Un amore che non ha mai fine


di Andr Roussin

traduzione e riduzione italiana

di Luigi Lunari

Personaggi:

GIULIETTA GRIMAUD (LEI)

GIORGIO NOYELLE (LUI)

RUGGERO GRIMAUD

GERMANA NOYELLE

Scena:

PROLOGO: un angolo di passeggiata in una stazione termale. Varie sedie.

ATTO I e II: il siparietto su cui dipinto il viale in cui si svolge il prologo si apre ed appare la scena che rappresenta due salotti, luno a destra e laltro a sinistra. I due salotti sono arredati in due stili assai diversi tra loro. Sullo sfondo di ciascuno si apre una finestra. In ogni salotto vi anche una porta; in quello a sinistra la porta si trova sulla quinta di sinistra, in quello a destra la porta si trova in una sorta di alcova che si apre sul fondo. Al centro vi unaltra uscita, invisibile agli spettatori. I due salotti sono quelli degli appartamenti in cui vivono, in citt, rispettivamente il lui del prologo con sua moglie, e la lei del prologo con suo marito. Tra i due salotti non vi niente che li separi e solo lo stile in cui sono arredati li differenzia. Alla sinistra dello spettatore vi il salotto di lei.


PROLOGO

Su due sedie siedono un giovane signore e una giovane donna.

LEI - Signore, lo so: una donna sola in un luogo di villeggiatura attira sempre lattenzione degli uomini, e lei certamente molto abituato a questo genere di conversazioni. Tuttavia c un ma; e le dir subito, a scanso di equivoci, che sono sposata e che amo mio marito!

LUI - Lavrei giurato che lei una donna eccezionale.

LEI - Perch? Perch amo mio marito?

LUI - Non devessere un caso molto frequente, visto il numero dei mariti traditi che c in giro! Quando penso a quante donne, diversamente da lei, non amano il proprio marito, c veramente da chiedersi chi glielha fatto fare di sposare proprio quello!

LEI - Quello quale?

LUI - Quello l: quello che non amano! Perch non hanno fatto come lei, che ha sposato un marito che ama? Ma lasciamo perdere questo problema. Io le ho accennato a un piccolo progetto che poteva interessare tutti e due, lei e io, e lei mi ha contrapposto il suo amore per suo marito, come fosse una barriera di fronte alla quale avrei dovuto arrestarmi. Ma, signora, io lo sapevo gi che lei sposata e che ama suo marito, e proprio perch ero sicuro di questo mi sono permesso di avvicinarla e di rivolgermi a lei.

LEI - Lei sapeva che io? E come faceva a saperlo?

LUI - Perch sono qui dal giorno cinque, e quel giorno suo marito era qui, e si trattenuto qui anche il giorno dopo.

LEI - In effetti, vero; una scappata di quarantottore.

LUI - Lho subito notata. Una coppia felice, la si vede! E le ripeto: se non avessi avuto questa certezza mai mi sarei permesso di importunarla, e se solo lei mi avesse lasciato parlare

LEI - Ammetter che quello che mi ha detto

LUI - poteva indurla in errore, daccordo. Ma signora, come si fa a riassumere in poche parole un discorso complesso e profondo, fondato su un modo assolutamente nuovo di vedere le cose?

LEI - Dunque le sue intenzioni non erano!

LUI - Assolutamente no!

LEI - Se cos, mi dispiace di essere stata un po precipitosa. Sono stata una sciocca

LUI - Ma per carit! Lei ha pensato che era meglio sistemare subito questo pappagallo petulante e presuntuoso. Non vero? Non stato cos?

LEI - Mi era sembrato cos evidente il senso delle sue parole!

LUI - Perch giocare agli indovinelli, ho pensato? Ecco, signora: lei sposata

LEI - Esatto.

LUI - Ma anchio sono sposato! Abbiamo accennato al matrimonio delle donne, che non sempre tutto rose e fiori; ma quello degli uomini, signora, peggio che andare di notte!

LEI - Mio marito le direbbe il contrario, ne sono sicura!

LUI - Ma perch suo marito ha sposato lei!

LEI - Ma se lei non mi conosce neanche!

LUI - So quanto basta! Lei, vede, una fortunata eccezione. Ma in genere, che cosa succede? Che per una ragione o per laltra ogni uomo portato a staccarsi dalla propria donna e a accostarsi alle altre! Perch questo? Perch ha nostalgia dellamore! E anche perch ha il terrore della vecchiaia! E trovare una donna che egli ancora in grado di sedurre come ritrovare lamore, sentirsi giovane ancora. Poi che cosa succede? Voi non lo potete neanche immaginare come noi uomini ci sentiamo tristi e smarriti! Ci si sente delusi. Chiss mai cosa speravamo di trovare! Perch non c niente che assomigli alla propria moglie come le mogli degli altri. Lamore unaltra cosa! Quello che voglio non unavventura: lamore! Un amore meraviglioso

LEI - Ah, no! Le ho permesso di andare avanti, ma con questultima frase lei mi ha obbligata a pentirmi! Trovo tutto questo assai poco divertente e credevo davvero di aver parlato chiaro!

LUI - Ma che cosa ho detto?

LEI - Sa benissimo che cosa ha detto, e mi creda: del tutto assurdo! La prego dunque di smetterla e di lasciarmi sola.

LUI - Lei non ha ancora capito!

LEI - Che cos che non ha capito?

LUI - Non ha capito me!

LEI - Mi spiace di non poter apprezzare le sue doti di seduttore!

LUI - Nessuno pu impedirmi di amarla, se lo desidero.

LEI - Ma dal momento che bisogna essere in due, permetter che io preferisca continuare ad amare mio marito!

LUI - Ma noo!

LEI - Come no? S, invece!

LUI - Ma no! Volevo dire che lei ancora su una falsa strada! Non si tratta di essere in due: questo il problema! Io non le ho chiesto di amarmi! Lei ama suo marito; che diamine, non pu mica amare tutti! Io non pretendo n di sedurla, n di impietosirla, n di turbarla: niente! Voglio solo provare con lei quello che non ho provato con altra donna al mondo: un amore totale da parte mia, senza nessuna partecipazione da parte sua! Un amore insomma che non muoia mai, che non abbia mai fine, in cui non ci siano prima la conquista e poi il dispiacere, prima lentusiasmo e poi la delusione! Voglio amarla di un amore innocente, disinteressato, assoluto. E non desidero conquistarla proprio perch non voglio perderla! Mi pare che questo lei possa accettarlo senza irritarsi n sentirsi offesa!

LEI - Il meno che possa dire che questo proprio non me laspettavo. Non sono neanche sicura di aver capito bene.

LUI - Forse non sono stato sufficientemente chiaro. Voglio amare per mia esclusiva felicit: la felicit di sentirmi vivere per il mio amore. Lei non mi conosce; ma io so fino a che punto posso arrivare, se solo mi si lascia fare! Ho scelto lei! E con lei far grandi cose!

LEI - E va bene: ammettiamo pure. Ma la mia parte, qual ?

LUI - Quella di una dea! Non dovr far altro che lasciarsi adorare! Lei sar la mia regina, la mia Infanta.

LEI - E posso chiederle in che cosa consister la sua adorazione?

LUI - Le scriver tutti i giorni. Le telefoner ogni volta che lei me lo permetter e la vedr soltanto se lei vorr. Comunque sia, le mie lettere la terranno al corrente di tutto.

LEI - Di tutto cosa?

LUI - Di tutto quello che faremo assieme! Perch io non la lascer mai! O meglio, se preferisce, sar lei a non lasciarmi mai pi! Visiteremo assieme i musei, le mostre Io adoro la pittura e viaggio abbastanza. La terr informata di tutti i nostri spostamenti, perch lei capisce che dora in avanti non viagger pi da solo! Avr sempre lei con me!

LEI - Devo informarla che domani torner a casa: la mia cura finita.

LUI - Sono desolato, ma lei continuer la cura con me. Ne ho ancora per una settimana. Che cosa pu avere in contrario? Sar molto piacevole, vedr! Faremo cose interessantissime: le scriver tutto, anche le lunghe conversazioni che faremo, perch sento che con lei diventer molto loquace.

LEI - Non so se io lo sar altrettanto.

LUI - Oh, non dubiti! Io ho un vivo senso del dialogo.

LEI - Ma mi scusi, signore: e sua moglie?

LUI - Mia moglie cosa?

LEI - Che cosa far tra noi due?

LUI - Ah, pu fare quello che vuole! Lo chiede a me? Ammetter che in tutto questo mia moglie non centra!

LEI - Eppure, il fatto che lei ami unaltra

LUI - Io?! Daccordo: ma dato il modo in qui ho deciso di amarla, mia moglie non pu assolutamente opporsi. Sono in una botte di ferro!

LEI - Lo pensa davvero?

LUI - No. Ma lo stesso.

LEI - Ma sicuro che lei creder a questa storia dellamore ideale? Lei pensa che sua moglie lo trover verosimile?

LUI - Forse no, ma non potr neanche provarmi il contrario.

LEI - Ma neanche lei potr provarle che vero.

LUI - Non me ne importa niente. Ma senta: le spiace se non parliamo pi di mia moglie? Io le parlo forse di suo marito?

LEI - No ma vorrei parlarne io.

LUI - Oh, no!

LEI - Ma sa che un bel tipo? Si metta nei miei panni: lei ammette che non potr mai provare a sua moglie il carattere molto particolare di questa relazione. E come pensa che riuscir io a convincerne mio marito? Magari mostrandole le sue quotidiane lettere damore?

LUI - Ma quelle spero se le tenga per s.

LEI - Pu darsi di s, pu darsi di no! Se mio marito vorr leggerle, le legger. Tra noi due non ci sono segreti.

LUI - Beh, e che cosa potr dire? Potrebbe proibirle di scrivermi, ma non di ricevere delle lettere!

LEI - E se un giorno venisse da lei a chiederle delle spiegazioni?

LUI - Gliele dar.

LEI - Se le chiedesse, per esempio, di lasciare in pace sua moglie?

LUI - Gli direi che dal momento che sua moglie e rimane sua in tutto e per tutto, non vado che disturbo gli do.

LEI - E io? Se rifiutassi?

LUI - Quello che le propongo?

LEI - S. Se non fossi daccordo?

LUI - Non ho capito scusi: se non fosse daccordo sul fatto che io lami?

LEI - S. Non ci ha pensato!

LUI - vero: non mi nemmeno passato per lanticamera del cervello! Perch lei non pu rifiutare di esistere, non pu far si che io non labbia incontrata! E dunque?

LEI - E dunque io sarei costretta a credere al suo amore! A questo amore che nessuna donna ha mai voluto, un amore che non chiede nulla in cambio! Ma signore, come posso crederle se questo proprio il contrario dellamore?

LUI - Pu darsi! Ma so che un giorno lamer come voglio.

LEI - E quel giorno continuer a viaggiare con me senza che io ci sia? Continuer a raccontarmi per lettera tutto quello che faremo insieme?

LUI - Non vorr che io stesso distrugga ci che avr con tanta cura costruito! Sarebbe come distruggere la mia cosa pi cara, la mia vita stessa!

LEI - Pensi che un quarto dora fa lei era per me uno sconosciuto!

LUI - Pu darsi. Ora comunque non lo sono pi.

LEI - Devo andare alle terme: lora della mia cura (Si alza)

LUI - La lascio.

LEI - Possiamo andare insieme fino al laghetto (Escono)

BUIO


PRIMA PARTE

QUADRO PRIMO

N.B.: il regista non cercher di immergere nelloscurit la parte della scena nella quale lazione non avr luogo. Una semplice differenza di illuminazione sar pi che sufficiente.

Lei si chiama Giulietta. Quando si alza la luce, vediamo in scena un belluomo sui trenta o trentacinque anni. Sta leggendo una lunga lettera scritta con calligrafia minuta ed esprime con sorrisi, scotimenti del capo, sospiri e sbuffi le reazioni provocategli dalla lettura. Entra Giulietta.

GIULIETTA - Allora, lhai letta?

RUGGERO - senzaltro un tipo curioso.

GIULIETTA - E le altre le hai lette? Quelle che ho ricevuto durante la tua assenza?

RUGGERO - No. Ho dato una scorsa allultima, e basta.

GIULIETTA - A quella di oggi?

RUGGERO - S.

GIULIETTA - Bisogna riconoscere che di parola!

RUGGERO - Perch?

GIULIETTA - Mi aveva promesso di scrivere tutti i giorni.

RUGGERO - E tu non gli hai mai risposto?

GIULIETTA - Mai. Questi sono i patti.

RUGGERO - Beh, suppongo che questo giochetto stia comunque per finire.

GIULIETTA - Perch?

RUGGERO - Ma come, perch? Non vorrai mica andare avanti tutta la vita a farti scrivere una lettera damore al giorno!

GIULIETTA - Ma lui non chiede altro!

RUGGERO - Grazie tante! Per, intanto, in questa lettera ti annuncia il suo ritorno a Parigi! Il che vuol dire che smetter di scriverti e che cercher di vederti!

GIULIETTA - Non credo.

RUGGERO - Ma andiamo, Giulietta! A che gioco giochiamo?

GIULIETTA - Ma a nessun gioco, tesoro! Lui lo sa che io amo te! Ci ha visti insieme quando sei venuto alle Terme a passare quei due giorni, e non ha nessuna intenzione di farmi la corte. Non hai letto le sue lettere? Non c nientaltro allinfuori di quello che mi aveva promesso: mi racconta tutto quello che facciamo insieme, come dice lui, e basta.

RUGGERO - Stammi a sentire, tesoro: non vorrei recitare la parte del marito di circostanza, che si insospettisce o si scandalizza, eccetera eccetera: ma se insisti a considerare normale e insignificante questa storia finir col sentirmi obbligato a farlo! Non puoi dire che non sia stato comprensivo e paziente. Sei tornata a casa otto giorni fa; il giorno dopo prima lettera! Lhai letta, ti sei divertita, lhai fatta leggere anche a me, mi hai raccontato tutto

GIULIETTA - E dunque vedi che non c niente di misterioso.

RUGGERO - Lo so. Tant vero che anchio ci ho riso sopra, sono partito tranquillo, perch dovevo partire, sono stato cinque giorni a Bruxelles e ad Amsterdam, sono tornato stanco e trovo che nel frattempo hai ricevuto altre cinque lettere e sei con quella di stamattina. A questo punto io direi che il gioco bello quando corto! Che tu continui ad accettare queste lettere, invece di respingerle, mi sembra ridicolo e anche poco onesto!

GIULIETTA - Perch poco onesto?

RUGGERO - Perch non creder mai che quel tizio non abbia nessun secondo fine, e trovo poco onesto, s, poco onesto da parte tua lasciare che si crei delle illusioni sul tuo conto. Ecco.

GIULIETTA - S, ma che cosa ci posso fare? Lui ha deciso di amarmi cos!

RUGGERO - Dai pure la colpa a me: puoi dirgli che tuo marito non daccordo!

GIULIETTA - Questo ho gi provato a dirglielo! Quando ma ha esposto i suoi progetti. Gli ho detto subito che tra me e te non ci sono segreti, e che ti avrei fatto leggere tutte le sue lettere.

RUGGERO - E lui?

GIULIETTA - La cosa lo ha lasciato del tutto indifferente.

RUGGERO - Ah, benissimo!

GIULIETTA - Gli ho chiesto anche: E se mio marito le chiedesse di lasciargli in pace la moglie? Mi ha risposto, tranquillissimo, che due uomini che mi amino non affatto eccessivo.

RUGGERO - Molto gentile da parte sua, ma si d il caso che io preferisca essere il solo! (Giulietta ride) Comunque assurdo! Ma com lui?

GIULIETTA - In che senso?

RUGGERO - Beh Fisicamente. Si vede che non mica giusto?

GIULIETTA - Oh no, normalissimo!

RUGGERO - Beh, ma bello, brutto, grande e grosso?

GIULIETTA - No.

RUGGERO - No che cosa?

GIULIETTA - Non n bello n brutto

RUGGERO - n grande n grosso?

GIULIETTA - S, proprio cos.

RUGGERO - Acqua fresca, insomma!

GIULIETTA - Beh uno qualsiasi! O forse non saprei. Non ha difficolt di parole, ecco: questo s.

RUGGERO - Bene, ma se uno ti chiede di descrivere qualcuno, si dice che ha il naso a patata, gli occhi storti, la gobba, le gambe corte! Cosa interessa a me se ha o non ha difficolt di parola?

GIULIETTA - Cosa vuoi che ti dica? Non si nota niente di particolare, fisicamente! un tipo qualsiasi: lo si nota solo se si mette a parlare!

RUGGERO - E una volta che si mette a parlare e che tu ti accorgi della sua esistenza, ripeto la domanda: bello, brutto, grande e grosso, piccolo cos?

GIULIETTA - molto gentile, molto ben educato Ma poi te lho detto: lho visto in tutto dieci minuti! Ha i capelli castani, ecco.

RUGGERO - Ah! E tu gli hai dato nome e indirizzo

GIULIETTA - Me li ha chiesti.

RUGGERO - Sei stata molto imprudente, tesoro; e anche un po leggera, credimi!

GIULIETTA - Mi sembrava pi che altro una cosa molto divertente!

RUGGERO - Non potevi tagliar corto? Alzarti, piantarlo l, e dirgli di andare ad amare qualcunaltra in un altro viale. In fondo, non lo avevi mai visto in vita tua! Viene l a farti dei discorsi strampalati, e tu ti fai incastrare, gli dai nome e indirizzo! (In collera) una grossa sciocchezza, abbi pazienza!

GIULIETTA - Tesoro, non ti starai mica arrabbiando sul serio! Sarebbe davvero ridicolo!

RUGGERO - Non mi sto arrabbiando, ma non vedo perch uno dovrebbe scriverti tutti i giorni descrivendoti la sua passione amorosa! C qualcosa di malsano in questa storia! E il fatto che tu non te ne renda conto una prova di pi che necessario troncare tutto immediatamente!

GIULIETTA - Come sarebbe a dire?

RUGGERO - Sarebbe a dire che io ti amo

GIULIETTA - Ma anchio ti amo, tesoro!

RUGGERO - E dunque, se ci amiamo, non mi va che tra noi due si insinui un altro che ama anche lui! Mi pare elementare! Se quel signore vuol proprio scrivere a qualcuno che non occorre che gli risponda, scriva alla Gioconda, Museo del Louvre, Parigi, ma qui, no! Oh!

GIULIETTA - Daccordo, tesoro: dimmi tu quel che devo fare.

RUGGERO - Prima di tutto, restituirgli le lettere.

GIULIETTA - Va bene, ma dove? Il suo indirizzo non ce lho.

RUGGERO - Non ce lhai?

GIULIETTA - No.

RUGGERO - Allora rispediscile allalbergo dove vi siete conosciuti pregando di inoltrare

GIULIETTA - A chi?

RUGGERO - A chi? A lui! A chi vuoi che le mandino?

GIULIETTA - Ma se non so neanche come si chiama!

RUGGERO - Non sai neanche come si chiama?!

GIULIETTA - Ma no, come vuoi che faccia a saperlo?

RUGGERO - pazzesco! Un tizio ti scrive una lettera damore al giorno, e tu non sai n nome, n lindirizzo, e probabilmente neanche quel che fa nella vita!

GIULIETTA - Esatto! So solo che sposato e che abita dalle parti degli Invalidi.

RUGGERO - Ah, ha i capelli castani, sposato e abita dalle parti degli Invalidi. gi qualcosa! Non ti ha detto, per caso, se prima di spedirti le lettere le fa leggere anche a sua moglie?

GIULIETTA - Mi ha detto che tutto questo non riguarda affatto sua moglie.

RUGGERO - Ah, un lavoratore indipendente, lamico! Tutto quello che fa, agli altri non deve interessare! Ha deciso che ti ama, e n io n sua moglie dobbiamo occuparcene!

GIULIETTA - Neanchio, se per questo!

RUGGERO - Neanche tu, vero! Beh, vuoi che ti dica qual la mia opinione? O un pazzo esaltato, di tipo innocuo, come ce ne sono tanti in libert, oppure un impotente alla ricerca di un transfert di compensazione.

GIULIETTA - Sarebbe innocuo anche in questo caso.

RUGGERO - E forse ancora un dritto eccezionale: un seduttore diabolico che ha fiutato in te una donna onesta, e allora che piano ha escogitato? Lamore-mito, platonico, romantico, epistolare, eccetera eccetera. Punto fondamentale: far credere a una donna che la si adora! Corollario: farle credere che assolutamente non si ha nessun secondo fine! Conclusione: col tempo sar lei a non poterne pi e sar lei a cadere tra le sue braccia!

GIULIETTA - Ma Ruggero! Da dove viene tutto questo macchiavellismo?

RUGGERO - So quel che dico!

GIULIETTA - quel che mi spaventa!

RUGGERO - Insomma, senti: arriviamo ad una conclusione. Come torna, quello ti telefona.

GIULIETTA - Non detto.

RUGGERO - probabile. E io ti dico quel che dovrai fare: le prossime lettere farai a meno di aprirle. Sono sicuro che entro quarantottore quello ti telefona. Lo pregherai di dare un taglio allepistolario. Gli chiederai il nome e lindirizzo, poi fai un bel pacchetto con tutte le sue lettere e io, personalmente, andr a consegnargliele!

GIULIETTA - Mi pare che non ci sia ragione desser villano.

RUGGERO - Non intendo esser villano! Sar estremamente corretto. Il che del resto anche ovvio, dato che non ho nessuna ragione di prender la cosa per un brutto verso. Hai commesso unimprudenza, ma mi hai raccontato tutto, comera tua dovere. Vorrei semplicemente dire al tuo grafomane che la cosa migliore per tutti lasciar perdere. Vedrai che glielo far capire senza la minima sgarberia, e che tutto andr bene. Daccordo?

GIULIETTA - Daccordo. Per mi sembra che tu dia troppa importanza a una cosa che non lo merita affatto. Questa la mia impressione.

RUGGERO - Io non do nessuna importanza a tutta questa storia! Ma siccome vedo che lui gliela d, ho deciso di toglierti da questa pericolosa situazione.

GIULIETTA - Francamente, non mi pare che ci sia niente di pericoloso.

RUGGERO - E a me pare di si.

GIULIETTA - Pericoloso per me?

RUGGERO - Per noi! (Le da un bacio leggero sulla guancia) Farai quel che ti ho detto, si o no?

GIULIETTA - Ma certo che lo far, tesoro!

RUGGERO - Beh, io devo scappare! A stasera!

GIULIETTA - A stasera. (Ruggero esce. Giulietta rimane sola in scena, con aria sorpresa e pensierosa, e conclude scotendo la testa dolcemente) Che gente questi uomini! (Ed uscir di scena solo dopo che Giorgio sar entrato nel proprio salotto)

QUADRO SECONDO

Giorgio entra in scena terminando di dare delle istruzioni a una domestica, che non si vede.

GIORGIO - Lasci pure le valigie in camera mia: le disfer io pi tardi, o ci penser la signora. Il telefono attaccato qui? (Se ne sincera) Perfetto. Vada pure, Maria, grazie.

(Giorgio si guarda in giro. Giulietta intanto esce di scena con in mano il pacchetto delle lettere)

Ah, e qui che novit ci sono? Niente, naturalmente! Tutto come al solito: ordinato, pulito, impeccabile e soprattutto inalterato! Dov la rubrica? Al suo posto: ovvio! (Apre un mobiletto e ne trae la rubrica del telefono. Apre la rubrica) Bisogna trovare subito il suo numero! Un numero di telefono che passer alla storia come la combinazione segreta della mia felicit. Se ci fosse il prefisso Amore sarebbe il suo senzaltro. Grimaud! (Cerca) Gri Gri Grimaud! O santo cielo, ce ne sono una colonna! Via di Marengo! Non ce ne saranno mica tanti, di Grimaud, in via Marengo! Via di Marengo, 38 Eccolo: trovato! Jasmin 43.21! Bello: sa di gelsomino. Come si chiama suo marito? R. Grimaud. Cosa potrebbe essere R? Raimondo? Renato? Roberto? O magari Rodomonte! Rodomonte Grimaud! No, poco probabile! Capace di chiamarsi Ruggero, come a teatro! Nelle commedie c sempre qualcuno che si chiama Ruggero! Jasmin 43.21! Eccola individuata, signora! Soltanto un filo ormai ci separa! (Sta gi formando il numero, e lo termina nel momento esatto in cui finisce di parlare. Si sente in quinta la voce di una donna: Germana)

GERMANA - Ma come gi arrivato?

GIORGIO - (Riattacca subito) Fine! Si ricomincia.

(Entra Germana molto agitata)

GERMANA - Ma come? Mha detto la donna che sei qui!

GIORGIO - Infatti!

GERMANA - Ma quando sei arrivato? Il treno non doveva arrivare alle 19 e 22?

GIORGIO - Gli ho detto di andare pi in fretta!

GERMANA - Non mi dai neanche un bacio?

GIORGIO - Ecco fatto.

GERMANA - Stavo per venirti a prendere alla stazione.

GIORGIO - Te lavevo detto, di non disturbarti!

GERMANA - Perch: per te sarebbe stato un disturbo?

GIORGIO - No assolutamente: ma per te s, e dunque tavevo detto che non occorreva che venissi alla stazione. Lo sai che non mi piace che ci si disturbi per me!

GERMANA - Dopo un mese di assenza mi sembrava giusto farti una cosa gradita!

GIORGIO - E quale sarebbe questa cosa gradita?

GERMANA - Venirti a prendere alla stazione!

GIORGIO - Ah, gi! Beh il fatto che per evitarti questa seccatura sono tornato in aereo.

GERMANA - In aereo?!

GIORGIO - S.

GERMANA - Non me lavevi detto!

GIORGIO - Non mi sembrava tanto importante.

GERMANA - E se ci fosse stato un incidente?

GIORGIO - Che incidente?

GERMANA - Un incidente aereo.

GIORGIO - E allora?

GERMANA - E allora non pensi allo shock che avrei avuto?

GIORGIO - Ma no! Non avresti saputo che sullaereo cero anchio, e non ti sarebbe venuto nessuno shock! Comunque lincidente non c stato, quindi inutile che ti preoccupi tanto di come ti saresti preoccupata!

GERMANA - E se non ti avessi visto scendere dal treno?

GIORGIO - Quando?

GERMANA - Allarrivo del treno alle 19 e 22!

GIORGIO - Beh, avresti potuto pensare che avevo perso il treno, o che ne avevo preso un altro! Dato che ti avevo detto di non disturbarti, avrei potuto cambiare idea.

GERMANA - E cos, avrei saputo dellincidente dai giornali o dalla televisione!

GIORGIO - Di quale incidente?

GERMANA - Dellincidente aereo!

GIORGIO - Ma se ti dico e ti ripeto che non c stato nessun incidente aereo!

GERMANA - Non potevi darmi un colpo di telefono e dirmelo?

GIORGIO - Saresti venuta allaeroporto?

GERMANA - S.

GIORGIO - E se ci fosse stato un incidente?

GERMANA - Se non altro, lavrei saputo subito!

GIORGIO - Ma pensa che gioia!

GERMANA - Che stupido che sei!

GIORGIO - Senti: sono qui, sono arrivato pi di unora prima del previsto e da quando mi hai visto non fai che assillarmi di domande su un incidente aereo che assolutamente non ha avuto luogo!

GERMANA - Sei tu che continui a parlarne, sai?

GIORGIO - Ah, sei un fenomeno! Io mi limito a risponderti. Insomma: chi ti ha detto che debba esserci un incidente ogni volta che un aereo atterra o decolla!

GERMANA - Non sar ogni volta, ma qualche volta succede!

GIORGIO - Daccordo: qualche volta succede! Chiuso! Ti dispiace se cambiamo argomento?

GERMANA - Ti trovo un po nervoso.

GIORGIO - Io?! Non sono affatto nervoso. Il dottor Gune, che per ventun giorni mi ha fatto fare un fango al giorno, mi ha trovato in ottima forma! Il che, del resto, vero.

GERMANA - Tanto meglio. Come sta, il dottor Gune?

GIORGIO - Chi?

GERMANA - Il dottor Gune.

GIORGIO - Benissimo, perch? Lo conosci?

GERMANA - No. Come vuoi che faccia a conoscerlo?

GIORGIO - E allora, scusa, perch mi domandi come sta?

GERMANA - Cos, che domanda! il tuo medico curante e

GIORGIO - e ti preoccupi per la sua salute. Glielo dir. Sar molto commosso.

GERMANA - (Dopo una pausa) Beh e quand che hai deciso di tornare in aereo?

GIORGIO - Quando ho deciso? Ieri!

GERMANA - Sei partito da Ginevra?

GIORGIO - S. Essendo a due passi da Ginevra, evidentemente da l che sono partito.

GERMANA - Hai approfittato di qualcuno che andava a Ginevra?

GIORGIO - Ma non capisco che cosa ti interessi! Possibile che tu non abbia nientaltro da chiedermi, da raccontarmi? Solo un interrogatorio di terzo grado per sapere come mai sono andato a Ginevra, perch ho preferito tornare da Ginevra, se stato proprio a Ginevra che ho preso laereo E poi? Cosaltro vuoi sapere? Se era dellAir France o dellAlitalia o della Swissair? O vuoi saper il nome del comandante? O la lista dei passeggeri? La loro et, professione, stato civile?

GERMANA - Ma sai che sei incredibile? Possibile che non ti si possa fare una domanda!

GIORGIO - Ma s, si pu: si pu! Puoi farmi tutte le domande che vuoi; ma non chiedermi se ho approfittato di qualcuno che andava a Ginevra! No! Non ho approfittato! Ho deciso improvvisamente di tornare in aereo, ho telefonato per sapere gli aerei per Parigi, sono andato a Ginevra, e l ho preso laereo!

GERMANA - E il biglietto del treno? Lavevi gi preso.

GIORGIO - Lho restituito e mi son ripreso i soldi! Scusami: avevo dimenticato di riferirti questo importante dettaglio. Il che per non ti spiega ancora come ho compiuto il tragitto fino a Ginevra: hai ragione! Soluzione: assieme a un signore, conosciuto in albergo, che si offerto di accompagnarmi in macchina. Il suo nome: Messonnier. Professione, credo, funzionario di banca.

GERMANA - Visto, che non valeva la pena gridare e far tante scene? Questo quello che io chiamo approfittare di unoccasione. Tu come lo chiami?

GIORGIO - E va bene: ho approfittato di unoccasione! Ti dispiace se cambiamo argomento?

GERMANA - Tesoro, non che sia facile conversare con te, quando torni da una cura! gi la seconda volta in cinque minuti che mi chiedi di cambiar argomento!

GIORGIO - Senti: torno dal mio periodo di cura in uno stato di felicit totale. Ho appena trascorso dodici giorni assolutamente deliziosi ed mia precisa intenzione far s che nulla valga a turbare la mia beatitudine. Eccomi qua: sorridente e disteso.

GERMANA - Lo dici tu!

GIORGIO - A condizione che non mi si venga a prendere a martellate il sistema nervoso!

GERMANA - E chi sarebbe che ti viene a prendere a martellate il sistema nervoso? Io, naturalmente. Ho capito. Star zitta. Ti lascer alla tua beatitudine. E dal momento che non ho neanche il diritto di farti delle domande, verr qui col mio lavoro a maglia e tu farai dei grandi monologhi! Pensa, che colpo di vita!

GIORGIO - Che cosa volevi chiedermi ancora?

GERMANA - Niente! Mi inchino ai tuoi voleri, tesoro! Non mi permetter pi nessuna domanda! Non so chi o che cosa abbia procurato quei dodici giorni cos deliziosi, ma si vede che tornando a casa la beatitudine ti fa male.

GIORGIO - Niente affatto! Quando sono entrato qui ero beato e stavo benissimo.

GERMANA - Diciamo allora che bastato che arrivassi io

GIORGIO - Sta a sentire, Germana. Ci sono voluti sei giorni, hai capito, sei giorni, prima che Parigi, nel 1805, venisse a sapere lesito della battaglia di Austerlitz!

GERMANA - Scusa?

GIORGIO - Lho letto in aereo, su istoria. Che bei tempi! Sei giorni! E al giorno doggi, invece, se decido di tornare a casa in aereo invece che in treno, mia moglie trova inconcepibile che non le telefoni subito per metterla al corrente!

GERMANA - Confesso che non vedo che rapporto ci sia tra la battaglia di Austerlitz

GIORGIO - Volevo dire che dato che a Parigi hanno aspettato sei giorni prima di sapere se Napoleone aveva vinto, non c motivo che tu ti senta frustrata se ogni volta che mi allontano un minuto dalla tua sottana

GERMANA - Un minuto?! Ma se sei stato via un mese intero!

GIORGIO - Con te che ogni sera mi telefonavi!

GERMANA - Beh, non ti faceva piacere?

GIORGIO - E poi non ero mica in giro a divertirmi! Ero in cura!

GERMANA - Motivo di pi: una cura una noia, e dunque ti telefonavo per farti compagnia.

GIORGIO - Ma va!

GERMANA - Ma va che cosa?

GIORGIO - Volevo dire: non detto che un periodo di cura sia poi tanto una noia!

GERMANA - Ah, se lo trovi divertente!

GIORGIO - Non ho detto che sia divertente! Dico che ha i suoi vantaggi: primo fra tutti di staccarti da tutto quello che ti scoccia!

GERMANA - E le mie telefonate, suppongo, ti scocciavano!

GIORGIO - O se non altro, mi mantenevano in contatto con la vita di sempre: con le cose e le persone che mi scocciano! (Pausa)

GERMANA - (Improvvisamente) E perch dodici giorni?

GIORGIO - Come?

GERMANA - Sei stato via pi di dodici giorni, ma poco fa mi hai detto di aver passato dodici giorni assolutamente deliziosi! Cosa successo di straordinario in questi dodici giorni?

GIORGIO - Ma niente: a met della cura ho cominciato a sentirmi molto meglio, e gli ultimi giorni mi sono sembrati particolarmente piacevoli. Ecco!

GERMANA - Dodici giorni giusti. Li hai contati?

GIORGIO - Diciamo lultima parte della cura!

GERMANA - Hai incontrato una ragazzina e ti sei preso una cotta! (Giorgio alza le spalle) Di sua madre, allora!

GIORGIO - Non ho preso nessuna cotta per nessuno!

GERMANA - Per hai conosciuto una donna!

GIORGIO - Molto di pi!

GERMANA - Ah, un sogno, magari!

GIORGIO - Qualcosa del genere.

GERMANA - In altre parole: la donna dei tuoi sogni!

GIORGIO - Macch, cosa centra? Un sogno e basta!

GERMANA - Col quale sogno, per, hai trascorso dodici giorni deliziosi. Beh, io lo trovo meraviglioso; non capisco perch tu faccia tanti misteri. (Pausa) Faceva una cura di dodici giorni?

GIORGIO - Senti, Germana

GERMANA - Vuoi cambiare discorso, ho capito!

GIORGIO - Esatto! Del resto, non ho assolutamente niente da nascondere!

GERMANA - Ma sicuro! Chi dice il contrario, tesoro? E poi come se sognare fosse un delitto! Io spero che questo sogno tu non voglia tenerlo tutto per te! Stasera mi racconterai, vero? Non vedo lora di sapere anchio! (Pausa) il suo numero di telefono che stavi cercando?

GIORGIO - Il numero di chi?

GERMANA - Del tuo sogno.

GIORGIO - Ah no, s stavo cercando un numero

GERMANA - Ma non quello! Per non sei molto bravo a dir bugie!

GIORGIO - Senti: ti dispiace se cambiamo argomento? Son rimasto senza sigarette: faccio un salto gi dal tabaccaio!

GERMANA - Te le prendo io, tesoro: devo andare a mettere la macchina in garage e passare un momento in un negozio. Fumi sempre le Gitanes?

GIORGIO - S.

GERMANA - Che stupida! Ne hai lasciati qui tre pacchetti quando sei partito! Sono ancora qui, guarda: eccole. Tre giorni di fumo e di sogni. Scendo un attimo e torno. Nel frattempo, vedi se riesci un poco a distenderti e a farti trovare un po pi di buon umore! Voglio rivedere il sorrisino del mio tesoruccio caro! Ciao! (Uscendo, gli manda un bacio sulla punta delle dita. Giorgio rimane un poco immobile, piuttosto seccato. Poi si riscuote, afferra il ricevitore, fa per comporre il numero, si ferma, rimane in ascolto, va ad aprire la porta, tende ancora lorecchio. Si sente sbattere la porta dingresso dellappartamento. Giorgio ha un sospiro di sollievo, torna al telefono, prende la cornetta, compone il numero. Squilla il telefono nel salotto di Giulietta e di Ruggero. Tre, quattro, cinque, sei squilli. Giulietta entra rapidamente in scena, si avvicina al telefono e solleva la cornetta al settimo squillo, un attimo dopo che Giorgio ha riattaccato)

GIULIETTA - (Prende la cornetta e siede in poltrona o sul divano) Pronto? Pronto! (Attende un paio di secondi, poi riattacca) Nessuno! (Buio)

QUADRO TERZO

La luce si riaccende sui due interni che compongono la scena. Ruggero in piedi, nel mezzo del salotto dellappartamento di Giorgio e Germana. solo. Ha in mano un pacchettino. Qualche attimo di attesa, durante la quale Ruggero si guarda in giro come a studiare lambiente. Poi entra Germana. Ruggero ha un breve moto di sorpresa.

GERMANA - (Entrando) Buongiorno

RUGGERO - Buongiorno

GERMANA - Cercava mio marito, vero? Mio marito uscito, e la cameriera non lo sapeva. Se posso esserle utile

RUGGERO - Beh veramente

GERMANA - Mi ha detto che lei desiderava consegnargli un pacchetto. Se vuol darlo a me, glielo posso consegnare io.

RUGGERO - Lei molto gentile, signora. Mi dispiace solo che la cameriera abbia voluto disturbare lei

GERMANA - Nessun disturbo, signore. Sono io che non vorrei obbligarla a tornare unaltra volta.

RUGGERO - Veramente gentile da parte sua, signora: mi sento molto imbarazzato

GERMANA - La prego di credere che non assolutamente il caso.

RUGGERO - In effetti avevo una cosina, da consegnar al signor al signor?

GERMANA - Noyelle.

RUGGERO - Noyelle, certo! Scusi la dimenticanza; ma la sorpresa di trovare lei al suo posto Volevo anche approfittare delloccasione per un piccolo scambio di idee. Comunque, visto che suo marito non c, la prego di scusare

GERMANA - Signore, se vuol dirmi il suo nome informer mio marito della sua venuta e gli consegner la cosina per cui lei si disturbato. E se crede, la far chiamare al telefono non appena sar rincasato.

RUGGERO - Troppo disturbo, signora: non ne val la pena. Non ho nessuna difficolt a chiamare io stesso il signor Noyelle per fissare un appuntamento. Quanto a questo pachettino vede, non per nulla ingombrante e sta benissimo in tasca. La prego ancora di scusare, signora

GERMANA - Signore, le ragioni che la spingono a desiderare di incontrarsi con mio marito mi sembrano tanto riservate, e cos prezioso quel pacchetto, che non mi perdonerei mai di insistere pi di tanto.

RUGGERO - Spero solo di non averla annoiata!

GERMANA - Al contrario, signore: lei mi ha incuriosita. Molto incuriosita! Tanto pi che molto evidente che lei non desidera consegnare quel pacchetto ad altri che a mio marito in persona. Ma suppongo che si tratti di documenti di lavoro, e comprendo perfettamente la sua prudenza e la sua discrezione.

RUGGERO - La ringrazio. Si tratta effettivamente di documenti di lavoro. La prego ancora di scusare la mia intrusione. Signora i miei ossequi.

GERMANA - Scusi, signore Sua moglie non stata, per caso, di recente, ospite di una nota stazione termale nei pressi di Ginevra per un breve periodo di cura?

RUGGERO - Beh effettivamente Vedo che (Ora i due cambiano tono: dal tono cerimonioso di prima passano improvvisamente a un tono pi consueto)

GERMANA - Che il mondo piccolo, vero? Credo che io e lei potremmo conoscerci meglio e scambiare qualche idea. Non le pare? Si accomodi. (Ruggero la guarda esitante per un paio di secondi poi accetta e siede)

GERMANA - Sa come lho riconosciuta? O meglio: identificata? che laltro ieri mio marito mi ha raccontato di aver incontrato durante la cura una giovane signora che lo ha letteralmente affascinato. Conosco bene il mio Giorgio: un bambino. E io sono una donna molto comprensiva. Poco fa, quando ho visto che lei non voleva lasciarmi quei documenti di lavoro, che poi hanno la stessa forma di un pacchetto di lettere, mi venuta unidea: mio marito aveva scritto varie lettere a sua moglie, lei le aveva scoperte e veniva a restituirgliele, anche per chiedergli, suppongo, di volerla smettere. cos, caro signore?

RUGGERO - Mi permetta di ammirare anzitutto la prontezza e lesattezza della sua intuizione. In effetti andata proprio cos. Anche mia moglie mi ha raccontato tutto, di quellincontro che, del resto, non durato pi di una decina di minuti. Anche le lettere, non sono io che le ho scoperte, ma stata mia moglie che me ne ha parlato e me le ha date da leggere. Ne ho lette due, e devo dire che sono assolutamente corrette. Suppongo che solo la solitudine, e la lontananza dalla sua incantevole consorte abbia spinto suo marito ad interessarsi della mia. Conoscendola ora, non dubito che egli dimenticher ben presto il suo fuggevole incontro.

GERMANA - Non penso di poter competere con il fascino della signora

RUGGERO - Grimaud signora. Ruggero Grimaud il mio nome.

GERMANA - Certamente la signora Grimaud una donna incantevole. Ma se lei permette, dir a mio marito della sua visita e del suo desiderio a che questo epistolario non abbia un seguito.

RUGGERO - Veramente non pensavo che questo potesse farsi per interposta persona, ma dal momento che ci siamo capiti cos bene, perch non approfittarne? Quanto pi faremo tutto alla luce del sole, tanto meglio sar per tutti.

GERMANA - Siamo perfettamente daccordo. Ove in futuro, tra mio marito e sua moglie, le cose dovessero prendere una piega diversa da quella che lei ed io desideriamo, nulla ci vieter di prendere insieme le decisioni e le contromisure pi opportune. Sappiamo ormai dove incontrarci.

RUGGERO - Sar felicissimo di incontrarla di nuovo, signora.

GERMANA - Posso allora chiederle di affidarmi quelle lettere?

RUGGERO - Stando cos le cose non vedo proprio perch non dovrei. (Consegnandole con gesto formale il pacchetto) Signora

GERMANA - Grazie. Le consegner a mio marito in busta sigillata. A rivederla, caro signor Grimaud. E molto lieta di averla conosciuta.

RUGGERO - Tutto sommato forse meglio cos. (Si inchina ed esce. Germana disfa il pacchetto: contiene una decina di lettere, apre la prima e comincia a leggere, camminando lentamente per uscire, mentre la luce si abbassa e si alza invece nel salotto dei Grimaud, dove Giulietta sta entrando in scena seguita da Ruggero)

QUADRO QUARTO

Nel salotto di Ruggero e Giulietta.

GIULIETTA - Te lavevo detto che era meglio telefonare! Non si piomba allimprovviso in casa di gente che non si conosce!

RUGGERO - Sono andato apposta subito dopo pranzo, pensando che lavrei trovato senzaltro. Pensavo che un minimo di sorpresa sarebbe stata anche psicologicamente pi efficace.

GIULIETTA - Ci sei pi tornato?

RUGGERO - No.

GIULIETTA - (Che si messa a ritagliare delle fotografie da una rivista di moda) Beh, meno male che ci hai rinunciato. Direi che hai fatto bene. Avresti potuto trovarti in una situazione abbastanza imbarazzante. Proprio per te, dico.

RUGGERO - Per me?! Io imbarazzato di fronte a quellaltro e non viceversa? Che idea!

GIULIETTA - Direi proprio! Un marito che spunta fuori allimprovviso per restituire delle lettere del tutto corrette e perfettamente innocenti non so: mi par faccia tanto teatro vecchio stile! Non ti pare?

RUGGERO - No, non mi pare! Comunque successo che la cameriera credeva che lui fosse ancora in casa e mi ha fatto passare. Cos ho visto la signora

GIULIETTA - Sua moglie? E le lettere?

RUGGERO - Lascia che ti spieghi

GIULIETTA - Non avrai mica dato le lettere a sua moglie?!

RUGGERO - Mi lasci parlare? Come mi ha visto, ha capito tutto: che ero uno che veniva l a consegnare lettere scritte da suo marito a unaltra donna. A questo punto, mi sembrato che il meno che potessi fare era

GIULIETTA - Consegnarle le lettere.

RUGGERO - Esatto.

GIULIETTA - E gliele hai date?

RUGGERO - S.

GIULIETTA - Ma assurdo!

RUGGERO - E perch assurdo? Sapeva gi tutto!

GIULIETTA - Tutto che cosa? E se lo avesse inventato per sapere da te la verit?

RUGGERO - Macch inventato! Tho detto che sapeva tutto! Che tu eri tornata otto giorni fa, che avevi conosciuto suo marito durante la cura, che il pacchetto che avevo in mano non conteneva documenti daffari ma lettere damore!

GIULIETTA - Ma certo: evidente! I documenti si tengono in una borsa, in una cartella: non si piegano in quattro per poi legarli con un nastrino! Per forza ha capito che erano lettere!

RUGGERO - Comunque non vedo cosa ci sia di male se sua moglie le legge, dopo che anche tu le hai date da leggere a me!

GIULIETTA - Ma tutta unaltra cosa, scusa! Io sapevo di potertele far leggere, ma tu non sai niente dei rapporti di quelluomo con quella signora!

RUGGERO - Sono marito e moglie: come noi!

GIULIETTA - Sembra che tu lo faccia apposta, a non capire! Chi ti dice che tu non abbia per caso provocato un dramma? Sul fatto di volergli restituire le lettere, ti ho gi detto la mia opinione: ridicolo! Peggio ancora, poi, che tu abbia voluto portagliele di persona e subito! Ma che tu sia andato addirittura a dargliele a sua moglie, questa scusami la trovo veramente al di l del bene e del male! Se io fossi al suo posto Sai cosa farei? Verrei a chiederti una spiegazione!

RUGGERO - A me?! Ah, questa bella! Come se non fossi io che devo chiedergli una spiegazione! Sei formidabile!

GIULIETTA - Ma Ruggero, ti rendi conto delloffesa che mi fai, del muro che stai innalzando tra di noi?

RUGGERO - Perch ho chiesto a un seccatore di lasciare in pace mia moglie? questa loffesa?

GIULIETTA - Certo! Vuol dire che non hai nessuna fiducia in me! Ti ho mai dato ragione di dubitare di me? Ho mai messo in pericolo il nostro amore? Rispondi.

RUGGERO - No, daccordo.

GIULIETTA - E allora? Si pu sapere perch, improvvisamente, mi sarei meritata la tua gelosia e i tuoi sospetti? Solo perch un tizio mi ha chiesto Ma che cosa mi ha chiesto, poi? Di restare con mio marito, di continuare ad amarlo! E che se solo volessi gettarmi tra le sue braccia scapperebbe come il diavolo di fronte allacqua santa!

RUGGERO - proprio quello che vorrei vedere!

GIULIETTA - Non c niente da vedere! Hai approfittato di un piccolo pretesto qualsiasi per fare una tragedia e recitare lOtello!

RUGGERO - Vorrei farti notare che da un quarto dora a questa parte sei tu che ne fai una tragedia, e che la prima volta che ti comporti cos!

GIULIETTA - Perch la prima volta che tu mi tratti cos! Perch non mi accusi di fare la smorfiosa col primo che passa? Che mi basta incontrare un uomo, scambiare con lui quattro chiacchiere, per essere in sua balia?

RUGGERO - Beh, adesso basta, Giulietta. Calmati! Facciamo la pace e non pensiamoci pi

GIULIETTA - Oh, gi! La pace! La pace! Ci penseremo, a quando fare la pace! (Esce furente. Pausa)

RUGGERO - Oh, la l! Ma che cosa ho fatto, in fondo? (Spegne la luce ed esce perplesso)

QUADRO QUINTO

Il salotto di Giorgio e Germana. Giorgio entra in scena in stato di evidente euforia. Germana entra a sua volta ed accende la luce.

GERMANA - Toh, sei tornato?

GIORGIO - Evidentemente. Ciao.

GERMANA - La donna non me lo aveva detto.

GIORGIO - Non lho neanche vista.

GERMANA - Non mi dai neanche un bacio?

GIORGIO - Ah gi, scusa! (La bacia con gesto macchinoso, come un rito)

GERMANA - La cuoca un po in ritardo. Credo che ci vorr ancora un po prima di andare a tavola.

GIORGIO - Non importa. Non ho per niente fame.

GERMANA - Come stai?

GIORGIO - Meravigliosamente bene. Mi sento in paradiso.

GERMANA - (Dopo una pausa) In paradiso? Perch in paradiso?

GIORGIO - Cos! Mi hai domandato come sto e io ti rispondo: mi sento in paradiso!

GERMANA - Bene.

GIORGIO - Ti dispiace?

GERMANA - No. Mi fa piacere per te. Solo Trovo un po strano che tu ti senta in paradiso.

GIORGIO - E perch? unespressione che dipinge esattamente il mio stato danimo attuale.

GERMANA - Il tuo stato danimo attuale possiede una capacit di auto analisi sufficiente a dar ragione di se stesso?

GIORGIO - No, nella misura in cui non ha nessun motivo di dar ragione di se stesso. Comunque, se proprio ci tieni a saperlo, la mia condizione paradisiaca dipende dal fatto che mi trovo ad avere un animo sereno e rilassato, un corpo in perfetta forma e di ottimo funzionamento, un cuore puro e verginale.

GERMANA - La cura, insomma, ti ha fatto proprio bene.

GIORGIO - Certo! Del resto, proprio per questo che ci si sottopone alle cure: perch ti facciano bene.

GERMANA - (Dopo una pausa) E il tuo sogno?

GIORGIO - Che sogno?

GERMANA - Non mi hai detto che hai incontrato un sogno?

GIORGIO - Ah, gi!

GERMANA - Dovevi raccontarmi tutto ieri sera, e invece non mi hai raccontato niente.

GIORGIO - Ci tien proprio a parlarne?

GERMANA - Di che cosaltro si pu parlare tra marito e moglie, se non di quello che ci riguarda? Oppure hai voglia di parlarmi dei tuoi affari?

GIORGIO - Francamente, no.

GERMANA - O preferisci che ti parli io delle spese che ho fatto, delle persone che ho incontrato questo pomeriggio, dei negozi in cui sono entrata? Siccome io non ho mai incontrato un uomo che mi facesse leffetto di un sogno, mi incuriosisce saper qualcosa del tuo.

GIORGIO - Del mio uomo?!

GERMANA - Del tuo sogno!

GIORGIO - Ti avverto subito, mia cara, che sono in una botte di ferro; che stavolta ho scelto un ambito nel quale, una volta tanto, tu non avrai il minimo accesso! Nulla in me potr alimentare la tua morbosa passione per le trame complicate e per i diabolici intrecci!

GERMANA - Che cosa vuoi dire?

GIORGIO - Che ti conviene rinunciare subito a ogni forma di inchiesta, di interrogatorio, di indagine spionistica. Perch la mia relazione con la persona alla quale alludi non ti riguarda e non pu neanche lontanamente offenderti: non ho intenzione n di vederla, n di uscire con lei, n di farmi vedere in pubblico, n di incontrarla in privato. Questo dovrebbe metterti il cuore in pace, no?

GERMANA - Per una donna!

GIORGIO - S, devo riconoscere che i miei sogni non hanno assunto parvenze maschili.

GERMANA - Ho capito! Ti sei innamorato di un manichino femminile in una vetrina.

GIORGIO - Oh, ecco: fa conto che sia proprio cos! Hai indovinato in pieno.

GERMANA - Solo che questo manichino non in cartapesta ma in carne e ossa.

GIORGIO - Indovini proprio tutto!

GERMANA - Ed una signora sposata!

GIORGIO - Se non fosse spostata sarebbe signorina!

GERMANA - E suo marito, lo conosci?

GIORGIO - Di vista. Un belluomo, simpatico

GERMANA - E che cosa intendi fare con questa signora?

GIORGIO - Te lho gi detto: niente che possa darti il minimo fastidio!

GERMANA - Ho capito: ma cosa?

GIORGIO - Permetti che questo almeno me lo tenga per me?

GERMANA - Hai per caso intenzione di andare avanti e indietro per la casa con la faccia di Dante che pensa a Beatrice?

GIORGIO - Se proprio ci tieni potr sforzarmi di avere unaria scocciata! Ma in fondo, ragiona! Quello che avvelena lesistenza a voi donne il fatto che siete sempre l a domandarvi se vostro marito vi tradisce. Comunque stai tranquilla non ti ho tradito e non ho nessuna intenzione di farlo.

GERMANA - Leremita dellamore!

GIORGIO - Pu darsi.

GERMANA - E se fosse lei a volerlo?

GIORGIO - Ma se cotta di suo marito!

GERMANA - Potrebbe cambiare idea.

GIORGIO - Bisognerebbe che io mi dessi da fare per fargliela cambiare. E questo, te lo ripeto per lultima volta, non nelle mie intenzioni!

GERMANA - Amore silenzioso e solitario!

GIORGIO - Precisamente.

GERMANA - Da descriversi unicamente per lettera! Continuerai a scriverle ogni giorno?

GIORGIO - Pu darsi! Ognuno ha diritto nella vita a un suo piccolo mondo segreto, che va rispettato dagli altri.

GERMANA - Su questo sono perfettamente daccordo, tesoro. Ma se tu le scrivi e se lei adora suo marito, potrebbero leggere insieme le tue lettere e divertirsi alle tue spalle.

GIORGIO - Non mi pare che lei sia il tipo.

GERMANA - Potrebbe tenerci suo marito!

GIORGIO - Che cosa possono interessargli i miei sentimenti personali?

GERMANA - Potrebbero interessargli molto i tuoi sentimenti personali nei riguardi di sua moglie!

GIORGIO - E allora verr ad espormi la sua opinione e io lo far partecipe del mio presente stato di beatitudine!

GERMANA - E se lui ti far partecipe di un paio di schiaffi?

GIORGIO - Spiegher con molta cortesia a quellimbecille che lultimo dei cafoni, e che se reagisce secondo il tipico comportamento del marito cornuto vuol dire che costituzionalmente predisposto ad esserlo sul serio! Ma che si aspetta che sia io a fargli il servizio, pu andarsi ad impiccare! E poi, sempre con estrema calma e cortesia, lo pregherei di togliersi dai piedi!

GERMANA - Ebbene mio nobile don Chisciotte dellamore, puoi prepararti senzaltro alla scena madre della tua paradisiaca beatitudine. (Va al mobile e ne trae fuori la busta che ha sigillato) Perch sono in grado di dirti fin dora che il signor Grimaud non gradisce affatto la tua corrispondenza. Mi ha incaricato di dirtelo, di ringraziarti, e di restituirti lepistolario al completo. (Gli mette la busta in mano, ed esce. Giorgio resta di sasso, allibito, poi dissigilla la busta, ne trae le lettere che vi sono contenute, balza con uno scatto verso la porta, la apre, e grida dietro a Germana)

GIORGIO - E ha avuto la faccia tosta di darle proprio a te?! (Buio)

QUADRO SESTO

Torna la luce sul salotto di Giulietta e di Ruggero, che sono in scena e stanno conversando.

RUGGERO - Ma possibile? Sono dieci giorni esatti che abbiamo avuto proprio qui quella famosa discussione! Tho proposto di far la pace, e tu hai rifiutato. Ho aspettato un gesto di riconciliazione, e il gesto non venuto! Siccome la mia pazienza dei limiti e io esigo una spiegazione, ti prego di rispondere a questa domanda: si pu sapere a che punto sei?

GIULIETTA - A che punto sono!

RUGGERO - Non far finta di non capire, per piacere! Sai benissimo di cosa sto parlando!

GIULIETTA - Mi fai una domanda incredibile: a che punto sono! A che punto dovrei essere? Mi hai chiesto di far sapere a quel signore che la smetta di scrivermi: glielho fatto sapere, ha smesso di scrivermi, tutto qui!

RUGGERO - In dieci giorni, non ha dato pi segni di vita?

GIULIETTA - Dal giorno in cui tu hai avuto la bella idea di restituire le sue lettere a sua moglie. Precisamente.

RUGGERO - Ma tu gli avevi gi chiesto di non scriverti pi?

GIULIETTA - Glielo avevo gi chiesto, ma lui aveva continuato.

RUGGERO - E invece, dopo che glielho chiesto io

GIULIETTA - ha smesso.

RUGGERO - Posso chiederti se per questo che tu, da quel giorno, non apri bocca e giri con un muso cos?

GIULIETTA - Se proprio ci tieni a saperlo, ero molto pi serena quando ricevevo le sue lettere. Che abbia accettato linvito a smetterla abbastanza normale; ma che non mi abbia fatto sapere niente dopo che tu hai dato le lettere a sua moglie, questo mi sorprende! Avrebbe dovuto almeno farmi sapere comera andata a finire. Invece, ecco che io sono costretta a chiedermi se ha litigato con sua moglie, se non ha litigato, se si offeso, se non si offeso! Insomma non ne so pi niente! E non sai niente neanche tu!

RUGGERO - Ah, ma io sopravvivo benissimo! Cosa vuoi che minteressi, sapere dov andato a finire lui! Quello che conta che questa stupida storia finita! Ho fatto quel che ho fatto per questo, quindi a me sta bene cos! Mettiamoci una pietra sopra e non parliamone pi. (Pausa) Se c qualcosaltro che ti preoccupa, dimmelo pure: potrei evitarti qualche altro passo falso.

GIULIETTA - Voi uomini siete incredibili!

RUGGERO - Perch incredibili?

GIULIETTA - Non ci arrivi da solo a capire che cosa mi preoccupa? Tho detto dieci giorni fa qual la mia opinione della tua famosa iniziativa: inqualificabile, ridicola, vergognosa!

RUGGERO - Vorrei pregarti, Giulietta, di moderare le tue espressioni!

GIULIETTA - Questa era la mia opinione, e devo dire che purtroppo non cambiata. Soprattutto non sopporto il pensiero che quel signore cos gentile possa credere chio sia daccordo con quel che hai fatto! Dato che non mi pare sia possibile che faccia io il primo passo

RUGGERO - Lo spero bene!

GIULIETTA - non devi meravigliarti se non posso pensare ad altro!

RUGGERO - Non puoi pensare ad altro?

GIULIETTA - Esatto!

RUGGERO - Ti rendi conto di quel che stai dicendo?

GIULIETTA - Me ne rendo conto perfettamente.

RUGGERO - E perch non mi dici addirittura che quel bel tipo entrato ormai nella nostra vita, fa parte della nostra famiglia, riempie tutti i tuoi pensieri, e un giorno o laltro, chiss, verrai a confessarmi che lo ami!

GIULIETTA - Questo problema non si pone nemmeno; per devo dirti che stai facendo tutto il possibile perch i miei sentimenti verso di te si modifichino radicalmente.

RUGGERO - E allora, Giulietta cara, non vedo che una soluzione: invitare lui e sua moglie a cena, diventare amici tutti e quattro, e allargare cos la cerchia delle nostre conoscenze! Incredibile! Rimani intrappolata in una situazione sgradevole e imbarazzante, ti aiuto a tirartene fuori, e tu me lo rinfacci! Qualsiasi altra donna avrebbe interpretato quel che ho fatto con un sentimento di rispettosa gratitudine!

GIULIETTA - A me non risulta di aver chiesto aiuto a nessuno!

RUGGERO - Ho sentito come mio dovere non aspettare che tu giungessi a tal punto!

GIULIETTA - Quando un marito comincia a parlare dei suoi doveri, sai, Ruggero

RUGGERO - Che cosa?

GIULIETTA - Niente, niente.

RUGGERO - Beh, in ogni caso te lo ripeto: considero lincidente chiuso in modo assolutamente definitivo. In questa casa del signor Noyelle non si parler mai pi. Punto e a capo! (Suonano. Giulietta si alza) Dove vai?

GIULIETTA - Ad aprire: hanno suonato.

RUGGERO - Non c la donna?

GIULIETTA - No: gioved. (Esce. Pausa. Giulietta rientra: ha in mano una lettera)

RUGGERO - Chi era?

GIULIETTA - La portinaia: ha portato una lettera. (Pausa) Lha portata un signore. (Pausa) Indovina di chi ?

RUGGERO - Hai intenzione di leggerla?

GIULIETTA - Dopo tutto quel che ti ho detto, non pretenderai mica che la rispedisca indietro senza aprirla!

RUGGERO - Insomma, vuoi leggerla!

GIULIETTA - E dato che immagino che la voglia leggere anche tu aprila tu stesso. (Gliela porge)

RUGGERO - Perch?

GIULIETTA - Perch s. Per provarti che non ho assolutamente nulla da nascondere! Solo fammi il piacere di leggerla a voce alta, per tutti e due. (Ruggero esita. Ma Giulietta si siede e si mette in posa per ascoltare. Ruggero apre la lettera e legge)

RUGGERO - Infanta, mia cara Infanta. Ti chiama sempre Infanta?

GIULIETTA - Si vede.

RUGGERO - (riprende a leggere) Lei adora suo marito; e se lei lo adora non pu che trattarsi di un uomo affascinante e perfetto. (Giulietta lo guarda, ma Ruggero non batte ciglio e prosegue) Tuttavia pare che questuomo, pur cos perfetto, abbia potuto concepire non so quale aberrante sospetto sui miei sentimenti e sulle mie intenzioni nei suoi riguardi.

GIULIETTA - Sospetto come?

RUGGERO - Aberrante.

GIULIETTA - Continua.

RUGGERO - I mariti, a parte il sottoscritto, beninteso, raramente capiscono qualcosa delle loro mogli. Formidabile! Ma evidentemente capiscono ancora meno gli altri uomini: li giudicano sul loro metro, basandosi cio su se stessi, ed ovvio, a questo punto, che non ne abbiano una considerazione particolarmente elevata. Ma chi crede di essere? Dunque anche lei, mia povera e cara Infanta mmmmh ha dovuto subire i malumori del suo affascinante marito; e io per dieci giorni non le ho scritto, ma non creda per questo che lei sia sparita dalla mia esistenza! Mai come in questi dieci giorni abbiamo fatto tante cose insieme! Comincia a seccarmi con queste cose che fate insieme! (Giulietta ride) Perch ridi?

GIULIETTA - Cos!

RUGGERO - (Continua) Ah, mia Infanta mmmmh come leggera, piacevole la vita quando vissuta con te! A Parigi non corro pi: volo! Saluto persone che non conosco, ti presento alle statue dei giardini pubblici, attraversiamo insieme la Senna a nuoto Questo pronto per il manicomio!

GIULIETTA - E smettila di interromperti continuamente!

RUGGERO - Ti piace?

GIULIETTA - Molto!

RUGGERO - Beh, puoi andare avanti a leggertela da sola!

GIULIETTA - Ah, no! Adesso che hai cominciato, la leggi fino in fondo. (Ruggero esita, poi prosegue)

RUGGERO - laltro ieri siamo andati alla Sala Pleyel per il concerto dedicato a Prokofiev. Cera anche mia moglie. Siete proprio una famigliola, ormai! Dato che mia moglie si interessa molto di musica e conosce Prokofiev da cima a fondo, io ho preferito scambiare le mie impressioni con lei: mia moglie, a un certo punto, aveva unaria particolarmente tesa. Che cafone! A proposito di mia moglie, non mi piaciuto molto che suo marito abbia consegnato le mie lettere proprio a lei, perch naturalmente mia moglie si affrettata a leggerle!

GIULIETTA - Hai visto?

RUGGERO - Questo comunque non ha nessuna importanza! Hai visto? Preferisco chiudere un occhio su questi inconvenienti, piuttosto che rinunciare a scrivere. Se suo marito si stupisse ancora per le lettere che continuer ad indirizzarle, lei potrebbe organizzare un incontro tra noi due Ma che faccia tosta! (Riprende a leggere) Anzitutto sarei felice di conoscerlo Ma certo: come no! (Riprende) e poi sono convinto che in cinque minuti di colloquio riuscirei a fargli capire tutti i suoi torti I miei torti?! (Riprende) e a liberarlo da tutte le sue paure. Buona, questa! (Riprende) Un ultima cosa: la settimana prossima mi recher per qualche giorno a Genova. Conosce Genova? Io si. Faremo un viaggio meraviglioso. Le mostrer tutto quello che lei non conosce, anche se lo conosce gi. A presto. Scusi se continuo a scriverle malgrado il desiderio contrario espresso a mia moglie da suo marito. Con tutto il cuore, Giorgio. Matto! Matto completo!

GIULIETTA - Diciamo che un uomo pieno di fantasia!

RUGGERO - Comunque chiaro che di me se ne infischia: che io esista o non esista, per lui lo stesso! Gli ho chiesto di smetterla e ti promette una lettera al giorno!

GIULIETTA - Perch non vi incontrate davvero? Potresti tentare di convincerlo.

RUGGERO - Ma scherzi?

GIULIETTA - No.

RUGGERO - Non ho nessuna voglia di incontrare quel pazzo.

GIULIETTA - Hai paura?

RUGGERO - Ma non dir stupidaggini! solo che non vedo assolutamente il senso di incontrarmi con un tizio

GIULIETTA - (Pausa) E allora? Cosa decidi?

RUGGERO - A che proposito?

GIULIETTA - Ma di Noyelle! A proposito di Noyelle

RUGGERO - Cosa dovrei decidere?

GIULIETTA - Te lo sto chiedendo.

RUGGERO - Non ho assolutamente niente da decidere! Per ora!

GIULIETTA - Ah, va bene!

RUGGERO - Intanto, non che la mia esistenza dipenda da lui. E poi mica sta bruciando la casa!

GIULIETTA - Ah, tanto meglio! Io credevo proprio che stesse bruciando la casa!

RUGGERO - Perch?

GIULIETTA - Mada tutto quello che hai detto finora!

RUGGERO - Mi permetterai almeno di riflettere sulla questione!

GIULIETTA - Comunque non hai intenzione di spaccargli la testa.

RUGGERO - Tho detto che non so niente: tutto possibile!

GIULIETTA - Hai bisogno di riflettere!

RUGGERO - Se permetti, si.

GIULIETTA - Sta per partire per lItalia. Di tempo ne avrai!

RUGGERO - Per far che cosa?

GIULIETTA - Ma per rifletterci su, tesoro! (Esce)

RUGGERO - Non creder mica che abbia paura di quel pazzo, no?

QUADRO SETTIMO

Ruggero siede in poltrona, a conclusione della scena precedente. Nellaltro salotto, quello dei Noyelle, entra Germana, che va a sedersi su una poltrona in modo da trovarsi vicino a Ruggero, ma, naturalmente, ciascuno nel proprio salotto. A partire da questo momento i due faranno gli stessi gesti con lo steso ritmo: si alzano, si avvicinano al telefono, esitano, rinunciano, cambiano sedia, portano una mano allorecchio per grattalo, fanno oscillare nervosamente una gamba accavallata sullaltra, ritornano al telefono, riprendono in mano la cornetta, riattaccano, esitano ancora, escono poi di scena, ciascuno dalla propria parte. Rientrano tutti e due dopo qualche secondo. Tornano al telefono, alzano il ricevitore, e noi assistiamo a una conversazione mimata che evidentemente si fa sempre pi violenta e animata. Il testo qui sostituito da una musica che imita il progressivo concitarsi del dialogo. Alla fine, buio. Subito dopo si riaccende la luce e vediamo Ruggero e Germana che stanno discutendo.

RUGGERO - Ma, cara signora, come pu pensare che io accetti una proposta del genere? Ci ho pensato, ci ho pensato per due giorni, ma come gi le ho detto per telefono, la cosa mi pare inconcepibile!

GERMANA - Conosco bene mio marito, caro signore: un bambino, glielho gi detto! Se lo si contraddice si impunta ed finita!

RUGGERO - Anche mia moglie una bambina, ma proprio questo che mi fa paura! Se la mando a Genova con suo marito, e poi succede quel che pu succedere, dir che colpa mia: che sono stato io a gettarla tra le sue braccia! E io cosa potr dirle? Che ha ragione.

GERMANA - Le dir che lamava tanto e che aveva tanta fiducia in lei. Che non cera motivo per non lasciarla partire. Anchio ci ho pensato molto; e credo che la cosa pi saggia che noi due possiamo fare sia proprio quella di proporre loro di partire insieme. In questo momento mio marito e sua moglie sognano questo viaggio a due: pronti a considerare noi i responsabili dellimpossibilit di realizzarlo. Ebbene, noi gli diciamo: Partite pure! Non ci opponiamo. E loro non sanno pi cosa fare; si trovano presi in contropiede. Non possono pi tirarsi indietro: devono partire. E poi? Conosco bene mio marito: non pu vivere senza di me. Sa che sono stata al gioco, ma che in fondo ne soffro; e ora che con unaltra, che laltra gli vicina davvero, in carne e ossa, e non come un sogno, finir col detestarla! Ne sono sicura! E sono sicura che cos anche per sua moglie! Finch ci siamo noi a frenarli, possono sognare di essere liberi: ma una volta che noi li lasciamo liberi, che cosaltro possono fare? Sognare diventa impossibile! Torneranno allovile, mogi mogi e con la coda tra le gambe! Ma ammettiamo ora che per rabbia, per dispetto, arrivino alle estreme conseguenze

RUGGERO - Beh, proprio questo, vede, che mi preoccupa!

GERMANA - Ma tanto meglio, caro signore, sar il colpo di grazia! Sono dei bambini, hanno bisogno di sognare, di sfuggire alla vita rifugiandosi in un sogno. Concretizziamo questo sogno: basta con le lettere su cui sognare ad occhi aperti, su cui costruire un castello di felicit! Bisogna distruggere questa felicit! Bisogna trascinarli nel terreno della realt! Non lettere da Genova piene di immagini poetiche e di luci senza ombre! A Genova insieme! (Pausa)

RUGGERO - Daccordo, mae se si rifiutano?

GERMANA - Di partire insieme?

RUGGERO - Chi ci garantisce che accetteranno?

GERMANA - vero, non ci avevo pensato! Ah, ma facile: noi non gli offriamo di partire insieme: glielo ordiniamo!

RUGGERO - Glielo ordiniamo? Io dico a mia moglie: Ti ordino di?!

GERMANA - Ma certo! Lui continua a scriverti, tu continui a leggere le sue lettere. una situazione che non pu continuare! Partite insieme, e al vostro ritorno prenderemo le decisioni pi opportune!

RUGGERO - Giusto! Bella mia, ora di finirla con questo tira e molla! Queste lettere mi hanno scocciato! E io sono stufo di avere al mondo uno che ti ama e che ti scrive! Adesso parti, e poi vediamo! Al ritorno: o lui, o me! Ma si capisce! Questo il tono giusto!

GERMANA - E vedr che tutto andr bene!

RUGGERO - Sono pienamente daccordo con lei. Non ho pi dubbi! Lei faccia la sua parte, ed io far la mia! Vado! (Esce. Germana si alza dalla poltrona su cui era seduta e va a sedersi sul divano. Giulietta entra nel proprio salotto e va a sedersi anche lei sul divano)

QUADRO OTTAVO

I due uomini entrano in scena contemporaneamente, ciascuno nel proprio salotto, e si trovano di fronte le rispettive mogli, ciascuna seduta sul proprio divano.

RUGGERO - Bella mia, ho una notizia da darti!

GERMANA - Bello mio, ho una notizia da darti!

RUGGERO - Tu e quellaltro, andate a Genova insieme!

GERMANA - Tu e quellaltra, andate a Genova insieme!

GIULIETTA - Che cosa?! Ma sei matto?

GIORGIO - Che cosa?! Ma sei matta?

RUGGERO - Non se ne discute neanche!

GERMANA - Non se ne discute neanche!

RUGGERO e GERMANA - (Insieme) un ordine!

SIPARIO


SECONDA PARTE

QUADRO PRIMO

Nel salotto di Giulietta e Ruggero. Giulietta sola, al telefono.

GIULIETTA - Pronto! Pronto! Clara? Ah, bene! No, non ti sentivo pi, credevo fosse caduta la linea! S, s, ho qui tutto! Ti leggo prima i telegrammi. Ne ho qui uno delle dieci del mattino. Anche quelli di ieri, certo! E poi ti legger anche le lettere. Naturalmente! Eccolo qui, ore dieci: Un sole stupendo. Genova bellissima, noi veramente felici. Con tutto il cuore, Giorgio. Questo invece quello delle quattro: Passeggiata in carrozza entusiasmante. Sono fiero della mia Infanta, che tutti si voltano a guardare. Con tutto il cuore, Giorgio. Vero? Devo aver proprio fatto sensazione! Ti leggo la lettera che ho ricevuto stamattina: Mia principessa, il nostro primo viaggio allestero volge purtroppo al termine. Siamo davvero fatti luno per laltro: andiamo daccordo, ci capiamo al volo. Mia moglie dice che sono un bambino di dodici anni; strano che allora non si renda conto che lei, con i suoi trentacinque anni, troppo vecchia per me! Devono essere una coppia curiosa Come? S, anche la mia impressione. Ti leggo il seguito. E cos addio Genova. Eppure vede, mia Infanta: quello che vi di straordinario nei nostri rapporti che nessunombra di tristezza potr offuscare la fine dei nostri viaggi. Abbiamo vissuto quattro giornate di felicit perfetta. Mi creda, mia Infanta, non siamo passati inosservati: tutti i giornali italiani sono pieni di nostre fotografie, con questo bellissimo titolo: Lunico uomo al mondo il cui amore non avr mai fine. Hai sentito? Oh, ma non mica finita! Quando penso che un certo signore e una certa signora si erano messi daccordo per farci partire insieme! evidente che quei due sono matti, ma per fortuna io e lei non lo siamo! Mi domando cosa inventeranno adesso per tentare di uccidere la mia felicit. Una felicit che devo a lei, mia Infanta, mio sorriso, mia vita! Pensi ancora al Magnasco che abbiamo visto insieme laltro ieri. Con tutto il cuore, Giorgio. Ebbene? Che cosa ne dici? Come? Straordinario! Ma certo: anchio lo trovo straordinario, meraviglioso, divino Come? Chi? Magnasco? Ah, Magnasco! un pittore del Settecento. Nella lettera che ho ricevuto ieri non si parlava daltro che di Magnasco, e di come mi erano piaciuti i suoi quadri (Ride) Ah, Clara! A proposito di Magnasco: bisogna proprio che ti racconti! Ieri sera, io e Ruggero eravamo a cena dai Clara Pronto! C Ruggero che sta tornando. Ti richiamo dopo pranzo! Ciao, devo riattaccare! (Riattacca. Lettere e telegrammi rimangono sul tavolo vicino al telefono. Entra Ruggero)

RUGGERO - Ciao.

GIULIETTA - Ciao.

RUGGERO - Stavi telefonando? Ti disturbo?

GIULIETTA - No, no. Era Clara, ma abbiamo finito.

RUGGERO - Le stavi leggendo le tue lettere?

GIULIETTA - Oh, una sola.

RUGGERO - Potresti almeno tenerla per te, questa storia.

GIULIETTA - Perch? Clara mia sorella, ci siamo sempre detto tutto.

RUGGERO - Quindi, quanderavamo fidanzati, le leggevi le mie lettere.

GIULIETTA - Con Noyelle non sono mica fidanzata!

RUGGERO - Hai raccontato a tua sorella anche le tue prodezze di ieri sera?

GIULIETTA - Che prodezze?

RUGGERO - Che prodezze! Ieri sera, a cena dai Bablet: hai fatto di tutto per metterti in mostra e per coprirmi di ridicolo!

GIULIETTA - per questo che avevi il muso, quando siamo tornati a casa?

RUGGERO - Cosa dovevo; essere contento?

GIULIETTA - Potevi almeno dirmelo! E in che modo ti avrei coperto di ridicolo?

RUGGERO - Non far finta di non saperlo! Hai seguitato a parlare di Genova come se ci fossi vissuta per dieci anni!

GIULIETTA - Perch il mio vicino a tavola era genovese. Gli ho parlato della sua citt: era molto lusingato.

RUGGERO - A un certo punto ha assordato tutti strillando che conoscevi Genova meglio di lui.

GIULIETTA - colpa mia se gli italiani parlano tutti a voce alta? Del resto, logico: non aveva mai visto un Magnasco!

RUGGERO - Un che cosa?

GIULIETTA - Un Magnasco.

RUGGERO - Cos: un pesce?

GIULIETTA - Un pittore del Settecento! Alessandro Magnasco detto il Lissandrino! Possibile che nessuno lo conosca? N tu, n mia sorella

RUGGERO - Comunque, neanche tu ne hai mai visti!

GIULIETTA - Per ho saputo dirgli dove si trovavano, e che quelli di Genova son proprio i pi belli.

RUGGERO - Comunque seccante: non si parlava daltro che di Genova, e uno a un certo punto mha chiesto se ceravamo stati in viaggio di nozze! Cosa dovevo dirgli: che conoscevi lItalia per corrispondenza?

GIULIETTA - Tho gi detto che il mio vicino di tavola

RUGGERO - Era italiano, ho capito: e proprio di Genova. Continuo per a non capire che bisogno c di raccontarla anche a tua sorella; lo racconter a unamica, che lo riracconter a unaltra e entro tre giorni lo sapr tutto il mondo!

GIULIETTA - Beh? Dovresti esserne lusingato.

RUGGERO - Certo; e magari gridarlo dalla finestra: Sapete cosa mi succede? Una cosa divertentissima! Mia moglie ha conosciuto un tizio che si innamorato follemente di lei, e che le scrive tutti i giorni! E tra loro non c assolutamente niente! Molto divertente, non vero?

GIULIETTA - Senti, ragiona! Una settimana fa volevi a tutti i costi che andassi a Genova con lui! E oggi ti secchi perch la gente che ci conosce pu pensare che davvero io sia andata a Genova con un uomo. Si pu sapere coshai in testa? Volevi che ci andassi: s o no?

RUGGERO - Va bene va bene S, volevo che ci andassi! Ho accettato lidea, anche se era unidea stravagante, perch mi sembrava che avrebbe potuto guarirti da questa follia!

GIULIETTA - Sbattendomi tra le sue braccia?

RUGGERO - Visto che tra le mie non ci stai pi!

GIULIETTA - E ti pareva il modo per farmici tornare?

RUGGERO - Era se non altro un modo per farti uscire dalla tua politica dello struzzo, e farti prendere coscienza con chiarezza della situazione in cui ci troviamo! Vedo invece che tu preferisci rimanere nella nebbia della tua incoscienza. Mentre io ho bisogno di vederci chiaro! Intanto, non ti sei resa nemmeno conto di una cosa: che quel tizio, che non chiede niente, che non vuole niente, che insiste perch tu continui ad amare tuo marito, zitto zitto, in tre settimane, riuscito a separarci. Il nostro matrimonio distrutto!

GIULIETTA - Se qualcosa cambiato tra noi, la colpa tua: non sua!

RUGGERO - Mia?!

GIULIETTA - E lo sai benissimo! Hai fatto esattamente tutto quello che non dovevi fare! Non ti rendi conto di quale sia loffesa, per una donna, vedere il proprio marito che accetta lidea di lasciarla partire con un altro?

RUGGERO - Ma per difenderti!

GIULIETTA - E se fossi diventata la sua amante?

RUGGERO - Ho accettato un rischio, certo!

GIULIETTA - Proprio questo offensivo!

RUGGERO - Ma perch in fondo in fondo non ci credevo. La mia fiducia in te era pi grande del pericolo al quale mi esponevo!

GIULIETTA - Ma se non ci credevi, che interessi avevi?

RUGGERO - Interesse?

GIULIETTA - S, interesse! Che scopo? Non credere che non ci abbia pensato: lo scopo di sua moglie chiaro. Evidentemente si tratta di ununione ormai svuotata, lei abituata allidea che lui abbia un certo numero di avventure, e quando ha visto che con me le cose si mettevano su un piano diverso, ha tentato di degradare anche me al rango davventura. Ma tu? Che interesse avevi tu? Geloso di un uomo che mi scrive tutti i giorni, un amore del tutto platonico, ti assumi il rischio di gettarmi tra le sue braccia! Bel modo di essere gelosi! E se ci fossi rimasta?

RUGGERO - Dove?

GIULIETTA - Con lui! Se mi ci fossi trovata bene? Se ne fossi ritornata pazza damore? E se anche lui mi avesse trovata di suo gradimento? Anche di questo ti assumevi il rischio?

RUGGERO - Ti ripeto

GIULIETTA - Che non ci credevi e che avevi fiducia di me? Pi incomprensibile ancora! Insistendo perch partissi con lui, tu volevi che qualcosa cambiasse! Ma che cosa? Visto che io volevo bene a te, e che tra me e lui non cera assolutamente niente. Partita o non partita con lui, posso dirti che effettivamente oggi qualcosa in me cambiato!

RUGGERO - Ah, lo ammetti!

GIULIETTA - S, lo ammetto: e la colpa tua! Mai mi sarebbe passata per la testa lidea di andare a Genova con lui. La tua insistenza mi ha fatto riflettere; e partito lui, non ho avuto che un solo rimpianto: quello di non averti preso in parola!

RUGGERO - Ah! Ecco la verit, finalmente!

GIULIETTA - Lhai voluta tu!

RUGGERO - Certo! Ora finalmente tutto chiaro! E con altrettanta chiarezza posso dirti anchio che le cose non possono andare avanti cos! O la smettete di vedervi

GIULIETTA - Ma noi non ci vediamo!

RUGGERO - O la smettete di scrivervi!

GIULIETTA - Ma io non gli scrivo!

RUGGERO - O lui per te cessa di esistere

GIULIETTA - Ma sei tu che lhai fatto esistere!

RUGGERO - Allora, non resta che una soluzione: separarci! (Pausa. Giulietta non reagisce. Da fuori, un leggero colpo di gong)

GIULIETTA - Il pranzo in tavola. (Con calma raccoglie le lettere sul tavolino accanto al telefono, le riunisce ordinandole a pacchetto, poi in silenzio si avvia ed esce, passando accanto a Ruggero che la segue senza una parola)

QUADRO SECONDO

Il soggiorno di Giorgio e Germana.

GERMANA - E lultima sera, coshai fatto?

GIORGIO - Cosho fatto lultima sera? Non lo indovini neanche se piangi!

GERMANA - Che cosa?

GIORGIO - Sono andato a teatro a vedere la Comdie Franaise!

GERMANA - A Genova?

GIORGIO - A Genova. Cera la Comdie-Franaise in tourne ufficiale, con il Borghese Gentiluomo di Molire.

GERMANA - Ti sarai divertito.

GIORGIO - Molto. Mai riso tanto a una commedia di Molire.

GERMANA - Come mai?

GIORGIO - Perch era una serata di gala. E tutti erano cos impressionati per il fatto che c'era la Comdie Franaise in tourne ufficiale e in serata di gala, che nessuno osava ridere. Un effetto irresistibile.

GERMANA - Con chi sei andato?

GIORGIO - Da solo.

GERMANA - Vuoi dirmi che a Genova non hai fatto conquista?

GIORGIO - Non mi neanche passato per la testa.

GERMANA - Sei gi di forma?

GIORGIO - Nientaffatto!

GERMANA - Ma con qualcuno avrai pur parlato!

GIORGIO - Ammettiamolo.

GERMANA - Dunque, in fondo, non eri solo!

GIORGIO - Ormai non mi capita pi di essere solo!

GERMANA - Ah, povero Giorgio, come mi diverti!

GIORGIO - gi qualcosa!

GERMANA - Pensarti l tutto occupato a scrivere alla donna dei tuoi sogni che siete andati insieme a vedere Molire in tourne ufficiale!

GIORGIO - Tu avresti preferito che ci fosse stata davvero: lo so.

GERMANA - Non trovi che ci sia qualcosa di infantile, nel tuo caso?

GIORGIO - Non trovi che potremmo parlar daltro? Ti dispiace se cambiamo argomento? Sei sempre l a girare intorno a questa storia, come una farfalla intorno a una candela! Sta attenta a non bruciarti!

GERMANA - Sta tranquillo che non mi brucio!

GIORGIO - Se ti diverte va bene! Io per non ci trovo niente di divertente!

GERMANA - solo che mi interesso di te, di quello che fai

GIORGIO - Beh, non hai idea di quanto sia seccante sentirsi continuamente esaminato, spiato, vivisezionato, analizzato

GERMANA - Ma se non desideri altro!

GIORGIO - Io?!

GERMANA - Ma s, tu! Hai un bisogno spasmodico, primordiale, fisiologico a che tutti si interessino di te!

GIORGIO - Sei tu che ti interessi, non io che te lo chiedo. Anzi: nessuno pi di me desidera essere ignorato, dimenticato, passato sotto silenzio! Ecco: passato sotto silenzio!

GERMANA - Questo lo credi tu!

GIORGIO - E continua! E allora prova a star zitta! Vediamo! Non ci riesci! Continui a girarci intorno, a stuzzicarmi, a provocarmi! A che cosa vuoi arrivare? A una discussione? A un litigio?

GERMANA - Ma niente: non voglio arrivare a niente! Credevo solo che almeno parlare si potesse! Basta che si dica una parola, sola la minima allusione alla persona che sappiamo ti getta in uno stato di nervosismo assolutamente ridicolo! Quando invece dovrei essere io a irritarmi!

GIORGIO - Germana, questa enorme!

GERMANA - Che cosa ho detto di tanto enorme?

GIORGIO - Hai detto che la minima allusione alla signora Grimaud mi irritava mentre invece a irritarti dovresti essere tu!

GERMANA - Mi sembra abbastanza logico!

GIORGIO - Ma porca miseria! Perch dovresti irritarti alla minima allusione, se sei tu che le fai, le allusioni!

GERMANA - Infatti non mi irrito: ho detto che sei tu ad irritarti!

GIORGIO - Eppure deve esistere un nome per una testardaggine come la tua! Fai unallusione, io mi arrabbio, dici tu, e invece ad arrabbiarti dovresti essere tu, come se lallusione lavessi fatta io; mentre invece sono io che mi arrabbio perch tu sostieni che, avendo tu stessa fatto lallusione, sarebbe pi logico che ti arrabbiassi tu! Chiaro? Ti pare logico? (Pausa. Lei lo guarda e conclude)

GERMANA - La verit che tu dai sempre limpressione di dimenticarti che io sono tua moglie. Ecco tutto.

GIORGIO - Un santo! Faresti uscir dai gangheri un santo!

GERMANA - I santi non hanno moglie. Tu s.

GIORGIO - Ma cosa centra! Cosa centra questo!

GERMANA - Prova a pensarci un po!

QUADRO TERZO

Il dialogo che segue, tra Giorgio a casa sua e Giulietta a casa sua, in realt un doppio monologo. Ciascuno dei due personaggi parla da solo, a se stesso, fino al momento in cui, a loro insaputa, i due monologhi concatenati si trasformano in un dialogo.

GIORGIO - inutile! Non sopportano che noi si sia felici, e insistono col dire che ci amano! Questa la verit!

GIULIETTA - Quelluomo mi ama: questo il suo delitto!

GIORGIO - Quindi preferiscono distruggere!

GIULIETTA - per questo che non gli danno tregua! Trovano insopportabile che sia felice!

GIORGIO - Piuttosto, tutti infelici!

GIULIETTA - Mi ama come nessun uomo sa mai amare!

GIORGIO - Voglio far tragedie dove proprio non c motivo!

GIULIETTA - Un uomo che d tutto!

GIORGIO - E non chiedo niente!

GIULIETTA - Trasforma la vita quotidiana in unesistenza ideale, piena damore, di fantasia

GIORGIO - Chiedo soltanto il diritto di sognare, di vivere con un ideale!

GIULIETTA - Per questo si accaniscono!

GIORGIO - E se la prendono con me!

GIULIETTA - Come fosse il pi volgare dei seduttori!

GIORGIO - Come fossi un delinquente! (Pausa)

GIULIETTA - Sono meschini!

GIORGIO - Sono insopportabili! (Pausa) Un uomo avr pur diritto a un suo mondo segreto!

GIULIETTA - Come dire che proibito sognare, proibito amare!

GIORGIO - Cosa centra suo marito, per esempio?

GIULIETTA - E sua moglie? Cosa vuole da lui? Che la ami ancora come durante la luna di miele? Come detesto quella donna!

GIORGIO - E suo marito? Io non ho niente contro di lui, ma ho la vaga impressione che sia un po uno stupido!

GIULIETTA - Per mio marito un po diversa, a dire il vero: credo abbia perso completamente la testa.

GIORGIO - Ma se adesso lei si accorge che uno stupido, pu darsi che smetta di amarlo!

GIULIETTA - Davvero! sorprendente aprire allimprovviso gli occhi, ed accorgersi che luomo che si ama in fondo molto diverso da quel che sembrava

GIORGIO - Che una volta lo amasse, non c dubbio! la prima cosa che mi ha detto il giorno che ci siamo conosciuti! Signore, io sono sposata e amo mio marito!

GIULIETTA - Ma lo amavo? Lo amavo davvero?

GIORGIO - Ma lo amava? Lo amava davvero?

GIULIETTA - Adesso mi sembra che amare sia unaltra cosa!

GIORGIO - Amare significa essere in balia di nullaltro che del proprio amore!

GIULIETTA - Se avessi davvero amato Ruggero, quellaltro amore non si sarebbe trasformato cos rapidamente da semplice divertimento in un piacere pi profondo!

GIORGIO - Forse lei era soddisfatta, tranquilla; ma amarlo veramente, forse no!

GIULIETTA - certo che la gelosia di Ruggero ha finito con lirritarmi, mentre quelle lettere mi parlavano damore, mi aprivano le porte di una felicit sconosciuta!

GIORGIO - E cos lei si messa a fantasticare su di me

GIULIETTA - E tutto allimprovviso mi parso chiaro come il sole!

GIORGIO - Ah, Infanta mia, Infanta mia! Non possibile!

GIULIETTA - Oh, Giorgio, Giorgio, non so pi dove sono!

GIORGIO - Non devi fare cos!

GIULIETTA - Da quando sei partito per Genova non penso che a te!

GIORGIO - Devi smetterla subito!

GIULIETTA - Giorgio, Giorgio! Ogni momento provo il bisogno di pronunciare il tuo nome!

GIORGIO - Basta! Basta! Non dobbiamo creare romanzi!

GIULIETTA - Ti parlo, ti parlo, e tu non mi rispondi!

GIORGIO - Ho voluto un amore pi bello: un amore senza fine! Non farne un amore come gli altri!

GIULIETTA - Non possiamo pi vivere lontani luno dallaltra!

GIORGIO - Che cosa vuoi? Che ci abbracciamo, che ci inondiamo lun laltro di baci e di lacrime? questo che vuoi?

GIULIETTA - Lamore ha bisogno di tutto! Baci, abbracci, lacrime!

GIORGIO - Ma il mio amore ha le sue esigenze! Solo cos pu vivere!

GIULIETTA - Anche tu sei come me: di carne, di sangue! Non puoi non desiderarmi!

GIORGIO - No, tu non sarai mai mia! Non ti voglio! Tu resterai per sempre lamata che non delude, che non annoia, che non invecchia! La mia Infanta! Non capisci che tutto questo diventerebbe impossibile? Tutto sarebbe perduto?

GIULIETTA - Per te! Perduto per te! Egoista! Mostro, che non pensi che alla tua felicit? E io? Che cosa sar di me senza di te?

GIORGIO - Ecco! Mi par gi di vederti, come diventeresti se andassimo a vivere insieme! Vedo gi la nostra sorte: collera, gelosia, rimproveri, grida, e alla fine, c da giurarlo, anche le lacrime!

GIULIETTA - Io non piango!

GIORGIO - Tutte le donne piangono! Tutte le donne, o presto o tardi, trovano il momento per piangere! Anche mia moglie, che pure non molto il tipo lacrima, quando arriva il suo momento, piange! E piange come nessunaltra! E faresti cos anche tu! Del resto io non so neanche chi tu sia! Sei un viso: un paio docchi: e devi rimanere muta, nella tua cornice! Chi mi dice che tu non sia stupida come le altre? Non lo sai che a volte basta una parola per uccidere un amore? Che cosa vuoi farmi sapere, di te, di pi di quel che so? Che hai un sorriso grazioso, che sei spiritosa, che non ti sudano le ascelle, che digerisci bene laglio? questo che dovrei sapere per amarti di pi di come tamo? Dovrei sapere che tu, come tutte le altre, anche tu hai i tuoi nervi, le tue tristezze, le tue nausee, mal di pancia, mal di schiena, mal di denti, la cellulite, le rughe attorno agli occhi, e va a sapere cosaltro? No, no, mia Infanta! impossibile! E tu lo sai, che ho ragione! (Pausa)

GIULIETTA - (accende una luce) Ma in fondo, forse esagero: chi mi dice che lui rifiuterebbe il mio amore?

GIORGIO - (accende una luce anche lui) Ma poi, io parlo, parlo chi mi dice che il suo atteggiamento nei miei riguardi sia cambiato?

GIULIETTA - Pu darsi anche che lui labbia previsto, e che non aspetti altro che io gli dica di s.

GIORGIO - Pu darsi che questa storia della separazione non sia altro che una supposizione di Germana!

GIULIETTA - Che strana impressione! Mi sento come se non fossi pi padrona di me stessa! Come se fossi in balia di non so cosa!

GIORGIO - Ma certo che cos! Non c nessuna ragione al mondo perch lei non debba essere ancora innamorata di suo marito!

GIULIETTA - Come bello il non riuscire a pensare ad altro che a lui! Come ci si sente giovani, freschi!

GIORGIO - Bisogna che stia in guardia da questo genere di monologhi! Ti riempiono la testa di dubbi, di paure grottesche! E se la chiamassi? un sacco di tempo che non le telefono! Che cosa rischio? Che non sia in casa: basta! Jasmin 4321. (Compone il numero) Probabilmente baster sentire la sua voce, per schiarirmi il cervello da tutte le ubbie! (Il telefono squilla nel salotto di Giulietta, che ha un sussulto, e solleva il ricevitore)

GIULIETTA - Pronto? S?

GIORGIO - Ah, buonasera! in casa! Temevo non ci fosse!

GIULIETTA - lei?

GIORGIO - S, mia Infanta, sono io. La disturbo?

GIULIETTA - No no, non mi disturba affatto. (Pausa)

GIORGIO - Come sta?

GIULIETTA - Ma bene, benissimo. E lei?

GIORGIO - Bene, bene grazie. Sto benissimo anchio. (Pausa) Come?

GIULIETTA - Scusi?

GIORGIO - No, niente mi sembrava avesse detto qualcosa.

GIULIETTA - No, non ho detto niente (Pausa)

GIORGIO - Beh eccoci qua.

GIULIETTA - Tutto qui?

GIORGIO - Sa che quando la sento per telefono ho quasi limpressione che non sia lei a parlare?

GIULIETTA - Ah, si? E chi allora?

GIORGIO - Non lo so. Quando penso a lei si vede che la penso in altro modo.

GIULIETTA - Potremmo forse vederci

GIORGIO - Vederci?

GIULIETTA - Perch? La spaventa?

GIORGIO - Dice che possibile?

GIULIETTA - Non impossibile, certo!

GIORGIO - Volevo dire se davvero lo desidera!

GIULIETTA - Ma se glielo chiedo!

GIORGIO - Ma non avr fastidi?

GIULIETTA - Qui in casa mia?

GIORGIO - Beh s.

GIULIETTA - No!

GIORGIO - sicura? Per niente al mondo vorrei procurarle il minimo dispiacere. Questo lo sa, vero?

GIULIETTA - Ma se le dico che il problema non esiste! (Ruggero entra in scena alle spalle di Giulietta, che non lo vede)

GIORGIO - Va bene Mi dica dove.

GIULIETTA - Dove vuole lei.

GIORGIO - Quando?

GIULIETTA - Quando vuole lei. (Ruggero le strappa bruscamente il ricevitore dalle mani. Giulietta lancia un grido)

GIORGIO - (Sempre al telefono) Infanta! Infanta mia! Cosa successo?

RUGGERO - (Al telefono) successo che ora al telefono c il signor Grimaud, signore!

GIORGIO - Il signor Grimaud, signore!

RUGGERO - Il signor Grimaud in persona, signore!

GIORGIO - (Tutto contento e cerimonioso) Ah, il signor Grimaud! Molto piacere di far la sua conoscenza, signore. Approfitto subito per dirle che sua moglie veramente, caro signore, una donna affascinante, incantevole

RUGGERO - Lei mi sta prendendo in giro, signore?

GIORGIO - Ma no, signore, ma no! Ho per lei, mi creda, la massima stima, e so quanto sua moglie le sia profondamente devota! Vorrei solo dirle che anchio lamo, e sono felice di amarla. Sua moglie ha letteralmente trasformato la mia vita! E vorrei anche aggiungere, gi che ci sono, che (Ruggero riattacca furibondo, ed esce come una furia. Giulietta ha seguito la scena, immobile)

GIORGIO - (Al telefono) Pronto? Pronto? Ha riattaccato. (Sentendo che dallaltra parte hanno riattaccato, riattacca anche lui, e commenta, perplesso) Non capisco perch si sia arrabbiato! Gli ho detto delle cose che in fin dei conti avrebbero dovuto lusingarlo! (Buio)

QUADRO QUARTO

Musica in una sorta di crescendo drammatico, durante la quale vediamo Ruggero percorrere con passo precipitoso la scene, nel salotto di casa sua, uscire con far deciso e la scena restar vuota. Allultimo accordo del crescendo, squillo il telefono in casa Noyelle. Dopo qualche istante Ruggero entra nel salotto dei Noyelle, introdottovi evidentemente dalla cameriera. Ruggero riprende il suo nervoso avanti e indietro, finch dalla porta non entra Giorgio.

GIORGIO - Signore?

RUGGERO - lei il signor Noyelle?

GIORGIO - S, sono io. Lei, scusi? (Senza rispondere Ruggero tira fuori di tasca una pistola, la punta contro Giorgio e preme il grilletto per due volte. I colpi non partono)

GIORGIO - (Perfettamente calmo) Ma stia attento! (Ruggero lo guarda sbigottito, poi, come bruscamente ritornando in s, il suo braccio ricade lungo il corpo)

RUGGERO - Mi scusi! Grazie al cielo, ha fatto cilecca! (e cade svenuto)

GIORGIO - Oh, oh! Signor Grimaud! (Gli d degli schiaffetti sulle guance e sulle mani) Signor Grimaud! Coraggio! Non niente! Coraggio! (Ruggero lentamente ritorna in s e lentamente si alza)

RUGGERO - Le chiedo scusa per questa debolezza Non so cosa mabbia preso Per fortuna la rivoltella non ha funzionato!

GIORGIO - (Raccoglie la rivoltella) Mi dispiace! Come mai? Si inceppata?

RUGGERO - Non lo so! Me lhan venduta per buona! (Giorgio, come per prova preme il grilletto. Parte un colpo. In quinta si sente un urlo)

GIORGIO - Oh cielo! Funziona! (E sviene. Ruggero lo rianima e lo fa sedere. Entra Germana in grande agitazione. Vede Giorgio esanime)

GERMANA - Cos? Cos successo?

RUGGERO - Volevo uccidere suo marito! (Germana apre la bocca ma cade svenuta senza una parola) Signora! (Giorgio si ripreso)

GIORGIO - Su, Germana! Non niente! Sono qui!

RUGGERO - Signora! (A Giorgio) Permette che la schiaffeggi?

GIORGIO - Anzi: mi fa un piacere! Vado a cercare qualcosa di forte! (Esce)

RUGGERO - (Schiaffeggiando Germana) Signora Cara signora. Coraggio! (Germana geme) Meno male: si riprende. (Le schiaffeggia le mani) Non successo niente, signora! Coraggio!

GERMANA - (seduta per terra) Mio marito? Morto Ferito?

RUGGERO - andato a prenderle qualcosa da bere, signora, non ha niente, stia tranquilla!

GERMANA - Spaventoso! Ma davvero voleva ucciderlo?

RUGGERO - Gli ho sparato due colpi, che per fortuna non sono partiti!

GERMANA - E il colpo che ho sentito?

RUGGERO - Quello lha sparato suo marito!

GERMANA - Contro di lei spero!

RUGGERO - No; contro il soffitto!

GERMANA - Ma come, come ha potuto?

RUGGERO - Tornavo a casa. Mia moglie era al telefono con suo marito. Ho preso la cornetta lho sentito non ci ho visto pi! La prego di scusarmi. (Germana le porge la mano, che Ruggero prende e bacia)

GERMANA - Ma no, mi tiri su!

RUGGERO - Ah, pardon! (La aiuta a rialzarsi)

GERMANA - E sua moglie? Ha unidea di quello che poteva succedere?

RUGGERO - No, no, lei non sa niente! a casa: sa solo che sono uscito. (Rientra Giorgio)

GIORGIO - Ah, vedo che stai meglio! Bevi un po di cognac!

GERMANA - Amore mio! (Si getta su di lui, lo abbraccia e lo bacia)

GIORGIO - Ma sta attenta ai bicchieri!

GERMANA - Sei qui, sei qui, grazie al cielo!

GIORGIO - Ma certo che sono qui. Dove volevi che fossi?

GERMANA - Quando penso che a momenti

GIORGIO - Toh, non pensare: bevi. (Le porge un bicchiere, ne riempie un altro e lo porge a Ruggero) Forse fa bene anche a lei, signor Grimaud!

RUGGERO - S, credo anche io, grazie.

GERMANA - E tu? Non bevi?

GIORGIO - (Si serve) Alla salute, allora! (Bevono) Ora, mia cara, se non ti dispiace, lasciaci soli! Il signor Grimaud e io abbiamo alcune cose da dirci.

GERMANA - Va bene, vi lascio.

GIORGIO - Potresti andare a fare un bagno, una doccia.

GERMANA - Perch?

GIORGIO - Per distenderti: ti far bene.

GERMANA - Non ho affatto bisogno di distendermi. Arrivederla, signor Grimaud. E non ricominciate, se possibile. (Esce. Ruggero sprofonda in una poltrona)

RUGGERO - Mi scusi! come se avessi ricevuto una randellata in testa. Non riesco a riprendermi. Sbaglio, o cinque minuti fa ho tentato di spararle a bruciapelo? Sbaglio, o in questo momento lei potrebbe essere li, morto, ucciso da me?

GIORGIO - Direi che le cose stanno proprio cos.

RUGGERO - Non ha avuto paura?

GIORGIO - Dopo s. Ma al momento credo che se la sua pistola avesse funzionato sarei morto senza avere il tempo di capire.

RUGGERO - probabile.

GIORGIO - gi qualcosa.

RUGGERO - Ho avuto un quarto dora di follia! quello che si chiama proprio perdere la testa. Finch non ho sentito i due clic della rivoltella posso dire di essere stato un altro da me stesso. Un caso di sdoppiamento della personalit: un uomo tranquillo che diventa improvvisamente un assassino.

GIORGIO - Bene, ora si calmi; e cerchiamo di capire che cosa esattamente lha portato a tanto. Perch voleva uccidermi? Quando ha riattaccato senza neanche salutarmi, perch credeva che io la stessi prendendo in giro, ho capito subito che lei non era di buon umore.

RUGGERO - Ecco: proprio in quel momento io ho cominciato a perdere la testa. Lei si era messo a palare di mia moglie

GIORGIO - Questo incomprensibile, mi scusi! Io ero incantato allidea di poterle dire tutto quello che pensavo a me pare che se qualcuno pensasse di mia moglie quello che io penso della sua beh, ne sarei lusingato.

RUGGERO - Effettivamente, se penso che quelle poche frasi

GIORGIO - Del tutto innocenti, oserei dire lusinghiere!

RUGGERO - potevano fare di me il suo assassino!

GIORGIO - Si potrebbe dire che tra le due cose c una certa sproporzione!

RUGGERO - S, forse si.

GIORGIO - Lo penso anchio.

RUGGERO - Non posso fare a meno di riconoscere che lei molto simpatico.

GIORGIO - Pi che altro, io trovo che non sono il tipo di don Giovanni che merita di essere assassinato da un marito geloso.

RUGGERO - Ah, assolutamente!

GIORGIO - una cosa che ho pensato spesso, vede? Io sono convinto che quando due uomini amano una stessa donna, senza conoscersi, uno dei due uccide laltro beh, se quei due si fossero conosciuti, io sono sicuro che quel delitto non ci sarebbe stato. Guardi, per esempio, tra me e lei come sono cambiate le cose da quando ci siamo conosciuti!

RUGGERO - Anzitutto c una cosa che vorrei chiederle.

GIORGIO - La prego.

RUGGERO - Io non capisco! Io non capisco come mai lei, alla sua et, e cio ancora giovane, abbia avuto questa idea dellamore unilaterale, contemplativo, spirituale Posso chiederle come le venuto in mente? Come arrivato a questa concezione cos anormale dellamore? E, in seconda istanza, perch diavolo ha scelto proprio mia moglie?

GIORGIO - Come sono arrivato a questo amore anormale? Oh cielo, dopo avere a lungo sperimentato lamore normale! So che sua moglie molto innamorata di lei, e che lei, e non potrebbe essere altrimenti, la contraccambia. Ma voi costituite quella miracolosa eccezione che si chiama amore nel matrimonio. Non parliamo di voi: parliamo della norma. Quando mi sono sposato amavo mia moglie; poi, molto in fretta, tutto il fascino, la magia dellamore sono scomparsi. La dolcezza, la tenerezza, la debolezza che mi avevano incantato hanno improvvisamente ceduto il posto a una vitalit, una indipendenza, un bisogno di superiorit, di autonomia, un femminismo che assolutamente non riuscivo a riconoscere! Questo il matrimonio: si sposa una donna, e ci si ritrova marito di unaltra. Lei lavora signor Grimaud? Di che cosa si occupa?

RUGGERO - Mi occupo di petrolio.

GIORGIO - Io mi occupo di fertilizzanti. Ebbene, un giorno mia moglie ha trovato da ridire anche sui fertilizzanti! Non era un mestiere tutto sommato molto chic! Ma prima che la sposassi, le andavano benissimo i fertilizzanti A questo punto lei capisce perch, molto presto, ho cominciato ad avere delle passioni! E sa, caro signore, che cosa vuol dire avere delle passioni?

RUGGERO - Da quando mi sono sposato no.

GIORGIO - Certo! Lei un uomo felice! Ebbene, signore: linferno! Immagini lei che cosa diventa una donna quando scopre che suo marito tende a dimenticarla! Diventa una furia, una valchiria, una macchina da domande, oppure in alternativa una vittima, una martire! Tutto a un tratto la si ritrova implorante e noi ci caschiamo! Ci inteneriamo! Siamo dei sentimentali; e loro, e diaboliche, lo sanno! Ma si pu vivere di soli fertilizzanti? No! E allora ho pensato perch non prendere dellamore solo lo slancio iniziale, senza percorrere poi tutta la deludente trafila? Un amore senza delusione e senza fine! Ma lei mi ha chiesto perch sua moglie! Perch mi venuta lidea che alla mia et sarebbe stato bello vivere un amore cos totale, cos assoluto, cos al sicuro da ogni delusione, proprio perch non chiede e non vuole niente! E dato che sua moglie ama lei, si rende conto che il mio amore non le ruba niente, e non pu recarle la minima offesa?

RUGGERO - Ma mia moglie non mi ama pi! Adesso ama lei!

GIORGIO - Cosa?!

RUGGERO - S, s! Lei me lha portata via! per questo che io, poco fa, volevo ucciderla!

GIORGIO - Ma no, non mi dica!

RUGGERO - Glielo dico e glielo ripeto! Mia moglie non mi ama pi! innamorata di lei! E mi viene il dubbio che in realt non mi abbia mai amato!

GIORGIO - Ma se non mi ha parlato daltro che del suo amore per lei!

RUGGERO - Credeva di amarmi, come lo credevo io! Evidentemente ci sbagliavamo!

GIORGIO - Ma voi non eravate felici?

RUGGERO - S.

GIORGIO - Ma allora io non voglio! Non bisogna! Non posso permetterlo!

RUGGERO - Temo che ormai non ci sia pi niente da fare!

GIORGIO - Ma no, non possibile; ma no! Le parler io! Le dir

RUGGERO - Che cosa? Che cosa la dir? (Pausa)

GIORGIO - Ma allora neanche questo un amore senza fine? (Pausa) Non sentirete pi parlare di me. (Buio)

QUADRO QUINTO

Nel salotto dellappartamento di Giulietta e Ruggero Grimaud. Sono in scena Giulietta e Germana.

GIULIETTA - Ma, signora, da quando qui non ha fatto che comportarsi in maniera ben strana! Evidentemente lei ha una gran paura di perdere suo marito; e si scaglia contro di me senza rendersi conto che tutto quel che dice contrario ai suoi interessi. Ammettiamo che io non mi separo; lei sa benissimo che per tutta la vita sar il grande amore di suo marito. inutile che lei mi metta in guardia dal separarmi, lei che ha paura! Io no! Accetto il rischio! Accetto fin dora la possibilit che Giorgio mi respinga; ma anche avessi una sola possibilit su mille di essere felice con lui, non voglio lasciarla intentata!

GERMANA - Ho paura che andr incontro a una grossa delusione, signora. Perch anchio ho qualcosa da dirle; qualcosa di molto importante, che potrebbe anche obbligarla a mutare il suo punto di vista. Poco fa, quando suo marito lha lasciata; sa dov andato? venuto a casa nostra, deciso ad uccidere Giorgio. La rivoltella, per fortuna, ha fatto cilecca

GIULIETTA - Non vero.

GERMANA - vero. (Entra Ruggero) Glielo chieda lei stessa! (A Ruggero) Come vede, signor Grimaud, non ho fatto n il bagno n la doccia. Mentre lei parlava con mio marito, ho preferito fare una chiacchierata con sua moglie. Non so se le racconter quel che ci siamo dette. Ma se non altro lei la convincer di quel che successo. Anche la signora Grimaud capir allora a che punto sono giunte le cose. (Esce)

GIULIETTA - Ruggero?

RUGGERO - vero, si. Gli ho sparato. Volevo ucciderlo. Avevo perso la testa. Ti chiedo scusa.

GIULIETTA - Che cosa gli hai detto?

RUGGERO - Gli ho detto che lo ami.

GIULIETTA - E lui?

RUGGERO - Ha detto che non lo vedremo, non lo sentiremo mai pi! (Giulietta siede lentamente e appoggia la testa su una mano. Ruggero le si avvicina, le posa una mano sulla spalla) Giulietta

GIULIETTA - (con un filo di voce) Taci, Ruggero, tacinon parlare(Musica. Buio)

QUADRO SESTO

Nota dellautore. Non appena si spengono le luci si odono le prime note di un brano di musica seriale. La musica continua nelloscurit, mentre gli attori prendono posto per il quadro successivo. Quando la luce ritorna in scena, Giorgio e Germana sono nel salotto di casa loro, Ruggero e Giulietta nel loro salotto. Le due donne siedono sui divani, gli uomini su due poltrone. Ruggero e Giorgio stanno leggendo un giornale, le donne lavorano. Lunga pausa durante la quale continuiamo a sentire la musica seriale, che proviene da due radio accese nei due salotti.

RUGGERO - Ma senti un po, ti piace questa musica?

GIULIETTA - Non posso dire che mi entusiasmi

GIORGIO - Scusa se ti disturbo, ma ti piace?

GERMANA - Che cosa?

GIORGIO - Questa roba che sta suonando.

GERMANA - Se ti d fastidio, non hai che da spegnerla. (Si alzata e si avvicinata alla radio. La spegne, proprio mentre anche Ruggero spegne la sua)

RUGGERO - Questa non musica: baccano.

GIORGIO - Ma perch: a te piace per caso?

GERMANA - Io la trovo straordinaria: di Klapot!

GIORGIO - Di chi?

GERMANA - Klapot! Branislaw Klapot!

GIORGIO - Mai sentito nominare.

GERMANA - Non mi stupisce.

GIORGIO - Finisco questo articolo; ti dispiace?

GERMANA - Ma figurati: leggi pure con calma. (Si mette a sedere e riprende il suo lavoro)

RUGGERO - (dopo una pausa) Volevi sentire, per caso?

GIULIETTA - Che cosa?

RUGGERO - Quella musica.

GIULIETTA - No, no, non mi interessa. (Ruggero riprende il giornale. Le due coppie leggono e lavorano in silenzio. Pausa. Durante questa pausa Giorgio e Giulietta si voltano a guardarsi come chiamati luno verso laltra. Giorgio, alla fine, ripiega il suo giornale)

RUGGERO - Potremmo andare a teatro, una di queste sere.

GIULIETTA - (Tornando alla realt, come del resto Giorgio) A teatro? A vedere cosa?

RUGGERO - Quello che vuoi.

GIULIETTA - Mi piacerebbe tanto non vedere una cosa qualsiasi.

RUGGERO - Ma certo, andiamo a vedere quello che vuoi. Magari una bella commedia.

GIULIETTA - Una commedia, siforse.

RUGGERO - meglio andare a fare qualche risata, non ti pare?

GIULIETTA - Le belle commedie sono sempre dei drammi!

RUGGERO - Si, ma se si ride!

GIULIETTA - Si direbbe che sia lunica soluzione.

RUGGERO - Che cosa?

GIULIETTA - (Sbadigliando) Ridere.

RUGGERO - Hai sonno?

GIULIETTA - No, perch?

RUGGERO - Volevo brindare.

GIULIETTA - Si, brindiamo al nostro amore che non ha mai fine! (Giulietta e Ruggero escono abbracciati con i bicchieri in mano. Giorgio lascia cadere il giornale; sta evidentemente sognando ad occhi aperti)

GERMANA - A che cosa pensi?

GIORGIO - A niente. (Si alza e va ad accendere la radio)

GERMANA - Cosa fai?

GIORGIO - Rimetto su il tuo Klapot.

GERMANA - Ma no, non importa!

GIORGIO - Ma se ti piace!

GERMANA - E tu, allora?

GIORGIO - Io vado a letto.

GERMANA - Beh, ci vengo anchio.

GIORGIO - Ma no, perch devi venire a letto anche tu?

GERMANA - Perch vengo a dormire anchio. (Spegne la radio)

GIORGIO - Ma una stupidaggine, scusa! Posso andare io a letto, e tu ascoltarti la tua musica!

GERMANA - Posso benissimo rinunciare a Klapot!

GIORGIO - Allora il momento di cambiare musica! (Giorgio mette una musica romantica e i due escono ballando)

SIPARIO

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