Ultimo atto

Quando Rocco mi ha chiesto di scrivere la prefazione al suo "dramma" la mia prima reazione stata quella di farlo desistere da questa sua intenzione

ULTIMO ATTO

Dramma ad atto unico di : Rocco Chinnici

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Personaggi:

PRIMO ADDETTO

SECONDO ADDETTO

REGISTA

PRIMA DONNA

PRIMO UOMO

PRIMO ATTORE

SECONDA DONNA

PRIMA ATTRICE

PADRE DI CLAUDIO

MADRE DI CLAUDIO

SUGGERITORE

NUNZIATINA

COMPARSA

PRIMO ATTO

(Degli addetti che si premurano a smontare una scena la quale sembra arrecare difficolt di smontaggio)

I ADDETTO

Ma dagli un colpo che esce! No, no! Con questa scena, io, non avr di certo pi a che fare. Eh no, dico!

II ADDETTO

(Abbassato, tenta di fare uscire il pannello dalla intelaiatura) Dico, dico! Sempre cos: E' da tempo che dici, ma, cosa hai fatto? Niente! Aih, porca miseria! E' mai possibile che ad ogni lavoro da preparare debba farmi il sangue acqua!

I ADDETTO

Aih! Ma non lo vedi il piede? Altro che sangue acqua. Sei sicuro che questo il numero sette?

II ADDETTO

Per me sette, scritto bello grande!

I ADDETTO

Ma quale grande e grande! E' il sette piccolo che dobbiamo infilare; non ricordi che i numeri sono stati cambiati nella commedia precedente perch richiedeva la scena pi piccola?

II ADDETTO

Cambiati! E perch?

I ADDETTO

Questo dovresti chiederlo a chi ha avuto la grande idea di realizzare questa scena. Sostiene, l'ideatore, che a scena pi piccola, vanno i numeri pi grandi.

II ADDETTO

E ora dove si trova il sette piccolo? Qua le cose sono due: o viene a montarla l'ideatore o gli organi dell'Associazione Culturale decidono di fare realizzare un'altra scena. Non si pu ogni volta tribolare tanto. Aih! Eh, no! Adesso basta; si parla col Presidente per una scena mobile, cos questa non si tocca pi, perch io, credimi, non ci metter pi le mani (si alza per andare a cercare il pannello)

I ADDETTO

E allora, lhai trovato?

II ADDETTO

L'ho trovato, l'ho trovato! Ma dico, non possiamo continuare un'altra sera? Tanto si all'inizio. Ho la schiena appezzi! (entra il regista. settant'anni circa, una coppoletta in testa, un soprabito al braccio, che poser sulla sedia, un copione in mano. Ha la barbetta)

REGISTA

Ma si, lasciate stare, purch sia pronta per la prossima prova!

ADDETTI

Oh, grazie, grazie maestro! Arrivederci e buon lavoro!

REGISTA

Addio cari. (cammina sul palco leggendo il copione. Poi, agli attori fuori scena). Allora! Ci sbrighiamo o no? E gli altri, le comparse, arrivano?

VOCI

(Da fuori scena) Un momento dottore, diamine!

REGISTA

Sentite cari, se dobbiamo iniziare con questo doloroso momento ditelo subito! Perch io, se no, preferisco starmene a casa anzich venire qui a sentire questo freddo da cani. E poi... (alludendo al copione) questo lavoro che non lascia capire un tubo! Allora! Ci vuole tanto ancora?

VOCI

S'arriva, s'arriva! Eh, porcaccia della miseria, dottore!

REGISTA

Dottore, dottore! Vorrei saper'io, chi il dottore qui! Bisogna chiarire, una volta e per sempre, questo benedetto orario, non si pu continuare ad aspettare. "La prossima commedia dottore, si rispetter l'orario". Chiss quante volte stata ripetuta sta frase. Beh, aspettiamo! (ricomincia a leggere ad alta voce, camminando, la parte di un personaggio del copione) Non posso, per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo! Io voglio vivere ora, voglio uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso; sentire fuori il sapore della libert... "Il sapore della libert..." Il sapore, come se la libert ti siedi al tavolo di un ristorante e ordini: Cameriere! Mi porti un piatto di libert". Quello, con gli occhi sbarrati, ti fisser pensando: "Ma questo pazzo!" E ti lascer ad aspettare in eterno. Altro che libert, aspettare per non essere servito. La libert voi (additando il copione) ve la prendete! Altroch! Usare termini arabeschi; come se chi leggesse dovrebbe capire al volo; ma ci si distrae cos! No, ma io la cambio, la cambio! Far dire: "sentire fuori il piacere della libert." Ecco, il piacere s! E poi, su via, si capisce meglio! (ripetendo) Non posso per la vita ect. ect... voglio uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso; sentire fuori il piacere della libert! (rivolgendosi agli attori) Allora, questo lavoro lo proviamo o no?

IN CORO

Ma s, che proviamo!

PRIMA DONNA

(Dal pubblico si leva una voce di donna. E' in un gruppetto di cinque persone: un uomo, tre donne; una di esse non parler mai, e una bimba. Vestiti in nero. Vogliono, questi personaggi veri, appartenenti a famiglie mafiose, essere i promotori del grande rifiuto, e invitano tutti a collaborare per costruire un paese migliore). Non occorre provare, l'attesa lunga; al terzo atto manca ancora molto...

PRIMO UOMO

La storia dei due ve la diremo noi, a voce. I fatti gi li sapete, via, tutti li sanno! E' quasi la noia, ora, che prevale alla cronaca.

REGISTA

Ma voi...! (guarda il copione) il copione...

PRIMA DONNA

Il copione! Non ci appartiene questo copione. Noi siamo qui per dire tutto, non per quello che l'autore ha pensato di farci dire.

REGISTA

Eh, no! Voi non potete!

PRIMA DONNA

Perch non possiamo? noi, vogliamo rappresentare il vero. E' questo che si voleva nella mente di chi, poi scrivendo, divag perdendosi nei labirinti di un ragionamento diverso da quello del tempo in cui avvennero i fatti (entrano gli attori e rimangono meravigliati).

PRIMO UOMO

Forse, chiss senza volerlo. E noi vogliamo esprimere anche il dissenso per averci lasciato ad attendere in fondo al copione, per recitare poi una verbale incapacit di spiegazioni che non arrivano all'essenza dei fatti.

REGISTA

I fatti, i fatti, quelli arrivano dopo! Intanto volete accomodarvi fuori, che qui si perde tempo! Avanti i primi attori, entri (guarda il copione) il pretendente!

PRIMA DONNA

Mi creda perde tempo, lei d molta importanza al primo atto. Il suo, ci pare di capire, dilettantismo teatrale evidente; questo copione come dice lei, pu diventare un dilemma se non si capisce l'importanza del terzo atto.

REGISTA

(L'attore, che si era avvicinato per provare la parte del pretendente, resta muto, il regista invita gli altri a scendere) Volete accomodarvi fuori ad attendere! Tu, (all''attore) vai con la battuta! (L'attore guarda quelli che non vogliono scendere e il regista li invita ancora ad andare) Allora! Che attendono i lor signori? Vogliono andar via?

PRIMA DONNA

(All'attore) La tua, la tragedia di tanti, fu anche la sua (indicando la piccola che ha accanto) per il vostro (al regista) tergiversare.

REGISTA

Ma che tergiversare! Io, sono il regista! E via, su, non perdiamo altro tempo!

PRIMO UOMO

Tempo. Cosa volete che sia per voi il tempo se poi rischiate di perderlo.

REGISTA

Ma insomma!

PRIMA DONNA

Noi, siamo il tempo! Perch... con le nostre sofferenze, con le nostre pene, con le finte gioie dell'ipocrisia... noi... lo rappresentiamo.

PRIMO ATTORE

(Al regista) Allora, che facciamo? Per stasera vado?

SECONDA DONNA

Ecco! Anch'egli ama fingere.

PRIMO ATTORE

Ma che finzione e finzione! Ma dico! Io sono il primo attore; voi sarete solo delle comparse da terzo atto!

REGISTA

Giusto! Quindi... (indica loro l'uscita)

SECONDA DONNA

Terzo atto, se noi andassimo via, cosa faresti tu (indicando il primo attore), gli altri, quelli che aspettano la loro parte, niente! Andreste via pure voi. Ascolta e spogliati dunque dal ruolo di primo attore, poi, solo dopo averci ascoltato, capirai qual' il tuo vero ruolo

REGISTA

Signori miei! Qui stasera si recita volendo invertire gli atti, ma dico! Non possiamo iniziare dalla fine, su via, non mai successo!

PRIMA DONNA

Nel copione, e se lei lo avesse letto bene, se ne sarebbe di certo accorto che l'autore non da importanza alcuna ai primi due atti, anzi, al contrario delle premure, che lei ingenuamente nutre verso di loro, egli grida in preda alla rabbia, invitandoci, sin dal primo rigo del testo, a varcare la soglia

REGISTA

Volete anche burlarvi di me? Ma ve l'ho gi detto, voi sarete forse i personaggi del terzo atto! Anzi... (guarda il copione) ora che ricordo; voi dovreste essere in tre! Come mai siete...

PRIMA DONNA

Sono voluti venire perch anch'essi come noi testimoni di un'atroce realt umana. Ma ne verranno altri dopo. E' questo che rappresenteremo stasera. In quanto al copione non stia a formalizzarsi, gliel'ho detto, noi rappresenteremo ci che l'autore pens allora di fare; la storiella dei lor signori serve per introdurre noi.

REGISTA

Ma una storia che va a male a causa sempre dei loro parenti! Ora (indicando i cinque) vostro padre, vostro marito, ora vostro fratello. La libert d'amare, miei carissimi, che hanno tolto loro niente, se si considera la pena che verr loro inflitta... (guardando il copione) al secondo atto mi pare, per questa che credetemi pura libert: i sentimenti, l'amore... Ma signori miei! In che mondo viviamo!

PRIMA DONNA

In che mondo viviamo? Ma di quale mondo e vita parlate! Voi conoscete un mondo, anche se pieno d'insidie come dite; ma noi, noi neanche vita conosciamo da poi che ci sposammo. Crescere i figli, cercando sin da piccoli di modellarli con tutto l'amore che pu dar loro una madre: la giusta via, il bene verso il prossimo, il rispetto verso i pi fragili... poi, solo poi capisci che il piccolo, forse, senza nemmeno rendersene conto si trasforma: la legge della natura, egli, vuole essere il padre. (Entra in scena la ragazza e si avvia verso il primo attore)

SECONDA DONNA

Non ho figli e credetemi non me ne dolgo, anzi..., se avessi avuto, io, il dono del concepimento, avrei fatto di tutto per non averli; avrei creato dei... i miei figli! Quelli in funzione dei quali una madre vive, per i loro stati d'animo, le loro premure, la gioia di sentir loro balbettare le prime frasi, l'ansia nell'attesa del primo dialogo con essi; le braccia aperte, aspettando che essi si stacchino dal muro, mentre nei loro grandi occhi si legge la gioia di quella emozione: i primi passi. Il vuoto fra il muro e la madre e la sicurezza delle sue braccia aperte che attendono

PRIMA ATTRICE

Questo quello che abbiamo sognato da tempo con Claudio. (Lo guarda e gli accarezza i capelli) Coronare il nostro sogno poi con la venuta dei figli, educarli assieme ad una vita migliore, ad una vita dove il bene al di sopra d'ogni cosa, dove la libert d'amare non dipenda da altri

PRIMO ATTORE

Mio padre per il quale credetemi, non so, non ho mai capito quale sentimento io provo, o ho mai provato: non so, credetemi, qual' che sia o che sia stato il suo ruolo nella mia vita; di rado e di sfuggita ho visto sempre il suo volto. Ora posso definirlo un tipo arrogante; non ho mai saputo che vita facesse e che tipo di lavoro conducesse per mandare avanti la famiglia; famiglia certo, lessicalmente non si pu dire altrimenti. Ma, io devo tutto a mia madre, di lui ho solo come ricordo dei giocattoli che ricevetti da piccolo; d'ora non ho niente, solo dolori e dispiaceri sono il filo che unisce i nostri rapporti. Avrebbe voluto che fossi stato come lui, lo so; pensa di umiliarmi quando col suo sarcastico sorriso mi guarda da testa ai piedi, e poi a lei, a mia madre (che neanche diritto avrebbe di farlo), la guarda come... come a volerle addossare la colpa del fallimento, del non essere riuscita a farmi a suo piacimento

REGISTA

(Che segue il copione) Bravo! Che passione! Lo sapevo. (Poi si rivolge ai cinque) Per favore signori! E' gi tardi (agli attori), vogliamo iniziare?

PRIMA DONNA

Anche noi avremmo dovuto essere a loro piacimento e forse chi lo sa, se con questo nostro lungo silenzio, lo siamo stati. Che vita! la nostra. (Il regista cerca nel copione) Mi creda, in quel silenzio, in quel lungo silenzio che si muore. Il non sapere che fare, l'essere diventata inconsciamente schiava, inerme alla loro volont. Dio, Dio! Perch simile vita l'uomo deve vivere!

PADRE DI CLAUDIO

(Entrano i due che dovrebbero impersonare i genitori di Claudio) Ma cosa si aspetta ad iniziare! Se stasera non proviamo, preferisco andare. Impegni, impegni dottore!

MADRE DI CLAUDIO

Veramente anch'io... se per stasera... (si avvicina al primo attore e gli accarezza i capelli) Ciao Claudio. (Poi al regista) Allora, a quando...

PRIMO ATTORE

(Continuando la recita) Ciao mamma, io vengo con lei dopo. (Prende fra le sue mani quelle della ragazza e continua a recitare) In quanto a te, padre, posso solo sposare lei e nessun'altra. Il tuo parere...

SUGGERITORE

(Alzando la cupoletta) Ma quale parere e parere! Per diamine! Dico, vogliamo scherzare? (Al regista) Era questo, il capolavoro che si doveva realizzare? Solo poche parole dal testo! E poi, gli altri! (ai cinque) Chi sono questi per i quali si continua a perder tempo?

PRIMA DONNA

Ha detto bene lei dicendo "gli altri"; eravamo quelli sino a poco tempo fa, ora, ora siamo solo noi; noi eravamo l ad attendere, in un angolo della mente, schiacciati dal peso dei pensieri che tanto mi creda, come tarli, scavavano tormentando sempre pi quel posto a noi divenuto oramai scomodo.

REGISTA

E non pensano i lor signori che venendo qui, abbiano potuto creare qualcosa che possa rendere scomodo a noi? Vi ricordo che con la vostra venuta che, credetemi ancora, non ho capito bene da dove avete fatto saltare le prove. Abbiamo iniziato bene, con questo che, a detta dei critici un "capolavoro"! Ora tutto capolavoro! (Agli attori) E' la raccomandazione che fa il capolavoro, carissimi, altro che bravura d'autore!

SECONDA DONNA

Lei forse non perdoner che lo si contraddica, ma se ci desse la possibilit di parlare, spiegare, allora si, che si renderebbe conto dell'importanza che potrebbe assumere questo lavoro a lei poco gradito

REGISTA

Ma che parlare e parlare! Cosa dovete spiegare, qui mi pare stiamo esagerando un p! Io vi ricordo che sono quello senza il quale, i personaggi avrebbero continuato a dormire nel testo. Altro che spiegare, siete voi che dovreste invece rendervi conto e capire l'importanza che non avrebbe di certo potuto assumere questo... (con un gesto di stare a significare di poco valore) diciamo lavoro, senza la mia presenza

PRIMO UOMO

Quello che noi stasera rappresenteremo, esimio signore, nulla ha a che vedere con la sua squisitissima persona, figurarsi del suo..., come lei dice, aiuto. Saremo noi, mi creda che aiuteremo lei, loro, gli altri, si gli altri!

REGISTA

Si! E come?

PRIMA DONNA

Non recitando! Vorremmo finalmente essere quelli che da tempo hanno atteso l'attimo

SUGGERITORE

Ma quale attimo e attimo! io adesso me ne vado! Ma dico, scherziamo?

PADRE DI CLAUDIO

Signori, "orevoir"! (Poi al regista) Dottore!

PRIMA DONNA

Aspettino, i lor signori. Lei, (al padre di Claudio) si lei! Mi scuser sa, ma... lei non ha letto il copione! E penso (al suggeritore) neanche lei. Cosa avrebbe dovuto suggerire ora loro, se non la monotona cadenza delle parole, delle frasi scritte. E lei, capo comico o dottore come dir si voglia, quali movimenti, quali gesti, quale tono, avrebbe permesso loro d'adoperare...

REGISTA

Ma dico! Io, per vostra norma...

SECONDA DONNA

Per carit, maestro, non fraintendiamo, sappiamo, sappiamo! Lei avrebbe coordinato come sua consuetudine in un modo cos... diciamo... quasi perfetto in coerenza alle sue abitudini, in conformit a quelli che avrebbero poi potuto essere gli applausi, ma... applausi finti; mi creda! Frutto solo di una costruzione teatralmente astratta; studiata scena per scena, parola per parola. A noi..., il silenzio che interessa, l'applauso distrae, e chi ci ascolta, mi creda, non ha diritto alcuno di perdere quello che pu anche essere un gesto.

SUGGERITORE

Dottore, lei scuser ma...questi, chi sono? Li ha forse invitati lei? Al terzo atto... (guardando il copione) mi risulta, come lei pu constatare (porgendogli il copione), che le comparse sono appena tre, e senza la creaturina... Guardi, guardi!

REGISTA

Ma che guardi e guardi! Anche lei si ci mette? Vuole che non sappia, io, chi sono i personaggi? Ma andiamo!

PADRE DI CLAUDIO

Ma siamo noi, i personaggi di questo lavoro! (al regista) Dicevo... i primi attori; gli altri, quelli, verranno dopo. E' da tempo che ne studio la parte; e ora, per questi..., non so bene come chiamarli, dobbiamo saltare le prove, le prime poi! E' l'ingresso che bisogna chiudere, vietare l'accesso alle prove!

PRIMA DONNA

E' da tempo che noi aspettiamo e di recite, ne abbiamo viste tante. Vi abbiamo visto salire sul palco e provare, poi infine rappresentare; sentire applausi e commenti dopo. Anche altri abbiamo visto qui, oltre voi recitare

REGISTA

Eh, no! Lei allora vuole esagerare. Badi bene che io da tempo che frequento questo teatro, e a lei personalmente, neanche gli altri, non vi ho mai visto!

PRIMO UOMO

Noi si invece. Siamo stati sempre presenti e vivi in ogni emozione. Ricordo la volta di quella scena quando lei insistentemente provava e riprovava il pianto, finto s'intende, di quella bimba che mai, mi creda, cap il suo ruolo, e che, poi infine, a lei piacque lo stesso

REGISTA

Ma fin che pianse davvero!

PRIMA DONNA

Per lei, per gli altri che seguivano s'intende, ma... per noi no! Si vedeva la finzione, su andiamo!

REGISTA

Anche lei...

PRIMA DONNA

Si anch'io ho visto, e giuro volevo gridare! Gridare forte. Come poteva quella creaturina piangere, se rifiutava il suo personaggio, un personaggio violentato attimo dopo attimo da quelle che erano tristi realt familiari: droga, carceri, miseria! Quella vita sapesse..., difficilmente la si vive; i personaggi, quelli veri s'intende, muoiono a volte! E lei, la creaturina, ha saputo fingere perch cap, volendo scappare da quella famiglia, i tormentati problemi che, anche se per gioco, a poco a poco stava facendo propri.

REGISTA

Ma questo la recitazione! Rappresentare, anche se in piccolissima parte, quotidiane realt di vita

PRIMA DONNA

Ma pura finzione!

REGISTA

E' teatro! E il teatro vita! E' qui, sul palcoscenico che avviene il miracolo. Il personaggio rinasce, prende forma, rivive attimo dopo attimo momenti di vita vissuta. E qui, ne vale della bravura (indicando gli attori) dei lor signori!

SECONDA DONNA

(Ridendo) Ah! Ah! Ah! Lei dir che son pazza, si vero! Ma... credano, credano pure; la mia pazzia solo rabbia. Come possono i lor signori sapere, capire, una realt non vissuta! E quella bambina... poi...

PADRE DI CLAUDIO

Quella bambina poi?

PRIMA DONNA

E' morta!

REGISTA

(Ride) Ah! Ah! Ah! E' morta! Eih, ma dico! La minacciarono, si vero, gli disse di non sapere, e fin che la lasciarono in pace

PRIMA DONNA

Parl invece

REGISTA

Non vero niente! (Rivolgendosi agli attori per cercare consenso) Lo sanno tutti!

ATTORI

(In coro) Certo! (Qualcuno fa l'ironico) Parl: morta

REGISTA

Migliaia di persone lo sanno. La storia nel libretto! Vogliono scherzare?

PRIMA DONNA

Scherzare... dice? Sapesse lei di noi. L'ho conosciuta quella bimba, mi stiede accanto un giorno, mentre era viva s'intende; io la guardavo, mentre lei con le sue piccole manine e col sorriso sulle labbra, s'accarezzava le lunghe treccine che le scendevano davanti

MADRE DI CLAUIDO

Le treccine? Ma... (al regista) non star per caso...

REGISTA

Di Lucietta certo, ma... non teneva le treccine!

PRIMA DONNA

Lei pensa che l'autore poteva in quel preciso momento in cui avvennero i fatti stare a sottilizzare "le treccine!" Vede? Anche questa finzione

REGISTA

Ma nel libretto... le treccine...

SECONDA DONNA

Noi l'abbiamo uccisa! Col nostro silenzio, e stasera siamo venuti anche per lei. Lasci stare, mi creda, e si unisca a noi, anche voi

SUGGERITORE

(Adirato, sbatte l'orologio sulla cupoletta e poi l'appoggia all'orecchio) Eh, no porco Giuda! Ma sto sognando maestro?

REGISTA

Ma che voi e voi, dico! Questa, puramente pazzia! (Agli attori, ironico) L'hanno uccisa loro! (Come se avesse in mano una pistola) Pum! Pum! E' morta!

NUNZIATINA

(Grida) Mamma! (Qualcuno si tappa le orecchie, poi casca per terra priva di sensi).

PRIMA DONNA

Basta! La prego. (S'abbassa su di Nunziatina che non da segni di vita) Nunziatina, rispondi; stata una finzione...

REGISTA

(Avvicinandosi alla bambina, meravigliato) Si, certo! Non ho niente in mano, guarda, guarda!

SECONDA DONNA

(Con rabbia contenuta) Lasci stare!

ATTORI

(Meravigliati, vanno per avvicinarsi alla bimba e ridono per sdramma-

tizzare) Ah! Ah! Ah! E' morta!

PRIMA DONNA

(Con rabbia contenuta) Non avvicinatevi!

REGISTA

(Guardandosi le mani, preoccupato) Io... io non ho ucciso nessuno! (agli attori) Su signori! Vogliamo iniziare?

ATTORI

(Sottovoce, mentre gli altri cercano di svegliare Nunziatina) Ma chi sono questi? E questa bambina! Ma da dove sono saltati fuori! Li ha invitati, forse l'associazione per fare le comparse?

PRIMA DONNA

Nunziatina ti prego rispondi! E' finito! Ci siamo noi a proteggerti

NUNZIATINA

(Riprendendosi) Mamma, (impaurita) dove sei? Non lasciarmi! (grida) No!

SECONDA DONNA

Povera creatura, l'incubo la perseguita ovunque

REGISTA

Portatela a casa, su! E lasciateci iniziare questo benedetto lavoro

PRIMA DONNA

A casa, lei dice? Noi non abbiamo casa

REGISTA

(Gli attori parlano fra di loro meravigliati) Ma insomma, in qualche posto abiterete, su, diamine!

PRIMA DONNA

La nostra dimora ovunque, ora qui, poi l! Dico poi, perch neanche il domani per noi esiste, ma... l'attimo, l'attimo eterno che ci appartiene. Noi non siamo mai nati

REGISTA

Oh bella! (Guarda gli attori) Avete sentito? Non sono mai nati! Questa poi! Non avete..., insomma non avete nessuno? Ma ci sar stata una, diciamo... che vi ha fatto nascere

PRIMA DONNA

Noi non conosciamo madre alcuna. Fu una mente la madre che ci partor. Ma voi non potete capire. Noi, siamo stati creati per non morire pi! Voi direte: "son pazzi questi"; poco, importa, come ci considerate, solo ci che rappresenteremo per noi vero motivo d'essere. La prego, ci lasci rappresentare, lasci stare la storia dei lor signori.

PRIMO ATTORE

Dico! Come si permette!

REGISTA

Calma, calma! Ma voi, cosa volete rappresentare qui stasera?

PRIMO UOMO

La vostra commedia!

REGISTA

La nostra commedia? non starete per caso parlando di (additando il copione) questa?

PRIMO UOMO

Certo! Noi siamo i personaggi, quelli veri s'intende, di questo libretto.

REGISTA

I personaggi..., di questo libretto! Diciamo i personaggi... (guarda gli attori e ride) Ah! Ah! Ah! (poi si rivolge ai personaggi ironico) Ma potevate dirlo prima! Si che voi... siete... (indica ancora il libretto) i personaggi... Aspetta, aspetta, lasciatemi indovinare; (apre il libretto e ne va cercando i personaggi) Tu (alla prima donna) sarai certamente Agnese, la fidanzata di Claudio! E tu, sarai Claudio! (Lo guarda attentamente) Ma non vi rassomigliate proprio

PRIMO UOMO

Io non sono Claudio

PRIMA DONNA

Neanch'io sono Agnese, lei era pi giovane di me

REGISTA

Ma allora...? (sfoglia il libretto) No, no! Non pu essere

PRIMO UOMO

Il mondo pieno di Claudio, di Agnese, di Nunziatina. Non deve sembrarle strano mi creda, ma... Claudio siamo tutti! Lei, il signore, o lei che vorrebbe, mi pare, impersonarlo

MADRE DI CLAUDIO

(Ironica) Ci scommetto che anch'io potrei essere Agnese, non quella vera s'intende; me ne avrebbe, (indicando il regista) il maestro, certamente assegnato il ruolo! (ride)

SECONDA DONNA

Lasci stare il ruolo mi creda. Lei vorrebbe, rappresentandola, apparire tale; ma... la passione, la tanta passione che nutre per lei, per il ruolo di una che non ha conosciuto, non basta, si vedrebbe subito l'inganno, su via! (pensando a quanto le accadde) Ho ancora dentro di me lo sguardo, quegli occhi che quando ridevano sprizzavano gioia, tanta gioia per la vita; il gusto in quell'attimo di viverla. (Rivive la paura di quanto le accadde) No! No! Gli spari, le grida! Ed essi erano li che mi guardavano, e in silenzio, in quel cupe silenzio, parlavano; io volevo... (mentre lenti essi si spegnevano), gridare, gridare forte; e il nodo qui (toccandosi la gola) sempre pi ingrossava, quasi soffocavo; cercavo disperatamente di stringerlo, toglierlo..., niente. Tu, tu sei viva! Gli occhi sono accesi li vedo, parlano anche! Mai, potrai apparire lei

PRIMA ATTRICE

Diamine, dico! Lei viva!

SECONDA DONNA

Appunto, ed proprio per questo che non pu!

GLI ATTORI

T, guarda questa! Non dovremmo per caso ucciderla davvero, per renderla pi vera? (ridono)

REGISTA

Non mi sto pi, credetemi, raccapezzando, ma... la bambina, questa, morta o no?

PRIMA DONNA

Per poco scamp alla strage. Con altre la per terra, rimase mamma sua, e lei , ora, ad ogni somigliante situazione rivive quei dolorosi momenti. I finti spari di poc'anzi ad esempio

PADRE DI CLAUDIO

(Vedendo il regista distratto) Dottore, dottore!

REGISTA

(Soprappensiero) ...Si? Si mi dica!

PADRE DI CLAUDIO

(Mostrando l'orologio) E' tardi, ed ormai credo sia impossibile iniziare. A quando le prove? (Guardando i personaggi) A porte chiuse s'intende!

REGISTA

Ah, le prove! Si, si!

GLI ATTORI

Ma dottore! Sta poco bene dottore?

REGISTA

No niente, niente! Ero solo preso (guardando i personaggi) da... Lasciamo perdere. (guarda l'orologio) Dunque, stavamo dicendo... sono le ventuno e quarantadue...

SUGGERITORE

Quarantasette!

PADRE DI CLAUDIO

Quarantadue, quarantasette! Ma cosa volete che importi!

REGISTA

Non poi tanto tardi su! Proviamo il primo atto, sempre se i lor signori lo permettano. Allora, (agli attori) che ne dite?

ATTORI

Se non saltano fuori nuovi imprevisti!

REGISTA

(Ai personaggi) E' tardi, e noi dovremmo iniziare..., vogliono accomodarsi, quanto meno, in sala?

PRIMO UOMO

Non occorre mi creda, noi ce ne staremo qui in un angolo, buoni buoni, ad attendere

REGISTA

Ma attendere co... Va b, va b, state buoni buoni, e non muovetevi. Allora, vogliamo iniziare? (apre il libretto, poi a Claudio) Tu qui, gli altri fuori. Si apre il sipario e solo con il tuo monologo, dai inizio al primo atto

ATTORI

Ci scuser lei, ma... noi non possiamo andar fuori mentre loro restano in scena

REGISTA

(Spazientito) Ma loro non recitano!

PRIMA DONNA

Ha detto bene!

REGISTA

Per carit signori! Abbiamo detto buoni, buoni! E voi uscite per favore! Oh! Allora, la scena: tavolo, quattro sedie, una poltroncina, una poltroncina! E perch poi? Va b va b! Un quadro appeso sopra la poltroncina, ecc. ecc. Facciamo dunque come se tutto avvenisse in quella scena, tanto siamo ancora all'inizio; dopo sistemeremo come da libretto. Allora, tu entri, arrivi qua pensieroso e poi, con enfasi, inizi il monologo, ci siamo?

PRIMO ATTORE

Va bene, va bene. (E si avvia a fare l'entrata) Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo...

REGISTA

Per carit, pi passione, pi passione!

PRIMA DONNA

(Ironica risata) Ah! Ah! Ah!

REGISTA

(La guarda mentre quella si ricompone, poi all'attore) Allora, capito?

PRIMO ATTORE

Non posso, per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo! Io voglio vivere, ora voglio uscire...

REGISTA

Io voglio vivere ora! Vivere, capisci? Il personaggio, vuole, liberandosi dalle repressioni patriarcali, vivere ora finalmente, capisci? Tu dici: io voglio vivere, ora uscire! Ora con vivere! Vivere ora! Su, riprendi da dopo schiavo

PRIMO ATTORE

La rifaccio tutta. (Rientra) Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo. Io voglio vivere ora, uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso. Sentire fuori il sapore della libert. Avere...

REGISTA

Aspetta, aspetta! Non pensi sia meglio dire anzich "sapore", piacere della libert?

PRIMO ATTORE

Piacere..., sapore..., insomma come vuole lei. Tanto... (alzando le spalle)

PRIMO UOMO

Voi mi scuserete, ma... cos uccidete la passione! La melodica espressione del linguaggio; quel "sapore" a voi poco gradito, invece frutto di secolari lavorii interiori che l'uomo vive. Non capirne i suoi valori non capire bene il testo. La prego, ci lasci rappresentare, vedr quale significato assumeranno dette parole

REGISTA

Ma qui siamo davvero arrivati al colmo! Io, sono il regista! E vi ricordo che in tutti, dico in tutti i lavori da me realizzati, ho messo impegno enorme studiandone pagina per pagina, movimenti e giusta interpretazione, altro che capire i valori. Io, il testo, ce l'ho qui! (indicando la testa)

PRIMA DONNA

Il testo vero in noi, egregio signore. I personaggi, i primi, ad essere stati creati per questo testo, siamo noi. Gli altri, (indicando gli attori) sono venuti dopo, per ragioni logiche del testo e per motivarne il dramma, il dramma di tutti

REGISTA

Vostro, volete dire

SECONDA DONNA

Avete capito bene, di tutti. La povert, l'ignoranza, la miseria, il diritto alla vita per quelle anime che muoiono, assassinate, sulle lunghe strade del silenzio. Siamo stati spinti con tormentosa irresistibilit, ad esprimerci, per scuotere le coscienze, fin dove giungono le forze, senza guardare se l'effetto che arreca gioia o dolore

GLI ATTORI

(Fuori scena) E allora, dottore!

REGISTA

S'inizia, s'inizia! (Alla seconda donna) Ma di cosa state parlando?

SECONDA DONNA

Del dramma che state per mettere in scena.

REGISTA

Sentite, si sta facendo un mare di confusione, capisco l'amore che avete per il teatro, ma..., credetemi, in questo lavoro (indicando il libretto), voi, non potete avere nessun ruolo, non ci sono posti vacanti e non so nemmeno come potervi adoperare da comparse, non ne ha il libretto!

PRIMA DONNA

Ma le comparse, sono i lor signori! La presenza dei loro personaggi nel libretto dovuta al nostro continuo sollecitare, sin dal primo rigo del testo, quella mente tormentata da quel mondo di irritante ingenuit a comporre giorno dopo giorno, attimo dopo attimo, fino alla stesura del libretto. Lei mi scuser, ma... il pensiero, la rabbia dell'autore per lei qual'?

REGISTA

Se i lor signori mi lasciassero continuare le prove, si renderebbero conto di ci che l'autore, che voi tanto apprezzate, vuole esprimere in questo dramma; va bene carissimi?

PRIMO ATTORE

Allora, avevamo detto piacere?

REGISTA

Ma si, ma si! (Poi al suggeritore) E lei, corregga per favore!

PRIMO ATTORE

Non posso per la vita che mi dasti, essere eterno tuo schiavo. Io voglio vivere ora, uscire, scappare da queste mura che odorano di chiuso. Sentire fuori il piacere della libert. (la prima donna esprime una leggera risata) Avere... (si ferma guardando il suggeritore) Avere... Per favore, le dispiace suggerire precedendo la battuta? Siamo ancora all'inizio, non posso ricordarla tutta la parte!

SUGGERITORE

Stavo ancora correggendo quel "sapore"!

REGISTA

Bisogna, carissimi, che la commedia la impariate a memoria! Intanto bene sappiate che egli (al suggeritore) rammentatore, altro che suggeritore, e serve solo a rammentare la eventuale battuta che potrebbe rimanere qui! (toccandosi la testa) Intesi?

PRIMO ATTORE

Mi scusi maestro, approfitto dell'interruzione, ma, devo guardare, quando dico pareti, le mura della scena, oppure...

PRIMA DONNA

(Ridendo) Ah! Ah! Ah! Le pareti! Se lei avesse letto il copione, avrebbe di certo notato che l'autore non ha mai, sin dal primo rigo del testo, evocato scene e movimenti perch essi si sono offerti a lui, spontanei, superbamente. Tanto che, egli, non pu pi mandarli via, perch la volont non ha pi forza e non governa pi la ragione. La sua mente, culla di parole poetiche, ora un legno corroso da tarli infiniti

GLI ATTORI

E gi! Ora, anche la biografia dell'autore!

PRIMO ATTORE

Mi sembra, stasera, di sognare e di assistere ad un corso di... non so, credetemi, come definire il sogno

SUGGERITORE

Eh no!(Alzando la cupoletta) Io adesso me ne vado, ma dico! E lei deve decidersi se questo dramma ha da rappresentarsi. Sono stati presi impegni a scadenza, Maestro; ricorda?

REGISTA

Ma s, masi! Or dunque, per favore, vogliono i lor signori riprendere il ruolo che gli compete?

PRIMO UOMO

Ma non pu, per degli impegni presi a scadenza, far s che si realizzi un'opera non capita. Che direbbe il pubblico dei teatri se rimanesse alla fine col dubbio di una logica anomalia del testo? Io credo che il pubblico non se la prender con lei, (poi agli attori) con voi, ma dir invece che insolente stato l'autore, per aver tergiversato sul vero soggetto, la mafia, causa di questo dramma.

PRIMO ATTORE

Tergiversare lei dice? E questa storia allora? Questo dramma! Creato da quell'uomo, si da quell'uomo che aspetta, l, dietro le quinte per entrare e imporsi, come sempre ha fatto, ora, anche alla nostra felicit. No! (al regista) Non lo faccia entrare, lasci che aspetti. Ho aspettato tanto io per uscirmene da quella realt che fu la mia vita...; e mia madre, anch'ella, povera donna, aspetta; la chiami!

REGISTA

(Gli attori borbottano) Silenzio per favore! Su, su! Continui

PRIMO ATTORE

Sa gi qual' la sua parte, e non vede l'ora, poverina... la chiami!

REGISTA

Via su, la chiamo! Ma che chiamo se lei non finisce di recitare la sua parte.

PRIMO ATTORE

La mia parte, ah! mi creda, vorrei che subito finisse!

REGISTA

Ma la parte del primo attore! Tanti, raccomandati, avrebbero voluto la sua parte; altro che finire subito!

PRIMO UOMO

La parte degli altri! Ogni uomo, non potendo, nella vita, fare la propria parte, vive quella degli altri; ma... la mia, il mio triste ruolo...; sapesse lei quella che fu la mia vera vita, (indica gli altri personaggi) la loro...

PRIMO ATTORE

La facci entrare, la prego!

PRIMA DONNA

Non ora!

PRIMO ATTORE

Si invece!

NUNZIATINA

No! Non entrare! Entrer pure lui! (indicando la prima attrice) Ti uccider!

PRIMA ATTRICE

E tu, come lo sai?

NUNZIATINA

L'ho visto, scappa! Corri via prima che entri! (si aggrappa alla prima donna) Non voglio vedere! Non voglio!

PRIMA DONNA

Su, non piangere, quello che ora deve avvenire gi successo

NUNZIATINA

No! Succeder ancora. (Guarda in fondo verso il pubblico) Guarda! Li vedo; mano nella mano, le carezze, un bacio. Scappate! (Si tappa gli orecchi) No! No! (si aggrappa alla prima donna)

REGISTA

Mica male la bimba, ha grande talento! Ma ora su, per favore. lasciateci lavorare in pace; tardi!

PADRE DI CLAUDIO

(Entrando assieme alla seconda attrice) Maestro, noi, abbiamo deciso d'andare, se vuole, rimanga lei con loro, anzi, (ironico) veda un p come concludere, perch alle prossime prove, mi creda, o loro (indicandoli), o noi. La saluto, e... (ai personaggi) addio, ombre della notte!

MADRE DI CLAUDIO

Ciao ragazzi. (Poi al suggeritore e al regista) Arrivederci e.. si diverta! (scendono attraversando il pubblico borbottando sulle prove andate a male). (Il regista con le mani sulla fronte pensieroso, fa avanti e indietro. Poi si rivolge ai personaggi) Ma dico! Vi rendete conto, miei cari, che avete fatto saltare le prove? E senza che ho capito un tubo! (Agli attori rimasti) E voi?

PRIMA ATTRICE

Io veramente sono curiosa di sapere come andr a finire con questi... lor signori

PRIMO ATTORE

Anch'io, visto che per stasera non si prova pi, vorrei capire un p la come mai presenza (indicandoli) di loro

REGISTA

(Al suggeritore) E lei! Cosa fa nella buca? Venga fuori, su, che andiamo!

SUGGERITORE

Oooh! Era ora!

REGISTA

(Ai personaggi) Volete, per favore, uscire che qui dobbiamo chiudere?

PRIMA DONNA

Andate, e chiudetevi la porta; noi restiamo a finire il dramma.

REGISTA

Ma cosa dovete finire, se non ci avete nemmeno lasciato iniziare!

PRIMO UOMO

A lei sembra, ma voi, la vostra parte l'avete gi fatta; l'avete recitata come non meglio si poteva. Una giornaliera cronaca del niente; i fatti, quelli veri, dove sono?

PRIMA ATTRICE

Maestro, vuole aiutarci a capire? Ma di quali fatti sta parlando, se non ci hanno nemmeno permesso di continuare ad esprimerli

PRIMO ATTORE

E gi!

REGISTA

Certo!

SECONDA DONNA

Esprimere... cosa? Vi sono realt che difficilmente possono esprimersi se esse non sono in noi, non vivono in noi! <<Da quell'uomo>> (al primo attore) poco fa tu dicesti recitando, quasi che non riuscivi a chiamarlo pi padre. Da quell'uomo che poi ti avrebbe ucciso, un padre che crea un figlio e poi lo uccide

PRIMO ATTORE

Anche lei (indicando la fidanzata) uccide!

SECONDA DONNA

Si, anche lei, ed ancora altri! Tanti ne uccise tuo padre, uomini, donne e bambini, creature che si sono ribellate, creature stanche di continuare a vivere una vita non pi propria, una vita condizionata dalla sporca volont di quell'uomo! Di quegli uomini che furono anche nostri padri, loro mariti. Noi adesso diciamo basta! Invitiamo tutti a dire basta! Ad unirsi a noi.

REGISTA

E allora? Anch'io ho detto basta poco fa, ma voi ancora continuate, avete fatto saltare le prove. Questo vostro insistere, carissimi! Ma dico! Siete venuti qui con un pretesto che ancora non ho capito bene quale che sia. (Rivolgendosi ai due attori) Dico bene? (Ai personaggi) Ho insistito affinch ci lasciaste provare, e voi che avete fatto voi? Non ci avete lasciato continuare.

PRIMO UOMO

Continuare lei dice? Quello che lei vuol fare provare ai lor signori, altro non che il frutto di una scelta programmatica errata di una cronaca che no pi cronaca, perch pieno il giorno, ora, di questi tristi eventi. E la causa vera, lei, unendosi a noi che pu invece rappresentarla

REGISTA

Ma scusate, questo libretto..., la storia...

SECONDA DONNA

(Ridendo) La storia, dice?

PRIMA DONNA

Glielo abbiamo detto, la storia vera in noi! Le pagine del libretto che lei tanto si premura di far provare ai lor signori, sono solo momenti d'autore, momenti che hanno lievitato altri momenti che hanno permesso la stesura del testo, noi!

CLAUDIO E LEI

Loro?

REGISTA

Voi? Qundi voi...? Aspettate! (Sfoglia il libretto) Qui finisce che... dunque, il personaggio rimane seduto, in questo caso l'attore, appoggiato ad un tavolo con la testa fra le mani...

CLAUDIO

Con le mani che le cingono la testa

REGISTA

Beh, insomma! Poi dice: <<assorto fissa nel vuoto lo sguardo assente pensando di intravedere giusta risposta.>>

PRIMO UOMO

Proprio cos, giusta risposta!

PRIMA DONNA

Fu cos che lasciammo l'autore, si accingeva, arrovellandosi la mente, alla stesura dell'ultimo foglio, e, a causa del ripetersi di quei tristi eventi, non riusciva a trovare giusta risposta che servisse da caglio al testo. Fu cos che uscimmo lentamente da quella mente stanca. Troppo eravamo li ad attendere che ci prendesse, ci chiamasse; ora, cerchiamo in giro, l, nei posti dove fugge il testo per dargli noi: <<giusta risposta.>>

REGISTA

(Ai due attori) Avete capito? Loro sono i personaggi che l'autore continua a cercare!

CLAUDIO

Ecco! Perch il personaggio rimane assorto fissando il vuoto

PRIMO UOMO

Quello l'autore che cerca noi per la chiusura del testo

REGISTA

Su diamine, reintegratevi nel testo!

SECONDA DONNA

Non si pu, il testo gi fuori, lei lo ha nelle mani!

PRIMA DONNA

Se lei riflettesse sul titolo, come lo defin l'autore, si renderebbe di certo conto che il dramma vero inizia dal terzo atto

REGISTA

Ma sapete che la storia incomincia ad interessarmi! Dunque voi (ironico) fermo restando che siete quelli che si intravedono nel vuoto...

PRIMO UOMO

Noi non siamo proprio visti un bel niente! Noi siamo...

REGISTA

S, s ho capito! E... come pensate di chiudere questo lavoro dopo che l'attore, assorto, fissa nel vuoto ecc. ecc. Entrate cos? Il pubblico cosa dir di noi, di me, dell'autore?

PRIMA DONNA

Il pubblico, lei dice? Quale pubblico, il suo, quello dei primi due atti, o il nostro, quello del terzo atto? L'uomo, quello comune, mio caro signore, un'animale addomesticato non educato a pensare, e che vive, per necessit d'abitudini, la vita degli altri, ma l'uomo, quello non addomesticato, l'uomo libero, quello che pensa, quello no! Ha bisogno egli di vivere per primarie necessit intellettive, non di vedere l'atto scenico ma di capire ci che realmente avviene in quello che appare spazio vuoto

REGISTA

Ci che avviene! Ci che avviene! Ma cosa volete che va a pensare il pubblico di quello che avviene! Bisogna creargli la realt scenica perch egli possa vedere i fatti

PRIMA DONNA

I fatti lei dice? Ma quali fatti se neanche lei li conosce!

REGISTA

Io...

PRIMA DONNA

Ad esempio, se le dicessi perch questa donna non parla, lei, lei cosa risponderebbe?

REGISTA

(agli attori) Oh bella! E che c'entra?

PRIMO UOMO

Come vede non creando l'atto scenico che aiuta la mente a pensare. Lei ci ha visti arrivare, abbiamo parlato, ma..., non si chiesto del silenzio di lei, (additandola) e pure lei con la sua presenza ha creato l'atto scenico. E alla mente dell'uomo, mio caro signore, quella abituata a vivere la realt delle immagini e i fatti che gli scorrono davanti a quella mente, noi, che vogliamo stimolare gli atrofizzati perch della ragione

SECONDA DONNA

Per aiutarlo a chiedersi degli inspiegabili come mai. Sono nata adulta io, ma i piccoli, i piccoli che ho avuto accanto, a quelli che m'han chiesto i perch ho dato risposta. I perch della vita! Il mondo ora non ha pi tempo di spiegarli ad essi, gira veloce, veloce qual', mi dica, il suo perch del testo?

REGISTA

Il mio perch di cosa?

PRIMA DONNA

Della mafia! Di noi perch siam qui!

REGISTA

Ma il dramma che sto per mettere in scena, carissimi! Il dramma di loro due (guardando i due attori), loro non devono amarsi! Capite? E' il padre di lui che non vuole, che lei (indicando la ragazza) non appartiene alla "famiglia" dice! Alla famiglia, capite?

SECONDA DONNA

Sappiamo della loro storia, stata scritta con rabbia certo, ma con sciolta naturalezza, e mi creda senza correzione alcuna, non stata creata, ma scritta, semplicemente scritta. Una storia come tante altre, un delitto come tanti, ne cos pieno il mondo. Ma noi, noi no! Noi siamo qui, come lei vede, siamo stati creati per avere un ruolo questo che volle l'autore, darci un ruolo.

REGISTA

Ma il testo non parla di voi, chiude (aprendo il libretto) col personaggio che, assorto, fissa lo sguardo nel vuoto

PRIMO UOMO

E noi eravamo li, ad attendere che ci chiamasse, ci prendesse, ma non pot vederci, perch pieno era quel vuoto, una fitta giungla di pensieri

CLAUDIO

E la bimba? Quella donna in silenzio?

SECONDA DONNA

La piccola creatura di una triste novella incompiuta; mentre (additando la donna in silenzio) lei, povera donna, rappresenta il silenzio, il silenzio di tutti, anche di quelle mamme appartenenti a famiglie mafiose che per timore non hanno mai osato mettersi contro i loro mariti, i loro padri, i loro parenti.

REGISTA

E... scusate, avete idea di come il lavoro, secondo voi, deve... diciamo chiudersi?

PRIMO UOMO

Certamente senza la loro finta storia!

REGISTA

Ma se questa la storia vi dico!

PRIMO UOMO

Finta, mi creda semplice storia di tutti i giorni che da tempo ne piena la mente. Noi, ora, se lei ce lo permette, vorremo, con l'aiuto di quelli che veramente vivono il dramma di ogni giorno, dire basta! Aiutare a far capire alle nostre famiglie che la vita ben altra cosa: amare, aiutare i deboli e soprattutto che la vita fatta per essere vissuta da uomini vivi e liberi da ogni forma di violenza. E' ora di rivoltarci contro la famiglia stessa, per costruire un mondo migliore. E' questo che rappresenteremo stasera con quelli che verranno.

I DUE ATTORI

(Al regista) Mi scusi maestro, ma, abbiamo sentito bene? Han detto che ne verranno di altri? E chi, se qui (guardando in giro) non c' anima viva!

REGISTA

Certo, ha ragione! Ma costoro che dovrebbero venire, chi sono?

PRIMA DONNA

Siamo noi, voi tutti! Il dramma di questo male vive in ognuno di noi! (Al regista) Lei dir; non in me! se glielo chiedessi; ma s'illude sa! Tutti ci illudiamo di non averlo, forse paura! La paura del non sapere che fare, la paura che costringe al silenzio, alla solitudine. Al silenzio, (guardando la donna in silenzio) povera donna, l'hanno spinta al silenzio, neanche una parola, una vocale per lei stata scritta, niente! Solo lei cos, a rappresentare il dolore; tante volte, osservandola, mi son chiesta quale avrebbe potuto essere il suo timbro di voce, le parole che avrebbe detto e con quale rabbia, o chiss poi se l'avesse fatto.

SECONDA DONNA

Ma lei parla! Io la sento (al regista) osservi, osservi i suoi occhi, gridano! (Tappandosi gli orecchi) Oh, perch, perch! Solo il pensiero che attimo dopo attimo la tormenta. Anche lei, (alla bimba) povera piccola, vive in quella triste novella, il dolore di un attimo, un attimo eterno.

REGISTA

(Alla donna in silenzio) Su via! Parli! Le servir a scaricare il dolore.

PRIMA DONNA

Non pu, glielo abbiamo appena detto signore! Lei stata creata cos come lei la vede. La guardi, la osservi, vedendola attentamente che pu sentire in lei la eco del suo dolore.

CLAUDIO

(Al regista che s'era Avvicinato) E allora?

REGISTA

Io... veramente...

PRIMO UOMO

(Si sente un rumore di gente che arriva, intona un motivo con un ritmico rumore di mani che battono; tutto avviene lentamente e che poi andr in crescendo) Sss! mi pare di sentire...

PRIMA DONNA

Si, sono loro! Li sento!

REGISTA

Ma loro chi? Io non sento nessuno!

SECONDA DONNA

Quelli che hanno atteso l'attimo!

PRIMA ATTRICE

E che fanno? Si fermano? Non si sente niente!

PRIMA DONNA

Nessuno li fermer pi! (Guardando in fondo) Sono tanti, non vedo pi il vuoto, solo gente, tanta gente che arriva, il rumore... vicino lo sento! Sono tante mani che battono, l'invito ad unirsi a quel coro, sentite.

SECONDA DONNA

(Si sente crescere il rumore) Ecco la giusta risposta! Il grande rifiuto!

(Entrano, sempre da in fondo la sala, uomini e donne che, col ritmo delle mani, invitano tutti al coinvolgimento totale) Basta, basta! Contro noi stessi ci rivolteremo; le forze sane dello stato intero coinvolgeremo e gridiamo a tutti: addio alla mafia stato un sogno, un brutto sogno che cancelleremo.

T e l a

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