Un dramma qualunque

Autore: Niccol Matcovich

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Un dramma qualunque

Sera.

Maria in salotto, seduta sul divano a guardare la televisione.

Entra Guido, suo marito, con il cellulare di lei in mano.

GUIDO: Maria.

Maria gli fa cenno di aspettare in silenzio.

GUIDO: Ti arrivato un messaggio.

Silenzio.

GUIDO: Maria, sto parlando con te.

Silenzio.

Guido le si avvicina, prende il telecomando e spegne la televisione.

MARIA: Ma che fai?

GUIDO: (mettendole il cellulare davanti agli occhi) Vediamo se cos ti svegli.

MARIA: Cos?

GUIDO: Dimmelo tu.

MARIA: Guido sono stanca. (riaccende la tv) Giacomo dorme?

GUIDO: Maria, che significa?

MARIA: Ti ho chiesto se Giacomo dorme.

GUIDO: Che significa questo messaggio?

MARIA: Guido non alzare la voce! Dimmi se Giacomo dorme.

GUIDO: Dorme, s, dorme!

MARIA: Angioletto. cos bello quando dorme!

GUIDO: Adesso spiegami che significa questo messaggio.

Silenzio.

Guido spegne di nuovo la televisione e si tiene il telecomando vicino.

Maria si alza, prende una sigaretta, la accende.


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GUIDO: Maria!

MARIA: Sh! Ma sei pazzo? Lo vuoi svegliare?

GUIDO: Di chi questo numero?

MARIA: Non lo so Guido, non lo so. Vedi che non ce lho salvato?

Lunga pausa.

GUIDO: un uomo?

MARIA: S.

GUIDO: Maria, un uomo?

MARIA: Ti ho detto di s. S, un uomo, un uomo!

GUIDO: E quindi?

MARIA: Quindi basta. Io vado a dormire.

GUIDO: No Maria, tu non vai a dormire. Tu adesso ti siedi qui e mi guardi negli occhi. Guardami!

MARIA: Guido ti ho gi detto di abbassare il tono.

GUIDO: (prendendole il viso tra le mani e puntandole gli occhi addosso) Adesso mi dici cos questo messaggio.

Lungo silenzio.

Maria inizia a piangere.

MARIA: (debolmente) Mi fai male.

GUIDO: Maria, ti prego, sono stanco pi di te, ho bisogno di riposarmi in previsione di domani e labbiamo gi tirata lunga. Dimmi che diavolo significa quel messaggio. MARIA: Io non Oddio Guido mi sembra un incubo.

GUIDO: Io non mi muovo finch non me lo spieghi.

MARIA: Lo sapevo che sarebbe tornato. Me lo sentivo. Ma tanto il mio bambino non me lo porta via nessuno.

GUIDO: Maria, ma che stai dicendo?

MARIA: Io lavevo dimenticato, lavevo cancellato. Mi faceva schifo, Guido. Era unavventura pericolosa, e lui era un vigliacco, un disperato. Mi ha salvata il mio bambino, capisci? GUIDO: No, non capisco.

MARIA: (come se non avesse ascoltato la risposta del marito) Giacomo, che piano piano prendeva forma, mi gonfiava tutta come un pallone e mi dava cos tanto orgoglio!

GUIDO: Maria, ma di cosa stai parlando? Perch devi farmi insistere? Mi fai sentire un cretino.

MARIA: Guido io non sto capendo pi niente. No, non sei un cretino. Cretina sono io. Anzi, cretino

lui. Lo sempre stato. GUIDO: Ma lui chi?


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MARIA: Guido non devi urlare! Non puoi urlare.

GUIDO: Maria, me le stai facendo girare.

MARIA: Mi fa male la testa.

GUIDO: Ho letto qualcosa che non dovevo leggere. Adesso dimmi chi quello l.

MARIA: (sussurrando e rapidamente) Avevo una relazione.

GUIDO: Quando?

MARIA: Poco prima che nascesse Giacomo, Guido. Poco prima che nascesse Giacomo.

GUIDO: Eravamo gi sposati.

MARIA: Lo so.

GUIDO: Lo conosco?

MARIA: No.

Silenzio.

Guido si accende una sigaretta.

GUIDO: Ma perch?

MARIA: Cosa?

GUIDO: Che ti mancava?

MARIA: La ragione, forse.

GUIDO: Gi.

Silenzio.

GUIDO: Quanto andata avanti questa storia?

MARIA: Non lo so Guido, non me lo ricordo. stata una brutta parentesi.

GUIDO: Io non capisco.

MARIA: Non c niente da capire.

GUIDO: E invece s, Maria. tutto da capire. E tu devi spiegarmelo. Perch mi hai sposato?

MARIA: Io ti amo.

GUIDO: (sbottando) E allora perch un altro?

MARIA: Guido per favore.

GUIDO: Io davvero non ci arrivo. Magari sono stupido, ma non ci arrivo. Eravamo stabili. Felici. Abbiamo scelto tutto insieme: la chiesa, il quartiere, i mobili per la casa. E io non ho mai capito nulla. Ti prego Maria, dimmi almeno quant durata.

MARIA: durata poco. Appena ho saputo di essere incinta sono scomparsa.

GUIDO: E lui?

MARIA: Mi ha cercata per un po, mi ha scritto. Non gli ho mai risposto. Non sapeva neanche dove abito.


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GUIDO: E che avevi un marito lo sapeva?

MARIA: Certo.

GUIDO: Non dirmi certo, perch non una cosa ovvia. E soprattutto non normale.

MARIA: A lui piaceva questo di me. Lo eccitava il pensiero di andare con una sposata. Diceva che ero coraggiosa, che remavo contro le regole, contro la morale. GUIDO: Che schifo.

MARIA: S Guido, hai detto bene. Era un verme.

GUIDO: E allora perch ci stavi?

MARIA: Guido ma che domande fai? successo e basta. Quando fai queste cose non sai perch le fai. Neanche te lo chiedi. Le fai e basta.

GUIDO: E quando tornavi da me eri quella di sempre. Questo assurdo! Come facevi ad essere la stessa, sempre la stessa?

MARIA: Perch quando tornavo da te lo dimenticavo.

GUIDO: Andavate a letto?

MARIA: Era tutto l. Per questo lo dimenticavo.

Silenzio.

Guido si accende unaltra sigaretta.

GUIDO: Perch non me lhai mai detto?

MARIA: Perch ti amo Guido. Perch non volevo rompere questo equilibrio. Perch il s che ti ho detto allaltare era sincero, e lo ancora.

GUIDO: Non so pi che dire. una di quelle situazioni in cui ti crolla tutto addosso e dopo ti senti

svuotato. Non riesco neanche ad arrabbiarmi. (dopo una pausa) Perch ti ha scritto adesso? Erano

tre anni che non lo sentivi, giusto?

MARIA: S.

GUIDO: E allora perch? Cosa vuole ancora da te?

MARIA: Non lo so.

GUIDO: Prima hai detto che sapevi che sarebbe tornato. Maria, in questi tre anni lhai rivisto?

Lhai sentito di nuovo?

MARIA: No Guido, te lo giuro. Lavevo cancellato, sul serio. Ma avevo qualcosa dentro, tre anni fa, che mi portava a pensare che un giorno si sarebbe rifatto vivo.

Silenzio.

GUIDO: Cosa centra il bambino?

MARIA: Giacomo?


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GUIDO: S, Giacomo. Nel messaggio parla anche di lui. Quando hai troncato sapeva che eri incinta? Sei tornata da me solo per nostro figlio?

MARIA: No, non lo sapeva. Non gli ho mai spiegato i motivi. Sono scomparsa. Dovevo solo trovare un motivo forte per me, e il mio bambino mi ha salvata. GUIDO: Sei tornata da me solo per Giacomo?

MARIA: Guido io

GUIDO: Cosa?

MARIA: Io non so chi di voi due il padre di Giacomo.

Lungo silenzio.

MARIA: Guido non fare quella faccia. Non colpa mia. Sono stata sincera. Non sei contento? Ti ho detto tutto, proprio tutto. Ma adesso non guardarmi cos. Giacomo il nostro bambino Lo stiamo crescendo insieme ed cos bello! Il passato non esiste Guido.

Pausa.

MARIA: Guido dimmi qualcosa.

Guido le si avvicina e le d una forte sberla.

Esce dal salone.

MARIA: (quasi parlando tra s, in lacrime) Guido che fai? Dove vai? Stai andando a dormire? Io lo so che tu mi capisci. Adesso andiamo a dormire. Siamo stanchi Guido. Abbiamo cos tanto bisogno di riposare! Adesso vengo a dormire anchio. Sistemo la cucina e vengo a dormire anchio. Guido rientra con Giacomo accoccolato tra le braccia.

MARIA: (mentre Guido prende le chiavi, la giacca, copre il bambino con una copertina) Vedi quant bello il nostro bimbo? Lhai portato da me, vero? Che fai Guido? Perch ti copri? Hai freddo? Posso accendere il riscaldamento. Adesso diamo un bacio al bambino e lo rimettiamo a dormire. Portalo qui e fammelo guardare. Guido? Guido?

Guido lascia la casa con il bambino tra le braccia.

Silenzio.

MARIA: (piangendo) Mi mancherai.

Buio.


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