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TV show

di Vincenzo Rosario Perrella Esposito

                                                                                                                       (detto Ezio)

26/02/2011

Personaggi:   10

Bella Schifezza conduttrice                                                                           

Claudio Pastiglia conduttore                                                                                

Felice Di Andarmene vincitore 1° premio                                                      

Giobbe Pazienza direttore di produzione                                                         

Mercedes Ingolfata valletta                                                          

Kim Macecato attore sconosciuto                                                                   

Roberta Supposta conduttrice TG                                                                                                                            

Selvaggia Bestia spettatrice maleducata                                                            

Zito Voiello contadino-ospite                                                                            

Emiliana Barilla moglie Zito

TV show, una delle trasmissioni televisive più seguite per la conduzione frivola di Claudio Pastiglia. Non mancheranno invidie e gelosie, soprattutto femminili. E’ il caso della conduttrice Bella e della valletta Mercedes, che hanno ruoli differenti, ma che si calpestano i piedi puntualmente. La qual cosa non piace al direttore Giobbe Pazienza che fa fede al proprio nome e cognome e cerca di mediare affinché tutto si svolga nel meglio possibile. Immancabili anche i personaggi strani, come il vincitore di un premio che però in realtà è soltanto un delegato che va a ritirare il premio al posto del vincitore effettivo. Oppure l’attore sconosciuto Kim, personaggio presuntuoso ma con un curriculum di tutto rispetto. E quindi la conduttrice del TG che interrompe la trasmissione anche per notizie non per forza fondamentali. E ancora la spettatrice maleducata che vuole essere protagonista a tutti i costi, al signora Selvaggia. Infine, la coppia di agricoltori Zito ed Emiliana, con lui che vuol cantare una canzone ma che quando canta, tartaglia (in genere avviene il contrario: il tartaglio quando parla, tartaglia, e quando canta, la voce esce limpida). Ne verrà fuori una trasmissione…!         

                                                              

Numero posizione SIAE 233047

Per contatti Ezio Perrella 3485514070 ezioperrella@libero.it

            Siamo in uno studio televisivo: ci sono due sgabelli centrali. Sulla destra c’è una scrivania del conduttore del TG. A sinistra un divanetto. Allo studio s’accede attraverso tre uscite: due laterali ed una centrale. La trasmissione si chiama “TV show”.

ATTO PRIMO

1.[Claudio Pastiglia, Giobbe Pazienza, Isotta La Sedia, Bella Schifezza]

                Il conduttore televisivo Claudio Pastiglia va avanti e indietro, nervosamente.

Claudio: Chella deficiente ancora ha da arrivà. Sicuramente se sta facenno ancora ‘o French

                pedicure! Embé, quasi, quasi me la conduco io da solo, la trasmissione.

                Da sinistra arriva il direttore di produzione Giobbe Pazienza. E’ tesissimo.

Giobbe:  Stiamo calmi, stiamo calmi! Mancano 5 minuti all’inizio della trasmissione.

Claudio: Ah, direttore Giobbe Pazienza, ma quella cretina ancora deve arrivare.

Giobbe:  Tranquillo, tranquillo, è tutto a posto.

Claudio: E’ arrivata?

Giobbe:  Non viene più. Ambra è finita all’ospedale. Si è tagliata dalla manicurista.

Claudio: Meglio così. Allora la conduco io solo, la trasmissione.

Giobbe:  E invece no, ti ho trovato una sostituta. Adesso la vado a prendere. Aspetta qua. Claudio: Vai, vai.

                Giobbe va a sinistra, poi torna seguito dalla showgirl Isotta La Sedia.

Giobbe:  Eccola qua.

Claudio: E chesta fosse ‘na conduttrice?

Giobbe:  No, è la valletta.

Isotta:     No, io sono una showgirl. Solo in questa occasione faccio la valletta.

Claudio: Ma tu tu lo sai come si fa la valletta? Amica… Comme te chiamme?

Isotta:     Isotta La Sedia!

Claudio: No, nun t’he’ mettere sotto ‘a seggia. Devi stare dietro le quinte.  

Isotta:     Ma no, Isotta La Sedia.

Giobbe:  E dalle, afforza! Ma tu ‘a notte duorme sotto ‘o lietto? E quanno he’ guidà, te  

                miette sotto ‘a machina? E quanno he’ magnà, te miette sotto ‘o tavolo?

Isotta:     (Insiste) Isotta La Sedia.

Claudio: (Spazientito) Siente, miettete addò vuo’ tu, abbasta che va buono ‘a trasmissione!

Isotta:     Ma io non mi voglio mettere sotto la sedia. Isotta La Sedia sono le mie generalità.  

Giobbe:  E quanno ‘o ddice? Vai, vatti a truccare e muoviti. Poi ti chiamiamo.

Isotta:     Con permesso.

                Esce via a destra.

Claudio: E allora, direttore, me la fai conoscere questa nuova conduttrice, sì o no?

Giobbe:  La vado a prendere subito. 

                Esce a sinistra e torna insieme a Bella Schifezza. Giobbe la mostra a Claudio.

                Ecco qua. Su, forza, presentati a Claudio.

Bella:      Bella Schifezza!

Claudio: A me? Bella schifezza a me? Ma mò te sputo in occhio!

Giobbe:  No, no, ma lei è Bella Schifezza.

Claudio: Ma comme, invece ‘e me purtà a ‘na brava collega, tu me puorte a ‘na schifezza?

Giobbe:      (Stufo) Ma nun è che chesta fa schifo! Si chiama proprio così, Bella Schifezza.

Bella:          Piacere di conoscerti.

Giobbe:      Sentite, a tutti e due, mancano tre minuti alla trasmissione. Io me ne vaco dinto.

                    M’aggia fa’ ‘na bella tisana calmante!

Claudio:     Ma allora staje nervuso?

Giobbe:      No, sto’ calmo!

                    Esce via a sinistra facendo tic nervosi.

Claudio:     Aspiette, direttò, mò vengo cu’ te. M’aggia fa’ pur’io ‘a tisana calmante!

Bella:          Me la posso fare pure io? Sapessi come sono tesa. E’ il mio debutto, lo sai?

Claudio:     Mamma mia, speramme che nun facimme schifo, stasera!

                    Se ne esce a sinistra con una mano sulla fronte.

Bella:          Aspetta, non lasciarmi da sola, che ho paura di stare da solaaa!

                    Esce corricchiando a sinistra.

2. [Roberta Supposta e Tranquillo Lassativo (voce). Poi Selvaggia Bestia. Infine Claudio]

                     Da destra entrano la conduttrice del TG Roberta Supposta.

Roberta:      Regia, mandatemi in diffusione l’inviato del TG, Tranquillo Lassativo. Grazie.

                     In diffusione si sente qualcuno che si sta soffiando il naso. Roberta si arrabbia.

                     Pronto, Tranquillo! Tranquillo, sei tu?

Tranquillo: (Parlata lenta) Chi è che parla?

Roberta:      Sono Roberta Supposta, la conduttrice del TG. Ma che cacchio staje facenno?

Tranquillo: Me sto’ sciuscianno ‘o naso! Ti serve qualcosa?

Roberta:      Ma come? Dobbiamo accordarci per la diretta. Ascolta bene: al Rettifilo è in

                     corso una manifestazione di disoccupati. Si prevedono tafferugli con la polizia.

                     Tu e il cameraman andate sul posto. Più tardi ci collegheremo in diretta. OK?

Tranquillo: (Sbadigliando) Sì!

Roberta:      Ma che d’è? Nun he’ durmuto stanotte?

Tranquillo: No, so’ stato tutta ‘a nuttata ‘ncoppa ‘o gabinetto!

Roberta:      Ma tu nun ire stitico?

Tranquillo: Sì, però m’aggio magnato ‘n’etto ‘e prugne, m’aggio pigliato Fave di Fuca e ‘o 

                     Dulcolax… accussì è fernuta ‘a stitichezza! Però mò tengo ‘nu suonno…!

Roberta:      E vide ‘e te scetà, che nuje amma fa’ ‘o telegiornale. 

Tranquillo: Nun te prioccupà. Allora, addò he’ ditto ch’aggia ì? A Poggioreale?

Roberta:      No, cretino! T’aggio ditto che he’ ì ‘o Rettifilo!

Tranquillo: OK! Allora io vaco.

Roberta:      Va’, va’! (Non lo sente più) Tranquillo, te ne sei andato?

Tranquillo: No.

Roberta:      E te ne vuoi andare?

Tranquillo: E tu me chiamme! Ciao, a dopo!

Roberta:      (Stufa) Uff! Ma pecché nun pozzo lavorà ‘o TG1? Che me manca, a me? Mah!

                      Non notata, da sinistra entra Selvaggia Bestia. Ha i bigodini, un grembiule da

                      cucina e le pantofole ai piedi. Va da Roberta.

Selvaggia:    Bonasera!

Roberta:      (Spaventata) Chi è? Ch’è stato? (La osserva) Dica, signora!

Selvaggia:    Ch’aggia dicere? 

Roberta:      Il motivo per cui sta qua. Cosa le serve?

Selvaggia: Io songo ‘a signora d’’o piano ‘e coppa. Me chiammo Selvaggia Bestia. E voglio

                   voglio sapé: ma oggie è giovedì!

Roberta:    Sì, sì, oggi è giovedì.

Selvaggia: Ma allora ata fa’ ‘n’ata vota ‘a mmuina, comm’e tutt’’e giovedì sera?

Roberta:    Signora, ma quala mmuina? Noi facciamo una trasmissione televisiva. Lei

                   purtroppo ha avuto la sfortuna di abitare su uno studio televisivo.

Selvaggia: No, site vuje che state sotto a me! E allora ata alluccà cchiù zitto! Avete capito?

Roberta:    Signò, pe’ favore, m’avòta ‘a capa. Jatevenne ‘a casa vosta.

Selvaggia: Ma chi vo’ parlà cu’ vuje? Nun ce sta ‘o signor Giobbe Pazienza?

Roberta:    E lo vede in giro? Se lo riesce ad incontrare, gli parli pure.

Selvaggia: E vabbé, ripasso più tardi. Arrivederci.

                   Roberta va alla scrivania. Selvaggia s’avvia a destra, poi torna da Roberta.

                   Signò, scusate…!

Roberta:    Ancora qua? Cosa vuole, adesso?

Selvaggia: Ma vuje che ffacite dint’a ‘sta trasmissione? ‘A comica? Facite ridere?

Roberta:    No, signora cara, io mi interesso del TG.

Selvaggia: Uh, e voglio sentì, voglio sentì: è succieso coccosa?

Roberta:    Aspetti il TG e lo saprà. Embé, mò vaco a ffa’ ‘na cazziata ‘o custode. Ma  

                    pecché v’ha fatto trasì ccà ddinto? Io nun capisco proprio!

                   Roberta esce con passo deciso a sinistra.

Selvaggia: Mamma mia, quant’è antipatica chesta! Tene proprio ‘a faccia d’’a sittantotto!

                   Da destra torna Claudio.

Claudio:    Ma addò sta Roberta? (Nota Selvaggia) Signò, scusate, ha visto la Supposta?

Selvaggia: No, non ho visto nessuna supposta. Forse ve l’ate misa vuje e ve site scurdato!

Claudio:    Signò, ma io sto’ parlanno ‘e Roberta Supposta, ‘a conduttrice d’’o telegiornale.

Selvaggia: Ah, ‘a faccia d’’a sittantotto?! E’ gghiuta allà. (Indica sinistra)

Claudio:    E chella mò s’arraggia overamente. Scusate, ma vuje chi site? ‘A truccatrice?

Selvaggia: No, no.

Claudio:    Site l’aiuto regista?

Selvaggia: No, no.

Claudio:    Allora site ‘a costumista?

Selvaggia: No, io stongo ‘e casa ‘o piano ‘e coppa. Aggia priparà ‘a cena a mio marito. Pe’

                   caso tenìsseve ‘na capa d’aglio e doje carote?

Claudio:    Io? E addò ‘e vvaco a piglià.

Selvaggia: E allora nun me facite perdere tiempo.

                   Se ne va a sinistra con passo deciso. Claudio la osserva perplesso.

Claudio:    Ma chi è, chesta? Pe’ do’ è trasuta? (Va a sedersi alla scrivania in studio) E

                   intanto vulesse sape’ addò sta Roberta.

                   Da sinistra torna proprio Roberta che lo nota e va da lui, arrabbiata. Grida…

Roberta:    Tu staje ccà?

Claudio:    (Salta in piedi) Puozze passà ‘nu guajo! Ma ch’allucche a ffa’?

Roberta:    Io grido quanto voglio. Modestamente, sono la giornalista Roberta Supposta.

Claudio:    (Con modo di sfida) E io, modestamente, sono il conduttore Claudio Pastiglia.

Roberta:    E’ meglio essere Supposta!

Claudio:    No, è meglio essere Pastiglia!

Roberta:    Va bene, va bene, basta così. Accordiamoci su quando devi dare la linea al TG:

                    più tardi io intervengo per un’edizione straordinaria e tu mi dai subito la parola.

Claudio:  Sì, però non intervenire a casaccio. Interrompimi nei tempi morti.

Roberta: Ma è più importante il telegiornale.

Claudio:  No, è più importante la trasmissione.

                 I due si avviano ad uscire verso destra. Nel contempo, proseguono la lite.

Roberta: E poi vediamo.

Claudio:  E poi vediamo.

I due:      E poi vediamo!

                 Escono via a destra.

3. [Giobbe e Isotta. Poi Claudio e Bella. Infine Felice Di Andarmene]

                 Da sinistra torna Giobbe che sta richiamando Isotta.

Giobbe:   Tu me faje ascì pazzo a me! He’ capito che me faje ascì pazzo?  

Isotta:      Ma io non voglio fare la valletta. Voglio condurre questo programma.

Giobbe:   I conduttori già ci stanno. A ognuno il suo ruolo. Fra trenta secondi comincia la

                 trasmissione. Per cui, vai dietro le quinte.

Isotta:      Sì, subito. Chiedo scusa, dove devo andare?

Giobbe:   Dietro le quinte.

Isotta:      Mi dispiace, ma ancora non ho capito. Dove devo andare?

Giobbe:   (Spazientito) A ffa’…! Mmmmh… che me stive facenno dicere.

                 Parte la breve sigla. Giobbe va nel panico.

                 Presto, usciamo via!

                 La prende per mano e la porta via a sinistra, da dove entrano Claudio e Bella.

Claudio:  Buonasera e grazie di averci scelto anche questa sera. TV show, con il vostro

                 Claudio Pastiglia… (Poi resta in attesa che Bella dica il suo nome, ma lei non

                 parla. Allora le bisbiglia qualcosa) E ‘o vuo’ dicere ‘o nomme tuojo?

Bella:       Ah, ehm… io sono Bella Schifezza! (Poi legge dalla sua cartellina) Anche

                 stasera sarà una puntata coi fiocchi, come sempre.

                 Claudio allora prova a parlare, ma lei prosegue al posto di lui.

                 Avremo numerosi ospiti che poi vi presenteremo. 

                 Claudio allora prova a parlare, ma lei prosegue al posto di lui.

                 Ma prima è doveroso ringraziare gli sponsor di questa fantastica trasmissione: i

                 “Formaggi di Nola”, le calzature “Scalzo” e i pannolini “Tappo”. Un applauso!

                 Dopo l’applauso del pubblico, Claudio prova ancora a parlare ma prosegue lei.

                 Ed ora… 

Claudio:  (Stufo, la richiama) Oooh, e basta! E m’’a faje dicere ‘na cosa pure a me?

Bella:       Ma sulla cartellina non dice che devi parlare tu. Ci sta scritto “io” e “tu”! Embé,  

                 io sono sia “io” che “tu”.

Claudio:  No, io sono “io”…

Bella:       E tu sei “tu”… 

Claudio:  Chi è cchiù scemo ‘e tutt’e dduje? Ma insomma, chi è ‘stu genio che ha truvato

                 ‘stu sistema? Vabbé, facciamo che “io” sono io e tu sei “tu”. Cosa viene ora?

Bella:       (Legge la sua cartellina) Devo parlare ancora io.

Claudio:  Embé, io vulesse sape’ che ce stongo a ffa’, ccà?! Vai, vai, leggi.

Bella:       (Legge) Ricordiamo che la nostra trasmissione è “free to air”*!      *(legge com’è scritto)                                                                                                                                                                                             

Claudio:  “Fri tu er”, vuol dire ch’è gratuita e non è criptata. Nun saje manco leggere.  

Bella:       (Legge) E grazie al pubblico, questa trasmissione si trova nel “Peak time”*.

Claudio: Si legge “Pic taim”, cioè la fascia oraria con ascolto alto. Vai, continua.

Bella:      (Legge) Cari signori, è bello per noi avere un altissimo “share”*…

Claudio: “Scer”, ossia ascolto. Tutte in inglese, ‘sti pparole.

Bella:      (Legge) Ed ora vi presentiamo la nostra valletta che è pure una “soubrette”*!

Claudio: Mò accumminciamme cu’ ‘o francese? Si legge “subrett”. Vai, presentala.

Bella:      Ecco a voi Isotta La Sedia! Introduciamola con un applauso.

                Entra da destra Isotta.   

Isotta:     Grazie, grazie, salve a tutti! Sono molto emozionata di stare qua stasera. E poi…

Claudio: Ehm… Isotta…

Bella:      (Lo interrompe) E’ giusto. Tu devi soltanto salutare il pubblico. Hai capito?

Isotta:     (Tra i denti) Comme te schifo!    

Bella:      (Tagliente) E senti una cosa, ma a cosa aspiri nella tua carriera? A fare la tronista?

Isotta:     (Pungente) No, a prendere il tuo posto nella conduzione di questa trasmissione!

Bella:      (Risata fasulla, poi) Ma cosa mi dici mai?!

Claudio: (E’ arrivata ‘a sora ‘e Topo Gigio!)…

Isotta:     Guarda, che io so condurre!

Bella:      E io meglio di te…

Isotta:     No, io…

Bella:      No, io…

Claudio: (Imbarazzato) Va bene, basta così. Congediamo Isotta. La trasmissione deve

                andare avanti. Prego, Isotta, puoi uscire.

Isotta:     Ma io…

Claudio: Facciamo un applauso spontaneo alla nostra Isotta Duemila che se ne va!

                Sull’applauso, Claudio spinge via a destra di forza Isotta e torna da Bella.

                Su, Bella, cos’abbiamo ora?  

Bella:      Ora passiamo al nostro “talk show”*…

Claudio: Mò accumminciamme ‘n’ata vota cu’ ll’inglese? Bella, si legge “tolk sciou”!  

Bella:      Introduciamo il nostro ospite: ha partecipato al nostro concorso nel “day-time”*!                                                                     

Claudio: Si legge “dei taim”. E’ la fascia oraria del mattino e del pomeriggio. Su, continua.  

Bella:      Oggi pomeriggio è stato estratto a sorte un telespettatore che ha vinto 1.000.000 di

                Euro. Si tratta del signor Gennaro Esposito! Accogliamolo con un applauso.

                Ma in studio entra, da sinistra, Felice Di Andarmene sottobraccio a Isotta. 

Claudio: Grazie, Isotta, vai pure.

                Isotta e Bella si guardano male. Claudio allora insiste.

                Vai, vai!

                Ma Isotta e Bella continuano a guardarsi male. Claudio allora si stufa.

                E vai!

                Isotta esce a destra. Claudio la guarda male. Bella parla a Felice.

Bella:      Benvenuto, signor Esposito.

Claudio: (A Bella) No, mò t’he’ sta’ zitta! Mò m’he’ fa’ parlà ‘nu poco a me!

Bella:      Prego!

Claudio: E allora, benvenuto, signor Esposito. Prego, si accomodi sullo sgabello.

Felice:     No, ma io sono Felice Di Andarmene!

Claudio: Ma come, lei adesso è entrato e già se ne vuole andare?

Felice:     No, no, io sono Felice Di Andarmene!

Claudio: Aspetti, almeno si lasci consegnare il premio.

Felice:     (Si arrabbia) Ma io sono Felice Di Andarmene!

Claudio:    (Spazientito) E gghiatevenne! Chi ve mantene?

Bella:         Che scostumato! Lei ha la fortuna di vincere 1.000.000 di Euro, noi vogliamo

                   farle due domande e lei se ne vuole andare per forza. Vada via, signor Esposito.

Felice:        Ma io non sono Gennaro Esposito. Io mi chiamo Felice Di Andarmene.  

Claudio:    Come sarebbe a dire che lei non è Gennaro Esposito?

Felice:        Io sono il cognato di Gennaro Esposito, cioè il marito di sua sorella. 

Claudio:    E dove sta, lui?

Felice:        In ospedale. Si è rotto una gamba, esultando per la vittoria del milione di Euro!

Bella:         All’anema d’’o scem… no, cioè, che stupidino!

Claudio:    Un momento, ma allora perché lei si trova qui?

Felice:        Per prendere i soldi. Glieli porto io, a mio cognato.

Claudio:    Ma no, i soldi deve ritirarli direttamente suo cognato.

Felice:        Ma si chillo sta ‘o spitale…!

Claudio:    E allora faccia venire la sorella di Esposito.

Felice:        Sta pure lei all’ospedale. Si è rotta il naso e lo zigomo. Anche lei per esultare!

Claudio:    E allora può venire tranquillamente il papà di Esposito.

Felice:        Sta all’ospizio. 

Claudio:    Allora la madre di Esposito.

Felice:        Sta al manicomio perché è pazza!

Claudio:    E allora un altro fratello.

Felice:        E’ figlio unico.

Claudio:    (Stufo) Ua’, ‘e chi schifo ‘e famiglia!

Felice:        Vabbé, ma che fa? Datemeli a me, i soldi. Mio cognato mi ha dato il permesso.

Claudio:    No, non si può.

Felice:        Ah, sì? E allora me li prendo da solo. Dove stanno?

Claudio:    Uhé, ma che vuole fare? Si stia fermo.

                   Felice cerca di andare a destra, ma viene bloccato da Claudio fisicamente. Tra

                   i due nasce una colluttazione. Bella cerca di mettere una toppa col pubblico.

Bella:         Ehm… la trasmissione riprende fra tre minuti. Ora passiamo alla pubblicità.

                   Sul jingle della pubblicità, i due colluttanti escono a destra. Bella si spaventa.  

                   Oddio, non vi fate male!

                   Li segue per cercare di fermarli.  

4. [Giobbe e Selvaggia. Poi Isotta e infine Bella]

                   Da sinistra entra Selvaggia, lamentandosi, tenuta per un braccio da Giobbe.

Giobbe:     Signò, signò, nun se po’ trasì. Siamo in diretta!

Selvaggia: Nun me ne ‘mporta niente. ‘A puntata ‘e stasera nun me sta piacenno!

Giobbe:     Ma a vuje che ve ne ‘mporta?

Selvaggia: E comme? Io nun sultanto aggia suppurtà ‘a mmuina vosta,  quanno po’ nun me

                   pozzo manco lamentà?!

Giobbe:     (Fa i tic nervosi) E vabbuò, faciteme sentì: che cosa non vi sta piacendo?

Selvaggia: ‘O conduttore. Nun ‘a fa parlà maje, a chella puverella d’’a conduttrice nova!

Giobbe:     Ma si chella sta parlanno sempe essa!

Selvaggia: E ha da parlà sulo essa. (Infida) Direttò, ma voi lo sapete che lui tiene le corne?

Giobbe:     Signò, ma che me ne ‘mporta a me? Pe’ piacere, turnatavenne ‘a casa vosta.

Selvaggia: E vabbuò. Sì, ce torno. Ma si veco ‘n’ata cosa che nun me piace… io scengo

                   ‘n’ata vota! Direttore avvisato, mezzo salvato!

                   Torna via a sinistra. Giobbe commenta il tutto, stufo.

Giobbe:     Mamma mia, ma ‘nu studio televisivo luntano d’’a città nun era meglio?

                   Da destra entra Isotta che va subito da Giobbe.

Isotta:        Direttore, io ho una lamentela da fare!

Giobbe:     ‘N’ata vota tu, mò? Avanti, sentiamo.

Isotta:        Il conduttore non mi ha fatto dire nemmeno una parola.

Giobbe:     E allora?

Isotta:        Visto che io non posso presentare, posso almeno condurre il telegiornale?

Giobbe:     Uh, Giesù! Ma tu faje ‘a valletta!

Isotta:        Ma io mi annoio!

Giobbe:     Lo vuoi capire che non devi dire niente e che devi introdurre solo gli ospiti?

Isotta:        Però mi era stato promesso altre cose!... Allora vuoi che dica tutto a tua moglie?

Giobbe:     Stattu zitta, che vvuo’ dicere? Vieni con me, che ti devo parlare un momento.

                   La prende per il braccio e la porta via verso sinistra. Da destra entra Bella. 

Bella:         Madonna, speriamo che non sto sbagliando nulla. Del resto, io sono bravissima!

                   Si avvia a sinistra, ma si ritrova Selvaggia di faccia.

Selvaggia: Uh, ma tu sei la conduttrice Bella Chiavica?

Bella:         No, Schifezza! Senta, ascolti: mi si è staccato un bottone. Me lo cucia un attimo.

Selvaggia: Io? E che faccio ‘a sarta?

Bella:         Ah, non è la sarta? Allora le volevo chiedere se mi dà una sistemata ai capelli.

Selvaggia: Io? E che faccio ‘a parrucchiera?

Bella:         Allora mi potrebbe applicare un po’ di crema sul viso?

Selvaggia: Io? E che faccio ‘a cremonese?

Bella:         Scusi, signora, ma allora lei chi è?  

Selvaggia: Selvaggia Bestia, ‘a signora d’’o piano ‘e coppa.

Bella:         E che ci fa qui?

Selvaggia: Niente, devo dare i consigli al direttore Giobbe Pazienza.

Bella:         No, signora, non mi interessa. Ed ora per favore, esca di qui.

Selvaggia: (Seccata) Eh, ma che d’è tutta st’antipatia?! In fondo che sto’ ffacenno ‘e male?

                   Ed esce via a sinistra. Bella la osserva interdetta. Poi si siede sullo sgabello.

5. [Claudio, Bella, Zito Voiello, Emiliana Barilla, Isotta, Roberta, Tranquillo (voce)]

                   Da destra tornano Claudio (con alcuni cerotti in faccia). Va da Bella.

Claudio:    Finalmente aggio ittato ‘a parte ‘e fora a chillu tizio. Jeva truvanno ‘o milione ‘e

                   Euro. E sì, io po’ ce ‘o dévo a isso! Sulo che m’ha sceppato tutt’’a faccia!

Bella:         Stai sereno,caro, se vuoi andare a casa, posso condurla solo io la trasmissione.

Claudio:    Te piacesse, Bella! Ma io sto bene. Adesso dimmi cosa viene in scaletta.

Bella:         Quale scaletta?

Claudio:    Quella della trasmissione. Guarda nella tua cartellina.

Bella:         (Legge) Adesso devono entrare i signori Zito Voiello ed Emiliana Barilla.

Claudio:    Ah, i due contadini vincitori del reality show “Maschi e femmine”.Stasera

                   devono presentare il libro scritto da lui. Però io vado prima in bagno, poi…

                   Ad un tratto parte il jingle della trasmissione e Claudio allarga le braccia.

                   Come non detto! (Poi va avanti nella presentazione) Eccoci tornati…

Bella:        (Lo interrompe, legge sulla propria cartellina) …Dopo la pubblicità! E’ giunto il

                  momento del nostro talk show! Passiamo dunque ai nostri prossimi ospiti. Hanno

                  vinto il reality show “Maschi e femmine”. I due coniugi contadini che vengono

                  da Cercola: Zito Voiello ed Emiliana Barilla! Applaudiamoli!  

                  Accompagnati da Isotta, entrano Emiliana e Zito (mangiando una banana).

Claudio:   Ma cosa fa? Entra mangiando una banana? La metta via, forza!

                  Zito, imbarazzato, posa la banana nella tasca della giacca. Claudio seguita.

                  Ma prego…

Bella:        (Lo interrompe) …Accomodatevi sugli sgabelli.

                  Claudio guarda male Bella che intanto si siede. Gli altri due fanno lo stesso. 

Isotta:       Claudio, non ti siedi pure tu?                  

Claudio:   Ma che vaje truvanno, tu? Vai, vai, Isotta, esci!

                  Isotta esce a destra, sbuffando. Claudio si siede, poi presenta.

                  Dunque…

Bella:        (Lo interrompe) …Signor Zito e signora Emiliana…

Claudio:   (Seccato, la richiama) E ora basta, Bella! Fai dire qualcosa anche a me!

Bella:        Vai, parla, Claudio. Era giusto per dire qualcosa pure io!

Claudio:   (Tra i denti) ‘E che faccia d’’e ccorne, tene chesta!... (Poi ai due) Dunque, signor

                  Voiello, signora Barilla, diamoci del tu. Ormai siete personaggi pubblici. Per cui,

                  Zito ed Emiliana! Voi siete qui per la presentazione di un libro. Vero?

                  I due annuiscono.

                  E vuoi parlarcene, caro Zito?

Zito:         (Ha un difetto di pronuncia: la zeppola in bocca) ‘O fatto è ca io m’emoziono, e

                  allora accummencio a balbettà!

Claudio:   (Stupito) Scusa, puoi ripetere in italiano? Ci deve essere sfuggita qualche parola.

Zito:         (Ripete uguale) ‘O fatto è ca io m’emoziono, e allora accummencio a balbettà!

Emiliana: Mio marito vuole dicere che si emoziona e allora parla come un cacaglio!  

Claudio:   Ma pure nel reality show gli succedeva?

Emiliana: Eh, pecché?

Claudio:   No, no, niente. Bene, Emiliana, vuoi dirci come si chiama il libro di tuo marito?

Emiliana: E l’aggia dicere io? L’ha da dicere isso. Zito, comme se chiamma ‘o libro tuojo?

Zito:         “L’ota del contadino”!

Claudio:   Ma… ma che parolacce sono queste?

Bella:        E’ vero. Ma come, tu dici “lota” in televisione? Non si dice “lota”! Non si dice!

Zito:          No, “L’ota del contadino”!

Claudio:   Ancora? E lo ripete pure?

Emiliana: No, no, ma che state capenno? Quello, il libro si chiama “L’ora del contadino”!

Cla&Bel:  Ah, ecco!

Claudio:   (Con finto sorriso) Maledetta zeppola in bocca! E cara Emiliana, di cosa parla?

Emiliana: E ‘o vvuo’ sape’ ‘a me? P’ammore ‘e Dio! Io nun saccio proprio niente!

Claudio:   Scusa, Emiliana, ma allora che ce staje a ffa’, ccà? ‘A presenza?

Emiliana: Faccio l’interprete ‘e mio marito! Quanno ‘ncacaglia, io faccio ‘a traduzione!

Bella:        Giustamente! Sì, va bene, ma dov’è questo libro?

Zito:          Emilià’, piglia ‘nu poco ‘o libro!

Emiliana: Aggia piglià ‘o libro? Ma perché, non lo tieni tu?

Zito:          No!

Claudio:   Scusate, signori, ma è successo qualcosa? Lo possiamo sapere pure io e Bella?

Zito:          Non si trova il libro!

Claudio:      E allora dove sta?

                     Entra Isotta col libro di Zito Voiello in mano.     

Isotta:          Scusatemi, lo tengo io. Avevo dimenticato di portarlo. Abbiate pazienza!

Claudio:      Isotta! (Glielo tira di mano, poi tra i denti le dice) Puozze passà ‘nu guajo!

                     Ma da destra, entra Roberta: spaventa tutti i presenti e va alla scrivania.

Roberta:      Attenzione, chiedo la linea per un’edizione straordinaria del telegiornale!

Claudio:      Roberta, ma adesso ci sono gli ospiti. Non puoi intervenire più tardi?

Roberta:      No, Claudio. In questo momento, in Piazza Garibaldi, è in corso una

                     manifestazione di disoccupati con tanto di tafferugli.

Claudio:      (Va da lei) E capirai! Succede tutti i giorni!

Roberta:      E no, i patti erano chiari: quando devo interromperti, ti interrompo! Per cui, 

                     colleghiamoci con l’inviato Tranquillo Lassativo. Mi senti, Tranquillo? (Dopo

                     parlato all’interfono) Dalla regia mi dicono che tra poco lo sentiremo. Eccolo!

                     Ad un tratto in diffusione audio si sente lo scroscio di uno sciacquone.

Claudio:      E’ isso!

Tranquillo: (Si rilassa) Aaaah! Finalmente! Nun ce ‘a facevo cchiù!

Roberta:      Tranquillo!

Tranquillo: Ma siamo in diretta? Ehm… come potete sentire, ci troviamo a Piazza Dante!

Roberta:      E che ci stai facendo lì? Tu dovresti essere in Piazza Garibaldi.

Tranquillo: Ehm… sto preparando un servizio meraviglioso!

Roberta:      Ma vai, raggiungi subito Piazza Garibaldi. Ti richiamo tra dieci di minuti.

Tranquillo: Etciù! Uahm, ‘e comm’è umido, ‘stu bagno!... Bene, Roberta, a dopo, allora!

Roberta:      Bene, dunque, interromperemo ancora la trasmissione appena il collega

                     Lassativo ci chiederà la linea. A voi, Claudio e Bella!

                     Roberta esce a destra. Bella, Isotta, Zito ed Emiliana si siedono al centro.   

Isotta:          Bene, allora riprendiamo la trasmissione. Claudio, mi porti il libro?

                     Claudio porta il libro a Isotta, s’avvia a destra, ma torna da lei rabbioso.

Claudio:      Ma che me staje facenno fa’? Alzati dal mio sgabello e vai via! Subito!

                     Isotta esce a destra, sbuffando. Claudio si siede al proprio posto.

                     Bene, Zito, torniamo al tuo libro. Ce lo vuoi sintetizzare?

Zito:             Nun aggio capito ‘a domanda!

Claudio:      Ci vuoi dire in poche parole di cosa parla?

Zito:             Sì, sì. Du-du… du-du.. du-dunque…

Claudio:      Tranquillizzati, non ti innervosire.

Zito:             Ci-ci sta scritto: “Co-contadino, stru… stru… stru…!”…

Claudio:      Ma… ma… cosa sono queste parole?

Zito:             “Stru… strumento pe-per lavorare la terra”.

Claudio:      Ah, ecco!

Zito:             “Ma chi t’è vi… chi t’è vi…”…

Claudio:      Cosa?  

Emiliana:     “Chi t’è vi… chi t’è vi-vicino ti aiuta!”…  

Claudio:      Ah, ecco!

Zito:            “Ma va’ fan… ma va’ fan… ma va’ fan…!”…

Claudio:      A me?

Zito:            “Ma va’ fanciullo de-della ca-campagna”!

Claudio:      Ah, ecco!

Zito:            (Non si capisce più nulla) Gne gne gne gne gne! Finito!

Emiliana: (Prende un fazzoletto dalla borsa e glielo cede) Tié, asciùttete ‘o sudore!

Bella:        Bravo, Zito, è molto bello quel che hai scritto.

Claudio:   Ma perché, tu hai capito?

Bella:        Sì.

Claudio:   Bene, caro Zito, speriamo che il tuo libro abbia successo.

                  I quattro si alzano in piedi.

Bella:        Tra poco andremo in pubblicità. Ma prima è doveroso…

                  Da destra, all’improvviso, entra Isotta. Ha una cartellina in mano.

Isotta:       Buonasera, eccoci giunti ad un’altra puntata di TV show!

Claudio:   E tu che ce faje ccà?

Isotta:       Devo presentare insieme a te.

Bella:        (Acida) Guarda che ci sto già io!

Isotta:       Ah, già, mi ero dimenticata che ci stavi pure tu: la nostra valletta! 

Bella:        Che?

Isotta:       E i signori sono i nostri primi ospiti? Accomodatevi, prego, così vi intervisto!

Zito:          Topa, topa!

Isotta:       Topa a me?

Emiliana: No, ma lui sta dicendo: “Dopa, dopa”, cioè più tardi.

Isotta:       Ah, ma allora è “dopo”, con la “d” e con la “o”.

Bella:        Un momento, ma sto presentando io. Per cui, signore e signori…

Claudio:   No, veramente starei presentando io. Per cui, signore e signori…

Isotta:       Uhé, ma sto presentando io. Per cui, signore e signori…

Bella:        Devo presentare io. 

Claudio:   No, io.

Isotta:       No, io.

                  Parte il jingle che preannuncia la pubblicità. Ad un tratto i tre cominciano a

                  menarsi. Zito ed Emiliana cercano di separarli, escono tutti a destra.

6. [Isotta e Giobbe. Poi Bella e Roberta]

                   Da destra, entra e si siede al centro, arrabbiata, Isotta.

Isotta:       Niente da fare: da qua non mi muovo!

                  Da sinistra entra Giobbe.

Giobbe:     Isotta… Isotta… , per carità, tra poco torniamo in diretta.

Isotta:       E quando torneremo in diretta, il pubblico troverà me.

Giobbe:     Insomma, cosa rappresenta questa protesta?

Isotta:       Non mi basta fare la valletta. Io voglio condurre.

Giobbe:     Ma che dici? Senti, per favore, vai dietro le quinte.

Isotta:       Ma tu mi avevi promesso che avrei condotto io la trasmissione. Oppure vado da  

                   tua moglie a dire che…?

Giobbe:     Zitta, zitta! Senti, facciamo così: ti farò condurre una trasmissione sugli animali.

Isotta:       No, voglio condurre questa trasmissione. E subito!

Giobbe:     Facciamo così: condurrai la prossima edizione del programma. Sei contenta?

Isotta:       Vado da tua moglie!

Giobbe:    No, aspetta!

Isotta:       Conduco da subito?

Giobbe:    Ma…

Isotta:      Vado da tua moglie!

Giobbe:   Conduci da questo momento.  

Isotta:      Grazie! (Lo abbraccia per un momento) Io allora vado e torno subito!

                 Esce a destra. Giobbe allora gironzola, con una mano sugli occhi, imprecando.   

Giobbe:   Mamma mia, che mestiere disgraziato m’aggio scigliuto!

                 Da destra entra Bella e va a sedersi al posto di Isotta. Giobbe seguita.

                 E va bene, andiamo avanti. Fammi togliere questa sed… (Si volta e si spaventa,

                 notando che lì c’è Bella) Mamma ‘e Giotto! Bella, che ci fai qua?

Bella:       Io non mi muovo da questa sedia nemmeno con le cannonate!  

Giobbe:   Ma tra poco finisce la pubblicità e torniamo in diretta.

Bella:       E quando torneremo in diretta, il pubblico troverà me.

Giobbe:   Pure tu, mò? Ma che vaje truvanno?

Bella:       Dalla prossima puntata tornerà Ambra Natissima. E io che fine farò?  

Giobbe:   Tu sei una brava conduttrice. Troverai certamente un’altra trasmissione.

Bella:       No, voglio condurre questa trasmissione.

Giobbe:   Pure tu? Senti, se vuoi, ti faccio condurre una bella trasmissione sugli animali.

Bella:       (Si alza in piedi) Va bene. Dove sta tua moglie?

Giobbe:   Non è il caso di disturbarla, povera donna. Dalla prossima puntata, conduci tu.

Bella:       Io da sola?

Giobbe:   Con Claudio.

Bella:       Ripeto: io da sola?

Giobbe:   E va bene. Tu da sola. 

Bella:       (Si alza in piedi) Bene! Caro mio, ti voglio ascoltare. (Gli punta il dito sotto il

                 collo) Ma guai a te se ti rimangi la parola. Capito?

                 Esce via a destra. Giobbe pare sconvolto.

Giobbe:   Uh, mamma mia, e comme se fa? Ecco cosa significa lavorare con le donne, nel

                 mondo dello spettacolo. E’ meglio che m’assetto io ‘ncoppa a ‘sta seggia, o si

                 no accumpare coccheduno ato che vo’ condurre ‘sta trasmissione!

                 Da sinistra entra Roberta che si avvicina a Giobbe.

Roberta: Direttore!

Giobbe:   (Balza in piedi) Oddio mio! E tu che vaje truvanno, mò?

Roberta: Io sono una giornalista seria! Ma il TG, in questa trasmissione, non lo si può

                 proprio condurre!

Giobbe:   (Preoccupato) E dunque?

Roberta: Sarebbe meglio per me condurre questo programma!

Giobbe:   No, e mò basta! Mò me vaco a suicidà e faccio cchiù ambresso!

                 Esce via a sinistra. Roberta lo osserva perplessa.

Roberta: Néh, ma chillo sta fora cu’ ‘a capa? Io stavo solo scherzando! Boh!

                 Esce via a destra.

 

7. [Bella, Claudio e Felice. Poi Isotta]

                 Parte il jingle e si torna in diretta. Da sinistra entra Claudio.

Claudio:  (Si guarda intorno, non c’è Bella, così, felice, presenta lui) Signore e signori…

                 Ma da destra entra Bella che lo interrompe, e lui a gesti la manda a quel paese.

Bella:       Eccoci tornati in diretta dagli studi di TV show! Claudio, volevi dire qualcosa?

Claudio:  Sì, dunque…

Bella:         Sono d’accordo con te! E’ il momento di introdurre la nostra prossima ospite.

                   Da destra entra Felice.

Felice:        Eccomi qua!

Claudio:    Un’altra volta voi, signor Felice? Ma non doveva entrare una ospite?

Felice:        No, no, io tengo la precedenza: come vincitore del milione di Euro!

Bella:         Ma non l’ha vinto lei, bensì il signor Gennaro Esposito, che però non è presente.

Felice:        E ma allora site tuoste, scusate! Io songo ‘o cognato! Sono il suo delicato!

Claudio:    Non delicato, si dice delegato. Bene, ci mostri la delega firmata da suo cognato.

Felice:        Ma mio cognato non può firmare. Ha perso la mano destra!

Bella:         E allora firma con la mano sinistra.

Felice:        E non può, perché nella mano sinistra gli mancano due dita!

Claudio:    Mamma mia, comme sta ‘nguajato, chisto!

Felice:        E allora consegnate i soldi a me! Vi conviene, se volete stare tranquilli!

Claudio:    Ma che ce state facenno, ‘na rapina?!

Felice:        Sì!

Claudio:    Sentite, ascite mommò ‘a ccà ddinto.

Felice:        Voi sentirete parlare di me. Io sono Felice Di Andarmene!

Claudio:    E allora, si site felice di andarvene, jatevenne overamente!

                   Felice esce via. Claudio riprende la conduzione.

                   E dunque io direi… 

Bella:         …Che possiamo presentare la nostra ospite! Signore e signori, è qui con noi una

                   ballerina straordinaria: si chiama Aida Incespica!

                   Da destra entra però Isotta. Ha messo le scarpe da ballerina.

Isotta:        Eccomi qua!

Bella:         Isotta, fammi presentare prima l’ospite e poi tu la accompagni qua.

Isotta:        Io non accompagno nessuno. Sono io l’ospite.

Cla.&Bel.: (Stupiti) Che?

Isotta:        La ballerina classica, Aida Incespica, non c’è. (Finge dispiacere) Ahimé, ha

                   avuto un problema fisico e non è potuta venire. Ma tanto, ci sono io.

Claudio:    Ma tu sei la valletta. 

Isotta:        So fare pure la ballerina. Ho fatto 7 mesi di danza… dico, 7 mesi!

Claudio:    (Imbarazzato) Ehm… signore e signori, c’è un piccolo cambio di programma.

                   Invece della nostra ospite prevista, stasera abbiamo una rivelazione, la nostra

                   Isotta. Sa anche ballare. Adesso le facciamo qualche domanda. Dunque…

Bella:         (Interviene lei) Tu quando hai cominciato a fare la ballerina?

Isotta:        Non mi ricordo.

Bella:         E come mai hai scelto questa strada?

Isotta:        Non lo so!

Bella:         E quali sono i tuoi programmi per il futuro?

Isotta:        Boh!

Bella:         Ed ora vuoi ballarci qualcosa?

Isotta:        Non so. 

Claudio:    Ma chesta ch’è venuta a ffa’, ccà?

Isotta:        Facciamo una cosa: proponete voi!

Claudio:    Noi? Ma no, devi essere tu a proporci qualcosa.

Isotta:        Ho deciso: vi proporrò “La morte del cigno”!

Claudio:    Bene, allora…

Bella:      …La nostra Isotta che si esibirà ne “La morte del cigno”. Un applauso.

                Claudio e Bella si mettono in disparte. Isotta è sola al centro. Parte la musica de

                “La morte del cigno” e così Isotta si lascia andare in terra. La musica sfuma,

                mentre Claudio e Bella si guardano perplessi.

Claudio: E chesta fosse “La morte del cigno”? A me me pare “’A morte d’’a scema!”…

                I due raggiungono Isotta che intanto si rialza intontita.     

Bella:      Isotta, ma questo era il balletto che dovevi fare?

Isotta:     No, scusatemi, in realtà io sono svenuta per il troppo stress.

Claudio: Il troppo stress? Ma si tu nun he’ fatto niente!

Isotta:     La danza mi estenua. Pensate, una volta svenni mentre facevo un “Assemblé”!

Claudio: Sei svenuta mentre facevi un’assemblea? Allora io faccio assemblee tutt’’e

                ssemmàne, avessa murì proprio!

Isotta:     No, si chiama “Assemblé”. E’ un passo di danza che si fa in quinta!

Claudio: In quinta? Dietro le quinte?

Isotta:     No, in quinta posizione. Un’altra volta invece caddi mentre facevo un “Frappé”!

Claudio: Uh, he’ ittato ‘o frappé ‘nterra?

Isotta:     Ma non il frappé che si beve. Io sto parlando del “Frappé”, un passo di danza.

                Invece un’altra volta sono scivolata su un “Bourrée”!

Claudio: Embé, è normale.

Isotta:     Perché?

Claudio: Si’ sciuliata ‘ncoppa ‘o burro!

Isotta:     Ma il “Bourrée” è sempre un passo di danza! Facciamo così: per farvi contenti, 

                adesso eseguirò un “Cou de pied”!

Claudio: Un? Un?

Isotta:     (Si arrabbia) Un “Cou de pied”! Un “Cou”, un “Cou”!

Claudio: Ma vaffan…cou! Dietro le quinte, vai!

Isotta:     Grazie! Arrivederci. (Fa un inchino) Da dove esco?

Claudio: Addò vuo’ tu, abbasta che te ne vaje!

                Esce a destra.  

Claudio: E dopo il momento di danza, passiamo al…

Bella:      …Momento di musica. Stasera abbiamo una violinista talentuosa. Su, Claudio,

                presentala tu. Prego!

Claudio: Dunque, entri pure…

Bella:      …Allegra Depressa!

                Da sinistra entra di nuovo Isotta con un violino in mano. 

Isotta:     Buonasera.

Claudio: ‘N’ata vota ccà sta chesta?

Isotta:     Scusatemi, ma la violinista non verrà. Ha avuto un attacco di dissenteria!

Bella:      E tu che ci fai con quel violino in mano?

Isotta:     Io sono una showgirl completa. So suonare pure il violino. Pensate, ho suonato

                davanti al presidente degli Stati Uniti e al Papa, e pure davanti al Dalai Lama.

Claudio: Pure davanti a Ernesto Lama? Brava! Ma allora sei una vedette internazionale.

Isotta:     Per la verità, lo stavo diventando. Poi sono scivolata mentre eseguivo una scala.

Claudio: E tu ti metti a suonare sopra a una scala? Benedetta figlia mia!

Isotta:     No, io intendo la musica chiusa in chiave.

Bella:      Cioè, tu ti chiudi a chiave e suoni?  

Isotta:     No, è la musica che è chiusa in chiave. Per esempio io prendo Bach e Broschi!

Claudio:    Un momento, non cambiamo discorso. Che ci azzeccano le bacche e i boschi?

Isotta:        Sono due compositori: Bach e Broschi. Allora ho capito: voi due siete per

                   Spontini. Oppure Gallo e Frith!  

Claudio:    Ma chi ‘a capisce a chesta?! Ha ditto ch’amma fa’ ‘o spuntino cu’ gallo fritto!

Isotta:        Claudio, ascolta un consiglio: Manna, Manna!

Claudio:    E io te ce manno overamente! Forza, ora facci ascoltare qualcosa.

Isotta:        Vi farò ascoltare “La morte del cigno”!

Claudio:    Ancora cu’ ‘sta morte d’’o cigno? Va bene, la nostra Isotta ci farà ascoltare…

Bella:         “La morte del cigno”!

Claudio:    Appunto! Facciamolo morire una seconda volta, questo cigno!

                   I due si mettono in disparte. Isotta è al centro. Ad un tratto si accascia. Subito

                   Claudio e Bella le si avvicinano e la soccorrono.

Bella:         Su, su, aiutiamola.

Claudio:    Mamma ‘e ll’Arco, e comme pesa!

Bella:         Isotta, ma sei svenuta? Forse la musica ti estenua?

Isotta:        No, ma io sono svenuta per finta! Fa parte della scena!

Bella:         Forse è meglio che andiamo in pubblicità. Claudio, vogliamo chiamarla?

Claudio:    No, chiamala tu.

Bella:         Pubblicità!

                   Parte il jingle della pubblicità e subito Claudio e Bella attaccano Isotta.

Claudio:    Guai a te se fai un’altra bravata di queste.

Bella:         Il tuo ruolo è quello di accompagnare gli ospiti qui in studio e smammare! OK?

Isotta:        E no, io sono la nuova conduttrice di questa trasmissione. Chiedete al direttore.

Bella:         E io, allora?

Isotta:        Andrai a condurre una trasmissione sugli animali.

Claudio:    E io?

Isotta:        Tu, se vuoi, puoi pure rimanere. Però parlo sempre io.

Claudio:    No, e mò basta! Io già tengo a Bella che nun me fa parlà proprio. Per cui…!  

                   La prende sottobraccio, richiamandola ancora, vanno via a destra (con Bella).

8. [Giobbe e Selvaggia. Poi Claudio e Bella. Infine Isotta e Kim Macecato]

                   Da sinistra, agghindata ma in pantofole, entra Selvaggia, seguita da Giobbe.     

Selvaggia: Bonasera a tutte quante!

Giobbe:     Signora, ancora lei? Ma dove va? Non si può entrare di qua.

Selvaggia: Che d’è? Cocche problema? Io voglio sta’ ‘nmiezo ‘o pubblico.

Giobbe:     Ma non c’è più posto.

Selvaggia: E con ciò? Mettite ‘na seggia ‘e cchiù pe’ me… in prima fila!

Giobbe:     Pure in prima fila v’amma mettere?

Selvaggia: Direttò, aggia parlà? Io voglio stare qua, se no addio cose sporche con me!

Giobbe:     Signò, stateve zitta! Ma che dicite?

Selvaggia: Io vaco a parlà cu’ ‘a mugliera vosta!

Giobbe:     Va bene, adesso lei si siede tranquilla in mezzo pubblico qui presente. Contenta?

Selvaggia: (Sbircia nel pubblico) Aspettate, ora vedo se ci sta mia sorella. Ma Pina ci sta?*

Giobbe:     Signò, ccà nun ce sta nisciuna “mappina”!                             *(Pare che dica: “Mappina ci sta”?)

Selvaggia: Ma quala mappina? Secondo voi, io tengo a ‘na sora mappina?!

Giobbe:     Signò, che passaguaje che ssite! Sedetevi, presto, che sta per finire la pubblicità.

                   Deve arrivare il grande attore italiano, candidato all’oscar: Kim Macecato.

Selvaggia: Uh, comme me piace! M’’o facìte cunoscere?

Giobbe:     Va bene, più tardi. Però mò jateve a assettà. Forza, venite ‘nzieme a me!

                   La prende sottobraccio e l’aiuta a raggiungere il pubblico. Nel mentre, le parla. 

                   Signò, guardate addò mettite ‘e piede! Chianu chiano! Nun ve facìte male!

                   Selvaggia si accomoda tra il pubblico. Poi Giobbe torna al centro.

                   Speriamo che questa puntata finisca presto. Peccato che non sia ancora l’ultima!

                   Termina la pubblicità. Parte il jingle. Giobbe è imbarazzatissimo.

                   Ahia, è finita la pubblicità. Ehm… Claudio… Bella…! (Poi fa finta di niente) 

                   Ehm… signore e signori, eccoci rientrati dalla pubblicità. E che devo dire, ora?

                   Da destra riecco Bella e Claudio che vanno dietro Giobbe (non notati da lui).   

                   Bene, prima di restituire la parola a Claudio e Bella, vi racconto una barzelletta:

                   Che cosa fanno i cowboys quando gli indiani attaccano? Rifanno il numero! (Si

                   deterge il sudore, poi, disperato) Ed ora un’altra barzelletta: C’era un uomo,

                   rimasto da solo su un palco, che non ci azzeccava proprio niente. Teneva il

                   pubblico davanti, ma non sapeva più che cacchio dire per trattenerli. E…(Si

                   volta e nota i due che lo osservano) Ma riecco Claudio e Bella! Un applauso!

Bella:         Direttore, ma sapete che siete bravissimo?!

Giobbe:     Su, forza, continuate la trasmissione. Con permesso, gentili signore e signori.

                   Esce via a sinistra, detergendosi ancora il sudore. 

Claudio:    Bene, ora è arrivato il momento…

Bella:         (Lo interrompe) …Del nostro ospite internazionale. Lo presento e lo intervisto

                   io. Per te va bene, Claudio? Bravo, hai detto di sì!

Claudio:    Stai facendo tutto tu. Vai, vai, Bella!

Bella:         Signore e signori, sono emozionata nel presentare quel bono… ehm… volevo

                   dire quel grande attore, candidato all’Oscar. Il mitico, unico, Kim Macecato!  

                   Applaudito, entra da sinistra l’attore Kim Macecato insieme a Isotta.

Isotta:        Ecco il nostro grande attore. Sono felice di intervistarlo!

Bella:         Ma che vuole questa? A Kim devo intervistarlo io!

Isotta:        Il direttore vuole che lo intervisti io!

Bella:         No, io!

Claudio:    Basta! Isotta, vieni con me. Sarà Bella ad intervistare il nostro ospite.

Bella:         (Beffarda a Isotta) Hai visto?

                   Claudio si apparta con Isotta (imbronciata). Bella parla a Kim.

                   E allora, signore e signori, un altro bell’applauso al nostro Kim!  

Kim:          (Si sente molto l’accento napoletano) Grazie, grazie.

Bella:         Vogliamo accomodarci sugli sgabelli?

                   Kim annuisce col capo. I due si accomodano. Poi Bella lo interroga ancora.  

                   Dunque, Kim, come stai?

Kim:          (Verso di lei) Bene, grazie!

Bella:         (Perplessa, tra sé e sé) (Oddio…! Ma che cos’è questa puzza? Mah!)… E senti,

                   Kim, ma tu sei proprio di Napoli, Napoli?

Kim:          (Verso di lei) Sì, di Ponticelli!

Bella:         (Tra sé e sé) (Mamma mia, e comme le fete ‘o ciato! E adesso come faccio?).

Kim:          (Verso di lei) Senti, ma quando me la fai la prossima domanda?

Bella:         (Balza in piedi, facendosi aria con la cartellina) Aiuto, mamma!

Kim:          (Si alza in piedi) Ch’è stato? Ti posso aiutare?

Bella:      No, no, niente, per carità! Le prossime domande te le farà Claudio, perché questa

                è una trasmissione democratica: ci dividiamo le domande! Ora scusami.

                Kim osserva perplesso Bella mentre va da Claudio.

                Claudio, Claudio, ascoltami: puoi continuare tu l’intervista a Kim?

Claudio: Io? E pecché? Nun te piace cchiù?

Bella:      No. Cioè, sì! Però è più giusto che lo intervisti tu che sei il conduttore titolare!

Claudio: ‘O vero? Gatta ci cova!

Bella:      Ma no, non ti preoccupare. Vai pure, Claudio. Vai, vai, vai! E vai!

Claudio: (Sorpreso, si avvicina a Kim) Bene, signore e signori, intervistiamo il nostro

                grandissimo ospite di stasera. Ma prego, accomodati, Kim.

                I due si accomodano ai rispettivi sgabelli. Claudio lo intervista.

                E dunque, Kim, eccoci a noi. Kim, come ci si sente ad essere un sex symbol?

Kim:       (Verso di lui) ‘Na bellezza, grazie!

Claudio: (Perplesso, tra sé e sé) (E che d’è ‘sta puzza? Mah!)… Kim, senti questa puzza?

Kim:       (Verso di lui) Non sento niente.

Claudio: (Perplesso, tra sé e sé) (Ma… è lui?).

Kim:       (Verso di lui) E allora, Claudio?

Claudio: (Balza in piedi, facendosi aria con la cartellina) Oddio! Senti, Kim, le prossime

                domande te le farà Isotta!

Kim:       (Si alza in piedi) E perché?

Claudio: Questa è una trasmissione democratica: ci dividiamo le domande. Scusami! (Va 

                da Isotta) Isotta, Isotta, ti offro l’opportunità di intervistare Kim!

Isotta:     Io?

Claudio: Sì. Forza, cari signore e signori, incoraggiamo Isotta con un applauso.

                Isotta prende la cartellina da Claudio e va da Kim. 

Isotta:     Grazie a voi tutti. E’ un grande onore per me intervistare il mio mito Kim

                Macecato. Ma prego, accomodiamoci, Kim.

                I due si accomodano. Isotta allora comincia l’intervista.

                Dunque, Kim, tu sei un grandissimo attore. Pensi di poter vincere l’Oscar?

Kim:       (Verso di lei) Speriamo bene!

Isotta:     (Perplessa, tra sé e sé) (E che è ‘sta puzza?)… Kim, tu senti questa puzza?

Kim:       (Verso di lei) No! Quale puzza?

Isotta:     (Balza in piedi e si fa aria con la cartellina) No, niente, niente. Allora io vado.

Kim:       (Si alza pure lui) Dove?

Isotta:     A chiamare Claudio. Ti deve intervistare lui.

Kim:       Ma chi mi deve intervistare, a me?

                Isotta corre subito da Claudio e gli consegna la cartellina.

Isotta:     Claudio, Claudio, ti prego, vallo a intervistare tu che sei il conduttore titolare.

Claudio: (Imbarazzato guarda il pubblico) E tu non volevi fare la conduttrice? 

Isotta:     No, io credo che rimarrò per sempre una valletta! Con permesso!

                Corre via a sinistra, facendosi aria con le mani. Allora Claudio osserva Bella. 

Claudio: Vallo ad intervistare tu.

Bella:      Ma Claudio, tu sei più bravo di me.

Claudio: Che ruffiana! Allora facciamo così: il conduttore titolare sono io e parlo solo io?

Bella:      Sì. Per tutto il resto della puntata parli solo tu! Io non ti interromperò mai più.

Claudio: Molto bene!

                Va soddisfatto da Kim che è seduto e lo osserva. Poi Claudio si intimorisce.    

                   Ehm… senti, Kim, siccome io devo intervistarti, stavo pensando ad una cosa

                   molto carina: non è che posso andarmene in mezzo al pubblico?

Kim:          E perché?

Claudio:    Da lì poi ti faccio le domande! Che ne dici? Hai visto che parterre?

Kim:          Come?

Claudio:    No, dico: hai visto che parterre?

Kim:          Chi ci sta?

Claudio:    Dove?

Kim:          Par terr!

Claudio:    Il pubblico.

Kim:          Il pubblico sta “par terr”? Io lo vedo seduto ‘ncoppa ‘e sseggie!

Claudio:    Ma no, il parterre è la platea. Condurre in mezzo al pubblico è la nuova moda   

                   della televisione: il conduttore lontano dall’ospite! Fa bene alla mia salute…

                   cioè, alla salute degli ascolti!

Kim:          No, è meglio che stai qui. Se no mi offendo e me ne vado.

Claudio:    Devo? E vabbé. (Si siede rassegnato) E dunque tra poco partirai per Hollywood

                   per la notte degli Oscar! Che cosa ne pensi?               

Kim:          Eh, beh, è una bella cosa. Io già mi immagino quando leggeranno le nomination!

                   Si alza in piedi e si avvicina a Claudio che si alza preoccupato. Kim prosegue.

                   E nelle nomination ci sta il nome del vincitore. E il nome… sarà il mio! (Gli

                   parla in faccia) Kim Macecato! Kim Macecato! 

Claudio:    (Non ne può più) Ma chi m’ha cecato a me ‘e fa’ st’intervista!

Kim:          (Poi al pubblico) Ora parlo con voi, pubblichi!

Claudio:    Assa fa’ ‘a Maronna!

Kim:          Io mi trovo in questo ambarabà!

Claudio:    Eh, ciccì coccò! Si dice “ambaradan”!

Kim:          E devo a tutti voi il mio grande subagno!

Claudio:    E che d’è stu “subagno”?

Kim:          In televisione non si può dire “successo”! Allora per me questa trasformazione è

                   un probagno!

Claudio:    Probagno sarebbe processo?

Kim:          Esatto. (Gli parla in faccia) Insomma, caro Claudio, io vincerò l’Oscar col mio

                   mio ultimo film: “Vento mortale”!

                   Claudio non ne può più del suo alito e sviene.

Bella:        (Accorre preoccupata al capezzale di Claudio) Oddio, Claudio! (Poi gli dà un

                   calcetto sul fianco) Non morire!

Claudio:   (Si rialza, arrabbiato) Puozze passà ‘nu guajo! M’he’ struppiato!

Kim:         (Gli alita in faccia) Claudio, stai bene?

Claudio:   (Seccato) Nooo, e basta, mò! 

                  Kim, perplesso, parla in faccia a Bella.

Kim:         Ma che è successo?

                  Esce pure lei a destra, tenendosi la mano davanti a bocca e naso. Lui è stupito.

                  Ma perché scappate via? Forse c’è stata una scossa di terremoto? Tornate qua!

                  Esce via pure lui a destra.

FINE ATTO PRIMO

E’ l’ultima puntata annuale del TV show, dopo una serie di 20 puntate settimanali.

ATTO SECONDO

           

1. [Giobbe e Isotta. Poi Claudio e Bella]

               Seduta alla scrivania c’è Isotta (in bigodini, vestaglia e pantofole). Ha davanti a

               sé carta e penna. Giobbe è accanto a lei e le detta qualcosa.

Giobbe: Io, sottoscritta Isotta La Sedia prometto solennemente… (Poi sbircia se lei ha  

               scritto bene) Ciuccia, solennemente si scrive con due “enne” e una sola “ti”!

Isotta:    Uh, non ci avevo fatto caso. Su, vai, detta ancora.

Giobbe: Prometto solennemente e senza discutere… (Poi controlla se lei scrive bene)

               Solennemente e senza discutere, la “e” con l’accento.

Isotta:    E ce l’ho messo!

Giobbe: E nun ce l’he’ ‘a mettere. He’ capito?

Isotta:    Vabbuò, te faccio cuntento.

Giobbe: E mica staje facenno ‘nu piacere a me? (Controlla ancora) Ignorantona, discutere

               si scrive con la “c” e non la “q”! Vabbé, andiamo avanti: solennemente e senza

               discutere che io non minaccerò mai più il direttore Giobbe Pazienza di parlare con

               sua moglie… (Poi controlla se lei scrive bene) Ci manca la “i”!

Isotta:    Ma come? Ci stanno tutte queste “i”!

Giobbe: Hai scritto moglie senza la “i”. Così si legge “mogle”!

Isotta:    (Corregge) Ecco qua, l’ho messa. Vai avanti.

Giobbe: Con sua moglie… se lui non mi farà condurre una trasmissione tutta mia. Anzi, mi

               scuso con lui se qualche volta l’ho messo in imbarazzo. (Poi la controlla) Cretina,

               “ho” con l’acca.

Isotta:    Vabbé, ma tanto, non si legge.

Giobbe: Ma ce vo’ ‘o stesso!

Isotta:    Mamma mia, e comme staje appizzato! Forza, ch’aggia scrivere cchiù?

Giobbe: (Riprende a dettare) Insomma, non sostituirò mai più la presentatrice che se n’è

               andata. (Poi controlla se lei scrive bene. Quindi fa il gesto di ammollarle uno

               scalpellotto in testa) Guarda qua quanti errori: “sostituirò” è con l’accento.

Isotta:    Sulla “i”?

Giobbe: (Ironico) No, sulla “u”! Idiota, l’accento va sulla “o”!

Isotta:    Néh, ma addò va’ st’accento? Sulla “i”, sulla “u” o sulla “o”?

Giobbe: Miettele addò vuo’ tu, abbasta che ce muvìmme! E poi “se n’è andata”, si scrive:

               “se”, poi “enne apostrofo è con l’accento”, e ppo’ ‘o riesto. “In fede” e firmala.

Isotta:    Ecco qua, finito. Però non sta bene quello che mi hai fatto.

Giobbe: Ma perché, sta bene quello che hai fatto tu a me? Oggi siamo all’ultima puntata di  

               TV show, e tu mi hai mandato all’ospedale a quella povera Bella!

Isotta:    Non è vero, io non l’ho fatto apposta.

Giobbe: Guarda che ti ho vista benissimo mentre spezzavi i tacchi delle sue scarpe!

Isotta:    Ma quello era uno scherzo!

Giobbe: E invece è proprio il caso di dire che le hai fatto le scarpe! Allora adesso, se non

               vuoi che ti faccio passare la voglia di scherzare, devi mantenere le promesse che

                 hai scritto su questo foglio.

Isotta:     (Amara) E va bene. Rimarrò una valletta a vita.

Giobbe:   Ecco, brava. Ora vai a finire di prepararti che tra poco si comincia.

Isotta:     (Si alza in piedi) D’accordo. Ma… non è che ci ripensi?

Giobbe:   Dipende da te, guarda!

Isotta:      A proposito, un’altra cosa: ma tua moglie ora lo sa che la tradisci con me?

Giobbe:   Ma vattenne mommò!

                 Isotta fugge via a sinistra. Giobbe la addita.

                 Non sia mai che mia moglie sappia qualcosa di noi due.  

                 Squilla il telefono sulla scrivania. Giobbe risponde.

                 Pronto, regia. Sì? C’è mia moglie al telefono? Passatemela pure. Pronto, cara!

                 Cosa? Io ti faccio le corna con la valletta? (Ridendo) Ma cosa dici? (Poi serio)

                 Siamo in diretta?    

                 Parte la sigla della trasmissione. Giobbe riaggancia subito, imbarazzato.

                 Ah, ehm… buonasera, amici telespettatori ed amici telespettatrici, e buonasera

                 alle signore e ai signori qui presenti. Tra breve arriverà il conduttor…

                 Da destra entra Claudio.

Claudio:  Buonasera, amici telespettatori ed amici telespettatrici, e buonasera alle signore e

                 ai signori qui presenti.

Giobbe:   Già l’ho detto io!

Claudio:  Sì? E allora colgo l’occasione per presentare al pubblico il nostro direttore di

                 produzione: Giobbe Pazienza!

Giobbe:   Già mi conoscono!

Claudio:  E quindi, vuoi andare? 

Giobbe:   Ti lascio da solo.

Claudio:  E già, l’hai detto, stasera sono proprio solo. La nostra Bella ha avuto un incidente.

                 E noi la salutiamo caldamente. Bella, torna presto con noi! Ti aspettiam…

                 Da sinistra entra Bella con cartellina in mano, ben vestita… ma zoppicante. 

Bella:       Buonasera a tutti!

Claudio:  (Tra sé e sé) Puozz’ittà ‘o sango! Sta ‘n’ata vota ccà!

Giobbe:   Bella, ma tu non eri infortunata?

Bella:       Dolorante sì, ma morta non ancora!

Giobbe:   Bene, vi lascio condurre in pace. Con permesso.

                 Giobbe esce e Bella parla sempre lei.

Bella:       Eccoci giunti all’ultima puntata del nostro programma del cuore. Purtroppo al

                 termine piangeremo un po’ di tristezza. Pazienza, ci rivedremo per l’edizione del

                 prossimo anno! E allora, Claudio, come stai? (Non aspetta la risposta) Aspetta,

                 mi dicono che dobbiamo lasciare la linea al TG per una edizione straordinaria.

                 Allora sigla del TG, poi la parola a Roberta Supposta. A dopo.

                 Prende per il braccio Claudio (perplesso) e lo tira via a sé verso destra.

2. [Roberta e Tranquillo. Poi Claudio, Bella e Selvaggia]

                 Da sinistra entra Roberta con alcuni fogli in mano.

Roberta: Buonasera, edizione straordinaria del TG. (Legge) “Svolta nel caso che ha

                 sconvolto Napoli e l’Italia intera: ricordate il bimbo di un anno e mezzo che al  

                 quartiere Sanità ha rubato il ciucciotto al suo coetaneo? Abbiamo scoperto il

                     perché dell’insano gesto. Abbiamo anche le immagini in esclusiva. Le sta

                     registrando il nostro Tranquillo Lassativo che è in diretta dal quartiere Sanità.

                     Tranquillo, sei a casa dei parenti del bimbo ladro? A te la linea!

                     In diffusione, si sentono delle carte da gioco cadere su un tavolo e la voce di

                     Tranquillo con quella di un uomo anziano.

Tranquillo: Spade!

Anziano:     Coppe!

Tranquillo: Denari!

Anziano:     Asso ‘e mazzo!

Roberta:      Tranquillo…!

Anziano:     Néh, ma chi è? Se sente ‘na voce ‘e femmena!

Tranquillo: Ah, ehm… Roberta, prendiamo la linea dalla casa dove abita il piccolo Davide,

                     di cui non facciamo il nome in quanto minorenne! Siamo in diretta con suo

                     nonno che si chiama Davide come lui.

Roberta:      Ci mostri le tanto agognate immagini?

Tranquillo: Purtroppo no, perché il piccolo teppista ha manomesso la telecamera. Però

                     contiamo di salvare le immagini e trasmetterle nelle prossime edizioni del TG.

Roberta:      Ma chi c’è lì con te? Il nonno?

Tranquillo: Sì, sì, certo. Io e lui stavamo appunto parlando di questa piaga sociale che è la

                     delinquenza minorile a Napoli. Ora lo intervisto. Signor Davide, lei è il nonno  

                     di un piccolo delinquente con un futuro certo nella malavita.                   

Anziano:     Ma chi?

Tranquillo: Il suo piccolo nipotino di 1 anno e mezzo.

Anziano:     E comme te permiette? (Mena Tranquillo) Disgraziato, fetente, ‘nfamone!

Tranquillo: No, aspetti, si calmi. Noi stiamo parlando civilmente.

Anziano:     Aiésce mommò d’’a casa mia!

Tranquillo: Come puoi ben sentire, Roberta, e come possono sentire gli spettatori, il nonno

                     del piccolo mostro si trincera dietro un muro di omertà! Ahia, mi sta facendo

                     male! Ti restituisco la linea, Roberta.

Roberta:      Bene, grazie, Tranquillo. Magari torneremo più tardi da te. Signore e signori,

                     la violenza becera è sempre forte in questa meravigliosa ma travagliata città

                     che è Napoli. Restituisco la linea a Claudio e Bella.

                     Roberta va a destra sulla sigla del TG. Da sinistra tornano Claudio e Bella.

Claudio:      Bene, eccoci tornati al nostro TV show, dopo queste agghiaccianti notizie che

                     arrivano dalla nostra città. Ed ora…

Bella:           (Lo interrompe) Sì, Claudio, so cosa stai per dire: è arrivato il momento della

                     nostra TV verità. Abbiamo una ospite che ci racconterà la sua terribile storia.

Claudio:      La presento io?

Bella:           No, la presento io.

Claudio:      Ti pareva!

Bella:           Accogliamo con un applauso la signora Selvaggia Bestia!

                     Da sinistra entra Selvaggia.

Claudio:      Ma come, signora, lei non è accompagnata da Isotta?

Selvaggia:    Io? No, io nun stongo ‘a sotta. Stongo ‘ncoppa!

Bella:           Ma no, signora, noi parlavamo di Isotta, la nostra valletta.

Selvaggia:    Ah, chella guagliona ch’accumpagna ‘e ggente ccà ddinto? L’aggio vista ccà

                     ffora che steva chiagnenno! Tene ‘na valiggia ‘nmana!

Bella:         Ma non le dia retta!

Selvaggia: Vabbuò, ce sta ‘o direttore ch’’a sta cunvincenno isso.

Bella:         E lei che cosa sta dicendo?

Selvaggia: Essa sta dicenno: “Dopo quello che c’è stato fra di noi”!

Claudio:    Scusate, scusate, a tutte e due, vogliamo andare avanti col programma?

Bella:         Ah, già. Accomodiamoci.

                   I tre si accomodano sui rispettivi sgabelli. Selvaggia però pare insofferente.

Selvaggia: Mamma mia, comm’è scomoda ‘sta seggia!

Claudio:    (Legge sulla propria cartellina) Dunque, signora Selvaggia Bestia, gli autori

                   hanno scritto sulla mia cartellina che lei ha subìto delle brutte situazioni.

Selvaggia: Overamente?

Claudio:    Perché, non è vero?

Selvaggia: (Non proprio convinta) Sì, sì!

Bella:         Lei ha subìto mobbing e stalking! Me lo conferma?

Selvaggia: Ch’aggio subìto?

Bella:         Mobbing e stalking.

Selvaggia: (Non proprio convinta) Sì, sì, uff! Spicialmente ‘a siconda cosa, po’!

Claudio:    E lei ha subito anche violenze da parte di suo marito.

Selvaggia: Chi? Armando?

Bella:         (Si alza e gironzola, tipo Maria De Filippi, mentre spiega la sua storia) Sì,

                   signora. Lei è sposata con un mostro. Un uomo spietato!

Selvaggia: (Si spaventa) Uh, mamma mia!

Bella:         Prima della trasmissione, lei mi ha raccontato che giusto ieri, lui l’ha picchiata

                   per l’ennesima volta… con la cinta.

Selvaggia: Uh, guardate, che disgraziato!

Bella:         Signora, se vuole piangere, pianga pure. Non si vergogni. E’ umano.

Selvaggia: No, ma pecché aggia chiagnere?

Bella:         Va bene. Comunque suo marito è una persona spregevole. Non l’ha mai amata.

Claudio:    Sta con lei solo per sfamare le proprie brame sessuali.

Selvaggia: (Comincia a commuoversi) Maronna mia!

Claudio:    Ma non gli è mai bastato picchiare lei, così ha sempre picchiato pure i suoi figli.

Bella:         E lei, cara signora, sapeva tutto, ma non ha mai avuto il coraggio di denunciarlo.

                   Prima della trasmissione, però, lei mi ha detto che finalmente gliela farà pagare. 

Selvaggia: (Si commuove) Sì. L’aggia rompere ‘a capa, a chillu bastardo!

Claudio:    Signora, ora si calmi. Vuole uscire un po’ a prendersi un bicchiere d’acqua?

Selvaggia: Nun se po’ avé ‘nu bicchiere ‘e sciampagna?

Bella:         No, cara signora, l’alcol peggiora le cose. Lei non può affogarci dentro i suoi

                   dispiaceri. Capisce? (La prende per mano e la fa alzare in piedi) Venga con me.

Selvaggia: (Sorpresa) Addò me vulìte purtà?

Bella:         A bere.

Selvaggia: Ma pecché, nun m’’o putite purtà ccà ‘nu bicchiere d’acqua?

Bella:         No, signora, lei in questo momento è troppo provata. Ha bisogno di uscire.

Selvaggia: E va bene. (Poi a Claudio) Venite pure voi a bere?

Claudio:    Signora, ma io non ho sete.

Selvaggia: E pecché, io tengo sete? Jamme, venite pure vuje, accussì me facite cumpagnia.

Claudio:    (Patetico) Signora, se la mia presenza può tirarla su di morale, vengo pure io

                   con lei e con Bella a farmi una salutare bevuta d’acqua. Ma prima lasci che io

                   lanci la pubblicità.

Selvaggia: No, no, pe’ carità!

Claudio:    No, no, signora, io devo lanciare la pubblicità.

Selvaggia: E va bene, lanciatela. Però cercate di non ciaccare a nessuno!

Claudio:    Ma che dice? Va bene, allora pubblicità!

                   Parte il jingle e così i tre escono a destra.

3. [Giobbe e Felice. Poi Kim. Infine Isotta]

                   Da sinistra entra Felice, seguito da Felice.

Felice:       Dico io, Giobbe, ma tu che cugino sei? Non muovi nemmeno un dito per farmi

                   avere il milione di Euro.

Giobbe:     Ma quei soldi non li hai vinti tu. Li ha vinti tuo cognato.

Felice:       E con ciò? Io e mio cognato teniamo un parente in comune: mia moglie.

Giobbe:     Felì, non insistere, è il regolamento. Dobbiamo seguire l’iter. Hai capito? L’iter.

Felice:       Aspié, famme capì: per avere i soldi, non devo tifare più per il Napoli?

Giobbe:     Perché?

Felice:       Devo seguire l’Inter!

Giobbe:     Ma io parlavo dell’iter burocratico. 

Felice:       Aggio capito: l’Inter joca contro a ‘na squadra che se chiamma Burocratico!

Giobbe:     Ma che staje dicenno? L’iter burocratico è la prassi, la norma, la regola.

Felice:       Allora l’Inter nun ce azzecca niente?

Giobbe:     No.

Felice:       Inzomma, praticamente, nun ce sta niente ‘a fa’ pe’ me piglià chilli sorde.

Giobbe:     Un modo ci sarebbe. Però ti costerà il 10% della vincita.

Felice:       Centomila Euro? Si può fare.

Giobbe:     E allora ti raccomando: acqua in bocca. Non devi parlare con nessuno.

Felice:       No, no, nun te prioccupà.

                  Da sinistra intanto entra Kim: si avvicina da dietro a Giobbe che non lo nota.

Giobbe:    Felice, adesso ti spiego la mia idea. Dunque... 

Kim:         (Gli alita in faccia) Direttore, buonasera!

Giobbe:    Mamma ‘e ll’Arco, chi è? (Lo nota e si spaventa) Aaahh!

Felice:      (Sorpreso) Chi è chisto?

Kim:         (Gli stringe la mano e gli alita in faccia) Piacere, Kim Macecato!

Felice:      (Sofferente) Marò, chi t’ha cecato a te? Ma chi m’ha cecato a me ‘e turnà ccà?!

Giobbe:    Ehm… carissimo Kim, cosa ti riporta da queste parti?

Kim:         (Parlando, alita verso i due che lo osservano, sofferenti) Niente, anche se non ho

                  vinto l’Oscar, vi sono venuto trovare per quest’ultima puntata. Ho sbagliato?

Felice:       Sbagliatissimo!

Kim:         Come?

Giobbe:    (Mette una toppa) Ehm… no, lui vuole dire che è più giusto se la sorpresa la fai

                  a Claudio e a Bella!

Kim:         Giusto! E Isotta non ci sta?

Giobbe:    Vuoi a Isotta? Adesso te la chiamo subito. Speriamo che non se ne sia ancora

                  andata. (Si avvicina alla porta di sinistra e la chiama) Isotta! Oh, Isotta!

Kim:         Io intanto mi nascondo, così le faccio una sorpresa. (Si apposta)

                  Da sinistra entra Isotta che tira a sé un trolley, mestamente.

Isotta:        Direttore, io ho dato le dimissioni. Non voglio un soldo. Ora posso andarm…

Giobbe:     Aspetta, ma dove vai? C’è una persona che vuole incontrarti.

Isotta:        Veramente? E chi è?

Giobbe:     L’uomo dei tuoi sogni.

Isotta:       Uh, e dove sta? Lo voglio vedere!

Giobbe:     Dietro di te.

Kim:          (Le alita in faccia) Cucù!

Isotta:        (Strillando) Maròòò! (Poi, arrabbiata) Direttore, ma che scherzi sono questi?

Giobbe:     Quali scherzi? Hai visto chi è tornato a trovarci?

Isotta:        Sì, l’ho sentito… cioè, l’ho visto!

Giobbe:     Lui vorrebbe preparare una sorpresa a Claudio e Bella. Perché non lo aiuti tu?

Isotta:        Io? Ma io ho dato le dimissioni.

Giobbe:     E non te ne puoi andare proprio adesso. Tu mi devi togliere a Kim dalle pall…

                   no, cioè, devi introdurre Kim in studio quando ci sono Claudio e Bella.

Isotta:        Mi rifiuto!

Giobbe:     Condurrai quest’ultima puntata insieme a loro!

Isotta:       (Subito cambia idea, così prende Kim per mano) Kim, andiamo a preparare la

                   sorpresa per Claudio e Bella! Però ti raccomando: fino a che non entri in diretta,

                   non aprire bocca. Capito? Direttore, noi andiamo. Con permesso! 

                   Isotta porta via con sé a destra Kim. Giobbe allora torna da Felice. 

Giobbe:     Felì, andiamo dietro le quinte, così ti spiego tutto. Però prima aspetta, devo

                   chiamare in regia. (Va alla scrivania e chiama) Pronto, regia! Io mi assento per

                   alcuni minuti. Va bene? (Poi sorpreso) Come dite? All’ingresso degli studi c’è

                   mia moglie? Ah! Sta pure arrabbiata? Dite alla security di non lasciarla passare.  

                   D’accordo? Arrivederci. (Riaggancia, poi torna da Felice) Possiamo andare.

Felice:        Scusa, ma perché tua moglie non può passare?

Giobbe:     Felice, non fare domande! Su, seguimi.

                   I due escono a sinitra.

4. [Claudio, Bella e Selvaggia. Poi Isotta, Zito ed Emiliana]

                   Da destra tornano Selvaggia (con un bicchiere d’acqua), Claudio e Bella.   

Bella:         (Richiama Selvaggia) Signora, signora, lei non mi è piaciuta come ha pianto.

Selvaggia: E pecché?

Bella:         Ha pianto male. Lei deve essere più convincente.

Selvaggia: E si me scappa a rirere?

Claudio:    Si copra la bocca con una mano e finga di piangere. Ha capito?

Selvaggia: Sì, ma io voglio dicere ‘na cosa in TV che strazia ‘o core.

Claudio:    E la dice durante la diretta.

Selvaggia: E quanno fernesce ‘sta pubblicità?

                   Parte il jingle che preannuncia il ritorno in diretta. Poi…

Claudio:    Eccoci tornati in diretta. Come potete vedere, la signora Selvaggia sta bevendo.

                   Selvaggia mostra al pubblico il bicchiere. Claudio la esorta.

                   Prego, accomodiamoci.

                   I tre si siedono. Claudio seguita.

                   Siamo ancora emozionati per la triste storia che ci ha raccontato pocanzi.

Selvaggia: Ma si io nun aggio parlato proprio. Ha parlato ‘a signurina. (Indica Bella)

Bella:         Ma è la stessa cosa. Io ho raccontato ciò che lei ci ha detto prima della puntata.

                   Ed ora lei vuole raccontare in TV una cosa che strazia il cuore.

Claudio:    E’ vero. Siamo pronti ad ascoltarla.

Selvaggia: Pozzo?

Claudio:    Si dice posso. Verbo potere.

Selvaggia: Posso potere?

Claudio:    Certo, signora. Su, vada.

Selvaggia: Addò aggia ì?

Bella:         No, vada, nel senso che deve parlare. E guardi in telecamera.

Selvaggia: (Così fa) Voglio dire due cose. La prima devo dirla a mio marito: Armà, t’aggia

                   cunfessà ‘na cosa…

Claudio:    Oddio, una confessione. Su, dica.

Selvaggia: Armà, io… io… aggio scassato ‘o scaldabagno! (E si commuove)

                   Claudio e Bella si osservano perplessi. Poi lui mette una toppa.

Claudio:    Ehm… signora, vuole cortesemente dire la seconda cosa?

Selvaggia: Sì. Voglio salutare i miei 29 nipotini. La nonna sta lottando in TV solo per voi!

Claudio:    Bene, ringraziamo la signora Selvaggia Bestia! Un applauso.

Selvaggia: Ma me n’aggia ì?

Claudio:    Sì.

Selvaggia: No, ma io nun me ne vogl’ì! Io devo salutare ancora ai miei 5 figli!

Claudio:    (Si alza in piedi) Su, signora, dobbiamo andare avanti con il programma.

Selvaggia: (Si alza in piedi imbronciata) Ah, sì? E io glielo dico al direttore! E sapete che

                   cosa vi dico a voi due? Io, in televisione, non ci vengo mai più!

Claudio:    Un applauso alla signora Selvaggia!

Selvaggia: (Al pubblico) Salutàteme ‘e ssore voste!

                   Ed esce via imbronciata a sinistra. Claudio e Bella si ricompongono.

Bella:         Bene, ed ora cosa abbiamo in scaletta?

Claudio:    Hai perso il segno? E allora ci penso io. (Al pubblico) Li abbiamo conosciuti nel 

                   reality show: “Maschi e femmine”! Li abbiamo poi intervistati qui a TV show: i

                   contadini più famosi del mondo: i signori Zito Voiello ed Emiliana Barilla!

                   Da sinistra, sull’applauso del pubblico, con da Isotta, entrano Zito ed Emiliana.  

                   Bene, noto con piacere che c’è pure la nostra Isotta. Ma non eri andata via?

Isotta:        E perché dovevo andarmene? Io sono la valletta titolare di questa trasmissione.

                   Un giorno forse la condurrò pure, alla faccia tua e di Claudio! Con permesso!

                   Esce via a sinistra.

Bella:         E dunque, bentornati ai nostri due super contadini. Prego, accomodiamoci.

                   Così fanno. Bella allora continua.

                   Oggi abbiamo il piacere di sentire dalla vostra viva voce com’è nata la vostra

                   storia d’amore. Chi ce la racconta?

                   Zito ed Emiliana si guardano per un momento, poi uno indica l’altro.  

Zito:           Tu!

Emiliana:  Ma pecché io? Tu!

Zito:           No, no, tu!

Bella:         Va bene, facciamo parlare le donne. Ce la racconta la nostra Emiliana.

Emiliana:  Io?

Claudio:    E sì, ha ragione Bella. E appena Emiliana avrà finito di raccontare la storia, Zito

                   ti dedicherà una poesia d’amore. Va bene?

Zito:          Aeh!

Bella:        Prego, Emiliana. Scommetto che è stato amore a prima vista. E’ così?

Emiliana: No, veramente, io e isso ce simme spusate pe’ colpa ‘e mammà e papà!

Claudio:   Ma come, non vi eravate conosciuti al reality show “Maschi e femmine”?

Zito:         No!

Emiliana: Ma voi lo avete raccontato pubblicamente.

Zito:          Ah, ehm…

Emiliana: (Finge di ricordare) E già! Te si’ scurdato, imbecille?

Zito:          Sì, sì, sì…!

Emiliana: E come, io e il mio martirio qui presente ci siamo canosciuti dove dite voi!

Claudio:   E chi ha fatto il primo passo? Lui o lei?

Zitto:        (Contemporaneamente a lei) Essa.

Emiliana: (Contemporaneamente a lui) Isso.

Bella:        (Imbarazzata) Capisco, siete emozionati. Allora racconto io in due parole quello

                  che mi avete raccontato prima della trasmissione: Zito ha notato Emiliana e le si

                  è avvicinato per farle un complimento. Zito, ci vuoi dire qual è stato questo

                  complimento? Su, senza vergogna.

Zito:         Ehm… néh, ma che t’aggio ditto?

Bella:        Ma come? Quella frase d’amore che diceva: “Il vero amore è quando il tuo

                  cuore e la tua mente dicono la stessa cosa”. L’ha detta Bartram.

Emiliana: Chi l’ha ditta?

Zito:          Batman!

Claudio:   (Ironico) Eh, l’ha ditta Supermén! Ma quale Batman? Si chiama Bartram!

Emiliana: Embé, e mio marito mi avesse detto questa frase?

Bella:        Ma certo. E non solo. Ha detto pure: “Una vita che miri principalmente a

                  soddisfare i desideri personali, conduce prima o poi a un’amara delusione”.

Emiliana: E chi l’ha scritta ‘sta cosa?

Bella:        Einstein.

Emiliana: E chi è?

Zito:          ‘O mostro! Chillo che tene ‘a cicatrice ‘nfronte!

Claudio:   Ma chillo è Frankenstein! Lei invece parlava di Albert Einstein, il genio.

Bella:        Ma la frase d’amore più bella che Zito ha dedicato ad Emiliana è stata questa:

                  “Segno certo d’amore è desiderare di conoscere, rivivere l’infanzia dell’altro”. 

Emiliana: E chi l’ha scritta?

Bella:        Pavese.

Emiliana: E chi è?

Zito:          Pavese, chillo d’’e biscotte!

Bella:        Ma tra poco Zito Voiello si supererà: dedicherà alla sua amata Emiliana una

                  poesia che si chiama “Donna”.

Emiliana: Ma l’ha scritta isso?

Zito:          Ma pecché, saccio scrivere ‘e ppo-poesie, io?

Bella:        No, l’ha scritta Umberto Saba.

Emiliana: Umberto…?

Bella:        Saba.

Zito:         Chillo d’’e ttelevisione!

Claudio:   Ma che dici? Per piacere, pensa a recitare la poesia.

Zito:         Ma io nun ‘a saccio.

Claudio:      Niente paura, tra poco entrerà il leggio.

Zito:            No, caso mai legg’io!

Claudio:      Appunto, col leggio.

Zito:            Ma si l’aggia leggere io, pecché ‘a vuo’ leggere tu?

Claudio:     (Spazientito) Ma l’he’ leggere tu. Però quel coso dove si mette il foglio con la

                     poesia sopra, si chiama leggio!

Zito:            Ah, ecco!

Claudio:     Prego, Isotta, conduci qui il leggio con la poesia.

                    Da sinistra entra Isotta con un leggio.

Isotta:         Dove lo metto?

Claudio:     Addò ‘o vuo’ mettere? Qui al centro.

Isotta:         Ah, bene.

Claudio:     Ora vai.

                    Isotta esce via a sinistra. Claudio allora si organizza con Zito.

                    Dunque, Zito, sei pronto per recitare la poesia?

Zito:           Ma io nun saccio leggere tanto buono. E ppo’ m’emoziono, e allora ‘ncacaglio.

Claudio:     Ma no, leggi tranquillo. Intanto io mi accomodo insieme a Bella e a tua moglie.  

                    (Al pubblico in studio) Un applauso a Zito Voiello che ci interpreterà “Donna”.

                    Applausi. Claudio, Bella ed Emiliana si siedono. Zito dà un’occhiata al testo. 

Zito:           Aéh, e chi capisce niente! (Poi legge tartagliando) “DONNA. Qua-quand’eri

                    gio-giovinetta… pungevi!”…

Claudio:     Ma che d’era, ‘na vespa?

Zito:           Ccà accussì sta scritto. (Legge ancora) “Pungevi co-come una morta”…

Cl-Be-Em: Eh?     

Zito:           (Si corregge) No: “Co-come una mora di macchia. Anche il pi-pi… il pi-pi…!

Cl-Be-Em: Eh?     

Zito:           “Il pi-piede… t’e-t’e… t’e-t’e…”…

Claudio:     Cucù!

Zito:           “T’e-t’e…”…

Claudio:     Cucù!

Zito:           “T’e-t’era un’arma, o selvaggia.”…

                    E da sinistra, entra Selvaggia.

Selvaggia:  Sì?

Claudio:     (Si alza in piedi) Signò, ma chi v’ha chiammata?

Selvaggia:  (Avvicinandosi a loro) Ma comme, io aggio ‘ntiso: “Selvaggia”. L’ha detto lui.

Emiliana:   (Ingelosita, si alza in piedi) Néh, ma allora ‘sta poesia è dedicata a ‘sta tizia?

Selvaggia:  Uhé, io nun songo ‘na tizia. Io me chiammo Selvaggia.

Emiliana:   Zito, ma comme, tu he’ dedicata ‘na poesia a chesta?

Zito:           Ma chi ‘a sape? Io aggio ditto sulo: “Selvaggia”!

Selvaggia:  Sì?

Emiliana:   He’ ‘ntiso? T’ha risposto. Disgraziato, truffatore! V’aggia scannà a tutt’e dduje!

Claudio:     No, signora, cosa fa?

Emiliana:   Tu liévete ‘a nanzo!

                    Tra le urla e lo spavento, Emiliana insegue per lo studio (fanno due giri) Zito e

                    Selvaggia ed è inseguita da Claudio. Poi i quattro escono a destra.  

Bella:          (Mette una toppa) Ehm… signore, signori cari, era tutta una scena costruita per

                    divertirvi. Uno scherzo. Abbiamo ospitato i vincitori del grande reality show

                “Maschi e femmine”. Come avete potuto ben vedere, sono due fenomeni. Faranno

                sicuramente carriera nel mondo dello spettacolo. Un applauso!

                Sull’applauso del pubblico, Bella cerca di capire sulla scaletta cosa viene ora.

                Ehm… Oddio, ho perso il segno. Cosa dobbiamo fare, ora?

                Bella poggia la cartellina sullo sgabello e vi si inginocchia a leggere.

5. [Claudio e Bella. Poi Zito ed Emiliana. Infine Selvaggia e Kim]

                Torna Claudio da destra.

Claudio: Bene così, Bella! (La nota inginocchiata verso lo sgabello)Ma cosa fai?

Bella:      (Si rialza) Non trovavo il segno su dove eravamo arrivati in trasmissione.

Claudio: Ora è arrivato il…

Bella:      No, no, ti stai sbagliando. Adesso è arrivato il momento dei nostri amici da casa:

                il nostro quiz.

Claudio: E io questo volevo dire.

Bella:      E allora parta la sigla del TV show quiz!

                Parte il jingle del quiz. Claudio sta per parlare, ma Bella lo anticipa (e lui la

                guarda male). Lei legge sulla cartellina.

                Oggi parliamo del corpo umano. La domanda è: “Come si chiama l’osso laterale  

                dell’avambraccio?”… Per aiutarvi, dirò che quest’osso si colloca, assieme

                all’ulna, tra il polso ed il gomito. Sentiamo chi c’è in linea. Pronto!... Pronto!

                Non c’è nessuno in diretta.

Claudio: Ma Bella, come pretendi che qualcuno telefoni, se tu non dici qual è il numero per

                partecipare al quiz?!

Bella:      Giusto! Non ci avevo pensato! Scusa, ma qual è il numero di telefono per il quiz?

Claudio: Dunque, il numero è…

Bella:      Ah, sì, già: 081/678123!

Claudio: Appunto! Vuoi che prenda io la telefonata?

Bella:      No, a me i quiz mi divertono troppo! Prendo io le telefonate.

Claudio: (Rassegnato) Vai, vai pure! (Si siede) Così mi riposo un po’!

Bella:      E dunque, pronto!

                In diffusione si sente la voce di una donna anziana con accento napoletano.    

Anziana: Pronto, Carmilina!

Bella:      Ehm… no, signora, io non sono Carmilina. Io sono Bella.

Anziana: Ah, sì Ornella? E pàsseme a mammà, l’aggia dicere ‘na cosa.

Bella:      No, signora. Ho detto che sono Bella. Questa è TV show.

Anziana: Orné, ma io nun te capisco. Che staje dicenno?

Bella:      Ma no. Uffa! Claudio, aiutami tu, per favore.

Claudio: Adesso ti devo aiutare? E va bene. Signora, sono Claudio Pastiglia!

Anziana: M’aggia piglià ‘a pastiglia? Orné, ma tu stisse ascenno pazza?

Claudio: Signora, ma io non sono Ornella. Sono Claudio.

Anziana: Ah, sì Marco? Stevo cercanno proprio a te. M’avìssa fa’ ‘nu piacere: me può gghì

                a accattà ‘nu chilo ‘e frijarielle? L’aggia fa’ cu’ ‘e ssasicce!

Claudio: (Seccato) Regia, per favore, stacchiamo la telefonata. Ecco fatto. Ci scusiamo coi

                telespettatori. Sono cose che capitano. Passiamo alla prossima telefonata. Pronto!

                In diffusione si sente la voce di un uomo dalla voce rattristata.

Uomo:    Pronto, padre Mario, sono Ciro Donnarumma. Me pozzo venì a cunfessà?

Claudio: No, guardi, lei ha sbagliato. Io non sono padre Mario. Io sono Claudio.

Uomo:    Ah, siete padre Claudio? E allora mi volete confessare voi? Padre, io mi devo

                liberare. Anzi, mò vi anticipo qualche peccato per telefono!   

Claudio: No, ma che fa?

Uomo:    Padre, dovete sapere che io sono un maniaco sessuale. Vado con le donne, con

                gli uomini e perfino con gli animali. Quanti Padre nostro e Ave Maria devo dire?

Claudio: Ne dica duecento! Arrivederci.

Uomo:    No, che arrivederci? Io devo dire altri due peccati!

Claudio: Regia, stacchiamo, stacchiamo, per favore! Ecco fatto. Allora invitiamo i nostri

                telespettatori a chiamarci al numero in sovraimpressione. Pronto!

                In diffusione si sente la voce di un uomo.

Uomo2:  Pronto!

Claudio: Scusi, lei cerca Carmilina?

Uomo2:  No.

Claudio: Allora cerca un prete per confessarsi?

Uomo2:  E che me cunfesso, pe’ telefono?

Claudio: Non si può mai sapere!

Uomo2:  No, io voglio partecipà ‘o gioco. ‘O quiz! Io me chiammo Pino.

Claudio: Oh, perfetto, allora, signor Pino…

Bella:     (Lo interrompe e prosegue lei) …La domanda è: “Come si chiama l’osso laterale  

                dell’avambraccio?”. Per aiutarla, dirò che quest’osso si colloca, assieme all’ulna,

                tra il polso ed il gomito.

Uomo2:  (Richiama qualcuno in casa sua) Marilé, e stuta ‘nu poco ‘sta radio!  

Bella:     Come, scusi?

Uomo2:  No, nun aggio capito niente pe’ colpa d’’a radio!

Bella:      Risposta esatta, è l’osso del radio!

Uomo2:  Aggio indovinato?

Bella:      Sì. Lei ha vinto i primi 200 Euro!

Uomo2:  Ua’, mò addivento ricco!

Bella:      Ed ora passiamo alla seconda domanda: come si chiama il piccolo osso

                dell’orecchio medio che collega il timpano all’incudine?

Uomo2:  Ma che razza ‘e domanda è chesta?! (Poi richiama qualcuno in casa sua) Marilé,

                si nun stute ‘sta radio, t’’a scasso cu’ ‘o martiello!

Bella:      Come?

Uomo2:  No, niente, devo scassare la radio di mia figlia col martello!

Bella:      Risposta esatta, è il martello! Altri 200 Euro tutti suoi. Ma lei è preparatissimo!

Uomo2:  Ma io nun riesco a sentì che state dicenno.

Bella:      E ora la domanda che le consentirà di vincere 1000 Euro! “Come si chiama l’osso

                impari e mediano che costituisce la parte postero-inferiore del setto nasale?”…

Uomo2:  (Richiama qualcuno in casa sua) Marilé, scinne, va’ ‘ncoppa ‘o Vommero!

Bella:      Prego?

Uomo2:  No, niente, mia moglie deve andare sopra il Vomero.

Bella:      Risposta sbagliata! Non è il Vomero, è il “vomere”! Per colpa di una “e” ha perso

                tutto. Peccato, signor Pino!

Uomo2:  Scusate, ma quanno accummencia ‘stu quiz?

Bella:      No, sono desolata. Signore e signori, salutiamo il signor Pino con un applauso.

Uomo2:     Marilé, pe’ mezza toja, nun m’he’ fatto capì niente…!

                  Gli applausi del pubblico in sala, copre le ultime parole del signor Pino.

Claudio:   Ed ora è arrivato…

Bella:        (Lo interrompe) …Ebbene, sì, ora è arrivato il momento…

Claudio:   (La interrompe) Appunto, lo dico io: è arrivato il momento di ritrovare i nostri

                  ospiti della campagna: Zito Voiello ed Emiliana Barilla! Un applauso!

                  I due entrano da sinistra, soli soletti. Claudio nota questo particolare.

                  Ma… ma… ma come? I nostri ospiti non entrano accompagnati da Isotta?

Em&Zit:  E chi è?

Claudio:   Lasciamo stare. Prego, accomodatevi. 

                  I quattro si accomodano. Claudio sta per parlare, ma Bella lo precede.

Bella:        Ed ora Zito dedicherà una canzone d’amore a sua moglie, per  il loro

                  anniversario di matrimonio. Che canzone ci canterai?

Zito:          Sc-sc… Sc-sc…*                                                    *(pare quasi dire sssst, per dire silenzio)

Claudio:   Che c’è? Non devo parlare?

Emiliana: No, lui sta dicendo che vuole cantare la canzone di Peppino Di Capri. 

Claudio:   Ma perché, Peppino Di Capri ha scritto una canzone che si chiama “Sc-sc”?

Zito:          No, è chella canzone che parla d’’o spumante!

Claudio:    Ah, “Champagne”! Ascolta, Zito, hai per caso portato pure una base musicale?

Zito:          Sì, sì. Una ba-base de-del Karocchia!

Claudio:    Il Karocchia?

Zito:          Co-comme se chiamma? Il Karakiri!

Claudio:   Ah, tu vuoi dire il Karaoke!

Zito:          Eh!

Claudio:    Allora raggiungi il centro studio. Ora Isotta ti porterà il microfono. Ehi, Isotta!

                   Isotta! Mah, non risponde. Ora vado a prenderlo io, il microfono!            

                   Claudio esce a destra, Zito si prepara al centro. Claudio torna col microfono.

                   Bene, caro Zito, eccoti il microfono. Adesso io, Bella e la tua signora ci

                   mettiamo in disparte, cosicché tu possa esibirti. Va bene?

Zito:          Sì.

Claudio:    Ed ora, signore e signori qui presenti e da casa, il grande Zito Voiello si esibirà

                   in una struggente “Champagne”!

                   Claudio, Bella ed Emiliana si spostano un po’ verso destra. Parte la base.

Zito:          (Canta ma non si capisce nulla) Gnagnà gne gnignagne a un gnignogno /

                   Gnogné gne gna gnegni gnu gnagno…! 

                   Da destra entra Selvaggia, che protesta verso Zito (e la base viene sfumata). 

Selvaggia: Néh, uhé, fermate tutto cose! Ma che modo ‘e cantà è chisto? Fa proprio schifo!

                   Accorrono Bella, Claudio ed Emiliana.

Claudio:    Signora, ma cos’ha fatto? Ha interrotto Zito mentre cantava?

Selvaggia: Ma pecché, steva cantanno? Chillo steva raglianno! Steva ‘nguajanno ‘a canzona

                   mia ‘e quanno m’aggio spusato cu’ mio marito!

Emiliana:  Signò, mio marito sape cantà buono!

Selvaggia: Ma stàteve zitta, vuje. ‘A televisione sta addiventanno ‘nu schifo. Una volta ci

                   entravano i megli artisti! Invece mò ci entrano cani e porci! E voi due state qua a

                   fare quello che volete solo perché avete partecipato a un reality show. Un altro

                   poco vi danno pure l’Oscar!

                   Da sinistra entra Kim Macecato.

Kim:          No, signora, l’Oscar dovrebbe essere il mio!

Claudio:       Mamma ‘e Giotto, chisto sta ancora ccà?!

Zito:             (A Kim) E tu-tu… e tu-tu… e tu-tu…

Kim:             Eh, sta passanno ‘o treno!

Zito:             E tu-tu chi si’?

Kim:             Sono l’aspirante futuro premio Oscar!

Selvaggia:   (A Kim) Giuvinò, ma tu si’ scustumato. Sto’ parlanno primm’io cu’ chisto.

Kim:            (Le alita in faccia) E a me non me ne frega niente!

Selvaggia:   (Si allontana, facendosi aria con le mani) Mamma mia!

Claudio:      Kim, adesso però non litigate. Per piacere.

Kim:            (Gli alita in faccia) E tu che vuoi?

Claudio:      (Si allontana, facendosi aria con le mani) Aiuto!

Kim:            (Poi alita in faccia ad Emiliana) E vuje che tenìte ‘a guardà?

Emiliana:    (Si allontana, facendosi aria con le mani) Uh, Giesù!

Kim:            (Poi alita in faccia a Bella) E tu che vvuo’?

Bella:           (Si allontana, facendosi aria con le mani) Uff!

Zito:             Gu-gu-guagliò, te fe-fe… te fe-fe…

Kim:            Che cosa?

Zito:             Te fe-fete ‘o ciato! (Soddisfatto) Oh!

                     Escono tutti a destra, gradualmente, sul jingle che preannuncia la pubblicità.

Scena Ultima. [Giobbe, Isotta, Claudio, Bella, Roberta, Emiliana e Zito, Felice, Kim]

                     Da sinistra entra Giobbe, dolorante alla schiena, ferito in volto, sottobraccio a  

                     Isotta che lo sorregge.

Giobbe:       Ah, mamma mia, e quanta mazzate m’ha dato muglierema!  

Isotta:          Ti ha fatto male?

Giobbe:       Assaje! Io aggio vattuto a essa e essa m’ha vattuto a me. Però aggio abbuscato

                     cchiù assaje io! M’ha ditto: “Sciglie, vuo’ abbuscà mò e ppo’ quanno tuorne ‘a

                     casa te sputo ‘nfaccia, oppure te sputo ‘nfaccia mò e ppo’ quanno tuorne ‘a

                     casa abbusche?”… E io aggio scigliuto ‘a primma soluzione, accussì quanno

                     torno ‘a casa, m’ha da sputà sulo ‘nfaccia e amme fernuto!

Isotta:         Ma adesso dove sta?

Giobbe:       L’aggio chiusa dint’’o camerino!

Isotta:         E io dopo come mi cambio?

Giobbe:       Tu puoi entrare, non ti preoccupare.

Isotta:         Senti, io ci ho pensato. In fondo non sono tagliata per condurre questo

                     programma. No, per niente.

Giobbe:       Ah, sì? Meno male!

Isotta:         Però vorrei condurre il telegiornale!

                    Parte la sigla del TG, i due si spaventano. Da destra ecco Roberta: ha dei fogli.

Roberta:     Edizione della sera del nostro TG. (Si siede alla scrivania) Abbiamo inviato il

                    nostro Tranquillo Lassativo in una zona dell’hinterland napoletano dove sono

                    stati scoperti rifiuti tossici. Purtroppo, per motivi tecnici, il collegamento video

                    sarà ancora impossibile. Contentiamoci di quello audio. Tranquillo, ci sei?

                    In diffusione si sente il muggito di una mucca. Roberta ne rimane sorpresa.

                    Tranquillo, ma dove sei? In una stalla?

Tranquillo: Roberta, eccoci in collegamento diretto per questo spiacevole reportage: il 

                     problema dei rifiuti tossici a Napoli.

Roberta:      Ma che rifiuti tossici? Io sento una mucca.

Tranquillo: Appunto, sta scaricando certi rifiuti tossici!

Roberta:      Ma io mi riferivo ai rifiuti tossici, quelli veri!

Tranquillo: E perché, pensi che io stia facendo finta?

Roberta:      (Rassegnata) Va bene, Tranquillo, lasciamo stare. Torna qui in studio. Cerca

                     di farcela prima della fine della puntata.

Tranquillo: Faccio quel che posso. Intanto ti restituisco la linea.

Roberta:      Grazie, Tranquillo. (Poi nota Giobbe e Isotta) Direttore, visto che sei qui,

                     volevo approfittare di questa ultima puntata per ringraziarti di tutto.

Giobbe:       Prego.

Isotta:          Un momento. Direttore, puoi dare a Roberta in diretta la brutta notizia?

Roberta:      Brutta notizia? Quale?

Isotta:          Purtroppo tu non condurrai più questo TG. Mi dispiace. Al tuo posto ci sarò io.

Giobbe:       Ma no, aspetta, io non ho deciso niente.

Isotta:          E invece sì. Roberta, il direttore qui presente vuole affidarmi il tuo TG, se no

                     dico tutto a sua moglie!

Roberta:      Se è per questo, pure io lo dico a sua moglie che lui ci ha provato con me!

Giobbe:       Pure chesta, mò? Ma no, state zitte. Che dite?

Roberta:      Scusate, mi chiama la regia. (Risponde all’interfono sulla scrivania) Pronto!  

                     (Felice) Che? Ma è fantastico! Grazie, regia, grazie! (Riaggancia) Ma sì, mia

                     cara Isotta, ti cedo volentieri la conduzione di questo TG. Intanto a me mi

                     aspetta addirittura il direttore del TG1. Sto facendo carriera. Addio per sempre!

                     Esce via beatamente a destra.

Giobbe:       (A Isotta) Sei contenta, adesso?

Isotta:          (Un po’ perplessa) Vogliocondurre pure io il TG1!

Giobbe:       (Si sfoga) Figlia mia, ma tu che vuoi da me? Io mi sono stancato di fare

                     trasmissioni con delle inutili vallette che non sanno fare niente, se non esibire 

                     cosce nude al vento. E pretendono pure! Ma ringraziate Iddio che i vostri 

                     genitori vi hanno messe al mondo! Jammuncenne!

                     La prende per mano e la porta via a sinistra. Da destra tornano Claudio

                     (dolorante), Bella, Zito ed Emiliana.

Claudio:      Uff, e che c’è voluto per chiudere la signora Selvaggia nello sgabuzzino!

Emiliana:    E intanto mio marito ha dedicato ‘na poesia e ‘na canzona a chella puzzulente!

Zito:            Ma chi? Io? Ma io nu-nun ‘a cunosco ‘a signora. La poesia era de-dedicata a te.

Emiliana:    E allora che me l’he’ dedicata a ffa’? Tu ‘o ssaje: io odio ‘e ppoesie.

Zito:            Saje che te dico? ‘A prossima vota te canto l’”Ave Maria ‘e Umberto”!

Claudio:      Ma che Umberto? Si chiama Schubert. E’ l’”Ave Maria di Schubert”.

Bella:           Bene, allora aspettiamo di tornare dalla pubblicità. Facciamoci trovare allegri

                     e tranquilli, come se avessimo fatto tutto uno scherzo ai telespettatori. OK?

Claudio:      Per me va bene.

Zito:            Sentite, ma no-non ce ne possiamo andare subito? Io me-me songo sfastriato.

Emiliana:    E pur’io!

Claudio:      E no, bisogna salutare il pubblico da casa.

Zito:             E pecché?

Claudio:      Perché è la prassi.

Zito:             E a me-me non mi prassi manco p’’a capa!  

                Il jingle annuncia il ritorno alla diretta dopo la pubblicità.     

Bella:      Eccoci tornati dopo la pubblicità. Come vedete, qui ci sono ancora Zito ed

                Emiliana. Hanno voluto farvi uno scherzo, simulando una lite con la signora

                Selvaggia. Ma ora sono qui per salutarvi. Prego, fate pure!

I due:      Cià!

                Vanno per uscire verso destra, ma Claudio li ferma.

Claudio: Un momento. Diciamo al pubblico da casa e qui presente dove vi potranno

                vedere in futuro.   

Zito:       ‘Nmiezo ‘o mercato!

Claudio: Ma no, io intendo nei locali. E soprattutto in TV.

Bella:      Vogliamo dire al pubblico che voi parteciperete al reality show dei contadini?

Claudio: “Il grande frijariello”!

I due:      Sì, sì. Cià!

                E vanno via a destra, piantando in asso Claudio e Bella.

Bella:      Si vede che erano emozionati!

Claudio: Ed ora passiamo al nostro gioco con cui da casa potrete vincere 1.000.000 Euro.

                Da sinistra entra Isotta che va subito da Claudio. 

                Oh, ecco la nostra Isotta. Devi dirmi qualcosa?

                Isotta dice qualcosa all’orecchio a Claudio, il quale rimane spiazzato.

                Oh, questa poi! Vai, Isotta, vai a prenderlo e conducilo qui da noi.

                Isotta esce a sinistra. Claudio allora spiega cosa sta succedendo.

                Isotta mi ha appena detto che di là è arrivato il vincitore del premio di 1 milione

                di Euro della scorsa edizione. Il signor Gennaro Esposito.

Bella:      Cosa? Ma questa è una bellissima notizia. E allora accogliamolo con un applauso.

Claudio: Il signor Gennaro Esposito!

                Da sinistra, insieme a Isotta, entra Gennaro Esposito (ma in realtà è Felice

                Di Andarmene, che ha occhiali da sole ed un berretto in testa, ma soprattutto la

                mano destra nascosta nella manica della giacca e la mano sinistra di cui c’è solo

                il dito medio nascosta in un guanto. Fa una voce un po’ roca).

Felice:     Buonasera, buonasera.

Claudio: Benvenuto, signor Esposito. Peccato lei abbia perso la mano destra, a causa della

                disgrazia accadutale. Avrei voluto tanto stringergliela. Ma con 1 milione di Euro

                si possono fare operazioni di chirurgia impensabili! Per cui, tanti auguri.

Felice:     Grazie.

Bella:      Signor Esposito, ci vuole dire qualcosa per testimoniare la sua felicità?

Felice:     Veramente, non voglio parlare troppo, se no mi sgamat… cioè, sono emozionato.

Claudio: Signor Esposito, ma lei lo sa che c’è stata una persona che ha cercato di prendersi

                la sua vincita al posto suo?

Felice:     No. Chi è?

Claudio: Suo cognato. Pensi, ha asserito che lei lo abbia autorizzato a prendere i soldi,

                siccome lei era ricoverato in ospedale.   

Felice:     Uh, guardate!

Claudio: Ci scusi la franchezza, ma suo cognato è un tantino farabutto!

Bella:      Ma diciamo direttamente che è un truffatore!

Claudio: Altro che parenti serpenti, suo cognato è un serpente velenoso.

Felice:     Vabbé, ma non esageriamo, adesso. Sono ragazzi. Lasciamoli sfogare! (Un po’

                preoccupato) Ma quando me li portano questi soldi?

                   Da sinistra torna Isotta con un cofanetto in mano.                

Claudio:    Ecco Isotta coi soldi in gettoni d’oro. Isotta, consegna il tutto al signor Esposito.

                   Isotta mette sottobraccio sinistro di Felice il cofanetto.

Felice:       (Finge commozione) Grazie, grazie.

Bella:        (Gli poggia una mano sulla spalla) No, non si commuova.

Felice:       (Finge commozione) Va bene. Me ne posso andare?

Claudio:    Vuole già lasciarci?

Felice:        Sì. Tengo a mia moglie che mi sta aspettando all’aeroporto.

Claudio:    Partite? Bravissimi! Godetevi questi soldi. Signore e signori, salutiamo con un

                   grande applauso il signor Gennaro Esposito.

                   Felice fa un paio di leggeri inchini. Poi si saluta a baci con Bella e Isotta,   

                   quindi… stringe la mano destra di Claudio. Resosi conto di ciò che ha fatto, va

                   subito via a sinistra. Claudio, Bella e Isotta lo osservano perplessi.

Bella:         Un po’ strano quel signor Esposito. Somigliava quasi al suo cognato truffatore.

Claudio:    E’ vero. Pensa, ho avuto perfino la sensazione che mi stringesse la mano destra.

                   Ma lui non ce l’ha.

Isotta:        E pure io ho notato una cosa strana, prima di entrare qui insieme a lui: ho avuto

                   la sensazione che mi toccasse il sedere con la mano che lui non ha!

Claudio:    Mah! Bene, torniamo a noi.

Isotta:        Claudio, dietro l’ingresso alla nostra sinistra c’è una persona che vuole farti una

                   sorpresa. Puoi avvicinarti un momento?

Claudio:    E non puoi dirmi chi è?

Isotta:        E no, se no non sarebbe più una sorpresa!

Claudio:    E va bene.

                   Si avvicina sorridente all’ingresso di sinistra ed interroga chi vi è oltre.

                   Chi c’è?

                   Vi esce Kim che parla (alitando in faccia a Claudio).

Kim:          Sorpresa!

Claudio:    Mamma ‘e ll’Arco! (E gironzola per lo studio, cercando aria pulita!)

Kim:          (Avvicinandosi a Bella) Carissima Bella, come stai? Non mi dai un bacio?

Bella:         Oddio!

Kim:          Io vi ho fatto questa bella sorpresa per l’ultima puntata!

Bella:         E… e… e va bene.

                   I due si baciano sulle guance.

Kim:          Bene, ed ora voglio un bel bacio anche da Isotta.

Isotta:        No, no, io… ho lasciato la pasta sul fuoco! Con permesso!

                   Esce frettolosamente a sinistra, mentre Claudio si è fermato sulla soglia destra.  

Kim:          E allora, eccoci qui. Purtroppo non ho vinto il premio Oscar. Mi è successa pure

                   una cosa strana: invece di farmi sedere nella sala dove si svolgeva la cerimonia,

                   mi hanno fatto accomodare all’esterno del teatro! Chi sa perché?!

Bella:         E già, proprio non lo immagini!

Kim:          Ma Claudio che fine ha fatto? Pocanzi era qua. (Lo nota) Ah, eccolo là! (Lo

                   raggiunge da dietro e poi gli alita in faccia) Ehi, Claudio!

Claudio:    Maronna mia!

                   Ma si spaventa doppiamente, quando da destra entra Selvaggia, arrabbiata.

Selvaggia: Ah, tu staje ccà!

Claudio:    Oddio!

Selvaggia: Tu mi hai chiusa nel ripostiglio!

Kim:          (Alitando in faccia a Claudio) Uh, e perché?

Claudio:    (Spazientito) Oh, e basta! Io direi che è meglio concludere qua la trasmissione.

Bella:         Ma come, Claudio? Dobbiamo fare il gioco a premi.

Selvaggia: Ma no, voi mi dovete dire perché mi avete chiuso là dentro.

Kim:          E io invece voglio essere intervistato da te!

Bella:         E io invece voglio condurre il gioco a premi.

Claudio:    No, basta così! Signore e signori, ringraziamo gli sponsor, non ricordo quali, e

                   pure voi. Arrivederci, buonanotte. Alla prossima edizione!

Gli altri:    Ma no, ma no!

                   Claudio (seguito dagli altri tre) si avvicina a sinistra e si scontra con Giobbe

                   che esce da lì (seguito da Isotta).

Giobbe:     Scusami, Claudio, ma mia moglie è riuscita a sfondare la porta dei camerini!

Claudio:    E che ci devo fare io?

Giobbe:     Aiutami. Ti prometto che in futuro condurrai tu da solo questo programma.

Bella:         No, no, direttore, non è giusto. La trasmissione non può condurla solo un uomo.

Isotta:        E’ vero, la televisione italiana sta diventando troppo maschilista.

Claudio:    ‘O vero? Io vedo donne dappertutto, che nun sanne fa’ niente e ténene pure ‘e

                    meglie poste. Anche in questa trasmissione, io sono da solo contro tutte donne!

Bella:         Sì? Direttore, dov’è sua moglie. Finalmente le dirò che ci ha provato con me.

Isotta:        E pure con me!

Selvaggia: E pure con me!

Kim:          E pure con me!

Claudio:    E pure con me!

Giobbe:     (Li osserva sdegnato) Quattro contro uno! ‘E che munno ‘nfame è chisto!

                   E se ne torna a sinistra, seguito dagli altri che inveiscono contro di lui.

FINE DELLA COMMEDIA

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