Un borseggiatore… onesto!

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UN BORSEGGIATORE…ONESTO !!

Commedia in 2 atti di Salvatore Sottile

Personaggi :

ROSARIO CATANIA

ALFIO  CATANIA (il figlio imbranato)

AGATA CATANIA (la figlia)

ANGELA  ( “l’amica”)

IMMACOLATA CATANIA (la sorella “nubile”)

MELO      (spasimante segreto di Immacolata )

RODOLFO GIRASOLE detto RUDY (aspirante borseggiatore  )

OSVALDO GIUSTI ( commissario e padre del fidanzato di Agata )

FILIPPO  

                                                                                 A  Piera

ATTO PRIMO

La scenografia: il soggiorno dell’appartamento di Rosario Catania. A sinistra, porta che introduce in bagno; a seguire, vecchio frigorifero male in arnese; quindi una credenza; al centro , la comune. All’estrema destra ampio ritratto maschile (trattasi del padre di Rosario, al quale quest’ultimo si rivolge spesso);  a seguire, mensola sulla quale si trova un fornello per cucinare. Al centro, tavolo da pranzo e sedie. Ovunque regna il disordine. All’apertura del sipario, Rosario, fuma nervosamente e cammina avanti e indietro. Lo guarda, seduta, Immacolata; anche Rudy mostra una certa apprensione, ma lo fa con modi un po’ effeminati che palesano la sua natura di gay e ogni tanto suscitano più di un sorriso.

ROSARIO   -  Che ore sono?

IMMACOLATA  - Quasi le due.

ROSARIO         -  ‘A ‘st’ura, ju ‘o sò postu , era di ritorno!

IMMACOLATA – E va bene, ‘u picciriddu avrà trovato traffico….

ROSARIO           - (interrompendola) Picciriddu me lo chiami? A quasi cinquant’anni?

IMMACOLATA – Ppa’ bon’arma di sò matri era ‘n picciriddu!

ROSARIO           - Ma quannu? Vent’anni fa! E sparti ju mi cci sciarriava ccu idda,

                              pirchì l’ha troppu viziatu!

IMMACOLATA – Mischinedda! Ccu’ sapi ora unn’è?!

RUDY                 - E dove può essere? In paradisu!

ROSARIO           - Ppiddaveru! Fimmini comu a idda non ni nasciunu cchiù!

IMMACOLATA – Ppi sumpurtari a ttia….

ROSARIO           - Ma pirchì, cchi cci aju fattu ju? Sintemu! Sono stato un buon marito,

                              e finchè fu in vita, corna non cci nni misi…..

IMMACOLATA – A vista! Pirchì, ammucciuni….

ROSARIO           - Come si dice? Occhio che non vede, cuore non duole!

IMMACOLATA – Idda, faceva finta di non vidiri….

ROSARIO           - Ma siccomu ‘a tagghiu d’idda ci ha statu sempri tu,  ca i cazzi tò

                              non ti l’ha saputu fari mai, macari ca non si nn’accurgeva…..

IMMACOLATA – Ju cci grapeva ll’occhi….

ROSARIO           - Appuntu! E di chistu , ‘a soru, ti ringrazio assaj assaj!

IMMACOLATA – Solidarietà tra fimmini!!!

ROSARIO           - Cchi dicisti?

IMMACOLATA – Chiddu ca’ ‘ntisu!

ROSARIO           - No, pirchì parrasti di “fimmini”! Ora ‘nto casu ‘i me mugghieri ,

                              ci sta, pirchì idda fimmina lo era, e ppiddaveru! Ma ‘nto tò casu…

IMMACOLATA – Ma pirchì, ju cchi sugnu?

ROSARIO           - (squadrandola dalla testa ai piedi) Cchi sacciu?!!!!

IMMACOLATA – Vidi ca si non era ppi tia e tò patri, ca m’aviti sempri tenutu sutta

                              chiavi, ppi farimi fari ‘a serva, mi maritava macari ju!

ROSARIO           - E ccu ccui?

IMMACOLATA  - Vidi cca cc’era ccu mi vuleva!

ROSARIO           - Veramenti, nuatri non nni nn’accurgemu!

IMMACOLATA – Non ve ne siete voluti accorgere! Pirchì m’aviti sempri vulutu

                              tèniri sutta scupa!

ROSARIO           - Senti, ormai passau ‘u tempu! Perciò arrizzettiti ca non cc’è autru!

RUDY                 - Ma guardi che l’amore non ha età!

IMMACOLATA – Appuntu!

ROSARIO           - Ma ccu ti dumannau cosa? Appoj sempri jttatu ccà….Tu casa

                             non cci nn’hai?

IMMACOLATA – E’ un mio amico carissimo!

RUDY                 - Appuntu!!!

ROSARIO           - E nni ll’amu ‘a suppurtari macari nuatri?

RUDY                  - Quand’è così, me ne vado….

ROSARIO           - Eccu, beddu valenti!

IMMACOLATA – Chista è macari ‘a me casa, e si ju vogghiu ca iddu ‘a ristari, iddu

                              non si movi! Mi sono spiegata?

ROSARIO           - E faciti chiddu ca vuliti, abbasta ca non mi stunati ‘i sacchetti!

                              Ppiccomora cci aju autru ‘a ccu’ pinsari! E Alfio ca non torna!

IMMACOLATA – Fa’ cuntu ca ora veni!

ROSARIO           - Si sbagghia macari astavota ‘u mannu! Quant’è veru Iddiu!

IMMACOLATA – Vidi ca ‘stu travagghiu non è facili….

ROSARIO           - A mmia mu’ dici? Ju a iddu cci l’aju dittu sempri: o studi , o ti nni

                              vai a travagghiari! Iddu non vosi studiari, perciò…..

IMMACOLATA – Ha voltuto “intraprendere” la tua professione….

ROSARIO            - Ca è poi macari chidda di nostru patri….

IMMACOLATA  - E cchi staju dicennu ju?

ROSARIO           - Sulu ca cci voli talentu! E iddu fino ad ora ha dimostratu di essiri

                              negato!

IMMACOLATA – Dacci tempu, e ti darà tutte le soddisfazioni!

ROSARIO           - Ma quali tempu cci ‘a ddari? No, siccomu è n’addevu, giustamente…

                             Avaja, ppi favureddu! Ca ju ‘a sò età già cci dava soddisfazioni a me

                             patri! Alla fermata di l’autobus a piazza Università, non cci nn’era

                             ppi nuddu! Tutti i portafogghi di chiddi ca salivanu e scinnevanu di

                             l’autobus, eranu di’ me! Autru ca storie! E nuddu s’accurgeva di

                             nenti! Chista è professionalità! E come me patri, addivintai

                             prufissuri! Venunu ni mia pp’insignarisi ‘u misteri! Da tutta la

                             Sicilia!

RUDY                - Macari ju vinni ‘nti llei pp’insignarimi   ‘stu mestiere….

ROSARIO         - Tu? Tu ca cc’infili ‘i manu ‘nta sacchetta di’ cristiani e anzicchè

                            circari ‘u portafogghiu, tasti quacchi autra cosa?

RUDY               - Avi raggiuni! Ma cchi voli? Mi distraggo….

ROSARIO      - E quannu si travagghia non cci sì distrai! Va bbeni? (si rivolge

                          al ritratto della buonanima di suo padre) ‘U sintisti, papà? ‘U

                         vidi che cosa sugnu custrittu a suppurtari? Non si vogliono

                         applicari! E soprattutto non cc’è più serietà! Tu cosa mi hai

                        insegnato? ‘U portafogghiu s’arrobba;  appoj si vidi chiddu cca

                        cc’è ‘ddà intra, e si pigghianu ‘i soddi ! Subbito dopo, si vidi da’

                        carta di identità o da’ patenti,  di ccu è, e glielo si rispedisce tramite

                        posta, ccu tuttu chiddu ca cc’è , documenti, carte di credito

                        ..eccetera! Poi tu eri particolare. Prima di rispedirlo al legittimo

                        proprietario, cci infilavi un bigliettinu jancu con supra scrittu:” Grazie!”  

IMMACOLATA – Gran signuri ppiddaveru , nostru patri!

ROSARIO          _ E macari ju ‘u faceva quannu era ancora in servizio attivo!

IMMACOLATA – Altri tempi!

ROSARIO           - C’era il rispetto! Ora non si capisci cchiù nenti!

RUDY                 - Ora i tempi sono diversi!

ROSARIO          -  Tu sì diversu, no’ i tempi! Chiddi sunu sulu cangiati! Oggi ‘nte

                              portafogghi non s’attrova cchiù  chiddu ca cc’era ‘na vota!

                              Po’ attruvari bolletti non pavati, quacchi jucata persa o in

                              attesa di verifica….. Ma soddi, picca e nenti! Ppi’ cchissu cci

                              dissi a me figghiu Alfio di studiari, ma iddu vosi jri a travagghiari,

                              ma di tannu ad ora, non fu capaci di pigghiari nenti! Ppi’

                              furtuna ‘i soddisfazioni mi’ duna me figghia Agata. Mischina, ‘a

                              misi ‘nto colleggiu, ma fu sempre promossa! Certo, mi è costata

                              e mi costa…..

IMMACOLATA – Ca spiramu ca quannu nesci do’ colleggiu, trova ‘n bbonu partitu e

                              si marita!

ROSARIO           -  Ppiddaveru! ‘A figghia, ‘a essiri sistimata comu Ddiu cumanna! E

                              soprattutto, nna’ sapiri nenti di nostri trafici! Idda ‘a stari fora! Ci

                              siamo spiegati?

IMMACOLATA  - Ju non parru.

ROSARIO           - E chistu ‘u sacciu. A tò niputi cci vuoi troppo bene!

IMMACOLATA  - Cchiffai, sgherzi?

ROSARIO           - Ju staju parrannu ppi’ l’amica tò…..

IMMACOLATA – Quali amica?

ROSARIO           - Ccu avemu l’onore di ospitari aoggi?

IMMACOLATA – Parri ppi’ Rudy?

ROSARIO           - Ppi’ idda!

IMMACOLATA – Veramente, Rudy è masculo e no fimmina…..

RUDY                  - Insomma!!! Dipende dai punti di vista!

ROSARIO           - (A Immacolata) ‘U vidisti? E’ macari “reo confesso”!!!!

IMMACOLATA – (A Rosario) Cci ‘a vò finiri, o no?

ROSARIO          - Bedda matri, fu idda ca parrau! Ju, mischinu, di mia….

RUDY                - (Ad Immacolata) Non ti preoccupare, cara! Ci sono abituata

                             a prenderla in quel posto!

ROSARIO          - (Ad Immacolata, con estrema ironia) ‘U sintisti? Non ne fa misteru!

                             Macari ca unu non cci vulissi pinsari…..

IMMACOLATA – (A Rudy) E macari tu, però, ti’ và circannu…..

ROSARIO           - Sintiti, ‘u sapiti cchi fazzu ora ju? Nell’attesa che torni “il figliuol

                              prodigu”, mi vaj a ddari ‘na sciacquata!

Rosario esce.

IMMACOLATA – Ma frati non è cattivu, è solo deluso ppi’ sò figghiu! E siccomu

                              non sapi comu sfuari ‘a raggia, sa’ pigghia ccu’ tutti! Macari ccu’

                               ttia ca non c’entri nenti!

RUDY                 - Stai tranquilla, cara! Ti ripeto: ci sono abituata…..

IMMACOLATA – (Interrompendolo) Sì, ma tu chissu, non ll’’a diri, pirchì ‘u vidisti?

                              Cc’è cu si nn’approfitta! Tu non cci ‘a ddari ‘a cumudita ‘e cristiani

                              di pigghiariti in giro!

RUDY                  - (con intenzione) Ma tanto, anche se non gliela do, se la prendono

                               lo stesso!

IMMACOLATA  - Ma cchi sta’ dicennu? Chistu vali ppi’ fimmini, ma no’ ppi’ masculi…

RUDY                 - Oggi i tempi sono cambiati, non è più come una volta!

IMMACOLATA – ‘U sai cchi tt’aju ‘a diri? Ca si è veru chiddu ca sta dicennu, sugnu

                               arretrata forti!!!!

RUDY                 - Un mio caro amico che si chiama Wanda, la sera fa concorrenza

                              a tante sue colleghe! Mi racconta che si fermano le macchine e gli

                              domandano: “ Ma tu non sei una donna, vero?” “Certo, che no!” gli

                              risponde lui. “E allora, Sali”! Le sue colleghe lo guardano così male!

IMMACOLATA  - Non cc’è cchiù munnu! Non cridu ca macari tu…..

RUDY                  - Io sono innamorata! E non tradirei per nessuna ragione al mondo!

IMMACOLATA  - Anch’io sono così! Fedele! Come l’edera, dove si attacca muore!

                              Pirchì me frati no’ sapi, ma macari ju ‘nta ‘sti anni mi detti versu, ed

                              ammucciuni di tutti!!!

RUDY                 - L’hai tenuto nascosto anche a me!

IMMACOLATA – Sì, è vero! Sai, non volevo che si rovinasse tutto! E poi, pinsava a

                              comu l’avissi pigghiata me frati! T’’ummaggini, averu? Ppi’

                              favureddu!

RUDY                 - Geloso, peggio di Otello!

IMMACOLATA – Ma quannu mai? Mi vosi tènere legata ‘a famigghia ppi’ farimi fari

                              ‘a serva! Sulu ppi’ chissu! Cchi tti pari?

RUDY                 -  E com’è? E’ bello?

IMMACOLATA -  Chi?

RUDY                - Ma come, chi? Di chi stiamo parlando? Del tuo “boy – friend”!

IMMACOLATA    -  Iddu? Beddu? ‘Na vota, sì! Ora, passanu macari ppi’ iddu l’anni…

                                 Ma io sono ancora innamorata di lui, come il primo giorno!

RUDY                   - Anch’io, di lui!

IMMACOLATA   - Cchi sta dicennu? Ti piace il mio Carmelo?

RUDY                  - Ma cos’hai capito? Il mio si chiama Vespasiano, ma io,

                               confidenzialmente, lo chiamo Vespy!

IMMACOLATA  - Vespi……?

RUDY                  - Con la i lunga finale!

IMMACOLATA  - Io il mio, invece, lo chiamo Melo! E l’o finale è normale!

RUDY                  - Il mio è un palestrato! Tre ore al giorno in palestra! Il tuo?

IMMACOLATA  - Il mio , invece, è alcolizzato! Tre ore al giorno in birreria!

RUDY                  - Il mio, poi, è un salutista convinto! Niente grassi, pochi carboidrati..

IMMACOLATA  - No, il mio, invece , è ‘u cuntrariu: si non si cala ‘na cona non è

                              cuntentu!

RUDY                  - Il mio è passionale! Mi telefona trenta volte al giorno!

IMMACOLATA  - il mio, invece, ‘u chiude direttamenti ‘u cellulari! Quannu ni videmu,

                              nni sciarriamu macari ppi’ chissu!

RUDY                 -  Col mio, non puoi immaginare quante volte facciamo…….

IMMACOLATA – (Interrompendolo) Col mio, invece, non cc’è nenti di immaginari!

RUDY                 - Pirchì?

IMMACOLATA  - Pirchì iddu, ‘ddi pinnuli blu non nni voli pigghiari!

RUDY                 - Il mio fa l’agente di commercio!

IMMACOLATA – Il mio, invece, parcheggiatore abusivo!

Dalla comune, sbuca Melo.

MELO               - C’è permesso? La porta era aperta……

IMMACOLATA – Ma sei pazzo? Venire qui, con mio fratello in casa?

MELO                - Hai ragione, tesoro, ma quello che ho da dirti è della massima

                             urgenza!

IMMACOLATA – Ma pirchì, ‘u telefono, non c’è?

MELO                - Lo sai che il mio è sempre scarico!

IMMACOLATA – E proprio questo stavo dicendo al mio amico….

RUDY                 - Piacere, Rudy!

MELO                - Melo! Il piacere è tutto mio!

IMMACOLATA  - Senti, p’’u momentu, ti nn’’a jri! E prestu prestu! Fa’ cuntu ca

                              me frati nesci do’ bagnu e ti trova ccà….

MELO                - Io e tuo fratello ci conosciamo. Non capisco cosa ci sarebbe di male

                              se mi trovasse ccà!

IMMACOLATA – Tutto il male possibile! Mio fratello non sa di noi! E’ sempre stato

                              all’oscuro…..

MELO                 - Ed è arrivato il momento che sappia, invece!

IMMACOLATA – Cchi mi sta dicennu?! T’’a dicidisti, finalmente? Vuoi chiedere la

                              mia mano? Quand’è così, ‘u discursu cangia…..

MELO                - Sì, ma non ora…..

IMMACOLATA – M’ava parsu!

MELO                 - Ho intenzione di fare le cose per bene! Una domanda di

                              matrimonio, in piena regola! Con tanto di fiori, paste, ed anello

                              di fidanzamento!!!!!

IMMACOLATA  - Matri! Sugnu emozionata!

RUDY                  - Hai visto che anche per te è arrivato il momento?

IMMACOLATA  - Ccu’ ll’ultimu trenu, ma arrivau!

MELO                 - E poi, ho organizzato un viaggio di nozze da fare invidia a tutti!

IMMACOLATA  - Ma prima du’ viaggiu, n’ama ‘a maritari!

MELO                 - Questo è un dettaglio……

IMMACOLATA – Quale dettaglio? Non nesciu di ‘sta casa si non sugnu maritata!

MELO                 - E va bbeni, ni maritamu! Sì cuntenta?

IMMACOLATA  - Certu ca sugnu cuntenta!

MELO                 - L’abito bianco non te lo puoi più mettere………

IMMACOLATA  - Alla mia etò, purtroppo…..

MELO                 - E non solo per l’età!

IMMACOLATA  - A’ modu sò mi sta sbintannu, ‘u capisti? E chistu è ‘u ringraziamentu

                              p’avirici donato trent’anni fa la mia purezza! Ah, sì turnassi arretu…

MELO                 - Cchi facissi, sintemu?

IMMACOLATA – Ti facissi stirari ‘u coddu! Eccu, cchi facissi! D’accussì, m’avissi già

                              maritata!

MELO                 - Po’ essiri ca mi stancava di aspittari e ti lassava! A ‘st’ura,

                              ppiddaveru eri ancora signurina!!

IMMACOLATA – Su mi lassavi, ne truvava autri centu!

MELO                 - Stavanu tutti arretu ‘a porta, averu?

IMMACOLATA  - Si capisce! Ca ti pari ca cc’eri tu sulu? Ppi’ ffavuri!

Rientra Rosario.

ROSARIO           - Caro Melo! Ccu’ ti cci porta ccà?

IMMACOLATA – Veramente, si nni stava jennu….

ROSARIO           - E pirchì vinni, allora?

MELO                - Perché ho bisogno di una cortesia….

ROSARIO          - Cortesia? Su vinisti ‘a dumannari soddi, cascasti propriu mali!

IMMACOLATA – Vinni ppi’ ‘na cosa ‘mportanti!

ROSARIO           - Ti vò stari muta? Lassa parrari iddu! Anzi, varda cchiffai, pigghia

                              ‘sti ultime venti euro, e fai tanticchia ‘i spisa! Forza!

IMMACOLATA  - Ma veramenti, vuleva sèntiri…..

ROSARIO           - Cca’ sèntiri?! Chiste cosi di òmini sunnu! Giustu?

MELO                 - Giustissimo!

ROSARIO           -  Forza, bedda valenti! E fatti ajutari di l’amica tò!

IMMACOLATA  - (A Rudy) Mi fa’ cumpagnia?

RUDY                  - Con immenso piacere! (A Rosario) La saluto, signor Catania!

ROSARIO           - Ciao, cara.

RUDY                 - (A Melo) Saluto macari lei, signor Melo.

MELO                - Tante cose e piacere di averla conosciuta!

RUDY                 - Il piacere è tutto mio!

IMMACOLATA – (cercando lo sguardo di Melo per stabilire un’intesa) Mi

                              raccomando!

MELO                - (con intenzione) Tranquilla!!!!!

Immacolata e Rudy escono.

ROSARIO          - Ti pare facile gestire una comu a me soru?

MELO               - Pirchì, è difficili?

ROSARIO         - Difficili? Impossibili! Autru ca storie!

MELO               - A vidilla pari ‘na bona cristiana…..

ROSARIO         - Dicisti bbonu: pari!!!

MELO               - Pirchì, è malvagia?

ROSARIO         - Malvagia? No, cchi cc’entra…sarvaggia!

MELO              -  (spaventato )Bedda matri, sta’ parrannu supra ‘u seriu?

ROSARIO        - No, ppi’ sgherzu! Ti dico che in certi momenti, mi fa macari scantari!

MELO             -  Sai com’è, la solitudine, puurazza…..

ROSARIO       - Ma quali solitudini?! Idda a mia non mi pigghia ppi’ fissa! Idda sa’ fà

                          ccu’ unu, ca ju ‘u vulissi canusciri…..

MELO             -  ( imbarazzatissimo )E pirchì ‘u vulissi canusciri?

ROSARIO       -  (minaccioso )Ppi’ taliarlu ‘nta facci, e diricci:” Ma cchi cci vidisti ni me

                           soru?”

MELO            -  (Tirando un sospiro di sollievo ) Ah, sulu ppi’ chissu!

ROSARIO      - E non sulu!(nuovamente minaccioso) Cci dumannassi: “Ma comu cci

                          putisti jri?”

MELO           -  (sudando freddo!)Ma po’ essiri ca ‘stu eventuali cristianu ca tu dici, ‘a

                          tò soru non l’ha sfiorata nemmeno con un dito….

ROSARIO     -  Impossibbile! Ccu’ ‘ddu mangiaciumi ca cci avi di quannu era signurina,

                        non cci cridu ca non…..

MELO          -   E anche quando?

ROSARIO     -  (Ancora più minaccioso ) Ju ‘u vulissi taliari ‘nta facci, ppi’ vidiri cchi

                         cristianu è! Su è normali… Sai, p’aviri ‘u stommacu di mittirisi ccu me

                        soru, ‘a essiri ‘n tipu particolari! Cchi sacciu? Unu stranu…..Non sacciu

                        mancu ju comu definirlo!

MELO          -  ( in preda al panico) Po’ essiri ca è ‘n bravu cristianu!

ROSARIO    -  Mah! Po’ essiri! Sulu ca ‘stu omu ‘a sapiri ca me soru soddi non nn’avi!

                        Chistu ll’a’ sapiri!

MELO          -  Magari, l’avi savvati!

ROSARIO     - E a ttia ccu’ t’’u dissi?

MELO          -  ( soprapensiero) Idda….(correggendo la gaffe). Cioè, cchi sacciu ju? Pari

                         ca ‘u canusciu a chistu?!

ROSARIO      - E pirchì dicisti: idda?

MELO           -  Ju dissi: idda? No, capisti mali! Equivoco cci fu! Stava dicennu: sulu

                         idda ‘u po’ sapiri!

ROSARIO     -  Ah, eccu!

MELO          -  Ppi’ mia tò soru è…..

ROSARIO    - (Sempre più imperioso e minaccioso ) Cchi è ppi’ ttia?

MELO          - Tò soru! C’’a essiri?

ROSARIO    - No, pirchì, sia chiaru ppi’ tutti, idda sordi non nn’avi savvati…..

MELO         - Anche se lo dice!

ROSARIO   - Chi?

MELO         - Tò soru!

ROSARIO   - E a chi l’ha detto?

MELO         - A nuddu! Cioè, vuleva diri: Anche se lo dicesse….

ROSARIO   - Non è vero!

MELO         - Ecco!

ROSARIO   - E ‘u sai pirchì?

MELO         - Pirchì?

ROSARIO   - Ti interessa?

MELO        - A mmia, no!

ROSARIO  - Ma dicisti: pirchì?

MELO        - Ju dissi: pirchì?

ROSARIO  - E allura, cui? Ccà intra cci semu sulu nuatri a ddui!

MELO        - Siccomu, tu dicisti: “E ‘u sai pirchì?” Io, per educazione, ho ribattuto:

                     “Pirchì?”

ROSARIO  - Ma non ti interessa, averu?

MELO        - A mmia?

ROSARIO  - E a ccui?

MELO        - Che cosa devo rispondere?

ROSARIO  - Chiddu ca ti senti! Chistu non è un interrogatoriu! Mi pigghiasti ppi’

                     sbirru?

MELO        - No, ‘u sai com’è, alluvoti……

ROSARIO  - No, parra! Parra liberamenti! Ma…accura a chiddu ca dici!!!!

MELO        - Senti…..parra sulu tu, ca è megghiu!!!!!

ROSARIO  - E su ‘a parrari sulu ju, ti ripetu ca soddi savvati, idda non cci nn’avi! Cci

                     futiìi tutti ju! E idda non si nn’accurgìu!

MELO       - Ah, eccu pirchì…….

ROSARIO – Pirchì, cosa?

MELO        - No, nenti! Vuleva diri: Su cci’ futtisti, non cci dumannasti certu ‘u

                     pirmissu!!!!

ROSARIO  - Certu, ca non cci ‘u dumannai! Sunu savvati ppi’ sò niputi!

MELO        - Ah, comunque, su’ savvati?!

ROSARIO  - Pi’ sò nipoti! E non ppi’ occarunu ca sa’ vuleva spusari sulu ppi’

                     mittirisilli ‘nta sacchetta!

MELO       - Ma pirchì, pedi pedi cci sunu cristiani di ‘sta manera?

ROSARIO – Annunca!!!!

MELO       - Bedda matri, non ci pozzu cridiri ca cci sunu pirsuni d’accussì interessate..

ROSARIO – C’hannu  fattu i cunti senza l’oste….

MELO        - Bravu!

ROSARIO  - Ca si meritassinu ‘na sugghiata ‘i vastunati!

MELO        - Bravu!!!!

ROSARIO  - Ca cci scippassi macari ‘a testa….

MELO        - Caro Rosario, mi nni staju jennu…..

ROSARIO  - Ma non mi dovevi parlare?

MELO        - E’ ca si fici tardu….e allura: megghiu mi nni vaju!

ROSARIO  - E forsi è ‘a megghiu pinsata!

MELO        - E vistu ca cci semu, ‘u sai cchi fazzu? Parto! Un cambiamento d’aria

                     ogni tantu non fa male!

ROSARIO  - Facisti ‘na bona pinsata!

MELO        - E tornu doppu sei mesi…..

ROSARIO  - Sei mesi?

MELO        - Macari doppu un anno…..

ROSARIO  - Un annu sulu?

MELO        - Ca si mi trovu bbeni, cci staju cchiù assaj!

ROSARIO  - E vedrai ca ti troverai benissimo!

MELO        - Dici?

ROSARIO  - Po’ stari tranquillu! Ju ppi’ ‘sti cosi, sugnu megghiu di ‘n mavaru!

MELO        - L’unica cosa ca mi dispiaci è ca lassu ‘u postu! Cci ero affezionato! Sai

                     ce lo tramandavamo di patri in figghiu da più di due generazioni!

ROSARIO  - E cchi vò fari? Su’ pigghia n’autru! Finchè ‘u sinnacu non fa un’ordinanza

                     contro i parcheggiatori abusivi….

MELO        - Pirchì, cc’è macari ‘stu periculu?

ROSARIO  - D’accussì mi disseru.

MELO        - E allora, mi nni vaju senza rimpianti!

ROSARIO  - Bravo!

Rientrano Immacolata e Rudy, con le borse della spesa.

IMMACOLATA – Matri, cc’era ‘na fudda ‘nta ‘ddu negoziu! Appoj diciunu ca cc’è

                             la crisi!

RUDY                 - Ppiddaveru!

IMMACOLATA – (A Melo, con intenzione) Hai parlato?

ROSARIO       - (prevenendo una risposta di Melo) Certo, che abbiamo parlato!

IMMACOLATA – (sempre fraintendendo) E vi siete spiegati?

ROSARIO         - (c.s.) E’ stato chiarissimo!

IMMACOLATA  - (A Rosario, persistendo nell’equivoco) E tu sei contento?

ROSARIO           -  Cuntintuni!

IMMACOLATA – Bedda matri, mi sono tolta un peso dal cuore!

MELO                - Sì, ma adesso devo scappare…..

ROSARIO          -  Appunto!

IMMACOLATA – E scusa, dal momento che vi siete spiegati, non può restare

                              a pranzo con noi?

ROSARIO           - Impossibile!

MELO                - Appunto! Ho tante cose da fare!

IMMACOLATA – (sempre più fuoristrada) E m’ummagginu! Sarai “immerso” nei

                               preparativi!

MELO                - Già, i preparativi……

ROSARIO          - (Ad Immacolata, fingendo bonomia) Lassalu jri, ‘o carusu, c’avi tantu

                              di ‘ddu cchiffari!!!!

MELO               -  Tuo fratello ha ragione! Ti saluto!

IMMACOLATA – (languida) Aspetto una tua chiamata!

ROSARIO          - (con intenzione) Ecco, brava, aspetta!

Melo scappa per la comune.

IMMACOLATA – Veramente, Melo mi fici ‘na strana impressioni! Si nni ju senza

                              mancu salutarimi….Mah! L’importante è che tutto sia chiarito!

                              Giusto?

ROSARIO           - Giustissimo!!!!

Entra dalla comune Alfio, trafelato e ansimante. Presenta delle ecchimosi all’occhio, la camicia è strappata e il suo stato non promette nulla di buono!

ALFIO                - Papà!!!

ROSARIO          - Ma chi ti succidìu?

IMMACOLATA – Matri, ‘u picciriddu!!!!!

ROSARIO           - (Ad Immacolata) E finiscila di chiamarlo picciriddu! (Ad Alfio) Parra!

                             Cchi ffu? (A Rudy) Ppi favureddu, portaci un bicchiere d’acqua!

RUDY                - Subito.

Rudy esegue.

ROSARIO         - E allora? Non mi fare stare sulle spine? Ccu è ca t’arridducìu ‘nta

                           ‘stu modu?

IMMACOLATA – Pottiru essiri ‘ddi fitusi dei fratelli Falsaperla!

ROSARIO          - (Ad Alfio) Jsti ‘nto territoriu dei fratelli Falsaperla?

ALFIO               - No, papà!

ROSARIO         - Non foru iddi!

IMMACOLATA – E allora, po’ essiri ca si nni ju ‘nta zona di Tanu ‘u fitusu?

ROSARIO          - Jsti ‘nta zona di Tanu ‘u fitusu?

ALFIO               - No, papà!

ROSARIO         - Ma allora, botta di vilenu, mu’ vo’ spiegari cchi succidìu?

ALFIO           - Tentai il colpo cchiù ‘mpurtanti da’ me vita!!!!

ROSARIO     - (Ad Immacolata) ‘U vidisti? Si muntau ‘a testa! (Ad Alfio) Ju cchi vi

                        dicu sempri a tutti pari? Jte a leggiu! Jte a leggiu! Ma, comunque…

ALFIO           - Avevo preparato tutto “scientificamenti”!!!

ROSARIO     - Senti, “scientificamenti”, unni t’appustasti, davanti la fermata di l’Amt

                        ‘a chiazza Università?

ALFIO           - Ma quali chiazza Università, papà?

ROSARIO     - E allura, unni? Davanti la fermata di l’Ast ‘o burgu?

ALFIO          - Ma quali burgu, papà?!!!

IMMACOLATA – Sentu ciaru di cosi ‘rossi!!!!!

ROSARIO     - Ju, ‘nveci, cuminciu a sentere fetu d’abbruciatu!

IMMACOLATA – E dacci  tanticchia di fiducia ‘o picciriddu!

ROSARIO     - ‘N’autra vota? Ti dissi che non lo devi più chiamare così! Almeno in mia

                         presenza! (Ad Alfio)E quindi, unni jsti?

ALFIO          - Davanti alle poste, ‘o Viale Africa!

ROSARIO    - Ti jttasti subbetu ‘nte cosi difficili…..Comunque, vai avanti!

ALFIO         -  Mi appostai davanti all’ufficio postale e mi misi a taliari…..

ROSARIO   -  E cchi cc’è di taliari davanti all’ufficio postali?

ALFIO          -  Oggi che giorno è?

ROSARIO     - Cchi sacciu…..

RUDY         -Il primo del mese!

ALFIO        - Perfetto! E che cosa succede il primo di ogni mese davanti all’ufficio

                     postale?

IMMACOLATA – Pavanu i pinsioni!

ROSARIO       . Veru è!

IMMACOLATA – (A Rosario) ‘U vidisti quant’è intelligente mio nipote?

ROSARIO       - Spirtìu tutto ‘nta ‘na vota!!!!! (Ad Alfio) E bravu, ‘u figghiu miu!

ALFIO            - Comu staju jennu, papà?

ROSARIO     - Piccomora, non mi pozzu lamintari…..

IMMACOLATA – Ma ‘u bellu ‘a vènere ora….

ROSARIO      - E ju chistu staju aspittannu! Vulissi Ddiu!!!

ALFIO           - Perciò, ju ca stava davanti ‘a posta, taliava tuttu ‘ddu trasi e nesci!

                       Trasi e nesci! Trasi e nesci! Trasi e nesci…..

ROSARIO    - (Interrompendolo bruscamente) E chistu l’ama caputu! Vai avanti!

ALFIO         - A un certu puntu, vidu ca sta ppi’ nesciri ‘na vicchiaredda! ‘A puntai

                      e pinsaj: “Vicchiaredda, mi dispiaci, ma ju t’aju ‘a futtiri a pinsioni!”

IMMACOLATA – (Commossa) Precisu, comu a tò nannu! Macari a iddu cci dispiaceva

                       quannu cci futteva ‘u portafogghiu ‘a na persona anziana! Bravu!

ROSARIO     - (commosso anche lui) Buon sangue non mente! Mi hai commosso!

RUDY           - (lanciando un grido che lascia tutti interdetti) Bedda matri, mi sta

                        vinennu di chiangiri!!!!!!!!

ROSARIO   - Jttau ‘na schigghia ca mi fici satari l’alma!!!!

ALFIO         - Macari ju mi scantai!

ROSARIO  -  ( sarcastico )E su chissu , cchi cc’eranu dubbi?

IMMACOLATA – (A Rosario) Accuminci ‘n’autra vota? E lassalu stari…..

Occhiataccia di Rosario all’indirizzo di Immacolata per prevenirla di non usare il solito “picciriddu”!

IMMACOLATA - ….’u carusu!!!!!!!

ROSARIO        - Stamu cuminciannu a ragiunari!!!! (Ad Alfio) Forza, jemu avanti!

ALFIO             - ‘A vicchiaredda niscìu da l’ufficio, ed io, subito, pronto, mi ci avvicinai.

IMMACOLATA – Bravu!

ROSARIO        - E aspetta! Ancora n’ha fattu nenti!

IMMACOLATA – Ma ju sentu ca ci siamo!

ROSARIO         - E ju, ‘nveci, vogghiu sèntere a iddu e non a ttia! Va bbeni? ( Ad

                           Alfio ) Perciò, ti avvicinasti……

ALFIO              - Mi avvicinai e niscìi ‘na scacciacani! Cci ‘a puntai ccà, ‘nta fronti ,

                           e cci dissi: “O la borsa o la vita!” Non fici a tempu a finiri ‘a parola

                           Vita, ca idda niscìu ‘n’alliccasapuni di ‘sta fatta, mu’ puntau ‘o pettu

                          e mi disse:”Nesci fora tuttu chiddu ca cci hai!” Ju c’aveva sulu cincu

                          Euru cci l’appi ‘a ddari! E idda , sparti, si incazzau! Mi carricau ‘na

                          tumpulata, poi, n’autra, appoj ‘n’autra ancora! Alla fine mi disse:”

                          Comu non t’affrunti a caminari cu sulu cincu euru ‘nta sacchetta? Vidi

                          di non prisintariti cchiù davanti ll’occhi mei, pirchì  s’annunca ‘a

                          prossima vota, ti futtu ‘a jangati! Sparisci!”  E ju mi ll’appi ‘a ffari

                          currennu fino ‘a casa, botta di sangu!!!!!!

ROSARIO       - Quanti anni aveva ‘sta vecchia?

ALFIO             - Un’ottantina!!!

ROSARIO       - Ottanta?

ALFIO             - Sicunnu mia era macari cchiù granni !!!!

ROSARIO       - Sparti?

IMMACOLATA – Ma sei sicuro?

ALFIO              - Sicurissimo!!!!!!

ROSARIO       - Macari ju sugnu sicuru…..

ALFIO            - E di cchi….?

ROSARIO      - Sugnu sicuru ca ti jettu fora! Basta! Non nni pozzu cchiu! Hai cinquanta

                         anni, e non cunchiudisti nenti! Fora! Fora da’ me casa!

ALFIO            - Ma papàààà!!!!!!

ROSARIO     - Ma quale papà?! Non c’è papà!!!!

ALFIO          - (Urlando come un’infante) Papàààà!!!!!!!!

ROSARIO    - Te ne devi andare! Hai capito?

RUDY          - (lanciando l’ennesimo urlo) Matruzza! Mi sta vinennu di chianciri!!!!

ROSARIO    - E chianci a tò casa!!!!

IMMACOLATA  - Sei crudele! Ecco quello che sei!

ROSARIO          - (Urlando) Basta!!!! Fuori da casa mia!

ALFIO               - Papà!!!!

RUDY               -  Cavaliere!!!!

IMMACOLATA – Rosariooo!

ALFIO               - Papàààà!

RUDY               -  Cavaliereeee!!!!

IMMACOLATA – Rosariooo!!!!!

Dopo aver ripetuto questa “litania” una terza volta, Rosario sbotta ed impugna un’arma.

ROSARIO          - Se non ve ne andate immediatamente fuori da casa mia, vi ammazzo

                             tutti e tre!!!!!

Immacolata, Rudy e Alfio scappano per la comune. A Rosario, fuori di sé, non resta che sfogarsi davanti il ritratto del padre.

ROSARIO          - Papà, ti rendi conto che cosa sono costretto a sopportare? ‘Dda

                             cretina di tò figghia, ca stava cascannu tra le grinfie di un volgare

                             cacciatore di dote; ‘ddu citrolu di tò niputi ca si fici scippari cincu

                             Euru da ‘na vicchiaredda! E quant’è veru ca mi chiamu Rosario

                             Catania, ppi’ turnari ed essere di nuovo accolto ‘nta me casa, deve

                             dimostrare di essere cambiato, pirchì altrimenti, fora! Fora da’ me

                             casa!!!!

Entra Angela.

ANGELA          - Rosario.

ROSARIO        - Angela……. Non ti aspettavo…. Mi potevi telefonare. Ci saremmo

                          visti in qualche bar, ti avrei offerto un caffè…..

ANGELA         - Pirchì è sconveniente che io venga ‘a tò casa, averu?

ROSARIO       - Non è che è sconveniente…… N’ama’ parratu ‘n saccu di voti….

ANGELA        -  Sono quindici anni che mi respingi! Non lo capisci che più fai così,

                          e più peggiori la situazione?

ROSARIO      -  Ma pirchì mi vuoi fari sbagghiari ‘n’autra vota?

ANGELA       - Non fu uno sbaglio…..

ROSARIO     - (Interrompendola) E invece, sì! Perché io non dovevo, capisci? Non

                         dovevo!

ANGELA      - E’ stato bellissimo! Vuoi negare anche questo?

ROSARIO     - No, io questo non lo nego! Avevo quarant’anni, allora! Tu ne avevi

                       diciotto….Fui pazzu ppiddaveru!

ANGELA     - Come si può essere pazzi quando ci si innamora!

ROSARIO   - Ti ripeto: allora fui un incosciente! Mi sono lasciato andare, lo confesso!

                      sei anni meravigliosi……

ANGELA     - Poi, giusto giusto, all’inizio del settimo anno…..

ROSARIO   - Ho preso coscienza della situazione! E ho messo piede sul freno!

ANGELA      - E hai fatto violenza a te stesso e a me, che ti amo come il primo

                       giorno!

ROSARIO    - Ma lo capisci che con l’andare degli anni si cambia? Tu sei ancora

                       giovane, e hai diritto a vivere! Se io avessi continuato, sarei stato

                       solo un egoista!

ANGELA     - E invece lo sei stato un egoista! E continui ad esserlo! Perché non ti

                      curi minimamente di quanto ho sofferto da quando mi hai

                      lasciata!!!

ROSARIO  -  Ma cosa pretendevi? Che ti facessi assistere al mio decadimento

                      fisico?

ANGELA    - Tutti invecchiamo….

ROSARIO  - Ma che c’entra questo? Io potrei essere tuo padre! Ti rendi conto che

                     tu sprigioni carica, voglia di vivere……Ma devo scendere in certi

                     particolari per forza?

ANGELA   -  Non capisco dove vuoi arrivare.

ROSARIO – Tu, gioia mia, mi ricordi com’ero allora, quannu ‘a notti ‘a faceva

                     jornu! Ma col passare del tempo, ‘i cosi cangianu! Ed io l’umiliazioni

                     di pigghiari certi pinnuli ma’ vogghiu arrisparmiari! Va bbeni?

ANGELA   - Ma tu non hai bisogno di niente….

ROSARIO – Non lo so! Ma per paura di saperlo, preferisco evitare! Almenu, arrestu

                    ccu’ dubbiu ca, forsi, ancora,  cci ‘a fazzu!!!!

ANGELA   - Ma anche se tu avessi problemi, ti amerei lo stesso!

ROSARIO – Lo potresti dire se avessi la mia età, o poco menu! Quannu dù coniugi

                     tagliano il traguardo dei trenta o quarant’anni assemi, cci po’ macari

                     stari ca non pensanu cchiù a certi cosi! Ma alla tua età, no! Alla tua

                     età si ha il sacrosanto diritto di viverla la vita!!!!!

ANGELA   - Per amore si può anche rinunciare a certe cose! Ed io – ammesso che tu

                    veramente ti trovassi in certe condizioni……

ROSARIO – (Interrompendola)Intendiamoci: po’ essiri ca ju problemi non nn’aju!

                     Stamu parrannu d’accussì, per ipotesi…..

ANGELA   - E a maggior ragione, allora, dovresti tornare indietro sui tuoi passi, e

                    smetterla di farmi e farti del male!

ROSARIO – Mi dispiace, ma non ho nessuna intenzione di tornare indietro!

ANGELA    - E se io ti dicessi che c’è un altro che mi fa la corte?

ROSARIO  - Se venissi a sapere che ha la mia età, o addirittura più vecchio, mi

                     incazzerei come una bestia! In caso contrario, invece, non potrei

                     fare altro che gioire ed augurarti tutta la felicità del mondo! Alla

                     fine, il mio sacrificio sarebbe pur valso a qualcosa, noh?

ANGELA   -  Sei un ipocrita! Ecco quello che sei! E non soltanto ipocrita, ma

                     anche un inguaribile narcisista! Ti compiaci del tuo perbenismo da

                     quattro soldi! Ti sei, ormai, ritagliata la parte dell’uomo di giudizio,

                     dell’uomo che è al di sopra delle miserie umane, lasciando a noi,

                     “comuni mortali”, l’impossibilità di resistere alle passioni e alle

                     tentazioni!  Con il bel risultato di farci sentire delle merde al tuo

                     cospetto! No, mio caro, non mi incanti! Tu sei fatto di carne come

                     me, come tutti!!! E cosa credi che non  lo so che se , sotto sotto, 

                     potessi…..

ROSARIO  - Ma non voglio!

ANGELA    - E’ questa la tua ostinazione! Vuoi fare l’uomo tutto di un pezzo!

                     L’uomo che eventualmente si spezza, ma non si piega!!!!

ROSARIO  - Ecco, brava, ‘u capisti finalmente? Io non mi piego!!!!

Senza che Rosario ed Angela se ne accorgano, dalla comune appare Immacolata che, per sentire la conversazione fra i due, sceglie di non fare avverertire minimamente la sua presenza, nascondendosi.

ANGELA    - Anche a costo di seminare dolore intorno a te?

ROSARIO  - Ma cchi sta’ dicennu? L’unica che in questo caso può soffrire sì tu!

                     Non capisciu ccu’ sunnu l’autri!

ANGELA    - E non ti basta che  sia io la sola a soffrire?

ROSARIO  - La devi smettere….

ANGELA   - (in un drammatico crescendo) No, non la smetto!!!!

ROSARIO – Non ti pozzu cchiù sèntere!!!!!

ANGELA   - E invece, mi devi sentire!!!!!!

ROSARIO  - (Interrompendola bruscamente) Basta! Non voglio più discutere di

                     niente!

ANGELA   - (riassumendo improvvisamente un tono dimesso e supplichevole) Ti

                     prego…..

ROSARIO -  Mi dispiace. Non abbiamo più niente da dirci! Vattene!

ANGELA   -  (affranta, ma animata da un crescente senso di rivalsa) Mi cacci?

ROSARIO -  Te ne devi andare!

ANGELA   -  (recuperando le forze, e riassumendo l’atteggiamento di sfida)

                     D’accordo! Come vuoi! Me ne vado! Ma…..non finisce qui!

ROSARIO – E invece finisce proprio qui! Specialmente se questa persona che

                     ti fa la corte ha intenzioni serie! Nella vita, quando è necessario,

                     bisogna voltare pagina! Non perdere quest’occasione! Ed io ti

                     faccio i miei migliori auguri! Con tutto il mio cuore!

ANGELA   - Tu ti vuoi lavare soltanto la coscienza!!!! Della mia felicità non te ne

                    importa niente! Comunque , ti avverto: ti pentirai!

Angela esce, spedita, per la comune, lasciando Rosario immerso nei suoi pensieri. Dopo qualche secondo, lo stesso Rosario sofferma il suo sguardo sul ritratto del padre.

ROSARIO  - Avaja, papà, ti cci metti macari tu ‘a taliarimi stortu? Su eri tu ‘o me

                     postu, facevi ‘a stissa cosa……. Va beh, quasi ‘a stissa! ‘A ‘stu munnu

                     non semu tutti uguali! Però devi riconoscere che il mio è stato un

                     gesto nobile! Pirchì non è facile resistere……alle tentazioni, e poi,

                     magari, accucchiari ‘na mala cumparsa! Ppiffavureddu! Appoj si veni

                     ‘a sapiri….. Scansatini Signuri!!!!

Riappare  Immacolata, seguita immancabilmente da Rudy.

IMMACOLATA – Bell’amore di padre!!!

ROSARIO           - Ccà cci nn’è ‘nn’autra!

IMMACOLATA – Con quale coraggio ‘u putisti jttari fora?!

ROSARIO           - D’accussì s’insigna comu si vivi! A cinquant’anni è ancora ‘n

                              picciriddu!

IMMACOLATA – E allura pirchì t’incazzi quannu ‘u chiamu di ‘stu modu?

ROSARIO           Pirchì su non criscìu ‘a ringraziari a ttia e ‘a bon’arma di sò matri, ca

                           l’aviti viziatu! Sempri a mizzigghiallu! Ppiffavureddu! Ora

                            arriccriativi!

IMMACOLATA – Su non cci ‘a fa, cchi è cuppa sò?

ROSARIO            - ( Più che ironico, sarcastico )Ca quali? Cuppa sò? No, mischineddu!

                              Iddu non cc’entra! Nni l’avissimu a pigghiari ccu ‘dda vicchiaredda

                              ca cci futtìu i cincu Euru! Cchiffai, sgherzi?

IMMACOLATA  - Ca, veramenti, su vulemu diri ‘i cosi giusti, idda non si cumpurtau

                              tanta bbona! Su era ‘n’autra, macari pp’incoraggiallu, si faceva

                              futtere ‘a pinsioni! Ma’ scusari!

ROSARIO           - Ah, certu! Idda sbagghiau a difinnirisi! Ma statti muta! Ma vardati

                              cc’aju ‘a sentère! E allora, a ttia ca sta’ caminannu, unu, mittemu, ti

                              s’avvicina, ti punta una pistola p’aviri ‘i soddi, tu cchiffai?

IMMACOLATA – Ju cci chiantu quattru pugna e ‘u mannu all’ospedali!

ROSARIO           -  E chidda fici ‘a stissa cosa! Anzi, no! Pirchì tò niputi all’ospedali

                               non cci finìu! Perciò rispettu a ttia, ‘sta cristiana fu macari di

                               manica larga!

IMMACOLATA  - Sì, ma ‘u sintisti ca cci disse all’ultimu? “ Non ti ffari a vidiri cchiù

                              davanti all’occhi mei, pirchì altrimenti ‘a schifìu finisci!!” Quindi

                              l’ha minacciatu, ‘o carusu!

ROSARIO           - E allora, valla a denunziari dai carabinieri per minacce!

IMMACOLATA – Veramenti, fussi cosa di fallu ppiddaveru!

ROSARIO          - Senti, te lo ripetu ppi’ ll’ultima vota: si tò niputi non cangia ‘a testa

                             non si deve più presentare davanti agli occhi miei!  Ju , ppi’ furtuna,

                            mi consolo ccu’ Agata! ‘Dda carusa è una perla! Quest’anno si

                            diploma e nesci do’ cullegio! (Alludendo a Rudy) Ma chistu ‘a sèntere

                            ppi’ forza tutti i fatti nostri?

RUDY               - Ormai sugnu ‘n’amicu di famigghia!

ROSARIO        - Amicu di me soru! Precisiamu! Ppi’ mmia sì sultantu ‘n’allievo! Persu

                          macari tu!

RUDY              - Lei mi metta alla prova….

ROSARIO        - D’accussì t’arrestanu chiddi da’ buoncostume! Non è misteri ppi’

                           ttia! Comu ti ll’aju ‘a diri?

Si sente suonare il campanello di casa.

ROSARIO        - Bedda matri, è ccu è ca sona?

IMMACOLATA – Non vulissi ca fussi ‘u pustinu.

ROSARIO           - No, passau l’orariu!

RUDY                 - E allora…..la polizia?!

ROSARIO          - Non sulu sì di ‘dda manera, ma macari jttaturi?

IMMACOLATA – Fammi fare gli scongiuri!!!!

Suonano ancora.

IMMACOLATA  - Matruzza! Sunanu ‘n’autra vota! Ju mi scantu!

ROSARIO           - E che cosa siete?! Vi scantati ppi’ nenti! Cchi cci voli? (A Rudy)

                              Rudy, vai ad aprire!

RUDY                 - Io?

ROSARIO          -  E allura, ccui?

RUDY                - San Sebastiano, aiutami tu!!!!!!

Rudy esce per la comune. Vi rientra dopo qualche secondo, seguito da Agata.

RUDY                - (Da fuori) Prego, s’accomodi.

AGATA             - (entrando) Papà!!!!!!

ROSARIO         - Agata! Figlia mia!!!!!!

Si abbracciano.

AGATA            - (Ad Immacolata) Zia!

IMMACOLATA – (commossa) Figghia!!!!

Si abbracciano anche loro.

ROSARIO         - Ma che sorpresa!!!!

IMMACOLATA – Conosci il mio amico Rudy?

RUDY                 - Le ho aperto la porta, ma non ci siamo ancora presentati.

AGATA              - Piacere, Agata!

RUDY                -  Rudy!

IMMACOLATA – Noi non ti aspettavamo…..

AGATA              - Vi dispiace di vedermi?

ROSARIO          - Stai scherzando? Ci mancherebbe! Chista è a tò casa! Solo che se

                             ci avessi annunziato il tuo arrivo, avremmo preparato qualche

                             cosa…..

IMMACOLATA  - Una bella festa!!!!

ROSARIO           - Appunto!

AGATA               - Invece, vi ho fatto un’improvvisata!

IMMACOLATA  - E hai fatto bene!

AGATA               - Grazie, zia.

ROSARIO           - Quest’anno dobbiamo festeggiare il tuo diploma! Ama’’a ffari ‘na

                              festa cc’arristari scolpita nella memoria di tutti!

IMMACOLATA – Ppiddaveru!

ROSARIO           - Sei la soddisfazione e il vanto da’ nostra famigghia! E si tò matri

                             ti guarda da lassù, sarà macari idda fiera ed orgogliosa di ‘na

                             figghia comu ‘a ttia!

AGATA             - Sei troppo buono, papà.

ROSARIO        -  Dico soltanto la verità!

AGATA            -  E Alfio? Come sta?

ROSARIO        -  Come sta? Bene sta!

AGATA            - Non vedo l’ora di riabbracciarlo!

ROSARIO        - Ecco, in questo momento è un po’ difficile…

AGATA            - Che cosa è successo?

IMMACOLATA – Niente, gli è successo…..

ROSARIO        - Per motivi di lavoro,  si è dovuto allontanare.

AGATA            - Ah, ecco. Perché finalmente l’ha trovato, il lavoro?

IMMACOLATA – L’ha trovato…..?

ROSARIO           - Certo che l’ha trovato! Non è quello che avrebbe voluto fare lui, ma

                             in tempi di crisi ci si adatta a fare qualsiasi cosa!

AGATA              - Bene. E cosa fa?

ROSARIO          - Cosa fa…..?

IMMACOLATA – Cosa fa….?

RUDY                 - Il badante!!!!

ROSARIO e

IMMACOLATA – (Insieme) Il badante?

RUDY                 - Sì! Il badante di vecchie…..

ROSARIO          - Ah, sì, certu! Il badante di vecchie…..Siccomu iddu è spiritusu, e

                            allura, ‘i fa jucari, ‘u capisti?

IMMACOLATA – Jocanu in tanti modi strani….

ROSARIO           - Per esempio, iddu fa finta di essere il borseggiatore che cci voli

                              futtere ‘a pinsioni ‘a vicchiaredda, e idda, cci jetta manu…..

AGATA              - Che gioco strano! Lontano dalla realtà! Non potrebbe mai accadere

                             che una povera vecchietta riesce ad avere la meglio sul rapinatore!

ROSARIO         - E invece, ju chistu non tu’ lassu diri! Po’ succediri!

IMMACOLATA –  (sconsolata )Po’ succediri, figghia!

AGATA              - Ma sono casi rarissimi!

ROSARIO          - (rabbioso) E intantu, botta di vilenu…..Ma lassamu perdiri, va!

AGATA             -  E quindi, Alfio è fuori per lavoro! Ma si trattiene molto?

IMMACOLATA – Chistu no’ sapemu…..

ROSARIO           - Dipende da lui!

AGATA               - Che peccato! Avrei voluto riabbracciarlo!!!!

ROSARIO           - Pazienza! Cchi putemu fari?!

AGATA               - Anche perché ho una cosa molto importante da dirvi.

IMMACOLATA  - E’ una cosa bella?

AGATA               - Per me bellissima!

IMMACOLATA  - E allora, se sei contenta tu, siamo contenti anche noi!

                              ( A Rosario) Giusto?

ROSARIO           - (diventato improvvisamente serio) Di che si tratta?

AGATA               - Mi sono innamorata!

RUDY                 - Ma è meraviglioso!!!!

ROSARIO          - (A Rudy, sgarbato) Mutu!!!! (Ad Agata) Che significa che ti sei

                             innamorata?

AGATA             - Significa che ho conosciuto un ragazzo meraviglioso, che non solo

                             ricambia il mio amore, ma mi vuole sposare!

IMMACOLATA – E’ fantastico! La ragazza si sistema, lo capisci?

ROSARIO           - Ma questo ragazzo viene da una buona famiglia? Perché con i

                              tempi che corrono, ccu’ tutta ‘sta delinquenza che c’è in giro,

                              non c’è da stare tranquilli!

AGATA              - Hai ragione, papà!

ROSARIO          - Perché io sono una persona perbene! Tu lo sai, gioia mia!

AGATA             - Certo che lo so! E appena ti dirò cosa fa il padre del mio ragazzo, non

                            starai più nella pelle dalla gioia! Salterai dalla sedia per la felicità!

ROSARIO         - Veramente? E allora, sentiamo, cosa fa il padre del tuo fidanzato? 

AGATA            - Il commissario di polizia!!!

IMMACOLATA – (lanciando un urlo) Matruzza! Cchi notizia?!!!!!!!

AGATA              - Ve lo sareste mai aspettato?

ROSARIO          - (con intenzione) Mai!

AGATA             - Ci sei rimasto, papà? Dì, la verità!

ROSARIO         - (c.s.) Mi hai colpito!!!!

IMMACOLATA- Propriu!

AGATA            - Meglio di così, non potevo scegliere. Giusto?

ROSARIO        - Ah, certu! Nn’abbissasti ppi’ festi!!!!

AGATA           -  Non ho capito…..

ROSARIO       - Nel senso che mai avrei potuto immaginare una cosa simile!

AGATA          -  Sapevo che ti avrei dato una forte emozione, e che saresti stato

                          felice!

ROSARIO      - Pirchì, si vidi ca sugnu filici? No, pirchì ju, veramenti, ma’ vuleva

                        ammucciari ‘a filicità! Inveci…..Proprio la porto scritta in faccia!

AGATA         - Sei il ritratto della felicità!

ROSARIO     - Alluvoti non cci vidi bbonu, figghia?

AGATA         - Perché, dici questo, papà?

ROSARIO     - No, pirchì sacciu ca studìi assaj, e allura…..ti sforzi la vista….

AGATA        -  No, tranquillo, papà! Ci vedo benissimo e non ho bisogno di

                        occhiali.

ROSARIO    - Ora sugnu cchiù tranquillo!

AGATA       -  Domani sera Alfredo e suo padre vengono qua a conoscerti.

ROSARIO    - Domani sera?

AGATA       - Sì. Perché? Hai qualcosa in contrario?

ROSARIO   - Assolutamente!

AGATA      - No, perché stai facendo una faccia ….

ROSARIO  - No, tesoro, tutto a posto!  Sono solo emozionato, ecco tutto!

AGATA      - Vedrai, papà, sarai orgoglioso di avere in famiglia due poliziotti!

ROSARIO  - Perché due, scusa?

AGATA      - Perché Alfredo sta seguendo le orme di suo padre, ed è appena

                     entrato in polizia anche lui! E farà carriera!

ROSARIO  - (Ad Immacolata, con intenzione) Hai sentito cosa fa un bravo figlio?

                     Segue le orme del padre e fa carriera! ‘U capisti?

AGATA      - (Ad Immacolata) C’è ancora la mia stanza?

IMMACOLATA – Stai scherzando? Quella c’è sempre!!! Anzi, ti ci accompagno.

AGATA      - Grazie, zia!

RUDY         - Vengo anch’io…..

ROSARIO  - E’ comu ‘u prezzemulu!!!!

AGATA      - (A Rosario) Ti voglio bene, papà!

ROSARIO  - Anch’io, amore mio!

Agata e Rosario si abbracciano teneramente.

IMMACOLATA – Vieni, gioia mia!

AGATA             -  Grazie anche a te, zia!

IMMACOLATA – Sai, anch’io ti debbo dare una grande notizia!

AGATA               - Ah, sì? E allora, dimmi.

IMMACOLATA – Quando siamo di là, in camera.

AGATA              - Bene.

IMMACOLATA – Cchiuttostu, tò soggira com’è?

AGATA               - Mio suocero, poverino, è vedovo!

IMMACOLATA – Fosti propriu fortunata….

AGATA               - Però sembra che negli ultimi tempi abbia conosciuto una signora

                              di cui  si sia perdutamente innamorato.

IMMACOLATA  - E domani sera la porta qua?

AGATA               - Non lo so….forse…

IMMACOLATA – Tu l’hai conosciuta?

AGATA               - Ancora non ho avuto il piacere.

IMMACOLATA  - Basta. Andiamo di là.

AGATA               - Con permesso, papà.

ROSARIO           - Fai pure, gioia! Qua non hai bisogno di chiedere permesso a

                              Nessuno! Sei a casa tua!

AGATA              - Grazie, papà!

ROSARIO          - E torna?! Non mi devi ringraziare!

AGATA             - Okay!

Agata, preceduta da Immacolata e Rudy, è l’ultima ad uscire per la comune. L’accompagna lo sguardo amorevole del padre che, qualche secondo dopo, rimasto solo, dà libero sfogo ai suoi pensieri. E lo fa, com’è d’abitudine, davanti al ritratto del padre, come se questi, anche solo attraverso l’immagine, gli potesse dare quel conforto di cui ha bisogno!

ROSARIO           - ‘U sintisti, papà? Cose da pazzi! Cosi di l’autru munnu!!! Due

                               sbirri in famigghia! Non uno, due!!!! Botta di vilenu!!!!!!!

Lento sipario.

F I N E    D E L    P R I M O    A T T O

     

ATTO SECONDO

La stessa scenografia del primo atto.

L’apertura del sipario è accompagnata dall’urlo di Immacolata che, fuori di sé, impreca contro il fratello, di cui ha scoperto sia l’appropriazione dei suoi soldi, sia la manovra di allontanamento dell’amato Melo. La ascolta con pazienza e partecipazione, Agata.

IMMACOLATA  - Disgraziatu! Sdisonestu!!!!

AGATA               - Zia, ti prego, calmati!

IMMACOLATA  - Non mi pozzu calmari! Tuo padre mi ha rovinato la vita!!

AGATA               - Ma sei sicura che te li abbia presi lui?

IMMACOLATA  - E ccu’ si ll’av’’a pigghiari? Iddu!

AGATA               - Ma può essere che li hai nascosti da un’altra parte ed ora non

                              ti ricordi…..

IMMACOLATA  - Impossibile! Sempri ‘ddà l’aju ammucciati!

AGATA               - Ma, perdona, zia, perché papà avrebbe fatto una cosa del genere?

                              Pàpà è un uomo onesto…..

IMMACOLATA  - Seh, onesto!!!!

AGATA               - Non capisco            …..

Entra Rudy.

RUDY                 - (agitato) Non c’è!

IMMACOLATA – Come, non c’è?

RUDY                 -  Sono andata sul posto di lavoro e mi hanno detto che è da ieri che

                               non si fa vivo! Poi, ho raggiunto la pensione dove lui abitava, e la

                              padrona di casa mi ha detto che ha lasciato la stanza ieri ed è

                              partito!

IMMACOLATA – (Ad Agata) ‘U capisti? Ho perso l’amore di una vita!!!!

AGATA              -  L’amore di una vita? Ma perché tu zia eri fidanzata?

IMMACOLATA – Sì, a mucciuni! Fino a ieri matina! Trent’anni di amore clandestino!

                              Momenti irripetibili! Sensazioni indescrivibili! E quannu, finalmente

                              si era deciso a fare il grande passo, vinni a parrari ccu’ tò patri…..

                              E ccu’ sapi tò patri cchi cci potti diri….

AGATA               - Ma tu non eri presente, scusa?

IMMACOLATA  - Mi mannau a ffari ‘a spisa! Sicuramente quannu ‘u me zitu cci

                              dumannau ‘a me manu, non sulu tò patri cci fici fari ‘i cursi, ma

                              sparti ‘u fici scantari! Tantu ca si nni scappau!

AGATA               - Papà non è capace di fare una cosa del genere…..

IMMACOLATA  - A ttia ti pari….

RUDY                  - (ad Immacolata) Ma tu hai provato a chiamarlo al cellulare?

IMMACOLATA  -  Irraggiungibile! ‘U teneva chiusu prima, figuriamoci ora! (Ad

                                Agata) ‘U capisti cchi fici tò patri? Ha distrutto i miei sogni! Tutta

                                ‘na vita sana ‘a ffari ‘a cresta supra ‘a spisa, p’accucchiari quattru

                                soddi….. Ad inventarmi munzignìrìi ppi’ tò patri  ogni vota ca  mi

                                chiedeva spiegazioni ppi’ cunti….ca non quadravano mai! “ ‘U sai

                                m’’i futtenu ‘u restu, nisciuta do’ negoziu!” Oppure: “’I persi!”! E

                                 iddu ca non si faceva cunvintu! E intantu, cchi puteva fari?

                                 M’ammazzava?  Calava ‘a testa e….non c’era autru! Ed ora che

                                finalmente potevo godere il frutto dei miei sacrifici ccu’  l’amore

                                mio, arrivau tò patri....e fici finiri tutte cose!!!

AGATA               -  A parte che io dubito fortemente che papà possa averti preso i

                               soldi; e soprattutto escludo che possa aver intimidito il tuo

                               fidanzato! Ma, ammettiamo per assurdo, quest’ultima possibilità,

                               un uomo che ama non si ferma di fronte a niente e a nessuno! 

RUDY                 -  E’ vero! Il mio Vespy è stato anche lui minacciato da suo padre,

                              contrario alla nostra unione, ma non per questo mi ha lasciata!

                              Anzi, si è attaccato più di prima!

AGATA              - (Ad Immacolata) Hai sentito? E a questo punto, posso anche

                             pensare che papà abbia voluto metterlo alla prova per verificare

                             l’autenticità dei suoi sentimenti….

IMMACOLATA – Tu parri d’accussì pirchì non canusci a tò patri…..

AGATA               - E comunque, ti prego, almeno per stasera non gli dire niente! Fa  

                              che  fili tutto liscio. Non vorrei che il mio fidanzato ed il mio futuro

                              suocero fossero costretti ad assistere a liti o malumori.

IMMACOLATA  - Ppi’ stasira mi staju muta! E ‘u fazzu sulu ppi’ ttia, gioia mia! Ma ‘u

                             Signuruzzu di lassù cci ‘a pinsari! Me  frati ‘a pavari!

AGATA               - Mi mi raccomando, non stasera!

IMMACOLATA  - Tranquilla!

Suonano alla porta.

IMMACOLATA  -  Matri, e ccu’ po’ essiri?

AGATA               -  Potrebbe essere il tuo fidanzato…

IMMACOLATA  -  Magari fusse! (a Rudy) Vai ad aprire.

RUDY                  -  Subito.

Rudy esce.

AGATA               -  Abbi fiducia, zia!

IMMACOLATA  -  Sei tanto cara, figghia!

Rientra Rudy seguito da Filippo, unragazzo tra i sedici e i vent’anni.

RUDY                  -  E’ Filippo.

FILIPPO              -  Bona sira.

AGATA               -  (ad Immacolata) Non è lui, vero?

IMMACOLATA  -  Ma po’ essiri iddu? Anche tu! Mi mettu cu’ unu ca mi putissi venere

                               figghiu?

AGATA                 -  Hai ragione. Scusa.

RUDY                   -   E’ il figlio di Oreste Falsaperla, quello che ha il centro scommesse.

IMMACOLATA    -   (a Filippo) Mi purtasti i jucati?

FILIPPO                -   Me patri non t’ ‘i vosi fari.

IMMACOLATA    -   Cchi significa, non mi vosi fari?

FILIPPO                -   Appi ‘na discussioni ‘nsinu antura, ma non cci arriniscìi a

                                  cunvincillu!

IMMACOLATA    -   Ma stamu schirzannu? Pirchì non mi vosi fari?

FILIPPO                -   Lei cci misi ‘u Catania perdente, giusto? E iddu si incazzau comu

                                  ‘na belva! “ ‘Nto me centru scommesse ‘u Catania ‘a essiri

                                   sempre vincente” si mise a gridare, e tutti i jucaturi ca cc’eranu

                                  cci ficiru macari l’applauso! “Bravo! Forza Catania!”

IMMACOLATA    -   Ma taliati cchi cc’è ccà?! Perciò ju m’avissi ‘a privari di vinciri

                                  pirchì non pozzu mettiri ‘u Catania perdente?

FILIPPO                -   E allura, ppi’ ffari vinciri a llei, ‘u Catania ‘a perdiri? ‘A ‘stu

                                  puntu lei cci ‘a sta jttannu!

IMMACOLATA    -   Ora ‘a cuppa è da me si perde?

FILIPPO                -   Lei accuminciassi a non jttalla, c’appoj ‘a squadra sapi chiddu ca

                                  ‘a ffari! E l’anno prossimo turnamu ‘a serie A ! Su chistu non cci

                                  sunnu dubbi!

IMMACOLATA    -   Auguriamocelo tutti!

FILIPPO                -   E’ una certezza!

IMMACOLATA    -   Spiramu ca non siano le ultime parole famose!

FILIPPO                -   Signorina, mi dicissi unni m’aju ‘a tuccari, ppi favureddu! Cci dissi

                                  ca turnamu in A ! Menza palora!

IMMACOLATA    -   E perciò, ccu’ ‘sti jucati, c’ama ‘a ffari?

FILIPPO                -   Su cci metti ‘a vittoria du Catania, me patri l’accetta.

IMMACOLATA    -   E allora dicci a tò patri ca mi ‘i fa iddu direttamenti!

FILIPPO                -   Bona idea! L’anno scorso non cci fici pigghiari belli soldi ccu

                                  ‘dda vincita?

IMMACOLATA    -   Sì, ma non cu’ calcio, cch’’i cavaddi…

FILIPPO                -   A propositu di cavaddi,  ‘a voli fari ‘na scommessa sicura comu

                                  ‘a morti?

IMMACOLATA    -  Parra.

FILIPPO                -  Dù cavaddi: Fitusu e Pruvulazzu! Fitusu vincente e Pruvulazzu

                                 piazzatu!

IMMACOLATA    -  Quasi quasi…

FILIPPO                -  Quanto?

IMMACOLATA    -  Cinquanta?

FILIPPO                -  Cci dicu ca sunu sicuri!

IMMACOLATA    -  Megghiu centu!

AGATA                 -  (Ad Immacolata, in tono di rimprovero) Zia! Ma cosa fai?

IMMACOLATA    -  Si campa una volta sola, figghia mia! Chiddu no, ‘dd’autru

                                 mancu…

AGATA                 -  Non pensavo che avessi il vizio del gioco!

IMMACOLATA    -  Te l’ho detto: in mancanza d’autru!!!

FILIPPO                -  E allora, vanno bene cento, o vuole rischiare qualcosa di più?

AGATA                 -  Zia, per favoree!!!!

IMMACOLATA    -  E va bene, fermiamoci a cento!

Immacolata consegna le cento euro a Filippo.

FILIPPO                -  Sugnu sicuru ca vince!

IMMACOLATA    -  Spiramu!

FILIPPO                -  Oggi è ‘na jurnata particolare! Un nostru cliente ca joca sempri

                                 ma non vince mai, si purtau mille euro scommettendo sui

                                 cavalli! Puntau su Bizzocca e Signurinu! Bizzocca vincente,

                                 Signurinu piazzatu! S’allinchìu ‘u portafogghiu!

IMMACOLATA    -  Beato lui!

FILIPPO                -  Ju a chistu ‘u canusciu da pocu. Sacciu sulu ca si nn’’a jri di

                                 cursa pirchì ‘u frati da’ sò zita, ‘u minazzau! Cci dissi:” Vattinni

                                  pirchì me soru non è cosa ppi’ ttia!” Iddu allura si

                                  scantau e fici i valiggi! E ‘sti soddi ca vinciu ci faranno comodo!

IMMACOLATA    -  (ad Agata) Pozzu cridiri ca è iddu? (a Filippo) Dimmi ‘na cosa:

                                 sai comu si chiama ‘stu cristianu?

FILIPPO                -  Non ni sugnu sicuru, ma mi pare ca si chiama Melo.

IMMACOLATA    -  E dimmi ‘n’autra cosa. Com’è? Me lo sapresti descrivere?

FILIPPO                -  Cchi sacciu…? E’ un tipu stranu…

IMMACOLATA    -  Stranu? ( ad Agata ) Iddu è!

FILIPPO                -  Avi bisognu d’autru?

IMMACOLATA    -  No. Ti nni po’ jri.

FILIPPO                -  Si vinci, cci portu i soddi!

IMMACOLATA    -  Spiramu!

FILIPPO                -  Vi salutu. E sempri: forza Catania!

Filippo esce.

IMMACOLATA    -  Hai visto? Abbiamo avuto la prova ca tò patri ‘u minazzau e ‘u

                                 fici jri!

RUDY                   -  Ed anche la prova che ha vinto mille euro!

IMMACOLATA    - Ma chi se ne importa delle mille euro! Ju a iddu vogghiu!

AGATA                 - Ti prego, zia, calmati!

IMMACOLATA   -  Ti pare facile? Tò patri ha distrutto la mia vita!!!!

AGATA                -  Ci parlerò io con papà, e vedrai che sistemerò la cosa. Ma tu

                                promettimi che per il momento fai finta di niente?

IMMACOLATA   -  Te l’ho già promesso, figlia mia! Stai tranquilla!

Suona il cellulare di Agata.

AGATA              -  Pronto…..amore! Dove sei?......... Come? Non puoi venire……?

                              All’ultimo momento ti hanno messo di servizio? Quanto mi

                              dispiace……E tuo padre?........Ah, lui viene lo stesso? Bene…..

                              Certo, mi avrebbe fatto piacere che ci fossi anche tu….Comunque,

                              il servizio prima di tutto!.......Allora, a momenti arriva tuo padre,

                              giusto?.........Va bene, stai tranquillo! ….. Ma certo, non farò che

                              pensare a te! ….. Ti amo!...... Poi ti chiamo e ti racconto com’è

                              andata, va bene?........ Ciao, amore! Baci baci!

Agata chiude la conversazione.

AGATA              - Purtroppo, il mio amore non può venire. Viene solo suo padre.

IMMACOLATA – E va bene, cchi cci fa? Adesso conosceremo suo padre e fra qualche

                              giorno suo figlio! Che problema c’è?

Entra dalla comune Rosario, carico di tabarin e pacchetti.

ROSARIO          - Ppi furtuna non sono ancora arrivati. (Ad Agata) Questo mettilo

                             In frigorifero.

Agata esegue.

ROSARIO          - (A Rudy) Macari tu, cci sì?

RUDY                - Io veramente, sono solo di passaggio. Adesso me ne vado.

ROSARIO         - Ecco, bravo….

IMMACOLATA – Iddu arresta ccà ccu’ nuatri! L’ho invitato io! Ve bbeni?

ROSARIO          - E cchi è, ‘na novità? Iddu è sempri abbjatu ccà!

Suonano il campanello.

ROSARIO          - Matruzza! Ccà sunnu!

IMMACOLATA – E ccu cci grapi ‘ a porta?

RUDY                 -  Ju mi scantu!!!!

AGATA              - Non capisco perché state facendo così. Vado io, non vi preoccupate.

Agata esce dalla comune per poi rientrare qualche secondo dopo , seguita da Osvaldo.

AGATA              - Prego, si accomodi.

OSVALDO        -  Grazie.

ROSARIO         -  (Ad Osvaldo) Piacere, Catania.

OSVALDO       -  Giusti!

ROSARIO        - (Indicando Immacolata) Mia sorella, Immacolata.

IMMACOLATA – (Ad Osvaldo) Piacere!

OSVALDO          - Lieto!

ROSARIO           - Non vedo il figliuolo.

OSVALDO         - Purtroppo all’ultimo minuto è stato chiamato in servizio! Lui è

                             come suo padre: ligio al dovere!!!!

IMMACOLATA – (ad Osvaldo) Mi perdoni, signor Giusti, ma mio fratello si è

                              dimenticato di presentarle un nostro caro amico di famiglia.

ROSARIO           - Ah, sì, questo è Rudy.

RUDY                 - Piacere!

OSVALDO         - Lieto! (osservandolo bene) Ma io e lei non ci siamo già visti da

                             qualche parte?

RUDY                 - Direi, di no!

OSVALDO         - Che strano! Sarà, ma……

ROSARIO          - Ma si accomodi, prego!

OSVALDO        - Grazie!

ROSARIO         - Gradisce un aperitivo?

OSVALDO       - Solitamente non ne bevo, ma per oggi farò un eccezione.

ROSARIO        - (Ad Immacolata) Servi gli aperitivi.

Immacolata esegue.

OSVALDO      - Ma che strano! Anche guardando lei, mi sembra di averla già vista…

ROSARIO       - Magari si tratterà di uno che mi somiglia….

OSVALDO      - Sicuramente. Però, me lo lasci dire, è strano! Molto strano! Di che

                         si occupa?

ROSARIO      - Io?

OSVALDO    - Sì, lei!

ROSARIO     - Io sono pensionato!

OSVALDO   - Questo lo posso supporre. Ma io mi riferisco a prima, quando era in

                       servizio attivo!

AGATA        - Papà è un po’ timido riguardo la sua professione. Lo so perché ogni

                       volta che gliel’ho chiesto, ho sempre letto nel suo sguardo un certo

                        imbarazzo. Anzi, per essere precisi, io lo definirei pudore!

OSVALDO  - Quando ci si guadagna la vita onestamente, non bisogna mai avvertire

                      alcun imbarazzo! Anche un lavoro umile, purchè onesto!

ROSARIO   - Sante parole!

OSVALDO  - E mi creda, io che continuamente lotto contro la delinquenza, non ho

                      più lo stomaco per sopportare certe cose! Oggi il mondo è uno schifo!

ROSARIO   - Ha ragione, sa?

OSVALDO  - Pieno di delinquenti!

ROSARIO   - Bravo!

OSVALDO  - E non mi riferisco soltanto a quelli che fanno rapine, stragi. Io non

                      sopporto nemmeno quelli che commettono piccoli reati, come borseggi,

                     scippi….

ROSARIO  - Fanno schifo!

OSVALDO – Sono d’accordo! E non si giustifichino dicendo che la loro è

                      microcriminalità! Sa cosa le dico? Non me ne frega niente! Io combatto

                      anche loro! Soprattutto loro!

ROSARIO  - Bravo!

OSVALDO – Grazie! Provate, per esempio, ad andare il primo di ogni mese davanti

                      ad un ufficio postale. Quanti anziani che hanno appena preso la

                      pensione, rischiano di essere assaliti da questi delinquenti, che, senza

                      pietà, li vogliono derubare di tutti i loro averi! E queste povere

                      vecchiette, private della loro pensione e di quant’altro, giacciono

                      a terra perché qualche mascalzone le ha rapinate!!!

ROSARIO  - (con intenzione) Non tutte, però!

OSVALDO  - No, tutte! Se lo lasci dire da me! Non esiste scippatore o rapinatore così

                      incapace da non riuscire a rapinarle!

ROSARIO   - Esiste, esiste!

OSVALDO  - Le dico di no!!!!

ROSARIO   - Dia retta a me, esiste!

OSVALDO – No!!! E poi, scusi, lei che ne sa?

ROSARIO   - Io? Ah, certo….Ju non sacciu nenti!

Osvaldo noto il ritratto del padre di Rosario.

OSVALDO   -  Ma quello chi è?

ROSARIO    -  Perché, scusi?

OSVALDO  - Qui le domande le faccio io! Oh, pardon, piccolo lapsus! Perdonerà,

                      ma ormai è deformazione professionale!!!!

ROSARIO   - Non si preoccupi….

OSVALDO – Comunque, non ha risposto alla domanda riguardo al ritratto….

ROSARIO   - Quello è mio padre.

OSVALDO  - Suo padre?

ROSARIO    - Sì….

OSVALDO  - Perché è somigliantissimo ad un vecchio borseggiatore, in servizio più

                      di cinquant’anni fa…..

ROSARIO   - Non è lui….

OSVALDO – Voglio sperare! Oh, le chiedo di nuovo scusa, ma noi in polizia siamo

                     sempre governati dal dubbio e sospettiamo di tutto e di tutti!

ROSARIO   - Questo l’ho capito. Ma mi tolga una curiosità: che cosa l’ha portato a

                     credere che mio padre fosse quel personaggio?

OSVALDO – Perché la vecchia foto segnaletica di questo delinquente è

                      somigliantissima al ritratto! L’ho avuta per le mani qualche giorno fa e

                      mi sembra quasi uguale!

ROSARIO  - Sicuramente si tratterà di una somiglianza!

OSVALDO – Me l’auguro!!!!

Ad Osvaldo suona il cellulare.

OSVALDO  - (ai presenti) Scusate. (Apre la conversazione al cellulare) Amore mio! Ci

                      hai ripensato?......Bene…. Sei già sulla strada?......Allora ti aspettiamo!

                      A fra poco. (Chiude il cellulare) Perdonate, ma mi sono permesso di

                      invitare la mia nuova compagna. Sapete, io sono vedovo da cinque anni,

                      e sei mesi fa ho conosciuto una donna meravigliosa. Degna di diventare

                      la mia futura, legittima consorte! All’inizio, quando le ho detto che

                      dovevamo venire a conoscervi, mi ha risposto che non se la sentiva, ma

                      io l’ho pregata di ripensarci. E a quanto pare, ci ha ripensato.  Non vi

                      dispiace, vero?

ROSARIO   - Ma assolutamente!!!

AGATA      - Anzi, ci fa un immenso piacere!

OSVALDO – Grazie.

Suonano alla porta.

OSVALDO  - Dovrebbe essere lei.

AGATA       - Vado subito ad aprire.

Agata esce per la comune. Osvaldo continua a fissare Rudy.

OSVALDO  - (A Rudy) Eppure, lei assomiglia tantissimo ad un travestito che durante

                      una retata di un mese fa abbiamo preso. Era nuovo e, infatti, l’abbiamo

                      rilasciato dopo qualche ora!

RUDY         - Mi somiglia, ma……

OSVALDO – Mah!!!!

Rientra Agata, seguita da Angela. Al suo ingresso, Angela suscita lo stupore di Rosario che, data la situazione, non può avere alcuna reazione! Immacolata, invece, appare estremamente soddisfatta. Infatti essendo stata sempre a conoscenza del legame tra lei e il fratello, gode un mondo nel pensare a quali turbamenti e dispiaceri andrà incontro Rosario! Sembra che da lassù l’abbiano ascoltata!

AGATA       - (Ad Angela) Prego, si accomodi.

ANGELA     - Grazie. Buonasera.

IMMACOLATA – Signuruzzu t’arringraziu!

RUDY                - (A Immacolata) Pirchì?

IMMACOLATA – ‘U sacciu ju!!!!

OSVALDO        - (Ad Angela) Cara, ti presento il signor Catania….

ANGELA          - Piacere, Angela!!!!!

ROSARIO        - Piacere.

OSVALDO       - La sua graziosa figliola Agata, nonché fidanzata del mio Alfredo.

ANGELA         - Ci siamo già presentate all’ingresso.

OSVALDO      - Bene. Immacolata, la sorella del signor Catania…..

IMMACOLATA – (Con intenzione) Tanto, ma proprio tanto piaciri di canuscilla!

ANGELA            - Il piacere è tutto mio!

OSVALDO         - E per ultimo, Rudy, un amico dei signori Catania.

RUDY                - Salve!!!!

Ogni tanto Angela incrocia lo sguardo di Rosario, ma questi cerca di dominarsi e fare finta di niente.

OSVALDO       - Vedete, Angela è veramente una cara persona. Una persona che ha

                           sofferto! Una creatura che ha avuto la disavventura di imbattersi

                          in persone sbagliate…..

IMMACOLATA – Troppu sbagghiate!

OSVALDO         - Persone senza il benché minimo scrupolo….

IMMACOLATA – Fitusi! Altro che storie!

OSVALDO          - Loschi individui pronti solo ad approfittare della sua buona fede!

IMMACOLATA – Mascalzoni!!!!!

OSVALDO          - (Ad Immacolata) Ma lei che ne sa, scusi?

ROSARIO           - Appunto!

IMMACOLATA  - Tu statti mutu, va bbeni?

ROSARIO            - Statti muta tu!!!!!

OSVALDO          - Non vorrete litigare, spero.

ROSARIO           - Ma per carità! Solo che non sopporto che mia sorella si intrometta

                              negli affari degli altri!

IMMACOLATA – E nemmeno io nei miei! Chiaro?

ANGELA             - Io so solo che l’avere conosciuto Osvaldo mi ha veramente

                             cambiato la vita! E’ un uomo pieno di attenzioni, di sentimenti….

IMMACOLATA – Tutto il contrario di quello che aveva prima!

ANGELA            -  Brava! Tutto il contrario! Ma soprattutto, è un uomo onesto!!!

OSVALDO         - Questo soprattutto! Pare che il suo ex fosse un delinquente da

                             quattro soldi……(Ad Angela) Ma mi hai promesso che prima o poi

                             me lo dici chi è!!!!

ANGELA           - Ti ho detto che forse te lo dico! Dipende da tante cose…. E poi si

                             tratta della mia vita passata! E non vedo perché ci dovresti

                             entrare!

OSVALDO        - Hai ragione, cara! Ma l’idea che tu possa essere stata presa in

                            giro da un simile individuo mi manda in bestia!!!!!

Entra dalla comune Alfio. E’ trafelato, ansima vistosamente.

ALFIO               - Cci ‘a fici, papà! Arrubbaj ‘n portafogghiu! Finalmenti cci ‘a fici!

Imbarazzo di tutti i presenti.

ROSARIO         - (Ad Osvaldo) Non ci faccia caso, sta scherzando…..

ALFIO               - Ma quali schirzannu, papà? Forsi non mm’aju spiegatu bbonu:

                            arrubbaj ‘u primu portafogghiu da’ me vita! Portafogghiu caricu

                            di picciuli! Milli euro !!! Dieci biglietti da centu! Ora non ti

                            dovrai più vergognare di me! Sono degno di te e del nonno!

                            (si reca davanti al quadro del nonno) Nonno, guarda….(gli mostra

                              il portafoglio) Buon sangue, non mente! Ora non direte più che

                            sono la pecora nera da’ famigghia!!!

ROSARIO         -  Tu sì ‘u cretinu da’ famigghia!!!!!!

AGATA            -  Ma Alfio, che cosa hai fatto?

ALFIO              - Agata! Non mi n’ava accurgiutu ca cc’eri macari tu! Fatti abbrazzari!

Alfio ed Agata si abbracciano.

ALFIO              - Ma cchi facisti? Scappasti do’ culleggiu? Facisti comu a bon’arma

                           du’ nannu ca t’annu scappau dalla casa circondariale…..

I ripetuti colpi di tosse di Immacolata, Rudy e Rosario attirano l’attenzione di Alfio che, senza ancora capire perché, interrompe il suo racconto.

ALFIO              - Ma cchi ffu? V’arrifriddasturu tutti pari?  E comunque, finalmente

                           ho superato la prova! Ed il primo del prossimo mese, o’ viale

                           Africa a ‘dda vicchiaredda…..

Osvaldo che, già dall’ingresso di Alfio ha cominciato a capire com’è la situazione, a sentire la parola “vicchiaredda” con tutto quello che si può immaginare, comincia a dare in escandescenza.

OSVALDO       - Vicchiaredda, hai detto?

ALFIO              - Sì, vicchiaredda, e allora?

Tutti cercano con occhiate o altri colpi di tosse di attirare l’attenzione di Alfio, ma questi va dritto per la sua strada.

ALFIO              - Ma chistu di cchi si intrica? Ccu è? Sì, vicchiaredda! E stavota

                          ‘a pensioni cci ‘a futtu!!!!

OSVALDO      -  E’ difficile!

ALFIO            - Ma quali difficili? Ormai mu’ ‘nsignai ‘u misteri! E non posso

                         falliri!!!!!

OSVALDO    -  Ti dico che tu a ‘dda vicchiaredda la lassi stari!

ALFIO           -  Si facissi i fatticeddi so! (A Rudy) A propositu, ‘a tò amica Wanda ti

                         manna a diri cca cci’a pristari ‘na parrucca de’ tò, pirchì idda si nn’a’

                          jri ‘a travagghiari! Ma non nella stessa zona dove travagghi tu….

OSVALDO   - Al corso Sicilia!

ALFIO          - (Ad Osvaldo, soprapensiero) Bravo! (Di nuovo a Rudy) Ma nella Catania

                         Siracusa! D’accordu? Non tu’ scurdari!

Rudy non risponde.

ALFIO         - (A Rudy) Ma chi succidìu, pirdisti ‘a parola?

Rudy continua a non rispondere. Ed anche gli altri tacciono.

ALFIO         - Ma si po’ sapiri cchi ffu?

Agata in preda al pianto scappa via per la comune.

ALFIO         - Vuatri vi stati stannu muti, chidda si nni ju a chiangiri ‘nta so stanza… ma

                      mi vuliti diri cchi schifìu appi ‘a succediri?

OSVALDO – E’ presto detto. Ora io ti metto le manette ai polsi e ti porto

                      immediatamente in centrale!

ALFIO         - Avaja, cci ‘a finisse ccu ‘sta farsa! E cchi è, ‘n sbirru?

OSVALDO – Si sugnu sbirru!!!

ALFIO         - E cci cridi, sparti!!!

ROSARIO  - Guarda che il signore non sta scherzando. E’ veramente un poliziotto.

OSVALDO – (mostrando la tessera ad Alfio) Osvaldo Giusti, commissario di pubblica

                      sicurezza!

ALFIO         - Bedda matri! E che cci fa uno sbirro ‘nta nostra casa?

OSVALDO – Poche chiacchiere! Ora tu vieni con me in centrale!!!

ROSARIO   - Non opporre resistenza. Vai.

ALFIO         - Papà, non cci vogghiu jri ‘n galera!!!

OSVALDO  - Ci dovevi pensare prima! Tutti ci dovreste pensare prima! Perché

                      io non sono un ingenuo! Cosa credete? Io sapevo chi eravate! Ho

                      finto di ignorare tutto! Ma il corso degli eventi, come vedete, mi

                      ha aiutato!

ROSARIO  - Mi permette una parola, commissario?

OSVALDO – Prego.

ROSARIO  - Dopo che avrà portato mio figlio alla centrale, la promuoveranno?

OSVALDO – Assolutamente! Mi avrebbero promosso se avessi sgominato una

                      banda di rapinatori, colti in flagrante con un bottino di decine e

                     decine di migliaia di Euro! Ma qua si tratta di un volgare borseggiatore

                     che ha rubato un portafoglio con dentro mille misere Euro! Normale

                      routine!

ROSARIO  - E mi permetta un’altra domanda. Anche suo figlio sapeva chi eravamo?

OSVALDO – No, mio figlio è all’oscuro e non sa niente!

ROSARIO   - Meno male.

OSVALDO – Perché?

ROSARIO   - Perché non è suo complice.

OSVALDO  - Ma complice di che? Misuri le parole quando parla di mio figlio! Se lo

                      vuole sapere mio figlio è innamorato di sua figlia.

ROSARIO   - E questo mi dispiace.

OSVALDO – Perché è uno sbirro, figlio di un altro sbirro?

ROSARIO   - No, non per questo. Quando mia figlia me l’ha detto, dopo l’iniziale

                      sorpresa, ho pensato che la cosa in fondo non mi sarebbe dispiaciuta!

                      E non sono così cretino da credere che prima o dopo lei e suo figlio

                      non avreste saputo chi siamo e cosa facciamo! Mi aspettavo solo un

                      minimo di delicatezza da parte sua…..

OSVALDO – Delicatezza da parte mia? Questa sì che è bella!!!

ROSARIO   - Mi scusi. Lei ha detto che sapeva chi siamo. Giusto? E nonostante lo

                      sapesse, è venuto lo stesso! E mi dica una cosa: che pensava di trovare?

                      Nella casa di un borseggiatore è possibile trovare qualche portafoglio

                      rubato! Quello che, forse, poteva essere improbabile è trovare qualche

                      travestito fuori servizio! Ma ppi’ chistu cci cuppa me soru! Chiddu è

                      amicu sò! Ora io al posto suo non sarei venuto…..

OSVALDO – Mi ha pregato mio figlio di venire!

ROSARIO   - Ed io, al posto suo,  gli avrei detto di no! Avrei preso tempo…. Trovato

                      qualche scusa…. Nell’attesa o speranza  di scoprire  che tra i ragazzi era

                      tutta un’infatuazione, e che non ci sarebbe stato più nulla! Ma lei,

                      invece,  è venuto ugualmente!

OSVALDO – Per amore di mio figlio!

ROSARIO   - Con le manette ‘nta sacchetta? Pirchì lei si’ purtau!  Se lei veramente

                     fosse venuto per amore di suo figlio, tanto più sapendo quello che sa,

                     ‘i manetti ‘i lassava a casa! E invece, ripeto: si’ purtau!!!!!! Ora , lei

                     farà il suo dovere, arrestando mio figlio! Ed io cercherò di aiutarlo

                     come posso, andandolo a trovare, puttandogli i sigaretti, nell’attesa

                     che finisca di pagare il suo conto con la giustizia! Ma chi pagherà

                     per un delitto non commesso, sarà me figghia! Lei , sì ,che sconterà

                     una condanna ingiusta! Ed io soffrirò per questo! E me lo merito!

                     Perché, a mia volta, ho fatto soffrire diverse persone! Una dolce

                     creatura che si era veramente innamorata di me, e mia sorella, a cui

                     ho tolto il grande amore della sua vita! Per mia sorella, posso riparare,

                     anzi, lo faccio subito…..

Rosario cava di tasca il suo cellulare e forma un numero.

ROSARIO    -  Pronto, Melo…….Pò venere ca ti stamu aspittannu…..Cosa? Ti

                        arrubbanu ‘u portafogghi?...... Avanti, veni ca ni parramu!

Rosario chiude.

ROSARIO    - (Ad Immacolata) Tu’ staju turnannu ‘u tò zitu!

IMMACOLATA – (commossa) Grazie, Rosario!!!

ROSARIO          -  (consegnandogli un pacchetto) E chisti sunu di tò!

IMMACOLATA – Cchi ti pozzu diri?

ROSARIO           - Non ma’ diri nenti! Cchiuttostu tenitillu tu, e non cci’ ‘u dari ‘a

                              iddu! ‘U vidisti? Si fici futtiri ‘u portafogghiu! Cosi de

                              pazzi! Non si può più campare!!!!

OSVALDO         - Appunto!!!!

Si sente suonare il campanello.

IMMACOLATA – Chistu ‘a essiri iddu!

ALFIO                 - E cchi era, arretu ‘a porta?

ROSARIO           - ( Ad Alfio ) Mutu!!! ( Ad Immacolata ) ‘U vò grapici!

Immacolata corre per la comune e vi ritorna seguita da Melo.

IMMACOLATA  - Amore mio!

MELO                 - Paparedda!!! Oh, mi dovete scusare….(si accorge di Alfio)

                              Disgraziatu! Farabbuttu! Nesci ‘u portafogghiu!

IMMACOLATA  - Cci arrubbasti ‘u portafogghi ‘o ziu?

ALFIO                 - ‘O ziu? Quali ziu? Ccu’ canusci a chistu?

ROSARIO           - Sì, zio! Da questo momento in poi lo devi rispettare!

ALFIO                 - Ma di unni niscìu ‘stu ziu! E così, poi, a morti subitanea?!

IMMACOLATA -  E’ il mio fidanzato! E presto diventerà mio marito!!!!

ALFIO                - A ppostu! Cci arriniscisti macari tu a truvari ‘nu stracciu d’omu!

IMMACOLATA – Vidi ca quannu ‘u canuscii trent’anni fa non era d’accussì!

MELO                 - Ero un figo!!!!

IMMACOLATA   - Adesso non esageriamo!

OSVALDO           - (A Melo) Questo è il suo portafogli?

MELO                 - Chistu!

OSVALDO          - Controlli se c’è tutto.

ALFIO                 - Ju, ancora, non pigghiai nenti!!!!

ROSARIO           - (Ad Alfio) Ti vò stari mutu?!!!!

Melo controlla il portafoglio.

MELO                 - C’è tutto.

OSVALDO          - (Ad Alfio) Io non ti porto in centrale. Ma non perché abbia

                              intenzione di chiudere un occhio o non voglia fare il mio dovere!

                              Perché ho ascoltato attentamente quello che ha detto tuo padre.

                              E ha ragione. Io non ci dovevo venire. O quantomeno, i manette

                              l’ava ‘a lassari ‘a casa! Perché le regole sono importanti! Voi

                              eravate in buona fede nei miei confronti! Ma io….no!

                              (ad Immacolata) Può andare a chiamare sua nipote che le debbo

                              dire  una parola.

IMMACOLATA  - Subito.

Immacolata esce.

OSVALDO         - (Ad Alfio) Tu ora ci metti un punto. Va bene?

ALFIO                - Che significa, scusi?

OSVALDO        -  Significa che il cognato di mio figlio deve essere una persona

                             perbene! Chiaro?

ALFIO               -  Bedda matri! Ora ca m’ava insignatu ‘u misteri, non pozzu

                             travagghiari!

OSVALDO       - Lavorerai onestamente!

ROSARIO        -  Non si preoccupi, commissario! Righerà dritto!

OSVALDO       - Mi dà la sua parola d’onore?

ROSARIO        - Le do la mia parola d’onore!

OSVALDO       - Ed io mi fido! Perché non so come spiegarglielo, ma lei mi ispira

                           fiducia e simpatia!

ROSARIO       -  La ringrazio!

ANGELA         - (Ad Osvaldo) Hai ragione, caro! Spesso si sbaglia a giudicare le

                          persone! Specialmente quando fanno del bene! Anche a me

                          è capitato di fraintendere e criticare chi, invece, meritava rispetto

                          e considerazione!

OSVALDO     -  (A Rosario) E’ o non è una donna speciale?

ROSARIO      -  Sono perfettamente d’accordo con lei!

ANGELA       - Grazie!

Rientra Immacolata, seguita da Angela.

AGATA         - (scoppiando a piangere) Commissario, le giuro, io sono mortificata!

                         Non sapevo niente!

OSVALDO   -  Innanzitutto asciugati le lacrime. Ora lo sai cosa facciamo? Col

                        permesso di tuo papà, andiamo a prendere Alfredo che fra un paio

                        d’ora smonta di servizio.

AGATA        - Ma allora……(Scoppia di nuovo a piangere) La ringrazio! La ringrazio

                       di vero cuore!

OSVALDO   - Su, coraggio! Non lo vedi che tutto sta andando a gonfie vele?

AGATA        - Grazie!

RUDY          - (Ad Osvaldo) Sa cosa le debbo dire? Lei è lo sbirro più simpatico che io

                      abbia mai conosciuto!

IMMACOLATA – Anche gli sbirri hanno un’anima!

OSVALDO        - Quelli sarebbero i bancari, ma va bene lo stesso!

ROSARIO         - Lo vogliamo fare un bel brindisi?

OSVALDO       - Ma con immenso piacere!

Entra Filippo, tutto trafelato.

FILIPPO           - Ha vinto, signorina! Ha vinto!

TUTTI              - (insieme) Cooosaaaa?

FILIPPO           - Fitusu vincente e Pruvulazzu piazzatu!

MELO              - Bedda matri! Vinciì macari ju!

IMMACOLATA – (a Melo) Ti jucasti macari tu?

MELO               - Sì!

FILIPPO           - E cch’i jucati ca cci fici me patri, tutti inzettau! Manca sulu ‘a

                           partita du Catania!

IMMACOLATA – E comu ‘u misi?

FILIPPO            - E comu ‘u puteva mettiri? Vincente!

RUDY                - Fra poco scendono in campo con i loro calzoncini corti e quelle

                             gambe….matruzza!!!!!!

MELO               - E allora, gridiamo tutti insieme….

TUTTI               -  Forza Catania!!!!

ROSARIO        - Immacolata, projmi a’ buttigghia di spumanti. Io voglio brindare…

                           Voglio brindare a tante cose…Voglio brindare innanzitutto alla

                           felicità dei nostri figli! Sono giovani, belli e hanno diritto! Poi, voglio

                           brindare alla filicità di chiddi ca sunnu meno giovani, ( si riferisce alla

                           sorella e a Melo ) ma in fondo meritanu macari iddi una boccata

                           d’ossigeno, come si dice! Giusto? Brindamu macari pa’ vittoria du’

                           Catania! E’ la nostra squadra del cuore e la vogliamo presto in serie

                           A! Ma soprattuttu, vogghiu brindari all’onestà! Pirchì…..(si rivolge al

                           ritratto del padre) papà, è inutili, nuatri non semu comu a ttia! E su

                           cci permetti no’ vulemu essiri! Non semu fatti ppi’ ffari i

                           borseggiatori! E lo sai perché?  Perché non è nella nostra natura!

                           Questa è la verità! Ci abbiamo provato, ma fortunatamente  non ci

                           siamo riusciti!!! Chi ti  cridi? Io ho mentito sempre a tutti! Perché lo

                           confesso: non ho  mai rubato un portafoglio in vita mia!

TUTTI             - Cosaaaa?

ROSARIO      -  Sì ! Tutte bugie, invenzioni….. Insomma, io di fare il malavitoso

                          non ne ho mai avuto voglia!  Quindi, caro papà, ti chiedo

                          perdono se ti ho deluso, ma….non ci pozzu fari nenti! ‘A natura

                          buttana cci cuppa! Ju non cc’entru!  Io sono un borseggiatore…

                          …..onesto!!!!!!

                                         

                      

Sipario velocissimo

   

 

F I N E    D E L L A    C O M M E D I A

 

                                 

                                 

 

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