Un barbone a colazione

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UN BARBONE A COLAZIONE

Commedia in 2 atti di Salvatore Sottile

Personaggi:

LINA DEMARCO  (imprenditrice)

MATTEO MANGIAFAME (suo marito)

ADA MANGIAFAME (sua sorella)

IL BARBONE

L’ONOREVOLE DETTO SCALTRO

VESCOVO

VITTORINA

                                                                                        A  Piera

ATTO PRIMO

La scenografia: la sontuosa terrazza dell’ antica villa dell’imprenditrice Lina Demarco. A destra o a sinistra scorcio della costruzione, in stile antico, in cui sono visibili due porte-finestra che da un ricco salone introducono alla terrazza; visibile anche balaustra sulla quale troneggiano vasi di fiori freschi. Naturalmente è visibile il panorama circostante la villa che può essere rappresentato da altre ville, o da montagne o paesaggi marini. A discrezione del regista.

Al centro troneggia un lungo tavolo rettangolare con sedie. All’aprirsi del sipario, Lina sta discutendo animatamente col marito Matteo.

LINA     -  Sei un cretino! Ecco quello che sei! Cretino!

MATTEO – (ironico) Bedda matri, mi ll’ava scurdatu!

LINA         - E sarebbe il caso che te lo ricordassi!

MATTEO  - Tranquilla! Ora mi fazzu ‘u nodu ‘o fazzulettu!

LINA         -  Imbecille!

MATTEO  - Macari imbecille? E allura nn’aju ‘a ffari dui di nodi!

LINA         - Ignorante!!!!

MATTEO  - Mih! E quanti fazzoletti cci volunu?!

LINA         - Ti avverto che se la tua idea non funziona, ti caccio di casa! Hai capito!

MATTEO  - Ma è impossibile che non funzioni! Tu la vuoi o non la vuoi questa

                    benedetta onorificenza?

LINA         - Certo che la voglio!

MATTEO  - Perfetto! E allora il mio piano è quello che ci vuole!

LINA          - Un barbone a colazione?

MATTEO   - Un barbone a colazione! Tu sei o non sei una ricca imprenditrice?

LINA          - Sì, ma vai al sodo!

MATTEO   - Si dà il caso che , oltre ad essere ricca e imprenditrice, sia anche di

                     cuore nobile…..

LINA          - (interrompendolo) Questo chi te l’ha detto?

MATTEO  - Nuddu! Ccu’ mu’ po’ diri? ‘U sannu tutti comu sì!

LINA         - Comu sugnu?

MATTEO  - Si cci permetti ‘a ‘sta dumanna non vogghiu arrispunniri!

LINA         - E perché?

MATTEO  - Pirchì non vogghiu abbuscari!

LINA         - Meglio! Quindi, vai avanti…..

MATTEO – Dicevo che nella tua posizione di donna manager, un atto di generosità,

                    farebbe notizia! E soprattutto influenzerebbe tutto l’ambiente politico!

                    E non solo quello! Hai pensato al Vaticano?

LINA         - Il Vaticano? Addirittura?

MATTEO – Certo! Perché a questo pranzo abbiamo invitato anche il vescovo!

LINA         - E tu pensi che il Vescovo sarebbe colpito dal fatto che io inviti a pranzo

                   un barbone?

MATTEO  - CChiffai, sgherzi? E’ proprio quello che ci vuole! Tra l’onorevole ed

                    il vescovo, la tua nomina a Cavaliere del lavoro è fatta!

LINA         - Ma poi, nell’eventualità, come mi si dovrebbe chiamare? Cavaliere,

                    o cavaliera?

MATTEO  - Cchi sacciu?!

LINA         - Meglio: cavaliere! Si addice più al mio temperamento!

MATTEO  - Chistu sicuru!

LINA         - Con questo, cosa vorresti dire?

MATTEO  - Sempre domande difficili mi fai!

LINA         - No, a questa devi rispondere! Anche perché ho letto nelle tue parole

                    una punta di ironia!

MATTEO – E che nonostante vent’anni di matrimonio e due figli, certe volte mi

                   pari ‘n masculu!

LINA         - Perché sono io a portare i pantaloni in questa casa! Tu…..lasciamo

                    perdere!

MATTEO  - Vedrai che questa volta mi riscatterò!

LINA          - Lo spero per te!

MATTEO  - Fidati!

LINA         - Mi voglio fidare di te! Ma te lo ripeto: se qualcosa va storto, fai

                   le valigie e te ne vai!

MATTEO – Ti prego, cara, non parlare così al tuo maritino…..

LINA         - Maritino? Un parassita! Questo vorrai dire! Ti sei solo limitato ad

                    attaccare il cappello, ma di concreto non hai mai combinato niente!

                    Matteo Mangiafame!

MATTEO  - E allora? D’accussì mi chiamu: Matteo Mangiafame!

LINA         - E appunto! Tu solo fame puoi mangiare! Perché per il resto, se non era

                    per me…..finivi peggio del barbone che hai invitato a pranzo!  Che poi,

                   che idea?! Un barbone a casa mia! Io che non faccio entrare mai nessuno!

                   Nemmeno gli amici! Che cosa devo sopportare?!

MATTEO  - In fondo, fai anche una buona azione!

LINA         - Ma chi se ne importa?

MATTEO  - Cara, ti prego, non parrari d’accussì davanti l’onorevole! E soprattutto

                    davanti al Vescovo!

LINA         - Al loro cospetto mi saprò comportare !!! Ma dimmi, com’è?

MATTEO  - Com’è, chi?

LINA         - Il barbone.

MATTEO – Come un barbone!

LINA         - Grazie! Intendevo : l’aspetto…non so….Per esempio, è ben vestito?

MATTEO  - Ma sicunnu tia po’ essiri ben vistutu ‘n barbone? Lo dice la parola

                    stessa: barbone! Mi fai dumanni….

LINA          - Credimi, sono sconvolta all’idea che un simile individuo possa mettere

                     piede a casa mia!

MATTEO  -  Sulu ‘u pedi? Chistu s’assetta a tavola ccu ttia ! Forse non l’hai capito!

LINA         - Mi sento male!!!!!!

MATTEO  - E devi mostrare di essere felice di riceverlo!

LINA         - Questo è ancora più difficile!

MATTEO  - ‘U sacciu!

LINA         - Ma ti prego, almeno fatelo lavare prima di venire!

MATTEO  - Sei pazza? Si deve mostrare “nature”!

LINA         - Nature? Che significa, scusa?

MATTEO  - Nella sua veste abituale! Sporco e fitusu!!!!

LINA         -  E’ una tragedia!

MATTEO  - Pensa a quando sarai insignita del titolo di “Cavaliere del lavoro”!

LINA         - E quanto mi costa questo titolo! Senza contare che, seguendo le tue

                    istruzioni sul menu da seguire, abbiamo speso un capitale! E poi

                    una quantità industriale di grassi!

MATTEO  - (tra sé) Ppi’ ‘na vota si mangia ‘nta ‘sta casa!

LINA         - Cos’hai detto?

MATTEO – Cosa ho detto? Niente….Che dobbiamo fare questo sacrificio di mettere

                    qualcosa sotto i denti!

LINA        - Che schifo!

MATTEO – Cosa?

LINA         - Il mangiare! Quanto valgono le nostre tisane!!!!

MATTEO – Matruzza!

LINA         - Piuttosto…Vittorina! Vittorina!

Entra Vittorina, la cameriera.

VITTORINA – Mi dica, signora.

LINA            - Presto, il metro!

VITTORINA – Ma si è già misurata stamattina, appena sveglia…..

LINA            - Non dicutere, misuriamo!

MATTEO    - Appuntu! Misuramu! Po’ essiri ca da stamatina ad ora potti pigghiari

                      quacchi millimetru!

LINA          - (A Matteo) Poco spirito! Qui la cosa è seria!

MATTEO  - (Ironico) Cchiffai, sgherzi?

Vittorina cava di tasca il metro e procede nella misurazione. Comincia dal seno…

LINA         - Qua sopra non serve…..

MATTEO  .- (c.s.) ‘U davanzali, non ci interessa!

LINA          - (a Vittorina) Misura la vita…..

Vittorina esegue.

LINA         -  E allora?

VITTORINA – Un centimetro di più!

LINA             - Basta! E’ una tragedia! Una catastrofe! Ma vi rendete conto? Ho

                         preso un centimetro! In questa casa non si mangia più!

MATTEO      - (A Vittorina, facendole gli occhiacci) Ma po’ essiri ca sbagghiasti….

                         Non è vero?

LINA             - Niente! Bastaaaa! Dietaaaa! Avete capito? Dietaaaaa!!!!

MATTEO     - Sì, ma da domani, pirchì ppi oggi, oramai…….

LINA            - Mi verrebbe voglia di annullare questo dannato pranzo…..

VITTORINA – (A Lina) Se vuole comincio a telefonare per disdire…..

MATTEO     - (interrompendola bruscamente) Ma ti vò fari i fatticeddi tò?!

                        Torna in cucina! Forza, aiutati! E non cc’è autru!!!!

VITTORINA  - (a Lina) E allora , io col suo permesso andrei….

MATTEO    - Ma cchi sì, surda? Ti dissi: vattinni!!!!

VITTORINA - Io gli ordini li prendo solo da sua moglie!

LINA             - Vai.

Vittorina esce.

MATTEO    - Hai sentito? Cose da pazzi!! Io gli ordini li prendo solo da sua moglie!!!

LINA           - E fa bene!

MATTEO   - Ed io questo  volevo dire!!!!!!

Lina, com’è sua abitudine, digita all’iPod.

LINA          - E’ inutile che mi prendi in giro!

MATTEO   - Io? Prenderti in giro? Ma che stai dicendo, tesoro….

LINA          - Non mi chiamare tesoro!

MATTEO   - Scusami, cara…..

LINA          -  E non mi chiamare nemmeno cara!

MATTEO   - E come ti devo chiamare?

LINA          - (inalberandosi improvvisamente) Brutto porco! Maledetto!!!!!

MATTEO   - Ma che ho fatto, adesso?

LINA          - Ma non tu, cretino! Questo porco che ha scritto un commento alla mia

                     foto su facebook!!!!

MATTEO  - Ma tu mentre ti parlo, vai su facebook?

LINA         - E ti stupisci? Non è la prima volta!

MATTEO  - Cose da pazzi! Bella educazione!

Matteo dal suo iPod sente il segnale di un messaggio ricevuto e lo  estrae dalla tasca. Comincia anche lui a digitare.

LINA         - Sei uno spudorato!

MATTEO  - Bedda, mi piacisti!

LINA         - (a Matteo) Hai visto? Io non le mando a dire!

MATTEO – Mi stai continuannu a piàciri!!!!

LINA         - Grazie, Matteo….

MATTEO – Grazie di che?

LINA         - Non mi hai fatto un complimento?

MATTEO  - Io? No…..Ho risposto a un commento che hanno fatto su un mio

                      post su facebook……

Entra Vittorina.

VITTORINA  - Signora, è arrivata sua cognata Ada. La faccio entrare?

MATTEO      - Che domande? Certo, che la devi fare entrare!

LINA             - Fai passare.

VITTORINA – Va bene.

MATTEO      - Già ti avevo autorizzato io!!!

LINA             - Ma sua moglie è la padrona.

Vittorina esce.

MATTEO     - Ma ti rendi conto a che punto siamo arrivati?

LINA            - Ha detto la verità!

MATTEO    -  Appunto! Ha detto la verità!

Entra Ada.

ADA           -  Cognata carissima!

LINA          -  Cara Ada! Sei in anticipo.

ADA          -  Sono venuta prima per vedere se c’era da dare una mano.

LINA         -  C’è la servitù per questo. Che la pagheremmo a fare?

MATTEO  - (Ad Ada) Ma il tuo fratellino non si saluta?

ADA          - Oh, scusa, che sbadata! Non ci avevo fatto caso che ci fossi anche tu!

MATTEO  - Addivintai l’uomo invisibile!

LINA         - Quando un uomo è inconcludente è come se fosse invisibile!

MATTEO – Tanto inconcludente che se riuscirai ad ottenere l’onorificenza sarà

                    unicamente per merito mio!

LINA        -  Questo lo vedremo. E comunque, io adesso vado a cambiarmi. Con

                    permesso, cognata.

ADA        - Ma stai benissimo….

LINA        - No, così mi hanno già visto! Non dimenticare che poi le foto le dobbiamo

                   mettere su facebook!

ADA        - Centinaia di condivisioni e commenti!

LINA       - Migliaia!!!!!!

Lina esce. Dopo essersi accertato che la moglie è lontana, Matteo comincia l’amaro sfogo ad Ada.

MATTEO – Non ce la faccio più! Credimi, non la reggo!

ADA         -  Io te l’avevo detto di non sposarla!

MATTEO – Brava! E come sarei finito? Sutta l’archi da’ marina!

ADA         - L’hai voluta la vita comoda? Sopportane le conseguenze!

MATTEO – E quanto mi sta costando questa vita comoda….Che poi, tanto comoda,

                    veramente…..Staju murennu da’ fami!!!

ADA         - Cosa? Non ci posso credere! Avete problemi economici?

MATTEO – Ma che hai capito? Quali problemi economici?! E’ fissata con le diete!

                    Ogni volta che mi siedo a tavola….una tragedia! Tisane, cucina

                    macrobiotica!!! E poi è affetta da una forma maniacale di salutismo!

ADA         -  Oh, povero fratello mio!

MATTEO -  Si vive una volta sola, porca miseria! E lei , non solo si rovina la vita, ma

                    pretende di rovinarla anche agli altri!!! Pensa che si misura non so’

                    quante volte al giorno!!! E si diminiscanza è un millimetro in più…

                    Apriti cielo! Restrizioni alimentari! E quello che ci va di mezzo sono io!

                    Per fortuna che a pranzo, con la scusa degli invitati, ho fatto preparare

                    un menu da leccarsi i baffi! Pasta al forno, pollo allo spiedo…..

ADA         - (Interrompendolo) Tutte cose pesanti!

MATTEO – Ccà cci nn’è ‘nn’autra! Ppi favureddu, pp’aoggi lassami gòdiri!

ADA         - Comunque, io il flacone l’ho portato.

MATTEO – Veramente?

ADA         - Sì! Però sei sicuro? Ti rendi conto di quello che stiamo facendo?

MATTEO – Ci hai messo il veleno?

ADA          - Non era compito mio, metterlo. Ci doveva pensare quella persona!

MATTEO  - Già, dimenticavo! Scusa! E pensi che gliel’abbia messo?

ADA          - Questo non lo so…. Come me l’ha dato te lo sto consegnando.

MATTEO  - Speriamo……

ADA         -  Ma ti prego, pensaci, siamo ancora in tempo! Un giorno ti potresti

                   pentire!

MATTEO – E di cchi? Di essermi liberato di una tiranna? Di una ca mi tira macari ‘u

                    ciatu? E poi, ricordati che io sono l’erede del cinquanta per cento del

                    patrimonio!

ADA         - Ed io sono la sorella dell’erede!

MATTEO – E ccu’ chissà cchi vulissi diri?

ADA         - Quello che hai sentito! Non penso che non penserai alla tua sorellina?!

MATTEO – Ma allora, scusami, non mi stai aiutando perché mi vuoi bene?

ADA         - Anche!

MATTEO – Che schifo! Che si fa per il vil denaro?! Che vergogna!!!

ADA         - E’ quello che dico io!!!!

MATTEO – Ma tu sei sicura che qua dentro….(riferendosi al flacone di lassativo)

ADA         - C’è il veleno, tranquillo! Piuttosto sei sicuro tu che prenda queste gocce?

MATTEO – Certo che sono sicuro! Le poche volte che mangia tannicchia superchiu,

                    per paura di assimilare si pigghia venti gocce di ‘stu Lassatil!    

ADA         - E’ pazza!

MATTEO – Ma non d’accussì: scattiata completa! Ora ‘u sai cchi facemu? ‘Sta

                    botticetta ‘a mittemu ddà ‘nta mensolina, d’accussì quannu torna

                    si nn’accorge e…..

ADA          - (interrompendolo) Non ci voglio pensare!

MATTEO  - Pensa a ‘nn’autra cosa!

ADA         -  Per esempio?

MATTEO – A tutti i corna ca ti mise tò maritu!

ADA         - Disgraziato!

MATTEO – Fitusu!

ADA         - Cosa tinta ca non sì autru!!!

MATTEO   - Appunto!

ADA          -  Non ti vergogni a ricordarmi ‘u chiovu?

MATTEO  - Ma…..sta parrannu ccu mmia?

ADA          - Ccu ttia!

MATTEO  - Ma allura a mmia mi sta’ dicennu disgraziatu, cosa tinta e fitusu?

ADA         - E a chi sennò?

MATTEO – M’ava parsu che parravi d’iddu!

ADA          - No di te!

MATTEO  -  Ah, bella chista! Ju sugnu ‘u fitusu, disgraziatu e cosa tinta pirchì

                     t’arricordu ‘u chiovu?! Non iddu ca ti mise i corna?! A ppostu semu!

ADA          - Sì, perché anzichè  confortarmi, tirarmi su, dirmi: “Sorellina, porta

                    pazienza, perdonalo…” Tu mi istighi contro di lui!

MATTEO  - Un uomo che tradisce non merita nessuna considerazione!

ADA          - Lasciamo stare ‘sto discorso, per favore, perché tu sei l’ultimo che

                    può parlare!

MATTEO  - Cchi vulissi diri ccu’ chissu?

ADA          - Niente.

MATTEO  - No, tu adesso devi parlare! Pirchì su cc’è unu ca cci pruvau senza

                    arriniscirici mai, sugnu ju! Botta di vilenu! Ma com’è che ‘dda disgraziata

                   di me mugghieri  mi ha scoperto sempre! Ma non a cose fatte! Prima! 

                    Prima che io potessi tradirla! Intercettava le mie mosse! Tanto che molte

                    volte ho pensato di essere spiato! O che ci fosse occa telecamera

                   nascosta, ‘u telefono sutta cuntrollo…… Sa’ vidi idda cchi fici, fatto sta

                   ca non cci a ‘ fici mai a mittirici i corna! E ‘i studiaj tutte! Bedda matri!

                   Tutte!!!

ADA         - Se sei un cretino!

MATTEO – Ccà cci nn’è ‘nn’autra! Aoggi i complimenti si fetunu!

ADA          - Si perché hai disonorato la memoria di nostro padre che, in materia di

                    corna, era un’autorità!

MATTEO  - E pirchì, ju cchi sugnu?

ADA          - Anche tu sei un’autorità….

MATTEO  - Grazie! Almenu chistu….

ADA          - Ma di segno opposto! Lui le metteva le corna! Tu, invece…..

MATTEO  - Io non cci arrinesciu, d’accordu! Ma mancu ‘i portu!

ADA          - Sei sicuro?

MATTEO  - Sta schirzannu? Ccu sa’ sumporta a me mugghieri?! Macari ‘nta ‘ddu

                    puntu di vista….. ppi favureddu! Ogni vota mi da il voto! ‘U capisti?

                    Unu ‘nta ‘ddu mumentu, apprima d’accuminciari,  sa’ sèntiri diri:” Vedi

                    che ieri sera a stento di ho dato la sufficienza!” ‘Nta ‘ddu mumentu a

                    ‘n cristianu, nonostante tutte le “migliori intenzioni”,  cci passa macari

                    ‘u pitittu!!!! E cchi sugnu? ‘Na machina ca si gira la chiavetta e si mette

                    in moto? Appoj cci pigghiau l’abitudine ca nel momento culminante,

                    quando si sta per arrivare a “destinazione”, non so se mi sono spiegato?

ADA         -  Perfettamente. Vai avanti.

MATTEO – Prima dell’apoteosi, del gran finale…..Hai presente, durante una sparata

                    di fuochi pirotecnici, la “cassa infernale”?

ADA         - Preferiscu ‘a muschittirìa! Comunque, abbiamo capito, vai avanti!

MATTEO – Poco prima del gran finale, lei ti fa delle domande di cultura! ‘U capisti?

                    E su non cci arrispunni, si blocca, si incazza, e ti jetta macari manu!

ADA         - Cosaa? Spiegati meglio.

MATTEO – L’autra semana, mentre, stavamo per decollare: “Dimmi, dimmi quando

                    è stata scoperta l’America?!” Ed io: “Non ho capito…” “Dimmi, dimmi

                    l’anno in cui è stata scoperta l’America!” Ppi furtuna mu’ ricurdaj:

                    “1492”!!!!!!! E tutto è andato bene! Ma due giorni fa….. Matruzza…..

ADA         - Che è successo due giorni fa?

MATTEO – Due giorni fa…..Sempre mentre…..

ADA         - In quel momento lì…..

MATTEO – Brava! Non mi va a dumannari: “Dimmi, dimmi come si chiamava il

                    Conte di Cavour?!!!! “Cosaaaa?” cci arrispunnìi ju. “Dimmi, dimmi

                    come si chiamava il Conte di Cavour?!!!!” “E cchi sacciu?!!!” E mi dese

                   ‘na jangata! Si bloccau e mi lazzariau tuttu paru ! Tantu ca ju fui

                   custrittu a mittirimi a studiari ‘n’autra vota  storia, matematica e cultura

                   generali ! ‘U capisti? Ju ca di scola nn’aju manciatu mai!!  ‘A sira quannu

                   idda astuta ‘a luce sono terrorizzato!  Mi scantu ca mi scordu occa cosa!

                   M’appi a ridducere ca’ calcolatrice sutta ‘u cuscinu……

ADA        - E che ci fai col la calcolatrice sotto il cuscino?

MATTEO – L’autra notte, sempre in quel….

ADA          - Momento!

MATTEO  - Ecco! Non mi va a dumannari la radice quadrata di quarantadue?

ADA          - E tu?

MATTEO  - E ju , vidi cchi traficu appi ‘a ffari?! Ca’ calcolatrice…….

ADA          - Cose da pazzi!!!!!

MATTEO  -E poi, la cosa più atroce è la misurazione!

ADA        -  La misurazione?

MATTEO – Sì, la misurazione! Certe figure!

ADA          - Continuo a non capire….

MATTEO – Te l’ho detto che è maniaca del metro, che si misura in continuazione!

ADA         - Ma a te, scusa, cosa ti misura in quel momento?

MATTEO – M’affruntu macari a dirlo…..

ADA         -  ( Lanciando un urlo ) Bastaaaa! Bastaaaa!

MATTEO – Mi facisti scantari!!!

ADA         - Basta!!! Ho capito! Non andare oltre! Ma è proprio…..

MATTEO – Peggio!

ADA       - Povero fratello mio!!!!!

MATTEO – Ecco perché questa boccettina può rappresentare la mia salvezza!

ADA         - Io insisto che ci devi pensare.

Entra Lina, più elegante che mai.

LINA        -  Come sto?

ADA        -   Benissimo!

LINA       -   Me la fai una foto?

ADA       - Ma certo. Mettiti in posa.

Lina assume una postura speciale, poi consegna il suo iPod ad Ada e si fa scattare un paio di foto!

LINA       - Chissà quanti le condivideranno!!!!

ADA       - Ne sono certa!

Lina nota la botticcetta di “LASSATIL” sulla mensolina.

LINA       - Eccolo qui il mio “Lassatil”! Quanto l’ho cercato!

MATTEO – (con intenzione) Per fortuna l’hai trovato!

LINA         - Già! E’ una mano santa contro la stitichezza!

MATTEO  - (sempre con intenzione, lanciando uno sguardo ad Ada) E non solo

                     quella!!!!!

Entra Vittorina.

VITTORINA – Signora, mi scusi, ma sono arrivati l’onorevole e Sua Eminenza , il

                        Vescovo. Li faccio passare?

LINA        -  E che aspetti? Sbrigati!!!

MATTEO – (A Vittorina, con violenza) Sbrigati!!!!!!!!!!

Vittorina esce.

LINA        -  (A Matteo) Ma cosa fai?

MATTEO – Era ppi farla sbrigare cchiù currennu!

LINA         - Cretino!!!!!

MATTEO  - I fazzoletti finenu!

Rientra Vittorina, seguita dall’Onorevole e dal Vescovo.

VITTORINA – (All’Onorevole e al Vescovo) Accomodatevi.

LINA             - Sua Eminenza!!!! (bacia la mano al Vescovo)

VESCOVO   - Signora, che piacere!

LINA            - (All’Onorevole) Onorevole carissimo!!!

ONOREVOLE – E’ un vero piacere trovarmi invitato a casa sua!

LINA               - Conoscerete sicuramente mio marito….

MATTEO        - Mangiafame!!! Matteo Mangiafame!

ONOREVOLE – Scaltro!

MATTEO         - Adesso non esageriamo! Diciamo: Ma’ fidu!

ONOREVOLE – Non ci siamo capiti! Io Scaltro, non lei!!!

MATTEO         - Ah, lo ammette così, senza pudore? Fusseru tutti comu a llei….

ONOREVOLE – Io mi chiamo Scaltro! Onorevole Detto Scaltro!!!

MATTEO        - Detto di nome e Scaltro di cognome?

ONOREVOLE – Esatto!

MATTEO        - Ca macari ca si vulissi ammucciari…ccu’ ‘stu nomu e cognomu…

LINA               - (Intervenendo per rompere la conversazione) Ci vogliamo

                           accomodare?

Ada tossisce per attirare l’attenzione di Lina.

LINA               - Oh, lapsus! Ho dimenticato di presentarvi mia cognata.

ADA               -  Mangiafame! Ada Mangiafame!

ONOREVOLE – Scaltro! Molto lieto!

VESCOVO       - (facendosi baciare la mano) Figliuola!

LINA                - A questo punto ci saremmo tutti…..

VESCOVO       - Manca il pezzo più importante…..

MATTEO        -  Il barbone!

VESCOVO      - (A Matteo, severo) Non lo chiami così, la prego! E’ solo un nostro

                          fratello più sfortunato di noi!

LINA               - Sante parole, Sua Eminenza! (A Matteo) Pensa prima di parlare!

VESCOVO      - (A Matteo ) Lei dovrebbe essere grato a sua moglie per la sublime

                          iniziativa che ha avuto! Segno di vera e profonda carità cristiana!

                          Cosa c’è di più bello della solidarietà?! Quella vera! Autentica!

                          Senza secondi fini!

MATTEO       - (sarcastico) Soprattutto senza secondi fini!!!!

Occhiacci di Lina all’indirizzo di Matteo.

VESCOVO     - Nostro Signore cosa disse………?

Lo sguardo del Vescovo incrocia quello di Matteo.

MATTEO      -  (Al Vescovo) Parla con me?

VESCOVO    - Anche!

MATTEO     - Veramente…….tante cose disse Nostro Signore…. Che ora ‘nta ‘stu

                       mumentu…..

VESCOVO   - (con enfasi)Disse: date da mangiare agli affamati e da bere agli

                       assetati!!!!

MATTEO     - (A Lina) Hai visto che ho fatto bene a fare fare quel po’ po’ di spesa?

Contenuta reazione di Lina.

ONOREVOLE – Io mi voglio associare a quanto detto poc’anzi da Sua Eminenza!

                         Iniziativa lodevolissima! In tempi di crisi, tutti ci dobbiamo attivare

                         per dare il nostro personale contributo!! Perché gli ammortizzatori

                         sociali previsti dal nostro ordinamento sono insufficienti! E quando

                         occorre, siamo noi chiamati a supplire! Siamo noi a trasformarci

                         in ammortizzatori sociali! E lei signora, ha interpretato correttamente

                         questo principio! Lei col suo pregevole gesto riesce mirabilmente

                         ad essere pienamente in armonia col dettato Costituzionale! E

                         questo suo segnale verrà intercettato da chi di dovere!

LINA              - Io vi ringrazio per le splendide parole che avete speso nei miei

                         confronti! Ma vi assicuro…. Vi giuro su mio marito, che è l’uomo

                         che amo, che la mia iniziativa parte del cuore! E se è possibile vuole

                         essere discreta…. Invisibile!!!!!

ONOREVOLE – (A Matteo) Quant’è fortunato, lei!!!!!

MATTEO         - (con intenzione) Se sopravvivo!!!

Entra Vittorina.

VITTORINA      -  Signora, mi scusi, ma è arrivato…..

LINA                 -  Chi?

VITTORINA     -  Come, chi….?

LINA                -  Ah, sì, certo: l’invitato!!!

VITTORINA     - Lo faccio passare?

LINA                -  Che domande?! Sicuro!

Vittorina esce.

LINA                - Beh, è arrivato!

VESCOVO       - Grazie a Dio!

ONOREVOLE – (enfatico) Questo è un momento di grande rilievo storico e politico!!!

Rientra Vittorina, seguita dal barbone, tale Silvestro. Costui veste in modo estremamente trasandato, e non dimostra alcuna cura per la sua persona. Probabilmente è anche maleodorante giacchè al suo passaggio, chiunque gli si trovi vicino si produce in una smorfia di sdegno. In compenso, però, ostenta un sorriso accattivante e dei modi che ispirano simpatia, e che comunque sono in netto contrasto con il suo look. 

VITTORINA     - Prego, si accomodi.

BARBONE       - Grazie!!! (a Lina) Cavaliera….!!!!

MATTEO        -  Non ancora…..

LINA               - (Dopo aver mostrato per l’ennesima volta il suo disappunto al marito,

                           prontamente rettifica) Mi chiamo Lina e basta!!!

BARBONE     -  Oh, Lina, come posso manifestarle la mia ammirazione, la mia

                          gratitudine…..

LINA              - Ma la prego, si figuri…

BARBONE     - No, perché, mi creda, sono commosso per questo suo invito in casa

                         sua….. al cospetto, poi, di eminenti personalità , politiche e religiose!

LINA              - Non si deve sentire a disagio per nessuna ragione al mondo! Lei è

                         uno dei nostri!

BARBONE    - Permette che l’abbracci come una sorella?

LINA             - (con intenzione) Non si preoccupi, non c’è bisogno…..

BARBONE   -  No, perché sento il bisogno di esternarle tutto il mio affetto….

LINA            -  Ma la prego……

BARBONE   -  Mi viene dal cuore! E’ più forte di me!

Il Barbone abbraccia Lina. Dopo essersi svincolata Lina appare visibilmente provata!!

BARBONE  - (All’onorevole) Permette che abbracci anche lei?

ONOREVOLE – Scaltro!

BARBONE      - Assolutamente! Anzi, sono in buona fede!

ONOREVOLE – Non ci siamo capiti. Non lei  Scaltro, ma io!

BARBONE     - Beh, di voi politici non si dice un gran bene, ma lei non si deve

                         buttare giù così!

ONOREVOLE  - (spazientitosi) Io mi chiamo Scaltro! Detto Scaltro!

BARBONE      - Con questo nome solo l’onorevole poteva fare!

MATTEO       -  E’ quello che ho pensato io!

BARBONE    -  (All’onorevole) Comunque, permetta che le esterni il mio affetto?

ONOREVOLE – Basterà una semplice e virile stretta di mano!!!

Il Barbone e l’Onorevole si stringono la mano.

BARBONE       - (al Vescovo) Eminenza, io al suo cospetto……permetta che

                            l’abbracci?

VESCOVO       - Non c’è bisogno!

BARBONE       - Le bacio almeno la mano?

VESCOVO       - Quella sì!!!!

Il Barbone abbranca la mano del Vescovo e con estrema partecipazione e – potremmo definire avidità – la bacia avidamente!!!!!

VESCOVO      - (Con decisione) Basta, figliuolo!!!!!!

LINA              -  (Al Barbone) Mio marito penso che già lo conosca, vero?

MATTEO      - Già ci siamo abbracciati e baciati a suo tempo!

LINA             -  Non mi resta che presentarle mia cognata.

ADA             -  Piacere, Ada!

BARBONE    -  Che splendida creatura! Permette che la abbracci?

ADA            -  Con piacere!!!!!

MATTEO    - (Prontamente) Quale, con piacere! Ada, per cortesia!!!

BARBONE  -  Si trattava soltanto di un abbraccio fraterno…..

ADA            - Appunto!

MATTEO    - E non ce n’è di bisognu! Cci ‘u dugnu ju l’abbraccio fraterno!

LINA           - Ci vogliamo mettere a tavola? Vittorina!

Entra Vittorina.

VITTORINA – Comandi, signora.

LINA           - Ci stiamo sedendo a tavola quindi possiamo cominciare.

BARBONE  - (alludendo a Vittorina) La signorina non me l’avete presentata.

LINA          - E’ la nostra cameriera.

BARBONE – Permette che l’abbracci?

VITTORINA – (A Lina) Posso?

LINA             - Se ti va.

MATTEO      - (a mezza voce) Sì tu ca senti ‘u fetu!

VITTORINA  - (Al Barbone) Prego.

Il Barbone si “avventa” su Vittorina e si lancia in un abbraccio appassionato. Vittorina sembra ricambiarlo con ardore!

ADA             - Perché lei sì ed io no?!!!!

MATTEO     - Certo ca vuatri fimmini aviti ‘n mangiaciumi!!!!

Il Barbone e Vittorina sembrano non volersi staccare.

LINA            -  Vittorina, bastaaaa!!!!

Al grido di Lina il Barbone e Vittorina si staccano!

LINA           -  (A Vittorina con severità) Occupati del pranzo, adesso!

VITTORINA – Subito.

Ricomponendosi, Vittorina esce, non senza aver scambiato un ultimo sguardo di intesa col Barbone.

BARBONE  - Voleva solo essere un abbraccio fraterno!

MATTEO    - (con intenzione) Ah, certo, si capisce!

LINA           - (Al Barbone)Lei si sieda al centro.

BARBONE  - Quanto onore!

MATTEO    - (A Lina) A te spetta l’onore di sedergli accanto!

LINA           - Veramente, questo onore lo vorrei riservare a Sua Eminenza!

VESCOVO – Non sia mai! Spetta alla padrona di casa!

LINA           - E allora, lo cedo volentieri all’Onorevole!

ONOREVOLE – Mi dispiace, ma non posso privarla di un posto che le spetta di

                       diritto!

LINA             - (sconsolata) Quand’è così….

MATTEO     - (A Lina, sarcastico) Arricriati!!!!

LINA            - ( A Matteo )Ma se alla sua destra mi siedo io, alla sua sinistra ti ci

                        siedi tu!!!!!!

MATTEO     - (cercando scuse..) Ma io, veramente……

ONOREVOLE – Mi sembra una scelta ineccepibile!!!!!

VESCOVO       - Mi associo!

ADA                - Se volete, mi ci siedo io……

BARBONE      - Meraviglioso!!!!!

TUTTI             - NO!!!!!!!!

MATTEO       - (Ad Ada) Ti po’ stujari ‘u mussu!!!!

LINA              - (Al Vescovo) Eminenza, posso avere il privilegio, di averla alla mia

                          destra?

VESCOVO     - Con piacere!

MATTEO       - (Ad Ada) Tu t’assetti a tagghiu di mia!!!!

ONOREVOLE – E’ consustanziale che io mi accomodi alla sinistra della signora! Ma

                           vi prego non lo andate a raccontare ai miei compagni di partito!!!!!

LINA                - Onorevole, lei ha uno spiccato senso dell’umorismo!

ONOREVOLE  - Sono i miei compagni di partito che non ce l’hanno!!!!!

Tutti si accomodano a tavola.

LINA                - In onore del nostro ospite abbiamo optato per un menu tradizionale,

                          privo, forse, di quelle ricercatezze alle quali siamo abituati, ma molto

                          molto concreto!

MATTEO        - (lapidario) Insomma, si mangia!!!!!

LINA               - (A Matteo, severa) Con questo cosa vorresti dire?

MATTEO       -  Che una volta tanto si mangia!!!!

ONOREVOLE  - E meno male!

MATTEO         - Perché lei, onorevole, non è abituato a mangiare?

ONOREVOLE  - In che senso?

MATTEO         - In tutti i sensi!!!!

ONOREVOLE – (imbarazzatissimo) Ecco, veramente….

MATTEO         - (rincarando la “dose”) No, perché mi risulta che alla mensa di

                           Montecitorio con meno di dieci Euro servono un  pranzo completo,

                           dall’antipasto al dolce!

ONOREVOLE – (c.s.) Sì…. Forse…

MATTEO         - Ora, dico io, ‘sta mensa di Montecitorio fussi bbona ppi’ tutti i

                           murtazzi di fami…..(incrocia lo sguardo del Barbone)…senza

                           offesa per nessuno!

BARBONE       - Ma si figuri! Chi è abituato alla strada come me, non si fa meraviglia

                           di nulla! In fondo, a suo modo, la strada è una scuola di vita! Si

                           impara l’arte di arrangiarsi….. anzi, mi correggo - perché non vorrei

                           dar luogo a fraintendimenti – l’arte di accontentarsi!!!!

MATTEO       -  E come si dice: chi si contenta, gode!

BARBONE     - Ma nel nostro caso ci accontentiamo lo stesso anche senza godere!!!

MATTEO       - Ma pirchì, vuatri fimmini nenti?

Lina tossisce per richiamare all’ordine il marito.

MATTEO       - (Al Vescovo) Oh, mi scusi, Eminenza!

BARBONE     - Ma perché farne mistero? Anche noi viviamo momenti di affettività!

                         Spesso se ne fa carico qualche “pecorella smarrita”!

VESCOVO     - (al Barbone) Sa cosa le devo dire? Mi piace il suo modo di parlare!

                         Riesce a descrivere anche il licenzioso, senza scadere nel trivio o,

                         ancor peggio,  nel volgare!

ONOREVOLE – L’ho notato anch’io! Ed è pericoloso, da certi punti di vista!

LINA               - Perché?

ONOREVOLE – Perché si rischia di affermare che la strada sia una scuola positiva di

                           vita, quando da secoli ci affanniamo ad affermare il contrario!!!!

MATTEO        - Appunto! ‘U fangu è fangu! (incrocia ancora lo sguardo del Barbone)

                          Senza offisa ppi’ nuddu!

BARBONE     - Quella parola che lei ha testè pronunciato viene usata spesso e a

                         sproposito! Ed è comunque riferita agli indigenti e a chi vive ai margini

                         della vita! Quando , invece, si parla del malaffare, “miracolosamente”

                         non la si usa! Come se… il ladrocinio, l’abuso e quant’altro, non siano

                         da designare con quel termine!!!!!

MATTEO      - (All’onorevole) Onorevole, ammuccamu!!!!!

ONOREVOLE – Perdonate ma questa è solo demagogia!

LINA              - Approvo!

VESCOVO     - Io, invece, sono d’accordo col signore!

BARBONE    - Grazie!

LINA             -  Ah, ma se è per questo anch’io……

MATTEO     - Eh, no! La prima risposta è quella che conta!!!!! Tu hai detto:

                       approvo!!! E l’abbiamo sentito tutti!!!!

LINA            - Ma che c’entra? Sotto certi punti di vista…..

MATTEO    - No! O si è d’accordo, o si è in disaccordo!!!!

VESCOVO – Giusto!

MATTEO   - (A Lina) “Ciapa lì”!!! Uno a zero e palla al centro!!!!

Entra Vittorina che spinge un carrello sul quale si trova una teglia di pasta al forno.

LINA           - Vittorina, servi i nostri ospiti!

BARBONE – Che profumo! Già pregusto il sapore!

Vittorina serve i commensali.

MATTEO     - (A Vittorina che si è appressata al suo fianco per servirlo) Cos’è la

                        caparra? E “sduvaga” ddocu!!!!

Vittorina esegue. Poi si appressa a Lina.

LINA            - Per me pochissimo…. Quasi un niente…..

MATTEO    - (sarcastico) Ma come, non fai onore al banchetto?

Lina lancia delle occhiatacce a Matteo.

VESCOVO  - Appunto! E’ tutta grazia di Dio!

MATTEO    - No, è pasta o furnu!

LINA           - Matteo!!!!!!

VESCOVO  - Lo lasci dire, signora! Ha voluto fare una battuta! Ma io insisto: anche

                      la pasta al forno è grazia di Dio!

LINA           - (A Matteo) Appunto!

VESCOVO – Prima di gustare questo splendido pranzo, vogliamo ringraziare Nostro

                      Signore per la gioia che ci ha dato nel riunirci oggi tutti insieme?

Tutti si segnano.

ONOREVOLE – E adesso possiamo cominciare!

Matteo si “avventa” sulla pasta al forno, lasciando un po’ interdetti gli altri che, invece, si sono accostati alla pietanza con garbo ed eleganza. In particolare il Barbone, contrariamente a quello che si poteva immaginare, mostra una correttezza nell’usare le posate e soprattutto nel tenere un contegno degno di un gran signore! Sembra proprio che Matteo ed il Barbone si siano scambiati i ruoli. Lina, invece, cerca disperatamente di non mangiare, ma di li a poco sarà scoperta. Vittorina rimane un po’ defilata nell’attesa che qualcuno la chiami.

VESCOVO   -  Ottimo!

ONOREVOLE – Approvo!!!!

BARBONE       - Io la definirei una fantasmagoria di sapori, che sapientemente

                           amalgamati, dispensano una mirabile gioia al palato!

VESCOVO      -  (Al Barbone) Continuo a rimanere piacevolmente impressionato

                          per l’estrema grazia del suo eloquio!

BARBONE     - Sono io che le rinnovo la gratitudine per la stima che mi sta

                         dimostrando!!

ONOREVOLE – (A Lina) io, invece, noto che lei non sta praticamente toccando

                            cibo…..

LINA               -  Ma no, qualcosina ho mangiato…..

MATTEO       -  (interrompendola) Mi dispiace! Non barare! Non mangiasti nenti!

LINA              -  Ma cosa dici?

MATTEO      -  Ora glielo spiego io perché. Lei pensa, così facendo, di darsi un tono!

                         Idda, per esempio, lassa sempri occa cosa, pirchì cc’insignanu ca è

                         bbona educazioni fari d’accussì!!!!

VESCOVO e

MATTEO     - (Insieme) Ma per carità!!!!!!

VESCOVO  - (All’onorevole) L’abbiamo detto insieme…..

ONOREVOLE – (Al Vescovo) Facciamo “flic – floc”?

VESCOVO      - Massì!!!!!

L’Onorevole si alza dal suo posto per avvicinarsi al Vescovo; terminato il “rituale” torna al suo posto.

VESCOVO     - Dicevo che è una falsa credenza! Bisogna sempre onorare la tavola!

                         Specialmente pensando a quanti nel terzo mondo muoiono di fame!

                         Lasciare il cibo è un peccato mortale!

MATTEO      - (A Lina) ‘U sintisti a Sua Eminenza? (A Vittorina) Vittorina, dammi

                        n’autra porzione!!!!!!

Vittorina esegue.

ONOREVOLE – (A Lina) Mangi, signora, mangi! Glielo dico io!

MATTEO        - Appunto! Te lo dice lui che è abituato a mangiare!!!!

ONOREVOLE – (A Matteo) Non raccolgo!!!!

Lina è costretta suo malgrado a mangiare!

MATTEO        - (A Vittorina) Ppi’ ‘sti jorna ‘ddu metru ‘u po’ jttari!!!!!

Reazione inviperita di Lina.

ADA               - (Al Barbone) Lei è sposato?

MATTEO      - (Ad Ada) Cchi t’interessa?

BARBONE    - Non è una domanda indiscreta come potrebbe apparire. Sì, sono

                        stato a suo tempo sposato…. Poi fui lasciato!

ADA             - Mi dispiace.

BARBONE   - E’ una vicenda complessa che certamente non merita di essere

                       ricordata!

ADA             - E adesso? Dico: adesso è ancora solo……?

BARBONE   - Solo?! Diciamo che non ho legami fissi……

ADA            - (Eccitata come non mai) Promisquità?

BARBONE  - Dipende per promiscuità cosa intende. Dal canto mio le rispondo:

                      donne! Esclusivamente: donne! La mia inclinazione è univoca!

ADA         - Non ho capito…..

MATTEO – (Ad Ada) Ti voli diri ca chiddi di ‘dda manera non cci interessano!

                    (Al Barbone) Dico bene?

BARBONE – Esatto! Infatti non mi interessano. Ma li rispetto, questo sì!

ONOREVOLE – (dispregiativo) Fosse per me, invece…..

VESCOVO      - Cosa?

ONOREVOLE – (Avendo colto nel Vescovo un moto di rimprovero) Ecco, fosse per

                           me…..

VESCOVO      - Sono anche loro figli di Dio! Come tutti, del resto!!!!

ONOREVOLE – (cercando goffamente di rimediare) Ah, certo, questo sì….

VESCOVO       - E allora dobbiamo scendere tutti in prima linea per combattere

                          l’omofobia! Impugniamo tutti le armi dell’amore e della solidarietà!

MATTEO        - (cercando la facile battuta) Una guerra santa!!!!

VESCOVO     -  (A Matteo, con la massima severità) C’è poco da scherzare!

BARBONE     - (Al Vescovo) Mi trovo pienamente d’accordo con lei, Eminenza!

VESCOVO     - Lo noto. E non è la prima volta. Mi compiaccio veramente! 

VITTORINA   - (A Lina) Che faccio, signora, servo i secondi?

LINA              - Sì, Vittorina, fai pure.

Vittorina comincia a ritirare i piatti che hanno ospitato la prima portata e li ripone sul ripiano in basso del carrello. Quindi, comincia a porzionare i polli allo spiedo.

LINA             -  Spero che il pollo allo spiedo sia di vostro gradimento.

ONOREVOLE – Altrochè!!!!

VESCOVO      -  Magnifica scelta!

LINA              - (al Barbone) Anche a lei piace il pollo allo spiedo?

BARBONE     - Lo adoro!

MATTEO       - Ca fami cchi cci avi!

BARBONE     - Diciamo che l’appetito non mi manca! Mi sembra che si veda, noh?

MATTEO       - Questo senza dubbio!

ONOREVOLE – Ma come fa?

BARBONE       - Prego?

ONOREVOLE – Ecco….considerando la sua situazione, come provvede ad

                           alimentarsi?

VESCOVO       - Mi perdoni, Onorevole, ma la sua domanda è di dubbio gusto! Oltre

                           a rivelarsi di una morbosità fuori luogo!

ONOREVOLE – Chiedo scusa…

BARBONE       - Non si preoccupi, non mi imbarazza assolutamente rispondere. Mi

                           avvalgo di tutti gli avanzi che il mondo sprecone snobba. Ma forse

                           lo fa a giusta ragione. Perché altrimenti noi, clochards, non

                           avremmo di che campare!

ONOREVOLE  - E , mi scusi ancora, dove li trova?

BARBONE        - Gli avanzi?

VESCOVO     -  Basta, Onorevole! Mi sembra che adesso stia esagerando! Le

                          sembrano domande da fare, queste?

BARBONE     - Ma la prego, Eminenza, non si arrabbi! Sono proprio queste le

                         domande che chi ci guarda si pone! Ed io posso rispondere con

                         assoluta naturalezza. Un tempo i cassonetti della nettezza urbana

                         rappresentavano fonte inesauribile di approvvigionamento; a cui si

                         aggiungeva qualche ristoratore generoso. Oggi, con la raccolta

                         differenziata, sono rimasti solo  i ristoratori, e qualche uomo di buon

                         cuore .Poi c’è la Caritas, ma lì, francamente noi barboni di antica

                         militanza, ci andiamo di rado, perché non ci piace la compresenza dei

                         falsi indigenti! Soddisfatto della risposta?

ONOREVOLE – Più che altro sconcertato!

BARBONE       - E perché, Onorevole? Non mi dica che si accorge solo ora che noi

                           esistiamo……

ONOREVOLE  - Questo, no, ci mancherebbe….

BARBONE       - E allora diciamo che ci ha soltanto visti da lontano! Perché al

                           cospetto di quelli come noi ci si allontana … Non si resiste al tanfo..

ONOREVOLE – Tanfo?

LINA                -  (bugiarda) Io veramente, non lo sento….

VESCOVO      -  Appunto!

MATTEO       - Ma se si sta murennu do’ feto!!!!

LINA              - Matteo!!!!!!!

ADA               - Io, invece, lo definirei un’afrore  molto, molto sensuale!!!!!!

MATTEO      - (ad Ada) Ma cchi sta dicennu? E’ fetu!

ADA              - Non te lo lascio dire! Ci sono coppie che la doccia se la fanno dopo

                        aver fatto l’amore e non prima! E questo per avvertire la fragranza del

                        profumo della natura umana!

MATTEO      - (al Vescovo) Eminenza, la prego, non faccia caso a quello che ha detto

                        mia sorella! E’ scattiata completa! (Ad Ada) Ta’ stari muta!!!!

VESCOVO    - Tutto ciò che avviene all’interno del matrimonio è benedetto dal Cielo!

ADA             - (A Matteo) Hai sentito? La doccia me la posso fare quando mi pare!

MATTEO     - (Al Barbone) Macari lei sa’ putissi fari! Nessuno glielo impedisce!!!!

LINA            - (A Matteo, spazientita) Adesso hai superato ogni limite!!!!!

BARBONE  -  Perché ha detto quello che pensate tutti, ma non avete il coraggio di

                       dire?

Gelo dei presenti.

LINA          -  (Per rompere il clima di imbarazzo che si è creato) Io, però, dopo

                       pranzo devo prendere una decina di gocce di questo. (mostra la

                        boccettina del “Lassatil”)

ONOREVOLE – Cos’è?

LINA                - E’ contro la stitichezza!

VESCOVO      - Anch’io soffro di stitichezza.

LINA               - E cosa prende?

VESCOVO      - (estrae dalla tasca un flaconcino) Queste. All’inizio mi facevano

                          bene, adesso e subentrata una certa assuefazione!

LINA               - Perché non prova le mie?

VESCOVO      - Volentieri.

MATTEO       - (A Lina) Ma sei pazza?

LINA              - Perché?

VESCOVO     - Appunto.

MATTEO       - Perché ognuno si prende le sue! Chiaro?

LINA              - Non capisco perché non posso offrire le mie a Sua Eminenza!

VESCOVO     - Ne potrei trarre giovamento!

MATTEO       - E a lei questo chi glielo garantisce?

LINA              - Ma chi sei tu per stabilire se funziona o non funziona? (Al Vescovo)

                         La prego, Eminenza, si serva pure!

VESCOVO    - E lei perché non prova le mie?

LINA             - Questa è un’ottima idea!!!!!

MATTEO     - Ma non se ne parla completamente! Lina, io questo te lo proibisco!

                       Ed anche a lei , Sua Eminenza!

LINA            - Tu non proibisci proprio niente! Chiaro?

BARBONE   - Veramente anch’io ogni tanto ho bisogno di un piccolo aiutino!

                        Sarei interessato a provare quelle della signora!

LINA            - Ma con immenso piacere!

MATTEO     - Una tragedia annunciata! Una carneficina! Una strage!

VESCOVO   - Esagerato! Cosa ci può capitare? Al massimo ci attarderemo nella

                       toelette, al riparo da sguardi indiscreti!

MATTEO     - Io non permetterò che cambiate medicinale senza il parere del

                       vostro medico!

LINA            - Ma il “Lassatil” è un prodotto da banco e non richiede prescrizione

                       medica!

VESCOVO  - Anche il “Lafarais”  che prendo io!

MATTEO    - (Al Vescovo, con intenzione) Ma se prende questo “Lassatil”, altro

                       che “Lafarais”!

VESCOVO  - Non la farò?

MATTEO    - Sarà devastante!!!

VESCOVO  - E’ proprio quello che cerco!!!(A Lina) Signora, me le dia queste

                      benedette gocce!

MATTEO    - No! La prego!

LINA         -  (A Matteo) Fatti gli affari tuoi!!!! (Al Vescovo) Prenda, Sua Eminenza!

VESCOVO – E lei prenda le mie “Lafarais”

LINA          - Con immenso piacere!!!

Lina e il Vescovo mandano giù le gocce in un sol fiato.

LINA         -  Ed ora non ci resta che aspettare!!!!

VESCOVO – E sia fatta la volontà di Dio!!!!!!

 

Matteo e Ada incrociano i loro sguardi preoccupati.

Sipario.

F I N E    D E L    P R I M O    A T T O

   

.

  

  

 

  

   

      

   

ATTO SECONDO

La stessa scenografia del primo atto. All’aprirsi del sipario troviamo tutti i commensali lanciati in una danza sudamericana. La cosa che sorprende di più è vedere il Vescovo per nulla imbarazzato, ma coinvolto come gli altri nel ballo, circostanza, questa,  che lascia interdetti tutti gli altri! Mentre ballano si scambiano impressioni.

LINA          - (Al Vescovo) Noto con piacere che Sua Eminenza è un eccellente

                     ballerino!

VESCOVO – La ringrazio!

LINA           - Si figuri! Esprimo solo una grande stima!

BARBONE  - E una grande sorpresa.

LINA           - Non capisco….

BARBONE  - Più sorpresa che stima! Anzi, perché non chiamare le cose con il

                      loro nome: sconcerto!

LINA           - Continuo a non capire….

BARBONE  - La “fauna” dei benpensanti patentati non potrebbe mai approvare

                      Sua Eminenza che balla! Ma, ovviamente, non hanno il coraggio di

                      manifestare il loro dissenso! Ed allora “mascherano” il loro pensiero!

                      Dal canto mio, invece, permetta, Eminenza, di manifestarle tutta la mia

                      vera e autentica stima!

VESCOVO  - (Al Barbone) A lei  la credo e la ringrazio di vero cuore!

LINA           - Ma questo cosa significa?

MATTEO   - (lapidario come sempre) Che a ttia non ti cridi!!!!!!

E continuano a ballare senza interruzione.

MATTEO   - (Al Vescovo) Eminenza, come si sente?

VESCOVO – Benissimo! Mai sentito meglio!

MATTEO    - Veramente?

VESCOVO  - Mi sento ringiovanito!!!!!

Matteo prende in disparte Ada e le parla sottovoce per non farsi sentire dagli altri.

MATTEO    - Ma sei sicura di averci messo il veleno nel “Lassatil”?

ADA            - Quando me l’hanno dato mi hanno assicurato che si trattava di veleno!

MATTEO    - Sicunnu mia ti hanno imbrogliata! ‘U stai vidennu a Sua Eminenza?

                      Sembra che abbia preso l’elisir di lunga vita!!!!

ADA           - Hai ragione!

Ada e Matteo riprendono a ballare. Ad un certo punto il Barbone nota Vittorina, ferma vicino al carrello delle vivande. La invita a ballare. Vittorina non se lo lascia dire due volte e si unisce anche lei nella danza!

BARBONE  - (a Vittorina) Ma è bravissima! Una ballerina mancata!

VITTORINA – Modestamente, ho tante, tantissime qualità nascoste…..

BARBONE    - Che sarebbe il caso, invece, di scoprire!

ADA         -  (Avvicinando anche lei il Barbone) Veramente anch’io sono tutta da

                    scoprire!

VITTORINA – Ma si dà il caso che io sia nubile e lei, invece, sposata!

ADA             - Separata, prego!

VITTORINA – Ma comunque, non libera!

ADA              - E con questo cosa vorresti dire? Che non mi posso rimettere in gioco?

                        Io sono una donna di classe, tu una serva! Tanto per ricordartelo!

VITTORINA – Ma può darsi che al signore piaccia più la serva della donna di classe!

ADA              - Impossibile!

VITTORINA – In ogni caso bisogna lasciare scegliere a lui!!!!

ADA              - Lui è un gentiluomo e si asterrebbe dallo scegliere per non scontentare

                        una delle due!

VITTORINA  - E io, invece, dico che questo coraggio l’avrebbe! Dice le cose in faccia,

                        e non è un ipocrita come tutti quanti voi!

ADA              - Ma come ti permetti? Chi te la dà tutta questa confidenza? Ricordati

                        che sei una serva!

VITTORINA – Come il signore si dovrebbe ricordare di essere un barbone?

ADA              - Non sei tu che devi giudicare il signore! Che sta dimostrando di essere

                        un gran signore!

VITTORINA – Ma cose da pazzi! Siete capaci di mentire anche a voi stessi! Lo

                        disprezzate, ma fate finta di accettarlo per fare bella figura!

ADA              - Gli altri, forse! Ma a me piace! E se mi permetti mi piacerebbe essere

                        corteggiata da lui!

VITTORINA  - Anche a me piacerebbe essere corteggiata da lui!

ADA              - Ma stai pur certa che sceglierà me!

VITTORINA  - Ti sbagli, mia cara! La sua scelta cadrà su di me!!!

ADA              - Il barbone, me lo pappo io!

VITTORINA  - No, io!

BARBONE    - Vado proprio via come il pane!!!!!!!!!

Tra le due donne nasce una colluttazione. Matteo si precipita a dividerle.

MATTEO      - Basta!!! Finitela!!! (Al Vescovo) Le scusi, Eminenza, ma avi ca non ni

                        mancianu e, ‘u sapi com’è…… l’una, schetta; l’autra lassata do’ marito!

                        A notti cuntanu i pecuri e ‘o jornu sfovanu ‘nta ‘stu modo!

VESCOVO    - Eh, la natura!!!!

MATTEO     - Beato lei che ha raggiunto la pace dei sensi! Idde no!!!!

LINA            - (A Matteo) Non essere impertinente! (Al Vescovo) Lo perdoni,

                       Eminenza!

VESCOVO  - Prego, signora! Ma creda pure che certe verità….bruciano!

MATTEO    - (Al Vescovo, sbalordito) Pirchì, macari lei……?

LINA           - (A Matteo) Per cortesia, occupati di tua sorella!!!!!!!! 

MATTEO     - (Ad Ada) Ma è possibile che non ti posso perdere d’occhio un

                        momento? (A Vittorina) E macari tu? E cchi è? Aviti tutte ‘sti calorìi?

                        Fate una bella doccia fredda,  pigghiativi ‘na camomilla doppia….Ma

                        finitela ‘na vota ppi’ tutte!!! (Al Barbone) Ma’ scusari se l’hanno

                        importunata…..

BARBONE   - Ma veramente, a me piacciono tutte e due!!!!!!

ADA e

VITTORINA – (insieme) Hai sentito?

LINA            -  Bastaaaa!!!!!

MATTEO    - (Al Barbone) Ha sentito? Mia moglie ha deciso che nel caso, si po’

                       stujari  ‘u mussu macari lei!

Tutti interrompono la danza!!!!!

Lina si tocca la pancia ed avverte i primi spasmi dovuti al lassativo “Lafarais”! Esce correndo.

VESCOVO  - (compiaciuto) Eh, sì! “Lafarais”!!!!!!!

MATTEO    - (con intenzione) “Ppiddaveros”!!!!!!!

VESCOVO  - Quelle gocce sono proprio una mano santa! Quasi quasi mi pento di

                      averle cambiate con quelle della signora!

MATTEO    - Io gliel’avevo detto.

VESCOVO – Forse aveva ragione!

ONOREVOLE – Al bisogno, saprò cosa prendere!

MATTEO        -  Ma siete tutti stitici! Specialmente voi politici!

ONOREVOLE – Questa sua nuova provocazione me la deve spiegare!

MATTEO        - Quando si tratto di provvedimenti a favore dei poveri disgraziati!

                          Altro che gocce! In questo caso ci vorrebbe un clistere!

ONOREVOLE – Noto che il livello della conversazione sta sprofondando in basso!

VESCOVO      - C’è della verità nelle parole del signor Mangiafame!

MATTEO       - (all’onorevole) Assuppa ddocu!

ONOREVOLE – E va bene, lo ammetto! Noi politici siamo e restiamo nell’occhio

                           del ciclone! Ma non bisogna fare di tutta l’erba un fascio!

MATTEO         - Appunto! Non tutti sono corrotti e fitusi come lei!!

ONOREVOLE – Sa perché non me ne vado? Per il profondo rispetto che nutro

                           verso sua moglie! Ha capito? E non intendo più rivolgerle la

                           parola!

MATTEO       - Ora mi staju pinnannu tuttu!!!!!

VESCOVO     - Vi prego, figliuoli, non vi contrastate! Recuperate il buon senso!

                         (Al Barbone) La dica lei una parola di conciliazione, visto che ha

                         dimostrato fino adesso di essere il più saggio di tutti!

ONOREVOLE – (Al Vescovo) Sua Eminenza, la prego! Non sono venuto qui a

                          Prendere lezioni di vita da un barbone!

VESCOVO      - (All’Onorevole, in tono di rimprovero) Onorevole!!!!!!!

BARBONE     - (Col sorriso in volto e per nulla infastidito dalla “sortita”

                           dell’Onorevole) La parola di conciliazione l’ha detta l’onorevole!

ONOREVOLE – (Al Barbone) Ma la smetta una buona volta con questo suo buonismo

                           da quattro soldi che ha solo il fine di farci sentire eternamente in

                           colpa rispetto a voi!

VESCOVO      - Onorevole, non la riconosco più!

MATTEO       - Niscìu ‘o naturali!!!!

ONOREVOLE – (A matteo) Ancora una parola e mi comprometto!!!!!

Entra Lina.

LINA               - Eccomi qua!

VESCOVO      - Meno male che è tornata!

LINA               - Perché, cosa è successo durante la mia assenza?

VESCOVO      - Ecco… si è accesa una discussione e si sono un po’ riscaldati gli animi!

MATTEO       - Ni stavamu ammazzannu! Diciamu i cosi comu sunu!

LINA              - Ma chi?

ONOREVOLE – Io e suo marito! Ed è solo per la stima e considerazione che nutro nei

                           suoi confronti, Signora, che non sono passato a vie di fatto!

LINA                - (A Matteo) Ma è possibile che non ti posso lasciare solo un

                           momento? (All’Onorevole) La prego di accettare, Onorevole, tutte le

                           mie scuse!

ONOREVOLE – Non si preoccupi, signora!

VESCOVO       - Perdonatemi, mi si potrebbe indicare la toelette?

LINA                - (A Vittorina) Accompagna, Sua Eminenza.

VITTORINA     - (Al Vescovo) Venga, mi segua.

MATTEO         - Lassatil?

VESCOVO       - Ancora no, purtroppo!

MATTEO        - Peccato!

ONOREVOLE – Quasi quasi ne approfitterei anch’io!

LINA                - (A Vittorina) Fai strada anche all’Onorevole.

MATTEO        - Ma l’Onorevole gocce non ni pigghiuau!

ONOREVOLE – Quello che vado a fare in bagno, sono affari miei!!!!!!!

LINA               - Si accomodi, Onorevole, e non presti ascolto a mio marito!

ONOREVOLE – Grazie.

MATTEO        - Vittorina, mi raccomando, bagni separati!

Il Vescovo , l’Onorevole e Vittorina escono.

LINA               - (A Matteo) Ma ti ha dato di volta il cervello? Stai rovinando tutto!

ADA             - (A Matteo) Puoi venire di là un momento, che ti devo parlare?

LINA            -  Ecco, brava, portatelo, perché non lo sopporto più!!!!

MATTEO     - (Al Barbone) Con permesso!

BARBONE   - Prego.

ADA             - (A Lina) Perdonami, Lina, te lo riporto subito.

LINA            - Guarda che non c’è tutta questa fretta!

MATTEO    - Idda senza di mia arrifrisca!

LINA           - Se ti comporti come un handicappato!

MATTEO    - (Ad Ada) Ce n’hai fazzoletti?

ADA            - Tieni.

Matteo fa un nodo al fazzoletto che gli ha dato Ada.

MATTEO    - Hai visto? Ora po’ stari certa ca non mu’ scordu!

Ada e Matteo escono. Pausa.

LINA           - Ci deve scusare.

BARBONE  - Non sarebbe arrivato il momento di smetterla con questa commedia?

LINA           - Sei pazzo? Ci possono sentire!

BARBONE  - In questo momento non c’è nessuno. Puoi parlare liberamente.

LINA          - E invece è meglio che mi stia zitta! Cosa credi che l’abbia digerita che tu

                     abbia fatto il cascamorto con mia cognata e la cameriera?

BARBONE – Debbo o non debbo interpretare il personaggio?

LINA           - Ma il personaggio che devi interpretare è quello di un barbone e non

                      di un consumato “tombeur des femmes”!!!

BARBONE  - Ma perché, secondo te, i barboni fanno astinenza? E comunque,

                      pensiamo ad altro! La situazione si sta complicando!

LINA           - Lo so! Stiamo rischiando di mandare all’aria il piano……

Si sentono le voci dell’Onorevole e del Vescovo.

LINA          - Zitto adesso! Ne riparliamo dopo.

Rientrano il Vescovo e l’Onorevole.

VESCOVO – E’ proprio una splendida serata! Questa terrazza è uno spettacolo!

ONOREVOLE – Concordo pienamente! Queste ville rappresentano un prezioso

                           patrimonio architettonico per il nostro paese!

LINA               - Io ci sono affezionata a questa villa. Qui sono nata e qui sono

                          cresciuta! Però, credetemi, la villa che ho a Taormina è molto

                         più bella! Peccato che non ci vada mai! D’estate preferisco

                         andare in crociera! L’anno scorso ho fatto il giro del mondo!

                         E’ stato bellissimo! Avreste dovuto vedere, che nave! Che

                         eleganza!

VESCOVO     - Signora, permette una parola?

LINA              - Mi dica, Eminenza.

Il Vescovo la prende in disparte.

VESCOVO    - Mi sembra un po’ indelicato parlare di certe cose di fronte al nostro

                       ospite che, poverino, vive una vita dura, di stenti e rinunce!

LINA            - Ha ragione, Eminenza! Mi sono lasciata prendere dall’entusiasmo! Ma

                       la prego di credere che l’ho fatto in assoluta buona fede!

VESCOVO  - Di questo ne sono certo! Apprezzo da anni le sue qualità umane, e so

                      che non era sua intenzione umiliarlo!

LINA            - Non solo, ma sa cosa le dico? Questa estate me lo porto in crociera!

VESCOVO    - Chi?

LINA            -  Di chi stiamo parlando? Del nostro ospite, noh?

VESCOVO  - Ma è una splendida iniziativa! Lei è veramente una persona squisita!

                      Anzi, sublime!

LINA           - Per il momento non gli diciamo niente. Deve essere una sorpresa.

VESCOVO  - Sono d’accordo! La sua bontà non passerà inosservata! Per il

                      momento mi limito a dirle questo!

LINA           - Lo faccio solo perché credo fermamente nei supremi valori di carità

                      e solidarietà che Nostro Signore ci ha insegnato!

VESCOVO  - E tutto questo merita attenzione e riconoscimento!!!!!

Entra Vittorina.

VITTORINA – Signora, mi scusi, ma un signore ha portato questo pacchetto per sua

                       cognata.

LINA            - Ha detto chi glielo manda?

VITTORINA – Veramente, non me l’ha voluto dire. Si è soltanto limitato a dirmi che

                        sua cognata lo sa.

LINA            - E allora vallo a consegnare a mia cognata.

VITTORINA – Va bene.

Vittorina esce, non senza aver incrociato per l’ennesima volta lo sguardo del Barbone che, a sua volta, ricambia l’attenzione. Lina questa volta se ne accorge e non sembra gradire.

LINA            - (Al Barbone, con intenzione) Vedo che lei ha fatto una breccia nel cuore

                       della nostra Vittorina!

BARBONE  -  Sicuramente si tratterà per lei di un’infatuazione come un’altra!

LINA           -  E per lei, di che si tratta?

BARBONE  -  Per lei, inteso: per me?

LINA           - Appunto!

BARBONE  - Ma si figuri, signora! Io, nella mia condizione, ma andiamo!!!

LINA           - No, perché lei non me la racconta giusta!

BARBONE – Pura e semplice apparenza! Sono incuriosite solo dal personaggio….

LINA          - Ecco, appunto! Non esca fuori dal personaggio!!!!

VESCOVO – Non comprendo, signora…..

LINA          - Nel senso che non vorrei che Vittorina o altre abusassero della bontà

                     del nostro ospite….

VESCOVO – E perché non pensare che, invece, potrebbe essere l’occasione per il

                      nostro ospite di trovare l’anima gemella?

LINA          - Il nostro ospite non ha bisogno dell’anima gemella!!!!

VESCOVO – Tutti abbiamo bisogno dell’anima gemella!!! Tranne il sottoscritto,

                      ovviamente!!!!!

BARBONE  - Sante parole!!!!

LINA           - Ma scusatemi – e non vorrei essere fraintesa – ma cosa potrebbe

                       offrire ad una donna il nostro ospite oltre all’amore? Finirebbe

                       per umiliarsi! La favola di due cuori e una capanna è, purtroppo,

                       pura utopia!!!

VESCOVO  - Ma allora, perché non attivarci per trovargli un’occupazione?

BARBONE  - Giusto!

LINA           - (Presa in contropiede) Ah, certo, un’occupazione! Se avesse una

                      occupazione……

VESCOVO – Potrebbe farsi una famiglia con la signorina Vittorina!

LINA           - E perché con la signorina Vittorina? Cioè, scusate! Nel caso, perché no?

                      Anche con la signorina Vittorina! Ammesso che si tratti di una cosa

                      seria!

BARBONE  - (Divertito come non mai) Tutto può essere!!!!

LINA           - (Di scatto, furiosa come non mai) Taci!!!!!!!!!(Riprendendosi) Oh,

                      scusate! Chiedo perdono a tutti! Ma che volete farci? Mio marito mi

                      stressa!

BARBONE  - Ma in questo momento non c’è qui suo marito!

LINA           - Sì! Ma lo è stato fino a qualche minuto fa! Ed ancora non ho smaltito

                     la rabbia!

ONOREVOLE – Come la comprendo, signora! Suo marito è un individuo

                        inqualificabile!!!!

Rientrano Matteo e Ada.

BARBONE   - Lupus in fabula!

MATTEO     - Ci siamo fatti un po’ desiderare?

ONOREVOLE – Per niente proprio!!!!

MATTEO        - (canticchiando la famosa canzone) “A mia unni mi chiovi mi

                          sciddica…..!”

ONOREVOLE – Sfacciato!

MATTEO         - Assuppa!

BARBONE       - Un grazioso scambio di cortesie!

LINA               - (a Matteo) Ricominciamo?

MATTEO       - Io, invece, lancio una proposta: che ne direste di una bella tazza

                         di caffè?

VESCOVO     - Guardi, la stavo per chiedere e mi ha preceduto.

LINA              - (all’Onorevole) E lei, Onorevole, la gradisce?

ONOREVOLE – Ma solo perché me la sta offrendo lei….

MATTEO        - Veramente, l’idea è partita da me!

ONOREVOLE – E allora, non ne voglio!

MATTEO         - Risparmiamo!

ONOREVOLE – E invece, ho cambiato idea: ora la voglio!!!!!

ADA                - Vado a dire a Vittorina di preparare il caffè?

LINA               - Ferma! Vittorina è pagata per essere chiamata e ricevere le comande.

ONOREVOLE  - Giusto!

MATTEO         - (All’onorevole) Schiavista!

LINA                - Vittorina! Vittorina!

Rientra Vittorina.

VITTORINA    -  Mi ha chiamato, signora?

LINA               - Sì, Vittorina. Prepara il caffè per tutti.

VITTORINA    - Va bene, signora.

Vittorina esce.

VESCOVO      - Si dice che il caffè non si rifiuta mai.

BARBONE      - E’ vero! A Napoli, poi, c’è una straordinaria tradizione, quella del

                          caffè pagato al bar per chi non se lo può permettere! Perché a

                          tutto si può rinunciare, tranne che al caffè!

VESCOVO      - Non solo. Ma a Napoli lo fanno con la napoletana ed è tutta una

                          altra cosa!

BARBONE      - Eduardo De Filippo nella commedia “Questi fantasmi”, attraverso

                          il protagonista Pasquale Lojacono, fa l’elogio del caffè. All’apertura

                          del secondo atto, nella scena in cui lo stesso Lojacono si trova,

                          fuori al balcone, a parlare col dirimpettaio. Ed è proprio in questa

                           occasione che spiega come si prepara il vero caffè alla napoletana!

VESCOVO     - La ricordo perfettamente! Un gran bel pezzo di teatro! E perché, in

                         “Napoli milionaria”, allora?

BARBONE     - Dello stesso Eduardo De Filippo!

VESCOVO     - Anche lì si parla del caffè! Una vera tradizione partenopea! Vedo che

                        lei ha una cultura smisurata! E’ proprio vero che l’abito non fa il

                        monaco!

Rientra Vittorina portando un vassoio sul quale sono posizionate cinque tazzine di caffè e una zuccheriera.

VESCOVO    - Pronti così in fretta?

LINA             - La caffettiera ha ceduto il posto alla macchina con le cialde!

VESCOVO    - Cos’è il progresso?!!!!

LINA             - Solo che non trovo il mio dolcificante……

MATTEO     -  Eccolo!

LINA            - Oh, grazie! Il caffè sono abituata a prenderlo con le mie pastiglie!

VESCOVO  - No, la prego, signora, metta lo zucchero!

LINA           - Mi dispiace ma…..

MATTEO   - (Intervenendo bruscamente) Eminenza, la prego!!! Mia moglie non può

                     mettere lo zucchero! Ogni giorno si misura e non può aumentare!

VESCOVO – Ma una volta tanto…..

MATTEO    - Mi dispiace ma non è possibile! La prego non insista!

VESCOVO  - Che poi, io non l’ho mai provato questo dolcificante, sarei curioso…

LINA           - Lo vuole provare?

VESCOVO   - Quasi quasi…..

MATTEO     - Nooo!!!! Il dolcificante a lei, no!!!!

VESCOVO  -  E perché?

MATTEO     - Perché no!!!!!

LINA            - Ma sei impazzito?

MATTEO     - Assolutamente!!!

LINA            - E allora, sai cosa ti dico? Io metterò lo zucchero e a Sua Eminenza

                       farò provare il dolcificante!

VESCOVO  - Ottima idea!

MATTEO    - Ed io ve lo proibisco!!! (A Lina) Ma ti rendi conto, cara? Ti rendi conto

                      che domani mattina quando Vittorina ti misurerà i fianchi e la vita,

                      sarà una tragedia?

LINA          - E chi se ne frega?!!!!

MATTEO  - Come, chi se ne frega?

LINA         - Oh, insomma, il caffè si sta raffreddando! Lasciaci in pace!

MATTEO  - E’ una tragedia!!!!!!

LINA         - Domani non mi misuro!

MATTEO – E’ una tragedia lo stesso!!!!!!

Lo sguardo disperato di Matteo si incrocia con quello altrettanto disperato di Ada.

VITTORINA – Allora, Eminenza, per lei il dolcificante?

VESCOVO   - Massì!

MATTEO     - La prego, Eminenza, non lo metta!

VESCOVO   - E che sarà mai?! Se non mi piace, pazienza! Non morirò per una volta!

MATTEO     - (con intenzione) A llei cci pari!

VESCOVO  - Stia tranquillo!

MATTEO    - E’ una parola!!!!!

VITTORINA – (A Lina) A lei, signora, questa volta lo zucchero, vero?

LINA             - Sì, lo zucchero!!!!

VITTORINA – A lei, Onorevole, quanti cucchiaini?

ONOREVOLE – Io lo prendo amaro!

VITTORINA     - (Languida) E lei?

BARBONE       - Due cucchiaini, grazie!

ADA                - Ti sei dimenticata di me!

VITTORINA    - Ah, già, che sbadata! Quanto zucchero?

ADA               -  Anch’io due cucchiaini, come il signore!

Mentre tutti bevono il caffè, Matteo prende in disparte Ada.

MATTEO       - Siamo rovinati!

ADA              - Lo so!!!!

MATTEO     - Finiremo in galera!

ADA            - Finiremo? Che c’entro io, scusa?

MATTEO    - Non sei mia complice?

ADA            - No, bello mio! Hai fatto tutto tu! Non mi coinvolgere in cose che non

                      mi riguardano!

Suona il cellulare di Matteo.

MATTEO    - (Ai presenti)  Scusate, ma ho una telefonata.

VESCOVO  - Prego, faccia pure.

Matteo si allontana sino ad uscire.

VESCOVO  - (A Lina) Ma, mi tolga una curiosità, signora. Lei ha problemi di linea?

LINA           - Diciamo che tendo ad ingrassare ed allora devo stare attenta!

VESCOVO  - Eppure è una bellissima donna. E lo dico senza malizia o morbosità.

LINA           - Da lei lo accetto volentieri.

BARBONE  - Solo da Sua Eminenza? Mi sembra che a voi donne ogni complimento è

                     ben accetto, da qualunque parte provenga. Certo, Sua Eminenza è

                     certamente privo della benché minima cattiva intenzione!

ONOREVOLE – Ma a parte Sua Eminenza, diciamolo: come si può restare insensibili

                      di fronte a una simile bellezza! Il voyerismo è difficile da abbattere!

BARBONE    - Purchè non sconfini in molestia o violenza! Come dice la mamma

                      Rocca si guarda ma non si tocca!

VESCOVO   - Lei è sempre puntuale ed appropriato in ogni suo commento!

BARBONE   - Ancora una volta la ringrazio!

LINA            - A questo punto perché non concederci un bel dolce?

VESCOVO  - Signora, per colpa sua domani dovrò confessare più di un peccato di

                      gola! Ma non siamo peccatori per niente! Giusto?

LINA           - Sante parole! (A Vittorina) Porta i dolci!!!

VITTORINA – Va bene, signora.

Vittorina  si dirige verso l’uscita, ma viene richiamata da Lina.

LINA          - Aspetta un attimo…..Prima di prendere i dolci, ce la fai una bella foto

                     da mettere su facebook?

VITTORINA – Ok.

Tutti si mettono in posa e con l’iPod Vittorina scatta la foto.

VITTORINA – Ecco.

LINA            - Fanne un’altra per sicurezza.

VITTORINA – D’accordo.

Scatta la seconda foto e riconsegna l’iPod a Linda. Quindi, esce.

LINA             - Vediamo come sono venute……. Tutte e due bellissime! C’è soltanto

                       l’imbarazzo della scelta.

Mentre tutti chiedono di vedere le foto e si passano l’iPod, irrompe festoso in scena Matteo.

MATTEO     - Tutto a posto! Niente paura!

LINA            - Ma che significa?

MATTEO    - Ma niente …. Tutto bene! 

Rientra Vittorina spingendo un carrello dove si trovano due torte: una grande, la

Sant Honorè, e l’altra piccola, al cioccolato.

LINA            -  E adesso, come si suol dire: “Dulcis in fundo!!”

VESCOVO  - E mai frase fu più appropriata!

ONOREVOLE – Appunto!

LINA               - Ho fatto preparare una Sant Honorè per tutti. E per il mio maritino,

                         che forse tratto sempre un po’ male, ne ho fatta fare una solo per lui

                         al cioccolato!

MATTEO       - Ma io adoro il cioccolato!!!

LINA              - E’ questa è solo per te, amore! Sai, io spesso sono brusca, sbrigativa,

                         addirittura sgarbata nei tuoi confronti! E facendo un esame di

                         coscienza e pensando a tutti i rospi che tu, amore mio, devi ingoiare a

                         causa del mio pessimo carattere, ho pensato che l’unica cosa che

                         potessi fare è chiederti perdono! Perdono per tutto! Per le mie isterie,

                         i miei scatti, i miei sbalzi d’umore! E questa torta è per te! Per iniziare

                         un nuovo cammino insieme!

MATTEO      - Sono commosso! Credimi, tesoro, sono commosso! E visto che siamo

                        in vena di confessioni…..

LINA            - (Interrompendolo) No, amore mio! Non parlare! Gusta solo la tua

                       torta che ti offro con tutto il mio amore!!!!

VESCOVO  - Viva la sacra istituzione della famiglia! E viva il sacro vincolo del

                      matrimonio!!!!!! Facciamo tutti un applauso!!!

Tutti i presenti applaudono.

MATTEO    - (infantile) Questa me la mangio tutta e solo io!!!!

LINA           - E bravo il mio amore!

BARBONE  - Fossi in lei lascerei perdere.

TUTTI         - Cosaaa?

MATTEO    - Non ho capito….

BARBONE  - Non ne mangerei nemmeno una fetta. Se ci tiene alla vita….

MATTEO    - Si spieghi meglio.

BARBONE  - E’ avvelenata!!! Come dovevano essere avvelenate sia le gocce di

                      Lassatil, sia il dolcificante! Una gara ad eliminazione! Ognuno di voi

                      due voleva sbarazzarsi dell’altro! Le ragioni sarebbero tante: noia,

                      disamore, o….patrimonio! Le classiche ragioni che inducono a far

                      fuori  il coniuge! Ed i piani erano ben congegnati! Peccato che io

                     li abbia mandati a monte! A proposito, io mi chiamo Silvestro Onesti

                     e sono sì, un barbone, ma non uno comune. Sono stato avvicinato

                     mesi fa dalla signora, la quale, non so se in preda all’alcol o alla follia,

                     mi ha proposto di essere complice in questo progetto criminale. E

                     per allettarmi mi ha donato mille euro! Pensate: mille euro! Per voi

                     che vivete nell’agiatezza possono voler rappresentare ben poco, ma

                     per noi che viviamo sulla strada… Da quanto tempo non vedevo

                     mille euro! Ho accettato! Per impulso! Senza pensare minimamente

                     a cosa andavo incontro! E non si è limitata ad abbagliarmi con la

                     pecunia,  ma ha fatto leva anche sui sentimenti, lasciandomi intendere

                     che sarebbe potuta nascere tra noi una storia! Capirete, io sulle prime, ci

                     ho creduto! Di fronte ad una tale grazia e bellezza chiunque ci sarebbe

                      cascato!!!! Dopo qualche ora destino volle che incontrassi anche

                     il marito, Matteo Mangiafame. Anche lui, fidandosi di me  - ed è

                     curioso come ispiri tanta fiducia in simili personaggi - mi ha

                     prospettato il suo disegno criminale! La strada si sa è un porto di mare

                     e non è difficile trovare chi sia disposto a mettere il veleno in un

                     flaconcino di lassativo o inserire pillole di cianuro in una scatoletta di

                     compresse dolcificanti. Mi sono fatto carico di tutto. Anche perché il

                     mio committente mi ha gratificato con cinquecento euro e la promessa

                     che a risultato ottenuto avrei avuto molto di più! E la cosa più curiosa è

                    che quando a mezzogiorno sono arrivato la signora ha fatto finta di non

                    conoscermi, quando invece….. Ed ha pure fatto una scenata di

                     gelosia quando ha pensato per un attimo che mi fossi potuto

                     interessare della cameriera! Un’attrice da premio Oscar, la

                     nostra cara Lina Demarco!  Ebbene, io non ce l’ho fatta! Mi dispiace!

                     Già prima di arrivare avevo avvertito chi di dovere , e così, niente veleno

                     nelle gocce e niente cianuro nel dolcificante! E ho inoltre impedito  che

                     si consumasse la torta al cioccolato !Ed anche queste millecinquecento

                     euro,  scusate, ma non mi appartengono! (butta le banconote sul tavolo )

                     Una volta ero anch’io ricco, ma onesto! Poi è venuta la crisi, e ho perso

                     tutta la mia ricchezza! Ma l’onestà, no!  Quella è rimasta! E anche se vivo

                     sulla  strada, ho la coscienza a posto! Potrei dirvi di tutto quello che ho

                     imparato da quando sono diventato povero! Di tutti quei valori che ho

                     imparato ad apprezzare! Ma sprecherei solo fiato perché non lo

                     capireste! E quindi mi congedo da voi, ringraziandovi per la bella cena e

                     tutto il resto! Augurandovi di non cascare mai nel baratro! Anche se,

                     sapeste quante cose  arrivereste a comprendere e ad apprezzare!

                     Signori, buona notte!!!!!

Il Barbone esce lasciando un clima di gelo. Poi, la risata metallica e sguaiata di Lina rompe il silenzio.

LINA        - Ma non l’avete capito? E’ pazzo! Pazzo da legare!!!!

ONOREVOLE – La signora ha ragione: è pazzo!

VESCOVO     - Misericordia! Mi sembrava così strano che parlasse così bene…

                        Soltanto un alienato……

MATTEO      - E’ scattiatu completo!

LINA             - Sentite, io direi di non guastarci la serata e gustarci la nostra

                       torta!

MATTEO     - Ed io mi gusterò la mia al cioccolato!

LINA            - No, tu quella al cioccolato non la mangi!

MATTEO    - Ma allora, è avvelenata?

LINA           - No!

MATTEO   - Ah, ecco!

LINA           - Ma il cioccolato ti fa venire i brufoli! Penserà Vittorina a buttarla

                       nella spazzatura! Vittorina, falla sparire subito!

VITTORINA – Subito, signora.

Vittorina esegue ed esce.

LINA            - E adesso la stappiamo una bottiglia di champagne?

ONOREVOLE – Ottima idea!

VESCOVO      - Io proporrei di brindare alla ritrovata unione tra i signori Mangiafame!

ONOREVOLE – Perché, il titolo di “Cavaliere del lavoro” di cui verrà insignita la

                          Signora Lina Demarco non è una buona ragione?

MATTEO        - Brindiamo a tutte e due, allora!

VESCOVO     - Ottima idea!

La bottiglia viene stappata. Segue un applauso. Vittorina è tornata per riempire i calici, e tutti invocano da Lina il discorso finale.

TUTTI      - (Battendo le mani) Discorso!

LINA        - Credetemi, non so cosa dire! Innanzitutto vi ringrazio per l’affetto e la

                   stima che mi avete dimostrato intervenendo a questa serata! E’ vero, c’è

                   stato qualche incidente di percorso, ma questo non ha minimamente

                   scalfito la condivisione di comuni ideali che sono la solidarietà, la

                   carità cristiana e la promozione del bene! Il Bene come valore

                   universale! E sono felice che questa opportunità abbia sancito

                   le ragioni del sentimento! Quel sentimento che ha unito me è mio

                   marito, e ci accompagnerà per tutto il resto dei nostri giorni!!!!!

                   E mi accingo ad essere insignita del titolo di “Cavaliere del lavoro”

                   che con tanta generosità mi volete riconoscere, con la consapevolezza

                   delle responsabilità che d’ora in avanti ricadranno  sulla mia persona!

                   Il mio personale impegno a non deludervi mai!!!! Ve lo giuro su mio

                   marito…….

Scongiuri da parte di Matteo.

                  …e soprattutto sui miei figli!!!! Grazie di vero cuore!!!!!!!

Applauso scrosciante di tutti i presenti.

LINA       - E adesso un ultima foto di gruppo con i calici in mano da consegnare

                 alla storia!!!! Vittorina!!!!

VITTORINA  - Eccomi, pronta!!!

I presenti si mettono in posa e Vittorina scatta la foto. Tutti rimangono fissi immobili come in un quadro plastico. Il Barbone da qualunque lato della scena, o addirittura dalla sala, appare.

BARBONE    - Ma voi ci credete?

Sipario velocissimo-

F I N E    D E L L A    C O M M E D I A

                   

                         

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