UN GIORNO NELLA
MORTE DI JOE EGG
Commedia in due atti
Di PETER NICHOLS
PERSONAGGI
BRI
SHEILA
JOE
PAM
FREDDIE
GRACE
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
(Bri si precipita in scena. Si mette ad urlare al pubblico)
Bri - Ho detto basta! (Pausa. Poi, quasi immediatamente, pi forte) Ho detto basta! (Pausa. Fissa il pubblico. Ha 33 anni, ma sembra pi giovane. Quasi sempre sovreccitato, si finge goffo, ma un attore tutt'altro che monotono, capace di fare il buffone, e subito dopo il falso bullo e poi il malinconico, pieno di piet di se stesso) Un'altra parola e vi tengo qui fino alle cinque! Per me! Ho tempo da vendere, io. (Attraversa il palcoscenico senza togliere gli occhi di dosso a loro) Non ero arrivato in fondo al corridoio, e il fracasso era tale che gli altri insegnanti si sono affacciati per chiedere che diavolo succedeva. Qualcuno sta parlando, adesso! (Pausa. Li fissa di nuovo, come uno che stia cercando di ipnotizzare un cane arrabbiato) Chi stato? Lei? Lei, signorino?... Non ho accusato lei: ho solo chiesto. Qualcuno nella fila di dietro? (Li fissa, senza aprir bocca per alcuni secondi. Si rilassa. Fa qualche passo, alza le spalle) Siete voi a rimetterci, non io. Chi stato? (Si rivolta di nuovo verso di loro) Bene: mani dietro la nuca. Forza! anche lei. Metta via quel pettine. Guardare in avanti, senza voltarsi: seduti e busto eretto. Tutti: busto eretto. (Si mette lui stesso con le mani dietro la nuca, per alcuni secondi, cercando di sorprendere una mossa, un rumore; poi abbassa le mani. Improvvisamente ruggisce) Mani dietro la testa e guardare in avanti! Sto parlando a lei! Sarete stanchi quando avr finito. Fermi su quelle sedie! E mani dietro la nuca. Non importa cosa succede fuori, parlo a quello spiritoso l dietro. Voi guardate qui. Sguardo in avanti, mani dietro la nuca. (Attraversa il palcoscenico. Suona il campanello) Chi vi ha detto di muovervi!? Nessuno vi ha detto di muovervi. Mani dietro la nuca... Il primo che si lamenta lo metto in piedi sulla sedia. Voglio un minuto di completo silenzio, prima di lasciarvi uscire. (Guarda l'orologio) A costo di aspettare fino a mezzanotte. (Resta in piedi guardandoli per qualche secondo) Bravi. Cosi mi piace. E tenete la posizione finch non vado a scovare la mitragliatrice laggi. (Si muove verso il fondo, volgendo loro la schiena. Poi si rivolta di colpo) Colpa mia, d'accordo. Un piccolo scherzo. Basta ridere. Guardare in avanti, mani dietro la nuca. (Aspetta un secondo in silenzio. Guarda l'orologio, mentre attraversa il palcoscenico rialza fulmineamente lo sguardo verso di loro, molto in collera) Chi stato? Chiunque sia stato, apra subito la finestra prima di farci morire tutti asfissiati... Ehi! In tre?! Che siete, la societ della puzza? Corra ad aprire quello pi vicino alla finestra. Tutti gli altri, sguardo in avanti, mani dietro la nuca... Bene. (Guarda l'orologio) La tipica esibizione del nostro amico vicino alla finestra mi costringe a tornare sulla questione dell'uscita. (Rialza lo sguardo bruscamente) Facciamo due minuti? (Riabbassa lo sguardo. Passano dieci secondi) Si poteva arrivare a questo molto prima. E non staremmo seduti qui, a perdere tempo, quando invece potremmo essere... beh, pensiamo tutti a quello che potremmo fare, invece di stare qui seduti, mentre tutti gli altri se ne sono andati a casa potremmo... (Parlando sottovoce, adesso, guarda nello spazio con aria assente; passano alcuni secondi. Quando parla di nuovo come se fosse in trance) Si, sguardo in avanti, mani sui seni... Basta ridere! C' chi vuole un altro minuto? (Guarda di nuovo l'orologio e poi rialza gli occhi) Se quel che ho detto solletica tanto il vostro senso di umorismo preistorico, dopo che tutti i miei sforzi sono falliti... beh, te-netevelo per quando sarete usciti, il vostro umorismo. Adesso vado a prendermi il cappotto. E voi, muti come topi, no, come pesci, finch non torno. D'accordo? Non voglio sentir volare una mosca. Non un moscerino. (Esce. Le luci si accendono sulla scena dietro a lui, siamo nel soggiorno. una stanza simpatica e confortevole, ammobiliata con un coraggioso miscuglio di mobili di seconda mano e mobili moderni comprati a rate. Pareti a tinta unita, con due porte, che sono essenziali, e una finestra, facoltativa. La porta in fondo conduce all'anticamera e alle scale, che si intravedono quando la porta aperta. La porta sull'altra parete conduce alla cucina. C' un uccellino in gabbia. Ci sono pesci in un acquario, e vasi di piante. Due quadri che rappresentano cowboys risaltano con grande vivezza. Sheila, in calzoni e pullover, entra nella cucina con il vassoio del t. Ha 35 anni, ben piantata, seria e attiva; quando si veste con cura, pu essere affascinante. Mette gi il vassoio e corre di nuovo alla porta della cucina, spingendola col piede, per tener fuori una bestia)
Sheila - Fuori! Sta li (Chiude la porta e torna indietro. La porta d'ingresso sbatte. Sheila comincia a versare il t. Grida) Bri?
Bri - (fuori) No!
Sheila - (grida) Il t. (Bri entra. Si avvicina, prende il bacio che gli viene offerto, quindi si ferma in piedi accanto a lei e la fissa. Sheila ricomincia a versare il t e gli porge la sua tazza. Lui non la prende, finch lei lo guarda in faccia, e caccia un urlo, quasi rovescia il t) Cos' quello?
Bri - Cosa?
Sheila - Sulla tua faccia!
Bri - Dove?
Sheila - Vicino all'occhio!
Bri - Cos' che?
Sheila - Una cosa nera.
Bri - Per l'amor di Cristo...
Sheila - Un ragno...
Bri - Lo tocco?
Sheila - Nero, grosso! tiralo via!
Bri - Come?
Sheila - Sbattilo via! (Bri se lo toglie, sorridendo) Puah! (Lui se lo mette sul dorso della mano e glielo mostra)
Bri - L'ho confiscato... (Lei lo sbatte via, in collera) ...A Terry Hughes!
Sheila - Sporcaccione!
Bri - Lo . Per aver tredici anni. Sheila' - Intendevo te.
Bri - Nell'ora di Religione.
Sheila - C' poco da ridere.
Bri - quel che gli ho detto io. (Lei gli ha voltato le spalle. Lui si accorge di aver sbagliato e adesso tenta di farsi perdonare. Le si avvicina da dietro e le bacia il collo)
Sheila - Va' via!
Bri - Sheila...
Sheila - Perch fai cosi? Sai che mi spavento e la prima cosa che fai...
Bri - Scusa, tesoro.
Sheila - Ti avevo anche dato un bacio...
Bri - Scusa. (Beve il t. Anche lei beve. Lui posa la tazza e la bacia di nuovo. Poi l'accarezza) Oh, amore, sapessi quanto ho pensato a te...
Sheila - Rovescerai il t.
Bri - Andiamo a letto, su.
Sheila - Oh! non...
Bri - Come?
Sheila - Hai le mani gelate, sei appena entrato...
Bri - Andiamo a letto.
Sheila - Alle quattro e tre quarti?
Bri - Sono venuto a casa presto per quello.
Sheila - Alla solita ora.
Bri - Si, dopo la campana, ma volevo trattenerli in castigo.
Sheila - Chi?
Bri - La quarta D.
Sheila - Li hai minacciati di farlo?
Bri - Si.
Sheila - Glielo hai detto?
Bri - Si.
Sheila - Allora, perch non l'hai fatto?
Bri - Pensavo al nostro letto, alla nostra stanza, alle tue gambe inquiete...
Sheila - Quando imparerai?
Bri - Alla mia lingua a met strada, gi per la tua gola... (Le di nuovo addosso)
Sheila - Devi portarle a fondo le tue minacce...
Bri - ...Al treno che fischia nel tunnel...
Sheila - Non ti daranno pi retta se...
Bri - ...Alle onde che s'infrangono sugli scogli. (Lei si allontana. Pausa. Lui sorseggia il t. Fa una smorfia) Zucchero. (Se lo mette nel t)
Sheila - Bromuro, ti ci vuole.
Bri - Voglio te. Ti voglio. (Si volta, finge di scherzare, punta il dito verso di lei come in un annuncio pubblicitario) Voglio il formaggino Mio. Formaggino. Senti. Ti voglio. (Lei sorride. Lui si siede e beve)
Sheila - Dovevi trattenerli, mantener la minaccia.
Bri - L'ho fatto, per un po'. Poi li ho lasciati con le mani dietro la nuca, sono andato a prendere il cappotto e tutto a un tratto non ho pi avuto voglia di andare avanti e non sono pi tornato indietro. Chiss fino a che ora son rimasti li...
Sheila - Brian...
Bri - Terry Huges, Fatty Brent... Glazebrook, il piccolo del negozio, ha un orologio nuovo. E Scanlon naturalmente... (Scuote la testa all'idea) ...L'anello mancante. Pite-cantropus Erectus.
Sheila - Ha dato di nuovo spettacolo?
Bri - Non agli insegnanti, comunque.
Sheila - Solo quella volta.
Bri - Per lo meno la sola volta che gli insegnanti han fatto rapporto.
Sheila - Povera ragazza.
Bri - Le pi vecchie forse non fiatano. Sperando nel bis.
Sheila - E la ragazza?
Bri - Sparita.
Sheila - Non mi sorprende.
Bri - La pi breve carriera d'insegnante che ricordi. Trentacinque minuti. (Bevono) No, non lo odio pi, Scanlon. Acqua passata. Adesso me lo guardo e mi dico: sar soltanto un mostro della mia fantasia? (Simula la voce del Direttore del Manicomio, come poi far altre volte) "Certo, infermiera, ha strozzato una bambina, ma lo ha fatto perch si sente solo. Dobbiamo trovargli un'anima che lo comprenda." (Sheila sorride. Lui riprende a bere) Stamattina, per esempio, durante la ricreazione, sorseggiavo il mio Nescaf, sognando un improvviso incidente stradale indolore che avrebbe messo fine a tutto: di colpo mi rendo conto del silenzio: troppo zitti, brutto segno, gatta ci cova, qualcuno degli elementi peggiori a sogghignare scambiandosi occhiate furbe. Mi giro in tempo per vedere Scanlon che sguscia nel cesso delle ragazze. Schizzo alla porta, grido: "Quel ragazzo, ehi, fuori di li!" Vedo uno che si abbottona in fretta, terrorizzato. Non era Scanlon, per niente.
Sheila - No!
Bri - No. il supplente nuovo.
Sheila - No!
Bri - Si.
Sheila - Ha di quei gusti?
Bri - Per niente! Non sapeva di essere in quello delle ragazze. Dimostra dodici anni, anche visto di fronte. E si veste come loro. Perch non si mette la nostra dannata uniforme - giacchetta di tweed, i gomiti di cuoio - cosi sappiamo come catalogarlo? (Pausa di nuovo. Mangia un biscotto)
Sheila - Lascia perdere. Tra due giorni hai finito.
Bri - Sono anni che sono finito. (Mette gi la tazza. L'abbraccia. Lei si svincola. Lui si guarda le mani) Devo mettermi i guanti?
Sheila - Non si pu cominciare adesso. Joe sta per arrivare.
Bri - Beh?
Sheila - Beh! Bisogna darle la pappa, farle fare gli esercizi, il bagno, metterla a letto. Lo sai. (Pausa)
Bri - Pu aspettare.
Sheila - Eh?
Bri - Non pu?
Sheila - Perch dovrebbe? (Pausa) Comunque, ho le prove alle sette e io ho promesso di aiutare a dipingere le scene, prima. (Bri si allontana, scalcia via le scarpe e si spaparanza in poltrona. Lei gli versa dell'altro t) Dovrei tornar presto, comunque la tua cena nel forno. (Lui prende una sigaretta, scopre di non aver fiammiferi) Alle sette si spegne da solo. Tirala fuori quando ne hai voglia. Non sai la fatica che ho fatto per trovare una boccettina piccola di Kirsch. Mi offrivano vino ros. L'ho trovata in centro. Dovevo portare dei vestiti vecchi alle Ragazze Madri. Stavano li a far tarme. Cosa cerchi?
Bri - Fiammiferi. (Lei glieli d) A far tarme? Le Ragazze Madri?
Sheila - I vestiti. Cosi, ne ho approfittato per prendere il Kirsch. Ah, ho sfamato tutta la fauna: i gatti, i porcellini d'India, i pesci dorati, le cavallette... (Pausa)
Bri - E l'impianto di birra allo zenzero?
Sheila - Tutte le piante. Oh, ricordati di non lasciar entrare i gatti. Ho trovato una pulce in salotto, di nuovo. E oggi pomeriggio ho fatto una colletta per l'India e ho fatto la guardia ai bambini di Jenny che era andata dal dottore a provarsi l'anti-baby. Giornata campale, tutto sommato. A che pensi?
Bri - Sarebbe il caso di procurare un anti-baby al nostro porcellino d'India, alla porcellina, cio. (Si gratta. Schizza su dalla sedia) Ce n'ho una! (Guarda attentamente la sedia in cerca di pulci)
Sheila - Se hai avuto una brutta giornata, perch non vieni con me?
Bri - Chiamala brutta! Dovevi vedere la sala professori. Fratellanza natalizia, pi di cosi non si pu. "Pardon, ho l'impressione che lei stia usando il mio sapone!" - "Non mi rompa!" - "Prego?" - "Non mi rompa, capito?" - "Adesso andiamo di l e lei lo ripete!" - "Non se la prenda!..." - "Lo deve ripetere!" - "Ma quante storie!" - Ho cantato "Santa notte, silenziosa" ma stato un buco nell'acqua. (Bri si siede sul sof. Lei si siede al suo fianco. Gli prende la mano) Ho detto alla mia classe, "Ed ora le decorazioni di Natale: le ghirlande di carta colorata". Voce di basso dal fondo della classe: "Roba da neonati". Gli faccio gli occhiacci e mi accorgo che non l'avevo mai visto prima. Era il fratello maggiore di uno dei ragazzi pi deficienti. Era uscito di prigione, e aveva assistito alle lezioni sin dal mattino. Nessuno si era accorto di lui.
Sheila - L'hai buttato fuori?
Bri - E perch? (Sorride al ricordo) Nel porgermi una ghirlanda, mi dice: "Non ha mica la stoffa dell'insegnante, lei, sa?"
Sheila - Io lo avrei picchiato.
Bri - Non lo ha detto con cattiveria. (Fuma) Mi trover qualcos'altro da fare.
Sheila - Vieni con me alle prove. Ti fa bene levarti di qui, vedere gente.
Bri - Che gente? Freddie?
Sheila - E dopo, whisky in abbondanza.
Bri - Il whisky lo vorrei prima...
Sheila - Va bene, prima...
Bri - Se mi tocca conversare con Freddie...
Sheila - D'accordo.
Bri - ...Se mi tocca starti a guardare far smorfie e dir fesserie.
Sheila - Telefono a tua madre e sento se libera?
Bri - La miseria! Che programmino! Mia madre, Freddie.,.
Sheila - Sei stato tu...
Bri - tutto quel Kirsch che bolle, laggi.
Sheila - Sei stato tu a presentarmi a Freddie. (Suona il campanello della porta)
Bri - Ecco Joe.
Sheila - Ricordatelo. (Bri si alza e si dirige alla porta mentre Sheila grida) E per lo meno non startene seduto a coniare epigrammi... a crogiolarti nella piet di te stesso! Io, per lo meno, faccio qualcosa!
Bri - Tu e Freddie insieme, certo. (Esce)
Sheila - (urla) Per lo meno, tento di farmi una vita sopportabile, invece di... (Si interrompe, sospira profondamente come se stesse facendo un esercizio di rilassamento) Insomma. (Appoggia le tazze sul vassoio e lo riporta in cucina) Se non ti scansi ti pesto i piedi. (Richiude la porta dietro di s. Pausa. Bri ha lasciato aperta la porta dell'anticamera, lasciando scorgere l'anticamera e la parte inferiore delle scale. Rientra guidando Joe nella sua sedia di invalida, Joe ha dieci anni ed fisicamente normale, eccetto per la rigidezza delle gambe e delle braccia. Le gambe in questo momento sono coperte da una coperta, Joe non riesce a stare diritta da sola e bisogna aiutarla per cambiarla di posizione. Per la maggior parte del tempo giace supina. Ora siede chinata in avanti sul vassoio come se dormisse. La sua faccia graziosa, ma priva di espressione. La voce debole. Bri la spinge verso il centro del palcoscenico. Porta una piccola borsa a mano con le iniziali della BOAC)
Bri - E adesso eccoci qui, tesoro. A casa, di nuovo. (La lascia. Appoggia la borsa, la guarda) Sana e salva. Sei stata una brava bambina?
Joe - Aaaaah! (Questo quel che sa fare di meglio quando parla)
Bri - Veramente brava?
Joe - Aaaaah!
Bri - La signora che vi accompagna ha detto che sei stata brava. Ti sei seduta vicino al conducente?
Joe - Aaaaah!
Bri - Che brava!
Joe - Aaaaah!
Bri - (come se avesse capito) Visto gli alberi di Natale?
Joe - Aaaaah!
Bri - E i negozi tutti illuminati?
Joe - Aaaaah!
Bri - Cosa hai detto? Hai visto Ges Bambino? Dov'era, dov'era Ges, povera ciccina di pap? (Sheila ritorna)
Joe - Aaaaah!
Bri - Ho capito.
Sheila - Il mio grande, bel tesorino a casa, finalmente? (Si inginocchia accanto alla sua sedia) Pronto un bel bacino per la mamma? (La bacia)
Joe - Aaaaah!
Sheila - "Sono carina" ha detto.
Bri - Pazza, ha detto, ma carina.
Sheila - stata brava, pap? Lo ha detto la signora che l'accompagna.
Bri - Molto brava, mamma. stata seduta vicino al conducente.
Sheila - (finto stupore) Seduta vicino al conducente? Davvero, amore? (S comportano come due genitori che ricevono a casa una bambina di due anni dall'asilo)
Bri - Ha visto gli alberi di Natale, mammina.
Sheila - Hai visto gli alberi di Natale? Che brava!
Bri - E Ges Bambino.
Sheila - Ges?
Bri - In un alone di luce, contro il cielo.
Sheila - (a parte, a Bri) Le manca una rotella, pap?
Bri - No, mamma.
Sheila - Se ha visto Ges.
Bri - In cima all'edificio della Societ elettrica.
Sheila - (sollevata) vero. Per un momento ho pensato che desse i numeri, pap!
Bri - A veder Ges in un immondezzaio come questo? Al contrario, fa progressi, han detto.
Sheila - Pap contento che tu ti sforzi, tesoro. E i bei voti che avrai! (Bri scoppia a ridere, poi riprende)
Bri - Vorrai andare a una buona scuola.
Sheila - Non voglio che mi mettiate in una scuola scalcinata, ha detto. (La bacia di nuovo)
Bri - ...Come quella dove insegna paparino...
Sheila - ...Insieme a 40 o 50 bambini poveri o di colore.
Bri - No, ne ho avuto abbastanza, ha detto, dell'Asilo per gli Spastici. Tu vuoi andare al Centro di Rieducazione, vuoi aiutare a fabbricar penne a sfera. (Fruga nella borsa di Joe)
Joe - Aaaaah!
Sheila - Far del mio meglio, ha detto.
Bri - Persevera, figliola. Ecco qui una nota dalla signora...
Sheila - Dell'asilo?
Bri - Una pagella scolastica, mamma. (Legge) "Grazie del regalo per il compleanno di Colin". Chi Colin?
Sheila - Il bimbo che ha avuto la meningite.
Bri - Che non smette mai di mugolare?
Sheila - Quello.
Bri - Gli hai mandato gli auguri?
Sheila - Un biglietto da visita. E un orsacchiotto.
Bri - il pensiero che conta. (Legge) "Pochissimi genitori se ne sono ricordati, e le donne della refezione hanno fatto una bella torta con sette candeline e abbiamo tenuto ritto Colin, che potesse vederle bruciare, poi lo abbiamo aiutato a spegnerle". (Senza guardarsi l'uno con l'altro, fanno un suono "Aaaah" come il pubblico al cinema, a cui venga esibito un agnellino appena partorito) "La fisioterapista venuta oggi, ci ha esaminato tutti e ha detto che le spalle di Josephine mostrano segni di miglioramento. Ha detto di continuare gli esercizi."
Sheila - Fai i tuoi compiti, da brava bambina. Paparino ti aiuta.
Bri - (a Joe) La mamma no. La mamma esce: affari pri-44 vati.
Sheila - Lascia che telefoni a tua madre.
Bri - (ignorandola continua a leggere) Ohi, ohi, cosa leggo. Cos'? "Oggi la piccola ha avuto qualche attacco, ma ritengo che sia stata l'eccitazione per la torta di Colin..." - (Si muove per la stanza recitando la parte del padre in collera. Sheila smette la commedia e incomincia ad essere seriamente preoccupata)
Sheila - Oh Dio, cosa sar stato?
Bri - Senti, cara...
Sheila - Credevo che dagli attacchi fosse guarita.
Bri - Come farai a essere la prima della classe, se continui ad avere degli attacchi?
Sheila - il primo in un mese, salvo qualche piccola convulsione.
Bri - Quei cafoni, quelli dell'asilo, laggi, sai che dicono? (Comincia a recitare grossolanamente la parte dello zotico del villaggio) "Si d un sacco d'arie, la signorina Puzza-al-Naso, eccome! Ma guardatela bene: tale e quale a noi: un'altra disgraziata."
Sheila - Povero coniglietto, povero fiorellino. (Accarezza Joe)
Bri - Il medico pietoso fa la piaga...
Sheila - Perch han ricominciato?
Bri - Lo Stato del Benessere, oggi. Vita facile, latte gratis, spettacoli gratis. Fisioterapia. Candeline e canzoni. Che avevamo noi alla sua et? Incursioni aeree e tessere per il vestiario, e se non ci andava, mia madre diceva: "Questo quel che passa il convento, bambino".
Sheila - Ehil! (La testa di Joe si voltata improvvisamente da destra a sinistra. Il suo corpo si tende. Essi la osservano in silenzio. Ha una breve convulsione. Sheila prende il biglietto dalla mano di Bri e lo legge) Incredibile, ecco. Spiega tutto.
Bri - Cosa?
Sheila - Hanno di nuovo esaurito la medicina contro le convulsioni.
Bri - Di nuovo?
Sheila - (leggendo) "...sia stata l'eccitazione per la torta di Colin. O, forse, perch siamo rimasti senza la sua medicina gialla."
Bri - E lo chiamano un asilo specializzato!
Sheila - Quante volte gi successo?
Bri - Perch non tengono qualche flacone di riserva nel frigo? Quei bambini, quasi tutti ne hanno bisogno.
Sheila - Ne fanno un uso tale che dovrebbero comprarne a bidoni. (Va in cucina. L'attacco di Joe ora finito. Essa ricade sul vassoio della sedia. Bri eccitato dal suggerimento di Sheila)
Bri - A botti! E dovrebbero rifornire gli asisi e i centri spastici con carri tirati da cavallacci da tiro. (Recita la parte del commentatore della radio dalla voce piena di emozione. Tiene in mano un immaginario microfono) E qui - nella Farmacia Municipale, dovreste essere qui dove sto io, ora, nel centro nevralgico di questa grande operazione di misericordia a osservare una miriade di lavoratori impegnati nelle loro varie mansioni. (Sheila rientra con due bottiglie e un cucchiaio. Si inginocchiano uno da una parte e uno dall'altra della bambina)
Sheila - Dalle i fenobarbiturici.
Bri - O qualcosa di meno antiquato dei cavalli... (Lei gli porge una bottiglia che egli apre e da cui estrae due pillole. Lei scuote l'altra bottiglia) Un po' pi in armonia con la nostra societ tecnologica progressiva. Un'area di servizio con serbatoi di medicina centrale e un vasto complesso di condotti sotterranei e chiusure a valvola.
Sheila - (a Joe) Presto starai meglio, fiorellino. (Bri apre con le mani le mascelle di Joe e le mette in bocca le pillole)
Bri - Non l'approveranno mai.
Sheila - Chi?
Bri - I contribuenti di Bristol. Costerebbe un patrimonio.
Sheila - Ecco, fiorellino, buono, sa d'arancio. (Le mette in bocca un cucchiaio, con l'aiuto di Bri)
Bri - No, troppo conservatori, quelle merde.
Sheila - Brava bambina! (Bri le chiude con le mani la mascella e la tiene chiusa)
Bri - Ah, rinnovare quei mestieri morti! Il luccichio d'ottone dei finimenti, le zaffate dal grembiule di cuoio del bottaio!... (Produce con la bocca il rumore degli zoccoli del cavallo e nitrisce) a suon di cornamusa. (Sheila stappa i flaconi e bacia Joe)
Sheila - E poi, merenda speciale: mamma ha qui pronto il gelatino che ti piace. (Bri lascia andare le sue mascelle)
Bri - Fatto.
Sheila - Di' a mammina: sei bagnata? (Bri guarda di nuovo dentro la borsa, lei mette la mano sotto la coperta di Joe) Fradicia?
Bri - Questo asciutto.
Sheila - (indignata) Ci risiamo! Daccapo! Quello che metto nella borsa non lo toccano, e le lasciano addosso quello bagnato, tutto il giorno a mollo, come una pera nello sciroppo! E col culetto tutto irritato.
Bri - Forse era asciutta, prima dell'attacco.
Sheila - Ti par possibile tutto il giorno senza fare pipi?
Bri - No.
Sheila - (guarda l'orologio) La cambi tu? Io devo andare a vestirmi. (Bri butta il pannolino sul vassoio di Joe, prende i flaconi dalle mani d Sheila) Se la pelle irritata, la pomata nella credenza. (Egli annuisce con un sorriso) E se fossi in te, la metterei sul pavimento, in cucina per cambiarla!
Bri - Non sono la nuova bambinaia. (Pausa)
Sheila - Lo so. Volevo dire...
Bri - L'ho gi fatto altre volte. Una o due volte, negli ultimi dieci anni. (Spinge la sedia di Joe verso la cucina)
Sheila - Brian. (Egli si volta) Telefono a tua madre di venire?
Bri - Per fare?
Sheila - Cosi possiamo uscire.
Bri - Il marted sera non si sa mai dove andare. Lo zoo chiuso. C' un western, al cinema Gaumont.
Sheila - Vieni alle prove. Sbronzati se vuoi, basta che tu mi riporti a casa e mi prenda.
Bri - (indicando) Pas devant...
Sheila - Che?
Bri - Pas devant l'enfant.
Sheila - (dicendo le lettere) P-r-e-n-d-a. (Gli si avvicina. Lui si alza dalla sedia e le va incontro. Lei lo abbraccia) Dico sul serio. Telefono? (Lui la bacia. Nasconde il viso nei suoi capelli e poi riemerge)
Bri - A proposito. Com' l'amore con Freddie? (Lei si irrigidisce, poi lotta per staccarsi dall'abbraccio, ma lui la trattiene) Dai! Mi hai detto degli altri. Non di tutti, per forza...
Sheila - Lasciami.
Bri - Solo di qualche esemplare...
Sheila - Ti mordo.
Bri - ...Che emergeva dalla folla per caratteristiche speciali...
Sheila - Tutti prima che incontrassi te.
Bri - Ma Freddie adesso.
Sheila - Lasciami.
Bri - Qual' la sua specialit?
Sheila - Anche se ne avesse voglia, e non ne ha...
Bri - Pensi che io sia un cretino?...
Sheila - ...Freddie scapperebbe come una lepre al primo sentore di scandalo, e lo sai!
Bri - Insomma, qual' la sua specialit?
Sheila - Vieni, e chiedilo a lui.
Bri - Per esempio...
Sheila - Vieni.
Bri - I quattro americani, tutti e quattro, mi hai raccontato, ti facevano...
Sheila - Eh? Che storia ?
Bri - Eh?
Sheila - Quattro americani!
Bri - Sbaglio?
Sheila - Due americani.
Bri - Oh!
Sheila - E un canadese.
Bri - Ah. (La lascia andare) Bene. Ti facevan sdraiare sopra un cuscino. L'avran letto in Hemingway. E il gallese, il fuochista...
Sheila - Era un poliziotto.
Bri - Oh, scusa. Quello si scandalizzava perch dicevi parolacce con un accento da signora. Ma quando si tratt di toglierti il vestito, era cosi affamato che te l'ha strappato.
Sheila - Vorrei non averti mai raccontato niente. Dicevi che dovevano essere sinceri e dirci tutto. Tu mi hai detto tutto delle tue donne, per primo.
Bri - (annuendo) Di tutte e tre. Me la sono sbrigata in un'ora. Tu ci hai messo settimane, a fare un inventario... approssimativo.
Sheila - Mi ci hai costretta. (Pausa)
Joe - Aaaaah!
Bri - Devi essertela goduta, con quei tipi...
Sheila - No!
Bri - Con uno o due di loro,
Sheila - Te l'ho detto.
Bri - Allora, perch ci stavi?
Sheila - Una volta che si arriva a un certo punto difficile dire no.
Bri - Quasi tutte ci riescono. Con me, per lo meno. Tre, su Dio sa quante decine di migliaia che ho tentato di...
Sheila - Non capivano niente, poverine. Tu sei stato l'unico a farmi godere.
Bri - La prima volta che me l'hai detto quasi svengo. Sono andato in giro, per giorni, sentendomi una specie di simbolo fallico. Mi dicevo: "Caro mio, forse non fai centro spesso, ma quando lo fai, salta il banco". (Lei sorride) Lei mi sar fedele, mi dicevo beato, perch ho un super-zoom magico con un tigre nel motore.
Sheila - Ce l'hai, si.
Bri - Fino a che Freddie...
Sheila - E dai!...
Bri - Tra tanti uomini...
Sheila - Non mi ha mai sfiorato.
Bri - Devi continuare a dirmi tutto. Anche di lui.
Sheila - Mi indifferente.
Bri - Ma preferisci passare la serata con lui piuttosto che con me.
Sheila - Sei stato tu a spingermi in questa filodrammatica, per distrarmi da...
Bri - Qual' la sua specialit? La sua briscola? Si tiene addosso l'impermeabile? (Sheila lo guarda in faccia per parecchi secondi. Poi se ne va al piano di sopra. Bri alza le spalle. Ritorna indietro nella stanza, sospira. Joe starnuta) Salute! (Lei starnuta di nuovo, cade in avanti sul vassoio della sedia e batte il viso) Ohil! (Joe comincia a piangere; debolmente. Egli si avvicina) La piccola si fatta male? Ha sbattuto il nasino? (La rimette dritta) Meglio? (La guarda da vicino) Sei pallidina, Joe. Sono gli attacchi? Non importa. (Le accarezza la mano) Che dolci, morbide manine hai! Come seta. Le mani di una signora. Non han mai lavorato. (Si accoscia presso la sua sedia) Allora. Mammina andata alle prove. Ad allenarsi. Cosi noi due ci facciamo due chiacchiere vicino alla stufa! Ciuccia la ciccia, guardiamo i pagliacci... (Lei ha smesso di piangere) Immagino che ci saranno i pagliacci, in genere ci sono. (Consulta il "Radiocorriere") No. Non ci sono. (Joe sospira pesantemente e stancamente. la logica conseguenza del suo pianto) C' un film, su un grande chirurgo e la sua lotta contro l'ingiustizia nei quartieri poveri di Londra. (Glielo mostra) Lo so che adori i dottori. (Rivolto al pubblico) Se si pensa a quel che le hanno fatto! (Torna a parlare Joe) Ma prima, pap, le far un buon t. Joe e pap prenderanno un buon t e poi Joe vorr fare un bel bagno caldo e giocare con le ochette che galleggiano? (Riposa il Radiocorriere e guarda su) li senti i passi? mammina in camera da letto. Deve essersi tolta il vestito. Forse si infila le calze. Forse si sta cambiando tutta. Tutta. Si guarda allo specchio, nuda: si domanda: ho sempre un bel corpo? (Pausa. Si sofferma sull'immagine) Ma mi rifiuto di fare quelle scale, a tre gradini per volta, per buttarmi ai suoi piedi a supplicarla di non uscire. Mi rifiuto. Ho gi fatto tutto quel che potevo... senza perdere la dignit. Dovevo immaginarlo che una volta entrata in teatro non avrebbe mai mancato a una prova. Ha un terribile senso del dovere, la tua mammina. (Guarda Joe che si dondola sulla sedia) Ma perch cavolo parlo con te? (Ritorna sul proscenio e parla al pubblico) Lo stesso che parlare al muro. (Poi, come un comico d'avanspettacolo) una donna meravigliosa, mia moglie, questa donna, qua sopra: meravigliosa: in camera da letto, in palcoscenico, ovunque. Sul serio. (Lascia perdere la finzione, ritorna a se stesso) Una persona veramente integrata, il che raro, lo sapete meglio di me. Vi d un esempio: se una cosa la turba, lei non ne sconvolta spiritualmente e basta; non si affligge e basta; ne fa una malattia. Alla lettera: si ammala: le vengono gli sfoghi cutanei. La febbre, il vomito. Mica per finta. Sta male sul serio, lei un tutto unico. Non funziona un pezzo per volta. Non come me, per esempio: io sono un dissociato. Perch non comprate me per Natale? Vi divertirete un mondo. Mi fabbrico man mano con vecchi pezzetti di spago, cicche... ritagli di giornali, pezzi di film... un collage impastato con gli avanzi del pranzo scolastico della settimana scorsa. Voglio dire: lei non potrebbe fingere una passione che non sente. Mentre in me un sentimento appassionato si ammoscia prima della fine della frase. Io comincio coll'urlo - aaaaho! Poi mi dico: ma sei matto, chi ti credi di essere, Dio? E mi dissocio. I pezzi cominciano a cadere, le ruote ad andarsene per conto loro, e i passanti rimangon feriti; terribile. Sapete com', se mai vi siete sorpresi a gigionare davanti allo specchio. O magari uno dice: "Mia moglie stata appena investita da una macchina" e vi vien da ridere. Beh, potreste dire, perch no, se vi va di ridere. Ma agli altri non piace. E allora faccio finta. Mi avete visto far finta con Sheila. Mi sforzo di indovinare quali emozioni vorrebbe e poi ci affondo dentro i denti. E non mollo fino a che non arrivo all'osso. Come con Joe, qui. (Accenna in direzione della bambina) Ti senti bene? Bene. Non ce la facevo al principio. Beh, ora, dopo dieci anni, una routine.
Sheila - adesso non vorrei provocare una ressa di signori verso l'uscita - per Sheila abbraccia tutto quel che vita. Davvero. semplice lei, cosi semplice che per forza vincer, alla fine. tanto equilibrata da saper abbracciare tutto quel che vita. Sta li seduta e tiene tra le braccia le cose vive. Il mio abbraccio me lo prendo quand' il mio turno, tra il canarino e le cavallette. Per questo faccio tutti questi discorsi insensati. Richiamo l'attenzione su di me per essere sicuro di ottenere un po' di pi della mia razione. Se no cosa mi resta? "Guardate dritto davanti a voi, mani dietro la nuca" e una sgroppatina terapeutica una volta ogni morte di papa. E sono troppo giovane per morire; vi dico io!
Joe - Aaaaah!
Bri - Che ti succede, pazzerella?
Joe - Aaaaah!
Bri - Parolacce? Tu credi che queste siano parolacce! Ti presenter a Scanlon. Sentirai che vocabolario! (A parte) Ma che signorina distinta! Beh, vediamo che cosa ci ha lasciato mamma per merenda.
Joe - Aaaaah! (Lui fa un rumore di motore imballato e .spinge la sedia a rotelle fuori verso la cucina. Uscendo, deve lottare con i gatti) Indietro, puttane imbottite di pulci, fuori! (Si chiude la porta alle spalle. Pausa di almeno cinque secondi. Sheila viene avanti da un angolo sul proscenio. Si messa un vestito e si sta spazzolando i capelli)
Sheila - Uno di questi giorni lo picchio. Davvero. (Spazzola i capelli, guarda il pubblico) Lui crede che gli basta fare una scenataccia perch io me ne resti a casa a confortarlo, non vada alle prove e manchi di parola. Lui crede che basti mettersi a piangere per ottenere quel che vuole. Per me colpa di sua madre. Gli ha dato quell'amore ossessivo che gli fa credere che il mondo giri intorno a lui. Ma siccome troppo intelligente per crederlo sul serio, ha questi alti e bassi di collera e di depressione. In quei momenti non so che farebbe per attirare l'attenzione! Quello scarafaggio sulla faccia, avete visto. E tutte quelle storie per Freddie. Ed stato lui a farmi iscrivere alla filodrammatica, per togliermi d casa, ha detto, per togliermi un po' da Joe. Ma Joe non mi pesa, lui, invece, si. Non so chi dei due sia pi bambino. Dopo dieci anni che osservo una creatura limitata come Joe, mi sono convinta che il suo uno dei tanti tipi di deformit. Tutti siamo "deformi" in qualche cosa. C' un limite a quello che possiamo fare. Brian, per esempio, lui arriva fino a un certo punto e poi crolla. Pi in su, lui non va. Ricasca sul pavimento, ed eccoci di nuovo alla autocommiserazione, ...alla disperazione. Io sono sicura, per, che s' perseverasse potrebbe essere un grande pittore. E questo l'altro motivo per cui mi sono iscritta alla filodrammatica. Pensavo che, costretto a starsene solo in casa parecchie sere alla settimana, si sarebbe messo a dipingere. E mettiamo che non sia bravo per niente, lo stesso ha bisogno di qualcosa che lo faccia sentire fiero di s, qualcosa che gli smorzi la gelosia che lo rode, di tutti e di tutto quel che a me piace... parenti, amici, animali... persino piante. Sono sicura che geloso del tempo che non dedico a lui. E di Joe, prima di tutti, povero amore... (Appoggia la spazzola su una tavola o su una sedia. Un pensiero la riporta alla realt) Beh, non dovete pensare che io sia sempre cosi. E anche quando sono un p depressa, di regola non ne parlo in mezzo a tanti estranei. Ma tutte queste bambinate per Freddie, questa esibizione, troppo, non ne posso pi, sul serio! Non succederebbe anche a voi? (Controlla il suo aspetto in un immaginario specchio) Ecco perch vi racconto tutto questo. A voi, un mucchio di estranei. Non ne potreste pi, anche voi1? Insomma: un uomo come lui, geloso della povera Joe... (Si interrompe perch vede Bri, che avanza da un angolo sul proscenio. Si guardano in silenzio)
Bri - Che cosa gli stai raccontando?
Sheila - Eh?
Bri - Ti ho sentito parlare. (Sheila si toglie un filo dal vestito) Ti ho sentito nominare Joe. (Nessuna risposta. Bri parla al pubblico) Sheila ha una sua teoria riguardo alla nascita di Joe. Non biasima i dottori. Biasima se stessa.
Sheila - Non dico questo, dico che non stata tutta colpa dei dottori.
Bri - (annuendo) stato perch durante la gravidanza cercava di cacciarla indietro.
Sheila - In parte.
Bri - Perch era andata a letto con troppi uomini.
Sheila - In parte. Si, ero stata promiscua, e il mio subcosciente mi faceva contrarre, mi faceva rifuggire dalla maternit. (Pausa. Lui guarda altrove. Lei continua ad agghindarsi)
Bri - Quel vicario ci disse che era opera del diavolo. Perch non ci credi? un'ipotesi quasi altrettanto brillante.
Sheila - (si stringe nelle spalle) Coincide, alla fin fine, con quel che credi tu.
Bri - Te lo dir, quel che credo io.
Sheila - Lo so, quel che credi tu.
Bri - (indica il pubblico) Ma loro non lo sanno. (Al pub-blico) Io sono convinto che il dottore abbia lavorato coi piedi. Nessun altro motivo. (A Sheila) Il pediatra ha detto la stessa cosa, ha detto che non c'entra la tua vita di prima ...o eventuali tare in famiglia, o il troppo fumare.
Sheila - Ma non ha nemmeno detto che era stata colpa del dottore. (Pausa. Lui la guarda)
Bri - No, hai ragione. Non l'ha detto. Verissimo. Non ha detto: "Si, ancor meno di una levatrice il mio collega, non vale una cicca, sempre stato cosi. Vedr di farlo cancellare dall'albo dei medici". Verissimo. E questo indebolisce il mio argomento.
Sheila - Oh, come sei profondo!
Bri - Ha detto solo che c'era una probabilit su un milione che potesse succedere di nuovo.
Sheila - Mmm, non abbiamo avuto ancora occasione di controllarlo. (Entrambi pausa)
Bri - E per questo Joe vive a casa con noi.
Sheila - nostra figlia!
Bri - (al pubblico) Joe era in viaggio prima che ci sposassimo, e questo alimenta il fuoco della colpa.
Sheila - Non c' bisogno di raccontargli tutto. (Al pubblico)
Bri - Ci siamo sposati in gran pompa.
Sheila - Per far piacere a pap. Era sagrestano ed aveva sempre sognato di poter suonare le campane a festa per sua figlia all'uscita di chiesa. Tu hai detto che non avevi niente in contrario.
Bri - Esatto. Al rinfresco che ne segui, i campanari erano le uniche persone cui valesse la pena d parlare: tutti reumatizzati e rattrappiti. Da sognarseli di notte, a dondolar su e gi aggrappati alle loro corde. (Cerca di immaginarseli)
Sheila - Dovevamo prenderlo come cattivo auspicio. La bambina nacque sei mesi dopo. Avevo fatto tutti gli esercizi, e letto valanghe di libri sul parto indolore, soprattutto quelli che lo descrivono come una cosa semplice, come farsi otturare un dente.
Bri - Per pi romantico.
Sheila - Oh si, il marito seduto accanto al tuo letto, che ti tiene la mano e ti guarda con occhi innamorati... (Bri esegue)
Bri - E che batte il tempo della respirazione non addominale. (Esegue)
Sheila - (al pubblico) Non so se qualcuno di voi ha provato la stessa cosa ma mi aspettavo di sentire da un momento all'altro brani del coro dell'Alleluia.
Bri - Io mi sentivo partecipe, ma ero nauseato. L'idea di condividere la nascita mi sembrava logica "qua idea"... ma poco divertente, quando si arriva al sangue o alle acque.
Sheila - Per come sono andate le cose, potevi anche non preoccuparti.
Bri - Vero! (Al pubblico) Quanto vi durano, a voi, le doglie? Due, tre ore? Un giorno? Quisquilie! (Addita Sheila) Cinque giorni!
Sheila - Dalla prima doglia all'ultimo giro di forcipe. Cinque giorni.
Bri - Sono sicuro che mi direte: 'Lui avrebbe dovuto fare qualcosa", ma io non lo sapevo, allora. Voi non lo sapete, no?
Sheila - Adesso lo sai.
Bri - Una esperienza utilissima.
Sheila - (al pubblico) Il dottore insisteva coi calmanti.
Bri - Eri intontita.
Sheila - Non riuscivo a ricordare pi gli esercizi.
Bri - Piangevi e basta.
Sheila - (spiegando) Non riuscivo a spiegarmi, non avevo pi saliva, non potevo inghiottire, e cosi mi sono tenuta la fame. E speravo che tu fossi li, quando aprivo gli occhi, invece era sempre la levatrice o tua madre.
Bri - Non sempre!
Sheila - Quasi sempre. Tu ti stavi ubriacando al bar.
Bri - Che altro potevo fare?
Sheila - (al pubblico) Avevo perduto la facolt di articolar le parole. Non riuscivo a dir loro: "Basta coi calmanti, voglio partorire". (Per il resto dell'atto essi mantengono il dialogo tra loro due e il pubblico. Non viene data nessuna didascalia, a meno che sia essenziale al testo)
Bri - Poi arrivato il nostro medico curante con la sua faccetta da ragazzino: "Ho l'impressione che il marmocchio non abbia nessuna voglia di venire alla luce". E io: "Tanta fatica per venir alla luce per poi passare il resto della vita a cercar di tornare nel buio". E ci spanciavamo dal ridere. E gi un altro whisky.
Sheila - Non ti venuto in mente che durava troppo?
Bri - Si, ma sono cose che riguardano loro, no? La mamma mi aveva insegnato a credere ai dottori e, durante le tue doglie stata un esempio di serena fiducia.
Sheila - E pi tardi, invece, quando Joe era malata, ha detto che lo sapeva, che il parto durava troppo.
Bri - Lei sa sempre tutto, dopo.
Sheila - Il dolore era atroce, ma la cosa peggiore era non riuscire a parlare.
Bri - (al pubblico) Il quinto giorno credevo che morisse. (A Sheila) E, non te l'ho mai detto, amore...
Sheila - Cosa?
Bri - Non ci crederai. Ho pregato. Non sono di regola un tipo religioso... salvo per le piccole necessit quotidiane, le solite genuflessioni al Supermarket e al totocalcio. Non mi vergogno di ammetterlo, ho pregato...
Sheila - Davvero? O un altro scherzo?
Bri - Giuro. Sono caduto in ginocchio e ho pregato. Ho detto: "Dio, l'ho appena trovata, il bambino non importa, se questione di un baratto..."
Sheila - (lo bacia) Aaaah!
Bri - E mi sono accorto che ero cosi sbronzo da non riuscire a rialzarmi.
Sheila - La tua preghiera stata esaudita.
Bri - Si: mi ha sentito, lui, lass. Mi ha sentito. (Al pubblico) Io lo immagino come un giocatore di rugby affetto da psicosi depressiva. Ha guardato gi e si detto tra s: "Lo sistemo io, quel delinquente". (Scuote il pugno verso l'alto) E lo ha fatto!
Sheila - Quando il danno ormai era fatto, mi hanno portata all'ospedale, poi non ricordo altro, fino al momento che mi hanno messo in mano la bambina, calva e gialla, e con cicatrici di forcipe. Stupenda. Quando ritornammo a casa le cicatrici e l'itterizia se n'erano andate, stava bene; tu avevi il raffreddore.
Bri - Esatto.
Sheila - E ho dovuto curarti. Per non sentir lamenti e soffiate di naso.
Bri - Pi di un raffreddore: influenza. A scoppio ritardato. Ero proprio uno straccio. (Lei sorride poi continua a parlare col pubblico)
Sheila - Presto mi accorsi di strane contrazioni... Domandai ai nostri amici che avevano dei bambini, e dissero che probabilmente era aria. Alla fine, ci decidemmo a farla vedere. (Bri ha preso un cuscino tubolare dalla stanza che ora nella penombra. Il cuscino della forma e della figura di un bambino in fasce. Sheila lo culla)
Bri - La nostra bambina... (Indica se stesso) Il dottore. Simpatico e un po' tonto. (Negli sketch che seguono Brian fa la parte dei vari uomini e Sheila se stessa. Lo fanno come se stessero ripetendo il dialogo di un fdm favorito, a volte improvvisano, divertendosi un mondo. Bri mima l'operazione di aprire una porta sul lato del palcoscenico, Sheila va dalla parte opposta e attende) Arrivederla, signora... ehm... si freghi bene il petto con questo e star bene. (Mima l'atto di chiudere la porta, ritorna al centro, grida) Il prossimo, per favore! (Sheila entra. Brian si china a scrivere qualche cosa, e mette via la scheda dell'ultimo paziente. Volta la schiena a Sheila) 'sera, avvocato... Si sente meglio?
Sheila - mattina, dottore. (Al pubblico) Deve avere bevuto.
Bri - Certo, che mattina.
Sheila - ... la prima volta che vengo qui.
Bri - Noo?
Sheila - Siamo nuovi, nel quartiere.
Bri - Cos' che non va?
Sheila - Non so, ecco, strani sussulti, contrazioni del viso...
Bri - Dica "aaaa".
Sheila - Non io: il beb. (Bri guarda il cuscino)
Bri - Il bambino ha l'aria di star bene.
Sheila - Bambina.
Bri - Bambina. Sussulti, ha detto? Che genere di sussulti?
Sheila - Spaventosi!
Bri - Che forma prendono?
Sheila - Sbatte gli occhi, rovescia la lingua, scuote la testa, poi si affloscia.
Bri - (solleticando il neonato, gli parla) Ma non ti vergogni, birbona, alla tua et! Non sta bene!
Sheila - Cosa sar?
Bri - Aria.
Sheila - quel che dicono i nostri amici.
Bri - sempre bene avere una seconda opinione. Avete provato la limonata Roger?
Sheila - Si.
Bri - Mia madre diceva ch'era miracolosa. Cura tutto, diceva. Beh, vediamo cosa posso trovare. (Fruga nel cassetto, trova una medicina, legge l'etichetta) Ecco qua, questo dovrebbe calmarla: arrivata stamattina con la posta. La ditta che la fabbrica dice che straordinaria.
Sheila - Dottore, vorrei che lei potesse vedere uno di questi sussulti.
Bri - Oh, li posso immaginare benissimo. Ci sono ben tre mostricciattoli in casa mia.
Sheila - Mi dispiace, non credevo che...
Bri - Cosa?
Sheila - Che i suoi bambini, tutti... ehm...
Bri - Dei piccoli selvaggi, intendevo dire. No, non mostri. Il suo primo, eh? Il primo bambino?
Sheila - Si.
Bri - Allora le spiego. Lei butta un mucchio di intrugli dentro questo buco di bocca. come rodare una macchina. Ci vuol pazienza. Finch punterie e interruttori non si adattano. Lo stesso con questi bambini. (Solleva il cuscino, guarda di nuovo la medicina) Vediamo. Tre volte al giorno dopo i pasti. Ogni quanto allatta?
Sheila - Ogni quattro ore.
Bri - Il quattro in ventiquattro ci sta sei volte. Sei volte al giorno...
Sheila - Guardi, forse ne arriva uno. (Guarda il cuscino per dieci secondi. Bri guarda l'orologio) No.
Bri - Ho l'anticamera piena di gente, cara. La provi e ritorni, se non c' nessun miglioramento, tra - vediamo un po' - tra una settimana. Si assicuri che faccia il suo bravo ruttino. E non si agiti. (La conduce all'uscita) Sono diavoletti molto resistenti, sa? Bye-bye, signora, ehm. (Mima l'atto di accompagnarla all'uscita e chiude la porta) Tre giorni pi tardi. (Mima l'atto di aprire la porta e chiama) 11 prossimo, prego. (Sheila rientra immediatamente col cuscino) Buongiorno, signora, ehm...
Sheila - (in fretta) Dottore.
Bri - Un momento. Prendo la sua cartella.
Sheila - Ma la bambina...
Bri - Si accomodi, prego. (La fa sedere e guarda la scheda) Non le avevo detto di tornare tra una settimana? Perch cosi presto?
Sheila - Sta molto male.
Bri - Ha preso la medicina?
Sheila - Non ha preso niente. Sono due giorni che non mangia. (Bri guarda il cuscino, l'ausculta, batte le mani verso di esso. Finalmente lo scrolla come se fosse un salvadanaio)
Bri - (come se dicesse: "Non c' male") Ah~ah! Ehm. (Mugolando va alla sua scrivania. Mima l'atto di formare un numero telefonico) L'ospedale dei bambini... Presto! Non si spaventi, signora: una richiesta d routine. Suo marito con lei?
Sheila - In sala d'aspetto. Crede che la piccola...
Bri - (al telefono) Pronto? Si, vorrei che visitasse un bambino... ehm... (a Sheila) Bambina?
Sheila - Si.
Bri - Bambina. Femmina. Non mangia e non ha riflessi. (A Sheila di nuovo) Ha la macchina?
Sheila - No.
Bri - Pronto?... Non ha la macchina. Si pu mandar una ambulanza?... D'accordo. (Rimette gi il telefono. Si volge di nuovo a Sheila)
Sheila - molto grave, vero?
Bri - Non si preoccupi, signora. Ecco, glielo posso spiegare cosi: come quando il motorino d'avviamento dell'auto s inceppa. Sembra grave, li per li. Poi, lei ingrana la seconda, d due scrollate alla macchina e quella va che una bellezza.
Sheila - Non me ne intendo, non abbiamo la macchina...
Bri - Io voglio che lei... Sa dov' l'ospedale dei bambini? (Lei annuisce) Ci vada subito, con suo marito, senza dimenticare la bambina. Prenda un autobus, qui all'angolo, e... nil desperandum. (L'accompagna alla porta come prima, apre la porta, la spinge. Sta gi per richiudere la porta quando si ricorda qualcosa e le grida dietro) Trentadue!
Sheila - Come?
Bri - L'autobus. Il numero 32.
Sheila - Oh!
Bri - (chiude la porta, tira fuori un fazzoletto, si asciuga la fronte) Cristo!
Sheila - (volgendosi al pubblico) Sull'autobus ho detto a Brian: "Ho il presentimento che non la riporteremo a casa". Ma, come sapete, l'abbiamo riportata. Alla fine.
Bri - Piove sempre sul bagnato.
Sheila - Sono rimasta in ospedale con lei alcune settimane, poi l'ho lasciata - le facevano delle analisi - per venire a curare Brian: gli era venuta la crosta lattea. (Bri, nell'ombra, si accende una sigaretta) Era molto doloroso non poter allattare, cosi Brian mi si inginocchiava davanti e con la bocca tentava di mungerlo lui.
Bri - Era proprio uno spettacolo, qualcosa come il Khamasutra.
Sheila - Alla fine, una infermiera della clinica mi tir via tutto il latte con una trombetta di vetro. (Bri prende dal fondo un tavolino, ci mette sopra il cuscino e sta in piedi dietro ad esso) Poche settimane dopo mi chiamarono dall'ospedale perch mi riprendessi Joe: e ormai avevamo capito che non sarebbe mai stata normale. Per io ero decisa a sapere il meglio e il peggio. Il pediatra era tedesco, o viennese, non sono sicura. (Per questo sketch Bri usa un accento tedesco da musical)
Bri - Pne, matama kvesta fostra pampina ora stato interamente profato e noi sappiamo molto pisogno di lettini. Cosi meglio che foi portiate pampina a casa. Io penso, io posso promettere che non dar fastidio. Tenetela calma. Imbottitela di sedattivi e non fi accorgerete che c'.
Sheila - Ma dottore. (Lui sta andando verso la porta, si volta con riluttanza)
Bri - Ja?
Sheila - Non pu dirmi i risultati?
Bri - Risultati?
Sheila - Delle analisi.
Bri - Kvali analisi? Ce ne sono state tante!... (Leggera risatina. Le elenca sulle dita) Elettroenkefalocramma, tredimen-sionali raggi igse, analisi del sangue, urina e feci, kvesta storia con gli aghi nella fontanella...
Sheila - Per questo l'hanno rasata?...
Bri - Pne, sicuro...
Sheila - Le eran cominciati a crescere da poco. Sono stati gli aghi a farle quella cicatrice in testa?
Bri - Cicatrice?
Sheila - (indicando) Qui.
Bri - Ach, nein! Qvella stata piccola piopsia per prendere piccolo campione del cervello.
Sheila - Meno male. (Sorride rapidamente) Credevo che le aveste fatto un buco per far uscire il demonio. (Bri guarda con interesse, conferisce col suo assistente)
Bri - Idea non essere cattifa. Afete profato?... Ah!!! (A Sheila) Il mio collega dice non si usa pi. (Alza le spalle) Peccato! Pne, se volete escusarmi... (Va verso l'uscita)
Sheila - Ma, dottore, dottore.
Bri - Donner und blitzen!
Sheila - Cosa pu farei
Bri - Fare? Niente, pu fare.
Sheila - Mai, mai?
Bri - Matama, mi lasci profare che io le dica a che cosa fostra figlia simile. Sapete cosa intendo se dicesssi che fostra figlia fosse un fegetale? (Sheila ci pensa un momento, ci arriva, sorride)
Sheila - Lei vuol dire: "era un vegetale!"
Bri - Ach Hmmel! essere, essere ancora, ancora, sar sempre! Non riesco a imparare kvesti ferbi!
Sheila - Ma, se mi chiedono "che specie di minorata vostra figlia", devo dire che un vegetale?
Bri - Folete una parola per lei? (Alza le spalle) Potete dire: lei una spastica con la corteccia cerebrale tanneg-giata, multiplegica, epilettica, ma con nessuna malformazione orcanica del cervello.
Sheila - una parola un po' lunga.
Bri - (gaiamente) Per kvesto io preferire "fegetale".
Sheila - Vegetale!
Bri - Vegetale.
Sheila - Ma perch? Se il cervello sano fisicamente, perch non funziona? (Bri la guarda, pensa)
Bri - Immagini un centralino. Un centralino telefonico, ja?
Sheila - Ho lavorato come centralinista, una volta.
Bri - Das ist wunderbar! Pne. Immacini che lei seduta l, atesso, davanti al kvadro. Si?
Sheila - Si.
Bri - Alcune linee, essere inserite; altre aspettare per essere usate: improvvisamente, br-br, br-br, br-br, br-br...
Sheila - Chiamata in arrivo?
Bri - Esatto! Lei inserisce una spina. (Sheila mima l'atto di inserire la spina, assumendo l'allegra voce di una centralinista)
Sheila - Universale Tubi di scolo!
Bri - (uscendo dalla sua personificazione) Che?
Sheila - Era la ditta per cui lavoravo.
Bri - Questo, non l'avevi mai detto, le altre volte.
Sheila - (alzando le spalle) Oggi ho pensato di mettercelo.
Bri - Universale Tubi di scolo? Autobiografia! (Lei lo guarda freddamente. Bri si schiarisce la voce e ricomincia a fare la parte del dottore) Ma, in kvel momento, un'altra chiamata in arrifo: br-br, lei s confonde, la inserisce nel primo buco e i due-parlano, uno con l'altro e lei risponde altra chiamata che folere la ferrovia, ma lei si confonde, lo mette sui risultati del calcio, e tutte le lampadine fan "zzzz" e lampeggiano. E kvesto essere troppo, e lei non capire pi niente e staccare tutte le spine. Kaputt! Ecco: kvesto essere l'attacco epilettico. Grand Mal o Petit Mal, secondo la intensit, secondo il numero delle telefonate. Pne? (Va di nuovo verso la porta)
Sheila - Ma, dottore, dottore... (Lui guarda l'orologio)
Bri - Gott in Himmel! Sono un uomo occupato, signora, sono..,
Sheila - Lo so, lo so che...
Bri - Il fostro non essere la sola creatura anormale nel paese.
Sheila - Lo so.
Bri - Ne nasce uno ogni otto ore.
Sheila - Non lo sapevo. Ma davvero?
Bri - Oh, ja, ja. Non tutti cosi brutti come kvesto, naturalmente...
Sheila - Ma cosa dobbiamo fare?
Bri - Per giofe! Lei deve nutrirla, lavarle i pannolini, tenerla calta, come tutte le matri.
Sheila - Per quanto tempo?
Bri - Chi pu tire? Tutto pu accatere, lei lo sa. Difterite, polmonite... tosse convulsa... afta epizootica... (Sheila ride. Tutti e due si dimenticano del loro personaggio)
Sheila - Oh, terribile. L'afta epizootica!
Bri - Mi venuto in mente, per caso.
Sheila - terribile.
Bri - E cosi, ce la siamo riportata a casa.
Sheila - E l'ospedale ha scaricato la responsabilit del caso al nostro medico curante.
Bri - Il vegetale.
Sheila - Doveva fornirci di barbiturici e tenerci contenti. Veniva una volta la settimana, per spiegarci gli attacchi di Joe. In termini adatti ai profani.
Bri - Ma non ha appreso molto, signora?
Sheila - Riguardo agli attacchi, no. Per ho imparato ci che avviene nei centralini telefonici, quando le linee si incrociano.
Bri - O a uno scambio ferroviario, se c' la nebbia.
Sheila - Ma un giorno, gli ho domandato di chi era la colpa.
Bri - E fu allora che sugger che il vicario ci venisse a trovare.
Sheila - Simpatico, il vicario. Un uomo sensibile. Cosi preoccupato e sconvolto dalla vista di
Joe - gli attacchi erano pi violenti del solito, quel giorno - che l'abbiamo lasciata nella culla e siamo andati a parlare in un'altra stanza. (Getta il cuscino a Bri che lo mette sul sof. Lunga pausa in cui essi si preparano per la prossima scena. L'umore cambia leggermente, Bri permette a Sheila di prendere l'iniziativa e recita la parte del vicario in modo tranquillo, persino serio, da principio. Vanno al fondo e lei lo accompagna sul proscenio quando sono pronti) Eccoci qua, prego, prenda un banco. (Bri, come vicario, ride) Oh! (Lei ride, pure)
Bri - una bella bambina.
Sheila - Vero?
Bri - una tragedia. Mi dica: quando, per la prima volta, avete capito che non c'era niente da fare, cos'avete provato?
Sheila - Beh, sa, uno se ne rende conto a poco a poco, non di colpo. Per, c' un momento in cui, in cui si accetta. Ed ... (Scuote la testa) Oh, orribile. Ci si chiede: "Perch a me? Proprio a me". Non so le altre madri, ma io continuavo a dirmi, "perch a me, perch a noi", tutto il giorno. Poi ci si arrende e ci si chiede: "Perch non a me?".
Bri - cosi: si impara l'umilt. Ci rendiamo conto di essere in una valle di lacrime e che non siamo una eccezione.
Sheila - Mi son resa conto di essere peggiore degli altri. Ero stata... promiscua. Uomini di ogni tipo. Mi sentivo responsabile per Joe, mi sentivo punita.
Bri - No, no.
Sheila - Non mi son spiegata. Volevo che non venisse alla luce perch mi sentivo colpevole.
Bri - Cara signora, non deve sentirsi colpevole. Tante don-50 ne ne han fatte di ogni colore e dopo son diventate madri esemplari. Le esperienze prematrimoniali non sono pi considerate un serio ostacolo per essere accolti tra le pecorelle del Signore.
Sheila - No?
Bri - Lei non ha Ietto le nostre ultime pubblicazioni? Le legga. Oggi la chiesa anglicana pi aggiornata di quanto lei non creda.
Sheila - Davvero?
Bri - Certo! Siamo sulla cresta dell'onda.
Sheila - Io non ho mai commesso adulterio.
Bri - Lo vede! splendido, meraviglioso! favoloso. Non ci pensi pi. Mi dica: qual' stata la reazione di suo marito riguardo alla bambina?
Sheila - Diceva: "Pensa a qualcosa di peggio". E naturalmente era facile. Joe avrebbe potuto diventare grande, diventare una persona, prima che questo le capitasse. O essere una bambina spastica molto intelligente, o senza l'uso degli arti. Deve essere peggio, credo, che non essere una specie di vegetale.
Bri - Mi permetta di citare: "Contiamo le benedizioni che Dio ci ha concesso".
Sheila - Si.
Bri - E questo le dar forza.
Sheila - Non me la d, ma sempre qualcosa. Quando uno si trova di fronte a una disgrazia come questa, a un atto di Dio... (Bri si schiarisce la gola) ci si sente cosi annientati che necessario trovarci un senso, altrimenti uno...
Bri - Perde la speranza?
Sheila - Si. Mio marito non sente il bisogno di trovare il senso di niente. Vive nella disperazione.
Bri - (uscendo dalla personificazione) Gli hai detto cosi?
Sheila - Perch no?
Bri - Indelicato, a un parroco.
Sheila - Non la verit?
Bri - Non il momento.
Sheila - (riprendendo la scena) Lui dice che anch'io non dovrei cercare spiegazioni.
Bri - Non crede in Dio?
Sheila - Nel suo tipo di Dio. Un giocatore di rugby, affetto da psicosi depressiva.
Bri - sempre un principio. Provvede una qualche base per una discussione. (Sorride)
Sheila - Non gli piace che io preghi.
Bri - Lei ha pregato?
Sheila - Che altro posso fare? Guardo questo corpicino senza difetti, questi occhi stupendi, e prego che avvenga un miracolo, che la metta in moto. Mi sembra che, se soltanto conoscessimo la chiave, la combinazione, che si potrebbe metterla in moto. Non crede che la storia della Bella Addormentata sia la storia di una bambina spastica?
Bri - Chi pu dirlo, figliola? (Si alza in piedi, cammina un po') Cara signora, la malattia della sua bambina non gradita al Signore. In realt, credo che Io rattristi molto.
Sheila - Allora, perch lo permette?
Bri - Come possiamo saperlo, noi?
Sheila - Allora, come sa che lo rattrista?
Bri - Non lo sappiamo. Possiamo solo indovinare. Forse la malattia e l'infermit son dovute al disuso della libert che Egli ci ha concesso. Forse esistono come uno stimolo alla ricerca.
Sheila - Ricerca?
Bri - Contro l'infermit e la malattia.
Sheila - Se Lui non permettesse la malattia, noi non avrem mo bisogno di fare ricerche.
Bri - Ma Lui lo permette, e cosi noi cerchiamo. (Essa sospira, scuote la testa) Figliola, il diavolo si d da fare di notte e di giorno. Dio fa del suo meglio, ma noi non Io aiutiamo molto. Ogni tanto qualche spettatore sprovveduto capita sotto il fuoco incrociato del bene e del male, e... (Fa rumori di sparatoria, rimbalzi di proiettili, si lascia cadere in modo complicato, stringendosi il petto, si rialza, si spolvera, poi riprende. Sheila lo osserva con calma) Oppure, immagini che la fillossera devasti un vigneto...
Sheila - Per favore, basta con le parabole, ne ho avute tante dal dottore!
Bri - Ma come posso spiegare, senza delle immagini...
Sheila - Lei mi ha frainteso. Non voglio spiegazioni. Ho interrogato i medici: dovevano, loro, essere in grado di darmele, e non ci sono riusciti.
Bri - Che cosa vuole, allora?
Sheila - La bacchetta magica.
Bri - Ci stavo arrivando. Due o tre volte, in questi anni, abbiamo avuto, in questa parrocchia, creature come la sua piccola.
Sheila - In condizioni cosi disperate?
Bri - Oh, si, altrettanto disperate. Per quei poveri innocenti, io ho fatto l'imposizione delle mani.
Sheila - Che cos'?
Bri - Una cerimonia semplice che si fa in casa. Poche preghiere, un inno o due, una benedizione, una imposizione delle mani. Nessuna pompa.
Sheila - Chi dovrebbe presenziare?
Bri - Lei, suo marito, e chi vuole lei.
Sheila - Mio marito?
Bri - Si. E mi d l'idea che abbia bisogno di essere un po' istruito. Ci aiuterebbero ben poco, preghiere indirizzate a un giocatore di rugby schizofrenico.
Sheila - Gi.
Bri - Dio potrebbe prenderlo per un affronto.
Sheila - Gi.
Bri - fatto di carne ed ossa anche lui. Ma no, che sto dicendo!
Sheila - Provi a parlargli. Magari sopra una pinta di birra.
Bri - Ah, a suo marito!... Perch no. Non che ci sia niente di male, nel rugby, le mie mischie me le sono fatte anch'io per anni. Ma non dobbiamo farcene una religione.
Sheila - Con quei bambini, lei... ha avuto fortuna? Iddio stato, ecco...
Bri - Un bambino, era grave come Joe, guarito cosi, rapidamente dopo un paio di imposizioni delle mani, che i medici si dichiararono esterrefatti. Ormai ha dodici anni, e questa primavera stato finalista ai campionati di Tip-Tap nel distretto del Sud-Ovest.
Sheila - Fantastico! (Bri comincia a danzare e a cantare)
Bri - "Piedi Felici, ho questi Piedi Felici, datemi un ritmo lento"... (Balla e canta senza parola. Poi si ferma)
Sheila - Lei crede davvero che potrebbe operare un miracolo?
Bri - Non io, figliola. Se un miracolo ha luogo, io sono l'intermediario e basta. Ma si ricordi della figlia di Jairo: "Fanciulla, io dico a te: levati". Chiss! Forse tra pochi anni vedremo la piccola Joe. (Danza e balla di nuovo, cantando una vecchia canzoncina di Shirley Tempie) "Quando grande io sar, non venite su, verr io gi, sentite un p!".
Sheila - (in piedi, uscendo dallo sketch) Ma tu non hai voluto pregare! (Si allontana, Bri smette di fare il vicario) Era un buon uomo gentile e sincero.
Bri - Si, si.
Sheila - E quel bambino guarito.
Bri - Migliorato, per lo meno. Finalista nel campionato di Tip-tap nel distretto del Sud-Ovest, ma, ma non era mai stato grave come Joe!
Sheila - * Non ha importanza...
Bri - Mi sono informato.
Sheila - Non dovevi.
Bri - Ho chiesto in giro...
Sheila - Che c' di male? Che altro ci restava?
Bri - Niente.
Sheila - E allora!
Bri - Preferisco niente a un sacco di bugie.
Sheila - Sei assurdo.
Bri - Prima lo avrebbe fatto per noi soli, poi ci avrebbe portato anche i colleghi per dare alle preghiere pi slancio, pi flou! Pi flou! E in men che non si dica ce lo avrebbe fatto fare in chiesa, con tutti quegli avvoltoi a guardarci avidamente, come le vittime di un'alluvione.
Sheila - Avrebbe potuto funzionare, avrebbe potuto esorcizzarla.
Bri - Meglio fermare tutto allora, piuttosto che pi tardi, dopo aver alimentato le tue speranze, Sheila. (Lei lo guarda e gli sorride) Comunque, se il vicario fosse riuscito a metterla in moto, Joe avrebbe avuto una personalit e basta. Cosi, invece, gliene abbiamo date a dozzine.
Sheila - (al pubblico) Non appena ammessi alla setta dei genitori degli spastici, ci siamo accorti che Joe aveva anche meno personalit degli altri bambini. E allora abbiamo cominciato a inventargliene.
Bri - Alcune di queste personalit non hanno mai funzionato.
Sheila - No. Come quella della pianista morente di tubercolosi.
Bri - O quella della ragazza innamorata di un negro, contro la volont dei genitori.
Sheila - Quella basata su "Permettereste a vostra figlia di sposarne uno?".
Bri - A me piaceva molto la parte dell'ubriacona che ci tirava i vuoti in testa se non le portavamo del gin e la
Pipa-
Sheila - Ma erano, tutte, troppo movimentate. La sua faccia non si addiceva.
Bri - E quella che ci piace ancora quella della gran signora che viaggia sul pullman, feltro rosa, guanti bianchi, scarpe col tacco cubano, paletot a campana...
Sheila - Pillole contro il mal di mare in borsetta, per il caso che ci siano troppi tourniqus.
Bri - Odia gli stranieri...
Sheila - ...Le case popolari...
Bri - E i Tubi di scolo. Ha imparato, a sue spese, a cosa possono condurre.
Sheila - Ama la Regina...
Bri - E Ges. Lo considera un eccentrico gentiluomo inglese. Una specie di Lawrence d'Arabia.
Sheila - Disapprova i divertimenti.
Bri - Non tutti i divertimenti. Un bel film di Julie Andrews e poi un t...
Sheila - Un t nel foyer...
Bri - Niente di pi bello. A proposito: dovrei darle la merenda, nel giochetto di oggi. (Guarda l'orologio)
Sheila - L'abbiamo tirata in lungo.
Bri - Lei ci trover da ridire. Mi far il processo. "Bella roba, alzarsi da tavola, prima di finire, piantarmi in asso come una pera..." - (Esce. Sheila lo guarda sparire)
Sheila - lo ci sto a questi scherzi; per fargli piacere. Se questo lo aiuta a vivere con lei, non ci vedo niente di male, e voi? Lui non crede affatto che Joe migliorer. Io, vedete, io sono convinta che anche se desse prova di qualche miglioramento, Brian non se ne accorgerebbe. cosi impermeabile, riguardo alla fede... La fede non credere nelle fiabe, ma essere in uno stato mentale ricettivo. Io sto sempre in attesa di un segno... (Guarda di nuovo verso le quinte per essere sicura che Brian non torni) Un giorno, avr avuto - quanto? avr avuto un anno, era sdraiata sul pavimento, e scalciava, io facevo le pulizie. Le avevo fatto una piccola torre con quattro cubi colorati, quei cubi di plastica, sul tappeto, vicino alla testa. Io continuo a spolverare, mi volto e vedo che ha sbattuto gi la torre. Rimetto su i quattro cubi e questa volta la osservo. Sapete, quei suoi occhi, sempre vaganti? Devono essere stati colpiti da quei colori vivaci. Poi il braccno, da quella parte, comincia a dar segni di un'intenzione... la manina si stringe e si allarga nello sforzo. L'altro braccio, tenuto cosi (Alza il braccio piegato al livello della spalla) non si muove. Per niente! La capite l'importanza? Per la prima volta usava un braccio solo e non tutti e due. Aveva visto qualcosa, l'aveva toccato e aveva scoperto che quando lo toccava, quel qualcosa "cambiava": cadeva. E allora il suo braccino si mette a tremare verso quei cubi. Ci avr messo, diciamo, dieci minuti, di strenua fatica, per riuscire a toccarli con le dita... poi la mano si contorta in uno spasimo e ha tirato gi la torre. (Rivivendo l'episodio si mette le mani sul viso per ricomporsi) Non so dirvi cosa stato, ma potete immaginarlo! Quante volte la mano ha sfiorato la torre e l'ha mancata, e lei tentava di nuovo. Questa era la cosa pi bella: aveva una volont, una personalit tutta sua. Appena Bri rientrato, gliel'ho detto, e ha reagito con le solite spiritosaggini: "Magnifico! Iscriviamola a un corso di pianoforte". Ma poi, quando l'ha messa alla prova, costruendole torri a portata delle due braccia, e anche fuori portata, in modo che dovesse allungarsi per raggiungerle, beh, si capisce, ha visto che era vero. Non era granch: il movimento completo di un braccio solo, e non tutte le volte. O si addormentava, o la luce del fuoco la distraeva; e a volte lo sforzo le provocava un attacco. Per, pi spesso che no, ce la faceva... e un vegetale, non ci sarebbe riuscito mai. Chi veniva a trovarci non ci credeva. Non avevano la pazienza di restare ad osservare. E mi stupivo - mi ricordo di essere rimasta di stucco - quando mi son resa conto che non volevano che mi facessi illusioni... Prima cosa, non erano illusioni. E poi, che altro potevo fare? Cominciammo ad essere molto presi da questi giochi: le compravamo palle colorate, campanelli, ed un kelly, quei pupazzi col piombo che si raddrizzano sempre. Poi prese un virus, e si ammal. Un attacco dietro l'altro, l'epilessia, non le convulsioni, e fu una ricaduta totale. Quando l'ebbe superata, tentammo di nuovo con i cubi, ma non li vedeva nemmeno. Fu allora che Bri si disinteress a Joe. Io ci provo ancora, per non glielo dico neppure, a lui. Glielo dir se accadr qualcosa. Mi sembra normale buon senso: se l'ha fatto una volta, potrebbe rifarlo di nuovo. Io dico, finch c' vita c' speranza, no? Vorrei che parlasse di Joe con pi rispetto. (Guarda verso le quinte) Mi domando se s'immagina come sarebbe se il suo cervello funzionasse. Io me l'immagino. E la madre di Brian dice sempre: "Non sarebbe deliziosa, se potesse correre per casa?". E questo fa spanciare Bri dalle risa. Ma anch'io lo penso. Forse perch sono una donna. (La luce si sposta via da Sheila. Si porta sullo scenario sul fondo, una luce molto forte, come un lampo continuo, joe salta con la corda)
Joe - Signora Di - signora Difn - diffic - diffi - col - t!!! Signora Di - signora Diffi - diffic - difficolt. (Smette di saltare con la corda) Signore e signori, ora ci sar un intervallo. Dopo di che, la commedia, con cui iniziato lo spettacolo, continuer, per mostrarvi ci che avviene quando Sheila torna a casa con i cari amici, Freddie e Pam. Grazie... (Si inchina e riprende a saltare la corda)
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
(Buio. Sheila apre la porta dell'anticamera e guarda dentro. Staccandosi sullo sfondo luminoso)
Sheila - No. (Entra, accende le luci) Non c'. Star lavorando. Miracoli ne accadono sempre. (Freddie e Pam entrano dietro di lei. Freddie indossa un completo con la cravatta della scuola, ride in modo cordiale, rumoroso, senza umorismo, della stessa et di Bri, per la sua sicurezza nelle relazioni col pubblico, lo fa sembrare pi vecchio. Pam ben vestita, pronuncia le parole deformandole in una specie di gergo molto sofisticato e i suoi atteggiamenti e i suoi modi sono copiati dalle riviste pi alla moda. Essa posa in questo modo per mettere in evidenza il suo distacco in contrasto con la cordialit di Freddie)
Freddie - Non c'?
Sheila - Star lavorando in soffitta.
Pam - O sar andato a letto.
Freddie - Alle dieci?
Sheila - Che si sia nascosto? (Guarda in giro per la stanza dietro ai vari mobili. Freddie e Pam si scambiano occhiate) No, lavora.
Pam - Che stanza favolosa!
Sheila - Pam, non Io dire!
Pam - Favolosa, ti dico. Non tanto la stanza, quanto quel che ne hai saputo fare!
Sheila - costata una sciocchezza.
Pam - terribilmente G.C.N. Non vero, caro?
Sheila - Come?
Pam - G.C.N.: Gente-Come-Noi. Quella credenza, per esempio...
Sheila - Dodici scellini...
Pam - No!
Sheila - Ad un'asta in campagna.
Pam - Assolutamente favolosa. Da crepar d'invidia, no, Freddie?
Freddie - Ma quanti strati di pittura hai dovuto raschiare?
Sheila - Tre. Uno giallo, uno marrone e uno verde.
Pam - Oh, questi plebei, coi loro colori da latrina!
Sheila - Freddie, ho la sensazione di avervi fatto violenza...
Freddie - Eh?
Sheila - Portandovi qua. Vi prego, accomodatevi.
Freddie - No. Perch?
Sheila - Ho questa sensazione. Mi son comportata in un modo! Piangendo. Non ho fatto che sudar freddo, da allora. Non ditelo a Bri.
Freddie - Cosa?
Sheila - Che ho pianto.
Freddie - Se non vuoi, no.
Sheila - Per favore. Come lo prendi, il caff?
Freddie - Con molto latte. Non c' da...
Sheila - Pam?
Pam - Niente latte, per favore.
Freddie - Non una vergogna, piangere. Vorrei anch'io essere capace di esprimere le mie emozioni. Sono anni che non riesco a dare il via al mio pianto idraulico.
Pam - Anch'io.
Freddie - una capacit invidiabile.
Pam - Mi fa venire la pelle d'oca, un uomo in lacrime.
Freddie - per questo che riesci a dare tanto, quando reciti.
Sheila - Andava bene, stasera?
Freddie - Bene? Pi che bene, cara.
Sheila - No, sul serio.
Freddie - Sul serio. Una serata elettrica.
Sheila - A me sembrato moscio, lo spettacolo.
Freddie - Pam, tu c'eri: era moscio?
Pam - Favoloso, e tu assolutamente favolosa.
Sheila - una bella parte.
Freddie - Riesci ad attingere ai pozzi profondi della compassione.
Sheila - Sei molto carino. (Lui le bacia la mano. Sheila, imbarazzata, sorride a Pam come per includerla. Pam ricambia il suo sorriso. Sheila va sul fondo del palcoscenico e chiama verso le scale) Bri! Sto facendo il caff, se ne vuoi un po'. (Richiude la porta dietro di s. Freddie guarda i quadri dei cowboys. Come se pensasse di comprarne uno. Pausa. Pam lo guarda)
Freddie - Belli. (Abbaia) Li ha dipinti Brian, sai!
Pam - Quella si che era buona: "fatto violenza"!
Freddie - Come?
Pam - Mi ha fatto quasi svenire, quella battuta.
Freddie - Non ti capisco.
Pam - Violenza a te! Avevi una tale smania di venire in questa casa, che sei cascato dall'automobile! (Freddie torna a guardare i quadri, fa una pausa, se ne allontana)
Freddie - Sono caduto perch la caviglia mi si impigliata nella cinghia di sicurezza. (Pam ride. Ha aperto la borsetta e si presa una sigaretta) Continua pure. Sputa fuori. Sbracati!
Pam - Non essere volgare.
Freddie - E quel cretino in motocicletta, quasi mi mette sotto.
Pam - Hai un fiammifero?
Freddie - Credevo che tu li volessi aiutare.
Pam - Non io, tesoro.
Freddie - Hanno bisogno di aiuto. Gliene possiamo dare, noi. (Accende la sigaretta) Hai fumato come un camino, tutta la sera.
Pam - E tutto il giorno. Fumo, quando mi annoio.
Freddie - Se ti annoi, va a casa. La tua macchina li fuori.
Pam - Mi annoio anche a casa. Sempre.
Freddie - Allora interessati a qualcun altro. A Sheila, per esempio. Abbiamo fatto molto per Sheila, tesoro. Non dobbiamo smettere adesso.
Pam - Tu, non io.
Freddie - (spiegando, al pubblico) Beh, io non sono di quelli che stanno a guardare e non fanno un cavolo; cosi, appena ho sentito che aveva gi recitato qualche volta, ho capito in che modo potevo aiutarla. L'ho persuasa a iscriversi alla filodrammatica: gente simpatica, atmosfera cordiale... stato un toccasana, tanto che il povero Brian ha cominciato a dare i numeri. Crede che io me la faccia con Sheila.
Pam - Non mi stupisce. La bambina resta sulle braccia a lui.
Freddie - Esatto.
Pam - Alla lettera.
Freddie - Tragico. Per questo sono qui. Uno: per dirgli che tra me e Sheila non c' niente. Due: per persuaderli ad avere un po' pi di buon senso, tutti e due, circa la poverina. Tre: per ridare al povero Brian un interesse nella vita. (Pam fa una smorfia e guarda l'orologio)
Pam - Sono le dieci passate. Che genere di cose hai in mente?
Freddie - Per cosa?
Pam - Per ridargli un inter...
Freddie - Persuaderlo a venire a veder recitare sua moglie, tanto per cominciare.
Pam - Dici per scherzo.
Freddie - No.
Pam - Se hai detto che odia il teatro.
Freddie - una posa. Se veramente ama sua moglie, e lui afferma di amarla...
Pam - E non nemmeno brava.
Freddie - Vuoi star zitta? (Guarda nervosamente in direzione della cucina. Pam non abbassa la voce. Pausa. Freddie si muove di nuovo, nell'atteggiamento del padre imbronciato)
Pam - Recita bene, secondo te? Capir, subito che lo fai per carit, Bri, e non , mi pare, il tipo che...
Freddie - Credo di conoscerlo un tantino meglio di te. Siamo stati a scuola insieme.
Pam - Nella stessa scuola, negli stessi anni. Non lo chiamerei "insieme".
Freddie - (al pubblico) Non ha torto. Bri era sempre tra i ripetenti, sempre all'ultimo banco, a far pernacchie eccetera.
Pam - Freddie!
Freddie - E cervello ne aveva. Solo che si era imbrancato in cattiva compagnia. Ti sembrer conformismo, ma basta guardarlo. A met del cammino della vita, senza un diploma, senza un futuro, senza - quasi - un passato... alle prese con i peggiori elementi di una scuola comunale e con una utilitaria scassata. (Sheila entra dalla cucina)
Sheila - mica entrato un gatto a macchie gialle?
Pam - Non l'ho visto. (Sheila fa per andarsene) Posso aiutare?
Sheila - No, grazie. (Freddie si gratta un braccio; Sheila lo guarda. Pam si gratta la coscia. Sheila esce)
Freddie - Non che io abbia molto di che vantarmi. Ho semplicemente ereditato da pap la direzione della fabbrica.
Pam - Oh, non esatto, tesoro, hai fatto miracoli.
Freddie - Perch il lavoro mi piace. Ma non sono intelligente come Brian, non ho nemmeno il suo ingegno, e come socialista l'ingiustizia non mi va gi. Lo spreco! Dai tempi della scuola, a dire la verit, l'ho visto appena sei mesi fa. In treno. Mi sono chinato in avanti e ho detto: "Dum spiro spero, non le dice niente? niente, per lei?".
Pam - A me, niente.
Freddie - Il motto della nostra scuola. "Finch c' vita c' speranza".
Pam - Un po' antiquato!
Freddie - (risoluto) Ma io sono antiquato! Comunque, (Continua a parlare al pubblico) lui non poteva tagliare la corda, e ci siamo fatti una bella rimpatriata. Mi ha detto tutto della povera piccola, di come Sheila ne era ossessionata, di quanto avrebbe voluto che rientrasse nel giro.
Pam - Sheila?
Freddie - (meravigliato) Si.
Pam - Non il mostrino.
Freddie - Il che?
Pam - Hai capito. (Pausa)
Freddie - Non chiamarla cosi, cara.
Pam - Lo so, tesoro, un'autentica cattiveria. Per Io , un mostrino. (Pausa)
Freddie - Cerca di immaginarti che uno dei nostri fosse saltato fuori cosi.
Pam - (colpita) Tesoro! Ma se sono favolosi! (Pausa. Freddie rinuncia e si volge di nuovo al pubblico)
Freddie - Non voglio sembrare autoritario o fascista, ma c' un solo modo utile di affrontare qualsiasi problema umano: positivamente. Non serve dire: "Non vita starsene tutte le sere in casa, in compagnia di un caso clinico disperato". Non serve a niente. Idem con la delinquenza giovanile: non dici: "Cattivo, va subito nel cantone". Dici: "Prendi chiodi e martello, al lavoro". Allora si, che funziona. (La porta si apre e Freddie si volta per trovarsi di fronte un grande quadro di cowboy a grandezza naturale, alquanto simile a una vecchia fotografia, che viene spinto lateralmente attraverso la porta semiaperta. Da dietro sporge una mano con una rivoltella, che spara cartucce a salve. Freddie fa la sua risata simile a un latrato. Bri esce da dietro il quadro, lo porta in scena completamente, chiude la porta. Ha addosso il vestito vecchio che si mette per dipingere) Be', be'!
Bri - Bella sorpresa, Fred. Salve, Pam. Bello, avere un po' di compagnia. Chiuso in casa, tutte le sere come una pera.
Pam - Come chi?
Bri - Una pera. La mia nonnina diceva sempre: "Seduto l, come una pera", se le toccava di star con le mani in mano, sola sola.
Freddie - un secolo che siamo arrivati. Non ci hai sentito?
Bri - Ero nella mischia, lontano. Nel Far West.
Freddie - In soffitta. Sheila ha detto che tu...
Bri - Nel Far West. Facevo il ritratto a Bill Hickock. Ha posato per me, proprio prima della sua ultima partita a poker. L'hanno colpito alle spalle... Guardate che posa. Si credeva cosi sicuro...
Freddie - Molto bello. Veramente. Eccellente, spiritoso. (Ride) E quello, della stessa serie? (Indica uno dei quadri sulla parete)
Bri - Ah. Questa una storia a fumetti. "Quand' che arrivano quei fetenti dei nostri?". Il forte assediato resiste, in attesa della cavalleria che non arriva. All'ultimo round, i Sioux si fanno sotto. Inserto: un cavalleggero che si lucida i finimenti, sorridente, in posa: "arruolatevi in cavalleria". (Arriccia il naso guardandolo) Un po' troppo impegnato...
Freddie - Perch no? Se di un messaggio che abbiamo bisogno...
Bri - Io, personalmente, preferisco la pura immagine eroica. Come questa. (Muove verso il terzo quadro) Il Talidomide Kid. La pi veloce pistola del West. Al minimo impulso dei suoi arti rudimentali, le mani d'acciaio volano alla fondina, mezzo giro sulle sue rotelle di gomma, e pschuuu! (Imita con la bocca il rumore degli spari)
Freddie - Un po' troppo morboso, per me. (Bri appoggia il quadro contro la parete. Freddie si allontana. Bri si porta davanti al pubblico. Girandogli attorno) Datemi un buon messaggio, sono sempre pronto ad accoglierlo.
Bri - (al pubblico) Ma cosa ci fa, lui, qui? (A Freddie) Questa sera volevo dipingere Geronimo, ma ho dovuto occuparmi di Joe... (Sheila entra con quattro tazze) ...e dopo che l'avevo messa a letto, non valeva quasi pi la pena di tingermi la faccia.
Sheila - E hai dipinto.
Bri - (sulla difensiva) Ho messo il vestito vecchio.
Sheila - Brian, perch ti scusi? Io voglio che tu dipinga. il solo motivo per cui mi son messa a recitare.
Bri - E com' andata la prova?
Freddie - Oh, sangue, sudore, e lacrime, per vien fuori.
Sheila - Cosa dicevi di Joe?
Bri - Che ho dovuto occuparmi di lei.
Sheila - Intendevi come il solito?
Bri - C' qualcosa da bere in casa, Sheila?
Sheila - Brian!
Bri - (guardando nella credenza) Cosa?
Sheila - Intendevi come il solito?
Bri - Un po' pi del solito.
Sheila - Spiegati.
Bri - Vino di Cipro o cognac spagnolo. Cristo!
Sheila - (urla) Brian! (Lui si volta e la fissa) Cosa intendi per "un po' pi del solito"?
Bri - (urla) Beh, c' stato un litigio. uscita sbattendo la porta.
Sheila - Non fare scherzi sciocchi. Sta bene?
Bri - Preferirei non parlarne. Eccoci qui, pronti a conversare tra persone civili e tu insisti a parlare di quella disgraziata. Cognac spagnolo, Fred?
Freddie - (imbarazzato, leggermente in collera) Grazie.
Bri - I genitori di Sheila l'hanno portato da Torremolinos. O preferisci del sidro?
Freddie - No. Perch?
Bri - Cognac spagnolo e Nescaf. La dolce vita con la paga
Freddie - Non io. Per me sono idee sballate. Credono di colpire il Fascismo o l'Apartheid? Figuriamoci! Chi vien danneggiato, il poveraccio che tira la carretta. (Riempie i bicchieri che vengono distribuiti)
Bri - Cognac spagnolo e Nescaf. La dolce vita con la paga di un professore maestro di scuola. (Si siede e beve)
Sheila - Brian, le scarpe!
Bri - Beh?
Sheila - Hai tenuto le scarpe di scuola e guarda, son tutte coperte di pittura.
Bri - Oh, Dio!
Sheila - Guardatele! Freddie, che direbbe Pam se ti mettessi a dipingere con le scarpe dell'ufficio?
Bri - Mi dispiace, tesoro, giuro.
Sheila - E non viene via.
Bri - Lo tiro via io.
Sheila - Perch non pensi! Vai a cambiartele, vai.
Bri - fatta, ormai! E poi, ho finito.
Sheila - il colmo! (Pausa) Come se non avessi potuto cambiartele. (Pausa. Bevono)
Freddie - Com', insegnare?
Bri - Oh, li teniamo lontani dalla strada, mani dietro la nuca, sguardo in avanti.
Freddie - Continua a non piacerti?
Bri - Non esattamente "Arrivederci, Mister Chips"!
Freddie - Ti invidio lo stesso. Davvero. Oh, quante volte vorrei aver fatto il maestro.
Bri - Invece del capitano d'industria, ricco e potente: ci si deve sentire molto soli. (Sheila ride per togliere l'asprezza della battuta)
Freddie - (latrando) Ricco? Chi ti ha messo in mente che sia ricco?
Pam - Noi non siamo ricchi.
Sheila - Agiati?
Pam - Agiati, si, ma non ricchi.
Freddie - E nemmeno potenti! (Latra) Guardi troppo la televisione. Castrato, piuttosto. Come quei vecchi coloniali, sulle ultime trincee dell'impero, che continuano a dirigere la baracca fino a che gli indigeni non ne sapranno abbastanza da prendere le redini, loro.
Bri - Ah, si? (Con voce di rimprovero) Dove andremo a finire.
Freddie - Come vanno le cose sul fronte domestico?
Bri - Sempre le stesse.
Freddie - Incastrato, come una pera?
Bri - Gi.
Freddie - Senti, forse non tocca a me di parlare...
Pam - Ma parli. (Freddie latra)
Freddie - Insomma perch non senti tutti i dottori che puoi, gli dici che vuoi un altro figlio. Scusa la franchezza, chiedigli perch non ne avete altri.
Sheila - Oh, abbiamo fatto fare i conteggi sulla fecondit. questo che vuoi dire?
Freddie - Avete fatto che?
Bri - Si. Lei era A meno, io ero B pi. Devo concentrarmi di pi.
Freddie - Per. Ammiro il vostro coraggio. La maggioranza preferisce restare nel dubbio.
Sheila - Specialmente gli uomini. Un cliente del nostro dottore, un ex-maggiore, si inferocito, quando gli hanno detto che aveva una fecondit sotto la media. Non voleva crederci. Continuava a dire: "Ma io ho fatto lo sbarco di Normandia!".
Bri - "Esigo che si facciano i conteggi"!
Freddie - (ride a latrati) Aahah! Povero diavolo. Che cosa spaventosa! E... i potenziatori?
Bri - Eh?
Freddie - I potenziatori della fecondit.
Sheila - Non so.
Freddie - Conosco un ginecologo, a Londra, che ha fatto meraviglie per un mio amico, tanto che sua moglie ha chiesto di essere sterilizzata.
Pam - Giorgina?
Freddie - Ti fisso un appuntamento?
Sheila - Se volete...
Freddie - E se non funziona, metto in moto il meccanismo dell'adozione. Sono cose che van per le lunghe, ma io so a chi mettere il pepe sotto la coda. Intanto si vedono i bambini, e c' sempre tempo di fare marcia indietro se vi capita di far centro. (Sheila rabbrividisce) Comunque vada, avrete un bambino normale.
Sheila - (alzando le spalle) Due bambini invece di uno.
Bri - A Joe non piacerebbe, mam.
Sheila - A Joe piace regnare da sola, pap.
Freddie - Ma cara ti senti disposta a dedicare la vita solo alla piccola Joe perch non c' nessun altro, ma aspetta di avere una creatura sana e che ti guarda, che ti sorride. Lei vi sorride?
Bri - Quasi mai.
Sheila - Spesso, spesso!
Freddie - Un bambino che sorrider ogni volta che lo guarderete. E pianger, anche. Vi far alzare di notte, andr gattoni, camminer, parler...
Sheila - Si, ne ho visti. E allora?
Freddie - Allora... allora potrete decidere.
Sheila - Cosa?
Freddie - Se mettere Joe in un istituto.
Bri - Abbiamo provato anche questo.
Freddie - Oh?
Sheila - A rinchiuderla.
Freddie - Non dire cosi.
Sheila - Che altro ?
Bri - Mam non si dava pace. Non ha voluto lasciarcela.
Freddie - Io faccio parte del Consiglio di Amministrazione di un istituto meraviglioso. Non sono prigioni. Ve lo assicuro, sono in mano a insegnanti dedicati e affettuosi, e mal pagati, mi sto dando da fare perch s-
Sheila - Che mi fa se le infermiere sono brave! Chiedetelo a lei. L non ci si trovava.
Bri - Cambiamento di dieta.
Sheila - Si lamentava di continuo.
Freddie - Quello non un ospedale, un Istituto specializzato.
Bri - Che ora , Pam?
Freddie - Una villa tra gli alberi...
Pam - (a Sheila) C'era un articolo favoloso, su quell'Istituto, sulla rivista "Nova". Ti ricordi?
Sheila - No.
Freddie - E se migliora, pu seguire i corsi.
Bri - Corsi?
Freddie - Pittura... giardinaggio, stando nella sedia a rotelle... terapia delle corde vocali...
Bri - Questo, a lei, meglio non dirlo, vero, mam? Lei crede di parlare cosi bene. Se c' una cosa di cui va fiera questo.
Sheila - (a Freddie) Non le va l'Istituto specializzato. Lo abbiamo visto: altro che villa, altro che colonne palladiane, con ettari di parco meraviglioso...
Bri - E nemmeno Gotico Vittoriano.
Sheila - Baracche scartate dall'esercito, come un campo di transito.
Bri - Ma non transitano, restano li.
Sheila - Freddie, grazie per averci provato, ma troppo tardi, ormai, dovr starle vicino finch vive.
Bri - O finch muori tu.
Sheila - A chi toccher.
Freddie - possibile?
Sheila - Cosa?
Freddie - Che ti sopravviva?
Sheila - Ne conosciamo uno di settantasei anni, l'hanno appena promosso boy-scout. Erano stufi di tenerlo tra i lupetti.
Freddie - Questi scherzi! Posso dire la mia in proposito? Lo so vi hanno aiutati a superare le vostre crisi. Un anestetico salutare. Ma non credete che questi scherzi vi stiano prendendo la mano?
Sheila - Credevo che tu volessi parlare a Bri di...
Freddie - Fatemi finire. Lo sapete qual' il sofisma dello scherzo morboso? Uccide il dolore ma lascia le cose come stanno. Ecco, quando ci siamo incontrati, - quando stato? sei mesi fa? ricordo che per descrivere lo stato mentale dj Sheila hai usato una metafora che mi ha colpito. Hai detto che una cataratta le aveva oscurato gli occhi, come le tendine di rete di tua madre, che fanno da paravento al mondo di fuori.
Bri - Ho detto questo?
Freddie - Un paragone azzeccato.
Bri - E presuntuoso.
Freddie - Era vero, non capisci? Ed ora - secondo me - la situazione si capovolta. Sheila guarita e la cataratta ce l'hai tu. Spara pure, se dico fesserie. Tento solo di vedere la cosa nei suoi termini essenziali. Sto pensando ad alta voce.
Bri - Non potresti pensare meno forte?
Freddie - Sto gridando? Scusa. Tendo ad alzare la voce quando aiuto la gente.
Bri - La testa mi scoppia.
Freddie - D'accordo. (Si siede accanto a Bri e gli parla sottovoce, intensamente) Quando vedo due giovani sprecar la vita dietro a una causa persa, il sangue mi ribolle. Io sono un Socialista. Lo spreco! No, non posso tacere. Perch mi dico: Io sono il custode di mio fratello, per la miseria, se lo sono!
Bri - Questo l'hai detto pi sottovoce, grazie. (Pausa)
Freddie - E tu scherza e sghignazza.
Pam - Freddie, ora di andare...
Freddie - Tutto si conclude in sghignazzi. Io vi getto un'ancora di salvezza e voi sghignazzate! Quest'isola se ne va a catafascio, tra gli sghignazzi.
Pam - (a Bri) Ha avuto una crisi, stasera.
Bri - Cosa?
Freddie - Pam...!
Sheila - Avevi promesso di non...
Pam - Un mare di lacrime. (A Freddie) ora di...
Freddie - (prendendo in mano la situazione) Non c' la fa pi coi tuoi sospetti e le tue gelosie. Cosi le ho detto che sarei venuto io a chiarire un punto o due.
Pam - Sprechi fiato, tesoro.
Freddie - Primo: noi, a letto insieme, non ci andiamo.
Bri - (a Sheila) Pettegola!
Freddie - Secondo: la cosa improbabile perch, primo: lei ti ama; secondo: io amo Pam; e terzo: io ho tre favolosi bambini.
Pam - Tesoro, anch'io ti amo.
Freddie - Ed improbabile che io voglia gettar via tutto questo per un bocconcino fuori legge - per quanto prelibato sia(sorridendo a Sheila) e anche se non vado in chiesa, so che il mio dovere di...
Bri - Si, ma Freddie, ora di...
Freddie - E io - antiquato o no - al dovere, ci credo.
Pam - Tesoro! (Si baciano)
Bri - Ora non so pi come spiegarlo, dopo questo attacco a fondo ai miei scherzi. Ma, ecco... si tratta di un'altra fantasia morbosa. Lo so che non l'hai mai toccata, lasciamo andare fottuta.
Pam - pazzo.
Bri - Volevo ravvivare i nostri rapporti coniugali. Rimuovere le acque stagnanti, una specie di afrodisiaco emotivo.
Pam - Se tu ci provassi con me, ti pianterei.
Freddie - Sar antiquato, ma morboso no.
Sheila - (a Bri) Sei cosi contorto...
Bri - Non vuoi che ti tocchi. tutto il giorno che mi passano davanti immagini eccitanti: noi due, a farne di tutte, sul letto, appagati. E invece, guarda che cosa trovo: "Hai le mani gelate!"
Pam - Com' puerile, andiamocene.
Freddie - Lui non vuole di meglio. (Bri si versa dell'altro vino) Voglio aiutarlo. (Va verso il pubblico) Sto sprecando il fiato, dite? (Si sentono voci di bambini fuori scena che cantano "Santa notte, silenziosa")
Bri - Ma li sentite. A quest'ora! Come far la gente a sentire la televisione?
Sheila - Oh, lei adora i canti di Natale. La vado a prendere.
Pam - (dando segni di panico) No! Stiamo andando via.
Sheila - Non l'avete mai vista. Non volete vederla?
Freddie - Io si.
Pam - Sono le dieci e venti.
Freddie - (stringendosi nelle spalle) La au-pair sar andata a dormire.
Pam - Il tuo treno, domattina.
Freddie - Che treno? Non domattina...
Pam - Non era domattina?
Freddie - No, tesoro. Ti farebbe piacere vederla, vero?
Pam - Certo. Dammi un fiammifero.
Freddie - (latra) Ti verr il cancro ai polmoni!
Pam - (irritata) I polmoni sono miei. (Sheila sta uscendo)
Bri - Sheila, no!
Sheila - Che?
Bri - Mi scordavo di dirti quel che successo mentre tu eri fuori. (Pausa. Lei torna sui suoi passi)
Sheila - Cosa?
Bri - Devo dirtelo?
Sheila - Successo dove?
Bri - Qui. Prima cosa ho dato da mangiare a Joe. (A Freddie) Era costipata. Era una settimana che non andava, cosi le ho dato, per cena, un bel vasetto di prugne passate. Mia nonna le chiamava gli spazzacamini. (Sorride con un gran sorriso da comico di avanspettacolo, poi smette) Passate, le prugne, perch i dentini di Joe sono poco affilati. Dopo averle fatto trangugiare l'intero vasetto, anch'io ho mangiato un boccone, e ho letto il giornale. Ma lei continuava ad avere dei piccoli attacchi e a lamentarsi, cosi l'ho portata di l. Pensavo: "Forse i crampi la fanno soffrire" e ho tentato di farla rilassare con un po' di ginnastica.
Sheila - La costipazione la fa soffrire.
Bri - (spiegando a Freddie) Il crampo nella schiena, tra due scapole. Sheila ha imparato un metodo per farglielo passare, da una campionessa di judo che aveva incontrato a un party della FAO, contro la fame nel mondo.
Sheila - (sorride a Freddie) Una fisioterapista.
Bri - Le prendi le braccia, e gliele incroci sul petto - cosi - e le tieni ben forte; poi le spingi la testa in avanti e in gi, finch il mento si trova incastrato fra le due clavicole. Come se provassi a fare un pacco. (Dimostrazione) Non so fino a che punto funzioni. Forse questo a lei non giova, per io ci provo gusto! Mi scopro a sorridere quando lei piange. Per lo meno uno sfogo. Ma stasera non ha smesso, nemmeno quando l'ho mollata.
Sheila - Questi attacchi la sconvolgono.
Bri - Allora l'ho svestita e le ho applicato una supposta. Le ho messo sotto un lenzuolo di plastica e l'ho ripiegata, come si chiude un libro... poi le ho premuto forte, sullo stomaco, per aiutarla... e alla fine, dopo una mezz'oretta, riuscita a far la pop.
Sheila - Meno male! Era quello che le dava fastidio, povero amore.
Bri - Non aveva quasi finito di farla che attacca a boccheggiare, a schioccare le labbra, a spalancare le braccia e a strabuzzare quei suoi occhi ciechi... l'epilessia oh Dio, ci siamo, mi son detto, in pieno, tutto, dolore e convulsioni. E non per la prima volta, in questi dieci anni, mi sono detto: ma ne vale la pena?
Freddie - Non ne vale mai la pena.
Sheila - Di che?
Freddie - Di tanti sacrifici.
Sheila - Non abbiamo scelta.
Freddie - L'avete, come no.
Bri - Comunque. Finito l'attacco, l'ho infilata, dritta nella sua sedia, io dietro di lei, le ho messo un cuscino sulla bocca e sul naso e gliel'ho tenuto cosi, e ho contato fino a cento. Non ha fatto resistenza, niente, come se dormisse. (Gli altri lo guardano immobili. Pausa)
Sheila - Cosa?...
Pam - Dio!
Bri - Poi, ho tirato via il cuscino e... ho detto: "Infermiera, lei non ha visto niente. In questa faccenda, siamo complici, io e lei". Alzo gli occhi, e vedo l'infermiera che si toglie la mantella rivelando la figura tarchiata del sergente Blake di Scotland Yard.
Sheila - (sollevata) Insomma, Brian!
Bri - Ci hai quasi creduto, eh?
Freddie - Non quasi. Ci ho proprio creduto.
Sheila - Dovrei conoscerti, ormai. Lei sta bene"?
Bri - Si.
Sheila - Vado a vederla. (Fa per uscire. Bri la ferma)
Bri - Non hai sentito sollievo, neanche un pochino cosi, quando hai creduto che l'avessi fatto?
Sheila - Non dire sciocchezze.
Bri - Neanche un pochino, pochino cosi, al pensiero che tutto era finito?
Sheila - Ma come potrei? Insomma, Bri! (Esce e va su per le scale)
Bri - E voi?
Freddie - Cosa?
Bri - Avete sentito sollievo?
Freddie - No di certo. Che orrore, piuttosto!
Bri - Sarebbe un assassinio?
Freddie - Ogni vita, sacra, fratello.
Bri - La sua vita, cos'?
Freddie - Che c'entra?
Bri - Non l'avete vista, voi.
Freddie - Vorrei vederla.
Bri - La vedrai tra un minuto.
Pam - Tesoro, sono gi le...
Bri - (ignorandola) Non una cosa viva. Non pu fare niente.
Freddie - Non ha importanza.
Bri - Asfissia dilazionata per dieci anni dalle medicine.
Freddie - Dovrebbe essere rinchiusa.
Bri - Tutti continuano a dire: "Fai qualcosa", ma quando suggerisco un'idea, me la bocciano.
Freddie - Se tutto quel che sai suggerire l'omicidio...
Bri - A vivere con Sheila si finisce col desiderare la morte. Con la vita che germoglia in ogni fessura. (Si muove, facendo l'elenco di queste vite) Flora, fauna, pesci rossi... tortorelle, violette africane, colibr... gatti... pulci dei gatti...
Pam - Mi sembrava di sentire prurito!
Bri - Sono le pulci di Mussolini o di Angelica Balabanoff? Non sappiamo esattamente di chi.
Freddie - Ci sono due grandi...
Bri - Sheila abbraccia tutte le cose vive. (A Pam, in fretta) Eccetto Freddie. Freddie, non lo abbraccia mai.
Freddie - Ho detto che ci sono due grandi comandamenti morali, l'unica speranza di fronte al caos. Ama il tuo nemico. Non ammazzare. (Bri si accende una sigaretta) Lo sai dov' cominciata "la soluzione finale" del problema ebraico? Nei manicomi. Da li ad Auschwitz c' un solo gradino.
Bri - Auschwitz, certo, crea una brutta fama all'assassinio legalizzato, ma, e le altre forme allora? Il bombardiere si prende la medaglia al valore, ma chi lascia morire Joe si becca dieci anni.
Freddie - I casi sono diversi. Il raziocinio sa distinguere tra i due.
Bri - Gi. L'ho notato.
Freddie - Mettiamola cosi. Non approvi l'omicidio?
Bri - (si stringe nelle spalle) No.
Freddie - Ma se un pazzo ti arriva in casa e tenta di violentare tua moglie, che fai?
Bri - Lo ammazzo.
Freddie - Esatto. Ammazzare inevitabile, in certi casi.
Bri - Non ammazzare, a meno che non sia assolutamente necessario.
Freddie - (dubbioso) Gi...
Bri - (al pubblico) Ma da che parte sta, quello? (Bri fuma. Pausa. Fuori hanno smesso di cantare)
Pam - Tesoro, sono le dieci e mezzo.
Freddie - (improvvisamente) Sembri un orologio a cu-cu. (Si allontana)
Pam - Come sei gentile. (Guarda tutti e due gli uomini, che la ignorano e si ignorano anche tra loro. La separazione tra queste tre persone sul palcoscenico completa, Pam al pubblico) Non stata un'idea mia, quella di venire qui, parola. Ma appena Freddie mette gli occhi "su un infelice, finita; come parlare al muro. Io continuo a guardare quella porta, da un momento all'altro rientrer con il povero mostrino. Lo so che orrendo, ma una mia... sapete, una mia debolezza. Nessuno di noi perfetto... Io non posso sopportare niente che non sia F.N.A., Fisicamente-Non-At-traente. Vecchie in bikini... malattie della pelle... storpi... vecchi straccioni coi peli che gli escono dalle orecchie... e sputano in continuazione. Non posso guardarli. Lo so che Freddie ha ragione riguardo a Hitler, cose atroci. Eppure io Brian lo capisco. E voi? Nel modo in cui lo ha descritto lui, no. Dovrebbe pensarci lo stato. Freddie non vuol sentirne parlare, naturalmente. Ma adora gli infelici. Ogni anno compra tanti di quei biglietti della lotteria degli spastici, che finisce sempre per vincere un apparecchio televisore e ogni anno lo regala a un ospizio per i vecchi. Aveva tentato di portarmi con s in quelle sue visite, ma io ho detto che non faceva per me, e ci ha rinunciato. Una volta, ci sono andata, tutti mostri con teste enormi, e altre cose, e... l'unico pensiero : oh, fateli smettere di soffrire! Be! Non sarebbero sopravvissuti, lasciati alla natura, solo la medicina moderna che li salva, e allora alla medicina moderna dovrebbe esser permesso di farla finita con loro. Un comitato di dottori e di benefattori, naturalmente, per esser sicuri che non si facciano scherzi. Se dico "camera a gas", suona orrendo. Ma insomma, che finiscano di soffrire. Quando Freddie si sdilinquisce davanti a questi casi, io gli dico: "Tesoro, se uno dei nostri bambini stesse per morire e ci fosse una medicina, che tu sai che stata scoperta in quei laboratori nazisti, rifiuteresti di usarla?" Io, noi Io amo la mia famiglia, e basta. Pi in l non ce la faccio. Voglio andare a casa a rivedere i miei piccoli. Non saranno dei campioni di intelligenza e di educazione, per nessuno, sano di mente, potr dire che sono F.N.A., Fisicamente-Non-Attraenti. (Volge le spalle al pubblico) Freddie, io vado. Tu potrai chiamare un taxi, e... (Sheila porta dentro Joe, in camicia da notte e vestaglia)
Sheila - Aaaaah! I canti di Natale sono finiti.
Bri - Sono finiti, si.
Freddie - Questa la piccola Josephine?
Sheila - Questa Joe. Di' ciao allo zio Freddie.
Freddie - (le stringe la mano) Ciao, Joe, cosa mi racconti?
Bri - Poco, molto poco.
Sheila - E alla zietta Pamela.
Pam - Ma ha... proprio... un visino molto grazioso...
Sheila - A conoscerla bene, molto G.C.N., Gente-Come-Noi. Vero, tesoro?
Bri - Sono carina, dice lei.
Sheila - Ma stranamente inerte, stasera. Non ti sei scordato della medicina?
Bri - Saresti stranamente inerte anche tu - dice lei - se avessi avuto convulsioni e attacchi di pianto e pop a palline.
Sheila - Ma tiene a malapena gli occhi aperti.
Bri - Chi vuol tenere gli occhi aperti nel mezzo della notte!, dice lei. Quel che si dorme prima di mezzanotte conta doppio, dice lei. (Egli le abbraccia ambedue. Lui e Sheila cominciano a cullare Joe)
Sheila - Ti sei persa i canti di Natale, tesoro. Peccato.
Bri - Natale di gi, dice lei... Arriva ogni anno pi in fretta.
Sheila - (canta) L nella stalla, senza un lettino. (Bri si unisce a lei e cantano insieme, facendo ballare Joe per il palcoscenico) Posava il capo, Ges Bambino. Stelle d'argento, nel cielo blu. Guardavan nel fieno dormire Ges... Il bue muggisce... (Verso la fine del secondo verso Bri deve trattener Joe dal cadere in avanti)
Bri - Opl!
Sheila - (accorgendosi immediatamente che arriva l'attacco) Qui, subito. (La mettono su una sedia che guarda verso il fondo del palcoscenico)
Freddie - Cos'?
Sheila - Un attacco. Mi pareva troppo assonnata per averne uno...
Freddie - Possiamo aiutare?
Bri - (a Joe) Un giorno, bambina, ci rimani, se continui a far cosi.
Sheila - Chiamiamo il dottore?
Bri - Dovrebbe essere a letto. La porto su.
Sheila - A che serve? Ha perso la conoscenza.
Bri - A che serve tenerla in salotto? (Suona il campanello della porta d'ingresso) Sono i cantori. Dir che siamo musulmani.
Sheila - Dagli uno scellino per conto di Joe. Mi piacciono le tradizioni, dice lei.
M
Freddie - Qua. (D della moneta a Bri) Da parte di Joe. (La prende goffamente ed esce)
Pam - Dobbiamo andare.
Freddie - Non credevo che fosse cosi... inerte. Uno riesce a immaginarsi un mongoloide o un atetoide o un monoplegico. Ma lei, realmente, cosi senza vita...
Sheila - peggio del solito, non vero, fiorellino? (Bri ritorna)
Bri - mia madre. (Fa dei gesti frenetici e spasmodici a Sheila che silenziosamente sospira guardando il soffitto. S riprendono mentre Grace entra)
Sheila - Salve. Oh, che brava a venire!
Grace - Non ho intenzione di fermarmi, Sheila. Oh, non mi avete detto che avevate gente.
Bri - Il signore e la signora Underwood. Mia madre.
Pam - Stavamo andando.
Freddie - Piacere.
Grace - No, no, no, non ho intenzione di fermarmi, ma che sono stata in citt e al ritorno, ho pensato, gli lascio il golfmo nuovo per Josephine... (Va verso il pubblico e parla. Bri le ha tolto il cappotto e va a portarlo in anticamera. Gli altri accendono le sigarette. Chiacchierano eccetera, durante il suo a solo. Bri ritorna e li raggiunge. Grace ha sessantacinque anni. provinciale, pignola. Indossa un tailleur di colore chiaro, con troppi fronzoli. I guanti e le scarpe dello stesso colore della borsetta. molto miope ma rifiuta di portare occhiali. Oltre alla borsetta, ha una borsa piena di acquisti. Il suo modo di fare generalmente vivace per si abbassa molto di tono quando passa alle lamentele. In sua presenza Brian pi infantile e lotta per sfuggire alla sua influenza) Non sarei piombata all'improvviso - non lo faccio mai, specialmente se hanno gente - solo che di marted la signora Parry ed io andiamo sempre al cinema, se danno qualcosa di buono. Beh, finite le pulizie non si sa come riempire i pomeriggi, e non divertente starsene a casa come un'idiota, e non ridete! ma per i pensionati anziani c' il prezzo ridotto. Nessuno ci tiene ad essere un pensionato anziano, ma quando bisogna arrangiarsi con poco, due scellini sono qualcosa. Mio marito ci aveva pensato, ha pagato sempre le sue brave quote, per l'assicurazione sugli infortuni, ma lo dicono, no? che sono le classi medie che hanno sofferto di pi per l'inflazione? Comunque, la settimana scorsa la signora Parry mi ha telefonato e mi ha detto che marted non poteva; - me l'ha detto gioved: o era venerd? perch doveva stare in casa per quelli dell'aspirapolvere. E io ho detto: "Possono venire di mattina o un altro pomeriggio, non quando dobbiamo uscire noi". E lei mi dice: "Mia cara, oggigiorno, se ti dicono che in arrivo un aspirapolvere il marted, puoi fare ben poco per fermarli". "Facciamo pi tardi", dico io, "faccio le ultime spesene di Natale e ci incontriamo nel foyer. Va bene alle sei? e Julie Andrews la vediamo dopo." Al week-end ho finito il golfino per Josephine. Beh, il lavoro a maglia fa passare il tempo; se non hai qualche diversivo, te ne stai l, una monaca di clausura. Nessuno, nessuno con cui parlare o con cui prendere una tazza di t. (Sospira. Si passa il fazzoletto sul naso e sugli angoli della bocca) Io non d confidenza ai vicini. Una cosa tira l'altra, coi vicini, gli dai la mano, ti prendono il braccio, cosi sono molto sola, piantata li come una pera e nessuno con cui parlare. Perch le faccio tanti golfini? II povero topino sbava, e non sbava come un neonato, peggio. Lo so, non bello parlarne, ma pare che non riesca a regolare l'efflusso. Quel che ha addosso dopo un po', diventa tutto duro di saliva. (Si asciuga gli angoli della bocca) Il che significa un mucchio di roba da lavare per sua madre, e io l'ho detto, a Sheila, tante volte: "Dovresti metterle un bavaglino di plastica, sarebbe un tale risparmio di lana!"; ma, naturalmente, non si pu insistere, senza diventare la suocera invadente. Sono sicura che se dicessi: "Sheila, fa tutto ma non metterle il bavaglino di plastica", il povero topino sarebbe condannato a bavaglini di plastica di notte e di giorno, inamidata, come una monaca. (Di nuovo verso gli altri) E quando siamo uscite dal cinema ho pensato: prendo l'autobus con la signora Parry e lascio gi il golfmo per Joe, e, magari, se Brian non ha troppo da fare, mi accompagna a casa.
Bri - Certo,
Grace - Dicevo che non ho intenzione di fermarmi. (Siede accanto a Joe) E come sta la nipotina prediletta di nonna? Guarda cosa t'ha portato la nonna! Sto dormendo, dice lei.
Sheila - Sta male, molto male.
Grace - Sto facendo un pisolino, dice lei.
Bri - Sta benissimo.
Grace - Quel che si dorme prima di mezzanotte conta doppio.
Bri - Dicono!
Grace - Vediamo come le va? (Mentre parla appoggia il golfino contro Joe) Non sarebbe carina se potesse correre per la stanza?
Freddie - Una bella creatura.
Grace - Prima volta che la vedete?
Sheila - Per questo l'ho portata gi.
Grace - Dici che le maniche sono corte?
Sheila - Ha le braccia sempre contratte.
Grace - Bisogna tener conto di questo, gi.
Sheila - Gi.
Grace - Un dito di pi.
Sheila - Ti secca?
Grace - Per niente. Si deve fare quel poco che si pu.
Freddie - Proprio.
Grace - (ancora provando il golfino) Dovevate vedere i negozi, oggi. Ho detto alla commessa della Casa della Lana: "Sar contenta quando Natale passato!"
Bri - E lei cos'ha detto?
Grace - Ha detto: "Altro che!" (Bri scuote la testa lentamente, come stupito) "A parte la ressa - ho detto alla signora Parry - bello da vedere" le decorazioni e i giocattoli, e i pappagalletti. E i completi d spugna per gabinetto.
Bri - Visto Ges?
Grace - Pardon?
Bri - Hai visto Ges?
Grace - (cauta, senza guardarlo) Beh, se l'ho visto non me ne sono accorta.
Bri - In cima al grattacielo della societ elettrica.
Grace - (scuotendo la testa) Questa religione, la cacciano dappertutto. (Pausa. Osserva il golfino) Bel colore, eh? Con quelle cose rovinano il Natale.
Bri - Con Ges?
Grace - (per chiarire) la festa dei piccoli, io dico. Brian, ti ricordi il primo anno che ti ho portato a vedere Babbo Natale?
Bri - Mm...
Grace - Non lo scorder mai. Gli d un'occhiata e dice: "Mammi, non mi piace quell'uomo buffo". (Freddie ride per cortesia. Bri come se non avesse udito) Ma ti piaceva il reparto giocattoli. Dicevi sempre: "Mammina, li voglio tutti, tutti per me solo, li voglio". (Sheila non riesce a controllarsi. Scoppia a ridere)
Bri - Abbiamo portato Joe da Babbo Natale. Puzzava di alcool denaturato e offriva orsacchiotti siberiani di gomma piuma e pizzicava le ragazzine.
Freddie - Perch dici queste cose?...
Bri - vero!
Freddie - Non vero. Ce ne sono pochissimi, sempre gli stessi e selezionati.
Bri - Ma se ne abbiamo uno noi! Ci ha il piombo nel sedere, non cade mai.
Freddie - Non dicevo gli orsacchiotti! L'altra cosa.
Bri - Ma vero. Appena Joe gli si seduta in grembo, al Babbo Natale, ha avuto un attacco. Cosi quello ha dovuto smettere.
Grace - (si d una granatina, e a Sheila) Credo di essermi presa un piccolo ospite. Al Cinema Odeon, chi l'avrebbe detto!
Bri - L'hai preso qui, dal nostro gatto. La casa infestata.
Grace - Davvero, Sheila? Le pulci, ecco qualcosa che credo di non aver mai visto in casa mia. Tu riesci a ricordartene, Brian?
Bri - Qualche tarlo, ogni tanto...
Grace - 1 tarli non sono pulci. (Si muove nervosamente)
Sheila - Angelica Balabanoff. Adesso la teniamo fuori casa.
Grace - Direi. Lo so che ami gli animali, Sheila, ma un affetto che dovresti moderare.
Sheila - la prima volta che abbiamo pulci.
Grace - C' sempre una "prima volta". (Torna a sedersi accanto a Joe) Vero, pupa bella, bella, bella, bella?
Sheila - Guarda! Un altro attacco. (Grace si alza in piedi e fa qualche passo indietro)
Grace - Povera piccola!
Sheila - (esamina Joe) Sta peggio. Guarda.
Bri - Dorme. Le sta passando. Non ha avuto il sedativo, all'asilo, e adesso...
Sheila - Chi te lo dice?
Bri - Cosa?
Sheila - Che le passa.
Grace - Bisognerebbe sopprimerla.
Sheila - Un altro po' di sedativo. (Va in cucina)
Grace - Se dipendesse da me...
Bri - Chi, mamma?
Grace - La come si chiama, la gatta, con una iniezione...
Bri - Oh.
Grace - Le pulci portano malattie. (Bri si siede accanto a Joe e la esamina intensamente, guardando ansiosamente verso la cucina)
Pam - All'asilo di mia figlia, c' stata una epidemia di insetti, portata da un qualche bambino dei quartieri poveri...
Freddie - Come lo sai?
Pam - (spaventata dalla sua collera) Non d la colpa ai bambini.
Grace - Colpa dei genitori.
Pam - Emma ha avuto uno sfogo tremendo.
Grace - Ci sono bambini particolarmente sensibili. Brian ha avuto sempre la pelle delicata.
Bri - Lascia stare, mamma...
Grace - Penso alla sua crosta lattea... (Sheila viene dalla cucina con la bottiglia vuota)
Sheila - Ho trovato solo questa, vuota. Dov' andato a finire?
Bri - Gi! L'ha rovesciata Joe. L'ha buttata per terra. (Una pausa) Durante un attacco. Ho pensato solo a lei.
Sheila - Ma se come melassa! Come ha fatto a versarsi?
Bri - Beh, successo...
Sheila - stato lavato.
Bri - Le ho dato la dose ch'era rimasta, io poi ho lavato la bottiglia. (Pausa. Lei mette gi la bottiglia)
Sheila - Devi procurarle dell'altro sedativo.
Bri - Ne ha avuto abbastanza per stanotte. (Tutti guardano la bambina) Io sono partita, dice lei.
Sheila - Continua ad avere gli attacchi.
Bri - Non molto forti.
Sheila - La indeboliscono. Ha bisogno dell'anticonvulsivo.
Bri - Che ora ?
Pam - Venti minuti alle undici.
Bri - Capirai!
Grace - C' la farmacia notturna.
Freddie - Vado io.
Bri - Non occorre.
Sheila - La ricetta.
Grace - Copriti bene, Brian. Mettiti la sciarpa. (Parla a Pam che sente istintivamente affine) sempre stato il martire dei raffreddori. Mi ricordo che mi arrivava in lacrime con quei suoi poveri ditini tutti lividi, quando gli altri bambini ancora scorrazzavano. Dovevo strofinarglieli e dargli qualcosa di caldo e farlo sedere accanto al fuoco finch gli era passato. (Bri ascolta tutto questo e poi sorride e se ne va)
Sheila - (tenendo la mano di Joe) Ma cosa tramava, paparino, eh, rosellina? (Pausa. L'attenzione di Freddie si ora svegliata)
Freddie - Pensi che stia tramando qualcosa?
Sheila - una medicina molto densa. E impossibile versarla tutta. La bottiglia era piena, mah! Ce lo ha detto lui che l'aveva uccisa.
Freddie - Non era vero, perci...
Grace - Vi ha detto che?
Sheila - Che l'aveva uccisa... Si.
Grace - No!...
Freddie - Uno scherzo puerile.
Grace - I suoi scherzi? Io non li ascolto.
Freddie - Tutto per attirare l'attenzione.
Grace - Proprio per attirare l'attenzione.
Sheila - come un bambino. Per distrarre la mia attenzione da Joe e attirarla su di s. Esaurito quello scherzo, attacca con un altro, dove fa la parte dell'omicida o del cadavere, lo stesso, purch sia la parte pi importante.
Grace - Brian? Non posso immaginarlo, a meno che non sia provocato.
Freddie - L'altro scherzo di stasera, stato che io e Sheila abbiamo una relazione. E quanto a questo, gliel'assicuro, n io n lei lo ha minimamente provocato.
Grace - Forse lei no.
Sheila - Prego?
Grace - Non mi stupisce che Brian pensi che c' qualcosa.
Freddie - Perch?
Grace - Ecco, forse, sapendo quel che sapeva, era logico che sospettasse...
Sheila - Sapendo quel che... cosa?
Grace - E probabilmente, se lo aspettava. (A Pam) Voglio dire, se l' sempre un po' aspettato.
Sheila - Come sarebbe?
Grace - Niente.
Sheila - Spiegati.
Freddie - Francamente... io...
Grace - Mi scappata, scusa.
Sheila - Perch avrebbe dovuto aspettarselo?
Grace - Non lo sai?
Sheila - No.
Grace - Lo sai, Sheila. Brian sapeva tutto del tuo passato anche prima di sposarti.
Sheila - Certo, gliel'ho detto io.
Grace - Appunto.
Sheila - Tu come lo sai?
Grace - Me l'ha detto lui.
Sheila - Ah!
Freddie - Dio dei Cieli!
Pam - Ma che orrore!
Freddie - Avete sentito partire la macchina?
Sheila - Avrei voluto esserci a sentire la tua reazione.
Pam - Io no!
Grace - Te la dico subito!
Freddie - Vado a dare un'occhiata.
Grace - Gli ho detto: "Brian, devi essere tu a decidere".
Freddie - (a Sheila) Vado a dare una mano a Brian. (Esce dalla porta d'ingresso)
Sheila - Scommetto che ti venuto uno shock quando lui si deciso.
Grace - Cio?
Sheila - Dato che tu hai sempre deciso per lui.
Grace - (a Pam) Gentile, vero?
Sheila - L'hai rovinato tu.
Grace - Sentitela!
Sheila - Distrutto.
Grace - Grazie. (Silenzio. Entrambe le donne per il momento sono rimaste senza parole. Si muovono per la stanza)
Sheila - Dov' Freddie?
Pam - La macchina non si era messa in moto. andato ad aiutare.
Sheila - Non si messa in moto... (Fa per uscire ma Bri e Freddie rientrano)
Bri - Non parte.
Freddie - Ci hai provato? Eri seduto in macchina senza far niente, quando sono...
Pam - Lasciami andar via con la mia macchina.
Sheila - Devi proprio?
Pam - Dovevo andar via prima. (Tra s) Qualunque cosa, pur di andare..
Bri - Ti accompagno. Ti insegno una scorciatoia.
Pam - Non occorre. (Sta uscendo)
Freddie - (a Bri) Dalle la ricetta. (Bri la trova, la lascia cadere, la raccoglie, ecc.)
Sheila - gialla, sembra melassa. (Pam esce)
Bri - Venticinque sterline mi costata, quella macchina, e dopo soli tre anni, guardala li!
Grace - Non sei mai stato molto abile con le mani, tu. Hai preso da tuo padre. (A Freddie) Poveretto, passava giornate dietro alla radio e alla fine dovevamo chiamare il tecnico.
Sheila - (improvvisamente, con violenza, a Bri) Bambinone viziato! Cocco di mamma!
Freddie - Sheila, andiamo! inutile ora...
Sheila - (a Freddie) Lui sa che per ottenere quel che vuole, deve strillare e pestare i piedi, ma un po' grottesco, alla sua et, e allora, lui, attacca col "poveretto me", ma nessuno gli d retta e allora attacca con gli scherzi e tutti ridono, il che meglio di niente, e allora sotto con gli scherzi e quando tutti gli altri se ne sono andati, io mi devo sorbire il "poveretto me". (Si volta verso Grace) Perch tu l'hai viziato.
Freddie - Senti, Sheila, abbiamo tutti avuto...
Grace - In casa mia non c'erano pulci, lo ammetto. Facevo le pulizie di Pasqua ogni anno e non una volta ogni cinque. Si capisce, quando era un topino gli premevo le orecchie all'indietro per timore che gli sporgessero in fuori, aveva sempre l'acqua che bolliva nella sua stanza, quando aveva la faringite. E gli facevo il bagno di senape contro il raffreddore, e badavo che fosse riparato dall'aria. In una casa non devono esserci correnti. (A Bri) Non ce ne sono in casa mia: nella tua casa, Brian. Sei il benvenuto, te l'ho detto, specialmente da quando son rimasta sola. Pi che una casa, oggi, mi sembra un convento. E io li, incastrata tra quelle pareti come una monaca.
Sheila - (a Freddie) Eccoci! "Poveretta me!"
Freddie - Ssssh!
Grace - Che hai detto?
Sheila - Anche tu, come lui: "Poveretta me!"
Grace - Vedrai, quando sarai sola tu!
Sheila - Perch non ti metti insieme con la tua amica?
Grace - Con la signora Parry?
Sheila - Si. Perch no? Ve ne state in due, case senza correnti d'aria, con due televisori, due stufe, due falciatrici elettriche e due garage vuoti, a lagnarvi tutte e due che vivete come monache. Chi ve lo impedisce?
Grace - Una ha bisogno della sua indipendenza.
Sheila - Tu si? Io no. Io la odio.
Grace - Guai, se fossimo tutti uguali.
Sheila - (improvvisamente a Freddie) Lo vedi, il loro egoismo! Stiamo parlando di nuovo di loro. Joe qui, sta veramente molto male, e noi che facciamo? (Notando Joe di nuovo, si ferma. Va accanto a lei, la guarda da vicino)
Grace - Il povero topino sempre stato molto male.
Sheila - Dobbiamo chiamare il dottore. bianca come un lenzuolo e ha le labbra blu. il cuore.
Bri - La rimetto a letto, che ci dorma su.
Sheila - Respira appena...
Bri - Un tocco di flatulenza, lei dice.
Sheila - No.
Bri - Brucior di stomaco. (Sheila lo fissa con occhi sbarrati. Egli fa per prendere in braccio Joe)
Sheila - Lasciala! (Bri la lascia)
Grace - Dovrebbe essere all'ospedale.
Sheila - Ce la porto io!
Grace - Doveva andarci anni fa.
Sheila - Ma che Brian non la tocchi.
Grace - Allora s che questo matrimonio poteva riuscire. (Sheila rifiuta di alzarsi, va verso la porta) Non si pu aspettarsi che un uomo stia al secondo posto con un figlio come quello.
Freddie - Calma, calma!
Grace - Non colpa di Brian, se una spastica!
Sheila - Come hai detto? Non colpa sua? Colpa di chi, allora?
Grace - Di nessuno.
Sheila - Dillo!
Grace - Non intendevo "colpa tua". Non colpa tua. Non sei responsabile se c'era nella tua famiglia. Quando la cosa congenita, non si pu parlare di colpa...
Sheila - (a Freddie) Ma di che parla?
Grace - Degli accessi. (Pausa)
Sheila - Che accessi?
Grace - Di tuo zio.
Sheila - Dello zio? Che zio?
Grace - Che zio era, Brian?
Sheila - Le hai detto che mio zio aveva dei "disturbi"?
Bri - Oh, mammi!
Grace - Si.
Bri - (a Sheila) Tuo cugino Geoff.
Sheila - "Disturbi" appena nato? Quale bambino non soffre appena nato?
Grace - Nessun bambino della nostra famiglia, tanto per cominciare!
Sheila - Su questo non c' dubbio, si sa! (A Bri) Perch le hai detto di mio cugino Geoff? Sai che lei...
Bri - (annuendo, per pacificarla) Mi aveva appena edotto sulla epilessia nella nostra famiglia.
Grace - Come?
Bri - E per consolarla ho nominato qualcuno dei tuoi. Tu hai scelto il momento buono per rinfacciarglielo, eh?
Grace - Epilessia in casa nostra? Ma chi te l'ha detto?
Bri - Tu! Lo zio Neville.
Grace - Lo zio Neville! Oh! (Ride)
Bri - Lo zio Neville.
Grace - Che c'entra con la nostra famiglia? uno zio di acquisto. Ha sposato la zia May. (Annuendo) Certo! Ma May non ha avuto figli. La signora Parry dice che quando c' una tara in famiglia, si dovrebbe evitare di aver figli-
Sheila - Tutte le scuse son buone per quella mummia.
Grace - Ti prego, modera il tuo linguaggio. E tu, Brian non reagisci mentre quella insulta tua madre in pubblico.
Bri - Non te, mamma, la signora Parry.
Grace - La mia migliore amica.
Bri - Non ti aspetterai che io difenda la signora Parry! (Facendo la parte del dottore del manicomio) Infermiera, infermiera, ce l'abbiamo fatta, glielo dico io! Con questa c' da rendere sterili interi continenti. L'antifecondativo a cui hanno lavorato tutti questi anni: la signora Parry! (Ride da matto. Silenzio)
Grace - Non riesci a essere serio per un momento.
Bri - Ti porto a casa.
Grace - (stupita) Come? Al convento!
Bri - Si.
Grace - Grazie. Bella riconoscenza. ( sull'orlo delle lacrime, ora che evidente da che parte egli si trova)
Freddie - Credevo che tu non riuscissi a partire.
Bri - Ma se d l'aria al motore...
Freddie - Vuoi dire che non gliela avevi data prima... (Freddie e Sheila si guardano)
Grace - Avevo una borsa...
Sheila - E Joe? La lasci sola con Freddie?
Bri - Perch? Esci?
Sheila - Per telefonare al dottore.
Bri - Lo faccio io, quando torno. Se proprio vuoi disturbarlo.
Sheila - No, adesso. Ha perso la conoscenza.
Bri - Sto via venti minuti.
Sheila - Mezz'ora, se sei fortunato, Lei ti far il t.
Bri - Non mi fermer per il t...
Grace - Ho... ho quei biscottini con l'uvetta, che a te...
Bri - Va bene. Telefoner da l. (A Grace) Posso?
Grace - Ti ho mai detto di no?
Bri - (a Sheila) Okay?
Sheila - No. Adesso.
Freddie - Telefono io.
Bri - Eh?
Freddie - Mentre tu riaccompagni tua madre. Da un telefono pubblico.
Sheila - Davvero, Freddie?
Freddie - Ma certo!
Bri - Bastardo invadente!
Freddie - Cerco di aiutare...
Bri - Aiutare? Sei un bel rompiballe!
Grace - (a parte) Detesto il linguaggio volgare.
Sheila - Hai un gettone? (Freddie si cerca in tasca il denaro mentre continuano a parlare)
Grace - Forse ne ho uno io. (Anche lei cerca)
Freddie - Quella che suggerisci non una via d'uscita.
Bri - l'unica via.
Freddie - Una volta su quella strada, si arriva subito alla anarchia... 59
Bri - Magari!
Freddie - Non essere puerile, l'ordine necessario. "Quinto, non ammazzare."
Bri - Salvo quando le nostre rotte commerciali vengono danneggiate...
Grace - Avrei giurato di averlo, un gettone.
Bri - In quel caso dovrai scannare quanti potrai dei nemici della General Motors e della British Petroleum.
Sheila - E tu Freddie, non ne hai?
Freddie - No.
Sheila - La mia borsa disopra.
Freddie - Supponiamo che l'eutanasia venga legalizzata e che facciamo morire tua figlia. Passano vent'anni e si trova una cura.
Sheila - Trovato?
Grace - Cos' questo? Non ci vedo.
Sheila - Un gettone per la lavanderia.
Freddie - Pensa un po'!
Bri - Cio il cervello comincia a funzionare?
Sheila - Ecco!
Bri - Un cervello di neonato, in un corpo di trent'anni?
Sheila - Non un gettone.
Grace - C' cosi poca luce! E queste pulci, che ti mangiano!
Freddie - No, una specie di innesto.
Bri - Con un cervello di adulto?
Freddie - Non lo so, si.
Sheila - Brian, ce l'hai un gettone? (Bri comincia a cercare)
Bri - Il cervello di una donna morta a trent'anni? Eccone uno. (Sheila lo prende) E l'anima di chi?
Sheila - Eccolo, Freddie. (Gli d il gettone. Bri si riprende indietro il gettone. C' una piccola lotta)
Freddie - Ma che facciamo? lo chiamo il Pronto Soccorso. L'ospedale. Non occorre gettone.
Sheila - Si, l'ambulanza! Di' che urgente. Ti mostro dov' la cabina.
Grace - Si metta il soprabito. Fa un freddo cane. (Ma sono usciti) Anche tu, copriti bene, Brian, se devi portarmi a casa. (Prende dalla sua borsetta degli articoli di cosmetica e passa alcuni minuti a ricomporsi la faccia, senza quasi rendersi conto di quello che accade dietro di lei) Uscire da un locale riscaldato in una notte come questa, il sistema migliore per prendersi un raffreddore. Uscendo dal cinema il vento tagliava come la lama di un coltello. (Bri, senza ascoltarla, va da Joe e cerca di sentirle il cuore, le prende il polso) Ho detto alla signora Parry: "Signore, che notte!" e lei ha detto, che hanno detto che sar cosi fino a tutto febbraio. "Che sciagura per i vecchi", ho risposto, e lei ha detto: "Grace, mi dispiace di dovertelo ricordare, ma i vecchi, ora, siamo noi". (Bri alza gli occhi. Grace continua a rifarsi la faccia. Bri guarda Joe, poi guarda la porta. Solleva la creatura e se la butta sulla spalla. Va con lei alla porta della cucina, esce e si chiude la porta dietro) Se mi accompagni, copriti bene, perch non tanto il freddo, quanto la differenza di temperatura. (Si guarda intorno, vede che uscito e continua a parlare al pubblico) Sto parlando da sola. una macchina vecchia, senza riscaldamento, con l'aria che entra da tutte le parti, e lui sempre stato molto facile ai raffreddori. (Sheila ritorna dalla porta d'ingresso) Beh, se uno fatto cosi, perch deve vergognarsi?
Sheila - Dov' Joe?
Grace - Pardon?
Sheila - Joe uscita.
Grace - Come pu essere uscita? (Vede che non c pi)
Sheila - L'ha portata via lui. Dove?
Grace - Non l'ha detto. (Durante questo colloquio, Bri porta Joe attraverso la scena dietro la schiena di Sheila, dalla porta d'ingresso posteriore alla porta d'ingresso anteriore)
Sheila - (in collera) Non l'hai visto uscire?
Grace - Un momento gli stavo parlando, e un momento dopo parlavo da sola.
Sheila - (al fondo delle scale, chiama) Bri! (Corre di sopra)
Grace - L'avr messa a letto, povero topino. Non dovrebbe stare sempre in salotto, l'ho pensato appena sono entrata. (Parla al pubblico di nuovo) Il padre di Brian diceva sempre: "Grace, io ho avuto la mia vita, se soltanto potessi dare alla piccola quel che mi rimane, lo farei". Sono sicura che diceva sul serio. Per quanto, come poi risultato, gli era rimasto poco, perch morto l'anno dopo. (Si sente Sheila che chiama Bri al piano di sopra mentre Bri entra dalla porta d'ingresso)
Bri - Sei pronta, mamma?
Grace - Come?
Bri - Pronta ad andare?
Grace - Sto preparandomi.
Bri - Allora, mettiti il cappotto.
Grace - Tu non te lo metti?
Bri - Non c' tempo. Vado a vedere se parte.
Grace - La conosco quella macchina. Comincia a metterla in moto. (Sheila scende le scale. Grace improvvisamente si ricorda e chiede) Cosa ne hai fatto di Josephine?
Sheila - Bri! (Bri corre in cucina, chiudendo la porta. Sheila entra nella stanza) Sopra non c'. Non lo trovo. Dev'essere uscito.
Grace - Era qui un minuto fa.
Sheila - Con Joe?
Grace - No.
Sheila - Dov' andato?
Grace - L fuori.
Sheila - In giardino?... (Sheila esce per la cucina, lasciando la porta aperta)
Grace - Attenzione ai gatti. (Chiude la porta della cucina e si gratta. Bri entra dalla porta principale con il cappotto di Grace)
Bri - Pronta?
Grace - Ma che fretta! Sei riuscito a farla partire?
Bri - Mettiamoci dentro. Se non parte, la spingo io.
Grace - Attento a non farti uno strappo.
Bri - Infilati il cappotto.
Grace - Sheila andata in giardino a cercarti.
Bri - Spicciati.
Grace - Che ne hai fatto della piccola?
Bri - Io? Niente. Non con Sheila?
Grace - Sheila la sta cercando. (Intanto egli riuscito ad infilare a Grace il cappotto) Devo parlare a Sheila del golfetto.
Bri - Non il momento, mamma. (Raccoglie le cose d Grace e fa per andare) Presto!
Grace - Ma non aspetti il tuo amico? Ecco Sheila... (E Bri corre fuori per la porta d'ingresso con tutta la roba di Grace. Sheila entra dal giardino per la porta della cucina)
Sheila - Non li trovo. E sta nevicando.
Grace - Nevica? Signore! Brian, copriti!... (Vede che uscito)
Sheila - Era qui?
Grace - Dov' andato, adesso?
Sheila - Con Joe.
Grace - Dev'essere andato alla macchina.
Sheila - Con Joe?
Grace - No. Non l'aveva vista. Mi stava facendo una gran fretta ma io gli ho detto: "Aspetta, devo chiedere a Sheila se il golfetto di Josephine va bene, a parte le maniche..." (Sheila andata a guardare in anticamera. Ora si sente un'esplosione in cucina, non molto forte, ma abbastanza forte da far interrompere a Grace il discorso e da far rientrare Sheila nella stanza. seguito da un suono di vetro che cade} Signore!
Sheila - di l!
Grace - Mi sembrato il gas. Hai lasciato aperto il gas? (Sheila va in cucina) Che i gatti non vengano dentro.
Sheila - (fuori) Vetri in frantumi! E questa roba che appiccica!
Grace - Cos' stato? (Esce, chiudendo la porta. Freddie e Pam entrano dalla porta d'ingresso di fronte, Pam porta la bottiglia della medicina gialla)
Freddie - Sar disopra.
Pam - Perch aperta la porta d'ingresso? (Sheila entra dalla cucina)
Freddie - Han mandato l'ambulanza.
Pam - La porta d'ingresso aperta.
Freddie - Entrando, ho incontrato Pam.
Grace - Che disastro!
Freddie - Che?
Grace - Vetri in frantumi...
Sheila - scoppiato l'impianto per la birra allo zenzero.
Freddie - Dov' Brian?
Sheila - Impazzito. corso fuori con Joe in braccio...
Freddie - Fuori?
Pam - Nevica di nuovo, lo sai?
Freddie - Non l'abbiamo visto.
Pam - La porta era aperta.
Sheila - Nevica... (Va verso l'ingresso ma Bri entra portando Joe)
Bri - Credo che sia tutto finito. (La posa sul sof)
Freddie - Cosa, finito?
Bri - Guardatela. (Sheila si inginocchia accanto al sof, prende Joe tra le braccia, la coccola e la riscalda, ricoprendola tutta e cullandola)
Sheila - Mio povero fiorellino...
Freddie - (quieto, autoritario) Che cosa successo?
Bri - L'ho portata fuori.
Freddie - E che hai fatto?
Bri - Niente, l'ho lasciata li, sul sedile posteriore della macchina.
Freddie - A che scopo?
Sheila - ... vermetto, povero piccolo verme...
Bri - Una frase che ha detto mamma mi ha suggerito l'idea.
Grace - Io? Non ho mai suggerito di portarla...
Bri - No.
Grace - In una notte come questa?
Bri - Hai detto...
Grace - Brian!
Bri - Hai detto che era freddissimo, volevo lasciarla in giardino, ma non ho avuto il coraggio...
Sheila - Nessuno, che sappia fare la respirazione bocca a bocca?
Freddie - Io no.
Bri - Cosi l'ho messa nella macchina. Non so bene cosa volevo, solo che smettano di continuare a salvarla. Quando sei andato al telefono io ho pensato...
Sheila - No. Non Io sento. Oh, povero uccellino. gelata.
Freddie - Forse stato Io shock.
Grace - Signore! Brian, non so cosa ti ha indotto a fare una cosa simile... (Grace prende una delle mani di Joe e la frega vigorosamente tra le sue)
Freddie - Avete uno specchio?
Grace - Nella mia borsetta...
Sheila - Fatti forza, uccellino, piccioncino mio... (Freddie cerca nella borsa di Grace)
Grace - Oh, Brian, non dovevi! Per quanto malata, povero topino, non dovevi farlo, deliberatamente.
Freddie - Lo specchio. (Lo asciuga. Lo d a Sheila, che lo tiene davanti alla bocca di Joe)
Sheila - Prova, dolcezza, prova, tesoro, fallo per mamma... (Bri guarda, atterrito. Gli altri sono raggruppati attorno al sof) Prova, amore, starai bene, vedrai... (Bri si allontana, si siede ' da parte)
Grace - Forse il vetro non abbastanza freddo, per vedere la condensazione. Proviamo una piuma... Il minimo movimento d'aria... (Cerca tra i cuscini una piuma)
Pam - (a Freddie) orrendo.
Grace - Va bene?
Freddie - Si.
Grace - Ecco. Vicino alla bocca. Fu cosi che capimmo che il povero pap se n'era andato. (S sente squillare il campanello della porta d'ingresso)
Freddie - Sono arrivati. Non dite niente, nessuno. Risponder io alle domande. Concentratevi sulla piccola. Non peggioriamo le cose. D'accordo?...
Sheila - Fiorellino dolce, torna... (La alzano e si muovono in gruppo verso la porta)
Grace - (a Pam) Non sarebbe graziosa se potesse correre in giro per la stanza? (Le luci si attenuano. Bri si fa avanti verso il proscenio)
Bri - Sheila ed io siamo saliti con lei nell'ambulanza. Mamma nella macchina di Pam, ad aspettare le notizie. L'Ospedale tutto in subbuglio, infermiere volontarie che correvano come cani sanbernardo... (Finge di avere in mano un microfono e parta con voce scossa come un reporter) Se qualcosa pu rincuorare, in un simile disastro, il modo meraviglioso in cui stata messa in atto questa grande operazione di misericordia, e, beninteso, l'ottimismo, che sempre distingue noi inglesi; e che improvvisamente, nei momenti di crisi, sembra soffondere tutta la nauseante atmosfera. Mi ricordo, nel momento in cui vennero dentro, il marito inciampava e tremava come una foglia, ma nessuno sapeva cosa fare. (Smette di fare la parodia) Comunque i macellai si decisero a mettersi al lavoro con l'ossigeno: "C' qualche speranza, infermiera... forse la nostra fatica non andr perduta"... Conclusione: la piumetta di mamm si messa a vibrare. (Guarda la scena, con una pausa di pochi secondi) Sheila non si reggeva in piedi, un po' per l'ansiet e un po' per il sollievo, cosi le han preparato un letto, li, per la notte. Joe stata ricoverata, non han detto per quanto, forse una settimana. Io me ne sono andato con Freddie che ha riaccompagnato mia madre in convento; e mi ha pregato di restare da lei. "Ti preparo una bella borsa d'acqua calda" mi ha dett, e visto che non attaccava: "La mia coperta elettrica, allora?". E io: "No, mamma. Ciao, mi far vivo". Allora ha proposto di accendere la stufa Valor, che mi piaceva tanto perch proiettava bagliori di luce sul soffitto della camera da letto. Sono quasi svenuto dalla tentazione, ma ho stretto i denti, ho detto no, dovevo dar da mangiare al colibr'. E lei a insistere, che aveva il mio vecchie tutto era finito bene e che bisognava ringraziare Iddio. chio orsacchiotto e il sonaglio, da qualche parte... Sono scappato via di corsa. Freddie ci tirava su di morale, dicendo che tutto era finito bene e che bisognava ringraziare Iddio. troppo buono di cuore, Freddie, troppo debole, troppo a-mante dell'ordine e della legge. In quanto a Pam! Lei ha le idee giuste, per le ragioni sbagliate. Secondo me. Eccomi qua, mi metto anche a giudicare il prossimo. Bri, chi ti credi di essere, Dio? Cosi, dopo avermi sganciato a casa se ne sono tornati via, dai loro tre favolosi bambini, al riscaldamento a nafta... al loro yacht di materia plastica. Sono stato felice, quando se n' andato. Non possibile pensare con quel megafono che blatera e blatera. Non che io avessi molto a cui pensare. Solo dei dettagli. Il nostro matrimonio a-vrebbe funzionato come tutti gli altri, se non fosse stato per Joe. Io ero troppo giovane per il matrimonio, vero, naturale. Lo sar sempre. Ma Sheila mi avrebbe trascinato a urlacci a diventare uomo. Invece, sono stato uno del suo zoo, mi voleva bene come si vuol bene a qualsiasi pesce rosso o a una pianta. Cosi adesso la questione era come dirle che io me ne andavo. E quando ho cominciato a studiare la questione, ho visto che non si trattava soltanto di Joe, ma anche delle mie ambizioni... E della prima volta che avevo visto Babbo Natale e - questo malessere oggi peggio di ieri - i bagliori della stufa sul soffitto... e cosi alla fin fine far bene a strisciare via in silenzio... (Va nella stanza e comincia in fretta a mettersi in tasca vari oggetti, si infila il cappotto ecc.) Mi son fatto la barba, mi son lavato... ho preparato la valigia... (Porta la valigia dall'anticamera e ci sta in piedi vicino) Non ho ancora deciso dove andare. Dovr sparire, immagino. Nella giungla o in Australia. (Guarda l'orologio) Se fosse una giornata come le altre, sarebbe ora di uscire e attaccare col: "Guardare dritto in avanti, mani dietro la nuca"... ma non lo far mai pi, lo giuro! Voglio un lavoretto tranquillo... calmo... Guardiacac-cia nel Kenia, o guardiano allo Zoo... o meglio ancora, all'Orto Botanico... (Guarda la stanza, con la schiena al pubblico, come per fissarsela per sempre) Bene. (Si sente rumore fuori. La porta si apre. Bri si nasconde dietro la parete. Cerca una via d'uscita ma Sheila entra. Non lo vede. Egli tenta di uscire e lei lo sente. Egli tira fuori la pistola e fa fuoco su di lei)
Sheila - Sei sveglio. Pensavo che tu fossi a letto.
Bri - Devo andare a scuola.
Sheila - Non ci andrai mica!
Bri - Si.
Sheila - No. Datti assente.
Bri - Mancano solo due giorni. Come stai? (Ma Sheila guarda ancora la porta d'ingresso)
Sheila - (chiamando) Grazie! (Va alla porta d'ingresso. Bri cerca una strada per cui fuggire. L'altra porta finestra, ecc. Ma non ha speranze. Sheila rientra trascinando Joe nella sua sedia a rotelle) Eccoci qui, a casa di nuovo, fiorellino.
- (La lascia al centro della stanza)
Bri - (s avvicina a loro) Pensavo che la tenessero l ancora un po'.
Sheila - Volevano, ma perch? Le ho curato io la polmonite, l'influenza, non so quanti raffreddori. Perch seccare delle infermiere che han tanto da fare? - (Ora stanno in piedi o accovacciati uno da una parte e uno dall'altra, di Joe, come nella prima scena)
Bri - Come stai tesorino?
Sheila - Ancora un po' assonnata, ma il polso pi sostenuto e respira bene. (Bri sorride. Joe sospira e volta la testa. Essi la guardano. tutto quello che Bri riesce a sopportare. Poi guarda l'orologio) Certo, non potr tornare all'asilo questo trimestre. E neanche tu, alla scuola.
Bri - Ma devo, amore. (Bri si avvicina)
Sheila - Tutta la notte ho continuato a dirmi: "Passer tanti giorni a Ietto, con te, Bri..." - (Comincia a sbottonargli il cappotto) Telefoner io, al Preside, se tu non hai il coraggio di farlo.
Bri - Non bello verso i miei colleghi. (Lotta per svincolarsi e lei gli fa il solletico. Egli costretto a ridere)
Sheila - Pensavo: arriver a casa prima che lui si alzi, gli porter la colazione a Ietto. Hai preso qualcosa di caldo?
Bri - T e un toast. Si. E ho nutrito tutto lo zoo. E ho ripulito un po'.
Sheila - - Gli porter tutto a letto, ho pensato. E dopo mi infiler nel letto accanto a lui e guarda che cosa trovo! Dovr cavargli tutti questi vestiti. Ce ne staremo in casa tutto il giorno e fuori la neve, fredda e silenziosa. E noi, in casa, a fare i nostri giochini... (Lo abbraccia. Egli ha smesso di lottare) La notte scorsa, mentre me ne stavo sdraiata a pensare a quello che avevi tentato di fare a Joe...
Bri - (in fretta) Avevo perso la testa, lo sai, mammina... Tra mia madre e Freddie...
Sheila - No, non intendevo biasimarti. stata colpa mia. Ti avevo chiesto troppo. Lo sai che cosa far? Cercher un bell'istituto, dove sono sicura che la custodiranno bene, e che lei non si lamenter. E quando l'avr trovato, sai cosa? (Lei sta guardando il pubblico. Lu la guarda) La lasceremo l... per... non so, molte settimane, anche un mese, tutti gli anni. Cos potremo andare all'estero. Undici anni che non ci andiamo. Sar una seconda luna di miele. Sei contento? Cominciamo subito! (Gli passa le mani addosso)
Bri - Vado a telefonare alla scuola. (Riesce a liberarsi)
Sheila - Corri fino alla cabina e torna di corsa. Non posso pi aspettare! E anche se sono pochi metri, copriti bene.
Bri - Vado in macchina.
Sheila - Per andare solo fin l?
Bri - Se la cabina occupata, ne cerco un'altra.
Sheila - Sii prudente e fa presto.
Bri - Promesso. (Rimane immobile, fissandola. Lei sta per andare in cucina, per si sente come costretta a dire qualcosa di pi)
Sheila - Io vado su. La porti tu, Joe, nella sua stanza, quando torni? cosi pesante! (Bri annuisce. Lei va in cucina. Bri prende la valigia, ed esce. Si sente sbattere la porta. Sheila rientra, chiude la porta per via dei gatti. Si gratta il braccio. Ai pesci) Pap vi ha dato da mangiare? un buon pap. (All'uccellino) Hai avuto i tuoi semini? Che buon pap! (A Joe) Non siamo fortunate? (Esce e va su per le scale. Joe rimane. Sipario)
FINE


