Un bagian a Modena

Lingenuo

Nota : Nonostante le richerche fatte, non stato possibile trovare lautore di questa farsa. Essa tratta dal libro Vecchie Farse Modenesi a cura di Roberto Bettini Jr. e Ugo Preti.

Tradotta in Italiano da Bortolin Marco

Un Bagian a Modena

Personaggi:

Gianni: - Borsaiolo

Franco: - Borsaiolo

Renzo: - Borsaiolo

Baldass: - Campagnolo di 60 anni

Vittorio: - Oste

Mirco - Ragazzo

La scena si solge allinterno di un osteria.

Linterno di un osteria popolare, con porta nel fondo, e una laterale, tavolini, sedie . Un mezzo litro di vino e tre bicchieri. Un vecchio e grosso orologio da tasaca. Cestino con dentro con un po di pane e salame e una gallina (viva). Un ombrello , monete per 400 lire.

Scena Prima

GIACOMO: (Entrando) Oh, voi, venite da Vittorio a bere un bicchiere?

RENZO: (Seguendolo con Franco) Volentieri, e dove hai preso i soldi per offrire da bere?

GIACOMO: Io sono talmente distratto che per sbaglio ho messo la mano in tasca di un altro (sogghignando), uno che sembrava un servo di quelli che vanno a fare la spesa. Ecco i frutti del mio sudore (mostrando il borsellino).

RENZO: Non c male li chiama i frutti del suo sudore

FRANCO: Meno chiacchiere, e che si beva alla salute di tutti i signori delluniverso.

Scena seconda

VITTORIO: Hei combricola , cosa volete da bere?

GIACOMO: Hi oste, rispettate i vostri clienti, e detegli del Voi quando vi portano i soldi!

VITTORIO: Ah, se avete dei soldi allora avete fatto fortuna

GIACOMO: Poche ciance,. Un litro ma di quello buono!

VITTORIO: Ma lo pagate poi ?

GIACOMO: Pago io per tutti non ti preocupare!

PIETRO: Non ti preoccupare fino a un certo punto. Per almeno fatemi vedere qualche cosa, perch con gente come voi

GIACOMO: Guarda qui, uomo di poca fede(mostra il borsellino con i soldi)

VITTORIO: Ah! Bravi per mi chiedo di chi fosse qul borsello li un momento fa ?

GIACOMO: Non sai che proibito dalla legge la ricerca della paternit ? Lho letto io nel giornale , e basta!

VITTORIO: Vado a prendere il vino e torno subito. Avete capito? (esce) E la cassa meglio che laa chiuda a chiave

Scena terza

FRANCO: Bisogna che mi sbrighi, perch oggi giorno di mercato, e spero di guadagnare qualcosa. Gi io sono un galantuomo (risata)

GIACOMO: Si saresti un buon ragazzo, solo che sei nemico della polizia (risata)

RENZO: Sei forte Guarda che se hai bisogno di una mano, vieni a chiamarci

FRANCO: Lascia fare a me , che non me lo dimenticher.

VITTORIO: (Entrando) Giovanotti, ecco il vino .

FRANCO: Non sar mica svampito?

VITTORIO: Hei, testoni! Se non lo do a voi il vino buono a chi lo devo dare, ai galantuomini?

FRANCO: (Beve) Non male, proprio quello buono, va vene, versa!

Tutti: Alla salute! (Bevono e poi Franco se ne va )

FRANCO: Be io vado ..ciao

GIACOMO: Buona fortuna !

PIETRO: Guarda di lavorare bene(esce assieme a Franco)

Scena Quarta

GIACOMO: Vieni qui, v che ci sediamo un po, perch sono quasi stanco.

RENZO: Anchio, se non faccio qualche colpetto va proprio male, sono al verde come un prato.

GIACOMO: Io ho ancora qualche spicciolo, e poi sono morto cadavere. Hai ragione, va proprio male.!

RENZO: Andava anche bene quando cerano le elezioni, perch gli sbirri avevano altro da fare che strappare gli avvisi. Invece ora stanno a guradare un po troppo!

GIACOMO: (Mettendosi le mani in tasca e tirando fuori lorologio a cippollotto). Oh! Ho ancora questorologio rotto. Sono tre settimane che provo a venderlo, ma non riesco a rifilarlo a nessuno. Mi sa che ci ho rimesso 3 lire.

RENZO: Bisogner trovare qualche allocco per rifilarglielo !

BALDASS.: (Entrando con lombrello ed un cestino che che depone. I due si fanno gi gesti dintesa) Oh ! Sono stanco . Sono venuto da Chiarano fino a Motta: son vecchio ed ho le gambe che mi scrocchiano.

GIACOMO: (Piano e Renzo) Dai che andiamo vuoi che gli tastiamo la sacca? (inteso per vedere se ha sodi da potergli scucire)

RENZO: (Piano a Giacomo) Si!, dai che proviamo.

BALDASS.: Permette signori che stia con voi?

RENZO: Oh, faccia pure anzi!

BALDASS.: (levando dal cestino pane e salame, nel mentre una gallina esce dal cesto e comincia a volare per il palcoscenico. Baldassarre gli corre dietro, mentre Giacomo e Renzo, fanno finta di aiutarlo, invece ridono e prendono in giro Baldassarre. Scena a soggetto tra Baldassarre, Giacomo e Renzo) . Vorrei mangiare qualcosa, perch saranno due ore che non mangio niente, e a dir la verit ho fame.E voglio essere servito!

BALDASS.: (Chiamando forte) Oh! Oste, Un mezzo di quello buono!

RENZO: (a Vittorio: che compare) Guardate di dargli di quello buono, uguale al nostro. (Vittorio: esce mandansolo a quel paese)

GIACOMO: Noi siamo clienti fissi, qua, e la casa ci tratta bene. (offerndogli da bere) Prenda

BALDASS.: Oh, Troppa grazia (beve pochissimo e rid il bicchiere ) Solo un dito mentre aspetto il mio vino. Grazie . (Assaggia ) E proprio buono!

VITTORIO: (Entra col vino) Eccolo servito.

BALDASS.: E uguale a quello di questo rignore?

VITTORIO: Tale quale!

BALDASS.: Va bene, va bene. Intanto grazie, per ora (Pietro esce).

GIACOMO: Viene da lontano lei, se mi permette la domanda?

BALDASS.: Vengo da Chiarano.

RENZO: Oh! Per uno della sua et, una bella sgroppata, ha una buona gamba ( Ridendo)

BALDASS.: Ho sessantadue anni, ma sono pi svelto di quei giovani del giorno doggi.

GIACOMO: Vero vero .. e venuto qui per affari, sicurametne, visto che oggi giorno di mercato.

BALDASS.: (Mangiando) Gi, sono venuto per comprare una vacca!

RENZO e

GIACOMO: (Si fanno un segno di intesa capendo che ha molti soldi con s)

RENZO: (a Giacomo:) Oh! Ne ha di soldi!

BALDASS.: Perch quella malfidente della moglie voleva venire lei, perch dice che io mi faccio imbrogliare. Gli far vedere e porter a casa un mucca pi grassa e pi grossa di lei, e poi gli far vedere che di quei 20 centesimi che mi ha dato glieli far avanzare (Beve)

RENZO: (Ridendo Forte) Oh! Bravo! Cos si fa !(piano a Giacomo) Questo non lo lasciamo pi. Abbiamo trovato il pollo!

GIACOMO: (Dando lorologio a Renzo) Tieni , prova a rifilagli lorologio

RENZO: Bravo! Bravo ! Eh ! Si vede che lei non un uomo che si fa menare per il naso dalla gente! Neanche a dirlo!

BALDASS.: E voi signori siete di Motta di Livenza?

GIACOMO: Gi , di Motta di Livenza.

BALDASS.: E cosa fate qui a Motta di Livenza?

GIACOMO: (Indeciso ) emmmh negozianti negozianti, noi siamo in societ, lavoriamo nel settore dei portafogli, borsette e orologi insomma nella chincaglieria

RENZO: Gi , negozianti, io e lui gi.

GIACOMO: A proposito, lei non ha mica u orologio?

BALDASS.: Eh un pezzo che ho voglia di comprarne uno, ma quella infingarda di mia moglie non mi ha mai permesso!

RENZO: Cosa sento ? Se ha proprio voglia, qui avrei un affare da proporgli, un affare doro

BALDASS.: Ma la moglie non

GIACOMO: Ma a sua moglie dir che era compreso nel contratto della Vacca.

BALDASS.: Quasi quasi

RENZO: (Facendo un segno a Giacomo) Taci taci che force ci casca (levando lorologio). E un orologio un po vecchio, ma un orologio della nostra famiglia,. Perch noi e la nostra famiglia eravamo tutti orologiai anche prima di nascere. Sarebbe proprio un orologio perfetto per uno come lei

BALDASS.: Per essere grande grande, ma funziona?

RENZO: E di una precisione sbagliano tutti gli altri ma questo mai !

BALDASS.: (Tutto assorto a guardare lorologio)

GIACOMO: (Pianissimo) Renzo, io vado a chiamare Franco, gli dir di fare un Conte, per fare in modo di farlo cadere in trappola.

RENZO: Vai e torna subito.

GIACOMO: (Alzandosi) Senta galantuomo, se lei compra quallorologio fa un affare, parola di un galantuomo come me. Mi scusi cinque minuti che vado un momento a caricare lorologio trasparente e torno subito. (Esce)

BALDASS.: Faccia pure, si figuri (sempre guardando lorologio)

RENZO: Perch in confidenza, se sto vendendo questorologio che . Domani mi scade una cambiale, e siccome che il figlio di mio padre sempre stato un galantuomo, finch posso voglio andare con il cappello in testa, povero ma galantuomo.

BALDASS.: Bravo signore mi paice sentir parlare cos. Significa ch c al mondo ancora qualche galantuomo!

RENZO: (Piano) ma non sono io.

BALDASS.: Senta, se si tratta di giustizia e di spendere bene i miei soldi glielo compero. Sentiamo, quanto vuole?

RENZO: Senta, senza troppi discorsi, e senza calare di un centesimo , mi dia trenta franchi e neanche un centesimo di mento. Varr tre volte tanto.

BALDASS.: (Guardando lorologio tra s). Grosso grosso, ma mi sembra caro, non per offenderlo, sa, ma per fare i miei interessi. Me lo da per 25 franchi?

RENZO: Guardi non posso proprio, e se vuole provare ad andare da un orologiaio a farlo stimare, sarebbe sicuro di pagarlo di pi.

Scena quinta.

GIACOMO: (Entra) Bene! Lavete fatto questo affare?

RENZO: Eh ! Se questo signore vuole

BALDASS.: Signore a me , non me lo dica neanche per scherzo, Signore a me

GIACOMO: Cose le ha domandato, 100 franchi?

RENZO: Ecco, sentito ? Gli ho chiesto 30 franchi.

GIACOMO: Come, scusa? Ma sei matto? Trenta franchi per un orologio come questo che un fior fiore di orologio?

BALDASS.: Va bene, va bene, accetto ! E quella presuntuosa di mia moglie lascia che dica . In fin dei conti i soldi sono miei, va bene?

GIACOMO: (facendo gesti dintesa con Renzo, piano) Ancora per poco

FRANCO: Entra con fare distinto. Renzo e Giacomo si levano il cappello fingendo pronto rispetto) Oh!buon giorno!

R & GIACOMO: Oh! Buon giorno signor Conte!

FRANCO: Scusa Renzo, bisognerebbe che tu andassi nel mio palazzo per vedere il pendolo. Sono passato di qui, ti ho visto e ho creduto bene di avvisarti.

RENZO:Oh ! Grazie Signor Conte! Oggi passer di li per sistemaglielo.

BALDASS.: (Piano a Giacomo) Accidenti sta facendo proprio il signorotto!

FRANCO: Non potresti venire subito?

RENZO: Senta signor Conte, Finisco di concludere questo affare e poi vengo subito.

FRANCO: Si fanno affari? E a me no dite niente?

BALDASS.: Mi scusi signor Conte , stiamo contrattare un orologio!

RENZO: Oh! Non mica cosa fina, non cosa adatta ad un conte come lei.

FRANCO: (guarda lorologio e con finta meraviglia) Oh! Bello, bellissimo , Oh, cosa vedo mai, cosa vedo!

Tutti: Cosa c ? Cosa c?

BALDASS.: E rotto?

FRANCO: Senti Renzo, gi concluso laffare?

RENZO: Si, per trenta franchi.

FRANCO: Ma se questo orologio qui vale per lo meno mille lire a regalarlo.

Tutti: Noooo

FRANCO: Quando vorreste pigliare mille lire, non devi fare altro che andare dal mio amico Marchese Mangiatonti, che st in piazza a Roma, e sar tre anni che cerca per mare e per terra un orologio come questo.

BALDASS.: Ma dice davvero Signr Conte?

FRANCO: Davvero, davvero, ma non sai che un orologio che risale al tempo dei greci forse anche dei romani., e che gli orologi come questo non ce ne sono che tre o quattro in tutto il mondo?

GIACOMO: (A Renzo) Te lho detto che lhai regalato.!

RENZO: Che stupido, che stupido che sono stato , butto allaria il contatto.

BALDASS.: Cosa c? Il contratto fatto , ha sentito anche il signo Conte E non si pu buttare allaria caro signore.

RENZO: (Quasi piangendo) Va bene, ma una vigliaccheria per. Vuol dire rubare dei soldi ad un povero padre di famiglia, che ha sua moglie ammalata e una ragazza da pagare come Balia.

GIACOMO: (piano) Senti che bugiardo! Non mica vero!!!

BALDASS.: MA il contratto stato fatto cos.

FRANCO: Senta caro galantuomo. Io sono il primo a dirlo che il contatto stato fatto, ma mi pare che voi dobbiate ragioare un poco. Io vi assicuro che fra mezzora vi far prendere almeno mille lire dal mio amico marchese, perch era disposto a pagare un orologio come questo fino alla somma di tremila lire.

BALDASS.: Mamma, che fortuna!.

FRANCO: (riscaldandosi) Ma io vi dico adirittura che se fate lo strozzino con questo signore non volendoci dar niente, io vi lascio andare in Egitto a prendere le mille Lire!.

BALDASS.: Lasiacte fare a me? Anche voi signor Renzo?

RENZO: Io non so che dire, io la reputo un galantuomo. Lei conosce la mia situazione faccia Lei quello che crede, che io sono sempre contento.

FRANCO: Sentite voi! Gli darete prima di tutto le trenta Lire . Fuori !

BALDASS.: (Li toglie da un fazzoletto dove sono legati) Eccoli li conti

RENZO: (contatndo) 10 , 20, 30 va bene.

GIACOMO: (piano) E trenta sono guadagnati.

FRANCO: Adesso il guadagno di almento 970 lire. Almeno, dico, perch sono sicuro che prenderete di pi! Mi pare che dare 300 lire a Renzo e 660 a voi il minimo

BALDASS.: Oh ! 300 Franchi ? Mi scusi signor Conte, mi sembrano troppi. Io pensavo di dargli 5 franchi oltre a aquelli gi dati, e basta.

FRANCO: Siete proprio avari voi contadini, me se Renzo vi ha fatto rovare i biglietti da mille, perch state speculando in tal modo? Vergogna! Peccato a farvi del bene. IO vado via e vi lascio sbrigare a voi la faccenda. Ecco cosa faccio (Avviandosi).

GIACOMO: (Piano allamico) L proprio un ladro sto Furlain!

BALDASS.: Interrompendolo ) Ma no, signr conte, non vada via cos. Dicevo per scherzare. Se lei crede proprio che lorologio valga questi 300 franchi glieli dar; ecco qua glieli do subito, ma non scappi via cos. (Si mette a contare).

FRANCO: No mi piace vedere le cose inguste. (li sgancia finalmente) .

GIACOMO: piano a Franco) Gli avanzano ancora 70 franchi.

FRANCO: Lascia fare a me.

BALDASS.: Ecco i 300 franchi. Mi piange il cuore a darglieli sembra quasi che me li stiano rubandoma pasienza, ne prender di pi.

RENZO: (Dopo aver preso i soldi) Grazie a lei . Ma anche lei mi pu ringraziare

BALDASS.: (a Franco) Andiamo dal Marchese ora?

FRANCO: Subito (squadrandolo da testa ai piedi) Ma sentite il mio buon uomo, siete in modo un po indecente, sapete bene che non sono mica democratici come me. Non avete dietro almeno unaltra giacca da cambiarvi?

BALDASS.: Non ce lho mica, dovevo ascoltare mia moglie che voleva che mettessi i visteiti da festa. Certe volte hanno ragione acnhe loro.

FRANCO: MA sentite, io cos non posso accompagnarvi in casa del mio amico !

BALDASS.: Oh, perbacco

GIACOMO: Per possiamo andare a prendergli un vestito nuovo !

FRANCO: Giusto. Facciamo cos. Siete pratico di Motta? Sapete dov Fedrizzi ?

BALDASS.: No , non lo so , signore.

FRANCO: O, corpo di bacco (incerto come chi prende una risoluzione) bene, facciamo cos. Tu Giacomo fatti dare la giacchetta e il gilt di questo signore. Magari anche il cappello e corri da Fedrizzi ovvero da qualche altro negoziante a prenderne uno della stessa misura. Giusto? (Facendo locchietto al complice)

BALDASS.: Oh. Signor Conte, quanti disturbi si sta prendendo. Mi dispiace dui scomodarla!

FRANCO: Niente, niente.

GIACOMO: Mi dia anche i pantaloni, per la misura; e poi faccio una corsa. Vado e vengo e poi anche qulche soldo, perch sono al verde.

BALDASS.: (si leva i vestiti e poi li consegna) Ecco, come siete gentili voi da Treviso, come siete buoni e quanti soldi devo darvi per comprarmi i vestiti?

FRANCO: Ci dia 50 lire !!!

BALDASS.: (Consega i soldi) Ecco intatno grazie .. Berremo poi una bottiglia assieme

GIACOMO: Va bene, va bene fra di noi , non dobbiamo mica mangiarci ( che bestia)

FRANCO: Fa presto (quello non torna pi)

GIACOMO: Faccio una corsa. (Esce)

BALDASS.: Povero disgrazieto, come corre! Pare quasi che stia scappando. Che cuore generoso che ha.

FRANCO: E poi guardate . Avete un paio di scarponi che rompono i pavimenti. Anche quelli bisogna cambiarli, perch non vi posso mica accompagnare in casa del signor Marchese con quei vostri scarpoi che rompono tutti i tappeti e i parqut!

BALDASS.: Ha ragione. No potreste andare a comprarmene un paio? Ho questi ultimi 20 franchi ! Be pazienza, poi non ne ho pi, ma prender i biglietti da mille.!

FRANCO: Voi non potreste andare cos in camicia. Renzo, ci faresti il piacere di andare gi da Bianco a comperare un paio di scarpe per questo galantuomo?

RENZO: Si figuri signor Conte Lo faccio con piacere. Noi paesani abbiamo il cuore in mano. Mi dia gli stivali per la misura!

BALDASS.: Li prenda .E siccome questi mi fanno sempre male, me li prenda un po pi grandi, perch ho i calli e la pianta del piede larga.

RENZO: Va bene, ve li prender pi grandi! Mi dia almeno 20 franchi.

BALDASS.: Tenga , grazie tante anche a lei. Mi scusi del disturbo. Vuol dire che berremo mezzo litro in compagnia. !

RENZO: Va bene vado e vengo subito (esce)

FRANCO: (Labbiamo spennato. Ora bisogna che troviil modo di svignarmela) Ecco. Lei pu fire ora di essere un gran signore!

BALDASS.: Accidenti! Se questa fortuna mi fosse capitata quando ero pi giovane!

FRANCO: Meglio tardi che mai (Guardando lorologio) .Ma sa che proprio bello questorologio? Avrebbe bisogno di una pulitina, prima di portarlo al marchese. Che ne dice? Chiss che non possiamo tirare qualche franco in pi.

BALDASS.: Sono daccordo

FRANCO: Sa cosa dobbiamo fare? Intanto che vengono quei due la, io faccio una piccola corsa dallorologiaio che sta qui a due passi e gli faccio dare una piccola pulitina. Che ne dice?

BALDASS.: Va bene, ma non ho pi nenche un soldoper pagare il servizio.

FRANCO: No si preoccupi. Stavolta anticipo io

BALDASS.: Signor conte non posso permetterlo, questo troppo!

FRANCO: Niente, niente figuriamoci ! Tanto devo aspettare lo stesso, e per i soldi , regoleremo appena avremo concluso con il Marchese!

BALDASS.: Va bene, se vuole proprio scomodarsi, vorr dire che mi ricorder di lei

FRANCO: (si ricorder si )

BALDASS.: Grazie, grazie Vado e torno ! (Sta sicuro!) (Esce)

Scena sesta

BALDASS.: Accidenti, guarda che fortuna che doveva capitarmi. E se davo ascolto a mia moglie? A la Pina? Lasciala dire, guarda qui. Sarebbero stati pi di mille franchi andati in fumo .Ma ora ne guadagner tre o quattro mila franchi da quel Marchese. I signori quando vogliono togliersi un capriccio, non badano mica a spese!!!

Accidenti, e poi, con i soldi che guadagner mi prender una carrozza con un bl cavallo, cos mi faccio portare a Motta, proprio come un Re, e tic, tac opp va la Pierina (imitando la frustata al cavallo) .

Arriver a Malintrada correrrano tutti fuori, mi guarderanno e rimarrano sbigottiti. Ma quello Baldassarre Antonio ..? Ma cos successo? ha ha ha (risata)

E io li guardar stando sopra al carrozzone senza ridere, e tic tac. Poi arriva la moglie attrattta da tutti questi rumori e questa confusione (perch voglio comprargli anche i campanelli da mettere al cavallo) e la immagino che resta l a guardarmi . (Risata poi imitando la moglie ) Oh Signor signore mio marito quello li? Ma come sei bello. Dove hai trovato tutta questa roba? Oh ! Signore! Hai fatto un patto con il diavolo?

E allora scender dalla mia carrozza, tirer fuori i franchi che mi saranno rimasti e gli dir: vedete Nina se sono un baucco come dite sempre ? e poi tutte le feste in carrozza andr a, Oderzo, Pordenone, San stino, al, tich tach via va la Pierina.

Scena settima

VITTORIO: (Entrando) Cos successo? Mi dica su. E diventato matto? ma cosa succede ??? E pronto per andare a letto?

BALDASS.: Intanto lei prepari il pranzo per tre, anzi per quattro, e della buone bottiglie di vino.

VITTORIO: (Questo diventato matto)

BALDASS.: Oh .. ha capito ?

VITTORIO: (Impaurito) (i matti bisogna trattarli con le buone) Dica , devo prepararlo subito il pranzo? E poi, mi dica, come mai si conciato in questo modo?

BALDASS.: Oh, gi, vero, lei non sa ancora niente, io ho avuto una fortuna nella sua bottegha, che .

VITTORIO: oh ! (Questo proprio matto)

BALDASS.: HA visto con chi stavo parlando prima?

VITTORIO: S . (facendo cenno )

BALDASS.: Bene, quei signori mi hanno venduto un orologio per trenta franchi. Un orologio che vale almento tremila franchi!

VITTORIO: Chi? Quei due che erano qui? Ah povero lei !

BALDASS.: Come ? Cosa sta dicendo?

VITTORIO: Oh ! Povero il mio uomo, lei non sa mica che quei tre sono i pi imbroglioni di tutto il Veneto.

BALDASS.: Ma il signor Conte mi ha detto che li conosceva, anzi stato lui a dirmi che lorologio valeva mille franchi.

VITTORIO: Era quello magro, piccolo e smorto?

BALDASS.: Si!

VITTORIO: Bene. Quello conte come lo sono io.

BALDASS.: (Comincia a tremare) Ma se io a quei tre ho dato tutti imiei soldi

VITTORIO: Se cos, lha fatta proprio grossa. Ma i vestiti?

BALDASS.: Li ho dati a loro, perch me ne comprassero di pi belli, per poter andare con il Conte dal signor Marchese.

VITTORIO: Chi ? (Ridendo ) Oi oi che allocco !

BALDASS.: Non voglio mica che mi dica quella parola l che mi dice sempre mia moglie.

VITTORIO: Allora gli dir: oh che bestia!

BALDASS.: Pasienza. O povero me non tanto per i soldi, quanto per cosa no mi sentir dalla moglie quando gli racconter il fatto !!!!

VITTORIO: E me? Per il litro di vino che avete bevuto mi prendo in combio la gallina!

Scena Ultima

RENZO: Posso entrare?

VITTORIO: Cosa vuoi?

RENZO: (Rivolto a Baldassarer) Mi scusi lei il contadino?

BALDASS.: Vede qui c un galantuomo.

RENZO: Siete quello dellorologio?

BALDASS.: (Speranzoso) (Alloste) Vede che stanno ritornando?

RENZO: Siete quello che ha acquistato lorologio?

BALDASS.: Si sono io . Stanno arrivando?

RENZO: Mi hanno detto di dirle

BALDASS.: Cosa hanno detto? Che vengono subito ?

RENZO: No, mi hanno detto che ne hanno visto di allocchi, ma un allocco grande come lei no lavevano mai visto; la salutano tanto e ringraziano nuovamente (esce)

BALDASS.: Oh me lhanno fatta !!! (Scena e soggetto)

FINE

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