Un Amleto sotto sfratto

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Appunti per un Amleto

”Un AMLETO sotto sfratto”

Commedia in un atto e un Prologo

di Tati

Personaggi:

Gli Attori

AMLETO, Principe di Danimarca

ROZENCRANTZ

GUILDENSTERN suoi amici

CYRANO, Signore di Bergerac

VIOLETTA, La Dame aux Camèlias

Gli Sfrattati

IL MARITO

            LA MOGLIE

            IL FIGLIO

            LA FIGLIA

            LA FIGLIA PICCOLA

            IL NONNO

IL REGISTA

Il Commissario (Voce fuori scena)

Tre Agenti di Polizia

____________________________
Prologo del regista:

Spettabile Pubblico,

Io dovrei spiegarvi il significato di questo spettacolo,

insomma, farvi capire quello che sapete già.

Questa sera vedrete un gruppo di Attori,

che scelgono di recitare una parte;

e un gruppo di persone, che nella vita

sono costrette a recitare una parte…

Quale sia la differenza, non si sa…

A ciascuno di noi spetta scegliere

da che parte stare, quale parte recitare…

Certe volte non possiamo neanche scegliere

e le parti le troviamo già pronte,

perché qualcun altro le ha scritte per noi.

E allora cosa c’è di nuovo in questo spettacolo?

Cosa dice di nuovo questo testo?

Niente…ciò che è veramente nuovo,

è ciò che si rinnova ogni volta

che un Attore sale sulla Scena,

è il rito magico dello sciamano,

è la canzone del poeta,

è l’arguzia del guitto,

insomma, è ciò che vedrete questa sera.

Allora, spettabili signori,

scegliete la Vostra parte

e…abbiate clemenza per questa Compagnia

che al Vostro diletto dedica tutti gli sforzi

dell’Arte che ha imparato.


Parte Prima

SCENA I

(AMLETO, ROZENCRANTZ e GUILDENSTERN)

Sulla scena vuota, ci sono  soltanto due sedie, di lato. Al centro, AMLETO, veste un costume con  calzamaglia nera. Stanno provando.

AMLETO:

“Dite il vostro discorso, vi prego, come ve l’ho recitato io; come se vi danzasse sulla lingua. Che se me lo urlate come fanno certi attori moderni, tanto mi varrebbe affidare i miei versi a un banditore di piazza….(pausa)”

ROZENCRANTZ: (seduto, non in costume, porta una spada appesa alla cintura)  Bene…ripeti…ripetila ancora una volta….

AMLETO: No, fammi andare avanti… (prosegue)

“E non falciatemi l’aria con la mano, così: ma tenetevi misurati:  ché anche nel torrente, nel vortice, diciamo pure nell’uragano dei vostri affetti, dovrete ottenere e conservare quella sobrietà che consente morbidezza di toni.”

ROZENCRANTZ: Caspita, sembra fatta apposta per noi…sembra un maestro che insegna in un corso di teatro, ai nostri giorni…

AMLETO: Per questo motivo ho scelto questa parte…e vi ho chiesto di farmi da spalla…

ROZENCRANTZ: D’altro canto il tema era proprio questo: una riflessione sul teatro.

            Entra GUILDENSTERN. Non è in costume ma ha un mantello e imbraccia una spada.

GUILDENSTERN: Allora, a che punto siete?

ROZENCRANTZ: Ci siamo addentrati in discussioni sul testo shakesperiano…sulla sua attualità…

AMLETO: Perché, non è vero…pensavi che avessi scelto l’Amleto per il monologo “Essere o non essere?”

GUILDENSTERN: E gli altri? Non s’è visto nessuno?

ROZENCRANTZ: No, non ancora ….

GUILDENSTERN: Però, che fortuna abbiamo avuto a poter fare le prove in questo Torrione…è un vero castello, il set ideale per un Amleto…a proposito, come risolviamo il problema dello spettro?

ROZENCRANTZ: Lo facciamo fare al regista….è così magro…

AMLETO: Calma ragazzi,….non sappiamo ancora che soggetti hanno scelto gli altri…e può darsi che la nostra idea di fare Amleto nel Torrione non venga approvata dagli altri gruppi teatrali…

ROZENCRANTZ: Ma voi sapete chi sono?...Cioè, voglio dire saranno al nostro livello o più bravi…

GUILDENSTERN: Io non so nulla…questa della prova generale tutti insieme con gli altri corsi di teatro è stata un’idea del regista…lo sapete che Nicola non dice mai cosa ha in mente…i registi sono tutti un po’ pazzi.

AMLETO: Eppure a me non dispiace questa novità…non è come gli altri anni…c’è più suspance…più stimolo, non trovate?

GUILDENSTERN: Sarà, ma noi eravamo più affiatati…realizzare uno spettacolo con gente che non abbiamo mai visto prima d’ora non mi sembra una cosa sensata… mi sembra più una stravaganza.

AMLETO: Ma se ci rifletti, spesso in un’orchestra c’è gente che suona insieme solo dopo poche prove, c’è il direttore per dirigerli…ebbene anche gli attori sono orchestrali…

ROZENCRANTZ: Anch’io non la vedo di buon occhio questa novità…staremo a vedere…

AMLETO: Che ve ne sembra del mio costume?

SCENA II

(Detti, Gli Sfrattati)

            Da un lato del palco entrano in fila indiana 6 persone. Un uomo di mezza età, una donna, un giovanotto, una ragazza, una bambina e un vecchio. Tutti vestiti con abiti pesanti. Ognuno di essi ha qualcosa con sé: valige, borse, coperte, effetti personali. IL MARITO porta un materasso.  Arrivano al centro della scena e, dopo aver ammassato tutto, si siedono intorno alle loro cose. Hanno l’aria stanca, deve trapelare anche un po’ di rassegnazione. La bambina si mette a giocare con una bambola, la ragazza si pettina e  il giovanotto legge un libro che ha tratto dalla tasca della giacca. I tre attori li osservano incuriositi portandosi davanti alla scena. Confabulano e ammiccano tra di loro.

ROZENCRANTZ: (tra loro) Che ne ve pare?

AMLETO: (c.s.) Secondo me non ci sono dubbi….è Pirandello!

GUILDENSTERN: (c.s.) E perché non Jean Cocteau?

AMLETO: (c.s.) Ma non vedi che sono esattamente i Sei personaggi? Tutta la famiglia al completo…

ROZENCRANTZ: (c.s.) Si, guarda il vecchio come interpreta bene la parte…

AMLETO: (c.s.) …e la donna?...non è la sofferenza in persona?

GUILDENSTERN: (c.s.) Ma perché dovrebbero stare già recitando?

AMLETO: (c.s.) Si stanno calando nel personaggio…non ricordi la lezione su Stanislawskij?

ROZENCRANTZ: (c.s.) Ah si, l’Actor Studio…

GUILDENSTERN: (c.s.) Si, forse avete ragione, ma io rimango dell’idea di Cocteau….

AMLETO: (c.s.) Ma perché vuoi fare sempre l’eccentrico…il contraddittorio…

ROZENCRANTZ: (c.s.) In ogni caso sono dei professionisti…

GUILDENSTERN: (c.s.) Staremo a vedere…

            AMLETO si avvicina agli Sfrattati.

AMLETO: Buonasera….colleghi…

IL MARITO: …anche voi siete qui per…non avete trovato un altro posto…

ROZENCRANTZ: Dove trovare un posto migliore di questo?…caro mio signore

LA MOGLIE: Anche qui ti conoscono?

IL MARITO: E chi c’è mai venuto qui? Questo dev’essere un castellano….da come è vestito…

LA MOGLIE: E già…però non siamo mica a Carnevale…si può stare vestiti anche normalmente…

GUILDENSTERN: Infatti…proprio come la penso io…era inutile la mascherata, ormai il messaggio si capisce ugualmente anche senza bisogno dei costumi e delle scene…

IL MARITO: Se cercate le scene…qui ce n’è in quantità….

AMLETO: Avete anche uno scenografo?

IL MARITO: C’è mia moglie che mi fa delle scene!...e poi anche mia figlia non scherza,…qua sono tutte scenografe…

ROZENCRANTZ:  (scrolla la testa) Ecco cosa significa lavorare coi professionisti…

LA MOGLIE: Ma stai zitto!... se siamo qui è perché anche tu hai fatto la tua parte…

AMLETO: (agli amici) vedete?…loro stessi scrivono la parte…

GUILDENSTERN: (c.s.) Sono professionisti…

ROZENCRANTZ: (c.s.) Che fortuna abbiamo avuto ad incontrare questi qua…è una buon’idea lavorare insieme…abbiamo solo da imparare da questi attori.

AMLETO: (agli Sfrattati) Dunque, voi come vi ponete rispetto alla serata…

LA MOGLIE: Noi ci mettiamo per conto nostro da questa parte…e voi da un’altra parte, mi sembra logico, no?…

AMLETO: E già…separati…

IL MARITO: E certo!…noi siamo una famiglia…siamo rimasti sempre uniti….e uniti dobbiamo restare…nella buona e nella cattiva sorte…come disse il prete.

LA MOGLIE: Si…solo che finora c’è stata solo la cattiva…quando verrà la buona, chissà se camperemo ancora.

ROZENCRANTZ: Beh, bisognerà vedere cosa ne pensa il Regista…non possiamo decidere noi.

LA MOGLIE: Chi è ‘stu regista? C’è ancora altra gente?

GUILDENSTERN: Vorreste fare a meno anche del regista? Fantastico! Aboliamo i costumi! Aboliamo il regista! Tutto il potere all’Attore! Crepino i registi!

            Marito e Moglie si guardano increduli.

           

SCENA III

            (Detti, VIOLETTA)

            Entra VIOLETTA, in costume, con un vistoso mazzo di fiori in mano. Percorre tutta la scena e si ferma dal lato opposto.

VIOLETTA: Buonasera! Buonasera a tutti! Siete splendidi! Vi amo tutti! Ah che corsa ho dovuto fare per venire fin quaggiù…ma vedo che ci sono tutti…manca ancora qualcuno?  Il Regista è arrivato?

GUILDENSTERN: Ecco, arrivi a proposito! Parlavamo proprio dell’inutilità dei costumi…

VIOLETTA: Oh, questa è bella…hai visto mai una Dame aux Camelia in tuta da ginnastica o in T-shirt?....e secondo te, come dovremmo vestirci?

ROZENCRANTZ: Come loro!

            VIOLETTA si accorge solo ora degli Sfrattati.

VIOLETTA: Oh!….beh, ma saranno vestiti per la loro parte….che ne so io, Jonesco, Pinter, O’Neal…qualcosa di moderno direi….

AMLETO: Sono d’accordo con te…il costume è fondamentale, se fossimo vestiti tutti allo stesso modo sarebbe un caos totale…va be’ andare contro corrente, ma certe regole vanno rispettate…

GUILDENSTERN: E proprio qui sta il punto…chi le fa le regole?

ROZENCRANTZ: (in tono canzonatorio) …le fa Aristotele!

            Mentre gli Attori discutono, IL MARITO e LA MOGLIE si danno da fare per sistemare il materasso su un lato della scena,  in disparte. LA FIGLIA PICCOLA gioca con i fiori di VIOLETTA.

LA MOGLIE: (in disparte, al marito) Avevi detto che era un posto tranquillo, che non c’era nessuno e qua mi sembra una casa di pazzi...uno che grida, questo con la scimitarra, quell’altro mi sembra l’otto di Coppe vestito a lutto…e questa qua …lo devo proprio dire, una zoccolona!

IL MARITO: (c.s.) E che vuoi da me?....Se potevo scegliere il Grand Hotel, stavamo qua? Ti devi accontentare…chi viene viene…noi ci facciamo i fatti nostri…

LA MOGLIE: Eh si….dici sempre così…

SCENA IV

(Detti, CYRANO)

Entra CYRANO, in costume, cappa, spada e cappello piumato. Ha una protesi in faccia a voler rappresentare il famoso naso. Cammina con spavalderia e si porta al centro della scena.

CYRANO: (sguaina la spada) Fate largo! Ecco i cadetti di Guascogna!

“Occhio d’aquila, gamba di cicogna,

denti di lupo, baffi di spinoso;

hanno un cappello di vecchio vigogno

di cui copron le piume il feltro rosso!”

GUILDENSTERN: Guarda che non ci fai paura…anche noi abbiamo le spade…

IL MARITO: (al pubblico) E’ a denari che stiamo piombo…

CYRANO: Non voglio far paura…ché basta già il mio naso a incutere timore e spopolare tra codardi  e fanfaroni…

VIOLETTA: Basta, basta…per carità…

AMLETO: Si basta…insomma signori, mettiamoci d’accordo…

GUILDENSTERN: Il fatto è che ognuno di noi ha un’idea diversa di teatro…ognuno procede per proprio conto…

CYRANO: Cosa volete dire?

ROZENCRANTZ: Anche loro, che sono quel che sono, hanno le proprie idee e non si immischiano con la plebe…

AMLETO: Cosa ne verrà fuori… dobbiamo trovare un punto d’incontro

GUILDENSTERN: Ma quando Nicola ha lanciato l’idea di scegliere un personaggio e di portarlo avanti fino alla prova generale…non era forse implicito che ognuno avrebbe scelto qualcosa di diverso?

VIOLETTA: Per me è stato naturale…non posso essere altri che La Dame aux Camelia…capite? E’ il mio personaggio…oh…non so come spiegarlo

ROZENCRANTZ: Si, si…è abbastanza chiaro…come per tutti, immagino…noi tre siamo un caso a parte, perché abbiamo scelto l’autore più che i personaggi…

AMLETO:…diciamo pure la verità… il problema è: come integrarci con loro….c’è troppa differenza…troppo divario…

CYRANO: Beh…poiché io sono venuto da solo… (avvicinandosi al gruppo degli Sfrattati) la ragazza potrebbe essere una splendida Rossana…non trovate? E il giovanotto, perché no, Cristiano…

LA MOGLIE:…Ehi, andate piano, signor Nasone…i miei figli restano con noi…voi altri trovatevi un posto da un’altra parte…

CYRANO: Come credete…la mia era solo una proposta per collaborare, ma se avete già la vostra parte fate pure…

IL MARITO, a gesti, esorta LA MOGLIE ad essere più cortese.

LA MOGLIE: Vedete…Non sappiamo quanto resteremo qua…una settimana, due…se ci lasceranno stare o meno, se ci manderanno via anche da qua, come dalle altre parti…quindi cerchiamo di andare d’accordo il più a lungo possibile...ma statevene al vostro posto, non vi immischiate con la nostra famiglia…

ROZENCRANTZ: Dove altro siete stati?

LA MOGLIE: Finché era estate stavamo nella scuola elementare, poi sono cominciate le lezioni e ci hanno mandati via…

AMLETO: E ci credo, per i bambini di scuola elementare ci vuole un repertorio più accessibile…Pirandello è troppo impegnativo…

IL MARITO: Allora siamo venuti qua perché sapevamo che era aperto e che non è custodito a sufficienza…finché…non ci scoprono

CYRANO: Ma perché, recitate di nascosto?

IL FIGLIO: (con rabbia) Insomma, smettetela! Non avete ancora capito che noi non siamo attori? Non avete pietà per questi due (indica i genitori)…disperati…Non ho ancora capito se siete così cinici da continuare a fingere o totalmente imbecilli da non capire come stanno veramente le cose!

GUILDENSTERN: Vuoi dire che non siete attori…per niente….e allora che ci fate qui?

IL FIGLIO: Non l’avete capito?....non abbiamo più la casa, non sapevamo dove andare e abbiamo occupato questo spazio….per passare la notte…

VIOLETTA: Oddio!….ci mancava anche questa…Sono sfrattati!

LA MOGLIE: Si, signora zoc….siamo sfrattati….e che c’è di male? Vi fa schifo stare vicino a noi?

VIOLETTA: Come ti permetti di insultarmi!

AMLETO: Calma, calma…signori….non perdiamo la pazienza…c’è stato un equivoco…Scusate signori, se non l’abbiamo capito subito…noi pensavamo al teatro…siamo attori dilettanti e ci siamo riuniti qui per provare…non pensavamo di…

ROZENCRANTZ: Ha ragione il mio amico, non volevamo offendervi in alcun modo…forse la nostra passione per il teatro è più forte di noi…

IL NONNO: Quand’ero giovane io…ci andavo al teatro…ma era un’altra cosa…le luci, le ballerine, le gambe….altri tempi…

IL MARITO: Stai zitto papà….non dare scandalo…

IL NONNO: Eh…adesso è scandalo…quando facesti diciotto anni ti portai insieme…non ti ricordi?

IL MARITO: Papà…ti prego!

CYRANO: Com’è questo fatto del teatro ai tempi vostri?

            IL NONNO ride fino a che la risata si tramuta in un’intollerabile tosse.

GUILDENSTERN: Certo, si è trattato di un madornale errore…chiedo scusa anch’io…Adesso troveremo una sistemazione per tutti…noi possiamo andare sul terrazzo, dove ci sono le merlature… e voi resterete qui indisturbati…

LA FIGLIA: Mamma possiamo vedere la recita?

LA FIGLIA PICCOLA: Si mammina…possiamo?

La Mamma: State buone...adesso vediamo…dobbiamo ancora sistemarci…

VIOLETTA: Ecco…sta arrivando Nicola….finalmente…ora capiremo qualcosa…gli vado incontro…

            VIOLETTA esce.

Sipario.

Fine Parte Prima


Parte Seconda

SCENA I

(IL REGISTA, Gli Sfrattati, Gli Attori.)

            IL REGISTA siede al centro della scena, di spalle al pubblico. Davanti a lui, si fronteggiano Attori e Sfrattati.

IL REGISTA: (con accento romanesco, alquanto divertito) Allora, fatemi capì, voi siete sfrattati e siete venuti qui…e loro che nun ne sapevano ‘nnjente, vi hanno creduto attori, come loro….(ride) ma questo è mejo de Pasolini…aho…e chi ‘cce crede…manco se lo filmavate…

GUILDENSTERN: Beh...poteva essere una tua trovata….che ci avevi mandato qui queste persone per metterci alla prova…

IL REGISTA: Ma solo a un genio…je poteva venì ‘mmente sta trovata…questo è er mejo der neorealismo…questo è Vittorio de Sica più Pasolini…

VIOLETTA: Ma ci stai pigliando in giro…o sbaglio?

IL REGISTA: No…no…anche se sareste da cojona’ fino all’anno prossimo…però m’è venuta n’idea…

AMLETO: Sarebbe?

IL REGISTA: Continuate….arifate la stessa scena…

ROZENCRANTZ: Ma come…che vuol dire “arifate”…adesso dobbiamo ingigantire un equivoco…insomma, dobbiamo passare per imbecilli…

GUILDENSTERN: Il punto non è questo…ma dove ci vuoi portare…oltre il limite tra il teatro e la vita vera…oltre la quarta parete…Non hai diritto su queste persone, non hai il diritto di rendere spettacolo il loro dramma umano.

IL REGISTA: Fai scejere a loro…no?

LA MOGLIE: Un attimo….

IL REGISTA: Dica, Signora….

LA MOGLIE: Questo per voi è un lavoro…

IL REGISTA: Per me si…ricevo un compenso dall’Ente Teatrale Regionale…invece, i signori che vede in scena lo fanno per passione…

            LA MOGLIE guarda IL MARITO, che fa spallucce.

LA MOGLIE: Beh, noi non abbiamo tempo per le passioni…capite?…perché lo dovremmo fare gratis?

IL REGISTA: Se siete d’accordo a recitare vi farò avere un compenso…

LA MOGLIE: Anche ai ragazzi?

IL REGISTA: A tutti e sei.

LA MOGLIE: Cosa dobbiamo fare?

IL REGISTA: Andatevi a truccare, vi aiuterà la mia assistente…Ci vediamo tra un’ora qua…voglio rivedere la scena tale e quale come prima, quando vi siete incontrati…

            Gli Sfrattati si muovono tutti verso l’uscita lasciando le giacche e i cappotti sulle proprie masserizie. Gli attori fanno capannello e discutono animatamente. IL REGISTA esce.

SCENA II

(Gli Attori, I Poliziotti)

VIOLETTA: Per me rovineranno tutto…non dobbiamo permettere che passi questa idea folle di mischiare attori e … persone comuni… se proprio li vuole qui, li utilizzi come pubblico

AMLETO: Sono d’accordo…questa non è più una riflessione sul teatro…ora sta prendendo un’altra piega.

CYRANO: Beh, fate tanto gli intellettuali d’avanguardia e poi non siete aperti alle novità, non accettate le sfide.

VIOLETTA: Si, altro che sfide…io t’ho visto come guardavi la ragazza…

CYRANO: E allora cosa c’è di male? Perché non potrebbe provare la parte di Rossana?

VIOLETTA: Semmai il giovanotto potrebbe essere Alfredo…e la ragazza, Annetta

ROZENCRANTZ:...si, allora al vecchio gli fai fare papà Germont….e ti sei presa tutti i personaggi.

AMLETO: Io la ragazza le vedrei come la bella Ofelia, e al giovane, con qualche accorgimento, gli facciamo fare Laerte…

GUILDENSTERN: Ma in questo modo si snatura tutto…loro non sono degli attori…non possiamo pretendere che imparino una parte…cioè, faranno quello che gli dirà Nicola…tutt’al più possiamo puntare sul realismo dei loro volti…

ROZENCRANTZ: Una specie di teatro-verità?

GUILDENSTERN: Più o meno. Resta il fatto che questo spettacolo appare sempre più vago. Nasce al buio.

            Buio in sala. Le luci di scena vengano sostituite da un lampeggiante azzurro. Si sente una sirena e una voce da un  megafono.

Voce del Commissario: (fuori scena) Polizia…polizia di stato…l’edificio è circondato…uscite con calma e senza opporre resistenza…

VIOLETTA: Oddio, cosa succede?

AMLETO: La polizia? Forse cercano gli Sfrattati…

            Entrano i poliziotti da entrambi i lati della scena.

Primo poliziotto: Signori, sgomberate…prendete tutta la vostra roba, avanti…

ROZENCRANTZ: Voi cercate gli Sfrattati…noi siamo gli Attori…

Secondo poliziotto: (spingono gli Attori da un lato della scena) Avanti, non facciamo storie….prendete la vostra roba e sgomberate…

ROZENCRANTZ: Calma…non spingete…non spingete

GUILDENSTERN: C’è un malinteso…noi abbiamo il permesso…

VIOLETTA: Oddio! Aiuto!

CYRANO: Ma non avete capito…noi stiamo qui per recitare…non siamo…

Primo poliziotto: (c.s.) Fuori…fuori…cos’è questa arma che ha lei?

CYRANO: E’ un’arma teatrale…per la scena

Primo poliziotto: (prende la spada dalle mani di CYRANO) Teatrale o non teatrale…la tengo io, lei non può occupare case con armi bianche…c’è l’arresto…Avanti, non fate storie…Lei ci seguirà in Commissariato…

            Escono tutti.

SCENA III

(Gli Sfrattati)

            Entrano LA MOGLIE e LA FIGLIA, le quali stendono un telo tra le due sedie;  nel frattempo entrerà IL FIGLIO, che nascosto dal telo, si accomoderà per terra, tra le due sedie, al di sopra delle quali comparirà un burattino vestito come AMLETO, manovrato dallo stesso Figlio. Poi entrerà IL MARITO tenendo per mano LA FIGLIA PICCOLA.  Sono tutti senza giacche e cappotti.

Burattino:

“Sfrattati o  non sfrattati; questo è il problema: se sia più nobile all’animo sopportare gli sfratti dell’iniqua fortuna, o occupare contro un mare di triboli e combattendo disperderli. ”

IL MARITO: Ma cosa stai facendo là dietro…esci fuori…

IL FIGLIO sporge la testa fuori dal suo nascondiglio.

IL FIGLIO: Ma non dobbiamo recitare? Anche questo è teatro….

LA FIGLIA: Io potrei cantare….

LA FIGLIA PICCOLA: Io voglio ballare.

            Entra IL NONNO.

IL NONNO: Si può avere un po’di minestra calda?

IL MARITO: Papà….un po’ di pazienza….vediamo quello che ci fanno fare e poi si va tutti insieme a mangiare.

IL NONNO: E’ una settimana che non si vede una minestra calda…

LA MOGLIE: Anche noi abbiamo fame…portate pazienza!

            Nel frattempo Il Figlio ha preso una chitarra da dietro le quinte e comincia a suonare un motivo  popolare ballabile. La Figlia attaccherà a cantare. La Piccola balla. Il Nonno si ritira. Marito e Moglie dopo qualche esitazione si mettono a ballare.

SCENA IV

(Detti, IL REGISTA)

            Entra Il Regista. Il Figlio smette di suonare.

IL REGISTA: Bravi! Bravi!....sapete suonare, ballare, cantare….ma non è questo che voglio da voi…per queste cose andavano benissimo anche gli altri Attori…a proposito, dove sono andati a finire… (si gira verso le quinte)…qualcuno li vada a cercare…fateli venire subito…

IL MARITO: Allora, cosa dobbiamo fare?

IL REGISTA: Voi stessi…la verità…il pubblico vuole la realtà…

IL MARITO: Ma noi non siamo attori…

IL REGISTA: Proprio per questo…voi siete la realtà… non dovete fare alcuno sforzo…

IL FIGLIO: Lei, se ho ben capito,  vorrebbe fare un reality-show in teatro…

IL REGISTA: Esatto! Il ragazzo è intelligente, ha afferrato al volo…

IL FIGLIO: Magari mostrando la nostra vita quotidiana…

IL REGISTA: Giusto…

IL FIGLIO: Con tutti i problemi, le difficoltà…le nostre preoccupazioni…

IL REGISTA: Esatto…hai capito perfettamente. Il pubblico si identificherà in voi…si rispecchierà nella vostra realtà quotidiana…

IL FIGLIO: Ma non lo trova immorale, tutto questo?

IL REGISTA: Nient’affatto, anzi…credo sia educativo…

IL FIGLIO: Critichiamo la televisione per gli stessi motivi…e poi ripetiamo l’errore anche in teatro?

IL REGISTA: (in tono bonario) Non pensavo di trovarmi di fronte a un critico…

LA MOGLIE: Mio figlio studia all’università…

IL REGISTA: Lo vedo, lo vedo…allora dimmi, mio caro censore, cosa succedeva nel dramma greco? O nella commedia romana?

IL FIGLIO: L’esperto è lei…

IL REGISTA: Non mostravano forse ciò che accadeva per trarne insegnamenti? I miti, o i personaggi epici, non erano forse metafore per il pubblico di allora?

IL FIGLIO: E lei vorrebbe fare di noi un mito?

IL REGISTA: E’ questione di punti di vista…

SCENA V

(Detti, IL REGISTA, Gli Attori)

            Entrano gli Attori.

AMLETO: Fermi!....Lascia in pace questa brava gente.

IL REGISTA: Ah, finalmente…Dove eravate finiti?

VIOLETTA: In commissariato…

GUILDENSTERN: Solo grazie al Commissario ci hanno liberato…

IL REGISTA: Che significa?

ROZENCRANTZ: Che i poliziotti non avevano capito che siamo attori…

AMLETO: Ci hanno scambiato per gli occupanti…

CYRANO: E ci hanno arrestati…

IL REGISTA: (ride, divertito) Ah, ah,  come…come? Raccontateme un po’….

GUILDENSTERN: (serio) Non c’è niente da ridere…tornando qui, abbiamo discusso tra di noi…

ROZENCRANTZ: E abbiamo capito ciò che è veramente importante nel teatro…

AMLETO: Ora abbiamo le idee chiare!

Si guardano tra di loro come per un segnale convenuto. Indossano le giacche e i cappotti degli Sfrattati e prendono le loro masserizie. Ognuno di essi farà un gesto liberatorio: Cyrano si toglierà il naso finto, Violetta si scioglierà i capelli, Rozencrantz e Guildenstern lasceranno le spade. Si portano avanti alla scena formando un gruppo compatto. Poi, guardando il Regista diranno:

CYRANO: E abbiamo deciso!

VIOLETTA: Si!

ROZENCRANTZ: Siamo attori!

AMLETO: Lo spettacolo lo faremo noi!

Sipario.

Fine

Novembre 2006

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