Un biglietto per il Paradiso

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SCENA PRIMA

Un biglietto

Per

il paradiso

Commedia in due atti di Mimmo Titubante

SIAE  N° posizione 197365 (titubantedomenico@hotmail.it)

Trama

Dance opera  che si sviluppa tra sala prove e palcoscenico. Le sorelle Annie e Susan, orfane di un famoso ballerino, vengono adottate da uno zio, maestro di danza e di vita. Mike, regista e coreografo di successo, un giorno le convoca a New York per il provino del suo musical e sceglie Susan, della quale in seguito s’innamorerà, proponendo ad Annie il ruolo di sostituta. Lei accetta, ma si vendicherà dell’affronto subìto mettendo in moto uno stratagemma che tarderà l’arrivo della sorella in scena il giorno del debutto e costringerà Mike a darle il ruolo da prima donna. “The show must go on”! Il musical dà ad Annie il successo desiderato, ma  Susan a causa del trabocchetto ordito ai suoi danni dalla sorella, per un fatale errore, cade vittima di un incidente per cui in seguito dovrà dare addio per sempre alla sua carriera di danzatrice e rinunciare all’amore per Mike. Annie scappa via in preda al rimorso, ma la sua automobile ad una curva esce di strada. Una forza irresistibile la trasporta  verso la “Luce”. Siamo nell’ufficio di Arthur, il “Dopo Vita” dove si giudica il destino degli uomini e dove tutto è possibile. Annie soffre enormemente e vorrebbe tornare indietro per aiutare la sorella. Con l’intercessione dello zio Clarence segretario dell’ufficio “Assegnazioni” , gli stratagemmi  della signora McAllister, donna delle pulizie,  e per volere di Arthur, direttore del “Dopo vita”, riesce ad ottenere, in via eccezionale, la possibilità di tornare sulla terra. Avrà un anno di tempo per compiere la sua missione.

 Personaggi

Annie:                   soubrette

Susan:                  soubrette

Mike :                    regista

Clarence:              Zio e segretario

Arthur:                  direttore

McAllister:            donna delle pulizie

Billy :                    zio, coreografo

Milly:                    aiuto regista

                                                Corpo di ballo

Muriel, Fanny, Molly, Cleo,  Jacob,  Vito, Pierre, Bob, Antony.              

Atto primo

Scena prima

*Musica introduzione*

I rintocchi di un orologio a pendolo scandiscono le cinque del mattino. Man mano che la musica scende le luci si alzano e ci appare un ufficio con due scrivanie, una di fronte all’altra,  corredate di computer. Entra in scena un uomo vestito con un camice bianco e occhialini da vista che sistema sul naso. E’ Clarence. L’uomo con molta calma si mette seduto e comincia ad armeggiare sul computer. Dopo qualche minuto entra la signora McAllister, donna delle pulizie; ha in mano degli attrezzi che poggia da una parte con noncuranza. Senza nemmeno salutare si avvicina ad una macchina per il caffè, armeggia per un po’, poi prende una tazza e la riempie.

Clarence:          Alla buon’ora  McAllister! Ah…. vedo che non ha perso tempo!

La donna non lo degna nemmeno di uno sguardo e continua a bere.

Clarence:          Sarebbe più educato chiedermi se anch’io desideri un caffè!

McAllister:        Le mani le hai…           

Clarence:          Come vede, in questo momento sono occupate a fare cose molto più importanti .

McAllister:        Sì vabbè!

Clarence:          Vabbè niente!

Mc Allister:       Allora niente.

Clarence:          Se si degna a dare una bella pulita, che questa polvere sono secoli che sta immobile aspettando che qualcuno se né accorga. Vedi?  (Da una ditata sulla consolle)  Giace!

McAllister:        Se non ti sta bene come pulisco, fa da solo e già che ci sei butta vi tutte le cartacce ammonticchiate su quella scrivania! Le vedi? Giacciono!

Clarence:          Queste carte hanno un valore inestimabile, ma tanto che lo dico a fare e chi ti sente?

McAllister:        Che noia.

McAllister si alza, spalanca una finestra, impugna una scopa e comincia a sollevare polvere.

Clarence:          Etchì! La smetta che sono allergico alla povere e poi chiuda quella maledetta finestra che qui dentro si congela.

McAllister:        Aria…..aria  è quello che ci vuole qui dentro….aria nuova!

 * Musica: duetto tra Clarence e McAllister *

Alla fine del brano Clarence si rimette seduto al suo posto, McAllister torna a fare le pulizie.

Clarence:          Questo lavoro già è abbastanza stressante di suo, poi ci si mette anche lei siamo a posto!

Si sente bussare alla porta.

Voce:               C’è nessuno?

Bussano di nuovo. (Pausa) I pugni sulla porta si fanno ripetuti e più energici.

Voce:               C’è nessuno qui dentro?

Clarence:          Ma chi è? Mc Allister….. McAllister?

McAllister:        Che urli in questo modo?

Clarence:          La porta! Stanno bussando alla porta !

McAllister:        Quale porta?

Clarence:          Quella….. l’unica porta!

McAllister:        Ah......la porta......

Clarence:          Sì quella cosa che sta lì.

McAllister:        E chi può essere a quest’ora?

Clarence:          Come posso saperlo se non va ad aprire!

McAllister:        Vado…vado…

Clarence:          Accidenti….. ora mi si è bloccata pure sta’ benedetta stampante!

Clarence guarda sotto il tavolo, armeggia, poi da dei colpi sulla stampante. McAllister si avvicina alla scrivania di Clarence e tocca qualcosa.

McAllister:        Ecco fatto!

Clarence:          Ma...ma....

Si sente il rumore della stampante che riparte.

McAllister:        Con le buone maniere si ottiene tutto!   

Clarence la guarda disgustato. Tornano a bussare

Clarence:          La porta….

Con molta calma McAllister va ad aprire, compare una ragazza: Annie.

Annie:               Posso entrare?

McAllister:        Non si può!

Annie:               Vorrei parlare con Clarence Sullivan.

Clarence:          Non ci sono per nessuno.

McAllister:        Se ha detto che non c’è…..non c’è!

Clarence:          Chiuda che fa corrente!

McAllister:        Lo senti, sta’ pure nevrotico!

Annie approfitta di un attimo dell’ attimo di distrazione di McAllister entra e si precipita verso la scrivania di Clarence.

Clarence:          Esca immediatamente o chiamo la sicurezza .

Annie:               Sono Annie Sullivan….

Clarence:          Scusa?

Annie:               Annie….tua nipote.

Clarence , come fulminato, batte freneticamente sulla tastiera che ha davanti.

Clarence:          Sullivan Annie: Nasce a  Boston 1990 da Burt Sullivan e Mirelle Perlier.…ecc…ecc….arrivo oggi ecc…ecc... : “ Il ceppo americano!” .

McAllister:        (Enfatizzando) Il ceppo americano!

Clarence:          Vieni qui fatti vedere bene....ma come mai così presto?

Annie:               Ora ti spiego.

Clarence non le dà il tempo. Guarda il soffitto con aria assorta.

Clarence:          Allora tu non appartieni al ceppo di Gerard, ma a quello di Cristopher, il fisico, che si trasferisce in America e sposa Louise Brown, la scrittrice, che partorisce due gemelli......

McAllister:        Sì…….Romolo e Remo…..

Clarence:          (Occhiataccia) Robert ed Antony da cui discende Burt…. che sposa  Mirelle.

Annie:               Mirelle Perlier, mia madre…

Clarence:          Che bella ragazza che sei, lo sguardo nobile e fiero dei Sullivan!

McAllister:        Senti…senti!

Clarence:          E mi somiglia tanto, vero signora McAllister?

McAllister:        Manco per niente….lei  è così carina!

Clarence:          Ti pareva?

McAllister:        E faresti bene a mandarla via che Peter dovrebbe essere qui a momenti.

Clarence:          Già.…

Annie:               E’ proprio con lui che devo parlare.

Clarence:          No bimba, non si può!

McAllister:        Per parlare con lui, devi recarti alla stanza dieci e compilare l’ apposito modulo.

Annie:               Tempi di attesa?

McAllister:        Qualche annetto!

Annie:               Ma io non posso aspettare così tanto!

Clarence:          Qui il tempo non riveste nessuna importanza. Pian piano ti ci abituerai.

Annie:               Ma tra non molto tutto sarà perduto.

Clarence:          Come mai tutta questa fretta?

Annie:               Devo rimediare ad errore che ho commesso.

Clarence:          Ah…lì di quelli  lì giù se ne fanno a rotta di collo! Uno più uno meno…

Annie:               Lascia che ti spieghi…..

Clarence:          Non serve ! Qualunque cosa tu abbia combinato, una volta arrivati qui, si azzera tutto.

Annie:               Ma non risolverà il problema.

Clarence:          Ogni cosa che succede rientra in un ordine naturale già prestabilito. Ora torna al tuo posto e stai tranquilla che prima o poi  tutto si sistema.

Annie:               Zio….ti prego!

Clarence:          Abbi fede tesoro, e poi quando ho un po’ di tempo vengo a trovarti e mi racconti tutta la tua storia.

*  Gingle celestiale *

Rumore di chiavi che entrano in una toppa.

McAllister:        E’ lui!

McAllister scatta verso la porta e mette la sicura.

Voce:               Ma che ha questa serratura stamattina?

Clarence:          Cosa fa?

McAllister:        Ho messo la sicura, ora bisognerà farla sparire in qualche modo .

Clarence:          Le risulta che abbiamo un’ uscita di sicurezza?

McAllister:        Allora siamo nei guai!

Clarence:          Me la sbrigo io, Annie, vatti a sedere. Lei  apra intanto……

McAllister:        Convinto?

Clarence:          Apra.

Annie si mette seduta, McAllister apre.

Arthur:              Ma che succede a questa serratura, la chiave gira, ma…

McAllister:        Mi ero dimenticata di togliere la sicura.

Arthur:              Che ce la metti a fare…tanto qui non può entrare nessuno.

McAllister:        (Guarda dalla parte di Clarence) Appunto.

Arthur entra e si accorge della presenza di Annie.    

Arthur:              (Guarda Clarence) Che ci fa qui questa ragazza?

Clarence:          Mia nipote.

Arthur:              Cosa?

Clarence:          E’  arrivata da poco ed ha pensato di farmi un salutino.

Arthur:              Benedetto uomo, lo sai che in questa stanza è proibito l’accesso?

Clarence:          Lo so.

Arthur:              Parenti compresi!

Clarence:          Certo…certo…. adesso andrà  via.

Arthur:              E di corsa.

Riprende a guardare i fogli.

Arthur:              Sono arrivati i fax?

Clarence:          C’è la lista sulla tua scrivania!

Arthur:              Signora McAllister, cara, perché non vai a prepararmi un buon caffè?

McAllister:        Subito direttore….

Clarence fa segno ad Annie di uscire.

Clarence:          (Sottovoce) Va…va….. sistemo tutto io!

Annie:               No.

Clarence:          Ti vengo a trovare …… più tardi…

Clarence si alza e la prende per un braccio.

Annie:               Ti ho detto che devo parlare con lui!

Clarence:          Mi stai mettendo in difficoltà.

Arthur:              Che succede?

Clarence:          Niente…..

Annie si divincola con decisione e si precipita verso la scrivania di Arthur.

Annie:               Signor Arthur posso rubarle un attimo?

Arthur:              Ma cosa…

Clarence:          E sia quello che sia, io me ne lavo le mani.

Arthur:              Alt! Tu non lavi proprio niente, anche perché qualcuno se l’è già lavate in passato ed ancora sta maledicendo il suo gesto.

Annie:               Le chiedo solo un po’ di attenzione…..lei è l’unica persona che può aiutarmi in questo momento..

Arthur:              C’è un ufficio apposito , basta prenotarsi!

Clarence:          Gliel’ ho già detto io, ma niente….

Arthur:              Allora dimmi benedetta ragazza, ma fai in fretta che c’è altra gente che ha bisogno di me.

Annie:               D’accordo. Tutto è cominciato la scorsa estate a New Orleans,la mia città. Ci vivevo con mia sorella Susan e con lo zio Billy, maestro di danza e di vita…….

Scena seconda

*Brano musicale *

Scuola di danza classica di New Orleans. Il maestro Billy Doyle sta provando con il suo corpo di ballo una coreografia abilmente memorizzata.

Billy:                 Ok ragazzi, per oggi può bastare, ci vediamo domani alla solita ora.

Gli elementi del corpo di ballo escono dalla sala vociferando.

Billy:                 Annie, Susan, voi no, devo parlarvi.

Due ragazze si staccano dal gruppo: sono le sorelle Annie e Susan Sullivan.

Annie:               (Avvicinandosi a Susan)  Me l’aspettavo, oggi ho fatto proprio pena!

Susan:              Tu dormi poco…..e non è bene per il nostro lavoro…

Annie:               (Sbuffa) Pensa agli affari tuoi!

Susan:              Simpatica!

Annie e Susan vanno incontro allo zio.

Annie:               (Rivolta a Billy) Zio Billy,  prima che cominci, ti chiedo scusa se oggi non sono stata molto presente....

Billy:                 Tanto lo so che vai a corrente alternata.

Annie:               E tanto sai bene che quando arriva il momento cambio marcia.

Billy:                 Ma sentila questa! Non so chi mi trattiene dal prenderti a sculacciate!

Annie:               Uffa, ce l’ hai sempre con me….

Billy:                 Quasi sempre, ma ora no.

Billy fa una pausa come se volesse prendere tempo.

Billy:                 Come forse già  sapete, Mike Burnett sta allestendo il casting del suo nuovo musical. Oggi mi ha chiamato! Per farla breve , vi vuole a New York per un audizione….vi ha già viste all’opera.

Annie:               Ti sei già messo d’accordo?

Susan:              Calma Annie….parla per te.

Billy:                 Ho preso un appuntamento fra cinque giorni.

Susan:              Hai fatto male zio.

Billy:                 E’ una grossa occasione per voi , Burnett è un regista innovativo.

Susan:              Anche tu lo sei.

Billy:                 No io sono troppo vecchio per quel genere di spettacolo.

Susan:              E se non mi andasse ?

Billy:                 Faresti una stupidaggine sia dal punto di vista professionale, che da quello economico.

Annie:               Zio Billy ha ragione, è di Mike Burnett che stiamo parlando!

Susan:              Nessuno ti trattiene!

Billy:                 (Rivolta a Susan) Annie ha ragione.

Susan:              E’ che questa notizia mi prende alla sprovvista e...e....poi mi dispiacerà lasciare New Orleans, il tuo balletto!

Billy:                 Non alle ragazze che prenderanno il vostro posto….

Susan:              Questa te la potevi risparmiare….

Billy:                 E poi non è detto che lo superiate…perciò….

Susan:              Perciò!?

Billy:                 Sarò costretto a riprendervi .

Annie:               Costretto!

Billy:                 Sì, perché siete due gran rompiscatole.

Susan:              Che ti vogliono un gran bene!

Billy:                 Lo so…lo so….

Annie:               Ci mancherai.

Billy:                 Ora non mi fate commuovere che già sta’ cosa mi ha mezzo scombussolato!

Susan:              (Gli da un bacio) Almeno ci accompagnerai?

Billy:                 Non posso, sapete quanto sono incasinato col mio spettacolo ed ora ancora di più perché devo trovare due al posto vostro….. e non sarà una cosa facile.

Susan:              Ok…ok….

Billy:                 Comunque ho una mia amica che  ha  un residence delizioso dalle parti della sala prove di  Burnett. Se volete le faccio uno squillo e prenoto.

Annie:               Perfetto.

Billy:                 Se tutto va bene, appena posso verrò a trovarvi e sarà una bella rimpatriata! Ho ancora molte conoscenze da quelle parti.      

Annie:               Soprattutto femminili, vero zietto?

Billy:                 Oramai sono troppo vecchio per queste cose, ma datemi retta, New York  è New York….

*  MUSICA. Annie, Susan e Billy cantano e danzano: Tema: “New York” *

    Scena terza 

Sala prove. Luce su Mike,  occupato su una consolle. Entra Milly la sua assistente.

Milly:                Sono pronte Mike.

Mike:                Le hai fatto vedere la sequenza?

Milly:                Tutto a posto.

Mike:                Bene….falle entrare.

Milly esce e rientra con Susan ed Annie che salutano Mike e si mettono al centro della sala.

Milly:                Quando vuoi.

* Brano musicale *

Annie e Susan cominciano a danzare una sequenza di passi memorizzata. Ad un certo punto Annie si ferma  e si mette da una parte a guardare la scena costringendo anche la sorella a fermarsi. Mike spegne la musica  si alza e va verso Annie........

Mike:                Difficoltà?

Annie:               Ho solo bisogno di capire un po’ meglio questo passaggio! E’ come se questa estensione ritardasse l’entrata del sesto otto.

Mike ripete il passaggio e si ferma a pensare.

Mike:                Hai ragione, c’è qualcosa che non quadra. Prova in quest’altro modo (accenna alcuni passi)

Annie:               (Sorride) Ok!

Susan si mette in disparte a ripetere mentre la sorella  si esibisce.

Mike:                Va decisamente meglio. Sei dei nostri Susan?

Susan:              Mi scusi signor Burnett ,volevo dire.....maestro.....

Mike:                Niente maestro….. Mike va più che  bene….

Susan:              Ok, Mike, sono pronta!

Mike:                Proviamo tutto dall’inizio?

Susan ed Annie, ripetono la sequenza perfettamente.

Mike:                Può bastare.

Mike prende Milly sottobraccio e si allontana di qualche passo.

Mike :               Mi sembrano ok .

Milly:                Concordo!

Mike:                Mandale in amministrazione per il contratto e fra una settimana cominciano le prove con il resto del gruppo.

Milly:                Tutte e due ?

Mike:                Tutte e due. Le fai scritturare nello stesso ruolo.

Milly:                Ma il copione prevede solo un’ ètoile.

Mike:                In alcune scene sono previste situazioni acrobatiche molto rischiose , ma di sicuro effetto, per cui ho bisogno di una prima donna e di una sostituta all’altezza. Lo sponsor mi ha chiesto garanzie sulle date e non posso permettermi intoppi di nessun genere.

Milly:                Hai già qualche idea chi sarà ?

Mike:                C’è  tutto il  tempo per decidere. Spiega loro tutta la faccenda e, se sono d’accordo, tra un paio di giorni cominciano le prove.

Scena quarta

* Brano musicale *

Balletto corale  sul tema dello spettacolo. Davanti ci sono le due sorelle. Di lato Milly  e Mike osservano.

Mike:                Abbastanza bene ragazzi, per oggi può bastare, ci vediamo domani alla solita ora.

I ragazzi escono.

Milly:                (Rivolta a Mike) Vieni via anche tu?

Mike:                No, mi trattengo ancora un po’.

Milly:                E’ un mese che non ti fermi un secondo. Così finirai per ammalarti.

Mike:                Sto bene non ti preoccupare, devo solo risentire alcune partiture.

Milly:                (Gli da un bacio) Come vuoi Mike.

Mike:                Ci vediamo domani mattina alle dieci.

Susan e Milly si avviano verso l’uscita, Annie si attarda a preparare la borsa.

Annie:               (Rivolto a Mike) Ti dispiace Mike se mi fermo qualche minuto per un po’ di stretching.

Mike:                No, figurati…..fai pure.

Annie:               (Rivolta a Susan che la sta osservando) Ti raggiungo tra poco.

Susan prende la borsa ed esce con Milly. Annie comincia a fare alcuni esercizi. Mike non sembra fare caso alei. Preme un tasto dello stereo.

*  Brano musicale melodico *

Annie continua a fare i suoi esercizi seguendo la musica. Dopo un po’ Mike spegne.

Annie:               Che musica stupenda, ha una melodia veramente coinvolgente.

Mike:                Mi c’è voluto del tempo per trovare la chiave giusta, ma devo ammettere che il risultato non mi dispiace per niente. 

Annie:               L’ hai scritta tu?

Mike:                No, però  mi piace collaborare alla partitura.

Annie:               Ora capisco perché nelle tue coreografie musica e movimento si fondono così armonicamente!

Mike:                Ti ringrazio!

Annie:               Devo confessarti che sono veramente entusiasta di far parte del tuo gruppo. Onestamente ero stanca di New Orleans.

Mike:                Anche in provincia si lavora splendidamente!

Annie:               Qui è un'altra cosa.

Mike:                Tuo zio  ha uno stile tutto particolare. A me piace!

Annie:               Non pensavo a zio Billy, ma al fatto che a New Orleans ci sono poche opportunità per emergere.

Mike:                Ah, certo qui le occasioni non mancano, ma la concorrenza è quasi sempre spietata.

Annie:               La competizione fa parte della nostra professione.

Mike come per chiudere il discorso, prende in mano dei fogli.

Mike:                Ho conosciuto artisti validi che, per troppa esuberanza, si sono bruciati in fretta.  

Annie:               L’entusiasmo è un istinto che si perde strada facendo.

Mike:                Ma la classe no. Ora penso  che ti convenga andare a riposare, domani avremo una giornata molto impegnativa.           

Annie:               Non ho voglia di tornare a casa stasera, mi hanno detto che da queste parti ci sono dei localini  deliziosi. 

Mike:                C’ è n’è uno proprio qui dietro, se vuoi ti dò l’indirizzo. Il proprietario, Lucio, è un mio amico. Vacci a nome  mio e ti tratterà bene.

Annie:               Perché non mi accompagni?

Mike:                E tua sorella?

Annie:               Credo che esca con un ragazzo!

Mike:                Ah sì?

Annie:               E poi abitiamo in due appartamentini separati. Ognuno la propria vita.

Mike:                Giusto.

Annie:               E in competizione per la parte.

Mike  la guarda negli occhi c’è un attimo di silenzio.

Mike:                Vuoi bene a Susan?

Annie:               Certo che gliene voglio, ma sono dell’idea che nella vita come nel lavoro, ognuna deve giocarsi le carte che ha a disposizione.

Mike:                Sei molto ambiziosa vero?.

Annie:               Senza stimoli non si arriva da nessuna parte.

Mike:                Con la grinta che hai ce la farai di sicuro.

Annie:               Tante volte non basta.

Mike:                Dipende dalla persona con la quale hai a che fare.

Annie:               Sono preparata anche a questo…..ma non hai ancora risposto al mio invito.

Mike:                Ah già…..

Annie:               Se ti devi trattenere ancora per un pò, posso  aspettare….non c’è problema!

Mike continua a guardare i fogli come per prendere tempo, poi la guarda di nuovo.

Mike:                Non per essere scortese, ma…

Annie:               Ti sono antipatica?

Mike:                Che sciocchezza!

Annie:               Ho capito, hai altri impegni….

Mike:                Sì… un appuntamento.

Annie:               Ok….ok…sarà per un’ altra volta. Posso farti una domanda?

Mike:                Certo.

Annie:               Dato che siamo quasi alla fine delle prove….

Mike:                Vuoi sapere chi avrà la parte principale tra te e Susan.

Annie:               Mi hai letto nel pensiero.

Mike:                Te ne avrei parlato domani anche perché devo cominciare a preparare le parti da solista.

Annie:               Sono qui!

Mike:                Ho scelto Susan.

Annie lo guarda incredulo.

Annie:               Per lo meno adesso lo so!

Annie comincia a mettere la sua roba nella borsa.

Mike:                Questo non cambia nulla,  sei brava quanto lei e se continui a provare con la stessa grinta, nel mio prossimo lavoro ti darò sicuramente lo spazio che meriti. La mia è una promessa.

Annie fa per  andarsene quando entra Susan.

Susan:              Hai finito  Annie?

Annie la ignora, prende la sua borsa ed esce di scena. Susan guarda Mike.

Susan:              Che le è successo?

Mike:                Mi ha chiesto notizia sul suo ruolo e le ho detto la verità.

Susan:              (Lo guarda stupefatta) Ne avevamo già parlato e ti avevo chiesto di aspettare.

Mike:                Domani cominciamo a provare  tutto di seguito!

Susan:              Io ancora non le ho detto di noi due.

Mike:                Hai fatto male, anche perché non c’è proprio niente da nascondere.

Susan:              Non voglio che pensi che le abbia rubato la parte.

Mike:                La mia è  stata una scelta professionale.

Susan:              Spero che lo capisca.

Mike:                Stai tranquilla, Annie non è stupida. Ora pensa a te stessa, il tuo ruolo in questo musical  è molto difficile ed io sul lavoro sono molto esigente.

Susan:              Me ne sono accorta.

Mike:                Come  nella vita…ti amo…

Si avvicina e le da un bacio

* Musica sul tema : “ Amore tra Mike e Susan *

Scena quinta

*Musica introduzione *

Sala prove. Il corpo di ballo sta facendo esercizi di riscaldamento prima delle prove.

Muriel:              Sono due mesi che  proviamo e questo maledetto (si tocca il tendine) si è messo a fare le bizze sin dall’inizio. Si può essere più sfigate di così?

Pierre:              Se mi avessi dato retta e te lo fossi curato sin dall’inizio dal mio fisioterapista di fiducia, a quest’ora sarebbe già guarito. Sapessi che mani che ha!

Muriel:              E dove lo trovo il tempo per la fisioterapia? La sera torno a casa talmente distrutta , che a malapena riesco ad andare a letto.

Pierre.              Con chi?

Bob:                 (Voce gay) Ma di che t’impicci….sono affari suoi!

Pierre:              Vi piace il mio nuovo acquisto? ( Fa vedere le scarpe)

Antony:             Se non ce lo dicevi , avrebbero potuto passare inosservate.       

Pierre:              Belle vero?

Muriel:              Potrei farmele piacere….. se me le presti.

Pierre:              Scordatele cara, l’ho trovate in un negozio di usato. Le ho strappate di mano ad uno squinzio che aveva deciso di vestirsi da Michel Jackson per carnevale. Figurati, un paio di scarpe da jazz rosso pomodoro.

Antony:             Che orrore!

Pierre:              Vi ci devo portare, è del  mio ex fidanzato. L’altro giorno ci ho comprato  una giacca scozzese con le spalline da gendarme  che è un vero schianto.

Antony:             Magari me la presti qualche volta.

Bob:                 Perché no amore, farebbe pendant con i tuoi occhi.

Antony:             Ma amore, i miei occhi non sono scozzesi.

Bob:                 Le spalline verde smeraldo…. sì.

Fanny:              (Entra e getta la borsa da una parte) Oggi proprio non ce la faccio, sono stanca prima di cominciare..      

Molly :              Dai Fanny domani si debutta ed addio alle prove.

Fanny:              Però qualche giorno di relax non ci avrebbe fatto niente male.

Molly:               Con uno come Mike?

Pierre:              Questo è lo spettacolo della sua vita?

Cleo:                Quanto mi piace!

Pierre:              Lo spettacolo?

Cleo:                No, mi piace lui!

Bob:                 Mettiti in fila , chéri.

Jacob:              Ehi,Cleo? Ci sarei io, (le da un bacio sul collo a tradimento) , ti vado bene?

Cleo:                Mi dispiace, ma non sei il mio tipo.

Jacob:              Mike, poi Mike e soltanto Mike. Non lo vedi che ha occhi solo per  Susan ?

Cleo:                Quanto chiacchieri!

Vito:                 Io preferisco Annie.

Bob:                 Non se n’è accorto nessuno!

Vito:                 Cosa le farei....

Cleo:                Dimmi Vito,che cosa le faresti?

Vito:                 Hai presente Mickey Rourke in “Nove settimane e mezzo”?

Bob:                 Come sei antico, il Rourke è passato da un pezzo, ora c’è il Pitt.

Pierre:              O al massimo il  Clooney.

Molly:               Voi italiani bla...bla…..ma alla fine..

Vito:                 Se vuoi una dimostrazione….

Molly:               Da chi….da te?

Vito:                 Non sai che ti perdi!

Molly:               Falla a tua sorella

Bob:                 O a me.

Vito:                 Tra i due mali….. preferisco Molly.

*Musica sottofondo*

Molly si toglie una scarpa e la tira a Vito che riesce a schivarla, ma prende la scarpa e la lancia ad un altro ballerino. Comincia un gioco dove Molly è costretta a partecipare cercando di riprendere la scarpa.  Annie entra, non si cura di loro e  comincia a fare qualche esercizio. Vito lascia perdere il gioco le va vicino e l’aiuta.

Annie:               Non spingere Vito,  ho i muscoli ancora freddi.

Vito lascia la presa.

Vito:                 Che coppia da sballo siamo io e te.

Annie:               Davvero?

Vito:                 Si può vedere di montare un numero, tanto per imbarcare un po’ di soldi extra. Stasera devo vedermi col mio agente all’inaugurazione del “Black Out”. Se vuoi ci andiamo insieme.

Annie:               Non faccio la cubista.

Vito:                 Che c’è, troppo poco per una étoile come te?

Annie:               Ed in ogni caso non saresti un partner adeguato!

I ragazzi del balletto si sono fermati a guardare la scena.

Vito:                 Ma chi cavolo ti credi di essere, Margot Fontaine?

Annie:               E comunque non sei il mio tipo, quindi …aria….

Vito:                 Fanculo Annie.

Annie:               Fanculo te….

Annie si avvicina e gli da uno schiaffo, Vito fa il gesto di reagire, interviene Jacob e lo tira via.

Jacob:              Cosa vuoi fare Vito, scatenare un bel casino?

Vito:                 Nessuna donna può mettermi le mani addosso!

Jacob:              Ora andiamo di là e  ti dai una bella calmata.

Jacob porta via Vito, tutti ricominciano a scaldarsi. Entra Susan e si avvicina alla sorella. Le da un bacio.

Susan:              Potevi chiamarmi stamattina, io e Mike ti avremmo dato volentieri un passaggio.

Annie:               Ho fatto una bella passeggiata. In una giornata bella come questa,  “ Central Park” è uno spettacolo meraviglioso.

Susan:              Non è solo una scusa per evitarmi?

Annie:               Assolutamente no, te l’ho già detto, sono  felice per te.

Susan:              Sai, ieri sera a cena con Mike si parlava dei suoi progetti futuri e mi ha già anticipato che sta pensando ad uno spettacolo su misura per noi due. Da come ne parla, sarà una cosa  strepitosa.

Annie:               (Distoglie lo sguardo) Certo…certo….

Susan:              Lui sta apprezzando molto il tuo impegno.

Annie:               Sono pagata per questo.

Susan:              Uhmmm… che rispostaccia!

Annie:               Senti cara, tu chiacchieri tanto, ma alla fine sono io quella che ha dovuto memorizzare sia la tua parte, che quella nel corpo di ballo. Mi sembra di essere un robot.

Susan:              Con zio Billy abbiamo fatto pure di peggio..

Annie:               Ok…ok…. Senti ho un’idea, dato che domani c’è il debutto e Mike ci lascerà sciolte per tutta la giornata, che ne dici se ce ne stiamo  a casa come ai vecchi tempi?

Susan:              Ottima idea, facciamo a casa mia e ci prepariamo un bel pranzetto.

Annie:               E si stappa la scaramantica bottiglia di champagne, come facevamo a New Orleans?

Susan:              Aggiudicato. (Battono il cinque)

Al quel punto distoglie lo sguardo dalla sorella ed osserva Vito che sta guardando Annie che si sta mettendo a posto il costume  all’altezza del petto.

Susan:              Guarda quell’ insolente di un italiano….ti sta spogliando con gli occhi!

Annie:               Ah, Vito! Da un bel pezzo che ci  prova.

Susan:              E che aspetti?

Annie:               Non ci tengo proprio a far parte della sua collezione.

Susan:              Comunque ne varrebbe la pena….quel ragazzo è veramente uno schianto!

Annie:               Ci farò un pensierino! Ora comincia a scaldarti, che dobbiamo ripassare la tua parte.

Susan:              Quanta fretta! Non è che stai pregando che mi faccia male per fregarmi il posto?

Annie:               Non dirlo nemmeno per scherzo.

Susan:              (Bacio) Lo so scema! Ora vado a  prendermi un bel caffè doppio e comincio a scaldarmi .

Annie:               Vai, ti aspetto qui.

Susan  esce di scena. Annie, guarda Vito che sta facendo alcuni esercizi in disparte,  gli si avvicina e gli da un colpetto sulla guancia.

Vito:                  Che c’è ?

Annie:               Senti…mi dispiace per lo schiaffo….

Vito:                 Lascia stare.

Annie:              Il fatto è che sono un po’ su di giri, manca poco al debutto.

Vito:                 Come lo siamo un po’ tutti! E poi hai ragione tu, quando mi piace una divento un rompiballe da paura.

Annie:              Questo è vero.

Vito:                 (Sorride) Sono fatto così!

Annie:              Senti…..è ancora valido il tuo invito per stasera?

Vito:                 Certo.

Annie:               Ok….dopo le prove,dammi il tempo di passare a casa a darmi una ritoccata e andiamo a fare baldoria. Magari ci portiamo appreso tutta la compagnia.  Il padrone del “Black Out”, è un caro amico di mio zio Billy.

Vito:                 Perché no?

Si rivolge ai ragazzi

Vito:                 Se vi va, stasera tutti al “Black out” ragazzi. 

Tutti in coro:      Sì!

 + MUSICA. Tutti in discoteca . Balletto corale cantato e danzato*

Atto secondo

Scena sesta

* Musica sottofondo*

Effetto “OMBRE CINESI” sul fondo scena. In controluce controfigura di Annie che porge una coppa a Susan. Fine sequenza. Buio.

* Gingle celestiale*

Luce: Ufficio di Arthur.

Annie:               Io e Susan brindammo come ai vecchi tempi, ma stavolta nella sua coppa  versai una dose abbondante del tranquillante che lei assumeva abitualmente e, quando vidi che cominciava a fare effetto, con una scusa mi congedai e le diedi appuntamento direttamente in teatro.

Clarence:          Che cosa volevi ottenere?

Arthur:              E’ ovvio  Clarence, sostituire la sorella.

Annie:               Arrivata in teatro, l’atmosfera che trovai, superava ogni mia più rosea attesa. Mi sembrava di essere in una stazione del metrò in pieno orario d’ufficio. Correvano tutti come formiche impazzite!

Arthur:              E Mike?

Annie:               Lui più degli altri ! Il truccatore mi chiese notizie di Susan. Lo tranquillizzai con una scusa e guadagnai tempo, ma sapevo benissimo che non bastava, perciò andai avanti con il piano che mi ero preparata.

Arthur:              Quale altra diavoleria hai combinato?

Annie:               Procurai un corto circuito all’impianto elettrico del teatro. Sapevo che la cabina era abbastanza isolata, quindi potei agire con tutta tranquillità.

Clarence:          Le donne, ne sanno una in più del diavolo! Oh, scusate non volevo! (Si copre la bocca come se avesse detto una bestemmia).

Arthur:              (Occhiataccia) Per favore!

Annie:               Ci volle molto tempo per trovare il guasto che oltretutto mandò in “tilt” la memoria del programma di regia. Mike fu completamente assorbito dal problema e, quando  lo informarono dell’assenza di mia sorella, provò a chiamarla, ma niente. Mancava mezz’ora al debutto e lui mandò  qualcuno a cercarla. Susan era introvabile. La dose di sonnifero aveva fatto il suo effetto.

Arthur:              E’ mai possibile che tu non abbia avuto un minimo cedimento?

Annie:               Covavo troppo rancore nei suoi confronti. In un colpo solo si era presa Mike e la parte principale.

Arthur:              A che livello può portare l’ invidia!

Annie:               Quella parte l’avevo provata e riprovata, la sala era gremita, la stampa ed il pubblico cominciavano a spazientirsi. Mike a quel punto mi chiese di sostituire Susan.     

Arthur:              Riuscì, malgrado tutto a portare avanti il musical!          

Annie:               “The show must go on”, questa è la legge del palcoscenico. Diresse lo spettacolo con tutta la professionalità di cui era capace ed io riversai in scena tutta la rabbia e la grinta che avevo accumulato in quei mesi. Il musical ebbe un successo strepitoso ed io fui acclamata come una star. Ora tutti mi avevano vista all’opera ed anche se Susan si sarebbe ripresa la parte, non m’importava più.

Annie si mette le mani davanti agli occhi.

Annie:               Fu Mike che mi riportò alla realtà. Non aspettò nemmeno la chiusura del sipario e si precipitò a cercare Susan. Mi offrii di accompagnarlo continuando a recitare la parte della sorella affranta.

Clarence:          Non avevi paura di essere sbugiardata?

Annie:               Nessuno avrebbe potuto sospettare di me. Il farmaco e lo champagne bevuti nello stesso momento, avevano amplificato l’effetto sedativo su mia sorella, ma quello che non immaginavo era tutto il resto. (Singhiozza)

Clarence:          (Le va vicino e le porge un fazzoletto) Continua.

Annie:               La trovammo nel suo appartamento accasciata ai piedi della rampa che portava al piano inferiore. Provammo a svegliarla, ma niente, non reagiva. Fu necessario chiamare un’autoambulanza e portarla in ospedale. Il medico che la visitò ci disse che aveva subito una forte commozione cerebrale,  era entrata in coma e  le sue lastre avevano evidenziato una lesione alla colonna vertebrale. (Singhiozza)

Arthur:              Calmati Annie, come potevi prevedere una cosa del genere?

Annie:               Sconvolta dai sensi di colpa, salii in macchina e fuggii dall’ospedale. Vagai senza meta per ore ed ore. Avevo preso la mia decisione! Se si fosse risvegliata, mi sarei gettata ai suoi piedi raccontandole tutta la verità e poi sarei sparita per sempre.

Arthur:              Nobile intenzione.

Annie:               Non feci in tempo, perché ad una curva persi il controllo dell’auto e precipitai in un burrone. Vidi con orrore il mio corpo dall’alto straziato ed inerme  mentre una luce straordinaria  mi attirava. Mi incamminai verso di essa.

Clarence:          E devi  proprio al tuo pentimento sincero se sei arrivare qui invece che…. (si fa il segno della croce).      

Annie:               Però  è rimasta  in me la stessa sensazione d’angoscia che avevo prima dell’incidente.

Clarence:          Notizie di Susan?

Annie:               Ora è fuori pericolo, ma le sue gambe sono rimaste paralizzate e questo per un’artista è peggio della morte. Non troverò mai pace se non riuscirò a riparare al mio errore. Chiedo solo una possibilità…una sola…

* MUSICA : Annie canta per convincere Arthur. Tema: “ Dammi  una possibilità” *

Arthur:              (Rivolto a Clarence) Qualcosa mi spinge ad aiutarti. Clarence apri il cassetto in basso a sinistra.

Clarence:          Co….cosa?

Arthur:              C’è un contenitore blu con dentro un cd.

Clarence lo  guarda allibito e non si muove.

McAllister:        Ti sei incantato? Il direttore ha detto il cassetto in basso.

Clarence   prende il contenitore, toglie via la polvere e comincia a starnutire.

McAllister:        Lì, con la scopa non ci posso proprio entrare!

Clarence:          Tanto con quella non vai mai da nessuna parte.

Arthur:              Ah….e smettetela!

Clarence   passa il contenitore ad Arthur che lo apre con molta solennità.

Arthur:              (Sorride) Questo è il “ Programma vita” . Inseriscilo nel lettore.

Clarence procede.

Arthur:              Una volta che la ram avrà memorizzato il programma , possiamo aprire il file di Annie ed  apportare le modifiche che vogliamo.

Clarence:          Cioè?

Arthur:              Le  troveremo una nuova sistemazione. Un corpo temporaneo in modo che possa tornare sulla terra e cercare di  riparare al danno che ha fatto. Con tutti questi arrivi, di possibilità ce ne sono! Su diamoci da fare!

Clarence:          Stupefacente.

Annie:               In un corpo che non conosco, come farò a raccapezzarci qualcosa?

Arthur:              Niente paura, quando succederà, tutto ti sembrerà  naturale. Sarà come vestire un abito già indossato.

Annie:               L’importante è che sia della mia stessa taglia.

Arthur:                          (Sorride) Fidati di me.

*Musica di apertura programma vita*

Arthur:              Ok Clarence, tutto fatto, sono entrato.

Clarence:          (Guarda il suo monitor) Che luce ……stupenda.

Arthur:              Ora basterà trovare il file adatto, sostituirlo con un semplice copia-incolla a quello di Annie ed il gioco è fatto.

Clarence:          Ma con tutti questi arrivi è come cercare un ago in un pagliaio.

Arthur:              Clicca sulla voce danzatrici.…. anni?

Annie:               Ventiquattro, di nazionalità americana.

Arthur:              Certo, ora vedrai che sarà lui stesso ad effettuare la selezione.

Clarence si rimbocca le maniche, si siede al computer e digita.

Clarence:          Ecco qua, danzatrici anni ventiquattro, nazionalità americana. (Pausa) Santo cielo……. c’è solo l’imbarazzo della scelta.

Arthur:              Che ti dicevo?

Clarence:          Ora basta prenderne una e voilà!

Annie:               A me non serve una qualsiasi.

Clarence:          Non mi sembra il caso di sottilizzare.

McAllister:        Invece ha ragione! Cosa se ne fa di un corpo inadeguato?

Arthur:              Clarence, immetti nel programma anche le misure di Annie.

McAllister:        Basta usare il cervello.

Clarence:          Altezza uno e settantacinque più o meno……

Annie:               Ottanta, sessanta, ottanta tutto il resto!

Clarence:          Ecco qui…..ci siamo….Lola Gomez, cubana naturalizzata americana,  ballerina di flamenco, ora apparirà.

*Musica flamenco*

Entra ballerina che fa passi di flamenco.

Clarence:          Mi sembra giusta…che….che ne dici?

Annie:               No….no….non va bene…

Clarence:          (Continua a digitare) proviamo quest’altra! Rosy Moore, ballerina di “hip-hop”. Cos’è un gioco?

Annie:               No zio, quello è l’ “hula-hop”, questo è hip-pop.

*Musica hip-hop*

Entra  ballerina che fa passi di hip-hop*

Clarence:          Ma….ma come fa a svitarsi così? Tu guarda che s’inventano al giorno d’oggi….no…no…pure  i salti mortali?  Ecco perché arrivano qui, cadono si fanno male….. e … però è…..bravina!

Annie:               Non  fa al caso mio!

Clarence:          Allora vediamoci quest’altra: Scilla Anderson danza classica…

*Musica classica*

Entra  ballerina che fa un assolo di danza classica

Annie:               Mmmm…Troppo impostata!

Clarence:          Non sei facile per niente nipote mia! Mica possiamo mettere un annuncio sul giornale: “ Cercasi ballerina, fisico da pin-up, anni ventiquattro, referenziata, da affittare per un periodo di tempo, premio Paradiso “.

McAllister:        Che spirito……non fai ridere nessuno!

Clarence:          Ecco…questa ha gli occhi a mandorla, quest’altra Louise Brown cubista…...che ci fa attaccata ad un palo mezza nuda? Cos’è una scimmia?

Annie:               Si chiama  “lap-dance zio! Aspetta, questa la conosco. Che grinta ragazzi!

Clarence:          Il suo curriculum dice che è una ballerina televisiva  che si esibisce nelle discoteche per arrotondare i guadagni ecc…ecc. Fra non molto s ‘ adagerà sul cubo e….

Annie:               Mi dispiace, abbiamo fatto delle audizioni insieme.

Arthur:              L’extasy  è micidiale.

Annie:               “La prendo”.

Clarence:          Succederà tra poco e…..

Arthur:              Allora sbrighiamoci , bisognerà essere lì in quel momento.

Scena settima

*Musica dance*

Discoteca. C’è gente che balla. Sul fondo dei cubi in ordine sparso. Al centro si sta esibendo Louise Brown. Ad un certo punto Louise si adagia lentamente sul cubo.  Stop- music. Le luci si attenuano e la gente rimane immobile.

 * Gingle celestiale*

 Entrano in scena Arthur, Clarence ed Annie.

Arthur:              ( Rivolto ad Annie )  E’ giunto il momento che aspettavi! Su bimba….prendi il suo posto.

Annie si avvicina al cubo.

Arthur:              Avrai un anno di tempo a partire da oggi, per portare a termine la tua missione! Però ricorda: “Non dovrai mai, per nessun motivo al mondo, rivelare la tua vera identità”, altrimenti perderai immediatamente il corpo che hai preso in affitto e non potrai più far niente per Susan.

Annie indugia e guarda il corpo di Louise.

Clarence:          Vai Annie…su…

Annie guarda Arthur e Clarence

Arthur:              Un’altra cosa! Mike Burnett ha stabilito la data per la nuova audizione.(Le strizza l’occhio) Datti da fare!

Annie:               Grazie dell’informazione.

Annie bacia lo zio, poi  timidamente si avvicina a Arthur che allarga le braccia e l’accoglie con molta tenerezza. Annie va verso Louise.

Annie:               Mia piccola Louise, grazie per l’opportunità che mi stai offrendo. Ti auguro con tutto il  cuore, un mondo di luce.

* Musica  che accompagna l’uscita di Louise *

Annie prende il  posto di Louise.

* Musica dance*

La scena si rianima immediatamente e Anne-Louise riprende a ballare la lap-dance. La voce del  DJ annuncia la fine della serata, la gente esce.  Entra Vito che prende in braccio Annie-Louise che scende dal cubo.

Vito:                 Sei stanca Louise?

AnnieL:             Mai stata meglio!

Vito:                 Mi era sembrato che…..

AnnieL:             Cosa?

Vito:                 Niente…niente….ok, va a cambiarti, ti aspetto.

AnnieL:             Mi accompagneresti a casa?

Vito:                 Volentieri! Però poi mi inviti su da te….

AnnieL:             No Vito….stasera no….sono stanca…

Vito:                 Infatti hai una faccia!

AnnieL:             Cioè?

Vito:                 Diversa dal solito……

Annie L:            Vito, sono sempre io…Louise.

Vito:                 Infatti.

AnnieL:             (Fa per andarsene) Ah, dimenticavo!

Vito:                 Che c’è?

Annie L:            Sai niente dell’audizione di Mike Burnett?

Vito:                 Quale, quella per il posto da étoile?

Annie L:            Sì, proprio quella!

Vito:                 Quante te ne sei calate stasera?

Annie L:            Dai, smettila.

Vito:                 Guarda che lavorare con Burnett non è come ballare su di un cubo o in tv .

Annie L:            Lo so, ma ci voglio provare lo stesso.

Vito:                 Dubito che tu sia in grado di sostenere un provino del genere. So che vi parteciperanno  tutte le migliori sulla piazza. Dopo il successo che ha ottenuto la prima, figurati se si lasciano scappare un’occasione del genere. Mi dispiace solo per Annie, ci andavo pazzo per quella ragazza, una forza della natura.

Annie L:            Già, un vero peccato.

Vito:                 L’audizione si farà fra cinque giorni nella  sala prove di Mike Burnett. E’ nella merda sino al collo! Gli sta saltando mezza programmazione!

Annie L:            Immagino.

Vito:                 Allora sei proprio decisa?         

Annie L:            Ti ho detto di si.

Vito:                 Ti ci vorrà un miracolo.

AnnieL:             Nei miracoli bisogna crederci! Comunque grazie per l’incoraggiamento, sei proprio un amico.

Vito:                 Più che amico, realista. Ora vai a cambiarti se non vuoi che ti lasci a piedi!

Ridono. Annie L. e Vito escono di scena.

Buio. Sipario. Entra Clarence da un lato del proscenio.

Clarence:          Eh sì, mia cara Annie, come prevedevo, sei riuscita  a conquistare di nuovo la tua parte nel musical e questa volta senza cattiveria. Aveva ragione il simpatico Vito: giusto un miracolo ci voleva. Ma noi sappiamo che miracoli esistono.

* Musica. Clarence canta su tema:  I miracoli esistono *

Clarence fa un inchino. Luce sull’ ufficio di Mike. Entrano Mike e Milly. Clarence rimane in scena, ma non può essere visto in quanto spirito ( nb: le sue battute in corsivo)

Mike:                Da dove è saltata fuori questa Louise Brown?

Clarence:          Sapessi!

Milly:                Tu non la conosci , ma è  nel giro da parecchio tempo: televisione , pubblicità e spettacoli di cabaret…..niente di eclatante.        

Mike:                Strano che mi sia sfuggita una così.

Clarence:          Eh sì!

Milly:                Mi ha confessato che sino ad oggi  le andava bene così. Ora ha voluto tentare il grande passo e si è mangiata in un sol boccone  calibri come Eva Campbell e Nancy Coleman.

Mike:                Ad un certo punto era come se conoscesse già i passi! Ha lo stesso stile delle Sullivan.

Clarence:          Che intuito eccezionale!

Milly:                Sai anch’io ho provato la stessa sensazione e mi si è stretto il cuore. Ancora non riesco a capire come sia potuta succedere una cosa del genere.

Mike:                Se  fosse per me, manderei tutto al diavolo.

Clarence:          Ah, quello di carne al fuoco ne ha già abbastanza, mio caro!

Milly:                Ti capisco, ma bisogna andare avanti, c’è di mezzo oltre a  tuo di lavoro, quello di tanta gente!

Mike:                Già…

Milly:                Se questa Brown è svelta come sembra, forse riusciamo a limitare i danni nel minor tempo possibile.

Mike:                Speriamo, anche perché oltre al musical,  ho tanti di quei problemi che nemmeno immagini.

Milly:                Hanno a che fare con Susan?

Mike:                Sono molto preoccupato. E’ stata dimessa dall’ospedale e si è messa in testa di tornare a New Orleans.

Milly:                Lo so, le ho parlato. E’ convinta di essere diventata un intralcio per il tuo lavoro.

Mike:                Non è vero. Qui posso metterle  a disposizione tutto ciò che le serve….l’amo ancora e non posso perderla.

Milly:                Lo so!

Mike:                Il problema è che continua a rifiutare ogni tipo d’aiuto. Pensa, sono riuscito a  mettermi in contatto con  il prof. Owen. 

Milly:                Parli del neurochirurgo?

Mike:                Sì, proprio lui. Ultimamente è riuscito a rimettere in piedi  un campione come Ted Logan, dopo l’incidente di gioco che gli aveva paralizzato le gambe.

Clarence:          (Fa segno col dito in alto) A “Qualcuno lassù ” piace il gioco del calcio.

Milly:                Ne hanno parlato molto i giornali.

Mike:                Gli ho fatto pervenire la cartella clinica di Susan. Mi ha risposto che si potrebbe tentare un intervento nella sua clinica a Baltimora. Con lui  collabora un’équipe chirurgica di  livello mondiale.

Milly:                Come farai per le spese?

Mike:                Qualsiasi cosa pur di vederla sorridere di nuovo, ma il problema è che  Susan non ne vuole sapere. Appena accenno al discorso,  cominciamo a  litigare ed alla fine si chiude a riccio.

Milly:                C’è da capirla! Già la morte di Annie l’ha buttata giù. Non ce la farebbe mai a digerire un’ altra delusione.

Mike:                Ma deve….anzi ha l’obbligo  provare, anche se ci fosse una sola possibilità su mille.

Buio. Luce su Annie che raggiunge Clarence.

Annie:               La situazione comincia ad ingarbugliarsi.

Clarence:          Il problema è convincere Susan.

Annie:               Devo assolutamente trovare il modo di rimanere solo con lei

Clarence:          A questo ci posso pensare io…

Annie:               Come?

Clarence:          Lasca fare a me…

Scena ottava

Ufficio Mike. Mike e Susan sono seduti. (Sedia a rotelle piegata, ma in evidenza).

Susan:              Perché mi hai portato qui!

Mike:                Non potevo lasciarti sola.

Annie:               Lo vedi che ho ragione? Sono solo un peso morto…

Mike:                Smettila Annie.

Annie:               E’ così evidente.

Mike:                Pensala come vuoi, ma ti amo e non potrai mai liberarti di me.

Susan:              Invece lo devi fare, soffro già abbastanza per questa situazione. (Guarda la sedia a rotelle) Più che di te, ora  ho bisogno di un bravo infermiere.

Mike:                Non dire scemenze, piuttosto cerca di darmi una mano. Ho cambiato alcune musiche  e vorrei sapere cosa ne pensi .

Susan:              Ho chiuso con la danza e  con tutto.

Mike:                Smettila!

Susan:              Hai degli ottimi collaboratori, fatti aiutare da loro. 

In quel momento entra  Annie -Louise.

Annie L:            Scusa Mike…oh…scusate, non sapevo..

Mike:                Niente Louise, non ti preoccupare. Lei è Susan.

Susan guarda  AnnieL. e le da distrattamente la mano. Si gira verso Mike ed a bassa voce.

Susan:              Non ci sarebbe stato  nessuno,vero? Solo io e te….

Mike:                Smettila, non ne sapevo nulla.

Annie L:            Ho un appuntamento con Milly….

Mike:                Accomodati pure.

AnnieL:             Scusatemi…. sono arrivata in anticipo e….

Mike:                (Guarda Susan con aria di rimprovero) Non c’è problema, Milly sarà qui a momenti.

AnnieL.  siede accanto a Susan. Si guardano negli occhi. Pausa.

Susan:              Sei molto bella! Ottima scelta Mike!

AnnieL:             Grazie!

Susan:              Mi hanno detto anche che hai una tecnica spaventosa.

AnnieL:             Detto da te è un grande onore.

Susan:              (Guarda la sedia a rotelle molto irritata, poi guarda Mike) Che fa sfotte? Per favore Mike,  accompagnami a casa, sono stanca.

Mike:                Ok….ok… andiamo via.

In quel momento squilla il cellulare, Mike risponde.

Mike:                (Al telefono) Ok, Mark, ok! Si adesso vengo e sistemiamo tutto. Ho capito, dammi solo il tempo di arrivare.

Susan:              Che è successo Mike?

Mike:                Niente….. la banca.

Susan:              Grane?

Mike:                Sembrerebbe di sì. Devo andare…..e con una certa urgenza.

Susan:              Ed io?

Mike:                Mi aspetti qui.

Susan:              No….senti Mike….

Mike:                E’ una cosa molto importante, ma me la sbrigo in un attimo. Rimarrà Louise a farti compagnia e poi Milly dovrebbe essere qui a momenti. (Rivolto a Louise) ti dispiace?

AnnieL:             Assolutamente!

Mike:                Così avrete modo di conoscervi meglio!

Susan:              Ti ho detto che sono stanca Mike!

Mike:                E’ importante amore! Ci metterò pochissimo, te lo prometto.

Mike tenta di darle un bacio, ma  Susan si scansa. Mike esce di scena. Attimo di imbarazzo.

Annie L:            Perché lo tratti in questo modo?

Susan:              Scusa……ma non sono  affari che ti riguardano.

AnnieL:             Lui ti ama veramente.

Susan:              (Susan la guarda) Non mi va di parlarne….ok?

Annie L:            Invece dovresti, ti farà bene.

Susan:              E tanto non durerà ancora per molto. Presto si stancherà di stare accanto ad un’invalida.

AnnieL:             Sei ingiusta con lui e con te stessa.

Susan:              Il suo amore potrebbe riuscire far sparire questa sedia ?

AnnieL:             Quando ti capita una sventura come questa o fai la vittima e ti arrendi, o guardi avanti e ricominci.

Susan:              Troppo facile.

AnnieL:             Tante volte la voglia di non mollare può ribaltare anche le previsioni più pessimistiche.

Susan:              Non questa! Sono paralizzata lo vedi? Non so se te l’hanno detto, ma poco tempo fa avevo la tua stessa parte nel musical.

AnnieL:             Lo so.

Susan:              Ora invece fine di tutto. Sipario chiuso.

AnnieL:             Perché non prendi in considerazione l’intervento?

Susan:              Che ne sai tu?

AnnieL:             Se può darti una sola probabilità di riuscita, è giusto sfruttarla.

Susan:              Era tutto programmato, anche il nostro incontro, vero?   

AnnieL:             Mi è capitato di sentire involontariamente alcune confidenze tra Mike e  Milly.

Susan:              E cos’altro hanno detto alle mie spalle?

AnnieL:             Assolutamente niente. Non capisci che  gli è crollato il mondo addosso? Ha dovuto assorbire la tua disgrazia e quella di Annie nello stesso momento.

Susan:              Ed io no? La mia piccola Annie!(scoppia in lacrime). Lei era l’unica persona che avevo al mondo Ora sono sola….sola, non capisci?

AnnieL:             Lo so!

Susan:              (Annie L. l’accarezza) Se ci fosse stata lei sarebbe stato tutto diverso. Sicuramente mi avrebbe dato la forza necessaria per andare avanti.

AnnieL:             Sono sicura che  è qui in questo momento e, se potesse parlare, ti direbbe le stesse cose che ti ho detto io.

Susan:              Vorrei tanto che fosse vero, ma oramai non credo più a niente. Tu non sai quanto l’ho trascurata per stare con Mike..  

AnnieL:             Sciocchezze. Anche tua sorella si sarebbe comportata allo stesso modo se avesse avuto accanto un uomo che le voleva bene come lui ne vuole a te.

Susan la guarda negli occhi e poi guarda la carrozzina.

Susan:              Sei molto dolce, ma questo non cambia la situazione. Le mie gambe sono morte come è morto tutto….dentro di me.

AnnieL:             Nella vita niente è impossibile…

* Musica. Duetto sul tema: “ Niente e’ impossibile ” *

Entra Mike.

Susan:              Com’è andata?

Mike:                (La guarda ) Niente, uno sbaglio che non riesco a capire……..lasciamo stare. (Rivolto ad AnnieL) Milly mi ha chiamato poco fa, arriverà con un po’ di ritardo, ha avuto un guasto  alla sua auto.

AnnieL:             (Sorride) Susan mi ha fatto buona compagnia! Ci siamo fatte una bella chiacchierata!

Mike:                Ne sono lieto…

Susan:              Sì, proprio una gran bella chiacchierata.

Mike:                Vedo con piacere che ti è tornato il buon umore.

Susan:              Hai ragione. Ora se non ti dispiace vorrei tornare a casa. Devo parlarti di alcune cose importanti (guarda Louise e le strizza l’occhio) .

Mike:                Ai suoi ordini comandante.

Escono, AnnieL. rimane sola. Entra Clarence.

Clarence:          L’hai convinta…..eh….ne ero sicuro.

AnnieL:             C’è stato il tuo zampino vero? La banca, l’ auto di Milly…….sei stato eccezionale!

Clarence:          Sciocchezzuole…….

AnnieL:             Però non è finita!

Clarence:          Che c’è ancora?

AnnieL.             Come farà Mike a trovare i soldi per l’intervento ? Con le banche ci vuole troppo tempo.

Clarence:          Aspetteremo.

AnnieL:             Sai benissimo che deve essere fatto il più presto se si vuole ottenere un risultato positivo.

Clarence:          E allora?

AnnieL:             Bisognerà escogitare qualcosa.

Clarence:          Chi bisogna?

AnnieL:             Noi!

Clarence:          Mi dispiace Annie , ma ho già dato!

AnnieL:             Ma zio!

Clarence fa per uscire. Entra la signora McAllister e lo spinge dentro.

McAllister:        Avresti il coraggio di abbandonare questa povera creatura?

Clarence:          Ora siamo al completo!

AnnieL:             Che piacere rivederla signora McAllister.

McAllister:        Ciao  piccola! Siamo alle solite……è duro di comprendonio?

Clarence:          Io non riesco a capire come  fa lei ad essere sempre presente nel posto sbagliato al momento sbagliato.

McAllister:        Dimentichi che il nostro ufficio è una finestra aperta sul mondo.

Clarence:          Da cui lei si affaccia tanto volentieri.

McAllister:        Quando ce n’è bisogno. Datti da fare Clarence.

Clarence:          Non so proprio come aiutarla!

McAllister:        Metti in moto i neuroni rimasti!

Clarence:          Anch’io ho dei limiti.

McAllister:        Questo è lampante, ma andiamo oltre.

Clarence:          Mi dispiace per te , Annie, ma hai puntato sul cavallo sbagliato! (Fa per andarsene)

McAllister:        Fermo lì. Tra tante stupidaggini che dici,  questa volta hai detto la cosa giusta. Un cavallo, sì un cavallo è quello che ci serve!

Clarence:          Che dice?

Annie e Clarence la guardano sconcertati.

AnnieL:             Boh!

McAllister:        Un cavallo…una vincita ai cavalli.

Clarence:          Continuo a non capire.

McAllister:        Ammettiamo che un tipo faccia una scommessa ai cavalli.

Clarence:          Ammettiamo.

McAllister:        E ammettiamo che il tipo riesca a sapere quale cavallo vincerà prima di fare la puntata.

AnnieL:             Una soffiata.

McAllister:        Giusto.

Clarence:          Vai avanti.

McAllister:        Se il tipo puntasse una discreta sommetta su cavallo dato per sfavorito dai bookmaker , vincerebbe una bella cifra 

Clarence:          Io che c’entro?

McAllister:        C’entri, c’entri …. come se c’ entri. Non lavori al “ Programma vita” ?

Clarence:          E che nesso ha  con i cavalli?

McAllister:        Te le ricordi il cd nel cassetto?

Clarence:          Sì……cioè no. No e…..no…..proprio no…

McAllister:        Perché no? Basterà ripetere la  manovra dell’altra volta, cercare la voce ippodromi , trovare una corsa in cui vincerà un cavallo dato per sfavorito e farci sopra una bella puntata.

Annie:               E con la somma incassata, affrontare le spese per l’intervento.

Clarence:          Complimenti! Stupenda quest’ idea che è partorita dalle vostre piccole, ma piccole testoline! Mi sto chiedendo da dove  proviene così tanta furbizia.

McAllister:        Modestamente.

Clarence:          Allora ricapitoliamo! “Noi si accende il computer, si inserisce il cd, chiaramente il tutto all’insaputa di Arthur. Poi senza colpo ferire ci si immette nel futuro, si elabora una quisquiglia di dati….una manovrina di qua….una toccatina di la e voilà il gioco è fatto!

Annie:               Giustissimo zio.

Clarence:          Ed io secondo voi, potrei!

AnnieL e McAllister:  Potresti, potresti!(Annuendo)

Clarence:          Ma fatemi il piacere! Lasciamo perdere la signora McAllister che oramai non mi stupisce più , ma tu, sottospecie di nipote, cancella il mio nome dal tuo albo genealogico.

AnnieL:             Ma zietto ti prego.

Clarence:          Zietto un corno! Sentite tutte e due…. prima che esploda del tutto sparite dalla mia vista o giuro sulla mia cara e vecchia Irlanda, che manometto il computer e vi programmo per una lunga permanenza , ma stavolta dall’altra parte. You know?

McAllister:        Lo sapevo che sei uno smidollato!

Clarence:          Cosa?

McAllister:        Il denaro andrebbe tutto a beneficio di tua nipote, una povera ragazza condannata alla sedia a rotelle. Un’opera buona!

Clarence:          E per salvarla  dovrei diventare un delinquente?

McAllister:        Non ti sembra di esagerare?

Clarence:          E se mi scoprono?(Pausa) Ve lo dico io cosa succederebbe. Come minimo andrei a finire in qualche ufficio nei meandri dei sotterranei e a lei, carissima signora McAllister dal cervello fino, non andrebbe meglio…. glielo assicuro.

McAllster:         E come fanno a scoprirci? Con tutto ciò che succede al giorno d’oggi, ti pare che vanno a mettere il naso nelle faccende di una sala corse?

Clarence:          C’è di mezzo una truffa, anzi due considerando quella del programma.

McAllister:        Una truffa! Non esagerare! Consideriamolo un prestito! Magari subito dopo  programmiamo una vincita a favore della sala corse e pareggiamo i conti.

Clarence:          (La guarda stupito) Dici che così……pareggio….tutto a posto…

McAllister:        Sì, “x” fissa e si azzera tutto.

Clarence:          Tanto levo e tanto metto.

McAllister:        Finalmente! Ecco, cominci a piacermi.

Clarence:          Chi farà la giocata?

McAllister:        La farà Mike, è lui che deve incassare.

Clarence:          Come faremo a convincerlo ?

McAllister:        A questo ci penso io.

Clarence:          Ed i soldi della puntata?

AnnieL:             Quelli li ho io. Bastano diecimila dollari?

McAllister:        Bastano e avanzano. Tutto quadra perfettamente! Ora mettiti in moto Clarence!

Clarence:          (Guardando per aria) Allora vado su, metto la password, trovo il file, cerco il giorno e sostituisco il cavallo…..anzi no , prima la lista, poi il cavallo e poi la password….no… no il file, il cavallo poi la password.

McAllister:        Speriamo bene…

Scena nona

Luce su banchina di un parco. Mike è seduto assorto nei suoi pensieri. Entra una signora (McAllister), fa finta di inciampare su un piede di Mike e cade . Mike si precipita a soccorrerla e la  fa mettere seduta  sulla panchina.

McAllister:        Giovanotto fai pianino….che  hai delle mani che sembrano  morse. Domani avrò le braccia piene di lividi!

Mike:                Si è fatta male signora?

McAllister:        Stavo meglio prima! Che cavolo, uno può stendere dei piedi così in mezzo alla strada?

Mike:                Che hanno i miei piedi?

McAllister:        Non vede come sono ingombranti?

Mike:                Ho un quarantadue scarso!

McAllister:        Ma è stato sufficiente a farmi inciampare…..che  a momenti mi rompo l’osso del collo. Sono tutta un dolore!

Mike:                Vuole che le chiamo l’autoambulanza?

McAllister:        Non esageriamo!

Mike:                Allora un taxi e la faccio accompagnare (Prende il cellulare dalla tasca)

McAllister         Fate presto voi giovani! Posso fare qualcosa….si è fatta male…..le chiamo un taxi! Tirate fuori quest’aggeggio dalla tasca e  pensate di risolvere tutto.

McAllister fa per mettersi gli occhiali.

Mike:                Maledizione, anche le lenti sono belle che andate, adesso  come  ci arrivo alla sala corse?

Mike:                Mi dispiace per i suoi occhiali….

McAllister:        Mi dispiace un corno, a questa età, mio caro giovanotto, gli occhiali sono indispensabili come i pannoloni per gli incontinenti.

Mike:                Signora…… se vuole le rimborso la spesa….

McAllister:        Signora McAllister, prego. Non ho bisogno dei suoi soldi….piuttosto come ti chiami?

Mike:                Mike…Mike Burnett.

McAllister:        Il suo cognome non mi è nuovo. Fa per caso il macellaio ?

Mike:                Assolutamente no.

McAllister:        No…forse mi sbaglio lei è  quell’idraulico che…

Mike:                Si sbaglia.

McAllister:        Fa niente, finirò per ricordare! Maledetta vecchiaia!        

Mike:                (Sorride) Allora…..se non ha bisogno dell’idraulico…..

Mike si alza dalla panchina, ma McAllister lo prende per la giacca e lo tira giù.

McAllister:        Che vai di fretta?

Mike:                Più o meno.

McAllister:        C’è qualcosa che non va?

Mike:                No, perché?

McAllister:        Credo che mi dia sui nervi il suo modo di comportarsi.

Mike:                Che ho fatto di male?

McAllister:        Giovanotto, gli occhiali a parte, ti stavo osservando da un bel pezzo , sono ore che stai seduto a guardare per aria.

Mike:                E allora?

McAllister:        Giovanotto, non stai passando un bel periodo!

Mike:                Non credo siano affari che la riguardano….

McAllister:        Anche il mio non va granché.

Mike:                Allora siamo in due.

McAllister:        Oggi, ieri, l’altro ieri, la stessa cosa. Così un intero frammento va in malora….spero che tu abbia passato un frammento migliore del mio!

Mike:                Un frammento?

McAllister:        La mia idea è che il lunedì-martedi-mercoledì formano il frammento UNO. Quello che succede nel frammento UNO è molto diverso da quel che succede nel frammento DUE.

Mike:                Cioè giovedì-venerdì-sabato.

McAllister:        Esatto. A pensarci bene, in generale, ci sono molte più sorprese nel frammento UNO e molta leggerezza e divertimento nel frammento DUE. Questione di ritmo. Non c’è alternanza. Frammento UNO: ti interessi, credi a delle cose, trovi delle robe. Frammento DUE: non trovi un bel niente, impari zero, vita insignificante e via discorrendo. Il frammento UNO è più importante, questo è chiaro. Praticamente il frammento DUE va da solo, non ha un gran peso. Ma un frammento UNO quando va in vacca…..è un gran bell’impiccio.

Mike:                E questa settimana ti è andato in vacca il frammento UNO…..?

McAllister:        Bravo, hai afferrato il concetto! Poi è anche successo che ho mangiato un hamburger pieno di cetrioli e cipolla e  a me i cetrioli e la cipolla mi buttano giù di morale. E questo mi è successo in pieno frammento UNO. Proprio una sfiga…..cetrioli e cipolla….la legge dovrebbe vietarli. Se invece metti insieme cetrioli, cipolle ed il frammento TRE, non ti resta che morire…..ma io il paradiso  ce l’ho già, quindi mi rimangono le cipolle che nel frattempo mi si sono piantate sullo stomaco.

Mike:                Frammento tre?

McAllister:        Beh, la domenica fa parte del frammento TRE. Una giornata che da sola vale un frammento intero. E’ lo scompiglio e il delirio. Se nel frammento TRE riesci a vedere le stelle, sei in paradiso.

*Duetto. Brano musicale sul frammento*

Mike:                Devo aver mangiato cetrioli e cipolla nel frammento TRE. Non riesco a seguirla.

McAllister:        Giovanotto, non fare lo screanzato e stammi a sentire.

Mike:                Ok…. ok…ma faccia presto.

McAllister:        Stanotte ho fatto un sogno.

Mike:                Speriamo che non sia frammentato.

McAllister:        No questo è andato tutto di seguito. Hai presente Parsifal?

Mike:                Come no, lo incontro spesso insieme a  Lancillotto e re Artù .

McAllister:        Risparmiami lo spirito, vecchia si, ma scema no! Parlavo del mio cavallo preferito!

Mike:                Ah sì?

McAllister:        Stanotte  l’ho sognato! Era una gioia vederlo trottare così! I suoi zoccoli battevano la pista, come fossero pistoni di una “Ferrari”. All’ultima curva superava Spike e lo costringeva a rompere,  poi si affiancava a Sir Duke…

Mike:                Senta….mi risparmi la radiocronaca.

McAllister:        Fammi finire giovanotto! Il generoso Parsifal infilava il rettilineo e, in un crescendo di potenza ed eleganza, superava Black Fire e vinceva a tre lunghezze da Blue Bird.

Mike:                Le signorine simpatiche come lei, dovrebbero occupare il loro tempo in altro modo, piuttosto che pensare a  Parsifal, Blue Bird e via dicendo!

McAllister:        Tu credi che sia una vecchia pazza!

Mike:                Assolutamente no….

McAllister:        Allora devi farmi un favore! La vedi quell’insegna verde laggiù?

Mike:                Certo!

McAllister:        Io no!.Sotto quell’insegna c’è una sala corse.

Mike:                E allora?

MacAllister:       Entri e mi giochi Parsifal vincente sulla terza corsa.

Mike:                Vorrei aiutarla, ma ho un appuntamento  e sono in ritardo!

McAllister:        Allora comincerò a gridare e chiamare aiuto e dirò che mi ha fatto cadere senza soccorrermi e che ha rotto  gli occhiali ad una povera vecchia indifesa!

Mike:                No….

McAllister:        Conto fino a tre, poi strillo! Uno…due….e…

Mike:                Ferma….ferma….vado.

McAllister:        Allora spicciati, prima che chiudono le giocate!

Mike:                Co…cosa devo fare?

McAllister mette la mano in tasca, tira fuori un rotolo di soldi e glieli consegna. Mike li guarda.

McAllister:        Giovanotto, sei scemo? Vai allo sportello e punti tutto su Parsifal vincente alla prossima corsa.

Mike:                Signora McAllister, forse c’è un errore, questi biglietti non sono da dieci.

McAllister:        Va bene che senza occhiali non distinguo un biglietto da dieci da uno da cento, ma cavolo, diecimila dollari li sento al tatto.

Mike:                Ma è una grossa cifra.

MacAllister:       Che t’importa sono soldi miei. Vai giovanotto…. sbrigati.

Mike esce.

* Musica d’accompagno*

Entra Clarence vestito da barbone, da il cinque a McAllister che esce e si sdraia sulla panchina  calandosi il cappello sugli occhi.  Dopo qualche minuto entra Mike , si guarda attorno e alla fine si avvicina a Clarence.

Mike:                Mi scusi.

Clarence non risponde.

Mike:                Dorme?

Clarence:          Se non mi rompi le scatole sì.

Mike:                Scusi….. solo un’informazione.

Clarence si toglie il cappello dagli occhi.

Clarence:          Ma tu guarda che modi.

Mike:                Poco fa c’era una signora seduta su questa panchina. L’ ha vista per caso?

Clarence:          Chi , una con un ridicolo cappellino in testa che somigliava a Mary Poppins?

Mike:                Si proprio lei.

Clarence:          L’ho vista e allora?

Mike:                Che fine ha fatto?

Clarence:          Sei Burnett?

Mike:                Si….sono io….ma…..

Clarence gli fa vedere una busta.

Clarence:          Questa è per te. Me l’ha lasciata Mary Poppins.

Mike fa per prenderla, ma Clarence gliela strappa dalle mani. 

Clarence:          La vuoi? Sgancia un dollaro.

Mike:                Ok.

Mike gli da il dollaro e Clarence gli consegna la busta.

Mike:                Dov’è andata?

Clarence:          Ha attraversato  la “Twenty Avenue” ed è sparita tra la gente.

Mike:                Ma torna?

Clarence:          E che ne so io ?

Mike:                Come non lo sa!

Clarence:          Di vecchie matte in questo parco ne girano tante!

Mike:                Adesso che ci faccio con questa?

Clarence  guarda la ricevuta.

Clarence:          Ah quella?

Mike:                Sì….questa…cosa…

Clarence:          Ah…dimenticavo. Ha aggiunto: “Dì a Burnett che tra dieci minuti deve tornare nella sala corse e controllare i risultati della giocata”.

Mike:                Cosa?

Clarence:          Questo mi ha detto e questo ti riferisco.

Mike:                Ma questa ricevuta non mi appartiene.

Clarence:          Che ti frega…oramai te l’ha lasciata!

Mike:                Ma io…..

Clarence:          Amico mio, come si dice: “ A “caval donato” non si guarda in bocca! “ . Hai d’accendere?

Mike tira fuori un accendino, Clarence accende il dollaro e con la fiamma si accende il sigaro ed esce. Mike lo guarda stupefatto.

Voce fuori campo:        Ed ecco Parsifal che  aumenta l’andatura, imbocca la curva e si lascia alle spalle  Spike,  poi affianca Sir Duke e lo supera di due lunghezze. Ora attacca Black Fire ed entra nella scia di Blue Bird…..incredibile…. aumenta ancora l’andatura, lo supera  in volata e taglia il traguardo .

Le luci scendono, rimane un cono su Mike che guarda il biglietto e poi apre la busta……

Voce di McAllister:         “C’è un tempo per ogni faccenda sotto il cielo, un tempo per nascere e un tempo per morire, un tempo per perderci ed un tempo per ritrovarci.”

Scena decima

Scena ospedale virtuale.  In controluce dal pannello sul fondo, sagoma di una barella. Voci fuori campo e rumore di ferri chirurgici.

Voce 1:             Fai più luce con quella scialitica, non distinguo bene la lesione. E’ inutile…è troppo estesa….

Voce 2:             No, si può fare. Owens isoli prima il legamento arterioso.

Voce 1:             Fatto . Ora come procediamo prof. Zarelli?

Voce 2:             Mi passi una pinza. Io libero le terminazioni nervose  e lei sblocca la compressione.

Voce 1:             Passategli una pinza.

Voce 2:             Manovra perfetta Owens, ce l’ha fatta!

In controluce si vede la sagoma di Susan che si alza dalla barella  e compie dei passi. Cambio luce. Entra in scena Annie che si avvicina lentamente a Mike che sta di spalle assorto nei suoi pensieri.

AnnieL:             Com’è andata Mike.

Mike:                Non lo so, ecco….arriva il prof. Owens.

Mike  ed AnneL gli vanno incontro.

Owens:             L ’intervento è riuscito. Susan risponde perfettamente agli stimoli.

Mike:                Vuol dire che  tornerà a camminare come una volta?

Owens:             Ci vorrà del tempo, ma se si atterrà alle cure  che le prescriverò, le possibilità di guarigione sono abbastanza rapide.

Mike:                Non saprò mai come ringraziarla professore.

Owens:             Più che me, dovrebbe ringraziare il Prof. Zarelli ! Era stato mandato  dall’Italia per aggiornarci su alcune nuove  metodologie  e si è offerto di partecipare all’intervento. Il suo apporto è stato decisivo ! A metà dell’intervento sono sopraggiunte delle serie  difficoltà e non so se ce l’avrei fatta senza il suo aiuto. Ah….eccolo, sta andando via.

Cono di luce sul prof. Zarelli. AnnieL. lo raggiunge, lo guarda e poi con delicatezza gli toglie la mascherina dal viso.

AnnieL:             Non potevo sbagliarmi! Questi occhi non possono essere che…..

Billy.                 Ciao bimba mia.

AnnieL:             Zio Billy …..o devo chiamarti prof. Zarelli?

Billy:                 Che piacere rivederti!

AnnieL:             Che vuol dire tutto questo?

Billy:                 Prova a pensare Annie…

AnnieL:             Oh…..zio Billy!

Billy:                 E’ successo durante le prove del mio spettacolo. All’improvviso ho chiuso gli occhi e mi  ha pervaso una sensazione di supremo benessere. Quando mi stavo incamminando verso la luce, mi è apparso davanti un uomo tutto vestito di bianco che mi ha chiesto di aspettare ancora per qualche tempo. Mi ha spiegato tutto. Come potevo rifiutare?  E’ stato  lui che ha guidato il mio braccio. Te l’immagini, io che sino ad oggi ho mangiato solo pane e danza!

*Musica.  Brano musicale cantato da Billy *

Alla fine del pezzo, Billy  guarda Annie.

Billy:                 Ora devo andare.

AnnieL:             Resta ancora un po’ , ho  bisogno di te.

*Gingle celestiale*

Entra Peter e si avvicina.

Peter:               Lascialo andare Annie, Billy  ha già fatto abbastanza. Ora è giunta l’ora che lasci il suo corpo terreno. Tra non molto potrete riabbracciarvi per sempre.

Cono di luce al lato del palcoscenico.

*Musica d’accompagno*

Billy segue la luce.

AnnieL:             Non saprò mai come ringraziarlo.

Arthur:              Tutti si sono dati molto da fare.

AnnieL.             Anche Clarence e la signora McAllister sono stati eccezionali.

Arthur:              Però ne hanno fatto di chiasso! Clarence è  riuscito a mettere fuori uso un intero sistema.

AnnieL              Cos’ha combinato?

Arthur:              A volte le faccende non vanno esattamente come si può immaginare. Basta toccare un tasto sbagliato e succedono cose impensabili:  piogge torrenziali nel deserto del Sahara , trenta gradi sopra lo zero al Polo Nord, tempeste  all’equatore. C ‘è n’è voluto di tempo per rimettere tutto a posto, sala corse completa.

AnnieL.             Erano così orgogliosi della vincita ai cavalli.

Arthur:              E non possiamo togliere loro questa soddisfazione, non credi?

AnnieL.             Mi sembra giusto.

Arthur:              Questo rimarrà il nostro piccolo segreto. Cosa si può volere da una donna delle pulizie e  da un povero uomo che sta tutto il giorno attaccato ad una tastiera e che, a parte qualche  brontolio, svolge i suoi compiti con tanta premura. Certo, le faccende un po’ contorte non gli riescono un granché.

AnnieL:             Però sono  tanto cari!

Arthur:              Sei tu  eccezionale Annie!  Hai scalato le montagne pur di riuscire ad aiutare tua sorella ed ora la sua  strada è tutta in discesa. Come vedi , l’amore riesce a  superare ogni ostacolo.

* MUSICA:  Brano sul tema. “L’amore supera ogni ostacolo” *

Buio.

Luce su tutti i ragazzi del balletto fermi in scena come in un foto-finisch.  Entrano da un lato Clarence e la signora McAllister, dall’altro  Annie.

Annie:               E’ arrivato il momento, vero?

Clarence:          L’anno è scaduto.

Annie:               Me ne sono accorta, la mia energia si stava esaurendo.

McAllister:        Ma hai fatto in tempo a portare a termine il  compito che ti eri prefissa. Susan è guarita e finalmente può tornare a danzare.

Clarence:          Avrà il successo più grande che un’ artista possa mai immaginare e tu danzerai per l’eternità come una piccola stella sospesa tra terra e cielo.

Annie si avvicina ai ragazzi del balletto.

Annie:               Pierre…. la tua classe e la tua simpatia .

                        Bob…….eleganza e  grazia in un corpo armonioso.

                        E tu Jacob che bella coppia con Cleo.

                        Il tuo tendine Muriel? Vedo che è guarito perfettamente, stasera farai scalpore.

                        Cleo… Cleo che testarda che sei! Lascialo stare Mike, sai il suo cuore è occupato. Susan non teme rivali!

                        E tu Vito, mio bellissimo sciupa femmine dal cuore tenero, ora te lo posso confessare….. mi piacevi tanto! Arrivederci nell’  altra vita!

Cono di luce. Annie la percorre insieme a Clarence e la signora McAllister.

BUIO.

Voci fuori campo.

Voce Mike:                   Tra venti minuti in scena, ragazzi.         

Voce 1:                         Louise ….

Voce 2:                        Dov’è Louise?

Voce 3:                        Qualcuno l’ha vista?

Voce Mike:                   Susan…..Susan….te la senti?  

Voce Susan:                 Ma……io!

Voce Mike:                    TE LA SENTI!!

Voce Susan:                 QUANDO VUOI

* MUSICA. BALLETTO FINALE *

Fine

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