarrato per qualche secondo,

incapace di parlare.

SPARTACO – Ma guarda… Roba da deficienti !

ARIANNA – Come hai detto ?

SPARTACO – No, dicevo… Quel Manolo è proprio un deficiente !

ARIANNA – Peggio, un vero mascalzone !

VIOLETA – Mercedes ricca ? Non può essere !

MANOLO – Hai dimenticato quanto il tuo falso padre Armando Perez fosse

affezionato a lei. Negli ultimi tempi la voleva sempre accanto a sé.

VIOLETA – E allora ?

MANOLO – Perez ha vissuto una seconda giovinezza con lei. Poi, s’è ammalato e…

VIOLETA – E allora ?

SPARTACO – E allora sei di coccio !

ARIANNA – Dici a me ?

SPARTACO – Ma no, a quella lì. (indica Violeta)

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MANOLO – In segno di estrema gratitudine, Armando Perez ha intestato a

Mercedes tutte le sue proprietà. Compresa questa casa.

ARIANNA, VIOLETA, SPARTACO (all’unisono) – Non è possibile !

Si ode uno stacco musicale di intermezzo pubblicitario.

SPARTACO – No, basta, la pubblicità non la reggo !

Spartaco esce.

SCENA 8

ARIANNA, SPOTTINA

Entra in scena Spottina.

SPOTTINA – “Merode” ! Il balsamo antiprurito. Smettila di grattarti: corri in

farmacia e di’: “Merode” !

SPOTTINA – Donna ! Per il tuo solito problema ora c’è “Amichetto”, l’assorbente

intelligente. “Amichetto”, l’assorbente che ti capisce.

SPOTTINA – Problemi di forfora ? Ogni volta che scuoti la testa sembra che

nevichi? Da oggi c’è “Forforil”, il primo adesivo per la forfora. “Forforil”: e la

forfora rimarrà attaccata ai tuoi capelli. Per sempre.

Arianna preme il telecomando.

SCENA 9

ARIANNA, FELIX, CARAMELLINE, TOZZETTI, DI PANE

Luce sull’ambiente “quiz”. Le Caramelline stanno bendando gli occhi di Signor Di

Pane.

FELIX - Miei cari bambacioni, calmo come una bonaccia, sereno come un cielo

africano, serafico come un monaco zen e sapete perché ? Perché sulla mia auto

nuova ho appena montato l’antifurto intergalattico “Ruba & Prega”, il più potente

dell’Universo. Grazie a “Ruba & Prega”, il ladro della tua autovettura sarà scoperto

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in pochi secondi ovunque, anche in un’altra galassia !

SIGNOR DI PANE – Posso dire una cosa ?

FELIX - Bene, passiamo a un'altra prova del nostro fantasmagorico “Gioco delle

coppie” ! Le nostre bellissime “Caramelline” hanno appena finito di bendare il Signor

Di Pane per la prova del riconoscimento. Usando solo le mani, il signor Di Pane dovrà

riconoscere il volto della moglie, la signora Tozzetti, fra quello di altre donne. Mi

raccomando signora, lo so che non è facile, ma per tutta la durata della prova dovrà

mantenere un assoluto silenzio. Cominciamo ? Via !

SIGNOR DI PANE (tastando il volto di una bella Caramellina) – No, questa no,

magari…

FELIX - Ah ! Ah ! “Magari” ! Spiritosissimo il signor Di Pane !

SIGNOR DI PANE (tastando il volto di una caramellino che indossa una barba

posticcia) – No, questa no, ha la pelle troppo liscia…

FELIX - Forza signor Di Pane, ancora pochi secondi…

SIGNOR DI PANE (tastando un cactus) – Ecco, sì, è lei ! Non ci sono dubbi !

FELIX - E’ sicuro ?

SIGNOR DI PANE – Certo.

FELIX (togliendo la benda a Signor Di Pane) - Ahi ahi ahi ! Purtroppo ha sbagliato!

Peccato ! Anche se bisogna dire che non era affatto facile….

LE CARAMELLINE (circondano Signor Di Pane cantando e ballando) – Hai toppato !

Imbranato ! Hai toppato ! Imbranato !

SIGNORA TOZZETTI (dando uno spintone al marito) – A casa facciamo i conti !

FELIX - Andiamo avanti con la prossima prova, quella della “sintonia coniugale”.

Abbiamo chiesto al signor Di Pane di scrivere su questa lavagnetta tre descrizioni

ideali di sua moglie. La signora Tozzetti ora dovrà indovinare le risposte date dal

marito. Prima domanda. Signora, abbiamo chiesto a suo marito: “Se sua moglie

fosse un edificio, quale edificio sarebbe ?”. Secondo lei, cosa ha risposto il signor

Di Pane ?

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SIGNORA TOZZETTI – Una meravigliosa villa con piscina.

FELIX - Ahi Ahi ! Il signor Di Pane ha scritto “Un bunker con filo spinato”. Un

punto in meno.

Signora Tozzetti dà uno scappellotto a Signor Di Pane.

FELIX - Se fosse una pianta, che pianta sarebbe ?

SIGNORA TOZZETTI – Una rosa.

FELIX - Vediamo la risposta. Qui c’è scritto: “Un cactus”. Meno due.

Signora Tozzetti dà un altro scappellotto a Signor Di Pane.

FELIX – Terza domanda. Se fosse un genere di film, quale sarebbe ?

SIGNORA TOZZETTI – Sentimentale.

FELIX - Ahi ahi ahi ! Qui c’è scritto “Horror” ! (cerca di fermare la Signora

Tozzetti che si è avventata sul Signor Di Pane) Signora Tozzetti, cosa fa? Si fermi

! (cercando di separare la Signora Tozzetti dal Signor Di Pane) Cari piccioncini

all’ascolto, come vedete,grandi sentimenti, grandi passioni ! E tutto offerto dal

nostro sponsor: “Pillole dimagranti Calapanza” E non dimenticate che..

LE CARAMELLINE (cantando e ballando sul ritmo di un jingle pubblicitario) - “Dài,

non perder la speranza ! Cala in giù con “Calapanza” !”

SCENA 10

ARIANNA, COLONNELLO TEMPESTA, poi SPOTTINA

Entra in scena il Colonnello Tempesta, con un cappottone militare ed un colbacco

sporco di neve, ha in mano uno stivale ed un innaffiatoio.

COLONNELLO TEMPESTA – Buonasera dal vostro (si ode un rumore di tuono e di

pioggia scrosciante)… Colonnello Tempesta ! Ed ecco le previsioni del tempo a

partire dalla mezzanotte di oggi, quindi per il prossimo anno. (ridacchia soddisfatto

della battuta) Ah ! Ah ! Ah ! Su tutta la penisola (mostra lo stivale) persiste

l’alternanza di alte (si alza sulle punte dei piedi protendendo le mani) e basse (si

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piega sulle ginocchia) pressioni. Si prevedono piogge sparse (annaffia lo stivale con

l’innaffiatoio) al Centro e al Nord (sposta su e giù il getto dell’innaffiatoio) al Nord

e al Centro (esegue il movimento all’inverso). Sui rilievi alpini sono previste

precipitazioni nevose (estrae dalla tasca fiocchi di bambagia che getta sullo stivale)

anche a carattere temporalesco (intensifica il getto di fiocchi). I venti saranno

forti (soffia ululando) …uhhh !… o molto forti (soffia e ulula più forte) … uhhh ! I

mari saranno da molto mossi (estrae una bottiglia d’acqua dalla tasca e la agita)… a

localmente troppo agitati (scuote la bottiglia freneticamente). La temperatura : le

minime in netto rialzo e le massime in forte ribasso si scambieranno il posto. Così

chi ci capisce è bravo ! Buon Capodanno dal vostro… (si ode un rumore di tuono e di

pioggia scrosciante) Colonnello Tempesti !

Entra in scena Spottina.

SPOTTINA – Le previsioni del tempo vi sono offerte da “Impermeabili

Marimbalza”. “Marimbalza” ti protegge dalle avversità del tempo e della vita.

SCENA 11

ARIANNA, STINCO, STELLA, poi SANTINO

Stinco e Stella si tengono per mano.

STELLA – Posso restare solo pochi minuti, amore mio !(bacia Stinco) Mio padre mi

starà già cercando e se mi trova qui sono guai. E’ già così stressato perché non è

ancora riuscito ad arrestare tuo padre ! Ma io non posso stare lontano da te. Che mi

importa se i nostri padri si odiano ? Io so solo che ti amo. E tu ?

Stinco annuisce ripetutamente.

STELLA – Dai, Stinco, dimmi che mi ami.

Stinco gesticola animatamente.

STELLA – Dimmelo, Stinco, dimmelo !

Stinco fa dei gesti come a dire “Sì, ma come faccio ?”

STELLA – Scusami, amore. Dimenticavo che sei muto. Ma per certe cose non c’è

bisogno delle parole. (bacia Stinco)

Stinco gesticola come a dire “Io e te dobbiamo scappare insieme. Stanotte a

mezzanotte.”

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STELLA (cercando di interpretare i gesti di Stinco, come nel gioco dei mimi) –

Come?… Io e te ?… Ci congiungiamo ?.. Ah, Stinco !… Ah, no! Insieme… Scappiamo

insieme… Sì.. Colle luci… No… stelle.. Chi, io, Stella?… Ah, quando ci sono le stelle !…

Di notte…. Metà… A mezzanotte !… “Io e te scappiamo insieme a mezzanotte.” Che

bello ? E dove andiamo ? (Stinco appare esausto dopo la scena faticosamente

mimata) Va bene, me lo dici dopo. Metteremo le nostre famiglie di fronte al fatto

compiuto. Abbracciami, amore mio !

Irrompe in scena Santino Lupara, armato di fucile, con un basco in testa ed un

fazzoletto al collo e si avventa contro Stinco.

SANTINO – Disgraziato ! Che stai a fare ? Proprio con la figlia di quel

fetentissimo commissario Mostacci fai le sozzerie !

ARIANNA – Oddio, lo Scorfano ! Questo non posso perderlo !

SPARTACO (accorato) – E pensare che l’ho fatta aggiustare ieri il televisore. A

saperlo…

STELLA (fugge via urlando) – Nessuno potrà fermarci, Stinco ! Le stelle sono con

noi! A presto !

Stella esce di scena.

SANTINO – Figghiu degenere ! Se ti vedo ancora con quella ranocchia, ti spacco la

testa, parola di Santino Lupara ! Con tante belle picciotte che ci stanno, ti vai a

mettere proprio con quel manico di scopa di Stella Mostacci, la figlia del mio

peggior nemico. Te la devi scordare, hai capito ?

Stinco comincia a mimare un pesce.

SANTINO – Che vuoi dire ? Non ti capisco !

Stinco usa il linguaggio dei muti.

SANTINO - Esse… ci… o… erre…effe… a… Scorfano ! Ah, disgraziato ! Ti insegno

io ad insultare tuo padre ! Vieni qua che ti ammazzo !

Santino insegue Stinco. I due escono correndo di scena.

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SCENA 12

SPARTACO, ARIANNA,MANOLO, VIOLETA

Entra in scena Spartaco. Indossa un grembiule da cucina ed ha in mano un tegame.

SPARTACO (con aria sconsolata) – Si è bruciato l’arrosto !

VIOLETA – Non è possibile ! Sono rovinata !

MANOLO – Ti è rimasta la proprietà di Plan de Cardos

VIOLETA – E così, dopo avermi derubato, avreste il coraggio di confinarmi in quel

pezzo di terra arida dove passeggiano solo i corvi ? Vigliacchi, rivoglio la mia eredità

! (Violeta si avvicina a Manolo e lo tempesta di pugni).

MANOLO (cercando di fermarla) – Lo vedi ? Pensi sempre ai soldi !

Violeta assesta un colpo basso a Manolo che ulula di dolore.

ARIANNA – Ha fatto bene ! Così si fa quando gli uomini se ne approfittano !

SPARTACO – Scommetto che hai fatto anche qualche corso di arti marziali, vero ?

ARIANNA – Solo quattro: karate, judo, aikido e kendo.

SPARTACO sospira.

MANOLO (con voce flebile) – E’ inutile, Violeta orchidea. Non hai altra scelta.

VIOLETA – Andrò dal notaio. Dimostrerò che Armando Perez era incapace di

intendere e volere al momento di formulare le sue ultime volontà.

MANOLO – Perez ha fatto dei regolari atti di vendita davanti al notaio. E’ tutto

legale.

VIOLETA – E’ una truffa ! Traditore, hai distrutto la mia vita ! (singhiozza

disperatamente)

MANOLO – Violeta Orchidea, devi sapere un’altra cosa…

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SPARTACO – Speriamo sia l’ultima…

ARIANNA – Madonna, che puntata !

MANOLO – Tu hai un fratello.

VIOLETA e ARIANNA (all’unisono) – Un fratello ?

MANOLO – Un fratello, sì, un fratello. Nacque un anno dopo dite. Quando tua

madre venne assalita dai rapitori, stava allattando il piccolo Miguelito. Gli uomini di

Perez gettarono il neonato in un fosso: una vicina lo raccolse e lo allevò di nascosto.

ARIANNA – Che dramma !

SPARTACO (in tono sconsolato, guardando l’orologio) – Davvero !…

VIOLETA – Tu come sai tutte queste cose ?

MANOLO – Perez mi raccontò tutto, aveva bisogno di sfogarsi.

VIOLETA – Perché mio fratello non è mai venuto a cercarmi ?

MANOLO – Alcuni anni fa Miguelito, venuto a conoscenza della tragica verità, cercò

di uccidere Perez, ma venne arrestato. Riuscì ad evadere dalla prigione e scappò

all’estero. Per anni ha continuato a minacciare Perez con delle cartoline…

VIOLETA – Delle… cartoline ?

MANOLO – Sì, ogni mese Perez riceveva una cartolina. Sempre la stessa frase :

“Te materò !”. Firmato: una “emme” rossa.

VIOLETA – Da dove venivano ?

MANOLO – Dall’Europa. Marsiglia, Rotterdam, Palermo, Tor Bella Monaca…

VIOLETA – Povero fratello mio !

MANOLO – Povero un corno ! E’ un farabutto. Quando Perez mi mostrò la foto

segnaletica della polizia, lo riconobbi subito. Io e Miguelito eravamo amici

d’infanzia. Siamo cresciuti tutti e due nella favela di Medellìn, con la voglia di

riscattarci dalla miseria e dalla fame. Dividevamo tutto. Ma un giorno lui mi ha

tradito.

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VIOLETA – Non ci credo: mio fratello non può essere un traditore.

MANOLO – Sì, invece. Ero fidanzato con Carmen, la più bella ragazza delle favelas.

Avrei fatto qualsiasi cosa per lei. Un giorno, mancavano solo due mesi al nostro

matrimonio, io e Miguelito rapinammo un ufficio postale. Volevo regalare a Carmen

un bel vestito da sposa.

SPARTACO – Senti che roba !

ARIANNA – Shh !

MANOLO – Avevamo la polizia alle calcagna. Io mi sacrificai e mi feci arrestare,

per consentire a Miguelito di scappare con il bottino. Lo pregai di consegnare la mia

parte a Carmen e di dirle che lo avevo fatto per lei. Ma quel mascalzone non lo fece

mai. Anzi, approfittò del fatto che ero in prigione per conquistarla, screditandomi

ai suoi occhi come delinquente comune. Poi scappò all’estero con soldi della rapina,

lasciando Carmen nella più nera disperazione. Carmen si suicidò in una notte di luna

piena…

VIOLETA – Non può essere vero. Questa è un’altra delle tue menzogne.

MANOLO – Se incontro Miguelito, lo ammazzo, parola mia !

Buio sull’ambiente della telenovela.

SCENA 13

SPARTACO, ARIANNA, SPOTTINA

Si ode uno stacco musicale di intermezzo pubblicitario. Entra in scena SPOTTINA,

l’annunciatrice della pubblicità.

SPOTTINA – Detersivo “Ku Klux Klan”. E il “bianco”… trionfa !

SPOTTINA – Mamma ! Vuoi che il tuo bambino cresca forte e robusto ? Dagli :

“Bestione”, il primo formaggino agli ormoni steroidi anabolizzanti. “Bestione”, e il

tuo bambino ti si gonfierà sotto gli occhi !

SPOTTINA (con voce sensuale) – Quando l’amore chiama, è … duro… rinunciare.

Fallo… con “Sicurello”. Non rischiare: “Sicurello” ti copre… da ogni fallo.

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SPARTACO prende il telecomando e spegne il televisore. Buio sulla scena della

televisione.

SPARTACO – Be’, Arianna, che ne diresti se dopo tante emozioni mangiassimo

qualcosa ?

ARIANNA – Hai ragione, Spartaco. Scusa se ti ho fatto aspettare, ma l’hai visto

anche tu: era una puntata decisiva…

SPARTACO – Possiamo accomodarci a tavola. Ti ho preparato una cenetta speciale,

per un Capodanno che si preannuncia magico…

ARIANNA – Magico ! Che stupida, mi stavo dimenticando ! (afferra il telecomando e

accende il televisore).

SPARTACO – Oh, no !

SCENA 14

SPARTACO, ARIANNA, AZIMUT MAKI’ MALE’

Luce sulla scena della televisione. Al centro c’è Azimut Makì Malé, con una lunga

barba bianca ed un vestito da mago. Ha le mani tese verso l’alto.

SPARTACO – Che roba è questa ?

ARIANNA – “Al di là dell’umano”, la trasmissione del mago Azimut Makì Malé.

SPARTACO – Quello sarebbe un mago ? Della porchetta, forse.

ARIANNA – Ti prego, è una cosa molto seria…

AZIMUT (in tono solenne) – Ecco la parola di Azimut Makì Malè. Mysterium

magnum. Videotel ! DVD ! Betamax ! Zap ! Zap !

SPARTACO - Ma che dice questo ?

ARIANNA - Shh, sono formule magiche propiziatorie.

AZIMUT – Avrete visioni sono gialle, blu, rosse…

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SPARTACO – Sì, a pallini…

AZIMUT - Sentirete un brivido percorrervi il corpo…

ARIANNA (allunga un braccio verso Spartaco) – Senti, ho la pelle d’oca…

SPARTACO (si avvicina molto ad Arianna e le accarezza la mano) – Comincia a fare

effetto anche su di me. Sento qualcosa dentro…

ARIANNA – Te lo dicevo ! Peccato che Azimut non fa dei corsi: è proprio un mago !

Da questo momento, Arianna rimane assorta con lo sguardo fisso verso il televisore,

senza dar segno di accorgersi delle crescenti avances di Spartaco, che le si avvicina

ed osa sempre di più. Azimut Makì Malé mantiene sempre il suo atteggiamento

ieratico.

AZIMUT - Non ho potere magico ! L’interna forza è la mia magia.

SPARTACO – Arianna, lo sai che hai degli occhi molto belli ?

AZIMUT - Non ho occhi ! La luce del lampo è i miei occhi.

SPARTACO (accarezzando il collo di Arianna) – E delle orecchie molto sexy…

AZIMUT - Non ho orecchie ! La sensibilità è le mie orecchie.

Arianna allontana dolcemente Spartaco per frenarne l’ardore.

ARIANNA – Che intenzioni hai ?

AZIMUT - Non ho progetti ! L’occasione è i miei progetti.

SPARTACO – E l’occasione fa l’uomo ladro ! (abbraccia Arianna, che lo immobilizza

con una mossa di judo)

ARIANNA – Questa mossa me l’hanno insegnata al corso anti-aggressioni. Niente

male, eh ?

SPARTACO (con un filo di voce) – Tanto male ! Ahia !

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Arianna libera dalla sua presa Spartaco.

AZIMUT – Vi do appuntamento a tra poco per il grande esperimento di telecinesi in

diretta. Et nunc, publicitas sit !

Azimut Makì Malè esce.

SCENA 15

SPARTACO, ARIANNA, SPOTTINA

Si ode uno stacco musicale di intermezzo pubblicitario.

Entra in scena Spottina, l’annunciatrice della pubblicità.

SPOTTINA – Pisciapì, il pannolone per il bambino e per il vecchino…

ARIANNA – Eh, no, basta con la pubblicità ! (preme il telecomando)

Buio sulla scena con Spottina, si illumina l’ambiente dello sceneggiato.

SCENA 16

SPARTACO, ARIANNA, CASSANDRA, poi AZIMUT MAKI’ MALE’

Entra in scena Cassandra, con la sfera di cristallo in mano.

CASSANDRA – Prima di mandare in onda la seconda parte della rubrica “Al di là

dell’umano”, avvertiamo i telespettatori che la visione dell’esperimento di telecinesi

del mago Azimut Makì Malè può essere molto pericolosa: i rischi sono tutti a vostro

carico…

SPARTACO – Ma senti che buffonate !

CASSANDRA (guardando la sfera) – Sì, certo, buffonate. (guarda insistentemente

Spartaco) Ma io so che qualcuno di voi fra poco si pentirà di averle definite tali. Vi

ricordiamo infine che a mezzanotte,… per i superstiti… verrà trasmesso a reti

unificate il messaggio augurale del Presidente. Buon proseguimento, buona fine e

buon principio !

Cassandra esce.

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SPARTACO – Solo buona fine, direi. Di buon principio non se ne parla…

ARIANNA (con entusiasmo) – Ci pensi che fortuna ? E’ la prima volta che

l’esperimento di Azimut viene fatto in diretta !

SPARTACO – Che fortuna !

Entra in scena Azimut Makì Malè.

AZIMUT (con tono solenne) – Senza uscire dalla porta conoscerete il mondo.

Vedrete la Via del Sogno ! Conoscerete senza viaggiare ! Proietterete il vostro

doppio in qualsiasi punto dell’etere !

SPARTACO – Lo sai dove ti proietterei io, cialtrone ?

ARIANNA – Shh, non farmi perdere la concentrazione !

AZIMUT – Vi dissolverete materialmente in un luogo e riapparirete in un altro

integralmente…

ARIANNA (con gli occhi chiusi) – Sento già che sto lievitando !

SPARTACO – Sì. Adesso diventi una ciriola…

AZIMUT – Chiudete gli occhi e respirate profondamente…

Arianna respira profondamente.

AZIMUT – Il primo respiro è per raggiungere il vostro più intimo essere. Il

secondo per liberare la vostra anima dai lacci terreni. Il terzo per trovare la Via

dell’Illuminazione e volare lontano.

Arianna respira rumorosamente, come se russasse.

SPARTACO (scuotendo senza successo Arianna per svegliarla dal suo stato

ipnotico) Arianna ! ‘Sto deficiente di mago l’ha fatta addormentare ! Bel

capodanno !

AZIMUT – Ora ripetete la formula magica congiungendo le mani sulla testa.

Arianna congiunge le mani sulla testa.

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AZIMUT – Ascoltate bene, poi, al mio via, ripetete. “Makì Malé, che male c’è ?

Makì

Malè, che vuoi da me ? Makì Malè, pensa per te !” Via !

ARIANNA – Makì Malè, che male c’è ?

SPARTACO – C’è che sei matta !

ARIANNA – Makì Malè, che vuoi da me ?

SPARTACO – Che te la smetti.

ARIANNA – Makì Malè, pensa per te !

AZIMUT – Uno, due… trash !

Si ode un rumore di tuono e si vedono effetti di fumo in scena.

SPARTACO – Arianna !

Buio in scena.

SCENA 17

AZIMUT MAKI’ MALE’, SPARTACO

Si illumina la scena del salotto di Spartaco.

Spartaco gira per la stanza disperato.

SPARTACO – Arianna ! Arianna ! Dove sei ?

AZIMUT – Spartaco !

SPARTACO – Arianna !

AZIMUT – Spartaco !

SPARTACO – Arianna, smettila di scherzare ! A quale corso hai imparato a fare la

voce da uomo ? Dove sei ?

AZIMUT – Spartaco, Arianna è nel labirinto magico !

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SPARTACO (si volta e vede Azimut) Mi sa che ho le allucinazioni !

AZIMUT – La donna che tu desideri è nel luogo dove appare ciò che deve esistere

e dove esiste ciò che deve apparire. Vieni a prenderla, Spartaco !

SPARTACO – Non è possibile !

AZIMUT – Spalancherò le porte ella tua mente. Guarda, Spartaco !

Azimut Makì Malè schiocca le dita.

SCENA 18

SPARTACO, AZIMUT MAKI’ MALE’, ARIANNA, poi STINCO, poi

SANTINO, poi MIGUEL

Si illumina l’ambiente dello sceneggiato. Entra in scena Arianna, che si aggira con

aria sperduta.

SPARTACO – Arianna ! Che fai in televisione ?

ARIANNA – Dove sono ? Spartaco ! Spartaco !

SPARTACO – Eccomi Arianna !

AZIMUT – Non può né vederti, né sentirti.

Entra in scena Stinco. Arianna gli si avvicina.

ARIANNA – Scusi, mi sono perduta. Dove siamo ?

Stinco fa dei gesti incomprensibili.

ARIANNA – Non può parlare ? Non fa niente . Mi arrangerò da sola, come mi hanno

insegnato al corso di sopravvivenza. (guarda il cielo) Allora, se quella è l’Orsa

Maggiore… vediamo… (fa dei gesti in aria come a prendere ipotetiche misure).

Stinco la imita gesticolando animatamente.

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Entrano in scena Santino Lupara e Miguel e afferrano alle spalle Arianna. Le

gettano addosso un mantello, la incappucciano e la legano.

ARIANNA (cercando di divincolarsi) Aiuto ! Aiuto !

Santino tramortisce Arianna con un colpi in testa, mentre Stinco tenta una vana

reazione.

SANTINO – Disgraziati ! Volevate mettermi di fronte al fatto compiuto, eh ?

Stinco, alla fidanzatina tua adesso ci penso io !

MIGUEL (sollevando a fatica Arianna) – Puerca vaca quanto pesa esta muchacha !

SPARTACO – Maledizione, l’hanno rapita ! (rivolto ad Azimut) Faccia qualcosa, lei !

Stinco piange e corre dietro al padre facendo gesti minacciosi. Santino si volta e gli

dà uno schiaffo.

SANTINO – Stinco, non ti permettere di insultare tuo padre ! Chi te le ha

insegnate tutte queste parolacce ?

Santino e Miguel escono di scena trasportando di peso Arianna incappucciata nel

mantello. Stinco li insegue gesticolando.

SPARTACO (urlando ad Azimut) – Rivoglio Arianna, hai capito ?

AZIMUT – Se vuoi, tu puoi. Nessun cancello ti separa da lei.

SPARTACO – La smetta con le sue massime da quattro soldi !

Entra in scena, nell’ambiente dello sceneggiato, Stella.

STELLA (bisbigliando) – Stinco ! Stinco, sono qui ! Sono Stella, rispondimi ! Ah, è

vero, dimenticavo… Amore, fatti vedere !

SPARTACO –Adesso chiamo la polizia ! (compone un numero al cellulare)

AZIMUT – Nessuno può darti aiuto. Tu solo puoi salvarla.

SPARTACO – Come ?

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STELLA (gira su e giù, cercando disperatamente Stinco) – Stinco, dove sei ? Ti sei

pentito ? Non mi vuoi più ? (scoppia a piangere)

AZIMUT – Ti indicherò la via che porta a lei. Chiudi gli occhi e ripeti con me: “Makì

Malé, che male c’è ?”

SPARTACO – Basta con queste buffonate ! Faccia tornare Arianna !

AZIMUT – Se davvero vuoi rivederla, devi ripetere la formula con me .

SPARTACO – E va bene. “Makì Malé…”

AZIMUT – “Che male c’è ?”

SPARTACO – “Makì Malé…”

AZIMUT – “Che vuoi da me ?”

SPARTACO – “Makì Malé…”

AZIMUT – “Pensa per te !” Uno, due…trash !

Si ode un rumore di tuono. Buio in scena.

FINE ATTO I

ATTO II

SCENA 1

VIOLETA, SPARTACO, poi MANOLO

Stanza da letto di Violeta. Spartaco è sdraiato sul letto e dorme. Entra in scena

Violeta con un accappatoio.

VIOLETA (asciugandosi i capelli con un asciugamano) – Speravo che questo bagno

caldo mi facesse bene, invece sono più nervosa di prima. Da quando Manolo mi ha

detto che non sono la figlia di Armando Perez, che i miei genitori sono stati uccisi,

che la mia amica Mercedes si è presa lui, mio marito, e tutti i miei beni, non so più

cosa fare. Non ho più nessuno al mondo: a chi chiedere consiglio ? Ah, potessi

almeno ritrovare mio fratello Miguelito ! Mi pare già di vederlo… Forte, sicuro,

coraggioso: un vero uomo ! Ho come un presentimento: mi sembra quasi di avvertire

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la sua presenza… Sento che è vicino a me…

Spartaco si sveglia e si guarda intorno perplesso.

VIOLETA – Ho come l’impressione che in questo momento lui mi stia vedendo…

Santissima Vergine del Pilar, aiutami tu : fammelo ritrovar.

Spartaco si alza a sedere sul letto e si stiracchia.

SPARTACO – Oh, Arianna ! Devo essermi addormentato. Non mi ricordo più niente.

Che è successo ?

Violeta si volta e vede Spartaco.

VIOLETA – Sei tu ! Lo sapevo ! Grazie, santissima Vergine del Pilar ! (tra sé) Che

rapidità ! (Si precipita verso Spartaco e lo abbraccia con trasporto) Mi hermano !

Non ti lascerò più andar via ! Querido, tu es mi corazon !

SPARTACO (guardando perplesso Violeta) – Ma tu non sei Arianna !

VIOLETA – Quanto tempo ti ho aspettato ! Queste ore mi sono parse secoli !

Lasciati guardare… Quanto sei bello ! Bello ! (lo bacia con foga sulle guance)

SPARTACO – Ci deve essere un equivoco…

VIOLETA – Chissà come sei stanco ! Da dove vieni ? da Palermo, da Rotterdam,da

Marsiglia ?

SPARTACO (guardandosi intorno perplesso) – Dove sono ? Questa non è casa mia…

VIOLETA – Allora sai tutto. Non posseggo più niente. Manolo mi ha portato via

tutto, anche questa casa che avrei voluto dividere con te. Ma noi due ci

vendicheremo.

SPARTACO – Aspetto, aspetto. C’è qualcosa che non quadra. Ho un vuoto di

memoria… Che giorno è oggi ?

VIOLETA – E’ ferragosto.

SPARTACO – Un attimo ! Ieri sera era Capodanno: mica avrò dormito sette mesi e

mezzo ! Ora ricordo ! Arianna s’era messa a guardare quello strazio di telenovela…

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VIOLETA – “Telenovela” ? Che cosa è ?

SPARTACO – Quelle storie televisive che vanno avanti per anni con situazioni

impossibili tipo la ragazza orfana tradita dal marito, dalle amiche, ridotta sul

lastrico, con un fratello scomparso, che alla fine scopre di essere figlia di un altro

padre…

VIOLETA – Ma questa è la vita ! (Con un gesto deciso, rivolge verso di sé il volto di

Spartaco prendendogli il mento con la mano e lo guardo fisso negli occhi) D’ora in

poi, il nostro destino cambierà !

SPARTACO (dopo un attimo di perplessità, ha un sobbalzo) . Azimut ! E’ stato

Azimut ! Adesso ricordo ! Il rapimento ! L’hanno rapita quei due banditi !

VIOLETA – Povero fratello mio, non riesci a cancellare dalla memoria la tragedia

della nostra infanzia. Sia maledetto Armando Perez !

SPARTACO – Ma che fratello, che Perez e Perez !

VIOLETA – Il trauma è stato troppo forte… sei impazzito. (Accarezza

amorevolmente Spartaco) Ma sento che potrai guarire. Il tempo e le cure possono

fare miracoli. E poi c’è sempre la Vergine del Pilar…

SPARTACO – Dunque, stiamo calmi e cerchiamo di ragionare. Arianna è stata

rapita…

VIOLETA – La mamma si chiamava Teresita…

SPARTACO – Non mi interrompa. Lo stregone mi ha detto che per rivederla dovevo

ripetere una formula…

VIOLETA – Miguelito. Ascoltami. Io sono Violeta Orchidea, tua sorella. Siamo a

Villa Hermosa, la residenza estiva di Armando Perez.

SPARTACO – Ancora questo Perez ! Ma chi è ?

VIOLETA – Come, chi è ? E’ l’uomo che hai cercato di uccidere ! L’assassino dei

nostri genitori ! Il falso padre che ho amato come una vera figlia e che ha regalato

all’amante di mio marito Manolo tutta la mia eredità !

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SPARTACO – Sembra una telenovela. Mi sento male. Voglio andarmene.

VIOLETA – Miguelito, sei appena arrivato e già vuoi ripartire ? E in queste

condizioni? Non posso lasciarti andar via. Stenditi un attimo e riposati. (Lo stende a

forza sul letto) Bravo, così, rilassati… (lo accarezza) Devi avere fiducia in me…

Lasciati andare…

SPARTACO – Signora, dove vuole arrivare ?

VIOLETA (dando ad Spartaco ripetuti bacetti sulle guance) – So pochissimo della

tua vita.

SPARTACO – Cosa vuole che le dica ?

VIOLETA – Dimmi la verità. Ti sei comportato male con Carmen.

SPARTACO – Lo sapevo. Carmen ha scoperto che il libro ce l’avevo io. Se l’è presa,

eh?

VIOLETA – Si è suicidata !

SPARTACO – E’ incredibile ! Non pensavo che ci tenesse così tanto !

VIOLETA – Ascolta, Manolo vuole ammazzarti.

SPARTACO – Conosce pure Manolo ? Beh, gli dica che mi fa un baffo.

VIOLETA – Guarda che Manolo fa sul serio.

SPARTACO – Anch’io.

Si odono rumori di passi fuori scena. Poi, il cigolio di una porta.

VIOLETA – E’ Manolo ! Riconosco il suo passo ! Svelto, nasconditi ! Qui, sotto il

letto !

SPARTACO – E perché ? Non ho paura di quel mascalzone !

VIOLETA – Sei pazzo ? Manolo gira sempre con la pistola ! Vuoi morire ?

SPARTACO si nasconde sotto il letto.

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SPARTACO – Che giornataccia !

VIOLETA – Presto, presto ! Arriva !

MANOLO entra in scena con alcune carte in mano.

MANOLO – Visto che dobbiamo farlo, facciamolo subito. Vieni qui.

VIOLETA – Che vuoi ancora da me ? Non ti basta quello che hai già preso ?

MANOLO – E’ l’ultima cosa che ti chiedo, Violeta Orchidea.

VIOLETA – Magari in ricordo dei bei tempi passati, eh ?

MANOLO – Me lo devi.

SPARTACO fa capolino da sotto il letto.

SPARTACO – E’ proprio un porco arrogante !

VIOLETA – Hai proprio un bel coraggio ! Mi chiedi il divorzio e pretendi ancora che

io stia con te.

SPARTACO (c.s.) – Cielo: è suo marito !

MANOLO – Ma che hai capito ? Devi firmare le carte del divorzio.

VIOLETA – Non firmo niente.

MANOLO – Sta’ attento, Violeta Orchidea. Non farmi perdere la pazienza.

SPARTACO (c.s.) - Io l’ho già persa. Adesso gli faccio vedere io !

VIOLETA – Vorresti costringermi con la forza ?

MANOLO – Se necessario, sì.

SPARTACO (c.s.) – E’ proprio un delinquente !

VIOLETA – Allora provaci !

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MANOLO – Violeta Orchidea, te lo dico per l’ultima volta !

VIOLETA – Non mi fai paura.

MANOLO afferra Violeta per il collo.

VIOLETA (con voce strozzata) – No, no, no !

MANOLO – Allora, ti decidi a firmare ?

VIOLETA (con voce sempre più flebile) – Aiuto ! Aiuto !

SPARTACO esce di scatto da sotto il letto ed afferra alle spalle Manolo.

SPARTACO – Brutto ignorante ! Lasciala stare !

MANOLO, sorpreso, lascia andare Violeta e squadra Spartaco,

MANOLO – E questo chi è ? (a Violeta) Da dove esce fuori ? Ah, ho capito !

Nascondevi l’amante sotto il letto !

Manolo afferra Spartaco per il collo e lo scuote energicamente.

MANOLO – Vigliacco ! Pensavi di farla franca, eh ?

SPARTACO (con voce strozzata) – Signore… scusi… c’è un equivoco…

VIOLETA – Manolo, ti prego ! Lascialo ! Eravate amici un tempo…

MANOLO – Ma quali amici ? Io lo ammazzo !

SPARTACO (con voce flebile) – Mi lasci spiegare…

MANOLO – C’è poco da spiegare. Dimmi chi sei, verme schifoso !

SPARTACO (con un filo di voce) – Professor Spartaco Saputelli…

VIOLETA - Povero Miguelito ! (alzando enfaticamente le mani al cielo) Vergine del

Pilar, aiutalo tu ! (a Manolo) Lascialo stare, non vedi che è impazzito ?

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Manolo estrae la pistola di tasca e la punta sul naso di Spartaco.

MANOLO – La vedi questa, professore ? Ti faccio passare io la voglia di divertirti

con mia moglie !

VIOLETA – Ma che dici, Manolo ? Lui è Miguelito, mio fratello !

MANOLO – Ma che Miguelito e Miguelito ! Mi vuoi prendere in giro ?

VIOLETA – Non è Miguelito ?

SPARTACO – Non sono Miguelito.

VIOLETA – E allora chi sei ?

MANOLO – Adesso basta con questa commedia. Cornuto sì ma scemo no.

SPARTACO – C’è un equivoco. Io non conosco questa donna. Passavo di qui…

MANOLO – Sì, stava prendendo una boccata d’aria nel letto di mia moglie…

VIOLETA – Io credevo che fosse Miguelito… (va verso Spartaco con espressione

minacciosa) Come ti sei permesso di farmi credere che eri mio fratello? Impostore!

SPARTACO – Ma io, veramente, ho cercato di spiegare…

VIOLETA – E pensare che mi ci ero già affezionata…

MANOLO – Che vi conosciate o no, non mi interessa. Io questo lo ammazzo !

SPARTACO (indietreggiando) – Sono il professor Saputelli e posso spiegare tutto.

Violeta si scaglia contro Spartaco e lo tempesta di pugni.

VIOLETA – Disgraziato ! Bugiardo ! Volevi compromettermi per poi ricattarmi, eh ?

Non sapevi che non ho più un soldo, eh ?

MANOLO - Ancora i soldi…

VIOLETA – Zitto tu ! Dopo tutto quello che mi hai rubato ! Ma io non mi arrenderò !

Guarda cosa ci faccio con le tue carte del divorzio ! (straccia i fogli e ci salta

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sopra).

MANOLO – Te la farò pagare, Violeta Orchidea !

Violeta prende la pistola e la punta verso Manolo.

VIOLETA – Tieni, hai quel che ti meriti ! (spara a Manolo)

Manolo si accascia al suolo.

VIOLETA – Oddio, che cosa ho fatto ! un dottore, presto, un dottore !

Violeta esce di scena disperata.

Buio sull’ambiente della telenovela.

SCENA 2

SANTINO, ARIANNA poi MIGUEL.

Quando si accendono le luci la scena è cambiata. Ambiente dello sceneggiato “Lo

Scorfano”. Santino sta confezionando dei sacchetti di coca come pacchetti regalo.

Arianna è seduta su una sedia. E’ imbavagliata e legata.

SANTINO (annusando la coca) – Ahhh !…. Sniff… Miguel m’ha dato una bella idea

per i regali di Natale ! Farò un figurone a Roma ! Roba eccellentissima… da onorevoli

! Ahh… Mi fa sentire un ragazzino… mi ricorda quando ero bambino … A primavera

l’odore delle zagare mi stordiva… Vuoi provarne un po’? (si avvicina ad Arianna e le

strofina un polpastrello coperto di polvere bianca sotto la narice. Arianna annusa e

comincia ad agitarsi. Santino la guarda compiaciuto.) Lo sai che sei una bella

picciotta ? Dovevo capirlo subito che non eri la figlia del commissario Mostacci.

Quella è una ranocchia. Che ci troverà mio figlio Stinco ? Tu, invece, mi piaci: si

vede che hai carattere. Hai avuto paura, eh ? Ma noi non ti faremo male… se ti

comporterai bene! Certo, non ti possiamo lasciare andar via, tu lo capisci: sai troppe

cose. Però un accordo vedrai che lo troviamo. Tieni, un altro pochetto… (le fa

annusare un altro po’ di coca)

Entra in scena Miguel.

MIGUEL – Buenos dias, compare Santino ! Como està la muchacha ?

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Arianna si agita sulla sedia.

MIGUEL – Està nervosa !

SANTINO – Sarà l’odore delle zagare ! (ride) Ah ! Ah ! Ah ! Vieni, Miguel, devo

finire di fare i pacchetti di Natale. Partono stanotte. Perché non mi dai una mano ?

Mi vado a buttare un poco sul letto… Oh, non fare la cresta che me ne accorgo!

MIGUEL – No te preocupe, ci penso io.

SANTINO – Ah, e ricordati di dare qualcosa da mangiare a questa bella picciotta.

Che non voglio che mi si sciupa troppo. Quelle tutte ossa non mi piacciono. Mi

ricordano Rosalia, la mia povera moglie. Oh, mi raccomando…

MIGUEL – Estai seguro !

Santino esce di scena. Miguel si avvicina ad Arianna.

MIGUEL – Càlmate, senorita. Vedrai che Santino ti lascerà andare... prima o poi!

(Osserva la medaglietta che pende al collo di Arianna) E’ tua esta medaglietta ?

Bella esta violetta… (allibito) No es posible ! Es la misma ! (tira fuori dalla camicia la

catenina che porta al collo e confronta la sua medaglietta con quella di Arianna)

Sono identicas ! Esta es la medaglietta de mi hermana Violeta Orchidea ! La mia

balia mi ha raccontato che la nonna amava los flores, i fiori… Un giorno, alla fiera

del paese comprò duas medagliettas con la violeta e ce le mise al collo… No hay otra

identica ! Entoces tu es mi germana ! Tu es Violeta Orchidea ! (abbraccia Arianna e

piange) Como hai fatto a saber que estavo aquì ? (ARIANNA si agita) Sì, sì, te

libero, te libero…

Miguel slega Arianna e le toglie il bavaglio.

ARIANNA – Mascalzoni, disgraziati, porci maledetti, pazzi, vi faccio vedere io chi

sono !

MIGUEL – Càlmate, Violeta Orchidea ! E’ stato uno sbaglio.

ARIANNA – Ma che sbaglio e sbaglio ! Questo è sequestro di persona ! Io vi

denuncio!

MIGUEL – Sorella, abbraciame ! Soy tu hermano, Miguelito !

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ARIANNA – Io sono figlia unica e non conosco nessun Hermano Miguelito !

MIGUEL – Ma como ? Mira la medaglietta !

ARIANNA – Che mira ? Questa la dava il Radiocorriere. E’ quella di Violeta

Orchidea, la figlia dei tre padri.

MIGUEL – Appunto ! La medaglietta di Violeta Orchidea, mia sorella.

Arianna guarda la medaglietta poi fissa stupita Miguel.

ARIANNA – Ma… ma… Allora tu sei Miguelito, il fratello di Violeta Orchidea !

MIGUEL – Seguito ! Te l’ho detto ! Che, sei suerda ?

ARIANNA(fra sé) – Ho capito tutto ! Grande Azimut ! (a Miguel) Non ti si era mai

visto prima ! In che puntata siamo ?

MIGUEL (perplesso) – Puntata ?

SANTINO (fuori scena) – Miguel! Con chi stai parlando ? Non fare la corte alla

picciotta, che è roba mia !

MIGUEL (ad Arianna) – Shh, non farti sentire dallo Scorfano !

ARIANNA – Lo Scorfano ? Ma allora sono caduta nel nuovo sceneggiato !

MIGUEL – Cosa es “sceneggiato” ?

ARIANNA – Te lo spiego un’altra volta. Andiamo via !

SANTINO (fuori scena) – Miguel, stai facendo i pacchetti ? Non imbrogliare che

dopo ti faccio l’antidoping ! Ah ! Ah ! Ah !

ARIANNA (prende per mano Miguel e lo trascina) – Presto ! Vieni via !

MIGUEL – Porqué ?

ARIANNA – So dov’è tua sorella Violeta Orchidea: ti porto da lei !

Arianna e Miguel escono di scena. Miguel rientra di corsa e afferra un sacchetto

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di coca.

ARIANNA (fuori scena) – Sbrigati ! Abbiamo i minuti contati ! La telenovela sta per

finire.

MIGUEL (perplesso) – Telenovela ?

Miguel esce di corsa.

SCENA 3

SPOTTINA, poi SPARTACO.

Spottina studia pose ed intonazioni mentre prova le battute di un nuovo spot

pubblicitario.

SPOTTINA – (con tono allarmato) Problemi di topi ?… No, non va… (con tono

rassicurante) Problemi di topi ?… Mmm,no… (con voce sexy) Problemi di topi ? No,

troppo sexy… (con tono ridanciano) Problemi di topi ? Ah ! Ah ! Ah !… No… (in tono

dilemmatico, come da monologo dell’”Amleto”) Problemi… di topi ? Impresa di

derazz… derattiz… (scandendo le sillabe) de-rat-tiz-za-zio-ne “Topomorto”.

SPARTACO entra in scena di corsa, trafelato.

SPARTACO – Mi scusi, signorina…

SPOTTINA (senza voltarsi, continua a provare lo “spot”) – “Topomorto” pensa a te…

SPARTACO – Scusi, avrei un problema…

SPOTTINA (c.s.) - Problema di topi ?

SPARTACO – No, è la mia ragazza…

SPOTTINA (c.s.) Impresa di derattizzazione…

SPARTACO (scuotendo Spottina) – Mi ascolti, insomma !

SPOTTINA (irritata) - Accidenti, stavolta che ero riuscita a dirlo !

SPARTACO – Che cosa ?

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SPOTTINA – Derat… Derazz… Macchè !

SPARTACO – Sto cercando la mia ragazza. Ha visto uno scorfano ?

SPOTTINA – Deve essere bruttina la sua ragazza…

SPARTACO – Ma no, cercavo quel mafioso, brutto, prepotente…

SPOTTINA – Shh ! (sottovoce) Attento ! Non parli mai del Direttore Generale… Ci

sono spie dappertutto !

SPARTACO – Cosa ha capito ? Lo “Scorfano” è un delinquente…

SPOTTINA – Be’, anche quello non scherza.

SPARTACO – La mia ragazza è stata fagocitata dalla televisione.

SPOTTINA – Come me ! (sospirando malinconicamente) Io facevo teatro…

SPARTACO – Mi aiuti, signorina ! Io non posso più vivere senza di lei!

SPOTTINA – Audace! Ci conosciamo da così poco…

SPARTACO – Ma cosa ha capito ? Io parlavo di Arianna.

SPOTTINA – Ah. Ora mi scusi, ma devo lavorare. (con tono sgarbato) “Problema di

topi ?”

SPARTACO – Dov’è l’uscita ?

SPOTTINA (indica un punto dietro le quinte e si avvia in quella direzione, seguita

da Spartaco, mentre continua imperterrita a provare) “Impresa di derazz…

derat… rattazz…

Spottina e Spartaco escono di scena.

SCENA 4

FELIX, LE “CARAMELLINE”, poi ARIANNA e MIGUEL,poi

COMMISSARIO MOSTACCI e AGENTE MORMORA, poi SIGNORA

MOSTACCI.

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Felix entra in scena accompagnato dalle “Caramelline”, che portano un tavolino e

due sedie e le collocano al centro della scena.

FELIX – Miei cari dormiglioni, mi sento come un germoglio a primavera, come un

ramoscello in fiore, come un giovane virgulto e sapete perché ? Perché ho appena

bevuto una tazza di “Camomilla Pisolina” – che-fa-bene-alla-pancina-alla-sera-e-allamattina.

E il nostro prossimo giochino è dedicato proprio a lei ! Ora cerchiamo una

coppia di volontari per la nostra prova ! Chi si fa avanti ? Coraggio !

Entrano in scena di corsa Arianna e Miguel, tenendosi per mano. Miguel tiene

nell’altra mano il sacchetto di coca.

FELIX (bloccando Arianna e Miguel e portandoli per mano al centro della scena) –

Eccoli qua i nostri due temerari ! Un bell’applauso ! Venite avanti, le Caramelline vi

accompagneranno alle vostre postazioni!

Le Caramelline afferrano vigorosamente Arianna e Miguel, li bendano e li legano alle

due sedie.

MIGUEL - Puerca vaca ! Che maniere ! Chi son estos locos ?

ARIANNA – E’ il gioco di Felix. Ormai ci hanno incastrato, ci tocca giocare.

MIGUEL – E mi hermana, Violeta Orchidea ?

ARIANNA – La prova dura pochi secondi. Appena è finita ce la battiamo. Fa’ come

ti dicono.

FELIX – Bene, pisolini miei. Avete dieci secondi di tempo per versare la “Camomilla

Pisolina” in queste due tazze, tagliare una fetta di limone e mettere tre cucchiai di

zucchero. Siete pronti ? Viaaa !

Arianna e Miguel eseguono rapidamente le operazioni. Miguel infila per sbaglio il

cucchiaino nel sacchetto con la coca e zucchera con questa la camomilla.

FELIX – Bravissimi ! Avete stabilito il record della trasmissione ! Caramelline,

liberate i nostri campioni ! (Le Caramelline liberano Arianna e Miguel) E adesso

assaggiamo la camomilla preparata dai nostri due pisolini. (Felix prende la tazza e

beve la camomilla con la cocaina) Ahh ! Fantastica ! ”Camomilla Pisolina” distende i

nervi (inizia a saltellare), rilassa la mente (scuote freneticamente la testa), si

diffonde per tutto il corpo con un benefico effetto calmante (si agita e si

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contorce). Sento che mi calma ! Quanto mi calma ! Come mi calma ! Accidenti se mi

calma ! (continua a muoversi senza sosta e sempre più freneticamente) Prendetela

tutti ! Prendetene tanta ! Esagerate pure : vi sentirete meglio, anzi meglissimo !

Urrà per “Pisolina” !

MIGUEL – Puerca vaca ! Ho confuso lo zucchero con la coca!

ARIANNA – Presto, scappiamo !

Miguel afferra il sacchetto con la coca, prende per mano Arianna e cerca di correre

via, ma viene bloccato dal Commissario Mostacci e dall’Agente Mormora, una

donna-poliziotto, che entrano in scena in quel momento.

COMMISSARIO MOSTACCI – Fermi tutti ! Polizia ! Mani in alto !

Felix, Miguel, Arianna e le Caramelline alzano le braccia.

COMMISSARIO MOSTACCI – Agente Mormora, arrestate quell’uomo !

MIGUEL - Que pasa ?

ARIANNA – Che succede ?

Agente Mormora mette le manette a Felix.

FELIX – Come si permette ? Quando lo saprà l’onorevole !…

COMMISSARIO MOSTACCI – Ma cosa fa, agente Mormora ? Non quello ! L’altro !

(indica Miguel).

AGENTE MORMORA (liberando Felix dalle manette) – Mi scusi, signor

commissario…

FELIX – Volevo ben dire, io…

Agente Mormora si dirige verso Miguel.

MIGUEL - Puerca della puerca ! Lo sapevo che era una trappola !

COMMISSARIO MOSTACCI - Manigoldo ! Pensavi di farla franca cambiando

canale, eh ? Povero ingenuo ! Sono ventisette puntate che ti sto pedinando e tu mi

volevi fregare proprio all’ultima, eh ? Bella figura che mi facevi fare coi

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telespettatori !

ARIANNA – Non potete fare questo : lasciatelo !

MIGUEL (mentre Agente Mormora gli mette le manette) – Puta !

FELIX – Per carità, niente parolacce in trasmissione ! Siamo in diretta !

COMMISSARIO MOSTACCI – Capirai, per quei quattro spettatori che ha !

FELIX – Ehi, si crede di essere, il commissario Maigret ?

COMMISSARIO MOSTACCI – Caro il mio Felix, io ho un’ “audience” di

ventiquattro, dico ventiquattro milioni di spettatori a puntata.

ARIANNA – Il Commissario ha ragione. Ha già vinto il “Rinocerontino d’Oro” per

aver sfondato tutti i record di ascolto !

Entra in scena la Signora Mostacci, con un cestino in mano.

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio, ma dove ti eri cacciato ? E’ un’ora che ti cerco !

devi fare merenda !

COMMISSARIO MOSTACCI – Mammina, ti prego ! Agente Mormora, prenda

quell’uomo e andiamo ! Dobbiamo sbrigarci a tornare in trasmissione !

SIGNORA MOSTACCI (avvicinandosi all’Agente Mormora) – Ma chi è questa bella

ragazza ? Ah, ora la riconosco : è la signorina Sussurra…

AGENTE MORMORA (sull’attenti, facendo il saluto militare) – Agente Mormora,

signora !

SIGNORA MOSTACCI – Perché non viene a trovarci un giorno ? Il mio Vituccio non

vede mai nessuno. Da quando è rimasto vedovo, pensa solo al lavoro. Glielo dico

sempre: “Vituccio, non puoi continuare così. Devi rifarti una famiglia. Stella è ormai

grande…”

COMMISSARIO MOSTACCI – Mammina, per favore ! (voltandosi verso l’agente

Mormora) Mormora !

SIGNORA MOSTACCI (a bassa voce, rivolgendosi all’Agente Mormora) – Glielo

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dico sempre a Vituccio…

COMMISSARIO MOSTACCI (alla Signora Mostacci, in tono di rimprovero) –

Mammina !

SIGNORA MOSTACCI – Sto mormorando !

COMMISSARIO MOSTACCI, AGENTE MORMORA, MIGUEL si avviano

rapidamente verso l’uscita, inseguiti dalla SIGNORA MOSTACCI con un vasetto di

yogurt in mano.

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio, non hai preso lo yogurtino !

Buio.

SCENA 5

SPARTACO, STELLA, poi STINCO.

SPARTACO – Scusi, signorina, forse lei può aiutarmi. Io sto cercando una ragazza…

STELLA – Mi dispiace: io sono già impegnata.

SPARTACO – No, guardi, mi ha frainteso. Io sto cercando una ragazza di nome

Arianna che è scomparsa da casa mia.

STELLA – A me è scomparso il fidanzato. Mi sa che è colpa dello Scorfano !

SPARTACO – Lo Scorfano ? Finalmente ! E’ proprio lui che cercavo !

STELLA – Ma non ha detto che cercava una ragazza ?

SPARTACO – Sì, ma la mia ragazza é stata rapita dallo Scorfano !

STELLA – Oh, capisco, è terribile ! Come mai ?

SPARTACO – E’ per via del figlio. C’era anche lui quando l’hanno portata via.

STELLA – Stinco ?

SPARTACO – Ah, mi pare che si chiamasse proprio così… Un ragazzo con la faccia

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da scemo, un po’imbranato.

STELLA – Come si permette ? E’ bello lei ! (tra sé) Ecco perché non é venuto

all’appuntamento… C’era un’altra !

SPARTACO – Non capisco perché se la prende tanto. Io le dico quello che ho visto.

STELLA – E che diceva lo Scorfano ?

SPARTACO – Era arrabbiato con il figlio. L’ha trattato malissimo. Diceva che voleva

metterlo di fronte al fatto compiuto.

STELLA (tra sè) – Ah, il traditore ! Stava scappando con un’altra, senza una

parola…

SPARTACO – Dov’é lo Scorfano adesso ?

STELLA – Nessuno lo sa. Mio padre lo sta cercando da ventisette puntate.

SPARTACO – E adesso come faccio ? Arianna, dove sei ? Non ti rivedrò più ? (in

tono piagnucoloso) Era così carina ! Con le sue idee strane, le manie vegetariane,

l’armonia universale…

STELLA (tra sé) – Questo è un po’ matto…

SPARTACO – lo yoga di gruppo, l’astrologia…

STELLA (tra sé) - … non un po’, del tutto !

SPARTACO – Arianna, dove sei, amore mio ? Arianna !

Entra in scena Stinco.

STELLA – Oh, guarda chi c’è !

SPARTACO – Arianna ?

STELLA – No, il mio fidanzatino. Vieni avanti, fidanzatino !

Stinco corre ad abbracciare Stella che lo respinge con durezza.

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STELLA (in tono sarcastico) – Sei un po’ in ritardo, caro ! Come mai ? Hai trovato

traffico ?

Stinco, gesticolando animatamente, annuisce, poi mima la situazione di essere

bloccato da qualcuno con le braccia.

STELLA - Qualcuno ti ha trattenuto ? Oh, poverino, e chi ti ha trattenuto ? O eri

abbracciato ?

Stinco nega e mima la scena del rapimento: due corpi ferocemente avvinghiati nella

lotta.

STELLA - Almeno puoi risparmiarmi i particolari delle tue porcherie !

Stinco continua a mimare, cercando di giustificarsi e di rabbonire Stella, che lo

respinge e non vuol più prestargli attenzione.

STELLA – Sei un traditore ! Avevi un’altra e non mi hai detto niente ! Non voglio più

vederti !

Stinco scrive qualcosa su un pezzo di carta, poi lo porge a Stella, che prima si

rifiuta di prenderlo, poi lo legge e cambia repentinamente espressione.

STELLA (sorridente, abbraccia Stinco) – Amore mio ! Lo sapevo che non poteva

essere vero ! Scusa se ho dubitato di te ! (rivolgendosi a Spartaco) Lo Scorfano ha

rapito la sua ragazza scambiandola per me !

SPARTACO – E allora ?

STELLA – Poi si è accorto dello sbaglio, ma la tiene ancora prigioniera, Stinco mio

sa dov’è.

SPARTACO – Tu l’hai vista ? Come sta ? Rispondimi !

Stinco gesticola come a dire “Sì, sta abbastanza bene”.

SPARTACO – Portami subito da lei.

STELLA – E’ una pazzia ! Noi stiamo fuggendo, se ci prendono ci ammazzano. Stinco,

vieni via !

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SPARTACO - Aspettate ! Siete la mia unica speranza : portatemi da lei !

Stinco gesticola come a dire “Va bene, ti porterò da lei !”.

SPARTACO – Grazie, amici !

STELLA – Stinco ti farà vedere il nascondiglio, poi noi fuggiremo. Ma tu non dirai a

nessuno che ci hai visto. Dovrai essere muto…

SPARTACO – Come un pesce ! (rivolto a Stinco) Oh, scusa tanto, Stinco !

Spartaco, Stella e Stinco escono di corsa.

SCENA 6

ARIANNA, poi MANOLO, poi VIOLETA, poi CONSUELO.

Arianna entra nella camera da letto di Violeta.

ARIANNA – Qui non mi troveranno ! Sono scappata appena in tempo ! (si guarda

intorno) Ma in che canale sono capitata ? (prende sul comodino una foto di Manolo e

Violeta) Non è possibile… Manolo e Violeta Orchidea !

Manolo entra silenziosamente in scena alle spalle di Arianna. Ha un braccio fasciato

appeso al collo.

MANOLO – Le piacciono le foto ? O é più interessata alla cornice d’argento ?

ARIANNA (trasalendo) – Ah ! (si volta e vede Manolo) Mi ha fatto paura !

MANOLO – Sono così brutto ?

ARIANNA – No, ero soprappensiero. Pensavo che non ci fosse nessuno.

MANOLO – Lo credo: i ladri non amano la compagnia e in particolare quella dei loro

derubati.

ARIANNA – Guardi che si sbaglia. Io non sono una ladra. Sono semplicemente

entrata…

MANOLO - …in casa mia, senza bussare e in punta di piedi. Non voleva disturbare,

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immagino.

ARIANNA – Stavo scappando…

MANOLO - …come una ladra, appunto !

ARIANNA – Senta, io lo so chi è lei. Lei é Manolo de Vega !

MANOLO – E’ una ladra informata, complimenti ! Ma adesso, se permette, deve

avvertire la polizia.

ARIANNA – Aspetti, c’è un equivoco, le posso spiegare tutto.

MANOLO (componendo un numero telefonico) – Spiegherà tutto alla polizia.

ARIANNA (si precipita verso Manolo e schiaccia il ricevitore) – Aspetti, le ho

detto !

MANOLO – Che temperamento !

ARIANNA – Devo dirle una cosa. Io l’ho vista tante volte. Per l’esattezza

trecentoventisette.

MANOLO – Lei è pazza.

ARIANNA – Non ho perso una puntata di “La figlia dei tre padri”. Mi stia a sentire:

tutto è cominciato con l’esperimento del mago Azimut…

MANOLO – Un mago ? Interessante, continui.

ARIANNA – Se non mi avesse liberato Miguel, adesso sarei ancora prigioniera dello

Scorfano.

MANOLO – Chi è questo Miguel ?

ARIANNA – Miguelito, il fratello di sua moglie Violeta Orchidea.

MANOLO – Dannazione: è ritornato ! Dov’è ?

ARIANNA – L’hanno arrestato, ma prima o poi verrà qui.

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MANOLO – Non so come sappia tutte queste cose, ma voglio crederle. Mi piacciono

le donne come lei che hanno coraggio e fantasia… (si avvicina ad Arianna)

ARIANNA – Un amico stasera m’ha detto la stessa cosa.

MANOLO – Un amico molto “amico”?

ARIANNA – Uno che mi piace. Senta, le devo chiedere una cosa; è tanto tempo che

ce l’ho qui. (indica la gola)

MANOLO – Anch’io le sto per chiedere una cosa…

ARIANNA – Perché tratta così sua moglie Violeta Orchidea ? E’ bella, onesta,

innamorata… Che cosa ci trova in quella sgualdrina di Mercedes ?

MANOLO – Certo che è una ladra molto informata….

ARIANNA – Mercedes vuole solo i suoi soldi, anzi, quelli di Violeta Orchidea !

MANOLO – Per piacere non cominci anche lei con la storia dei soldi !

ARIANNA – Vedrà, vedrà che bella sorpresa le sta preparando…

MANOLO - Che intende dire ?

ARIANNA – La lascerà solo e senza un soldo. In questo momento sta già

organizzando il matrimonio con Felipe, il suo nuovo amante.

MANOLO – Ma lei che ne sa ?

ARIANNA – Ho letto sul giornale il riassunto delle prossime puntate !

MANOLO (avvicinandosi ad Arianna) – Sei strana ma ti trovo molto, molto

interessante…

ARIANNA (retrocedendo per mantenersi a distanza da Manolo) – Torni da Violeta

Orchidea !

MANOLO – Tra noi è finita, finita per sempre ! Violeta non mi ama più.

ARIANNA – Per forza ! Con tutte le corna che le ha messo ! Addirittura con la

cameriera !

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MANOLO – Con chi ? Con la vecchia Caterina ? (ride) Ah ! Ah ! Ah ! Ma fammi il

piacere !

ARIANNA – No, con la nuova, la bella Consuelo. Caterina morirà d’infarto quando

sua moglie le dirà che non ha più un soldo per pagarle gli arretrati !

MANOLO – Sei sorprendente. Non ho mai conosciuto una donna come te. E’ come se

venissi da un altro mondo.

ARIANNA – Vengo dalla realtà…

MANOLO – Sì, per portarmi in un sogno.

ARIANNA – Certo che i complimenti li sa fare bene lei…

MANOLO – Sento uno strano magnetismo provenire da te. (si fa vicinissimo ad

Arianna) Una forza che mi attrae irresistibilmente.

ARIANNA (allontanando Manolo con scarsa convinzione) – Manolo, andiamo…

MANOLO – Appena ti ho vista ho capito subito che eri una donna straordinaria.

ARIANNA – Veramente mi hai chiamato ladra.

MANOLO – Certo : mi avevi rubato il cuore! (Abbraccia Arianna con il braccio

libero da fasciature).

Entra in scena Violeta, con un fazzoletto in mano.

VIOLETA (singhiozzando) – Oh, Dio ! Manolo: una cosa terribile ! Caterina, la

nostra Caterina è morta ! (si accorge della presenza di Arianna) Ma chi è questa

donna ?

MANOLO (imbarazzato ) – Ehm.. ecco.. dunque.. é…è…la nuova cameriera!

VIOLETA – Ma come ? Caterina è morta un minuto fa. Tu come facevi a sapere…

MANOLO – Si vedeva che non stava bene negli ultimi tempi…

ARIANNA – Ti spiego io, Violeta Orchidea !

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VIOLETA – Chi è lei ? Che fa nella mia camera da letto, con mio marito ?

ARIANNA – Come stavo spiegando al signor Manolo, io non sono di qui.

MANOLO – Sì, posso confermare, la signorina è di passaggio.

VIOLETA – Ah, bene, adesso le tue sgualdrinelle le fai venire da fuori e me le porti

in casa ! Svergognato !

MANOLO e ARIANNA (insieme) – Un momento, Violeta Orchidea !

VIOLETA – Ah, destino crudele ! Quando finirà questo tormento ? Io, che ho

amato come una vera figlia il mio falso padre…

MANOLO – Addio, adesso ricomincia !

ARIANNA – Aspetta, Violeta Orchidea !

VIOLETA – Sono stanca di subire umiliazioni ! Non ho amore, non ho famiglia e …

(singhiozza disperatamente) non ho un soldo ! (si asciuga le lacrime) Adesso basta !

(estrae una pistola dalla tasca) Addio ! (punta la pistola verso Manolo e Arianna, che

si bloccano, impietriti) Addio ! (rivolge la canna della pistola verso se stessa e fa

fuoco, poi stramazza a terra).

MANOLO e ARIANNA (insieme, si precipitano verso Violeta) – Violeta Orchidea !

MANOLO (chino sul petto di Violetta, ad ascoltarne il battito del cuore) – Respira

ancora, un dottore !

ARIANNA – Lascia fare a me, ero la migliore al corso di rianimazione ! (si china su

Violeta e le presta soccorso).

Si ode bussare alla porta. Entra in scena Consuelo, un’ avvenente ragazza vestita da

cameriera.

CONSUELO – Buongiorno, signori. Al collocamento mi hanno detto che cercavate

una cameriera.

MANOLO – Che tempismo ! Si accomodi. Come ha detto che si chiama ?

CONSUELO (facendo un inchino) – Consuelo, signore. Per servirla.

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MANOLO (con tono galante, prendendo la ragazza sottobraccio) – Bene, Consuelo.

Venga con me, le mostro la casa…

Buio in scena.

SCENA 7

MIGUEL, AGENTE MORMORA,poi COMMISSARIO MOSTACCI,

SIGNORA MOSTACCI.

Miguel è seduto su una sedia, ammanettato. Agente Mormora passeggia

nervosamente intorno a lui.

AGENTE MORMORA – Se fai così, è peggio. Cerca di collaborare !

MIGUEL – Yo no hablo. Yo no dico nada. Yo no soy uno spione.

AGENTE MORMORA (accarezzandogli la testa) – Non essere testardo, Miguel.

Cerca di capire. Se dici dove è nascosto lo Scorfano, noi possiamo aiutarti.

MIGUEL – Nunca. Mai. Miguel tiene una parola sola.

AGENTE MORMORA – I giudici terranno conto della tua buona volontà. Potrai

essere liberato presto, anzi, prestissimo. Ti penti, patteggi un po’ ed è fatta ! (apre

un libro e lo legge) Ti rileggo la legge : “Se ben bene il reo si pente, ha di pena poco

o niente. L’imputato patteggiane sta pochissimo in prigione”. Pentiti: ti conviene.”

MIGUEL – No, non tradirò lo Scorfano.

Entra in scena Commissario Mostacci seguito da Signora Mostacci.

COMMISSARIO MOSTACCI (gridando) – Ahh ! Ho detto mille volte che non voglio

sentir pronunciare quel nome !

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio, come sei nervoso ! Tu lavori troppo !

COMMISSARIO MOSTACCI – Ma’, ti prego, non è il momento. Sta per finire

l’ultima puntata e io ancora non sono riuscito ad arrestare quel delinquente di

Santino Lupara. L’audience calerà a picco ! Agente Mormora !

SIGNORA MOSTACCI – Sì, signor commissario.

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COMMISSARIO MOSTACCI – A che punto è con l’interrogatorio ? L’imputato

collabora ?

AGENTE MORMORA – Sì, signore, lo stiamo convincendo.

COMMISSARIO MOSTACCI (a Miguel) – Senti un po’, bellimbusto, che ne diresti

se ti mandassi come ospite fisso alla trasmissione di Felix ?

MIGUEL (terrorizzato) – Disgraziati ! Maldidos ! Non potete farlo !

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio, ci penso io. Vedrai che adesso questo simpatico

signore ci dirà tutto. (si avvicina a Miguel che la guarda spaventato) E’ vero che ci

racconti tutto tutto tutto ? E’ vero ? (gli tira i capelli) E’ vero ?

AGENTE MORMORA – Signora, lo lasci, non è autorizzata.

SIGNORA MOSTACCI – Senti, bellina, non permetterti mai di dirmi quello che

devo fare, intesi ? Io sono la mamma del Commissario, la mam-ma !

COMMISSARIO MOSTACCI – Adesso basta, ma’, lasciami lavorare ! (rivolgendosi

a Miguel) Per l’ultima volta Miguel Sanchez: dove è nascosto Santino Lupara ? Conto

fino a tre. Uno…

AGENTE MORMORA (sottovoce a Miguel) – Forza, Miguel, il commissario non

scherza!

COMMISSARIO MOSTACCI – Due…

AGENTE MORMORA – Parla, Miguel !

COMMISSARIO MOSTACCI – Tre !

Entra in scena Spartaco.

SPARTACO – Presto, signor commissario, venga con me !

COMMISSARIO MOSTACCI – Chi è lei ? Cosa vuole da me ?

SPARTACO – Sono il professor Spartaco Saputelli. Hanno rapito la mia ragazza.

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COMMISSARIO MOSTACCI – Mi dispiace, adesso non posso aiutarla. Ho un caso

più urgente.

SPARTACO – Deve ascoltarmi ! La mia ragazza è in pericolo di vita !

COMMISSARIO MOSTACCI – Lo siamo tutti, ogni giorno !

SPARTACO – Ma si tratta dello Scorfano !

COMMISSARIO MOSTACCI (portandosi le mani alle orecchie, con una smorfia di

dolore) – Accidenti ! non pronunci quel nome !

SPARTACO – Io so dov’è.

AGENTE MORMORA, MIGUEL, SIGNORA MOSTACCI (all’unisono) – Sa dov’è lo

Scorfano ?

COMMISSARIO MOSTACCI (urlando per il dolore) Ahhh, silenzio ! E dove

sarebbe ?

SPARTACO – Qui vicino. Ho trovato il nascondiglio dove teneva la mia ragazza. Ma

lei… non c’è più,,,(singhiozza) Chissa dov’è ora …

COMMISSARIO MOSTACCI – Non si preoccupi, la troveremo !(tra sé) Magari nel

prossimo ciclo di puntate…

AGENTE MORMORA (a Miguel) – Hai visto ? Potevi essere libero e invece… E tanto

lo Scorfano lo beccano lo stesso.

MIGUEL – Señor Commissario, yo se donde està lo Scorfano !

COMMISSARIO MOSTACCI (coprendosi le orecchie) – Ahh ! Troppo tardi, adesso

lo sappiamo anche noi. (rivolto a Spartaco) Andiamo, professore !

AGENTE MORMORA (sottovoce a Miguel) – Bello stupido sei stato ! E pensare che

mi piacevi tanto…

Commissario Mostacci, Agente Mormora e Spartaco escono di scena di corsa.

SIGNORA MOSTACCI (trascinandosi dietro Miguel) – Vituccio, mi raccomando !

Non prendere freddo ! (a Miguel) E’ sempre stato deboluccio di salute. Da piccolo

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era sempre raffreddato. Ora le racconto: una volta…

MIGUEL – Madre de Dios ! Si todas las madres son como estas !

Signora Mostacci e Miguel escono di scena.

Buio in scena.

SCENA 8

SPOTTINA, PRESIDENTE, poi SPARTACO, poi VIOLETA e

ARIANNA, poi MANOLO, poi MIGUEL, poi COMMISSARIO

MOSTACCI e AGENTE MORMORA, poi SIGNORA MOSTACCI,

STELLA e STINCO, poi SUOR CARMELITA, poi MARCHESE di

VILLALOBOS, poi FELIX e le CARAMELLINE.

Cassandra è al centro del proscenio. Sulla scena, il Presidente è seduto ad un

tavolo e sfoglia nervosamente alcuni fogli.

CASSANDRA – Signore e signori, trasmettiamo ora, a reti unificate, il messaggio

augurale di fine anno del Presidente.

PRESIDENTE (sfogliando e stropicciando i fogli che tiene in mano) – Ma quant’è

lungo ‘sto messaggio ? No-o ! (scuote la testa) Io non glielo leggo tutto.

CASSANDRA (sottovoce) – Presidente, siamo in onda !

PRESIDENTE – No, sia chiaro che io ho solo dieci minuti, poi me ne vado, eh ?

CASSANDRA (alzando la voce, in tono di rimprovero) – Presidente, siamo in onda !

PRESIDENTE (si aggiusta imbarazzato la cravatta e cerca di assumere un

contegno) – Ehm. Amatissimi cittadini, sono qui per rivolgervi il mio più sincero

augurio per l’anno nuovo. L’anno che si sta per chiudere è stato difficile, ma il

prossimo… (fa un gesto come a dire “non ve lo potete neanche immaginare”). Ce la

farete ? Boh, non lo so. Comunque… Dov’ero rimasto ? (sfoglia e rilegge rapidamente

le carte che ha in mano alla ricerca del punto, poi si ferma ed alza la testa verso il

pubblico) Ah, sì ! La situazione, ve lo dire, è disperata.

Entra in scena Spartaco, trafelato e sconvolto.

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SPARTACO – Sono disperato ! (piange)

Presidente lo addita al pubblico e fa un gesto come a dire “Che vi dicevo ?”

PRESIDENTE – Vi aspetta un anno di enormi sacrifici. Se qualcuno non vi aiuta…

Entra in scena VIOLETA, sorretta da ARIANNA.

VIOLETA – Aiutami, Arianna !

ARIANNA – Coraggio, Violeta Orchidea !

PRESIDENTE (continuando a leggere) - …farete un tonfo !

Spartaco e Arianna si vedono all’improvviso e hanno un sussulto.

SPARTACO (corre a braccia aperte verso Arianna) – Arianna !

ARIANNA (lascia andare Violeta, che cade pesantemente in terra e corre ad

abbracciare Spartaco) – Spartaco !

Spartaco e Arianna si abbracciano davanti al tavolo del Presidente, nascondendolo

alla visuale del pubblico.

PRESIDENTE (facendo inutilmente a Spartaco e Arianna ampi gesti per farli

scansare) – No, scusate, eh ?

SPARTACO – Amore mio, finalmente!

ARIANNA – Mi sei mancato, sai ?

PRESIDENTE (gridando per richiamare i due) – Oh !

SPARTACO e ARIANNA (all’unisono) – Ih, il Presidente !

Violeta si alza e si dirige barcollando verso il Presidente.

PRESIDENTE – Come stavo dicendo…

Entra in scena Manolo.

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SPARTACO, ARIANNA e VIOLETA (all’unisono) – Manolo !

Violeta sviene sulla scrivania del Presidente. Presidente cerca di spostarla e di

tirar fuori i fogli rimasti incastrati sotto di lei.

PRESIDENTE – Signora, si scansi !

Manolo si precipita addosso al Presidente e lo spinge via per soccorrere Violeta.

MANOLO – Non toccarla ! Violeta Orchidea, rispondimi ! Sono io, Manolo !

VIOLETA (rinvenendo) – Traditore !

MANOLO – Il cielo sia lodato ! Sei viva !

ARIANNA – Per forza ! La pistola con cui Violeta si è sparata era caricata a salve !

MANOLO – Ma lei sa sempre tutto !

PRESIDENTE – Silenzio ! Andate da un’altra parte ! Questa è la mia trasmissione !

SPARTACO – Ma lei ha occupato tutti i canali !

PRESIDENTE – Sono o non sono il Presidente ?

MANOLO (rivolto a Spartaco) - Chi si rivede, il professore ! Si vede che in fatto

di donne abbiamo gli stessi gusti. (guarda insistentemente Arianna, poi si rivolge a

Violeta) Dimentichiamo il passato, Violeta Orchidea ! Ho bisogno di te !

VIOLETA – Lo credo, sei rimasto senza un soldo !

MANOLO – Come lo sai ?

VIOLETA – Me l’ha detto lei ! (indica Arianna)

MANOLO (guarda Arianna e sbuffa) – Ancora !

PRESIDENTE (batte un pugno sul tavolo e urla) – Ohhh ! Questo messaggio, lo

volete sentire sì o no ?

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SPARTACO, ARIANNA, VIOLETA e MANOLO (all’unisono, gridando) – No !!!

PRESIDENTE – E io me ne vado.

Presidente fa per uscire di scena, poi torna sui suoi passi, si ferma davanti al

pubblico e lo punta con l’indice .

PRESIDENTE – E poi non dite che non vi avevo avvertito !

Presidente esce.

MANOLO – Aiutami, Violeta Orchidea. Senza di te sono perduto !

SPARTACO – Guardalo, il pavone ha abbassato le penne !

ARIANNA – Shh ! Non ti intromettere.

MANOLO – Sarò un marito fedele, te lo giuro, Violeta Orchidea. Andrò a lavorare,

farò qualsiasi cosa per te. Se ancora lo vuoi, ti darò il figlio che hai sempre

desiderato.

VIOLETA – Già fatto.

MANOLO – Come ?

VIOLETA – Ti ricordi la notte che dormimmo alla fazenda dei Chicoñas ?

ARIANNA – Era la centonovantesima puntata, me lo ricordo bene. (rivolta a

Spartaco)

A te piacciono i bambini ?

SPARTACO – I che ?

Entra in scena Miguel con una divisa da carcerato.

ARIANNA – Miguelito !

SPARTACO – Attenti, è un evaso !

MIGUEL (ad Arianna) – Puerca puta ! Ancora tu !

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MANOLO – Miguel ! Sei tornato finalmente !

MIGUEL – Manolo !

VIOLETA – Ma allora tu sei…

ARIANNA (a Violeta) – Miguelito, tuo fratello !

MANOLO (estrae la pistola dalla tasca e la punta contro Miguel) – Ti ammazzo !

VIOLETA (gettandosi tra le braccia di Miguel) – Miguelito, mi hermano !

MIGUEL – Violeta Orchidea, querida !

MANOLO – Lascialo, Violeta Orchidea ! Abbiamo un conto da regolare.

VIOLETA (proteggendo Miguel con il proprio corpo) – No, Manolo. Non puoi farlo. E’

mio fratello, lo zio di tuo figlio.

SPARTACO (proteggendo Arianna col proprio corpo) – Attenta, è pericoloso !

MANOLO – Di’ le preghiere, Miguel. Per te è finita !

Entrano in scena Commissario Mostacci e Agente Mormora, con le pistole in pugno.

Commissario Mostacci balza alle spalle di Manolo e gli punta la pistola alla nuca.

COMMISSARIO MOSTACCI – Fermi tutti ! Polizia ! Dammi quell’arma ! (strappa la

pistola di mano a Manolo) Porti il porto d’armi ?

MANOLO – Il porto ? Non lo porto.

COMMISSARIO MOSTACCI – E io ti porto in prigione. (Ammanetta Manolo, poi si

rivolge a Agente Mormora e le indica Miguel). Agente Mormora, arresti quell’uomo !

(si rivolge a Miguel) Sbrigati, lo Scorfano ti aspetta.

SPARTACO – Ma come, pronuncia quel nome ?

AGENTE MORMORA – Da quando l’ha arrestato, non ha più problemi.

VIOLETA – Perché lo arresta ? Che cosa ha fatto ?

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COMMISSARIO MOSTACCI – E’ un pericoloso trafficante di droga.

VIOLETA – Miguelito, perché ? Come hai potuto ?

MIGUEL – La desperaciòn, la solitudine, la povertà. Puerca vida, puerco me, ho

sbagliato tutto. (scoppia a piangere)

COMMISSARIO MOSTACCI (commosso, porge a Miguel un fazzoletto) – In fondo,

sei un bravo ragazzo. Sei stato sfortunato. Forse avevi solo bisogno di una guida, di

un punto di riferimento.

MIGUEL (abbracciando il Commissario Mostacci) – Aiutame, commissario Mostacho

! Me voglio redimere.

VIOLETA – Non disperare, Miguelito. Venderò i miei gioielli, ti pagherò un buon

avvocato. Vedrai, fra pochi mesi sarai di nuovo libero.

SPARTACO – Ah, non ne dubito.

COMMISSARIO MOSTACCI - Coraggio, Miguel, io ti sarò vicino. Con te è diverso.

Non sei come gli altri. Tu mi piaci.

MIGUEL – Anche tu mi piaci, Mostaci ! Sei fuerte e seguro, un vero hombre ! (gli

restituisce il fazzoletto).

COMMISSARIO MOSTACCI (respingendo il fazzoletto e abbracciando Miguel) –

No, caro, tienilo. Come pegno della mia promessa.

Entra in scena Signora Mostacci, tirando per le orecchie Stinco e Stella.

SIGNORA MOSTACCI – Vituccio, guarda con chi stava scappando tua figlia !

MIGUEL (atterrito) – Puerca de la puerca ! La mamma !

COMMISSARIO MOSTACCI – Stella !

STELLA – Papà, di’ a nonna di lasciarci andare. Ahia !

COMMISSARIO MOSTACCI – Mammina !

SIGNORA MOSTACCI – Hai capito ? Questi due vogliono sposarsi ! Dicono di

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amarsi !

STELLA – Veramente lo dico solo io…

COMMISSARIO MOSTACCI – Mamma, l’amore è come un fiume in piena ! (guarda

Miguel) Supera ogni ostacolo, travolge ogni resistenza.

AGENTE MORMORA – L’amore è come un deputato… (si ferma, perché tutti la

guardano interdetti) … non si può arrestare.

COMMISSARIO MOSTACCI (rivolto a Stella e Stinco) Andate, e siate felici ! (a

Stinco) Abbi cura di lei ! (ferma con la mano Stinco che accenna un gesto) Taci, non

dire nulla ! Andate !

Stinco e Stella escono abbracciati.

COMMISSARIO MOSTACCI (rivolto a Manolo) – Tu invece vieni con me ! Andiamo,

Agente Mormora !

MANOLO – Addio, Violeta Orchidea. Tornerò presto !

ARIANNA (sottovoce, all’orecchio di Violeta) – E’ vero ! Tra due puntate evaderà

dal carcere.

Commissario Mostacci, Agente Mormora, Manolo e Miguel escono.

VIOLETA – Manolo ! Miguelito ! (scoppia a piangere) Oh, povera me! Mio padre è

morto, mia madre pure, mio marito è in carcere, mio fratello pure, aspetto un

bambino e… non ho un soldo !

ARIANNA – Non piangere, Violeta Orchidea ! La vita può cambiare da un momento

all’altro: devi avere fiducia.

SPARTACO (cinge con un braccio la vita di Arianna) – Andiamo a casa, Arianna. Per

oggi ho avuto abbastanza emozioni.

Entra in scena Suor Carmelita, la suora carmelitana, a piedi nudi.

SUOR CARMELITA – Un momento ! Chi di voi è Violeta Orchidea Perez Sanchez de

Vega ?

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VIOLETA – Sono io.

SUOR CARMELITA – Ho qualcosa di molto importante da dirti, figliola. Tua madre

Teresita è morta tra le mie braccia. Prima di morire mi ha dato quest’anello (porge

a Violeta un grosso anello).

VIOLETA – E’ stupendo ! Quanto può valere ?

SUOR CARMELITA – Molto, figliola, soprattutto per quello che rappresenta. Vedi

lo stemma inciso sull’anello ? E’ quello della famiglia Villalobos Santos.

VIOLETA – I Villalobos ? I più ricchi latifondisti del paese !

SUOR CARMELITA – Tua madre Teresita a sedici anni visse una grande storia

d’amore con il marchese Pedro Villalobos Santos. Tennero a lungo nascosta la loro

relazione: a quei tempi era impensabile che una contadina sposasse il giovane

rampollo di una famiglia nobile e ricchissima.

SPARTACO (ironico) – Ai nostri tempi, invece…

SUOR CARMELITA – Un giorno, i due giovani furono scoperti. Teresita fu cacciata

dalla fazenda e Pedro fu mandato in Europa. Prima di partire, regalò quest’anello a

tua madre, giurandole ancora eterno amore. Poco dopo, tua madre scoprì di essere

incinta.

VIOLETA – Di me ?

SUOR CARMELITA – Sì, figliola, di te.

ARIANNA – Ecco chi era il terzo padre !

SUOR CARMELITA – Sola e disperata, Teresita trovò conforto tra le braccia di un

bracciante…

ARIANNA, SPARTACO, VIOLETA (all’unisono) – Tra le braccia di un bracciante ?

SUOR CARMELITA – Sì, un suo antico compagno di giochi: Pancho Sanchez.

VIOLETA – Pancho Sanchez, quello che avevo creduto finora il mio vero padre e

che è stato assassinato da Armando Perez, il finto padre che ho amato come una

vera figlia e che mi ha lasciato senza un soldo per dare tutto a Mercedes, l’amante

67

di mio marito Manolo.

SPARTACO – Furba la Teresita…

SUOR CARMELITA (fulminando con un’occhiata di rimprovero Spartaco) – Fin dal

primo momento Teresita confessò tutto a Pancho, che volle ugualmente sposarla e

darle una casa. Dal loro matrimonio nacque due anni dopo Miguelito, il tuo

fratellastro.

ARIANNA – Qual è il suo nome sorella ?

SUOR CARMELITA – Suor Carmelita, la carmelitana.

ARIANNA – Deve essere la sorpresa di cui parlava il Radiocorriere TV…

VIOLETA (si inginocchia ai piedi di Suor Carmelita e le bacia la mano) – Suor

Carmelita, perché è venuta solo ora ? Sono stata all’oscuro della verità per tutti

questi anni !

SUOR CARMELITA – Solo ora ti ho rintracciata, dopo lunghe ricerche. Ma adesso

alzati, (con crescente enfasi, come uno speaker televisivo) perché dopo tanti anni,

dall’Argentina, il tuo vero padre, il Marchese Pedro Villalobos Santos, questa sera è

quiiii !

Entra in scena il vecchio Marchese Villalobos Santos: cammina a fatica

appoggiandosi ad un bastone.

MARCHESE – Figlia,figlia mia. Vieni qui, abbraccia tuo padre.

VIOLETA corre ad abbracciare il Marchese Villalobos Santos

VIOLETA – Oh, papà, come sono felice ! E’ la prima volta che piango per la gioia !

SPARTACO (sottovoce ad Arianna) – Siamo sicuri che non esce fuori qualche altro

padre ?

ARIANNA (commossa) – Ma ti rendi conto ? Dopo tanti anni…che emozione…

VIOLETA – Papà, come sono felice !

MARCHESE – Io lo sono più di te.

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VIOLETA – Mi sembra un sogno. Non solo ho ritrovato il mio vero padre, ma ho

scoperto che è nientemeno che il Marchese Villalobos Santos ! Papà, tu sei

ricchissimo, vero ?

SUOR CARMELITA – Non più, figliola. Tuo padre si è convertito da anni alla

povertà francescana.

VIOLETA – Cosa ?

SUOR CARMELITA – Ha donato tutti i suoi averi al nostro Convento di

Carmelitane. Ormai non possiede più nulla.

VIOLETA – Oh, povera me, non ho un soldo per crescere mio figlio !

MARCHESE – Tuo figlio ?

VIOLETA – Si, papà. Presto sarai nonno.

MARCHESE – Un nipote ? Oh, come sono felice ! (si porta una mano al petto e fa

una smorfia di dolore) Ahh ! Il mio cuore ! (barcollando, si avvia verso le quinte,

scosso da spasmi di dolore) Ah, troppe emozioni ! Il mio povero cuore non ha retto.

Muoio !

Marchese Villalobos Santos esce, seguito da Violeta e Suor Carmelita.

VIOLETA (esce di scena piangendo) – Papà, papà mio !

SUOR CARMELITA(esce di scena piangendo) – Pedrito, pedrito mio !

SPARTACO (sospirando) – Finalmente soli, Arianna.

ARIANNA (commossa) – Povera Violeta Orchidea !

SPARTACO (abbraccia Arianna) – Adesso basta con le avventure. Dobbiamo

pensare a noi due.

ARIANNA – Stai parlando sul serio ?

SPARTACO – Non mi credi ? Ti sto inseguendo da trenta canali !

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ARIANNA – E’ vero. Nessuno l’aveva mai fatto per me…

SPARTACO – Arianna, voglio dirtelo qui, davanti a milioni di telespettatori. Io ti

amo !

E voglio amarti per tutta la vita.

ARIANNA – E’ la tua ultima risposta ?

SPARTACO – Sì.

ARIANNA – La accendiamo ?

SPARTACO – Sì.

ARIANNA – Pensiamoci bene, Spartaco. Il matrimonio non è un gioco.

Entrano in scena FELIX e le CARAMELLINE, che imprigionano Spartaco e Arianna

con una grande rete.

FELIX – Chi l’ha detto ? Miei cari piccioncini, siete pronti ? Voi siete i primi due

concorrenti del nostro nuovo grande gioco “Trappola matrimoniale” !

Si odono le note della “Marcia Nuziale” di Mendelsohnn.

FELIX – E adesso, signore e signori, un bell’applauso per gli ospiti d’onore della

nostra trasmissione ! Ecco a voi…

I personaggi chiamati da Felix entrano in scena e sfilano per la passerella finale e i

saluti al pubblico.

FELIX - …AZIMUT MAKI’ MALE’ , il mago… SPARTACO SAPUTELLI, il

professore… ARIANNA, la studentessa…, VIOLETA ORCHIDEA PEREZ

SANCHEZ VILLALOBOS DE VEGA, la figlia di tre padri…, MANOLO DE VEGA, il

marito di Orchidea… CASSANDRA, l’annunciatrice… SPOTTINA, la ragazza della

pubblicità… L’AGENTE MORMORA, la donna poliziotto… MIGUEL SANCHEZ, detto

Miguelito, il narcotrafficante… IL COMMISSARIO MOSTACCI, il commissario…

LA SIGNORA MOSTACCI, mamma del commissario… IL COLONNELLO

TEMPESTA, speaker delle previsioni del tempo… SANTINO LUPARA, detto “Lo

Scorfano”, il boss mafioso… STINCO LUPARA, il figlio del boss mafioso… STELLA

MOSTACCI, la figlia del commissario… CONSUELO, la cameriera… IL

PRESIDENTE, il Presidente… SUOR CARMELITA, la suora carmelitana… IL

70

MARCHESE PEDRO VILLALOBOS, il vero padre… LE CARAMELLINE, le stupende

vallette del quiz… e ovviamente, cicciolini miei, il vostro, unico, grande, strepitoso

presentatore…FELIX!

F I N E

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