Un fidanzato per due

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Ròbb da métt!

un fidanzato per due

Due atti brillanti di Nuccio Vassallo

Comm Ciccio Falcone titolare di una impresa di costruzione

Gilda Sua moglie

Eva La figlia

Aldo Grassi Il Direttore Commerciale

Berto guardaspalle

Michela La fidanzata di Aldo

Carmen La cameriera

Marco Tesser il banchiere

Teresa La nuova cameriera

Simone Quello della valigia

                    Atto primo

          La scena rappresenta una elegante sala di una casa arredata con gusto. Comune al centro, porta a sinistra che dà in cucina e corridoio che porta alle camere. In scena Berto seduto sulla sedia vicina al corridoio che legge un fumetto, ridacchiando.

Suonano alla porta d'ingresso. Carmen va nel vestibolo per aprire.

CARMEN – Io sono Carmen, lei chi è?

ALDO - (allampanato, furbastro più pratico che acculturato) Vorrei veder il signor Falcone.

CARMEN - Il signor Falcone?(rivolta a Berto) vuole vedere il sig. falcone.

 Berto (non alza gli occhi dal giornale)– Impossibile! E poi ha un appuntamento?

ALDO - No, ma ho una cosa importantissima da dirgli...

Berto – (lo guarda scocciato. Si alza, gli si avvicina, esce una agendina) Dunque, alle 9,30 veni il sarto,alle 10,30 ‘u diritturi dà banca….. ( lo guarda) non c’è signatu ca s’ha vidimi ccò so contabili….(fa per tornare a sedersi)

ALDO - Quello che devo dirgli è roba della massima importanza.

Berto- Sono le otto del mattino... e il signor Ciccio dorme. Aeri si curcau tardissimo e se lo sveglio adesso come minimo mi sfascia a facci!

ALDO - (deciso) Mi pigghiu iù la responsabilità. Vallu a svegliari e dicci ca c’è Aldo Grassi che ha bisogno “urgentissimo” di parlare con lui...

Berto- Ti pigghi a responsabilità? Se è così... (esce per il corridoio. Aldo si guarda in giro per la stanza. Si sentono dalle quinte come dei grugniti che giungono dalla camera da letto dei Falcone. Dopo un momento entra Ciccio in vestaglia, infuriato e seguito da Berto che cerca di spiegare che lui non c’entra.

 Ciccio (si ferma davanti all’ingresso e guarda Aldo che intanto si è alzato con ossequio appena lo vede) Stammi a sentiri: su chiddu ca mà diri chiddu non è n’incendiu ‘nto cantieri oppure il crollo della borsa di Milano, qualcuno passa i guai… (Si avvicina a Aldo, gli si piazza davanti a gambe larghe) Allora?

 Aldo- Sig. Falcone cci vulissi parrai da solo.

Ciccio –Semu suli! ( senza voltarsi a Berto ) tu pensa ppò cafè. (Berto fa per andare in cucina)

ALDO – (a Berto ) Macari a mia ‘ncafè.

Ciccio (lo guarda interrogativamente poi) ‘ncafè macari a iddu...

Berto –Subito capo!

CICCIO –E non mi chiamari capo!

Berto – Scusa capo!

Ciccio- (a Aldo ) Siedi! (Gli si siede di fronte) E allura? Chi successi? Non potevi aspittari?

ALDO - Oh, no, signor Falcone, non poteva aspittari mancu ‘minutu cchiù.

CICCIO -  Allora cosa c’è? E fa presto picchì vogghiu tornare a letto subito!

ALDO - Signor Falcone, io so che lei e un uomo con un cuore grosso così e quando saprà il motivo...

CICCIO – Finiscila d’arriminari a quagghiata e parra in fretta. (entra  Berto e prende il suo posto dietro a Ciccio ) E allora picchì vinisti a mè casa di notte?!?!

ALDO - Ecco... io volevo chiederle... Io... vinni ppi chiedergli un aumento di stipendio.

CICCIO - (lo guarda calmo.Pausa. Si gira verso Berto ) Chi dissi?

Berto –Dici ca voli un aumento.

Ciccio –(sorpreso) Ma allura capii bonu! (esplodendo)  Ma tu vinisti ccà mi pigghiarimi in giro?

ALDO - (si è alzato) Per carità, non mi permetterei mai... Quando saprà....

Ciccio- ( a Berto ) Ma u sta sintennu chi facci di bronzo?

Berto – Havi bellu ficuto capo!(pausa)

Aldo -Le lascio un minuto per riflettere sig. Falcone.

CICCIO - (con calma esagerata) Arriflittii!  Non vogghio sapiri nenti. Nenti!!! Mi capisti bonu? (entra Carmen con i caffè. Ciccio prende la sua tazza )

ALDO - (accorato) La mia vita dipende dalla sua risposta, signor Falcone...

CICCIO – Non voglio sapere niente!  E se non hai capito bene te lo torno a ripetere “Non voglio sapere niente”!!! Sono stato chiaro? (pausa mentre sorseggia il caffè) Quantu pigghi di stipendiu tu?

ALDO – Ottocento mila!

CICCIO -  E quantu  vulissi pigghiari?

ALDO – Duemilioni e ottocentomila! (prende la sua tazzina) Vidi ca ccu calma si rinesci a capirisi?

CICCIO - Cosa? Ma tu ‘mpazzisti tuttu di colpo? Sentimi bonu. Stamattina ci deve essere qualcosa nella tua testa che non funziona bene. (avvicinandosi con fare minaccioso) Iù ti consigliu di andartene, e alla svelta...

ALDO – Vede sig. Falcone , io non l’avrei mai disturbato ma è l'amore che delle volte ni fa fari cosi strani...

CICCIO - (soffocato) L'amore?

ALDO - Si, signor Falcone, sono innamorato...

CICCIO - E mi lu veni a cuntari a mia?

ALDO - E' una ragazza adorabile ed è per questo che sono venuto a chiedergli l'aumento dello stipendio. Ieri sera le ho chiesto se voleva sposarmi e, dato che le mie possibilita economiche non mi permettono di garantirle un tenore di vita che le danno i suoi genitori...

CICCIO – Dacci un taglio! (siede e si serve una tazza di caffe).

ALDO - Ecco proprio quello che ci voleva... un buon caffè... soprattutto calma i bollenti spiriti.

CHECC0 - (mugolando a causa del caffe bollente) Scotta il caffè, altrochè! (altro tono) Dicisti ca ora pigghi 800 mila liri…

ALDO – Sissignori sig. Falcone ..

CICCIO - (prende una sorsata di caffe). E quantu vulissi pigghiari?

ALDO - 2 milioni e 800 mila ... (Ciccio ha ingoiato di traverso e tossisce ma non fa una piega) Prima di rispondermi vorrei riflettesse un pochino...

CICCIO – (pausa) Mi voi diri cu è ‘sta fimmina ca mi ha buttato dal letto alle 8?

ALDO – Cosa signore?

CICCIO - (sempre con calma) Senti, mi parrasti di amore. Giusto? Penso ppi ‘na fimmina no?...

ALDO – ah! E’ una ragazza meravigliosa di buona e facoltosa famiglia. La ciederò in moglie questa mattina.

 CICCIO – L’amore è una cosa meravigliosa (guarda Berto che annuisce estatico) Va bene  vai pure hai la mia benedizione.

Aldo –Ma io non posso andare a chiedere la mano della ragazza che amo. La mia condizione non mi permette di assicurarle la vita agiata che ha in casa sua.

CICCIO - (ironico) Allora scaricala. Chidda è ‘na sanguisuga…….

ALDO – Ma no signore è proprio l’opposto. E’ gentile e dolce….

Ciccio – Ho capito ‘sta fimmina ti trasiu intra e si pigghiau u tò cori… Va beh! Dicisti ca guadagni 800 mila veru?

ALDO – Sissignore!

Ciccio- E vulissi guadagnari inveci…..

Aldo- 2 milioni e ottocentomila. Costruirsi una vita in due è molto costoso signore, me lo diceva anche il sig. Mascardi ieri sera…

CICCIO - MASCARDI?

ALDO - Si, il padrone dell’impresa "Roberto Mascardi & C. s.n.c.", il suo piu grosso concorrente..

CICCIO - Ma tu come l’hai conosciuto?

ALDO - E' stato lui che ha voluto conoscermi. Sta cercando un ragioniere. Il suo è morto nel sonno.

Ciccio- E ppi forza… non cci l’avissa fatto mai a fallu moriri sveglio…che vigliacco….

Aldo-Capirà... è un po' agitato per la concorrenza che gli stiamo facendo... mi ha chiesto quanto guadagno al mese. Lui è disposto a darimi 2.800.000 liri al mese.

CICCIO - Si, si... li conosco i sistemi di Mascardi... Ma se crede di farmi paura si sbaglia! Si sbaglia!!(minaccioso)Macari iù haiu i mè sistemi!

ALDO - Certo che un Mascardi non sarà mai un Falcone... Lei signore è un uomo di cuore...

CICCIO - (fra se, colpito dall’adulazione) Un uomo di cuore... (riprendendosi) Però il mio cuore non può arrivare a dariti 2 milioni e 800 mila liri al mese! (pausa)  E allora la tua morosa...

ALDO - (sospirando) Ah, signor Falcone, è un amore!

CICCIO - E i suoi genitori?

ALDO - In gambissima.

CICCIO - E a soldi come stannu?

ALDO - Benissimo. E' per questo che io insisto per l'aumento. Capirà, col mio stipendio...

CICCIO - Ma tu pigghi ‘na montagna di soldi... Comunque Mascardi ti dissi accussì? E allora, sai cosa faccio io? Ti dò 2 milioni al mese e non se ne parla più!

ALDO - Oh, grazie signor Falcone, è di piu di quello che speravo...

CICCIO – Come di più? Ma su mi dicisti ca Mascardi ti aveva offerto 2milioni e 800 mila liri al mese?.

ALDO - Io? Mai detta una cosa simile...

CICCIO - Porca miseria.... ma allura...

ALDO - Il signor Mascardi era pronto a darmi quello che volevo, ma preferisco rimanere con lei...

Ciccio – ( rivolto a Berto ) Cissu hava fari l’esattore non ‘u contabili…Un artista dell’estorsione. E va bene ora vai… vai a fare la tua proposta.

Aldo-( si alza, si mette in posizione eretta) Signor Falcone... Sono molto onorato di chiederle la mano della signorina sua figlia...

CICCIO - (sbuffa il caffè) Cosa?

ALDO - Si, signor Falcone, è di lei che si tratta...

CICCIO - (si alza e lo afferra per il collo) Mè figghia? E tu unni a canuscisti a mè figghia?

ALDO - Ci siamo incontrati, per caso, un anno e mezzo fa a ballare.

Berto- (Si avvicina e tira fuori la pistola puntandola in bocca a Aldo ) Capo, non t’arrabbiari ca ‘u sistemu iù…

Ciccio- (lascia il collo di Aldo )Giri ancora armato? Ma quantu cci voli a capiri ca ora semu impresari nuatri? Dammi ‘sta cosa… dammi (  gli leva la pistola)

Aldo- (Ancora stordito e senza voce quasi si beve quel che resta del caffè) Posso alzarmi sig. Falcone?

CICCIO - (si risiede con sforzo per stare calmo) scusami… ho perso la calma…

Aldo- E’ con la massima umiltà che chiedo di sposare sua figlia….

Ciccio – Con 2milioni al mese? Si merita di più mè figghia…

Aldo- Sì.. sì è vero… si merita ‘nmarito ca guadagna 2.800.000 liri…

Ciccio- E lo avrà… ma non Michelai tu…. ( a Berto ) Fammi purtari ‘npocu di bicarbonato…

Berto- Subito capo.

Ciccio- E non chiamarmi capo.

Berto- Scusa capo. (via)

Ciccio – Quanto a te ..pensi ca ti fazzu maritari mè figghia ppè soldi?

ALDO – Ma io non l’amo per i suoi soldi, sig. Falcone e posso provarlo.

 CICCIO – E comu?

ALDO – Il giorno che la sposerò, intesterò a lei la mia intera fortuna. (entra Berto con il bicchiere di acqua e bicarbonato)

CICCIO - E chi fortuna potissi essiri?

ALDO – 487 milioni e 327 mila liri.

CICCIO – E comu l’hai tutti sti soldi? Risparmiannu dè 800 mila liri di stipendiu?

ALDO - Ma neanche per sogno... Li ho rubati a lei.

CICCIO - (sprofondando in poltrona) Cosa? Rubati a me! Vinisti a mè casa ppi dirimi ca mi rubasti 490 milioni?

ALDO - Sicuro! Adesso glielo spiego...

CICCIO – Stai schirzannu, vero?

ALDO - Signor Falcone, non mi permetterei mai di scherzare con lei...

Berto – ( gli mette una pistola alla tempia) Capo ora cci spurtusu ‘u ciriveddu..

CICCIO – Ti l’haia dittu centu voti… Ora sì un maggiordomo u voi capiri? Dammi….

Berto –Ma chistu è un oggetto di famigghia da anni… ( consegna la pistola)

Ciccio (a Aldo)Se tutto chiddu ca m’à cuntatu è veru è vero, io t’ammazzu, ti levu a peddi di ‘connu .. e poi ti denunciu ... ti rovino... ti fazzu sbattere in galera... Staiu aspittanni ‘na spiegazioni!...487 milioni e spari .

ALDO - Per essere piu precisi, sono 500 milioni. Quando lei mi ha assunto come contabile i suoi libri erano un disastro

Ciccio- Ora mi parunu peggio… comunque vai avanti..

ALDO – Le spese erano alte ed il profitto era basso. Io ho invertito la tendenza…

Ciccio- E iù ti mannai un cestino di frutta a Natali.. ricordi?

Aldo- Ho diminuito le spese ed ho aumentato il profitto. Ma ho fatto un errore di calcolo…

Ciccio- E chistu mi custavu mezzu miliardu?

Aldo- Aspetti! E’ stato solo un errore di addizione. Il costo unitario era stato abbassato di un po’ di più di quanto previsto. Poche centinaia di lire, ma che con il tempo sono cresciute. Quando mi sono accorto del mio errore cercai di parlarle ma lei era partito… Il giorno me lo ricordo benissimo perché è stato il giorno che conobbi sua figlia. E’ stato amore a prima vista. Quelle poche centinaia di lire potevano diventare la chiave della mia felicità. Gonfiai le spese di cassa ed ero certo che un grande uomo come Ciccio Falcone non avrebbe negato al futuro genero quei pochi soldi che io avevo intenzione di trasferire alla figlia quando la sposerò.

CICCIO - (stordito) Ah, grandioso mi fa tanti complimenti e intanto mi pugnala alle spalle!

ALDO – Non mi vanto di quello che ho fatto ma lo rifarei mille volte per conquistare sua figlia !

CICCIO – Ma tu l’ami fino a questo punto?

ALDO – Anche di più!

Ciccio – E lei lo sa chiddu ca cumminasti?

Aldo- No signore.E le chiedo di non dirglielo. Le ho fatto credere di essere il Direttore Commerciale di una grossa azienda, senza naturalmente dirle che era la sua.

CICCIO – Ma mè figghia ti vuole proprio così tanto bene...?

ALDO - Sono sicuro, signor Falcone, (insinuante) anzi m'ha gia dato le prove... ...

CICCIO – Prove??Che prove?

ALDO – (chiamando) Berto … Berto

Ciccio – Ma chi voi di Berto?

Aldo- Fazzu purtari autru bicarbonato..

Ciccio- Perchè?

Aldo- Le faccio notare che siamo alle soglie del 2000. Siamo tutti adulti ed emancipati, giusto?

Ciccio- Ma chi è stu fattu?

Aldo -Io e sua figlia siamo amanti...

CICCIO - Cosa???( lo afferra ancora) Berto .. Berto … ammazzalo!!!!!!!

Berto- (Intervenendo) Ma no capo… stanno arrivannu visite… non è bellu ccu ‘nmortu in casa…

Ciccio –(si sforza di calmarsi) Hai ragione … non sta bene…

Aldo- Irritarla era l’ultima cosa che desideravo…

Ciccio-Ma no, picchì m’avissa irritare? Mi veni arrusbighiari all’alba, mi dici ca m’arrubbatu mezzu milardu, mi dici ca vai a letto ccu mè figghia….. cci vidi qualche motivo di irritazioni?

Aldo- Non pretendo la sua risposta subito…

Ciccio- Bravo! Intanto hai parrari ccu mè figghia…(va verso le stanze)

Aldo- Mentre lei parla con sua figlia… mi fazzu ‘ngiro do palazzu… Mi darà la risposta quando torno…. Papà (esce in fretta)

Ciccio-(fermandosi ) E non mi chiamare papà…

Carmen-( entra e le si para davanti) Le posso parlare un momento signore?

Ciccio- NOOOOOO!!!! ( dietro la porta della figlia) Eva .. Eva vieni fuori…….(tenta di aprire la porta che è chiusa)

Eva -  (si affaccia) Papà!

Ciccio- Ti chiudi a chiavi ora veru?

Eva-Papà io ho la mia privacy… sono una donna ormai..

Ciccio-Si, me lo hanno detto..

Eva- Non capisco..

Ciccio-Non fare la santarellina con me…. So tutto! Tutto del tuo ragazzo…. O avissa dire amante?

Eva-Sai tutto?

Ciccio-Si. Hai coperto di vergogna questa famiglia….

Eva-Papà devi capire che non sono più una bambina. Mi dici come hai fatto a sapere di noi due?

Ciccio- E’ venuto qua a chiedere a me la mano tua!

Eva-(scoppia a piangere in maniera esagerata e finta)

Ciccio –Ma picchì chianci?

Eva- E’ una notizia così bella! Io pensavo mi avesse lasciata…

Ciccio-Magari Diu…

Eva-Non dire così dell’uomo che devo sposare..

Ciccio-Tu non ti mariti certu a chissu… tu ti mariti a chiddu ca sciglii iù: Bruno Anselmi!

Eva- Ma io non voglio sposare Anselmi… è brutto ed è alto 1,50 appena.

Ciccio-Tua madre ed io ti abbiamo mandato alle migliore scuole di monache… e chissu è u risultatu! Vergogna!

Eva- Io soffoco qua papà… Io voglio fare la traversata dello stretto a nuoto, voglio scalare l’everest, voglio andare a Honululo…

Ciccio.-Fai tuttu chiddu ca voi… ma non nescire dà tò stanza… (la spinge dentro e chiude, mentre la figlia piange forte. A Berto ) Tu stai attento a sta porta, mè figghia non a nesciri ppi nuddu motivo. ( esce per le stanze)

Eva-( si affaccia dalla stanza) Berto.

Berto-E no signorina, io non posso farla uscire…  (passa Carmen  )

Eva- Carmen … Carmen… hai visto come mi tengono prigioniera? ( si siedono sul divanetto vicino alla porta) Vorrei poter fare tutto: la traversata dello stretto… scalate… come sono infelice…. In questa prigione non resisto.

Carmen- (cerca di consolarla) Beh, però mia cara, come prigione mi pare che sia molto ben messa…

Eva- la mia vita è finita! Sposare quel ragazzo era la mia occasione per evadere da questa prigione.

Carmen- Ho visto una commedia una volta…..

Eva –Davvero? Era bella?

Carmen –Ricordo che la protagonista per costringere i genitori  ad accettare di farla sposare con il suo ragazzo, ha detto di essere incinta.

Eva – Ma se dico a mio padre che aspetto un bambino gli viene un infarto…

Carmen- Si ma superato l’infarto… sarà costretto a fartelo sposare… e finalmente usciresti da questa casa. Vado tesoro… prova (via)

Eva- Berto devo parlare a mio padre!

Berto- Va beni signorina, ma vada dentro la sua camera per favore. So patri sa pigghia ccu mia…. ( Eva entra dentro, mentre Berto chiama Ciccio dal corridoio) Capo… capo… la signorina ci voli parrari…

Ciccio- (compare) E non chiamarmi capo…

Berto- Si capo…. Scusa capo.

Ciccio-(apre la porta della figlia) Eccomi! Chi c’è ancora?

Eva-(compare piangendo sempre in maniera palesemente finta) Papà… papà ti devo dire una cosa…. che ti farà soffrire molto..

Ciccio –E dai… ormai ca cci semu….

Eva –Ho deciso di andarmi a chiudere in un convento.

Ciccio- Ora ti vuoi fare suora? Mi pari ‘npocu tardi…

Eva-Papà in convento ci vanno anche le madri nubili a fare nascere i loro bambini.

Ciccio- (capisce e grida) Cosa? Cosa? (Eva si rannicchia sul divano e grida)

Berto –( arriva al grido di Ciccio ) Tutto a posto capo?( tira fuori una pistola)

Ciccio- Ma non ti l’hava livatu giù ddu voti?

Berto-Scusi capo… è quella di scorta per le emergenze…. (Ciccio fa segno di consegnargliela)

Ciccio- Adesso sparisci.( Berto ritorna al suo posto. Alla figlia) ‘Sta pistola l’avissa usari ppi spararimi… dopu chiddu ca mi facisti a mia e a tò matri…..

Eva-Papà ma o vado in convento…

Ciccio-Tu non vai in nessun convento… Ti sposi ddù farabutto… appena ci mettu i mani di ‘ncoddu….

Eva-(contenta) Allora papà acconsenti che mi sposi?

Ciccio- E che altro posso fare svergognata… e dopo il matrimonio andrete a vivere in un bell’appartamento a pian terreno..

Eva-Perché a pianterreno?

Ciccio- E comu fa a ‘cchianari scali dopo che cci rumpu tutti ddu iammi?( Eva ritorna in camera sua. SUONANO ALLA PORTA)

Berto ( Va alla porta e poi) C’è una femmina alla porta…

Ciccio-Ma non u vidi ca sugnu occupatu? Cacciala…

Berto-No, picchì chidda dici ca…

Ciccio-Ho capito “ è una questione di vita o di morte” e falla trasiri.

Berto –(fa entrare Michela) Aspettate. Eccola capo.

Ciccio- E non mi chiamare capo.

Berto- Scusa capo.

Ciccio- ( a Michela )Venite avanti…. Accomodatevi. (Michela siede sul divano) Che posso fare per lei …..

Michela- Michela…

Ciccio- Michela?

Michela-Le posso parlare in privato?

Ciccio- Certo… Berto vatti a fari ‘npanino dai.. (Berto via)

Michela- Sig. Falcone ho fatta una stupidaggine…

Ciccio- E cioè?

Michela- Mi sono innamorata di un uomo che si chiama Aldo Grassi.

Ciccio- Ha ragione è ‘na stupidaggine…una grossa stupidaggine… quel tizio è già impegnato con me.

Michela-Non capisco.

Ciccio-Aldo mi ha chiesto la mano della mia figliola proprio poco fa

Michela-E’ già venuto qui?

Ciccio- Si. Ma lei non si scoraggi. E’ una bella ragazza ed il mondo è pieno di giovanotti disponibili. Ed ora se vuole scusarmi….

Michela- No, lei non ha capito sig. Falcone ,io ho mentito ad Aldo. Gli ho detto che ero sua figlia.

Ciccio- Cosa?

Michela- Lui crede che lei sia mio padre e quindi quando le ha chiesto la mano era me che voleva.

Ciccio-Vuol dire allora che quello non ha mai visto mia figlia! Ma è meraviglioso. Ma un momento: se non si conoscono il figlio di mia figlia di chi è?... Ma scusa con tanta gente che c’è al mondo perché lei ha scelto proprio me.

Michela-Perché volevo che Aldo credesse che venivo da una famiglia facoltosa. Sa lui guadagna 2.800.000 lire..

Ciccio- Due milioni soltanto….

Michela- Quando chiese il mio nome io avevo visto da poco la sua pubblicità e mi venne il mente il suo nome e gli dissi che ero Michela Falcone ….

Ciccio- Mi pare logico….

Michela-A lui faceva piacere che io fossi sua figlia. Ho saputo dopo che lui si occupa dei suoi affari.

Ciccio-Soprattutto si occupa dei suoi.

Michela- Non vorrei che sapesse la verità da altri…

Ciccio-Già (quasi fra sé) se la scopre io ci rimetto mezzomiliardo.. (forte) Ok, ci sono. Io non gli dirò che tu non sei mia figlia, ma tu devi fare una cosa per me.

Michela-Tutto quello che vuole sig. Falcone .

Ciccio-(Si alza e le indica la stanza accanto alla cucina.) Vai là dentro e non uscire finchè non sistemo una questione con il sig. Aldo.

Michela-(entrando) Non mi muoverò di qui, glielo prometto.

Ciccio-(Chiude la porta ed a Berto che sta entrando con il panino) Tu assettiti cca e stai attento ca mè figghia non nesci di cca

       (indica la camera dove è entrata Michela)

Berto –Ma capo so figghia è ddà…..

Ciccio-Non Eva ma l’altra….

Berto- ahhhhh…. (Rimane stordito. fra se) Havi ddu figgghi?

Ciccio –(a Carmen che sta entrando) Tu veni cca… Aldo niscivo ora e dici ca stava turnannu… affacciati e dicci ca ci haia parrai.

Carmen- Sig. Falcone ma io le devo parlare!

Ciccio –Dopo! Dopo! ( Carmen va per la comune mentre entra Gilda)

Gilda- Ciccio…. Ciccio…

Ciccio – (Si ferma e le va incontro) Gilda tu si l’unica persona ca vuleva vidimi oggi…..

Gilda- (è nera) Guarda ca cu ‘ questo autista non nesciu cchiù… Ma picchì licenziasti Oscar? Richiamalo!

Ciccio- Lascia stare Oscar abbiamo cose più importanti da discutere…

Gilda- Che succede?

Ciccio – Tò figgghia aspetta un figlio.

Gilda – Cosa? Ma sei impazzito? ( si precipita alla porta della figlia e la apre) Eva , figlia mia… ma chi facisti?

Eva-(esce e l’abbraccia scoppiando a piangere) Mamma, la mia mammina…

Gilda- Papà mi ha detto….

Eva- Mi dispiace mamma…

Gilda- Ma non è colpa tua… figliola ( guarda Ciccio ) E’ sua la colpa!

Ciccio – Mia?Come mia?

Gilda- Si, perché tu la soffocavi…povera  figlia…

Eva-Si mi teneva prigioniera … non mi faceva respirare…

Gilda- E chi è che ti ha rovinata?

Eva –Dillo a papà… ci ha parlato proprio oggi…

Gilda- Allora?

Ciccio –Meglio che lo senta dalla sua bocca…

Eva- E’ Oscar…

Ciccio e Gilda – Oscar?L’autista?

Eva-( a Ciccio) Perché fai il sorpreso? Lo sapevi no?

Ciccio- Certo… solo che non avevo idea… (suonano alla porta) Andate dentro torno subito. (Gilda e Eva entrano in camera mentre va ad aprire bloccando Berto che si avviava) Ci pensu iù.

Carmen ( alla porta con Aldo ) Eccolo qua sig. Falcone .( Aldo entra) sig. Falcone ho una cosa urgente da dirle posso parlarle?

Ciccio – NOOO!!! Dopo! ( carmen via. A Aldo ) Noi dobbiamo parlare. Trasi. Assettiti (indica il divano)

Gilda- (entrando dalla stanza di Eva )Ciccio noi dobbiamo parlare… ( vede Aldo) Oh, scusi… non sapevo fossi occupato.

Aldo –Lei è la signora Falcone ?Onoratissimo.

Ciccio-Aldo Grassi il mio contabile….

Aldo –E futuro genero… Ho chiesto il permesso di sposare sua figlia.

Gilda –Eva ?

Ciccio (subito) No, no cara non Eva ma quell’altra…

Gilda- Ma quale altra?

Ciccio – (Mentre l’accompagna fuori per il corridoio) L’altra dai… quella che non è Eva.

Gilda- ma chi sarebbe l’altra?

Ciccio- Ma si andiamo…. l’altra.. ( riesce a portare fuori Gilda )

Aldo- Non sapevo che avesse due figlie.

Ciccio –mancu iù. Ma questa casa oggi è piena di sorprese. Senti Aldo, non so se l’hai notato ma mè muggheri è stata diciamo un po’ fredda con te.

Aldo –Si è vero. C’è qualcosa che non va?

Ciccio-Si. Crede che tu sia un cacciatore di dote.

Aldo- Oh, ma nulla è più lontano dalla verità. Come posso convincere la sua signora delle mie buone intenzioni?

Ciccio- Facile. Ricordi ddu menzu miliardu ca mi fregasti?

Aldo- Quelli che intendo dare a sua figlia il giorno del matrimonio?

Ciccio- beh, daglieli prima del matrimonio. Fai ‘n’assegno e accussì dimostri ca non ti mariti a Eva pp’è soldi.

Aldo- Michela voli diri.

Ciccio –Già! Mi cunfunnu sempre ccu sti carusi.

Aldo- Ma c’è un piccolo problema.

Ciccio –Non c’è ‘nchiostru ‘nta pinna?

Aldo-Io non mi fidavo di mettere i soldi in banca. Lei sa come vanno le banche…. E allora li ho convertiti in titoli preziosi: brillanti, gioielli, diamanti, smeraldi… cose del genere…

Ciccio- Un perfetto regalo di nozze. Sai che le donne adorano i gioielli….

Aldo-Li vado a prendere subito..(si alza e fa per andare)

Ciccio- Ti fazzu accumpagnari di Berto? Sai com’è. Si tratta di pietruzze che scottano…

Aldo-No, non si preoccupi.(è alla porta) Torno subito…. Papà!

Ciccio –VA bene ti aspetto…. Figliolo. ( rivolto a Berto ) Berto dove sta l’autista?

Berto- Ma pusavo a machina in garage….

Ciccio- No chistu, l’autru : Oscar.

Berto – Ma capo lo hai licenziato.

Ciccio-Ma dove abita?

Berto- E chi sacciu? Stava in periferia…

Ciccio- Vallu a chiamari!

Berto- Non c’è cchiù! Sappi ca partivu ppi l’estero. Pari ca si era innamorato di ‘na carusa. Ma ‘u patri dici ca era ‘na rottura e quindi si lassanu ccu ‘sta carusa e si nni ivu all’estero senza diri unni.

Ciccio-( si volta incavolato e va verso il proscenio.) ma varda chi s’ha sentiri…..

Carmen –(esce dalla cucina e lo affronta) Sig. Falcone io le devo parlare…

Ciccio-Ed io no…

Carmen –(Lo blocca perché non passi) E’ importante! Sig. Falcone io la lascio e vado da Anselmi.

Ciccio-Anselmi chi? Bruno Anselmi?

Carmen-Si.

Ciccio-Ti mittisti al suo servizio? Ma brava..

Carmen-Sig. Falcone io me lo sposo Bruno.

Ciccio-Te lo sposi? Ma l’hava truvatu iù prima … ppi mè figghia… ma dici ca è 1,50 e non u voli. E tu chi ci trasi?

Carmen-L’ho conosciuto quando è venuto a conoscere sua figlia…. E’ stato un amore a prima vista….

Ciccio- Sei licenziata!

Carmen- Lei non mi può licenziare. (forte)Sono io che me ne vado. (via)

Ciccio –Ma roba di pazzi! A me cammareri si marita ‘cu milionario e me figghia voli ‘n’autista….

Gilda –(entra) Ciccio,ti posso parlare da solo?

Ciccio –Non badare a Berto, chiddu non vidi e non senti…

Gilda –Ciccio sono uscita adesso dalla stanza di Eva ….

Ciccio –Embeh?

Gilda-Nostra figlia è una scomunicata …. Ma tu hai il dovere adesso di trovare Oscar.

Ciccio-Oscar scordatelo! E’ scappato all’estero.

Gilda-ma il bambino ha bisogno di un padre.

Ciccio-Il padre lo ha avuto… chiddu ca ni serve è un marito.

Gilda- Un marito…un marito… ma dove lo troviamo noi un marito?( guarda Berto )

Berto- Non tagliassi a mia signora.Iù sugnu maritatu e hai 6 figghi….

Gilda-Ma che dici di quel ragazzo che era qua poco fa? Non ha detto che voleva sposare nostra figlia?

Ciccio-Si ma no Eva , l’altra.

Gilda-Ma quale altra?

Ciccio-L’altra che non è Eva …

Gilda-Ma noi non abbiamo altri figli.

Ciccio-(alza la voce)E pensi ca iù non  u sacciu?

Gilda- (con rabbia repressa)Senti, iù non saccio tu di cosa stai parlando, ma se è vero che mi vuoi bene e che mi hai sempre voluto bene…(forte) Tu devi trovare un marito per nostra figlia. (via)

                    FINE 1° ATTO

             

                2° ATTO

 Ciccio è rimasto da solo dopo che Gilda è uscita inviperita

Ciccio-(SUONANO e lui si avvia bloccando Berto che stava per andare)Ci pensu iù. ( apre a Aldo che si presenta con una valigetta)

Aldo-(Mostrando la valigetta) Eccola ! Ho il permesso di sposare sua figlia adesso?

Ciccio- ( gli leva la valigetta dalle mani) Entra! (appoggia sul tavolinetto la valigetta e l’apre. E’ piena di gioielli. Ad Aldo ) Mio caro figliolo..( DA QUESTO MOMENTO NON LASCERA’ PIU’ LA VALIGETTA SE NON TENENDOLA SOTTO GLI OCCHI)

Aldo- Lei sig. Falcone mi ha reso tanto felice.. (fa per andare)

Ciccio-Unni vai?

Aldo –A dare a Michela la bella notizia.

Ciccio-Non avere fretta. Io ne ho una molto bella per te.

Aldo-E che c’è di più bello di sposare sua figlia?

Ciccio-Aspettare un bambino.

Aldo –Michela è incinta?

Berto –(che ha sentito) Ma cu è Michela ?

Ciccio- Mè figghia scimunitu!

Aldo- Devo vederla… 

Ciccio-Te la chiamo, aspetta. Ma prima devo dirti una cosa. Sai pensavo al bambino… Eh, caro mio la vita! Sai ca di cchi cci semu a non ci semu cchiù ci voli nenti? N’hai vistu tanti iù….. Ora hai ‘nfiggiu e cci devi pensare…. Chi succedi su ti capita qualche cosa? Chi succedi? ‘nfigghiu ca non canuscirà mai ‘u patri e mè figghia ca viene additata come svergognata… come ragazza madre…. Ci pensi?

Aldo –Havi ragioni. Dumani matina vado presto dall’avvocato e metto nero su bianco.

Ciccio-E chi nn’havemu a fari di avvocati? Semo patri e figghiu oramai… e ‘npatri e ‘nfigghiu non hannu bisognu di avvocati. (prende un foglio di carta ed una penna) Ecco qua! Scrivi sulu chiddu ca ti dicu : io sottoscritto Aldo Grassi , tu Berto sì testimonio, dichiaro in fede di essere il padre del bambino della sig.na Falcone. Ecco, bravo! Ora firma.( Aldo firma) E tu Berto firma ppi testimonio. (poco convinto Berto mette una croce sul foglio) Ecco e questo lo conservo io. (lo mette in tasca) Bene, molto bene! ( apre la porta in cui era entrata Michela e la chiama). Mi pare che voi vi conoscevate già vero? ( i due ragazzi si abbracciano) Berto forse è megghiu ca i lassamu ‘npocu suli i carusi.Tu vai a controllare l’autra mè figgghia.(vanno per il corridoio)

Aldo- Tesoro!!!!!!

Michela –Io ti devo dire una cosa.

Aldo –Ma la so.

Michela-Davvero?

Aldo- Vieni siedi…. Non devi stancarti tesoro nel tuo stato.

Michela-Ma che stato?

Aldo-Tu aspetti un bambino…. Lo so. Me l’ha detto tuo padre.

Michela-Ma io non aspetto nessun bambino. E quello non è mio padre.

Aldo- Cosa?

Michela- Il sig. Falcone non è mio padre.

Aldo –E lui sa di non essere tuo padre?

Michela- Ma certo che sa di non essere mio padre.

Aldo-Allora sa che non sei sua figlia.

Michela-Certo. Ti ho mentito Aldo, e ti chiedo scusa.

Aldo-(si altera) Figghiu… si fregavu i mè soldi.

Michela- Io ho mentito perché ti amo… avevo paura di perderti.

Aldo- (non c’è con la testa) Io li devo riprendere…

Michela- Ma cosa?

Aldo –I miei soldi…..

Michela- A quanto sento sei più interessato ai soldi che a me….

Aldo- No, aspetta…

Michela- Meno male che ho scoperto la tua vera natura prima che fosse troppo tardi. (va per l’uscita)

Aldo- (la insegue) Aspetta…. Aspetta…. (esce e dopo un po’ rientra su tutte le furie. Si ferma alla porta) sig. Falcone …(grida) sig. Falcone ….

Ciccio-(Viene dal corridoio) E non gridare! (gli si avvicina) Che posso fare per te figliolo?

Aldo – Sarà molto soddisfatto di sé…

Ciccio-Ne ho motivo mi pare. Ho recuperato i miei soldi e nessuno c’è rimasto fregato. ( ad una mossa di Aldo )Stai calmo… io starei calmo al posto tuo… Vuoi i gioielli? Bene! Devi solo rispettare il contratto e li avrai il giorno del matrimonio con mia figlia. Quella vera: Eva Falcone!

Aldo- Ma se non l’ho mai vista!

Ciccio-(gli mostra la carta firmata) Ma qua c’è scritto il contrario… e questo vale in tribunale.

Aldo-(tenta di prenderla) Me la dia!

Ciccio-Qua c’è scritto che tu sei il padre del bambino di mia figlia.

Aldo-Vuole dire che la sua vera figlia aspetta un bambino?

Ciccio-Ti crea dei problemi questo?

Aldo-Ma io non mi sposo sua figlia… mi sposo Michela …

Ciccio- (finge commozione) Aldo, Oriuccio… qua stiamo parlando del bambino della mia bambina.

Aldo-Se lo può scordare!

Ciccio-(forte) Berto!

Berto- ( si alza subito) Agli ordini capo.

Ciccio-Aspetta…. ( a Aldo)Figghiu miu… tu u sai ca chiddu havi di ‘ncoddu ‘n’artiglieria… e…. sapi ‘u fattu so… Iù parru sempre ppi beni tò…. (Aldo guarda preoccupato Berto che intanto resta all’erta, e poi abbassa la testa) Saggia decisione. Aspetta cca ca ti portu la tua futura sposa. (mentri va per la stanza di Eva a Berto ) E tu a cuccia! (pausa con scena tra Aldo e Berto a distanza. Rientra con Eva e Gilda  ) Questo è il tuo futuro sposo..

Eva-Ma io voglio Oscar.

Gilda – Figghia mia… tuo padre ti ha trovato un ragazzo serio che ti ama. Non essere ingrata.

Ciccio- Scordatillu a Oscar picchì si nni scappau all’estero. (presentando) Il tuo futuro marito Aldo Grassi… Eva … (si guardano impacciati)

Eva e Aldo – piacere!

Ciccio –Ecco avete già fatta amicizia

Gilda-Certi voti i matrimoni combinati sono quelli che riescono meglio.

Eva –(con aria innocente) Oscar era più carino.

Aldo-Chi è Oscar?

Eva-L’autista.

Aldo-Ma è figlio dell’autista il bambino?

Ciccio-Picchì non ci metti n’articolo supra ‘U Sicilia?

Gilda-Ciccio, non pensi che i due piccioncini vadano lasciati soli?

Ciccio-Giusto. Ma voi cercate di fare conoscenza in fretta. Iù aspetto genti….

Gilda-(mentre si allontana con Ciccio)Il miglior marito che sei riuscito a trovare era quello?

Ciccio-Ha superato la visita: respira!

Aldo- (appena restano soli) Allora? Sei incinta di questo Oscar..

Eva –Sposerei te se non fossi incinta?

Aldo-Non ti conviene sposare me. Io amo un’altra.

Eva –Anche io amo un altro.

Aldo-Ma allora perché ti sei intestardita così?

Eva- (a bassa voce) Io farei qualunque cosa per lasciare questa casa.

Aldo- Anche io.

Eva-Ho voglia di fare tutto quello che non ho potuto fare fin’ora…

Aldo-Ed io che farei? Il baby sitter al figlio di Oscar?

Eva-Sei sempre così acido?

Aldo- Anche di più….

Eva-(infuriata)Non la voglio più vedere la tua faccia…

Aldo-E nemmeno io. E luna di miele separati.

Eva-Bene! ( si avvia per la sua stanza)

Aldo-(gli grida dietro) Ci vediamo in chiesa. (mentre fa per uscire SUONANO. Viene Berto )

Berto- (apre) Chi è?

Marco – Sono il dott. Marco Tesser funzionario della banca. Ho un appuntamento.

Berto-Si entri che chiamo il capo.

Marco –( a Aldo che è ancora davanti alla porta) Lei è un parente?

Aldo –No, per carità.

Marco – Sa il mio lavoro mi porta  spesso fuori. Ma ho sentito parlare molto bene del sig. Falcone e della sua famiglia. Per me è importante la famiglia… forse perché non ne ho ancora una mia, so apprezzare quella degli altri.

Aldo-Lei è ancora scapolo? Ed apprezza i sig.ri Falcone …. Le dispiace aspettare un momento? (Si avvia verso il fondo dove entra Berto che ha chiamato Ciccio ) Berto ascolta: mi chiami un momento la sig.na Eva ? E’ urgente.

Berto –(bussa alla porta di Eva ) La vogliono di qua un momento sig.na. ( a Marco ) Il capo arriva subito.

Eva-(esce e viene affrontata da Aldo)

Aldo -Ascolta. Non dire niente. Non dobbiamo più sposarci. Ti sposi con il signore lì, che è funzionario della banca.

Eva- Ma che dici?

Aldo- Ma si stai tranquilla. Mi ha confessato che ti ama da morire.

Eva- Ma a me non ha mai detto niente.

Aldo-E’ timido! Lo ha confessato a me credendomi un tuo fratello. Adesso vai di là che penso a tuo padre. (Eva esce mentre arriva Ciccio ) Sig. Falcone scusi un momento solo.

Ciccio-( a Marco ) Mi scusi dottore arrivo subito. Che vuoi ancora?

Aldo -La cosa si può sistemare per la gioia di tutti. Vede il sig. Tesser là (indica Marco )

Ciccio –Embeh?

Aldo-Pensava che fossi il fratello di sua figlia e mi ha confessato che è innamorato pazzo di lei.

Ciccio –Di mia figlia?

Aldo- Si! E anche sua figlia è innamorata. Mi pare che sia la soluzione migliore.

Ciccio-(bussa alla porta di Eva e lei si affaccia) E’ vero che sei innamorata del dott. Tesser ?

Eva –Sì è vero.E’ così dolce, intelligente, istruito…. Molto diverso da certa gente che conosco.

Ciccio –Ma tu devi sposare Aldo

Eva-(scoppia a piangere in maniera  finta ed esagerata)

Ciccio-E smettila! Vuoi lui? E va bene. Ma guarda che questo è l’ultimo. Siamo già al terzo per oggi. Vai da lui e chiaritevi. (Eva va da Marco e fanno scena in fondo)

Aldo- Scusi sig.  Falcone, potrei adesso riavere la mia carta?

Ciccio-Stai calmo! Prima viremu come finisci. (va da Marco che intanto sta parlando con Eva. APPOGGIA LA VALIGETTA PER TERRA) Eccomi dottore!(Eva via)

Marco- Sono felice di averla finalmente potuta conoscere sig. Falcone . Ho tanto sentito parlare di lei e della sua famiglia.

Ciccio –Anche di mia figlia immagino. Si accomodi! (siedono sul divano)

Carmen (Entra vestita per andare ed ha una valigetta molto simile a quella che Ciccio ha posato a terra)Sig. Falcone, io sto per andare.Volevo dirle (posa la valigetta sua accanto all’altra) che sono davvero felice di poter cambiare aria e di non lavorare più in questa casa. Adesso sarò io a comandare la servitù. (prende per errore la valigia con i gioielli ed esce)

Marco –Ma che modi?

Ciccio- Dottore volevo parlarle di mia figlia che lei ha detto di apprezzare. Sa ha l’età giusta e si vorrebbe sposare.

Marco- Ah, si? E chi è il fortunato?

Ciccio –E’ lei dottore.

Marco –Cosa?

Ciccio- Lei non è sposato è vero?

Marco-Certo che no.

Ciccio –E i bambini le piacciono?

Marco –Impazzisco per i bambini.

Ciccio-Allora è fatta.

Marco-Ma cosa? Io la conosco appena sua figlia.

Ciccio- Va beh! Mettiamola così: ci sarà qualcosa che io posso fare per lei, no? Un sogno non realizzato.

Marco –Beh, i sogni li facciamo tutti. Ma realizzarli è un’altra storia.

Ciccio-Io ho la bacchetta magica che le farà realizzare tutti i suoi sogni. (va a prendere la valigetta per terra) Ecco qua. Questa è la sua bacchetta…(apre la valigia e versa il suo contenuto sul tavolinetto) Che ne dice?

Marco- (Prende un reggiseno di Carmen e lo mostra a Ciccio ) Questa è la bacchetta? A me sembra un reggiseno.

Ciccio-(sconvolto si rende conto dello scambio) Aspetti!!!! (richiude in fretta la valigia ed esce in strada gridando) Carmen …. Carmen… (entra di corsa e.. trova Gilda )

Gilda- Ciccio possiamo parlare un momento?

Ciccio-Che c’è ancora?

Gilda- Tu sai che è diventato urgente adesso il matrimonio di nostra figlia con Bruno…. E quindi io direi che sarebbe il caso di chiamarlo…

Ciccio- Non sposa più Bruno… Bruno sposa Carmen ..

Gilda-La nostra cameriera?

Ciccio-La nostra ex cameriera…

Gilda-L’hai licenmziata?

Ciccio-NOOOOOO!! Se ne è andata perché sposa Bruno.

Gilda- Allora tua figlia ha deciso di sposare quell’Aldo Grassi il tuo contabile?

Ciccio- No! Aldo sposerà Michela .

Gilda- Ma chi è Michela?

Ciccio- Ascolta Gilda la cosa è molto semplice ma non ho il tempo adesso per spiegarti…. Eva sposerà Marco Tesser … il funzionario della banca.

Gilda-Ma se nemmeno lo conosce?

Ciccio- Lo conosce… lo conosce.. Senti ho delle cose urgenti da sbrigare adesso… (va al telefono) Pronto… Sei tu Bruno? Si… sono Ciccio .. ma Ciccio Falcone dai… Senti devi dire a Carmen di rimandarmi indietro la mia valigetta che ha scambiato (suonano alla porta ) ah beh, ciao…(va per il corridoio seguito da Gilda , Mentre Berto apre la porta)

Carmen – (entra la valigia dei gioielli) Eccomi!

Berto - Cos’è, sei già stanca del gran mondo?

Carmen -Sono tornata a riprendere la mia valigia. Mi sono accorta che non era mia quando ho cercato di aprirla. ( posa a terra la valigia) E la mia? (la vede vicino al telefono e va a prenderla) Eccola!

Berto - Bene, adesso sparisci che aspettiamo gente! (via LA BIANCHERIA)

Eva (esce dalla sua camera e si avvicina a Marco.Lo guarda in silenzio poi si siede )

Marco -Chi le ha detto che ero innamorato di lei?

Eva- Aldo Grassi.

Marco-Ma a me è stato detto che era lei ad essere innamorata di me.

Eva-E chi l’ha detto?

Marco-Suo padre.

Eva-Ah! E le ha detto che aspetto un bambino?

Marco-No! (fa mente locale) Cosaaaaaa? Aspetta un bambino?

Eva-Ma non è vero.L’ho detto solo per sposare Oscar.

Marco-E chi è Oscar?

Eva-Il nostro ex autista. Vede io farei qualunque cosa per lasciare questa casa.

Marco-Sapesse come la comprendo. Io penso a mia madre che è davvero tanto possessiva… ( si sente venire Ciccio dal corridoio)

Eva- Come la capisco dott. Tesser.

Marco- Marco.. mi chiami Marco … A costo di sembrare sfacciato le devo dire che lei è di sentimenti buoni.( le prende la mano)Posso chiederle di prendere un po’ d’aria nel giardino?

Eva –(non risponde. Si alza e vanno come due scolaretti. (SUONANO ALLA PORTA)

Ciccio-(entrando e bloccando Berto che stava per andare ad aprire) Aspetta che vado io. Michelanno i gioielli.. e la biancheria? (vede la valigetta) Eccola. ( apre)

Aldo-Buongiorno sig. Falcone.

Ciccio- E tu che ci fai ancora qua?

Aldo-(guarda la valigia che ha Ciccio )Vedo che ha ancora i gioielli…

Ciccio-E chi li lascia? Non li perdo d’occhio un minuto.

Aldo-Penso a questa mattina. Avevo tutto: gioielli, amore… e adesso non ho niente. Non so nemmeno dove cercare Michela. Non so il suo vero nome né l’indirizzo.

Ciccio-Ringrazia Dio ca ti nni niscisti…

Aldo- Le propongo un affare sig. Falcone. 

Ciccio-Che affare?

Aldo-Beh, io mi ero affezionato a quei gioielli.. mi ricordano la mia Michela… Vorrei ricomprarli da lei per 500 milioni.

Ciccio- Si può sapere dove li hai trovati questi altri 500?

Aldo- Li ho rubati a lei.

Ciccio- Cosa??? Bertooooo…..(arriva Berto ) dammi la pistola.

Berto-Ma capo le ho dato tutto…

Ciccio-Vattene! (via Berto ) Si può sapere come hai fatto a rubarmi altri 500 milioni in poche ore?

Aldo-Ricorda che in questi 2 anni sono stato da lei nominato anche tesoriere della impresa “Ciccio Falcone per la casa”?

Ciccio- Si certo.

Aldo-La mia posizione mi ha consentito di avere molti rapporti con la banca e di essere quindi accettato come una persona della massima fiducia.

Ciccio-E allora?

Aldo-Ho staccato un assegno a mè stesso. E come tesoriere la banca non ha fatto una piega.

Ciccio- Ma ti rendi conto? Ed io che dovrei farti adesso?

Aldo-Ecco la mia offerta:lei mi rende i miei gioielli ed io le rendo i suoi soldi

Ciccio- (guarda la valigetta che per lui dovrebbe contenere la biancheria di Carmen )E va bene. Devo cedere. Tu mi dai il mio denaro, ed io ti do questi gioielli ( indica)

Aldo-Bene! Sono in macchina li vado a prendere. Ah, e rivoglio anche il documento che le ho firmato.

Ciccio-Nessun problema! E’ qui in tasca. (Aldo esce) L’ho fregato.. stavolta l’ho incastrato…. (rientra Aldo) Dammi la valigia.

Aldo-Un momento! Facciamo uno scambio alla pari.

Ciccio- Bene! (si scambiano le valigie) Ed ecco il documento (glielo dà. Via Aldo. Appena solo Ciccio apre la borsa e controlla che è piena di denaro)

Gilda- (si affaccia dal corridoio) Ciccio, puoi venire per favore?

Ciccio-(richiude la valigia e chiama) Berto , Berto vieni qua.

Berto-Comanda capo.

Ciccio- A vidi ‘sta valigia? A mettu cca supra u tavulinu e tu non l’ha perdire d’occhiu ‘nmumentu.( la posa, mentre Berto si mette sul divano a guardarla fisso)

Gilda-( si riaffaccia) Ciccio ascolta guarda che ho chiesto all’agenzia di mandarci un’altra cameriera. Mi raccomando.. trattala più gentilmente di Carmen…

Ciccio-Carmen m’avissa dari a percentuali ca cci fici truvari ‘stu partitu… Va beh, stai tranquilla… (esce per il corridoio)

Gilda-( a Berto che è sempre a guardare fisso la valigia) Berto dov’è mia figlia… vidi su è in giardino? (Berto si alza e va in giardino. SUONANO ALLA PORTA)

Gilda-(va ad aprire) E lei chi è?

Simone- Sono un dipendente del sig. Bruno Anselmi della impresa Bruno Anselmi..

Gilda-E allora?

Simone- Il sig. Anselmi mi ha detto di portare questa valigia qua e di ritirare la valigia della sig.na Carmen ...

Gilda-Ah. Ho capito. Eccola là ( la vede sul tavolino e la prende) Ecco.

Simone – E questa è sua. (saluta) Signora!

Gilda- (mette la valigia con la BIANCHERIA dov’era quell’altra mentre entra Berto )

Berto-Si signora, la signorina è in giardino. ( si rimette Al suo posto. Gilda  via)

Ciccio-(ritorna dal corridoio e va verso il giardino) Dott. Tesser, può venire un momento? Tu Eva resta pure dobbiamo definire uan cosa con il dottore.

Marco-(entra)Eccomi.

Ciccio-Si sieda. (lui si siede di fronte) Eravamo rimasti? Ah, sì: io le avevo offerto di sposare mia figlia.

Marco-Già! In cambio di una bacchetta magica… formata da reggiseni e mutandine…

Ciccio-Dimentichi tutto. L’offerta è sempre valida. La mia parola vale più di una cambiale… (Berto,che ha in mano la valigia che custodiva si avvicina) A mè Berto. ( gli porge la valigetta) Lei sposi mia figlia e con questi bigliettoni potra fare tutti i sogni che vuole. (Apre la valigia e la capovolge sul tavolino riempiendolo di biancheria femminile. Soggetto di Ciccio che dopo un po’ cerca di reagire) Dottor Tesser sarebbe così gentile di aspettare in giardino mentre conferisco con il mio assistente? ( via Marco ) Allora? Ti avevo detto o no, di tenere d’occhio questa valigia?

Berto-L’ho fatto! Haia guardato ‘sta biancheria tuttu u tempu.

Ciccio-(Lo afferra per il bavero) Non c’era biancheria…. C’èrano 500 milioni…

Berto-E comu fannu i soldi a diventari biancheria?

Ciccio-Chistu mi l’ha spiegari tu.

Berto-Magari fu ‘nmiracolo. (pausa. Si mettono seduti insilenzio poi..) Ciccio ma sì sicuru ca c’eruno soldi dda intra?

Ciccio-Si eranu chiddi ca m’hava rubatu Aldo.

Berto- Ma allura l’havi iddu!

Ciccio-No.Mi l’hava rubatu ma poi mi desi ppi pigghiarisi i gioielli.

Berto-Ma quali gioielli?

Ciccio-I gioielli ca m’hava rubatu prima.

Berto-T’arrubanu magari i gioielli?

Ciccio-Sì. Ppi maritari a mè figghia.

Berto-Eva?

Ciccio-No Eva, ma Michela .

Berto- Ma com’è ca nuddu l’ha vista mai a ‘sta Michela?

Ciccio-(gridando)Picchì non è mè figghia!!!! Hai capito?

Berto-Si. Tò figghia non è tò figghia.. e i soldi non sunnu cchiù soldi ma è biancheria.

Ciccio-Finalmente capisti.

Berto-Siiiiii! Ma non sacciu mancu di chi staiu parrannu. (pausa)

(SUONANO ALLA PORTA  e Gilda entra per andare ad aprire)

Michela-Sono tornata. Io sono Michela (Gilda  chiude la porta e poi si rivolge a Ciccio)

Gilda-Ciccio dici ca turnau.

Ciccio-Cui?

Gilda- E chi sacciu. Non stai capennu cchiù nenti. Dici ca è Michela.

Berto.-Ma si Michela. Chidda ca non è tò figghia.

Ciccio-Sintiti, tinitila al fresco ca ora hai circari ‘na valigia comu a chista…

Gilda-Ah, ma iù una come a chista a desi a un dipendente di Bruno Anselmi, ca dici ca tu cci dicisti di fari il cambio.

Ciccio-Fusti tu?????? E chistu unn’era?

Gilda-Si era affacciato in giardino un momento. Ho fatto lo scambio io.

Ciccio-(dopo una pausa che fa tremare Berto, va al telefono) Bruno! Si sono ancora io. Il tuo dipendente ha sbagliato ancora valigia. Cero che puoi fare qualcosa… e devi farla subito..(chiude. Si avvicina a Michela )Allora? Cosa posso fare per te?

Michela-Possiamo parlare in privato?

Ciccio-Berto sparisci!

Berto- Non posso restare capo? Ogni vota ca nesciu perdo u filu.

Ciccio- E va bene, resta. Ma zitto!

Michela-Sig. Falcone. Sono disperata. Ho fatta una stupidaggine.

Ciccio-Me lo avevi detto.

Michela-Ma non quella. Vede: ho lasciato Aldo, l’unico uomo che abbia mai amato.

Ciccio.Ma è l’unica cosa intelligente che hai fatto. (fa per avviarsi)

Michela- Non so dove cercarlo sig. Falcone. Lei non sa dove posso trovarlo?

Ciccio-No. Ma certamente sarà unni mi po’ fregare n’autri 500 sacchi. E adesso scusa ma ho da fare. (fa per uscire ma vede arrivare Aldo dal giardino. Si volta verso Michela ) Ci ho ripensato! Forse so dov’è.

Michela-E dove?

Ciccio-Più vicino di quanto credi.Senti tu adesso vai nello studio e ci resti. Questo me lo devi sorellina.

Berto-Ma non era tò figghia?

Ciccio-Zitto! E accompagnala. (via Michela con Berto , mentre suonano)

Aldo- Sig. Falcone. (ha in mano la valigetta con i gioielli)

Ciccio-Oriuccio (gli strappa la valigia) Credevi di essere riuscito a farmela vero?

Aldo-Ma che dice? Io le ho dato denari in cambio dei gioielli.

Ciccio-Si va beni.Ma t’hava pigghiari a biancheria.

Aldo-Chi biancheria?Senta non so di che parla, ma se li può tenere i gioielli. Ho perso Michela e non mi interessa di niente.

Ciccio- Ma cosi di pazzi…. Mi fa ‘u generusu cche mè soldi ca m’arrubau.. e spatti ci avissa dire Grazie.

Aldo-Vorrei solo che se dovesse veder Michela, le dicesse che io l’amo ancora… e che tutti i gioielli del mondo senza di lei non valunu nenti.

Ciccio-( va verso il corridoio e chiama Berto-)Michela è qua… ed è sempre pazza di te… Berto porta qua Michela …

Aldo-Davvero? ( è commosso)

Michela- (entra e corre ad abbracciarlo) Perdonami amore..

Aldo- No, è stata solo colpa mia. (SUONANO ALLA PORTA)

Ciccio- Vado io. Ma voi ragazzi andate in giardino… qua siete in una zona di confusione. (via i due)

Teresa-( entra una signora con cappellino) Scusate, sono la nuova cameriera.

Ciccio-Ah, sì… ma vediamo di fare in fretta perché aspetto gente. Entri. (la fa sedere sul divano)

Teresa –Non le farò perdere tempo.(esce una lettera) ecco le mie referenze.

Ciccio-(Dà un’occhiata) sembrano buone. E da quanto tempo lavora?

Teresa-Il mio prima lavoro l’ho svolto in casa di Bonomo.

Ciccio-Bonomo.. Piero? Ma guarda… sono stato al suo servizio molti anni fa. Era un pezzo grosso. Ero il suo autista.

Teresa-Si è vero Ciccio .

Ciccio-(si blocca e la guarda) Ma..  aspetta… ma tu… si.. tu sei Teresa.

Teresa- Ma davvero ti ricordi?

Ciccio-E certo che mi ricordo… come farei a non ricordare… ( a Berto) E’ stato il mio primo amore… ero giovane. Ma guarda com’è piccolo il mondo! Avevo una vera cotta per lei. ( le si siede vicino) Ma come mai sei improvvisamente sparita?

Teresa-Beh, sai, quell’ambiente non era adatto dovendo tirare su la mia bambina.

Ciccio-Hai avuta una bambina?

Teresa-E’ una bella ragazza adesso. Anzi si dovrebbe sposare presto…

Ciccio-Sono contento per te Teresa. E chi è il fortunato?

Teresa- E’ un bravo giovane, un contabile di grande successo. Guadagna 2.800.000 lire al mese.

Ciccio- Ma bene. (un attimo di pausa) Ma dimmi una cosa: non è che questo giovane si chiama Aldo Grassi per caso?

Teresa-Ma come, lo conosci?

Ciccio- Se lo conosco? Ho l’impressione di conoscere solo lui a questo mondo. (si alza) Ma allora tu.. tu sei la madre di Michela.

Teresa-Conosci anche Michela.

Ciccio-E certo.Tutti hanno detto che è mia figlia.

Teresa-(lo guarda seria) Hai sempre saputo tutto?

Ciccio-Tutto che?

Teresa-beh, che tu ed io… che noi…

Berto-(sorride) Ma non ci arrivi capo? Avete avuto una figlia… Michela è davvero figlia tua. Adesso è chiaro.

Ciccio- Ma non è possibile!

Teresa- Mi sembri sorpreso.

Ciccio-Oggi non mi sorprende più niente.

Teresa-Hai detto che lo sapevi che era tua figlia.

Ciccio-Lo diceva lei che era mia figlia. Ma io non sapevo di essere suo padre.

Teresa-Scusa.. avrei dovuto dirtelo… Ma i miei mi mandarano dalle monache per dare alla luce… (piange. Ciccio le va vicino commosso) Dicevano che avevo disonorato la nostra famiglia..

Ciccio-Ma che imbecilli….

Teresa-Io non volevo rispondere a questa offerta di lavoro.Pensavo che ti saresti inquietato…

Ciccio-Ma no dai Teresa. (la abbraccia) Adesso non piangere per favore.

Gilda-(entra e con le mani sui finachi) Ciccio. Posso sapere chi è la signora?

Ciccio-Ah, beh, è la nuova domestica.

Gilda-Ti avevo detto di essere cortese ma non fino a questo punto. Perché piange?

Ciccio-E’ la felicità di lavorare per noi.

Gilda- Vedrai che si ricrederà. ( esce)

Ciccio-Teresa voglio farti vedere una persona.

Teresa-E chi?

Ciccio-Nostra figlia.

Teresa-E qui? Michela è qui. Ma perché?

Berto-Tutto comincio verso le otto.

Ciccio-Sta zitto! Chiama Michela.( si affaccia in giardino e chiama)

Michela-(entra) Mamma! Ma cosa fai qua?

Teresa-(impacciata) Sono venuta… a trovare tuo padre.

Michela- Mio padre?

Teresa- Michela tu sei la figlia… di Ciccio Falcone … (si abbracciano)

Aldo- Ma allora posso chiamarla davvero papà.

Ciccio-Tu provaci e ti spacco la faccia.

(ENTRANO Eva E Marco )

Eva-(dalla porta) attenzione gente abbiamo un annuncio da fare.

Gilda- (che intanto è entrata) Cosa c’è Eva ?

Eva-Marco e io ci sposiamo. (convenevoli felici)

Ciccio-Bene sedete tutti. (lui resta in piedi) E’ stata una giornata cominciata male. Ma fortunatamente si è conclusa bene. Le mie due figlie hanno trovato marito.

Gilda- Come sarebbe le tue due?

Ciccio-Gilda, amore mio, ti presento Michela,mia figlia.

Gilda- Come sarebbe tua figlia?

Ciccio-L’ho saputo adesso.

Michela-Pure io.

Gilda-Se lei è tua figlia… chi è la madre?

Teresa-Sono io.

Gilda-Hai fatto una figlia con la nuova cameriera?

(SUONANO ALLA PORTA)

Berto-(  che va ad aprire) Capo, c’è il dipendente di Bruno Anselmi con una valigia.

Ciccio-( la va a prendere) Ok, dì al tuo capo che la valigia della sua Carmen cci la mannu iù stissu. Non facemu cchiu confusioni. Vai. (ecco qua, va verso il gruppo con le due valigie) Allura picciotti:sono contento che vi siete innamorati tanto da volervi sposare. Iù v’hai fari un bel regalo di nozze a questo punto.Tu Aldo, ti sei affezionato ai gioielli ed io ti do i gioielli.( apre la borsa per accertarsi di non sbagliare) Ecco qua, sei contento della mia generosità? E tu Marco, ormai posso chiamarti Marco , che hai deciso di fare felice la mia bambina avrai la bacchetta magica che ti avevo promesso.(controlla che siano i soldi e consegna).

        

 

  

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